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Programma della coalizione a sostegno del candidato sindaco Giorgio Giusfredi


Proviamo a chiederci cos’è Aprilia oggi. Le risposte sarebbero tanto diverse quanto opposte: la quarta città del Lazio ma anche tanti quartieri e borgate scollate con un centro disarticolato e delle periferie da risanare, un polo industriale-farmaceutico ma anche agricolo (si pensi al kiwi o al vino d’eccellenza) ma anche di servizi (siamo pieni di centri commerciali), un quartiere dormitorio periferico di Roma ma anche la città più importante del Nord pontino e della provincia di Latina. “Ma anche….”: Aprilia oggi è tutto e nulla.

Nel corso di questi anni un fortissimo incremento demografico e una rapida quanto disordinata espansione dell’edilizia ha completamente stravolto l’impianto urbanistico di fondazione. La vicinanza con Roma ha portato molte famiglie della Capitale ad appoggiarsi ad Aprilia per il minor costo delle abitazioni e delle tassazioni. Per molti Aprilia si può considerare un quartiere periferico dormitorio di una metropoli come Roma, ma non è così. Sono proprio questi nuovi insediamenti a dover

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essere coinvolti in un percorso civico comune per sentirsi prima di tutto “cittadini apriliani”. Le eccellenze che raggiungono tanti giovani apriliani nei più disparati settori dell’arte, della musica, dell’ingegneria o della cucina vengono sviluppati fuori dalla città o, nel migliore dei casi, rimangono oasi sparse. Da una vocazione iniziale agricola, in pochissimi anni il territorio apriliano è passato a sostenere uno sviluppo consistente dell’apparato industriale che, con l’insorgere di diverse crisi, è attualmente ridimensionato, e oggi sostiene una città di servizi e di commercio. Questo territorio ha subito in Aprilia: un’identità da così breve tempo, continue trasformazioni costruire, un’economia su adattandosi passivamente alle richieste del cui puntare, una bellezza mercato senza reagire con delle da mantenere, una storia caratterizzazioni identitarie anche nel settore da scrivere, un’urbanistica dell’industria e del commercio. Oggi il da ricucire, una città da territorio di Aprilia ha in sé tutti quegli vivere. elementi che hanno inciso sul suo sviluppo e sui quali è doveroso promuovere dei percorsi di caratterizzazione: la presenza di molte imprese e aziende agricole che soddisfano il mercato locale e che proiettano verso l’esterno prodotti di qualità, diverse imprese industriali soprattutto nel settore chimico-farmaceutico ed alimentare e moltissime piccole e/o piccolissime imprese, anche artigiane che offrono servizi alle imprese abbastanza qualificati. Da un punto di vista ambientale, si può certamente affermare che Aprilia ha vissuto una sciagurata pianificazione urbanistica che ha prodotto, fra l’altro, un diffuso fenomeno di abusi edilizi ed i relativi scarichi non sempre a norma, diverse discariche abbandonate di cui si sono riempite le cronache cittadine negli ultimi mesi, a cui si è aggiunto la presenza di una Centrale Turbogas in prossimità di centri abitati. Un territorio per anni abbandonato a sé stesso con una mancata programmazione che ha prodotto ampie zone “compromesse” dove, anche per questo, sono sorti impianti di trattamento rifiuti impattanti e dove si vogliono realizzare delle discariche. C’è un’identità da costruire, un’economia su cui puntare, una bellezza da mantenere, una storia da scrivere, un’urbanistica da ricucire….in poche parole: una città da vivere.

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È questo il nostro impegno per costruire un futuro condiviso insieme con tutta la cittadinanza. Le schede che seguono sono un piccolo contributo. Proposte ed impegni di lavoro, certamente parziali, che vogliamo proporre per la discussione sollecitando contributi ed integrazioni ed individuare un percorso condiviso. Un programma di governo per Aprilia che abbia l'ambizione di essere al tempo stesso convincente e realistico. 4

Partendo dall’ultimo studio epidemiologico realizzato dall’ASL, il quadro che emerge dipinge un’Aprilia che ha problemi di salute, che si ammala di più per alcune malattie rispetto alle medie regionali e nazionali. Un’amministrazione civica deve sentirsi responsabile della salute dei suoi cittadini e garantire uno stile salutare partendo dalla “formazione” e dalla “prevenzione”, premesse indispensabili per una qualità di vita dignitosa. Le politiche sanitarie sono oggi di competenza regionale e nazionale ma bisogna sapersi imporre nella distribuzione delle risorse sanitarie.


Prima di tutto bisogna saper far “squadra” con le forze attualmente in campo: sostenere i medici di base e gli specialisti del poliambulatorio Asl favorendo il lavoro di equipe che già è stato sperimentato nell’avvio della “casa della salute” e nelle produttive strutture sanitarie del “prendersi in carico” il malato della Asl. Con i medici di base è necessario intraprendere dei Uniti , liberi e forti di poter sulle scelte percorsi per “informare” i cittadini ad un incidere corretto stile di vita partendo dalla scuola, regionali e nazionali: un impegno per la terza ala del per attivare i percorsi di “prevenzione” poliambulatorio Asl alle malattie nonché responsabilizzare i cittadini all’uso razionale delle risorse sanitarie. I medici non devono sentirsi soli in questi percorsi che sono a vantaggio dei cittadini di Aprilia. La quarta città del Lazio per numero di abitanti ha bisogno quindi, di maggiori investimenti sia in macchinari sia in personale specializzato per permettere a tutto il personale medico di operare con tranquillità, evitando il formarsi di liste d’attesa infinite. Con il Tribunale per i Diritti del Malato abbiamo assunto l’impegno di promuovere tutte le azioni necessarie per la costruzione della terza ala del poliambulatorio. Essere responsabili significa anche questo: la capacità di essere uniti, forti e liberi di poter incidere sulle scelte regionali e nazionali.

