music interview
Emozioni napoletane NEAPOLITAN EMOTIONS text Gianluca Coda
Renzo Arbore in tournée con L’Orchestra Italiana racconta la sua Capri Renzo Arbore, on tour with Orchestra Italiana, describes his Capri A colloquio con Renzo Arbore, musicista, cantante, conduttore radiofonico e televisivo, ma anche dj e talent scout. Lo raggiungiamo durante il suo tour con l’Orchestra Italiana, nata oltre venti anni fa per celebrare il suo amore per la musica napoletana. Lo attende un’estate piena d’impegni che lo vedrà protagonista in piazze e teatri di tutta italia. Perché nel suo programma non troviamo Capri? Perché è sempre molto difficile organizzare serate sull’isola. Più volte ci siamo andati vicini, ma ancora non abbiamo trovato un accordo. La Certosa sarebbe il luogo ideale, se ne parla sempre, ma non c’è nulla di concreto. Quali ricordi la legano all’isola? Ho studiato giurisprudenza a Napoli e venivo a Capri in gita per poter respirare l’aria sublime di questo posto meraviglioso. Non potevo permettermi nemmeno un’aranciata, ma ero felice ugualmente. Frequentavo tutte le taverne e in quegli anni ho imparato le canzoni del repertorio napoletano, anche le meno note. Ricordo la Taverna degli Amici, Settebello, O’ Guarracino dei fratelli Lembo. Ho persino suonato, sia al Pipistrello che al Number Two. Poi ci sono tornato dopo i successi ottenuti in radio e televisione, e con Luciano de Crescenzo abbiamo creato la prima rassegna di musica napoletana. Con Capri c’è un legame ancora più profondo, vero? Verissimo! A Villa Pina, al tempo famosa sala di registrazione, scelta in seguito anche da Madonna e Mariah Carey, è stato registrato Napoli. Punto e a Capo, il primo album dell’Orchestra Italiana. Un’emozione unica vivere intensamente l’isola in quella occasione. Un aneddoto di quell’esperienza? Ricordo che andammo a Marina Piccola per catturare il rumore delle onde del mare con un registratore e poi le utilizzammo come sottofondo di Maria – Marì. Riconosce a se stesso il merito di aver riacceso l’interesse per la canzone napoletana in tempi non sospetti? La canzone napoletana allora non era apprezzata da tutti, solo da un pubblico molto colto, molto ristretto. Per finto snobismo, forse per 74 Capri | The Divine Coast
A talk with Renzo Arbore, musician, singer, television and radio host, DJ and talent scout. We met him while on his tour with Orchestra Italiana, founded over twenty years ago to celebrate his love of Neapolitan music. He has a busy summer ahead of him, full of concerts throughout Italy’s major piazzas and theatres. Why isn’t Capri listed among the tour dates? Because it is very difficult to plan a concert on the island. We got close to doing it several times, but have not reached an agreement yet. The Certosa would be the ideal venue, there is much talk about it, but nothing is done. What are your dearest memories of the island? I attended law school in Naples and I used to come to Capri to take in the sublime air of this wonderful place. I couldn’t even afford a drink while I was there, but I was happy nonetheless. I frequented all the taverns and I learned all the songs of the Neapolitan repertoire, even the less-known ones. I recall the Taverna degli Amici, Settebello, the Lembo brothers’ O’ Guarracino. I even performed at both the Pipistrello and Number Two. Then, years later, when I began working in television and radio broadcasting, I came back to Capri and, with Luciano de Crescenzo, I created the first Neapolitan music festival. You have forged an even deeper bond with Capri, haven’t you? Absolutely true! I recorded Napoli. Punto e a Capo, the first album by Orchestra Italiana, at Villa Pina, which, at the time, was a famous recording studio, used by Madonna and Mariah Carey too. It was a unique and unforgettable experience. Can you tell us something amusing about that experience? We went to Marina Piccola to capture the sound of sea waves on a recorder and then we used it as background music for Maria - Marì. Do you take the credit for having revived the interest in this music genre? Neapolitan music was a niche product for a limited and cultivated audience. Out of snobbery and, perhaps, ignorance, it was considered to be old-fashioned. The album Napoli. Punto e a Capo re-