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Assediato a Tushan, Guan Yu pone tre condizioni; Ripresosi a Baima, Cao Cao assiste a un prodigio. --------------------------------------------------------------Il piano per indurre Guan Yu ad abbandonare l'alleanza coi suoi fratelli stava per essere annunciato da Cheng Yu, "Poiché Guan Yu è molto più coraggioso dei guerrieri ordinari, egli può essere superato solamente grazie a un'astuzia superiore. Ora mandate alcuni dei soldati catturati, che di recente erano entrati a far parte dell'esercito di Liu Bei, a Xiapi, dove diranno di essere ritornati. Essi diverranno così nostri alleati all'interno. Quindi un attacco e una finta sconfitta spingeranno Guan Yu ad allontanarsi dalla città. E la strada per il ritorno gli verrà tagliata." Cao Cao accettò la strategia, e una parte delle truppe che di recente erano state a Xuzhou venne mandata in città. Guan Yu credette alla loro storia e si fidò di loro. Così fu permesso loro di rimanere. Dopo che questa parte del piano fu conclusa, Xiahou Dun condusse avanti cinquecento truppe contro la città. In un primo momento, Guan Yu non accettò la sfida. Ma provocato dagli uomini mandati ai piedi delle mura ad insultarlo, la rabbia ebbe la meglio su di lui, ed egli uscì all'esterno con tremila truppe. Dopo che i comandanti si furono scambiati una decina di colpi, Xiahou Dun ordinò la ritirata. Guan Yu lo inseguì. Xiahou Dun si fermò e oppose resistenza, quindi fuggì di nuovo. Alternando quindi fughe a combattimenti, spinse Guan Yu a undici chilometri da Xiapi. A quel punto Guan Yu, ricordando all'improvviso il rischio corso dalla città, ritirò il suo esercito per tornare indietro. Presto, al suono di una bomba di segnalazione, si mossero da destra e sinistra due corpi di truppe condotti da Xu Huang e Xu Chu che gli sbarrarono la strada. Guan Yu si affrettò lungo una strada che sembrava offrire una ritirata, ma da entrambi i lati i suoi nemici imboscati iniziarono a tirare con le loro balestre, e le frecce volavano come locuste nel vento. Non riuscì a trovare una via per attraversare, e tornò indietro. Quindi i due lati si unirono per attaccarlo. Egli li mise in fuga e prese la strada per tornare in città, ma subito dopo si presentò di nuovo Xiahou Dun e lo attaccò ferocemente come prima. Si fece sera e Guan Yu era ancora circondato, egli salì quindi su una collinetta delle Montagne Tushan sulla quale si accampò per riposarsi. Guan Yu era circondato da nemici da tutte le parti. Dopo un po', guardando verso la città, egli vide il bagliore del fuoco. Significava che i traditori, che erano venuti ad arrendersi, avevano aperto la porta, e il nemico era entrato in forze. Avevano acceso i fuochi in modo da confondere e affliggere Guan Yu, e invero quella vista lo rattristava. Durante la notte cercò di fuggire dalla collina, ma ogni tentativo venne fermato da volate di frecce. Allo scoccar del giorno egli si preparò per un ulteriore tentativo, ma prima di partire egli vide un uomo a cavallo che cavalcava a tutta velocità e a un tratto riconobbe Zhang Liao. Quando fu a portata di voce, Guan Yu disse, “Sei venuto ad affrontarmi, Zhang Liao?” “No,” rispose Zhang Liao. “Sono venuto a trovarti in onore della nostra vecchia amicizia.” Quindi Zhang Liao mise da parte la spada, smontò da cavallo, ed avanzò salutando. E i due si sedettero. “Allora naturalmente sei venuto per convincermi ad unirmi a voi,” disse Guan Yu. www.treregni.it