• Acqua “bene comune” Nel ribadire il concetto di “acqua bene comune” una priorità è quella di riportare al pubblico tale servizio. Il problema relativo alla gestione dell’acqua e dei reflui diventerà il punto cardine della prossima amministrazione. Gli innumerevoli contenziosi, le continue richieste di pagamento e le relative messe in mora nonché una condizione di stallo nella definizione dell’affidamento della gestione dell’acqua e dello smaltimento dei reflui sta creando dubbi ed incertezze tra i cittadini che

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non sanno più come regolarsi. Alcuni hanno intrapreso la strada di una definizione con l’attuale gestore AcquaLatina altri mantengono il punto avviandosi verso un percorso indefinito e tortuoso con la speranza che il Comune riesca in modo definitivo ad assumere un ruolo da protagonista imponendosi ad un gestore di fatto privato. Con la convinzione che l’amministrazione possa fare ancora molto, proponiamo il nostro impegno a mettere in atto ogni sforzo e ogni strumento, coinvolgendo e sollecitando i comuni dell’Ato 4 a prendere posizioni più decise e risolutive, affinché il capitolo acqua sia chiuso al più presto nel rispetto di un principio fondamentale per cui “l’acqua è un bene comune ed un diritto umano universale, indivisibile ed inalienabile”. Altrettanto importante anche se con ripercussioni sociali meno clamorose, è lo stato di manutenzione e funzionale di un sistema fognario diventato ormai insufficiente a soddisfare l’incremento demografico e edilizio degli ultimi venti anni. Le continue perdite e l’insufficienza della rete, anche nel centro urbano, stanno mettendo a dura prova il sistema di smaltimento soprattutto in presenza di piogge intense creando danni e ripercussioni economiche.

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Si rende necessario un adeguamento del sistema fognario che potrà essere programmato nel tempo in funzione d’ipotesi d’intervento sulle sedi stradali. Anche in questo caso, come per le opere di adeguamento e manutenzione delle scuole e degli edifici pubblici, è indispensabile essere dotati di studi di fattibilità e di progetti preliminari finalizzati ad avere un quadro chiaro delle condizioni esistenti e dei necessari interventi da programmare in funzione di eventuali finanziamenti pubblici o privati.

Serve programmare gli interventi per adeguare il sistema fognario sia nelle periferie sia nel centro e dare una risposta al fenomeno degli allagamenti

• Rifiuti: “una città da bonificare” Pur riconoscendo l’impatto positivo del metodo di raccolta differenziata porta a porta, riteniamo necessario la completa realizzazione di un progetto “Rifiuti Zero” riducendo al minimo il conferimento in discarica dell’indifferenziato (comportante aggravio di spesa e danni ambientali). Un progetto che, accompagnato da una gestione più efficiente, preveda fra l’altro agevolazioni per i cittadini più attenti a questa impostazione. Un progetto che punterà a far pagare ai cittadini solo per i rifiuti prodotti, non premiando quindi a “pioggia” ma solo chi produce meno rifiuti. Una tassazione del genere permette anche di agevolare quelle attività culturali e professionali che attualmente sostengono costi eccessivi per il servizio ma che di fatto producono pochi rifiuti. Potenziare inoltre la Progetto Ambiente E’ necessario potenziare il per garantire al pubblico gli introiti dei servizio ecologia della rifiuti che devono essere recuperati, con Polizia Municipale e del risparmi notevoli per le famiglie. Serve Comune, oggi sguarnito per inoltre partire dalla “responsabilità” dei monitorare il territorio cittadini a mantenere pulito il luogo dove abitano, con una diminuzione dei rifiuti prodotti e maggiori incentivi per la differenziata. Per bonificare il territorio è necessario quindi che nessuno più abbia la possibilità di inquinarlo. Serve prevenire e monitorare. Ad oggi il servizio ecologia del Comune di Aprilia è in mano a pochissime persone. Di fatto è inesistente. Il braccio operativo della Polizia Municipale è sguarnito.

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Potenziare il servizio ecologia del Comune e il nucleo operativo della Polizia Municipale garantisce un occhio più attento sul territorio. Alla stessa maniera è necessario che l’amministrazione abbia certezza dell’introito derivante dal bonus ambientale derivante dal conferimento dei rifiuti non pericolosi conferiti dagli altri comuni agli impianti di preselezione dei rifiuti stanziati sul territorio del Comune di Aprilia. Per questo è necessario dotare l’assessorato all’ambiente di un maggior numero di unità di personale ispettivo che possa monitorare i conferimenti e condurre delle periodiche attività di verifica amministrativo-contabile del versamento da parte delle aziende proprietarie degli impianti del bonus ambientale. Proprio perché il bonus ambientale nasce a ristoro del disagio che gli abitanti del territorio vivono a causa della presenza degli stessi impianti di preselezione, le risorse derivanti dal bonus ambientale verranno reinvestite a partire dall’area ospitante l’impianti con interventi che si allargano al resto della città secondo uno schema di cerchi concentrici. Tutto ciò dovrà avvenire in modo chiaro e monitorabile dalla cittadinanza e dalle sue associazioni che, al fianco dell’amministrazione comunale, potranno esercitare controllo e stimolo di quegli organi pubblici che stessero rallentando i progetti.

