Un mercato solido tra pressione promozionale e consumi più selettivi Il 2025 si chiude con un quadro complesso per il mercato della pasta secca in Italia, che conferma il proprio ruolo centrale nei consumi, ma evidenzia segnali di maturità e pressione competitiva. Secondo i dati elaborati da NIQ relativi all’anno terminante il 25 gennaio 2026, il comparto della pasta secca ha fatto registrare nei punti vendita della distribuzione moderna (discount compresi) un giro d’affari superiore a 1,5 miliardi di euro, in calo del 4,6%, mentre i volumi hanno mostrato una contrazione più contenuta (-1,6%). Alla base di questa dinamica si colloca principalmente la riduzione del prezzo medio, sceso a 1,88 euro/kg (-3,0%), in un contesto di promozionalità in lieve crescita. Dopo le tensioni inflattive degli anni precedenti, il mercato sembra dunque essere entrato in una fase di riassestamento, in cui la leva del prezzo torna a essere determinante per sostenere i consumi. A livello di canali distributivi, la distribuzione moderna continua a rappresentare il cuore del mercato, con oltre l’82% delle vendite a valore, ma anch’essa evidenzia un calo (-4,3%). I supermercati, primo canale per in-
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cidenza, mantengono una sostanziale stabilità nei volumi (-0,3%), mentre gli ipermercati mostrano segnali di recupero proprio sul fronte delle quantità vendute (+0,2%). Più critica la situazione dei liberi servizi e dei discount, entrambi in flessione sia a valore (-8% e -5,9%) sia a volume (-4,8% e -4,1%), segno di una competizione sempre più intensa su tutti i formati distributivi. Entrando più nel dettaglio dei segmenti, la pasta di semola resta saldamente dominante, con circa il 76,6% del mercato a valore (oltre 1,2 miliardi di euro), ma registra una flessione significativa (-5,5%). Al suo interno, le due anime storiche – pasta corta e pasta