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Poste Italiane SpA - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c.1 - DICB Milano Virginia Gambino Editore Srl - Viale Monte Ceneri 60 - 20155 Milano

N. 29 | MARZO 2012

TENDENZE E ATTUALITÀ DELLA DISTRIBUZIONE EDILE

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Guida pratica a tutte le opportunità da cogliere al volo Banche: il fenomeno del waterboarding Il magazzino edile è sempre più emozionale e di design

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Tendenze e attualità della distribuzione edile

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Anno 4 - Numero 29 - Marzo 2012 Direzione, Redazione, Abbonamenti, Amministrazione e Pubblicità Head office, Editorial office, Subscription, Administration and Advertising Virginia Gambino Editore S.r.l. Viale Monte Ceneri, 60 - 20155 Milano - Italy Tel. 0247761275 info@vgambinoeditore.it - redazione@vgambinoeditore.it Direttore responsabile / Publisher Virginia Gambino virginia@vgambinoeditore.it Consulente editoriale / Editor Consultant Francesca Negri fnegri@vgambinoeditore.it Ufficio commerciale - Vendita spazi pubblicitari Commercial department - Sale of advertising spaces Viale Monte Ceneri 60 - Milano Tel. 0247761275 - cell. 3401761951 info@vgambinoeditore.it Collaboratori / Contributors Roberto Anghinoni, Umberto Anitori, Federico Della Puppa, Carlo Ezechieli, Giacomo Galli, Maria Lisieux, Ludovico Lucchi, Sofia Marsigli, Federico Mombarone, Veronica Monaco, Santina Muscarà Progetto grafico e impaginazione Graphic Design and Page layout Fabio Monauni Curcu & Genovese Associati s.r.l. - Trento Comitato Tecnico / Technical Committee Giampiero Abrate Umberto Bonazza Matteo Camillini Claudio Cammi Giovanni Carubelli Gilberto Castoldi Stefano Colombino Mario Cuc Fabrizio Di Luzio Daniele Ferrai Giovanni Pietro Grazioli Gianni Guidoccio Maurizio Morini Franco Nessi Andrea Veroni

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Ci vuole credito per ballare il tip tap

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he Artist», film muto strapremiato agli Oscar, è il racconto di una star del cinema che negli anni Trenta passa rapidamente dalla gloria alla miseria. Non si accorge, infatti, che i tempi sono cambiati, perché la tecnologia ha spostato l’interesse del pubblico. Lui è il passato. Ma Jean Dujardin, l’interprete, riesce a risorgere: naturalmente, però, si adegua al nuovo che avanza e torna al successo al ritmo del tip tap. Morale: non importa se sei ricco e famoso, se possiedi un’azienda con un business fiorente. Se stai fermo sei destinato a rimanere indietro. E a chiudere. Il problema è che l’immobilismo può anche essere indotto. Il lungo braccio di ferro sulla riforma del lavoro ne è un esempio. Con i sindacati e gli imprenditori divisi al loro interno, il governo dei tecnici ha sventolato contemporaneamente il bastone e la carota. Perché non c’è tempo da perdere: se non si vuole restare fermi al cinema muto, occorre svecchiare in fretta le regole. D’altra parte, i numeri segnalano una situazione che deve essere affrontata senza indugi. L’occupazione nelle grandi imprese, per esempio, a dicembre scorso ha segnato un calo dello 0,7% al netto dei dipendenti in Cig. Per questo cambiare le regole può servire (speriamo) a dare fiducia alle aziende e a rimettere in moto l’occupazione. Perché se la gente non lavora, non fa acquisti o non

ristruttura casa, l’economia ristagna. Ma non si deve pensare che basti adeguare le regole sul lavoro al nuovo che avanza. Nel film «The Artist», il grande attore caduto in disgrazia si risolleva con l’aiuto di una giovane benefattrice che ha fiducia in lui. Perché spesso non bastano le proprie gambe: per tornare a camminare è necessario avere credito. E per ottenerlo non basta una legge del Parlamento: sono le banche a dover dimostrare la fiducia nei propri

clienti. Come ha sollecitato anche il presidente della Bce, Mario Draghi, che ha messo a disposizione degli istituti bancari liquidità illimitata. Una beneficenza che molte aziende di credito hanno utilizzato per fare utili (e incassare i bonus) invece di ridistribuirla al tessuto produttivo. E quando terminerà l’era dei banchieri dal braccino corto, sarà risolta metà dei problemi, e l’economia tornerà in marcia. E le aziende italiane torneranno a ballare il tip tap. 7


l’econauta

di Federico Mombarone Giornalista

Una luce in fondo al buio

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he fretta c’era, maledetta primavera?», cantava Loretta Goggi al Festival di Sanremo del 1981. Il ritornello, ahimè, risuona anche in queste settimane tutte le volte che gli imprenditori danno un’occhiata ai conti della propria azienda. Perché, tranne poche fortunate eccezioni, la primavera dell’economia è fredda, freddissima. Dalla grande distribuzione al tessile, dalle costruzioni all’alimentare, dall’impiantistica ai cantieri navali: la recessione morde e provoca disoccupazione, sconforto e stallo. Il Centro studi di Confindustria fotografa la situazione senza false cautele: l’economia, spiegano gli analisti, vede «un’accentuazione della caduta del Pil nel primo trimestre, complice il maltempo». E questo dopo

che nell’ultimo «quarto» del 2011 la produzione aveva già fatto segnare -0,7%. Non bisogna illudersi, insomma: la contrazione del Prodotto interno lordo proseguirà forse fino a tutta l’estate. È il caso, quindi, di abbassare le saracinesche e andare a casa, prepararsi a portare tutti i libri in tribunale o a suonare la fisarmonica nella metropolitana? Calma. È vero che la recessione andrà avanti ancora per un po’, ma a ritmi sempre meno intensi. Tanto che dopo le previsioni fosche, è arrivato il momento in cui si vede la luce in fondo al tunnel: «Le prospettive globali sono incerte e molto differenziate, ma sono emersi nuovi segnali di schiarita», sostengono gli economisti dell’associazione degli industriali. Il focus si sposta, quindi, sull’autunno. «L’epicentro delle

difficoltà è sempre l’Eurozona, dove la recessione si sta però rivelando meno profonda e lunga del temuto, anche se rimangono ampi divari nelle dinamiche. In Germania il manifatturiero sta ripartendo, con i giudizi sugli ordini esteri diventati meno negativi (ma sono molto deboli le commesse dal resto della Ue), e il terziario resta in espansione, con la domanda interna guidata dai consumi grazie al buon andamento del mercato del lavoro», confermano dal Centro studi. Insomma, proprio la temuta repubblica federale di Angela Merkel può riavviare il volano dell’economia, probabilmente nella seconda metà dell’anno. Chissà che dopo aver rischiato di far fallire l’Europa, Berlino non la salvi tirando il carro della ripresa.

chiacchiere di condominio

di Umberto Anitori Ex segretario nazionale ANACI

RISCALDAMENTO CONDOMINIALE: RISPARMIARE SI PUò

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n questo periodo di crisi è sempre più importante risparmiare sul riscaldamento condominiale, sia per i vantaggi economici sia perché consumare meno energia vuol dire anche inquinare meno, quindi migliorare la qualità della nostra vita. La legge impone la certificazione energetica degli immobili e quindi anche i vecchi stabili, seppur lentamente, stanno applicando quegli accorgimenti tecnici che permettono di migliorare la classificazione dell’immobile. Nei condomini si possono attuare tanti piccoli accorgimenti strutturali e comportamentalii che abbattono le dispersioni e consentono notevoli economie. Iniziamo ad elencarli: chiudere le porte di accesso sia

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nell’androne che nei garage o box nonché nei giardini o chiostri interni, chiudere le finestre del vano scale (meglio sarebbe installare anche per le scale serramenti a taglio termico), verificare che tutti i locali condominiali abbiano le finestre funzionanti (spesso nei condomini i locali di servizio quali lavatoi, ex locali cassoni, stenditoi, locali macchine ascensori, ripostigli per pulizie hanno finestre rotte o non funzionanti). Addirittura, troviamo che anche l’impianto stesso di riscaldamento ha delle dispersioni evitabili, quali la mancata coibentazione delle tubazioni che attraversano le cantine private, o la dislocazione del vaso di espansione sul terrazzo senza nessuna coibentazione. Ciò, oltre alla notevole

dispersione, espone al rischio di gelate l’alimentazione dell’intero impianto e, in periodi particolarmente freddi come quello appena trascorso può causare spiacevoli inconvenienti. In definitiva nei condomini, specie se costruiti da qualche decennio, è possibile risparmiare con piccoli accorgimenti, e in alcuni casi questo risparmio può arrivare anche ad un importo pari al 10 per cento del consumo. Il che non è da sottovalutare e senza ombra di dubbio consentirebbe di ammortizzare quelle piccole spese necessarie per realizzare questo risparmio. È solo necessario che gli amministratori abbiano quella qualità che il codice prevede (“il discernimento del buon padre di famiglia”) e la dovuta preparazione professionale.


l’avvocato

di Ludovico Lucchi del Foro di Milano e-mail lucchi@studiolucchi.eu

novità per il codice della privacy

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on l’eliminazione della lettera “g” dell’art. 34 del DLgs 196/2003 (“tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza”) contenuta nel Decreto Semplificazioni, il Governo ha eliminato dal Codice privacy l’obbligo della stesura del DPS, Documento Programmatico sulla Sicurezza. Questo documento andava aggiornato entro il 31 marzo di ogni anno e conteneva tutte le informazioni sulla gestione della privacy in azienda. La mancanza di questo documento comportava, in caso di controllo da parte degli organi preposti, pesanti sanzioni anche di tipo penale. Sono ancora valide tutte le altre regole dell’art.34 dell’allegato B, pertanto il responsabile della sicurezza dovrà sempre produrre

un documento che attesti al titolare di aver messo in pratica in modo corretto tutte le misure di cui all’art. 34, che si chiamerà DPS o in altro modo, questo verrà reso noto nelle prossime indicazioni derivanti dalla Direttiva Europea. Cosa cambia? La proposta della Commissione Europea per il nuovo Regolamento sulla tutela dei dati personali sostituirà la direttiva 95/46/ CE e, a differenza della direttiva, il Regolamento sarà legge direttamente applicabile in ogni Stato membro, quindi anche in Italia. Le aziende saranno sicuramente investite da adempimenti molto più pesanti e onerosi: la documentazione richiesta sarà molto più corposa, così come saranno più pesanti le sanzioni previste. Sarà prevista l’adozione di un vero modello organizzativo per la tutela dei dati, con l’introduzione,

ad esempio, del principio di responsabilità: saranno le aziende a dover dimostrare la conformità del loro operato alle regole comunitarie, in caso di controlli. Anche le sanzioni saranno molto più pensanti delle attuali, perché saranno proporzionate in funzione del fatturato globale annuo dell’impresa.

IL CONTROLLO DEL DATORE DI LAVORO SUI DIPENDENTI

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’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori vieta l’installazione e l’utilizzo di impianti audiovisivi e altre apparecchiature che abbiano quale scopo diretto ed esclusivo il controllo a distanza dell’attività lavorativa; tuttavia, ammette l’utilizzo di apparecchiature di controllo richieste da esigenze organizzative e produttive o di sicurezza da cui possa derivare, indirettamente, anche la possibilità di controllare a distanza l’attività lavorativa, ma solo a condizione che vi sia il preventivo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza, un’autorizzazione dell’ispettorato del lavoro. Con l’avvento dell’informatica, la giurisprudenza si è consolidata nel

ritenere che gli strumenti informatici aziendali (quali il software di gestione della posta elettronica e la connessione Internet) costituiscano apparecchiature di (potenziale) controllo a distanza e quindi rientrino nell’ambito dell’articolo 4; ne consegue che i controlli sull’utilizzo di tali strumenti da parte del dipendente sono possibili e legittimi solo in presenza di accordo sindacale o di autorizzazione dell’ispettorato del lavoro. Una parte della giurisprudenza ha cercato di sottrarre ai vincoli posti dall’articolo 4 dello Statuto i cosiddetti “controlli difensivi”, posti in essere per accertare il compimento di un illecito e non per sorvegliare, sia pur in modo preterintenzionale, l’attività

lavorativa. Portando un po’ di chiarezza, la sentenza n° 2722/2012 di febbraio della Cassazione ha affermato che il diritto del lavoratore alla dignità e alla riservatezza cede il passo solo al diritto del datore di lavoro di tutelare, con l’esercizio dei suoi poteri di supremazia, il patrimonio aziendale, situazione che può verificarsi però solo quando l’accertamento sia effettuato a posteriori, ossia dopo che siano emersi elementi di fatto tali da giustificare l’avvio di una indagine retrospettiva; diversamente, la possibilità di effettuare controlli sulla posta elettronica aziendale torna ad essere condizionata al rispetto delle procedure previste dallo Statuto dei lavoratori.

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I FATTI NOSTRI

di Roberto Anghinoni Giornalista

A PROPOSITO DI CAMBIAMENTO Se ne parla molto, ma il passaggio dal dire al fare è alquanto complesso. Forse perché è difficile trovare subito una strategia vincente. Forse perché quando si tratta di modificare le nostre convinzioni, le resistenze sono molto forti. Ma qualche piccola riflessione la possiamo fare

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na delle parole che maggiormente si ascoltano nei vari ritrovi fra addetti ai lavori è: “cambiamento”. A parte la freschezza del significato e l’inebriante illusione che l’accompagna dal punto di vista strettamente semantico, ragioniamo di “cambiamento” da qualche lustro senza avere forse le idee ben chiare di cosa la parola implichi una volta introdotta nel contesto del nostro mercato. Sento dire: “non possiamo più lavorare come una volta, dobbiamo cambiare”; oppure, “il mercato è cambiato, anche noi distributori dobbiamo fare altrettanto”; o ancora: “per affrontare il mercato del futuro è necessario il cambiamento”. Sì, bene, il concetto è chiaro. Ma cosa, come, dove e perché dobbiamo cambiare? Soprattutto: chi deve cambiare? A mio modestissimo parere, il cambiamento è avvenuto e qualcuno non se ne è nemmeno accorto. O, meglio, si percepiscono segnali che non hanno riscontri nella storia della nostra attività, ma si è più portati a dar la colpa alla crisi, alla cronica mancanza di liquidità, alle difficoltà di accedere al credito, alla piaga degli insoluti, perdendo probabilmente di vista i reali motivi che vedono i nostri clienti tradizionali in piena parabola discendente, e noi con loro. Negli ultimi anni, il settore dell’edilizia ha virato decisamente verso la specializzazione. Sono nate, o si impongono con maggiore intensità, figure professionali che professionali lo sono per davvero: penso per esempio ai progettisti dell’isolamento, o agli applicatori di particolari materiali e sistemi come il cartongesso, o gli impiantisti del fotovoltaico, o i “cappottisti”, e così

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via. Queste figure professionali hanno due principali interlocutori: il privato (colui che paga, generalmente in tempi umani) e il produttore (colui che offre supporto tecnico e, nella maggior parte dei casi, anche i materiali, perché sa che quei soldi li prenderà). Fatte salve le consuete eccezioni, la rivendita edile è abbastanza tagliata fuori da questi mercati che, guarda caso, sono gli unici che al momento hanno interessanti prospettive di crescita. Siamo tagliati fuori perché la rivendita generalista non è spesso in grado di garantire un contributo che vada oltre la semplice fornitura, perché ormai ci si approvvigiona sul venduto (pochi fanno ancora magazzino) e i tempi di consegna possono essere eccessivamente lunghi per operatori che lavorano con altri ritmi, rispetto al nostro cliente tradizionale. La rapidità, o quantomeno un servizio all’altezza delle aspettative, è quindi un altro elemento che caratterizza il nuovo mercato e con la quale ci dobbiamo confrontare in un ottica di cambiamento. Queste e altre difficoltà mettono oggettivamente in crisi l’idea che la rivendita edile possa vantare una certa centralità all’interno della filiera, quando invece per le sue note caratteristiche potrebbe benissimo recitare, con successo, questo ruolo. Certamente, molti rivenditori hanno saputo diventare realmente un punto di riferimento per i loro clienti, ma l’impressione è che, in generale, il cambiamento ci abbia confinato nei pensieri periferici dei professionisti che davvero sarebbero importanti per il miglioramento dell’immagine della nostra

categoria. Tuttavia, una volta che abbiamo preso consapevolezza che qualcosa deve cambiare, dopo che ce lo siamo detto in tutte le salse, dobbiamo anche iniziare a darci da fare. Come certamente sa chi ci sta provando, il cambiamento non si può comprare, si deve immaginare e poi costruire. Non è una formula magica, ma un lavoro faticoso che ha bisogno tanto di dedizione quotidiana quanto di investimenti in risorse umane. La parola cambiamento, nella vastità delle sue interpretazioni, può anche significare la capacità di far crescere il nostro cliente dal punto di vista strettamente professionale. Si reca nei nostri magazzini ogni giorno: organizziamoci per aiutarlo a migliorare la sua professionalità, naturalmente dopo aver aggiornato la nostra. E questo non perché siamo degli inguaribili filantropi, ma perché per noi è importante che il nostro cliente abbia ancora mercato, quel tipo di mercato che oggi gli sta sfuggendo di mano. A lui e a noi.


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IL WATERBOARDING DEL CREDITO BANCHE CONTRO IMPRESE. E UN CREDIT CRUNCH CHE NON NE VUOLE SAPERE DI ALLENTARE I CORDONI

20 marzo 2012 N. 29

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in RICCHEZZA e in POVERTà la classe media, da sempre il corpo DELL’ITALIA, negli ultimi anni è passata dal 60 al 33-34% della popolazione, con la conseguente definizione di una fascia in caduta economica, rappresentata dal 40% circa. Va di pari passo a questo fenomeno anche la contrazione dei consumi, dall’abbigliamento ai viaggi, dalla tecnologia alla casa

il gelo delle insolvenze delle pubbliche amministrazioni i ritardi di pagamento delle PA STANNO METTENDO IN GINOCCHIO MIGLIAIA DI IMPRESE. A COSA SONO DOVUTI? E COME SUPERARLI?

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IL MAGAZZINO EDILE PUNTA SUL design Sempre più emozionale e di design, lo spazio della rivendita edile inizia una nuova era di concept

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GLI STILISTI DEGLI SHOWROOM aumentare l’appeal dello showroom per farne uno strumento di vendita più efficace. COME? CE LO SPIEGA L’AZIENDA ARREDO

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leroy merlin: negozi a misura di cliente È questa la filosofia del grande gruppo francese, che negli spazi piemontesi lancia “Mondo Progetto”, uno showroom per l’esposizione di porte, finestre, arredobagno

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i calcestruzzi: con la carta d’identità Sono loro i protagonisti del “Quadrilatero”, imponente somma di opere VIARIE al cui centro si trova l’asse Foligno-Civitanova Marche. In tutto saranno sviluppati circa 160 Km di strade per un costo complessivo di 2,233 miliardi di euro

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strumenti innovativi di finanziamento per riqualificare la città Facciamo il punto della situazione, anche per evidenziare le prospettive che possono aprirsi per il settore delle costruzioni in questa fase di congiuntura negativa di mercato 12


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I MODELLI DELLA DISTRIBUZIONE A CONFRONTO 147 anni di prodotti che hanno fatto la storia speciale colore e cartongesso: SEE YOUR TRUE COLORS

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la classe media, da sempre il corpo DELL’ITALIA, negli ultimi anni è passata dal 60 al 33-34% della popolazione, con la conseguente definizione di una fascia in caduta economica, rappresentata dal 40% circa. Va di pari passo a questo fenomeno anche la contrazione dei consumi, dall’abbigliamento ai viaggi, dalla tecnologia alla casa

in RICCHEZZA

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di Santina Muscarà

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a principale paura degli italiani? Perdere il posto di lavoro. Lo afferma quasi il 60% della popolazione, «con un aumento di quasi 10 punti rispetto al 2010», precisa Enzo Risso, direttore di Swg, società di sondaggi e ricerche di mercato. Percentuale altissima, che ben descrive la situazione di precarietà sociale ed economica che stiamo vivendo. E se al primo posto c’è il lavoro, subito dopo vi è la paura di non vedere buone prospettive per i figli: «Si teme che non

A e in POVERTà possano più vivere nelle condizioni di agiatezza godute nelle famiglie di origine – continua Risso -, che sia sempre più difficile crearsi una nuova famiglia e vivere serenamente. Infine c’è la paura di non riuscire a farcela economicamente e di dover ridurre ulteriormente le spese». Sì, perché con le bollette che aumentano e gli stipendi che diminuiscono è praticamente un’impresa arrivare a fine mese. I dati parlano chiaro: «Nel luglio 2011 il 55-60% degli italiani sosteneva di essere in difficoltà economica e il 20% si dichiarava povero. A gennaio 2011 questo dato ha subito un incremento di quasi 8 punti, passando al 67% e determinando un inevitabile youeconomy - 15


cambiamento degli stili di vita – attesta il direttore -. Il 50% delle famiglie ha infatti ridotto la spesa di abbigliamento e accessori, viaggi e vacanze, uscite di vita sociale». Ma a stupire è che alla fine del 2011 il taglio ha iniziato a coinvolgere anche la tecnologia e quei beni che sembravano intoccabili: «Il 33-34% degli italiani non ha rinnovato l’abbonamento del cellulare o ha ridotto le spese tecnologiche», conferma Risso. Va da sé che chi avrebbe voluto ristrutturare casa, cambiare l’automobile o acquistare un nuovo elettrodomestico Enzo Risso per il momento ha rimandato e la percentuale si attesta attorno al 30%. Le uniche spese rimaste più o meno stabili sono quelle per i figli, per i quali gli sforzi non sono mai abbastanza. Cominciano, invece, ad esserci segnali non da poco sulla riduzione della spesa alimentare: «il 16% delle famiglie ha ridotto o modificato la spesa, con due tendenze: da un lato vi è molta attenzione a non sprecare niente, tenendo sotto controllo le date di scadenza, riutilizzando gli avanzi e riducendo le quantità acquistate in modo che non ci sia il rischio che vadano a male; dall’altro lato sono cambiati i luoghi dove si va ad acquistare con una riduzione dell’ipermercato e del negozio al

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GLI ITALIANI IN PILLOLE SECONDO MANNHEIMER

«Gli italiani sono più attenti alle spese, più pessimisti riguardo al futuro, temono che dalla crisi si uscirà molto tardi. Le fasce alta e bassa della popolazione si allontanano sempre di più, con enormi differenze di spesa e stili di vita. Le tendenze da qui a fine anno? Che la situazione non migliori. La paura più grande? Di avere ancora difficoltà economiche», riassume il noto sociologo e saggista Renato Mannheimer.

dettaglio, a favore del discount. Abbiamo un 25% delle famiglie che ha aumentato gli acquisti al discount – precisa Risso – e un 38% che ha ridotto la spesa nei negozi tradizionali. Ad ogni modo, ben il 75% delle famiglie afferma di prestare molta più attenzione alla spesa alimentare rispetto al passato». Si tende verso la polarizzazione economica, con l’1-2% della popolazione che ha mantenuto stabili i propri consumi e vive in maniera molto agiata, mentre la classe media, da sempre il corpo del Paese, «negli ultimi anni è passata dal 60 al 33-34% della popolazione, con la conseguente definizione di una fascia in caduta economica, rappresentata dal 40% circa. Infine la fascia bassa coinvolge il 21% degli italiani», informa Risso. Nessun cambiamento, quindi, per la fascia alta, all’interno della quale il 7% dichiara di avere uno

spreco elevato nei consumi alimentari e si concede tranquillamente il lusso di acquistare prodotti artigianali e biologici; al contrario, persistono enormi cambiamenti per la fascia in caduta economica, che presenta comportamenti del tutto diversi rispetto al passato. Altro elemento fondamentale è la capacità di risparmio: «Nel luglio 2011 il 20% delle persone dichiarava che per affrontare le spese avrebbe dovuto ricorrere ai propri risparmi – afferma Risso, - a gennaio 2012 il dato è salito al 23% ed è aumentata dal 6 al 10% la percentuale di chi sostiene di dover contrarre dei debiti. Sono a quota 1,5% invece le famiglie che a gennaio 2012 hanno dichiarato di riuscire a risparmiare abbastanza, con una diminuzione, rispetto al 3% registrato a luglio 2011». Questo è il quadro del Paese e per i prossimi tempi si prevede la permanenza di una riduzione delle forme e delle spese non alimentari e una maggior attenzione alla qualità: «Per intenderci, se prima si compravano cinque paia di scarpe, se ne compreranno tre – semplifica Risso –, d’altra parte si acquisteranno meno scarpe ma più costose perché si cerca il meglio, pur risparmiando. Per i beni alimentari, si continuerà ad evitare gli sprechi e a ridurre le quantità, e una fascia proseguirà ad accedere al biologico, l’etnico, il naturalistico». Si accresce, quindi, una tendenza all’autenticità seppur in un contesto di crisi. La situazione non è certo rosea ma ci si sta attrezzando per affrontare gli incerti tempi che verranno. «A preoccupare più della recessione economica è la recessione sociale», conclude Risso, lasciando aperto lo spazio per la riflessione.