“Non proprio!” disse Zhang Liao. “Qualche tempo fa mi hai salvato. Posso fare a meno di fare lo stesso con te?” “Quindi desideri aiutarmi.” “Non esattamente,” rispose Zhang Liao. “Allora cosa ci fai qui se non sei venuto ad aiutarmi?” “Nulla si sa del destino di tuo fratello maggiore, né se il tuo fratello minore sia vivo o morto. La scorsa notte la tua città è caduta nelle mani di Cao Cao, ma né i soldati né la popolazione sono stati feriti, e una guardia speciale è stata messa a protezione della famiglia di Liu Bei nel caso si fossero allarmati. Sono venuto a dirti quanto bene siano stati trattati.” “Questo è senz'altro un modo per convincermi,” disse Guan Yu. “Sebbene fuggire sia impossibile, io non sono turbato. Guardo alla morte come ad un ritorno a casa. Faresti meglio ad andartene in fretta e lasciarmi scendere ad iniziare di nuovo la lotta.” “Di certo sai che rideranno tutti di te quando lo sentiranno,” disse Zhang Liao. “Morirò per lealtà e rettitudine. Chi riderà?” disse Guan Yu. “Saresti colpevole di tre colpe se morissi.” “Dimmi quali,” disse Guan Yu. “Prima di tutto, tu e tuo fratello maggiore avete giurato nel Giardino di Pesco di morire o vivere insieme. Ora tuo fratello è stato sconfitto, e tu vuoi combattere fino alla morte. Pertanto, se tuo fratello comparisse di nuovo a breve e volesse aiutarti, cercherebbe di farlo invano. Non è forse questo tradire il Giuramento del Giardino di Pesco? In secondo luogo, sei a difesa della famiglia di tuo fratello e, se lottassi e morissi, le due donne verrebbero abbandonate e rimarrebbero senza un protettore. Questo sarebbe un tradimento della fiducia. Terzo, la tua abilità militare è cospicua e passerà alla storia. Se non aiuti tuo fratello nel suo nobile tentativo di preservare la dinastia, allora tutti i tuoi sforzi e le tue sofferenze saranno servite a conquistare una inutile reputazione come valoroso stolto. Dov'è il senso di ciò? Sento che è mio dovere indicarti queste tre colpe.” Guan Yu rimase un po' in silenzio a pensare. Quindi disse, “Hai descritto le mie tre colpe. Cosa desideri?” “Sei circondato con certezza di morte se non ti arrendi. Non ci sono vantaggi in una morte inutile. Pertanto la cosa migliore è arrendersi a Cao Cao finché non avrai notizie di Liu Bei e potrai riunirti a lui. Così assicurerai la salvezza delle due signore e manterrai anche inviolato il patto del Giardino di Pesco. Difenderai una vita utile. Fratello, devi riflettere su queste cose.” “Fratello, hai parlato di tre vantaggi; ora io ho tre condizioni. Se il Primo Ministro le concede, io mi spoglierò dell'armatura. Se le rifiuta, allora preferisco essere colpevole delle mie tre colpe e morire.”

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“Perché il Primo Ministro non dovrebbe concederle? Egli è molto generoso e dalla mente aperta. Ti prego, lascia che ascolti le tue condizioni.” “La prima è che, dato che io e lo Zio Imperiale abbiamo giurato di sostenere gli Han, io ora mi sottometto all'imperatore e non al suo Primo Ministro Cao Cao. La seconda condizione è che una provvigione adeguata venga disposta per le due dame sotto la mia custodia e che a nessuno venga concesso di avvicinarle. La terza è che mi venga concesso di ritirarmi per riunirmi allo Zio Liu Bei non appena saprò dove si trova, sia egli vicino o lontano. Chiedo che tutte queste richieste siano soddisfatte. Se una sola dovesse cadere, non mi sottometterò. Pertanto, Zhang Liao, ti prego di fare immediatamente ritorno e annunciarle.” Zhang Liao non perse tempo e tornò indietro da Cao Cao. Quando parlò dell'intenzione di Guan Yu di sottomettersi agli Han ma non a Cao Cao, quest'ultimo rise, dicendo, “Poiché sono un ministro di Han, io sono Han. Lo concedo.” Zhang Liao parlò quindi