Speciale Zoomark Reportage, uShaka Marine World Aquascaping: il layout Discus: che allevatore sei? Scheda: Octopus vulgaris Le riviste di aquariofilia
Balistes capriscus
Le rubriche del mese
LA RIVISTA È CLICCABILE! Il trend è oramai chiaro: tutte le riviste cartacee stanno trasferendo le loro testate (almeno “anche”) su rete, mentre non ci sono riviste in formato elettronico che si spostano sulla carta. Noi lo abbiamo annunciato già tre anni fa ma oramai dovrebbe essere chiaro per tutti: siamo perfettamente al centro del trend! Voi lettori, che ci avete riconosciuto sin dal primo momento, avete quindi una possibilità eccellente per avvalervi di un mezzo prezioso e potente: cliccate! Ogni volta che il puntatore del vostro mouse si trasforma in un “ditino” indice, è segno che ci sono tesori nascosti da esplorare. Non fatevi scappare l’occasione. Nel numero precedente, ad esempio, bastava cliccare sui principali prodotti osservati a Bologna per esaminarli in dettaglio. Questo numero vi offre ancora di più, con una descrizione accurata della fiera e tanti contenuti multimediali da esplorare. Insomma, cliccate con fiducia e potrete sfruttare tutte le potenzialità che il nuovo mezzo elettronico vi offre.
AQUARIOPHYLIA European Aquarium Hobbyist Magazine www.aquariophylia.eu Mensile di informazione per acquariofili e negozianti Autorizzazione del Tribunale di Napoli nr. 7 del 7 - 1 - 2011 Anno III numero 7 luglio 2013 Edito da Papyrus Publishing COMITATO DI REDAZIONE Valerio Zupo (Direttore Responsabile) Stefano Bertoni (Struttura web) Mariagiulia Peduzzi (Grafica & Impaginazione) Rita Colognola (Segreteria di Redazione) Masimiliano Ramboni (Web Marketing) Massimo Pagni (Revisione testi) CONSIGLIO SCIENTIFICO Dott. Rita Colognola, Dott. Francesco Denitto, Dott. Luciano Di Tizio, Dott. Matteo Grassi, Dott. Mirko Mutalipassi, Dott. Valerio Zupo RESPONSABILI DI SEZIONE Mariella Bettarini (L’Acquario in Poesia) Luigi Del Favero (Discus) Luciano Di Tizio (Acqua dolce) Mario Loffredo (Link & Argomenti Strutturanti) Lorenzo Luchetta (NonSoloAcquari) Diego Marinelli (Aquascaping) Mirko Mutalipassi (Test & Recensioni) Antonio Piccolo (Come si fa) Stefano Rossi (Acquario Marino Mediterraneo) Roberto Silverii (Anabantidi) Luigi Storoni (Oltre il Vetro) HANNO CONTRIBUITO A QUESTO NUMERO Silvio Arnone Carassio Aurato Rita Colognola Luigi Del Favero Marco Gargiulo IppoCampo Mario Loffredo Diego Marinelli Maria Pia Moschini Corinne Van Keulen Valerio Zupo Pubblicità e Redazione: Papyrus Wezelweide 15 - NL 2727 DK Zoetermeer - The Netherlands Tel. 0031-(0)6-48154024 e-mail: aquariophylia@gmail.com Per abbonarsi gratuitamente alla rivista e riceverla ogni mese: http://www.aquariophylia.eu Gli autori sono responsabili dei pareri espressi nei singoli articoli e questi non riflettono necessariamente l’opinione della redazione. È vietata la riproduzione, anche parziale, di contenuti, testi, foto o filmati pubblicati in questa rivista, salvo specifica approvazione scritta da parte della redazione. Per citare gli articoli contenuti in questa rivista usare il formato seguente: Nome dell’autore e titolo dell’articolo In: aquariophylia n., anno, pag. (www.aquariophylia.eu)
AQUARIOPHYLIA
EUROPEAN AQUARIUM HOBBYIST MAGAZINE
Anno III - n째 7 luglio 2013
49 112 28 66
18
76
10
EDITORIALE
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QUESTO NUMERO IN BREVE
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LETTERE IN REDAZIONE
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uSHAKA MARINE WORLD di Silvio Arnone
49 52 55
UN TUFFO, UNA FOTO: OCTOPUS VULGARIS di Marco Gargiulo OCTOPUS VULGARIS: LA SCHEDA A CURA di Rita Colognola RECENSIONI E NOVITÀ: 56 - HAQUOSS HURRICANE 58 - NYOS GOLDPODS 60 - SALIFERT TEST KH 62 - TECO TR10 64 - BCUK AQUATICS FIRSTBITE VEGGIE FLAKE
66
ZOOMARK 2013: QUALI PREVISIONI PER L’ACQUARIOLOGIA DEL FUTURO? di Valerio Zupo
76
AQUASCAPING L’IMPORTANZA DEL LAYOUT di Diego Marinelli
86
LA RUBRICA DEL CARASSIO
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DALLE ASSOCIAZIONI
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NONSOLOACQUARI. LA SEZIONE AUREA di Corinne Van Keulen
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A BRACCIA APERTE: OSPITI WEB DANIREEF
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L’ACQUARIO IN POESIA LA SCATOLA MAGICA di Maria Pia Moschini
112
CINQUE SFUMATURE DI DISCUS di Luigi Del Favero
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VAI COL LINK OGGI PARLIAMO DI: LE RIVISTE DI ACQUARI a cura di Mario Loffredo
126
INSERTO DA STAMPARE E CONSERVARE. PESCI E POESIA, IL FASCINO DEL XVI SECOLO. Quarta parte di Ippocampo
138
NEL PROSSIMO NUMERO
I NOSTRI COLLABORATORI E RESPONSABILI DI SEZIONE Questa rivista si basa sul lavoro di un gruppo multidisciplinare di volenterosi che desiderano accrescere la diffusione degli acquari nel nostro paese. Possiamo affermare anzi che, in base alla struttura che abbiamo voluto imporre a questa pubblicazione, ogni responsabile di sezione abbia realizzato una sua propria rivista dedicata ad un singolo argomento. Speriamo che i loro sforzi vi siano graditi, ma attendiamo comunque da voi critiche e suggerimenti, per rendere la nostra famiglia sempre più efficiente e produttiva. Vi presentiamo dunque la squadra!
VALERIO ZUPO (Direttore Responsabile) biologo, laureato a Napoli con lode. Ha frequentato l’Università Livre di Bruxelles per un PhD sulle reti trofiche in fanerogame marine ed ha ricevuto un Fullbright award nel 1994. È stato coordinatore di vari progetti di ricerca e tutt’ora svolge la propria attività di ricercatore della Stazione Zoologica di Napoli, presso il laboratorio di Ecologia del Benthos di Ischia (Napoli). Da molti decenni è appassionato di acquari ed ha scritto per numerose riviste nazionali, oltre a collaborare con varie riviste divulgative internazionali. I suoi interessi di ricerca sono focalizzati all’ecofisiologia dei crostacei decapodi, le reti trofiche ed i rapporti tra piante ed animali. Ha scritto 12 libri divulgativi sugli acquari, le malattie dei pesci, la fauna e la flora del mediterraneo. Nel campo degli acquari è particolarmente interessato agli aspetti ambientali, la gestione dei sistemi complessi, il filtraggio e la qualità dell’acqua, nonché le malattie dei pesci e gli acquari marini mediterranei. Ha inoltre pubblicato alcuni testi sui discus ed alcuni CD multimediali sulle malattie dei discus e sulla gestione degli acquari marini e d’acqua dolce. STEFANO BERTONI (WebMaster), nato a Milano nel lontanissimo 1967, da sempre appassionato di Computer, ha iniziato quasi 30 anni or sono ad interassarsi di informatica con il mitico Commodore Vic 20; esperto in sistemi Dos, Windows, in reti informatiche, si è specializzato in assemblaggio di pc e configurazioni avanzate e sicurezza mediante configurazioni di firewall e proxy. Realizza per passione siti internet e portali per amici e parenti, gestisce 2 siti personali (www.1diabetico.net e www.food4diabete.com); da poco ha pubblicato due libri in vendita su Amazon dal titolo “Rimecelate” e ” Vi racconto il diabete”. Da venticinque anni, grande appassionato di acquariologia, adora allevare ciclidi nani del Sud America, è apparso su questa rivista anche come autore, vorrebbe continuare a farlo qualora trovasse nuovi spunti da proporre. MARIELLA BETTARINI (Responsabile Sezione L’Acquario in Poesia) è nata nel 1942 a Firenze, dove vive. Dagli anni Sessanta ha collaborato a più di 150 riviste e ha pubblicato una trentina di libri di poesia, alcuni di narrativa e di saggistica. Nel 1973 ha fondato il periodico letterario “Salvo imprevisti”, che nel 1993 ha preso il titolo de “L’area di Broca”. Con Gabriella Maleti cura la Gazebo Libri. Ha tradotto scritti di Simone Weil e curato Il libro di Alice. Nel 2008 è uscita l’antologia poetica A parole – in immagini (1963-2007) e nel 2010 l’e-book Poesie per mia madre, Elda Zupo. Sulla sua poesia sono state discusse due tesi di laurea. Sito personale: www.mariellabettarini.it Sito della rivista “L’area di Broca”: www.emt.it/broca Link all’e-book: http://www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=43 6
LUIGI DEL FAVERO (Autore), nato a Milano nel 1974, commercialista ma sopratutto appassionato di acquari fin dall’età della ragione. Malato di discus, cultore del rotondo pinnuto da oltre un decennio. Collabora attivamente da anni con uno dei siti tematici dedicati al discus, Mondodiscus. La malattia acquariofila, la pura passione hanno fatto sì che in salotto accanto alla Tv troneggi una piccola serra amatoriale di 2.000 litri, utilizzata come contenitore di passioni e studio dei discus. FRANCESCO DENITTO (Autore e Consigliere di Redazione) biologo Marino, Francesco Denitto svolge attualmente attività di ricerca presso l’Università del Salento, ove ha conseguito la laurea in Scienze Biologiche ed il suo dottorato di ricerca in Ecologia Fondamentale. Subacqueo per diletto e professione, effettua studi sulla biologia delle grotte marine sommerse e sull’ecologia degli organismi planctonici, in particolare le meduse. È autore di svariate pubblicazioni scientifiche di biologia marina. Appassionato di lungo corso, è autore di numerosi articoli di acquariofilia e dedicati all’allevamento del discus. Collaboratore di riviste italiane del settore, oggi i suoi lavori sono pubblicati prevalentemente all’estero. Infatti, collabora regolarmente con le più importanti testate internazionali, tra cui lo storico Diskus Brief (Germania), la prestigiosa rivista americana Tropical Fish Hobbyist (TFH) ed alcuni magazine asiatici. È co-autore del libro “Trophy Discus” edito dall’americana Cichlid Press. Relatore per conferenze sul “mondo acquatico”, Francesco è anche giudice di gara nei concorsi internazionali di discus, tra cui alcuni prestigiosi campionati in Europa ed in Asia. È stato fonda- tore del Gruppo Acquariofilo Salentino (GAS), ove riveste la carica di segretario. LUCIANO DI TIZIO (Responsabile sezione acqua dolce & laghetto) giornalista professio- nista, si occupa di acquari da oltre 40 anni. Ha spaziato in tutti i settori di questo hobby, con una particolare attenzione al dolce nostrano ed all’acquario mediterraneo. È stato tra i fondatori dell’Associazione Acquariofili Abruzzese, della quale è attualmente il presidente, ed è stato per sette anni presidente dalla FIAAE, la Federazione che negli anni ‘90 del secolo scorso raggruppò tutte le allora numerose associazioni italiane di acquariofilia e di terrariofilia. Ha allevato e riprodotto pesci, anfibi e rettili ed ha condotto, da solo o con altri esperti, numerosi studi sul campo sulla piccola fauna italiana. Ha scritto oltre 1000 articoli per riviste specializzate, in Italia ed all’estero, oltre ad una dozzina di libri divulgativi. È stato a lungo membro del comitato di redazione e direttore responsabile della rivista Aquarium. Come erpetologo ha partecipato e partecipa a congressi scientifici con propri lavori ed è coautore di diverse pubblicazioni. MARIO LOFFREDO (Responsabile sezione Link) è nato a Napoli il 9 marzo 1967 ed è cresciuto ad Ischia, dove è impegnato nel settore turistico. Ama profondamente il mare ed i suoi abitanti: avvicinatosi all’acquariofilia all’età di 14 anni non se ne è mai più allontanato. Per alcuni anni i suoi acquari sono stati i classici “da salotto”, ma in breve si è accorto che il suo vero interesse era rivolto più al comportamento ed alla biologia delle specie allevate, piuttosto che al colore e alla bellezza. Da diversi anni ha concentrato i suoi sforzi nella riproduzione di specie marine mediterranee. LORENZO LUCHETTA (Responsabile rubrica NonSoloAcquari) divulgatore naturalistico appassionato di piccoli mammiferi da compagnia, fauna montana, ed altri argomenti legati ad animali e piante. In merito a tali tematiche collabora con diverse riviste di settore ed ha scritto testi di cui è autore anche delle immagini. Si interessa da diversi anni come amatore di stagni naturali, acquari d’acqua dolce fredda e conchiglie. 7
DIEGO MARINELLI (Responsabile sezione Aquascaping) vive e lavora ad Avellino. Appassionato di fotografia naturalistica e acquariofilia, negli ultimi anni si è dedicato con successo all’aquascaping. Le sue partecipazioni ai più prestigiosi contest internazionali hanno sempre riscontrato ottimi risultati. Diego collabora come allestitore e consulente con alcuni importanti marchi internazionali, scrive articoli e guide sull’aquascaping e sulla gestione dell’acquario di piante per riviste e portali di acquariofilia, è chiamato a svolgere il ruolo di giudice in alcuni contest internazionali; le sue immagini sono usate nelle presentazioni di fiere ed eventi nel campo dell’ acquariofilia e in guide e cataloghi d’importanti aziende del settore. Diego racconta le sue esperienze sul suo sito/blog www.aquaproject.it. MIRKO MUTALIPASSI (Responsabile sezione Test & Recensioni) nato a Napoli nel 1983, da sempre ha coltivato la passione per il mare, la subacquea e gli acquari. Dopo una parentesi di studi presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, si è laureato in Biologia delle Produzioni marine. Vanta numerose esperienze lavorative presso serre di importazione di pesci e invertebrati tropicali e collaborazioni con aziende del settore nella realizzazione di sistemi di filtraggio per acquari marini. Ha organizzato e presenziato a numerosi convegni di acquariofilia diretti principalmente ai negozianti del settore. ANTONIO PICCOLO (Responsabile sezione Come si fa) nasce a Napoli nel 1960. I suoi interessi sono: le arti, le scienze e la tecnologia. Opera nel campo della fotografia, video e musica. Dopo numerose mostre, concerti e performance, nel 1984 termina il corso di studi laureandosi in Scenografia presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Si trasferisce a Londra dove lavora con il regista americano Chatt Hall. Negli anni novanta si è occupato di fotografia naturalistica, ha lavorato nel campo della pubblicità, e-commerce e documentaristica. Attualmente è docente nella scuola secondaria, collabora con varie riviste on line e continua a produrre documentari e fotografie. MASSIMILIANO RAMBONI (Web Marketing) è un informatico che ha visto nascere i primi personal computer e ha visto quello che c’era prima di internet, molto prima della bolla del 2000. Già nel 1997 si occupava di sviluppo di siti internet e di Web Marketing; il tempo e l’esperienza lo hanno poi portato a gestire siti nei loro contenuti e posizionamenti nel mercato di Internet, e allo sviluppo di offerte pubblicitarie concepite per il mondo Web. Ora insieme al Web Master di www.Aquariophylia.eu è impegnato a traghettare il sito e la rivista in una nuova fase, ricca di novità e sorprese che non mancheranno di stupirvi. STEFANO CARLO ANDREA ROSSI (Responsabile sezione Acquario Marino Mediterraneo) geologo professionista, nato a Milano nel 1962, è cresciuto circondato da acquari domestici. Dopo una pausa post-universitaria ha messo i ramponi nel cassetto, ha ripreso ad immergersi con l’autorespiratore ed infine ad allestire acquari, con vasche di acqua dolce, di sole piante e, finalmente, ancora marine mediterranee, grazie ai gruppi incontrati sul web fino alla mailing list che evolverà in AIAM (Associazione italiana Acquario Mediterraneo, www.aiamitalia.it) di cui attualmente è presidente. L’impegno all’indipendenza, alla divulgazione e alla didattica, l’apertura al confronto ed i contatti con il mondo della ricerca sono tra gli obiettivi che considera prioritari per un’associazione di appassionati, così che un semplice hobby possa divenire anche strumento di crescita personale per tutti. 8
ROBERTO SILVERII (Responsabile Sezione Anabantidi) abruzzese, è nato nel 1984 a Roma e vive da alcuni anni a Bologna, ove studia Medicina Veterinaria. La passione per l’acquariofilia nasce sin da bambino dall’amore per gli animali e matura poi con l’iscrizione all’Associazione Acquariofili Abruzzese. Grazie a Luciano Di Tizio ed Amedeo Pardi si concentra nell’allevamento di Betta splendens, e dal 2005 si dedica alle varietà di selezione. È co-fondatore e presidente dell’Associazione Italiana Betta, che ha raggiunto proprio nell’ultimo anno traguardi importanti nella diffusione dell’allevamento delle varietà “show” di Betta splendens. LUIGI STORONI (Responsabile Sezione Oltre il Vetro) L’architetto Luigi Storoni, nato a Napoli nel 1957, si è laureato con una tesi sul recupero architettonico di Pozzuoli. I suoi interessi spaziano nel campo dell’arte dalla pittura alla fotografia, dalla computer grafica alla progettazione architettonica, con particolare attenzione all’impatto ambientale e all’ ecosostenibilità. Attualmente è docente di Liceo Artistico a Napoli. SILVIO ARNONE (Autore) è un africanista ed appassionato acquariofilo. Vanta pluridecennale esperienza in ogni ambito afferente la conduzione dell’acquario, sia d’acqua dolce che marino; si è infine specializzato sulle specie africane, con particolare riguardo per i killifish. Ha soggiornato in diversi Paesi africani e nel 2009 si è trasferito definitivamente in Botswana, impegnando molto del suo tempo nell’esplorazione dei biotopi locali. MARCO GARGIULO (Autore) Fotografo e biologo marino quarantaduenne, condivide da bambino la passione per il mare con i suoi genitori, affermati fotosub di livello mondiale. Inizia ad immergersi con autorespiratore nell’estate del 1974 e inizia, undicenne, insieme al fratello Arturo, a scattare le prime foto subacquee. Partecipa con successo a numerose gare di fotografia in estemporanea e a concorsi nazionali ed internazionali. Dopo anni di lontananza dalle competizioni, nel 2009 fonda insieme ad amici subacquei il POSEIDON TEAM A.S.D., ricopre la carica di responsabile del settore Fotografia Subacquea e membro del Consiglio Direttivo. Ultimamente partecipa a numerosi campionati di fotosub, classificandosi al primo posto. Collabora con le riviste del settore, pubblicando articoli di biologia marina e reportage di viaggio. È webmaster, editore e moderatore del Poseidon Team A.S.D. MARIA PIA MOSCHINI (Autore) è nata nel 1939 a Firenze, dove vive. Poeta lineare, pubblica nel 1983 Rizomata. Nello stesso anno fonda “Intravisioni Area”, spazio di ricerca artistica. Autrice di varie opere teatrali, ha pubblicato nelle Edizioni Gazebo il volume di testi teatrali Bataclàn (1997) e il volume di racconti Abitare il fantasma (2005). Nel 2003, con Rosaria Lo Russo e Liliana Ugolini pubblica La pissera (Edizioni Ripostes). Il suo ultimo volume di racconti è Il salottino degli ospiti invisibili ediz. Gazebo, 2010). Collabora alle Edizioni Morgana ed è redattrice della rivista “L’area di Broca”.
