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Muovendo verso la Porta Sud, Cao Mao cade morto; Abbandonando le scorte, Jiang Wei sconfigge l'armata di Wei. ---------------------------------------------Quando venne dato l'ordine della ritirata, Liao Hua disse, “Un capo sul campo è indipendente e non ha bisogno di obbedire al comando del suo principe.” Zhang Yi disse, “Il paese inizia risentirsi per tutti questi anni di guerra. Piuttosto cogliete l'occasione della vittoria appena ottenuta e pacificate il popolo.” “Va bene,” disse Jiang Wei. Iniziò un ritiro sistematico e ordinato. L'armata di Wei, riluttante a rinunciare a un'opportunità, li seguì, ma l'assenza della minima confusione non diede loro alcuna opportunità. Appena vide il nemico sparire in perfetto ordine, Deng Ai sospirò, “Jiang Wei è un valido erede dei metodi militari di Zhuge Liang.” Egli non li inseguì ma ritornò al proprio accampamento a Qishan. Al suo ritorno a Chengdu, Jiang Wei ebbe udienza con il Secondo Sovrano, durante la quale chiese, “Vostra Maestà mi ha comandato di ritornare per una ragione importante?” Il Secondo Sovrano rispose, “Poiché sei stato così tanto tempo alla frontiera, nobile signore. Pensavo che i soldati dovessero essere stanchi. Non vi erano altre ragioni.” “Vostra Maestà, il vostro servitore aveva sistemato gli accampamenti a Qishan ed era alla vigilia del completo successo. Andarsene via così a metà ha giocato a favore dei nostri nemici. Di certo Deng Ai ha trovato i mezzi per seminare diffidenza verso di me.” Il Secondo Sovrano sedeva perso nei suoi pensieri, e in silenzio. Jiang Wei continuò, “Mi sono impegnato a distruggere quei ribelli e a provare la mia devozione verso il mio paese. Vostra Maestà non dovrebbe ascoltare le chiacchiere di persone meschine affinché che la diffidenza cresca nel vostro cuore.” “Non ho sfiducia in te,” disse il Secondo Sovrano dopo una lunga pausa. “Puoi ritornare a Hanzhong e attendere la prossima opportunità favorevole.” Jiang Wei lasciò la corte e si recò a Hanzhong dall'esercito. Dang Jun tornò all'accampamento a Qishan e riferì il suo successo. Deng Ai e Sima Wang si rallegrarono, dicendo, “Nelle Terre Fluviali, il problema non è lontano quando il sovrano e i suoi servitori non vivono in armonia.” Inviarono Dang Jun a Luoyang a riferire la sua storia a Sima Zhao, che si rallegrò a sua volta, perché desiderava ardentemente soggiogare Shu. Su questa questione Sima Zhao si consultò con Jia Chong, Comandante della Guardia Centrale. www.treregni.it


“Cosa ne pensi di un attacco su Shu?” “Non va considerato,” disse Jia Chong. “L'imperatore non ha fiducia in voi, e la vostra partenza sarebbe l'inizio di problemi per voi. L'anno scorso, quando un drago giallo fu visto nel pozzo di Ningling tutti gli ufficiali si stavano congratulando con l'imperatore per un avvenimento così propizio, l'imperatore disse, 'Non è propizio; proprio l'opposto. Il drago simboleggia il sovrano. Non essere né in cielo, né in terra tra il popolo, ma essere in un pozzo, è un portento oscuro e promette male'. Egli scrisse alcuni versi, e una strofa si rivolge senza dubbio a voi, mio signore. Dice così: “Il drago è come un prigioniero, Non solca più il cielo. Nella Via Lattea non vola Né nei prati gioca; Ma avvolto in un tetro pozzo stretto, Ad abitar con viscide creature costretto, Deve chiudere le fauci, i suoi artigli ritratti, Ahimè! Proprio come me infatti.” La recitazione del poema infastidì Sima Zhao. “Questo tizio è proprio come Cao Fang, e se non lo elimino mi danneggerà,” disse. “Provvederò per voi,” disse Jia Chong. Nel quinto anno della Dolce Rugiada, nel calendario Wei (261 d.C.), durante il quarto mese, d'estate, Sima Zhao ebbe la sfrontatezza di recarsi a corte armato. Tuttavia, il Sovrano di Wei lo accolse con esagerata cortesia. I cortigiani dissero, “I servigi del Maresciallo Reggente sono così magnifici e la sua virtù così alta che dovrebbe essere ricompensato con il titolo di 'Duca di Jin' e con le Nove Dignità.” Cao Mao chinò la testa e rimase in silenzio. E Sima Zhao disse scontento, “Mio padre e mio fratello hanno reso entrambi grandi servigi a Wei, eppure non merito neppure di essere un semplice Duca di Jin?” “Dovrei osare io a tal punto da non fare ciò che hai chiesto?” disse Cao Mao. “Quel poema sul Drago in Agguato ci ha definiti viscide creature. Che razza di gentilezza è questa?” disse Sima Zhao. Il Sovrano di Wei non aveva nulla da dire, e l'arrogante ministro lasciò la stanza, sorridendo crudelmente. Cao Mao si ritirò, portando con sé il ministro Wang Jing, il consigliere Wang Shen, e il Generale della Cavalleria Wang Ye, ed essi andarono in una camera privata per un consulto. Cao Mao era molto triste. Egli disse, “Non ci sono dubbi che Sima Zhao intenda usurpare il trono, tutti lo sanno. Ma non starò www.treregni.it


