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Poste Italiane SpA - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c.1 - DICB Trento. Virginia Gambino Editore Srl - Viale Monte Ceneri 60 - 20155 Milano

N. 48 | MARZO - APRILE 2014

TENDENZE E ATTUALITÀ DELLA DISTRIBUZIONE EDILE

La grande corsa con le infrastrutture per accogliere 20 milioni di turisti

DISTRIBUZIONE

PARTNERSHIP

Tra digitale e consulenze ecco le nuove rivendite

Perché pubblico e privato dovranno per forza allearsi

SALONE DEL MOBILE Il design che batte la crisi mette a nudo 8 archistar

Gülnaz Atila

WIENERBERGER ITALIA PERCHÉ CON POROTHERM BIO-PLAN ETICS IL LATERIZIO È DIVENTATO HI-TECH

casa Dai colori ai rivestimenti: le ultime tendenze dei decorativi


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USCIRE DI CASA per un BUSINESS INternazionale VII Convegno Nazionale youtrade in partnership with

È

arrivata l’ora di aprire la porta, quella che spalanca nuove prospettive per le imprese. E che conduce ad allungare lo sguardo oltre gli stretti confini d’Italia. Riconversione e necessità di allargare l’orizzonte all’Europa (e oltre) sono i due focus su cui si concentrerà il nuovo convegno di YouTrade previsto a settembre 2014. A differenza degli appuntamenti passati, non sarà solo un’occasione per capire che cosa succede nel mondo della distribuzione e delle costruzioni, ma anche un’opportunità per concludere affari. Durante la giornata di lavori è previsto, infatti, anche uno spazio dedicato agli incontri B2B, per passare rapidamente dalla teoria economica alla pratica del business. Al convegno parteciperanno Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme Ricerche, Federico Della Puppa, docente di economia presso l’Università Iuav di Venezia e altri autorevoli esperti. Non mancheranno, inoltre, le testimonianze concrete di operatori di successo. Il convegno sarà anche l’occasione per fare il punto sui lavori del Tavolo Tecnico, l’advisory board di operatori italiani ed esteri che durante l’anno analizza il mercato ed elabora le nuove strategie.

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Nuovi mercati,

prossimi modelli della distribuzione

edile. E incontri B2B per fare affari subito

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Tendenze e attualità della distribuzione edile

Anno 7 - Numero 48 - Marzo - Aprile 2014 Direzione, Redazione, Abbonamenti, Amministrazione e Pubblicità Head office, Editorial office, Subscription, Administration and Advertising Virginia Gambino Editore S.r.l. Viale Monte Ceneri, 60 - 20155 Milano - Italy Tel. 0247761275 info@vgambinoeditore.it - redazione@vgambinoeditore.it Direttore responsabile / Publisher Virginia Gambino virginia@vgambinoeditore.it Collaboratori / Contributors Umberto Anitori, Roberto Anghinoni, Beatrice Casarin, Federico Della Puppa, Maria Lisieux, Gaia De Lorenzi, Federico Graglia, Carlo Lorenzini, Ludovico Lucchi, Federico Mombarone, Veronica Monaco, Stefano Moriggi, Santina Muscarà, Francesca negri, Brunella Orsini, Fabrizia Trombetti (fotografa), Laura Verdi, Enrico Votton Progetto grafico e impaginazione Graphic Design and Page layout Fabio Monauni C&G Youtrade è media partner esclusivo per il settore rivendita e materiali per l’edilizia di

Foreign partners per la Germania e i Paesi di lingua tedesca bauSTOFF Partner, per la Russia ToBuild Supporto Tecnico / Technical Support Luca Berardo Massimo Bussola Claudio Cammi Stefano Colombino Giovanni Pietro Grazioli Gianni Guidoccio Franco Nessi Claudio Troni Cristian Zanni

CasaOikos BigMat Cammi Gruppo Uniedil Centredil CRE Eternedile Gruppo Made Gruppo Edilcom

Ufficio commerciale - Vendita spazi pubblicitari Commercial department - Sale of advertising spaces Viale Monte Ceneri 60 - Milano Tel. 0247761275 - cell. 3401761951 info@vgambinoeditore.it Come abbonarsi / How to subscribe Italia annuo € 48,00 - Estero annuo € 70,00 Copia singola € 5,00 Per abbonarsi è sufficiente fare richiesta a info@vgambinoeditore.it Spedizione in contrassegno Stampa / Printing ALCIONE Lavis - Trento Responsabilità / Responsability : la riproduzione delle illustrazioni e articoli pubblicati dalla rivista, nonché la loro riproduzione, è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione della Casa Editrice. I manoscritti e le illustrazioni inviati alla redazione non saranno restituiti, anche se non pubblicati, e la Casa Editrice non si assume responsabilità per il caso che si tratti di esemplari unici. La Casa Editrice non si assume responsabilità per i casi di eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati o di errori in cui fosse incorsa nella loro riproduzione sulla rivista. Tiratura del presente numero: n. 10.000 copie Periodicità / Frequency of publication : mensile - 10 numeri/anno Poste Italiane Spa - Sped. In a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c. 1 - DCB Milano Registrazione / Registration: N. 406 del 25-06-2008 del Tribunale Civile e Penale di Milano Ai sensi del D. Lgs. 196/2003, informiamo che i dati personali vengono utilizzati esclusivamente per l’invio delle pubblicazioni edite da Virginia Gambino Editore Srl. Telefonando o scrivendo alla redazione è possibile esercitare tutti i diritti previsti dall’articolo 7 del D. Lgs. 196/2003.


editoriale www.youtradeweb.com

Mina, Alberto Lupo e il nuovo piano casa

C

e la farà? Non ce la farà? Quelle di Matteo Renzi sono solo parole parole parole (copyright Mina & Alberto Lupo)? O, invece, bisogna credergli? Pronostico difficile: il raziocinio diffida, mentre la speranza tende a essere indulgente. La prudenza (quasi scetticismo) del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nei confronti del presidente del Consiglio, è comprensibile. I provvedimenti annunciati, accolti in linea di massima con favore anche dal mondo delle costruzioni, si scontreranno con il colloso apparato della burocrazia e, prima ancora, con una raffica di emendamenti nelle

due Camere. Non sarà semplice, per esempio, rendere efficace davvero il nuovo piano casa, da 1 miliardo e mezzo, che tra l’altro prevede il taglio della «cedolare secca» sui redditi da affitto. E figuriamoci le difficoltà normative che possono essere frapposte per il piano di edilizia scolastica. Il Parlamento, a partire dalla stessa maggioranza, non sarà passivo. Insomma, sarà difficile trovare i soldi per finanziare il rilancio, ma poi il primo scoglio sarà l’attuazione dei provvedimenti. A discapito anche del buon senso: per esempio, chi non è d’accordo sull’idea di mettere in sicurezza edifici che ogni tanto

e lasciano cadere pezzi di soffitto in testa a studenti e professori? E tantomeno si trovano i contrari al rimborso alle aziende dei debiti della pubblica amministrazione. Ma poi saranno i numeri, quelli veri, a stabilire se il piano di rilancio diventerà possibile. Non bisogna dimenticare che l’Italia non è un Paese autonomo, ma fa parte dell’Unione Europea. Ed è tenuta a rispettare i patti sottoscritti (come gli altri), pena sanzioni salatissime, e si potrebbe addirittura arrivare al commissariamento del Paese. Finora Renzi ha goduto di credito e ha potuto conteggiare la minor spesa per ripagare gli interessi sui titoli di Stato (3 miliardi) tra le «entrate» da destinare alla sua manovra da 10 miliardi. Ma se i mercati finanziari si convincessero che a Palazzo Chigi vivono nel mondo dei sogni sarebbero guai. Torneremmo, per intenderci all’allarme spread, e invece di risparmiare 3 miliardi ne dovremmo spendere il doppio o forse più per sostenere il debito pubblico. C’è, poi, il capitolo spending review: tagliare di un botto 3-4 miliardi di uscite dello Stato è una scommessa ancora tutta da verificare. E qui torniamo al refrain del duetto Mina-Alberto Lupo: sono «Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi»? Oppure, al contrario, assisteremo a una rivoluzione concreta spinta dalle buone intenzioni? Finora in Italia di promesse mantenute nei discorsi programmatici se ne sono viste poche. Ma le eccezioni sono benvenute. marzo-aprile 2014 - youtrade - 7


l’econauta

di Federico Mombarone Giornalista

Il vostro store cambierà: è scritto su Audiweb

I

l rapporto tra tecnologia e commercio sarà uno dei punti cruciali dei prossimi dieci anni. Alla fine del decennio sarà sopravvissuto chi si sarà adeguato per tempo. Anche se in settori come quello dell’edilizia si registra una consapevolezza molto scarsa sul fenomeno (anche se Bravo Solution, uno dei marketplace più efficienti del mondo, è stato promosso proprio da Italmobiliare-Italcementi). Eppure, può essere interessante anche per un rivenditore di prodotti per le costruzioni osservare gli ultimi dati (gennaio 2014) rilevati da Audiweb, che monitora le abitudini degli italiani italiani dai 2 anni in su che si collegano a internet attraverso un computer, smartphone o tablet. In base ai nuovi dati di audience, in gennaio 2014 sono stati 27,4 milioni gli utenti online che si sono collegati almeno una volta. Rispetto agli altri Paesi siamo

agli ultimi posti in classifica e si presume, quindi, che questo dato salirà nei prossimi anni. L’aspetto più interessante per chi ha un’attività imprenditoriale, però, è questo: il web non è un passatempo per giovani. Al contrario di quanto si pensi comunemente, la maggior parte delle persone che utilizza internet ha dai 35 ai 54 anni (6,5-7 milioni). E al secondo posto c’è l’insieme di uomini e donne che va dai 25 ai 34 anni (circa 3 milioni). Segue a breve distanza il gruppo dei senior, cioè la popolazione tra i 55 e i 74 anni (2,5 milioni). In sostanza, quasi la metà dei navigatori ha dai 35 anni in su e si trova nella piena maturità. Un altro terzo, la fascia dai 25 ai 34 anni, è già alle prese con il mondo del lavoro. Dati che dovrebbero indurre a riflettere. Internet non è un luogo per ragazzi che passano il tempo sulle pagine di Facebook. Secondo aspetto interessante per un

rivenditore: il mercato del commercio elettronico in Italia vale già circa 12 miliardi (dati 2013) di euro, secondo le stime riportate dall’Assintel Report. E mentre i negozi chiudono, nonostante la crisi l’e-commerce ha visto un aumento del 18% rispetto al 2012. Non solo: il tasso di crescita aggregato previsto nel prossimo triennio è tra il 16 e il 18%, un valore da mercato emergente. Prendete nota anche di questo: il commercio elettronico realizzato attraverso l’utilizzo di dispositivi mobili (smartphone e tablet) sale del 160%. È partito, è vero, da una base limitata, circa mezzo miliardo di euro, ma è previsto ancora in fortissima crescita nei prossimi anni. In conclusione: la grande maggioranza di chi usa internet è adulto, inoltre, l’e-commerce lievita mentre le vendite nei negozi scendono. Poi nessuno dica che non è stato avvertito.

lettere al direttore

Amazon, l’edilizia e il futuro delle rivendite

H

o appena avuto il piacere di leggere (YouTrade 46), il sintetico articolo del sig. Federico Mombarone (che, peraltro, spero di poter avere l’occasione di conoscere di persona) dal titolo «Svegliatevi prima che arrivi Amazon». Finalmente leggo un punto di vista che non ha lo scopo di accontentare, o di assopire o di difendere l’ormai indifendibile. Bensì ho letto affermazioni, pareri e indicazioni frutto di una visione dall’alto, con un ampio orizzonte e non secondo l’ottica, forzatamente limitata, di chi sta sdraiato ventre a terra per cercare di evitare pallottole, che comunque lo colpiranno inevitabilmente. Per quello che può contare il mio modestissimo e personale parere,

8 - youtrade - marzo-aprile 2014

con questa mia desidero esternare il mio apprezzamento al redattore dell’articolo, non tanto per la sostanza di quanto esposto (che, comunque, condivido appieno), quanto per la capacità di uscire dal coro e cercare nuove visioni strategiche, in questo periodo che tutti chiamano crisi, ma che crisi non è (le crisi, per definizione prima o poi passano) e che, invece, è una radicale trasformazione che, se si sapranno cogliere le opportunità, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio «rinascimento del settore edile» (e non solo). Corrado Borghi, edilteco.it Caro Borghi, la sua osservazione è molto interessante. Come giustamente rileva, l’articolo è stato scritto non da un addetto

ai lavori, ma da un giornalista esperto di economia, che ha l’abitudine di analizzare la realtà e di riportare i fatti, senza fare sconti o prestarsi a cronache rassicuranti. E i fatti, come Lei scrive nella lettera, non danno per forza ragione a chi vuole essere confortato a tutti i costi. Il cambiamento nel mondo della distribuzione è epocale e coinvolge tutti i settori. Perché dovrebbe escludere chi vende mattoni o porte, calcestruzzo o caldaie? Nei prossimi anni vedremo mutare molte cose e il nostro compito è proprio quello di raccontarle per tempo ai nostri lettori. Anzi, colgo l’occasione per anticipare a tutti i lettori che questi temi saranno ancora trattati su YouTrade, perché le novità da raccontare sono appena cominciate. E riserveranno molte sorprese. Virginia Gambino


Il sistema termoisolante sottotegola

Il sistema termoisolante per facciate ventilate

ISOTEC: IL SISTEMA PER LA COIBENTAZIONE TOTALE

DELL’EDIFICIO E LA MASSIMA EFFICIENZA ENERGETICA. ISOTEC: finalmente un sistema per lisolamento completo delledificio. Declinato nella versione ISOTEC standard o XL per lisolamento sottotegola e Isotec Parete specifico per facciate ventilate, il Sistema assicura elevati rendimenti di isolamento termico e, grazie alla ventilazione, contribuisce a creare un ambiente pi salubre e confortevole in tutte le stagioni dellanno. In inverno il Sistema Isotec limita drasticamente la dispersione del calore, in estate contiene invece linnalzamento della temperatura, consentendo la ventilazione sotto linvolucro esterno soggetto a surriscaldamento.

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l’avvocato

di Ludovico Lucchi del Foro di Milano e-mail lucchi@studiolucchi.eu

Se la crisi si dribbla con un po’ di solidarietà

I

contratti di solidarietà sono come contratti collettivi aziendali con i quali si stabilisce una riduzione dell’orario di lavoro. L’obiettivo è evitare, in tutto o in parte, la riduzione del personale. In questo modo si solleva temporaneamente il datore di lavoro dal costo della manodopera in momenti di crisi, ovviamente in una prospettiva di ripresa. Secondo la normativa di riferimento (legge 863/1984 e 236/1993), questi contratti si dividono in due categorie: a) contratti di solidarietà utilizzabili per le aziende che rientrano nel campo di applicazione della disciplina prevista in materia di Cigs (trattamento di integrazione salariale straordinario); b) tutti gli altri casi, comprese le aziende artigiane. Nel caso di aziende che hanno accesso alla Cigs, secondo la legge i contratti di solidarietà possono mirare al mantenimento del livello occupazionale tramite una momentanea riduzione dell’orario di lavoro, oppure avere come obiettivo lo scopo di incrementare il numero dei dipendenti occupati in cambio di una momentanea riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti,

allo stato, già occupati. I contratti di tipo «espansivo» sono molto rari poiché le aziende, soprattutto in momenti di crisi, cercano di salvare la struttura e non ad aumentare il numero degli occupati. Prima di stipulare i contratti di solidarietà è necessario verificare se l’impresa rientra tra quelle che possono validamente sottoscriverli. Si tratta delle imprese industriali con più di 15 dipendenti nel semestre precedente, delle aziende appaltatrici del servizio di mensa, di quelle commerciali con oltre 200 dipendenti, di quelle della logistica con oltre 200 dipendenti, cooperative e loro consorzi, con più di 15 dipendenti, compagnie e gruppi portuali, imprese artigiane dell’indotto con più di 15 dipendenti, aziende editoriali, appaltatrici dei servizi di pulizia, compagnie aeree e società derivate, e del sistema aeroportuale. Se rientra nella lista, l’azienda deve individuare i dipendenti per i quali opererà la riduzione dell’orario di lavoro, ovviamente subordinando il tutto ad un accordo scritto con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Sono sempre

e comunque esclusi i dirigenti, gli apprendisti, i lavoratori a domicilio, i lavoratori con anzianità inferiore a 90 giorni, i lavoratori a termine per attività stagionali e i lavoratori part-time salvo che l’azienda non dimostri il carattere strutturale del part time. Nell’accordo sottoscritto tra datore di lavoro e sindacati sono indicate le ragioni della riduzione dell’orario di lavoro, che può essere giornaliera, settimanale o mensile, mentre non è possibile una riduzione annuale. In ogni caso, il contratto è considerato idoneo a perseguire il suo scopo quando la riduzione dell’orario concordata tra le parti non superi il 60% dell’orario settimanale previsto per i lavoratori interessati. Quanto alla durata, è previsto che il contratto di solidarietà sia stipulato per un minimo di 12 mesi e per un massimo di 24 mesi, con possibilità di una proroga per altri 24 mesi solo a seguito di provvedimento emesso da parte del ministero del Lavoro. I 24 mesi aumentano a 36 in caso di imprese del Mezzogiorno. Esaurita la proroga, un nuovo contratto di solidarietà può essere stipulato solo se sono decorsi 12 mesi dal contratto precedente.

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chiacchiere di condominio

di Umberto Anitori Ex segretario nazionale ANACI

Ma chi forma il formatore?

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ono ormai trascorsi dieci mesi dall’entrata in vigore della riforma del Codice di Condominio (legge 220/2013) e ci si accorge sempre di più della assoluta inadeguatezza dello strumento legislativo. Nemmeno le piccole modifiche inserite nel decreto Destinazione Italia hanno contribuito a dipanare le notevoli incongruenze della nuova legge. Iniziamo un esame delle varie anomalie. Se, da una parte, finalmente il codice prevede per l’amministratore dei requisiti morali e tecnici, da acquisire seguendo una apposita formazione e da mantenere con periodici aggiornamenti, non è ancora per nulla chiaro chi dovrà curare e attestare questa formazione. Le associazioni di amministratori e di proprietari di fabbricati organizzano annualmente corsi sia di accesso alla professione che di aggiornamento. Ma

chi deve certificare questa avvenuta formazione? Non certo l’associazione di appartenenza del professionista. La legge 4/2013 sulle professioni non riconosciute non ha chiarito e dissolto i dubbi. Alcuni sostengono che soltanto le associazioni censite dal ministero di Grazia e Giustizia siano abilitate a curare formazione e aggiornamento di chi vuole intraprendere l’attività di amministratore di condominio. Di certo, per ovvi motivi di conflitto di interesse, non potranno essere le stesse associazioni a certificare i propri iscritti. Quindi, sostengono altri, dovranno essere enti terzi ad accertare questi requisiti. Qui viene in soccorso la norma Uni 10801, peraltro obsoleta e da adeguare, che dovrebbe consentire di accertare la preparazione e l’applicazione dei protocolli necessari per una corretta amministrazione. Questo caos legislativo si completa con

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1. Solaio 2. Sottofondo 3. Massetto

una chicca che il legislatore ha voluto conservare, quale eredità dell’era fascista, «ogni condòmino può amministrare il condominio nel quale possiede un immobile, dovendo dimostrare soltanto essere in possesso dei requisiti morali e non della preparazione tecnica specifica». Mi sembra pleonastico affermare che in un condominio nessuno affiderebbe l’amministrazione a un condomino di cui si conoscono le poco raccomandabili qualità morali (chi meglio dei vicini di casa può conoscerne pregi e difetti?). Ma non è necessario accertare la preparazione? Se l’amministratore esterno deve essere preparato professionalmente, perché il condòmino amministratore può essere un emerito incompetente in materia, a lui spesso è affidata la manutenzione e la sicurezza del bene più prezioso per la maggior parte delle famiglie italiane, la casa.

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I FATTI NOSTRI

di Roberto Anghinoni Giornalista

Il negozio delle meraviglie Bisogna cambiare le regole del gioco. Perché non basta più accatastare materiali come in un magazzino: le nuove rivendite devono essere quasi un museo dove il cliente «vede» in anticipo la soluzione che sceglie

I

l gran parlare (e scrivere) che si fa relativamente alla miriade di temi cari alla modernità rischia di creare l’immagine di un mondo virtuale che sarebbe forse per tutti bello vivere, ma che al momento è, appunto, virtuale. Il senso della realtà (meglio ancora, la realtà) in ogni caso non ci abbandona, anzi torna noiosamente a rovinare i nostri sogni (per esempio, un piazzale occupato da camion da caricare, una show-room sfavillante pieno di acquirenti festanti) che però faremmo bene a smettere di immaginare, perché anche i sogni hanno i loro limiti. Proiettare una illuminata idea della modernità nel nostro specifico settore, ovvero nel commercio dei materiali edili, è certamente necessario. Ma ipotizzare risultati a breve termine è un po’ come ritornare a sognare. Da un lato abbiamo il produttore che in guanti di seta ci presenta con un sorriso smagliante una formulazione che rispetta l’ambiente, anzi lo gratifica, che (invento) ha una durabilità infinita e riduce i tempi dell’intervento del 40% rispetto ai prodotti tradizionali. Dall’altro, un tipo che posa la guaina al contrario e che ha tutto il pomeriggio per farlo. Ma ovviamente non demordiamo, e allora quando in magazzino entra il nostro cliente, vogliamo metterlo al corrente della novità che ci è appena giunta e quindi gliela presentiamo. Lui rimane fisso e ci osserva allibito, allora ci guardiamo attorno e cerchiamo qualcuno che parli l’egiziano. Il nostro mondo è così. Che cosa è davvero possibile fare, in tempi brevi, per cambiare le cose? Poco, ma qualcosa sì. Perché il vizio assoluto del nostro lavoro, del nostro settore, è che alla fine l’ultima parola ce l’ha il

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cantiere e chi lo governa. Il successo di un prodotto non risiede nelle sue caratteristiche intrinseche, ma nell’apprezzamento che avrà da chi in qualche modo lo dovrà utilizzare. Questo non significa che la ricerca si deve fermare, perché tanto non avrà alcuna chance. Vuol piuttosto dire che se a monte il progettista non è un po’ più preciso (ma per legge più di tanto non può fare) il posatore rispetterà certamente le direttive prestazionali, ma a modo suo e con i prodotti che riterrà migliori per lui. Il cliente del futuro è quindi l’operatore professionale, perché è lui, più dell’architetto e più del progettista, che decide quale materiale utilizzare. Indirizzare i nostri sforzi in questa direzione è possibile, soprattutto se gli operatori professionali scopriranno, in senso assoluto, la rivendita di materiali edili, cosa che per il momento più o meno ignorano.

Ma per le rivendite questo sviluppo dei rapporti con il nuovo mercato, che diamo per possibile, è anche sostenibile? I problemi sono al solito di diverso genere. Il più complesso è di natura mentale, il più concreto è di tipo economico, perché mettersi adesso a parlare di investimenti, che comunque vanno preventivati, fa venire la tristezza. Qualche giorno fa sono stato in uno show-room tecnico di una grande multinazionale delle costruzioni. Quando sono entrato, in un attimo mi sono reso conto che quel che vedevo era esattamente ciò che io credo debba essere oggi una rivendita edile. Niente prodotti buttati qua e là, ma soluzioni pronte. Progetti realizzati, stratigrafie, modelli costruttivi, esempi di applicazioni, video, plastici. Una esposizione che pareva quella di un museo, o di una galleria d’arte, dove si dà valore a ciò che si produce, e quindi, udite udite, anche a ciò che si vende. Dove il cliente (quello che ancora da noi non viene) «vede» il suo lavoro finito, si informa sulle tecniche di posa, confronta le prestazioni, chiede una soluzione adatta alle sue esigenze e, magia, la trova. Io credo che questo tipo di nuovo approccio sia perseguibile. È l’unico modo che abbiamo per essere finalmente noi a scegliere quali prodotti e in che modo devono essere forniti. È l’unico modo che abbiamo per riscattarci e diventare finalmente utili al nostro nuovo cliente. Non so se dobbiamo parlare di modernità o meno, ma a noi interessa che il nostro impegno, il nostro investimento, sia efficace. Non è un altro mondo (cioè, un po’ sì, dai) è quello con cui ci dobbiamo necessariamente confrontare, è il mondo che ci aspetta. Ma non chiedetemi per quanto, perché non lo so.


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CONDOMINIO EXPO

La chiave della casa si troverà a Bergamo A settembre il primo appuntamento dedicato agli amministratori di stabili, ma aperto ai condòmini. Obiettivo: non solo fare cultura del settore, ma fornire strumenti e servizi utili. Anche sul web di Enrico votton

Q

ual è il tipo di azienda più numerosa in Italia? Risposta facile: il condominio. Solo che la sconfinata schiera di «amministratori delegati» che sono chiamati a guidare questo esercito di oltre 1 milione di condomini è senza punti di riferimento. Non solo, in un mondo che cambia si trova a dover gestire un sistema sempre più complesso che va dalla manutenzione ordinaria e straordinaria, fino alla mediazione di carattere legale e, qualche volta, si trovano perfino a ricoprire il ruolo dello psicologo. La riforma avviata nel giugno scorso non ha fatto che aumentare la necessità di informazione e assistenza per gli amministratori di stabili. Nessuno, a parte le associazioni di categoria, ha mai pensato a loro. A colmare la lacuna ci pensano ora YouTrade, la rivista Condominio sostenibile e certificato e la Fiera di Bergamo, che per settembre (11, 12 e 13) organizzano il primo Condominio Expo. L’appuntamento sarà preceduto dal

14 - youtrade - marzo-aprile 2014

convegno di YouTrade, il 10 settembre, dedicato alla trasformazione in atto nel mondo della rivendita edile e delle nuove frontiere della distribuzione. La giornata vedrà anche un’occasione di business immobiliare: nel pomeriggio, infatti, una sala ospiterà uno spazio in cui domanda e offerta potranno confrontarsi, in particolare con la presenza di operatori immobiliari russi.

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Attorno alla piazza e alle strade virtuali ci saranno gli stand delle aziende di outsourcing o di soluzioni utili per la gestione condominiale

La tre giorni che seguirà, dedicata al condominio, sarà nuova nella sostanza, ma anche nella forma, con un’organizzazione interna che ricorderà la struttura stessa delle città, dove risiede la maggior parte dei condomini. Attorno alla piazza e alle strade virtuali ci saranno gli stand delle aziende di servizi o di materiali per la gestione condominiale, oltre a una rete di incontri e approfondimenti utili per gli addetti ai lavori: convegni, workshop, incontri con esperti. Ma non solo. Uno dei tre giorni a disposizione sarà aperto anche al pubblico, cioè ai condòmini, i veri protagonisti della vita in uno stabile. Un’area di

scambio in cui si incontreranno gli esperti dell’innovazione tecnologica, della manutenzione, della domotica, dell’ecosostenibilità, degli aspetti legati alla convivenza... Nell’era digitale Condominio expo sarà anche in grado di offrire video e tutorial sugli aspetti più caldi per un amministratore e per un condomino: dagli interventi al tetto alle tecniche di isolamento termico. Corsi pratici che saranno poi fruibili online. Condominio expo sarà anche l’occasione per fare cultura nel settore, mettendo a disposizione le informazioni a tutte le componenti connesse al condominio, primi fra tutti i condomini e, a seguire, le imprese di manutenzione, i prestatori di servizi e gli amministratori. Perché ci vuole un modo diverso per affrontare i problemi partendo dalle soluzioni tecnicamente ed economicamente più valide, per migliorare la qualità della vita dei condomini e, di conseguenza, delle purtroppo spesso invivibili città.


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Milano Expo 2015

Il giro del mondo a Milano

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marzo aprile 2014 N. 48

La chiave della casa si troverà a Bergamo................................... 14 IL GIRO DEL MONDO A MILANO.......................................................................... 18 CAMERA CON SVISTA................................................................................................ 22 QUEST’ANNO TUTTI INVITATI A CASA DELL’ARCHITETTO....................... 24 ANTEPRIMA SALONE DEL MOBILE..................................................................... 30 UN NUOVO BOOM? NON È VERO, MA CI CREDO........................................ 34 ALLA RICERCA DEL VALORE PERDUTO............................................................ 38 IL PARADISO DEL BAGNO NELLA CITTà ETERNA........................................ 40

Salone del Mobile 2014

Quest’anno tutti invitati a casa dell’architetto

SE VOLETE RILANCIARE L’ECONOMIA VENITE ALLA STAZIONE.......... 42 OUTLET E CONSULENZA, LE FRONTIERE DELLA RIVENDITA................ 44 QUI BISOGNA ALLARGARE L’ORIZZONTE........................................................ 48 con noi il cappotto si indossa in fretta........................................... 50 youtrade casa.......................................................................................................... 55 a caccia di novità tra i maestri del colore................................... 64 il made in italy che gira il mondo........................................................... 74 Con la strategia giusta il dividere impera..................................... 76 rassegna prodotti partizioni interne................................................ 80 copia che ti passa................................................................................................. 82 nuova vita sul tetto che scotta.............................................................. 84 se la membrana scherza con il fuoco.............................................. 97 il club delta® professional italia....................................................... 100 il tetto È fatto in un colpo solo.......................................................... 102 elettricità, è meglio a chilometro zero........................................ 104 il privilegio di restare piccoli e contenti................................... 106 quella riparazione che vale doppio................................................... 112 all’arcvision prize vince la tecnologia alla latina............ 114 TECNOLOGIA APPLICATA AGLI ELEMENTI.................................................... 116 il domani moltiplicato per otto............................................................ 118 youbook...................................................................................................................... 122 hi tech.......................................................................................................................... 123 zapping........................................................................................................................ 124 INTERNATIONAL......................................................................................................... 126 news dalla rete.................................................................................................. 127 QUESTIONI DI GOLA................................................................................................ 128 16 - youtrade - marzo-aprile 2014

24 DISTRIBUZIONE

Alla ricerca del valore perduto Addio al semplice rivenditore che sta dietro a un bancone. Il cambiamento strutturale del mercato impone ai retailer di trasformarsi in consulenti. E di considerare il settore dell’edilizia come una catena. Che non deve avere anelli spezzati

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speciale colore

Qui bisogna allargare l’orizzonte

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A caccia di novità tra i maestri del colore

48 A settembre nuova scadenza per Horizon 2020. Lo conoscono in pochi, eppure il programma europeo per sviluppare l’Energy-Efficient Buildings, può essere vitale anche per le piccole e medie imprese

STORIA DI COPERTINA

speciale tetto

Con noi il cappotto Nuova vita si indossa in fretta sul tetto che scotta Puntare sulla qualità anche per i laterizi che sostengono un involucro isolante. È la sfida (vinta) dal gruppo austriaco, che con Porotherm Bio Plan Etics garantisce un sensibile miglioramento delle prestazioni per edifici in classe A

Le coperture obsolete sono la causa del 20% della dispersione termica degli edifici, mentre d’estate fanno arroventare l’aria nelle abitazioni. Per questo ora la superficie più alta della casa è affrontata come un «sistema»

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casa COLORE La grande bellezza della luce

Elettricità, è meglio a chilometro zero Liberalizzazione del mercato e nuove tecnologie consentono di produrre corrente anche a livello locale. Minicentrali eoliche o ideoelettriche offrono dei vantaggi immediati agli utenti. E indotto per imprese di costruzione e installatori

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Mila Expo 2015

Il giro del mondo a Milano La macchina dell’evento occupa già 4mila persone e coinvolge mille aziende, che sono all’opera per accogliere 20 milioni di turisti attesi. Ma i lavori per realizzare le infrastrutture legate all’esposizione viaggiano a corrente alterna. E l’Italia corre il rischio di «exporsi» a brutte figure di Enrico Votton

S A fianco, la mappa dell’Expo 2015. Sarà attraversato da due arterie principali: il Cardo e il Decumano

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Scrive il Corriere della Sera: «L’Expo di Milano occupa una superficie di 987mila metri quadrati (248mila coperti) su due aree collegate da un’ardita ferrovia sopraelevata. Gli edifici dell’evento sono 225, progettati dai migliori architetti e gli espositori sono stati 35mila. Hanno partecipato 31 nazioni e i visitatori sono stati più di 7 milioni». Possibile che l’Expo sia già descritta come un successone? Non proprio: il brano si riferisce sì all’Expo di Milano, ma a quella del 1906, che non poteva contare su internet, treni ad alta velocità e aerei low cost. Si potrà ripetere l’exploit? A un secolo di


ano distanza ci attende un bis o un flop? Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ammonisce: per non rischiare un effetto boomerang ci vogliono altri 2,2 miliardi di euro: «Per le infrastrutture e le attività connesse servono 1 miliardo e 623 milioni di euro e, inoltre, abbiamo chiesto al governo una deroga al patto di stabilità per 600 milioni», ha annunciato durante la visita del ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Di sicuro, il successo di 107 anni fa è una ragione in più, oggi, per non «exporsi» a brutte figure. Perché l’evento del 2015 è un’occasione per tutti: imprese e amministrazioni pubbliche. Come ripete Piero Galli, direttore generale della divisione per la Gestione Evento, «l’intero sistema Paese sarà protagonista dell’Esposizione e ne trarrà benefici. Stiamo lavorando affinché Expo Milano 2015 diventi la principale tappa di un viaggio attraverso la storia, la cultura e l’arte che caratterizzano le regioni d’Italia». L’obiettivo di medio termine è vendere 4 milioni di biglietti entro il prossimo luglio, per giungere all’appuntamento

del 2015 con 24 milioni di ticket staccati e 20 milioni di visitatori (di cui 6-8 milioni provenienti dall’estero). sarà un business da 25 miliardi di euro Oltre al piacere di far arrivare in Italia tanti stranieri quanti sono tutti gli abitanti di Svizzera, Austria e Norvegia messi assieme, l’Expo è un’occasione per il business, a partire da quello del settore costruzioni. Dopo che nel 2013 il valore degli appalti pubblici in Italia è sceso del 16%, le opere sull’area e le infrastrutture per l’Expo rappresentano una boccata d’ossigeno. Inoltre, ci sarà da fare anche dopo, con i lavori per il riutilizzo di strutture e adattamento delle volumetrie: l’obiettivo è realizzare qualcosa che aumenterà il valore complessivo dell’area e che, quindi, creerà ricchezza. Dagli Emirati lavori per 60 milionI Con i padiglioni e i manufatti (strade di collegamento, strutture permanenti), il patrimonio realizzato è stato calcolato in 1,3 miliardi, mentre

la gestione dell’evento dovrebbe portare un giro d’affari complessivo di oltre 25 miliardi, a patto che ogni visitatore si trattenga almeno tre notti in una struttura ricettiva in Italia. E già dal primo novembre 2015, chiuso il semestre dell’Esposizione universale, apriranno i cantieri della maxi riqualificazione urbana che disegnerà il futuro dell’area. Già ora, in ogni caso, l’Expo ha coinvolto oltre mille aziende, che hanno fornito beni e servizi per 457 milioni. E al via manca ancora un anno. I lavori procedono per il meglio, secondo quanto sostiene il commissario unico, Giuseppe Sala: «Abbiamo consegnato i primi 26 padiglioni a dicembre, il resto arriverà entro maggio. Certo, non c’è da perdere tempo, dovremo lavorare senza fermarci». I finanziamenti, anche se a singhiozzo, stanno arrivando. E non sono pochi: gli investimenti in infrastrutture, a parte quelli sul resto del territorio, ammontano a 1,7 miliardi (di cui 1,4 a carico del governo, 218 milioni per la Regione Lombardia, 218 milioni dal Comune di Milano, 109 milioni marzo-aprile 2014 - youtrade - 19


Il rendering dell’area espositiva, dedicata al tema dell’alimentazione. A destra, lavori al cantiere di Expo 2015

della Camera di Commercio di Milano e 260 di privati). A questi soldi si aggiungono quelli per i costi operativi necessari a organizzare l’evento. Le spese di gestione sono calcolate in 1,3 miliardi, che dovrebbero essere coperti dai ricavi previsti. Ci sono, poi, i quattrini che arrivano dagli investimenti stranieri: il record spetta agli Emirati Arabi, che sborserannno per il loro padiglione più di tutti, 60 milioni. A seguire la Cina, gli Usa, la Germania e l’Italia. Sono previsti anche tra i cinque e i sette padiglioni corporate, cioè di aziende che metteranno il loro marchio al servizio del tema dell’evento, l’alimentazione e l’energia ecosostenibile. Nel complesso porteranno all’Expo 30-40 milioni. D’accordo, la realizzazione del progetto non è facile, né tantomeno è semplice La mappa dell’evento