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LASCIARE UN SEGNO Questo sembra essere lo scopo di ogni essere vivente, a parte quelli primari di riprodursi e protestare contro le inefficienze della politica! Vuole lasciare un segno, il serial killer che diffonde piccole tracce per essere prima o poi identificato. Vuole lasciare un segno il docente che, anno dopo anno, semina conoscenze nei suoi alunni. Voleva lasciare un segno (anzi, “mettere una tacca sul mondo”!) Steve Jobs… e c’è riuscito proprio bene. Lasciano un segno tanti uomini, nel bene e nel male, quando le generazioni successive si rammentano della loro opera. Noi riteniamo di aver lasciato un segno e ne siamo orgogliosi. Ripensiamo a tre anni fa, quando il mondo dell’acquariofilia era totalmente allo sbando, con notizie di ogni genere che circolavano in rete e in assenza di voci autorevoli in grado di accende10
re conoscenze. Tutto sembrava andare
no fatto la storia dell’acquariofilia e il
alla deriva, con la scomparsa di alcune
lento declino di altre, che pure aveva-
riviste che (nel bene e nel male) aveva-
no avuto un ruolo nella formazione di
11
giovani leve. Provate a tornare indie-
vi affligge? O volete semplicemente
tro con la mente e non potrete che con-
sapere come allevare un particolare
cordare: la situazione per gli acquari
pesce d’acqua dolce? Stiamo lavorando
non era certo promettente.
per garantirvi un’assistenza esperta
Con l’avvento di Aquariophylia, le cose
24 ore su 24, in grado di risolvere tutti
sono cambiate per tutti. Inizialmente
i vostri problemi tecnici. Stiamo inol-
in modo lento, poi sempre più veloce-
tre pensando a numeri speciali che
mente, la rivista che avete tra le mani
possano rappresentare delle pietre
ha iniziato a produrre passioni, quasi
miliari in particolari settori dell’acqua-
certezze! Insomma, guardatevi intor-
riofilia e a nuove rubriche che stimoli-
no oggi e poi tornate indietro con la
no il vostro interesse, divertendovi.
memoria a tre anni fa: notate la diffe-
Riusciremo a portare un acquario in
renza? Ebbene, siamo orgogliosi di
ogni casa, come ci siamo prefissi all’i-
ammettere che tutto questo, sia in
nizio di questo cammino? Difficile
parte consistente dovuto a noi.
dirlo! Solo il tempo potrà rispondere a
La nostra opera però è ancora solo
questa domanda ma è certo che molta
all’inizio: abbiamo in mente grandi
strada è già stata percorsa in soli tre
cose per voi e per la diffusione degli
anni e che molta ancora dovrà passare
acquari e intendiamo utilizzare tutti
sotto le nostre “suole informatiche”.
gli ausili più moderni per stupirvi ogni
Senza dubbio potremo procedere più
mese di più. È incredibile pensare che
spediti, se coloro che più si avvantag-
tre anni fa non esistesse una rivista di
geranno di questo progresso, i produt-
acquari di questo genere e che oggi… è
tori e gli operatori commerciali, comin-
possibile persino ascoltarla. Stiamo
ceranno a comprendere che un’azione
ora lavorando per offrirvi un servizio
di divulgazione e spiegazione, effettua-
di assistenza in tempo reale, basato su
ta in modo indipendente, è indispensa-
“macchine intelligenti”. Avete un pro-
bile per il progresso delle conoscenze e
blema di acqua? Una malattia dei pesci
l’espansione dei mercati. 12
Ancora più certo è, però, il fatto che non potremmo procedere senza di voi. I nostri abbonati sono i nostri veri padroni e dunque, anche se con difficoltà, riusciamo ad avanzare anche con pochi sponsor, ma non potremmo farlo con pochi lettori. Sembra impossibile che tutto ciò sia realizzato in regime di totale gratuità. Accade così qualcosa di veramente incredibile: dobbiamo convincere dei lettori, che ricevono la rivista in omaggio, ad accettarla senza preconcetti e far comprendere a degli sponsor che si ostinano a mettere i bastoni tra le ruote, che stiamo lavorando anche per loro! Un mondo sottosopra non vi pare? In quest’ambiente inconsueto ci muoviamo, procediamo, talvolta soffriamo. Possiamo promettervi una cosa però: finché sarete al nostro fianco, noi non potremo che lavorare per voi.
QUESTO NUMERO...
in breve
Reportage: u S h a k a M a r i n e Wo r l d. Moltitudine di colori, Africa, Europa, India. Siamo a Durban. L’oceano Indiano abbraccia la città e si fonde col verde delle colline. Tutto è grande! Un inizio promettente, non c’è dubbio. Seguiamo il nostro autore esploratore alla scoperta dell’uShaka Marine World, Durban, Sudafrica.
Un Tuffo, una Foto. Il polpo in bottiglia. L’acqua è fredda ma abbastanza pulita nel porto. Eppure, ahimè, all’esterno la visibilità è peggiore, con la sospensione ancora evidente nelle parti più profonde della colonna d’acqua. Nonostante le condizioni non ottimale, con un po’di fortuna e moltissima abilità il fotografo è riuscito ugualmente a scattare una foto mozzafiato. La scheda del mese. Octopus. Cerchiamo di saperne di più sul soggetto della foto che abbiamo appena ammirato, il conosciutissimo Octopus. Per esempio, sapevate che, unico tra gli invertebrati, il polpo possiede un occhio dalla struttura simile a quella dei vertebrati e che possiede buone capacità di condizionamento pavloviano?
Reportage: Zoomark 2013. Proiezioni per il futuro. Ve lo avevamo promesso nel numero precedente: siamo pronti ad 14
accompagnarvi per mano in visita presso gli stand di Zoomark, la manifestazione Pet biennale che si tiene a Bologna. L’ingresso era riservato agli operatori del settore (più alcune decine di imbucati, naturalmente!) ma gli abbonati ad aquariophylia possono contare su un biglietto d’ingresso speciale. Quindi entriamo insieme: non dovremo neppure pagare il biglietto aereo per raggiungere Bologna! (Foto 1). Affrettiamoci dunque ad entrare per ammirare le ultime novità proposte dalle ditte produttrici.
L’importanza del Layout: seconda parte. Nell’articolo precedente si è brevemente accennato ai principi ed alla filosofia propri dell’aquascaping e dell’acquario naturale, con quest’ultimo entreremo un po’ più nella pratica definendo e d illustrando un concetto secondo me fondamentale il cui approfondimento ha cambiato il modo di concepire una parte dell’acquariofilia dolce: Il concetto di layout. Prepariamoci a procedere nell’allestimento di un paesaggio acquatico da sogno.
La rubrica del Carassio. Carassio, imprevedibile come sempre, prende lo spunto da una riunione di redazione per darci il suo personale punto di vista sulla rivista, che a quanto pare legge adesso per la prima volta. Seguiamolo nelle sue divagazioni.
La sezione aurea: alcune curiosità. Nell’eccellente articolo di Diego Marinelli pubblicato in questo numero, si accenna brevemente alla sezione aurea. Non è certamente necessario lanciarsi in una barbosissima disquisizione matematica, ma si tratta di un concetto abbastanza interessante da meritare la nostra attenzione, anche se forzatamente superficiale. Entriamo allora nel mondo di un concetto matematico che ha assunto il sapore di una favola.
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L’acquario in poesia: la scatola magica. La rubrica di Mariella Bettarini ci dimostra ogni mese la magia dell’acquario, attraverso temi musicali e fluenti che ci trasportano in una dimensione poetica. Questa volta lo fanno in modo esplicito, parlandoci della “scatola magica”. Rivediamo così i piccoli sassi, le alghe, risentiamo il silenzio che caratterizza il sogno di un acquario. Lasciamoci cullare dal testo poetico!
A braccia aperte: ospiti web Abbiamo deciso di far partire, con questo numero, una nuova rubrica, dedicata a tutti coloro che vorranno riempirla! Similmente al servizio offerto alle associazioni acquariofile, che possono contare su uno spazio gratuito ogni mese, messo a loro disposizione per diffondere le attività e le novità sul loro territorio, offriremo ogni mese uno spazio ad un sito od un portale, che vorrà riempirlo per mostrare quanto offerto nel proprio www. Chi si offre per il prossimo numero?
Cinque sfumature di discus. Ok. Voglio un discus. Facile no? Ma altrettanto facile è chiedersi cosa ne voglio fare. Cosa voglio avere in cambio dell’ospitalità che offro ai rotondi pinnuti. Riassumiamo schematicamente in tabella il “tipo” di discus in base alle proprie disponibilità. Scopriamo grazie al nostro esperto che “tipo” di acquariofili siamo e quali discus si adattano alle nostre esigenze e alle nostre aspettative.
Oggi parliamo di… le riviste di acquari. Aquariophylia è la vostra unica rivista di acquari? Male… molto male! Già, perché esistono numerose altre riviste di acquari al mondo. 16
Alcune sono veramente poco interessanti e forse non vale la pena acquistarle. Altre invece potrebbero presentare un certo interesse per tutti od offrire contenuti specialistici per gli appassionati di particolari settori del mondo acquatico. In ogni caso, meglio informarsi. Ecco allora che la vostra rivista vi aiuta a far luce sul mondo editoriale.
Inserto da stampare e conservare. Pesci e poesia, il fascino del XVI secolo. Torna Ippocampo a proporci una nuova serie di riproduzioni dal testo cinquecentesco che lo ha tanto entusiasmato e, naturalmente, non perde occasione per dilungarsi sulle caratteristiche di uno dei pesci raffigurati nel numero precedente. Il prescelto è stavolta il Balistes capriscus. Ma, brontolone come sempre, se la prende con i lettori per la loro mancanza di collaborazione: scrivetegli per favore, fatelo contento perchÊ un ippocampo di cattivo umore che si aggira in redazione comincia ad essere insopportabile!
In questa sezione riceviamo le vostre lettere e rispondiamo sia sulla rivista sia per e-mail. Potete scrivere semplicemente collegandovi al nostro sito web (www.aquariophylia.it) ed utilizzando l’apposito spazio lettere. Ovviamente sono accettate anche lettere ricevute per posta normale, ma in questo caso i tempi di risposta sono molto più lunghi. Nei primi numeri la rubrica avrà l’aspetto che osservate, semplice e classico. In futuro, anche grazie ai vostri contributi, cercheremo di rendere le risposte sempre più “interattive” in modo che possiate contare sul parere di vari esperti per la risoluzione dei problemi sottoposti alla redazione.
www.aquariophylia.it PESCI ROSSI Gentile redazione, innanzitutto complimenti per la vostra magnifica rivista, che leggo ogni mese con enorme interesse. Vorrei sottoporvi una mia recente esperienza, non tanto per risolvere un problema, visto che si è in un certo senso risolto da solo ma per sapere se è capitato ad altri. Mi sento in realtà straordinariamente stupida per l’errore commesso. Ho 6 bellissimi pesci rossi, in una vasca di 200 litri circa. Il più vecchio ha circa 7 anni, i due più giovani mi sono stati regalati circa un anno fa. Uno degli esemplari più belli (credo che questa varietà si chiami black moor), completamente nero con riflessi dorati, è con me da circa 3 anni e in questo periodo è cresciuto moltissimo, raggiungendo le dimensioni degli esemplari più vecchi. I pesci non hanno mai avuto grossi problemi di salute, tranne un esemplare affetto da micosi alcuni anni fa (debellata con un farmaco apposito) e un altro che ha sofferto di un’infezione batterica, anche questa trattata senza troppa fatica. Un paio di mesi fa, il pesce nero ha sviluppato dei puntini bianchi a livello degli opercoli branchiali e delle pinne pettorali. Essendo diversi da tutto quello che avevo visto fino a quel momento, ho fotografato la zona “colpita” e sono anda18
ta a chiedere consiglio nel mio abituale
salute. Sempre più perplessa per l’accadu-
negozio. La diagnosi presuntiva è stata
to, ho tentato di fare una ricerca più
“ichthyo”. Procurato il farmaco adatto (a
approfondita (avrei dovuto farlo prima) e ho
base di verde malachite e formaldeide), ho
scoperto che i puntini sospetti, non solo
cominciato il trattamento, senza risultati.
non erano indice di malattia, ma rappresen-
Perplessa, dopo alcuni giorni ho deciso di
tano una normale manifestazione di matu-
ripeterlo, sempre senza nessun cambia-
rità sessuale. Insomma, ben lontano dall’es-
mento. Il pesce nel frattempo, isolato in una
sere malato, si tratta di un maschio pronto
vasca da quarantena, sembrava stare
a riprodursi. In effetti, prima della “cura” si
benissimo, a parte l’ovvio disagio di trovar-
era dimostrato singolarmente interessato
si in una vasca troppo piccola.
agli altri ospiti della vasca che, contraria-
Dopo un paio di settimane, visto che non si
mente al suo comportamento abituale,
manifestava nessun cambiamento e i punti
inseguiva quasi ininterrottamente. Un caso
bianchi rimanevano inalterati, ho deciso per
lampante di ineguagliabile dabbenaggine
un ultimo tentativo e ho delicatamente pas-
da parte mia. Restano comunque due
sato sulle zone interessate un batuffolo di
domande:
ovatta imbevuto nel farmaco. Un paio di
- è possibile l’errore opposto? L’ichthyo può
giorni dopo ho riportato il pesce nella vasca
svilupparsi nelle stesse zone dei tubercoli
d’origine. A distanza di qualche settimana
nuziali traendo in inganno, o la sua distribu-
tutti gli ospiti della vasca godono ottima
zione è sempre diffusa?
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tomiti nell’acqua e quindi scompaiono dalla loro posizione originale. I tomiti, però, ritornano sul corpo dei pesci producendo nuove cisti, in numero moltiplicato. Dunque la disposizione dei puntini sulla pelle cambia, anche se essi aumentano continuamente di numero. Nel caso dei tubercoli, essi compaiono in genere abbastanza rapidamente - i pesci rossi possono riprodursi in vasca?
in particolari distretti del corpo (bordo superiore
Allego un paio di foto, anche se la qualità
delle pettorali e superficie degli opercoli bran-
non è purtroppo soddisfacente.
chiali) e rimangono stabilmente in posizione.
Grazie per la vostra cortese attenzione e...
Potremmo semmai scambiare questi tubercoli
buone risate.
con malattie diverse, come Lymphocistis (una
Caty68
malattia di origine virale) ma anche in questo caso
la
disposizione
è
diversa
perché
Carissima lettrice, la ringraziamo per i compli-
Lymphocistis, che si manifesta comunque con
menti sempre graditi e per l’occasione di
la comparsa di minuscole vescichette globulari
discutere su questo interessante argomento. In
(si tratta di cellule enormemente rigonfie), forma
realtà non sono molte le persone che riescono
grappoletti al margine di tutte le pinne. In ogni
a condurre dei pesci rossi sino alla maturità
caso, trattandosi di una malattia di origine vira-
sessuale e la sua esperienza dunque, pur nel-
le, non esiste un sistema di cura e quindi non
l’iniziale “inesperienza”, deve essere conside-
dovremo preoccuparci: prima o poi comprende-
rata positivamente. È il naturale completamen-
remo che non si era trattato di una malattia!
to di un buon processo di allevamento.
Per quanto riguarda infine la sua seconda
In realtà confondere i tubercoli nuziali dei pesci
domanda, la risposta è che molto raramente
rossi con cisti di Ichthyo, è abbastanza diffici-
questi pesci si riproducono in acquario, perché
le. Prima di tutto Ichthyo produce cisti tonde e
solitamente prediligono bacini abbastanza
appiattite, in forma di puntini bianchi che si
ampi per riprodursi, come i laghetti in giardino.
diffondono su tutto il corpo. La loro forma è
Accade però che si riproducano in vasche
molto diversa rispetto a quella dei tubercoli in
anche relativamente piccole, se le condizioni
questione, che hanno invece un aspetto glo-
ambientali sono adeguate e la vita tranquilla. I
boso, anche se di minime dimensioni. È come
giovani nati necessiteranno, però, di alimenti
confondere delle palline (tubercoli), con delle
vivi molto sottili, per garantire buone percen-
uova al tegamino (Ichthyophtyrius). Anche l’an-
tuali di sopravvivenza, come i rotiferi d’acqua
damento della “malattia” dovrebbe aiutare la
dolce e gli infusori (eventualmente prodotti uti-
comprensione. Nel caso di Ichthyo, i puntini
lizzando apposite capsule per uso in acquario).
compaiono e scompaiono dal corpo, a inter-
Si potrà tentare con alimenti formulati per
valli di tempo più o meno regolari. Secondo la
avannotti di pesci ovipari, come il famoso
temperatura dell’acqua, ogni 7-15 giorni, i
Liquifry, ma in questo caso i livelli di sopravvi-
puntini bianchi si aprono per liberare i loro
venza, sono molto più bassi a causa del preco20
21
ce inquinamento dell’acqua, che produce
I Mikrogeophagus ramirezi sono pesci magnifi-
malattie batteriche nei giovani nati. In seguito,
ci che in passato (sin dalla loro introduzione nel
si potranno somministrare nauplii di Artemia
mercato degli acquari che è avvenuta nel
appena schiusi e poi alimenti liofilizzati fine-
1948), venivano quasi esclusivamente impor-
mente triturati. Ci tenga dunque informati sul
tati, mentre oggi derivano di solito da riprodu-
prosieguo della storia e grazie per lo spunto di
zioni in cattività. Questo ha da un lato dei van-
discussione molto interessante fornito, incluse
taggi, perché possiamo allevare dei pesci
le foto (che non sono proprio perfette, secon-
senza impattare i loro biotopi naturali. Dall’altro
do il giudizio dei fotografi di redazione!).
canto ha degli svantaggi, perché talvolta si esagera nelle selezioni, producendo individui con scarse possibilità riproduttive.
