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PERIODICO GRATUITO DI ZOOFISHING

EDITORIALE

Trimestrale Anno II, Numero 1 Gennaio 2011 __________________ ZooFISHING MAGAZINE Periodico gratuito scaricabile dal sito internet www.zoofishing.com __________________ In redazione Enrico Busato Daniel Gemin Leonardo Bresolin Mario Portelli __________________ Per inserzioni, curiosità, domande e per inviare vostri articoli giornalino@zoofishing.com

__________________ Il ritrovamento del presente volantino al di fuori degli spazi consentiti è da ritenersi puramente casuale e senza alcuna responsabilità da parte dell'organizzazione.

Cerchiamo di cambiare rotta. Il nostro impegno è quello di sviluppare prodotti che siano a minor impatto possibile sull'ambiente acquatico. Il nostro comportamento influisce sul naturale equilibrio degli specchi d'acqua? Si, notevoli quantità di esche e pastura immesse in acqua e la bassa qualità di queste possono comportare problemi all'ecosistema. Il fenomeno di immissione non controllata di esche e pasture in acqua contribuisce ad aumentare l'nquinamento organico. La quantità di cibo non assimilato che giace sul fondale crea un substrato per microorganismi. Il processo di decomposizione del “cibo” produce notevoli quantità di sostanze nutritive causando il fenomeno di eutrofizzazione dell'ambiente acquatico. L'accumulo di queste sostanze nutritive causa un'eccessiva proliferazione di alghe microscopiche ed organismi vegetali che, a loro volta, determinano una maggiore attività batterica. Il risultato di ciò è che quando le piante e le alghe muoiono e si decompongono, consumano grandi quantità di ossigeno, creando un ambiente asfittico. Così la quantità di ossigeno disponibile per i pesci ed altre specie acquatiche si riduce mentre alcune specie di batteri anaerobici diventano più attivi andando a sommare ulteriori squilibri. I problemi principali che ne derivano possono essere pesci malati, parassiti, inattività e nei peggiori dei casi morie. Tutto ciò può sembrare un problema distante dalle nostre acque, ma numerose segnalazioni di gestori, associazioni sportive e appassionati ci hanno fatto riflettere. Aiutiamo le nostre acque: anche noi come pescatori possiamo aiutare la vita dentro l'acqua. Sicuramente non siamo il primo motivo di inquinamento ma anche noi contribuiamo con i nostri comportamenti errati. Quindi buonsenso e rispetto dei regolamenti imposti sono due paletti imprescindibili per ogni pescatore. Ricordate che spesso non è necessario utilizzare dosi massicce di pastura ma basta usare prodotti di qualità per ottenere i medesimi risultati. Stiamo progettando e certificando una serie di prodotti a basso tasso di inquinamento ma con un grande potere attrattivo. Abbiamo fatto un notevole investimento economico e di tempo per sviluppare questi prodotti per una giusta causa: la salvaguardia dell'ambiente. Abbiamo analizzato una serie di pellets normalmente commercializzati e ci siamo trovati di fronte a un contenuto altissimo di grassi e proteine: un utilizzo non regolamentato di tali prodotti causa dell'inquinamento organico. Con questa prerogativa il nostro team di laboratorio ha messo in campo tutte le proprie conoscenze per dei prodotti completamente innovativi. Abbiamo ricercato una formulazione che potesse produrre un sostanziale abbassamento dell'inquinamento mantenendo comunque alto il potere attrattivo. I risultati sono stati stupefacenti. A breve sarà disponibile il primo di questa linea di prodotti... non vi resta che passare a trovarci al CarpItaly 2011 per l'anteprima!


