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E d it or i a l e

La politica non dimentichi l'importanza dell'edilizia

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dilizia e distribuzione dei materiali: sono il focus di YouTrade, che in pochi anni si è affermata come la rivista leader del settore. La sorte del mercato è, quindi, un naturale interesse per la nostra rivista. Ed è ovvio che quando all'orizzonte si profilano cambiamenti radicali sia giusto interrogarsi su come le novità potranno influire sull'edilizia. Per esempio, è giusto analizzare che cosa ha significato per l'edilizia l'altalena tra crisi e governo vecchio e nuovo, con un ribaltone che, a sorpresa per quasi tutti, ha investito l'Italia. Ognuno si può tenere le proprie convinzioni politiche: non sono le opinioni legate agli schieramenti che importano alle imprese della distribuzione edile o ai produttori di materiali. Alle aziende interessano, invece, le conseguenze della tempesta di mezza estate. Diciamola tutta: qualsiasi crisi di governo non fa bene all'economia, specialmente se blocca gli investimenti promessi. Per esempio, la crisi estiva ha messo in pausa l'utilizzo delle risorse messe a disposizione per il settore delle costruzioni con i due decreti Sblocca Cantieri e Crescita. Il primo, per entrare pienamente in vigore prevede la nomina di commissari straordinari che dovrebbero velocizzare le opere più urgenti, che peraltro non sono nemmeno state individuate, nella più classica politica degli annunci. Non solo: per far funzionare lo stesso provvedimento erano previsti 27 decreti attuativi: si va dalle linee guida del ministero dell’Ambiente sui rifiuti a quelle del ministero delle Infrastrutture per determinare le semplificazioni relative all’autorizzazione dei progetti a basso rischio in zona sismica. Senza decreti attuativi, insomma, il provvedimento servirà a poco. E vogliamo parlare del nuovo (il terzo in tre anni) Codice degli appalti? I più ottimisti hanno calcolato in sei mesi il tempo necessario per la revisione del testo alla luce delle modifiche decise dal Parlamento. Testo che, prima di entrare in vigore, dovrebbe passare al vaglio finale dell’Esecutivo. Nel frattempo rimarrà in vigore il vecchio testo. Insomma, anche in questo caso tempo sprecato. Ancora peggiore la sorte del decreto Crescita. L’unica crescita, per ora, è stata quella dei decreti attuativi da emanare: perché la legge diventi efficace, infatti, servono 75 provvedimenti (tra decreti ministeriali e misure delle altre agenzie governative). Per finire, resta sul tavolo l’annosa questione dei bonus casa. Annosa è la definizione giusta, dato che la decisione sul rinnovo degli incentivi, che per i singoli proprietari scadono il 31 dicembre (tranne per gli spazi comuni condominiali), si ripropone puntualmente ogni 12 mesi. Con un governo stabile e tranquillo si confida nella proroga per almeno altri 12 mesi e, nel migliore dei casi, in un provvedimento di consolidamento degli sconti fiscali. Ma dei bonus casa, nelle trattative tra i partiti, non si è parlato proprio. Ed è stata una dimenticanza riprovevole, perché la casa è il patrimonio a cui gli italiani (e gli elettori) tengono di più. Il nuovo governo, però, potrebbe dimostrare che si volta pagina. Incrociamo le dita.

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