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Deposizione dell'imperatore; il principe di Chenliu sale sul trono; Tattiche contro Dong Zhuo: Cao Cao offre una spada in dono. -------------------------------------------------------------------------------------Dong Zhuo era sul punto di uccidere Yuan Shao, ma Li Ru lo calmò, dicendo, “Non devi uccidere furiosamente mentre la questione è ancora in bilico.” Yuan Shao, con la spada ancora sfoderata, abbandonò l'assemblea. Raccolse i sigilli del suo ufficio alla porta est e si diresse nella regione di Jizhou. Dong Zhuo disse al Guardiano Imperiale Yuan Wei, “Tuo nipote si è comportato in modo inappropriato, ma lo perdono per amor tuo. Cosa pensi tu del mio piano?” “Ciò che pensi è giusto,” fu la risposta. “Se qualcuno si opporrà al grande progetto, varrò sottoposto alla legge marziale!” disse Dong Zhuo. I ministri, completamente atterriti, promisero obbedienza, e il banchetto giunse al termine. Dong Zhuo chiese al consigliere Zhou Bi e al comandante Wu Qiong cosa pensassero della fuga di Yuan Shao. Zhou Bi disse, “E' partito in uno stato di grande rabbia. Con una tale eccitazione può causare molti danni alla situazione attuale; specialmente perché la famiglia Yuan è nota da quattro generazioni per i suoi alti incarichi, e i suoi protetti e dipendenti sono ovunque. Se assumono persone coraggiose e richiamano i loro clienti, tutti i guerrieri valorosi saranno in armi, e le intere Montagne Shandong saranno perdute. Faresti meglio a scusarti con Yuan Shao e a dargli un posto. Sarà felice di essere perdonato e non provocherà alcun male.” Wu Qiong disse, “Yuan Shao è un abile stratega, ma è privo di determinazione e pertanto non è da temere. Ma sarebbe meglio dargli una carica e così vincere il favore popolare.” Dong Zhuo seguì il suo consiglio, e il giorno stesso inviò un messaggio per offrire a Yuan Shao il governo di Bohai. Il primo giorno del nono mese, l'imperatore fu invitato a dirigersi verso la Sala della Virtù dove si teneva una grande assemblea di ufficiali. Lì Dong Zhuo, spada alla mano, affrontò l'assemblea e disse, “L'imperatore è un debole, inadatto all'onere di governare questa terra. Ora ascoltate il documento che ho preparato!” E Li Ru lesse quanto segue: “Il diligente imperatore Ling ha lasciato troppo presto il suo popolo. L'imperatore è la guida di tutta la gente di questo paese. All'odierno imperatore Bian, il Cielo ha conferito ben poche qualità: è privo di dignità e portamento, ed è negligente nel cordoglio. Solo la più completa virtù può onorare la dignità imperiale. L'imperatrice He lo ha allevato in modo improprio, e l'intera amministrazione di stato è caduta in confusione. L'imperatrice Dong è morta improvvisamente e nessuno sa il perché . La dottrina dei tre nodi, Cielo, Terra, e Uomo. E la continuità dell'interdipendenza tra Cielo e Terra sono state entrambe danneggiate. www.treregni.it


