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Usando la parola, Qin Mi supera Zhang Wen; Appiccando il fuoco, Xu Sheng sconfigge Cao Pi. -------------------------------------------------------------Dopo i suoi recenti successi, Lu Xun divenne l'unico eroe di Wu. Gli fu dato il titolo di Generale Che Sostiene lo Stato, fu nominato Signore di Jiangling, e ricevette il Governatorato di Jingzhou. Egli divenne Supremo Comandante di tutte le forze militari. Zhang Zhao e Gu Yong, pensando che fosse il momento opportuno per accrescere la dignità del loro signore, spedirono un memoriale che proponeva che il suo regno dovesse essere designato con uno stile distintivo, e Sun Quan assunse “Era della Potenza Gialla” come stile del suo regno (222 d.C.). Quindi arrivò un messaggero da Wei, ed egli venne convocato in un'assemblea e gli fu chiesto di dichiarare i suoi affari. Il messaggero disse, “Recentemente Shu ha mandato a chiedere aiuto a Wei, e, essendo stata fraintesa la situazione, il Sovrano di Wei ha inviato una forza contro Wu. Ora si è pentito amaramente di quest'azione. A Wei si pensa sia auspicabile mettere in moto quattro armate contro Shu per catturarlo. Ora se Wu assistesse, e il successo coronasse questi sforzi, Wei e Wu divideranno il territorio conquistato.” Sun Quan ascoltò, ma non era preparato a dare una risposta definitiva. Si consultò con i suoi consulenti, Zhang Zhao e Gu Yong. Essi dissero, “Lu Xun è l'uomo dalla profonda conoscenza. Dovrebbe essere consultato lui.” Perciò Lu Xun fu chiamato, e il suo discorso faceva così: “Cao Pi è troppo saldamente consolidato nelle Terre Centrali per essere rovesciato adesso, e se questa sua offerta verrà rifiutata, noi provocheremo la sua ostilità. Né Wei né Wu, per come la vedo io, hanno qualcuno in grado di affrontare Zhuge Liang. Dobbiamo per forza acconsentire e mettere in ordine l'esercito. Ma possiamo aspettare di vedere come procedono le quattro armate. Se Shu sembra prossimo a cadere e Zhuge Liang viene superato in strategia, allora il nostro esercito potrà essere inviato e prenderemo la Capitale Chengdu. Se le quattro armate falliranno, dovremo valutare la situazione.” Così Sun Quan disse all'inviato di Wei, “Non siamo pronti al momento, perciò sceglieremo un giorno per partire in seguito.” E con questa risposta l'inviato partì. In seguito fecero attente indagini circa il successo o il fallimento delle quattro armate contro Shu. Le spie riferirono: “I Qiang occidentali sotto Re Kebi Neng sono tornati indietro quando hanno visto Ma Chao al comando del Passo Xiping. I Mang meridionali guidati da Meng Huo erano perplessi per le tattiche di Wei Yan e si sono ritirati nei loro territori. Il capo di Shangyong, Meng Da, è partito, ma a metà strada si è ammalato ed è tornato indietro. E l'armata di Cao Zhen, mentre marciava verso il Passo Yangping, è stata arrestata dai preparativi difensivi di Zhao Zilong, che ha fortificato ogni passo e occupato ogni punto di vantaggio; infine si sono ritirati, dopo essersi accampati nella Valle di Xie per un po' di tempo.” Saputo tutto ciò, Sun Quan disse ai suoi ufficiali, “Le parole di Lu Xun sono davvero profetiche; www.treregni.it


