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DM Magazine Ottobre 2026

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ANNO XIV – OTTOBRE 2026

INTERVISTA De Nigris, premiumizzazione ed export guidano la crescita

MAGAZINE SUCCESSI NewPrinces, nel semestre ricavi oltre 3 miliardi. Nel 2026 Ebitda a 350 milioni

La cucina italiana Patrimonio Unesco:

un’opportunità per la Gdo da non perdere


CHI AMA

LA SCUOLA LA SOSTIENE

FINO AL 12 DICEMBRE continueremo a supportare le scuole di tutta Italia, riconoscendo in esse non solo luoghi di apprendimento, ma spazi in cui gli studenti possano maggiormente apprendere come far parte di una comunità, come interagire costruendo relazioni significative e imparare ad essere cittadini del mondo.

Modalità di partecipazione e info buoni digitali nei Termini&Condizioni dell’iniziativa, disponibili su www.noiamiamolascuola.it e www.tuttiunitiperlascuola.it o richiedibile all’indirizzo info@pragmatica.plus. Iniziativa esclusa art. 6 Lett. e del DPR 430/2001 in quanto i destinatari dell’Iniziativa sono le scuole, promossa da VéGé Retail (MI), valida nei punti vendita aderenti riconoscibili dal materiale promozionale esposto.


SOMMARIO DMM 40 Customer Micro trend 2026. Planet centricity 42 Mercati Cura persona: l’attenzione è sui benefici e sulle fragranze

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Editoriale Lo scontrino è della Gdo, ma il servizio post-spesa lo gestisce qualcun altro Cover La cucina italiana Patrimonio Unesco: un’opportunità per la Gdo da non perdere Intervista De Nigris, premiumizzazione ed export guidano la crescita Successi NewPrinces, nel semestre ricavi oltre i 3 miliardi. Nel 2026 Ebitda a 350 milioni Imprese Caddy’s si allea con Gruppo VéGé. Si rafforza il business del drug

18 Mercati Prodotti proteici: sportivi sì, ma non solo 32 L’analisi Focus Research Analisi delle attività promozionali sulle bevande proteiche al latte 35 Persone 37 Social&Pr strategies Acommerce: cosa possiamo fare quando a comprare è un algoritmo 38 Retail Innovation Magasin du Nord - Danimarca

54 L’analisi Focus Research Analisi delle attività promozionali sulla crema viso giorno donna 56 Focus I casalinghi puntano su sostenibilità e riduzione degli sprechi 61 Retail Real Estate Key money: quando è il tenant a pagare per entrare 64 Digital club/Retail Il distributore ha smesso di vendere prodotti: ora vende sé stesso 66 Mercati La frutta secca cresce tra nuove occasioni di consumo­­­­ 82 L’analisi Geo Marketing I consumi familiari di frutta secca in Italia 85 Sostenibilità FG Holding presenta "Il valore che resta”, il suo primo Bilancio di Sostenibilità 87 Tecnologistica Alfred propone l'app che azzera le perdite commerciali e alleggerisce i carichi del personale 88 News 89

Video e podcast

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Prossimamente

La cucina italiana Patrimonio Unesco: un riconoscimento che premia una cultura gastronomica secolare. Serve ora raccontarla andando oltre lo stereotipo e sottolineandone valori, sostenibilità e territori. DM Magazine Supplemento mensile di Distribuzione Moderna, testata del network Edizioni DM, registrata al Tribunale di Milano (n° 52 del 30/01/2007)

Direttore responsabile Armando Brescia Direttrice editoriale Maria Teresa Manuelli

Responsabile redazione EDM Claudia Scorza

Progetto grafico Silvia Ballarin

Responsabile publishing Stefania Colasuono

Editore Edra Edizioni Srl Viale Forlanini, 21 20134 Milano P. Iva 14392510963

Redattori Federica Bartoli, Alberto Deiana, Veronica Fumarola, Maddalena Marconi, Paolo Pelloni, Jessika Pini, Michele Rinaldi, Barbara Tomasi, Fabrizio Valente, Marco Zanardi

Contatti Tel. 02/20480344 redazionedm@edizionidm.it Pubblicità Ufficio commerciale Tel: 02/20480344 commerciale@edizionidm.it

L’invio di materiale (testi, articoli, notizie, immagini, dati, grafiche, ricerche ecc.) da parte di autori esterni alla Redazione non garantisce che esso venga pubblicato, né in parte, né nella sua forma originale. Lo stesso, peraltro, potrebbe essere pubblicato in forma rimaneggiata per necessità di carattere editoriale. Si precisa altresì che l’invio del suddetto materiale costituisce automatica autorizzazione da parte di Edizioni DM Srl alla pubblicazione a titolo gratuito su tutte le proprie testate.


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EDITORIALE DMM

Lo scontrino è della Gdo, ma il servizio post-spesa lo gestisce qualcun altro Maria Teresa Manuelli, direttrice editoriale Edizioni DM

In questi giorni in cui ci si interroga sullo spreco alimentare, vista la recente giornata dedicata (29 settembre), circola in rete un reel che promette un piccolo miracolo domestico: fotografi lo scontrino e l'intelligenza artificiale ti suggerisce i pasti da preparare per non buttare nulla. In effetti esistono già app, come Frij, che leggono la ricevuta, stimano la durata di ogni prodotto e avvisano prima della scadenza. Strumenti nati altrove, che per funzionare si appoggiano a ciò che la Gdo ha già: il dettaglio di quanto è finito nel carrello. Il punto, però, non è lo spreco, ma il vuoto di servizio lasciato. Lo scontrino, infatti, racconta cosa c'è nel frigorifero di una famiglia meglio di qualunque sondaggio: la Gdo lo possiede e lo usa per promozioni e assortimenti, ma appena il cliente lascia la cassa smette di parlargli. Ciò che accade dopo - cosa si cucina, cosa si conserva, cosa si risparmia - è terreno libero, e lo occupano altri. Qualche insegna si è mossa: Tesco propone ricette per gli avanzi e piani pasto, Migros un calendario anti-spreco stampabile, Lidl Italia aveva avviato nel 2019, con Myfoody, un'app con consigli di conservazione, oggi non più operativa nella forma originale. Sono però contenuti uguali per tutti, non costruiti sul carrello di chi li legge. La mossa che manca è trasformare la ricevuta, o il carrello digitale legato alla carta fedeltà, nell'inizio di un servizio: un menu settimanale basato sugli acquisti reali, un avviso prima che l'insalata appassisca, un trucco per congelare il pane, il conto dei soldi risparmiati. Aiutare a sprecare meno non significa vendere meno: in un'Italia attenta al bilancio, chi insegna a far durare la spesa offre un motivo in più per tornare, con dati che già possiede. E dà alla tessera un valore che il cliente percepisce ogni settimana, non solo quando paga. Ma se la Gdo non occupa quello spazio, lo farà l'app o l’AI di turno, portandosi via tutto il valore dei relativi dati.

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COVER DMM

La cucina ITALIANA Patrimonio Unesco: un’opportunità per la Gdo da non perdere Un riconoscimento che premia una cultura gastronomica secolare. Serve ora raccontare la cucina del Bel Paese andando oltre lo stereotipo e sottolineandone valori, sostenibilità e territori. di Barbara Tomasi

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resentata nel 2020 da La Cucina Italiana insieme ad alcuni chef – a iniziare da Massimo Bottura a cui si sono uniti poi Antonia Klugmann, Carlo Cracco, Antonino Cannavacciuolo, Davide Oldani, Niko Romito –, lo scorso dicembre l’iniziativa che ha sostenuto la candidatura della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità ha ricevuto l’imprimatur da parte del Comitato intergovernativo dell’Unesco. Un riconoscimento importante che vede la grande distribuzione organizzata giocare un ruolo chiave per valorizzare e tutelare le eccellenze agroalimentari italiane.

Un riconoscimento che premia un intero stile di vita Non si tratta di un marchio di superiorità o di un riconoscimento commerciale da spendersi sul pack delle referenze made in Italy, ma piuttosto – come dichiarato dai promotori – un impegno verso il nostro Paese attraverso cui proteggere la nostra cucina sostenendo ricerca, educazione alimentare, progetti nelle scuole, archivi della cultura culinaria. Un 4 DM MAGAZINE


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po’ come ha fatto Esselunga con un post sulla sua pagina Facebook proprio l’11 dicembre 2025, ricordando come “La cultura vien mangiando”. Senza dimenticare che, ogni 6 anni, andrà presentato un rapporto a Unesco su come viene trasmessa questa eredità alle prossime generazioni.

La sfida dell’Italian sounding Sul piano concreto, poi, il riconoscimento si trasforma in un nuovo mezzo contro il “famigerato” Italian sounding – come ha anche ricordato Basko, sempre l’11 dicembre 2025, sul suo sito web per festeggiare l’avvenimento –, oltre alle già esistenti tutele Dop e Igp. Secondo Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca, stiamo parlando di un potente amplificatore, non di un punto di partenza. «L’italianità rappresentava infatti già una componente rilevante dell’offerta alimentare: secondo l’Osservatorio Immagino di GS1, nel 2025 oltre 28mila referenze food & beverage richiamavano l’italianità in etichetta, generando oltre 13,3 miliardi di euro (pari al 27,3% delle vendite del paniere alimentare in Italia)». Tante le insegne, infatti, che hanno presentato in questi anni linee di referenze che esaltano le eccellenze gastronomiche regionali e le tradizioni culinarie locali italiane. Una per tutte l'iniziativa Il Buono del Paese lanciata tempo fa da Conad, assortimento di prodotti che “pesca” tra piccoli produttori locali scelti e filiere corte artigianali in diverse tipologie food: salumi e formaggi, frutta e verdura, pasta e così via. Difendere l’italianità dei prodotti serve anche nei confronti degli stranieri in visita nel nostro Paese, come ricorda Carlo Alberto Buttarelli, presidente Federdistribuzione: «Una nostra ricerca evidenzia come la distribuzione moderna sia il secondo canale, dopo la ristorazione, per la valorizzazione delle eccellenze dei nostri territori verso i turisti internazionali che visitano l’Italia».

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Raccontare la nostra cucina oltre lo stereotipo Il rischio tuttavia, come precisa Mauro Rosati, direttore generale di Fondazione Qualivita, è quello di fermarsi alla celebrazione, suggerendo di guardare alla Francia, che dopo il 2010 ha costruito una campagna pluriennale mirata sui mercati esteri. Bene il Governo e in particolare il Ministro Lollobrigida per aver avviato un percorso di valorizzazione istituzionale. «Ora serve il prossimo passo: una strategia coordinata tra Governo, regioni, consorzi e imprese per educare i giovani all’agroalimentare di qualità e raccontare la cucina italiana oltre lo

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ORIENTARE IL CONSUMATORE FINALE VERSO UNA SPESA PIÙ CONSAPEVOLE

Il riconoscimento Unesco può diventare anche un valido supporto sia in Italia che a livello internazionale per orientare il consumatore verso una spesa di qualità, più consapevole e sostenibile. Un consumatore che, secondo Centromarca, mostra già comportamenti orientati a una maggiore consapevolezza: il 65% dichiara di cercare di ridurre gli sprechi, il 54% i consumi energetici, il 31% valuta tracciabilità e trasparenza dei prodotti. Il riconoscimento Unesco può rafforzare questa sensibilità valorizzando la cucina italiana sia come insieme di prodotti sia come patrimonio di pratiche, competenze e cultura.


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stereotipo». In questa direzione va anche il Turismo Dop, che fa vivere le indicazioni geografiche come esperienza diretta dei territori e dei prodotti. Insiste sull’importanza della comunicazione istituzionale anche Carlo Alberto Buttarelli: «Le famiglie italiane riconoscono nei prodotti del nostro Paese elevati standard di qualità e sicurezza alimentare. Il riconoscimento Unesco alla cucina italiana rappresenta un’importante opportunità per rafforzare ulteriormente la promozione delle nostre eccellenze, anche attraverso una comunicazione istituzionale più efficace, capace di valorizzare l’immagine dell’Italia a livello internazionale».

Il ruolo fondamentale dell’informazione sul prodotto E proprio attraverso la comunicazione bisognerebbe valorizzare questo riconoscimento, che rafforza ulteriormente la tutela e la promozione della cucina italiana nel mondo. «Il ruolo dell’industria di marca è valorizzare ciò che è già incorporato nel prodotto: qualità, origine, competenze produttive, territorio, cultura alimentare e L’eccellenza italiana emerge chiaramente dal settore alimentare • Le presentiamo alcune categorie di prodotto. In quale/i dei seguenti settori, pensa «senza le imprese italiane, in questo ambito perderemmo qualcosa di importante»? Più risposte possibili

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Alimentari

Bevande

Cura della persona

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Prodotti per l'infanzia

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Cura della casa

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Nessuna delle precedenti

1 NOTA INFORMATIVA: valori espressi in %. Date di esecuzione: 29 luglio – 4 agosto 2026. Metodo di rilevazione: sondaggio CAWI su un campione rappresentativo nazionale di 1.545 soggetti maggiorenni.

Tutti i diritti riservati

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innovazione – sostiene il direttore generale di Centromarca –. Oggi l’informazione sul prodotto è il pilastro su cui si costruisce una relazione di fiducia con il consumatore, sia in Italia sia all’estero; per questo ogni elemento deve essere comunicato in modo chiaro, accessibile e verificabile. Per i consumatori, l’alimentare rappresenta il comparto in cui l’eccellenza italiana emerge con maggiore forza: secondo un recente studio Swg per Centromarca, il 74% degli italiani ritiene che senza le imprese italiane perderemmo qualcosa di importante nel settore alimentare, una quota nettamente superiore a quella registrata negli altri comparti del largo consumo. Un’evidenza che conferma quanto il food sia percepito come elemento distintivo del patrimonio produttivo nazionale».

La responsabilità verso il consumatore Tracciabilità alimentare dal campo al piatto significa fare sistema e condividere ogni informazione, a iniziare dalle etichette, su prodotti, lavorazioni, packaging, inclusi distribuzione e trasporto. Ma dal punto di vista delle aziende come viene interpretata questa indicazione? Per Mario Piccialuti, direttore generale di Unione Italiana Food, tutto ciò si traduce in un valore che oggi è sempre più importante nel mercato: la trasparenza. Non intesa come “semplice” comunicazione di informazioni, ma come impegno a rendere chiaro e comprensibile ciò che accade lungo tutta la filiera, dal campo alla tavola. Significa innanzitutto assumersi una responsabilità verso il consumatore. «Per questo le nostre imprese investono in sistemi di controllo qualità, in un’etichettatura chiara e in rapporti solidi con la filiera agricola di riferimento. Si tratta di oltre 500 aziende che impiegano 100mila persone e investono ogni anno 3 miliardi di euro per innovare, migliorare e rendere più sostenibili filiere, processi e prodotti». Tra gli esempi va citata anche Federdistribuzione che, con GS1 e industria di trasformazione, sta lavorando per ampliare le informazioni in etichetta, anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie, come i Qr code.

L’importanza di fare sistema Ma non basta, serve anche un approccio sempre più integrato e sistemico. Unione Italiana Food porta come esempio concreto l’iniziativa UniEat, nata dalla collaborazione con Confagricoltura per promuovere il confronto e la collaborazione tra i diversi attori 88 DM MAGAZINE DM MAGAZINE


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della filiera. Obiettivo quello di favorire un percorso per costruire un nuovo modello di filiera, basato sull’integrazione tra produzione primaria e trasformazione industriale. Per l’industria di marca, tracciabilità e trasparenza non sono traguardi futuri, ma standard operativi già consolidati per certificare origine, filiera e caratteristiche dei prodotti. La sfida attuale quindi, secondo Vittorio Cino, è quella di fare evolvere questi processi in un’ottica di sistema: «La vera opportunità risiede nel rafforzare la condivisione dei dati lungo tutti i passaggi della catena del valore - dalla materia prima fino alla logistica e alla distribuzione - attraverso l'adozione di tecnologie digitali avanzate e standard interoperabili».

Un’occasione di aggregazione da non sprecare Alla luce di questo riconoscimento internazionale, cosa è cambiato nell’offerta della Gdo? Questo canale può fare ancora molto. Stiamo parlando di un riconoscimento recente e la distribuzione ha davanti a sé un’occasione tutta da costruire. Ma non basta ampliare l’assortimento di prodotti a denominazione, occorre dare loro un ruolo riconoscibile a scaffale, come sottolinea Mauro Rosati. Ad esempio spazi dedicati che raccontino il legame con il territorio, un’informazione chiara su origine e filiera, la capacità di far uscire queste eccellenze dalla logica in cui l’unico criterio di scelta resta il prezzo. «Oggi un consumatore attento chiede origine, tracciabilità e qualità certificata: la distribuzione può intercettare questa domanda costruendo una narrazione coerente e portando in punto vendita esperienze, degustazioni e strumenti digitali che trasformino l’etichetta in racconto. La leva più efficace è la collaborazione strutturata con i consorzi di tutela, che custodiscono i saperi e le storie di ogni denominazione. Ma il riconoscimento Unesco non produce effetti da solo: è un’occasione di aggregazione da non sprecare. La vera sfida non è mettere il prodotto a scaffale, ma trasmetterne il valore, facendo della distribuzione una mediatrice di cultura».n

UN CAMBIO DI PASSO PER L’INDUSTRIA

Stiamo parlando di un settore produttivo complesso e molto articolato, conosciuto in tutto il mondo per alcuni prodotti-simbolo. Basti pensare alla pasta in tutte le sue varianti o ai dolci delle festività come panettone e pandoro. «Quello che sta cambiando dopo questo traguardo è la consapevolezza con cui questo patrimonio viene raccontato e difeso, tanto che il riconoscimento ci ha dato uno stimolo in più per rafforzare l’impegno avviato già nel 2023 insieme al Masaf e al Ministero della Cultura, con l’obiettivo di tutelare e promuovere la cucina italiana nel mondo – sottolinea Mario Piccialuti –. È un cambio di passo che riguarda il racconto, più che la produzione in sé. Vogliamo che il mondo conosca non solo le ricette, ma l’intero sistema produttivo che le sostiene». DM MAGAZINE 9


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Caggiati (Coop): «Questo riconoscimento è una conferma e uno stimolo a fare di più» contare quelle storie che compongono questo mosaico e che altrimenti rischierebbero di rimanere conosciute solo localmente. Un esempio è la Susina Ramassin Fior Fiore, lanciata quest’anno. Un’antica varietà piemontese disponibile soltanto per poche settimane l’anno e ancora legata a pratiche della tradizione contadina.