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E

siste una tortura chiamata waterboarding. Consiste nell’immobilizzare un individuo, incappucciarlo, e versargli acqua sulla faccia. L’operazione si traduce in una forma di annegamento controllato e dagli effetti terribili, fino alla morte del soggetto. Paragonare i banchieri a crudeli boia che soffocano gli imprenditori con il waterboarding del credito è forse eccessivo, anche se più di un titolare di azienda in crisi si è tolto la vita dopo che gli sono stati chiusi i rubinetti. Però, qualcosa simile alla tortura è quello che stanno provando migliaia di imprese a cui non viene concesso un fido o un finanziamento. «Per le imprese è in atto un preoccupante fenomeno di restrizione del credito, sia in termini di quantità erogata che di costi applicati: a dicembre si è verificata una contrazione di circa 20 miliardi», si è lamentato il presidente della Piccola industria di Confindustria, Vincenzo Boccia, con i componenti della commissione Finanze della Camera. Un’accusa che, sorprendentemente, è stata avallata dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco: «Le indagini svolte presso banche

e imprese segnalano anche un irrigidimento nelle condizioni di offerta dei prestiti», ha ammesso il numero uno del sistema creditizio italiano. I numeri, d’altra parte, sono indiscutibili: secondo una ricerca della Fondazione FriulAdria, negli ultimi mesi è aumentata la quota delle aziende che hanno chiesto ulteriori affidamenti alle banche: dal 35,3% del 2009 al 47,8% di novembre 2011, ma sale anche la selettività nella concessione del credito, con una crescita dall’8,8% al 14,1% del numero di aziende a cui non sono stati concessi i soldi richiesti. Per il settore del mattone il problema è ancora più scottante: a novembre gli impieghi degli istituti di credito verso le imprese di costruzioni erano pari a 175,7 miliardi, un mese dopo i prestiti erano scesi a 172,5 miliardi. E il rinnovo della moratoria sui debiti delle imprese non migliora la sostanza della situazione. Insomma, l’attuale credit crunch, la restrizione di erogazioni, è peggiore di quello della precedente recessione. «Gli imprenditori che vogliono ammodernare il parco macchine o allargare i capannoni si sentono dire di no o chiedere tassi che vanno dal 6

al 10%», è la protesta di Ivan Malavasi, presidente di Rete imprese Italia. In questa guerra per la sopravvivenza, però, le banche non accettano di presentarsi con l’etichetta di colpevoli. «Nella crisi del 2009 sono state le imprese più grandi a soffrire di più, perché le banche tendono più facilmente a ridurre le loro linee di credito non del tutto utilizzate piuttosto che tagliare quelle delle pmi», è la difesa di Fabrizio Guelpa, responsabile Industry & banking dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo,

di Federico Mombarone

BANCHE CONTRO IMPRESE. E UN CREDIT CRUNCH CHE NON NE VUOLE SAPERE DI ALLENTARE I CORDONI

IL WATERBOARDI 18 - youeconomy


«certo è che le piccole imprese devono essere più efficaci, mostrare i loro piani industriali e le proiezioni finanziarie sulle quali si fondano. Come possono altrimenti le banche dare sostegno?». Sarà, ma le imprese hanno un’esperienza meno edulcorata di quella proposta dai banchieri. Come nel caso della Progetti e Costruzioni di Genova, una delle tante imprese che si è trovata improvvisamente senza la rete di protezione del proprio istituto di credito: «Il 30 dicembre la banca mi ha chiamato. Pensavo

per gli auguri, invece era la richiesta di revoca immediata del fido», ha raccontato al Sole 24Ore la titolare, Nicoletta Viziano. Che si è trovata a dover bussare in tutta fretta la porta di altre banche per ottenere una linea di credito da 1 milione di euro. «Il settore è considerato a rischio. Però ultimamente il loro comportamento non è esemplare, modificano in modo unilaterale e senza preavviso i contratti e faticano sempre più a erogare finanziamenti. In passato, nella nostra attività di costruzione di garage, utilizzavamo magari il 10% dei fidi concessi, ora si vende meno ed è ovvio che la richiesta di credito aumenti». Un’altra testimonianza raccolta, quella di B.L., imprenditore lombardo delle costruzioni, tocca un altro tasto dolente: «Dopo sei mesi di due diligence mi hanno proposto su un mutuo ipotecario da 6 milioni uno spread del 4,5% e una commissione d’ingresso di un punto e mezzo. Uscendo dalla banca, dopo aver espresso le mie perplessità, il funzionario mi ha confessato che in fondo quelle condizioni erano un modo cortese per farmi capire che il prestito non si sarebbe potuto fare». Il muro di gomma delle banche è confermato dall’Istat: per le costruzioni, il saldo

tra la percentuale delle imprese che indicano condizioni di accesso «più favorevoli» e quella delle imprese per cui sono «meno favorevoli» è di -47 punti percentuali. Lo scorso agosto il saldo era sempre negativo, ma era compreso tra 10 e 15 per manifattura e servizi e -35 per le costruzioni. Insomma, un crollo. E dire che loro, le banche, di liquidità ne hanno ricevuta parecchia. E al tasso-regalo dell’1%. A dicembre, infatti, la Bce ha messo a disposizione liquidità illimitata a tutto il sistema bancario, proprio con l’obiettivo di spingere gli istituti a concedere prestiti alle imprese. Le banche italiane hanno incassato un centinaio di miliardi, da restituire in tre comodi anni. E un’altra montagna di liquidità l’hanno ottenuta il 29 febbraio, con la seconda Ltro (Long Term Refinancing Operation) del 29 febbraio. Peccato che le banche abbiano utilizzato questi soldi per acquistare Btp o, in qualche caso, il proprio debito (è il caso del Montepaschi, che ha comprato parte dei suoi bond sul mercato), con un guadagno sicuro. Sarà anche un affare, ma non per le imprese.

RDING DEL CREDITO youeconomy - 19


il gelo delle insolvenze delle pubbliche amministrazioni i ritardi di pagamento delle PA STANNO METTENDO IN GINOCCHIO MIgLIAIA DI IMPRESE. A COSA SONO DOVUTI? E COME SUPERARLI? di Federico Della Puppa

Q

uando la norma non basta. Anzi, quando la norma blocca, invece di sbloccare. Il tema dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche verso le imprese appaltanti è un tema cruciale sul quale si gioca non solo la possibilità per il sistema delle imprese, e non solo di quelle delle costruzioni, di vedere proseguire la propria attività e la concreta possibilità di restare nel mercato, ma anche la credibilità dell’efficacia delle norme. La questione è duplice e, come spesso accade, rischia di essere un classico “cane che si mangia la coda”. Da un lato, infatti, abbiamo una direttiva europea, la 2011/7/UE, sui ritardi nei pagamenti, approvata ed entrata in vigore esattamente un anno fa, e dall’altro abbiamo il patto di stabilità che impone vincoli di spesa alle amministrazioni pubbliche, anche se in presenza di capienza di cassa. In sostanza, da un lato l’Europa impone agli enti pubblici di pagare entro 30 giorni

20 - youeconomy

(o in circostanze eccezionali 60), altrimenti scattano interessi di mora dell’8%, e dall’altra, sempre l’Europa e il Governo nazionale, impongono alle amministrazioni pubbliche di non superare un tetto di spesa stabilito sulla base di regole contabili che di

fatto creano un circolo vizioso. La rigidità del meccanismo del patto, infatti, spesso non consente né di pagare le imprese creditrici, né di avviare nuove politiche di investimenti, laddove sia prevista una crescita della spesa. Sul tema dell’obbligo di


pagamento, va ricordato che gli stati membri hanno due anni di tempo per recepire la direttiva europea e che il Governo Monti con l’art. 35 del “decreto liberalizzazioni” cerca di razionalizzare il processo di spesa, utilizzando tuttavia un sistema poco “federalista” e accentratore, in particolare per la questione legata alla tesoreria unica, che tanti malumori ha creato sia a destra che a sinistra. Il tema è complesso ma urgente: le amministrazioni pubbliche hanno contratto debiti verso i fornitori per 70 miliardi di euro e i tempi medi di pagamento sono più che doppi rispetto alla media europea, da un minimo di 92 giorni ad un massimo di 664 giorni, con una media che nel periodo 20092011 è aumentata di ben 52 giorni. Il ritardo si deve tuttavia a una scarsa efficienza burocratica: dai tempi di emissione dei certificati di regolare esecuzione (46,3%) ai mandati di pagamento da parte delle stazioni

{

La rigidità del meccanismo del patto spesso non consente né di pagare le imprese creditrici, né di avviare nuove politiche di investimenti, laddove sia prevista una crescita

autonomia finanziaria e di spesa, favorendo gli investimenti, e lo Stato potrebbe ridurre il monte dei ritardati pagamenti senza emettere nuovi BOT o CCT. È una sfida vera, alla quale la P.A. è chiamata e sulla quale la politica deve mettere in campo tutti

gli strumenti per superare un impasse grave, che sta creando alle imprese grosse difficoltà, in particolare per l’aumento della stretta sul credito. Altro tema sul quale Governo e politica dovrebbero intervenire in modo sostanziale.

Tempi e ritardi medi di pagamento: un confronto tra i principali Paesi europei (valori medi espressi in giorni) Differenza 2009 2010 2011 2009-2011 ITALIA Tempi di pagamento medi effettivi 128 186 180 52 Ritardi medi di pagamento 52 86 90 38 FRANCIA Tempi di pagamento medi effettivi Ritardi medi di pagamento

70 22

65 21

64 20

-6 -2

GERMANIA Tempi di pagamento medi effettivi Ritardi medi di pagamento

40 15

36 11

35 10

-5 -5

REGNO UNITO Tempi di pagamento medi effettivi Ritardi medi di pagamento

49 20

48 19

47 18

-2 -2

Elaborazione Ufficio Studi CGIA Mestre su dati Intrum Justitia

appaltanti (29,6%) fino alle lentezze organizzative e strutturali della P.A. (32,5%). Ma va anche ricordato che il ritardato pagamento spesso si deve alla necessità di non sforare il patto di stabilità e dunque spostare la “cassa” su esercizi diversi. Come velocizzare la spesa e i pagamenti, dunque? Il Governo Monti propone la tesoreria unica per sbloccare gli avanzi di amministrazione e pagare i fornitori in ritardo, ma le amministrazioni pubbliche sono contrarie, perché si sentono esautorate dalle proprie prerogative di gestione della cassa. Forse la soluzione potrebbe stare nel mezzo: da un lato le P.A. potrebbero accettare che invece della banca locale a gestire la loro tesoreria sia la Banca d’Italia e, in cambio, avere una modifica strutturale del meccanismo del patto di stabilità, rendendolo meno rigido. I vantaggi sarebbero molteplici: la P.A. potrebbe recuperare youeconomy - 21


IL MAGAZZINO EDILE PUNTA SUL DESIGN

Sempre più emozionale e di design, lo spazio della rivendita edile inizia una nuova era di concept

di Santina Muscarà

U

na buona regola di marketing suggerisce di rinnovare il proprio punto vendita ogni cinque anni, sulla scia di stili di vita e abitudini di consumo in continua evoluzione che, inevitabilmente, dettano le principali tendenze nella progettazione di punti vendita e retail. «Bisogna progettare gli spazi del commercio e dell’intrattenimento

22 - youTrend

Carlo Meo

prevedendo quali saranno le abitudini di domani», afferma Carlo Meo, docente dei corsi Polidesign del Politecnico di Milano. E specifica: «Una volta i consumi avvenivano principalmente

in determinate fasce orarie, mentre adesso consumiamo a tutte le ore ma ci aspettiamo di trovare sempre il pane appena sfornato e negozi aperti fino a tardi. Inoltre è sempre più difficile far riferimento a punti vendita abituali perché acquistiamo di volta in volta in posti diversi in base a impegni personali e comodità. Senza contare che, con i tempi che corrono,


le persone hanno ridotto gli acquisti e molte cose se le fanno in casa. Risulta ovvio che lo spazio di vendita vada incontro a cambiamenti e non possiamo ignorare che attualmente in Italia molti dei nostri punti vendita sono ancora quelli concepiti per un consumatore di vent’anni fa». Ormai il punto vendita non è più solo il luogo dove si espone la merce, ma è

uno spazio per divertirsi, rilassarsi, provare emozioni. E dopo nove visite di intrattenimento, alla decima scatta la vendita. «Solo comprendendo come si evolvono i modelli di frequentazione e consumo di questi spazi, se ne può concepire la progettazione, disciplina relativamente nuova in un Paese come il nostro, in cui designer e architetti sono abituati a

realizzare spazi residenziali, quindi contenitori e non contenuti», sostiene Meo. Proprio a questo scopo sono nati i corsi Polidesign del Politecnico di Milano: «Per formare esperti della progettazione di luoghi legati all’esperienza nel mondo del new entertainment», attesta il docente. Non si va più in albergo solo per dormire, né dal panettiere solo per youTrend - 23


dare maggior risalto ai prodotti esposti e, perché no, ampliare maggiormente l’offerta anche al cliente privato, non resta che mettersi al lavoro. A partire da quattro elementi fondamentali che non possono mancare, suggeriti dall’esperto, Carlo Meo.

Esposizione Centro Edile Quartarella

comprare il pane, né in un locale a bere semplicemente una bibita o in un negozio ad acquistare il prodotto che serve. Si va anche per vivere un’esperienza fatta di emozioni e sensazioni. Ecco che il design, sempre più presente nei punti vendita che decidono di rifarsi il look, si pone come strumento progettuale e strategico di grande valenza: «Non è semplicemente quella disciplina che lavora sulla forma – spiega Meo – ma cerca di dare un contenuto, un significato agli oggetti, puntando sull’innovazione. Il design semplifica la comunicazione tra il cliente e lo spazio di vendita, che diventa piacevole e accattivante, orientando il consumatore nelle scelte d’acquisto». Se non si vuole lasciare nessun dettaglio al caso, bisogna tenere presente che persino le divise del personale comunicano un’immagine precisa, e non solo il layout, gli arredi e gli oggetti. Attenzione però, anche i più attenti e aggiornati sugli ultimi trend possono incappare in qualche rischio: «È importante non perdere di vista i contenuti, dando eccessivo risalto solo alla forma e alle componenti esperienziali, altrimenti si rischia di creare locali e spazi tutti uguali che alla lunga possono stufare il consumatore», mette in guardia Meo. Mai dimenticare, inoltre, che «la progettazione di un locale deve portare anche dei risultati economici – continua – e materiali e componenti d’arredo e di interior design devono essere in linea con il budget che il proprietario ha a 24 - youTrend

disposizione per quest’operazione». Dieci anni fa in Italia i pochi che cavalcavano i tempi con idee innovative puntavano soprattutto alla provocazione, al differenziarsi facendo scalpore, «talvolta sopravvalutando l’effettiva resa degli spazi di vendita – sostiene il docente –. Negli ultimi tempi invece si ritorna a concepire locali con idee meno provocatorie e più solide, orientate a rendere, a funzionare, ritrovando un equilibrio tra la progettazione e l’aspetto economico. Questo non vuol dire che non si debba più emozionare o raccontare una storia al cliente, ma che la bellezza del luogo non deve essere fine a se stessa». NUOVO LOOK PER LE RIVENDITE EDILI? ECCO QUATTRO CONSIGLI MIRATI Per chi ha capito che è giunta l’ora di svecchiare un po’ il vecchio magazzino,

1) Riconoscibilità degli spazi di vendita: «Nelle rivendite edili tradizionali non è difficile trovare ancora merce accatastata senza molta cura, perché i magazzini sono nati per rispondere ad esigenze di praticità e velocità rivolte ad un interlocutore strettamente professionale che sa già cosa chiedere e acquistare. Ora che i clienti sono sempre più differenziati, invece, le esigenze si moltiplicano e ogni area della rivendita deve essere chiaramente riconoscibile in base alle merceologie esposte, così da dare la possibilità, soprattutto ai clienti privati, di guardare e orientarsi nello spazio anche autonomamente». 2) Fare delle scelte, non si può tenere tutto: «Quando si riprogetta uno spazio bisogna decidere quali tipologie di prodotto tenere e quali no, e a quali eventualmente allargarsi. Se si è specializzati in determinati tipi di prodotti, il consiglio è quello di concentrarsi sulla loro esposizione, realizzando un’area apposita e più in vista rispetto alle altre». 3) Personale di vendita preparato ad accogliere anche il cliente privato: «Il cliente privato e il professionista hanno competenze e richieste diverse. Ecco perché nelle rivendite oggi non possono mancare venditori preparati e adatti a servire i clienti privati, meno informati sui prodotti». 4) Inserire un sistema di servizi: «Non è più possibile vendere i materiali senza fornire servizi di assistenza e montag-

Esposizione Cabrio Group


Centro Edile Quartarella

gio, proposti dal rivenditore stesso o in accordo con professionisti. Anche in questo caso si può prevedere un’area servizi all’interno dello spazio di vendita». ALCUNI ESEMPI DI RIVENDITE CHE HANNO SCELTO DI RINNOVARSI Da nord a sud, gli esempi di chi ha ripensato al proprio spazio vendita sono tutti positivi e hanno riscosso successo: «In un mercato attualmente in discesa, nel 2011 abbiamo registrato un 10% in più di fatturato», dichiara Piero Quartarella, titolare del Centro Edile Quartarella di Altamura (Ba), che nel 2010, in occasione dei sessant’anni di attività, ha aperto le porte del nuovo showroom di 3mila mq, aggiudicandosi il riconoscimento di Best Showroom Award 2011 come realtà distributiva di maggior successo nel settore arredobagno. «Abbiamo deciso di rifarci il look – racconta Quartarella – sia per esigenze logistiche, in quanto avevamo lo spazio deposito e la sala mostra in due zone distanti della città, sia per presentarci sotto una veste nuova». Punto vendita, uffici, persino i bagni dei dipendenti sono curati nei minimi dettagli «con il top che il mercato offre, perché chi entra nel nostro showroom deve rimanere a bocca aperta e deve pensare che da noi tutto è possibile. E così è – assicura soddisfatto il titolare –. Tutti si meravigliano perché non si aspettano di entrare e trovare un ambienPiero Quartarella te così moderno, or26 - youTrend

dinato, spazioso, un vero percorso emozionale». Tra i settori vi è anche un’area dedicata alla storia aziendale, che illustra al visitatore le tappe principali. Sono state inoltre inserite due nuove tipologie di prodotti: le cucine e l’outdoor, «per il quale abbiamo ricevuto un ottimo riscontro» informa Quartarella. Le aree espositive più apprezzate? «Senza dubbio le ceramiche – risponde – e in generale l’arredobagno, con prodotti che si possono provare davvero perché, dalle docce all’idromassaggio, funziona tutto». Di fronte a tanto splendore è difficile stare zitti e la miglior pubblicità è il cliente stesso. Proprio come è avvenuto per lo showroom inaugurato nel marzo 2010 da Cabrio Group a Salussola (To): «È un vero biglietto da visita che ci ha dato molta visibilità», attesta Matteo Cabrio, direttore tecnico della nuova sede. Spaziosa, Matteo Cabrio ordinata, pulita, dal design innovativo e attuale, la sala mostra di Cabrio Group ha fatto scalpore e portato più clienti: «In questo modo la gente si rende subito conto di quanto siamo belli – continua il direttore – e poi anche di quanto siamo bravi». Entrando, l’arredobagno è in risalto, mentre al piano superiore spiccano porte, serramenti e legno. «Per ottenere questo risultato – spiega Cabrio – ci siamo affidati a uno studio specializzato nella progettazione di spazi vendita perché, venendo da un’esperienza di fai da te, ci siamo resi conto che per quanto ci si possa impegnare, non si potrà mai ideare uno spazio in modo migliore

rispetto a chi lo fa di mestiere». Visibilità assicurata, sì, ma non bisogna mai smettere di rinnovarsi: «Ogni anno modifichiamo i vari locali ed esponiamo le diverse novità in modo che la clientela, entrando, Franco Ferrari possa sempre trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo e di recente», conclude Cabrio. È d’accordo Franco Ferrari, titolare di Ferrari Carlo & Figlio di Limbiate (Mi), che afferma: «Non possiamo pensare di vendere con le strategie e gli spazi di una volta; o ci si attrezza per adeguarsi al meglio, o si chiude». E anche la sua rivendita si è rinnovata l’anno scorso, apportando maggior visibilità e fornendo più servizi in un’ottica di rivendita edile all’avanguardia e rispettosa dei tempi. Inoltre sono state inserite due nuove categorie di prodotti: le piastrelle, «che già avevamo – precisa Ferrari –, ma che abbiamo proposto con una gamma più ampia fornendo anche il servizio di posa, e l’universo di porte e finestre, che ci stanno dando grande soddisfazione. Un altro settore che abbiamo ampliato è quello delle vernici per interni ed esterni. Il cliente adesso può trovare tutto ciò che serve per costruire e ristrutturare una casa». Lo spazio della rivendita appare completamente rinnovato e il piano superiore è dedicato alle nuove tecnologie. Non solo i luoghi, ma anche i clienti si rinnovano: «Gli artigiani e le piccole e medie imprese rimangono i nostri maggiori interlocutori – informa Ferrari –, ma aumentano i privati che sempre più spesso vengono a vedere le finiture, le piastrelle e quant’altro, indirizzati da amici o dalle imprese stesse».

Esposizione Ferrari Carlo & Figlio


GLI STILISTI DEGLI SHOWROOM aumentare l’appeal dello showroom per farne uno strumento di vendita più efficace. COME? CE LO SPIEGA L’AZIENDA ARREDO di Santina Muscarà

E

sperta di progettazione e allestimento di showroom di finiture d’interni è certamente Arredo, azienda che opera sul mercato nazionale da oltre trentacinque anni, «affrontando ogni richiesta e proponendo non solo un’idea progettuale, ma anche una strategia di comunicazione, per ottimizzare l’investimento nello showroom e amplificarne la risonanza», afferma il designer Ido Corradini, collaboratore dell’azienda. Progettazione e marketing, infatti, si intrecciano a vicenda in un dialogo costante con il cliente. Per Arredo i bisogni dei rivenditori non sono un segreto: «Di solito – continua Corradini – non riceviamo richieste precise e siamo chiamati ad aiutare il rivenditore a disporre di una sala mostra funzionale sotto tutti gli aspetti. In alcuni casi, invece, il rivenditore ha già uno showroom ma desidera aprirne altri in altre aree o con una diversa configurazione merceologica». Gli obiettivi, in fondo, sono sempre gli stessi: aumentare l’appeal dello showroom per farne uno strumento di vendita più efficace. Inoltre, è risaputo che le case produttrici aggiornano continuamente i cataloghi dei loro prodotti ed è un must per lo spazio espositivo essere al passo con le ultime collezioni anche per quel che riguarda il restyling degli ambienti: «Questo Ido Corradini

è un bene – sostiene Corradini – perché si creano le occasioni per rinfrescare e rendere più moderni gli showroom». Razionalità e chiarezza espositiva, espressa attraverso layout puliti e ordinati, «permettono al prodotto di emergere – continua il designer -, e se negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione in questo senso, oggi questi elementi sono ritenuti indispensabili e si punta a valorizzare ulteriormente l’appeal del prodotto in mostra tramite una comunicazione altamente emozionale, che ne enfatizzi l’estetica ed evochi atmosfere legate al benessere, soprattutto nel contesto di aree espositive dedicate al bagno. A questo scopo rispondono le grafiche di grande formato, che richiamano l’idea di wellness , o lo studio di un light design appropriato che contribuisca a creare il giusto ambiente». Uno degli ultimi esempi di showroom ai quali Arredo si è dedicata

è Edilcomes Superfici e Design di Pisa, «che ho curato personalmente – informa Corradini - e che costituisce il primo passo dell’azienda nel mondo delle finiture». Vi sono anche tutti gli ultimi showroom di Fratelli Simonetti nelle Marche: «Le loro principali caratteristiche sono l’attenzione verso percorsi espositivi razionali e puliti, che mettano il visitatore a suo agio, la cura per i particolari estetici dell’ambiente, l’attenzione alla durabilità degli espositori tecnici e lo studio del light design». Negli ultimi anni Arredo ha inoltre curato la progettazione di set di sistemi espositivi modulari variamente configurabili destinati a catene di rivenditori, caratterizzati da un design che può facilmente integrarsi in qualsiasi sala mostra preesistente. youTrend - 27


Leroy Merlin: negozi a misura di cliente È questa la filosofia del grande gruppo francese, che negli spazi piemontesi lancia “Mondo Progetto”, uno showroom per l’esposizione di porte, finestre, arredobagno di Maria Lisieux

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a 6mila a 12mila mq, la superficie del punto vendita Leroy Merlin di Moncalieri, in provincia di Torino, raddoppia. E il layout si rinnova. 8.500 mq interni e 3.500 mq esterni, ma «il punto di forza - a detta di Leonardo Di Donna, direttore del negozio – è che adesso siamo in grado di soddisfare tutte le esigenze dei nostri clienti». Il processo di rinnovo è durato circa 18 mesi e l’obiettivo del Gruppo è quello di modernizzare tutti i punti vendita italiani perché «lo studio di un layout ad hoc rende più facile le scelte d’acquisto», sostiene Thomas Bouret, amministratore delegato di Leroy Merlin Italia. Per la riapertura del punto vendita i collaboratori del Gruppo hanno visitato più di 70 famiglie del territorio, intervistato circa 300 persone e organizzato otto tavole rotonde, con lo scopo di capire i reali bisogni dei clienti e realizzare uno spazio quasi su misura: «Layout, esposizione prodotti, allestimento

28 - youTrend

e quant’altro sono stati il frutto di una co-costruzione tra i collaboratori Leroy Merlin e gli abitanti di Moncalieri – ribadisce Di Donna –, che ci ha consentito di esprimerci al meglio creando l’ambiente adatto in un mercato in forte e continua espansione. Un altro dato importante è che il 25% della nostra squadra ha alle spalle un’esperienza decennale». Più di 45mila articoli a prezzi competitivi per costruire, rinnovare e decorare la propria abitazione. Ma la novità principale è l’area “Mondo Progetto”, uno showroom per l’esposizione di porte, finestre, arredobagno, collocati in spazi che ricreano gli ambienti della casa: «Si è trattato dell’investimento maggiore – informa Di Donna – e oltre all’allargamento della gamma di prodotti offerti, abbiamo potenziato i servizi. Abbiamo un servizio di posa a 360 gradi che comprende il sopralluogo, la stesura del preventivo e la messa in opera. Si aggiungono i servizi di

ritiro merci e consegna a domicilio o quelli dedicati ai clienti più fedeli. Disponiamo inoltre della consulenza di un architetto che incontra e ascolta i clienti per poi creare gratuitamente il progetto in 3D, che il cliente potrà utilizzare come desidera». Tra i reparti ampliati spiccano quelli per la decorazione e il fai da te, mentre l’area esterna è divisa in due zone: «Una prettamente edile, quindi con i prodotti tecnici per la ristrutturazione della casa, dai mattoni alle coperture, al cartongesso – specifica il direttore –, l’altra dedicata al giardino, settore in crescita nel mercato locale». Certamente un buon layout parte dalle esigenze specifiche del cliente, «ma non è tutto – interviene Bouret – perché al primo posto ci sono i prodotti e la capacità di vendita, che ovviamente hanno poi bisogno della giusta esposizione. Con l’estensione del negozio, infatti, ci auspichiamo il conseguente ampliamento delle vendite».


