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magiclake spring 2023

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ARTE

Enzo Fiore

Una poetica in bilico tra vita e morte, arte e natura, uomo e mito foto Stefano Marinari

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olto è accaduto nel panorama artistico internazionale da quando, durante un’esposizione in una galleria romana nel 1967, Kounellis sconvolgeva il pubblico presentando un’installazione composta da un pappagallo vivo, posto di fronte ad una lastra di metallo. Proprio in quell’anno lo storico dell’arte Germano Celant andava teorizzando un movimento, che diverrà poi noto con l’appellativo di Arte Povera. In aperta polemica con l’arte tradizionale, l’attitudine del movimento era caratteriz-

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Como

zata dalla “possibilità di usare tutto quello che hai in natura e nel mondo animale” (G. Celant, intervista a Repubblica, 7 maggio 2017), proponendo semplicità di media e di contenuti. Alla base del linguaggio artistico dell’Arte Povera stava quindi l’utilizzo di materiali di recupero, talvolta deperibili, alla cui caducità veniva spesso attribuito un valore concettuale. Un anno dopo la famosa apparizione del pappagallo di Kounellis nasceva Enzo Fiore, artista milanese, nella cui opera si possono riconoscere i tratti e

le attitudini anticonformiste di quel periodo. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, sotto la guida del maestro Luciano Fabro, esponente proprio dell’Arte Povera, si dedica inizialmente al restauro di dipinti antichi e alla realizzazione di allestimenti scenografici. Queste prime esperienze gli permettono di acquisire una notevole padronanza tecnica ed un’attenzione al dettaglio che ritroveremo in tutta la sua produzione artistica. La possibilità di attingere al mondo naturale come ad una tavolozza


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