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Non c’è storia ragazzi: i “Metallozzi” ci hanno proprio stufati. Se un tempo il “nemico” erano i Paninari e la loro voglia di assomigliare alla generazione borghese dei genitori, oggi il pericolo viene proprio da RockTV e dalle più celebrate riviste che vorrebbero occuparsi di Heavy Metal, le stesse che trattano il Gotico, il Nu ed il DeathCore come “sottogeneri” o peggio ancora “evoluzioni” della NOSTRA Musica, la Musica che conta. E’ una questione di attitudine e di buon gusto il non farsi infinocchiare. Dalle pagine di Living Death lanciamo un appello: non cadiamo di nuovo nell’errore di voler far diventare il Metal una Musica per tutti, un fenomeno di massa, un ché di democraticamente accessibile ad OGNI palato. Affanculo la “Metal Invasion”! Alla fine degli anni ’80 QUESTO ci fu fatale, perché qualunque cosa buona perde il suo valore quando diventa patrimonio … della massa. Evitiamo i “grandi eventi”, cominciamo a snobbare le Band che hanno fatto del Metallo la propria fonte di

sostentamento, il proprio lavoro; perché, giocoforza, dovranno piacere a più gente possibile per restare in vita! Per vendere… E se qualcuno in quanto sopra non vede niente di male…beh, ha già cominciato a “perdersi”, ad “aprire gli orizzonti”, a diventare un “Musicista” e un “Musicofilo”. Buon per lui che la SUA via lo porti così lontano da NOI. Torniamo all’Underground, alla spontaneità della gente che lavora e che nel DOPOLAVORO si sfoga, scarica l’adrenalina trattenuta, esprime quel che ha dentro veramente: quella è gente come noi, quelli sono gli unici Veri, duri e puri, quelli sono i Fratelli da supportare e gli Eroi dei NOSTRI palchi! Quando la distanza tra il palco e la strada si riduce fino ad annullarsi, l’Heavy Metal torna ad esprimere i suoi contenuti essenziali e riscopre le proprie radici, i propri sapori, la dimensione originaria … Ecco cosa intendiamo NOI per “Old School”: non la Musica del passato, ma la scena più vitale del 2010, l’unica possibile nella CONCRETA REALTA’ di un quotidiano sinceramente vissuto e non solo virtuale. Un’ultima cosa … Se vent’anni orsono il Metal tentò di sfuggire alle logiche di mercato spostandosi verso il Punk (salvo poi scadere nel Post e nel Nu d’ogni Crossover), oggi sono i Punk che vengono ai nostri Raduni, perché sono stufi d’esser presi per il culo e accomunati a gente come i Green Day! Cazzo, come dargli torto! Ne hanno tutto il diritto!

Ecco: nell’incontro dei “Veri” la Strada risorge e noi siamo i suoi Abitanti, i primi e soli protagonisti della Rinascita. Perciò vi aspettiamo alla prossima occasione, Amici dispersi in ogni angolo d’Italia! Vogliamo farvi sapere che non siete più soli, che il nostro banco è grande e che c’è birra per tutti; ovvero, che il Paradiso Terrestre esiste veramente, a patto che venga finalmente sgomberato da tutti i serpenti bugiardi che lo infestano da quindici anni a questa parte. Chiunque sia dello stesso avviso, per favore si svegli e si faccia sentire. Join Us! Defend the Line! THE OLD FAMILY IS STILL ALIVE! Mini

INDICE pag.2: L’angolo del nonno pag.3/5: Halloween pag.6/7: Rival pag.8/10: Omen pag.10/11: Tales From The Crypt pag.12/14: Loud and in your face pag.15/16: Live Report (D-Night) pag.17/18: Underground Metal Attack pag.19/20: Scream from the gutter pag.21/22: Perle ai porci


volta. I fans veri ci seguono, ma la maggior parte dei rock fans non ci degna di molta attenzione perché il metal non è pubblicizzato negli States.

1. Breve storia della band… La Band si è formata nell’ottobre ’82 sotto il nome di Bitch. Il 31 Ottobre ’83 (Il giorno di Halloween) cambiammo il nome sul palco in Halloween, visto che fu li che cominciammo a suonare in un uno show sold out. Halloween era anche la nostra prima scelta come nome, ma al nostro batterista dell’epoca non piaceva più di tanto, così, all’inizio dello show annunciammo questo cambiamento, togliendo lo stendardo dei Bitch e svelando quello degli Halloween, poi da lì rimase il questo nome. 2. In Europa siete considerati una cult band, grazie anche ai vostri “Horror Shows”. Perché avete scelto questa strada? Quando iniziammo era il periodo di Halloween, e la nostra sala prove era decorata per l’occasione. Gli amici che venivano a prove apprezzavano questo setting, così quando iniziammo a suonare dal vivo impacchettammo tutto e lo portammo con noi. Alla gente piaceva, quindi divenne parte integrante della performancee lo è tutt’ora. Lo facevamo ancora prima di cambiare nome. 3. Quali sono le vostre principali influenze? Siete un po’ i fratelli Metal dei Motley Crue.. Beh, le nostre influenze sono Judas Priest, Black Sabbath, Led Zeppelin, Scorpions, Ufo, Kiss, Alice Cooper, New York Dolls, Ac/Dc, e per me personalmente una band di di New York che ho visto da ragazzino, i Salty Dog (non quelli ’80 di Los Angeles). I Motley Crue erano fighi, specialmente

la prima versione di “Too Fast For Love”, ma non ci hanno influenzato più di tanto.. venimmo fuori nello stesso periodo. 4.Avete pubblicato da poco il vostro ultimo full-lenght. Cosa vi aspettate? Sembrava che ci mettessimo un’infinità per far uscire quest’album, per tutta una serie di ostacoli: lutti in famiglia, amicizie e managers, pochi soldi e cambiamenti di line-up. Abbiamo lavorato sodo quest’ultimo anno per far uscire il nostro album e ne siamo molto felici. Speriamo di poter riaprire qualche porta per guadagnare qualche nuovo fan. 5. Per il vostro primo show Europeo siete venuti in Germania.. come vi è sembrata l’atmosfera? Cosa vi ha impressionato di più? E’ stato un’abbaglio, è trascorso tutto così velocamente… tutti quanti sono stati fantastici con noi, tanto che non volevamo più partire!!! Ma torneremo… 6. In Europa, in particolare in Germania ma per alcuni versi anche in Italia, c’è un ritorno dell’Heavy Metal vecchio stile… ne siete consapevoli? Com’è la situazione in America? Quella merda crossover ha ancora successo? Ci sono molti tramacci del music business qui da noi. I media decidono e controllano cosa diviene popolare e i fans vengono ingozzati da una marea di musica… se qualcosa non passa per radio o per Mtv molta gente non ne viene a conoscenza.. Ci sono molti miscugli come Rap/Rock

(bella merda ndr...), New/Rock (cagata ndr..), Nu-Metal (vomito ndr…) con influenze rap e Hip Hop. Il Metal c’è, ma devi sapere come trovarlo perché non è nel mainstream, speriamo che torni alla ribalta, alcune nuove band pop/rock hanno recuperato la sonorità ’80, magari tutto questo potrebbe riportare interesse verso qualche band come la nostra.. 7. A parte le grandi band (Iron, Judas Priest etc..) in Europa c’è una riscoperta dell’underground ’80, specialmente di quello Americano.. Credo che questo sia dovuto al fatto che le giovani band difficilmente riescono ad essere “Metal”. Che ne pensi? In America è difficile per una Metal Band essere notati perché le etichette più grandi non firmano se suoni questo genere.. ci sono troppe connotazioni negative legate al Metal. Così le band come noi si devono arrangiare da sole, ecco perché abbiamo pubblicato tutto sotto la nostra etichetta.. addirittura i grandi nomi come Priest e R.J.Dio non godono della stessa attenzione di una