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I calcestruzzi con la carta d’identità Sono loro i protagonisti del “Quadrilatero”, imponente somma di opere VIARIE al cui centro si trova l’asse Foligno-Civitanova Marche. In tutto saranno sviluppati circa 160 Km di strade per un costo complessivo di 2,233 miliardi di euro di Sofia Marsigli

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ra ponti e gallerie proseguono i lavori per la creazione dell’asse viario Foligno-Civitanova Marche in Val di Chienti, nel suggestivo territorio che ha ispirato poeti e affascinato personalità straordinarie come San Francesco d’Assisi. E se fu il famoso Santo a comunicare persino con gli animali, proprio la comunicazione e il dialogo sono rilevanti anche nel nostro caso, dove gli interlocutori sono attori della filiera delle costruzioni. Stiamo parlando del “Quadrilatero”, la serie di opere viarie che collegherà l’Umbria al mare Adriatico passando attraverso le Marche. Oltre all’asse viario FolignoCivitanova Marche, entro il 2013/2014 dovranno essere completati l’asse Perugia-Ancona, la Pedemontana delle Marche Fabriano-Muccia/Sfercia e altre opere viarie di allaccio che rientrano, appunto, nel cosiddetto Progetto Quadrilatero, guidato dalla società pubblica Quadrilatero Marche Umbria. In tutto saranno sviluppati circa 160 Km di strade per un costo complessivo di 2,233 miliardi di euro. Il piano di co-finanziamento in atto prevede di reperire dal territorio le Paolo Piersantelli 30 - youTrend

risorse per completare la copertura del fabbisogno per la realizzazione delle opere, e da privati i canoni di concessione per i nuovi siti produttivi adiacenti e connessi alle infrastrutture viarie, dove sorgeranno poli produttivi, centri logistici, centri commerciali e centri di servizi alle aziende. La Val di Chienti, associazione temporanea d’impresa comprendente Strabag, Cmc, Grandi Lavori Fincosit e Coci,

Impianto a Serravalle del Chienti

ha dato in appalto la produzione di calcestruzzo alla San Francesco Scarl, società consortile costituita da cinque realtà imprenditoriali italiane: Calcestruzzi, Colabeton, Edilcalce Viola, Luigi Metelli e Litoide. Parte della compagine si è concentrata sulla produzione del calcestruzzo (Calcestruzzi, Colabeton, Edilcalce Viola, Luigi Metelli) e parte si occupa della lavorazione dello “smarino” di


Confezionamento prelievi di accettazione

Esecuzione getto calotta nella galleria di Varano

galleria, ossia del prodotto ricavato dallo scavo delle gallerie, (Litoide e la stessa Luigi Metelli). «Il dialogo tra le imprese coinvolte è importante – spiega Paolo Piersantelli, responsabile tecnologico della Zona Adriatico di Calcestruzzi, una delle imprese coinvolte nei lavori di produzione di calcestruzzo, presente con due impianti dedicati all’opera –. Periodicamente i tecnici delle varie società si incontrano per discutere e per verificare l’andamento dei lavori, il rispetto dei parametri richiesti dal capitolato e le problematiche tecnologiche che

via via sorgono. Tutti i dati sono in rete, vengono aggiornati due volte la settimana e questo fa sì che ogni impresa coinvolta abbia accesso a tutte le informazioni, consentendo interventi tempestivi per correggere eventuali criticità. Non solo, grazie ad un sistema telematico di tracciabilità, ogni provino realizzato ha una sua vera e propria carta d’identità che ne garantisce la qualità e la sicurezza, il che è sicuramente un aspetto innovativo nel mondo delle costruzioni e delle grandi opere. L’università Politecnica delle Marche

Impianto di Camerino

– continua Piersantelli – ha messo a punto un sistema avanzato per il controllo sui provini di calcestruzzo prelevati durante l’intero processo, dal confezionamento alla posa in opera e alla loro conservazione. Le verifiche, in presenza del Gruppo Interforze, avverranno attraverso la collocazione di sensori (microchips) nei provini di calcestruzzo prelevati in cantiere, permettendone la successiva acquisizione dei dati di qualità». Secondo le norme che regolano i controlli, è previsto un prelievo ogni 100 metri cubi di calcestruzzo e uno per ogni struttura fornita: «Questo significa che fino ad oggi sono stati eseguiti oltre 9mila prelievi su un milione e cento metri cubi di calcestruzzo – dichiara il responsabile –. Inoltre le gallerie attraversano diverse formazioni rocciose, che possono essere adatte o no alla produzione di inerti per il calcestruzzo. Coadiuvate dal laboratorio Calcestruzzi di cantiere, le imprese che si occupano della costruzione della galleria sono in grado di stoccare il materiale in cumuli, separando quelli idonei alla produzione di calcestruzzo da quelli non adatti a questo uso ma utilizzabili per la creazione di sottofondi stradali». Tutti questi controlli, il monitoraggio così puntuale delle fasi della lavorazione e il rispetto delle regole «sono una garanzia che si riverbera positivamente sulla qualità finale dell’opera e nei confronti della collettività», conclude il responsabile. youTrend - 31


Focus finanziamenti europei

Strumenti innovativi di finanziamento per riqualificare le città La Commissione Europea negli ultimi anni ha messo in campo una serie di interessanti e importanti strumenti di intervento per la riqualificazione delle città, peraltro poco utilizzati in Italia. Facciamo il punto della situazione, anche per evidenziare le prospettive che possono aprirsi per il settore delle costruzioni in questa fase di congiuntura negativa di mercato

di Federico Della Puppa

L’

ingegneria finanziaria è oggi uno dei temi al centro del rinnovo urbano e della possibilità di intervenire nei tessuti edificati delle nostre città per migliorarne le dotazioni, strutturali e infrastrutturali, e incentivare il recupero edilizio e, soprattutto, l’efficientamento energetico. L’Europa ha da tempo messo a disposizione molti programmi di sostegno per questa necessaria innovazione delle nostre città, a partire dai fondi strutturali e di coesione fino ai programmi legati allo sviluppo delle “smart cities”. E all’Europa si sono affiancati recentemente altri strumenti nazionali di grande importanza. Ma se si va a guardare nel dettaglio le capacità del nostro paese e delle nostre amministrazioni di sfruttare queste opportunità, gli esempi sono pochi.

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Eppure tutte le analisi e gli studi evidenziano la necessità inderogabile di intervenire in modo significativo sul tessuto urbano e insediativo, al fine di migliorarne le performance energetiche e le qualità tecnologiche, anche per un miglioramento complessivo del benessere dei cittadini. Tutto fermo, dunque? Lo stimolo del Patto dei Sindaci In realtà l’Italia è un paese che si sta muovendo con apparente convizione verso queste tematiche, che tuttavia non sono ancora diventate una pratica consolidata, soprattutto nella costruzione di piani organici e sistematici di intervento. È vero che molti comuni in Italia, ben 1.712 (pari al 21,1% del totale dei comuni italiani) con una popolazione coinvolta di oltre 17 milioni di persone (pari al 28,7% nazionale), hanno sottoscritto il Patto

dei Sindaci, impegnandosi dunque a produrre piani di azione locale per l’energia sostenibile (PAES) al fine di raggiungere il ben noto obiettivo 20-20-20, il pacchetto clima-energia che prevede di ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili entro il 2020. Tuttavia se analizziamo nel dettaglio i dati, solo 306 amministrazioni comunali hanno già presentato il PAES alla Commissione Europea e, tra questi, ad oggi ne sono stati approvati solo 48, in pratica solo il 2,8% sul totale delle sottoscrizioni del Patto. Peggio di noi, per così dire, hanno fatto solo Francia e Grecia. Infatti se si valuta il rapporto tra sottoscrizione (ovvero volontà di aderire alle politiche 20-2020) ed effettiva capacità di agire sul


Amministrazioni locali aderenti al Patto dei Sindaci e stato di attuazione del Patto Europa a 27 Austria Belgio Bulgaria Cipro Repubblica Ceca Danimarca Estonia Finlandia Francia Germania Grecia Ungheria Irlanda Italia Lettonia Lituania Lussemburgo Malta Paesi Bassi Polonia Portogallo Romania Slovacchia Slovenia Spagna Svezia Regno Unito TOTALE EUROPA A 27 Paesi candidati Croazia Macedonia Islanda Montenegro Turchia TOTALE PAESI CANDIDATI Altri paesi aderenti al Patto TOTALE PATTO DEI SINDACI

Comuni firmatari

PAES presentati

PAES approvati

PAES in valutazione

11 11 17 9 3 21 2 6 138 61 83 15 1 1.712 8 8 1 37 18 29 71 60 6 7 947 49 33 3.364

2 6 4 5 13 2 4 16 32 14 1 1 306 4 4 19 11 7 27 10 2 1 574 34 20 1.119

3 2 1 3 7 1 48 2 3 2 3 3 2 78 5 8 171

2 3 4 5 11 2 3 13 25 13 1 1 258 2 1 17 11 7 24 7 1 496 29 12 948

% PAES approvati / comuni firmatari 27,3 9,5 16,7 2,2 11,5 1,2 2,8 25,0 37,5 5,4 4,2 5,0 33,3 8,2 10,2 24,2 5,1

37 1 1 5 4

10 1 1 1 -

3 -

7 1 1 1 -

8,1 -

48

13

3

10

6,3

84

23

3

20

3,6

3.496

1.155

177

978

5,1

territorio (PAES approvati), solo Grecia e Francia hanno percentuali di PAES approvati inferiori alla nostra, ma con un numero di adesioni al Patto molto più basse: 138 per la Francia e 83 per la Grecia. Altri paesi hanno performance migliori, ovvero hanno saputo arrivare a percentuali molto rilevanti di PAES approvati sul totale delle adesioni. Si tratta ad esempio di Belgio, Germania, Regno Unito, Svezia. Perfino la Spagna, che con 947 adesioni è il secondo paese aderente al Patto, ha saputo presentare 574 PAES, 78 dei quali già approvati. Insomma, guardando ai dati relativi al Patto dei Sindaci, rischiamo di essere un paese che sulla

carta si impegna, ma sui fatti tarda a mettere in pratica quanto sottoscritto. Questo rischio è soprattutto relativo al fatto che in tutta Europa e negli altri paesi aderenti al Patto dei Sindaci sono coinvolte 3.496 amministrazioni locali, e l’Italia, rappresentando con 1.712 amministrazioni il 49% dei firmatari, potrebbe sembrare che sia al primo posto in Europa per azioni di sostenibilità. Tuttavia va notato che questo “successo” è solo parziale e si dovrà tradurre a breve in una effettiva capacità di avviare piani di azione in grado di implementare a livello locale le politiche di sostenibilità previste dal Patto dei Sindaci.

Il ritardo della spesa 2007-2013 Perché questi numeri? Per riflettere sul rischio, tutto italico, di guardare alle politiche europee come “fattore di immagine”, per poi non essere capaci di attivarci nell’implementazione reale di queste politiche, nei tempi certi e veloci che l’Europa chiede. Storicamente l’Italia è un paese che sottoutilizza i fondi strutturali europei, come testimonia la lentezza della spesa dell’attuale periodo di programmazione 2007-2013. Dal VI° monitoraggio sugli impegni e sulla spesa relativa ai programmi strutturali di intervento relativi ai fondi FESR, emerge una situazione che presenta un livello di spesa effettiva al 13,8% ed un livello di impegni al 35,4%, con il Mezzogiorno al di sotto della media nazionale sia per gli impegni (32,7%), che per la certificazione di spesa (11,5%). In sostanza, a cinque anni dall’avvio e due anni dalla fine dell’attuale periodo di programmazione l’Italia dimostra una bassissima capacità di impegno e di spesa sui fondi comunitari. Il rischio, vero, è il cosiddetto “disimpegno”, ovvero la restituzione di quanto non impegnato e speso. Il rischio è quindi la non utilizzazione di molti miliardi di euro disponibili per azioni di riqualificazione urbana e territoriale, nonché di investimento nei settori dell’ambiente, della cultura, della tecnologia e dell’aiuto alle imprese. Una sfida che l’Italia non può permettersi di perdere, nell’attuale fase di crisi economica. Ma è una sfida che ha il suo punto cruciale soprattutto nella politica e nella capacità delle amministrazioni regionali e locali di realizzare i programmi operativi sottoscritti nel 2007. Tuttavia la politica dimostra che oggi è in grado di comprendere l’importanza della youfocus - 33


Focus finanziamenti europei

sfida energetica. Le sottoscrizioni del Patto dei Sindaci lo testimoniano. Ma il rischio è che questa attenzione sia in molti casi giocata soprattutto solo come “effetto annuncio”, senza poi produrre i passi adeguati e seguenti. Ad esempio, dalla firma del Patto dei Sindaci decorre un anno per la presentazione del PAES. Se non lo si presenta, si rischia di essere inseriti in una “black list”, che purtroppo già annovera molte amministrazioni italiane. Nuovi strumenti finanziari In questo quadro, di ritardo e in alcuni casi di vera e propria incapacità di spesa, si inseriscono i nuovi programmi finanziari di intervento per la riqualificazione sostenibile delle città e del territorio, promossi dall’Unione Europea. In Europa ci sono circa 1.500 aree urbane, in competizione tra loro, che possono promuovere l’istituzione di fondi di sviluppo urbano (Urban Development Funds) come veicoli finanziari e operativi specializzati per la riqualificazione urbana e la trasformazione sostenibile. Il programma JESSICA (acronimo di Joint European Support for Sustanaible Investment in City Areas), una iniziativa dedicata allo sviluppo urbano

sostenibile sostenuto dalla BEI e dalla Banca del Consiglio d’Europa, ha fino ad oggi avviato 35 fondi, erogando circa 2 miliardi di finanziamenti di tipo rotativo (in pratica vengono ripagati dagli investimenti, rialimentando gli stessi fondi), dal green fund di Londra a quello di Rotterdam. Fino ad oggi sono coinvolti in questo percorso 12 paesi e 55 regioni. L’Italia è marginalmente presente, con le regioni Sicilia e Campania, le quali hanno sottoscritto un accordo con la Banca Europea degli Investimenti per l’avvio del fondo (148 milioni di euro per la Sicilia e 100 per la Campania), ma che sono ancora molto indietro per quanto riguarda l’implementazione dell’uso del fondo. Le regioni Sardegna e Abruzzo stanno negoziando l’adesione, ma nonostante questi impegni, il ritardo è evidente. Il paradosso è che spesso si avviano processi importanti, senza tuttavia poi seguirli e sostenerli in modo adeguato. Eppure ci sono anche delle interessanti eccezioni in questa incapacità italiana di spendere i fondi europei. Il programma ELENA (acronimo di European Local Energy Assistance) vede oggi su un totale di 15 sottoscrittori, ben tre partner italiani

protagonisti. E la curiosità è che tra questi partner ci sono anche quegli enti che oggi sono sotto il mirino del taglio da parte del Governo, ma che sono anche gli unici che possono esercitare azioni di vera governance locale con i comuni italiani, i quali hanno in generale una taglia dimensionale troppo piccola per essere protagonisti in questi settori. Le amministrazioni coinvolte sono la Provincia di Milano, Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena e la Provincia di Chieti. Complessivamente questi tre soggetti hanno sottoscritto finanziamenti per 240 milioni di euro per interventi di efficientamento energetico nei territori nei quali agiscono. In questo quadro, infine, non solo l’Europa si muove proponendo strumenti finanziari innovativi, ma anche l’Italia, attraverso Cassa Depositi e Prestiti, sta procedendo in questo senso, immettendo risorse ma soprattutto strumenti di ingegneria finanziaria a supporto del rinnovo urbano ed energetico. È un’occasione che il settore delle costruzioni, assieme ai partner istituzionali locali, non può perdere, per avviare una nuova stagione di investimenti orientati

CHIETI DIVENTA Più GREEN CON ELENA

La Provincia di Chieti ottiene un finanziamento di 80 milioni di euro sul programma ELENA per produrre energia da fonti rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici dei Comuni e della Provincia di Federico Della Puppa La Provincia di Chieti è il terzo ente in Italia, dopo la Provincia di Milano e dopo l’Agenzia per l´Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena (AESS), ad aver siglato con la Banca Europea per gli investimenti un contratto che permetterà di attivare 80 milioni di investimenti nell’ambito del programma energetico ELENA. La sottoscrizione del contratto, avvenuta all’inizio di novembre 2011, permetterà alla Provincia di Chieti  di ottenere immediatamente 2 milioni di euro di contributi a fondo perduto dalla Commissione Europea per predisporre tutti gli strumenti tecnici previsti dal programma ELENA. Il programma prevede investimenti per complessivi 80 milioni di euro, composti per una quota di 60 milioni da finanziamento della Bei e per gli altri 20 milioni da risorse messe a disposizione dalle Esco (Energy Service Company), che saranno incaricate di realizzare le opere. Il programma di interventi di efficientamento energetico prevede la realizzazione di impianti fotovoltaici sulle coperture di edifici pubblici per interventi sia sulla frazione termica che su quella elettrica, oltre al rinnovo dei sistemi di illuminazione pubblica. Il contratto sottoscritto promuove il più grande intervento-investimento mai effettuato in provincia di Chieti in materia di miglioramento dell’efficienza energetica e di installazione di impianti che producono energia da fonti rinnovabili e riguarderà complessivamente 230 edifici. Questo caso studio è interessante proprio per la dimensione della provincia, ovvero una delle tante medie province italiane, che può essere di stimolo e supporto allo sviluppo di altri programmi simili nelle altre province e territori italiani. Per raggiungere tale obiettivo la Provincia di Chieti ha realizzato, grazie ad un cofinanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio della provincia di Chieti, gli audit energetici preliminari sugli edifici, in modo da verificare per quale di essi è maggiore la capacità di risparmio attraverso gli interventi di efficientamento energetico e su quali edifici è più conveniente installare tetti fotovoltaici. È evidente, dunque, che un progetto di questo tipo può essere avviato se e solo se il territorio nel suo insieme, supportato dal sistema finanziario locale, si attiva su queste politiche attive di miglioramento delle performance energetiche degli edifici delle nostre città.

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alle effettive esigenze del mercato, ovvero riqualificazione delle città e efficientamento energetico. Vediamo dunque una breve rassegna degli strumenti oggi a disposizione. Smart Cities L’iniziativa parte dalla constatazione che circa tre quarti della popolazione dell’Unione Europea vive in centri urbani o in prossimità di essi, e che tali centri consumano il 70% dell’energia prodotta ed emettono circa la stessa quota di gas serra. La smart city è un modello ideale di città dove le dotazioni materiali e immateriali cooperano, con l’ausilio delle tecnologie , per obiettivi di qualità della vita e riduzione dell’impatto ambientale, con modalità di governo trasparenti e partecipate. Con Europa 2020 l’UE si è infatti posta ambiziosi obiettivi di conversione della propria economia in ottica sostenibile. Questo era del resto il disegno abbozzato nel piano strategico per le tecnologie energetiche dell’Unione promosso già nel 2007 e poi bloccato dalla crisi. Quella strada ha continuato però a essere aperta e oggi le “città intelligenti” sono chiamate a dimostrare ai propri cittadini che la qualità della vita e l’economia possono convivere anche grazie a investimenti green. Le aree su cui intervenire sono: il patrimonio edilizio, l’efficienza energetica, la pianificazione e la mappatura energetica delle città. Il programma prevede una prima azione pilota su 20-30 città europee, in vista della prossima programmazione 2014-2020. Complessivamente l’UE prevede investimenti diretti per almeno 11 miliardi di euro, i quali dovrebbero avviare programmi locali con partenariati pubblico-privati per almeno 50 miliardi di euro. JESSICA È l’acronimo dell’iniziativa congiunta a favore dello sviluppo urbano sostenibile della Commissione europea e della Banca europea per gli investimenti (BEI), in collaborazione con la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB). In base alle nuove procedure, gli Stati membri hanno la facoltà di scegliere di utilizzare parte degli stanziamenti dei Fondi strutturali per effettuare investimenti rimborsabili a favore di progetti inseriti in un piano integrato per lo sviluppo urbano sostenibile. Gli investimenti in questione, che

possono assumere la forma di fondi propri, prestiti e/o garanzie, sono effettuati attraverso fondi di sviluppo urbano e, se necessario, attraverso fondi di partecipazione. È uno strumento che integra pubblico e privato nella costruzioni di programmi di intervento a scala territoriale e che vedono oggi circa 2 miliardi di euro già avviati. In Italia la BEI sta seguendo l’implementazione di due progetti pilota, uno in Sicilia e uno in Sardegna, e hanno già sottoscritto l’accordo di cooperazione le regioni Sicilia e Campania, con Sardegna e abruzzo in corso di negoziazione. Complessivamente si tratta, ad oggi, di risorse potenziali pari a 320 milioni di euro. IEE (Intelligence Energy-Europe) L’obiettivo del programma IEE è contribuire allo sviluppo di fonti di energia sicure, sostenibili e a prezzi competitivi. Il programma sostiene le azioni di: promozione dell’efficienza energetica e dell’utilizzo razionale dell’energia; promozione delle nuove fonti di energia rinnovabile e della diversificazione energetica; promozione dell’efficienza energetica nei trasporti mediante l’adozione delle nuove fonti di energia rinnovabile. Il secondo programma IEE è divenuto il principale strumento della Unione Europea per superare le barriere non tecnologiche che precludono l’utilizzo più efficiente dell’energia e l’espansione di nuove fonti di energie rinnovabili. È un programma che finanzia al 75% interventi di efficientamento energetico e migliramento delle performance locali, anche attraverso al costruzioni di specifici programmi operativi di intervento a scala locale e ha una dotazione di 730 milioni di euro. ELENA (European Local Energy Assistance) ELENA è un programma di intervento finanziato attraverso il programma Intelligence Energy-Europe e rappresenta per la Commissione Europea lo strumento finanziario destinato agli enti locali per realizzare piani d’azione nel settore dell’energia sostenibile, anche al fine di creare nuovi posti di lavoro, permettendo nello stesso tempo all’Europa di raggiungere i propri obiettivi climatici.

Il meccanismo europeo di assistenza su scala locale ELENA è diviso in tre parti: ELENA-EIB, per progetti superiori a 50 milioni di euro; ELENA-KfW, per progetti inferiori a 50 milioni di euro, con una attenzione particolare ai crediti di carbonio; ELENA-CEB, per progetti inferiori a 50 milioni di euro dedicati sull’edilizia sociale. L’iniziativa offre assistenza tecnica e garantisce contributi a fondo perduto pari al 90% dei costi di progettazione a supporto della creazione di fondi rotativi non gestiti direttamente da BEI, ma da banche locali che BEI individua tramite bandi e alle quali è imposto uno spread migliore di quello di mercato (di norma almeno 1 punto percentuale in meno del tasso di interesse che le amministrazioni locali hanno di norma). Significa per le amministrazioni locali avere a disposizione finanziamenti per le attività di progettazione e poi procedere alla negoziazione di prestiti per realizzare quanto progettato anche attraverso le ESCO (Energy Service Company). I prestiti sono ripagati dai risparmi energetici e dalle capacità dei progetti di ripagare gli investimenti fatti. Il primo progetto ELENA finanziato è stato quello della Provincia di Barcellona, in Spagna, con un finanziamento di oltre 500 milioni di euro. In Italia sono attivi ad oggi tre finanziamenti per complessivi 240 milioni di euro. ELENA-CEB Per agevolare la mobilitazione di fondi negli investimenti nel settore del social housing, la Commissione Europea e la Banca Europea per gli Investimenti hanno creato ELENACEB, che finanzia una quota dei costi necessari in assistenza tecnica per la preparazione di progetti di intervento nel campo dell’housing sociale, la realizzazione e il finanziamento del programma di investimento, come gli studi di fattibilità e di mercato, la strutturazione dei programmi, i piani operativi, le verifiche energetiche, i preparativi per le procedure sugli appalti. In sostanza, questi fondi, finanziano tutto ciò che è necessario per rendere finanziabili dalla BEI i progetti riguardanti l’energia sostenibile nelle città e nelle regioni. Per il primo anno di funzionamento il youfocus - 35


Focus finanziamenti europei meccanismo ha un budget di 15 milioni di euro, ma che verrà incremento in futuro. I beneficiari del programma sono autorità locali o regionali, o altri organismi di governo, consorzi di enti pubblici dei paesi che partecipano al programma Intelligent Energy Europe e, pur essendo un programma volto a sostenere le priorità del Patto dei Sindaci, la partecipazione è aperta anche agli enti locali non firmatari dello stesso. I programmi di investimento finanziabili sono, tra gli altri, interventi su edifici pubblici e privati, tra cui l’edilizia popolare, per un maggiore sostegno all’efficienza energetica, come ad esempio la ristrutturazione di edifici volti a diminuire in modo significativo il consumo di energia (sia di calore che elettricità) e l’integrazione delle fonti energetiche rinnovabili (FER) nell’ambiente costruito, dal solare fotovoltaico (PV) ai collettori solari termici, dalla costruzione di nuove reti di teleriscaldamento ai sistemi di cogenerazione decentrata (a livello di edificio o di quartiere, comprese reti intelligenti di informazione e mobilità alternativa. ELENA-CEB finanzia fino al 90% dei costi eleggibili di assistenza tecnica per la preparazione dei progetti e per l’accesso al finanziamento è richiesto un fattore di leva minimo di 25, che deve essere raggiunto tra gli investimenti relativi al progetto e il finanziamento concesso al beneficiario. In sostanza per ogni euro 36 - youfocus

di progettazione richiesto ne devono essere previsti 25 di investimento. Un punto saliente e strategico è che nell’accettare l’assistenza tecnica, il beneficiario accetta che l’importo ricevuto dovrà essere rimborsato in caso del fattore di leva non raggiunto. ELENA-CEB può essere combinato con altri fondi europei o nazionali, ma non con altri tipi di finanziamento sulle tematiche da esso coperte (fornitura di assistenza tecnica per lo sviluppo di un programma di investimento). Per essere supportato da ELENA-CEB il progetto presentato deve durare non più di 3 anni. Fondo EEEF È un nuovo fondo per l’efficientamento energetico, chiamato “European Energy Efficiency Fund” (EEEF). Il fondo è promosso da Cassa Depositi e Prestiti, dalla Commisione Europea, dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e da Deutsche Bank. L’obiettivo è contribuire allo sviluppo di progetti di efficientamento energetico e di energia rinnovabile nell’ambito dell’Unione Europea su progetti di piccola scala, dunque con modalità di costruzione dei progetti e degli interventi di minore impegno non solo finanziario ma organizzativo e gestionale degli altri strumenti oggi a disposizione soprattutto delle amministrazioni pubbliche, dai programmi ELENA a JESSICA. Il fondo, che ha un target di circa 800 milioni di euro, per ora è

stato avviato con una dotazione iniziale di 265 milioni di euro ed è partecipato dalla Commissione Europea con 125 milioni di euro nella “Junior Tranche” del Fondo, dunque assumendosi in parte i rischi economici associati ai progetti d’investimento, dalla BEI (Banca Europea degli Investimenti), con 75 milioni di euro nella mezzanine tranche e nelle senior shares, dalla nostra Cassa depositi e prestiti (CDP) che contribuisce con 60 milioni di euro nelle mezzanine e senior shares, mentre 5 milioni nella mezzanine tranche sono il contributo da parte di Deutsche Bank, che sarà anche Investment Manager del Fondo. Pubblico e privato, dunque, partecipano al fondo con lo scopo di avviare progetti di rinnovo energetico con questo strumento innovativo di ingegneria finanziaria. Fondo Kyoto È un fondo tutto italiano istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti, ai sensi della Legge Finanziaria 2007, ed è come gli altri strumenti europei di ingegneria finanziaria un fondo rotativo (ovvero che prevede la sua rialimentazione attraverso la redditività delle azioni realizzate) dell’ammontare complessivo di circa 600 milioni di euro, per il finanziamento delle misure di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto (Legge Kyoto). La durata dei finanziamenti è compresa fra 3 e 6 anni (tra 3 e 15 anni per i soggetti pubblici). Ai finanziamenti agevolati è applicato un tasso di interesse dello 0,50% e le modalità per l’erogazione dei finanziamenti sono definite dalla “Circolare Kyoto”, che fornisce il necessario dettaglio delle procedure da seguire e della documentazione da presentare ai fini dell’ammissione ai finanziamenti agevolati relativi al Primo Ciclo di Programmazione da 200 milioni di euro. Anche in questo caso, come i precedenti, le banche hanno un ruolo strategico, in quanto le banche aderenti rilasciano una comunicazione sui parametri di affidabilità economico finanziaria e sulle fideiussioni bancarie, che permettono di accedere al fondo e ricevere il finanziamento agevolato, raccogliendo la documentazione necessaria all’erogazione. Il fondo ha durata temporanea e il suo avvio è previsto per marzo 2012, con chiusura del bando a luglio 2012.


