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Liu Bei incontra un eremita a Nanzhang; Shen Fu visita un nobile signore a Xinye. ----------------------------------------------------------Proprio mentre Cai Mao si stava recando in città, vide Zhao Zilong e i suoi trecento uomini che si avvicinavano. Accadde che, mentre era al banchetto, Zhao Zilong aveva notato alcuni movimenti di soldati e cavalli e si era recato immediatamente nella sala per vedere se il suo signore stava bene. Poiché Liu Bei non era al suo posto, Zhao Zilong aveva iniziato a preoccuparsi e si era recato nella residenza degli ospiti. Qui udì che Cai Mao era andato alla porta ovest con le sue truppe. Perciò prese rapidamente la lancia, montò a cavallo e andò lì, insieme alla sua scorta, in tutta fretta percorrendo la stessa strada. Incontrando Cai Mao vicino alla porta, egli disse, “Dov'è il mio signore?” “Ha lasciato la sala all'improvviso, e non so dove sia andato,” fu la risposta. Zhao Zilong era cauto e attento e non aveva intenzione di agire precipitosamente, perciò diresse il cavallo in avanti finché arrivò al fiume. Lì fu fermato da un torrente senza guado né ponte. Si voltò subito indietro e urlò a Cai Mao, “Hai invitato il mio signore a una festa. Cosa significa questo inseguimento con uno squadrone di cavalli?” Cai Mao rispose, “E' mio dovere sorvegliare gli ufficiali di quarantadue contee che si sono qui riuniti, in qualità di Comandante Capo.” “Dove avete portato il mio signore?” chiese Zhao Zilong. “Mi dicono che ha proseguito da solo attraverso la porta ovest, ma non l'ho visto.” Zhao Zilong era ansioso e dubbioso. Di nuovo cavalcò verso il fiume e si guardò attorno. Questa volta notò un sentiero bagnato sul lato opposto. Pensò tra sé che era quasi impossibile attraversarlo per una persona a cavallo, perciò ordinò al suo seguito di dividersi e cercare. Ma anche loro non riuscirono a trovare tracce di Liu Bei. Zhao Zilong si diresse nuovamente in città. Nel tempo necessario a raggiungere le mura, Cai Mao era già entrato all'interno. Egli interrogò allora i guardiani del cancello, e tutti loro concordarono nel dire che Liu Bei si era recato all'esterno al galoppo. Era tutto ciò che sapevano. Temendo di rientrare in città per paura di cadere in un'imboscata, Zhao Zilong partì per Xinye. Dopo quel meraviglioso balzo sul Torrente Tan che gli aveva salvato la vita, Liu Bei si sentiva euforico ma piuttosto stordito. Non poteva fare a meno di dirsi, “La mia salvezza è dovuta ad un un intervento speciale della Provvidenza.” Seguendo un percorso tortuoso, egli spinse il cavallo verso Nanzhang. Ma il sole sprofondò a ovest e la sua destinazione sembrava ancora molto lontana. Quindi egli vide un giovane bovaro seduto a cavallo di un bufalo, che suonava un flauto corto. “Se solo fossi così felice!” sospirò Liu Bei. www.treregni.it


