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Nel giardino dei Wenming, Dong Zhuo denuncia Ding Yuan; Con Furia Rossa, Li Su corrompe Lu Bu. --------------------------------------------------------------------------------Quello che Cao Cao disse fu questo: “Il male degli eunuchi risale a un tempo remoto, ma la vera causa dell'odierno problema è l'impropria influenza concessa loro dagli imperatori e l'inappropriato favoritismo che hanno ottenuto. Ma un carceriere sarebbe una forza ampia da impiegare contro questo tipo di male, e sbarazzarsi dei principali colpevoli è sufficiente. Perché aumentare la confusione chiamando truppe dalla regione? Presto il desiderio di ucciderli tutti sarebbe noto, e il piano fallirebbe”. “Allora, Cao Cao, hai una qualche strategia dalla tua da portare avanti”, disse He Jin con un ghigno. Cao Cao abbandonò l'incontro proclamando, “L'unico che getterà il mondo nel caos è He Jin!” He Jin spedì quindi velocemente dispacci segreti in lungo e in largo alle diverse basi. Bisogna ricordare che Dong Zhuo aveva fallito nel suo tentativo di distruggere i Turbanti Gialli. Sarebbe stato punito se non avesse corrotto i Dieci Eunuchi per ottenere la loro protezione. In seguito, attraverso degli agganci nella capitale, ottenne rapidamente promozioni da Generale a Generale del Fronte, a Signore di Aoxiang, a Protettore Imperiale nella regione occidentale di Xizhou e Comandante di un esercito di duecentomila truppe. Ma Dong Zhuo aveva il tradimento e la slealtà nel cuore. Così quando ricevette le convocazioni dalla capitale, si rallegrò e non perse tempo nell'obbedire. Lasciò un genero, Comandante Imperiale Niu Fu, a bada degli affari di Xizhou e partì per Luoyang. Dong Zhuo prese con sé un enorme esercito e quattro generali (Li Jue, Guo Si, Zhang Ji, e Fan Chou). Il consigliere e genero di Dong Zhuo, Li Ru, disse, “Sebbene sia giunta una comunicazione ufficiale, ci sono molti punti oscuri in essa. Sarebbe bene spedire un memoriale che dichiari i nostri scopi e intenti. Dopodiché potremo procedere.” Così Dong Zhuo scrisse qualcosa del genere: “Il vostro servo sa che le continue ribellioni devono la loro origine a Zhang Rang e ai Custodi Regolari dell'Ufficio Interno, che agiscono contro tutti i precetti riconosciuti. Ora per fermare l'ebollizione di una teiera il modo migliore è spegnere il fuoco; tagliare un ascesso, per quanto doloroso, è meglio che nutrire il male. Mi sono permesso di intraprendere un'avanzata militare verso la capitale, col vostro permesso, e ora prego che Zhang Rang e gli altri eunuchi siano rimossi per la felicità della dinastia e dell'impero.” He Jin lesse il memoriale e lo mostrò ai suoi partigiani. Allora il ministro Zheng Tai disse, “Una feroce bestia selvaggia: se verrà, la sua preda saranno gli uomini!” He Jin rispose, “Sei troppo timoroso. Non sei all'altezza dei grandi progetti.” Ma anche Lu Zhi disse, “Conosco da molto tempo quest'uomo. In apparenza innocente, è un vero lupo nell'animo. Facendone uno di voi ne conseguiranno delle calamità. Fermatelo, non fatelo venire, e così eviterete la burrasca.” www.treregni.it