I MODELLI DELLA DISTRIBUZIONE A CONFRONTO Continua l’indagine sulle tendenze in atto nella filiera delle costruzioni. Questa volta i riflettori sono puntati sui modelli di business della distribuzione: mentre in Italia il mercato resta in attesa di tempi migliori, negli altri Paesi europei come sta affrontando la crisi il mondo rivendite? Un breve viaggio alla scoperta delle strategie dei leader della distribuzione edile internazionale di Giacomo Galli

È

un fenomeno di dimensioni mondiali, e anche se una timida inversione di tendenza inizia a manifestarsi – quantomeno nei mercati più vivaci – la crisi economica continua a far sentire i suoi effetti. Le difficoltà, insomma, sono comuni, come comune è la necessità di trovare nuovi approcci a mercati che, non solo in Italia, si trovano ormai da qualche anno in una fase di forte cambiamento. Accelerata, sotto certi aspetti, dalla recessione mondiale, che ha imposto a tutti gli attori della filiera – produttori, distributori e utilizzatori – di individuare nuove ricette o imprimere

nuovo impulso a formule già utilizzate. Della fase di difficoltà che sta vivendo la filiera delle costruzioni nazionale, e di conseguenza il mondo della distribuzione edile, abbiamo già scritto nei precedenti articoli. In questa occasione abbiamo invece provato a gettare lo sguardo oltre confine, per cercare di capire quali cambiamenti ed evoluzioni sono oggi in atto nei principali mercati europei. In Europa si va verso la specializzazione Uno dei fenomeni che hanno maggiormente caratterizzato la distribuzione edile italiana in quest’ultimo decennio, quello delle aggregazioni, a livello internazionale è in atto ormai da diversi anni e in proporzioni decisamente più rilevanti. Se analizziamo infatti lo schieramento dei competitor nei principali mercati europei – Francia, Germania e Inghilterra – notiamo innanzitutto come le concentrazioni di distributori hanno non solo dimensioni decisamente più importanti rispetto a quelle nazionali, ma incorporano al loro interno diverse insegne, alcune a vocazione generalista, altre contraddistinte da una particolare specializzazione in determinanti

segmenti di mercato e merceologie. Il raffronto numerico fa balzare all’occhio con immediatezza questa dinamica: se nel nostro Paese i punti vendita di una singola aggregazione raramente superano qualche decina, e nei migliori casi hanno raggiunto le 200 unità, i colleghi d’oltralpe della francese Point-P, insegna del gruppo Saint-Gobain, possono vantare una presenza sul territorio arrivata a ben 1.600 negozi. Numero di per sé impressionante, che considerando tutte le insegne di proprietà del gruppo – La Plateforme, Lapeyre, Asturienne, solo per citare i più noti – supera il

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tetto delle diverse migliaia di unità. Analogamente, poi, Saint-Gobain Distribuzione è presente con diversi brand anche in Germania, Regno Unito e altri paesi. Sostanzialmente simile la situazione del mercato tedesco. Anche in questo caso, singole insegne come Hornbach, Bauhaus o Praktiker possono contare su diverse centinaia di punti vendita ciascuno, numeri che aggregati all’interno di grandi concentrazioni (in questo caso il gruppo Kingfisher, attivo anche sul mercato inglese) superano le diverse migliaia di unità. Le grandi concentrazioni sono un tratto dominante anche del terzo grande mercato europeo, quello britannico. Leader della distribuzione edile come Travis Perkins, con oltre 600 punti vendita, o il gruppo Wolseley, le cui insegne totalizzano più di mille negozi nelle sole isole britanniche, compongono anche in questo caso un panorama distributivo la cui parola chiave è più che mai aggregazione. Le dinamiche in atto A distinguere il fenomeno della concentrazione delle insegne della distribuzione edile in Europa rispetto a quanto avviene nel nostro Paese non sono solamente le sue caratteristiche dimensionali. Fra gli altri elementi qualificanti troviamo infatti, innanzitutto, una forte tendenza all’internazionalizzazione da parte pressoché di ognuno dei grandi gruppi oggi presenti sul mercato. Alcuni esempi: Saint-Gobain è presente con le insegne del proprio gruppo in 14 paesi dell’area europea, mentre il gruppo Kingfisher opera in 16 nazioni; 14 sono anche i Paesi serviti dall’insegna Bauhaus e un altro leader come il gruppo CRH è attivo in 16 nazioni. Alla trasversalità della presenza si affianca una serie di fenomeni

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strettamente dipendenti a questa particolare struttura distributiva. Primo fra questi, la forte specializzazione di alcune insegne, focalizzate su specifiche merceologie, tecniche costruttive o applicazioni, dall’isolamento, alle coperture, passando per le finiture interne e le componenti per l’impiantistica; una scelta dettata in alcuni casi da questioni di riconoscibilità e caratterizzazione sul mercato dell’insegna, in altri dalla capacità/necessità di intercettare specifici profili di clientela con un’offerta mirata, qualificata per livello dei prodotti e dei marchi trattati nonché dei servizi offerti. Un’altra serie di dinamiche coinvolge più specificamente la selezione e gestione dei prodotti. In primo luogo, un numero sempre maggiore di distributori tende infatti oggi a individuare fornitori su scala almeno regionale quando non globale, vuoi perché la riduzione del loro numero tende ad aumentare il tasso di rotazione delle merci a magazzino – con una

conseguente riduzione dei costi -, vuoi per costruire relazioni di partnership che, non di rado, comportano un coinvolgimento reciproco nello sviluppo di nuovi prodotti. Un aspetto, quest’ultimo, particolarmente importante, in quanto la rapidità dell’evoluzione tecnologica e la forte competitività fra marchi hanno come conseguenza una riduzione del ciclo di vita dei prodotti. Dal punto di vista più strettamente logistico/gestionale, pressoché ogni grande gruppo ha da tempo adottato una politica volta alla creazione di piattaforme centralizzate di stoccaggio; una scelta, questa, che nel nostro Paese è al contrario ancora molto sporadica e patrimonio di un numero estremamente limitato di realtà. I nuovi business L’analisi di quanto sta accadendo nel mondo della distribuzione edile in alcuni dei principali mercati europei fa emergere elementi di grande interesse anche per quanto riguarda l’evoluzione dell’offerta commerciale dei rivenditori e le prospettive che nuove aree di business, tradizionalmente al di fuori della proposta di questo canale, sono in grado potenzialmente di offrire. Un punto, quest’ultimo, che alla luce della attuale congiuntura e delle trasformazioni che questa, con una velocità inattesa, ha impresso al mercato, è oggi più che mai cruciale. Su un piano generale, se da un lato le


incertezze della situazione economica sono un fenomeno trasversale, così come la riduzione della spesa pubblica e le capacità/intenzioni di investimento del settore privato, dall’altro il mondo della distribuzione specializzata si trova oggi a reggere la concorrenza di soggetti che fino a pochissimi anni or sono operavano in mercati e verso clienti differenti. Particolarmente significativo, in questo senso, è la crescita delle grandi catene del “fai da te”, che in alcuni mercati – in particolare quelli del nord Europa – rappresentano già un concorrente di tutto rispetto per i distributori di materiali edili, e in prospettiva sono destinate ad assumere un peso sempre più importante a livello globale. Un fenomeno, questo, che chiama già oggi i rivenditori a un’evoluzione della proposta commerciale e degli stessi spazi di vendita, da ampliare anche a settori come il bricolage e la decorazione che oggi occupano una posizione di secondo piano. «Si tratta di una scelta che è indispensabile compiere adesso per non giungere in ritardo ad intercettare un fenomeno destinato senz’altro a crescere – afferma Dany Kroell, presidente di BigMat International –. È nostra convinzione che per mantenere un adeguato giro d’affari e redditività un negozio generalista di media dimensione dovrà assicurarsi una rapporto fra clientela professionale e clientela privata del 60-40%. Altrettanto decisiva sarà la capacità del rivenditore di intercettare con maggiore efficienza nuovi clienti, creando una rete di vendita interna in grado di operare attivamente sul mercato». Sempre sul fronte dell’offerta merceologica, ad aree di mercato già oggi in forte espansione e su cui i rivenditori stanno puntando con decisione, prima fra tutte quelle dei materiali e tecnologie per il risparmio energetico e l’edilizia biocompatibile,

si stanno progressivamente affiancando segmenti tradizionalmente marginali ma che stanno vivendo in questo periodo una fase di forte crescita. L’esempio più significativo in questo senso è probabilmente quello delle case a struttura lignea, tecnica costruttiva che in alcuni mercati del nord Europa – in particolare Francia, Belgio e Germania – sta raccogliendo notevole favore e che, secondo alcune stime, potrebbe già nel breve periodo raggiungere una quota di mercato intorno al 10%. Un business decisamente appetibile, quindi, su cui non a caso alcuni grandi gruppi internazionali stanno puntando attraverso insegne specializzate. In Italia manca rigore gestionale Nota la struttura italiana della distribuzione di materiali e componenti per la filiera delle costruzioni, molto più parcellizzata rispetto alle realtà europee sopra descritte, è interessante capire cosa “frena” lo sviluppo,

soprattutto delle aggregazioni, della distribuzione italiana nella direzione delle tendenze in atto in Europa. Lo abbiamo chiesto ad alcuni produttori attivi anche sui mercati internazionali, che hanno puntato tutti il dito contro un aspetto che ha particolarmente colpito il nostro mercato: la gestione finanziaria delle realtà imprenditoriali della distribuzione, una carenza “storica” delle nostre imprese che la grande crisi finanziaria di questi anni ha drammaticamente “portato al vivo”. L’analisi di quanto sta accadendo nei principali mercati europei non può non toccare, infatti, un aspetto oggi tra i più critici per la distribuzione specializzata nazionale, la gestione finanziaria della rivendita, in particolare per quanto riguarda il credito e il controllo dei flussi di cassa. Anche su questo fronte, la situazione in Germania, Francia e Inghilterra sembra essere decisamente più positiva rispetto a quanto avviene nel nostro Paese, vuoi per abitudini tradizionalmente diverse nella gestione delle transazioni

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o meno interessata, paventano. «La maggiore differenza fra l’Italia e alcuni paesi europei, soprattutto quelli dell’Europa centrale come Francia, Germania e Belgio – conferma Simone Mannocci di Isolmant –, consiste nel fatto che i pagamenti sono sempre garantiti. La tutela del credito è reale e concreta, e la pratica degli insoluti è scoraggiata da pene molto severe e, soprattutto, regolarmente applicate. Un fatto, questo, in parte dovuto alla solida organizzazione e all’influenza dei grandi gruppi di distribuzione, che esercitano un attento controllo del mercato, ma anche a una mentalità diffusa». commerciali, vuoi per la politica estremamente rigorosa adottata dalla distribuzione in rapporto a un tema oggi quanto mai critico, la gestione del credito. Un rigore che non solo paga, ma viene anche tranquillamente accettato dal mercato, come ci racconta Mauro Colombo di Ruredil: «A differenza di quanto avviene in Italia, all’estero i flussi finanziari dei rivenditori non si sono interrotti malgrado la crisi, in quanto la vendita avviene solo previo pagamento in contanti o attraverso strumenti quali le carte prepagate o fidelizzate. Non a caso, anche se le vendite, soprattutto in Francia, hanno accusato qualche calo, siamo ben lontani dalle situazioni di sofferenza che oggi vive la distribuzione italiana». Considerazioni, queste, sostanzialmente confermate da Elisa Stabellini di

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Edilteco: «La situazione del mercato francese è relativamente buona, in particolare per quanto riguarda i pagamenti, anche se il 2012 si è aperto all’insegna di un certo rallentamento, da noi peraltro poco percepito grazie alla crescita del segmento delle ristrutturazioni. Ancora più positiva è la situazione del mercato tedesco, dove la distribuzione gode di tutti i vantaggi assicurati da pagamenti a brevissimo termine, non di rado anche anticipati, e anche mercati in forte sofferenza come quello spagnolo stanno evidenziando segnali di ripresa incoraggianti». Educare il mercato a un maggiore rigore finanziario, insomma, non solo è possibile ma non determina nemmeno le conseguenze negative sulle relazioni commerciali che nel nostro Paese molti, in maniera più

L’insegnamento dell’estero Le differenze strutturali che caratterizzano la nostra economia complessiva rispetto a quella di altri paesi europei, quindi, sembrano coinvolgere anche il settore della distribuzione. Alla estrema diffusione della microimpresa, pilastro del nostro tessuto imprenditoriale, fa da contraltare una corrispondente parcellizzazione della distribuzione specializzata, che pur avendo mosso passi incoraggianti verso forme di aggregazione è ancora bel lontana dalle dimensioni che questo fenomeno ha assunto in Francia, Germania e Inghilterra. Una dinamica, questa, che soprattutto in una fase di mercato come quella attuale ha riflessi importanti, e rende il nostro sistema distributivo più esposto alle conseguenze della crisi. A contribuire a questo risultato è anche una gestione di flussi finanziari e credito che solo di fronte alla crescita vertiginosa degli insoluti il comparto si è deciso ad approcciare con maggiore rigore, abitudine al contrario da sempre invalsa in altri paesi europei. Segnali incoraggianti provengono invece dall’espansione che nuovi segmenti di mercato e profili di clientela registrano a livello internazionale, e che anche la distribuzione nazionale sta iniziando ad approcciare, come dimostrano da un lato la sensibilità dei rivenditori a temi quali efficienza energetica, energie rinnovabili e biocompatibilità, dall’altro la sensibile crescita della clientela privata. Una direzione come abbiamo visto già sperimentata con successo all’estero, e su cui vale la pena procedere (o quantomeno riflettere) con decisione.


147 ANNI DI PRODOTTI CHE HANNO FATTO LA STORIA TORGGLER CHIMICA PREPARA UN 2012 RICCO DI NOVITà, FRUTTO DEI SUOI LABORATORI DI RICERCA E SVILUPPO TRA I Più ATTREZZATI D’EUROPA

di Veronica Monaco

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ome diceva Baudelaire, “c’è un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo”: 147 anni, forse, sono troppi da dimenticare, ma Torggler, azienda altoatesina di prodotti per l’edilizia, pare proprio non sentirli. Forte di un’esperienza ultracentenaria e pioniera di importanti innovazioni in vari campi, come additivi, impermeabilizzanti, adesivi, malte tecniche, sigillanti, schiume poliuretaniche, l’azienda, con sede a Marlengo-Merano, ha saputo conquistarsi negli anni la fiducia dell’utente professionale. «Da sempre puntiamo a fornire prodotti di altissima qualità, al fine di dare ai clienti rivenditori e agli applicatori una sicurezza assoluta. Manteniamo sempre quello che diciamo, e con noi il cliente può davvero dormire sonni tranquilli», dichiara sorridendo Alexander Colmano, responsabile marketing di Torggler Chimica,


società che vanta anche uno dei centri di ricerca e sviluppo più attrezzati e specializzati d’Europa. «La nostra azienda è sempre impegnata nello sviluppo di nuovi prodotti e può contare su una continua e costante attività di ricerca condotta in laboratori interni ed esterni, su risorse economiche pianificate, su strumentazioni all’avanguardia, nonché su personale altamente qualificato», prosegue Colmano, che ricorda anche l’impegno di Torggler nel progetto T-Life Project.

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Messo a punto dall’azienda già da qualche anno, il progetto è dedicato allo studio e sviluppo di prodotti innovativi con caratteristiche quali la facilità e comodità d’uso, e tendenti a migliorare il comfort, la qualità

della posa in opera e la sicurezza delle costruzioni. «Torggler ha iniziato la sua attività con lo sviluppo di prodotti per l’edilizia, implementando e aggiungendo alla propria produzione i sistemi per il risanamento delle murature umide con la linea Antol Risan System e per il recupero del calcestruzzo e calcestruzzo armato con la gamma Antol CLS System, i sigillanti siliconici e acrilici, gli adesivi per piastrelle, gli impermeabilizzanti, e infine, ma non meno importanti, le schiume poliuretaniche», elenca Colmano. E aggiunge: «I nostri prodotti, ancora oggi, si contraddistinguono per le loro elevate caratteristiche tecnico-prestazionali. Per esempio Antol Umafix ha fatto la storia delle malte rapide, e non è stata superata da nessuno. Inoltre siamo stati i primi a introdurre sul mercato italiano l’intonaco di risanamento certificato WTA e le schiume poliuretaniche come unico produttore nazionale. Tutt’oggi vantiamo prodotti conosciutissimi presenti sul mercato, quali A.C.S. Restauro, Antol Flex 1K, Sitol Silicon Lamiera, Sitol Schiumapur Block, l’innovativa malta poliuretanica per l’incollaggio dei blocchi rettificati, solo per menzionarne alcuni». E il 2012 si preannuncia carico di novità. «Per l’anno 2012 presenteremo al mercato diverse novità di prodotto per le differenti gamme esistenti», afferma senza sbilanciarsi il responsabile marketing dell’azienda.


Torggler Chimica

Torggler Chimica è l’azienda del Gruppo Torggler, con sede a Marlengo (BZ) e siti produttivi a Merano, Rieti e in Polonia, specializzata nella produzione di: - Malte speciali e sistemi per il recupero edilizio - Sigillanti siliconici, acrilici e schiume poliuretaniche - Impermeabilizzanti superficiali e protettivi - Adesivi e riempitivi - Additivi per malte e calcestruzzi - Pavimenti industriali - Disarmanti

Non resta dunque che aspettare di sapere quali sorprese riserverà al mercato l’azienda, che è in procinto di lanciare anche una nuovissima campagna di comunicazione, sia online che sui supporti tradizionali. Oltre allo sviluppo di prodotti innovativi e ad alte prestazioni, Torggler è da sempre molto attenta alla qualità del proprio servizio tecnico e commerciale. Negli anni l’azienda si è dotata di una rete distributiva in grado di coprire capillarmente tutto il territorio nazionale, e non solo. I prodotti Torggler sono infatti commercializzati in Europa e nei Paesi di tutto il bacino Mediterraneo, e dal 2001 l’azienda ha aperto anche uno stabilimento produttivo in Polonia. «La qualità

è una componente fondamentale della nostra filosofia aziendale, e questa qualità comprende anche il servizio che offriamo a rivenditori e applicatori, a cui garantiamo un costante supporto formativo, tecnico e commerciale – dichiara Colmano –. Da sempre abbiamo una rete di assistenti altamente qualificata, a disposizione dei nostri clienti diretti e indiretti, in grado di fornire un servizio di consulenza tecnica, anche in cantiere». Oltre ai classici “info-day”, corsi teorico-

pratici organizzati presso le rivendite che ne fanno richiesta, l’azienda, organizza nella sua sede di Merano tirocini e consulenze pratiche, aperti a rivenditori, applicatori e studi tecnici. «Il lavoro del nostro cliente, rivenditore e/o grossista, ci sta molto a cuore. Noi vogliamo fare bene i nostri compiti come azienda produttrice, tenendo conto e filtrando le esigenze del mercato, dimostrando di essere altamente competitivi e innovativi, anche in termini di servizio», conclude Colmano.

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Speciale colore e cartongesso

See your TRUE COLORS “I SEE YOUR TRUE COLORS”, CANTAVA CINDY LAUPER, ANTICIPANDO LE ATTUALI TENDENZE DEL COLORE, SEMPRE Più IN LINEA CON IL CARATTERE DELLE PERSONE, E CAPACE DI ESERCITARE UNA FORTE INFLUENZA PSICO-EMOTIVA. E, MENTRE IL POLITECNICO DI MILANO STUDIA l’identità cromatica degli spazi urbani, IL COLORE DIVENTA UN VERO E PROPRIO COMPLETAMENTO D’ARREDO AD ALTE PRESTAZIONI, SUBLIMATO DALLA SUA SINERGIA CON I SISTEMI A SECCO

di Veronica Monaco

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estiti, borse, trucco e parrucco. Se si parla di nuove tendenze del colore, il riferimento al mondo della moda e della cosmetica è quasi scontato. Ma il colore è protagonista anche della vita di tutti i giorni, e ci circonda in casa, in ufficio, a passeggio per le vie della città. Se dormire in una stanza rosso fuoco non concilia il riposo e lavorare in un ufficio dalle grigie pareti non stimola entusiasmo e concentrazione, un motivo ci sarà. E una ragione pure ci sarà se, camminando per le vie alquanto “scolorite” di alcune nostre città, sembra assalirci un senso di tristezza e malinconia. Forti della loro influenza psico-emotiva, le differenti variazioni dello spettro cromatico hanno il potere di incidere sulla nostra percezione e sul nostro modo di vivere gli spazi. 44 - youSPECIAL

PROGETTARE IL COLORE Non a caso, nel lavoro di molti professionisti, da architetti a progettisti e urbanisti, trova sempre più spazio lo studio e la progettazione attenta e accurata dell’identità cromatica degli spazi urbani, di edifici residenziali e commerciali, di uffici e luoghi di lavoro. «Il colore è una variabile visiva dipendente dalle caratteristiche della luce e da quelle della materia, dall’osservatore e dal contesto. Il colore quindi ha insita la possibilità di generare effetti e situazioni mutevoli, che sfruttano soprattutto le interazioni con la luce e il materiale – afferma Cristina Boeri, architetto e progettista del colore e responsabile tecnico del Laboratorio Colore del Dipartimento Indaco del Politecnico di Milano –. Possiamo riassumere alcuni dei più attuali e interessanti orientamenti

rispetto all’impiego del colore con la parola “variabilità”, cioè la possibilità di enfatizzare e mettere a progetto gli aspetti propri della percezione del colore». Come conferma Boeri, «l’attenzione del progetto oggi è rivolta verso le possibilità di ottenere anche nella materia (come già accade con la luce colorata dinamica) effetti dinamici, variabili, interattivi, che si trasformano al mutare della luce e della posizione dell’osservatore». Strettamente legato con la “variabilità”, c’è il concetto di “trasformabilità” ossia la possibilità di generare una trasformazione nella percezione Cristina Boeri della forma,


Asilo Burano, Venezia, progetto cromatico Cristina Boeri e Raffaele Gagliardi, 2009

Nido d’infanzia Configliachi, Padova, progetto cromatico Cristina Boeri e Raffaele Gagliardi, 2008

della dimensione, della funzione di uno spazio o di una architettura attraverso il colore, come nei progetti cromatici condotti negli spazi dedicati all’infanzia. «Questi progetti sono guidati proprio dal tentativo di rendere trasformabili gli spazi attraverso il colore, quale segno visibile ed evidenza di una riconfigurazione di ciascun ambiente in micro-luoghi flessibili, aperti e adattabili alle diverse funzioni e attività», chiarisce l’architetto.

mondo sempre più indifferenziato». Le pareti di casa diventano così lo specchio della nostra personalità e del nostro stile di vita, su cui è possibile esprimere tutta la propria creatività, grazie anche allo sviluppo di prodotti sempre più performanti dal punto di vista estetico e prestazionale. Come testimonia Stefano Marconi, direttore di Cap Arreghini, «stiamo registrando un’attenzione specifica verso le cosiddette “pitture che arredano”, vale a dire quelle soluzioni che consentono Stefano Marconi di avere una selezione di tinte e diverse finiture, in linea con le moderne tendenze della decorazione da interni. Oltre a ciò, constatiamo la tendenza allo sviluppo di prodotti con prestazioni sempre più elevate, attenti all’impatto sull’ambiente e sulle persone, e che siano sempre più semplici da applicare». La crescita esponenziale del settore dei decorativi viene confermata anche da Davide Lenarduzzi, direttore di PiacenzaExpo, dove dal 15 al 17 marzo si terrà la seconda edizione della manifestazione Colore, la mostraconvegno dedicata al settore del colore e dell’edilizia leggera (vedi box a pag. 46). «La fiera Colore Davide Lenarduzzi può considerarsi

COMPLEMENTO D’ARREDO AD ALTE PRESTAZIONI Dagli spazi urbani ai contesti particolari, come scuole e ambienti sanitari in cui svolge importanti funzioni di riequilibrio psicofisiologico, il colore è protagonista anche tra le mura (o meglio sulle mura!), di casa nostra. «Il colore e gli effetti estetici assumono sempre più importanza come “complemento di arredamento”, a personalizzazione dell’ambiente in cui viviamo. «Dalle nostre ricerche – dichiara Paolo Sala, product manager Mapei per la linea finiture – evidenziamo da un lato l’estremizzazione con effetti estetici sempre più sofisticati, per nicchie di mercato particolari come uffici ed esercizi commerciali, che però nel medio-lungo periodo possono risultare poco attraenti. Dall’altro un consolidamento dell’esigenza del colore come “impronta digitale”, che evidenzi il nostro Paolo Sala essere unici in un

un osservatorio privilegiato delle nuove tendenze del settore, che vedono la formazione di una grossa dicotomia tra i decorativi e i prodotti vernicianti classici. Mentre per questi ultimi, il mercato è sotto pressione perché strettamente dipendente dal costo delle materie prime che hanno registrato negli ultimi anni un aumento vertiginoso dei prezzi, con ricadute pesanti sulla produzione, il mondo della decorazione, in quanto espressione diretta del gusto italiano per il design, sta crescendo molto – afferma Lenarduzzi –. Inoltre l’innovazione dei materiali, i colori e il mix di opportunità che offre il decorativo, permettono di raggiungere una marginalità molto più alta rispetto ai prodotti classici e una loro più facile commercializzazione anche sui mercati esteri, proprio perché sono considerati veri elementi di arredo». Mentre per i prodotti da interno la scelta riguarda principalmente le caratteristiche estetiche e tecniche del materiale da utilizzare, le finiture da esterno vengono selezionate soprattutto in base alle loro qualità prestazionali, in risposta alle condizioni ambientali, allo stato delle murature su cui si va a operare e alla presenza di particolari vincoli artistici e urbanistici. «L’evoluzione delle richieste nel settore delle finiture è orientata verso una disponibilità di tinte sempre Eugenio Cervato più ampia. In youSPECIAL - 45


particolare per l’esterno vengono richiesti prodotti a lunga durata e con caratteristiche di elevata resistenza alle intemperie – spiega Eugenio Cervato, direttore marketing di Fassa Bortolo –. Inoltre, come per gli altri materiali per edilizia, una caratteristica sempre più importante, e destinata in futuro ad essere una vera e propria discriminante, consiste nella naturalità e bio-compatibilità dei prodotti».