“Ma Liu Xian, Principe di Chenliu, è saggio e virtuoso oltre ad avere un bell'aspetto. Si confà a tutte le regole di proprietà. Il suo lutto è sincero, e il suo modo di parlare è sempre corretto. Di elogi alla sua persona l'impero è ricolmo. Egli è decisamente adatto al grande dovere di consolidare il dominio degli Han. “Da adesso pertanto l'imperatore è deposto e nominato Principe di Hongnong, e l'imperatrice He ritirata dall'amministrazione. “Io prego il Principe di Chenliu di accettare il trono in conformità con i decreti di Cielo e Terra, i desideri del popolo, e l'esaudimento delle speranze dell'umanità.” Dopo che ciò fu letto, Dong Zhuo ordinò agli ufficiali di deporre l'imperatore dal trono, privarlo del sigillo, e costringerlo a inginocchiarsi verso nord, dichiarandosi fedele servitore del trono in attesa di ordini. Inoltre Dong Zhuo ordinò all'imperatrice He di spogliarsi della veste imperiale da cerimonia e attendere l'ordine imperiale. Entrambe le vittime dell'oppressione piansero amaramente, e ogni ministro presente fu profondamente commosso. Un ministro espose il suo malcontento a parole, urlando, “Il falso Dong Zhuo è l'autore di questo insulto, che tenterò di cancellare a costo della mia vita!” E detto questo si scagliò contro Dong Zhuo, minacciandolo con il suo scettro d'avorio d'ufficio. Era il Segretario di Stato Ding Guan. Dong Zhuo fece rimuovere Ding Guan e lo fece giustiziare sommariamente. Di fronte alla morte, Ding Guan non smise di accusare l'oppressore, né fu spaventato a morte. Un folle disegno concepì il ribelle Dong Zhuo Di deporre il Re, la sua discendenza egli profanò. Con le armi infoderate rimasero i cortigiani, ma uno no Ding Guan, che si stava commettendo un torto egli urlò. Dopodiché l'imperatore designato, Il Principe di Chenliu, si recò nella parte superiore della sala per ricevere le congratulazioni. Dopo ciò, il deposto imperatore (ora Principe di Hongnong), sua madre, e la consorte imperiale, Lady Tang, furono spostati al Palazzo della Calma Perpetua1. Le porte di entrata furono bloccate a chiunque si avvicinasse.

Imperatore Xian

Era penoso! I giovane imperatore deposto, dopo aver regnato meno di sei mesi, e un altro messo al 1 Il Palazzo della Calma Perpetua è una caratteristica delle dinastia cinesi. Coloro che vivevano nel Palazzo della Calma Perpetua erano, in effetti, agli arresti domiciliari. Era anche solitamente il luogo in cui le consorti dell'imperatore, che avevano perso il suo favore, passavano il resto della loro vita. Il numero di tali palazzi variava di volta in volta. www.treregni.it


suo posto. Il nuovo imperatore era Liu Xian, il secondogenito del defunto imperatore Ling. Aveva nove anni, cinque anni in meno del suo deposto fratello. Il nuovo titolo del governo fu ribattezzato in Inaugurazione della Tranquillità, primo anno (190 d.C.). Diventato Primo Ministro, Dong Zhuo divenne potentissimo ed estremamente arrogante. Quando si inchinava di fronte al trono non dichiarava il suo nome. Nel recarsi a corte non si affrettava. Corazzato e armato entrava nelle sale di ricevimento. Aveva messo su una fortuna che sovrastava quella di chiunque. Il suo consigliere, Li Ru, intercedeva costantemente presso Dong Zhuo per reclutare persone di una certa reputazione così che potesse guadagnare la pubblica stima. Da quel momento, Dong Zhuo ristabilì molti uffici di coloro che erano state vittime degli eunuchi. Diede cariche e posizioni alla progenie di coloro che erano morti. Quando gli riferirono che Cai Yong era un uomo di talento, Dong Zhuo lo convocò. Ma Cai Yong non andò. Dong Zhuo gli spedì un messaggio che se non fosse andato, lui e tutto il suo clan sarebbero stati sterminati. Allora Cai Yong cedette e si presentò. Dong Zhuo fu molto cortese con lui e lo promosse tre volte in un mese. Cai Yong divenne Consigliere di Corte. Tale era la generosità del Primo Ministro. Nel frattempo il deposto reggente, sua madre, e la sua consorte furono murati nel Palazzo della Calma Perpetua e videro i loro rifornimenti diminuire giornalmente. Il deposto imperatore piangeva incessantemente. Un giorno un paio di passeri guardando da una parte all'altra gli ispirarono dei versi: “Primavera e dell'erba fragile e verde, Il gioioso movimento al passar dei passeri si avverte; I viandanti presso il fiume increspato sosteranno, E i loro occhi di nuova gioia brilleranno; Con sguardo fisso i tetti osservo Del palazzo che mi ospitava un tempo. Ma coloro che ho accolto comportandomi rettamente, Non stiamo in silenzio mentre i giorni passano inutilmente!” Il messaggero, inviato da Dong Zhuo di volta in volta al palazzo per avere notizie dei prigionieri, annotò questa poesia e la mostrò al suo maestro. “Così mostra il suo risentimento scrivendo poesie, eh! Una buona scusa per metterle in piazza,” disse Dong Zhuo. Li Ru fu inviato con dieci uomini a palazzo per completare l'opera. I tre erano in una delle stanze superiori quando arrivò Li Ru. L'imperatore tremò quando la governante annunciò il nome dell'ospite. Li Ru entrò e offrì all'imperatore una coppa di vino avvelenato. L'imperatore chiese cosa significasse. “La primavera è la stagione dell'incontro e dell'armonico cambiamento, e il Primo Ministro manda una coppa di longevità,” disse Li Ru. “Se è vino della longevità, puoi berne anche tu,” disse l'imperatrice He.

