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Cao Pi depone l'imperatore, portando via le fortune degli Han; Liu Bei prende il trono, continuando il retaggio. ------------------------------------------Hua Xin era il portavoce della delegazione di ufficiali che entrò nella Città Proibita, e parlò in questo modo: “Sin dall'inaugurazione del Principe di Wei, la virtù si è diffusa ai quattro angoli dell'impero e l'umanità ha permeato tutta la terra ad un grado insuperato da tutte le epoche, persino nei giorni degli antichi sovrani, Re Tang e Re Yu. Noi, i vostri servitori, abbiamo tenuto conto di queste cose e siamo giunti alla conclusione che le fortune degli Han sono esaurite, pertanto confidiamo che Vostra Maestà, seguendo l'esempio dei grandi modelli Re Yao e Re Shun1, cederà le montagne, i fiumi, e le genti ad un più abile guardiano ed alto sacerdote dei sacrifici nella persona del Principe di Wei, compiacendo in questo modo il Cielo e soddisfacendo i cuori degli uomini, e permettendo a Vostra Maestà di godere della felicità della libertà e del riposo dall'aver ottemperato ai propri doveri di sovrano. La felicità dei vostri antenati e dell'umanità verrà così raggiunta. Avendo in questo modo discusso la questione, siamo venuti ad inchinarci di fronte a voi.” L'imperatore ascoltò ammirato, e per un po' non riuscì a rispondere. Poi, guardando l'assemblea, disse mesto, “Come posso abbandonare il mio impero per amore del riposo (l'impero conquistato dal mio Grande Antenato, il suo Fondatore, quando, con una spada di tre spanne2, egli uccise il Serpente e ricostruì il Diritto, e lo consolidò quando sottomise Qin e sconfisse Chu) l'impero che è stato lasciato in eredità per quattro secoli? Sebbene io non possegga talenti brillanti, non ho commesso alcun errore. Tornate indietro e discutetene ancora con spirito giusto e moderato.” Allora Hua Xin fece avanzare Xu Zhi e Li Qu vicino al trono, dicendo, “Se Vostra Maestà pensa che siamo in errore, vi prego di chiedere a questi due, che vi spiegheranno.” Disse Li Qu, “Da quando il Principe di Wei ha preso questo seggio, il Qilin è disceso, la Fenice è apparsa, il Drago Giallo è arrivato, il Grano della Felicità è fiorito, e la Dolce Rugiada è caduta sulla terra. Tutte queste cose augurano che il Cielo decreti un cambiamento, e Wei deve sostituire Han.” Xu Zhi continuò, “Gli astrologi, osservando l'aspetto dei cieli di notte, hanno visto la luce abbagliante della stella di Han affievolirsi gradualmente e la stella di Vostra Maestà divenire fioca. D'altro canto, l'aspetto del cielo e l'attitudine della terra sono stati completamente chiari in favore di Wei ad un livello difficile da esprimere a parole. Inoltre, sono stati scrutati i segni, e indicano le parole 'Diavolo, al fianco, è stato mandato, dev'esservi un'intromissione su Han senza discussione'; un altro sorteggio, 'Parola, ad est, la luce si muove ad ovest, due soli che splendono mentre l'aria soffia verso sud'. Questi oracoli hanno dato due parole che, unite, compongono Xu: 'due soli, uno sull'altro', che è Chang. Questi segni sono inequivocabili, Perché messi insieme il tutto si legge, “Wei a Xuchang deve ricevere l'abdicazione di Han'. Se lo considerate, Vostra Maestà, dovete ammetterlo.” “Solo parole vuote e pazzia, queste chiacchiere su presagi e sorteggi! E' ragionevole che io debba improvvisamente abbandonare il grande retaggio per tali assurdità?” 1 Re Yao, Re Shun, e Re Yu (2400-2200 a.C.) erano i tre sovrani ideali nella mitologia antica. Ascesero al trono per le loro virtù e i loro meriti, e non per eredità. Re Yu era anche il fondatore della Dinastia Xia. Re Tang era il fondatore della Dinastia Shang (1700-1050 a.C.) 2 Circa 70 cm. www.treregni.it