SISTEMI A SECCO E COLORE: NATURALI SINERGIE Fortemente connesse con il mercato del colore, nelle case degli italiani stanno prendendo sempre più piede le soluzioni costruttive in cartongesso, di cui la pittura è il necessario completamento. Come spiega Matteo Da Forno della direzione commerciale Lafarge Gessi, «lo stretto collegamento tra mondo del colore e cartongesso è una realtà

APPUNTAMENTO A PIACENZA

Torna anche quest’anno a Piacenza Colore, la mostra-convegno dedicata alle finiture, decorativi, sistemi e accessori per il colore e l’edilizia leggera (15-17 marzo–Piacenza Expo). Un appuntamento biennale, che a fronte delle numerose richieste degli espositori, ha deciso di anticipare al 2012 la sua seconda edizione: «Questa edizione non era prevista, ma è stata richiesta ad ampia voce dagli stessi espositori, oltre che da distributori e applicatori. Confermiamo comunque la biennalità della manifestazione, quindi la prossima edizione di Colore sarà nel 2014», chiarisce Davide Lenarduzzi, direttore generale di Piacenza Expo. Un bel successo dovuto anche al fatto che mai nel nostro Paese si era pensato a un appuntamento specifico, riservato solo a questo settore. Quest’anno si contano 120 aziende espositrici e 150 marchi rappresentati, oltre alla partecipazione di tutte le associazioni di settore, tra cui Anvides, Avisa Federchimica Aidel, Aitiva, Cortexa, Assorestauro, con stand e convegni dedicati. Ospite speciale, una delegazione dell’associazione europea degli applicatori (Uniep), che visiterà a Piacenza l’eccellenza dei prodotti italiani. Molto ricca anche la parte congressuale. Ad aprire la manifestazione “I colori di Expo 2015:  workshop sull’esposizione universale di Milano dedicato ad architetti e progettisti”, a cura del color designer e direttore scientifico della manifestazione Federico Picone, in collaborazione con l’Ordine degli architetti della Lombardia (15 marzo, dalle 10 alle 18, Sala A). Per rimanere invece aggiornati sugli scenari e le nuove tendenze dei prodotti vernicianti, l’appuntamento è con Avisa Federchimica che fornirà in anteprima i dati ufficiali del settore (16 marzo - ore 10.30-13.00, Sala A). Grande attenzione verrà dedicata anche alla sostenibilità dei prodotti vernicianti, nel convegno organizzato da Aitiva che vedrà il coinvolgimento di tutti i componenti della filiera del colore, dalla produzione alla distribuzione (15 marzo - ore 14.00-17.30, Sala B). Operare in un mercato più qualificato, significa anche poter certificare la professionalità dei suoi operatori: in questo senso si inserisce l’iniziativa organizzata da Anvides Italia, volta alla promozione della formazione professionale, della patente di mestiere (che in Italia, a differenza di altri Paesi ancora non esiste) e della certificazione dei lavori nelle finiture edili (17 marzo - ore 10.00 - 12.30, Sala B). Il calendario congressuale di Colore prevede infine un incontro con il Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano, nel convegno “Il colore incontra la forma” (16 marzo - ore 10.30 - 13.00, Sala B), e con il progetto Unicef “Città amiche dei bambini”, che ha visto la realizzazione a Genova della prima strada d’Italia decorata completamente a misura di bambino (16 marzo - ore 14.3 -17.30, Sala B). «Inoltre – elenca Lenarduzzi – avremo un’area di 100 mq dedicata solo al cappotto, curata in collaborazione con Cortexa, in cui si realizzeranno workshop pratici di posa in opera di sistemi a cappotto; uno spazio riservato ad Aidel, l’associazione italiana di distribuzione di edilizia leggera, allestito per il confronto e l’incontro tra distribuzione e applicazione; una mostra fotografica sui primi 50 anni di Anvides; una mostra sensoriale “Colore, luce, materia, segno” realizzata dal Politecnico di Milano; e infine una grande area di 500 mq, in cui ogni giorno 50 decoratori provenienti da tutta Europa realizzeranno opere decorative e pittoriche, che verranno poi giudicate da tre delle più importanti gallerie d’arte italiane». (V.M.)

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ormai consolidata da diversi anni. Questo sia per la naturale sequenza di realizzazione dell’opera, che per il sempre maggiore interesse che i professionisti del colore stanno Matteo Da Forno dimostrando per le soluzioni costruttive a secco. Ciò costituisce un forte stimolo per i produttori di entrambi i settori alla ricerca di soluzioni specifiche. L’artigiano o l’impresa proveniente dal mondo del colore che si avvicina alle soluzioni costruttive in cartongesso, si mostra naturalmente molto esigente su tutte le problematiche relative alla finitura. Oltre alla corretta installazione meccanica dei sistemi, in questo caso assumono un’importanza fondamentale tutti i prodotti dedicati alla finitura dei giunti e delle superfici». Sulle sinergie tra mondo del colore e del cartongesso si mostra d’accordo anche il direttore commerciale di Ard- F.lli Raccanello, Maurizio Piccin. «Il cartongesso Maurizio Piccin va ricoperto e il prodotto verniciante è di gran lunga il metodo più efficiente in termini di costi-benefici. Inoltre, va ricordato che il prodotto verniciante svolge egregiamente e contemporaneamente la doppia funzione di protettivo e di decorativo», dichiara Piccin. E prosegue: «Relativamente alla merceologia dei prodotti vernicianti, è pensabile che, di pari passo con la crescita dei consumi di cartongesso, possa aumentare la profondità della gamma offerta, con una conseguente migliore articolazione di costi, anche in funzione del fatto che lo stesso cartongesso, utilizzato come supporto, viene utilizzato per impieghi tra di loro molto diversi». Così come il colore, anche i sistemi in cartongesso offrono un prezioso contributo nell’arredare gli ambienti domestici e di lavoro. Anche se, come tiene a specificare Paolo Sala di Mapei, «lo spartiacque  tra i due segmenti


rimane comunque l’utilizzatoreposatore. Se per le decorazioni, l’utilizzatore è spesso identificato col committente e l’utente fai-da-te , la messa in opera del cartongesso è ancora fortemente presidio del posatore professionale». Che, nel suo lavoro, è sempre più agevolato dalla variegata offerta delle aziende produttrici, sempre più specializzate nella produzione di lastre in grado di garantire una maggiore facilità di applicazione e una piena concordanza tecnologica del supporto in cartongesso con finiture e stucchi, spesso studiati ad hoc. «Altrettanto importante è la concordanza tra finitura e sistemi a secco Roberto Nava per l’involucro esterno, un segmento di mercato in ampia espansione – afferma Roberto Nava, direttore Commerciale di Knauf –. Anche in questo caso è importante che supporto e finiture si incontrino per esaltare le reciproche qualità. In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una vera evoluzione nel mondo dell’edilizia, e anche le esigenze di clienti ed operatori stanno cambiando. È sempre più importante poter offrire ai professionisti e alle imprese soluzioni complete, che vadano incontro alle esigenze di migliore lavorabilità, facilità di posa e prestazionalità». LA “PELLE ATTIVA” DELLE COSTRUZIONI A SECCO «Il gesso rivestito è il materiale principe delle costruzioni a secco. Si tratta di una specie di wafer, contenuto tra due strati di carta armata con delle fibre, che risponde in modo attivo alle sollecitazioni ambientali di tipo termico, igrotermico, acustico – spiega Marco Imperadori, docente di Progettazione e Innovazione Tecnologica al Politecnico di Marco Imperadori 48 - youSPECIAL

PROGETTARE LE PRESTAZIONI

Più che la tecnologia del futuro, i sistemi a secco sono i protagonisti del presente delle costruzioni, vista e considerata la loro sempre più ampia diffusione, anche nel nostro Paese. «Un approccio diverso del costruire – afferma Marco Imperadori, docente di Progettazione e Innovazione Tecnologica al Politecnico di Milano – guidato nel suo sviluppo da alcuni fattori di tipo legislativo in materia energetica (anche se le normative europee sono molto più rigide di quelle italiane, che si affidano ancora a regolamenti regionali, più o meno virtuosi) e da cambiamenti interni al mercato stesso dell’edilizia, che vanno verso la progettazione e realizzazione di edifici con prestazioni sempre più elevate, per i quali i sistemi tradizionali non risultano più adatti». Legno, acciaio, sistemi in gesso rivestito: i vantaggi di queste tecnologie si identificano innanzitutto nella possibilità di progettare le loro prestazioni. Al contrario di quanto avveniva in passato quando, sull’onda del boom demografico anni ‘60-‘70 e del conseguente incremento della domanda abitativa, sono stati costruiti numerosi edifici che oggi rappresentano un vero e proprio problema dal punto di vista energetico, arrivando a consumare fino a 300-400 kwh/mq.anno. I sistemi a secco vantano inoltre altre potenzialità. «Altri vantaggi di questi sistemi sono la velocità d’installazione e la loro leggerezza – spiega Imperadori –. L’edificio pesa fino a dieci volte meno di un edificio massivo, e questo consente di avere un’energia incorporata molto inferiore. Inoltre, al contrario di quest’ultimi, che in caso di smantellamento possono diventare solo macerie, gli edifici costruiti “a secco” sono potenzialmente disassemblabili e interamente smantellabili». Asilo ApeTau, L’Aquila E aggiunge: «Io parlo sempre degli edifici del futuro come di “edifici ciclici”, che devono ITC Enauidi, Chiari (BS) prevedere sia un ciclo di uso e smaltimento, sia un ciclo stagionale, per cui la struttura deve comportarsi in maniera differente a seconda della stagione». La costruzione a secco non è standard, ma è qualcosa di declinabile secondo materiali e combinazioni sempre diverse, e questo dà al progettista la possibilità di dosare ogni volta il mix di stratificazione più adatto a seconda della posizione climatica e geografica dell’edificio e dei materiali utilizzati. «Le difficoltà maggiori sono legate soprattutto ai progettisti che per il momento, in gran parte, non sono abituati a dettagliare e progettare con queste tecnologie – dichiara Imperadori –. C’è dunque bisogno di progettisti sempre più preparati, anche se noto con piacere che anche nelle scuole italiane si sta diffondendo una cultura relativa ai nuovi modelli di costruzione a secco». Come al Politecnico dove, da ormai 8 anni, è attivo un progetto formativo dedicato esclusivamente a queste tecnologie, in collaborazione con cinque importanti aziende produttrici: Knauf, Vanoncini, Brianza Plastica, Velux e Rubner. (V.M.) La Corte del Futuro, Torre Boldone (BG)

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VeluxLab, Milano Marco Imperadori, insieme a Valentina Gallotti, è anche titolare dello studio di progettazione Atelier2, che ha firmato la realizzazione, con tecnologie costruttive a secco, degli edifici in foto.


Milano –. L’innovazione tecnologica raggiunta dalle aziende produttrici permette a questi sistemi di comportarsi proprio come una “pelle attiva” all’interno degli edifici, unendo ulteriori vantaggi prestazionali a quelli già innati del materiale». Un materiale costruttivo sempre più importante, dunque, che finalmente vede anche in Italia un impiego più diffuso rispetto al passato, quando i sistemi in gesso rivestito venivano pregiudizialmente bollati come poco performanti. Come chiarisce Alessandro Argelli, direttore marketing di Gyproc SaintGobain, uno degli obiettivi delle aziende è proprio quello di «migliorare Alessandro Argelli la conoscenza delle performance e delle potenzialità dei sistemi a secco rispetto ai sistemi tradizionali, cercando di sconfiggere i pregiudizi

di costruttori, imprese ed utenti finali sull’uso e le prestazioni di quello che volgarmente veniva chiamato cartongesso e che oggi definiamo “sistema a secco”: una modalità costruttiva e non semplicemente un prodotto. La tecnologia dei sistemi a secco deve rispondere a severe normative non solo in termini di isolamento termico e acustico ma anche di resistenza al fuoco. È naturale dunque, che la tecnologia, dovendo rispondere a questi requisiti, sia in continua e costante evoluzione. Nel prossimo futuro crediamo in un incremento nell’utilizzo dei sistemi a secco nel mercato dell’edilizia residenziale, un mercato ad alto potenziale visto che ancora oggi le imprese edilizie tendono ad utilizzare sistemi tradizionali, non più adeguati a rispondere alle richieste di prestazioni del mercato». I sistemi in gesso rivestito e le altre tecnologie costruttive “a secco” svolgeranno quindi nei prossimi anni un ruolo di primaria importanza, grazie alla capacità di coniugare prestazioni di

livello elevato (finitura, isolamento termoacustico, resistenza al fuoco) con un elevata versatilità e rapidità di esecuzione. «Dei vantaggi derivanti dall’adozione di sistemi costruttivi a secco si rendono sempre più conto anche gli artigiani e le imprese più abituati all’uso di tecnologie e materiali tradizionali, ed è per questo che il settore si trova a far fronte a una crescente domanda di formazione – spiega Matteo Da Forno di Lafarge –. È anche importante continuare a sviluppare sistemi sempre più versatili e di rapida installazione, in grado di soddisfare le esigenze di cantieri, i cui tempi di realizzazione sono sempre più ridotti, e in grado di rispondere alle richieste di prestazioni provenienti dalla progettazione». Con un’attenzione particolare anche al tema dell’edilizia sostenibile, che ha visto le aziende produttrici impegnate nello sviluppo di progetti volti al ritiro e al riciclo completo degli scarti di cartongesso, e al recupero delle materie prime che vengono infine reinserite nel processo produttivo.


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19 Biocalce Tinteggio di Kerakoll, composta da terre colorate naturali e grassello selezionato di pura calce. 20 Habito Activ’ Air, la nuova soluzione Gyproc Saint-Gobain: migliora la qualità dell’aria negli ambienti neutralizzando i composti nocivi, in particolare la formaldeide. 54 - youSPECIAL

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21 Linea Silver di Pennellificio Bulova. In fibra 100% poliestere, indicata per gli smalti all’acqua. 22 Dusilite, l’idropittura murale lavabile per interni di Mapei, ad elevata copertura, opacità e punto di bianco 23 Novacolor presenta Hypnose, la finitura decorativa per interni arricchita con cariche metalliche.

24 Acs Pittura: pittura siliconica per sistemi di risanamento e/o deumidificanti, traspirante e idrorepellente, di Torggler. 25 Da Fila il nuovo sistema Active1/Active2, che rimuove le muffe e ne previene la formazione. 26 YouTrade vi aspetta alla Fiera Colore di Piacenza – Corsia Galleria Stand 3


Neopor® marchio registrato BASF SE

Neopor®: il materiale isolante per il benessere abitativo Qualità ed efficienza energetica degli edifici sono garantite dai materiali isolanti in Neopor®, il polistirene espandibile di nuova generazione per prodotti isolanti più evoluti e per il comfort abitativo. Adatti a molteplici applicazioni, offrono un isolamento termico elevato ed un dispendio inferiore di risorse, contribuendo ad un maggior risparmio energetico, alla tutela dell’ambiente e del clima. Le proprietà isolanti dei prodotti in Neopor® sono inoltre assicurate dal marchio di qualità della filiera del Neopor® Quality Circle Italy (NQCI).

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Equilibrio discreto

Penta Hotel, Matteo Thun. Foto: © Pentahotel

Due tendenze emergenti nell’utilizzo del colore in architettura di Carlo Ezechieli

L

a tradizione architettonica dell’Italia, come quella di molte altre regioni del Mediterraneo, è caratterizzata dalla prevalenza di edifici in muratura. Sulle pareti intonacate, il colore è un elemento di forte caratterizzazione e di identificazione con le qualità specifiche del luogo. Tuttavia, nella storia recente, e in particolare in seguito all’affermarsi dell’architettura moderna, queste caratteristiche così ben radicate nella tradizione si sono andate modificando radicalmente. Nell’architettura di un maestro come Gropius prevaleva il bianco, ovvero la totale assenza del colore. Mies Van 56 - youSPECIAL

L’elegante rusticità e le tonalità di materiali grezzi della Wohnhaus Rauch a Schlins, Austria. Foto: © Carlo Ezechieli


der Rohe, nella sua ossessiva ricerca dell’essenziale, lasciava la struttura a vista mettendo in risalto non colori, ma materiali. Le Corbusier, prendendo radicalmente le distanze dal passato, utilizzava colori primari come strumento di definizione degli spazi. In breve, l’architettura moderna è stata una grande rivoluzione la cui portata è tuttora molto presente. Anche se ora - ormai archiviata la recente e celebrata corrente minimalista, che molto doveva a questi precedenti - il colore sta tornando in voga secondo orientamenti tra loro molto diversificati, ma che lasciano intravedere un paio di importanti tendenze. La prima è una riscoperta del colore in senso tradizionale, ovvero come elemento di caratterizzazione spaziale profondamente legato alle condizioni ambientali del luogo: alla luce naturale, al paesaggio, e anche alla cultura architettonica e storica. Questo, ovviamente, pur variando in base alle situazioni geografiche specifiche, segue criterio comune di profonda sintonia con il genius MAIOR -loci. YOUTRADE copia2.pdf 1 24/01/2012 15.52.25 poche, Più che colori tonalità,

0 K g/m tl e 30 0 K g/m tl

sobrie, ma buone, pensate insieme alla luce e agli spazi. La seconda tendenza, che peraltro trova un collegamento diretto alla precedente, è strettamente legata ai temi molto attuali di “ecologia” e “natura”. Pur essendo tuttora il riferimento a questi termini più superficiale che non sostanziale, è innegabile che un cambiamento culturale è in atto, e questo ha conseguenze tangibili sulla caratterizzazione architettonica di spazi ed ambienti. Sono sempre più frequenti e significativi i casi, come in molti lavori di Matteo Thun, in cui vengono utilizzati materiali il più possibile vicini al loro stato originario, come legno non trattato, intonaci in terra cruda, pietra. Anche i colori tendono ad essere morbidi, discreti, molto vicini a quelli dei materiali presenti in natura o nel luogo di origine. Colori di terre, di sabbia di pietra, caldi e profondi che oscillano tra le gradazioni del bianco e del rosso: le tonalità di una tradizione riscoperta con la consapevolezza di chi ha esplorato, ed è ancora libero di frequentare, nuovi territori.

ARCHITETTURE TRASPARENTI

20

Ubi Maior, minor cessat NATA PER VIVERE 100 ANNI

Side Hotel, Hamburg di Matteo Thun Foto: © Fabio Ricci, Picture Research

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Materiali allo stato naturale, un motivo d’ispirazione fondamentale per la scelta dei colori, nel Vigilius Resort, di Matteo Thun. Foto: © Thierry Malty

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L’ebbrezza della velocità L’attualità dei sistemi di partizione interna a secco

di Carlo Ezechieli

Q

uando circa vent’anni fa in occasione di un viaggio negli Stati Uniti, ebbi occasione di visitare alcuni cantieri, per le partizioni interne si utilizzavano “dry walls” (pareti a secco), un nome affascinante e misterioso che stava ad indicare “banali” pareti in cartongesso: tecnica conosciuta in Italia ma non particolarmente diffusa. Anzi, perlopiù liquidata come una poco significativa evoluzione della cartapesta: comunque fragile, effimera, sostanzialmente poco affidabile. Nei principali cantieri di Manhattan, non esistevano né mattoni né malta, tutto era “montato” a secco. Del resto, in quel periodo dell’anno, le temperature erano costantemente sottozero e l’impiego di tecniche “umide” avrebbero reso necessaria una sospensione dei lavori, del tutto improponibile. Grazie all’ampio impiego di componenti fabbricate fuori cantiere, era invece possibile velocizzare notevolmente l’andamento 58 - youSPECIAL

dei lavori e questo indipendentemente da qualsiasi condizione climatica. Trascorso un po’ di tempo, le “pareti a secco”, così comuni negli Stati Uniti, si sono progressivamente diffuse in tutto il mondo fino ad affermarsi anche in Italia. I motivi sono semplici e riconducibili a tre aspetti fondamentali: il primo è velocità, il secondo precisione, il terzo la gestione dei processi di trasporto, deposito e pagamento, dei materiali e delle forniture. In particolare, nell’attuale situazione "post “credit crunch” l’accesso al credito da parte delle imprese, ed in particolare di imprese immobiliari ed edilizie, è diventato sempre più difficile. Pertanto, la possibilità di condurre velocemente e senza intoppi un lavoro di costruzione e di mettere immediatamente a reddito un immobile, velocizzando il ritorno di investimento, è diventata un fattore cruciale dal quale può dipendere la

decisione di intraprendere o meno l’iter di realizzazione di un’opera. Ogni soluzione utile per ridurre i tempi e i costi di costruzione, minimizzando ed ottimizzando i costi collaterali (come ad esempio gli oneri di occupazione temporanea di suoli e i processi di gestione delle forniture) attraverso la prefabbricazione e/o tecniche di costruzione veloci “a secco” sta diventando sempre più importante. Tra queste, le tecnologie per pareti in cartongesso o gessofibra che possono essere messe in opera con tempi molto ridotti, o nulli, di asciugatura e senza condizionamenti da parte delle condizioni meteorologiche del momento. Rimane solo un interrogativo: un edificio costruito con il doppio di velocità dura la metà del tempo? Darà in futuro origine a costi di manutenzione inaspettati e incontrollabili? È facile calcolarlo, anche se è più difficile spiegarlo nello spazio di un semplice articolo.


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CLUB GYPROC una nuova iniziativa volta alla creazione di una vera e propria piattaforma di incontro tra utenti finali e professionisti. Una sorta di social network firmato Saint-Gobain, che debutta il 15 marzo di Veronica Monaco

E

se provassero a inventare il social network del cartongessista? Un’idea che è già realtà per Gyproc Saint-Gobain, che il 15 marzo presenterà ufficialmente alla fiera del Colore di Piacenza il Club Gyproc, la nuova iniziativa volta alla creazione di una vera e propria piattaforma di incontro tra utenti finali e professionisti. Installatori e artigiani, per i quali sono previste numerose altre attività, dalla formazione in un nuovo centro completamente dedicato, all’istituzione di riconoscimenti tecnici ed economici per le attività svolte in cantiere. «Vogliamo dare a tutti gli applicatori che scelgono Gyproc una chiave di differenziazione, in un mercato in cui molti si improvvisano installatori di cartongesso – dichiara Alessandro Argelli, direttore marketing di Gyproc Saint-Gobain –. Ciò che vogliamo fare con l’iniziativa Club Gyproc, è dare un contributo fattivo al miglioramento della qualità e professionalità nell’applicazione dei sistemi a secco. Perché se il materiale è valido, ma poi non viene installato nella maniera appropriata, il risultato per l’utilizzatore finale rimane comunque negativo». Con il Club Gyproc, ogni professionista aderente avrà una propria pagina dedicata, grazie alla quale potrà promuovere i lavori realizzati in cantiere Complesso residenziale di Fiumicino, in cui è stata utilizzata la nuova lastra Habito Activ’Air

ed essere facilmente rintracciato dall’utente finale. «Mettiamo in contatto chi ha bisogno di un artigiano capace, con un artigiano capace! – spiega Alessandro Argelli soddisfatto Argelli –. In questo modo saldiamo le esigenze dell’utilizzatore finale con quelle degli applicatori, che avranno maggiore visibilità, la possibilità di pubblicare online le proprie referenze, sviluppare contatti con il cliente finale, accedere ad una formazione qualificata e alla possibilità di conseguire dei premi». Il club ha infatti in programma diverse iniziative a premio, come quella dedicata al “cantiere del mese”, piuttosto che l’opportunità di testare in anteprima nuovi prodotti, non ancora presenti sul mercato italiano. «Vogliamo dare a chi lavora col cartongesso e vuole fornire un lavoro di qualità, delle armi per differenziarsi. “Difendi e potenzia la

tua professionalità” è il nostro motto», afferma il direttore marketing. Club Gyproc è un portale, che vivrà anche di attività offline con incontri a livello locale e regionale, e corsi di formazione e di aggiornamento professionale. «In aprile inaugureremo un nuovo modernissimo centro di formazione a Corsico, in cui si cercherà di dare qualcosa di diverso rispetto alle tradizionali attività formative – anticipa Argelli –, in modo da avvicinarci sempre più ai reali interessi e alle esigenze degli artigiani. E cioè, approfondire ciò che ritengono di non sapere abbastanza bene, far conoscere ciò che non pensano esistere, e dar loro la possibilità di utilizzare queste informazioni in modo pratico in cantiere». Numerosi anche i vantaggi per l’utilizzatore finale che con Club Gyproc avrà l’opportunità di entrare in contatto con manodopera specializzata e referenziata, certificata e garantita da Saint-Gobain, con la certezza di acquistare prodotti di qualità e di poter contare su un lavoro finale fatto a regola d’arte.

Le ultime novità in casa Gyproc

Soluzione per interni: Habito Casa Comfort con tecnologia Activ’Air Habito Casa Comfort è la risposta tecnico-applicativa alle moderne esigenze costruttive per compartimentazioni interne in ambito residenziale. La nuova lastra Habito Activ’Air perfeziona il sistema Habito Casa Comfort: oltre a perfezionare il comfort termico e acustico, la nuova lastra Habito Activ’Air migliora la qualità dell’aria all’interno degli ambienti abbattendo i VOC (composti organici volatili) ed in particolare la formaldeide. Soluzione per esterni e interni: Aquaroc, le soluzioni a secco in cemento alleggerito Aquaroc è una soluzione sviluppata da Gyproc Saint-Gobain che, grazie alla più recente tecnologia di produzione, consente di ottenere una lastra in cemento ad alte prestazioni, ma di peso inferiore rispetto alla gran parte degli analoghi prodotti presenti oggi sul mercato. I sistemi Aquaroc per tamponamenti esterni sono disponibili in tre soluzioni (Prima, Performa e Perfecta) per rispondere alle diverse esigenze di isolamento termico e acustico, offrendo la possibilità di ottenere combinazioni diverse sotto il profilo prestazionale.

