Numero
| 6 | Settembre 2026
Rassegna
IMBALLAGGIO
dell’
www.packagingspace.net
PRIMO PIANO
INSIDE
È un mercato che continua a crescere, ma che al tempo stesso cambia composizione, quello del packaging farmaceutico. CPHI Milan (6-8 ottobre) rappresenta la cornice ideale per comprendere l'evoluzione del settore.
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FATTI &TENDENZE Il 12 agosto sono diventate operative le prime disposizioni del Regolamento europeo 2025/40 sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR). La nuova normativa segna una vera trasformazione culturale che richiede consapevolezza, preparazione e collaborazione lungo l’intera filiera del Pag. 18 packaging.
DOSSIER
BUILT AROUND THE PROCESS. DRIVEN BY INTEGRATION. Our solutions, our technologies, and our machines work as one to streamline your processes and boost performance. Discover the flow we bring to innovation. Visit us at
CPHI WORLDWIDE 2026 Milan, ITALY • October 6-8 • Booth 9C2
imagroup.com
Il packaging premium evolve verso soluzioni sostenibili, tattili e tecnicamente impeccabili. Le novità del settore saranno protagoniste a LUXE PACK Monaco, dove dal 28 al 30 settembre sono attesi più di 380 espositori e 9.000 professionisti da tutto il Pag. 22 mondo.
AMBIENTE L’Italia guida l’economia circolare in Europa: il riciclo degli imballaggi supera il 77% mentre la raccolta di carta e cartone raggiunge il 93%, con filiere sempre più efficienti e territori in crescita.
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INTERNATIONAL ENOLOGICAL AND BOTTLING EQUIPMENT EXHIBITION
LEADER IN WINE & BEVERAGE TECHNOLOGY info@simei.it / simei.it
17th-20th November 2026 Fiera Milano (Rho) Italy Liquid innovation. Solid solutions.
info@bevertech.it www.bevertech.it
Voglio realizzare un prodotto farmaceutico unico.
Questa è la nostra risposta: a chi mette la sicurezza al primo posto, sempre. a chi punta sull’innovazione tecnologica. Progettiamo e realizziamo linee complete per lo sviluppo e il confezionamento farmaceutico, coprendo l’intero processo produttivo: dal riempimento asettico all’ispezione, fino al confezionamento secondario e alla pallettizzazione. Grazie all’innovazione e al supporto di un network globale, garantiamo processi produttivi farmaceutici affidabili e conformi ai più elevati standard di qualità, trasformando ogni progetto in una soluzione efficiente, scalabile e pronta ad affrontare le sfide del domani. INSPIRED BY THE EXTRAORDINARY
Vieni a trovarci:
CPHI Worldwide 6-8 ottobre 2026 Hall H09 | Stand 9A2 Milano, Italia marchesini.com
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Sommario
Rassegna
IMBALLAGGIO
dell’
www.packagingspace.net Direttore Responsabile Stefano Legnani Coordinamento editoriale Chiara Bezzi chiara.bezzi@innovativepress.eu Marketing e Vendita Katia Pasquali katia.pasquali@innovativepress.eu
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Grafica e impaginazione Amalia Pari Stampa e confezione Grafiche Giardini Srl - Pantigliate (MI) Costo produzione copia € 2,40 Abbonamenti e diffusione customercare@innovativepress.eu 8 numeri all’anno. L’abbonamento decorre dal primo numero raggiungibile. Italia 60 euro - Europa 100 euro
Il network Rassegna Grafica
Editore
p Innovative Press
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22 Lusso e nuove regole, le linee guida per un settore da 17 miliardi 23 Luxury packaging, finiture responsabili e sensoriali 24 At LUXE PACK Monaco the future of luxury packaging 25 Baralan, il valore della decorazione 3D 26 Guala Closures, co-invenzione e design strategico 27 Berlin Packaging Beauty, circolarità nel packaging di lusso
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40 Chiyoda Gravure, nuovo valore aggiunto con la Truepress PAC 830F di SCREEN 41 Polyedra diventa un marchio europeo 44 Prati, tecnologia che guida il futuro 45 Sun Chemical’s inks track recycling of milk bottles
46 SOMIC, automazione end-of-line per la massima produttività 47 Pilz, sicurezza integrata per il futuro 48 Grafiche Sabbioni sceglie Speedmaster XL 106 6L per il packaging di alta gamma
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Ambiente
50 Riciclo degli imballaggi, l’Italia supera il 77% 51 Carta e cartone, record per la raccolta differenziata 52 Gruppo Hera rileva il 70% di Kronos Polymer Polska
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Case History
30 Le principali tendenze delle carni case-ready 31 Salumi, export oltre i 2,5 miliardi 32 SPAR Austria e CRYOVAC, -70% di imballaggi per la carne
54 Cognibotics si affida a Keba per l’intralogistica
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Eventi
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Prodotti&Tecnologie
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Converting&Label
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Focus Normativa UE 1169/2011
35 Nimax, etichettatura sicura, codifica evoluta 36 PressPall, il pallet che cambia l’efficienza dell’export 37 Citus Kalix, efficienza integrata per l’Health&Beauty 38 Encoder intelligenti ELAP, ruolo chiave nel condition monitoring
Aziende&Strategie
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Alcune immagini presenti in questo numero sono tratte da: Magnific.com, Pexels.com e Pixabay.com
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16 Costruttori macchine packaging, sfiorati i 10,5 miliardi di euro di fatturato 18 PPWR: oltre gli obblighi, una riforma culturale 21 Stampa e converting, una filiera innovativa
Dossier
Redazione Innovative Press S.r.l. Via Caradosso 17 - 20123 Milano Tel. 02 21103102 info@innovativepress.eu www.innovativepress.eu
FM Food Machines BM Beverage Machines
4 Packaging farmaceutico, più flessibilità per un mercato che cambia 7 CPHI Milan, hub globale per l’industria farmaceutica 8 IMA PHARMA and IMA MED-TECH at CPHI Milan 2026 10 Universal Pack, approccio sistemico,al packaging farmaceutico 12 Marchesini Group, Pharma, Aseptic e Digital in mostra 14 Coesia, offerta integrata per il manufacturing farmaceutico
Fatti&Tendenze
Redazione Silvia Ballabio Chiara Riccardi
Rassegna dell’imballaggio
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Primo Piano
34 Automation Address, innovazione, tracciabilità e conformità per il packaging del futuro 35 Gruppo Finlogic, un unico partner per la tracciabilità
56 Dati, creatività e AI, nuovo linguaggio delle etichette 58 Bevertech, tutto pronto per il debutto 59 PACK EXPO International, where packaging meets progress 60 BrauBeviale driving the next wave of innovation
Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
TLM | engineered for performance
LIGHTLINE | standardized for simplicity
TOG | built for versatility
Scopri le tre gamme di prodotti Schubert per attività di imballaggio di qualsiasi dimensione e complessità.
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Primo Piano
PACKAGING FARMACEUTICO
più flessibilità per un mercato che cambia È un mercato che continua a crescere, ma che al tempo stesso cambia composizione, quello del packaging farmaceutico, trainato dalla diffusione delle terapie per le patologie croniche, della medicina personalizzata e dei farmaci biologici. Riccardo Ceredi
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econdo Grand View Research, il mercato mondiale del packaging farmaceutico raggiungerà i 182 miliardi di dollari nel 2026, per arrivare a 350 miliardi entro il 2033. Il packaging primario continua a rappresentarne la componente predominante (76,4% del valore complessivo), mentre plastiche e polimeri restano i materiali più utilizzati, con una quota del 36,6%. Dietro questa crescita non c’è però soltanto un aumento dei volumi produttivi. Sta cambiando il mix dei farmaci immessi sul mercato. Secondo IQVIA, nel 2025 i prodotti per uso oncologico, immunologico e per il trattamento del diabete rappresentavano il 43% del valore del mercato farmaceutico mondiale, con un’incidenza cresciuta dell’11% rispetto al 2019. Nello stesso periodo, i farmaci per il trattamento dell’obesità sono entrati per la prima volta tra le prime cinque aree terapeutiche globali. L’affermazione di farmaci biologici, terapie personalizzate e trattamenti per patologie croniche richiede contenitori, dispositivi di somministrazione e processi di confezionamento più complessi rispetto ai tradizionali farmaci solidi orali, con standard sempre più elevati in termini di protezione del prodotto, tracciabilità e sicurezza. Per i costruttori di macchine significa sviluppare impianti capaci di coniugare produttività e flessibilità, adattandosi rapidamente a formati differenti senza compromettere affidabilità ed efficienza.
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Dalla compressa all’autosomministrazione: cambiano i formati
Blister e flaconi continuano a rappresentare il cuore del confezionamento farmaceutico. Il mercato globale dei blister è stato valutato in 32,5 miliardi di dollari nel 2025 e dovrebbe raggiungere i 60,2 miliardi entro il 2033, mentre i blister cold-form, realizzati in alluminio per garantire una barriera pressoché totale contro gli agenti esterni, figurano tra i segmenti a più elevato tasso di crescita. Parallelamente aumenta il ricorso a fiale, cartucce e soprattutto siringhe preriempite, che riducono le operazioni necessarie prima della somministrazione, limitano gli errori di dosaggio e favoriscono l’autosomministrazione. Secondo Grand View Research, il mercato globale delle siringhe preriempite ha raggiunto gli 8,7 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe superare i 18 miliardi entro il 2033, con un tasso medio di crescita annuo del 9,7%. A sostenere questa evoluzione contribuiscono l’invecchiamento della popolazione, la diffusione delle patologie croniche e lo sviluppo di terapie somministrabili anche al di fuori dell’ambiente ospedaliero. Un ruolo importante è svolto anche dai farmaci della classe GLP-1 (GlucagonLike Peptide-1), impiegati nel trattamento del diabete di tipo 2 e, più recentemente, dell’obesità, il cui successo commerciale ha accelerato la diffusione di penne iniettabili, autoiniettori e dispositiv i combinati farmaco-dispositivo. Anche il report 2025 Pharma Trends Outlook di CPHI individua nella crescita dei farmaci biologici e delle terapie per diabete e obesità uno dei principali fattori destinati a trasformare la filiera farmaceutica e, di conseguenza, le esigenze del packaging. Per i costruttori di macchine questo significa affrontare nuove sfide progettuali. Fiale, cartucce e siringhe preriempite sono contenitori fragili, ad alto valore e caratterizzati da tolleranze dimensionali molto ristrette. Le linee devono quindi garantire movimentazione, alimentazione e confezionamento senza Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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comprometterne l’integrità, gestendo rapidamente diametri, lunghezze e configurazioni differenti e riducendo al minimo tempi di cambio formato e parti dedicate.
Confezionare prodotti diversi sulla stessa linea
La flessibilità è da sempre un requisito fondamentale delle linee di confezionamento farmaceutico, ma oggi assume un significato più ampio. Non si tratta più soltanto di cambiare formato: una stessa linea deve poter gestire piccoli lotti destinati agli studi clinici e produzioni commerciali, prodotti per mercati diversi o dispositivi che integrano siringhe, sistemi di sicurezza dell’ago, componenti di protezione ed etichette. Per rispondere a queste esigenze, i costruttori sviluppano macchine modulari, progettate per essere riconfigurate o ampliate senza ripensare l’intero impianto. Nel confezionamento secondario, ad esempio, le incartonatrici devono gestire indistintamente fiale, blister, siringhe, tubi e dispositivi medicali, inserendo anche foglietti illustrativi, accessori e componenti aggiuntivi. Accanto alla velocità produttiva acquistano così importanza la rapidità dei cambi formato, l’accessibilità per gli operatori, il controllo automatico della configurazione e la possibilità di integrare nuove funzioni nel tempo. Lo stesso principio vale per il fine linea. In impianti caratterizzati da frequenti cambi di lotto è fondamentale mantenere continuo il flusso produttivo anche quando le diverse macchine lavorano a velocità differenti. Accumulatori e sistemi di movimentazione consentono di compensare queste differenze, assorbire eventuali arresti ed evitare che un fermo localizzato blocchi l’intera linea. Il mercato si sta orientando verso piattaforme capaci di coprire in modo integrato le principali fasi del processo produttivo e di confezionamento, riducendo il numero di interfacce tra tecnologie differenti. Più della singola macchina, oggi conta la capacità di progettare una linea in cui ogni fase lavori in modo coordinato con le altre.
Confezionamento farmaceutico i sistemi automatici verificano la presenza del foglietto illustrativo, la leggibilità dei codici identificativi, la corrispondenza tra confezione e medicinale e la corretta chiusura dell’astuccio. Le informazioni raccolte non ser vono soltanto a stabilire se una confezione sia conforme. Integrandole con i parametri di funzionamento delle macchine è possibile individuare rapidamente eventuali anomalie, risalire all’origine di un difetto e intervenire prima che produca quantità significative di scarti. I sistemi di visione evolvono così da semplici strumenti di selezione a veri sistemi di monitoraggio del processo. Al tempo stesso è fondamentale limitare i cosiddetti falsi scarti. Quando il valore del farmaco è elevato, eliminare una confezione perfettamente conforme rappresenta infatti un costo significativo. Per questo il mercato richiede sistemi di ispezione in grado di garantire elevata precisione anche in presenza di contenitori trasparenti, liquidi viscosi o superfici riflettenti.
Digitalizzazione: quando dati e produzione parlano la stessa lingua
La crescente varietà di prodotti e mercati rende sempre più importante la gestione digitale delle informazioni. Uno stesso farmaco può essere commercializzato in decine di Paesi, ciascuno con lingue, codici identificativi e requisiti normativi differenti. Utilizzare materiali prestampati significa quindi esporsi al rischio di obsolescenza ogni volta che cambia un testo regolatorio, un’indicazione terapeutica o la grafica della confezione.
Ispezione e controllo qualità lungo tutta la linea
L’aumento del valore medio dei farmaci rende sempre più importante limitare gli scarti e garantire controlli accurati lungo l’intero processo produttivo. Per questo le tecnologie di controllo qualità non sono più concentrate in un unico punto della linea, ma distribuite nelle diverse fasi del confezionamento. Nel packaging primario vengono verificati la presenza di particelle, eventuali difetti dei contenitori, il corretto livello di riempimento e il posizionamento dei sistemi di chiusura. Per fiale e siringhe si controlla inoltre l’integrità della chiusura, così da garantire che il prodotto rimanga sterile fino all’utilizzo. Nel confezionamento secondario, invece, Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
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Primo Piano
Nel packag ing farmaceutico, quindi, la solu zione più sosten ibile non è necessariamente quella che utilizza il materiale apparentemente più “ecologico”, ma quella che garantisce sicurezza, qualità e conformità normativa impiegando meno risorse lungo l’intero ciclo produttivo.
Dalla somma delle macchine a un sistema integrato
Per questo cresce l’interesse verso la stampa digitale nelle ultime fasi del confezionamento, quando è già nota la destinazione commerciale del prodotto. Personalizzare astucci, etichette e foglietti illustrativi solo a ridosso della spedizione consente di ridurre le scorte, limitare gli sprechi e aumentare la flessibilità produttiva. La digitalizzazione, tuttavia, va oltre la stampa. Dati provenienti dalle macchine, dai sistemi di ispezione, dalle apparecchiature di stampa e dai software di gestione della produzione devono essere raccolti e condivisi in modo continuo, così da garantire la corretta identificazione di ogni confezione e la registrazione automatica di ogni operazione. La serializzazione ha già reso abituale l’impiego di codici univoci sulle confezioni farmaceutiche. Oggi la tendenza è integrarli sempre più strettamente con i sistemi di gestione della produzione, creando un flusso continuo di informazioni che accompagna il prodotto lungo l’intera linea. In questo modo è possibile documentare automaticamente il processo, ricostruire la storia di ogni lotto e rendere immediatamente disponibili i dati necessari in caso di controlli o richiami. Oltre a soddisfare gli obblighi normativi, questo approccio migliora anche l’efficienza operativa. L’analisi dei dati consente infatti di individuare colli di bottiglia, monitorare le prestazioni delle linee e intervenire rapidamente in presenza di anomalie, riducendo fermi macchina, scarti e tempi improduttivi.
Il comparto continua a richiedere velocità, ma oggi la produttività non si misura più soltanto in confezioni al minuto. Contano altrettanto la rapidità dei cambi formato, la capacità di ridurre gli scarti, mantenere elevati standard qualitativi e introdurre rapidamente nuove referenze. Il packaging farmaceutico sta quindi passando da una logica basata sulle singole macchine a una fondata sull’integrazione dell’intera linea. Riempimento, assemblaggio, ispezione, stampa, incartonamento e fine linea devono scambiarsi prodotti e informazioni senza creare discontinuità. Per i costruttori significa ampliare il proprio campo d’azione; per le aziende farmaceutiche, poter contare su impianti più semplici da validare, controllare e riconfigurare. La crescita del mercato resta un presupposto impor tante, ma saranno soprattutto l’espansione dei far maci biolog ici e iniettabili, la maggiore varietà dei formati e la riduzione delle dimensioni dei lotti a guidare l’evoluzione del settore. Il packaging non rappresenta più soltanto l’ultima fase prima dell’immissione sul mercato: è diventato un elemento determinante per garantire sicurezza, qualità ed efficienza dell’intero processo produttivo.
Sostenibilità: meno materiale, ma soprattutto meno sprechi
Anche il packaging farmaceutico è chiamato a confrontarsi con obiettivi di sostenibilità sempre più ambiziosi. Il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), entrato in vigore l’11 febbraio 2025, è diventato applicabile nella maggior parte delle sue disposizioni a partire dal 12 agosto 2026. Il regolamento promuove una maggiore riciclabilità degli imballaggi, la riduzione dei rifiuti e un utilizzo più efficiente delle materie prime, pur mantenendo specifiche deroghe per i prodotti farmaceutici, dove sicurezza e conservazione del medicinale restano prioritarie. L’introduzione di nuovi materiali non può infatti compromettere le proprietà barriera degli imballaggi, la sterilità o la stabilità del principio attivo. I costruttori di macchine sono quindi chiamati ad adattare le proprie tecnologie a film più sottili, strutture monomateriale e materiali alleggeriti, intervenendo sui processi di formatura, saldatura, movimentazione e controllo qualità. La sostenibilità, tuttavia, non dipende soltanto dai materiali impiegati. Una linea più efficiente riduce gli scarti durante l’avviamento, limita il materiale utilizzato nei cambi formato, migliora la precisione dei controlli e contribuisce a contenere anche i consumi energetici. Allo stesso modo, la stampa on demand evita la distruzione di confezioni ed etichette ormai obsolete.
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Confezionamento farmaceutico
CPHI Milan
hub globale per l’industria farmaceutica Dal 6 all’8 ottobre 2026, Fiera Milano ospiterà una nuova edizione di CPHI Milan, la più grande manifestazione internazionale dedicata agli ingredienti e alle tecnologie farmaceutiche.
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rganizzato da Informa Markets, l’evento si conferma come piattaforma di riferimento per l’intero ecosistema del life science, riunendo produttori, fornitori, esperti di regolatorio, aziende di tecnologia e operatori della supply chain provenienti da oltre 170 Paesi. L’edizione 2026 di CPHI Milan si distingue per un significativo ampliamento dell’offerta espositiva, con l’introduzione di quattro nuove “specialist zones”, concepite per mettere in evidenza alcuni dei principali ambiti di evoluzione dell’industria farmaceutica. La prima, AI & Tech, è dedicata alle tecnologie digitali e alle soluzioni basate sull’intelligenza artificiale che stanno trasformando il settore. L’area ospiterà aziende specializzate in smart manufacturing, digital twin, analisi predittiva, sviluppo di farmaci supportato dall’AI e strumenti per ottimizzare i processi produttivi, operativi e decisionali. La nuova area Cold Chain & Logistics sarà invece focalizzata sulle tecnologie e i servizi per la gestione della catena del freddo e della logistica farmaceutica. Tra i temi al centro dell’esposizione figurano il trasporto a temperatura controllata, i sistemi di monitoraggio digitale, il packaging dedicato e le soluzioni per garantire l’integrità dei prodotti lungo l’intera supply chain. Grande attenzione sarà riservata anche alla zona Contamination Control, dedicata alle tecnologie per il controllo della contaminazione negli ambienti di produzione farmaceutica. L’area riunirà fornitori di Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
tecnologie anticontraffazione e sistemi orientati a una maggiore sostenibilità dei processi di etichettatura e confezionamento.
Forte presenza internazionale
sistemi per ambienti controllati, monitoraggio ambientale e soluzioni progettate per supportare elevati standard qualitativi e di sicurezza nei processi produttivi. Completa il quadro la nuova area Labelling, dedicata alle tecnologie per l’etichettatura e l’identificazione dei prodotti farmaceutici. Lo spazio espositivo comprenderà soluzioni per stampa, codifica, etichettatura elettronica (e-labelling),
Come nelle precedenti edizioni, sono attesi numerosi padiglioni nazionali, con delegazioni provenienti da Europa, Asia, Medio Oriente e Americhe. La presenza di cluster internazionali favorirà l’incontro tra operatori di mercati consolidati e realtà emergenti, offrendo una panoramica completa sulle dinamiche che stanno ridefinendo la produzione farmaceutica a livello mondiale. In questo contesto, Milano si conferma un hub strategico per l’innovazione, grazie alla sua posizione centrale nel panorama europeo e alla forte vocazione industriale del territorio. Accanto alle aree espositive, CPHI Milan 2026 proporrà un ricco programma di conferenze, workshop e incontri di networking, con focus su sostenibilità, innovazione tecnologica, normative emergenti e strategie di mercato. In parallelo alla fiera si terrà inoltre il CPHI Sustainability Summit, un appuntamento dedicato alle politiche ESG e alle best practice per ridurre l’impatto ambientale dell’industria farmaceutica. Con questa edizione, CPHI Milan conferma il proprio ruolo di hub internazionale per l’innovazione, offrendo una visione completa delle evoluzioni che stanno ridefinendo la produzione, la distribuzione e la regolamentazione dei medicinali. Un appuntamento imprescindibile per chi opera nel settore e vuole anticipare le tendenze che guideranno il pharma del futuro.
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Spotlight
IMA PHARMA and IMA MED-TECH at CPHI Milan 2026
The Pharmaceutical and MedTech Divisions of IMA Group, together with their specialists, are pleased to guide you inside Pharma.
TILE-X with NEBULA
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PHI Worldwide brings together the entire pharmaceutical supply chain and stands as one of the most important events in the industry’s annual agenda. The Pharmaceutical and MedTech Divisions of IMA Group, together with their specialists, are pleased to guide you inside Pharma, introducing the All-In-One supplier specialized in designing and manufacturing innovative machines and complete lines for the processing and packaging of pharmaceutical, nutraceutical and medical products. With a strong focus on innovation, IMA also delivers projects dedicated to digitalisation, sustainability, and customer service solutions, supporting the entire pharma ecosystem towards greater efficiency and responsibility. Here is a preview of the technologies on display: following its world premiere at Interpack 2026, IMA Life will present the TILE-X line at CPHI Milan, where it will make its Italian debut. TILE-X represents a groundbreaking innovation in the fill-finish process, designed to handle ReadyTo-Use components through magnetic levitation technology. Suitable for Theegarten-Pactec high-value pharmaceuticals such as biopharmaceuticals and ATMPs with
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a focus on Cell & Gene therapies, TILE-X extends the concept of modularity, unprecedented in the aseptic fill-finish process. Based on magnetic levitation technologies, TILE-X enables frictionless component handling with zero risk of particulate generation. At the IsoTech Lab - a corner devoted to the Isolator Research & Development Laboratory - IMA Life experts in aseptic processing will present the new IMA VPHP BioIndicator. Developed to complement Microbiological Support Services, this new generation of biological indicators has been specifically designed for VPHP bio-decontamination cycles used in isolators. IMA VPHP BioIndicator supports Cycle Development, Performance Qulification (PQ), re-qualification, and ongoing contamination control strategies, ensuring robust and defendable 6-log sporicidal performance. These biological indicators are based on Geobacillus stearothermophilus spores (ATCC 12980) and packaged in VPHP-permeable packaging. On show also the X-PEN LAB, a precise semi-automatic solution for clinical trials and small-scale
production. It ensures accurate press-in with monitored force-distance measurement and supports multi-variant manufacturing with manual loading and offloading. Ideal for early-stage development, X-PEN LAB belongs to the X-PEN Series: IMA MED-TECH’s standard platform for pen and autoinjector final assembly. The X-PEN platform, based on a Linear Magnetic Transport System (LMTS), supports multi-variant manufacturing with production speeds ranging from 40 to 160 ppm. Integrated options include vision inspection, no-glassto-glass PFS handling, force-distance controlled assembly, priming and labelling.
