Skip to main content

DMM Speciale Sostenibilità 2026

Page 13

ottobre 2026

DA IMPEGNO A LEVA STRATEGICA PER IL LARGO CONSUMO


Insieme per le prossime generazioni.

vog.it


ottobre 2026

DA IMPEGNO A LEVA STRATEGICA PER IL LARGO CONSUMO


NOI DI TODIS CI IMPEGNIAMO OGNI GIORNO PER UN FUTURO SOSTENIBILE.


Supplemento a DM Magazine di ottobre 2026, testata del network Edizioni DM

SOMMARIO

Direttore responsabile Armando Brescia

03

Sostenibilità, da impegno a leva strategica per il largo consumo

04

Sostenibilità e salute orientano il carrello della spesa degli italiani

06

Federdistribuzione, la sostenibilità entra nelle strategie del retail

09

Sostenibilità e Gdo: le garanzie Dnv contro i rischi di filiera e il greenwashing

17

Nomisma: la sostenibilità resta un fattore decisivo di competitività

27

Regolamento Ppwr, una grande opportunità per industria e distribuzione

39

Industria di marca e sostenibilità: trasparenza, innovazione e alleanza con la Gdo

Direttrice editoriale Maria Teresa Manuelli Responsabile redazione EDM Claudia Scorza Responsabile publishing Stefania Colasuono A cura di Fabio Massi Impaginazione Sara Mauri Editore Edra Edizioni Srl Viale Forlanini, 21 20134 Milano P. Iva 14392510963 Contatti redazionedm@edizionidm.it Tel. 02/20480344 Pubblicità Ufficio commerciale: commerciale@edizionidm.it Tel: 02/20480344 L’invio di materiale (testi, articoli, notizie, immagini, dati, grafiche, ricerche ecc.) da parte di autori esterni alla Redazione non garantisce che esso venga pubblicato, né in parte, né nella sua forma originale. Lo stesso, peraltro, potrebbe essere pubblicato in forma rimaneggiata per necessità di carattere editoriale. Si precisa altresì che l’invio del suddetto materiale costituisce automatica autorizzazione da parte di Edizioni DM Srl alla pubblicazione a titolo gratuito su tutte le proprie testate.


A SOSTEGNO DEL

_ _

A SOSTEGNO DEL

_ _

PIÙME & FAI INSIEME PER LA BELLEZZA DELLE PERSONE E DEI LUOGHI.

Una collaborazione che unisce il benessere della persona e la tutela del territorio, espressioni diverse di un unico concetto di bellezza. La bellezza è un valore da vivere, custodire e condividere. È da questa convinzione che nasce la collaborazione tra PiùMe e FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, due realtà unite dall’attenzione verso la bellezza, sia delle persone che dei luoghi in cui viviamo. PiùMe porta da sempre nella quotidianità, attraverso prodotti e servizi, un’esperienza dedicata al benessere e alla bellezza della persona e della casa. Il Fondo per l’Ambiente

Italiano da oltre cinquant’anni si prende cura del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico italiano, preservando luoghi preziosi e tramandandoli alle future generazioni. PiùMe vuole così ampliare il concetto di bellezza, portandolo oltre la cura della persona per abbracciare anche la tutela e la valorizzazione dei luoghi in cui viviamo: da qui l’obiettivo della collaborazione, avvicinare la comunità PiùMe alle meraviglie dell’Italia, offrendo l’opportunità di visitare e conoscere oltre 70 luoghi simbolo della storia e della natura del nostro paese e partecipare agli oltre 400 eventi organizzati nei Beni del FAI durante tutto l’anno. Scopri di più sulla collaborazione su piume.it

Informazione pubblicitaria

ANCHE QUELLA DELL'ITALIA. AMIAMO LA BELLEZZA. ANCHE QUELLA DELL'ITALIA.


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | introduzione

SOSTENIBILITÀ, DA IMPEGNO A LEVA STRATEGICA PER IL LARGO CONSUMO

La sostenibilità è entrata in una nuova fase. Per le imprese del largo consumo e della distribuzione moderna non rappresenta più soltanto un obiettivo da dichiarare o un elemento di differenziazione competitiva, ma una dimensione sempre più integrata nelle strategie industriali, nelle scelte di investimento e nell’organizzazione delle filiere. Una trasformazione che coinvolge l’intero sistema produttivo, chiamato a coniugare responsabilità ambientale e sociale, solidità economica e capacità di rispondere alle aspettative di consumatori, partner commerciali e stakeholder. In questo scenario, il percorso verso modelli di business più sostenibili si sviluppa lungo direttrici complementari. La riduzione dell’impatto ambientale, attraverso un impiego più efficiente delle risorse, la decarbonizzazione e la gestione responsabile degli imballaggi, si affianca all’attenzione per la qualità delle materie prime, la tutela della biodiversità, il benessere animale e la valorizzazione delle persone e dei territori. A rendere il quadro più articolato contribuisce l’evoluzione del contesto normativo europeo, che negli ultimi anni ha rafforzato l’attenzione verso la rendicontazione delle performance di sostenibilità, la trasparenza delle informazioni e la responsabilità lungo le catene del valore. Le aziende sono chiamate a individuare priorità concrete, definire obiettivi misurabili e dotarsi di strumenti adeguati per verificare i progressi. In questo percorso, certificazioni, standard condivisi e bilanci di sostenibilità possono contribuire a rendere più strutturata e verificabile la comunicazione dei risultati, favorendo la fiducia e il dialogo tra imprese, distribuzione e consumatori. La sfida, tuttavia, non si esaurisce nella conformità alle regole o nella rendicontazione. Il valore della sostenibilità si misura soprattutto nella capacità di tradurre gli impegni in interventi concreti sui processi produttivi, nell’approvvigionamento delle materie prime, nell’utilizzo dell’energia, nella gestione delle risorse idriche, nel packaging e nella logistica.

3


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | intervista

SOSTENIBILITÀ E SALUTE ORIENTANO IL CARRELLO DELLA SPESA DEGLI ITALIANI

La sensibilità ambientale torna a

crescere tra i consumatori italiani e si riflette sempre più concretamente nelle scelte d’acquisto. Secondo la quarta edizione del “The Visionary Ceo’s Guide to Sustainability 2026” di Bain & Company – basata su un’indagine condotta in cinque Paesi su oltre 7.000 consumatori, di cui più di 1.500 in Italia – l’85% degli italiani si dichiara preoccupato per la sostenibilità ambientale, quattro punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Un dato che segna un’inversione di tendenza dopo tre anni e conferma il peso crescente delle tematiche ambientali nelle decisioni di consumo. A preoccupare maggiormente sono gli eventi climatici estremi, indicati da quasi la metà degli intervistati, seguiti dal peggioramento della qualità dell’aria, citato dal 20%. La sensibilità attraversa tutte le generazioni: raggiunge il 92% tra la Gen Z e l’85% tra i Baby Boomer, evidenziando come la sostenibilità sia ormai una questione trasversale.

