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Assistenza Al Volo - trimestre 1 / 2023

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Assistenza Al Volo - ANNO XLVIII - NUMERO 1/2023

La gestione dell’energia potenziale durante l’avvicinamento Di Daniele Veronelli Comandante di A320 basato a Milano Malpensa, membro del dipartimento tecnico e vice coordinatore nazionale piloti ANPAC. La gestione dell’energia durante l’avvicinamento rientra, per varie ragioni, tra le cose più complesse di un volo: l’automazione si basa su quanto inserito nel computer di bordo, che non sempre è il profilo che si andrà realmente a volare. La performance dell’aeroplano varia in modo significativo in base alle condizioni di vento e peso. Il contesto degli altri traffici e le intenzioni dell’ATC non sono sempre noti. C’è poi un tema economico/ambientale, legato all’ottimizzazione della discesa, con la finalità di consumare il minor quantitativo possibile di carburante nella parte finale del volo. Si tratta di un tema dove le esigenze degli equipaggi e dei controllori di volo sono, spesso, non allineate. A volte confliggenti. Penso sia quindi importante utilizzare lo spazio concessomi su queste pagine per provare a portare in luce il punto di vista dei piloti e, per farlo, mi concentrerò sui famigerati tromboni.

do di problematiche che sono per lo più relative a equipaggi non familiari con l’aeroporto. L’esperienza del volare costantemente su una certa destinazione, conoscerne orari e giorni di maggior traffico e le modalità di gestione dei flussi porta, nel 90% dei casi, a poter mitigare le problematiche di cui sopra in modo molto efficace. L’aviazione è però, per definizione, un settore dinamico e senza confini, dove è importante che l’equipaggio non familiare con l’aeroporto abbia la possibilità di prevedere con un buon margine di accuratezza quale sarà il profilo volato dal proprio mezzo. Addentrandoci nell’argomento, può essere utile portare un esempio a me particolarmente familiare, relativo alle STAR di Milano Malpensa. Molti di voi avranno riconosciuto l’immagine sottostante: si tratta della MEBUR 3E.

Il trombone, ormai introdotto sulla quasi totalità degli aeroporti italiani, consente all’ATC di ridurre il carico di lavoro e migliorare la gestione dei flussi. D’altro canto rappresenta spesso, per noi piloti, uno strumento di difficile lettura e che si presta a creare difficoltà nella gestione dell’energia sotto due aspetti: quando viene offerto un taglio che lascia significativamente alti sul profilo e quando viene volato interamente e porta a traiettorie di discesa tutt’altro che ottimali per quanto riguarda i consumi di carburante. Prima di addentrarmi del tutto nell’argomento vorrei fare una doverosa premessa: stiamo parlan6


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