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Tao Qian offre tre volte Xuzhou a Liu Bei; Cao Cao riprende Yanzhou da Lu Bu. -------------------------------------------------L'ultimo capitolo si è concluso con Cao Cao in grave pericolo. Comunque, i soccorsi giunsero. Xiahou Dun con un manipolo di soldati trovò il suo capo, fermò la ricerca, e combatté con Lu Bu fino al crepuscolo. La pioggia cadeva a fiumi travolgendo ogni cosa; e quando la luce del giorno si attenuò, essi si ritirarono e Cao Cao raggiunse l'accampamento. Egli ricompensò Dian Wei generosamente e lo avanzò di grado. Quando Lu Bu raggiunse l'accampamento convocò il suo consigliere Chen Gong. Allora Chen Gong propose un nuovo stratagemma. Egli disse, “A Puyang c'è una ricca e importante famiglia, di nome Tian, nel numero di migliaia di componenti, sufficiente a popolare un'intera contea da sola. Fai andare una di queste persone all'accampamento di Cao Cao con una finta lettera segreta circa la tua ferocia, e l'odio della gente, e il loro desiderio di liberarsi di te. E diffondi la notizia che solo Gao Shun è rimasto a guardia della città, e che essi aiuterebbero chiunque venga a salvarli. Così il nostro nemico Cao Cao sarà adescato in città, e noi lo distruggeremo per mezzo del fuoco o di un'imboscata. La sua abilità potrà essere adatta a imprigionare l'universo, ma egli non scapperà.” Lu Bu pensò che valesse la pena tentare questo trucco, e fecero in modo che fosse spedita la lettera da parte della famiglia Tian. Giunta subito dopo la sconfitta, quando Cao Cao si sentiva incerto su quale mossa intraprendere, la lettera segreta fu letta con gioia: “Lu Bu ha marciato verso Liyang. Le difese della città sono deboli: dovete attaccare immediatamente, e noi offriremo aiuto dall'interno. Seguite il segnale di una bandiera bianca con la parola Rettitudine scritta sopra.” “Il Cielo sta per donarmi Puyang!” disse Cao Cao con gioia. Così egli ricompensò il messaggero molto generosamente e iniziò i preparativi per la spedizione. Allora venne Liu Ye, dicendo, “Lu Bu non è uno stratega, ma Chen Gong è pieno di ingegno. Temo l'inganno in questa lettera, e dovete stare attento. Se andrete, allora entrate con solamente un terzo del vostro esercito, lasciando gli altri fuori dalla città come riserva.” Cao Cao acconsentì a prendere questa precauzione. Andò a Puyang, che trovò ricca di bandiere sventolanti. Guardando attentamente egli vide in mezzo ad esse, sulla porta occidentale, la bandiera bianca con l'iscrizione. Il suo cuore si rallegrò. Quel giorno, circa verso mezzogiorno, le porte della città si aprirono, e due corpi di soldati apparvero come per combattere. Gao Shun era il Comandante dell'Avanguardia, e Hou Cheng il Comandante della Retrovia. Cao Cao ordinò al suo generale, Dian Wei, di affrontarli. Nessuno dei due corpi, comunque, avanzò per uno scontro aperto ma si ritirarono in città. Con questa manovra Dian Wei e le sue truppe erano state attirate in prossimità del ponte levatoio. Da dentro la città molti soldati furono visti cogliere ogni accenno di confusione per scappare e uscire fuori.