4

«La preoccupazione per la sostenibilità torna a crescere dopo tre anni di flessione, ma il dato più interessante è un altro – spiega Matteo Capellini, partner e responsabile globale della sustainability value creation solution di Bain & Company – la salute non è diventata ora il primo motore d’acquisto, lo è sempre stata, da ben prima di questa ricerca. Quello che sta cambiando davvero è la definizione stessa di salute, che si allarga fino a sovrapporsi alla sostenibilità: “naturale”, “pulito”, “senza Pfas” diventano sinonimi di entrambe. Per questo il 76% degli italiani cambia prodotto per timore di Pfas, Bpa o microplastiche: non si chiedono tanto quale sia l’impatto ambientale, quanto quali benefici porti a


sé e alla propria famiglia. Salute e sostenibilità non sono più due criteri distinti, sono diventate lo stesso filtro di scelta nel carrello. Per le aziende, la sfida sarà tradurre questa convergenza in offerte chiare e verificabili, capaci di rafforzare la fiducia e orientare anche le scelte nel tempo». Questa attenzione si riflette anche nella disponibilità a spendere. In media, gli italiani dichiarano di essere disposti a pagare il 14% in più per prodotti con benefici ambientali; la percentuale sale al 18% quando alla sostenibilità si associano vantaggi per la salute. Si tratta, in entrambi i casi, di valori inferiori alle medie globali, rispettivamente del 18% e del 24%, e da interpretare considerando la differenza tra intenzioni dichiarate e comportamenti effettivi.

sizione, allineare tecnologie, volumi e tempi, per arrivare a un costo comparabile a quello dei prodotti convenzionali. Nel frattempo, trasparenza e prodotti oggettivamente più sani restano la via più rapida per trasformare questa sensibilità in valore». Sul fronte industriale, la transizione procede invece a velocità differenti. Nel 2025 gli investimenti globali in sostenibilità hanno raggiunto i 2.400 miliardi di dollari, portando a 17.000 miliardi il totale dell’ultimo decennio. Circa il 90% dei capitali dell’ultimo anno si è concentrato su energia pulita, edilizia e mobilità, mentre agricoltura, alcune attività industriali e risorse naturali, responsabili complessivamente di circa il 37% delle emissioni globali di gas serra, hanno ricevuto meno del 10% degli investimenti.

«Il dato conferma un’opportunità concreta, ma va letto con una cautela – prosegue Matteo Cappellini – la disponibilità a pagare dichiarata in un sondaggio è un’indicazione di tendenza, non un listino prezzi, le persone tendono a sovrastimarla rispetto a quanto fanno davvero allo scaffale. Detto questo, la direzione è chiara: il bundle salute più sostenibilità amplia il margine disponibile ben più della sostenibilità da sola. La vera leva, però, non è negoziare col fornitore se accettare o no un aumento di costo caso per caso: l’obiettivo di lungo periodo deve essere la parità di prezzo, perché è l’unico modo per rendere questi prodotti davvero mainstream, e non restare un segmento premium per pochi. Questo significa costruire con i fornitori una visione strategica condivisa, non rapporti rinegoziati di volta in volta: investire insieme nella tran-

5


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | intervista

FEDERDISTRIBUZIONE, LA SOSTENIBILITÀ ENTRA NELLE STRATEGIE DEL RETAIL

Dalla gestione energetica all’eco-

nomia circolare, fino alla tutela del lavoro e alla responsabilità di filiera, il “Report di Sostenibilità di Settore 2025” di Federdistribuzione, realizzato con il supporto di Altis Advisory, fotografa i progressi e le aree di miglioramento delle aziende della distribuzione moderna. L’indagine evidenzia una progressiva strutturazione delle strategie Esg. Il 72% delle aziende dispone di una sezione dedicata alla sostenibilità sul proprio sito istituzionale, il 65% ha adottato un codice etico, mentre il 41% ha formalizzato una strategia di sostenibilità. Il 33% ha pubblicato un bilancio di sostenibilità, percentuale che sale al 43% considerando anche i gruppi internazionali di appartenenza. La transizione climatica rappresenta uno degli ambiti prioritari. Il 65% delle aziende ha attivato sistemi di monitoraggio secondo il Ghg Protocol e il 47% dichiara di tracciare anche le emissioni Scope 3, cioè le emissioni indirette della supply chain che rappresentano oltre il 90% dell’impronta carbonica del settore. Il 53% ha già definito una strategia climatica con obiettivi sulle emissioni Scope 1 e 2, mentre l’88% delle imprese ha predisposto azioni di efficienza energetica nei propri punti vendita, segno di un impegno operativo diffuso. La dimensione sociale completa il quadro: il 71% ha 6

avviato almeno un’iniziativa per ridurre il gender pay gap, il 47% ha attivato un piano welfare strutturato, mentre il 71% ha adottato un codice di condotta per la supply chain e il 65% ha integrato criteri Esg nei processi di selezione dei fornitori. Con Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, abbiamo approfondito alcuni aspetti della transizione del settore verso la sostenibilità. In che modo Federdistribuzione sta affiancando le aziende associate per governare la transizione verso la sostenibilità senza appesantire i costi operativi? «La sostenibilità è una leva strategica di competitività e di creazione di valore nel lungo periodo. Il fatto che molte imprese della distribuzione moderna abbiano già adottato strategie Esg e strutture di governance dedicate dimostra la capacità del settore di anticipare i cambiamenti e tradurre gli obiettivi di sostenibilità in scelte concrete. Non si tratta soltanto di rispondere


alle nuove normative europee, ma di rafforzare la resilienza delle imprese, migliorare l’efficienza e rispondere alle aspettative di cittadini e stakeholder. Federdistribuzione accompagna le aziende associate attraverso la condivisione di conoscenze, esperienze e buone pratiche, favorendo un approccio pragmatico alla transizione, che valorizzi gli investimenti già realizzati e limiti gli oneri amministrativi, soprattutto per le imprese coinvolte lungo la filiera». Come si concilia l’impegno per una filiera sempre più tracciata, etica e circolare con il compito prioritario della Gdo di difendere il potere d’acquisto dei cittadini e garantire prodotti sostenibili accessibili a tutti? «Sostenibilità significa anche tutela del potere d’acquisto, ovvero sostenibilità economica. La distribuzione moderna svolge un ruolo centrale nel rendere accessibili prodotti di qualità, promuovendo al tempo stesso comportamenti responsabili, relazioni più trasparenti con i fornitori e una gestione più efficiente delle risorse. Il crescente impegno delle imprese nel-

la collaborazione con i supplier, nel monitoraggio delle emissioni e nel recupero delle eccedenze alimentari testimonia un’evoluzione che coinvolge l’intera catena del valore. La sostenibilità, infatti, non riguarda soltanto l’ambiente, ma anche la dimensione sociale ed economica: contrastare lo spreco, sostenere le comunità e offrire convenienza sono obiettivi complementari. La sfida è proseguire su questo percorso con investimenti e innovazione, evitando che i costi della transizione si traducano in un aggravio per le famiglie. Vogliamo contribuire a un modello di sviluppo in cui sostenibilità e accessibilità procedano insieme, generando benefici concreti per le persone, le imprese e i territori».

7


CERTIFICAZIONI


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | intervista

Oggi la qualifica dei for-

nitori nella Gdo va ben oltre la sicurezza alimentare, integrando parametri ambientali, sociali e di benessere animale per tutelare la reputazione e contrastare il greenwashing. «Un approvvigionamento basato su elevati criteri di qualità e sostenibilità – spiega Stefano Santamato, regional sales manager Europe food & beverage supply chain assurance services di Dnv – è diventato lo strumento principale per comportarsi in modo responsabile e prevenire i rischi lungo la catena di fornitura. In base alla nostra esperienza, maturata collaborando sia con i player internazionali della Gdo sia con i produttori, il prerequisito di base resta l’adozione di un sistema di gestione della sicurezza alimentare certificato in accordo agli standard riconosciuti dalla Gfsi (Global Food Safety Initiative). A questo, tuttavia, viene oggi affiancata la richiesta di rispettare standard di sostenibilità che presidino specifiche aree di rischio. Le più importanti realtà della Gdo hanno inoltre implementato rigorosi programmi annuali di monitoraggio, che prevedono lo svolgimento di attività di verifica in sito per accertare il rispetto puntuale dei requisiti in ambito di sicurezza alimentare e sostenibilità».