Allora Wang Lang disse, “La legge di tutte le cose fin dagli inizi è segnata da ascesa e rovina; ogni periodo di gloria è seguito dall'oscurità. Un regno è forse mai durato per sempre o una casata mai caduta? Il dominio di Han, ereditato attraverso i secoli da voi, ha perso il suo vigore, e è giunto il tempo di cederlo. Il ritiro non può essere ritardato, o seguirà la confusione.” L'imperatore pianse a voce alta e si ritirò nella sua camera privata, mentre gli ufficiali lasciarono la sala ridendo. Il mattino seguente si riunirono a corte, ma l'imperatore non apparve. Perciò inviarono gli ufficiali di palazzo a richiedere la sua presenza. Egli aveva ancora paura di mostrarsi. L'Imperatrice Cao gli chiese, “Perché Vostra Maestà non si presenta a corte come di consueto, specialmente quando vi è richiesto di andare?” “Perché tuo fratello desidera depormi e diventare egli stesso l'imperatore. Ha mandato un intero esercito di ufficiali contro di me per costringermi ad abdicare, e io non mi esporrò a questa costrizione.” “Ma cosa può aver indotto mio fratello a commettere un atto così terribilmente rivoltoso?” disse lei con rabbia. Proprio mentre parlava, Cao Hong e Cao Xiu, entrambi armati, si fecero strada con la forza negli appartamenti interni e richiesero a Sua Maestà di venire nella Sala delle Udienze. L'imperatrice proruppe in insulti: “Perciò voi siete due dei ribelli disordinati che, per amore dei propri fini, hanno cospirato per stravolgere tutto il buon servigio reso da mio padre. Sebbene egli abbia adombrato tutta la regione, egli non ha mai osato aspirare al trono sacro. Ma mio fratello, che gli è appena succeduto, non pone freni alla sua ambizione e temerarietà e usurperebbe il trono. Il Cielo di certo sterminerà la sua stirpe!” Ella pianse amaramente mentre andava via, e gli attendenti sospirarono e piansero anch'essi. Ma Cao Xiu e Cao Hong spingevano ancora l'imperatore a recarsi nella Sala delle Udienze, e alla fine egli dovette cedere. Lì Hua Xin presentò nuovamente la questione. “Vostra Maestà dovrebbe agire come è stato consigliato ieri, e così evitare qualsiasi sventura.” L'imperatore sospirò, “Tutti voi vi siete cibati della bontà di Han per anni, e tra voi vi sono molti i cui padri e nonni possiedono cospicui meriti. Come potete arrivare ad agire così impropriamente verso di me?” “Se Vostra Maestà rifiuta di seguire il consiglio, temo che presto vi saranno problemi nella famiglia. Davvero non siamo sleali.” “Chi oserebbe assassinarmi?” urlò l'imperatore. “Tutti sanno che Vostra Maestà manca dei felici attributi di un sovrano di successo ed ecco perché vi è tanta confusione nel paese. Se non fosse per la presenza del Principe di Wei a corte, molte persone vi assassinerebbero. Vostra Maestà non ha mai imparato come trattare le persone; è il vostro unico desiderio mettere le persone contro di voi?” www.treregni.it


L'imperatore, allarmato dalla violenza del suo linguaggio, scosse le spalle e si alzò per andar via. Allora Wang Lang lanciò uno sguardo a Hua Xin, che si precipitò in avanti e afferrò l'imperatore per la manica. “Acconsentite o no?” urlò egli con rabbia. “Una parola!” L'imperatore era ammutolito dal terrore. “Dov'è il Custode del Sigillo?” urlarono Cao Hong e Cao Xiu, sfoderando le spade. “Il Custode del Sigillo è qui,” disse Zu Bi, avanzando lentamente. Cercarono di strappargli via il sigillo, ma egli urlò, “Il Sigillo appartiene all'imperatore, e non lo cederò!” Cao Hong chiamò i giustizieri e disse loro di decapitarlo, cosa che fecero. Zu Bi insultò gli scagnozzi fino all'ultimo respiro. Detronizzato da perfidi traditori fu la regnante Casata di Han, Essi reclamavano con falsità le precedenti gesta di Yu e Tang. La folla di ufficiali a corte era tuta al fianco di Cao Pi, Eccetto uno, Zu Bi il Custode del Sigillo, e lealmente egli morì. L'imperatore era uno stato di abietto terrore, e quando vide l'intera corte riempirsi di guardie armate, tutti soldati di Wei e altrettanti nemici, egli scoppiò in lacrime. “Sì. Cederò il trono al principe, se per fortuna dovessi essere risparmiato per vivere i pochi anni che il Cielo mi ha assegnato,” gemette. “Il principe si prenderà sempre cura di Vostra Maestà,” disse Jia Xu. “Sarebbe bene anche preparare il manifesto di abdicazione rapidamente in modo da preservare la tranquillità.” Un tale consiglio non poteva essere trascurato, e Chen Qun fu scelto per stilare il documento. Appena