Un amico per sempre, testo di coralità poetica (dedicato agli animali) - seconda parte

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Genesi Felina Quando Dio creò il mondo lo pensò a tutto tondo, ma per segno del destino il buon Dio nostro divino, incontrò un architetto dal disegno assai perfetto, lo realizzò tutto d'un botto ed è così che nacque il gatto. Cristina Maranzana Rivoli (Torino)


A Giorgio, un gatto da ricordare Giorgio fu il suo nome, famoso a tutti per il suo guancione. British Shorthair era la sua razza, notevole la sua imponente stazza. E’ entrato nel cuore di tutti, anche di chi amante dei gatti non era e nel mio soprattutto, dormendo con me la sera. Mi ha permesso di allevare Esemplari di razza tanto speciale, come era lui, mio primo gattone, World Champion dagli occhi marrone Nei piccoli nipoti lo rivedo ora, da lui han preso il bel color crema, ma lo penso tanto ancora, tanto da dedicargli questo poema! Un grazie ancora per il tuo passaggio, è stato breve il tuo viaggio, ma la mia unica affermazione è che resti sempre il mio GIORGIONE! Marialuisa Cocito Alba (Cuneo)


Amico unico Naru cane speciale nome singolare un bel corso robusto e manto fulvo. Ammirato vezzeggiato e amato, appari come leone maestoso per stazza e portamento, ma mite. Scorazzi vivacemente nei prati, prendi la palla lanciata per gioco dal tuo padrone fiero di te. Tu amico fedele sincero e paziente. Lo attendi per ore se è lontano al suo ritorno scodinzoli, saltelli contento che sia tornato e ricevi come saluto dolci carezze. I tuoi grandi occhi buoni, specchio di devozione e affetto per lui che spesso ti abbraccia forte in un legame di tacita intesa. Quel contatto appaga entrambi. Compagni uniti, anni indelebili. Grazia Rita Della Penna Bari


Sul tetto Chi sei? Perché stai nei sogni miei? Troppo grande per il mio cuore, troppo bella per un solo amore. Ci stai stretta, lo so. Che fai? Perché non te ne vai? Via dalle mie speranze e dai miei ricordi. Tanto vale che io ti scordi. Tanto vale cancellare il “noi”. Che vuoi? Cosa c’entro con gli affari tuoi? Troppe volte hai mentito, non so quante l’ho capito. Ora dici “Torno da lui.” Chi è lui? Spiegami il “di che” e il “di cui”. Troppe cose ho capito e tante altre ho intuito: che le gatte come te non fanno proprio per me. Gianni Contarino San Mauro Torinese (Torino)


Ululato alla luna Da giorni si aggira tra le macerie di quella che fu la sua casa ma la sua più grande disperazione è di aver perso il padrone. Non c’è verso di farlo allontanare se ci si prova fugge spaventato ma poi torna a scavare rassegnato, lì ha lasciato l’amico tanto amato. Ne fame ne sete riesce a sentire ma solo dolore da lasciarsi morire. Incombe intanto la sera, il freddo è pungente ed è primavera. Aleggia, opprimente, il silenzio interrotto soltanto da un ululato simile ad un pianto disperato. Ulula rivolto verso il cielo al suo padrone è fisso ogni pensiero. Ai richiami resta indifferente è l’amico che vuole del resto non gli importa niente. Aprile 2009 Liliana Ianni Roseto degli Abruzzi (Teramo)


Nei pomeriggi lenti Incontrarsi con gioia come da tempo immemore ignorarsi poi per ore pi첫 o meno brevi compagna ideale nei pomeriggi lenti vieni quando vuoi poi torni ai tuoi misteri se hai fame o vuoi carezze sai come conquistare poi fuggi via per luoghi a me vietati micia dagli occhi verdi maculati. Maria Vittoria Somigliana Casnate con Bernate (Como)


Darky e il suo viaggio disperato e di speranza Trabocca la valigia dei miei occhi polvere, sassi e immenso cielo, un velo dischiuso di screzi dorati nodi sospesi su radici di pensiero. Lanciate perle di sguardi perduti sui guaiti corrosi dall’abbandono frastuono le mie notti senza amore. Mendico cuore violato ad ogni porta lecco la terra cruda di lamenti disteso su ghirlande di sogni umani nel deserto di una vita randagia... Poi, il vento s’adagia fiore di neve lieve, nel calore del tuo sguardo. Tra le tue mani pure docile accogli il peso del mio viaggio senza strade dissolte inferriate, più non trema il mio fiuto inseguito dalla paura. In questo sbocco di creato la cura, freme di caldo respiro l’ abbraccio la mia valigia si colma di coraggio. Anna Maria Cerquetti Montecosaro Scalo (Macerata)