Le verifiche di terza parte indipendente come quelle fornite da Dnv proteggono la Gdo dai rischi reputazionali e supportano i brand nel comunicare in modo trasparente il proprio valore sostenibile a scaffale. «Con l’evoluzione della normativa europea sul greenwashing – prosegue Stefano Santamato – per la Gdo è diventato fondamentale poter dimostrare che quanto dichiarato sui prodotti (in particolare sulle linee a Mdd) sia supportato da evidenze solide e verificabili. In questo scenario, la verifica indipendente di terza parte fornita da Dnv interviene per ridurre il rischio reputazionale delle insegne, verificando lungo tutta la filiera la rigorosa coerenza tra i claim utilizzati, i dati reali, i processi e i requisiti applicabili. Per garantire questa oggettività, le nostre verifiche si basano su standard e schemi riconosciuti a livello internazionale, tra cui Iso 14001, Fidesg, Iscc Plus, Carbon Footprint e, in prospettiva, la Iso 20001 sul food loss & waste. Alle aziende trasformatrici, la verifica di terza parte permette di dare un’evidenza concreta agli investimenti fatti in sostenibilità, comunicandoli al retailer e al consumatore in modo più trasparente e credibile».

9

SOSTENIBILITÀ E GDO: LE GARANZIE DNV CONTRO I RISCHI DI FILIERA E IL GREENWASHING

Stefano Santamato, regional sales manager Europe food & beverage supply chain assurance services di Dnv


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | certificazioni

INTEGRARE RESPONSABILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE LUNGO TUTTA LA FILIERA Per Adriana Onandía, responsabile comunicazione di Gruppo Consorcio, certificato B Corp dal 2019, è fondamentale offrire prodotti ittici lavorati artigianalmente e di alta qualità: «Il nostro impegno costante è quello di integrare responsabilità sociale e ambientale lungo tutta la filiera produttiva, dando priorità all’approvvigionamento da pesca sostenibile certificata. Acquistiamo la materia prima esclusivamente da flotte regolate da Organismi Regionali di Gestione della Pesca – organizzazioni internazionali incaricate di regolare le quote massime in ogni oceano – e chiediamo a tutti i fornitori di pesce di rispettare gli standard di qualità pertinenti. Alcune delle certificazioni che impieghiamo sono, ad esempio, Msc e Aenor Apr. Questo impegno per una sostenibilità a 360 gradi, che guida ogni fase della produzione, è inoltre 100% tracciabile dal consumatore che può risalire all’origine dei prodotti e al processo produttivo, inserendo il codice di un prodotto sul sito “Viaggio alle origini”. Con queste azioni, la sostenibilità non rimane un principio astratto, ma diventa una caratteristica concreta del nostro modo di fare business e un elemento centrale del prodotto che arriva sugli scaffali».

DECARBONIZZAZIONE ED EFFICIENZA ENERGETICA Grupo Consorcio prosegue nel suo percorso di decarbonizzazione ed efficienza energetica riducendo i consumi di energia, acqua e gas e ottimizzando i processi produttivi. «Dal 2025 stiamo lavorando allo sviluppo di diversi progetti che saranno attuati entro il 2026 – spiega Adriana Onandía – come il miglioramento dell’isolamento termico tramite il rifacimento dei tetti, l’installazione di pannelli fotovoltaici, macchinari efficienti e sistemi di monitoraggio idrico per cottura e pulizia. Abbiamo inoltre già attuato diverse misure di efficienza nei nostri stabilimenti, tra cui, il programma “Zero Fughe” per la rete del vapore, volto a ridurre le perdite energetiche, i costi e le emissioni associate. Completano la strategia azioni di economia circolare, come il recupero degli oli vegetali per produrre biodiesel, e il costante monitoraggio dell’impronta idrica e carbonica per individuare ulteriori miglioramenti». 11


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

SODDISFARE LE NUOVE ESIGENZE DEL PACKAGING ALIMENTARE: LA PROMESSA CRYOVAC

WHERE PERFORMANCE MEETS RESPONSIBILITY

Con l’entrata nella fase applicativa del PPWR, il packaging è chiamato a svolgere un ruolo sempre più strategico, che non si limiti alla protezione degli alimenti. Con la promessa Where Performance meets Responsibility, CRYOVAC affianca i propri clienti nell’adeguamento a un quadro normativo in continua evoluzione, aiutandoli a migliorare la produttività sostenendo allo stesso tempo efficienza operativa e circolarità.

L’intera offerta CRYOVAC®, dai film per flow pack e lidding ai sacchi termoretraibili e soluzioni skin, sta evolvendo verso formati sempre più sostenibili grazie a più livelli di innovazione. Diverse soluzioni CRYOVAC hanno già ottenuto la certificazione di riciclabilità da parte di Cyclos-HTP Institute. Progettate secondo le linee guida Design for Recycling sono compatibili con i flussi di riciclo esistenti. Altri interventi riguardano l’introduzione di contenuto riciclato in alcune soluzioni, come i CRYOVAC Darfresh® bottom, o la riduzione dell’impiego di materia prima come nel film ad alte prestazioni CRYOVAC BDF, il tutto mantenendo inalterate le prestazioni.

Per CRYOVAC, tuttavia, la sola innovazione dei materiali non sarà sufficiente a realizzare un sistema di packaging circolare. Per questo l’azienda collabora da oltre 85 anni con clienti e partner di settore per migliorare l’efficienza operativa dei processi di confezionamento, riducendo consumi, scarti e costi complessivi. © Sealed Air 2026. ® ™ sono marchi registrati o commerciali di Cryovac Inc., una consociata di Sealed Air Corporation


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | certificazioni

PRESIDIARE LA SOSTENIBILITÀ LUNGO TUTTA LA FILIERA Valeria Molfino, marketing manager di Generale Conserve, racconta che la certificazione Msc dello stabilimento di Olbia è stata un’ulteriore tappa di un impegno iniziato molti anni fa: «Nel 2008 siamo stati la prima azienda in Italia a ottenere la certificazione “Friend of the Sea” e da allora abbiamo costruito il nostro modello di approvvigionamento seguendo principi molto precisi: acquistiamo materia prima prevalentemente certificata, non acquistiamo specie a rischio né da oceani sovrasfruttati e ci riforniamo esclusivamente da pescherecci registrati. È un approccio che nasce dalla volontà di presidiare la sostenibilità lungo tutta la filiera, a partire dalla materia prima. La tracciabilità, infatti, è per noi fondamentale: ci permette di conoscere e controllare il percorso del prodotto e di offrire al consumatore informazioni sempre più trasparenti sul tonno che porta in tavola. La certificazione Msc di Olbia rafforza ulteriormente questo percorso e ci consente di proseguire nell’obiettivo di aumentare progressivamente la disponibilità di materia prima certificata. È una strada che abbiamo iniziato quasi vent’anni fa e che intendiamo continuare con la stessa coerenza: per noi la sostenibilità non è un progetto isolato, ma un principio che guida il modo in cui facciamo impresa».

