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Cao Cao organizza una battuta di caccia a Xutian; Dong Cheng riceve un ordine segreto a palazzo. --------------------------------------------------------------Nell'ultimo capitolo si è detto che l'attacco furioso di Cao Cao contro Zhang Liao venne fermato. Fu Liu Bei a fermare il suo braccio e Guan Yu a inginocchiarsi davanti a lui. “Un uomo dal cuore generoso come il suo dovrebbe essere salvato,” disse Liu Bei. Guan Yu disse, “So che è leale e giusto. Garantisco per lui con la mia stessa vita!” Cao Cao mise da parte la spada e sorrise. “Anch'io so che Zhang Liao è leale e abile. Stavo semplicemente mettendolo alla prova,” disse. Cao Cao sciolse i legacci del prigioniero con le sue mani, fece portare un cambio d'abiti, e lo vestì. Egli venne quindi condotto ad un posto d'onore. Questo trattamento gentile penetrò in profondità nel cuore di Zhang Liao, ed egli si affrettò a dichiarare formalmente la sua resa. Gli venne quindi assegnato il rango di Comandante Imperiale e il titolo di Signore. Zhang Liao fu inviato in missione per conquistare il capo dei banditi Zang Ba, il quale dopo aver saputo cosa stava accadendo, immediatamente venne e si arrese. Egli fu accolto con cortesia, e i suoi precedenti colleghi (Sun Guan, Wu Dun, e Yin Li) si arresero anch'essi, con l'eccezione di Chang Xi, che era ostinato. Tutti quelli, un tempo nemici, che arrivarono furono trattati con cortesia e ricevettero posti di responsabilità dove avrebbero potuto provare la purezza della loro conversione. La famiglia di Lu Bu venne mandata verso la capitale. Dopo che i soldati furono ricompensati con festeggiamenti, l'accampamento venne smantellato e l'esercito spostato a Xuchang. Al loro passaggio attraverso Xuzhou la gente si allineò in strada e bruciò incenso in onore dei vincitori. Chiesero inoltre che Liu Bei fosse il loro protettore. Cao Cao rispose, “Liu Bei ha reso grandi servigi. Dovrete aspettare finché non sarà avrà avuto udienza e ottenuto la sua ricompensa. Dopodiché sarà mandato qui.” La gente si inginocchiò profondamente a terra per esprimere la propria gratitudine. Che Zhou, Generale della Cavalleria Leggera, ottenne per il momento il comando di Xuzhou.

Che Zhou

Dopo l'arrivo dell'esercito nella capitale, furono concesse ricompense a tutti gli ufficiali che erano partiti nella spedizione. Liu Bei fu trattenuto nella capitale, alloggiando in una struttura annessa al palazzo del Primo Ministro. Il giorno seguente si tenne un discorso a corte, e Cao Cao riferì i servigi di Liu Bei, che fu www.treregni.it


presentato all'imperatore Xian. Vestito degli abiti di corte, Liu Bei si inchinò al limite inferiore dell'arena di udienza. L'imperatore lo chiamò in sala e gli chiese il suo retaggio. Liu Bei rispose, “Il vostro servitore è il figlio di Liu Hong, nipote di Liu Xiong, che era un diretto discendente del Principe Sheng di Zhongshan, che era figlio di Sua Maestà l'Imperatore Jing (il quale regnò tra il 157 e il 141 a.C.).” L'imperatore ordinò loro di portare i Libri delle Genealogie, e da essi un segretario lesse: “Liu Jing, l'Imperatore Devoto, aveva quattordici figli di cui il settimo era Liu Sheng, Principe di Zhongshan. Sheng generò Liu Zhen, Signore di Luchang. Zhen generò Liu Ang, Signore di Pei. Ang generò Liu Lu, Signore di Zhang, Lu generò Liu Lian, Signore di Yishui. Lian generò Liu Ying, signore di Qinyang. Ying generò Liu Jian, Signore di Anguo. Jian generò Liu Ai, Signore di Guangling. Ai generò Liu Xia, Signore di Jiaoshui. Xia generò Liu Shu, Signore di Zuyi, Shu generò Liu Yi, Signore di Qiyang. Yi generò Liu Bi, Signore di Yuanze. Bi generò Liu Da, Signore di Yingchuan. Da generò Liu Buyi, Signore di Fengling. Buyi generò Liu Hui, Signore di Jichuan. Hui generò Liu Xiong, Governatore di Zhuo. Xiong generò Liu Hong, che non ebbe né uffici né ranghi; e Liu Bei è suo figlio.” L'imperatore confrontò questo con i registri della Casa Imperiale e