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#5 ELBAMAN Best Italian Race 2012 Intervista ad

Andrea D’Aquino

Ironman Pescara vs Challenge Rimini Zona Cambio #5 - 1


A cura di: Stefano La Cara Strong + Master Runners Hanno collaborato a questo numero: Stefano La Cara Strong, Master Runners, Marco Bucci, Luigi Orlando “Magic”, Gianmarco “the Running Pitt” Pitteri, Giovanni Lazzari (vulgo Carlo), Loredana Coda, Christian “Mac” Ferretti, Ciro Foster, Sergio “Ironbrady” Garagna, Semper Adamas, Marco Selicato, Marco Scotti, Diego “IronGuzzo” Guzzonato, Foto: Riccardo “Ricca” Cacioli, Marco Scotti, archivi collaboratori di Zona Cambio. Grafica ed impaginazione: Stefano La Cara Strong

CONTATTI: info@zonacambio.com stefanolacarastrong@zonacambio.com - gianluca@zonacambio.com

Zona Cambio nasce e si struttura come raccolta di aneddoti, consigli ed esperienze personali. Ogni articolo deve dunque considerarsi privo di fondamenti tecnici o scientifici. Zona Cambio #5 - 2


Sommario Sommario 04 Editoriale 06 Gente che si incontra in Zona Cambio 08 Best Triathlon Races 2012 12 Triathleta del mese ed anno 16 A braccetto con i Vichinghi 26 Pescara vs Rimini 28 Swim Bike Run 31 Filosofia e/o Sarcasmo 32 Indoor è meglio 34 Le perle di Marco 36 Intervista ad Andrea D’Aquino 38 Officina Zen 40 I test di Zona Cambio 42 Il recupero post gara lunga

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Buon 2013

di Stefano La Cara Strong www.stefanolacara.com

C

ome sempre, appena finisce la stagione agonistica non vedia-

mo l’ora di ricominciare a gareggiare. Che poi è il reale motivo per cui sopportiamo gli sforzi degli allenamenti.

Oltre questo, le nostre solite rubriche, sempre simpatiche, ironiche ed appassionanti (sì, me lo dico da solo, ma ne sono assolutamente convinto!) e qualche nuova collaborazione (le perle di Marco).

Chiudiamo il 2012 con qualche classificone di fine anno.

Insomma, per iniziare il 2013 c’è tanto da leggere e tanto da divertirsi.

Le migliori gare di triathlon in Italia, che ormai sta diventando un vanto per Zona Cambio, quest’anno anche con l’aggiunta di riconoscimenti per settori.

Cazzeggiamo ancora un po’, che tra qualche mese ricominciano i fuochi d’artificio.

E poi il triathleta dell’anno, selezionato dal nostro esperto “Mac”, l’intervista ad Andrea D’Aquino e l’appassionante racconto della nostra Loredana in gara tra i fiordi norvegesi e il dubbio che sta facendo impazzire i triathleti italiani: Pescara o Rimi

Daje piano (per adesso…)

ni? Zona Cambio #5 - 4


Anno nuovo, critica nuova di Gianluca “Master Runners” Simei podisti.blogspot.it

E

anno ed abbiamo già pianificato i primi mesi del nostro calendario gare, anzi il primo semestre, anzi abbiamo programmato l'anno intero, compresa l'ultima gara di stagione!

questo meccanismo, che va a discapito, nella maggior parte dei casi, di quegli atleti/impiegati/fidanzati/mariti/mogli/padri/ madri/etc che si iscrivono a occhi chiusi, a distanza di mesi, e che faranno in modo d' incastrare quella data con le loro le ferie, i compleanni, i battesimi, i matrimoni, e tutti gli eventi imprevisti della loro vita privata.

Gente decisa e convinta questi triathleti, direte voi, ma purtroppo, non tutte le castagne sono belle dentro (un mio detto).

Non riesco più a tollerare questo meccanismo, che ha i suoi motivi, ma che io non giustifico più.

Da cosa dipendono allora queste scelte decise?

AgeGroup, gareggiano per passione tra mille problematiche organizzative di tempo di vita e di lavoro, e per risparmiare 100euro si trovano costretti a impegnare loro e tutta la famiglia da qui a un anno per quella data. Accade poi che invece di risparmiare 100euro si ritrovano a perderne 150, perchè due mesi prima della gara arriva la notizia che in quel giorno c'è la comunione del figliolo.

ccoci nel 2013 finalmente, è appena cominciato il nuovo

Da una cosa che negli ultimi tempi comincio a non sopportare più, le iscrizioni a scadenza. Gara di Triathlon XYZ, se ti iscrivi un anno prima paghi 50 euro; 11 mesi prima 100 euro; 6 mesi prima 150; ...e così via, se poi accade che, per una svista, hai dimenticato di appuntarti queste date e ti ricordi di iscriverti la settimana prima, devi andare in banca e chiedere un prestito per l'iscrizione. Molte, quasi tutte le gare di triathlon nazionali (anche le internazionali, ma voglio rimanere in patria con l'argomento) adottano

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Gente che si incontra in Zona Cambio lI d

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di Stefano La Cara Strong

Di solito ha già 8-9 anni di triathlon alle spalle, alcuni dei quali (i pri-

mi soprattutto) a buon livello amatoriale. Ha sempre almeno un podio regionale da raccontare e conosce mille trucchi e segreti per guadagnare una manciata di secondo in zona cambio. Appartiene alla prima generazione dei triathleti, quelli provenienti dall'agonismo di un altro sport e che hanno scoperto di poter ottenere ottimi risultati nel triathlon. Però negli ultimi anni piano piano hanno perso interesse. I motivi possono essere diversi: molta altra gente scopre il triathlon, c'è più concorrenza e dunque maggior difficoltà ad ottenere piazzamenti; si lasciano con la ragazza (triathleta) e non vogliono più frequentare quell'ambiente; trovano nuovi stimoli in altri interessi tipo il teatro futurista contemporaneo o la meditazione tibetana; si interrogano su dilemmi esistenziali agonistici e decidono di continuare a nuotare, pedalare e correre ma quando e quanto cazzo vogliono loro. In realtà, però, visto che il triathlon è una dipendenza, non riescono mai ad uscirne veramente, e allora li vedi che comunque ogni tanto si aggirano tra forum di triathlon, vanno a vedere qualche gara con la scusa di accompagnare un amico (salvo poi criticare la gente che c'è) e sono comunque aggiornatissimi sull'ultimo gruppo Campagnolo in uscita. Di fatto sono degli asceti che per espiare qualche colpa (di cui loro sono a conoscenza) si privano del piacere (per loro massimo) di fare ciò che amano veramente fare: il triathlon. Zona Cambio #5 - 6


Zona Cambio Triathlon ASD

Entra nel Team www.zonacambio.com info ed iscrizioni: iscrizioni@zonacambio.com Zona Cambio #5 - 7


BEST ITALIAN TRIATHLON RACE 2012 nche quest’anno Zona Cambio propone la tanto attesa classifica delle migliori gare di triathlon svolte nel 2012 in Italia. Il nostro scopo naturalmente è quello di fornire una guida ai tanti amatori della triplice disciplina, ma anche di dare il giusto merito agli organizzatori che tra tanti sacrifici cercano di offrire eventi sempre più vicini alle aspettative dei partecipanti. Questa volta abbiamo voluto premiare, oltre le 10 migliori gare in assoluto, anche quelle che hanno eccelso in determinati settori quali location, sicurezza, organizzazione, miglior qualità di atleti presenti, e miglior new entry. Alla giuria, composta da atleti, organizzatori, tecnici ed esperti di triathlon, è stato chiesto di elencare le 5 migliori gare assolute ed una sola preferenza per i settori sopra elencati. La classifica assoluta è stata determinata dalla somma delle preferenze (5 punti al n°1 a scalare), in caso di parità sono stati presi in considerazione il numero totale di voti. La classifica di qualità invece è la semplice somma di preferenze. Giuria: Claudia Sfriso, Andrea Gabba, Gessica “Geki” Sarti, Cristiano Caporali, Fabrizio Cutela, Marco Scotti, Luigi Orlando “Magic”, Dario “Daddo” Nardone, Guido "Gipsy" Esposito, Marco Selicato, Christian “Mac” Ferretti, Loredana Coda, Teodolinda Camera, Diego Camilli, Alessio “Kayale” Piccioni, Marco Novelli, Michele Insalata, Francesca Magliocchetti, Daria Meinardi, Alessandro Bossini.

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NG RO T S A p ow CAR A L O FAN STE

by e r ed

ELBAMAN BARDOLINO IRONMAN ITALY BEST LOCATION

VARANO LAKE TRI

ELBAMAN

BARBERINO DEL MUGELLO

BEST SAFETY

SARNICO IDROMAN

GENOVA BEST ROSTER

TIRRENIA

GARMIN TRIO SIRMIONE BEST ORGANIZATION

ARONAMAN XTERRA OROSEI

XTERRA BEST NEW ENTRY

GARMIN TRIO SIRMIONE Zona Cambio #5 - 8


EST ITALIAN TRIATHLON RACE

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P

arlare dell’Elbaman è per me come parlare di un pezzo della mia La gara clou storica, come detto, è la distanza Iron sulle classiche distanze di vita, di un figliolo che hai visto nascere e che speri di far crescere 3800m di nuoto, 180km in bicicletta e 42.2km a piedi, gara che si può correre insegnandogli tutti i migliori valori che pensi di conoscere. come individuali, ma anche come team di staffette di 2 o 3 atleti.