IL SAPER FARE DELLA TRADIZIONE SARDA Olbia è per l’azienda molto più che la sede di uno stabilimento produttivo. «È il luogo in cui vive un saper fare che affonda le proprie radici nella tradizione delle antiche tonnare sarde – spiega Valeria Molfino – e che, nel tempo, è stato tramandato di generazione in generazione. È un patrimonio che vogliamo preservare e far evolvere. La tecnologia ci aiuta a rendere i processi più efficienti e controllabili, ma non può sostituire la conoscenza della materia prima, l’esperienza nella lavorazione a mano e la cura dei dettagli. Un esempio concreto è il lancio della linea “Gli Stellati” di Asdomar, un’accurata selezione di filetti di tonno a pinne gialle, lavorata in Sardegna in due ricette con ingredienti iconici della tradizione mediterranea come pomodoro semisecco e capperi o peperoncino». 13


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | certificazioni

PACKAGING: UN APPROCCIO CIRCOLARE ED EFFICIENTE Per Arnaud Brunet, senior director portfolio and sustainability di Sealed Air, il Ppwr segna un cambio di paradigma: «La sostenibilità del packaging non può più essere affrontata intervenendo sul solo materiale, ma richiede di considerare l’intero sistema di confezionamento in modo più circolare ed efficiente, preservando al tempo stesso le prestazioni indispensabili per proteggere gli alimenti e la competitività della filiera. Per Cryovac questo rappresenta un importante stimolo a sviluppare soluzioni di packaging sempre più avanzate e ad accompagnare i nostri clienti nel percorso di adeguamento ai nuovi requisiti attraverso un approccio che integra protezione degli alimenti e riduzione degli sprechi, rispondendo allo stesso tempo alle nuove esigenze di sostenibilità e riciclabilità, senza compromessi sull’efficienza produttiva. Da un lato, lavoriamo allo sviluppo di soluzioni riciclabili, in linea con i principi “design for recycling” e certificate da enti indipendenti quali Cyclos-Htp Institute, alla riduzione del peso degli imballaggi e all’integrazione di contenuto riciclato. Dall’altro, aiutiamo i clienti a prepararsi ai requisiti normativi in continua evoluzione seguendo e partecipando ai lavori tecnici, così da mettere a loro disposizione competenze, valutazioni e documentazione».

15

CONIUGARE SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E PRESTAZIONI TECNICHE La filosofia aziendale “Where Performance Meets Responsibility” sottolinea la necessità di coniugare sostenibilità ambientale e prestazioni tecniche. «Lavoriamo contemporaneamente su riduzione del materiale, riciclabilità ed efficienza. Un esempio sono i film ad alte prestazioni Cryovac Bdf – spiega Arnaud Brunet – che possono consentire una riduzione fino al 60% del peso della plastica rispetto ad alcuni laminati spessi o materiali per termoformatura, mantenendo elevate proprietà barriera e ottiche. La stessa logica si applica all’intero processo di confezionamento come per il sistema brevettato Cryovac AutoWrap Lite per i formaggi che riduce l’impiego di plastica del 63,5% rispetto alle tradizionali confezioni sottovuoto termoformate, mantenendo shelf life da 45 a 120 giorni in condizioni validate e velocità industriali fino a 90 confezioni al minuto».


BILANCIO SOSTENIBILITÀ


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | intervista

Tra la recente revisione

delle normative europee e le nuove esigenze del mercato, la rendicontazione Esg si sta trasformando sempre più da semplice vincolo burocratico a leva strategica di crescita. «Il quadro normativo è in evoluzione – afferma Sara Ghedini, chief sustainability officer di Nomisma – ma la sfida va oltre la pura compliance e, anche in un contesto di semplificazione degli obblighi, la sostenibilità resta centrale per la strategia aziendale, per i rapporti lungo la catena di fornitura e per l’accesso al credito. Con le modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus, il perimetro degli obblighi di rendicontazione si è ridotto e per la grande maggioranza delle aziende oggi il bilancio di sostenibilità non è più un adempimento obbligatorio. Rimane però una grande opportunità e questo stimola la prosecuzione dei percorsi di sostenibilità, con molte aziende che continuano a produrre la rendicontazione su base volontaria». Il tracciamento delle emissioni indirette di Scope 3 rappresenta un nodo cruciale per il settore retail, perché sono informazioni richieste da clienti, fornitori, istituti finanziari e altri stakeholder, e perché rappresentano la voce di emissioni più impattante e più difficile da ridurre. «La difficoltà principale deriva

dal fatto che una parte rilevante delle emissioni di Scope 3 è legata ad attività non gestite direttamente dall’impresa – prosegue Sara Ghedini – per cui innanzitutto è necessario mappare la propria catena del valore, a monte e a valle, individuando gli impatti connessi. Uno degli strumenti più utilizzati è il Ghg Protocol, ma la mappatura da sola non è sufficiente ed è fondamentale coinvolgere i fornitori e tutti i soggetti della catena del valore per raccogliere le informazioni necessarie per ottenere dati solidi e costruire una rendicontazione efficace». Per strutturare un bilancio di sostenibilità rigoroso, Nomisma suggerisce di adottare un approccio graduale. «Proponiamo percorsi su misura – conclude Sara Ghedini – costruiti sulle esigenze e sulle specificità di ciascuna realtà. In particolare, per le aziende che si avvicinano per la prima volta alla rendicontazione consigliamo di partire dallo standard volontario, che non richiede l’analisi di materialità. Questo consente anche di distinguere tra le informazioni che devono essere necessariamente fornite agli stakeholder e quelle opzionali, rendendo il percorso di rendicontazione più gestibile senza rinunciare a un approccio strutturato e rigoroso».

17

NOMISMA: LA SOSTENIBILITÀ RESTA UN FATTORE DECISIVO DI COMPETITIVITÀ

Sara Ghedini, chief sustainability officer di Nomisma


Se ti è sempre vicino, sarà perchè ti

Quando è amore, lo sai. È nella cura di chi cucina, nel sorriso di chi assaggia e nel pensiero di chi sa già cosa ti piace. Dietro tutti questi gesti, Amadori c’è sempre. E se lo fa ogni giorno… sarà perché ti ama.

Amadori. Gente che ama.


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | bilancio sostenibilità

FONDAMENTALE INVESTIRE NELLA TRASPARENZA DELLA FILIERA E NELLA CULTURA DEL MIELE Nicoletta Maffini, direttrice generale di Conapi-Mielizia, afferma che il progressivo ingresso di giovani imprenditori nella filiera, con nuove competenze, innovazione e una visione moderna dell’apicoltura, è un segnale particolarmente positivo: «Le sfide che ci troviamo ad affrontare sono però numerose e complesse. Il cambiamento climatico sta modificando profondamente gli equilibri produttivi: estati sempre più calde e siccitose, inverni miti e fenomeni meteorologici estremi incidono sulla disponibilità di nettare e sul benessere delle api, rendendo sempre più difficile programmare le produzioni. A questo si aggiungono le problematiche legate a pesticidi e patologie, oltre alla necessità di preservare la UN MODELLO FONDATO SU biodiversità e la disponibilità di habitat favorevoli COOPERAZIONE E TUTELA agli impollinatori. Il settore deve confrontarsi anDELLA BIODIVERSITÀ che con questioni economiche e di mercato: frodi, adulterazioni, concorrenza sleale e una valorizzaIl primo bilancio di sostenibilità zione del miele italiano di qualità ancora lontanisdi Conapi racconta una realtà che sima da quello che dovrebbe essere il giusto ricogenera valore economico, sociale noscimento delle produzioni della nostra penisola. e ambientale attraverso un moRiteniamo fondamentale continuare a investire dello fondato sulla cooperazione nella trasparenza della filiera e nella diffusione di e sulla tutela della biodiversità. una maggiore cultura del miele, affinché i consu«Il documento – spiega Nicoletta matori possano riconoscere il valore del lavoro deMaffini – evidenzia con chiarezgli apicoltori e delle produzioni nazionali». za alcuni elementi distintivi della nostra identità: una governance cooperativa partecipata, una forte leadership al femminile, il coinvolgimento attivo degli stakeholder e un impegno concreto a favore dei territori in cui operano i nostri soci apicoltori. Guardando al futuro, tra le priorità vi sono l’ampliamento della base sociale e il sostegno al ricambio generazionale, il miglioramento dell’efficienza energetica dei nostri siti produttivi e logistici, nonché il consolidamento delle politiche di welfare e conciliazione tra vita professionale e privata».