fu terminato, Hua Xin e un esercito di ufficiali lo portarono al palazzo del Principe di Wei e lo porsero, con il Sigillo Ereditario Imperiale, nel nome dell'imperatore. Con molta gioia, Cao Pi lesse il documento: “Durante l'intero periodo dei miei trentadue anni di regno il paese è stato in uno stato di tumulto,ma gli spiriti dei miei antenati mi hanno preservato nel mezzo del pericolo. Ora dai segni dei cieli e dai cuori del popolo, capisco che la virtù degli Han è esaurita, e una fortuna felice è scesa sulla Casata di Wei, come si può vedere dal successo in guerra ottenuto del defunto Re Cao e la virtù risplendente dell'attuale principe, che risponde alle esigenze dei tempi. “Per tutti i nobili principi l'impero non è un possedimento privato, ma un beneficio pubblico. Pertanto il grande Re Yao, per sua gloria eterna, lo ha negato al proprio figlio. Quanto ammiro il suo gesto! Ora in imitazione di esso ho deciso di abdicare in favore del mio Capo Ministro, il Principe di Wei, che, spero, non deluderà le mie volontà.” Cao Pi udì ciò e stava per accettarlo come conclusione. www.treregni.it


Ma Sima Yi disse no: “Sebbene la dichiarazione e il sigillo siano stati inviati, il decoro richiede un rifiuto iniziale in modo da zittire le critiche del popolo.” Quindi Wang Lang stilò un memoriale che declinava con modestia la proposta di successione per inadeguatezza e che chiedeva che venisse cercato qualcun altro. Quando questo raggiunse l'imperatore, egli fu molto scosso e chiese cosa bisognasse fare. Rispose Hua Xin, “Quando a suo padre fu offerto il titolo di principe, egli declinò tre volte, ma alla fine accettò. Pertanto Vostra Maestà dovrebbe rinnovare l'offerta. Il principe finirà con l'accettare.” Non vi erano alternative, e così a Huan Jie fu chiesto di stilare un'altra dichiarazione di offerta, che fu inviata per mano dell'Ufficiale del Tempio Dinastico, Zhang Yin, insieme con gli emblemi e il sigillo. Questa nuova dichiarazione recitava così: “Al Principe di Wei. Avete inviato il vostro modesto rifiuto della mia offerta ad abdicare. Ma ho deciso da tempo sin da quando la virtù degli Han a iniziato a svanire, e potevo solo affidarmi al defunto principe, vostro padre, che virtuosamente intraprese la grandiosa missione di eliminare i perfidi oppressori e purificare la nazione. Ora suo figlio Cao Pi gli è succeduto. La sua perfetta virtù è risplendente, la sua fama universale e la sua benevolenza è diffusa dappertutto. La scelta divina poggia su di lui. “Nell'antichità, Yao il Grande abdicò, e lo fece in favore di Shun, che possedeva meriti per via dei suoi venti successi; e il Re Divino Shun alla stessa maniera cedette il trono a Yu dopo che questi aveva faticato per controllare le acque straripanti. La Casata di Han è riuscita a realizzare nel corso delle epoche l'opera di Yao e ora passa alla sacra fiducia, per promuovere il riposo della Terra e manifestare il comando del Cielo. “Per mano del Ministro Zhang Yin, questo è inviato con gli emblemi e il sigillo.” Con grande gioia, Cao Pi lo ricevette. Ma disse a Jia Xu, “Sebbene abbia ricevuto due dichiarazioni, temo di non poter sfuggire ad essere indicato come usurpatore dalla posterità.” “Questa cosa può essere facilmente risolta,” rispose Jia Xu. “Ordinate a Zhang Yin di portare nuovamente indietro il sigillo, e dite a Hua Xin di costruire una Terrazza dell'Abdicazione e scegliere un giorno propizio per la cerimonia. Quindi riunite tutti gli ufficiali sul terrazzo, e costringete l'imperatore ad offrire il sigillo con le proprie mani e cedere l'impero a voi. In questo modo potrete dissipare tutti i dubbi e impedire qualsiasi pretesto.” Perciò il sigillo fu ancora una volta rifiutato con un memoriale. Zhang Yin ritornò, e l'imperatore chiese ai cortigiani come doveva interpretare questo atto. Allora Hua Xin disse, “Vostra Maestà può costruire una Terrazza dell'Abdicazione e riunire nobili, ufficiali, e gente comune a testimoniare l'atto dell'abdicazione. In questo modo i discendenti della vostra Casata riceveranno il favore dalle mani di Wei.”