MIKROGEPHAGUS IN RIPRODUZIONE
Suggeriamo, quindi, innanzitutto di acquistare
Salve, sono interessato alla riproduzione dei
solo individui che “somiglino” al fenotipo origi-
ramirezi. In un acquario di 230 litri già avvia-
nale, selvatico: animali molto grandi, con parti-
to da mesi, vorrei eventualmente inserire una
colari pinne a velo, albini o colori atipici sono
coppia di discus affiatati. Possono riprodursi
spesso il risultato di selezioni successive che
entrambi nello stesso acquario? La condutti-
ne hanno ridotto le capacità riproduttive. Detto
vità per ora è 320 mentre il KH è 4°d.
ciò, passiamo subito agli elementi fondamen-
Grazie
tali: per riprodurre dei ramirezi il segreto è
Salvatore
senza dubbio la qualità dell’acqua. In acque
22
tenere e leggermente acide, essi si riproduco-
una durezza totale tra 3 e 6°d. Quindi la sua
no abbastanza facilmente, mentre diviene
acqua andrà bene, a patto di utilizzare un dif-
quasi impossibile ottenere la riproduzione in
fusore di CO2, che conservi il pH attorno alla
acque basiche e dure, anche se, soggetti deri-
neutralità o leggermente acido. La temperatu-
vanti da allevamenti, possono vivere bene e a
ra dovrebbe essere attorno a 26-27 °C.
lungo in questo tipo di soluzioni. In generale,
Per stimolare la riproduzione, conviene effettua-
conviene acquistare un paio di maschi e due o
re piccoli cambi d’acqua usando quella demine-
tre femmine, per iniziare l’allevamento e pro-
ralizzata e somministrare cibi freschi, come
durre delle coppie fertili. Le femmine si ricono-
“premio” per i riproduttori. La presenza di picco-
scono facilmente, perché crescono un pochino
le anfore di terracotta o vasi da fiori potrà aiuta-
meno dei maschi e hanno il secondo raggio
re, servendo da substrato per la deposizione.
della dorsale più corto. Quindi si assicuri
Non riteniamo che questi pesci possano ripro-
innanzitutto di avere una coppia, altrimenti
dursi con successo in una vasca contenente
assisterà, nella migliore delle ipotesi, solo a
anche dei discus. Nella migliore delle ipotesi si
scaramucce per il territorio. Gli esemplari sel-
sentirebbero in pericolo, dopo la deposizione e
vatici necessitano, per riprodursi, di acque
divorerebbero le uova. Quindi dovrà decidere:
alquanto acide ma in generale per quelli di alle-
allevare discus o riprodurre Mikrogeophagus?
vamento andranno bene un pH di 6.8-7.0 e
A lei la scelta! 23
24
25
SCHIUDERE CISTI DI ARTEMIA
ricordo quale produttore) e vedrai che alla giusta
Vorrei un aiuto su come schiudere le arte-
temperatura se ne schiudono tantissime.
mie con la bacinella della marca hobby. Ho
Actinia Cari
aggiunto 18 g di sale fino non iodato in mezzo litro di acqua, ho riempito la bacinel-
CONCLUDE LA REDAZIONE
la, dopo di che aggiunto una punta di arte-
Le cisti di Artemia salina, se ancora vitali,
mie marca Sera, quelle senza sale, nella
schiudono a 27-28 °C in 24 ore. Se dopo que-
parte circolare esterna della bacinella, ho
sto tempo non si osservano nauplii, è segno
posizionato il passino al centro e ho chiuso
che qualcosa non è andata per il verso giusto.
facendo riposare, sono tre giorni ma non
Le ipotesi dei lettori precedenti sono corrette:
vedo ancora nulla.
potrebbe trattarsi di una partita troppo vecchia
Qualcuno di voi mi può consigliare?
o mal conservata di cisti. Le cisti di questo cro-
Grazie Salvatore RISPONDE UN LETTORE Molto la schiusa è influenzata dalla temperatura e dalla bontà delle cisti. Detto questo, il sale deve essere quello grosso, quello fine è lavorato e contiene antiaggreganti che possono inibire la schiusa. I 18 gr per mezzo litro sono giusti, se hai bisogno di una produzione più consistente, basta usare delle bottiglie di plastica. Basta tagliare il fondo, appenderle a testa in giù e sul tappo applicare un rubinetto di quelli per l’aria, dove prima applicherai il tubo dell’aria per mantenere in movimento le cisti e poi ti servirà per prelevare i naupli, attirandoli con una piccola luce. Potrai anche avviare più bottiglie in tempi diversi, per avere una continuità di schiusa e quindi di approvvigionamento. Fosco ALTRO PARERE È probabilmente una questione di qualità ed età delle cisti. Questo non significa che le Sera non sono buone, ma che possono essere vecchie e/o conservate male. Prendine una confezione in altro negozio che, devi esserne certo, ha una buona vendita. Se prepari bene l’acqua (come ti hanno già detto, usa il sale grosso o ancora meglio quello specifico per artemie che fa non 26
staceo, infatti, restano vitali molto a lungo, ma
modo che il calore generato dai neon riscaldi
non all’infinito. Per questo motivo, la percen-
l’acqua al loro interno. Ci chiediamo poi se il
tuale di schiusa decresce nel tempo, sino ad
filtrino centrale, sia stato disposto corretta-
azzerarsi.
mente.
Vorremmo però formulare anche altre ipotesi,
Esso deve rimanere con il bordo di alcuni mil-
basate sul primo concetto esposto. Ad esem-
limetri sotto il livello dell’acqua. Talvolta tende
pio: la temperatura dell’acqua era abbastanza
a galleggiare e in questo caso, naturalmente, i
elevata? Se la temperatura è bassa, le cisti
nauplii non potranno raccogliersi al suo inter-
potrebbero non schiudere mai e ammuffire.
no. Dopo aver valutato attentamente questi
Per mantenere una temperatura sufficiente-
punti, si potrà passare senza dubbio ad altro
mente elevata, si dispongono generalmente
ceppo di Artemia, assicurandosi che sia anco-
questi schiuditoi sul coperchio dell’acquario, in
ra vitale.
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uShaka Marine World (Durban – South Africa)
29
di Silvio Arnone Gaborone – Botswana 4 marzo 2013
Aquarium Durban Indirizzo: 1 Bell St Durban 4001, Sudafrica Telefono: +27 31 328 8000
Links: http://www.ushakamarineworld.co.za/ http://www.seaworld.org.za/
Moltitudine di colori, Africa, Europa, India. Siamo
Si tratta di un parco acquatico. Se non ci limitia-
a Durban. L’oceano Indiano abbraccia la città e
mo a visitare l’acquario e vogliamo goderci tutte
si fonde col verde delle colline. Tutto è grande!
le attrazioni, una giornata non sarà sufficiente.
Il centro storico ci porta indietro nel tempo: bot-
Non mettendo in conto lo spettacolo offerto dai
teghe di stoffe e spezie gestite da indiani (Victoria
delfini, dagli squali, dalle foche e dai pinguini, il
Street Market). Occhio, sia quando visitate i
tour delle vasche, da solo, ci porterà via l’intera
negozi, sia quando andate in giro... è forse il
mattinata.
posto più caratteristico della città. Ovunque,
Davvero originale la collocazione. Entreremo
escludendo alcuni importanti edifici storici, è un
all’interno della replica di un cargo dei primi del
trionfo d’architettura moderna.
‘900 e in un susseguirsi di luci e ombre, passeg-
Per vedere tutto quel che la città ha da offrire, di
geremo fra una moltitudine di scorci d’oceano.
tempo ne occorre veramente tanto (e bisogna
Escludendo il davvero deludente allestimento di
sapersi muovere, perché molte zone sono peri-
un acquario marino domestico (vedi foto
colose). Chi viene da queste parti per turismo
ZEBRASOMA FLAVESCENS), tutto il resto è
sarà costretto a una rigida selezione.
degno di nota.
Un acquariofilo non avrà esitazione: il primo
Godetevi le immagini!
posto da visitare è l’uShaka Marine World, situato proprio alla fine del “Golden Mile”, il lungomare elegante (lato Sud). 30
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Zebrasoma flavescens 35
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Ben mimetizzato, vero!?
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Un tuffo, una foto a cura di Marco Gargiulo Continuiamo con la nuova rubrica che ci auguriamo apprezzerete, nata nel numero precedente. Un campione di fotografia subacquea ci racconta ogni mese, in modo sintetico, una sua esperienza inebriante. Lo fa con poche parole e con un bello scatto perché… una foto vale più di mille
parole.
Ci
conduce
così
nelle
profondità sottomarine che tanto spesso proviamo a riprodurre nei nostri acquari domestici. Potremo così ottenere spunti interessanti per i nostri layout marini ma anche prendere parte, virtualmente, a piccole avventure costiere. Il piatto forte resta la foto, prezioso omaggio di colui che sa farci sognare con un semplice… click!
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UN POLPO… IN BOTTIGLIA 31 gennaio 2013
Azoto Azoto Azoto! Sono in astinenza! Il meteo è ottimale, 19 °C di temperatura esterna alle ore 13:00. Invio qualche sms di convocazione ai soliti amici ma nessuno riesce a confermare per un tuffo notturno. Eppure il mare è calmo e da giorni non piove, l’acqua dovrebbe essere pulita … Rientrato a casa dopo il lavoro, telefono alla mia ancora di salvezza: il mio papà, che decide di accompagnarmi. Attendo il rientro di mia moglie per ricevere le istruzioni per il supermercato e finalmente verso le 19:30, passo a prenderlo per andare a Marina Grande di Sorrento. Giunti sul pontile, ci accorgiamo di una leggera onda che inizia ad agitare il mare, l’acqua sembra cristallina. Ho montato, anche oggi, la mia Nikon D800 in custodia Isotecnic con il Micro Nikkor 60 mm e i due flash Inon Z240; su uno di essi ho montato uno snoot ottico, sperando di poter eseguire qualche scatto interessante. Subito mi fermo a fotografare una bavosa che fa capolino dal collo di una bottiglia di vetro. Resto fermo svariati minuti per “centrare” lo snoot sul piccolo foro, da cui fuoriescono le “corna”, l’operazione è alquanto complessa di notte, senza nessuno che mi aiuti a direzionarlo correttamente. Non riesco nell’intento desiderato e alla fine desisto, consapevole dell’occasione persa. Vado in giro in cerca di qualcos’altro, ma la serata è particolarmente povera di soggetti degni di nota. Solo alla fine dell’immersione incontro un piccolissimo polpo, nascosto anche lui nel collo di una bottiglia di vetro. Ritento l’utilizzo dello snoot, provando a illuminarlo dall’alto attraverso il foro, fotografandolo in trasparenza, ma anche questo scatto non si concretizza come avrei voluto. Andrà meglio la prossima volta!
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LE SCHEDE DEL La scheda del mese Octopus vulgaris di Rita Colognola Riprendiamo la serie di schede sugli organismi marini del Mediterraneo, affiancandole questa volta alle foto di Marco Gargiulo. Cerchiamo così di soddisfare alcune delle curiosità suscitate da queste splendide immagini e di offrire spunti per ulteriori approfondimenti. Protagonista di questo mese:
Octopus vulgaris Cuvier 1797 Phylum Mollusca, Classe Cephalopoda, Sottoclasse Coleoidea, Infraclasse Octopodiformes, Ordine Octopoda, Subordine Incirrata, Superfamilia Octopodoidea, Famiglia Octopodidae, Genere Octopus, Specie vulgaris. Abitudini ed ecologia. Nonostante amenità tassonomiche da lasciarci senza fiato, si tratta proprio del comune, conosciutissimo, interessantissimo polpo. Ad ampia diffusione, si trova in fondali rocciosi e ricchi di nascondigli fino a 200 metri circa di profondità. Si distingue dal moscardino (Eledone moschata) per la presenza di due file di ventose sui tentacoli, in contrapposizione all’unica fila di quest’ultimo. Tentacoli e ventose sono ricchi di recettori tattili estremamente sviluppati. Ben nota caratteristica del polpo è la sua straordinaria capacità di cambiare colore: grazie ai cromatofori (cellule pigmentate distribuite nel derma) è in grado di assumere istantaneamente il colore del fondale per mimetizzarsi o, al contrario, di assumere una colorazione che comunica l’umore del momento: per attirare una femmina o intimidire un rivale, ad esempio. Mentre per spostarsi sul fondale utilizza i tentacoli, caratteristico è il nuoto, a “reazione” ottenuto emettendo con violenza, grazie ad una contrazione muscolare, l’acqua accumulata nella cavità palleale. Come altri cefalopodi, se minacciato, disorienta l’avversario espellendo una sostanza nera, l’inchiostro, che gli permette di mettersi in salvo prima che il potenziale aggressore si sia ripreso dalla sorpresa. Alimentazione. Essenzialmente carnivoro, si nutre in prevalenza di crostacei e molluschi, soprattutto bivalvi, utilizzando il formidabile “becco di pappagallo” corneo per frantumare esoscheletri robusti e gusci calcarei.
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MEDITERRANEO Riproduzione. Solitario e altamente territoriale, cerca la compagnia di un suo simile solo nella stagione riproduttiva. Il maschio utilizza un braccio trasformato, detto ectocotile, per introdurre la spermatofora, contenente gli spermatozoi, nell’ovidotto femminile. Le uova vengono quindi fecondate durante la deposizione. Ad accoppiamento avvenuto il maschio si allontana lasciando alla femmina la cura delle uova. Queste, deposte in cordoni in una tana precedentemente preparata, vengono accudite scrupolosamente fino alla schiusa. Fisiologia. Unico tra gli invertebrati, il polpo possiede un occhio dalla struttura simile a quella dei vertebrati, fornito di palpebre, cornea, iride, cristallino e una retina primitiva. Sia il sistema visivo, sia la neurofisiologia del polpo sono stati intensamente studiati e numerosi esperimenti sono inoltre stati condotti per studiarne le capacità di apprendimento. Comportamento. Ben note sono le capacità di condizionamento pavloviano di questo cefalopode: somministrando cioè una ricompensa o una punizione al soggetto sperimentale, si può ottenere un certo tipo di risposta a determinati stimoli; ad esempio, può imparare abbastanza facilmente ad attaccare o non attaccare sagome, quali i rettangoli, diversamente orientate (orizzontali vs verticali). In acquario. Non è un animale adatto al principiante, anche se non è impossibile da allevare. Potrà essere mantenuto a lungo anche in acquari relativamente piccoli purchè l’impianto di filtraggio sia impeccabile: non sopporta le acque inquinate da composti azotati e muore rapidamente in acque lattiginose. Si consideri che ha l’abitudine di ingurgitare quantità notevoli di gamberetti e molluschi, per cui bisognerà contare su un filtro “muscoloso”. Il coperchio dovrà essere chiuso mediante un lucchetto o comunque in modo non facilmente apribile dall’interno. Semplici vetri poggiati e coperchi non perfettamente fissati saranno rapidamente sollevati, col risultato di vedere il polpo vagare in salotto. Quindi per un polpo di piccole dimensioni (2-300 grammi) potremo pensare persino ad una vasca da una sessantina di litri, purchè il coperchio sia bloccato ed il filtro molto efficiente. Quando questi esemplari “salvati dalla padella” saranno cresciuti sarà bene riportarli in natura in un luogo riparato e non frequentato dai pescatori. Per la riproduzione serve un acquario decisamente più grande. Tenendo conto che gli individui adulti sono abbastanza grossi e che le pratiche riproduttive richiedono movimenti e cibo, non consiglieremmo vasche sotto i 2300 litri. Dovranno essere arredate con molti rifugi rocciosi, fondo sabbioso ed, al solito, coperchio ben chiuso.
53
55
Haquoss Hurricane: arriva l’estate!
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http://www.aquariophylia.eu/link/aquarialand.php
e novità
RECENSIONI
CATEGORIA accessori
L’arrivo dell’estate è per noi sinonimo di vacanza! I nostri acquari sono però solitamente molto meno felici dell’arrivo della bella stagione: i propri padroni, infatti, sono spesso assenti, i problemi si moltiplicano e, ultimo ma non ultimo, le temperature aumentano. Alcuni organismi allevati, inoltre, mal sopportano elevate temperature: è il caso, questo, di alcuni costo ridotto, inclinazione variabile delle ventole
caracidi (ad esempio Tanichthys albunubes), di numerose specie di Neocaridina e di altri invertebrati, in particolare coralli. Una prima soluzione è l’adozione di un refrigeratore dedicato: tale sistema, molto efficiente, ha consumi elevati, un elevato prezzo d’acquisto e un’elevata rumorosità.
ventole alquanto rumorose
L’adozione di un sistema di ventole, può essere la risposta ideale per le esigenze dell’acquariofilo medio: il movimento d’aria generato dalle ventole permette una sensibile diminuzione della temperatura, anche di 3 o 4 gradi Centigradi. Il principio delle ventole per acquario, è molto semplice: la massa d’aria in movimento sulla superficie dell’acquario, aumenta l’evaporazione, la qual cosa riduce la temperatura intrinseca dell’acqua. Le ventole per acquario devono quindi essere economiche, muovere un’elevata massa d’aria ed essere, al contempo, silenziose. Abbiamo esaminato il kit da 6 ventole prodotta da Haquoss e destinato a grandi acquari, fino a un litraggio di 300 litri.
noi testate. L’acquario sul quale è stato testato il
Testato il prodotto, abbiamo effettivamente
prodotto è, per fortuna, posto a una certa
riscontrato una diminuzione di circa 2-3 gradi
distanza dalla camera da letto, fatto questo che
della temperatura media in acquario e un
ha permesso di dormire sonni tranquilli. Le plasti-
aumento notevole dell’evaporazione, segnale
che e la qualità delle rifiniture appaiono robuste,
che effettivamente la mole d’aria è sufficiente per
anche se decisamente di bassa qualità, cosa
lo scopo designato. Di contro il rumore, inizial-
che, visto il ridotto prezzo d’acquisto, non ci stu-
mente ridotto, è andato aumentando nei mesi,
pisce. Utile è la possibilità di inclinare le ventole a
probabilmente anche a causa della salsedine
diverse angolazioni, nonché il bottone laterale di
che ha danneggiato almeno una delle ventole da
on-off. 57
alimentazione
http://www.aquariophylia.eu/link/nyos.php
e novitĂ
RECENSIONI
CATEGORIA
Nyos Goldpods: basta coi soliti granulati! 58
L’utilizzo d’integrazioni alimentari è, in acquacoltura, parte integrante dei normali protocolli di allevamento. Tali integrazioni sono importanti anche nel nostro hobby, al fine di completare quelle che sono le normali diete di base che utilizzano di solito cibo secco, in scaglie o granulato. Le integrazioni alimentari sono utilizzate in mangime nutriente estremamente appetibile, consigliato per acquari a dominanza di LPS e pesci planctonofagi
acquariofilia fin dagli albori dell’hobby stesso: non è raro osservare acquariofili utilizzare frutta e verdura per organismi a dieta vegetale e onnivora, o polpa di mitilo e gambero per organismi a dieta
maggiormente
proteica/carnivora.