He Jin era ostinato, e sia Zheng Tai che Lu Zhi abbandonarono i loro posti e si ritirarono, lo stesso fecero più della metà dei ministri di stato, mentre He Jin mandò un caldo benvenuto a Dong Zhuo, che presto si accampò presso il lago Shengchi e stazionò fuori senza fare ulteriori movimenti. Zhang Rang e gli eunuchi sapevano che questa mossa era diretta contro di loro e dissero, “Questa è opera di He Jin. Se non attacchiamo per primi, i nostri clan verranno sterminati.” Così nascosero una banda di cinquanta spie presso la Porta della Grande Virtù nel Palazzo della Felicità, dove viveva l'imperatrice, dopodiché andarono ad incontrarla. Dissero, “Il Generale, fingendo di agire dietro comando, ha radunato gli eserciti nella capitale per distruggerci. Vi preghiamo, Vostra Maestà, abbiate pietà di noi e salvateci!” “Andate dal Generale e confessate le vostre colpe,” disse l'imperatrice. “Se lo facessimo, allora saremo ridotti in poltiglia! Piuttosto convocate il Generale alla vostra presenza e ordinategli di desistere. Se non lo farà, allora pregheremo di morire al vostro cospetto.” L'imperatrice He diede l'ordine richiesto. He Jin stava proprio andando da lei quando il Segretario Chen Lin gli consigliò di non entrare, dicendo, “Ci sono sicuramente gli eunuchi dietro l'ordine e vogliono farti del male.” Ma He Jin riusciva a vedere solo l'ordine dell'imperatrice ed era cieco a tutto il resto. Egli disse, “Chiaramente, questo è un editto dell'imperatrice. Che può venirne di male?” “Il nostro complotto non è più un segreto,” disse Yuan Shao. “Certo puoi andare se sei pronto a combattere.” “Portate prima fuori gli eunuchi!” disse Cao Cao. “Sciocchi mocciosi!” disse He Jin, “Cosa possono fare contro colui che tiene le forze dell'impero nel palmo della sua mano?” Yuan Shao disse, “Se andrai, allora verremo come scorta, solo per precauzione.” Quindi sia Yuan Shao che Cao Cao scelsero i cinquecento migliori uomini sotto il loro comando, al capo dei quali c'era Yuan Shu, fratello di Yuan Shao. Yuan Shu, con indosso una cotta di maglia, condusse le sue truppe fuori dalla Città Proibita, mentre Yuan Shao e Cao Cao, con le spade sguainate, andarono come scorta. Quando He Jin si avvicinò al Palazzo della Felicità, gli ufficiali dall'Ufficio Interno dissero, “Gli ordini sono di far entrare il Maresciallo Reggente e nessun altro.” Così la scorta rimase fuori. He Jin entrò dentro orgoglioso. Alla Porta della Grande Virtù, fu accolto da Zhang Rang e Duan Gui, e i loro seguaci presto lo accerchiarono. He Jin cominciò ad allarmarsi. Quindi Zhang Rang con voce aspra cominciò ad avvilirlo: “Quale crimine aveva compiuto l'imperatrice Dong tale da essere condannata a morte? E quando la Madre del Paese è stata sepolta, www.treregni.it


chi si finse malato e non si presentò? Noi abbiamo innalzato te e la tua insignificante famiglia di commercianti a tutta la dignità e al valore che hai, e questa è la tua gratitudine! Ci uccideresti. Ci chiami sordidi e sporchi: chi farà pulizia?” He Jin era in preda al panico e si guardò intorno cercando una via di fuga, ma tutte le porte erano state chiuse. Gli eunuchi gli si accostarono, e allora gli assassini comparvero e tagliarono He Jin a metà. Si chiudono i giorni degli Han, e gli anni del loro dominio sono quasi spenti, Stupido e privo di tattica era He Jin, sebbene detenesse il più alto degli uffici, Molti sono stati ad avvisarlo, ma fu sordo e non ascoltò, Pertanto cadde vittima delle spade degli eunuchi. Così He Jin morì. Yuan Shao e Cao Cao aspettarono a lungo. Ancora e ancora, impazienti per il ritardo, chiamarono dalla porta, “La vostra carrozza vi attende, Generale!” In risposta la testa di He Jin fu gettata oltre il muro. Fu proclamato un decreto: “He Jin ha ordito un tradimento e pertanto è stato ucciso! I suoi complici sono perdonati.” Yuan Shao urlò, “Gli eunuchi hanno ucciso il Primo Ministro. Che coloro che vogliono uccidere questi malvagi mi assistano!” Allora uno dei generali di He Jin, Wu Kang, incendiò la porta. Yuan Shu a capo delle sue guardie irruppe e si precipitò ad uccidere gli eunuchi senza badare all'età o al grado. Yuan Shao e Cao Cao penetrarono nella parte interna del palazzo. Quattro degli eunuchi (Zhao Zhong, Cheng Kuang, Xia Yun e Guo Sheng) fuggirono verso gli alloggi del Fiore Blu, dove furono fatti a pezzi. Il fuoco divampò, distruggendo gli edifici. Quattro dei Dieci Custodi Regolari (Zhang Rang, Duan Gui, Cao Jie e Hou Lan) Condotti da Zhang Rang portarono fuori l'imperatrice, l'imperatore Bian, e il principe Xian di Chenliu verso il Palazzo del Nord. Lu Zhi, da quando aveva abbandonato l'ufficio, restava in casa, ma sentendo della rivoluzione a palazzo indossò l'armatura, prese la lancia, e si preparò a combattere. Vide l'eunuco Duan Gui trascinare con sé l'imperatrice e lo chiamò, “Tu ribelle, come osi portar via l'imperatrice?” Il Generale Wu Kang irruppe da uno degli ingressi interni e trovò He Miao, con la spada in mano. “Anche tu eri coinvolto nel complotto per uccidere il tuo proprio fratello,” urlò Wu Kang. “Morirai insieme agli altri!” “Lasciateci uccidere colui che ha cospirato contro il proprio fratello!” urlarono in molti. He Miao si guardò intorno. I suoi nemici lo circondarono da ogni lato. Fu fatto a pezzi. Yuan Shu ordinò ai suoi soldati di sparpagliarsi e cercare tutte le famiglie degli eunuchi, non risparmiando nessuno. In quel massacro molti ragazzi furono uccisi per errore. www.treregni.it


