Presenza XVI 02 | marzo-aprile 2015

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presenza dell’UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE

NAZ/350/2008 DCOO53793

In caso di mancato recapito inviare al CMP/ROSERIO per la restituzione al mittente previo pagamenti resi. Contiene I.P.

nu num n um u me errro ero o 2 - anno n XV VI marzo-aprile 2015

Primo piano

Il contributo dell’Ateneo per EXPO 2015

Ne ha fatta di strada Umberto Angelini, un economista a teatro

Dr start upper

Vince il progetto che nutrirà l’Africa

CINQUE PER MILLE,

un gesto concreto e di valore Diritto allo studio, ricerca e cura. Sono questi gli ambiti in cui l’Università Cattolica investe i fondi raccolti, trasformandoli in importanti iniziative sociali, educative e sanitarie


5-16 1 0 2 . a a.

unico o l c i c a ennali e i r t e e r lau

UniversitĂ Cattolica Milano 6-7-8-maggio 2015

Presentazione dei corsi di laurea triennale e a ciclo unico

Anno accademico 2015-2016

Vai sul sito www.unicatt.it e segui il programma!


presenza dell’UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE

NAZ/350/2008 DCOO53793

In caso di mancato recapito inviare al CMP/ROSERIO per la restituzione al mittente previo pagamenti resi. Contiene I.P.

nu num n um u me errro ero o 2 - anno n XV VI marzo-aprile 2015

Primo piano

Il contributo dell’Ateneo per EXPO 2015

SOMMARIO

Ne ha fatta di strada Umberto Angelini, un economista a teatro

Dr start upper

Vince il progetto che nutrirà l’Africa

04 - EXPO 2015, il contributo scientifico dell’Ateneo CINQUE PER MILLE,

un gesto concreto e di valore Diritto allo studio, ricerca e cura. Sono questi gli ambiti in cui l’Università Cattolica investe i fondi raccolti, trasformandoli in importanti iniziative sociali, educative e sanitarie

n.2/duemilaquindici Rivista bimestrale realizzata dal Servizio Stampa dell’Università Cattolica, in collaborazione con il Master in Giornalismo, con la partecipazione del Servizio Pubbliche relazioni dell’Istituto “G.Toniolo” di Studi Superiori © 2001 - Università Cattolica del Sacro Cuore DIRETTORE Franco Anelli RESPONSABILE Gerardo Ferrari COORDINATORI Graziana Gabbianelli, Fausto Maconi COMITATO REDAZIONALE Katia Biondi, Nicola Cerbino, Sabrina Cliti, Paolo Ferrari, Graziana Gabbianelli, Emanuela Gazzotti, Antonella Olivari HANNO SCRITTO Carla Alecci, Katia Biondi, Daniele Brunetti, Martina Carnovale, Nicola Cerbino, Sabrina Cliti, Graziana Gabbianelli, Silvia Galbiati, Emanuela Gazzotti, Giovanni Gut, Velania La Mendola, Antonella Olivari, Emanuela Pala, Maria Villano REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE Università Cattolica del Sacro Cuore L.go Gemelli, 1 - 20123 - MILANO tel. 0272342216 - fax 0272342700 e-mail: presenza@unicatt.it www.unicatt.it REDAZIONE ROMANA L.go Francesco Vito - 00168 - ROMA tel. O630154295 Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 94 del 5 marzo 1969 PROGETTO GRAFICO Matteo Scanni IMPAGINAZIONE Studio Editoriale EDUCatt FOTO ARCHIVIO Università Cattolica, AP, Getty Image STAMPA Tiber spa - Brescia

Questo periodico è associato all’USPI Il numero è stato chiuso in redazione il 19 marzo 2015

08 - 5 per mille: una scelta e un gesto di valore 10 - Incontro con Angelini, un economista a teatro 13 - Il premio Excellent all’Istituto Confucio 14 - La ricetta di Delrio per ricucire il Paese 16 - Il Csr manager si tinge sempre più di rosa 17 - Dr Start-upper: vince l’idea che nutrirà l’Africa 20 - SLA, sulla pelle dei pazienti i segreti della malattia 22 - Brescia: presentate le novità della sede 22 - Ricerca: elettroni in slow -motion 25 - Pagnoncelli: i giovani veri attori del cambiamento 26 - A Piacenza la nuova Scuola di Counseling esistenziale 28 - Educatt: la mappa dei nuovi servizi di ristorazione

Presenza è sfogliabile anche online su www.unicatt.it/presenza


primo piano

UNIVERSITÀ,

energia per l’Expo E

Con laboratori, master, convegni g ep progetti g di ricerca l’Ateneo, in collaborazione con altre realtà nazionali e internazionali, è pronto a dare il suo contributo scientifico all’Esposizione universale

di Daniele Brunetti

C

EXPO 2015 è ormai alle porte e l’Università Cattolica arriva all’appuntamento nel migliore dei modi, pronta a dare il suo contributo. L’Esposizione Universale dedicata al tema Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita è stata e sarà l’occasione per l’Ateneo di organizzare un programma fitto di appuntamenti e di iniziative, promosse sotto il logo Ucsc for Expo, non solo a Milano, ma in tutte le sue sedi. Tra le iniziative cardine messe in campo dall’Ateneo c’è sicuramente UCSC ExpoLAB, laboratorio nato nel 2011 per promuovere, coordinare e implementare le attività scientifiche, le iniziative concrete di diffusione di buone pratiche e le attività formative che la Cattolica intraprenderà sui settori inerenti ai temi di Expo Milano 2015. Lo scopo del laboratorio è riunire le diverse competenze presenti all’interno dell’Università offrendo così un approccio autenticamente pluri e interdisciplinare ai temi dell’esposizione. «ExpoLAB – spiega il docente di Microbiologia degli alimenti e direttore di ExpoLAB, Pier Sandro Cocconcellii – è stata un’intuizione vincente che ha avuto l’Università Cattolica, muovendosi con largo anticipo rispetto gli altri atenei milanesi. Questo le ha permesso di calibrare una visione strategica di lungo termine, ponderandola attentamente nel Pier Sandro tempo». Il laboCocconcelli ratorio nasce per

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I SIAMO,

PRESENZA 2, MARZO-APRILE 2015

sviluppare tre grandi aree tematiche, ossia: la cooperazione internazionale sul tema dell’agroalimentare, la sicurezza degli alimenti declinato nei due diversi aspetti della food safety e food security, e infine il rapporto tra uomo, cultura, alimentazione e religioni, sintetizzato sotto il grande tema del “Convivio”. «ExpoLAB è cresciuto nel tempo – sottolinea il professor Cocconcelli - perché i temi si sono tra loro interconnessi e ampliati e il numero di docenti che ha partecipato alle attività in vista di Expo è cresciuto nel tempo a diverse centinaia. Abbiamo avuto una grande partecipazione dell’Ateneo e questo è uno degli elementi più interessanti. L’Università Cattolica è riuscita a costruire una rete interna capace di rompere le barriere che ci sono tra le diverse discipline e a istituire una proficua collaborazione in vista dell’Esposizione». Le collaborazioni proficue, però, non si limitano all’interno dell’Ateneo. ExpoLAB in questi anni ha infatti avuto la capacità di lavorare insieme a imprese e a grandi istituzioni internazionali, fra cui la Santa Sede e l’Unione Europea. «La scelta di partner di questo tipo – spiega Cocconcelli - non è casuale, perché, ad esempio, Santa Sede ed UE sono due dei soggetti che entrano in Expo non per presentare il meglio delle loro attività o dei loro prodotti, ma per discutere i grandi problemi globali, le scelte politiche e le strategie future. Sono quindi i partner ideali per un Ateneo che chiaramente partecipa all’Esposizione per portare idee e spunti di riflessione che possano aiutare a indirizzare le future politiche a livello europeo e in-

ternazionale». Con la Santa Sede, in particolare, si stanno organizzando due eventi. Il primo sarà il Colloquium “Right to Food, Peace and Democracy. Research and Education in an ethical perspective”, in programma il 17, 18 e 19 settembre 2015 presso la sede milanese dell’Ateneo in collaborazione con la Congregazione per l’Educazione Cattolica della Santa Sede e la Federazione Internazionale delle Università Cattoliche (FIUC). In preparazione a tale evento, nel mese di gennaio, è stata lanciata una Call for papers mirata a identificare idee innovative e best practice che verranno selezionate e presentate durante il Colloquium suddivise in quattro settori di interesse: Global food security: new solutions for a cultivated planet, Sustainable use of resources (water, ( land and environment), Land rights and access to food: promoting human dignity for hunger reduction e Access to Food, Access to Information. La seconda iniziativa sviluppata in partnership con la Santa Sede sarà il convegno dal titolo A tavola con Dio e con gli uomini: il cibo tra antropologia e religione, che si svolgerà il 7, 8 e 9 ottobre a Milano,promosso dal progetto “Filosofia ed esperienza religiosa” del Dipartimento di Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della CEI, con il coordinamento del professor Francesco Botturi. La società Expo ha inoltre affidato a ExpoLAB lo studio dei profili scientifici e tecnici per i contenuti dell’area comune del Cluster “Cacao e cioccolato” dell’Esposizione. «I Cluster sono la nuova modalità di partecipazione all’Esposizione Universale che nasce a


EXPO 2015

I biglietti a prezzi speciali

L’

Milano – spiega il professor Cocconcelli – per la prima volta i Paesi non vengono riuniti in padiglioni collettivi secondo criteri geografici, ma secondo identità tematiche e filiere alimentari». La ricerca realizzata sul tema del Cluster ha portato alla stesura di un documento che fornisce le linee guida per la realizzazione della mostra tematica multidisciplinare sul cacao. Tra le varie attività promosse, il laboratorio ha messo in campo anche alcune iniziative di carattere formativo. L’Alta Scuola per l’Ambiente (ASA), ad esempio, con sede a Brescia, nell’anno di Expo proporrà due master e un corso di perfezionamento su temi come il turismo sostenibile, il Food Managment e la Food and green Education. Inoltre, dal 1 maggio fino al 31 ottobre 2015 l’Università Cattolica organizzerà nella sede di Cremona un ciclo di Corsi Executive internazionali, il Cremona Executive Education Program (Ceep), ciascuno della durata di una settimana. I corsi saranno l’occasione per approfondire i temi di Expo Milano 2015: agricoltura e cibo sostenibili, pratiche innovative in agricoltura e zootecnia, sicurezza alimentare. Il programma - promosso da un’Associazione temporanea di scopo (Ats)

guidata dalla Camera di Commercio di Cremona e coordinata dal Centro di Ricerca per lo Sviluppo imprenditoriale dell’Università Cattolica in collaborazione scientifica con le facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, Economia e Giurisprudenza, ha ottenuto il Patrocinio ufficiale dall’organizzazione di Expo 2015, dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dall’Assessorato Agricoltura della Regione Lombardia. Il programma formativo, coordinato dal professor Fabio Antoldi, si avvarrà anche di 16 borse di studio, finanziate dai soci dell’Ats e destinate a giovani under 35 provenienti da Paesi in via di sviluppo. «L’idea di fondo del progetto – spiega Antoldi – è far incontrare l’eccellenza del made in Italy, presente nelFabio Antoldi la valle Padana, con il bisogno di conoscenza di quei paesi che importano i nostri prodotti». I corsi però, aggiunge Antoldi, avranno «una forte impronta etica, perché il sistema del

UNIVERSITÀ CATTOLICAA, tramite l’Agenzia Duomo Viaggi (Via Lanzone, 24), mette a disposizione della comunità universitaria i biglietti di ingresso a Expo 2015 alle seguenti tariffe agevolate: – biglietto open € 21,00 per personale tecnico-amministrativo, docenti, pensionati e famigliari – biglietto open € 14,00 per bambini dai 4 ai 14 anni non compiuti Per gli studenti, l’Università Cattolica ha aderito all’iniziativa Le Università in Expo, frutto della collaborazione tra Expo 2015 e gli Atenei, le Accademie, gli Istituti di Alta Formazione italiani riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Tutte le informazioni per il biglietto di ingresso a Expo Milano 2015 alla tariffa agevolata di € 10 sono disponibili sulla pagina personale iCatt. Si può prenotare il biglietto accedendo alla procedura online nella pagina iCatt o agli sportelli del Polo studenti/segreteria dal 13 al 30 aprile 2015, mostrando il badge universitario e versando 10 euro (tramite POS). Lo studente verrà contattato in seguito per il ritiro, perché la prenotazione del biglietto non è delegabile. Il Polo studenti/segreteria fornirà informazioni, modalità e tempistiche sul servizio offerto. Ogni studente potrà acquistare una sola volta il biglietto a tariffa agevolata. Possono prenotare il biglietto solo gli studenti iscritti all’anno accademico 2013-14 o 2014-15.

food italiano rappresenta un’eccellenza che ha un valore commerciale, ma essendo basato su una tecnologia di produzione e allevamento all’avanguardia, può costituire un modello per riuscire a risolvere gravi problemi alimentari in molte parti del mondo». Questa scelta, secondo il coordinatore PRESENZA 2, MARZO-APRILE 2015

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primo piano dei corsi, è stata stimolata «non solo da un giusto afflato etico solidaristico pienamente coerente con il mandato dell’Università Cattolica, ma anche dalla voglia di collaborare in ambito universitario e governativo per cementare le relazioni internazionali con questi governi e questi popoli». Cercar di dare una lettura etica al problema costituisce il filo rosso che lega tutte le attività messe in campo dall’Università Cattolica. «L’obiettivo – ricorda il professor Cocconcelli è far sentire la nostra voce all’interno

di un evento che costituirà una grande possibilità di parlare di alimentazione e sostenibilità a livello globale. Temi come la sicurezza degli alimenti, l’accesso al cibo e il diritto alla terra, non possono essere solo temi milanesi, lombardi o italiani, ma devono essere affrontati a livello mondiale». ExpoLAB ha puntato sull’approfondimento coinvolgendo tutti gli attori e sentendo anche la voce di chi spesso ha poco spazio per parlare: «aggiungere un nostro momento di discussione, un nostro think tank – sottolinea

sempre Cocconcelli – dove discutere di questi temi sia con chi viene dal nord del mondo sia con chi affronta i problemi dell’alimentazione nel sud del mondo è estremamente importante. Ora siamo solo all’aperitivo, che è durato qualche anno, ma – conclude con un augurio il professor Cocconcelli - tra pochi giorni inizieremo con l’antipasto e speriamo di affrontare il semestre e di arrivare al dolce avendo portato a termine tutto quello che ci siamo proposti di fare».

PIACENZA

A tutto Campus ExpoEdition, come comunicare il cibo buono che fa bene

V

WOOLF SOSTENEVA che un uomo non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene. Da sempre, infatti, mangiare costituisce la pietra fondante del nostro benessere. È un gesto quotidiano, semplice e piacevole ma fondamentale per la propria salute e per la salute dei propri figli, che passa anche e soprattutto attraverso le scelte alimentari e la regolare attività fisica. Ognuno di noi ha sperimentato sulla propria pelle quali cibi siano buoni e salutari e quali, invece, possano avere delle ripercussioni negative sul nostro organismo. La ricerca scientifica, negli ultimi decenni, ha fatto passi da gigante per venire in aiuto a questa consapevolezza empirica, contribuendo a fornire elementi in grado di spiegare cosa contribuisca a preservare la nostra salute e cosa la danneggia, fornendo alcune indicazioni vere per tutti. Per questa ragione, nasce A tutto campus ExpoEdition “Dire, fare e mangiare. Ovvero come comunicare (tra web, social network e tv) il cibo buono che fa bene”, una serie di incontri promossi dall’Università Cattolica di Piacenza per esplorare il tema della divulgazione delle informazioni e delle conoscenze che in università si formano e si perfezionano. L’iniziativa, ideata, progettata e organizzata dall’Ufficio Relazione Esterne e comunicazione della Cattolica di Piacenza, vede la direzione scientifica del professor Ettore Capri,

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IRGINIA

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direttore del Centro di ricerca sull’agricoltura sostenibile Opera e si sviluppa grazie al sostegno e al contributo delle facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, di Economia e Giurisprudenza e di Scienze della formazione. Studenti, laureati, ricercatori e docenti avranno la possibilità di esplorare le potenzialità e le criticità insite nei processi di informazione ed educazione che coinvolgono il tema del cibo e del mangiar bene. I primi due incontri di A tutto campus ExpoEdition si sono svolti il 20 e il 25 marzo presso la sede di Piacenza; durante il primo appuntamento è stato proiettato il film documentario Ciò che mi nutre mi distrugge (Quod me nutrit me destruit) al termine del quale è stata organizzata una tavola rotonda con la partecipazione del nutrizionista e scrittore Leone Arsenio, dello psichiatra Flavio Bonfà e del ricercatore della facoltà di Psicologia Francesco Pagnini. Il secondo incontro, invece, ha visto come ospite il divulgatore scientifico della Fondazione Veronesi, Marco Bianchi, che ha parlato della Salute dentro al piatto. Tra libri, web, social ed educational tv: come comunicare il cibo buono che fa bene?. L’obiettivo di questa iniziativa è promuovere un’attività di formazione, educazione e informazione Ettore Capri alimentare

in grado di rendere un gesto semplice e naturale come quello di nutrirsi una vera occasione per stare bene e sentirci bene, oggi e in futuro, prevenendo malattie cardiovascolari e tumorali con cibi buoni che fanno bene. «Una sana alimentazione – ricorda il preside della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali Lorenzo Morelli – passa dalla varietà e dalla stagionalità dei cibi. La ricerca fornisce molte Lorenzo Morelli informazioni sul mangiare bene, che spesso restano inascoltate, a causa del diffondersi di falsi miti e credenze sul cibo: dall’ananas che fa dimagrire, all’idea che la mozzarella sia un alimento magro, o che la pasta faccia ingrassare, e così via». Diventa fondamentale, quindi, permettere al consumatore di informarsi correttamente attraverso la divulgazione di informazioni scientificamente corrette sul tema dell’alimentazione. Un argomento che acquista sempre più importanza anche grazie all’imminente Expo 2015, che avrà proprio nel cibo e nell’alimentazione il suo fulcro. A tal proposito il 15 aprile, nella sede di Piacenza, è stato previsto un evento per gli studenti in cui presentare l’Expo e tutte le iniziative che Università Cattolica ha organizzato per l’occasione. (d.b.)