Per Sara Caggiati, direttrice marketing di Coop Italia, un patrimonio immateriale come la cucina italiana rimane vivo se continua a essere praticato, conosciuto e trasmesso. E la Gdo può dare un contributo portando prodotti, culture gastronomiche e storie nella quotidianità delle persone. Cosa è cambiato nell'offerta della Gdo dopo il riconoscimento Unesco? Credo sia ancora presto per aspettarsi che il riconoscimento Unesco abbia già cambiato concretamente l’offerta. Può però cambiare, già nell’immediato, il modo in cui la Gdo guarda e racconta ciò che c’è sugli scaffali. Condivido l’immagine del mosaico utilizzata per descrivere la cucina italiana: non unica e immutabile, ma tante cucine locali, familiari e regionali. È una chiave che sentiamo particolarmente vicina. Penso a Fior Fiore, la nostra linea dedicata al meglio della cultura gastronomica. Il riconoscimento è quindi una conferma, ma anche uno stimolo a fare di più: cercare, selezionare e rac10 DM MAGAZINE

Il traguardo è valorizzato a sufficienza? Cosa avete fatto o avete in programma? Crediamo che si possa e si debba fare di più, e non solo come singole insegne. Servirebbe una regia di sistema – istituzioni, produttori, distribuzione, ristorazione, scuola, mondo della cultura – perché un patrimonio immateriale rimane vivo solo se continua a essere praticato, conosciuto e trasmesso. Come Coop sentiamo questa responsabilità e cerchiamo di fare la nostra parte attraverso il prodotto a marchio e il punto vendita, ma non solo. Quest'anno abbiamo lanciato “Storie a tavola”, invitando a raccontare ricette, piatti e cibi legati a momenti della propria vita o alla storia del Paese. Ci hanno risposto in 700 e ne sta nascendo una sorta di archivio collettivo della nostra cultura alimentare, fatto non soltanto di ricette, ma di persone, famiglie, luoghi e memoria. Tracciabilità dal campo al piatto: come la interpretate? Per Coop la tracciabilità è una responsabilità, ancora di più quando parliamo di prodotto a marchio. Quando mettiamo il nostro nome su un prodotto, non ci limitiamo a venderlo: dobbiamo sapere come è fatto, da dove arrivano le materie prime, chi lo produce e secondo quali standard. Abbiamo detto quanto oggi sia importante raccontare i prodotti, i territori, le tradizioni e le lavorazioni. Per poterlo fare, dobbiamo conoscere davvero ciò che c’è dietro e la tracciabilità serve a fare in modo che quello che raccontiamo al consumatore corrisponda a quello che accade lungo la filiera.


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Vanzulli (Metro Italia): «Sostenere la cucina italiana attraverso il rapporto con territori, filiere e produttori locali» re la cucina italiana attraverso il rapporto con territori, filiere e produttori locali. Non è stato il punto di partenza del progetto, ma ne ha rafforzato la rilevanza. Patrimonio traduce questo impegno in una selezione più riconoscibile, pensata per aiutare i professionisti dell’Horeca a raccontare, attraverso il menu, qualità, autenticità e cultura gastronomica italiana.

In linea con lo spirito del riconoscimento Unesco, anche il mondo del cash & carry punta sulla valorizzazione dei prodotti italiani. È il caso di Metro Italia, come racconta Alessia Vanzulli, head of fresh, own brand & localism, che lancia la linea Patrimonio fondata su italianità delle materie prime, qualità certificata, autenticità, legame con il territorio. Tra gli asset del nuovo assortimento di Metro Italia spiccano PL, freschi e i cosiddetti localismi. Ed è in questo settore che si inserisce “Patrimonio – Dove vive la tradizione”. Quanto pesa su questo lancio il riconoscimento da parte di Unesco della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità? Il riconoscimento dà ulteriore valore a un percorso che Metro porta avanti da anni: sostene-

Della linea fanno parte circa 2.000 referenze di 350 produttori di 18 regioni italiane e di diverse categorie merceologiche. Com’è avvenuta la scelta? La selezione nasce da criteri molto chiari: italianità delle materie prime, qualità certificata, autenticità e legame con il territorio con una forte presenza di prodotti Dop, Igp, Doc, Docg e Igt. Il posizionamento di prezzo varia in base alla categoria e al mercato locale. È previsto un futuro ampliamento della gamma ad altre categorie e ad altre regioni, rispetto a quelle iniziali? Stiamo parlando di un progetto dinamico, destinato a evolvere in base a disponibilità dei prodotti, stabilità delle forniture e risposta dei clienti. L’obiettivo è ampliare e affinare la selezione, facendo emergere nuove eccellenze locali anche oltre il loro territorio d’origine e rafforzando le categorie più coerenti con le esigenze dell’Horeca. Quali sono gli obiettivi di fatturato? Con Patrimonio vogliamo dare slancio al fatturato del segmento localismi, che ha chiuso l’anno fiscale 2024-2025 a 100 milioni di euro (+8,6%), con l’ambizione di arrivare a 110 milioni nel 2026-2027. DM MAGAZINE 11


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De Nigris, premiumizzazione ed export guidano la crescita

Da quattro generazioni la famiglia De Nigris si dedica con sapienza alla produzione di aceto, alla continua ricerca del miglior prodotto possibile. di Veronica Fumarola

Oggi De Nigris – con sede a Carpi nel modenese, San Donnino nel reggiano e Caivano, nel napoletano – ricopre un ruolo di primo piano nel comparto dell’Aceto Balsamico di Modena Igp ed è presente con il suo brand in oltre novanta Paesi. In un momento di incertezza dei consumi come quello che stiamo vivendo, l'azienda guarda al futuro facendo leva su qualità, innovazione e internazionalizzazione. Ne parla Carlo Erba, direttore commerciale Italia.

Può tracciare un bilancio degli ultimi due anni? Il 2025 si è chiuso in un contesto di mercato ancora complesso e caratterizzato da consumi prudenti nel mondo dell’aceto, ma con risultati complessivamente stabili sia a valore, con un fatturato di 100 milioni di euro, sia a volume. Alcuni segmenti a maggiore valore aggiunto, in particolare quelli legati al biologico e al benessere, hanno continuato a mostrare una buona tenuta, confermando l’interesse dei consumatori verso prodotti di qualità e distintivi. I presupposti per il 2026 apparivano migliori, con segnali incoraggianti sia sul mercato italiano sia sull’export. Tuttavia, il contesto geopolitico internazionale e il protrarsi delle tensioni legate ai conflitti in corso stanno influenzando il trend dei consumi in alcune aree strategiche e continuano a generare pressioni sui costi energetici, logistici e del packaging.

Che peso ha la Gdo nel business di De Nigris? La Gdo continua a essere un canale centrale per De Nigris, sia in Italia sia all’estero. Presidiamo i principali segmenti del comparto: Aceto Balsamico di Modena Igp, aceto di mele, aceti del benessere, glasse, condimenti agrodolci e specialità 12 DMMAGAZINE MAGAZINE 12 DM


INTERVISTA DMM

gourmet. Nel comparto dell’Aceto Balsamico di Modena Igp, De Nigris ricopre un ruolo di primo piano e l’Aceto Balsamico rappresenta circa il 50% del business aziendale.

Che ruolo gioca la Mdd? La private label fa parte della nostra strategia commerciale, accanto al marchio De Nigris, alla Gdo nazionale e internazionale, al food service, all’e-commerce e ai canali premium. Per noi la marca del distributore è interessante quando consente di costruire progetti di qualità, coerenti con i nostri standard produttivi e con la nostra capacità di innovazione. Non la interpretiamo come una leva puramente di volume, ma come un ambito in cui portare know-how, sicurezza di filiera, qualità certificata e capacità di sviluppo prodotto.

Quanto vale l’export? L’export è una componente fondamentale del nostro modello di crescita: circa il 70% del fatturato è generato all’estero. De Nigris è presente in oltre 90 mercati e continua a investire sull’internazionalizzazione, portando nel mondo l’Aceto Balsamico di Modena Igp, gli aceti di frutta, le glasse, i condimenti agrodolci e le specialità gourmet. I progetti oltre confine vanno in tre direzioni: consolidamento dei mercati storici, in particolare Europa e Stati Uniti; sviluppo di mercati ad alto potenziale, anche in Asia; rafforzamento della cultura del balsamico come prodotto versatile, non solo per la cucina tradizionale italiana ma anche per nuove occasioni di consumo, dal benessere alla mixology.

Quali sono le più recenti novità di prodotto che avete lanciato? Nel 2025 abbiamo lavorato su innovazioni che raccontano bene l’evoluzione del nostro posizionamento: tradizione, benessere e nuove modalità d’uso dell’aceto. Tra le novità rientrano MelaMadre con limone, aceto di mele biologico con madre naturale e succo di limone siciliano, e la linea sviluppata con Davide Oldani, presentata a Identità Golose 2025, che unisce la cultura del Balsamico di Modena alla visione contemporanea dello chef. Nel 2026 stiamo lavorando soprattutto sulla valorizzazione delle occasioni d’uso e sul racconto della versatilità dell’Aceto Balsamico di Modena Igp. Nell’ambito della collaborazione con Alma, il più autorevole centro per l’alta formazione in cucina e nell’ospitalità italiana a livello internazionale, è LEGGI l’intervista stato promosso un contest dedicato agli studenti dei corsi di cuciCOMPLETA na e pasticceria, con la creazione di un ricettario che reinterpreta i prodotti iconici De Nigris.n

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NewPrinces, nel semestre ricavi oltre i 3 miliardi. Nel 2026 Ebitda a 350 milioni Il gruppo è attivo nei settori food & beverage e retail, con una piattaforma industriale e distributiva integrata.

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ewPrinces chiude il primo semestre 2026 con ricavi consolidati di oltre 3 miliardi di euro, rispetto agli 1,3 miliardi del primo semestre 2025 (+131%), principalmente grazie al contributo delle acquisizioni completate nell’ultimo trimestre del 2025. Nel perimetro comparabile, i volumi di vendita si mantengono sostanzialmente stabili. L’Ebitda consolidato è di 170,1 milioni, in crescita del 64,1%: la redditività accelera nel secondo trimestre con un Ebitda margin del semestre che raggiunge il 5,6%, in netto miglioramento rispetto al 4,8% registrato nel primo trimestre 2026. Il risultato netto consolidato è negativo per 5,8 milioni. La divisione retail con GS ha perso circa 30 milioni e il margine Ebitda/ricavi è il più basso di tutte le altre divisioni: 3,1%. Nonostante il perdurare di una condizione geopolitica incerta, si legge in una nota, «non risultano impatti diretti e quantificabili sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del gruppo. Tuttavia, il management continua a monitorare con attenzione l’evoluzione del contesto geopolitico e macroeconomico, al fine di valutare tempestivamente eventuali effetti indiretti che potrebbero emergere nel corso dell’esercizio, in particolare in termini di incremento dei costi di approvvigionamento, volatilità dei prezzi dell’energia e possibili pressioni inflazionistiche». Per quanto riguarda l’intero 2026, l’Ebitda è stimato tra 330 e 350 milioni. Il debito netto del gruppo al 30 giugno è di 67,3 milioni, in netto miglioramento rispetto a 83,8 milioni al 31 dicembre 2025. Escludendo l’applicazione dell’Ifrs 16, il gruppo dichiara una cassa positiva per 314 milioni. In una nota della società, il presidente Angelo Mastrolia (in foto) afferma che “i risultati del secondo trimestre confermano la solidità del percorso intrapreso da NewPrinces. Dopo un primo trimestre dedicato all’integrazione di un perimetro profondamente ampliato, in un contesto di mercato complesso, abbiamo registrato una forte accelerazione della redditività e siamo tornati a generare un risultato operativo e un utile netto ampiamente positivi”.n LEGGI ANCHE: “Selex annuncia un piano strategico di rilancio e sviluppo per l'insegna di prossimità A&O”

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Caddy’s si allea con Gruppo VéGé. Si rafforza il business del drug L'adesione di Dmo a Gruppo VéGé rappresenta una leva strategica per generare valore, sostenere l'innovazione assortimentale e rispondere in modo sempre più efficace all'evoluzione dei consumi.

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ambio di casacca nella scuderia Drug Italia. Dmo ha annunciato l'ingresso di Caddy's in Gruppo VéGé a partire dal 1° gennaio 2027, a seguito della conclusione del percorso all'interno di Drug Italia, prevista per il 31 dicembre. Caddy's, uno dei big del canale drugstore specializzata nella cura della persona, del beauty, dell'igiene e della casa, oggi conta 302 punti vendita diretti. Le imprese hanno spiegato che «l'accordo nasce dalla convergenza di due visioni industriali complementari: da un lato, la vocazione di VéGé a costruire un network ampio, pluricanale e radicato sul territorio; dall'altro, la volontà di Dmo di crescere all'interno di un sistema capace di generare progettualità concreta, nuove sinergie con l'industria e maggiore capacità competitiva». Per VéGé, l'ingresso di Caddy's rappresenta «un ulteriore passo nella costruzione di un network pluricanale e multiformato, che abbraccia oggi 32 imprese mandanti, 3.590 pdv su tutto il territorio nazionale e un fatturato che nel 2025 ha raggiunto 16,2 miliardi di euro. Dmo porta nel progetto comune, oltre a un fatturato 2025 che supera i 300 milioni, la profonda esperienza di una delle principali insegne italiane del canale drugstore, forte di un modello di crescita fondato su radicamento territoriale e continuità imprenditoriale». Giovanni Arena, presidente di VéGé, aggiunge che «l’ambizioso Progetto VéGé 2030 non significa soltanto raggiungere il traguardo dei 20 miliardi, ma soprattutto costruire un gruppo sempre più coeso, solido e di qualità. Il Progetto VéGé 2030 si sta trasformando, passo dopo passo, in realtà».n

LEGGI ANCHE: “Finiper, ricavi a 3,2 miliardi e utili in crescita a 71 milioni. L'ad Mosca diventa azionista”

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Prodotti proteici: sportivi sì, ma non solo di Maddalena Marconi

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MERCATI DMM

Passata la fase di boom iniziale, il comparto è oggi caratterizzato da una crescente attenzione per l’equilibrio tra principi nutritivi. Le proteine sono sempre più spesso integrate nella dieta quotidiana senza forzature, mentre i consumatori prediligono prodotti poco processati e con etichette corte.

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l mercato dell'alimentazione sportiva proteica chiude l’anno terminante il 23 agosto 2026 (dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount), con un fatturato di circa 81 milioni di euro, in contrazione del 5,6% a valore, accompagnata da una diminuzione delle confezioni (-8,6%). In questo contesto, il prezzo medio a unità evidenzia una crescita del 3,3%, mentre si registra una lieve riduzione sia dell'intensità promozionale (-0,5 punti) sia dell'assortimento medio vendente (-2%). Aree geografiche e canali distributivi

«A livello territoriale – approfondisce Elena Pezzotti di NIQ –, tutte le aree registrano un andamento negativo delle vendite. La flessione più contenuta si osserva in Area 2 (-2,5%), l’unica a incrementare il proprio peso sul mercato (+0,8 punti quota valore), grazie a una sostanziale tenuta dei volumi e a un assortimento stabile. Più marcati risultano invece i cali di Area 1 (-6,7%) e Area 3 (-7,3%), entrambe caratterizzate da una riduzione delle vendite superiore alla media del mercato e da un arretramento della quota valore. L'Area 4 limita la contrazione al 5,3%, sostenuta da una maggiore attività promozionale (+0,9 punti), che contribuisce ad aumentare leggermente il suo peso sul totale mercaDM MAGAZINE 19


MERCATI DMM Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 23/08/2026

to». Sul fronte dei canali, la distribuzione moderna consolida il proprio ruolo all'interno della categoria, arrivando a rappresentare quasi il 69% del fatturato complessivo, in crescita di oltre 2 punti. Pur registrando una flessione delle vendite (-2,4%), il canale mostra performance migliori rispetto alla media del mercato, accompagnate da un aumento del prezzo medio a confezione (+3,9%) e da una lieve crescita dell'intensità promozionale (+0,4 punti), a fronte di un assortimento sostanzialmente stabile. I supermercati si confermano il principale canale di vendita, sviluppando circa il 39% del giro d'affari. La contrazione a valore in questo canale risulta contenuta (-1,6%), con un incremento del peso sul mercato (+1,6 punti) supportato da una maggiore attività promozionale e da un assortimento pressoché stabile. Gli ipermercati registrano invece una flessione più marcata (-4,6%), accompagnata anche in questo caso da una diminuzione delle unità (-7,8%) e da una significativa riduzione dell'assortimento (-5,6%). Nonostante ciò, il canale mantiene un'intensità promozionale a confezione elevata (21,5%), la più alta tra i principali store format. Il discount continua a rappresentare poco meno di un terzo del mercato (31,4% a val.), ma evidenzia le maggiori difficoltà nel periodo analizzato. Le vendite si contraggono del 12%, con un analogo calo di volumi e confezioni. La perdita di quota a valore (-2,3 punti) si accompagna a una riduzione dell'intensità promozionale (-1,5 punti) e a un ridimensionamento dell'assortimento (-6,3%), il più marcato tra i principali canali distributivi. Andamento dei segmenti

Dall'analisi dei segmenti emerge un quadro eterogeneo, con dinamiche molto differenti tra le diverse proposition. «Le barrette – prosegue Pezzotti –, che rappresentano oltre l'86% del giro d'affari della categoria, conDM MAGAZINE 21


MERCATI DMM UN TONO ADEGUATO IN OGNI CONTESTO

Il ruolo della ricerca e dello sviluppo scientifico e la collaborazione con centri specializzati in medicina e nutrizione come l’Istituto di medicina sportiva di Torino costituiscono per Inalpi un elemento sempre più essenziale nella costruzione di un’identità chiara della divisione Nutrition e dei prodotti funzionali. «Utilizziamo un tono specifico a seconda del mezzo di comunicazione – spiega Gabriella Bollino –. Durante i convegni e i congressi nei quali sono invitati a prendere parte i professionisti della nutrizione prediligiamo l’impiego di contenuti tecnico-divulgativi. Invece, nelle campagne advertising tradizionali su quotidiani e riviste e sulle principali piattaforme digitali, per descrivere le peculiarità e i benefici dei prodotti, scegliamo contenuti interattivi e semplici».