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Tecnica ed azione di pesca

A cura di Rodolfo De Toni

concetto che tanto mi piaceva dell'in-line. Eccomi a scrivervi in merito ad un mio vecchio Poi, come articolo che avevo pubblicato riguardo le una visione, mi apparve un articolo di Danny montature in-line. In molti mi hanno chiesto Fairbrass che illustrava un sistema in-line che informazioni a riguardo, per questo avevo già visto nel sito della Korda ho deciso di chiarire ogni dubbio: In questo articolo e sul quale stavo lavorando da eviterò di annoiarvi con le mie qualche mese. In quel momento scopriremo come teorie su i terminali, vi parlerò di vidi coniugate le mie idee: piombi e della sicurezza delle l'affidabilità ed il rispetto per le realizzare delle nostre amiche carpe. Come molti di nostre amate carpe. In questo voi hanno fatto, negli anni ho montature perfette modo è possibile usare piombi involuto provare ogni sorta di line in modo sicuro ed efficace. garantire Usando un leadcore, una girella, montatura, ogni accorgimento per per rendere più efficace il mio rig in autoferrata e lo un conetto ed un piombo forato si acqua. Dopo tante prove, ho eletto possono ottenere delle perfette l'in-line come la mia montatura sgancio del piombo in montature in-line che si preferita fondamentalmente per dimostrano assolutamente sicure una ragione: sono sempre rimasto caso di incaglio. nella fase di recupero della preda affascinato dall'idea che la carpa, anche in caso d'incaglio, aspirando il mio innesco, vada a sollevare salvaguardando nel contempo l'incolumità del subito il piombo, aumentandole la forza pesce. Come si può vedere nella foto, il piombo penetrante dell'amo e garantendo di fatto si libera agevolmente dalla montatura. Dal un'auto-ferrata. Ma come tutte le montature anche questa ha i suoi punti deboli: in caso di rottura della lenza, la nostra malcapitata carpa si deve portare appresso anche il nostro piombo, mettendo in serio pericolo la sua incolumità. Per ovviare a tutto ciò iniziai a sostituire gli inserti rigidi dei piombi che usavo con altri in silicone (sleeves), per far sì che in caso di rottura il piombo si potesse sfilare dalla montatura, ma non ero così sicuro che ciò accadesse, specie se avevo montato lo shock leader. Proprio per questa ragione mi sono trovato costretto ad utilizzare i 2005, anno in cui iniziai ad usare questa lead-clip della tecnica, di tempo ne è passato ed ho potuto Korda, che perfezionare ulteriormente questa montatura garantivano il nelle varie situazioni di pesca. Iniziai distacco del a costruirmi ledcore di misura piombo ma standard usando dello “Score” o allontanavano “Score Gold” della Kryston che la mia andassero bene secondo le mie montatura dal necessità, perfetti per creare


ZooFishing Magazine delle montature in-line con piombo a perdere. Ma andiamo con ordine: innanzitutto prendete del ledcore, un ago da ledcore, un conetto della korda rubbers, una girella size8 swivel korda e un paio di forbici. Come prima cosa togliete 15cm di filo di piombo da un capo del ledcore e, grazie all'apposito ago, realizziamo un cappio delle dimensioni sufficienti per poter ospitare una girella. Realizzeremo un'altro cappio nell'altro capo del ledcore per completarlo. Sarà sufficiente inserire da un lato il conetto e Ecco le fasi per la dall'altro la girella preparazione del ledcore che serve al nostro scopo. per aver realizzato la nostra montatura che potrà ospitare il piombo della forma e delle dimensioni più adatte al luogo in cui stiamo pescando. In questo articolo vi ho chiaramente citato le marche ed i modelli che comunemente uso e su i quali ho eseguito i miei test. Se voi

Pagina 3 preferite altre marche o modelli non c'è nessun problema, anzi sarà un motivo di confronto per capire reali pregi e difetti dei vari prodotti e un modo per trovare nuove modifiche o accorgimenti per migliorare questa montatura, sempre a salvaguardia della salute dei nostri amici pinnuti.

A confronto: i pro e i contro Questo è un sistema molto comodo, che ci permette di sostituire agevolmente il piombo senza avere limitazioni di forma o dimensione, mantenendo invariata di fatto la montatura. Altro punto a favore di questa montatura è il fatto che possiamo riporre le canne nei foderi senza dover tagliare le nostre lenze: sarà solo sufficiente togliere i piombi per non rovinare i fusti delle canne. Come contro abbiamo bisogno di sostituire spesso il conetto in gomma che tiene il piombo per non avere spesso degli sganci indesiderati in fase di recupero. Lascio a voi valutare se provare o meno il sistema qui descritto. Con questo vi lascio alle vostre catture, un saluto a tutti sperando di recuperare sia piombo che carpa... ciao


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ZooFishing Magazine Racconti di pesca

