→ piscine oggi n.195 → luglio-settembre 2021
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anno 49° numero
trimestrale € 7.00 prima immissione: 09.09.2021 luglio-settembre 2021
in copertina:
Preformati Italia, piscine e relax ad alta quota con Klimapool
primo piano:
Platys Center, il 1° centro certificato dal GBC in Europa tecnologie:
Quando e perché ristrutturare la piscina
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( lug → set 2021 )
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sommario summary
zoom
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Esperienze sommerse Di Rita Cesarini
Esplorare una città post-apocalittica scoprendo cosa si cela nei suoi anfratti nascosti, fino a una profondità di -60 metri. Un’esperienza che toglie il fiato, in una piscina da primato.
Submerged experiences Explore a post-apocalyptic city by discovering what lies in its most hidden ravines, reaching a depth of -60 meters. An experience that takes your breath away, in a record-breaking swimming pool.
in copertina
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Ad alta quota Di Rita Cesarini
Emozionarsi nuotando verso un paesaggio alpino, abbandonarsi ai benefici dell’idromassaggio sorseggiando un drink immersi in un’infinity pool dalla doppia anima indoor e outdoor. Dove? A Livigno, in una spa unica nel suo genere.
At high altitude To get excited by swimming towards an alpine landscape indulging in the benefits of the hydromassage while sipping a drink, soaking in the warm waters of an infinity pool. Where? In Livigno, in a unique spa.
grandangolo
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Sospesi nel vuoto Di Annalisa Dall’Oca
Gemma del complesso ricreativo Odiseo a Murcia, in Spagna, La Olímpica è la seconda piscina sospesa nel vuoto più grande al mondo e la più grande d’Europa. Una vasca di 42 metri, a 22 metri dal suolo, dove si nuota sospesi tra la terra e il cielo.
Floating through the air Gem of the Odiseo leisure complex in Murcia, Spain, La Olímpica is the second world’s largest suspended pool and the biggest in Europe. A 42-meter pool, 22 meters above the ground, where you can swim suspended between the earth and the sky.
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primo piano
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Impatto zero Di Rita Cesarini
Chi frequenta il Platys Center deve sentirsi “a casa”, proiettato nel futuro da tecnologie invisibili rispettose dell’ambiente, ma al contempo radicato nella propria natura, in un luogo ove il corpo e la mente sono indissolubilmente legati – Architetto Magnoli.
Zero impact Those who frequent the Platys Center must feel “at home”, projected into the future by invisible technologies that respect the environment, but at the same time rooted in their nature, in a place where body and mind are inextricably linked – Architect Magnoli.
tecnologie
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Rinnovare, riformare, ristrutturare Di Annalisa Dall’Oca
Avere una piscina è un investimento che aggiunge valore a un immobile, ma solo se la teniamo in buone condizioni. Piscine Oggi ha deciso di dedicare un approfondimento alla ristrutturazione, a partire dal rinnovamento della struttura dell’invaso.
Renew, restore, refurbish Having a pool is an investment that adds value to a property, but only if we keep it in good condition. That’s why Piscine Oggi decided to devote an in-depth study to the issue of the renovation, starting with the makeover of the structure of the pool.
progetti
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Introspezione artefatta Di Rita Cesarini
Due progetti accomunati dalla presenza, celata, dell’acqua. Due architetture basate sul dialogo, armonioso, tra natura e artificio. Un unico obiettivo: relazionarsi, naturalmente, con lo spazio circostante.
Artificial introspection Two projects joined by the hidden presence of water. Two architectures that are based on a harmonious dialogue between nature and artifice. One goal: to band together with the surrounding space.
forum
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Ecco a voi NEXT A cura della redazione
Arriva NEXT by ForumPiscine! Il 12 e il 13 ottobre l’Exhibition Hall e il Palazzo dei Congressi della Fiera di Bologna ospiteranno un nuovo evento, unico nel suo genere.
This is NEXT NEXT by ForumPiscine is coming! On 12th and 13th October, the Exhibition Hall and the Palazzo dei Congressi of the Bologna Exhibition Center will host a new event, one of a kind.
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Dubbi su interventi edilizi e consulenza preventiva
Nella fase di progettazione di un intervento edilizio possono sorgere alcuni dubbi sugli interventi edilizi, i quali possono essere risolti richiedendo una consulenza preventiva all’ufficio tecnico comunale.
Di Mario Petrulli
Doubts concerning building interventions and preventive consultancy In the planning stage of construction, some doubts may arise about building interventions that can be solved by requesting prior advice from the municipal technical office.
Aziende e prodotti 78
Telex 84
Indice inserzionisti 95
Il sito di Piscine Oggi è online nella sua nuova veste che coniuga la sobria eleganza alla fruibilità. Un punto di riferimento, anche sul web, per tutti gli operatori della filiera che desiderano essere sempre aggiornati sull’evoluzione di un comparto a elevato contenuto tecnologico e appartenente all’universo wellness. Rimani connesso con noi!
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PISCINE OGGI anno XLIX n.195 trimestrale luglio - settembre 2021 una copia euro 7,00 registrazione: tribunale bologna n° 4242, sett. 1972 iscrizione al ROC numero 6228 per contattare la redazione: piscineoggi@ilcampo.it direttore responsabile: federico maestrami redazione: rita cesarini, davide venturi hanno collaborato: annalisa dall’oca, mario petrulli progetto grafico: chialab, bologna impaginazione e prestampa: paolo d’andrea stampa: MIG moderna industrie grafiche srl, bologna
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editrice il campo fondata da franco maestrami direzione editoriale: federico maestrami, roberto maestrami direzione, redazione, amministrazione e pubblicità: via amendola, 9 - 40121 bologna tel +39 051255544 - fax +39 051255360 www.ilcampo.it - info@ilcampo.it www.sportindustry.com www.fitnesstrend.com www.forumpiscine.it www.forumclub.it www.italianpooltechnology.com www.piscineoggi.com
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COME LO VUOI IL FUTURO?
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Un format inedito per il primo appuntamento in presenza post Covid 19 dedicato a costruttori, distributori, tecnici, operatori della piscina e buyer. Due giorni di focus su sviluppo sostenibile, innovazione e tecnologia, articolati nel percorso espositivo e congressuale che darà ufficialmente il via alla ripartenza del settore. Segnate la data, vi aspettiamo a Bologna. Exhibition Hall & Palazzo dei Congressi
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( editoriale )
Ci siamo, ecco NEXT by ForumPiscine, appuntamento
Un’esposizione di aziende e di dell’anno per la filiera tecnologie di ultima generazione e un programma articolato della piscina. di autorevoli convegni, appuntamenti e iniziative speciali. Per fare il punto sul settore, per guardare al futuro e alla sostenibilità della piscina, nei possibili scenari post Covid-19. Finalmente in presenza. Tra pochi giorni, il 12 e 13 ottobre, si apriranno le porte dell’Exhibition Hall e del Palazzo dei Congressi di Bologna e si accenderanno i riflettori di NEXT, integrato alla ventiduesima edizione di FORUMCLUB, la prestigiosa Convention annuale dedicata all’industria del fitness. I due eventi uniti chiameranno a raccolta a Bologna aziende, installatori, gestori di piscine pubbliche e commerciali, responsabili tecnici, progettisti, buyer, operatori del fitness e del wellness. La redazione di PISCINEOGGI e lo staff di Editrice Il Campo, insieme ai più stretti collaboratori e amici, hanno dato tutto loro stessi in questo anno, a dir poco complicato, per sostenere il settore della piscina, in tragica difficoltà e a ridosso di cambiamenti epocali. NEXT è stato così concepito come evento operativo e culturale, osservatorio e “ponte” di collegamento con il 2022 e con la tredicesima edizione di FORUMPISCINE Pool & Spa Expo, la fiera italiana della piscina, di cui è
emanazione e nella quale proseguiranno i lavori e le iniziative poste in essere appunto a NEXT. Un esempio per tutti è il tema dell’efficientamento e della sostenibilità dei consumi idrici nelle piscine pubbliche e in quelle private a uso collettivo. Un confronto sulle normative, ormai datate e in via di revisione, che disciplinano l’approvvigionamento idrico negli impianti pubblici, penalizzandoli economicamente e con un impatto ambientale non più sostenibile. NEXT aprirà il dibattito il prossimo 12 ottobre con il coinvolgimento del Gruppo di Lavoro dedicato alla risorsa idrica – nel quale è recentemente entrato anche l’Istituto Superiore di Sanità con Emanuele Ferretti, referente del reparto “Qualità dell’acqua e salute”, e l’Università di Roma Foro Italico, con il Prof. Vincenzo Romano Spica – nell’ambito del Tavolo di lavoro per lo sviluppo sostenibile nel settore delle piscine, costituito da FORUMPISCINE e del quale fanno parte anche ENEA, FIN e ICS – Istituto per il Credito Sportivo. Questo importante lavoro finalizzato a risolvere lo spreco di acqua potabile nelle piscine italiane, ad abbattere i costi relativi e a incidere su una rapida revisione della normativa proseguirà al FORUMPISCINE del prossimo febbraio. Vi aspetto, a ottobre, a Bologna. Federico Maestrami
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23-25 febbraio 2022
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Tre giorni di confronto in presenza per andare avanti con slancio puntando sull’innovazione tecnologica, la sostenibilità e un uso più efficiente di energie e risorse. L’edizione 2022 di ForumPiscine - unica fiera italiana di respiro internazionale per il settore piscine e spa - permetterà di aggiornarsi sulle ultime novità di prodotto e servizio, partecipare a momenti di formazione qualificata e ampliare le attività di networking. Il momento ideale per cogliere nuove opportunità già a portata di mano.
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( zoom )
Esplorare una città post-apocalittica scoprendo cosa si cela nei suoi anfratti più nascosti, arrivando a toccare una profondità di -60 metri.
Esperienze sommerse
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Un’esperienza che toglie il fiato, in una piscina da primato.
Di Rita Cesarini
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ubai, patria di primati ed eccessi, ha da poco ampliato il suo wall of fame accogliendo una nuova stella, ovvero la piscina che, grazie ai suoi 60,02 metri di avvallamento, è la più profonda del mondo. Lo scorso 7 luglio, infatti, la Deep Dive Dubai ha aperto i propri ‘abissi’ al pubblico, conquistandosi il record in passato appartenuto alla Y-40 di Montegrotto Terme, con i suoi 42,15 metri, attualmente ancora unica nel suo genere per via delle acque termali che la alimentano. Ricordiamo, poi, il breve primato della polacca Deepspot che, grazie ai 45,47 metri di profondità è stata la detentrice del titolo per una manciata di mesi. Non possiamo non citare la britannica Blue Abyss, al momento ancora in attesa dell’avvio dei lavori, che pregustava già il record, con i suoi 50 metri, ma che si dovrà accontentare del secondo posto. Infine, una menzione è d’obbligo per la belga Nemo 33, la cui profondità di 34,5 metri le ha assicurato il titolo per ben 10 anni, fino all’inaugurazione dell’impianto padovano. Deep Dive Dubai lascia senza respiro già dall’esterno: la struttura si erge maestosa con le sue architetture fluenti che ricordano la forma di un’ostrica gigante, un chiaro omaggio alla tradizionale attività di raccolta delle perle negli Emirati Arabi. Al suo interno sono presenti diversi negozi, un ristorante, aree pensate per meeting, conferenze ed eventi, oltre che diverse vetrate che con-
sentono di osservare quanto sta accadendo nel cuore della piscina. Una piscina lunga 27 metri e larga 17 che, nel complesso, accoglie 14 milioni di litri d’acqua – corrispondenti alla capacità di sei vasche olimpioniche –, mantenuti alla temperatura costante di 30 °C. Nei meandri della Deep Dive Dubai si può andare alla scoperta di una città sommersa post-apocalittica nella quale la natura ha preso il sopravvento su ciò che la popola: paesaggi urbani, vetrine, lampioni, bancomat, panchine. A -28 metri si può esplorare un appartamento completo, dotato di camera da letto, cucina, music room, art room, sala da pranzo e soggiorno, mentre a una decina di metri più in basso ecco un garage con auto, moto, cabinati, flipper, tavolo da biliardo e persino una truppa d’assalto di Star Wars e un omino Lego a grandezza naturale. Dai -40 ai -60 metri, infine, si nuota in un pozzo dal diametro di 10 metri con muri in mattoni decorati da graffiti. Altra particolarità della piscina è la presenza di due habitat sottomarini “all’asciutto”, uno a -6 e l’altro a -21 metri, all’interno dei quali i subacquei possono emergere, respirare normalmente e parla-
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Situata nel quartiere Nad Al Sheba di Dubai, Deep Dive Dubai si
estende su 1.500 metri quadrati e regala, tra le tante esperienze, una sorprendente città sommersa da scoprire.
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re tra loro, anche uscendo completamente dall’acqua. Possiamo dire sia difficile stupirsi nello scoprire che la Deep Dive Dubai sia la sede del più grande studio di riprese subacqueo del territorio: tutta la città sommersa può essere utilizzata come sfondo per i set cinematografici, avendo la possibilità di integrare gli allestimenti presenti con ulteriori elementi, oltre che gestire il sistema di illuminazione in modo da oscurare/illuminare
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completamente la vasca. All’interno della struttura, poi, è presente anche una sala di editing multimediale e lo staff può fornire supporto professionale per foto e riprese subacquee. La sicurezza nelle profondità della Deep Dive Dubai è assicurata da 56 telecamere subacquee, posizionate in modo da coprire ogni angolo della vasca, ed è presente anche un sistema audio con 27 altoparlanti per tra-
smettere musica, suoni d’atmosfera, messaggi e informazioni in tempo reale. Ogni ambiente della piscina è illuminato attraverso 164 punti luce che consentono di creare giochi e atmosfere particolari, in linea con i bisogni di chi è immerso. Per scongiurare qualsiasi incidente, è stata realizzata anche una camera iperbarica, anche in questo caso unica nel suo genere: oltre a poter contare su un medico subacqueo reperibile, dispone
di sedie a sdraio e televisione, con una capacità di una decina di persone alla volta. E la sicurezza viene garantita anche a livello igienico-sanitario: tutta l’acqua della vasca viene filtrata ogni 6 ore in quello che è uno dei sistemi di filtrazione tra i più grandi e veloci del territorio. L’acqua prelevata passa in principio attraverso un filtro di perlite, costituito da roccia vulcanica silicea naturale in grado di trattenere le particelle più grossolane, qua-
li polvere, detriti e materia organica. In seguito, l’acqua è pronta per la fase di trattamento, per la quale viene sfruttato un processo di ionizzazione sviluppato dalla NASA che controlla la presenza di batteri, per poi passare sotto i raggi UV prodotti da due imponenti dispositivi, completando così il percorso di “purificazione”.
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Immergiti nella Deep Dive Dubai
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( in copertina )
Ad alta quota Di Rita Cesarini Foto di Ladislav Cesnek
Emozionarsi nuotando verso un paesaggio alpino, abbandonarsi ai benefici dell’idromassaggio sorseggiando un drink immersi nelle calde acque di un’infinity pool dalla doppia anima indoor e outdoor. Dove? A Livigno, nel cuore di una spa unica nel suo genere. 32 piscine oggi n.195
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i margini di un bosco secolare, con vista pittoresca sul paese di Livigno, sorge il luogo ideale per chi desidera alternare momenti di attività sportiva con altri di relax totale, prendendosi cura a fondo di corpo e spirito. Stiamo parlando dell’Alpen Resort Bivio, una
struttura ricettiva che ha fatto del divertimento e del benessere le sue colonne portanti. L’offerta wellness è particolarmente articolata, lo si intuisce dallo spazio destinato alla spa: 3.000 metri quadrati, suddivisi su 2 piani, con aree dedicate a grandi e piccini. Nel dettapiscine oggi n.195
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glio, le piscine presenti all’interno dell’Alpen Village sono 7, a partire dall’elegante infinity pool indoor/outdoor, passando per la vasca per la crioterapia, la kid’s pool, la fun pool, la vasca relax e le 2 piscine idromassaggio esterne. Ben 815 metri quadrati sono riservati al wellness in senso stretto con sauna asciutta, sauna finlandese, sauna “eventi” per il rito dell’aufguss, sauna panoramica, bio sauna, hammam, bagno romano, percorso Kneipp, docce emozionali, sale relax tematiche (dedicate a fuoco, aria e acqua) e aree massaggi. La spa, dunque, è stata ideata per coccolare tatto, olfatto, udito
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e vista, con un ambiente rilassante che va a riequilibrare fisico e mente. E il gusto? Non poteva – ovviamente – essere trascurato, ed ecco che il palato degli ospiti viene lusingato non solo dai diversi ristoranti presenti, ma anche dalla tipica e accogliente Wine Stube. La vera protagonista dell’area wellness, senza alcun dubbio, è l’infinity pool. Una navata azzurra che corre lungo tutto il piano per infrangere i confini tra interno ed esterno, spingendosi verso il panorama livignasco grazie alla parete in acrilico che, pur arrestando la spinta dell’acqua, annienta ogni barriera per lo sguardo
[ Il progetto nasce dall’esigenza di avere una piscina unica e continua tra interno ed esterno, con una veduta su Livigno e le montagne circostanti. Gli elementi strutturali trasparenti esaltano la percezione dei movimenti naturali dell’acqua e creano armonia con la profondità degli spazi, originando nelle ore serali un emozionante gioco di luce ] ARCH. ALBERTO BUFFOLINO
e lo congiunge all’incontaminato cielo montano. Questa “sheer pool”, realizzata con la tecnologia Klimapool di Preformati Italia, è il fiore all’occhiello dell’Alpen Village con le sue acque riscaldate alla temperatura di 32 °C e la sua estensione sia all’interno, sia all’esterno dell’edificio, resa possibile da una porta scorrevole che consente agli ospiti di passare da un ambiente all’altro, godendo a pieno degli accessori benessere presenti in piscina. La vasca, infatti, ospita zone relax indoor, con 6 lettini idromassaggio e 4 poltrone idromassaggio, e zone relax outdoor, con ulteriori 10 lettini idromassaggio, i quali consentono di beneficiare non solo degli effetti salutari dell’acqua, ma anche dell’incantevole vista sulle Alpi. Da non dimenticare il pool bar, ovvero il bar piscine oggi n.195
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circolare immerso nella parte più interna della piscina, dove è possibile ordinare cocktail e bevande analcoliche durante tutta la permanenza in vasca, un tocco estroso per un’esperienza davvero speciale. Questa infinity pool è un esempio lampante di come i principi della meccanica strutturale applicata alle piscine possano coniugarsi perfettamente alle forme dell’ar-
da Klimapool: grazie a materiali di ultima generazione, caratterizzati da leggerezza e duttilità, ciascun progettista è libero di dar sfogo alla sua creatività e realizzare architetture fuori dall’ordinario anche in condizioni ambientali e strutturali di estrema complessità. Il sistema Klimapool, infatti, è leggero, dunque il suo peso non incide negativamente sulla struttura dell’edificio, aspet-
chitettura dell’acqua, con un mix di soluzioni tradizionali e innovative che, grazie alla loro sinergia, danno una risposta pratica al bisogno di offrire una pluralità di attività in un'unica vasca. Il risultato è uno spazio acquatico nel quale allenarsi nuotando per poi abbandonarsi al tepore dell’acqua e al potere rigenerante dell’idromassaggio, lasciando la mente libera di vagare tra le cime alpine mentre ci si concede una confortante bevanda. Tutto ciò è frutto della libertà creativa offerta
to non da poco in questo specifico caso considerando che la piscina, che ha una superficie complessiva di 215 metri quadrati, è collocata a un piano sopraelevato. La tecnologia costruttiva scelta, poi, ha ridotto notevolmente le tempistiche di cantiere, consentendo di completare i lavori in sole 6 settimane, tenendo anche conto dell’inserimento dei 3 telai per le pareti in acrilico e loro relativa impermeabilizzazione. Il contenimento del consumo energetico garantito dalle strutture Klimapo-
At high altitude
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The real star of the wellness area is the infinity pool. A blue nave that runs along the entire floor to break the boundaries between inside and outside, pushing towards the Livigno landscape thanks to the acrylic wall which, while stopping the momentum of the water, annihilates every barrier and connects it to the uncontaminated
mountain sky. This "sheer pool", made with Klimapool technology by Preformati Italia, is the flagship of the Alpen Village with its waters heated to a temperature of 32 °C. The sliding door between inside and outside allows guests to move from one room to another, fully enjoying the wellness accessories installed in the pool.