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Allora Li Ru divenne brutalmente franco. “Non hai intenzione di bere?” Chiamò gli uomini con le daghe e le corde e ordinò all'imperatore di osservarli. “La coppa, o questi?” disse. Allora Lady Tang disse, “Lasciate che l'ancella beva al posto del suo signore. Risparmia sua madre e suo figlio, vi prego!” “E chi saresti tu per morire al posto di un principe?” disse Li Ru. Allora offrì la coppa all'imperatrice un'altra volta e le ordinò di bere. Lei imprecò contro il fratello, l'irresponsabile He Jin, l'autore di tutti questi guai. Ella non aveva intenzione di bere. L'imperatore si avvicinò a Li Ru. “Lasciatemi dire addio a mia madre,” lo supplicò, e lo fece in versi: “Il cielo e la terra sono cambiati, Ahimè! il sole e la luna abbandonano il loro tragitto, Io, un tempo il centro di ogni sguardo, sono spinto ai più remoti confini, Oppresso da un ministro arrogante la mia vita giunge alla fine, Tutto mi abbandona e vane sono le mie lacrime.” Lady Tang cantò: “Il Cielo è destinato a crollare, la Terra a cadere, Io, ancella di un imperatore, mi angustierei se non lo seguissi. Siamo giunti al momento della separazione, i vivi e i morti non camminano insieme; Infine sono lasciata sola col dolore nel cuore.” Quand'ebbero cantato questi versi, piansero nelle braccia l'uno dell'altra. “Il Primo Ministro sta aspettando un mio rapporto,” disse Li Ru, “e voi vi state dilungando troppo. Pensate che ci sia una qualche speranza di salvezza?” L'imperatrice esplose in un altro attacco di rabbia, “Il ribelle ci costringe alla morte, madre e figlio, e il Cielo ci ha abbandonati. Ma tu, lo strumento del suo crimine, morirai di sicuro!” Di conseguenza Li Ru si arrabbiò di più, mise le mani addosso all'imperatrice e la gettò fuori dalla finestra. Quindi ordinò ai soldati di strangolare Lady Tang e costrinse il ragazzo a bere il vino. Li Ru riportò il successo al suo maestro, il quale ordinò loro di seppellire le vittime al di fuori della città. Dopo ciò il comportamento di Dong Zhuo divenne più atroce che mai. Trascorreva le sue notti a palazzo, violentando le concubine imperiali, e dormiva persino nel Letto del Drago.

