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Pang De porta il suo feretro sul campo; Guan Yu usa l'acqua per affogare le sette armate. ---------------------------------------------------Il coraggioso e fiducioso capo dell'armata di Cao Cao, che promise di porre fine alla vita di Guan Yu, era Pang De. Cao Cao era lieto di aver trovato un uomo del genere. “Quel Guan Yu ha una grande reputazione, e in tutto l'impero non ha rivali. Egli non ha ancora affrontato una sfida, ma ora che vai, vedrà tutto il suo lavoro distrutto.” Così parlò Cao Cao. Egli conferì a Yu Jin il titolo di Generale Che Corregge il Sud e a Pang De quello di Generale Che Corregge l'Ovest, e lo nominò Capo dell'Avanguardia. I due generali marciarono con le loro sette armate verso Fancheng. Queste sette armate erano composte da robusti soldati del nord, guidati da due dei propri Comandanti in Marcia chiamati Dong Heng e Dong Chao. Udendo chi era a comandarli, costoro, supportati dai propri generali, andarono a trovare Yu Jin e protestarono che il Capo dell'Avanguardia fosse inadatto. Dong Heng disse, “Signor generale, la spedizione che guidate è per la liberazione di Fancheng, e ci si può facilmente aspettare una vittoria. Ma è saggio mettere uno come Pang De al comando dell'avanguardia?” “Perché?” disse Yu Jin, sorpreso. “Perché Pang De un tempo era sotto il comando di Ma Chao. Egli non ebbe alternative se non quella di arrendersi e combattere per Wei. Ma il suo precedente comandante ora ha grandi onori a Shu, uno dei Cinque Generali Tigre, e suo fratello Pang Rou è anche lui lì, in qualità di ufficiale. Mandare Pang De come Capo dell'Avanguardia proprio ora è come provare a estinguere il fuoco con l'olio. Non sarebbe meglio informare il Principe di Wei e chiedergli di cambiare quest'uomo con un altro?” Senza ulteriori argomentazioni o indugi, Yu Jin andò a trovare il principe e gli pose davanti le obiezioni alla nomina di Pang De. Appena Cao Cao comprese, egli convocò Pang De sui gradini e gli ordinò di cedere il suo sigillo di Capo dell'Avanguardia. “Principe, perché rifiutate i miei servigi? Avrei dato il meglio per voi.” “Non dubito di te, ma Ma Chao ora è ad ovest, e anche tuo fratello (entrambi al servizio di Liu Bei). Per quanto mi riguarda io non ho dubbi, ma è quello che tutti gli atri stanno dicendo. Cosa posso fare?” Pang De si levò il copricapo e si prostrò a terra, amare lacrime scorrevano sulle sue guance. “Da quando mi sono arreso a voi, principe, ho ricevuto molta cortesia, pertanto subirei qualsiasi sofferenza per dimostrare la mia gratitudine. Spero che vi fidiate di me. Quando mio fratello ed io eravamo nella stessa casa, sua moglie era una donna perfida, ed io l'ho uccisa mentre ero ubriaco. Mio fratello non mi ha mai perdonato, ma è pervaso dall'odio nei miei confronti. Egli giura di non volermi più rivedere, e siamo nemici. Per il mio vecchio signore, Ma Chao, ho un profondo disprezzo. Egli è coraggioso, ma solo quello, ed era in uno stato pietoso e deprimente quando ha www.treregni.it