Fermò il cavallo e guardò il giovane, il quale arrestò la bestia, smise di suonare, e fissò lo sguardo sullo straniero. “Dovete essere Liu Bei, il generale che combatte i Turbanti Gialli,” disse immediatamente il ragazzo. Liu Bei rimase sconcertato. “Come fai a conoscere il mio nome, un giovane campagnolo come te che vive in un luogo così isolato?” disse. “Ovviamente non vi conosco, ma il mio padrone ha spesso visitatori, e tutti loro parlano di Liu Bei, l'uomo alto, le cui mani arrivano fin sotto le ginocchia e dagli occhi molto sporgenti. Dicono che è l'uomo più celebre del momento. Ora voi, generale, siete identico all'uomo di cui parlano, e siete senz'altro lui.” “Bene, chi è il tuo padrone?” “Il nome del mio padrone è Sima Hui. Originario di Yingchuan e il suo appellativo taoista è Specchio d'Acqua.” “Chi sono gli amici del tuo maestro che hai menzionato?” “Sono Pang Degong e Pang Tong di Xiangyang.” “E chi sono?” “Zio e nipote. Pang Degong è dieci anni più vecchio del mio padrone; l'altro è cinque anni più giovane. Un giorno il mio maestro era su un albero che raccoglieva more quando Pang Tong arrivò. Iniziarono a parlare e proseguirono per tutto il giorno, il mio padrone non scese fino a sera. Egli è molto fiero di Pang Tong e lo chiama fratello.” “E dove vive il tuo padrone?” “Nel bosco lì davanti.” disse il bovaro indicandolo. “Lì ha una fattoria.” “Sono davvero Liu Bei, e tu potresti condurmi dal tuo padrone in modo che possa salutarlo.” Il bovaro fece strada per circa un chilometro, quando Liu Bei si trovò davanti ad una fattoria. Smontò da cavallo e si diresse alla porta centrale. Improvvisamente giunse al suo orecchio il suono di un liuto suonato con grande maestria e l'aria era estremamente bella. Fermò la sua guida e non gli permise di annunciare l'arrivo di un visitatore, ma rimase lì, rapito dalla melodia. Improvvisamente la musica cessò. Udì una profonda risata e apparve un uomo, che disse, “Tra i suoni chiari e sottili del liuto, improvvisamente ha risuonato una nota alta come se un nobile uomo fosse vicino.” “Quello è il mio padrone”, disse il giovane, indicandolo. www.treregni.it


Sima Hui

Liu Bei vide davanti a sé una figura snella è dritta come un pino, una figura davvero santa. Precipitandosi avanti egli lo salutò. Le pieghe della sua veste erano ancora bagnate dell'acqua del fiume. “Siete sfuggito a un grave pericolo oggi, Sire,” disse Specchio d'Acqua. Liu Bei rimase ammutolito, e il bovaro disse al suo maestro, “Costui è Liu Bei.” Specchio d'Acqua gli chiese di entrare; e una volta sedutisi nei rispettivi posti di padrone e ospite, Liu Bei diede uno sguardo attorno alla stanza. Sulle mensole erano impilati libri e manoscritti. La finestra si apriva su una squisita immagine di pini e bambù e il liuto giaceva su un giaciglio di pietra. La camera mostrava una raffinatezza di altissimo livello. “Da dove venite, Illustre Sire?” chiese l'uomo di casa. “Per caso passavo da queste parti e il giovane mi ha indicato voi. Perciò sono venuto a inchinarmi alla vostra onorata presenza. Non posso esprimere quale piacere mi da.” Specchio d'Acqua rise, dicendo, “Perché questo mistero? Perché dovete celare la verità? Siete di certo sfuggito a un grave pericolo.” Allora Liu Bei raccontò la storia del banchetto e della fuga. “Lo avevo capito dal vostro aspetto,” disse il padrone di casa. “Il vostro nome è familiare, ma quando è accaduto che, nella presente situazione, siete diventato nient'altro che un diavolo senzatetto?” “Ho subito molti stalli durante la mia vita,” disse Liu Bei, “ed è per uno di essi che sono qui adesso.” “Non dovrebbe essere così. Ma la ragione è che vi manca ancora una persona ad aiutarvi.” “Sono abbastanza insignificante da solo, lo so. Ma ho Sun Qian, Mi Zhu, e Jian Yong nel campo civile, e per quanto riguarda i guerrieri ho Guan Yu, Zhang Fei e Zhao Zilong. Costoro sono tutti aiutanti leali, ed io dipendo non poco da loro.” “I vostri generali combattenti sono abili: adatti ad affrontare una legione. Peccato che non abbiate alcun abile consigliere. I vostri civili non sono che pallidi studiosi di libri, non persone adatte a tessere e controllare il destino.” “Ho sempre bramato di trovare uno di quegli eccezionali eremiti che vivono tra le colline fino www.treregni.it