SCHEDE PRODOTTI DANONE NUTRICIA/DANONE Nome prodotto: HiPro Fragola e Lampone Caratteristiche: una bevanda senza grassi né zuccheri aggiunti, con 25 g di proteine naturali, per supportare la crescita muscolare, con magnesio e vitamina B9 per ridurre la fatica.

FILENI ALIMENTARE/FILENI Nome prodotto: Fileni 50% & 50% Caratteristiche: la linea comprende burger e polpette pronti da cuocere che contengono il 50% di proteine di carne di pollo e tacchino e il 50% di proteine vegetali.

INALPI/LATTERIE INALPI NUTRITION Nome prodotto: FettineProtein+ Caratteristiche: con 25 g di proteine per 100 g di prodotto, zinco, selenio e probiotici, uniscono gusto e benessere, per una scelta quotidiana sana e ricca di sapore.

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tinuano a costituire il segmento principale, ma registrano una contrazione delle vendite dell’8,3% a valore, accompagnata da un calo analogo sia dei volumi sia delle confezioni. La perdita di peso all'interno del mercato (-2,6 punti quota valore) è associata a una sostanziale stabilità dei prezzi medi, mentre l'assortimento mostra una lieve flessione (-1,4%). Di segno opposto l'andamento delle polveri proteiche, che si confermano il segmento più dinamico della categoria. Le


MERCATI DMM

vendite crescono del 32,5% a valore, sostenute da un incremento dei volumi (+37,5%) e delle confezioni (+33,2%). Contestualmente il comparto guadagna 3,6 punti di quota a valore, raggiungendo il 12,7% del mercato, in presenza di una riduzione dei prezzi medi. Il segmento beneficia inoltre di un assortimento sostanzialmente stabile. I prodotti liquidi evidenziano invece la performance più debole dell'intera categoria, con una contrazione del 59,6% a valore, accompagnata da un analogo calo di volumi e confezioni. Il segmento perde oltre 1 punto di quota mercato e registra una riduzione dell'attività promozionale, pur in presenza di una crescita di assortimento. Le candies proteiche mostrano infine tassi di crescita elevati (+38,6% a val.), ma continuano a rappresentare una componente marginale del comparto. L'incremento è accompagnato da volumi e confezioni in crescita e da una maggiore intensità promozionale». Benessere a tutto tondo

Sappiamo bene, però, che la domanda di alimenti ricchi di proteine non si esaurisce nei prodotti per sportivi. Negli anni il comparto si è ampliato a molte tipologie di alimenti e costi-

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Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 23/08/2026

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con farina di soia e semi di chia

con proteine di pisello e farina di lenticchie


MERCATI DMM

tuisce attualmente un panorama ricco e multiforme. «L’orientamento dei consumatori non è più esclusivamente rivolto al fitness, ma è oggi focalizzato sulla nutrizione quotidiana e sulla longevità – sottolinea Gabriella Bollino, direttrice commerciale e marketing di Inalpi – e l’offerta è ampia e diversificata. La sfida attuale si gioca quindi interamente sulla qualità e non sulla quantità di proteine. I consumatori cercano prodotti semplici, poveri di zuccheri e ricchi di sostanze utili alla salute, come vitamine e probiotici. È in questo contesto che si inserisce la nascita della divisione Inalpi Nutrition, che si propone come un ponte verso un nuovo modo di interpretare il mondo lattiero-caseario nel quale, attraverso processi produttivi d’eccellenza, integriamo una materia prima di pregio con elementi funzionali per la salute». La ricerca del benessere a tutto tondo e l’attenzione alla presenza di ingredienti funzionali oltre il contenuto proteico sono decisivi anche per Danone Italia. «Se prima il focus era esclusivamente sui grammi di proteine – chiarisce Lucia Chevallard, marketing director dell’azienda –, oggi la valutazione è più ampia. Le persone cercano prodotti che le aiutino a

APPROCCIO MULTICANALE, PER UNA RELAZIONE CONTINUATIVA

Il Gruppo Fileni si impegna ogni giorno per comunicare in modo immediato e coinvolgente qualità, praticità e gusto delle sue proposte. «Quando lanciamo una nuova referenza – sottolinea Barbara Saba –, alle iniziative rivolte al trade e al mondo digitale affianchiamo un lavoro costante sui social. Altrettanto importante per noi è tutto ciò che accade nel punto vendita, dalle attività in store ai materiali pop, che restano leve fondamentali per dare visibilità ai prodotti e accompagnare i consumatori nell’istante in cui compiono il loro acquisto. Decisiva è poi la comunicazione di marca, incentrata sul claim “Scelta giusta”, che ha l’obiettivo di consolidare il nostro posizionamento e di valorizzare elementi distintivi come l’attenzione al benessere animale». DM MAGAZINE 25


MERCATI DMM

sentirsi bene nel complesso. Per questo cresce l’interesse verso ingredienti funzionali come vitamine e sali minerali, che affianchino il beneficio delle proteine. È in questa direzione che abbiamo lavorato sulla gamma HiPro, arricchendo le nostre ricette con magnesio e vitamina B9, che contribuiscono a ridurre stanchezza e affaticamento e supportano il recupero. Parallelamente osserviamo una crescente domanda di prodotti che sappiano coniugare valore nutrizionale, gusto e qualità».

L’IMPORTANZA DI ACCORCIARE LE DISTANZE

Diretta e trasparente come i suoi prodotti. È questa la modalità comunicativa scelta da KoRo. «Stiamo investendo per portare il brand anche nei contesti urbani quotidiani – spiega Andreas Granata –. Ne è un esempio la recente campagna out of home con tram brandizzati a Milano, Torino e Firenze, oltre alle iniziative tra Bologna e Roma e una imminente domination a Napoli, che ci permettono di uscire dal digitale e di accostare le distanze con il grande pubblico. In questo percorso è fondamentale la collaborazione con le nostre ambassador Bebe Vio e Cucina Botanica, figure chiave che ci aiutano a raggiungere il consumatore finale in modo autentico. Attraverso le loro voci e le nostre attività, portiamo avanti il racconto spontaneo dell’alta qualità dei nostri prodotti».

Attenzione all’etichetta

È in questa direzione che vanno altre aziende non specializzate nella nutrizione per sportivi che hanno fatto della presenza di proteine un punto di forza in un’offerta già ben definita, nella quale la trasparenza delle etichette è un elemento centrale. «Le referenze nate per cavalcare il trend proteico stanno scomparendo – dice Domenico D’Antonio, marketing manager di Oropan –, a vantaggio di alimenti capaci di conservare un buon equilibrio tra gusto e valore nutrizionale. La tendenza più forte è il passaggio al naturalmente proteico, con etichette corte, ingredienti riconoscibili e, soprattutto, il gusto e la consistenza di un prodotto tradizionale. A partire da queste evidenze abbiamo realizzato la linea di pane fresco Forte di semola rimacinata di grano duro ad alto contenuto di proteine e fibre “Protein+”. Si tratta di un’offerta declinata su tre ricettazioni, per rispondere ai bisogni segmentati del consumatore contemporaneo. Abbiamo una variante con DM MAGAZINE 27


MERCATI DMM

L’IDENTITÀ È AL CENTRO

Integrare il vantaggio proteico senza snaturare l’identità del prodotto è l’obiettivo della linea di pane fresco Forte “Protein+” proposta da Oropan. «Semola rimacinata di grano duro e lievito madre restano elementi distintivi anche per questi prodotti – precisa Domenico D’Antonio –, mentre il contenuto proteico è comunicato come un upgrade nutrizionale che non determina alcuna rinuncia sul fronte del gusto. Inoltre, sempre in continuità con la nostra offerta di pani freschi affettati confezionati, anche il packaging delle referenze “Protein+” è realizzato in carta Fsc riciclabile».

farina di soia e semi di chia, orientata alla nutrizione funzionale con un profilo ricco di fibre e Omega 3, una caratterizzata dalle proteine di pisello e farina di lenticchie, pensata per vegetariani e vegani e, infine, una referenza con proteine di alta qualità da grano selezionato, che interpreta l’evoluzione del pane tradizionale». Si rivolge a un consumatore attento alle etichette e alla ricerca di prodotti con un buon equilibrio nutrizionale anche il Gruppo Fileni. «La trasparenza e l’origine delle materie prime, così come l’attenzione verso proposte che sappiano coniugare leggerezza, gusto e praticità – spiega Barbara Saba, direttrice marketing e innovazione del gruppo – sono elementi chiave nella nostra offerta. Osserviamo anche una crescita dei consumatori che definiamo “quality conscious”, ovvero sempre più attenti alle informazioni riportate in etichetta e ai claim legati al benessere animale. È un’evoluzione che riflette una maggiore domanda di qualità e in incremento della consapevolezza delle proprie scelte alimentari». Nutrizione salutista, con gusto

Anche per le aziende specializzate nell’alimentazione salutistica e funzionale è evidente la crescente sensibilità dei consumatori verso le etichette e la lista degli ingredienti, così come il passaggio dall’uso delle proteine in quanto supporto alle performance sportive alla loro integrazione nella dieta quotidiana. Acquista al contempo crescente importanza la comDM MAGAZINE 29


MERCATI DMM

ponente di piacere. «Piuttosto che TETRA RECART, L’INNOVAZIONE A BASE CARTA PER IL PET FOOD UMIDO ricorrere a un integratore separato – conferma Patrick Woods, managing director di Linwoods Health Foods – i consumatori cercano sempre più spesso proteine integrate nei pasti e negli snack che fanno già parte delSCHEDE PRODOTTI la loro quotidianità. Parallelamente, cresce l’interesse verso fonti proteiKORO HANDELS/KORO Nome prodotto: Barretta Deluxe vegan al che clean label e poco trasformate. cioccolato e lamponi Aumentano infatti l’attenzione per Caratteristiche: barretta proteica vegana deluxe lampone e cioccolato (55 g): la lista degli ingredienti e la caute12 g di proteine, cuore fruttato e copertura la nei confronti dei prodotti percecroccante. Ideale per chi pratica sport. piti come ultra-processati. Anche praticità e gusto sono ormai impreLINWOODS HEALTH FOOD/LINWOODS scindibili: un prodotto proteico deve Nome prodotto: Linwoods Chocolate Protein Overnight Oats inserirsi facilmente nei ritmi di vita Caratteristiche: con avena, semi di chia, quotidiani e offrire un’esperienza di cioccolato e proteine vegetali. Fonte di fibre e Omega 3, una porzione da 50 g contiene 11 g di gusto soddisfacente». Per KoRo, a proteine (escluso il contenuto proteico del latte o fare la differenza è il connubio tra bevanda vegetale usati per la preparazione). nutrizione e indulgence, insieme alla domanda di liste degli ingreNUTRITION&SANTÉ ITALIA/ISOSTAD dienti corte. «Nelle barrette in partiNome prodotto: High Protein 90 Chocolate colare – sottolinea Andreas Granata, Caratteristiche: bevanda proteica al cioccolato, con 20 g di proteine per porzione, arricchita con director retail Italy dell'azienda – la vitamine e minerali. Ideale per chi pratica sport. tendenza dominante premia il crunchy e il ripieno a strati multipli, che elevano il prodotto da semplice inOROPAN/FORTE Nome prodotto: Pane Fresco Forte tegratore a vero e proprio sfizio. C’è “Protein+” inoltre una ricerca sempre maggioCaratteristiche: una linea in tre varianti ad alto contenuto di proteine e fibre, tutte con re di clean label, di trasparenza susemola rimacinata di grano duro e lievito gli ingredienti e un consolidamento madre, arricchite con il contributo proteico di diverse fonti. delle opzioni vegan, comparto in cui

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MERCATI DMM

vantiamo una leadership e una forza riconosciuta. Lavoriamo costantemente a nuovi formati e gusti, per coinvolgere categorie sempre più ampie di consumatori». L’apertura a un pubblico più vasto di quello rigorosamente appartenente al mondo dello sport è ormai evidente anche per un’azienda specializzata come Nutrition&Santé. «Il proteico intercetta ormai consumatori semplicemente attenti alla forma fisica e alla ricerca di soluzioni nutrizionali pratiche e funzionali – spiega Chiara Agrusti, marketing manager Active Nutrition dell’azienda –. Questo sta favorendo lo sviluppo di un’offerta molto più diversificata, dalle proteine in polvere alle barrette, agli snack proteici. Chi pratica sport con maggiore intensità tende a orientarsi verso prodotti specifici, come le proteine in polvere, mentre le barrette hanno un pubblico trasversale e riescono a intercettare sia lo sportivo sia coloro che cercano uno snack pratico e nutrizionalmente interessante. Il nostro obiettivo è quello di aiutare il consumatore a capire quale soluzione sia più adatta alle sue esigenze, attività e stile di vita».n Peso canali e trend (%)

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Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 23/08/2026

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L'ANALISI FOCUS RESEARCH DMM

Analisi delle attività promozionali

sulle bevande proteiche al latte A cura di: Team Focus Italia Focus Research South East/Focus Rappresentanza Italia

F

ocus Research è una delle agenzie leader in Europa che si occupa di ricerche di mercato e consulenza. Da 30 anni fornisce ai propri clienti soluzioni di dati, sistemi e software per l'elaborazione dei dati in 35 Paesi europei. Focus pone la propria attenzione soprattutto sull’analisi qualitativa e quantitativa delle attività promozionali dei volantini della grande distribuzione e di catene specializzate. Le quote qualitative sono orientate al GAV-valore pubblicitario lordo. Le attività promozionali posizionate in prima pagina, con un'immagine di dimensioni importanti pubblicati all’interno di volantini con un raggio d’azione lordo (Gross Reach) significativo, hanno un impatto maggiore sul consumatore. Di conseguenza queste promozioni risultano vantaggiose in termini del ritorno degli investimenti. In questo caso abbiamo elaborato i dati dei volantini dei rivenditori di beni di largo consumo italiani e preparato un'analisi che confronta i dati dal 2023 al 2025 (da gennaio a dicembre, 12 mesi). Le analisi si basano sul valore pubblicitario qualitativo lordo (GAV=Gross Advertising Value) nei volantini per quanto riguarda le bevande proteiche al latte.

TOP BRANDS BEVANDE PROTEICHE AL LATTE Slide 1: Gennaio - Dicembre; Valore pubblicitario lordo (GAV) 80% 70%

7 4 ,2 % 6 7 ,5 %

60% 50% 40%

3 8 ,6 % 30%

3 1 ,5 %

20% 1 4 ,7 %

10%

1 7 ,9 % 5 ,2 %

0%

Private Label

Milk Pro

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4 ,4 %

4 ,4 %

Nestlé Lindahls

2025 FOCUS – be ahead!

8 ,8 %

2024

© FOCUS 2026

2,5%

1 1 ,6 %

Danone HiPRO

0 ,6 %

3 ,3 % 1 0 ,6 %

Pro Up

2023 1


L'ANALISI FOCUS RESEARCH DMM

Il grafico illustra l’andamento delle quote di investimenti pubblicitari lordi (GAV) dei principali marchi di bevande proteiche al latte nel periodo gennaio-dicembre 2023-2025. Nel 2025 la private label si posiziona nettamente al primo posto, con una quota di investimenti pubblicitari del 74,2%, evidenziando una forte crescita rispetto al 31,5% del 2023 e un ulteriore incremento rispetto al 67,5% del 2024. Milk Pro registra invece un forte calo della propria quota, passando dal 38,6% nel 2023 al 17,9% nel 2024, fino a raggiungere il 14,7% nel 2025. Nestlé Lindahls mostra un andamento più altalenante: dopo il 4,4% del 2023, mostra una significativa crescita nel 2024, raggiungendo l’8,8%, per poi scendere al 5,2% nel 2025. Danone HiPro evidenzia una forte contrazione rispetto al 2023, quando raggiungeva l’11,6%, scendendo al 2,5% nel 2024. Nel 2025 il marchio mostra però una ripresa, risalendo al 4,4%. Pro Up, infine, registra una diminuzione significativa degli investimenti pubblicitari: dal 10,6% del 2023 passa al 3,3% nel 2024, fino a raggiungere appena lo 0,6% nel 2025.