seduto pazientemente aspettando lo sdegno di essere buttato giù. Voi signori non potete aiutarmi ad ucciderlo?” “Egli non può essere ucciso,” disse Wang Jing. “Non funzionerà. Nel vecchio stato di Lu, Re Zhao non poteva sopportare la famiglia Ji, e scappò via, perdendo così il suo paese. Ma questo Sima Zhao e la sua famiglia sono da molto tempo al potere e hanno innumerevoli sostenitori, molti dei quali sono indipendenti da qualsiasi sua azione che sia leale o sleale. Lo sostengono a qualunque condizione. Le guardie di Vostra Maestà sono poche e deboli e incapaci (non certo il tipo da compiere qualunque sforzo disperato). Sarebbe deplorevole se Vostra Maestà non potesse sopportare questa prova. Il procedimento corretto è aspettare e non agire frettolosamente.” “Se posso sopportare questo, cosa non potrei sopportare?” disse Cao Mao. “Ma farò qualcosa, e se morirò, che importa?” Entrò negli alloggi privati e parlò all'Imperatrice Vedova. Wang Shen, Wang Jing, e Wang Ye sedettero fuori a parlare. “Questa situazione sta arrivando al culmine, e se non vogliamo essere messi a morte, e tutti i nostri amati con noi, faremmo meglio ad andare ad avvertire Sima Zhao,” disse Wang Shen. Questo consiglio fece adirare Wang Jing, che disse, “La sofferenza del principe è la vergogna del ministro, e un ministro umiliato muore. Osi contemplare il tradimento?” Wang Jing non voleva avere nulla a che fare con questa visita a Sima Zhao, ma gli altri due andarono al palazzo del Primo Ministro per tradire il loro principe. Poco dopo apparve Cao Mao, chiamò l'ufficiale di guardia, Jiao Bo, e gli disse di radunare la sua forza, tanti quanti poteva. Jiao Bo ne radunò circa trecento, e questa piccola forza marciò fuori al battito di un tamburo come scorta verso una piccola carrozza, in cui era seduto il Sovrano di Wei che impugnava la sua spada. Essi procedettero a sud. Wang Jing si fece avanti e pregò Cao Mao di arrestare i suoi passi e non andare. “Andare contro Sima Zhao con una tale forza significa condurre la pecora tra le fauci della tigre. Morire in questo modo è un vano sacrificio. Non che io voglia vivere, ma questo non porterà a nulla,” disse Wang Jing. “Non intralciarmi. Ho preso la mia decisione,” replicò il Sovrano di Wei, dirigendosi verso la Porta del Drago. A un tratto Jia Chong venne allo scoperto. Era armato e montava su uno splendido cavallo. Accanto a lui cavalcavano due generali, Cheng Zu e Cheng Ji, e dietro di lui seguiva un corpo di guardie vestite di maglia, che urlavano l'uno all'altro mentre cavalcavano. Allora Cao Mao sollevò la spada e gridò, “Sono il figlio di Dio. Chi sei tu che irrompi così nella Città Proibita? Sei venuto ad assassinare il tuo legittimo sovrano?” I soldati improvvisamente si fermarono, perché erano guardie di palazzo.