egli ha avuto deduzioni perfette. Qualsiasi azione avventata da parte mia mi metterebbe in cattivi rapporti con Shu.” Proprio allora venne annunciato l'arrivo di un inviato di Shu. Disse Zhang Zhao, “Questa missione è parte anch'essa dello schema di Zhuge Liang per allontanare il pericolo da Shu. Deng Zhi è venuto come inviato.” “Stando così le cose, come dovrei rispondere?” chiese Sun Quan. “Ve lo dirò. Preparate il bollitore e versateci dell'olio. Accendete sotto un fuoco. Quando l'olio sta bollendo, scegliete una buona compagnia delle vostre guardie più alte e muscolose, armatele e schieratele tra la porta del palazzo e la vostra sala del trono. Quindi convocate Deng Zhi. Ma prima che possa dire una parola, avvertitelo che subirà lo stesso destino di chi viene bollito nell'olio se sarà colpevole dello stesso tipo di tradimento di Li Yiji1 quando era persuasore dello stato di Qi. Quindi vedete cosa dirà Deng Zhi.” Sun Quan seguì questo consiglio, e preparò il bollitore dell'olio e fece preparare le guardie. Quindi disse loro di far entrare l'inviato. Deng Zhi arrivò, l'abito cerimoniale in perfetto ordine, e avanzò fino alla porta. Vedendo il torvo schieramento di uomini armati, alcune con spade scintillanti, alcuni con grandi asce, alcuni con lunghe lance, alcuni con corti coltelli, egli capì all'istante cosa significasse, ma non si tirò indietro. Avanzò costantemente e coraggiosamente fino a raggiungere la porta della sala. Persino quando vide il calderone bollente di olio e i feroci giustizieri che lo osservavano, egli sorrise. Fu condotto davanti alla tenda dietro cui era seduto il Principe di Wu, e diede il saluto ordinario sollevando le mani, ma non si inchinò. Il principe disse ai suoi attendenti di sollevare la tenda, e lo chiamò, “Perché non fai un inchino?” Deng Zhi rispose, “L'inviato dello stato superiore non fa un inchino al signore di un paese minore.” “Se non controlli quella lingua, ma lasci che si dimeni, sarai come quel Li Yiji che andò a parlare a Qi. Presto ti troverai nel calderone.” Allora Deng Zhi rise a voce alta, dicendo, “La gente dice che ci sono molti saggi a Wu. Nessuno crederebbe che si lascerebbero spaventare da un semplice studioso.” Questa risposta non fece che aumentare la rabbia di Sun Quan, ed egli disse, “Chi teme uno sciocco senza meriti come te?” “Se non temete l'inviato, perché siete così ansioso di ciò che potrebbe dire?” “Perché vieni qui come portavoce di Zhuge Liang, e vuoi che tronchi con Wei e mi allei al tuo paese. Non è questo il tuo messaggio?”

1 Li Yiji era un diplomatico e consigliere di Liu Bang. Egli andò in missione per discutere della pace tra Liu Bang e Re Tian Guang di Qi. Li Yiji chiese un cessate il fuoco come condizione per parlare. Tian Guang acconsentì. Mentre la discussione andava avanti, Liu Bang attaccò. Tian Guang si infuriò e gettò Li Yiji nell'olio bollente. www.treregni.it


“Sono un semplice studioso di Shu, e sono venuto per spiegare le questioni allo stato di Wu. Ma qui trovo guardie armate e un calderone bollente tutti preparati contro un inviato. Come posso farmi qualunque altra opinione che non mi permetterete di parlare?” Appena Sun Quan udì queste parole, egli disse ai soldati di andare, e chiamò l'inviato in una sala. Lì invitò Deng Zhi a sedersi e disse, “Qual è la vera situazione tra Wei e Wu? Desidero che mi informi.” Allora Deng Zhi rispose, “Voi, grande principe, desiderate discutere di pace con Wei o con Shu?” “Desidero davvero discutere di pace con il Sovrano di Shu. Ma egli è giovane e inesperto e ignorante, e incapace di portare a termine qualcosa.” “Principe, voi siete un valoroso guerriero, proprio come Zhuge Liang è un grande ministro. Ora Shu ha la forza della sua geografia montuosa proprio come Wu ha la protezione dei suoi tre fiumi. Se questi due paesi fossero in pace, sarebbero protetti a vicenda. Potrebbero divorare il resto dell'impero, o potrebbero stare da soli al sicuro. Se inviate tributi a Wei e vi riconoscete come uno dei suoi ministri, aspettatevi di servire a corte, e il vostro erede diventerà un servo in quella corte; e se disubbidite, un'armata di Wei sarà mandata ad attaccarvi. Anche Shu discenderà il fiume e invaderà il vostro paese. Allora le Terre del Sud non saranno più vostre. E se non ascoltate queste mie parole, e rifiutate la mia offerta, mi suiciderò davanti a voi per dimostrare che non vi sto persuadendo solo per il nostro beneficio.” Mentre Deng Zhi pronunciava queste parole, egli raccolse le sue vesti e marciò per la sala come se stesse per saltare nel calderone. “Fermatelo!” urlò Sun Quan, ed essi lo fecero. Quindi egli disse a Deng Zhi di recarsi in uno degli appartamenti interni, dove trattò l'inviato come un ospite del massimo onore. “Maestro,” disse Sun Quan, “le tue parole esprimono esattamente i miei pensieri, e desidero creare un'alleanza di pace con il tuo paese. Sei disposto ad agire da intermediario?” “Proprio ora eravate voi, o principe, che desideravate bollire questo povero servo. Ora siete sempre voi che desiderate usarlo. Come ci si può fidare di una persona così insicura?” “La mia decisione è presa,” rispose Sun Quan. “Non dubitare di me, maestro.” Deng Zhi fu trattenuto, e un conclave di ufficiali riunito. Disse Sun Quan all'assemblea, “In mano mia vi sono tutte le ottantuno contee del sudest, e in aggiunta ho le terre di Jingzhou, eppure non sono così prospero come quel piccolo paese di Shu, perché Shu ha Deng Zhi come inviato ed egli glorifica il suo signore. Io non ho nessuno da inviare per dichiarare i miei desideri a Shu.” Allora una persona si fece avanti e disse che sarebbe andata. A parlare era Zhang Wen di Wucheng, che deteneva l'incarico di Comandante Imperiale.

