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PERIODICO GRATUITO DI ZOOFISHING

EDITORIALE

I grandi risultati che ci stanno accompagnando, merito dei nostri

Trimestrale Anno I, Numero 4 Ottobre 2010 __________________

ZooFISHING MAGAZINE Periodico gratuito scaricabile dal sito internet www.zoofishing.com

__________________ Direttore Marco Pagliarin __________________ In redazione Enrico Busato Daniel Gemin Mario Portelli __________________

collaboratori e soprattutto dei clienti che rinnovano sempre la fiducia nei nostri prodotti, sono segnali di forte ottimismo verso il futuro. Sembra strano ma come azienda non disponiamo ancora di una rete commerciale valida per portare i nostri prodotti in tutto il territorio nazionale ed europeo (ndr. per ora solo su www.zoofishing.com sono disponibili i nostri prodotti) perché come già dichiarato, l'esperienza iniziata ufficialmente nel 2009 procederà fino fine 2010 con l'obbiettivo di sviluppo prodotti efficaci per il carpfishing. Stiamo lavorando per realizzare questa rete di vendita capillare e vi chiediamo di aiutarci in questo per offrirvi un servizio sempre migliore: non esitate a richiedere al vostro negoziante di fiducia i nostri prodotti, provvederemo rapidamente a consegnare il materiale richiesto presso il vostro punto vendita di riferimento. ZooFishing è un'azienda che guarda anche al futuro, per questo appoggia pienamente iniziative di associazioni e club che lottano per il rispetto della natura. Questo è di vitale importanza, perché solo con questi ideali sarà possibile garantire un futuro più roseo a veterani e nuove leve di questa disciplina e non solo. Proprio seguendo questa strada, a luglio abbiamo iniziato una importante collaborazione con ITALPESCA, associazione con sede a Vigonovo del Brenta con interessanti idee e prospettive. Nel medesimo periodo, siamo intervenuti in qualità di sponsor, all'enduro svolto sul magnifico paesaggio del fiume Brenta. A settembre abbiamo rinnovato l'iniziativa che abbiamo accompagnato con una modesta presentazione. Vorremmo porgere un Ringraziamento sincero alle Guardie Volontarie per il loro continuo servizio di vigilanza che offrono, nel fare rispettare le Leggi in materia di salvaguardia faunistica e ambientale. Lo staff ZooFishing

Per inserzioni, curiosità, domande e per inviare vostri articoli giornalino@zoofishing.com

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Il ritrovamento del presente volantino al di fuori degli spazi consentiti è da ritenersi puramente casuale e senza alcuna responsabilità da parte dell'organizzazione.


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ZooFishing Magazine Staff Zoofishing – Uscite di pesca

TRE GIO RNI DI Un report molto interessante di tre giorni entusiasmanti a pesca in un lago d'oltralpe.

E’ noto che l’autunno è la stagione migliore per insidiare un gran numero di pesci e provare a cercare qualche vera Big. In questa stagione infatti i nostri amati ciprinidi sono coinvolti in una costante frenesia alimentare per cercare di accumulare i grassi necessari ad affrontare il freddo inverno. Nei grandi laghi alpini però le temperature dell’acqua sono in media più basse per tutto l’arco dell’anno anticipando di fatto questo periodo. E’ fine agosto e preso atto di tutto ciò, ho deciso di partire per una sessione di tre giorni in un grande lago d’oltralpe cercando di sfruttare questo periodo prima che le temperature si abbassino con le piogge di settembre. Lo scopo della sessione è cercare di portare a guadino un gran numero di pesci grossi nella speranza di appoggiare sul materassino un Target – fish! ESCHE E TECNICA. L’intento di intercettare qualche branco di carpe e di riuscire a fermarlo in pastura per più tempo possibile mi ha costretto a partire da casa con un grande quantitativo di esche: circa 18kg di boiles da 20 e 24mm fatte con mix Genesi rollato solo con uova, 12kg di bird - fish self – made di grosso calibro (28 – 30mm) con dosaggi minimi di aroma a base alcolica e dolcificante, 2kg di zoobest 15mm rollati con liquido zoobest con dosaggi di 5ml per chilo di mix. Con due canne a disposizione, ho optato per un semplice nodo senza nodo line - aligner con l’uso di una treccia 8lb (più morbida) per il capello, sul quale ho innescato un omino di neve 20 – 20mm con una pop-up ad alta visibilità sulla prima canna e un’affondante 15mm assieme ad La montatura d-rig con omino di neve è molto efficace per dare più visibilità alla nostra esca