scoprì tramite essi che Liu Bei era suo zio per discendenza. L'imperatore sembrò davvero lieto e chiese a Liu Bei di recarsi in una delle sue camere laterali dove potesse fare l'inchino cerimoniale dovuto di un nipote nei confronti di suo zio. In cuor suo si rallegrò di avere questo eroico zio guerriero come potente sostegno contro Cao Cao, che in realtà aveva tutto il potere nelle sue mani. L'imperatore sapeva di essere un mero burattino. Egli conferì a suo zio il rango di Generale dell'Armata Sinistra e il titolo di Signore di Yicheng. Quando il banchetto fu concluso, Liu Bei ringraziò l'imperatore e uscì da palazzo. E da questo momento venne nominato “Zio Imperiale”. Quando Cao Cao tornò al suo palazzo, Xun Yu e i suoi colleghi consiglieri andarono a fargli visita. Xun Yu disse, “Non c'è vantaggio per voi, Illustre Sire, che l'imperatore riconosca Liu Bei come zio.” “Liu Bei potrà essere stato riconosciuto come zio, ma è sotto i miei ordini poiché io controllo i decreti del trono. Egli sarà ancor più pronto ad ubbidire. Inoltre lo terrò qui col pretesto di averlo vicino al suo sovrano, ed egli sarà completamente in mano mia. Non ho nulla da temere. L'uomo che temo è Yang Biao, che è zio dei due fratelli Yuan. Se Yang Biao dovesse cospirare con loro, egli diverrebbe un nemico interno e potrebbe creare molti danni. Dovrà essere eliminato.” Pertanto Cao Cao mandò un emissario segreto a riferire che il Guardiano Imperiale Yang Biao stava cospirando con Yuan Shu, e con questa accusa Yang Biao fu arrestato e imprigionato. E la sua morte sarebbe stata portata a termine se il suo nemico avesse osato attaccare. Ma proprio in quel tempo il Governatore di Beihai, Kong Rong, era nella capitale, e protestò contro Cao Cao, dicendo, “Yang Biao viene da una famiglia celebre per la sua virtù da almeno quattro generazioni. Non potete costruire un'accusa tanto folle come quella contro di lui.” “E' il volere di Sua Maestà!” controbatté Cao Cao. www.treregni.it


“Se il giovane imperatore Cheng della Dinastia Zhou avesse messo a morte il Duca Chao, il popolo avrebbe forse creduto che il Duca Zhou1, il Maresciallo Reggente, non avesse niente a che fare con questo?” Così Cao Cao dovette rinunciare all'attentato, ma tolse gli incarichi a Yang Biao e lo bandì ufficialmente nella sua residenza di famiglia in campagna. Il Consulente di Corte Zhao Yan, avversario del Primo Ministro, inviò un memoriale accusando Cao Cao di aver rimosso un ministro di stato dall'incarico senza un decreto. La risposta di Cao Cao a questo fu l'arresto di Zhao Yan e la sua esecuzione, un'azione audace che terrorizzò la gran parte degli ufficiali e li ridusse al silenzio. Cheng Yu consigliò a Cao Cao di assumere una posizione più definita. Egli disse, “Illustre Sire, il vostro prestigio cresce di giorno in giorno. Perché non cogliere l'opportunità per conquistare la posizione di Capo dei Principi Feudatari?” “Ci sono ancora troppi sostenitori della corte,” fu la risposta. “Devo stare attento. Ho intenzione di proporre una caccia reale per cercare di scoprire la migliore tattica da seguire.” Una volta decisa questa spedizione essi radunarono cavalli veloci, rinomati falconi, e cani di razza, e prepararono archi e frecce. Riunirono una grande forza di guardie fuori città. Quando il Primo Ministro propose la battuta di caccia, l'imperatore disse che temeva fosse una cosa inappropriata. Cao Cao rispose, “Nei tempi antichi i signori facevano quattro battute di caccia all'anno, per ognuna delle quattro stagioni, per mostrare la loro forza. Erano chiamate Sou, Miao, Xien, e Shou, in ordine: primavera, estate, autunno, e inverno. Ora che tutto il paese è in preda alla confusione, sarebbe saggio inaugurare una caccia in modo da allenare l'esercito. Sono sicuro che Vostra Maestà approverà.” Quindi l'imperatore si unì alla spedizione con tutto l'armamentario necessario ad una caccia imperiale. Egli cavalcava un cavallo sellato, portava un arco intarsiato, e