ISTITUTO TONIOLO ENTE FONDATORE DELL’UNIVERSITA`

CATTOLICA DEL SACRO CUORE

19/04/2015 N O V A NTU N E S I M A G I O R N ATA P E R L’U N I V E R S ITÀ C AT TO L I C A

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primo piano

5 X MILLE, UN GESTO

concreto e di valore v Diritto allo studio, ricerca e cura. Sono questi gli ambiti in cui la Cattolica investe i fondi raccolti con il 5 p per mille, trasformandoli in importanti iniziative sociali, educative e sanitarie di Emanuela Pala

B

ORSE DI STUDIO AGLI STUDENTI ita-

liani e provenienti da Paesi in via di Sviluppo, iniziative di cooperazione internazionale in ambito educativo, formativo e psicologico, progetti di assistenza medico-sanitaria, sono solo alcuni tra gli impegni assunti dall’Università Cattolica del Sacro Cuore grazie ai fondi ottenuti dal cinque per mille. I finanziamenti che l’Ateneo riceve ogni anno dalla quota dell’imposta IRPEF vengono utilizzati esclusivamente a scopi benefici per finanziare progetti solidali e improntati alla ricerca scientifica. Il cinque per mille non è solo una percentuale, ma è il motore di tante iniziative che permettono all’Università Cattolica di tenere fede ai valori e i principi su cui si basa la sua missione educativa. Come per esempio il diritto allo studio, diritto che l’Ateneo tutela e continuerà a tutelare grazie alle borse di studio erogate dalla stessa Università. Sono sempre di più infatti gli studenti, iscritti nei diversi corsi di laurea triennale e magistrale, che, nonostante siano ritenuti idonei nella graduatoria dell’Educatt, l’ente per il diritto allo studio, non risultano beneficiari. Negli ultimi anni, infatti, la Regione ha stanziato sempre meno finanziamenti pubblici da investire nel diritto allo studio, ed è proprio per questo che l’Università Cattolica interviene per tutelare quello che è un diritto sancito dall’articolo 34 della nostra Costituzione, il diritto a raggiungere i gradi più alti di istruzione per gli studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi. Dal 2010 sono infatti 636 gli studenti che hanno ricevuto, grazie al cinque

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per mille, una borsa di studio della stessa entità di quella dell’ente per il diritto allo studio, ed è dal 2010 che l’Università Cattolica fa in modo che non ci siano idonei non beneficiari e che tutti gli studenti meritevoli e privi di mezzi possano frequentare i corsi dell’Ateneo. Ma le borse di studio che vengono erogate grazie al cinque per mille sono anche altre, esiste infatti anche lo Scholarship Program, che mette a disposizione alcune borse di studio indirizzate agli studenti internazionali meritevoli che studiano nelle sedi padane e nella sede romana dell’Ateneo cattolico, studenti provenienti dall’Africa, dal Sud America e dall’Asia che non dispongono delle risorse economiche necessarie per lo sviluppo della propria formazione. Dal 2010 ad oggi sono 228 i giovani che hanno beneficiato di questo aiuto. Ma i progetti di formazione promossi dall’Università Cattolica non si limitano al panorama nazionale. Grazie al cinque per mille il CeSI, il Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale, ha realizzato nove iniziative di cooperazione e sviluppo in ambito educativo, medico, psicologico e di formazione, in particolare a favore delle donne, dei bambini e dei giovani, in sette Paesi diversi: Afghanistan, Etiopia, Ghana, Haiti, Mozambico, Uganda e Tanzania. Il CeSI ha l’obiettivo di diffondere la cultura e la pratica della solidarietà tramite la valorizzazione del patrimonio di conoscenze e di competenze dell’Ateneo, promuovendo sia attività scientifiche, di base e applicate, sia iniziative concrete nel campo socio-assistenziale, in particolare a sostegno dei Paesi

Emergenti. Per mezzo del cinque per mille il Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale ha avviato diversi progetti, tra cui, l’ultimo, un’iniziativa in Tanzania che coinvolge il Consolata Hospital Ikonda, un centro ospedaliero da 320 posti letto a 800 km dalla capitale Dar Es Salaam. La struttura, amministrata dai missionari della Consolata, è riconosciuta come una delle strutture sanitarie migliori del Paese ed attrae pazienti non solo dalle zone limitrofe, ma anche dalle zone periferiche. Dopo un’attenta analisi del territorio per valutare la fattibilità del progetto, è partita la prima missione nel marzo 2014. Il professor Roberto Cauda, direttore dell’Istituto di Malattie Infettive dell’Ateneo e direttore del CeSI, ha effettuato attività ambulatoriale in affiancamento dei medici locali e attività di formazione sanitaria. Inoltre sempre nel 2014 la dottoressa Mariagiovanna Antonaccio, specializzanda in malattie infettive del Policlinico Gemelli, si è recata per un mese e mezzo a Ikonda e ha affiancato il personale medico e infermieristico


locale in tutti i reparti dell’ospedale ampliando le sue conoscenze riguardo a patologie che in Italia hanno un’incidenza molto bassa. Ma anche grazie ai finanziamenti del cinque per mille si è sviluppata una collaborazione con la Herat University, in Afghanistan, mirata alla promozione del ruolo della donna nella società locale e in particolare alla formazione di un gruppo di giovani giornaliste che ha come obiettivo quello di aprire un dialogo tra i media occidentali e i media afghani. Un progetto gestito dal professor Marco Lombardi, direttore del Master in Giornalismo a stampa radiotelevisivo e multimediale dell’Ateneo, che cerca di offrire l’opportunità di vedere l’Afghanistan attraverso nuove prospettive che possano promuovere un clima di pace. Le iniziative che il CESI ha sviluppato negli ultimi anni tramite il cinque per mille sono tante: dal progetto I Bisogni Dimenticati che ha dato l’opportunità di formare un gruppo di insegnanti in Etiopia, tra Addis Abeba e Hosaena, sulle strategie d’insegnamento e sullo sviluppo del linguaggio, all’aiuto sanitario fornito in Ghana nel triennio 2011/2013, durante il quale ci si è impegnati a servizio della popolazione del distretto di Biriwa, inviando alcuni medici specializzandi sia per attività ambulatoriali sia per trasmettere la propria conoscenza al personale del luogo. Per quanto riguarda l’ambito sanitario i progetti finanziati dal cinque per

mille non riguardano solo l’estero, ma si concentrano anche in Italia. L’Università Cattolica finanzia infatti anche molte iniziative di assistenza medico-sanitaria all’interno del Policlinico Gemelli di Roma: dal Percorso Donna, ricerca destinata a prevenire e curare le principali malattie femminili dall’adolescenza alla piena maturità, all’attività nell’ambito delle cure palliative e della terapia oncologica e sintomatica; dal potenziamento del Day Hospital pediatrico per la Spina bifida allo sviluppo di attività di ricerca avanzata in campo oncologico; sino ad arrivare allo sviluppo di ricerche sulle terapie personalizzate nell’ambito delle attività di cura e al potenziamento delle attività diagnostiche e riabilitative ai bambini con disabilità neurologiche congenite ed acquisite, progetti, ad oggi, ancora in corso. L’intervento Sviluppo delle attività di ricerca nel campo della diagnostica molecolare personalizzata rientra in un più ampio progetto dell’Università Cattolica relativo alla ricerca nell’ambito delle basi farmacologiche, genetiche e cliniche della terapia personalizzata con l’obiettivo di individuare le migliori terapie per l’individuo affetto da malattie di ampia diffusione quali tumori, malattie cardiovascolari, metaboliche e neurologiche. Oggi, grazie allo studio del Dna (genomica) e alle moderne tecniche di screening molecolare che permettono di tracciare l’identikit di una malattia, si

è superato il concetto di cura unica per ogni malattia: ogni paziente è un caso a sé e come tale viene trattato in modo personalizzato, con rimedi “su misura”, che rispondano in maniera mirata alla sua specifica patologia. Con i fondi del cinque per mille è stato possibile acquisire la strumentazione necessaria e attivare un contratto di collaborazione con due giovani ricercatrici. I progetti di solidarietà che l’Università Cattolica del Sacro Cuore riesce dunque a svolgere grazie alle donazioni del cinque per mille sono molteplici. Ricerca, formazione, assistenza, cooperazione e sviluppo sono al centro delle iniziative svolte dall’Ateneo con l’obiettivo di fornire mezzi e strumenti utili alla crescita della persona, obiettivo che la Cattolica da sempre porta avanti. Lo confermano le parole del rettore Franco Anelli: « Il 5 per mille costituisce un sostegno fondamentale alla realizzazione di iniziative che interpretano i valori fondamentali a cui si ispira la nostra Università. Nel difficile contesto attuale, specialmente per una Università libera, ogni aiuto acquista un valore duplice: è un sostegno a specifiche azioni ed è un attestato della condivisione di un progetto educativo, culturale e ideale che gratifica l’impegno non solo di tutti coloro i quali operano in Università, ma anche degli studenti che, iscrivendosi in Cattolica, scelgono una chiara impostazione educativa». PRESENZA 2, MARZO-APRILE 2015

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ne ha fatta di strada

L’ECONOMISTA

va a teatro t

Il sovrintendente Umberto Angelini g ha trasformato lo storico “Grande” di Brescia da tempio p dell’Opera p a crocevia di danza, musica e cultura, coniugando g la vocazione artistica con i suoi studi in economia. «Una professione bellissima in un Paese che cerca di renderla difficile» di Martina Carnovale

S

e non illudersi che tutto si possa raggiungere grazie a una raccomandazione. Ne ha fatta di strada Umberto Angelini utilizzando questa semplice, ma efficace ricetta. Laureato in Economia all’Università Cattolica, oggi è sovrintendente e direttore artistico del Teatro Grande di Brescia e, in pochi anni, ha raggiunto l’obiettivo di trasformarlo da teatro mono disciplinare a luogo di incontro di diverse arti. Marchigiano d’origine, alla fine degli anni ’80 sceglie di trasferirsi nel capoluogo lombardo per gli studi universitari:. «Milano era una città che frequentavo fin dall’adolescenza perché andavo spesso a trovare una mia cugina che studiava alla Bocconi e i miei amici. Con loro condividevo l’interesse per la musica e l’arte». La scelta di passare dalla piccola città alla metropoli, matura quindi abbastanza naturalmente: «Milano era la città dove volevo studiare. È stato dunque un cambiamento voluto e, soprattutto, condiviso con due miei compagni di liceo che sono partiti con me». Un altro dei motivi per cui sceglie di trasferirsi a Milano è la possibilità di iscriversi all’Istituto Europeo per frequentare i corsi di fotografia, il suo primo amore. «All’inizio non avevo pensato di iscrivermi a Economia, né tantomeno di farlo in Cattolica. L’economia mi interessava, mi piaceva tenermi informato, ma volevo fare altro». Quando, successivamente, cambia idea sceglie

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TUDIARE, ESSERE CURIOSI

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l’Ateneo di Largo Gemelli perché «offriva all’interno della facoltà di Economia un indirizzo economico storico» che gli avrebbe permesso di conciliare la sua passione per la letteratura, il cinema, la musica e le arti in genere con il suo interesse per l’economia. Sono stati - così li definisce – “anni belli”, anche se ammette di non aver mai fatto molta vita universitaria, intesa come attiva partecipazione a gruppi e iniziative studentesche. «Ho avuto, però, - precisa – un gruppo di amici molto coeso, anche se poi ovviamente ognuno ha fatto le sue scelte e io sono stato l’unico a optare per l’indirizzo economico storico». Negli anni, è sempre riuscito a conciliare lo studio con il lavoro: nei primi anni ’90 fonda Cesop, organizzazione che si occupa di jobs placement favorendo i contatti tra le imprese, laureandi e neolaureati attraverso l’organizzazione di fiere e la realizzazione di pubblicazioni utili. «L’idea venne dall’osservazione dell’attività di un’organizzazione internazionale, l’Aiesec, che si occupava dei Career day. Sono fermamente convinto che ci sia sempre qualcuno che fa qualcosa meglio di come possa farla tu, perciò per fare qualcosa di buono è necessario studiare le cosiddette best practice. Guardando all’esperienza dell’Aiesec ci accorgemmo che c’era un vuoto che riguardava soprattutto le facoltà di Ingegneria, che in quegli anni stavano attraversando un periodo di boom, e che in quel vuoto noi potevamo inserirci. Ho

creduto in questo progetto e l’ho portato avanti per tre anni, poi ho lasciato, ma la struttura è andata avanti anche senza di me». Se gli si chiede quali sono i suoi ricordi della Cattolica, ha, come sempre, la risposta pronta: «quello che mi è rimasto impresso è il grande sforzo richiesto rispetto alle altre università. Avevamo circa 32 esami in quattro anni e si doveva studiare tanto, ma in compenso la Cattolica offriva ai suoi studenti un’organizzazione invidiabile». Tra i tanti docenti ricorda con molto affetto l’intelligenza e l’umiltà del professor Piero Giarda, il suo relatore: «per la mia tesi avevo scelto un argomento, quello dell’economia mafiosa di cui allora non si parlava molto e di cui ancora meno si era scritto. La mia era, dunque, una tesi sperimentale che comportava un impegno anche da parte del docente che mi avrebbe seguito. Per questo non posso dimenticare l’entusiasmo con cui Giarda accettò la mia proposta». Il giovane Angelini adorava anche le lezioni di Analisi economica con Luigi Pasinetti: «durante le sue ore sembrava di essere in un’università anglosassone e ricordo che c’era grande partecipazione nonostante la grande difficoltà della materia». Tra le materie preferite di Angelini, invece, troviamo Economia politica, Storia economica e Psicologia del lavoro. Subito dopo la laurea, gli viene proposto un posto come ricercatore in Università che lui rifiuta per andare a passare un periodo all’estero, sempre


spinto dalla convinzione che ci sia sempre qualcosa da imparare dagli altri. Una volta rientrato in Italia, l’offerta di curare una campagna di comunicazione gli apre una grande opportunità. Riuscirà, infatti, a creare un festival dedicato alla performing art che in pochi anni diventerà uno dei più importanti eventi della sua regione di origine. Occuparsi di performing art diventerà la sua professione: lavorando presso il Centro di ricerche per il Teatro di Milano riesce a inaugurare un nuovo settore dedicato appunto alla danza e alla performing art, mentre con Uovo, associazione da lui fondata nel 2003 che si occupa dell’organizzazione e consulenze di eventi culturali, crea Uovo performing arts festival e Uovokids. Nel 2009 Umberto Angelini è stato condirettore del teatro milanese Franco Parenti, per poi approdare a Brescia l’anno successivo dove, da ormai quattro anni, porta avanti con successo il progetto di un tea-

tro multidisciplinare: «il Grande esiste dal 1810 ed è sempre stato un teatro esclusivamente d’opera. Io ho immaginato invece un teatro in cui l’opera si potesse incontrare con la danza, la concertistica e diversi altri progetti culturali». Il pubblico ha gradito molto questo cambiamento di rotta, se è vero che le presenze si sono quadruplicate in soli tre anni. Quello dell’abbattimento dei confini è un obiettivo fondamentale che Angelini ha cercato di raggiungere conciliando il teatro di tradizione con quello di sperimentazione. «Tradizione e contemporaneità non devono essere immaginate come parti separate di un tutto, ma la loro mescolanza deve servire per stimolare il pubblico a uscire dai propri orizzonti e ad allontanarsi dalle proprie certezze in un teatro che sia più europeo e meno italiano». Se gli si chiede di dare un consiglio ai giovani che vogliono intraprendere una carriera nel suo stesso settore, ancora una volta

la risposta non potrebbe essere più decisa e tempestiva: «studiare, essere curiosi di conoscere quello che nel mondo sanno fare meglio di noi e, soprattutto, non permettere che la passione si trasformi in semplice dovere perché, nel nostro campo, il lavoro fatto senza passione diventa un lavoro impiegatizio». La preparazione è ovviamente indispensabile, così come sono necessarie le competenze economiche: «se una volta l’economia era collaterale alla cultura, oggi non è più possibile tenere separate la parte artistica e la parte gestionale che continuamente si sovrappongono l’una all’altra». Questo non significa che la cultura sia una merce, ma che non può prescindere dalle regole della buona gestione. «La mia – conclude Angelini - è una professione bellissima fatta in un paese complicato che cerca di renderla difficile, ma noi non ci dobbiamo assolutamente lasciare sopraffare». PRESENZA 2, MARZO-APRILE 2015

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Corsi di Teologia, un ponte tra le scienze VOLGERE UN RUOLO di sintesi del sapere. Ma anche dare un contributo a tutte le altre discipline accademiche nella loro ricerca di significato. Offrire una chiara conoscenza dei principi del Vangelo fornendo così alla Chiesa una collaborazione preziosa per la sua opera di evangelizzazione nel mondo. Sono questi i compiti che definiscono il ruolo dell’insegnamento della Teologia nelle 210mila scuole e 1.365 università cattoliche, cui si aggiungono le 500 facoltà ecclesiastiche, sparse in tutti i continenti e frequentate mediamente per circa il 50% da non cattolici. A tratteggiare un profilo di questa disciplina, chiamata sempre più a rispondere alle sfide culturali del nostro tempo, è stato monsignor Angelo Vincenzo Zanii (a destra nella foto), segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica della Santa Sede. Nella sua prolusione ai corsi di Teologia dell’Ateneo, tenutasi lo scorso 4 marzo, ha affrontato il tema del ruolo di questa disciplina nell’Università Cattolica alla luce della Ex Corde Ecclesiae di Giovanni Paolo II. Il rettore Franco Anelli, introducendo la lezione di monsignor Zani, ha ribadito il valore

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che questo documento riveste per gli atenei cattolici, in quanto indica che c’è una «matrice comune» a cui poter far riferimento. Da parte sua l’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodorii (a sinistra nella foto) oltre a ricordare l’attualità della Ex Corde Ecclesiae, ha precisato come l’insegnamento della Teologia «sia parte integrante del percorso di studi dell’Ateneo». Ma qual è il contributo che oggi l’insegnamento teologico può davvero dare alle università cattoliche? Secondo monsignor Zani il suo «significato» e «va-

lore» riguarda l’essere e l’agire propri di un’istituzione con questa matrice: «Il ruolo insostituibile dell’università risiede nell’essere Alma Mater, madre che nutre e fa crescere. L’etimo latino alo (da cui alimentare), è la radice di alma e di alunno, il quale man mano assimila con lo studio personale il nutrimento che riceve dai professori». Per questo motivo, ha aggiunto Zani, «l’università deve stabilire uno speciale legame sia tra le persone che la compongono, sia tra le varie discipline del sapere umano» dal momento che essa «non può essere ridotta a mera

scuola professionale piegata ai duri criteri efficientistici della moderna società». Il contributo fondamentale che l’insegnamento teologico può dare alle istituzioni universitarie è proprio l’«unità dei saperi», premessa fondamentale per recuperare quell’aspetto di “comunità”, che da sempre caratterizza l’università, «proponendola come luogo di elaborazione condivisa di una determinata cultura, nella quale sono armonicamente combinate la ricerca scientifica e la teoria, ma anche la formazione e l’educazione delle persone». Pertanto, ha detto il segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, «occorre sviluppare un nuovo paradigma degli studi universitari che maturi nello studente l’attitudine a organizzare la conoscenza per superare la frammentazione delle discipline». Ecco allora l’importanza di un sano dialogo tra il sapere teologico e gli altri saperi, anche perché la missione delle università cattoliche, attraverso l’insegnamento della dottrina sociale cristiana, è puntare alla «formazione di una leadership professionale che agisca incondizionatamente per il bene comune e per la pace».