trovato la sua strada verso ovest. Ora, come me, egli serve il proprio signore, ma la nostra amicizia è alla fine. Come posso pensare ad altri dopo la vostra gentilezza nei miei confronti?” Cao Cao sollevò Pang De da terra e lo consolò, dicendo, “Ho sempre saputo che eri un uomo nobile, e ciò che ho detto poco fa era per soddisfare i sentimenti di altre persone. Ora puoi lottare per conquistarti la fama. Se non mi volterai le spalle, io non lo farò con te.” Quindi Pang De prese congedo e ritornò in casa sua, dove ordinò agli artigiani di costruirgli un feretro. Quindi invitò tutti i suoi amici ad un banchetto, e il feretro fu posizionato nella sala ricevimenti perché tutti potessero vederlo. Ed essi si chiesero l'un l'altro, “Che cosa può significare tirar fuori quell'oggetto nefasto alla vigilia di una campagna?” Dopo un po', bevendo alla loro, Pang De disse, “Il Principe di Wei è stato generoso con me, e mi sono impegnato a dimostrare la mia gratitudine fino alla morte. Ho intenzione di andare contro Guan Yu, e dovrò ucciderlo o lui dovrà uccidere me. Se non mi ucciderà, dovrò commettere suicidio, e perciò ho preparato il necessario. Non ritornerò lasciando la missione incompleta.” Il terribile presagio rattristò gli ospiti, ed essi iniziarono a sospirare. Poi Pang De chiamò sua moglie, Lady Li, e le disse di portare il loro figlio, Pang Hui, che affidò alle sue cure. “Sono stato nominato Capo dell'Avanguardia di questa nuova spedizione contro Guan Yu, e il mio dovere richiede che cerchi la morte o la gloria sul campo di battaglia. Se muoio, nostro figlio è affidato alle tue cure. Ahimè, il ragazzo è nato sventurato, e quando crescerà dovrà vendicare suo padre.” Sia la madre che il figlio piansero e dissero addio al padre. Quando l'armata marciò, il feretro fu trasportato al suo seguito. Pang De disse ai suoi ufficiali, “Combatterò fino alla morte contro Guan Yu. Mettete il mio corpo lì dentro se cadrò in combattimento. E se lo uccido, allora porterò la sua testa in questo feretro come offerta per il nostro principe.” Quindi parlarono i suoi cinquecento veterani e dissero, “Se siete di quest'avviso, generale, allora anche noi vi seguiremo fino alla fine.” L'avanguardia si mise quindi in marcia. Un uomo raccontò la storia, di quanto accaduto, a Cao Cao, il quale ne fu molto compiaciuto, e disse, “Non ho ansie se un generale del genere guida le mie armate.” Ma Jia Xu disse, “Sono in ansia per la sicurezza di Pang De. Egli è impavido e imprudente al punto di lottare contro Guan Yu fino alla morte.” Cao Cao pensava che un tale atto non sarebbe stato saggio, e inviò immediatamente un messaggero con un editto che metteva in guardia Pang De riguardo al suo avversario. “Questo Guan Yu non manca di astuzia né di valore. Devi essere molto cauto nell'affrontarlo. Se puoi conquistare, allora conquista; ma se ci fosse il minimo dubbio, resta sulla difensiva.” www.treregni.it


“Quanta stima il nostro principe nutre per questo Guan Yu!” disse Pang De ai suoi ufficiali quando udì questo nuovo ordine. “Ma penso che sarò in grado di scalfire la sua reputazione di trent'anni.” “Al comando del principe bisogna obbedire,” disse Yu Jin. Pang De si precipitò verso Fancheng in tutta la pompa e la panoplia di guerra, i suoi gong suonavano e i tamburi rullavano mentre marciava. Guan Yu era seduto nella sua tenda quando le sue spie vennero a fare rapporto: “Sette armate del nord sotto Yu Jin si stanno avvicinando. Sono a quindici chilometri di distanza. Il Capo dell'Avanguardia è Pang De, che porta con sé un feretro. Mentre marcia, egli vi calunnia, generale, e giura di combattere una battaglia decisiva con voi.” La rabbia prese possesso di Guan Yu. La sua faccia cambiò colore, la sua barba tremava, ed egli tuonò, “Non c'è mai stato un combattente in tutto il mondo che abbia udito il mio nome senza tremare. Quest'uomo osa disprezzarmi?” Quindi ordinò a Guan Ping di attaccare Fancheng mentre egli andava fuori ad affrontare l'impudente sbruffone che osava sfidarlo. “Padre,” disse Guan Ping, “Il Monte Taishan, nella sua maestosità, non discute con un sassolino. Lasciate andare me ad affrontare questo Pang De.” “Bene, figlio mio, va' e prova. Io ti darò supporto.” Così Guan Ping prese la spada, montò a cavallo, e uscì fuori con le sue truppe. Entrambi i lati erano schierati per la battaglia. Dal lato di Wei sventolava una sola bandiera, su cui era scritto “Pang De, Correttore dell'Ovest” in bianco. Il comandante indossava una veste blu con un elmetto d'argento e cavalcava un bianco destriero. Egli era avanti, spalleggiato dai suoi cinquecento veterani, e vi erano anche alcuni fanti, che portavano il macabro feretro. Guan Ping era molto arrabbiato, e urlò, “Voltagabbana! Traditore!” “Chi è?” chiese Pang De ai suoi seguaci. Uno di loro rispose, “E' il figlio adottivo di Guan Yu, Guan Ping.” Pang De urlò, “Ho un editto da parte del Principe di Wei, che ordina di prendere la testa di tuo padre. Non sei che un moscerino, e ti risparmierò. Ma chiama tuo padre!” Guan Ping si lanciò in avanti agitando la spada. Pang De uscì ad incontrarlo, e seguirono trenta colpi senza alcun vantaggio per nessuno. Entrambe le parti allora si fermarono per riposare. Presto la notizia del combattimento raggiunse Guan Yu, ed egli non ne fu compiaciuto. Mandò Liao Hua ad assaltare la città mentre egli andava a dar battaglia a Pang De. Guan Ping incontrò suo padre e riferì la storia dello scontro non decisivo. Perciò Guan Yu andò fuori con pronta la sua sciabola del drago verde, ed urlò a Pang De, “Forza, vieni a farti uccidere!” www.treregni.it