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“Signore, temo che quando raggiungerai Shu e sarai alla presenza di Zhuge Liang, non spiegherai i miei veri sentimenti,” disse Sun Quan. Zhang Wen rispose, “Pensate che io lo tema? Egli non è che un uomo.” Sun Quan conferì grandi doni a Zhang Wen, e lo mandò in una missione di ritorno a Shu per negoziare l'alleanza di pace. Mentre Deng Zhi era assente, Zhuge Liang disse al suo signore, “Questa missione su Wu avrà successo, e delle molte persone sagge che ci sono ad est una verrà come inviato. Vostra Maestà dovrebbe trattarlo con cortesia, e lasciarlo tornare a Wu per completare l'alleanza. Perché se abbiamo un'alleanza con Wu, Wei non oserà mandare un'armata contro di noi. E se saremo al sicuro da quella parte, io condurrò una spedizione per soggiogare i Mang a sud. Dopodiché potremo occuparci di Wei. Se Wei viene eliminato, Wu non durerà a lungo, e l'intero impero sarà di nuovo sotto un unico sovrano.” A un tratto il rapporto raggiunse la capitale che Deng Zhi e Zhang Wen, come inviato di Wu, sarebbero presto arrivati. Il Secondo Sovrano riunì i cortigiani per riceverli con onore. L'inviato di Wu si comportava come qualcuno che avesse realizzato i suoi desideri, e avanzava spavaldo. Avendo fatto il suo saluto, il Secondo Sovrano lo fece sedere su uno sgabello intarsiato alla sua sinistra. Seguì un banchetto nel quale Zhang Wen venne trattato con molto onore. Alla fine del banchetto, l'intera corte scortò l'inviato alla casa degli ospiti dove avrebbe alloggiato. Il secondo giorno vi fu un banchetto al palazzo del Primo Ministro, e Zhuge Liang annunciò la vera questione. Egli disse, “Il nostro Primo Sovrano non era in rapporti amichevoli con Wu. Ma tutto questo è cambiato, com'è dimostrato da questi banchetti, e il nostro attuale imperatore è disposto ad essere molto amichevole. Si spera che la precedente rivalità possa venire totalmente dimenticata e che i due paesi giurino eterna amicizia e alleanza nel loro fine comune: la distruzione di Wei. Attendo che voi, signore, parliate in favore di questa unione.” Zhang Wen disse che avrebbe supportato il piano. Il vino girò allegramente, e quando l'inviato si rilassò, egli rise liberamente e si pavoneggiò e assunse un comportamento altezzoso. Il giorno seguente il Secondo Sovrano diede a Zhang Wen ricchi doni d'oro e gioielli e preparò un banchetto d'addio per lui nella camera degli ospiti a sud. Il Primo Ministro gli prestò assidua attenzione e lo spinse a bere. Mentre si svolgeva questo banchetto, un uomo improvvisamente entrò come fosse già ubriaco, fece una specie di borioso saluto alla compagnia e prese immediatamente un posto. La sua condotta pareva strana a Zhang Wen, che chiese, “Chi è il nuovo arrivato, signor Primo Ministro?” “E' un uomo di nome Qin Mi, un Dottore Accademico di Yizhou,” rispose Zhuge Liang. “Potrebbe essere,” disse Zhang Wen con una risata, “ma mi chiedo se possegga davvero un po' di cultura all'interno.” Qin Mi ascoltò senza cambiare espressione, e disse, “Poiché i nostri figli sono tutti colti, di certo io www.treregni.it