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Le temperature di Livigno (che possono
spingersi anche oltre i -30 °C) hanno portato la committenza a scegliere la tecnologia Klimapool, in quanto garantisce un ottimo isolamento termico della piscina.
ol è accompagnato dalla riduzione delle immissioni in atmosfera, in particolar modo di CO2, durante il processo di realizzazione della vasca: un’attenzione volta al rispetto dell’ambiente che contraddistingue Preformati Italia, operante nel campo della produzione di manufatti speciali in EPS ad alta densità. L’azienda vicentina ritiene che le piscine, in quanto opere edili, debbano essere dotate di un metro di valutazione per determinarne la propensione al risparmio energetico, anche in base al fatto che l’acqua contenuta al loro interno, spesso, vie-
ne riscaldata, con un conseguente dispendio di energia primaria. Preformati Italia crede che ogni intervento edilizio, seppur non annoverato in senso stretto dalla Direttiva 2010/31/UE, debba seguire regole di progettazione, realizzazione e conduzione tali da portare a un
Ubicazione: Livigno (SO) Anno di realizzazione: 2020 Progettista: AB Studio di Alberto Buffolino Impresa costruttrice: Preformati Italia, Sanae Beauty, Clax Italia Struttura vasca: CLS/Klimapool Forma: libera Superficie: 215 mq Dimensioni: 28,55 × 17,18 m Profondità: 0,96 – 1,30 m Rivestimento interno: liner Stoneflex Rivestimento esterno: gres Filtrazione: n°2 filtri a piastra D.1600, portata 130-35 mc/h Ricircolo: a sfioro nascosto, n°25 bocchette Accessori: n°3 pareti in acrilico, porta di chiusura automatica tra parte interna ed esterna, copertura (esterno), n°16 fari RGB (interno), n°7 fari RGB (esterno), n°6 lettini aria (interno), n°10 lettini aria (esterno), n°4 postazioni idromassaggio in piedi con n°2 bocchette aria/acqua ciascuna
contenimento dell’uso di energia primaria e delle immissioni in atmosfera; Klimapool è stato ideato proprio per conciliare questi due aspetti: la libertà di progettare strutture di alta qualità e il contenimento dell’impatto ambientale di tali opere, perché solo in questo modo è possibile dare vita a un impianto di vero benessere, per sé e per il pianeta che ci ospita.
Scheda tecnica
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( grandangolo )
Sospesi nel vuoto Di Annalisa Dall’Oca Foto di David Frutos (BIS images) e Juan Ballester
Gemma del complesso ricreativo Odiseo a Murcia, in Spagna, La Olímpica è la seconda piscina sospesa nel vuoto più grande al mondo e la più grande d’Europa. Una vasca di 42 metri, a 22 metri dal suolo, dove si nuota sospesi tra la terra e il cielo. 38 piscine oggi n.195
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uotare sospesi nel vuoto, immersi nella piscina a sbalzo più grande d’Europa. Un sogno che può diventare realtà se si visita l’incantevole città di Murcia, in Spagna, dove si trova il complesso ricreativo urbano Odiseo, un grande centro progettato per diventare un
punto di riferimento, non solo per la città, ma per l’intera regione sud-orientale della Spagna. Con una superficie di 15.500 mq, il complesso ospita due ristoranti, una discoteca, una sala spettacoli, un casinò, un bar per le scommesse sportive, due livelli di parcheggio sotterrapiscine oggi n.195
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nei e, ovviamente, la magnifica piscina, altresì nota come La Olímpica. Una cometa celeste dalla lunga coda, azzurro pervinca, che disegna una linea perfetta di 42 metri, sospesa a 20 metri dal suolo, tanto bella quanto emozionante. La piscina, che poi è la seconda a sbalzo più grande al mondo, infatti, lambisce la terrazza del
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complesso creando come una sorta giardino urbano sopraelevato dal design minimal e l’impatto ‘green’, una nota violenta di colore che genera una miscela di sfumature, catalizzando lo sguardo e l’attenzione. Un po’ come se la scintillante Las Vegas avesse fatto un tour nell’ecosostenibilissima Scandinavia, per darsi un tono
più avanguardistico progresso. Del resto, il complesso si trova in uno dei principali accessi alla città, circondato da strade ad alta velocità e da una distesa – quasi una giungla – di cartelloni pubblicitari, e per rendersi visibile in quel paesaggio urbano ha assunto il ruolo di totem, con un’insegna fatta da un grande reticolo di tubi metallici, pennellate di verde determinate dalla vegetazione trapiantata, l’azzurro shock della piscina – sorretta solo da due nuclei centrali in calcestruzzo – e un concerto di linee moderne che lo rende affascinante e anticipa al potenziale visitatore quello che è lo scopo stesso della struttura. Essere, cioè, un centro ricreativo, gastronomico, d’intrattenimento, capace di donare all’utente un’esperienza sensoriale – con il suono dell’acqua, i riflessi di luce, le texture dei materiali – e psicologica – generando emozioni, sorpresa, stupore, curiosità, benessere. Una curiosità: l’architetto Manuel
‘environment-friendly’ al di là dei lampadari d’oro, i bicchieri di cristallo e le fontane scenografiche. La piscina dona, dunque, un tocco Holliwoodiano a un complesso ricco di personalità, assurgendo al ruolo di gemma della corona più che di semplice attrazione. E che dire della finestra che si apre, sulla sommità della vasca, proprio nel vuoto sottostante così che dal basso si possano scorgere i natanti e dalla vasca si goda del pieno effetto generato dall’altezza? La sensazione, per un momento, in quell’esatto punto, è quella di volare, di fluttuare senza peso sospesi nel nulla, a metà strada tra il sogno e il
Clavel Rojo, fondatore di Clavel Arquitectos e mente del gioiello architettonico che è La Olímpica, è stato il primo a provare la piscina a sbalzo, seguendo la tradizione per cui l’autore deve correre il rischio di testare la propria creazione.
Scheda tecnica
Superficie totale del centro: 15.500 mq circa Dimensione della piscina: 42 m, sospesa a 22 m dal suolo Forma: rettangolare Progettista: Manuel Clavel Rojo
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Una foresta soprelevata
Al di là della questione estetica, sicuramente non secondaria quando si tratta di un complesso come Odiseo, la volontà di dare vita a una foresta soprelevata con giochi d’acqua, vegetazione, e dunque ombra e ventilazione, è determinata anche da un’altra necessità: creare un ecosistema in grado di difendere l’edificio dal clima rigido di una delle città europee più soleggiate, molto attenta al turismo. All’interno, una progettazione estremamente curata genera come mondi indipendenti, giustapposti tra loro, capitanati dallo spazio dedicato alla gastronomia, cioè il ristorante. Un ambiente che prende il Mediterraneo come punto di partenza e di riferimento (anche per quanto riguarda l’ambito culinario) e la mitologia greca come sua rappresentazione, generando un accumulo di trame (differenti tipologie di legno, oro e bronzo, fibre naturali, velluti, ceramiche artigianali, per citarne qualcuno), un incrocio di forme e una miscellanea di sfumature che si incontrano e intrecciano in una luce molto calda, cinquanta e più sfumature di bellezza. Aneddoto interessante: La costruzione, finanziata esclusivamente in maniera privata, ha contato in larga misura su professionalità e maestranze locali e si è basata su uno spirito di responsabilità economica nei confronti della piccola città in cui si trova, duramente
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colpita dalla crisi. Architettura, comunicazione e natura si sovrappongono, inoltre, per dare carattere e vivibilità a un’area della città prima inospitale e priva di fascino, creando un’oasi urbana dal clima temperato aperta a tutti i cittadini.
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( primo piano )
Impatto zero Di Rita Cesarini Immagini di proprietà di Magnoli&Partners
Chi frequenta il Platys Center deve sentirsi “a casa”, proiettato nel futuro da tecnologie invisibili rispettose dell’ambiente, ma al contempo radicato nella propria natura di essere dinamico e curioso, in un luogo ove il corpo e la mente sono indissolubilmente legati – Architetto Magnoli. 44 piscine oggi n.195
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ggi più che mai, è chiara ed evidente la necessità di salvaguardare l’ambiente, messo sempre più a dura prova dalle conseguenze correlate, nel tempo, agli artefatti prodotti dalla mano dell’uomo. Cambiare rotta è, ormai, inevitabile. E lo è per tutti i settori economici
e produttivi a livello internazionale. Abbiamo già preziosi strumenti a nostra disposizione in grado di aiutarci a migliorare lo stato attuale dell’ambiente che ci circonda e sono raccolti, in varie forme, nelle accoglienti braccia della sostenibilità. Un virtuoso esempio di ciò piscine oggi n.195
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che è possibile realizzare con questi mezzi è osservabile proprio in Italia, a Verona, dove i 50.000 metri quadrati dell’ex area Glaxo beneficeranno di un intervento di riqualificazione che porterà alla nascita di un centro sportivo e di svago di circa 8.000 metri quadrati. Il progetto, stilato da Magnoli&Partners, società di architettura del gruppo energetico Edison, si è distinto immediatamente per la sua forte connotazione ecosostenibile, tradottasi in un piano di rigenerazione urbana e umana in cui l’estetica è coniugata con l’etica nell’ottica di un’eco-alfabetizzazione. Architettura alleata della natura
Il progetto del Platys Center prevede, con un investimento di 8 milioni di euro, la realizzazione di un centro sportivo in grado di offrire, attraverso diverse attività fisiche e ludiche, la cultura della salute nel senso più
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ampio del termine. Come ha sottolineato l’architetto Magnoli, infatti, questa struttura rappresenta “un centro culturale che promuove un nuovo modo di vivere, ove sport, svago e intrattenimento divengono parte di una nuova didattica sociale”. Ed ecco che ciascun elemento del progetto trova la sua collocazione ottimale nel sistema generale: dall’ipogeo coperto a verde, alla piscina esterna in formato laguna e alla vasca per i bambini, dalle due piastre polivalenti alla palestra, passando dai quattro campi da padel, due da tennis, uno da calcio a 5, uno da calcio a 7, due da calcio a 11, due da beach volley e uno da bocce. L’interconnessione tra le varie aree continua anche con i servizi accessori come bar, ristorante, spogliatoi e parcheggio esterno, ulteriori elementi di un organismo complesso che promuove la cultura di un rapporto corretto tra ambiente costruito dall’uomo e ambiente naturale.
Il progetto, come spiegato dalla Magnoli&Partners, segue i principi di una nuova estetica non celebrativa e moralmente responsabile che garantisce il miglior utilizzo possibile degli edifici, abbinato ad alte prestazioni e al benessere degli utenti, anche in virtù dell’impiego di materiali non inquinanti e facilmente manutenibili. Dettaglio non trascurabile, il fatto che questo lavoro prevede anche il recupero di edifici preesistenti, opportunamente trasformati per essere adattati all’anima “green” del centro sportivo. Le facciate, ad esempio, saranno rinnovate grazie a cappotti isolanti e riverniciature e, quando possibile, saranno rivestite di muri vegetali che ridurranno l’effetto “isola di calore”, l’impatto visivo sul paesaggio e le opere di manutenzione e gestione, stessi benefici ottenuti anche dalle coperture verdi previste sui tetti delle strutture del Platys Center che non saranno occupate dai pannelli degli impianti
fotovoltaici, dedicati alla raccolta di energia solare. Inoltre, la mitigazione del calore nell’area sarà assicurata anche dalle due piscine, le quali, grazie a un sistema di vasche sotterranee, consentiranno persino il recupero e il filtraggio dell’acqua piovana, utilizzata al bisogno per l’irrigazione delle aree verdi. Il linguaggio architettonico impiegato è ispirato alla biomimesi, vale a dire al “mutuare ergonomie, principi eco-sistemici e forme aero-e-fluido-dinamiche dal patrimonio di ricerca e sviluppo che Madre Natura ha accumulato in 3,7 miliardi di anni”, come chiarisce lo studio Magnoli&Partners. “Ogni ecosistema in natura è un sistema chiuso, alimentato da energia solare, che rigenera materie prime e risorse secondo i principi dell’economia circolare, senza rifiuti e scarti – prosegue –. Nel progetto, materiali riciclati e riciclabili, ispirati ai principi del ‘from cradle to cradle’, con impiantistica a emissioni zero, fanno sì che il complesso apporti valore aggiunto all’ecosistema circostante e funzioni grazie alla fotosintesi, come un vegetale, con superfici che captano la luce e la trasformano in energia per il massimo confort interno, zero emissioni e un delta di produzione utile che può essere ceduto alla rete”. Gli edifici del Platys Center, dunque, saranno a “Energia Zero, Emissioni Zero e Rifiuti Zero”, in poche parole produrranno più energia di quanta ne consumeranno e potranno configurarsi come una sorta di piccola centrale energetica, un modello da cui trarre ispirazione per il resto dell’area urbana veronese nell’ottica di un abbandono sempre più progressivo dell’edilizia energivora. Un centro innovativo e virtuoso, a partire dalla progettazione
Il cuore pulsante del Platys Center, riprendendo le parole dell’architetto Magnoli, è “la cultura del rispetto verso l’ecologia, l’ecosistema e gli altri esseri viventi”. Un’anima virtuosa per un progetto ambizioso che ha ottenuto la certificazione del Green Building Council, rilasciata per la prima volta in Europa a un centro sportivo e di svago. Il Platys Center, inoltre, sarà classificato come struttura nZEB, acronimo di nearly Zero Energy Building, utilizzato per indicare gli edifici ad alta efficienza, il cui funzionamento implica il consumo di una quantità estremamente ridotta di energia. Si tratta di due “riconoscimenti” conquistati da un progetto perfettamente in linea con il bisogno della città scaligera di abbattere i consumi energetici e ridurre sia l’inquinamento,
[ Ogni edificio, dunque, funziona per fotosintesi: pannelli fotovoltaici a tetto, come foglie di un albero, captano la luce del sole e la trasformano in energia utile al funzionamento del sistema ] ARCH. MAGNOLI piscine oggi n.195
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sia le emissioni di CO2 al fine di rendere più sano l’ambiente urbano, contrastando al contempo la povertà energetica. Il lavoro a monte è stato delicato e minuzioso: l’elaborazione del progetto da parte dallo studio Magnoli&Partners, infatti, si è compiuta attraverso l’utilizzo di innovativi strumenti digitali di progettazione, analisi e gestione, vale a dire il BIM (Building Information Modeling), per governare le diverse fasi della vita di un edificio, dalla sua progettazione architettonica e ingegneristica alla gestione e organizzazione delle attività manutentive, il BEM (Building Energy Modelling), che consente una modellazione energetica raffinata degli edifici, fedele al comportamento reale degli stessi, e il BEMS (Building Energy Management System), che permette di sviluppare strategie di automazione, gestione e controllo in modo avanzato. Grazie all’interazione e all’integrazione di queste tecnologie digitali avanzate, lo studio ha potuto garantire una gestione ottimale del lavoro nel suo complesso, potendone governare ogni aspetto, da quello territoriale e relativo al masterplan a quello progettuale e gestionale del singolo edificio. Spazio alla mente creativa
La portata e l’articolazione del progetto del Platys Center sono tali da rendere impossibile la presentazione 48 piscine oggi n.195
esaustiva di tutte le particolarità in esso racchiuse. Abbiamo però avuto la possibilità di approfondire alcuni aspetti grazie alla collaborazione dell’architetto Gian Carlo Magnoli Bocchi, direttore dello studio M&P e professionista che, tra le tante esperienze internazionali nel settore, vanta anche la carica di consulente di sviluppo urbano sostenibile per le Nazioni Unite, da oltre 16 anni. Di seguito vi diamo la possibilità di addentrarvi ulteriormente nel cuore del Platys Center attraverso le parole e le riflessioni dell’architetto Magnoli. Architetto Magnoli, qual è, in base alla sua esperienza, la sfida maggiore nella progettazione degli edifici ad alta efficienza che rientrano nella classificazione “nearly Zero Energy Building”? A mio parere le sfide sono due: la prima, relativamente semplice, è tecnologica, mentre la seconda, forse più complessa, è culturale. La prima sfida, quella tecnologica, obbliga noi progettisti a non replicare soluzioni già utilizzate, ma a concepire volta per volta una risposta mirata, contestualizzando la progettazione dell’edificio nel clima di uno specifico luogo geografico secondo gli usi richiesti dalla committenza. Abbiamo visto troppi “copia e incolla”: vanno evitate soluzioni standardizzate… un edificio nZEB
pensato per l’Alto Adige non può e non deve presentare soluzioni identiche a quelle di un edificio nZEB realizzato in Sicilia: sembra banale, ma nei climi freddi – ad esempio – è necessario super-isolare, mentre nei climi caldi italiani è meglio prediligere la schermatura delle facciate e la ventilazione naturale, senza super-isolare. Ciò ha ovviamente a che fare con l’architettura perché ne influenza il linguaggio, le forme, la disposizione delle masse e dei volumi. La vera sfida per il progettista è dunque realizzare una progettazione “su misura”, con soluzioni tecnologiche appropriate alle esigenze del committente, al clima e al contesto locale. La seconda sfida – forse la più difficile – è sistemica, quindi culturale. Ed è questa seconda sfida che mi interessa e che spero possa essere vinta grazie a progetti come il nostro. Il settore delle costruzioni resiste da sempre all’innovazione, prediligendo l’utilizzo di pro-
lavorare “come al solito” senza fare sforzi aggiuntivi. Concludendo, il progettista deve affrontare la prima sfida, quella di non indulgere nel “copia incolla” come sopra descritto; chi costruisce deve evitare l’approccio business-as-usual, ovvero deve evitare di cercare di semplificarsi la vita costruendo come “ha sempre fatto” e il committente non deve farsi influenzare con lo spauracchio di “extra costi”, perché realizzare un edificio nZEB costa al metro quadrato ormai quanto realizzare un edificio tradizionale. Per il progetto Platys Center abbiamo avuto la fortuna di avere una committenza illuminata. La paura del nuovo è sempre stato un deterrente per la filiera edile, per natura molto tradizionalista. Innovare è in media piuttosto “scomodo” per cui la vera sfida – sviluppata da progetti in cui la sostenibilità è naturale conseguenza del corretto funzionamento – è quella di portare avanti una vera e propria “rivoluzione” culturale.