Per una Chiesa in uscita. McL ricorda Paolo VI di Giovanni Gut C HIESA in uscita. Frontiere aperte dal Beato Paolo VI nella prospettiva del nuovo u manesimo, è il titolo della winter school, organizzata dal Centro di Ateneo per la dottrina sociale della Chiesa e dal Movimento Cristiano Lavoratori, che si è svolta dal 26 al 28 di febbraio nella sede bresciana dell’Università Cattolica. La winter school è il proseguimento ideale di una attività formativa rivolta ai giovani dirigenti del Movimento Cristiano Lavoratori incentrata su una summer school che già da sei anni si svolge nella sede di Milano.

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I lavori sono stati aperti dagli interventi del vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari e dai professori Mario Taccolini e Ferdinando Citterio, mentre ha concluso l’evento una tavola rotonda, coordinata dal professor Evandro Botto, alla quale hanno partecipato Lorenzo Ornaghi, presidente dell’Alta Scuola di economia e relazioni internazionali (Aseri) della Cattolica, che ha ricordato «la vicinanza di Paolo VI al pensiero di Jaques Maritain», e il vescovo monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale della Cattolica, che ha indicato in Paolo VI «il Papa delle novità:

sul versante delle scelte economiche, nella ricerca scientifica, per le questioni politiche, anche internazionali». Al dibattito sono intervenuti inoltre il preside della facoltà di Scienze della formazione Luigi Pati, il presidente Mcl Carlo Costalli e il vaticanista de La Stampa Andrea Tornielli. La winter school è stata l’occasione per riscoprire la figura del Beato Papa Paolo VI, potendo ripercorrere le tappe del suo magistero e della sua vita, attraverso la visita al suo paese natio e al museo di arte moderna che ospita parte delle numerosissime opere p d’arte a lui donate. È emerso il ri-

tratto di un Pontefice che ha guidato la Chiesa in un periodo di grande travaglio e che ha saputo testimoniare la misericordia di Cristo, senza lasciarsi trascinare né dal pensiero dominante né dalla paura. Il suo magistero non solo è attuale, basti pensare alle encicliche Populorum Progressio e Humanae Vitae, ma è anche il miglior modo per introdursi a quella dimensione di Chiesa in uscita tanto cara a Papa Francesco, perché proprio il beato Papa Paolo VI aveva compreso la necessità di un nuovo umanesimo che liberasse l’uomo da ogni riduzione ideologica per essere rigenerato nell’incontro con Cristo.


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Iniziativa culturale di Ateneo, una mappa delle proposte L ’ INCONTRO dello scorso mercoledì 4 marzo, aperto dagli interventi dell’arcivescovo di Milano cardinale Angelo Scola e del rettore Franco Anelli, l’Iniziativa Culturale di Ateneo, avviata nel dicembre del 2013, ha vissuto un nuovo significativo e importante passaggio. Nel presentare la quattro aree in cui è stata articolata la “mappa” sintetica del lavoro cha ha coinvolto oltre 300 docenti (Identità dell’Università Cattolica: natura e compiti; Visioni d’epoca e condizioni sociali; Saperi e antropologia cristiana; Formazione, educazione e buone pratiche), il prorettore Francesco Botturi ha parlato di «uno spazio aperto per aiutare il passaggio dall’identità enunciata all’identità vissuta e verificata; una riflessione comune sul

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lavoro accademico e un giudizio culturale su di esso». Per questo motivo, ha aggiunto monsignor Claudio Giuliodori, «si tratta di un percorso ricco e interessante per prendere coscienza della nostra identità, che va ripensata anche alla luce delle nuove sfide poste dalla ricerca scientifica». Per aiutare la riflessione, Roberto Righetto, responsabile delle pagine culturali di Avvenire, ha proposto alcune chiavi di lettura del sistema mediatico con cui confrontarsi realisticamente, per individuare stili, format e azioni a attraverso cui rafforzare l’incisività dell’Ateneo nel dibattito pubblico, facendo leva sulla propria missione specifica (formazione e ricerca) nel quadro del sistema universitario nazionale e internazionale. Chiara Giaccardi

ha poi anticipato alcune possibili e auspicabili connessioni fra l’Iniziativa di Ateneo e il prossimo Convegno ecclesiale nazionale In Gesù Cristo il nuovo umanesimo in programma a Firenze dal 9 al 13 novembre. «L’iniziativa – secondo il rettore Anelli – è un’occasione privilegiata per sperimentare come l’interdisciplinarietà, connettendo le varie aree e forme della conoscenza, possa mettere in rapporto la dimensione umanistica e quella tecnica nella prospettiva dell’unità del sapere e della persona. Soprattutto, ha poi aggiunto, questo modo di lavorare insieme aiuta l’Ateneo a progredire nel cammino verso l’ideale di una ‘comunità accademica in dialogo’ al proprio interno e con il mondo esterno, e capace di elaborare proposte origina-

Il p premio Excellent 2015 all’Istituto Confucio LL’ISTITUTO

CONFUCIO dell’Università Cattolica e di Unimi il premio Excelent per il turismo e l’ospitalità. L’Istituto Confucio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Confucio dell’Università Statale di Milano hanno ricevuto un riconoscimento speciale nell’ambito del premio Excellent, l’award del turismo e dell’ospitalità che da venti anni premia i protagonisti italiani dell’industria turistico-alberghiera, personalità di spicco del mondo della cultura, della politica, della ricerca e dello sport impegnati nella valorizzazione del made in Italy. Il riconoscimento, come importante istituzione straniera, è stato assegnato in quanto l’Istituto Confucio con un network presente in 113 Stati, 420 centri, di cui 11 in Italia, rappresenta, nel suo ruolo istituzionale, un ideale punto di incontro tra Occidente e Oriente. Il premio Excellent, promosso da Communication Agency (casa editrice specializzata nel settore del turismo) è considerato il più prestigioso riconoscimento italiano per chi opera nell’industria turistica o si adopera per la promozione dell’immagine Italia. Nell’anno dell’Expo, e pertanto dell’incontro tra popoli diversi, per la cultura è stato premiato

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li». Sul concetto di «nuovo umanesimo» si è invece soffermato il cardinal Scola: «Un umanesimo che non è ‘nuovo’ in sé e per sé, ma perché si situa in un millennio che impone all’epoca cristiana un tentativo di risposta ai mutamenti che stanno svegliando dal sonno un’Europa stanca e che, nello stesso tempo, domandano un senso, un dialogo effettivo». I lavori sono stati conclusi dal segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, monsignor Angelo Vincenzo Zani che ha incoraggiato l’intera comunità dell’Università Cattolica a proseguire, con audacia e creatività, nel compito per rendere ragione, anche sul versante dell’impegno culturale, della propria originale visione dell’uomo e della storia.

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Riconfermati i direttori dei Centri di Ateneo

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per la prima volta un’istituzione straniera. Alla cerimonia di premiazione dello scorso 13 febbraio è intervenuta Elisa Giunipero, neodirettrice dell’Istituto Confucio della Cattolica (la prima a sinistra nella foto), che ha ritirato il premio speciale 2015 per la cultura conferito all’Istituto Confucio, presente a Milano in rappresentanza dell’intera rete. La professoressa Ombretta Fumagalli Carulli, direttore dell’Istituto Giuridico dell’Ateneo del Sacro Cuore, ha presieduto la giuria della xx edizione del premio Excellent.

O SCORSO FEBBRAIO, con

riferimento a quanto previsto dall’art. 5 dello Statuto dei singoli Centri di Ateneo, e a seguito della delibera adottata dal Comitato Direttivo di ogni Centro, il rettore Franco Anelli ha riconfermato per il quadriennio accademico 2014/15-2017/18 i seguenti direttori: professor Adriano Pessinaa direttore del Centro di Ateneo di Bioetica, professor Roberto Cauda direttore del Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale, professor Evandro Botto o direttore del Centro di Ateneo per la dottrina sociale della Chiesa, professoressa Giovanna Rossi direttore del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla famiglia. Tutti i direttori nominati sono al loro terzo mandato.

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La ricetta di Delrio per ricucire il Paese

I GIOVANI DICO: PROVATECI, date ina mano a chi ve lo chiede. Iniziate dal vostro quartiere, dalla vostra piazza. Magari sbaglierete, ma il vostro impegno sarà fondamentale per obbligare la politica a decidere» Graziano Delrio, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, parla a braccio davanti a numerosissimi studenti riuniti, lo scorso 2 marzo nell’Aula Pio XI dell’Ateneo di Largo Gemelli, per l’inaugurazione del corso di formazione politica Il futuro In-formazione promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo con l’Università Cattolica e 20Lab. L’incontro, dal titolo Italia 2020: come le riforme cambieranno il paese, è stato aperto dai saluti del rettore Franco Anellii e di Paola Bignardii dell’Istituto Toniolo, che ha commissionato il Rapporto Giovani, un’indagine con il sostegno di Fondazione

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Cariplo e di Intesa Sanpaolo su un panel di 5mila giovani tra i 18 e i 30 anni. Tra i giovani italiani l’affezione alla politica è da ricostruire: solo il 5% si dice politicamente impegnato. Chiamati a dare un voto (da1 a 10) alle istituzioni politiche, i giovani propendono per una secca bocciatura. Ma se opportunamente coinvolti, i giovani vogliono essere protagonisti del rilancio del loro Paese, infatti il 46,6% non esclude in futuro di rivestire incarichi politici e il 75% è disposto a partecipare a corsi socio-politici. A fronte di questi dati, commentando l’indagine, il Sottosegretario Delrio ha affermato di «essere colpito da questo giudizio negativo di cui dobbiamo prendere coscienza, per cercare di capirne i motivi. Sicuramente la politica ha tradito alcuni suoi pilastri fondamentali e deve rimediare. Primo, anteponendo la passione verso

il bene comune agli interessi personali. Secondo, occorre mostrare che la democrazia agisce per la vita delle persone. Terzo, riuscire a fare azioni concrete. Occuparsi di politica significa trasformare, dare il senso del cambiamento». E a quella maggioranza rumorosa che ha perso la speranza, che non va a votare e che magari agita le piazze – quella “generazione altrove” come dice incalzandolo Marco Tarquinio, direttore di Avvenire – Delrio si rivolge parlando di riforme partecipate e riproponendo la lezione di cattolici democratici come Giuseppe Lazzati e Giuseppe Dossetti «Nessuno, quando si trattava di discutere della Costituzione, poteva avere dei dubbi sul fatto che si occupassero del bene di tutti e non dei loro interessi personali». Per quanto riguarda la necessità di una politica che decida il Sottosegretario sottolinea come «la politica richiede delle scelte, non è denuncia ma azione» ed è in questa direzione che Graziano Delrio elenca i cambiamenti allo studio dell’esecutivo, concentrandosi soprattutto sulle riforme istituzionali e sulla riforma dello Stato. L’ultimo messaggio è affidato a John Maynard Keynes, ma i destinatari non cambiano. Ai ventenni presenti in aula, Delrio ricorda le parole dell’economista che chiedeva di «dare spazio al talento. Ve lo ripeto: provate e sbagliate, ma mettetevi in gioco. Poi a noi toccherà decidere e scegliere per il bene di tutti». A conclusione dell’incontro il senatore Francesco Russo ha presentato il corso di formazione politica riservato ai Borsisti dell’Istituto Toniolo, al quale parteciperanno, tra gli altri, Pierluigi Castagnetti, Alessandro Cattaneo, Paola De Micheli, Alessia Mosca, Lorenzo Ornaghi, Federico Pizzarotti, Giulio Tremonti.

CONVEGNO

La nuova legge sulla cooperazione internazionale

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internazionale allo sviluppo cambia. Tra le novità sul tappeto, alcune delle quali fanno molto discutere, l’introduzione di una nuova Authority in materia e, per la prima volta, il riconoscimento tra i cooperanti di “soggetti aventi finalità di lucro”, come recita l’articolo 27 della nuova legge 125/2014 in materia. Ma cosa cambierà in concreto rispetto al passato? A

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A COOPERAZIONE

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questo interrogativo si è cercato di dare una risposta durante l’incontro Cooperare per crescere. La nuova legge sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo a cui ha preso parte il viceministro degli Affari esteri Lapo Pistelli (nella foto). Il convegno, svoltosi lo scorso 4 marzo in Largo Gemelli, è stato aperto dal saluto introduttivo del preside della facoltà di Scienze politiche e sociali, Guido

Merzoni, mentre i lavori sono stati coordinati da Marco Caselli, docente di Sociologia della cooperazione. Il dibattito è stato animato dagli interventi di Marco Zupi, direttore scientifico

del Cespi, Cristina Toscano, Program officer per la Cooperazione Internazionale della Fondazione Cariplo, Francesco Petrelli, portavoce di Concord Italia, e Roberto Cauda, direttore del Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale dell’Università Cattolica.


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Aseri e Formiche, insieme per gli Integratori culturali N MODO QUASI PARADOSSALE,

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nell’era dei social network è sempre più complesso riflettere in modo appropriato sui temi di stretta attualità. Le informazioni che vengono veicolate da internet rischiano di restare semplici e temporanee suggestioni se non vengono poi metabolizzate in un’occasione di confronto ponderato e vivace. Ma per organizzare questi momenti di dibattito è necessario individuare un tema accattivante, un luogo prestigioso e dei relatori autorevoli. Integratori Culturali – il ciclo di incontri organizzato dalla rivista Formiche (www.formiche.net) con la collaborazione dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni internazionali (Aseri) e di Mediolanum Farmaceutici – è riuscito a fare una sintesi di queste esigenze. Nella prestigiosa cornice dell’Alta Scuola della Cattolica si sono alternati esponenti del mondo accademico, politico-economico e giornalistico: dal presidente della Regione Lombardia Ro-

berto Maroni, al ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina; dal professor Marco Mayer dell’Università Sant’Anna di Pisa al professor Pier Sandro Cocconcelli, direttore del Laboratorio ExpoLab, da Roberto Arditti, direttore Institutional Affairs di Expo2015 a Maria Latella, giornalista di Sky, dal presidente di Aseri Lorenzo Ornaghii al vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini. Tutti i relatori hanno analizzato temi del dibattito più recente: la questione Ebola e la

nuova geopolitica della salute, il ruolo delle autonomie locali nel contesto europeo, gli obiettivi e le strategie in vista di Expo, le trasformazioni dei partiti politici e in particolare il ruolo dei corpi intermedi nel contesto della democrazia «immediata. Il fondatore di Formiche Paolo Messa, molto soddisfatto dell’iniziativa in quanto è riuscita a catalizzare l’attenzione di un pubblico autorevole e qualificato, ha spiegato come si sia trattata di una proposta inedita: «Integratori Culturali

è il frutto della sinergia creatasi fra mondo dell’università, dell’editoria e delle professioni, che consente di intercettare un nucleo di attuale (e potenziale) classe dirigente che difficilmente riuscirebbe a interagire o anche solo a incontrarsi». Anche il direttore di Aseri Vittorio Emanuele Parsii è convinto che queste iniziative possano aiutare a focalizzare in maniera tempestiva le trasformazioni in atto nella società: «Lo studioso e lo studente, seppur da prospettive differenti, sono ugualmente invogliati a capire come mutano le istituzioni, il mondo della politica e quello dell’economia. Occasioni come quelle promosse dal ciclo Integratori Culturali offrono davvero un’opportunità in tal senso, specialmente se si instaura un contatto diretto con chi, da diverse posizioni e responsabilità, definisce attraverso le proprie azioni i cambiamenti che interessano i nostri percorsi professionali (e non solo)».