60 - youSPECIAL


Ingresso dell’azienda

RINNOVARSI CON TRADIZIONE di Santina Muscarà

CAP ARREGHINI, azienda che ha fatto dell’evoluzione e del miglioramento continuo i suoi capisaldi, RINNOVA IL MARCHIO E PER IL 2012 HA IN SERBO NOVITà SU LINEE DI PRODOTTI, PACKAGING E FORMAT DISTRIBUTIVO

“I

talian paints since 1950” recita il nuovo slogan del marchio Cap Arreghini, rappresentando la perfetta sintesi tra passato e presente. L’azienda, infatti, ne ha appena rinnovato la grafica, rendendo l’acronimo “Cap” (Colorificio Arreghini Portogruaro) più accattivante e dinamico, e dando maggior valore allo slogan che prima recitava semplicemente “Cap Arreghini Prodotti vernicianti”. «Il neonato marchio è completamente rinnovato – conferma Rosanna Arreghini, 62 - youSPECIAL

responsabile marketing e relazioni esterne dell’azienda – ma conserva in sé alcuni elementi che lo rendono immediatamente riconoscibile». L’inconfondibile colore verde rimane tale e quale, mentre la nuova frase ne racconta la storia, il made in Italy e allo stesso tempo la proiezione verso un mercato internazionale. Il cambiamento nella continuità, insomma. «Dietro all’immagine esiste un’azienda che ha fatto dell’evoluzione e del miglioramento continuo i suoi capisaldi e anche di fronte alle

difficoltà ha sempre trovato gli stimoli per rinforzarsi – afferma Rosanna Arreghini –. Oggi più che mai ci troviamo di fronte a sfide quotidiane sempre più competitive, dettate dalle pressioni di un mondo economico in trasformazione e bisogna essere pronti al cambiamento per reggere il confronto sul mercato. In questo contesto la revisione dell’identità visiva è, secondo noi, il primo elemento di cambiamento che il mercato recepisce: un segno fortissimo di crescita, di innovazione, di slancio verso il futuro. Inoltre, Rosanna Arreghini dopo sessant’anni


Veduta aerea dello stabilimento Cap Arreghini di Portogruaro (Ve)

Negozio Arreghini Paints. Area pannelli con applicazioni dal vero

di storia nel mondo del colore, il nuovo marchio diventa un punto di partenza per differenziarci e raggiungere l’ambizioso traguardo del progetto di rinnovamento intrapreso». Il marchio, infatti, è solo la classica punta dell’iceberg, considerando le altre numerose novità che Cap Arreghini ha in serbo per il 2012, che punteranno sullo studio delle prossime linee di prodotto, sul packaging e sull’estensione del nuovo format distributivo già collaudato. «Per noi la distribuzione è un elemento chiave – sostiene la titolare – e l’anno scorso a Pordenone abbiamo inaugurato un punto vendita dal layout

prodotti e mostrandone l’applicazione dal vero sia ai rivenditori che ai clienti utilizzatori. «Si tratta di un vero e proprio tour che tocca in maniera capillare i più importanti centri della penisola – specifica la titolare –. Inoltre i punti vendita che aderiscono al progetto ricevono in omaggio il nuovo espositore Generation Art che raccoglie tutti i nostri prodotti decorativi». Oggi il rapporto con i rivenditori necessita di una maggiore attenzione rispetto al periodo precrisi, «d’altra parte però si sono aperte nuove opportunità con i centri edili, sempre più disponibili nell’inserire il colore nella propria offerta, perché – attesta infine Rosanna Arreghini – si sono resi conto che il colore e le finiture sono una parte fondamentale nella costruzione di un edificio».

Espositore dei prodotti decorativi Generation Art

completamente innovativo, capace di trasformare l’acquisto in un percorso emozionale tra i colori. Visto il successo del progetto, siamo diventati un punto di riferimento per chi vuole rinnovare il proprio negozio: realizziamo progetti su misura e forniamo supporto in tutte le fasi di progettazione e applicazione del marchio Cap Arreghini per la creazione di una serie di negozi con un’immagine fresca e attuale, lontano dagli stereotipi del semplice centro del colore». E sempre rivolta ai punti vendita è l’iniziativa “Una giornata per il cliente” che con il suo ricco programma di incontri, per adesso fissati fino a luglio, vede i consulenti Cap Arreghini trascorrere un’intera giornata all’interno dei punti vendita, fornendo assistenza tecnica e formazione, presentando i nuovi

Negozio Arreghini Paints. Area prodotti

youSPECIAL - 63


Venite a trovarci: Pad.11 Stand A43

Doppio piattello: doppia sicurezza Valvola antiriflusso: la soluzione ai problemi di allagamento

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I cambiamenti climatici e le urbanizzazioni sempre più concentrate portano spesso a problemi di sovraccarico delle reti fognarie, con conseguenti problemi di allagamento. Il modo più semplice ed economico per prevenire il problema è

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l’installazione di una Valvola antiriflusso. Questa semplice operazione proteggerà l’abitazione da danni spesso gravi ed economicamente rilevanti, a cui il proprietario della casa deve far fronte personalmente.


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U

n’esposizione che è anche convegno. MCE-Mostra Convegno Expocomfort, l’appuntamento biennale con l’impiantistica e le più avanzate tecnologie per il comfort, l’efficienza e il risparmio energetico, quest’anno alla sua 38° edizione (27-30 marzo 2012 – Fiera Milano), avrà come filrouge un tema di grande attualità: la Direttiva Europea 20-20-20, che prevede la riduzione delle emissioni di gas serra e del consumo di energia del 20 per cento unitamente alla produzione del 20 per cento di energia da fonti rinnovabili. “Zero Energy 2020: Verso l’integrazione” sarà il comune denominatore della manifestazione, che caratterizzerà oltre all’agenda convegnista anche l’area espositiva, in cui le aziende presenteranno i frutti della loro ricerca e innovazione tecnologica. «Credo che l’innovazione sia uno dei punti cardine per sviluppare il settore delle energie rinnovabili afferma Massimiliano Pierini – Business Unit Director - Reed Exhibitions Italia, organizzatore di MCE –. La normativa europea richiede un nuovo approccio del costruire, in cui la scelta dei sistemi impiantistici dovrà interfacciarsi e affiancarsi a quella di soluzioni architettoniche e costruttive, in modo da minimizzare Massimiliano Pierini i fabbisogni

energetici degli edifici e arrivare a costruzioni a energia quasi zero». Dal punto di vista congressuale, tre saranno gli appuntamenti dedicati ad approfondire questo argomento: “FCE-Forum Nazionale sulla Certificazione Energetica degli Edifici” in collaborazione con CTI - Comitato Termotecnico Italiano (martedì 27 marzo), “Impianti e sostenibilità ambientale nelle grandi architetture internazionali” (mercoledì 28 marzo) e “Fotovoltaico e Termico: parte di un sistema energetico integrato” (giovedì 29 marzo). Professionisti dell’impiantistica residenziale e del terziario, progettisti, installatori termoidraulici ed elettrici, produttori e committenti avranno così la possibilità di «trovare una risposta concreta, non solo per scoprire soluzioni di eccellenza, ma anche per capire come aprire le porte a mercati di sicuro sviluppo nel quadro economico mondiale», afferma Pierini. E prosegue: «MCE ogni due

anni è testimone di un’evoluzione tecnologica senza precedenti, che ha portato e sta portando profonde trasformazioni in tutti i nostri settori di riferimento. Più nel dettaglio, constatiamo un connubio sempre più stretto fra design e funzione che ha sviluppato una nuova generazione di prodotti per il riscaldamento, per il raffrescamento e per l’universo del bagno, con l’obiettivo di creare soluzioni che si vadano ad integrare perfettamente negli spazi abitativi, e allo stesso tempo siano capaci di garantire il massimo comfort. Un connubio al quale adesso si va ad aggiungere la ricerca di elevati standard di risparmio energetico, per rispondere alle nuove esigenze di valorizzazione energetica degli edifici». La valorizzazione energetica sarà uno dei driver di questa edizione di MCE, che riproporrà a questo proposito “Percorso Efficienza & Innovazione 2012” e “Verso la Classe A 2012”. «Le due iniziative, youSPECIAL - 65


volte a mettere in evidenza la “punta di diamante” della ricerca, dimostreranno come le tecnologie impiantistiche disponibili siano effettivamente in grado di risolvere i problemi energetici dell’abitare a zero emissioni – conferma Pierini –. Ad oggi sono già 100 i prodotti, di 64 aziende, accettati dal Comitato Scientifico Next Energy – presieduto da un rappresentante del Politecnico di Milano – costituito dalla manifestazione a sostegno di tutte le iniziative ». Tra questi prodotti, verrà infine selezionata una rosa di eccellenze, che saranno esposte in una speciale area allestita, all’interno di “Verso la Classe A 2012”, che quest’anno propone un’interessante novità. Un’aula workshop, in cui le aziende espositrici organizzeranno delle presentazioni ad hoc e offriranno agli operatori dettagli e approfondimenti in diretta sui prodotti selezionati. L’agenda delle iniziative è ancora molto articolata, con l’organizzazione di corsi di aggiornamento e prove pratiche, affiancate a momenti di incontro con gli specialisti del settore, l’allestimento dell’area CESTEC (Centro per lo Sviluppo Tecnologico, l’Energia e la Competitività della Regione Lombardia) in cui gli operatori potranno informarsi sulle diverse attività messe in campo in ambito di progettazione efficiente e di certificazione energetica, e, last but not least, il “Quadrangolare di calcio MCE 2012”. Un torneo ufficiale di calcio a cinque, organizzato in collaborazione con Delta ITS, che grazie alla realizzazione di un vero campo da calcio all’interno dei padiglioni permetterà di vedere dal vivo le appassionanti sfide dei team di distributori, produttori, idraulici e ingegneri e decretare i campioni della filiera idrotermosanitaria.

MCE-mostra-convegno expocomfort 2012

38° edizione MCE – Mostra-Convegno Expocomfort 2012 27-30 marzo 2012 – Fiera Milano 2.000 aziende espositrici 800 aziende estere visitatori attesi: oltre 150.000 delegazioni di oltre 200 operatori esteri provenienti dai 20 Paesi di principale interesse

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Moduli fotovoltaici con celle colorate e camini al bioetanolo Recuperatore di calore ad altissima efficienza Zehnder Tecnosystems propone un sistema integrato (ComfoAir 200 e Zehnder ComfoDew) che permette di realizzare una ventilazione climatica all’interno degli ambienti, fornendo non solo aria fresca e salubre, ma anche deumidificata. Il sistema è formato dal recuperatore di calore, dal deumidificatore e da una capillare rete di distribuzione dell’aria, e utilizza acqua refrigerata ad alta temperatura (fruibile tramite acqua di pozzo, chiller con produzione a 15°C, pompe di calore geotermiche, ecc.), con la possibilità di modulare la temperatura dell’aria immessa. Vengono garantiti un ricambio d’aria a regime costante con un controllo della temperatura e dell’umidità, eliminazione di odori, vapori e altri agenti inquinanti degli ambienti indoor, il recupero di oltre il 90 per cento del calore, altrimenti disperso a causa della ventilazione naturale dei locali, e la riduzione della diffusione dei rumori esterni. Pad 3 - Stand L32-L42

Brandoni Solare presenta l’innovativo BRP6360064, il modulo fotovoltaico con celle colorate rosso mattone, green e brown. Il modulo, da applicare su pensiline, facciate architettoniche o particolari costruzioni residenziali, diventa un gradevole elemento architettonico perfettamente integrato nell’ambiente circostante. L’utilizzo di fissaggi della stessa colorazione delle celle aumenta la percentuale di integrazione sulla superficie di appoggio. Le celle colorate possono essere utilizzate per moduli standard a 60 celle, per moduli vetro-vetro e per quelli con backsheet trasparente. Brandoni amplia inoltre la sua offerta di camini al bioetanolo. Tra i nuovi modelli Square, perfetto per impreziosire e riscaldare ambienti dallo stile essenziale. Una cornice in vetro, disponibile in un ricco ventaglio di colori (rosso vivo, verde, viola, caffè, seta, perla, oltre a due diverse fantasie) inquadra la fiamma sprigionata dal bruciatore in acciaio. Square si applica facilmente alla parete, senza il bisogno di installare canne fumarie o particolari artefici strutturali. Pad 3 - Stand L31 M32

In mostra la terza generazione dell’efficienza Samsung sarà presente a MCE con tante novità, tra cui l’innovativo sistema EHS gen3, una pompa di calore aria-acqua ad alta efficienza mono blocco. Il sistema integra l’EHS generazione 2 (premiato nel Percorso Alta Efficienza nella scorsa mostra-convegno), con un impianto di produzione dell'acqua calda sanitaria ed è in grado di offrire alta efficienza sia nel raffreddamento (EER) che nel riscaldamento (COP) dell’acqua. Disponibile nelle potenze da 9 a 16 kW, declinate nelle versioni monofase e trifase. Pad 15 - Stand P31 S28


Serie E: l’evoluzione della specie GHP Tecnocasa Climatizzazione, unico distributore europeo delle pompe di calore a Gas (GHP) di Aisin, presenta la nuova serie E, ancora più efficiente e con minori costi di gestione. Le nuove GHP serie E sono più compatte (fino al 22 per cento) e leggere (fino al 5 per cento) rispetto ai modelli precedenti rendendone più facile il trasporto ed il posizionamento. In più, l’ottimizzazione dei componenti principali ha permesso la riduzione del contenuto complessivo di gas refrigerante nell’impianto e il passaggio alla seconda categoria nella classificazione imposta dalla direttiva PED. La serie E si caratterizza per l’elevato rendimento stagionale, la riduzione dell’emissione di CO2, l’utilizzo dell’energia rinnovabile dell’aria, e per un nuovo sistema “combination multi” capace di combinare l’azione di due unità esterne anche di capacità diverse. Pad 22 - Stand A55-B58

Baxi CSI, l’integrazione intelligente

Il sistema camino semplice e universale, senza guarnizioni

I nuovi sistemi ibridi integrati CSI (Complete System Integration) di Baxi consentono di integrare solare termico, pompa di calore reversibile aria/ acqua e caldaia a gas a condensazione, e soddisfare le crescenti esigenze di efficienza e sostenibilità degli impianti. Il sistema CSI, che si autoregola sfruttando di volta in volta la fonte energetica più performante, è basato sull’innovativa piattaforma tecnologica Think che ottimizza il funzionamento della caldaia per il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria, e consente il dialogo tra le diverse parti del sistema riscaldamento/raffrescamento attraverso l’utilizzo di schede di interfaccia e mediante un protocollo di comunicazione Bus. Pad 5 - Stand G21-M30

Conix di Camini Wierer è il sistema camino in acciaio inox 316 L, a giunto conico brevettato, che elimina le fascette di tenuta e guarnizioni siliconiche deperibili per azione delle condense acide. Conix offre performance di alto livello: resiste alle alte temperature (T600) e all’incendio da fuliggine (G), ha la massima tenuta a pressione prevista da normativa (H1=5000 Pa) e resistenza alle condense (W). È universale, potendo essere installato con qualsiasi tipologia di generatore e combustibile. La semplicità di installazione inoltre riduce i tempi di montaggio di oltre il 50 per cento. Conix è disponibile in versione monoparete a sezione circolare, ovale e verniciata per fumisteria, e in doppia parete con finitura esterna acciaio inox o rame naturale. Pad 4 - Stand V12

Estetica originale per i radiatori Tesi Una nuova generazione del calore Sette brevetti, resistenza alla pressione di 60 bar, ΔT 50 - 105 Watt, design esclusivo e tappo innovativo, doppia verniciatura ad anaforesi e polveri, con una garanzia di 12 anni, 100 per cento made in Italy: queste le caratteristiche distintive di Geniale, il radiatore della nuova gamma Innovatium di Fondital. La nuova linea Innovatium, di cui Geniale è il primo prodotto, si caratterizza per la sua leggerezza, che permette una maggiore facilità di trasporto e installazione. Pad 1 - Stand L20 N29

Irsap esplora la forma e la sensazione del colore con Tesi, la nuova collezione di radiatori multicolonna. Tesi propone un linguaggio nuovo che sviluppa forme, finiture e colori originali che rispondono alle esigenze del design contemporaneo, personalizzando gli ambienti con uno stile unico e raffinato. Ultimo nato, il modello Join, è caratterizzato da una geometria tonda e da un particolare intreccio di tubi, che gli conferiscono una estetica innovativa. Disponibile in 2 altezze e 3 larghezze, con potenze termiche da 994 a 1668 Watt in tutti colori della Collezione Tesi. Pad 3 - Stand E31 F31

Dal Nord Europa, in arrivo l’XPress dei metallici Comap, società multinazionale del gruppo Aalberts Industries, ottimizza la propria offerta di raccordi con la nuova gamma XPress, nata dall’aggregazione delle linee di raccordi in acciaio inox e carbonio VSH Press e del sistema rame a pressare Pegler Yorkshire. La nuova linea di Comap comprende raccordi a pressare in rame o in acciaio inox e carbonio, in dimensioni che per i raccordi acqua vanno da Ø12 a 108 (rame e inox) e da Ø15 a 108 (carbonio), e per i raccordi gas da Ø15 a 54 (rame e inox). Tutta la linea presenta inoltre eccellenti performance in termini di pressione e temperatura di esercizio, che sono rispettivamente di 16 bar max e -20÷110°C. Pad 9 - Stand T11-T19 youSPECIAL - 67


Centralizzato, ma ad personam Come unire i vantaggi dell’impianto centralizzato alla libertà di pagare solo l’effettivo consumo? Grazie a ConBox di Controlli, azienda ligure operante nel settore del risparmio energetico, è possibile gestire in modo autonomo il riscaldamento del proprio appartamento, senza avere dentro casa una caldaia, che rimane invece unica per tutto il condominio. Il modulo è costituito da una cassetta da incasso al cui interno sono posizionate le valvole a sfera di intercettazione fluido, il modulo integratore di calore, una valvola di zona a due o tre vie e i due contatori acqua calda e fredda. Il consumo, oltre ad essere visibile localmente sui contatori, viene anche memorizzato nella centralina elettronica del contabilizzatore. Questo offre la possibilità, tramite l’interfaccia elettronica, di vedere tutti i dati e comunicarli tramite lo standard M-Bus a un concentratore dati. Pad 24 - Stand S09 S13

Irrigare senza sprechi Prato Verde presenta un sistema di irrigazione innovativo che permette di realizzare senza progettazione un impianto per giardini fino a 300mq, in modo semplice e veloce. Basato sul controllo singolo degli irrigatori, Irridea 1X1 permette di dare esattamente la quantità d’acqua, a pioggia o con ala gocciolante, di cui necessitano le varie zone del giardino, evitando ogni spreco d’acqua. Disponibile in due versioni, alimentazione elettrica o a batteria. Per le rivendite è stato studiato un pratico espositore in grado di contenere i 3 kit completi: a pioggia/ ala gocciolante, kit-orto e kit-terrazzo. Pad 18 - Stand A03 68 - youSPECIAL

Controllo e gestione remota degli impianti di refrigerazione commerciale Eliwell presenta TelevisGo, il dispositivo per il monitoraggio, il controllo e la gestione remota degli impianti di refrigerazione commerciale. Un sistema compatto, affidabile e pronto all’uso, caratterizzato da un’interfaccia utente facile e intuitiva, per minimizzare i tempi di installazione e apprendimento. Televis permette la registrazione delle temperature come da normativa HACCP e la segnalazione di anomalie di funzionamento mediante l’invio di e-mail, sms o segnalazioni locali mediante lampeggianti o sirene. L’accesso avviene mediante navigazione Web e il sistema è controllabile sia in loco sia da remoto. I sistemi Televis sono aperti e consentono di gestire in maniera plug-n-play i controllori Eliwell, permettendo una facile integrazione con dispositivi di misura e controllo di terze parti dotati di protocollo Modbus. Pad 24 - Stand D21-E30

L’ape dell’innovazione Innova, azienda di Pieve di Bono (TN), si presenta per la prima volta a MCE. Lo stand si caratterizzerà come un vero e proprio contenitore di novità, tra cui Bee, il recuperatore di calore per acqua calda sanitaria, brevettato a livello internazionale. Il sistema recupera il calore delle acque di scarico di docce, lavandini, preriscaldando l’acqua di rete che arriva ai miscelatori e al bollitore o scaldabagno. Progettato come un vero e proprio prolungamento del tubo di scarico, è costruito in modo tale da evitare qualsiasi forma d’intasamento. È dotato di un tappo di ispezione per permettere la manutenzione e va inserito sotto un piatto doccia o annegato nel massetto. Riciclabile e ad emissioni zero, Bee è 100 per cento ecocompatibile, non brucia nessuna risorsa e non emette CO2. Il prodotto è in corsa per l’assegnazione della Classe A 2012, riconoscimento dedicato alle migliori tecnologie per l’efficienza energetica in una logica di integrazione tra edificio e impianti. Pad 24 - Stand S19 T15

Wilo anticipa EcoDesign 2013 Con un anno di anticipo Wilo, precursore della tecnologia ad alta efficienza per le pompe, soddisfa la direttiva Europea EcoDesign del 2013 negli impianti di riscaldamento e condizionamento con WiloYonos Pico, la nuova pompa per gli impianti di riscaldamento ad acqua calda e condizionamento per abitazioni mono e bifamiliari e impianti industriali. Di dimensioni compatte, Yonos Pico è facilmente adattabile a qualsiasi situazione di montaggio, grazie all’intelligente sistema di allacciamento elettrico Wilo-Connector, brevettato da Wilo. Il cavo viene collegato al connettore, che poi a sua volta viene innestato nella presa corrispondente della pompa, senza dover utilizzare utensili. Inoltre, grazie alla semplice attivazione della funzione di sfiato, Yonos Pico avvia una modalità di start-stop ed espelle automaticamente l’aria dal vano del rotore. Pad 14 - Stand E61


Il tubo ad hoc per il rubinetto tecnologico

Nicoll House

Novità Nicoll Nicoll scende in campo con numerose novità, soluzioni dirette al risparmio energetico, al miglioramento del comfort e del design all’interno delle abitazioni, nonché all’utilizzo di fonti rinnovabili, alla gestione controllata e al riutilizzo delle acque. Tra le soluzioni esposte, saranno presenti il nuovo aspiratore innovativo Smart Perform a bassissimo consumo, programmazione intelligente e caratterizzato da alte performance in ambienti umidi e difficili; il sistema di riciclo Nicoll House per il riutilizzo delle acque piovane all’interno dei WC; il nuovo sistema radiante Nicoll SlimFloor per la realizzazione di impianti radianti a pavimento a secco, cioè senza la posa del tradizionale massetto cementizio, e dallo spessore ultra ribassato (impianto completo posato in 21-23mm, piastrelle escluse). Pad 9 - Stand D21-D29

Acqua sanitaria: bilanciamento e igiene Ristagni, portate o temperature insufficienti nel circuito favoriscono il propagarsi nell’acqua calda sanitaria di batteri e altri organismi dannosi alla salute. Per garantire l’igiene e la potabilità, Oventrop propone i gruppi di produzione istantanea di acqua calda sanitaria Regumaq X-30 e XZ-30 e un’ampia gamma di valvole di bilanciamento (Aquastrom VT, T plus, C e P) che consentono di mantenere sicura l’acqua del circuito mediante un flusso ottimale e un processo di disinfezione termica che elimina tutti gli agenti patogeni, portando periodicamente e per breve tempo la temperatura del circuito oltre i 70°C in ogni suo tratto. Pad 18 - Stand B09 C02

Poter istallare led luminosi in vari parti del rubinetto, soprattutto in corrispondenza del punto di uscita dell’acqua, ora non è più un problema. Parigi Industry ha realizzato e brevettato PariLight, un tubo in silicone separato all’interno in due differenti sezioni, una dove far passare l’acqua e l’altra destinata al passaggio del filo elettrico. La soluzione, applicabile sui tubi pull-out per rubinetti da cucina o sui tubi per docce con cromoterapia, rende molto semplice l’istallazione e permette di mantenere un elevato livello di sicurezza, garantendo la separazione netta tra il passaggio acqua e il cavo elettrico ed evitando gli inestetismi dovuti al posizionamento di quest’ultimo esternamente al tubo. PariLight è disponibile nelle versioni DN 8 e DN 10. Pad 11 - Stand E43

Funzionalità, tecnologia e prestazioni, a costi vantaggiosi Wagner & Co Solar Italia ha progettato Euro Laser, la nuova serie di collettori solari che coniuga funzionalità, tecnologia e prestazioni, a costi vantaggiosi, che andrà a sostituire la precedente serie “C”, presente sul mercato da 10 anni. Sviluppato con avanzata tecnologia laser, tramite la quale viene saldata la piastra assorbente in alluminio al registro idraulico in rame, il collettore dispone di una saldatura più affidabile e potente. Il telaio in alluminio navale resistente all’atmosfera marina e la guarnizione del vetro in gomma EPDM con angoli vulcanizzati garantiscono un livello di elevata affidabilità nel tempo. La conformazione idraulica con tubi collettori a serpentino permette di collegare in serie fino a 5 elementi in regime di portata high flow, consentendo installazioni molto versatili sia in orizzontale che in verticale, sia su tetti piani che a falda. Pad 4 - Stand S17-T18

Soluzione intelligente EEV di Sanhua Sanhua è uno dei fornitori globali tech di componenti e sistemi di controllo per pompe di calore, riscaldamento, climatizzazione, refrigerazione per applicazioni civili, commerciali e industriali. A MCE, l’azienda presenta la gamma di controllori EEV e la valvola ad espansione elettronica per pompe di calore inverter che migliorano notevolmente le prestazioni del sistema di aria condizionata, garantendo un efficace risparmio energetico. Oltre ai sistemi standard, Sanhua presenta componenti speciali e valvole a sfera per sistemi di riscaldamento dell’acqua nelle pompa di calore CO2. Tutti i prodotti vengono già controllati rigorosamente in fase di produzione attraverso il sistema QC (zero difetti). Pad 22 - Stand P49 R42 70 - youSPECIAL


