Issuu on Google+

“non è sufficiente l'universo intero per contenere lo slancio del pensiero e della riflessione umana”

L’ANONIMO DEL SUBLIME


L’opera Opera composita:  dissertazione di estetica,  trattato di retorica  saggio di critica letteraria I giudizi formulati dall’Anonimo , penetranti, non sistematici, sono come medaglioni dove con un tratto solo si delinea tutta la personalità dell'artista. Attraverso un fitto ordito di confronti e di citazioni, scelte tra i modelli più alti della letteratura antica, il discorso delinea i modi di una critica originale, sentita come educazione alla grandezza: una critica le cui suggestioni avranno particolare influsso sulla nascita dell'estetica preromantica


L’autore e l’epoca 

Sebbene un’attribuzione certa non sia stata ancora stabilita, tanto che all’autore anonimo si assegna ormai per comodità il nome di Pseudo-Longino, oggi prevale l’opinione secondo cui lo scritto dovrebbe essere collocato cronologicamente nell’età augustea e comunque non oltre la prima metà del I secolo d.C. Sullo sfondo del trattato si collocano le grandi polemiche che attraversavano la retorica tardo-ellenistica , come l’opposizione tra gli stili atticista e asiano, ossia tra uno stile semplice chiaro e ordinato, modellato sulla prosa attica del IV secolo a.C., e uno irregolare, basato su frasi brevi e spezzate, ricco di figure retoriche e di ricercati effetti ritmici e fonetici


Che cosa è il Sublime 

Il sublime è una sorta di eccellenza suprema del linguaggio, capace di produrre nell’ascoltatore uno stato di annichilimento e immedesimazione che va ben al di là della semplice persuasione: “Il sublime non porta gli ascoltatori alla persuasione ma all’esaltazione”.


Eco di una grande anima 

Il sublime per l’Anonimo ha una dimensione non solo stilistica, ma soprattutto etica: “ il sublime è l’eco di una grande anima”

deve essere concepito come segno di un’intensa vita interiore e di una tensione emotiva che, per essere comprese, richiedono dal lettore o dall’uditore un atteggiamento ricettivo altrettanto magnanimo e intenso.


La naturale tendenza dell’uomo per la grandezza …la natura decise che noi uomini non fossimo l'animale più meschino ed ignobile, ma, trascinandoci come ad una grande festa nella vita e nell'universo tutto, perchè fossimo gli spettatori delle sue creazioni e con ardore ci mettessimo a fare a gara con queste, subito fece nascere nelle nostre anime un amore insopprimibile per tutto ciò che è grande e divino nei nostri confronti. Perciò non è sufficiente l'universo intero per contenere lo slancio del pensiero e della riflessione umana, perchè spesso la nostra mente valica i confini che la comprendono, e se si considera la vita nella sua interezza, quanto potere abbia su tutti ciò che è straordinario, grande e bello, immediatamente sarà chiaro lo scopo per il quale siamo venuti al mondo.  Anon. Del Sublime, 35


Esempi di SUBLIME 

Sublime è la proposizione iniziale della "Genesi", sull'istantaneo irrompere della luce sulle tenebre, sublime la passione tormentosa di Saffo nell’ode della gelosia, sublime anche il silezio corrucciato di Aiace nell'"Odissea", sublime l'irruenza violenta e sopraffattrice di Demostene.


Le fonti del sublime due fonti per lo più innate:  "aspirazione a vigorosi concetti“  "passione veemente ed entusiastica" (pathos); tre fonti acquisibili anche per mezzo dell'arte retorica:  figure retoriche (cap. 16-29),  scelta del lessico (cap. 30-32 e 37-38)  "composizione dignitosa ed elevata" (cap. 39-43).


La temperie culturale del trattato 

Con la sua unione letteratura-etica, il trattato si pone nel dibattito scottante che nel I secolo d.C. imperversava anche nella letteratura latina La decadenza è guardata con rassegnazione, come un fatto inevitabile : il silenzio mortificante calato sulla libertà degli spiriti e sul progresso della cultura nel mondo governato da Roma.- (solo) la libertà (è) in grado di nutrire i pensieri degli (uomini) magnanimi e di infondere (loro) speranza, ed insieme di risvegliare (in loro) il desiderio dell’emulazione reciproca e dell’ambizione di primato. Idee simili sono presenti a Roma: Plinio il Vecchio, Nat Hist XIV, 1 connota la decadenza come risultato del progressivo allargamento del dominio di Roma, con tutti i vizi e le passioni che potere e ricchezza portano con sé.