8. 1982-2007… cosa è cambiato? Per voi? Ragazzo.. sono cambiate così tante cose.. le persone sembrano essere di marmo (hanno visto tutto e non sono più shoccati o impressionati da nulla). La musica ora più che mai è diventata un prodotto di consumo, si parla solo di soldi, tutto gira intorno ai soldi, e poco di musica.. Tutto è in mano alle grandi corporations e le stazioni radio. La tecnologia ha fatto passi da gigante, ci sono tente cose che ora puoi fare e che prima non potevi, è impressionante che oggi una badn possa comunicare con tutto il mondo solo stando seduti alla scrivania e battendo su una tastiera. Nonostante tutto, qualcosa non è cambiato, l’odio esiste ancora, casini in politica e religione sono sempre quelli, umani che uccidono i loro simili nel nome di Dio, solo i nomi e i metodi sono cambiati… e la società crede che le band metal siano diaboliche, malate e violente… 9. Alice Cooper, King Diamond, Wasp e anche voi.. tutti queste band sembrano avere una particolare attenzione alle coreografie e al set sul palco, perché questa caratteristica è quasi scomparsa dalla scena metal secondo voi? Perché è maledettamente costoso!!!! Abbiamo sempre speso più di quello che abbiamo guadagnato a fare uno show “teatrale”.. e se facciamo uno show senza fronzoli i fans si sentono delusi.. odio questa cosa! Costa un sacco di soldi fare uno show come quelli e se non ricevi soldi da una label per coprire le spese di tutti i camion e la crew, le licenze per gli effetti pirotecnici (grazie ai Great White), assicurazione etc.. non puoi permetterti questo genere di show! Crede che tutte le band che hai citato prima fanno ancora show teatrali perché se li prtano dietro dal passato! Nessuno ti dà i soldi che servono per queste cose.. ed è un peccato!


Brian

INTERVISTA

HEAVY METAL

k

10. State programmando un tour Europeo in futuro? Speriamo di essere in Europa quest’anno per poter suonare ad un altro festival, ne stiamo parlando con la Hellion Records.. vogliamo davvero suonare dal vivo con questa line-up con una bella scaletta fatta di canzoni sia vecchie che nuove, vogliamo anche trattenerci di più per suonare in diversi paesi.. ci stiamo lavorando. Tenetevi informati per news sul sito

mo

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abilità

di

1.Ci potete dire come è nata la band? I Rival sono formati da John Johnson (Vocals/ Bass), Neven Trivic (Guitar), Gary Olson (Drums), Chuck McNulty (Guitar). Noi siamo la formazione “originale” della band fin dagli esordi nel 1991. I Rival si formarono quando tutte le band in cui noi militavamo si sciolsero, noi siamo cresciuti nella stessa zona della città, conoscevaciascuno di noi e quindi la situazione era perfetta.

2.Il vostro primo self titled Ep del 1991 è veramente fico! Suonate un’ Heavy Metal veramente speed, quali sono le vostre principali influenze? Grazie mille! Per tre di noi è stata la prima esperienza in studio. In breve, entrammo, trovammo un buon sound e registrammo semplicemente quello che facevamo dal vivo. Per quel che riguarda le nostra influenze sono Megadeth, Accept, Slayer, Savatage, Suicidal Tendencies, Judas Priest, Scorpions, Ufo, Black Sabbath. 3.E’ vero che la maggior parte dei vostri lavori in studio è autofinanziata? Si è vero! Eccetto l’ultimo lavoro “State Of Mind” che è stato finanziato dalla Metal Blade, noi abbiamo aggiunto solo qualche soldo extra per finirlo. L’Ep e l’album “Modern World” invece sono stati interamente finanziati da noi.

HORROR SHOW

w w w . h a l l o w e e n t h e b a n d . u s www.myspace.com/halloween1031

4.Com’è la scena americana di oggi per una band come voi? Beh, a parte tutto è grandiosa. Le persone sono state molto coinvolte dai nostri show. Qui negli states la situazione sta migliorando, anche se sta prendendo pieghe diverse. Una band come la nostra riceve ancora adesso più successo all’estero, il che non sembra strano? 5.Avete suonato anche Bang Your Head Festival in Germania o sbaglio? Come vi è sembrata l’Europa? Si si, abbiamo suonato, per noi è stato un grande show. Il tutto è trascorso veramente velocemente ma è stato bello. Ci piacerebbe rifarlo ancora, l’Europa è stata uno spasso e le persono sono state molto gentili con noi.


6.Da “Modern World” a “State Of Mind”, ormai avete una carriera musicale molto lunga, come sono i Rival oggi? Cosa è cambiato in questi 16 anni? Ce la passiamo bene. Ora stiamo scrivendo il materiale per una nuova release. Sembra passata una marea di tempo ma noi eravamo amici già prima che la band si formasse, e ci sono momenti in cui semplicemente facciamo cazzate tra di noi e non suoniamo niente. Fra un po’ avremo su YouTube qualche materiale dal vivo. 7.Progetti per il futuro? Lavorare al nuovo album, birci per coloro che non

intervista a Kenny Powell andare oltreoceano hanno ancora avuto

di nuovo per esioccasione di vederci.

8.Lasciate un messaggio per chi vi conosce, per chi non vi conosce e per il resto dei Metalheads Grazie per il tempo che trascorrete nel supportare la band. Apprezziamo molto le e-mail e le parole gentili chi ci inviate. Cerchiamo di fare sempre del nostro meglio affinchè i soldi che spendete per noi siano ben spesi, cerchiamo di fare musica spettacolare per voi. Con tutte le bands che ci sono adesso apprezziamo ogni minuto che ci dedicate, e usate per ascoltare la nostra musica. Tenetevi informati sul sito www. rivalmusic.net o sul nostro myspace.

BACK IN THE STREETS

1. breve storia della band, per chi non vi conosce... Come molti di voi già sanno, la Band iniziò con i primi ’80 a L.A. dopo che io, Jody e Steve lasciammo il nebbioso Oklahoma per la scintillanti luci di Hollywood in cerca di successo, fortuna, e qualche bella figa. Infatti, sapevamo che c’erano belle gnocche piuttosto che bands! A parte le stronzate, facemmo parecchia fatica a trovare una voce maschile, e mi fu offerto di entrare nei Savage Grace. Mi sembrò un’ottima occasione per metter piede nella scena locale, così accettai la loro offerta, scrissi le canzoni “Battlecry” e “Die By The Blade” per il loro primo album, e praticamente mi dissero che quei pezzi spaccavano. Nel frattempo Steve suonò in una band sconosciuta con D.D. Kimball . Assisstetti ad una delle loro prove e subito mi piaccue cosa sentii. Fuori dai Savage Grace e dentro agli OMEN! 2. Paragona la scena metal (sia quella americana che quella europea, visto che le conosci entrambe) degli anni ‘80 e quella di oggi. Cos’è cambiato nelle mode, nel modo di fare musica, nei fans, nel pubblico e tutto il resto... Beh, purtroppo non conosco la scena Europea degli ’80, la nostra casa discografica al tempo ci tenne segreta la popolarità degli Omen oltreoceano. Non c’era Internet per vedere quello che succedeva, così avevamo solamente una piccola idea dell’impatto della band sulla scena finchè