la sua faretra era piena di frecce dalla punta dorata. Ogni membro del gruppo indossava una corazza sotto il vestito e impugnava la propria arma speciale, mentre la scorta li seguiva. Cao Cao cavalcava un cavallo bruno chiamato “Fulmine Volante”, e l'armata era forte di centomila truppe. La caccia ebbe luogo a Xutian, e le legioni si dispersero come sentinelle attorno alla zona di caccia, la quale si estendeva per oltre centosessanta chilometri quadrati. Cao Cao cavalcava a fianco dell'imperatore, le teste dei cavalli si alternavano al comando. Gli attendenti imperiali subito dietro erano tutti fidati di Cao Cao. Gli altri ufficiali, civili e militari, rimanevano indietro, poiché non osavano spingersi avanti in mezzo ai sostenitori di Cao Cao. 1 La Dinastia Zhou venne fondata da Re Wu (Re Militare). Il Duca di Zhou era suo fratello. Dopo che il Re Wu morì, suo figlio Re Cheng gli succedette. Questo ragazzo aveva solo tredici anni, e pertanto il Duca Zhou divenne il suo reggente per condurre la corte. Quello che qui si cerca di dire è che se un cortigiano fossa stato condannato a morte, quest'ordine sarebbe probabilmente giunto dal duca, e non dal re. Kong Rong sottintende che Cao Cao non dovrebbe usare l'imperatore come pretesto per uccidere altri ufficiali. www.treregni.it


Un giorno l'imperatore stava cavalcando verso i territori di caccia e notò lo zio appena ritrovato che stava rispettosamente al lato della strada. “Mi piacerebbe vedere mio zio mostrare la sua abilità nella caccia,” disse l'Imperatore. Liu Bei montò a cavallo all'istante. Proprio allora una lepre uscì dalla sua tana. Liu Bei scagliò la freccia e la colpì al primo tiro. L'imperatore, molto colpito da questa dimostrazione, si allontanò su una china. Improvvisamente un cervo sbucò dalla boscaglia. Egli scagliò tre frecce verso di lui ma lo mancarono tutte. “Provate voi,” disse l'imperatore a Cao Cao. “Prestatemi l'arco, Vostra Maestà,” rispose Cao Cao. Prendendo l'arco intarsiato e le frecce dalle punte dorate, Cao Cao tirò l'arco e colpì il cervo alla spalla al primo tiro. Questo cadde sull'erba e non poté più correre. Ora la folla di ufficiali, vedendo la freccia dorata conficcata nella ferita, concluse immediatamente che fosse dell'imperatore, perciò si affrettarono e urlarono “Wan Shui! Figlio del Cielo! Vita eterna!” Cao Cao cavalcò tenendo dietro l'imperatore e accettò le congratulazioni. Tutti impallidirono. Guan Yu, che era dietro Liu Bei, era particolarmente arrabbiato. Le sopracciglia come bachi da seta si rizzarono ferocemente, e gli occhi rosso fenice si infiammarono quando, spada alla mano, egli si precipitò per abbattere l'audace Primo Ministro per la sua impertinenza. Tuttavia, Liu Bei lo tirò via immediatamente e gli lanciò uno sguardo eloquente, al che Guan Yu si fermò e non fece un'altra mossa. Liu Bei, inchinandosi verso Cao Cao, disse, “Le più sincere felicitazioni! Davvero un tiro soprannaturale, che in pochi hanno eguagliato!” “E' solo l'enorme fortuna del Figlio del Cielo!” disse Cao Cao con un sorriso. Quindi egli voltò il cavallo e si congratulò con l'imperatore. Ma non restituì l'arco; egli lo appoggiò invece sulla propria spalla. La caccia finì con un banchetto; e quando gli intrattenimenti furono conclusi, tornarono alla capitale, tutti contenti di ottenere un po' di riposo dopo la spedizione. Guan Yu era ancora arrabbiato per la mancanza di decoro del Primo Ministro. Un giorno egli disse a Liu Bei, “Fratello, perché mi avete impedito di uccidere quel ribelle e liberare così il mondo da una canaglia? Egli insulta l'imperatore e ignora chiunque altro.” “Se getti pietre ad un ratto, stai attento al vaso,” citò Liu Bei. “Cao Cao era solo ad una testa di cavallo di distanza dal Nostro Signore, e in mezzo a una folla di suoi partigiani. In quel momentaneo scoppio d'ira, se avessi colpito e fallito, e fosse stato arrecato danno all'imperatore, www.treregni.it