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pianificare l’utilizzo dell’area dopo la chiusura della manifestazione. Al momento, per esempio, è previsto un parco multi-tematico, grande quanto l’area verde nel centro di Milano, il Parco Sempione, a cavallo tra i comuni di Rho e Milano. Con i suoi 44 ettari sarà il cuore dell’Expo 2015 e il fulcro dell’area che rimarrà ai cittadini anche dopo l’evento, perlomeno secondo il Masterplan post Expo 2015. La superficie totale interessata dal progetto è di circa 105 ettari, ma le aree dove si concentreranno i volumi sono inferiori a 23 ettari, per una edificabilità massima complessivamente realizzabile di circa 489mila metri quadri. A cui si aggiungono ulteriori 30mila metri quadri edificabili destinati all’housing sociale. La società Arexpo (proprietaria delle aree, i cui soci di

maggioranza sono Comune di Milano e Regione Lombardia, seguiti da Fondazione Fiera di Milano, Comune di Rho e Provincia di Milano) valuta, inoltre, la proposta di realizzare nel 2016 un nuovo stadio multifunzionale, idea per ora avanzata dal Milan tramite lettera formale: Maroni, ha annunciato che «inizieranno le trattative private con il club rossonero». L’idea dello stadio allontana anche la prospettiva di un Expo che si trasformi in una cattedrale nel deserto, con il pericolo di trasformarsi in un’area di degrado nel giro di qualche anno. Perché, secondo i vertici della società, il dopo-Expo è già cominciato: bisogna fare presto, per non farsi trovare impreparati allo scadere della manifestazione. Stadio, housing o che altro? Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ricorda


investimenti in superfice

489mila metri quadri La superficie degli edifici di Expo 2015 30mila metri quadri La superficie degli interventi di housing sociale 44 ettari compatti L’estensione del parco tematico 1,2 miliardi Costo dello sviluppo e riqualificazione del parco pluri-tematico

che l’arena sportiva è solo una delle proposte per il dopo Expo: «Alcuni padiglioni non necessariamente dovranno essere smontati. Il 54% del terreno sarà destinato a un parco tematico. E la cascina Triulza diventerà la casa del terzo settore. Oltre a questi punti fermi, il resto sarà valutato all’interno di un piano globale, che i consigli comunali di Milano e Rho dovranno valutare, tenendo conto del progetto che vincerà il bando pubblico, selezionato da una commissione di garanzia». Tra l’altro, se tutto andasse per il meglio, per il dopo Expo le imprese italiane potrebbero avere un’altra chance, visto che saranno gli Emirati Arabi a ospitare l’evento del 2020 e, probabilmente, chiederanno all’Italia competenze e interventi. Grandi opere di piccolo corso Non tutto, però, fila per il meglio. Per le infrastrutture legate all’Expo il bilancio è finora deludente. L’ultima tegola è lo stop al progetto delle vie d’acqua, rete di canali che aveva convinto il Bureau International des Expositions a scegliere Milano invece di Smirne come sede della manifestazione: hanno vinto i comitati no-Expo e l’opera, come era stata progettata, non si farà. Anche i lavori stradali procedono a singhiozzo. È il caso del cosiddetto Stralcio-gamma, la strada che collegherà la A4 al parcheggio del sito espositivo di Rho e all’area urbanistica di Cascina Merlata: bloccato con una sospensiva del Tar, ha avuto con grande ritardo il via libera del Consiglio di Stato, che ha annullato

l’atto del Tribunale amministrativo regionale. L’opera è considerata una delle più importanti per il raggiungimento dell’area espositiva: grazie a questi 10 chilometri, del valore di circa 30 milioni, sarà infatti possibile arrivare rapidamente sia da Est (con la Zara-Expo), sia da Ovest (da Molino-Dorino e dalla MilanoTorino). Non è stato l’unico scoglio: l’Italia esporta general contractor all’estero, come Astaldi o Impregilo, ma arriverà all’Expo con molti buchi. «I soli spiragli provengono dal closing dei project financing di Brebemi e Tangenziale Est esterna di Milano, a dimostrazione che il sistema industriale e quello bancario possono e devono lavorare assieme», ha commentato sul Sole 24Ore Rosario Bifulco, consigliere incaricato di Assolombarda per la competitività territoriale, ambiente ed energia. «Brebemi, il cui avanzamento dei cantieri è pari all’85%, sarà la prima autostrada europea costruita con l’impiego di soli capitali privati, ovvero senza nessun contributo pubblico. Sono invece bloccati i cantieri sulla linea 1 della metropolitana torinese e sulla ferrovia Milano-Mortara. Sta invece proseguendo secondo i piani il collegamento tra terminal 1 e terminal 2 di Malpensa, mentre si registra uno slittamento per la tratta transfrontaliera della nuova linea ferroviaria ad alta velocità TorinoLione, per il completamento della tangenziale Nord di Milano (RhoMonza) e per la Gronda di ponente sul nodo autostradale di Genova. Quando arriveranno 20 milioni di visitatori in sei mesi e non ci saranno collegamenti

300 milioni L’investimento dalla società Arexpo

per portarli all’Expo qualcuno si lamenterà del destino cinico e baro. Al momento, però, nessuno sembra farci troppo caso: il mancato collegamento in metro tra l’aeroporto di Linate e la città sembra a tutti una cosa normale. Basteranno autobus e taxi? per il 2016 un’eredità che non va persa Insomma, sarà un successo o i ritardi trasformeranno l’Expo in un boomerang? Una cosa è certa: l’evento è stato e sarà un aiuto al mondo delle imprese. E anche alla comunità: il vero lascito dell’Esposizione universale, secondo Lupi, sarà proprio «il patrimonio di infrastrutture realizzate in questi anni attorno al sito espositivo milanese. Sulle infrastrutture strategiche sul territorio abbiamo investito circa 11,5 miliardi per dotare questa parte vitale del Paese dei collegamenti necessari: 3,8 miliardi di contributi dallo Stato e 7,6 miliardi dai privati attraverso il project financing». Il ministro ricorda la Brebemi, la Teem (la futura tangenziale est esterna di Milano), il prolungamento della linea 5 della metropolitana milanese, la metrotramvia da Parco Nord a Seregno. «Grazie a Dio parliamo non più di una cosa futura, ma di un progetto che c’è, che è una grande realtà e sarà una grande opportunità per l’intero Paese: quello di Milano sarà l’Expo della ripresa», assicura Lupi. Non resta che sperare abbia ragione. marzo-aprile 2014 - youtrade - 21


expo 2015

Camera con svista Hotel a conduzione famigliare. Con pochi posti letto. E spesso senza i servizi utili per il business. Se non adegua le proprie strutture, il nostro settore alberghiero rischia il collasso di fronte alla massa di visitatori in arrivo

di FEDERICO GRAGLIA

T

utti al lavoro per costruire strade e ponti. Ma dove li metteremo 20 milioni di turisti, se il nostro sistema alberghiero è all’80% costituito da hotel a gestione famigliare? Quello del rilancio della filiera turisticoculturale della Lombardia e dell’Italia è un nodo ancora irrisolto. Basti pensare che la media italiana è di soli 64 posti letto per esercizio, contro i 251 di Malta e i 156 della Danimarca. Insomma, tanti alberghi piccoli, che magari vanno bene per le vacanze in Romagna, ma non sono idonei ad accogliere delegazioni aziendali di decine di persone. Mancano sale riunioni e, soprattutto, spesso non gli hotel non hanno la connessione wi-fi in ogni camera: un aspetto che è considerato ormai essenziale nei Paesi di tutto il mondo. Insomma, gli alberghi italiani hanno bisogno urgente di una riqualificazione. Storica, inoltre, è la cattiva gestione delle presenze, che vede l’Italia agli ultimi posti nel tasso di occupazione delle stanze. Aspetto che ha indotto gli albergatori a lesinare negli investimenti: spesso gli hotel hanno strutture obsolete, al disotto degli standard internazionali. Eppure l’Expo 22 - youtrade - marzo-aprile 2014

è un volano formidabile e il segmento turistico-culturale incide per oltre il 15% del Pil, nonostante nell’ultimo decennio gli introiti di pertinenza dell’Italia (rispetto al resto del mondo) siano passati dal 5,8% al 4,1%, a fronte

{

Le strutture non sono idonee per un turismo di massa. La media italiana è di soli 64 posti letto per esercizio, contro i 251 di Malta e i 156 della Danimarca

di una domanda globale che è quasi raddoppiata (oltre 800 miliardi di euro). In compenso, la giunta comunale milanese ha come obiettivo quello di ampliare l’offerta di strutture ricettive a basso costo a Milano per favorire il soggiorno di giovani e famiglie in vista di Expo 2015. Per questo, per esempio, l’amministrazione di Palazzo Marino ha approvato un provvedimento con le linee guida per la concessione e la riqualificazione dello stabile comunale di Ripa di Porta Ticinese 83 in struttura ricettiva low cost che sarà assegnata con bando. «Formula low cost non

significa necessariamente basso profilo», secondo l’assessore al Commercio e Turismo Franco D’Alfonso. «Non solo l’esperienza dei viaggi aerei, ma anche la diffusione in tutti i Paesi europei degli alberghi low cost e l’impegno di grandi gruppi nel settore dell’ospitalità dimostrano che è possibile coniugare offerta ricettiva di qualità con un livello contenuto dei prezzi». Certo è che l’iniziativa non basterà. A fronte di circa 48mila posti letto negli alberghi a 3, 4 e 5 stelle sul territorio comunale, sono solo poco più di 11mila quelli presenti in strutture a 1 e 2 stelle e nel comparto dell’extralberghiero. Nelle 473 strutture presenti sul territorio del comune di Milano (tra alberghi 1, 2 stelle, ostelli per la gioventù, bed & breakfast, alloggi in affitto e case per ferie) ci sono 6.475 camere, per un totale di 11.758 posti letto disponibili. Queste strutture, peraltro, fanno segnare un numero medio di 3,65 giorni di pernottamento, a fronte di 2,19 giorni negli alberghi a 4 e 5 stelle. Ma si adatteranno i turisti finlandesi, tedeschi o americani a essere ospitati negli alberghi che, di solito, sono utilizzati da coppie clandestine o da immigrati con basso reddito?


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Salone del Mobile 2014

Quest’anno tutti invitati a casa dell’architetto Otto archistar aprono le porte delle loro abitazioni per mostrare come interpretano spazi e arredamento. E la kermesse tra la Fiera di Rho e il FuoriSalone, in cui sono attesi 300mila visitatori, diventa la prova generale di Expo 2015

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Foto di Alessandro Russotti – Courtesy Cosmit spa

di Santina Muscarà

«O

vunque tu abiti, quello è il centro del mondo», sostiene l’archistar Daniel Libeskind. Che sia una casetta indipendente, un appartamento in città, una tenuta in campagna, poco importa. Ciò che conta è che qualcuno ha progettato quel luogo per altri. E a mettersi all’opera con carta, matita, squadre e righelli, oggi con pc o tablet, sono gli architetti. Immaginano, progettano, permettono la realizzazione di abitazioni diverse dando sfogo (quando possono) al proprio estro creativo e, talvolta, scontrandosi con gli impedimenti della realtà, concentrando gli elementi che creano comfort, design e abitabilità. Ma, abituati a pensare alle case degli altri, come saranno le loro? Insomma, dove vivono gli architetti? La risposta, accompagnata dalla voglia di scoprire quelli che possono rivelarsi utili suggerimenti, dà vita alla novità dell’edizione 2014 del Salone Internazionale del Mobile, in programma dall’8 al 13 aprile nell’ormai consolidata cornice milanese. Dove vivono gli architetti è, infatti, l’evento che racconta in esclusiva le case private di otto esponenti del mondo dell’architettura internazionale. «Sono stata accolta nelle case di Shigeru Ban, Mario Bellini,

Mario Bellini

l’evento IN quattro NUMERI

Totale espositori 2.399 (1.749 + 650 designer del SaloneSatellite) Superficie netta espositiva 203mila metri quadrati Superficie lorda espositiva 340mila metri quadrati Visitatori attesi 300mila

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Foto di Alessandro Russotti – Courtesy Cosmit spa

Massimiliano e Doriana Fuksas

David Chipperfield, Massimiliano e Doriana Fuksas, Zaha Hadid, Marcio Kogan, Daniel Libeskind e Bijoy Jain per osservare di persona dove gli archistar abitano e che cosa li ha spinti a compiere determinate scelte. Anche perché degli architetti siamo abituati Bijoy Jain

a vedere le opere, quelle concepite per gli altri e per le vite degli altri», racconta Francesca Molteni, curatrice della mostra, che sarà allestita nel padiglione 9 della Fiera Milano Rho. Otto installazioni riprodurranno le case degli architetti, mostrando diversi modi di immaginare lo spazio domestico con l’obiettivo di raccontare che cosa significhi progettare una casa oggi. Attraverso video, suoni, immagini, ricostruzioni dal vivo e le testimonianze rilasciate dai professionisti coinvolti si creerà uno spazio espositivo interattivo, progettato dall’architetto e scenografo Davide Pizzigoni. «Ognuno è stato intervistato su ispirazioni e scelte nella Francesca Molteni

Foto di Alessandro Russotti – Courtesy Cosmit spa

predisposizione della propria casa e il risultato sarà visibile durante il Salone del Mobile», continua Molteni. Qualche anticipazione? Dalla casa concepita come una grande libreria, alta 9 metri di Mario Bellini a quella con una delle più grandi piscine al mondo e utilizzata anche per ospitare Davide Pizzigoni

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Foto di Alessandro Russotti – Courtesy Cosmit spa Foto di Saverio Lombardi Vallauri – Courtesy Cosmit spa

23 cani di Bijoy Jain: le installazioni dimostreranno come l’architettura domestica sia quella più ricca di sviluppi e aperta alla sperimentazione, coniugando architettura e design. «Obiettivo della mostra è di conoscere da vicino quelli che stanno cambiando il volto delle nostre città, la configurazione del paesaggio globale e l’immaginario collettivo, e suggerire nuovi modi di progettare gli ambienti domestici a tutte le latitudini. Compito

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Daniel Libeskind

Claudio Luti

del Salone del Mobile è anche questo, fare cultura per fare sistema», spiega Claudio Luti, presidente di Cosmit, l’ente fieristico milanese che nel 1961 ha dato vita al Salone Internazionale del Mobile. Il progetto nasce, inoltre, dalla consapevolezza che il Salone «è una preziosa risorsa dell’economia italiana, che non solo va preservata, ma soprattutto arricchita con sempre nuovi servizi e progetti che rispondano alle esigenze delle imprese e dei visitatori internazionali, per aumentare la capacità attrattiva della manifestazione a Milano», aggiunge Luti.

e membro del Collegio docenti del corso di Storia dell’architettura e dell’urbanistica del Politecnico di Torino, e professore presso la facoltà di Design del Politecnico di Milano. Il successo, comunque, è atteso: «Tutti gli anni organizziamo un evento», ricorda il presidente di Cosmit, Claudio Luti. «Quello di quest’anno è bello e curioso. Gli architetti progettano case in tutto il mondo, ma poi è interessante vedere quali sono le cose che realmente piacciono a loro». Irrituale anche il momento della presentazione, nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano: invece della solita conferenza stampa, l’annuncio è stato preceduto da una sorta di pièce teatrale e con Mario Bellini, Massimiliano e Doriana Fuksas, Daniel Libeskind e Bijoy Jain accolti a suon di musica.

Non aprite quella porta Le case di otto archistar ai raggi x. Ma il numero avrebbe potuto essere più alto: «Avremmo voluto avere più installazioni ma non tutti gli architetti ci hanno aperto le porte della loro casa», si rammarica Fulvio Irace, professore ordinario di Storia dell’Architettura

300mila in bagno e cucina Il Salone del Mobile? Una macchina perfetta, da non toccare. «Novità speriamo che non ci siano: il successo degli anni scorsi è stato talmente grande che ci auguriamo semplicemente che continui così», commenta Luti. «Ovviamente cercheremo di lavorare sempre meglio con la città di Milano, quindi di aiutare i visitatori a stare bene, anche in funzione dell’Expo, l’anno prossimo. Spero che il Salone abbia la quantità e la qualità dei visitatori che ha sempre avuto, quindi i migliori buyer, architetti, giornalisti, e spero che tutte le aziende coinvolte nell’esposizione abbiano fatto delle belle innovazioni, dei bei prodotti e si possano presentare nella maniera migliore». Si attendono oltre 300mila visitatori da 160 Paesi. Quest’anno, inoltre, è il turno delle biennali EuroCucina (padiglioni 9-11 e 13-15) e Salone Internazionale del Bagno (padiglioni 22-24), affiancati dall’evento collaterale Ftk (Technology For the Kitchen), dedicato


Foto di Carola Morello – Courtesy Cosmit spa

possibilità moderne di progettazione e industrializzazione.

Foto di Carola Morello – Courtesy Cosmit spa

agli elettrodomestici, dal Salone Internazionale del Complemento d’Arredo e dall’immancabile SaloneSatellite (padiglioni 13-14) per i giovani creativi. Queste manifestazioni, tra l’altro, rivestono un ruolo sempre più importante: se una volta bagno e cucina avevano un semplice ruolo funzionale all’interno della casa, oggi sono luoghi da vivere e abitare. Così EuroCucina e Salone del Bagno in ogni edizione si arricchiscono di prodotti e novità. Protagonisti assoluti quest’anno sono i materiali naturali, sempre più richiesti in questi due ambienti: classiche o di design. Finiture e dettagli sono curati e per incontrare ogni esigenza e personalizzazione.

Basta dare un’occhiata ai dati delle esportazioni per notare il crescente interesse per le cucine made in Italy nel mondo: da gennaio ad agosto 2013 l’export ha fatto segnare +5,4% rispetto allo stesso periodo del 2012. Anche le esportazioni di mobili destinati al bagno sono significative, soprattutto in Cina, Corea del Sud, Russia, Turchia, Svezia e Australia. Grazie ad alcune aziende del settore degli elettrodomestici da incasso, invece, si assiste alla sesta edizione di Ftk, con proposte proiettate verso il futuro. La vita tra i fornelli diventa più salubre, efficiente e confortevole. Oltre che bella. Le collezioni sono connotate da facilità di utilizzo e minimi consumi, perfettamente in linea con i temi del risparmio energetico e del rispetto per l’ambiente. Senza dimenticare estetica e design. GLI UNDER 35 TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE Saranno tre i progetti vincitori del SaloneSatellite, occasione di visibilità nel mondo del design per i giovani fino ai 35 anni d’età. I partecipanti dovranno presentare, oltre ai loro prototipi, uno o più progetti attinenti alle varie merceologie presenti al Salone. I premi? Un gettone di presenza e un servizio di consulenza e ufficio stampa per la diffusione del prodotto vincitore. I lavori saranno inoltre selezionati dal department store la Rinascente per la vendita al pubblico. A fare da sfondo al SaloneSatellite le botteghe artigiane, che mostreranno ai visitatori come si lavora con tessuti, pelle, ceramica e stampa 3D. Il bisogno di oggi, infatti, è quello di integrare la tradizione dell’artigianato con le

Una città per il design Come di consueto, ad accompagnare la manifestazione fieristica parteciperà tutta Milano con il Fuori Salone, che vedrà aprire le porte di showroom e allestimenti per accogliere giornalisti, progettisti, architetti, designer e possibili clienti. In collaborazione con l’assessorato alla Moda e design, quest’anno il Salone promuove un progetto di accoglienza con il contributo delle scuole di disegno tecnico di Milano. In alcune postazioni strategiche, progettate dall’architetto Piero Lissoni, in stazioni, aeroporti e metropolitane, gli studenti forniranno informazioni logistiche ai potenziali visitatori. E non solo. Sarà portato avanti anche un lavoro didattico di analisi e verifica delle richieste degli utenti per migliorare ancor di più i servizi dell’edizione 2015. Altre informazioni saranno a disposizione all’interno dello store la Rinascente. A Palazzo Reale, invece, sarà allestita la mostra Bernardino Luini e i suoi figli, dinastia di pittori lombardi del Rinascimento: per rafforzare il rapporto tra Salone e cultura, il Comune di Milano offrirà l’ingresso gratuito ai musei civici della città per tutti i visitatori. Anche gli spostamenti in macchina saranno favoriti dal sevizio di car-sharing di Milano, Car2Go, che sarà esteso fino alla Fiera, a Rho, e la Ford rinnoverà la sua partnership con il Salone. Insomma, una sorta di prova generale per il vicino Expo 2015. QUANDO IL MOBILE DIVENTA MOBILE Nonostante il significato del termine, i mobili sono una delle cose meno mobili che esista. Ma con l’aiuto della tecnologia il Salone, i suoi prodotti e tutti gli eventi correlati saranno a portata di mobile: basterà uno smartphone per essere costantemente aggiornati e avere a disposizione tutte le informazioni. Social network, blog dedicato, sito internet di Cosmit e canale Youtube affiancheranno, infatti, la app Salone del Mobile Milano, scaricabile gratuitamente. La collaborazione con Applix permetterà, quindi, di avere tutti i cataloghi degli espositori in digitale, completi di contenuti aggiuntivi come gallerie fotografiche, video e audio. marzo-aprile 2014 - youtrade - 29


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Boby è il carrello contenitore in ABS stampato a iniezione firmato Joe Colombo per B-Line. Si presenta con un nuovo colore, il verde lime, e un set di tre ripiani in legno per portare a livello il piano superiore aggiungendo un tocco di calore. In arrivo anche una nuova altezza: Boby a una sola sezione, ideale come comodino, perfetto per piccole capienze. Pad. 16, stand C37.

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Con le linee sinuose del suo schienale e dei braccioli, la poltroncina Woopy di Karim Rashid per B-Line è realizzata in un unico pezzo di polietilene stampato in rotazionale. Ed è ora disponibile anche nella versione rivestita in vera pelle. Pad. 16, stand C37.

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L’Armadio Individual BIhome by Bertolotto è un sistema di pannellature componibili a piacere e disponibili con anta, battente o scorrevole, liscia oppure con il decoro Halley, progetto firmato dall’artista Elio Garis che si ispira alla sfera celeste. I pannelli in legno hanno uno spesso strato di MDF sul quale viene inciso il disegno a pantografo. Pad. 8, stand E43.


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Surprise è la nuova madia di BIhome by Bertolotto. Questo contenitore, attraverso un ingegnoso sistema di domotica che permette di sollevare il piano d’appoggio, svela al suo interno un pratico e funzionale mobile bar. Il meccanismo può essere attivato dall’IPad con un’applicazione progettata ad hoc dall’azienda. Pad. 8, stand E43.

La collezione Plus di Ceramica Galassia si caratterizza per le sue linee equilibrate ed essenziali, forme pulite ed eleganti, dal carattere “minimal” ma curate nei più piccoli particolari. La linea comprende, oltre ai lavabi e sanitari in ceramica, una nuova famiglia di accessori realizzati in legno di abete. Galassia utilizza materie prime scelte e selezionate.

10 Bizzotto sarà presente ad Eurocucina sotto la veste di Bizzotto Project con tre proposte per lo spazio cucina, pensate ad hoc per il mondo dei progettisti e designer. Saranno presentate le nuove cucine Diamond Scrigno, per uno spazio elegante e funzionale, Precious, che reinterpreta l'eleganza del classico senza tempo, e la cucina Iris, delicata e dal forte richiamo naturale. Eurocucina.

11 Puro design made in Italy per la nuovissima e moderna poltroncina che arricchisce la Premium Collection di Cizeta. Esprime totale bellezza e armonia delle forme e un costante impegno nella ricerca della perfezione. Linee morbide e accoglienti unite alla raffinata cura dei dettagli e alla qualità dei materiali impiegati. Pad. 14, stand C31.

lma Brown llo stile Dia tare atmosfere ne re da re Ar ot egliere di ad oli vivere di significa sc cend fa i at ss pa oli degli anni ce. Gli ar tic o un’altra lu collezione tt so o ov a nu ono la vast o che compong n dell’azienda posson g si o e nd ne te ot Dialma D ro colati tra lo essere mes sempre nuove, con i on le zi ta ambien contentare grado di ac un gusto in nuno. Pad. 1, stand og esigenze di L14 - L18.

12 Occhi al cielo per le nuove collezioni firmate dal CreativeLab di Jannelli&Volpi: svettano wallpaper su alti grattacieli. Una rappresentazione immaginifica e onirica, che mette i rivestimenti al centro delle moderne architetture milanesi e, come provocazione, li avvolgono miscelandosi alle superfici specchiate e riflettenti. FuoriSalone, via Melzo 7, Milano.

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anteprima Salone del Mobile

13 14 Tray di Emo Design, si presenta come una composizione di contenitori in Corian dalle forme pulite ed essenziali. Uno di essi è il lavabo circondato da altri che raccolgono e contengono tutto ciò che vive attorno all’oggetto per la cura del corpo. La particolare forma a vassoio ne denota le caratteristiche funzionali come oggetto stand-alone, oltre a renderlo declinabile nel mondo contract e nelle abitazioni private. Pad. 24, stand L01 - M02.

Marchi Cucine presenta il nuovo modello St. Louis: una cucina che si ispira agli anni ’50, periodo di innovazione e creatività, dal quale eredita l’utilizzo di legni laccati in colori tenui, le forme arrotondate, l’aspetto accogliente e al tempo stesso allegro ed originale. Pad.13, stand E01 – F04.

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16 Graff presenta Phase, la nuova linea bagno completa. Una collezione contemporanea, dalle linee slim studiate per definire qualsiasi tipo di progetto d’arredo: applicazioni a parete, doccia, centro stanza. Phase è composta di tantissimi elementi di rubinetteria nelle finiture PC (cromo), BNi (nickel spazzolato) e PN (nickel lucido) con effetto materico e opaco, realizzate con verniciatura a polvere. Pad. 22, stand F32 - F36.

da ratterizzata Milldue è ca ie. Il nuovo di o n g a b llezione e tecnolog lavorazioni La nuova co cati e trattati con nuov i raffinati, le ar er ol ic cido ric rt li ia pa er mat i suoi il laccato lu n e onosce per egio come mobile si ric a gola e finiture di pr binato a piani in Coria . ab lie ad a 45°,manig essenze e le pietre. È lle linee essenziali. P da le , he to la sc zo ri e va spaz doccia linea pietra, piatti 5 - C18. 1 24, stand B

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17 La collezione Wood-e di Regia è realizzata in legno massello di rovere (nelle finiture naturale, sbiancato o colorati in tortora, ciliegio e caffè) e acciaio inox (nelle finiture “Supermirror” e verniciato “Corten”). Ai piani è possibile abbinare i due nuovi lavabi in acciaio inox da 2,5 millimetri di spessore, con particolare lucidatura, interna ed esterna, che li rende simili a gioielli. Pad. 24, stand D05.

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Componibile e modulare, Diesys è la nuova libreria firmata dall’architetto Bavuso per Alivar. Un elemento d’arredo personalizzabile per finiture e dimensioni. Diesys si può infatti sviluppare in altezza o in larghezza. La struttura e i fianchi sono realizzati in acciaio spazzolato naturale effetto peltrox o laccati. Pad. 16, stand A37 – B30.


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19 Alivar su progetto dell’architetto Bavuso presenta Liuto, il tavolo con struttura in pressofusione di alluminio, disponibile con piano fino a 3 metri di lunghezza sul solo appoggio delle quattro gambe senza inserti centrali. È possibile avere Liuto con diversi piani: dal marmo al legno, dal cristallo ai laminati. Pad. 16, stand A37 - B30.

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20 I progetti Orange e Code, rivisitati per Snaidero dal designer Michele Marcon rappresentano la proposta “giovane” di Snaidero. L'utilizzo del laminato in sofisticate declinazioni cromatiche ed innovative texture materiche, conferisce alle cucine un carattere sofisticato, risolto con soluzioni flessibili ed innovative, senza separazioni strutturali, ma fluide ed in continuità con l'ambiente living. Eurocucina.

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21 La libreria Boiserie ‘900, in prezioso legno di ciliegio, è provvista di dettagli di vera eleganza ed è firmata Mobili Bertelè. I bordi dei ripiani sono ricoperti in bronzo, mentre i capitelli che delimitano i moduli della boiserie sono intagliati da abili mani artigiane.

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Innovazione & Partnership

Un nuovo boom? Non è vero, ma ci credo Da un’indagine di Unioncamere emerge che l’85% delle aziende di costruzioni non ha modificato il proprio business e spera che tornino i tempi d’oro. Sbagliato. Bisogna cercare nuove strade, come gli accordi tra pubblico e privato

di Federico Della Puppa

S

e c’è un problema, nel mercato, non è solo quello della crisi. La perdita di un terzo degli investimenti negli ultimi cinque anni dovrebbe essere uno stimolo all’individuazione di nuove modalità operative, di diverse forme di approccio al mercato, di ambiti di intervento nei quali rovesciare il tradizionale attendismo delle imprese: non si deve più aspettare la domanda, ma andare a proporre offerte in grado di coniugare soluzioni di esigenze e convenienza economica agli investimenti. Inventandosi nuovi business, per

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esempio. Un’indagine svolta a livello nazionale da Unioncamere ha evidenziato che nel biennio 2012-2013, con l’aggravarsi della crisi e i tagli alla spesa pubblica, il mercato delle opere pubbliche è in forte diminuzione, sia nel comparto tradizionale che in quello del partenariato pubblico privato (Ppp). Una delle principali difficoltà consiste nell’accesso al credito, quindi alla possibilità di costruire progetti che abbiano un peso rilevante anche dal punto di vista del sostegno finanziario, in particolare per le grandi opere infrastrutturali.

Chi comanda che cosa? Tuttavia, la ricerca mette in luce che vi sono anche forti problemi dal punto di vista della governance dei progetti, in particolare nella filiera decisionale. Tradotto significa collaborazione e partnership di filiera, ovvero tra imprese. Ma le aziende non ci credono. E, quindi, esiste un problema. A fronte del crollo del mercato della domanda di grandi infrastrutture nel 2013, si è assistito a una crescita delle iniziative di riqualificazione urbana, tra le quali quelle legate all’edilizia sostenibile. Gli ambiti di intervento per il partenariato


all’estero con Profili

pubblico privato sono ampi e la sostenibilità, l’efficientamento energetico e la riqualificazione urbana rappresentano settori sui quali, attraverso nuove modalità di intervento, è possibile avviare azioni di mercato che hanno nel cambiamento del sistema di offerta il loro principale punto di forza. Scuola e social housing I settori che possono essere coinvolti vanno dagli interventi indispensabili per mettere in sicurezza il territorio, alla valorizzazione dei beni culturali, dal riassetto di ambiti urbani alla messa in sicurezza ed efficientamento dell’edilizia scolastica, dal social housing alle strutture per il tempo libero e il turismo. L’edilizia sostenibile è una concreta opportunità per rilanciare occupazione e investimenti. E quando si parla di sostenibilità non ci si deve limitare a quella ambientale, ma a quelle diverse che sostengono un progetto, da quella finanziaria a quella urbanistica, da quella economica a quella sociale. Significa anche interrogarsi sull’effettiva sostenibilità di percorsi di partenariato pubblico privato in un mercato, come quello delle costruzioni, dominato da piccole imprese e da sistemi di relazione nei quali la partnership tra aziende è quanto mai difficile, dato che il più delle volte dura al massimo il tempo di esecuzione del cantiere.

progetti incerti Nei nuovi progetti di partenariato pubblico privato legati all’edilizia sostenibile, uno dei fattori chiave è la gestione dell’intervento nel tempo e la valutazione delle convenienze di rientro economico-finanziario delle operazioni. Le piccole imprese hanno evidenti difficoltà, non tanto e non solo in termini finanziari e di supporto da parte del sistema bancario, quanto di approccio programmatico e di organizzazione. Il crollo del mercato del nuovo, la crescita delle attività di recupero, la marginalità delle opere pubbliche, sono temi che dovrebbero

Il progetto Profili, creazione di una piattaforma transfrontaliera di servizi per il miglioramento dei Processi della Filiera allargata delle costruzioni edili, prevede di favorire iniziative di partenariato pubblico privato (Ppp) per le imprese della filiera delle costruzioni edili. Il progetto si svolge in Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, oltre a tutte le regioni della Slovenia, con particolare attenzione a quelle limitrofe al confine con l’Italia. Il progetto si concretizza nella promozione e creazione di reti di servizi per le imprese transfrontaliere, per rafforzare lo scambio di conoscenze e promuovere l’aumento della competitività, l’intensificarsi delle relazioni economiche e l’allargamento del mercato. In questo modo si permette alla pubblica amministrazione di realizzare più facilmente iniziative di partenariato pubblico privato. Il progetto è consultabile sulla piattaforma online: www.profili-ita-slo.eu dare nuovi stimoli a riorganizzarsi e ad aprirsi a nuovi mercati. Invece, una recente ricerca svolta da Theorema e Unioncamere del Veneto, nell’ambito di Profili, un progetto europeo che ha come obiettivo la creazione di una piattaforma transfrontaliera di servizi per il miglioramento dei processi della filiera allargata delle costruzioni edili,

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evidenzia che di fronte allo scenario di crisi, il mercato delle imprese si è sostanzialmente diviso. Il 15-20% di imprese ha affrontato il mercato con una spinta all’innovazione, mettendo a punto varie strategie, per lo più di ottimizzazione gestionale d’impresa, organizzazione di mercato e qualificazione e specializzazione della propria attività, stringendo accordi con altri soggetti della filiera e costruendo sistemi integrati di offerta. Ma l’8085%, al contrario, non ha modificato la propria attività, aspettando che il fenomeno della crisi passasse. Molto probabilmente un atteggiamento deciso in base alle esperienze del passato, quando le crisi duravano pochi anni, al massimo due, per poi riaprire alla crescita e allo sviluppo. Speranza o illusione? L’indagine, che ha coinvolto 500 imprese, ha fatto emergere che per la maggior parte di esse vi è una sorta di speranza che il mercato possa in qualche modo «tornare a essere quello di prima». Nonostante la lunga crisi, nonostante il cambiamento degli assetti di mercato, nonostante le analisi di tutti i principali osservatori, nonostante le politiche europee, nazionali e regionali, che puntano al consumo di suolo zero e all’edilizia a consumo altrettanto minimo. I risultati dell’indagine sono, per certi versi, non solo eclatanti, ma anche preoccupanti della lunga strada ancora da percorrere, se il 62% delle imprese dichiara che non ha messo in atto

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alcuna azione specifica per fronteggiare la crisi e se per il 50% delle imprese che hanno avviato iniziative, l’unica strategia è stata quella di ridurre il personale. Troppo poco per un settore che nell’attuale scenario deve investire sull’innovazione, di processo e di filiera. Gli spazi per innovare sono ampi, in particolare nel campo del Ppp la sfida è quella di avviare percorsi formativi e di integrazione di aziende in sistemi di offerta che siano in grado non tanto di proporre la propria capacità costruttiva e realizzativa, quanto la propria capacità gestionale. I progetti di partnership hanno durata pluriennale, spesso di alcune decine di anni, e devono ripagare gli investimenti attraverso la

gestione. In questo contesto il settore delle costruzioni mostra molti limiti, alcuni ben rappresentati dai risultati di questa indagine (disponibile sul sito www.profili-ita-slo.eu): le imprese dimostrano non solo di non essere ancora attive in questo campo dell’edilizia, quanto soprattutto di non avere particolare interesse a muoversi verso una innovazione che non è solo di mercato, ma è complessivamente innovazione di impresa, di prodotto, di processo e di filiera. L’obbligo di cambiare Ma se la propensione alla collaborazione tra imprese è scarsa, il sistema non può innovarsi. E la competizione è con le vere sfide economiche globali, con la strategia che l’Unione Europea ha posto alla base della nuova programmazione 2014-2020, ovvero promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Le costruzioni possono essere al centro di questa sfida, protagoniste del futuro, ma solo se metteranno la gestione e non la costruzione al centro della loro azione. In tale contesto, in questo contesto il ruolo della formazione e dell’informazione è fondamentale e strategico: formare e informare le imprese per migliorare il sistema e per promuovere nuovi modelli operativi e nuove modalità di comunicazione, uno dei risultati del progetto Profili tramite la piattaforma dei servizi a disposizione delle imprese. Informazione e concretezza, per il futuro dell’edilizia


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Le fontiere della distribuzione