Cao Cao si impegnò nell'estinguere l'incendio. Successivamente pregò l'imperatrice di dirigere gli affari, e i soldati furono inviati alla ricerca di Zhang Rang e al salvataggio del giovane imperatore e del giovane principe di Chenliu. Nel frattempo, Zhang Rang e Duan Gui avevano portato lontano l'imperatore e il principe. Si mossero oltre il fumo e il fuoco e viaggiarono senza sosta fino a raggiungere le Colline di Beimang. Erano le tre. Udirono un grande grido dietro di loro e videro soldati all'inseguimento. Il loro capo, Min Gong, un comandante di Henan, stava urlando, “Traditori, fermatevi, fermatevi!” Zhang Rang, capendo di essere perduto, saltò nel fiume, dove affogò. I due ragazzi, ignari del significato di tutta questa confusione e terrorizzati, non osarono emanare un urlo. Strisciarono tra l'erba alta sulla sponda del fiume e si nascosero. I soldati si mossero in tutte le direzioni ma non riuscirono a trovarli. Così rimasero fino alle quattro, tremanti dal freddo e bagnati e affamati. Rimasero inginocchiati nell'erba alta e piansero abbracciati l'un l'altro, in silenzio, perché nessuno li scoprisse. “Non è un posto in cui possiamo restare,” disse il principe Xian. “Dobbiamo trovare una via d'uscita.” Così i due bambini legarono insieme i loro abiti e riuscirono a strisciare sulla riva. Erano in mezzo agli arbusti, ed era quasi buio. Non potevano vedere nulla. Erano disperati quando, ad un tratto, milioni di lucciole si sollevarono vicino a loro si mossero in cerchio di fronte all'imperatore. “Dio ci assiste,” disse il principe Xian. Seguirono le lucciole come ipnotizzati e pian piano giunsero ad una strada. Camminarono finché i loro piedi furono troppo doloranti per proseguire, quando, vedendo un mucchio di paglia vicino alla strada, strisciarono verso di esso e si stesero. Questo mucchio di paglia era vicino a una fattoria. Durante la notte, mentre il contadino dormiva, egli ebbe una visione in cui due soli rossi splendenti cadevano dietro la sua abitazione. Atterrito dal prodigio, si vestì in fretta e furia e andò fuori per guardare. Allora vide una luce intensa provenire da un mucchio di paglia. Si mosse in quella direzione e scorse due giovani che giacevano dietro esso. “A quale casa appartenete, giovanotti?” chiese il contadino. L'imperatore era troppo spaventato per rispondere, ma il suo compagno disse, “Egli è l'imperatore. C'è stata una rivoluzione nella Città Proibita, e noi siamo fuggiti. Io sono suo fratello, il Principe di Chenliu.” Il contadino si inchinò più volte e disse, “Il mio nome è Cui Yi. Mio fratello è l'ex Ministro degli Interni. Mio fratello era disgustato dal comportamento degli eunuchi e perciò si dimise e si nascose qui.” I due giovani furono accolti nella fattoria, e il padrone di casa li ristorò restando in ginocchio. Si diceva che Min Gong era andato in cerca dell'eunuco Duan Gui. In poco tempo egli lo raggiunse www.treregni.it