cessi noti e consolidati (ma purtroppo spesso obsoleti). Anche clienti e costruttori devono sviluppare una nuova consapevolezza: la spinta normativa verso gli edifici nZEB non è l’ennesimo balzello da sopportare. L’intero sistema deve capire l’emergenza ambientale in cui viviamo e prodigarsi per sviluppare nuove soluzioni edili e urbane. Se la sfida tecnologica per i progettisti di un edificio nZEB obbliga a studiare soluzioni peculiari, riconsiderando ogni volta i criteri progettuali e le dotazioni tecnologiche di un edificio, la sfida culturale obbliga tutta la società, dagli utenti finali alla filiera di installatori, a uno sforzo verso l’innovazione. Non è più possibile “svuotare” il magazzino utilizzando prodotti standard alla cui installazione si è abituati, solo perché è comodo
Focalizzandoci sul vostro progetto del Platys Center, quali sono le tecnologie e i dispositivi ecosostenibili che avete previsto? Nel progetto abbiamo rinunciato in toto all’uso del gas metano, al fine di contribuire a garantire un futuro “zero carbon” ai nostri figli. Come progettisti abbiamo abdicato al carbone: non è stato facile, ma ci siamo assicurati che nessun carburante di origine fossile potesse essere utilizzato. Per poterlo fare abbiamo pensato di valorizzare l’ecosistema locale grazie a tecnologie, dispositivi e processi con operatività il più possibile simili a quelle “naturali”. In un contesto già ricco di essenze vegetali non abbiamo potuto fare altro che immaginare e progettare edifici che si comportassero come vere piscine oggi n.195
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magnoli&partners e proprie piante, mutuandone il funzionamento. Ogni edificio, dunque, funziona per fotosintesi: pannelli fotovoltaici a tetto, come foglie di un albero, captano la luce del 2. sole ePREMESSA la trasformano in energia utile al funzio-
→ Gli
namento del sistema. Pompe di calore aria-aria ad alta efficienza garantiscono, grazie all’espansione diretta e alla ventilazione meccanica controllata, il miglior confort degli spazi interni, sia in estate sia in inverno.
edifici del Platys
Center saranno a “Energia Zero, Emissioni Zero e Rifiuti Zero”, in poche parole produrranno più energia di quanta ne consumeranno e potranno configurarsi come una sorta di piccola centrale energetica.
Il progetto prevede la realizzazione di un Centro Sportivo che sviluppi, attraverso diverse attività sportive e ludiche, 50 piscine oggi la n.195 cultura della salute: “rigenerazione umana” promossa da un intervento di “rigenerazione urbana”. In un contesto urbanistico senza continuità di cortina, il progetto ambisce a sviluppare la percezione di qualità urbana,
magnoli&partners 2. Il BEM – Building Energy Modeling per gestione flessibile dei contratti La metodologia di modellazione energetica si basa sulla importazione del modello caratterizzato dell’edificio (chiamato anche digital twin) sviluppato con metodologia BIM nel software di analisi BEM. Solo un digital twin ben caratterizzato – ovvero un modello BIM riprodotto fedelmente e inserito nel contesto climatico di riferimento- è in grado di simulare in maniera dinamica con ottima approssimazione i comportamenti energetici dell’edificio. L’utilizzo del Modello Energetico tridimensionale ha consentito di simulare dinamicamente in modo fedele alla realtà il comportamento energetico degli edifici, potendo così valutare con precisione consumi, risparmi e tempi di ritorno degli investimenti.
Sistemi di automazione IoT, grazie a sensori, fannopredittiva sì Quello del Platys Center nonArtificiale è un progetto esclusiva3. IL BEMS – gestione evoluta e potenzialmente grazie alla Intelligenza che l’edificio reagisca al contesto esterno: ad esem- mente di rigenerazione “urbana”, ma anche di rigeneIlpio Building Energy adegua Management System costituisce l’ultimo passaggio verso la atrasformazione di un la ventilazione il proprio flusso(BEMS) alla quantirazione “umana”. Cosa può dirci riguardo? edificio esistente, attraverso la riqualificazione, in uno smart building. Questo avviene installando sistemi di tà di persone presenti, mentre l’illuminazione interna Dice il saggio che se non ti occupi oggi del tuo benesautomazione e controllo evoluto che sono in grado di gestire gli impianti e le tecnologie installate, così come le si adatta alla quantità di luce esterna (ad esempio au- sere dovrai preoccuparti domani della tua salute. Se ciò prestazioni collegate, in modalità automatica, dinamica e continuativa, garantendo i livelli di qualità della vita, mentando energetico i lux nel caso cui temporali è indubitabilmente vero a livello individuale perché non risparmio e in sicurezza che improvvisi il progettocon si prefissava di raggiungere. La metodologia BIM/BEM nubi oscurino il sole riducendo, se non addirittura provare iaprocessi considerarlo valido anche per lae vita collettirappresenta, come già odescritto, la base di partenza per evolvere di gestione dell'edificio le attività di spegnendo, le luci in caso i serramenti garantiscano la va? In altre parole: che senso ha “predicare” la rigeneFacility Management e questo può avvenire grazie all’integrazione con le più moderne tecnologie del settore del giusta quantità luce).automatizzare Il funzionamento per fotosintesi urbana se prima non cie occupiamo rigeneraReal Estate, perdipoter i processi, migliorarerazione le performance dell'immobile monitorarledinel tempo. Per massimi benefici, questo non re valaconsiderato solopossiamo in fase operativa di utilizzo degliottenere edifici è i ovviamente coadiuvato da unprocesso super-isosocietà? E come farlo in un ecentro spordell'immobile, ma deve essere previstodisin dalle prime fasi della La naturale conseguenza di questo lamento dell’involucro con l’obiettivo ridurre il fabbitivo eprogettazione. ricreativo? Come è possibile ambire al benessere approccio è rappresentata dall'utilizzo di questa as-builtsecome puntocontamino di partenza per la da gestione sogno di ogni edificio e quindi minimizzare consumibase ed dati personale io stesso il terreno cui mi operativa che, insieme ad una visualizzazione virtuale del costruito, garantisce la possibilità di una pianificazione emissioni. nutro, se inquino l’aria che respiro e se il mio stesso molto più puntuale e accurata e, allo stesso tempo, la scelta delle soluzioni di intervento migliori prima di operare on-site. Anticipare il processo decisionale, anche nelle attività di manutenzione, permette di ridurre sensibilmente piscineeventuali oggi n.195 51 i tempi di intervento, a fronte di una migliore conoscenza dello stato di fatto dell'immobile, e quindi delle problematiche riscontrabili durante l'intervento.
stile di vita non genera benessere per l’ecosistema in cui sono immerso? Dopo esserci interrogati su questi temi abbiamo deciso di mettere al centro il benessere delle persone prima ancora di pensare a costruire nuovi edifici. Ciò ci ha aiutato a capire come un nuovo contesto possa “costruire” e favorire comportamenti utili al miglior benessere possibile. L’anima del progetto è dunque la cultura del rispetto verso l’ecologia, l’ecosistema e gli altri esseri viventi. Ecco che la rigenerazione umana è divenuta un elemento guida del progetto, che ha ispirato anche il disegno del processo progettuale. In un computer l’hardware senza il software è inutile, così come un “costruito” senza un’anima dedicata allo sviluppo sociale risulta arido, vuoto di contenuti e di significati. La sostenibilità per il nostro progetto non è dunque un fine, non è una parola fredda, ma deve essere colta come una conseguenza del corretto funzionamento del nuovo sistema di relazioni locali generate da un progetto che promuove la sostenibilità sociale. È infatti dimostrato che senza sostenibilità sociale è impossibile sviluppare miglioramenti ambientali. L’essere umano è dunque – nella nostra ipotesi – responsabilizzato e confermato al centro di un processo progettuale che mira a sviluppare “salute sociale” con attività di promozione della cultura del benessere umano come chiave di volta di una nuova urbanità. Il Platys Center sarà il nuovo polmone di Verona. Come avete lavorato per integrare le aree verdi, sia preesistenti sia nuove, con le strutture sportive e ricreative previste? Sin da subito l’area di intervento ci ha stupiti perché la natura già vi giocava un ruolo fondamentale: filari di piante che disegnavano incredibili architetture vegetali mentre profumi tipici del clima mediterraneo del Lago di Garda, come ad esempio malva, camomilla, ruta, menta e timo, creavano dei veri e propri percorsi sensoriali caratterizzando, con la propria presenza, aree distinte. Non abbiamo potuto, dunque, che confermare la vocazione naturale del luogo, sottolineando, con le nostre architetture, geometrie e assi preesistenti. Non si trattava di un mero recupero di un “brown-field”, ovvero di una area dismessa: le aree verdi esistenti sono state il punto di partenza del progetto, che ha inteso combinarle con le nuove aree verdi senza soluzione di continuità. Alcune delle nostre costruzioni hanno tetti verdi, al fine di aumentare l’area green del sito e ridurre l’effetto “isola di calore”. Abbiamo previsto nuovi spazi per orti e frutteti ove crescere essenze, frutta e verdura tipici del territorio, come la zucca veronese o la ciliegia marasca di Verona. Abbiamo anche progettato un teatro verde, con gradonate in erba, per concerti ed eventi che, a mio avviso, si integra naturalmente nel contesto perché sfrutta un salto di quota preesistente. 52 piscine oggi n.195
Con la valorizzazione degli spazi verdi, abbiamo anche inteso valorizzare l’interrelazione tra natura e vita “naturale”, lontana dalla frenesia quotidiana, ove alcune attività ancestrali, come la fatica e lo sforzo fisico per ottenere un obbiettivo, potessero avere luogo. Chi frequenta il Platys Center deve sentirsi “a casa”, proiettato nel futuro da tecnologie invisibili rispettose dell’ambiente, ma al contempo radicato nella propria natura di essere dinamico e curioso, in un luogo ove il corpo e la mente sono indissolubilmente legati. Per concludere, potrebbe svelarci il punto di forza del progetto, l’aspetto che ritiene debba essere un’ispirazione per i centri sportivi, e più in generale ricreativi, del futuro? Il Platys Center è prima di tutto un centro di “eco-literacy”, ovvero un centro di alfabetizzazione ecologica. In questi tempi di grave crisi ambientale dobbiamo comprendere a fondo quali siano le leggi che garantiscono
l’equilibrio sostenibile degli ecosistemi. La sostenibilità andrebbe insegnata a scuola. Nel nostro caso il Platys Center diviene un centro culturale che promuove un nuovo modo di vivere, ove sport, svago e intrattenimento divengono parte di una nuova “didattica sociale”. Se mangio nel ristorante del Platys Center mi nutro di verdure a “chilometro zero”, coltivate negli orti intorno al ristorante, condite con olio di oliva prodotto dagli ulivi del centro. Per la mia salute è dunque fondamentale che il terreno che calpesto non sia inquinato. Se nuoto, mi bagno nell’acqua prelevata dalla falda in loco, e per questo capisco quanto sia importante fare ogni sforzo per mantenerla pura. Se respiro e sudo, mi ossigeno grazie al contributo delle architetture vegetali che mi circondano, e sono quindi consapevole della importanza della loro presenza e della loro stessa salute. Se utilizzo gli edifici sono consapevole e fiero di non contribuire a inquinare perché il mio comfort è “carbon-zero”. Più utilizzo le strutture più mi accorgo
che il centro celebra la simbiosi con l’ecosistema locale e il rispetto per gli altri esseri viventi, perché fondamentali alla qualità della vita di tutti. Più ambisco alla mia salute fisica e mentale, più apprendo un diverso stile di vita, che non ha le sue radici in materiali lussuosi o in situazioni da rivista. La qualità sta nel processo di valorizzazione dell’ecosistema a cui ogni utente del Platys Center contribuisce, dapprima in maniera inconsapevole, ma poi in maniera sempre più conscia e responsabile. C’è infatti di più: il Platys Center è a mio avviso destinato a generare una “eredità culturale”. Ogni fruitore porterà a casa con sé questo nuovo approccio e si domanderà se la propria abitazione non possa anch’essa contribuire alla sostenibilità del territorio. Se tutti i centri ricreativi del futuro avranno questa capacità, saranno le persone, i cittadini stessi, a sviluppare una “rivoluzione ecologica” dall’interno della società e quindi dell’urbanità. piscine oggi n.195
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( tecnologie )
Rinnovare, riformare, ristrutturare Di Annalisa Dall’Oca
Avere una piscina è un investimento che aggiunge valore a un immobile, ma solo se la teniamo in buone condizioni. Piscine Oggi ha deciso di dedicare un approfondimento al tema della ristrutturazione, a partire dal rinnovamento della struttura dell’invaso. 54 piscine oggi n.195
segnato a sfruttare al massimo lo spazio a nostra disposizione, inducendoci a rivalutare la nostra casa per renderla il più… accogliente possibile, sia da un punto di vista estetico, sia funzionale. Dall’altro, nel 2021 ci sono importanti detrazioni e agevolazioni che consentono di ammortizzare i costi relativi all’intervento, incoraggiando la sostenibilità e il risparmio energetico. Del resto, avere una piscina è un investimento che aggiunge valore a un immobile, ma solo se la teniamo in buone condizioni: impianto complesso, con un'anatomia delicata quanto intelligente, la piscina non è una decorazione, non è puramente ornamentale, ma è parte integrante – e strutturale – di una casa, un albergo, un resort e così via. Va trattata con la giusta cura, dunque. Solo così avremo sempre a disposizione la nostra personalissima oasi di benessere, divertimento e relax, evitando malfunzionamenti e seccature. Vista l’importanza del tema, dunque, Piscine Oggi ha deciso di dedicare al rinnovamento della piscina un approfondimento in tre parti: in questo articolo, in particolare, esamineremo la ristrutturazione dal punto di vista strutturale, sul prossimo numero, quindi, parleremo di impiantistica e a chiudere la serie sarà un focus sulla sicurezza. Il tutto con il supporto di esperti e professionisti del settore che metteranno a disposizione la loro esperienza per affrontare l’argomento sotto tutti i punti di vista. Perché non dimentichiamolo: è sempre bene affidarsi a un professionista quando si va a mettere mano su un sistema multiforme come la piscina. Investire oggi, infatti, significa risparmiare domani. Non è (solo) una questione di stile
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l tempo non lascia il segno solo sui volti degli uomini. Anche la nostra piscina, anno dopo anno, invecchia e arriva il momento, presto o tardi, di valutare una ristrutturazione. Questo, in particolare, potrebbe essere quello giusto: da un lato, infatti, la pandemia ci ha in-
Ristrutturare una piscina non è semplicemente una questione estetica ma incide significativamente sia sull’efficienza dell’impianto, sia – perfino – sulla sicurezza dei bagnanti. L’Italia ha un parco piscine ad uso pubblico in larga parte vetusto che andrebbe rimodernato soprattutto per rendere gli impianti sicuri. Dal punto di vista della vasca, ad esempio, si può decidere di modificare la profondità dell’invaso o magari aggiungere uno scarico di fondo (a norma) quando nella vasca ne è presente uno solo, il che è pericoloso oltre che fuori norma, come dimostrano i numerosi incidenti – anche fatali – che avvengono regolarmente ogni anno. Ma si può anche restituire alla piscina un aspetto fresco e accattivante, contrastando l’usura del tempo e magari ammodernando un impianto a skimmer con un emozionante bordo a sfioro. Le idee sono molte, i benefici ancora superiori: procediamo con ordine, per capire innanzitutto quando e perché è bene valutare la ristrutturazione della piscina. Ristrutturare uguale risparmiare
“Un buon momento per valutare una ristrutturazione è piscine oggi n.195
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quando la piscina compie una quindicina d’anni – spiega Fabio Signorelli, titolare dell’azienda Edilfare Piscine – in quindici anni, infatti, la tecnologia fa passi da gigante, come dimostrano le piscine di oggi rispetto a quelle di allora. Ed ecco perché, oltre all’estetica, ristrutturare ci permette di incrementare notevolmente la funzionalità dell’impianto, la sua sicurezza, nonché la qualità della sanificazione, circolazione e filtrazione dell’acqua”. Stabilire una priorità quando si tratta di intervenire su un impianto usurato dal tempo non è facile ma al primo posto, tra le ragioni per cui è importante non aspettare troppo prima di farlo, c’è proprio la com-
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plessità intrinseca della piscina, una rete di componenti che dipendono l’una dall’altra al punto che un malfunzionamento a monte può causare altri problemi – più o meno esosi – a valle. Sia in termini di consumi, sia di sicurezza, sia di salute del bagnante. Uno dei più evidenti riguarda la longevità stessa dell’invaso: “Le fessurazioni nel rivestimento generate dal tempo e dall’usura, ad esempio, comportano rischi notevoli per la struttura portante, persino per il terreno, e causano uno spreco idrico – spiega a Piscine Oggi l’ing. Flavio Bianco, progettista di piscine pubbliche e private –. Inoltre, se l’acqua entra negli interstizi del rivestimento, tra la colla e
PISCINE CASTIGLIONE In Italia le piscine in cemento datate – sia quelle private che quelle di centri natatori pubblici e di centri fitness – sono molte. In questo contesto, la ricerca e sviluppo di Piscine Castiglione/Myrtha Pools ha ideato una tecnologia basata sullo stesso principio modulare Myrtha: RenovAction, una soluzione a pannelli modulari in acciaio inox sviluppata ad-hoc per il rifacimento delle piscine in cemento ormai obsolete. A seconda delle esigenze, questa tecnologia permette un rinnovamento parziale delle pareti e del canale di sfioro o un rifacimento di tutta la struttura della vasca, garantendo costi fissi ridotti e una durata di almeno 25 anni senza interventi di manutenzione straordinaria. I punti di forza di questa soluzione? Non sono necessari interventi di demolizione totale della struttura esistente, i tempi di installazione sono ridotti e si può integrare questa tecnologia con pareti trasparenti aggiungendo così un tocco di design.