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Una volta condusse i suoi soldati fuori città, verso Yangcheng, mentre gli abitanti del villaggio, uomini e donne, si erano radunati da tutte le parti per il festival primaverile annuale. Le sue truppe circondarono il posto e lo saccheggiarono. Portarono via sui carri la refurtiva, donne prigioniere e più di mille teste. La processione ritornò nella capitale di Luoyang e pubblicò una storia che asseriva che avevano ottenuto una grande vittoria su alcuni ribelli. Bruciarono le teste sotto le mura, e le donne e i gioielli furono distribuiti tra i soldati. Un generale, di nome Wu Fu, era disgustato da questa ferocia e vide un'occasione di uccidere Dong Zhuo. Wu Fu indossava costantemente una corazza sotto il suo abito di corte e portava di nascosto una daga affilata. Un giorno, quando Dong Zhuo venne a corte, Wu Fu lo incontrò sui gradini e tentò di pugnalarlo. Ma Dong Zhuo era un uomo molto forte, tenne a bada Wu Fu finché Lu Bu giunse in suo aiuto. Lu Bu abbatté l'assalitore. “Chi ti ha detto di ribellarti?” disse Dong Zhuo. Wu Fu lo osservò e urlò, “Non sei il mio principe, non sono il tuo ministro. Dov'è la ribellione? I tuoi crimini riempiono i cieli, e ogni persona ti ucciderebbe. Mi dispiace di non poterti mettere sotto un carro per appagare l'ira del mondo!” Dong Zhuo ordinò alle guardie di prenderlo e farlo a pezzi. Wu Fu finì di insultarlo solo quando cessò di vivere. Quel leale servitore degli antichi giorni degli Han. Il suo valore era alto quanto i cieli, in ogni età ineguagliato, Nella corte stessa uccise il ribelle, grande era la sua fama! La gente di ogni epoca lo chiama eroe. Da quel momento Dong Zhuo girò sempre sotto scorta. A Bohai, Yuan Shao venne a sapere dei soprusi di Dong Zhuo e spedì una lettera segreta al Ministro degli Interni Wang Yun: “Quel ribelle di Dong Zhuo oltraggia il Cielo e ha deposto il suo re. La gente comune non osa parlare di lui: questo è comprensibile. Eppure tu sopporti le sue aggressioni come se non ne sapessi niente. Come puoi allora essere tu un ministro leale e diligente? Ho radunato un esercito e desidero ripulire la residenza reale, ma non oso intraprendere la missione con leggerezza. Se sei disposto, allora trova un'occasione per cospirare contro quest'uomo. Se vorrai usare la forza, io sarò ai tuoi ordini.” La lettera arrivò ma Wang Yun non vedeva alcuna possibilità di cospirare contro Dong Zhuo. Un giorno, mentre era in attesa in mezzo alla folla, costituita per lo più da persone di lungo servizio, Wang Yun disse ai suoi colleghi, “Oggi è il mio compleanno, vi prego di venire a una piccola festicciola nella mia umile dimora stasera.”

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Wang Yun

“Verremo di certo,” urlarono, “e ti auguriamo una lunga vita.” Quella notte i tavoli furono portati in una stanza interna, e i suoi amici si radunarono lì. Dopo che il vino passò alcune volte, il festeggiato improvvisamente si coprì il volto e iniziò a piangere. Gli ospiti erano scioccati. “Sire, anche durante il vostro compleanno, perché piangete?” “Non è il mio compleanno,” rispose Wang Yun. “Ma volevo chiamarvi tutti, e avevo paura che Dong Zhuo si sarebbe insospettito, così ho inventato questa scusa. Quest'uomo insulta l'imperatore e fa come vuole, così le prerogative imperiali sono in grave pericolo. Penso ai giorni in cui il nostro illustre fondatore distrusse Qin, annichilì Chu, e ottenne l'impero. Chi avrebbe previsto questo giorno quando quel Dong Zhuo ha soggiogato tutti al suo volere? Per questo io piango.” Seduto tra gli ospiti, comunque, c'era Cao Cao, che non si unì al pianto ma batté le mani e rise forte. “Se tutti gli ufficiali di governo piangono fino all'alba, e dall'alba alla notte, questo ucciderà Dong Zhuo?” disse Cao Cao. Wang Yun si voltò verso di lui, rabbioso. “I tuoi antenati hanno mangiato a spese degli Han. Non hai nessuna gratitudine? Riesci perfino a ridere?” “Io ridevo all'assurdità di un'assemblea come questa, incapace di pianificare la morte di un uomo. Folle e inetto come sono, taglierò via la sua testa e l'appenderò alla porta come dono al popolo.” Wang Yun abbandonò il suo posto e si diresse verso Cao Cao. “Questi ultimi giorni,” Cao Cao continuò, “ho chinato la testa davanti a Dong Zhuo con il solo desiderio di trovare una possibilità di distruggerlo. Ora comincia a fidarsi di me, e quindi posso avvicinarlo qualche volta. Tu hai una spada con sette preziosi gioielli che vorrei chiederti in prestito, ed io andrò nel suo palazzo e lo ucciderò. Non mi importa se morirò per questo.” “Quale fortuna per l'impero se fosse così!” disse Wang Yun. Con questo lo stesso Wang Yun offrì una coppa a Cao Cao, che la bevve e fece un giuramento. Dopodiché la preziosa spada fu portata e data a Cao Cao che la nascose sotto le sue vesti. Finì il vino, si congedò dagli ospiti, e lasciò la sala. Subito dopo gli altri se ne andarono. Il giorno dopo Cao Cao, con questa piccola spada legata, giunse al palazzo del Primo Ministro. www.treregni.it