Due amici Aspetta,scodinzola , abbaia… Poi vanno, il cane ed il suo padrone, a vagar nelle tenebre, profonde. Si ravvisan dal respiro, lo ritmano Insieme, nell’afflato del bosco. Ecco il tartufo che cercan… L’uomo sta inginocchiato sulla terra e lì, acchiocciolato come il suo cane, lo accarezza, lo abbraccia,scova, nel petto ansimante, il cuore. Ed è molle abbandono gioioso. Ora, l’uno riaccomoda il berretto e terge dalla fronte,con la manica, rade gocciole di sudore, l’altro scrolla il pelo, zuppo di uligine. Poi vanno, il cane ed il suo padrone, a vagare, ancora, nelle tenebre, profonde. Silvana Bego Asti (Asti)


Il mio amico Crosta Il mio amico è un topolino, lesto, scaltro e birichino, ha la fissa dei formaggi e si nasconde in cucina, se nessuno è nei paraggi trovi le briciole la mattina. Lui è per me un amico vero, sembra leggermi nel pensiero, se per qualcosa sono mesto lui sempre mi rimette in sesto, quando invece son furente, non si fa veder per niente. Il mio amico si chiama Crosta, si nasconde tra la posta, sempre in guardia da Carestia che è il gatto di mia zia. Simone Censi Macerata


Glick Schiumavi dalla bocca l'inquieto timore di non potere gestire la rabbia l'amore, le umili preghiere che armavi a testa in giù. Ti ho perdonato le mille briciole tirate in fondo al muro, poiché guizzavi placido fra le orme della bimba, e con lei poi roteare neanche fossi una libellula. Il bianco, onesto dosagio dei tuoi anni, è stato tanto integro da riuscire a coccolarti anche quando te ne andavi, perso in mezzo ai tanti acciacchi. Glick, ora forse sei arrivato, con le zampe arrotolate dietro il vetro del camino, sei sereno, già ti vedo, venirmi sempre più vicino. Francesco Paolo Gambino Palermo


Preghiera di Lucky Sarò con voi nel sole, nella pioggia e nel vento, nel tepore profumato dell’aria a primavera, ma no, le sbarre no, mai piĂš le sbarre. Racchiudono urla laceranti di dolore e di follia di creature tradite. Giuliana Gabriella Corea Ciampino (Roma)


Chicca Chicca nostra bambina pelosa Di tenerezza e peli riempi la casa Il divano e’ il tuo luogo ideale E te lo godi in modo speciale Ti arrotoli come un gatto Se esci invece dai fuori di matto Gli abitanti della casa sorvegli Se hai dei sospetti tutti risvegli Se vai nel prato corri in fretta Coda tra le zampe come una leprotta Salti felice come una capretta Un po’ qua un po’ la nell’erbetta Arrivi correndo se ti chiamiamo Forse hai paura che li ti lasciamo Sembra ridi addirittura Mostri la bella bianca dentatura Noi ti diciamo vieni qui Chicchina Tenera dolce cagnolina Copetto Elsa Bandito – Bra (Cuneo)


Cani abbandonati I cani abbandonati, sono come dei bimbi appena nati, indifesi ed impauriti, rimangono senza un posto dove stare, senza nessuno da amare, nessuno li fa giocare, camminano erranti senza una meta fissa davanti, e con i loro occhi, dolci e malinconici, si chiedono perché tanta cattiveria c’è; in un mondo senza scrupoli, loro, danno solo, senza chiedere nulla in cambio, perciò tu, pentiti se hai coraggio, e non lasciarlo mai a se stesso, perché non c’è amico più caro e fedele, ama tanto, senza lamentele. Rosa Tomaselli Acireale (Catania)


Dedicata a un cane Occhietti neri cercavano monelli una carezza in una piccola giornata nervosa umidi e timidi sbiancando nel sole, nell'allegria delle piccole cose morbido il pelo che tremava nella cesta abbandonata occhietti neri perfetti fino in fondo mi sorridevano rilucenti di ciliege rosse incantati di variopinte farfalle. E anche oggi mi sorridono sfumati d'ombra tra i sassi e il glicine dell'orto vibranti e caldi cercano la mia mano accoccolati nella sala da pranzo bianca. Di te, di me , di questa nostra vita. Del nostro desiderio. A Bullone Tiziana Monari Prato (Prato)


L'amicizia Una cagnetta randagia arruffata e smunta consumata dalla fame che l'affliggeva Un fischio appena un richiamo scodinzolando stancamente s'accucciò già avvilita Nella speranza di cibo fiutò l’aria e mi guardò Incrociai nel suo sguardo tanta dolcezza tanto bisogno di esserci Così cominciò una tacita intesa tra un cane ed un uomo Uno sguardo benevolo Un gesto affettuoso Il rassicurato bisogno dell'altro La comprensione Questa è amicizia! Gabriele Pece Bari


Ti allaccio a me con un bacio... Sul far del tramonto, cala il silenzio tra i respiri del vento. Non ti osservavo: hai destato la mia attenzione, strofinando di sofficità la mia caviglia. Spettacolo inconsueto, di rosato addormentarsi, la sofficità d’un cielo ora accoglie, con morbido abbraccio, pur il mio pensiero più bello: tu. Sorprendentemente, ti allaccio a me con un bacio, un bacio molto sussurrato. Ma tu, gattino, ti celi tra i gomitoli, arrossendo. Daniele Ardigò Soncino (Cremona)


