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febbraio 2008

CENTRALI ENEL DI BASTARDO E PIETRAFITTA

FRA EFFICIENTAMENTI E PROSPETTIVE

“CHIMICA A TERNI”

IL BICCHIERE MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO? LA CRISI E’ VUOTA DI SPERANZE O PIENA DI NOVE OPPORTUNITÀ? E’ ORA DI CAMBIARE ED INNOVARE O DI LAMENTARSI?

Dopo diversi incontri con i rappresentanti dell’ENEL e a distanza di circa un anno dalla sottoscrizione del “Protocollo d’Intesa” sulle assunzioni di personale per le UB di Bastardo e Pietrafitta, come FILCEM possiamo tentare di fare un bilancio. Per quanto riguarda gli organici nelle due Unità di Businnes della produzione Termoelettrica e relativamente agli impegni sottoscritti nel Protocollo possiamo constatare il rispetto degli accordi, in quanto le assunzioni previste si sono consolidate con l’assunzione di quattro lavoratori su Bastardo e di due su Pietrafitta. Sicuramente oggi possiamo asserire che le nostre convinzioni non erano solo un punto di vista sindacale, da valutare sulla base dell’accertamento delle attività cosi dette strategiche, ma era una assoluta necessità per il funzionamento degli impianti, all’interno dei processi produttivi di esercizio e manutenzione delle due entità produttive. E proprio dall’idea di valutare le presenze di personale necessario a garantire il presidio ed il funzionamento dei processi produttivi, quello realizzato in Umbria, è nato una sorta di pionierismo controcorrente all’idea concettuale dell’ENEL Produzione, che ha fatto scaturire una sorta di effetti a catena in altre realtà produttive collocate in diverse regioni d’Italia.

Il vocabolo crisi contiene stratificazioni geologiche di concetti. Nell’immaginario collettivo significa difficoltà e paura, amplificata dai condizionamenti dei massmedia. Ma l’etimologia del vocabolo, che racchiude millenni di saggezza e di esperienza, deriva dal greco krìsis che a sua volta discende da krinò, cioè separo, e quindi decido, ( la stessa radice di cernere) e scelgo. Insomma, crisi significa “momento che separa una maniera d’essere o una serie di fenomeni da un’altra differente”. In pratica cambiamento. I vincenti nei momenti di crisi, siano essi leader politici, o capitani d’industria hanno fatto le loro scelte tenendo presente il benessere del gruppo nel suo insieme o prospettando successi e salvezza per tutti. NIENTE PAURA! Dunque, vince chi sa cambiare, chi ha fiducia nel successo dell’impresa e, per il bene di tutti, è capace di tenere sotto controllo la paura, visto che, secondo la ricerca medica, nel cervello i centri della paura e dell’ottimismo coincidono e si escludono rispettivamente. Secondo gli studi, ogni decisione è fatta di quattro passi: 1. presa d’atto della situazione; 2. valutazione del da farsi; 3. ricerca della situazione più utile al proprio interesse; 4. messa in pratica. Viene spontaneo, a questo punto, immaginare che le difficoltà maggiori siano nell’attuazione del terzo punto, invece la crisi attuale ci ha insegnato

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BENEDETTO ACCORDO

Nel senso che l’accordo separato ha ricevuto la benedizione! Cisl e Uil hanno appena venduto la pelle dell’orso/lavoratori con un accordo che spacca il mondo del lavoro e toglie ai diretti interessati lo strumento che finora era riuscito a tenere insieme le loro rivendicazioni. Ciao ciao al contratto nazionale, il salario di chi lavora avrà un sussulto collettivo ma il grosso verrà contrattato a livello locale o aziendale secondo il montepremi che le aziende metteranno in palio: ma come? E con quali rapporti di forza? E se il Colaninno di turno mostrerà la fodera verde delle tasche a dire che non c’ è la trippa? E perché non si potrà recuperare la crescita dell’inflazione dovuta ai rincari energetici? Ma a proposito, è vero che i lavoratori non possono votare l’accordo? Ecco, ciao ciao salario, tanti saluti al potere d’acquisto e alla democrazia. E’ vero, i lavoratori Italiani già lo sanno di avere gli stipendi più bassi d’ Europa, ma forse vorrebbero parlarne coi loro rappresentanti, data la situazione! Macchè! D’ora in poi saranno gli innovativi Enti Bilaterali a decidere le sorti economiche del mondo del lavoro! E che sono questi, maghi? I lavoratori non li conoscono, e neanche li conosceranno dopo, ma quando la paga sarà ancora più magra, sapranno chi ringraziare. Così la Cisl ha portato la sua pratica dal Papa, che l’ ha benedetta con ardore. Il nuovo presidente dell’Impero di Occidente al suo insediamento si è rivolto anche agli atei, rispettosamente; qui da noi, se non sei cattolico praticante sei fritto!!! Ereticamente, ma anche culinariamente, vostro Pasquino.

SOMMARIO (pag.2) RIUNIONE DELEGAZIONE TRATTANTE GOMMA PLASTICA - CONFINDUSTRIA ENEL DISTRIBUZIONE I BUCHI DELLA RETE

(pag.3)

INTERVISTA A MORSELLI 20MILA LAVORATORI A RISCHIO

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UMBRA ACQUE LA RIORGANIZZAZIONE INFINITA

(pag.5)

LA RIFORMA DELLA CONTRATTAZIONE

(pag.5)

LA PAURA DELLE DONNE

(pag.7)

COMUNICATO STAMPA

(pag.7)

PENSIONI DI ANZIANITÀ' PENSIONI DI VECCHIAIA

(pag.8)


Documento Unitario

Riunione Delegazione Trattante Gomma Plastica - Confindustria La riunione del 5 febbraio 2009 è occasione per le Segreterie Nazionali di Filcem Femca Uilcem e la Delegazione Trattante Gomma Plastica Confindustria di sottolineare la gravità e la pesantezza della crisi in corso, le cui conseguenze prossime e future non sono ancora prevedibili. A tal proposito in rispetto di quanto previsto dal CCNL si impegnano a richiedere alla Federazione Nazionale Gomma Plastica l’urgente attivazione dell’Osservatorio Nazionale e a caduta degli osservatori delle macro aree territoriali, con particolare attenzione sia alla preoccupante situazione del nord sia alla drammatica desertificazione industriale che rischia di mettere in ginocchio il sud del Paese.

prevedendo una composizione di 18 membri, 9 per parte sindacale e 9 per parte datoriale, per ciascuna di esse.