lo sono di più.” “Quali sono stati i vostri particolari studi, signore?” disse Zhang Wen. “Molte cose: astronomia da una parte, geografia dall'altra, i tre insegnamenti e i nove sistemi, molti filosofi, la storia finora, e molti libri sacri e tradizioni.” “Dato che parlate così altezzosamente,” disse Zhang Wen, “mi piacerebbe farvi alcune domande sulle questioni celesti. Ora, il cielo ha un capo?” “Sì, ha un capo.” “Dov'è?” “Nel quadrante occidentale. Le Odi dicono, 'Dio volge il suo capo gentilmente verso ovest,' e ne consegue da ciò che il capo sia ad ovest.” “Bene, il cielo ha orecchie?” “Oh, sì. Il cielo è in alto e ascolta tutte le cose in basso. Le Odi dicono, 'La gru chiama dal mezzo della palude, il suo urlo è udito dal cielo.' Come potrebbe udire il cielo senza orecchie?” “Ha il cielo dei piedi?” “Ce li ha. Le Odi dicono, “Il cielo calpesta le difficoltà.' Se non ci fossero piedi, come potrebbe farlo?” “Ha il cielo un nome?” “Perché no?” “Allora qual è?” “Liu.” “Come lo sapete?” “Perché il nome di famiglia dell'imperatore è Liu, ed egli è il Figlio del Cielo. Ecco come lo so.” “Il sole sorge da est?” “Sebbene lo faccia, esso tramonta ad ovest.” Per tutto questo tempo le risposte di Qin Mi erano ritornate chiare e perfette. Venivano così naturalmente da meravigliare tutti gli ospiti. Zhang Wen non aveva parole per replicare. Quindi arrivò il turno di Qin Mi, “Voi siete un famoso studioso nella vostra terra, signore, e poiché mi avete fatto così tante domande sul Cielo, ritengo che siate esperto di questioni celesti. Quando il caos originale si tramutò nei suoi due elementi, yin e yang, la porzione più leggera salì e divenne il cielo, e quella più pesante sprofondò e si solidificò nella terra. Quando la ribellione di Gong Gong www.treregni.it