Un affascinante racconto di un giovane amico austriaco

Era una domenica mattina d’agosto, le condizioni metereologiche erano perfette per dedicarmi alla pesca di qualche grosso pesce che sicuramente avrebbe perlustrato le ninfee in cerca di cibo. In questo grande bacino d’oltralpe, nel periodo estivo le temperature dell’acqua sono decisamente ideali e consentono di imbrogliare un gran numero di pesci e perché no, magari qualche over. Per la sessione mi sono affidato a delle self – made composte da un birdfood mix con aroma fruttato. Ho deciso di ingolosire i pesci con delle presentazioni tipo omino di neve. La zona prescelta per la pesca e pasturata preventivamente, presentava un fondale dai 4 ai 6 metri compatto, duro ed uniforme nei pressi di grossi banchi di ninfee ad una distanza massima di 80 metri da riva. Un nylon dello 0,40 in bobina e uno shock – leader in nylon dello 0,70 si sono dimostrate delle scelte vincenti nella fase di recupero del pesce, che avrebbe tentato in tutti i modi di rifugiarsi nelle ninfee.

Calate le due canne a disposizione, dopo aver pasturato la zona con delle boilies intere e spezzettate, potevo rilassarmi e godermi lo

splendido scenario che offre un lago alpino, in attesa di qualche partenza. Dopo circa un’ora di pesca, un bip singolo, seguito da una violenta partenza, mi costrinse a salire in barca per il primo combattimento della giornata. Ad affiorare ad un paio di metri dalle ninfee era una

splendida regina torpedo che, dopo altri 10 minuti nei quali cercava di raggiungere il fondo, finì nella mia rete. Qualche foto di rito e poi subito rilasciata nel suo ambiente naturale. Tutto sommato ero felice perché non mi aspettavo un’abboccata subito dopo la posa delle lenze.. ero fiducioso e certo che quel pesce non poteva essere solo. Non avevo torto. Nemmeno in tempo a ricalare la canna appena partita che una partenza lenta e progressiva mi obbligò nuovamente a salire in barca e ad andare incontro al pesce. Stavolta sentii subito che qualcosa che non andava, la lenza posizionata a ridosso delle radici di ninfea aveva permesso al pesce di rifugiarvisi dentro. Non esitai a


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ZooFishing Magazine prendere la lenza in mano e cercare di tirare a più non posso per spezzare il gambo dei fiori affidandomi al robusto shock - leader e liberare così il pesce senza allentare la tensione del filo e quindi aumentare il rischio di slamatura. Dopo un tira e molla di una decina di minuti, con prepoteza riuscii a portare a guadino una reginotta un pò più piccola della precedente. Due bei pesci in un’ora, cosa chiedere di più? Dalla mia avevo ancora più di 12 ore di pesca. Riposizionati nuovamente gli inneschi negli hot spots e rinfrescato i settori con un paio di chili di boilies intere e spezzettate, approfittai per costruire qualche nuovo rig e mangiare un pò di riso freddo. Il pomeriggio intenso faceva presagire ad una nottata piuttosto movimentata, ma ero convinto che prima dell’imbrunire si sarebbe mosso qualcosa. Un salto di un bel pesce in pastura anticipò di qualche minuto una forte partenza sulla mia canna di sinistra. Il pesce stavolta sembrava dirigersi verso il largo e nonostante la taglia riuscivo a domare tutte le sue fughe da

riva senza ricorrere alla barca. Una regina dorata di qualche etto sopra i 15 chilogrammi veniva poco dopo immortalata dalla mia macchina fotografica. Nonostante tutto e contro ogni aspettativa, la notte passò indisturbata e nessun pesce si intrappolò sui miei inneschi. Molto probabilmente in quella zona le carpe si avvicinavano nelle ore diurne, per poi spostarsi altrove nelle ore notturne. Alla mattina però una brusca partenza, segnalata dalla mia centralina, mi fece sobbalzare dalla branda, guardai e sentii la mia canna dopo una ferrata decisa e capii subito che poteva trattarsi di un bel pesce. Per avere più probabilità di successo sul ciprinide uscii veloce in barca e ancora una volta il pesce era bloccato tra le ninfee. Provai a spostarmi a destra e a sinistra ma non c’era nulla da fare, il

pesce era entrato riuscendo a prendere molti metri della mia lenza. Con la mano provai a rompere gli steli della pianta acquatica e lentamente recuperare del filo. Non avevo il contatto con il pesce. Il tempo passava e cominciavo a prendere coscienza che potesse trattarsi di una delusione, quando un forte strattone verso il largo mi strappò la lenza dalle mani. Non persi tempo, forzai il pesce verso il mio guadino e Yes! Era dentro, ed io ero certo che si trattasse di una over! L’ago della bilancia si fermò a 20,300 chili, si trattava del mio nuovo record personale, ottenuto in 24 ore di pesca! Michael Podzimek