Non è quindi facile per me essere obiettivo, spero che mi scusiate Dal 2009 si è affiancato anche Elbaman73, ovvero gara sulla mezza distanza per questo sin da ora. (1900m – 94km – 21.1km) che ha sempre raccolto enormi consensi ,forse perché in questo modo gli atleti possono vivere le emozioni della gara Iron La gara è nata da una pazza idea nata nell’inverno tra il 2004 ed il 2005. da dentro, sentirsi parte della festa anche se non preparati per compiere l’inInizia quindi l’avventura con entusiasmo, impegno e tanta (troppa ?) incon- tera “impresa”. sapevolezza su cosa realmente sarebbe successo. Il percorso è ormai consolidato, anche se ogni anno qualche piccola novità I primi anni sono stati indubbiamente faticosi. Il movimento dei triathleti in viene introdotta per migliorare l’offerta. Italia era, e purtroppo lo è tuttora, piccolo. Quello dei lunghisti ancora più esiguo. Nel 2005, anno della prima edizione, si contavano circa 350-400 per- Il NUOTO si svolge nella magnifica baia di Marina di Campo con partenza dalsone che annualmente partecipavano ad un qualsiasi Ironman. Per Elbaman, la spiaggia (sabbiosa). Il giro è triangolare in senso orario della lunghezza di gara all’esordio senza pretese, senza soldi e senza un background la scom- 1900m. Un giro per il mezzo e due per l’Iron, con gli atleti che quindi devono messa era enorme. Eppure gli oltre 100 atleti al via con un buon parco stra- uscire dall’acqua facendo qualche passo sulla spiaggia alla fine del primo giro. nieri, hanno dato la spinta a non fermarsi li. A fine 2006 diedi l’idea al compianto Presidente Emilio Di Toro di introdurre il Campionato Italiano sulla distanza Iron e lui, sempre pronto e ricettivo, confermò la proposta dando una enorme mano alla crescita dell’evento in cui lui già credeva. Un titolo che è stato di casa all’Elba per 4 edizioni, facendo arrivare, di anno in anno, un numero sempre crescente di atleti. Dall’edizione 2008 è cambiato l’assetto del comitato organizzatore ed ho preso in mano in toto da solo le redini della gara. In questo modo ho potuto portare avanti la gara secondo linee guida che ritenevo giuste. Il successo è stato sicuramente sopra le aspettative e, anche la scomparsa del titolo Italiano, non ha fatto calare l’interesse per l’evento, tanto che nel 2011 i 718 iscritti hanno rappresentato il nuovo record di presenze ripetuti anche nell’anno di crisi 2012. Per il 2013, le iscrizioni sono partite con un ritmo decisamente alto, il piu’ alto di sempre. Obiettivo è avvicinare un poco il tetto degli 800 partenti. Passiamo ora a parlare un attimo più in dettaglio di Elbaman per chi non lo conosce.

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La ZONA CAMBIO è ubicata in un grande parcheggio a 150m dalla spiaggia in linea d’aria. Quest’anno si avrà una piccola variazione sul punto di uscita dall’acqua, rendendo la prima transizione più breve e veloce.

i nostri numeri sono più piccoli e adeguiamo ogni anno il tetto limite alle nostre reali possibilità con unico obiettivo dare il miglior servizio possibile a tutti, dal primo all’ultimo arrivato.

Il CICLISMO rappresenta di sicuro il “piatto forte” della gara con il percorso che si snoda sull’intero anello occidentale dell’Isola da percorrere in senso orario su una strada con un panorama mozzafiato su moltissimi tratti. Vista su Montecristo, Pianosa e sulla Corsica che cercheranno di alleviare le fatiche degli atleti.

Però parteciperà ad un evento con tanti piccoli accorgimenti da “grande gara”, in una atmosfera famigliare, raccolta. E, anche se farà una gran fatica, sono certo che serberà la medaglia ed il ricordo in un luogo speciale della sua vita sportiva.

Non voglio dilungarmi oltre, credo che le migliori impressioni sulla gara la Il percorso della gara Iron, ha una “protuberanza” all’inizio del giro con una possano solo fornire gli atleti che vi hanno partecipato, quindi invito tutti i andata e ritorno fino alla frazione di S.Ilario e presenta quindi una salita in lettori a chiedere in giro, nelle varie “zone cambio”, opinioni a riguardo di piu’. Gli ironman devono percorrere il giro tre volte, mentre gli atleti del mez- Elbaman. zo “solo” due volte. Tutte le informazioni dettagliate sulla gara sono sul sito www.elbaman.it e, Il dislivello positivo dell’Iron è di circa 850m a giro, mentre per il mezzo si tratta di circa 650m a giro.

ovviamente, io e tutta l’organizzazione siamo sempre a disposizione per qualsiasi informazione, basta scriverci una email a info@elbaman.it e vi sarà riSul percorso sono posti 3 ristori fissi per l’Iron e 2 per il mezzo che forniscono sposto nel giro di massimo 24 ore. cibi solidi e liquidi in borracce. Inoltre un ristoro personalizzato alla fine di Grazie a tutti per la lettura e spero di potervi salutare personalmente il prosogni giro per gli atleti che lo desiderano. simo 29 Settembre all’Elbaman ! Il PODISMO è invece tutto racchiuso nell’abitato di Marina di Campo su un percorso multi-lap pressoché pianeggiante e completamente asfaltato. Gli atleti Iron devono percorrere 5 giri, mentre gli atleti del mezzo, novità 2012, devono percorrerne 3.

Marco Scotti CEO & Founder ELBAMAN Triathlon

Anche qui abbondanza di ristori dislocati ogni circa 1500m con svariati tipi di bevande, cibi solidi e spugne. All’arrivo per tutti poi un ristoro a buffet da godersi sotto una tensostruttura montata per l’occasione e gestito dal Ristorante Orecchietteria da Gianni, ormai storico fornitore del servizio e lo stesso che organizza il Pasta party del venerdì sera. Quello che voglio infine sottolineare è che, chi sceglie di fare Elbaman, deve essere consapevole che non parteciperà ad una gara con tantissima scenografia. Fortunatamente la natura e la conformazione del luogo ne crea una naturale incomparabile. Non parteciperà ad una gara con 2000 atleti, perché

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TRIATLHETA DEL MESE di Christian “Mac” Ferretti

JAMES CUNNAMA

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N

on è agevole scegliere l'atleta del mese in un mese in cui non si gareggia , a meno di voler considerare le gare "Down Under", che comunque non sono nel pieno della stagione, fatti salvi un paio di Ironman. Ed ecco quindi che la scelta cade sul personaggio in questione, per meriti, per così dire, extra sportivi (con un'eccezione, che presto capirete). James Cunnama, quindi, un ragazzone sudafricano con base in... Sudafrica, a differenza di diversi suoi conterranei che si sono trasferiti per i più disparati motivi in Europa o America. Un Sudafricano che fa parlare di sé, nel triathlon, dopo Conrad "The Caveman" Stoltz, e l'emergente cortista Itu Murray, non tantissimi nomi di fama internazionale, benché il Sudafrica annoveri in realtà un discreto numero di gare di ogni distanza e disciplina, e anche una buona partecipazione, sia amatoriale che come numero di elite. Ma questa non è una disamina del movimento sudafricano, quindi torniamo a noi: Cunnama si fa notare dal grande pubblico mondiale, grazie al secondo posto a Klagenfurt nel 2009, per poi inanellare una buona sequenza di vittorie e piazzamenti prestigiosi anche nel 2010, con la prima vittoria pallinata, dapprima nella mezza distanza, ad Austin, e poi centrando il bersaglio grosso sempre in America, nell'Ironman Florida, chiudendo con 8h15'. Ma l'impresa è del 2012, quando a Roth entra nell'esclusivo club dei subeight, e proprio sul filo del rasoio, in 7h59'59". D'accordo, lo so che Roth non si corre a dicembre, ma l'avevo scritto che non era facile, no? E

questa comunque era l'eccezione sportiva per la scelta, come avevo preannunciato. Quello che lo fa eleggere atleta del mese, in realtà, è una certa dose di sfortuna che ce lo fa apparire più umano, nonostante appunto l'appartenenza ad una elite di superveloci, e di conseguenza più simpatico. Il ragazzone sudafricano, infatti, ha vissuto una stagione travagliata, fuori per diversi mesi per infortuni (che c'entri qualcosa il metodo di allenamento del suo mentore, il discusso Brett Sutton? Ai posteri l'ardua sentenza, certo che statisticamente ne ammazza di più Sutton che l'addestramento dei Navy Seals), e con un paio di disavventure legate al passaporto, che per lui deve essere una sorta di maledizione, una raccontata da lui stesso nel suo blog, l'altra da Triathlete Europe. Partiamo da quest'ultima: appena terminato quel simpatico massacro dell'Embrunman, quasi nemmeno il tempo di sciacquarsi, e via di corsa in macchina, alla guida lo stesso Sutton, per raggiungere in tempo l'aeroporto di Nizza, dato che il giorno successivo scadeva il suo visto, con il rischio di ritrovarsi in Francia da campione...clandestino. Quattro e rotte ore di auto, dopo un ironman devastante, l'arrivo in aeroporto, il volo a distanza di poche ore, ma nessun posto in albergo, quindi Sutton che lo lascia per l'appunto in aeroporto. Dove scopre di aver smarrito l'attrezzo multiplo, indispensabile per smontare la bici, ancora "sudata" da Embrun, e infilarla nelle apposite sacche. Non dice nell'intervista, come poi abbia fatto (non credo vendano brugole e cacciaviti in aeroporto a Nizza, ma magari c'è

un "sivende" nei paraggi, o per lo meno una ferramenta), o se Sutton lo abbia costretto, per non perdere tempo, a tornare a nuoto. Ma ci dice che al rientro in Sudafrica, era leggermente distrutto, cosa che non si stenta a credere. Analoga la disavventura narrata da lui stesso nel blog: lui e Jodie Swallow hanno fatto il viaggio dall'Inghilterra a Vitoria Gasteiz, per partecipare ai campionati mondiali di lungo, in auto, per evitare le frontiere, dato che di nuovo il Nostro era senza visto, avendo spedito il passaporto per la sua apposizione, e mai ricevuto indietro... Ora, vien da chiedersi se qualcuno nella burocrazia sudafricana ce l'abbia con lui, oppure se pianifica i suoi viaggi non con il dovuto anticipo, ma tant'è. Per fortuna il visto gli arriva per tempo (dice che ha raccolto il passaporto lungo la strada per l'aeroporto, è lui stesso a ironizzare sul "largo anticipo"), ed il viaggio di ritorno è meno rocambolesco, riesce a godersi lo spettacolo del triathlon olimpico comodamente seduto in tribuna, senza doversi guardare dai bobbies londinesi. Insomma, disavventure da persona normale, capitano evidentemente anche a chi è capace di correre i 226 km in meno di otto ore. A James Cunnama auguriamo un 2013 ricco di soddisfazioni, lontano dagli infortuni e dalle... guardie di confine!