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Contestualmente al potenziamento dei nuclei operativi del settore ecologia del Comune e della Polizia Municipale, va immediatamente avviato un piano programma per la bonifica dei siti inquinati attraverso una stretta sinergia con la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente. Avviare un piano di bonifica Per anni il territorio di Aprilia è stato dei siti inquinati per abbandonato a sé stesso. Oggi abbiamo migliorare la qualità della ampie zone “compromesse” dove, anche vita dei cittadini. Una città per questo, sono sorti impianti di pulita che tiene al suo trattamento rifiuti impattanti e dove si territorio può affermare con vogliono realizzare delle discariche. Uno più forza il proprio “no” alle studio regionale da cui partire per la discariche o a nuovi bonifica dei siti inquinati è fermo perché impianti impattanti sono stati persi i finanziamenti. Per dire “no” alle discariche e a nuovi impianti, bisogna che un’amministrazione civica sappia essere credibile e affrontare il tema del risanamento ambientale con coraggio e serietà. Solo un’Aprilia unita che sia credibile di fronte alla Regione Lazio e che vuole programmare per il territorio, sarà in grado di affermare con forza il proprio “no” di fronte alla proposta di nuove discariche o di impianti impattanti. Il “no” diventa così un “no” per la valorizzazione del territorio, per la sua bonifica, per essere più vivibile dai cittadini. È un “no” non contro qualcosa, ma un “no” a favore di uno sviluppo economicamente e socialmente qualitativo. Fermo restando il rifiuto categorico ad accettare nuove discariche pericolose sul nostro territorio, noi crediamo che il Comune, l'istituzione più vicina ai cittadini, debba essere soggetto trainante sull'operato di tutti i soggetti coinvolti. È necessario che siano investite sufficienti risorse sul censimento di tutte le discariche esistenti nel territorio e di tutte le strutture di smaltimento residui di lavorazione delle industrie locali. Questo censimento dovrà esser condotto con la collaborazione attiva della cittadinanza e delle associazioni locali. Man mano chiarite e mappate le situazioni di pericolo, il Comune dovrà procedere in parallelo all'elaborazione di piani tecnici di bonifica e recupero rispettando la priorità del livello di pericolosità di ciascuna di esse.

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È evidente quanto nella nostra città un po’ tutti i servizi sono carenti e scadenti, abbandonati a sé stessi e molto spesso erogati ad intermittenza. Ma ciò che è più marcatamente evidente è la carenza dei cosiddetti servizi alla persona erogati molto spesso senza continuità ed a volte erogati con l’unico obiettivo di divenire oggetto di scambio del consenso.

Per questo proponiamo l’urgente necessità di costruire un “Progetto di servizi sociali integrati”. Per realizzare questo nuovo sistema di offerta di

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servizi e di interventi sociali è necessario attivare tutte le risorse di un territorio, per costituire una rete di protezione intorno all'individuo debole e alla sua famiglia, oltre che promuovere interventi di riqualificazione urbana che accrescano la Una nuova offerta di servizi qualità della vita e la vivibilità della città. che prenda carico dei Ciò è particolarmente rilevante in cittadini in difficoltà e un quanto costituisce una preziosa nuovo piano urbano per occasione di coinvolgimento degli eliminare le barriere operatori dei servizi stessi, della società architettoniche civile e degli organismi rappresentativi della stessa, con i quali confrontare i principi ed i criteri che ispirano l’erogazione dei servizi, definire gli standard di qualità e stabilire gli strumenti in caso di mancato rispetto. Costruire perciò una sorta di Patto tra il Comune ed i cittadini che promuova la crescita e la qualità dei servizi sia in termini di semplificazione organizzativa che migliore risposta alle esigenze e bisogni espressi. In linea con questo principio, è necessario avviare un programma di interventi per eliminare le barriere architettoniche di modo che la città possa essere fruibile e a tutti e a “misura d’uomo”.

Il trasporto pubblico è un servizio indispensabile per una città come Aprilia che ospita tantissimi pendolari per motivi di lavoro. La posizione della città a ridosso delle due arterie stradali più importanti del Lazio (Nettunense e Pontina) e con ben tre stazioni ferroviarie con collegamenti diretti verso Roma, Latina e Napoli, ha agevolato nel tempo questo tipo di insediamenti che vanno maggiormente coinvolti nella dimensione civica dell’Aprilia del futuro. A loro va garantito un trasporto pubblico cittadino efficiente verso le stazioni ferroviarie, verso i punti di collegamento con i punti di scambio del trasporto regionale e

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verso i centri di interesse della città. La rete viaria della città permette di puntare anche su una mobilità sostenibile, con delle piste ciclabili adeguatamente strutturate che possano fungere da “passeggio” e da “collegamento” dei punti più importanti del territorio.

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Figura 1 La delibera del 1993 per il trasporto locale. E' necessario ripensare al trasporto pubblico

La gara comunale per il trasporto pubblico locale è ferma al 1993. Negli anni ’90 Aprilia era altra cosa rispetto adesso. Il servizio tpl va ripensato completamente, adeguandolo principalmente all’orario dei treni regionali e collegandolo alle stazioni ferroviarie e ai punti di scambio con il trasporto regionale. In alcuni orari di arrivo del treno, oggi, molti pendolari non trovano copertura per tornare a casa. Sarebbe auspicabile anche unificare il trasporto pubblico locale con il servizio di trasporto scolastico e potenziare le corse per collegare al meglio le periferie al centro e ai punti di interesse della città. Una mobilità ecosostenibile garantisce ai cittadini l’opzione di vivere Aprilia in bicicletta o a piedi. Serve programmare dei percorsi ciclo-pedonali sia nelle aree del centro abitato sia nelle periferie.


L’associazionismo apriliano è un punto di forza della città ed è il motore trainante della cultura apriliana. Le associazioni culturali, tantissime e molto produttive, hanno svolto in questi anni un importante lavoro di diffusione della cultura e di aggregazione sociale. È un’Aprilia sulla quale bisogna puntare. Con i fondi del Plus, è stato possibile trasformare lo stabilimento dismesso dell’ex Claudia di via Pontina in una casa della cultura. Ad oggi però, CulturAprilia è un contenitore vuoto: pochissimi eventi programmati, tante sale deserte e non utilizzate, una manutenzione ordinaria inesistente tanto che il rivestimento in legno della struttura si sta già deteriorando e gli interni necessitano di interventi urgenti. Superare le colonne d’Ercole della cultura apriliana è la sfida che proietta Aprilia nel futuro.