e urlò, “Dov'è l'imperatore?” “E' scomparso! Non so dov'è!” Min Gong uccise Duan Gui e attaccò la testa sanguinante sul collo del suo cavallo. Poi inviò le sue truppe in tutte le direzioni, e si mise egli stesso alla ricerca. Era giunto ormai alla fattoria. Cui Yi, vedendo cosa pendeva dal collo del cavallo, lo interrogò e, soddisfatto della storia, lo condusse dall'imperatore. L'incontro fu commovente. Tutti furono mossi alle lacrime “Lo stato non può restare senza il suo reggente,” disse Min Gong. “Prego Vostra Maestà di ritornare in città.” Alla fattoria avevano solamente una giumenta, che sellarono per l'imperatore. Il giovane principe fu messo sul destriero di Min Gong. E così lasciarono la fattoria. Non oltre un chilometro e mezzo da essa, si imbatterono in altri ufficiali e parecchie centinaia di guardie e soldati che formavano una imponente cavalleria. Tra loro c'erano Wang Yun, Ministro degli Interni; Yang Biao, Gran Comandante; Chunyu Qiong, Comandante dell'Armata Sinistra; Zhao Meng, Comandante dell'Armata Destra; Bao Xin, Comandante della Retrovia; e Yuan Shao, Comandante dell'Armata Centrale. Le lacrime scorsero senza sosta appena i ministri videro il loro imperatore. Un uomo fu inviato davanti alla capitale per esporre la testa dell'eunuco Duan Gui. Appena fu loro possibile, misero l'imperatore su un destriero migliore e il giovane principe ebbe un cavallo tutto suo. Così l'imperatore ritornò a Luoyang, e questo è quello che è accaduto, come dice la canzonetta dei bambini: Anche se l'imperatore non governa, anche se il principe incarichi non ha, Una splendente cavalleria viene giù dalla Colline di Beimang. La cavalleria non era andata lontano quando videro avvicinarsi un enorme corpo di soldati con stendardi sventolanti che nascondevano il sole e sollevavano una enorme nuvola di fumo. Gli ufficiali impallidirono, e l'imperatore si allarmò notevolmente. Yuan Shao avanzò a cavallo. “Chi sei tu?” disse Yuan Shao. Da sotto l'ombra di uno stendardo colorito si mosse un condottiero, che disse, “Avete voi l'imperatore?” L'imperatore era troppo nel panico per rispondere, ma il Principe di Chenliu cavalcò in avanti e urlò. “Chi siete?” “Dong Zhuo, Protettore Imperiale della regione di Xizhou.” “Siete venuti per proteggere il carro o per rubarlo?” disse il principe Xian. “Sono venuto per proteggerlo,” disse Dong Zhuo. “Se è così, l'imperatore è qui. Perché non smontate da cavallo?” Dong Zhuo scese in fretta e fece un inchino sulla sinistra della strada. Allora il principe Xian parlò www.treregni.it


cortesemente con lui. Il principe si era comportato in maniera perfetta dal primo all'ultimo, tanto che Dong Zhuo nel suo cuore ammirò il suo comportamento, ed espresse il desiderio di destituire l'imperatore in favore del Principe di Chenliu. Raggiunsero il palazzo lo stesso giorno, e ci fu un commovente colloquio con l'imperatrice He. Ma una volta ristabilito l'ordine a palazzo, il Sigillo Ereditario Imperiale, il sigillo speciale dell'imperatore, era scomparso. Dong Zhuo si accampò all'esterno delle mura, ma ogni giorno veniva visto per strada con una scorta di soldati in armatura, tanto che la gente comune era in uno stato di costante trepidazione. Egli andava anche dentro e fuori dal palazzo incurante delle regole di proprietà. Il Comandante della Retrovia Bao Xin parlò del comportamento di Dong Zhuo a Yuan Shao, dicendo, “Quest'uomo nutre intenti malvagi e dev'essere eliminato.”

Bao Xin

“Non si può far nulla finché il governo non sarà più stabile,” disse Yuan Shao. Allora Bao Xin vide il Ministro degli Interni Wang Yun e gli chiese cosa pensasse. “Parliamone,” fu la risposta. Bao Xin non disse altro ma lasciò la capitale e si ritirò sulle Montagne Taishan. Dong Zhuo indusse i soldati dei due fratelli He Jin e He Miao a mettersi sotto al proprio comando, e parlò in privato con il suo consigliere Li Ru circa la deposizione dell'imperatore in favore del Principe di Chenliu.