fu schiacciata, la sua testa colpì la Montagna Imperfetta, il pilastro, che sostiene il cielo, fu spezzato e i legami della terra furono distrutti. Il Cielo cadde a nordovest, e la terra sprofondò a sudest. Poiché il cielo era etereo ed era salito fino in cima, come è potuto cadere? Un'altra cosa che non so è che cosa vi sia oltre l'etere. Sarei felice se me lo spiegaste, maestro.” Zhang Wen non aveva una risposta pronta, ma si alzò dal suo posto e si inchinò in segno di riconoscimento, dicendo, “Non sapevo che vi fosse tanta abilità in questa terra. Sono felice di aver udito un tale discorso. Ora tutti gli ostacoli sono scomparsi, e vedo chiaramente.” Ma Zhuge Liang, temendo che l'ospite si sentisse mortificato, lo consolò con alcune parole, dicendo, “Questo è solo un gioco di parole, il genere di tranelli che uno propone ad una lieto banchetto. Voi, onorevole signore, sapete che la tranquillità e la sicurezza degli stati non sono questioni su cui scherzare.” L'inviato si inchinò. Quindi a Deng Zhi fu ordinato di ritornare a Wu e ringraziare il suo sovrano per la sua cortesia, e avrebbe dovuto accompagnare Zhang Wen. Perciò entrambi, dopo aver preso congedo dal Primo Ministro, partirono nel loro viaggio verso est. Nel frattempo Sun Quan stava iniziando a sentirsi perplesso per via del lungo ritardo del suo inviato. Aveva convocato un consiglio per discutere di questa faccenda, quando giunse un rapporto che il proprio inviato era ritornato, e Deng Zhi era con lui. Vennero immediatamente fatti entrare. Zhang Wen, dopo aver fatto il suo inchino, iniziò a discutere della virtù del Sovrano di Shu e di Zhuge Liang e a proporre al suo signore un'alleanza di pace. Deng Zhi, il Presidente del Segretariato, era autorizzato a discutere la questione. Rivolgendosi a Deng Zhi, Sun Quan disse, “Non sarebbe un felice esito se la tranquillità fosse restituita all'impero attraverso la distruzione di Wei, e Wu e Shu ne spartissero l'amministrazione?” “Il cielo non conosce due soli,” rispose Deng Zhi, “né il popolo può riconoscere due re. Se Wei venisse distrutto, nessuno potrebbe dire su chi il divino comando finirà. Ma chi diventa signore supremo deve perfezionare le sue virtù, e coloro che diventano ministri devono essere totalmente leali. In questo modo la lotta cesserà.” Sun Quan sorrise, dicendo, “E la tua sincerità è fuori discussione.” Deng Zhi fu congedato con ricchi doni, e dopo ciò Wu e Shu divennero buoni amici. I negoziati tra i suoi due rivali furono riferiti alla Capitale Luoyang senza perdita di tempo, e Cao Pi fu davvero infuriato. “Se hanno stretto un'alleanza, può voler dire solo che nutrono l'intenzione di inghiottire le Terre Centrali. La mia mossa migliore è colpire per primo.” Egli chiamò un gran consiglio. Questo consiglio mancava della presenza del Maresciallo Reggente Cao Ren e del Gran Comandante Jia Xu, che erano entrambi morti. Nel consiglio il consulente Xin Pi fece un passo avanti e disse, “Le Terre Centrali sono estese, ma la popolazione è così scarsa che nessun esercito efficace potrebbe essere radunato ora. Il mio consiglio è di aspettare dieci anni, spendendo quel periodo nel formare un'armata e nel coltivare la terra finché provviste ed armi non saranno accumulate. Allora entrambi i nostri rivali potranno essere www.treregni.it


distrutti.” “Questa è solo la distorta opinione di un depravato saccente. Dopo aver creato questa alleanza, Shu e Wu potranno piombare su di noi ad ogni momento. Questa faccenda non può essere posticipata per dieci anni,” disse il Sovrano di Wei. Un editto apparve che ordinava l'arruolamento dei soldati e la formazione di un esercito per soggiogare Wu. Sima Yi allora disse, “Sono necessarie delle navi da guerra, poiché Wu è protetto dal Grande Fiume. Vostra Maestà deve condurre vascelli grandi e piccoli. La flotta può avanzare tramite il Fiume Huai, prendendo Shouchun. Quando raggiungerete Guangling, il fiume va attraversato a Nanxu va catturata. Allora Wu sarà soggiogato.” Questo piano venne accettato, e la costruzione di navi drago fu messa in atto e proseguì giorno e notte. Ne furono costruite dieci di quarantacinque metri di lunghezza per trasportare duemila marinai ciascuna. Raccolsero anche tremila navi da combattimento. Nell'autunno del quinto anno dell'Alba Gialla (224 d.C.) i vari generali si riunirono, e Cao Zhen fu nominato capo del primo corpo. Zhang Liao, Zhang He, Wen Ping, e Xu Huang erano i Comandanti in Capo; Xu Chu e Lu Qian erano le guardie dell'Armata Centrale; e Cao Xiu comandava la guardia della retrovia; gli strateghi erano Liu Ye e Jiang Ji. In tutto, forze navali e di terra contavano trecentomila truppe. Quando il giorno della partenza fu deciso, Sima Yi venne nominato Presidente del Segretariato e lasciò la capitale con i poteri di Maresciallo Reggente. Le spie riferirono dei pericoli agli attendenti del Principe di Wu, e questi si precipitarono a informare il principe. Dissero, “Cao Pi sta guidando la flotta del drago e sta comandando trecentomila forze marine e di terra contro le Terre del Sud, e il pericolo è davvero grande.” Quando Sun Quan incontrò il consiglio, Gu Yong disse, “Mio signore, potete convocare Shu per chiedere aiuto secondo il trattato. Scrivete a Zhuge Liang e fategli mandare un'armata attraverso Hanzhong in modo da respingere parte dell'armata di Wei. Inoltre mandate un'armata a Nanxu per affrontarli lì.” “Dovrò richiamare Lu Xun,” disse il principe. “E' l'unico uomo che può intraprendere questa grande missione.” “Non spostatelo se potete. E' necessario per la protezione di Jingzhou.” “Sì, lo so. Ma non c'è nessun altro forte abbastanza da aiutarmi.” A queste parole Xu Sheng avanzò, dicendo, “So di non essere molto abile, ma desidero che mi venga concessa un'armata per affrontare questa minaccia. Se Cao Pi attraversa il fiume di persona, lo imprigionerò e lo porterò alle porte del palazzo. Se non viene qui, ucciderò così tanti dei suoi soldati che il suo esercitò non oserà nemmeno guardare verso sud.” Sun Quan era compiaciuto di trovare un volontario disponibile, e rispose, “Nobile signore, quali ansie dovrei provare se avrò la tua protezione?” www.treregni.it


