DIGITAL CLUB/RETAIL DMM
Nell’AI vince il grande, ma... Nel DM Magazine di novembre, partendo da Starbucks, abbiamo visto l’importanza di raccogliere molti dati per utilizzare l’AI in modo più proficuo. Partendo da alcune mie ricerche sul tema proviamo a continuare il ragionamento. Il gioco è truccato. O quasi. L'intelligenza artificiale non è democratica. È un gioco di numeri, letteralmente. Le grandi insegne (Gdo e non) hanno accumulato montagne di informazioni su milioni di clienti. Ogni passaggio alla cassa, ogni carta fedeltà, ogni click online: dati. E l'AI si nutre di dati come un teenager di pizza (o forse di poke, oggi). Il risultato? Il 67% dei retailer italiani ha già integrato forme di AI tradizionale e il 61% sperimenta l'AI generativa. Numeri che nascondono una verità scomoda: parliamo soprattutto dei grandi. EsselungaLab con computer vision che riconosce ogni prodotto, LuisaViaRoma che dichiara di usare modelli predittivi che aumentano le vendite online del 36%, MediaWorld che personalizza le raccomandazioni come Amazon. I piccoli? Solo il 7% delle piccole imprese italiane ha avviato progetti AI. DM MAGAZINE 71