all'arrivo della loro ora. Per così tanto ho cercato invano.” “Sapete cosa diceva il maestro Confucio, 'In un borgo di dieci famiglie deve esserci una persona fedele.' Potete dire che non ce n'è nessuna?” “Sono ingenuo e non istruito. Vi prego di illuminarmi.” “Avete udito la canzone dei bambini di strada: Tra otto e nove anni comincerà il declino, Quattro anni, poi giunge il giorno del destino, Quando la via mostrerà il fato, E fuori dal fango volerà il drago! “Questa canzone fu udita per la prima volta quando venne adottato il nuovo titolo del regno. La prima riga si è realizzata quando il Protettore Imperiale Liu Biao perse la sua prima moglie, e quando iniziarono i problemi familiari. La riga successiva si riferisce alla morte imminente di Liu Biao, e non vi è una sola persona in tutta la sua moltitudine di ufficiali che abbia la stessa abilità. Le ultime due righe saranno compiute da voi, generale.” Liu Bei si alzò sorpreso, gridando, “Come può essere una cosa del genere?” Specchio d'acqua continuò, “In questo momento le persone eccezionalmente intelligenti sono tutte qui e voi, Sire, dovreste cercarle.” “Dove sono? Chi sono?” disse Liu Bei immediatamente. “Se riusciste a trovare il Drago Dormiente o la Giovane Fenice, potreste ristabilire l'ordine nell'impero.” “Ma chi sono costoro?” Il padrone di casa batté le mani, sorrise e disse, “Bene, molto bene!” Poiché Liu Bei non si arrese e insistette con le sue domande, Specchio d'Acqua disse, “Si sta facendo tardi. Potete passare qui la notte, generale, e parleremo di queste cose domani.” Chiamò un ragazzo a portare vino e cibo per il suo ospite e il suo cavallo fu portato nella stalla e sfamato. Dopo che Liu Bei ebbe mangiato, gli fu mostrata una camera che conduceva nella stanza principale e andò a letto. Ma le parole dell'uomo non sarebbero svanite, e rimase lì sonnecchiando fino a notte fonda. Improvvisamente si svegliò completamente al suono di qualcuno che bussava alla porta. E sentì il padrone di casa dire, “Da dove vieni?” Liu Bei si alzò dal letto e si mise a origliare. Udì il visitatore rispondere, “Da tempo si diceva che Liu Biao trattava le brave e le cattive persone come dovevano essere trattate. Perciò andai a vedere di persona. Ma quella reputazione è immeritata. Egli tratta la brava gente con correttezza ma non sa usarla, e tratta i malvagi nella giusta www.treregni.it


