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In ricordo di

Chiara Simonetti

6 dicembre 1975 - 7 agosto 2012

Un angelo ferito, fragile, altruista, caparbio, coraggioso, Amica, compagna di viaggio e di vita, unico mio amore.


Da Bruno Mi manchi amica mia, cuore mio. Eri curiosa delle mie stesse curiosità, esploratrice del mondo e della vita. Un sorriso, uno zaino ed il progetto per un nuovo viaggio insieme alla scoperta di nuovi posti, di nuovi amici, di nuovi sapori, colori, odori. Eri “golosa” di vita, le sorridevi illuminandola, la assaporavi, la sfidavi pretendendo da lei sempre il meglio. Ti ho incontrata quando pensavi di interrompere il tuo viaggio perché eri delusa, ferita, confusa, arrabbiata perché nessuno era in grado di vedere l’ovvio; il tuo profondo “disagio” di vivere. Avevi soltanto bisogno di sentirti amata, era l’amore il nutrimento che mancava alla tua anima. Eri nata principessa, la favola era la tua realtà, ma non volevi castelli, carrozze, gioielli, volevi solo che tutti ti amassero semplicemente perché tu li amavi incondizionatamente. Così come incondizionatamente amavi la vita. Riempivi lo spazio di luce semplicemente con un sorriso, donavi a tutti il tuo affetto con slancio, generosità, senza calcoli o pretese. Mi hai insegnato ad amare e per la prima volta nella mia vita mi hai fatto sentire amato incondizionatamente. Non vivrò nel tuo ricordo, perché tu sei ancora qui isieme a me, a progettare il prossimo viaggio, a sperimentare una nuova ricetta, a chiedere scusa per esserti allontanata per un “attimo” senza volerlo, a dirmi che presto ci rivedremo, che ritroverò il tuo sorriso. Ho messo nel mio zaino il tuo ricordo, lo porterò sempre con me, insieme al ricordo di tutta la felicità che mi hai fatto provare.


La sua vita a spasso di stagioni era andata col mondo. Se l’era guadagnata molte volte, ma non era roba sua. Era da restituire, sgualcita dopo averla usata. Che creditore di manica larga era quello che gliela aveva prestata fresca e se la riprendeva usata, da buttare. Gli serviva credere che c’era un capomastro e che il mondo era il suo manufatto? Non serviva per parlargli, per crederlo in ascolto, però era un pensiero che teneva compagnia. Un padrone di tutto se c’era, non avrebbe permesso il guasto della sua roba, non l’avrebbe lasciata alla malora in mano alla specie degli uomini.


Erri De Luca, Il peso della farfalla Conoscevo Chiara da molti anni, sorella di Carlo mio amico fraterno, era a sua volta diventata come una sorella. Nel tempo, insieme, siamo diventati adulti, o meglio io e Carlo siamo diventati adulti perché Chiara ci è sempre apparsa come una guida, un porto, qualcuno cui far riferimento; l’unica persona che nelle sue opinioni sapeva conciliare la vitalità della gioventù con la maturità che le vicende della vita le avevano imposto. Chiara era una persona vera, tutta sostanza, scevra da formalismi. Parlava per dire, rideva per esprimere gioia, ascoltava per comprendere ma, soprattutto, offriva un’attenzione totale ed una partecipazione rara. Mi mancherai Chiaretta ma so che da lassù continuerai a starci vicino. Spero che, ogni tanto, osservando il nostro viaggiare, ti nasca un sorriso. Ti mando un abbraccio forte.

Francesco


Anima mia Chiudi gli occhi piano piano e come s’affonda nell’acqua immergiti nel sonno nuda e vestita di bianco il più bello dei sonni ti accoglierà anima mia chiudi gli occhi piano piano abbandonati come nell’arco delle mie braccia nel tuo sonno non dimenticarmi chiudi gli occhi pian piano i tuoi occhi marroni dove brucia una fiamma verde anima mia. Nazim Hikmet, Poesie d’amore


Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda.

Da Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry

“Le stelle esistono, benché i ciechi non le vedano contemplale nel cielo o nei miei occhi” mi disse

Da Nazim Hikmet, Poesie d’amore

Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!