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A Cao Cao essi dissero, “Siamo clienti della famiglia Tian,” e gli consegnarono le lettere segrete che dicevano: “Il segnale sarà dato verso l'una attraverso il suono di un gong. Quella sarà l'ora di attaccare. Le porte saranno aperte.” Così Cao Cao ordinò a Xiahou Dun di marciare sulla sinistra e a Cao Hong sulla destra. Cao Cao condusse l'armata principale (insieme a Xiahou Yuan, Li Dian, e Yue Jing) nella città. Li Dian consigliò al suo maestro di prendere precauzioni, dicendo, “Mio signore, dovreste stare fuori dalla città. Lasciate andare noi per primi.” Ma Cao Cao gli ordinò di fare silenzio, dicendo, “Se non vado, chi avanzerà?” E così alla prima ora Cao Cao fece strada. La luna non era ancora sorta. Quando si avvicinò alla porta ovest udirono un rombo, poi forti grida, e infine torce che si muovevano a destra e a manca. Successivamente le porte furono spalancate, e Cao Cao, speronando il suo cavallo, galoppò all'interno. Ma quando raggiunse la residenza di stato, egli notò che le strade erano praticamente deserte, e allora capì che era stato imbrogliato. Curvando il cavallo, gridò al suo seguito di ritirarsi. Questo era il segnale per un'altra manovra. L'esplosione di una bomba luminosa fu udita in vicinanza, accompagnata dall'eco proveniente da ogni parte di un ruggito assordante. Gong e tamburi suonavano tutt'intorno con un ruggito come fiumi che scorrono a ritroso verso la corrente, e l'oceano che ribolle dalle profondità. Da due lati a est a ovest vennero corpi di soldati pronti a combattere, condotti dai generali di Lu Bu: Zhang Liao e Zang Ba. Cao Cao si precipitò verso nord solo per vedersi sbarrare la strada da Hao Meng e Cao Xing. Cao Cao provò a dirigersi alla porta sud, ma incontrò i nemici condotti da Gao Shun e Hou Cheng. Il fidato comandante di Cao Cao, Dian Wei, con occhi feroci e denti stretti, alla fine esplose e uscì, con il nemico alle calcagna. Ma quando Dian Wei raggiunse il ponte levatoio, egli diede uno sguardo dietro di sé e perse il suo maestro. Immediatamente Dian Wei tornò indietro e tagliò un vicolo all'interno. Proprio lì incontrò Li Dian. “Dov'è il nostro signore?” urlò Dian Wei. “Lo sto cercando!” disse Li Dian. “Svelto! Chiedi aiuto dall'esterno,” urlò Dian Wei. “Io lo cercherò!” Così Li Dian si precipitò in cerca di aiuto, e Dian Wei si fece strada all'interno con la forza, cercando in ogni luogo Cao Cao. Egli non fu trovato. Spingendosi fuori dalla città, Dian Wei corse contro Yue Jing, che chiese dove fosse il loro signore. “Sono entrato due volte nella città alla sua ricerca, ma non sono riuscito a trovarlo!” disse Dian Wei. “Entriamo insieme,” disse Yue Jing.

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Essi cavalcarono verso la porta. Ma il rumore di bombe e il fuoco divampante dalla torre della porta impaurirono il cavallo di Yue Jing così tanto che si rifiutò di passare. Pertanto Dian Wei andò da solo, scontrandosi contro il fumo e le fiamme. Ma entrò all'interno e cercò ovunque. Quando Cao Cao vide il suo aitante protettore Dian Wei tagliarsi una via di fuga e lasciarlo circondato, egli fece un altro tentativo di raggiungere la porta nord. Sulla strada, perfettamente delineata sul bagliore, vide la figura di Lu Bu venire verso di lui con la sua alabarda tridente pronto ad uccidere. Cao Cao si coprì il volto con la mano, speronò il cavallo e lo superò al galoppo. Ma Lu Bu venne al galoppo dietro di lui e toccandolo sull'elmo con l'alabarda urlò, “Dov'è Cao Cao?” Cao Cao si voltò e, indicando un cavallo marrone avanti a