(Doc. Piscine Castiglione)
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(Doc. Studio Landesign)
il calcestruzzo, durante le gelate si rischiano spaccature. Che poi è il motivo per cui non bisogna mai svuotare la piscina: pioggia e umidità tendono a penetrare e quando si crea il ghiaccio il suo volume causa danni. Questo si verifica prevalentemente su un bordo piscina usurato, ma se la piscina è vuota succede anche sul fondo. L’acqua mantiene la forma dell’invaso. Stesso discorso per le piscine sulla spiaggia: la spinta dell’acqua marina agisce anche a 50, 100 metri dalla riva e capita che tante piscine si sollevino da un lato, con evidenti problemi strutturali. È importante che i rivestimenti siano sempre in condizioni ottimali”. Altro ‘upgrade’ incisivo per incrementare le performance della piscina è trasformare una vasca a skimmer in una a sfioro: “Le prestazioni – assicura Signorelli – aumentano moltissimo. Certo, in questo caso parliamo di una ristrutturazione radicale”. La prima decisione da prendere, quindi, riguarda il tipo di ristrutturazione che si vuole mettere in atto. “Bisogna stabilire se effettuare una ristrutturazione parziale o totale – spiega ancora Signorelli – nel primo caso, parliamo solo di rivestimenti e dell’impiantistica, nel secondo, invece, si interviene sulla struttura e sulla tipologia di piscina e poi magari si aggiungono scale, zone relax, si modifica la profondità: tendenzialmente, infatti, negli anni Novanta le piscine avevano una doppia profondità con una zona tuffi e un trampolino, mentre oggi il cliente difficilmente chiede una piscine oggi n.195
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CONFINE PROPRIETA'
CONFINE PROP RIETA'
(Doc. SYS Piscine) COMMITTENTE
Lorenzo Rossi | Lilia Laghi
Via Ettore Carafa,10 - Andria - Bt arch. Pino Cimino _ cimino@ventizerotre.it | 333 9651245
piscina con una profondità oltre i 2 o 3 metri”. Questo perché, negli anni, la piscina ha cambiato la sua raison d'être: “Oggi è più orientata sull’uso quotidiano, con un occhio al benessere e al relax”. Che si traduce in zone di acqua bassissima a salire fino al metro e mezzo, con aree per prendere il sole e rilassarsi e vasche me-
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Comune Comune San Cesario San Cesario di Lecce di Lecce
PLANIMETRIA PISCINA CANTINA ESTERNA SCHEMA
fuori 1:50 scala
diamente più piccole. “Una scelta legata a varie ragioni – elenca Signorelli – ad esempio, una vasca più piccola comporta un volume d’acqua minore, e quindi una temperatura più alta”. Il che si traduce in un risparmio sui consumi.
RISTRUTTURARE LA PISCINA, GLI ERRORI DA EVITARE “L’errore più comune quando si ristruttura una piscina? Sottovalutare l’importanza di una buona impiantistica”. Lo spiega Fabio Signorelli, titolare di Edilfare Piscine. “Oggi ci sono tantissime novità tecnologiche che riguardano l’impianto di una piscina, fondamentali per le sue performance, per la qualità, la circolazione e la sanificazione dell’acqua”. Un esempio? “Si sta abbandonando totalmente il cloro, mentre a fare la parte del leone sono il sale e gli impianti a ozono e UV”. Altro bonus, la semplicità della gestione dell’impianto: “Oggi si può fare tutto via app, abbiamo sotto controllo la piscina in una maniera che 20 anni fa sembrava impossibile”. Tra i benefici che un tale investimento comporta, il risparmio energetico e un taglio ai consumi, grazie ad apparecchiature più performanti e, oltre a tutto, di design. “Già da qualche anno proponiamo soprattutto piscine con tracimazione dell’acqua parziale o totale – spiega ancora Signorelli –. Se 20 anni fa la piscina a sfioro aveva solo la griglia perimetrale, oggi giochiamo con l’infinity, con i dislivelli, con gli sfiori a caduta totale o parziale. Tendiamo sempre più a realizzare queste piscine bellissime e a metterle in evidenza, non più completamente interrate, come a nasconderle: le manteniamo fuori terra anche di pochi centimetri, risaltandole, rendendole un’opera, la piscina da guardare in tutto il suo splendore”.
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PREFORMATI ITALIA La tecnologia Klimapool, brevettata da Preformati Italia, permette la realizzazione in EPS di piscine di tutte le dimensioni e le forme studiate su misura. Klimapool, in particolare, sfrutta le proprietà isolanti della materia prima con cui è costruita la piscina, un composto polimerico dagli standard qualitativi elevati, e l’unisce a soluzioni rinforzanti ed impermeabilizzanti. Tutti gli elementi della piscina prodotti con questa tecnologia hanno infatti una resa energetica superiore rispetto alle più diffuse tecnologie tradizionali fino a oggi utilizzate (con conseguente risparmio sui consumi). Dal punto di vista progettuale, poi, Klimapool garantisce la massima personalizzazione architettonica e impiantistica ed è dotata di una leggerezza tale da permetterne l’installazione in situazioni particolarmente complesse, ad esempio su terrazzi, ai piani più alti degli edifici e sui tetti. Dal punto di vista costruttivo, inoltre, con Klimapool gran parte delle lavorazioni vengono eseguite nello stabilimento di Preformati Italia sotto uno stretto controllo qualitativo. I tempi e i costi di assemblaggio in cantiere vengono ridotti: le date di consegna non saranno più un problema.
(Doc. Preformati Italia)
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BERNDORF BÄDERBAU Resiste al tempo senza mostrarne il segno. È l’acciaio inossidabile, materiale di cui Berndorf Bäderbau è un vero maestro, con il quale ha realizzato piscine bellissime, durature, resistente agli agenti atmosferici, al calore e al gelo, e che richiedono pochissima manutenzione. Grazie all’acciaio, infatti, l’invaso, oltre a presentarsi senza giunture, fessurazioni o infragilimenti superficiali, non subisce nessun cambiamento di colore e nessuno sbiadimento dovuto ai raggi UV. Il sistema Berndorf Bäderbau, inoltre, garantisce un funzionamento dell’invaso economico, con manutenzione minima e condizioni igieniche ottimali, con nessuna formazione di microrganismi e alghe sull’acciaio inossidabile. I tempi di costruzione, infine, sono estremamente brevi ed è facile intervenire con ampliamenti/modifiche anche dopo molti anni di funzionamento.
(Doc. Berndorf Bäderbau)
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I bonus e le agevolazioni per chi ristruttura
Di quali bonus e agevolazioni è possibile usufruire nel 2021 per ristrutturare una piscina? Le opzioni sono diverse, per privati e per aziende. In primis c’è il cosiddetto Bonus Ristrutturazioni, una detrazione Irpef al 50% per la ristrutturazione che riguarda, appunto, i lavori di ristrutturazione di un immobile e può essere applicato anche alla ristrutturazione di una piscina interrata. Per gli interventi fatti fino al 31 dicembre 2021 è possibile detrarre il 50% dei lavori di ristrutturazione della piscina, fino a un limite di 96.000 euro di spesa. Con riferimento alle spese sostenute nel 2020 e 2021, il beneficiario può decidere di optare, in luogo della detrazione fiscale, per lo sconto diretto in fattura, da parte della stessa impresa che ha effettuato i lavori, che poi recupera il corrispettivo sotto forma di credito d’imposta da poter utilizzare in compensazione in F24 oppure cedere ulteriormente a terzi, inclusi istituti di credito e finanziari. Oppure, cessione del credito a terzi soggetti, inclusa l’impresa stessa che ha eseguito i lavori ed
inclusi istituto di credito e finanziari (il cessionario può ulteriormente cedere a terzi il credito ricevuto). Il pagamento dei lavori deve avvenire tramite bonifico bancario parlante (con causale apposita e riferimento alla norma che disciplina la detrazione, codice fiscale del beneficiario della detrazione e codice fiscale o partita Iva del professionista o della ditta che esegue i lavori). Tra gli interventi ammessi, il rinnovo del rivestimento interno della vasca, del bordo piscina e della pavimentazione esterna, le spese di progettazione e le opere per la trasformazione di una piscina a skimmer in vasca a sfioro e viceversa. Dal 1 gennaio 2022, se non verrà riconfermato, il regime tornerà ordinario, con la percentuale di detrazione al 36% e il tetto di spesa fisso a 48.000 euro. Altro beneficio è l’Ecobonus: una detrazione Irpef pari al 65% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica. Le tipologie di interventi sulle piscine finalizzati ad ottenere un risparmio energetico riguardano il sistema di riscaldamento della piscina. Qui rientrano le installazioni di pompe di calore, di sistemi (Doc. TecnoAcque)
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AQUABRIGHT BY ECOFINISH AquaBright EcoFinish è un rivestimento a fiamma per piscine ad applicazione pneumatica che vanta resistenza e praticità di manutenzione. L’applicazione è facile e veloce, le superfici sono immediatamente calpestabili e la piscina può essere riempita appena terminato il rivestimento. La finitura inoltre non presenta tutti gli inconvenienti tipici dei rivestimenti tradizionali. Il rivestimento consente una vasta gamma di colori, la finitura è durevole e le tonalità rimangono invariate nel tempo. IBIX® è distributore in Italia della tecnologia EcoFinish e produce in esclusiva i macchinari per l’applicazione di questo particolare rivestimento.
(Doc. Aquabright by Ecofinish)
Ristrutturare la piscina: i vantaggi del PVC
Se si desidera ristrutturare la propria piscina, questo potrebbe essere il momento giusto per farlo. E quando si parla di rivestimenti, una buona soluzione per rinnovare il ‘look’ di un invaso è sicuramente il PVC armato. Ci permette, infatti, di sostituire il rivestimento di una vasca o ricoprire quello precedente in maniera facile, rapida ed economica, grazie alla sua flessibilità che lo rende adatto a ogni contesto. Il PVC armato, infatti, garantisce una qualità eccellente a costi contenuti e si adatta a piscine e ristrutturazioni di ogni forma o dimensione. La manutenzione, poi, è semplice e possiamo personalizzare il ‘vestito’ della nostra piscina come vogliamo. In più è un materiale robusto, progettato per resistere adeguatamente agli strappi, agli agenti atmosferici e all’aggressione dei prodotti chimici in acqua.
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il video di Renolit
Alkorplan Touch Origin, rivestimento per piscine.
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(Doc. Soprema)
funzionali alla riduzione degli sprechi energetici, l’implementazione di sistemi di building automation, l’installazione di collettori solari e generatori ibridi (composti da una pompa di calore e una caldaia a condensazione). Molto apprezzato anche il Superbonus 110%, prorogato dalla legge di Bilancio 2021 fino al 30 giugno 2022 (con possibilità di arrivare, in determinati casi, fino al 31 dicembre 2022) e ampliato a nuovi interventi e soggetti beneficiari. Con riguardo all’ambito soggettivo, con la modifica apportata dalla Manovra sono ora inclusi fra i soggetti beneficiari le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche. In pratica, a seguito della correzione introdotta dalla legge di Bilancio, possono fruire della maxi detrazione anche i proprietari ed i comproprietari (persone fisiche) di un edificio composto da 2 a 4 unità immobiliari. La Manovra ha poi incluso tra gli interventi trainati che possono beneficiare del superbonus del 110% l’installazione di impianti solari fotovoltaici su strutture pertinenziali agli edifici quelli finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche (di cui all’art. 16-bis comma 1, lett. e del TUIR), non solo qualora siano effettuati a favore dei soggetti portatori di handicap, ma anche nel caso in cui siano realizzati a favore di persone di età superiore a 65 anni. Come accennato precedentemente, la legge di Bilancio 2021 ha esteso la maxi detrazione fi-
no al 30 giungo 2022, con ripartizione in 4 rate per la parte di spesa sostenuta nel 2022 (mentre per le spese sostenute nel 2021 il superbonus è recuperabile in 5 rate). Altro beneficio è il Bonus mobili: Nel 2021 è ancora disponibile, ma con un tetto di spesa più alto. La legge di Bilancio 2021 ha infatti aumentato da 10.000 a 16.000 euro l’importo massimo della spesa su cui calcolare la detrazione. Con la proroga il tetto di spesa sale a 16.000 euro. Con lo sconto (IRPEF) è possibile detrarre il 50% in 10 quote annuali costanti della spesa sostenuta per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Come specificato dall’Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 30/E/2020 (risposta 5.1.7), la detrazione spetta anche a chi fruisce del sismabonus, nonché della maxi detrazione del 110% per interventi antisismici di cui al comma 4 dell’art. 119 del decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020). Per gli acquisiti effettuati nel 2021, il beneficio può essere richiesto solo per lavori iniziati dal 1° gennaio 2020. Per gli acquisti del 2021 e riferiti a lavori realizzati nel 2020, o iniziati nel 2020 e proseguiti nel 2021, la detrazione deve essere calcolata su un importo complessivo non superiore a 16.000 euro, al netto delle spese sostenute nel 2020 per le quali si è già fruito dell’agevolazione. Il limite dei 16.000 euro riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto di accedere più volte al benefi-
(Doc. Edilfare Piscine)
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(Doc. Blue&Green)
cio. Nel caso di acquisto di elettrodomestici per i quali si fruisce del bonus mobili, è necessario inviare all’ENEA i dati relativi alla classe energetica e alla potenza elettrica assorbita. In particolare, la trasmissione deve essere effettuata per: forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici. Ancora, c’è il Bonus verde, una detrazione Irpef del 36% per interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi; e per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. La detrazione – da ripartire tra gli aventi diritto in 10 rate di uguale importo – deve essere calcolata sulla base di un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo, comprensivo delle eventuali spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi. Ultimo bonus, ma certo non per importanza: la legge di Bilancio, oltre alla proroga dei bonus edilizi in scadenza, ha previsto in più una nuova misura finalizzata a ridurre l’uso dell’acqua. Questa misura, denominata Bonus Idrico, prevede un incentivo da 1.000 euro, da utilizzare entro e non oltre il 31 dicembre 2021, riconosciuto alle persone fisiche per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d'acqua, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari. 64 piscine oggi n.195
Qualche consiglio per ristrutturare bene
Se il rivestimento è ‘l’abito’ che la piscina indossa, è anche il primo elemento colpito dall’usura e dal tempo. Ristrutturarlo, quindi, non è solo esteticamente importante, ma tutela anche il benessere dei bagnanti: superfici scivolose, infatti, possono tradursi in incidenti, anche gravi. Altro punto da inserire nella lista dei lavori da fare riguarda il trattamento dell’acqua: cuore e anima della piscina, l’acqua è direttamente legata al benessere e la sua qualità deve essere la massima possibile. Oggi abbiamo a disposizione ben più del caro vecchio cloro per sanificarla: introdurre un sistema di trattamento dell’acqua secondario, ad esempio a raggi UV, comporta un risparmio in termini di sostanze chimiche e dunque rende la piscina meno impattante. In generale, per pianificare una ristrutturazione è bene avere chiaro sott’occhio lo stato della nostra piscina, tenendo presente che ammodernare un impianto lo rende più efficiente, meno impattante e più sicuro. Un consiglio? Un nuovo rivestimento per la piscina è un buon modo per intervenire contemporaneamente sulla sicurezza e sull’estetica. Oggi sono disponibili tantissime soluzioni per rivestire l’invaso all’interno e all’esterno e conferirgli un look più naturale o più chic. E già che ci siamo, come i nostri esperti consigliano, trasformare una piscina skimmer in una a sfioro conferisce tutto un altro livello di bellezza alla nostra vasca. Guardare per credere: gli skimmer, di forma solitamente rettangolare, sono bocchette dotate di uno sportello con galleggiante
nelle quali si riversa l’acqua della piscina. Collocati nella parte superiore della vasca, vicino al bordo, consentono di effettuare una prima fase di filtrazione grossolana: il loro cestello, infatti, è estraibile e raccoglie detriti di dimensioni consistenti come ramoscelli, foglie e insetti. Superato il cestello, l’acqua prosegue il suo percorso nelle tubazioni fino ad arrivare ai filtri, dove verrà ulteriormente purificata prima di essere reimmessa in vasca con le apposite bocchette. Se l’acqua, nella piscina a skimmer, si ferma a circa 10 centimetri dal bordo, poiché gli skimmer devono essere solo parzialmente immersi, il bordo a sfioro, grazie alla sua conformazione, consente di mantenere un livello d’acqua più alto in vasca, offrendo il suggestivo effetto “specchio d’acqua”. L’acqua lambisce proprio il bordo della vasca, per poi tracimare per essere raccolta da una canaletta collocata lungo il perimetro della piscina, che la convoglierà nella cosiddetta vasca di compenso sottostante, vale a dire un serbatoio interrato le cui dimensioni sono definite in base al volume della piscina e della quantità di
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acqua che deve essere trattata, che funge da accumulo per l’acqua che poi arriverà al blocco filtrante e, ancora successivamente, di nuovo in vasca attraverso le bocchette di mandata. La scelta della tipologia di bordo a sfioro deve essere effettuata non solo in un’ottica estetica, ma anche analizzando le specifiche esigenze della piscina: può essere anche la soluzione ideale per sfruttare in modo originale la presenza di dislivelli naturali del terreno. “Un esempio di ristrutturazione è a Talamone, in Toscana – spiega Bianco – la piscina di un camping con vista sulla laguna di Orbetello, nei pressi del Parco dell’Uccellina, è stata dotata di un nuovo rivestimento con fughe antiscivolo. La buca dei tuffi, che era a tramoggia, cioè a tronco di piramide rovesciato, inoltre, è stata riempita per una questione di sicurezza, e portata in piano”. Vetro e acrilico
Negli ultimi anni il cosiddetto ‘effetto trasparenza’ è divenuto sempre più popolare, e perciò sempre più ri-
CLAX Da oltre 40 anni la creatività e il know how tecnologico di Clax Italia e dei suoi team di esperti oltrepassano i confini dell’innovazione tecnologica nella produzione di acrilico. Una expertise in continua evoluzione che permette a Clax Italia di realizzare prodotti particolari, unici, ottenuti per colata in appositi stampi, inglobati, grandi blocchi monolitici ad elevato spessore, lastre standard e speciali per uso scientifico, medico, militare ed alimentare, nonché collanti chimici specifici per acrilico. Il metacrilato colato prodotto da Clax Italia si chiama Aquaria ed è interamente composto da PMMA, un polimero termoplastico ottenuto per polimerizzazione in massa di monomero tramite colata.