19


È tempo di risoni La novità Felicetti che amplia le occasioni di consumo della pasta corta.

..

SOLO ACQUA PURA DALLE NOSTRE D O L OMITI E SEMOLA DI GRANO DURO 100%ITAllANO

-

lRAFILA AL BRONZO 109

Risoni

sooge 1.1 lb TRAFILA 109

Risoni

Con l'arrivo della stagione fredda cresce la voglia di piatti caldi, avvolgenti e ricchi di gusto. Grazie alla sua grande versatilità, Risoni Originale Felicetti è ideale per minestre, zuppe, preparazioni cremose e ricette ispirate ai sapori dell'autunno e dell'inverno. Un formato familiare e contemporaneo, capace di conquistare grandi e piccoli, che arricchisce l'assortimento di pasta corta con nuove occasioni di utilizzo e consumo. Risoni. Tutta un'altra pasta.


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | bilancio sostenibilità

INNOVAZIONE CONTINUA NELLE FILIERE DI PRODUZIONE La visione strategica e il modello di business del Gruppo Amadori ha al centro la continua innovazione delle proprie filiere produttive. «Come emerge dalla relazione di sostenibilità e dal bilancio consolidato, entrambi facenti riferimento al 2025 – commentano da Amadori – il Gruppo è orientato al costante potenziamento della propria architettura operativa, a uno sviluppo finalizzato all’ampliamento della capacità produttiva e all’efficientamento tecnologico degli asset esistenti. Come esempi, la nuova piattaforma logistica primaria di Cesena e la valorizzazione e integrazione delle filiere: dalle avicole come Il Campese, che nel 2026 celebra 25 anni ed è la prima filiera italiana del pollo allevato all’aperto (seconda in Europa), alle suinicole, col brand Lenti che ha lanciato lo scorso anno la linea “Eccellenze di Filiera”, a base di carni di suino 100% italiane da filiera integrata. Questo approccio è sempre più riconosciuto e apprezzato sia dai clienti Gdo sia dal consumatore. E su questo il Gruppo punterà anche nei prossimi anni, con un piano 2026-2028 di 330 milioni di euro circa di investimenti, per consolidare le filiere con attenzione al benessere animale, aumento della capacità produttiva e supporto all’efficienza in campo tecnologico e in ottica Esg».

L’ATTENZIONE ALLE COMUNITÀ COME PILASTRO AZIENDALE L’impegno verso le persone del Gruppo è volto a costruire una realtà in cui fiducia, ascolto e rispetto sappiano guidare le relazioni. «Il welfare aziendale – spiegano da Amadori – si concretizza in strumenti di flessibilità come lo smart working, servizi di supporto psicologico e programmi a sostegno della genitorialità. L’attenzione verso le comunità è da sempre un pilastro aziendale, ne sono un esempio i centri estivi di Cesena, Mosciano (TE) e Santa Sofia (FC), da qualche anno interamente sostenuti dal Gruppo, aperti ai figli delle persone che lavorano per Amadori e alle comunità locali. L’attenzione a queste ultime, avviene attraverso il supporto a tante realtà sociali, culturali e sportive, come nel caso della sponsorizzazione del Cesena FC, che è partita dal sostegno a “Per un calcio integrato”, progetto d’inclusione sociale rivolto a giovani disabili di Cesena e comprensorio». 21


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | bilancio sostenibilità

UN PIANO DI SOSTENIBILITÀ CHE COINVOLGE L’INTERA FILIERA Letizia Balestra, brand marketing & sustainability specialist di Costa d’Oro, racconta che nel 2025 l’azienda ha continuato a sviluppare il proprio percorso di sostenibilità attraverso Planet O-live: «Il piano, avviato nel 2022, coinvolge l’intera filiera olivicola e si articola in quattro pilastri: agricoltura rispettosa del Pianeta, sviluppo delle filiere locali, contrasto al cambiamento climatico e inclusione sociale. Tra i progressi più significativi figura il rafforzamento dell’impegno nella transizione energetica: nel 2025, l’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili ha raggiunto 555 MWh, pari al 47% del fabbisogno elettrico aziendale. Parallelamente, proseguiamo il lavoro di monitoraggio delle emissioni di gas a effetto serra e di individuazione di opportunità per migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto delle nostre attività produttive. Grazie al lavoro della Planet O-live Academy, che riunisce competenze scientifiche e operatori del settore, nel 2025 sono stati coinvolti oltre 1,2 milioni di alberi nella promozione di pratiche di olivicoltura sostenibile. Il traguardo ha consentito di superare in anticipo l’obiettivo iniziale di 1 milione di alberi e di rilanciare l’ambizione del progetto: raggiungerne 3 milioni entro il 2030».

UN APPROCCIO INTEGRATO Per Costa d’Oro, misurare la sostenibilità significa tradurre gli impegni in indicatori concreti, capaci di descrivere i risultati raggiunti e di orientare le decisioni future. «Il Report Esg 2025 adotta un approccio integrato – spiega Letizia Balestra – che considera gli aspetti ambientali, sociali ed economici e di governance, offrendo una visione complessiva delle performance aziendali. Sul fronte ambientale, ad esempio, vengono monitorati i consumi energetici, la quota di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, le emissioni di gas a effetto serra, sia dirette sia indirette, il consumo idrico e la produzione di rifiuti. A questi si affiancano indicatori legati alla filiera, come il numero di alberi coinvolti nella diffusione di pratiche agricole sostenibili e le iniziative a sostegno dell’olio extravergine di oliva 100% italiano». 23


normaione pulicitaria

Nel 2025, la Planet O-live Academy ha promosso pratiche di agricoltura sostenibile coinvolgendo

La sostenibilità che crea valore lungo tutta la filiera Dloolatutioladioatieevtcevcaloo’vnncilzvcnia dvapecdcttc,avoapercorso di sostenibilità di Costa d’Oroaicvnicogialmbvinti,a piescniaiafovielacovivicola

1,2+ milioni di alberi Obiettivo: 3 milioni di alberi entro il 2030.

47

del fabbisogno % elettrico

Coperto da energia rinnovabile autoprodotta.

MENO VETRO PIù EFFICIENZA Dahooieihi nquani’ann hCosta d’Oro poeiahsuooihiaiooi ei hionsumaioe hoahpass onihpieho’oo ohixieahiieg nihe hoo ia.