della provvigione dovuta al loro grado e alla sicurezza dalle molestie per le signore, alla quale Cao Cao rispose, “Darò loro due volte la somma regolare per uno Zio dell'Imperatore. Per quanto riguarda la sicurezza dalle molestie, è semplice. L'ordinaria legge domestica è sufficiente. Perché dovrebbe esserci dei dubbi a riguardo?” Poi Zhang Liao disse, “Qualora dovesse ricevere notizie della posizione di Liu Bei, dovrà andare da lui.” A questa Cao Cao scosse la testa, dicendo, “Quindi devo semplicemente sfamare Guan Yu. Qual'è l'utilità di ciò? Non posso acconsentire.” Zhang Liao rispose, “Dovete conoscere il detto di Yu Rang: un diverso comportamento in seguito a un diverso trattamento. Liu Bei tratta Guan Yu cortesemente e liberalmente. Voi potete di certo ingaggiare il cuore di Guan Yu e il suo sostegno comportandovi con maggior cortesia e generosità.” “Quel che dici è giusto, concederò le tre condizioni,” disse Cao Cao. Pertanto Zhang Liao partì per portare la notizia a Guan Yu, che si trovava ancora sulla sommità delle Montagne Tushan. Disse Guan Yu, “Ora mi aspetto che l'esercito si ritiri così che io possa entrare in città a riferire alle due signore cosa è stato disposto. Dopo ciò mi sottometterò all'istante.” Zhang Liao fece di nuovo ritorno con questa richiesta, e venne dato l'ordine all'esercito di indietreggiare di cinque chilometri. “Non fatelo,” disse Xun Yu. “Temo un tradimento.” “Di certo non romperà la promessa,” disse Cao Cao. “E' un uomo di alti principi.” L'esercito si ritirò, e Guan Yu rientrò con la sua armata nella città di Xiapi, dove vide la gente svolgere le attività quotidiane in tranquillità. Arrivò a palazzo ed entrò per vedere le due dame, le quali si precipitarono ad incontrarlo. Egli si inchinò dinanzi a loro giù per i gradini e disse, “Mi scuso per avervi fatto preoccupare.” www.treregni.it


“Dov'è lo Zio?” chiesero. “Non so dove sia andato.” “Cosa intendete fare, cognato?” “Sono andato fuori città per tentare un'ultima battaglia. Sono stato circondato in cima a una collina, Zhang Liao mi ha spinto ad arrendermi. Ho proposto tre condizioni, ciascuna delle quali è stata concessa, e il nemico si è ritirato permettendomi di tornare in città. Senza avere prima la vostra decisione, cognate, non oso intraprendere alcuna azione definitiva.” Esse chiesero quali fossero le tre condizioni, e ottennero risposta. Lady Gan disse, “Quando si è avvicinata l'armata di Cao Cao, temevamo morte certa. Ma non riesco a credere che non un capello delle nostre teste sia stato torto. Non un soldato ha osato entrare nelle nostre stanze. Avete accettato le condizioni, cognato, e non c'è bisogno di chiedere il nostro consenso. La nostra sola paura è che non vi lascerà andare a breve per cercare lo Zio.” “Cognate, non dovete essere in ansia. So io come fare.” “Dovete decidere tutto voi e non avete bisogno di chiedere a noi.” Guan Yu si ritirò dopodiché, con una piccola scorta, andò al suo colloquio con Cao Cao. Cao Cao venne alle porte più esterne per accoglierlo, e Guan Yu smontò da cavallo e fece un inchino. Cao Cao ricambiò il saluto con la massima cordialità. “Il comandante di un esercito sconfitto è grato per la gentilezza che gli ha risparmiato la vita,” disse Guan Yu. “Ammiro da così tanto tempo la tua lealtà e i tuoi alti principi che questo lieto incontro gratifica il desiderio della mia intera esistenza,” disse Cao Cao. “Poiché il Primo Ministro ha acconsentito alle tre richieste che il mio amico ha esposto per parte mia, non c'è molto di cui discutere ora,” disse Guan Yu. “Come ho parlato. Così sia. Non posso infrangere la