TOP BRANDS BEVANDE PROTEICHE AL LATTE IN TOP RETAILERS Slide 2: Gennaio - Dicembre 2025; Valore pubblicitario lordo (GAV) Aldi

4 4 ,4 %

5 5 ,6 %

Conad

7 7 ,4 %

Coop

6 ,7 %

Despar

1 4 ,6 %

6 3 ,8 % 1 7 ,0 %

1 0 ,2 %

1 2 ,2 %

6 1 ,9 %

Esselunga

1 0 0 , 0%

Eurospin

1 0 0 , 0%

Lidl

8 ,0 %

1 0 ,3 %

8 9 ,7 %

Penny

1 0 0 , 0% 0%

10%

20%

Milk Pro FOCUS – be ahead!

30%

Nestlé Lindahls

40%

50%

Danone HiPRO

60%

70%

80%

Private Label

Pro Up

© FOCUS 2026

90%

100%

2

Il grafico mostra la ripartizione degli investimenti pubblicitari lordi (GAV) dei principali marchi di bevande proteiche al latte presso le principali insegne della distribuzione nel 2025. Milk Pro concentra la quota più elevata dei propri investimenti in Esselunga, dove raggiunge il 100%, seguita da Conad (77,4%). Quote più contenute si registrano in Despar (17,0%) e Lidl (10,3%). Nestlé Lindahls evidenzia una forte concentrazione degli investimenti in Coop, con una quota del 63,8%, seguita da Despar (61,9%); il marchio mostra inoltre una presenza più contenuta in Conad, dove raggiunge il 14,6%. Danone HiPro concentra invece i propri investimenti soprattutto in Penny, dove rappresenta il 100%, e in Aldi, con una quota del 44,4%. Quote più contenute si registrano in Coop (10,2%) e Conad (8,0%). Le private label presentano la maggiore concentrazione degli investimenti presso i discount, raggiungendo il 100% in Eurospin, l’89,7% in Lidl e il 55,6% in Aldi. Pro Up, infine, concentra i propri investimenti esclusivamente in Coop, dove raggiunge il 12,2% degli investimenti.n www.focusmr.com – E-mail rappresentante Italia: a.klucken@focusmr.com

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PERSONE DMM

Armando Strano nominato direttore generale di Unes Unes Maxi, insegna del Gruppo Finiper Canova, ha affidato ad Armando Strano l’incarico di direttore generale di Unes. La nomina si inserisce nel solco del momento di rinnovamento che l’insegna sta vivendo e rappresenta la naturale evoluzione di un percorso manageriale di oltre vent’anni. Grazie alla guida di Strano, Unes intende imprimere ulteriore slancio alla propria evoluzione, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il posizionamento dell’insegna e di costruire le condizioni per una crescita solida, distintiva e sostenibile nel lungo periodo.

Francesco Luiso è il nuovo presidente e ad di Arexons

Piero Lovisolo è il

nuovo general manager del

Arexons ha annunciato la nomina di Francesco Luiso a nuovo presidente e amministratore delegato, in seguito alle dimissioni rassegnate dal precedente ceo Mario Patrick Parenti. Il manager vanta oltre 20 anni di esperienza nazionale e internazionale nel settore dei prodotti di consumo di marca, in particolare nei comparti home & personal care, food & beverage, maturata in aziende come Bolton Group, Danone, Paglieri e McDonald's.

Consorzio Melinda

e della cooperativa

La Trentina

Piero Lovisolo è stato nominato nuovo general manager del Consorzio Melinda e della cooperativa La Trentina, una scelta condivisa dai Consigli di amministrazione delle due realtà che apre la fase di formalizzazione dell’incarico, con l’ingresso del manager in azienda a partire da ottobre, in concomitanza con l’avvio della nuova campagna commerciale.

Andrea Cipolloni (ex Eataly) nuovo amministratore delegato di Caffè Borbone Andrea Cipolloni è il nuovo amministratore delegato di Caffè Borbone. Sostituisce Marco Schiavon, in carica da 5 anni. Il manager, operativo da ottobre, è stato ceo di Eataly per oltre 3 anni, contribuendo al processo di internazionalizzazione e diversificazione della società e razionalizzando i processi della società controllata da Investindustrial. DM MAGAZINE 35


Che bio ti protegga.

I B I O L O G I C I B A U E R S O N O U N A S C E LTA D ’A M O R E P E R T E E P E R L E T U E R I C E T T E . I N G R E D I E N T I C E R T I F I C AT I E U N A L E N TA L AV O R A Z I O N E , P E R E S A LTA R E I T U O I P I AT T I C O N UN MENU COMPLETO DI INSAPORITORI. T U T TA L A B O N TÀ D E L B I O , O G N I G I O R N O A TAV O L A .

L A B U O N A C U C I N A M E R I TA B AU E R .


SOCIAL & PR STRATEGIES DMM

Acommerce: cosa possiamo fare quando a comprare è un algoritmo Per anni la sfida della comunicazione è stata conquistare l'attenzione di una persona: intercettarla nello scroll, convincerla in pochi secondi, guidarla fino al carrello. Oggi si affaccia un interlocutore nuovo, silenzioso e molto più esigente: l'agente AI che acquista al posto nostro.

N

on più, quindi, solo motori di risposta che citano un brand per rispondere a una domanda, ma veri e propri assistenti che confrontano prezzi, leggono schede prodotto, valutano recensioni e finalizzano l'acquisto in totale autonomia. Il fenomeno ha già un nome, Acommerce, e per il retail e il largo consumo rappresenta molto più di un tema tecnologico: è un cambio di pubblico. Se fino a ieri il compito della comunicazione era rendere un prodotto desiderabile agli occhi di un consumatore, oggi siamo chiamati a renderlo comprensibile a una macchina. Un agente AI non si lascia sedurre da un bel packaging o da uno spot emozionale, ma legge dati strutturati, attributi, certificazioni, disponibilità e coerenza informativa. Questo scenario ridefinisce anche il perimetro della reputazione. Se un brand non è presente o è presente in modo confuso nei dati che un agente AI consulta per decidere, quel brand perde rilevanza proprio nel momento dell’acquisto. È l'evoluzione naturale di un tema già emerso con i motori di risposta conversazionali, ma qui non basta più essere citati bene, bisogna essere scelti bene. Per i comunicatori questo significa lavorare a stretto contatto con chi gestisce i dati di prodotto, la struttura delle informazioni, la coerenza tra canali fisici e digital. La domanda che dovremmo iniziare a porci dunque è: “cosa resta dell'identità di marca, della fiducia costruita nel tempo, della relazione con il cliente quando la decisione d'acquisto sfugge del tutto al contatto umano?”. Una domanda a cui, probabilmente, ancora nessuno ha una risposta definitiva.n Michele Rinaldi, head of strategies c/o Soluzione Group

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RETAIL INNOVATION DMM

Caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 21 di Kiki Lab – Ebeltoft Group

Magasin du Nord Danimarca Lo storico department store danese integra una moderna soluzione tecnologica, che permette ai clienti di richiedere assistenza e supporto in modo rapido grazie a postazioni interattive all’interno del negozio e wearable device a disposizione del personale.

Area chiave: Easy Journeys Chiave complementare: Smart Tech Info chiave Tool di customer service Magasin du Nord 1868: prima apertura 7 department store 400 mln €: fatturato 2024 Magasin du Nord è una storica catena di grandi magazzini danese, con un’offerta che spazia tra fashion, casa, beauty e ristorazione. A seguito dell’acquisizione nel 2021 da parte della catena tedesca Peek & Cloppenburg, il brand è entrato in una fase di rilancio con forti investimenti tecnologici e un rinnovato focus sul servizio ai clienti. In questo contesto si inquadra l’introduzione di una soluzione innovativa per permettere una comunicazione istantanea e discreta tra clienti e addetti vendita, resa possibile dall’integrazione di tecnologie software di Turnpike e Itab con gli 38 DM MAGAZINE


RETAIL INNOVATION DMM

smartphone di Samsung. In vari punti del department store, compresi i camerini, sono stati collocati degli help-call stand: postazioni interattive che permettono ai clienti di richiedere assistenza immediata con un semplice tocco. Quando un cliente utilizza uno di questi stand, la richiesta viene trasmessa in tempo reale al personale, dotato di smartwatch integrati con la piattaforma software per offrire servizi di comunicazione e task management. Oltre a consentire la visualizzazione in tempo reale delle richieste di assistenza generate dagli help-call stand, gli smartwatch permettono al personale di aggiornare e gestire numerosi task operativi, come richiedere assistenza ad altri colleghi o suggerire l’apertura di nuove casse. Una tecnologia che incrementa l’efficacia del servizio, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza, e consente di ridurre i tempi di attesa per i clienti, migliorando sia l’operatività dei team che la customer experience, come dimostra l’incremento di 8 punti del Net Promoter Score registrato già dopo il primo mese di adozione.

Retail Keys ● Tool smart di customer service ● Valorizzazione del supporto umano agevolato dalla tecnologia ● Le statistiche fornite dal backoffice supportano la programmazione della turnazione del personale Commento Kiki Lab Nei grandi department store la qualità dell’assistenza ai clienti è da sempre un fattore chiave. Partendo da questa consapevolezza Magasin du Nord ha implementato una soluzione tecnologica di facile utilizzo per i clienti che permette al personale, grazie a dispositivi wereable, di servire i clienti esattamente dove e quando ne hanno bisogno, migliorando l’efficacia del servizio. Il successo di questa soluzione è testimoniato dal miglioramento dell’indice di soddisfazione dei clienti.n Fabrizio Valente, founder e amministratore di Kiki Lab (Gruppo Promotica)

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CUSTOMER DMM

Micro trend 2026

Planet centricity L

a tutela degli ecosistemi rappresenta ormai un criterio trasversale, che orienta le decisioni di imprese, istituzioni e consumatori. Operare nel rispetto della capacità rigenerativa della Terra sta diventando una condizione imprescindibile per la crescita futura. Tra le direttrici più significative si afferma il superamento del modello lineare di produzione e consumo. L’obiettivo non è soltanto ridurre i materiali non degradabili, ma progettare processi capaci di prevenire gli scarti, prolungare la vita dei prodotti e trasformare i residui in nuove materie prime. Parallelamente, avanzano le tecnologie dedicate alla rimozione, al confinamento e alla valorizzazione dell’anidride carbonica e degli altri gas climalteranti, con l’intento di compensare o abbattere l’impronta emissiva delle attività produttive. Un ruolo decisivo, inoltre, è ricoperto dalla riconversione energetica. L’espansione del solare, dell’eolico e dei sistemi di recupero energetico dai materiali di scarto contribuisce alla progressiva sostituzione delle fonti fossili e alla costruzione di infrastrutture più resilienti, distribuite ed efficienti. Le imprese stanno traducendo queste trasformazioni in politiche Esg sempre più integrate nella strategia aziendale. La prospettiva più avanzata supera infine la sostenibilità intesa esclusivamente come contenimento degli impatti negativi. Il nuovo paradigma punta a generare benefici ambientali misurabili, ripristinando gli ecosistemi, rafforzando la biodiversità e restituendo valore ai territori. La planet centricity introduce, quindi, un modello nel quale l’attività economica non si limita a essere meno dannosa, ma diventa parte attiva della rigenerazione del capitale naturale.

La crescente attenzione verso le conseguenze ambientali prodotte dai modelli di sviluppo tradizionali sta favorendo la nascita di nuove soluzioni, tecnologie e pratiche economiche.

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CUSTOMER DMM

Sacchetti di plastica compostabili La startup statunitense Sway ha perfezionato i suoi sacchetti di plastica compostabili a base di alghe. La linea di imballaggi ora include sacchetti in polietilene, borse tote e pellicole realizzate con alghe, materiali vegetali e polimeri compostabili. Il materiale opaco e trasparente "TPSea Flex" è ora più resistente, più conveniente e disponibile in quantità maggiori. Adatti sia al compostaggio domestico che industriale, questi sacchetti si decompongono senza rilasciare microplastiche o tossine e sono progettati per la spedizione e la vendita al dettaglio. La certificazione per il compostaggio domestico del nuovo materiale è attualmente in corso. Bottiglia d'acqua biodegradabile La startup britannica Choose Water ha sviluppato una bottiglia d'acqua priva di plastica e biodegradabile. È realizzata principalmente con carta riciclata e presenta un rivestimento impermeabile, composto da una combinazione di materiali di origine vegetale benefici per l'ambiente. Durante il processo di biodegradazione, la bottiglia fornisce nutrienti alla vita marina e neutralizza il suolo. Inoltre, la produzione della bottiglia non richiede combustibili fossili. L'azienda devolve l'intero ricavato a Water for Africa. Etichette UV per bottiglie di latte in plastica monouso La catena di negozi britannica Marks & Spencer ha introdotto etichette UV invisibili sulle bottiglie di latte in plastica nell'ambito del programma "Polytag Ecotrace". Le etichette Polytag consentono di tracciare gli imballaggi fino agli impianti di riciclaggio in tutto il Regno Unito. Forniscono all'azienda informazioni affidabili e in tempo reale su dove, quando e in quali quantità gli imballaggi in plastica monouso vengono raccolti e smistati presso i centri di riciclaggio. L'obiettivo è aumentare i tassi di riciclaggio, ridurre i costi in base alle nuove norme Epr e promuovere una strategia di imballaggio più sostenibile.n Marco Zanardi, presidente Retail Institute Italy, partner Beready e adjunct professor Università Bicocca Milano

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MERCATI DMM

Cura persona:

l’attenzione è sui benefici e sulle fragranze di Jessika Pini

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MERCATI DMM

Igiene personale e haircare guidano i volumi e la crescita della categoria. L'industria risponde alle nuove esigenze dei consumatori integrando esperienze sensoriali e profumazioni avvolgenti con formulazioni sempre più vicine alla dermatologia e packaging sostenibili.

I

l mercato del cura persona, escludendo l’igiene orale, in Italia ha raggiunto un fatturato di circa 7,7 miliardi di euro nell'anno terminante il 23 agosto 2026, registrando una lieve contrazione delle vendite a valore, pari a -0,4% (dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount+Specialisti Drug). «La performance risulta meno favorevole in termini di quantità vendute, con un calo delle confezioni (-0,8%), per un totale di 2,4 miliardi di unità commercializzate – afferma Elena Pezzotti di NIQ –. In questo contesto, il prezzo medio per confezione è di 3,16 euro (+0,5%). Sul fronte promozionale si osserva una lieve crescita dell'intensità promozionale a confezioni (26,9%; +0,4 punti). L'assortimento continua invece ad ampliarsi, con un numero medio di referenze vendenti pari a 495 sku (+1,7%), elemento che contribuisce a sostenere la proposition della categoria». Aree geografiche e canali distributivi

A livello geografico, l'Area 4 è l'unica a registrare una crescita del giro d'affari (+1%) con delle performance a confezioni stabili (-0,1%), grazie a un ampliamento assortimentale consistente (408 referenze medie; +2,1%). Al contrario, l’Area 1 e l’Area 2 evidenziano le maggiori DM MAGAZINE 43


Oggi sei più ribelle o romantica? Elegante o esotica?