maniera, ma non li allontana. Quindi gli ho lasciato una lettera e sono andato via. Ed eccomi qua.” Specchio d'Acqua rispose, “Tu, tanto capace da essere il consigliere di un re, dovresti riuscire a trovare qualcuno adatto da servire. Perché ti sei abbassato al punto da rivolgerti a Liu Biao? Oltretutto, c'è un vero eroe proprio sotto ai tuoi occhi e non lo riconosci.” “E' come dici,” rispose lo straniero. Liu Bei ascoltò con grande gioia perché pensava che questo visitatore fosse indubbiamente uno dei due che gli era stato consigliato di cercare. Avrebbe voluto mostrarsi quindi, ma pensava che sarebbe sembrato strano. Perciò aspettò fino all'alba, quando cercò l'uomo che lo ospitava. “Chi è venuto la scorsa notte?” disse Liu Bei. “Un mio amico,” fu la risposta. Liu Bei chiese di essere presentato. Specchio d'Acqua disse, “Egli desidera trovare un padrone illuminato, e perciò è andato altrove.” Quando Liu Bei chiese il suo nome, egli rispose solamente, “Bene, bene!” E quando Liu Bei chiese chi fossero coloro che portavano il nome di Drago Dormiente e Giovane Fenice, egli si limitò a pronunciare la stessa risposta. Liu Bei allora, inchinandosi profondamente davanti al padrone di casa, lo pregò di lasciare le colline e aiutarlo a portare a termine la restituzione alla casata regnante dei privilegi che le spettavano. Ma Specchio d'Acqua rispose, “Le persone che abitano le colline e i boschi sono inadatte ad un tale compito. Ciononostante, vi sono certamente persone molto più abili di me che vi aiuteranno se le cercate.” Mentre parlavano, udirono fuori dalla fattoria urla di truppe e nitriti di cavalli, e un servitore venne dicendo che era arrivato un generale con una vasta compagnia di soldati. Liu Bei uscì di corsa a vedere chi fosse e trovò Zhao Zilong. Fu molto sollevato, e Zhao Zilong scese da cavallo ed entrò in casa. “La scorsa notte al mio ritorno a Xinye,” disse Zhao Zilong, “non sono riuscito a trovarvi, mio signore, perciò mi sono messo subito alla ricerca e ho seguito le vostre tracce sin qui. Vi prego di ritornare in fretta, poiché temo un attacco in città.” Perciò Liu Bei prese congedo dall'uomo che l'aveva ospitato, e l'intera compagnia tornò a Xinye. Prima di allontanarsi, apparve un'altra armata e, quando fu vicina, videro Guan Yu e Zhang Fei. Si incontrarono con grande gioia, e Liu Bei raccontò loro quale meraviglioso salto il suo cavallo aveva fatto sul torrente. Tutti espressero sorpresa e piacere. Appena raggiunsero la città, venne convocato un consiglio e Zhao Zilong disse, “Dovreste prima di tutto scrivere una lettera a Liu Biao raccontandogli tutte queste cose.” La lettera venne preparata e Sun Qian la consegnò alla sede del governo nella Città di Jingzhou. www.treregni.it


Venne ricevuto, e Liu Biao chiese immediatamente la ragione della fuga improvvisa di Liu Bei dal festival. Venne quindi consegnata la lettera, e il portatore riferì le macchinazioni di Cai Mao e disse della fuga e dello stupefacente salto sul Torrente Tan. Liu Biao era davvero infuriato, mandò a chiamare Cai Mao, e lo rimproverò sonoramente, dicendo, “Come osi ferire mio fratello?” E ordinò che venisse giustiziato. La moglie di Liu Biao, la sorella di Cai Mao, lo pregò per una remissione della pena di morte, ma Liu Biao rifiutò di lasciarsi mitigare. Quindi parlò Sun Qian, dicendo, “Se mettete Cai Mao a morte, temo che lo Zio Liu Bei non potrà rimanere qui.” Allora Cai Mao venne graziato, ma congedato con un severo rimprovero. Liu Biao mandò suo figlio maggiore, Liu Qi, da Sun Qian per scusarsi. Quando Liu Qi raggiunse Xinye, Liu Bei lo accolse e diede un banchetto in suo onore. Dopo una leggera bevuta, l'ospite d'onore improvvisamente iniziò a piangere e disse, “La mia matrigna, Lady Cai, nutre sempre il desiderio di sbarazzarsi di me, e non so come evitare la sua furia. Potreste consigliarmi, Zio?” Liu Bei scortò Liu Qi lungo la strada e, indicando il suo cavallo, disse, “Io devo la vita a questo cavallo. Se non fosse stato per lui, sarei già sotto le Nove Sorgenti Dorate.” “Non è stata la forza del cavallo, ma la vostra nobile fortuna, Zio.” Si separarono, il giovane piangeva amaramente. Al rientro in città, Liu Bei incontrò una persona in strada che indossava un turbante di canapa, una veste di cotone legata da una cintura nera, e scarpe nere. Egli veniva cantando una canzone: “L'universo è squarciato, ora si avvicina di tutto la fine. La nobile dimora trema, quale trave può fermare la caduta? Un saggio aspetta il suo signore, ma nascosto tra le vallate, Colui che lo cerca non lo conosce, neppure io, comune mortale.” Liu Bei ascoltava. “Di certo costui è una delle persone di cui parlava Specchio d'Acqua,” pensò. Egli smontò da cavallo, parlò all'uomo che cantava, e lo invitò nella sua residenza. Quindi, quando si sedettero, egli chiese il nome dello straniero. “Vengo da Yingchuan, e il mio nome è Shan Fu. Vi conosco di fama da molto tempo, e si dice che apprezziate uomini dotati di abilità. Volevo venire da voi, ma ogni via per ottenere una presentazione sembrava chiusa. Perciò ho pensato di attirare al vostra attenzione cantando quella canzone nella piazza del mercato.”