I tamburi riecheggiavano, mentre Pang De andava fuori e urlava, “L'editto da parte del Principe di Wei mi dice di prendere la tua testa. Nel caso non mi credessi, ecco il feretro pronto a riceverla. Se temi la morte, scendi da cavallo e arrenditi!” “Non sei che uno sciocco,” urlò Guan Yu. “Cosa puoi fare? È un peccato macchiare la mia lama con il sangue di un ratto del genere.” Quindi egli galoppò con Furia Rossa verso Pang De, agitando la sciabola. Pang De roteò la lama e gli venne incontro, e i due si scambiarono un centinaio di colpi. E mentre combattevano, la sete di battaglia sembrava crescere ed entrambe le armate erano perse dalla meraviglia. Ma l'armata di Wei iniziò a temere per il proprio campione, e i gong suonarono la ritirata. Allo stesso tempo Guan Ping iniziò a pensare alla fatica del padre, e anche i suoi gong suonarono. Cosicché entrambe le armate si ritirarono nello stesso momento. “La gente mormora che Guan Yu sia un potente uomo di guerra. Oggi lo credo davvero,” disse Pang De, quando ritornò al proprio schieramento. Quindi il suo capo, Yu Jin, andò a trovarlo e disse, “Generale, hai affrontato un gran combattimento di cento colpi, che si è concluso in modo non decisivo. Penso che sarebbe prudente ritirarsi, e in tal modo fiaccare il suo spirito.” Ma Pang De rispose sprezzante, “Cosa ti rende così smidollato? Eppure il principe ti ha dato il comando delle sette armate! Ma domani combatterò di nuovo e stavolta fino alla morte. Giuro che non mi arrenderò mai.” Yu Jin non riuscì a dissolvere la decisione di Pang De, perciò ritornò al proprio accampamento. Quando Guan Yu fu ritornato al proprio accampamento, lodò Pang De, dicendo, “La sua abilità con la spada è perfetta. E' un mio degno nemico.” “Il vitello appena nato non teme la tigre,” disse Guan Ping. “Ma se uccidete quest'uomo, padre mio, avrete ucciso solo un comune soldato delle tribù Qiang oltre la frontiera. Se dovesse accadere qualche incidente, allora avrete il biasimo di non aver considerato la richiesta di vostro fratello.” “Come può il mio risentimento essere placato se non tramite la morte di quest'uomo?” replicò Guan Yu. “Ho deciso di combattere, perciò non dire altro.” Il giorno seguente Guan Yu prese per primo il campo, e Pang De uscì di corsa. Entrambi schierarono le loro truppe e poi andarono al fronte nello stesso momento. Stavolta nessuno dei due parlò, ma il combattimento iniziò immediatamente. Andò avanti per cinquanta colpi, dopodiché Pang De tirò le redini al cavallo, rinfoderò la spada, e fuggì. Guan Yu andò all'inseguimento, e Guan Ping lo seguì qualora ci fosse stato bisogno di lui. Guan Yu ruggì, insultando il suo avversario in fuga, “Traditore! Vuoi usare la 'pugnalata del cavallo roteante' ma eccomi qui, mai avuto paura di quello.”