La Limited Edition Dermomed YOU! fragranze di tendenza e un pack dal design contemporaneo che cattura immediatamente l’attenzione del consumatore

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flessioni a valore (rispettivamente -0,9 e -1%), con vendite in diminuzione anche a confezioni. L'Area 3 Il packaging a base carta sta diventando un formato mostra una dinamica intermedia sempre più importante nel settore dell’home e personal (-0,5% a val.) accompagnata da una care. Con il proprio portafoglio D-Pak, Elopak sta conlieve riduzione dell'intensità protribuendo ad accelerare questa transizione. Un esempio mozionale a volume (-0,1%) e dalla è la collaborazione con Orkla Home & Personal Care, crescita più marcata dell'assortiattraverso la quale le confezioni D-Pak sono state intromento tra le prime tre aree (+2,4%). dotte per prodotti destinati alla cura della casa e della «Tra i canali distributivi – prosegue persona. Rispetto alle tradizionali buste ricarica in Ldpe, Elena Pezzotti –, i drugstore si conil sistema refill D-Pak utilizza il 44% di plastica in meno; fermano il principale canale della inoltre, analisi indipendenti indicano vantaggi anche in categoria con una quota valore pari termini di logistica e costo totale del sistema rispetto ai sistemi di confezionamento convenzionali, come le botal 40,3% e risultano gli unici a retiglie in Hdpe. L’accettazione da parte dei consumatori gistrare una crescita significativa è incoraggiante: in un recente studio condotto nel 2026 delle vendite (+1,3% a val.). Il canale da Ogilvy e Design for Human Nature, gli intervistati beneficia di un incremento del prezhanno descritto D-Pak come intuitivo, pratico da utilizzazo medio per confezione (+1,6%) e re e facile da conservare in casa. Dal punto di vista del dell'intensità promozionale a unità retail, l’aspetto distintivo migliora la visibilità a scaffale, (27,9%; +0,2 punti). L'assortimento mentre il formato della confezione può contribuire a otrimane sostanzialmente stabile a timizzare lo spazio espolivelli molto elevati, con 1.588 refesitivo e le operazioni di renze medie per punto vendita». La magazzino. L’ampia sudistribuzione moderna, che svilupperficie stampabile offre inoltre maggiore spazio pa circa la metà del fatturato delper informazioni di prola categoria, registra una flessione dotto e comunicazione dell’1,5% a valore, accompagnata del brand. da trend negativi anche a confezioni (-0,9%). Il prezzo medio mostra variazioni contenute, mentre si osserva una crescita dell'intensità promozionale a unità (+0,4 punti) e dell'assortimento (+1,5%). Tra gli store format, gli ipermercati registrano un calo dell’1,5% a valore, associato a un lieve ridimensionamento dell'assortimento (-0,7%). PACK BASE CARTA, VANTAGGIOSI PER L’AMBIENTE E LA LOGISTICA

Trend vendite a valore (%)

Trend vendite a confezione (%)

-0,4

7,77 mld/€

-0,8

2,4 mld/conf

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount+Specialisti drug, a.t. 23/08/2026

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I supermercati mostrano una contrazione più contenuta (-0,9% a val.) con assortimento in crescita (+1,4%) e intensità promozionale stabile. Il discount chiude il periodo con una contrazione delle vendite a valore (-1,6%) e delle confezioni (-1,8%), mentre il libero servizio registra perdite del 3,8% sia in termini di fatturato che di confezioni. Andamento dei segmenti

Il mercato del cura persona è composto da numerosi segmenti ma, in termini di contributo al fatturato, i principali sono: igienico sanitario (28,5%), igiene personale (18,5%), capelli (15,2%), viso (7,3%) e corpo, mani, piedi (7,3%), che complessivamente rappresentano oltre il 70% del giro d'affari della categoria. L’igienico sanitario, primo segmento per peso sul mercato, registra una contrazione delle vendite (-1,4% a val., -3,1% a vol. e -1,4% a conf.). La dinamica si inserisce in un contesto caratterizzato da una sostanziale stabilità della pressione promozionale e da un ampliamento dell'assortimento (77,8 referenze medie; +1,6%). Le performance del comparto sono influenzate principalmente dall'andamento della carta igienica, che rappresenta circa la metà del fatturato del segmento, pur registrando un calo delle vendite (-2,3%) accompagnato da una riduzione del prezzo medio (-1,1%) e da un rafforzamento dell'inten-

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: DM ITALIA Il mondo beauty continua a evolvere, con consumatori sempre più attenti a prodotti funzionali, specifici e capaci di rispondere a esigenze precise. «Tra i trend che osserviamo – commenta Marina Benelli, coordinatrice ufficio acquisti di Dm Italia – c’è sicuramente la skinification, che porta attivi e concetti propri della skincare anche nella cura corpo e nell’igiene intima. Cresce inoltre l’interesse per prodotti dedicati alla barriera cutanea e per formulazioni ad alte prestazioni, ma accessibili». La cura viso si conferma una delle categorie chiave per Dm, con una crescente attenzione verso trattamenti mirati, prodotti multifunzione e proposte ispirate alla skincare coreana. «Il consumatore ricerca sempre più funzionalità e specificità, ma anche novità capaci di intercettare i trend del momento». Tra le categorie più performanti c’è anche quella dei capelli, che per Dm registra nel periodo gennaio-agosto 2026 una crescita a doppia cifra rispetto allo stesso periodo del 2025. Particolarmente positivo il segmento della cura, con oli, spray, maschere e trattamenti. «L’opportunità è affiancare alle proposte basic linee premium e formulazioni evolute. Guardando alla parte finale del 2026 e al 2027, potrebbe inoltre essere l’anno dei profumi per capelli, che uniscono cura e trattamento a una dimensione più edonistica». DM MAGAZINE 47


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IL PUNTO VENDITA RESTA CENTRALE La strategia di comunicazione di Italchimica per il brand Dermomed parte dalla necessità di rendere il marchio sempre più riconoscibile e contemporaneo, costruendo una comunicazione capace di lavorare in maniera coerente tra punto vendita e digitale. «Il digitale – spiegano dall’azienda – rappresenta oggi un canale fondamentale soprattutto per intercettare le generazioni più giovani, sempre più esposte a trend, linguaggi e stimoli provenienti dai social media. Resta allo stesso tempo centrale il punto vendita, dove, in una categoria caratterizzata da un’offerta molto ampia, riconoscibilità, packaging e capacità di introdurre novità possono contribuire a catturare l’attenzione».

sità promozionale (+0,9 punti). L'igiene personale, secondo segmento per contributo a valore, risulta stabile a valore a fronte di una crescita significativa dei volumi (+6,2%) e delle confezioni (+0,8%). La performance è accompagnata da una diminuzione del prezzo medio al kg (-5,8%), da una maggiore pressione promozionale (+0,5 punti) e da un ampliamento dell'assortimento (131 referenze medie; +2%). All'interno del comparto si distingue l'igiene intima, che registra una crescita delle vendite del 3,1%, sostenuta da volumi in aumento (+8,3%) e da un ulteriore ampliamento assortimentale (+3,7%). «La categoria capelli si conferma il principale motore di Peso principali segmenti e trend (%)

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount+Specialisti drug, a.t. 23/08/2026

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crescita del cura persona, con un incremento del 3,4% a valore – precisa Elena Pezzotti –, a fronte di una lieve riduzione di volumi (-0,7%) e confezioni (-0,4%). La performance si accompagna a una crescita del prezzo medio al kg (+4,1%), a una maggiore intensità promozionale (+0,5 punti) e a un assortimento in espansione (101,4 referenze medie; +1,5%). Fra le principali proposition si distingue il dopo shampoo, che cresce dell’8,1%, supportato sia dall'aumento del prezzo medio (+5,2%) sia dalla crescita delle referenze vendenti (+5,2%)». Il comparto viso chiude il periodo con una situazione pressoché stabile a valore (-0,7%), ma con un’importante contrazione dei volumi (-2,2%) e delle confezioni (-1,9%). Dietro queste performance tutt’altro che positive, troviamo cura viso donna che, rappreSCHEDE PRODOTTI sentando più della metà del comparBOLTON - DIVISIONE PERSONAL to, guida la perdita (-1,6% a val., -1% a CARE/OMIA Nome prodotto: Crema viso Anti-rughe Rimpolpante Caratteristiche: riduce rughe e linee sottili del viso, migliorando tono, elasticità e compattezza della pelle. È arricchita con il Plump Olive Biotech, un attivo cosmetico derivato dalla coltura cellulare dell’olivo dalle proprietà antirughe e leviganti.

ESSITY/NUVENIA Nome prodotto: Pure Sensitive Sottile Notte+ con ali Caratteristiche: assorbente sottile notte con ali, senza coloranti né profumazione, con lo 0% di allergeni e fino allo 0% di irritazioni.

ITALCHIMICA/DERMOMED Nome prodotto: Dermomed You! Limited Edition Caratteristiche: limited edition stagionale dedicata al bagnodoccia in quattro fragranze: Cuore di Bergamotto, Nuvola di Talco, Latte di Vaniglia ed Elisir di Cocco. La gamma si caratterizza per formule idratanti, arricchite con acido ialuronico e dermatologicamente testate. Nickel tested.

LA NORMATIVA CONDIZIONA L'INNOVAZIONE Le scadenze e le normative della Comunità Europea tracciano la rotta dell'innovazione di Mil Mil 76. «Una sfida complessa – afferma Roberto Nuvolone – affrontata d'anticipo fin dal 2004 con l'introduzione dei refill (ecoricariche) e la progressiva eliminazione dei doppi imballi. Oggi la competizione sul mercato impone massimo rigore sull'uso di profumi e fragranze (soggetti a severe restrizioni sugli allergeni), fino all'ottimizzazione dei consumi d'acqua, che richiede formule a risciacquo rapido, biodegradabili e processi produttivi a ridotto consumo d'acqua. In questo scenario, le normative comunitarie rimangono il punto di riferimento costante per sviluppare prodotti efficaci, sicuri e a ridotto impatto ambientale».

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Informazione pubblicitaria

Il packaging in carta evolve:

Nuove opportunità per il Personal Care Nel settore del Personal Care, la sostenibilità non riguarda più soltanto la scelta dei materiali, ma l’intero sistema di confezionamento. La crescente attenzione verso la riduzione della plastica, insieme all’evoluzione del quadro normativo europeo e alle nuove aspettative dei consumatori, sta spingendo brand e retailer a ripensare il packaging lungo tutta la catena del valore. In questo contesto, le confezioni a prevalenza carta stanno emergendo come una valida alternativa ai tradizionali flaconi e pouch in plastica per prodotti come saponi liquidi, detergenti e refill per l’igiene personale. Secondo Elopak, l’interesse verso il packaging in cartone non è legato esclusivamente ai benefici ambientali, ma anche alla capacità di offrire praticità d’uso, facilità di conservazione e un’esperienza distintiva per il consumatore. La soluzione D-PAK™ consente infatti di ridurre significativamente l’impiego di plastica grazie all’utilizzo di carta rinnovabile combinata con materiali riciclati e bio-circolari, offrendo al tempo stesso vantaggi logistici e commerciali lungo tutta la filiera. L’innovazione non si ferma al pack primario. L’evoluzione della piattaforma D-PAK™ include nuove soluzioni come Duo-Pack, Multi-Pack e Starter 3-in-1, pensate per offerte promozionali, confezioni multiprodotto ed e-commerce. Parallelamente, i multipack in carta possono sostituire elementi tradizionali in plastica come sleeve e film termoretraibili, contribuendo alla riduzione complessiva della plastica senza compromettere efficienza operativa, prestazioni logistiche e visibilità a scaffale. Per il Personal Care si apre così una nuova fase, in cui il packaging diventa uno strumento strategico per coniugare sostenibilità, innovazione ed efficienza, creando nuove opportunità di differenziazione e sviluppo per marchi e distributori. www.elopak.com


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vol. e -1,2% a conf.). Il segmento corpo, mani e piedi registra una crescita dell’1% a valore, accompagnata da un calo dei volumi (-1,8%). In questo caso si osserva un aumento del prezzo medio al kg (+2,9%), associato a una maggiore pressione promozionale (+0,3 punti) e a un ampliamento dell'assortimento (+2,8%). Tra le principali categorie contribuiscono positivamente il trattamento corpo (+2,6%) e i solari (+3,4%); questi ultimi sono caratterizzati da una crescita dei volumi pari a +1,8%. Cresce l’attenzione ai benefici funzionali

Oggi il consumatore sceglie i prodotti per la cura della persona sulla base di un equilibrio sempre più articolato tra efficacia, sensorialità, praticità e rapporto qualità-prezzo. Per Italchimica, nell’ambito dell’igiene personale, la sfida, soprattutto nell’attuale contesto di mercato, è riuscire a proporre una reale percezione di valore, coniugando benefici riconoscibili, esperienza e accessibilità. «Nel bagnodoccia, in particolare –, osservano dall’azienda – vediamo una crescente attenzione verso benefici funzionali legati alla cura della pelle, che avvicinano progressivamente il momento della detersione ai codici tipici della skincare. Alla componente funzionale si affianca poi quella sensoriale: fragranza, texture e piacevolezza d’uso contribuiscono sempre di più a caratPeso canali e trend (%)

Val.

Conf.

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount+Specialisti drug, a.t. 23/08/2026

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terizzare il prodotto e a differenziare l’offerta in una categoria molto ampia e consolidata». Una tendenza confermata anche da Gruppo Desa, che rileva nel comparto la ricerca di un'esperienza d'uso che unisce efficacia, delicatezza e benessere quotidiano: «I consumatori premiano sempre più formulazioni rispettose della pelle e supportate da ingredienti selezionati, capaci di trasformare la detersione in un momento di comfort. Nel segmento dei saponi liquidi, in particolare, la domanda si orienta su formule delicate adatte all’uso frequente per tutta la famiglia, abbinate a profumazioni distintive e avvolgenti, packaging pratici e sostenibili, e alla garanzia di marchi con una forte riconoscibilità e una storia consolidata». Nel sottosegmento dell'igiene femminile emerge con forza il bisogno di skin wellbeing e skin comfort, soprattutto tra le consumatrici che si definiscono sensibili. «Da una ricerca condotta da Essity – afferma Annachiara Zenna, brand manager Nuvenia, marketing consumer goods Emea Region SouthWest – il 90% delle donne con pelle sensibile preferisce prodotti che riportano chiaramente un posizionamento "sensitive skin", mentre circa il 60% delle donne a livello globale, definisce la pelle della zona intima più sensibile. Sulla base di queste rilevazioni, le principali direttrici di innovazione per il futuro riguarderanno le performance di assorbenza e comfort, tramite lo sviluppo di tecnologie e materiali che garantiscano il miglior livello di skin comfort e l’evoluzione del concetto di natural skin balance». Il prezzo elevato non è sinonimo di qualità

In questo contesto, un ulteriore tassello all’evoluzione delle formulazioni di bagnoschiuma e saponi liquidi viene aggiunto da Roberto Nuvolone, direttore commerciale di Mil Mil 76, rimarcando come l'approccio dermatologico sia ormai indirizzato «verso la dimensione clinica e la prevenzione, con un'attenzione sempre più severa sul concetto di naturale, oggi normato dalle recenti regole Ue contro il greenwashing. Un'evoluzione che deve fare i conti con le dinamiche 52 DM MAGAZINE


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IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: CESAR (ACQUA & SAPONE E LA SAPONERIA) Tra i trend più dinamici dell'ultima stagione osservati nei negozi Acqua & Sapone e La Saponeria di Cesar spiccano le creme corpo effetto sorbetto e i cerotti trasparenti anti-imperfezioni, diventati veri e propri accessori beauty. Continua inoltre a crescere tutto il comparto dedicato alla skincare. Molto apprezzati anche i bagnoschiuma dal packaging creativo e dalle texture originali, come quelli ispirati alla panna montata spray. In crescita anche il segmento dei profumi per capelli. «Il cura persona – afferma Fabrizio Falcone, responsabile trade marketing di Cesar – offre ampi spazi di sviluppo, soprattutto nei trattamenti specifici per la cura della pelle. Pur non disponendo di una marca privata, il nostro punto di forza è la capacità di intercettare rapidamente le innovazioni proposte dall'industria di marca e portarle tempestivamente a scaffale. La collaborazione con le grandi marche, inoltre, non si limita alla presenza del prodotto nei punti vendita. Accompagniamo i lanci con un ecosistema di comunicazione integrato che coinvolge social media, l’app e attività di influencer marketing, creator e contenuti Ugc (user generated content), contribuendo ad amplificare la visibilità e la rilevanza delle novità presso il pubblico».

concrete che guidano all’acquisto, nelle quali fattori come praticità e servizio sono valori aggiunti da sempre graditi; sul rapporto qualità/prezzo, però, vale la regola d'oro secondo cui la miglior leva nel marketing continua a essere il prezzo». Sul fronte del prezzo, Silvia Cennamo, senior category product manager di Omia Bolton, fa una precisazione che spiega l’evoluzione del mercato e le nuove dinamiche della concorrenza tra brand noti e meno noti: «I consumatori sono più informati e consapevoli, non ritengono più SCHEDE PRODOTTI automaticamente che un prezzo elevato sia sinonimo di una qualità superiore. MIL MIL 76/MIL MIL Nome prodotto: Sapone Liquido Terre In questo scenario, anche nuovi player, Profumate come gli indie brand e i marchi coreani, Caratteristiche: la formula bilanciata deterge con dolcezza la pelle di mani, stanno conquistando spazio proponendo viso e corpo senza alterarne l’equilibrio e donandole morbidezza e un profumo proprio soluzioni percepite come efficaseducente. ci e accessibili, entrando così in competizione con i grandi brand del lusso. È all’interno di tale evoluzione che si REAL CHIMICA/SPUMA DI SCIAMPAGNA inserisce il lavoro di Bolton sul brand Nome prodotto: Linea Saponi Liquidi Caratteristiche: una nuova linea di saponi mani e viso Omia. Stiamo lavorando per rafforzare arricchita con provitamina B5, caratterizzata da una nuova la distintività del marchio, mettendo al formula studiata per proteggere la pelle e preservarne la naturale idratazione. centro l’efficacia concreta e la sensoDermatologicamente testata rialità, mantenendo l’attenzione agli su pelli sensibili e disponibile in varie profumazioni ingredienti di origine naturale e sviavvolgenti. luppando un approccio alla sostenibilità che attraversa tutta la filiera».n DM MAGAZINE 53


L'ANALISI FOCUS RESEARCH DMM

Analisi delle attività promozionali

sulla crema viso giorno donna A cura di: Team Focus Italia Focus Research South East/Focus Rappresentanza Italia

F

ocus Research è una delle agenzie leader in Europa che si occupa di ricerche di mercato e consulenza. Da 30 anni fornisce ai propri clienti soluzioni di dati, sistemi e software per l'elaborazione dei dati in 35 Paesi europei. Focus Research pone la propria attenzione soprattutto sull’analisi qualitativa e quantitativa delle attività promozionali dei volantini della grande distribuzione e di catene specializzate. Le quote qualitative sono orientate al GAV-valore pubblicitario lordo. Le attività promozionali posizionate in prima pagina, con un'immagine di dimensioni importanti pubblicati all’interno di volantini con un raggio d’azione lordo (Gross Reach) significativo, hanno un impatto maggiore sul consumatore. Di conseguenza queste promozioni risultano vantaggiose in termini del ritorno degli investimenti. In questo caso abbiamo elaborato i dati dei volantini dei rivenditori di beni di largo consumo italiani e preparato un'analisi che confronta i dati dal 2023 al 2025 (da gennaio a dicembre, 12 mesi). Le analisi si basano sul valore pubblicitario qualitativo lordo (GAV=Gross Advertising Value) nei volantini per quanto riguarda le creme viso giorno donna.