promessa,” rispose Cao Cao. “Nel momento in cui saprò dove lo Zio Liu Bei si trova, dovrò assolutamente recarmi da lui, anche se dovessi attraversare il fuoco e l'acqua. Potrebbe non esserci né il tempo né l'occasione per dirsi addio. Confido che comprendiate la ragione.” “Se Liu Bei dovesse dar prova di essere in vita, ti sarà di certo concesso di andare da lui. Ma temo che nella confusione egli possa aver perduto la vita. Devi metterti l'animo in pace e lasciarmi indagare.” Guan Yu lo ringraziò. Quindi venne preparato un banchetto in suo onore. Il giorno seguente l'esercito iniziò la marcia verso casa. Per il viaggio verso la capitale, venne preparata una carrozza per le due dame, e Guan Yu era di www.treregni.it


guardia. Lungo la strada si riposarono in una stazione di posta, e Cao Cao, ansioso di compromettere Guan Yu invitandolo a dimenticare il proprio dovere, lo assegnò allo stesso appartamento delle sue cognate. Guan Yu rimase per tutta la notte davanti alla porta con una candela accesa in mano. Non una volta cedette alla fatica. Il rispetto di Cao Cao per lui non poté che aumentare. Nella capitale il Primo Ministro assegnò una degna residenza a Guan Yu, che egli divise immediatamente in due parti, quella più interna per le due dame e l'altra per se stesso. Piazzò una guardia presa dai suoi diciotto veterani a sorvegliare gli appartamenti delle donne. Guan Yu venne presentato all'Imperatore Xian, il quale gli conferì il rango di Generale Che Serve gli Han. Guan Yu espresse i suoi ringraziamenti all'imperatore. Il giorno seguente Cao Cao indisse un grande banchetto, invitando tutti i suoi consiglieri e i suoi ufficiali, unicamente in onore di Guan Yu, che sedeva al posto d'onore. Oltre a questo Guan Yu ricevette in dono sete e oro e recipienti d'argento, ognuno dei quali egli mandò negli appartamenti delle signore perché li utilizzassero e conservassero. Infatti dal giorno dell'arrivo nella capitale, Guan Yu venne trattato con evidente rispetto e onore, piccoli banchetti che si susseguivano l'un l'altro a distanza di tre giorni, e grandi banchetti tenuti ogni cinque giorni. Cao Cao gli offrì anche dieci amabilissime serve. Guan Yu mandò anch'esse a prendersi cura delle due cognate. Ogni terzo giorno Guan Yu andava alla porta degli appartamenti femminili per chiedere delle loro condizioni, ed esse chiedevano se c'erano notizie del loro marito errante. Questa cerimonia si concludeva con le parole: “Cognato, potete ritirarvi quando volete.” Cao Cao seppe di questo comportamento estremamente corretto ed ebbe un'opinione ancor più grande di lui. Un giorno Cao Cao notò che la veste che Guan Yu indossava era vecchia e logora. Prendendo le sue misure, Cao Cao ne fece fare una nuova di fine broccato e gliela regalò. Guan Yu la prese e la mise sotto la vecchia veste, così che questa la copriva. “Perché così taccagno?” rise Cao Cao. “Non è taccagneria,” fu la sua risposta. “La vecchia veste era un regalo di mio fratello, e la indosso perché mi ricorda lui. Non potevo permettere al nuovo regalo di eclissare il vecchio.” “Che alti principi!” disse Cao Cao, sospirando. Un giorno, mentre Guan Yu era a casa, venne un messaggero a dire che le due donne si erano gettate a terra e stavano piangendo. Non avevano detto il perché. Guan Yu si sistemò i vestiti, uscì, e si inginocchiò davanti alla porta, dicendo, “Perché questo lamento, cognate?” Lady Gan rispose, “Nella notte ho sognato che lo Zio era caduto in un fosso. Mi sono svegliata e l'ho raccontato a Lady Mi, e pensiamo che sia morto. Per questo piangiamo.” “Non bisogna dar credito ai sogni,” egli rispose. “Lo avete sognato perché lo stavate pensando. Vi www.treregni.it