quale crimine orribile sarebbe ricaduto su di noi!” “Se non liberiamo il mondo da lui oggi, ne verrà un male peggiore,” disse Guan Yu. “Ma sii discreto, fratello mio. Questioni del genere non vanno discusse così alla leggera.” L'imperatore tornò tristemente a palazzo. Con le lacrime agli occhi, riferì cosa era accaduto durante la caccia alla sua consorte, l'imperatrice Fu. “Ahimè!” disse. “Dai primi giorni della mia ascesa, un ministro crudele ne ha sostituito un altro. Ero vittima delle malvagie macchinazioni di Dong Zhuo. Poi è seguita la rivolta di Li Jue e Guo Si. Tu ed io abbiamo dovuto sopportare dolori come nessun altro mai. Poi è venuto questo Cao Cao come una persona che avrebbe preservato la dignità imperiale, ma egli ha raccolto tutta l'autorità effettiva e fa ciò che desidera. Lavora costantemente per la propria gratificazione, e non lo vedo mai ma senti la schiena che mi punge. Negli ultimi giorni, nel campo da caccia, si è messo davanti a me e ha raccolto gli applausi della folla. E' così rude che sono sicuro nutra sinistri disegni contro di me. Ahimè, moglie mia, non sappiamo quando la nostra ora arriverà.!” “In un'intera corte piena di nobili, che hanno mangiato il pane degli Han, non c'è nessuno che salverà il suo paese?” disse lei. Così parlò l'imperatrice, e nello stesso istante entrò un uomo che disse, “Non angustiatevi, Coppia Imperiale! Posso trovare un salvatore per il paese.” Altri non era che il padre dell'imperatrice, Fu Wan. “Avete sentito del comportamento licenzioso e perverso di Cao Cao?” disse l'imperatore, asciugandosi gli occhi. “Intendete il colpo al cervo? Chi non l'ha visto, invero? Ma l'intera corte è piena di membri del suo clan e di suoi uomini. Con l'eccezione dei parenti della vostra consorte, non c'è nessuno leale abbastanza da avere a che fare con un ribelle. Non ho autorità e non posso far niente, ma c'è il generale Dong Cheng, lo Zio di Stato, che potrebbe.” “Lo Zio Dong Cheng può venire per un consulto su questo? So che ha molta esperienza riguardo i problemi di stato.” Fu Wan rispose, “Ognuno dei vostri attendenti è dalla parte di Cao Cao, e questo genere di cose dev'essere tenuto profondamente segreto o le conseguenze saranno molto serie.” “Che si può fare allora?” disse l'imperatore. Il solo piano che riesco a pensare è di inviare in dono una veste e una cintura di giada a Dong Cheng, e nel rivestimento della cintura nascondete un editto segreto che lo autorizza a compiere certe manovre. Quando arriverà a casa e avrà letto l'editto, potrà elaborare dei piani il più velocemente possibile, e neppure gli spiriti sopra o i demoni sotto ne sapranno niente.” L'imperatore approvò, e Fu Wan andò via. L'imperatore allora, stilò di propria mano un decreto, scrivendolo col sangue versato dopo essersi morso il dito. Diede il documento all'imperatrice Fu per cucirlo all'interno del rivestimento viole della cintura. Quando tutto fu fatto, egli indossò la veste e www.treregni.it


la legò con la cinta. Quindi ordinò ad uno dei suoi assistenti di convocare lo Zio di Stato Dong Cheng a palazzo. Dong Cheng venne; e una volta terminati i convenevoli, l'imperatore disse, “Alcune notti fa stavo parlando con l'imperatrice dei terribili giorni della ribellione, e pensavamo ai vostri ottimi servigi, vi abbiamo chiamato quindi per ricompensarvi.” Il ministro chinò la testa in segno di ringraziamento. Quindi l'imperatore condusse Dong Cheng fuori dalla Sala Ricevimenti verso il Tempio degli Antenati, ed andarono verso la Galleria dei Validi Ministri, dove l'imperatore bruciò dell'incenso ed eseguì le cerimonie di rito. Dopo si diressero ad osservare i ritratti, e tra loro ce n'era uno del fondatore della dinastia, Liu Bang il Supremo Antenato. “Da dove è originato il nostro grande antenato, e come ha incominciato la sua grande impresa?” disse l'imperatore. “A Vostra Maestà piace scherzare con il suo servitore,” disse Dong Cheng, piuttosto sorpreso dalla domanda. “Chi non conosce le imprese del Sacro Antenato? Ha