INSIDE IMA Pharma: the All-In-One supplier
IMA Pharma is composed of highly expert divisions able to offer tailor-made solutions for the most sophisticated requests of the pharmaceutical market: IMA Active (Solid Dose Solutions), IMA Life (Aseptic Processing & Freeze Drying Solutions), IMA Safe (Packaging Solutions), IMA BFB (End of Line Solutions) and IMA MED-TECH (Technologies for Medical Devices). Together, they combine unique skills and knowledge where people, equipment and technology come in perfect synergy. IMA Active offers a complete range of machines for the processing of oral solid dosage forms: granulation equipment, tableting machines, capsule filling machines with a wide range of filling and control systems, capsule and tablet coating machines in perforated pan and solid wall, capsule and tablet weighing machines, product handling and washing systems. After years of study and observation, IMA Active has also taken steps towards Continuous Manufacturing, revoSettembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
lutionizing the future of pharmaceutical technologies for OSD forms. In May 2021, IMA finalized the acquisition of the American Company Thomas Engineering (now Thomas Processing), leader in the coating sector from over 50 years. Thomas Processing aims to become the overseas Center of Excellence for coating under the auspices of IMA Active. IMA Life, which includes the production sites of IMA Life Calenzano, IMA Life Pharmasiena, IMA Life North America, IMA Life Beijing and IMA Life Shanghai, offers a comprehensive product portfolio to process liquids and powders in aseptic and non-aseptic environments. Its offering includes vial and ampoule washers, depyrogenating tunnels, decontamination technologies, and filling and closing machines for ampoules and for Ready-To-Use vials, syringes and pre-capped cartridges for medium- and high-speed production. The portfolio also encompasses gloveless technologies for ATMPs, Cell and Gene therapies and radiopharmaceuticals, as well as powder microdosing and macrodosing systems, capping machines and a full range of containment solutions, including Restricted Access Barrier Systems and isolators, further strengthened by IMA ProSys technologies for containment and isolator systems. IMA Life also offers lyophilisation process development and continuous aseptic spray freeze-drying
X-PEN LAB
technology, together with industrial, pilot and laboratory freeze dryers and automatic or semi-automatic vial loading and unloading systems for freeze dryers. Last but not least, assembly and labelling machines for syringes, labelling machines for vials, ampoules, shaped containers, pre-filled pens, Blow-Fill-Seal single-dose containers and cartons with the latest serialization technologies. Blowing machines, depackers, tray loaders and other ancillary equipment are also available. IMA Safe, which includes IMA Safe Swiftpack, IMA North America (IMA Safe Nova), IMA Safe Comadis, Omas Tecnosistemi, IMA Sarong, IMA Safe PG and Perfect Pack, specializes in designing and manufacturing complete lines for primary and second-
VPHP BioIndicator, D-value studies
Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
ary packaging in the pharmaceutical, nutraceutical and cosmetic industries. The IMA Safe division offers a comprehensive range of machines for blister packaging, capsule and tablet counting, sachet and stick packaging, tube, bottle and jar filling and capping, as well as machines for suppositories, ovules, and liquid unit dose form, fill and seal applications, and cartoners. IMA BFB is a leading provider of end-of-line packaging solutions for the pharmaceutical and healthcare industries. Its comprehensive portfolio covers stretch and shrink wrapping, overwrapping, case packing, palletizing, and robotic handling systems for medical devices. To ensure a seamless and fully integrated packaging process, IMA BFB also incorporates advanced IMA Labeling solutions for bundles, cases and pallets, delivering enhanced traceability,efficiencyandoperational performance across the entire end-of-line. IMA MED-TECH, part of IMA AUTOMATION, specializes in innovative medical assembly technologies. Offering turnkey solutions for the assembly of medical devices, including drug delivery injectors, inhalers, in vitro diagnostics, point-of-care solutions, wearables, pharma caps and complete processing and packaging lines for contact lenses and ophthalmic inserters, IMA MED-TECH provides high-precision systems for both standard and custom solutions.
CPHI Milan - Booth 9C2
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Primo Piano
Universal Pack
approccio sistemico al packaging farmaceutico L’azienda sviluppa piattaforme multifila capaci di gestire prodotti diversi, garantendo stabilità produttiva e qualità nel tempo.
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el packaging farmaceutico, l’evoluzione di sachet e stick pack va oltre il formato. Materiali riciclabili, velocità, varietà dei prodotti e integrazione con il fine linea trasformano la confezionatrice in un sistema nel quale film, dosaggio, saldatura e movimentazione devono essere sviluppati insieme. Universal Pack affronta questa complessità con piattaforme multifila per solidi, polveri e liquidi. Le macchine possono alimentare astucciatrici a moto intermittente o continuo, raccogliendo le monodosi in astucci preincollati o fustellati stesi. L’obiettivo non è la sola velocità nominale, ma la stabilità del flusso fino al confezionamento secondario. Un esempio è il dual filling, che introduce separatamente principio attivo ed eccipiente nella stessa bustina. Eliminando la premiscelazione, riduce un passag-
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gio e consente di controllare le due dosi, limitando le incertezze legate all’omogeneità del blend. Flessibilità produttiva e uniformità di dosaggio possono così convivere con output elevati. La relazione fra film e macchina assume un peso crescente con il passaggio dai laminati multistrato ai monomateriali riciclabili. In una struttura tradizionale, lo strato interno in polietilene presenta un punto di fusione inferiore rispetto agli strati esterni; nel monomateriale il comportamento termico è più uniforme e la finestra di processo può risultare più critica. Temperatura, pressione e tempo di contatto devono quindi essere distribuiti omogeneamente, per ottenere una saldatura affidabile senza deformare o fondere il supporto. Per definire questi parametri, il laboratorio R&D di Universal Pack
esegue test microchimici e microbiologici su prodotti e materiali, insieme ai principali fornitori di film. Le prove guidano la progettazione di dosatore, aspirazione, gruppi saldanti e movimentazione. Lo stesso metodo verifica nuove applicazioni su macchine installate, esigenza ricorrente per le CDMO. Nel farmaceutico, l’innovazione deve inoltre integrarsi con validazione e manutenzione. Analisi funzionali e documenti FDS, HDS e SDS collegano requisiti, hardware, software e qualifiche. Alert HMI, dati MTBF, condition monitoring e sistemi di visione contribuiscono a preservare disponibilità e qualità nel tempo. In vista di CPHI Milan 2026, il valore della tecnologia risiede nella capacità di governare l’intero processo, non il singolo componente.
CPHI Milan - Stand 9J44
Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
> Universal Pack, a systemic approach to pharmaceutical packaging
10 –12 novembre 2026 Centro fieristico di Norimberga, Germania Universal Pack develops multi-lane platforms capable of handling different products, ensuring long-term production stability and consistent quality.
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n pharmaceutical packaging, the evolution of sachets and stick packs goes beyond the format itself. Recyclable materials, production speed, product variety and integration with end-of-line equipment are transforming the packaging machine into a complete system in which film, dosing, sealing and handling must be developed together. Universal Pack addresses this complexity through multi-lane platforms for solid, powder and liquid products. The machines can feed intermittent- or continuous-motion cartoners, collecting single-dose packs into pre-glued or flat die-cut cartons. The objective is not merely to achieve a high nominal speed, but to ensure stable product flow through to secondary packaging. One example is dual filling, which separately doses the active pharmaceutical ingredient and the excipient into the same sachet. By eliminating the premixing stage, this solution removes one process step and enables independent control of both doses, reducing the uncertainties associated with blend homogeneity. Production flexibility and dosing uniformity can therefore be combined with high output levels. The interaction between film and machine is becoming increasingly important as the industry moves from multilayer laminates to recyclable mono-materials. In a conventional structure, the inner polyethylene layer has a lower melting point than the outer layers. With a mono-material, thermal behaviour is more uniform and the processing window may become more critical. Temperature, pressure and contact time must therefore be distributed evenly to achieve a reliable seal without deforming or melting the substrate. To define these parameters, Universal Pack’s R&D laboratory carries out microchemical and microbiological tests on products and materials in collaboration with leading film suppliers. The results guide the design of the dosing system, extraction system, sealing units and product handling equipment. The same methodology is used to validate new applications on installed machines, a recurring requirement for CDMOs. In the pharmaceutical industry, innovation must also be integrated with validation and maintenance requirements. Functional analyses and FDS, HDS and SDS documentation establish the connection between requirements, hardware, software and qualification activities. HMI alerts, MTBF data, condition monitoring and vision systems help preserve equipment availability and product quality over time. CPHI Milan - Stand 9J44
Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
È tempo di opportunità – Ripensare i modelli di business Le tendenze di consumo cambiano, gli impianti diventano più flessibili, i portafogli più diversificati. BrauBeviale presenta soluzioni lungo l‘intera catena del valore dell‘industria delle bevande: dagli ingredienti innovativi alle tecnologie di processo intelligenti, fino ai concetti di imballaggio sostenibili. È giunto il momento di cogliere attivamente le opportunità: vieni a visitare BrauBeviale
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Primo Piano
Marchesini Group
Pharma, Aseptic e Digital in mostra Marchesini Group, riferimento nella realizzazione di impianti completi per il confezionamento e riempimento di prodotti farmaceutici e cosmetici, parteciperà a CPHI Worldwide. Protagoniste di questa edizione saranno le Business Unit Pharma e Aseptic, due aree strategiche che esprimono l’eccellenza del Gruppo rispettivamente nel packaging farmaceutico e nelle tecnologie avanzate per la produzione di farmaci iniettabili. Monoblocco NSY 200
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resso lo Stand 9A2, Hall H09, saranno presentate le ultime novità, tra cui una monoblocco per l’ispezione di siringhe e una macchina compatta per il riempimento
e la chiusura automatizzata di flaconi, siringhe e cartucce. A questi si affiancheranno le soluzioni per piccole produzioni e attività di laboratorio, sviluppate da Dott. Bo-
napace, brand del Gruppo che durante la manifestazione celebrerà l’importante traguardo degli 80 anni di attività. Non mancherà inoltre un’area dedicata alla tra-
> Marchesini Group, Pharma Aseptic and Digital on display Marchesini Group, a leading manufacturer of complete packaging and filling lines for the pharmaceutical and cosmetics industries, will participate in the next edition of CPHI Worldwide. This year’s spotlight will be on the Group’s Pharma and Aseptic Business Units, two strategic divisions that represent Marchesini Group’s excellence in pharmaceutical packaging and advanced technologies for injectable drug manufacturing.
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t Stand 9A2, Hall H09, visitors will discover the latest innovations, including a monoblock system for syringe inspection and a compact machine for the automated filling and closing of vials, syringes and cartridges. These solutions will be complemented by systems designed for small-scale production and laboratory applications, developed by Dott. Bonapace, a Group brand that will celebrate its important 80th anniversary during the exhibition. A dedicated area will also be devoted to digital transformation, where visitors will have the opportunity to explore the potential of Morpheus, the predictive maintenance system designed to optimise production performance and enable customers to manage installed machines in an Theegarten-Pactec increasingly informed and efficient way. Among the key events ahead of the exhibition, visitors
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Predictive Maintenance
Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
Isolatore compresse
sformazione digitale, dove sarà possibile approfondire le potenzialità di Morpheus, il sistema di manutenzione predittiva, progettato per ottimizzare le performance produttive e consentire ai clienti una gestione sempre più consapevole ed efficiente delle macchine installate. Tra gli appuntamenti da non perdere in vista della fiera, lo speech di Marchesini Group e SEA Vision, azienda del Gruppo specializzata in sistemi di visione. Il 7 ottobre, dalle 14:45 alle 15:10, presso il Packaging & Device Innovation
Theatre, i due team presenteranno le ultime innovazioni nel campo dell’Automated Line Clearance, una tecnologia chiave per l’automazione e l’efficienza delle linee produttive farmaceutiche.
should not miss the joint presentation by Marchesini Group and SEA Vision, the Group company specialising in vision systems. On 7 October, from 2:45 p.m. to 3:10 p.m., at the Packaging & Device Innovation Theatre, the two teams will showcase their latest innovations in Automated Line Clearance, a key technology for improving automation and efficiency in pharmaceutical production lines.
HVLD (High Voltage Leak Detection) technology. The machine also features four customisable rejection lanes for the management of non-conforming syringes. Manufactured by U.S.-based partner AST, GENiSYS® C is a fully featured fill and close platform with a small, cart-based operational footprint. With the same technology found on AST’s advanced, larger lines, GENiSYS® C has all the power of our innovative solutions for the full scope of drug development, from discovery to commercial distribution. Among Dott. Bonapace’s key innovations on display will be an OEB5-contained capsule filling machine integrated with an isolator, capable of filling capsules with any solid or liquid oral formulation. The machine combines a compact footprint with advanced technologies and will be showcased alongside its standard monoblock version. Also featured on the stand will be a double-layer rotary tablet press, a compact single-layer tablet press, and a suppository and pessary production line incorporating integrated filling, cooling, sealing, cutting and coding systems. Finally, visitors will be able to see a bench-top blister machine with three independent stations that can thermoform, seal, code and cut in a single seamless cycle.
Technologies on Display The exhibition area will feature a selection of machines developed by the Group’s various companies to meet the evolving needs of the pharmaceutical industry. Highlights include: The NSY 200, developed by CMP Phar.ma, is a monoblock machine for the automatic inspection of syringes, equipped with an integrated denesting and renesting unit. Thanks to robotic handling, syringes are transferred to the inspection module in a single row, preventing any contact between them or with metal components. The inspection section can accommodate up to 10 inspection stations, making it possible to control every syringe area, including the flange, stopper, particle detection, fill level, needle shield, glass wall defects, and container integrity through Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
Tecnologie in esposizione
L’area espositiva riunirà una selezione di macchine sviluppate dalle diverse realtà del Gruppo per rispondere alle esigenze dell’industria farmaceutica. In particolare, saranno presenti: NSY 200, una monoblocco CMP Phar.ma per l’ispezione automati-
ca di siringhe, con unità integrata di denesting e renesting. Grazie al prelievo robotizzato, le siringhe vengono trasferite al modulo di ispezione in fila singola, evitando qualsiasi contatto tra loro o con parti metalliche. Questa parte della macchina è in grado di contenere fino a 10 stazioni di ispezione per controllare ogni zona della siringa: flangia, tappo, rilevamento particelle, livello di riempimento, protezione dell’ago, difetti nelle pareti di vetro e ispezione dell’integrità utilizzando la tecnologia HVLD (High Voltage Leak Detection). Sono disponibili, inoltre, quattro corsie di scarto personalizzabili per la gestione delle siringhe non conformi. GENiSYS® C, realizzata dal partner americano AST, è una soluzione completa e compatta per le operazioni di riempimento e chiusura di prodotti in fiale, siringhe e cartucce, caratterizzata da un ingombro operativo ridotto. Pur mantenendo dimensioni contenute, la macchina integra la stessa tecnologia impiegata nelle linee più avanzate di AST, offrendo tutta la potenza delle sue soluzioni innovative lungo l’intero processo di sviluppo del farmaco, dalla fase di ricerca fino alla distribuzione commerciale. Tra le principali novità di Dott. Bonapace sarà esposta un’incapsulatrice sotto isolatore per prodotti OEB5, capace di dosare qualsiasi forma orale solida o liquida, caratterizzata da compattezza e tecnologie avanzate. Questa soluzione sarà affiancata anche dalla versione standard monoblocco. Inoltre, saranno presenti sullo stand anche una comprimitrice rotativa a doppio strato, una comprimitrice monostrato compatta e una linea di supposte e ovuli che include un sistema integrato di riempimento, raffreddamento, sigillatura, taglio e codifica. Infine, sarà disponibile anche una blisteratrice da banco a tre stazioni indipendenti che termoforma, sigilla, codifica e taglia in un unico ciclo fluido.
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Primo Piano
Coesia
offerta integrata per il manufacturing farmaceutico Dalla trasformazione del prodotto al confezionamento finale, Coesia supporta l’industria farmaceutica con un ecosistema di tecnologie progettato per rispondere alle crescenti esigenze di produttività, qualità, tracciabilità e conformità normativa.
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ttraverso Coesia Pharma Solutions & Healthcare, il Gruppo valorizza le competenze complementari delle proprie aziende specializzate G.D, GF, Hapa, MGS, Norden, AMACO, Enflex, FlexLink e Autoware, offrendo un portafoglio che abbraccia riempimento sterile, ispezione automatica, assemblaggio di penne auto-iniettabili, digital printing, serializzazione, packaging, movimentazione intelligente e digitalizzazione dei processi produttivi. Questa combinazione di competenze consente di affrontare alcune delle aree più critiche della produzione farmaceutica contemporanea, dove l’efficienza di una singola macchina non è più sufficiente e il valore si genera dalla capacità di orchestrare processi complessi, dati di produzione e
> Coesia Integrated Offering for Pharmaceutical Manufacturing From product processing to final packaging, Coesia supports the pharmaceutical industry with an ecosystem of technologies designed to meet growing demands for productivity, quality, traceability and regulatory compliance.
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hrough Coesia Pharma Solutions & Healthcare, the Group brings together the complementary expertise of its specialized companies—G.D, GF, Hapa, MGS, Norden, AMACO, Enflex, FlexLink and Autoware—offering a comprehensive portfolio spanning sterile filling, automated inspection, auto-injector pen assembly, digital printing, serialization, packaging, intelligent material handling and the digitalization of manufacturing processes. This combination of capabilities addresses some of the most critical challenges in modern pharmaceutical manufacturing, where the performance of a single machine is no longer sufficient and value is increasingly created through the ability to orchestrate complex processes, production data and material flows within a fully connected manufacturing environment. Coesia applies this vision to the development of complete production lines in which automaTheegarten-Pactec tion, inspection, packaging and software operate as an integrated manufacturing system.
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flussi di materiali in un ambiente perfettamente connesso. Coesia applica questa visione nello sviluppo di linee complete, in cui automazione, ispezione, packaging e software operano come un unico sistema produttivo.
Linee integrate per la produzione di farmaci oftalmici sterili
Un esempio concreto di questa visione è rappresentato dalle linee integrate per la produzione di farmaci oftalmici sterili, dove la piattaforma NVF di GF costituisce il cuore del processo di riempimento e chiusura. Progettata per la gestione di piccoli contenitori oftalmici plastici da 5 a 20 ml oppure grandi volumi da 50 ml a 1000 ml, la macchina può raggiungere velocità produttive fino a 300 contenitori al minuto (ref. 5ml), combinando elevata produttività e precisione di dosaggio. La piattaforma integra sistemi di riempimento con pompe peristaltiche o a pistone, operazioni di inserimento del sottotappo e avvitatura mediante tecnologia Pick & Place, e può operare in ambienti Grado A / ISO 5 con integrazione di differenti configurazioni di sistemi barriera (RABS, Restricted Access Barrier System).
La modularità della macchina consente inoltre una rapida gestione dei cambi formato e l’adattamento a diverse esigenze produttive, mantenendo elevati standard di qualità e conformità normativa. Attorno alla NVF si sviluppa un ecosistema di tecnologie complementari che trasforma la singola macchina in una linea oftalmica
Integrated production lines for sterile ophthalmic products A tangible example of this approach can be found in integrated production lines for sterile ophthalmic products, where GF’s NVF platform forms the core of the filling and closing process. Designed to handle both small plastic ophthalmic containers ranging from 5 to 20 ml and large-volume containers from 50 ml up to 1,000 ml, the machine can achieve production speeds of up to 300 containers per minute (5 ml format), combining high throughput with precise dosing accuracy. The platform integrates filling systems equipped with either peristaltic or piston pumps, inner plug insertion and cap tightening operations using Pick & Place technology, and can operate in Grade A / ISO 5 environments with the integration of different barrier system configurations (Restricted Access Barrier Systems – RABS). Its modular architecture also enables rapid format changeovers and easy adaptation to different production requirements while maintaining the highest standards of quality and regulatory compliance. Around the NVF platform, a complete ecosystem of complementary technologies transforms a
standalone machine into a fully integrated ophthalmic production line. Available options include 100% In-Process Control (IPC) systems for weight verification of every container, nitrogen flushing before, during or after filling, automatic sampling systems, and CIP/SIP solutions. Automated inspection technologies, material handling, buffering, labelling, serialization and secondary packaging complete the process, while digital platforms and Manufacturing Execution Systems (MES) ensure full traceability and real-time monitoring of production performance. The result is a highly automated production line designed to maximize Overall Equipment Effectiveness (OEE), minimize downtime and ensure the highest levels of reliability in sterile ophthalmic manufacturing. Rather than simply supplying individual technologies, Coesia provides system integration capabilities built on decades of experience in highly regulated industries, supporting pharmaceutical manufacturers in the design and implementation of complete production lines engineered to meet the challenges posed by next-generation pharmaceuticals, medical devices and advanced therapies.
Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
completamente integrata. Tra gli opzionali disponibili figurano sistemi di 100% In-Process Control (IPC) con verifica del peso di ogni contenitore, insufflaggio di azoto prima, durante o dopo il riempimento, sistemi automatici di campionamento e soluzioni CIP/ SIP. Le tecnologie di ispezione automatica, handling, buffering, etichettatura, serializzazione e confezionamento secondario completano il processo, mentre piattaforme digitali e sistemi MES garantiscono tracciabilità completa e monitoraggio in tempo reale delle performance produttive. Il risultato è una linea altamente automatizzata progettata per massimizzare OEE, ridurre i tempi di fermo e assicurare la massima affidabilità nella produzione oftalmica sterile. Più che fornire singole tecnologie, Coesia mette a disposizione una capacità di system integration maturata in decenni di esperienza nei settori regolamentati, accompagnando i produttori farmaceutici nella realizzazione di linee complete progettate per affrontare le sfide della nuova generazione di farmaci, dispositivi medicali e terapie avanzate.
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Fatti&Tendenze
COSTRUTTORI MACCHINE PACKAGING
sfiorati i 10,5 miliardi di euro di fatturato In occasione dell’Assemblea generale di Ucima, i soci hanno eletto Maurizio Bertocco alla presidenza dell’associazione per il quadriennio 2026-2030. L’Assemblea è stata anche l’occasione per presentare la fotografia più aggiornata del comparto, da cui emerge un’industria in ulteriore espansione con un giro d’affari nel 2025 che sfiora i 10,5 miliardi di euro.
C
ambio al vertice di Ucima, l’associazione che rappresenta i costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio. Nel corso dell’Assemblea generale, ospitata negli spazi dell’Acetaia Leonardi di Magreta - realtà simbolo della tradizione manifatturiera emiliana, cornice non casuale per un appuntamento dedicato al futuro del comparto - i soci hanno eletto Maurizio Bertocco alla presidenza dell’associazione per il quadriennio 2026-2030. Bertocco raccoglie il testimone da Riccardo Cavanna, al termine di un mandato che ha accompagnato il settore in una fase di crescita costante, e si prepara ora a guidare un comparto Maurizio Bertocco, che si conferma tra i più solidi e inPresidente Ucima ternazionalizzati dell’intera meccanica strumentale nazionale. Alla guida di ILPRA SpA, PMI innovativa quotata in borsa con sede a Mortara, in provincia di Pavia, Bertocco porta in associazione l’esperienza di un’azienda attiva dal 1955 nella progettazione e costruzione di macchine per il confezionamento destinate ai settori alimentare, cosmetico e medicale. Un profilo che unisce continuità imprenditoriale e apertura ai mercati internazionali, elementi che lo stesso neopresidente ha indicato come tratti distintivi dell’intero comparto rappresentato da Ucima. Nel discorso di apertura dei lavori, il neopresidente ha indicato tre direttrici come priorità del proprio mandato: rafforzare la competitività delle imprese associate, sostenere l’innovazione di prodotto e di processo, sviluppare gli strumenti per interpretare con maggiore consapevolezza gli scenari internazionali. Una traccia che riprende, non a caso, il titolo scelto per l’evento, “Traiettorie”, pensato come occasione di confronto sulle rotte di sviluppo dell’industria manifatturiera italiana. L’Assemblea ha riunito esponenti di primo piano del mondo istituzionale, accademico e industriale. Tra gli ospiti intervenuti Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico, Matteo Zoppas, presidente di ICE-Agenzia, Francesco Billari, rettore dell’Università Bocconi, Paolo Rocco, professore del Politecnico di Milano, e Francesco Leoni, partner di Porsche Consulting. I loro contributi hanno affrontato temi strategici per il futuro del settore, dal valore
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Le parole del neopresidente Maurizio Bertocco “Anche nel 2025 il settore delle tecnologie per il packaging ha dimostrato una straordinaria capacità di crescita e adattamento – ha dichiarato Maurizio Bertocco, Presidente di Ucima –. Raggiungere i 10,5 miliardi di euro in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezza economica e nuove barriere commerciali conferma la solidità della nostra industria e della filiera che la sostiene. Oggi guardiamo al futuro con fiducia, ma anche con grande attenzione a ciò che sta accadendo nel mondo. Le dinamiche geopolitiche, l’evoluzione degli scambi internazionali, le politiche industriali e le trasformazioni tecnologiche sono fattori che possono influenzare profondamente il percorso di crescita delle nostre imprese. Per questo sentiamo l’esigenza di approfondire, comprendere e interpretare le forze che stanno ridisegnando gli scenari globali, così da trasformare i cambiamenti in opportunità e continuare a rafforzare la competitività del packaging italiano”. Le parole del neopresidente restituiscono il senso complessivo dell’Assemblea di Magreta: un settore che, pur muovendosi in uno scenario internazionale reso più incerto da tensioni commerciali e riassetti geopolitici, conferma la propria capacità di crescere e di rinnovarsi. Il quadriennio che si apre con Bertocco alla guida di Ucima si annuncia dunque come una fase decisiva per consolidare i risultati raggiunti e per proiettare l’industria italiana del packaging verso nuovi traguardi.
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Il passaggio di consegne tra Riccardo Cavanna e Maurizio Bertocco
del Made in Italy nei mercati globali alla demografia e al capitale umano, dalla robotica alle trasformazioni normative, fino agli strumenti necessari per finanziare la crescita e sostenere la competitività delle imprese. A fare da cornice ai lavori è stata l’esposizone “Visioni d’Impresa: arte, industria e futuro attraverso Salvador Dalí”, realizzata dalla Dalí Universe e Lart Universe in collaborazione con Ucima. Un’iniziativa in continuità con il progetto culturale promosso da UCIMA nel corso del 2026 iniziato a marzo con la mostra “Design di Filiera – La filiera del packaging”, organizzata in collaborazione con ADI – Associazione per il Disegno Industriale presso l’ADI Design Museum di Milano.
Un settore che continua a correre L’Assemblea è stata anche l’occasione per presentare la fotografia più aggiornata del comparto, elaborata dal Centro Studi di Ucima Mecs attraverso la 14esima Indagine Statistica Nazionale, condotta su un campione di 629 imprese che complessivamente occupano 40.611 addetti, in leggero aumento (+0,3%) rispetto al 2024. Il quadro che emerge è quello di un’industria in ulteriore espansione: nel 2025 il giro d’affari del comparto sfiora i 10,5 miliardi di euro, con una crescita del 4% su un 2024 che già aveva segnato risultati record. A trainare i risultati è soprattutto la domanda interna, cresciuta del 9,9% fino a raggiungere 2,27 miliardi di euro, pari al 21,7% del fatturato complessivo: un progresso alimentato in particolare dai comparti food e farmaceutico, entrambi sopra il 15% di
Fatti&Tendenze
crescita sul mercato nazionale. Resta comunque l’estero il motore principale del settore: le esportazioni hanno toccato 8,19 miliardi di euro, il 78,3% del fatturato totale, in aumento del 2,5%. La quota export media delle aziende del comparto si mantiene elevatissima, all’85,4%. Un risultato che, sottolinea Ucima, conferma la tenuta delle tecnologie italiane sui mercati internazionali nonostante un contesto segnato da tensioni geopolitiche e barriere commerciali crescenti, grazie anche alla solidità della filiera e della subfornitura nazionale. Per quanto riguarda le aree di destinazione, l’Unione Europea resta il primo mercato di sbocco, con 2,4 miliardi di euro e una quota del 36,8% sull’export complessivo. Segue l’Asia, che vale 1,09 miliardi (16,6%), davanti al Nord America, fermo a 1,03 miliardi (15,7%). Completano la classifica l’Europa extra-UE (748,1 milioni, 11,3%), il Sud America (717,9 milioni, 10,9%) e l’insieme di Africa e Oceania (575,4 milioni, 8,7%).