lui, urlò, “Lì: su quel cavallo! E' lui!” Sentendo ciò Lu Bu smise di inseguire Cao Cao per galoppare verso quel cavaliere. Così risollevato Cao Cao si diresse alla porta est. Quindi si imbatté in Dian Wei, che lo prese sotto la sua protezione e combatté attraverso la ressa, lasciando dietro una scia di morte finché raggiunsero la porta. Qui il fuoco stava divampando ferocemente, e travi infuocate stavano cadendo da ogni parte. L'elemento terra sembrava essersi scambiato con l'elemento fuoco. Dian Wei scostò i pezzi bruciati con la sua lancia e cavalcò nel fumo facendo strada al suo signore. Proprio mentre stavano attraversando la porta una trave ardente cadde dalla torre della porta. Cao Cao si protesse appena in tempo col braccio, ma il suo cavallo fu colpito ai fianchi e stramazzò. La mano e il braccio di Cao Cao furono seriamente ustionati e i suoi capelli e la sua barba bruciati. Dian Wei tornò indietro a soccorrerlo. Fortunatamente Xiahou Yuan giunse proprio in quel momento, e i due sollevarono Cao Cao e lo misero sul cavallo di Xiahou Yuan. E così lo portarono fuori dalla città in fiamme. Ma dovettero affrontare pesanti scontri fino al calar del giorno. Cao Cao ritornò al suo accampamento. I suoi ufficiali si affollarono attorno alla sua tenda, ansiosi di avere notizie sulla sua salute. Egli si riprese e rise nel ripensare alla sua fuga. “Sono caduto nella trappola di quello sciocco, ma avrò la mia vendetta,” disse. “Escogitiamo immediatamente un nuovo piano,” disse Guo Jia. “Ritorcerò il suo trucco a mio vantaggio. Diffonderò il falso comunicato che sono stato arso dall'incendio, e che sono morto alla cinque. Lui verrà ad attaccare appena la notizia si sarà diffusa, ed io avrò un'imboscata pronta per lui alla Colline Maling. Lo prenderò stavolta.” “Davvero un fine stratagemma!” disse Guo Jia. Così i soldati furono messi in lutto, e il comunicato che Cao Cao era morto si diffuse dappertutto. E presto Lu Bu lo ricevette, e riunì il suo esercito immediatamente per effettuare un attacco a sorpresa, prendendo la strada per le Colline Maling per l'accampamento nemico. Mentre stava superando le colline, egli udì i tamburi suonare per un'avanzata, e gli imboscati si riversarono tutti intorno a lui. Solo con un combattimento disperato si tirò fuori dalla mischia e con una forza tristemente ridotta ritornò al suo accampamento a Puyang. Qui rafforzò le sue fortificazioni e non pote essere spinto alla battaglia. In quell'anno apparvero improvvisamente le locuste, le quali consumarono ogni filo d'erba. Ci fu una carestia, e nel nordest il grano salì a trenta stringhe di monete di rame a carro. Le persone si www.treregni.it


spinsero persino al cannibalismo. L'esercito di Cao Cao soffriva la fame, ed egli lo condusse a Juancheng. Lu Bu portò le sue truppe a Shanyang. Per causa di forza maggiore la lotta cessò. A Xuzhou, il Protettore Imperiale Tao Qian, ultrasessantenne, improvvisamente cadde molto malato, e convocò il suo confidente, Mi Zhu, nella sua camera per prendere disposizioni sul futuro. Data la situazione il consigliere disse, “Cao Cao ha smesso di attaccare questo luogo a causa della taglia del suo nemico di Yanzhou; e ora stanno entrambi preservando la pace unicamente a causa della carestia. Ma Cao Cao rinnoverà certamente l'attacco in primavera. Quando Liu Bei rifiutò di premettervi di abdicare in suo favore, voi eravate nel pieno delle forze. Ora siete debole e malato, e potete fare di questa una ragione per ritirarvi. Non rifiuterà di nuovo.” Perciò un messaggio fu mandato alla piccola stazione di posta di Xiaopei, il quale