Soprattutto l’uso di omogenati di mitilo, che da un lato assicurano un elevato apporto nutrizionanon adatto all’alimentazione di SPS. Le dosi devono essere attentamente valutate in base all’andamento degli inquinanti
le a coralli e pesci, pone seri problemi d’innalzamento delle concentrazioni dei composti azotati in acquario. L’utilizzo quindi d’integrazioni altamente nutrienti ma poco inquinanti è, al momento, una delle maggiori sfide dell’industria mangimistica sia in acquacoltura, sia nel campo dell’allevamento a scopo ornamentale. Alcune delle soluzioni più interessanti sono basate sull’utilizzo di copepodi liofilizzati e sminuzzati, al fine di raggiungere le granulometrie richieste dall’alimentazione di coralli piuttosto che pesci. Un prodotto simile, ma al contempo tutto nuovo, è parte della recente linea di mangimi Nyos e rappresenta un alimento destinato principalmente a coralli LPS e pesci planctivori, che unisce l’appetibilità a un’alta digeribilità e capacità
Il mangime ha l’aspetto di un liquido rossastro, in
nutriente.
cui sono preservati, tramite l’aggiunta di alcuni
Il mangime Nyos Goldponds non è altro che un
conservanti, i suddetti copepodi, i quali presen-
concentrato, liquido, di copepodi della specie
tano una lunghezza media di 2 millimetri.
Calanus finmachicus, già utilizzata in allevamen-
Tale alimento, da noi testato su una delle nostre
to da numerosi appassionati e ricercatori.
vasche destinate all’allevamento di LPS e
L’Università di Ancona ha dimostrato come l’uti-
Anthias, ha letteralmente fatto impazzire di gioia
lizzo d’integrazioni di questo tipo e, in particola-
il nostro gruppo di Pseudoanthias squamipinnis
re, l’utilizzo di questa tipologia di mangime,
e ha comportato un’estroflessione di alcuni LPS,
possa innalzare le capacità riproduttive e l’accre-
in
scimento in alcune specie di pesce pagliaccio.
Trachyphyllia e Acanthastrea. 59
particolare
appartenenti
al
genere
http://www.aquariophylia.eu/link/salifert.php
e novitĂ
RECENSIONI
CATEGORIA test
Salifert Test KH:
semplice, preciso, economico
60
L’analisi della quantità di carbonati, sia in acqua dolce sia marina, è parte fondamentale del nostro hobby. I carbonati (e bicarbonati) sono ioni importantissimi per la stabilità del pH in acquario e rientrano nei processi batterici di nitrificazione delle sostanze azotate. L’influenza dei carbonati sul pH è dettata dalla capacità di questi che attenua, grazie ad un effetto tampone, le variazioni di ioni H+ disciolti. Il mantenimento
semplice, economico e preciso
della concentrazione di carbonati in specifici range, è altresì importante per la crescita e la salute di numerosi invertebrati sessili e vagili: non soltanto molluschi gasteropodi e crostacei necessitano di carbonato per la costruzione del
i materiali utilizzati per il packaging sono estremamente economici. Vi possono essere piccoli errori di analisi dovuti all’inesperienza
proprio esoscheletro ma anche numerose specie di coralli, in particolare Antozoi a scheletro carbonioso, utilizzano elevate quantità di carbonato per la costruzione delle proprie strutture di sostegno. È importante conoscere le concentrazioni di ioni carbonato e bicarbonato e controllare periodicamente le acque dei nostri acquari con test specifici. I test per acquario devono possedere tre qualità: essere semplici, precisi e possibilmente economici. Il nuovo test KH della Salifert risponde, a nostro parere, a queste caratteristiche: è un test innanzitutto molto economico, che si presenta in un semplicissimo, forse troppo, scatolo in cartone. Senza badare troppo all’este-
tale test confrontandolo con uno elettronico
tica, l’utilizzo del prodotto è molto semplice: rac-
(Hanna Instruments fotometro colorimetrico per
cogliere 4 millilitri d’acqua, inserire due gocce del
KH) e abbiamo riscontrato uno scarto di lettura,
primo reagente (un indicatore), caricare la siringa
tra il test elettronico e quello Salifert, di circa 0.5
con il secondo reagente e dosarlo goccia a goc-
°KH. Tale errore è certo trascurabile e non incide
cia. Vi sarà un momento in cui il colore del liqui-
sulla conduzione dei nostri acquari.
do cambierà, a quel punto è necessario fermare il dosaggio e leggere la quantità di liquido residuo
Per un chiaro filmato esplicativo:
nella siringa. Il valore letto va riportato nella tabel-
http://www.youtube.com/watch?v=AZtf1jGJrpk
la contenuta nella confezione, che darà la concentrazione corrispondente in gradi tedeschi (KH) e di (PPM). Abbiamo testato la precisione di 61
http://www.aquariophylia.eu/link/tecoonline2.php
e novitĂ
RECENSIONI
CATEGORIA refrigeratori
Teco TR10:
bello per tutte le stagioni
62
Parlare di “bellezza” riferendosi ad un accessorio così tecnico come un refrigeratore appare certo strano. Eppure basta guardarlo per rendersi conto che non stiamo esagerando: la cura con cui vengono costruiti questi accessori tecnici emerge già nelle linee morbide e ben dosate, a dimostrazione della teoria secondo la quale l’estetica è parte integrante della tecnologia. Gli angoli smussati ed il colore chiaro ma caldo permettono di sistemarlo in qualsiasi posizione, anche in vista, sotto l’acquario, senza produrre problemi di arredamento. La sua estrema silenziosità lo rende, d’altra parte, adeguato a qualsiasi ambiente domestico. Nella parte anteriore dell’apparecchio è disposto un solido display che serve anche per la regolazione della temperatura e per definire tutte le funzioni d’uso. La regolazione è intuitiva, anche se un’occhiata al manuale di istruzioni non guasterebbe, trattandosi di un apparecchio di elevata tecnologia. Nella parte posteriore, in alto, sono presenti due connettori molto robusti, che permettono un collegamento sicuro. Lo chassis è costruito in modo tale da garantire un perfetto funzionamento anche in condizioni estreme. Lo abbiamo usato, per scopi di laboratorio, in camere umide sotto gocce di acqua di mare ed è ancora perfettamente integro. Però vi preghiamo: non lo maltrattate! È stato realizzato per lavorare come un mulo, ma tenuto in condizioni ideali dura di più, senza dubbio, e rimane bello. Lo scambiatore è in titanio, come per tutti gli altri refrigeratori di questa serie, e garantisce massimo trasferimento termico ed igiene totale. In questo modo si risparmia energia e si garantisce la salute di pesci ed invertebrati. Il termostato digitale consente regolazioni molto precise con un differenziale di un solo grado centigrado, con un range tra 0 e 35°C. Come optional si può richiedere la versione con riscaldatore e lampada sterilizzante. Un nutrito set di allarmi avverte se si blocca il flusso idrico, se il filtro per l’aria di raffreddamento è ostruito, ecc. Insomma, non c’è proprio verso di non farlo funzionare questo apparecchio! Dulcis in fundo è disponibile una funzione “modalità silenziosa”, da utilizzare in momenti o in ambienti in cui sia richiesto assoluto silenzio. Questo modello è consigliato per acquari sino a 300 litri ma ovviamente la scelta dipende dalla differenza di temperatura da produrre. In condizioni di caldo estremo (es. acquari sottoposti ad irraggiamento diretto o correnti d’aria calda durante alcune ore del giorno) converrà utilizzare un modello più potente (recensito su questa stessa rivista nel numero 11/2011) mentre se la differenza di tempe-
bello, funzionale, all’avanguardia della tecnologia
raramente stoccato in negozio, va in genere ordinato in anticipo
ratura è contenuta e si utilizza un acquario in vetrocamera, questo stesso modello potrà divenire sufficiente per acquari ben più grandi. Basterà toccarlo, in ogni caso, per percepirne la solidità strutturale e la perfetta tecnologia d’avanguardia. D’altra parte è un refrigeratore Teco, anche se il prezzo potrà stupire, non essendo molto diverso da quello di modelli di origine orientale, che spesso dichiarano performances da capogiro per poi abbandonarci… al primo caldo estivo! In definitiva, l’estate è oramai arrivata, le vacanze sono alle porte e se non vogliamo rischiare di perdere qualcuno dei nostri più cari amici acquatici, sarà bene recarsi in negozio nei prossimi giorni. Prima, però, converrà cliccare su questa pagina, per scaricare tutte le informazioni necessarie per una scelta oculata del modello ideale per le proprie esigenze.
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alimenti
http://www.aquariophylia.eu/link/food4fish.php
e novitĂ
RECENSIONI
CATEGORIA
Bcuk Aquatics Firstbite Veggie Flake: difficili da pronunciare, facili da usare 64
Abbiamo ammirato, durante il convegno acquariofilo svoltosi i primi di Giugno a Livorno, l’intera gamma di prodotti della BCUK Aquatics, commercializzata dalla ditta italiana Reefsnow.com. Abbiamo testato un mangime di fascia alta, della linea Firstbite, denominato cibo base per pesci onnivori; basse quantità di fosfati e silicati
Veggie Flake. Caratteristica del mangime è di essere un fiocco, dalle dimensioni di circa 5 x 5 cm, destinato a pesci a dieta onnivora a prevalenza vegetale, discretamente appetibile. L’elevato contenuto di proteine (20%) e un discreto contenuto
adatto solo a pesci con preferenza per gli alimenti vegetali
di fibre (2,4%), lo rendono quindi un buon mangime base, da integrare periodicamente con alimenti ad alto contenuto di fibre, per i pesci a dieta più spiccatamente vegetariana. Il mangime è preparato, infatti, a partire da almeno sette specie differenti di macroalga marina, alla quale si aggiungono percentuali di Spirulina e Clorella. Il fiocco, dosato in acquario, non si disfa velocemente: i pesci hanno quindi tutto il tempo di inseguirlo e mangiarlo. Nonostante le dimen-
maggior parte delle vitamine presenti nell’ali-
sioni ragguardevoli, i fiocchi sono facilmente
mento.
utilizzabili da pesci di tutte le taglie, poiché
Dato ancora più importante è quello che si rife-
estremamente morbidi e facilmente frammen-
risce alla percentuale di silicati (assenti) e di
tabili.
fosfato (0,33%) presenti nel mangime: tale
L’alimento è arricchito di sali minerali e vitami-
dato mostra com’è possibile con le tecnologie
ne A, D, E, K, nonché di vitamina C, arricchi-
più avanzate, creare un mangime ricco, com-
mento necessario visto il processo di estrusio-
pleto e poco inquinante; proprio ciò di cui gli
ne a caldo utilizzato, che tende a distruggere la
acquariofili necessitano. 65
Zoomar
quali previsioni per l’ac di Valerio Zupo Ve lo avevamo promesso nel numero preceden-
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te: siamo pronti ad accompagnarvi per mano in visita presso gli stand di Zoomark, la manifestazione Pet biennale che si tiene a Bologna. L’ingresso era riservato agli operatori del settore (più alcune decine di imbucati, naturalmente!) ma gli abbonati ad Aquariophylia possono contare su un biglietto d’ingresso speciale. Quindi entriamo insieme: non dovremo neppure pagare il biglietto aereo per raggiungere Bologna! (Foto 1). Come sempre si è trattato di un evento di portata europea, che ha messo in mostra lo “stato piacevole sensazione di attraversare virtualmen-
dell’arte” nel campo degli acquari e di ogni altro
te il mondo alla ricerca di prodotti Pet di ultima
settore pet. Interi settori erano occupati da dele-
generazione, rendeva fruttuoso di per sé il viag-
gazioni di vari paesi: Brasile, Cina, Gran
gio sino a Bologna. Quest’anno però nel campo
Bretagna e, naturalmente, Stati Uniti (Foto 2) e la
degli acquari una novità fondamentale è apparsa sin dall’ingresso in fiera: mancavano molte gran-
1
di aziende. Probabilmente a causa della crisi incombente e perdurante, del particolare periodo di cambiamenti rapidi e per motivi diversi, riconducibili alla storia e alla situazione dei singoli marchi, molte delle ditte che classicamente caratterizzano la fiera mancavano. Vogliamo sperare, ovviamente, che questo non sia da considerarsi un “trend” e che in futuro tanti marchi 66
rk 2013:
cquariologia del futuro? ben noti al grande pubblico, tornino a giocare un 3
ruolo da protagonisti sul mercato. È ovvio però che in questa situazione, le aziende più piccole e più agili, siano riuscite a governare senza difficoltà, accaparrandosi le attenzioni dei visitatori e concludendo buoni affari in assenza di concorrenza. Questo ci pare comunque un dato positivo perché, come vedremo tra breve, numerose novità interessanti sono state presentate pro-
risparmio, a fronte di un investimento iniziale con-
prio da aziende ancora non molto note, oltre che
creto, ma oramai abbordabile per qualsiasi
dalle storiche e monolitiche Sicce, Ceab, Eheim,
appassionato: essi costituivano il trait d’union di
Aquarialand, Tunze, Newa, tanto per ricordarne
quasi tutte le aziende presenti, da Sicce (serie AM
alcune tra le presenti. Tutte queste aziende, nel
per il marino) ad Acquari d’Autore (che li propone
complesso, esprimevano dei trend utili per com-
come soluzione economica ed efficiente per l’e-
prendere quali saranno i “cavalli di battaglia” dei
spositore in negozio; Foto 3).
prossimi anni, anche alla luce di quanto osservato
Eppure quest’anno abbiamo potuto assistere
in precedenti edizioni della mostra.
addirittura ad alcune evoluzioni post-led! Osserviamo ad esempio la soluzione proposta
Illuminazione Come rammenterete, negli anni passati, abbiamo
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registrato una progressiva “maturazione” del concetto d’illuminazione e di stile e la preponderante entrata in campo dei LED. Queste minuscole lampade costano molto più delle tradizionali, ma garantiscono costi di gestione infinitamente più bassi e durate elefantiache. Nel complesso, quindi, possono rappresentare un’ottima occasione di 67
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da Aquael (Foto 4). Si chiama Leddy (e il nome la dice lunga sul contenuto di questa linea che comprende acquari e impianti d’illuminazione!) ma non si tratta della solita plafoniera Led. È invece una lampada che presenta gli stessi attacchi laterali di un tubo al neon, solo che è coperta di piccoli led. In pratica, se avete un acquario “vecchio tipo” e volete incrementare l’intensità luminosa risparmiando energia, non avete che da sostituire il vecchio T5 o T7, con un
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“finto tubo” di questo tipo. Si adatta perfettamente agli attacchi classici ma, da questo momento, godrete della luce di tanti piccoli Led, intensi, penetranti e, soprattutto, economici. Una soluzione simile è proposta da Aquatlantis (Foto 5) e si chiama Easy Led. Anche in questo caso, si riesce a munire di Led acquari di ogni tipo, 6
compresi quelli completi in cui era previsto l’uso di un neon. Varie proposte Led anche negli acquari Mondial Fauna, Sicce (interessante la linea Minù: Foto 6), Juwel. Aquariatech proponeva una plafoniera mista (Foto 7), al top della gamma. Interamente programmabile e contenente sia led di vari colori sia tubi al neon, si collega al computer mediante un cavetto USB e si programma in modo da 68
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dosare le curve di emissione e la gamma di radiazioni prodotta, in ogni momento del giorno. Un vero gioiello di tecnologia!
avvitati in un comune portalampade. Saranno
Tornando al “post-led”, però, dobbiamo ricordare
messi sul mercato tra breve.
le tante novità osservate presso lo stand Active
Belle ed eleganti novità erano presentate anche
Technology (Foto 8), che esponeva articoli
da “Natural and Animal” Zetlight (Foto 10), che
Aquarialand. Qui abbiamo potuto ammirare gli
usa definirsi “Revolutionary Lighting Technology”:
acquari completi EcoLed (il nome è tutto un pro-
le plafoniere ZP producono uno spettro comple-
gramma!) e, cosa che ci ha stupito, le nuovissime
to, programmabile, controllabile addirittura con
lampade ai vapori di metalli (Foto 9). Consumano
telecomando. Innovative e tremendamente intel-
meno dei LED ma sono molto più efficienti, dosa-
ligenti anche le lampade Tunze (Foto 11): picco-
ti per acqua dolce e marina. Inoltre, hanno un
le plafoniere Led che sono completamente som-
attacco “da lampadina” e possono quindi essere
mergibili, attaccabili alla vasca mediante calamite, da disporre in verticale o in orizzontale. Un coltellino svizzero da usare in ogni evenienza, per
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piccoli acquari! Sommergibili e di qualità eccellente (contengono Led Osram), sono pure le plafoniere AquaLighter prodotte da Collar, le quali possono essere serenamente immerse senza pericolo (Foto 12).
Gli Alimenti Passando a una tendenza diversa, si nota uno sforzo collettivo nella ricerca di alimenti “premium” che, al pari di quanto accade nel campo dei quattrozampe, possano attirare le attenzioni degli hobbisti. Avviciniamoci, dunque, ad alcuni 69
particolari settori, per esaminare l’evoluzione in 16
campo mangimistico. All’ingresso ci imbattiamo subito
in
un
mito
americano:
Seachem
Laboratories, che esponeva vari prodotti classici, alcune novità e due belle vasche allestite (Foto 13
13). L’attenzione è ancora puntata su Aquavitro (la linea di fertilizzanti diversificati per ogni esigenza) ma la novità è rappresentata da una nuova linea di alimenti NutriDiet, specifici per varie categorie di animali acquatici.