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Le associazioni hanno bisogno di lavorare in sinergia in progetti condivisi. Puntare alla “progettualità” permette di razionalizzare le energie delle associazioni e avere dei prodotti culturali di qualità, ripensando gli eventi in base a ciò che “vogliamo essere” come città. L’istituzione di una “fondazione culturale” permette di gestire le strutture comunali da destinare alla cultura, concedere alle associazioni degli spazi vincolando la concessione alla “progettualità” proposta di modo da assicurare una fruizione per tutti Puntare sulle associazioni e e nello stesso tempo far vivere le strutture valorizzarle. Bisogna e i luoghi di Aprilia. La fondazione dovrà avviare un percorso per essere aperta anche al coinvolgimento e realizzare una “fondazione” agli investimenti del privato e delle molte che possa premiare la aziende che operano ad Aprilia con un progettualità delle duplice obiettivo: legare l’azienda alla città associazioni da riunione in e garantire un legame tra il tessuto una “consulta” cittadina culturale e il tessuto imprenditoriale apriliano. Cultura è infatti, anche la capacità di “formare” i giovani al lavoro, attraverso corsi di formazione e perfezionamento, specializzandoli nei settori maggiormente richiesti sul territorio. Il luogo del confronto delle associazioni apriliane potrà essere la “consulta cittadina” alla quale però, rispetto alle passate esperienze, dovranno essere attribuiti ruoli e responsabilità. Una rappresentanza della consulta delle associazioni farà parte integrante della nuova struttura della fondazione e inciderà sulle sue scelte artistiche. Alla fondazione si potrà assegnare il compito della programmazione annuale degli eventi e la loro realizzazione (il che garantirebbe la trasparenza e la necessaria pubblicità di tutti gli atti di bilancio per quanto riguarda la realizzazione degli eventi), nonché dell’assegnazione degli spazi comunali in base ai progetti annuali presentati dalle varie associazioni, in completa autonomia per garantire a tutti la partecipazione al percorso di crescita culturale apriliano.

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Il tema del lavoro e più specificatamente del lavoro giovanile, ormai da tanto tempo è al centro di tutti i nostri pensieri. La disoccupazione giovanile ha raggiunto limiti insostenibili, e una delle ragioni (forse la più importante) è che il mercato del lavoro italiano soffre di cattivo funzionamento, di poca trasparenza. Lo sanno bene gli stessi giovani disoccupati che affidano la ricerca del lavoro alle relazioni personali, spargendo la voce a parenti e amici perché non sanno come far conoscere e far valere il proprio talento ed in definitiva ben poco meritocratico. E molto spesso sono le stesse imprese che non riescono a trovare lavoratrici e lavoratori con le competenze necessarie ai loro fabbisogni e che si affidano alle relazioni personali più che rivolgersi ai centri per l’impiego.

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Un simile funzionamento e regolazione del mercato del lavoro è Il Comune in prima fila per una modalità, che non premia creare occupazione e formazione professionalità e merito, né aiuta le i mprese a competere, crescere e innovare. Difficilmente si pensa al Comune come ad un soggetto giuridico con un ruolo importante nell’ambito del mercato del lavoro e delle relazioni industriali. In effetti, sulla carta, le funzioni e le competenze ad esso riconosciute da parte del legislatore nazionale sono poche e limitate alle politiche attive del lavoro. È proprio in tale ambito che una Amministrazione Locale può svolgere un ruolo importante per organizzare servizi di orientamento professionale attività di incontro fra domanda e offerte di lavoro, formazione professionale per i disoccupati e servizi di auto-impiego e auto-imprenditorialità. Partecipando a bandi per l’utilizzo dei Fondi Comunitari per organizzare quello che nei Paesi del nord-Europa sono definite “officine del lavoro”.

Inoltre, è importante valorizzare il settore industriale che, nonostante la crisi, nel nostro territorio rappresenta un volano di sviluppo non secondario caratterizzato accanto ad una piccola imprenditoria diffusa, da alcune importanti aziende a capitale esterno operanti soprattutto nel settore chimico farmaceutico. Non vi è dubbio che lo sviluppo passa anche e in primo luogo attraverso la capacità del territorio di attrarre investimenti. Ma se ciò è alquanto complesso anche a causa di ragioni esterne, è possibile salvaguardare l’esistente attraverso la progettazione di “azioni-tipo” per migliorare ed ampliare i servizi offerti dal sistema territoriale. Ciò, indubbiamente, per evitare che le imprese siano indotte a delocalizzare i loro impianti in altri territori fornendo interventi mirati di sostegno. L’ Amministrazione può svolgere un ruolo attivo e propositivo ed un intervento di servizio può essere quello ambientale relativo al trattamento dei residui di lavorazione nell’industria farmaceutica. Può inoltre attivare un servizio per aiutare le imprese a partecipare, fruire ed utilizzare tutte le risorse rese disponibili dai Bandi

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Comunitari. Può inoltre in raccordo con le stesse imprese favorire la crescita professionale dei lavoratori attraverso una formazione mirata e rivolta soprattutto nei settori maturi (meccanico e edilizia) oltre che incentivare percorsi di “stage” mirati in ogni singola impresa per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

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Figura 2 riqualificare i siti industriali dismessi per attività e laboratori di artigianato

Un altro settore non certo meno importante è rappresentato da tutto il mondo artigianale e della cooperazione. Un settore che occupa oltre 5000 addetti e che necessita di un intervento deciso a cominciare dalla localizzazione. Un problema già affrontato da anni ma che pensiamo debba essere risolto non attraverso l’individuazione di una zona “ex novo” ma riutilizzando i siti dimessi alquanto numerosi nel territorio limitrofo il centro cittadino. Tutto ciò permetterebbe il decongestionamento del centro cittadino e la relativa concentrazione di attività coordinate in un unico luogo. Tale progetto potrebbe essere realizzato anche attraverso l’apertura di linee di credito agevolato per gli artigiani oltre che attraverso una progettazione territoriale nell’ambito dei fondi comunitari.