(Doc. Clax)
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Copertura semovibile aperta Copertura semovibile aperta Vasca di Vasca di compenso compenso
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Copertura semovibile Copertura semovibile Controcorrente Controcorrente
chiesto, tra coloro che progettano una nuova piscina, sia essa privata o ad uso commerciale, o ne ristrutturano una già esistente. E quando si parla di piscine, per ‘effetto trasparenza’ si intendono, in realtà, due materiali: il vetro e il vetro acrilico. Ma quali sono le differenze tra i due materiali? Se dovessimo delineare una tendenza potremmo dire che gli italiani, tra vetro e acrilico, sembrano preferire il vetro, mentre all’estero l’acrilico è generalmente il materiale ‘trasparente’ più popolare. La ragione di questa preferenza è determinata dalle caratteristiche intrinseche del materiale: dalla qualità più elevata, ricercata dalla clientela sin dalle fasi di progettazione, dall’integrazione totale che il vetro offre con la struttura della vasca, fino all’attenzione al dettaglio, sia estetico, sia funzionale. Il vetro, infatti, aggiunge indubbiamente un elemento di pregio dal punto di vista architettonico, ma al di là di questo ha una connotazione che generalmente a un Paese dalle radici antiche come l’Italia piace molto: la tradizione. Per quanto riguarda l’aspetto economico e quello legato alla resistenza, il vetro è la soluzione più conveniente se si desidera un po’ di ‘trasparenza’ in acqua. Tuttavia, sempre più frequentemente viene utilizzato il PMMA (polimetilmetacrilato), meglio conosciuto con uno dei suoi nomi commerciali: Plexiglass. L’acrilico, insomma. Un potenziale difetto delle pareti in vetro stratificato, che emerge specialmente se i bordi non sono protetti adeguatamente, infatti, è l’opacizzazione. Nello specifico, si possono verificare distaccamenti parziali o bolle all’interfaccia fra gli strati di vetro e il film polimerico in PVB. Inoltre, il vetro tende al verde ed più sensibile agli shock termici. Il metacrilato è anche più versatile: si possono ottenere forme più complesse, anche curve, e possono essere composte da moduli da saldare localmente, se necessario, per superare problemi di movimentazione. Altro aspetto che lo rende estremamente in voga all’estero, poi, è che l’acrilico tende a essere più trasparente del vetro che, contenendo piombo, tende al verde (anche se si tratta di vetro extra chiaro). 66 piscine oggi n.195
Ecosostenibilità, il futuro della piscina
Bordo a sfioro Bordo a sfioro
Se i bonus e gli incentivi stanziati per il 2021 incoraggiano un abbattimento dei consumi e una maggiore ecosostenibilità, c’è ancora molto che possiamo fare per preservare una risorsa preziosa quanto l’acqua. Noi di Piscine Oggi la chiamiamo Piscina Autosufficiente, una piscina, cioè, dotata di una serie di ‘accorgimenti’ che riducono i consumi con un impatto sull’ambiente che tende allo zero. La soluzione più ‘green’ è senza dubbio l’installazione di una cisterna per il recupero dell’acqua piovana o, in alternativa, un sistema per il riciclo dell’acqua di controlavaggio, anche se al momento, come da normativa, questa soluzione è possibile solo per le piscine residenziali. Se consideriamo che l’unica fonte d’acqua dolce per l’intero Pianeta è costituita dalle precipitazioni atmosferiche e che negli ultimi anni il riscaldamento globale sta generando lunghi periodi di siccità, in estate così come in inverno, è doveroso (e urgente) porsi il problema. E chiedersi quanto ancora potremo andare avanti a sprecare prima che l’acqua diventi davvero ‘oro blu’. Queste soluzioni esistono già, e installarle comporta diversi benefici. Per tutti i dettagli vi rimandiamo ai numeri di Piscine Oggi 181, 182 e 186. In aggiunta alla cisterna per il recupero dell’acqua piovana, una buona idea, per tagliare gli sprechi, è assicurare una copertura alla piscina: coprirla, infatti, consente di contrastare il fenomeno dell’evaporazione, con evidenti benefici in termini di risparmio idrico, ma anche di consumi legati all’impianto di filtrazione e di riscaldamento dell’acqua. Inoltre, un buon sistema di controlavaggio dei filtri contribuisce, in maniera ecosostenibile, a recuperare acqua di scarto, limitando ancor più il consumo idrico. Altra buona pratica, poi, è ridurre al minimo l’impiego di prodotti chimici, una scelta ecofriendly che diminuisce di molto la manutenzione necessaria a un impianto ottimale. E perché non installare paraventi e tende ombreggianti? Non solo offrono spazi all’ombra, ma aiutano a contrastare l’evaporazione dell’acqua.
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PISCINE SOLARIS Grazie alla sua tecnica esclusiva, Piscine Solaris è in grado di realizzare piscine prefabbricate che ricreano ambientazioni naturali molto realistiche. In particolar modo, la linea OASIX crea un effetto scenografico naturale con forme arrotondate, pareti verticali e profondità progressive che si integrano perfettamente al contesto del giardino mediante una tecnica di costruzione esclusiva, sicura e garantita. Il solarium e la spiaggia immersa sono realizzati con un rivestimento in sabbia naturale (disponibile in 4 colorazioni) perfettamente impermeabile e senza soluzione di continuità. Questo sistema costruttivo è valido anche per le ristrutturazioni di tutti i tipi di piscine già esistenti. Grazie a OASIX l’esecuzione della finitura in sabbia permetterà di realizzare una piscina esclusiva e personale, naturalmente integrata nel giardino, la cui superficie è antiscivolo e atermica (non scotta i piedi anche nelle torride giornate estive) per il massimo del relax. Inoltre, la superficie di OASIX è imputrescibile e impermeabile ai microrganismi, evitando così la proliferazione di alghe e muschi, ed è facile da pulire.
(Doc. Piscine Solaris)
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( progetti )
Introspezione artefatta Di Rita Cesarini
Due progetti accomunati dalla presenza, celata, dell’acqua. Due architetture basate sul dialogo, armonioso, tra natura e artificio. Un unico obiettivo: relazionarsi, naturalmente, con lo spazio circostante.
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e lande abruzzesi sono la morbida cornice di una piccola abitazione, la cui estensione di 58 metri quadrati è stata plasmata per accogliere le due necessità di un professore in pensione: rapporto con la luce e rapporto con l’acqua. L’esigenza espressa è quella di un posto definito nel paesaggio, dove sia possibile ricavarsi uno spazio privato e intimo nel quale concedersi attimi di introspezione in assoluta serenità. L’architettura, costruita contro un terrapieno, ha due spazi esterni in cui primeggiano due sinuose aperture nel soffitto: da quella del portico d’ingresso, rivolto verso l’aperta campagna, a quella più interna, un patio che cela una
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piscina privata dove rimirare il cielo sovrastante. Luce e acqua si incontrano, si uniscono e giocano insieme lasciando che i bagliori rincorrano le ombre, creando forme intangibili sui piani dell’architettura. Poco distante, sempre nel comune di Frisa, una peschiera in cemento degli anni ’60, circondata da una rigogliosa vegetazione spontanea e alcuni ulivi, è la protagonista di un progetto basato sulla celebrazione dell’acqua e del riconoscimento visivo della sua importanza all’interno del ciclo della vita, tanto della campagna quanto dell’essere umano. L’idea è quella di preservare le sorgenti naturali, favorendo una nuova colonizzazione di flora e fau-
na locale, integrandola con un’architettura pensata per proteggere lo specchio d’acqua dall’eccessivo surriscaldamento, offrendo riparo e ombra, oltre che uno spazio coperto dove riposare, accogliere i visitatori e degustare in loco prodotti locali. La vasca è in comunicazione con il paesaggio circostante grazie ad ampie aperture geometriche, le cui linee nette e decise si contrappongono armoniosamente con l’ellisse avvolgente che ne contiene le acque.
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I due progetti, firmati dallo studio di architettura Arcari Cimini, hanno vari aspetti in comune, partendo dal fatto che sono stati delineati per due fratelli. “The farmer’s pool” e “House with 2 holes and a secret pool” rappresentano anche uno spunto per lo studio di architettura in merito alla ricerca nell’ambito dei materiali: l’idea è quella di utilizzare elementi che richiamino alla mente la foggia del terreno – stabile, ruvido, dalle tonalità calde – come il rammed concrete, ovvero una miscela di cemento, in parte armato, con additivi e coloranti anche di origine naturale. Come ha sottolineato l’architetto Andrea Jasci Cimini, “oltre a questo materiale, vorremmo limitarci a utilizzare solo legno, per infissi, arredi e alcune superfici, e metallo, per alcuni dettagli”. “Sono
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[ I due progetti, “The farmer’s pool” e “House with 2 holes and a secret pool”, nascono dalla necessità di instaurare e rinnovare un rapporto tra l’uomo e la campagna. Nel primo progetto, una vecchia ‘peschiera’ viene ricostruita per consentirne nuovamente l’uso per scopi agricoli e ricreativi, ma al tempo stesso per delineare un nuovo equilibro percettivo e simbolico tra l’acqua, l’uomo e il paesaggio. Il secondo progetto, invece, è una piccola abitazione che da un lato si apre verso l’esterno, ma nasconde una piscina per la meditazione e il relax. Permette di connettersi a un altro paesaggio: quello interiore. ] ARCH. ANDREA JASCI CIMINI
due progetti che cercano la semplicità – continua Cimini – non necessariamente nel linguaggio o nelle soluzioni tecniche, ma nel modo che abbiamo di relazionarci con lo spazio che ci circonda”. E si sa, il rapporto tra acqua, architettura e spazio circostante, spesso, trova la sua massima realizzazione proprio nell’autenticità più pura.
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e acqua si incontrano, si uniscono e giocano
insieme lasciando che i bagliori rincorrano le ombre, creando forme intangibili sui piani dell’architettura.
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Ecco a voi NEXT!
A cura della redazione
Arriva NEXT by ForumPiscine! Il 12 e il 13 ottobre l’Exhibition Hall e il Palazzo dei Congressi della Fiera di Bologna ospiteranno un nuovo evento, unico nel suo genere. L’occasione per il settore di rivedersi e ripartire insieme, verso tante nuove opportunità. 72 piscine oggi n.195
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inalmente ci siamo: è arrivato il momento, per il settore della piscina e della spa, del fitness, del wellness e dello sport, di rivedersi di persona, o come ormai si usa dire, in presenza. Parliamo, ovviamente, di NEXT by ForumPiscine, che il 12 e il 13 ottobre si svolgerà all’Exhibition Hall e al Palazzo dei Congressi della Fiera di Bologna, primo evento formativo ed espositivo ad avere luogo in Italia – dal vivo – negli ultimi due anni. Un format inedito per un appuntamento unico, che discuterà il presente e il futuro della piscina, richiamando all’ombra delle Due Torri i veri protagonisti di questa stagione: professionisti, gestori d’impianti, operatori, associazioni di categoria, costruttori e installatori. Affiancando all’area ‘acquatica’, dedicata all’universo della piscina e della spa – tra un ricco Expo e un attualissimo programma congressuale – un’importante novità: il ritorno in presenza, cioè, di ForumClub – International Congress & Expo for fitness, sport & wellness clubs, che questo autunno celebrerà la sua 22esima edizione ridefinendo il proprio format congressuale con una proposta formativa tarata sulle esigenze di tutto il settore, flessibile e dinamica, con un’offerta che include la possibilità di immergersi nelle sessioni plenarie, nell’area espositiva e nella rinnovata atmosfera di networking. Si tratta di una scelta, quella di riproporre l’abbinamento del comparto acquatico con quello fitness e wellness, operata con l’obiettivo di valorizzare due settori molto vicini tra loro che, in questi ultimi due anni, hanno condiviso difficoltà e restrizioni che li hanno messi a dura prova. Nel pieno rispetto dei più alti standard di sicurezza, quindi, NEXT by ForumPiscine è pronto ad alzare il sipario, con un palinsesto espositivo e congressuale che affronterà tutte le questioni più urgenti e attuali che interessano la filiera, dal tema ambientale, cioè il vero futuro dell’economia globale, alle nuove tecnologie, fino alle riforme e alle restrizioni che stanno cambiando le regole del gioco per gli operatori.
ordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori, con le sigle AGISI, Assonuoto, InsiemesiVince, Piscine del Piemonte, SIGIS e Piscine Emilia-Romagna. EXPO, 3.000 MQ DI AREA ESPOSITIVA Ben 3.000 metri quadrati di area espositiva, collegata direttamente al Palazzo dei Congressi, in grado di ospitare eventi fino a 2.000 persone in totale sicurezza. È l’identikit della nuovissima Exhibition Hall, uno spazio multifunzionale che farà da location per un evento fuori dagli schemi. Un’opportunità da non perdere per le aziende, che avranno quindi la possibilità di incontrare di persona target profilato di operatori del settore nel rigoroso rispetto delle misure anti-Covid, del distanziamento e senza assembramenti, coniugando la massima efficacia a spazi e costi ridotti, per vivere da protagonisti due giornate molto produttive. AL CENTRO DEL CONGRESSO, L’ACQUA E L’ENERGIA La salvaguardia dell’acqua e dell’energia è la bandiera del “Tavolo di lavoro per lo sviluppo sostenibile nel settore della piscina” che si è costituito a novembre 2020, su iniziativa di ForumPiscine con ENEA, FIN e ICS, per creare una rete di supporto e fornire risposte concrete sui temi della sostenibilità degli impianti acquatici. Accanto alla sostenibilità energetica, la scorsa primavera il tavolo si è assunto anche un altro obiettivo, il risparmio idrico delle piscine, che ha raccolto l’adesione anche dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Università degli Studi di Roma ‘Foro Italico’. Lo scopo è promuovere,
A NEXT I PROTAGONISTI DEL COMPARTO Occasione di bilancio e, per molte componenti della filiera, di rilancio del comparto, NEXT by ForumPiscine si prepara al grande ritorno in presenza con il contributo delle principali forze associative, in rappresentanza delle diverse parti del “sistema piscina”. Perché per re-immaginare il futuro del comparto post-Covid serve mettere insieme l’energia di tutti. Il calendario degli incontri delle due giornate, già consultabile on line sul sito www.forumpiscine.it, sarà a breve arricchito dagli eventi – tavole rotonde con ospiti di rilievo, assemblee e convegni – curati dalle principali organizzazioni che riuniscono gli operatori del comparto e patrocinano l’evento, gemellato con il 22° ForumClub, International Congress & Expo for fitness, sports & wellness clubs: Acquanet; ANIF Eurowellness; Assopiscine; Ciwas; Copiscine oggi n.195
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sia nelle piscine residenziali, sia negli impianti collettivi, buone pratiche e tecnologie già disponibili per ridurre gli sprechi d’acqua, ampiamente diffuse in molti Paesi esteri. Con l’obiettivo, al più presto, di contribuire a un aggiornamento della normativa non più procrastinabile. Un motivo in più, dunque, per partecipare a NEXT: il “Tavolo di lavoro per lo sviluppo sostenibile nel settore della piscina”, infatti, parteciperà alla manifestazione del 12 e 13 ottobre e acqua ed energia saranno protagoniste di due momenti congressuali importantissimi. Per tutti gli aggiornamenti sul programma e sull’Expo potete consultare il sito www.forumpiscine.it (attraverso il quale potete anche iscrivervi alla newsletter) e la sua pagina Facebook.