Food & beverage ancora protagonisti Sul fronte dei settori clienti, food e beverage restano i principali sbocchi per le macchine italiane, assorbendo insieme il 55,4% del fatturato: il food vale da solo 3,26 miliardi (31,2%), il beverage 2,54 miliardi (24,2%). Al terzo posto si posiziona il raggruppamento che comprende tissue, tabacco e altri settori, con 2,05 miliardi (19,6%), mentre il farmaceutico si conferma in forte progressione, arrivando a 1,84 miliardi (17,6%). Guardando alle tipologie di macchine, il packaging primario resta la voce di fatturato più consistente, con il 52,5% del totale. A trainare questo segmento sono soprattutto le formatrici-riempitrici-chiuditrici, che da sole valgono 2,28 miliardi di euro - il 21,8% del fatturato complessivo - in crescita dell’1,9%. Seguono le riempitrici e dosatrici, a quota 1,88 miliardi (18%). Tra le tecnologie che corrono più veloci si segnalano le macchine per la pallettizzazione (+8,1%) e le astucciatrici-incartonatrici (+7,5%). Emilia-Romagna resta il cuore della Packaging Valley Dal punto di vista territoriale, la cosiddetta Packaging Valley emiliano-romagnola si conferma il baricentro produttivo del settore: nella regione hanno sede 214 aziende, pari a un terzo del totale nazionale, che generano da sole il 61,2% del fatturato complessivo - oltre 6,4 miliardi di euro - e danno lavoro a più di 22.380 persone. Lombardia, Veneto e Piemonte completano la geografia produttiva del comparto. Sul piano occupazionale, i 40.611 addetti censiti nel 2025 confermano un trend di crescita ormai consolidato: rispetto a dieci anni fa il settore ha creato oltre 13.000 nuovi posti di lavoro.
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Fatti&Tendenze
PPWR
oltre gli obblighi, una riforma culturale Il 12 agosto sono diventate operative le prime disposizioni del Regolamento europeo 2025/40 sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. La normativa segna una vera trasformazione culturale che richiede consapevolezza, preparazione e collaborazione lungo l’intera filiera del packaging. Le tematiche legate al nuovo Regolamento sono state al centro di una giornata organizzata da Packaging Meeting Srl in collaborazione con Giflex.
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ltre 150 delegati hanno partecipato alla giornata di confronto, approfondimento e condivisione dedicata al nuovo Regolamento europeo 2025/40 (PPWR), organizzata da Packaging Meeting Srl in collaborazione con Giflex – Gruppo Imballaggio Flessibile. Un appuntamento molto atteso dalla filiera, in un momento cruciale per il settore degli imballaggi: la giornata si è infatti svolta il 30 giugno, a poche settimane dal 12 agosto 2026, la data spartiacque in cui il nuovo Regolamento è diventato applicabile, inaugurando un quadro normativo completamente rinnovato. A moderare i lavori è stata la nostra Chiara Bezzi, caporedattore della rivista Rassegna Imballaggio e content manager del portale Packagingspace. net. Il PPWR è percepito come un regolamento “atteso e temuto”: atteso perché introduce finalmente criteri uniformi e condivisi a livello europeo, temuto perché richiede una trasformazione profonda del settore. La giornata è stata un’occasione per leggere il cambiamento in modo pragmatico. Il nuovo Regolamento cambia la visione stessa del “prodotto imballaggio”, mettendo al centro la sua funzione, la sua circolarità e il suo impatto ambientale. Per questo, il confronto tra imprese, associazioni ed esperti è oggi indispensabile per accompagnare la transizione e trasformare la complessità normativa in strumenti operativi.
Quadro normativo, conformità e comunicazione ambientale
La giornata si è aperta con l’intervento di Marzia Scopelliti, Senior Public Affairs Manager di Europen, che ha illustrato l’assetto generale del Regolamento: struttura, campo di applicazione, obiettivi e implicazioni per gli operatori della filiera. Tra le sfide collegate ai prerequisiti necessari per raggiungere gli obiettivi del PPWR Scopelliti ha segnalato innanzitutto il fatto che la maggior parte degli Stati membri sia lontana dal raggiungere
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gli obiettivi di riciclaggio degli imballaggi per il 2025. Altre criticità da considerare riguardano la proliferazione di sistemi EPR (Responsabilità estesa del produttore) “gestiti dallo Stato”, la frammentazione dei sistemi di etichettatura che non supporta la raccolta differenziata degli imballaggi e la diffusione di misure unilaterali a livello nazionale che sottrae risorse da R&D e limita le economie di scala. Nel suo intervento Scopelliti ha citato uno studio realizzato dall’unità di ricerca CIRCPACK di Veolia per EUROPEN per analizzare le performance dei sistemi EPR per gli imballaggi (household) nei 27 Stati membri dell’UE. Queste le conclusioni finali: le migliori performance di riciclo dipendono soprattutto dalla progettazione del sistema, dalla qualità della governance e dalla trasparenza, più che dal livello complessivo dei contributi versati dai produttori; i sistemi EPR che modulano i contributi in funzione dei materiali di imballaggio tendono ad ottenere risultati migliori rispetto a quelli che applicano una struttura tariffaria uniforme; raccolta dati solida, sistemi di reporting chiari e governance trasparente sono elementi determinanti per migliorare i risultati del riciclo. Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Fatti&Tendenze
L’intervento successivo ha toccato un tema fondamenRegolamento Imballaggi, tale per chi opera nel packaging: la conformità degli ricordando che anche le asimballaggi. Daniela Aldrigo, Regulatory Affairs serzioni sugli imballaggi dell’Istituto Italiano Imballaggio, ha approfondito la dovranno superare le preDichiarazione di Conformità UE, illustrando come il scrizioni minime del PPWR nuovo PPWR ridisegni il concetto di conformità degli e essere supportate da docuimballaggi, trasformandolo da adempimento tecnico mentazione tecnica solida. a processo strutturato, fondato sulla Dichiarazione UE di Conformità e sulla documentazione tecnica Packaging flessibile, prevista dall’Allegato VII. Aldrigo ha evidenziato la innovazione e differenza tra la normativa MOCA e il PPWR: mentre strumenti operativi nel MOCA la responsabilità della conformità è distriLa mattinata è proseguita buita lungo tutta la filiera, il PPWR identifica un con una riflessione sul conunico fabbricante responsabile, ossia il soggetto che testo evolutivo del packaging flessibile. Andrea definisce le specifiche progettuali dell’imballaggio. A questo soggetto ricadono obblighi precisi: garantiCassinari, Coordinatore re la conformità alle prescrizioni di sostenibilità, dei Comitati Scientifici di Giflex, ha delineato il ruolo assicurare l’etichettatura ambientale, eseguire la dell’innovazione, della riprocedura di valutazione della conformità e predisporre la documentazione tecnica completa. La relacerca scientifica e dell’ecoDaniela Aldrigo, Regulatory Affairs di Istituto trice ha poi approfondito la struttura della Dichiaranomia circolare nel ridiseItaliano Imballaggio zione di Conformità Ambientale, che deve essere gnare il futuro del settore. redatta per ogni tipologia di imballaggio e aggiornata Ha raccontato come il 2026 nel tempo. In caso di imballaggi multicomponente, la dichiarazione riguarrappresenti un anno di svolta per il packada l’intera unità di imballaggio, anche quando i componenti provengono ging flessibile, segnato da un’accelerazione normativa senza precedenti e da sfide tecda fornitori diversi. Un passaggio importante è stato dedicato al ruolo dei fornitori, chiamati a fornire al fabbricante tutte le informazioni necessarie niche che coinvolgono l’intera filiera. Casper dimostrare la conformità. L’Istituto Italiano Imballaggio ha proposto sinari ha ripercorso il ruolo storico dei Coun modulo informativo standard per facilitare questo scambio. mitati Giflex, da sempre punto di Il terzo intervento ha affrontato un tema di grande attualità: il greenwashing. riferimento per il settore grazie alla capaciL’Avv. Paolina Testa, dello studio FTCC - Studio Legale Associato, ha illustratà di creare cultura regolatoria e strumenti to le nuove regole europee sulla comunicazione ambientale, spiegando come concreti utili alle aziende. La presentazione ha mostrato come il nuovo quadro normala Direttiva UE 2024/825 - recepita in Italia con il decreto legislativo 30/2026 tivo, con l’intreccio tra Regolamento BPA, - stia cambiando profondamente il modo in cui le aziende possono comunicare la sostenibilità. La relatrice ha mostrato come la normativa introduca Plastica MOCA e PPWR, imponga un cambio definizioni più precise e un ampliamento delle pratiche considerate ingannedi paradigma: dalla conformità documentavoli, rendendo molto più stringente l’uso di claim ambientali. Oggi ogni dile alla gestione scientifica del rischio. In chiarazione deve poggiare su basi verificabili, piani concreti e sistemi di chiusura della sessione, Rosi Barrale, Cocertificazione trasparenti. L’Avv. Testa ha collegato queste regole al nuovo ordinatrice del Comitato Tecnico di Giflex, ha illustrato le proposte operative del Comitato, dal modello aggiornato di Dichiarazione di Conformità al documento informativo PPWR, fino ai progetti su PFAS e alle linee guida LCA per misurare la sostenibilità del packaging flessibile.
Buone Pratiche di Fabbricazione ambientali e approfondimenti tecnici
Il Presidente uscente di Giflex Alberto Palaveri e la neoeletta Presidente Da sinistra, Marco Pasqualini, Regulatory and GMP Expert di Istituto Italiano Neni Rossini Imballaggio, e Luca Benvenuto Fornaroli, Responsabile Quality Compliance & Regulatory Affairs di FIMAT Spa
Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
La sessione pomeridiana è stata dedicata alla traduzione dei principi del PPWR in strumenti concreti per le imprese. Momento centrale della giornata è stata la presentazione della Linea Guida Metodologica per la realizzazione di un sistema di Buone Pratiche di Fabbricazione (GMP) ambientali, elaborata dalla Commissione Ambiente dell’Istituto Italiano Imballaggio. A presentare il documento sono stati Luca Benvenuto Fornaroli (Responsabile Quality Compliance & Regulatory Affairs di
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Fatti&Tendenze
FIMAT Spa) e Marco Pasqualini (Regulatory and Come indicato dal PPWR ci potrà GMP Expert di Istituto Italiano Imballaggio). La essere anche uno sviluppo comLinea Guida rappresenta uno strumento concrepetitivo dei sistemi di responsato per supportare le imprese nell’interpretazione bilità estesa del produttore – PRO e nell’applicazione del Regolamento, promuo– che aumenteranno i soggetti vendo un approccio condiviso e metodologico. operanti e dovrebbero efficientaRiguarda tutti gli imballaggi immessi nel mercare i sistemi e portare ad una to UE e i processi rilevanti, dalla progettazione concorrenza nelle contribuzioni al fine vita, e si rivolge al fabbricante e agli altri ambientali, con una forte spinta attori della filiera interessati. La guida nasce per verso l’ecomodulazione delle fee colmare un vuoto: il regolamento definisce reambientali (contributi) per tutti quisiti essenziali, risultati da conseguire, respongli imballaggi in base alle prestasabilità degli operatori e la procedura di conforzioni ambientali degli stessi mità, ma non indica un metodo aziendale (contenuto di riciclato, riciclaLa copertina della Linea Guida bilità, riutilizzabilità). L’ultimo univoco per raggiungerli. Richiede però che Metodologica per la realizzazione di un intervento della giornata ha questo metodo assuma la forma di un vero e sistema di Buone Pratiche di Fabbricazione proprio “sistema”. La guida si propone di costruapprofondito l’articolo 5 del (GMP) ambientali, elaborata dalla ire un ponte operativo offrendo criteri di sistema, PPWR, dedicato a PFAS, metalli Commissione Ambiente dell’Istituto Italiano Imballaggio analisi dei rischi, misure di controllo ed evidene sostanze preoccupanti, con un ze documentali. La guida non sostituisce il focus tecnico di Alberto TaffuPPWR, bensì organizza un possibile modo per governarne la conformità e relli (Business Area Manager – Conformity ridurre le incertezze. Con essa il fabbricante resta responsabile del controlAssessment BU Food Packaging Materials di CSI lo interno della produzione, delle evidenze e della DdC, ma la valutazione Spa) sulle implicazioni per i materiali a contatto con alimenti. L’articolo introduce limiti del rischio è in capo a tutti. specifici: metalli pesanti <100 ppm; PFAS a 25 Responsabilità Estesa del Produttore e sostanze preoccupanti ppb per singola sostanza e 250 ppb totali (poLa giornata è proseguita con un approfondimento sui sistemi europei di limerici esclusi), oltre a 50 ppm per PFAS poliResponsabilità Estesa del Produttore (EPR). Pierluigi Gorani, Senior Mamerici dal 12/08/2026; e la minimizzazione nager di BDO Tax, ha illustrato analogie, differenze e ricadute per le imdelle sostanze preoccupanti, incluse le microprese nei diversi Paesi europei, un tema reso ancora più rilevante dall’enplastiche, sempre dal 12/08/2026. Il PPWR ritrata in vigore del PPWR. Il principio cardine della EPR (Extended Producer chiede che gli imballaggi siano progettati per Responsibility) è la responsabilità di chi immette sul mercato l’imballagridurre al minimo la presenza di sostanze perigio. Gorani ha passato in rassegna i diversi sistemi EPR attualmente atcolose nei materiali, nelle emissioni e nei flussi tivi in Paesi europei come Austria, Francia, Germania, Spagna e Belgio. di rifiuti. La minimizzazione è un principio cardine del regolamento, che punta a criteri più Con il Regolamento 2025/40 il sistema EPR deve evolvere. Siamo ancora chiari e rigorosi rispetto alla normativa precein una fase di “sviluppo” normativo sia con linee guida a livello europeo dente. In attesa di una norma armonizzata ago con atti normativi che meglio definiscano il contesto, sia a livello nazionale. Nel frattempo si assisterà, almeno nei prossimi mesi, ad una giornata, resta applicabile la EN 13428:2004, che già prevede imballaggi progettati con peso e convivenza tra “vecchie” regole nazionali e orientamenti comunitari. volume minimi adeguati e con una riduzione al minimo delle sostanze pericolose, garantendo prestazioni, sicurezza e conformità lungo l’intero ciclo di vita. La giornata ha dimostrato quanto sia fondamentale il dialogo tra imprese, associazioni ed esperti per affrontare con competenza l’evoluzione normativa e accompagnare il settore verso una transizione efficace. Il PPWR non è solo un insieme di obblighi: è una riforma culturale che richiede consapevolezza, preparazione e collaborazione. L’incontro ha fornito ai delegati strumenti pratici, visione strategica e un quadro chiaro delle sfide che attendono la filiera del packaging nei prossimi anni, contribuendo a costruire un approccio condiviso e maturo alla nuova stagioAndrea Cassinari, Coordinatore Rosi Barrale, Coordinatrice ne normativa. Comitati Scientifi di Giflex Comitato Tecnico di Giflex
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Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Fatti&Tendenze
STAMPA E CONVERTING
una filiera innovativa In un contesto di mercato sempre più competitivo, il settore conferma la propria capacità di investimento e crescita occupazionale, mentre il primo trimestre 2026 registra un ritorno alla crescita di fatturato e ordini.
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i è riunita il 18 giugno l’Assemblea dei Soci Acimga con l’obiettivo di tracciare il bilancio delle attività associative 2025 e approfondire le prospettive del settore. L’industria italiana del comparto ACIMGA chiude il 2025 con un fatturato in calo di quasi 9 punti percentuali rispetto al 2024, scendendo a 2.923 milioni di euro. Dinamiche negative per le esportazioni, che segnano -3%, mentre le importazioni, di contro, evidenziano una crescita del +54,2%. Il consumo nazionale conferma livelli di massima, prossimi ai 2 miliardi di euro, quasi 4 punti percentuali più del 2024, ma subisce un’erosione importante la quota di mercato soddisfatta dall’industria nazionale che, nel 2025, si è attestata al 58,4% (in calo rispetto al 72% del 2024). Nel 2025 il livello occupazionale sale ancora, con un incremento del +3,2% rispetto al 2024. Ulteriore elemento da mettere in evidenza è la dinamica particolarmente positiva degli investimenti produttivi: il livello è prossimo ai massimi di metà dello scorso decennio, pari al 3 per cento del fatturato settoriale. L’Italia rimane anche per il 2024 il terzo produttore mondiale per il settore macchine, dopo Germania e Cina.
Import 2025
Le importazioni italiane hanno registrato nel 2025 una crescita particolarmente significativa, raggiungendo il valore record di 829 milioni di euro. L’incremento è stato trainato soprattutto dalle macchine da stampa, che crescono di 236,2 milioni di euro e rappresentano il 49,5% del totale importato, e dalle macchine per converting, aumentate di 59,6 milioni di euro, occupano nel 2025 una quota di mercato pari al 28,2% del totale. Risultano invece in calo le importazioni di macchine cartotecniche e per legatoria. L’Unione Europea rafforza ulteriormente il proprio ruolo di principale area di provenienza, con il 78,6% delle importazioni complessive e un valore superiore a 650 milioni di euro. Seguono l’Asia orientale, che rappresenta il 13,3% del totale, e l’Europa extra-UE, con una quota di mercato pari al 3,7% per cento del totale importato. Tra i principali partner commerciali si confermano Germania, Cina, Paesi Bassi, Francia, e Svezia, con la Germania che consolida la propria leadership arrivando a rappresentare quasi la metà dell’import settoriale italiano.
Export 2025
Le esportazioni del comparto si sono attestate nel 2025 a 1.76 miliardi di euro, in calo del 3% rispetto al 2024, ma ancora su livelli storicamente elevati e prossimi ai massimi registrati dal settore. L’Unione Europea si Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
conferma il principale mercato di destinazione delle tecnologie italiane, con una quota salita al 40,1% del totale esportato e una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente. Risultano in crescita anche le vendite verso i mercati del Centro e Sud America, che segnano + 12,3%, mentre si registrano flessioni nelle esportazioni dirette verso Europa extra-UE (12,7%), Nord America (-4,7%), Medio Oriente e Asia. Gli andamenti per tipologia di prodotto sono differenziati: prosegue il rafforzamento delle macchine per converting, che crescono del 4% e arrivano a rappresentare oltre il 61% dell’export complessivo del settore, mentre sono in diminuzione le esportazioni di macchine da stampa, di macchine cartotecniche e macchine per legatoria. Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di destinazione delle tecnologie italiane del comparto, pur registrando una lieve contrazione rispetto al 2024, seguiti da Germania, Francia, Spagna e Polonia.
Primo trimestre 2026
Nel primo trimestre il settore ha mostrato segnali di rafforzamento, consolidando il trend positivo già emerso nell’ultima parte del 2025. Sia il fatturato sia gli ordini hanno registrato una crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, rispettivamente dell’8% e del 7,3%. In particolare, il fatturato ha evidenziato una decisa inversione di tendenza, aumentando del 13,1% su base annua, sostenuto sia dalla ripresa della domanda estera (+8%) sia, soprattutto, dalla forte crescita del mercato interno, che ha segnato un incremento del 26,4% rispetto al primo trimestre 2025.
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Dossier
LUSSO E NUOVE REGOLE
le linee guida per un settore da 17 miliardi Mentre il packaging di lusso continua a crescere, il PPWR impone una trasformazione profonda. Le nuove Linee guida dell’Istituto Italiano Imballaggio aiutano i brand premium a conciliare eccellenza estetica e requisiti di sostenibilità.
Bottega Veneta
sione Luxury Packaging, si muovono su assi interconnessi: sostenibilità intesa come nuova forma di eccellenza, non come rinuncia; innovazione progettuale e tecnologica; conformità puntuale ai requisiti del PPWR, dal design for recycling all’uso di materiali riciclati e bio-based; collaborazione strutturata tra tutti gli attori della filiera; integrazione dell’economia circolare fin dalla fase di progettazione, e non come correzione a posteriori. Il documento, costruito coinvolgendo brand owner, converter, fornitori di materie prime e di tecnologie, propone un metodo di lavoro multi-stakeholder.
I
l packaging di lusso vale oggi 17,2 miliardi di euro a livello globale, con l’Italia che ne rappresenta circa l’8% – pari a 1,4 miliardi di euro – e una crescita di settore superiore al resto del comparto packaging. Ma è un mercato che si trova davanti a una domanda non più rinviabile: come adeguarsi al nuovo regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) senza perdere ciò che ne costituisce il valore – peso, materiali, finiture, esperienza sensoriale – senza il quale il prodotto smette semplicemente di percepirsi come lusso. È la questione al centro delle linee guida elaborate dalla Commissione Luxury Packaging dell’Istituto Italiano Imballaggio, presentate a Packaging Première Milan 2026.
Un settore che cresce sopra la media, trainato dalla moda
I dati presentati da Barbara Iascone, Responsabile ufficio studi dell’Istituto Italiano Imballaggio, confermano la centralità economica del comparto: in Italia, su 17,6 milioni di tonnellate di imballaggi prodotti nel 2025, quasi 209mila tonnellate sono destinate al segmento luxury – poco più dell’1% in volume, ma con un valore economico nettamente superiore alla sua incidenza fisica. A trainare la domanda è soprattutto la moda, dove il 70% del fatturato di settore in Italia è legato a prodotti di alta gamma, seguita da cosmetica e profumeria (16%) e beverage premium (25%). Sul piano dei materiali, il lusso si distingue per vetro più spesso, carta e cartone ad alta grammatura, e una presenza significativa di tessuti e metalli speciali assenti nel packaging tradizionale – caratteristiche che oggi si scontrano direttamente con gli obiettivi di riduzione peso e ottimizzazione materiali imposti dal PPWR.
I pilastri per non subire la normativa
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Rekrill
Le linee guida, coordinate da Marco Scatto, Coordinatore della Commis-
Il packaging “per” il lusso, non “di” lusso
Dal punto di vista dei brand, Luca Amato, Head of Packaging Innovation and Quality di Dolce&Gabbana Beauty, parte da una precisazione terminologica: parlare di packaging per il lusso, e non di lusso, significa riconoscere che la confezione non è un elemento separato dal prodotto, ma parte integrante dell’esperienza attraverso la quale il consumatore entra in contatto con il brand. È proprio qui, secondo Amato, che si gioca la sfida principale: molte di queste caratteristiche entrano in tensione con gli obiettivi del PPWR su riduzione del peso e ottimizzazione dei materiali, e troverà nuove soluzioni solo chi saprà preservare il valore percepito senza opporsi alla sostenibilità.
Dalla relazione commerciale alla partnership industriale
Il cambiamento più profondo, secondo Roberto Della Rupe, Founder & CEO di Luce, riguarda il rapporto tra brand e fornitori: la responsabilità condivisa introdotta dalle nuove normative rende insufficiente la tradizionale separazione tra cliente e fornitore, spingendo verso una vera partnership industriale, dove i converter devono comprendere il quadro normativo tanto quanto le specifiche tecniche. Il messaggio condiviso in chiusura dai relatori è che la priorità dei prossimi anni si giochi su innovazione e gestione del fine vita: non un vincolo normativo da subire, ma un terreno su cui ridefinire cosa significhi davvero eccellenza nel packaging di lusso. Fonte: Packaging Première Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Il lusso nel packaging
LUXURY PACKAGING
finiture responsabili e sensoriali Il packaging premium evolve verso soluzioni sostenibili, tattili e tecnicamente impeccabili. Texture micro-goffrate, contrasti opaco/lucido, rilievi artigianali e tecnologie NFC ridefiniscono l’esperienza, mentre personalizzazione e precisione produttiva diventano elementi chiave di un’estetica globale e contemporanea.
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el 2026, il packaging di lusso non punta più soltanto a “superare la concorrenza”: i marchi premium cercano soluzioni desiderabili, responsabili e tecnicamente impeccabili, dove ogni dettaglio – dal tatto al suono dell’apertura – contribuisce alla percezione del valore. Di seguito, le otto tendenze che stanno ridefinendo le finiture di alta gamma.
1. Il lusso ecologico diventa lo standard
La sostenibilità non è più un elemento accessorio: entra nel cuore della progettazione. I brand di alta gamma lavorano fin dall’inizio su materiali certificati, strutture monomateriale e decorazioni compatibili con il riciclo, evitando sovrastrutture inutili. Le vernici a basso impatto e le laminazioni soft-touch prive di solventi diventano parte integrante del linguaggio premium. La vera sfida, per chi si occupa di produzione, è trovare un equilibrio tra estetica, resistenza e riciclabilità.
2. Lusso discreto e minimalismo tattile
Le maison del beauty e della profumeria stanno abbandonando l’ostentazione per un’estetica più misurata: superfici opache profonde, texture vellutate, palette neutre e dettagli sottili come una goffratura appena percepibile. Questo minimalismo, però, richiede una precisione estrema. Il risultato è un lusso che non grida, ma che si fa notare per la sua perfezione silenziosa.
3. Esperienza sensoriale oltre la vista
Il packaging di lusso del 2026 coinvolge tutti i sensi. Le texture micro-goffrate, le vernici 3D e le superRassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
Maestro
Parallelamente, l’estetica tipografica riemerge con caratteri leggermente inchiostrati, colori spot intensi e finiture a caldo sottilissime. Anche quando non si tratta di vera stampa tipografica, l’effetto è ottenuto grazie a una combinazione sapiente di goffratura, vernici e inchiostri, frutto di una stretta collaborazione tra creatività e ingegneria cartaria.
6. Personalizzazione e piccole serie
fici soft-touch più resistenti trasformano il tatto in un elemento narrativo. Anche il suono diventa parte dell’esperienza, tanto che i meccanismi di chiusura e apertura diventano elementi di finitura a sé stanti. Coperchi magnetici, scorrimenti fluidi e interni perfettamente calibrati creano quel “clic” distintivo che comunica qualità e cura progettuale.
4. Finiture metalliche opache e contrasti lucido/opaco
Le finiture metalliche non puntano più alla brillantezza totale: l’oro satinato, le texture metalliche delicate e gli effetti spazzolati vengono applicati con moderazione, per catturare la luce senza ricoprire l’intera superficie. I contrasti estremi tra opaco profondo e tocchi lucidi mirano a creare un impatto visivo sofisticato e contemporaneo.
5. Il ritorno del rilievo artigianale e tipografico
Le tecniche di rilievo tornano protagoniste: goffrature audaci, debossing, texture “impresse” che richiamano la carta fatta a mano. L’effetto artigianale si traduce in loghi scolpiti, motivi irregolari e illustrazioni volutamente ingenue.