TOP BRANDS CREMA VISO GIORNO DONNA Slide 1: Gennaio - Dicembre; Valore pubblicitario lordo (GAV) 16% 14%

1 4 ,8 %

1 4 ,5 %

12%

1 3 ,4 % 1 3 ,4 %

1 3 ,3 % 1 2 ,1 %

1 1 ,2 %

10%

1 0 ,3 %

9 ,5 %

8%

8 ,5 %

8 ,0 %

7 ,6 %

6% 4%

7 ,5 %

4 ,6 %

2%

2 ,2 %

0%

Nivea

L'Oréal

Omia 2025

FOCUS – be ahead!

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2024

© FOCUS 2026

Acqua alle Rose

Clinians

2023 1


L'ANALISI FOCUS RESEARCH DMM

Il grafico illustra l’andamento delle quote di investimenti pubblicitari lordi (GAV) dei principali marchi di crema viso giorno donna nel periodo gennaio-dicembre 2023-2025. Nel 2025 Nivea si posiziona al primo posto per quota di investimenti pubblicitari con il 14,5%, in crescita rispetto al 13,4% del 2024, valore in linea con quello registrato nel 2023. L'Oréal si conferma tra i principali investitori del segmento, con una quota del 12,1% nel 2025, in calo rispetto al 13,3% del 2024 e al 14,8% del 2023. Omia, invece, registra la crescita GAV più marcata del segmento, con un incremento esponenziale degli investimenti pubblicitari: dal 2,2% nel 2023 passa all'8% nel 2024, fino a raggiungere l'8,5% nel 2025. Andamento altalenante per Acqua alle Rose che, dopo il 9,5% del 2023, scende al 4,6% nel 2024, per poi recuperare nel 2025 con una quota del 7,6%. Clinians, infine, mostra una contrazione degli investimenti nel 2025, fermandosi al 7,5%, dopo aver raggiunto l'11,2% nel 2024 e il 10,3% nel 2023.

TOP BRANDS CREMA VISO GIORNO DONNA IN TOP RETAILERS Slide 2: Gennaio - Dicembre 2025; Valore pubblicitario lordo (GAV)

Acqua & Sapone

1 0 ,2 %

Carrefour

1 ,4 %

Conad

3 ,3 %

9 ,8 %

1 0 ,5 %

1 0 ,6 %

4 8 ,2 % 1 8 ,6 %

Coop

3 ,2 % 2 ,7 %

2 0 ,9 %

Despar

1 6 ,8 %

Esselunga

1 6 ,2 %

Lidl

1 3 ,9 %

1 6 ,3 % 1 0 ,9 %

3 ,9 %

2 ,7 % 3 ,9 %

1 4 ,9 % 2 3 ,5 %

Pam

1 1 ,6 %

7 ,1 %

1 8 ,6 %

3 ,6 % 1 ,5 %

1 4 ,4 %

1 4 ,0 %

1 9 ,1 %

1 0 ,2 %

2 ,2 %

2 4 ,7 %

Penny

1 2 ,0 %

Tigotà

1 7 ,7 %

9 ,3 % 0%

1 6 ,1 % 10%

1 ,0 % 5 ,7 % 20%

Nivea FOCUS – be ahead!

6 ,3 %

L'Oréal

30%

Omia

6 ,9 % 40%

Acqua alle Rose

50%

60%

70%

Clinians

© FOCUS 2026

2

Il grafico mostra la ripartizione degli investimenti pubblicitari lordi (GAV) dei principali marchi per crema viso giorno donna presso le principali insegne della distribuzione nel 2025. Nel 2025 Nivea concentra la quota più elevata dei propri investimenti pubblicitari in Pam, dove raggiunge il 24,7%, seguita da Lidl (23,5%) e Coop (20,9%). Quote significative si registrano anche in Despar (16,8%) ed Esselunga (16,2%). L'Oréal evidenzia la maggiore presenza in Conad, con una quota del 18,6%, seguita da Penny (17,7%), Coop (16,3%) e Tigotà (16,1%), confermando una distribuzione degli investimenti piuttosto equilibrata tra le maggiori insegne. Omia, invece, concentra gli investimenti soprattutto in Lidl, dove raggiunge il 19,1%, mentre le quote risultano decisamente più contenute presso le altre catene distributive, con valori compresi tra l'1% di Tigotà e il 6,3% di Acqua & Sapone. Acqua alle Rose focalizza gli investimenti principalmente in Coop (11,6%), Acqua & Sapone (10,5%) e Lidl (10,2%), mentre mantiene quote più basse in Tigotà (5,7%), Despar (3,9%), Conad (2,7%) ed Esselunga (1,5%). Clinians, infine, concentra quasi la metà degli investimenti pubblicitari in Carrefour, dove raggiunge il 48,2%, distanziando nettamente tutte le altre insegne. Quote rilevanti si registrano inoltre in Despar (18,6%), Esselunga (14,4%) e Conad (13,9%).n www.focusmr.com – E-mail rappresentante Italia: a.klucken@focusmr.com

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focus DMM

I casalinghi puntano

su sostenibilità e riduzione degli sprechi

Funzionalità ed eleganza del design continuano a essere importanti per gli shopper, ma l’attenzione si sposta sulla salvaguardia ambientale e sulla lotta agli sprechi, con la richiesta di soluzioni che contribuiscano a ridurre sensibilmente l’uso della plastica.

di Federica Bartoli

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C

onsiderati a tutti gli effetti elementi d’arredo, i casalinghi coniugano utilità, praticità e attenzione al design: i consumatori cercano prestazioni affidabili, facilità d’uso e un’estetica che sia in armonia con il resto dell’ambiente domestico. Il focus, però, si sposta in modo preponderante sul rispetto delle tematiche green: gli shopper, infatti, apprezzano la lotta agli sprechi attuata dai player del settore, che emerge in maniera significativa soprattutto nel comparto delle soluzioni per il filtraggio dell’acqua, caratterizzato sempre di più da articoli in grado di diminuire in modo rilevante l’utilizzo della plastica e delle bottiglie monouso. Un comparto in continua evoluzione Quello dei casalinghi si conferma un settore dinamico, che continua a registrare performance positive e in crescita rispetto al passato. «Secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio Art, realizzata da Format Research su un campione nazionale rappresentativo – afferma Marco Milich, sales director Emea & Apac di Laica – nel 2025 il mercato italiano degli articoli per la tavola, la cucina e la casa ha raggiunto 8,08 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto al 2023. Il consumatore resta attento al prezzo, ma cerca prodotti capaci di offrire un beneficio concreto. Crescono, quindi, le soluzioni multifunzione e compatte, la preparazione domestica di alimenti sani, la conservazione anti-spreco e le tecnologie intuitive che semplificano le attività quotidiane». Si assiste, dunque, a un’evoluzione del comparto, con gli shopper orientati sempre di più verso soluzioni in grado di combinare funzionalità, qualità e attenzione ai consumi. «Stando alla nostra esperienza – condivide Erica Cortinovis, direttrice marketing di Brita Italia – i consumatori cercano prodotti semplici da utilizzare, durevoli e coerenti con nuovi stili di vita più consapevoli. Cresce inoltre la cura per il design, non più considerato un elemento puramente estetico, ma parte integrante dell’esperienza d’uso quotidiana. Nel mondo dell’acqua, per esempio, questo si traduce nella ricerca di articoli pratici per bere acqua filtrata a casa, per la tavola, soluzioni a rubinetto e borracce per il fuori casa, riducendo la dipendenza dalle bottiglie di plastica monouso». Il focus è sulla sostenibilità e sulla lotta agli sprechi Il rispetto delle tematiche sostenibili e la salvaguardia ambientale diventano, perciò, prioritarie anche in questo comparto, ma qual è la direzione intrapresa dai player del settore? Per Laica, ad esempio, la spinta green deve tradursi in comportamenti e benefici misurabili: «Creiamo prodotti durevoli che aiutano a ridurre sprechi e prodotti monouso – racconta Marco Milich –, sistemi filDM MAGAZINE 57


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design e semplicità per la nuova linea di gasatori

www.sodastream.it


focus DMM

tranti che limitano l’impiego di bottiglie di plastica, macchine sottovuoto e contenitori riutilizzabili per conservare più a lungo gli alimenti e prodotti ricaricabili via Usb-C. A questo affianchiamo materiali testati, conformità normativa, certificazioni e una comunicazione trasparente. L’obiettivo è consentire alle persone di compiere scelte più consapevoli senza rendere più complessa la loro quotidianità». Anche Brita considera la sostenibilità parte del modello di business e guida per lo sviluppo e la realizzazione delle sue soluzioni: «Offriamo alternative all’acqua in bottiglia che aiutano nella quotidianità – sottolinea Erica Cortinovis – senza rinunciare a gusto, praticità e qualità. Lavoriamo anche sui materiali, aiutando il consumatore a scegliere i prodotti più adatti alle proprie abitudini». Le novità di prodotto uniscono funzionalità, praticità e design

Proporre, dunque, nuove soluzioni sostenibili e innovative che migliorino realmente la quotidianità degli shopper è un obiettivo prioritario per le aziende. Per questo, nel corso del 2026, Laica ha ampliato il proprio assortimento, lanciando - tra gli altri - il cooking blender che prepara in due tocchi bevande vegetali, frullati, succhi, zuppe e vellutate, grazie a dieci programmi automatici e alla funzione di autopulizia; per quanto riguarda la conservazione dei cibi, invece, la nuova macchina sottovuoto VT3260 affianca all’aspirazione una funzione di gonfiaggio, ideale per proteggere anche gli alimenti delicati, mentre i barattoli automatici, riducono l’uso di sacchetti monouso. «Prodotto di punta delle novità Laica – afferma Marco Milich – è il dispenser d’acqua IWH11, che eroga acqua filtrata calda e fredda a sette diverse temperature e riduce oltre il 99,99% delle microplastiche, secondo test condotti da laboratori indipendenti accreditati». Anche Brita spinge sulle soluzioni per la tavola con le nuove caraffe: «Tra le novità spicca la caraffa in vetro borosilicato leggero – spiega Erica Cortinovis – robusto e resistente al calore, dal design raffinato. Style Essential, l’ultima nata in casa Brita, unisce praticità ed eleganza ed è caratterizzata da uno stile giovane e minimalista. Tutte utilizzano il filtro Maxtra Pro Pure Performance per acqua filtrata dal gusto buono e fresco, ideale per bevande fredde e calde. Brita Larq iQ, inoltre, è una borraccia intelligente che unisce filtrazione, design e tecnologia UV-C per offrire un’esperienza di idratazione evoluta, pratica e adatta alla vita quotidiana anche fuori casa. Infine, Brita Smart Light, di cui sono equipaggiate le caraffe filtranti di ultima generazione, segnala quando sostituire il filtro».n DM MAGAZINE 59


RETAIL REAL ESTATE DMM

Key money: quando è il tenant a pagare per entrare

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esta attenzione quanto segnalato da Cbre nel suo European Real Incentivi all’ingresso, periodi Estate Market Outlook – Midyear di free rent e contributi ai lavori Review 2026: nelle migliori high street di alsono strumenti consolidati cune grandi città europee e in alcuni centri per rendere più competitivo commerciali particolarmente richiesti si reuno spazio e favorire l’ingresso gistra il ricorso al cosiddetto key money, la o la permanenza di un’insegna. disponibilità del tenant a sostenere un costo aggiuntivo pur di assicurarsi una determinata location. Il fenomeno va però riportato alle sue reali dimensioni. Non rappresenta la normalità del mercato e riguarda una quota molto ridotta del patrimonio commerciale. Per moltissimi immobili la situazione resta opposta: vacancy da ridurre, tenant da ricercare, canoni da negoziare e condizioni favorevoli da offrire. Ed è proprio questa coesistenza di situazioni così diverse a essere interessante. Il retail real estate sembra muoversi verso una polarizzazione sempre più marcata: pochi immobili concentrano una domanda superiore all’offerta, molti altri devono competere per intercettare le insegne. La distinzione tra prime e secondary non è nuova, ma cresce il peso della location nelle decisioni dei retailer e nel valore dell’immobile. Basta spostarsi di poche centinaia di metri perché gli equilibri cambino: in una via il problema può essere trovare uno spazio disponibile; in quella vicina, trovare qualcuno disposto a occuparlo. DM MAGAZINE 61


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RETAIL REAL ESTATE DMM

Visibilità, accessibilità, flussi pedonali, parcheggi, qualità del contesto urbano, presenza delle insegne giuste e compatibilità con il target del retailer costruiscono un valore che può pesare più della stessa superficie disponibile. Nei centri commerciali il principio è analogo. Contano la forza del bacino di utenza, il tenant mix, la presenza degli anchor, la capacità di generare traffico e la collocazione della singola unità lungo i percorsi interni. Pochi metri possono separare uno spazio ad alta visibilità da uno che intercetta flussi più deboli. E con il flusso cambiano il potenziale fatturato, la sostenibilità del canone e la forza contrattuale del proprietario. È anche per questo che i retailer sono più selettivi. Cresce l’attenzione verso gli immobili capaci di svolgere più funzioni: vendita, comunicazione, esperienza del consumatore, supporto all’e-commerce e riconoscibilità del brand. In questo scenario alcune location diventano difficilmente sostituibili, mentre altre rischiano di esserlo sempre di più. Se gli operatori concentrano investimenti e aperture sugli spazi con le migliori performance potenziali, le location intermedie finiscono nella posizione più delicata: non abbastanza forti per competere con gli immobili prime e non abbastanza convenienti da giustificare la scelta solo attraverso il prezzo. La conseguenza è un progressivo allargamento della forbice dei valori. Gli immobili migliori diventano più difendibili, sia dal punto di vista dei canoni sia della continuità locativa. Quelli più deboli possono invece richiedere riposizionamenti, frazionamenti, modifiche del tenant mix o, nei casi più complessi, una trasformazione della funzione commerciale. In questo contesto il key money assume soprattutto il valore di un indicatore. Probabilmente resterà confinato alle situazioni di maggiore pressione competitiva, ma mostra ciò che accade ai due estremi del mercato: per alcuni spazi la scarsità produce competizione tra tenant; per molti altri continua, invece, la competizione tra proprietari. È forse questa la fotografia più efficace del mercato attuale: la distanza fisica tra due immobili può essere minima, mentre quella economica e strategica continua ad aumentare.n Alberto Deiana, project management executive Mi.No.Ter.

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DIGITAL CLUB/RETAIL DMM

Il distributore ha smesso di vendere prodotti: ora vende sé stesso

C'è un momento preciso in cui te ne accorgi. Sei davanti ai pelati, prendi la confezione con il logo dell'insegna e non pensi "risparmio", ma pensi "questi vanno bene". Frase piccola, dentro una rivoluzione industriale.

I

numeri raccontano questo fenomeno meglio di me: la marca del distributore ha superato i trenta punti di quota nel largo consumo italiano e nel 2025 ha puntato a un fatturato record di 31,5 miliardi di euro. Il gradimento medio è 7,26 su dieci e l'89% dei consumatori italiani dichiara di fidarsi dei distributori. Nove famiglie su dieci comprano prodotti Mdd con regolarità, non per rinuncia ma per scelta. Il dettaglio che cambia tutto, però, è un altro: l'indice di prezzo della Mdd resta a 85 contro 100 della media a scaffale (per quanto si trovino anche dati maggiori). Quindici punti sotto, con una fiducia che molti marchi industriali si sognano. È la combinazione che in teoria non dovrebbe esistere, visto che per trent'anni ci hanno spiegato che la qualità percepita si compra con il premium price. E la crescita non arriva più dalle categorie comode. Nel fresco la private label guadagna 0,7 punti di quota, con le carni a +1 e l'ortofrutta a +0,6. Nel non alimentare, la categoria del cura casa segna +0,8. Questi sono i reparti dove l'errore si vede subito e il cliente torna indietro a dirtelo in faccia.