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Shan Fu

Liu Bei pensava di aver trovato un tesoro e trattò il nuovo arrivato con la massima gentilezza. Quindi Shan Fu parlò del cavallo che aveva visto cavalcare da Liu Bei e chiese di poterlo vedere. Perciò l'animale fu portato in giro. “Non è questo cavallo un Dilu?” disse Shan Fu. “Ma per quanto sia un buon cavallo, mette a rischio il suo padrone. Non dovreste cavalcarlo.” “Ha già compiuto i suoi presagi,” disse Liu Bei, e riferì la storia del salto sul Torrente Tan. “Ma quello è stato salvare il suo padrone, non metterlo a rischio. Di sicuro farà del male a qualcuno alla fine. Ma posso dirvi in che modo evitare il cattivo auspicio.” “Sarei felice di sentirlo,” disse Liu Bei. “Se avete un nemico verso cui mostrare astio, dategli questo cavallo e aspettate finché avrà compiuto i suoi cattivi auspici su questa persona, quindi potrete cavalcarlo in tutta sicurezza.” Liu Bei cambiò colore. “Cosa, signore! Non siete che una nuova conoscenza, e mi consigliate di compiere un'azione malvagia e danneggiare un altro per il mio vantaggio? No, signore! Non posso ascoltare.” Il suo ospite sorrise, dicendo, “La gente diceva che eravate virtuoso. Non potevo chiederlo direttamente, perciò ho escogitato questo modo per mettervi alla prova.” L'espressione di Liu Bei cambiò. Egli si alzò e tornò ai complimenti, dicendo, “Ma come posso essere virtuoso se mi mancano i vostri insegnamenti?” “Quando sono arrivato qui, ho udito la gente dire: “Da quando Liu Bei è venuto qui, benedetto sia quel giorno! Abbiamo avuto buona fortuna, lungo sia il suo soggiorno! “Perciò vedete, gli effetti della vostra virtù si estendono sulla gente comune.” Pertanto Shan Fu fu nominato Comandante Consigliere dell'esercito. L'unica idea che Cao Cao aveva in mente, dopo il suo ritorno a Jizhou, era la cattura di Jingzhou. Egli mandò Cao Ren e Li Dian, con i due fratelli che si erano arresi, Lu Xiang e Lu Kuang, ad accamparsi a Fancheng con trentamila truppe e così minacciare Jingzhou e Xiangyang. Quindi inviò spie a scovare i punti deboli.