Alla ricerca del valore perduto Addio al semplice rivenditore che sta dietro a un bancone. Il cambiamento strutturale del mercato impone ai retailer di trasformarsi in consulenti. E di considerare il settore dell’edilizia come una catena. Che non deve avere anelli spezzati

di Federico Della Puppa

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n un mercato che cambia, che si riduce, che si trasforma e che modifica gli scenari, la distribuzione edile deve cambiare pelle. Deve modificare l’approccio, individuare nuovi modelli di business, più adeguati alla situazione attuale, più adattabili, più «liquidi» e meno rigidi, per dirla con Zygmunt Bauman. Il sociologo, con la sua opera, fa riflettere sulla nostra modernità liquida, dove i legami tendono a dissiparsi, disgregarsi, diventare sempre più effimeri. La crisi ha acuito e velocizzato la nostra consapevolezza di fronte a questo cambiamento, che non è solo una modificazione temporanea del nostro agire, dipendente dalla situazione economica, ma è un necessario ripensamento dei modelli stessi di crescita e sviluppo che hanno governato l’economia e il mercato delle costruzioni fino al recente passato. Modernità liquida Ma se Bauman parla di modernità liquida per l’individuo, disorientato e spaesato dal cambiamento, indicando per esso la necessità di ricostruire i legami comunitari, trasferendo questo concetto alle imprese e al sistema di filiera delle costruzioni, che vede il 38 - youtrade - marzo-aprile 2014

ruolo della distribuzione come nodo funzionale all’utilizzo dei prodotti nel territorio, si evidenzia anche in questo contesto la necessità di rivedere, modificare, ridefinire, ricostruire i nodi, i legami, le relazioni tra i soggetti della filiera. E allora da dove partire? Da dove iniziare a ricostruire il senso di un legame, di una catena, di un pool di soggetti organizzati a dare al mercato le soluzioni che i mercato chiede? Dal valore. Al centro di questa rivoluzione,

di questo cambiamento, c’è il concetto di valore e il suo significato, che oggi è completamente diverso da quello del passato. La filiera delle costruzioni è complessa, perché le costruzioni hanno bisogno di prodotti, ma di più oggi sono un processo fatto di processi. Il passaggio da una economia solida, dove la costruzione era il centro del tutto, a una economia liquida, dove la gestione è il nucleo fondativo del nuovo rapporto domanda-offerta in


edilizia, è un passaggio epocale che richiede una reingegnerizzazione dei processi interni ed esterni all’azienda. Nessuno escluso Ciò vale sia per le imprese di costruzione, ma a maggior ragione per le imprese della distribuzione. Il passaggio da una economia delle costruzioni a una delle gestioni si deve principalmente al fatto che lo scenario di sviluppo per il settore riguarda quasi esclusivamente la riqualificazione urbana degli edifici e l’efficientamento energetico, con una «decarbonizzazione» generale dell’economia, che deve muoversi verso una prospettiva di maggiore sostenibilità. In questo contesto anche le nuove costruzioni, sia pubbliche che private, devono avviare un nuovo percorso, che è quello indicato dall’Ue rispetto agli edifici a consumo quasi zero. Pertanto le soluzioni costruttive, tecniche e ambientali, devono misurarsi con la gestione nel tempo dei consumi e dei benefici che tali sistemi costruttivi permettono. Il tempo dell’edilizia per la costruzione è finito. Dal 2014 inizia l’era dell’edilizia per la gestione, nella quale il valore che le aziende possono proporre sul mercato non è più solo quello del manufatto, prodotto e venduto, ma quello dell’edificio gestito, che nel management efficiente esprime il suo valore. Il giro di boa La certificazione energetica in questo senso è un giro di boa che va utilizzato strategicamente per avviare un nuovo approccio al mercato, nel quale non esiste più la differenza tra chi fa che cosa, come se la filiera dell’edilizia fosse fatta di comparti solidi e impenetrabili tra loro, ma è il sistema produttivo nel suo insieme che deve diventare più liquido, più interattivo, più fluido nel dare risposte al mercato. E dentro questo sistema la distribuzione ha evidentemente un ruolo importante, che non è tuttavia più quello di una volta. Non è più tempo dei magazzini, delle show room statiche, dei capitolati appoggiati a una rivendita. Oggi è necessario uscire dai propri confini, dai propri perimetri, e interagire in modo più strutturale con tutti i soggetti che rappresentano gli anelli della catena del valore, che

si genera in base alle funzioni e alle soluzioni proposte. Soluzioni che sono e devono essere il risultato di una strategia comune, promossa e condivisa da tutti gli anelli della catena. Il valore aggiunto si genera nella filiera e non nel singolo punto o nodo. Ed è la catena del valore che genera il valore stesso, non il singolo anello. Da fornitori a esperti In una catena, infatti, basta che un solo anello sia debole e tutta la struttura non regge, non svolge la sua funzione. La filiera delle costruzioni è uguale a una catena che va dalla scelta delle materie prime ai prodotti e ai fornitori, dalla capacità di avere il materiale disponibile in tempi rapidi (just in time) alla possibilità della consegna in loco, dai consulenti tecnici ai certificatori del processo. Validare il processo non è un percorso che si riassume in un passaggio finale e formale fine a se stesso, come accadeva un tempo, con la consegna delle chiavi di casa al cliente, ma è un accompagnamento continuo e costante alla gestione dell’edificio durante tutta la vita utile. Significa, pertanto, passare da una logica di fornitura alla consulenza. La crisi economica e la ricerca di soluzioni ottimali a basso costo hanno portato, in generale, a una disintermediazione dei processi di scelta. I clienti, spesso più informati dei rivenditori, scelgono seguendo altri canali, altre modalità. Non hanno più bisogno del preventivo, perché ce l’hanno già in mano, in forma cartacea o via web, attraverso l’accesso diretto ai prezzi. In questo senso l’entrata in campo della grande distribuzione nel settore edile è un elemento che può costituire una forte minaccia, se non si utilizzano strumenti in grado di fare ciò che la Gdo non può fare. E qui torna il concetto di filiera e di catena del valore, che si deve tradurre in un nuovo modo di operare. Perduto e ritrovato Fino all’inizio della crisi (ma per molti ancora oggi) la domanda era così elevata che era sufficiente stare dietro al banco. Oggi la domanda va costruita, va ricercata, va trovata mettendo in atto azioni che facciano saltare il banco, superare le barriere produttive e commerciali dei diversi soggetti della filiera, uscire dagli schemi e dal

proprio confine. È necessario scegliersi e promuovere strategie comuni, utilizzando a fondo il comarketing, ma soprattutto promuovendo un vero valore presso l’utente finale. È lì che si genera il vero valore, che si cattura la propria redditività e si costruisce la propria capacità competitiva. Propria nel senso di filiera e non del singolo. Superare gli schemi preconcetti, le differenze, le barriere. La nuova era

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I clienti, spesso più informati dei negozianti, scelgono seguendo altri canali. Non hanno più bisogno del preventivo, perché ce l’hanno già in mano, attraverso internet

della distribuzione è un’era di filiera integrata, di distributori e rivenditori proattivi associati a partner produttivi a monte e a valle della filiera, organizzati secondo modelli gestionali che non possono essere quelli del passato. Il valore perduto sarà un valore ritrovato per chi saprà guardare al futuro e non ripensare al passato, sapendo che è nella gestione e non nella costruzione la vera chiave del successo. marzo-aprile 2014 - youtrade - 39


ORSOLINI

Il paradiso del bagno nella Città eterna

Nuovo multipoint del gruppo romano sulla via Aurelia, a Roma: 1.500 metri quadri con 60 ambientazioni. Fatturato in crescita del 10%, favorito dalle iniziative di marketing. Che passano anche dalle pagine di Facebook di Gaia De Lorenzi

È

nata Aurelia. La famiglia Orsolini ha un nuovo battesimo da festeggiare: si tratta dello showroom, con un ambientazione di 1.500 metri quadri in cui è possibile trovare materie prime e concezioni di design innovative. «Il punto vendita di via Aurelia, a Roma, è esteticamente molto suggestivo», spiega Rino Orsolini, titolare insieme ai fratelli Amedeo e Giorgio della Orsolini, multipoint della distribuzione edile presente in Lazio, Umbria e Toscana. «Questo spazio è già conosciuto dai clienti romani: ha ospitato per trent’anni un punto vendita di Porcelanosa, azienda di pavimenti e rivestimenti in ceramica. Ora questo showroom è stato acquisito dalla Orsolini e inaugurato con una 40 - youtrade - marzo-aprile 2014

grande festa a cui hanno partecipato un migliaio di persone». Con oltre 60 ambientazioni bagno, prodotti specifici per aree wellness e spa, materiali e proposte per l’arredamento della casa, il layout espositivo del nuovo showroom colpisce per l’ampiezza di gamma con proposte dedicate ai professionisti, alle piccole imprese, ma anche al cliente privato di fascia medio-alta. «Abbiamo deciso di spostarci verso questa tipologia di clientela perché garantisce maggiore certezza nei pagamenti», racconta il titolare. «Vogliamo inoltre offrire un servizio diverso dalla Gdo, offrendo consulenze dedicate con un team di professionisti specializzato e una selezione dei migliori prodotti presenti sul mercato». Materiali edili,

ferramenta, termoidraulica, ceramiche, arredo bagno: lo showroom di via Aurelia presenta, inoltre, tavoli di lavoro con campioni di materiali e colori, con i quali i professionisti possono sperimentare e dare vita a nuovi progetti. «Vogliamo dare tutto ciò


che la grande distribuzione non offre: un sorriso e un caffè», scherza Orsolini, «ma soprattutto qualità, servizio e prezzo, i tre pilastri su cui si fonda la nostra azienda. Inoltre, contempliamo anche servizi di progettazione e sopralluoghi gratuiti e senza impegno per i serramenti. Siamo molto attivi sul fronte della comunicazione e del marketing. È un aspetto fondamentale, a volte sottovalutato, che permette di farti conoscere e incuriosire». Tra le ultime iniziative promosse dal multipoint laziale, il contest che mette in palio due biglietti per la finale degli Internazionali d’Italia di tennis. Basta

diventare fan della pagina Orsolini su Facebook per partecipare all’estrazione finale che permetterà a due fortunati di presenziare alle sfide della sessione diurna del 18 maggio al Foro Italico, dove si disputeranno le quattro finali di singolo maschile e femminile e doppio maschile e femminile. «Un’altra iniziativa che abbiamo proposto recentemente è stata Vinci il tuo bagno», continua il rivenditore. «Gli utenti erano invitati scattare una foto del loro bagno nelle sue accezioni più diverse e postarla su Facebook. Chi riceveva il maggior numero di voti dagli altri utenti, aveva diritto a un premio di 1.500 euro in forniture ». Un’attività sempre ricca di nuovi spunti, premiata con un ritorno anche sul fatturato, tanto che l’azienda mira a chiudere il 2014 con un risultato in crescita del 10%. Orsolini ha recentemente

aperto un nuovo showroom di 2.500 metri quadri, sempre a Roma in via Nomentana, e a luglio 2014 inaugurerà un’altra sala mostre a Bazzano, frazione de L’Aquila, che ospiterà anche il secondo magazzino dell’azienda.

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EDILCOMES

Se volete rilanciare l’economia venite alla stazione L’azienda toscana ha riunito alla Leopolda di Pisa centinaia di persone. Obiettivo: spiegare i vantaggi dei bonus fiscali, come ottenere finanziamenti e le mosse per migliorare una casa di Enrico VottoN

C’

è chi non si rassegna al declino. C’è un gruppo di aziende italiane che cerca di contrastare pessimismo e apatia. E c’è chi ha deciso di unire le forze per il rilancio. Strumento per invertire la rotta è una offensiva sul campo, con una tournée che tocca paesi e città. Obiettivo: «Parlare a quelle persone che hanno paura, che stanno perdendo la speranza, ma che credono ancora nei

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valori sui quali investire moralmente ed economicamente». A partire dalla casa. Questo gruppo di aziende, che comprende marchi dell’arredamento, dell’edilizia, ma anche della finanza, si è riunito nel Mii, More in Italy, che organizza una serie di incontri in giro per l’Italia con l’obiettivo di far conoscere i vantaggi di migliorare la propria abitazione. L’ultimo in ordine di tempo di questi

appuntamenti (ma non il definitivo) si è svolto lo scorso 20 febbraio a Pisa. Il progetto, hanno spiegato i promotori, «parte dall’assunto che la soluzione per migliorare ciò che ci sta intorno è alla nostra portata, molto più vicino di quanto crediamo, ed è quella di migliorare la nostra casa, di ripartire rendendo migliori gli spazi in cui viviamo. Migliorando la nostra casa miglioreremo


la propria abitazione o desiderano farlo. Edilcomes Superfici e Design, azienda specializzata nella fornitura di soluzioni e consulenze per tutto ciò che riguarda l’arredo bagno e l’interior design, un autentico punto di riferimento a Pisa e dintorni, non poteva che condividere l’idea e interlocutore per il progetto Mii

l’economia, miglioreremo il nostro Paese, miglioreremo il futuro dei nostri figli». Così Edilcomes ha organizzato alla Stazione Leopolda nella città della Torre pendente (che non è quella divenuta famosa con le rottamazioni di Matteo Renzi) il secondo appuntamento del progetto More in Italy, iniziativa che la rivendita Made porta avanti nel territorio pisano, nell’ottica di stimolare il cliente finale a ristrutturare. Non si è trattato, beninteso, di una semplice iniziativa di marketing. Al contrario, More in Italy ha come target quello di offrire un servizio migliore a coloro che stanno ristrutturando Beatrice Dolcetti

nell’area toscana. E l’iniziativa ha avuto successo: sono state centinaia le persone che hanno partecipato all’evento per ottenere risposte concrete. Per esempio, su come accedere alle detrazioni fiscali modificate con l’ultima legge di Stabilità, che arrivano a rimborsare fino al 65% dell’investimento. Oppure, come acquistare arredi e materiali a condizioni particolarmente vantaggiose, ottenere un mutuo a tassi agevolati. Tra l’altro, uno dei soggetti coinvolti dell’iniziativa, Mediolanum, ha presentato la sua offerta di prestiti fondiari. «Siamo veramente soddisfatti per il successo dell’iniziativa», è stato il commento di Beatrice Dolcetti, responsabile della divisione Edilcomes Superfici e Design. «Questo è il momento più giusto per ristrutturare la propria abitazione. In qualità di addetti ai lavori, abbiamo deciso di fare rete per offrire consulenze e servizi in grado di garantire un risparmio concreto per i cittadini ed ottenere una ricaduta positiva sull’economia del nostro territorio».

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Distribuzione

Outlet e consulenza, le frontiere della rivendita Si affacciano i primi tentativi di proporre store con caratteristiche diverse. C’è chi punta su scontrini ultrabassi, chi sull’assistenza di uno specialista e chi ha in tasca un piano di sviluppo. «YouTrade» è andato a scoprire chi sono di Santina Muscarà

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rodotti di qualità a prezzi scontati. È il sogno di ogni acquirente che, per andare a caccia di offerte, si orienta verso gli outlet o i discount, dove le offerte non mancano. Vale per l’abbigliamento, gli articoli per la casa, il settore alimentare. Ma non solo. Gli outlet spuntano timidamente anche in altri ambiti, come l’edilizia. Non sono proprio uguali a quelli dei retailer nel settore consumer, ma il concetto è simile. YouTrade ha sondato i rivenditori per verificare dimensioni e diffusione del fenomeno. Risultato: gli outlet di materiali da costruzione stanno cercando la propria strada, perché non possono replicare lo stesso modello degli store di capi di abbigliamento o articoli per la casa. E questo è uno dei pochi dati certi, perché molti rivenditori contattati evitano di commentare. Timore di essere copiati? Oppure riservatezza su un approccio commerciale che, spesso, non è apprezzato dai concorrenti? Nonostante la ritrosia a fornire dettagli, c’è però qualcuno che non si tira indietro. 44 - youtrade - marzo-aprile 2014

Quelli che… Puntiamo su qualità/prezzo Ai confini di Milano, a Sesto San Giovanni, c’è chi propone «una scelta completa di prodotti per realizzazioni interne ed esterne», come recita la presentazione di Megaedile. La filosofia di mercato della rivendita è spiegata da Nadia Peduzzi, responsabile della comunicazione dello store: «Megaedile nasce nel 2006 come outlet e risponde all’esigenza di intercettare gli artigiani e le imprese edili poco presenti in altri punti vendita del nostro gruppo. Nel settembre 2013, inoltre, è stato aperto un altro store in un quartiere molto popolare di Milano, che potrebbe essere interessato al rapporto qualità/ prezzo che siamo in grado di offrire. Se la formula delocalizzata funziona, potremmo pensare a ulteriori investimenti nei prossimi anni». Per quanto riguarda i clienti, i principali sono gli operatori del settore costruzioni e le imprese di ristrutturazione, mentre i prodotti esposti comprendono tutto il materiale che serve per operare in un appartamento, dai materiali edili ai pavimenti (ceramiche, parquet, vinilici,

eccetera), all’arredo bagno, le porte, i serramenti. Insomma, un outlet dove si può trovare di tutto o quasi. Ma che cosa caratterizza Megaedile rispetto alle altre rivendite? L’ampia scelta e la competitività del rapporto qualità/ prezzo, sostiene Peduzzi, e poi «la disponibilità in pronta consegna di quasi tutti i materiali che proponiamo, nonché l’esperienza pluridecennale nel settore e la professionalità in ognuno dei settori merceologici». L’approccio del cliente all’acquisto sta cambiando: si fanno molte ricerche Megaedile, bagno


Moreno Poli Megaedile, rivestimenti

e ci si informa prima di acquistare, e anche la fascia dell’acquirente medio è interessata al risparmio. «Da noi le vendite quest’anno sono aumentate, ma non quanto ci aspettavamo rispetto all’investimento effettuato. La zona di Milano e provincia è stata letteralmente invasa dalla grande distribuzione orientata all’edilizia e usa una potenza di fuoco con una pubblicità che si possono permettere solo le multinazionali. Nonostante questo, siamo comunque in grado di arginare la loro concorrenza con un ottimo rapporto qualità/prezzo e con una diversa professionalità nel servizio, senza dimenticare la pronta consegna», ribadisce Peduzzi. Quelli che… noi siamo specializzati Punta sulla specializzazione, tutto per tetto e pareti, il nuovo Alubel Point di Reggio Emilia. Forse non può essere considerato un vero e proprio outlet, ma non è neppure

una rivendita tradizionale. «Si tratta di una formula innovativa di grande distribuzione, nata dall’esperienza cinquantennale di Alubel, specializzata in prodotti destinati a coperture di tetti, rivestimenti di facciate e risparmio energetico», spiega Moreno Poli, responsabile di Alubel Point. «Il punto vendita non è stato concepito solo come magazzino di stoccaggio, ma come showroom applicativo dei prodotti tecnologicamente più avanzati della gamma produttiva Alubel, con sede a Bagnolo in Piano. All’Alubel Point è infatti possibile visionare le migliori tecniche di applicazione dei prodotti, essere supportati da uno staff tecnico impegnato da anni nella ricerca e sviluppo dei migliori prodotti metallici per tetti e per parete, seguire i corsi di formazione e poter essere indirizzati nella scelta della miglior soluzione per ogni problematica», assicura Poli. Il concetto alla base di questo progetto non è una semplice rivendita, ma un centro di consulenza

Megaedile, porte

Alubel Point

«con un know how specifico di settore non riscontrabile altrove», precisa Poli. L’esposizione ruota attorno al grande showroom applicativo che ha l’obiettivo di mostrare i prodotti e le tecniche applicative: il cliente è guidato in un percorso che illustra ogni problematica riscontrabile in copertura e in parete, e le relative soluzioni che si possono adottare con i sistemi Alubel. «Ci rivolgiamo ad artigiani, addetti ai lavori, imprenditori, ma anche privati e singoli cittadini amanti del fai da te», aggiunge il rivenditore. «Il cliente, nonostante riesca ad accedere a un sempre maggior numero di informazioni, chiede una consulenza specifica: si rendono necessarie sempre più qualificazione e competenza. La scelta di creare un punto specifico dedicato a tetti e pareti, unico nel suo genere, nasce proprio da questa esigenza». Alubel Point può ritenersi soddisfatto dei risultati, tanto che l’azienda ha deciso di replicare il progetto anche fuori dal territorio nazionale.

marzo-aprile 2014 - youtrade - 45


Quelli che… abbiamo un progetto pronto La formula dell’outlet puro, cioè del produttore che mette in vendita, scontati, solo i propri articoli, non è però attuabile. La pensa così, per esempio, Corrado Borghi, direttore commerciale Italia di Edilteco: «Ritengo che la formula migliore rimanga quella della presenza del produttore che per la vendita si affida al rivenditore. Faccio fatica a pensare a un outlet dell’edilizia. Un produttore che apre un punto vendita con solo i propri articoli non credo possa avere molte possibilità sul mercato, a meno che si tratti di prodotti con grande valore aggiunto, che quindi necessitano di assistenza in fase di consulenza. Penso invece siano di successo le formule che offrono servizi differenziati. La grande distribuzione, che si presenta come un discount a tutti gli effetti, ha sicuramente un assortimento vasto, ma non offre servizi importanti come la consegna a domicilio. Un Bricoman, per fare un nome, che apre di fianco a un rivenditore tradizionale non è un problema, ma un’opportunità perché finalmente il rivenditore può motivare la sua differenza di prezzo con servizi (consegna della merce, pagamento dilazionato, vasta offerta di marche, eccetera) e competenze specifiche», prosegue Borghi, secondo cui tutto dipende anche dal territorio in cui il rivenditore opera e quindi dal bacino d’utenza, che può essere o meno interessato a quei servizi. «Ma se finora si sono costruite cattedrali stupende investendo tempo e risorse per specializzarsi, farsi una cultura Edilteco

46 - youtrade - marzo-aprile 2014

Corrado Borghi

e vendere al giusto prezzo, non al più basso possibile, oggi le diverse realtà distributive possono spingere il rivenditore a dare il massimo. La grande distribuzione diventa occasione per dimostrare i propri plus, obbliga i rivenditori a caratterizzarsi», continua. Infatti, non si presenta come un outlet classico quello pensato da Edilteco, e non ha intenzione di cambiare la modalità di proposta: «Il produttore deve fare il produttore e vendere tramite il distributore», ribadisce Borghi. Come nasce, quindi, l’idea di un outlet pensato da Edilteco? «Premetto che abbiamo iniziato a predisporre il necessario per l’avvio del progetto a luglio 2012, anche se al momento è tutto fermo. L’idea dell’outlet, infatti, è nata per rispondere a un’esigenza specifica, ovvero la ricostruzione che ha interessato la nostra area, la provincia di Modena, a seguito dei danni subiti dal terremoto. Abbiamo

pensato di semplificare il più possibile l’accesso all’acquisto dei materiali agli utilizzatori finali, anche in modo da far rimanere queste risorse nel mercato che è stato danneggiato dal sisma». Il progetto prevede prezzi e servizi alle migliori condizioni possibili per aiutare il territorio nella ripresa economica e nella ricostruzione. «Abbiamo realizzato gli studi di collocazione fornendoci di tensostrutture, ci siamo organizzati per l’approccio fiscale della vendita al pubblico, abbiamo studiato il layout e ci siamo avvalsi del supporto anche di altri produttori che potessero coprire le aree di materiali da noi non presidiati (occupandoci principalmente di isolamento termico e acustico) ma la verità è che qui la ricostruzione non è mai iniziata». Insomma, tutto è pronto, e ci si augura di poter avviare il progetto nel 2014. «Se ci riusciremo, l’outlet si rivolgerà a chiunque: impresa, artigiano, azienda, privato. E i prezzi saranno quelli dei margini operativi necessari a Edilteco per sopravvivere, più i costi di gestione del punto vendita». Il progetto prevede un vasto assortimento merceologico e la possibilità di coprire più esigenze con un singolo prodotto. L’esposizione sarà funzionale allo scopo, quindi saranno esposti tutti i prodotti a catalogo con una logistica che sfrutta il ciclo produttivo. «Il cliente potrà venire con la lista della spesa, oppure potrà prendere spunto da ciò che sarà esposto. Offriremo assistenza per il carico della merce e un servizio a domicilio strutturato in modo da consegnare ciò che si acquista personalmente o ciò che si ordina telefonicamente», conclude Borghi. Gamma Isolcap


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Qui bisogna allargare l’orizzonte A settembre nuova scadenza per Horizon 2020. Lo conoscono in pochi, eppure il programma europeo per sviluppare l’Energy-Efficient Buildings, può essere vitale anche per le piccole e medie imprese

di Carlo Lorenzini

H

orizon 2020 (programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione) sta inziando a muovere concretamente i primi passi. Le prime call, infatti, sono ormai alla scadenza e i mesi di marzo e aprile 2014 vedono numerosi progetti avviarsi alla prima fase di raccolta di proposte e di valutazione. Il programma rappresenta la principale ossatura sulla quale l’Unione Europea ha costruito la fase di programmazione 2014-2020 e contiene al suo interno molte risorse per imprese e centri di ricerca, al fine di promuovere innovazione e sviluppo e rendere più competitiva l’Europa, i suoi prodotti e le sue tecnologie. Uno dei temi posti dall’agenda europea per il periodo di programmazione appena iniziato è una società più sostenibile, in particolare con azioni mirate a ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’impronta ecologica, con una società a basse emissioni di Co2. All’interno 48 - youtrade - marzo-aprile 2014

dei tanti settori tematici in cui è articolato Horizon 2020, una specifica linea di ricerca coinvolge l’efficienza energetica degli edifici. La prima call scadeva il 20 marzo, ma la seconda ha come scadenza il 12 settembre 2014 nell’ambito del programma EnergyEfficient Buildings, inserito all’interno dell’ambito di azione leadership industriale. Un aiuto alle Pmi Questo programma mira ad accelerare lo sviluppo delle tecnologie e delle innovazioni a sostegno delle imprese del futuro e ad aiutare le Pmi europee innovative a crescere per divenire imprese di importanza mondiale. Comprende sovvenzioni per le piccole e medie aziende e finanziamenti indiretti tramite la Banca Europea di Investimenti (Bei) e altri intermediari finanziari. Il primo invito ha visto coprire tematiche che

vanno dai materiali per l’involucro edilizio destinati principalmente alle nuove costruzioni agli involucri adattabili integrati per i progetti di ristrutturazione, dallo sviluppo di tecniche di auto-controllo, e metodologie di valutazione della qualità per processi di costruzioni efficienti, alla valorizzazione e supporto di progetti di partenariato pubblico privato nel settore dell’efficienza energetica degli edifici. La scadenza di settembre, invece, coinvolge quattro ambiti di ricerca: strumenti innovativi di progettazione nel campo delle ristrutturazioni, soluzioni integrate di conservazione dell’energia termica per le costruzioni, metodi per la qualificazione energetica degli edifici residenziali e nuovi strumenti e metodologie per ridurre il gap fra le prestazioni energetiche previste e quelle reali negli edifici e nelle costruzioni.


Obiettivo: l’eurosostenibilità Obiettivo di questo programma, e delle azioni specifiche, è lo sviluppo di soluzioni sostenibili per la riqualificazione degli edifici e dell’integrazione di tali soluzioni a livello di quartiere e di aree urbane, producendo nuovi strumenti, metodi costruttivi e soluzioni gestionali in grado di migliorare non solo l’ambiente, ma anche gli aspetti socio-economici e finanziari. In questo senso l’obiettivo di Bruxelles è indicare che gli edifici non devono essere considerati come elementi singoli, ma come componenti di un sistema globale dell’energia, con forti interazioni con i cambiamenti climatici, a scala globale, e con la qualità della vita dei cittadini, a scala locale. La sfida è arrivare a costruire un sistema nel quale la conoscenza e l’innovazione siano elementi fondanti di un nuovo modo di costruire e di intervenire sugli edifici, assicurando prestazioni

reali in linea con quelle previste sulla carta, e soprattutto spingendo sull’adozione di soluzioni multisettoriali e multidisciplinari, in particolare nel campo della riqualificazione urbana. La Ue, con Horizon 2020, punta molto all’integrazione tra prodotti, processi e sistemi, sia in senso orizzontale (integrazione di settore) che verticale (integrazione di filiera). Per il settore delle costruzioni è una sfida cruciale, in particolare a livello nazionale, perché dopo cinque anni di crisi ininterrotta, le possibilità di ripresa del mercato sono ancorate solo allo sviluppo di politiche e di soluzioni per la riqualificazione urbana e l’efficientamento energetico degli edifici, siano essi residenziali o non residenziali. In questo senso un elemento molto interessante potrebbe essere quello di operare in contesti difficili, come quelli degli edifici condominiali, laddove le tipologie di intervento, associate alle condizioni

di frammentazione della proprietà, necessitano di strumenti innovativi anche dal punto di vista della gestione del processo di riqualificazione. Il miglioramento energetico all’interno di questi programmi europei, peraltro, è visto come un’occasione per costruire non solo una gestione più efficiente dell’energia, ma anche per definire modelli più efficaci nella qualità dell’aria, nell’isolamento acustico, nel comfort in senso lato, senza fermarsi ai limiti imposti dalle normative, ma spingendo alla vera efficienza, quella che garantisce anche la possibilità di rientri economico-finanziari delle operazioni di ristrutturazione. Perché efficienza energetica significa non solo minori consumi e minori emissioni, ma anche un vero e proprio risparmio economico per i cittadini. Un tema quanto mai rilevante nell’attuale scenario di incertezza e debolezza dell’economia. marzo-aprile 2014 - youtrade - 49


Wienerberger Italia

Con noi il cappotto si indossa in fretta Puntare sulla qualità anche per i laterizi che sostengono un involucro isolante. È la sfida (vinta) dal gruppo austriaco, che con Porotherm Bio Plan Etics garantisce un sensibile miglioramento delle prestazioni per edifici in classe A

di Veronica Monaco

«A

bbiamo fatto di una mancanza la nostra forza». Così racconta la nuova avventura di Wienerberger Italia la vicepresidente e direttore commerciale e marketing, Gülnaz Atila. Nato da poco in casa della multinazionale austriaca del laterizio, Porotherm Bio Plan Etics è il blocco rettificato sviluppato per essere applicato in tutti i progetti in cui è previsto un isolamento termico a cappotto. «Finora c’è stata una grande

Il ciclo produttivo

Gülnaz Atila

Porotherm BIO PLAN ETICS

attenzione riservata all’involucro dal punto di vista energetico, mentre la qualità del prodotto su cui si posava l’isolamento era sottovalutata», spiega Atila. «Wienerberger ha colmato il gap, offrendo una soluzione specifica per questo tipo di applicazione. Per noi è un approccio completamente nuovo e ci aspettiamo un ritorno importante dal mercato, perché si tratta di una fascia fino a questo momento trascurata». Rispetto all’impiego di soluzioni tradizionali, il nuovo sistema in laterizio Porotherm Bio Plan Etics garantisce un Blocco rettificato a setti sottili

50 - youtrade - marzo-aprile 2014


Il grande Nord si è concentrato

Lavorare in Italia non è semplice. Non solo per la crisi del settore edile, ma anche per gli impicci burocratici e l’assetto spesso critico della distribuzione. Quali sono le differenze con i Paesi del Nord, come Austria e Germania, per esempio? «La principale sta soprattutto nel fatto che in Germania la crisi si è svolta più di dieci anni fa», commenta Gülnaz Atila. «Il risultato è una concentrazione di rivendite dei gruppi più importanti e una forte spinta all’innovazione di prodotto. Oggi non esiste nessun produttore di blocchi in laterizio tedesco che non abbia nella sua offerta anche i blocchi rettificati. Un’evoluzione che sta accadendo anche in Italia, ma molto lentamente». Altro ostacolo nel nostro Paese, spiega la manager a YouTrade, è l’alto costo dell’energia, fattore determinante e che incide fortemente sui costi aziendali e i margini. La sede di Wienerberger Italia

Progetto Porta Nuova a Milano: le Ville Urbane

miglioramento delle prestazioni e risultati certificati per edifici in classe A. «Frutto di una ricerca tutta italiana, questo prodotto è la nostra risposta al mercato dell’edilizia, il cui futuro sviluppo passerà necessariamente da prodotti e processi più efficienti», commenta la vicepresidente di Wienerberger Italia. «Negli ultimi anni il settore dei laterizi si è fortemente innovato. Pensiamo, per esempio, ai blocchi a setti sottili e a quelli rettificati. Tuttavia, il mercato è ancora in forte contrazione. Per questo è necessario inserirsi nell’alveo delle nuove normative, che richiedono soluzioni sempre più efficienti, sicure, e di qualità elevata. Si costruisce meno, ma meglio. Questa è la strada che vogliamo intraprendere». Dal tetto alle fondamenta Con un’offerta commerciale a 360 gradi, Wienerberger rappresenta

nZEB in laterizio rettificato portante

Posa dei blocchi rettificati

marzo-aprile 2014 - youtrade - 51


La sede di Wienerberger Italia

Impianto di produzione

un colosso nel settore dei laterizi, con una gamma di soluzioni che comprendono elementi per murature, tetti, faccia vista. Ma non solo. In seguito all’acquisizione completa di Pipelife nel 2012, la multinazionale è diventata uno dei maggiori produttori europei di tubazioni in plastica e ceramica. «Questa crisi rende davvero necessario smarcarsi dall’idea di un sistema produttivo basato sul singolo prodotto», continua la manager. «Il mercato si sta evolvendo, lasciando più spazio a offerte commerciali costruite intorno a sistemi di prodotto e a un servizio clienti più efficiente. Il 52 - youtrade - marzo-aprile 2014

rivenditore ha bisogno di avere al suo fianco un partner serio e di fiducia». Per rispondere a questa esigenza, Wienerberger ha imposto procedure severe per migliorare il proprio servizio. «All’inizio avevamo paura di perdere qualche cliente, ma alla fine abbiamo capito che era la strada giusta da sviluppare e ora raccogliamo i frutti guadagnati nel tempo», prosegue Atila. In Italia Wienerberger è presente con quattro stabilimenti a Mordano (Bologna), Villabruna di Feltre (Belluno), Gattinara (Vercelli) e Terni, che impiegano oltre 200 dipendenti. «Essere i leader del mercato significa avere obiettivi sempre molto alti dal punto di vista della qualità dei prodotti e della soddisfazione dei clienti, a cui vogliamo rispondere in maniera sempre efficiente e puntuale», precisa Atila. Fondata nel 1819 a Vienna, Wienerberger è un’azienda storica del settore edilizio, divenuta il principale produttore di laterizi nel mondo, possiede al momento 214 stabilimenti in 30 Paesi, soprattutto europei. Il segreto? Portante, rettificato e a incastro

Porotherm Bio Plan Etics è la nuova soluzione Wienerberger studiata appositamente per la posa del sistema a cappotto. Un laterizio portante rettificato a incastro, caratterizzato da un’elevata planarità della faccia rivolta verso il pannello isolante. Questo consente una maggiore rapidità di montaggio, riducendo il rischio di errori dovuti all’irregolarità del supporto ed evitando interventi correttivi del sottofondo. Sul lato esterno, inoltre, il blocco presenta una foratura più fitta che favorisce l’applicazione dei tasselli per il fissaggio del cappotto. La parte che resta all’interno dell’edificio presenta invece fori più larghi, per facilitare la realizzazione delle tracce per gli impianti. La parte centrale, infine, è dotata di cavità più grandi, che agevolano la presa, garantendone una maggiore maneggevolezza. Prodotto con impasti di argille naturali, Porotherm Bio Plan Etics è un prodotto naturale, che concorre a ottenere certificazioni Leed per edifici eco-compatibili, isolati ed energeticamente efficienti.


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Come darsi il giusto tono Falsodautore

Con la zebra o la pietra si cambia il salottO Decor

A Brignano (Bergamo) sorprese a pelo d’acqua Roma

A Piazza di Spagna tradizione in bianco

COLORE

La grande bellezza della luce


Decorativi C’era una volta il bianco Una volta dominava il bianco. Oggi lo spettro cromatico entra nelle case (ma anche negli uffici) e ridisegna gli spazi. Oltre all’umore di chi ci vive. Per questo bisogna scegliere bene materiali e tonalità. Piccola guida per non sbagliare. Quasi impensabile fino a poco tempo fa, da qualche anno il colore è entrato nelle case. In punta di piedi, con tonalità soft giocate sui crema, avorio, guscio d’uovo, oggi impera sui muri con tonalità accese che creano stati d’animo o rispecchiano sensazioni del momento. Dal bianco assoluto di qualche anno fa si è passato a una sua evoluzione che ha portato a tinte tortora, corda, fango, molto amate dai sostenitori del minimal e in gran voga

architetto libero

professionista, milanese di nascita e per vocazione, esperta di ristrutturazioni e finiture d’interni.

n. 03 56 - youtradecasa - marzo-aprile 2014

laura verdi da un paio d’anni. Di tendenza anche le pareti a strisce, sia in verticale che in orizzontale, giocate tono su tono o in netto contrasto con l’interposizione del bianco, per esaltare un’altezza o per ridurla. Grande boom dei decorativi flat, con tinte madreperlate, metalliche o a effetto luminoso con l’aggiunta dei glitter, che creano pareti con toni mossi, mai uguali a se stesse, ma in continuo mutamento secondo l’ora del giorno. È ora il momento dei materici, pitture applicate in spessore, che simulano

effetti della natura o animalier. A ognuno il suo, quindi, con il solo limite della fantasia. Ma attenzione alla scelta, che va individuata con cognizione di causa, facendosi seguire da un esperto. Perché il colore non è solo una questione di estetica, ma genera reazioni, crea volumi e architetture e come tale va progettato.


l’esperto

La sfumatura è meglio sceglierlA prima Monica Doniselli, architetto e color designer, è certa: bisogna dosare bene la tinteggiatura. E in campo pubblico ci sono leggi che devono essere rispettate. Per esempio, non dipingete di verde uno studio dentistico

«U

n ambiente monocromatico porta a una mancanza di stimoli», sostiene Monica Doniselli, architetto e color designer. «Ma anche un ambiente troppo colorato crea situazioni iperstimolanti, non sempre desiderate». Il colore crea sensazione, genera emozioni: per questo bisogna dosarlo e applicarlo non in maniera casuale, ma come un elemento intrinseco dell’architettura. «Non un’aggiunta, che arriva in seguito, ma come parte integrante del progetto di architettura», aggiunge la professionista. Se per le applicazioni nel privato la scelta delle tonalità è molto legata al gusto personale di chi ci abita, ci sono regole ben precise da seguire nel campo del pubblico, della sanità e degli uffici. Per esempio, nel settore ospedaliero è importante scegliere colori a pavimento, che non creino disorientamento, soprattutto agli ipovedenti. Una regola da seguire è utilizzare toni che abbiano un rapporto di tre a uno rispetto alle pareti: se si sceglie un tono azzurro a parete, il pavimento deve essere tre toni più scuri per meglio segnare il percorso. I soffitti devono essere di colore chiaro. «Spesso nelle sale odontoiatriche le pareti sono colorate di verde, ma è un errore, perché è una colorazione che porta all’introspezione e quindi a meditare su se stessi». In una sala odontoiatrica non distoglierebbe dalla sensazione di disagio fisico che si può provare. È opportuno, invece, utilizzare colorazioni sull’azzurro, colore che lascia fluire il pensiero all’esterno. L’arancio è legato alla comunicazione, il

Le regole da seguire • Utilizzare colori caldi per creare la sensazione di accorciare gli ambienti. Per esempio, tinteggiare di arancio una parete finale di un corridoio troppo lungo per farlo risultare più corto. • Per ampliare gli spazi utilizzare colori freddi. Per esempio, per allungare un corridoio. giallo alla gioia e alla luminosità, il rosso dà energia, il lilla stimola la meditazione. Più i colori sono saturi e si avvicinano ai primari, più hanno un effetto energetico. Il monocolore si tende a non utilizzarlo più proprio perché è privo di accento e non trasmette il messaggio. «L’effetto materico, una trama, un motivo a rilievo, muovono la tinta piatta e la rendono più incisiva», continua Doniselli. Anche il bianco ha un suo significato, duplice. Può essere una «non scelta», un’attesa, quando non si sa che colore utilizzare, oppure un’intuizione consapevole che fa risaltare gli oggetti che si accostano, gli arredi, una seduta particolare.