Bacio sincero di un amico Accarezzando il pelo folto trovava in lui un ultimo appiglio dalla più vicina solitudine. Raccoglieva ogni sua lacrima, partecipando alla commozione, come ad un’assemblea generale in cui un verso era più del silenzio. Sentiva il suo respiro come un abbraccio, capace di avvolgerlo soprattutto nei momenti in cui gli mancava quell’aria, che fin sul collo giungeva calda d’amicizia … Diventava solo un attimo la perdizione, quando le zampette gli grattavano la mano rigida sul tavolo, apprezzando quel gesto come il bacio sincero di un amico … Carmela Inneo Bovino (Foggia)


Il mio gatto Il mio gatto pazzerello salta, gioca e rincorre un fringuello. Rimirandosi la coda gira in tondo come la ruota. Si guarda allo specchio e salta sul vetro e sferra la zampata alla mia vetrata. Afferra la palla e rimane a galla dopo aver assaggiato lo“stufatoâ€? da me preparato. Se lo sgrido se ne va miagolando qua e lĂ . Marisa Sacco Moncalieri (Torino)


Immortalità Fratello Gatto, Sorella Gatta, si zittisce l’affanno del cuore nel vortice delle tue fusa, filastrocca di miele, tepore di memoria. Ti sapevi immortale: ogni gatto lo è. Sparivi nella notte, nella morte con leggerezza. Poi tornavi o ti reincarnavi, senza sforzo. Tu, infanzia e consolazione, gioco, sorpresa, filo del mio labirinto. L’erba e l’autunno, il sole e la pioggia sul tuo pelo raccontavano favole di menta e di melissa, di ruscello e cenere del camino: di casa e libertà. Ti ascoltavo, gatto dai molti nomi e dagli infiniti mantelli. Ti ascolto, gatto del tempo di tutta una vita: la mia. Rosita Boschetto Valdengo (Biella)


Minnyna La forza di un salto, l’espressione della felicità, ci sei, ti ho preso, mi baci… Blop, bloblop, bloblop… Sono io a volerti baciare, una volta, e ora mi sembra poco, non è mai abbastanza… Grrrrr… C’è qualcosa per te, sono qui per dartelo, per farmi sentire vicino, di più, oltre l’immaginazione… Bauah…Bah! Ma dove sei, si può sapere dove sei? Non ti trovo e mi chiedo perché, ti vorrei, come prima, più di prima. Mi manchi e qui è vuoto: Bloblop…Grrrr…Bah! Leandro Miglio Novara


Resta giamburrasca Ancora qui noi siamo giorni lievi dove niente Lunetta nostra di te più chiediamo se non notti brevi di luci spente. Ancora qui noi siamo benché ormai in un Riace che sempre curioso sappiamo sopravviva il tuo musetto vorace. Ancora qui noi siamo a un tratto ci appari impertinente e sui tuoi balzi festosi vegliamo affinché mai svaniscano in niente. Ancora qui noi siamo che ci guardavi e adesso parli ma senza te invero non siamo che legni scavati dai tarli. Ancora qui noi siamo splendente furetto d’improvviso sogno che abbocchi all’amo un tuo cenno ancora, e un sorriso. Fabio Elia Torino


Aghi e sorrisi sento lo sportello chiudersi... lei è arrivata. voglio sentire le sue carezze... voglio che sappia ancora... che sono suo. ma le zampe mi dolgono... ogni giorno di più. i gradini... aghi che mi trafiggono. quando ero un cucciolo... lei stava sempre male. ma io ero lì...vicino a lei. una palla gialla tra di noi... le lacrime evaporavano... e nasceva un sorriso. oggi... la palla gialla è troppo veloce. ma lei è lì... che mi sorride. conterò gli aghi. Diego Culatti Torino


Alla mia gatta Quando d’inverno tra le mie braccia cerchi la casa che altri ti ha negato e mi regali, sotto il tetto di coperta, il tuo canto di preghiera al dio che oppone la pietà alla bestemmia dell’uomo che abbandona, io torno in pace con il fuori che ci attende. La pena che sempre mi tormenta per l’infinito dolore degli inermi scivola oltre il rosa del tuo naso. Mi affaccio allora sul mistero del tuo sonno, leggero come il mio, paziente amore che ogni sera avvicini la fine della notte. Rita Imperatori Ponte San Giovanni (Perugia)


Colombe Si alzano verso il pioppo rimasto solo, ogni sera alla stessa ora, colombe in volo e vanno in quella luce che irrompe, abbaglia e poi passa e seguono un arco nel cielo là dove il sole si abbassa. Colombe, attraversano le vie del pensiero e seguono la rotta del senso che ho perso e cercato del vero: il bianco volo mi apre di nuovo le ali su campi d’autunno di stoppie ippocastani bagnati nei viali, e mi lascia ogni sera meno sola nutre l’anima di un sogno lascia nella mente, segreta, una parola. Maria Francesca Giovelli Caorso (Piacenza)