“Dov'è il Primo Ministro?” chiese. “Nella sala piccola degli ospiti,” risposero i custodi. Allora Cao Cao entrò e lo trovò seduto su una poltrona. Lu Bu era al suo fianco. “Perché così in ritardo, Cao Cao?” disse Dong Zhuo. “Il mio cavallo e fuori forma e lento,” rispose Cao Cao. Dong Zhuo si voltò verso il fidato Lu Bu. “Sono giunti dei buoni cavalli da occidente. Vai e prendine uno come regalo per lui.” E Lu Bu andò. “Questo traditore è domato!” pensò Cao Cao. Avrebbe dovuto colpire allora, ma Cao Cao sapeva che Dong Zhuo era molto forte, e aveva timore ad agire. Voleva andare a colpo sicuro. Ora, la stazza di Dong Zhuo era tale che egli non poteva rimanere a lungo seduto, così si sdraiò sul lettino e mise la faccia all'interno. “Adesso è l'ora,” pensò l'assassino, e strinse la bella spada. Ma proprio mentre Cao Cao era pronto a colpire, Dong Zhuo vide in uno specchio il suo riflesso dietro di lui con una spada in mano. “Che stai facendo , Cao Cao?” disse Dong Zhuo voltandosi improvvisamente. E in quel momento Lu Bu entrò portando un cavallo. Cao Cao in un istante si inginocchiò e disse, “Ho una spada preziosa qui che voglio presentare alla Vostra Benevolenza.” Dong Zhuo la prese. Era una lama affilata, oltre un piede di lunghezza, impreziosita da sette simboli preziosi e molto fini (una bella spada in verità). Dong Zhuo porse la spada a Lu Bu mentre Cao Cao si tolse il fodero che pure diede a Lu Bu. Dopodichè uscirono a vedere il cavallo. Cao Cao ringraziò profondamente e disse che avrebbe voluto provare il cavallo. Allora Dong Zhuo ordinò alle guardie di portare sella e briglie. Cao Cao condusse fuori la creatura, salì sulla sella, si posizionò saldamente sugli speroni, e galoppò verso est. Lu Bu disse, “Appena sono entrato, sembrava che il tuo seguace stesse per pugnalarti, solo che è stato colto da un momento di panico e ha invece offerto la spada.” “Ho avuto lo stesso sospetto!” disse Dong Zhuo. Subito dopo venne Li Ru e gli raccontarono l'episodio.