una pop – up 20mm in un mini D – stiff rig con anellino e treccia guainata sulla seconda canna. L’ausilio di 20 metri di shock leader in nhilon dello 0.70 è la scelta migliore ai fini del possibile combattimento con un pesce potente che va ad infilarsi tra i tronchi sommersi. L’uso di back – leads è d’obbligo vista l’alta trasparenza delle acque. Un bolt – rig con piombo di tipo “grippa” da 170gr è ciò che ci serve per avere un’ottima auto ferrata e ci consente il perfetto posizionamento del terminale anche sui fondali più scoscesi e duri. L’ARRIVO E LA SCELTA DELLO SPOT. In questo periodo dell’anno sicuramente i branchi di carpe si trovano un giorno in una zona di lago e il giorno dopo possono addirittura spostarsi di qualche chilometro nella ricerca di zone di stazionamento autunnali e fondali più alti. Per massimizzare le ore di pesca quindi bisogna essere molto dinamici, intendo dire: essere sempre sul pesce! E quindi può capitare di pescare per le prime ore della giornata in un posto e per le successive in un altro. Sono arrivato al bacino un giorno in anticipo appunto per scegliere accuratamente lo spot per il primo giorno di pesca. Con l’ausilio di occhiali polarizzati, dell’ecoscandaglio e aiutato dall’acqua cristallina sono riuscito ad individuare una zona di interesse in una porzione di lago dalle sponde impervie. Mi sono fermato per un’ora in barca ad osservare il movimento di carpe tra i tronchi sommersi di una piccola legnaia che si trovava a circa 6 metri di profondità. Il mio sguardo venne catturato da alcuni pesci di grossa taglia che passavano in zona per poi sparire nel blu profondo. Il posto mi piaceva. I problemi però erano: il posizionamento delle canne vista la grave pendenza della sponda, il dislivello dalla fine della sponda all’acqua e le fronde degli alberi che sporgevano basse per parecchi metri e mi impedivano una libera ferrata obbligandomi al combattimento dalla barca. Attraccai quindi il mio gommone per studiare la situazione da riva e capire realmente a cosa andavo incontro; l’unica soluzione era quella di posizionare le canne su picchetti in due distinti buchi tra la vegetazione e in caso di abboccata saltare subito in acqua e partire al largo per combattere il pesce dalla barca. Tutta questa


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scomodità, tutte queste difficoltà logistiche, non facevano altro che rendere la sessione più emozionante! Decisi di pasturare circa 4kg di boilies miste distribuite in un ampio raggio per creare una larga zona di alimentazione su fondali dai 4m ai 10m nella speranza di fermare ivi le carpe e perché no, attirarne delle altre, per poi entrare in pesca il giorno successivo con un approccio decisamente più leggero per far cadere i pesci più velocemente possibile sulle mie trappole. PRIMO GIORNO. 4.30 a.m. - Caricato il gommone ancora col buio dovevo raggiungere la postazione navigando per un paio di chilometri circa. L’atmosfera era surreale. Ero da solo nel bel mezzo di un grande lago, l’acqua ferma sembrava olio, la mia barca procedeva adagio e tagliava come un coltello la bassa nebbia mentre una leggera brezza ed un silenzio devastante mi facevano venire i brividi. Ho preparato le canne con calma per godermi al meglio ogni minimo particolare di questo incanto. 7.30 a.m. – entro in pesca con entrambe le canne, la prima è calata a 8m di profondità e la seconda