Fondamentale importanza, per il processo in corso, avrà la possibilità di promuovere interventi concreti a sostegno dell’industria manifatturiera, a partire dall’indotto del settore automobilistico e di quello del bianco cui dovranno essere stesi gli interventi che saranno varati nei prossimi giorni dal Governo.

Le Segreterie Nazionali Filcem, Femca, Uilcem e la Delegazione Trattante convengono inoltre di lavorare all’attivazione di 4 commissioni con i seguenti orientamenti: Commissione Welfare Contrattuale: che si occuperà dei temi relativi alla previdenza complementare quali il trattamento dei casi di premorienza o invalidità permanente a beneficio degli iscritti al fondo gomma plastica e all’assistenza sanitaria integrativa; Commissione Mercato del Lavoro:che si occuperà di rapporti a tempo determinato, somministrazione a tempo determinato, tempo parziale e trattamento di malattia per apprendisti; Commissione Produttività: che analizzerà gli interventi per favorire la competitività e l’efficienza, quali ad esempio la razionalizzazione delle maggiorazioni per lavoro a turni e notturno e dei criteri di maturazione delle riduzioni di orario; Commissione Classificazioni: che inizierà il proprio lavoro a partire dal comparto fibre ottiche.

Nel riconfermare quale punto di partenza per il confronto i contenuti della piattaforma rivendicativa approvata dall’Assemblea Nazionale di Riccione del 28 .11. 2007 le Segreterie Nazionali e la Delegazione Trattante sottolineano le funzioni tecniche di analisi ed approfondimento delle singole commissioni che dovranno puntualmente informare -circa gli eventuali sviluppi del lavoro- l’intera Delegazione Trattante, al fine di consentire una opportuna valutazione delle materie in esame e indirizzare l’orientamento della discussione.

1)

Sono indispensabili politiche industriali lungimiranti tuttora assenti, tali da consentire - oltre la gestione della crisi, del moltiplicato ricorso a cassa integrazione e mobilità, - di ragionare sul tessuto industriale che questa ci consegnerà, e che rischia di fotografare con anticipo un Paese più povero, più arretrato e più debole.

2)

3)

Le Segreterie Nazionali Filcem CGIL, Femca CISL, Uilcem UIL, e la Delegazione Trattante CCNL Gomma Plastica Confindustria valutano opportuno dar seguito a quanto previsto dalla clausola di rinvio contenuta nel testo di rinnovo del CCNL sottoscritto il 4 luglio 2008 in relazione al lavoro tecnico delle Commissioni.

4) A tal proposito, le Segreterie Nazionali si impegnano a proporre alla Federazione Nazionale Gomma Plastica di aprire gli approfondimenti previsti allargando la discussione alla Delegazione Trattante attraverso il lavoro delle commissioni,

Nella consapevolezza dell’importanza e della delicatezza del tema sicurezza salute e ambiente inoltre si ritiene necessario prevedere un tavolo di confronto che veda la partecipazione di esperti individuati dalle parti.

RICORDATI CHE UNA GOCCIA DI SANGUE PUO’ SALVARE UNA VITA

Il lavoro delle commissioni dovrà esaurirsi infine, come previsto dalla clausola di rinvio entro il mese di luglio 2009 e consegnare l’esito del confronto alla Delegazione Trattante. LE SEGRETERIE NAZIONALI FILCEM FEMCA UILCEM LA DELEGAZIONE TRATTANTE Roma 5 febbraio 2009

ADERISCI ANCHE TU AL GRUPPO ENEL DONATORI SANGUE 2


CENTRALI ENEL DI BASTARDO E PIETRAFITTA

(Dalla prima pagina)

FRA EFFICIENTAMENTI E PROSPETTIVE Un’ostinazione che per l’Umbria ha significato la totale assenza di turn- del carbone e la pulizia del parco, fino ad oggi svolto da quattro Operatori over di personale ENEL per un periodo di circa 17 anni. E’ chiaro che Movimento Combustibili ENEL, in appalto a soggetti esterni. Lo stesso dal nostro punto di vista, come FILCEM/CGIL, non intendiamo abbassare progetto prevede che i mezzi d’opera (ruspe) rimarranno di proprietà la guardia rispetto ad una discussione, che riteniamo di fondamentale dell’ENEL in uso gratuito all’impresa appaltatrice e tutta l’impiantistica importanza e per questo deve essere ripresa e perseguita nel breve (nastri) saranno gestiti da personale dell’UMC, compreso il controllo e il periodo e cioè entro il primo semestre del coordinamento di tutte le attività del parco, 2009. Siamo convinti di questo perché ivi compresa la gestione dell’appalto ancora una volta sono i fatti a dimostrarne stesso. E’ chiaro, dal nostro punto di la inevitabilità del percorso. Il personale vista, che questa fase di efficientamento attualmente presente negli impianti di deve prevedere una disponibilità da Bastardo e Pietrafitta ha, infatti, acquisito parte dell’azienda di procedere alla un’anzianità lavorativa così detta medio compensazione con assunzioni di alta nella generalità dei casi e la prospettiva personale nelle aree della Manutenzione di uscita dei lavoratori per quiescenza si e delle Staff, ed inoltre deve prevedere una avvererà nel giro di pochissimo tempo; fase di rimodulazione delle attività in turno, prospettiva maggiormente garantita dal la ricopertura della figura del Preposto Panorama con Centrale di Pietrafitta riconoscimento di periodi di anzianità ai Servizi Comuni, ed una rivalutazione aggiuntivi da parte dell’INPS, per il rischio di esposizione all’amianto. inquadramentale delle mansioni in turno ad iniziare dall’Operatore Esterno Per ricostruire un tessuto di professionalità adeguate alle esigenze di e dall’Operatore al Banco di Unità. Abbiamo sostenuto queste necessità funzionamento degli impianti di produzione, serve tempo perché i giovani perché riteniamo che il modello classificatorio di esercizio (strutturato) neo-assunti possano acquisire le conoscenze su un’attività che non è né ha dovuto adeguarsi al modificarsi dei processi sia per innovazione semplice né tanto meno facilmente acquisibile, per la sua particolarità, nel che per nuove responsabilità rivenienti dal nuovo contesto del mercato territorio regionale. E’ da qualche tempo che ENEL prospetta la necessità energetico, ma che dal lontano 1991 vede le posizioni di inquadramento di applicare un processo di efficientamento nella logistica dei combustibili, immodificate. La FILCEM/CGIL da sempre ha dato il proprio contributo e asserendo a supporto che l’elevato costo per l’approvvigionamento di la propria disponibilità a tavoli di confronto unitari con ENEL, sulla base carbone per la centrale di Bastardo potrebbe, nel breve/medio periodo, della disponibilità, da parte aziendale a perseguire obiettivi che possano esporre il costo del KWh alla competizione di altri soggetti produttori e realisticamente essere interpreti delle esigenze del mondo del lavoro pertanto di qui la necessità di riduzione del personale ENEL addetto alle e per un giusto riconoscimento delle attività che ogni lavoratore svolge operazioni di stoccaggio del Carbone nel parco di Bastardo. Il progetto quotidianamente. prevede l’affidamento dell’attività di stoccaggio, ripresa e messa a consumo Renzo Basili