chiamava Liu Bei a consiglio per affari militari. Questo lo portò con i suoi fratelli e un'agile scorta. Egli fu chiamato immediatamente nella camera del malato. Disponendo in fretta le richieste sulla sua salute, Tao Qian vene subito al vero motivo della sua chiamata per Liu Bei. “Sire, vi ho chiesto di venire per il solo motivo che sono pericolosamente malato e pronto a morire in ogni momento. Io vi prego, Illustre Sire, di considerare gli Han e il loro impero come più importanti di qualsiasi altra cosa, e di accettare i simboli dell'ufficio di questa regione, la commissione e il sigillo, in modo che possa chiudere gli occhi in pace.” “Avete due figli, perché non indicare loro come vostri sostituti?” disse Liu Bei. “Entrambi mancano del talento necessario. Confido che li istruirete dopo che sarò morto, ma non lasciate loro la guida degli affari.” “Ma non sono adatto a una carica così importante.” “Vi raccomanderò uno che vi assista. Il suo nome è Sun Qian da Beihai che potrebbe essere designato a un qualche ruolo.” Rivolgendosi a Mi Zhu, Tao Qian disse, “Il nobile Liu Bei qui è l'uomo più importante dei nostri giorni, e devi servirlo bene.” Ancora Liu Bei avrebbe voluto rifiutare un tale incarico, ma subito dopo il Protettore Imperiale, puntando al suo cuore per indicare la sua sincerità, spirò. Quando la veglia cerimoniale degli ufficiali fu conclusa, le insegne furono portate a Liu Bei. Ma egli non ne prese nessuna. I giorni seguenti gli abitanti della città e della campagna circostante si ammassarono nella residenza di stato, inchinandosi e con le lacrime agli occhi, pregando Liu Bei di ricevere la carica. “Se non lo farete, non potremo vivere in pace!” dissero. A queste richieste i suoi fratelli aggiunsero la loro persuasione, finché alla lunga egli acconsentì ad assumere i doveri amministrativi. Egli in seguito designò Sun Qian e Mi Zhu come suoi consiglieri, e Chen Deng come suo segretario. Egli mosse il suo esercito da Xiaopei alla città di Xuzhou, e pubblicò dei proclami per rassicurare il popolo.

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Egli partecipò alla sepoltura; vestito a lutto insieme a tutto il suo esercito. Dopo i più completi sacrifici e cerimonie, un luogo di sepoltura per il vecchio Protettore Imperiale fu trovato vicino alla sorgente del Fiume Giallo. Il testamento del defunto fu inoltrato a corte. La notizia degli eventi a Xuzhou raggiunsero prontamente le orecchie di Cao Cao, allora a Juancheng. Egli disse, furiosamente, “Ho perso la mia vendetta. Questo Liu Bei è semplicemente subentrato al comando della regione senza scoccare mezza freccia. E' rimasto seduto immobile e ha ottenuto ciò che voleva. Ma lo metterò a morte e dopo dissotterrerò il corpo di Tao Qian per vendicarmi della morte del mio nobile padre!” Furono dati gli ordini per l'esercito di prepararsi per una nuova campagna contro Xuzhou. Ma il consigliere Xun Yu si oppose a Cao Cao, dicendo, “Il Supremo Antenato assicurò la Terra all'Interno dei Passi1 e il suo illustre successore al trono, Liu Xiu, prese Henei. Entrambi consolidarono prima di tutto le loro posizioni da dove potessero comandare l'impero intero. Il loro intero progresso vide un successo dopo l'altro. Pertanto essi hanno portato a termini i loro grandi progetti nonostante le difficoltà. “Illustre Sire, la vostra Terra all'interno dei Passi e la vostra Henei sono Yanzhou e il Fiume Giallo, che in precedenza avevate, e che è il punto strategico estremo dell'impero. Se intraprendete questa spedizione contro Xuzhou lasciando molte truppe qui per la difesa, non realizzerete il