• Per riproporzionare degli ambienti troppo alti, tinteggiare il soffitto con tonalità scure. • Per far sembrare un locale più alto, tinteggiare di chiaro il soffitto e le pareti di colore più scuro. • Perché il colore possa essere percepito in tutta la sua potenzialità, tinteggiare solo una parete della stanza, per creare una profondità, per creare movimento. Tinteggiare tutta la stanza dello stesso colore fa perdere d’efficacia l’intervento.

Il green fa bene se rimane senza Voc Sembra una moda, ma in realtà non lo è per molte persone che soffrono di forti allergie e devono fare i conti con l’ambiente nel quale vivono. Per questo motivo sono sempre di più le richieste di prodotti naturali e senza emissione di Voc (Volatile Organic Compounds, composti organici volatili). Le richieste non provengono tanto dall’architetto sostenitore delle costruzioni bio, ma dall’utente finale, che poi nella casa ci andrà ad abitare e che conosce i problemi ai quali potrebbe andare incontro utilizzando prodotti a lui dannosi. Per questo, sono sempre di più le aziende produttrici che orientano la propria ricerca e sviluppo sul fronte del naturale e Voc zero, come Paulin, Fassa Bortolo o Mapei con linee specifiche. La normativa Deco Paint viene in aiuto: pone limiti di ammissibilità di Voc nei prodotti vernicianti. Nel campo dei naturali, sono particolarmente apprezzate le pitture a base di grassello di calce, prodotto storico in edilizia, che proviene dall’idrossido di calcio e che, con l’aggiunta di pigmenti naturali, crea pitture colorate a basso spessore molto belle sia alla vista che al tatto. Secondo come vengono applicate, possono avere un effetto lucido tipo stucco o molto più materico, grezzo, compatibilmente con il contesto in cui sono inserite. Gli effetti non sono mai a tinta piatta, ma velati e marezzati.

marzo-aprile 2014 - youtradecasa - 57


tendenze

Arriva Falsodautore, brand che propone decorativi materici, capaci di riprodurre superfici sorprendenti: coccodrillo, pietra e il bianco e nero della zebra. Ma per utilizzarle è necessario…

F

alsodautore, il nuovo brand creato da Antony Color, presentato alla Fiera del Colore di Piacenza, riassume le tendenze del momento in fatto di decorativi. «Abbiamo preso spunto da quello che al momento fa tendenza, per proporlo a prezzi competitivi», racconta Paolo Manzoni, direttore vendite dell’azienda. Decorativi materici, cioè applicati a spessore, riproducono effetti svariati che vanno dal simil pietra al coccodrillo, dorato, argentato, del colore a scelta, a uno speciale rivettato che riproduce lastre metalliche fissate al muro. Sono create magie di luce con finiture metalliche additivate con inerti sabbiosi che mutano colore secondo la luce riflessa: è la linea Desert, sempre di Antony Color. Decorativo lisci particolarmente apprezzati sono il madreperlato, applicato monomano, che regala riflessi luminosi agli ambienti e l’effetto micaceo di una particolare pitture, anche questa liscia, additivata con glitter oro o argento. Come ti applico il cocco Effetto coccodrillo • Applicazione sulla parete di un fondo quarzato, perché ha bisogno di un aggrappo ruvido. • Stesura dello stancil in Pvc, che simula l’effetto coccodrillo. La proporzione più comoda è 1 a 1 per metro quadro. Si annega la maschera in Pvc in un materico dello spessore di un millimetro. • Con il prodotto ancora fresco si toglie lo stancil. • Dopo circa 12 ore, ad asciugatura avvenuta, si carteggiano con carta vetrata fine le eventuali imperfezioni. • Come ultima mano si applica un decorativo del colore e della finitura a piacere. 58 - youtradecasa - marzo-aprile 2014

Mettete un animale in salotto


Effetto zebrato • Applicazione sulla parete di un fondo acrilico aggrappante. • Stesura monomano di un decorativo madreperlato, liscio, argento. • Applicazione sul muro della maschera con nastro carta. • Stesura talossata di marmorino di colore nero. Effetto pietra • Applicazione sulla parete di un fondo quarzato. • Applicazione a taloscia di un decorativo materico di colore bianco, con un’incidenza di 2 kg di prodotto a metro quadro, per uno spessore di 2/3 millimetri. • Con il materiale ancora fresco, tamponare la superficie con strumento apposito per creare le venature della pietra. • Lisciare la superficie con spatola di acciaio. • Dopo circa 12 ore, ad asciugatura avvenuta, applicare un decorativo madreperlato del colore a piacere. A lastre metalliche • Applicazione sulla parete di un fondo quarzato. • Applicazione a taloscia di un decorativo materico di colore bianco, con un’incidenza di 2 kg di prodotto a metro quadro, per uno spessore di 2/3 millimetri. • Con taloscia d’acciaio, incidere il prodotto fresco per ricreare il profilo delle lastre metalliche. • A prodotto ancora fresco, applicare sugli angoli le finte borchie.

La trama nascosta della temperatura Sembra fantascienza, ma non lo è. Esistono particolari vernici termocromiche che, raggiunta la temperatura predeterminata, diventano trasparenti, rivelando il materiale sottostante, che può essere verniciato con colori diversi oppure ospitare un disegno o altro. Si possono creare combinazioni di termocromiche, applicando su layer sovrapposti vernici con viraggi a temperature diverse. La temperatura di viraggio può essere raggiunta naturalmente (differenza giorno/notte) o forzatamente. La vernice è in grado di tollerare circa 3mila cicli di viraggio Ci sono anche le fotocromiche. Caratteristica di questi rivestimenti è ancora il viraggio cromatico. In questo caso, la vernice da una base bianca, assume varie colorazioni, anche molto brillanti, con l’esposizione ai raggi Uv del sole. All’oscuramento, corrisponde il ritorno alla colorazione iniziale. Per rendere possibile i viraggi cromatici, sono modificati i pigmenti in modo da renderli reagenti e anche in grado di degradarsi. Elementi scatenanti possono essere i raggi Uv e la temperatura. E per sfruttare l’aromaterapia in casa, in ufficio o in centri dedicati ci sono le vernici profumate. Disponibili in oltre 200 fragranze, hanno la particolare caratteristica di emettere la profumazione per periodi prolungati di tempo, fino anche a due anni. Sono atossiche e utilizzabili in qualunque ambiente. costi Una vernice termocromica costa circa 180 euro a kg, una fotocromica 210 euro. Più economica la vernice profumata, a 60 euro a kg. www.milai.it

• Ad asciugatura avvenuta, applicare un decorativo a finitura metallica. Ma quanto si spende? Un decorativo in opera costa, a secondo del tipo di applicazione, dai 20 ai 55 euro. La mano d’opera incide molto: i passaggi sono diversi e devono essere ripetuti. marzo-aprile 2014 - youtradecasa - 59


recupero A Brignano (Bergamo)

DECOR sull’acqua 3

Glitter per i muri. Tonalità prugna e camouflage per le stanze dei ragazzi. Sfumature dorate in bagno: ecco gli effetti di luce e colore in un appartamento nascosto, intorno a una piscina, al primo piano di un capannone industriale

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Gl i interni dell’abitazione. Progetto di Valeria Ardigò, titolare Antony Color

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1.

Una vasca antica rivestita d’oro riprende le sfumature della parete tinteggiata a strisce orizzontali

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Animalier effetto zebrato, rapisce l’occhio sulla parete di fondo della camera da letto padronale. È realizzato con Istinto e Cera di Spatola Stucchi. Le poltrone sono un vintage anni Settanta.

3.

Il grande bacone nella zona cucina è rivestito in resina, di Atria, con effetto materico e finitura vellutata. Intorno alla piscina, sullo sfondo, ruotano tutte le stanze dell’appartamento.

4.

Un incastro di volumi è il soffitto della zona living, con parti ribassate tinteggiate metallico scuro e parti in cemento gettato a vista realizzato con Marmorino di Paulin

60 - youtradecasa - marzo-aprile 2014

«D

a tutta la casa posso vedere l’acqua», racconta Valeria, titolare insieme al marito di Antony Color, rivendita specializzata nelle pitture in provincia di Bergamo. Un appartamento luminosissimo che si apre sulle campagne, al primo piano di un capannone nella zona industriale di Brignano, anticipato in esterno da una vela rosso fuoco in Alucobond. Si sviluppa intorno a una piscina nel grande patio centrale rivestito in pietra Cardoso e schermato da quattro lati completamente finestrati, che creano una continuità visiva con gli interni. All’abitazione si accede tramite un ascensore vetrato che sbarca

La scheda Marmi: Antonini Pitture: Paulin, Spatola Stucchi, Atria Resine: Atria

«Con i decorativi ho creato l’architettura»

direttamente nel grande salone-cucinasala da pranzo. Un’accoglienza maestosa, caratterizzata da un grande bancone rivestito in resina scura, con un effetto materico a rilievo e finitura vellutata. La zona operativa è in acciaio hi-tech, di forte contrasto, a segnare con il materiale la funzionalità dell’ambiente. A pavimento, in tutto l’appartamento, è stato posato a macchia aperta il marmo indiano Green Forrest, tagliato in grandi lastroni su misura e spazzolato, dalle sfumature striate dal verde all’arancio, al viola. E poi, il colore. «Ho voluto ricreare tutti gli effetti possibili, riassumendo le potenzialità espressive dei decorativi», spiega Valeria, mentre enfatizza le scelte progettuali che l’hanno portata a selezionare una finitura o mantenere a nudo una parte in cemento gettato faccia a vista, sottolineando l’origine industriale della location, come tutto il vano ascensore e il soffitto della zona living. Da


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anni nel settore delle pitture, consigliando al cliente, privato o architetto, le soluzioni migliori per esaltare un angolo, una prospettiva, il punto di vista, in casa sua ha creato un’architettura fatta di colori e volumi: colore come arredo, colore come strumento progettuale. I ribassamenti dei controsoffitti, utilizzati per inserire l’illuminazione o canali di aerazione, sono stati ulteriormente evidenziati con tonalità metalliche scure che creano volumi virtuali. Non solo metallico, ma anche effetto glitter per muri e ribassamenti, come nella camera della figlia, che ha scelto tonalità prugna che si accendono alla luce del sole. Per le cabine armadio sono state utilizzate le tonalità del verde, ripreso poi nella camera dei due maschi con un sorprendente effetto mimetico militare. «Un minuzioso lavoro dell’applicatore, che ha lavorato a più riprese con dime sul muro», precisa. E con più passaggi è stata realizzata anche la parete animalier nella camera padronale: uno zebrato che si combina con le poltrone anni Settanta. Seguendo una passione del momento («Mi piace vestirmi color oro»), nasce uno dei bagni della casa, con una vecchia vasca in ghisa, con piedini, ritinteggiata: dorata

5.

Particolare del bagno padronale, con sanitari sospesi, caloriferi di arredamento e doppi lavabi posati su un mobile in legno. A pavimento, in tutto l’appartamento, sono posate lastre in marmo Green Forrest tagliate su misura

6.

Vista sulla cucina e sull’ingresso, con la porta laccata rossa e lo sbarco dell’ascensore. In primo piano, particolare del tavolo in vetro, realizzato da Omar Scotti, montato su un basamento in tondi di metallo dorato

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Colori militari per la camera dei figli: un minuzioso lavoro dell’applicatore

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Una quinta metallica, effetto oro colato, di Atria, si accende di luce con le applique a parete. Il ribassamento è ulteriormente evidenziato da una tinta prugna glitterata.

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Particolare del bagno padronale, con controsoffitto segnato da colorazioni più scure. In primo piano, il volume curvo tinteggiato d’oro che contiene la doccia

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come le sfumature della parete a strisce orizzontali. Anche gli altri due bagni sono decorati con effetti perlescenti tono su tono, con un volume doccia curvo, nel bagno padronale, evidenziato da tinte metalliche. marzo-aprile 2014 - youtradecasa - 61


recupero In piazza di Spagna

ROMA VA IN BIANCO con vista da capogiro Minimal e tradizione. Marmorino a effetto materico alle pareti, ma anche applicato sugli arredi. L’architettura dell’appartamento di rappresentanza crea un effetto sorprendente. Grazie al colore e a uno scambio di volumi

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Silvia Andreussi, Romina Fava, Maurizio Pappalardo

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Vista sulla piazza

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Pareti che diventano arredi, arredi che diventano pareti nell’ingresso separato dal living da una armadiatura trattata a marmorino grezzo che si uniforma con i muri.

La scheda Location: Roma Anno di realizzazione: 2012 Progettazione: mp2a maurizio pappalardo architetti associati – Maurizio Pappalardo, Romina Fava, Silvia Andreussi  www.mp2a.it Direzione Lavori: Arch. Romina Fava Sedute: www.poltronafraugroup.com Rubinetteria: www.fantini.it Mosaici: www.bisazza.com Sanitari: www.nic-srl.it Pavimenti in legno: www.tavar.it Resine: www.cementodiluna.com Marmorino: www.oikos.it 62 - youtradecasa - marzo-aprile 2014

ianco per fare risaltare i volumi. Una scelta in fase progettuale». È la filosofia di mp2a, studio di architettura che ha curato il progetto di ristrutturazione dell’appartamento romano di 220 metri quadri affacciato su Piazza di Spagna, una delle più spettacolari nel mondo: utilizzare colori chiari per enfatizzare i volumi. Quindi non il bianco come non scelta, ma come preciso tema progettuale. «Lavoriamo molto sull’architettura degli interni più che sugli arredi che volutamente mimetizziamo nei volumi architettonici», argomenta l’architetto Maurizio Pappalardo, socio fondatore dello studio, insieme all’architetto Romina Fava e all’ingegnere Silvia Andreussi. E così è stato sviluppato il progetto in cui le pareti diventano armadi e gli armadi diventano pareti, come all’ingresso, nel quale è stato realizzato un guardaroba che divide e introduce nell’ambiente successivo, trattato superficialmente come i muri in marmorino grezzo di colore avorio o come nella camera da letto principale, dove una quinta in legno colore tabacco, sempre rifinita a marmorino, cela una piccola Spa e una cabina armadio. La richiesta della committenza è stata di trasformare l’appartamento in uno spazio di rappresentanza, con suite annessa per

uso personale. Lo stato di fatto presentava una tipologia disarmonica costituita da molti ambienti, di superficie ridotta, e molti locali di servizio. La scelta progettuale ha portato alla completa demolizione dei divisori, mantenendo le parti strutturali, in accordo con la Sovrintendenza, in modo da ottenere due grandi ambienti rappresentativi affacciati uno su Piazza di Spagna e l’altro su un terrazzo verso il giardino interno con vista sulla cupola di San Carlo al Corso. Nel corso dei lavori, eliminando la controsoffittatura esistente, è

«Bianco per fare risaltare i volumi. Una scelta in fase progettuale»


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8 stato scoperto un soffitto a voltini e travi in ferro che si è deciso, in parte, di lasciare a vista nella zona giorno dell’appartamento. A pavimento è stato posato un parquet di frassino scuro termotrattato, nei bagni e nella cucina di servizio, invece, resine sulle tonalità dei grigi chiari. Un gioco di volumi anche la controsoffittatura sopra la sala da pranzo, nella quale è condensata l’impiantistica. Per alleggerire l’impatto, il controsoffitto è stato realizzato staccato dal muro con degli scuretti perimetrali nei quali è posizionata una strip a Led Rgb. Due i bagni della casa, uno di servizio con lavabo a libera installazione e uno nella suite con lavandini in appoggio su un top in legno. A parete un mosaico vetroso dalle sfumature salvia armonizza con la pavimentazione in resina.

4.

Scorcio della sala da pranzo verso il terrazzo che affaccia sul giardino interno

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Il bagno principale con i lavandini appoggiati su un top in legno. Alle pareti mosaico vetroso sulle tonalità salvia e a terra resina dalle sfumature grigio perla

6. 7.

Macchie di colore delle sedute importanti, di Gruppo Poltrona Frau, spiccano sugli sfondi volutamente neutri. Un gioco di volumi il controsoffitto sopra il tavolo da pranzo, alleggerito da scuretti perimetrali che lo distanziano dai muri. Incassata negli scuretti una strip a Led crea giochi di luce Rgb

8.

Particolare della zona living con il grande divano bianco

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Prodotti

A caccia di novitĂ tra i maestri del colore

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Tinte resistenti all’umidità, capaci di adattarsi a materiali diversi e a condizioni climatiche differenti. Materiali innovativi. E attrezzature che aiutano i professionisti a lavorare. Ecco sei risposte

di Veronica Monaco

N

uove linee versatili, all’insegna di decorazioni a effetto e colori quasi infiniti, spesso ispirati alla natura. La ricerca della massima personalizzazione è l’anima che muove il settore del colore, che negli ultimi anni sta sviluppando prodotti sempre più innovativi e performanti: pitture protettive, vernici con maggiore resistenza ai lavaggi e tempi di essiccazione ridotti, con un occhio all’ambiente e alla salute degli inquilini, grazie all’impiego di materiale naturali e un’attenzione

alle emissioni dannose come i Voc, al fine di garantire maggior comfort e benessere anche all’interno delle mura domestiche. Una confortevolezza che si misura anche in cantiere, con attrezzature studiate ad hoc per i professionisti, capaci di rendere l’applicazione dei prodotti decorativi sempre più semplice e sicura. YouTrade ha chiesto ad alcune aziende rappresentative del settore di indicarci novità e tendenze dei decorativi e delle attrezzature per la loro applicazione. Ecco cosa hanno raccontato.

Ciao Europa, i decorativi sfuggono alle maglie del nuovo regolamento Ue

I prodotti decorativi per l’edilizia non sono materiali per l’edilizia e come tali non devono rispondere del Nuovo regolamento dei prodotti da costruzione (Cps) del Parlamento europeo, entrato in vigore nell’estate 2013. Questo è quanto è stato deciso a febbraio, in occasione della riunione del Comitato permanente per la costruzione, quando il Cepe (l’associazione europea dei produttori di vernici che rappresenta circa l’85% delle aziende del settore, per un valore di fatturato di circa 17 miliardi di euro) ha ottenuto l’esclusione dei decorativi dalla categoria prodotti da costruzione. In Italia la questione era stata presa a cuore da Assovernici, che si era opposta all’ipotesi di accorpamento nel Cpr, in quanto «i prodotti decorativi (…) non conferiscono caratteristiche che influiscano sulle prestazioni della struttura edilizia. Gli strati di applicazione sono molto più sottili di quelli dei supporti che coprono e le modifiche a livello superficiale (in termini di colore e di consistenza materica) non modificano le prestazioni del supporto o dell’opera edile». Altro argomento speso da Assovernici per avvalorare la propria tesi, riguardava un aspetto di natura economica. «Il mercato europeo annovera migliaia di prodotti vernicianti decorativi per lo più prodotti da Pmi. Definire tali materiali come prodotti da costruzioni e istituire normative Ue armonizzate rappresenterebbe uno sforzo e un costo sproporzionato per i produttori e nessun valore aggiunto per i consumatori». I decorativi, già normati dal Regolamento Reach del 2006 per la gestione delle sostanze chimiche e dalla Direttiva prodotti del 2004 inerente le emissioni dei Voc, non sono così rientrati nel nuovo Cpr del 2011, facendo tirare un sospiro di sollievo alle aziende del settore.

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Abbiamo reso Creative anche i dogi Marco Canciani Responsabile marketing e vendite estero Ard-Fratelli Raccanello «Ard-Fratelli Raccanello ha lanciato da pochi mesi la nuova linea di decorativi Creative, che riprende il nome storico delle velature immesse sul mercato italiano dall’azienda negli anni Ottanta. Il nome della linea evoca anche la creatività con cui l’applicatore può arricchire di effetti personalizzati la proposta di base dell’azienda: prodotti combinati tra loro, che danno vita a infinite variabili, non riportabili nelle specifiche cartelle. Oltre alle nuove proposte Ard Sand, SetArd, Iron Ard, e Antique, la linea Creative ripropone anche alcuni cavalli di battaglia storici dell’azienda, come Ard Lime R, Ard IronArd di Ard Fratelli Raccanello

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Lime Rasato, e Velature, con nuove cartelle e imballi, ma con le stesse prestazioni di sempre. Il successo che sta accompagnando il rilancio dei decorativi ci sta spingendo a lavorare sempre più su nuovi prodotti da affiancare a quelli già proposti, tenendo conto delle attuali tendenze del mercato e di una maggiore facilità di applicazione. La nuova linea di decorativi Creative si compone di 15 articoli che permettono di realizzare 24 effetti, oltre alle infinite variazioni possibili grazie alle diverse combinazioni. La scelta accurata delle tinte tiene conto dell’effettivo campo di utilizzo e delle tendenze attuali che vertono sui colori che richiamano la natura e su tonalità forti, in modo da proporre un’offerta cromatica bilanciata e di gusto, che rende le cartelle colori di Ard di forte impatto e di facile applicazione. Realizzate con pastiglie di prodotto applicato in dimensioni di 4x6 cm o superiori (per esempio, quelle di IronArd sono da 5,5x8 centimetri), le cartelle colori garantiscono un’ottima percezione dell’effetto finale, e propongono diversi esempi di effetti tattili applicati e la raffigurazione degli attrezzi utilizzati e della sequenza della posa in opera. La caratteristica distintiva dell’offerta rimane comunque la riproducibilità completa delle collezioni a tintometro con il sistema Wizard. I prodotti sono

confezionati in latte rosso rubino, in coordinato con le nuove cartelle colori, con testi in oro e argento e tradotti in sei lingue, in linea con il progetto d’internazionalizzazione del marchio. L’immagine dominante nel packaging richiama il Palazzo Ducale di Venezia, nel quale alcuni interventi di restauro sono stati realizzati proprio con alcuni prodotti Ard. Nelle rivendite, la nuova linea Creative è supportata da un espositore e dalle cartelle colori dei nuovi prodotti, inserite in ogni scatola contenente due confezioni da 2,5 litri o sei confezioni da 1 litro».

Prodotti sempre più performanti e di tendenza Rosanna Arreghini Responsabile marketing e relazioni esterne Cap Arreghini «Il laboratorio Cap Arreghini è impegnato nella ricerca di soluzioni che offrano vantaggi prestazionali sempre più alti, come l’alta copertura o l’eccellente resa. Questo per assicurare una maggiore soddisfazione dell’utente, a parità d’investimento. Inoltre, abbiamo lavorato sulle modalità applicative, su effetti e finiture innovative per consentire all’utilizzatore di ottenere dei risultati personalizzati, facendolo sentire un designer del proprio spazio. I punti di forza a livello tecnologico dei prodotti Cap Arreghini riguardano il miglioramento di alcuni parametri, come una maggiore resistenza ai lavaggi, tempi di essiccazione ancora più ridotti, nonché emissioni di Voc, spesso inferiori ai limiti richiesti. Dal lato estetico, puntiamo a seguire le tendenze in termini cromatici, cercando quando possibile di anticiparle con nuovi colori e toni, e particolari abbinamenti e tecniche


lʼimpermeabilizzazione

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su misura  per la tua casa

CEMENGUAINA, leader tra i prodotti impermeabilizzanti è una guaina liquida bicomponente da miscelare al momento dellʼuso. Disponibile in diverse colorazioni è applicabile effettivamente a rullo, su superfice asciutta o umida. Opportunamente armata, permette di impermeabilizzare, con soli due millimetri di spessore, qualsiasi spazio di abitazioni ed immobili in genere. CEMENGUAINA può essere lasciata stabilmente “a vista” perché ad elevata pedonabilità e garantisce una totale resistenza allʼacqua e allʼaggressione dei raggi solari. Si applica con estrema semplicità, sia a basse temperature che nelle calde giornate estive, su qualsiasi supporto edile e su vecchi manti bituminosi evitando quindi onerosi smantellamenti e permettendo, se desiderato, di incollare direttamente una nuova pavimentazione, con enorme risparmio di tempo e di denaro, e tutela dellʼambiente. CEMENGUAINA è disponibile in: grigio scuro, grigio chiaro, verde e rosso ed in confezioni da 20, 10 e 5 chilogrammi.

Claudia Fiorentini fotografata da Martino Cusano ©

Maggiori info e scheda tecnica su www.naici.it o inquadrando il QR CODE sottostante


Linea Ecolora AbsoluteCap di Cap Arreghini

ricercato e d’impatto, di elevata resistenza meccanica. Decorcem Level rappresenta inoltre una barriera al vapore efficace contro l’umidità del supporto (è applicabile su supporti umidi fino al 6%), ed è completamente esente da solventi».

sempre più flessibili per permettere l’integrazione tra vecchio e nuovo».

resine pregiate e grazie alla presenza di microfibre, il sistema Decoresina offre un’ottima flessibilità, resistendo ai micromovimenti del supporto e offrendo una buona impermeabilità. Con i suoi bassissimi consumi (700 gr/mq), infine, questo sistema rappresenta un prodotto top di gamma, ma dai prezzi contenuti, pronto all’uso, semplice da applicare e con una resa estetica senza paragoni. Decorcem Level, invece, è un prodotto autolivellante cementizio, pertanto di semplice applicazione, ottimo per rivestire qualsiasi supporto di cemento, piastrellato o in resina, ottenendo un effetto materico monocromatico Decoresina di Naici

Arriva anche l’autolivellante Giovanni Spagnol Direttore commerciale Italia Naici «Quest’anno Naici ha puntato al completamento della Linea Decoresina e all’immissione sul mercato della versione autolivellante del suo cavallo di battaglia: Decorcem. La Linea Decoresina è la resina in pasta attualmente più performante del mercato e l’unico monocomponente disponibile sia per pareti che per pavimenti, con 69 colorazioni di base. Queste poi, miscelate tra loro, permetteranno agli applicatori di ottenere un range cromatico pressoché infinito e realizzare infiniti effetti per i rivestimenti decorativi di abitazioni, show room o negozi. Con una formulazione a base di 68 - youtrade - marzo-aprile 2014

Un amico per il calcestruzzo Alex Colmano Responsabile marketing Torggler Chimica «Antol CLS System Pittura è il prodotto prottettivo monocomponente di Torggler, a base di resine acriliche in dispersione acquosa. La sua formulazione conferisce alla pellicola essiccata un’elevata resistenza all’invecchiamento ed all’azione disgregante da parte di agenti chimici e biologici, prevenendo la formazione di muffe. Inoltre ha eccezionali caratteristiche anti CO2 ed è adatto negli interventi di ripristino del calcestruzzo armato, per ottenere un buon grado di finnitura e di protezione. Questo prodotto è presente

Antol CLS System Pittura di Torggler


sul mercato da più di cinque anni e sta riquotendo un ottimo successo tra gli applicatori finali.

o il punto più comodo. Totalmente in alluminio, Elevah è leggera e maneggevole, e ingombra meno di una scala. La gamma di scale automatiche si compone di nove modelli, adatti a soddisfare le diverse esigenze professionali. La nuovissima Elevah 40, un vero gioiello per compattezza, sicurezza e facilità di trasporto, arriva fino a 4 metri di altezza e permette di ridurre i tempi di cantiere del 50%: un risultato decisamente interessante che permette di ripagare in pochi mesi l’investimento sull’attrezzatura».

Siamo all’altezza della salute Piero Faraone Ad Ima-Faraone «Per l’applicazione del colore è importante anche operare in sicurezza. Le vecchie scale sono estremamente pericolose e scomode. In più, stare dalla mattina alla sera su un gradino è anche dannoso alla salute. Per ovviare a questo problema, Faraone propone Elevah, una serie di piccole piattaforme automatiche che permettono di lavorare alla giusta altezza in massima sicurezza. Questa soluzione permette all’operatore di lavorare all’interno di un cestello, con una protezione a 360 gradi. Basterà poi azionare un pulsante per raggiunge l’altezza desiderata Elevah 61 di Ima Faraone

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Colorite Performance di Mapei

I colori che emozionano Paolo Sala Product manager laboratorio finiture Mapei «Mapei punta su colori vivaci, e su una comunicazione legata all’emotività. Dursilite di Mapei

Recentemente abbiamo presentato la nuova cartella colori Interni d’Autore, che presenta circa 60 tinte molto accese e brillanti, perché come recita anche il nostro slogan i colori accendono di passione l’ambiente in cui vivi. Per quanto riguarda le pitture per interno, Mapei propone quattro prodotti differenti: Colorite Matt, Colorite Performance, Dursilite e Dursilite Matt. La prima è una pittura a elevata traspirazione, indicata per una prima imbiancatura o per rifinire soffitti, cantine e vani scala. Colorite Performance è superlavabile ad alta durabilità, dall’aspetto semilucido e molto liscio. Dursilite e Dursilite Matt sono idropitture murali lavabili a elevata copertura, che offrono una gamma di colori molto ampia. I punti di forza che accomunano queste quattro linee di prodotto sono l’ottimo potere coprente e l’elevata resistenza allo sporco e alla polvere. Sono inoltre di facile lavabilità: una volta essiccate, formano una pellicola estremamente compatta e resistente che permette di eliminare delle piccole macchie con un semplice colpo di spugna. E, infine, tutte le nostre pitture si caratterizzano per la bassissima emissione di solventi e di Voc».


Novacolor si allarga a Forlì Novacolor, azienda del Gruppo San Marco specializzata in finiture decorative per l’architettura, ha acquistato un nuovo stabilimento di circa 8.400 metri quadri nella zona industriale di Coriano, a Forlì. L’operazione dà il via a un piano d’investimenti, volto a sostenere il trend di crescita dell’azienda, che dal 2010 al 2013 ha registrato un aumento del fatturato pari al 65%. Il nuovo stabilimento sarà specializzato nella produzione di vernicianti a effetto decorativo di alto pregio e utilizzerà impianti moderni abbinati a tecniche artigianali tipiche del made in Italy. Il sistema logistico sarà in grado di gestire un elevato livello di customizzazione e una forte propensione all’esportazione, dato che l’azienda è presente nei cantieri di oltre 50 Paesi del mondo. «Una visione internazionale con un forte radicamento nel territorio di origine», commenta Federico Geremia, presidente di Colorificio San Marco, «rappresenta l’essenza della strategia di sviluppo intrapresa da decenni dal nostro gruppo. Negli anni abbiamo acquisito, in tutto il mondo, diverse aziende con un forte livello di specializzazione e sviluppato una cultura aziendale ispirata alla qualità del prodotto, con un modello organizzativo orizzontale improntato ai principi della condivisione e della collaborazione».

Armonie con In-living Interamente prodotto nello stabilimento di Spresiano (Treviso), il Sistema Colore Fassa Bortolo si suddivide in sei linee, che garantiscono traspirabilità, resa estetica, affidabilità, durata e protezione: Idrosiliconico, Acril-silossanico, Acrilico, ai Silicati, Decorcalce ed Elastomerico. Il sistema si arricchisce con la nuova Linea Green VOCation: due finiture senza solventi organici, plastificanti e donatori di formaldeide, a bassissimo contenuto di Voc. Per gli interni, Fassa Bortolo ha creato la linea in-living, che propone innumerevoli suggestioni e armonie cromatiche. La cartella presenta otto sezioni di colori, suddivise in Light, Sunny, Fragrance, Fresh, Land, Natural, Precious e Tech.

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Smalto verde, ma non solo verde Pensato per l’universo colorato dei bambini, Novalis di Oikos è versatile, ricco di tinte accese o sfumature delicate, facile da usare su pareti, mobili e oggetti. Novalis è uno ecosmalto acrilico a basso impatto ambientale, sia per interni che per esterni. Grazie alla sua speciale formulazione, non sgocciola e dà un’elevata copertura, è resistente agli agenti atmosferici e alla luce, ai lavaggi e alle abrasioni. Ideale per gli ambienti dedicati ai più piccoli, può essere utilizzato per colorare qualsiasi supporto.

Dal metallico al perlaceo Valpaint propone Meteore 8, un rivestimento materico per interno corposo e versatile, per realizzare effetti moderni e contemporanei, ricchi di sfumature metalliche e perlacee. Meteore 8 può essere lavato 15 giorni dopo la sua applicazione con acqua e comuni detergenti utilizzando una spugna morbida.

Leggere le sfumature Caparol Italia presenta I Colori Raccontano, guida d’ispirazione creativa di interior design, che descrive le nuance più significative che hanno segnato i vari decenni, dagli anni ‘50 ai trend più attuali. Una pubblicazione in grado di ispirare coloro che vogliono ridipingere le proprie pareti attraverso cinque entusiasmanti e caratteristiche collezioni colore e sei prodotti tra pitture Caparol ELF e smalti all’acqua. Decorativi Tassani, protagonisti di stile La nuova linea di decorativi Tassani è stata studiata analizzando le tendenze di mercato, con un particolare occhio di riguardo alla creatività personale che ogni individuo desidera esprimere nell’ambiente che lo circonda. La linea è composta da cinque prodotti e 86 nuances per referenza, tutte realizzabili con il sistema tintometrico LDC Tassani, e con un unico fondo di preparazione. I nuovi decorativi garantiscono un’eccellente copertura di tutte le tinte (una sola applicazione permette di ottenere l’effetto desiderato). Inoltre l’elevata traspirabilità permette l’utilizzo di tutti i prodotti e del fondo in ambienti ad alto rischio di umidità, come bagni, cucine e taverne. La linea comprende decorativi Jump (effetto metallico sabbiato), Swing (effetto metallico sabbiato fine), Folk (effetto metallico spatolato), Epic (effetto velatura silossanica, anche per esterni) e Funky (effetto sabbiato silossanico, anche per esterni). Completa la linea la pittura di fondo Decobase.


LARIUS

Il made in Italy che gira il mondo

Silvia Castagna

Produce ed esporta apparecchiature e sistemi avanzati di verniciatura, travaso ed estrusione ai massimi livelli di qualità. Il segreto? Ricerca, sviluppo e innovazione per offrire soluzioni che riducono costi operativi e tempo di esecuzione di BRUNELLA ORSINI

È

sempre ora di aggiornarsi. Ne è convinta Larius, azienda che dal 1969 progetta e produce in Italia apparecchiature e sistemi avanzati per verniciatura, travaso e estrusione, per rispondere alle esigenze degli operatori del settore industriale, edile e stradale. «Il risultato finale è dettato dalla scelta iniziale e in questo caso dall’apparecchiatura o dai sistemi che si andranno a utilizzare», spiega Silvia Castagna, responsabile marketing dell’azienda. «In Larius, infatti, definiamo i nostri prodotti soluzioni mirate, concepite per rispondere alle attese degli operatori: elevati livelli qualitativi, apparecchiature performanti con un ciclo di vita a lungo termine, in grado di ottimizzare

il tempo dell’operatore e consentirgli di risparmiare quantità di prodotto, eseguendo più lavoro in meno tempo grazie anche alla facilità di uso e manutenzione». Interamente made in Italy, i prodotti Larius sono esportati in tutto il mondo e comprendono piccole unità professionali di spruzzatura e sistemi avanzati per l’applicazione di vernici, smalti, rivestimenti utilizzati in grandi impianti industriali per la produzione in serie, che utilizzano vernici liquide o polveri. «I prodotti sono sia settoriali, perché mirati a uno specifico impiego come nel settore della tracciatura stradale orizzontale, che trasversali, come nell’edilizia, nelle soluzioni industriali e nelle applicazioni speciali, dove sono utilizzati in attività

PISTOLA STAR 3001. POTERE COPRENTE ANCHE CON LE GEOMETRIE PIù COMPLESSE

Progettata per garantire il massimo risultato in termini di resa, la nuova pistola elettrostatica Star 3001 è corredata di sonda per verificare la resistività della vernice. Ideale sia per prodotti all’acqua che al solvente. Per l’applicazione di vernici a base d’acqua, il sistema elettrostatico Star 3001 non richiede certificazione Atex e box isolanti per cambiare verniciatura dal solvente all’acqua, abbattendo i costi e riducendo l’ingombro dell’area di lavoro, oltre ad aumentare la sicurezza dell’operatore. Estremamente maneggevole ed ergonomica, Star 3001 utilizza guarnizioni interne con materiali di ultima generazione chimicamente inerti a solventi, oli e vernici. Dotata direttamente a bordo pistola di un display regolabile che permette di scegliere i parametri della tensione di lavoro, la nuova pistola Larius consente di registrare fino a tre diversi livelli di condizione di lavoro per la stessa tipologia di vernice. Grazie al corpo pistola composto da due sole unità e dal musetto maneggevole e rimovibile, il montaggio e lo smontaggio della pistola e la sua manutenzione risultano semplici e intuitivi.