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Allora Jia Chong urlò a Cheng Ji, “Per cosa ti ha addestrato il duca Sima Zhao se non per il lavoro di quest'oggi?” Cheng Ji prese la sua alabarda e si rivolse a Jia Chong, dicendo, “Morte o cattura?” “Il duca Sima Zhao ha detto che l'uomo doveva morire,” rispose Jia Chong. Cheng Ji si lanciò verso la carrozza. “Sciocco! Come osi?” urlò il Sovrano di Wei. Ma l'urlo venne interrotto da un colpo dell'alabarda in pieno petto; un altro colpo, e la punta fuoriuscì dalla schiena, sicché Cao Mao giacque lì morto accanto alla sua carrozza. Anche Jiao Bo che era arrivato ad assestare un colpo in sua difesa venne ucciso, e la piccola scorta si disperse. Wang Jing, che li aveva seguiti, rimproverò Jia Chong, urlando, “Ribelle e traditore! Come osi uccidere l'imperatore?” Jia Chong si arrabbiò e disse ai suoi littori di arrestare Wang Jing e frenare la sua lingua. Quando lo dissero a Sima Zhao, egli andò a palazzo, ma l'imperatore era morto. Egli assunse un aria di grande turbamento e sbatté la testa contro la carrozza, piangendo e lamentandosi nel frattempo. Egli lo mandò a riferire a tutti gli ufficiali di alto rango. Quando il Guardiano Imperiale Sima Fu vide il corpo morto dell'imperatore, egli vi si gettò accanto, con la testa poggiata su di esso, e pianse, dicendo, “E' colpa mia se hanno ucciso Vostra Maestà!” Sima Fu fece portare un feretro, e i resti vennero adagiati all'interno e portati nella Sala Ovest. All'interno Sima Zhao entrò e convocò i capi ufficiali ad un consiglio. Essi vennero, tutti tranne il ministro Chen Tai. Sima Zhao notò la sua assenza e mandò il Presidente del Segretariato Xun Yi, suo zio, a chiamarlo.

Xun Yi

Chen Tai pianse a voce alta, “Le chiacchiere spesso mettono me e mio zio allo stesso posto. Eppure oggi è mio zio meno virtuoso di me.” Ciononostante, egli obbedì alle convocazioni e andò, vestito dell'ordinario abito bianco da lutto, e si prostrò davanti alla bara. Anche Sima Zhao finse di essere addolorato. “Come può essere giudicato il lavoro di quest'oggi?” disse Sima Zhao. “Se solo Jia Chong venisse messo a morte, sarebbe solo una lieve espiazione per soddisfare l'impero,” rispose Chen Tai. www.treregni.it


Sima Zhao rimase in silenzio e pensò a lungo prima di parlare. Quindi disse, “Che ne dici di una pena meno severa?” “Quello è solo l'inizio. Non ne conosco meno severe.” “Cheng Ji è è l'empio ribelle e il vero criminale. Egli dovrebbe subire una morte piena di vergogna, e anche la sua famiglia,” disse Sima Zhao. A quel punto Cheng Ji esplose in insulti contro Sima Zhao e lo avvilì, dicendo, “Non è stato un mio crimine: è stato Jia Chong a comunicare i tuoi ordini!” Sima Zhao disse loro di mozzargli la lingua e metterlo a morte. Lo fecero; e Cheng Ji e suo fratello Cheng Zu vennero messi entrambi a morte nella piazza del mercato, e le loro famiglie furono sterminate. “L'imperatore deve morire,” Sima Zhao parlò così All'orecchio di Jia Chong; e l'imperatore morì. Sebbene uccisero Cheng Ji, che proferì il colpo fatale, Noi tutti conosciamo il vero criminale. L'intera famiglia di Wang Jing venne imprigionata. Egli stesso si trovava nel palazzo di giustizia quando vide sua madre, Lady Zhao, che veniva come prigioniera. Egli batté la testa per terra e pianse, dicendo, “O figlio degenerato, portare sventura su una madre gentile!” Ma sua madre rise. “Chi non muore?” gridò. “L'unica cosa da temere non è morire di una morte adeguata. Chi si pentirebbe di morire in questo modo?” Quando il giorno seguente furono condotti fuori per l'esecuzione, sia madre che figlio sorrisero mentre trapassavano. Ma l'intera città pianse lacrime di dolore. Madre Yuan era famosa al sorgere di Han, Madre Zhao si distinse al termine di Wei, Con la virtù più pura e il cuore non vacillante, Con inflessibile risoluzione ella svolse la sua parte. La sua forza d'animo era grande come le Montagne Taishan, La sua vita però era appesa a un filo, Tale madre tale figlio, la loro fama mai morirà, A lungo quanto la terra e il cielo durerà. Il Guardiano Imperiale Sima Fu propose che la salma del defunto imperatore ricevesse un funerale reale, e Sima Zhao acconsentì. Jia Chong e quelli del suo partito spronarono Sima Zhao ad assumere il trono e sostituire Wei, ma egli rifiutò. “In precedenza Re Wen aveva due terzi dell'impero, eppure supportò e servì lo stato di Yin fino alla sua fine. Pertanto Confucio lo definì 'Completo di Virtù'. L'Imperatore Cao di Wei non volle www.treregni.it