ENEL DISTRIBUZIONE

I buchi della Rete giovani, più attive e più produttive. Anche le poche assunzioni fatte in campo operativo già da subito non sono riuscite a colmare gli effetti delle pensioni e degli esodi incentivati, non hanno recuperato i buchi nei turni di reperibilità ma anzi spesso sono state usate per coprire carenze impiegatizie sempre negate dall’azienda; così la coperta cortissima ha dato vita a situazioni imbarazzanti con lavoratori double face a seconda che servissero di giorno impiegati o di notte operai. Il cambio di ruolo dei capi squadra ha creato situazioni ibride e frustrazioni professionali senza dare risposte o prospettive ad aspettative legittime. L’ arrivo dirompente del Work Force Management e la integrazione fra AT e MT/BT stanno portando la struttura al limite di sopportazione; non è semplice usare la già logora coperta corta per soddisfare tutte le voglie di ENEL: formazione, innovazione tecnologica , integrazione, insourcing (togliere lavoro alle imprese e passarlo alle squadre senza scaricarle di attività), taglio delle spese/ investimenti del 40%, e altre perle di efficienza ed efficacia. I lavoratori e le lavoratrici stanno dando dimostrazione di maturità e professionalità di fronte alle continue richieste aziendali, ma si aspettano anche segnali di attenzione e di ascolto da parte di chi opera le scelte; i risultati sono eccellenti e di questo va dato riscontro a chi li produce, ENEL non può rendere conto solo al mercato e a chi incassa i dividendi senza conoscere il valore del lavoro. Floriano Muccifora

Le difficoltà economiche di ENEL S.p.A. sono sotto gli occhi di tutti; non che l’ azienda sia in crisi, ma gli obblighi da affrontare sono tanti e impegnativi: il mercato borsistico, il mercato energetico, le acquisizioni e il conseguente indebitamento tanto per dirne alcuni. La continua ricerca di assestare il bilancio per continuare a fare utili e ridurre i debiti non si limita a vendite più o meno consistenti (finché sarà possibile), ma si ripercuote sui lavoratori del gruppo: esodi pesanti nei numeri e nei costi, riduzione degli organici, esternalizzazioni sempre più spinte, compressione delle professionalità, aumento dei carichi di lavoro. Nell’Area Rete Elettrica l’atteggiamento di ENEL è particolarmente “illuminante” di come vengano messe in atto le misure per rispondere al mercato ma non ai lavoratori. Il settore ha subito l’ultima ristrutturazione ufficiale meno di due anni fa e da allora è stato un susseguirsi di aumenti di ritmi, di obiettivi da raggiungere e innovazioni da sperimentare e poi portare a regime, di nuove attività da metabolizzare o da imparare di sana pianta ma senza tralasciare tutto ciò che si faceva da prima. I passaggi di competenze da altri settori, l’introduzione di parametri e il rispetto delle delibere dell’Authority hanno portato carichi di lavoro e di complicazione che sono stati calati su strutture già in difficoltà per la diminuzione degli addetti e per la restrizione dei costi e degli investimenti. Nelle strutture “destrutturate” delle Zone e Unità Operative pesa troppo la staticità di inquadramento, è cresciuta l’attività a scapito della valorizzazione professionale, specialmente per le persone più

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INTERVISTA A MORSELLI

20mila lavoratori a rischio il governo intervenga o ci mobiliteremo

all’informazione scientifica del farmaco che da soli, nel giro di tre anni, hanno subito circa 5mila tagli occupazionali. Ma quello che è peggio in tutte queste situazioni è che si rinuncia ancora una volta a quella che dovrebbe essere invece l’opportunità di ripresa, ovvero la ricerca, e anche nel settore farmaceutico si tagliano posti in questo ambito”.