Agip, Bellavista, Buon Riposo, Caffarelli, Campo del Fico, Campo di Carne, Campoleone, Campoverde, Carano- Garibaldi, Carroceto, Casalazzara, Fossignano, Gattone, Genio Civile, Giannottola, Guardapasso, Isole, La Gogna, Montarelli, Pantanelle, Pian di Frasso, Rosatelli, Spaccasassi, Torre Bruna, Toscanini, Torre del Padiglione, Tufello, Vallelata e Valli, sono i nomi con cui quotidianamente ognuno di noi identifica questi nuclei o meglio quei pezzi di tessuto sparsi. La necessità di portare a termine un “Borgate” da vivere meglio processo che attraverso interventi e con più qualità infrastrutturali e non solo legassero tra di loro queste parti del territorio apriliano in un unicum, non è mai rientrato tra le priorità della politica locale in quanto quei pezzi di tessuto sono sempre stati considerati come il principale bacino elettorale da soddisfare, in prossimità delle scadenze elettorali, attraverso la politica del punto luce da installare, dell'asfaltatura veloce o del brecciolino per chiudere temporaneamente le molteplici buche presenti lungo le strade. Per molti cittadini avere casa nelle periferie significa vivere in delle borgate “fantasma”. Il piano di recupero dei nuclei spontanei ha garantito almeno a molti agglomerati sparsi sul territorio, la dignità di essere riconosciuti a livello ufficiale ma è sicuramente poca cosa rispetto a quanto ancora si deve fare. Diversi nuclei sono stati stralciati in sede di approvazione definitiva del piano di recupero dalla Regione Lazio ma le persone continuano a dormirci, fare le loro attività, stare insieme alla propria famiglia. In quel nucleo che non risulta neanche sulle carte, si svolge la vita quotidiana di molte persone. A loro va riconosciuta la dignità di una residenza serena e una vita decorosa. Neppure in quei nuclei inseriti nel piano di recupero, i residenti hanno migliorato i propri stili di vita. Oltre ai servizi primari e urgenti come le fogne, le strade, i marciapiedi e la pubblica illuminazione un “borgo” vive se c’è un cuore pulsante: la piazza, qualche attività commerciale, una sala di ritrovo per gli eventi o per le riunioni. È questa l’Aprilia da far crescere.

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• Un capitolo di bilancio per le borgate Una legge regionale (la 6/07) promuove il finanziamento di opere per la riqualificazione igienico sanitaria dei Comuni caratterizzati da forte abusivismo. In questi anni i fondi stanziati sono stati molto pochi, e comunque, insufficienti a portare avanti una programmazione seria degli interventi. È chiaro, però, che a fronte di un più consistente impegno di spesa della Regione Lazio, il Comune di Aprilia deve dimostrare di saper investire proprie risorse. La creazione di un capitolo di bilancio dedicato alle borgate che si finanzia prevalentemente con alcune tassazioni dei borghi interessati, può garantire questo impegno da parte di un’amministrazione civica. È inoltre, necessario responsabilizzare le borgate con delle forme di “autonomia” economico-sociale e politica Un “tavolo permanente borgate” con coinvolgendole anche nelle decisioni delle relative alle spese finanziarie dell’ente. autonomia finanziaria L’istituzione di un “tavolo permanente delle borgate” potrebbe garantire la partecipazione dei residenti nella vita comunitaria del borgo e costruire allo stesso tempo una rete di collegamento interna alla città per unificare il tessuto sociale e territoriale di Aprilia. Inoltre, non è secondario la complessiva riqualificazione delle periferie, in gran parte legata all'attuazione della variante speciale. È importante però saper gestire gli interventi nelle aree destinate a servizi per evitare che rimangano aree incolte o ancor peggio diventino ricettacoli di rifiuti. I piani attuativi di tali varianti prevedono, infatti, solo la cessione delle aree ma non la realizzazione dei servizi e pertanto diventa fondamentale programmare gli interventi in tali aree nell’ambito di una pianificazione concertata e negoziata che ponga particolare attenzione al problema della gestione di tali aree e definisca con chiarezza i criteri di esecuzione e di gestione con corrette convenzioni.

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La gestione del territorio richiede, in generale, una programmazione a lungo termine. L’urbanistica ha subito negli ultimi anni una profonda rivisitazione del pensiero didattico ed una trasformazione degli strumenti tradizionali, che ancora oggi risultano prevalenti in un quadro normativo spesso confuso e contraddittorio su cui si è radicata una mentalità vetusta difficile da rimuovere. Riteniamo importante, quindi, intraprendere un percorso con una visione diversa e più moderna dell'urbanistica che introduce strumenti operativi non più basati solo su una pianificazione a tempo indeterminato di tipo “tradizionale” ma anche su una progettazione complessa ed unitaria mettendo in campo risorse e finanziamenti pubblici e privati con l’unico fine di creare servizi per i cittadini e salvaguardare l’ambiente ed il territorio, azioni basate sul nuovo concetto moderno di Urbanistica, cosiddetta “Urbanistica concertata” . In sostanza è necessario avviare subito una rivisitazione del PRG con uno strumento di pianificazione urbanistica più moderno, informatizzato ed aggiornato alle disposizioni legislative vigenti. Ma una simile programmazione è a lungo termine e riteniamo che nel breve periodo attivando sistemi informatici più snelli e trasparenti, si attuino proposte ed interventi finalizzati al recupero dei servizi senza consumo di altro suolo e nel rispetto dell’ambiente.

