EDITORIALE DMM
Tra resilienza e investimenti il 2025 del retail italiano Maria Teresa Manuelli, direttrice editoriale Edizioni DM
Il 2025 sta giungendo alla sua chiusura con la conferma della capacità di resilienza della distribuzione moderna italiana, in un contesto di mercato ancora segnato da incertezze economiche, ma caratterizzato da investimenti strategici. L'evento dell'anno è stato senza dubbio l'acquisizione di Carrefour Italia da parte di NewPrinces Group, annunciata a sorpresa a luglio e completata a fine novembre per circa 1 miliardo di euro. Il via libera dell'Unione Europea, pur atteso, ha permesso alla società guidata dalla famiglia Mastrolia di diventare il secondo gruppo italiano nel food per fatturato (6,9 miliardi consolidati) e il primo per occupazione con 13mila dipendenti. Per restare sul fronte dei grandi gruppi, Selex ha confermato la leadership superando i 22 miliardi di fatturato, con una crescita del 7,9% nei primi cinque mesi e una quota di mercato del 15,6%. La centrale si è distinta per il lancio di Selex Media, piattaforma proprietaria di retail media, con 350 punti vendita già attivi. Conad ha inseguito con 22 miliardi stimati per l'anno, annunciando investimenti per 2,17 miliardi nel triennio 2025-2027. L'analisi Mediobanca pubblicata ad aprile ha confermato, però, ancora il dominio del modello discount: Eurospin si è attestata regina indiscussa, con un margine operativo del 6,7% e utili cumulati 2019-2023 di 1,56 miliardi, seguita da VéGé con 1,33 miliardi e Selex con 1,28 miliardi. Nei primi dieci mesi del 2025, secondo i dati diffusi dall’Istat nel Report sulle vendite al dettaglio di ottobre, i discount sono cresciuti del 3,5%, superando di gran lunga l’andamento complessivo del commercio al dettaglio, fermo a +0,8%. Ma fenomeno più rilevante è stato la crescita silenziosa e strutturale della private label, che in Europa ha raggiunto 291 miliardi di euro e il 40% di quota di mercato. L'Italia, pur partendo dal 30%, ha registrato la crescita più dinamica dell'UE con +4,7% nel primo semestre. Particolare soddisfazione è arrivata, infine, dal Made in Italy. Brand Finance ha certificato il raddoppio del peso dei marchi alimentari italiani nella classifica mondiale: da quattro a nove brand in top 100, con quota dal 4% al 7%. Ferrero si è confermata eccellenza globale, mentre quasi tutti i principali marchi italiani sono cresciuti a doppia cifra. Possiamo, quindi, archiviare il 2025 come un anno di consolidamento strategico: investimenti mirati, efficienza operativa e innovazione hanno tracciato la strada per un settore in trasformazione, dove private label e discount hanno ridefinito le regole del gioco. DM MAGAZINE 3