14
Nel campo dell’alimentazione “made in USA”, però, dobbiamo spostarci subito, con un volo pindarico, presso lo stand “Omega One” (Foto 14), perché anche in questo caso la novità è molto… gustosa. I loro mangimi contengono esclusivamente
materiali
naturali:
salmone
fresco
dell’Alaska, gamberoni appena pescati, molluschi ancora vivi. Insomma, non le solite farine di pesce. Il risultato è facilmente percepibile olfattivamente: questi mangimi profumano di buono. L’azienda è
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già presente sul territorio nazionale ma sta cercando distributori per le zone libere e saremmo pronti a scommettere che, nonostante la confezione in stile USA, poco attraente tutto sommato, questi 17
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mangimi siano destinati a diffondersi rapidamente 18
anche tra i nostri hobbisti. Molto interessanti anche i nuovi alimenti Tropical e, in particolare, i sottili stick Red Mico (Foto 15): simulano l’aspetto di sottili vermi rossi e riescono effettivamente a ingannare i pesci più ostinatamente inappetenti. Non sono da meno i mangimi di gamma alta presentati da Sicce, altra novità interessante della fiera (Foto 16). La stessa azienda propone ora una linea molto completa di accessori e biocondizionatori per l’acquario marino (vedi trend successivo!). Analogamente,
(Easyheather) e i caratteri fondamentali sono
Equò propone ora una linea completa di ottimi
sempre gli stessi: durata e sicurezza.
mangimi per animali d’acquario (Foto 17), suddi-
Tornando a Newa, le serie di pompe centrifughe,
visi in grandi categorie funzionali.
power-head e pompe di movimento, meriterebbero un intero articolo: ci limitiamo a registrarne
Offerta completa
la varietà e vi rimandiamo al sito web del produt-
Un trend che ci pare molto interessante, è lo
tore per le descrizioni del caso. Per quanto
sforzo di tante aziende, vecchie e nuove, di offri-
riguarda gli acquari completi, infine, oltre ai clas-
re un catalogo completo, tale da soddisfare tutte
sici Mirabello, presentava una nuova serie Newa
le necessità del negoziante specializzato. Con
More, piccoli acquari con filtro ad angolo munito
questa idea in mente ci spostiamo allo stand
di tutti gli accessori. Altrettanto completa la
Newa, uno tra quelli che contenevano i più begli
gamma di prodotti Aquatlantis: dall’acquario all-
acquari allestiti (Foto 18). L’azienda, sempre
in-one alla vaschetta per pesci rossi, senza
all’avanguardia nella ricerca di novità interessan-
dimenticare soluzioni ardite, come gli acquari
ti, ha prodotto un catalogo tutto leggibile in elet-
quadro, le particolari bettiere, le linee di accesso-
tronico: basta fotografare i piccoli riquadri con un
ri. Nel caso di aziende specializzate come Equò,
telefonino di ultima generazione, per ottenere tutte
le
informazioni
su
ogni
prodotto.
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Naturalmente presentava pompe, termoriscaldatori e filtri prodotti con stile, un controller di onde e un filtro “hang-on” contenente uno sterilizzatore UV. I termoriscaldatori appaiono diversi dai soliti accessori tradizionali: costruiti in un materiale molto resistente, opaco, garantiscono performances eccezionali in assenza di guasti. Interessanti novità nel campo del riscaldamento, sono state presentate anche da Aquael 71
infine, la completezza si realizza con un ulteriore 22
ampliamento delle infinite linee di biocondizionatori, fertilizzanti, correttori (Foto 19). Dobbiamo poi rammentare lo sforzo di aziende come Zolux (Foto 20), che propone marchi diversi, da JBL a Prodibio, per fornire al negoziante ogni elemento indispensabile per realizzare un buon acquario. Tuttavia non possiamo dimenticare alcune grandi aziende che, mettendo insieme più marchi, riescono a coprire vari settori: l’unione fa la forza! Ci spostiamo allora allo stand Ciano (Foto 21) e osserviamo il desiderio di soddisfare tutte le esigenze del negozio di acquari,
23 20
sia in fase di allestimento sia nella normale gestione. Per questo motivo agli acquari completi piccoli e grandi, classicamente commercializzati da Ciano, si associano gli espositori per 21
pesci e per piante prodotti da Atro. Il carattere comune è rappresentato da uno stile pulito, luminoso, anzi, lucido, che associa virtualmente l’aspetto degli espositori per pesci e quello degli acquari grandi (linea Emotions Nature) e piccoli (Nexus, Betta, Aqua, ecc.). Anche in questo caso, la tecnologia LED caratterizza gli acquari e gli espositori, ricollegandosi al trend poco sopra descritto. Parlando di diversificazione dell’offerta per coprire ogni esigenza dell’acquariofilo, naturalmente, 72
non potremmo non ricordare Mantovani Pet
una delle offerte più interessanti ci è parsa quel-
Diffusion (Foto 22), che, nel tempo, è riuscita a
la di Tropic Nguyen: presente sul mercato da
produrre un catalogo tanto completo, da poter
quasi un secolo, ha ideato una procedura di
sostituire altre aziende storicamente impegnate
ordine e consegna veramente efficiente e razio-
in questo senso. Il grande stand era veramente
nale, tale da produrre immediati vantaggi per il
stipato di acquari completi, sistemi d’illuminazio-
negoziante. È possibile raggiungerli facilmente
ne, accessori per la gestione e la misurazione, fil-
utilizzando il loro sito internet. Molto interessante
tri, riscaldatori, ecc. Naturalmente tanta diversità,
è anche il catalogo di Petra-aqua: se cercate
attirava folle di visitatori, tanto che i numerosi
specie fuori dal comune, non dimenticate di con-
operatori dello stand non sono riusciti a liberarsi
sultarlo.
neppure un minuto, nei tre giorni, per spiegare le caratteristiche dei prodotti più innovativi.
Stile ed eleganza
Giungiamo così alle new-entries anche in questo
Senza dubbio un trend che abbiamo registrato
settore, con Aquariatech (Foto 23), un’azienda
nelle precedenti edizioni e che si sta stabilizzan-
giovane ma molto aggressiva, che in pochi anni
do sul mercato, è quello dell’eleganza. Oramai
sta scalando le classifiche di preferenza degli
tutte le aziende propongono soluzioni tecnologi-
acquariofili, grazie alla scelta oculata e lungimi-
camente avanzate ma, soprattutto, curate nell’a-
rante di marchi e singoli prodotti: fornisce oramai
spetto.
quasi di tutto, dagli acquari completi Eheim ai
L’appassionato di oggi non acquista prodotti
sistemi d’illuminazione di ultima generazione,
assemblati in modo spartano, anche perché
passando da alimenti a biocondizionatori.
questo può farlo da solo, in modo economico, sfruttando le potenzialità degli acquisti in rete.
Varietà nel vivo
L’acquario del futuro, dunque, deve essere
In fiera erano numerose le aziende, europee e
soprattutto elegante, anzi, tanto bello e incon-
orientali, che proponevano cataloghi molto nutri-
sueto, da stupire l’osservatore. In questo trend
ti di pesci d’importazione (Foto 24). Tra queste,
s’inseriscono, senza dubbio, gli acquari “sportivi” presentati da Vitakraft (Foto 25): non importa
24
che siate juventini, appassionati di formula uno o 25
73
onde, regolatori di livello, grandi filtri e pompe 26
miniaturizzate. Altrettanto interessanti sono i generatori di ondeWave surfer e le piccole potenti pompe di movimento Voyager, presentate da Sicce. Non potremmo completare la nostra carrellata “in stile”, senza prendere in considerazione gli acquari completi Eheim (Foto 27). Sono semplicemente… speciali. La grande robustezza tecnologica dell’azienda tedesca, si sposa felicemente con superfici lucide che paiono levitare nell’aria, cristalline e monolitiche. Un miracolo di stile supertecnologico! Non sorprenderà il fatto,
tifosi dell’Inter! L’azienda vi offre un acquario
però, che alcune tra le soluzioni di illuminotecni-
completo, personalizzato con i colori del vostro
ca più interessanti, erano esposte presso lo
team sportivo di riferimento.
stand Ceab (Foto 28). L’azienda, specializzata in
Ma l’acquario non deve essere elegante solo
illuminazione per acquari, ha dedicato quasi
fuori! Per questo nascono gli accessori della
totalmente la sua attenzione, alla realizzazione di
linea H2Show prodotti da Hydor e destinati a
magnifici illuminatori Led (Aqua&Led): potenti,
generare acquari da sogno, grazie a costruzioni
bilanciati nelle radiazioni, eleganti ed economici
fantasiose e magnificamente colorate. Hydor,
nella gestione e controllati da un innovativo siste-
peraltro, ha ampliato il suo catalogo arricchen-
ma a microprocessore (Tower&Led). Realizzare
dolo con la linea di accessori Fluval Sea (Foto
un acquario marino con coralli vivi, diviene cosa
26), ma anche sviluppando, come da tradizione,
relativamente economica, tenendo presente che
numerosi accessori innovativi: generatori di
i costi di gestione sono ridotti a quasi un decimo rispetto alle lampade tradizionali, senza rinunciare all’efficienza e alla qualità delle radiazioni.
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28
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strare una novità interessante, in controtendenza rispetto a quanto osservato negli ultimi anni: stanno tornando in voga gli aeratori. Tra i più interessanti osservati in fiera, dobbiamo ricordare Oxypro di Aquael, dotato di una doppia camera silenziatrice e, soprattutto, i piccolissimi aeratori presentati da Collar. Non sono più grandi di una scatoletta di tonno (Foto 30) e, portati direttamente all’orecchio… producono lo stesso rumoI filtri del futuro
re del tonno! Nessuno! Non si percepisce alcuna
Varie novità interessanti nel campo del filtraggio,
vibrazione ma si nota la densa fascia di bollicine
soprattutto osservando il trend dei sistemi piccoli
e ciò rende la novità veramente sostanziosa.
ad angolo. Siamo rimasti deliziati da alcuni piccoli filtri, come quello proposto da Eheim
Concludendo…
(aquaCorner 60): è fornito già completo con una
Sarebbe bello poterci soffermare sulle altre
spugna sottile che impedisce l’ingresso di
novità presenti in fiera, che riguardavano il
Caridina e larve di pesci, oltre a una cartuccia di
campo dell’editoria specializzata, delle malattie
materiale biologico. È predisposto per montare
dei pesci, degli attrattivi per mangimi. Lo spazio
in testa un supporto per luci e, in questo modo,
a disposizione, però, è veramente terminato. A
diviene fulcro di qualsiasi piccolo acquario. La
questo punto dovremo verificare sul campo i
Eheim ripropone inoltre il suo “Skim 350”, che
trend sin qui discussi: i LED saranno veramente
serve a eliminare le patine oleose in superficie da
in grado di soppiantare tutte le altre forme d’illu-
qualsiasi vasca (Foto 29). Belli anche i nuovi filtri
minazione, come avvenne per i tubi al neon una
Comline presentati da Tunze, contenenti una
trentina d’anni fa? Le tante grandi assenti cede-
serie d’innovazioni tecnologiche, che merita
ranno davvero il passo alle piccole, più dinami-
attenzione da parte del negoziante specializzato.
che e propositive? L’eleganza continuerà a caratterizzare i piccoli acquari del futuro?
Torna l’aeratore
Beh, come diceva il poeta, per saperlo… non ci
Non potremmo concludere, però, prima di regi-
resta che vivere! 75
L’IMPORT DEL LAYO
Allestimento - layout
di Diego Marinelli seconda parte
illustrando un concetto secondo me fondamentale, il cui approfondimento ha cambiato il modo di concepire una parte dell’acquariofilia dolce: Il
Nell’articolo precedente si è brevemente accen-
concetto di layout.
nato ai principi e alla filosofia propri dell’aquasca-
Il layout è un termine di lingua inglese e letteral-
ping e dell’acquario naturale, con quest’ultimo
mente si può tradurre come: “stendere”, “spie-
entreremo un po’ più nella pratica, definendo e
gare”, “disporre”. Nel caso dell’acquario natura76
TANZA OUT
le il layout indica la disposizione, la composizio-
tato secondo fini estetici), viene elevato ad avere
ne scenografica degli arredi (rocce, legni e pian-
un ruolo superiore all’interno dell’ambiente in cui
te acquatiche) all’interno della vasca.
risiede: diventa un oggetto prezioso frutto di uno
Anche nell’acquariofilia, concentrando l’attenzio-
studio approfondito e personale, attraverso il
ne sul layout e sul suo progetto, si da maggiore
quale l’autore riesce a esprimere emozioni e sen-
importanza a ciò che si va a realizzare. Quindi
sazioni proprie di una scena vista in natura.
l’aquascape (il nostro paesaggio acquatico valu-
L’acquario diventa un mondo non solo da curare 77
Shakkei
78
e comprendere, ma soprattutto da osservare e
realizzare nuovi e originali paesaggi acquatici.
allestire. Per gli osservatori “ospiti”, diventa un
Per un valido progetto di layout, occorre tenere
importante elemento di arredo e di design.
in considerazione molti fattori e seguire delle
Per gli autori, cioè per gli aquascapers, diventa
regole e delle tecniche ben precise, evitando di
un vero e proprio mezzo di espressione, un
limitarsi a creare una struttura basata sulle pro-
modo per dare forma alla propria creatività ma
prie percezioni personali, affidata a tecniche di
soprattutto un’occasione per rendere la perso-
disposizione delle piante a modo di aiuola,
nale passione per l’aquariofilia più dinamica e
comunemente utilizzate negli acquari “olandesi”.
meno monotona, per divertirsi nel progettare e
I layout più riusciti, saranno quelli in cui gli arredi
Iwagumi
79
Ryoboku
80
81
82
layout a forma concava e le piante sembreranno disposti in modo casuale e del tutto naturale. Questi layout rispettano le regole dello “Shakkei”, impiegate dai disegnatori di giardini giapponesi fin dal diciassettesimo secolo. Lo “Shakkei” può essere definito l’arte di “catturare” una scena nel modo più naturale possibile, ponendo l’attenzione sui dettagli più minuti, in modo che la scena riprodotta riesca a esprimere tutta la vitalità e l’energia di quella osservata. Durante la fase di composizione del layout, le regole più importanti da seguire sono quelle dell’“equilibrio visivo”, le stesse che si applicano
layout a forma convessa
83
layout a forma triangolare
in tutte le arti: dalla scenografia, al disegno dal
del vetro frontale come segmento di riferimento.
vero, alla fotografia.
Altre regole importanti sono:
La principale regola da seguire è senza dubbio il
Uso di materiali di tipo e colori simili, per ottene-
rispetto della “sezione aurea”, espressione rigo-
re armonia e omogeneità nella composizione.
rosa di armonia che obbedisce a precise leggi
Uso di materiali di dimensioni proporzionate alla
matematiche. È un rapporto ricorrente in natura
grandezza della vasca ma diverse tra di loro: ad
e viene definita, non per niente, proporzione divi-
esempio utilizzando tre rocce delle stesse
na: si ritrova nell’universo, nei fiori, nel guscio
dimensioni difficilmente si avranno risultati esteti-
delle chiocciole.
ci equilibrati.
Nel nostro caso, i punti focali in cui dovrà cade-
Un fattore importante da tenere in considerazio-
re lo sguardo dell’osservatore dovranno essere
ne in fase di progetto è la crescita delle piante
in proporzione aurea, considerando la lunghezza
acquatiche. Il layout va realizzato immaginando e 84
delle tipologie di layout, proprio in base ai materiali utilizzati: - Ryoboku: layout realizzati utilizzando prevalentemente legni - Iwagumi: layout realizzati utilizzando esclusivamente rocce Questa prima distinzione generale è davvero importante, perché implica scelte che vanno oltre il layout e che riguardano le difficoltà di gestione delle vasche: In genere i Ryoboku sono layout che si sviluppano in altezza e nel loro allestimento si utilizzano prevalentemente piante epifite, muschi e piante a stelo. Possono essere realizzati con piante poco esigenti in termini di luce, anidride carbonica e nutrienti; hanno bisogno d’interventi di manutenzione e potature considerati normali. Negli Iwagumi si utilizzano sempre piante acquatiche stolonanti definite “da prato”, specie molto esigenti in termini di prevedendo tale evoluzione nel tempo: in parti-
luce, anidride carbonica e nutrienti, che richiedo-
colare le piante a stelo andranno a formare dei
no interventi di manutenzione settimanali.
volumi e tali volumi influenzeranno l’equilibrio
La gestione di tali vasche è più impegnativa
visivo finale, mentre muschi e specie stolonanti,
rispetto ai ryoboku e richiede maggiore espe-
andranno a coprire gli arredi con il rischio che la
rienza.
nostra disposizione iniziale non sia più visibile.
Sempre in modo molto generalizzato, possiamo
Quest’aspetto non è assolutamente da sottova-
dividere le tipologie di layout in base alla forma
lutare e implica una certa esperienza e cono-
della disposizione degli arredi:
scenza delle specie acquatiche.
-layout a forma concava
Gli elementi dell’aquascaping con cui si realizza-
-layout a forma convessa
no i layout, sono essenzialmente rocce e legni.
-layout a forma triangolare
Si può definire una prima e generale divisione 85
di Carassio Aurato Forse alcuni di voi non mi conoscono... Ebbene sì! Sono proprio un pesce, e allora?
Oggi il capo ci ha riuniti nella saletta delle riunioni (e dove sennò? N.d.R.) e ci ha fatto un lungo sproloquio su dove siamo partiti, dove stiamo andando, dove siamo arrivati e così via. Sulle prime stavo per addormentarmi ma poi mi sono sentito un pochino orgoglioso. In fondo, se abbiamo avuto questo successo di lettori, un pochino di merito è pure mio. Vi pare? Poi il capo si è messo a piangere (o meglio, come si dice, si è commosso) e lì c’è stata l’apoteosi. Betta ha iniziato a piangere di concerto, singhiozzando senza sosta. Ippo Campo ne ha approfittato per rubarle la colazione dal cestino che aveva sotto la sedia, ma mentre si allontanava, è scivolato su una lagrima viscida e si è fratturato una pinna. Alcuni autori si sono strappati le vesti e a questo punto Betta è andata in visibilio, ammirando i loro toraci villosi. 86
Infine è arrivato il ragazzo del bar coi
sognano
caffè e le brioscine per il break e tutto
Hobbyist. Roba forte, con foto da capo-
è tornato alla normalità. Però questo
giro, acquari da capogiro, tecniche da
incontro è stato importante per me. Ho
capogiro… oh, come mi pesa stà capa...
capito delle cose.
uhè!
Per questo motivo, prima di scrivere
Ho visto che mancava il pezzo su
questo pezzo, ho voluto rileggere l’ulti-
Zoomark, ma ho anche trovato una
mo numero della rivista. Ma lo sapete
magnifica trovata (vabbè, capisco,
che è proprio bella? Ma come facciamo
preso dall’emozione non mi ritrovo
a realizzare una cosa così grande coi
più): tante foto originali della mostra e
pochi mezzi che abbiamo? Siamo dei
il modo di approfondire con i link. E vi
maghi?
pare poco? Avete provato a cliccare?