vostro disegno; se ne lasciate troppo poche, Lu Bu ci piomberà addosso. E infine se perdete e fallite la conquista di Xuzhou, dove vi ritirerete? Quella regione non è disabitata. Sebbene Tao Qian sia deceduto, Liu Bei la possiede; e poiché il popolo lo sostiene, lotteranno fino alla morte per lui. Abbandonare questo posto per quello significa scambiare il grande con il piccolo, barattare il tronco per i rami, abbandonare la sicurezza per correre in braccia al pericolo. Vi imploro di riflettere attentamente.” Cao Cao rispose, “Non è un buon piano tenere i soldati ad oziare qui durante questa carestia.” “Se è così, sarebbe più vantaggioso attaccare le contee orientali di Chencheng, Yingchuan, e Runan, e sfamare il vostro esercito con le loro risorse. I superstiti dei Turbanti Gialli, He Yi e Huang Shao, sono lì con rifornimenti e tesori di ogni genere che hanno ammassato depredando ovunque potessero. Ribelli del loro stampo vengono sconfitti facilmente. Fatelo, e potrete sfamare il vostro esercito con il loro grano. Inoltre, sia la corte che la gente comune si uniranno supplicandovi.” Questo nuovo disegno si addiceva molto a Cao Cao, ed egli iniziò subito i preparativi per portarlo a termine. Lasciò Xiahou Dun e Cao Ren a guardia di Juancheng, mentre il suo esercito principale, sotto al proprio comando, marciava per catturare Chencheng. Fatto questo andarono a Runan e Yingchuan. A quel punto quando i capi dei Turbanti Gialli, He Yi e Huang Shao, seppero che Cao Cao si stava avvicinando, vennero fuori in gran numero per affrontarlo. Si incontrarono a Yangshan. Sebbene i ribelli fossero numerosi, erano una misera congrega, un mero branco di bestie senza organizzazione e privi di disciplina. Cao Cao ordinò ai suoi forti arcieri e ai vigorosi balestrieri di tenerli sotto tiro. Dian Wei fu mandato a lanciare una sfida. I capi dei ribelli scelsero il Secondo in Comando 1 La Terra all'Interno dei Passi, o Guanzhong, era l'area attorno a Changan. www.treregni.it


campione del loro schieramento, che cavalcò fuori e fu polverizzato al terzo colpo. Allora l'armata di Cao Cao si spinse in avanti, ed allestì un accampamento a Yangshan. Il giorno seguente il ribelle Huang Shao in persona condusse avanti l'esercito lo schierò in cerchio. Un capo avanzò a piedi per offrire battaglia. Indossava un turbante giallo sulla testa e una veste verde. La sua arma era una mazza ferrata. Egli urlò, “Io sono He Man, il diavolo che sfreccia attraverso il cielo. Chi osa affrontarmi?” Cao Hong gettò un grande urlo e balzò dalla sella per accettare a sfida. Spada in mano egli avanzò a piedi e i due si affrontarono in un feroce combattimento davanti a entrambi gli eserciti. Si scambiarono una cinquantina di colpi, senza che nessuno avesse la meglio. Allora Cao Hong si finse sconfitto e fuggì via. He Man lo inseguì. Proprio quando gli venne vicino,Cao Hong tentò una finta a poi curvando improvvisamente, ferì il suo avversario. Un altro colpo, e He Man giacque morto. Immediatamente Li Dian si gettò in mezzo ai Turbanti Gialli e mise la mani sul capo ribelle Huang Shao e lo fece prigioniero. Le truppe di Cao Cao allora avanzarono e misero in fuga i ribelli. Il bottino in cibo e denaro fu immenso. L'altro capo dei ribelli, He Yi, fuggì con un centinaio di cavalieri verso le Colline Gepei. Ma mentre erano per strada in quella direzione apparve improvvisamente una forza condotta da uno smargiasso. Questo prepotente era un uomo ben piazzato, robusto e corpulento, con una circonferenza addominale di un metro e novanta. Usava una lunga spada. Egli sbarrava la strada per la