Come gatto al sole Nel vivere un attimo di sole il gatto si appiattisce al suo calore e vibra di gialli ansimi, lenti e teneri, di cuore. Svelto ritrae gli artigli di rosa candore, stropiccia il pelo nello sguardo di un sospetto come gatto troppo a lungo arreso e perso alla sommità dei muri che cingono i cortili. E non lo senti, di miagolii, angustiare la luna E’ gatto silenzioso che allunga la coda ridosso ai marciapiedi delle anime stanche, rifugge il giorno ma la notte lo tradisce nel lento cordoglio, di tacito accordo, alle stelle di dio. Adele Pedroncelli Capriate San Gervasio (Bergamo)


Pegaso Profumato fieno risveglia assopiti ricordi. Un selvaggio canto scivola tra erbose vallate. Di galoppanti zoccoli il rumore echeggia tra gole sconfinate. Ritorno assorta al mio ieri al libero compagno di pascoli e sentieri. Con te distesi i sudati nervi in te assaggiai la brezza di maggio su te in corsa verso il nulla riscoprii un perduto coraggio. Sul tuo muscoloso collo poggiai fiduciose mani. La puerile forza che mi diedi è un dono che riscopro nel Domani. Alessandra Leidi Luzzara (Reggio Emilia)


Un amico per sempre – Acrostico Un gattino, che rincorre lo spago, Non s’accorge del guaire del cane, Attento solo a non cadere nel lago Mezza pozzanghera senza le rane, In quell’attimo in cui il canarino, Che ora teme d’essere visto, Osserva il micio passargli vicino Potenziale d’un futuro assai mesto. E non si ode l’atleta criceto, Rannicchiato dentro alla ruota. S’è fermato e or con fare faceto E’ tornato a fare il kenyota. Mi ritrovo di fronte al felino Palpitando al suo sguardo tetro: Rosso fuoco, son un pesciolino E ringrazio la mia boccia di vetro. Raffaele Casanova Varese


Il mio pesce rosso era arancione il mio pesce rosso era arancione, ma per non offenderlo facevo sempre molta attenzione tra l’una e un quarto e l’una e venti (che l’acqua per la pasta bolliva) a rassicurarlo che sapevo benissimo che non era un pesce qualunque, ma un pesce filosofo. nuotando in tondo nulla finiva, nulla iniziava, e tutto era importante. lui era eroe piccolo di boccia: il suo silenzio rosso scolorito senza eccesso di parole umano tra tivù e cucina teneva sue solo le cose che fanno piano. era inoltre solito dire che è grave la nostra desuetudine alla normalità e alla buona abitudine. Letizia Revello Borgo San Dalmazzo (Cuneo)


Gatta bambina Raggomitolata come la gatta -che russa indifferente e le vibrisse freme al sogno della predalanguidamente protraggo nel buio i pozzi neri dei miei occhi chiusi. La gattina squama di tartaruga vedo ronfare in morbidi sussulti che mi faceva le fusa e gli agguati e carezzava con artigli pungenti ma bonari il grembo che l'accoglieva. Sento la bambina aerea svolazzare nell'aria tersa alla mattina presto, odoro il grembiulino azzurro chiaro le spighe fragranti dei suoi capelli, tocco la risata dei suoi dentini aguzzi e la leggerezza di spuma. -Quando sguarda furtiva dal verde delle sue grandi iridi si parte un fiato di luce e parla con la voce sua fanciulla. Giuseppina Azzena Sassari


Figliocci Pellicce di fusa spaparanzate Unghiacce e codoni di questi ronfoni Cinque paia di baffi Affusolati di crocchini Ròtolan ròtolan Rotoli felini Andrea Masiero Malborghetto di Boara (Ferrara)


Uno strano amore Che strano amore è il nostro, fatto d'incomprensibile silenzio ma che rivela il gran segreto di un dolcissimo ricordo. E' forse un gioco? Ma se mi annusi sento che mi ami e ti accovacci lesto ai miei piedi perchè la mia carezza brami. La morbidezza del tuo corpo rasenta un prato mosso dal vento e dalle tue corse forsennate, tra il grano giallo dell'estate. Che amore strano è mai il nostro? Io che cammino su due piedi tu a quattro zampe che mi segui e mentre il viale è ancora lungo rimane vuoto il tuo guinzaglio. Che strano amore è stato il nostro. Manuela Magi Tolentino (Macerata)


Madil, ti sarò lontanamente vicino! Vivi, sogni e fuggi, veloce e rapido, trepido e incurante dell’oltraggioso destino. A volte non dici niente, ma le tue parole Abbaiano nel cuore e nella mente Ma tu solo mi fai sentire diverso Anzi Tu solo mi fai assaporare l’amore avverso quello che sorride a un bimbo che si è perso O a un anziano un po’ depresso Vivi Te lo ripeto. Non ti scordar mai questa parola, perché tutti dovrebbero impararla a memoria sei nato in un momento d'amore e se ci saranno briciole d’orrore custodirai il gemito di quel cuore Giuseppe Sibilla Nola (Napoli)