La stampa digitale permette di portare la personalizzazione su scala industriale. Edizioni limitate, capsule stagionali e varianti colore per mercati diversi diventano più semplici da gestire, purché la base industriale sia solida e le aree di personalizzazione siano progettate con attenzione. La coerenza tra stampa digitale e finiture tradizionali è essenziale.
7. Imballaggi connessi, NFC e tracciabilità
La tecnologia entra nel packaging in modo discreto ma strategico. Chip NFC, QR dinamici e filigrane digitali attivano contenuti, certificazioni e storytelling, offrendo ai brand un nuovo modo di comunicare trasparenza e responsabilità. Parallelamente cresce l’importanza dei dati: origine certificata dei materiali, percentuale di riciclato, impronta di carbonio e istruzioni di fine vita diventano informazioni chiave. Il packaging si trasforma così in uno strumento di prova e autenticazione.
8. Verso un’estetica globale del lusso
Ogni settore del premium evolve con un proprio linguaggio, ma con una direzione comune: un lusso più controllato, sensoriale e responsabile. In tutti i casi, l’obiettivo è creare un’esperienza coerente, dove materiali, finiture e narrazione si fondono in un’estetica globale e contemporanea. Fonte: www.maestro-manufacture.com/it/
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Dossier
At LUXE PACK Monaco
the future of luxury packaging From September 28 to 30, 2026, LUXE PACK Monaco will bring together more than 380 exhibitors and over 9,000 professionals from around the world at the Grimaldi Forum. For nearly forty years, the event has been the must-attend gathering where premium and luxury brands meet the manufacturers shaping the packaging of tomorrow.
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n luxury packaging, everything starts with emotion. Even before the product itself, packaging is often what creates desire and tells the brand’s story. Our mission is to showcase the exceptional expertise of manufacturers from around the world and create the conditions for encounters that will lead to brands’ future projects,” explains Fabienne Germond, Director of LUXE PACK shows. Since its creation in 1988, LUXE PACK Monaco has established itself as the leading meeting point for premium packaging manufacturers, designers, technology providers and major international brands across fragrance, cosmetics, wines & spirits, fashion and jewellery.
A 2026 edition focused on the quality of connections
With more than 54% international visitors, LUXE PACK Monaco confirms its position as a global platform for premium packaging. The exhibitor selection remains true to the show’s DNA: representing the full diversity of materials, professions and expertise, from innovative start-ups to major international groups. This year’s edition introduces several new initiatives designed to accelerate connections between exhibitors and brands. The new TOP BRANDS programme will enable visitors to plan meetings in advance using a digital tool, before taking part in pre-scheduled one-toone meetings directly at the show. Visitors will also be able to discover the new Learning Expeditions: expert-led themed tours focusing on Refill & Reuse, new materials and exceptional craftsmanship. “We want to go even further in our role
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as a facilitator. The value of LUXE PACK Monaco lies not only in the number of visitors, but in the quality of the connections we create. Every new initiative is designed to help brands meet the partners most relevant to their projects,” adds Fabienne Germond. At a time when the sector must respond to new European regulatory requirements, accelerate its environmental transition and meet consumers’ growing demand for increasingly personalised experiences, packaging is undergoing profound transformation. For Fabienne Germond, these developments are redefining the role of the show. “Luxury packaging now sits at the crossroads of several major challenges: regulation, technological innovation, personalisation, sustainability and the preservation of craftsmanship. These issues can no longer be addressed in isolation. They require an ongoing dialogue between manufacturers, designers and brands from the earliest stages of creation. This is precisely what LUXE PACK Monaco makes possible.” The show will therefore bring together specialists in innovative materials, refill solutions and digital
technologies, alongside artisans and manufacturers whose expertise helps preserve the exceptional skills for which luxury packaging is renowned.
Packaging: a new territory for brand expression
Another major development is the growing importance of premiumisation and limited editions. “As the codes of luxury become more widely adopted, brands are looking for new ways to stand out. Packaging has become a true territory for expression: it creates emotion, reinforces exclusivity and extends the brand experience. At the same time, consumers expect responsible solutions without accepting the slightest compromise on aesthetics or perceived quality. This is the equation our industry now has to solve.”
An international vision of the future of packaging
Through its five shows held across Europe, the United States and Asia, LUXE PACK benefits from a global perspective on the transformations shaping the industry. This international dimension will also be reflected in the 2026 conference programme, including an exclusive breakfast conference entitled “MADE IN – Rethinking the Luxury Packaging Value Chain”, bringing together international decision-makers and experts to discuss the economic, industrial and geopolitical shifts currently reshaping the sector. “From Monaco, we observe market developments on a global scale. Our ambition is to provide the entire industry with a place where trends emerge, ideas are challenged and opportunities become tangible. It is this ability to bring together international stakeholders that has made LUXE PACK Monaco a unique event for nearly forty years.” Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Il lusso nel packaging
Baralan
il valore della decorazione 3D La decorazione 3D trasforma il packaging cosmetico in un’esperienza visiva e tattile, valorizzando l’identità del brand. Per Baralan, è una soluzione che unisce creatività, innovazione e flessibilità produttiva, anche per serie limitate e progetti speciali.
O
gni packaging nasce da un’idea. Prima ancora di diventare un contenitore, è un’intuizione, un segno, una storia che cerca la propria forma. Nel mondo della cosmetica, quella forma è spesso il primo incontro tra il consumatore e il brand. È ciò che si osserva, si riconosce e si tocca prima ancora di scoprire il prodotto. Per questo il packaging primario non ha più soltanto il compito di proteggere il contenuto: deve trasmettere un’identità, suscitare una sensazione e lasciare un ricordo. La decorazione tridimensionale nasce da questa visione. Grazie alla tecnologia 3D, le superfici in vetro e plastica si trasformano in spazi espressivi, capaci di accogliere texture, rilievi, motivi e dettagli personalizzati. Anche il gesto cambia: il packaging non viene più soltanto osservato, ma esplorato attraverso il tatto. Per Baralan, questa tecnologia rappre-
senta l’evoluzione naturale di oltre sessant’anni di esperienza nel packaging cosmetico. Un percorso costruito sulla conoscenza dei materiali, sulla cura dei dettagli e sulla capacità di trasformare un’intuizione creativa in una soluzione concreta, funzionale e industrializzabile. La decorazione 3D amplia le possibilità progettuali senza modificare la struttura e la funzionalità del contenitore. Ogni superficie può diventare un elemento distintivo, capace di raccontare il linguaggio del brand e rafforzare la riconoscibilità del prodotto. Un semplice flacone può così acquisire profondità e carattere. Ma l’innovazione non si ferma all’estetica. La tecnologia offre anche una maggiore flessibilità produttiva, limitando la necessità di attrezzature dedicate e facilitando la realizzazione di piccole serie, edizioni limitate, collezioni stagionali e progetti speciali. Le idee possono essere
> Baralan, the value of 3D decoration
sperimentate con maggiore libertà, accompagnando i brand nella ricerca di nuove forme espressive e permettendo loro di rispondere velocemente ai cambiamenti del mercato. È in questo incontro tra creatività, innovazione e tecnologia che il packaging supera la propria funzione e diventa racconto. Non più soltanto un contenitore, ma un’esperienza visiva e tattile capace di rendere riconoscibile un prodotto e memorabile il suo incontro con il consumatore.
Luxe Pack Monaco 2026 Hall Ravel - Booth RC07
Luxury packaging
3D decoration transforms cosmetic packaging into a visual and tactile experience, enhancing brand identity. For Baralan, it is a solution that combines creativity, innovation, and production flexibility, even for limited editions and special projects.
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very packaging solution begins with an idea. Before becoming a container, it is an intuition, a creative mark, a story searching for its own shape. In the cosmetics industry, that shape often represents the first encounter between a consumer and a brand. It is what is observed, recognized and touched before the product itself is even discovered. For this reason, primary packaging is no longer expected simply to protect its contents: it must communicate identity, evoke emotion and leave a lasting impression. This is the vision behind three-dimensional decoration. Through 3D technology, glass and plastic surfaces become expressive spaces capable of accommodating textures, reliefs, patterns and customized details. The interaction also changes: packaging is no longer just observed, but explored through touch. For Baralan, this technology represents the natural evolution of more than sixty years of experience in cosmetic packaging. A journey built on material knowledge, attention to detail and the Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
ability to transform a creative intuition into a concrete, functional and industrially scalable solution. 3D decoration expands creative possibilities without altering the structure or functionality of the container. Every surface can become a distinctive element,
capable of expressing a brand’s visual language and strengthening product recognition. Even a simple bottle can acquire depth and character. Innovation, however, goes beyond aesthetics. The technology also offers greater production flexibility by reducing the need for dedicated tooling and facilitating the development of small production runs, limited editions, seasonal collections and special projects. Ideas can be explored with greater freedom, supporting brands in the search for new forms of expression and allowing them to respond more quickly to market changes. It is where creativity, innovation and technology meet that packaging moves beyond its functional role and becomes a storytelling medium. No longer just a container, it becomes a visual and tactile experience capable of making a product recognizable and its encounter with the consumer memorable. Luxe Pack Monaco 2026 Hall Ravel - Booth RC07
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Dossier
Guala Closures
co-invenzione e design strategico A Luxe Pack Monaco 2026, Guala Closures consolida il proprio ruolo di partner strategico per il mondo del packaging premium, guidando l’evoluzione della chiusura da componente funzionale a elemento chiave per l’identità, la protezione e il valore del brand.
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ttraverso il concept “Together, We Shape the Closure of Tomorrow”, Guala Closures promuove un approccio fondato sulla co-invenzione: il futuro del luxury packaging nasce dalla sinergia tra creatività del marchio e competenza industriale. Una visione che prenderà forma all’interno dell’Invention Lab, un’esperienza immersiva che permette di toccare con mano le possibilità di finiture, materiali e design che concorrono a dare forma a chiusure uniche. L’espressione più avanzata di questa filosofia è Prestige, il brand di lusso progettato per offrire un’architettura dell’offerta chiara e distintiva, declinata in tre linee. Unique (The pinnacle of bespoke luxury) è dedicata ai progetti totalmente customizzati, per i quali il brand può spingersi oltre gli standard convenzionali richiedendo forme, materiali e lavorazioni inedite,
sviluppate interamente su misura pur mantenendo l’affidabilità di una produzione su scala globale. Selection (Curated possibilities. Consistent results) offre invece ai brand la possibilità di configurare la propria chiusura customizzata combinando sapientemente un’ampia gamma di caratteristiche, elementi e finiture esistenti, garantendo un perfetto equilibrio tra flessibilità creativa e costanza qualitativa. Infine, Essence (Elegance, shaped by responsibility) risponde alla necessità di un lusso consapevole, valorizzando materiali responsabili senza alcun compromesso sull’eleganza estetica. Nel segmento Prestige, il design deve necessariamente integrarsi con la sicurezza del prodotto. Per questo, Guala Closures presenta a Monaco due innovazioni destinate a ridefinire gli standard di settore. Magnex introduce un
nuovo paradigma di protezione per gli spirits premium: avvalendosi della tecnologia EMF (Electromagnetic Forming), modella l’alluminio tramite impulsi magnetici ad alta velocità per creare texture tridimensionali e micro-incisioni difficilmente replicabili. La chiusura diventa così una firma di autenticità inimitabile. Parallelamente, Halo evolve l’iconica chiusura T-Bar introducendo un sistema di tamper evidence integrato. Un elemento di sicurezza invisibile che si palesa solo alla prima apertura, tutelando l’integrità del prodotto nel pieno rispetto del design originale e dell’esperienza premium del consumatore.
Luxe Pack Monaco 2026 Hall Ravel - Booth RD0
> Guala Closures, co-invention and strategic design
Luxury packaging
At Luxe Pack Monaco 2026, Guala Closures reaffirms its role as a strategic partner for the premium packaging sector, driving the evolution of closures from functional components to key assets for brand identity, protection, and value.
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nder the concept “Together, We Shape the Closure of Tomorrow”, Guala Closures champions an approach rooted in co-invention: the future of luxury packaging emerges from the synergy between a brand’s creative vision and deep industrial expertise. This approach will come to life within the Invention Lab, a dedicated exhibition space for collaborative
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design where creative concepts are transformed into concrete, scalable solutions. The most advanced expression of this philosophy is Prestige, the luxury brand designed to provide a clear and distinctive architectural offering, articulated across three lines. Unique (The pinnacle of bespoke luxury) is dedicated to entirely customized projects, allowing brands to push beyond standard boundaries to request unprecedented shapes, materials, and techniques – developed strictly made-to-measure while ensuring the reliability of global production. Selection (Curated possibilities. Consistent results) allows brands to configure their own customized closure by expertly combining a wide range of existing features, elements, and finishes, ensuring a perfect balance between creative flexibility and consistent quality. Finally, Essence (Elegance, shaped by responsibility) addresses the demand for mindful luxury, utilizing responsible materials without compromising on aesthetic elegance.
Within the Prestige segment, design must seamlessly integrate with product security. To this end, Guala Closures introduces two innovations at Monaco that redefine industry standards. Magnex establishes a new paradigm in protection for premium spirits: leveraging EMF (Electromagnetic Forming) technology, it shapes aluminum using high-speed magnetic pulses to create complex three-dimensional textures and micro-engravings that are exceedingly difficult to replicate. The closure thus becomes an inimitable signature of authenticity. In parallel, Halo evolves the iconic T-Bar closure by introducing an integrated tamper evidence system. This invisible security feature reveals itself only upon the first opening, safeguarding product integrity while fully respecting the original design and the consumer’s premium experience. Luxe Pack Monaco 2026 Hall Ravel - Booth RD07 Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Dossier
Berlin Packaging Beauty
circolarità nel packaging di lusso Nel beauty contemporaneo, il lusso non dipende più soltanto dalla preziosità dei materiali, ma dalla capacità del packaging di trasformare un gesto quotidiano in un’esperienza di cura e identità. Berlin Packaging Beauty concentra la ricerca sulla valorizzazione degli scarti e sulla progettazione del refill.
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OCO è una prima espressione di un percorso più ampio: sviluppare materiali dagli scarti della filiera agroalimentare e cosmetica, come i residui vegetali dell’estrazione di oli essenziali o della produzione di ingredienti. Ottenuto recuperando gusci di nocciola e integrandoli in una matrice di polipropilene, XOCO può essere impiegato per produrre ghiere, cover e flaconi per skincare, personal care e make-up. Le particelle organiche trasformano il residuo in una firma tattile e visiva. La ricerca non si limita al compound. Berlin Packaging Beauty testa questi materiali su componenti e tecnologie differenti,
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per definirne prestazioni, limiti applicativi e standard qualitativi. Circolarità e innovazione devono confrontarsi con requisiti concreti: compatibilità con le formule, sicurezza, tracciabilità, conformità regolatoria, ripetibilità ed efficienza produttiva. La stessa attenzione riguarda il refill e l’interazione tra i componenti. Nei vasi, Miracle, Luxe Refill e OCR rispondono alla stessa esigenza con tre architetture differenti. Miracle utilizza una tazzetta bi-iniezione che scompare nella bocca del vaso in vetro; Luxe Refill una tazzetta che si aggancia meccanicamente a un profilo esterno della bocca; OCR un sistema di aggancio e sgancio a click, costruito attraverso elementi presenti sia sulla tazzetta sia sulla bocca del vetro. Soluzioni funzionali, con risultati diversi per estetica
ed esperienza d’uso. AirGlass Slim Refill e Refill & Go custodiscono una cartuccia interna in un involucro durevole, preservando estetica e integrità del prodotto. Il refill airless può essere separato o integrato in un sistema che conserva la pompa. Anche nel fondotinta, tra le categorie più complesse per il refill, FUTURE. FILL interviene sul trasferimento. Un connettore sigilla il flacone e guida il processo, limitando fuoriuscite ed esposizione della formula e contribuendo a ridurre il rischio di contaminazione. Il sistema permette di riutilizzare la pompa e semplifica la supply chain: prodotto principale e refill utilizzano lo stesso flacone in vetro, mantenendo invariato il materiale a contatto con il bulk e facilitando compatibilità e qualifica. Per Berlin Packaging l’innovazione funziona davvero solo quando design e industria procedono insieme.
Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Il lusso nel packaging
> Berlin Packaging Beauty, circularity in luxury packaging In today’s beauty market, luxury no longer depends solely on precious materials, but on packaging’s ability to turn an everyday gesture into an experience of care and identity. Berlin Packaging Beauty focuses its research on waste valorisation and refill design.
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OCO is an initial expression of a broader programme: developing materials from waste generated by both the agri-food and cosmetics industries, including plant residues from essential oil extraction or ingredient production. Made by recovering hazelnut shells and integrating them into a polypropylene matrix, XOCO can be used for collars, covers and bottles across skincare, personal care and make-up. Its organic particles transform a production residue into a tactile and visual signature. Research goes beyond the compound itself. Berlin Packaging Beauty tests these materials across different components and manufacturing technologies to define performance, application limits and quality standards. Circularity and innovation must meet concrete requirements: formula compatibility, safety, traceability, regulatory compliance, process repeatability and production efficiency. The same focus applies to refill and the interaction between components. In jars, Miracle, Luxe Refill and OCR address the same need through three
different architectures. Miracle uses a bi-injected cup that disappears inside the neck of the glass jar; Luxe Refill features a cup mechanically secured to an ex-
ternal profile on the glass neck; OCR uses a click-in, click-out system created by matching elements on both the cup and the glass neck. All three are functional solutions, but deliver different aesthetic and user experiences. AirGlass Slim Refill and Refill & Go enclose an inner cartridge within a durable outer shell, preserving appearance and product integrity. The airless refill can be offered separately or integrated into a system that retains the pump. Even in foundation, one of the most challenging categories for refillability, FUTURE.FILL addresses product transfer. A connector seals the bottle and guides the process, limiting spills and formula exposure while helping reduce contamination risk. The system enables pump reuse and simplifies the supply chain: the original product and refill use the same glass bottle, leaving the material in contact with the bulk unchanged and facilitating packaging compatibility and qualification. For Berlin Packaging innovation only works when design and industry move forward together.
> Alliance Étiquettes unveils Collection 06 At LUXE PACK Monaco, Alliance Étiquettes and its packaging design agency, Curiosity, will exclusively unveil Collection 06, a new creative collection showcasing six exceptional label and packaging concepts.
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onceived as a true laboratory of inspiration, the collection explores 2026–2027 consumer trends and highlights the full breadth of Alliance Étiquettes’ expertise. Through six distinctive creations, it invites brands to take a fresh look at labels and consider them an essential part of their identity. In an environment where capturing consumers’ attention has become a real challenge, a label can no longer simply dress a product. It must tell a story, convey emotion and create an immediate connection between the brand and its audience. With Collection 06, Alliance Étiquettes asserts a strong vision: the label becomes a true brand signature, capable of enhancing a product’s desirability and transforming the act of purchase into a memorable experience. The six projects presented reflect in-depth research into materials, textures, finishes and visual effects. Foils, embossing, transparency, plays of light, innovative papers and responsible solutions come together to create distinctive worlds designed for brands seeking to break away from established conventions. Collection 06 highlights six exceptional packaging concepts, each conceived as a source of inspiration to support brands in their future developments. The collection combines creativity, technical expertise and a deep understanding of evolving consumer expectations. Each concept demonstrates how graphic, tactile and technical choices can enhance the perception of a product, strengthen its positioning and create a distinctive sensory experience. This approach also enables Alliance Étiquettes to showcase the full scope of its offering and Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
between Alliance Étiquettes and Maison Satab, also exhibiting at LUXE PACK Monaco. This collaborative project explores the duality shaping consumer behaviour today: the desire to adopt a more responsible approach while preserving the pleasure, emotion and desirability associated with premium packaging. By combining their expertise, Alliance Étiquettes and Maison Satab have created an original concept in which materials, design and craftsmanship come together to deliver a packaging experience that is both visually striking and meaningful. Collection 06 also reflects Alliance Étiquettes’ commitment to integrating environmental considerations from the earliest design stages.
its ability to support brands in developing bespoke solutions, from the initial creative concept through to industrial production. Among the six creations featured in Collection 06, one concept was developed through a collaboration
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Focus
Le principali tendenze
DELLE CARNI CASE-READY
Con il continuo sviluppo del confezionamento case-ready, che amplia e ridefinisce l’offerta di carni fresche e prodotti avicoli, emergono nuove soluzioni capaci di coniugare prestazioni, sostenibilità ambientale e aspettative dei consumatori. il prolungamento della conservabilità del prodotto e le aspettative dei consumatori in termini di estetica e sostenibilità. I materiali oggi impiegati puntano a preservare la qualità della carne durante la distribuzione, offrendo al tempo stesso confezioni a prova di perdite, facili da aprire e visivamente accattivanti, in grado di coniugare funzionalità e soddisfazione del consumatore.
#5 Maggiore efficienza grazie al confezionamento sottovuoto
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pinta dall’attenzione crescente verso la sicurezza alimentare, la riduzione degli sprechi e la sostenibilità, l’industria del packaging per le carni sta attraversando una fase di profonda evoluzione. Di seguito analizziamo le cinque principali tendenze che stanno trasformando il confezionamento delle carni case-ready e il modo in cui queste innovazioni stanno plasmando il futuro della produzione e della distribuzione delle proteine fresche.
#1 Imballaggi più leggeri e sostenibili
Rivenditori e produttori stanno adottando sempre più soluzioni di confezionamento leggero per carne e prodotti avicoli. Questa scelta consente di ridurre l’impiego di materiali, risponde alla crescente domanda di sostenibilità da parte dei consumatori e favorisce filiere logistiche più efficienti, con benefici in termini di riduzione dei costi e di rafforzamento della responsabilità ambientale del marchio.
#2 La transizione verso materiali riciclabili o compostabili
I marchi stanno orientandosi verso soluzioni riciclabili, come le vaschette in PET, che facilitano l’impiego di materiali più sostenibili. Nei casi in cui il riciclo non sia praticabile per le superfici destinate al contatto con gli alimenti, il settore sta sviluppando alternative compostabili e biodegradabili per ridurre l’impatto ambientale.
#3 Materiali di origine biologica per un packaging sostenibile
Quando l’impiego di materiale riciclato incontra limitazioni legate agli standard di sicurezza alimentare, i materiali bio-based di origine vegetale rappresentano un’alternativa valida. Queste soluzioni biodegradabili e compostabili contribuiscono a ridurre la dipendenza da risorse non rinnovabili e dalla plastica vergine, favorendo il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.
#4 Equilibrio tra shelf life e attrattiva per il consumatore
Il packaging delle proteine fresche deve trovare il giusto equilibrio tra
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Il confezionamento sottovuoto continua a rappresentare un punto di riferimento in termini di efficienza e sostenibilità. Questa tecnologia prolunga la shelf life, riduce gli sprechi alimentari e crea un ambiente ermetico eliminando l’ossigeno. Il risultato è un miglioramento della qualità del prodotto e un’ottimizzazione delle operazioni di trasporto e stoccaggio.
MAP o VSP: quale sistema di confezionamento è più adatto alle carni?
Il packaging svolge un ruolo fondamentale nel preservare freschezza, sicurezza e appeal dei prodotti a base di carne. Tra le tecnologie più diffuse figurano il confezionamento in atmosfera modificata (MAP, Modified Atmosphere Packaging) e il confezionamento sottovuoto skin (VSP, Vacuum Skin Packaging). Sebbene entrambe abbiano l’obiettivo di prolungare la shelf life e proteggere il prodotto, ciascuna presenta vantaggi specifici che la rendono più adatta a determinate esigenze della distribuzione e dei consumatori. Il sistema MAP è costituito da una base rigida idonea al contatto alimentare, realizzata con materiali quali polietilene tereftalato (PET), polipropilene (PP) o plastiche rigide riciclabili, chiusa da un film barriera trasparente. La carne viene inserita nella vaschetta e, prima della sigillatura, viene immessa una miscela specifica di gas (CO₂, N₂ e O₂). Successivamente il film viene termosaldato per creare un ambiente ermetico e, in alcuni casi, le vaschette sigillate vengono Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
/ ulteriormente avvolte con film termoretraibile per aumentare la sicurezza e migliorare la presentazione del prodotto. Le vaschette sono sempre più progettate secondo criteri di sostenibilità, utilizzando materiali riciclabili o studiati per essere compostabili. Il sistema VSP, invece, si basa su diversi componenti che consentono di ottenere una sigillatura aderente al prodotto, simile a una seconda pelle. L’elemento principale è un film speciale, generalmente composto da plastiche multistrato ad alta barriera, progettate per impedire il passaggio di ossigeno e umidità. Questo film è molto sottile, flessibile e in grado di adattarsi perfettamente alla superficie della carne. L’altro componente essenziale è il sistema di sigillatura,
Industria della carne
che applica calore e pressione per fissare saldamente il film a sé stesso o a un supporto, come una vaschetta o un cartoncino. In alcuni casi vengono inoltre integrati, oppure aggiunti separatamente, assorbitori di ossigeno all’interno della confezione, con l’obiettivo di limitare ulteriormente la crescita microbica e prolungare la freschezza del prodotto. Fonte: www.sealedair.com
Salumi
export oltre i 2,5 miliardi Un settore che continua a dimostrare solidità, capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale, ma che si trova ad affrontare uno scenario sempre più complesso sul fronte della competitività. È il quadro emerso dal convegno “Il futuro delle carni suine e dei salumi nell’era dell’incertezza globale”, svoltosi nell’ambito dell’Assemblea annuale di ASSICA.
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el 2025 la produzione italiana di salumi ha raggiunto 1,173 milioni di tonnellate, in crescita dello 0,6% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 9,643 miliardi di euro (+1,9%). Sul mercato interno la disponibilità al consumo si è attestata a 989.200 tonnellate, confermando un lieve incremento (+0,5%), nonostante il permanere di una fase caratterizzata da inflazione, incertezza economica e attenzione delle famiglie alla spesa. Il consumo apparente pro capite si è attestato a 16,6 chilogrammi annui, confermando il ruolo importante che i salumi continuano a rivestire nelle abitudini alimentari degli italiani. La struttura dei consumi interni ha così visto al primo posto sempre il prosciutto cotto, con una quota pari al 28,1% del totale dei salumi, seguito dal prosciutto crudo al 21,0%, da mortadella/ wurstel al 19,6%, dal salame all’8,3% e dalla bresaola al 2,4%. Chiudono gli altri salumi al 20,6%. “Nel corso del 2025 e nella prima parte di quest’anno i consumi interni sono stati frenati dalla riduzione del reddito disponibile delle famiglie, che continua a condizionare le scelte di spesa. Alla luce dei recenti annunci di aumento dei tassi di interesse e del peggioramento delle Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
prospettive economiche, con le gravi incertezze derivanti dai conflitti internazionali, il rischio è che questa situazione possa ulteriormente peggiorare nei prossimi mesi” ha commentato il Presidente di ASSICA, Lorenzo Beretta.