I nuovi italiani della seconda generazione di Vincenzo Genovese CHIAMANO “seconde generazioni”. Sono i figli degli immigrati, nati e cresciuti in Italia o arrivati da piccoli nel nostro Paese e molto più integrati di quanto i mass media facciano pensare. Per sgombrare il campo dai luoghi comuni, l’Università Cattolica ha organizzato, lo scorso 13 marzo, il convegno internazionale Una generazione competente che ha fatto il punto sulla situazione a Milano, in Italia e in Francia. Tra i protagonisti dell’iniziativa, Paolo Brancaa (nella foto) docente di Lingua e letteratura araba «Preferisco chiamarli nuovi italiani – afferma –. Sono persone che si sono costruite un’identità multiculturale, acquisendo la cultura del nostro Paese senza rinunciare alla propria». Le comunità di quello che in modo generico viene chiamato “mondo arabo” sono meno

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chiuse e rigide di quanto si possa credere: «La maggioranza silenziosa non finisce sulle pagine dei giornali, che dipingono una realtà distorta». Ancora più fastidiosa la tendenza a indicare il credo religioso come ostacolo insormontabile all’integrazione: «La religione – afferma Branca – contribuisce all’emarginazione solo se vissuta in modo rivendicativo: ostentare superiorità o arroccarsi sulle proprie visioni può portare al conflitto, ma la maggior parte degli islamici vive le sue mediazioni senza problemi». Il problema maggiore è che fomentare lo scontro di civiltà mette in difficoltà i nuovi italiani: è come se si chiedesse loro di scegliere fra l’Islam, che rappresenta il loro background culturale, e i valori delle società occidentali, a cui hanno scelto implicitamente di aderire vivendo qui. Ma le due cose non sono in contraddizione di per sé e anzi, fa

notare Branca, il loro incontro può essere molto fecondo. «Il rispetto per i genitori o per i limiti alla libertà di offendere sono valori comuni utili da recuperare anche nella nostra cultura, che invece sdogana sempre di più il politically correct a tutti costi e tende a giustificare la ribellione all’autorità». Anche perché, come sottolinea Piergiorgio Reggio, coordinatore del master in Competenze interculturali, nessun gruppo di immigrati ha difficoltà d’integrazione insite nella propria cultura. «Le criticità dipendono da circostanze contingenti, prima fra tutte la mancanza di lavoro. Penso per esempio ai senegalesi nella bergamasca: l’elevata disoccupazione produce subordinazione sociale e quindi emarginazione». La sfida dei prossimi anni sarà quella di inserire i figli degli immigrati nel tessuto sociale dando loro le stesse

opportunità di tutti gli altri. Gli italiani di seconda generazione non si distribuiscono in maniera uniforme fra le scuole superiori, ma tendono ad incanalarsi verso gli istituti di formazione professionale. Un tipo d’istruzione valida ma che prepara però gli studenti per professioni esecutive, mentre le cosiddette “professioni intellettuali”, generalmente più prestigiose e meglio retribuite, restano appannaggio di chi ha frequentato licei o istituti tecnici. Una tendenza che fa il paio con le basse percentuali delle iscrizioni universitarie delle seconde generazioni e che rischia di portare a una “ghettizzazione occupazionale” in un futuro prossimo. PRESENZA 2, MARZO-APRILE 2015

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Libri a Gerusalemme, ponti di pace e dialogo

“LIBRI PONTI DI PACE” è una sfida: a chi vuole imporre l’omologazione in Medioriente, i libri antichi della Biblioteca francescana di Gerusalemme parlano di una storia fatta di convivenza delle diversità». Il professor Edoardo Barbieri, direttore del Centro di ricerca europeo Libro Editoria Biblioteca (Creleb) dell’Ateneo, spiega con queste parole perché il progetto di catalogazione e valorizzazione del patrimonio librario antico della Custodia di Terrasanta può essere considerato un contributo alla pace e al dialogo. La raccolta è infatti un importante patrimonio offerto agli studiosi delle diverse tradizioni culturali presenti nel Vicino Oriente. Libri ponti di pace. Un progetto per Gerusalemme, sostenuto da Ats pro Terra Sancta, è stato concepito per valorizzare questo tesoro in modo che costituisca un mezzo di dialogo multiculturale e di sussidio per studiosi ed esperti. In un seminario svoltosi in Largo Gemelli lo scorso 3 marzo, alla presenza del rettore Franco Anelli, è stata illustrata l’iniziativa che ha per protagonisti i fran-

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cescani di Gerusalemme e vuole costruire in città un luogo di incontro tra culture diverse. Negli ultimi cinque anni circa 25 studenti della Cattolica si sono recati per periodi più o meni lunghi in Israele per sostenere e sviluppare le attività della Biblioteca francescana di Terra Santa. La presenza francescana a Gerusalemme data infatti a circa sette secoli fa e contraddistingue l’attività della Custodia di Terra Santa, che ha nella sua biblioteca un punto di particolare interesse. Il professor Barbieri con alcuni suoi studenti, oltre a collaborare alla nascita e alla gestione del catalogo online, negli ultimi anni ha promosso particolari iniziative che hanno riguardato la catalogazione del patrimonio a stampa del Quattro e Cinquecento e della preziosa collezione di viaggi in Terra Santa. Recentemente si è concluso l’inventario (ora online) della collezione di manoscritti: oltre mezzo migliaio di pezzi, che partono dall’XI secolo, alcuni dei quali messi in mostra a Gerusalemme. Ora sono in programmazione i lavori relativi al fondo di medicina e a quello delle edizioni del Seicento. «I manoscritti testimoniano come lingue, religioni, culture diverse del Medioriente si sono contaminate nel Quattro-Cinquecento – spiega il professor Barbieri –. Nelle opere si vedono chiaramente i punti di contatto: testi arabi scritti con caratteri ebraici o siriaci, volumi turchi trascritti con l’alfabeto armeno, un antichissimo frammento greco in un altro manoscritto armeno». Non si può alterare la storia: la convivenza qui è stata possibile.

RICERCA

Il valore e i valori della tv per bambini

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in Italia muove un volume d’affari ingente, ma gli investimenti economici sono insufficienti a garantire una programmazione di qualità, q , differenziata per p genere, formati e linguaggi. È quanto emerge dai due rapporti conclusivi della ricerca pluriennale sullo stato della televisione per bambini in Italia svolta da OssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione della Cattolica, per Focus in Media, Osservatorio sulla comunicazione e i media della Fondazione per la Sussidiarietà con il supporto di Sky Italia. Al centro del seminario dello scorso 3 marzo la dialettica tra produzione economica del “valore” e trasmissione educativa e culturale dei “valori” di cui è capace la cosiddetta children’s television, ossia quel segmento della televisione italiana rivolta al target 0-14 anni che, per quantità di canali tematici e ore di programmazione rappresenta una delle offerte dedicate tra le più ricche d’Europa. A discutere di questo scenario pedagogisti e professionisti della tv per bambini; Piermarco Aroldi, direttore di OssCom e responsabile della ricerca insieme a Nicoletta Vittadini, hanno presentato gli esiti dell’indagine mentre Pier Cesare Rivoltella, direttore del Cremit, ha parlato di una possibile valorizzazione della programmazione per i più piccoli da parte della scuola entro il solco delle pratiche di media education. A TELEVISIONE PER BAMBINI

L’identikit del Csr manager è sempre più rosa L CSR MANAGER È SOPRATTUTTO DONNA e guadagna tra i 70mila e gli 80mila euro all’anno. Almeno secondo i risultati di una ricerca promossa dal Csr Manager Network, costituito nel 2006 dall’Alta Scuola impresa e società (Altis) dell’Università Cattolica e dall’Istituto per i Valori d’Impresa (Isvi). Su 116 iscritti all’associazione, 63 sono donne, pari al 54%. E anche la maggior parte dei collaboratori della Csr sono donne e hanno un’età compresa tra i 31 e i 40 anni, con un curriculum di studi molto elevati. Una professionalità che si sta affermando sempre più e che negli ultimi 12 mesi ha avuto un incremento di domanda. Ma chi è e cosa fa esattamente il Corporate Social Responsibility manager è stato oggetto dello studio presentato, lo scorso 24 febbraio, in Cattolica durante un incontro dal titolo Il ruolo del CSR

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Manager: vissuti professionali e prospettive future. «Una figura dell’azienda cui sono affidate le responsabilità di presidiare le tematiche connesse alla sostenibilità – afferma Stefania Bertolini ((nella foto), segretario del Csr Manager Network e coordinatrice didattica di Professione Csr, il corso Altis per la professione di questo tipo di manager –. Il Csr manager non ha caratteristiche definite, perché la sua attività è fortemente caratterizzata dal settore in cui opera l’azienda di riferimento. Ha un compito trasversale a tutta l’organizzazione interessandone ogni area/funzione». In pratica il Csr Manager è un sensore dei cambiamenti socio-ambientali, che deve intravedere il cambiamento del contesto, cercando di anticipare le richieste che da questo arriveranno. «Un compito importante con-

siste nel monitorare le best practices dei concorrenti, portando in azienda le sollecitazioni provenienti dal contesto – sottolinea sempre Bertolini –. Da ultimo, possiamo dire che il Csr manager lavora attraverso i colleghi, perché la Corporate Social Responsibility è perseguita all’interno di diverse funzioni (logistica, operations, marketing, risorse umane, ecc…); non ha perciò, a priori, alcuna attività che sia prerogativa esclusiva, fatto salvo il Bilancio di Sostenibilità, documento che riporta, oltre ai dati economici di sintesi, anche informazioni qualitative e quantitative sulle performance sociali ed ambientali dell’azienda».


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Premio Dr start-upper pp all’idea che nutrirà l’Africa I CHIAMA Burundi Smallholders’s Livestock Network, l’idea vincente di Dr. Start-upper 2015, il programma per lo sviluppo di idee imprenditoriali dedicato agli studenti post-graduate dell’Università Cattolica. La “pitch session”, si è svolta il 19 marzo a Palazzo affari ai Giureconsulti di Milano, dove i dieci finalisti hanno presentato i loro progetti davanti alla giuria composta da Federica Ortalli (Camera di Commercio), Roberto Brambilla (Università Cattolica) e Claudio Stefani di Banca Popolare di Milano, nuovo partner finanziario dell’iniziativa. I giudici sono rimasti impressionati da idee tutte valide e innovative, ma hanno dovuto premiare tre progetti, quelli considerati maggiormente creativi e concreti. André Ndereyimana (nella foto con Federica Ortalli e Claudio Stefani), un 33enne originario del Burundi ha vinto con il progetto Burundi Smallholders’s livestock network che si propone di costruire una catena agroalimentare specializzata nella produzione, nella trasformazione e nella commercializzazione di alimenti di origine animale, tramite una rete capillare di produttori familiari rurali e peri-urbani. Il tutto partendo dai dintorni di Bujumbura, capitale di uno degli Stati più poveri del mondo. «L’obiettivo per il futuro è ridurre le carenze proteiche nella popolazione del mio Paese, quindi la malnutrizione dei bambini, delle mamme allattanti e anche di quelle gravide tramite l’offerta di alimenti trasformati e che rispettino gli standard di qualità nutrizionale, sensoriale e igienico-sanitaria». André racconta che l’idea nasce da un’analisi dei bi-

INCONTRO

Prosumer e proam, come cambia il lavoro

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stia cambiando a grande velocità è cosa nota. Meno chiaro in che direzione vada. Per questo 177 esperti si sono dati appuntamento, dal 19 al 21 marzo in Cattolica, per iniziativa della International Sociological Association, alla conferenza Professions, Bonds and Boundaries. Il tema è stato il mercato del lavoro, declinato in aspetti come la liberalizzazione degli impieghi o le nuove forme di inquadramento professionale. La parola chiave è stata invece boundary work, termine che include tutte le forme di lavoro che si trovano sul confine. Perché il lavoro oggi è sempre più difficile da incasellare in spazi delimitati. «Per esempio – afferma Ivana Pais docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro e organizzatrice dell’evento – cade il limite fra lavoro e hobby. Si inizia per passione a intraprendere un’attività, la si affianca per un periodo di tempo al proprio lavoro e poi la si trasforma, gradualmente, nella propria professione». Un valido esempio è quello dei cosiddetti food blogger, persone che hanno trasformato la propria passione per la cucina in un lavoro. Cominciano postando in rete le foto dei loro piatti e scrivendo ricette originali, se hanno un largo seguito danno vita a un business che permette loro di dedicarsi completamente a ciò che amano. Percorso simile per i fashion blogger, scrittori più o meno improvvisati di moda sempre p più p noti sui social network. È proprio il boom delle reti sociali che ha introdotto interessanti novità nel mercato del lavoro. Sempre meno netta è la separazione fra professionisti e amatori di un mestiere. In alcuni settori si fa largo la figura del proam che, senza aver seguito un percorso formativo ad hoc, offre un servizio analogo agli esperti del campo. Nel mondo dell’informazione, prendono piede invece i cosiddetti prosumer, utenti che si svincolano dal rapporto passivo di ricettori di notizie, ma le rielaborano o utilizzano in altri formati, generando nuovi profitti. “Ibridazione” è quindi il termine migliore, secondo Ivana Pais, per riassumere tutte le tendenze in corso a livello globale. HE IL MONDO DEL LAVORO

sogni nel territorio, messa a punto quando era ancora studente. Nato in Burundi, dove ha vissuto per 15 anni in guerra, André ha studiato agraria e tecnologie agroalimentari a Viterbo, ha lavorato nella cooperazione internazionale per 3 anni a livello delle Ong locali in Burundi per poi tornare nella città laziale e fare il consulente a distanza. Ora sta portando a termine un Phd nella scuola di dottorato Agrisystem della sede di Piacenza dell’Università Cattolica ma, con la vittoria, vuole dedicarsi anima e corpo al suo progetto. «Finalmente ci sono le prerogative per rendere reale questa azienda. Voglio partire dalla parte amministrativa, dalla creazione di uno statuto, del marchio. È un sogno che si avvera». Andrè vince 2.000 euro come contributo di avviamento e il supporto della Camera di commercio. Al secondo e terzo posto, a pari merito, si sono classificati Federica Nuzzi con Find your beautyy e il trio composto da Arianna Roda, Milena Casalii e Donato Colangelo con BeLio: le due start up riceveranno 1.000 euro come contributo di avvio e una consulenza da parte della Camera di commercio di Milano. Find your beautyy è una app destinata ai consumatori di prodotti di bellezza. «Ci

rivolgiamo direttamente ai brand che hanno intenzione di spendere – spiega Federica, la mente di questa idea, realizzata insieme a Cristian di Lello e Matteo Pessinaa –. La nostra app vuole aiutare il consumatore nella ricerca del prodotto perfetto». Il progetto introduce il meccanismo degli aggregatori nel settore della cosmesi: grazie al motore di ricerca interno, permette di digitare le caratteristiche del prodotto che si desidera per ottenere tutte le proposte dei brand in vendita sul mercato italiano corrispondenti ai criteri inseriti e di valutarli in base alle recensioni degli altri utenti. Con uno sguardo anche alle imprese cosmetiche: «I brand avranno un profilo premium che offre una vetrina di prodotti, spazi pubblicitari e molto altro». Niente app, né aggregatori per l’altra start up classificatasi seconda, BeLio. Lo slogan è semplice: “Be natural, drink lio”. Si tratta di succhi di frutta liofilizzata destinati alle cosiddette vending machine. Come spiega Arianna, una dei tre ideatori, il mercato di riferimento è quello della distribuzione automatica, ma non solo: «Proporremo il nostro liofilizzato, totalmente naturale, senza conservanti né coloranti, ai gestori di vending».

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milano

Maria Teresa Zanola nel board ELC della XVI Assemblea del European Language Council/ Conseil Européen pour les Langues (ELC/CEL), che si è svolta lo scorso 5 dicembre a Bruxelles, la professoressa Maria Teresa Zanola (nella foto) della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica, è stata eletta membro del

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EL CORSO

Board di questa prestigiosa istituzione. La nomina elettiva giunge come riconoscimento dell’esperienza – rivelatasi unica in Europa – di direzione scientifica di un Servizio linguistico che opera per un unico Ateneo su più campus, per il plurilinguismo sostenuto nell’Università stessa e, in particolare, per il livello di formazione linguistica

altamente professionalizzante per la lingua inglese.

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di Sociologia della comunicazione della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Ateneo sono le protagoniste del progetto di ricerca avviato per la prima volta nella sua storia da Wikipedia, con la collaborazione di Telecom, per affrontare la gestione delle voci relative alle aziende presenti nell’enciclopedia.

Le tesiste, Giulia Forchì, Valentina Orlandi, Valentina Frigato, Valeria Sorrenti, Eleonora Dal Gobbo, Chiara Dall’Acqua, erano interessate ad approfondire la natura dell’enciclopedia contemporanea in cui il sapere mappato integra le voci storiche, scientifiche e culturali con la cartografia del mondo attuale in cui sono inclusi personaggi, eventi

e soggetti anche economici di rilievo internazionale. Grazie al progetto sono diventate autori di Wikipedia con l’obiettivo di creare, completare e correggere voci relative a un’azienda. Supervisori del progetto sono stati Nicoletta Vittadini, direttore del Master in Digital Communications Specialist della Cattolica e Federico Ascarii del Gruppo Telecom Italia.