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DIGITAL CLUB/RETAIL DMM

Da category management a brand management Qui finisce la buona notizia e comincia il mestiere nuovo. Un'insegna che mette il proprio nome su un tonno, uno shampoo, un vino e una vaschetta di macinato non sta più facendo category management ma sta facendo brand management, che ha regole sue e non è detto che tutta la distribuzione le abbia già imparate a pieno. La prima regola è la gerarchia. Sotto lo stesso logo convivono primo prezzo, linea classica, bio, free from e premium, spesso con lo stesso lettering e la stessa palette, separati da una fascetta di colore diverso. Per chi lavora in category è una scala di posizionamento limpida, mentre per chi ha pochi secondi davanti allo scaffale è un muro uguale a sé stesso. La seconda regola è il confine. L'estensione di marca regge finché il nome promette qualcosa di preciso. Quando promette soltanto "l'abbiamo fatto noi", ogni referenza nuova diluisce quella di prima. Spazio per crescere ce n'è, e anche parecchio. In Europa la Mdd vale 324 miliardi di euro con una quota media a valore del 42%, con l'Olanda al 55% e la Spagna al 52%. L'Italia, al 31%, corre più veloce della media continentale proprio sulla capacità di dare un valore premio all'offerta. Il rischio, quindi, non è che la Mdd smetta di vendere. È l'opposto. Se diventa lo scaffale predefinito, l'insegna si ritroverà con lo stesso problema dell'industria che ha ridimensionato: spiegare al cliente perché vale più di quella dall'altra parte della strada, che fa le stesse cose allo stesso prezzo con la stessa faccia. Con una differenza non piccola. Quando un prodotto a marchio delude, il distributore non può cambiare fornitore. Il fornitore è lui.n Paolo Pelloni, Digital Club/Retail

DM MAGAZINE 65


MERCATI DMM

La frutta secca cresce tra nuove occasioni di consumo di Jessika Pini

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Con il supporto di


MERCATI DMM

I

Il mercato italiano sfiora 1,5 miliardi di euro, trainato dal boom dei semi, dalle performance del discount e dalla destagionalizzazione della domanda.

l mercato della frutta secca, essiccata, disidratata, ricoperta e semi, nell’anno terminante il 23 agosto 2026 raggiunge un fatturato nel mercato Italia (dati NIQ, Totale Italia, Iper +Super+Liberi servizi+Discount) di oltre 1,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 9,9% a valore, accompagnata da tendenze positive anche a volume (+6,3%, arrivando a quasi 121,5 milioni di kg) e a confezioni (+6,6%). «La performance – commenta Elena Pezzotti di NIQ – si sviluppa in un contesto di incremento del prezzo medio al kg (+3,4%) e di ampliamento dell'assortimento, che raggiunge mediamente 65 referenze per punto vendita (+5,4%). Cresce inoltre il ricorso alle attività promozionali, con un'intensità promozionale a volume pari al 17,6% (+0,5%)». Aree geografiche e canali distributivi

La crescita interessa tutte le aree geografiche, con performance particolarmente brillanti nel Sud Italia (Area 4), che registra il tasso di crescita più elevato sia a valore (+13,9%) sia a volume (+9,4%). L'area mostra contestualmente il più forte ampliamento assortimentale (+8,1%) e il maggiore incremento della pressione promozionale (+1%), confermando un'elevata dinamicità della categoria. Anche le Aree 2 e 3 evidenziano crescite sostenute, rispettivamente pari al +8,2% e +11,6% a valore e +5,1% e +8% a volume, mentre l'Area 1 mantiene un andamento positivo ma più moderato (+7,8% val. e +4,2% vol.). La distribuzione moderna, che sviluppa circa il 70% del fatturato della categoria, cresce dell’8,5% a valore, sostenuta da un incremento dei prezzi medi (+4%) e da un ampliamento dell'assortimento (+5,5%), a fronte di una lieve riduzione della pressione promozionale (-0,5%). «All'interno del canale – prosegue Elena Pezzotti –, i supermercati si confermano il principale motore di

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MERCATI DMM

Trend vendite a valore (%)

Trend vendite a volume (%)

1,5 mld/€

121,49 mln/kg

+9,9

+6,3

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 23/08/2026

crescita, sviluppando quasi il 40% delle vendite del mercato e registrando un incremento del 9,3% a valore. La performance è accompagnata da un ampliamento del numero medio di referenze vendenti (+5,1%) e da un aumento del prezzo medio al kg (+4,4%). Anche gli ipermercati evidenziano una crescita significativa (+7,7% a val.), sostenuta dall'aumento del prezzo medio (+3,3%) e dall'espansione assortimentale, mentre i liberi servizi confermano il trend positivo della categoria con un incremento del 6,8%, supportato anch'esso dalla crescita delle referenze disponibili e dei prezzi medi». Particolarmente dinamico risulta il discount, che raggiunge una quota valore del 30,6% (+1%). Il canale registra la crescita più elevata tra gli store format (+13,4% a val. e +10% a vol.), accompagnata da un significativo incremento dell'intensità promozionale (+2,5% a vol.) e da un ampliamento dell'assortimento (+4,7%). Andamento dei segmenti

La frutta secca senza guscio si conferma il principale segmento del mercato, rappresentando quasi il 60% del fatturato complessivo e registrando una crescita del 10% a valore, RACCONTARE L’IMPATTO CLIMATICO DEI SINGOLI PRODOTTI

Per KoRo la sostenibilità e la trasparenza non sono semplici slogan, ma i valori operativi e concreti su cui si fonda l'intera azienda. «Questa visione si traduce in azioni misurabili – dichiara Andreas Granata – quali l'adozione prioritaria dei grandi formati, riducendo in media del 40% gli sprechi di imballaggio, e l'utilizzo di un packaging mono-materiale riciclabile per molti dei nostri prodotti. Inoltre, attraverso le schede di impatto climatico disponibili sul nostro sito per oltre 160 prodotti, mettiamo a disposizione i dati sulle emissioni di gas serra generate lungo l'intera filiera, per permettere ai clienti di fare scelte d'acquisto consapevoli». DM MAGAZINE 69


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MERCATI DMM

L’APERITIVO DIVENTA UN’OCCASIONE PER FRUTTA SECCA TOSTATA E SALATA

Per la frutta secca tostata e salata l’aperitivo in casa rappresenta oggi una delle principali occasioni di consumo. Secondo un’indagine Ipsos Digital, il 78% dei consumatori dichiara di farlo a casa almeno una volta al mese. «L’aperitivo, inoltre, non è più un’occasione unica – afferma Camilla Rota –, ma si declina in momenti differenti per complessità e numero di partecipanti: dall’aperitivo di minima, più spontaneo e informale, all’aperitivo social, fino a occasioni più strutturate come “apericena” e “aperifesta”. In questo contesto, Cameo riveste un ruolo centrale nel presidiare l’evoluzione di queste occasioni di consumo che vedono coinvolte diverse categorie, dalla frutta secca tostata e salata ai salatini, dalle patatine fino a diversi segmenti del bakery salato».

accompagnata da trend positivi anche a volume (+5,8%) e a confezioni (+5,2%). La performance si sviluppa in un contesto caratterizzato da un incremento del prezzo medio al kg (+4%), da una maggiore pressione promozionale (+0,3%) e da un ampliamento dell'assortimento (+3,9%). All'interno del comparto si distinguono in particolare le noci (+15,1%), le mandorle (+16,6%) e gli altri monoprodotto (+13,4%), che incrementano contestualmente quota di mercato e referenze vendenti. Più contenuta invece la performance delle arachidi, sostanzialmente stabili (+0,6%), mentre le nocciole evidenziano una contrazione dei volumi (-26,4%) associata a un forte incremento dei prezzi medi (+25,4%) e a un calo assortimentale importante (-12,9%). La categoria della frutta essiccata, disidratata e ricoperta, invece, registra una crescita del 10,1% a valore, supportata da un incremento dei

PESO PRINCIPALI SEGMENTI E TREND (%)

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 23/08/2026

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MERCATI DMM

volumi (+7,6%) e delle confezioni (+9,1%). «La dinamica è accompagnata da una crescita dell'assortimento (+7,4%), la più elevata tra i principali segmenti della categoria. All'interno del comparto – analizza Elena Pezzotti di NIQ – spicca la frutta disidratata, che cresce del 23,5%, sostenuta sia dall'espansione assortimentale (+11,4%) sia dall'incremento dei prezzi medi (+9,2%). Positive anche le performance della frutta ricoperta e pralinata (+17,9%), mentre la più ampia componente della frutta essiccata mantiene ritmi di crescita più moderati (+6%)». La frutta secca con guscio registra una crescita del 5,3% a valore, inferiore rispetto alla media della categoria ma positiva in tutte le metriche di vendita. Il comparto beneficia di un incremento dei prezzi medi (+3%) e di un rafforzamento dell'intensità promozionale (+2,2%), accompagnato da un lieve ampliamento dell'assortimento (+2,8%). A trainare il segmento sono soprattutto i pistacchi (+9,6%) e le noci (+7,8%), che insieme rappresentano oltre il 75% del giro d'affari del comparto. In flessione, invece, arachidi, nocciole e prodotti misti, che registrano cali sia a valore sia a vo-

SCHEDE PRODOTTI CAMEO/SNACK FRIENDS Nome prodotto: Snack Friends Aperimix Caratteristiche: il gusto dell’aperitivo all’italiana in un’unica proposta pronta da servire. Taralli pugliesi lavorati secondo la tradizione, tortilla chips prodotte a partire da mais intero e arachidi. Formato 150 g. EURO COMPANY SB/SEMPLICEMENTE FRUTTA Nome prodotto: Tropical Mix Semplicemente Frutta Caratteristiche: nuovo mix di frutta senza zuccheri aggiunti. Ananas, cocco e mango essiccati con cura per oltre 10 ore, nel pratico formato doypack apri e chiudi da 100 g.

KORO HANDELS GMBH/KORO Nome prodotto: Miscela di snack con ceci alla paprika Caratteristiche: snack salato, bio e vegano (160 g) con ceci alla paprika, semi di zucca, anacardi e mandorle. Perfetto per spuntini, aperitivi e topping croccanti.

LIFE Nome prodotto: Datteri denocciolati medjool Caratteristiche: snack pratico, senza nocciolo, in confezione richiudibile.

lume. I semi si confermano il segmento più dinamico dell'intero mercato, raggiungendo una quota valore del 6,3%, in crescita di quasi un punto rispetto all'anno precedente. Il segmento registra un incremento del +22,9% a valore, sostenuto da una crescita a doppia cifra di volumi (+20,3%) e confezioni (+18,9%), oltre che da un ampliamento dell'assortimento (+7,7%). «Determinante – conclude Elena Pezzotti – il 72 DM MAGAZINE


MERCATI DMM

contributo dei semi di chia, che registrano una crescita del 57,4%, accompagnata da un incremento delle referenze vendenti (+9,9%) e della pressione promozionale (+2,1%). Positive anche le performance dei semi di zucca (+23,2%), dei misti di semi (+17,8%) e dei semi di girasole (+9,8%), che contribuiscono a rafforzare ulteriormente il peso del comparto all'interno del mercato». Si ampliano le occasioni di consumo

Anche nell’ultimo anno, il mercato della frutta secca continua a mostrare una progressione importante, sia a valore che a volume. «A sostenere questa evoluzione – osservano da Euro Company SB – è soprattutto l’ampliamento delle occasioni di consumo, che sta rendendo la categoria sempre più trasversale e capace di intercettare bisogni e momenti diversi nell’arco della giornata. La frutta secca è sempre più presente a colazione, come snack spezza-fame, nel consumo post workout e come ingrediente nella preparazione di ricette e piatti della cucina quotidiana. Si è passati quindi da un consumo prevalentemente legato a specifiche occasioni o a determinati periodi dell’anno, a un consumo sempre più integrato nella routine alimentare giornaliera». Un'evoluzione confermata anche da New Factor, che evidenzia come il consumatore non cerchi più soltanto un prodotto salutare, ma scelte coerenti con un'idea di benessere globale. «Salute, naturalità e praticità restano driver fondamentali – spiega Carlo Mangini, consigliere di amministrazione dell’azienda –, ma stanDM MAGAZINE 73


Fai crescere il tuo reparto con il nuovo raccolto nei nuovissimi formati Life, ideali per ogni consumatore. Un tocco di innovazione per rilanciare i frutti della tradizione più performanti, con la possibilità di esporli anche fuori scaffale in pratici espositori ad hoc. morbidezza e gusto in doypack richiudibile

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MERCATI DMM

SPAZIO ALLE FILIERE CORTE

Nel mondo della frutta secca Life si sta impegnando da anni sui temi della sostenibilità, partendo da pack sempre più attenti all’ambiente e riciclabili. «Dove possibile – specificano dall’azienda – si utilizzano plastiche già riciclate, per dare vita a nuovi pack, sempre certificati per il contatto alimentare, nell’ottica di rafforzare un sistema di economia circolare virtuosa. La sostenibilità passa anche per progetti a filiera corta, riducendo drasticamente i trasporti, come “Valore al Territorio”, che valorizza i frutti regionali italiani e soprattutto piemontesi, dove l’azienda nacque oltre 80 anni fa. Puntare su prodotti come noci e mandorle del Piemonte è anche un’innovazione, credendo in progetti su cui pochi altri hanno puntato». no emergendo nuovi bisogni legati alla qualità della vita e alla ricerca di un equilibrio quotidiano. In questo scenario, la frutta secca si trova in una posizione privilegiata: è un alimento naturalmente ricco di nutrienti, versatile e facile da integrare nella routine di tutti i giorni. Proprio da questa evoluzione nasce la nostra nuova linea Mister Nut ispirata al crescente interesse verso l'healthy aging». Opportunità arrivano dall’aperitivo e dall’indulgence

Accanto al salutismo puro, l'esperienza di acquisto della frutta secca è fortemente guidata anche da fattori edonistici e da nuove modalità di consumo d'impulso. «Oltre al salutismo – commenta Camilla Rota, executive manager category & business intelligence di Cameo – a guidare le scelte d’acquisto in questo mercato c’è anche l’indulgence, legato alla ricerca di gusto, piacere e gratificazione. Rientrano in questo ambito soprattutto le referenze di frutta secca trattata, che rispondono al desiderio di un’esperienza di consumo più appagante e ricca di gusto. Con il nostro brand Snack Friends, storicamente punto di riferimento nel mondo dell’aperitivo, ci focalizziamo principalmente su questo secondo driver». Anche per Life DM MAGAZINE 75


MERCATI DMM

L’INNOVAZIONE DEVE PARTIRE DA BISOGNI REALI

Oggi la sostenibilità e l’innovazione devono essere raccontate attraverso elementi concreti, verificabili e facilmente comprensibili. Per Madi Ventura l’innovazione deve partire da bisogni reali: «Lavoriamo sull’evoluzione dei formati, sulla selezione e combinazione degli ingredienti e sulla capacità di intercettare occasioni di consumo sempre più specifiche – raccontano dall’azienda –. Nel 2026 la linea Ventura Bbmix è stata eletta Prodotto dell’Anno nella categoria Frutta Secca. Il riconoscimento si basa su una ricerca condotta da Circana che ha coinvolto oltre 12mila consumatori italiani, chiamati a valutare innovazione percepita e soddisfazione. Per noi, quindi, comunicare efficacemente significa mettere al centro informazioni chiare e benefici rilevanti, lasciando che siano la qualità dell’esperienza e il riscontro dei consumatori a dare credibilità all’innovazione».

apporto di proteine vegetali e indulgence sono i due driver d’acquisto che spiegano il successo del comparto, «accompagnando la crescita dei consumi veg e la ricerca di acquisti d’impulso tra varianti aromatizzate dolci e salate, senza però rinunciare al benessere. Per promuovere gli aspetti salutistici, collaboriamo inoltre da oltre un decennio con la Fondazione Umberto Veronesi». Andreas Granata, director retail Italy di KoRo, sostiene che un momento di consumo emergente risulta essere proprio l’aperitivo, dove mix

PESO CANALI E TREND (%) Val.

Conf.

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 23/08/2026

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MERCATI DMM IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: LIDL ITALIA

tostati e salati sostituiscono le classiche patatine: «Questa trasversalità di consumo si riflette nella Gdo con il superamento della tradizionale zona dedicata alla frutta secca: le referenze conquistano posizionamenti multipli nel punto vendita, dal reparto ortofrutta alla zona salutistica, dallo scaffale degli snack e degli aperitivi fino all’avancassa, aumentando i punti di contatto con l'acquirente. Inoltre, l'analisi in tempo reale dei dati dell'e-commerce ci permette di testare la risposta del mercato online per poi introdurre nella Gdo solo le referenze che hanno riscontrato il maggior successo». La frutta secca viene consumata tutto l’anno

La frutta secca è ormai uscita da una logica prevalentemente stagionale e si è affermata come un alimento presente durante tutto l’anno. «La destagionalizzazione può considerarsi un processo ormai consolidato – rilevano da Madi Ventura –, anche se con dinamiche differenti tra i vari segmenti. I dati mostrano infatti una crescita della frutta sgusciata e tostata, mentre la frutta

La frutta secca sta guadagnando sempre più spazio nel carrello degli italiani. La categoria, che conta un assortimento di 60 referenze firmate Alesto (la private label Lidl di frutta secca e disidratata) registra un particolare apprezzamento nelle soluzioni to-go e monodose, affiancate dai formati famiglia nelle confezioni salvafreschezza. «In un contesto segnato da una crescente attenzione dei consumatori verso un’alimentazione sana e consapevole – dichiara Alessia Bonifazi, direttrice corporate affairs di Lidl Italia –, la frutta secca riscuote particolare apprezzamento per le sue proprietà nutritive e la versatilità, che ne permette l'impiego come snack salutare, fuori e dentro casa, ma anche per arricchire ricette, salse, condimenti e piatti pronti. In questa direzione si muove il recente rebranding di Alesto, che prevede un posizionamento premium ma accessibile, con una nuova identità visiva e un packaging rinnovato. L’obiettivo è valorizzare la qualità e il benessere, in continuità con la volontà di Lidl per la promozione di un’alimentazione consapevole».

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martedì

WEBINAR Nuovi driver di consumo e leve di crescita per l‘ ortofrutta in Gdo

27 ottobre h. 10.30 | 12.30

PARTECIPANO Sergio Grasso Account Development - FMCG Sales NIQ

Claudio Mazzini Direttore Commerciale Freschissimi COOP ITALIA

Antonio Mercugliano Buyer Ortofrutta ETRURIA RETAIL

Hannes Tauber Responsabile Marketing VOG

MODERA

Maria Teresa Manuelli Direttrice Editoriale di EDIZIONI DM

ISCRIVITI

partecipazione gratuita | iscrizione obbligatoria | INFO: eventi@edizionidm.it

PARTNER


MERCATI DMM

COMUNICARE IL BENESSERE COME STILE DI VITA

New Factor è impegnata a rendere accessibili temi spesso percepiti come complessi. Per comunicare la nostra nuova linea Longevimix – spiega Carlo Mangini – abbiamo scelto di parlare di longevità in modo diverso rispetto a quanto avviene normalmente nel mondo del benessere: meno allarmismo, meno tecnicismi e più attenzione alle buone abitudini. Per noi la longevità è un mix di alimentazione equilibrata, movimento, relazioni, convivialità e curiosità. Tutto ciò è sostenuto da un lavoro sull’innovazione di prodotto basato su un elevato rigore scientifico: le ricette sono state sviluppate con il supporto di consulenze scientifiche specializzate e progettate per offrire profili nutrizionali coerenti con i territori di benessere individuati dalla gamma».