cominciato la sua vita come un ufficiale minore a Sishang. Lì, impugnando la spada, ha ucciso un serpente bianco, l'inizio della sua lotta per la giustizia. Rapidamente soggiogò l'impero: in tre giorni distrusse Qin e, in cinque, anche Chu. Così fondò una dinastia che durerà per sempre!” “Quali eroici avi! Quali deboli discendenti! Com'è triste tutto ciò!” disse l'imperatore. Indicando i ritratti a sinistra e a destra, continuò, “Non sono costoro Zhang Liang2, Signore di Liu, e Xiao He3, Signore di Cuo?” “Certamente. Il Supremo Antenato era in gran parte assistito da entrambi.” L'imperatore osservò a sinistra e a destra. I suoi attendenti erano piuttosto lontani. Quindi sussurrò a Dong Cheng, “Voi, come questi due, dovete starmi accanto.” “I miei poveri servigi non sono di alcuna utilità. Non posso paragonarmi a quegli uomini,” disse lo Zio. “Ricordo che mi avete salvato nella capitale occidentale, Changan. Non l'ho mai dimenticato, e non potrò mai ricompensarvi in modo adeguato.” Quindi indicando la propria veste, l'imperatore continuò, “Dovete indossare la mia veste, legata con la mia stessa cintura, e sarà come se foste sempre vicino all'imperatore.” 2 Zhang Liang, alias Zhang Zifang, il maestro stratega di Liu Bang. La sua famiglia servì lo stato di Han come capi ministri durante il periodo degli Stati Combattenti. Si dice che ricevette il libro di strategie di Lu Wang da un misterioso vecchio. Quando era giovane, Zhang Liang cospirò per assassinare il Primo Imperatore, ma fallì. Successivamente si ribellò contro Qin. Si unì a Liu Bang (206 a.C.) per combattere contro Qin e in seguito Chu. Raccomandò Han Xin a Liu Bang. Le intuizioni di Zhang Liang gli hanno procurato il nome di “Insegnante dell'Imperatore”. Dopo che Liu Bang conquistò l'impero, Zhang Liang ricevette il titolo nobiliare di Signore di Liu, ma non assunse l'incarico, invece si ritirò dalla vita politica e viaggiò. Molti dei suoi colleghi in seguito si ribellarono contro Liu Bang e furono abbattuti uno ad uno. 3 Xiao He (?-193 a.C.) un vicino consigliere di Liu Bang. Lui e Liu Bang erano amici nella nativa Pei, dove Liu Bang in seguito ottenne un ufficio minore. Raccomandò Han Xin a Liu Bang. Divenne il primo ministro degli Han. Ricevette il titolo nobiliare di Signore di Cuo. Giustiziato dall'imperatrice Lu (193 a.C.). www.treregni.it


Dong Cheng si inchinò per ringraziare mentre l'imperatore, togliendosi la veste, la offrì al fedele ministro. Allo stesso tempo egli sussurrò, “Esaminatela attentamente quando andrete a casa, e aiutate l'imperatore a portare a termine il suo volere.” Dong Cheng capì. Indossò la veste e la cinta, prese congedo e uscì dalla camera. La notizia della convocazione di Dong Cheng fu riferita al Primo Ministro, che si recò immediatamente a palazzo e arrivò mentre Dong Cheng stava attraversando la Porta Donghua. Si incontrarono faccia a faccia, e Dong Cheng non riuscì in alcun modo a evitarlo. Egli si diresse al lato della strada e fece il suo inchino. “Da dove venite, Zio di Stato?” chiese Cao Cao. “Sua Maestà mi ha convocato a palazzo e mi ha donato questa veste e questa splendida cintura.” “Perché vi ha dato queste cose?” “Non ha dimenticato che ho salvato la sua vita nei giorni passati.” “Toglietevela e fatemi vedere.” Dong Cheng, che sapeva che vi era un decreto segreto nascosto da qualche parte negli indumenti, aveva paura che Cao Cao avrebbe notato uno spacco nel materiale, dunque esitò e non ubbidì. Ma Cao Cao chiamò le sue guardie, ed essi sciolsero la cintura. Quindi Cao Cao la osservò attentamente. “E' di certo una splendida cintura,” disse. “Ora toglietevi la veste e fatemi vedere.” Il cuore di Dong Cheng si stava sciogliendo dalla paura, ma non osò disobbedire. Perciò egli porse la veste. Cao Cao la prese e la tenne contro il sole con la propria mano ed esaminò minuziosamente ogni parte di essa. Quando ebbe fatto ciò, egli la indossò, la legò con la cintura e voltandosi verso i suoi attendenti