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L'imperatore acconsentì e inviò gli ufficiali all'Ufficio delle Cerimonie Imperiali per scegliere un sito a Fanyang. E lì costruirono una terrazza di tre livelli, e scelsero un giorno propizio del decimo mese per l'atto di abdicazione. Ai piedi della terrazza vi erano gli ufficiali, più di quattrocento, e le Guardie Imperiali e le Guardie Tigre, e soldati nel numero di trecentomila. A quel punto l'imperatore presentò il sigillo, che Cao Pi ricevette in mano propria. Quindi tutti quelli attorno al terrazzo si inginocchiarono per ascoltare la lettura del manifesto: “Al Principe di Wei. In passato, Yao cedette l'impero a Shun, e Shun in cambio lo diede a Yu. Il volere del Cielo non segue la via dei mortali, ma cerca i virtuosi. Il dominio di Han ha perso la sua virilità e il tempo è esaurito. Quando giunse il mio tempo per governare, scoppiò gran disordine, e i mali si diffusero finché l'impero fu in pericolo di sovversione. Io ho confidato nel genio militare del defunto Principe di Wei per ristabilire l'ordine e scacciar via il male, in modo da assicurare la tranquillità alla mia Casata. Cosa potrebbe fare la mia mano da sola per correggere questo e assicurare la pace per i miei Nove Domini? “L'attuale principe è succeduto al padre. Anch'egli è risplendente in virtù, capace ,come Wu il Re Militare e Wen il Re Studioso, di grandi missioni, brillante nella gloria di suo padre. Lo spirito dell'impero è su di lui; dèi e uomini dichiarano il suo valore. A lui vada la luminosa ricompensa, e lasciate che accetti il suo mandato. Poiché tutti considerano le sua capacità degne di avere un posto accanto a Yu. “Come fece il mio grande predecessore, mi ritiro rispettosamente in modo che egli possa essere incoronato. La rivoluzione del Cielo porta gloria su questa persona, ed egli accetterà l'alto ufficio e conforterà ogni persona, obbedendo con riverenza al decreto del Cielo.” Terminata la lettura, il Principe di Wei, Cao Pi, procedette fino al terrazzo e salì fino al posto dell'imperatore. Quindi Jia Xu, in testa alla grande affluenza di ufficiali, giunse ai piedi del terrazzo, e si tenne una riunione. L'anno del regno fu cambiato da Prolungata Abbondanza, primo anno, ad Alba Gialla, primo anno (220 d.C.), e il governo divenne quello del Grande Wei. Venne quindi pubblicato un editto che proclamava un'amnistia generale, e il titolo di “Fondatore della Dinastia” fu conferito al defunto principe, Cao Cao. Poi disse Hua Xin, “Come il cielo ha un solo sole, così il popolo non può che avere un sovrano. Gli Han hanno abdicato, ed è giusto che si allontanino in ritiro. Prego per un editto che nomini un luogo di residenza per la famiglia Liu.” Prendendo il deposto imperatore per il braccio, Hua Xin lo condusse avanti e lo fece inginocchiare davanti al terrazzo per udire il comando. Quindi il nuovo Imperatore Pi gli conferì il titolo di Duca di Shanyang, chiedendogli di partire immediatamente. Poi Hua Xin estrasse la spada e con voce aspra disse, “E' una vecchia regola che la nomina di un imperatore comporti la degradazione di un altro. Ora, per cortese gentilezza di Sua Maestà, vi viene risparmiato un danno personale e siete nominato duca. Procedete immediatamente e non ritornate a corte senza un espresso ordine.” Il precedente Imperatore Xian controllò le sue emozioni, ringraziò l'imperatore Pi per la sua clemenza e partì a cavallo. Ma coloro che videro la partenza non potevano non provare una sensazione di pietà per lui. Disse Cao Pi ai suoi cortigiani, “Ora capisco la storia di Shun e Yu.” www.treregni.it