Cenerino Colmando un vuoto di sei anni appena Cenerino si sdraia sulla schiena Pura gioia quel mucchio di ossicini Più di una guantiera di pasticcini Tutti i giorni pretende la verdura Sta sotto al letto se trema di paura A primavera comincia a perder pelo Assumo Zirtec o sarebbe uno sfacelo Talvolta noi ci dichiariamo guerra Se da intenditore rosicchia Terra! La quota sale a tre caricabatteria Piumone e tappeto son da buttare via Lo chiudo in gabbia e siamo adirati E dopo un’ora dormiamo abbracciati È un’amicizia strana uomo-animale Sita in Via Del Tutto Eccezionale Ché è normale se un uomo e un coniglio Si amano come un padre e un figlio Infatti la natura predispone tutto Con Cenerino il tedio ha distrutto. Nicola Orofino Ravenna


Amico mio a quattro zampe Nulla ti sfugge, alle tue orecchie attente ogni suono è un segnale, le chiavi di casa e il guinzaglio e tu hai già capito, si va! E la sera agiti un po’ la coda e con balzo felino sei qui, a cercar calore tra le mie braccia. E poi sul divano ti fai quatto e mi porgi la zampetta in un patto di fedeltà, mi osservi con innocenza nel nero profondo dei tuoi occhi. Tanto affetto mi manifesti, amico mio a quattro zampe, mi parli, ma io non ti capisco. Questa volta sono io che esprimo il mio affetto per te con questa mia breve poesia anche se, forse, non puoi capirla. Eliseo Manduzio Fossano (Cuneo)


Cipo La mattina, all’alba, mi svegli miagolando, sei rustica e mi graffi quando non so che vuoi. Mi imbratti il pavimento con le zampette sporche, ovunque c’è il tuo pelo e ho tende da buttare. Eppur, con tutto ciò, è strano ma ti adoro, guardo i tuoi occhi gialli e il cuore mi si apre. Ti sdrai vicino a me quando son stanca, riesci a rilassarmi con le tue dolci fusa. Hai il fascino felino, a volte fai la matta Lulù è il tuo vero nome ma è Cipo la mia gatta! Stefania Calvellini Roccastrada (Grosseto)


Alla prima pioggia settembrina... Alla prima pioggia settembrina mi torna in grembo un fagotto che si uniforma al mio respiro e addolcisce il mio pensiero Bella addormentata accoccolata mi sei mancata nell'estate quando corse spericolate mi rubavano la tua felicità Io, allora, non mi muovo, voglio il tuo sogno fare mio: non sei bimbo, ma cagnolina ed è tanto caro tenerti vicina. Gabriella Mocafico Strambino (Torino)


L’eterna amicizia ...e cerco ovunque la tua essenza, il vuoto mi consuma, invano mi volto, incombe la mancanza; or che muovi il respiro d'ogni cosa, tutto assume un nuovo interesse, mi apro alla vita... Quasi in cerca di un senso: immagino un legame senza fine, quello che ci ha uniti fin'ora... Sento ovunque la tua gioia: "il desiderio di continuità" adesso fluirà in me... affinché tu possa gioire ancora. Mia eterna guida, tua sia la legge nelle mie vene, che scorre attraverso la natura: avrai cura di me... ed io, non avrò paura di raggiungerti. Matteo Pistolesi Firenze


Per la mia gatta Tutta la tenerezza Dispersa nell’universo L’ho radunata qui per te. Lei si è affrettata Fedele e gialla Come la immaginavo. Ha salutato il mio cuore E poi su di te Si è posata Limpida e innocente Come una farfalla. Lucia Gabbi Mantova


Toby il dolce cagnolino Dolce cucciolo coccolone ti piace stare all’ombra sdraiato sul balcone, sei per me un caro amico ti voglio un bene infinito. Ami saltare sul divano e ti sistemi accovacciato, su andiamo a fare un giro è ora del bisognino! Scendi le scale lentamente non abbai quando incontri la gente. Al rientro vuoi mangiare per poi farti accarezzare, ti addormenti sul tappetino fino al mattino. Un altro giorno è iniziato in tua compagnia che mi da allegria. Manuela Mariani Modena


Sono alta un nitrito Ho scoperto un Amore feroce, un Amore che ti scuote lo stomaco e ti fa sopportare qualsiasi cosa. Ho scoperto un Amore dove le parole non servono, dove non esistono giustificazioni e scuse, dove uno sguardo vale più di mille discorsi... È un amore a cui affidi la tua vita, perché non esiste più TU e non esiste più IO... ma siamo soltanto NOI. Va difeso, va curato e coltivato e ti mostra un’altra concezione di fiducia. Perché la vita, a un metro e 50 da terra ha tutto un altro sapore. Michela Armocida Virle Piemonte (Torino)


Gatto Giri ardito, tosto, tutto ovattato Arrivi, atterri, affondi, afferri Ti tuffi, t'arrampichi, tentenni Tiri, t'arrotoli, tasti. Testone! Ozi ovunque, ovunque osservi Gnauli altero, torci, tendi, odori Agiti armi affilate all'assalto T'infili tra teli, tessuti, tegami Trami, tocchi, t'intrappoli Ostenti, omaggi, ondeggi, oh... ... Gatto! Luigi Brasili Tivoli (Roma)