Xu Sheng ricevette il titolo di Generale Che Protegge l'Est e venne nominato Capo Comandante di tutte le forze a Nanxu e a Jianye. Appena ebbe ricevuto gli ordini, si ritirò. Egli ordinò di raccogliere enormi quantità di armi, e fece preparare molte bandiere e stendardi per la protezione delle rive del fiume. Ma un altro capo impetuoso era ansioso di prendere misure più vigorose, e si fece avanti, dicendo, “Il mio signore ha affidato a voi, generale, una pesante responsabilità. Ma se davvero desiderate distruggere la forza invasiva e catturare Cao Pi, dovreste mandare un'armata ad affrontarlo sul lato nord a sud del Fiume Huai. Temo un fallimento se aspettate che le truppe settentrionali arrivino fin qui.” Il giovane era Sun Shao, nipote del Principe di Wu. Sun Shao era nato dalla famiglia Yu, e venne adottato da Sun Ce e ricevette il nome della famiglia Sun. Aveva già il titolo di Generale Che Possiede Ampio Prestigio, ed era in comando a Guangling. Sebbene giovane e impetuoso, era davvero valoroso.

Sun Shao

Disse Xu Sheng, “L'armata di Cao Pi è forte e i suoi comandanti famosi. Ritengo che non dovremmo attraversare il fiume per affrontarlo, ma aspettare l'arrivo delle sue truppe sull'altro lato. Allora attuerò il mio piano.” “Ho tremila truppe in mio possesso, e conosco il paesaggio attorno a Guangling perfettamente. Lasciatemi attraversare il fiume e dare battaglia. Subirò volentieri la punizione se fallisco,” disse Sun Shao. Ciononostante, Xu Sheng rifiutò, e tutte le suppliche del suo impetuoso generale furono vane. E quando Sun Shao insistette ancora, il comandante si arrabbiò dicendo, “Che controllo avrò mai se ti concedo il permesso di disobbedire agli ordini?” Xu Sheng ordinò ai littori di prendere Sun Shao e di metterlo a morte. Lo portarono via, e immediatamente venne issata la bandiera nera. Ma uno dei generali di Sun Shao partì in tutta fretta per riferirlo a Sun Quan, che arrivò immediatamente per cercare di salvare il suo favorito. Fortunatamente l'esecuzione non era stata eseguita quando il principe apparve sulla scena, e disse ai giustizieri di disperdersi. Il giovane fu salvato. Sun Shao iniziò a presentare la sua richiesta al principe, dicendo, “Sono stato a Guangling, e se non attacchiamo il nemico lì, ma gli lasciamo attraversare il fiume, sarà la fine di Wu.” Sun Quan andò nell'accampamento, e Xu Sheng venne a riceverlo.