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• Normare alcune aree interne al PRG interessate da vincoli di inedificabilità ormai decaduti. È una scelta che riteniamo utile per la città solo se finalizzata ad una riqualificazione delle aree ed al reperimento di servizi pubblici e non si concretizzi solo con un inutile incremento delle cubature. • Normare aree esterne al PRG, escluse dalla Variante Speciale di Recupero dei nuclei abusivi, per ricucire i nuclei spontanei con il centro urbano adottando strumenti adeguati che prevedano forme di concertazione e di negoziato con le proprietà per semplificare e garantire, in tempi brevi, l’acquisizione delle aree destinate a servizi pubblici. • Approvazione delle linee guida per l’acquisizione al patrimonio comunale degli immobili abusivi. È una procedura che potrà evitare di procedere alle demolizioni degli immobili dichiarati non sanabili solo nel caso in cui non interessino aree vincolate o a forte rischio idrogeologico e geologico • Riqualificazione di aree già edificate ed in stato di degrado in applicazione della legge regionale sulla rigenerazione urbana. Sarà necessario individuare, anche a proposito delle proposte già presentate, ambiti territoriali urbani in cui consentire interventi di rigenerazione urbana in applicazione della legge regionale n.7/2017. Il fine è il recupero di un patrimonio esistente per riconvertirlo in attività più rispondenti alle richieste di mercato ed al recupero di servizi pubblici. • Incentivare la presentazione di proposte di riqualificazione urbana adottando Print di iniziativa pubblica e privata. Riteniamo necessario innescare un cambio di rotta sulla gestione del territorio ed in particolare di quella parte di territorio già compromesso dalla presenza di edifici e manufatti in stato di abbandono ed in condizioni di degrado per recuperarne la

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funzionalità e fornire una dotazione adeguata di servizi utili per la città. Intendiamo caratterizzare la nostra città con un aspetto nuovo, più moderno, tecnologico e sostenibile con interventi proiettati al futuro che, pur salvaguardando il ricordo e la memoria del nostro passato. A tal fine si renderà necessaria, oltre un’attenta ricerca di finanziamenti pubblici, purtroppo sempre più limitati, la partecipazione ed il contributo di professionalità qualificate, imprenditori e soggetti privati, preferibilmente locali, incentivando gli investimenti con forme già normate di concertazione e partenariato pubblico privato finalizzate alla riqualificazione del territorio ed al recupero di servizi e di infrastrutture. • Riqualificazione del centro storico ed urbano. La riqualificazione del centro storico è sempre stato un tema ricorrente in ogni programma elettorale. Spesso sono proposti interventi economicamente non sostenibili e di difficile attuazione. È nostra convinzione dover procedere, quando si tratta di interventi sul centro storico o su aree pubbliche centrali di forte rilevanza sociale e culturale, in modo graduale, con una programmazione seria e compatibile con le capacità economiche dell’ente. Non condividiamo assolutamente iniziative puntuali ed asettiche, senza alcuna evidenza pubblica o partecipazione attiva dei cittadini, delle associazioni e della comunità in genere.

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Riteniamo a tal fine poter intervenire su alcuni aspetti importanti: ➢ Chiusura e pedonalizzazione di piazza Roma con interventi progressivi ed a tempo determinato per testare, con la partecipazione dei cittadini e delle associazioni locali, la fattibilità di un intervento definitivo e permanente, ➢ Indizione di concorsi di idee per programmare, con la massima trasparenza con modesti impegni economici e con un'ampia partecipazione delle rappresentanze sociali e culturali locali, delle professionalità e di istituzioni altamente qualificate (università, ordini professionali ……..), la sistemazione permanente e definitiva del centro storico e delle aree adiacenti. ➢ Interventi di decoro (spazi di affissione, bacheche, segnaletiche pubblicitarie…) e di arredo urbano programmati nel tempo che non siano più ridotti alle manutenzioni ordinarie e straordinarie, seppur necessarie, ma che siano funzionali all'idea progettuale vincitrice del concorso ➢ Redazione di un piano del colore o strumento operativo analogo che, in relazione ad un piano del traffico e ad un regolamento edilizio, possa normare gli interventi nel centro urbano evitando, come spesso succede, la realizzazione di interventi scoordinati e non compatibili con il contesto urbano. ➢ Riqualificazione, attraverso l'indizione di concorsi di idee o di progettazione, di alcune aree del centro urbano (ex Enotria, ex Canebi, “buca del Cral”.....) • Messa in sicurezza degli edifici pubblici. Le nuove norme sismiche impongono una verifica degli edifici pubblici esistenti e l'eventuale adeguamento o miglioramento degli stessi per garantire condizioni di sicurezza in caso di eventi sismici. Gran parte degli edifici pubblici ed Serve una programmazione in particolare le scuole sono stati per la messa in sicurezza costruiti infatti quando Aprilia non delle scuole era inserita tra le zone a rischio sismico e quindi con criteri non conformi alle nuove normative. È inoltre necessario intervenire

in maniera seria e programmata per garantire idonee condizioni di manutenzione delle scuole. Siamo consapevoli

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che le risorse economiche sono molto limitate ma non possiamo rimanere passivi di fronte a questi problemi e farci trovare impreparati e sprovveduti, per mancanza di programmazione e progettualità, qualora si presenti l'opportunità di accedere a finanziamenti pubblici. È pertanto indispensabile predisporre, con impegni di spesa non gravosi, una serie di progetti preliminari, per individuare le mancanze esistenti e programmare gli interventi futuri in funzione delle opportunità di finanziamento pubblico o privato. • Realizzazione di Edifici pubblici. Realizzazione di nuove scuole su aree già definite a tale destinazione (es. Piano di zona 167 – 3° comprensorio). Realizzazione del palazzetto dello sport. Ancora non si è riusciti a definire i tempi di realizzazione di un’opera così importante. Realizzazione del progetto dell’area fiere.

Figura 3 il progetto dell'area fiere giacente nei cassetti del Comune

• Manutenzione e rifacimento della viabilità pubblica. È un altro spinoso problema che dovrà essere definitivamente affrontato per evitare interventi sterili e posticci che non solo non risolvono il problema delle buche, ma determinano sprechi

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economici che non possiamo piĂš permetterci. Riteniamo innanzitutto necessario acquisire un piano del traffico dei mezzi pesanti per ridurre l'usura di alcune strade del centro urbano e programmare nel tempo interventi radicali non solo a livello strutturale ma anche funzionale per dare preferenza al traffico leggero e indurre l'utilizzo della bicicletta. Anche per queste problematiche si rende indispensabile predisporre, preventivamente e con impegni di spesa limitati, i progetti preliminari e di fattibilitĂ per individuare gli impegni economici e l'eventuale richiesta di finanziamenti pubblici o privati.