Foto: mundotri.com.br

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di Christian “Mac” Ferretti

TRIATLHETA DELL’ANNO

CHRISSIE WELLINGTON Zona Cambio #5 - 14


L

o so, è strano attribuire questo titolo a un'atleta che non solo era in periodo sabbatico, ma che al termine del quale ha deciso il definitivo ritiro. Ma come non celebrare la regina dell'Ironman, al termine di una carriera tanto sorprendente quanto splendida? Chrissie, sorriso smagliante, fidanzato triatleta con anch'egli ottime prestazioni nella distanza regina, quattro vittorie alle Hawaii, ha definitivamente appeso le scarpette da pro al chiodo. Ha scritto lei stessa che durante questo periodo lontano dalle gare ha avuto modo di riflettere sia sul suo passato che sul suo futuro, evidentemente alla fine decidendo che il cassetto dei ricordi era sufficientemente colmo. Ha scritto parole di commiato dalla rivista britannica con cui ha una collaborazione fissa, 220 triathlon, parole profonde e - lasciatemelo dire -piuttosto "zen": quando, ricordando la sua vittoria forse più bella, quella del 2011 a Kona, scrive che è stata la gara perfetta e la gara che l'ha "completata". E quando si raggiunge l'Illuminazione, il Nirvana atletico, quale altra sfida sarebbe possibile? Ciò nonostante, scrive anche che la decisione non è stata semplice ed a cuor leggero. Credo di non sbagliare se im-

magino che quando un'atleta di quel livello arriva a una svolta senza ritorno, i pensieri siano molteplici, e non ultimo quello a chi dipende in buona misura da quella scelta: atleti di livello top, sono ormai delle vere e proprie aziende mono-personali, da cui dipendono svariate persone: staff tecnico e mediatico, familiari, manager e forse anche, in buona misura, sponsor. Da qui, la difficoltà nel prendere una decisione. Ma il dado è tratto, Chrissie come da lei annunciato resterà nel mondo dello sport e del triathlon, solo che quel mondo non sarà più il fulcro intorno a cui gira tutta la ruota della vita. E' da sempre impegnata in iniziative benefiche, specie per le popolazioni del Tetto del Mondo, luoghi in cui ha trascorso e trascorre buona parte dell'anno (alla faccia dell'allenamento in altura!), ha scritto la sua biografia "A Life without Limits", dove ripercorre ovviamente anche e soprattutto le sue gare migliori. Fino appunto a quella "perfect race", Iornman Hawaii 2011: la caduta dalla bici poco prima di partire per Kona, due settimane prima della gara; le escoriazioni pubblicate su Twitter, ma le ferite vere quelle che ha tenuto per sé, e non parlo di ferite metaforiche, ma di costole rotte e di un embolo

polmonare, di un'infezione seria alla gamba escoriata due o tre cosette che da sole impediscono alle persone normali di alzarsi dal divano, figurarsi nuotare 4km nell'oceano, pedalare fra la lava e il vento per 180, e poi correre una quanto meno afosa maratona. Eppure, non solo corre la gara, ma persino vicne, doppo una battaglia epica che va ripercorsa. esce attardata dall'acqua, circa 9 minuti da Julie Dibens, l'unico riferimento cronometrico che ha all'uscita da T1, ed è un riferimento che in parte la rinfranca un po'. Sa infatti che Julie, di cui è amica, ha patito a Las Vegas un infortunio alla pianta del piede, una puntura, per cui Dibens sta giocando in bici il tutto per tutto, conscia di non aver nulla da perdere. La vera avversaria, quindi è Mirinda Carfrae. Da cui la separano solo 4 minuti, non un gap incolmabile per le gambe, per quanto non al top, di Chrissie. Ed ecco che comincia la rimonta, fino all'aggancio poco prima di Hawi, un aggancio fra l'altro inatteso perché non annunciato, per via di un buco nel vari "splits" (sì, anche a Kona non esiste la perfezione). Ma ecco che da dietro sopraggiunge un treno a vapore, rappresentato da Karen Thurig, di cui cerca di stare a ruota (metaforicamente, certo,

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impossibile anche volendo infrangere la regola no draft). Qui diventa determinante, come sempre, la mente: il fisico si ribella, Chrissie ha il bacino ruotato naturalmente, il dolore per le costole rotte la porta ad accentuare la sua posizione fisiologica, non proprio il massimo per pilotare una bici da crono alla massima potenza, ed infatti ai vari dolori si aggiungono quelli lancinanti dal bacino.Arriva in T2 ed è sesta, ma Mirinda segue a pochissimi minuti, un gap per lei colmabile, dato che la campionessa in carica (nel 2010 Chrissie non era al via) è ben in grado di correre una maratona poco sotto le tre ore. Ed ecco, appunto, che la testa deve dettare la legge alle gambe e alle anche doloranti. Si ripete il silenzioso mantra "non andare in panico, mantieni la testa a posto, andrà tutto bene", e comincia a pensare che sarebbe sorprendente finire al sesto posto, beh quinta sarebbe davvero sorprendente, oddio quarta quasi un sogno, in quelle condizioni! Ed ecco superare prima Julie Dibens, che sta camminando, poi Rachel Joyce, ed ecco anche Leanda Cave. Passa alla mezza maratona in 1 ora e 22, vicina al personale fatto segnare a Roth. Il che è forse il vero salto di qualità dal punto di vista mentale. Si sente più forte, il dolore è meno...doloroso, perché il corpo, benché in precarie condizioni, evidentemente si ricorda lo stesso come si fa. Si riduce il distacco anche da Caroline Steffen, a botte di trenta secondi per rilevamento, una cavalcata impressionante, sotto un Sole veramente cocente, un caldo che il vento hawaiano non attenua. corre con il ghiaccio in mano, nel body da gara, non salta uno spugnaggio. ricorda, particolare forse non elegante, ma eloquente, di aver fatto pipì l'ultima volta a 2km da T2, poi niente, segno che si deve tenere sotto controllo l'idratazione. Passa la Steffen, e vede poco dopo Mirinda correre nell'altra direzione, quindi sa di avere circa quattro minuti di vantaggio. Ok, se non si mette a camminare, può farcela, ma si deve

stare in guardia, Mirinda Carfrae è capace di ogni cosa. Finalmente, la consapevolezza di poter vincere, in cima a Palani Hill. Gli ultimi residui delle nebbie mentali si diradano, e si stampa sul volto l'inconfondibile sorriso. Otto ore, cinquantacinque minuti e otto secondi di sofferenza, ma è fatta! Per la quarta volta, campionessa del mondo! Mi sono dilungato, riprendendo ampiamente le parole stesse di Chrissie, ma credo mi perdonerete, specie chi fra voi, malato come me, ha passato diverse ore a seguirla in streaming, di quando in quando strabuzzando gli occhi per la sorpresa. Infatti, il sorriso che lei dice aver messo su a un miglio dall'arrivo, noi l'abbiamo visto in tutta o quasi la maratona, al pubblico, ai volontari. e solo dopo la gara, si è saputo delle precarie condizioni fisiche. L'intendimento, prima di partire, e per voce della stessa Chrissie, era quello di onorare la gara e comunque terminare, anche camminando, non per rappresentare se stessa come eroina, ma per dimostrare alle persone che sarebbe stata già una vittoria lottare contro la propria preparazione non ottimale e cercare di sconfiggere gli infortuni. Non solo le gambe, quindi, ma il cuore e la testa di una campionessa indiscussa, di cui certo sentiremo la mancanza nelle gare a venire, ma che speriamo di vedere lo stesso nelle zone cambio del mondo, nella veste che lei sceglierà di indossare, e con la consueta disponibilità e il sorriso raggiante. Per dirla con il Signor Spock di Star Trek, Lon Live and Prosper, Chrissie!

Foto: newshopper.sulekha.com

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A BRACCETTO CON I

VICHINGHI di Loredana Coda

Si fa avanti un vichingone bello bello come come ilil sole, sole, spalle ad armadio, possente, ee mi mi dice dice “buttati sul prato che ti spoglio io!”. Ho pensato “ma quando mi capita capita più?”. più?”. EE

ho obbbedito.

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IRONMAN 70.3 HAUGESUND, NORWAY A braccetto con i vichinghi, in viaggio tra laghi, fiordi e villaggi di pescatori E’ un periodo burrascoso.

Ci raccontiamo le nostre esperienze. Non avevo la più pallida idea di chi fosse ( e quanto fosse forte) e uso il classico “collegue approach” raccontando cose che ad un atleta serio fanno venire i brividi e seri dubbi sulla mia salute mentale... ma Alfio oltre ad essere un fuoriclasse è anche simpatico, e nasce subita un’allegra sintonia. Anzi vuole che parli alla sua ragazza per convincerla a cimentarsi nelle triplici imprese.

Nic, mi aveva paralto di IM 70.3 Norway Inaugural, il primo in terra scandinava! Da intenditore navigato me lo aveva venduto dicendo che ci avrebbero coccolati di più, ci sarebbero stati gli osservatori IM ecc. Avevo alcuni impegni su cui concetrarmi, tuttavia, come ormai mi succede sempre più spesso (vecchiaia?) mi sono detta: “si vive una volta sola, al diavolo tutto, faccio quello che è bello, ora, e il mondo continuerà a girare, e Raccolti i nostri bagagli usciamo dall’aeroporto e io con lui, più felice che mai”. cerchiamo il modo migliore per raggiungere la Insomma mi iscrivo e prenoto hotel e volo. Stes- città.

ristoranti e fulcro della vita notturna di Haugesund. L’expo è al coperto, in una grande sala del Maritim Hotel, che fa da quartier generale dell’evento. I volontari ci accolgono calorosamente. Mi registro e mi avvolgono il classico braccialetto al polso, da tenere fino al ritiro della bici post gara. Riconosco Tune, con cui mi ero scambiata qualche email prima della partenza, qui tutti hanno voglia di rendersi utili e semplificarti la vita. Una

so hotel di Nic: “ho scelto il miglior compromesso tra qualità e prezzo, volevo un hotel che sapesse di Norvegia e non un’anonima catena internazionale ”. La scelta si è rivelata azzeccatissima! Nic è sempre di più una garanzia!