La rinascita economica dell’Europa secondo il WFF l W ORLD F INANCE F O RUM (WFF) 2015 ha fatto tappa in largo Gemelli. Il 5 marzo l’Università Cattolica ha ospitato il convegno organizzato dalla New International Finance Association, in collaborazione con la facoltà di Scienze bancarie finanziarie e assicurative, quest’anno dedi-

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cato alla rinascita economica e finanziaria in Europa e in Italia. All’incontro, articolato in diverse sessioni e tavole rotonde, hanno partecipato importanti esponenti sia del mondo accademico sia del panorama bancario e finanziario italiano. Tra questi, per citarne alcuni, Ignazio

La Via Crucis di Andrea Cereda

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Wikipedia dà voce alle aziende con un progetto innovativo EI TESISTE DEL CORSO

MOSTRA

Angeloni, membro del Consiglio di vigilanza BCE, Giorgio Gobbi e Carmelo Barbagallo, rispettivamente capo del Servizio stabilità finanziaria e capo Dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, Giovanni Sabatini, direttore Generale ABI.

A FIGURA DELL’UOMO è al centro della

sua ricerca artistica e da questo punto parte la Via Crucis realizzata da Andrea Cereda, che l’Università Cattolica ospita quest’anno per la Quaresima sullo Scalone d’onore tra i due chiostri della sede milanese. L’opera, nata nel 2010 per l’esposizione nella diocesi di Passau in Germania in occasione della Pasqua, rappresenta un fatto umano prima ancora che divino, il dolore dell’uomo che si perpetra quotidianamente, oggi come al tempo di Cristo, e lo scandalo inaudito della Croce. Per questo motivo l’artista ha voluto dare una “contemporaneità” alle 14 stazioni della salita al Golgota attraverso due momenti distinti. La parte artistica è realizzata con fili di ferro e lamiere recuperate da bidoni industriali, tagliate, corrose e saldate, simbolo della via dolorosa e modo privilegiato per raccontare di una morte ingiusta, ma voluta senza esitazione né ripensamenti. La parte didascalica, realistica e feroce, è costituita da immagini riferite a situazioni violente di fatti drammatici realmente accaduti. Nella relazione tra i due momenti sta il punto di tensione che tiene viva l’opera. Ed esattamente in questo punto convivono le due nature del Cristo: quella di Uomo e quella di Figlio di Dio. L’artista, nato a Lecco nel 1961, arriva al mondo dell’arte passando dal campo della pubblicità. Nei suoi lavori utilizza ferro e lamiere di vecchi bidoni scoloriti, consunti, arrugginiti, recuperati in discarica o trovati in qualche vecchio casolare, assemblati fra loro e tenuti insieme da cuciture o saldature. Le sue opere si fondano su un’idea estetica e concettuale di base che in fase realizzativa lascia molto spazio all’istinto.

Eurozona, Germania e Italia tra ripresa e squilibri n’interpretazione diversa della crisi economica-finanziaria che getta una luce nuova sullo stato di salute dell’area euro, in particolare dell’Italia. A fornirla è il volume L’Europa tra ripresa e squilibri. Eurozona, Germania e Italia (Il Mulino), curato dai professori dell’Università Cattolica Marco Fortis e Alberto Quadrio Curzio, rispettivamente docente di Economia industriale e commercio estero e vicepresidente Fondazione Edison ed emerito di Economia politica e presidente del comitato scientifico

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di Fondazione Edison. Il libro, presentato il 24 marzo in Cattolica, è una

ricostruzione della crisi scoppiata nel 2008 attraverso gli articoli pubblicati dai due economisti su diversi giornali tra la fine del 2012 e la prima metà del 2014. Nello stesso tempo offre ai lettori un’analisi interessante e puntuale dei dati per niente condizionata dal luogo comune secondo cui l’Italia sia un paese debole. L’incontro è stata anche l’occasione per assistere in anteprima al docufilm €uro Capro Espiatorio?, realizzato da Alexander Kockerbeck, analista di Moody’s fino al 2012.


milano

Giornata Universitaria 2015, i giovani al centro dell’Italia che verrà

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AI

COME

OGGI

il contributo dell’Università Cattolica al Paese passa dal ridare fiducia alle nuove generazioni che, come emerge dal Rapporto Giovani - l’indagine nazionale promossa dall’Istituto Toniolo con la Cattolica e il sostegno di Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo - non sono disimpegnate e passive, ma credono nella loro capacità di dare un

futuro migliore all’Italia che verrà. Chiedono però di tornare al centro delle attenzioni delle istituzioni e della società, sentendosi pronte ad assumersi la responsabilità di formarsi come persone e professionisti. Da queste considerazioni nasce il messaggio del manifesto della 91a Giornata Universitaria 2015: Mi sto preparando per vivere in un Paese migliore. Iniziando da me. Un messaggio che ben si inserisce

nel tema della Giornata del prossimo 19 aprile: Giovani: periferie al centro. È proprio infatti rimettendoli al centro che i giovani potranno esprimere le loro potenzialità di cambiamento. In preparazione della Giornata, l’assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo, monsignor Claudio Giuliodori, presiederà una messa domenica 12 aprile, dalla sede dell’Ateneo di Piacenza, in diretta su Rai 1.

Necchi: confermato Assi alla presidenza LUMNI CATTOLICA – Associazione Necchi inizia un nuovo mandato di quattro anni forte dei risultati ottenuti dal 2011 al 2014. «Sono stati anni di intenso lavoro sia sul piano delle iniziative, sia su quello della struttura. Anni in cui abbiamo dovuto dotarci di nuovi mezzi per agire ma, nello stesso tempo, anche

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muoverci con i mezzi a disposizione. Abbiamo raggiunto risultati importanti: digitalizzazione, relazioni solide con l’Ateneo, iniziative per il lavoro, maggiore apertura e contatti con gli studenti» afferma Carlo Assi (nella foto), riconfermato presidente fino al 2018, che in particolare ci tiene a ringraziare l’operato dei consiglieri e dei volontari che oggi esprimono una

rappresentanza giovane e motivata nel nuovo consiglio dell’Associazione.

Università e formazione per cooperare nel mondo UNIVERSITÀ Cattolica ha partecipato, dal 13 al 15 marzo presso FieraMilanoCity, a Fa’ la cosa giusta! Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. La manifestazione che intende diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale. L’Ateneo ha partecipato con il percorso formativo in Cooperazione per lo Sviluppo, attivo come curriculum nella laurea triennale in Scienze politiche e delle relazioni internazionali e come corso di laurea magistrale in Politiche per la cooperazione internazionale

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allo sviluppo, nell’ambito della facoltà di Scienze politiche e sociali. Per tutta la durata della fiera, grazie al contributo degli studenti e dei laureati dei due corsi, che hanno lavorato anche alla progettazione dell’iniziativa, è stato presente uno spazio espositivo con materiale informativo sui corsi

di studio e sulle attività collegate, come il Work Charity Program. Durante l’evento gli studenti hanno inoltre realizzato un laboratorio con i ragazzi delle scuole superiori dal titolo Gli attrezzi del mestiere. Qualità e competenze per cooperare nel mondo ed è stato proposto un incontro sul tema Non basta la buona volontà. Università e formazione per la cooperazione. Un’occasione per riflettere sull’importanza di una preparazione specifica per chi opererà nel mondo della cooperazione a cui ha preso parte il professor Marco Casellii con alcuni studenti che hanno partecipato ai programmi internazionali.

XIV EDIZIONE

Gran Premio di Matematica: studente di Cantù sul podio

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ONO 40 I PICCOLI GENI della matematica, premiati lo scorso 7 marzo nell’Aula Magna dell’Ateneo di largo Gemelli a Milano, che hanno prevalso sugli oltre 6.200 studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di II grado della Lombardia, del Piemonte, dell’Emilia Romagna e della Liguria partecipando alla quattordicesima edizione del Gran Premio di Matematica Applicata, promosso dal Forum ANIA – Consumatori in collaborazione con l’Università Cattolica. Come negli anni precedenti, la gara si è svolta con due prove: una prima manche svolta presso i singoli istituti e una seconda fra i migliori rappresentanti degli stessi istituti tenutasi in Aula Gemelli che ha coinvolto circa 280 studenti complessivamente. A sbaragliare la concorrenza nella competizione è stato Mattia Libralato ((nella foto con il professor Frosini) del Liceo scientifico “Enrico Fermi” di Cantù. Medaglia d’argento per Luigi Martinelli dell’IIS “G. W. Leibniz” di Bormio (Sondrio) e al terzo posto, ex aequo, si sono classificati Beatrice Segalinii del Liceo Scientifico “Leonardo” di Brescia e Andrea Nari del Liceo Scientifico “Calasanzio” di Carcare (Savona). I campioni del Gran Premio hanno portato a casa tablet, smartphone, e-book reader e altri dispositivi multimediali utili alla loro formazione. I vincitori sono stati premiati durante una cerimonia che ha coinvolto i professori Benito Vittorio Frosinii e Nino Savelli, che hanno delineato i contenuti dei programmi, relativi agli insegnamenti di tipo matematico e finanziario-assicurativo, compresi nei corsi di laurea della facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative in collaborazione con la facoltà di Economia, e rappresentanti del Forum ANIA – Consumatori e del settore assicurativo. In particolare Giacomo Carbonarii ha portato il punto di vista dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici riguardo alla preparazione tecnica richiesta agli attuari che lavorano nelle Compagnie di assicurazione.

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roma

SLA, nella pelle i segreti della malattia di pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) o morbo di Lou Gherig presentano gli stessi segni di malattia dei neuroni e sono dunque un ottimo modello sperimentale per studiare la malattia. Lo hanno scoperto ricercatori della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica. L’importanza della scoperta è tale che le linee cellulari studiate saranno messe a disposizione di tutti i ricercatori nella prima Biobanca nazionale dedicata alla SLA, progetto ideato da AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) e sarà presto realizzato con il contributo della commissione scientifica di AISLA. È il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista Neurobiology of Aging e condotto dal professor Mario Sabatelli (nella foto), responsabile del Centro SLA del Policlinico universitario

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E CELLULE DELLA PELLE

Gemelli e presidente della commissione scientifica di AISLA. Un lavoro di equipe che ha coinvolto gli Istituti di Genetica, Neurologia e Fisiologia dell’Università Cattolica e l’importante supporto finanziario della I.CO.M.M, l’associazione di ricerca sulla SLA, presieduta dal professor Nicola Colacino. La SLA è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. In questo studio è emerso che i fibroblasti, cellule della pelle che si prelevano facilmente con minibiopsie dai pazienti, riproducono molte delle alterazioni osservate nel cervello delle persone affette da SLA. «Uno dei maggiori proble-

mi nella ricerca sulla SLA – afferma il professor Sabatelli – è che non abbiamo modelli sperimentali affidabili su cui studiare i meccanismi responsabili della malattia. Il cervello è un tessuto non accessibile in vivo e gli studi con modelli animali della malattia hanno dei limiti». In questo studio è stata effettuata una piccola biopsia di pelle in 38 persone con SLA per ottenere delle colture di fibroblasti. «Abbiamo osservato – spiega il neurologo della Cattolica – che in molti casi la proteina ‘TDP43’, che ha un ruolo centrale nella degenerazione delle cellule nervose tipica della SLA, presenta un comportamento anomalo anche nei fibroblasti dei pazienti». Si tratta di una novità assoluta che apre una nuova

e interessante finestra metodologica sulla ricerca. Le cellule della pelle coltivate in provetta, infatti, possono rappresentare un modello semplice, affidabile e accessibile per studiare i meccanismi della TDP-43 nella malattia. Ciò è di massima importanza perché le conoscenze sulla TDP-43 consentiranno di individuare nuovi obiettivi per futuri interventi terapeutici. «In ragione di questo John Hardy, editore di Neurobiology of Aging, ha chiesto che queste preziose cellule siano rese disponibili per tutta la comunità scientifica mondiale. E le metteremo a disposizione di tutti i ricercatori – ha spiegato Sabatelli – grazie alla prima Biobanca nazionale dedicata alla SLA, progetto ideato da AISLA e presto realizzato con i fondi raccolti questa estate con la campagna Ice Bucket Challenge e la Giornata nazionale sulla SLA».

Al Gemelli p primo trial mondiale di trapianto p di flora intestinale contro grave infezione batterica MEDICINA e Chirurgia dell’Università Cattolica, servendosi della colonscopia, hanno guarito pazienti con grave forma di diarrea batterica (da Clostridium difficile), trapiantando nel loro intestino la flora intestinale di donatori sani in una sperimentazione clinica senza precedenti al mondo. I risultati dello studio clinico sono stati pubblicati sulla rivista Alimentary Pharmacology and Therapeutics. Il trial concluso al Policlinico Gemelli, condotto dal gastroenterologo Giovanni Cammarotaa (nella foto sotto) in collaborazione con Luca Masucci dell’Istituto di Microbiologia diretto dal professor Maurizio Sanguinetti, è il primo randomizzato effettuato al mondo usando la colonscopia come mezzo per infondere il microbiota nel ricevente, che dimostra chiaramente la superiorità della metodica rispetto al trattamento antibiotico

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ICERCATORI DELLA FACOLTÀ DI

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standard con antibiotico (vancomicina). A oggi, l’Unità Operativa di Gastroenterologia del Gemelli di Roma, diretta dal professor (a destra nella foto) Antonio Gasbarrini, è l’unica in Italia a offrire il trapianto di microbiota intestinale quale opzione terapeutica per pazienti con infezione recidivante da Clostridium difficile. «Questo trial - sostiene Gasbarrini - contribuirà a diffondere la metodica del trapianto di microbiota in altri centri». L’infezione da Clostridium difficile è la causa più importante di diarrea acquisita durante le degenze ospedaliere ed è generalmente una conseguenza delle terapie antibiotiche. L’infezione negli ultimi anni è divenuta più frequente, più refrattaria al trattamento convenzionale e mostra una maggiore tendenza alla recidiva, a causa di una maggiore diffusione in ambito nosocomiale e della comparsa di nuovi ceppi più virulenti. Fino al 35% dei pazienti ha una ricaduta dopo il trattamento antibiotico di una prima infezione. Le ripetute e continuative terapie antibiotiche, con la concomitante perpetuazione della distruzione della flora intestinale, predispongono al rischio di

recidive sul piano clinico delle condizioni di salute del paziente. Tanto più che in genere si tratta di pazienti anziani, con patologie concomitanti quindi fortemente esposti al rischio di subire complicanze gravi che in qualche caso possono essere causa di morte. Il trapianto di microbiota intestinale consiste nella infusione di materiale fecale prelevato da donatore sano nel tratto intestinale del paziente. La procedura si basa sulla reintroduzione e sul recupero della normale flora microbica intestinale capace di neutralizzare e contrastare il Clostridium difficile. La via di somministrazione può dipendere dalle disponibilità e competenze delle strutture sanitarie locali. La colonscopia ha una maggiore efficacia sul piano terapeutico (oltre il 90% di guarigioni), ed è più accettata dai pazienti rispetto al sondino. La procedura è poco costosa e sufficientemente sicura.


roma

Per i p piccoli malati la prima meta dell’Italrugby 12 MARZO AL POLICLINICO Gemelli i rugbisti Michele Visentin, Simone Ragusi, Marcello Violi e Marco Fuser, hanno visitato il reparto di Oncologia pediatrica, diretto dal professor Riccardo Riccardi, dove hanno p incontrato piccoli degenti e familiari. «È stata una mattinata bella ed emozionante – hanno detto i giocatori – siamo stati colpiti e commossi da ogni bambino che ci ha accolto, sorriso e, quando possibile, provato con noi con qualche lancio di pallone». Anche quest’anno la Federazione Italiana Rugby ha affidato al Gemelli l’organizzazione del servizio sanitario per il “6 Nazioni”: l’équipe

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è composta da 14 medici rianimatori, 28 infermieri e 28 soccorritori, coordinati dal direttore del DEA Rodolfo Proietti.

Fiocchi in Ospedale: progetto per la fragilità familiare

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dale, realizzato da Save the Children Italia Onlus e accolto dal Di-

partimento per la tutela della salute della donna, della vita nascente, del bambino e dell’adolescente del Policlinico Gemelli, diretto dal professor Giovanni Scambia. Al Policlinico, Centro di III livello, punto di riferimento per le gravidanze ad

alto rischio e i parti prematuri, afferiscono donne in gravidanza con diverse esigenze dal punto di vista medico logistico, linguistico e culturale e che vivono quindi una condizione di isolamento non avendo la rete familiare vicino.

Tv2000, la messa dalla Cappella Moscati del Gemelli la Quaresima, dal 23 febbraio al 1° aprile, la Messa quotidiana su Tv2000 è stata trasmessa in diretta alle ore 8.30 dalla Cappella San Giuseppe Moscati del Policlinico Gemelli. Tutta

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URANTE

la comunità del Gemelli ha preso parte alle celebrazioni. La prima celebrazione eucaristica è stata presieduta da monsignor Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico Generale dell’ Università Cattolica. La Cappella, situata

al terzo piano dell’Ospedale, custodisce una reliquia di San Giuseppe Moscati. Otto vetrate illustrano alcuni temi evangelici e interpretano la Buona Novella nella prospettiva della specifica esperienza dell’ospedale.