Il personale, una risorsa da valorizzare al massimo Un’amministrazione seria non può avere al suo interno risorse umane insoddisfatte o approssimative nel loro impegno; per questo, intendiamo attraverso la creazione di un apposito capitolo di bilancio, sviluppare i seguenti punti che riteniamo essenziali:

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a) Istituire corsi di formazione specifici; b) Istituire un meccanismo di valutazione delle performance, per valutare le singole prestazioni e stabilire i metodi di incentivazione basati su aspetti meritocratici; c) Istituire il meccanismo di rotazione degli incarichi per dirigenti e impiegati. Riteniamo utile tale meccanismo poichÊ favorisce la formazione sul campo rendendo i lavoratori preparati in maniera multidisciplinare; d) Rendere il lavoro piÚ agevole attraverso l’implemento dei mezzi tecnologici ad oggi carenti o vetusti; e) Rafforzare un reparto strategicamente importante, come il front office che oggi lavora in condizioni approssimative. Riteniamo essenziali i precedenti punti per utilizzare al meglio la struttura interna esistente, limitando gli investimenti per incarichi esterni, destinando quelle somme al capitolo di bilancio su menzionato.

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• Il potenziamento della struttura tecnica I molti anni di abusivismo edilizio, hanno portato a una grande mole di pratiche di condono edilizio da definire; inoltre, l’approvazione della variante per il recupero dei nuclei ex abusivi, ha già portato e porterà un Creare un ufficio che sia in notevole incremento delle pratiche grado di istruire e licenziare urbanistiche, connesse allo sviluppo della in tempi rapidi le istanze stessa. L’attuale struttura è carente, e collegate alla variante di nonostante gli sforzi fatti fino ad oggi dai pochi tecnici presenti, necessita in via recupero prioritaria e non prorogabile, di essere rafforzata. A tale scopo riteniamo prioritario, per il prossimo quinquennio, potenziare la struttura dell’Ufficio Edilizio e creare un ufficio che sia in grado di istruire e licenziare in tempi rapidi le istanze d’iniziativa privata collegate alla Variante già approvata e che sia d’ausilio e controllo per la definizione delle opere a scomputo previste dalle istanze già menzionate. • Le società compartecipate, la situazione ASAM – Multiservizi Come noto a tutti, l’attuale amministrazione, ha deciso di mettere in liquidazione, con l’intento di chiuderla definitivamente, la soc. Aprilia Multiservizi. Certo la situazione non è semplice, ma è nostra convinzione che non debba andare disperso il patrimonio di conoscenze e di competenze, mezzi e strumenti che costituiscono il valore più prezioso per la città e per i suoi cittadini. L’attuale amministrazione comunale ha Un patrimonio prezioso di previsto un assorbimento dei lavoratori competenze e conoscenze della liquidanda Aprilia Multiservizi che non deve andare all’interno dell’organico dei soggetti disperso economici vincitori delle gare d’appalto dei servizi prima affidati all’Azienda Speciale Aprilia Multiservizi. Questi però potrebbero perdere il proprio posto di lavoro a conclusione del rapporto tra il Comune di Aprilia e il nuovo datore di lavoro. Non possiamo non considerare le tragiche conseguenze per le famiglie dei lavoratori attualmente dipendenti dell’ASAM, trovando strade alternative all’indifferenza dell’attuale amministrazione e alla demagogia delle proposte che vengono da altre coalizioni che gettano fumo negli occhi dei cittadini e dei lavoratori della stessa ASAM. Riteniamo sia

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necessario approfondire la possibilità di un ricollocamento in house dei servizi una volta di pertinenza dell’Azienda Speciale Aprilia Multiservizi e oggi affidati a terzi privati con il ridimensionamento temporale dei contratti pluriennali di servizio. tante e documentate le esperienze virtuose di gestione interna, a controllo pubblico, dei servizi strumentali di pubblica utilità. L’efficacia, l’efficienza e l’economicità sono gli unici criteri da adottare per il corretto funzionamento del complesso di Ritorno in house della donne, uomini e mezzi al servizio della gestione dei servizi collettività. Riteniamo che la gestione di privatizzati con verifica di questi servizi dovrà passare per una soddisfazione mensile da revisione statutaria, organizzativa e parte dei cittadini di Aprilia industriale del nuovo soggetto economico che prenderà il posto dell’ASAM, di un piano di durata almeno triennale e della verifica mensile del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità economica e di soddisfazione dei clienti, cioè, dei cittadini di Aprilia. Questi obiettivi da perseguire anche attraverso il coinvolgimento nel capitale sociale del nuovo soggetto economico di imprenditori privati del territorio di Aprilia che vogliano apportare fattivamente il proprio contributo in termini di know-how e di capacità gestionali. Fra l’altro una delle attività tipiche di ASAM è quello dei servizi alla persona cioè di quelle attività rivolte alla cura dei più bisognosi e dei non-autosufficienti. Si tratta di cittadini e famiglie che vivono condizioni di disagio anche molto forti. Pur caratterizzandosi per un’età media Immissione delle piuttosto bassa, la popolazione del Comune di associazioni Aprilia patisce in molte sue unità delle malattie territoriali e delle tipiche della senescenza (Alzheimer, Parkinson, organizzazioni di ecc.). Inoltre, è necessario considerare anche volontariato nel che una porzione della popolazione che è circuito dei servizi affetta da forme di disabilità anche molto gravi, alla persona che compromettono la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. Si tratta di servizi a bassa (se non nulla) redditività se pensati dal punto di vista di una amministrazione virtuosa ma ad alto valore aggiunto sociale. L’affidamento a terzi pregiudicherebbe il controllo della pubblica amministrazione su questi servizi. Per integrare le attività già in essere presso l’ASAM, potrà essere vagliata all’interno del nuovo piano industriale la possibilità di immettere

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nel circuito dei servizi alla persona le associazioni territoriali e le organizzazioni di volontariato dedite alla cura dei cittadini in parziale o totale non-autosufficienza, così da aumentare il ventaglio di servizi messi a disposizione e di arricchire di buone pratiche il bagaglio dei lavoratori.