A questo punto mi chiedo: ma se noi,
Io ci ho provato e sto ancora viaggian-
che veniamo boicottati ogni mese dai
do. Ogni foto mi rimandava a un sito.
produttori di acquari e accessori, che
Ogni sito conteneva una miriade
non amano a quanto pare i nostri
d’informazioni. Era come se uno fosse
ragionamenti, riusciamo a creare tutto
stato davvero presente a Zoomark e gli
questo, come mai non producono le
avessero spiegato tutto per filo e per
stesse cose anche altre riviste, che rie-
segno. Che meraviglia! Se devo proprio
scono pure a guadagnare qualcosa?
essere ipercritico (no, non lo devi
Questo è un vero mistero!
affatto! N.d.R.) potrei fare una critica
Torno al numero precedente dopo que-
costruttiva: mancava un filmato. Io lo
st’amara digressione perché, come
avrei gradito un breve filmato della
dicevo, è proprio bello! Insomma, ho
fiera. Ma perché il Capo non ce l’ha
visto una rubrica lettere “vera” (non le
messo? Boh. Forse costava troppo. Non
solite patacche che rifilano le riviste),
lo si può neanche biasimare, dati i
perché derivata dalle vostre stesse
tempi e la situazione economica.
discussioni sul forum. Ho visto una
Uscito da Zoomark, ho incontrato un
prima puntata di aquascaping che se la
personaggio in un’intervista. Ho clicca87
quelli
di
Tropical
Fish
to e sono stato capacult… patacultat….
sentire l’odore dell’inchiostro. Ma è
capatultat… perché non mi viene mai
molto meglio della carta stampata. La
questa parola? Aspettate che mi con-
carta stampata non ti capatulta.. non ti
centro: sono stato catapultato in un
cacatulta… insomma, avete capito il
mondo diverso, molto tecnico, interes-
concetto.
sante, tutto sommato abbastanza
E allora viva la rivista! Mi piace pro-
divertente. Sono passato, allora, per la
prio e sono orgoglioso di partecipare,
rubrica dei link e mi sono fermato due
nel mio piccolo, almeno finché resi-
mesi a esplorare siti web che neppure
sterà. Il capo dice che è un lavoro duro,
avrei immaginato esistessero. Ho sfo-
data la resistenza di tutti gli operatori
gliato, a questo punto, le pagine dei
commerciali (con l’eccezione dei nostri
test e mi sono fatto una cultura su una
sponsor, ovviamente: pochi ma buoni e
serie di cose interessanti, che vorrei
onesti!) ma io so che ce la faremo.
chiedere al capo come regalo per il
Qualcuno
prossimo Natale. Che gioia! Sono arri-
dovremmo iniziare a far pagare la rivi-
vato al centro della rivista ed ho trova-
sta ai lettori. Il capo quando sente que-
to un inserto di pagine antiche. Ma ci
ste cose va su tutte le furie.
pensate che trovata fantastica? Pagine
Allora io cerco di calmare gli animi tro-
di un libro antico e introvabile, diffuse
vando soluzioni intermedie. Io dico che
sulle onde del web. Roba da far diven-
si potrebbe far pagare la rivista solo a
tare matti, che non riesci neppure a
quelli che si abbonano da domani,
immaginare! E poi tante altre cose che
lasciandola gratis per tutti quelli che si
non sto neppure a raccontarvi (ma voi,
sono abbonati sino a oggi. Potrebbe
l’avete sfogliato il numero preceden-
essere un modo per premiare i nostri
te?) ma che mi hanno riempito davve-
primi (e unici!) sostenitori, richieden-
ro la giornata. Che meraviglia! Era più
do un piccolo sacrificio economico a
di centosessanta pagine: altro che i
quelli che non hanno avuto la prontez-
volantini pubblicitari che trovate in
za di abbonarsi subito, o di rinnovare
edicola a otto euro ciascuno! Pare di
l’abbonamento dopo la ricostruzione 88
in
redazione
dice
che
del sito. Che ne dite?
mi leggete!), di scrivermi una letteri-
Ma non so. Qui in redazione non voglio-
na. Basta accendere il computer, pren-
no neppure sentir parlare di soldi:
dere il vostro programma di posta elet-
sono tutti afrodisiaci… antropologici…
tronica e nell’indirizzo del destinatario
antropofilici… no, non volevo dire que-
digitare carassio2@tiscali.it. È il mio
sto… sono… sono… insomma, sono
indirizzo privato di posta elettronica
umanitari. Sono quelli che vivono per il
(oramai dovreste saperlo). Poi, nel
bene degli altri e vissero tutti felici e
corpo del messaggio scriveteci quello
contenti. Ma intanto, chi compra le
che volete. A me piacerebbe che rac-
scaglie?
contaste la vostra storia. Amo leggere
Beh, scusate se vi ho disturbati coi
le vostre storie: quello che provate
miei discorsi da vecchio. Ma ero così
osservando il vostro acquario… come
eccitato dopo aver sfogliato la rivista
avete cominciato… cosa è successo
(certo
di
quella volta che morì il vostro pescioli-
Aquariophylia… credete forse che
no più amato. Insomma, mi piacerebbe
possa confonderla con un giornale di
tanto sentire parlare di voi, per una
pesci… rosa?), che volevo subito confi-
volta. Altrimenti mi pare di fare un
didere… condidivere… questa è un’al-
soliloquio. Ma tanto lo so che non lo
tra parola che non mi riesce quasi mai.
farete. Ed io mi sentirò sempre più
Dai, mi concentro ancora un pochino:
solo. Certo che delle volte siete davve-
volevo condividere queste sensazioni
ro crudeli, sapete? Beh, io ci spero
con voi. E ora basta, perché davvero
ancora, tutto sommato. Allora, mi scri-
non ce la faccio più a pronunciare
vete due righe della vostra storia? Me
paroloni difficili da giornalista profes-
le sono meritate, credo. Mi servono per
sionista. Scaglia… granulo… pellet…
vivere.
ecco, queste mi vengono facili.
Vostro, dannatamente attaccato alle
Allora scusate, vado a fare uno spunti-
storie vere.
no rilassante. Nel frattempo vi prego,
Carassio
che
sto
parlando
come sempre (ma tanto lo so che non 89
In questa sezione diamo voce a tutte le associazioni acquariofile che vorranno partecipare alla vita della rivista. Non ci sono regole (a parte la legislazione vigente!) perché si tratta di spazi autogestiti. Ogni associazione dunque è libera di inviare ogni mese “la propria rivista”, fatta proprio come vorrebbe. Potrà servire alla campagna associativa, a pubblicizzare la prossima mostra di acquari, a tenere piccoli corsi di acquariofilia o semplicemente a mostrare la foto del socio del mese. Per noi l’importante è dare voce alle associazioni acquariofile, per creare una rete fitta di contatti tra gli acquariofili italiani. E saremo dunque fieri di partecipare a questa missione, anche semplicemente facendo da tramite tra associazioni e lettori. Per ora il numero di associazioni acquariofile che partecipano all’iniziativa potrà essere ancora piccolo. Ma contiamo sul vostro spirito “imprenditoriale” per invadere la rivista con una valanga di notizie dalle associazioni. Forza: è giunto il momento di partecipare, di espandersi, di cooperare!
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AIK ASSOCIAZIONE ITALIANA KILLIFISH Prossimi evento AIK 2013: Petfestival!!! Dopo il successo del 21° Congresso AIK http://www.aik.it/ dello scorso Maggio, ci prepariamo per la prima edizione del PETSFESTIVAL http://www.petsfestival.it/ il prossimo 7 e 8 Settembre a Piacenza! AIK sarà presente con molti tavoli e acquari, arredati per mostrare al meglio sia specie particolari, sia specie più comuni ma anche esemplari selvatici. Verranno distribuire gratuitamente coppie o uova di specie semplici, a chi si assocerà ad AIK, forniremo inoltre un utile pieghevole, dove saranno riportate le informazioni di base sui killi e sul loro allevamento! Sarà inoltre presente tutto il materiale della vetrina AIK http://www.aik.it/test/menu-alto/lavetrina-di-aik.html, dove si potrà acquistare tutto quello che serve per l’allevamento di questi pesci: torba, lana acrilica,… e ovviamente starter di cibo vivo: enchitrei, drosofile, microworms, walter worms, banana worms, “gammarus”, vermetti dell’aceto... ma anche cisti d’artemia. Se vi occorre qualche cosa e volete essere sicuri di trovarlo, vi consigliamo di prenotare scrivendo un messaggio a info@aik.it. Ci si vede a Piacenza!!! Stefano Valdesalici Staff AIK
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BETTAITALIA.IT Un caloroso saluto anche questo mese ai lettori di Aquariophylia! Per prima cosa, come sempre, vogliamo ricordarvi i nostri link, dove potrete seguirci: Il nostro sito internet, BettaItalia.it: http://www.bettaitalia.it Il nostro forum: www.bettaitalia.it/bettaforum Il nostro canale Video su YouTube: http://www.youtube.com/BettaItaliaVideo La nostra pagina Facebook: http://www.facebook.com/BettaItalia.it Il nostro profilo Facebook: http://www.facebook.com/betta.italia La nostra e-mail: info@bettaitalia.it BettaItalia ha recentemente festeggiato il doppio compleanno, perchĂŠ compie i 10 anni di esistenza come portale e ha anche da poco compiuto 1 anno il nuovo sito e forum. In un solo anno ripartendo da 0 con il nuovo sito e forum, abbiamo ottenuto un successo che non immaginavamo e i numeri parlano chiaro, confermandoci certamente come uno dei maggiori portali di bettofilia italiani, tutto questo grazie a uno splendido lavoro dello staff e dei nostri collaboratori e sponsor che hanno creduto in noi. Nelle foto: Alcuni dei bellissimi Show Betta importati dalla Thailandia in maggio
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Ma vediamo un po’ di numeri totalizzati in un solo anno: - 80.000 visite sul solo sito (oltre le 100.000 compreso il forum) - Una media di 7.000 visite al mese sul solo sito - Circa 66.000 visualizzazioni di pagina al mese - Più di 400 utenti registrati sul forum - 13.950 messaggi sul forum, 1013 argomenti aperti sul forum e una media di 100 post al giorno negli ultimi mesi. E in più abbiamo raggiunto le prime posizioni sui maggiori motori di ricerca. Tutto questo in un solo anno partendo da zero, essendo solo una community dedicata ai Betta è di certo un gran risultato. Di questo dobbiamo dire grazie ad AMBI e Bettaportal.net, che hanno scelto come forum ufficiale il nostro e un grazie al nostro principale sponsor che per primo ha creduto in noi, il negozio online www.terracquario.com, il quale riserva anche degli sconti ai nostri utenti. Noi continueremo così anche per questo nuovo anno, sempre con la stessa passione e voglia di fare. Il nostro forum è sempre attivo, e non si finisce di organizzare un import dall’Asia di Show Betta che subito i nostri utenti ne organizzano un’altro. Infatti, a inizio Maggio 2013, sul nostro forum è stato organizzato un import dalla Thailandia, dall’allevamento Kipcy Betta, importando bellissimi Show Betta di cui inseriamo qui alcune foto (sul forum ci sono tutte). Visto il successo dell’import da poco fatto, i nostri utenti stanno organizzando un nuovo import di Show Betta e non solo, perché questa volta potremo comprare non solo Betta ma anche foglie di catappa e mangime professionale per Betta, a dei prezzi vantaggiosissimi. Possono partecipare al nostro import, solo i soci AMBI e i nostri utenti, quindi chi volesse partecipare, deve almeno registrarsi sul nostro forum e scrivere nella discussione dedicata all’import. Per concludere, vi ricordiamo che mancano pochi mesi al grande evento bettofilo italiano, un evento che sta vedendo il maggior numero di gruppi bettofili italiani in campo uniti, stiamo parlando del 1° Campionato Internazionale di Show Betta Ambi Ibc, un evento veramente d’interesse internazionale, in quanto a giudicare ci sarà direttamente dall’Asia Joty Atmadjaja, per la prima volta in Italia! Un primato tutto AMBI quello di avere un giudice Asiatico in un campionato italiano di Show Betta! Da BettaItalia.it un caloroso saluto e arrivederci al prossimo numero di Aquariophylia. 93
BETTAS4ALL The Holland Betta Show 2013 16-18 August 2013 Kasteeltuinen Arcen Lingsforterweg 26 5944 BE Arcen - The Netherlands
Holland Betta Show 2013 16-18 agosto 2013 Kasteeltuinen Arcen Lingsforterweg 26 5944 BE Arcen - Olanda
In 2010 (265 showbettas by 26 European breeders), 2011 and 2012 (both 308 showbettas by 36 European breeders) the Holland Betta Show has been a big international success. Bettas4all.nl is proud to be invited for 21th edition of the Holland Koi Show to organize the Holland Betta Show 2013 in the beautiful Castle Gardens of Arcen, the Netherlands. The Holland Betta Show 2013 can be found in the fully acclamatized tent of the Holland Aquarium Show and is a unique opportunity for Bettas4all to introduce our beautiful hobby to the public. A dedicated team of experienced betta hobbyists will provide you with all the necessary information with respect to the keeping, breeding and showing of showbettas. At the show approximately 250-300 show Bettas of different color and finnage varieties will be shown. The fish will be judged on vitality, color, finnage, bodyshape and overall appearance by a team of experienced hobbyists according to the Bettas4all standard to determine the winners of the various showclasses and the special prices. It will also be possible for the visitors to purchase some quality fish for a reasonable price. We would like to invite you all for the 21th edition of the Holland Koi Show. We are looking forward to welcome you in the tent of the Holland Aquarium Show to come and see the Holland Betta Show for yourself. Please mark 16-18 August 2013 in your agenda! More the information with respect to visiting and/or participation at the Holland Betta Show 2013 can be found on our forum (www.bettas4all.nl) and our showwebsite (www.hollandbettashow.com). During the coming months our forum and website will be regularly updated to provide you with all the necessary information. Have fun! With kind regards from the Netherlands, The Bettas4all Show Team www.hollandbettashow.com
L’Holland Betta Show è stato un grande successo internazionale nel 2010 (265 showbetta di 26 allevatori europei), nel 2011 e 2012 (entrambi con 308 showbetta di 36 allevatori europei). Bettas4all.nl è orgoglioso di essere stato invitato a organizzare l’Holland Betta Show 2013, in occasione della ventunesima edizione dell’Holland Koi Show, che si terrà nei magnifici giardini del Castello di Arcen, in Olanda. L’Holland Betta Show è ospitato nella tenda, completamente climatizzata, dell’Aquarium Show e rappresenta un’occasione unica di presentare il nostro bellissimo hobby al pubblico. Un apposito team di hobbisti esperti, provvederà a fornire tutte le informazioni necessarie relative all’allevamento, riproduzione e preparazione al concorso, degli showbetta. Parteciperanno allo show circa 250-300 esemplari di diverse varietà, che verranno giudicati da un gruppo di hobbisti esperti e secondo gli standard Bettas4all, in base alle caratteristiche di vitalità, colore, pinnaggio, forma e aspetto generale. Dei premi saranno assegnati ai vincitori delle diverse categorie. Sarà anche possibile, per i visitatori, acquistare dei pesci di qualità a prezzi ragionevoli. V’invitiamo a visitare il 21° Holland Koi Show e di venirci a trovare all’Holland Betta Show, dove avremo il piacere di accogliervi. Non dimenticate di segnare i giorni dal 16 al 18 agosto nella vostra agenda! Maggiori informazioni per la visita e/o la partecipazione a questa manifestazione si trovano nel forum (www.bettas4all.nl) e nel nostro sito (www.hollandbettashow.com), che verranno regolarmente aggiornati, per fornirvi tutte le informazioni necessarie. Buon divertimento! Cordiali saluti dall’Olanda The Bettas4all Show Team www.hollandbettashow.com
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AIB ASSOCIAZIONE ITALIANA BETTA Un’estate di preparativi! Dopo la terza edizione dell’Italian Betta Show, AIB è di nuovo al lavoro per preparare il campionato internazionale di Piacenza. Nei giorni 7 e 8 settembre infatti, si terrà presso la fiera di Piacenza, PetsFestival, la più grande manifestazione italiana dedicata al settore pet: oltre 14.000 metri quadrati dedicati agli animali da compagnia, dei quali oltre 6000 verranno dedicati ai pesci tropicali e agli acquari. La nostra associazione avrà a disposizione uno spazio di circa 60 metri quadri, all’interno dei quali sarà ospitato il IV Italian Betta Show, campionato internazionale di Betta splendens “show” riconosciuto dall’International Betta Congress, oltre ad una grande esposizione di 1012 specie di Betta non selezionati ospitati in vasche biotopo, percorsi didattici ed uno spazio per le conferenze che verranno tenute durante le due giornate. AI lettori di Aquariophylia mostriamo in anteprima il progetto tridimensionale dello stand AIB. La giuria internazionale sarà composta da 3 giudici di comprovata esperienza: il tedesco Joachim Menz, giudice internazionale IBC coordinerà i lavori affiancato dal croato Josip Kevari e da Rajiv Masillamoni, giudice internazionale IBC e creatore dei Betta splendens “Halfmoon”, nonché primo asiatico a giudicare in Italia, una personalità di spicco del mondo dei Betta e particolarmente legato alla nostra associazione, della quale è stato anche nominato socio onorario. Gli apprendisti giudici italiani Eugenio Fornasiero e Alberto Montalbetti completano il panel dei giudici che lavorerà durante la giornata di venerdì 6 settembre per stabilire i vincitori tra i pesci presenti allo show. Durante le due giornate di apertura al pubblico i giudici IBC, gli ospiti stranieri e gli allevatori italiani saranno presenti al nostro stand per rispondere alle domande dei curiosi e per fornire informazioni su tutti gli aspetti dell’allevamento dei meravigliosi Betta. Nel sito dedicato allo show www.bettashow.it, trovate tutte le informazioni sulla manifestazione, il regolamento, il modulo di iscrizione ed una galleria delle principali manifestazioni AIB. Swiss Betta Show 2013: ancora piazzamenti Italiani AIB! Dal 31 maggio al 2 giugno scorsi si è tenuto a Cernier, nel cantone francese della Svizzera, il Swiss Betta Show, il primo campionato europeo di Betta splendens “show” riconosciuto in IBC e arrivato ormai oltre la decima edizione.