disse, “Come sta di lunghezza?” “Splendida!” dissero in coro. Voltandosi verso Dong Cheng, egli disse, “Le daresti a me?” “Il principe le ha donate a me e non oso darle ad un altro. Lasciate che vi doni un'altra veste al suo posto,” disse Dong Cheng. “Non c'è per caso qualche intrigo legato a questi doni? Sono sicuro che c'è,” disse Cao Cao. “Come potrei?” disse Dong Cheng, tremando. “Se siete così risoluto, devo rassegnarmi.” “Come posso portar via ciò che il nostro principe ti ha donato? Era tutto uno scherzo,” disse il Primo Ministro. Cao Cao restituì sia la veste che la cintura, e il loro proprietario fece del suo meglio per tornare a www.treregni.it


casa. Quando si fece notte e fu solo nella sua biblioteca, egli si tolse la veste e osservò ogni centimetro molto attentamente. Non trovò nulla. “Mi ha dato una veste e una cintura e mi ha ordinato di guardare con attenzione. Ciò significa che c'è qualcosa che bisogna cercare ma non riesco a trovarne traccia. Cosa significa?” disse tra sé. Quindi sollevò la cintura e la esaminò. Le piastre di giada erano intagliate nella fattezza di piccoli draghi intrecciati tra fiori. La copertura era di seta viola. Tutto era cucito insieme con molta attenzione e accuratezza, e non riuscì a trovare niente di insolito. Era confuso. Posò la cintura sul tavolo. Poi la prese e la osservò di nuovo. Ci spese diverse ore ma invano. Si piegò sul tavolino, con la testa appoggiata tra le mani e quasi si addormentò, quando la scintilla di una candela cadde sulla cintura creando un buco sulla copertura. Egli la scosse immediatamente, ma il danno era fatto: si era formato un piccolo buco nella copertura di seta, e attraverso esso traspariva qualcosa di bianco con segni rosso sangue. Egli lo aprì in fretta e trasse fuori il decreto scritto dalla mano dell'imperatore in persona con caratteri di sangue. Egli lesse: “Dei rapporti umani, quello tra genitori e figli è il primo. Dei vari legami sociali quello tra principe e ministro è il più alto. Oggi Cao Cao, il maligno, è un vero tiranno, e tratta con sdegno persino il suo principe. Con il sostegno della sua fazione e del suo esercito, ha distrutto i principi del governo. Conferendo ricompense e infliggendo punizioni, ha ridotto l'imperatore a una nullità. Ho sofferto per questo giorno e notte. Ho temuto che l'impero fosse rovinato. “Voi siete un alto ministro di stato e mio parente. Dovete ricordare le difficoltà incontrate nei primi giorni dal Grande Fondatore e radunare persone leali e rette per distruggere questa fazione malvagia e ristabilire le prerogative del trono. Tale impresa sarebbe davvero un'estrema gioia per gli spiriti dei miei antenati. “Questo decreto, scritto col sangue estratto dalle mie stesse vene, è affidato ad un nobile che dev'essere attento a non fallire nell'eseguire il disegno del suo imperatore. “Dato nell'era della Ristabilita Tranquillità, quarto anno e terzo mese di primavera.” (199 d.C.) Così parlava il decreto, e Dong Cheng lo lesse con gli occhi in lacrime. Non ci fu riposo per lui quella notte. La mattina presto egli tornò alla sua libreria e lo rilesse. Non riuscì a pensare ad alcun piano. Poggiò il decreto sul tavolo e scrutò nelle profondità della sua mente alla ricerca di una strategia per distruggere Cao Cao, ma non riuscì a prendere una decisione. E si addormentò adagiandosi sul tavolo. Accadde che il ministro Wang Zifu, con cui Dong Cheng era in termini di grande intimità, venne a fargli visita e, come al solito, entrò in casa non annunciato e andò direttamente in libreria. Il padrone di casa non si svegliò, e Wang Zifu notò, appena nascosto dalla manica, lo scritto dell'imperatore. Chiedendosi cosa potesse essere, Wang Zifu lo tirò fuori, lo lesse, e se lo mise nella manica. Quindi urlò forte, “Zio Dong Cheng, non ti senti bene? Perché dormi a quest'ora del giorno?” Dong Cheng balzò in piedi e si rese subito conto della scomparsa del decreto. Era nel panico, per poco non cadde a terra.