prego di non disperarvi.” Proprio allora Guan Yu venne invitato ad un altro banchetto, così prese congedo dalle dame e andò. Vedendo che Guan Yu così triste e afflitto, il padrone di casa gli chiese il motivo. “Le mie cognate stanno piangendo per mio fratello, e non posso che essere triste per compassione.” Cao Cao sorrise e cercò di consolare il suo ospite. Gli offrì del vino, al punto che Guan Yu si ubriacò e rimase seduto accarezzandosi la barba e dicendo, “Che essere inutile sono! Non posso rendere alcun servizio al mio paese, e mi sono separato da mio fratello maggiore.” “Quanti peli nella tua barba?” chiese improvvisamente il padrone di casa. “Alcune centinaia, forse. Durante l'autunno alcuni cadono, ma in inverno ne è piena. Allora uso una borsa di seta nera per impedire ai capelli di rompersi,” rispose Guan Yu. Cao Cao fece fare una borsa per lui per proteggere la sua barba. Subito dopo, mentre erano a corte, l'imperatore chiese cos'era la borsa che vedeva sul petto di Guan Yu.” “La mia barba è piuttosto lunga, Vostra Maestà,” disse Guan Yu. “Così il Primo Ministro mi ha dato una borsa per proteggerla.” L'imperatore gli ordinò di togliere la borsa e mostrare la barba nella sua interezza ed essa cadde in onde circolari al di sotto al suo petto. “Davvero una bellissima barba!” disse l'imperatore Questo è il motivo per cui la gente lo chiama “L'Uomo dalla Bella Barba.” Un'altra volta, dopo un banchetto, Cao Cao vide il suo ospite allontanarsi dalla porta del suo palazzo quando notò che il suo cavallo era molto deperito. “Perché è così magro?” disse Cao Cao. “Il mio inutile corpo è alquanto pesante e davvero troppo per lui. E' sempre fuori forma.” Cao Cao disse immediatamente ai suoi attendenti di portare un cavallo, e in breve apparve. Era rosso, come carbone ardente, una meravigliosa creatura in ogni modo. “Lo riconosci?” chiese Cao Cao. “Diamine, non è altri che Furia Rossa!” urlò Guan Yu. “Sì. È Furia Rossa,” disse Cao Cao. E offrì il cavallo, completamente bordato, al suo ospite. Guan Yu si inchinò molte volte e lo ringraziò ancora e ancora, finché Cao Cao iniziò a sentirsi offeso e disse, “Ti ho donato molte cose, amabili serve e oro e argenti e non ho mai ottenuto un inchino di gratitudine da te prima. Questo cavallo sembra piacerti più di tutto il resto. Perché www.treregni.it


consideri così poco le damigelle e così tanto il cavallo?” “Conosco il cavallo: può viaggiare per quattrocentottanta chilometri al giorno, e sono molto fortunato ad averlo. Ora appena scoprirò dov'è mio fratello, potrò raggiungerlo in un giorno solo,” disse Guan Yu. Cao Cao borbottò tra sé e iniziò a pentirsi del suo regalo. La fortuna scagliò un sorprendente colpo, lui il suo ruolo svolgeva ancor; Dividendo l'abitazione provò la purezza del suo cuor. L'astuto ministro prenderlo al suo fianco voleva, Ma che il fallimento era predestinato, per quanto ci provasse, sapeva. Disse Cao Cao a Zhang Liao, “Ho trattato Guan Yu con molta generosità, ma egli nutre ancora la volontà di abbandonarmi. Sai se è davvero così?” “Cercherò di scoprirlo,” fu la risposta. Così Zhang Liao colse presto l'opportunità di vedere Guan Yu, e quando la cortesia della visita fu conclusa, Zhang Liao disse, “Vi ho raccomandato al Primo Ministro, e vi è andata affatto male.” “Sono commosso dalla sua gentilezza e dalla sua bontà,” disse Guan Yu, “ma, sebbene il mio corpo sia qui, io sto ancora pensando a mio fratello.” “Le tue parole non esprimono correttamente la situazione attuale. Chi vive nel mondo senza discriminazione e