SCHEDE PRODOTTI MADI VENTURA/VENTURA Nome prodotto: BBmix Vitalità Caratteristiche: prodotto nato per celebrare i 90 anni di Ventura, è una limited edition che unisce noci sgusciate, mandorle tostate, mango e mirtilli rossi essiccati. Formato doypack da 150 g.

NEW FACTOR/MISTER NUT Nome prodotto: Longevimix Caratteristiche: nuova linea di mix di frutta secca selezionata, sviluppata per interpretare il trend dell'healthy aging. Ogni mix è formulato per offrire un profilo nutrizionale coerente con il territorio di benessere identificato dalla referenza (Benessere Ossa, Colesterolo Balance e Protezione Cellulare). NOBERASCO Nome prodotto: Che Misto! Bio Armonia Caratteristiche: croccanti e fantasiosi mix di frutta secca per uno snack completo e bio. Fonte di rame, composto da noci del Brasile, anacardi, mandorle, noci.

con guscio, storicamente più legata alla stagionalità e alle ricorrenze, registra una flessione. L’evoluzione più significativa è quella da semplice snack a ingrediente quotidiano e versatile. La frutta secca può essere consumata da sola, aggiunta a yogurt e bowl, utilizzata nelle preparazioni dolci e salate o proposta in formati pensati per il consumo fuori casa. È proprio questa trasversalità a renderla sempre più presente nell’alimentazione quotidiana e sempre più utilizzata come ingrediente trainante». A questa destagionalizzazione si affianca una richiesta di concretezza e garanzie da parte del consumatore in materia di qualità e sostenibilità. Su questo fronte Noberasco evidenzia come la trasparenza sia diventata parte integrante del prodotto: «Selezione delle materie prime, tracciabilità e una comunicazione chiara in etichetta sono alla base del rapporto di fiducia con il consumatore. Un impegno che traduciamo in standard produttivi elevati (certificazioni Brc e Ifs) e in un monitoraggio continuo tramite oltre 28mila analisi annuali effettuate nel nostro laboratorio interno sul polo tecnologico di Carcare (Sv), per garantire sicurezza, produzioni biologiche e autenticità delle filiere».n DM MAGAZINE 81


L’ANALISI GEO MARKETING DMM

A cura di

I consumi familiari di frutta secca in Italia

G

eo Marketing, con oltre 30 anni d’esperienza, si occupa di geo intelligence e market analytics, sviluppando progetti che utilizzano la dimensione geografica per migliorare le decisioni aziendali. Una delle domande a cui la società risponde più spesso è proprio come prendere decisioni accurate e ridurre l’incertezza. Per comprendere cosa, dove e come le persone acquistano e decidono di spendere, sono fondamentali l’analisi e il confronto dei comportamenti d’acquisto per specifiche categorie di beni e servizi. Geo Marketing utilizza lo studio dei consumi Coicop (Classificazione dei consumi individuali secondo lo scopo), grazie al quale è possibile ricostruire la spesa delle famiglie in oltre 200 categorie. Tale classificazione, infatti, è lo standard internazionale per organizzare la spesa famigliare in categorie omogenee con l’obiettivo di analizzare le abitudini di consumo, consentendo confronti affidabili nel tempo e tra territori.

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L’ANALISI GEO MARKETING DMM

La mappa mostra i consumi delle famiglie per la categoria frutta secca, intesa come frutta essiccata e disidratata e frutta secca con guscio o sgusciata. La colorazione delle aree di gravitazione geografiche (aggregazione di comuni in base alla loro attrazione economica) rappresenta il consumo annuale delle famiglie; il colore più scuro indica un consumo maggiore, che arriva fino ai 77 euro annuali. Le prime aree di gravitazione con un maggior consumo si trovano nel Nord Italia; in questa zona spiccano, in particolare, le aree di Badia (77€), Cernusco sul Naviglio (74€) e Pordenone (73€). Aggiungendo un ulteriore livello di lettura, la dimensione del cerchio rappresenta il consumo totale regionale in milioni di euro: 263 milioni di euro della Lombardia, 145 del Lazio, 125 del Veneto, 117 dell’Emilia-Romagna e 118 del Piemonte. La lettura contestuale dei dati offre alcuni spunti di riflessione interessanti: le prime tre regioni per consumo familiare sono Friuli-Venezia Giulia (66€), Valle d’Aosta (61€) e Trentino-Alto Adige (60€), ma qui il consumo totale non è elevato. Seguono poi Veneto (59€), Piemonte (59€) e Lombardia (58€), la cui somma del consumo totale regionale raggiunge il 36% del consumo totale italiano.

Quali sono i tre comuni in cui il consumo familiare è più elevato? Troviamo i comuni di Monza (77€), Formigine (74€) e Lainate (70€). Invece, Andria (37€), Mondragone (34€) e Luino (32€) mostrano i consumi più bassi.n www.geomktg.it - info@geomktg.it

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INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Oltre le differenze generazionali: il nuovo equilibrio tra premium e valore La crescita della Gen Z racconta solo una parte della storia. Il nuovo report NIQ rivela come consumatori di tutte le generazioni stiano ridefinendo le proprie scelte tra premium e convenienza, trasformando gli equilibri del mercato Il nuovo report NIQ A Tale of Two Consumers: The Polarized Mindsets Reshaping Global Consumption mette in discussione uno dei luoghi comuni più diffusi sul consumo contemporaneo: il vero cambiamento non è generazionale, ma comportamentale. Consumatori di tutte le età stanno adottando lo stesso approccio, scegliendo con attenzione dove vale la pena investire in prodotti premium e dove, invece, è preferibile risparmiare. La crescita della Gen Z non basta a spiegare i consumi La ricerca evidenzia come la Gen X continui a rappresentare la generazione con la maggiore capacità di spesa a livello

globale, mentre il potere d’acquisto della Gen Z è destinato a raggiungere i 12 trilioni di dollari entro il 2030. Tuttavia, l’età anagrafica da sola non basta più a spiegare le decisioni d’acquisto e i comportamenti di consumo. L’ascesa del consumatore selettivo Sempre più consumatori alternano prodotti premium e scelte orientate al risparmio all’interno dello stesso carrello, in base alla categoria, all’occasione d’uso e alle proprie esigenze. Questo fenomeno sta accelerando una crescente polarizzazione dei consumi, premiando i prodotti capaci di giustificare chiaramente un prezzo più elevato o di offrire un valore tangibile a un costo contenuto, mentre le proposte di fascia intermedia subiscono una pressione crescente. Una nuova sfida per il mercato Per brand e retailer il messaggio è chiaro: i consumatori

non smettono di spendere, ma spendono in modo più selettivo. Comprendere queste nuove logiche decisionali è oggi fondamentale per intercettare la domanda e costruire strategie di crescita efficaci. Vuoi approfondire queste tematiche? Scarica il report completo e scopri come stanno evolvendo i comportamenti di acquisto a livello globale.

Scarica il report NIQ


FG Holding presenta

SOSTENIBILITÀ DMM

"Il valore che resta”, il suo primo

Bilancio di Sostenibilità Redatto su base volontaria, il documento punta a formalizzare e misurare il percorso di responsabilità ambientale, sociale e di governance sviluppato dalle due anime operative del Gruppo.

F

G Holding, capogruppo di una solida realtà imprenditoriale familiare che riunisce Magazzini Gabrielli e FG Gallerie Commerciali, ha presentato "Il valore che resta”, il primo Bilancio di Sostenibilità del Gruppo, recentemente approvato dal CdA. Con ricavi consolidati nel 2025 per 1,323 miliardi di euro e una presenza capillare composta da oltre 320 punti vendita e 13 centri commerciali distribuiti tra Marche, Abruzzo, Molise, Umbria, Lazio e lo Stato della Città del Vaticano, il Gruppo Gabrielli rappresenta un pilastro economico e sociale nel Centro Italia. Il primo Bilancio di Sostenibilità svela l'ossatura di un modello di business maturo, progettato per trasformare la crescita economica in valore condiviso nel tempo. Tra gli elementi distintivi del primo Bilancio di Sostenibilità di FG Holding rientra innanzitutto il perimetro di rendicontazione che coincide con quello del Bilancio Consolidato 2025 e integra in anticipo la cornice della Direttiva Europea Csrd (Corporate sustainability reporting directive) e i relativi principi Esrs (European sustainability reporting standards). Per dare concretezza a questo impegno, il Gruppo ha creato una struttura ben organizzata: da un lato un Comitato sostenibilità, guidato dai vertici aziendali, definisce le strategie, dall'altro il Sustainability Hub, un gruppo di lavoro presente in tutti i reparti, si occupa di raccogliere i dati e applicare le scelte ecologiche e sociali nella gestione quotidiana. Inoltre, all'inizio del 2026 è stata istituita la funzione Internal Auditing, con l'obiettivo di verificare l'operatività e l’idoneità del sistema di controllo interno del Gruppo, rafforzando trasparenza e affidabilità nella gestione aziendale. Nel 2025, FG Holding ha completato la prima analisi di "Doppia Materialità” (materialità d'impatto e materialità finanziaria), uno strumento strategico fondamentale per individuare le priorità lungo la filiera, dai fornitori ai clienti finali. Il Bilancio LEGGI ANCHE: passa in rassegna i risultati conseguiti in termini di energia “Pastificio Felicetti inaugura due impianti pulita e tutela dell’ecosistema, economia circolare, persone, per la produzione di innovazione inclusiva e vicinanza alle strutture sanitarie.n energia termica pulita”

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L’EVENTO DELLA CREATIVITÀ, DEL MARKETING E DELLA TECNOLOGIA.

28 | 29 OTT 2026 // Allianz MiCo Milano The POWER of INFLUENCE

MA I N S P O N S O R

D IA M OND SP ONSO R


TECNOLOGISTICA DMM

Alfred propone l'app che

azzera le perdite commerciali e alleggerisce i carichi del personale Il valore metodologico del progetto risiede nella capacità di salvaguardare la reputazione e l'economia del punto vendita, migliorando direttamente la qualità del lavoro sul campo.

L

'azienda romana Alfred ha sviluppato un'app che punta ad azzerare le perdite commerciali e ad alleggerire i carichi del personale attraverso un tracciamento preventivo e lineare delle merci. Il monitoraggio delle eccedenze evidenzia come il fenomeno dello scarto nei supermercati e nei negozi del territorio generi una media di 15 kg di prodotti svalorizzati all'anno per ogni metro quadrato di superficie espositiva (dati di monitoraggio dell'Osservatorio Waste Watcher International/Last Minute Market). Questa dispersione di risorse, che nella fase della distribuzione organizzata e commerciale sfiora complessivamente un valore di quasi 4 miliardi di euro, è strettamente legata a verifiche delle scadenze di tipo prettamente manuale. Tali processi costringono il personale a controlli visivi estenuanti, spesso concentrati a fine turno, rendendo l'errore umano statisticamente inevitabile e gravando sulla serenità in corsia. Alfred è una soluzione digitale concepita come un'applicazione semplice e rapida, utilizzabile direttamente in corsia su tutti i dispositivi mobili, dai tablet agli smartphone, che interviene all'origine del flusso, automatizzando la registrazione delle date al momento dell'ingresso delle merci nel punto vendita senza alcuna forma di profilazione della produttività individuale del personale. Quando un prodotto si avvicina al momento critico, lo strumento invia una segnalazione tempestiva: in questo modo, il negozio ottiene il margine di tempo necessario per pianificare sconti etici dedicati alla comunità o per attivare reti di donazione solidale, trasformando la perdita in risorsa prima che sia troppo tardi. Sollevando il personale dall'ansia della verifica visiva pezzo per pezzo, Alfred ottimizza la logistica interna dei banchi e previene i rischi legati alla presenza di prodotti scaduti sugli scaffali, un fattore che incrina la fiducia storica dei consumatori. LEGGI ANCHE: L'efficienza del negozio non viene così cercata nell'ac“Stef inaugura il nuovo hub di Montemurlo (Prato) celerazione dei ritmi lavorativi, ma in una pianificazione e presenta il progetto intelligente e basata sul buon senso.n logistico Di-Vino”

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NEWS DMM

ERIDANIA INVESTE 20 MILIONI E RIVOLUZIONA IL POLO DI RUSSI (RA) BARILLA INVESTE 100 MILIONI SUL NUOVO PASTIFICIO INTEGRATO DI FOGGIA

Foggia al centro della struttura produttiva di Barilla. Qui la multinazionale italiana ha stanziato ben 100 milioni di euro per una vera rivoluzione. La somma è destinata alla creazione di un nuovo molino, che affiancherà il pastificio già esistente, per creare un polo totalmente integrato. Il progetto sarà portato a termine fra il 2028 e il 2030.

Gruppo Eridania annuncia un piano di investimenti da 20 mln di euro, destinato a rafforzare il proprio business storico, ma anche a favorire lo sviluppo della dolcificazione. La società, con 217 mln di fatturato 2025 (comprensivi dei prodotti commercializzati per conto di Srb, la più grande raffineria di zucchero del nostro Paese con sede a Brindisi), ha destinato circa il 75% delle risorse alla logistica e alla realizzazione di un nuovo magazzino, presso lo stabilimento di Russi (Ra), futuro hub di riferimento per tutta l’area mediterranea dell’Europa.

Lorenzo Tersi, presidente di Cortilia, e Renzo Rosso, azionista di controllo di Cortilia

RENZO ROSSO SALE AL 60% DEL SUPERMERCATO ONLINE CORTILIA

CARREFOUR RIENTRA IN INDIA E APRE A NOIDA (DELHI). 50 I NEGOZI PREVISTI

Renzo Rosso assume il controllo della foodtech Cortilia. L’imprenditore veneto è salito, tramite la holding Red Circle, dal 26,3% a oltre il 60% della piattaforma digitale grazie a un aumento di capitale di 10 milioni di euro. Il resto delle quote è in portfolio ad alcune società di gestione del risparmio, come Indaco venture, Primo Capital e Five Seasons.

Carrefour riapre il capitolo indiano, a 12 anni di distanza dalla chiusura dei suoi primi e soli 5 negozi pilota. Il piano è consistente e ha un partner di grande rilievo. Il primo ipermercato della nuova avventura è decollato il 14 agosto 2026 a Delhi, nel sobborgo-città di Noida. E il target, per ora senza un calendario, è di arrivare a una cinquantina di negozi.

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VIDEO E PODCAST DMM

MANFERDINI (RODOLFI): DOPO IL REBRANDING ESTENDERE LA PRESENZA IN GDO AL CENTRO-SUD Nel 2026 Rodolfi Mansueto festeggia 130 anni di storia. Con il 100% del capitale saldamente in mano alla famiglia fondatrice, oggi è la quarta generazione a detenerne la governance. Negli ultimi 10 anni l'azienda ha raddoppiato il fatturato e stima di chiudere il 2026 con un ulteriore aumento, portando il giro d'affari dai 141 milioni di euro del 2025 a 145 milioni di euro, seppur con una riduzione della marginalità dovuta ai canali food service e industria. Nel prossimo futuro, perciò, l'obiettivo è sviluppare soprattutto il retail. Con quali strategie e novità di prodotto ce lo spiega Massimo Manferdini, direttore commerciale Italia dell'azienda.

COOP ITALIA PRESENTA IL RAPPORTO SUI CONSUMI 2026 Un Paese che galleggia, consumi al freno e una spesa che cambia pelle. Il tradizionale appuntamento con il Rapporto Coop 2026 fotografa un’Italia in stallo, stretta tra inflazione e stipendi che non corrono. Ma come rispondono gli italiani tra le corsie dei supermercati? Il carrello si fa leggero, si taglia il superfluo e il discount frena la sua corsa, mentre il supermercato torna a guadagnare terreno. Tagli, nuovi stili di vita e la riscossa della marca privata.

GARBE APRE LE PORTE DEL NEXOS TORTONA LOGISTICS È stato inaugurato Nexos Tortona Logistics, il nuovo polo da oltre 100mila mq situato a Tortona, (Al) in un’area strategica del Nord Italia, ideale per la connessione tra i principali mercati produttivi e distributivi nazionali ed europei. Il progetto è stato promosso e sviluppato da Garbe Industrial Real Estate Italy ed è concepito per rappresentare una nuova generazione di infrastrutture logistiche: Nexos Tortona Logistics sorge nel punto di intersezione di alcuni dei principali assi logistici del Nord Italia ed è progettato secondo un approccio orientato alla riduzione dei consumi, delle emissioni e dell’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio, che ha ottenuto la certificazione Leed Platinum.

SINOTTICA FESTEGGIA 50 ANNI DI ATTIVITÀ Sinottica, la ricerca continuativa che dal 1976 osserva l’evoluzione della società italiana, dei consumi e del rapporto tra individui, media e marche, compie 50 anni. Nella seconda metà degli anni Settanta, questo strumento introduceva in Italia un nuovo approccio alla conoscenza dei target: alle tradizionali variabili sociodemografiche veniva affiancata una chiave di lettura per comprendere in profondità le scelte di acquisto. Oggi, Sinottica si integra nell’universo di NIQ, contribuendo a offrire una visione più ampia, nella quale patrimoni informativi diversi dialogano e si completano. DM MAGAZINE 89


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