Incontro Nic all’ingresso dell’hotel. La giornata è caldissima e soleggiata. Altro che Norvegia! Poi gli indigeni locali confesseranno che quel clima è insolito, fuori dalla norma, è una giornata innaturalmente estiva per quelle latitudini. Invece le Arrivo ad Haugesund il venerdi mattina, 6 luglio, previsioni per il giorno della gara sono tutt’altro e al ritiro bagagli incontro i fantastici Alfio, Fede- che rosee : nebbia la mattina, temperatura 13rica e Claudio. Alfio si è fatto ridipingere la Scicon 14°C, poi pioggia. di fucsia da uno zio carrozziere... per riconoscerla Mi dirigo all’Expo, a poche centinaia di metri meglio allo scarico bagagli, un vero personaggio! dall’hotel, passeggiando sul lungo canale pieno di

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grande ospitalità! Ci sono stand pieni di merchandise con marchio IM e di altri articoli utili per la gara. Adocchio il meccanico e prendo appuntamento per fargli controllare la bici, non si sa mai, nel rimontarla potrei aver dimenticato qualche pezzo fondamentale... (i pedali?). Ritorno in hotel con una bella borsa pacco gara, personalizzata con il simbolo di IM 70.3 Haugesund e contente una quantità spropositata di pettorali (due, cosi chi vuole può attaccarne uno sulla maglia per la bici e uno su quella per la corsa se differenti, e con gli spillini) e numeri per elmetto ecc. (almeno 3 sono in più... di scorta) e le tre borse per cambio bici, cambio corsa e cambio abiti asciutti per la fine gara. E’ pomeriggio inoltrato, ma qui c’è sempre luce e non ti accorgi che è tardi. Rimonto la bici e la porto dal meccanico per una controllatina come concordato prima. Ritrovo Nic che si è fermato a parlare con un gruppetto di italiani arrivati li per la gara. Si tratta di Claudio, (un altro Claudio) con il suo Team Brianza. Da non crederci! Viaggia con un team eccezionale al seguito, composto da un mentalist, un nutrizionista, un meccanico e un manager del team! E il suo splendido figlio. Dire che sono spassosi è riduttivo, si sta cosi bene che dimentico il mecca-

nico, e quando mi presento allo stand mi dice che vado a destra... mi fermo e, brugole alla mano, sta per chiudere. OK, a domani alle 10! sistemo tutto. C’è ancora tempo prima del pasta party e decido Incontro un altro atleta e pedaliamo un pò insiedi avventurarmi per un giro bike nei dintorni. me. Gli racconto che sono una principiante (sempre ignara di chi ho di fronte, penso sempre che sia uno più o meno come me, il che è matematicamente impossibile) e lui mi propone “let’s try the bike!”. Ma certo! Proviamo la bici! E’ finlandese, non lontano da Haugesund dice lui... Dopo un pò torniamo a “casa “ e siamo nello stesso hotel, stesso piano, il 5°, dove alloggiano la maggior parte degli atleti. Cerco il suo nome sulla lista iscritti e non lo trovo... scopro più tardi che si trattava di Juha Laitinen, un atleta professional ed era nell’elenco degli elite! [Che figura!] Sono le 23 ed è ancora giorno, sono in camera mia a rimuginare, che faccio? Prendo la bici e raggiungo il laghetto dove nuoteremo! Spero di non perdermi... mi perdo! Dovevano essere circa 2,7 km dall’hotel (poi con le scorciatoie che mi hanno insegnato gli indigeni la distanza diventerà di circa 1 km) ma giro e rigiro e non lo trovo. Chiedo indicazioni e in qualche modo raggiungo la riva. Si entra attraverso un pezzetto di sterrato, attraverso un Haugesund è come San Francisco, tutta su e giu, e bosco. L’indomani scopro che sono arrivata sulla poi su e giu e poi su e giu... sponda opposta. C’è un silenzio assordante. E’ Mi rendo conto subito di non aver avvitato bene il quasi mezza notte e c’è luce come all’inizio di un manubrio , provo a girare a sinistra in salita ma tramonto! Dura poco perchè poi è subito alba!

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Una poesia. Poi qualche fruscio dal bosco, un film dell’orrore! Ma si sta troppo bene per avere paura. Mi fermo ancora un poco e poi bici in spalla, supero lo sterrato, poi salto su e pedalo verso casa.

E’ mattina, famelica mi muovo verso la sala ristorante. Nic è già li. Ci rifocilliamo per bene. Lui ha appuntamento con il Team Brianza per un giro di ricognizione del percorso. Pioviggina. Il preludio alle previsioni per il giorno gara. Io invece vado dal meccanico, mi presento li mezz’ora prima, controllo bici superato. E’ tutto a posto! Non vuole alcun compenso, dice che non ha dovuto fare nulla! Il meccanico poi lo ritroverò in gara il giorno dopo... e tra le altre cose è stato finisher del temibile Norseman! So’ norvegesi... io me li ricordo quando lavoravo sulle piattaforme petrolifere a Stavanger... in pieno gelido inverno, uscivano a correre lungo la strada, sulla neve, in pantaloncini e maglietta... Mi fermo per qualche acquisto: una splendida maglia bike con il logo dell’evento e un elmetto vichingo stampato sulla spalla destra e una maglietta di cotone con la stampa dei nomi di tutti i partecipanti nel simbolo IM.

Sono quasi 24 ore che non dormo tra preparativi e partenza da Roma alla volta di Pisa e quindi di Haugesund. La stanchezza di fa sentire e allora sprofondo nel soffice letto, dopo aver oscurato alla meglio la finestra. Fuori c’è ancora luce!

grosso arriverà più tardi. Mostro il mio braccialetto, prendono nota e mi assegnano un volontario tutto per me! Mark, cosi si chiama, mi accompagna per un giro turistico della spaziosa zona cambio, ricavata in un mega campo sportivo con prato finto ma comodo funzionale e pulito. Porta con se la busta trasparente copri-bici. Prima tappa è il mio posto bike. Sistemo barrette e borracce, copriamo la bici, e ci spostiamo nella zona per la consegna della borsa blu (bike). Organizzazione impeccabile, dei numeri contrassegnano i gruppi di borse, io ho il pettorale 107 quindi sono nel gruppo 100 e seguenti, le borse sono disposte sul prato rigorosamente in ordine progressivo. Ci spostiamo nella tenda per il cambio, ampia, con molte sedie, mi illustra tutte le procedure. Poi ci dirigiamo verso la zona per le borse rosse (run). Mi mostra in dettaglio i vari ingressi e uscite per nuoto, bici e corsa.

Ritorno in hotel per preparare la bici, si consegna Tutto è lineare e tutto sommato semplice. C’è spadalle 14 alle 18. zio a volontà e comunque gli ingressi e le uscite Arrivo in zona cambio in bici, con zaino in spalla sono piuttosto comode e vicine e facilmente idencontenente borsa blu e rossa. Decido di arrivare da tificabili. un’altra strada e mi tocca attraversare un bel pezzo di sterrato appuntito, rischiando di compro- A questo punto, dopo aver provato fisicamente e mentalmente un paio di volte tutto il percorso in mettere i copertoncini prima della gara... zona cambio, mi dirigo verso la partenza nuoto. Non c’è fila, siamo circa 400 partecipanti ma il

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Qui hanno realizzato una spiaggetta appositamente per noi! Hanno rimosso sassi e vegetazione e per qualche metro hanno riempito con la sabbia. Hanno poi installato un piccolo pontile parzialmente sommerso che dal lago ci conduce alla spiaggia in fase di uscita dal nuoto. Li l’indomani troveremo dei volontari che all’occorrenza ci aiuteranno ad uscire dall’acqua. Io certe cose le ho viste solo nei video di Kona...

aperte... sicuramente il giorno dopo saranno piene tuato in centro città, e via tutti in acqua per qualdi formiche, pazienza. Avrò ancora tempo per gli che bracciata di riscaldamento. ultimi ritocchi prima della partenza. Il lago ha una base melmosa, si affonda quasi coE’ l’ora del briefing, mi accomodo tra le primissime me se fossero sabbie mobili ed è tutto fangoso e file nell’auditorium con mega schermo e dopo un scuro, eppure tutto ci sta e ci sta bene. Non una pò mi accorgo di essere nel briefing in Norvegese, lamentela. Anche quello fa parte del contesto e ci vabbè resto, dopo qualche frase tutti ridono e io piace, ci sentiamo molto avvolti e protetti e coccorimango li imbambolata... poi lo speaker, il mitico lati in ogni come. Anche quella melma, in fondo, è Paul Kaye dal sudafrica, ci parla in inglese e mi ria- morbida e vellutata. Ci sono già arco e bandierine, stanno completando nimo. A quel punto resto anche per il briefing in l’installazione di altoparlanti e postazioni per spea- inglese, alla fine sono preparatissima! ker ecc. Faccio amicizia con un gruppo di norvege- Nel mucchio ci sono parecchi “vergini” del 70.3 e si che poi mi ritrovo intorno in ogni dove fino a molti di questi sono alla prima esperienza di triasera, e scherzando mi dicono “si, ti stiamo proprio htlon in assoluto!!! Magnifici! seguendo!”. Facciamo qualche foto. Appuntamento per cena con Nic e team Brianza al Nel tornare a casa a piedi mi sono smarrita (come “Forno” ristorante italiano. al solito) chiedo ad una ragazza e questa mi accompagna in auto, la mattina dopo usciremo quasi Carbo-load di pasta e via tutti a nanna. insieme dalla frazione nuoto. Lei principiante, ave- Per una volta non sono in ansia! Ho avuto un giorva esordito due settimane prima in uno sprint, no in più per preparare tutto con calma, dormo avrebbe poi completato il 70.3 con un tempo di piuttosto tranquillamente. tutto rispetto...so’ norvegesi! Il cielo è grigio ma l’acqua tutto sommato è tiepiAlle 5.30 tutti a colazione e poi fuori all’angolo Mi assalgono i dubbi, avrò sistemato tutto in zona dell’hotel, a prendere la navetta che era stata pre- da, 19 °C, e a me sembrava anche di più, sarà che cambio sulla bici e nelle varie borse? Torno li al- disposta dall’organizzazione per raccogliere tutti mi sono forgiata a Valencia il 4 marzo (circa 12 °C meno altre due volte e ogni volta qualche atleta gli atleti, facendo il giro delle principali strutture spacciati per 14 °C per farci partire lo stesso). Qualche bracciata, qualche chiacchiera con i nuovi locale automunito mi riporta indietro. alberghiere, e condurci in zona partenza. amici e via ci si avvicina alla linea di partenza posta Stavolta ho sistemato proprio tutto, si certo ho Indossiamo le mute, depositiamo le borse bianche un po’ più avanti nell’acqua. E’ una festa di pubblilasciato le barrette attaccate alla canna della bici... che i volontari poi ci faranno trovare all’arrivo si-

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co e lo speaker ci rallegra e ci carica per bene. obbbedito. Un’imbarcazione vichinga con tanto di vichinghe a Il vichingo mi ha strappato via la muta in un battibordo ci saluta. Sparo del cannone. Partiamo! [link baleno e mentre io fantasticavo sul seguito mi ha video] riportato alla realtà indicandomi dove recuperare Per la prima volta ho nuotato sempre in compa- la borsa blu e via verso il tendone per cambiarsi. gnia, anzi sono uscita che ne avevo molti dietro di me. Incredibile! Non per mia aumentata velocità ma perchè esiste al mondo chi in acqua è più tapascione di me. Cosi ho preso schiaffi, pugni, pedate in faccia, bene cosi! Nuotare insieme è stato più bello e soprattutto nuovo per me, e forse mi ha anche spronato di più, negli ultimi 700 metri ho addirittura accelerato per paura che mi stessi adagiando troppo al gruppo. Difficile descrivere la festa dei volontari e del pubblico quando sono uscita (non solo per me, per tutti dal primo all’ultimo) applausi, batti il 5, un corridoio di persone che ci ha accompagnato fino in zona cambio.

vita e stavo per riporre muta occhialini e cuffia nella borsa blu ma lei mi ha sollecitato “vai, ci penso io a mettere tutto a posto!”. Via verso al bici e verso l’uscita. Salto su e pedalo tra le incitazioni di un pubblico favoloso e gli scatti dei fotografi! In bici mi superano quasi tutti quelli che avevo lasciato indietro nel nuoto... complice un problemino tecnico (la scusa...): nei primi 10 km andava via la catena e da principiante quale sono, per rimetterla in sede dovevo fermarmi a volte addirittura capovolgere la bici inzaccherandomi le mani di grasso... per poi passarmele sul viso... Perdo secondi preziosissimi ;) e molti si avvantaggiano per sorpassarmi ;) La cosa va avanti cosi fino al 50km, poi decido di lasciare la corona grande davanti, sia in salita che in discesa, e via! Avevo paura che si rompesse la catena, sentivo rumori strani, sicuramente frutto delle mie paure da principiante.