ritirata. He Yi posizionò la sua lancia e cavalcò verso di lui. Ma al primo scontro il gradasso afferrò He Yi da sotto il braccio e lo fece prigioniero. Tutti i ribelli furono in preda al panico, abbandonarono i cavalli e si fecero legare. Quindi il vincitore li condusse come buoi in un recinto dalla alta staccionata. In quel momento Dian Wei, ancora alla ricerca dei ribelli, raggiunse le Colline Gepei. Il gradasso uscì fuori per incontrarlo. “Sei anche tu un ribelle dei Turbanti Gialli?” disse Dian Wei. “Ne ho alcuni imprigionati in un recinto qui.” “Perché non li porti fuori?” disse Dian Wei. “Lo farò se prenderai questa spada dalla mia mano”. Questo irritò Dian Wei che lo attaccò. Essi si affrontarono e il combattimento durò due lunghe ore ed era ancora incerto. Entrambi si riposarono un attimo. Il gradasso fu il primo a riprendersi e rinnovò la sfida. Lottarono fino al crepuscolo e poi, siccome i loro cavalli erano stanchi, il combattimento fu ancora una volta sospeso. Nel frattempo alcuni degli uomini di Dian Wei si erano allontanati per raccontare la storia di questo meraviglioso combattimento a Cao Cao che si precipitò colmo di meraviglia, seguito da molti ufficiali per vederlo e scoprire il risultato. Il giorno seguente il guerriero sconosciuto uscì fuori di nuovo, e Cao Cao lo vide. Nel suo cuore www.treregni.it


egli gioì nel vedere un così coraggioso eroe e desiderò guadagnare i suoi servigi. Così Cao Cao ordinò a Dian Wei di fingere la sconfitta. Dian Wei cavalcò fuori in risposta alla sfida, e i due si scambiarono una trentina di colpi. Poi Dian Wei si voltò e fuggì verso il proprio lato. Il prepotente lo seguì e venne abbastanza vicino. Ma un volo di frecce lo spinse via. Cao Cao fece indietreggiare in fretta i suoi uomini di due chilometri e poi ne mandò segretamente un certo numero a scavare una buca e mandò le sue truppe armate di ganci per posizionarsi in un'imboscata. Il giorno seguente Dian Wei fu mandato fuori con cento cavalli. Il suo avversario affatto riluttante venne ad incontrare Dian Wei. “Perché il capo sconfitto si arrischia ancora?” urlò egli ridendo. Il gradasso si spinse avanti per unirsi alla battaglia, ma Dian Wei, dopo una piccola finta di combattimento, voltò il suo cavallo e cavalcò via. L'intento del suo avversario era di catturarlo, senza precauzioni, ed egli e il suo cavallo caddero entrambi nel fosso. Gli uomini coi ganci lo fecero prigioniero, lo legarono, e lo portarono davanti a Cao Cao. Appena vide il prigioniero, Cao Cao si fece avanti dalla sua tenda, mandò via i soldati, e con le sue stesse mani slacciò le corde del condottiero. Poi portò degli abiti e lo vestì, gli ordinò di sedersi e chiese chi fosse e da dove venisse. “Il mio nome è Xu Chu. Sono di Qiao. Quando la ribellione esplose, i miei parenti ed io, nel numero di alcune centinaia, costruimmo una difesa dentro un bastione per protezione. Un giorno vennero i briganti, ma io avevo le pietre pronte per loro. Dissi ai miei parenti di continuare a passarmele e io le gettavo addosso a loro, colpendo qualcuno ad ogni tiro. Questo fece fuggire i briganti. Un altro giorno tornarono, e noi eravamo a corto di grano. Così mi accordai con loro per uno scambio di buoi da aratro in cambio di grano. Loro consegnarono il grano e stavano portando via i buoi quando le bestie si spaventarono e tornarono di corsa alle loro stalle. Afferrai due buoi per la coda, uno con ogni mano, e li trascinai indietro per un centinaio di passi. I briganti erano così meravigliati che pensarono non più ai buoi ma alla loro fuga. Così non ci hanno più dato problemi.”