Complimenti vivissimi a questo giovane pescatore d'oltralpe che ci ha mandato questo suo racconto di pesca! Questo è un invito a tutti voi: mandate i vostri articoli riguardandi pescate, tecnica di pesca o vostre idee a giornalino@zoofishing.com, verranno pubblicati appena possibile sul nostro magazine!


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Racconti di pesca

TRE PER UNO! Tre sessioni sullo stesso specchio d'acqua a caccia della big.

Come ben sappiamo l’autunno è il periodo in cui le carpe accumulano cibo per prepararsi al rigido periodo invernale; è dunque il periodo ideale per catturare qualche BIG. Quest’anno gli orari universitari mi permettevano di conce-dermi qualche pescata durante la settimana; così decisi di affrontare una piccola cava che contiene pochissime carpe ma tutte di taglia interessante. Nel corso del periodo estivo il lago aveva regalato soltanto due catture ma già da fine settembre i pesci si facevano vedere con più frequenza così fissai la mia prima pescata per la prima settimana di ottobre nella speranza di catturare qualche bella carpa. PRIMA SESSIONE: Nella prima pescata vengo accompagnato da Alberto, mio compagno di pesca da molto tempo, che ha già affrontato il lago nel periodo primaverile. Per l’occasione abbiamo rollato qualche chilo di mix, un birdfish aromatizzato alla pesca che ci ha già regalato belle

soddisfazioni in passato. Alle ore 11:00 siamo sul lago, pronti per fare due notti di pesca. Siamo soli e decidiamo di metterci nella parte sinistra del lago sia perché ci permette

di calare le nostre canne senza che si disturbino l’un l’altra sia perché le ultime catture sono avvenute in questa zona di lago. Prepariamo tutto ed usciamo in gommone per scegliere gli spot in cui

posizionare le nostre esche, cerchiamo di fare tutto con rapidità perché dei nuvoloni neri all’orizzonte non promettono niente di buono. Infatti appena ci apprestiamo a calare le canne comincia a piovere e si alza un forte vento proveniente dalle montagne poco distanti. Restiamo comunque fuori finchè non abbiamo posizionato e pasturato tutte e sei le canne, in profondità che variano da 1,5 a 4 metri. Come presentazioni abbiamo scelto degli inneschi pop-up, staccati dal fondo circa 5cm, e a omini di neve perché non vogliamo che le nostre esche sprofondino nel fondale


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fangoso. Pasturiamo con circa 20 palline per ogni canna e qualche manciata di pellets sulle canne più vicine a riva. Andiamo finalmente in tenda, ci cambiamo e ci scaldiamo con la parabola, la pioggia non accenna a smettere così andiamo a dormire nella speranza di sentir suonare i nostri avvisatori; ma niente… la notte passa tranquilla. Per fortuna al mattino è uscito il sole e così decidiamo di spostare due canne in acqua bassa nella speranza che qualche pesce vada a scaldarsi in queste zone. Non siamo molto fiduciosi in quanto la temperatura dell’acqua si è abbassata di qualche grado durante la notte, ma alle 15:00 lo swinger della mia canna sinistra (quella calata in acqua bassa) comincia a muoversi… la partenza sembra quella di una scardola ma quando ferro mi accorgo che dall’altro capo del filo c’è qualcosa di

molto pesante. Un paio di pompate e il pesce entra in un erbaio… decidiamo di uscire in barca e in un attimo siamo sul pesce, spostiamo qualche alga e ci appare la sagoma di una grossa specchi che in un secondo esce dall’erbaio e dà il via ad un combattimento che durerà per più di venti minuti… il pesce ci fa veramente dannare ma alla fine riusciamo a guadinarla... 21,5kg WOOOOW sono contentissimo. La notte trascorre senza ulteriori brividi.