Lapo Agitavi la coda un ricciolo biondo un gran girotondo per dire ti amo Agitavi la coda e scuotevi la testa vivace e desta e dicevi ti amo Agitavi la coda la tua lingua era rosa calda, appiccicosa Un bacio e ti amo I tuoi occhi nocciola dicevano tanto miele il tuo manto I tuoi occhi nocciola uno sguardo agganciato al mio amore affamato Non avevo che te da amare, e ti amo. Emilia Vento Genova


L’uomo e il cane L’uomo e il cane, simbiosi perfetta a passeggio per il mondo. L’antica amicizia ossequiano tra le rugiade del mattino. Su prati verdi avanzano, quasi senza rumore, cedendo ai campi il fruscio di impronte randagie. Con mutui sguardi d’amore schietti procedono, fiutando l’aria riposata. L’uomo sorride, una coda freme. Tacito è il patto suggellato: connubio di fedeltà e libertà. Quando la mano sicura batte sul muro di pietra a secco, dai cespugli del sottobosco, un latrato sincero risponde. Intorno il respiro del Creato. Antonella Riccardi Roma


L’attimo Errante custode d’astuti enigmi, scioglie con nobile distacco d’ogni umano pensiero il confuso groviglio. Non c’è velo d’incertezza nel suo sguardo indagatore, non c’è il peso del passato nel silenzio dei suoi passi, ma una morbida carezza nel suo manto tra le mani, una danza di segreti nel vibrare dei suoi baffi, una nota d’indolenza tra sbadigli assonnati donan gioia al mio cuore… sta in un attimo la fuga nel futuro inesplorato del mio gatto ammaliato dal suo amor di libertà. Lucia Daisy Guerra Pianezze (Vicenza)


Anche in morte uniti A caccia di ordigni, non manifesti al guardo, per torrida dell’Irak strada, geniere e labrador, inseparabil compagno, triste fato con baglior di luce cruda ha ghermito un dì. Al mondo, fedel animal assai miglior dell’uom, che al fratel fa guerra, appare. Per anni due mondi congiunti avean in amistà vissuto dormito lavorato Anche l’ingrato della tomba sentier li ha visti uniti. Mentre il cielo si vestiva a lutto, ventun salve si spandean nell’aria uguali e lente. Strazianti si son latrati levati in doloroso addio. Nello stesso cimitero, marmorea lapide per sempre li ricorda. Zeno Ferigo Parona (Verona)


Luna M’aspetti con la pazienza dei santi assaporando l’ora del tramonto del sole, passeggi lentamente sul prato bagnato ed infine t’accovacci gustando l’ultimo tepore di primavera. E’ festa l’incontro atteso, le mani sono in debito d’amore e la voce sottile al tuo saluto, la porta s’apre a nuove sere precedendo il passo stanco del giorno. T’accarezzo piano, un fremito sento nel tuo corpo, goccia di rugiada in questa fredda notte; prima del balzo dentro il tuo respiro hai volto l’ultimo tuo sguardo, due biglie di puro cristallo hanno brillato di cielo: ascolto ancora la melodia delle tue fusa. Pietro Catalano Roma


Lillo Accetti le coccole con gratitudine e un po’ di nonchalance. Segui passo passo - fedele come un “cane” la tua mamma adottiva, ma difendi ad oltranza la tua fetta di libertà conquistata. Quale passato quali avventure nasconde il tuo sguardo dolce e malinconico? Quali pensieri quali emozioni, Lillo? Racconta… Liliana Rasetti, Pinerolo (Torino)


Gratitudine (Ferragosto… da cani) Di colpo son spariti tutti quanti: serrande chiuse…chiuse le persiane e in giro c’è un mortorio…! Solo un cane smarrito va, si ferma, va un po’ avanti, poi torna, si rigira, e disperato si sdraia e butta il muso sul catrame: boccheggia, e quasi muore dalla fame e non realizza: è stato abbandonato ? Ma il suo padrone ieri ci giocava… (?!?) Una vecchietta tutta malandata passava: andava a far l’improvvisata al marmo freddo e caro di chi amava, e l’accarezza lieve con la mano. Lui con fatica s’alza, e zitto, zitto s’accoda a lei e come un derelitto comincia a andarle appresso piano, piano. Sul posto, poi, pensando fra di sé il cane fa: “Quel giorno che anche tu starai lì, e noi non ci vedremo più, ci verrò io, qui a stare un po’con te”. Armando Bettozzi Roma


Ciao. (bill) Certo che non posso non ricordare le lunghe passeggiate in riva al mare, le sgambettate nel fresco dei monti, per quattro salti si era sempre pronti. Non posso scordare la compagnia, giornate di giochi e tanta follia, in braccio due coccole ed una carezza, dentro ai tuoi occhi un po' di tristezza. Adesso che per sempre m'hai lasciato, che per altri cieli tu sei volato, adesso mi resta un solo pensiero: tu sei partito, ma io, io non c'ero! Daniele Melano Bricherasio (Torino)