Un vero tsunami. Può essere definita così la crisi che sta colpendo il settore della chimica nel nostro Paese. A rischio ci sono infatti ben 20mila lavoratori. E la fetta più grossa appartiene al petrolchimico. Parola di Alberto Morselli, segretario generale della Filcem-Cgil che, intervistato da Affaritaliani, attacca il governo: “Bugiardo e intempestivo: tarda a convocarci per un tavolo”. E promette: “Pronti a mobilitarci”

Che cosa si può fare per invertire questa tendenza? Voi chiedete un tavolo al governo...”Bisogna che ci lavoriamo da subito a questa situazione. Noi abbiamo convenuto col governo sulla necessità di un tavolo sulla chimica. Ma il governo è bugiardo e intempestivo perché allunga i tempi e ci prende in giro annunciando la convocazione senza darvi seguito. E questo ci preoccupa, perché c’è una sottovalutazione della crisi e dei suoi effetti anche sul piano sociale. Prendiamo l’energia: abbiamo letto tutti le intenzioni del governo per la ripresa degli investimenti sui termovalorizzatori, sui rigassificatori, sul nucleare... anche qui si sarebbe dovuto aprire un confronto per discutere, ma siamo ancora in attesa. E non posso nemmeno dire che il ministro nega, perché Scajola stesso ha ritenuto necessario ragionare insieme con le parti sociali su questi temi, però non c’è stata conseguenza dalle parole ai fatti”.

La Filcem Cgil ha lanciato un allarme parlando di tsunami nel mondo della chimica. Quanti lavoratori sono a rischio? ”Fare una stima precisa di quello che accadrà in una situazione di crisi come questa è complicato. Anzi, la preoccupazione è che le stime che facciamo siano insufficienti rispetto alla drammaticità che abbiamo di fronte dal punto di vista produttivo. Quando io parlo di 20mila posti di lavoro a rischio nel settore chimico-farmaceutico e manifatturiero registro la situazione delle aziende in cui sono già aperte di fatto delle procedure di mobilità, cassa integrazione, utilizzo ferie e permessi... Temo che purtroppo nei prossimi mesi saremo di fronte ad un aumento di queste stime, perché non vedo ancora delle azioni in grado di invertire questa situazione”.

Quali sono le aziende più colpite? ”Qui non si tratta di alcune aziende, qui c’è proprio il trasferimento delle Quando finalmente si aprirà il difficoltà finanziarie al sistema tavolo, quali misure chiederete produttivo. Poi, dentro al sistema contro la crisi?”Penso che nei produttivo, so che esiste un numero momenti di difficoltà bisogna di aziende che fa speculazione, Alberto Morselli concentrare le risorse sulla ricerca, non è in crisi. Uno per tutti, il caso di Iris Ceramica dove non c’è difficoltà ma si utilizza sulla formazione, sull’innovazione (quindi più brevetti) perché questo momento per altri fini. Ma, al di là degli speculatori, le altre non sono soluzioni ma tamponi. Se concentriamo purtroppo c’è un dato vero di crisi evidente. Tra le aziende l’attenzione su questi punti, poi devo anche convenire su più in difficoltà c’è l’Eni, la Polimeri Europa, che è in una come si possa passare dal momento attuale a quando si situazione di lento e progressivo ritiro dalla chimica. E non uscirà dalla crisi. Ora siamo agli interventi congiunturali: c’è dubbio che gli effetti della crisi produttiva accelerino è chiaro che chiediamo più cassa integrazione, più cassa la volontà di uscita dalla chimica. E così si ritardano le integrazione in deroga, l’aumento del massimale di cassa risposte per Marghera, si annuncia la chiusura di parti di integrazione... Ma poi bisogna anche pensare agli interventi strategici: oltre a ricerca e innovazione, credo che debba produzione del petrolchimico di Porto Torres...” esserci anche l’innovazione amministrativa. La riforma della Di quanti lavoratori si parla per il petrolchimico?”Di PA che supporti i progetti industriali è un’esigenza”. 4-5mila per Marghera e di 2mila, diretti e indiretti, per Porto Se il governo tardasse ancora a convocarvi, vi Torres”. mobiliterete?”Abbiamo proprio nelle prossime ore Poi c’è la chimica manifatturiera...”Qui la concentrazione appuntamenti unitari, salvo novità negative, e di categoria. prevalente è nell’area lombarda. Si tratta di piccole e medie E condividiamo questa richiesta di intervento del governo aziende per le quali registriamo una situazione diffusa di calo sulle politiche industriali a partire dalla chimica e dell’energia. degli ordini e, come conseguenza immediata, di apertura di Se questo non avvenisse, ci mobiliteremo. Perché l’assenza procedure di cassa integrazione. E solo per questo settore di un tavolo rende ancora più colpevole la mancanza di si parla in tutta Italia di 15mila lavoratori”. politiche”. E il farmaceutico?”Qui ci sono tutti i lavoratori addetti a cura dell'Ufficio Stampa FILCEM - CGI Nazionale 4


UMBRA ACQUE

La riorganizzazione infinita Da mesi Umbra Acque è percorsa da un fremito, da un’aspettativa, dalla sperata panacea ad ogni male. Tutto ciò ha un solo nome: riorganizzazione. Alla fine dello scorso anno, anche di fronte alle richieste del sindacato che poneva varie questioni, l’Azienda rispose che in tempi brevi avrebbe partorito una ristrutturazione che, una volta approvata, avrebbe risolto ogni problema. Passano i mesi e nonostante una lunga e unica discussione sui turni portata avanti con le controparti, nonostante la presentazione da parte sindacale di una bozza di riforma per l’accordo sugli inquadramenti fermi al lontano 2004, tutto resta fermo. Da parte aziendale ci sono voluti 5 mesi solo per decidere i nomi da inserire nelle caselle della macro organizzazione presentata a settembre. Se tanto ci da tanto per stabilire la micro dovremo individuare i nostri successori nella discussione perché noi saremo tutti in meritata pensione. Nel frattempo è cominciato un nuovo anno. Persone sono andate in quiescenza e non vengono rimpiazzate. La reperibilità viene ancora riproposta in forma provvisoria con la conseguente incertezza, per i lavoratori, della programmazione delle ferie. Le esigenze di chi ha avuto problemi fisici e chiede giustamente di essere adibito a