nel ’97 non ci andammo in tour. Fui stupito nel vedere che avevamo conservato quest’enorme quantità di fans anche negli anni in cui la band non era attiva. Per cio’ che riguarda la scena U.S. è stato sicuramente uno dei periodi migliori della mia vita. La scena seguiva un allegro ritmo, e sono contento che Omen siano stati una delle prime vere U.S. Metal bands, e non una mandria di scemi con più trucco che talento! Come tutto negli States, tutto si svolse velocemente in pochi anni e poi morì. Adesso sembra che qualcosa stia tornando, spero che si contunui in questa direzione. Nonostante tutto, sono molto più contento di suonare in Europa dove ci sono i veri fans del Metal. 3. le vostre lyrics, alcuni riffs sono “EPIC/MEDIEVAL”. Che senso aveva per voi suonare in quella maniera durante gli ‘80ies? Non c’è argomento migliore del “distruggi i tui nemici, prendendo le loro donne, e pulisci la lama per la prossima battaglia”. 4. Nel DVD dell’edizione masterizzata di “Battle Cry”, abbiamo visto


com’eravate durante i vostri shows.Erano carichi d’atmosfera, e ci hanno davvero sorpreso. Perchè, secondo te, le bands di oggi non usano più elementi come i costumi di scena, o gli oggetti (per esempio l’ascia durante “The Axeman”)? Erano tutti elementi che donavano allo show un senso di particolarità e che oggigiorno sono sottovalutati. Ad essere sincero, ero abbastanza contrario alla storia dei costumi quando abbiamo iniziato. E’ giusto che questa idea sia riconosiuto a J.D. Non sono stai ben accolti in America al tempo, se ci avessero lasciato venire in Europa credo che sarebbe stato diverso. Nel prossimo tuor forse riproporremo un po’ di questo passato! 5. “Sei stanco delle bands più tirate della tua ragazza? abbiamo la risposta: OMEN”, oppure “The Axeman” e ancora “Death Rider”... c’è l’idea dell’uomo rude, del guerriero. Che cosa vi ha ispirato nell’abbracciare questa filosofia della guerra, che si vede anche nella copertina di “Battle Cry”? Ti rimando alla terza domanda, adesso continuo a spaccarti il culo! 6.Ci sono stati parecchi cambiamenti dai primi album rispetto a quelli più nuovi... ma cos’è cambiato per DAVVERO negli OMEN? La cosa sfortunata è che tutto è cambiato tranne me. Ho provato a rimettere insieme la band qualche volta in qualche modo, almeno per restare “allenati” in qualche maniera o comunque nella scena per ciò che succedeva al tempo. Nel momento che ho scoperto che potevamo andare in Europa ed essere il vero Kenny Powel tutte queste cagate sparirono in un secondo.

10. C’è una canzone nella quale ti riconosci di più? E’ difficile da dire.. quasi tutto dei primi album. Ma direi che “Teeth Of Hydra” è quella a cui sono più affezionato. Credo che sia una delle più belle metal song mai scritte.

Sento che lentamente, ma degnamente sto riportando gli Omen a quello che meritano, penso che traspaia dai nostri show e dall’ultimo disco. Farete meglio a rinchiudere le donne e a far piantonare i confini perché il nuovo album degli Omen annienterà qusiasi cosa sulla sua strada. 7.”Escaper to Nowhere” è molto diverso dai primi lavori. Cosa ci puoi dire a proposito di quel periodo? Cosa vi ha influenzato di più nella stesura di quell’album? L’unica cosa che posso dire di quel periodo è che era na merda! Siamo entrati nel vortice di “noi vi faremo delle Star” e stronzate simili e lo ripudio tutt’ora. 8.Paragona l’EPIC Metal delle origini (voi, primi Manowar, Cirith Ungol, Medieval Steel, Heavy Load etc.) e quella merda di oggi (Rhapsody, Narnia, Kamelot, Hammerfall...). Pensa solo a: asce, battaglie, sangue, soldati del metallo e dall’altra maghi Merlino, D&D, principesse di ‘sto cazzo, draghetti e fantasy patinato (ovvero la nuova generazione dell’epic). Perchè tutti questi cambiamenti nelle tematiche (ma purtroppo anche sul lato musicale)? Non vedo un paragone possibile, è come se dovessi spiegare la differenza tra una Ferrari e un maggiolino Volkswagen.. uno è per gli uomini e l’altro è per le fighette! 9.Quanto i cambiamenti di Line-up hanno influenzato il vostro song-writing? Mi ha cambiato ia tempi, ma si tratta del passato. Ho un solo obiettivo nella vita adesso, ed è quello di essere sempre sincero con me stesso. Fanculo a tutto il resto.

quello

11. Se tu potessi tornare indietro nel tempo, che cosa cambieresti? Fanculo! Vorrebbe dire rinnegare tutto quello che mi fa essere ciò che sono adesso. E mi trovo bene con che sono ora.

12. Bob, il nostro capoBEVITORE, vi ha visti live al Bang Your Head 2-3 anni fa, ed è rimasto molto impressionato dallo show. Come sono gli OMEN oggi? avete ancora la stessa energia e lo stesso carisma? Ora con un nuovo bassista e un nuovo batteri-

sta l’energia è ad alti livelli. Credo che lo scorso tour sia stato ad un livello più alto di energia che in quello antecedente. Si può dire ancora ora che mi sento carico! Possiamo tornare al culo rotto?

13. Progetti per il futuro? Il progetto è di far uscire un live il prima possibile. E di preparare un nuovo disco per l’anno prossimo (2007 ndr..) che romperà il culo ai livelli di “Battlecry”.

I Tyrant di L.A furono formati dal bassista Greg May a Pasadena in California. Nel ‘78 Greg formò una band quando ancora si trovava alla High School, lo fece solo per divertimanto, nulla di serio quindi. Nella band c’erano Richard Fuentes alla voce, Tony Ramirez,Gary Crisp, a Bill Stremmel alle chitarre e Phil Hilick dietro le pelli. Durante il 1980 Greg suonò con ragazzi che dopo finirono in Metallica, W.a.s.p. , Armored Saint e Warlord solo per