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I piazzamenti Italiani sono stati ben 21 e comprendono, oltre a numerosi primi posti, anche diversi “Best of Variety” e “Reserve Best of Variety”. Gli allevatori premiati sono stati Alberto Montalbetti (coinvolto anche nel giudizio, come apprendista), Andrea Queirolo e Roberto Silverii. Le ultime dal forum Si scatena nel forum la discussione riguardante i Betta di colore “viola”...una foto ritoccata rimbalzata in rete nei social network ha entusiasmato alcuni utenti che si chiedono come si possa fare per ottenere un colore del genere. La stessa curiosità riguarda, sempre nella sezione “Genetica” il video di un meraviglioso Betta splendens “Show Plakat” dalla colorazione mai vista prima, valsagli il primo posto di categoria all’Aquarama 2013 a Singapore. Non perdete questa ed altre interessanti discussioni sul mondo dei Betta nel nostro forum www.bettaforum.it. I nostri contatti: sito ufficiale www.aibetta.it, email info@aibetta.it
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CAEB - CLUB ACQUARIOLOGICO ERPETOLOGICO BARESE Corso CAEB 2013, il bilancio della manifestazione Ancora una volta positivo, il bilancio del corso di acquariologia ed erpetologia organizzato dal CAEB, presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari. Una no stop iniziata a marzo e terminata a giugno, con ben nove relazioni, spesso in overbooking e una media di circa 80 partecipanti a relazione. Ma non sempre i numeri possono esprimere correttamente i traguardi raggiunti da un’iniziativa culturale, sebbene tutto ciò abbia rafforzato, in noi, la consapevolezza di rendere questa manifestazione ancora più appassionante e, soprattutto, in grado di fungere da collegamento tra operatori del settore e neofiti. Investire nella cultura dell’acquariologia non può che rinvigorire la passione dei giovani nella tutela della Natura; non si può pretendere di proteggere l’ambiente e gli organismi viventi, senza una conoscenza di base di ciò che si vuole tutelare e ciò diventa sempre più una priorità a livello globale. Ben venga, quindi, vedere studenti accarezzare un serpente, o bambini maneggiare un insetto stecco, perché questa passione e spirito di complicità, è ciò che si voleva trasmettere e che ci rende fieri di far parte di un’associazione con la A maiuscola. Un ringraziamento speciale va rivolto a tutti i relatori di questa edizione e, in particolare, a coloro che hanno dovuto affrontare un lungo viaggio per poter presenziare: non posso non citare l’amico Carmine Mazzei giunto da Napoli con le sue splendide piantine (saccheggiate dai soci…) e la dott.ssa Colognola, che si è spostata persino dall’Olanda per parlare di acquariologia, quella vera, animata esclusivamente dalla passione e dal gratuito spirito di condivisione. Un grazie anche a tutti i soci relatori, al chairman Giuseppe Bari ma anche ai fotografi e cineoperatori, come gli amici Francesco Lorusso e Giuseppe Micunco che, con la loro disponibilità, hanno permesso di immortalare alcuni momenti della manifestazione che, si ritiene, prossimamente possano occupare uno spazio su questa rivista. (*) Come di consueto, al termine del corso, è stato distribuito un questionario di gradimento, in forma anonima, sulla logistica organizzativa, nel quale si poteva anche esprimere il gradimento nei confronti della relazione più affascinante: per quest’anno la “pinna d’oro” è assegnata, per un’incollatura, alla relazione del dott. Trimigliozzi sul riconoscimento delle diverse specie di serpenti di Puglia. Oltre il 90% dei partecipanti ha riconosciuto il progetto come utile e valido nella sua efficacia e l’85% ha ritenuto di consigliarne la frequenza ad altri colleghi. Interessante, infine, è stato leggere tra i “desideri” dei corsisti, relazioni riguardanti farfalle, pipistrelli, pesci predatori, micromammiferi da compagnia, finanche psicologia animale. Tutto ciò deve ulteriormente far riflettere gli organizzatori e intendere come, la dicitura “corso di acquariologia”, inizi
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a essere piuttosto ristretta e limitativa per un ciclo di conferenze che deve, sempre di piÚ, soddisfare le esigenze dei fruitori finali. Consiglio Direttivo C.A.E.B. (*) Abbiamo il piacere di confermare quanto annunciato dal direttivo CAEB: prevediamo, infatti, di pubblicare la serie di seminari presentati nell’ambito del corso di Acquariologia ed Erpetologia tenutosi a Bari. Nei prossimi numeri seguiranno informazioni piÚ dettagliate. Ringraziamo il CAEB e i relatori, che in questo modo permettono ai nostri lettori di partecipare alla loro iniziativa. La redazione
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MAREVIVO
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101
NonSoloAcquari
La matematica del bello: LA SEZIONE AUREA di Corinne Van Keulen Nell’eccellente articolo di Diego Marinelli
per avventurarci per un attimo nel mondo a
pubblicato in questo numero, si accenna bre-
volte misterioso della matematica, nonché del-
vemente alla sezione aurea. Molti ne hanno
l’arte, della botanica, dell’architettura, della
sicuramente sentito parlare, altri sanno di che
musica, della psicologia, della mistica e persi-
cosa si tratta, altri ancora, probabilmente una
no della biologia e di quelle stesse conchiglie
minoranza, ne conoscono le caratteristiche
che volevamo abbandonare per un momento.
matematiche. Non è certamente necessario
Entriamo insomma nel mondo di un concetto
lanciarsi in una barbosissima disquisizione
matematico che ha assunto il sapore di una
matematica, ma si tratta di un concetto abba-
favola.
stanza interessante da meritare la nostra atten-
Come tutte le favole, anche quella della sezio-
zione, anche se forzatamente superficiale.
ne aurea comincia molto, molto tempo fa:
È stato così deciso di sospendere momenta-
intorno al 300 a.C., viveva ad Alessandria un
neamente, per questo mese, l’ormai consueto
matematico greco di nome Euclide. La sua
appuntamento con le conchiglie da collezione,
fama e le sue opere, non solo sono giunte fino 102
MATEMATICA PER I NON MATEMATICI: Per calcolare il punto di interesse di una vasca senza ricorrere a calcoli matematici, basta munirsi di un foglio di carta quadrettata, compasso, matita e righello e procedere come segue: - Nel rettangolo che rappresenta il fondo della vasca disegnare un rettangolo (ABCD) - tracciare la diagonale BC di tale rettangolo - tracciare la diagonale CE, speculare alla prima (insieme compongono i due lati di un triangolo isoscele - puntare il compasso nel punto E e tracciare una curva DF, che interseca la retta CE nel punto G - tracciare una retta GH che, passando per il punto G, intersechi le rette CD e AB ad angolo retto - Il punto di intersezione I tra le rette BC e GH è il punto di interesse Ia posizione di I è tale che la distanza di questo punto dalle pareti della vasca (considerando le coppie di lati lunghi e corti rispettivamente) si colloca secondo i principi della proporzione aurea Variando le dimensioni di ABCD e della curva BF è possibile calcolare più punti di interesse.
103
a noi ma continuano a essere, generazione
sin dalla sua scoperta, non ha mai mancato di
dopo generazione, fonte di panico e di sgo-
essere oggetto di curiosità e speculazioni,
mento sui banchi di scuola.
matematiche e non.
Tra i numerosissimi contributi di Euclide alla
Il φ dunque, (detto anche numero aureo, rap-
matematica e alla geometria, ci interessa la
porto aureo, sezione aurea, costante di Fidia),
seguente affermazione: Una linea retta si dice
è stato oggetto di studio, ipotesi e ricerche
divisa secondo la proporzione estrema e
senza fine e fiumi d’inchiostro (oggi si direb-
media, quando l’intera linea sta alla parte
be centinaia di GB) sono stati versati nel ten-
maggiore come la maggiore sta alla minore.
tativo di sviscerare l’argomento.
La “proporzione estrema e media” di Euclide
Numero dalle singolari caratteristiche, sembra
è quella che verrà più tardi definita “sezione
avere in particolare quella di trovarsi dove nes-
aurea”. In parole più semplici, Euclide sostie-
suno se lo aspetterebbe (ma dove evidente-
ne che, data una retta, ad esempio AB e divi-
mente qualcuno è andato a cercarlo). Alcuni
dendola in due parti nel punto C, se il rappor-
esempi: il rapporto tra il lato e la base di cia-
to AB : AC è uguale al rapporto AC : CB, allo-
scuno dei 5 triangoli isosceli che compongono
ra la retta è stata divisa secondo la “proporzio-
una stella a cinque punte o pentagramma, è
ne estrema e media”.
uguale a 1,618... La spirale logaritmica, che si
Divertitevi a dare ad AB, AC e CB tutti i valo-
riscontra in natura nell’accrescimento di orga-
ri che volete, perché l’eguaglianza sia rispetta-
nismi molto diversi fra loro, quali molte con-
ta l’unico risultato possibile, è:
chiglie (la più famosa a questo riguardo è quella del Nautilus) e piante, è strettamente
A______________C_________B
associata al numero aureo. Lo stesso numero
AB/AC
si ritrova (o si è creduto di poterlo ritrovare)
= AC/CB = 1,6180339887498948...
quasi ossessivamente, nelle piramidi, nelle Il numero risultante, indicato dai matematici
opere dello scultore e architetto ateniese Fidia,
con la lettera greca φ (phi), è caratterizzato
in numerose opere d’arte, quadri, sculture e
dall’avere infinite cifre dopo la virgola, senza
edifici antichi e moderni, in brani musicali, e
sequenze che si ripetano, appartiene cioè a
chi più ne ha più ne metta.
quella categoria di numeri definiti irrazionali.
A volte si è detto che gli artisti applicavano
Un numero con una particolarità del genere,
volontariamente questa proporzione, per le
non poteva certo passare inosservato e difatti,
sue intrinseche caratteristiche di equilibrio e 104
armonia, altri hanno dichiarato che questa proporzione si manifesta inevitabilmente, a dispetto delle intenzioni dell’artista, altri ancora hanno voluto vedere, in questa presenza ubiquitaria, un significato mistico se non addirittura magico. Lo stesso aggettivo di ‘aureo’, deriva dal costante legame che è stato attribuito alla proporzione di questo nome, con forme caratterizzate da simmetria, equilibrio, estrema armonia e bellezza. Numero a volte misterioso, sempre affascinante, è stato inevitabilmente oggetto non solo di studi improntati al rigore matematico, ma anche a interpretazioni a dir poco fantasiose, se non decisamente tirate per i capelli, citato a proposito e sproposito, cercato (e trovato, anche se a volte
ressante, ha però lasciato una domanda senza
facendo uso di una certa approssimazione)
risposta: come avrà fatto il più esasperante dei
nelle forme più inaspettate e meriterebbe sicu-
nostri collaboratori, a intrufolarsi persino
ramente una trattazione molto più approfondi-
nella copertina di questo libro? Eh sì! La
ta, di quanto non sia possibile fare in queste
sezione aurea, è stata vista anche nelle forma
pagine. Per fortuna ci viene in soccorso Mario
graziosamente a spirale che può assumere la
Livio, autore del libro La sezione aurea (BUR
coda di un Ippocampo.
Rizzoli saggi, 2010. L’edizione originale The
Torniamo adesso a rivolgere la nostra atten-
Golden Rate è stata pubblicata nel 2002) nel
zione all’appassionante aquascaping, che ha
quale, con una prosa scorrevole e accattivante,
dato origine a questa inconsueta digressione,
ci vengono svelate storia, leggende, verità e
o alle conchiglie, abbandonate per un
fantasie, che nel corso dei secoli si sono accu-
momento, magari senza perdere l’occasione
mulate sull’argomento.
di scoprire la sezione aurea, negli oggetti che
Di lettura piacevole e straordinariamente inte-
ci circondano. 105
A BRACCI Accogliamo siti e portali “concorrenti” che diffondono la cultura degli acquari Nel numero precedente abbiamo pubblicato una rubrica “link” dedicata ai siti ed ai portali che si occupano di acquariofilia. Ovviamente non avevamo velleità di completezza, ma volevamo con sincerità dare spazio a tante realtà del web che contribuiscono attivamente alla diffusione della cultura acquariofila. Ovviamente questo ha prodotto reazioni positive in coloro che sono stati citati, meno entusiastiche in coloro che non sono stati inseriti nella nostra “lista” dei siti consigliati. Eppure esistono tantissimi portali che producono effetti eccellenti, lavorando con serietà sui nostri stessi argomenti. Qualcuno ritiene che siamo “in concorrenza”. Il nostro punto di vista è diverso ed i nostri lettori lo conoscono perfettamente: fare gruppo permette di essere più incisivi, per creare spazi adeguati a tutti coloro che partecipano alle nostra attività con intenzioni costruttive. Per questo motivo abbiamo deciso di far partire, con questo numero, una nuova rubrica, dedicata a tutti coloro che vorranno riempirla! Similmente al servizio offerto alle associazioni acquariofile, che possono contare su uno spazio gratuito ogni mese, messo a loro disposizione per diffondere le attività e le novità sul loro territorio, offriremo ogni mese uno spazio ad un sito od un portale, che vorrà riempirlo per mostrare quanto offerto nel proprio www. Ancora una volta, in questo modo, aquariophylia si presterà a creare relazioni utili tra associazioni, siti web e privati, allo scopo di produrre un network adeguato a diffondere la cultura degli acquari in ogni casa. Partiamo questo mese da un interessante portale dedicato agli acquari marini di barriera. Non era stato inserito nella rubrica link e troviamo giusto quindi fargli riprendere il proprio spazio, da protagonista. Attendiamo naturalmente proposte di partecipazione per il prossimo numero!
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A APERTE! DANIREEF: IL PORTALE DaniReef.com è un portale nato nel 2007 per diffondere la cultura acquariofila relativamente agli acquari marini di barriera. Nato dapprima come un blog molto personale per divulgare le idee e conoscenze dell’autore è diventato nel tempo il più visitato blog italiano sull’argomento e conosciutissimo anche all’estero da dove viene spesso citato e visitato. Attualmente si compone di uno staff di 5 persone, che si prodiga per pubblicare quasi giornalmente news dal mondo dell’acquario, recensioni sulle tecnologie impiegate negli acqua-
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ri, ampi reportage sui più importanti eventi nazionali ed internazionali e reportage fotografici su bellissimi acquari marini; per finire sono presenti anche diversi articoli sulle curiosità, sui viaggi nei paesi tropicali con un occhio alla subacquea, sulla fotografia, con dei corsi gratuiti focalizzati ad imparare come fotografare il proprio acquario. Tutte le recensioni vengono rilasciate solo a seguito di un’importante fase di test che spesso supera i tre quattro mesi, per pubblicare qualcosa che sia veritiero ed inconfutabile; nel tempo preziose collaborazioni, come quella con Sicce, hanno permesso di eseguire delle prove di portata, prevalenza e consumo con strumentazione professionale e non disponibile ai comuni acquariofili. Le pagine più visitate, oltre a quelle dei viaggi (Kahramana Beach Resort, Gemma Beach, Holiday Beach Resort, Sol Y Mar Dar El Madina a Marsa Alama) e quelle, già citati, dei corsi di fotografia, sono state relative agli acquari di Andrea Negusanti e di Paolo Marzocchi, l’articolo sulla scelta della corretta pompa di risalita, i reportage sulle fiere Interzoo di Norimberga, Zoomark di Bologna, Goccia Blu e Goccia Nera, le prove delle più comuni pompe di risalita. Il materiale è vastissimo e tutto disponibile gratuitamente, tanto che oltre a dare un occhio alla home page, sempre aggiornata con gli ultimi contenuti pubblicati, si consiglia di curiosare direttamente nella mappa del sito, dove si trovano elencati tutti gli articoli suddivisi per categorie di appartenenza ed interesse. In fondo ad ogni articolo inoltre, vengono riportate le parole chiave che riportano ad altri articoli presenti sul sito per approfondire le tematiche di proprio interesse. Per gli utenti è possibile iscriversi alla newsletter tramite email che avviserà della pubblicazioni di ogni nuovo articolo, oppure l’abbonamento ai feed RSS che consentono di essere
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costantemente aggiornati con qualsiasi lettore di news. L’integrazione con il mondo mobile è totale, avendo a disposizione il sito scritto appositamente per i cellulari con la visione mobile che si attiva non appena si cerchi di visualizzare il blog in mobilità. Tutto il sito è attualmente pubblicato in due lingue, italiano ed inglese, per raggiungere il maggior numero di utenti possibile, e, come abbiamo detto, i numeri sono davvero importanti. Nel corso del 2012 la tiratura delle pagine viste contava 220.000 pagine, mentre nel 2013 la proiezione riporta un ancor più lusinghiero 241.000, ovvero un incremento del 10%. Non vi resta quindi che fare un giro su www.danireef.com per rendervi conto di tutto quello che può offrire!
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Aquariophylia in‌ poesia LA SCATOLA MAGICA di Maria Pia Moschini
Mi vedo piccolissima nella magica scatola, eterea figurina iridescente. Guizzo nel liquido contrasto di luci a specchio, leggera cavalco un pesce in abito da sposa, la lunga coda a strascico di un blu denso, profondo. Danzo sul fondale di minuscoli sassi, le sottili alghe fragili mi accolgono in angoli di seta. Mi vedo piccolissima nella scatola magica: un’icona di me fatta misura di un sogno arcano, regina ora di un mondo di silenzio e poesia nel mistero lucente di un acquario che palpita come un cuore prezioso, di sottili e vibranti voli di fantasia. 110
Disegno di Flora Palumbo Coppia di pesci Acrilico su tela 30 x 30 Contatto: 349 - 0836387 flographic@yahoo.it http:/ florapalumbo.wix.com/florapalumbo
La rubrica di Mariella Bettarini ci dimostra ogni mese la magia dell’acquario, attraverso temi musicali e fluenti che ci trasportano in una dimensione poetica. Questa volta lo fanno in modo esplicito, parlandoci della “scatola magica”. Rivediamo così i piccoli sassi, le alghe, risentiamo il silenzio che caratterizza il sogno di un acquario. Lasciamoci cullare dal testo poetico!
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Cinque sfumature di discus
Gruppo di ibridi subadulti 112
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di Luigi Del Favero C’è veramente rimasto poco da dire in termi-
Le “sfumature” riguardano il pesce in primis
ni di come scegliere e mantenere un discus
ma anche dove lo acquistiamo e cosa desi-
da portare a casa. Più o meno ovunque, sul
deriamo da questo o quell’esemplare e come
web, trovate indicazioni su come si debba
lo andremo a mantenere. Basta farsi delle
comportare un discus per definirsi sano e in
semplici domande e soprattutto osservare e
salute almeno apparentemente, su quanto
mettere insieme i pezzi del puzzle.
possa costare e perché. Proviamo ora a parlare di sfumature connes-
SFUMATURA 1: COSA VOGLIO DAI PESCI
se a questi temi. Piccole ma che fanno una
CHE VADO AD ACQUISTARE?
grande differenza.
Ok. Voglio un discus. Facile no? Ma altret-
Giovanissimo e promettente discus “spottato”
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Lo riconoscereste? A noi piace immaginarlo così!
tanto facile è chiedersi cosa ne voglio fare. Cosa voglio avere in cambio dell’ospitalità che offro ai rotondi pinnuti. Riassumiamo schematicamente in tabella, il “tipo” di discus in base alle proprie disponibilità. Il termine disponibilità, più sotto specificato con “pochi o tanti soldi e tempo”, non si riferisce minimamente a quelli che si hanno ma a quelli che s’intendono investire. Sì. Investire. Per avere il Re, bisogna necessariamente essere pronti a investire. Tempo, cultura, denaro. …E investire in modo proporzionato. Inutile avere vasche da sogno per pesci da incubo!
