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Revista Santuários, Cultura, Arte, Romarias, Peregrinações, Paisagens e Pessoas. ISSN 2183-3184. Vol. 1 (1): 138-146.
vedano Troletti, 2011; Troletti, 2013. 7 Fossati, 2001: 91-111. Ho tentato di andare a fondo rispetto a quanto proposto da Fossati; lo studioso si basa, infatti, su una mappa conservata da privati cittadini a Capo di Ponte. Per scrupolo ho visionato il mappale originale conservato nell’Archivio di Stato di Brescia, risalente ai primi decenni dell’Ottocento. In realtà vi sono particelle catastali, presenti anche in altri comuni confinanti con Capo di Ponte, che riportano un simile toponimo. “Aquane” è presente anche in un documento più antico: ossia l’Estimo del 1645 per il Comune di Ceto (territorio che occupa parte della Riserva delle Incisioni Rupestri). Per la questione rinvio a Troletti, 2010: 102, nota 7 8 Alinei, 1984. 9 Si vedano i legami già evidenziati tra uccelli acquatici e incisioni rupestri nel vicino parco archeologico di Naquane, in Fossati, 1994: 203-216. 10 Nei pressi della rocca d’Olgisio si trovano la Grotta del Corvo, del Cipresso perché vi è un grande albero cresciuto in mezzo ad una vasca alimentata da acqua che scende dalla grotta. La grotta del Corvo era un luogo dove le Sante furono ammaliate da un corvo che confidava alle sorelle che era vittima di un incantesimo. Ho condotto un sopralluogo alla rocca e ho trovato le grotte molto affascinanti: inoltre la presenza dello scorrimento dell’acqua è evidente. Il sito non è mai stato esaustivamente indagato, ma sono evidenti tracce di frequentazione umana. 11 Troletti, 2010. 12 Vedi le immagini: nella cappella del castello di Montalto Dora ai lati della santa vi sono santa Margherita e santa Lucia; nella cappella del castello Avogadro di Quinto Vercellese; nella chiesa di San Filastro a Tavernole sul Mella (provincia di Brescia, Fig. 8). 13 Priuli,1991:119. L’autore riporta anche una dettagliata indagine di altre incisioni con impronte presenti in siti italiani. Anche Fossati, 1991: 64, scrive che nella chiesa “vi è un masso con incisioni preistoriche di coppelle e impronte di mani […]”. 14 Ricordo che questa identificazione non è stata in precedenza avanzata perché gli studiosi che mi hanno preceduto non hanno indagato a fondo nella letteratura agiografica delle Sante per cui il beato Marcello non è stato preso in considerazione pur essendo più volte ritratto nel santuario. 15 È interessante registrare la presenza in Valcamonica di divinità femminili legate al culto delle acque in Età Romana come la dea Minerva Hygieia ed epigrafi dedicate ai fontes divini, cfr. Fossati, 1994: 203 e Solano, 2008. Ma la stessa dea Reitia è una divinità venerata in siti con la presenza di acqua. A tal proposito è significavo il riferimento fornito da Fossati nell’analisi della derivazione del nome di Reitia che indicherebbe colei che “facilita i parti”, “dea della scrittura”, “fiume”; mentre per le dee affini a Reitia, come Pora e Sainate, le derivazioni sarebbero da “dea opifera, puerpera” e dea “del guado o del passaggio”, “senatrice”, in Fossati, 1991: 65-66. 16 Gimbutas, 1990: 111. Cfr. Dini, 1989. 17 Nel fronte dei rispettivi due archi delle cappelle dove si trovano le Sibille sono affrescati, due per cappella, i 4 dottori della Chiesa; ciò sarebbe, invece, in linea con l’ortodossia cattolica. 18 Avevo già riferito di questa analogia in Troletti, 2011. 19 Paolina è la piccola bambina che si vede tra le due Sante; questa ragazza fu portata a Como dalle Sante quando fuggirono dalla rocca d’Olgisio. 20 Fonti agiografiche, sintetiche descrizioni delle visite pastorali, tradizioni orali ancora presenti a Capo di Ponte, masso inciso e alcune immagini nella chiesa. 21 Fappani, 1983: 120, invece, riporta la data dell’abolizione del 1707, quindi più di un secolo dopo la venuta del cardinale. 22 Solano, 2008, ipotizza una frequentazione a scopo rituale del sito dalla fine dell’età del Ferro fino all’epoca romana (almeno dal III-II sec. a.C. fino al IV-V sec. d.C.); si veda anche Solano, 2010.