citarne alcuni. E la band del nuovo chitarrista Rocky Rockwell chiamata “Visions” aveva ironia della sorte fra le fila Tim Gains degli Stryper. I due reclutarono nella band il fratello di Greg, Glen May , un gigantesco e violento giocatore di football giunto al termine della carriera dopo la High School per sostituire il loro cantante Doug Anderson. Nel frattempo a Greg, e Rocky si era aggiunto il batterista Rob Roy. Dopo un paio di show a Hollywood , furono contattati da Brian Slagel della Metal Blade e dalla band Bitch (grandissimiiii!!), e questo portò nel tardo 1983 all’uscita di “Battle Of Armageddon” per la compilation della Metal Blade “ Metal Massacre III”. Dopo questa uscita l’etichetta fu letteralmente sommersa di lettere provenienti da tutto il mondo che chiedevano altro materiale dei Tyrant, questo fatto costrinse la Metal Blade a firmare con i Tyrant un contratto internazionale per la registrazione di un album. La band quindi ritornò in studio con lo stesso produttore di “Battle of Armageddon” Bill Metoyer, per registrare l’album di debutto dei Tyrant “Legions Of The Dead” che fu completato e rilasciato nel 1985. Non so quanti di voi lettori abbiano avuto l’occasione di ascoltarlo ma cazzo se spacca quest’album!!!! METAL! METAL! METAL! altro che quella merda di powerpop che gira adesso!!!! L’LP vendette bene e per due mesi fu nella top ten di Kerrang (la rivista rock europea più grossa dell’epoca). Il singolo “Listen To The Preacher” finì sulla compilation stampata in doppio vinile “Best Of Metal Blade Vol.1” nel 1986. La compilation includeva inoltre Slayer, Trouble, Voivod, Metal church e Celtic frost (insomma.. delle band del cazzo..). Nel 1988 i termini contrattuali riportarono la band in studio e sempre seguiti da Bill Metoyer diedero alla luce “Too Late Too Pray” (questo bisognerebbe schiaffarglielo in culo ai Koorpiklaani!!) . Di nuovo l’album attirò le attenzioni e le lodi di fans e riviste di tutto il mondo, alla band venne offerto di fare da opener per gruppi come Slayer, Savatage e Mercyful Fate, ma i Tyrant rifiutarono non sentendosi di meno valore rispetto a a queste band! La band continuò a suonare live e registrò anche un demo di 4 traccie. Nel 1994 la compilation “Metal Massacre III” fu ristampata su CD in tutto il mondo. I diritti della band furono assegnati a Greg May che li aveva fondati… poi… oscurità… nel ’96 uscì “King Of Kings” ma della band non si sa più nulla.. si vociferava un nuovo album, date in giro ma sono solo notizie di corridoio.. sembra che la band sia ormai sciolta.. un gran peccato per una grandissima band!

di Paolo “MetalHead” Astolfi Ok stupidi posers ‘n wimps, su questo numero della vostra fanza preferita trovate la sezione “RISTAMPE”. Già, qui si parlerà di re-release album / demos e altro materiale di vecchia data, ormai praticamente irreperibile nei nostri (sfigati) giorni, oppure reperibile sì, ma tanto da togliervi metà stipendio ogni dieci vinilini acquistati (credetemi, non sto esagerando) su E-Gay o a qualche fiera del disco usato (e caro). Beh, guardate che anch’ io sono un supporter del caro e vecchio nero vinile, sin da quando ho iniziato ad ascoltare ‘sto fottuto genere, però ci tengo anche al mio portafoglio (che spesso piange perché vuoto) quindi spezzo una lancia a favore delle ristampe su digitale, soprattutto se hanno bonus tracks contenenti materiale demo / live, video / rehearsal mai udito o pubblicato prima. Eppoi sempre meglio che scaricarsi bastardamente gli MP3 dal computer di casina vostra, no? Brutti mouse-dipendenti sottomessi dall’ era digitale…Bene dai, apriamo le danze con quattro bei nomignoli che vi incuriosiranno per bene: CARRION (Swi) “Evil is there!” CD 2005Blower records “Thrashin’ the young men, Thrashin’ the old men, Thrashin’ all men on this world…”. Apro questa review dei Carrion con la frase che appare alla fine della sezione ringraziamenti del loro “Evil is there” e che riecheggia nel ritornello della seconda traccia “Antichrist” …una frase semplice che non ha bisogno di spiegazioni!!! Svizzera, terra di grandi nomi come Messiah, Celtic Frost & Coroner. Ma è anche la patria del quartetto Carrion! Nati a cavallo tra il 1983 e il 1984, si fecero conoscere nella scena dell’ epoca attraverso un primo demo nell’ ’85 e, nel successivo anno, con l’ unico album da loro composto. E che album ragazzi!!! Satana, borchie, corpse-paint….no, il Black Metal non esisteva ancora! La matrice Venom / Slayer era inconfondibile, ma loro suonavano meno Thrash ma più Heavy, veloci e ossessivi…suonavano ciò che venne poi categorizzato come Speed Metal!!! Iron Angel, Living Death, Exciter le bands portavoce del genere e questi Carrion li seguono a ruota come stile musicale! Velocissimi, incazzatissimi, senza fottuti virtuosismi chitarrosi: qui abbiamo solo invadenza sonora per le nostre orecchie suonata da gente iperborchiata come piace a noi!!! Ristampa “da paura!” questa, infarcita dal demo completo (ben 6 tracce) con l’ aggiunta delle due bonus “Antichrist” & “Shark Attack” in versione live, booklet dettagliato nei minimi particolari (anni di registrazione, note di V. O. Pulver fondatore del gruppo e foto d’ annata) con addirittura indirizzo postale ed e-mail per contatti!!! Questo si che sarebbe un gruppo da reunion! Evil is there and Carrion is here!!!


FATAL (Usa) “Retrospective from hell” CD 2004 – Necroharmonic prod. Wow! Era da tempo che aspettavo di ascoltare questi fantomatici Fatal! Il loro nome lo vidi per la prima volta anni fa su di una vecchissima foto degli Autopsy, dove il grande Chris Reifert (ex- Death e membro fondamentale di Autopsy / Abscess / Eat My Fuk) indossava la maglia del loro demo “Soul Burns”…da allora mi incuriosirono! Purtroppo dovetti aspettare un bel po’ prima di ascoltarli, data l’ impossibile reperibilità delle loro canzoni su formato originale. Ma appena vidi sul catalogo di una distro crucca il cd con la ristampa dei loro lavori, non esitai a pigliarli ad occhi chiusi (he he, mi fidavo dei gusti del caro vecchio Chris). Tre demos più un 7” EP, il tutto in oltre un’ ora di musica! Figata!!! Allora, il mio ascolto è iniziato in cronologia, ovvero dalla “fine” del cd, dove sono collocate le primissime registrazioni del combo americano: “Guts for dinner”, 5 canzoni racchiuse sul demo tape forgiato agli inizi del 1988! Qui il Thrash Metal è espresso in tutta la sua più malvagia cattiveria! Infatti questo demo, caratterizzato da un suono cupo creato dal semplice “2 tracce” che usarono i Fatal per registrarlo, sprigiona, dai titoli horror inspired e dalla musica, un’ aura nera come la pece emanando pura violenza, controllata (e bene) solo dagli strumenti dei tre pazzoidi di Detroit. Una leggerissima evoluzione la si ha solamente con l’ uscita, nell’ estate del medesimo anno, di “Molested Slaughter”, seconda testimonianza su tape, e con “Soul Burns” del 1989 (demo che delinea maggiormente il personale sound della band). Thrash Death Metal fortemente accostabile a “Scream bloody gore” dei Death e ai primissimi Pestilence, Deceased e Merciless svedesi. I nostri possiedono però una connotazione “heavy / speed” nelle loro musiche che li contraddistinguono dalla pesantezza di sound che valorizzò poi i mostri sacri da me poco prima presi da esempio per delineare le caratteristiche dei Fatal. E di conseguenza vado ad esaminare l’ ultimo gioiello presente in questo cd, ovvero il sette pollici “A somber evocation of nihilism” uscito nell’ anno 1990. Appena udii la prima track dell’ ep, “Malevolence”, mi balzò in mente il nome di una band: Coroner! Perché? Ma per la somiglianza di stile nelle tre canzoni dei Fatal presenti nell’ ep! Già, la band cambiò direzione musicale, sebben di poco, abbandonando la brutalità degli esordi ed assumendo uno stile tutto loro, più evoluto e con melodie di chitarra molto funeree e tetre. I Fatal non persero però mordente nelle loro canzoni ed il paragone con la band svizzera mi sembra molto azzeccato! Anzi oserei dire che i Fatal sono il riflesso più oscuro e brutale dei Coroner! Ciò non può fare altro che donare pregio a questa band, ormai culto tra gli aficionados delle sonorità Thrash più ricercate e originali. Nota: booklet del cd veramente ben spartito, tra biografia della band fatta dal membro fondatore, foto e nozioni dettagliate sulle varie release. Così van fatte le ristampe, adatte a soddisfare i palati dei metalfans più curiosi ed esigenti! DECIMATION (Usa) “Forgotten Race” CD Buoni questi Decimation! E pensare che non li avevo mai sentiti nominare prima! Questo cd raccoglie delle vere chicche del Thrash made in U.S.A., ovvero il demotape “Armed to the teeth” (e chi non si inginocchierebbe di fronte ad un titolo simile!?!) datato 1988 con l’ aggiunta dei 2 mini album successivi creati nei primi novanta. I’ inizio del massacro è generato dall’ incazzatura musicale che questi Decimation fanno esplodere attraverso il loro micidiale demo di 4 canzoni, dinamiche e potentissime come poche. Thrash aggressivo, grezzo e di totale impatto: i ragazzi ci sanno fare!!!