La domanda internazionale
A sostenere la crescita del settore è stata ancora una volta la domanda internazionale. Nel 2025 le esportazioni di salumi italiani hanno raggiunto 231.645 tonnellate per un valore superiore a 2,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 5,3% rispetto all’anno precedente sia in volume sia in valore. Un risultato che conferma il ruolo stra-
tegico dell’export per il comparto e che contribuisce a portare il saldo commerciale del settore oltre i 2,18 miliardi di euro. La crescita è stata trainata soprattutto dai mercati dell’Unione Europea, che hanno assorbito oltre 163 mila tonnellate di prodotto per un valore di 1,695 miliardi di euro, in aumento rispettivamente del 6,4% e del 6,6% rispetto al 2024. Più complesso si conferma invece il quadro dei Paesi Terzi, che rappresentano comunque una componente fondamentale delle strategie di sviluppo delle imprese italiane. Su questi mercati continuano infatti a pesare le limitazioni derivanti dalla Peste Suina Africana (PSA), le tensioni geopolitiche e commerciali e il rallentamento di alcune economie internazionali. Il risultato raggiunto dalle esportazioni di salumi italiani verso i Paesi terzi, è stato di 67.835 ton per un valore di 811 milioni di euro, registrando un +2,9% in quantità e un +2,6% in valore. A differenza dell’anno precedente, le spedizioni verso gli Stati Uniti hanno subito una lieve flessione, fermandosi a 19.394 ton (–3,8%) per 249,2 milioni di euro (–5,8%). Tra i prodotti più esportati si confermano i prosciutti crudi stagionati, che da soli superano il miliardo di euro di vendite all’estero. Positive anche le performance di salami, mortadelle, prosciutto cotto, bresaola e pancette stagionate, a testimonianza della crescente diffusione internazionale dell’intera salumeria italiana.
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Focus
SPAR Austria e CRYOVAC
-70% di imballaggi per la carne Grazie a un progetto pilota europeo SPAR Austria ha ridotto del 70% la plastica utilizzata per il confezionamento della carne fresca, con un risparmio di 14 tonnellate di plastica all’anno, passando dal tradizionale sistema tray lidding al MonoPP Flowpack a marchio CRYOVAC®.
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PAR Austria ha ridotto del 70%1 la plastica utilizzata per il confezionamento della carne fresca, con un risparmio di 14 tonnellate di plastica all’anno, passando dal tradizionale sistema tray lidding al MonoPP Flowpack a marchio CRYOVAC. Il progetto pilota, condotto presso lo stabilimento TANN di SPAR Austria a Marchtrenk, ha inoltre permesso di ridurre le emissioni di CO₂ di circa il 70%. È attualmente in corso un’analisi ulteriore del progetto per definire i piani di implementazione della soluzione CRYOVAC in altri stabilimenti TANN e sedi SPAR in tutta Europa.
L’esigenza di SPAR Austria
In previsione dell’introduzione graduale del Regolamento UE su imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR), SPAR Austria ha scelto di innovare il confezionamento della sua carne fresca. L’azienda, che in precedenza utilizzava un sistema tray lidding per la carne macinata, ha collaborato con Sealed Air per esplorare la possibilità di eliminare del tutto la vaschetta. Roman Auinger, Plant Manager di SPAR TANN di Marchtrenk, spiega: “I sistemi tray lidding hanno dominato il confezionamento della carne fresca per decenni, garantendo visibilità del prodotto e supporto strutturale. Tuttavia, volevamo esplorare soluzioni innovative che sostenessero i nuovi requisiti normativi sulla riduzione dei materiali e, allo stesso tempo, affrontare l’aumento dei costi”. 1 2 3
La risposta di CRYOVAC
“Lavorando a stretto contatto con Sealed Air, abbiamo individuato una soluzione senza vaschetta, CRYOVAC MonoPP Flowpack, che ci ha aiutato a ridurre la plastica del 70%, mantenendo invariati la durata di conservazione e la velocità della linea”, spiega Roman Auinger. CRYOVAC MonoPP Flowpack comprende una gamma di film e rollstock flessibili ad alta barriera certificati come riciclabili da Cyclos-HTP Institue e in grado di integrarsi perfettamente con le infrastrutture di riciclaggio esistenti nei paesi dove è previsto il flusso per il PP2. Nel progetto pilota di Marchtrenk, la soluzione CRYOVAC ha dimostrato prestazioni di barriera pari a quelle dei vassoi tradizionali, garantendo la stessa durata di conservazione dei prodotti testati, senza alcun compromesso. SPAR Austria è riuscita a mantenere un’elevata velocità di confezionamento, pari a 44 confezioni al minuto, senza registrare aumenti nei tassi di scarto o di rifiuto.
Inoltre, la minore quantità di materiale utilizzato ha permesso di ridurre di 176 il numero di pallet stoccati annualmente in magazzino, contribuendo a una diminuzione di circa il 70% delle emissioni di CO₂3. Markus Zavec, Direttore Vendite di Sealed Air per Austria, Germania e Svizzera, ha aggiunto: “Il sistema di termosaldatura convenzionale usato da SPAR Austria comportava costi crescenti, sia a livello ambientale che operativo e finanziario. Questo tipo di confezionamento non solo consumava una notevole quantità di materiale, ma richiedeva anche intense operazioni di magazzino e complicava i percorsi di riciclo. Il progetto pilota è stato quindi un passo decisivo e tempestivo per affrontare queste criticità. Oltre a ridurre l’impiego di materiale da imballaggio e le emissioni di CO₂, CRYOVAC MonoPP Flowpack ha portato notevoli vantaggi al marchio SPAR Austria. Due terzi dei clienti hanno accolto positivamente la nuova soluzione di confezionamento di Sealed Air, apprezzandone in particolare la visibilità del prodotto e la facilità di apertura”. Roman Auinger ha concluso: “La transizione dai formati di confezionamento consolidati a quelli nuovi solleva questioni operative, commerciali e relative ai consumatori che richiedono un’attenta valutazione. La collaborazione con Sealed Air ci ha permesso di analizzare a fondo questi aspetti e di individuare una soluzione in cui la performance si unisce alla responsabilità, facendo evolvere il nostro packaging verso un’economia circolare. Con normative come il PPWR che pongono l’accento sulla riciclabilità e sulla riduzione dei materiali, gli imballaggi monomateriale rappresentano un percorso più allineato con le esigenze future”.
Sulla base del confronto del peso della confezione (0,02 kg per vassoio MAP + film contro 0,005 kg per MonoPP), il nuovo formato di confezionamento utilizza il 70% in meno di plastica per unità. Questo miglioramento si traduce in un risparmio annuo di plastica di circa 14 tonnellate. Riciclabilità valutata da Cyclos-HTP Institute: il materiale MonoPP è compatibile con i flussi di riciclaggio delle poliolefine flessibili in conformità con gli standard europei (EN 13430, ISO 14021). Riduzione proporzionale delle emissioni di CO₂ del 70% grazie all’eliminazione dei vassoi.
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Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Prodotti&Tecnologie
Automation Address
innovazione, tracciabilità e conformità per il packaging del futuro La sfida del futuro sarà l’integrazione tra marcatura, etichettatura e automazione industriale. Automation Address mette a disposizione tecnologie di riferimento internazionale e competenze progettuali consolidate, supportando i clienti nello sviluppo di processi produttivi più efficienti, sicuri e conformi alle normative vigenti.
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a crescente richiesta di tracciabilità, efficienza produttiva e conformità normativa sta trasformando il ruolo della marcatura e dell’etichettatura nelle moderne linee di confezionamento. Oggi questi processi non rappresentano più una semplice fase accessoria del packaging, ma costituiscono elementi strategici per garantire qualità, identificazione del prodotto e gestione della supply chain. Le aziende manifatturiere necessitano di soluzioni in grado di coniugare precisione, affidabilità e flessibilità, integrandosi perfettamente nei processi produttivi. Le più recenti tecnologie permettono infatti di gestire elevate velocità di produzione mantenendo standard qualitativi costanti e adattandosi a differenti formati e materiali.
semplicità di integrazione e affidabilità anche nelle applicazioni più impegnative. La modularità dei sistemi consente di configurare ogni impianto in funzione delle specifiche esigenze produttive, ottimizzando le prestazioni e riducendo i tempi di fermo macchina.
Etichettatrici industriali
Soluzioni per la marcatura industriale
In quest’ambito si distinguono le etichettatrici industriali HERMA 500 e HERMA ECO, progettate per garantire elevata precisione applicativa,
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Sistemi Stampa e Applica
Un ruolo sempre più importante è ricoperto anche dai sistemi Stampa e Applica Evolabel, che consentono di stampare e applicare automaticamente etichette contenenti dati variabili come codici a barre, numeri di lotto, date di scadenza e informazioni logistiche. Soluzioni particolarmente apprezzate nei contesti in cui tracciabilità e automazione rappresentano un requisito imprescindibile.
L’evoluzione normativa, sostenuta anche dal nuovo Regolamento Europeo sugli imballaggi (PPWR), richiede
una crescente attenzione alla qualità e alla permanenza delle informazioni riportate sul packaging. In questo scenario, la marcatura industriale assume un ruolo fondamentale. Le tecnologie laser Linx CO₂, UV e Fibra consentono di realizzare codifiche indelebili e ad alta definizione su numerosi materiali, garantendo una tracciabilità permanente senza l’utilizzo di consumabili, con vantaggi sia economici sia ambientali. Accanto ai sistemi laser trovano ampio impiego le soluzioni inkjet ad alta risoluzione, come i codificatori Norwix con tecnologia HP e i sistemi Foenix, ideali per la stampa di lotti, barcode, loghi e dati variabili su superfici porose e non porose. Completano l’offerta le stampanti a trasferimento termico Toshiba, dedicate alla produzione di etichette e codici a barre di elevata qualità. La sfida del futuro sarà l’integrazione tra marcatura, etichettatura e automazione industriale. Soluzioni sempre più connesse e intelligenti permetteranno alle aziende di rispondere alle esigenze di tracciabilità, sostenibilità e digitalizzazione richieste dal mercato. In questo contesto, Automation Address mette a disposizione tecnologie di riferimento internazionale e competenze progettuali consolidate, supportando i clienti nello sviluppo di processi produttivi più efficienti, sicuri e conformi alle normative vigenti.
Sistemi Stampa e Applica Evolabel Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Etichettatura, codifica e marcatura
Gruppo Finlogic
un unico partner per la tracciabilità Integrando etichette, tecnologie e dati, Gruppo Finlogic consente alle aziende di superare la frammentazione tra fornitori diversi e di governare il processo con un’unica regia, dal supporto fisico fino all’informazione che accompagna il prodotto.
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elle linee produttive e logistiche, etichettatura, identificazione e tracciabilità non possono più essere gestite come attività separate. La qualità dell’etichetta, l’affidabilità del dato, la corretta applicazione e la leggibilità dei codici devono far parte di un unico processo, capace di ridurre errori, tempi di fermo e complessità operative. È su questa integrazione che si fonda la proposta di Gruppo Finlogic: un interlocutore unico per la gestione end-to-end dei processi di etichettatura e codifica, dalla produzione dell’etichetta fino al fine-linea. Il punto di partenza resta il core business del Gruppo. Con 14 stabilimenti, Gruppo Finlogic rappresenta il più importante etichettificio diffuso in Italia, con un’offerta che comprende etichette neutre per applicazioni logistiche, etichette di prodotto e soluzioni personalizzate con nobilitazioni e finiture
dedicate. A questa competenza produttiva si affianca l’integrazione di tecnologie hardware e software per la stampa dei dati variabili, l’applicazione automatica e la gestione della tracciabilità. Il Gruppo progetta e realizza sistemi Print & Apply personalizzabili in base alle esigenze applicative del cliente, velocizzando il processo e riducendo gli errori di etichettatura. Un’altra area di specializzazione riguarda le soluzioni di lettura e decodifica dei dati: sistemi di scansione dei codici a barre lineari e bidimensionali, basati su scanner industriali fissi e tecnologie di visione artificiale, capaci di leggere automaticamente i codici a bordo linea, in produzione o in confezionamento. Nell’identificazione in radiofrequenza, Finlogic produce e codifica smart label RFID e realizza sistemi personalizzati di lettura automatica, tra cui varchi, portali e tunnel. Queste
soluzioni consentono di acquisire grandi quantità di dati, come quelli di un intero pallet, in pochi secondi e senza interventi manuali. Completa l’offerta la verifica della qualità di stampa dei codici a barre, storica specializzazione del Gruppo Finlogic, attraverso sistemi di verifica in-line o off-line. Un’attività fondamentale per garantire la leggibilità dei codici in ogni punto della supply chain. Integrando etichette, tecnologie e dati, Gruppo Finlogic consente alle aziende di superare la frammentazione tra fornitori diversi e di governare il processo con un’unica regia, dal supporto fisico fino all’informazione che accompagna il prodotto.
Nimax
etichettatura sicura, codifica evoluta Dalla sicurezza nell’etichettatura dei pallet alla codifica dei materiali sensibili, Nimax integra le tecnologie Domino, connettività e supporto applicativo lungo la linea produttiva.
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n pallet da etichettare in sicurezza, un film sottile da marcare senza che venga alterato, dati da trasferire ai sistemi aziendali. Sono esigenze diverse, ma ricorrenti nelle linee di produzione e confezionamento. Nimax risponde con due tecnologie Domino, storico partner tecnologico dell’azienda: l’etichettatrice per pallet Mx350i-eP e il marcatore laser UV Ux360i. Il tratto distintivo di Domino Mx350i-eP è la possibilità di essere installata senza protezioni perimetrali. La macchina stampa e applica le etichette sui pallet ed è progettata per garantire la sicurezza dell’operatore e un accesso semplice alle attività quotidiane. Il braccio elettrico flessibile integra il rilevamento delle collisioni, mentre il design elimina i rischi di schiacciamento. Non servono quindi gabbie o barriere circostanti. Le dimensioni compatte ne facilitano inoltre l’inserimento in linea, anche quando lo spazio disponibile è ridotto. Mx350i-eP lavora su pallet stazionari e supporta quattro schemi di etichettatura, combinabili in diverse configurazioni. La larghezza di stampa raggiunge 162 mm, con risoluzione di 300 dpi, velocità fino a 250 mm/s e una cadenza massima raccomandata di dieci etichette al minuto. Il Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
sistema supporta lo standard GS1 e può essere dotato di touchscreen remoto da 10,1 pollici. La connettività permette il collegamento con l’automazione e con i sistemi ERP, WMS e MES. Il ridotto uso di aria compressa e l’efficienza energetica completano il profilo della macchina. La diffusione di film sottili, monoplastiche e altri substrati progettati per il riciclo richiede tecnologie capaci di realizzare codici permanenti senza danneggiare l’imballaggio: Domino Ux360i risponde a questa esigenza con una sorgente laser UV da 5 W. La marcatura avviene attraverso una reazione fotochimica nello strato superficiale del materiale, senza causare danni o alterazioni al packaging. Il sistema realizza caratteri, grafica, loghi e codici 1D e 2D, tra cui DataMatrix e QR. Supporta inoltre gli standard GS1
Domino Mx350i-eP, applicazione di etichette su pallet
e GS1 Digital Link, la serializzazione e la numerazione sequenziale e per lotto. Ux360i offre più di 50 opzioni standard per l’orientamento del raggio, compresa una variante ruotabile a 360 gradi. L’interfaccia web è accessibile da più postazioni, mentre il collegamento con ERP, WMS e MES connette il marcatore ai sistemi informativi aziendali. Nimax affianca alla tecnologia test applicativi sui materiali, installazione, protezioni, aspirazione dei fumi, monitoraggio remoto e assistenza post-vendita. Servizi che rendono concreto il suo ruolo all’interno del mercato. Marcatura realizzata con Domino Ux360i
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Prodotti&Tecnologie
PressPall
il pallet che cambia l’efficienza dell’export Dal trasporto marittimo alla supply chain globale, il pallet in legno pressato ridefinisce l’ottimizzazione logistica nei flussi internazionali. Il pallet in legno pressato PRESSPALL si sta affermando come una soluzione particolarmente adatta ai flussi export, grazie a leggerezza, resistenza e uniformità dimensionale.
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Semplificazione operativa e conformità internazionale
n un mercato sempre più globale, dove continuità della catena logistica, rapidità di distribuzione e gestione dei volumi sono elementi centrali, l’efficienza dell’export dipende sempre più dalla capacità di ottimizzare ogni fase del trasporto. In questo scenario anche il pallet assume un ruolo strategico, incidendo direttamente su costi, saturazione dei container e gestione delle spedizioni internazionali. Il pallet in legno pressato PRESSPALL si sta affermando come una soluzione particolarmente adatta ai flussi export, grazie a leggerezza, resistenza e uniformità dimensionale.
Containerizzazione ed efficienza nella supply chain
La standardizzazione del trasporto in container ha reso possibile una distribuzione globale più rapida ed efficiente delle merci. Tuttavia, l’ottimizzazione dello spazio interno resta uno degli aspetti più critici della logistica internazionale. Nei flussi export, dove i volumi sono elevati e la frequenza delle spedizioni è costante, anche piccole inefficienze di carico possono tradursi in impatti economici rilevanti lungo tutta la supply chain. Per questo il pallet non è più un elemento secondario, ma una componente che contribuisce direttamente alla performance logistica complessiva.
Ottimizzazione del carico nei container
Le soluzioni PressPall sono progettate per migliorare la gestione dello spazio nei container da 20 e da 40 piedi, con l’obiettivo di aumentare la saturazione del carico e ridurre gli sprechi logistici.
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Il formato F/76 (1140x760 mm) consente una disposizione ottimizzata fino a 31 unità per container, migliorando sensibilmente l’utilizzo del volume disponibile. Il formato F/11 (1140x1140 mm) garantisce un equilibrio tra capacità e stabilità del carico, mentre il formato F/10 (1200x1000 mm) è pensato per le principali rotte di export verso il mercato statunitense, uno dei mercati di riferimento per molte filiere internazionali.
Un ulteriore vantaggio del pallet in legno pressato è la conformità alla normativa ISPM-15. Essendo realizzato con materiali pressati e legno riciclato, rientra nella categoria dei “processed wood pallet”, senza necessità di trattamenti fitosanitari aggiuntivi o marcature obbligatorie. Questo consente una significativa semplificazione delle procedure doganali e una riduzione dei tempi di spedizione, aspetti particolarmente rilevanti nelle filiere alimentari dove la velocità è un fattore competitivo. La struttura leggera, e al contempo resistente, lo rende inoltre idoneo al trasporto aereo, dove il peso incide direttamente sui costi logistici.
Una leva concreta per l’efficienza dell’export
Nell’export moderno, l’efficienza logistica non è più un vantaggio competitivo, ma una condizione necessaria. Il pallet in legno pressato si conferma una soluzione sempre più adottata dalle aziende orientate ai mercati internazionali, grazie alla capacità di migliorare l’utilizzo dello spazio nei container, ridurre gli sprechi e semplificare la gestione operativa. In questo contesto, soluzioni come PressPall si inseriscono come strumenti concreti di ottimizzazione della supply chain, contribuendo a rendere le spedizioni internazionali più efficienti, prevedibili e sostenibili. Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Prodotti&Tecnologie
Citus Kalix
efficienza integrata per l'Health&Beauty Citus Kalix - parte del Gruppo Coesia - è in grado di offrire all’industria globale della cosmetica e della cura personale una gamma completa di soluzioni: dal confezionamento primario al secondario, fino a casepacker e palletizer. Un approccio end-to-end che consente di coprire l’intero flusso produttivo.
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al 1928, Citus Kalix risponde alle esigenze del mercato della cosmetica e del personal care progettando e producendo macchine stand-alone ad alta precisione e linee di confezionamento completamente automatizzate. In un mercato dinamico come quello della cosmetica e della cura personale, i produttori necessitano di soluzioni che combinino efficienza, flessibilità e qualità costante. Citus Kalix risponde a queste esigenze con tecnologie compatte e integrate, progettate per semplificare la produzione e ridurre le operazioni manuali. L’obiettivo principale dell’azienda – parte del Gruppo Coesia – è fornire soluzioni all’avanguardia, che si tratti di macchine stand-alone o intere linee di confezionamento completamente integrate. In sostanza, Citus Kalix non si limita a vendere macchine ma supporta i clienti dalla fase di progettazione all’installazione e oltre, affiancandoli per manutenzione, modernizzazione e tutto ciò che serve per continuare a sviluppare i loro assets. Le soluzioni proposte da Citus Kalix si distinguono per la loro funzionalità: sono intuitive, generalmente non richiedono tools aggiuntivi e consentono operazioni rapide, inclusi cambi formato veloci.
Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
Dal riempimento all’astucciamento
In occasione di Interpack 2026 Citus Kalix ha presentato una linea integrata per il riempimento e l’astucciamento di tubi, progettata per semplificare la produzione e ridurre le operazioni manuali. La soluzione combina alimentazione automatica dei tubi, riempimento e sigillatura ad alta precisione e astucciamento affidabile in un unico flusso coordinato. Integrando automazione avanzata e controllo macchina intuitivo, la linea garantisce una produzione stabile e continua, anche con un’ampia varietà di formati di tubi e tipologie di prodotto. Questo approccio consente ai produttori di mantenere coerenza e qualità adattandosi a diverse esigenze produttive, riducendo la complessità operativa e assicurando un processo più controllato e ripetibile nel tempo. Al centro del sistema si trova la riempitrice KX1103 EVO, progettata per un dosaggio accurato e una sigillatura di alta qualità di tubi in plastica, laminato e alluminio. La macchina, la più veloce della gamma, raggiunge velocità fino a 110 tubi al minuto e supporta cambi formato rapidi e intuitivi, permettendo agli operatori di passare da un formato all’altro mantenendo produttività e stabilità
di processo. Questa combinazione di velocità e flessibilità la rende adatta sia a produzioni stabili sia a contesti più variabili. A monte, il KX Robot Feeder alimenta automaticamente i tubi vuoti nella riempitrice grazie a un sistema di handling robotizzato altamente affidabile, garantendo continuità operativa ed eliminando il caricamento manuale. Ciò migliora l’efficienza, riduce il rischio di interruzioni e supporta un flusso produttivo più stabile e costante, particolarmente utile quando continuità e ripetibilità sono fondamentali. A valle, l’astucciatrice KP800 EVO completa il processo inserendo i tubi finiti nei cartoni con prestazioni affidabili e gestione flessibile dei formati. La sua integrazione assicura una transizione fluida dal confezionamento primario al secondario, mantenendo la continuità produttiva e semplificando la gestione complessiva della linea in un ingombro compatto, supportando al contempo diversi formati di astuccio e differenti esigenze produttive. Insieme, KX Robot Feeder, KX1103 EVO e KP800 EVO creano una soluzione di confezionamento snella ed efficiente che consente ai produttori di cosmetici e personal care di aumentare la produttività, ridurre i tempi di fermo e mantenere una qualità costante lungo tutto il processo, garantendo prestazioni affidabili in diverse condizioni produttive.
Soluzioni di fine linea
La soluzione presentata si estende e si collega direttamente alle soluzioni di fine linea: grazie all’integrazione dello specialista nelle soluzioni di movimentazione prodotto e automazione robotizzata ADMV, avvenuta a dicembre 2025, Citus Kalix ha potuto presentare anche la casepacker CCP20 per il raggruppamento automatico degli astucci in casse di spedizione e la soluzione di palettizzazione robotizzata sviluppata in collaborazione con FlexLink. Un approccio end-to-end che consente di coprire l’intero flusso produttivo, dal caricamento dei tubi fino alla preparazione dei pallet pronti per la spedizione.
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Prodotti&Tecnologie
Encoder intelligenti ELAP
ruolo chiave nel condition monitoring Le moderne linee di confezionamento richiedono velocità elevate, sincronizzazione dei movimenti e continuità operativa. Le soluzioni ELAP basate su tecnologia IO-Link consentono di integrare encoder intelligenti nella raccolta di dati utili per monitorare lo stato operativo delle macchine.
O
gni linea di confezionamento è il risultato della perfetta sincronizzazione di numerosi movimenti. Nastri trasportatori, gruppi di alimentazione, sistemi di taglio, unità di etichettatura, assi dedicati al posizionamento o al confezionamento devono operare con precisione e continuità affinché l’intero processo mantenga le prestazioni previste. Per molti anni encoder e trasduttori sono stati considerati componenti destinati esclusivamente alla misura di posizione, spostamento, velocità o angolo di rotazione. L’evoluzione dell’automazione industriale e la crescente diffusione di architetture orientate alla digitalizzazione stanno però ampliando il ruolo di questi dispositivi. Oggi la disponibilità di protocolli di comunicazione intelligenti consente infatti di utilizzare le informazioni generate dai sensori non solo per il controllo del processo, ma anche per aumentare la visibilità sullo stato della macchina e supportare strategie manutentive più evolute. Il concetto di condition monitoring si basa sulla raccolta e sull’analisi di informazioni provenienti da diversi punti dell’impianto allo scopo di indi-
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viduare tempestivamente situazioni anomale, degradi prestazionali o condizioni che potrebbero portare a guasti e fermi macchina. In un impianto di packaging, dove numerosi dispositivi operano contemporaneamente e in stretta sincronizzazione, ogni sensore può rappresentare una preziosa fonte di conoscenza sul funzionamento della linea. Gli encoder assoluti ELAP con interfaccia IO-Link si inseriscono perfettamente in questa evoluzione. Oltre a fornire il valore di posizione assoluta, questi dispositivi consentono infatti uno scambio bidirezionale di informazioni con il sistema di controllo. La comunicazione digitale permette di accedere a parametri di configurazione, informazioni diagnostiche e indicazioni sullo stato del dispositivo.
IO-Link: più informazioni, meno complessità
Negli ultimi anni IO-Link si è affermato come uno degli standard di comunicazione più diffusi per la sensoristica industriale. Nel caso degli encoder assoluti ELAP dotati di interfaccia IO-Link, il protocollo consente non solo la trasmissio-
ne dei valori di posizione, ma anche la lettura di informazioni aggiuntive relative al dispositivo. Attraverso la stessa connessione utilizzata per il funzionamento ordinario è possibile effettuare parametrizzazioni, acquisire dati diagnostici e gestire in modo più efficiente le attività di configurazione e manutenzione. Una parte significativa delle linee di confezionamento è destinata alla lavorazione di imballaggi in materiale plastico. Anche in questi contesti la disponibilità di informazioni affidabili provenienti dalla sensoristica contribuisce a costruire una visione sempre più completa dello stato operativo della macchina. I dati raccolti possono essere utilizzati dai controllori, dai sistemi SCADA, dalle piattaforme di supervisione o dalle applicazioni dedicate alla gestione degli impianti, mettendo a disposizione di operatori e responsabili della manutenzione un quadro più completo del funzionamento della linea.