Da Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry

E mi prese per mano. Ma ancora si tormentava: “Hai avuto torto. Avrai dispiacere. Sembrerò morto e non sarà vero…” Io stavo zitto. “Capisci? E’ troppo lontano. Non posso portare appresso il mio corpo. E’ troppo pesante” Io stavo zitto. Si scoraggiò un poco. Ma fece ancora uno sforzo: “Sarà bello, sai. Anch’io guarderò le stelle. Tutte le stelle saranno dei pozzi con una carrucola arrugginita. Tutte le stelle mi verseranno da bere…” Io stavo zitto. “Sarà talmente divertente! Tu avrai cinquecento milioni di sonagli, io avrò cinquecento milioni di fontane…” E tacque anche lui perché piangeva

Da Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry


Per Chiara Ho conosciuto Chiara perché Bruno non stava bene, e aveva bisogno di fare lo scambio del plasma. Bruno arrivava sempre con Chiara. Lei lo aiutava a prepararsi, poi aspettava che iniziassimo la procedura, serena, tranquilla. E quando rientrava portava sempre la luce del suo sorriso, della sua voglia di vivere e gioire delle cose belle! Con tutti noi ha sempre mostrato misura, discrezione, solida vicinanza al suo amore. E poi l’ho rivista in primavera, quando è venuta per un controllo. E di nuovo mi ha colpito il suo sorriso aperto e sincero. Per questo voglio ricordarla con i versi di Eugenio Montale: “ Ripenso al tuo sorriso e per me è come lo scorgere l’acqua limpida per caso tra i sassi di un greto, un piccolo specchio d’acqua in cui puoi vedere le infiorescenze dell’edera sotto un bianco cielo senza nuvole.” Questo è il mio ricordo, non saprei dire, amica lontana, se il tuo volto nasconde un’anima libera e ingenua, oppure sei una di quelli che errano estenuati dal male del mondo portando con sé il proprio dolore come un talismano. Solo questi posso dirti, che ripensare a te sommerge i miei turbamenti con un’ondata di calma e la tua figura si insinua nella mia memoria grigia, candida come la cima di una palma giovane”.

Grazie, Chiara


Je me souviens de Chiara comme une camarade de classe au caractère coloré et vif mais qui illuminait l’univers et ses amis par son sourire communicateur. Nous avons passés de bons moments de complicità ensemble au Lycée, et ils resteront dans mon esprit pour longtemps. Merci belle Chiara.

Théo Martin

(camarade du Lycée Claudel classes de 2e à la Terminale)


“Je viens de vous lire, chers amis. Les mots me manquent pour exprimer ma tristess. Toute mes pensées vont vers Chiara, sa famille, et vers toi Anna. Et oui, je me souviens encore de son sourire…” Amanda Maraviglia (camarade du Lycée Claudel classes de 2e à la Terminale) Chiara, tu restes dans mon coeur et dans mes prières ainsi que sa famille. J’ai le soufflé coupé de cette affreuse nouvelle. Amélie Arsenault (camarade du Lycée Claudel classes de 2e à la Terminale) Mes prières vont à sa famille et à ses amis proches. Son souvenir restera grave dans nos coeurs. Alexandra Troubetzkoy-Etcheverry (camarade du Lycée Claudel classes de 2e à la Terminale) Chiara è rimasta per me l’adolescente bella, felice, piena di speranze ed è così che la conservo nel mio cuore. In questa brutta disgrazia ringraziamo Bruno di esserle stato vicino con affetto e attenzione. Che gli sia di conforto sapere di averle dato quanto di più prezioso si possa offrire in fin di vita. Ringrazia Bruno anche da parte mia Irma Van Rutten Ho conosciuto Chiara in Canada tramite i nostri genitori. Ricordo Chiara come una ragazza bellissima, solare e simpatica. Il suo sorriso, indimenticabile, il suo modo di fare delicato e raffinato. Chiara è e sarà sempre un’anima meravigliosa nel cuore di tutte le persone che l’hanno conosciuta. Ilaria Ramondelli


Cara Chiara, ti scrivo come è nostra abitudine. Questa volta, lo farò con le lacrime in mano. Lo so che tu non vuoi farci piangere ma per una volta, concedimelo: vorrei tanto dire che mi manchi. Ci conosciamo da una vita, abbiamo passato le tappe più importanti, assieme. Soprattutto i capitoli di “piccole donne crescono” e “piccole donne sono felici”. Abbiamo sempre cercato di capire come migliorare noi stesse, conoscere gli altri e affrontare la vita. Ore e ore, a parlare e scambiarci opinioni, davanti a una bella tazza di tè. Assieme o divise dalla distanza, non ci siamo mai perse di vista. I nostri silenzi erano rispettosi come la nostra amicizia. A volte litigavamo, perché di carattere simile. Ma questo lo abbiamo capito solo crescendo. Tante salite e difficoltà, ma non ci siamo mai perse d’animo. Lo abbiamo intitolato “l’anno zero”, l’anno della rinascita. Tu sei sbocciata e finalmente hai ritrovato te stessa. Tu mi hai aiutato a ricostruire il cammino dove mi ero persa. Quando mi hai detto che stavi male, mi hai chiesto di voler stare da sola con Bruno. Ti sei allontanata da me, nonostante cercassi in tutti i modi di contattarti. Ho rispettato la tua scelta, con molto dolore e impotenza. Spero solo che non ti abbia deluso quando più avevi bisogno di aiuto. Perché le amiche non si lasciano da sole. Scusami cara amica… Ti voglio bene e sempre te ne vorrò. Sei sempre con me, ci sarà sempre il tuo sorriso a illuminare le mie giornate. Non so, se sono stata all’altezza di questo compito ma tu mi perdonerai di non aver scritto una poesia. La mia lettera è solo scritta con il cuore e il dolore. Grazie Chiara, per tutto quello che hai fatto per me. Ti voglio bene e ti scriverò presto. La prossima lettera sarà più briosa, te lo prometto!