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Ma la realtà era era che Pang De aveva solo finto di tentare uno sporco trucco, in modo da coprire il suo ricorso all'arco. Egli fermò il cavallo, sistemò una freccia alla corda, ed era sul punto si scoccarla quando Guan Ping, che aveva un buon occhio, urlò un avvertimento. “Il bandito sta per scoccare!” Guan Yu lo vide, ma la corda dell'arco suonò, e la freccia volò. Non fu abbastanza lesto da evitarla, ed essa ferì il suo braccio sinistro. Guan Ping andò immediatamente in soccorso di suo padre e lo riportò all'accampamento. Pang De voleva approfittare del vantaggio e ritornò roteando la sua spada, ma, prima che potesse colpire, i gong del proprio schieramento suonarono. Egli pensò che ci fossero problemi nella retrovia e si fermò. Il segnale della ritirata era stato suonato da Yu Jin per gelosia, poiché egli aveva visto che Guan Yu era stato ferito, ed invidiava la gloria del collega che avrebbe eclissato la sua. Pang De obbedì, ma quando ritornò, volle sapere perché era stata suonata la ritirata proprio sul punto di ottenere un grande successo. “Perché i gong hanno suonato?” chiese Pang De. Per via dell'ammonimento del nostro principe. Sebbene Guan Yu fosse ferito, temevo qualche trucco da parte sua. Egli è molto astuto.” “Avrei potuto ucciderlo se non l'avessi fatto,” disse Pang De. “La fretta è cattiva consigliera. Puoi rimandare il tuo scontro con lui,” disse Yu Jin. Pang De, sebbene ignorante della vera ragione perché gli fu impedito di ottenere un successo al momento critico, era ancora molto contrariato. Guan Yu tornò all'accampamento, e la punta della freccia fu estratta dalla ferita. Per fortuna non era penetrata molto in profondità, e furono applicati i soliti rimedi contro le ferite da metalli. Guan Yu fu molto duro con il suo nemico e dichiarò, “Giuro che avrò la mia vendetta per questa freccia.” “Non pensate ad altro che a rimettervi ora,” dissero i suoi ufficiali. “Riposate e recuperate le forze; allora potrete combattere di nuovo.” In breve, Pang De rinnovò la sua sfida, e Guan Yu era intenzionato ad uscire a combattere; tuttavia si arrese alle suppliche dei suoi ufficiali. E quando Pang De spinse i suoi soldati ad insultare il guerriero, Guan Ping si assicurò che suo padre non sentisse. Dopo dieci giorni di sfide lanciate inutilmente ad un esercito che le ignorava, Pang De prese consiglio con Yu Jin. “Evidentemente Guan Yu è senza speranza per via degli effetti di quella ferita di freccia. Dovremmo far avanzare tutte le sette armate contro di lui intanto che è malato e distruggere il suo accampamento. In tal modo riotterremo Fancheng.” Così parlò Pang De, ma la gelosia della gloria che sarebbe ricaduta sul suo secondo in comando spinse ancora una volta Yu Jin a proclamare cautela e obbedienza al comando del Principe di Wei. Yu Jin rifiutò di muovere la sua armata nonostante le ripetute persuasioni di Pang De. Inoltre, egli www.treregni.it