Dal controllo del movimento alla continuità produttiva
Per i costruttori di macchine per il packaging e per gli utilizzatori finali la disponibilità di informazioni affidabili rappresenta oggi un fattore sempre più importante. In questo contesto la sensoristica intelligente ELAP contribuisce ad aumentare la visibilità sul funzionamento degli impianti. L’evoluzione dei sensori industriali mostra come il confine tra misura, comunicazione e diagnostica sia destinato a diventare sempre meno marcato. Componenti tradizionalmente associati al controllo del movimento stanno acquisendo nuove funzioni che li rendono parte integrante delle architetture digitali di fabbrica. In questo percorso le soluzioni ELAP basate su tecnologia IO-Link rappresentano un esempio concreto di come encoder e trasduttori possano contribuire non solo alla precisione del processo, ma anche alla raccolta di elementi utili per comprendere meglio lo stato operativo delle macchine. Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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migliora il nostro mondo!
DIAMO NUOVA VITA ALL’ACCIAIO CON LA RACCOLTA DIFFERENZIATA GRAZIE ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA ABBIAMO TRASFORMATO BARATTOLI, SCATOLE, CHIUSURE, LATTE, SECCHIELLI, FUSTI E BOMBOLETTE IN NUOVI PRODOTTI D’ACCIAIO: BICICLETTE, FONTANELLE, LAMPIONI, TOMBINI, BINARI, MA ANCHE BULLONI, CHIODI, CHIAVI INGLESI, TONDINI PER CEMENTO ARMATO E MOLTO ALTRO ANCORA. UN RISULTATO POSSIBILE SOLO GRAZIE A UN GRANDE IMPEGNO COLLETTIVO: IL LAVORO DI SQUADRA TRA CITTADINI CHE SEPARANO I RIFIUTI, COMUNI CHE ORGANIZZANO LA RACCOLTA, AZIENDE E ACCIAIERIE CHE PREPARANO IL MATERIALE AL RICICLO. I NUMERI DI QUESTA COLLABORAZIONE PARLANO CHIARO. SECONDO I DATI 2025, GRAZIE AL RICICLO DEGLI IMBALLAGGI IN ACCIAIO ABBIAMO OTTENUTO BENEFICI AMBIENTALI* STRAORDINARI: • • •
500.000 TONNELLATE DI MATERIA PRIMA RISPARMIATA 2,85 TWH DI ENERGIA PRIMARIA RISPARMIATA 868 TONNELLATE DI CO2 EQ EVITATE
CONTINUIAMO A SALVAGUARDARE L’AMBIENTE INSIEME. CHIEDI AL TUO COMUNE LE INFORMAZIONI SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI CONTENITORI D’ACCIAIO O VISITA IL SITO WWW.CONSORZIORICREA.ORG *(Dati RICREA su elaborazioni LCC Conai, Gestione Diretta e Indiretta) CON IL PATROCINIO DI
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Chiyoda Gravure
nuovo valore aggiunto con la Truepress PAC 830F di SCREEN SCREEN Graphic Solutions Co., Ltd. (SCREEN GA) e Chiyoda Gravure Corporation (Chiyoda) stanno lavorando insieme per far avanzare la digitalizzazione con la stampa su larga scala di imballaggi flessibili grazie alla prima installazione mondiale della pressa inkjet digitale a base d’acqua Truepress PAC 830F.
Truepress PAC 830F di SCREEN
N
egli ultimi anni, il mercato degli imballaggi ha registrato una crescente necessità di espandere la produzione ad alta varietà e bassi volumi, man mano che le esigenze dei consumatori si sono diversificate e i cicli di vita dei prodotti si sono accorciati. Inoltre, con la spinta del mercato verso una maggiore sostenibilità, cresce la domanda di ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi e di ottimizzare l’utilizzo delle risorse. Il settore si trova anche ad affrontare l’urgente necessità di rispondere a sfide quali l’aumento dei costi delle materie prime, tempi di commercializzazione più rapidi e rischi di approvvigionamento emergenti, nonché problematiche sociali come la carenza di risorse umane. Nel campo della stampa rotocalco, l’aumento dei lavori in piccole serie ha comportato un maggiore carico di lavoro in aree quali la preparazione macchina, la corrispondenza cromatica e la pulizia. Questo sta ora incidendo sulla produttività, generando ulteriori scarti e creando una sfida a livello di settore. Sulla base di queste tendenze di mercato, Chiyoda Gravure ha completato la configurazione e la verifica qualità della Truepress PAC 830F di SCREEN per la produzione commerciale. Ha inoltre successivamente stabilito un sistema per l’accettazione di ordini e la produzione di imballaggi flessibili stam-
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pati digitalmente, concentrandosi principalmente su tirature piccole e medie. In prospettiva, l’azienda intende rafforzare ulteriormente la propria capacità di soddisfare esigenze di mercato sempre più diversificate utilizzando strategicamente una combinazione di stampa rotocalco convenzionale e stampa digitale. La Truepress PAC 830F è una pressa di stampa digitale per imballaggi flessibili che utilizza inchiostri pigmentati a base d’acqua. Grazie al suo processo digitale senza lastre, riduce significativamente gli scarti di materiale e le operazioni di pulizia e avviamento necessarie durante i cambi lavoro rispetto ai processi di stampa convenzionali.
Migliorare il valore del marchio attraverso una gamma di prodotti diversificata
Chiyoda offrirà un’ampia varietà di opzioni di design mantenendo formati di imballaggio standardizzati, e supporterà la pianificazione e la proposta di prodotti a tempo limitato e specifici per regione, nonché articoli per test di mercato. Offrirà inoltre tirature di produzione flessibili per soddisfare ordini in piccole serie e la necessità di una gamma di prodotti diversificata, aiutando così i propri clienti a costruire il valore del loro marchio.
Ottimizzare le referenze (SKU) e ridurre le scorte
Il team stabilirà un sistema produttivo in grado di fornire le quantità necessarie nei momenti richiesti, consentendo ai clienti di ottimizzare le proprie scorte di materiali di imballaggio e ridurre il numero di unità di gestione delle scorte (SKU), le unità più piccole utilizzate per la gestione dei prodotti.
Migliorare la produttività e creare un ambiente produttivo più favorevole agli operatori
Chiyoda ridurrà il carico di lavoro degli operatori minimizzando i cambi di lastre e le operazioni di pulizia, mantenendo al contempo la stessa elevata qualità dei metodi di stampa convenzionali. Questi cambiamenti consentiranno inoltre di ridurre i tempi di avviamento di circa il 70% rispetto ai metodi convenzionali, contribuendo a stabilire un sistema produttivo sostenibile in un ambiente di lavoro in
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cui il mantenimento del personale e la trasmissione delle competenze rivestono grande importanza.
Rafforzare gli sforzi per ridurre l’impatto ambientale
L’azienda perseguirà una riduzione complessiva dell’impatto ambientale sfruttando i vantaggi degli inchiostri a base d’acqua e della stampa senza lastre. Questo contribuirà, ad esempio, a ridurre l’uso di solventi durante le operazioni di pulizia e a minimizzare gli scarti di magazzino garantendo che vengano prodotte solo le quantità necessarie.
Prospettive future con Eco Smaart
Chiyoda posiziona i propri prodotti stampati e i servizi correlati che utilizzano la tecnologia digitale come soluzione denominata Eco Smaart. Si tratta di un’iniziativa per offrire nuovo valore aggiunto attraverso la stampa digitale, progettata per soddisfare le esigenze di mercato quali la produzione ad alta varietà e bassi volumi, tempi di consegna più brevi, scorte ottimizzate e ridotto impatto ambientale. L’avvio della produzione su larga scala di imballaggi flessibili con la Truepress PAC 830F fa parte dell’iniziativa Eco Smaart.
Una collaborazione con grandi prospettive
Attraverso i loro sforzi per espandere l’uso della stampa digitale, SCREEN GA e Chiyoda sperano di potenziare la capacità del mercato degli imballaggi flessibili di gestire la produzione ad alta varietà e bassi volumi, ridurre l’impatto ambientale e migliorare la produttività. In prospettiva, prevedono di stabilire un modello produttivo ottimale che combini efficacemente la stampa digitale e la tradizionale stampa rotocalco, con l’obiettivo di raggiungere un rapporto di stampa digitale di circa il 10% entro il 2030. Le due aziende lavoreranno per costruire un sistema produttivo in grado di soddisfare le diverse esigenze dei clienti, contribuendo al contempo allo sviluppo sostenibile del settore degli imballaggi flessibili. “Stiamo lavorando per potenziare le nostre capacità produttive in risposta alla tendenza verso la produzione ad alta varietà e bassi volumi e alla crescente domanda di sostenibilità ambientale”, ha dichiarato di Hiroyoshi Sato, Presidente di Chiyoda Gravure Corporation. “L’introduzione della Truepress PAC 830F ci ha consentito di stabilire un sistema produttivo flessibile che complementa le nostre esistenti operazioni di stampa rotocalco. In prospettiva, puntiamo a sfruttare i vantaggi unici della stampa digitale per offrire nuovo valore aggiunto. Crediamo che questo darà un contributo significativo alla crescita delle attività dei nostri clienti”. “Siamo lieti che Chiyoda abbia avviato la piena operatività con la nostra Truepress PAC 830F”, ha commentato Hiromi Sakurai, Presidente di SCREEN Graphic Solutions Co., Ltd. “Abbiamo sviluppato questa pressa specificamente come soluzione per supportare la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale nel mercato degli imballaggi flessibili. In futuro, continueremo a collaborare con i nostri clienti per creare nuovo valore di mercato e contribuire alla realizzazione di un settore della stampa più sostenibile”. Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
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Polyedra
diventa un marchio europeo Le società di distribuzione di Torraspapel adottano il brand Polyedra per identificare l’attività in Italia, Spagna, Francia e Portogallo: nasce così Polyedra Distribution Group. Gian Luca Ghio, Amministratore Delegato di Polyedra SpA, ci racconta il significato e le implicazioni della nuova identità. ❱ Qual è il vantaggio concreto di presentarsi con un unico marchio in Italia, Spagna, Francia e Portogallo e perché questo passaggio rappresenta un salto di qualità nella vostra presenza europea?
Presentarci con un unico marchio in Italia, Spagna, Francia e Portogallo significa dare un’identità ancora più chiara, riconoscibile e coerente alla nostra presenza sul mercato europeo. Polyedra Distribution Group rappresenta l’evoluzione di una realtà che già oggi opera in modo integrato in diversi Paesi, condividendo competenze, esperienza, know-how e capacità distributive. Riunire queste realtà sotto un’unica identità ci permette di esprimere con maggiore efficacia il valore del gruppo e di presentarci come un interlocutore europeo solido, affidabile e specializzato nella distribuzione di materiali per la stampa e la comunicazione. Questa evoluzione rafforza il nostro
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❱ Quali elementi distintivi delle singole realtà confluiscono in questa nuova identità condivisa e come combinerete una struttura più coordinata con la forza delle competenze locali?
La nuova identità nasce dalla posizionamento e rende volontà di valorizzare ciò che ogni realtà nazionale più immediatamente ha costruito nel tempo. percepibile la dimensione internazionale Ogni Paese porta con sé dell’azienda, favorenun patrimonio di comdo una maggiore intepetenze specialistiche, grazione tra i diversi una profonda conoscenmercati e creando nuove za del proprio mercato, opportunità di collaborelazioni consolidate Gian Luca Ghio, razione e sviluppo. con clienti e partner e Amministratore Delegato una cultura del servizio Allo stesso tempo, il di Polyedra SpA cambiamento riguarda sviluppata nel corso soprattutto il modo in degli anni. L’obiettivo cui ci presentiamo all’esterno: rinon è uniformare queste esperienmangono infatti invariati i valori ze, ma metterle in rete affinché che hanno accompagnato la crescipossano rafforzarsi reciprocamenta di Polyedra negli anni, a partire te all’interno di una visione comudalla vicinanza ai clienti, dall’atne. Essere parte di un gruppo antenzione al servizio e dalla capacora più coordinato significa poter cità di rispondere con rapidità e condividere competenze, esperienze e buone pratiche, accelerando competenza alle esigenze di ciascun mercato. In questo senso, il lo sviluppo di nuove opportunità e nuovo marchio rappresenta un aumentando la capacità di risponpasso in avanti che unisce la forza dere alle esigenze del mercato in modo efficace. Allo stesso tempo, di un gruppo internazionale con la qualità della relazione costruita questa evoluzione non modifica il quotidianamente a livello locale. rapporto quotidiano con i clienti:
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i team, i referenti commerciali e le modalità operative rimangono gli stessi. Chi lavora con Polyedra continuerà a confrontarsi con persone che conoscono il proprio business e il proprio territorio, beneficiando però anche delle competenze, delle risorse e della solidità di un’organizzazione europea sempre più integrata.
❱ La nuova identità è accompagnata dal claim “One group. One future”: quali benefici vi aspettate per clienti e fornitori e quali risultati nel breve periodo?
Il claim “One group. One future” sintetizza la volontà di costruire un percorso di crescita condiviso insieme a clienti, fornitori e partner. Esprime l’idea di un gruppo che guarda al futuro facendo leva sulla collaborazione, sulla condivisione delle competenze e sulla capacità di creare valore attraverso una presenza sempre più integrata a livello europeo. Per i clienti questo significa poter contare su un’organizzazione ancora più solida, capace di mettere a disposizione competenze, prodotti, servizi e risorse su scala internazionale senza rinunciare alla prossimità, alla flessibilità e alla qualità del servizio che da sempre rappresentano un elemento distintivo di Polyedra. Per i fornitori, invece, significa poter collaborare con un interlocutore ancora più strutturato, in grado di sviluppare sinergie tra i diversi mercati europei e di creare relazioni sempre più efficaci e di lungo periodo. Nel breve termine il nostro obiettivo è rafforzare la riconoscibilità del marchio Polyedra, consolidare il posizionamento del gruppo come punto di riferimento europeo nella distribuzione di materiali per la stampa e la comunicazione e favorire una collaborazione ancora più stretta tra le diverse realtà nazionali. Siamo convinti che una maggiore integrazione ci permetterà di generare nuove opportunità di crescita, migliorare ulteriormente l’efficienza organizzativa e offrire ancora più valore a tutti gli stakeholder con cui lavoriamo ogni giorno.
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Prati
tecnologia che guida il futuro La storica realtà specializzata nella progettazione di tecnologie per il converting e la finitura di materiali continua a distinguersi per la capacità di anticipare le evoluzioni del mercato. All’interno dello stabilimento di Faenza (RA) abbiamo incontrato Chiara Prati, CEO&CSO di Prati, e Mirco Palomba, R&D Manager. cio non si limita a rispondere ad un obbligo di legge, ma diventa un valore fondamentale per le aziende: per proteggere i propri lavoratori, per aumentare la reputazione dell’azienda sul mercato e per creare sempre maggior fiducia con i brand owner.
Mirco Palomba, R&D Manager, e Chiara Prati, CEO&CSO di Prati
❱ Quali sono i principi che guidano la progettazione e lo sviluppo delle vostre tecnologie?
Chiara Prati: Il nostro settore sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Non basta più integrare tecnologia avanzata nelle macchine: è fondamentale comprendere i trend che orientano il mercato. Oggi sostenibilità, sicurezza, digitalizzazione, automazione, tirature sempre più corte, personalizzazione, qualità e tracciabilità sono elementi centrali nelle richieste dei clienti. Per questo motivo i nostri macchinari vengono progettati non solo per rispondere a queste esigenze, ma anche nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza. Il nuovo Regolamento Macchine, che abbiamo già implementato nei nostri progetti, mira infatti a garantire che i prodotti messi sul mercato siano sicuri, soprattutto da un punto di vista di utilizzo per l’operatore. Questo approc-
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❱ Il Regolamento Macchine 2023/1230. Quali sono gli aspetti più significativi del nuovo regolamento e come si riflettono concretamente nelle vostre macchine?
Mirco Palomba: Il nuovo regolamento sposta l’attenzione sul software di sicurezza e sulla cyber security. Da tempo abbiamo iniziato a utilizzare componentistica elettronica intrinsecamente sicura e a integrare funzioni evolute come velocità sicura, controllo di coppia e controllo di posizione. Queste soluzioni permettono di rispettare i requisiti normativi e, allo stesso tempo, garantiscono all’operatore un’interazione con la macchina più sicura e controllata. Ogni accesso al macchinario è gestito da componenti di sicurezza avanzata, pensati per ridurre i rischi e aumentare l’affidabilità operativa.
❱ Digitalizzazione e interconnessione sono elementi chiave della manifattura moderna. In che modo le tecnologie e i servizi di Prati aiutano le aziende a realizzare una fabbrica sempre più
Inquadra il QR code e guarda la videointervista
connessa, efficiente e orientata a una produzione integrata?
Mirco Palomba: I dispositivi presenti nelle macchine contengono bus di campo, strumenti di comunicazione e tabelle di frontiera che permettono di connettere la macchina con i sistemi informativi aziendali. Sempre più clienti richiedono queste integrazioni. Posso citare l’esempio di un cliente italiano che ha un ufficio tecnico dedicato alla programmazione delle macchine per la gestione delle commesse. La macchina, collegata al suo gestionale di fabbrica, fa sì che l’operatore non debba inserire i parametri di lavorazione di quel lotto: questi arrivano già impacchettati e gestiti tramite una connessione, in quel caso in OPC-UA, direttamente dal loro ufficio tecnico che gestisce la commessa e il cambio di lotto a ogni fine produzione.
❱ La sicurezza è sempre stata un elemento chiave delle vostre macchine. Come si traduce questo approccio nella progettazione e nello sviluppo delle vostre linee?
Chiara Prati: La vera sfida è creare un linguaggio comune tra persone e tecnologia. Le macchine sono sempre più connesse, ma il vero valore nasce dall’integrazione tra tecnologia, conoscenza, sicurezza e intelligenza umana. L’automazione che implementiamo all’interno dei macchinari sta trasformando il ruolo dell’operatore: da operativo a supervisore, con un conseguente aumento della sicurezza sul lavoro. Ogni macchina intelligente richiede una mente altrettanto intelligente che la guidi. Per questo motivo ci piace dire che “dobbiamo prima accendere il nostro cervello e poi accendere la macchina”.
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Sun Chemical’s inks
track recycling of milk bottles Sun Chemical enables Aldi and Arla’s smart packaging for milk bottles to track recycling using Polytag’s UV tags. The eight-week trial uses specially developed ink on wraparound labels to deliver unprecedented packaging lifecycle data and insights.
U
K supermarket Aldi and the UK’s largest dairy cooperative, Arla, are collaborating with recycling platform, Polytag, on an operational pilot to track milk bottle packaging through the recycling process using innovative UV-tagging technology to get a better understanding of the product lifecycle. Building on their 2023 collaboration, the brands are working to improve packaging traceability and better understand how milk bottle packaging moves through the recycling system through this next phase of the pilot. This project utilises Sun Chemical’s specially developed ink on wrap-around labels to provide comprehensive recycling data. The work represents a further development in packaging traceability, with UV-tagged labels applied to Arla’s milk bottle range at its Oakthorpe site. The labels, printed by Saica Flex, will enable real-time tracking of packaging as it moves through the recycling stream, providing visibility into the recycling rates and journey of dairy packaging. Stefaan D’hoore, Director of Business Development, Specialty Ink & Coatings at Sun Chemical, said: “This next phase of the collaboration showcases Sun Chemical’s proprietary fluoRassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
rescent ink technology for wrap-around labels. The ink has been tested against Recyclass’ Washing Quick Test Procedures and EPBP Quicktest QT 507 with good results. The ink has been approved for use on labels designed to be optimally detected by Polytag’s ink-agnostic detection units, helping to deliver robust recycling data and doesn’t impact the quality of the recycled polymers. This deployment marks an exciting milestone as the first commercial use of Sun Chemical’s fluorescent ink with Polytag’s technology, demonstrating how collaboration across the packaging value chain can support greater transparency and help accelerate the transition to a more circular economy.”
So how does UV technology work?
Invisible UV tags are printed directly onto packaging labels using food-safe fluorescent ink that has undergone rigorous safety and recycling
testing. The ink is applied using standard printing methods, making it a low-cost, easy-to-integrate solution that doesn’t impact production speed. Unlike the 2023 trial, which used pressure-sensitive labels, this iteration employs wrap-around labels, providing enhanced durability and coverage. When tagged packaging enters the recycling stream, Polytag’s Plastic Detection Units installed at Materials Recovery Facilities (MRFs) capture barcode-level data in real-time. This information is accessible via the Polytag dashboard, providing brands and retailers with detailed visibility of their packaging’s journey through the recycling process. Alice Rackley, CEO, Polytag, said: “This next phase deployment with Aldi and Arla milk bottle labels demonstrates the scalability and reliability of the UV-tagging solution. It’s been a pleasure working with Saica Flex to deliver this latest stage of the project, demonstrating the value of collaboration in bringing innovative packaging solutions to market. This represents continued progress in packaging design, offering brands a seamless, cost-effective path to comprehensive recycling insights.”
Industry leadership in recycling innovation
Polytag has established itself as a leader in the recycling industry, recently achieving a milestone 100% detection rate with global packaging compliance leader Citeo at one of Europe’s busiest MRFs in France. The data captured through UV-tagging is the first step in charting the lifecycle of product packaging with real data, starting a journey for brands to be able to measure progress against sustainability targets and support data-informed decisions that may help identify opportunities to improve recyclability and recycling performance.
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Aziende&Strategie
SOMIC
automazione end-of-line per la massima produttività SOMIC è un’azienda specializzata in soluzioni per l’automazione end-of-line per imballaggi retail-ready. Il motto “Engineered to perform” riassume l’impegno: affidabilità ai vertici, prestazioni costanti e un’operatività intuitiva.
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ondata nel 1974 ad Amerang, in Baviera, SOMIC è oggi tra i riferimenti internazionali nell’automazione end-of-line per imballaggi retail-ready. Con sedi negli Stati Uniti (Inver Grove Heights, Minnesota) e nella regione APAC (Bangkok, Thailandia), l’azienda unisce rigore ingegneristico tedesco e vicinanza operativa ai clienti in tutto il mondo.
Massima qualità costruttiva e assoluta affidabilità
Per ogni applicazione e livello di performance, SOMIC offre la soluzione giusta con tre famiglie di macchine: SOMIC 202, SOMIC 323 e SOMIC 434. Tutte condividono gli stessi tratti distintivi: massima qualità costruttiva e assoluta affidabilità. E c’è un principio che vale per ogni SOMIC: dopo un cambio formato, la produzione riparte subito; niente lunghi “ramp-up”, il primo cartone è già conforme. Ciò si traduce in tempi di fermo minimi, pianificazione più precisa e un TCO competitivo per produttori food e non-food. La forza innovativa di SOMIC è concreta e misurabile. All’ultima interpack l’azienda ha presentato SOMIC CoboLoad, una soluzione robotizzata che alimenta automaticamente il magazzino dei cartoni: lavora in modo instancabile, anche nel turno di notte, garantendo una fornitura continua alla linea per un impiego 24/7. Il risultato è maggiore stabilità del processo, meno interventi manuali e migliore ergonomia in area fine linea. In parallelo, i Digital Services costituiscono un vero USP. Con SOMIC Eagle e SOMIC Connect, in caso di fermo macchina vengono registrate e collegate automaticamente
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le immagini video della sequenza precedente con i relativi dati operativi. Questo “pacchetto” diagnostico, inviato al tecnico interno o direttamente all’assistenza SOMIC secondo la preferenza del cliente, abilita un supporto rapido – spesso da remoto – e accelera l’individuazione della causa. Il sistema è già maturo, in test operativo presso diversi clienti, e dimostra come il digitale possa ridurre costi e tempi di intervento. Le soluzioni SOMIC combinano architettura modulare, layout compatti, cambi formato rapidi e interfacce HMI ergonomiche che aiutano a ridurre gli errori e ad accelerare l’avviamento. L’efficienza energetica elevata e la capacità di processare materiali riciclabili supportano obiettivi ESG e strategie di sostenibilità lungo la catena del valore del packaging. Dalla clusterizzazione al cartoning, fino a c o n fi g u r a z i o n i
shelf-/retail-ready, i sistemi SOMIC si adattano a una vasta gamma di formati e velocità e crescono con le esigenze di throughput e varietà di assortimento dei brand.
“Engineered to perform”
Con una presenza internazionale e team vicini ai mercati di riferimento, SOMIC affianca i clienti lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto: dalla consulenza applicativa alla progettazione, dalla messa in servizio alla formazione, fino a servizi di assistenza, retrofit e upgrade. L’obiettivo è trasformare ogni progetto in una piattaforma di performance integrata, in cui macchine, linea e servizi lavorano in sinergia. Guardando al futuro, l’azienda resta focalizzata su tre direttrici strategiche: leadership tecnologica nel fine linea, azione globale con competenze locali forti e un processo di investimento semplice per il cliente. Per i produttori che puntano su velocità, qualità e flessibilità senza compromessi, SOMIC è il partner che trasforma il confezionamento finale in un vantaggio competitivo duraturo. Se il benchmark è l’eccellenza operativa, “Engineered to perform” è la promessa mantenuta, ogni giorno, su ogni linea.
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Aziende&Strategie
Pilz
sicurezza integrata per il futuro Il funzionamento delle macchine oggi non è più solamente meccanico. Sono collegate in rete e interconnesse tra loro, scambiano dati e sono parte di sistemi complessi. Questo comporta un aumento nel numero di requisiti richiesti in materia di sicurezza. Diventa quindi imprescindibile un approccio congiunto e condiviso per quanto concerne safety e security.
L
a legislazione attualmente in vigore in Europa, in particolare la direttiva NIS 2, il Regolamento Macchine come pure il Cyber Resilience Act, è la prova che la security non è più considerata una scelta discrezionale ma è ormai un obbligo previsto per legge.
