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BRAIN DRAIN a cura di NEVE MAZZOLENI PIER GIORGIO DE PINTO | CIVITAVECCHIA È partito da Civitavecchia, ha studiato in Toscana, ha approfondito una miriade di interessi. Classe 1968, Pier Giorgio De Pinto è infine approdato a Bellinzona. E ora ricopre il ruolo di Coordinator, Curator and Media trainer per il MACT/CACT Arte Contemporanea Ticino. Qual è la tua formazione? È ampia e variegata, fra Civitavecchia, Prato e Firenze, dagli studi alberghieri alla passione per il disegno e la pittura, poi la fotografia e infine scuola di teatro e di cinema, dizione e doppiaggio, con numerosi workshop internazionali su danza contemporanea e performance. Da sempre affascinato alle tecnologie e ai nuovi media, aggiungo l’interesse per la transmedialità. Come sei finito in Svizzera? Nel 2009 partecipo a una collettiva presso il MACT/ CACT. È colpo di fulmine: un anno dopo ho rassegnato le dimissioni e mi sono presentato al Municipio di Bellinzona con una richiesta di trasferimento. Mi hanno richiesto un’autocertificazione, per registrare chi fossi e le motivazioni per stare lì. In aggiunta un piano finanziario per i successivi due anni e previsione di guadagno come libero professionista. Grazie a Mario Casanova, direttore del MACT/ CACT, rimango coordinatore per eventi e curatore di mostre. Come freelance curo da anni anche la corporate identity per il centro e il layout grafico di tutte le pubblicazioni. Quali vantaggi professionali riscontri? In Svizzera si ha l’opportunità di dimostrare di saper fare qualcosa, basta coltivare contatti ed esporsi con proposte. Ad appena sei mesi dal mio arrivo, mi è stato chiesto di curare la direzione artistica di un grande evento a Lugano. La mia attività di artista visivo è professionalmente riconosciuta. A questa si affiancano in modo trasparente tutta una serie di attività remunerate saltuarie, come curatore/coordinatore di eventi e come grafico per istituzioni culturali, e come consulente per altri artisti. Insegno privatamente transmedialità e grafica. Emetto fatture come un qualsiasi libero professionista e vivo sereno economicamente. Il rapporto con gli enti pubblici? Si possono contattare direttamente i responsabili della cultura a qualsiasi livello, presentando ad esempio un progetto al capo Dicastero Sport, Cultura ed Eventi (il nostro assessore alla Cultura). La riposta, positiva o negativa, arriva sempre. L’altro enorme vantaggio è il sostegno finanziario che si

I 5 MIGLIORI GIOVANI ARTISTI ITALIANI? LI SCELGONO I DIRETTORI DELLE FIERE Qualcuno, di questo fatto, apprezzerà l’onestà intellettuale, l’indipendenza di giudizio, l’originalità delle scelte. Ma qualcun altro lo vedrà come l’ennesima conferma della mediocrità del panorama italiano nell’arte d’oggi, nell’emergere dei giovani talenti. È possibile che, chiedendo a tre grandi esperti della scena nazionale di menzionare i loro cinque under 40 italiani preferiti, non si trovino d’accordo su nessun nome? Neanche due su tre indichino almeno uno stesso artista? Questo “fatto” lo ha provocato La Lettura, domenicale culturale di casa Corriere della Sera. E i tre esperti interpellati non sono i direttori – tutti al primo anno di incarico nel 2017 – delle tre maggiori fiere d’arte del Paese: Ilaria Bonacossa di Artissima (Torino), Alessandro Rabottini di miart (Milano) e Angela Vettese di Arte Fiera (Bologna). Le risposte? Totalmente discordanti. I top under 40 italiani per Ilaria Bonacossa sono Matteo Rubbi, Anna Franceschini, Invernomuto, Davide Savorani, Irene Dioniso. Ales-

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BELLINZONA

può ricevere per la produzione della propria arte, per soggiornare dove si hanno eventi in Svizzera o all’estero. Richieste che si possono fare a vari enti/ uffici: Ufficio Federale della Cultura, Cantone, Città di provenienza. Vale anche se si chiede di acquisire le proprie opere. Ad esempio, quando si ha una mostra in corso, si può richiedere che la Commissione Culturale Cantonale di Belle Arti faccia una visita, per valutare un eventuale acquisto. E gli enti privati? C’è tutta una serie di istituzioni e fondazioni private e la stessa Fondazione Svizzera per la cultura Pro Helvetia, che sostiene l’arte e la cultura svizzera con l’intento di promuoverne la varietà e la qualità. I sostegni sono elargiti, in forme diverse, direttamente all’artista o a un curatore o a un’istituzione culturale. Pro Helvetia è anche l’entità che gestisce con due giurie indipendenti, gli artisti e gli architetti che rappresentano la Svizzera alle Biennali (Venezia e Il Cairo). Quali sono i luoghi di riferimento in Ticino? Il Ticino sta vivendo un ottimo periodo per l’arte contemporanea grazie a una serie di felici congetture: l’apertura dell’imponente LAC, polo culturale a Lugano; la felice rivalutazione sistematica del Museo Villa dei Cedri a Bellinzona, grazie alla sua direttrice Carole Haensler Huguet; la presenza ultraventennale del MACT/CACT, con il suo lungimirante direttore Mario Casanova; e la presenza de La Rada, altro importante spazio per il contemporaneo che ha festeggiato da poco i vent’anni di attività con l’attuale, eclettica gestione di Riccardo Lisi. Linfa fresca proviene dalla nuova Fondazione La Fabbrica del Cioccolato sotto la direzione artistica di Franco Marinotti; più tutta una serie di nuovi spazi indipendenti che da qualche anno si stanno facendo conoscere grazie al loro ottimo approccio di apertura non solo verso il resto della Svizzera, ma verso l’internazionalità. Il pubblico è al centro della tua ricerca: che differenza riscontri rispetto a quello italiano? Nella mia ricerca il pubblico non è mai una fase finale, è piuttosto fra gli interlocutori principali della mia produzione. In Italia è faticoso sviluppare il suo coinvolgimento perché la progettazione ha come obiettivo l’accreditamento con gli addetti ai lavori e solo dopo si pensa al pubblico. E in Svizzera? Vengono abituati da piccoli, da decenni, nascono con la curiosità e la voglia di frequentare spazi adi-