Ecodesign delle bottiglie e ottimizzazione della logistica.

magihmoe fieh ith

Ogg hquisiahpass onihs hieaeuiihanitih nhunh mpignoh ionieiiohpiehiosieu eihunhfuiueohp ùhsosiin b oi,haiieaiiesoh Planet O-live,h ohp anohitihgu eahoihaz on heioo’az inea ahfaioeiheioo’amb inii,heiooihpiesonihiheiooahfo ieahoo i iooaa

4 pilastri

un unico impegno Per un’agricoltura rispettosa del pianeta

Per lo sviluppo delle %liere locali

Per il clima

Per un progetto collettivo e inclusivo

Scopri di più su Planet O-live


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | bilancio sostenibilità

INTEGRARE QUALITÀ E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE Alessia Felicetti, sostenibilità e innovazione di Pastificio Felicetti, afferma che il Piano 2024-2028 della sua azienda interviene su più direttrici: «Sul fronte della filiera, lo scorso anno abbiamo ottenuto la certificazione Iscc Plus per la linea Monograno Matt, che rafforza il sistema di controllo e tracciabilità del grano e delle pratiche agricole. Sul versante industriale, non possiamo non citare il lavoro sugli imballaggi: nel 2025 il pack monomateriale in carta ha raggiunto il 32% della produzione complessiva (+4% sul 2024), superando in anticipo il traguardo fissato per il 2027. Una scelta produttiva che ha consentito non solo una riduzione stimata di 137 tonnellate di CO2e emesse in atmosfera, ma anche – secondo lo studio Lca condotto con l’Università di Trento – una riduzione del 60% nell’impiego di risorse fossili e del 53% nell’utilizzo di risorse idriche, a parità di produzione, rispetto agli altri imballaggi presi a confronto. Per la Gdo, assimilare i criteri Esg significa trasferire progressivamente questi elementi nell’offerta nel suo complesso – filiere sempre più controllate, minore impiego di risorse ed energia nei processi, riduzione dell’impatto degli imballaggi – affinché qualità e responsabilità ambientale siano dimensioni pienamente integrate».

PIÙ VOLUMI PRODOTTI, MENO CONSUMI ENERGETICI Nel 2025 l’azienda è riuscita a contenere l’aumento dei consumi a fronte di una crescita importante della produzione. «Con volumi saliti percentualmente quasi a doppia cifra (+9,8%), l’intensità energetica è diminuita del 5,9% scendendo a 0,76 MWh per tonnellata di pasta – spiega Alessia Felicetti – grazie all’efficientamento degli impianti e a tecnologie come la trigenerazione e i circuiti chiusi di raffreddamento. Il passo successivo sarà quello di proseguire nel progressivo affrancamento dalle fonti fossili. All’energia elettrica – già acquistata al 100% da fonti rinnovabili certificate – si è aggiunto nel 2026 l’allaccio dello stabilimento di Molina alla rete di teleriscaldamento a biomassa di BioEnergia Fiemme, che consentirà di sostituire circa 4,8 milioni di kWh termici e risparmiare 590.000 mc di metano l’anno, con una riduzione stimata delle emissioni di 1.152 tonnellate di CO2e». 25


PROCESSI PRODUTTIVI


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | intervista

Il Regolamento UE 2025/40

(Ppwr) segna un passaggio cruciale per la sostenibilità degli imballaggi, chiamando industria e distribuzione a ripensare processi, progettazione e gestione dei dati. «Il Regolamento Ppwr non solo rappresenta un obbligo normativo – affermano Carolina Gomez e Tommaso Alabardi, Ecr manager e public policy manager di GS1 Italy – ma soprattutto una grande opportunità per modernizzare e rendere realmente sostenibili le filiere delle aziende italiane. Raggiungere i traguardi che impone il regolamento significa dover raccogliere e condividere una mole enorme di dati lungo tutta la filiera: dal fornitore di packaging al produttore, passando per i supermercati, fino ad arrivare al consumatore e agli impianti di riciclo. Senza un linguaggio comune, questa condivisione si trasformerebbe in un vero e proprio caos. Per questo motivo il ruolo degli standard GS1 diventa cruciale, grazie a tre pilastri chiave: l’identificazione univoca degli imballaggi con il codice GS1 Gtin (quello alla base del classico codice a barre); l’accesso alle informazioni su canali digitali tramite un QR code o un altro vettore di dati digitale aperto e standardizzato; lo scambio dei dati e tracciabilità end-to-end, essenziale

per verificare l’effettivo contenuto riciclato». Il Ppwr sta spingendo le imprese a ripensare il modo in cui progettano, gestiscono e comunicano il packaging. «Serve un cambio di passo profondo, che coinvolge tre grandi trasformazioni organizzative e di filiera – proseguono Carolina Gomez e Tommaso Alabardi – la prima delle quali è il passaggio dall’azione isolata all’ottica di sistema: per far sì che un imballaggio sia veramente riciclabile o riutilizzabile, serve che tutti gli anelli della catena collaborino. È esattamente questo l’approccio che in GS1 Italy ed Ecr Italia seguiamo insieme alle aziende: mettere allo stesso tavolo l’industria e la distribuzione. La seconda trasformazione riguarda l’integrazione organizzativa e l’adozione di un linguaggio comune: all’interno delle aziende, la gestione del packaging deve unire gli acquisti, la ricerca e sviluppo, la logistica e il marketing; a livello di filiera, serve che tutti questi attori comunichino utilizzando standard condivisi. Infine, serve un approccio di ecodesign collaborativo grazie alla condivisione dei dati lungo la filiera: oggi progettare un imballaggio significa progettarne anche la fine. Il nostro compito, come GS1 27

REGOLAMENTO PPWR, UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER INDUSTRIA E DISTRIBUZIONE

Carolina Gomez e Tommaso Alabardi, Ecr manager e public policy manager di GS1 Italy

Italy, è trasformare questo cambiamento in un’opportunità di sistema».


Radicate nella natura, Coltivate biologicamente 300 agricoltori altoatesini si dedicano da generazioni alla coltivazione di mele biologiche un impegno costante per la qualità e per una disponibilità assicurata tutto l’anno.

vog.it


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | processi produttivi

LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE È VITALE PER UN’ECCELLENZA LEGATA AL TERRITORIO Alessandro Utini, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma, afferma che per una Dop indissolubilmente legata al territorio ridurre l’impatto ambientale è una responsabilità concreta: «Molte delle nostre aziende hanno già investito autonomamente in fotovoltaico, cogenerazione, efficienza energetica e recupero degli scarti. Come Consorzio, vogliamo rafforzare questo impegno attraverso strumenti comuni. Per questo, con il Politecnico di Milano abbiamo condotto un progetto pluriennale che ha permesso di misurare l’impronta ambientale del comparto e definire le Regole di Categoria di Prodotto, passaggio fondamentale per ottenere l’attivazione dello schema nazionale di certificazione ambientale Made Green in Italy. Un’opportunità importante per i produttori, che possono così valorizzare, su base volontaria, le proprie prestazioni ambientali. Nell’ambito del progetto, abbiamo inoltre sviluppato un software che offre alle aziende indicazioni personalizzate per ridurre consumi e impatti. Parallelamente, con la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari di Parma, abbiamo individuato alternative più sostenibili per il confezionamento del preaffettato, tra cui le vaschette in carta, già adottate da diversi produttori, che garantiscono elevati standard di conservazione e qualità».

29

UN’ACCADEMIA PER TRASMETTERE IL SAPER FARE DEL PROSCIUTTO DI PARMA La sostenibilità sociale interessa anche la valorizzazione delle professionalità della filiera, nonché la tutela e trasmissione delle competenze che rendono unico il Prosciutto di Parma. «Per questo abbiamo fortemente voluto l’Accademia del Prosciutto di Parma – spiega Alessandro Utini – un laboratorio territoriale per l’occupabilità a Langhirano pensato per avvicinare scuola, formazione professionale e imprese. Si tratta di un vero prosciuttificio in miniatura, dove apprendere la lavorazione del prodotto attraverso la riproduzione dei cicli produttivi e acquisire le abilità richieste dal comparto. Vogliamo così offrire ai giovani, e a chi desidera specializzarsi, opportunità concrete di formazione e lavoro: trasmettere questo saper fare significa assicurare continuità alla nostra tradizione produttiva e contribuire alla vitalità delle comunità e delle aree rurali del territorio».