condusse le armate in una nuova posizione dietro le colline, a circa cinque chilometri a nord di Fancheng. Lì il suo esercito impedì le comunicazioni attraverso la via principale, mentre egli inviò Pang De in una valle nel retro in modo che non potesse fare nulla. Con grande gioia di Guan Ping, la ferita di Guan Yu guarì presto. Subito dopo seppero del nuovo accampamento di Yu Jin, e poiché Guan Ping non riusciva a fornire alcuna spiegazione per tale cambiamento, e sospettava qualche trucco, lo riferì al padre, che salì in un luogo elevato per effettuare una ricognizione. Guardandosi attorno, Guan Yu notò che sembrava esserci molta fiacchezza su tutto (dalle bandiere ai soldati) a Fancheng, che le armate di soccorso erano accampate in una valle a nord, e che il Fiume Xiang sembrava scorrere molto velocemente. Dopo aver impresso la topografia nella sua mente, egli chiamò le guide e chiese il nome del canale a circa cinque chilometri a nord della città. “Ruscello Zengkou,” fu la risposta. Egli sogghignò. “Catturerò Yu Jin,” disse. Quelli con lui chiesero come facesse a saperlo. Egli rispose, “Perché come può un pesce durare a lungo in una simile trappola?” Quelli nel suo seguito diedero poco peso alle sue parole, e a un tratto egli tornò alla propria tenda. Era proprio il periodo delle piogge autunnali, e venne giù un grande acquazzone, che durò diversi giorni. Fu dato l'ordine di tenere pronte imbarcazioni e zattere e cose del genere. Guan Ping non riusciva a pensare cosa potessero significare tali preparativi in una campagna sulla terraferma. Perciò lo chiese a suo padre. “Proprio non lo sai?” replicò suo padre. “I nostri nemici si sono accampati in un terreno difficoltoso invece di andare in campo aperto e sono ammassati in quella pericolosa valle. Dopo alcuni giorni di pioggia, il Fiume Xiang crescerà, e io manderò delle persone ad ostruire tutti gli sbocchi in modo che l'acqua si innalzi di molto. Quando sarà al massimo, aprirò gli argini e riverserò l'acqua su Fancheng. Quella valle verrà anch'essa allagata, e tutti i soldati diventeranno animali acquatici.” Le armate di Wei si erano accampate nella gola, e dopo diversi giorni di pioggia pesante, l'Ispettore dell'Esercito Cheng He tentò di parlare con il suo comandante. Egli disse, “L'esercito è accampato vicino all'imboccatura di un corso d'acqua in una depressione. Ci sono colline attorno a noi, ma sono troppo lontane per tenere lontana l'acqua. I nostri soldati stanno già soffrendo queste piogge pesanti, e inoltre, dicono che le truppe di Jingzhou si sono spostate su un terreno più in alto. Oltre a questo, stanno preparando imbarcazioni e zattere presso il Fiume Han in modo da approfittare degli alluvioni, qualora ci fossero. Il nostro esercito sarà in grave pericolo, e bisogna fare qualcosa.” Ma Yu Jin si fece beffa delle sue parole, dicendo, “Sciocco! Vuoi nuocere allo spirito dei nostri soldati? Non parlare oltre, o la tua testa cadrà.” Cheng He andò via pieno di vergogna. www.treregni.it