Ricordano molto i Possessed di “The Eyes of Horror” uniti alla cattiveria dei greci Flames!!! Eccezionale la violentissima “Lethal Actions” (titolo che è tutto un programma), che in 7 minuti racchiude l’ essenza del Thrash americano di fine ’80: velocità, cattiveria e tecnica! Primi 3 minuti incazzati e strumentali per poi continuare con parti più rallentate e cantate, senza mai annoiare le orecchie dell’ ascoltatore. Grande demo, grandi canzoni veramente! Segue “Dark Embrace”: cresce di livello la registrazione, meno “sporca” e più ricercata (infatti, non si parla più di demo…) e pure il souno diventa un pochetto più pregiato, ma nulla toglie nuove lodi alla band in questione, anzi vengono così accentuate le grandi qualità della band. In evidenza gli assoli e le lead guitars mentre le ritmiche sono sempre sostenute ma strutturate in maniera ancor più professionale. Azzardo un paragone: mescolate il sound degli Atrophy al primo lavoro dei Death Angel…Good! Ok ragazzi, il successivo “Rat Race” datato 1991 è il loro lavoro che, personalmente, meno ho gradito (ma non per questo fa schifo, sia chiaro!). Più o meno segue la stessa linea del precedente, ma il sound è caratterizzato da un feeling leggermente più “moderno” (termine da prendere con le pinze…Ok?). Diciamo che segue quel suono caratteristico che elaborarono alcune bands negli U.S.A. durante i primi anni novanta: ricercato, tecnico e con canzoni più lunghe e ben articolate. Meno incazzatura e più lavoro di “testa” insomma. Da segnalare gli inutili intermezzi acustici tra una song e l’ altra: non c’ entrano un cazzo. Per concludere in breve, sottoscrivo che, in toto, questa raccolta di materiale difficile da reperire è veramente da sballo totale! Purtroppo sulla confezione non viene indicato né l’ etichetta né l’ anno di pubblicazione di questa ristampa, sorry, quindi cari thrashers la caccia a “Forgotten Race” dei Decimation è aperta! ANIHILATED (Uk) “Path of destruction” --- CD - In Crust we Thrash prod. Questa ragazzi è la ristapa definitiva! Il mini album datato ’86 dei britannici Anihilated con l’ aggiunta del loro secondo demotape “Speedwell” del 1985 e live tracks come bonus! Questi ragazzi esprimono, nelle 4 tracce che compongono il loro 12” MLP, un loro stile selvaggio e ribelle come solo gli inglesi dell’ epoca sapevano fare. Uno stile musicale che, personalmente mi fa del tutto impazzire e sclerare di brutto!!! Nati da una radice musico-attitudinale barbara e grezza come il Punk, gli Anihilated, come altri loro “colleghi” anglosassoni, incidono tra il 1985 & 1986 tracce quali “Ethiopia”, “Thunderflash”, “Innocent victims” e altre chicche che, a mio giudizio, hanno dato vita ad un certo tipo di Thrash Metal totalmente diverso dalle sonorità già in voga in quegli anni. Si parla della seconda metà degli anni ottanta e tra i gruppi / dischi in questione che contraddistinsero questo tipo di ribellione musicale risaltavano gli Hellbastard di “Heading for internal darkness”, i Sacrilege dell’ incazzatissima Lynda Simpson con “Beyond the realm of madness” ed i più conosciuti Onslaught col loro capolavoro “Power from Hell”… affiancati da “Path of destruction” degli Anihilated! Questi, più che semplici dischetti, io li considero come colonna portante di uno stile di vita lontano dalla normalità, dall’ ipocrisia e dall’ istituzionalizzata società che ci circonda! E così dev’ essere colui che li ascolta, anche se ci troviamo nel 2007 e che esso sia metallaro o punk: lontano dagli schemi, dipendente solo da se stesso e fiero di essere ciò che è! Non come quei quattro fighetti che ormai infangano l’ odierna scena metal atteggiandosi da metallari solo perché possiedono la maglia più figa o hanno più di 4 toppe sul giubbetto! Qui c’ è sincerità, queste bands hanno fuso due generi , Metal & Punk (da sempre attratti tra loro da una relazione di amore / odio) e vi assicuro che la miscela finale è ultra esplosiva!!! Ottima ristampa quindi, e porgo i miei ringraziamenti alll’ etichetta (giapponese credo, dato l’ OBI incluso nel CD) per ri-aver dato luce ad un gran disco che farà la felicità dei più radicali metalloidi ignari di tale gioiello! Are you ready to devastate your mind? Enjoy Anihilated and F. O. A. D. to the rest!!!


