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Conflitto • Zeta Numero 2 | Marzo 2022

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Guerra

L’Unione Europea tra due fuochi Il conflitto in Ucraina preoccupa i leader europei mentre la tensione tra Stati Uniti e Cina si sovrappone alla guerra EUROPA

di Luisa Barone

«Il diritto internazionale si basa sul principio di sovranità e uguaglianza degli stati. Ma nel corso della storia sono state molte le invasioni e le aggressioni rimaste impunite, come quella turca a 60 km di profondità nel nord della Siria. Il risultato è stato quello di svegliarci in un mondo senza regole». Rosario Salvatore Aitala, giudice della Corte penale internazionale, è critico nei confronti del Consiglio di Sicurezza che «raramente riesce ad approvare le risoluzioni necessarie alla protezione e al mantenimento della pace». 14 — Zeta

Il giorno successivo all’inizio del conflitto, i 15 membri dell’organo Onu preposto alla tutela della sicurezza internazionale si sono riuniti per decidere sulla mozione di condanna dell’invasione russa, che invitava Mosca a ritirare immediatamente le truppe e fornire un accesso sicuro ai soccorsi umanitari. Ma l’azione della comunità internazionale è stata bloccata dal veto posto dalla Russia come membro permanente del Consiglio, mentre il suo ambasciatore Vasily Nebenzya ringraziava Cina, India e Emirati Arabi per essersi astenuti. Se l’astensione

cinese non è stata una sorpresa, lo stesso non si può dire per le altre due, storiche alleate USA in Medio Oriente preoccupate che la risoluzione potesse chiudere la finestra sulla diplomazia. «Russia, puoi porre il veto a questa risoluzione, ma non puoi porre il veto alle nostre voci e alla tua responsabilità». L'ambasciatrice degli Stati Uniti Linda Thomas-Greenfield sottolinea l’intento della mozione che dimostra l’isolamento di Mosca sulla scena internazionale. L’idea secondo cui il governo russo «sia sempre più solo» è confermata in sede di Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riunitasi mercoledì 2 marzo. Dei 193 paesi chiamati a votare, 141 si sono espressi a favore della condanna di Mosca per l’aggressione contro l’Ucraina. Alessandro Marrone, responsabile della difesa per l’Istituto Affari Internazionali, sostiene che l’astensione di numerosi paesi in via di sviluppo «non ha peso a livello geopolitico» ma riflette l’influenza degli investimenti russi sul continente africano e nel sud-est asiatico, e la relativa «inefficacia europea» in queste zone. I diplomatici hanno spiegato il loro voto, dovuto alla sproporzionata risposta occidentale all’invasione di una nazione europea rispetto ai conflitti in corso nel resto del mondo.


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Conflitto • Zeta Numero 2 | Marzo 2022 by Baldini LUISS - Issuu