Quindi andò da Pang De, il quale vide la forza delle sue parole e disse, “Ciò che dici è eccellente. Se Yu Jin non sposterà l'accampamento domani, lo farò io stesso.” Così Cheng He lasciò tutto a lui. Quella notte ci fu una grande tempesta. Mentre Pang De era seduto nella sua tenda, udì un suono simile a quello di diecimila cavalli in fuga e un rombo come quello di tamburi da guerra che sembravano scuotere la terra. Si spaventò, lasciò la tenda, e montò sul suo destriero per vedere cosa significasse. Quindi vide le acque scroscianti arrivare da ogni parte e le sette armate fuggire dall'inondazione, che si alzò rapidamente di oltre due metri. Yu Jin, Pang De e diversi altri ufficiali cercarono salvezza precipitandosi sopra le colline. Giunta l'alba, Guan Yu e i suoi soldati arrivarono su vaste imbarcazioni con bandiere sventolanti e tamburi battenti. Yu Jin non vedeva via di fuga, e il suo seguito fu ridotto a circa cinquanta o sessanta soldati. Dissero tutti di arrendersi. Guan Yu li fece spogliare, dopodiché li prese a bordo. Dopodiché egli andò a catturare Pang De, che era su una collinetta con Dong Heng, Dong Chao, Cheng He, e le sue cinquecento truppe, tutte senza armatura. Pang De vide il suo arcinemico avvicinarsi senza un cenno di paura, e andò persino verso di lui spavaldo. Guan Yu circondò il gruppo con le sue navi, e gli arcieri iniziarono a colpire. Quando più di metà delle truppe venne abbattuta, i sopravvissuti divennero disperati. Dong Heng e Dong Chao esortarono il loro capo ad arrendersi, dicendo, “Abbiamo perso più di metà dei nostri uomini. La resa è l'unica soluzione!” Ma Pang De si arrabbiò solo di più, dicendo, “Ho ricevuto grande gentilezza dal principe. Pensate che piegherò la testa a qualcun altro?” Pang De abbatté Dong Heng e Dong Chao lì sul campo di battaglia e poi urlò, “Chiunque mi dirà di arrendermi farà la fine di questi due!” Perciò i sopravvissuti fecero uno sforzo disperato per battere i loro nemici, e resistettero fino a mezzogiorno. Allora i soldati di Guan Yu raddoppiarono i loro sforzi, e le frecce e le pietre piovvero sui difensori, che lottarono disperatamente corpo a corpo con i loro assalitori. “Il comandante valoroso teme la morte meno della diserzione; il guerriero coraggioso non rompe la fiducia per salvare la sua vita!” urlò Pang De. “Questo è il giorno della mia morte, ma lotterò fino alla fine. E tu, generale, dovresti combattere fino alla fine anche tu.” Così Cheng He avanzò fino a cadere in acqua a causa di una freccia di Guan Yu, e allora i soldati si arresero. Pang De continuò a combattere. Poi una delle navi capitò vicino alla riva. Con un salto tremendo Pang De finì su di essa e attaccò i marinai, uccidendone dieci. Gli altri saltarono giù dalla nave e si allontanarono a nuoto. Quindi Pang De, con una mano ancora sulla spada, tentò di dirottare la nave attraverso il fiume verso Fancheng. Ma si imbatté in una zattera che andava alla deriva, la quale entrò in collisione con la sua nave e la sbilanciò al punto che finì col lottare in acqua. Subito dopo un generale sulla zattera saltò in acqua, lo afferrò, lo rimise di nuovo sull'imbarcazione.

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A catturarlo era stato Zhou Cang, un abile uomo di mare che, avendo vissuto a Jingzhou per molti anni, era piuttosto esperto di navigazione. Inoltre, era molto forte e perciò fu in grado di imprigionare Pang De. In quest'inondazione perirono le sette armate al completo, eccetto i pochi che si salvarono a nuoto. Questi ultimi, non avendo via di fuga, si arresero ai vincitori. Nella profondità della notte rullarono i tamburi di guerra. Chiamando i guerrieri alla battaglia; Ma il nemico non era umano, Poiché le acque si erano sollevate e giunse l'alluvione. Questo era il piano di Guan Yu, l'astuto, Di affogare i suoi nemici. Più che umano egli era in astuzia. Le ere tramandano la sua fama Come ai suoi tempi narravano la sua gloria. Guan Yu ritornò quindi sull'altipiano, dov'era montata la sua tenda e vi prese posto per ricevere i prigionieri. I littori portarono dentro Yu Jin, che si prostrò umilmente. “Come hai osato pensare di opporti a me? Giustiziarti sarebbe come uccidere un cinghiale. Vorrebbe dire insudiciare le armi per niente,” disse Guan Yu, accarezzandosi la barba. Yu Jin venne scalciato e mandato in prigione a Jingzhou. “Deciderò il tuo destino al mio ritorno,” disse Guan Yu. Avendo sistemato così il generale, fu convocato Pang De. Egli venne, orgoglio e rabbia gli balenavano dagli occhi. Non si inginocchiò, ma rimase ritto, impavido. “Hai un fratello ad Hanzhong, e il tuo precedente capo era Ma Chao, anch'egli ha grandi onori a Shu. Non sarebbe meglio se ti unissi a loro?” “Piuttosto che arrendermi a voi, perirò sotto la spada,” urlò Pang De. Egli insultò i suoi carcerieri senza sosta finché, dopo aver perso la pazienza, Guan Yu lo mandò a morte. Pang De venne decapitato. Egli allungò il collo per la spada del boia. Per pietà venne sepolto con onore. L'acqua era ancora alta, e approfittandone, le truppe di Jingzhou salparono sulle navi per muoversi verso Fancheng, che non era che un'isola con onde che si infrangevano contro le mura. Poiché grande era la forza delle acque, il muro della città stava iniziando a cedere, e l'intera popolazione, uomini e donne, vecchi e giovani, stavano trasportando fango e mattoni per rafforzarla. I loro sforzi sembravano vani, e i capi dell'armata di Cao Cao erano davvero disperati. Alcuni dei generali andarono a trovare Cao Ren, che disse, “La forza di una persona comune non può scongiurare il pericolo di oggi. Se riusciamo a resistere fino al calar della notte, potremo fuggire via nave, perderemo la città, ma salveremo la pelle.”