rimpiazzare gli Han, né io accetterò l'abdicazione di Wei.” Coloro che udirono le sue parole sentivano che in esse vi era un'implicazione che egli intendesse mettere suo figlio Sima Yan sul trono, e cessarono di spronarlo ad agire. Nel sesto mese di quell'anno, Cao Huang, Duca di Changdao, venne innalzato al trono come imperatore, il titolo del periodo venne cambiato in Meraviglioso Inizio, primo anno (260 d.C.). Cao Huang era un figlio di Cao Yu, Principe di Yan, e un bisnipote di Cao Cao. Sima Zhao venne nominato Primo Ministro e Duca di Jin1. Inoltre, ricevette doni di centomila monete d'oro e diecimila rotoli di seta. Tutti gli ufficiali vennero promossi e ricevettero onori. Quando questi cambiamenti a Wei vennero riferiti a Shu, Jiang Wei le colse come pretesto per un'altra guerra, per punire Wei della deposizione del proprio sovrano. Perciò furono scritte lettere che invocavano l'aiuto di Wu, e venne inviato un memoriale al trono. L'armata sollevata era di centocinquantamila truppe, e vi erano molti carri con scatole realizzate per adattarsi ad essi. Liao Hua e Zhang Yi erano i Capi dell'Avanguardia. Liao Hua avrebbe dovuto marciare nella Valle di Ziwu, e Zhang Yi nella Valle di Luo, mentre Jiang Wei prese la strada per la Valle di Xie. Essi marciarono allo stesso momento e si affrettarono verso Qishan. Deng Ai era ancora sulle Montagne Qishan ad addestrare i soldati di Wei quando udì che le armate di Shu erano ancora una volta sul sentiero di guerra. Egli radunò i suoi ufficiali. E il consigliere Wang Guan disse, “Ho un piano da proporre, ma non lo dirò apertamente. Tuttavia, l'ho messo per iscritto per la vostra considerazione.” Deng Ai prese la busta, l'aprì e lesse. “Sebbene eccellente, temo che non sia sufficiente a ingannare il capo di Shu,” disse Deng Ai appena finì di leggere. “Sono disposto a scommetterci la mia vita,” disse Wang Guan, “e farò strada.” “Poiché hai tanta confidenza puoi tentare. Dovresti certamente avere successo.” Così cinquemila truppe vennero messe sotto il comando di Wang Guan, ed essi partirono per la Valle di Xie, dove si imbatterono negli esploratori della forza di Jiang Wei. Vedendoli, il loro capo, Wang Guan, urlò, “Siamo disertori. Ditelo al vostro capo!” Così gli esploratori lo riferirono a Jiang Wei, che rispose, “Trattenete i soldati, lasciando venire solo il loro capo da me.” Wang Guan andò avanti e si inginocchiò davanti a Jiang Wei, dicendo, “Sono un nipote di Wang Jing, e odio Sima Zhao per ciò che ha fatto all'imperatore e alla mia famiglia, e desidero unirmi a voi, e i miei cinquemila soldati con me. Desidero anche essere mandato contro l'armata ribelle in modo da poter vendicare mio zio.” 1 Lo stato di Jin occupava la parte occidentale dell'impero, nell'area montuosa a nord del Fiume Giallo. Durante il periodo di Primavere e Autunni (770-476 a.C.), sotto il comando del Duca di Wen e dei suoi successori, Jin divenne uno stato molto grande, che si frantumò in tre stati (Han, Wei, Zhao) nel periodo degli Stati Combattenti (475-221). www.treregni.it