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Pompa airless elettrica a pistone Thor. Garantisce un ventaglio di spruzzatura costante per rivestimenti in ambito residenziale e industriale Gamma Pistole STAR 3001 per verniciatura elettrostatica liquida all’acqua o al solvente, nelle versioni manuali e automatiche. Per verniciatura airles, mist-less, bassa pressione


Traccialinee airless per linee nitide e uniformi sin dalla prima passata, con brevi tempi di asciugatura. Garantisce visibilità e resistenza all’usura

diversificate tra loro». Nel settore dell’edilizia i sistemi Larius si impiegano per la verniciatura, l’isolamento termico e acustico, l’impermeabilizzazione e la coibentazione, l’iniezione di resine antinfiltrazioni e interventi di bonifica dell’amianto, coperture edili e rivestimenti. Vastissime le possibilità di impiego nel settore industriale e nelle applicazioni speciali, come l’automotive e il suo indotto o la verniciatura e la manutenzione per l’anticorrosione delle barche nei cantieri navali, ma anche nell’industria aereonautica e aereospaziale per la verniciatura di veivoli, piattaforme aeree e scale, di tutti i mezzi di trasporto e costruzioni meccaniche. Inoltre, possono essere impiegate per la verniciatura del ferro, dei serramenti e degli infissi in legno o metallo, per trattamenti superficiali dei metalli, verniciatura interna e esterna dei tubi e dei condotti forzati. «Chi decide di acquistare una nostra apparecchiatura o in un nostro sistema sa di investire in produttività e che il marchio Larius è sinonimo di qualità totale», dichiara Castagna. Larius, che distribuisce i propri prodotti attraverso una rete capillare di distributori in tutto il mondo, mette a disposizione un servizio di assistenza tecnica pre-vendita attraverso una consulenza professionale, e post-vendita con ricambi e accessori originali, prodotti all’interno del proprio stabilimento, e corsi di aggiornamento tecnico presso la propria sede di Calolziocorte (Lecco). «L’azienda ha una propensione naturale a innovarsi. I risultati ottenuti ci consentono di essere propositivi, nonostante la crisi economica. Larius guarda sempre avanti e sviluppa competitività, efficienza, qualità e tecnologia al servizio del cliente. Da questa logica nasce la nuova gamma di pistole Star 3001 per la verniciatura elettrostatica liquida, la nuova serie di Pistole Mistless L400, la nuova gamma di traccialinee airless a membrana e i sistemi da cantiere che grazie a materiali tecnologicamente avanzati resistono alle condizioni più estreme», conclude la manager.

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S

e il mercato edile è in difficoltà, ci sono settori che danno ancora qualche soddisfazione: crescono e investono in ricerca, con prodotti che offrono prestazioni sempre più evolute sia dal punto di vista tecnologico che da quello estetico. Come nel caso delle partizioni interne. «Nel descrivere l’andamento di questo mercato, però, occorre fare una prima forte distinzione tra la riqualifica e il nuovo», osserva Matteo Da Forno, marketing manager di Siniat. «Se da un lato, infatti, la ristrutturazione continua a essere il settore meno investito dalla crisi (seppure sempre in calo negli ultimi due anni), dall’altro la realizzazione di nuovi edifici conferma anche nell’ultimo anno Matteo Da Forno

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un calo percentuale a due cifre, con immediato impatto sulla realizzazione di nuove partizioni interne. Allo stesso tempo aumenta la richiesta di soluzioni che garantiscano un comfort elevato, assieme al rispetto per l’ambiente e al benessere degli inquilini». Secondo il manager, la necessità di assicurare un ritorno dell’investimento in tempi sempre più brevi, inoltre, si riflette sulla richiesta di tempi di realizzazione altrettanto brevi per le partizioni. «La risposta che i sistemi a secco possono fornire nel rispondere su entrambi i fronti, cioè prestazioni elevate e tempi di realizzazione ridotti, ha come conseguenza che sempre più progettisti e imprese scelgono di adottare questi

sistemi non solo per le partizioni interne, ma anche per gli elementi di tamponatura per i quali Siniat ha appositamente studiato il sistema AquaBoard», continua Da Forno. «La ricerca svolta nell’ultimo decennio in questo ambito, d’altronde, ha consentito lo sviluppo di sistemi sempre più avanzati, con prestazioni testate e certificate da organismi indipendenti: i produttori mettono a disposizione del progettista e dell’impresa soluzioni che siano certificate per l’isolamento acustico e termico, resistenza all’impatto, al fuoco, alla sospensione di carichi pesanti, in caso di sisma». Insomma, i sistemi a secco guadagnano terreno e si allargano a nuovi ambiti di applicazione.

Realizzazione di tramezzi distributivi in grado di garantire grandi prestazioni acustiche, di resistenza all’umidità e agli impatti utilizzando il sistema LaDura


Sistema Habito activ’air Gyproc Saint-Gobain Lisa Knappich

Roberto Nava

Viva le ristrutturazioni Tutti d’accordo, inoltre, sul fatto che la spinta maggiore per le partizioni interne sia data dalla ristrutturazione: «I nostri prodotti Ytong hanno una buona quota di mercato nel settore della ristrutturazione per effettivi vantaggi applicativi legati alla praticità e alla pulizia di posa, tanto da assimilarli molto ad una lavorazione a secco, e anche nel 2013 siamo riusciti ulteriormente ad incrementare la nostra quota di mercato in questo settore», conferma Lisa Knappich, responsabile marketing di Xella Italia. L’andamento del settore delle partizioni interne rispetto alla media del mercato è più stabile anche per Roberto Nava, direttore commerciale di Knauf Italia, secondo il quale «i sistemi a

secco stanno vivendo un momento di larga diffusione sul mercato italiano in termini di numeri di punti vendita che li rivendono e che li propongono». Ulteriori conferme arrivano dal marketing manager di Gyproc Saint-Gobain, Davide Kohen: «Sempre più in Italia ci si rende conto che non esiste solo il mattone. Si vedono sempre più capitolati che, se inizialmente prevedevano il classico laterizio, sono successivamente modificati inserendo soluzioni a secco. Inoltre, abbiamo notato alcuni fenomeni interessanti. Per esempio, in fase di prescrizione cresce l’interesse verso i tamponamenti esterni interamente a secco, come il nostro sistema Aquaroc in cemento alleggerito. È un fenomeno interessante e assolutamente nuovo per il nostro Paese».

Ytong muratura interna

Controparete interna W624 realizzata con Diamant-FPE di Knauf

Davide Kohen

Il trend? Non distinguere tra esterno e interno È proprio vero: la distanza tra soluzioni per esterni e interni si accorcia sempre più. Tanto che non esiste più la classica architettura per gli spazi che stanno dentro un edificio con i materiali tradizionali, che hanno, al contrario, una nuova flessibilità. «Ne è un esempio la nostra ricerca aziendale, che ha dato vita alla linea Vivo», spiega Davide Desiderio, image & communication manager di San Marco Terreal. «La

Davide Desiderio

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GypsoLignum Fassa Bortolo

Parete Vivo San Marco

linea può essere utilizzata sia per gli interni, che per gli esterni. Infatti, è costituita da mattoni in pasta molle con tecnologia produttiva a mano tradizionale, che però non presenta sabbia in superficie e il colore del mattone rimane, appunto, vivo. Non c’è pericolo di sporcare l’appartamento». In questo caso l’innovazione è scaturita dall’esigenza della clientela di volere il materiale a vista per gli interni. Ma i mattoni non avranno dimensioni troppo ingombranti per un’abitazione? «Assolutamente no, perché abbiamo aumentato le caratteristiche di resistenza meccanica e siamo riusciti a tagliare i mattoni a listelli sottili anche di 1 centimetro di spessore rendendo facile l’applicazione anche su parete già esistente, utilizzando normali colle», precisa il manager. È indubbio che le tendenze siano orientate verso soluzioni costruttive sempre più numerose per tipologia, che assicurino pulizia, velocità e alte prestazioni in termini di isolamento acustico e termico, «che sono le due

Marco De Pieri

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vere domande emergenti e attuali del mercato dell’edilizia», riprende Nava. «Le esigenze tecniche di questo tipo di applicazioni richiedono prodotti con prestazioni sempre più elevate per quanto riguarda l’antincendio, l’acustica e le tecnologie antisismiche», aggiunge Marco De Pieri di Fassa Bortolo. «Tanti produttori offrono isolamento ed efficienza energetica ma nessuno, oltre a noi, può assicurare anche la salubrità dell’aria», assicura Kohen, riferendosi in particolare al sistema Habito Activ’air proposto da Gyproc Saint-Gobain. «L’edilizia di oggi non può più prescindere dall’attenzione verso l’ambiente e il rispetto delle risorse naturali» chiosa Knappich. «Infatti, Xella utilizza da sempre materiali ecocompatibili e sostenibili». Siniat, da parte sua, promuove un utilizzo efficiente delle risorse durante il loro intero ciclo di vita attraverso azioni concrete: «Utilizziamo carta riciclata al 100%, il gesso naturale proviene da cave poco distanti dallo stabilimento produttivo. Inoltre, si sono ottimizzati i processi per permettere l’utilizzo di gesso di recupero ottenuto da scarti di lavorazione o dalla desolforazione dei fumi. Infine, ci impegniamo nell’attenzione sul contenuto di Voc e ai clienti è offerto PregyGreenService, un servizio specifico di recupero e riciclo di scarti in cartongesso, che sono così sottratti allo smaltimento in discarica e direttamente lavorati nell’innovativo impianto di riciclo dello stabilimento», sottolinea Da Forno. L’occhio vuole la sua parte Ci sono, poi, anche estetica e design a pesare sulle scelte. «La tendenza principale è richiedere superfici facili da finire con poche complessità per ottenere risultati più sofisticati», continua De Pieri. «Nel nostro caso questo è facilitato dalla possibilità di offrire una proposta completa

di finiture di vario genere: con il Sistema Integrato Fassa Bortolo, infatti, offriamo soluzioni con un approccio globale, diventando un unico punto di riferimento per qualsiasi tipo di intervento». «I materiali si prestano molto a seguire la fantasia dei progettisti, per cui sono plasmabili, modellabili. Si possono realizzare controsoffitti, pareti curve, nicchie e altre soluzioni di arredamento», suggerisce Nava. Per non parlare di esigenze architettoniche come «la creazione di spazi curvilinei per ricavarne vani doccia o altri tipi di zone per le quali Xella ha sviluppato blocchi curvi», ricorda Knappich. Insomma, «i sistemi a secco offrono la possibilità di realizzare pareti divisorie curve, con delle linee molto particolari», conclude Kohen. Porte aperte all’innovazione Tra le tante tipologie di pareti divisorie rientrano a tutti gli effetti le porte, che hanno un ruolo sempre più strategico per la tenuta d’aria, il rumore, la dispersione termica e i tentativi di furto, senza dimenticare l’impatto estetico. «Il settore richiede conoscenza specifica del mondo del serramento, elevata disponibilità di motivi, varianti cromatiche in abbinamento, decorazioni, equipaggiamenti al passo con l’evoluzione tecnologica e soluzioni di abbinamento portamuratura», commenta Edoardo Rispoli, direttore commerciale di

Edoardo Rispoli


ThermoCarbon Hörmann

Hörmann Italia. Le ultime novità dell’azienda sono le porte d’ingresso ThermoSafe e Thermocarbon. «Proponiamo una nuova filosofia di porte ad alto valore aggiunto, dal punto di vista dell’appeal estetico e, ancor più, dell’innovazione tecnologica: parliamo, infatti, di porte con spessori tra gli 80 e i 100 millimetri, e con valori di isolamento termico che consentono di superare ampiamente quanto richiesto dai protocolli per la certificazione delle case passive. Con un valore di trasmittanza termica fino a 0,47 W/ (m²xK), ThermoCarbon stabilisce nuovi standard tecnologici ed energetici nelle porte d’ingresso, diventando la soluzione ideale per le case passive e a bilancio energetico positivo che producono più energia di quanta ne utilizzino». Una giostra di novità Tra le soluzioni nel campo delle partizioni interne c’è il pannello fonoassorbente Fonolook, ideato da Eterno Ivica: «Fonolook è un pannello fonoassorbente che si può utilizzare sia per le partizioni, sia direttamente applicato a

Michele Valotto

Installazione Fonolook di Eterno Ivica

parete», precisa Michele Valotto, direttore tecnico divisione acustica dell’azienda. «In particolare, riduce la sensazione di disagio che si prova in ambienti grandi, dovuta al riflesso del rumore sulle pareti, sui solai, sulle vetrate e sui pavimenti. Questo pannello è adattabile a tutti gli ambienti, perché è possibile scegliere le misure, il colore e la modalità di posizionamento. Fonolook può essere appeso come un quadro sulle pareti, oppure ancorato con tasselli. È utilizzabile anche in presenza di vetrate. È un prodotto molto richiesto dagli architetti, che sono sempre alla ricerca di soluzioni esteticamente valide per la risoluzione di problemi, e che ne apprezzano la versatilità. Abbiamo proposto anche pannelli di forma triangolare o circolare, secondo la richiesta». Alte prestazioni di resistenza meccanica connotano, invece, la nuova lastra Diamant di Knauf, che è presentata in due versioni: «Da sola o accoppiata con fibra di poliestere, che conferisce ulteriori capacità di fonoisolamento e risolve in modo semplice la rumorosità tra una parete e l’altra», descrive Nava. «Noi da sempre abbiamo puntato sulle soluzioni più che sui singoli prodotti e questo ci differenzia sul mercato». Per le partizioni interne, Xella Italia propone «un sistema semplice da realizzare, affidabile

ed estremamente performante, composto da blocchi sottili Ytong, maschiati o lisci, disponibili in spessori da 8 a 20 centimetri e architravi sottili armati per la realizzazioni di aperture, disponibili in varie dimensioni. Gli architravi si posano direttamente sulle murature, senza l’esigenza di armature, getti o puntelli aggiuntivi, e consentono quindi di realizzare una muratura completamente omogenea. Il sistema Ytong per partizioni interne, inoltre, si completa con prodotti specifici per l’incollaggio e la finitura dei blocchi in calcestruzzo cellulare, garantendo così la massima qualità della realizzazione», sottolinea Knappich. GypsoLignum è, invece, la nuova lastra top di gamma di Fassa Bortolo: «Si tratta di una lastra ad alta densità e ad elevata durezza superficiale. Presenta un nucleo di gesso a coesione migliorata con l’aggiunta di fibre di vetro e vermiculite, per un’ottima reazione alle alte temperature», riprende De Pieri. «Aggiunta a sostanze idrorepellenti, ha una ridotta capacità di assorbimento di acqua e di umidità. La presenza, inoltre, di fibre di legno ne fa un prodotto indispensabile per la bio-edilizia di qualità». Gyproc Saint-Gobain propone la tecnologia activ’air presente nel sistema a secco Habito: «Si tratta di un nostro brevetto internazionale: è una tecnologia in marzo-aprile 2014 - youtrade - 79


grado di assorbire e neutralizzare sino al 70% della formaldeide presente all’interno degli ambienti chiusi», ribadisce Kohen. «Habito activ’air è un sistema unico, caratterizzato dall’abbinamento di lastre speciali in gesso rivestito e da speciali lastre in gesso fibrato. Risponde alla richiesta di prestazioni tecniche e progettuali sempre più performanti». Infine, ecco i sistemi parete con le

lastre PregyLaDura di Siniat, dal cuore che contiene anche fibra di legno. Con massa implementata consentono di raggiungere un potere fonoisolante (Rw) di 65 dB, «ampiamente sufficiente a soddisfare gli standard più elevati in termini di isolamento acustico tra

rassegna prodotti partizione interne

1 Fonolook è il nuovo pannello fonoassorbente di Eterno Ivica in fibra poliestere termolegata che corregge i difetti acustici degli ambienti chiusi. Per la determinazione della prestazione acustica è stata eseguita una prova secondo la norma UNI EN 1793-1 presso il laboratorio Modulo Uno di Torino. I pannelli Fonolook sono disponibili in 72 gradazioni cromatiche. Inoltre, sulle tonalità di tessuto più chiare è possibile richiedere la serigrafia di immagini a scelta del cliente. L’immagine può essere riprodotta su un unico pannello o scomposta e riprodotta su più pannelli per un effetto mosaico.

differenti unità abitative» assicura Da Forno. «Le partizioni interne per la distribuzione degli ambienti, inoltre, si arricchiscono della disponibilità della lastra PregyTwin 18S che consente di raggiungere un potere fonoisolante Rw= 57 dB con un unico paramento per faccia».

2 emento ction, un el tesis Colle ici spazi di yn S to ea cr nt Eclisse ha mpleto, che crea aute quenza del colore, co n l’elo co re ta dal design re collezione rp e, da inte bianco. La l de a ic et espression rsa rezione mim li a scompa o con la disc e soluzioni scorrevo porte battenti r clud Syntesis in i esterne, soluzioni pe copa, in un ic ttis prive di corn innovativo profilo ba et tazione di un e per la prog comprende: ar ul filo muro, e od m e zione mpleto ce. La colle sistema co rte a etamente lis , controtelaio per po , pl m co ti re le pa ce vo e Lu rr s o si sc te ne Syn Syntesis Li nza finiture esterne; iture fin a nz se se a a rs scompa scompars nte, porta per porte a Line batte io s la si te te ro yn nt S ; co novativo n punti luce tesis Battiscopa, in yn esterne e co S o; raso mur a battente ttiscopa raso muro. ba r pe lo profi

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3 Le tramezze Poroton P800 e Poroton Plan P800 di Fornaci Laterizi Danesi sono due linee di elementi in laterizio porizzato realizzate in diversi spessori, caratterizzate da giunti verticali ad incastro ed elevati standard qualitativi; entrambe sono impiegabili per la realizzazione di rivestimenti di strutture portanti, pareti pluristrato di tamponamento, divisori tra unità abitative, tramezzature interne, pareti tagliafuoco.

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Con il Listello XS di San Marco Terreal si possono rivestire i sistemi di isolamento a cappotto o partizioni interne, creando una “pelle” in cotto dai grandi vantaggi estetici e dalle ottime prestazioni. Inoltre, le proprietà termiche dell’argilla migliorano il comfort abitativo degli ambienti domestici migliorando le prestazioni termo-igrometriche. Grazie alla leggerezza (solo 32kg/ mq) e alla semplicità di posa (può essere direttamente incollato sulle superfici), il Listello XS - permette la massima libertà di applicazione e utilizzo. È possibile sperimentare originali combinazioni di posa e provare i suggestivi effetti cromatici delle numerose finiture disponibili.


5 La gamma di prodotti per i fondi di posa di Fassa Bortolo si completa con articoli specifici antiritiro sia per la pavimentazione che per il ripristino delle pareti verticali; la sezione degli impermeabilizzanti Aquazip si arricchisce con Aquazip ADV per le applicazioni più evolute, Aquazip ONE monocomponente in polvere, Aquazip RDY, pronto all’uso. Particolare risalto assumono i prodotti specifici per i supporti in cartongesso (di cui Fassa Bortolo è nota per il Sistema Gypsotech).

7 Le pareti scultura di 3D Surface rappresentano una evidente innovazione nel consueto scenario dei rivestimenti, lanciando un segnale importante al mondo dei contract e della progettazione. La possibilità di impiego in ogni ambiente, grazie allo sviluppo di due materiali speciali ceramizzati pensati sia per gli interni che per gli esterni, permette al progettista di progettare e concepire soluzioni di ogni genere. Con Acqua e Terra l’artista Felice Limosani rende omaggio a Giorgio Armani.

6 Coordinate con travi e profili, Pircher propone perline con tre nuove sagomature, per rivestimenti caratterizzati sia da forme arrotondate e sia squadrate. Il profilo romboidale Onda è stato studiato per i rivestimenti delle facciate ed ha una forma volutamente arrotondata per creare delle superfici caratterizzate dai chiaro-scuri. La curvatura permette una facile lettura del materiale e un ottimo deflusso dell’acqua.

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8 La soluzione scelta per il progetto di riqualificazione urbana e architettonica di Porta Nuova a Milano da Wienerberger è la Famiglia Plan: Porotherm Bio Plan 25-33/19,9 per partizioni esterne, Porotherm Bio Plan 12-50/19,9 e Porotherm Bio Plan 8-50/19,9 per le pareti interne. Le soluzioni Porotherm Bio Plan sono caratterizzate da facce di appoggio superiori e interiori “rettificate” quindi perfettamente planari e parallele. I sistemi rettificati Porotherm Bio Plan sono biocompatibili: sono realizzati con argille naturali e le microcavità vuote sono generate dalla combustione della farina di legno priva di sostanze chimiche.

la eoplast è Wall -Y di G come a e, in at N rg . ve ti in PE HD gli ambien e re ar ul za per iz ti od er re m tt e e cara one di pa Elemento ta per vestir canti per la realiz zazi l mondo del et rf pe lia mpi grig ne lle piante ra fatta notare partizioni dei suppor to de ale, rapidamente si è r le ri pe i rn etria te ic in rt icolare geom quello di il verde ve rticolare in iglia, la part lore, unite gr pa in lla e de a gn desi tram il co sceglierne ratteristica oi locali. La ca rme e la possibilità di iale, hanno conquistat ento fo er m at le lle m l’e de l a de lia lit à ig pu lit gr i. visto nella za e durabi rn o ez te st nn in bu ha ti e ro alla sti, ch i di ambien a i proget ti separazion re za iz consensi tr al re rsatile per ideale e ve

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Città & Pregiudizi

Copia che ti passa Dalle metropoli clonate in Cina al cimiteriale recupero dei centri storici in Italia: il difficile equilibrio tra rinnovamento urbano e conservazione cieca del passato di Stefano Moriggi*

«A

ddentrarsi nelle pieghe di una mentalità per indagare usi e costumi di culture diverse e lontane è un esercizio auspicabile, ma complicato. Da qualche tempo è di moda la riscoperta dell’Oriente; ma è un abisso di improvvisazione e ignoranza quello che distingue una tendenza del momento, dalla ponderata comprensione di uno stile di vita. Da manager spregiudicati che nell’Arte della guerra di Sun Tzu cercano l’equilibrio strategico tra saggezza e successo, a signore sfaccendate che in un brano delle Upanishad recitato dal loro maestro di yoga trovano il mantra per dare spessore filosofico alla noia delle loro giornate: sono molte le tipologie umane in cui scompensi esistenziali e psicologici prendono forma di presunti interessi culturali. Infatti, quando, per esempio, si tratta di cogliere alcuni tratti essenziali di una tradizione (o della sua crisi) magari condensati nella risposta di un giurista cinese a un giornalista, si liquida tutto con un sorriso saccente e inutilmente scandalizzato. È andata più o meno così quando Zhou Lin, docente all’Accademia cinese delle scienze

sociali di Pechino, ha provato a spiegare a una testata italiana il fenomeno delle città europee «clonate» in Cina. Di che si tratta? Per esempio, della parziale riproduzione di Venezia da parte dello studio Gregotti Associati International nei pressi di Pujiang, a sud di Shangai. Oppure, della fedele ricostruzione cittadina tedesca Anting su progetto di Albert Speer, il figlio del celebre architetto di Hitler. Sono solo due delle clonazioni urbanistiche che hanno cercato di trapiantare l’Europa in Cina per consentire di vivere o per lo meno di visitare forme e luoghi lontani... Gli esiti dell’operazione sono stati più che discutibili (e non solo dal punto di vista estetico). Tuttavia, davvero in pochi hanno preso sul serio la spiegazione di Zhou Lin quando ha detto: «Copiare è nella nostra natura. In passato il rispetto per un autore si esprimeva nel numero di copie che si facevano della sua opera». Quella dello studioso non era una giustificazione, ma un indizio per iniziare a comprendere il pensiero sotteso all’arte e all’estetica cinese. Eppure, i più si sono limitati ad associare, con sdegno, il fenomeno delle città clonate allo stereotipo del

turista cinese «armato» di macchina fotografica. Peccato! Approfondire la questione ci avrebbe aiutato a riflettere anche su di noi e sul modo con cui ci rapportiamo alla nostra storia. Di recente, lo storico dell’arte Bruno Zanardi si è scagliato contro le predominanti modalità di recupero/ ricostruzione dei centri storici italiani (più o meno terremotati). Nel suo Un patrimonio artistico senza (Skira, 168 pagine, 18 euro), l’esperto di restauro dell’Università di Urbino teorizza che i centri storici della Penisola sono ostaggi culturali di alcune pericolose tipologie. Tra queste, i «vincolisti» (soprintendenti più attenti alla norma

Venezia “clonata”

Prof. Bruno Zanardi

Anting “clonata”

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Centro Storico de L’Aquila dopo il terremoto del 2009


li g e h c o t det a h ’ l i h c no E g e l i d a r fib si olanti in uguali? i sono tutt

MULTITHERM La fibra di legno di nuova generazone

Parigi “clonata”

che allo stato dell’arte), i «museificatori» e gli «imbalsamatori» (architetti e restauratori che «fissano l’oggetto» su cui intervengono «allo stato esatto in cui lo si trova. Anche quando sia fatiscente»). È la mummificazione del centro storico: la sua progressiva riduzione a una reliquia della storia «spruzzata di psicologismo freudiano» in cui la vita pulsante di una comunità è costretta a fluire altrove, salvo tornare come un turista che può guardare, ma non toccare. Sinistro contraltare a tale asfittico conservatorismo è, invece, l’incontrollata cementificazione «nuovista», incurante della storia e del contesto che in cui va a inserirsi. Da un lato, pertanto, il rispetto funebre di una salma che si cerca di ricomporre e imbalsamare al meglio per riprodurre oggi il perfetto e clone di ciò che un tempo fu; dall’altro, l’avanzata di un nuovo irrispettoso della storia e paragonabile «ai cimiteriali condomini» che, come racconta Zanardi, stanno spazzando via l’architettura coloniale di molte città cinesi. Sullo sfondo, si stende come un velo pietoso la drammatica latitanza, eccezioni a parte, della cultura e della sensibilità artistica necessarie per «progettare sul tessuto urbano storico non monumentale», quello, chiosa ancora Zanardi, «in cui la gente abita e dal quale con velocità sempre maggiore sta fuggendo in causa di vincoli, limitazioni d’uso» e di altre insensate e funebri politiche urbanistiche. * Università di Milano Bicocca

La più isolante del mercato, abbina caratteristiche di elevata resistenza alla compressione e capacità isolanti invernali ed estive senza eguali! • Idrofugo • Spessori disponibili da 40 a 240 mm • Certificato per la Bioedilizia • Valore λ=0.037 W/mK • Elevato sfasamento termico • Traspirante • Ottimo abbattimento acustico

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Tegole & C.

Nuova vita sul tetto che scotta Le coperture obsolete sono la causa del 20% della dispersione termica degli edifici, mentre d’estate fanno arroventare l’aria nelle abitazioni. Per questo ora la superficie più alta della casa è affrontata come un «sistema»

di Carlo Lorenzini

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D

a sempre il tetto è sinonimo di casa. «Avere un tetto sopra la testa» è l’espressione che si usa per indicare che un sistema di copertura protegge, ripara, difende. Dunque fa casa. Eppure il tetto, con l’evoluzione delle soluzioni tecniche e con le nuove esigenze abitative, si trasforma sempre più da un componente dell’involucro edilizio in un vero e proprio sistema tecnologico,

che non svolge più solo la funzione di riparo dalle intemperie, ma può svolgere altre e più importanti funzioni, prima fra tutte quella del contenimento della dispersione termica. Il 20% (ma in alcuni casi fino al 25%) della fuga di calore delle abitazioni avviene, infatti, attraverso il tetto. Così oggi la maggior parte delle soluzioni che compongono le coperture si concentrano più

su ciò che accade sotto le tegole, piuttosto che su ciò che avviene sopra. È un cambiamento significativo di prospettiva, perché il tetto da sempre è stato concepito per resistere alle intemperie di qualsiasi tipo, dalla pioggia alla neve, come nelle aree montane, dove mai come quest’anno i tetti delle case sono stati esposti a notevoli sforzi di carico. Ma la lotta alle dispersioni termiche, la ricerca

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SI chiama Fonostop la barriera di Index Sul numero di febbraio di YouTrade, a pagina 32, un refuso ha trasformato la linea Fonostop di Index in Monostop. Il nome corretto dei prodotti citati è, invece, FonostopTile Biadhesive, FonostopTile Monoadhesive e FonostopTile Floatingadhesive. Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori.

di una migliore efficienza energetica delle abitazioni, la ricerca di prodotti, componenti, soluzioni e pacchetti durabili che consentano di realizzare un tetto che possa svolgere la propria funzione al massimo delle prestazioni per un lungo periodo, sono oggi fattori di competitività dei materiali e delle soluzioni promosse dai tanti produttori che hanno fatto di questo mercato la loro specializzazione. Molto forte, ma delicato Il tetto è in fin dei conti uno dei punti più delicati della casa. Il calore tende a salire e se non incontra una sufficiente o adeguata resistenza, si disperde nell’ambiente con effetti negativi sia per il riscaldamento globale, sia per lo spreco di energia. Isolando adeguatamente il tetto, infatti, l’equilibrio termico di tutto l’edificio ne risente positivamente.

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Senza un adeguato intervento sull’ultima superficie di un edificio anche i sistemi di isolamento a cappotto delle pareti rischiano di rappresentare un investimento poco efficace. Paradossalmente, nella nuova concezione dell’edilizia orientata al risparmio energetico si potrebbe quasi affermare che la casa si costruisce dal tetto e non dalle fondamenta. È un paradosso, ma neppure troppo distante dalla realtà. Paese che vai copertura che trovi In Italia le tipologie di tetti sono molto diverse. Si va dalle coperture a falda

delle case singole, mono-bifamiliari e degli edifici condominiali di piccola dimensione, ai tetti piani degli edifici condominiali di grande dimensione. Vi sono poi tutti i sistemi di copertura degli edifici pubblici, di quelli industriali e commerciali e delle attività del terziario. Un sistema complesso, che oggi si scontra da un lato con le potenzialità di miglioramento delle coibentazioni e con le opportunità di sfruttare i tetti per installare sistemi di produzione energetica da pannelli fotovoltaici o da solare termico, e dall’altro con gli inevitabili e spesso necessari interventi di bonifica delle tante coperture in amianto che ancora sono presenti sul nostro territorio. I tetti rappresentano dunque non solo opportunità e potenzialità, ma anche rischi sui quali oggi attraverso specifiche tecnologie e soluzioni è possibile intervenire, bonificando da materiali dannosi per la salute. Peraltro, nel caso delle bonifiche da tetti in amianto, gli incentivi governativi di defiscalizzazione del 50% spesa


in dieci anni garantiscono oggi una opportunità in più di intervenire e risolvere queste problematiche. Benefici concreti da un lavoro ben fatto Ma al di là di questi casi specifici, che rappresentano tuttavia un ambito di intervento importante nel nostro Paese, alla base della qualità di un edificio vi è una copertura ben isolata e impermeabilizzata, con una adeguata resistenza ai carichi e in grado di prevenire la formazione di condensa. Il calore che si produce all’interno dell’edificio infatti tende a salire e, se non trova resistenza verso il tetto, rischia di produrre dispersioni elevatissime, fino anche al 45%. Un tetto coibentato è in grado di trattenere parte del calore, e se ben isolato è in grado di trattenere la temperatura e anche di essere un’efficace barriera al calore esterno, che d’estate scalda le case, costringendo a ricorrere a sistemi di raffrescamento, che consumano molta energia elettrica. La riduzione delle dispersioni e dei salti termici con

l’esterno permette un elevato risparmio sulla bolletta energetica. Si può abitare vicino alle tegole Le modalità di intervento sono varie, in base alle tipologie di tetti, siano a falda e piane, e soprattutto se si tratta di nuove costruzioni, dove il tetto isolato, ventilato o di altro genere nasce contestualmente all’edificio, o di ristrutturazioni. In questo caso le soluzioni tecnologiche e le tipologie di intervento proposte sono diverse, anche in funzione del fatto che i sottotetti, per esempio, possano essere recuperati a uso abitativo. Oggi intervenire sui tetti consente anche la sostituzione delle guaine impermeabili, che in passato sono state applicate in molti edifici, con sistemi più efficienti di impermeabilizzazione, ma anche di traspirazione, grazie ai materiali e alla ricerca che, dal punto di vista della tecnologia, ha spinto moltissimo verso soluzioni che oggi consentono di rendere le coperture dei veri e propri sistemi di scambio

e regolazione termoigrometrica dell’edificio, aumentando e garantendo benessere e vivibilità migliore. Se associati a soluzioni strutturali portanti in grado di reggere, dove necessario, le pressioni degli eventi atmosferici, il sistema tetto oggi è in grado di fornire non solo un riparo, ma soprattutto una performance energetica e di benessere che accresce il valore stesso degli alloggi e degli edifici. Pertanto oggi è sempre più sentita l’esigenza di pacchetti di soluzioni e di sistemi completi nella produzione di tetti, sia nella nuova costruzione, che negli interventi di ristrutturazione, dal manto di copertura allo strato isolante, dagli strati impermeabilizzanti alle linee di gronda, dalle linee di colmo ai sistemi di evacuazione dei fumi e a quelli di deflusso dell’acqua piovana, fino all’integrazione anche dei sistemi anticaduta e delle linee vita. Tetti, dunque, non più pensati solo come elementi costruttivi, ma come sistemi che esercitano funzioni utili alla qualità della vita, al benessere e alla sicurezza di chi li usa.


(certificati al fuoco in Euroclasse A1 e traspiranti, in modo da evitare la formazione di condense del vapore acqueo proveniente dal sottotetto. Solida Energy Plus contribuisce a salvaguardare i componenti costruttivi da sollecitazioni termiche invernali ed estive e a garantire un maggior comfort all’interno all’abitazione».

Questo pannello ha superpoteri Denis Sartori Direttore tecnico e vendite 3therm «Ideale per la coibentazione delle coperture, 3therm presenta Sf MultiTherm 110, il pannello in fibra di legno monostrato, idrofugo, prodotto secondo l’esclusivo sistema a secco e caratterizzato da un eccellente valore di conducibilità termica. Questo pannello presenta il valore λ più basso del mercato (0.037 W/mK), nonché una resistenza meccanica a compressione di ben 60 KPa. Grazie alla sua elevata densità e alle caratteristiche fisiche della fibra di legno, SF MultiTherm 110 offre un comfort a 360 gradi che si declina nel rispetto dei limiti acustici, nel benessere invernale ed estivo con elevati valori di sfasamento termico, e nella traspirabilità delle strutture. Il pannello è disponibile nella versione battentato sui quattro lati, con spessori fino a 24 cm. Con la posa di un unico pannello è possibile eliminare i ponti termici, risparmiando in termini di tempo e manodopera, garantendo al contempo estrema affidabilità grazie alla proprietà di resistenza all’acqua».

Particolare del comportamento all’acqua del pannello per coibentazione delle coperture in legno MultiTherm 110

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Lasciamo fuori caldo, neve e vento Gianluca Menozzi Direttore commerciale Termolan Italia «Termolan ha lanciato di recente sul mercato il pannello isolante in lana di roccia ad alta densità Solida Energy Plus. Studiato per l’isolamento termico e acustico delle coperture in legno e, applicato in continuo sull’estradosso della copertura (intervento che non sottrae volume abitabile al sottotetto), consente la completa eliminazione dei ponti termici ed acustici. I listelli della ventilazione poggiano direttamente sul materiale isolante, che possiede caratteristiche meccaniche tali da garantire la calpestabilità in fase di messa in opera e il sostegno in sicurezza degli strati sovrastanti e dei carichi accidentali, come neve e vento. L’intercapedine di ventilazione tra gli elementi di copertura e lo strato coibente sottostante deve avere uno spessore costante, pari all’incirca ai 5-6 centimetri, evitando listellature orizzontali o altro che possa frenare lo scorrimento del flusso d’aria. I pannelli in lana di roccia Solida Energy Plus hanno una densità di 135 kg/m3, una conducibilità termica di 0.038 W/mK, una resistenza alla compressione superiore a 50 kPa e al carico concentrato superiore a 500 N, sono completamente incombustibili

Tetto realizzato con Solida Energy Plus

Una finestra che fa il terrazzo sul tetto Stefano Sapucci Sales manager Roto Italia «RotoComfort i8 è l’ultima novità di Roto e rappresenta la prima finestra per tetti con apertura vasistas dotata di un sistema di movimentazione elettrico automatico, direttamente integrato nei bracci laterali dell’anta. In precedenza questo tipo di finestre potevano avere solo un motore a catena frontale, che però limitava l’apertura a 20-30 centimetri, perdendo tutto il vantaggio della movimentazione e dell’affaccio esterno. Con RotoComfort i8, invece, la movimentazione è elettrica e completamente integrata nella finestra, e consente di arrivare ad un’apertura fino a 1,6 m, creando una sorta di balcone-finestra, grazie anche all’ampio affaccio che caratterizza il design di questo nuovo prodotto RotoComfort i8


RESISTE ALLE PENDENZE ESTREME.