Li Ru

“Il governo è in realtà senza un capo. Non potrebbe esserci occasione migliore di questa per portare a termine il nostro piano. Un ritardo rovinerebbe tutto. Domani riunisci gli ufficiali nel Giardino Wenming e segnala la questione. Metti a morte tutti gli oppositori, e il tuo prestigio sarò assicurato.” Così parlò Li Ru, e le sue parole piacquero molto a Dong Zhuo.

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Così il giorno seguente Dong Zhuo organizzò un banchetto e invitò molti ospiti. Poiché tutti gli ufficiali lo temevano, nessuno osò assentarsi. Lo stesso Dong Zhuo si diresse per ultimo al giardino e prese posto con la spada pronta ad essere estratta. Quando ebbe fatto il giro diverse volte, Dong Zhuo fermò il servizio e la musica e iniziò a parlare. “Ho qualcosa da dire. Ascoltate tutti in silenzio!” Tutti si voltarono verso di lui. “L'imperatore è il signore di tutti. Se manca di dignità e si comporta in modo inappropriato, egli non è l'erede adatto alle prerogative degli antenati. Colui che è adesso sul trono è un debole, inferiore al Principe di Chenliu in intelligenza e amore per l'apprendimento. Il principe è adatto al trono sotto ogni aspetto. Desidero deporre l'imperatore e mettere il principe al suo posto. Cosa ne pensate?” L'assemblea ascoltò in perfetto silenzio, all'inizio nessuno osò pronunciare una parola di dissenso. Ma uno lo fece; poiché all'improvviso un ospite si alzò dal proprio posto, colpì il tavolo e urlò. “No! No! Chi sei tu per osar proferire tali insolenti parole? L'imperatore è figlio del vecchio imperatore e non ha commesso errori. Perché dunque deve essere deposto? Sei un ribelle?” A parlare fu Ding Yuan, Protettore Imperiale di Bingzhou.

Ding Yuan

Dong Zhuo fissò Ding Yuan, ruggendo, “C'è vita per quelli che sono con me, morte per coloro che sono contro!” Dong Zhuo sfoderò la sua spada e si preparò ad attaccare l'oppositore. Ma il vigile Li Ru aveva notato in piedi dietro a Ding Yuan un suo subordinato dall'aspetto particolarmente inquietante, che stava impugnando una alabarda in modo minaccioso, e i cui occhi scintillavano di rabbia. Allora Li Ru si intromise rapidamente, dicendo, “Ma questa è la camera del banchetto, e gli affari di stato dovrebbero restare fuori. Le questioni potranno essere discusse appieno domani.” I suoi seguaci persuasero Ding Yuan ad uscire, e dopo che si fu allontanato Dong Zhuo disse, “Ciò che ho detto era giusto e ragionevole?” “Hai commesso un errore, Illustre Signore,” disse Lu Zhi. “Degli imperatori del passato Tai Jia della dinastia Shang non era tollerante. Pertanto il saggio ministro Yi Yin lo segregò nel Palazzo Tong finché non cambiò. Più tardi il Principe di Changyi ascese al trono, e in ventisette giorni commise più di tremila errori categorici. Pertanto il Maresciallo Reggente Huo Gong dichiarò nel tempio degli antenati che il Principe di Changyi era stato deposto. Il nostro imperatore odierno è giovane, ma è intelligente, benevolo, e saggio. Non ha commesso un singolo errore. Voi, Sire, siete un protettore imperiale di una ragione di frontiera e non un ufficiale cittadino e non avete avuto www.treregni.it