considerazione delle sue relazioni con gli altri non è il tipo di persona più ammirevole. Nemmeno Liu Bei ti ha mai trattato meglio del Primo Ministro. Perché allora provi ancora il desiderio di andar via?” “So fin troppo bene che è stato molto gentile, ma ho ricevuto molta gentilezza anche dallo Zio Liu Bei. Inoltre abbiamo giurato di morire insieme, e non posso restare qui. Ma prima di andare, devo provare a rendere qualche servigio al Primo Ministro per dimostrare la mia gratitudine.” “Supponiamo che Liu Bei abbia abbandonato questo mondo, dove andrai?” disse Zhang Liao. “Lo seguirò nei regni sotterranei delle Nove Sorgenti Dorate.” Non poteva più esserci il minimo dubbio circa le intenzioni di Guan Yu, e Zhang Liao riferì a Cao Cao come stavano le cose. Cao Cao sospirò. “Servire il proprio capo con costante fedeltà è prova del principio più alto di tutti,” disse. Disse Xun Yu, “Ha detto che avrebbe reso un atto di servigio prima di partire. Se non avrà una tale possibilità, non riuscirà ad andarsene:” Cao Cao concordò che le cose stavano così. Liu Bei andò da Yuan Shao per cercare rifugio. Qui egli era sempre affranto e, quando gli veniva chiesto il motivo, diceva che non sapeva dove fossero i suoi fratelli né cosa era successo alla sua famiglia da quando erano caduti nelle mani di Cao Cao. www.treregni.it


“Perché non dovrei essere triste quando ho fallito di fronte al mio paese e alla mia famiglia?” disse. “Desidero da molto tempo attaccare Xuchang,” disse Yuan Shao. “Ora è autunno, il tempo adatto per una spedizione, pertanto discutiamo dei piani per la distruzione di Cao Cao.” Tian Feng immediatamente si oppose. “Quando Cao Cao ha attaccato Xuzhou e Xuchang era indifesa, vi siete fatto sfuggire l'occasione. Ora che Xuzhou è stata catturata, e i loro soldati sono carichi per la vittoria, sarebbe una pazzia tentare. Bisogna aspettare un'altra occasione.” “Lasciami pensare,” disse Yuan Shao. Egli chiese consiglio a Liu Bei se attaccare o attendere. Liu Bei rispose, “Cao Cao è un ribelle. Penso che mancherete al vostro dovere se non lo attaccate.” “Le tue parole sono buone,” disse Yuan Shao. Egli decise di muoversi. Ma il consigliere Tian Feng intervenne nuovamente. Allora Yuan Shao si adirò, dicendo, “Voi idioti che coltivate la letteratura e disprezzate la guerra mi avete fatto perdere un sacco di tempo!” Tian Feng chinò la testa e disse, “Ignorate le sagge parole del vostro servo, e cadrete sul campo.” Yuan Shao era così arrabbiato da voler mettere Tian Feng a morte. Tuttavia, Liu Bei lo distolse dal suo intento ed egli fu solamente imprigionato. Vedendo il destino del suo collega, un altro consigliere, Ju Shou, radunò il suo clan e distribuì tra i membri tutti i suoi possedimenti, dicendo, “Vado con l'esercito. Se avremo successo, nulla potrà superare la nostra gloria; ma se saremo sconfitti, il rischio che corro è grande.” I suoi amici piansero nel momento di dirgli addio. Il generale Yan Liang fu nominato a comando della guardia avanzata, per andare ad attaccare Baima. Allora Ju Shou per prima cosa protestò, “La sua mentalità è troppo ottusa per un incarico del genere. È coraggioso ma inadatto ad un tale incarico.” “Non sei l'uomo che possa giudicare i miei migliori generali,” rispose Yuan Shao. L'armata marciò verso Liyang, e il Governatore Liu Yue di Dongjun inviò una convocazione urgente a Xuchang per chiedere aiuto. Cao Cao mosse i suoi eserciti in tutta fretta. Appena la notizia della battaglia si diffuse, Guan Yu andò a trovare il Primo Ministro e disse, “Illustre Sire, l'armata è mobilitata. Mi offro per condurre l'avanguardia.”