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“Così vuoi sbarazzarti di Cao Cao? Dovrò riferirglielo,” disse Wang Zifu. “Allora, fratello, questa è la fine degli Han,” disse il padrone di casa, con le lacrime agli occhi. “Scherzavo,” disse Wang Zifu. “I miei antenati hanno servito anch'essi gli Han e si sono nutriti della loro generosità. Sono forse privo di lealtà? Ti aiuterò, fratello, fin quando sarà in mio potere.” “E' un bene per il paese che tu la pensi così,” disse Dong Cheng. “Ma dovremmo avere un luogo più privato di questo per discutere tali piani e impegnare noi stessi a sacrificare tutto alla Causa di Han.” Dong Cheng iniziò a sentirsi davvero soddisfatto. Prese un rotolo di seta bianca e scrisse il suo nome in cima e lo firmò, e Wang Zifu lo seguì. Quindi il visitatore disse, “Il generale Wu Zilan è uno dei miei migliori amici. Dovrebbe avere il permesso di unirsi a noi.” Dong Cheng rispose, “Di tutti gli ufficiali a corte, il Comandante Chong Ji e il Consigliere di Corte Wu Shi sono i miei migliori amici. Di sicuro si unirebbero a me.” La discussione proseguì in questo modo. A un tratto un servo annunciò nientemeno che i due uomini menzionati da Dong Cheng. “Questo è provvidenziale,” disse Dong Cheng, e disse a Wang Zifu di nascondersi dietro un pannello. I due ospiti furono condotti nella biblioteca, e dopo lo scambio degli ordinari convenevoli e una tazza di tè, Chong Ji riferì dell'incidente accaduto durante la caccia e dell'uccisione del cervo. “La cosa non ti ha fatto arrabbiare?” disse Chong Ji. Dong Cheng rispose, “Anche se siamo arrabbiati, cosa possiamo fare?” Wu Shi si inserì, dicendo, “Ucciderei quella canaglia, lo giuro, ma non riesco a trovare nessuno che si unisca a me.” “Si dovrebbe perire per il proprio paese, senza preoccupazioni,” disse Chong Ji. In questo momento Wang Zifu comparve da dietro il pannello, dicendo, “Voi due volete uccidere Cao Cao! Glielo farò sapere. E Zio Dong Cheng sarà il mio testimone.” “Un ministro leale non si cura della morte. Se verremo uccisi, saremo fantasmi di Han, che è meglio che essere sicofanti di un traditore,” disse Chong Ji, rabbiosamente. Dong Cheng disse, “Stavamo appunto dicendo che volevamo vedere voi due per questa faccenda. Wang Zifu sta solo scherzando.” Quindi tirò fuori il decreto e lo mostrò ai nuovi arrivati, che a loro volta piansero una volta letto. Fu loro chiesto di aggiungere i propri nomi al rotolo di seta.” www.treregni.it


Wang Zifu disse, “Aspettate qui un momento finché non avrò fatto venire Wu Zilan.” Lasciò la stanza e tornò molto presto con il suo amico, che scrisse anch'egli il suo nome in presenza di tutti gli altri. Dopo ciò si diressero tutti in una delle camere interne per brindare al successo del nuovo complotto. Mentre erano lì, fu annunciato un nuovo visitatore: Ma Teng, Governatore di Xiliang. “Dì che sono indisposto,” disse il padrone di casa, “e che non posso ricevere visite.” Il custode prese il messaggio, al quale Ma Teng rispose furiosamente, “La scorsa notte alla Porta Donghua, l'ho visto uscire in veste e cintura. Come può fingersi malato oggi? Non sono venuto per oziare, perché rifiuta di vedermi?” Il custode entrò di nuovo e riferì al suo padrone ciò che il visitatore aveva detto e che fosse molto arrabbiato. Quindi Dong Cheng si alzò, si scusò