Arrivo in transizione e si avvera quello che Nic mi aveva anticipato! Un gruppo di volontari mi attende per togliermi la muta.

La frazione bici è stata tutto un viaggio in paradiso. Monti, laghi, mare, scenari mozzafiato! Dopo il nuoto si è anche aperto il cielo e un sole radioso ci ha accompagnato fino a notte fonda! La temperaSi fa avanti un vichingone bello come il sole, spalle ad armadio, possente, e mi dice “buttati sul Sotto il tendone c’era un po’ di ressa cosi mi sono tura era gradevole. fermata fuori. Subito una volontaria si è avvicinata Lungo i 90 km il paesaggio era costellato di tipiche prato che ti spoglio io!”. per offrirmi aiuto. Ho indossato quello che mi ser- casette norvegesi, in legno, bianche o rosse, spic-

Ho pensato “ma quando mi capita più?”. E ho

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cavano tra il verde di prati e alberi.

di insofferenza per non poter circolare lungo il per- casco e gli occhiali, il volontario mi suggerisce di tenere gli occhiali visto il sole e me li porge, li Ogni famiglia si era raccolta lungo le strade (oltre corso. ai volontari) per applaudire e fare la hola. Al ritorno in paese c’era una mamma in bici sul prendo e via! Verso nuove avventure. marciapiede, e dietro questa fatina bionda picco- Si corre per circa 1 km dalla zona cambio per giunlissima. Avrà avuto 3 anni, sulla sua mini bici rosa. gere nel circuito di 10 km da ripetere due volte, in Mentre arrivavo si è fermata, mi ha urlato “Heya, centro Haugesund. Finalmente! Gli accompagnatoheya!” con quella vocina che solo le fatine sanno ri di altri atleti mi adottano e prendono ad incitare avere, e poi mi ha battuto le manine. La prossima anche me chiamandomi per nome e urlando volta che mi capita mi fermo e me la mangio!  “Italia!”. Passiamo 5 volte in zona arrivo e li tra Mi ha sciolto il cuore. speaker e pubblico mettiamo le ali e acceleriamo carichi dell’energia che ci tramettono le persone. Il percorso bici di poco più di 90 km per me è stato relativamente semplice. Forse l’esperienza a Idro- File di bambini hanno le manine pronte per batteman mi ha cambiato la prospettiva sul concetto di re il 5, mi abbasso un e po’ e rallento (come se posalite e discese... Gli altri atleti ben più esperti di tessi rallentare ancora di più...) per non mancarne me hanno dichiarato che non era semplice come si nemmeno uno a destra e a sinistra! E’ una felicità! pensava. La strada pure essendo perfetta e priva di Da un terrazzo una simpatica coppia ha predispobuche aveva quel tipo di asfalto un po’ granulare sto una pompa per rinfrescarci, chi vuole passa Molti avevano disposto poltroncine e sdraio e bibigrosso, che rallenta e affatica un po’... sarà che io dalla strada al marciapiede e si gode la doccia! Ci te fresche per godersi lo spettacolo del nostro pasandando paino queste sottigliezze nemmeno le sono ristori e spugnaggi fornitissimi di ogni cosa saggio, dal primo all’ultimo. Mai stanchi di alzarsi noto. E poi tutti quei su e giù, e poi su e giù, mai fino alla fine. Lungo tutto il percorso bici e corsa i in piedi e spronarci “Heya! Heya!” (forza forza!) pendenze impossibili ma continue, non facevi in volontari, addestratissimi, sono pronti in lunghe Tutti, dai più grandi ai più piccoli. Non sono mia tempo a scendere sfruttando la forza di gravità che file con braccio teso verso la strada per agevolarci stata sola! Ho amato ogni singolo spettatore per i la presa di borracce e gel e banane ecc. già si risaliva. loro sorrisi e la gioia e l’ammirazione che comuniNella mia breve esperienza non ho mai sperimencavano. Non un’auto lungo il percorso, ottimo la- Arrivo dunque in zona cambio. Neanche fossi una tato un’organizzazione talmente impeccabile, al di voro dell’organizzazione ma anche ottima ospitali- elite, un volontario mi prende la bici dicendomi sopra di ogni aspettativa. E non si è trattato solo tà da parte della popolazione. E’ vero, in quell’area che me la sistema lui al posto 107 e un altro mi dell’organizzazione, è stata soprattutto la passione la densità abitativa è bassa, eppure sembravano in porge la borsa rossa run, chiedendomi se serve di ogni singola persona che ha reso tutto perfetto. tanti ad acclamarci, non una parola o uno sguardo aiuto. Mi cambio le scarpe, giro il pettorale, poso il E poi gli altri atleti, tutti, sono stati semplicemente

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amabili. Di supporto leale e regolare gli uni con gli raffigurato la mappa dei paesi nordici con la Nor- struttiva di raggiungere un obiettivo per noi e per altri, e di rispetto dal più forte al più lento. vegia evidenziata e un bel 70.3 arancione in rilie- chi ci sta intorno. Il percorso run non era piatto come succede in ge- vo. nere... per passare sulle strade parallele di andata e ritorno c’erano degli strappettini, certo i runners seri nemmeno se ne accorgono, io si. E devo dire che preferisco cosi, le strade piatte sono noiose. Almeno quando sei in discesa un po’ rotolo... quasi come in bici. Finito l’ultimo giro ammetto che ero un po’ provata ma come sempre, alla vista dell’arco di arrivo, non ho capito più nulla, e sono partita per il classico supersprint finale da centometrista :O. Ho tagliato il traguardo tra l’entusiasmo della folla (è raro per me avere un pubblico, quando arrivo io spesso hanno gia smontato l’arco...). I volontari nel mettermi la medaglia al collo, dichiarano che è stato l’arrivo più veloce di tutta la gara (inteso come ultimi 100 metri) . E lo speaker annuncia “you are an ironman 70.3!”. Tripudio!

La sera mega party! Abbracci e felicità per tutti. Se avete voglia di un 70.3 del circuito, fuori dall’IOgni cosa e’ stata fatta in grande, senza lesinare su talia, e tutto sommato non lontanissimo e abbornulla. dabile con un po’ di pianificazione, questo è da A mezzanotte e oltre, si va a nanna, stracotti e ab- non perdere! bronzati a strisce. L’indomani giornata di relax shopping, ritorna il grigio e la pioggerellina ma sembra di stare sempre in paradiso. Ho riso per tutto il viaggio di ritorno. Siamo a Pisa, recupero l’auto e mi dirigo verso Roma. La favola è finita, si ritorna alla vita quotidiana, stanca e appagata, sicura di voler tornare in Norvegia, luogo dell’evento più bello che farà presto il sold out.

Questa gara ci ha portato bene, tutti gli atleti con Proseguo in preda alla felicità verso l’area ristoro e cui ho parlato ne hanno tratto gioia e soddisfaziomassaggi. Sono due passi dall’hotel, doccia rigenene, e miglioramenti sui propri tempi, o semplicerante, e poi giù a guardare gli altri che arrivavano e mente hanno portato a termine un’impresa che a farsi i reciproci complimenti con gli altri atleti. temevano fosse al di sopra della loro portata. Io Maglietta di finisher preziosa, tecnica, verde e credo che il clima, la gente, l’organizzazione, i voarancione, con logo del 70.3 Huagesund. La porte- lontari, il contesto, la bellezza dei luoghi, tutto... rò con orgoglio, come tutti gli altri, con la medaglia abbia contribuito profondamente a questi succesenorme al collo. Bella anche quella, sopra hanno si, mettendoci in quella condizione mentale co-

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Ironman 70.3 Pescara vs Challenge Rimini di Luigi Orlando “Magic”

.. . A R A C S E P RNARE A

PERCHE’ TO

trifunlife.blogspot.com

Proverò a spendere due parole con la mano sul cuore cercando di prendere la parte di qualcosa che per molti è indifendibile, ma soprattutto senza voler minimamente sminuire le altre gare in Italia (da almeno 3 anni non salto il C.I. lungo/medio), i nuovi progetti (Challenge Rimini, sto raccogliendo le risorse per esserci…c’è Macca!) o le gare storiche (Elbaman è la gara più bella d’Italia). PERCHE’ BISOGNA TORNARE A PESCARA NONOSTANTE LE MILLE CAPPELLE ORGANIZZATIVE? Perché basta leggere i blog di chi ci è stato quest’anno ed i relativi commenti, tutti i finisher sono felici come bambini, hanno già dimenticato gli intoppi. Perché ora che ci penso io mi sento come quando da ragazzino tornavo dalla gita scolastica in primavera, profondamente inebriato, innamorato e tanto rincretinito. Perché è stata la mia gara-riscatto. Perché senò l’Ironman 140.6 in Italia non lo avremo mai…e noi ce la meritiamo la Gara con il pallino. Perché l’evento con il pallino smuove la folla, tanta e crea il movimento anche per le altre gare simili in Italia … quanti medi ci sono

. . . I N I M I R A E R A PERCHE’ AND

Perché è la ZEROedition, un privilegio oltre che un onore esserci alla prima edizione di qualsiasi gara, circuito, edizione, manifestazione ed un giorno raccontare ai propri nipoti…”io c’ero!”. Perché anche se non è lo stesso giorno di Pescara ci va vicino e la “guerra” tra WTC e Challenge si sposta anche in Italia e la concorrenza la maggior parte delle volte è sinonimo di far bene, organizzare bene, rasentare la perfezione. Perché Rimini è una garanzia! Mondiali di duathlon su tutto e poi gare con grandi numeri organizzate in maniera impeccabile, sempre. Perché “Rimini, Rimini”…è sempre sinonimo di divertimento…cavolo sono sempre stato bene in quella città…sempre! Perché a Rimini si mangia alla grande! Perché ai Challenge non c’è lo stress della qualifica, delle slot… Perché la bici non è affatto piatta, anzi….e finalmente sarà quasi certo che gli sciatori si attaccheranno al…(tram?)… Perché si va sulle salite dove si allenava Marco Pantani. Perché qualcuno vorrà provare a battere il tempo di Alessandro Ales-

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stati quest’anno! E sono andati tutti alla grande! Perché Pescara è stata una città fantastica! Perché i percorsi erano veramente belli…un bel po’ più lunghi, ma veramente belli! Perché, vuoi mettere la finish line sulla spiaggia? (….miglioratelo l’arrivo però!) Perché c’era un pubblico fantastico che incitava chiunque, come deve essere in queste gare! Perché guardando le foto della gara sfido chiunque a confutare che potrebbero essere state a fatte a Miami, ad esempio! Perché è stata la gara-battesimo per tanti neo-finisher…per altrettanti è giusto che continui ad esserlo! Perché ho visto la gente felice e sorridente anche con la maglietta finisher del Decathlon e la coca cola calda in mano…e la doccia ghiacciata….! Perché il prossimo anno al pasta party ci metteranno gli arrosticini al posto di quel tortino agli spinaci…VERO? Perché il prossimo anno ci daranno uno zaino così tecnico che potremo andare in Nepal solo con quello in spalla! …e la maglietta finisher di Prada! Perché il mezzo flop organizzativo c’è stato quest’anno, non l’anno scorso … non possono fare peggio il prossimo anno! Perché sono stati sommersi dalle proteste, si prenderanno le loro responsabilità e ci daranno una gara perfetta! Perché sbagliando s’impara…e sbaglia chi fa, non chi non fa nulla!

sandri su Strava 1h e 42m!!! Perché c’è MACCA ragazzi!