Xu Chu

“Ho sentito delle tue strabilianti imprese,” disse Cao Cao. “Ti uniresti al mio esercito?” “E' il mio desiderio più grande,” disse Xu Chu. Così Xu Chu convocò il suo clan, alcune centinaia in tutto, ed essi si sottomisero formalmente a Cao Cao. Xu Chu ricevette il rango di generale oltre ad ampie ricompense. I due capi ribelli, He Yi e Huang Shao, furono giustiziati. Runan e Yingchuan erano ora perfettamente pacificate. www.treregni.it


Cao Cao ritirò il suo esercito e tornò a Juancheng. Xiahou Dun e Cao Ren uscirono a dargli il benvenuto, e gli dissero, “Gli esploratori riportano che la città di Yanzhou è rimasta senza difese. I generali di Lu Bu, Xue Lan e Li Fang, hanno abbandonato la loro guarnigione per saccheggiare la campagna circostante. Con i nostri soldati freschi di vittoria, la città cadrà al primo battere di tamburo.” Così Cao Cao condusse l'esercito dritto verso la città. Un attacco era del tutto inaspettato ma i due capi, Xue Lan e Li Fang, mandarono fuori in fretta i loro pochi soldati a combattere. Xu Chu, l'ultima recluta, disse, “Voglio catturare questi due e farne un regalo di presentazione!” La missione gli fu assegnata, ed egli avanzò. Li Fang con la sua alabarda avanzò per incontrare Xu Chu. Il combattimento fu breve giacché Li Fang cadde al secondo colpo. Il suo collega Xue Lan si ritirò con le sue truppe. Ma scoprì che il ponte levatoio era stato occupato da Li Dian, cosicché non poteva rifugiarsi dentro la città. Xue Lan condusse i suoi uomini verso Juye. Ma Lu Qian lo inseguì e lo uccise con una freccia. I suoi soldati si sparpagliarono nelle quattro direzioni. E così Yanzhou fu catturata. In seguito Cheng Yu propose una spedizione per prendere Puyang. Cao Cao condusse il suo esercito in perfetto ordine. I Capi dell'Avanguardia erano Dian Wei e Xu Chu; Xiahou Dun e Xiahou Yuan conducevano l'ala sinistra; Yu Jin e Lu Qian sorvegliavano la retrovia. Cao Cao comandava il centro. Quando si avvicinarono a Puyang, Lu Bu volle andare fuori di persona e attaccare da solo, ma il suo consigliere Chen Gong protestò, dicendo, “Generale, non dovreste andare fino all'arrivo degli altri ufficiali.” “Chi dovrei temere?” disse Lu Bu. Così egli gettò all'aria la prudenza e uscì dalla città. Incontrò i suoi avversari e iniziò a insultarli. Il temibile Xu Chu andò a combattere con lui, ma dopo venti colpi nessun combattente aveva avuto la peggio. “Non è il tipo che può essere superato da un uomo solo,” disse Cao Cao. E mandò Dian Wei ad attaccare Lu Bu da un'altra direzione. Lu Bu affrontò il doppio assalto. Subito dopo i comandanti dei fianchi si unirono a loro (Xiahou Dun e Xiahou Yuan che attaccavano da sinistra; Li Dian e Yue Jing che li circondavano da destra). Lu Bu aveva sei avversari. Questi si dimostrarono davvero troppi per lui così egli girò il suo cavallo e cavalcò indietro verso la città. Ma quando i membri della famiglia Tian lo videro tornare indietro sconfitto, sollevarono il ponte levatoio. Lu Bu urlò, “Aprite le porte! Lasciatemi entrare!” Ma i Tian dissero, “Cerchiamo l'approvazione di Cao Cao!” Questo fu duro da sentire e lo sconfitto li insultò ripetutamente prima di andarsene. Chen Gong si www.treregni.it