“Ce l’ho nel sangue”: la campagna per la donazione alla carenza di sangue della Regione Lazio è partita a marzo la campagna di sensibilizzazione Donare? Ce l’ho nel sangue promossa dal Policlinico Gemelli e dall’Associazione Gruppo Donatori Sangue “F. Olgiati”. Protagonisti della campagna sono i donatori periodici del Gemelli che si sono prestati a fare da

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ER FARE FRONTE

Lorenzin: il Gemelli un modello di “Women’s Hospital”

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IOVEDÌ

NO SPAZIO di ascolto e di accoglienza per accompagnare mamme e coppie con difficoltà sociali, psicologiche, economiche durante la gravidanza e nei primi mesi di vita dei loro bambini: questo il progetto Fiocchi in Ospe-

EVENTO

testimonial. Il Gemelli distribuisce ogni anno circa 17000 unità di emazie e altri emocomponenti che rappresentano una base imprescindibile a fronte degli attuali standard terapeutici del Policlinico, chiamato a svolgere un ruolo centrale nella rete dell’assistenza regionale. «L’obiettivo è assicurare un’assistenza trasfusionale pronta

ed efficace – afferma la professoressa Gina Zini, direttore dell’Unità Operativa di Emotrasfusione del Gemelli – evitando il rallentamento o il blocco delle cure per carenza di emocomponenti». Durante il 2014 il servizio di Emotrasfusione del Gemelli ha raccolto più di 8600 donazioni di sangue, realizzando un aumento del 20% rispetto al 2013.

N OCCASIONE della Giornata Internazionale della Donna, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha visitato sabato 7 marzo il dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita nascente, del Bambino e dell’Adolescente del Policlinico universitario “A. Gemelli” di Roma. Una visita svoltasi lungo tutto il percorso del Polo Donna del Gemelli durante il quale ha incontrato personale medico e sanitario, neo mamme e donne in gravidanza, visitato i neonati ricoverati presso la Terapia intensiva e il nido, nonché incontrato donne malate di tumori ginecologici e senologici e attraversato la sala parto del Gemelli fino al nuovo centro di ecografica ginecologica e il pronto soccorso ostetrico. Lungo questo articolato viaggio nel “Women’s Hospital” del Gemelli - come il ministro ha definito “il modello di trattamenti integrati delle patologie della donna offerto dal Policlinico dell’Università Cattolica” - Beatrice Lorenzin è stata accompagnata dal rettore della Cattolica Franco Anelli, dal direttore del Policlinico A. Gemelli Enrico Zampedri e dal direttore del dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e del Bambino, Giovanni Scambia. «Mi piace molto l’idea di un blocco unico, di una filiera che si occupi della salute femminile da quando si è bambine a quando si è anziane - ha detto il ministro - . Strutture come i Women’s Hospital non rappresentano solo una strada per il futuro, ma anche per il presente». Un modello di Women’s hospital che funziona quello del Gemelli se consideriamo che è il primo ospedale italiano per la cura dei tumori dell’apparato riproduttivo (oltre 2.300 pazienti curate nell’anno secondo i dati più recenti di Sportello Cancro) e il terzo per il trattamento di neoplasie mammarie (oltre 1.700 pazienti curate nell’ultimo anno, primo ospedale nel Lazio). Importante anche l’attività dell’area ostetrica e materno infantile: sono infatti oltre 3.700 i parti avvenuti al Gemelli nel 2014 (più di 10 al giorno) +7% rispetto allo scorso anno.

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brescia

LECTIO

Brescia: una ricca esperienza di impresa e cultura del lavoro

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Dies Academicus: le novità dell’offerta formativa di Antonella Olivari triennale in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, la laurea magistrale in Gestione di contenuti digitali per i media, le imprese e i patrimoni culturali e un nuovo progetto per la sede a Mompiano. Sono le novità dell’anno accademico 2015-2016 che il rettore Franco Anellii ha annunciato nel corso del Dies Academicus che si è tenuto martedì 17 marzo, nella sede di Brescia. L’Ateneo ha progettato e approvato l’avvio di un corso di laurea triennale in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, attivato dalla facoltà di Scienze politiche. Un progetto formativo che coniuga, in un’ottica fortemente interdisciplinare, l’attenzione ai processi sociali, politici ed economici e al modello sussidiario e solidale dell’economia sociale. Tale proposta formativa - che dovrà ricevere a breve il via libera degli organi ministeriali per diventare formalmente operativa - pone in relazione alla particolare inclinazione all’economia sociale espressa dal contesto bresciano, con una presenza molto consistente di organizzazioni di cooperative e del cosiddetto terzo settore. L’altra novità prevista nell’offerta formativa 2015-16 è la nuova laurea magistrale in Gestione di contenuti digitali per i media, le imprese e i patrimoni culturali, proposta dalla facoltà di Lettere e filosofia. Si tratta infatti di un corso profondamente innovativo, che nasce da un dialogo dell’Università con gli imprenditori e con le Istituzioni della città. Il corso formerà infatti professionisti della comunicazione fortemente specializzati nella gestione di

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N NUOVO CORSO DI LAUREA

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contenuti narrativi, argomentativi, drammaturgici, visuali e audiovisivi attraverso la rete web e i social media. Nell’ambito dell’attività della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali è stata ridisegnata l’impostazione dell’attività didattica per rendere meglio compatibili le risorse di docenza disponibili con i parametri quantitativi imposti dalle prescrizioni ministeriali: a tal fine è prevista l’attivazione di un unico corso di laurea triennale in Matematica, a sua volta articolato in un curriculum in Fisica e in un curriculum in Matematica. La laurea triennale, così concepita, darà accesso alle lauree magistrali in Matematica e in Fisica, assicurando così un corso di studi completo anche a questa seconda disciplina. Inoltre, è stato rafforzato il sostegno ai programmi di dottorato; in particolare si segnala l’accordo di joint partnership con il dottorato internazionale in Fisica, sottoscritto nei mesi scorsi con l’Università di Leuven (Belgio). Il lavoro di rilancio della sede non rigguarda unicamente ggli interventi sull’offerta formativa. È infatti ripartito con decisione lo sforzo progettuale per la valorizzazione immobiliare della porzione di Seminario Vescovile acquisita ormai da oltre un quinquennio, e oggetto di un faticoso percorso progettuale. Sta infatti prendendo corpo un progetto che, superando il precedente elaborato, non più realizzabile per le ingenti risorse finanziarie che sarebbero necessarie, punta al ripristino della porzione immobiliare del Seminario di Mompiano, con il recupero di oltre 12.000 metri quadri coperti da dedicarsi alle attività didattiche che Università Cattolica svolge a Brescia.

MPRESA, LAVORO, CAPITALE A BRESCIA: alle origini di un modello di sviluppo è il titolo della lectio tenuta dal professor Mario Taccolini, delegato rettorale al Coordinamento delle strategie di sviluppo della sede di Brescia, in occasione del Dies Academicus. Territori e valori delineano i contorni di specifici cultural systems che, soprattutto nel caso italiano, soccorrono ad illustrare numerosi percorsi in età contemporanea e paiono offrire orizzonti interpretativi utili anche per affrontare il futuro. Anche il tema dello squilibrio sociale coinvolge valori e territori. Brescia ha avuto in questa prospettiva alcuni elementi di originalità che hanno attratto imprese di origine anche straniera, coinvolte positivamente in un sistema sociale e valoriale ben disposto ad accogliere e sostenere le sorti delle aziende. La ricca esperienza bresciana di impresa, cultura del lavoro e gestione del capitale è stata sapientemente ripercorsa dal professor Taccolini a partire dall’ultimo ventennio dell’Ottocento. È storia di una vivacità imprenditoriale non disgiunta dall’interesse per i problemi del mondo del lavoro. Ma Brescia si è distinta rispetto alla maggior parte delle medio-grandi città italiane anche nel campo del credito grazie sia agli istituti bancari di matrice cattolica sia alle banche laiche. Né va dimenticato che è stata terra di elaborazione, più pratica che teorica, circa l’uso delle risorse finanziarie e terriere a sostegno di iniziative di “secondo welfare”. A tutto ciò non è stata certo estranea la presenza di una Chiesa aperta al dialogo con la modernità. Ma se da un lato gli elementi sociali, culturali e valoriali fanno parte del capitale locale, i parametri con

cui si è soliti misurare la ricchezza vanno ampliati. «E d’altro canto – afferma il professor Taccolini – è sui fattori che determinano un benessere complessivo che occorre riflettere».


brescia

Fisica, moviola per i superconduttori troppo fulmineo per essere misurato e analizzato quello che sta alla base delle proprietà dei superconduttori. Ma un gruppo di scienziati italiani e stranieri non si è fatto scoraggiare e ha ideato una sorta di “moviola”, molto sofisticata, che ha permesso di osservare, per la prima volta in maniera diretta, un effetto alla base della superconduttività ad alte temperature. «La nostra tecnica e il suo originale utilizzo ha aperto una nuova finestra sui processi ultraveloci nei superconduttori ad alta temperatura», commenta Claudio Gianetti, del dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Cattolica, che ha coordinato il lavoro di ricerca, pubblicato il 9 Marzo 2015 sulla rivista Nature Physics, a cui hanno partecipato il Politecnico di Milano, la Sissa di Trieste, l’Istituto Jožef Stefan di Lubiana, la University of British Columbia e molti altri. I superconduttori hanno proprietà che li rendono potenzialmente molto interessanti per la tecnologia (esempi di applicazione sono, fra gli altri, i treni a levitazione magnetica). La strada verso una reale applicazione delle straordinarie

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N PROCESSO

proprietà dei superconduttori è stata però sbarrata dal fatto che quelli “classici” funzionano a temperature bassissime, vicine allo zero assoluto, di fatto impraticabili. I superconduttori a base di ossidi di rame, grazie alla loro più elevata temperatura di funzionamento, sono più promettenti ma la possibilità di sintentizzare superconduttori a temperatura ambiente è un traguardo ancora lontano. Il principale ostacolo è la mancata comprensione del meccanismo che permette agli ossidi di rame di diventare superconduttori. Uno dei problemi principali è capire se le interazioni fra elettroni nel materiale sono dirette e istantanee o mediate da un’interazione “ritardata”. Per rispondere alla domanda bisogna osservare questo processo “dal vivo”, ma data la sua rapidità, la cosa è tutt’altro che semplice. «La soluzione che abbiamo pensato si basa sull’uso di rapidissimi lampi di luce, della durata di 10 femtosecondi, ossia dieci milionesimi di miliardesimi di secondo», spiega Claudio Giannetti. «Per poter effettuare queste misure è stato sviluppato nei nostri laboratori un apparato sperimentale unico al mondo, in grado di produrre,

utilizzare e misurare impulsi di luce di colori diversi che durano meno di 10 femtosecondi”, aggiunge Giulio Cerullo, responsabile dei laboratori di spettroscopia ultraveloce del dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano. La metodologia sviluppata richiama la “fotografia ad alta velocità” inventata da Eadweard Muybridge più di cent’anni fa. «Le famose immagini stroboscopiche, o motion pictures, possono dare un’idea di quello che abbiamo fatto», afferma Massimo Capone, ricercatore della Sissa di Trieste, e uno degli autori della ricerca. «Muybridge, un po’ come noi, fotografava soggetti in rapido movimento, scomponendo questo in tanti fotogrammi, per poi sovrapporli creando quelle bellissime

immagini (diventate un’icona) che offrono una ricostruzione della traiettoria. Noi abbiamo fatto una cosa molto simile, in una dimensione di tempo (e di spazio) piccolissima, usando dei lampi di luce infintamente brevi come otturatori, per osservare variazioni ultrarapide delle proprietà di un superconduttore». Gli scienziati hanno applicato questa tecnica a diverse famiglie di ossidi di rame superconduttori ad alta temperatura, riuscendo così a misurare quello che loro stessi definiscono come “il più veloce processo lento” in un solido e le loro osservazioni supportano l’ipotesi che le interazioni fra elettroni in questi superconduttori siano mediate dagli spin degli elettroni.

Teatro Stabile e Università Cattolica una convenzione rafforza la collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano (CTB) – Teatro Stabile di Brescia, con una convenzione quadro voluta dalla presidente Carla Boroni che consentirà di potenziare le attività svolte in questi anni, coinvolgendo tre Facoltà presenti nella sede dell’Ateneo. La sinergia ed il raccordo tra mondo accademico e teatrale sono considerati di fondamentale rilievo per quanto riguarda sia le attività formative che di ricerca. A livello di iniziative specifiche, l’Università e il CTB hanno già all’attivo numerose collaborazioni che riguardano attività di approfondimento culturale e formazione del pubblico per la realizzazione del ciclo di incontri Letterature e Letterature promosso dalla facoltà di Scienze linguistiche e curati dalla professoressa

È

STATO RAFFORZATO IL RAPPORTO

Lucia Mor. La sede del CTB ha ospitato incontri letterari inerenti la programmazione della stagione di Prosa e incontri di approfondimento della storia e dei personaggi del Teatro grazie alla collaborazione della facoltà di Lettere e filosofia, di Scienze della formazione e del Centro Teatrale Cut La Stanza che quest’anno ha promosso la settima rassegna della Commedia dell’arte, dedicata alla maschera. Numerose inoltre sono state le offerte promozionali degli spettacoli teatrali rivolte agli studenti della Cattolica. Rientra in questo quadro di collaborazione il ciclo di incontri Stagione impossibile, curata da Carla Bino che ha immaginato un cartellone composto di spettacoli epocali, quelli che hanno fatto la storia del teatro internazionale. Un cartellone che propone spettacoli di anni diversi e che, da luo-

ghi tra loro lontani, riunisce maestri della regia, sperimentatori della scena, pedagoghi dell’azione attoriale. Si tratta di un progetto che avrà un respiro pluriennale e che si propone come una sorta di ‘scuola dello spettatore’ inconsueta e, crediamo, originale. Ogni anno verranno proposti tre grandi spettacoli del Secondo Novecento che hanno lasciato il segno nelle poetiche e nelle estetiche teatrali di tutto l’Occidente. Quegli spettacoli che molti non hanno potuto vedere perché lontani nel tempo o nello spazio, ma che rappresentano un caposaldo ineludibile. Grazie ai documenti video che ne trattengono e conservano la memoria, verranno riproposti sotto la guida di una voce esperta che farà capire perché sono importanti e quali effetti hanno provocato sulla scena italiana ed internazionale. PRESENZA 2, MARZO-APRILE 2015

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brescia

Dostoevskij, il lavoro di essere uomo agli studenti della Cattolica Tat’jana Kasatkina (nella foto) una delle più autorevoli studiose di Dostoevskij, presidente della Commissione per lo studio di Dostoevskij dell’Accademia Russa delle Scienze. Può apparire strano organizzare conferenze su uno scrittore russo di quasi due secoli fa quando nella stessa patria dell’autore

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A

PARLATO

tutto sembra sul punto di esplodere, in una spirale di odio che niente riesce a fermare. «Parlare di Dostoevskij oggi – spiega Adriano Dell’Asta, docente di Letteratura russa – significa cercare esattamente di documentare questa esperienza: il permanere dell’uomo anche nelle situazioni umanamente più disperate, cercare di documentare che l’uomo può restare uomo

Uno spot per il volontariato: i vincitori in radio e tv

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anche nel «secolo lupo».

Stars, laboratorio per raccontare le periferie N LABORATORIO di reportage per raccontare le di periferie Brescia e uno di narrazione del patrimonio con l’attrice Lucilla Giagnoni (nella foto). Oltre alla possibilità di frequentare il corso triennale per animatori di comunità. Entra nel vivo Corpus Hominis, il progetto triennale, coordinato dalla Fondazione Opera Diocesana San Francesco di Sales,

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realizzato con il sostegno di Fondazione Ca-

CONCORSO

riplo. L’iniziativa vuole realizzare una rete cittadina delle arti e della cultura in preparazione della festa del Corpus Domini. Lo Stars propone un laboratorio per raccontare le periferie «perché Corpus Hominis – sottolinea la referente dello Stars Carla Bino – è anche racconto della città, dei suoi quartieri, delle sue periferie, delle zone che solitamente vivono nell’ombra».

ue generazioni si incontrano nello spot di Alice Fedeli, studentessa dello Stars, che ha vinto il concorso Scegli il tuo volontariato – over 65, promosso da dal Centro Servizi per il Volontariato di Brescia e che ha coinvolto associazioni ed esperti che condividono scopi comuni come ANTEAS, AUSER e Osservatorio sul Volontariato dell’Università Cattolica di Brescia con l’obiettivo di diffondere la cultura della solidarietà. Si è aggiudicato il secondo posto Matteo Archetti con uno spot tecnicamente non elaborato ma dal messaggio molto forte ed efficace; mentre il terzo posto ex equo è andato a Michele Botta e Diana Cardani. Gli spot ora saranno trasmessi da radio e televisioni locali. «È stato avviato un progetto per sperimentare strategie di diffusione della solidarietà per i cittadini ultra-

XI Disfida matematica Leonardo sul podio il Liceo Scientifico “Leonardo” di Brescia ad aggiudicarsi l’undicesima edizione della Disfida matematica organizzata dal Dipartimento di Matematica e Fisica della Cattolica e va-

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STATO

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lida per le semifinali delle Olimpiadi nazionali che si disputeranno a Cesenatico dal 7 al 10 maggio. Gli studenti del Leonardo hanno battuto sul filo di lana i colleghi del Copernico mentre la medaglia di bronzo è andata al li-

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ceo scientifico Moretti di Gardone Valtrompia. Alla Disfida hanno partecipato trenta squadre delle province di Cremona, Lodi, Monza, Bergamo, Parma Lecco per un totale di duecento studenti, e di queste nove prenderanno parte alla semifinale poiché per ben tre anni è stato l’istituto bresciano Copernico ad aggiudicarsi le olimpiadi nazionali di matematica. «L’obiettivo è quello di attirare interesse sulla matematica vista come lavoro di squadra – spiega il preside Alfredo Marzocchii –; infatti contrariamente a quanto si crede, molte ricerche in ambiente scientifico nascono e si sviluppano dal colloquio tra due o più ricercatori».

sessantacinquenni che non hanno mai provato a regalare qualche ora di tempo o che non sono mai stati invitati a farlo – spiega Maria Paola Mostarda dell’Osservatorio sul Volontariato. Per una volta gli anziani, anche se probabilmente nessuno di loro ama farsi chiamare così, non sono destinatari di servizi: sono uomini e donne dotati di risorse, esperienze, competenze, sensibilità che – forse – possono offrire a chi ne ha bisogno». Per i bresciani l’impegno nella solidarietà è radicato in uno stile, in una storia di impegno religioso e laico, in una geografia costellata da indirizzi accoglienti. L’Italia vede nel non profit l’ambito nel quale l’ISTAT registra la crescita più significativa; in Europa siamo apprezzati per la nostra economia civile. Eppure c’è ancora molto lavoro da fare.