mansioni più confacenti al suo stato non vengono soddisfatte. I turni sono restati quelli di sempre alla faccia del nuovo contratto e delle leggi. La gestione del gas è uscita definitivamente dalle attività di Umbra Acque passando a Sinergia con il comando di un dipendente. La ridistribuzione dei carichi di lavoro e degli incarichi anche a fronte delle continue variazioni normative e del rientro in Umbra Acque dei dipendenti di Sinergia è rimasta lettera morta. Il riportare in Azienda i lavori in appalto, per cui si era fatta una sperimentazione nel maggio del 2008, è anch’esso ancora in alto mare. Anche il problema del service e delle sue dipendenti aspetta una risposta. Di riconoscimenti delle professionalità nemmeno a parlarne, perché senza riorganizzazione nessuno è certo della sua mansione e, pertanto, del suo inquadramento. Sembra quasi che tutto debba involversi giorno per giorno senza dover prendere impegni e con la coperta, ma non più di tanto, volontà di fare ogni cosa senza dover confrontarsi con quei rompiscatole del sindacato. Il tutto trincerandosi dietro le decisioni indiscutibili e calate su tutti per volontà del Consiglio di Amministrazione. Fabrizio Gramignani

LA RIFORMA DELLA CONTRATTAZIONE

FU VERA GLORIA?

L’epilogo della tormentata vicenda della riforma del sistema contrattuale sorta di “spartiacque” nel futuro dei rapporti tra le OO.SS. Confederali. Al italiano offre una serie d’interessanti elementi di discussione e motivi di convincimento della Cgil, secondo il quale, se è vero che in una certa fase approfondimento. Naturalmente, le valutazioni sulle conseguenze pratiche del capitalismo si trasformano gli strumenti di produzione e le forze produttive, del nuovo assetto contrattuale, che sostituisce l’intesa sottoscritta nel ma non finisce per questo il rapporto di dipendenza del lavoro dal capitale e ’93, rappresenteranno un tema centrale del confronto politico-sindacale non vengono meno le ragioni del conflitto - che, tra l’altro, rappresenta(va) che caratterizzerà l’agenda dei prossimi mesi. In questa sede, eviterò una delle fondamenta del sindacalismo confederale - si contrappone, da giudizi e valutazioni di merito sull’Accordo quadro sottoscritto da Governo, parte di Cisl e Uil, un concetto di “modernità delle relazioni sindacali” che Associazioni imprenditoriali - con qualche considera superata la dualità lavoro-capitale eccezione - e Cisl e Uil lo scorso 22 e ritiene, per questo, il Segretario generale gennaio. Personalmente, ritengo prioritario della Cgil (addirittura) succube e artefice fare alcune considerazioni su quello che di una “deriva bolscevica”! Ne consegue, appare l’ultimo “strappo”, almeno in ordine inevitabilmente, una visione “doppia” del di tempo, realizzatosi tra le Organizzazioni ruolo e della funzione stessa del sindacato sindacali confederali. In questo senso, confederale. Il dato è tanto più preoccupante appena dopo la firma dell’Accordo quadro, quanto maggiore è il livello di conoscenza (e alcuni osservatori hanno avuto modo di di ricordo testuale) della “Proposta unitaria commentare che la mancata adesione per la riforma del sistema contrattuale” che della Cgil rappresentava la riproposizione Cgil, Cisl e Uil sottoscrissero nel maggio delle situazioni createsi all’indomani della 2008. Curiosamente - e nel segno della rottura dell”84 sulla scala mobile e del coerenza - riporto che Bonanni, così come 2001 sul Patto per l’Italia. A mio parere, ha definito “storico” l’accordo (separato) si tratta di due improprie equiparazioni. sottoscritto il 22 gennaio scorso, non All’uopo, è sufficiente rilevare che la frattura esitò, al momento della presentazione del Guglielmo Epifani determinatasi dopo il famoso “Decreto di San Valentino” del governo Craxi, documento unitario - disatteso - dello scorso maggio, a dichiarare: “Si tratta di con la componente socialista della Cgil che - insieme a Cisl e Uil - decise di un atto di portata storica. E’ un accordo che costruisce un sindacato nuovo. Il sostenere la decisione del “taglio dei punti di contingenza” e la componente testo rende il sindacato più forte, rinnovato, aggressivo, capace di contare di comunista (della stessa Confederazione) che si oppose al provvedimento più nella società italiana”! Che cosa dire? Rinvio ai posteri l’ardua sentenza! schierandosi a favore del referendum sullo stesso decreto. Nel secondo Nella stessa occasione, non gli fu da meno il Segretario generale della Uil. caso, la mancata condivisione, da parte della Cgil, dell’accordo siglato nel Angeletti, infatti, dichiarò: “Presenteremo queste proposte subito per aprire luglio del 2002, fu caratterizzata da due diverse concezioni circa il modo immediatamente un confronto e vedremo se sul serio avremo imprenditori più idoneo per “aggredire” - nel modo più opportuno e con gli strumenti disposti ad aumentare veramente i salari”. A questo punto, quanto realizzatosi legislativi più efficaci - la grave crisi occupazionale esistente nel Paese. Molto nei giorni scorsi dimostra, in maniera incontrovertibile, che, effettivamente, significativi, in questo senso, erano i temi relativi all’art. 18 dello Statuto dei “Le strade dell’Inferno sono lastricate di buone intenzioni”! Diventa, quindi, lavoratori - rispetto al quale la Cgil dichiarava di essere contraria a qualsiasi urgente, a mio parere, prendere atto che siamo alla fine di un percorso. E’ finita tipo di “deroga” - e al diverso ruolo da assegnare agli Enti bilaterali. Quanto un’epoca storica ed è indispensabile, per la Cgil, attrezzarsi per affrontare un realizzatosi, invece, attraverso la recente firma-separata, rappresenta, a mio futuro da “separati”; con coraggio e con la necessaria determinazione. avviso, un fatto senza precedenti che, purtroppo, temo, rappresenterà una S. Bianchini

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(Dalla prima pagina)