allontanò attraverso la porta est portando con sé la famiglia del generale. Così Puyang finì nelle mani di Cao Cao, e per i loro attuali servigi la famiglia Tian fu perdonata per la loro precedente colpa. Comunque, Liu Ye disse, “Lu Bu è una bestia selvaggia. Se lasciato in vita, sarà un grande pericolo. Dategli la caccia!” A Liu Ye fu ordinato di tenere Puyang. Da lì Cao Cao dispose di seguire Lu Bu a Dingtao dove si era rifugiato. Lu Bu, Zhang Miao, e Zhang Chao erano riuniti in città. Gao Shun e altri generali erano fuori a sfamare gli animali. L'esercito di Cao Cao arrivò ma non attaccò per parecchi giorni, e in breve si ritirò di ventiquattro chilometri ed eresse una palizzata. Era il tempo del raccolto, e diede disposizioni ai soldati di falciare il frumento per il cibo. Le spie riferirono questo a Lu Bu che venne a vedere. Ma quando vide che la palizzata di Cao Cao giaceva presso un fitto bosco, temette un'imboscata e si ritirò. Cao Cao udì che Lu Bu era giunto a andato via e indovinò il motivo. “Teme un'imboscata nei boschi,” disse Cao Cao. “Isseremo lì delle bandiere e lo inganneremo. C'è un lungo argine vicino all'accampamento, ma dietro esso non vi è acqua. Lì piazzeremo un'imboscata per piombare addosso a Lu Bu quando verrà ad incendiare i boschi.” Così Cao Cao nascose tutti i suoi soldati dietro l'argine eccetto cinquanta tamburini, e mise insieme molti contadini che si aggirassero dentro la palizzata affinché non sembrasse vuota. Lu Bu cavalcò indietro e raccontò a Chen Gong cosa aveva visto. “Questo Cao Cao è molto astuto e pieno di risorse,” disse il consigliere. “Non agite.” “Userò il fuoco stavolta e brucerò la sua imboscata,” disse Lu Bu. Il mattino seguente Lu Bu cavalcò fuori, e lì vide la bandiere sventolare dappertutto nel bosco. Egli ordinò alle sue truppe davanti di appiccare il fuoco su tutti i lati. Ma a sua sorpresa nessuno si precipitò fuori per dirigersi verso la palizzata. Inoltre udì il rullo di tamburi e un dubbio riempì la sua mente. Improvvisamente vide un gruppo di soldati uscire dal rifugio della palizzata. Egli galoppò per vedere cosa significasse. Allora le bombe di segnalazione esplosero: le truppe si precipitarono fuori e tutti i loro capi avanzarono. Xiahou Dun, Xiahou Yuan, Xu Chu, Dian Wei, Li Dian, e Yue Jing attaccarono tutti all'unisono. Lu Bu era spacciato e fuggì in aperta campagna. Uno dei suoi generali, Cheng Lian, fu ucciso da una freccia di Yue Jing. Due terzi delle truppe vennero perduti, e gli sconfitti rimasti andarono a raccontare a Chen Gong cosa era accaduto. “Faremmo meglio ad andarcene,” disse Chen Gong. “Una città vuota non può essere difesa.” Così Chen Gong e Gao Shun, portando la famiglia del loro re con loro, abbandonarono Dingtao. Quando i soldati di Cao Cao entrarono in città, non incontrarono resistenza. Zhang Chao si suicidò dandosi fuoco. Zhang Miao fuggi da Yuan Shu. Così l'intero nordest cadde sotto il potere di Cao Cao. Egli tranquillizzò immediatamente la gente e www.treregni.it


ricostruì le città e le loro difese (195 d.C.). Lu Bu nella sua ritirata si imbatté in due generali, e anche Chen Gong si riunì a lui, sicché egli non era affatto sconfitto. “Ho un piccolo esercito,” disse Lu Bu, “ma non è ancora sufficiente a sconfiggere Cao Cao!” E quindi egli riprese la via della ritirata. Infatti: Vittoria e sconfitta, l'alterna fortuna così fa, Il felice conquistatore oggi, domani alla fuga si darà? Quale fu il destino di Lu Bu apparirà in seguito.

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