Nuovo scambiatore brevettato Fontecal Il nuovo scambiatore di calore brevettato di Corolla Pack, il gruppo termico a condensazione a basamento di Fontecal, consente di raggiungere, opportunamente installato, potenze complessive di molti MegaWatt in spazi minimi. Lo scambiatore è costituito da due serpentini: quello più interno è realizzato con un tubo liscio a sezione pentagonale e quello esterno con tubo corrugato a doppia parete rame-acciaio. A MCE 2012 saranno presentate la versione 1002 (con ingombri ridotti), la 1001 con il nuovo circolatore primario modulante, separatore idraulico, kit ISPESL e spazi per il montaggio degli organi di distribuzione all’interno dell’armadio (zona di alta T, bassa T e sanitario) e la versione 1010 costituita da due 1004 e una 1002 in serie. Pad 5 - Stand 21-S29

Made in Italy… efficiente Sempre alla ricerca di soluzioni tecnologiche innovative, Cmg Solari ha creato New Efficient, la gamma di sistemi e componenti solari termici, protetta da brevetto internazionale. New Efficient è caratterizzata da eccezionali doti di efficienza di un nuovo ciclo di trasferimento del calore ad evaporazione e condensazione di una miscela azeotropica basso-bollente, e dall’estrema affidabilità e durabilità dei materiali utilizzati. Il tutto sviluppato con un design armonioso e compatto, in perfetto stile made in Italy. Pad 4 - Stand S10


Tecnologico, funzionale e facile da installare Il trasporto e lo stoccaggio rappresentano una spesa importante nell’ambito di un progetto edilizio: la nuova camera di raccordo flessibile Flextro di Trox Italia, grazie alle limitate dimensioni d’imballo e al peso contenuto, riduce gli sforzi della logistica e garantisce un’installazione a soffitto semplice e veloce. Caratterizzata da un innovativo design che combina funzionalità, aerodinamica e facilità d’installazione, la camera di raccordo flessibile può essere combinata con un’ampia varietà di diffusori a soffitto. Un raccordo di immissione con doppia guarnizione a labbro permette una connessione a tenuta d’aria della camera di raccordo con il condotto di ventilazione, mentre la pala della serranda per la regolazione del flusso facilita la messa in servizio. Pad 13 - Stand G19-H16

Nuova pressatrice con porta USB La nuova pressatrice a batteria di Georg Fischer, più versatile e potente, permette di pressare raccordi fino a d32mm. Il carrello orientabile permette di raggiungere le zone più scomode del cantiere, agevolando le operazioni di assemblaggio anche in spazi molto ristretti. La macchina viene fornita con 2 anni di garanzia a partire dalle prime 20 pressate, registrate nella memoria della macchina stessa. La nuova centralina elettro-idraulica (16-63mm) è compatibile con le presse esistenti, l’alimentazione a batteria permette di lavorare in assenza di alimentazione elettrica o generatori di corrente. Innovativa la porta USB, che permette di scaricare i dati di pressatura, per verificare la corretta erogazione della pressione necessaria durante l’assemblaggio del raccordo. Pad 9 - Stand K29-L22-29-M22 72 - youSPECIAL

La flessibilità dell’isolamento La placca si fa in quattro Il 2012 di Pucciplast si apre con quattro nuove placche, create per interpretare al meglio lo stile del bagno contemporaneo e il gusto del pubblico, sempre più attento alla dimensione estetica. Le quattro nuove placche, caratterizzate da un design innovativo e da linee moderne ed eleganti, si aggiungono alle placche “classiche”, rendendo l’offerta Pucci completa e articolata. Piccole e ultra-sottili, robuste e resistenti, le placche lavorano sempre in perfetta sintonia con le cassette Pucci. La nuova gamma presenta due soluzioni “eco” a doppio tasto (per un maggiore risparmio idrico), una versione classica (Sara) e una placca speciale per le cassette dei bagni a uso pubblico. Pad 11 - Stand H43-H51

REFRIGERATORI D’ACQUA AD ALTA EFFICIENZA I gruppi refrigeratori d’acqua serie Unico Turbo di RC Group si distinguono per l’elevata efficienza energetica (anche a carichi parziali) grazie all’impiego di compressori centrifughi a doppio stadio a levitazione magnetica e di evaporatori di calore a fascio tubiero di tipo allagato che riducono gli approcci termici tra la temperatura del refrigerante e quella dell’acqua, e di conseguenza, anche il lavoro di compressione e la potenza elettrica assorbita dalla macchina in ogni regime di funzionamento. I cuscinetti a levitazione magnetica inoltre eliminano la presenza di olio lubrificante nel compressore e, conseguentemente, nel circuito frigorifero. I gruppi refrigeratori d’acqua Unico Turbo sono disponibili per capacità frigorifere da 280kW a 15000kW Pad 24 Stand U21-U29.

Le nuove tubazioni binate pre-isolate SolarThinPower di Eurotis permettono una rapida e sicura installazione degli impianti solari termici, in quanto possono essere facilmente separate e piegate a mano per assumere la forma desiderata, agevolando la posa in opera delle linee all’esterno e all’interno degli edifici. Grazie alle caratteristiche dello speciale isolamento termico in poliuretano espanso flessibile è possibile ridurre lo spessore rispetto ai tradizionali isolanti, pur mantenendo la stessa resistenza termica. È così possibile ridurre gli ingombri e il peso dei rotoli, facilitandone trasporto, la movimentazione e la posa in opera, anche per lunghezze elevate. Pad 11 - Stand N43 P50

Resistenza all’abrasione Faggiolati Pumps ha realizzato Sand Vortex Water, una nuova gamma di macchine con rivestimento dell’idraulica in poliuretano per applicazioni in cui è richiesta un’elevata resistenza all’abrasione. In presenza di elevate concentrazioni di sabbie fortemente abrasive, la durata della girante e del corpo pompa è triplicata rispetto ai normali materiali con trattamenti di indurimento, evitando frequenti fermi impianti. La minore usura delle parti rotanti a contatto con il liquido pompato riduce le sollecitazioni sui cuscinetti e sull’intera macchina, aumentando l’affidabilità. Le elettropompe sono concepite per applicazioni in impianti con presenza di sabbie, nella lavorazione di marmi, nell’industria ceramica, nella lavorazione dei cristalli e nei processi industriali con liquidi abrasivi. Pad 14 - Stand C99


DOMMY: LA DOMOTICA CHEAP AND EASY Tutti i plus dell’automazione spiegati dall’azienda bergamasca specializzata nella progettazione e personalizzazione di strumenti domotici per edifici residenziali e commerciali di VERONICA MONACO

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ra 2009 e 2011, la presenza della domotica nelle case degli italiani è cresciuta del 16%. A dirlo è una recente indagine dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it, che rileva inoltre come il 60% degli immobili di nuova costruzione ormai preveda almeno un elemento di automazione: dalla climatizzazione ai sistemi d’apertura e di chiusura automatica di porte, finestre, tapparelle e tende da sole, agli antifurti e strumenti di telesorveglianza, di coordinamento per il funzionamento degli elettrodomestici e per la distribuzione dell’energia elettrica, anche in caso di emergenza. Costosa e complicata? Assolutamente no. È quanto assicura Dommy, azienda bergamasca specializzata nella progettazione e personalizzazione di strumenti domotici per edifici residenziali e commerciali, controllata da Giumatech, società di consulenza informatica con una pluriventennale esperienza nel campo dell’information technology. «Tutto dipende dalle funzionalità che si vogliono installare nell’impianto domotico. Su un trilocale di media Stefano Ferrari metratura, i costi 74 - youPRODUCT

per una soluzione base, che prevede il controllo delle luci e dei carichi elettrici, si aggirano intorno ai 2.000 - 4.000 euro. Nel caso di impianti più strutturati, invece, i costi possono partire dai 5.000 - 10.000 euro, con sistemi di antifurto integrato e videosorveglianza», chiarisce Stefano Ferrari, amministratore unico di Dommy. Avere la temperatura ideale in qualsiasi stagione dell’anno, sapere se hai spento la luce in salotto anche se sei già uscito di casa, evitare fastidiosi blackout dovuti a sovraccarichi del contatore: la domotica può davvero semplificare la vita. Oltre a renderla più sicura, grazie a sistemi antifurto, apparecchi di videosorveglianza e simulatori di presenza, come l’attivazione di elettrodomestici ed apparecchi di illuminazione al verificarsi di determinati eventi o in maniera casuale e programmata, e simulatori acustici che riproducono l’abbaiare di un cane o delle suonerie. «Oggigiorno possiamo controllare qualsiasi cosa. La nostra filosofia va verso l’integrazione assoluta dei vari sistemi: antifurto, videosorveglianza, video-citofonia, controllo dell’energia elettrica, automazione delle tapparelle e del garage, irrigazione. Tutto integrato in un unico “cervello”, capace di coordinare queste funzionalità con un’unica interfaccia personalizzata», spiega Ferrari. E prosegue: «Noi lavoriamo per dare al nostro cliente

l’affidabilità e la facilità nella gestione del suo impianto di automazione, garantendo la continuità del servizio anche quando si verificano problemi di default. Tutti i nostri impianti lavorano su un sistema domotico integrato ad un sistema di antifurto che, qualora si rompa la centrale, continua a funzionare in quanto prevede un sistema di backup totale. Un plus innovativo che sul mercato ancora nessuno possiede». Grazie alla gestione intelligente degli apparecchi, il consumo complessivo di energia è inoltre costantemente sotto controllo, permettendo di risparmiare in bolletta. Dommy prevede anche l’implementazione di un messaggio vocale che può avvertire quando il consumo è troppo elevato e staccare automaticamente gli elettrodomestici in base alle priorità configurate e precedentemente stabilite dal cliente. «Per di più, i nostri sistemi consumano poca energia a bassa tensione (5V e 12 V). Sarebbe un controsenso se il sistema di controllo consumasse più del sistema che deve controllare», tiene a precisare l’amministratore. I software di gestione domotica sviluppati dall’azienda sono sviluppati per le più diffuse periferiche mobile presenti sul mercato (iPad, iPhone, iPod e Android), e garantiscono la completa gestione dell’edificio anche dall’esterno tramite connessione wireless, Umts, Gsm.


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Il TETTO “ENERGETICO” PREFABBRICATO È QUESTO IL PROGETTO, ANCORA IN FIERI, SU CUI MONIER STA PUNTANDO PER IL FUTURO. MENTRE NEL PRESENTE SI PARLA DI SISTEMI TETTO COMPLETI, DALLA TEGOLA AL PANNELLO FOTOVOLTAICO, INTEGRATO OPPURE “ON TOP” di VERONICA MONACO

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ateriali e soluzioni tecnologiche per il tetto ad alte prestazioni, anche energetiche. Perché Monier, azienda tedesca presente in Italia da oltre 40 anni con i marchi Wierer e Cotto Coperture, oltre a offrire la garanzia di un “sistema tetto” di alta qualità, ha potenziato la sua proposta commerciale, specializzandosi nella produzione di sistemi solari termici e fotovoltaici ad alto rendimento. «I nostri sistemi per il fotovoltaico e il solare termico sono prodotti e testati in galleria del vento nello stabilimento e centro di ricerca Monier di Hausenstamm, in Germania, per poter assicurare gli elevati standard di qualità tipici di tutti nostri prodotti», afferma il direttore commerciale Marco Righi, che spiega: «Per entrambi i sistemi di fotovoltaico e solare termico siamo in grado di offrire due soluzioni: una completamente integrata con le coperture Monier e una “on top”. Per quest’ultima abbiamo sviluppato un sistema di aggancio particolare, con tegole preformate in alluminio conformi ai nostri profili, su cui viene inserito il montante per il successivo fissaggio dei pannelli. Una notevole Marco Righi 76 - youSPECIAL

innovazione, che permette di offrire una soluzione non integrata con le stesse garanzie di tenuta all’acqua e di corretta installazione della versione integrata». E per assicurare un lavoro a regola d’arte, l’azienda mette a disposizione dei suoi clienti la possibilità di usufruire di un servizio “chiavi in mano”, che comprende l’installazione dell’impianto in copertura, attraverso partner certificati Monier. «Vediamo spesso gravi mancanze negli impianti realizzati da persone non professioniste, che provocano danni alle coperture creando infiltrazioni d’acqua o anche peggio – dichiara Righi -. Noi vogliamo evitare questi inconvenienti, fornendo al cliente finale, all’idraulico o all’elettricista, la garanzia di un lavoro di qualità, con prodotti perfettamente integrati, certificati e garantiti». Oltre ai pannelli ad alto rendimento energetico in mono e policristallino (garantiti 10 anni al 90% e 25 anni al 80% della potenza in uscita), la linea Monier per il fotovoltaico si compone anche di inverter, e di boiler, accumuli, stazioni solari e pompe per il solare termico. Inoltre, per una maggiore sicurezza di chi lavora in copertura, l’azienda include nel pacchetto anche il kit anticaduta VitaSafe in abbinamento a entrambi i sistemi. «La copertura sarà sempre più il luogo attivo dell’edificio per la produzione di energia elettrica e di acqua calda

sanitaria. In futuro ci saranno di sicuro delle innovazioni e sono al vaglio nuovi materiali, come i pannelli fotovoltaici amorfi che permettono installazioni più flessibili e modellabili in funzione della copertura, anche se, per il momento, registrano una minore efficienza rispetto alle tecnologie in mono e policristallino – spiega Righi –. La stessa Monier sta studiando nuove tecnologie in collaborazione con altre aziende a livello internazionale. Stiamo lavorando allo sviluppo di una soluzione completamente integrata: un tetto che può essere posato con l’impianto fotovoltaico o solare già predisposto. Una soluzione prefabbricata che di fatto va a sostituire la copertura, che abbiamo previsto in due versioni differenti: con e senza tegole».

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FOTOVOLTAICO: TRA CHI SPECULA E CHI INVESTE è IN ARRIVO IL Fondo di Kyoto, gestito dalla Cassa depositi e prestiti: 600 milioni di finanziamento per la realizzazione di interventi volti alla riduzione delle emissioni di gas serra. In primis il fotovoltaico, dove però fino ad oggi c’è chi, più che portare avanti progetti green, ha speculato. Fortunatamente, esiste anche il rovescio della medaglia di VERONICA MONACO

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otovoltaico sì, fotovoltaico no? La paura di una bolla speculativa ha fatto tremare il settore, quando nel 2011 il taglio degli incentivi, il calo del prezzo dei pannelli e una concorrenza indisciplinata hanno obbligato ad una brusca frenata il treno in corsa del fotovoltaico, tanto che, secondo uno studio della piattaforma indipendente SolarPlaza, lo scorso anno le società del settore quotate in Borsa hanno perso oltre 30 miliardi di dollari a livello mondiale. A mettere la pulce della speculazione nell’orecchio degli italiani, anche l’ex Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che al Corriere della Sera denunciava «casi di vera e propria truffa» nelle richieste di incentivi per gli impianti di produzione di energia solare, a seguito di un’anomala impennata nella richiesta di sussidi giunti al Gse (solo nel mese di dicembre 2011 sono state registrate richieste per 55mila nuovi impianti, per un totale di 4.000 megawatt di potenza installata). Fortunatamente però esiste anche il rovescio della medaglia, di chi Sergio Benetello 78 - youPRODUCT

ha fatto delle energie rinnovabili il centro della propria filosofia e mission aziendale. Come Italian Solar Infocenter, azienda padovana attiva da più di vent’anni nel settore delle costruzioni, impegnata da tempo nella ricerca e sviluppo di soluzioni per il risparmio energetico e l’edilizia sostenibile. Suo il progetto Casaisipiù, l’edificio ecocompatibile ad emissioni zero, privo di dispersioni energetiche che prevede l’installazione di tutta una serie di tecnologie volte alla valorizzazione della casa dal punto di vista energetico e del comfort abitativo, con la progettazione di soluzioni di isolamento termico acustico, l’installazione di impianti fotovoltaici, solari, geotermici, serramenti con vetro termico basso emissivo, oltre

al recupero ed il riciclo di acque meteoriche, alla ventilazione meccanica con recupero termico, a un sistema di domotica per ridurre ulteriormente i consumi energetici e un uso corretto dei sistemi di ombreggiamento, apertura, chiusura e controllo della sicurezza. «Il 2011 è stato per eccellenza l’anno degli speculatori che, come le api sul miele, si sono buttati sugli incentivi energetici, i più elevati a livello europeo, approfittandone. Io tuttavia credo che, nonostante queste situazioni riprovevoli, il fotovoltaico continuerà ad esistere e svilupparsi – afferma Sergio Benetello, presidente Italian Solar Infocenter –. Le tecnologie che ci sono attualmente sono già di livello avanzato, e seguiteranno a migliorare, aumentando le performance degli

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impianti e diminuendo i costi di produzione, arrivando alla parificazione del costo energetico. Questo mette in evidenza la necessità di fare buoni impianti, prerogativa che richiede competenze e un elevato know-how in termini di impiantistica, componentistica e assistenza tecnica, propri solo di chi lavora da anni nel settore. Ora come ora il fotovoltaico rappresenta un investimento sicuro, garantito per vent’anni e ammortizzato in 7-8 anni». Alla base del successo di Italian Solar Infocenter ci sono dunque l’esperienza pluriennale e la costante ricerca di prodotti e sistemi innovativi, a cui si aggiunge l’ingrediente speciale della personalizzazione. «Noi siamo anche dei consulenti, oltre che dei produttori, ed è proprio dal dialogo con il cliente che nascono le soluzioni – afferma Benetello –. Non puntiamo al fotovoltaico fine a se stesso, ma a operazioni più complesse che alla fine permettono di portare a casa un risultato finale in termini di risparmio energetico ed economico. Per questo realizziamo sempre un check up preventivo del fabbricato su cui intervenire in modo da consigliare la soluzione più appropriata per migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio e far risparmiare il cliente». Il successo dell’azienda padovana descrive il volto positivo di un settore che non vuole diventare preda di qualche speculatore dell’ultimo minuto, pronto a ripartire con rinnovato vigore, grazie anche all’imminente entrata in vigore del fondo di Kyoto gestito dalla Cassa depositi e prestiti. 600 milioni di euro di finanziamenti a disposizione di cittadini, imprese, condomini, soggetti pubblici e fondazioni per la realizzazione interventi volti alla riduzione delle emissioni di gas serra. I finanziamenti, a tasso agevolato dello 0,5 per cento per una durata massima di 6 anni, saranno rimborsabili in rate semestrali e rappresentano parte del costo totale del progetto (il 70% nel caso di persone fisiche e giuridiche, condomini, imprese; il 90% per i soggetti pubblici). Il Fondo è rotativo, alimentato attraverso le rate di rimborso delle erogazioni concesse: le domande si possono presentare dal 2 marzo al 14 luglio, esclusivamente online, attraverso il format che si trova sul sito della Cdp.

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FAKRO: TRA STORIA E INNOVAZIONE ALLA SCOPERTA DEI PRODOTTI DI UN’azienda CHE detiene il 15% del mercato mondiale delle finestre da tetto di Sofia Marsigli

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età anni ’80, la Polonia è in pieno regime comunista. Nell’86 Ryszard Florek, fondatore e presidente di Fakro, avvia un’attività dedicata al settore tetto e falegnameria e nel 1991 nasce la prima finestra per tetto con il nome Fakro, prodotta in quella che ancora oggi è la sede principale dell’azienda, a Nowy Sącz, a sud di Cracovia. «All’inizio il

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comunismo imponeva di non superare sei, massimo otto dipendenti, ma con la caduta del regime abbiamo iniziato ad espanderci con l’obiettivo di introdurre le finestre da tetto nel mercato dell’est, che all’epoca ne era sprovvisto, essendoci un unico produttore a fornire solo il mercato occidentale. Con la caduta del muro di Berlino e l’abbattimento della Cortina di ferro, però, le finestre da tetto della concorrenza sono arrivate anche nell’Europa orientale e a quel punto si è aperta una vera sfida che ci ha spinti a voler fare sempre di più». Sono queste le parole di apertura di Ryszard Florek durante la conferenza stampa di Fakro, che a metà febbraio ha ospitato numerosi visitatori nella sede polacca per presentare obiettivi, prodotti e servizi. Le basi della sfida sono piuttosto solide, considerando che oggi l’azienda detiene il 15% del mercato mondiale delle finestre da tetto, la cui distribuzione è affidata a 14 società presenti in Usa, Gran Bretagna,

Francia, Germania, Austria, Olanda, Ungheria, Russia, Ucraina, Slovacchia, Cina, Lettonia e, da un anno, in Italia. In totale gli stabilimenti produttivi sono 12 e ricoprono una superficie di circa 200mila metri quadrati, pari a 20 campi da calcio; i dipendenti sono più di 3.200 e il fatturato 2011 supera i 250 milioni di euro con trend in crescita. Nel corso del tempo non


sono mancati momenti di successo, ma anche momenti di difficoltà: «Quindici anni fa il nostro principale competitor si è accorto dell’avanzare di Fakro sul mercato e ha abbassato del 30% i prezzi dei prodotti commercializzati in Polonia, creando una linea specifica», dichiara Florek, che non ha mai ceduto alle proposte di acquisizione della sua azienda, credendo profondamente nella missione prefissata: offrire prodotti di altissima qualità puntando su sviluppo, innovazione, responsabilità sociale e ambientale, ed entusiasmo. Se l’obiettivo principale resta quello di arrivare a detenere una percentuale di mercato più alta, addirittura «conquistandolo tutto», come afferma sorridendo lo stesso presidente, in Italia il Gruppo «punta ad acquisire quote maggiori per raggiungere la media europea in tempi brevi», dichiara un po’ più modestamente Bruno Pernpruner, direttore commerciale di Fakro Italia. E ricorda che la presenza italiana ha la sua sede logistica e commerciale a Verona, grazie alla quale «viene offerta una validissima opportunità alternativa al mercato

Da sinistra: Jacek Kulpa, Ryszard Florek e Bruno Pernpruner

attuale, con soluzioni tecniche differenti che comprendono l’antieffrazione, la ventilazione, la garanzia di più luce naturale e la comodità e facilità d’uso dei Bruno Pernpruner prodotti – continua Pernpruner -. Forniamo un’ampia gamma in pronta consegna, supporto e assistenza tecnica». Le prossime tappe sul territorio italiano saranno quelle di continuare a diffondere il nome Fakro e far conoscere i vantaggi dei prodotti e dei servizi offerti, attraverso la rete vendita e la distribuzione. «Continueremo a lavorare a stretto contatto con le rivendite edili – assicura il direttore – impegnandoci, inoltre, nella formazione di progettisti, posatori e altri professionisti del settore». Nonostante l’economia italiana non stia attraversando un momento felice, «Fakro non ha subito la crisi, ma l’ha affrontata con importanti innovazioni sul mercato e ponendo molta

attenzione alla scelta dei clienti – afferma Jacek Kulpa, direttore export del Gruppo –. Diversa invece la situazione in Polonia, dove la crisi nel nostro settore non si Jacek Kulpa è fatta sentire». Le finestre Fakro sono in grado di trasformare un sottotetto buio in un ambiente luminoso e confortevole: con apertura a bilico, doppia, ad angolo, a vasistas, lucernai, tutte le soluzioni sono omologate Tüv, sinonimo di controllo, qualità e sicurezza. Non mancano gli accessori, dalle persiane ai diversi tipi di tende, e i collettori solari, dispositivi volti alla conversione della radiazione solare in energia termica. Presso i laboratori dell’azienda vengono fatti numerosi controlli, oltre 70, per garantire la massima sicurezza. Il principale materiale utilizzato in produzione è il legno di pino, per il quale l’azienda ha contratto specifici accordi che salvaguardano la corretta gestione forestale. Tra le novità di prodotto spicca la finestra da tetto FTT U8 Thermo, che assicura risparmio energetico e isolamento termico in un unico pacchetto e vanta un coefficiente di 0,58 W/m²K. Invece, per ridurre al minimo la possibilità di accesso in casa da parte dei ladri, Fakro ha progettato il sistema topSafe, con il quale le cerniere vengono adeguatamente fissate, la costruzione degli elementi in legno è rinforzata ed è presente una barra di metallo che ostacola l’effrazione anche con elementi da scasso. Regina dei sonni tranquilli è, per esempio, la finestra da tetto FTP-V P2 Secure. youPRODUCT - 81


save th V convegno nazionale

i nuovi attori della filiera il profilo del nuovo consumatore ed

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ROTO, qualità tedesca dal 1935 Con l’introduzione in Italia della divisione dedicata alle finestre per tetti e tecnologia solare ora Roto punta sul mercato e sui rivenditori italiani di Maria Lisieux

E

ra il lontano 1935 quando Wilhelm Frank mise a punto un innovativo sistema di ferramenta per anta ribalta, primo prodotto di quella che sarebbe in seguito diventata la vasta gamma del Gruppo Roto. Oggi sono presenti due grandi divisioni, una dedicata alla ferramenta per infissi e una alle finestre per tetti e tecnologia solare: «Si tratta di due mondi rivolti a diversi interlocutori e separati dal punto di vista commerciale – spiega Stefano Sapucci, responsabile commerciale Roto Italia Tecnologia per tetti e solare –, mentre vi è una forte sinergia per quanto riguarda la sfera amministrativa e strutturale del Gruppo Roto». Dalla Germania il Gruppo si è esteso, ponendo le sue radici anche nel resto d’Europa fino ad arrivare, ormai da diversi anni, in Italia. In totale, a livello mondiale si contano oltre 4mila dipendenti e circa 650 milioni di fatturato. La divisione Tecnologia per tetti e solare è stata

introdotta in Italia l’anno scorso e ha sede nella già presente Roto Frank a Meolo, in provincia di Venezia. «Nell’ambito delle finestre per tetti abbiamo tre piattaforme principali: ovest Europa, centro Europa ed est Europa – continua il responsabile –. A Bad Mergentheim, in Germania, vi è la principale unità produttiva dove vengono realizzati tutti i prodotti con struttura in PVC, mentre in Polonia vi è la produzione di tutto quello che è in legno». Tre sono anche le linee principali delle finestre per tetti, divise in base a tipologie e funzioni: «Vi sono i modelli a ribalta con doppia apertura, ovvero la Serie Designo R8 – conferma Sapucci –, le linee con apertura a tre quarti, Designo R7, e le finestre a bilico convenzionali delle serie Designo R6 ed R4. La mamma di tutte le finestre Roto è senza dubbio la R8, sviluppata negli anni Sessanta dal fondatore dell’azienda». Il risparmio energetico è al primo

posto nella scala dei plus offerti da Roto «e si traduce anche nella scelta di tipologie di vetro molto performanti e isolamento termico eccellente, con valore Uw fino a 0,84 Uw/m²K per le versioni in PVC delle serie R8 ed R6. Il che significa rientrare già in classe A», specifica Sapucci. Senza dimenticare, tra i vantaggi delle finestre, «l’estrema facilità di montaggio, la praticità d’uso e la qualità indiscussa dei prodotti, con garanzia di 15 anni», informa il responsabile. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito aziendale www. roto-frank.it. Novità del 2012 sarà continuare a percorrere la strada italiana, supportando attivamente il mercato e i rivenditori, considerati veri e propri partner, cioè «realtà con le quali consolidiamo rapporti stretti, che sappiano apprezzare il valore intrinseco dei nostri prodotti Premium, appartenenti quindi a un segmento medio-alto, per posizionarli al meglio sul mercato», conclude Sapucci.

