INTERVISTA DMM
Rovagnati investe
su marca, banco taglio e innovazione L’azienda – che registra performance superiori al mercato – punta sulle gamme Gran Biscotto e Snello, su formazione, nuove occasioni di consumo ed export per continuare a crescere. di Veronica Fumarola
Nel mercato dei salumi, dove i consumi risultano in calo, la capacità di crescere passa anche dalla lettura dei nuovi comportamenti di acquisto. È la direzione intrapresa da Rovagnati, che nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 334,4 milioni di euro, in aumento del 2,2% sul 2024, e che anche nei primi mesi del 2026 sta registrando performance superiori al mercato. Ma la crescita non passa soltanto dalle performance di marca. Private label, sviluppo internazionale, banco taglio e formazione sono altrettanti ambiti sui quali Rovagnati sta costruendo il proprio percorso, come racconta Roberto Montorfano, direttore commerciale di Rovagnati.
Può trarre un primo bilancio del 2026? Il 2026 sta registrando un andamento positivo per l’azienda. Pur operando in un contesto di mercato complesso e caratterizzato da consumi instabili, stiamo continuando a crescere rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che conferma solidità di posizionamento e lo sforzo nell’unire investimenti sulla marca e attivazioni commerciali in modo quanto più integrato.
Può darci qualche numero? A livello di totale mercato, Rovagnati cresce dell’1,1% a volume rispetto a un mercato in calo del 2%. In particolare, il comparto degli affettati registra un’importante crescita: +11,1% rispetto a un mercato in flessione del 2%. Anche nel segmento del peso variabile dimostriamo tenuta: nel segmento del prosciutto cotto, in calo del 6%, l’azienda registra un decremento del 4,8%, guadagnando così 16 DMMAGAZINE MAGAZINE 16 DM