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SWIM

condominiale

di IronBrady

allenamento

Splash. Nell'avanti e indietro del riscaldamento elaboro l'allenamento clorato di oggi. Prima inquadro il problema: infilare una sequenza di vasche a ritmo costante è poco stimolante per il fisico e per la crapa. Poi mi pongo un obiettivo: rendere piacevole l'ora di piscina traendone il massimo beneficio allenante. Non mi resta che mettere a punto la strategia. Devo riuscire ad associare ogni serie di ripetute ad uno dei miei condòmini. La signora dell'interno 1 catalizzerà i pensieri dei primi cento metri. Finalmente nella seconda serie potrò dire in faccia al rompicoglioni dell'interno 2 cosa penso di lui. E così via. L'unico rammarico sarà non riuscire ad arrivare dal coglione dell'ultimo piano, ma ventiquattro interni sono troppi per il mio attuale livello di allenamento. La serie più veloce? Quella corrispondente alla famigliola di pakistani: c'era una puzza di aglio che non vedevo l'ora di uscire da quella casa. bradypusrunner.blogspot.com Zona Cambio #5 - 28


BIKE

Strava di Stefano La Cara Strong

Ho usato parecchi siti e programmi vari per registrare gli allenamenti. Non che poi andassi ad analizzarmi i dati, sono troppo caciarone da accontentarmi solamente di vedere le mie prestazioni. Ho usato Mapmytri, ma in pratica in Italia ero l'unico, poi sono passato a Daiilymile, simpatico ma molto molto semplice. Alla fine sono approdato, dopo aver letto una recensione in cui ne parlavano come "la miglior applicazione per il ciclismo", su Strava. Innamorato subito. La cosa spettacolare è questa. Caricate i vostri dati dell'allenamento (o li registrate in diretta con un iPhone, se ve lo portate dietro negli allena-

menti) ed il sito riconoscerà automaticamente ogni salita che avete affrontato, inserendovi in una classifica con tutte le altre persone che sono passate per quella salita. Anche per i meno competitivi scatta subito la scintilla per cercare assolutamente di fare qualche secondo in meno per poter scavalcare i vostri amici e magari guadagnarvi l'ambito titolo di King Of Mountain. Poi naturalmente c'è chi va a cercarsi le salite più sconosciute per essere il KOM di quella salita, ma

quando in classifica c'è una sola persona il titolo vale un po' meno... Potete inoltre anche creare i vostri "segmenti" non necessariamente in salita, per vedere, ad esempio chi ha il miglior tempo su quei 5km piatti...o chi ha fatto meglio una discesa... Insomma, una bella invenzione. Naturalmente abbiamo creato anche il gruppo di Zona Cambio. Provate a fare meglio di noi adesso! (N.B. registrando i dati usando la macchina al posto della bici funziona lo stesso, ma è poco sportivo...) Zona Cambio #5 - 29


RUN

di Gianluca “master Runners” Simei Quando corro non posso assolutamente uscire senza i miei accessori preferiti, che sono: Occhiali MP3 Guanti (nel periodo freddo) Scaldacollo (sempre nel periodo freddo) Cappello (versione estiva o invernale) Orologio Quest'ultimo è scontatissimo, come uscire a correre senza orologio? Ma... c'è un ma. Una volta bastava un semplice orologio al quarzo che avesse il cronometro e via, start quando si partiva, stop quando ci si fermava, adesso non più, ma che scherziamo! Quasi tutti gli orologi oggi hanno il GPS incorporato, ti conta i km fatti, il passo, i battiti, le calorie bruciate, la media, il passo istantaneo, il battito medio, quanti satelliti sono collegati, il tracciato, l'auto lap, l'auto start, l'auto stop... tutto insomma, questo GlobalPositionSystem alla fine ti fa sentire un GlobalPirlaSystem. Esci a correre, rilassato e spensierato, ma quando premi il tasto Start un brivido ti percorre lungo la schiena, l'ansia da prestazione si impadronisce di te, e cominci a correre guardando il display con il sudore che, già nei primi 50metri, scende dalla tua fronte. Torni a casa esausto, non per la corsa, ma per lo stress, scarichi freneticamente i dati sul computer per vedere che: oggi hai corso 10km alla media di 5min al km, il passo più lento è stato di 12min/km, il passo più veloce? 2,1min/km! Zona Cambio #5 - 30


di Marco Bucci

h bene! Sta per iniziare la stagione 2013, sarà meglio del 2012 ne sono sicuro, anche perché i particolari problemi avuti nel mio primo iIonman, ops! triathlon long distance, (é un Challenge e la WTC non vuole che si usi quel nome li, anche se la distanza è la stessa!!), li ho messi apposto durante le settimane di scarico e/o ferie sportive, un piccolo intervento chirurgo e si sta moooolto piu' liberi e leggeri!

non mi lascia, e come sempre si fa sempre avanti nei momenti migliori. Non so se succede anche a voi ma a me di solito esce fuori dopo una bella serie di allenamenti, quando mi sento veramente in forma, ecco in quel momento li so che c'è qualcosa dietro l'angolo, che si farà vedere dopo l'ennesimo allenamento riuscito bene: avete dimenticato le chiavi in casa e nessuno vi può aprire (è inverno e sono 2-3 gradi!) e vi beccate l'influenza, al lavoro hanno deciso di mandarvi a fare un corso in un qualche posto dimenticato quindi niente bici e nuoto e siete fortunati se riuscite a fare 30 minuti di corsa senza che qualche macchina vi uccida, avete dimenticato il Garmin al lavoro ed é venerdì sera, quindi i vostri prossima 4-5 allenamenti (i più lunghi perché fatti nel fine settimana) li fate al buio, o ancora meglio, il caricatore rimane in ufficio e il vostro Garmin é con voi ma completamente scarico, vi prende una rettoragia che vi costringe in ospedale 2 giorni e ti chiedi se la causa sia la sella troppo dura.....

Sto proprio bene, il mese di stop ha portato grandi frutti, i muscoli e la testa stanno benone, e son felice anche perché una nuova sfida si preannuncia per il 2013, trovare i soldi per il secondo, anzi prima iscrizione al IM, primo perché la mia prima gara del 2013 non sarà un Ironman ma un Irconcat, sulla stessa distanza ma non sotto WTC, non si chiama Ironcat per far contento il mio gatto (ho provato a dirgli dell'iscrizione ma non gliene fregava molto....) o la popolazione felina e ne tanto meno si vince un gatto di ferro, si chiama cosi perché viene fatto tra Valencia e Barcellona, e quindi??? e quindi in CATaluna! Discorso intricato ma con un senso.... oh almeno spero!

Insomma si mette apposto una cosa e se ne rompe un'altra, ma basta farci sopra un sorriso ed andare avanti, mica ci spezziamo, siamo di Iron (sperando che la WTC me lo permetta ;-) )

Per il resto, tutto scorre bene gli allenamenti vanno alla grande, son contento di vedere che anche la sfiga

thewaytomyfirstironman.blogspot.it

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INDOOR E’ MEGLIO di Semper Adamas

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Piove stamattina, o forse no. Nevica. Il fatto è che il parabrezza della macchinina gelato è un segnale importante: non sarà bello uscire per l’allenamento di bici che avevo previsto. Tempo per la bici ne ho talmente poco, che mi spiace rimandare, dato che comunque si tratta di rimandare a… beh, a marzo!! Ma il problema non sussiste, per il triatleta, con l’allenamento indoor. Si può correre, pedalare e nuotare sempre, a qualsiasi ora (beh, orari del centro sportivo permettendo, ovvio..!) e con qualsiasi tempo (posto che ci si arrivi, con forti nevicate e raffiche di vento da uragano, magari anche no, meglio desistere). Perfetto, allora si parte. Sgelata la macchinina, sacca nel baule, anzi no, sul sedile anteriore che pure la serratura del baule si è ghiacciata, son pronta. Destinazione palestra, col borsone pieno di attrezzi. Non si sa mai. Meglio non fidarsi, magari la piscina è chiusa, allora corro, magari le bici sono in manutenzione, allora nuoto. Pronta a tutto, come Rambo! Zona Cambio #5 - 32


Luci e colori, un caldo tropicale e un fracasso che si potrebbe definire lontanamente musica mi assalgono al mio ingresso. Ma io, che ho sfidato le colline di Pescara in bici, mica mi spavento e in poco più di cinque minuti son pronta per la bici. Anche altri insieme a me, però, e son tanti... Infatti dopo venti minuti di pedalata forsennata l’istruttore viene a vedere perché non scendo dalla sua benamata bike.

(l’ambiente palestra simula un allenamento a Lanzarote, ma senza gli effetti benefici del vento) mi fiondo sull’ultimo tapis disponibile. C’è un tizio che si aggira lì accanto, in maglietta della squadra di calcio del cuore e calzoncini da basket, che lo osserva come si osserva un animale esotico. Ogni tanto lo tocca, come a sincerarsi che sia proprio vero. Con una spallata maldestra lo allontano e salgo sopra al “tapiru”. “Ehi” mi apostrofa “c’ero prima io!!”.

“Mi sto allenando” gli spiego col fiatone dell’ennesima ripetuta fuori sella.

Borbotto qualcosa in una lingua che potrebbe essere sanscrito antico o magari russo moderno.