Dolce (alla cagnetta Cristina) S’era acquietato il giorno all’imbrunire ma la sera gemeva d’impazienza mentre tu stringevi quel tuo l’ultimo bau in gola. Ora nello splendore del cielo sei lassù che scodinzoli felice a San Francesco che accogliendoti ha composto solo per te un nuovo cantico che ha per titolo: “Dolce”. Marta Vaccari San Giovanni Lupatoto (Verona)


Un Amico Per Sempre Mi è bastata la sua foto, quel musetto, ma soprattutto quei teneri occhi di un cucciolo. Erano pieni di dolore e solitudine. Vidi la scatola nelle mie mani e da quella sera, quel minuscolo essere divenne una parte di me. Non più soli, ma sempre insieme. Ormai i tuoi occhi hanno preso la somiglianza dei miei. La vita prima di te? Non me la ricordo. La vita senza di te? Non riesco ad immaginarla. Quanto sono lungi da noi umani, Perdonano, non tengono il rancore. E la cosa più importante, Ti amano con tutto il cuore. Non guardano la razza, la religione Vivono grazie all’amore. Iryna Fucci Trofimova Roma


Intesa Il mio sguardo è rivolto a te, che mi aspetti. Profonda è la nostra intesa, intenso è il nostro dialogare, fatto di sguardi, gesti e tanti segreti. Dolce il cullare, di questo amore, che parte dal cuore e va diretto al cuore. Grazie,Piki la mia palla di pelo. Kanki – Carmen Hrvatič San Dorligo della Valle (Trieste)


Col cuore mai stanco Nella buia notte di Shibuya Vi è una bronzea lega nera che fa sembrar pallida la luna ogni sera E' la statua d'Hachiko il cane fedele Che per dieci anni aspettò il padrone Ignorando che fosse morto. Noi siamo, invece, una triste invenzione Padri di questo mondo di sconforto Figli di Caino che uccise Abele. Quando da bambino mi disperavo Era un cane amico che l’amore m'offriva. Le mie lacrime si mescolavano alla sua saliva. E grazie a lui mi rialzavo. Non basterebbero dieci mila versi Per elogiare i nostri amici più fedeli Eppure siamo così stolti e perversi Che gli precludiamo l'anima ed i cieli Maltrattati e abbandonati Rimangono sempre al nostro fianco Noi dobbiamo sembrargli miseri e malati Loro non sanno avere il cuore stanco. Gianmarco Giuliana Caltanissetta


Lilla Ricordo ancora Il bianco mantello pezzato La coda allegra e festosa, lo sguardo tenero e gioioso. Ricordo le corse nei campi, nel giardino di casa, il tuo incedere rapido ai miei dolci richiami. E ricordo, ricordo tu cucciola tra le mie infanti braccia il primo giorno a casa. E pur ricordo quel dì funesto, la dipartita del tuo padrone, i lamenti, i guaiti, i silenzi con le orecchie abbassate. Ora non c’è più il tuo abbaiare Il tuo correre e saltare allegra, ora c’è solo un ricordo che porto profondo dentro il mio cuore. Mirko Pierpaolo Papirii Teramo


MammaGatta Or che canto loro gesta Nadir micio mi fa festa Mentre Loki quatto quatto si comporta ben da gatto! Hanno rotto un altro vaso oramai... Chi ci fa caso? Circondata dai felini, fatti salvi dalla morte, detestata dai vicini, onorata nella sorte. Quanti sono non importa, dalla strada o cassonetti, sono tutti i miei protetti sempre aperta è la mia porta! Stanca infine e soddisfatta assediata dal calore corpicini sonnolenti pelosetti di torpore tutti ben riconoscenti son per loro mamma Gatta! Linda Lercari Bientina (Pisa)


Max E' stato un amore a prima vista e sta nel tempo con grande intensità. Una foto sul giornale ti ritraeva dolce e triste e fu un colpo al cuore dovevo vederti e portarti via con me. Legata a una catena stava la tua esuberante vitalità e guardandoci negli occhi già ci amavamo per l'eternità. Ti rotoli fra le margherite e mi inviti nella tua felicità, ami amando, dando amore. Hai lasciato le tue paure legate a una catena e sei molto più umano di tanti umani che amano solo per interesse, avidi nel succhiare affetti ed aridi come il terreno con le crepe. Max, sei un piccolo batuffolo d'amore che allevia le mie pene. Oliviero Widmer Valbonesi Diegaro – Cesena (Forlì-Cesena)


Enrico Vi voglio confidare, che ho un nuovo amico. Non gli piace molto parlare, ed io lo chiamo Enrico. Dove giocavo sul prato la mattina, lui camminando svelto, svelto, mi mise in mano una nocciolina. E fra tanti cosĂŹ mi ha scelto. Il giorno dopo per ricambiare, gli portai una bella noce. Mi venne subito a salutare, col suo passo agile e veloce. Io poi esclamai accipicchia, nel veder la sua casetta, piena di ghiande che rosicchia, con espression vispa e furbetta. E’ curioso, e vuol sapere, di ogni mio nuovo giocattolo, e lo viene subito a vedere, lui è Enrico, lo scoiattolo. Angelo Raffaele Rosselli Gimigliano (Catanzaro)