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Dies, il ruolo cruciale della formazione di un trend negativo a livello nazionale, le immatricolazioni a Piacenza sono in crescita: dalle 671 matricole del 2009/10 alle 1.035 matricole dell’anno accademico in corso». Questo uno dei significativi punti del discorso del rettore Franco Anellii in occasione del Dies Academicus, che si è tenuto presso la sede piacentina il 13 marzo scorso, dopo la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Gianni Ambrosio. Dopo il saluto di Francesco Rolleri, presidente dell’EPIS e della Provincia di Piacenza, e del sindaco Paolo Dosi, il professor Anelli ha segnalato che il Dies 2015 ha inteso «porre in luce la missione educativa dell’Università ed il potenziale contributo che essa può dare allo sviluppo del nostro Paese. La centralità dell’impegno educativo costituisce un servizio all’edificazione della persona e un contributo alla società». Dell’università e della formazione del cittadino per il rilancio del Paese ha trattato Nando Pagnoncellii (nel riquadro) CEO Ipsos Italia che ha ricordato

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UR IN PRESENZA

come «I segni dei cambiamenti di questi ultimi anni sembrano indicare due direzioni insieme convergenti e contrastanti. Una è la direzione della mondializzazione, del mondo che entra dentro di noi, l’altra è la direzione dell’individualizzazione. Siamo in un mondo che ci appare contemporaneamente vicino e chiaro grazie alla rete, lontano e confuso perché la massa di informazioni cui abbiamo accesso diventano indistinguibili, non gerarchiche, tanto che spesso finiamo per non riuscire ad immagazzinarle e rielaborarle». «La crisi non è solo economica – ha proseguito Pagnoncelli –, è

morale, è esistenziale, ma la crisi è anche un momento positivo, che terrorizza assai meno il giovane che deve costruirsi rispetto a chi ha già costruito il proprio luogo e teme di perderlo». Da qui Pagnoncelli ha delineato il ruolo cruciale della formazione: «L’università e in generale la formazione deve assumere su di sé la necessità di contribuire, sempre, anche ai più alti livelli, alla formazione di persone, cittadini oltre che di esperti. In questo senso ritengo essenziale che l’università assuma un sempre più marcato ed ampio ruolo culturale e formativo». Il ruolo dell’Università per

garantire il diritto dei minori all’educazione è stato invece il tema al centro della lectio della professoressa Simonetta Polenghi. «Tanto nell’educazione dei giovani quanto nella prevenzione e nella cura del disagio che li affligge, è necessario passare da una prospettiva incentrata sulla soddisfazione di bisogni psicofisici, ad una più attenta alle esigenze spirituali. Un’educazione tesa a riscoprire e coltivare nei giovani la forza propulsiva degli ideali, dei significati esistenziali e dei valori costituisce una risposta valida al disagio dei ragazzi, perché la resilienza non consiste nel non patire alcun limite, bensì nel poter condurre una vita significativa nonostante l’esperienza del fallimento o della frustrazione» – ha detto la professoressa Polenghi sottolineando infine come «La formazione degli operatori è, in questo quadro complesso, un’esigenza fondamentale, per la tutela dei diritti dei minori e per un’effettiva ed efficace opera educativa. La facoltà di Scienze della formazione è da tempo attiva in questo ambito».

Il ministro Martina festeggia la Smea L MAGGIOR DEFICIT strategico che scontano, in Italia, il settore agricolo e quello della trasformazione alimentare è la mancanza di organizzazione», così ha esordito il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martinaa (nella foto) parlando a una platea di docenti, ricercatori e manager dell’agro-alimentare riuniti a Cremona per festeggiare lo scorso 13 marzo, nel corso del Dies Academicus, il trentennale di SMEA, Alta Scuola di Management ed Economia Agro-alimentare dell’Università Cattolica. Organizzazione sia in senso orizzontale, con forme di collaborazione tra agricoltori o tra allevatori; ma anche in senso verticale, attraverso modalità di cooperazione e collaborazione interprofessionale tra agricoltura, industria di trasformazione e grande distribuzione organizzata. Un messaggio in sintonia

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con la cultura di SMEA che, da trent’anni, con la sua attività di ricerca e formazione, valorizza e unisce i punti di forza dei diversi anelli della filiera agro-alimentare. Formazione, dunque, che in SMEA è da sempre fortemente orientata all’internazionalizzazione: una linea strategica che, come ha sottolineato il ministro Martina, è l’altro motore di sviluppo del made in Italy agro-alimentare. La cerimonia si è aperta con il discorso del rettore Franco Anelli, che ha richiamato in particolare i risultati conseguiti dalla SMEA e le ulteriori iniziative che sta sviluppando la sede cremonese in vista di Expo 2015, a cominciare dal CEEP – Cremona Executive Education Program, un programma di formazione internazionale promosso dal CERSI – Centro di Ricerche per lo Sviluppo Imprenditoriale, con il concorso delle Istituzioni e

di tutti gli Enti Locali. Alla cerimonia sono intervenuti per un saluto la vicesindaco Maura Ruggerii e il presidente della Provincia Carlo Vezzzini. Il professor Gabriele Canali, della SMEA, ha tenuto una lectio su L’agro-alimentare italiano e la sfida dell’internazionalizzazione, evidenziando come ad oggi il saldo del commercio estero dell’agro-alimentare italiano sia strutturalmente negativo. Ma la componente «made in Italy» rappresenta mediamente, oltre il 74% delle esportazioni agro-alimentari italiane. Occorre pertanto investire e puntare su risorse imprenditoriali e organizzative capaci di una «visione» ampia; su innovazione organizzativa e manageriale, oltre che tecnologica; conoscenza dei mercati esteri e risorse umane preparate, motore di ricerca e innovazione. Infine la testimonianza di

Giovanni Galizzi, primo direttore SMEA, a cui è stata donata una targa ricordo. Introdotti da Eraldo Secchi, XXI anno SMEA, Presidente AMA - Associazione ex allievi, la parola è poi passata ad alcuni ex allievi SMEA che hanno trattato casi di internazionalizzazione di imprese agro-alimentari italiane: Luca Savoia, IV anno SMEA, titolare Azienda Agricola Savoia, Carlo Aquilano, XIX anno SMEA, D.G. Regnoli S.r.l., Matteo Subelli, XVIII anno SMEA, Export Manager Witor’s, Gianluigi Zenti, V anno SMEA, Presidente Academia Barilla. PRESENZA 2, MARZO-APRILE 2015

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XI Lezione Arcelli: p primo bilancio per l’Europa e l’Unione Bancaria

INAUGURAZIONE

Al via la nuova Scuola di Counseling esistenziale

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l’Unione delle Banche europea, ma ora occorre concretizzare quella politica. Il ruolo della BCE ha rafforzato l’Euro (come dimostra il caso greco), perché chi c’è dentro deve necessariamente applicare certe regole, altrimenti ne è fuori. Tutto questo ha avuto un impatto positivo sull’economia reale, i tassi si stanno unificando e quelli sul credito sono simili a quelli tedeschi. Siamo dunque vicini alle imprese con banche più solide. I rischi a medio termine sono che la riforma si fermi alla Banking Union, perché questa va completata con l’integrazione europea». Parole di Federico Ghizzoni, piacentino, Amministratore delegato di Unicredit, intervenuto all’Università Cattolica in occasione della XI lezione “Mario Arcelli”, appuntamento promosso dal Centro Studi di Politica Economica e Monetaria (CeSPEM). Dalle sue parole traspare un cauto ottimismo: «Prima c’erano sempre problemi a trasferire liquidità da un paese all’altro ed ora tutto si risolve con i contatti quotidiani da Fran-

È

STATA FATTA

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coforte. Si rafforza il ruolo delle holding come quello della BCE, quella che realmente i mercati ascoltano e poi agiscono di conseguenza, mentre i governi la ascoltano soltanto». Il bilancio dell’Unione Bancaria Europea per Ghizzoni «è senza dubbio positivo sotto molteplici aspetti». Insomma, primi segnali di ripresa con gli investimenti nei crediti, supportati dalla riduzione dei costi energetici e dalle riforme (come quella del lavoro). Dati oggettivi che fanno intravedere la fine di una crisi che dura del 2009. «Il credito – ha sostenuto sempre Ghizzoni – deve andare prima che alle imprese in difficoltà verso un sistema imprenditoriale forte, in grado di fare investimenti. Poi andrà a ricaduta anche sulle altre realtà. Adesso si torna ad assumere: noi entro l’anno lo prevediamo per 1.500 giovani a tempo indeterminato. La qualità è altissima e la voglia di fare altrettanto». «I giovani di oggi hanno grandi qualità, vedo le luci dei loro studi accese anche alle 9, alle 10 di sera, sono ancora lì nonostante gli si dica di andare a casa» ha sottolineato infine Fe-

PRESENZA 2, MARZO-APRILE 2015

derico Ghizzoni. Nella seconda parte del seminario, a fare il punto sulla situazione della costruzione europea e dell’euro, alla luce anche della crisi greca e degli eventi più recenti, è intervenuto Rainer Masera, preside della facoltà di Economia dell’Università degli Studi Marconi, già ministro del Bilancio, il quale ha evidenziato come «Stabilità finanziaria e stabilità reale sono interconnesse; ecco perché è importante il sistema delle considerazioni macroprudenziali che invece sono state sottovalutate in Europa. I sistemi finanziari sono sistemi complessi e non possono essere analizzati per studi di parti, essendo sempre soggetti a cambiamenti di regime». Dopo i saluti del rettore Franco Anelli, il dibattito è stato introdotto dal preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza Anna Maria Fellegara, coordinato da Francesco Timpano, direttore del Centro Studi CESPEM, con gli interventi dei docenti Giacomo Vaciago e Maurizio Baussola, Federico Arcelli e Francesco Daveri.

ROVARE UN SENSO NEL TEMPO

della crisi” è il titolo del seminario, organizzato dalla Facoltà di Scienze della formazione, che si è tenuto nei giorni scorsi presso la sede piacentina dell’Università Cattolica. Il convegno è stato l’occasione per l’apertura ufficiale della prima scuola, di durata triennale, legata al metodo dello psichiatra austriaco Viktor Frankl, che sopravvisse ai campi di concentramento trovando un senso alla sofferenza vissuta. Obiettivo della Scuola: formare una figura professionale inedita, quella del counsellor esistenziale, in grado di aiutare le persone che stanno attraversando un momento di difficoltà esistenziale a trovare un senso nella vita e a combattere il disagio. Quei «momenti in cui ci si sente più fragili e più soli, oggi più che mai, perché stiamo vivendo un presente fatto di acceso individualismo, di insicurezze, senso di precarietà, solitudine», afferma il professor Daniele Bruzzone (nella foto), docente di Pedagogia generale alla facoltà di Scienze della formazione, e direttore scientifico della Scuola. «Il counsellor non fa terapia né cura disagi di carattere psichico – puntualizza Bruzzone –; agisce su una situazione di disorientamento esistenziale, non risolve i problemi delle persone, ma dà loro un metodo perché assumano una decisione». «Il nostro scopo – interviene la coordinatrice profesoressa Antonella Arioli, docente alla Cattolica presso Scienze della formazione –, è dare un metodo per uscire dalle situazioni critiche della vita, aiutando le persone a far leva sulle proprie risorse, per imparare a metterle in gioco nel quotidiano».


piacenza-cremona

Come pubblicità p e cinema arrivano inside the brain in Cattolica, con il suo vicedirettore Manlio Castagna, Giffoni Experience, il festival numero uno al mondo di cinema per ragazzi. Con la sua verve istrionica Castagna ha proposto lo scorso 19 marzo nell’ambito del ciclo A tutto Campus, promosso dall’ufficio Relazioni Esterne e Comunicazione dell’Ateneo piacentino, l’incontro Inside the brain. Come la pubblicità e il cinema parlano alla nostra mente. Un approfondimento del tema “comunicazione” affrontato con un taglio fortemente interattivo: grazie all’analisi

È

TORNATO

SERVIZIO Stage e Placement dell’Università Cattolica di Piacenza ripropone anche quest’anno ai suoi studenti il Laboratorio di Form Azione alle Soft Skills. Conosciute anche come competenze leggere, trasversali, slegate da nozioni di carattere tecnico, che caratterizzano a 360˚ la profes-

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di filmati e messaggi pubblicitari, sono stati sviscerati da Castagna i meccanismi alla base del processo de-

cisionale, che permettono alla pubblicità di parlare allo “stomaco” dello spettatore.

sionalità in crescita e che in molte occasioni rappresentano il fattore decisivo per una nuova dimensione della formazione. Dall’assemblaggio di un mobile di arredamento, alla simulazione di una riunione di lavoro, alla sfida in cucina: gli ingredienti sono vari, ben mixati, e con un solo leit motiv: il cambia-

mento continuo finalizzato al miglioramento.

Teatro in Università: creatività e socializzazione 17 FEBBRAIO presso il foyer dell’Auditorium Mazzocchi della Cattolica di Piacenza si è tenuta la performance teatrale dal titolo CorpoAnimaIntelletto. Emozioni... in frammenti. L’evento ha aperto il progetto Teatro insieme – Spazio creativo, un laboratorio di arti espressive e teatrali nato dalla collaborazione tra il collegio S. Isidoro e la cattedra di Teatro d’animazione della facoltà di

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In Cattolica si esplora l’Italian Factor

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A scuola di Soft Skills: ritorna Form Azione L

SEMINARIO

O SCORSO

Scienze della formazione. Il laboratorio sarà un percorso di scoperta e sviluppo delle potenzialità creative e della socializzazione. In base agli interessi dei partecipanti si potranno affrontare diversi linguaggi dell’espressività: il linguaggio del corpo, il linguaggio verbale, la manipolazione dei materiali, la scrittura creativa.

OSSONO IL CARATTERE DI UN POPOLO,

la sua psicologia collettiva, la sua forza e le sue debolezze rappresentare il fattore su cui far leva per accrescere il potenziale produttivo ed economico di un Paese? Se consideriamo quel mix di intelligenza, creatività e ingegno che costituisce l’Italian Factor, la risposta è affermativa. Questi i temi affrontati durante il seminario organizzato dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza, nell’ambito della laurea magistrale in Food Marketing e Strategie Commerciali, presso la sede piacentina della Cattolica. Ospite Francesco Morace e (nella foto), importante sociologo, scrittore e giornalista, presidente di Future Concept Lab. Morace ha discusso con gli studenti e con gli imprenditori del territorio i temi del suo libro Italian Factor per comprendere meglio quali possono essere i fattori di successo delle aziende italiane. Morace ha inoltre presentato il suo nuovo e ultimo libro Crescita Felice. Crescita felice contro nuovi oscurantismi. Ovvero la speranza per la costruzione di un futuro migliore in cui anche il consumo, rivoluzionario, liberatorio ed evolutivo, combinandosi con una visione sostenibile e condivisa del mondo, si rivela occasione vitale e felice, contro tutti i fondamentalismi. Secondo Morace la tensione verso la crescita è biologica: crescono i bambini, crescono le piante e tutti gli organismi viventi. La crescita non può e non deve rappresentare un problema, se riesce a evitare un modello di sviluppo aggressivo, solo finanziario, non sostenibile. Agli

Micro Saluber: una ricerca per coniugare sale e salute SCIENZE AGRARIE, alimentari e ambientali della Cattolica, tramite le sue strutture di Cremona e grazie a un finanziamento della Fondazione Cariplo, ha svolto negli ultimi anni il programma di ricerca MICRO SALUBER mirato alla riduzione o sostituzione del sale nei salumi. A conclusione del progetto, che ricade nell’ambito del bando Emblematiche minori della Fondazione Cariplo, ha organizzato lo scorso 20 marzo un convegno consuntivo a cui hanno partecipato numerosi imprenditori e operatori del settore.