“Eh, ma qui c’è una fila di gente che ha bisogno della bici”. Dietro di me, una coda di cinque persone. Ma tutti qui, dovete venire a rompere i maroni?!

“Ah, ok... Ok, ho capito…” si arrende e mi lascia salire, ma non cessa di osservarmi. Salgo e accendo il maledetto affare che mi parte da sotto i piedi con un’accelerazione di 8 G e mi sembra di stare un su MIG che decolla… Il tipo si allontana impaurito, non sia mai che gli volo addosso.

E vabbè, facciamo buon viso a cattivo gioco e simuliamo un combinato, che tanto per una buona mezz’oretta in sella son riuscita a starci. Come inizio, va benone, mi convinco. Col body da tri grondante di sudore

Ma mi ci devo abituare, se voglio nuotare (bella forza, a meno che non mi voglia infilare in qualche gelido torrente, qui non c’è altro a disposizione che piscine), se voglio pedalare (sull’asfalto ghiacciato potrei mettere in serio pericolo la mia stessa sopravvivenza) e se voglio correre (mmmm… e qui, possiamo ancora giocarcela). Si, mi ci devo proprio abituare, perché l’anno prossimo, a settembre, mi aspetta l’Elbaman. Servizio completo: 3,8 km nuoto, 180 km in bici e 42,195 metri di corsa. È meglio farsi trovare pronta, per quanto comincio a nutrire seri dubbi che non sarò mai abbastanza pronta… Ma chissà…? Essì…

Francy goes to Elba..!

Ok, son partita. Adesso non mi fate più scendere, penso. Maledetto inverno!! Zona Cambio #5 - 33


Le perle di Marco @MarcoSelicato

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Per fare un grande salto è necessaria una grande rincorsa

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ta s i v r inte

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Andrea D’Aquino

Atleta di punta del triathlon italiano. Pluri vicecampione Italiano e campione a squadre. Il nostro Carabiniere si è sottoposto alle domande dei lettori del blog (che questa volta hanno tirato fuori il veramente il peggio), stando al gioco e dimostrando tutta la sua simpatia! Ecco quello che ne è uscito fuori...

non voleva farti entrare in Zona Cambio per le appendici che sporgevano oltre le leve dei freni? Dentro di me ridevo, e non avevo la forza di controbattere vista la sicurezza del giudice rigurado al regolamento. Fortunatamente è intervenuto un altro giudice prima che iniziassi a proferir verbo :p (ma che ***** dici!!)

7.(da Loredana) Qual è la più bella barzelletta sui 1.Perché stai perdendo tempo con noi? Mi hanno Carabinieri che conosci? Siamo in Sicilia, un autodetto che fare volontariato ogni tanto da soddisfa- mobilista vede dei carabinieri ad un posto di blocco zione! che mettono il dito nei serbatoi delle auto e poi se lo leccano. Ma che cosa state facendo dice l'auto2.Qual è il tuo soprannome? Ne ho un po': camobilista ai carabinieri e i carabinieri, gli ordini sognaccio, daq, harris (per la passione per il metal e no chiari, dobbiamo fermare tutte le macchine che hard rock) vanno a Marsala. 3.La scusa preferita per non allenarti? Ammetto 8.Qual è la cosa più buffa che ti è successa in alleche non ne ho mai usate molto di scuse per non alnamento o in gara? Penso quella capitami in T1 lenarmi. Da piccolo sicuramente il mal di testa per allo sprint di Levanto. Arrivato davanti alla bici, ho non nuotare! tirato giù la muta, ma oltre al neoprene mi si è sfila4.Qual è la triathleta più figa? Quando iniziai a to completamente anche il body! Per fortuna avevo fare triathlon mi colpì molto Annie Emmerson sotto il costumino!! Ancora non ho capito se mi fossi dimenticato di tirare su le spalline del body oppuhttp://annieemmerson.co.uk/ re se fosse sceso perché aperto dietro....boh...atti 5.Ed il triathleta più brutto? L'uomo scimmia Bru- osceni in luogo pubblico evitati per un pelo no Pais 9. (da Eagleyes) raccontaci brevemente la tua 6.(da Luigi “Magic”) Giacché siamo tra "pochi" giornata tipo cercando di soffermarti un pò di più intimi qui, ti andrebbe di dirci esattamente cosa ti su alcuni aspetti salienti come ad esempio quante è passato per la testa quando il giudice a Varano

di stefanolacarastrong

volte al giorno vai al bagno e soprattutto quante volte trombi? Periodo invernale: Sveglia 8-8.30 bagno, colazione, allenamento 1 (se corsa, ancora bagno prima o durante), pranzo, nuoto (pisciata in vasca), palestra o rullo, cena, bagno 10 (da kipudda) tu hai fatto sia olimpici che distanze più lunghe, secondo te i piedi e le scarpe puzzano di più al termine di un olimpico breve ma intensissimo, o al termine di un 70.3 meno intenso ma lungo? Mmmh, aromi diversi, ma direi olimpico, perchè nei 21km io metto le calze :p 11.Film preferito? Johnny Stecchino 12.Disco preferito? Ufffffffff difficile.... The ultimate sin di Ozzy Osbourne, Sin after sin dei Judas Priest, Highway to hell dei Ac/Dc 13.Come si supera una crisi in gara? Tenendo duro con la testa, a volte superando le difficoltà poi si trovano nuove energie nel taschino e si realizzano cosi le prestazioni! 14.(ancora da kipudda) voi del circuito ITU siete definiti la formula 1 del triathlon. Hai mai avuto tra le mani un'ombrellina di quelle che si trovano sulla griglia di partenza? Mai! Molto meglio in Italia dove qualche miss alle

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premiazioni è presente, o le ragazze pon-pon di Rapperswill e di Monaco anni fa! :) 15.Il tuo peggior rivale sportivo? Beh visto che sono stato vice-campione italiano di sprint e altre 2 volte vice- campione di olimpico.....ti dirò Alessandro Fabian!

e mezza oppure un olimpico in tre ore ? Sinceramente ho il massimo rispetto perché al loro posto non so se ci riuscirei; non parliamo degli IM finisher...massima stima

16. (sempre da kipudda) a letto sei più da super sprint, sprint, olimpico, o 70.3? C'è qua di fianco la Mussolina che mi dice di non sparare cazzate!! restiamo sull'olimpico o sui 2 sprint dipende dall'ispirazione

22.(da Beppe) "Un atleta di alto livello come te quanto tempo "Stacca la spina" in un anno?Nel periodo di transizione a che cosa ti dedichi?" Dalle 2-3 settimane, a volte anche nel periodo di fine luglio/agosto. Faccio quello che più mi rilassa....quindi varia molto, viaggiare o stare a casa, uscire con gli amici. Sicuramente apprezzo la liberà di non avere orari da rispettare!!!!

17.(da nonno Fausto) Chi perde tempo a fare triathlon, lo fa perché non ha un cazzo di meglio da fare? Esattamente!! 18.(da Ironmanzi) quanto ti ha pagato Stefano per farti riempire di cazzate da una banda di TriPIRLA? Mi ha promesso la maglia da ciclismo del Panda! 19.(ancora Ironmanzi) Cosa hai pensato durante la frazione run di Varano quando hai incrociato Stefano Er Panda? (meno male che sono quasi estinti)? Credevo di avere le visioni e di essere un po' in crisi! Poi nel dopogara l'ho rivisto e ho capito il perchè l'hanno abbandonato! 20. (da Rocha) cosa pensi dentro di te quando vedi ultraquarantenni che si credono atleti e che concludono soffrendo uno sprint in un'ora

"Signora perdoni: ha visto passare qualcuno di sospetto negli ultimi giorni?" E lei "DA QUI NO...." LA prima cosa che pensi è: A-La signora non ha visto passare possibili malfattori B-La signora mi ha riconosciuto (cazzo so' figo) La risposta A!! Non sai quante volte al liceo, appisolato, nella lettura la prof dice “da qui” e subito attacco di panico!

21. (da Giustiano) Andrea, se ti succedesse una cosa del tipo… Raggiro di pensionati. Andrea, in divisa durante un'indagine dei carabinieri, avvicina una signora anziana del quartiere …

23.(sempre Beppe) Quando nuoto sono distratto dalle ragazze in costume, quando pedalo sono distratto dalle ragazze che mi precedono e quando corro rischio di cadere distratto da incantevoli dondolii .... forse è per questo che non valgo un cazzo nel triathlon ? Ahahah! A nuoto va bene, in bici e corsa limitati al riscaldamento defaticamento (doppiaggi in pista) e vedrai i miglioramenti 25.Un saluto ai lettori… Grazie ai lettori e agli autori che ci fanno sempre sorridere !

www.daquinobros.com Zona Cambio #5 - 37


Officina Zen OVVERO L’ARTE DI INTOPARE” BICICLETTE ED ALTRE COSUCCE DELLA QUOTIDIANEITA’ di Giovanni Lazzari (vulgo Carlo)

PRIUS NON NOCERE PARTE II prosegue dal numero precedente (così ve lo andate a rivedere…) Avvertenza: l’autore declina ogni responsabilità per quello che potrebbe accadere ad ispirarsi a quanto da lui scritto

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8- Non dite mai: meglio mezzo giro di chiave in più. Sarà quello che vi spezzerà la chiave o rovinerà il pezzo...se potete usate le chiavi dinamometriche.

la causa potreste continuare a bucare fino a quando non le avete terminate (le camere d’aria). A volte l'oggetto appuntito è sul cerchio, non nel copertone!

9- Se un bullone non si svita non montate in piedi sulla chiave: o si spezza la chiave o si spezza la caviglia. Intanto controllate che stiate girando in senso antiorario (attenzione al pedale sinistro che si svita in senso orario), poi utilizzate lo sbloccante facendolo agire per diversi minuti.

12- Quando cambiate la camera d'aria con una nuova non limitatevi a srotolarla ma gonfiatela un po' . In questo modo si evita di perdere tempo montando una camera difettosa, già bucata perché sono tre anni che la tenete nel borsello sotto sella. Quando ne avete verificato la tenuta, inseritela leggermente gonfia nel copertone con la valvola già infilata nel cerchio. Poi richiudete il copertone resistendo alla tentazione di usare il cavafascioni quando incontrate resistenza. La pinzatura è quasi sicura.

