Francesco Stefano Sammarco Dottorando in Urbanistica, DiARC, Università degli Studi di Napoli Federico II. francescostefano.sammarco@unina.it
el dibattito multidisciplinare e politico degli ultimi decenni, in Italia, è stata data attenzione crescente agli effetti sul territorio dei processi di dismissione del patrimonio militare, oltre che sugli evidenti limiti della programmazione di politiche pubbliche volte al suo riuso (Camerin, 2022; Damiani et al., 2017; Gastaldi et al., 2019 e 2021). Questa sperimentazione1 si è concentrata sugli spazi aperti e pertinenziali dell’ex caserma Principe Amedeo a Nola e sui sette ettari dell’antistante piazza D’Armi. L’intenzione è stata evidenziare la necessità d’indagare i relativi materiali tossici attraversando i luoghi alla ricerca di segni celati dalle trasformazioni. Per riconoscere il valore assopito del patrimonio militare dismesso2 e in particolare dei grandi spazi aperti che ne risultano, spesso localizzati a ridosso dei centri urbani, è necessario guardare il territorio più da vicino. L’obiettivo è stato costruire un quadro conoscitivo innovativo incrociando le mappature, i disegni interpretativi e la campagna fotografica, quale strumento d’indagine, per individuare i caratteri del luogo e le tematiche rilevanti. L’approccio ha previsto l’utilizzo di metodi e strumenti necessari ad affrontare la condizione di complessità e incertezza che vivono le città contemporanee, al fine di costruire un quadro aggiornato della struttura territoriale e orientare il progetto verso un processo incrementale. Si sono compiute delle esplorazioni “riflessive” (Schön, 1993) con uno sguardo consapevole, tenendo a mente che “a volte la fotocamera vede più del fotografo” (Thompson, 2015). L’intento non è stato realizzare un reportage con una spiccata caratterizzazione tematica, bensì attraversare questi luoghi come dei moderni flâneur prestati alla fotografia con “stile documentario” (Lugon, 2011). Guardare dunque (sia da terra che dall’alto
per mezzo di un drone) questi pezzi dormienti della città e tentare di svelarli per ciò che sono. Il processo di conoscenza territoriale ha permesso di approfondire le diverse connotazioni fisico-spaziali di questi luoghi nonché le sue pratiche consolidate. In seguito alle esplorazioni fotografiche sono state individuate alcune tematiche portanti di questa ricerca, come quella dei muri/recinti e la conseguente apertura alla città, ovvero il passaggio da bordo respingente alla permeabilità e riscrittura dei limiti. Il risultato è un racconto fatto di immagini e disegni in grado di rappresentare spazi e manufatti attraverso diversi punti di vista e in maniera multiscalare. Questa esplorazione fotografica ha permesso di strutturare un quadro della conoscenza più consapevole e di orientare le scelte strategiche. Gli elementi di tossicità vengono ribaltati in punti di forza, predisponendo le azioni progettuali per la valorizzazione del patrimonio militare e dei suoi spazi di prossimità, nonché per attivare una serie di processi di rigenerazione dell’intero contesto urbano verso nuove forme di abitabilità e inclusione.* NOTE 1 – La ricerca proposta è stata sviluppata nell’ambito della tesi di laurea di Assunta Scibelli Ex Limite a Limine. Piazza d’Armi: da luogo di confine a nuova porta per la città e per una rete territoriale di centralità diffuse (corso di laurea in Architettura, DiARC, Università degli Studi di Napoli Federico II) 2022, relatrice: prof. arch. Anna Terracciano, tutor: dottorando arch. Francesco Stefano Sammarco. 2 – Si fa riferimento, tra le altre cose, alle iniziative perpetrate dal Ministero della Difesa come la Task Force Difesa per la Valorizzazione Immobili, l’Energia e l’Ambiente (online). In difesa.it/task-force-valorizzazione-immobili-energia-e-ambiente/ index.html (ultima consultazione settembre 2024).
01. Una vista aerea dell’ex Caserma, la Piazza d’Armi e una parte del campo sportivo incompiuto; in primo piano i resti archeologici delle mura del periodo vicereale | Aerial view of the former Military Barracks, the Piazza d’Armi and part of the unfinished sports field with the archaeological remains of the walls from the Viceroyal era in the foreground. FS – Francesco Sanmarco
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EREDITÀ TOSSICHE