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↓ LA TECNOLOGIA COME ARTE D’AVANGUARDIA: L’INNOVATION AREA Nel settembre 2015 le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano d’azione globale che definisce 17 Obiettivi da raggiungere entro il 2030, tra i quali c’è il traguardo di raddoppiare il tasso globale di miglioramento dell’efficienza energetica. NEXT by ForumPiscine punterà i riflettori proprio sulle componenti e tecnologie per la piscina efficiente e sostenibile, con l’allestimento della mostra speciale “Innovation Area”. Dopo il successo registrato nelle edizioni classiche di ForumPiscine, l'Innovation Area torna con una veste nuova, totalmente improntata sulla sostenibilità. Il top della tecnologia green, per le piscine e le spa, toccabili con mano nel primo evento in presenza italiano del 2021 del mondo aquatic. Non perdetela!
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espositori di NEXT.
PIANTA GENERALE AREA ESPOSITIVA SALE CONGRESSUALI SALE WORKSHOP SALA CONVEGNI AREE ESTERNE
↓ FORUMCLUB 2021 Due giornate d’incontro, confronto e networking delle quali, dopo 28 mesi dall’ultima edizione dal vivo dell’evento, c’è assoluto bisogno. ForumClub 2021 è pronto ad andare in scena con un’edizione davvero speciale. Un programma congressuale di valore, dedicato a visione, ispirazione e scenari, costruito per aiutare gli operatori a indirizzare, con cognizione di causa, le proprie scelte presenti e future, rilanciare il proprio business
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Vendita spazi espositivi e segreteria scientifica: Editrice Il Campo s.r.l.
e aggiornarsi questioni fase postvia G. Amendola, su 9 - 40121 Bologna -decisive Italia - C.F. enella P.I. 00465730372 tel. +39 051 255544 - fax +39 tra 051 255360 - forum@ilcampo.it pandemica e in futuro, cui tecnologia, sostenibilità, marketing e comunicazione, motivazione, anti-fragilità, social e digital marketing, mercato, nuove dinamiche di consumo e di prezzo, modelli di business e organizzativi, gestione economica e finanziaria. Per rimanere aggiornati: www.forumclub.it
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guardaroba SALA ITALIA
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AREA ESTERNA
Segreteria organizzativa e ufficio stampa: www.forumpiscine.it [ NEXT by ForumPiscine conta già su numerose adesioni da parte delle aziende del ABSOLUT eventi&comunicazione alcune delle quali saranno presenti in veste di sponsor, come C.P.A., CCEI tel. +39 051 272523 - fax +39settore, 051 272508
e G&G Partners, Glong, ICS, Sorgenia e TeamSystem (Platinum Sponsor) e Bayrol, DFM Italia - Aquatech Group, Dryden, Euraqua, Polimpianti e TO.M.M.YS., Schillaci Coperture e Siligroup (Gold Sponsor). Il salone internazionale, inoltre, ha il patrocinio di FIN, Assopiscine, Aquanet, Città Metropolitana di Bologna, Ciwas – Conferenza Italiana Wellness e Attività Sportive per la Salute, Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori, Università degli Studi di Roma ‘Foro Italico’ ]
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( dalle aziende )
La serratura ideale per gli armadietti delle piscine La serratura KYR22 è perfetta per la personalizzazione degli armadietti negli spogliatoi.
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ecurital amplia il suo programma di serrature KYR per mobili con l’inserimento della nuova serratura lucchettabile KYR22pat.brev., ideale per la chiusura di lockers e armadi spogliatoio. Lo studio di questa nuova serratura ha portato la Securital di Desio a sviluppare un prodotto che potesse rispondere positivamente alle sempre più numerose richieste di un prodotto personalizzato in fatto di Loghi e colori. Il nuovo pomolo girevole è stato pensato con una forma pulita e moderna, senza tralasciare il problema della presa. Questo pomolo, infatti, ha una forma ergonomica tale da facilitare la presa anche da parte di chi può avere problemi alle mani. Securital ha lavorato sulla forma cilindrica con una lieve sporgenza nella sua parte inferiore per coniugare la comoda e facile presa da parte di tutti a una linea
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semplice, piacevole e facilmente inseribile in differenti tipologie di strutture e ante. Nella fase di progettazione si sono tenuti in considerazione diversi aspetti come, ad esempio, un utilizzo con mani bagnate, come spesso può accadere negli spogliatoi di palestre e piscine. Questo pomolo offre infatti una presa ottimale grazie alla quale risulta facile ruotarlo e tirarlo per l’apertura dell’anta. Il nuovo pomolo ha una forma che lo rende anche antinfortunistico, non presentando spigoli o punti critici, durante la rotazione, tali da provocare abrasioni e infortuni. Il nuovo pomolo può essere personalizzato con la grafica dell’etichetta in resina adesiva inserendo loghi, anche in quadricromia. Una grande attenzione viene posta a finiture e colori del pomolo, come il Cromo Lucido (CL) e il Nero (NE). I trattamenti scelti
danno alla nuova serratura un impatto visivo gradevole, rendendola durevole nel tempo. La nuova serratura KYR22, così come le altre del programma KYR, è realizzata al 100% in Italia. Securital, oltre a produrre, in Italia, serrature per mobili, vanta una grande capacità ed esperienza, maturata negli anni, nell’offrire serrature elettroniche per mobili, lockers, smart lockers e vetrine, come: ■■ Serrature a combinazione meccanica, anche completamente in metallo, strutturate quindi per “ambienti impegnativi”, da applicare o da incasso per ante in lamiera, legno e HPL; ■■ Serrature elettroniche stand alone, anche invisibili, con tecnologia RFID 125kHz, Mifare e Bluetooth, gestibili anche da remoto; ■■ Serrature elettroniche digitali, anche strutturate per “ambienti impegnativi”; ■■ Serrature a moneta con e/o senza il recupero della moneta da parte dell’utente. Securital offre inoltre cilindri meccanici, meccatronici e digitali, lettori e maniglie elettroniche, per sistemi e piani di chiusura masterizzati, con chiavi protette dalla copiatura, ideali per la gestione di arredamenti, porte, porte automatiche, varchi, ascensori, montacarichi, rispondendo alle personali esigenze di controllo degli accessi che ogni attività può avere. Tutto quanto sopra può essere visualizzato nel sito web www.securital.it
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Per informazioni: Securital Desio (MB) Tel: +39 0362 630393 info@securital.it www.securital.it
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( aziende e prodotti )
Raccordi e valvole in PVC-U per un’impiantistica qualificata Georg Fischer propone una linea completa di raccordi e valvole in PVC-U a marchio TP, ideali per garantire alla piscina un’impiantistica di qualità e affidabilità nel tempo.
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Per informazioni: Georg Fischer Spa Agrate Brianza (MB) Tel: +39 02 921861 it.ps@georgfischer.com www.gfps.com/it
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raccordi e le valvole in PVC-U a marchio TP sono prodotti nello stabilimento Georg Fischer TPA di Busalla (GE) secondo i più alti standard qualitativi e sono destinati a essere utilizzati in diversi campi, come piscine pubbliche e private, trattamento delle acque, servizi di adduzione e di irrigazione. I raccordi e le valvole di GF TPA sono realizzati in cloruro di polivinile non plastificato, progettati per 25 anni di funzionamento con acqua (20 °C). Il PVC-U TP ha un'ottima resistenza chimica contro molti acidi minerali, basi e soluzioni saline. Tutti i raccordi in PVC-U sono realizzati con standard metrici prodotti da GF TPA e sono idonei all’incollaggio, con dimensioni e tolleranze secondo EN 1452-1 e 3, EN ISO 15493 e ISO 7271. Sono testati secondo le EN 10204 e tutti i collegamenti filettati sono in conformità ai requisiti della norma ISO 7-1. Le valvole a sfera VSA22 sono di alta qualità e di
grande affidabilità nel tempo, sono provviste di un supporto filettato per una maggiore sicurezza della valvola stessa e offrono la possibilità di regolare il seggio della sfera. Le guarnizioni della sfera sono in PE/PTFE, mentre gli anelli di supporto e le guarnizioni sono in EPDM. Tutte le valvole a farfalla in PVC-U, dimensioni metriche DN 75 (3") 200 (8") mm, hanno guarnizioni in conformità alla norma EN ISO 16136 e sono realizzate in EPDM, mentre la guarnizione esterna è in Santoprene®. La maniglia deve essere bloccabile in 10 posizioni. La leva in PVC-U è fornita di un alloggiamento per bloccarne la posizione e la bassa coppia di attuazione le rende performanti e a ridotta manutenzione con una pressione di esercizio nominale di 10 bar. Qualità e affidabilità nel tempo rendono i raccordi e le valvole in PVC-U a marchio TP la scelta ottimale per una vita lunga e sana dell’impianto di una piscina.
Fai luce sul pH della tua piscina!
Gestione e monitoraggio facili ed efficienti
Con Phileo VP puoi gestire con semplicità i parametri della tua piscina anche grazie all’applicazione per smartphone.
Le nuove centraline di Polimpianti per coperture e sistemi di avvolgimento garantiscono efficienza energetica e facile utilizzo.
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CEI presenta il nuovo regolatore pH Phileo VP, intuitivo e adattato alle nuove esigenze di privati e professionisti. Automatico e connesso, Phileo VP ha regolatore connesso, pompa dosatrice luminosa e si installa in modo molto semplice. Con questo dispositivo compatto, CCEI mette a disposizione un’apparecchiatura innovativa per la cura dell’acqua e permette di vivere la stagione estiva in tutta tranquillità rimanendo sempre aggiornati sullo stato dell’acqua. Con una sola occhiata si può verificare lo stato del pH della piscina: basterà guardare la pompa dosatrice Phileo VP, la quale si illumina in base alle misurazioni e ai diversi allarmi (verde = è tutto nella norma, arancione = valore in allontanamento da quello ottimale, rosso = valore sballato che necessita intervento). Phileo VP è, ovviamente, smart e può essere monitorato anche tramite dispositivi mobile, il tutto attraverso un’interfaccia intuitiva che consente di mettere subito mano alla regolazione del pH. L'applicazione mostra anche altre informazioni come il valore di misurazione del pH, il volume del serbatoio, il contatore di iniezione ecc. Il modello Phileo POD VP, inoltre, è fornito con la camera di dosaggio Zelia POD per un’installazione ancora più semplice.
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Per informazioni: CCEI Marseille (Francia) Tel: +39 0872 982081 info@ccei-pool.it ccei-pool.it
antenendo alta e costante l’attenzione verso le esigenze del mercato, Polimpianti ha sviluppato le nuove centraline per coperture Aquamatic e sistemi di avvolgimento. Le due versioni disponibili, PRO e BASIC, garantiscono una migliore efficienza energetica e un facile utilizzo, semplificando al tecnico i processi di installazione e programmazione. La centralina PRO di Polimpianti, dotata di un display grafico Matrix, fornisce chiari messaggi sulla configurazione dell’impianto. L’elettronica, poi, garantisce un riconoscimento del verso di installazione del motore senza intervenire sui cablaggi, consente di gestire le rampe di accostamento in velocità e distanza in fase di apertura e chiusura della copertura e di disattivare pompe e cloratore a vasca chiusa. Inoltre, grazie all’app dedicata (utilizzabile sia dall’installatore, sia dall’utente finale), la centralina può essere facilmente comandata anche tramite smartphone, che permette di gestire una rapida taratura dei finecorsa da bordo vasca. Infine, grazie al software dedicato agli installatori, è possibile eseguire un download dei log di funzionamento per identificare velocemente eventuali anomalie all’impianto.
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Per informazioni: Polimpianti Azzate (VA) Tel: +39 0332 457727 info@polimpianti.it www.polimpianti.it
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Affida l’acqua della tua piscina alla linea ACTI L’acqua è in continua evoluzione e subisce diverse influenze come luce solare, temperatura esterna, bagnanti e condizioni atmosferiche, dunque mantenerla in equilibrio è fondamentale. Per questo occorre affidarsi all’esperienza di grandi marchi, come ACTI di SCP.
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uando si dice piscina, si dice acqua e quando si pensa all’acqua si pensa alla sua trasparenza e purezza. Per ottenere un’acqua pura e sicura è necessario conoscere le sue dinamiche per poterla trattare correttamente. E proprio di questo si occupa SCP PoolCorp, leader nella distribuzione di prodotti e accessori per piscine e spa, in particolar modo con il marchio ACTI, dedicato ai prodotti chimici per il trattamento dell’acqua della piscina. Il primo passo è garantire sempre alla piscina una buona filtrazione poiché incide per l’80% sulla pulizia dell’acqua e limita l’uso dei prodotti chimici, riducendone la quantità necessaria e abbattendo i costi di gestione. Ne deriva che solo il 20% della pulizia dell’acqua dipende dall’impiego di prodotti chimici, ma se non si conoscono le regole, si rischia di non ottenere i risultati desiderati: ecco perché è importante seguire i consigli dei grandi marchi e affidarsi alla loro esperienza. L’alleato ideale è l’applicazione ACTI-Soft, disponibile su PlayStore per smartphone Android o scaricabile dal sito acti-chemical.com/it per PC Microsoft. Dopo aver inserito alcune informazioni che riguardano le dimensioni della piscina, si confrontano i risultati delle strisce reagenti AquaCheck, o di un fotometro, con i riferimenti che si trovano sull’app ed ecco che il software elabora velocemente le informazioni e in-
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dica quali prodotti utilizzare e in che quantità. Tutto diventa semplice con una conoscenza di base e con uno strumento tecnologico a supporto, completamente gratuito! La gamma ACTI comprende prodotti specifici per ogni necessità della piscina. Ne esistono 4 linee identificate da altrettanti colori: blu per la disinfezione quotidiana, giallo per l’equilibrio dell’acqua, verde per azioni specifiche (per esempio lo svernamento) e rosso per la disinfezione con cloro non stabilizzato. I prodotti ACTI sono disponibili presso numerosi punti vendita (la lista completa dei rivenditori è consultabile sul sito dedicato www.acti-chemical.com/it), ma non è venduto online perché, oltre al prodotto, SCP Italy propone sempre un servizio di consulenza tramite una rete di professionisti di fiducia a cui far riferimento per la gestione quotidiana o straordinaria della piscina. Nell’immagine: Piscina Busatta realizzata da Piscine Design di Vincenzo Mistretta di Alcamo (TP), acqua trattata con prodotti ACTI. ↓
Per informazioni: SCP Italy Burolo (TO) Tel: 800 255472 info.it@scppool.it www.scpeurope.it
Una nuova gamma di elettropompe
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Glong Italy ha sviluppato la serie PM, una nuova gamma all’avanguardia di elettropompe a magneti permanenti.
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a continua attenzione all’efficienza e al risparmio energetico ha consentito alla Glong Italy (filiale Europea di Glong Electric Ningde Co. Ltd., gruppo cinese produttore di motori elettrici, elettropompe per piscina, idromassaggio, soluzioni per la gestione e trattamento dell’acqua) lo sviluppo della serie PM, una nuova gamma di elettropompe a magneti permanenti, adatta a impianti di ricircolo e filtrazione d’acqua per piscine fino a 50 mc/h. Abbinate all’EcoLink, sistema avanzato ad architettura modulare per la gestione e il controllo delle piscine, consentono di ottenere la massima efficienza e l’ottimizzazione della filtrazione, regolando la velocità della filtrazione stessa sulla base della temperatura dell’acqua, il pH, l’OPR, gestendo la rotazione delle pompe nei gruppi di filtrazione, la programmazione settimanale, oltre ad altre funzioni di controllo generale della piscina. Tutto questo può essere comodamente gestito tramite APP.
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Coperture automatiche made in Italy
Innovazione e qualità sono da sempre i principali valori di C.P.A. e, proprio da questa attenzione, nascono prodotti di qualità come Mediterranea.
Grazie alla copertura Four Seasons Cover Pool è possibile risparmiare sui costi di manutenzione, energia elettrica e prodotti chimici.
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legante e robusta, Mediterranea è la nuova piscina autoportante completamente indipendente progettata e prodotta da C.P.A. srl. Grazie alla sua struttura può essere allestita con grande praticità sia in soluzioni esterne, sia in soluzioni interne. La sua struttura modulare permette una facile installazione idonea su ogni tipo di terreno, senza ricorrere a dispendiose opere edili. Mediterranea è realizzata con un sistema modulare di pannelli di acciaio e un rivestimento in liner o membrana PVC saldato in opera, che ne garantiscono la durata negli anni e una perfetta finitura estetica, ed è possibile accessoriarla con un kit di nuoto controcorrente e un sistema d’illuminazione a LED RGB. Inoltre, è fornita di locale tecnico completo e pre-equipaggiato posizionato nella testata della piscina. Mediterranea è immune a qualsiasi tipo di aggressione esterna: da quelle naturali come insetti, termiti, funghi e altri microrganismi, pioggia, grandine, neve e raggi UV. Il bacino, poi, grazie al rivestimento in PVC, è immune agli acidi diluiti e soluzioni saline o clorate. Grazie alle sue caratteristiche, Mediterranea non ha bisogno di manutenzione nel tempo ed è una delle soluzioni più apprezzate.