CHIMICA A TERNI che il passo più importante, insito di trabocchetti, è il primo, perché si materializza in modo inconscio e se la sua percezione viene distorta, saranno distorte tutte le decisioni successive. Nei periodi di crisi, si tratta di scegliere tra due tesi: una che afferma che il bicchiere è mezzo pieno, mentre l’altra sostiene che se qualcosa potrebbe andare storto, ciò accadrà irrimediabilmente. Anche se la seconda ipotesi a volte si rivela più corretta, tuttavia è quella che conviene meno. Intendiamoci, non è un invito a spendere tutto l’intero stipendio nella prima settimana del mese, semmai ad unire speranza ed intelligenza, consapevoli che la nostra visione della realtà può essere alterata ed influenzare in modo negativo il nostro comportamento. L’ottimismo, la fiducia nel futuro e nella soluzione dei problemi consente infatti di reagire, di combattere e quindi di modificare la realtà a proprio vantaggio, indirizzandole in senso più favorevole. Ma l’ottimismo non è innato: esso è una scelta volontaria, una scelta di vita. La crisi ha i suoi aspetti positivi: la nascita di nuove regole a tutela dei risparmiatori dice il prof. Giuseppe De Luca economista dell’università di Milano ( la legge bancaria statunitense del 1932 e quella italiana del 1936 sono figlie della crisi del ’29); i governi potrebbero guadagnare dalla crisi rilevando le banche in crisi a prezzi stracciati e rivendendole più avanti a prezzi di mercato, operazione che poterebbe risanare il debito e di conseguenza ridurre la pressione fiscale per i cittadini; rinascita dei mercati contadini, riduzione del prelievo di materie e di energia dall’ambiente, riduzione quindi dell’inquinamento e del prezzo del petrolio della benzina e del riscaldamento. Le innovazioni tecnologiche sono figlie delle crisi: quando, ad esempio nel IV secolo a. C. , l’agricoltura non poteva espandersi perchè il trasporto su animale era insufficiente, la crisi che ne derivò alimentò la scoperta della ruota, che ridusse di 10 volte l’energia utilizzata per il trasporto; in seguito la scoperta del timone per le navi consentì di costruire nuove società mercantili per superare la crisi dell’impero romano e della società schiavista; nel 1700 in Inghilterra, l’invenzione delle prime macchine idrauliche, permise di superare la crisi dei contadini che si spostarono dalle campagne, espropriate dalla nobiltà; la crisi del 1900 fu superata con l’invenzione della catena di montaggio. Con questa consapevolezza, dobbiamo affrontare la situazione della chimica ternana, immersa nei suoi innumerevoli problemi preesistenti, ma con delle enormi possibilità all’orizzonte. Prendiamo ad esempio il polo chimico ternano con il suo equilibrio tanto debole quanto determinante.Prendi la Meraklon, con le sue croniche difficoltà, ma con l’affascinante aspetto di una donna che invecchia, alla quale tutti sembrano oramai disinteressati, sulla quale nessuno mai scommetterebbe un eurocent, la grande paura che “Mamma Basell” un giorno decida di mollarla abbandonandola al suo crudele ed inevitabile destino. Metti che ad un certo punto del 2007 tre Segretari sindacali impazziti vadano a parlare con il Patron di Basell in Italia, chiedendogli di trovare un compratore per tentare di strapparla a quel crudele destino. Metti che dopo qualche mese ti arriva a Terni Fiorletta, che dopo appena 10 mesi porta l’azienda da una perdita consolidata mensile di 350.000€ al mese, vicino al pareggio di bilancio per due mesi, senza un licenziamento, migliorando contemporaneamente la qualità del prodotto. Metti che ad un certo punto arriva la crisi, quella brutta, che parte oltreoceano e come uno tsunami travolge tutto. A quel punto pensi: “stavolta è proprio finita!!”. Arrivano le ferie forzate, arriva la cassa integrazione, arrivano i primi mancati rinnovi dei contratti a termine, e pensi: “ siamo alla frutta!!!”. Poi arriva il mese di gennaio, si va alla fiera di Francoforte, la più importante del