Quindi tutti loro urlarono: “O Sovrano, possa la tua vita essere eterna!” Il potere di Han era perduto, Pericoli minacciavano la Casata, E la terra che avevano avuto così a lungo La persero per sempre. Poco pensò colui, che allora strappò loro lo scettro, Che il precedente che allora pretese Sarebbe stato usato a tempo debito da un altro Per giustificare la distruzione della propria Casata. Gli ufficiali quindi richiesero a Cao Pi di fare una solenne dichiarazione al Cielo e alla Terra, cosa che egli fece con un umile inchino. Ma a questo punto scoppiò una tempesta improvvisa, che agitò la polvere e fece rotolare pietre finché nessuno riuscì più a vedere il volto di quello che gli stava accanto. Tutte le luci sulla terrazza si spensero. L'imperatore appena incoronato era terrorizzato e cadde a terra, prostrandosi. Era in stato d'incoscienza. Quando si riprese fu scortato fino al palazzo, ma per molti giorni fu troppo malato per tenere riunioni. Quando si fu ripreso in qualche modo, egli incontrò i suoi cortigiani e ricevette le loro felicitazioni. Ricompensò Hua Xin con il posto di Ministro dei Lavori Pubblici. Tutti gli ufficiali furono avanzati di rango. Ma dato che il suo recupero era lento, egli iniziò a pensare che vi era troppa stregoneria tra i palazzi a Xuchang e la lasciò per Luoyang, dove eresse un vasto complesso di palazzi. La notizia di questi movimenti raggiunse Chengdu e provocò grande dolore nel Principe di Hanzhong, perché egli udì voci che il precedente imperatore era stato messo a morte3. Egli emanò un ordine per emanare il lutto e istituire sacrifici, e conferì il titolo postumo di Imperatore Xian il Devoto al precedente imperatore. Questa preoccupazione portò con sé una malattia, cosicché egli non poté condurre gli affari di corte, i quali furono lasciati nelle mani di Zhuge Liang. Allora Zhuge Liang e alcuni dei suoi colleghi presero consiglio l'uno con l'altro, dicendo, “L'impero non può restare un giorno solo senza il suo sovrano, pertanto desideriamo che il nostro principe venga onorato con il titolo di 'Imperatore'.” Qiao Zhou disse, “Ci sono state indicazioni favorevoli. Un vapore giallo è stato visto a nordest di Chengdu innalzarsi fino al cielo, e la stella dell'imperatore è cresciuta enormemente in splendore e brillava come la luna. Questi segni indicano che il nostro principe deve diventare imperatore in successione della Casata di Han. Non possono esserci dubbi.” Pertanto Zhuge Liang e Xu Jing, a capo di un gran numero di ufficiali, presentarono un memoriale che richiedeva al principe di assumere il titolo di Imperatore. Ma Liu Bei obiettò. “Nobili, desiderate indirizzare i miei piedi nella via della slealtà e del misfatto?” “Non è così,” disse Zhuge Liang. “Ma Cao Pi ha usurpato il trono, mentre voi siete un discendente della Casata. E' giusto e appropriato che succediate e prolunghiate il lignaggio.” 3 Queste voci erano inaccurate: l'Imperatore Xian morì quattordici anni dopo, nel 234 d.C. www.treregni.it


Ma il principe improvvisamente mostrò rabbia, dicendo, “Posso imitare le gesta di un tale ribelle?” Egli si alzò e lasciò la stanza, recandosi nei propri alloggi. Perciò gli ufficiali si separarono. Ma tre giorni dopo Zhuge Liang condusse nuovamente una delegazione a corte, e richiesero che il principe venisse ad ascoltarli, e si prostrarono tutti. Xu Jing parlò, “Il precedente Imperatore degli Han è stato ucciso da Cao Pi. Voi, o principe, mancherete sia di lealtà che di rettitudine se non assumerete la successione e non distruggerete i malfattori. L'intero impero richiede che voi governiate per vendicare la morte del precedente imperatore, e il popolo sarà deluso se non soddisfarete i suoi desideri.” Il principe rispose, “Sebbene io discenda dal nipote dell'Imperatore Jing, non sono stato di alcuna utilità. Se assumessi il titolo di 'imperatore', in che modo differirebbe questo atto dall'usurpazione?” Zhuge Liang lo pregò ancora e ancora, ma il principe era ostinato. Allora Zhuge Liang pensò che dove le argomentazioni avevano fallito