sandro Rabottini risponde con Luca Monterastelli, Andrea Romano, Francesco Arena, Patrizio Di Massimo, Giulia Cenci, mentre Angela Vettese promuove Serena Vestrucci, Giulio Squillacciotti, Caterina Erika Shanta, Roberto Fassone, Diego Marcon. E i migliori cinque a livello internazionale? Qui la direttrice di Artissima propone Cally Spooner, Adrien Missika, Xu Zhen MadeIn Company, Cecile B. Evans, Kasia Fudakowski, seguita dal nuovo direttore di Miart che si gioca Uri Aran, Michael E. Smith, Jordan Wolfson, Jean-Marie Appriou, Helen Marten. Le scelte della direttrice di Arte Fiera sono invece per Christodolou Panayatou, Laure Prouvost, Camille Henrot, Nick Mauss, Lucy McKenzie. MASSIMO MATTIOLI corriere.it/la-lettura/

ILARIA BONACOSSA È LA NUOVA DIRETTRICE DI ARTISSIMA. SOSTITUIRÀ SARA COSULICH DOPO 5 EDIZIONI La nuova direttrice di Artissima sarà Ilaria Bonacossa, 43enne milanese ma con passato legato a doppio

biti al contemporaneo, senza limiti di età o di interesse. Si ama frequentare l’arte e decidere cosa farne e come conservarla. I cittadini vengono chiamati (è una democrazia diretta) a esprimersi su questioni come gli ampliamenti di spazi di un museo, vendere o meno opere. Si è consapevoli del fatto che l’arte, e le sue tematiche contemporanee, rappresentino un importante asset economico, oltre che una mera questione politica o puramente di estetica. L’arte contemporanea non è qualcosa di nicchia, per esperti. Per fare un esempio, l’apertura del nuovo Kunstmuseum a Basilea con l’ampliamento ad opera degli architetti Christ & Gantenbein ha portato i basilesi a migliaia, all’interno dello spazio, per vedere come i loro soldi erano stati spesi. Ero lì anch’io e ho visto volti raggianti e soddisfatti. Torneresti a vivere in Italia? A quali condizioni? Mantengo un forte legame con l’Italia, intensificato da quando vivo all’estero. Per ironia, ora ricevo molte più proposte di lavoro. Non tornerei a viverci perché le motivazioni che mi hanno spinto ad andare via sono ancora intatte. Quali sono? Una per tutte, la tassazione fuori da ogni parametro umano sostenibile in un Paese civile. La burocrazia assurda, kafkiana. Un artista, in Italia, se vuole svolgere in modo trasparente la sua attività deve avere un commercialista privato. In Svizzera vige la trasparenza: te la chiedono e te la restituiscono con servizi che paghi profumatamente ma che funzionano, e quindi li paghi volentieri. Un suggerimento ai colleghi italiani? Fatevi la famosa lista pro e contro di un eventuale cambiamento: se l’ago pende verso i pro, rimboccatevi le maniche e andate verso il destino che vi merita. Volere è potere. Nel frattempo suggerisco di farsi più viaggi professionali possibile, sovvenzionandoli a volte anche con altri lavori come continuo a fare io, per avere quei necessari soldi in tasca. Soggiornate ovunque in Italia e all’estero, visitate gli studi/abitazioni degli artisti, anche voi stessi artisti: non vale solo per i curatori! Soprattutto imparate l’inglese: siamo nel 2016 ed è lingua di comunicazione fondamentale. depinto.it Il prossimo cervello in fuga sarà CRISTIANO RAIMONDI @nevemazz

filo con Torino, attuale direttrice del museo di Villa Croce a Genova. Dopo aver lavorato per sette anni alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, la Bonacossa si è impegnata contribuendo a fondare il collettivo Art At Work, attivissimo nelle collaborazioni pubblico-privato fra non profit e collezionismo. A Genova ha impostato fin da subito un lavoro diversificato e frenetico teso a fare del museo un soggetto vivo e partecipe della vita culturale cittadina, proponendo mostre di artisti come Julieta Aranda, Ian Kiaer, Massimo Grimaldi, Zhang Enli, Alberto Tadiello, Nick Devereaux, Tony Conrad. “Un progetto presentato, molto ben strutturato e in linea con gli obiettivi di una fiera importante e complessa come Artissima. Un progetto volto a rafforzare l’identità culturale della fiera, con un’attenzione allo sviluppo delle strategie artistiche, ma anche una particolare sensibilità alle strategie di mercato e commerciali della fiera”, si legge nelle motivazioni della scelta da parte del Consiglio Diret-

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Anno nuovo, settimo anno per Artribune Magazine. Il primo numero del 2017 si focalizza su lavoro e obiettivi di alcune istituzioni culturali...

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