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Quando il principe fu seduto nella sua tenda, Xu Sheng disse, “Principe, mi avete messo al comando della forza per respingere Wei. Ora questo mio generale, Sun Shao, è disobbediente e dovrebbe subire la morte. Vorrei chiedere perché dovrebbe essere perdonato.” “Egli è di natura ardente e impetuosa. Si è reso colpevole di insubordinazione, ma spero che passerai sopra la sua colpa.” “La legge non è una mia creazione, né è vostra, principe. E' una punizione di stato, e se la parentela è sufficiente a evitarla, dov'è la disciplina?” “Egli ha sbagliato, e hai il diritto di giudicarlo e punirlo. Ma sebbene il suo vero nome sia Yu Shao, mio fratello Sun Ce lo amava e gli diede il nostro nome di famiglia. Inoltre, Sun Shao mi ha reso buoni servigi. Se dovesse essere messo a morte, mancherei al mio dovere fraterno.” “Poiché siete intervenuto voi, principe, ritiro la pena di morte.” Sun Quan disse a suo nipote di ringraziare il suo capo, ma il giovane non fece l'inchino. Al contrario, egli continuava a sostenere la correttezza del suo punto di vista. “Condurre le truppe contro Cao Pi è l'unico modo,” urlò Sun Shao. “Non posso acconsentire all'altro vostro piano nemmeno sotto pena di morte!” L'espressione di Xu Sheng cambiò. Il riluttante ragazzo ricevette l'ordine di Sun Quan di lasciare la tenda. “Non sarà una perdita per noi,” disse Sun Quan a Xu Sheng, “e non lo utilizzerò di nuovo.” Quindi il principe partì e ritornò al proprio posto. Quella notte riferirono a Xu Sheng che Sun Shao si era recato in segreto oltre il fiume con le proprie tremila truppe. Xu Sheng non desiderava fargli del male, perché evidentemente questo avrebbe provocato dolore al principe. Perciò inviò una forza a supportarlo. Ding Feng fu scelto per comandare questi rinforzi, e gli venne detto cosa fare. Il Sovrano di Wei, nelle sue navi drago, raggiunse Guangling, e l'avanguardia arrivò sulla sponda del fiume. Egli venne ad esaminare la posizione. “Quanti soldati ci sono sull'altra riva?” chiese Cao Pi. Cao Zhen rispose, “Non ne ho visto neanche uno. Né ci sono bandiere o accampamenti.” “E' un trucco. Andrò e lo scoprirò.” Perciò Cao Pi decise di attraversare il fiume con una delle navi drago. Calò l'ancora sotto la sponda. Sulla sua imbarcazione erano esposti gli emblemi del drago, della fenice, del sole, della luna, ed essi risplendevano sprezzanti. Seduto nella nave, l'imperatore guardò in su e giù la sponda sud, ma nessun uomo era in vista. “Pensate che dovremo attraversare?” chiese l'imperatore ai suoi strateghi.