Le imitazioni scivolano, ADESO ® no: anche nelle situazioni più estreme. L’originale, la prima, la più affidabile membrana bituminosa autoadesiva garantisce un’impermeabilizzazione assoluta unita ad una totale stabilità. Merito del doppio compound con mescola APP o SBS e ad una mescola altamente autoadesiva nel lato inferiore. Al centro, l’armatura di rinforzo. L’unica cosa di cui farete a meno è il fuoco. Il resto sono solo vantaggi e prestazioni superiori.

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Roto. Come avere un terrazzo sul tetto, sfruttandone tutti i vantaggi. Un’altra caratteristica, che accomuna RotoComfort i8 agli altri modelli della nostra azienda, è che è già dotata di isolamento perimetrale WD e telo di giunzione per la tenuta all’aria: un sistema all-in-one, che consente una maggiore facilità di installazione e una pratica manutenzione della finestra. Il sistema Roto All-in-One permette inoltre di ottimizzare le prestazioni di isolamento termo-acustico e la durabilità dell’efficienza energetica degli ambienti in cui è installata. Recentemente Roto ha presentato anche la variante di finestra elettrica a comando solare che ha una rilevanza particolare per gli interventi di ristrutturazione: l’applicatore non è infatti costretto a eseguire lavori di muratura per portare le tracce elettriche sul tetto, perché la finestra si autoalimenta con il sole, sia in estate che in inverno».

La schiuma che blocca le tegole Alex Colmano Responsabile marketing Torggler Chimica «Per quanto riguarda il sistema tetto, Torggler Chimica è presente sul mercato con Sitol Schiumapur Coppi, una specifica schiuma poliuretanica classificata B2 secondo DIN 4102. Sitol Schiumapur Coppi è confezionata in bombola aerosol specifica per l’incollaggio di coppi e tegole e garantisce un’ottima adesione su entrambi i lati della tegola. La postespansione ridotta evita sgradevoli fenomeni di sollevamento dei coppi incollati, Sitol Schiumapur Coppi

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nonché sprechi dovuti a fuoriuscite laterali. L’elevata resistenza allo strappo, l’elevata impermeabilità e la buona resistenza chimica consentono un’ottima tenuta nel tempo dei materiali assemblati. Questa schiuma viene fornita sia nella versione manuale che a pistola». Sistema BigMat VaSs

Il tetto che si fa... prima Pierluigi Sabato Tecnico commerciale BigMat «Dalla collaborazione tra il Gruppo BigMat e Vass Technologies è nata l’idea di realizzare il tetto in azienda anziché in cantiere, scomponendolo in moduli prefabbricati e funzionalizzati. Il risultato è un sistema che semplifica la posa in opera e riduce i tempi di cantiere, oltre a garantire elevate performance tecniche, qualità dei risultati e la massima cura dei dettagli, nel pieno rispetto del progetto esecutivo. Il sistema BigMat con tecnologia integrata Vass, brevettato e certificato, si basa sull’impiego di moduli preassemblati in azienda, a secco e senza uso di collanti. Perline, isolanti, membrana traspirante, guaine di tenuta e listelli sono connessi con altissima precisione e secondo uno schema che assicura il perfetto accostamento in cantiere e garantisce l’alta qualità del risultato. Si tratta

Moduli luci tetto BigMat Vass

di un tetto ventilato che utilizza gli isolanti che meglio soddisfano le esigenze di comfort termico ed acustico: l’EPS additivato con grafite e la fibra di legno ad alta densità che garantiscono caldo in inverno e fresco in estate con valori di sfasamento termico fino a 12 ore ed un potere fonoisolante certificato di 42dB. Il sistema BigMat VASS viene proposto in tre versioni per rispondere rispettivamente ai requisiti di nuova costruzione, di ristrutturazione con agevolazioni fiscali e di casa passiva. Per gli amanti della bioarchitettura, BigMat propone anche una quarta versione con la sola fibra di legno. Oltre al modulo standard, vi sono moduli speciali high-tech che comprendono la finestra VELUX e tutte le funzioni sia interne (punti luce, interruttori, prese elettriche, antenna TV) sia esterne (camino, linea vita, impianto fotovoltaico). Il tetto è pensato esattamente come un puzzle ed in ciascun modulo è presente un cavedio tecnico isolato per il passaggio degli impianti. Questo consente la massima flessibilità e velocità di posa, senza imprevisti per cambiamenti in corso d’opera. Un modulo, infatti, può essere facilmente smontato e riposizionato senza ricorrere ad operazioni di chiusure e riaperture difficili da sigillare ed impermeabilizzare e che comporterebbero non solo l’allungamento dei tempi, ma anche dei costi di realizzazione. Infine, considerato che il tetto è l’elemento distintivo e caratterizzante dell’abitazione, BigMat offre un servizio di consulenza nella progettazione strutturale e architettonica con studi termici ed illuminotecnici al fine di soddisfare ogni minima richiesta della committenza. Il sistema BigMat VASS, ideale sia nell’ambito di nuove costruzioni che nel caso di ristrutturazioni e particolarmente


Finestre

Ideali per una

perfetta


indicato per le soluzioni di tetto con “travi a vista” – è oggi un’esclusiva dei Punti Vendita BigMat.

Lastre da Formula 1 Lisa Knappich Responsabile marketing Xella Italia «Con le lastre Ytong e i pannelli minerali Multipor, Xella offre diversi sistemi completi per la realizzazione di solai e tetti, con notevoli plus rispetto alle soluzioni tradizionali, quali velocità di posa, autoportanza, leggerezza ed elevate prestazioni energetiche. I blocchi Ytong, inoltre, in questo momento di mercato in cui aumentano soprattutto gli interventi di ristrutturazione, sono frequentemente utilizzati per realizzare sopraelevazioni: la loro leggerezza consente di gravare in modo minore sulle strutture portanti degli edifici esistenti. Le lastre Ytong sono elementi armati autoportanti che permettono di realizzare solai e tetti di edifici residenziali, con una velocità di posa maggiore rispetto ai sistemi di costruzione tradizionali. In fase di cantiere, l’assenza di puntelli di sostegno rende accessibile il piano subito dopo la posa delle lastre, permettendo di anticipare le successive lavorazioni e garantendo un elevato grado di sicurezza per gli operatori.

Lastre tetto Ytong

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Le lastre per tetti e solai Ytong sono armate con reti elettrosaldate e protette contro la corrosione. Lavorando in semplice appoggio, si integrano perfettamente sia in edifici con muratura portante che in edifici con struttura portante a telaio in cemento armato o in acciaio. I pannelli isolanti minerali Multipor, invece, permettono di isolare in maniera ottimale svariate tipologie di coperture rigide, sia nell’edilizia residenziale che commerciale, quali tetti piani, tetti ventilati e tetti a falda. Ecologici e ignifughi (Euroclasse A1), i pannelli Multipor si contraddistinguono per gli elevati valori di inerzia termica, resistenza a compressione e agli urti, permeabilità al vapore e resistenza al fuoco».

Finestre per tetti a prova d’errore Marco Soravia Product manager Velux Italia «Velux presenta due grandi novità: la nuova generazione di finestre per tetti e un sistema di posa sviluppato recentemente che si caratterizza per essere completamente standardizzato. Fortemente innovativa, la nuova generazione di finestre Velux presenta una superficie vetrata, a parità di foro strutturale, più ampia di circa il 10% rispetto ai modelli precedenti, che comporta una maggiore luminosità degli ambienti. Inoltre, abbiamo ridotto lo spessore dei telai, che però sono migliorati dal punto di vista delle prestazioni. Grazie all’utilizzo della nuova tecnologia ThermoTechnology brevettata da Velux, abbiamo infatti inserito all’interno della struttura in legno della finestra materiale isolante in Eps. Tutto questo si accompagna a sistemi di programmazione e comandi

Finestra Velux

a distanza sempre più evoluti. Il nuovo control pad touch screen offre funzionalità avanzate come il controllo delle schermature solari secondo l’intensità della luce per raggiungere un miglior bilancio energetico annuale. Altra grande novità di Velux è lo sviluppo di un sistema di posa completamente standardizzato. In ottica di un miglioramento continuo delle prestazioni delle coperture e delle finestre, il nodo era diventato proprio la posa e l’integrazione nel tetto del serramento, che spesso lasciava agio ai posatori di improvvisare il sistema costruttivo. Ora Velux ha realizzato un kit di posa, comprensivo di cornice isolante, barriera al vapore e impermeabilizzante, fornito già su misura per la finestra da installare. In questo modo, indipendentemente dal tipo di tetto, il posatore sa di poter contare su un sistema standardizzato, che permette di evitare errori e di garantire la tenuta all’aria, all’acqua e l’isolamento termico della connessione tra tetto e finestra».

95 sfumature di cotto Dario Mantovanelli Responsabile marketing di Wienerberger Italia «Per il tetto Wienerberger presenta le tegole in cotto a marchio Koramic, che comprendono più di 95 differenti tipologie di prodotto in una grande


La caratterizzazione termica dei nuovi prodotti è stata eseguita in accordo con la recente norma UNI EN 16012:2012 Isolamento termico degli edifici – Isolanti riflettenti – Determinazione delle prestazione termica dichiarata». Tetto realizzato con tegole Koramic

varietà di finiture, colori e di superfici (naturale, ricurva, smaltata, sabbiata). Secondo le richieste di effetti di colore e di trattamenti di superfici, le tegole sono rifinite con smaltature opache o lucide. Ciò permette al proprietario e all’architetto una grande libertà nella creazione di soluzioni uniche, che permettono di coniugare funzionalità ed estetica. In sintonia con le tegole scelte è disponibile un’ampia gamma di accessori, come le tegole a colmo, finali, a tre vie che creano continuità estetica tra la superficie della facciata verticale e le tegole del tetto, o le tegole di areazione e ventilazione per la fuoriuscita del vapore. Le tegole Koramic sono particolarmente indicate per ristrutturazioni di alta qualità ed edifici tradizionali che richiedono tegole fiamminghe più classiche. Koramic offre una garanzia trentennale e ogni tegola è certificata da prove di conformità europee secondo le ultime norme di riferimento EN 1304».

TERMORIFLETTENTI A BASSO SPESSORE Gian Paolo Vercellotti Direttore commerciale Tecnasfalti Isolmant «Isolmant Polimuro ALU e Polimuro Reflex sono i nuovi prodotti termoriflettenti di Isolmant per l’isolamento termico e acustico in intercapedini di coperture e murature. Isolmant Polimuro ALU è un prodotto

Isolmant Polimuro Reflex

Isolmant Polimuro Alu

termoriflettente impermeabile al vapore, composto da uno strato isolante da 5 mm in polietilene reticolato espanso a celle chiuse, rivestito da un lato con lamina in alluminio puro a bassa emissività (ε= 0,04) e dall’altro con doppio strato di tessile tecnico in fibra poliestere a densità differenziata. Possiede una resistenza termica pari a 1,05 m2K/W, con intercapedine d’aria da 20 mm nel lato riflettente, e uno spessore prodotto 12 mm circa. Isolmant Polimuro Reflex, invece, è un prodotto termoriflettente impermeabile al vapore, composto da due strati isolanti da 5 mm in polietilene reticolato espanso a celle chiuse rivestiti con lamina in alluminio puro a bassa emissività (ε = 0,04), con interposto uno strato di tessile tecnico in fibra poliestere riciclata. Isolmant Polimuro Reflex ha una resistenza termica pari a 1,68 m2K/W con doppia intercapedine d’aria da 20+20 mm, e uno spessore di 12 mm circa. Applicati nelle intercapedini delle coperture, grazie alle caratteristiche alto riflettenti e basso emissive della lamine di puro alluminio di cui sono composti, Isolmant Polimuro Alu e Reflex permettono di avere un guadagno di calore radiante riducendo del 95% l’energia trasmessa per irraggiamento da una superficie all’altra dell’intercapedine. Grazie a questa caratteristica, in particolare in estate, è possibile ottimizzare il rendimento degli impianti e garantire un adeguato comfort termico e acustico all’interno delle abitazioni.

Questa copertura è Reale Davide Bonora Direttore generale Onduline Italia «Onduline presenta le nuove lastre Polivalenti, un sistema versatile che può essere indifferentemente applicato come sottotegola oppure sottocoppo. Siamo molto orgogliosi di annunciare che in questi giorni abbiamo completato un importante progetto con questo prodotto: il rifacimento della copertura della Villa Reale a Monza, una residenza splendida scelta come sede di rappresentanza di Expo 2015. La versatilità delle lastre Polivalenti comporta una notevole semplificazione: gli operatori infatti non devono più scegliere tra diversi modelli sottotegola, con le varianti imposte dal passo della listellatura, o tra modelli sottocoppo con differenti profili e dimensioni. Le lastre da Sottocopertura Polivalenti Onduline sono idonee per tutti i tipi di tegole ed utilizzabili anche per una

Tetto con lastre Polivalenti Onduline

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copertura in coppi. Durante la fase di installazione i nuovi modelli del sistema migliorano sensibilmente la pedonabilità del prodotto, offrendo agli installatori grande stabilità e sicurezza durante tutte le fasi di posa, e al contempo garantiscono una lunga durata nel tempo di tutto il pacchetto di copertura. Lo speciale profilo delle lastre polivalenti permette di adagiare i coppi direttamente nelle parti piane delle lastre, mentre, quando utilizzate come sistema sottotegola, la straordinaria resistenza e robustezza delle onde permette di supportare la listellatura delle tegole in modo semplice e sicuro».

di isolamento: conduttività termica dichiarata λD di 0,023 W/mK e correntino in aluzinc di altezza 4 cm che assicura una ventilazione sottotegola pari a oltre 200 cmq/m di gronda). Il pannello Isotec XL Plus presenta inoltre una nuova guarnizione in PVC che, pre-applicata sotto al
 correntino metallico, incrementa la
 resistenza a eventuali infiltrazioni accidentali dovute a rotture del manto di copertura in laterizio, e offre una maggior tutela in caso di applicazione su coperture da recuperare dove è possibile trovare piani di posa con difformità. Questa guarnizione è composta da una schiuma in Pvc ad alta densità, a celle chiuse, resistente all’abrasione, alla corrosione e all’umidità, oltre ad avere una buona resistenza ad acidi ed alcali e un’ottima resistenza ai raggi ultravioletti (Uv)».

MIGLIORE SIGILLATURA Roberto Gatti Direttore commerciale Brianza Plastica «Tra le più interessanti novità di Brianza Plastica c’è l’evoluzione del sistema di isolamento a pannelli Isotec nella versione Isotec XL Plus, studiata per migliorare la seconda impermeabilizzazione e la sigillatura alla polvere e all’aria di coperture a falde, ideale sia in interventi di recupero che in nuove edificazioni. Al pari di tutta la serie Isotec XL, il prodotto garantisce ottime prestazioni

Finestre ad alta efficienza Bruno Pernpruner Direttore Fakro Italia «Sempre più spesso si progettano edifici ad alta efficienza energetica, che consentano di ridurre le perdite di calore e di risparmiare sulle spese di riscaldamento. In risposta a questo trend, Fakro propone un’ampia

Dettaglio guarnizione Isotec XL Plus

Profilo finestra FTT U8 Thermo

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FTT U8 Thermo

gamma di finestre ad alta efficienza energetica, ognuna caratterizzata da un differente livello prestazionale, per soddisfare le più svariate esigenze della clientela. Tra i nostri prodotti, abbiamo quattro diverse categorie di finestre da mansarda, con coefficienti termici che variano da 1,3 a 0,58 W/m2K. Siamo così in grado di proporre serramenti idonei per differenti casistiche, dall’abitazione ideata con buoni valori isolanti sino alle case passive. In particolare, tra le nostre finestre ad alta efficienza energetica, la FTT U8 Thermo ad oggi è il serramento con performance più elevate del mercato, in termini di coibentazione termica. Installata con il raccordo EHV-AT Thermo, la finestra da tetto FTT U8 Thermo ha un coefficiente Uw=0,58W/ m²K ed ha ottenuto il certificato del Passivhaus Institut. Questa finestra è proposta a bilico, ma con l’asse di rotazione posizionato al di sopra della mezzeria del telaio del serramento. Dotato di vetrocamera passivo, composto da quattro vetri temperati (vetro esterno temperato, due vetri intermedi temperati basso emissivi e un vetro interno temperato sempre basso emissivo), il modello FTT U8 Thermo presenta un sistema quadruplo di guarnizioni che implementano l’ermeticità. Impreziosita dalla maniglia Elegant, posta nel punto più facilmente raggiungibile del serramento, questa finestra ha un battente che, oltre a poter ruotare di 170°, è fornito di un sistema di bloccaggio in grado di agevolare notevolmente le operazioni di pulizia, rendendole al contempo più sicure. Proposta in differenti dimensioni, dalla più piccola di 55x98 cm alla più ampia di 134x140 cm, la finestra FTT U8 Thermo è realizzata, come tutte le chiusure Fakro, in legno


di pino accuratamente selezionato, impregnato sottovuoto (metodologia in grado di rendere il legno resistente anche alle muffe più insidiose) e rifinito con due mani di vernice acrilica. Dotato di una superficie vetrata molto ampia, che è possibile dotare di tutti gli accessori Fakro (dalla tenda parasole alle zanzariere, alle tende plissettate), questo serramento presenta infine l’innovativo sistema topSafe, utile a rafforzare la costruzione della finestra, per una maggiore resistenza contro l’effrazione».

Coibentazione d’oro o d’argento Claudio Pichler Direttore Tecnico Riwega «Un tetto coibentato deve durare a lungo e mantenere intatte le proprie prestazioni in termini di efficienza energetica. Perché ciò accada Riwega ha messo a punto la nuova generazione di membrane traspiranti Usb Protector, caratterizzata da due novità di gamma: Usb Protector Gold 330 e Usb Protector Silver 230. Si tratta di due membrane ad alta

USB Protector Gold 330 e i suoi 3 strati

traspirazione, che garantiscono al tetto maggiore resistenza nel tempo e maggiori garanzie di impermeabilità. Il film centrale è in poliuretano reactive (Pur), un polimero caratterizzato da una resistenza meccanica più elevata, alta resistenza all’abrasione, usura e capacità di tenuta agli alti carichi di pressione. I tessuti di protezione sono invece realizzati in poliestere, polimero caratterizzato da un’ottima tenacità e resilienza, ma anche elasticità e una buona resistenza agli agenti chimici e al calore. I tessuti di poliestere, inoltre, grazie al basso coefficiente di assorbimento dei liquidi, non risentono dell’umidità: sono impermeabili e resistenti allo sporco. I plus di Usb Protector Gold 330 e Usb Protector Silver 230 derivano proprio dall’utilizzo di materie prime di nuova generazione e di altissima qualità, resistenti ai raggi UV, senza bisogno di stabilizzatori aggiunti, e alle alte temperature (basti pensare che il poliuretano reactive ha un punto di fusione pari a 160 gradi). Ciò consente a Riwega di offrire al mercato un sistema di impermeabilizzazione dei tetti adatto in qualsiasi ambiente e resistente nel tempo. I due prodotti sono al momento i due punti di forza della nostra azienda».

Il legno su misura Giovanni Pietro Grazioli Titolare Centredil «Centredil, in sinergia con Cammi Group e Sined, realizza coperture in legno massiccio e lamellare e solai in legno. La produzione avviene a Visano, in provincia di Brescia e si sviluppa su un’area di 15mila mq. La nostra divisione offre un sistema chiavi in mano, seguendo il cliente dalla progettazione alla posa, e

Copertura in legno realizzate da Centredil

offrendo un tetto in legno che, una volta in cantiere, è solo da montare. Nessun taglio fatto al momento, nessun adattamento: la copertura arriva già pronta per essere posata, grazie a una progettazione attenta e all’utilizzo di sistemi informatici avanzati e macchinari molto sofisticati che permettono di calibrare al millimetro la lunghezza delle travi. E questo non è così scontato. Tanti produttori di tetti in legno, infatti, non avendo una servizio interno di progettazione, forniscono al cantiere un prodotto che deve essere adattato secondo le esigenze, a volte a discapito della qualità stessa della copertura. Oggi il tetto in legno è molto più sofisticato di qualche anno fa: le travi possono infatti essere invecchiate o colorate, per abbinamenti architettonici ed estetici molto particolari. Da non dimenticare poi i solai in legno, che oggi sono in grado di raggiungere le stesse portate dei solai in cemento. Per la posa ci affidiamo a squadre di pose certificate, per le quali organizziamo anche dei corsi di formazione, e che ormai sono ampiamente collaudate».

Quella tegola è maggiorata Alberto LiberO Responsabile vendite Italia SanMarco-Terreal «L’esperienza pluriennale di SanMarco marzo-aprile 2014 - youtrade - 95


È di 57 decibel il limite della lastra Siniat Nell’articolo intitolato «Una lastra che fa per due» (YouTrade di febbraio), per errore sono state invertiti i numeri relativi alla lastra fonoisolante di Siniat. Le prestazioni del sistema sono di 57 decibel e non di 50 come indicato nell’articolo. Quest’ultimo dato si riferisce, invece, al limite previsto dalla legge, abbondantemente superato dalla parete di Siniat. Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori.

Sistema tetto SanMarco 5

si esprime nella realizzazione di prodotti e sistemi per il tetto capaci di interpretare le svariate esigenze della committenza. La nuova sfida commerciale di SanMarco Terreal Italia è particolarmente interessante e si concretizza nell’offerta di sistemi integrati, cioè un insieme di pacchetti certificati, comprensivi di tutti i materiali necessari per realizzare una copertura completa, grazie anche alla collaborazione con altri produttori. Ultima novità è la soluzione tetto n. 5. È caratterizzata da struttura portante in travi di legno lamellare con tavolato, rivestita da una membrana di freno al vapore e un doppio strato isolante, costituito da

Tegola Volnay

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pannelli di polistirene espanso estruso e da pannelli in fibra di legno. Al di sopra è ricavata l’intercapedine di ventilazione, realizzata posizionando dei listelli con 5 centimetri di sezione sormontati da pannelli in Osb. Sopra, sono posti una membrana traspirante termoriflettente e i listelli di supporto delle tegole. Offrire un sistema integrato di prodotti permette di avere un unico interlocutore e una garanzia di maggiore affidabilità. Questi sistemi assicurano, infatti, migliori garanzie nei confronti dell’utente finale, sia rispetto alla qualità dei manufatti sia rispetto al contenimento dei costi per la loro manutenzione e un’efficace gestione delle operazioni di posa in opera, con notevoli vantaggi in termini di tempo. Inoltre, questi pacchetti semplificano anche la fase di progettazione, fornendo parametri prestazionali certi e certificati. Per dare al progettista maggiori opportunità estetiche, SanMarco offre poi un’ampia scelta di formati e colorazioni, in continuo aggiornamento. È il caso, per esempio, della tegola Volnay. Elegante e performante, dotata di un design rigoroso e colorazioni particolari, che vanno dal bruno fino all’ardesia e al grigio, Volnay si presenta come prodotto di riferimento tra le tegole piane di grande formato. Con le dimensioni maggiorate, la forma piana e i profili netti e slanciati, Volnay è ideale per tetti di nuova concezione e coperture antiche, in armonia con le tradizioni del territorio».

IL TETTO OSPITA UN GIARDINO Per le coperture, i giardini pensili sono una particolare soluzione progettuale che sta conoscendo sempre maggiore diffusione. In questo ambito i prodotti Laterlite assolvono essenzialmente a due funzioni nella stratigrafia del giardino pensile: lo strato drenante ed il substrato colturale. Per lo strato drenante Laterlite propone AgriLeca una speciale argilla espansa a pH neutro; per quanto riguarda il substrato colturale, invece, la grande novità 2013 si chiama LecaGreen, speciale miscela a base di argilla espansa, disponibile nelle versioni da 400 e 600 kg/ m3. Novità assoluta è anche LecaDrain, la speciale argilla espansa ad elevata permeabilità all’acqua e ottima resistenza alla compressione, specificatamente studiata per la realizzazione dello strato drenante di giardini pensili intensivi ed estensivi. LecaDrain consente di ottenere uno strato drenante leggero (la densità in opera è di circa 530 kg/m3), resistente (pedonabile già a 24 ore dalla posa) e non gelivo.


Coperture

La membrana che non scherza con il fuoco La mescola autoadesiva di Polyglass consente alla soluzione Adeso di essere utilizzata evitando i pericoli della fiamma sulle superfici in legno. Risultato: garantisce protezione dall’acqua, con l’aggiunta di apprezzati effetti estetici di Gaia De Lorenzi

I

n un tetto a regola d’arte non deve mai mancare la giusta impermeabilizzazione. Tra le tecnologie più all’avanguardia proposte sul mercato c’è Adeso. Protetta da diversi brevetti internazionali, questa tecnologia firmata Polyglass rappresenta un concetto innovativo di produzione delle membrane autoadesive a doppio compound, che utilizzano una mescola App o Sbs nel lato superiore esposto agli agenti atmosferici, e una mescola altamente autoadesiva nel lato inferiore dell’armatura di rinforzo. Le membrane autoadesive con tecnologia Adeso sono applicate senza l’uso della fiamma, attraverso la posa a freddo dei teli. Questa tecnica permette di ottenere un risultato estetico particolarmente apprezzabile, soprattutto con membrane ardesiate chiare. «Il tetto a falda in legno è il principale campo di applicazione, dato che lavorare su questo tipo di materiale con una fiamma libera comporta rischi in termini di sicurezza per l’operatore e per lo stabile intero», spiega Alessandro

Alessandro Raggio

Raggio, direttore vendite Italia di Polyglass. «A questa applicazione se ne aggiungono altre, come i tetti piani, dove avviene in doppio strato, generalmente il primo da 2 millimetri e il secondo 3,5 chilogrammi con finitura ardesiata. Oppure come barriera vapore bi-adesiva, quindi in grado di collegare il pannello isolante all’estradosso del supporto senza dover usare una fiamma, che potrebbe danneggiarlo. In questa ultima applicazione vediamo spesso l’adesiva utilizzata in abbinata al prodotto a fiamma all’interno della stessa stratigrafia». Queste membrane autoadesive sono particolarmente indicate per i pannelli isolanti sensibili alla fiamma, come il polistirene espanso o estruso e il poliuretano. Caratteristica importante è l’applicazione a basso consumo energetico, quindi a scarsa emissione di CO2, che non produce fumi, odori e rumori. «La differenza più evidente rispetto la membrana tradizionale a fiamma deriva dal fatto che per la posa della membrana autoadesiva non è necessario portasi sul tetto bruciatore e bombola del gas», chiarisce Raggio.

«Già questo è un vantaggio non da poco. A questo si aggiungono la notevole leggerezza dei rotoli, l’assenza di fiamme libere durante la posa e quindi la possibilità di lavorare su materiali combustibili o in aree critiche con pericolo di incendio, e la garanzia che l’adesione al supporto, nonché la sovrapposizione dei teli, è garantita da uno strato continuo adesivo». Dato che è maggiormente legata a una tipologia di applicazione, cioè i tetti a falda e in particolare quelli in legno, la membrana autoadesiva rimane un prodotto di nicchia (la membrana a fiamma rappresenta sempre il 9095% del prodotto utilizzato), ma è in crescita costante. «Adeso, all’interno del segmento delle membrane autoadesive, rappresenta da anni il benchmark di mercato», sottolinea il direttore vendite. Ecco i plus - Elevata adesione su tutte le superfici: cementizie, metalliche, lignee e isolanti non fibrosi - Ottima flessibilità a freddo (fino a - 35°C) - Contenuto elevato di polimeri (oltre il 30%) - Elevata durabilità data l’assenza di deterioramento dovuto a sfiammatura - Aumento compatibilità bitume-polimero/ migliore dispersione - Elevati valori di peeling e pull-out - Eccellente resistenza delle giunzioni - Cimose di sovrapposizione sia laterali che di testa con tecnologia SEALlap - Ottima capacità di adattamento ai movimenti del supporto - Assenza di scivolamento - Migliore adesione della graniglia. marzo-aprile 2014 - youtrade - 97


Daliform, aria nell’Iglù Un tema sempre più importante degli ultimi anni è l’eccessivo consumo energetico degli edifici, consumo che è possibile ridurre attraverso la ventilazione del tetto. Daliform Group propone Iglù ventilated roof per la realizzazione di tetti ventilati piani e a falde. La soluzione garantisce maggior comfort abitativo sia nei periodi invernali, che in quelli estivi, oltre che a migliorare la conservazione dei materiali che costituiscono il tetto. Nei mesi invernali, chiudendo la ventilazione con un semplice registro, è possibile isolare gli ambienti dal freddo esterno. Nel periodo estivo, invece, grazie alla ventilazione è possibile ridurre l’apporto di calore negli ambienti sottostanti. La ventilazione evita, inoltre, il ristagno dell’umidità sotto il manto di copertura, con la conseguente formazione di muffe e il degrado della struttura. L’impiego di Iglù ventilated roof in edifici abitativi, commerciali, industriali o pubblici è adatto per creare sottotetti confortevoli oppure tetti piani adibiti a terrazzo, in modo da permettere lo sfruttamento totale della superficie dello spazio costruito.

Basf, il benessere è espandibile Per la coibentazione delle coperture, il polistirene espandibile Neopor di Basf consente di ottenere un isolamento ottimale. Grazie alla presenza di particelle di grafite, che ne conferiscono il caratteristico colore grigio argentato, Neopor garantisce valori di isolamento termico migliori di quasi il 15% rispetto al tradizionale Eps. Le particelle di grafite permettono infatti di assorbire e riflettere gli infrarossi, neutralizzando così l’effetto dovuto all’irraggiamento del calore che influenzerebbe negativamente la conducibilità termica.

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Wierer, Il pigmento che riflette Da sempre, Wierer considera la tegola l’elemento primario per la realizzazione di una copertura di elevata qualità. Ultima innovazione dell’azienda è Tegal Optima Reflex, una tegola minerale di ultima generazione che, grazie all’impiego di speciali pigmenti, è in grado di riflettere una frazione della radiazione solare incidente superiore rispetto ad analoghe superfici non riflettenti dello stesso colore. Questo permette di ridurre l’apporto di calore agli strati sottostanti e il cosiddetto effetto isola di calore, facendo di Tegal Optima Reflex una soluzione ideale per la realizzazione di coperture a elevata albedo. I vantaggi di questo prodotto possono essere ulteriormente migliorati utilizzando la membrana traspirante riflettente Divoroll Clima+ S: l’effetto combinato delle due superfici riflettenti consente di abbassare la temperatura all’interno dell’abitazione di circa 3 gradi rispetto a una soluzione di copertura tradizionale.

Polyglass, dimezza il calore Polysint Sun Reflect di Polyglass è una membrana liquida fibrata in emulsione acquosa di colore bianco, formulata con particolari resine sintetiche, ad alta riflettanza solare (83%) ed emissività termica (91%), con indice di riflettanza solare (Sri) 105, per impermeabilizzazioni bituminose e per calcestruzzo. Polysint Sun Reflect riduce di oltre il 50% la temperatura superficiale del tetto, (se paragonato ad una copertura di colore scuro) e la temperatura interna dell'edificio, mantenendola più costante. Grazie al valore Sri 105, utilizzando questo prodotto si ottengono crediti Leed per la riduzione dell'effetto isola di calore.

Saint-Gobain, isolamento in un pacchetto Isover Saint-Gobain propone un pacchetto per l’isolamento di coperture a falda ventilata, caratterizzato da struttura in legno, doppio strato di isolante con doppio ordine di travetti incrociati, pannelli in lana di vetro Isover Superbac N Roofine G3 e il telo sottotegola tri-strato Bituver Syntodefense con funzione di protezione contro la muffa, gli insetti e i volatili. Grazie alla sua struttura porosa, l’isolante minerale G3 è ideale per isolare sia dal caldo che dal freddo: l’intreccio delle sue fibre di piccolo diametro costituisce infatti una moltitudine di pori dove l’aria viene imprigionata. La particolare struttura a celle aperte conferisce ai prodotti anche ottime prestazioni acustiche. La lana di vetro rende Isover Superbac N Roofine G3 incombustibile, impendendo di alimentare il fuoco e propagare le fiamme. Grazie all’utilizzo di Vario, il freno al «vapore intelligente» che si adatta a ogni stagione, è possibile raggiungere ottimi livelli di tenuta all’aria uniti ad una protezione impareggiabile all’umidità.


In collaborazione con dörken

DÖRKEN ITALIA

Il CLUB DELTA® Professional Italia seleziona i migliori distributori d’italia Nasce DELTA Professional Italia, che punta a una selezione degli operatori più evoluti, proattivi e ad alto valore aggiunto. In abbinato un sito, www.deltaprofessional.it, con tanto di aree riservate per accedere a promozioni ad hoc, formazione in webinar, geolocalizzazione dei punti vendita e molto altro, e l’APP Dorken IT di Gianni Rossi

R

ivenditori specializzati, proattivi ad alto valore aggiunto, che vogliono distinguersi per preparazione, competenza tecnica, scelta dei prodotti più all’avanguardia, attenzione all’ambiente e al risparmio energetico. In sintesi è questo il profilo di distributori di materiali

Gabriele Nicoli

100 - youtrade - marzo-aprile 2014

edili di cui è a caccia Dörken Italia, la filiale italiana della multinazionale tedesca specializzata nella produzione di schermi e membrane traspiranti, elementi per la ventilazione, programmi per l’ermeticità all’aria e in membrane alveolari drenanti. È a questo genere di rivenditori che Dörken Italia propone di entrare a far parte di DELTA® Professional Italia, un club che si inserisce nell’ottica di una selezione del mercato e che vuole dare il giusto riconoscimento a quegli operatori particolarmente evoluti e in grado di creare valore per l’abitare. Entrare a far parte del club non è una cosa da tutti: i criteri di selezione vanno dalla struttura organizzativa alla propensione al co-marketing. I vantaggi sono notevoli: dalle condizioni commerciali privilegiate a promozioni ad hoc nel corso dell’anno, dai corsi di formazione per sé e i propri clienti ad azioni di co-marketing mirate, e molto altro. Del club DELTA® Professional Italia


faranno parte circa 500 rivenditori. A loro sarà data la garanzia di essere partner ufficiali di uno dei brand più storici e affidabili nel settore della traspirazione, dell’ermeticità all’aria e della protezione degli involucri edilizi, anche dai fenomeni meteorici straordinari e del gas Radon. «Il rapporto tra distribuzione e produzione negli ultimi anni è molto cambiato – spiega Gabriele Nicoli, ad di Dörken Italia e deus ex machina del progetto DELTA® Professional Italia -. I rivenditori di materiali edili più proattivi, più lungimiranti, si sono evoluti, le strutture sono progredite. Quest’evoluzione naturalmente non è stata percepita da tutto il mondo dei rivenditori di materiali edili, però laddove questo sviluppo è stato capito, produzione e distribuzione hanno gettato le basi per un rapporto proficuo. È in quest’ottica che nasce DELTA® Professional Italia: il nostro obiettivo è quello di scegliere i migliori distributori, quelli con la voglia di fare e di migliorare, e di sfruttare con loro i vantaggi di una collaborazione orientata alla condivisione del mercato, alla trasparenza nei rapporti, al co-marketing e al rispetto delle competenze territoriali». Insomma, il mondo della distribuzione dei materiali edili dovrà sciogliere i legacci  delle abitudini della cultura pregressa e delle dimensioni per affrontare una nuova strada che lo metta al riparo dal rischio di essere scalzato via a favore di nuovi sistemi e attori. «Il differenziale competitivo – sottolinea Nicoli - dipenderà sempre

più dalla capacità di dialogo tra produttori e distributori, in grado di mettere al centro la qualità, l’innovazione, la specializzazione, la diversificazione, la redditività. È questo tipo di distributore “evoluto” che cerchiamo e che potrà essere riconosciuto come un DELTA®-PRO, Distributore Professionale DELTA®, proattivo e ad alto valore aggiunto». In un secondo tempo il progetto DELTA® Professional Italia coinvolgerà anche progettisti, imprese e applicatori. Assieme a DELTA® Professional Italia nasce anche il portale www.

deltaprofessional.it che sostituisce e integra il sito www.deltaclub. biz, mentre resta fermo il sito web istituzionale dell’azienda www.doerken. it. Il sito accoglie una video gallery con filmati di taglio tutorial, di circa 2 minuti l’uno, in cui vengono spiegate le funzioni e la messa in posa di alcuni tra i prodotti più utilizzati a marchio DELTA, una sezione referenze, con i principali cantieri italiani e non che hanno visto protagonisti i prodotti dell’azienda, 4 aree riservate, distinte per rivenditori, imprese, progettisti, applicatori/carpentieri. I selezionati accederanno tramite password alle offerte personalizzate, webinar formativi, materiali tecnici, che periodicamente l’azienda dedicherà loro, una sezione dedicata ai tecnici DELTA, divisi per regioni e province di tutta Italia, in modo che qualsiasi operatore sappia a chi potersi rivolgere per delle consulenze mirate, una sezione geolocalizzata dei punti vendita più vicini, in cui via via saranno inseriti i distributori di materiali edili affiliati e, infine, una sezione di news e una di formazione, dove trovare le notizie e i corsi dell’azienda. Attraverso bottoni facilmente intuibili sarà possibile accedere anche al sito web www.doerken.it, alla pagina Facebook dedicata, al canale YouTube e all’account Twitter (@doerkenit). marzo-aprile 2014 - youtrade - 101


Fornaci Briziarelli Marsciano

Il tetto è fatto in un colpo solo L’azienda lancia un sistema che comprende un pannello termoisolante sottotegola in Eps con aggiunta di grafite, profilo in lamiera zincata e accessori per la ventilazione. Obiettivo: più comfort e garanzia totale di Veronica Monaco

P

iù di 6 milioni di metri quadrati di tetti coperti ogni anno. Qui si trovano i prodotti di Fornaci Briziarelli Marsciano, azienda umbra specializzata nella produzione di laterizi, tegole e sistemi integrati per la realizzazione di coperture. Ultima novità presentata sul mercato, nell’ambito delle coperture, è il tetto ventilato “a pannello” (Sistema tetto FBM). Con questa proposta l’azienda offre, in un’unica soluzione, un sistema che comprende un pannello termoisolante sottotegola in EPS (polistirene espanso sinterizzato) con aggiunta di grafite, profilo in lamiera zincata per l’aggancio delle tegole e una serie completa di accessori per la ventilazione della gronda e del colmo. «Con questo sistema, FBM offre una soluzione per il miglioramento del comfort abitativo, permettendo di realizzare un tetto coibentato, ventilato, impermeabilizzato», spiega l’architetto Fabio Zoppetti, responsabile tecnico dell’azienda. «La particolarità del nostro sistema, che ci differenzia dalle altre proposte del mercato, consiste in una camera di ventilazione del Pannello grafite

102 - youtrade - marzo-aprile 2014

pannello più elevata, che consente di avere circa 330 centimetri quadrati di superficie ventilata per metro lineare di gronda. Questo permette all’aria di circolare in quantità maggiore rispetto agli altri sistemi garantendo, quindi, prestazioni più elevate dal punto di vista del riscaldamento invernale e del raffrescamento estivo, con significative riduzioni dei costi di esercizio». Il pannello in EPS e grafite è lungo 1,80 metri e presenta battute in sovrapposizione in senso longitudinale e trasversale, con canali di sgocciolamento per la raccolta di eventuale acqua di infiltrazione. «Una caratteristica che garantisce l’impermeabilità del sistema senza l’ausilio di teli a prova di umidità e nastri sigillanti nell’incastro tra un pannello e l’altro», precisa Zoppetti. «Ciò permette di risparmiare tempo e fatica nella posa del sistema. Ovviamente bisogna porre maggiore attenzione a eventuali discontinuità della copertura, per esempio colmi, abbaini, canne fumarie, che prevedono quindi la regolazione e il taglio del pannello e l’utilizzo di nastri sigillanti per evitare che eventuali infiltrazioni d’acqua arrivino fino al solaio». Il pannello, che presenta una conducibilità termica di 0,031 W/m°K e valori di trasmittanza termica particolarmente bassi, è corredato di profilo in lamiera zincata per l’aggancio delle tegole, con la possibilità di variare i passi da 35,2 centimetri per la tegola portoghese FBM e per il Coppo piccolo FBM, a 36 centimetri per la posa del modello

marsigliese FBM e del Coppo piccolo FBM abbinato alla Tegola romana piana FBM, fino ad arrivare ai 37 centimetri della tegola Coppopiù FBM. Il sistema a pannelli FBM è completo di accessori, come Fabio Zoppetti griglie di sostegno per l’ingresso dell’aria lungo la linea di gronda agli elementi per la realizzazione del colmo ventilato. La posa può avvenire indifferentemente su supporti continui in latero-cemento o in legno, semplicemente in appoggio, fissando i pannelli con collante per mattonelle, colla per pannelli in EPS o con fissaggi metallici. Il sistema a pannelli FBM può essere applicato sia in immobili nuovi che in interventi di recupero e riqualificazione energetica di edifici esistenti civili e pubblici. Risulta particolarmente indicato per quelle situazioni «che presentano vecchi solai e coperture che hanno bisogno di non appesantire le strutture». «Proporre un sistema piuttosto che il singolo prodotto, consente al posatore di avere in un unico pacchetto tutti gli elementi necessari per la realizzazione di una copertura, con un notevole risparmio di tempi e costi. Si tratta di una tendenza commerciale sempre più preponderante, che costituirà a mio parere il futuro del settore», conclude il responsabile tecnico FBM.


