fondazione marcegaglia
Lotta alla malnutrizione ed empowerment femminile in Afghanistan
G
li ultimi anni ci stanno abituando a un caldo estivo che si alterna a piogge torrenziali e a temperature che oscillano di molti gradi da un giorno all’altro. Condizioni che rendono l’agricoltura più complessa e in alcune zone impraticabile. Se alle condizioni naturali aggiungiamo anche un lunghissimo tempo di conflitto - oltre 40 anni! - penso ti sia facile immaginare che non solo l’agricoltura, ma la vita in generale sia complessa e a tratti impossibile, soprattutto se sei una donna. Questo luogo esiste: è l’Afghanistan. Ed è qui che la coltura idroponica può fare la differenza! Con il sostegno al progetto Green Rooms dell’organizzazione italiana She Works for Peace, siamo arrivati fino a Kabul per formare sia sul piano teorico che su quello pratico un gruppo di 35 donne - molte vedove o responsabili di famiglie con minori e persone con disabilità - sul funzionamento e la costruzione di impianti idroponici. Le colture idroponiche permettono di coltivare piante risparmiando il 70-90% dell’acqua utilizzata, possono avere una resa fino a tre volte superiore a quella dell’agricoltura tradizionale e, sviluppandosi anche in verticale, occupano meno suolo. L’obiettivo finale? Coniugare sicurezza alimentare e impiego femminile tramite la creazione di impianti idroponici a livello domestico. Gli impianti aiutano le donne ad acquisire nuove competenze tecniche, offrono accesso a un’alimentazione adeguata per le loro famiglie, e aiutano a creare opportunità di impiego e inclusione a livello locale. Il futuro delle donne afghane passa dall’agricoltura, dalla sua evoluzione tecnologica e anche da persone come te che credono e costruiscono una
società in cui tutti e tutte hanno una possibilità. IDROPONICA DOMESTICA: L’INNOVATIVO PROGETTO DI SHE WORKS FOR PEACE Il contesto Con un conflitto in essere da oltre quarant’anni, l’Afghanistan è un paese che si ritrova a dover far fronte a innumerevoli necessità e limitazioni sociali, culturali e strutturali che ne impediscono una piena ripresa sociale ed economica. In particolare, la condizione delle donne, soprattutto al di fuori dei principali centri urbani, è estremamente critica, aggravata dalle restrizioni
in atto che limitano l’accesso all’istruzione superiore, la libertà di movimento senza un accompagnatore e le opportunità di impiego. Il Paese fronteggia anche una diffusa mancanza di sicurezza alimentare che riguarda 20 milioni di persone, circa la metà della popolazione. I tagli ai progetti di aiuto alimentare gestiti da organizzazioni internazionali stanno inoltre avendo ricadute pesanti sull’intera popolazione, colpendo però più duramente le famiglie guidate da donne: • l’84% di loro non ha cibo sufficiente per via delle restrizioni in corso • 3.2 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di malnutrizione acuta Il Progetto e l’impegno di Fondazione Marcegaglia Per rispondere a questi bisogni nasce il progetto Green Rooms – stanze verdi – di She Works for Peace sostenuto da Fondazione Marcegaglia con una donazione di 50 mila euro. In coerenza con la missione di Fondazione, il progetto punta all’autonomia delle donne e alla loro emancipazione come motore della società; l’occupazione femminile è quindi al centro di questo impegno insieme alla sicurezza alimentare tramite la creazione di microimprese idroponiche a livello domestico. Gli obiettivi del progetto: • formare 35 donne capofamiglia; • trasferire competenze teorico-pratiche sui sistemi di coltura idroponica; • garantire disponibilità di frutta e verdura per tutto l’anno, fornendo alla famiglia cibo di qualità e salutare anche in presenza di spazi ridotti; • fornire competenze manageriali alle donne e garantire opportunità di lavoro attraverso la creazione di una cooperativa alimentare. Nella seconda fase del progetto è prevista infatti la creazione di una cooperativa a gestione e partecipazione femminile per la vendita di ortaggi freschi e la trasformazione alimentare. Il risultato atteso è la sostenibilità e l’autonomia personale delle donne e la ripartenza dell’economia e della società afghana.
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n. 5 Ottobre-Novembre 2024