Disse allora Jiang Wei, “Poiché sei sincero nella tua diserzione, devo essere sincero nel mio trattamento verso di te. L'unica cosa di cui il mio esercito ha bisogno è il grano. Ve ne è in abbondanza ai confini delle Terre Fluviali. Se riesci a trasportarlo a Qishan, io posso andare dritto e prendere gli accampamenti di Qishan di Deng Ai.” Questa risposta rallegrò Wang Guan, che capì che Jiang Wei stava proprio per cadere nella trappola. Perciò acconsentì all'istante. “Ma non avrai bisogno di cinquemila truppe per provvedere al trasporto. Prendine tremila e lasciane duemila come guide per me.” Wang Guan, pensando di sollevare sospetti se avesse rifiutato, prese tremila uomini delle sue truppe e si mise in marcia, e gli altri duemila furono annessi all'esercito di Shu. Venne poi annunciato Xiahou Ba, e, una volta entrato, egli disse, “Comandante, perché avete creduto alla storia di Wang Guan? A Wei non ho mai sentito che egli fosse imparentato con Wang Jing, sebbene sia vero che non ho mai indagato approfonditamente. Dovreste accertarvene, perché vi è molta finzione nella sua storia.” “So che Wang Guan è falso,” disse Jiang Wei, con un sorriso. “Ecco perché ho portato via gran parte della sua forza. Sto affrontando trucco con trucco.” “Come sapete per certo che è falso?” “Sima Zhao è astuto quanto Cao Cao. Se ha ucciso tutti i membri della famiglia di Wang Jing, avrebbe lasciato un nipote e mandato quel nipote al passo oltre la sua portata con dei soldati? Tu l'hai capito, come ho fatto io.” Perciò Jiang Wei non uscì presso la Valle di Xie, ma tese un'imboscata lì pronta per qualunque mossa di Wang Guan. E infatti, entro dieci giorni, l'imboscata catturò un uomo con una lettera da Wang Guan a Deng Ai che gli riferiva cos'era successo. Dalla lettera e dal suo portatore, Jiang Wei apprese che Wang Guan voleva dirottare un convoglio di grano verso gli accampamenti di Wei il ventesimo giorno e Deng Ai avrebbe dovuto inviare delle truppe nella Valle di Yunshan ad aiutare. Jiang Wei decapitò il corriere. Poi mandò un'altra lettera a Deng Ai tramite un uomo vestito da soldato di Wei, la data venne alterata al quindicesimo giorno invece del ventesimo. Come preparazione, Jiang Wei ordinò che molti vagoni fossero svuotati del loro grano e caricati di materiale infiammabile, ricoperto di panni verdi. Ai duemila soldati di Wei fu ordinato di mostrare bandiere appartenenti al reparto di trasporto dei corpi di Shu. Quindi lui e Xiahou Ba andarono nelle valli in un'imboscata, mentre a Jiang Shu venne ordinato di marciare verso la Valle di Xie, e Liao Hua e Zhang Yi vennero mandati a catturare Qishan. La lettera, apparentemente da parte di Wang Guan, era sufficiente per Deng Gai, ed egli scrisse in risposta per dire che era d'accordo. Perciò il quindicesimo giorno, Deng Ai condusse fuori cinquantamila truppe veterane e si mosse in vista vicino alla Valle di Yunshan. E gli esploratori videro carri di grano e foraggio senza fine in lontananza serpeggiare tra le montagne. Quando Deng Ai si avvicinò, egli distinse le uniformi di Wei.