Ombra d’Agosto Da lontano un’ombra gioca con l’asfalto disegnando saltelli che incrociano il calore dell’estate L’ombra incerta si ferma e riparte avanza e ritorna cercando l’abbraccio sicuro con la strada Si allunga si accorcia e scompare Ritorna per baciare quel grigio Più caldo di un fuoco di agosto E’ sola nel caos della città vuota La tocco e mi guarda felice Quell’ombra ha zampe stanche e occhi sinceri di chi non sa tradire Mi fermo e lascio spazio al mio cuore che abbraccia lo sguardo tenero dei suoi occhi languidi Hai lasciato la strada fumante Per un nuovo nome ed un volto Amico da amare e venerare il mio. Ida Angelici Recanati (Macerata)


Un batuffolo bianco Ti ho visto di notte sulla strada bagnata, un batuffolo bianco con gli occhi di stelle. Tremavi, narravi il terrore e la delusione perché eri stata lasciata. Ti ho raccolto e temevi nuovi inganni e dolori, poi hai preso a giocare, a fidarti, ad amare. Ora corri dovunque senza paura, mi aspetti serena , al mattino mi svegli abbaiando “Usciamo, poltrona”. Lasciami, lasciami sognare. Dai castelli incantati degli uccelli marini salto sulla nuvola che mi porta da te. Saliamo sul tappeto di Aladino, planiamo nel vento e andiamo per i mondi dove non c’è il male. Daniela Basti Roma


L’ultimo volo Ad un uccellino vittima della rapacità di un uccello più grande Felice prigioniero, in gabbia, aggredito dalla rapacità di un uccello più grande di me: le zampette mi furono spezzate! Osservare l’attenzione con cui gli uomini mi curavano, e il lacrimarsi dei loro occhi nel salvarmi, mi ha donato un’immensa gioia. Tutte queste attenzioni, forse, perché anche tra gli uomini, talvolta, c’è questa violenza? Il mio cuoricino non ha retto: non svolazzerò più da un’asticella all’altra, né vi allieterò col mio bel canto. Ho spiccato il mio ultimo volo verso lidi più ameni: chissà, magari anche un piccolo uccellino trova posto nel Paradiso degli uomini. Antonio Scarpone Sicignano degli Alburni (Salerno)


Lully (in memoria di mio padre) Mio padre aveva un cane Bastardino genovese bianco e nero Lully, era molto furbo: Quando fiutava la turbolenza nell’aria umana d’intorno andava a nascondersi sotto il lavandino di marmo Zitto zitto Terminata la tempesta Stava lì con i suoi occhi le sue orecchie una su e l’altra giù il muso che gli pendeva da una parte Un giorno Lully non è più tornato Temeva che la tempesta non finisse Andrea Bolfi Torino


A Musina la gatta Creatura, occhi di giada curiositĂ sotto la pelliccia. Ruffiana gaudente affamata di carezze e cibo. Musina: pigra, intrigante, silenziosa, imprevedibile, e poi ossessionante miagolio. Musina: peli baffi orecchie, occhi perfidi e villani, perfette linee e movimenti, regalitĂ e prostituzione. Graffi di scatto sulle carezze su letti, poltrone, sovrana tu ladra bugiarda, sei il gatto che amo. Stai dormendo adesso, eh? E al calore dei piedi miei. E' cosĂŹ che mi ami tu? Apri tuoi occhi furbetti guardami: ti pungo il sonno! Lucia Lascialfari Firenze


Virgola San Francesco parlava agli animali noi ai felini tributiamo onori. Ora Virgola è lì che osserva le pulizie in corso nella sua dimora habitat-iva. Sornione apprezza mentre ci controlla e si compiace: “si ricrea finalmente un ordine!” intanto invia silenziosi comandi, orditi tra sé con grande saggezza. Ti guardo Virgolito, adagiato sulle carte del letto: con tutte quelle zampole ripiegate in dentro, ti risvoltoli lungo e ti rinvoltoli risvoltoli dentro, risvoltoli poi Nel mio amore così ti rifletti tutto sfaccettato, liscio e lucido canterino, accarezzato, imperioso, mai domato. Angela Cassola San Donato Milanese (Milano)


Un amico per sempre Felicità incontrarsi e gioire con te attimi gioiosi e rari di tenerezza e coccole gaie piene di silenzi vuoti di parole confidarsi i segreti più intimi per noi era la normalità giocare teco per tornar bambina ogni volta la spensieratezza ci legava d’affetto profondo fatto di sguardi abitudini care al nostro tempo speso insieme abbiamo condiviso mille gioie. Vago in stanze vuote di te disperatamente miagolo piango di malinconia nel pensarti al ricordo impotente del vuoto fuori e dentro me. Racconta ti prego agli angeli che hai un amico che spera. Torna perché un amico è per sempre. Maria Assunta De Francesco Atessa (Chieti)


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