POCHI SOLDI
MEDI SOLDI
TANTI SOLDI
POCO TEMPO
No Discus
Discus da guardare
Discus da guardare/Allevare
MEDIO TEMPO
Discus da guardare
Discus da guardare
Discus da guardare Allevare/Sperimentare
TANTO TEMPO
Discus da guardare Allevare
Discus da guardare/ Allevare
Discus da guardare/ Allevare/Sperimentare
Definiamo ora questa nuova varietà di discus
prodotto. Richiede poco tempo ed è un sim-
che non ha livrea, forma o dettagli particola-
paticissimo amico da vasca.
ri, se non uno: lo scopo per cui lo vogliamo. Discus da guardare No Discus
Sub adulto o adulto fatto e finito prossimo o
Certamente se avete pochi soldi e poco
oltre l’anno di età. Possibilmente armonico e
tempo da investire, potete benissimo avere
proporzionato in tutti i suoi dettagli. Si adat-
un acquario! Rivolgetevi allora ai numerosi
ta a tutte le tipologie di acquari con i dovero-
pesci ornamentali: ce ne sono di veramente
si compromessi, dal superpiantumato, al
poco esigenti. Il capostipite in testa al grup-
biotopo, allo spoglio.
po, è il tanto bistrattato Carassius auratus, per gli amici pesce rosso, in tutte le infinite
Discus da allevare
varianti che 1.100 anni di allevamento hanno
Piccoli ben oltre il periodo di svezzamento o 115
Acquario arredato con piante e legni
giovani. Dovete optare necessariamente per
Discus da sperimentare
una vasca minimal. Poche o nulle piante,
Dai piccoli agli adulti comprati con scopi di
vasca praticamente spoglia. I giovani man-
riproduzione. Qui è sovvertito addirittura il
giano e producono detriti di conseguenza.
criterio di scelta. Posso scegliere un discus
Serve del tempo, o un investimento in tecno-
“brutto”, magari solo perché ha un carattere
logia acquaristica più consistente.
che m’interessa cercare di riprodurre o avere! 116
Vasca da allevamento senza nulla, o con sot-
vasche rigorosamente spoglie e potervi per-
tile strato di sabbia.
mettere lo spazio per ospitarne un nutrito
Se proprio volete esagerare qualche legno.
gruppetto.
NecessitĂ di spazio adeguato e numero ade-
Come al solito non si sta parlando di concet-
guato di vasche ed esemplari. Specialmente
ti assoluti ma di indicazioni che però rendo-
con i piccoli. Dovete avere esperienza e
no molto piÚ leggero l’allevamento dei roton117
Wild Brown con Leopard durante la deposizione
di pinnuti. Nessuno v’impedisce di avere gio-
tutte le vasche presenti, la loro pulizia e lo
vani discus in vasche arredate, ma se non gli
stato di manutenzione. Già questo indizio è
state dietro tutti i giorni, i risultati non saran-
di molto aiuto.
no assolutamente gratificanti, per voi ma
2. Osservate ora le vasche dedicate ai
soprattutto per loro.
discus. Guardate se hanno filtri indipendenti o sono in schiera con gli altri pesci. Se i reti-
SFUMATURA 2: DOVE ACQUISTARE I PESCI
ni per la cattura sono gli stessi per tutti i
CHE HO SCELTO
pesci, o se sono tenuti separati o meglio
La prima considerazione è semplice buon
ancora disinfettati.
senso!
3.Osservate tutti i discus. Comportamento,
Girate il più possibile! Meno sapete sui
se sono divisi per dimensioni omogenee. Se
discus, meno ne vedete e più facile sarà
stanno in branco, se e quanti pesci isolati o
attribuire valore, a esemplari che non ne
in stato di stress ci sono.
hanno!
4. Chiedete al negoziante la provenienza e
Poi pochi semplici punti:
da quanto sono in negozio.
1. Entrate in qualsiasi negozio osservando
5. Se riconoscete qualche varietà, chiedete 118
al negoziante di che varietà sono i discus che
passate almeno 5 minuti davanti alla vasca
conoscete. Capirete subito se e quanto sia
dei vostri amici.
informato chi ve li sta vendendo.
Dove:
6. Chiedete i valori a cui sono tenuti i pesci e
Nuotano o stazionano
perché.
Come:
7. Chiedete cosa mangiano e fate in modo
Si relazionano tra loro, interagiscono con voi,
che vi mostri come mangiano.
o sono più o meno timidi
Per il prezzo: se avete girato un po’, vi sare-
Quando:
te fatti un’idea dei prezzi nella vostra zona.
Mangiano e quanto. Litigano e quanto. Si
Se un discus si discosta dalla media dei
isolano dal gruppetto e quanto….
prezzi (in più o in meno), deve per forza
Perché:
esserci un perché, fatevelo spiegare! Se non
La prima domanda da porsi quando qualco-
ci sono spiegazioni comprensibili o logiche o
sa cambia in vasca: un comportamento, un
visibili …Diffidate!!! O siate consapevoli dei
atteggiamento, un umore, una colorazione.
rischi!
Cercatene subito le cause. A partire dai valori dell’acqua, dalla vostra gestione o dalla
SFUMATURA 3: DOVE, COME, QUANDO,
spiegazione più logica. Andate sempre per
PERCHÉ
esclusione!
Sono le domande che vi dovranno tenere sempre compagnia. Anche se non avete
SFUMATURA 4: IL FATTORE UMANO
esperienza e occhio clinico, guardando i
Come la vostra gestione si riflette sulla salu-
vostri pinnuti nuotare in vasca, scorrete men-
te e l’atteggiamento dei vostri discus e della
talmente queste domande, tutte le volte che
vostra vasca. Non siete sicuri di qualcosa? Controllate i valori in vasca in primis, dai più
Primo piano di un discus Turchese
pericolosi, fino a quelli che possono essere considerati dettagli. Fatevi un’idea e se decidete di cambiare qualcosa, fatelo lentamente. Siate certi di interagire con l’acqua e l’acquario solo se necessario e nel modo meno invasivo possibile. SFUMATURA 5: FATE QUELLO CHE DITE E DITE QUELLO CHE FATE Stavo intervistando per Md, un giudice internazionale e grande allevatore. Alla domanda: “Mi sveli un segreto per allevare i discus con successo?” Si guardò intorno come per essere certo che nessuno sentisse e poi all’orecchio mi disse: ”Be sincere with yourself”. Sii sincero con te stesso. 119
La cosa più importante: è inutile mentirsi, o
posto”. E invece non avete idea di cosa
credere di fare delle cose solo perché si
avete in vasca ma 10 giorni fa avete fatto i
pensa di farle.
test ed erano a posto. Gestioni ineccepibili a
“Dovrei fare il cambio” ma lo faccio domani.
parole ma terribili nei fatti.
“Dovrei dagli le vitamine” ma le compro e
Credete di non far parte di questa categoria?
basta. “Domani dovrei”…ma non faccio.
Io sì! Spesso mi devo forzare a non “svicola-
Peggio ancora, per voi, dire di fare delle
re” da questo o quel lavoretto extra, o atten-
cose, che in realtà non fate!
zione in più da dare ai rotondi fanciulli, i quali
“Cambio l’acqua tutte le settimane” e invece
non fanno altro che riflettere il tipo di acqua-
lo fate ogni 9 giorni. “Ne cambio il 30%” e
riofilo che siamo. Conscio, cosciente, consa-
invece ne cambiate solo il 20. “I valori sono a
pevole o meno.
Mamma con piccolo
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Primo piano di uno Snake-skin durante la cura delle uova
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vai col...
ww w
link! a cura di Mario Loffredo In questa rubrica prendiamo in considerazione ogni mese un argomento di base, per guidarvi nella perfetta
comprensione dei
principi e
delle tecniche che ogni buon acquariofilo dovrebbe conoscere. Oramai la
rete offre una vasta gamma di notizie in proposito e non è necessario, dunque, che Aquariophylia predisponga articoli specifici in merito. La rete, però, contiene anche tante notizie errate, non essendo verificate in alcun
esperto della rivista si prenderà cura di leggere ed esplorare suggerendo solo pagine corrette o, perlomeno… non totalmente scorrette! In tal modo potrete godere di una navigazione “sicura”, sfruttando le recensioni proposte ogni mese. Vi modo. Per questo motivo un
proporremo pagine in varie lingue, per assecondare le vostre preferenze, indicate dalle
bandierine
al fianco di ogni link, per assecondare le
vostre preferenze. Accetteremo ovviamente con grande piacere anche i vostri
suggerimenti:
se avete trovato una pagina particolarmente
interessante, inviateci un riferimento e saremo felici di valutarla ed eventualmente recensirla. 122
Oggi parliamo di…
LE RIVISTE DI ACQUARI Aquariophylia è la vostra unica rivista di acquari? Male… molto male! Già, perché esistono numerose altre riviste di acquari al mondo. Alcune sono veramente poco interessanti e forse non vale la pena acquistarle. Altre invece potrebbero presentare un certo interesse per tutti, o offrire contenuti specialistici per gli appassionati di particolari settori del mondo acquatico. In ogni caso, meglio informarsi. Ecco allora che la vostra rivista, vi aiuta a far luce sul mondo editoriale. Nel numero precedente abbiano parlato dei portali, che possono offrire informazioni utili e contatti, pur non essendo vere riviste. In questo approfondiamo, invece, l’argomento
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delle riviste cartacee, pur facendolo attraverso i loro siti web. Molti siti web di riviste cartacee, peraltro, offrono contenuti accessori che possono essere molto interessanti. Insomma, conviene proprio cliccare sui link che seguono e fare una bella ricerca che, forse, vi porterà a sottoscrivere qualche abbonamento. Il più importante, è ovvio, resta comunque quello ad Aquariophylia: non costa niente, ma vale oro! http://www.ilmioacquario.net/user/LaRivista.asp http://www.nuoviorizzontisrl.com/57.htm http://www.aquaristica.it/riviste/ http://www.acquariofilia.info/hydra/
Riviste online http://www.aquariophylia.eu/?page_id=343 http://www.playfish.it/
link!
http://www.aquagarden.it/
http://www.tfhmagazine.com/ http://www.practicalfishkeeping.co.uk/magazine.php http://www.coralmagazine.com/ http://www.fishchannel.com/affc_portal.aspx http://edition.pagesuite-professional.co.uk/reef_to_rainforest.aspx?eid=24afe8d0-d280-4b7f-899c-d55bf9b859bc http://liquid-magazine.eu/en/
! k n i l
http://www.fishchannel.com/fish-magazines/aquarium-usa/
http://www.datz.de/
http://www.aquaristikaktuell.de/index_aquaristik.html http://www.dermeerwasseraquarianer.de/ http://www.oammagazin.de/
(online)
http://www.aquariuminternational.de/ http://www.aqua-magica.de/
(online)
http://www.aquarium-guide.de/mag_magazin.htm
http://www.aquarium-berlin-brandenburg.de/aquarium-berlin-brandenburg-medien-bereich/magazine-und-zeitschriften/1329-online-aquarium-magazin-ausgabe-februar-2012/ http://www.mein-aquarium.com/others/aquarium-online-magazin/ http://www.koralle-magazin.de/
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(online) (online)
Inserto da stampa Pesci e poesia, il fascino del XVI secolo Quarta parte
nosciuto come appartenente al genere Balistes e, dopo le consuete traversie tassonomiche, è felicemente approdato al nome attualmente ritenuto valido. Lui, naturalmente, non se n’è probabilmente mai accorto e ha continuato tranquillamente a occuparsi delle sue faccende, incurante del fatto che quegli strani bipedi terrestri, lo apostrofassero con nomi sempre diversi e sempre più impronunciabili (Balistes taeniopterus, B. spilotopterygius, B. powellii, B. moribundus, fuliginosus, forcipatus, carolinensis, buniva). Ma noi teleostei, si sa, in fondo abbiamo un buon carattere e non ce la prendiamo se i tassonomi si divertono come matti a cambiarci continuamente nome: tra di noi siamo in grado di riconoscerci senza tante complicazioni. Il nome comune in molte lingue è frequentemente pesce balestra, pesce porco (ehi! qui si offende!) o pesce pappagallo. Non mancano forme d’indecisione, che portano a composizioni quali pesce-balestra-pappagallo (in francese, baliste perroquet) o balestra-porco (tedesco, Schweinedrückerfisch). Subtropicale, è distribuito lungo le coste sia orientali sia occidentali dell’Atlantico e si trova in porti, baie, lagune e barriere coralline, tra 0 e 50 metri di profondità, anche se può spingersi fino a 100 metri. Si nutre d’invertebrati bentonici quali molluschi, crostacei ed echinodermi.
Bentornati! Ma ci siete sul serio? Siamo ormai al quarto appuntamento, si può dire che ormai è una consuetudine, eppure da parte vostra non ho ancora sentito neanche una parola. Nulla: né un commento, né un tentativo di determinazione delle specie raffigurate, né una foto, neanche un “ma falla finita, chi ti aveva chiesto niente? Leggiteli tu i libri vecchi visto che ti piacciono tanto”. Solo il silenzio mi risponde. Ehiiii, c’è nessunooooo? E poi dicono “muto come un pesce”; forse sarebbe più adeguato “muto come un lettore!” (però: è anche vero che se uno legge non parla, altrimenti non sarebbe più un lettore ma un parlatore... vabbè, lasciamo perdere). Concludendo, visto che il lavoro tocca di nuovo a me e che sulla vostra collaborazione non posso contare, farò bene a mettermi all’opera e passare alla prossima descrizione. Per questo numero ho scelto quello che Boussuet definisce ‘Caprisco’, a pagina 27 della sua opera. Nome e incisione non lasciano dubbi sull’identità del pesce raffigurato (potevate arrivarci anche da soli), si tratta del pesce balestra, Balistes capriscus. Classe Actinopterigi, ordine Tetraodontiformi, famiglia Balistidi, genere e specie Balistes capriscus. Descritto da Gmelin nel 1789 come Nematobalistes forcipatus, è stato in seguito rico-
Inserto da stampa 126
are e conservare Belize City Belize, November, 2006. - I pesci balestra si nutrono d’invertebrati, ma non è detto che questi ultimi siano d’accordo; hanno perciò sviluppato vari meccanismi, per sfuggire quello che per loro rappresenta un temibile predatore. Consiglio quindi la lettura dei due articoli seguenti: Kari L. Lavalli & William F. Herrnkind (2009): Collective defense by spiny lobster (Panulirus argus) against triggerfish (Balistes capriscus): effects of number of attackers and defenders. New Zealand Journal of Marine and Freshwater Research, 43:1, 15-28 Raymond C. Kurz, Predatory-prey interactions between gray triggerfish (Balistes capriscus Gmelin) and a guild of sand dollars around artificial reefs in the Northeastern Gulf of Mexico. Bulletin of Marine Science, 561 (1), 150-160, 1995. In parole povere, l’aragosta si difende formando dei gruppi compatti e offrendo quindi un fronte spinoso e poco attaccabile dal temibile balestra, che preferisce quindi prendersela con individui isolati. Per quanto riguarda il dollaro di sabbia (un riccio di mare piatto), due delle tre specie studiate sono le preferite dal pesce balestra e, non sorprendentemente, questi echinodermi sono più abbondanti, allontanandosi dalla zona “pattugliata” dal predatore. Carassio, che sta sbirciando dietro le mie spalle mentre scrivo, sbadiglia da slogarsi le mascelle, chiaro segno che sto esagerando come al solito.Tra l’altro il passo deciso che sento in corridoio, mi dice che la temibile segretaria si sta avvicinando e questo non promette niente di buono (sto usando senza permesso il suo PC e ho sparso articoli, appunti e carte di cioccolatini per tutta la sua scrivania). Meglio sparire... non ditele di avermi visto. Arrivederci tra un mese IppoCampo
Non vi sto a descrivere il suo aspetto, poiché la riproduzione pubblicata nel numero scorso è decisamente fedele (confrontatela con le immagini che trovate in internet se non ci credete) e potete quindi andarla a vedere senza fatica. Vi dirò solo che la taglia media è di una quarantina di centimetri, ma può arrivare fino a 60 circa e che la maturità viene raggiunta intorno ai 16 cm. Come molti alti pesci, ha avuto l’onore di essere immortalato in francobolli di vari paesi, tra i quali Gambia, Guinea, Grecia e Mali. Molti ricercatori si sono occupati di questo pesce, studiando vari aspetti, tra l’altro, del suo comportamento. Curiosando qui e là, ne ho trovati alcuni che potrete facilmente rintracciare anche voi e che quindi vi propongo. - David W. Cleveland, Kari L. Lavalli Factors influencing the establishment of dominance hierarchies of the grey triggerfish Balistes capriscus Current Zoology 56 (1): 18?35, 2010. Sono descritti i meccanismi in base ai quali si stabilisce una precisa gerarchia (fatto inconsueto tra i balistidi), all’interno di piccoli gruppi. Per esempio, la caccia a prede di grosse dimensioni, quali le aragoste, può essere effettuata in gruppo, ma il consumo spetta poi preferenzialmente all’individuo dominante. - Anche il comportamento riproduttivo del pesce balestra è decisamente interessante: mostra, infatti, un complesso rituale di corteggiamento, costruisce nidi e le cure parentali sono a carico di entrambi i sessi. Le femmine si occupano in prevalenza della pulizia del nido, della ventilazione delle uova e della difesa del nido, mentre il maschio è prevalentemente impegnato nella difesa del nido. Per saperne di più: Mackichan, C.A., Szedlmayer, S.T. Reproductive Behavior of the Gray Triggerfish, Balistes capriscus, in the Northeastern Gulf of Mexico. -In: 59 Proceedings of the Fifty Nine Annual Gulf and Caribbean Fisheries Institute. — pp. 231-236.—
are e conservare 127
NEL PROSSIMO NUMERO...
in breve Ve lo avevamo promesso ed... eccolo in arrivo: il numero monografico sul Betta splendens. Il contenuto? Lo scoprirete fra un mese.
Ci piace, per una volta, creare un velo di suspense Arrivederci ad agosto e, a chi parte adesso, buone vacanze!
138
e.
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ARRIVEDERCI AL PROSSIMO NUMERO Siamo arrivati al centro dell’estate e, se fosse un anno normale, dovremmo congedarci da voi per i prossimi due mesi. Ma quest’anno, abbiamo in serbo per voi una sorpresa senza precedenti. Il mese prossimo Aquariophylia uscirà regolarmente, più o meno a metà mese, proponendovi un volume da non perdere: un numero speciale dedicato al Betta. Gli esperti più grandi di tutto il mondo, sono stati contattati per offrirvi una pubblicazione unica nel suo genere, che potrete godere sotto l’ombrellone. Lo confessiamo: non stiamo nella pelle pensando allo stupore che produrrà questo numero 8/2013 ai vostri occhi. Anzi, restiamo in attesa dei vostri commenti che, siamo certi, saranno entusiastici come sempre. Non dovete ringraziarci per questo: la nostra missione è stupirvi ogni mese con qualcosa di speciale. Se vi sentite in debito di riconoscenza, però, un modo per sdebitarvi esiste. Come sempre vi chiediamo di scrivere subito a tre dei vostri amici, annunciando l’uscita di questo numero e del prossimo. Se s’iscriveranno (gratuitamente, come sempre) alla rivista, essi avranno ricevuto da voi un magnifico dono e il mondo degli acquari avrà guadagnato altrettanti adepti. Ci sembra un buon affare! Non esitate, dunque: scrivete subito, che poi ve ne dimenticate.