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“Cao Cao non ha famiglia qui nella capitale ma alloggia da solo e non lontano,” disse Li Ru. “Convocalo. Se si presenta, la spada era intesa come regalo. Ma arreca delle scuse, significa che ha cattive intenzioni. E puoi arrestarlo.” Mandarono quattro carcerieri a chiamare Cao Cao. Si assentarono per lungo tempo e poi tornarono, dicendo, “Cao Cao non è tornato ai suoi alloggi ma ha cavalcato in tutta fretta fuori dalla porta orientale. Alle domande del comandante di porta egli rispose che aveva un messaggio speciale per il Primo Ministro. E' partito a tutta velocità.” “La sua coscienza lo ha pungolato e così è scappato. Non c'è dubbio che voleva assassinarvi!” disse Li Ru. “E io che mi sono fidato di lui!” disse Dong Zhuo in preda alla rabbia. “Dev'esserci una cospirazione in piedi. Quando lo prenderemo, ne sapremo di più,” disse Li Ru. Lettere e immagini del fuggitivo Cao Cao furono spedite dappertutto con l'ordine di catturarlo. Una grossa ricompensa in denaro venne offerta e un certificato di nobiltà, mentre coloro che lo nascondevano ne avrebbero condiviso la colpa. Cao Cao viaggiò in fretta e furia verso Qiao, la sua contea natale. Lungo la strada, a Zhongmou, venne riconosciuto dalle guardie di porta e fatto prigioniero. Lo portarono dal magistrato. Cao Cao dichiarò che era un mercante, chiamato Huang Fu. Il magistrato osservò il suo viso con attenzione e restò perplesso. A un tratto il magistrato disse, “Quando ero nella capitale alla ricerca di un posto, ti conoscevo come Cao Cao. Perché cerchi di nascondere la tua identità?” Il magistrato ordinò che Cao Cao fosse imprigionato fino al giorno seguente quando avrebbe potuto spedirlo verso la capitale e pretendere la ricompensa. Diede ai soldati vino e cibo per ricompensa. Verso mezzanotte il magistrato mandò un fidato servitore per portare il prigioniero nelle sue stanze private per l'interrogatorio. “Dicono che il Primo Ministro ti abbia trattato bene. Perché hai cercato di ucciderlo?” disse il magistrato. “Come possono rondini e passeri capire il volo della gru e dell'oca selvatica? Sono tuo prigioniero e devo essere mandato nella capitale per una ricompensa. Perché così tante domande?” Il magistrato mandò via i sorveglianti e rivolgendosi al prigioniero disse, “Non insultarmi. Non sono un mercenario; solo che non ho trovato un signore da servire.” Disse Cao Cao, “I miei antenati hanno goduto della bontà degli Han, e sarei diverso da un uccello o una bestia se non desiderassi ripagarli con gratitudine? Io mi sono inginocchiato a Dong Zhuo nel tentativo di trovare un'occasione contro di lui. Stavolta ho fallito. Questo è il volere del Cielo.” “E dov'eri diretto?”

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“A casa, nella mia contea. Lì promulgherò un editto convocando tutti gli uomini coraggiosi a venire in forze per uccidere il tiranno. Questo è il mio desiderio.” Pertanto lo stesso magistrato sciolse i legacci del prigioniero, lo condusse al seggio superiore, e si inchinò, dicendo “Il mio nome è Chen Gong. La mia anziana madre e la mia famiglia si trovano nella contea est di Dongjun. Sono molto commosso dalla tua lealtà e dalla tua onestà, e abbandonerò il mio ufficio e ti seguirò!”