Se dovessi trovare un paragone per la D-Night penserei ad un massacro legalizzato.. scene del genere è veramente raro vederle.. insomma questa serata organizzata con tenacia a cocciutaggine dal Defenders Club dopo tutte le sfighe che hanno avuto e che non sto ad elencarvi è stata IPERDIVERTENTE!! Finalmente una sana atmosfera: grezza, in piccolo, birra a fiumi e cesso ovunque.. sembrava di essere finiti nel peggio locale Thrash di L.A… e questo sembrava anche il volere degli organizzatori che hanno puntato tutto sul lato attitudinale piuttosto che la classica serata “iper professionale” condita dai soliti musicisti sbanfoni snob della strammerda.. Insomma dopo essere arrivati a Lavis e trovato il “Bar Al Parco” aspettiamo l’inizio del concerto.. nel frattempo il Dj ci sciolina una serie di perle di USA Metal che vanno dai Megattack, ai Tyrant, dagli Shok Paris ai rarissimi Childhood’s End e avanti così! Insomma goduria per le mie orecchie! Naturalmente una birra tira l’altra il flyer del concerto prifino a sera… apripista della serata sono i National Sui- ma del cambio di location, cide, una band di Trento dedita al duro e puro Thrash Bay si è tenuto infatti al Bar “Al Parco” di Lavis (TN) Area, insomma questi neanche finiscono il sound check che la gente si sta già ammazzando davanti al palco… una parola per il loro concerto? ATTITUDINE! E’ raro vedere una band che annulla la distanza col pubblico, anzi, si mischia ad esso.. il cantante si lancia nel pogo durante le canzoni, e il resto della band gli fa da contorno con delle cere da ’87 con furore! Cartucciere, giacche jeans strappate, alcol a fiumi e headbanging a ruota libera. Il pubblico canta in coro le loro canzoni, che devo dire.. veramente Old School!! Influenze primi Exodus e primissimi Overkill su tutti.. ed infatti arrivano 2 cover d’eccellenza come “Lesson In Violence” e “Elimination”.. quello che è successo lo faccio immaginare a voi. Finiti i National Suicide arrivano i Veneziani Mechanix, che sono una cover band dei Megadeth. La loro scaletta è stata appositamente cambiata con canzoni dei primi album fino a “Rust in peace” per l’occasione e su richiesta precisa del Defenders Club.. la band coverizza degnamente le canzoni ed anche dal punto di vista tecnico sono preparati. Arrivano quindi tutti i classici dei Megadeth. La

loro esibizione, però, non è esente da pecche: tralasciando il lato tecnico/ musicale (che era su ottimi livelli) direi che la serata è stata una lezione di attitudine fra “metallari” e “musicisti”.. insomma la band non solo se l’è tirata un po’, se teniamo presente che si tratta di una cover band, ma dava l’impressione di non recepire lo spirito stradaiolo della serata. Per carità... bravissimi tecnicamente, ma sul palco sembravano quattro termosifoni da quanto erano impegnati a curare ogni singola notina. Ok che magari sei abituato a suonare in situazioni più “decorose” ma un po’ di rapporto col pubblico ci vuole.. niente.. zero.. se si metteva uno stereo con su i Megadeth era la stessa cosa. Mi hanno lasciato veramente perplesso… ragazzi il METAL è sulla strada! Non nei conservatori di musica! Comunque finito il concerto e?? scatta il delirio!!! Roba da guerra civile! Ahahahahaha mai divertito così negli ultimi mesi!!! Alcol a fiumi, ragazzine che sboccavano a destra e a manca, torte in faccia, gente che si rotolava per terra! Complimenti ai ragazzi del Defenders Club per aver organizzato la serata, e per averci ricordato che il Metal, quello vero, quello fatto di attitudine, strada, e grezzume ESISTE ANCORA!!! E soprattutto è stata UNA FESTA! Speriamo si replichi al più presto!!


SUCKS AND ARTILLERY!

3.Musicisti o metallari? Se per musicista si indende la media di personaggi pieni di puzza sotto il naso che guardano al Metal come se guardassero ad una musica per adolescenti in crisi

4.Cosa ne pensate del circuito Metal SANO Underground e delle autoproduzioni? Speriamo che non accada quello che è successo alla

5.Qualcos’altro da dire… ai nostri lettori? Salutiamo tutti e diciamo soprattutto ai ragazzi più giovani di non farsi prendere per il culo dalle più famose riviste di settore. Quegli scribacchini sono gli sfigati di un tempo, gente che quando il Metal era ancora una cosa seria, non sarebbe stata cagata di striscio.. voi siete la Scena, voi siete la Festa! Sappiate che non siete soli, the Old Family is still alive!

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16 Giugno - Rovereto (TN) - Piazzale DeGasperi INGRESSO GRATUITO!

ONSLAUGHT HEADLINER! unica data italiana!

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... se non vieni sei un cretino.

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2.Come mai avete scelto un ge-

fine degli ’80, quando si è pensato di poter far diventare il fenomeno “di massa”. L’Heavy Metal deve restare di nicchia, autorelegarsi all’underground per durare al di là delle mode contrabbandate da Mtv e affini per figate epocali. Detto in parole povere, a noi non ce ne frega un cazzo dei grandi eventi e delle band professionistche ( tutta gente che ha deciso di fare del Metal la propria fonte di guadagno): noi apprezziamo e supportiamo solo quelli che suonano dopo lavoro…

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1.Ci potete raccontare come siete nati? La band nasce agli inizi del 2006 da membri degli ex-Riven, quindi in un certo senso ne siamo la “continuazione”. Abbiamo avuto vari cambi di line-up come succede spesso ad un gruppo “nuovo” e ora con l’arrivo di Tiziano al posto di Kill alla chitarra, e Ema abbiamo trovato la strada giusta. Durante quest’anno abbiamo fatto svariati concerti in Trentino e fuori regione per “rodare” la formazione e abbiamo visto che funziona, non solo sul palco ma anche al bancone del bar quindi continueremo così!

nere come il Thrash “Bay Area” che non si sente spesso dal vivo? I due terzi del gruppo ascoltano quel genere, il cantante proviene direttamente dalle strade degli ’80 e quindi la scelta è stata naturale… Ema e Tiziano pur provenendo da esperienze musicali diverse ci si sono rispecchiati a pieno e perciò continueremo su questa strada. Cerchiamo di suonarlo nella maniera più genuina possibile, e della “ricercatezza musicale” ce ne sciacquiamo le palle, il messaggio che vogliamo dare è che questo non è un genere né scontato, né vecchio, né banale, soprattutto ora, in un momento in cui molti fanno a gara per essere “innovativi” più che “veri”.

esistenziale… beh ci vomitiamo sopra, perché non hanno capito un cazzo, probabilmente dall’alto delle loro cattedre soffrono di carenza d’ossigeno e questo gli da alla testa. Il Metal è uno stile di vita, stradaiolo , grezzo e scorretto e questo è quello che noi raccontiamo nei nostri testi ed è quello che viviamo, non lanciamo nelle nostre canzoni messaggi socio-politico-intellettualoidi, non ci riempiamo di retorica, e non giochiamo a fare gli alternativi. Noi siamo così e suoniamo così, punto. I commenti e commentini da dotti saccenti li lasciamo ad altri. Se poi dal vivo suoniamo anche bene ok! Se nò fanculo, il messaggio arriva lo stesso! Meglio 1 Metallaro che 100 professori, anche se hanno il look trasandato, professori restano e noi li lasciamo sulle loro cattedre e sui loro piedistalli a tirarsi seghe mentre noi ce la beviamo al bar!