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La sua squadra lo spronava, dicendo, “Si sta facendo buio, generale. Affrettatevi ad aiutare Wang Guan a scortare il convoglio fuori dalla valle!” “Le montagne avanti a noi sono pericolose,” disse il generale. “Se per caso fosse stata posizionata un'imboscata, potremmo scappare a stento. Aspetteremo qui.” Ma proprio allora due uomini a cavallo vennero al galoppo e dissero, “Proprio mentre il generale Wang Guan stava attraversando la frontiera con il convoglio, è stato inseguito, e occorrono rinforzi urgenti!” Deng Ai, capendo l'importanza della richiesta, diede ordini di spingere in avanti. Era l'una, e una luna piena splendeva luminosa come il giorno. Furono udite urla dietro le colline, ed egli poté solo concludere che fosse il rumore della battaglia in cui Wang Guan era impegnato. Perciò si lanciò oltre le colline. Ma improvvisamente un corpo di truppe venne fuori dal riparo di un boschetto, e alla loro guida cavalcava il capo di Shu, Fu Qian. “Deng Ai, sei uno stupido! Sei appena caduto in una trappola tesa dal tuo stesso generale. Scendi da cavallo e preparati a morire!” Deng Ai si fermò e si voltò per scappare. Poi i vagoni esplosero in fiamme. Quella fiamma era un segnale, e scese giù l'armata di Shu. Egli udì urla tutt'intorno, “Mille once2 d'oro per chiunque catturi Deng Ai e anche una signoria di diecimila famiglie!” Terrorizzato, Deng Ai gettò le armi, si tolse l'armatura, scivolò da cavallo, si confuse con i fanti, e con loro si arrampicò sulle colline. I generali di Shu lo cercarono solamente tra i soldati a cavallo, non indovinando mai che fosse andato via con i soldati semplici. Perciò non venne catturato. Jiang Wei radunò la sua armata vittoriosa e andò ad incontrare Wang Guan e il suo convoglio. Dopo aver fatto tutti i preparativi, appena li ritenne completi, Wang Guan era pazientemente in attesa dello sviluppo del suo schema. Ma improvvisamente un subordinato fidato venne e gli disse, “Il tranello è stato scoperto, e Deng Ai ha già subito una sconfitta!” Wang Guan mandò fuori alcuni esploratori, e il rapporto venne confermato, con l'aggiunta che le armate di Shu erano contro di lui. Inoltre, nuvole di polvere si stavano sollevando. Non vi era via di fuga, perciò Wang Guan ordinò alle sue truppe di appiccare il fuoco al convoglio, e presto fiamme enormi si sollevarono in aria. “La situazione è disperata,” urlò Wang Guan. “E' uno scontro fino alla morte!” Egli condusse la sua forza ad occidente, ma l'armata di Shu venne all'inseguimento. Jiang Wei pensava che Wang Guan avrebbe cercato a tutti i costi di ritornare dalla propria parte, ma invece, egli proseguì verso Hanzhong. Poiché le sue truppe erano troppo poche per rischiare una battaglia, Wang Guan ordinò loro di bruciare e distruggere tutte le stazioni militari e persino il Sentiero di 2 Circa 28 chili. www.treregni.it


Legno mentre andava. Temendo la perdita di Hanzhong, Jiang Wei si diresse in tutta fretta attraverso strade secondarie all'inseguimento di Wang Guan. Circondato da tutte le parti, Wang Guan saltò nel Fiume del Drago Nero e così morì. Quelli tra i suoi soldati che sopravvissero furono uccisi da Jiang Wei. Sebbene fosse stata ottenuta una vittoria e Wang Guan fosse stato ucciso, fu costosa. Molti vagoni e molto grano era stato perduto, e il Sentiero di Legno era stato distrutto. Jiang Wei condusse il suo esercito a Hanzhong. Deng Ai fece ritorno a Qishan. Da lì riferì la sua sconfitta al Sovrano di Wei e chiese una degradazione e una punizione. Tuttavia, Sima Zhao vide che Deng Ai aveva reso buoni servigi, perciò non degradò il generale, ma, al contrario, gli inviò magnifici doni, che Deng Ai distribuì alle famiglie dei soldati che erano stati uccisi. Sima Zhao gli mandò anche cinquantamila truppe come rinforzo in caso Shu attaccasse di nuovo. Jiang Wei si dedicò alla ricostruzione del Sentiero di Legno pronto per la prossima spedizione. Ripara la strada perché da piedi in marcia venga calpestata, Solo quando tutti saranno morti la lotta verrà terminata. Il prossimo capitolo dirà chi vinse.

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/Capitolo-114