esperienza nell'amministrazione statale. Né avete le pure intenzioni di Yi Yin1 e Huo Guang2 che qualificarono le loro azioni. Il saggio disse 'Solo con il proposito di Yi Yin si può tentare un'azione come quella di Yi Yin. Altrimenti, tale azione è un tradimento.'” Dong Zhuo sfoderò rabbiosamente la spada per uccidere l'impudente Lu Zhi, ma altri due ufficiali protestarono. “Il ministro Lu Zhi è il fulcro dell'intero paese, e la sua morte violenta smuoverebbe i cuori di tutto il popolo!” disse i Consiglieri di Corte Cai Yong e Peng Bo. Dong Zhuo allora fermò la sua mano. Poi Wang Yun disse, “Una grande questione come la deposizione e la sostituzione degli imperatori non può essere discussa dopo un banchetto a base di vino. Rimandiamolo ad un'altra occasione.” Così gli ospiti si dispersero. Dong Zhuo rimase sulla porta con la spada sguainata guardandoli andarsene. Restando così, Dong Zhuo notò un lanciere galoppare verso di loro su un fiero destriero e chiese a Li Ru chi fosse. “E' Lu Bu, il figlio adottivo di Ding Yuan. Devi stare alla larga da lui, mio signore.” Dong Zhuo entrò dentro, in modo da non essere visto. Ma il giorno successivo fu informato che Ding Yuan era andato via dalla città con un piccolo esercito e lo stava sfidando a una battaglia. Dong Zhuo, con il suo esercito, andò di corsa ad accettare la sfida. E le due armate furono schierate in maniera appropriata. Lu Bu era un'imponente figura nella prima linea. I suoi capelli erano raccolti da un magnifico copricapo d'oro, e aveva indosso un abito adorno di motivi floreali, un elmo adorno con la coda di un fagiano, e una corazza, e attorno alla vita c'era una luccicante cintura di giada con una borchia raffigurante la testa di un leone. Con la lancia in posizione, cavalcò dietro al suo maestro Ding Yuan.

Lu Bu 1 Yi Yin era un aiutante e primo ministro di Re Tang, il fondatore della Dinastia Shang. Dopo la morte di Re Tang, Yi Yin servì i suoi figli e suo nipote. Subito dopo Tai Jia, nipote di Re Tang, salì al trono, egli commise molti errori, e Yi Yin, agendo come reggente, esiliò Tai Jia nel Palazzo Tong (il luogo di sepoltura di Re Tang). Tre anni dopo, Yi Yin gli restituì il trono. Tai Jia in seguito divenne un imperatore illuminato. La Dinastia Shang durò per 650 anni (1700-1050 a.C.). fu quest'atto di Yi Yin piuttosto che i suoi servigi nel costruire un impero che lo hanno reso immortale. Se avesse fatto bene a detronizzare temporaneamente il re fu una questione aperta, finché venne presentato un verdetto finale da Mencio che riteneva che i suoi fini giustificassero ampiamente i mezzi. Questo evento storico attesta l'estensione del potere esercitato da un primo ministro in quei giorni. 2 Huo Guang (?-68 a.C.) un generale e reggente di Han. Dopo che l'imperatore Wu (Liu Che) morì, Huo Guang divenne reggente di tre imperatori consecutivi, e il secondo era stato il Principe di Changyi, che rimase sul trono per soli ventisette giorni. Huo Guang aveva dichiarato il Principe di Changyi inadatto al trono e l'aveva deposto. Anche se Huo Guan contribuì molto alla stabilizzazione dell'impero, dopo la sua morte, venne allontanato dall'imperatore e la maggior parte della sua famiglia vene giustiziata per accuse cospirative. www.treregni.it