settore, e ti accorgi che la gente non compra, che alcuni di essi non ci sono già più, travolti di già, e quelli che restano stanno in attesa di vedere i prezzi più bassi, hanno i magazzini pieni, insomma gli effetti della crisi più nera. Se guardi con più calma e senza farti prendere dallo scoramento, ti accorgi di una cosa, forse l’unica positiva per la Meraklon, mancano tanti concorrenti, anche loro già spazzati dallo tsunami. A quel punto è d’obbligo una riflessione. Passata la bufera, i consumi prima o poi ripartiranno, se i soggetti che potranno offrire filo e fiocco polipropilenico saranno di meno, potremmo ipotizzare che la Meraklon potrà avere maggiori volumi, addirittura se siamo più ottimisti, potrebbero essere più di quelli che aveva prima della crisi. Ancora. Il colosso LLIONDEL-BASELL, in mano alle banche americane in crisi, lanciano un allarme in tutti gli stabilimenti, tagliare assolutamente i costi fissi, recuperare il più possibile, calano i volumi, anche per questa azienda…..e lo stabilimento di Terni? Non va benissimo, ma neanche male. A Ferrara e Brindisi l’azienda ferma due impianti legati al mercato dell’auto, oramai fermo anch’esso. A Terni grazie soprattutto ai consumi interni di Meraklon e Treofan l’equilibrio ancora c’è, nonostante la crisi, nonostante le difficoltà. Treofan, in vendita, a livello mondiale, lo stabilimento ternano va male, è un anno che lo sosteniamo, parliamo con i vertici mondiali, otteniamo degli impegni, le cose vanno ancora peggio.Il management locale non reagisce……..e arriva il segnale, quando la squadra non riesce a vincere si cambia l’allenatore, e quindi via il direttore di stabilimento. Non poteva essere lui la causa di tutti i problemi, ma adesso non possiamo sbagliare, cambiare per migliorare e recuperare il terreno perduto, è la parola d’ordine. Se questa è la situazione perché come sostiene la scienza, non dovremmo essere ottimisti, noi, i lavoratori, i politici, i cittadini tutti, e con la spinta di questo grande ottimismo, rilanciare ancora una volta l’apporto dell’industria chimica ternana, così importante per il nostro territorio. La Nuova Industrie Chimiche di Nera Montoro CHIUDE, proprio nel mezzo della crisi. E se in mezzo a questo terremoto, riusciamo a portare un importante dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico, tale dottor Castano, e lo stesso sposa la nostra causa impegnandosi per il governo con risorse ed agevolazioni per la ripresa industriale del sito. E se parallelamente a questo un’azienda Ternana come la NOVAMONT, rivaluta la possibilità di localizzare in quell’area un impianto nuovo, una bioraffineria utile per la produzione di olii, essenziali alla lavorazione del MATER BI, la plastica del futuro, dopo che la stessa ha ricevuto proposte allettanti dalla regione Campania. E se L’ADICA, altra azienda del sito, in una difficile situazione finanziaria, ma contemporaneamente piena di ordini, attraverso l’accordo con un socio, riuscisse a risollevare le sorti dell’azienda, potenziando gli impianti ternani, creando 20 o 30 nuovi posti di lavoro. E se l’ALCANTARA pur con qualche preoccupazione legata al mercato dell’auto, ed alle sue incognite, continua fiduciosa la sua produzione, in attesa di conoscere gli sviluppi del secondo semestre dell’anno. Dobbiamo lavorare, lavorare di buona lena, con fede nel risultato, la stessa fede dimostrata da Churchill il 4 giugno del 1940, quando con l’esercito francese indebolito, quello belga perduto, Hitler meditava di invadere l’Inghilterra e molti pensavano di arrendersi. Lui no, e pronunciò il famoso discorso alla Camera dei Comuni “We shall”, come le parole ottimistiche di Obama “We can”, già passate dalla storia alla retorica. I discorsi che funzionano hanno un comune denominatore: la speranza e l’ottimismo, perché le emozioni fanno scegliere il leader più idoneo a portare tutti in salvo. Sergio Cardinali 6


LA PAURA DELLE DONNE Da molto tempo ormai le prime notizie di alcuni telegiornali trattano di violenze, stupri, persecuzioni a danno delle donne: sconosciuti violentatori al capolinea di un autobus; compagni di lavoro che stuprano in branco una connazionale romena; ancora il branco, per divertimento, violenta ripetutamente una ragazza mentre il suo ragazzo viene malmenato e rinchiuso nel bagagliaio dell’auto….Sono questi alcuni dei fatti successi negli ultimi giorni, in una spirale di violenza che sembra in crescita, amplificata sui tg da particolari delle scene dei delitti, dichiarazioni di cittadini imbestialiti, tentativi di linciaggio con il fine, neppure tanto nascosto, di orientare il punto di vista nei confronti dello straniero…Solo nel 2008 ci sono stati 4465 casi di violenza denunciati, di cui il 58% messi in atto da italiani e il 9,2% da romeni e in troppi casi è evidente la caccia allo straniero! Lo stupro, ora reato contro la persona e non più contro la morale, sembra però quasi la risposta alla moda delle veline e “dottoresse” di telequiz, esempi di successo che i mass media danno alle nostre figlie. I ragazzi invece possono, con loro, far l’amore e poi mettere i video su You Tube senza che nessuno si preoccupi più di tanto. Ma è la violenza domestica, secondo Amnesty International, una delle prime cause di morte e invalidità per le donne europee tra i 16 e i 44 anni, tanto che qualcuno comincia a parlare di una nuova fattispecie di reato: il femminicidio. Il marito o il compagno picchiatore, il fidanzato lasciato diventa persecutore (stalker), il vicino violentatore, il capo ufficio molestatore, il padre padrone…Insomma una serie di violenze e sevizie contro le donne, da parte dell’uomo, di cui una gran parte mai denunciate, purtroppo. L’uomo padrone del corpo della donna: può abusarne quanto e dove vuole. Forse non basta un soldato per ogni bella ragazza, come ha detto, con sorrisetto ironico, il nostro premier, per risolvere la situazione: non è sempre facile denunciare il proprio compagno. Ci sono spesso i figli che ne pagano le conseguenze, ci sono le prove da produrre.. Servirebbe però non tagliare del 30% i fondi per le forze dell’ordine che potrebbero rendere più sicure le nostre strade; servirebbe non tagliare le risorse per il fondo antiviolenza che sostiene le “case delle donne”, rifugio per coloro che subiscono violenza in famiglia. Risorse, queste, che vanno a coprire il buco provocato dall’eliminazione dell’ICI, purtroppo! Servirebbe un piano di azione nazionale, già previsto dall’ex ministra Pollastrini, e mai attuato, che includeva finanziamenti strutturali e un osservatorio nazionale. Servirebbe non avere tribunali ancora diffidenti nei confronti delle donne e di quanto loro raccontano, servirebbe la certezza della pena per i colpevoli. Servirebbe un risveglio di protagonismo da parte dei movimenti delle donne in una situazione sempre più drammatica, anche a causa della crisi economica che non fa che peggiorare complessivamente la condizione delle donne. Servirebbe, soprattutto, educare i maschi, i nostri figli, sin da piccoli, al rispetto della donna e del suo corpo! Lidia Mariani