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | processi produttivi

UN FLUSSO ENERGETICO INTELLIGENTE, EFFICIENTE E SOSTENIBILE NEL CICLO OPERATIVO DEL MAGAZZINO Per la distribuzione moderna, secondo Jungheinrich, la sostenibilità non è più soltanto un obiettivo ambientale, ma una leva strategica per migliorare efficienza e competitività: «In questo contesto, supportiamo le aziende con un approccio integrato che combina elettrificazione, automazione e digitalizzazione dei processi intralogistici. La movimentazione completamente elettrica, supportata dalla tecnologia agli ioni di litio, consente di ridurre sensibilmente i consumi energetici, aumentando al tempo stesso disponibilità operativa e produttività. A completare la soluzione, avanzati sistemi di gestione energetica consentono di monitorare e ottimizzare i consumi in tempo reale. Il risultato è un flusso energetico intelligente, efficiente e sostenibile lungo l’intero ciclo operativo del magazzino. L’automazione rappresenta un ulteriore fattore chiave: grazie a carrelli automatici, sistemi di stoccaggio evoluti e supportati da sistemi digitali avanzati, è possibile ridurre gli sprechi, ottimizzare i flussi e utilizzare in modo più efficiente risorse, spazi e personale. A completare questo approccio vi è l’impegno verso l’economia circolare, attraverso programmi di ricondizionamento dei carrelli usati che permettono di prolungare il ciclo di vita delle attrezzature e ridurre il consumo di nuove risorse».

LA SOSTENIBILITÀ SECONDO JUNGHEINRICH L’azienda sviluppa esclusivamente carrelli elevatori 100% elettrici, contribuendo a una movimentazione delle merci più sostenibile. «La tecnologia agli ioni di litio – spiegano da Jungheinrich – assicura un utilizzo efficiente dell’energia, elevata disponibilità operativa e una gestione ottimizzata della flotta. Con l’automazione dei processi supportiamo l’ottimizzazione dei flussi logistici, favorendo un impiego più efficiente delle risorse e una maggiore produttività. Inoltre, le soluzioni dedicate alla gestione energetica intelligente consentono di monitorare e ottimizzare i consumi energetici e le prestazioni delle batterie lungo tutto il ciclo operativo. Infine, il programma Jungstars valorizza il ricondizionamento professionale dei carrelli usati, promuovendo il riutilizzo delle risorse e l’estensione del ciclo di vita dei mezzi». 31


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

SALMONE NORVEGESE, QUANDO L’ACQUACOLTURA GUARDA AL FUTURO Produrre rispettando il mare significa conoscere l’ambiente, monitorare ogni fase e investire continuamente in soluzioni capaci di utilizzare le risorse in modo più responsabile. È questa la direzione intrapresa da sempre dall’acquacoltura norvegese. In Norvegia il rapporto con il mare non è soltanto una tradizione, ma una parte integrante del modo di produrre e di guardare al futuro. È da questa relazione che l’industria ittica norvegese ha sviluppato nel tempo un’acquacoltura che ha fatto della conoscenza dell’ambiente marino e dell’innovazione due strumenti per rendere la produzione sempre più attenta alle risorse. Il salmone norvegese cresce all’interno di un sistema sottoposto a rigoroso monitoraggio e controllo. Tecnologie e raccolta dei dati permettono di osservare costantemente le condizioni dei pesci e dell’ambiente, intervenendo sui processi per migliorarne l’efficienza. Parallelamente, ricerca e innovazione stanno portando alla sperimentazione di nuovi sistemi: tra le soluzioni sviluppate recentemente rientra il land-based farming, che attraverso impianti a ricircolo per-

mette di controllare con precisione le condizioni di crescita del pesce, trattando e riutilizzando l’acqua presente nelle vasche. Accanto a questo modello vengono sperimentate nuove soluzioni offshore, sistemi sommersi e tecnologie digitali per monitorare salute, alimentazione e condizioni ambientali. Un’evoluzione che punta a rendere i processi sempre più efficienti e attenti all’utilizzo delle risorse. La sostenibilità passa anche dalla salute degli animali. In Norvegia la prevenzione riveste un ruolo centrale nella gestione degli alle-

vamenti e contribuisce a limitare il ricorso agli antibiotici: nel 2025 il 99% dei salmoni allevati è cresciuto senza trattamenti antibiotici. A questo si affiancano sistemi di tracciabilità che consentono di seguire il prodotto lungo la filiera, dall’origine alla distribuzione. Per il consumatore, questo significa poter avere fiducia nell’origine del prodotto che porta in tavola. Provenienza certificata dall’etichetta Seafood from Norway, il marchio che permette di riconoscere il salmone norvegese e identificarne con certezza l’origine.

www.pescenorvegese.it


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | processi produttivi

FAVORIRE LA COLLABORAZIONE TRA COOPERATIVE, PRODUTTORI E REPARTI AZIENDALI Per Viktoria Alber, sustainability manager di Vip, la sostenibilità è un elemento centrale della strategia del Consorzio: «Il sustainability manager ha il compito di coordinare le attività legate alla sostenibilità lungo l’intera filiera, favorendo la collaborazione tra cooperative, produttori e diversi reparti aziendali affinché gli obiettivi ambientali, sociali ed economici siano integrati nelle decisioni e nei processi quotidiani. Il rapporto con i produttori è fondamentale. Attraverso consulenza tecnica, formazione e progetti di innovazione, supportiamo l’adozione di pratiche agricole sempre più efficienti e responsabili, dalla coltivazione integrata e biologica alla tutela della biodiversità e delle risorse naturali. Parallelamente lavoriamo per rendere questi risultati trasparenti e comprensibili ai consumatori. Raccontare il percorso della mela della Val Venosta significa mostrare in modo concreto l’impegno dei nostri produttori, valorizzando gli standard qualitativi, le certificazioni e le buone pratiche che stanno alla base di una produzione sostenibile e orientata al futuro».

PRODURRE FRUTTA DI ALTA QUALITÀ IN MODO RESPONSABILE, TRASPARENTE ED EFFICIENTE Per Vip la sostenibilità è il punto d’incontro tra tutela dell’ambiente, valore sociale e sostenibilità economica delle aziende agricole. «Ogni decisione viene valutata considerando questi tre aspetti – spiega Viktoria Alber – con l’obiettivo di garantire prospettive di lungo periodo ai produttori e al territorio. Gli investimenti si concentrano sul miglioramento continuo delle pratiche agricole attraverso la coltivazione integrata e biologica, la promozione della biodiversità, l’uso efficiente delle risorse idriche ed energetiche e l’ottimizzazione degli input produttivi. Allo stesso tempo sosteniamo i produttori nell’affrontare le sfide legate al cambiamento climatico e alle nuove esigenze del mercato, favorendo innovazione e trasferimento di conoscenze. Riteniamo infatti che la competitività futura della frutticoltura dipenda sempre più dalla capacità di produrre frutta di alta qualità in modo responsabile, trasparente ed efficiente». 33


Movimenta di più. Spreca di meno.