Prodotti e servizi per l’automazione di sicurezza
Pilz, azienda di riferimento in automazione specializzata in ambito sicurezza, offre un supporto totale ai clienti quando si tratta di affrontare queste sfide: realizza infatti prodotti che si adeguano ai requisiti previsti dal nuovo Regolamento Macchine e dal Cyber Resilience Act. Pilz offre anche soluzioni di automazione che consentono a fabbricanti e a operatori di macchine di garantire safety e security dei propri impianti. Infatti, oltre alle soluzioni di automazione per la sicurezza funzionale, è in grado di proporre un’offerta completa destinata all’Industrial Security. Pilz condivide con i propri clienti le conoscenze e competenze necessarie nonché la sua expertise nel settore della sicurezza delle macchine attraRassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
verso servizi e corsi di formazione. Nel 2025, Pilz ha avviato un programma di formazione articolato su più livelli e dedicato all’Industrial Security mentre, nella seconda metà del 2026, lancerà sul mercato a livello globale due servizi speciali a struttura modulare: Security Evaluation of Machinery (SEM) e Security Assessment of Machinery (SAM). Con questi servizi, Pilz intende offrire supporto in fase di valutazione dei rischi legati alla security e nell’individuazione delle vulnerabilità presenti sulle macchine. Per garantire l’Industrial Security delle macchine, l’azienda offre anche Identification and Access Management (IAM). Il portfolio Pilz include inoltre tecnologie basate su cloud e IA, come ad esempio MYZEL Lifecycle Platform. Grazie a questa soluzione, le aziende sono in grado di gestire in modo centralizzato e digitale macchine, processi e dati del personale per l’intero ciclo di vita dei propri impianti di produzione. In questo modo Pilz integra la propria gamma di prodotti e servizi per un approccio olistico alla sicurezza lungo l’intero ciclo di vita della macchina.
Safety & Security devono procedere di pari passo
Non c’è dubbio: la sicurezza, in futuro, partirà proprio dal punto in cui safety e security andranno di pari passo. In quanto dimensioni strategiche e di pari valore, insieme proteggono ciò che conta davvero. Si tratta di dimensioni che hanno una propria rilevanza intrinseca ma che, all’interno di una concezione olistica di sicurezza, sono sempre concepite come un tutt’uno. Grazie alla propria offerta compatibile per Safety e Industrial Security, Pilz occupa una posizione di riferimento sul mercato. Insieme ai clienti, l’azienda contribuisce a plasmare un mondo in cui la sicurezza non è una possibilità bensì una regola, uno standard con cui le persone sono protette, le aziende crescono in modo sostenibile e duraturo e il futuro garantito e sicuro anche sul lungo periodo. L’automazione sicura è il mercato del futuro: chi si affida ai sistemi di sicurezza, può scalare più rapidamente, abbattere i costi, investire con maggiore affidabilità e innovare con più coraggio e audacia.
Sicurezza: condizione preliminare per essere affidabili ed evolversi
Per Pilz, sicurezza significa molto più che semplice protezione. È il presupposto su cui si fondano affidabilità e capacità di evolversi e migliorare. Affinché la sicurezza mantenga questa affidabilità in un mondo sempre più complesso, Pilz approccia la sicurezza con una modalità olistica: Safety e Security sono infatti due facce della stessa medaglia e, come tali, devono essere considerate insieme. Susanne Kunschert e Thomas Pilz, Managing Partners di Pilz
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Aziende&Strategie
Grafiche Sabbioni
sceglie Speedmaster XL 106 6L per il packaging di alta gamma A Trestina, nel cuore dell’Alto Tevere umbro, la storica cartotecnica a conduzione familiare rinnova il proprio reparto stampa con una macchina offset a sei colori più vernice, sostituendo un impianto del 2004. Ne parliamo con Roberto Sabbioni, che insieme al fratello Federico guida oggi l’azienda fondata dal padre Giuseppe nel 1963.
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rafiche Sabbioni nasce nel 1963 dall’intraprendenza di Giuseppe Sabbioni e nel 2023 ha tagliato il traguardo dei sessant’anni di attività. Un percorso che l’ha portata da piccola tipografia artigianale a realtà industriale di riferimento nel settore cartotecnico, senza mai perdere l’impronta familiare che ne caratterizza ancora oggi la gestione. Da tempo la conduzione è nelle mani della seconda generazione, rappresentata dai fratelli Roberto e Federico Sabbioni, mentre la terza generazione è già operativa in azienda, a garanzia di continuità. Circa vent’anni fa la svolta decisiva: da tipografia commerciale a cartotecnica strutturata, con un focus sempre più marcato sul packaging.
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“In questo momento il nostro core business è rivolto quasi interamente al settore packaging: astucci, espositori da banco e da vetrina”, spiega Roberto Sabbioni. “Continuiamo comunque a realizzare lavori commerciali e volumi di qualità, che restano parte della nostra identità”. Non manca la ricerca di soluzioni innovative, come dimostra l’investimento in tecnologie di stampa UV. Un impegno confermato anche in fiera: al Packaging Première di Milano, Grafiche Sabbioni ha presentato stampe realizzate con un’azienda padovana, particolarmente apprezzate su laminati e tecniche di stampa speciali. Oggi l’organizzazione interna copre l’intero ciclo produttivo, dalla prestampa alla stampa, fino a fustel-
latura, nobilitazione, incollaggio e finitura, garantendo un controllo qualità end-to-end. Tra i prodotti di punta figurano cofanetti di pregio, astucci, materiali per il punto vendita e foglietti illustrativi, con una crescente specializzazione nel packaging di lusso per i settori beauty, cura della persona e prodotti di alta gamma, dove le nobilitazioni come stampa a caldo, rilievo, olografia e soluzioni anticontraffazione fanno la differenza. Il mercato di riferimento è prevalentemente nazionale, ma con una crescita significativa all’estero, in particolare in Francia, dove l’azienda dispone di un ufficio commerciale dedicato. Alla qualità produttiva si affianca un’attenzione concreta alla sostenibilità: imballaggi riciclabili e biodegradabili, materie prime da fonti sostenibili, riciclo totale degli scarti di produzione ed energia in parte autoprodotta grazie all’impianto fotovoltaico attivo dal 2011.
Giuseppe, Federico e Roberto Sabbioni alla guida di Grafiche Sabbioni Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
rirci in fasce di mercato con produzioni molto alte, senza compromessi sulla qualità: ha margini di tolleranza molto ristretti, che si sommano al controllo che effettuiamo nelle fasi successive di allestimento e incollaggio”.
Più produzione, qualità superiore
Heidelberg, una scelta naturale
Quando si è trattato di rinnovare il parco macchine, la scelta è ricaduta ancora una volta su Heidelberg, marchio che accompagna la storia produttiva dell’azienda fin dagli anni Settanta, quando Giuseppe Sabbioni installò la prima GTO. “Nostro padre è sempre stato fedele prima a Macchingraf, poi a Heidelberg”, ricorda Roberto Sabbioni. “Avendo già un parco macchine interamente Heidelberg, la decisione è stata quasi naturale: questa macchina si sta confermando una soluzione perfetta, con una capacità produttiva e un controllo del lavoro davvero elevati”. Un entusiasmo che l’imprenditore non nasconde: “È una gioia guardarla lavorare ogni giorno. Conoscevamo già la macchina, l’avevamo vista più volte in altre occasioni, ma vederla in produzione nella nostra azienda è stata una sorpresa ancora più bella”. La nuova Speedmaster XL 106 6L va a sostituire una CD a cinque colori più vernice del 2004, ormai giunta a fine ciclo. “Avevamo necessità di rinnovare il parco macchine con una soluzione ancora più performante, anche perché disponiamo per fortuna di commesse con numeri elevati”, sottolinea Sabbioni. “Questa macchina ci ha dato l’opportunità di inseRassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
Il primo beneficio, spiega Sabbioni, riguarda direttamente la capacità produttiva dell’azienda, sensibilmente superiore rispetto alla precedente CD. Ma è sul fronte qualitativo che il salto si è rivelato più sorprendente: “Il livello di qualità raggiunto è impressionante. Abbiamo confrontato lavori con le stesse immagini stampate prima sulla macchina vecchia e poi sulla nuova: il risultato è stato sorprendente”. Un vantaggio che si traduce direttamente in valore per la clientela: “Puntiamo molto sulla qualità del prodotto finito, quindi poter garantire ai nostri clienti uno standard ancora più elevato rispetto al passato è stata una soddisfazione enorme”.
Tecnologia al servizio del packaging
La Speedmaster XL 106 rappresenta il vertice della gamma Heidelberg dedicata al formato 70x100, pensata specificamente per la stampa commerciale e per il packaging di fascia alta. Nella configurazione 6L installata da Grafiche Sabbioni, sei gruppi stampa a colori sono affiancati da un gruppo verniciante, per coprire in un solo passaggio l’intero ciclo di quadricromia, colori speciali e verniciatura di protezione o effetto, riducendo drasticamente i tempi di lavorazione e i passaggi macchina. A colpire per primo il titolare è la velocità di esercizio, che su questa piattaforma raggiunge i 18.000 fogli l’ora anche su commesse complesse, unita a tempi di avviamento e cambio lavoro estremamente ridotti. Il cuore del sistema è il Prinect Press Center, la consolle digitale che integra il controllo di tutti i parametri di stampa e dialoga con il flusso di lavoro Prinect, mentre il sistema di controllo colore in linea Prinect Inpress Con-
trol verifica automaticamente registro e colorimetria durante la tiratura, restituendo fogli certificati fin dalle prime battute di avviamento e azzerando pressoché la necessità di controlli manuali successivi. A questo si affianca il concetto Push to Stop, sviluppato da Heidelberg per rendere la produzione sempre più autonoma: cambi lastra automatici con Autoplate, lavaggi programmati di gruppi inchiostratori, cilindri portagomma e cilindri di pressione, gestione automatizzata dell’aria e dei parametri di alimentazione al variare del supporto. L’operatore, sollevato dalle regolazioni manuali ripetitive, può concentrare l’attenzione sul controllo qualità complessivo della tiratura. Il sistema Wallscreen, infine, proietta su grande schermo i dati di produzione e le immagini di controllo, rendendo immediatamente leggibile l’andamento del lavoro a tutto il reparto stampa. Non meno rilevante è l’attenzione di Heidelberg alla sostenibilità di processo, con sistemi di essiccazione a basso consumo energetico e una gestione ottimizzata dei flussi d’aria, un aspetto sempre più centrale per un’azienda che ha fatto della sostenibilità ambientale uno dei propri valori distintivi.
Il valore della partnership
Oltre alla tecnologia, per Roberto Sabbioni conta molto il rapporto costruito nel tempo con Heidelberg Italia sul fronte assistenza e servizi. “La collaborazione è buona: come in tutti i settori, sono le persone a fare la differenza. Avere persone affidabili al proprio fianco ti permette di lavorare sereno, anche quando emerge un problema, sapendo di poter contare su un’assistenza sempre presente”. Una fiducia che affonda le radici in oltre cinquant’anni di rapporto continuativo tra le due aziende e che oggi si traduce in un supporto tecnico puntuale, elemento imprescindibile per chi, come Grafiche Sabbioni, lavora su commesse ad alti volumi e con standard qualitativi sempre più esigenti richiesti dal mercato del packaging di lusso.
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Ambiente
RICICLO DEGLI IMBALLAGGI
l’Italia supera il 77%
La Relazione generale CONAI annuncia che, in Italia, 10 milioni e 970mila tonnellate di materiali derivanti dal packaging hanno trovato una seconda vita nel 2025, ovvero il 77,3% di un immesso al consumo di 14 milioni e 200mila di tonnellate.
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el 2025 l’Italia ha riciclato 10 milioni e 970mila tonnellate di imballaggi, pari al 77,3% di un immesso al consumo di 14 milioni e 200mila di tonnellate. Ad annunciarlo è la Relazione generale CONAI, che documenta annualmente l’andamento del sistema nazionale di gestione degli imballaggi e del loro riciclo. “È un traguardo importante che conferma il primato dell’Italia nell’economia circolare e l’efficacia di un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, consorzi e cittadini”, dichiara Vannia Gava, viceministro dell’ambiente e della sicurezza energetica. “Investire nel riciclo e nell’economia circolare significa coniugare sostenibilità, competitività e crescita. Il Governo continuerà a sostenere questo percorso, favorendo gli investimenti necessari e il rafforzamento del sistema sul territorio. L’economia circolare rappresenta una grande opportunità per il Paese e un modello che l’Italia può mettere a disposizione dell’Europa”.
Numeri importanti
Nel dettaglio, in Italia hanno trovato una seconda vita l’82,2% degli imballaggi in acciaio, pari a oltre 442mila tonnellate; il 69,5% degli imballaggi in alluminio, pari a 56mila tonnellate; il 92,6% dei pack in carta e cartone, ossia 4 milioni e 612mila tonnellate; il 69,7% degli imballaggi in legno, pari a 2 milioni e 493mila tonnellate; il 50,5% di pack in plastica, ossia 1 milione e 161mila tonnellate di plastica tradizionale e oltre 44mila tonnellate di bioplastica compostabile; e più dell’82% di pack in vetro, ossia 2 milioni e 155mila tonnellate. “Questo traguardo va tuttavia considerato una base di partenza, non un punto di arrivo”, commenta Ignazio Capuano, presidente CONAI. “L’attenzione delle imprese, nei prossimi anni, dovrà concentrarsi sempre più sulla progettazione orientata al riutilizzo e alla riciclabilità, oltre che sull’impiego di materie prime seconde, che è fondamen-
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tale spingere per chiudere davvero il cerchio. Nel nuovo scenario che si sta delineando, il Consorzio manterrà il suo ruolo di supporto alle imprese, fornendo le competenze tecniche e gli strumenti necessari per adeguarsi anche ai nuovi standard comunitari, e di affiancamento alle pubbliche amministrazioni per promuovere sistemi efficaci ed efficienti di raccolta soprattutto per gli imballaggi domestici, con un’attenzione particolare ai consumi fuori casa”. In crescita anche nel 2025 le quantità di imballaggi riutilizzati. Da più di dieci anni il Consorzio ha introdotto agevolazioni e semplificazioni per gli imballaggi riutilizzabili, e lo scorso anno quasi 1 milione e 355mila tonnellate di imballaggi riutilizzabili sono stati regolarmente dichiarati al Consorzio, in aumento di oltre 100mila tonnellate rispetto al 2024, soprattutto grazie alla filiera degli imballaggi in legno sulla quale crescono circuiti di riparazione e riutilizzo aperti e chiusi. Unendo poi al riciclo anche la percentuale di imballaggi avviati a recupero energetico, la quota complessiva di imballaggi usati sottratti alla discarica raggiunge l’86,6%.
Il supporto ai Comuni
I nuovi risultati nazioni sono stati resi possibili anche dal lavoro portato avanti da CONAI e dal sistema consortile con i Comuni italiani tramite l’accordo nazionale con ANCI, che nel 2026 è stato rinnovato e trasformato nel nuovo Accordo di programma quadro nazionale Nel 2025 sono stati più di 7.500 i Comuni che hanno stipulato almeno una convenzione con il sistema consortile, con una fetta di popolazione servita pari al 98% degli Italiani. Per supportare i Comuni nel ritiro dei rifiuti di imballaggio in modo differenziato, nel 2025 CONAI ha riconosciuto alle amministrazioni locali italiane 892 milioni di euro. Gli imballaggi a fine vita conferiti dai Comuni al sistema CONAI nel 2025 sono aumentati in tutte le macroaree del Paese, principalmente per l’andamento sfavorevole del mercato delle materie prime seconde. Rispetto al 2024, percentuali in crescita sia a Nord (+10,9%) sia nel Centro (+11,7%) e nel Sud (+11,6%). Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Ambiente
CARTA E CARTONE
record per la raccolta differenziata L’Italia della raccolta differenziata di carta e cartone continua a crescere e al tempo stesso ridisegna la propria geografia. È quanto emerge dal 31° Rapporto Annuale presentato da Comieco.
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Italia è un modello in Europa per il riciclo degli imballaggi in carta e cartone: un incentivo importante, che si inserisce in un quadro già estremamente virtuoso. Nel 2025, infatti, il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici raggiunge il 93,1%, oltre 8 punti sopra il target europeo dell’85% fissato al 2030. A fronte di quasi 5 milioni di tonnellate di imballaggi cellulosici immessi al consumo, il sistema ne ha avviate a riciclo 4,61 milioni, a conferma della solidità della filiera italiana e della capacità di trasformare carta e cartone raccolti in nuova materia prima per l’industria.
Da Nord a Sud, la raccolta cresce e il divario si riduce
Il confronto tra le macroaree del Paese conferma dinamiche già emerse negli ultimi anni. Nel 2025 il Nord mantiene la leadership nazionale, con oltre 2 milioni di tonnellate di carta e cartone raccolte e una media di 74,7 kg per abitante. L’Emilia-Romagna si conferma la regione con la più alta raccolta pro capite (99,8 kg/ab), mentre la Valle d’Aosta registra la crescita più marcata rispetto al 2024 (+7%). Performance elevate anche nel Centro Italia, dove la raccolta raggiunge 886 mila tonnellate e una media di 75,7 kg per abitante. A distinguersi è la Toscana, che con 85,5 kg pro-capite migliora ulteriormente il risultato dello scorso anno, mettendo a segno un incremento di circa 2 kg per abitante. Il contributo più significativo alla crescita nazionale arriva però dal Sud, che per la prima volta supera il milione di tonnellate raccolte. In aumento anche la raccolta pro capite, che raggiunge i 52,5 kg per abitante. Tutte le regioni dell’area registrano un andamento positivo: il Molise segna l’incremento maggiore (+11% rispetto al 2024), sfiorando i 48 kg per abitante. La Sardegna si conferma invece la regione del Sud con la raccolta pro capite più elevata, pari a 64,2 kg per abitante.
EVOLUZIONE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA COMUNALE DI CARTA E CARTONE IN ITALIA
Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
Benefici anche economici
Se oggi la raccolta differenziata di carta e cartone è riuscita nell’impresa di uniformare il Paese è perché, in decenni di lavoro, si è realizzato un sistema virtuoso, con una filiera del valore basata su cittadini, gestori della raccolta, recuperatori, cartiere e produttori di imballaggi. Le amministrazioni locali sono il terminale ultimo e decisivo di questo sistema. Nel 2025 Comieco ha raggiunto le 944 convenzioni attive, con una copertura del 92% dei Comuni e del 96,8% della popolazione. Da qui sono arrivate oltre 2,5 milioni di tonnellate di materiali cellulosici e Comieco, a fronte di questo impegno, ha riconosciuto Comuni oltre 240 milioni di euro per la raccolta più altri 60 milioni per la lavorazione post raccolta.
La sfida si gioca sulla qualità della raccolta
Se sul piano delle quantità il divario tra le diverse aree del Paese tende progressivamente a ridursi, il sistema ha ancora importanti margini di sviluppo, soprattutto nei nuovi canali di consumo. La qualità della raccolta resta però il nodo centrale: le analisi merceologiche mostrano che nel Sud solo circa la metà della carta e del cartone raccolti rientra nella prima fascia qualitativa, con impurità inferiori al 3%, mentre nel Centro-Nord oltre l’80% dei conferimenti raggiunge questo standard. Per contribuire a colmare questo gap e incentivare il miglioramento delle performance qualitative, un importante impulso arriva dal nuovo Allegato Tecnico Carta, entrato in vigore il 1° maggio nell’ambito dell’Accordo Quadro ANCI-CONAI. Il nuovo Accordo, oltre ad incrementare i corrispettivi per i Comuni, introduce meccanismi premiali che valorizzano il raggiungimento di standard qualitativi sempre più elevati. La raccolta differenziata è finalizzata al riciclo e le frazioni estranee, a cominciare dai sacchetti, comportano costi e riducono i ricavi per i Comuni e per questo la qualità all’origine diventa decisiva. Comieco ha introdotto una fascia premium che porta il corrispettivo al 102,5% a fronte di raccolte domestiche con impurità inferiori al 2%, e rende ancora più evidente il legame tra qualità, efficienza industriale e valore riconosciuto ai territori.
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Ambiente
Gruppo Hera
rileva il 70% di Kronos Polymer Polska L'operazione contribuisce alla strategia che mira a raddoppiare la capacità della controllata Aliplast fino a oltre le 210.000 tonnellate annue di materie prime seconde plastiche di alta qualità, consolidandone la leadership nel settore Europa.
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l Gruppo Hera, una delle maggiori multiutility italiane, rafforza ulteriormente la propria leadership nel settore ambiente, in particolare nel riciclo delle plastiche di alta qualità, grazie all’accordo vincolante stipulato a luglio dalla controllata polacca Aliplast Polska per l’acquisto del 70% di Kronos Polymer Polska, nuova società che sarà costituita mediante scissione da Kronos Polymer, operatore polacco attivo nel riciclo e nella lavorazione di polietilene (PE). In particolare, Kronos Polymer opera in un sito industriale di recente realizzazione — completato a fine 2022 e operativo dal primo trimestre 2023 — situato a Gniew (Pomerania, Polonia), a circa 300 chilometri dalla filiale di Aliplast Polska a Tuszyn. Nella newco oggetto dell’operazione confluirà un impianto dotato di una linea completa di selezione,
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macinazione e lavaggio di polietilene con una capacità produttiva installata di 12.000 tonnellate annue, che consentirà ad Aliplast di ampliare progressivamente anche il mercato locale, effettuando in loco il riciclo e la rigenerazione ottimizzando così i flussi e la logistica.
Tanti progetti in corso per Aliplast
Grazie a questa operazione e ad altri progetti in corso di realizzazione - come l’impianto per il riciclo delle plastiche rigide a Modena e il nuovo impianto per il riciclo PE-LD a Borgolavezzaro (Novara) - saranno così ulteriormente potenziate le sinergie industriali già esistenti all’interno del Gruppo Hera e la controllata Aliplast potrà incrementare la flessibilità di riciclo, arrivando a raddoppiare la propria capacità e superando le 210.000 tonnellate annue. In linea con il Piano industriale al 2029 della multiutility, Aliplast prosegue infatti il percorso che l’ha caratterizzata gli ultimi anni: espansione della capacità produttiva anche sui mercati esteri, focalizzazione crescente su qualità e tracciabilità del materiale riciclato e competenze mirate per dare risposta concreta alle esigenze del
mercato europeo, facendo leva anche sulla presenza già consolidata in paesi come la Francia e la Spagna. Attività ancora più strategiche soprattutto in una fase come quella attuale in cui il Regolamento PPWR - entrato in vigore a febbraio 2025 e con applicazione obbligatoria dal 12 agosto 2026 in tutti gli Stati membri dell’UE – ha introdotto nuove regole europee per la progettazione, la produzione e la gestione dei rifiuti di imballaggio, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e favorire l’economia circolare, rendendo di fatto indispensabile rivedere anche dal punto di vista strutturale l’intera filiera degli imballaggi. Per una realtà radicata sul territorio polacco come Kronos Polymer, la partnership con Aliplast e, più in generale, con il Gruppo Hera rappresenta una grande opportunità per declinare la propria esperienza industriale e know-how all’avanguardia. L’acquisizione del 70% di Kronos Polymer Polska da parte del Gruppo Hera, attraverso Aliplast Polska, è sottoposta ad alcune normali condizioni sospensive (incluso il perfezionamento della suddetta scissione e il trasferimento delle autorizzazioni ambientali), il cui avveramento ai fini della finalizzazione dell’operazione è previsto entro fine 2026.
Capacità produttiva rafforzata
“Questa operazione ci consentirà di espandere ulteriormente la capacità produttiva di Aliplast, in linea con la strategia del Gruppo Hera che vede nella rigenerazione delle risorse un pilastro fondamentale” ha commentato Michele Petrone, Amministratore Delegato di Aliplast. “L’avvio del percorso che porterà all’acquisizione della maggioranza della newco Kronos Polymer Polska, inoltre, è in linea con il Piano industriale della capogruppo che prevede di continuare a crescere nella filiera ambiente, ampliando i mercati di riferimento: il rafforzamento della presenza in Polonia, dove la filiale di Aliplast è operativa da tempo, consentirà infatti di intercettare la promettente crescita della domanda di plastica riciclata di questo Paese”. Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Case History
Cognibotics
si affida a Keba per l’intralogistica Cognibotics, azienda svedese specializzata in soluzioni robotiche, grazie a KeMotion mette a punto un’applicazione robotizzata di pick and place intralogistica. Kemro X, piattaforma di automazione Keba
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Il robot HKM 1800
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ognibotics è un’azienda fondata nel 2013 che si occupa di sviluppo delle tecnologie robotiche avanzate e robot industriali all’avanguardia per le applicazioni nei settori della movimentazione e trasporto dei materiali. Per le proprie applicazioni innovative e all’avanguardia, Cognibotics era alla ricerca di un sistema di controllo perfetto per i propri robot. La sfida consisteva nell’automatizzare il prelievo di oggetti in contesti dinamici di intralogistica attraverso un nuovo robot rivoluzionario, dotato di una combinazione di velocità e raggio d’azione, requisiti non sempre scontati nel mercato odierno. L’HKM 1800 (acronimo di Hybrid Kinematic Manipulator) è un robot ad alte prestazioni per la movimentazione dei materiali, studiato per sostenere migliaia di cicli/ ora. L’azienda aveva quindi la necessità di software e hardware più che affidabili, con una particolare attenzione anche al fattore energetico. Nello specifico, una soluzione robotica avanzata e completa che offrisse la libertà di sviluppo necessaria per il particolare knowhow Cognibotics.
La filosofia costruttiva sfrutta le leggi della fisica
Durante le fasi progettuali, Cognibotics ha tenuto conto delle energie necessarie e dissipate (anche sotto forma di calore) e dell’inerzia cinematica prodotta dai movimenti del robot. A questo proposito sono stati posizionati tutti i servomotori e gli ingranaggi in un punto centrale della struttura del robot in modo da produrre movimenti minimi: sfruttando le leggi della fisica, tutta la massa in movimento è stata ridotta mentre gli elementi “pesanti” restano praticamente fermi. Il robot è stato realizzato tramite materiali leggeri e ad alte prestazioni; i bracci in fibra di carbonio e i giunti in alluminio. L’HKM1800 è stato configurato per muovere masse ridotte allo scopo di ottenere prestazioni eccezionali e con consumi minimi di energia. Questo approccio consente all’HKM durante le operazioni di pick & place di accelerare e rallentare rapidamente senza perdite di energia rilevanti o sviluppo di calore. Ciò si traduce in modo tangibile in costi energetici ridotti e, grazie alle proprie caratteristiche costruttive, un’installazione semplificata. Per Cognibotics ciò era di importanza assai rilevante poiché le aziende sono sempre più interessate ai requisiSettembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
Fredrik Malmgren, CEO di Cognibotics
ti di basso impatto ambientale nel crescente sforzo di qualificare i propri marchi, anche tramite l’uso di robot ad alta efficienza energetica.