Ding Yuan, cavalcando in avanti, con il dito puntato contro Dong Zhuo, iniziò a insultarlo. “Davvero infelice era questo paese quando gli eunuchi divennero così potenti che il popolo, sotto i loro piedi, veniva calpestato nel fango. Ora tu, privo di qualsiasi merito, osi parlare della deposizione del giusto imperatore e di metterne un altro al suo posto. Questo è un desiderio di rivolta, e nient'altro!” Dong Zhuo non poté rispondere perché Lu Bu, pronto allo scontro, cavalcò dritto verso di lui. Dong Zhuo fuggì e l'esercito di Ding Yuan avanzò. La battaglia volse a favore di Ding Yuan, e le truppe sconfitte si ritirarono di sedici chilometri e costruirono un altro accampamento. Qui Dong Zhuo chiamò i suoi ufficiali a consiglio. “Questo Lu Bu è un portento,” disse Dong Zhuo. “Se solo fosse al mio fianco, sconfiggerei il mondo intero!” A questo punto un uomo avanzò dicendo, “Rallegrati, mio signore! Io sono un suo compaesano e lo conosco bene: è valoroso, ma non è scaltro, abbandonerà i suoi principi, appena vedrà dei vantaggi. Con questa piccola, tagliente lingua che possiedo, posso convincerlo ad arrendersi e a venire al tuo fianco.” Dong Zhuo ne era lieto e fissò con ammirazione colui che era appena intervenuto. Egli era Li Su, un generale nell'Esercito Imperiale della Tigre. “Che argomenti userai con lui?” chiese Dong Zhuo. “Possiedi uno splendido cavallo, Furia Rossa, uno dei migliori mai visti. Devo avere questo destriero, e oro e perle per vincere il suo cuore. Dopodiché andrò a convincerlo. Abbandonerà di certo il servizio di Ding Yuan per il tuo.” “Cosa ne pensi?” chiese Dong Zhuo al suo consigliere Li Ru. “Non si può rifiutare un cavallo per vincere un impero,” fu la risposta. Così diedero a Li Su ciò che aveva chiesto (mille once d'oro, dieci collane di perle, una cintura di gioielli, e Furia Rossa) e questi accompagnarono Li Su nella sua visita al suo compaesano. Li Su raggiunse l'accampamento e disse alle guardie, “Per favore dite al generale Lu Bu che un vecchio amico è venuto a fargli visita.” Fu ammesso all'interno. “Valoroso fratello, sei stato bene dal nostro ultimo incontro?” salutò Li Su inchinandosi. “Da quanto tempo non ci vediamo!” rispose Lu Bu, inchinandosi a sua volta. “E dove stai adesso?” “Sono un generale nell'Esercito Imperiale della Tigre. Quando ho saputo che eri un forte sostenitore del trono, non posso dire quanto mi sono rallegrato. Sono venuto a presentarti un bellissimo cavallo, un cavallo da cinquecento chilometri al giorno, uno che attraversa i fiumi e scala le montagne come fossero distese pianeggianti. Il suo nome è Furia Rossa. Sarà un aiuto notevole al tuo valore.” www.treregni.it


Lu Bu ordinò alle sue guardie di portar fuori il cavallo. Era di un manto rosso splendente come quello del sole (la chioma non era di un colore diverso). Misurava dieci spanne dalla testa alla coda e otto spanne dallo zoccolo al collo. Quando nitriva, il suono riempiva l'empireo e faceva tremare l'oceano.

Furia Rossa

Osserva il cavallo veloce e instancabile, guarda la polvere, calpestata dai suoi zoccoli, sollevarsi in nuvoloni, Ora attraversa un fiume, dopo risale una collina, facendo a pezzi la purpurea foschia, Beffardo spezza le redini, scuote dal suo capo le briglie ingioiellate, E' un fiero dragone disceso dal più alto dei cieli. Lu Bu era lieto del cavallo e disse, “Che cosa potrei dare in cambio di tale creatura?” “Che cosa posso aspettarmi in cambio? Sono venuto da te senza pensare a cosa sarebbe equo,” rispose Li Su. Fu portato del vino e bevvero. “Ci siamo visti davvero poco, ma incontro sempre il tuo onorabile padre,” disse Li Su. “Sei ubriaco,” disse Lu Bu. “Mio padre è morto da anni.” “Non lui; parlavo di Ding Yuan, l'uomo del momento.” Lu Bu iniziò: “Sì, sono con lui, ma solamente perché non posso fare di meglio.” “Sire, il vostro talento è più alto dei cieli, più profondo dei mari. Chi in tutto il mondo non si inchina di fronte al vostro nome? Fama, ricchezza e onori sono vostri per diritto. E voi dite che non potete fare di meglio che restare un subordinato!” “Se solo trovassi un maestro da servire,” disse Lu Bu. “L'uccello scaltro sceglie il ramo dove posarsi; il servo saggio sceglie il maestro da servire. Cogli l'occasione quando si presenta, perché il ripensamento giunge troppo tardi.” “Ora tu sei nel governo. Chi pensi sia il più coraggioso di tutti?”, chiese Lu Bu. “Disprezzo tutti eccetto Dong Zhuo. Egli è uno che rispetta la saggezza e venera la disciplina; è selettivo nell'elargire ricompense e punizioni. Di sicuro è destinato ad essere un grande uomo.” Lu Bu disse, “Vorrei poterlo servire, ma non c'è modo temo.”