PERLE AI PORCI RECENSIONI DEMO DEATHWORK - Evolve To Extinguish 2005 In mezzo al marasma di band Melodic Death, Emo Death, Deathcore e altri generi innominabili che cosa mi capita in mano? I Deathwork di Catania! Cazzo finalmente un sano cd di Death/Thrash come dio comanda che strizza l’occhio al passato, senza tanti fronzoli! Il cd racchiude 6 tracce di Death/Thrash fatto con tutti i crismi del genere, riff Thrasheggianti, voce death incazzata, parti veloci alternate a stacchi più cadenzati e suonano alla grande! La produzione è grezza e, detto sinceramente, non stona minimamente col prodotto, anzi secondo me è pure figa così! I Deathwork ci dimostrano che sanno suonare, gli assoli sono fatti bene e funzionali al genere, stesso discorso per gli arrangiamenti che sono fatti con cura e ci danno anche belli stacchi in pieno stile col genere. “Evolve To Extinguish” e “Deranged Sanity” sono 2 signore canzoni ma tutto il disco si presenta su buoni livelli e senza cadute di stile. Insomma, in mezzo alla puzza di merda che dilaga tra band Melodic Death e Death core, panozzetti che giocano a fare i cattivelli armati di ciuffetto emo e braghe loffe, i Deathwork sono una boccata d’aria fresca! Per tutti i nostalgici di gruppi come Protector, Rigor Mortis, e in generale di quella scia di death/thrash SANO, grezzo, incazzato, old school questo disco è raccomandatissimo e piacevole all’ascolto! Questa band ha fatto un bel primo passo, speriamo continuino così! Io comunque sono molto fiducioso, spero a breve di sentire un full lenght e scommetto che non tarderà ad arrivare! (se fosse in vinile sarebbe ORO) THRASHING WAR MECHANISM Cd Split 2006 Premetto che sono pure andato alla presentazione di questo Split (in cento copie numerate) e, a parte la tuona che mi sono tirato è stato un gran bel concerto.. Ma ora parliamo dello Split! Questo cd è uno split fatto da 2 band: i veronesi Death Mechanism e i veneziani Warmonger, entrambe band Thrash sano Old School. A parte la lodevole iniziativa di fare il cd assieme “Thrashing War Mechanism” è una perfetta rappresentazione di quello che è il panorama Thrash Underground Italiano, della serie :”Vuoi sapere che succede? Prendi questo e ascoltalo a tutto volume!”. Entrambe le band hanno inciso 2 canzoni, una in studio e una “Live”, che naturlamente sprizzano attittudine e violenza da tutte le parti! Non sto qui a menarvela sui singoli pezzi, perchè secondo me sono tutte validissime canzoni e sono suonate alla grande! vi consiglio quindi vivamente di procurarvi questo cd perchè è veramente ben fatto, e soprattutto perchè in questa maniera si supporta una scena underground VERA, fatta di gente che ci crede fino in fondo e che si sta sbattendo tra mille difficoltà, gente che il Metal se lo porta addosso e non solo nel lettore cd di casa! decidete voi! O stare in casa a farvi le seghe davanti al cd del primo gruppo di poser psuedo thrash merda tutto made in Svezia, o uscire dalle porta e guardare quello che succede e si sta muovendo nella scena SANA Italiana! Per quel che mi riguarda queste due band hanno il mio TOTALE SUPPORTO!

di zAppeo

consigli cinematografici poco obiettivi ma culturalmente elevati

Quella che sto per scrivere credo sia la “recensione” piú difficile che mi sia mai messo in testa di fare. A volte invidio quelle teste di cazzo che generalmente scrivono su porcate cartacee sullo stile di “Ciak”: il 99% delle volte si tratta di filmacci mainstream che riuscirebbe a recensire anche un bimbo di 7 anni che si é appena comprato una maglietta di Vasco al mercato. E il bello é che alcuni dei suddetti elementi se la tirano anche, infarcendo lo scritto con improbabili vocaboli pescati a caso dal vocabolario, manco fosse una gara di spelling per bambini ritardati. Persone che se la menano se James Bond andava meglio interpretato da Pierce faccia-da-culo Brosnan o Daniel scopami-sono-biondo Craig, magari aggiungendoci un paio di “ordunque”, una manciata di “quant’altro” e una spruzzata di “allorché”. Gente che per descrivere un film di David Lynch impiega 8 pagine di paranoie metafisiche quando basterebbe semplicemente un “é figo perché lo fa Lynch, e Lynch si droga, chissenefotte se non capisco cosa cazzo sto vedendo”. Insomma, per fare il critico cinematografico (il mestiere di chi non sa fare film ma che si sente in diritto di dirti cosa é bello e cosa no) basta un vocabolario di quaranta/cinquanta anni fa, una bottiglia di vodka e tanto pessimo gusto. Ma metti queste persone davanti a film come quello che mi appresto a sputtanare ed entrano nel pallone. Li liquidano con semplici “bah, soldi spesi male, attori incapaci, regia scostante, qualche buona trovata”. Eh no, bimbi, non si fa cosí. Sono proprio pellicole come questa, come Alex L’Ariete, che meritano fiumi di parole. Perché l’orrido é uno dei sentimenti piú attraenti della nostra natura, perché se gente come Alberto Tomba viene buttata su grande schermo ABBIAMO L’OBBLIGO MORALE DI ESSERNE CONSAPEVOLI. Eccoci, quindi. Alex L’ariete. Record di incassi in negativo, 547 circa i biglietti staccati in tutto nelle sale italiane quando questa perla del cinema grottesco é stata portata alla luce. Cinquecentoquarantasette. Credo che sommando tutta la troupe, gli attori, le comparse e tutte le loro rispettive famiglie e amici questa cifra venga giá surclassata. E sapete cosa vuol dire? Che anche chi ha preso parte a quest’opera di terrorismo puro se ne vergogna e non lo va a dire in giro. Un flop annunciato che per entitá resta secondo solo a Troppo Belli. Perfetto. Corre l’anno 2000, Alberto Tomba ha appena appeso al chiodo gli sci e si rende conto che oltre a destreggiarsi fra coppie di paletti impiantati su impervie discese innevate ... non sa fare un cazzo d’altro. Ed ecco che dal cielo gli piomba l’opportunitá di diventare il nuovo action-hero italiano, fiancheggiato dalla sgambona Hunziker, in un film che ha tutte le basi per diventare una puttanata degna rivale di 007. La trama? Non è importante, non ha senso parlarne, e non la leggerete in queste righe. Un film del genere non viene concepito per raccontare qualcosa, quanto per ridicolizzare chiunque vi partecipi. Un film del genere è fatto di piccoli momenti, che contengono delle chicche gigantesche. Come la