10- Questa è difficile: il cambio ha due viti di blocco. Se allentate quella che impedisce alla catena di uscire dal pignone più grande, nel momento in cui cercherete il 28 su un pacco 12-26, un raggio catturerà il braccio del cambio sbarbandolo dalla pendina (piccolo pezzo di metallo, avvitato al telaio, su cui è poi avvitato il cambio). Nel migliore dei casi riuscirete a fermarvi prima dell'irreparabile, nel peggiore preparatevi a ricomprare cambio, catena, raggio e pendina... dopo la dimissione dal pronto soccorso! 11- Se bucate, non abbiate fretta di cambiare la camera d’aria. Se non rimuovete

za...dovete ricomprare un nuovo cavo. 15- Nel fissare il cavo alla pinza del freno, ricordatevi di metterla in tensione prima di stringere il bullone. Poi provate a frenare sul banco di lavoro, quindi a terra senza salire sulla bici e infine sul vialetto di casa. Se la bici si arresta, potete usarla anche in strada. Col tempo proverete a saltare almeno uno dei passaggi intermedi, ma mai la prova nel vialetto! 16- NON PENSATE CHE AVENDO LETTO QUESTE RIGHE, NON COMMETTERETE GLI ERRORI DESCRITTI!. SOLO L’ESPERIENZA PERSONALE VI PORTERÀ SULLA VIA DELLA PERFEZIONE.

bicifissaviareggio.blogspot.it

13- Non spruzzate olio sulla catena come se fosse un'insalata. Quello che avanza cade sul cerchio poi sporca le pastiglie dei freni... Il resto provate ad immaginarlo. Usate un pennellino. 14- Nel tagliare una guaina del freno o del cambio, prendete bene la misura e soprattutto sfilate il cavo. Se la guaina non si taglia bene e fa resistenza alla pin-

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Adidas Response 21

I test di Zona Cambio

di Ciro Foster cirofoster.blogspot.com

Ero entrato dritto come un fuso per comprare le nuove Adidas Supernova Glide 4, ma non appena le ho indossate mi sono sentito poco protetto, non così confortevole come con le 'vecchie' fantastiche Glide 2, da mettere sotto teca di vetro antiproiettile visto la loro versatilità e il loro aiuto a portare a casa le gare – run più lunghe. Avevo letto in vari dei nostri blogs che l'Adidas aveva fatto un bel salto, cambiando o forse anche stravolgendo la comoda e sicura calzatura nata per runners neutri ma col massimo ammortizzamento. Infatti, dovendo correre a Firenze la Maratona, non mi è sembrato il caso di rischiare con le 'secche' Glide 4.

SCHEDA TECNICA 

Tecnologia FORMOTION per un appoggio ammortizzato (la parte Di scarpa sul tallone si piega leggermente in modo elastico ad

Ogni falcata)

- Contenitive

-Neutre ma anche nella versione antipronazione Cushion

Al contrario, non appena ho calzato le ADIDAS SUPERNOVA RESPONSE 21 (si, avete capito bene, 21° restyling), la sensazione è stata subito quella del massimo ammortizzamento con il massimo contenimento dell' avampiede e, ad una prima prova di camminata anche di un peso non eccessivo, sebbene le Response 21 e le Glide 4 si equivalgano con un peso dichiarato di 338gr. L'euforia di aver trovato una scarpa reattiva ma anche 'sicura' per le long distances, mi ha indotto a comprare il numero 44, poi in gara si sarebbe rivelato meglio un 44.5 visto che in una scarpa troppo stretta, dà un po' fastidio la cucitura proprio sopra il tendine estensore dell'alluce che può quindi infiammarsi. Dal punto di vista del costo, le RESPONSE 21 si sono rivelate economiche con £75 di spesa , circa € 92.

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SENSAZIONI DI 'GUIDA' ormai le RESPONSE 21 le ho collaudate da 2 mesi, alternandole con delle A2 del tutto diverse per le gare brevi, le MIZUNO Wave Precision, soprattutto quando il carico di lavoro run settimanale si fa sentire. Altra utilità delle Response si avverte in un allenamento combinato, al rientro in zona cambio dalla frazione Bi-

ke, per intraprendere la parte run, dove danno il meglio dimostrandosi oneste nella risposta ma soprattutto affidabili contro gli infortuni da stress sempre in agguato quando si preparano le maratone o i triathlon lunghi.

DIFFERENTI TERRENI ASFALTO: Vanno benissimo! PISTA: non le ho neanche provate! STERRATO: Se non è una cava di pietre vanno bene!

ALTRA opzione favorevole è, come in molte delle calzature Adidas, la compatibilità col sistema My Coach, che consiglio, sia con il dispositivo in figura, sia scaricabile come App da telefonino. TIRANDO LE SOMME Scarpa onesta questa ADIDAS RESPONSE 21, sia come caratteristiche, sia come rapporto qualità/prezzo, cosa che non guasta per il triathleta- runner che deve avere un vasto corredo di scarpe per proteggere le sue preziose estremità inferiori!

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Il recupero post gara lunga

L’alimentazione nell’Ironman

di Gianmarco “The Runningpitt” Pitteri

Ecco un piccolo vademecum sul come affrontare nel miglior modo possibile il post-gara_lunga (maratona, mezzo ironman, ironman...), a partire da un metro dopo il traguardo fino ad arrivare alle settimane seguenti.

APPENA PASSATO IL TRAGUARDO (da 0 a 90 minuti dopo): 1) evitare di fermarsi di colpo (anche se la tentazione c'è!), ma cercare una lenta decelerazione, continuando possibilmente a camminare, anche molto lentamente: dopo ore passate in movimento e sotto sforzo, fermarsi di colpo non è assolutamente l'ideale; 2) idratarsi prima possibile: più la sudorazione è stata abbondante, più importante sarà bere liquidi con un'alta concentrazione di sali minerali (magnesio, potassio, sodio ecc.). Impossibile dare dei valori assoluti (clima, liquidi persi... le differenze sono notevoli), semplicemente bisogna continuare a bere fino a quando la p..ì non torna a essere chiara (non bisogna prendere paura del colore delle prime "versioni", è una cosa normale!); 3) assumere un buon carico glicemico prima possibile: il glicogeno sarà quasi a zero, è fondamentale ripristinarlo velocemente, altrimenti i tempi di recupero si allungano. Prediligere alimenti ad alto indice glicemico o una grande quantità di alimenti a medio/basso indice glicemico (la prima opzione è la migliore proprio per la velocità con la quale "entrano in circolo"), scegliendo a seconda di quello che c'è a disposizione al ristoro finale e all'appetibilità del mo-

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mento (c'è chi non ha per niente fame e chi invece si mangerebbe anche i tavoli), ma va bene anche pensarci prima, portandosi le cose da casa e consumandole non appena si va a recuperare la propria borsa. Alcuni esempi? Frutta fresca, fette biscottate con marmellata o miele, biscotti, crostate ecc. Sul mercato si trovano anche dei prodotti già pronti; 4) massaggio: non indispensabile, però se si trova subito posto su uno dei lettini messi a disposizione dagli organizzatori, perché non rilassarsi cinque minuti? Viceversa, se l'attesa si preannuncia lunga, passare oltre; 5) ghiaccio/doccia fredda per le gambe: cosa si fa quando si prende un colpo da qualche parte? Ci si mette sopra del ghiaccio! Stessa cosa va fatta con i muscoli delle gambe, martoriati per ore da migliaia di piccoli "colpi" (uno per ogni passo di corsa), che diventano sempre più pesanti col passare dei chilometri. Una buona soluzione è quella di utilizzare un sacchetto di ghiaccio istantaneo e passarlo su e giù per le gambe. Un'altra, quella di farsi la doccia normalmente e alla fine stare con le gambe qualche minuto sotto l'acqua fredda. Avendo a disposizione un fiume, un lago o il mare (vasca con ghiaccio o

cryosauna a parte)... ancora meglio;

1) continuare a bere: vedi punto "2" 6) utilizzare abbigliamento compres- della parte sopra; sivo: ormai tantissime case produttri- 2) riposarsi, ma cercando di stare in ci propongono abbigliamento a com- movimento: più ci si muove, più si pressione graduata, distinguendo favorisce la circolazione e quindi il addirittura tra modelli da allenamen- recupero; to/gara e modelli da utilizzare per 3) un altro pasto completo: vedi punvelocizzare il recupero. Nel post-gara to "7" della parte sopra; la compressione aiuta a limitare il gonfiore, favorendo la circolazione e 4) prima di andare a dormire, si può il drenaggio dei liquidi (una sorta di fare un'altra doccia alternando sulle piccolo_massaggio_continuo). Quin- gambe acqua calda e acqua fredda di calze lunghe e pantaloncini, ma (favorisce la circolazione). Alla fine, esistono anche pantaloni lunghi e anche un piccolo massaggio con una crema defaticante può aiutare. maglie a manica corta/lunga; 7) un pasto completo: dopo aver ini- IL GIORNO DOPO: ziato col reintegro dei liquidi (punto 1) i primi passi giù dal letto sono un "2", che in realtà deve proseguire ottimo test: se i dolori sono sopporper delle ore!) e con quello dei car- tabili e si riesce a camminare abbaboidrati (punto "3"), ora è il turno stanza bene, vuol dire che l'allenadelle proteine. Qui è più semplice mento è stato adeguato. In caso condare dei valori assoluti: almeno trario... la prossima volta bisogna 25/35 grammi di proteine (pesce, allenarsi meglio; uova, carne, legumi, frutta secca, latticini ecc.), ma possono essere an- 2) l'ideale è muoversi un po': anche che di più. Ovviamente non tralascia- una passeggiata va bene, ma evenre anche tutto il resto (ancora carboi- tualmente anche solo dei banali drati, poi grassi e fibre). Se non ci si esercizi di mobilitazione articolare; conosce abbastanza, meglio predili- 3) pasti completi: inserire in ogni pagere cibi nutrienti ma facilmente di- sto tutti i macronutrienti, tenendo geribili. abbastanza alta la quota di carboiNEL CORSO DELLA GIORNATA (fino a drati per un paio di giorni, senza dimenticarsi delle proteine; quando non si va a dormire):

4) massaggio: consigliato il giorno dopo o due giorni dopo, non deve essere particolarmente profondo o traumatico (di traumi ne ha già fatti parecchi la maratona!), ma favorire il drenaggio (i tessuti lesionati richiamano liquidi) e rilassare. DA DUE/TRE GIORNI DOPO: si può riprendere ad allenarsi, ma senza guardare ai tempi, assecondando sempre le sensazioni: se la voglia non c'è, si riposa. ALMENO UNA SETTIMANA DOPO: si possono fare gli esami del sangue e delle urine, per monitorare lo stato attuale, confrontandoli con quelli precedenti: farli prima non ha senso, alcuni valori risulterebbero sballati a causa delle scorie della gara. A questo punto, se la gara è andata bene, si può riprendere ad allenarsi normalmente, ascoltando e assecondando sempre i numerosi segnali che il corpo ci manda (battiti a riposo, doloretti vari, fame, peso, stanchezza ecc.). La chiave di tutto è proprio questa!!!

www.therunningpitt.com

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