L’ambiente robotico KEBA
KeMotion è la soluzione robotica di KEBA basata su Kemro X, piattaforma di automazione Keba che comprende sia applicazioni software che componenti hardware. Con il sistema KeMotion KEBA, ogni utente può gestire macchine e robot da un ambiente comune in modo tale che robotica e tecnologia di processo possano integrarsi perfettamente, supportando processi produttivi flessibili e ottimizzati. KeMotion offre moltissime opzioni per adattare con precisione il comportamento e le sequenze di movimento del robot abilitando così soluzioni personalizzate e ad alta efficienza. Ciò si traduce in valorizzazione del know-how e facilità d’uso da parte del cliente finale. Grazie alla base di controllo comune per macchina, robot e processo, la soluzione KEBA ha offerto a Cognibotics la possibilità di formulare stime precise riguardo prestazioni, produttività e comportamento tramite simulazione, ancor prima dell’implementazione. I modelli digitali del robot e le situazioni eccezionali possono essere gestiti in anticipo, senza rischi e a costi davvero minimi con il risultato di ottenere una messa in servizio accelerata e senza sorprese. Cognibotics ha pertanto constatato che KeMotion è un vero e proprio sistema di controllo per robot e non un semplice add-on robotico per PLC.
Un robot velocissimo e affidabile
I vantaggi ottenuti dalla combinazione fra cinematica seriale e parallela hanno consentito a Cognibotics di realizzare un ibrido decisamente innovativo. La riduzione al minimo livello delle masse in movimento e i tempi di ciclo su vaste aree di lavoro circolari hanno consentito all’HKM1800 di superare i 2000 cicli all’ora, con la possibilità di raggiungere distanze estese. In confronto ai normali robot SCARA, Delta e a 6 assi, l’HKM1800 è ottimizzato per le applicazioni pick&place con prestazioni superiori e possiede i necessari gradi di libertà. La capacità di carico massima del robot è di 7,5 kg con un raggio d’azione di 1.800 mm, valori che consentono di coprire un’area di lavoro di 10 m². Il progetto Cognibotics, ha dimostrato come sia possibile implementare la propria tecnologia utilizzando la potente piattaforma robotica KeMotion. In un contesto produttivo che vede processi sempre più differenziati e snelli, per un produttore di macchine è oramai indispensabile la capacità di poter presentare le proprie soluzioni sul mercato in tempi brevi e con la necessaria affidabilità. Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
THE ART OF INNOVATION P R O C E S S I N G | PA C K A G I N G | M AT E R I A L S
IPACK-IMA MILANO 29 MAGGIO - 1 GIUGNO, 2028 FIERA MILANO C’è sempre una soglia da attraversare quando si guarda al futuro. IPACK-IMA è la porta d’accesso all’innovazione. La fiera internazionale di riferimento dove quattro mondi – Grain Based Food, Liquid Food & Beverage, Food, Fresh & Convenience, Pharma, Chemicals & Industrial – si incontrano per immaginare l’evoluzione del processing, del packaging e dei materiali. Apriamo nuove prospettive.
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Una joint venture tra
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Eventi
DATI, CREATIVITÀ E AI
nuovo linguaggio delle etichette Dati, creatività e intelligenza artificiale sono stati i temi protagonisti del Congresso GIPEA, che si è svolto il 16 e 17 giugno a Mogliano Veneto, riunendo imprenditori, esperti e rappresentanti della filiera delle etichette autoadesive per confrontarsi sulle principali sfide e opportunità del settore.
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ome da tradizione, il Congresso si è aperto con l’Assemblea privata dei Soci Trasformatori, durante la quale è stato eletto il nuovo Comitato Direttivo ed è stata confermata la presidenza di Stefano Salvemini per il prossimo biennio. Ad aprire i lavori è stato il Presidente di Assografici, Carlo Montedoro, che ha sottolineato il valore della collaborazione in un contesto economico e politico caratterizzato da forti incertezze. “Come Assografici cerchiamo ogni giorno di aiutare le imprese a gestire almeno una parte di queste incertezze. Penso anche al lavoro che stiamo portando avanti insieme a Gipea in ambito CONAI sul tema del regime forfettario del contributo ambientale, una questione particolarmente delicata perché può avere ricadute concrete e significative sulle relazioni commerciali delle aziende del settore”. Sulla stessa linea Pierluigi Gava, Presidente del gruppo cartario, cartotecnico, grafico editori di Confindustria Veneto Est, ha evidenziato il ruolo delle associazioni nel favorire il confronto tra imprese. “Quando gli imprenditori si incontrano e condividono esperienze, difficoltà e soluzioni, si sviluppa anche la capacità di guardare avanti con proattività. È questo il valore più autentico insito in eventi come il Congresso Gipea e, in generale, nelle nostre Associazioni”. Stefano Salvemini ha quindi analizzato l’evoluzione del mercato delle etichette, soffermandosi sul ruolo della regolamentazione europea e dell’intelligenza artificiale. “L’Europa ha accelerato come mai prima sulla regolamentazione: un ritmo che può spaventare, ma dobbiamo tenere conto del fatto che proprio queste regole possono diventare la nostra forza, perché l’UE sta chiedendo elevati standard di sicurezza, sostenibilità, tracciabilità e qualità, che molte produzzioni extra europee non possono rispettare, se non aumentando drasticamente i loro costi. L’IA può aiutarci in questa direzione, in termini di competitività”.
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Innovazione tecnologica e sviluppo delle competenze Il rapporto tra innovazione e competenze è stato al centro dell’intervento di Alberto Quaglia, Coordinatore del Comitato Tecnico Gipea, che ha ricordato come il valore delle imprese risieda nelle persone. “La tecnologia è solo il mezzo attraverso il quale portiamo a casa i risultati. Non sono le macchine a farlo, ma le persone che le guidano”. In questo contesto si inserisce anche il lavoro del nuovo Comitato Tecnico Gipea, impegnato nell’aggiornamento del documento “Usi e consuetudini” e nella condivisione del know-how tra gli associati. L’innovazione tecnologica è stata approfondita anche da Durst Group, Gold Sponsor dell’evento. Manuel Todeschi, Sales Support Manager Divisione Vendite Italia, ha illustrato la filosofia dell’azienda, fondata su semplicità, affidabilità e performance: “La semplicità nelle nostre soluzioni si traduce in design essenziale, materiali curati e processi efficienti, garantendo al cliente soluzioni chiare, tempi rapidi e etichette memorabili. L’affidabilità si traduce in consegne puntuali, qualità costante e materiali duraturi, costruendo con il cliente un rapporto di fiducia stampa dopo stampa. Le alte prestazioni si traducono in stampe nitide, resa cromatica impeccabile e processi efficienti, valorizzando ogni prodotto con
Stefano Salvemini, Presidente Gipea Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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etichette all’altezza del mercato”. Il tema dell’IA è stato ripreso da Emanuele Frontoni, Co -director VRAI - Vision Robotics and Artificial Intelligence Lab, Università degli Studi di Macerata, che ha illustrato le opportunità offerte dagli agenti intelligenti per le PMI: “Questa evoluzione rende accessibili, per le piccole e medie imprese, capacità finora riservate alle grandi organizzazioni, ma si scontra con risorse limitate, carenza di competenze e i vincoli posti dall’AI Act”. Spazio anche alla formazione con Valentina Zancla Candido, Responsabile Comunicazione e Formazione di ENIP-GCT: “La combinazione più richiesta è: creatività, competenze tecniche di stampa, conoscenza dei processi produttivi, competenze informatiche e capacità di lavorare in team. È fondamentale supportare i giovani nello sviluppo di queste skill”.
Normativa ambientale e prospettive per il settore La prima giornata si è conclusa con un focus sul CAC etichette e sul Contributo Ambientale CONAI, illustrato dal Segretario Gipea Italo Vailati: “Dobbiamo tenere in considerazione due aspetti per prepararci all’immediato futuro. Nel 2027, con il sistema forfettario si andrà a regime (niente sconti) e il CAC rimarrà diviso tra carta e plastica. In particolare, il CAC carta dovrebbe rimanere simile a quello del 2026, mentre il CAC plastica sarà probabilmente più alto del 2026 (senza sconto). La posizione di Gipea è chiara: si chiede l’abolizione della procedura forfettaria e di coordinare con CONAI una campagna di comunicazione per spiegare le ragioni del cambio di paradigma. Con CONAI, inoltre, si preparerà una linea guida per definire quali sono le etichette che dovranno pagare il CAC”. La seconda giornata si è aperta con un’analisi degli scenari geopolitici internazionali affidata a Gabriele Natalizia, Professore di Relazioni Internazionali, Sapienza Università di Roma, e Direttore Scientifico di Geopolitica.info: “I principali imperativi strategici perseguiti dall’amministrazione Trump sono tre: diminuire i costi della difesa scaturiti dal post-guerra fredda, riorientare l’impegno e le risorse americane verso l’Indo-Pacifico, e ridurre l’impegno per la sicurezza dell’Europa sia sul fianco est che sul fianco sud della NATO”. A seguire, la sinologa e saggista Giada Messetti ha approfondito il ruolo della Cina nello scenario globale. “La Cina nutre l’ambizione di tornare a essere una grande potenza e lavora strategicamente in questa direzione. Per questo, il 14 e 15 maggio 2026 hanno segnato un momento epocale per il Paese: con il viaggio di Trump a Pechino, la Cina è stata riconosciuta come rivale di pari peso sullo scacchiere geopolitico ed economico internazionale. Tra i due Paesi si sta creando una “stabilità strategica costruttiva”, fondata su cooperazione e competizione moderata per garantire una stabilità nelle diversità e nelle divergenze. Un punto particolarmente importante è l’apertura di un dialogo sulla governance dell’IA”. Innovazione di processo e sostenibilità Tra gli approfondimenti tecnici, Luca Mauri, Technical Director di T&K Srl, ha presentato i vantaggi della stampa a gamut esteso. “La stampa ECG introduce tre nuovi colori: orange, green e violet, che permettono di ottenere colori in stampa più brillanti, più intensi e con una gamma di sfumaRassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
Eventi
ture più ampia. Ne derivano diversi vantaggi, come l’abbattimento dei tempi e dei costi di lavoro, la semplificazione del flusso di lavoro e della pianificazione, una maggiore standardizzazione e predicibilità, l’ottimizzazione dei resi d’inchiostro e una maggiore sostenibilità, con la possibilità di avere la macchina sempre pronta e già praticamente a colore”.
PPWR: gli aspetti applicativi della normativa La chiusura dei lavori è stata dedicata al regolamento europeo PPWR e ai futuri obblighi di contenuto riciclato negli imballaggi. “A partire dal 1° gennaio 2030, tutte le parti di un imballaggio dovranno contenere una percentuale di riciclato dal post-consumo, con percentuali variabili in base alle diverse tipologie di packaging, e con una progressione crescente al 2040”, ha spiegato Paolo Glerean, Chair of the Steering Board, RecyClass. Nel corso della tavola rotonda finale sono stati affrontati anche i temi legati ai PFAS nelle etichette. Emilie Bartolini, Director Government Affairs EMEA, Avery Dennison Label and Packaging Materials, ha spiegato: “Inizialmente le metodologie di verifica non erano indicate, creando così confusione a riguardo. Dopo la richiesta delle industrie di settore, la Commissione ha specificato 3 tipologie di test che sono accettati”. Luca Vitale, R&D Regulatory and Sustainability Manager, Fedrigoni Group, ha infine evidenziato gli aspetti applicativi della normativa: “Per le etichette in carta, il primo test che viene suggerito dalla normativa e di chiarimenti successivi è quello del fluoro totale. Ma è bene sapere che ci sono altre sostanze e altri materiali pertinenti che contengono fluoro e non sono PFAS, che possono generare dei falsi positivi. In questi casi vale la pena approfondire molto in dettaglio la catena di fornitura, per capire se ci possono essere effettivamente contaminazioni”. Sponsor del Congresso GIPEA sono stati Durst Group AG e T&K Srl, Adestor by Lecta, ETI Converting Equipment, hubergroup e REM.
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Eventi
Bevertech
tutto pronto per il debutto Il nuovo hub delle tecnologie per Liquid Food & Beverage, frutto della sinergia tra Unione italiana vini (Uiv) e Ipack Ima, si prepara per una prima edizione diffusa all’interno dei padiglioni di Simei. Stando alle ultime elaborazioni dell’IPACK-IMA Monitor, nel 2025 il mercato globale di macchinari e tecnologie per il Liquid Food & Beverage ha raggiunto un valore complessivo di 68,6 miliardi di euro.
U
n mercato in crescita e un’offerta espositiva sempre più specializzata. A pochi mesi dal suo primo taglio del nastro, prende forma Bevertech, il nuovo appuntamento fieristico interamente dedicato alle tecnologie per la produzione, l’imbottigliamento e il confezionamento del Liquid Food & Beverage che, dal 17 al 20 novembre, debutta a Fiera Milano in contemporanea con Simei. Frutto della sinergia tra Unione italiana vini (Uiv) e Ipack Ima, Bevertech si prepara per una prima edizione diffusa all’interno dei padiglioni del Salone internazionale biennale con un percorso che valorizza la presenza dei top player del comparto Liquid Food & Beverage. E i primi numeri testimoniano un interesse crescente da parte del settore, in Italia come all’estero. Grazie anche alla collaborazione con Simei e ITA – Italian Trade Agency, saranno infatti selezionati circa 100 delegati esteri specializzati provenienti dai principali mercati di interesse, a cui si aggiungeranno i 350 buyer attesi per l’evento biennale di Unione italiana vini. L’attività di internazionalizzazione, già avviata a febbraio con una due-giorni di incoming dedicati all’Africa occidentale, punta a massimizzare le opportunità commerciali e a favorire nuove relazioni tra l’offerta tecnologica italiana e la domanda internazionale.
Un comparto che continua a crescere Sul fronte dell’impatto economico, stando alle ultime elaborazioni dell’IPACK-IMA Monitor, nel 2025 il mercato globale di macchinari e tecnologie per il Liquid Food & Beverage (tra macchine di processo, per l’imbottigliamento/confezionamento e materiali di packaging) ha raggiunto un valore complessivo di 68,6 miliardi di euro, con una previsione di crescita a 76 miliardi nel 2029 (Cagr +2,6%). Nel dettaglio, 15,2 miliardi di euro sono oggi realizzati dalle macchine per l’imbottigliamento e il confezionamento, 37,3 miliardi di euro dai materiali per il packaging, mentre il segmento relativo al processing vale circa 16,1 miliardi di euro. Buone le performance anche sul fronte dei consumi, che lo scorso anno hanno sfiorato i 1.100 miliardi di litri, per un controvalore di 1.941 miliardi di euro che si stima possa raggiungere i 2.470 miliardi nei prossimi 4 anni (Cagr 25/29: +6,2%).
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Una partnership vincente In questo contesto si inserisce la formula innovativa di Bevertech, che agli espositori specializzati già registrati – provenienti dal bottling e dal packaging – affianca le numerose aziende già presenti a Simei con soluzioni rivolte anche ai comparti del beverage e del liquid food, contribuendo a rafforzare ulteriormente l’offerta tecnologica trasversale della manifestazione. “Le adesioni raccolte in questa prima fase confermano che il mercato sentiva l’esigenza di un appuntamento dedicato e altamente specializzato – commenta Valerio Soli, presidente di Ipack Ima –. Bevertech nasce per valorizzare la crescente convergenza tra tecnologie di processo, packaging, automazione e digitalizzazione applicate al mondo delle bevande e del liquid food. La risposta delle aziende dimostra che la formula è quella giusta”. “La contemporaneità con Simei rappresenta un acceleratore di valore – sottolinea Paolo Castelletti, amministratore delegato di Unione italiana vini Servizi –. Le aziende possono contare su un ecosistema unico in grado di mettere in relazione competenze, tecnologie e operatori provenienti da comparti complementari. L’interesse già manifestato da espositori e buyer internazionali conferma il potenziale di sviluppo di questa nuova piattaforma fieristica”. SIMEI
IPACK-IMA
Dal punto di vista geografico, sono i primi tre mercati - Cina, Stati Uniti e India – a realizzare quasi il 40% dei consumi, mentre per quanto riguarda le categorie, circa un quinto del valore è attribuibile ai soft drinks, seguiti dal latte (16,2% di quota di mercato) e dall’acqua imbottigliata (11,3%).
Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Events
Pack Expo International
Where Packaging Meets Progress As packaging and processing operations face accelerating technological change, workforce shortages, and rising sustainability demands, PACK EXPO International 2026 (Oct. 18-21, McCormick Place, Chicago) returns at the right time for packaging and processing professionals seeking solutions to these challenges and more.
operations, and support evolving industry needs, from automation and AI-driven technologies to sustainability innovations and workforce development tools. “PACK EXPO International offers brands an opportunity to see thousands of solutions to these pressing industry challenges on the floor in real time, learn from leading industry experts, and utilize their time effectively to come away with tangible results,” Thompson says. In addition to technology demonstrations, attendees will have access to more than 150 free educational sessions on five different stages located directly on the show floor, providing insight into the industry’s most important topics including the State of the Industry (packaging and processing), Extended Producer Responsibility (EPR), GS1 Sunrise 2027, recycling, material handling, logistics, supply chain, and more.
New for 2026
T
he show will be the largest in its history, featuring 1.3 million net square feet of exhibit space, more than 2,600 exhibitors, and approximately 48,000 professionals from over 40 vertical markets. The event brings together packaging and processing solutions across industries including food and beverage, pharmaceuticals and life sciences, logistics and supply chain, pet food, processing, personal care and more. Industry research from show producer PMMI, The Association for Packaging and Processing Technologies, highlights why attending PACK EXPO International is more important than ever. According to PMMI’s 2026 Building an AI Advantage in Packaging Equipment white paper, the range of AI applications in packaging equipment has expanded significantly in the past two years, with solutions becoming increasingly affordable and sophisticated. As awareness and proofof-concept implementations grow, AI is becoming accessible to a wider range of manufacturers and brand owners. At the same time, the industry continues to face significant workforce challenges. PMMI’s 2025 Inside the Workforce Gap report identifies the shortage of skilled technical workers as one of the most significant barriers facing manufacturers today, a challenge many expect to persist or even worsen in the coming years. “In the two years since our last show, trends like AI, robotics, and automation have taken off and become prominent in the industry,” says Laura Thompson, vice president, trade shows, PMMI. “We’ve also seen workforce challenges, sustainability demands, and regulatory pressures remain top concerns.” PACK EXPO International provides a unique opportunity for attendees to address these challenges firsthand. The show floor will feature thousands of solutions designed to improve productivity, streamline Rassegna dell’Imballaggio | Settembre 2026
To support small and medium-sized businesses, PACK EXPO International will introduce the SMB FastTrack program, highlighting exhibitors and educational sessions tailored to the needs of small to medium-sized businesses (SMB). During the show, PMMI Media Group will host PACK EXPO Discovery Tours, curated expert-led tours designed to help busy professionals efficiently navigate the expansive show floor and discover relevant innovations.
Returning Pavilions
PACK EXPO International will once again feature specialized areas dedicated to key industry sectors, including: Logistics Pavilion, Confectionery Pavilion, PACKage Printing Pavilion, Healthcare Packaging Pavilion, Containers and Materials Pavilion, Food and Beverage Processing Zone and Reusable Packaging Pavilion. “We know attendees are focused on driving results,” says Thompson. “That’s why PACK EXPO International is both expansive and easy to navigate - from targeted pavilions to programs designed specifically for SMBs. The goal is to help every attendee leave with practical insights, strong connections, and a clear path forward for their business”.
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Events
BrauBeviale
driving the next wave of innovation As changing consumer preferences reshape the tive and helping our visitors act on opportunities outside their core beverage landscape, BrauBeviale 2026 (10-12 segment, is one of our central tasks. November, Nuremberg) brings together the That is what “All Beverages. One technologies, trends and ideas driving the Future.” stands for. Areas and industry forward. From alcohol-free and events such as the Pilot Area in functional beverages to cross-category Hall 9, the Wine Area, Logistics innovation, the trade fair highlights new Area and Startup Area in Hall 7, the Discovery Bar in Hall 6, the Euroopportunities for producers. Markus Kosak, pean Beer Star and the FoodBev Markus Kosak, Executive Director at YONTEX GmbH & Co. Executive Director at YONTEX Award will add further opportuniKG, gives us some previews. GmbH & Co. KG ❱ Within a largely stable beverage market, new consumption patterns have emerged. What trends characterize the sector today?
Underneath that stability the beverage market is in recalibration. Almost everything about how people drink has shifted. Consumers want more choices, products that fit different lifestyles and beverages that offer a clear benefit, whether that is taste, refreshment, functionality, lower alcohol or a more sustainable concept. This is not that easy for brands as they must gain more information on their consumer groups and their changes in lifestyle. For producers, this creates new requirements: more variants, faster responses to market demands, shorter development cycles and products that often have to deliver more than refreshment alone. Replacing sugar, stabilising an emulsion, keeping a protein drink drinkable for six months: none of that is trivial and every added consumer demand makes the balancing act harder.
❱ BrauBeviale 2026 presents itself with the claim “All Beverages. One Future.”. What can we expect from this edition? What new features does the fair have in store?
BrauBeviale is evolving along with the industry it serves. Producers are increasingly thinking across categories – beer, wine, soft drinks, alcohol-free products, beverages with added value and new hybrid concepts – and so are we. Encouraging that cross-category perspec-
ties for inspiration and exchange across categories.
❱ The non-alcoholic beverage sector is booming. How will it be represented at BrauBeviale 2026?
Growing demand for alcohol-free and low-alcohol beverages is pushing producers towards dealcoholisation technology, new recipes and alternative fermentation routes. The most interesting technical answers will, as always, come from our exhibitors. But one particular interesting highlight in that regard is the new Discovery Bar in Hall 6, designed to make new beverage ideas tangible with a clear focus on the alcohol-free segment. Visitors can taste their way through functional drinks, RTD mocktails, unusual beer styles, next-generation alcohol-free wines, signature spirits and much more. It shows how changing consumer habits translate into actual products, serving formats and drinking occasions. For anyone interested in the alcohol-free field, this is the place to gain inspiration.
❱ What opportunities does the new exhibition layout offer?
Our job is to create the right setting for exchange about meeting market’s requirements. A place where visitors can discover, compare and discuss solutions that are relevant to their own business. The new layout across Halls 6 to 12 makes the visit even more compact and easier to navigate and shortens the distance between visitors, exhibitors and experts. That matters, because most visitors want to compare several technologies and speak to a number of suppliers within a limited amount of time.
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Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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Events
are updated continuously in the run-up to the event.
❱ How are Italian companies positioned at BrauBeviale, both in terms of exhibitors and visitors?
❱ Can you give us a preview of the conference program that will accompany BrauBeviale 2026?
The supporting programme will reflect this year’s theme ‘Time for Opportunities’. Expect practical insights, expert discussion and formats built around portfolio development, alternative processes, the flexible use of existing production lines and shifting consumer expectations. On the Main Stage, Charles Nouwen will give his keynote “Going Beyond Beer or Taking Beer Beyond?”, looking at how beer can adapt to a broader beverage landscape. Charles Banks of thefoodpeople will present “The Beverage Foresight Play Book” and the factors like wellbeing, moderation to functionality, sustainability and experience reshaping beverage categories. It is worth keeping an eye on the BrauBeviale website, as programme details
Italy is one of the most interesting markets in our whole visitor structure at the moment – and not only because of the numbers. In 2024, Italy was our second-largest international visitor country, and close to 10 per cent of this year’s exhibitors are Italian. We took a much closer look at the market in June, when our “BrauBeviale meets Europe” tour stopped in Milan. According to Statista Market Insights datasets, Italy shows a solid growth perspective in the beer segment, while the European market overall is expected to decline slightly in per-capita terms by 2030. That makes Italy particularly relevant for BrauBeviale. Second, alcohol-free beer is still almost untouched here: 0.2 litres per capita, against a European average of 2.7. So Italian visitors therefore come to Nuremberg with a strong combination of perspectives: how to serve a growing beer market and how to explore non-alcoholic opportunities.
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Agenda Fiere del Packaging&Converting GULFOOD MANUFACTURING
Montecarlo 28-30 settembre 2026 Salone del packaging di lusso www.luxepack.com
Dubai 3-5 novembre 2026 Fiera dedicata alle tecnologie per l’industria alimentare e beverage www.gulfoodmanufacturing.com
iMEAT
Rimini 3-6 novembre 2026 Evento europeo per la transizione ecologica, l'economia circolare e rigenerativa www.ecomondo.com
Bologna 11-13 ottobre 2026 Fiera dedicata ai professionisti del comparto carne www.imeat.it
Parigi 17-21 ottobre 2026 Salone internazionale dell'alimentazione www.sialparis.com
Parma 27-30 ottobre 2026 Salone internazionale di tecnologie alimentari e per le bevande www.cibustec.it
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Bologna 13-14 gennaio 2027 Manifestazione di riferimento per la marca del distributore www.marcabybolognafiere.com
ISM MANUFACTURING
Norimberga 10-12 novembre 2026 Fiera internazionale dei beni strumentali per l’industria delle bevande www.braubeviale.de
PACK EXPO
Chicago 18-21 ottobre 2026 FIera internazionale delle tecnologie per il packaging e processing www.packexpointernational.com
Bordeaux 1-3 dicembre 2026 Salone internazionale per i settori vitivinicolo, arboricolo e ortofrutticolo www.vinitech-sifel.com
MARCA BY BOLOGNAFIERE & ADM
CPHI
Milano 6-8 ottobre 2026 Piattaforma internazionale per l'industria farmaceutica www.cphi.com/europe
VINITECH-SIFEL
Milano 17-20 novembre 2026 Salone internazionale delle macchine per enologia e imbottigliamento www.simei.it
Milano 17-20 novembre 2026 Fiera dedicata alle tecnologie del Liquid Food & Beverage www.bevertech.it
Colonia 31 gennaio-3 febbraio 2027 Fiera dedicata alla fornitura per l’industria dolciaria e degli snack www.koelnmesse.it /ism-manufacturing/home
C
M
Y
CM
MY
CY
CMY
K
Berlino 3-5 febbraio 2027 Salone internazionale del settore ortofrutticolo www.fruitlogistica.com
Rimini 21-23 febbraio 2027 Fiera delle tecnologie per birra e bevande www.bbtechexpo.com
Settembre 2026 | Rassegna dell’Imballaggio
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