Pagina 3 in 6m d’acqua. L’approccio è molto leggero, 30 palline intere distribuite nei 25mq attorno all’innesco e 30 palline spezzettate sopra l’innesco. Tutto è pronto ma noto che è cambiato qualcosa dal giorno precedente: il pesce è sparito e non se ne vede uno! Le mie previsioni erano esatte: il pesce si era spostato! Ma confidavo nella speranza di pungere qualche pesce stanziale o che gira comunque in zona per gran parte dell’anno. La mattinata scorre veloce e senza alcuna abboccata, quindi approfitto per recuperare qualche ora di sonno vista la levataccia. All’una di pomeriggio una partenza fulminea mi fa alzare dalla sedia di scatto e balzare i acqua con canna e guadino in mano. Non mi sembra un pesce di grossa taglia e dopo qualche minuto di combattimento porto a guadino una bella specchi stimata circa 12kg che viene rilasciata immediatamente nel suo ambiente naturale. La prima partenza mi dava fiducia: quel pesce non poteva essere da solo! Infatti non mi sbagliavo, alle 14 la partenza della seconda canna posizionata vicino ad un tronco sommerso in 6m di profondità mi costringe a tuffarmi letteralmente in acqua e a salire veloce in barca. Fino dalle prime fasi di combattimento mi sembra un pesce tosto, riesco con fatica a portarlo in superficie; a 3 metri sotto la barca vedo la sagoma di una grossa regina scura e lunga che Dobbiamo avere una cura schizza via a destra e a maniacale nel preparare le montature per combattere con pesci di taglia in ambienti ricchi d'ostacoli. Non va lasciato nulla al caso!


ZooFishing Magazine sinistra e guadagna facilmente il fondo mettendo in crisi la mia Hutchinson. E’ un demone. Dopo venti minuti di lotta riesco finalmente a guadinarla; l’ago della bilancia si ferma a 18,5kg! Non faccio nemmeno in tempo a ricalare la canna che il drop – back del mio segnalatore acustico

segnala un’abboccata anomala; mi avvicino guardo lo swinger e in un battito di ciglia schizza su in una partenza fulminea. A guadino arriva una splendida specchi di 15,5kg! Tre pesci in due ore di pesca dopo tanto silenzio mattutino erano presagio che il branco era arrivato affamato, ma mille e una domanda stuzzicavano la mia mente: si sarebbe fermato? Dovevo pasturare di più per tenerlo in zona? Incrementai così la pasturazione ma le tre ore successive si rivelarono prive di abboccate. Alle 18.00 presi la decisione di spostarmi e pescare per le ultime fasi della giornata in un’altra zona per due motivi: il pesce era andato via da dove stavo pescando e volevo provare uno spot che avrei sfruttato la mattina seguente. Un violento temporale però mi costrinse a chiudere tutto e a recarmi in alloggio per una doccia calda, consapevole che il mio l’avevo comunque fatto. SECONDO GIORNO. – primo spotStavolta mi sono svegliato più tardi e e sono entrato in pesca con più calma anche perché gli orari delle partenze del giorno precedente mi avevano fatto capire che il pesce era più attivo nelle ore pomeridiane. Il nuovo spot in cui decisi di pescare era caratterizzato da una baia con acqua bassa ma che degradava lentamente alla mia sinistra e un fondale ripido e scosceso alla mia destra. A senso dell’acqua il posto metteva qualche dubbio

Pagina 4 perché si trattava di una zona affollata di turisti e quindi di disturbo per i pesci, ma la giornata di bassa pressione e qualche breve rovescio mattutino mi permisero di pescare perfettamente: i turisti se ne erano restati in casa o per lo meno non facevano il bagno. Tutto sommato sono comunque convinto che in questi grandi laghi il pesce è abituato al passaggio di barche, al bagno dei turisti e perfino a qualche bambino che lancia sassi in acqua per cui ritengo che l’apparente disturbo per la pesca sia solo una nostra paranoia. Decido di calare la prima canna sulla destra in 8m di fondo: la gray line dell’ecoscandaglio sottolinea un fondale duro ed uniforme che si presta ad una pasturazione ad ampio Una stupenda raggio nell’intento di specchi in un intercettare qualche pesce di paesaggio passaggio. Setacciando la paradisiaco... baia alla mia sinistra avevo notato qualche pesce nell’acqua bassa, ma si trattava di pesci di piccole dimensioni stimati circa 8 – 10kg. Tuttavia ero abbastanza convinto che se volevo insidiare qualche bel pesce dovevo pescare su fondali più importanti. Decisi appunto di calare la seconda canna su un fondale di 10m al centro della baia. A mezzogiorno una decisa partenza mi

fece capire che non avevo tutti i torti; salito subito in barca sentivo peso dalla parte opposta, non riuscivo a staccarla dal fondo ed era estremamente lenta. La stanchezza del combattimento fece affiorare una panciuta carpa a specchi del peso ancora una volta di 15,5kg.