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“Non oso metterti in una situazione così sconveniente ma, se a un tratto dovesse sorgere la necessità, ti chiamerò.” Così Guan Yu si ritirò, e centocinquantamila soldati marciarono in tre direzioni. Sulla strada le lettere di Liu Yue arrivarono pregando per un aiuto, e Cao Cao mosse le prime cinquantamila truppe verso Baima e prese posizione sostenuto dalle colline. Nelle vaste pianure davanti ad esse, Yan Liang era accampato con centomila veterani. Cao Cao era spaventato dalla forza che gli si opponeva e, tornando all'accampamento, parlò con Song Xian, il quale una volta serviva Lu Bu, dicendo, “Sei uno dei famosi generali veterani di Lu Bu. Puoi dare battaglia contro questo Yan Liang?” Song Xian acconsentì a provare. Egli si armò, montò a cavallo, e avanzò. Yan Liang era lì a cavallo, con la spada posizionata di traverso. Vedendo un avversario avvicinarsi, egli emanò un forte urlo e galoppò verso Song Xian. I due si incontrarono, ma dopo soli tre colpi, Song Xian cadde sotto in potente attacco della spada di Yan Liang. “Un condottiero spaventoso!” disse Cao Cao. “Ha ucciso un mio commilitone, voglio andare a vendicarlo,” urlò Wei Xu. Cao Cao gli disse di andare ed egli andò, con la lancia in posizione, e davanti all'esercito insultò Yan Liang. Yan Liang non disse una parola, ma i loro cavalli si mossero insieme; e al primo colpo della sua spada, la fronte di Wei Xu venne tagliata a metà. “Ora, chi ancora osa affrontarlo?” urlò Cao Cao. Xu Huang raccolse la sfida e andò fuori. Il combattimento durò venti colpi, e poi Xu Huang ritornò al suo schieramento. Gli altri generali erano ora molto demoralizzati per il loro fallimento. Cao Cao ritirò il suo esercito, sentendosi molto triste per la sconfitta di due generali in rapida successione. Anche Yang Liang portò via la sua forza. Quindi Cheng Yu andò a trovare il suo comandante, dicendo, “Posso trovare un uomo al pari di Yan Liang.” “Chi?” urlò Cao Cao. “Nessun altro se non Guan Yu.” “Ho paura che se gli verrà data un'opportunità di portare a termine quel servigio di cui parlava, mi abbandonerà.” “Se Liu Bei è ancora vivo, è con Yuan Shao. Se porti Guan Yu a sconfiggere l'esercito di Yuan Shao, quest'ultimo guarderà Liu Bei con disappunto e lo farà mettere a morte. Morto Liu Bei, dove potrà andare Guan Yu?” Questa argomentazione piacque subito a Cao Cao, e mandò a richiedere la presenza di Guan Yu.