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Per informazioni: C.P.A. Roddi (CN) Tel: +39 0173 615693 cpa@cpa-piscine.it www.cpa-piscine.it
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&G Partners è una società nata per volontà di manager di esperienza nel settore della produzione di coperture automatiche e semiautomatiche per piscine commercializzate con il marchio Cover Pool Systems. G&G Partners, nella sede di Montichiari (BS), può contare su sistemi di produzione avanzati e automatizzati, su un’area produttiva di 12 mila metri quadrati con 80 addetti. L’offerta di coperture automatiche e semiautomatiche offre una vasta gamma di prodotti che si adattano a tutti i tipi di piscine esistenti e di nuova progettazione, oltre a una serie di accessori, servizi di installazione on site e manutenzione post vendita. Tra le coperture automatiche quella denominata Four Seasons è interamente progettata, prodotta e assemblata In Italia ed è in grado di garantire la chiusura della piscina in maniera rapida ed ermetica, bloccando l’entrata di polvere, foglie e insetti, evitando il proliferare di alghe e microorganismi, diminuendo il rischio di annegamento. Con la Four Seasons Cover Pool, utilizzabile tutto l’anno, è possibile risparmiare sui costi di manutenzione, energia elettrica e prodotti chimici, mantenendo inalterata l’eleganza e la qualità del made in Italy.
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Per informazioni: G&G Partners Montichiari (BS) Tel: +39 030 9673345 info@gegpartners.it www.gegpartners.net
Il gestionale per il piano vasca e le attività natatorie TeamSystem Wellness Aquae è la soluzione ottimale per piscine e impianti natatori, oltre che per le ASD e SSD.
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eamSystem Wellness Aquae è il software gestionale appositamente sviluppato per piscine e impianti natatori. Lo strumento è progettato e realizzato per raggiungere i più elevati livelli di prestazione, controllo e sicurezza nella gestione del piano vasca e delle attività a corsi. È estremamente semplice per l’operatore rispondere velocemente alle richieste dell’utenza, individuando i corsi pieni, i corsi con liste d’attesa, gli utenti con pagamenti da saldare, le associazioni corso/livello/istruttore e le situazioni non standard (ad esempio i corsi “lunedì-giovedì” o solo lunedì o solo giovedì). Con TeamSystem Wellness è possibile gestire rapidamente tutte le problematiche legate alle attività di gruppo in acqua, sia relative agli utenti (iscrizioni, liste di attesa, cancellazioni) sia alle risorse del centro (istruttori, attrezzi, ecc.), così come è possibile gestire in modo semplice e sicuro le utenze occasionali/giornaliere delle piscine ludiche e dei parchi acquatici. Gli utenti del centro possono acquistare e prenotare da APP, web e casse automatiche riducendo i tempi di attesa ed accedendo direttamente ai tornelli con il QRCode dal proprio smartphone. La soluzione permette la gestione contabile completa, oltre che delle società ordinarie, delle SSD e ASD con libri sociali e verbali, compensi collaboratori, scadenze incassi e pagamenti, bilanci e certificazioni.
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Con un colpo d’occhio verificate lo stato del pH della piscina, senza nemmeno entrare nel locale tecnico. Scoprite un regolatore pH che mostra la misura del pH in maniera chiara per tutta la famiglia.
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Estate 2021, anche quest’anno molti comuni hanno chiuso i rubinetti
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isti i frequenti fenomeni siccitosi, quella delle ordinanze per il risparmio idrico è ormai una (gravosa) tradizione. Anche l’estate 2021, così come quelle precedenti, torrida e afosa nella morsa di Lucifero, tra inquinamento e riscaldamento globale, dunque, è stata all’insegna delle disposizioni sul risparmio idrico che, dal Nord al Sud, hanno limitato l’uso dell’acqua potabile per prevenire consumi eccessivi e preservare risorse in una stagione tendenzialmente secca. Le scarse precipitazioni, infatti, hanno indotto numerosi Comuni a disporre la chiusura dei rubinetti per attività non indispensabili, dal riempimento delle piscine al lavaggio delle auto, fino al giardinaggio. Per fare qualche esempio, a Roma la sindaca Virginia Raggi ha firmato un’ordinanza, sollecitata anche da Acea, in vigore si-
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no alla fine di settembre, che ha messo un freno al consumo indiscriminato di acqua: i cittadini romani hanno potuto regolarmente usarla per usi potabili, igienici e sanitari, ma non per attività non indispensabili come per esempio irrigare orti e giardini, riempire piscine private, lavare veicoli e in generale per “qualunque uso ludico o che non sia quello del servizio personale”. Per farla rispettare è stato dato incarico ad Acea, con la collaborazione di polizia Locale di Roma Capitale e forze dell’ordine, di effettuare controlli a campione per verificare il corretto uso dell’acqua potabile: in caso di violazione si rischiava una sanzione amministrativa dai 25 ai 500 euro. Idem a Lucca, dove il divieto di utilizzo di acqua potabile per scopi diversi da quelli igienico-domestici è rimasto in vigore fino al 30 settembre 2021 in diverse lo-
calità del territorio comunale. Ma lo stesso discorso vale per, tanto per citarne qualcuna, Forlì, in Emilia-Romagna, Gubbio in Abruzzo, Ceriale e Osiglia nel savonese, e Pozzuoli, nel napoletano. “Con l’inizio del caldo si sono registrati aumenti dei consumi idrici che hanno portato a carenze d’acqua potabile in alcuni punti della città – ha detto il sindaco Vincenzo Figliolia –. Alla base vi è un uso indiscriminato, spesso improprio, come riempire piscine o innaffiare giardini e terreni con l’acqua potabile. Quest’utilizzo non consente il normale accumulo dell’acqua nei serbatoi principali, necessario per soddisfare il fabbisogno cittadino. Non sprecare l’acqua è una regola che vale sempre, propria dei cittadini virtuosi e civili. Abbiamo l’obbligo di tutelare una risorsa così preziosa, un bene di tutti”.
Il Tar dà ragione al privato, la piscina “s’ha da fare”
Swimmy, l’Airbnb delle piscine è già un successo
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empo di lanciarla ed è già un successo. Parliamo di Swimmy, altresì nota come “l’Airbnb delle piscine”. Un’app, cioè, per affittare le piscine private per qualche ora, per un pomeriggio di relax, una cena romantica o un party a bordo vasca, evitando così la calca degli impianti comunali nelle giornate più torride o nei fine settimana. Una piattaforma che ha avuto già parecchio successo in Francia e Spagna a partire dal 2017 e che in Italia, nell’ultimo mese, spiega Barbara Cialdi, social media manager di Swimmy e responsabile stampa per l’Italia, intervistata da Panorama, “è esplosa”. Complice la pandemia da Coronavirus, infatti, i proprietari di piscine, che in principio si sono dimostrati un po’ titubanti ad aprire le porte di casa, hanno iniziato a prenderci la mano, rispondendo a un numero di richieste che per tutta l’estate è stato in crescita. Utiliz-
zare l’app, poi, è molto semplice: basta scaricarla e condividere la propria posizione e in un click è possibile individuare tutte le possibilità opzioni nell’area. Scorrendo tra le numerose proposte, la scelta non manca: dai colli bolognesi a quelli fiorentini, dalle Alpi fino ai tetti di Milano, le piscine in affitto sono centinaia, in città e in provincia, con prezzi medi che vanno dai 15 ai 40 euro a persona. Swimmy ha ormai più di 3.000 proprietari registrati ed è arrivata a superare i 16.000 noleggi nel solo 2020, un trend che, secondo i primi dati 2021, è destinato a crescere. Del resto, in un momento di restrizioni e col timore di finire assembrati nella calca, è una soluzione comoda per trascorrere qualche ora di relax senza portare il Green pass. Documento che, lo sappiamo, sta causando qualche grattacapo a gestori di piscine pubbliche, club e palestre.
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uella piscina s’ha da fare. Lo ha detto il Tribunale amministrativo regionale del Veneto che quest’estate ha accolto il ricorso di un privato presentato contro il parere della Soprintendenza che aveva rifiutato di autorizzare la realizzazione della piscina. Motivo: la tutela dell’area. Peccato, ha fatto notare la signora, che nell’area ci fossero altre 15 piscine, una delle quali nella proprietà privata adiacente a quella della donna. A darne notizia è stato il quotidiano Il Mattino di Padova. L’area in questione sono le pendici del Monte della Madonna, nel Comune di Rovolon, territorio protetto del Parco Colli Euganei: la donna, difesa dal legale Alvise Arvalli di Padova, qualche mese fa ha presentato alla Soprintendenza e al Parco Colli l’istanza di autorizzazione paesaggistica per realizzare una piscina interrata in via San Pietro, richiesta già avanzata nel 2011 e auto-
rizzata con un via libera, a cui però non era seguito l’intervento. Scaduto il via libera, al secondo tentativo la Soprintendenza ha detto no: l’opera, infatti, è stata ritenuta, spiega Il Mattino di Padova, “incompatibile con la tutela dei valori paesaggistici in quanto trattasi di opere estranee alla tradizione tipologica residenziale dei colli ed incongrua alla protezione della manifesta naturalità agro-forestale dell’ambito paesaggistico di riferimento, scarsamente antropizzato”. Da cui il ricorso della donna, che si è concluso a suo favore. La signora, infatti, ha dimostrato la presenza di altre piscine nell’area, ben 15, di cui una a casa del vicino. Il Tar, quindi, ha accolto il ricorso della donna annullando il provvedimento del Parco Colli che recepiva il parere della Soprintendenza. Il ministero per i Beni e le attività culturali dovrà inoltre pagare tremila euro di spese di lite.
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Acqua, bollette più care nel 2020 Acqua azzurra, acqua cara. Anzi, carissima. Nel 2020, infatti, gli italiani hanno speso, a nucleo famigliare, ben 448 euro di media, con un aumento del +2,6% rispetto al 2019. La fotografia emerge dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, realizzato nell’ambito delle “Iniziative a vantaggio dei consumatori”, finanziate dal ministero dello Sviluppo economico (Legge 388/2000 del 2020). Le tariffe sono indicate rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi. Da una doppia consultazione civica effettuata nel corso del 2020 su un totale di circa 6000 cittadini, emergono informazioni interessanti su soddisfazione delle famiglie in merito all’acqua di rubinetto, su accorgimenti per sprecarne meno e su informazioni di cui avrebbero bisogno. I cittadini sono mediamente soddisfatti del servizio idrico, con valori sotto la sufficienza in Sicilia, Sardegna, Basilicata e Calabria. Guardando i dati nel dettaglio, il Comune di Frosinone balza in testa alla classifica dei capoluoghi di provincia più cari con una spesa media a famiglia di 845 €, mentre Milano conquista la palma di capoluogo più economico con 156 €. Gli incrementi più elevati si registrano a Isernia (+27,5%), che nel 2019 aveva conquistato la vetta del podio come la città più economica, e a Vibo Valentia (+21,5%). Le regioni centrali, invece, si contraddistinguono in media per le tariffe idriche più elevate e una spe-
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sa media annua a famiglia di 614 euro (+3,2% rispetto al 2019). La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è il Molise (181 €), che però quest’anno annovera un aumento del +11% rispetto all’anno precedente. Al contrario, la regione con la spesa più elevata è la Toscana (710 €, +3,2%). Evidenti differenze di spesa, poi, continuano a rilevarsi anche all’interno delle stesse regioni. Ad esempio, in Sicilia, tra Enna e Catania intercorre una differenza di ben 509 euro. “Sono ancora molte – commenta Tiziana Toto, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva – le criticità che affliggono il servizio e la risorsa idrica. Differenze territoriali rilevanti in termini di adeguatezza delle infrastrutture, qualità e tariffe sono note dolenti, alle quali si aggiunge anche la scarsa fiducia dei cittadini nei confronti dell’acqua di rubinetto e l’adozione di comportamenti d’uso poco consapevoli e responsabili. Rispetto al recupero del divario territoriale il Pnrr avrebbe potuto rappresentare una grande opportunità ma le risorse previste non ci sembrano sufficienti e il meccanismo delle progettualità potrebbe addirittura lasciare ancora indietro le aree con maggiori necessità e con più difficoltà ad esprimere progetti adeguati”. “Per quanto riguarda il livello di fiducia dei cittadini verso l’acqua di rubinetto – prosegue ancora Toto –, sicuramente non aiutano notizie come l’ultimo deferimento dell’Italia (9 giugno 2021)
alla Corte di Giustizia Europea per la fornitura di acqua potabile non sicura in alcune aree del viterbese. Ci auguriamo che le novità introdotte dalla nuova Direttiva europea (2020-2184) possano contribuire ad aumentare la fiducia verso questa risorsa, anche grazie alle previsioni di maggiori informazioni rivolte ai cittadini”. I dati sulla dispersione idrica In riferimento ai soli capoluoghi di provincia italiani, dagli ultimi dati Istat disponibili (2018) emerge che a livello nazionale va dispersa il 42% dell’acqua immessa, con evidenti differenze fra le aree geografiche e le singole regioni: si va da oltre il 48% sia al Sud e isole che al Centro, a circa il 35% al Nord. In testa, per quanto concerne i livelli di dispersione, c’è l’Abruzzo con il 55,6%, segue l’Um-
bria con il 54,6% e il Lazio con il 53,1%, la più virtuosa la Valle d’Aosta con il 22,1%. Da una doppia consultazione civica effettuata da Cittadinanzattiva nel corso del 2020, su un totale di circa 6000 cittadini, emergono informazioni interessanti su soddisfazione delle famiglie in merito all’acqua di rubinetto, su accorgimenti per sprecarne meno, e su informazioni di cui avrebbero bisogno. I cittadini sono mediamente soddisfatti del servizio idrico, con valori sotto la sufficienza in Sicilia, Sardegna, Basilicata e Calabria. Il 46,4% degli intervistati dichiara di consumare prevalentemente acqua di rubinetto e dà una buona valutazione dell’acqua che beve. Il 43,7% consuma invece acqua imbottigliata (il 62% in plastica) e lo fa prevalentemente perché non gradisce
Infezioni in piscina, dall’UK uno studio che ribadisce l’importanza dell’igiene il sapore di quella di rubinetto o non si fida dei controlli sulla potabilità. Le informazioni a disposizione dell’utenza in tema di qualità dell’acqua di rubinetto sono ritenute inadeguate nel 60% circa dei casi e la bolletta è stata indicata quale strumento preferibile per ottenerle. Oltre il 70% dei cittadini non conosce il bonus sociale idrico, il 65% non sa quale sia la tariffa applicata dal suo gestore, il 30% non sa chi effettua i controlli sull’acqua. Effettivamente alcune di queste informazioni non sono reperibili nelle Carte della qualità dei servizi, di cui dispone la gran parte dei capoluoghi di provincia italiani e reperibili sui siti web dei gestori. Circa due Carte su tre infatti non contengono informazioni sul bonus sociale idrico, una su tre non dà informazioni sulla qualità dell’acqua erogata, una su cinque non rileva il grado di soddisfazione dei cittadini. Risparmiare acqua si può Dato interessante e alquanto rappresentativo è che i cittadini pensano di consumare meno acqua di quello che i numeri ci dicono: il 73% degli intervistati, infatti, sostiene di consumare tra i 50 e i 100 litri di acqua al giorno mentre sappiamo che un italiano utilizza circa ben 240 litri al giorno, una media che ci colloca fermamente al primo posto in Europa, con un consumo pari a circa il doppio degli altri paesi. Anche sul contenimento degli sprechi idrici potremmo fare molto di più: il 94% dei cittadini intervistati nell’ambito dell’inda-
gine afferma di adottare accorgimenti per contenere gli sprechi di acqua, ma nel dettaglio scopriamo che meno della metà ripara immediatamente guasti che provocano perdite e solo uno su tre ha installato miscelatori d’aria ai rubinetti e/o allo scarico del water. Quasi inesistenti le scelte di acquisto dei prodotti sulla base della loro impronta idrica. Con un uso più consapevole e razionale di acqua, quantizzabile in 150mc invece di 192mc l’anno, una famiglia spenderebbe 328 € anziché 448 €, con un risparmio medio di 120 €circa a livello nazionale. Ad esempio, in un anno si possono risparmiare 42mc di acqua con questi piccoli accorgimenti: sostituendo, una volta su due, la doccia al bagno (risparmio di 4,5mc), riparando un rubinetto (21mc), usando lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico (8,2mc), chiudendo il rubinetto mentre si lavano i denti (8,7mc). Assai limitato il ricorso alle Case dell’acqua (2.020 su tutto il territorio nazionale): solo un terzo dei cittadini intervistati dichiara di averne usufruito. La gran parte vi rinuncia perché troppo lontane dalla propria abitazione (34%), perché non si fida della loro manutenzione e quindi della qualità dell’acqua erogata (20%), o non reputa conveniente il rapporto qualità/ prezzo rispetto a quella di rubinetto (19%), o ancora perché le Case funzionano male (16%). Il Dossier e le infografiche, con i dati nazionali e regionali, sono disponibili su www.cittadinanzattiva.it.