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A FACOLTÀ DI

Un’occasione di aggiornamento sulle nuove tecniche adottate dall’industria di trasformazione per trovare soluzioni in grado di contenere l’utilizzo del cloruro di sodio negli alimenti, senza rinunciare al gusto e alla qualità dei prodotti. Il sale è da sempre utilizzato per conservare gli alimenti. Molti alimenti tipici e tradizionali in tutto il mondo utilizzano il sale come ingrediente fondamentale. Coniugare le esigenze della salute, della tecnologia e della tradizione non è semplice ed è una sfida per la ricerca scientifica applicata agli alimenti.

studenti il sociologo scrittore ha dato una forte iniezione di fiducia, invitandoli a prendere in mano i propri sogni e a farne un progetto di vita anche professionale. Spesso gli Italiani sottovalutano il proprio potenziale di cultura, di gusto, di creatività e di “saper fare”, che possono essere i veri “talenti” da mettere a frutto in Italia e nel mondo. PRESENZA 2, MARZO-APRILE 2015

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educatt

Ristorazione: p per ggli studenti tante nuove opportunità di Maria Villano MOMENTO di trasformazioni e innovazioni per EDUCatt su tutte le sedi, soprattutto per quanto riguarda i servizi di ristorazione dedicati agli studenti. Nell’anno in cui “Nutrire il pianeta” è lo slogan più in voga, la Fondazione per il Diritto allo Studio compie passi importanti per nutrire adeguatamente gli studenti. Nella sede di Brescia, protagonista di un importante cambiamento che ha portato all’apertura dei nuovi uffici al pubblico di via Tosio 1, il ristorante 30 e lode, già gestito dall’Ente per il Diritto allo Studio, rientra ora a tutti gli effetti sotto il marchio educhef, f che contraddistingue un’offerta particolarmente attenta alla qualità dei prodotti – favorendo ove possibile la filiera corta – e basata sull’equilibrio degli apporti nutrizionali, adatti allo stile di vita degli studenti. Così anche attraverso il nuovo nome – Mensa.1 – la struttura diventa parte integrante del progetto di EDUCatt. A Milano il 17 marzo ha aperto myFood Area all’interno del self service Mensa&Pizza.9 di via Necchi. L’idea è nata dalla volontà di rispondere alle esigenze degli studenti e delle loro famiglie, che in numero sempre più consistente optano per il pranzo al sacco portato da casa. L’area mette a disposizione una ventina di posti a sedere, due forni a

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microonde e dispenser con prodotti per l’igienizzazione, oltre a contenitori per la raccolta differenziata, per dare modo di consumare il proprio pasto in un luogo accogliente e attrezzato senza che questo sia di ostacolo alle normali attività del self service e dei suoi utenti. A Roma una serie di iniziative sono in corso per far conoscere l’offerta ristorativa della sede. In particolare, alle possibilità di usufruire del servizio take awayy sia per il pranzo (in Mensa.21 e in Mensa&caffè.23 dalle 12 alle 15) che per la cena (in Mensa&caffè.23 dalle 18 alle 20), si sono aggiunte promozioni specifiche, a partire da quella che per tutto il mese di marzo consente di cenare con 3,50 euro, anche per chi sceglie l’opzione take-away. Alla conclusione di questa promozione ne seguiranno altre, tutte volte a offrire agli studenti del campus romano la possibilità di conoscere meglio l’offerta ristorativa di EDUCatt. Sono in arrivo novità importanti anche per la sede di Piacenza, nella quale EDUCatt ha in gestione il Bar dell’Università, sempre aperto agli stimoli che vengono dal territorio e dalla popolazione studentesca: fra gli altri per esempio, il supporto a un progetto, promosso da Piacenza per Expo, di coinvolgimento della comunità piacentina nella valorizzazione della tradizione locale.

L’anniversario EDUCatt si festeggia nella nuova sede di Brescia OGNI PRIMAVERA, anche quest’anno i lavoratori e la Governance di EDUCatt si danno appuntamento per l’annuale convention che rappresenta, per tutte le persone che fanno parte della Fondazione per il Diritto allo Studio, l’occasione per riflettere sul proprio ruolo all’interno dell’ente, sui cambiamenti in atto, sulle prospettive future. Quest’anno sarà la sede di Brescia a ospitare l’evento: il 10 aprile 2015 la convention si terrà infatti nella nuova sede di via Tosio 1 e sarà anche l’occasione per tutto il personale per visitare gli ambienti, da poco inaugurati, destinati ai servizi per il Diritto allo Studio. L’incontro, previsto per il pomeriggio, prevede anche un piccolo momento conviviale, importan-

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te anch’esso per favorire il consolidamento dei rapporti anche tra colleghi di sedi diverse. Dalla nascita ufficiale della Fondazione, nel 2009, la convention è diventata un momento tradizionale molto apprezzato dai partecipanti che, con varie mansioni e a diverso titolo, collaborano con l’Ente per il Diritto allo Studio. Le passate edizioni hanno inoltre offerto l’opportunità di visitare luoghi ricchi di storia, come l’abbazia di Chiaravalle, che ha dischiuso le sue porte a EDUCatt per due anni di seguito, o luoghi nuovi, come è stato per la nuova struttura della sede di Roma che, dopo la S. Messa in Vaticano, ha ospitato tutto il personale della Fondazione nel 2013.


educatt

IN BREVE

Gli studenti con EDUCatt al Salone del libro

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NCHE QUEST ’ ANNO

EDUCatt sarà presente, con la serie dei Quaderni del Laboratorio di Editoria, al Salone Internazionale del Libro di Torino, ospite come sempre dello stand di Vita e Pensiero (pad. 2, stand J109). Il libro di quest’anno, interamente curato, come tutti quelli della serie, dagli studenti del Laboratorio di Editoria dell’Università Cattolica di Milano sotto la guida del professor Roberto Cicala, propone un tema legato a quello di Expo 2015, Nutrire il pianeta: si tratta di un’antologia ragionata di brani dedicati al cibo, scelti da casi letterari di narrativa contemporanea italiana e straniera. Da Virginia Woolf ad Andrea Camilleri, da Gianni Rodari a Marcel Proust, da Marco Malvaldi a James Joyce, le scelte di lettura degli studenti raccolgono una quarantina di casi tra romanzi già entrati nel canone classici e opere più recenti. Il volume, intitolato Il gusto delle parole. Assaggi editoriali di romanzi contemporanei (anche il titolo è frutto delle idee dei giovani aspiranti editori), verrà presentato venerdì 15 maggio allo Spazio Sant’Anselmo.

Una nuova sede per il Centro sanitario di Piacenza

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i sono conclusi i lavori di ristrutturazione e ampliamento dei locali EDUCatt della sede di Piacenza. Il risultato − oltre alla messa a punto di uffici che accolgono la Direzione e la Presidenza della Fondazione, con le quali sarà così possibile per gli studenti richiedere appuntamento − è anche l’allestimento di nuovi, più ampi, spazi riservati al Centro Sanitario e al Servizio di Consulenza psicologica all’interno del Collegio Sant’Isidoro. Per gli studenti è possibile, su appuntamento, disporre gratuitamente di visite di medicina generale e di un percorso di Consulenza psicologica, che offre la possibilità di confrontarsi con un professionista sulle difficoltà personali, relazionali e di studio che si incontrano nel percorso universitario e di individuare strategie idonee a fronteggiare il disagio. Si tratta di un ulteriore passo verso l’uniformazione dell’offerta in tutte le Sedi che la Fondazione per il diritto allo studio sta percorrendo con l’obiettivo di interpretare al meglio il mandato istituzionale assegnatole dall’Ateneo. PRESENZA 2, MARZO-APRILE 2015

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l’intervista

Migrazioni: g cogliere g la sfida tra pregiudizi e opportunità a cura di Velania La Mendola

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I IMMIGRAZIONE SENTIAMO PARLARE

ogni giorno tra cronaca e politica, ma è possibile fotografare sinteticamente la situazione del nostro Paese e della sua storia attraverso dati oggettivi? È quello che fa Vincenzo Cesareo, professore emerito di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano, nel libro La sfida della migrazioni. Una base per uno studio preciso e coinvolgente delle migrazioni nel nostro Paese, che oggi si trova a essere, allo stesso tempo, luogo di partenza, di arrivo e di transito.

Qual è il pregiudizio più diffuso rispetto all’immigrazione? Gli stereotipi maggiormente diffusi sono quelli legati alla percezione del nesso tra stranieri e criminalità. Il sentimento di insicurezza è alimentato anche dai recenti atti terroristici, che sfociano in ingiustificati timori nei confronti dell’intera popolazione musulmana. L’insicurezza generata dalla crisi economica e occupazionale fa sì che gli stranieri vengano percepiti come competitori nell’accesso ai posti di lavoro e alle risorse del welfare state, e non come contribuenti al pari degli italiani. A questa percezione concorre la vocazione sensazionalistica e riduttiva di alcuni media – soprattutto riguardo alla criminalità – che a volte alimenta la stessa insicurezza della popolazione. Qual è la sfida che si propone di affrontare nel volume? La migrazione è prima di tutto una sfida per chi migra: il migrante avrà accesso a nuove opportunità ma incontrerà anche innumerevoli difficoltà e problemi, come politica, il rischio di esclusione sociale e p pregiudizi e discriminazioni. È una sfida per il Paese di partenza che, se dal punto di vista economico beneficerà delle rimesse inviate dal migrante, dall’altro subirà il venir meno di personale spesso qualificato, il cosiddetto brain drain (fuga di cervelli). Infine, la migrazione costituisce una sfida per il Paese di arrivo in termini politici (si pensi alla questione dell’accesso al welfare o dell’acquisizione di cittadi30

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nanza); in termini economici (a seconda dell’epoca storica, i migranti si sono caratterizzati come una risorsa importante o sono stati osteggiati); in termini culturali (la diversità è una minaccia o una risorsa per la coesione sociale?). Qual è il ruolo della famiglia nel processo migratorio? Se i primi flussi in ingresso che hanno riguardato l’Italia si caratterizzavano per una migrazione individuale, di breve periodo e principalmente legata a ragioni economiche, oggi i ricongiungimenti familiari sono il primo motivo di ingresso. Il fenomeno migratorio si è dunque andato consolidando nel corso degli anni e la crescita esponenziale del numero di famiglie migranti ne è il primo indicatore: la famiglia ha un ruolo di rilievo nel processo di integrazione, spesso costituendo una realtà molto positiva sotto questo profilo. A che punto è il processo di integrazione nel nostro Paese? Dall’indagine nazionale Indici di Integrazione si è rilevato come alcune variabili influiscano positivamente sui processi di integrazione, quali l’anzianità migratoria, il genere, l’età e le reti familiari. Si evidenzia una più facile integrazione tra le donne e tra i giovani, questi ultimi facilitati da maggiori capacità di apprendimento, dalla flessibilità e facilità di relazioni. Dal punto di vista territoriale a presentare il massimo di integrazione è la provincia di Trento, seguita nell’ordine da quelle di Ravenna, Modena, Campobasso-Isernia e Torino. Nelle ultime posizioni si collocano le province di Pescara, Bari, Pisa, Catania e Napoli. I livelli più elevati della sola integrazione economica si riscontrano però in Lombardia.

Le notizie, i consigli di lettura, i dibattiti in corso, le interviste agli autori di Vita e Pensiero si possono seguire su twitter (@vitaepensiero), facebook (vitaepensieroeditore), pinterest (vitaepensiero), youtube (/vitaepensiero) e sul sito www.vitaepensiero.it

Federica Vernò (a cura),

L’impresa dei giovani in Italia e in Lombardia vitaepensiero.it

LE RIVISTE VITA E PENSIERO

JUS Rivista di Scienze giuridiche

l’ultimo L’ numero della rivista di Scienze giuridiche «Jus», diretta dalla ARTICOLO CHE APRE

professoressa Ombretta Fumagalli Carulli, è dedicato a Simone Weil e alla polemica sul personalismo di Maritain e Mounier. Una controversia che secondo l’autore, Filippo Pizzolato, chiama in causa il costituzionalismo e la relazione tra diritti e doveri. Il saggio di Silvia Illari si sofferma invece sulla partecipazione di Giuseppe Dossetti ai lavori dell’Assemblea costituente. Di Giovanni Schiavone è il contributo Status di filiazione, nuovo concetto di parentela ed effetti successori. Nel fascicolo si parla anche di diritto civile e canonico in rapporto alla dismissione delle Chiese (Bolgiani), della responsabilità medica sull’errore diagnostico (Zecchin) e di diritto e politica della concorrenza in tema di fissazione dei prezzi (Bellia). La rivista della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, disponibile anche su tablet e smartphone, è in fascia A Anvur e ha uscita trimestrale. Tutte le info su jus.vitaepensiero.it.

VP al Salone del libro 2015

P V anche q quest’anno al Salone del libro di Torino, dal 14 al 18 maggio, ITA E

ENSIERO SARÀ PRESENTE

allo stand J109 pronto ad accogliere lettori, autori e amici della casa editrice. Tra gli eventi in programma, la presentazione sabato 16 del volume di Carlo Ossola, Erasmo nel notturno d’Europa, con l’autore, Massimo Firpo e Gustavo Zagrebelsky (ore 11.00, Sala Rossa).


libri Giuliano Vigini

Il libro cristiano nella storia della cultura. Volume I. Dal I al VI secolo

Libri

Vita e Pensiero, Milano 2015

Giuseppe Bonvegna

pp. 192  euro 18,00

VIGINI INAUGURA L’OPERA, in tre volumi, che racconta la storia editoriale del libro cristiano in maniera sintetica, ma puntuale. In questo primo volume si parte dal corpus biblico per arrivare alle Regole monastiche della metà del VI secolo, passando per la grande lezione di Agostino. Il “Libro dei libri”, la Bibbia, occupa infatti uno spazio e un’importanza senza confronti non solo nell’ambito spirituale, ma nella storia dell’editoria tout court: grande codice religioso, morale ed etico delle comunità di fede che lo hanno assunto come loro imprescindibile riferimento, è stato anche la fonte d’ispirazione primaria per tutta la cultura occidentale «un libro al di sopra di ogni altro, il Libro per eccellenza». Il volume è la prima tappa di un percorso che testimonia il dinamico e spesso insostituibile ruolo esercitato dal libro cristiano, nella varietà delle sue forme, anche sul piano letterario e culturale. Preziosissima la nota bibliografica finale.

G

IULIANO

Roger Scruton

La tradizione e il sacro Vita e Pensiero, Milano 2015 pp. 100  euro 10,00 (Punti)

UANDO SCRIVO, LO FACCIO DA INGLESE, [...] ma i temi che affronto – il rapporto con il sacro, l’Islam a confronto con l’Occidente – non sono temi unicamente inglesi». Così Roger Scruton introduce questa raccolta di saggi dedicati alla tradizione e il sacro. Smascherando le polemiche antireligiose dei ‘nuovi atei’, infilati nel vicolo cieco dell’idolatria della scienza, il filosofo ci riporta alla consapevolezza che la ragione non basta, che ci appartiene anche l’esperienza di un mistero che ci dà senso là dove si fermano le risposte scientifiche. Questa esperienza, che si manifesta più chiaramente nell’incontro con la bellezza e il sacro, si incarna, per noi, anche nella cultura europea, nei valori che sono la nostra eredità: il concetto di cittadinanza e di laicità della legge; la nazionalità come condivisione; la capacità di autocritica che permette la tolleranza; e infine il cristianesimo che tutto questo fonda. Rinunciare al lascito della nostra cultura, ci ricorda Scruton, sarebbe semplicemente negare ciò che siamo.

Q

Luciano Eusebi (a cura di)

Una giustizia diversa. Il modello riparativo e la questione penale Vita e Pensiero, Milano 2014 pp. 136  euro 15,00 (Università/Diritto)

è quella della bilancia, che rimanda al concetto di corrispettività dei comportamenti. Il libro Una giustizia diversa, curato da Luciano Eusebi, critica questo approccio per far emergere il concetto di giustizia riparativa (restorative justice), una giustizia diversa appunto: «che scelga di rimanere fedele all’agire secondo il bene di tutti anche quando si tratta, e proprio perché si tratta, di opporsi al male; che sappia fare progetti di bene dinnanzi al male; che si orienti, anche nell’affrontare il male, non a dividere, ferire, distruggere, ma a ristabilire relazioni buone quando non lo siano state e a rendere nuovamente giusti rapporti segnati dalla prevaricazione o dall’odio» (dalla Prefazione). La questione viene affrontata con uno sguardo specifico alla questione penale, tuttavia le buone ragioni di questa scelta vengono approfondite attraverso apporti multidisciplinari – diritto, teologia, filosofia, pedagogia, scienze letterarie, psicologia – in un inedito disegno organico che guarda anche oltre alle esigenze di riforma dei sistemi sanzionatori penali e del dibattito sulla riforma penitenziaria e le carceri.

L

A CLASSICA IMMAGINE LEGATA ALLA GIUSTIZIA

Un volto nuovo per l’uomo EDUCatt, Milano, 2015 pp. 244 | euro 11,00

È

per i tipi di EDUCatt il nuovo volume di Giuseppe Bonvegna, docente di Antropologia filosofica nella facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica di Milano. Un volto nuovo per l’uomo affronta interrogativi fondamentali per la società contemporanea: è possibile una convivenza tra identità diverse nella società post-moderna? Su cosa si regge il pluralismo? Cosa vuol dire essere liberi di scegliere? Esiste un’esperienza del significato ultimo? Identità, appartenenza, estraneità, ospitalità, libertà sono le questioni più urgenti che la coscienza dell’uomo di oggi si trova ad affrontare e alle quali la posizione della domanda dell’antropologia filosofica indica una strada verso la risposta. Il volume enuclea gli interrogativi di partenza e, in un dialogo con alcune importanti stagioni della filosofia moderna e contemporanea, sviluppa la domanda filosofica sull’uomo come metodo per una soluzione. APPENA USCITO

EBook

S

da parte del servizio Soluzioni e Strumenti di EDUCatt, che mette a disposizione un costante supporto per le attività didattiche, le aree on line dedicate alle serie periodiche pubblicate con l’ausilio dell’Ente per il Diritto allo Studio dell’Università Cattolica. La modalità privilegiata è quella dell’open access, che consente a tutti gli utenti che desiderano approfondire tematiche specifiche di scaricare gratuitamente sul proprio device la versione digitale di ogni contributo pubblicato: l’ultima, in ordine cronologico di pubblicazione, è la nuova serie di Geomarketing Artourgallery (www.artourgallery.it), che affronta in larga scala la problematica dei beni culturali attraverso il contributo attivo di studenti e giovani studiosi che offrono testi e contributi specifici corredati da contenuti digitali video e audio. Anche per le altre serie − la rivista Analisi Linguistica e Letteraria del Dipartimento di Lingue e letteratura straniere e Centroamericana, storica serie dedicata a temi legati alla lingua e alla letteratura e alla cultura dei paesi del Centro America e delle Antille − sono in allestimento aree web dedicate che hanno l’obiettivo di garantire una fruizione ottimale dei contenuti. ONO IN PREPARAZIONE

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