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Allora Lu Xiang e Lu Kuang presentarono un'istanza a Cao Ren, dicendo, “Liu Bei sta rafforzando la sua posizione a Xinye e dispone di grandi risorse. E' in atto un grande progetto, e dev'essere fermato. Dalla nostra resa non abbiamo svolto alcun servigio degno di nota e, se ci darete cinquemila soldati, promettiamo di portarvi la testa di Liu Bei.” Cao Ren era semplicemente entusiasta, e la spedizione partì. Gli esploratori riferirono la cosa a Liu Bei, che si rivolse a Shan Fu per un consiglio. Shan Fu disse, “Non bisogna permettergli di attraversare il confine. Mandate Guan Yu e Zhang Fei a sinistra e a destra, ciascuno con mille truppe, una parte per attaccare il nemico in marcia, l'altra per tagliargli la ritirata. Voi e Zhao Zilong effettuerete un attacco frontale.” Guan Yu e Zhang Fei partirono, dopodiché Liu Bei si diresse alla porta con duemila truppe per opporsi al nemico. Prima di riuscire ad allontanarsi videro una gran nuvola di polvere dietro le colline. Questa indicava l'avvicinarsi dei fratelli Lu. Immediatamente, entrambe le parti si schierarono, Liu Bei andò fuori e si fermò presso il suo stendardo. Egli gridò, “Chi siete voi che invadete il mio territorio?” “Sono il grande generale Lu Kuang e ho l'ordine del Primo Ministro di farvi prigioniero!” disse il capo. Liu Bei ordinò a Zhao Zilong di andare fuori, e i due generali si scontrarono. In breve Zhao Zilong, con un colpo di lancia, ebbe la meglio sul suo avversario, e Liu Bei diede il segnale di attaccare. Lu Xiang non poté mantenere la posizione e portò via le truppe. Presto la sua forza si trovò attaccata da un'armata che piombò di lato, guidata da Guan Yu. La perdita ammontava a più della metà degli uomini, e i superstiti fuggirono per salvarsi. A circa cinque chilometri di distanza si trovarono la ritirata sbarrata da un esercito al comando di Zhang Fei, il quale bloccava la strada con una lunga lancia pronta a colpire, urlando, “Zhang Fei sta aspettando!” Egli piombò su Lu Xiang, che venne ucciso senza possibilità di sferrare un colpo. Le truppe fuggirono di nuovo disordinatamente. Vennero inseguite da Liu Bei, e la maggior parte fu uccisa o catturata. Quindi Liu Bei ritornò a Xinye, dove ricompensò Shan Fu e ordinò un banchettò per i suoi soldati vittoriosi. Alcune delle truppe sconfitte riferirono la notizia della morte dei loro comandanti e della cattura dei loro compagni a Cao Ren a Fancheng. Cao Ren, molto angosciato, consultò Li Dian il quale consigliò, “La sconfitta è avvenuta per aver sottovalutato il nemico. Ora dovremmo rimanere dove siamo, resistere, e richiedere rinforzi.” “No,” disse Cao Ren. “Non possiamo sopportare tranquilli la morte di due comandanti e la perdita di così tanti soldati. Dobbiamo vendicarli in fretta. Xinye non è che a un tiro di freccia e non vale la pena disturbare il Primo Ministro.” “Liu Bei è un uomo di metallo,” disse Li Dian. “Non giudicatelo con leggerezza.” www.treregni.it


“Di cosa hai paura?” disse Cao Ren. “La Regola della Guerra dice 'Conoscere il nemico è il segreto della vittoria,'” rispose Li Dian. “Non temo la battaglia, ma non penso che possiamo conquistarli.” “Sei un traditore!” urlò Cao Ren infuriato. “Allora catturerò Liu Bei da solo.” “Fatelo. Io proteggerò la città,” disse Li Dian. “Se non vieni con me, è la prova che sei un traditore,” ribadì Cao Ren. A questo rimprovero, Li Dian si sentì costretto ad unirsi alla spedizione. Perciò prepararono ventimila truppe con cui attraversarono il Fiume Yue per Xinye. Gli ufficiali tutti sentirono dolorosamente, di molte morti, la vergogna, Il capo si mette di nuovo in marcia, poiché la vendetta agogna. Il grado di successo incontrato dalla spedizione verrà riferito nel prossimo capitolo.

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Capitolo-352  

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