ZooFishing Magazine Le successive ore trascorsero senza abboccate. Evidentemente la specchi era un pesce solitario di passaggio. Non esitai quindi a spostarmi nuovamente verso un’altra zona di lago per pescare le ultime ore della giornata inconsapevole della fortuna a cui stavo andando incontro. SECONDO GIORNO. – secondo spot-

Erano le sei di sera. Mi affrettai a calare le canne nel nuovo spot: un settore pasturato uniformemente per due canne calate a 30m di distanza l’una dall’altra in una profondità di 9 – 10m. Davanti a me avevo ancora cinque ore di pesca; calai le canne con approccio leggero: tre etti di palline intere ed altrettanti di spezzettato attorno all’innesco. La prima partenza mi fece alzare bruscamente dalla sedia alle 20.00 circa. Dopo il solito

Pagina 5 combattimento dalla barca riuscii a guadinare il pesce: una lunga specchi di quasi 16kg. Non feci nemmeno in tempo a ri - innescare che dovetti precipitarmi nuovamente in barca a combattere con un pesce con un peso leggermente inferiore di quello precedente. In cinque ore il nuovo posto mi aveva dato 4 pesci, due dei quali di taglia media; la fiducia riposta nel genesi stava dando i suoi frutti, dovevo quindi Il mix “GENESI” ha dato organizzarmi per i suoi frutti! Ecco due l’ultimo giorno di bellissime prede di buona pesca, per taglia catturate con spremere bene questo mix l’hot spot trovato, con un approccio più massiccio. Prima di ripiegare in alloggio decisi quindi di rinfrescare la zona con 4kg di palline miste intere sparse in un ampio raggio. I pesci in questo modo si sarebbero sfamati per tutta la notte senza essere punti: ero convinto che così facendo alla mattina seguente mi sarei trovato in una condizione di pesca perfetta.


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ZooFishing Magazine TERZO GIORNO. Mi svegliai relativamente presto, la voglia di entrare in pesca era così forte da non farmi dormire tranquillo. 8.00 a.m. – I settori scelti iniziarono a dare i primi risultati e le mangiate si susseguivano ininterrottamente tanto da non permettermi mai di sedermi per riposare e godermi la tranquillità che offre la pesca. Il terzo ed ultimo giorno lo passai quasi interamente sulla barca a combattere un pesce dietro l’altro. L’unica sosta che mi concessi fu il pranzo: per mangiare in pace fui costretto a tenere le canne fuori pesca.

I settori scelti iniziarono a dare i primi risultati e le mangiate si susseguivano una dopo l'altra. Avevo portato a guadino numerosi pesci, alcuni di taglia interessante, ma non avevo ancora raggiunto il mio obbiettivo: mancava all'appello una over 20!

Alcune volte è necessario spostarsi e letteralmente “cacciare” il pesce: seguire gli spostamenti del branco, passare ore ad osservare il fondale in cerca di qualche segno di passaggio. Non siamo abituati a spostarci durante l'azione di pesca, ma talvolta è fondamentale per fare risultati!

Ero felice così e la stanchezza cominciava a farsi sentire ma sapevo che non ero andato li per rilassarmi ma per pescare! Avevo portato a guadino numerosi pesci fino a sera e alcuni di taglia interessante. L’obbiettivo della pescata era in parte raggiunto, ovvero portare a guadino un gran numero di pesci di grossa taglia ma, all’appello mancava il targhet – fish! 21.00 p.m. – E’ buio. Finalmente sono seduto e

cerco di riposarmi un po’, fumo una sigaretta, mancano solamente un paio d’ore alla fine della mia avventura. “BIP”, il led rosso dell’euro swinger di sinistra segnala una partenza lenta e indecisa; il terminale si trovava a circa 250 metri da me. Non esito a ferrare, salgo in barca e mi dirigo come un razzo verso il pesce sotto ad un cielo stellato. Spengo il motore e non capisco se sono io che tiro il pesce verso me o è lei che, piantata sul fondo di peso, spinge la mia barca. La luce della luna mi consente di vedere la mia lenza:


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ZooFishing Magazine il pesce è sotto al mio gommone ma sembra bloccato, incagliato. “L’artiglieria pesante” impiegata per l’occasione mi consente di forzarlo, ho piena fiducia nel mio rig. Il tempo passa ma non me ne rendo conto: ero fuori in barca già da mezz’ora circa. Ormai avevo capito di aver agganciato un super pesce e l’adrenalina mista a paura mi faceva tremare le gambe. Sento un’onda in superficie e approfitto per puntare la “Tikka”: è pronta, scorgo l’amo piantato bene sul labbro inferiore, allungo il guadino e la forzo verso di me..è fatta! Una specchi lunghissima e massiccia era dentro la rete; la guardo e resto attonito per alcuni minuti, voglio pensare e godermi il momento in silenzio prima di tornare a riva col braccio distrutto consapevole di aver appena ingannato

Una preda da sogno...

una meravigliosa over, lunga più di un metro, dal peso di 23,5kg!

quanti vorrebbero tenre in braccio un bestione del genere?

Concludendo, vorrei ringraziare Big Leo, Daniel e Zoofishing perché mi hanno consentito di affrontare la sessione con un grosso quantitativo di esche. Un grazie speciale va a Gianluca Alessio e Luca Paolini, amici prima di tutto, grandi pescatori e compagni con i quali ho condiviso le mie soddisfazioni!

Mario Portelli


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ZooFishing Magazine Iniziative

Raduno ITALPESCA Resoconto della manifestazione da parte degli organizzatori. I giorni 4 e 5 settembre 2010 , le sezioni di Mirano e di Vigonovo dell'Associazione ITALPESCAITALCACCIA provinciale di Venezia, hanno organizzato un enduro a coppie sul fiume Brenta in localita' Vigonovo. Alla manifestazione hanno partecipato vecchie e nuove conoscenze con un numero crescente di coppie rispetto le edizioni passate. La gara si è svolta nella piena tranquillita' anche grazie alla continua presenza, di giorno e di notte, degli Agenti Volontari della stessa Associazione. Alla manifestazione ha partecipato in veste di sponsor e con una loro postazione gli amici di zoofishing i quali hanno dato disponibilita' di provare i loro prodotti sul campo. La gara è stata vinta dalla coppia Fasolato Alex e Tassetto Thomas, secondi classificati Carraro Luca e Lazzari Andrea, terzi classificati Simionato Andrea e Bagagiolo Sebastiano. La presenza degli amici di Zoofishing è dovuta dalla nascita di una collaborazione con

noi dell'associazione ITALPESCA volta a promuovere la pesca del carpfishing usando prodotti nuovi e alternativi a quelli presenti sul mercato. Alla fine della manifestazione tutti i partecipanti sono stati omaggiati di prodotti offerti dallo sponsor. Vogliamo dire due parole sull'associazione ITALPESCAITALCACCIA: l'associazione è stata riconosciuta a livello nazionale con D.M.2/2/1974 su G.U.n.72 del 16/03/74 e in base alla L.157/92 (sulla caccia).

All'interno della stessa fanno parte iscritti pescatori e cacciatori. Vengono svolte varie manifestazioni di carattere sportivo/agonistico (gare di pesca, di tiro al volo, gare con cani ecc.) Un ramo importante dell'associazione è quello costituito dalle Guardie Giurate Volontarie, le quali svolgono controlli in materia ItticoVenatoria-zoofilo-ambientale. A livello nazionale, l'associazione ha stipulato delle convenzioni con vari comuni per il controllo a livello preventivo del territorio in particolare su ordinanze e regolamenti comunali. Altri progetti sono in fase di programmazione specie nel settore pesca: attualmente stiamo creando un nostro gruppo di pescatori amanti del carpfishing. Per informazioni e/o tesseramenti potete scrivere a italcacciariviera@alice.it o contattare i seguenti recapiti: settore pesca Lino 3487830013 settore caccia Stefano 3339447530 Stefano Marigo


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