La temperie culturale del trattato (2) 

In modo analogo Tacito afferma , nel Dialogus de oratoribus, che una grande oratoria forse era possibile solo con la libertà, o piuttosto con l'anarchia; diviene invece anacronistica e noiosa strumento al servizio del servilismo e dello sterile accademismo culturale, piuttosto che della lotta politica e civile - in una società (forzatamente) "tranquilla", come quella conseguente all'instaurazione dell'Impero, caratterizzata dalla degenerazione sociale, politica e culturale: “Quae mala sicut non accidere melius est isque optimus civitatis status habendus est, in quo nihil tale patimur, ita cum acciderent, ingentem eloquentiae materiam subministrabant.” (sono mali che è meglio non accadano, tanto da far ritenere di gran lunga preferibile l’ordinamento statale in cui non vi andiamo soggetti,ma che, quando avvenivano, davano all’eloquenza le più grandi possibilità


IL SUBLIME NEL TEMPO BURKE, KANT, HEGEL …


BURKE 

Edmund Burke nel 1757 pubblica il trattato "Enquiry upon the origin of our ideas of the sublime and beautiful" (Indagine sull'origine delle nostre idee di sublime e di bello), sostenendo per la prima volta il primato del Sublime sul Bello.

La nozione di Sublime è analizzata in due modi:: fenomenologia del Sublime:

la catalogazione, ricca di sfumature e suggestioni degli oggetti che suscitano il sentimento del Sublime (fenomenologia del sublime,parte II);

teoria esplicativa delle modalità psicofisiche che generano tale emozione (elaborazione di una scienza della natura umana. Illuminismo)


BURKE (2) 

"Tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore", il sublime può anche essere definito come "l'orrendo che affascina".

La natura, nei suoi aspetti più terrificanti, come mari burrascosi, cime innevate o eruzioni vulcaniche, diventa dunque la fonte del Sublime perché "produce la più forte emozione che l'animo sia capace di sentire", un'emozione però negativa, non prodotta dalla contemplazione del fatto in sé, ma dalla consapevolezza della distanza insuperabile che separa il soggetto dall'oggetto.

http://www.bartleby.com/24/2/


KANT 

1790,Critica del Giudizio.

Contrapposizione del sublime al bello:sublime dinamico (espressione della potenza annientatrice della natura, di fronte alla quale l'uomo prende coscienza del limite) e sublime matematico (che nasce dalla contemplazione della natura immobile e fuori dal tempo).

Di fronte alla magnificenza della natura l'uomo prova dapprima un senso di smarrimento e di frustrazione, ma riconosce poi grazie all'esperienza del sublime la propria superiorità: in quanto unico essere del creato capace di un agire morale, egli è collocato al di sopra della natura stessa e della sua grandiosità.(Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Rag. Prat.)


Noi diciamo sublime ciò che è assolutamente grande, ciò che è grande al di là d'ogni comparazione. Noi non possiamo avere per esso alcuna misura adatta fuori di lui; né altro criterio vi è in esso stesso. E' infatti una grandezza che è uguale solo a se stessa al cui paragone tutto il rimanente è piccolo.Le rocce che s'elevano ardite e quasi minacciose, le nuvole temporalesche che s'ammassano nel cielo tra lampi e tuoni, i vulcani nella loro potenza devastatrice, gli uragani che lasciano dietro sé la devastazione, l'oceano senza limite sollevantesi in tempesta, l'alta cascata di un grande fiume, tutte queste cose riducono a un'insignificante piccolezza il nostro potere di resistere a tanta forza. Ma la loro vista ci esalta tanto più quanto più è spaventevole, a condizione che ci troviamo al sicuro. Da ciò si comprende anche che la vera sublimità deve essere ricercata solo nell'animo del giudicante, non nell'oggetto naturale, il cui giudizio è reso possibile solo dallo stato dell'animo. Chi vorrebbe dire sublimi masse informi di monti sovrapposte l'una all'altra in selvaggio disordine, con le loro piramidi di ghiaccio, oppure il mare oscuro e tempestoso e altre simili cose? Ma l'animo si sente elevato nella propria stima, quando, contemplando queste cose, senza riguardo alla loro forma, si abbandona alla immaginazione e alla ragione, la quale ultima, pur unendosi all'immaginazione senza alcun fine determinato, la estende, e insieme trova che tutta la potenza dell'immaginazione stessa è inadeguata alle sue idee”.


Hegel 

A differenza delle pur varie forme del bello naturale, l’opera d’arte reca in sé un momento della vita dello spirito e fa appello a un pensiero capace di comprenderla nella sua essenza: essa “è essenzialmente una domanda, un’apostrofe , rivolta ad un cuore che vi risponde, un appello indirizzato all’animo e allo spirito”.

http://www.parol.it/articles/tarozzi.htm


SCHOPENAUER 

Schopenhauer, nel primo volume de Il Mondo come Volontà e Rappresentazione elenca esempi di passaggio dal Bello al più elevato Sublime.

Per il filosofo, il sentimento del Bello è semplicemente il piacere provato guardando un oggetto piacevole. Il sentimento del Sublime, invece, è il piacere che si prova osservando la potenza o la vastità di un oggetto che potrebbe distruggere chi lo osserva.


Turner

Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi,


Friedrich, the wanderer Il sublime , in Friedrich, è il senso di sgomento che l’uomo prova di fronte alla grandezza della natura quando questa si rivela in tutta la sua terribilità e ognuno di noi sente la sua piccolezza, la sua fragilità, la sua finitezza, ma, al tempo stesso, proprio perché cosciente di questo, intuisce l’infinito e si rende conto che l’anima possiede una facoltà superiore alla misura dei sensi. “Viandante sul mare di nebbia



L’ANONIMO DEL SUBLIME