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Allora Li Su tirò fuori le sue perle, l'oro e la cintura di gioielli e li mostrò davanti al suo ospite. “Cosa sono questi? Cosa significa?” disse Lu Bu. “Manda via i sorveglianti,” chiese Li Su. E continuò, “Dong Zhuo rispetta da tempo il tuo coraggio e ti ha portato questi per mano mia. Anche Furia Rossa è un regalo da parte sua.” “Ma, se mi ama a tal punto, cosa potrei dare io in cambio?” Li Su disse, “Se uno stupido seguace come me può essere un generale nell'Esercito Imperiale della Tigre, è impossibile dire quali onori aspettano te.” “Sono spiacente di non potergli offrire alcun servigio degno di nota.” Li Su disse, “Esiste qualcosa che puoi fare, e qualcosa di estremamente semplice da portare a termine; ma non lo faresti.” Lu Bu meditò a lungo in silenzio, dopo disse, “Posso uccidere Ding Yuan e portare i suoi soldati dalla parte di Dong Zhuo. Cosa ne pensi?” “Se lo facessi, non ci sarebbe servigio più grande. Ma è una cosa che dev'essere fatta in fretta.” E Lu Bu promise al suo amico che avrebbe portato a termine l'impresa e che sarebbe tornato in giornata. Così Li Su prese il via. Quella notte, alle ore due, Lu Bu entrò, con la spada impugnata, nella tenda del suo maestro. Trovò Ding Yuan che leggeva alla luce di una candela. Vedendo chi era, Ding Yuan disse, “Figlio mio, che succede?” “Sono un eroe coraggioso,” disse Lu Bu. “Non credere che io voglia essere tuo figlio!” “Perché questo mutamento, Lu Bu?” Come risposta Lu Bu diede un taglio, e la testa di Ding Yuan cadde a terra. Quindi Lu Bu chiamò i sorveglianti e disse, “Era un uomo ingiusto, e l'ho ucciso. Chi è con me può restare. Gli altri possono partire.” La maggior parte scappò via. Il giorno seguente, con la testa dell'uomo assassinato, Lu Bu andò da Li Su, che lo condusse da Dong Zhuo. Questi lo ricevette con un caldo benvenuto e gli fece servire del vino. “Il tuo arrivo è benvenuto come la rugiada rinfrescante sull'erba bruciata,” disse Dong Zhuo. Lu Bu lasciò che Dong Zhuo si sedesse e poi fece un inchino, dicendo, “Prego, lasciate che mi inchini a voi come foste il mio padre adottivo!” Dong Zhuo diede al suo alleato appena conquistato un'armatura dorata e vesti di seta e organizzò un banchetto di benvenuto. Dopo si separarono. www.treregni.it


Da quel momento il potere e l'influenza di Dong Zhuo crebbero rapidamente. Diede il principato di Hu (un antico stato) e il rango di Comandante dell'Armata Sinistra a suo fratello Dong Min. Nominò Lu Bu Signore di Luoyang, Comandante del Distretto della Capitale, e Comandante della Cavalleria. Dong Zhuo si auto-nominò Ministro dei Lavori Pubblici, Gran Comandante, e Comandante dell'Armata Frontale. Il consigliere Li Ru non cessò mai di persuaderlo a desistere dal progetto di deporre il giovane imperatore. L'ormai onnipotente Dong Zhuo preparò un banchetto nella capitale al quale furono invitati tutti gli ufficiali di stato. Egli ordinò inoltre a Lu Bu di posizionare una compagnia di uomini armati su entrambi i lati pronta ad agire. Il banchetto iniziò e diverse portate vennero servite, nulla di diverso da qualunque altro banchetto. Poi improvvisamente il padrone di casa si alzò e sfoderò la spada, dicendo “Colui che sta sopra di noi, essendo debole e irrisoluto, non è adatto ai doveri della sua posizione. Pertanto io, come in antichità fecero Yi Yin e Huo Guang, metterò da parte questo imperatore dandogli il titolo di Principe di Hongnong, e metterò sul trono l'odierno Principe di Chenliu. E coloro che non mi sostengono patiranno la morte.” La paura li attanagliò e rimasero in silenzio, tutti tranne Yuan Shao che disse, “L'imperatore era innocente di ogni colpa, e deporlo in favore di uno qualunque è una ribellione e nient'altro!” “L'impero è nelle mie mani!” urlò Dong Zhuo. “Se decido di fare questa cosa, chi oserà opporsi? Pensi che la mia spada manchi di lama?” “Se la tua spada è affilata, la mia non è mai smussa!” disse Yuan Shao mentre la sua spada spuntava fuori dalla guaina. I due uomini erano faccia a faccia in mezzo ai festanti. Quando Ding Yuan fu assassinato a tradimento, Grande fu la perdita per Yuan Shao in quel momento. Il destino di Yuan Shao sarà discusso nei capitoli successivi.

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Capitolo-310