dicendo che sarebbe tornato subito, e andò a ricevere Ma Teng. Dopo che il visitatore l'ebbe salutato e furono entrambi seduti, Ma Teng disse, “Sono appena giunto da una riunione di commiato e volevo salutarti. Perché hai voluto respingermi?” “Il mio povero corpo si è ammalato all'improvviso. Per questo ero restio a darti il benvenuto,” disse Dong Cheng. “Non sembri malato. La tua faccia è il ritratto stesso della salute,” disse Ma Teng schiettamente. Il suo interlocutore non poteva dire altro e rimase in silenzio. Il visitatore scosse le maniche e si alzò per andarsene. Egli sospirò profondamente mentre scendeva i gradini, dicendo tra sé, “Nessuno di loro ha qualcosa di buono. Non c'è nessuno da salvare nel paese.” Questo discorso entrò profondamente nel cuore di Dong Cheng. Egli fermò il suo ospite, dicendo, “Chi non è adatto a salvare il paese? A chi ti riferisci?” “Quell'incidente durante la caccia dell'altro giorno, l'uccisione del cervo, mi ha riempito il petto di rabbia. Ma se tu, un parente vicino dell'imperatore, puoi passare il tempo bevendo vino e perdere tempo con storie d'amore senza dedicare un solo pensiero alla liberazione della ribellione, dove potrà trovarsi qualcuno che salvi la dinastia?” Ciononostante, i dubbi di Dong Cheng non furono messi a riposo. Fingendo grande sorpresa, egli rispose, “Il Primo Ministro è di alto rango e ha la fiducia della corte. Perché dunque pronunci tali parole?” “Dunque pensi che quella carogna di Cao Cao sia un brav'uomo, eh?” “Ti prego parla piano: ci sono occhi e orecchie molto vicine a noi.” “Le persone che agognano la vita e temono la morte non sono persone che che discutono di grandi www.treregni.it


imprese.” Così dicendo, Ma Teng si alzò per andar via. Ma stavolta i dubbi del padrone di casa furono messi a tacere. Sentì che Ma Teng era leale. Perciò Dong Cheng disse, “Non essere più arrabbiato. Ti mostrerò qualcosa.” Pertanto egli invitò Ma Teng ad entrare nella stanza dove gli altri erano seduti, dopodiché gli mostrò il decreto. Appena Ma Teng lo lesse, i suoi capelli si rizzarono; egli abbassò i denti e si morse le labbra fino a far uscire il sangue. “Quando vi muoverete, ricordate che l'intera forza del mio esercito è pronta ad aiutare,” disse Ma Teng. Dong Cheng lo presentò agli altri cospiratori, dopodiché venne mostrato il patto, e a Ma Teng fu detto di firmare con il suo nome. Egli lo fece,versando allo stesso tempo del sangue come segno del giuramento e dicendo, “Giuro di morire piuttosto che tradire questo patto!” Indicando i cinque egli disse, “Abbiamo bisogno di dieci persone per questa faccenda, e potremo realizzare il nostro disegno.” “Non possiamo trovare molte persone sincere e leali. Qualcuno dalla parte sbagliata rovinerà tutto,” disse Dong Cheng. Ma Teng disse loro di portare una lista di ufficiali. Egli lesse finché non arrivò al nome Liu, del clan imperiale, quando, battendo le mani, urlò, “Perché non consultare lui?” “Chi?” urlarono tutti insieme. Ma Teng pronunciò il suo nome lentamente e senza fretta. Un decreto dell'imperatore giunge a un servitore di grande fedeltà, E un discendente della casa imperiale può provare la sua lealtà. Se i lettori girano la pagina al prossimo capitolo, vedranno di chi stava parlando Ma Teng.

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Capitolo-202