poteva funzionare un tranello. Perciò dopo aver distribuito le parti che i suoi molti colleghi avrebbero dovuto recitare, egli finse una malattia e rimase a casa. A un tratto fu riferito al principe che la condizione del suo consigliere stava diventando seria, pertanto Liu Bei andò a trovarlo mentre era nel letto. “Quale malattia ti affligge, mio Comandante in Capo?” chiese Liu Bei. “Il mio cuore è triste come se stesse bruciando, e presto morirò.” “Qual è la causa di tale dolore?” Ma Zhuge Liang non rispose. E quando la domanda fu ripetuta ancora e ancora egli non disse nulla, ma rimase con gli occhi chiusi come fosse troppo malato per rispondere. Il principe, tuttavia, lo spronava a rispondere, e allora con un gran sospiro Zhuge Liang rispose, “Grande Principe, dal giorno in cui ho lasciato la mia umile dimore per seguirvi, avete sempre ascoltato le mie parole e accettato il mio consiglio, e ora questo dominio occidentale, le intere due Terre Fluviali, sono vostre proprio come ho detto che sarebbe accaduto. Ma questa usurpazione di Cao Pi significa l'annichilazione degli Han e la cessazione dei loro sacrifici, pertanto i miei colleghi ed io desideriamo che voi diventiate imperatore in modo da schiacciare il nuovo arrivato Wei e ristabilire gli Han. Tutti noi abbiamo lavorato a questo scopo, non pensando mai che avreste rifiutato così ostinatamente a realizzare i nostri desideri. Ora gli ufficiali sono tutti seccati, e se ne andranno molto presto. Se verrete lasciato solo e Wu e Wei verranno ad attaccare, sarà difficile per voi resistere con quel che avete. Non ritenete questa una ragione sufficiente per me per sentirmi addolorato?” “Se non avessi rifiutato, il mondo intero mi avrebbe biasimato. Ho paura,” rispose il principe. Citando il Maestro Confucio, Zhuge Liang rispose, “'Se i nomi non fossero corretti, la lingua non sarebbe in accordo con la verità delle cose'. In altre parole, se uno non fosse davvero retto, il popolo non parlerebbe di suo favore. Principe, voi siete retto, e il popolo parla in vostro favore. Che altro c'è da dire? Sapete quando il Cielo offre e voi rifiutate, di certo siete voi da biasimare.” “Quando ti sarai ristabilito, sarà fatto,” disse il principe. www.treregni.it


In alto saltò Zhuge Liang dal suo letto, bussò sul telo davanti ad un ingresso e si precipitarono dentro un numero di alti ufficiali, i quali si prostrarono, urlando, “Dunque avete acconsentito, principe! Allora scegliete il giorno della cerimonia.” Erano tutti i più fidati della sua corte: il Guardiano Imperiale Xu Jing, il Generale Che Porta Pace ad Han Mi Zhu; il Signore di Qingyi Xiang Ju, il Signore di Yangquan Liu Bao, il Vice Governatore Zhao Zuo; il Primo Segretario Yang Hong, il Consulente Du Qiong, il Segretario Zhang Shuang, il Ministro Lai Gong, il Ministro Huang Quan, il Ministro He Zong, lo Studioso Dottorato Yin Mo, il Ministro Qiao Zhou, il Gran Comandante Zhang Si, il Tesoriere Wang Mou, lo Studioso Dottorato Yi Ji, il Consulente Qin Mi, e molti altri. Il principe era davvero scosso, e disse, “State cercando di costringermi a compiere un atto disonorevole!” Ma Zhuge Liang disse, “Poiché è stato dato il consenso, costruite una terrazza e scegliete un giorno per la grande cerimonia.” Il principe fu scortato nuovamente al suo palazzo, e l'Accademico Xu Ci e l'Alto Consulente Meng Guang furono incaricati di costruire il terrazzo sul Monte Wudan, a sud di Chengdu. E quando tutto fu pronto, una grande assemblea di ufficiali scortò solennemente il principe, seduto in una carrozza del modello imperiale, fino al territorio designato, ed egli salì sull'altare ed effettuò il sacrificio stabilito. Fatto ciò, l'annuncio solenne fu letto a voce alta da Qiao Zhou: “In questo dodicesimo giorno del quarto mese del venticinquesimo anno dell'Era della Ristabilita