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l Cryptosporidium è una delle principali cause di epidemie di diarrea legate alle piscine, ma si sa poco sulla frequenza della contaminazione. Per questo, un gruppo di ricercatori inglesi ha condotto uno studio sul tema, finanziato dal Pool Water Treatment Advisory Group, intitolato “Presenza di oocisti di Cryptosporidium nelle piscine per il tempo libero nel Regno Unito, 2017 e modellazione degli eventi di contaminazione delle oocisti”. L’obiettivo principale dello studio è stato quello di analizzare e misurare la presenza e la concentrazione, attraverso campionamenti e misurazioni, di oocisti di Cryptosporidium nelle piscine a uso ricreativo. Inoltre, gli scienziati volevano confrontare i rilevamenti con i parametri operativi, per fornire orientamenti basati su dati probanti e migliorare la capacità di campionamento e interpretazione per le indagini sulla salute pubblica. Nell’ambito dello studio, quindi, sono stati campionati fino a 1000 litri di acqua di piscina, durante varie sessioni di nuoto, una volta alla settimana, per 10 settimane, dall’8 agosto 2017. Il tutto, in sei piscine che si sono offerte volontarie come campione di analisi. Le oocisti, evidenzia l’indagine, sono state rilevate al microscopio in 12/59 campioni di acqua di piscina (20%), almeno una volta in ciascun impianto. Otto su 12 rilevamenti (66%) sono avvenuti ad agosto, quando il carico di bagnanti era più elevato e in tre piscine su sei
è stato campionato settimanalmente un controlavaggio del filtro, da 1 litro, e sono state rilevate oocisti in 2/29 campioni (7%), a seguito delle misurazioni nell’acqua della piscina. Le probabilità che un bagnante contaminasse la piscina, dunque, secondo quanto emerso dallo studio, variava da 1 su 1000 a oltre 1 su 10.000. L’analisi con il metodo Monte Carlo (un’ampia classe di metodi computazionali basati sul campionamento casuale per ottenere risultati numerici) ha poi mostrato che quando un numero elevato di bagnanti causava una contaminazione per oltre il 70% dei giorni, più eventi al giorno erano più probabili dei singoli eventi. In queste piscine per il tempo libero, generalmente ben gestite, il rischio di Cryptosporidium si è rivelato essere correlato a carichi elevati di bagnanti. Gli scienziati hanno quindi concluso che le campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per l’igiene dei bagnanti e sul rispetto delle linee guida sugli incidenti fecali per gli operatori dovrebbero essere anticipate rispetto all’alta stagione del nuoto. Per leggere lo studio, www.mpi.com.
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Kenya, il primo impianto solare che produce acqua potabile da quella di mare
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iunga, in Kenya, è una piccola comunità di pescatori di circa 3500 persone situata a poche miglia a sud del confine con la Somalia. Il villaggio si trova lungo la costa dello splendido Oceano Indiano e l’area ospita un’importante riserva di conservazione marina. Tuttavia, è anche un’area che ha sofferto di estrema siccità per molti anni. La posizione di Kiunga, vicino alla costa, con abbondante acqua di mare, lo ha però reso un luogo ideale per la prima fattoria solare della Ong GivePower, specializzata nel portare l’acqua
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potabile tramite impianti a energia solare nelle aree più povere del mondo. L’impianto, denominato Blu Drop, del valore di 500 mila euro, trasforma l’acqua dell’oceano in acqua potabile grazie ad un sofisticato sistema di filtraggi. La crisi idrica, del resto, continua a crescere in modo esponenziale in tutto il globo. Attualmente ci sono 844 milioni di persone in tutto il mondo che non hanno accesso all’acqua potabile, più del doppio delle persone che vivono negli Stati Uniti, tra cui 300.000 bambini che muoiono ogni anno a causa di ma-
lattie trasmesse dall’acqua. In Kenya, ad esempio, spiega la Ong, dopo il periodo dei monsoni, Kiunga è secca e arida e i membri della comunità devono camminare un’ora solo per approvvigionarsi all’unica fonte d’acqua, che però è sporca e salmastra. Spesso è la stessa acqua in cui gli animali bevono e si lavano, e contiene contaminanti e parassiti che possono causare terribili malattie e, talvolta, la morte. La Solar Water Farm di GivePower, invece, è una soluzione rivoluzionaria – prima al mondo – per le aree costie-
re alle prese con la scarsità d’acqua. Con sistemi di filtrazione avanzati e una nuova tecnologia di desalinizzazione a energia solare, GivePower converte l’acqua salata di mare e salmastra in acqua pulita e sana. Ogni fattoria solare produce acqua potabile a sufficienza per 35.000 persone ogni giorno. Rispetto alla maggior parte dei sistemi di pozzi sotterranei, quindi, il parco idrico solare GivePower produce acqua di qualità superiore per un periodo di tempo più lungo senza alcun impatto ambientale negativo.
Italian Pool Award 2022: hai già candidato la tua piscina?
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’appuntamento dedicato alle piscine più belle firmate da progettisti e costruttori italiani si avvicina: sono ufficialmente aperte le candidature all’Italian Pool Award 2022, il riconoscimento istituito per celebrare l’eccellenza progettuale e costruttiva italiana. Aziende, costruttori, studi tecnici, progettisti e architetti, ma anche privati possessori di piscine residenziali e commerciali a uso pubblico (resort, centri wellness e fitness, spa, agriturismi ecc.) sono invitati a candidare le proprie piscine all’undicesima edizio-
ne del premio. Il regolamento del concorso e i moduli di partecipazione sono disponibili sul sito web di Piscine Oggi (www.piscineoggi.com/ italianpoolaward) accompagnati da tutte le informazioni riguardanti la candidatura dei progetti e la premiazione dei vincitori. Partecipare all’Italian Pool Award è semplice: occorre inviare il materiale richiesto, ovvero immagini in alta risoluzione (foto professionali e non amatoriali), disegni progettuali e moduli compilati, all’indirizzo piscineoggi@ilcampo.it tramite WeTransfer o servizio analo-
go entro il 15 dicembre 2021. La cerimonia di premiazione, come sempre, avverrà in occasione di ForumPiscine (in programma il 23-24-25 feb-
braio 2022 presso la Fiera di Bologna), e in contemporanea sarà disponibile la mostra fotografica di tutte le piscine candidate.
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Dubbi su interventi edilizi e consulenza preventiva [ Nella fase di progettazione di un intervento edilizio possono sorgere alcuni dubbi sui lavori da effettuare, i quali possono essere risolti richiedendo una consulenza preventiva all’ufficio tecnico comunale ]
Dell’avvocato Mario Petrulli
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uò capitare che, nella fase della progettazione di un intervento edilizio, sorgano dei dubbi riguardanti l’assentibilità dell’intervento stesso, eventuali limiti e prescrizioni da rispettare nella fase dell’esecuzione o l’esatta individuazione del titolo edilizio necessario. L’ordinamento prevede, in questi casi, due importanti disposizioni che possono agevolare l’interessato: ■■ l’art. 5 comma 2 lett. b) del Testo Unico Edilizia (DPR n. 380/2001), secondo cui lo sportello unico edilizia del Comune è deputato a fornire informazioni sulla materia edilizia, anche mediante predisposizione di un archivio informatico contenente i necessari elementi normativi, che consenta a chi vi abbia interesse l’accesso gratuito,
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anche in via telematica, alle informazioni sugli adempimenti necessari per lo svolgimento delle procedure previste dal Testo Unico, all’elenco delle domande presentate, allo stato del loro iter procedurale, nonché a tutte le possibili informazioni utili disponibili; ■■ l’art. 1 comma 3 del Decreto Legislativo n. 222/2016 [1], secondo cui “Le amministrazioni procedenti forniscono gratuitamente la necessaria attività di consulenza funzionale all'istruttoria agli interessati in relazione alle attività elencate nella tabella A [comprensive dell’attività edilizia, n.d.r.], fatto salvo il pagamento dei soli diritti di segreteria previsti dalla legge”.
IL PUNTO DI VISTA DELLA GIURISPRUDENZA SULLA CONSULENZA PREVENTIVA Secondo il TAR Toscana, sez. III, sent. 30 aprile 2020, n. 527, la norma di cui all’art. 1 comma 3 del Decreto Legislativo n. 222/2016 palesa l’esistenza di un vero e proprio obbligo delle amministrazioni coinvolte di fornire agli interessati la propria attività di consulenza. Rispetto al tradizionale modello di attività consultiva, che viene prestata dagli organi a ciò deputati su richiesta di altre amministrazioni e funzionale all’adozione di una scelta amministrativa, quella disciplinata dall’art. 1 comma 3 cit. è destinata, da un’amministrazione procedente, a favore del soggetto privato che ne faccia richiesta in vista del possibile avvio di un’attività parimenti privata. La previsione si colloca nell’ottica di servizio del cittadino e di un’azione amministrativa non solo partecipata ma auspicabilmente collaborativa e condivisa, quando non consensuale, che vorrebbe essere alla base dell’intera riforma avviata con la nota Legge n. 124/2015, della quale il Decreto Legislativo n. 222/2016 rappresenta un tassello. La norma in esame risponde, in buona sostanza, all’esigenza di orientare le scelte dei privati attraverso la conoscenza preventiva delle valutazioni dell’amministrazione procedente circa la possibilità di realizzare una determinata iniziativa con determinate modalità. Ottenuta la consulenza, bisognerà richiedere il correlato titolo abilitativo eventualmente occorrente per l’avvio dell’attività; peraltro, trattandosi di una mera consulenza preventiva, l’affidamento del privato è comunque relativo e l’amministrazione rimane titolare della facoltà di modificare il proprio orientamento dinanzi a nuovi elementi prima ignoti riguardanti la situazione di fatto (ad esempio, una mutata situazione dei luoghi) o di diritto (ad esempio, sono cambiate le norme), oppure perché nel frattempo sono intervenuti alcuni controinteressati che hanno evidenziato nuovi elementi rilevanti. Ciò significa che, per quanto prevedibile possa apparire che la determinazione assunta dall’amministrazione procedente sull’istanza di rilascio del titolo abilitativo coinciderà con quello del parere preventivamente rilasciato, la mancata coincidenza – in positivo o in negativo – costituisce un evento possibile. Le osservazioni fin qui riportate e fornite dalla giurisprudenza con riferimento all’art. 1 comma 3 del Decreto Legislativo n. 222/2016 possono, a nostro avviso, essere riferite anche alla consulenza che lo sportello unico edilizia del Comune deve fornire ex art. 5 comma 2 del Testo Unico Edilizia, visto che le due norme, nella sostanza, tendono a essere equivalenti. Entrambe le norme, peraltro, rappresentano esplicazione del buon andamento dell’azione amministrazione, principio costituzionalmente
riconosciuto [2]. In definitiva, lo strumento della consulenza preventiva offre una possibile soluzione ai dubbi operativi e, al contempo, consente di ridurre le probabilità di contenzioso. ASPETTI PRATICI DELLA CONSULENZA PREVENTIVA Soffermiamoci brevemente su alcuni aspetti pratici. In primo luogo, la richiesta di consulenza può essere avanzata da chi vi abbia interesse [3], ossia tanto il cittadino che, avendone la legittimazione, intende procedere alla realizzazione di un intervento edilizio quanto il professionista tecnico che solitamente è al fianco del cittadino medesimo, quale consulente di fiducia. In secondo luogo, per quanto concerne il termine entro cui la consulenza preventiva deve essere fornita, si porrà la seguente alternativa: ■■ esiste una norma regolamentare comunale che disciplina tale aspetto: in tal caso, ovviamente, bisognerà riferirsi a tale termine; ■■ non esiste una norma regolamentare comunale che disciplina tale aspetto: riteniamo applicabile, in tal caso, l’art. 2 comma 2 della Legge n. 241/90, secondo cui, in assenza di un termine diverso, la risposta deve essere resa entro 30 giorni. Infine, può essere utile indicare alcuni accorgimenti nella redazione dell’istanza con cui si chiede una consulenza preventiva all’ufficio tecnico comunale: ■■ utilizzare la forma scritta, preferibilmente una PEC; ■■ indicare i propri dati anagrafici, il titolo giuridico che le-
↑ (Doc.
Berndorf Bäderbau)
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gittima l’intervento (ad esempio, la qualità di proprietario) e l’immobile oggetto dell’intervento (indirizzo ed estremi catastali); ■■ esplicitare la tipologia di intervento nelle sue esatte caratteristiche; ■■ prospettare il dubbio sul quale si chiede il chiarimento; ■■ indicare la propria soluzione e richiedere di confermare l’esattezza della soluzione prospettata; ■■ indicare i propri recapiti: telefono, cellulare, fax, posta elettronica ordinaria e PEC; ■■ invitare a rispondere entro il termine previsto da norme regolamentari comunali o, in assenza, di 30 giorni; ■■ richiedere un appuntamento presso l’ufficio, nel giorno e nell’orario che il responsabile vorrà comunicare, per poter esporre la problematica e fornire ogni ulteriore elemento utile, con l’assistenza del proprio professionista tecnico di fiducia; ■■ richiedere di comunicare la risposta anche al proprio professionista tecnico di fiducia, del quale si dovrà fornire l’indirizzo PEC, dando espressa autorizzazione in tal senso e relativa manleva; ■■ allegare eventuali documenti utili (ad esempio, il progetto e le planimetrie). L’IPOTESI DELLE RISTRUTTURAZIONI Uno degli aspetti che possono creare dubbi riguarda soprattutto il tema delle ristrutturazioni, visto che, in realtà, nel nostro ordinamento, non esiste un’unica ipotesi di ristrutturazione, ma sono previsti diversi possibili casi. Per meglio chiarire, è necessario partire dall’art. 3 del Testo Unico Edilizia, il cui comma 1, lett. d), nella versione oggi vigente a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge n. 120/2020, dispone che gli interventi di ristrutturazione edilizia sono quelli “rivolti a trasformare gli or92 piscine oggi n.195
ganismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l’eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi altresì gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico. L’intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana. Costituiscono inoltre ristrutturazione edilizia gli interventi volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché, fatte salve le previsioni legislative e degli strumenti urbanistici, a quelli ubicati nelle zone omogenee A di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai piani urbanistici comunali, nei centri e nuclei storici consolidati e negli ulteriori ambiti di particolare pregio storico e architettonico, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove siano mantenuti sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche dell’edificio preesistente e non siano previsti incrementi di volumetria”. La prima parte della norma indica la caratteristica tipica e generale della tipologia di intervento in discorso, ossia l’esistenza di un insieme sistematico (vale a dire, correlato rispetto al risultato finale) di opere che possono portare a un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, in quanto si ha il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l’eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi e impianti. Siamo dinanzi, in questi casi, alla cosiddetta ristrutturazione semplice o leggera, richiedente la SCIA. La seconda parte della norma, invece, include interventi più rilevanti, normalmente qualificati come ristrutturazio-
ne cosiddetta pesante, richiedenti il permesso di costruire o la SCIA alternativa al permesso: ■■ la demo-ricostruzione di edifici esistenti, con possibilità di variare sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico; inoltre, nei limiti di quanto previsto dalle norme regionali e dagli strumenti urbanistici, sono ammissibili incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana; ■■ la ricostruzione di edifici crollati (o di parti di essi) purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Tra gli esempi tratti dalla giurisprudenza, ricordiamo le seguenti ipotesi di ristrutturazione: ■■ la costruzione di un’autorimessa e di locali interrati a servizio dell’abitazione di proprietà [4]; ■■ la modificazione di destinazione di un immobile, attuata mediante opere, da edificio di culto sconsacrato a sede di un’attività privata con funzione direzionale-bancaria [5]; ■■ la chiusura di un balcone o di una terrazza [6]; ■■ l’installazione di nuovi infissi metallici e vetrate di maggiore grandezza ai due vani porta esistenti, ampliati di conseguenza per 70 cm [7]. LA DIFFERENZA FRA RISTRUTTURAZIONE E NUOVA COSTRUZIONE L’orientamento giurisprudenziale consolidato [8] ritiene che l’elemento il quale, in linea generale, contraddistingue la ristrutturazione dalla nuova edificazione debba rinvenirsi
nella già avvenuta trasformazione del territorio, mediante una edificazione di cui si conservi la struttura fisica, sia pure con la sovrapposizione di un “insieme sistematico di opere, che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente” ovvero la cui stessa struttura fisica venga del tutto sostituita con ricostruzione rispettosa della volumetria e della sagoma della costruzione preesistente. La ristrutturazione edilizia è, quindi, una attività di edificazione che conserva la struttura fisica dell’immobile preesistente, sia pure con la sovrapposizione di un insieme sistematico di opere, che possono portare a un organismo edilizio in parte diverso dal precedente: è necessario, perciò, affinché rilevi una ristrutturazione, che tra la vecchia e la nuova edificazione sussista un evidente rapporto di continuità [9].
↑ (Doc.
Preformati Italia)
↓ NOTE
[1] Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124. [2] Art. 97, comma 2, Costituzione: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione”. [3] Art. 1, comma 3, del Decreto Legislativo n. 222/2016; art. 5, comma 2, lett. b), del DPR n. 380/2001. [4] TAR Toscana, sez. III, sent. 10 aprile 2020, n. 422. [5] TAR Veneto, sez. II, sent. 15 gennaio 2020, n. 40. [6] TAR Toscana, sez. III, sent. 28 gennaio 2021, n. 140. [7] Consiglio di Stato, sez. II, sent. 9 gennaio 2020, n. 214. [8] Consiglio di Stato, sez. IV, sent. 1° settembre 2015, n. 4077; sent. 12 maggio 2014, n. 2397; sent. 30 marzo 2013, n. 2972; sez. V, sent 10 settembre 2012, n. 4771. [9] Consiglio di Stato, sez. II, sent. 31 ottobre 2019, n. 7457.
MARIO PETRULLI ↓
Avvocato, esperto in edilizia e urbanistica, appalti, demanio, diritto e finanza degli enti locali, con pubblicazioni nelle suddette materie. Collabora con primarie società di consulenza agli enti della P.A. in qualità di consulente senior e formatore; è autore di riviste specializzate e siti internet a contenuto tecnico-giuridico ed è componente del comitato di redazione della rivista L’Ufficio Tecnico (Gruppo Maggioli spa). www.studiolegalepetrulli.it
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