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Liu Ye rispose, “Se le regole della guerra significano qualcosa, dovrebbero essere preparati. Pensiamo che Vostra Maestà dovrebbe agire con cautela. Attendere un paio di giorni e osservare. Allora forse l'avanguardia potrebbe essere mandata ad effettuare una ricognizione.” “Così penso anch'io,” disse il Sovrano di Wei. “Ma poiché è tardi ora, passeremo la notte sul fiume.” Era una notte buia, e le navi erano illuminate brillantemente; sembrava giorno a bordo. Ma lungo tutta la sponda sud non apparve alcuna scintilla di luce. “Cosa pensate che significhi?” disse Cao Pi. I cortigiani risposero, “Hanno udito che l'armata celeste di Vostra Maestà stava arrivando, e sono corsi via come ratti.” Il Sovrano di Wei rise tra sé. Quando arrivò la luce del giorno con essa arrivò una fitta nebbia, tanto che non si poteva vedere nulla sulla riva. Dopo un po', una brezza allontanò la nebbia, e allora, con loro immensa sorpresa, scoprirono che l'intera lunghezza del sud del Grande Fiume, fin dove si riusciva a vedere, era un'unica fortificazione, con torri intervallate, mentre lance e spade scintillavano al sole e le bandiere e i pennoni sventolavano al vento. In poco tempo arrivarono diversi rapporti: “Un lungo muro presso il Grande Fiume è stato eretto in una notte ed è lì con carri e alberi maestri posizionati per tutta la lunghezza, estendendosi per centosessanta chilometri da Shidou a Nanxu.” In realtà il muro era un'imitazione, e i guerrieri che l'occupavano erano fasci di arbusti vestiti con le uniformi dei soldati. E questa era la tattica di Xu Sheng. Ma quella vista raffreddò l'ardore degli invasori. “I miei eserciti non possono affrontare questi guerrieri. Non possiamo far nulla contro questi talenti delle Terre del Sud,” disse Cao Pi. Pensò piuttosto triste a questa cosa. Ma ora il vento era aumentato, e onde bianche iniziavano a sollevarsi lungo il fiume, e le acque si infransero sulla sua nave, inzuppando le vesti del drago. Perciò Cao Zhen mandò avanti delle piccole imbarcazioni per soccorrere il suo signore e i suoi uomini. Ma erano troppo spaventati per muoversi. Pertanto Wen Ping, che era in carica, salì a bordo e aiutò l'imperatore a scendere in una delle imbarcazioni più piccole, che quindi fuggì col vento e si mise in salvo in un'insenatura. Presto arrivò un rapido messaggero a riferire: “Zhao Zilong sta marciando attraverso il Passo Yangping e sta minacciando Changan.” Questo spaventò Cao Pi tanto che decise di ritirarsi, e diede l'ordine di ripiegare. L'intera armata aveva voglia di scappar via, e si mosse verso nord, inseguita dalle truppe di Wu. Per velocizzare la marcia, il Sovrano di Wei disse ai suoi soldati di abbandonare tutti l'attrezzatura e gli impedimenti militari. Le navi drago si ritirarono nel Fiume Huai una ad una. Mentre si muovevano in disordine, improvvisamente si alzò il suono di una forza nemica, urla e rulli di tamburi e suoni di trombe, e una coorte marciò obliquamente verso il loro schieramento. E a capo vi era Sun Shao. www.treregni.it


Le truppe di Wei non potevano opporre alcuna vera resistenza, e molti furono uccisi, mentre grandi quantità furono respinte nel fiume e affogate. Tramite grandi sforzi, l'imperatore venne salvato e risalì il fiume. Ma quando ebbero percorso circa quindici chilometri, videro avanti a loro una distesa di arbusti ardenti. Il nemico aveva gettato olio bollente sui rami secchi e li aveva incendiati. Il vento stava spargendo le fiamme giù per il fiume verso la flotta di Wei, e il calore era intenso. Le navi drago dovettero fermarsi. Cao Pi fu messo in un'imbarcazione più piccola e portato sulla riva. Le sue navi più grandi furono immediatamente divorate dalle fiamme e distrutte. Misero l'imperatore a cavallo e si mossero lungo il fiume, ma presto si imbatterono in un altro corpo di truppe. Stavolta erano le truppe di supporto al comando di Ding Feng. Zhang Liao andò avanti per affrontare il loro comandante, ma presto fu ferito da una freccia di Ding Feng ai reni. Comunque, fu aiutato ad allontanarsi da Xu Huang, e il Sovrano di Wei fu portato in salvo, lontano dal tumulto. La perdita dei soldati fu pesante, e un enorme bottino di cavalli, carri, navi, e armi cadde in mano ai vincitori. Così le armate di Wei si allontanarono verso nord completamente sconfitte, mentre Xu Sheng aveva segnato un grande successo. Sun Quan lo ricompensò sontuosamente. Zhang Liao arrivò a Xuchang, ma solo per morire degli effetti della sua ferita. Fu sepolto con onore dal Sovrano di Wei. Si diceva che Zhao Zilong stesse minacciando Changan. Ma subito dopo aver attraversato il Passo Yangping, il Primo Ministro di Shu inviò un dispaccio per richiamarlo perché il generale Yong Kai a Yizhou si era unito ai Mang e aveva invaso i quattro territori a sud. Perciò Zhao Zilong ritornò. Nel frattempo a Ma Chao fu ordinato di prendere il comando del Passo Yangping. Il Primo Ministro aveva intenzione di andare a soggiogare le nazioni lungo il confine sud. Egli quindi si stava preparando a Chengdu per questa spedizione. Prima Wu incontrò Wei e li respinse verso nord, Poi Shu contro i Mang andò a sud. La storia di questa campagna proseguirà nei capitoli seguenti.

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Capitolo 861  

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