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ENERGIE ALTERNATIVE

Elettricità, è meglio a chilometro zero Liberalizzazione del mercato e nuove tecnologie consentono di produrre corrente anche a livello locale. Minicentrali eoliche o ideoelettriche offrono dei vantaggi immediati agli utenti. E indotto per imprese di costruzione e installatori di Carlo Lorenzini

L’

energia oggi rappresenta certamente il principale settore di innovazione per l’edilizia. Le soluzioni tecniche e le opportunità di utilizzare nuove tecnologie per produrre più energia da fonti rinnovabili, ridurre i consumi energetici e produrre meno Co2, rappresentano uno dei maggiori settori di sviluppo, sia a livello di ricerca che di applicazioni pratiche. Tra questi, la generazione distribuita rappresenta un elemento strategico dell’intera politica energetica e non solo una delle tante soluzioni o proposte in campo. Niente dispersione Generazione distribuita significa delocalizzazione della produzione energetica sul territorio, ovvero integrazione e diffusione delle fonti energetiche rinnovabili: solare, eolico, biomasse, cogenerazione. Il punto chiave è il passaggio da un sistema di produzione concentrato, basato su pochi grandi impianti, a un sistema di media e piccola dimensione, distribuito nel territorio e collegato alla rete distributiva o che utilizza un meccanismo di accumulo. Un sistema di questo tipo rende più efficiente la produzione e la distribuzione di energia, in particolare per i costi distributivi più bassi, che possono tradursi in risparmi per l’utente finale. In sostanza, la minore distanza tra produzione e consumo permette 104 - youtrade - marzo-aprile 2014

minori dispersioni energetiche e rende il mercato dell’energia un luogo che può essere assimilato alle produzioni a chilometro zero. Infatti, considerando che mediamente il 10% dell’energia prodotta si perde nella rete di trasmissione e distribuzione, un efficiente sistema di generazione e un

efficace network consente un recupero molto significativo delle inefficienze dei sistemi tradizionali. Inoltre, la capillarità produttiva e distributiva consente un maggior adattamento e flessibilità in rapporto alle diverse esigenze dei territori, delle imprese e delle famiglie.


Il conto dei conti Il nostro Paese da alcuni anni ha colmato un gap strutturale nella produzione energetica da fonti rinnovabili, grazie ai vari «conti energia». Tuttavia, molto ancora può essere fatto per rendere ancora più performante e produttivo il sistema di generazione distribuita, utilizzando tecnologie e sistemi innovativi anche in campi diversi da quelli della produzione di energia da fotovoltaico o dai grandi impianti eolici, per lo più posizionati nel Sud dell’Italia. Nuove frontiere dello sviluppo di prodotti e soluzioni per la generazione distribuita, infatti, vedono procedere speditamente alcuni settori da noi ancora poco utilizzati, ma di grande potenzialità. Minieolico, microidroelettrico e piccoli impianti a biomasse, in altri Stati, come la Germania, rappresentano localmente sistemi efficienti e diffusi per produrre energia e il suo consumo sul posto. Tutti i sistemi produttivi innovativi, soprattutto quelli che utilizzano mini o micro tecnologie, producono innovazione nel sistema di prodotti e servizi di supporto alla produzione, e innovazione anche nei sistemi di controllo e gestione, oggi definiti complessivamente con il termine di smart grid. Questi mini impianti producono anche una domanda locale di costruzione e realizzazione, puntuale, segmentata, dispersa e diffusa sul territorio. È, dunque, un mercato per chi lo sa cogliere. Perché si può muovere autonomamente, da parte della domanda, soprattutto indicando ai potenziali clienti le soluzioni, le opportunità e le convenienze.

essere prodotti grandi quantitativi di energia che, attraverso una gestione intelligente (smart) contribuiscono ad abbassare la bolletta energetica a livello locale, quando non azzerarla del tutto. Si pensi, per esempio, al tema dell’utilizzazione dei rifiuti per produzione energetica non solo su grande scala, gli inceneritori o termovalorizzatori che dir si voglia, ma anche in scala minore. Con determinati processi si può produrre gas ed energia dai rifiuti su scala locale. Oppure riguardare gli impianti di trattamento delle acque reflue. Le innovazioni tecnologiche e le sperimentazioni europee in questo campo sono molte.

a fornire prodotti, soluzioni, servizi adatti a questo nuovo mercato. C’è molto da fare in questo senso, a tutti i livelli della filiera. Perché il vantaggio di questo mercato è che porta vantaggi per tutti, per chi produce le soluzioni tecnologiche, per chi usa i sistemi, per chi investe, per chi realizza gli impianti, per chi li gestisce, per chi fa manutenzione. E soprattutto è un mercato che può essere appetibile per le imprese e per le aziende di media dimensione, da quelle di costruzione a quelle della distribuzione dei materiali. Basta solo saper cogliere questa nuova opportunità. Info: http://www.efficienzaenergetica.enea. it/generazione-distribuita/best-practices/

Questione di Life Il programma europeo Life riporta molti esempi di buone pratiche in questo senso e nell’ambito del nuovo programma Horizon 2020 ci sono linee specifiche che finanziano proprio studi, ricerche e lo sviluppo di tecnologie e soluzioni in questi campi. Il vantaggio della cogenerazione è ormai un dato di fatto, lo è per chi opera già in questo settore, ma lo è di più per chi non è ancora orientato

Ma bisogna saperli fare Il mercato della generazione distribuita, spesso chiamata anche cogenerazione, è un settore nel quale lo sviluppo e la promozione di innovazioni nel campo della micro generazione energetica si unisce alla specializzazione e alla capacità delle imprese di sapere offrire professionalità adeguate alla realizzazione di questi impianti. A monte questi sistemi hanno analisi dettagliate delle potenzialità produttive, mentre a valle hanno supporto e servizio alla manutenzione dell’efficienza degli impianti. Il vantaggio di queste nuove forme di produzione energetica è che con piccoli investimenti possono marzo-aprile 2014 - youtrade - 105


Comuni smart

Il privilegio di restare piccoli e contenti Cassinetta di Lugagnano è un borgo storico alle porte di Milano che nel 2007 ha deciso di non costruire più. Eppure il numero di abitanti è aumentato grazie alla ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente. E alla capacità di erogare servizi ai cittadini di Beatrice Casarin

I

n fin dei conti può sembrare molto semplice. Si prende un piccolo borgo storico alle porte di Milano, inserito in un una campagna ben coltivata, lontano quanto basta da una grande metropoli da non esserne fagocitato, si valuta la dotazione patrimoniale in senso storico e ambientale, si sentono i cittadini e si decide che in quel comune, in quel borgo (famoso, tra l’altro, per un 106 - youtrade - marzo-aprile 2014

ristorante stellato, l’Antica osteria del ponte), non si costruirà più e non si urbanizzeranno più terreni agricoli per nuove residenze o nuove attività produttive. Si decide, in sostanza, di preservare la qualità del luogo, ma anche di rinunciare agli oneri di urbanizzazione che, nella maggior parte dei comuni italiani, consentono di chiudere i bilanci comunali in attivo o perlomeno non in perdita.

Scelta radicale Può sembrare semplice, ma non lo è. Scelte radicali e in controtendenza, soprattutto compiute ben prima della crisi edilizia che oggi costringe molti comuni a rivedere i propri piani di governo del territorio comunale e di nuove urbanizzazioni, con la crisi che riduce gli investimenti e ha di fatto bloccato le nuove espansioni. Negli ultimi anni il tema del consumo


Palazzo Visconti Castiglioni Mainieri, a Cassinetta di Luganano, paese a 26 chiometri da Milano, che si affaccia sul Naviglio Grande

marzo-aprile 2014 - youtrade - 107


Design+Qualità+Semplicità=

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di suolo è stato messo al centro dell’attenzione anche dal governo, da molte Regioni (la Lombardia ha un osservatorio in merito) e da molti comuni. Ma c’è chi ha avuto il coraggio di precorrere i tempi. La storia che raccontiamo questo mese narra di questo piccolo borgo a ridosso del Naviglio Grande, 26 chilometri a sud ovest di Milano. Cassinetta di Lugagnano è il primo comune in Italia ad aver approvato nel 2007 un piano regolatore, che in Lombardia si chiama Pgt, Piano di governo del territorio, a crescita zero. Non prevede espansioni e previsioni di crescita degli insediamenti e fissa come obiettivo il mantenimento del territorio agricolo. Il comune di Cassinetta di Lugagnano, che ha 1.905 abitanti ed è immerso nello scenario naturale del Parco del Ticino e riserva

della Biosfera Unesco, ha scelto di tutelare il proprio spazio rurale al pari dei beni storici e architettonici, facendo propria la definizione che estende al paesaggio, anche rurale, il concetto di patrimonio culturale. Territorio come cultura, qualità della vita come obiettivo, le persone, i cittadini, al centro dell’attenzione dei servizi della pubblica amministrazione. Cassinetta di Lugagnano propone un’inversione di tendenza che non ha ancora fatto scuola, in Italia, rimanendo confinata nell’esempio quasi più unico che raro. Anche perché rinunciare all’edificabilità significa anche non finanziare il bilancio comunale con gli oneri di urbanizzazione. E, dunque, la necessità di imparare a rivedere il sistema di entrate e uscite.

Il parco pubblico

a misura d’uomo Ha significato anche rivedere e riorganizzare i servizi in funzione delle nuove esigenze, ottimizzando e puntando sulla partecipazione dei cittadini ai servizi stessi, come il sistema di accompagnamento scolastico dei bambini a scuola, che oggi è svolto attraverso un sistema chiamato Pedibus. Funziona così: al mattino il Comune chiude al traffico le strade che sono attraversate dai bambini che vanno a scuola a piedi usando la formula dell’«autobus umano», formato da un gruppo di bambini passeggeri e La pista ciclabile

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1.905. Un incremento consistente per un piccolo comune (+9,4%), soprattutto in assenza di incrementi residenziali. Segno che la qualità della vita è tangibile e quando lo è attira nuovi abitanti. I quali riutilizzano, ristrutturano e rigenerano il tessuto edificato esistente.

Villa Beolco Negri, sede anche del municipio

da adulti autisti e controllori. Una esperienza lanciata molti anni fa e attiva in altre città italiane e in Europa. L’attenzione ai cittadini più piccoli e alle loro famiglie si evidenzia con lo stanziamento di quasi il 25% del bilancio comunale a favore delle scuole. Il bilancio, peraltro, è trasparente e si può leggere online sul sito del Comune. Il vero patrimonio di Cassinetta, infatti, non è solo quello legato al territorio, all’essere uno dei polmoni verdi di Milano, legato territorialmente a Morimondo, alla La biblioteca comunale ospitata nella Villa Beolco Negri

110 - youtrade - marzo-aprile 2014

sua abbazia, e agli altri comuni rurali dell’area del Parco del Ticino, all’avere una splendida dotazione di ville nobiliari, ma di essere un territorio dove la qualità della vita si esprime con quella dell’ambiente e dei servizi. Al punto che, nonostante il piano regolatore a consumo di suolo zero, Cassinetta da molti anni sta crescendo in termini di abitanti e soprattutto di famiglie con figli. Nel 2005, anno di riferimento per la redazione del nuovo piano urbanistico, Cassinetta aveva 1.742 abitanti. Nel 2013 sono diventati

Sangue blu Un tessuto di qualità che è valorizzato dal vero patrimonio di Cassinetta, ovvero le ville nobiliari legate alla storia delle grandi famiglie milanesi quali quelle dei Trivulzio, dei Visconti, dei Mantegazza, dei Castiglioni, dei Parravicini. Dimore utilizzate nel passato soprattutto come abitazioni per la villeggiatura, sono oggi residenze abitate e rendono il borgo più vivo. Il municipio stesso, con la biblioteca comunale, molto frequentata durante il giorno, è una di queste ville, ristrutturata e riqualificata a uso della collettività, compreso l’annesso parco pubblico. Lungo il Naviglio Grande vi sono numerose testimonianze di questa eredità del passato che oggi, tuttavia, non è solo eredità storica, ma è anche elemento identitario di un buon vivere, di un «ben-essere», che è visibile, percepibile, tangibile passeggiando oltre il ponte a fianco del Naviglio Grande. Preservare questa bellezza, queste dotazioni ambientali e storiche, sembra quasi un esito ovvio, un concetto riduttivo. Ma impostare Villa Castiglioni Nai Bossi


Edilizia rurale

Il ponte sul Naviglio Grande

una pianificazione del territorio che tuteli e valorizzi questi luoghi come luoghi di vita e non come musei all’aria aperta è operazione tutt’altro che semplice. Dietro il concetto di crescita zero si nasconde, infatti, un ragionamento complesso sul futuro del territorio e su come impostare politiche di qualità e di valorizzazione dell’esistente. Cassinetta ha una struttura urbana compatta, baricentrica al territorio comunale, circondata da una estesa cintura agricola e innervata da una rete infrastrutturale nella quale Tempo libero sulla sponda del Naviglio Grande

il Naviglio Grande rappresenta un forte punto di riferimento, assieme al sistema dei canali, delle rogge e dei fontanili ancora oggi presenti su tutto il territorio comunale. Campi come barriera Nonostante queste condizioni, la pressione insediativa della vicina Milano, Cassinetta è stata forte nel tempo. Il mantenimento dello spazio agricolo, quasi una sorta di bastione in difesa dell’abitato, ha garantito la preservazione del borgo, nonostante negli anni Sessanta e Settanta anche a Cassinetta si sia registrata una crescita delle aree artigianali e produttive, oggi per lo più dismesse. E proprio la eventuale riconversione delle aree dismesse è l’unica strada individuata per intervenire sul territorio. Nuove edificazioni non ce ne saranno più. L’impegno dell’amministrazione comunale, che qui come in molte altre piccole realtà è governata da una lista civica di cittadini, è molto chiaro. Il sindaco, Daniela Accinasio, sottolinea questo concetto: «La nostra capacità di amministratori è far comprendere che qui si può investire, ma che lo si può fare compatibilmente con le scelte dell’amministrazione e con le esigenze di valorizzazione turistica e ambientale del nostro territorio». E quindi se le risorse sono poche, si spendono per i servizi primari. E poi si lavora per la governance. Che non costa nulla, se non l’impegno e il tempo di chi con passione e molto volontariato, esercita la funzione di amministratore o di consulente. Il Comune, infatti, ha numerosi servizi forniti gratuitamente da varie persone, compresi alcuni consulenti

specializzati, e che permettono, per esempio, di aprire per la prima volta uno sportello informativo sul lavoro e sulla formazione per riqualificarsi, quanto mai utile in questo periodo di crisi. «Noi sindaci possiamo fare molto», continua Accinasio, che da due anni guida l’amministrazione comunale. «In primo luogo dobbiamo stare tra le persone, capire i problemi e le opportunità e aiutare a sviluppare il dialogo, sia tra i cittadini, tra chi ha proposte concrete, sia tra le attività economiche». Ed ecco allora avviarsi il tavolo del turismo, nel quale sono coinvolti gli operatori economici, per promuovere una migliore ospitalità, oppure le collaborazioni con l’Accademia di Brera per avviare mostre ed eventi culturali, oppure con le tante realtà teatrali che danno vita al frequentato festival teatrale di Cassinetta. E che con la cultura «si mangia» lo dimostra il successo delle iniziative e l’inserimento di Cassinetta tra i Borghi più belli d’Italia e nella rete dei Comuni Virtuosi. La domanda è se un modello virtuoso come Cassinetta, un vero e proprio borgo intelligente, sostenibile, inclusivo, smart, è un modello replicabile. I principi di fondo lo sono, in particolare svincolare il futuro del territorio dalle esigenze di bilancio, pensando a cosa è giusto tutelare e cosa valorizzare con il contributo e le idee di tutti. Un esempio virtuoso, valido e replicabile. Un luogo da visitare, attraversare, assaporare, per capire che lo sviluppo sociale ed economico non passa esclusivamente per l’espansione e la crescita, ma può anche essere basato su una migliore organizzazione e fruizione di quanto oggi esistente. marzo-aprile 2014 - youtrade - 111


Ruredil

Quella riparazione che vale doppio Arriva Paving, una nuova linea di premiscelati a base cementizia, che offre la possibilità di agire su pavimentazioni esterne e interne, con un unico prodotto. Il segreto? Le nanotecnologie di Veronica Monaco

S

brecciature, scartellamenti, abrasioni: i pavimenti non sono eterni. Il passare del tempo e l’usura incidono fortemente sulla loro funzionalità ed estetica. Ripararle, però, è ora più facile grazie a Ruredil. L’azienda lombarda, infatti, ha messo a punto Paving, una nuova linea di premiscelati a base cementizia, che offre la possibilità di agire sia su pavimentazioni esterne che interne, con un unico prodotto. «La grande novità rispetto alle altre linee già presenti sul mercato», spiega Carlo Luisi, direttore vendite di Ruredil, «è la possibilità di operare contemporaneamente sia su spessori molto bassi, come richiesto dalle pavimentazioni interne, che su quelli Carlo Luisi

112 - youtrade - marzo-aprile 2014

più elevati necessari per le superfici esterne. Attualmente, invece, secondo il tipo di applicazione, il mercato offre due soluzioni distinte. Per i pavimenti interni si opera, infatti, solitamente con livelle o prodotti per riparazioni superficiali, strumenti che tuttavia non sono adatti anche in outdoor, visto che non possiedono i requisiti di resistenza ai cicli di gelo e disgelo o ai carichi pesanti necessari per le pavimentazioni esterne, per le quali si usano invece soluzioni in malta tixotropica». Nata per essere fortemente adesiva, la linea Paving di Ruredil sfrutta le nanotecnologie per aderire in maniera ottimale al supporto. «All’interno del composto sono state introdotti micro aggregati, delle dimensioni di un nanometro: per intenderci, mille volte più piccoli di un micron. Questi minuscoli elementi consentono di realizzare impasti cementizi con un’adesione molto elevata, simile a quella che caratterizza la resina», precisa Luisi. La linea Paving si compone di cinque prodotti, indicati per la riparazione di pavimentazioni industriali, stradali, piste aeroportuali, superfici rifinite in calcestruzzo a vista e pavimentazioni in questo stesso materiale, massetti, sottofondi soggetti a traffico pedonale e carraio. «La soluzione base che dà origine a tutta la linea si chiama Paving Total ed è consigliata per il ripristino di buche o scartellamenti da 5 a 60 millimetri», chiarisce il responsabile vendite di Ruredil. «Premiscelato

autolivellante, esente da fenomeni di ritiro, Paving Total è fortemente adesivo: diventa pedonabile dopo 24 ore dall’applicazione, e carrabile dopo 48 ore». A completamento della gamma si inseriscono altri quattro prodotti: Paving Level, Paving Slope, Paving Fast Repair e Paving protect. Il primo è un autolivellante cementizio applicabile su spessori tra i 3 e 1 millimetri, ideale per ripristinare l’aspetto estetico superficiale di una pavimentazione, realizzando uno strato resistente all’usura e omogeneizzandone il colore. «Quando, invece, si deve intervenire su pavimentazioni in pendenza, non è possibile operare con prodotti fortemente autolivellanti come quelli

Paving Primer Total


Paving Fast Repair

descritti in precedenza», chiarisce Luisi. «Per questo, Ruredil ha ideato Paving Slope, un prodotto leggermente tixotropico che può essere posato con estrema facilità anche in presenza di rampe o pendenze molto accentuate». Per riparare velocemente i giunti o fessure importanti, la scelta ricade su Paving Fast Repair, un premiscelato a presa rapida pedonabile entro 2 ore e carrabile entro 4 ore dalla colatura del prodotto. Infine, il consolidante

anti-polvere e antievaporante Paving Protect: una soluzione acquosa di litio silicato, speciali additivi disperdenti e veicolanti che permette la formazione di superfici maggiormente resistenti all’usura, alla penetrazione dell’acqua, e che limita la fessurazione superficiale del calcestruzzo fresco. «Oggi la riparazione dei pavimenti industriali è un argomento che si affronta sempre più anche nel mercato di dettaglio. La linea Paving di Ruredil è stata

pensata in modo specifico per essere distribuita attraverso i rivenditori di materiali edili», conclude Lusi. «Non servirà più chiamare direttamente la centrale di betonaggio per rifare il pavimento o fornire il getto di calcestruzzo, con Paving è possibile ripristinare la funzionalità e l’estetica di un vecchio pavimento in modo semplice e veloce, trovando tutto ciò che serve comodamente nella rivendita più vicina».

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ARCHITETTURA

All’arcVision Prize vince la tecnologia alla latina Il premio promosso da Italcementi a Ines Lobo, professionista portoghese capace di «risolvere in modo creativo problemi architettonici complessi» di Enrico Votton

A

una donna portoghese, architetto, va la seconda edizione dell’arcVision Prize - Women and Architecture, premio internazionale di architettura al femminile istituito da Italcementi Group e giunto alla seconda edizione. La vincitrice è Ines Lobo, 48 anni, docente in Project IV e V al Dipartimento di Architettura dell’Università di Lisbona. Ines Lobo ha iniziato la sua attività professionale indipendente con l’atelier Agnes Lupo/ Pedro Domingos (1998 - 2001). Si è affermata in campo internazionale e vinto diversi concorsi, tra cui il Corpo di anfiteatri Campus della Università delle Azzorre, Ponta Delgada (19982002), Ambasciata del Portogallo, Berlino (1998) e Parco delle Camelie,

Porto (2000). Dal 2002, con il suo studio Inês Lobo/Architects ha vinto il primo premio in diverse gare: Facoltà di Scienze dello Sport e Educazione Fisica nel Polo II, Università di Coimbra (2004), Riqualificazione Urbana alloggiamento del gruppo Regina comunale Leonor, Porto (2005), Riabilitazione Lions Factory - Complesso di Arti e Architetturadell’Università di Évora (2006) e New Public Library and Archives regionali di Angra do Heroismo e Servizi Direzione regionale della Cultura, Terceira, Azzorre (2006). La giuria l’ha scelta all’unanimità quale «architetto versatile, riconosciuta per la sua capacità di lavorare su diverse scale, integrando nuovi edifici nell’esistente tessuto urbano e

Lagiuria del premio: Shaikha Al Maskari (imprenditrice di Abu Dhabi e membro del Consiglio Direttivo dell’Arab International Women’s Forum-AIWF), Vera Baboun (sindaco di Betlemme), Odile Decq (titolare dello Studio Odile Decq di Parigi), Louisa Hutton (inglese, socia fondatrice dello studio d’architettura Sauerbruch Hutton), Suhasini Maniratnam (attrice, produttrice e scrittrice indiana), Samia Nkrumah (ghanese, presidente del Centro Panafricano Kwame Nkrumah),Kazuyo Sejima (titolare con Ryue Nishizawa dello studio d’architettura Sanaa di Tokyo), Benedetta Tagliabue (socia fondatrice con Enric Miralles dello studio d’architettura Embt di Barcellona), Martha Thorne (statunitense, direttore Pritzker Prize), Elena Zambon (presidente dell’azienda farmaceutica italiana Zambon Spa)

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Headquarters Ferreira

risolvendo in modo creativo problemi architettonici complessi». L’arcVision Prize punta a sostenere l’innovazione e la sostenibilità dei progetti e delle realizzazioni presentate, con una particolare attenzione per gli standard di innovazione tecnologica, qualità ambientale, economia delle risorse, responsabilità sociale, ricerca funzionale ed estetica. La selezione della short list aveva visto 21 progettiste provenienti da 15 Paesi: Austria, Cile, Egitto, Francia, Germania, Giappone, India, Irlanda, Italia, Marocco, Portogallo, Spagna, Svizzera, Thailandia, Usa. L’assegnazione del Premio si è tenuta a Bergamo nella cornice di i.lab, il centro ricerca e innovazione di Italcementi, progettato da Richard Meier, un’architettura, che rappresenta, essa stessa, una sintesi delle migliori soluzioni, tecnologie e materiali nel campo delle costruzioni. Ines Lobo


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Mostra Convegno Expocomfort

Tecnologia applicata agli elementi Caldo, freddo, energia e acqua: sono le aree in cui è stato diviso l’evento, che ha ospitato anche mostre e workshop. Ma, spiega il direttore di Reed Exhibitions Italia, Massimiliano Pierini, il concetto è uno: hi-tech per una migliore efficienza di Veronica Monaco

G

lobal Comfort Technology è stato il concept dell’edizione 2014 di Mostra Convegno Expocomfort, la manifestazione internazionale dedicata all’impiantistica civile e industriale, alle energie rinnovabili e al settore dell’idrotermosanitario, che si è tenuta dal 18 al 21 marzo nel quartiere fieristico di Rho, alle porte di Milano. «Un evento globale che ha

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L’espressione Global Comfort Technology vuole esprimere proprio la compattezza di un settore che sfrutta il proprio punto di forza: l’integrazione

racchiuso in sé tutti i segmenti di un mercato estremamente variegato», spiega Massimiliano Pierini, Business Unit Director di Reed Exhibitions Italia, ente organizzatore della manifestazione. «All’interno della fiera abbiamo presentato quattro macroaree dedicate al caldo, al freddo, all’energia e all’acqua, ma non si tratta 116 - youtrade - marzo-aprile 2014

di compartimenti stagni. Ogni settore è riunito sinergicamente all’altro, a testimonianza del fatto che oggi più che mai è necessario ragionare in un’ottica di sistema, per rispondere in maniera efficace alle attuali istanze del comfort, che sono sempre più complesse e trasversali. L’espressione Global Comfort Technology vuole esprimere proprio la compattezza di un settore che ha diverse sfaccettature e che sfrutta il proprio punto di forza: l’integrazione». Impianti in rete sempre più sofisticati, che prevedono mix di tecnologie differenti, controllo remoto dei sistemi e dei consumi, certificazione dell’efficienza energetica, diagnosi e riqualificazione degli edifici esistenti: sono alcune delle evoluzioni che stanno interessando il settore dell’impiantistica. Con un unico filo rosso: l’efficienza energetica. «Vuol dire anche saper gestire in modo intelligente un impianto per ottimizzare i consumi e migliorare le rese energetiche. Oggi la tecnologia lo consente, anche tramite strumenti user friendly quali smartphone o console di sistemi domotici, che aiutano l’utente a controllare in

maniera davvero efficace gli impianti della propria abitazione e risparmiare sui consumi, con conseguenti sgravi anche in bolletta», prosegue il manager. «L’industria è pronta, con un’offerta merceologica innovativa e di qualità, un’opportunità che i consumatori più attenti sanno cogliere e sfruttare». Il meglio dell’Home & Building Automation e delle soluzioni per la gestione e il monitoraggio dell’energia da fonti rinnovabili sono state al centro di That’s Smart, una vetrina espositiva e un momento di confronto con dibattiti, workshop e aggiornamenti. Era collocato nel padiglione 4 della fiera, l’area di Mce dedicata al riscaldamento e alle energie rinnovabili. That’s Smart ha visto la partecipazione di grandi nomi del settore come Biticino, Cairo Energy, Computer Therm, Distech

Massimiliano Pierini


OLTRE 2020 ESPOSITORI

Alcune immagini delle edizioni passate di Mce

Controls, Eurotherm, Fronius, Gewiss, Perry Electric, Regula, Save -Energy, Saia Burgess, Valenia e Zoppas Industries. «Oltre a That’s Smart, Mce ha organizzato anche numerosi altri eventi collaterali, come il Percorso Efficienza & Innovazione volto a valorizzare le eccellenze del settore», continua Pierini. «Una parte di questi prodotti innovativi sono stati selezionati ed esposti in una speciale area-evento, allestita nel Padiglione 6, dal titolo Oltre la classe A». Molto gettonata dai visitatori anche la mostra Macchine del vento. Da Edison a Vortice, che comprendeva una selezione della collezione dell’azienda specializzata in ventilazione, dal primo dispositivo elettrico di Edison (il primo elettrodomestico inventato dall’uomo) al primo modello da tavolo (l’Atomium prodotto dalla Vortice nel

1955), fino agli esemplari di ultima generazione. «Teniamo molto anche alla formazione. Volevamo che i visitatori del Mce potessero tornare a casa con una soluzione o con nuove conoscenze», nota il manager di Reed Exhibitions Italia. «Per questo organizziamo ogni anno anche numerosi convegni, che quest’anno hanno avuto come tema principale smart city e smart plant. Nostro obiettivo è illustrare quali saranno, da qui a tre anni, le tecnologie che influenzeranno maggiormente il mercato. A mio avviso saranno proprio quelle tecnologie impiantistiche in grado di far dialogare l’edificio con il territorio circostante». Folta l’agenda per i visitatori, con appuntamenti dedicato all’edilizia di nuova generazione, con un particolare focus sul mercato italiano, ma anche

Oltre 2020 espositori provenienti da 56 nazioni. Questi numeri di Mostra Convegno Expocomfort 2014, cifre che confermano la vocazione internazionale di una delle manifestazione più significative per il settore impiantistico e Its. Tanto che nel 2013 i visitatori sono stati più di 155 mila, di cui 35 mila provenienti dall’estero. Reed Exhibitions Italia si aspetta di replicare i numeri dello scorso anno, anche grazie alla forza della proposta italiana, leader del settore insieme alla Germania. Mce è cresciuta molto anche sulla componente estera e sono attesi visitatori dalla Turchia, Paese che registra crescite di oltre il 20% all’anno, dalla Francia, dall’Inghilterra, dalla Spagna, dall’Est Europa e dal Sudamerica, soprattutto dal Brasile.

sulle tendenze internazionali con il convegno Energia sostenibile per la città, esperienze internazionali a confronto, che ha elencato alcune case history significative. Sotto la lente anche le sfide impiantistiche per l’energia sostenibile e le potenzialità offerte dall’attuale mercato. E, a proposito di sfide, Mce ne ha già vinta una. La manifestazione ha ottenuto, infatti, primo evento fieristico in Italia, la certificazione di sostenibilità da parte di Icm. «Per noi è motivo di orgoglio. È stato un lavoro complesso e stimolante che ci ha però permesso di prestare maggiore attenzione all’impatto ambientale e all’efficienza energetica della nostra manifestazione. Questo percorso prevede obiettivi di medio-lungo periodo e deve durare almeno sei anni, in vista di un continuo miglioramento», conclude Pierini. marzo-aprile 2014 - youtrade - 117


Future Build Expò 2014

Il domani moltiplicato per otto Le proposte degli operatori presentate alla fiera di Parma a confronto. Dalla app che gestisce un appartamento a distanza, alla cellulosa che viene sparata nelle intercapedini. Poi, il sistema svedese per riparare le tubazioni e…

di Veronica Monaco

S

ostenibilità ed efficienza energetica sono le parole chiave dell’edilizia del futuro. Non solo per i nuovi materiali a disposizione di progettisti e costruttori, e della riqualificazione energetica, ma anche per i prodotti orientati al comfort, la domotica, la facilità di montaggio e installazione. Lo hanno raccontato a YouTrade otto operatori in occasione del Salone della sostenibilità Future Build Expò 2014 di Parma. Casa controllata da smartphone o tablet Simone Ferro Responsabile marketing Somfy «Al Future Build Expò 2014 Somfy ha presentato Tahoma, un sistema

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domotico innovativo per controllare e gestire la propria casa in modo facile, intuitivo e sicuro. Questa soluzione, adatta sia alle nuove costruzioni sia a interventi di ristrutturazione edilizia o ampliamento, non ha bisogno di opere murarie per la sua installazione: Tahoma opera, infatti, attraverso un sistema radio wireless, che permette all’utente di gestire tutto anche in remoto tramite tablet, cellulare o computer. Con Tahoma è possibile creare gli scenari più adatti a ogni singola esigenza abitativa: dal controllo degli accessi e porte di garage, alla gestione delle tapparelle, tende da sole, controllo delle luci e del riscaldamento. Le diverse applicazioni sono più di cento e possono essere gestite singolarmente o per gruppi: non

è quindi necessario progettare fin da subito un impianto complesso, ma si possono implementare le funzionalità nel tempo, senza dover ricorrere a un sistemista. Purtroppo la domotica in Italia è sempre stata un argomento di nicchia, anche per i costi elevati dovuti alla realizzazione di impianti molto complessi. Somfy vuole invece avvicinare il grande pubblico a queste tecnologie attraverso la creazione di sistemi semplici, intuitivi e versatili, a una cifra accessibile a tutti: il prezzo per il modello base è infatti di 520 euro, iva esclusa. Il riscontro del pubblico è positivo, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di una maggiore sicurezza ed efficienza energetica: a questo proposito, Tahoma può essere implementato con installazioni


professionale in termini di informazioni tecniche e assistenza. Per questo motivo Italcementi ha deciso di dare fisicità alla propria proposta, localizzandola sul territorio, attraverso il canale delle rivendite. Abbiamo scelto le migliori, quelle in grado di veicolare i nostri prodotti innovativi e fornire il giusto supporto, che affiancheremo come partner. Per essere ancora più vicini ai clienti, organizzeremo sul nostro portale una community, due convegni tematici durante l’anno e la possibilità a qualsiasi tecnico che si rivolga alla nostra azienda di avere a disposizione un servizio di assistenza entro 24 ore». Un fiocco per isolare le pareti Francesco Vinci Capo area Nord Italia Nesocell

Il convegno Retrofit a Future Build Expò

aggiuntive come il sistema d’allarme wireless Protexial io, comprensivo di sensori e telecamere, o con sensori di luminosità e temperatura, associati a termostati senza fili».