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Ma Man Chong si intromise prima che le navi fossero pronte. Egli disse, “No! No! Sebbene la forza di queste imponenti acque sia grande, dobbiamo solo aspettare dieci giorni circa, e l'inondazione sarà passata. Sebbene Guan Yu non abbia assalito la città, egli ha inviato un'altra armata a Jiaxia, il che indica che non osa avanzare per timore che noi piombiamo sulla sua retrovia. Ricordate, inoltre, che ritirarsi da questa città significa abbandonare tutto ciò che è a sud del Fiume Giallo. Pertanto decido che difendiate questo posto.” Cao Ren rese onore a Man Chong dopo che ebbe concluso la sua arringa, dicendo, “Che tremendo errore avrei commesso se non fosse stato per voi, signore!” Quindi, cavalcando il suo bianco destriero, egli salì sulle mura cittadine, radunò gli ufficiali attorno a sé, e li esortò a non arrendersi. “Poiché l'ordine del principe è di difendere questa città, la difenderò fino alla fine. E metterò a morte chiunque menzioni persino di arrendersi,” disse. “E noi desideriamo difenderla fino all'ultimo respiro,” aggiunsero i suoi ufficiali. Quindi si assicurarono che i mezzi per attaccare fossero validi. Molte centinaia di arcieri e balestrieri furono stazionati sulle mura e mantennero la guardia notte e giorno. Vecchi e giovani tra la gente comune furono assegnati al trasporto di terra e pietre per rafforzare le mura. Dopo una decina di giorni l'inondazione giunse alla fine. Quindi la notizia del successo di Guan Yu contro la campagna di Wei si diffuse, e il terrore del suo nome divenne sempre più grande. Allo stesso tempo, inoltre, il suo secondo figlio, Guan Xing, venne in visita all'accampamento del padre. Guan Yu la ritenne una buona opportunità per inviare il rapporto del suo successo alla capitale Chengdu e affidò a Guan Xing un dispaccio che menzionava i servigi resi da ogni ufficiale e richiedeva per loro una promozione. Guan Xing di conseguenza prese congedo da suo padre e partì.

Guan Xing

Dopo la partenza di Guan Xing, l'armata fu divisa in due metà, una sotto Guan Yu per attaccare Fancheng e l'altra per andare a Jiaxia. Un giorno Guan Yu cavalcò verso la porta nord. Fermando il suo cavallo, egli indicò con la sua frusta i difensori sulle mura, e annunciò, “Voi, branco di ratti, non volete arrendervi allora! Cosa state aspettando?” Cao Ren, che era tra i suoi soldati sulle mura, vide che Guan Yu non aveva indosso l'armatura, perciò ordinò ai suoi uomini di tirare. Gli arcieri e i balestrieri scoccarono immediatamente un gran volo di frecce e dardi in quella direzione. Guan Yu rapidamente tirò le redini per ritirarsi, ma una freccia lo colpì al braccio. L'urto del colpo lo fece ribaltare sulla sella ed egli cadde da cavallo.

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Poco prima un potente esercito perì Perché il fiume straripò; Un colpo di balestra dalle mura della città Un guerriero valoroso atterrò. Ciò che accadde in seguito a Guan Yu verrà rivelato nel prossimo capitolo.

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Capitolo 741  

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