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Uno specifico spazio nel programma della coalizione è dedicato ai giovani che hanno elaborato diverse proposte che di seguito sono sinteticamente presentate. Trasversale a tutte le proposte elaborate è l’idea di “Coinvolgimento”, intesa come partecipazione attiva e consapevole del cittadino nella vita istituzionale che favorirebbe lo sviluppo del senso civico di comunità e appartenenza, creando un legame solido e duraturo nel tempo tra Per un coinvolgimento e comune e cittadino. Un coinvolgimento una partecipazione attiva che vede loro stessi protagonisti in stretta collaborazione con l’istituzione scolastica nella vita istituzionale e l’amministrazione attraverso campagne educative/formative/informative utilizzando al massimo i fondi comunitari disponibili. Diverse proposte come la razionalizzazione del trasporto urbano, una città che aiuti la disabilità, un servizio efficace di orientamento al lavoro e/o universitario sono evidenziati in altri punti del programma e pertanto di seguito presentiamo alcune specifiche proposte. ❖ Contrastare il fenomeno del bullismo e educare alla Legalità attraverso campagne educativo/formative del Comune su temi di settore delicato, o attraverso un Applicativo per smartphone di ascolto e orientamento per vittime di violenze e bullismo ❖ Rivitalizzare spazi pubblici e luoghi di interesse e ritrovo attraverso spazi pubblici più accessibili e Smart, con Wi-Fi e colonnine di ricarica ad energia solare;


❖ Incentivare la realizzazione di eventi da parte di associazioni e privati sui luoghi pubblici, condividendo un calendario di promozione comune; ❖ Family Point nei parchi e nei luoghi pubblici di maggior affluenza ed accessibilità, per permettere alle giovani famiglie di avere uno spazio in cui effettuare un “pit-stop” (Es. cambio pannolino, spazio riservato per allattamento) e vivere con maggiore serenità la città; ❖ Progetti Scuola/Ambiente per educare ad un rispetto del luogo in cui si vive e di chi ne può usufruire; ❖ Rivalutare i “percorsi del podista”, tragitto che molti giovani e non percorrono per Aprilia, con un progetto ad hoc che valorizzi e sponsorizzi i percorsi, con aggiunta di servizi per gli sportivi (es. fontanelle ecc.)

❖ Un Museo dell’identità Apriliana, perché Aprilia è sì una città giovane ma percorsa nei secoli da molte culture. Il museo non dovrà solo essere un “raccoglitore/archivio”, ma assurgere anche a Laboratorio di Storia e Cultura con spazi per riunioni, convegni ecc. Riqualificare su questo la destinazione d’uso del CulturAprilia;

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❖ Valorizzare lo sport apriliano creando strutture polifunzionali in centro e in periferia, valorizzando gli eventi sportivi locali (vedi Triangolare) e riproponendo attività come Giochi senza Frontiere tra i Quartieri, creando una sana competizione tra quartieri e Borghi di Aprilia all’insegna del divertimento. ❖ Servizi a sostegno della genitorialità con progetti mirati a favorire l’accesso al tempo libero e ai servizi della città da parte di mamme e papà - CineMamma come esempio. ❖ Il tutto in collaborazione con le Associazioni del territorio. ❖ Far respirare ad Aprilia aria di Europa come ad esempio costituire o formare personale predisposto esclusivamente alla ricerca e progettazione per utilizzare al meglio i Fondi Comunitari (start up Giovanili; bando per il wi-fi pubblico; Erasmus Plus; Rete delle Good Practices) in collaborazione con Lazio Innova e con la Regione; Inoltre prevedere “Infoday” continui organizzati dal Comune per informare sui bandi e sulle novità. ❖ Valorizzazione dell’artigianato e dei mestieri locali: - Attraverso la costituzione attraverso bando pubblico di una piattaforma e-commerce dei prodotti Made in Aprilia per agevolarne l’acquisto e l’esportazione; - Laboratorio delle professioni - Defiscalizzazione della TASI dai terreni coltivati da under 35; - Individuare uno spazio e collaborazione con artigiani per l’aspetto formativo. ❖ Forum Comunale dei Giovani: - Rivalorizzare il Consiglio dei Giovani con compiti specifici e mettendolo in rete con le associazioni giovanili del territorio; - Istituire il Forum Comunale dei Giovani e chiedere la sua iscrizione al Forum Nazionale dei Giovani per aumentare rete e possibilità di portare progetti su Aprilia; Migliorare il servizio di biblioteca e spazi per aiutare i giovani con spazi di co-studio Trovando spazi adibiti a condivisione dello studio, con orari più ampi e anche in zone decentrate agli istituti scolastici; - Incrementando l’archivio bibliotecario; - Informatizzazione maggiore della biblioteca comunale

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- progetto che vede giovani aiutare i propri coetanei nelle ripetizioni in cambio del credito scolastico - aiutare il riconoscimento delle competenze a livello curriculare per i “giovani professori” e istituzionalizzare un progetto che già è avviato in alcune scuole di Aprilia; - individuazione di siti di proprietà del Comune o scuole della stessa proprietà che garantiscano l’accesso pomeridiano e aiutino lo studio condiviso;

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Per maggiori informazioni e/o per pianificare appuntamenti è possibile contattare il candidato sindaco tramite la pagina Facebook "Giorgio Giusfredi", per e-mail giorgiogiusfredi@libero.it oppure recandosi presso la sede in via Verdi 48, Aprilia (LT).

Programma coalizione Giusfredi  
Programma coalizione Giusfredi