Anna Remondelli


La morte non è niente, io sono andato semplicemente nella stanza accanto. Io sono voi, voi siete voi. Per voi, io sarò sempre ciò che sono stato. Datemi il nome che mi avete sempre dato, parlatemi come avete sempre fatto. Non usate un tono diverso, non assumete un’aria austera o triste. Continuate a ridere di ciò che ci ha fatto sempre ridere. Pregate, sorridete, pensate a me. Che il mio nome sia pronunciato in casa come è sempre accaduto, senza alcuna enfasi, senza una traccia d’ombra. Il senso della vita è sempre lo stesso, il filo non si è interrotto. Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri semplicemente perché sono fuori dalla vostra vita? Io non sono lontano, sono solamente dall’altro lato della strada.

Sant’Agostino


Una stella cometa Chiara, come una stella luminosa può essere. Lucente come cosa più Chiara non c’è. Ho avuto poco tempo per conoscerti in pieno ma già traspariva ed ho colto la bontà del tuo essere. Luce che torna alla luce. Il tuo percorso terreno è precocemente terminato ma la scia luminosa di cometa persiste ed inebria l’aria. Possa la tua beltà risplendere ancora nell’animo di Bruno che ti ha tanto amata. Possa illuminare i passi di tanti che ancora cercano la Luce.

Carlo Pastore Chiara, chiudo gli occhi e penso a quando venivo a trovarti, o lo facevi tu, e sapevo già come mi avresti accolta e che avrei trovato, ritrovato il tuo sorriso. Il sorriso ti accoglieva, ti entusiasmava, ti coinvolgeva. Il tuo sorriso caldo, allegro, indimenticabile, coinvolgente. In una società in cui l’uomo rende tutto grigio tu, Chiara, eri una tavolozza di colori, ora rosso, ora giallo, ora con mille sfumature. Un semplice grazie. E’ un privilegio ed una fortuna averti conosciuta. Un pensiero anche a Bruno, tuo amato compagno, che avrà di tutto questo un ricordo tangibile ed indimenticabile.

Laura Mazzanti


Fatti vedere

nelle mie giornate senza fine, fatti vedere. Nel male oscuro che avverto, nel mio essere fragile fatti vedere. Voglio vederti quando ti cerco, quando soffro, quando sono stanco. Quando faccio la sintesi della mia vita e i conti non tornano. Fatti vedere. Quando piango perché sono solo ma anche quando mi commuovo perché sento che mi hai riempito di amore fatti vedere. Fatti vedere nelle persone che so di amare ma ci soffro lo stesso nelle persone che so di non amare ma vorrei non perderle lo stesso nelle vicende crude e nelle scelte difficili nelle necessità che non potrò soddisfare subito nei problemi che si allungano nelle resistenze che si logorano fatti vedere. Non mi lasciare, ti prego. Il tuo volto io lo cerco e spesso con ansia e senza pace. Ma so di essere amato e che sei il solo aiuto. Fatti vedere. So che non potrei resistere più di tanto, fatti vedere. Fa che ti cerchi, che non si estingua mai la mia sete, fatti vedere dentro di me


nelle mie debolezze che non accetto nel mio essere così fatti vedere. Non c’è niente che io desideri di più stare nelle tue mani, sapere che il mio nome te lo ricordi essere sicuro che ci sei. E quando non ti vedo, non ti sento, e non ho voglia di cercarti fatti vedere ancora di più, mio Signore.

Zia Elly


Non voglio che vacillino il tuo riso e i tuoi passi Non voglio che muoia la mia eredità di gioia Non chiamare il mio cuore, sono assente Vivi nella mia assenza, come in una casa. E’ una casa così grande, l’assenza, che ci entrerai attraverso le pareti appenderai quadri, là nell’aria E’ una cosa così trasparente, l’assenza Che senza vita io ti vedrò vivere E se tu soffri morirò di nuovo

Pablo Neruda



Per Chiara