COMUNICATO STAMPA Oggi si è svolta l’assemblea di tutti i lavoratori del Servizio Idrico provinciale convocata dalle OOSS FILCEM FEMCA/FLAEI UILCEM di Terni. L’assemblea si è resa necessaria visto il perdurare della situazione assolutamente critica della società, situazione che condiziona negativamente la qualità del servizio e l’operato dei lavoratori del settore. Oltre dodici mesi fa in un incontro con il Prefetto di Terni, le stesse criticità che oggi ribadiamo in particolare sulla sicurezza, sulla mancanza di un’organizzazione del lavoro sinergica e con obbiettivi univoci e comuni tra tutte le aziende e per tutti gli operatori riconoscendone anche uguale dignità di applicazioni contrattuali. Al suddetto incontro venivamo tacciati da taluni responsabili di aziende di dichiarare cose non vere, e per di più questioni sulle quali le aziende davano le più ampie disponibilità ad affrontare in termini positivi per il futuro. Oggi a 14 mesi da tale incontro possiamo denunciare che quell’impegno ha prodotto solo 2 riunioni sugli aspetti legati alla sicurezza dove la discussione si è limitata ad un ascolto sordo del disagio denunciato, per produrre una lista di tutti gli investimenti fatti negli anni, che poco hanno avuto a che fare con la sicurezza degli impianti. Al di là delle dichiarazioni della presenza di una progettazione esecutiva dei lavori da eseguire per mettere in sicurezza gli impianti fuori norma (quadri elettrici, parapetti, scalette di accesso ecc.), ad oggi mon è dato sapere nulla o quasi sulla tempistica e gli affidamenti fatti o da fare. In questa situazione la garanzia della qualità del servizio è stata garantita solo attraverso la grande abnegazione del personale in forza, che anche in condizioni limite di sicurezza, ha sempre garantito l’effettuazione degli interventi senza che fino a questo momento ciò abbia prodotto infortuni. Tale condizione non può più perdurare e non può essere sfidato il fato più a lungo. E’ necessario quindi che i lavoratori ed il Sindacato che li rappresenta mettano in campo azioni incisive tese a rimuovere una tale situazione pericolosa di stallo peggiore addirittura nelle aziende pubbliche che nel soggetto privato. Per fare ciò, le OOSS e i tantissimi lavoratori delle quattro società presenti in una sala calda e gremita, hanno manifestato l’intenzione di indire lo stato di agitazione di tutto il settore. Da oggi in maniera puntuale saranno monitorate tutte quelle situazioni di rischio che si presenteranno e le OOSS non permetteranno più una così rischiosa esposizione dei lavoratori, anche con la consapevolezza che ciò possa creare difficoltà nella corretta erogazione del servizio. Crediamo che questo debba essere da stimolo anche sul versante della discussione politica in atto rispetto alla semplificazione societaria, per fare presto e bene, salvaguardando questa volta la qualità, l’efficienza e l’economicità del servizio offerto. Auspichiamo una sensibilità diversa della classe politica rispetto al coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori nella discussione in atto, facendo tesoro più che in passato dell’esperienza dei lavoratori del settore, come elemento di contributo sulle scelte che dovranno essere fatte. Terni 20/1/09

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PENSIONI DI ANZIANITÀ Con il 2009 cambiano le regole. Per le finestre di uscita il Ddl sul Welfare stabilisce che: 1) può andare in pensione dal I° gennaio chi raggiunge i 58 anni di età e 35 anni di contributi entro il 30 giugno dell’anno precedente; 2) deve aspettare il I° luglio chi matura i requisiti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente. FINESTRE La situazione cambia con almeno 40 anni di contributi, per i quali rimangono valide le 4 finestre introdotte dal Ddl (legge 247/07): 1) va in pensione dal I° luglio il lavoratore che ha maturato i requisiti entro il 31 marzo (e ha almeno 57 anni); 2) va in pensione dal I° ottobre chi li ha maturati entro il 30 giugno (e ha almeno 57 anni); 3) va in pensione dal I° gennaio dell’anno successivo chi raggiunge i requisiti entro il 30 settembre, senza limiti di età; 4) va in pensione dal I° aprile dell’anno successivo chi li raggiunge entro il 31 dicembre, senza limiti di età. Sino al 30 giugno 2009 si può andare in pensione di anzianità con 35 anni di contributi e almeno 58 anni di età Dal I° luglio 2009 scatta il sistema delle quote: il diritto matura al raggiungimento di una quota data dalla somma di età e contribuzione, come di seguito specificato. Non interessano le quote i lavoratori con almeno 40 anni di contributi, pur rimanendo valide le 4 finestre di uscita introdotte dal Ddl (legge 247/07).

di Fausto Bianchi LE STANZE DEL PENSIERO Occhi chiusi, mente aperta, questo accade, nelle stanze del pensiero, la mente vola sui ricordi che la mia vita ha vissuto, ripercorro strade che ho già percorso, dalla felicità al dolore e di nuovo alla felicità, guidato dall’istinto, dall’impulso del momento, costruendo la mia vita su solide basi. Nelle stanze del pensiero mi ritrovo e mi ritroverò, per guardarmi dentro e vedere oltre il passato e oltre il futuro.

Mensile edito dalla Segreteria Regionale del Sindacato FILCEM-CGIL dell'Umbria Redazioni:

Con un’anzianità contributiva di almeno 40 anni si va in pensione a prescindere dall’età.

PENSIONI DI VECCHIAIA I lavoratori dipendenti che compiono 65 anni (60 per le donne) entro il 31 marzo possono chiedere la pensione dal I° di luglio dello stesso anno. Chi compie i 65 anni (60 per le donne) entro il 30 giugno può andare in pensione dal I° ottobre. Chi compie i 65 anni (60 per le donne) entro il 30 settembre può andare in pensione dal I° gennaio dell’anno successivo. Chi compie i 65 anni (60 per le donne) il 31 dicembre può andare in pensione dal I° aprile dell’anno successivo

PERUGIA-Via Macello - Zona Bellocchio Tel. 075 5069875-78-06 Fax 075 5069877 filcem.regionale@umbria. cgil.it filcem.perugia@umbria.cgil.it TERNI Via S. Procolo, 8 - Camera del Lavoro Tel. 0744 496225-26 - Centralino 4961 Fax 0744 406410 filcem.terni@umbria.cgil.it

Direttore Responsabile

CARLO CASALI

Registrato con Decreto del Tribunale di Terni

n°6/95

Giornale chiuso il 20 FEBBRAIO 2009

radar - febbraio 2009  

il nuovo RADAR - Panorama di vita Sindacale Settore Chimico, Energia e Manifatturiero dell'Umbria