Chen Gong

Cao Cao era lieto di osservare come si fosse ribaltata la situazione. Chen Gong immediatamente raccolse del denaro per le spese del viaggio e diede a Cao Cao degli abiti diversi. Poi ognuno prese una spada e cavalcarono verso Qiao. Tre giorni dopo giunsero di sera a Chenggao. Cao Cao indicò con la frusta un piccolo villaggio nella profondità della foresta e disse, “Lì vive mio zio, Lu Boshe, un fratellastro di mio padre. Che ne dici se andiamo lì e chiediamo notizie della mia famiglia e cerchiamo rifugio per la notte?” “Eccellente!” disse il suo compagno Chen Gong, e cavalcarono in quella direzione, smontarono davanti alla porta della fattoria ed entrarono. Lu Boshe li accolse e disse a Cao Cao, “Ho sentito che il governo ha inviato ordini da tutte le parti per arrestarti. Tuo padre è andato a nascondersi a Chenliu. Come è potuto accadere tutto ciò?” Cao Cao gli raccontò e disse, “Se non fosse stato per quest'uomo qui con me, sarei già stato fatto a pezzi.” Lu Boshe si inchinò profondamente davanti a Chen Gong, dicendo, “Sei la salvezza della famiglia Cao. Ma rilassati e riposati, ti troverò un letto nella mia umile dimora.” Lu Boshe quindi si alzò e andò nella camera interna dove stette a lungo. Quando uscì, disse, “Non c'è del buon vino in casa. Andrò al villaggio a prenderne un po' per voi.” E montò in fretta sul suo asino e cavalcò via. I due viaggiatori rimasero seduti a lungo. Improvvisamente udirono nel retro della casa il suono di un coltello che veniva affilato. Cao Cao disse a Chen Gong, “Non è il mio zio naturale. Sto iniziando a dubitare del significato della sua partenza. Ascoltiamo.” Così si incamminarono silenziosamente verso un capanno sul retro. In quel momento qualcuno disse, “Lo leghi prima di ucciderlo, eh?” “Come pensavo” disse Cao Cao, “Ora se non attacchiamo per primi saremo uccisi!”

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Improvvisamente Cao Cao e Chen Gong si scagliarono, spada alla mano, e uccisero tutti gli abitanti della casa, maschi e femmine, in tutto otto persone. Dopo questo perlustrarono la casa. In cucina trovarono un maiale legato pronto ad essere ucciso. “Sei stato troppo sospettoso,” disse Chen Gong, “e abbiamo ucciso degli innocenti!” Cao Cao e Chen Gong istantaneamente montarono a cavallo e andarono via. Presto incontrarono colui che li aveva ospitati, Lu Boshe, sulla via di casa, e sulla sella davanti a lui videro due botti di vino. In mano aveva frutta e ortaggi. “Perché state partendo?” Lu Boshe disse loro. “I ricercati non osano attardarsi,” disse Cao Cao. “Ma gli ho ordinato di uccidere un maiale! Perché rifiutate la mia ospitalità? Vi prego, tornate indietro con me.” Cao Cao non gli prestò attenzione, e spronò il suo cavallo in avanti. Ma improvvisamente sfoderò la spada e tornò indietro verso Lu Boshe. “Chi è quello che sta arrivando?” urlò Cao Cao. Lu Boshe si voltò e guardò indietro, e Cao Cao nello stesso istante infilzò Lu Boshe. Chen Gong era spaventato. “Eravamo già abbastanza in torto,” urlò Chen Gong. “ora cosa significa questo?” “Una volta giunto a casa dopo aver visto la sua famiglia uccisa, credi che avrebbe sopportato pazientemente? Se avesse dato l'allarme e ci avesse seguito, saremmo stati uccisi.” “Uccidere deliberatamente è sbagliato,” disse Chen Gong. “Abbattiamo il mondo piuttosto che lasciare che ci abbatta!” fu la risposta. Chen Gong rimase pensieroso. Si allontanarono per un po', cavalcando al chiaro di luna e bussarono a una locanda per rifugiarsi. Dopo aver dato da mangiare ai loro cavalli, Cao Cao cadde addormentato, ma Chen Gong rimase a riflettere. “L'ho preso per un vero uomo e ho lasciato tutto per seguirlo, ma è crudele come un lupo. Se lo risparmio, farà ancora più danni in futuro,” pensò Chen Gong. Ed egli si alzò con l'intenzione di uccidere il suo compagno. Nel suo cuore giacciono crudeltà e veleno, non è un vero uomo; In niente differisce dal suo nemico Dong Zhuo. Il destino di Cao Cao verrà raccontato nei successivi capitoli.

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Capitolo-410  

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