Jungheinrich è uno dei fornitori leader di soluzioni di movimentazione di materiali e una delle realtà più all’avanguardia sul fronte dell’efficientamento energetico dei magazzini. Con prodotti innovativi e soluzioni intelligenti, supportiamo le aziende nel loro percorso verso una maggiore sostenibilità. Unisciti a noi nel percorso verso un‘intralogistica sostenibile. Scopri di più: www.jungheinrich.it/chi-siamo/innovazione-tendenze/sostenibilita


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | processi produttivi

UN SISTEMA INTEGRATO DI AGRICOLTURA SOSTENIBILE Hannes Tauber, marketing manager di Vog, racconta che il modello cooperativo e l’integrazione verticale permettono al Consorzio di coordinare l’intera filiera, dalla produzione alla commercializzazione: «In uno studio di rilevanza mondiale, la Fao definisce il nostro “modello Alto Adige”, sviluppatosi nel corso di decenni, come modello “Linsa”, ossia “rete apprendimento e innovazione per l’agricoltura sostenibile”. In particolare, lo studio dà risalto alla nostra struttura di imprese familiari intergenerazionali profondamente radicate nella regione e la loro organizzazione in cooperative quale esempio da seguire per la creazione di valore sostenibile. A questo si aggiungono gli oltre 80 anni di esperienza che hanno permesso a Vog di consolidare competenze e dare un supporto costante ai produttori. Lavoriamo sull’innovazione varietale, cercando un equilibrio tra esigenze del mercato, qualità, conservabilità, redditività e sostenibilità produttiva. Puntiamo poi su una segmentazione del mercato e investiamo in comunicazione per valorizzare le caratteristiche e l’identità delle mele. Il nostro è dunque un sistema integrato che mette in rete le aziende e coordina investimenti, ricerca, consulenza e marchi, consentendo di offrire oltre 3 miliardi di mele all’anno, sicure, di qualità e attrattive».

35

GESTIRE IL MELETO, PROTEGGERE IL RACCOLTO Rendere la produzione più rispettosa significa anche gestire il meleto in un contesto climatico che richiede attenzione. «Una mela buona e di qualità nasce anche dall’equilibrio tra le persone e la natura – spiega Hannes Tauber – per questo lavoriamo per preservarlo, tutelando la produzione e le comunità che la rendono possibile. L’attenzione parte dalla scelta delle varietà più adatte alle condizioni microclimatiche e all’altitudine, per valorizzare le caratteristiche dei diversi territori. Vog affianca i produttori con strumenti per proteggere i frutti e gestire le risorse: oltre il 75% delle superfici è protetto da reti antigrandine, arrivando quasi al 100% per le mele club, efficaci anche contro l’irraggiamento solare e le scottature. A queste si aggiungono sistemi di irrigazione antibrina per preservare i frutti in primavera e impianti di irrigazione a goccia per un uso oculato dell’acqua in estate».


vip.coop

Scopri la Golden Delicious della Val Venosta: qualità eccellente e gusto autentico, 365 giorni all’anno.


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | processi produttivi

RICERCA, TECNOLOGIA E CONTROLLI RIGOROSI Secondo Tom-Jørgen Gangsø, direttore Italia del Norwegian Seafood Council, l’acquacoltura del salmone norvegese si basa su un approccio che integra ricerca, innovazione tecnologica e rigorosi sistemi di controllo: «La sostenibilità viene perseguita attraverso il monitoraggio costante delle condizioni ambientali e della salute dei salmoni, l’impiego di tecnologie digitali per raccogliere dati lungo tutto il ciclo di vita e lo sviluppo di nuovi modelli di allevamento, come gli impianti a terra con sistemi di ricircolo dell’acqua, le soluzioni offshore e le strutture sommerse. Queste tecnologie consentono un maggiore controllo delle condizioni di allevamento e un utilizzo più efficiente delle risorse. Anche la salute animale riveste un ruolo centrale: grazie a programmi di prevenzione e vaccinazione, nel 2025 il 99% dei salmoni allevati in Norvegia è cresciuto senza trattamenti antibiotici. La trasparenza è garantita da sistemi di tracciabilità che seguono il prodotto lungo tutta la filiera e da certificazioni e controlli indipendenti che rappresentano un importante strumento di garanzia per retailer e consumatori».

MANGIMI SEMPRE PIÙ SOSTENIBILI L’alimentazione dei salmoni è uno degli ambiti in cui la ricerca norvegese sta investendo maggiormente. «L’obiettivo è sviluppare mangimi sempre più sostenibili attraverso l’utilizzo di ingredienti provenienti da fonti responsabili e l’esplorazione di nuove materie prime alternative – spiega Tom-Jørgen Gangsø – mantenendo elevati standard nutrizionali e di benessere animale. Questo percorso rientra in una visione più ampia che punta a migliorare continuamente l’efficienza ambientale dell’intera filiera. Nell’ambito retail, il marchio Seafood from Norway svolge un ruolo fondamentale perché consente ai consumatori di identificare con immediatezza l’origine norvegese del prodotto e di associare la provenienza a una filiera caratterizzata da controlli rigorosi. Per le insegne della Gdo rappresenta quindi uno strumento in grado di trasmettere l’impegno dell’industria ittica norvegese verso la trasparenza». 37


SPECIALE SOSTENIBILITÀ | intervista

Il recepimento delle nuo-

ve direttive europee sulla transizione ecologica e sull’Empowering Consumers sta portando a una profonda revisione del Codice del Consumo, introducendo regole più severe contro le asserzioni ambientali generiche o non verificate. «Le aziende dell’industria di marca hanno accolto con favore il rafforzamento del quadro normativo europeo e nazionale – afferma Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca – considerandolo una leva fondamentale per valorizzare concretamente chi investe in sostenibilità. In questa fase di transizione, Centromarca ha operato su due fronti prioritari. Sul piano istituzionale, siamo stati in costante contatto con il Mimit e le altre autorità competenti per garantire un’applicazione razionale ed equilibrata della norma. In particolare, insieme alla rappresentanza della distribuzione abbiamo portato sul tavolo delle istituzioni l’esigenza di prevedere un periodo transitorio per evitare che l’entrata in vigore della legge comportasse la distruzione di merci già realizzate e perfettamente conformi, ma non ancora vendute. Sul piano associativo, abbiamo affiancato le nostre aziende con programmi di education, webinar e incontri pubblici, volti a chiarire i dubbi e l’ap-

plicazione corretta della normativa, evitando il rischio che le aziende preferiscano non comunicare gli impegni sostenibili realmente raggiunti per timore di sanzioni, il cosiddetto “greenhushing”». La transizione sostenibile della filiera del largo consumo non può prescindere da una forte sinergia tra chi produce e chi distribuisce per evitare che l’impegno Esg si traduca in un costo aggiuntivo non sostenibile per le imprese o in un aumento dei prezzi per il consumatore finale. «L’obiettivo comune – prosegue Vittorio Cino – deve essere la condivisione con il cittadino-consumatore di informazioni trasparenti, esaustive e basate su evidenze scientifiche. In un contesto economico complesso, il tema della gestione dei costi della transizione ecologica è centrale. L’impegno prioritario delle imprese di marca risiede nell’ottimizzazione dei processi e nell’efficientamento operativo, affinché le innovazioni “green” di prodotto e di packaging si traducano in un effettivo valore aggiunto per il cliente. Insieme all’innovazione, rimane fondamentale una collaborazione costante per una filiera sempre più efficiente che passa attraverso una maggiore condivisione di dati e il continuo lavoro in comune».

39

INDUSTRIA DI MARCA E SOSTENIBILITÀ: TRASPARENZA, INNOVAZIONE E ALLEANZA CON LA GDO

Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca


IV EDIZIONE

Dare valore al territorio RELAZIONI. IDEE. VALORI.

EDM Retail in Touch rinnova il suo appuntamento con i protagonisti del retail, dell’industria di marca e dei servizi. Un’occasione di confronto qualificato e di networking, dove esperienze e visioni si incontrano per generare nuove prospettive. Anche il tuo brand può essere protagonista di questo dialogo, contribuendo a costruire relazioni, condividere idee e generare valore.

martedì

24

NOVEMBRE SPAZIO LENOVO MILANO

Contattaci per scoprire tutte le opportunità di partnership commerciale@edizionidm.it

Partner


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
DMM Speciale Sostenibilità 2026 by Edizioni DM Srl - Issuu