SECONDA SESSIONE: Torno al lago cinque giorni dopo ma stavolta sono solo e decido di mettermi in un’altra postazione perché le temperature si sono notevolmente abbassate e spero che il pesce si sia spostato in questa zona di lago poiché le profondità sono più elevate (dai 3,5 ai 6 metri). Alle 12 in punto sono sul lago, sono solo e spero non arrivi nessuno, un breve giro con il gommone e dopo un oretta sono già pronto a calare le canne. Le prime le calo ai margini di un grande banco di ninfee che ho proprio davanti a me, rispettivamente a 4m e 5m di profondità. Il fondale sembra abbastanza duro dunque decido di calare una singola 20mm affondante e un omino doppia 14mm pasturate con sacchettino e qualche pallina. Per la terza canna utilizzo una strategia alternativa, una grande striscia di pellets, fioccato e palline spezzate ai margini di un banco di ninfee alla mia destra, innesco singola pop-up (spero che questa canna non mi tenga sveglio tutta la notte a causa di mangiate di pesce bianco). Per le tre sono in pesca, preparo il campo finchè


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ZooFishing Magazine alle sei una scardola mi costringe a ricalare la canna centrale, non passano neanche venti minuti che l’avvisatore suona di nuovo ma stavolta non è una scardola… qualche pompata per distanziare il pesce dalle ninfee e poi esco in gommone (purtroppo non posso fare i pesci da riva perché le ninfee sono presenti in abbondanza anche nel mio

in gommone e arrivo subito sul pesce, taglio qualche ninfea e vedo che il filo si dirige verso delle ninfee a destra, taglio anche quelle ma il filo si sposta ancora, continuo a fare la stessa operazione per cinque o sei volte, poi finalmente sono in contatto con il pesce che si dirige verso il centro del lago: le fughe sono molto rapide e

sottoriva). La prima cosa che penso è: ”se tira come quell’altra sono fritto”, per fortuna stavolta il pesce è più mansueto, qualche fuga e poi la guadino… una specchi di 17kg… ottimo inizio. Ormai è buio e metto la carpa in sacca, nella speranza che qualcuno domani venga a farmi delle foto. Ricalo la canna, mangio e poi dritto a nanna. Tutto tranquillo fino alle 3:00 quando una mangiata fulminea mi fa correre fuori dalla tenda, è la canna di destra, ferro e sento che il pesce è già nelle ninfee… esco

qualche testata mi fa intuire che non si tratta di una big, ed infatti guadino una carpetta da 6kg circa… la rilascio immediatamente e vado a ricalare la canna. La notte trascorre senza ulteriori emozioni. La mattina mi sveglio presto per fotografare il pesce in sacca: sono costretto ad usare l’autoscatto anche se non sono molto pratico, infatti dopo qualche foto penosa finalmente me ne riesce una in cui compariamo sia io sia il pesce… ottimo la rilascio e me ne torno a casa deciso comunque a tornare sul

lago la settimana seguente perché mi pare che il pesce sia in grande attività (due mangiate infatti sono una rarità). TERZA SESSIONE: passano altri dieci giorni e mi trovo di nuovo sulle rive del lago, ancora una volta solo. A mezzogiorno sono già pronto a lanciare le canne, mi trovo nella stessa postazione dell’ultima volta e decido di adottare la stessa strategia. Le condizioni climatiche non sono cambiate e spero che il pesce sia ancora in attività in questa zona. Ho appena finito di calare le canne quando un altro pescatore si mette nella postazione alla mia sinistra e, nell’attesa di avere qualche mangiata, scambiamo quattro chiacchiere visto che le postazioni sono poco distanti. Presto arriva l’ora di andare a dormire e l’unico segnale di vita è stata una scardola sulla mia canna di destra. Ma improvvisamente, nel cuore della notte sento un rumore.. BIP.. poi un altro… BIP… esco dalla tenda e vedo lo swinger della canna destra che si alza molto lentamente… ferro e in un lampo sono già in gommone. Dopo un arduo combattimento tra le ninfee sono riuscito a portare a guadino una splendida specchi di 23,500kg, il mio nuovo record personale! Filippo Franz Complimenti anche a Filippo per queste fantastche catture!


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