scena culto che vale da sola la visione di queste due ore di porcata, in cui viene ucciso il compagno d’armi del mentecatto Tomba. Scena in cui l’Albertone entra inciampando contro la porta, gridando “NOOOOOOOOOO!” due/tre volte, sparando a caso, finendo i proiettili e gridando ancora “NOOOOOOOOOO!” guardando il mitragliatore scarico. O lo struggente monologo che segue la suddetta scena, in cui sta palesemente leggendo il copione appoggiato per terra. Per non parlare di quella capra della Hunziker, che regala momenti di altissimo livello già dalle prime scene del film. Ragazzi, questo lavoro è una vera e propria prova fisica. Due ore per non dire assolutamente un cazzo, credo che non esista niente di più tediante al mondo, se non il sopracitato Troppo Belli. Procuratevelo, guardatevelo e resistete fino alla fine. Lo sforzo non sarà premiato, ma potrete dire di avercela fatta. E non è cosa da poco. Ma passiamo oltre. Anzi, neanche tanto, rimaniamo in famiglia, ma innalziamo considerevolmente il livello. I lettori più attenti ai particolari avranno notato, nel numero scorso, una piccolissima immagine grande all’incirca come un’intera pagina in cui avevamo preannunciato l’imminente recensione di un filmone dei nostri tempi: Snakes On A Plane. Ebbene sì, quell’immagine era un tappabuchi mostruoso, ci era avanzata una facciata libera, dovevamo stampare il giorno stesso e, ammetto, non avevo la minima idea di cosa cazzo ficcarci. Se mai comincerete a fare una fanza assicuratevi che il vostro ... “coordinatore”, insomma, colui che la fanza l’ha ideata, abbia anche un minimo di senso della misura, e che non vi dica “sìsì, tranquillo, questa parte occupa almeno 4 pagine”, perchè quando vi ritroverete a impaginare il tutto scoprirete che quelle quattro pagine erano in realtà due e mezza, e dovrete sbattervi voi a riempire tutto quel bianco che avanza. E tappare i buchi è un’arte, cosa cazzo credete! Infatti, è un po’ quello che ho appena fatto anche adesso scrivendo quest’introduzione inutile, non ve ne siete accorti? Ci siete cascati di nuovo! Snakes on a plane è ciò che ogni film degli anni 90 non è mai riuscito ad essere: un film anni 80. Ci sono tutti gli ingredienti adatti: lo sbirro nero spaccaculi la scena prima .... che scorta il giovane idiota (testimone di una resa dei conti della yakuza), la yakuza stessa, il nero ciccione rapper, la figa bionda, la vecchia del “oh, è il mio ultimo volo, da domani sono in pensione” che ovviamente diventa cibo per vermi in un attimo, l’altra figa bionda che muore per prima .. insomma, ci sono tutti gli elementi per un filmone anni 80 come si deve. Ma, come giustamente recitava il trailer, c’è qualcosa che nessun altro film ha mai avuto: serpenti in un aereo! Il boss mafioso, infatti, per evitare che ... e la scena dopo! il giovane idiota testimoni contro di lui, fa caricare sull’aereo una quantità smisurata di serpenti, spruzzando un particolare feromone (capace di farli incazzare di brutto) in giro per l’aereo. Beh, la trama è tutta qui, il resto ve lo potete immaginare. Il momento topico di ogni film anni 80 che si rispetti, cioè il momento in cui tutti prendono consapevolezza del fatto che “c’è qualcosa che non va in quel fottuto aereo” (e che quel qualcosa si protrarrà per tutto il film), è semplicemente ARTISTICO, e lo potete vedere da uno degli screenshot che impaginerò fra queste righe. Serpenti che mordono tette di giovani bionde,

serpenti che si infilano fra le gambe di avvenenti ciccione, troiette che pur di scappare non esitano a calpestare altri passeggeri dell’aereo trafiggendogli la faccia con i tacchi a spillo, nerd occhialuti che per scacciare serpenti troppo grossi non si fanno problemi a lanciargli in bocca il cagnolino della sventurata vicina di posto ... insomma, questo film è un tripudio di thrashaggine, di violenza legalizzata, di frasi ad effetto, di luoghi comuni e di tanto, sanissimo, divertimento. Vi ricordate il “Commando” di Arnold, targato 1985? Ecco, Snakes on a Plane forse non c’entrerà un cazzo, ma state certi che l’effetto ottenuto è lo stesso. Non c’è niente di innovativo, è tutto talmente prevedibile che sai già cosa succederà nei 5 minuti a venire pur non avendolo mai visto. E questo, cazzo, questo è il suo più grande punto di forza. La visione del film è consigliata con il supporto fisico e morale di una mezza dozzina di litri di birra (se siete solo in due a guardarlo). Siamo nel 2007 ed è uscito un film che sembra fatto più di vent’anni fa. Siete contenti, fottuti metallari? E’ esattamente quello che sta succedendo con il metal adesso, per fortuna. Grazie a questo film adesso questa rubrica di Living Death ha un’altra scusa per esistere. E se non vi ho convinto neanche dopo un’azzardata del genere, allora ... boh, succhiatemi il cazzo. Cos’altro vi dovrei dire? Ma non è finita qui, in questo numero potrei risultare più telegrafico del solito, ma lo faccio per una ragione ben precisa. Anzi, due: la prima è che fra pochi giorni (il 27 aprile) sarò a Pietrasanta (in Toscana, per chi come me non l’avesse mai sentita nominare prima d’ora) al Joe D’Amato Horror Festival, una festa cinematografica all’insegna della cazzaraggine della durata di ben 5 giorni. Festa che non mancherò di descrivere nel prossimo numero di Living Death, in puro stile da Live Report. Questa sarà la mia quarta partecipazione al festival, che negli scorsi anni (in cui si teneva a Livorno) si è sempre contraddistinto per la qualità dei film proposti e per la spontaneità della manifestazione stessa, per non parlare degli ospiti. In quel posto ho visto Umberto Lenzi (immenso regista di “Milano Odia: La polizia non può sparare” e “Cannibal Ferox”, giusto per citarne un paio) e Ruggero Deodato (il braccio e la mente dietro al più grande film italiano di tutti i tempi, “Cannibal Holocaust”) assieme sul palco a sparare cazzate, ho visto Jess Franco inneggiare all’anarchia, ho visto “Uncut - Member Only” (che voi fedeli lettori ricorderete sicuramente dal numero 1 di Living Death) su grande schermo a fianco del regista, ho visto Bruno Mattei insultare i suoi stessi film, ci ho visto pure un porno alle due di pomeriggio. E quest’anno sarà presente Dario Argento, che con i Masters of Horror sembra tornato alla carica dopo anni di obbrobri cinematografici, e sarà presente pure Stuart Gordon, regista di quel piccolo capolavoro thrash chiamato “Re-Animator”. Insomma per un piccolo nerd come il sottoscritto anche quest’anno ci sarà una ghiotta occasione per imbiancare di liquido seminale un paio di cinema del centro italia. La seconda ragione è dovuta ad una piccola anteprima che voglio proporvi. Sapete cosa sono (anzi, cos’erano) i Grindhouse? Erano piccoli cinema molto in voga negli anni 70 che proiettavano per tutto il giorno film trash/horror/arti marziali/polizieschi e via dicendo, insomma, erano il tempio dei B-Movies. A quei bei tempi esisteva ancora il concetto di double-feature, ossia pagare un biglietto del cinema per vedersi due film di fila, usanza purtroppo andata a troie con il passare degli anni. A riportare in voga questa pratica, almeno negli Stati Uniti, ci hanno pensato Quentin Tarantino


e Robert Rodriguez (due registi che presumo conosciate già), sfornando una combo di due film (completamente indipendenti l’uno dall’altro) racchiusi in un’unico titolo. Che è, per l’appunto, Grindhouse. Purtroppo, visto che l’Europa non deve smentirsi mai, pare che nel nostro inutile continente i due film usciranno separati. Death Proof (il film di Tarantino, che parla di uno stuntman che si diverte a massacrare giovani gnocche con la propria macchina) uscirà a giugno mentre Planet Terror (uno zombie-movie con tanto di gnocca con un mitragliatore al posto di una gamba, diretto da Rodriguez) ... non si sa! Si vocifera addirittura che potrebbe uscire solo per il mercato dvd. Il consiglio di zappeo è ovviamente quello di spararseli entrambi senza ritegno, in quanto pare che le due pellicole siano un concentrato di sesso, violenza e scorrettezza in perfetto stile anni 70/80!

INFO/CREDITS Redazione: living.death@hotmail.it www.myspace.com/livingdeathfanzine Copertina: funazza Impaginazione: zAppeo ( www.QUESTAE’SPARTA!.com ) Bands: Halloween ( www.halloweentheband.us ) Omen ( www.omenbattlecry.com/ ) Rival ( www.rivalmusic.net/ )

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Living Death #3  

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