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Prima di obbedire alla chiamata, Guan Yu andò a dire addio alle sue cognate. “Potrai ottenere notizie dello Zio durante il viaggio,” dissero. “Sì,” disse Guan Yu e le lasciò. Armato con con la sua sciabola del drago verde, cavalcando con il veloce Furia Rossa, e avendo con sé un agile seguito, Guan Yu non impiegò molto ad arrivare a Baima. Egli vide Cao Cao, che gli disse cos'era successo. Yan Liang era troppo valoroso per chiunque da affrontare. “Lasciate che me ne occupi io,” disse Guan Yu. Quindi fu servito il vino per il rinfresco, e mentre stavano bevendo, fu riferito che Yan Liang lanciava ancora una volta una sfida. Così Cao Cao e il suo ospite e il seguito si recarono sulla sommità di una collina da dove si poteva osservare il nemico. Cao Cao e Guan Yu stavano sulla cima, e i comandanti erano vicini a loro. Cao Cao indicò le truppe di Yan Liang schierate sulle pianure sottostanti. Le insegne e gli stendardi che sventolavano liberamente e chiaramente in mezzo alla foresta di lance e spade offrivano un grandioso e imponente spettacolo. “Guarda quanto sono formidabili questi soldati del Fiume Giallo,” disse Cao Cao. “A me sembrano tanti polli di argilla e cani di fango,” disse Guan Yu. Cao Cao indicò Yan Liang, dicendo, “Lì, sotto quel grande ombrello, in quella veste decorata e quella corazza d'argento e a cavallo con in mano quella enorme spada, quello è Yan Liang.” “La sua testa sembra affissa a un palo per la vendita,” disse Guan Yu, osservando l'esercito ai suoi piedi. “E' davvero terribile. Non devi sottovalutarlo,” disse Cao Cao. Guan Yu si alzò, dicendo, “Non sono nessuno, ma andrò lì e porterò la sua testa se volete.” “Non è permesso scherzare in questo esercito,” l'interruppe Zhang Liao. “Prego, stai attento a ciò che dici, generale.” Guan Yu montò velocemente a cavallo, abbassò la sua potente arma, e galoppò giù per la collina, con i suoi occhi tondi da fenice, e le sue folte sopracciglia come bachi da seta ferocemente arruffate. Egli si scagliò immediatamente sullo schieramento nemico, e i soldati del nord si aprirono come onde e tempeste in disfacimento. Egli si diresse subito dal comandante. A quel punto Yan Liang, lì seduto, vide un uomo a cavallo precipitarsi verso di lui, e proprio quando iniziava a chiedere chi era il cavaliere dal cavallo rosso, egli era lì. Colto letteralmente di sorpresa, il comandante non poteva preparare una difesa. Il braccio di Guan Yu si sollevò e la potente arma cadde. E con essa Yan Liang. Scendendo dalla sella, Guan Yu tagliò la testa della sua vittima e la appese al collo del suo cavallo. Quindi montò in sella e andò via, come se lì non ci fosse alcun esercito. Le truppe del nord, colte dal panico, non lottarono. L'esercito di Cao Cao attaccò con tutta la forza www.treregni.it


che aveva e ne uccise un gran numero. Catturarono molti cavalli e armi e molta attrezzatura militare. Guan Yu tornò velocemente sulla collina e posò la prova della sua prodezza ai piedi del Primo ministro. “Tu sei più che umano, generale!” urlò Cao Cao. “Cosa ho fatto di tanto eclatante?” disse Guan Yu. “Mio fratello, Zhang Fei, fece la stessa cosa contro un esercito di cento legioni, e lo fece con la stessa facilità con cui prende qualcosa dalla tasca.” Cao Cao si meravigliò all'affermazione e voltandosi verso quelli vicini a lui disse, “Se incontrate questo Zhang Fei, state attenti.” E ordinò loro di scrivere una nota sulla loro veste in modo da ricordarselo. L'esercito sconfitto, tornando a nord, incontrò Yuan Shao sulla strada e riferì l'intera storia. “Un guerriero dalla faccia rossa con una lunga barba, impugnava una enorme spada dalla lunga impugnatura, si è scagliato contro l'esercito, ha tagliato la testa del generale e l'ha portata via,” dissero. “Chi era costui?” chiese Yuan Shao. Ju Shou disse, “Dev'essere stato il fratello di Liu Bei, Guan Yu. Non può essere nessun altro.” Yuan Shao era molto arrabbiato e, indicando Liu Bei, disse, “Tuo fratello ha ucciso il mio amato condottiero. Fai parte anche tu del complotto, perché dovrei tenerti in vita?” Egli ordinò ai littori di portar via Liu Bei e decapitarlo. La mattina lo vide ospite elevato. La sera prigioniero, a morte condannato. L'effettivo destino di Liu Bei sarà raccontato nel prossimo capitolo.

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Capitolo-252