«Italcementi ha aderito a Future Build Expò 2014 per presentare il nuovo servizio i.nova Contact Point, disponibile da marzo con 300 punti vendita su tutto il territorio italiano. Il progetto è nato da una considerazione

dell’azienda sul momento attuale: il mercato è completamente diverso, la filiera si è ricomposta, la committenza è più esigente e qualificata. Più che sulla gestione della crisi dovevamo quindi iniziare a pensare alla gestione del cambiamento. Italcementi ha deciso di lavorare su queste tematiche e mettere in campo una nuova organizzazione della sua offerta, per la quale i prodotti non fossero più individuabili solo per la loro prestazione tecnica ma per le loro performance. Ci siamo inoltre chiesti se le innovazioni con le quali siamo conosciuti in tutto il mondo, dal cemento trasparente al Tx Active, fossero veramente fruibili dal pubblico

Antongiulio Ceccariglia

Il convegno dedicato alle Smart City

È il momento di spiegare a tutti l’innovazione Antongiulio Ceccariglia Key Account Manager Italcementi Group

«Nesocell è nata nel 2009 come spinoff del Politecnico di Torino, che ha messo a punto e perfezionato l’utilizzo di cellulosa derivata dagli scarti di cartiera, come materiale per l’isolamento degli edifici (λ = 0.38). Si tratta di un prodotto riciclato, naturale, che è trattato con materiali naturali come verderame, calce idrata e idrossido di alluminio. I fiocchi di cellulosa Nesocell si presentano come ovatta (cotone) di cellulosa di legno, che è insufflata da un macchinario nelle intercapedini delle pareti, nei tetti in legno o nei sottotetti non calpestabili, fino a

marzo-aprile 2014 - youtrade - 119


con interventi per il monitoraggio della presenza di campi elettromagnetici, amianto, scariche elettriche, controlli sulla sicurezza dei cantieri, bonifica di canali aero-idraulici. Proprio quest’ultimo settore è stato recentemente sottoposto a una nuova normativa, la disposizione attuativa del decreto legge 81/2008, che prevede l’obbligo di effettuare ogni anno la valutazione di rischio degli impianti, al fine di prevenire potenziali pericoli per la salute degli inquilini». Dalla Svezia soluzione con il Tubus Paolo Fugazza Titolare Tubus System

Incontro a Future Build 2014

raggiungere il punto di saturazione. Questa operazione non invasiva consente all’involucro opaco di essere completamente isolato, senza dover ricorrere all’installazione del cappotto. Adatto ai condòmini o a singoli appartamenti, il sistema ha una versatilità d’uso assoluta: l’unica condizione è che vi sia appunto una camera vuota, un’intercapedine, tra la parte interna e quella esterna dell’edificio. Diamo una garanzia decennale sulla stabilità del prodotto e di 50 anni contro l’insorgere di muffe. Il costo medio di un intervento si aggira intorno ai 1.500-2000 euro per un appartamento in un condòminio, e tra i 3-6mila per una villa».

Adesso La legge va certificata Gianluca Savigni Direttore area fisica energetica Studio Alfa «Studio Alfa si occupa di certificazione e verifiche legate principalmente all’ambiente, all’energia, alla sicurezza sul lavoro e igiene, sviluppando un rapporto diretto con le aziende e le pubbliche amministrazioni e offrendo servizi di ottimizzazione, manutenzione o intervento rispetto ai diversi ambiti di attività. Abbiamo oltre trent’anni di esperienza con un team di cento tecnici specializzati e 14 distaccamenti nelle principali regioni italiane. A livello condominale operiamo a tutto campo

«Per intervenire sulle tubazioni di scarico, la nostra azienda propone una soluzione innovativa che non prevede alcun tipo di demolizione. Si tratta di una tecnologia svedese che abbiamo importato per primi in Italia. Prevede l’applicazione all’interno delle tubazioni esistenti di alcuni strati di una speciale resina a base di poliestere rinforzato con fibra di vetro. Questa resina aderisce perfettamente alla tubazione, e solidificandosi garantisce una nuova conduttura in plastica durevole e sicura. Questo sistema è anche sostenibile dal punto di vista ambientale perché è al 100% riciclabile, non rilascia nell’ambiente sostanze tossiche e non produce macerie. A parte la rapidità della soluzione Tubus

Francesco Vinci

Gianluca Savigni

Paolo Fugazza

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System (un intervento su un’intera colonna di scarico di un condominio si completa in un paio di giorni), un altro plus è l’assoluta mancanza di disagio per i condomìni, in quanto non si crea polvere o rumore. I materiali che utilizziamo hanno una durabilità di 50 anni, mentre sull’intervento in sé offriamo una garanzia di dieci anni. È ovvio che consigliamo sempre di effettuare delle verifiche periodiche sulle tubazioni e intervenire in maniera mirata e pianificata, anche perché il costo di un’ispezione è sempre minore rispetto a un lavoro di ricostruzione completo. Siamo intorno ai 500 euro a giornata per un’ispezione, contro i 13.500 euro di costo fisso per un intervento su 60 metri di tubazione.».

Inaugurazione 2014

edifici residenziali in classe A ad Albate, in provincia di Como, dove è stato scelto Perlitech Termico». Canne fumarie con nuove camicie Massimo Lambruschi Socio e amministratore di Elenca

tipologie di lavori prevediamo inoltre una verniciatura interna, che viene applicata solo dopo aver asciugato preventivamente tutto l’impianto e aver tolto tutte le incrostazioni attraverso una leggera sabbiatura. Il risparmio in termini economici e di tempo, e la mancanza di disagio per gli inquilini sono i maggiori plus dei nostri sistemi, che sono tutti garantiti per un minimo di dieci anni. Con Furanflex rifacciamo tutto l’impianto con una spesa compresa tra i 9 mila e i 10 mila euro». Il risparmio energetico paga Francesco Asti Architetto

I prossimi anni in un blocco modulare Matteo Brenna Responsabile qualità e sicurezza MVB «A Future Build Expò abbiamo presentato Perlitech, nato dalla partnership tra MVB e Perlite Italiana. Si tratta di un sistema modulare in blocchi di calcestruzzo e perlite espansa ad alte prestazioni, in grado di rispondere a diverse esigenze costruttive secondo la destinazione d’uso. Questa famiglia di prodotti si declina, infatti, in blocchi tagliafuoco, termici, termoacustici e portanti. Perlitech è stato presentato a settembre 2013 e ha trovato già applicazione in diversi cantieri, tra cui la realizzazione di sei

«Elenca propone una tecnologia innovativa per il risanamento delle canne fumarie con metodo non distruttivo, che utilizza principalmente la tecnica dell’incamiciamento interno dei tubi tramite guaine flessibili polimerizzate in sito, senza la necessità di interventi di demolizione. Questo sistema si chiama Furanflex ed è adatto non solo per le canne fumarie, ma anche per condotti di ventilazione, camini a legna, scarichi anche fognari, circuiti idraulici per il riscaldamento e l’acqua potabile. Per questi ultimi due

«Il parco abitativo italiano ha un assoluto bisogno di interventi di risanamento energetico. In qualità di architetto specializzato in queste tematiche ho deciso di mettere a punto un servizio di consulenza tecnica destinato a migliorare la classe energetica degli edifici e, di conseguenza, la loro remunerabilità immobiliare. Si tratta di un servizio svincolato dalle aziende, che vuole proporre una diagnosi precisa degli interventi di riqualificazione necessari e un capitolato tecnico, con un ventaglio di due-tre differenti proposte, che possono essere pagare anche in conto consumi, cioè attraverso il risparmio energetico effettivamente raggiunto».

Matteo Brenna

Massimo Lambruschi

Francesco Asti

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youbook Inventare Twitter Una storia di potere, denaro, amicizia e tradimento di Nick Bilton traduzione S. Crimi e L. Fusari Mondadori Collana Ingrandimenti 2014; pp. 324 18 euro Amicizie tradite, lotte di potere, determinazione e grande passione. Sembra un romanzo dell’Ottocento, ma la storia è tutta vera ed è di estrema attualità. Stiamo parlando di Twitter e della sua gestazione a opera di una visionaria squadra di nerd di San Francisco, andati ben al di là delle loro stesse aspettative. Il giornalista del New York Times Nick Bilton, dopo aver esaminato carte ed e-mail riservate e intervistato tutti i suoi numerosi protagonisti, ha ricostruito per la prima volta l’intera storia del social network a 140 caratteri, dalla nascita della start-up Odeo alle liti dei suoi fondatori, fino al recente successo mondiale. Oggi Twitter vale 11,5 miliardi di dollari e conta quasi 300 milioni di iscritti, tra cui anche Barack Obama e Papa Francesco. Per chi: per tutti coloro che sono curiosi di conoscere i retroscena di una delle società più famose del mondo, che ha rivoluzionato il modo di fare comunicazione on-line.

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L’enigma della crescita di Luca Ricolfi Mondadori - Collana Saggi 2014; pp. 272 19 euro

I problemi economici si ammantano di mistero nel nuovo libro di Luca Ricolfi. Le vittime di questo originale volume, un po’ saggio un po’ giallo, sono le teorie economiche e i modelli evoluzionistici che caratterizzano la nostra società, demoliti in un sol colpo dall’economista di area liberista. Perché il vero nemico della crescita economica è la crescita stessa: l’aumento del benessere tipico delle società «avanzate», infatti, fa lievitare i costi di produzione e riduce gli incentivi a migliorare la propria condizione. La tendenza al declino e alla stagnazione economica è dunque inevitabile, ma non è una condizione immutabile. Migliorare i fondamentali dell’economia (ovvero capitale umano, tassazione delle imprese, qualità delle istituzioni) è l’unica arma con cui i Paesi avanzati, e l’Italia più che mai, possono ostacolare la tendenza al rallentamento. Per chi: un libro che aiuta a capire perché i Paesi ricchi hanno smesso di crescere e come è possibile invertire la rotta.

Le 6 cose che un capo deve saper fare Strumenti manageriali per i capi intermedi di David Cariani Franco Angeli 2014; pp. 128 17 euro

Svolgere il ruolo di capo non è facile: gestire risorse, raggiungere risultati attraverso gli altri, guidare e motivare le persone, essere responsabili degli obiettivi di un’unità organizzativa sono abilità che non si acquisiscono dall’oggi al domani. Questo volume di David Cariani, coaching con oltre vent’anni

anni di esperienza, offre alcuni strumenti operativi utili per affrontare le criticità del ruolo in maniera competente e consapevole. Attraverso un’esposizione molto concreta e agli esercizi di approfondimento, questo libro si pone come un pratico vademecum per diventare un capo autorevole, riconosciuto sia dai collaboratori che dai propri responsabili. Per chi: per tutti coloro che hanno un ruolo manageriale di livello intermedio e vogliono imparare a essere un leader qualificato all’interno della propria azienda.

La vendita perfetta Tecniche, motivazioni, mitologie di Roberto Provana Anteprima Edizioni 2014; pp. 136 13 euro

Beh, lo ammettiamo, forse perfettaperfetta proprio no, ma se si vuole riuscire a mettere a punto una vendita a regola d’arte ci sono alcuni aspetti da tenere sempre a mente. A spiegarli Roberto Provana, consulente internazionale specializzato in psicologia e comunicazione. Riscoperta dei valori fondativi della professione, orientamento al business e flessibilità sono, secondo l’autore, i tre elementi alla base dell’attività del venditore, che deve prima di tutto investigare i processi di acquisto del proprio cliente, per poi ispirare le funzioni di marketing della sua azienda. Per testare se siete bravi venditori, il libro offre inoltre un test che misura il proprio livello di assertività. E se i risultati non sono quelli sperati, ci si potrà allenare con le varie esercitazioni pratiche presenti nel manuale. Per chi: per i professionisti delle vendite, il volume offre numerosi spunti pratici per diventare perfetti… o quasi.


hi

Touch Screen evoluti Il mondo hi-tech continua la sua marcia verso nuove innovazioni per migliorare costantemente il rapporto tra uomo e tecnologia. Il passaggio da tastiera “meccanica” a digitale ha comportato un notevole cambiamento nell’approccio di scrittura degli utenti mobile. L’assenza di rilievi che facilitassero il gesto è però ora sostituito da tecnologie sempre più precise nella lettura dei movimenti di scrittura. Fleksy, azienda che qualche mese fa ha rilasciato in anteprima la sua tastiera predittiva, ha reso disponibile l’SDK di sviluppo per i developer interessati. La soluzione nata per essere utilizzata in app come Launch, Center pro, Gv Connect, Blindsquare, può ora essere implementata con altre applicazioni. Molteplici sono i vantaggi come il suo essere predittiva e apprenditiva: prevede cioè con molta precisione le parole che si stanno digitando e riesce a immagazzinare tutta una serie di dati per apprendere stile e vocabolario dell’utente. Riesce così a combinare gesture, touch typing e interpretazione, velocizzando le azioni di scrittura.

Smartphone supereconomico

Novità in volo Tre ore per raggiungere New York partendo da Londra, solo sei per la tratta Los Angeles-Tokyo. Sembrano numeri fantasiosi, ma a questi risultati puntano gli ingegneri impegnati nello sviluppo di Spike S-512, il jet supersonico privato che si appresta a mandare in pensione anticipata Airbus e Boeing. Il progetto è ancora in fase di sviluppo ma la dead line è già fissata: fine 2018. Iniziano comunque a circolare le prime indiscrezioni, come il costo di 80 milioni di dollari per la sua realizzazione, o l’incredibile velocità di 1370 miglia orarie ovvero oltre i 2200 Km/h. Visto che il paesaggio difficilmente potrebbe essere apprezzato a queste velocità, e considerata la necessità di chiudere ermeticamente il mezzo, ecco che all’interno trovano spazio ampi display che riproducono l’esterno o immagini preregistrate. Un nuovo mezzo di trasporto, ma non di massa, infatti potrà ospitare solamente 18 passeggeri.

Lo scanner 3D economico Febbraio 2014 nel mondo della tecnologia verrà ricordato per una nuova tecnologia che finalmente diviene accessibile a tutti: lo scanner 3D ad alta risoluzione. Si apre così la possibilità a designer, hobbisti, piccole e medie imprese, startup e creativi di scansionare e manipolare oggetti fisici e di condividere le immagini 3D direttamente dai loro studi, uffici o case. Lo scanner è stato prodotto dalla realtà Matterform, startup canadese fondata da Drew Cox e Adam Brandejs, designer e programmatori con un background lavorativo legato al mondo della pubblicità. Il suo funzionamento è semplice, simile a qualsiasi altro sistema dalle stesse finalità. Lo differenzia però l’uso di una fotocamera ad alta definizione che produce accurate scansioni, dettagliate nei colori e fedeli nella lettura dei minimi particolari. Una lettura veloce, capace di catturare in soli 5 minuti qualsiasi immagine ad alta risoluzione. Inoltre le ridotte dimensioni lo rendono un utile compagno di viaggio. Il prezzo è di soli 579 dollari.

Il mondo del software libero sbarca nel mondo Mobile. Sta per nascere infatti un nuovo antagonista di iPhone e Android basato su Linux e realizzato dalla società Canonical Ltd. Le prime anticipazioni sono state svelate durante lo scorso Mobile World Congress di Barcellona. Artefici di questa sfida (un primo tentativo era fallito a causa di una sfortunata campagna di crowdfunding), sono due realtà sconosciute: la spagnola Bq e il produttore cinese Meizu. Questi nuovi dispositivi guardano ai mercati emergenti, che si apprestano ad accedere ai telefonini intelligenti. La loro commercializzazione è fissata entro il 2014 e dovrà fare da apripista per l’ingresso di marchi più blasonati. Nel frattempo gli sviluppatori sottolineano la presenza di già 50 applicazioni tra le migliori in circolazione. Tra queste si annoverano Facebook, Twitter, Grooveshark, Evernote. Il sistema utilizza lo standard html5 e una particolare interfaccia grafica che consente ad ogni applicazione di occupare una home screen dedicata.

marzo-aprile 2014 - youtrade - 123


ZAPPING Una doccia su misura

Anche quando si presenta la necessità di realizzare soluzioni che richiedano tagli dei prodotti differenti, Duka fa sentire la propria voce. Specialista di prodotti su misura, l’azienda propone docce adatte a qualsiasi ambiente bagno, facili da installare e complete di dettagli tecnici come l’innovativo sistema Close&Stop, che agevola il movimento della porta scorrevole, le cerniere a filo vetro, i cuscinetti di scorrimento regolabili e la tecnologia brevettata di sistema di incollaggio UV. Le docce Duka non richiedono ristrutturazioni ma sfruttano murature frontali, tagli, incavi, falde del tetto e dislivelli del pavimento per aderire allo spazio e modellare la forma della propria cabina.

124 - youtrade - marzo-aprile 2014

Quartarella mette tutti al tappeto

Dopo il successo del primo concorso in collaborazione con Antoniolupi, il Centro Edile Quartarella continua a scommettere sui talenti del territorio, e in occasione del suo 65° anno di attività lancia il contest Vi mettiamo al tappeto, per la realizzazione di una linea di prodotti da bagno e spazi living. Nato in collaborazione con l’azienda Arlexitalia, il concorso scade il 10 maggio 2014 ed è rivolto agli architetti e designer di Puglia e Basilicata. Il vincitore, che sarà designato entro giugno, siglerà un contratto da professionista con la ditta Arlexitalia per la commercializzazione dei tappeti. Per la produzione, sarà invece lo stesso vincitore a selezionare gli artigiani o le imprese più idonee. Per ulteriori informazioni: www.quartarella.it.

Nuovo sistema FBM per murature in zona sismica

FBM ha messo a punto un nuovo sistema ausiliario di ancoraggio per la sicurezza delle tamponature in zona sismica, in conformità con il decreto 14/01/2008 relativo alle Norme Tecniche per le costruzioni. Il sistema FBM è costituito da profili a «C» 50x64x4 (montanti verticali in acciaio e montati alla distanza di progetto) e di profili ad «L» (disposti orizzontalmente tra i ricorsi dei mattoni o dei forati, con funzione anti-espulsione della muratura), il tutto collegato con bulloni in acciaio. Oltre al completo sviluppo del progetto esecutivo, l’azienda fornisce il materiale e gli accessori necessari alla realizzazione del sistema, consentendo, quindi, alle imprese costruttrici di acquisire una soluzione brevettata e certificata.

Ospedale a prova di luce con Suncover

In costruzione su un’area di circa 250mila mq sotto la guida dell’architetto Aymeric Zublena, il nuovo Polo Ospedaliero Unico di Monselice (Padova) vedrà l’utilizzo di 1.300 tende filtranti e oscuranti di Suncover. Progettata per ridurre del 30% il consumo di energie primarie, la nuova struttura attribuisce estrema importanza alla luce naturale. Per questo motivo sono state previste grandi vetrate in facciata che permetteranno di aumentare la luminosità degli ambienti senza infastidire, proprio grazie agli elementi schermanti Suncover in grado di controllare l’irraggiamento. La fornitura comprenderà tende con fondale trattenuto da guide laterali in alluminio e telo libero in tessuto filtrante Microscreen, e gli oscuranti Suncover Black-Out BO10 a tutela di ambienti tecnici ed operativi, in grado di rendere l’ambiente al 100% impermeabile alla luce.


Don’t worry, build happy con Xella

Il camino va in giardino con Focus

In giardino o in veranda, in inverno e in primavera, sarà sempre possibile vivere la magia del fuoco e riscaldarsi, grazie ai nuovi focolari di design studiati da Focus per l’outdoor. Alcuni dei modelli sospesi più famosi di Focus sono stati rivisitati per essere fruiti anche all’aria aperta: tra questi Gyrofocus (sospeso e girevole a 360 gradi) e Bathyscafocus, oltre a Ergofocus, Magmafocus, Mezzofocus, Paxfocus, Miofocus ed Emifocus. Nuovissimo, invece, il modello Sunfocus con funzionamento a legna o a carbonella. Si tratta di un ampio braciere, che d’estate può essere impiegato come barbecue grazie alla griglia fornita in opzione. D’inverno, per contro, Sunfocus offre la magia del fuoco su un vassoio d’acciaio nero. Ogni modello è trattato con vernice anticorrosiva e adeguamento degli scarti pirolegnosi, in maniera da resistere più agevolmente alle condizioni atmosferiche. Per essere installati i camini outdoor di Focus, tutti sprovvisti di vetro occlusivo, hanno necessità di una piastra di sostegno e di condutture isolate per esterni (anche su misura).

È italiana la prima porta blindata in Classe 5

Primato tutto italiano per Dierre D-Five Stars, la prima porta blindata omologata in Classe 5. D-Five Stars è progettata per resistere ad attacchi con attrezzi elettrici e manuali, ed è adatta sia alla protezione di abitazioni in zone a rischio sia di edifici pubblici sensibili. All’interno della scocca la porta presenta speciali rinforzi verticali che rendono più rigida e robusta la struttura, mentre a protezione del battente (del peso di 150 kg) è collocata una lastra di acciaio spessa 6 millimetri. Sempre lungo il lato delle cerniere, sono collocati i rostri fissi dedicati che impediscono lo scardinamento dell’anta. La sicurezza si unisce, inoltre, all’efficienza energetica grazie alla lamina parafreddo che protegge da spifferi e lame di luce,

Ottenere edifici ad alte prestazioni non è mai stato così facile e sicuro. Questo il messaggio della nuova campagna Xella per il 2014, caratterizzata dallo slogan Don’t worry, build happy, un messaggio semplice ed efficace per comunicare sia alla filiera che ai consumatori finali. L’azienda si affaccia, inoltre, sui social network per consentire agli utenti di informarsi e scegliere in maniera consapevole come costruire o ristrutturare al meglio la propria casa. Tanti anche gli incontri organizzati da Xella in tutta Italia, per presentare i propri sistemi Ytong e Multipor. Ecco le date inserite nell’ambito dell’Azero Tour: Focus “Nuova edilizia” (11/03 Padova; 12/03 Alessandria; 19/03 Como; 20/03 Cremona; 24/03 Rimini; 01/04 Verona; 04/04 Pordenone; in autunno Pescara e Roma); Focus «Recupero» (10/04 Savona; 07/05 Teramo; 15/05 Modena; 20/05 Vicenza; in autunno Monza). Proseguono, infine, le attività istituzionali di formazione e informazione rivolti ai vari target coinvolti nella filiera edile.

rientrando automaticamente all’apertura della porta. D-Five Stars è disponibile nelle varianti Elettra Detectori (con serratura elettronica motorizzata) e Hi-Fi (con chiusura a cilindro di alta sicurezza e chiusura a doppia mappa Lock Trap System, in una sola serratura).

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nido di relax e benessere partendo da un vecchio e arrugginito deposito di acqua di New York. Nasce così una Tank House, un luogo rifinito con pavimenti in legno, che utilizza solo materiali naturali. Una piccola struttura nella quale trovare calma e tranquillità tra la lettura di un buon libro e l’ascolto di un disco.

NUOVO MARCHIO PER EDIFICI IN LEGNO

L’ABITARE CHIC DELLE TORRI IDRICHE Le torri idriche puntellano i profili di numerose città ma si presentano come strutture ormai desuete, abbandonate al loro destino. La loro presenza talvolta però cambia se l’occhio attento di un architetto incontra la precarietà delle loro architetture. Esistono così al mondo alcuni interessanti operazioni di ripristino che riescono a trasformarle in edifici dal design innovativo e in grado di rinvigorire il disegno dell’ambiente circostante. In Belgio sono gli appartamenti Woning Moereels a dare un esempio di come la torre possa trasformarsi in un luogo privilegiato per apprezzare con una vista mozzafiato i giardini circostanti. La sua riserva d’acqua originale è stata ripresa e trasformata in un’incantevole piscina. Un taglio più tipicamente industriale è quello apportato invece in Olanda a una torre idrica degli anni trenta, toccata dallo stile della Zecc Architecten. Nove piani ridisegnati con acciaio, cemento e vetro; linee pulite e aperte da ampie vetrate. La Germania ripristina e dona un cuore ecologico alla Umbau Wasserturm di Essen, anche qui otto piani diventati uffici e appartamenti. In Inghilterra una vecchia torre ha cambiato la sua destinazione d’uso diventando un hotel con stanze lussuose da 150 sterline a notte. Da struttura di stoccaggio ad edificio ricettivo. L’architetto Brian Messina è riuscito invece nell’intento di ottenere un 126 - youtrade - marzo-aprile 2014

Secondo l’Iso (International organization for standardization) è “sostenibile ciò che tiene conto di tre aspetti contemporaneamente, ovvero quello sociale, quello economico e quello ambientale; pertanto lo sviluppo sostenibile… soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”. Seguendo questo assunto nasce il nuovo protocollo Ecolife per edifici in legno. Si tratta di un nuovo marchio di sostenibilità edilizia per edifici prefabbricati in legno definito dalla fondazione di ClimAbita. A guidare questa nuova realtà altoatesina troviamo Norbert Lantschner, già ideatore e promotore del progetto e dell’Agenzia CasaClima. Un primo progetto che si fregia di questo innovativo marchio è la casa Webhofer realizzata dal Gruppo Rubner Haus. I criteri rispettati si possono riassumere in tre punti: ecologia, benessere ed economia sociale. Aspetti che dimostrano il rispetto dell’eco-compatibilità delle scelte costruttive anche per un tempo futuro, la salubrità dell’aria indoor e l’etica delle aziende produttrici. Un marchio che non ne sostituisce altri ma che si identifica come un sigillo ulteriore di garanzia soprattutto per i temi della sostenibilità. Per fregiarsi del marchio l’edificio deve dimostrare di non utilizzare legni tropicali e pvc nelle pavimentazioni, nelle finestre e nella canalizzazione di ventilazione meccanica. La presenza di filtri per la raccolta dell’acqua piovana e l’assenza di metalli pesanti rappresentano un indispensabile plus dell’edificio. Di fondamentale importanza è inoltre la verifica durante e post lavori della valutazione della qualità dell’aria indoor e del blower door test.

Architettura da ricerca L’università è uno dei luoghi per eccellenza per la crescita di ricerca e ricercatori. Per questo anche i suoi ambienti devono manifestare, promuovere e stimolare fruitori e non dei suoi spazi. In questa direzione guardano i prossimi lavori di ampliamento della famosa università australiana di Queensland, nello specifico la sede distaccata di Gatton. Qui infatti interverranno gli architetti dello studio m3architecture per la progettazione del laboratorio di medicina pensato per quaranta studenti. Gli spazi interni non lasciano libero sfogo alla fantasia dei progettisti che hanno ricercato la massima funzionalità, realizzando un unico stanzone per il laboratorio e due locali di servizio. Questo assunto non vale però per l’esterno disegnato con particolare cura estetica, giocando con le possibilità permesse dal laterizio. L’edificio si presenta così con un forte impatto materico. L’involucro esterno poggia su una pedana di calcestruzzo a vista la cui texture amplia l’effetto di orizzontalità delle strutture. L’incontro dei materiali realizza inoltre una ricchezza di tonalità in base alla luce naturale delle varie ore del giorno. I mattoni che rivestono la superficie esterna esaltano questo dialogo con la luce e la loro disposizione variegata crea differenti ed estetici effetti chiaroscurali. I mattoni infatti sono disposti in differenti modi: allineati, di punta, di piatto, con fori a vista. Si ottiene così un metaforico incontro tra l’ordine delle tecniche scientifiche e la libertà delle ricerche estetiche architettoniche.


devono essere debitamente informati sulle modalità di accesso online per fruire delle informazioni. Infine ogni produttore dovrà predisporre per ogni prodotto o lotto un codice di identificazione unico del prodotto tipo. Un risultato che ridurrà i costi a carico delle imprese del settore costruzione.

news dalla rete Opere d’Ante www.savio.it/blog/opere-d-ante

presente all’indirizzo www.savio.it/blog/ aderisci-a-opere-dante/, successivamente i responsabili di Savio contatteranno l’utente indicando tutto il materiale e le informazioni necessarie per completare lo spazio web personalizzato.

LE DICHIARAZIONI DI PRESTAZIONE VANNO ONLINE http://eur-lex.europa.eu/

Nel tentativo di rispondere ad una sentita necessità, ovvero ritrovare l’espressione più pura dell’artigianalità creativa dei professionisti italiani, Savio ha avviato una nuova web gallery ospitandola all’interno del blog della sua finestra web (http://www.savio.it/blog/opere-dante). Si chiama Opere d’Ante e offre ai professionisti dei serramenti la possibilità di pubblicare i loro lavori migliori per far sì che questi possano essere visualizzati dalla comunità degli addetti ai lavori e da potenziali clienti. Il produttore di serramenti oltre a postare le immagini potrà raccontare la propria azienda e le soluzioni più significative da lui create, avendo a disposizione uno spazio gratuito e potenzialmente in grado di coinvolgere un target preciso di clienti e professionisti. Una volta aderito al servizio il serramentista potrà gestire autonomamente una pagina personale, una galleria aziendale e una piattaforma sociale sulla quale condividere immagini e idee. Per iscriversi basta compilare il form

La dichiarazione di prestazione dei prodotti da costruzione può essere finalmente pubblicata esclusivamente online. I fabbricanti possono rimandare semplicemente alla versione digitale presente sui propri siti web. La novità, entrata in vigore con il 6 febbraio 2014, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea e fa riferimento al Regolamento 157/2014. Tra i requisiti da rispettare innanzitutto l’impossibilità di modificare il contenuto della dichiarazione una volta resa disponibile online. Inoltre, il sito web verrà monitorato al fine di controllare la costante accessibilità dei contenuti per i potenziali clienti e fruitori. Di fondamentale importanza è l’obbligo che la dichiarazione rimanga accessibile e consultabile dai beneficiari per un tempo di almeno dieci anni - o per un periodo definito secondo l’articolo 11, paragrafo 2, comma secondo del Regolamento 305/2011 - dopo la commercializzazione del prodotto da costruzione. I destinatari dei prodotti

IL SERRAMENTISTA HA LA SUA WEBTV www.youtube.com/user/mastertubetv

Il mondo dei serramenti ha una nuova Web tech: si tratta di Master Tube http:// www.youtube.com/user/mastertubetv. I video finora caricati non sono molti ma l’obiettivo di Master, realtà pugliese specializzata nella produzione di accessori per serramenti, è quello di arricchire la galleria con numerosi e chiari tutorial. Il risultato finale offrirà un servizio tecnico che aiuti, serramentaristi, professionisti e tutto il mondo della distribuzione e degli operatori del settore, a districarsi agevolmente all’interno dello sfaccettato universo del serramento: approfondimenti tecnici, normativi, soluzioni di montaggio, eventi e tutto quanto possa risultare utile. Il target vuole essere internazionale e per questo esistono 4 canali distinti: italiano, spagnolo, francese e inglese. Un nuovo strumento di comunicazione che, come dichiara Gaetano Contento Marketing Manager di MasterLab, «rende facilmente comprensibili tutte le fasi di montaggio dei nostri prodotti. Una vera e propria guida operativa al montaggio dei nostri accessori, rappresentando in maniera didascalica i passaggi fondamentali di ogni tipologia di assemblaggio e lavorazione». Ma Master Tube avrà anche una funzione social infatti, conclude Contento «i fruitori potranno interagire con i nostri progettisti in maniera immediata semplicemente commentando e inserendo possibili domande direttamente sui link dei video. Un’opportunità che arricchisce l’interattività e l’immediatezza di MasterTube, che ci auguriamo nel tempo possa rappresentare un nuovo punto di caring verso la nostra clientela. I video sono fruibili direttamente dal canale YouTube, e visualizzabili in maniera compatibile anche su tablet e smartphone». marzo-aprile 2014 - youtrade - 127


Questioni di

gola

EMILIA ROMAGNA TAPPA GOURMET Secondo Forbes, il prestigioso mensile statunitense, per mangiare bene bisogna fermarsi in Emilia Romagna. Il World’s 50 Best Restaurant, la classifica che premia i migliori ristoranti al mondo, registra nelle prime tre posizioni L’Osteria Francescana di Massimo Bottura, una tappa gourmet da tre stelle Michelin. Una tappa nella regione italiana è quindi d’obbligo e l’occasione migliore cade il 14 aprile con l’evento “Centomani, di questa terra”. All’interno dell’Antica Corte Pallavicina dei Fratelli Spigaroli, a Polesine Parmense (PR), si riuniscono il meglio della cucina e delle produzioni enogastronomiche dell’Emilia Romagna. Una festa che dalle 10 e per tutta la giornata vedrà confrontarsi cuochi, gourmet, esperti del settore agroalimentare. Il pubblico potrà assaggiare scoprire e abbinare pietanze tipiche della tradizione emiliana. Organizzza l’evento la CheftoChef Emiliaromagnacuochi, l’associazione di cuochi e patron dell’Emilia Romagna, i migliori produttori e fornitori di prodotti agroalimentari e i gourmets di riferimento. Presidente dell’associazione è Igles Corelli, Vicepresidente Massimo Bottura. I premi nel piatto

I VINI FEUDO ANTICO OTTENGONO LA CERTIFICAZIONE DI SOSTENIBILITÀ I vini Feudo Antico, primo produttore della Dop Tullum, la più piccola Dop d’Italia, godranno della certificazione Magis, il primo e più avanzato progetto per la sostenibilità della produzione del vino in Italia. L’attestato è il primo ad essere rilasciato in Abruzzo. Nel progetto Magis, produttori, comunità scientifica, enologi e imprese sono uniti allo scopo di migliorare la sostenibilità e la sicurezza del vino, garantendo una gestione sapiente del vigneto in cui ogni azione è misurata, controllata e tracciata assicurando trasparenza, responsabilità e miglioramento continuo. Il marchio Magis, che poche aziende sono in grado di apporre in etichetta dopo anni di lavoro e di perfezionamento, certifica un modo di fare vino che si basa sul rispetto per la terra e per il consumatore e su un approccio globale al concetto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

MANDORLE IN UN CIAK D’AUTORE La creatività italiana ottiene un altro riconoscimento e ci riesce parlando di cibo. L’ultimo New York Food Film festival ha premiato un video italiano come Best Food Porn Award 2013, riconoscimento 128 - youtrade - marzo-aprile 2014

che annualmente viene assegnato al video che meglio descrive esteticamente e pubblicitariamente qualcosa in riferimento all’ambito enogastronomico. A ricevere il premio è stato “That’s mandorlato” realizzato dai creativi dell’agenzia Aromi creativi per la Casa del dolce di Cologna Veneta. Aromi creativi era stata selezionata dalla giuria del festival con ben due video: “That’s mandorlato” e “La fermentazione del rispetto” realizzato per la chef stellata Cristina Bowerman, del ristorante romano Glass hostaria.

LE 9 CORONE TOSCANE La toscana riceve nove corone, i riconoscimenti che premiano i migliori extravergine dell’annata e che sono stati consegnati il 15 febbraio in occasione di Extra Lucca. Un premio assegnato ai prodotti di diciassette regioni: prima la Toscana, seguita da Campania, Puglia, Sicilia, Trentino, Umbria e Veneto tutte appaiate con due corone. Seguono dodici regioni con una corona ciascuna. A Extra Lucca sono stati consegnati anche i riconoscimenti Luigi Veronelli e Sauro Brunicardi. Il primo è andato alla realtà Madonna dell’Olivo, di Sere in Campania, un’azienda di ben sette ettari con 2.050 olivi. Il secondo riconoscimento è stato assegnato al ristorante Lorenzo di Forte dei Marmi per la capacità di utilizzare con maestria i differenti oli extravergine d’oliva arricchendo con particolari finezze i piatti proposti.

andando per ristoranti POLPA BURGER TRATTORIA SBARCA A CAGLIARI Aperto a Cagliari il 15 febbraio un secondo punto vendita della Burger Trattoria. Dopo Milano è quindi l'isola sarda ad ospitare il nuovo concept italiano che unisce lo stile italiano dei fornelli allo street food per eccellenza, ovvero l'hamburger. 170 mq per sessanta posti a sedere arredati con il meglio della tradizione della penisola: taglieri in legno, fasce di mattonelle che richiamano le classiche tovaglie italiane. I tavoli sono in legno grezzo e illuminati da lampade di latta fatte al tornio. E come sottofondo la miglior musica italiana. Il menù è in salsa tricolore, ricco di prodotti Dop come il pecorino sardo e il gorgonzola e la pancetta piacentina. Le carni spaziano dalla Chianina alla Fassona piemontese oppure dal tacchino all'agnello del centro Italia. Dodici le versioni di hamburger battezzati con nomi tipici che ricorrono nelle trattoria italiane: dal bersagliere al mediterraneo e a molti altri. Il contorno come di consueto è rigorosamente di patate anche se non mancano ricche insalate. In abbinamento, birre locali, nazionali e chicche artigianali ma anche vini e le classiche bibite da fast food. Polpa Burger trattoria via Angioy 22 Cagliari Tel. +39 0706670469 cagliari@polpa.it


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