Tranquillità, Liu Bei, l'imperatore, fa questo solenne annuncio al Cielo e alla Terra. “La dinastia di Han possiede l'impero da anni senza fine. In precedenza Wang Mang si ribellò contro il suo sovrano, e Liu Xiu, il Fondatore degli Han Posteriori, scoppiò d'ira e lo mise a morte, ristabilendo così le prerogative dei grandi sacrifici per lui che li esercitava correttamente, in seguito Cao Cao, potente e crudele, uccise l'imperatrice, e i suoi crimini urlavano al Cielo reclamando vendetta. Suo figlio, Cao Pi, portando il male in ogni quartiere, raccolse poi lo scettro. “I miei ufficiali e comandanti, ritenendo la dinastia rovesciata, pensano che sia giusto che io, Liu Bei, continui il lignaggio. Come successore di due miei antenati guerrieri, Liu Bang e Liu Xiu, punirò come il Cielo decreta. “Temendo che la mia virtù sia inadeguata al Trono Imperiale, ho consultato le voci del popolo, e tutti, persino i più lontani, hanno detto che al mandato del Cielo non si possa disubbidire, che la grande missione dei miei antenati non possa venire interrotta, che la nazione debba avere un signore, e il fulcro di tutti gli occhi sia io. “Ora io, rispettando il mandato del Cielo e temendo che i grandi conseguimenti di Liu Bang e Liu Xiu possano essere rovesciati, ho con riverenza scelto questo giorno propizio per salire sull'altare, compiere il sacrificio, e annunciare la mia assunzione del Sigillo Imperiale in modo da confortare tutti, allietare gli antenati della Casa Dinastica, e portare eterna tranquillità in tutti i domini.” Quando la lettura ebbe termine, e così il sacrificio e la preghiera, Zhuge Liang, nel nome di tutti www.treregni.it


quelli riuniti, porse il Sigillo Imperiale. Il principe lo ricevette con entrambe le mani, lo pose sull'altare, e declinò nuovamente l'offerta, dicendo, “Io, Liu Bei, non sono adatto. Prego che un altro, più capace, venga scelto.” Ma Zhuge Liang disse, “Il nostro signore ha assestato l'impero, e i suoi meriti sono manifesti al mondo intero. Inoltre, egli è della Famiglia Dinastica, ed è giusto che sia lui a succedere. Ora che il grande annuncio è stato fatto, una tale abnegazione è impossibile.” Perciò tutti gli ufficiali urlarono, “Vita eterna all'imperatore!” E si inchinarono. Quindi lo stile del regno fu annunciato come Manifesta Potenza, il quinto anno (220 d.C.). Lady Wu vene dichiarata imperatrice, e il figlio maggiore, Liu Shan, venne dichiarato Erede Designato. Il secondo figlio Liu Yung venne nominato Principe di Lu, e il terzo figlio Liu Li, Principe di Liang (gli antichi stati di Lu e Liang). Zhuge Liang divenne Primo Ministro, e Xu Jing, Ministro degli Interni. Molti altri furono promossi, e venne proclamata un'amnistia generale cosicché vi furono grandi rallegramenti in tutta la lunghezza e la vastità delle due Terre Fluviali. Il giorno seguente fu tenuta la prima riunione, e dopo la prostrazione di cerimonia, e quando furono tutti schierati nell'ordine dovuto, il Primo Sovrano fece un annuncio. “Nel Giardino di Pesco io e i miei fratelli, Guan Yu e Zhang Fei, abbiamo giurato di vivere e morire insieme. Sfortunatamente mio fratello Guan Yu è giunto alla sua fine per mano di Sun Quan di Wu, ed io devo vendicarlo o non riuscirò a rispettare il giuramento. Pertanto impiegherò l'intera forza del mio regno alla distruzione di Wu e alla cattura del suo capo ribelle, in modo da spazzar via la mia vergogna.” Ma proprio quando terminò questa orazione, un ufficiale si gettò ai piedi del trono, urlando, “Non può andare così!” Tutti gli occhi so voltarono verso quest'uomo. Era il Generale Tigre Zhao Zilong. Così urlò il Re “La vendetta otterrò, e sarà spaventosa!” Il suo ministro rispose, “Non fate una tal cosa.” Gli argomenti utilizzati verranno chiariti nel prossimo capitolo.

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