Stefano Sapucci

La sede Roto a Bad Mergentheim

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la FIDELIZZAZIONE

VINCENTE ECCO LE CASE HISTORY DI SUCCESSO DI MECSTORE E CANAVESE GROUP, MESSE IN CAMPO NEL 2011 CON IL SOSTEGNO DI PROMOTICA di VERONICA MONACO

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antenere un cliente, soprattutto di questi tempi, non è semplice. Le vie del marketing promozionale sembrano infinite e c’è chi si adopera per scoprire nuovi strumenti e strategie di fidelizzazione sempre più efficaci. Dai supermercati alle assicurazioni, dalle banche al trade, anche il mondo della distribuzione edile è entrato a far parte del mondo delle raccolte a punti e dei cataloghi a premi. «Quattro o cinque anni fa non c’era effettivo riscontro da parte del settore della distribuzione edile. In questi ultimi anni, invece, è aumentata l’attenzione verso programmi di incentivazione e fidelizzazione della clientela, anche da parte di aziende che prima non ne sentivano la necessità», afferma Alessandro Tiefenthaler, project manager di Promotica, azienda di Desenzano del Garda che nel 2011 ha curato le campagne promozionali di MecStore e Canavese Group. Mentre la campagna “Tetto by MecStore” Alessandro Tiefenthaler prevedeva un 86 - youPRODUCT

FIORISCONO I PREMI La raccolta continua...

RACCOLTA PUNTI COOP dal 14 MARZO 2011 al 22 GENNAIO 2012


La fedeltà dà

buoni frutti

RACCOLTA PUNTI

dal 23 GENNAIO 2012 al 26 GENNAIO 2013

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concorso mirato a premiare progettisti e imprese che si rivolgevano ai punti vendita per l’acquisto del pacchetto tetto, il catalogo Canavese Omar Mosso permetteva ai suoi clienti di cumulare un punto ogni euro di fatturato. «Abbiamo cercato di fidelizzare la clientela e attrarla verso le nostre rivendite, dando qualcosa di diverso – afferma Omar Mosso di Canavese Group –. Sostanzialmente abbiamo fatto preparare da Promotica un catalogo punti, in base al quale i nostri clienti, al raggiungimento di determinati livelli di fatturato, avevano diritto ad un premio. Le rivendite che hanno aderito sono state soddisfatte e i clienti contenti dell’iniziativa». Due iniziative differenti per modalità e obiettivi, come spiega Tiefenthaler: « Le meccaniche concorsuali, come quella di Mec, hanno l’obiettivo di incentivare la clientela su un determinato “progetto” creando incentivazione all’acquisto e vivacizzazione. In questo caso la vincita dei premi è aleatoria. L’iniziativa di Canavese, invece ha durata più lunga nel tempo e mira in primis a fidelizzare la clientela, premiando ciascuno in base a ciò che effettivamente consuma». Meccanismi promozionali differenti, che implicano budget di investimento che si aggirano tra l’1 e il 3% del fatturato anche se, come chiarisce il project manager di Promotica «molto dipende dai risultati che l’azienda vuole raggiungere, dal numero di clienti coinvolti e dal tipo di meccanica promozionale che decide di attuare». Considerando che il mercato dell’edilizia al momento è praticamente fermo al pit-stop, e i clienti rimasti vanno tenuti stretti con i denti, iniziative di questo genere possono rappresentare una buona occasione per rilanciare il proprio business. «La gente ha meno soldi da spendere, e se compra, vuole farlo per qualcosa che vale. La proposta di un premio di qualità può rappresentare un buon incentivo per fidelizzare la clientela alla rivendita o al gruppo», conclude Tiefenthaler. youPRODUCT - 87

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youbook Dal detersivo alla Ferrari. 100 modi di comunicare di Antonio Ghini Edizioni Egea I edizione 2012; pp. 304 28 euro

100 casi concreti per dimostrare che la comunicazione ai tempi di Facebook non è tutta da ripensare. Raccontando episodi vissuti in prima persona, Antonio Ghini, per quindici anni responsabile comunicazione e relazioni con la stampa in Ferrari, analizza con uno stile lucido e avvincente la realtà che abbiamo di fronte, dimostrando come la pubblicità, le attività di relazione con i media, gli eventi, il marketing diretto e le altre tecniche della comunicazione tradizionale non dovranno per forza essere archiviati nell’armadio dei ricordi. Molto del passato è ancora vivo ed efficace, ed è possibile reinterpretarlo in presenza di nuovi strumenti e opportunità offerti dalla Rete. In Dal detersivo alla Ferrari. 100 modi di comunicare Ghini ripercorre l’iter che porta a un’efficace comunicazione, fornendo oltre a dati e fatti oggettivi, anche piccoli trucchi o curiosi e divertenti segreti. Protagonisti detersivi, dentifrici e schiume da barba, ma anche beni di lusso e attività di servizio, fino ad arrivare al mercato dell’auto, con uno spazio privilegiato per Ferrari e Renault. Per chi: addetti al marketing e alla comunicazione, organizzatori di eventi, pubblicitari e tutti coloro che vogliono conoscere i segreti e i trucchi del mestiere di chi ha fatto dell’arte della comunicazione la sua arma più importante. 88

Realizzare un sogno Vivere in un edificio Energy Plus di Massimo Caceffo e Günther Gantioler disponibile sul sito www.rivaplus.it

«Questo libro vuole essere la continuazione in chiave moderna della favola dei tre porcellini» si legge nella prefazione del libro Realizzare un sogno. Vivere in un edificio Energy Plus, scritto da Massimo Caceffo, tecnico Passive House, e dal presidente del gPHi, Günther Gantioler. Ai giorni nostri abbiamo un nuovo “lupo”: il costo delle materie prime energetiche che servono per proteggerci dal freddo o dal caldo, e l’inquinamento prodotto dal loro utilizzo indiscriminato. «Vivere in modo sano e confortevole e nel medesimo tempo risparmiare energia, è la sfida che la progettazione deve portare a termine nel più breve tempo possibile», per trasformare il desiderio di un ambiente più sano e confortevole in una solida realtà: come la famiglia Armanini, che a Riva del Garda ha costruito la prima Casa Passiva italiana. Per chi: architetti, progettisti, imprese di costruzione, amministrazioni comunali e tutti coloro che credono nel “risveglio delle coscienze” e guardano avanti, convinti che i loro sforzi e il loro impegno saranno finalmente premiati.

Energia dal deserto I grandi progetti per le rinnovabili nel Mediterraneo a cura di Roberto Vigotti Edizioni Ambiente Collana Saggistica - Kyoto Books   I edizione 2011; pp. 368 34 euro Come si sta evolvendo il sistema energetico dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo? Quale sarà nei prossimi decenni il ruolo dell’energia verde tra le due sponde del Mare Nostrum? Energia dal deserto. I grandi progetti per le rinnovabili nel Mediterraneo può aiutare a comprendere meglio la questione, offrendo un’analisi dettagliata delle opportunità offerte dall’energia verde per soddisfare la crescente domanda interna

di energia e per generare reddito in modo continuativo attraverso l’esportazione di elettricità in altri paesi. A cura di Roberto Vigotti, coordinatore dell’iniziativa RES4Med e direttore della Divisione Elettricità dell’Osservatorio Mediterraneo dell’Energia di Parigi, il libro si focalizza sulle condizioni che permetteranno la cooperazione tra l’Unione europea, il Medio Oriente e il Nord Africa, un’area dove sono in discussione rilevanti progetti solari e dove la spinta democratica dal basso sta aprendo nuovi scenari, accelerando e qualificando positivamente la transizione energetica. Per chi: per ingegneri, amministratori pubblici e privati, manager dell’energia, ambientalisti e per tutti coloro che credono nelle potenzialità delle energie rinnovabili e nelle opportunità di sviluppo offerte dalla rivoluzione verde.

In viaggio con Platone Riflessioni filosofiche su 19 tappe fondamentali della vita di Robert Rowland Smith Edizioni Ponte alle Grazie Collana Saggi I edizione 2012; pp. 256 15 euro

Fantasticate di poter salire su un’auto immaginaria e, prima di affrontare la vita vera, essere condotti alla scoperta del significato reale dell’esistenza. Un percorso esaltante attraverso le riflessioni dei pensatori più illustri di ogni epoca, accompagnati da una guida d’eccezione: il grande filosofo greco Platone. Nascerete con Jean-Paul Sartre e muoverete i primi passi con John Locke. Andrete a scuola con Louis Althusser, darete il primo bacio con Immanuel Kant. Vi innamorerete con le parole di Roland Barthes, troverete un lavoro grazie a Adam Smith e affronterete la crisi di mezz’età con Dante. E poi, ebbene sì capita anche questo, uscirete di scena in grande stile con Arthur Schopenhauer. Una compagnia di tutto rispetto, pronta a illuminare con uno sguardo nuovo le tappe fondamentali della vita di ognuno di noi. Per chi: amanti della filosofia e della riflessione, e tutti coloro che necessitano di spunti divertenti e stimolanti per gettare una luce nuova sulla propria quotidianità.


L’ITALIA CERCA LE PRIME VITTORIE IN BRASILE Brasile terra di conquista. Sono state un’ottantina le imprese italiane guidate dai vicepresidenti di Confindustria, Paolo Zegna e Cesare Trevisani, a intraprendere una serie di contrattazioni con lo Stato carioca al fine di siglare accordi di collaborazione nel campo edile in vista dell’ormai imminente appuntamento con i mondiali di calcio del 2014. Come spiegato dai rappresentanti di Confindustria, l’obiettivo delle nostre imprese «non è quello di accreditarsi come prime contractor, ma piuttosto puntare sulle subforniture e i subappalti nella realizzazione dei grandi impianti sportivi». Le imprese italiane hanno la possibilità di collaborare nella sistemazione di tutte le criticità infrastrutturali brasiliane, quali i sistemi aeroportuali, l’impiantistica delle grandi strutture, le attrezzature sportive oltre all’indispensabile sistemazione del contorno turistico. Alla base di tutto, secondo Cesare Trevisani, deve esserci da parte delle imprese italiane un approccio collaborativo che punti all’offerta delle competenze in un determinato settore senza cercare di soddisfare l’intero ciclo costruttivo, ma diventando uno dei partner privilegiati all’interno di una filiera internazionale e puntando a nicchie di specializzazione e tecnologiche. Il Brasile, nell’immediato, sta vivendo una rivoluzione economica, spinta dalle varie manifestazioni in programma nei prossimi anni, ed è in grado di gestire e investire nelle grandi opere, diventando così una nazione con la quale necessariamente le imprese italiane possono spendere con sicurezza le proprie competenze.

CAMBI AI VERTICI DI MX GROUP Diventa operativo il nuovo assetto organizzativo eletto nel novembre 2011 di Mx Group, una delle industrie italiane attiva nella produzione di moduli fotovoltaici e nella realizzazione di impianti. L’azienda

prosegue quindi con forza il successo di espansione che, avviato nel 2006 con l’insediamento in Lombardia del primo stabilimento per la produzione di moduli in silicio policristallino (Solarday), ha registrato poi l’espansione all’esterno dei confini nazionali con l’avviamento, nel dicembre 2010, di uno stabilimento nel New Jersey, la Mx Solar USA. L’azienda americana ha consentito di sviluppare ulteriormente la capacità produttiva del gruppo, un successo dovuto soprattutto all’impegno di Carmelito Denaro che, dopo il rimpasto dell’assetto organizzativo, ritorna in Italia in qualità di presidente e amministratore delegato del gruppo. Nel giugno del 2011 sono state inoltre rilevate le quote di minoranza di Solarday Spa, per la quale è stato nominato Massimo Denaro come presidente e amministratore delegato, dando così vita ad uno dei primi gruppi industriali del settore del fotovoltaico. Nel nuovo assetto rimangono invariati gli incarichi della direzione tecnico scientifica, assegnata a Daniele Margadonna, e quello della sicurezza e certificazioni dei prodotti gestito da Alberto Giovanetti. Anglo Veglia sarà il nuovo responsabile commerciale della divisione EPC Italia ed estero, Stefano Carietti si occuperà della sezione commerciale della divisione Panel Italia e George Maving della divisione Panel estero.

CLINI: «600 MILIONI DI EURO PER COMBATTERE LE EMISSIONI DI CO²»

Come annunciato dal Ministro dell’ambiente Corrado Clini, sarà di circa 600 milioni di euro l’investimento economico per la riduzione delle emissioni di CO² in seguito all’entrata in vigore da marzo 2012 del Fondo rotativo per Kyoto. Il fondo, che consente l’apertura di agevolazioni fiscali nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, pur essendo stato approvato dal Dm Ambiente del 25 novembre 2008 e dal Dm Economia del 27 novembre 2009, prima dell’intervento del ministro non era ancora stato attuato. Al fondo possono accedere le piccole e medie imprese, enti pubblici e privati alle quali vengono messi a disposizione un totale di circa 600 milioni di euro di finanziamento con tasso dello 0,5% per azioni che consentano di abbassare le emissioni di CO². «Per accedere al fondo - come ha spiegato nel suo intervento il ministro Clini - bisogna dimostrare di voler investire in tecnologie e sistemi per l’efficienza energetica come ad esempio impianti di micro-tri-generazione,

elettricità calore e fresco, un investimento principalmente rivolto alle Università, ospedali, condomini o piccole industrie, creando così un meccanismo per cui l’efficienza si raddoppia passando da una media attuale del 40% a un 80%». Secondo il Ministro l’investimento dovrebbe portare ad un favorevole ritorno nel giro di 36-48 mesi, inoltre il sistema – essendo rotativo – permette di alimentare lo stesso fondo attraverso le rate di rimborso dei prestiti concessi di volta in volta.

Le Industrie Fotovoltaiche Italiane cambiano timoniere Alessandro Cremonesi sostituisce Filippo Levati alla presidenza dell’associazione Industrie Fotovoltaiche Italiane. Un compito stimolante quello che attende ora Cremonesi dopo un anno di presidenza che ha registrato il definitivo consacramento del fotovoltaico quale protagonista del settore delle rinnovabili. Nel Comitato IFI partecipano le principali aziende italiane produttrici di celle e moduli fotovoltaici coprendo l’80% della produzione nazionale, con investimenti fino a 120 milioni di euro già effettuati e 80 milioni previsti per il prossimo biennio. Tra i soci di IFI: Azimut, Brandoni Solare, Cappello Alluminio, Eclipse Italia, Energyglass, Energica, Ferrania Solis, Marcegaglia Buildtech, MX Group, Renergies Italia, Solarday, Solsonica, Spsistem, Torrisolare,Vipiemmesolar, Xgroup.

Nasce Energia Concorrente Massimo Orlandi guiderà per il biennio 2012-2013 Energia Concorrente, la nuova associazione dell’industria elettrica indipendente italiana. L’associazione è stata costituita dai gruppi Egl, Gdf Suez, Sorgenia e Tirreno Power, un ulteriore tassello quindi nel percorso di efficienza e miglioramento del sistema di gestione elettrico italiano che negli ultimi dieci anni, dall’apertura agli investimenti privati, ha inanellato una serie di successi che hanno ampliato la capacità produttiva con il conseguente abbattimento dei prezzi grazie all’aumento della competitività del mercato. Energia Concorrente si pone ora come uno dei migliori gestori di servizio, grazie alla capacità di fornire non solo gran parte del fabbisogno elettrico, ma anche tutti quei sistemi di riserva necessari ad accogliere sul mercato le fonti di energia rinnovabili e a garantire la sicurezza del sistema limitando così il ricorso a nuovi investimenti pagati in bolletta. 89


news dalla rete Il computo si fa anche su iPad www.acca.it

esportabili e modificabili con la versione desktop attraverso i programmi di gestione PriMus-DCF. Questo applicativo desktop di base, PriMus-DCF, è un software completo e professionale per la redazione di computi metrici ed è scaricabile gratuitamente all’indirizzo www.acca.it/PriMus-DCF. PriMus-DCF.

SOFTWARE PER IL RISANAMENTO ENERGETICO www.rivalue.it

Sviluppata finalmente una applicazione che agevola il lavoro dei protagonisti dell’edilizia, Acca Software ha da poco lanciato PriMus, un software per piattaforma iPad in grado di calcolare il computo metrico. Questa tecnologia consentirà di svolgere parte dell’attività di computazione direttamente sul campo e contemporaneamente alla rilevazione delle misure; un sistema che permette l’efficienza tipica del processo svolto solitamente in ufficio. Variegate sono le possibilità concesse da questo nuovo compagno di lavoro come la creazione di listini, elenchi prezzi e computi, funzionalità che possono inoltre essere anche semplicemente caricate dal personal computer di casa . Molto utile anche il sistema di archiviazione o l’importante catalogazione, con relativo commento, di fotografie, immagini e video del cantiere. I documenti potranno inoltre essere spediti via email direttamente da iPad o esser pubblicati in internet da dove poi saranno agevolmente 90

È stato presentato a KlimaHouse 2012 il nuovo strumento di calcolo della stima del fabbisogno energetico di un edificio che necessita di interventi di risanamento. Il nuovo software, denominato Rivalue e scaricabile online all’indirizzo www. rivalue.it, è stato sviluppato da Rockwool in collaborazione con Hoval e Alpi Fenster con l’intento di fornire un sistema intuitivo e veloce per rispondere con successo alle sfide in tema di sostenibilità ambientale e nello specifico alle richieste di efficienza energetica. Una delle più importanti sfide dell’edilizia contemporanea sarà, infatti, quella di

adeguare più del 30% delle costruzioni presenti sul suolo italiano, la cui età avanzata palesa anche la presenza di sistemi energetici obsoleti. Il primo passo verso le nuove direttive Europee 20/20/20 sarà quello della miglioria dell’efficienza di tali sistemi. Per farlo era necessario sviluppare un sistema che agevolasse lo studio e la progettazione di interventi di risanamento. Rivalue analizza i dati inseriti relativi alle nostre abitazioni e ne deduce i costi energetici consigliando le azioni più adeguate. la presenza di modelli 3D agevoleranno la scelte di infissi e finestre ad elevate prestazioni, si potranno definire con precisione le prestazioni di isolamento di tetti ed involucro, oltre a comprendere la reale efficacia dell’impiantistica. Sarà possibile anche stampare degli iniziali disegni sui quali poi impostare le successive fasi di progettazione e ristrutturazione.

AFFRONTARE LA SFIDA DEL VERTICALE www.vitruvio.schindleronweb.it Nasce Vitruvio (il cui nome si ispira a Marco Vitruvio Pollione architetto della seconda metà del I secolo a.C.), una nuova applicazione online di supporto a tutti i progettisti e architetti che necessitano di dati ed informazioni per tutto ciò che concerne la progettazione di ascensori. Un’enorme webtool con il quale sarà possibile estrapolare dati e informazioni essenziali quali voci di capitolato, disegni e caratteristiche tecniche ed estetiche. Un prodotto gratuito e disponibile al seguente indirizzo http:\\ vitruvio.schindleronweb.it, che risponde alle nuove necessità costruttive ormai rivolte allo sviluppo in verticale degli edifici. Vitruvio si presenta con un’interfaccia grafica chiara che agevola l’utilizzo e guida il progettista o l’architetto nella scelta dell’adeguato sistema di trasporto verticale. Le fasi da seguire passano attraverso la selezione del tipo di intervento che si sta progettando, sia esso un nuovo edificio o una ristrutturazione, successivamente dovrà esser indicata la finalità dello stesso suddivisibile nelle categorie: residenziale, commerciale, industriale o trasporto pubblico. Successivamente, si potrà indicare la regione entro la quale si opera per poter così visualizzare le normative locali per poi concludere con l’inserimento dei dati legati all’operatività dell’ascensore quali altezze, fermate, portata. Il sistema si occuperà di elencare gli impianti che meglio si presteranno alle esigenze, mettendo inoltre a disposizione capitolati, disegni tecnici, video e immagini utili al perfezionamento del progetto.


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IL POLSO DEL COMANDO 70 grammi di peso per racchiudere una varietà di funzioni: questo è il nuovo I’m Watch, orologio presentato al CES di Las Vegas. Un nuovo accessorio che vi farà dimenticare la scomodità della ricerca affannosa in tasche e borse del vostro telefonino o di altre dispositivi tecnologici consentendovi di comandare tutto il vostro armamentario hi-tech grazie allo schermo multi-touch da 1.55 pollici in vetro zaffiro curvilineo di un orologio made in Italy. Grazie alle varie applicazioni scaricabili, e comandate dal sistema Android 1.6, gestirete telefonate in arrivo, chiamate, avrete l’anteprima degli sms e la posta elettronica, musica, foto, video informazioni e novità dalla rete oltre all’importantissima agenda. I’m Watch si presenta con uno schermo dalla diagonale di 1,55 pollici con display a risoluzione 240x240, il processore è un Atom 9 da 450 MHz con 128 MB di RAM, memoria di 4 GB. Il prodotto parte da 250 euro e arriva a un prezzo massimo di 1.800 euro per le versioni cult.

A PASSEGGIO CON LA MUSICA Passata ormai la passione per i mega stereo che, appoggiati sulle spalle, sparavano watt nelle orecchie dei giovani anni ‘80, arriva ora Beolit, un piccolo accessorio in stile valigetta da picnic, l’ultima trovata in chiave audio per iPhone, iPad, iPod di Bang & Olufsen. Beolit 12, è il primo impianto audio portatile, progettato dal designer Cecilie Manz con l’intento di unire prestazioni audio eccellenti con uno stile dal design curato in ogni singolo particolare, un accessorio perfetto che vi accompagnerà con la pulizia della musica trasmessa in qualsiasi ambiente. Beolioit 12 è infatti dotato di tecnologia AirPlay e collegato alla rete wireless è in grado di riprodurre la musica prelevata da iPod, iPhone, iPad, Mac o PC. Progettato per essere trasportato facilmente, sfrutta inoltre le favorevoli caratteristiche di una batteria integrata che consente otto ore di ascolto con rete wireless disabilitata e fino a quattro con rete abilitata. La cassa per i bassi riesce a coprire una potenza di 60 W/4 Omh Classe D, mentre i toni medi alti vengono gestiti da una coppia di casse della potenza di 30 W/8 Ohm Classe D. Il costo, come spesso accade per accessori di questo genere, non è accessibile a molti: in Europa il prodotto verrà distribuito a partire da 699 euro.

LA RIVOLUZIONE DI LYTRO

IL PIù POTENTE CARICATORE USB PORTATILE DURACELL Ci attorniamo in continuazione di accessori tecnologici in grado di mantenerci connessi al mondo ma, allo stesso tempo, siamo sempre precari in quanto a livelli energetici. Diventa quindi indispensabile aggiungere alla nostra selva hi-tech un sistema portatile di ricarica in grado di sopperire a cali e proteggerci da sconvenienti e inaspettati spegnimenti. In questo ci aiuta Duracell, azienda leader del settore della ricarica, con il suo nuovo potente caricatore USB portatile. Questo nuovo oggetto tecnologico consente di ricaricare ogni volta che se ne avrà bisogno qualsiasi dispositivo grazie anche all’adattatore mini/micro USB in dotazione. Gli aspetti positivi sono diversi: consente infatti fino a 5 ore in più di conversazione con gli Smart Phone, 4 ore con gli iPhone e Nokia N97, vantaggi che possono esser sfruttati anche con altri dispositivi come lettori mp3 portatili, Ereader Amazon Kindle e gli auricolari Bluetooth.

Dopo 15 anni di studio finalmente è realtà. Grazie alle ricerche dell’Università di Standford arriva sul mercato la rivoluzionaria macchina fotografica Lytro. Un vero e proprio cambiamento concettuale, con Lytro si potrà catturare la scena interessata preoccupandosi solo in un secondo momento di elaborarla tranquillamente sul pc, tutto ciò grazie al nuovo sensore di ripresa delle immagini. Il nuovo sistema consente di catturare le immagini non come megapixel ma in megarays, milioni di raggi di luce. Questa nuova tecnologia sfrutta le potenzialità di diverse lenti ottiche, il cui zoom di 8x con apertura focale f/2 riesce a catturare l’intero spettro della luce: 11 milioni di raggi, al fine di consentire con un semplice clic di ricreare le diverse messe a fuoco. Ad accompagnare la novità tecnologica si trova anche un design molto originale, un paralleloepipedo lungo 11cm e largo 4. Rivestito in gomma, presenta solo un pulsante di scatto meccanico, mentre le fotografie possono essere scorse attraverso il funzionale schermo touch LCD da 1,46 pollici. La memoria consente, grazie agli 8 GB, di catturare la varietà di fino a 350 istanti e di agire da subito sulla messa a fuoco degli stessi. Un rivoluzionario oggetto acquistabile al prezzo di 226 euro.

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ZAPPING

Un tocco di colore in cucina Per chi volesse un tocco di colore in cucina, oppure abbia voglia di cambiamento, Sabaf, azienda attiva nella produzione di componentistica per la cucina, mette a disposizione spartifiamma e coperchi dei bruciatori tripla corona, Serie I e Serie II. Per questi ultimi, sono disponibili varie forme estetiche e colori, dal più classico in colore nero lucido od opaco, a versioni più allegre in blu, verde, inox e ottone lucidato. L’acquisto è effettuabile direttamente on line e consente di poter sostituire l'elemento estetico, senza dover cambiare tutto il piano cottura (solo se i bruciatori che equipaggiavano inizialmente il piano cottura erano originali Sabaf). In termini di prestazioni e di sicurezza, i prodotti dell’azienda sono l’espressione di una tecnologia in continua evoluzione, come l’ultima generazione di bruciatori, presentata ufficialmente al mercato lo scorso maggio, che raggiunge un’efficienza del 69 per cento, contro una normativa europea fissata al 52 per cento.

Dal 2013 Solarexpo sarà a Fiera Milano Solarexpo, mostra e convegno internazionale sulle energie rinnovabili e la generazione distribuita, dal 2013 (8 al 10 maggio) si trasferirà nel quartiere fieristico di Fiera Milano. L’accordo stipulato tra Fiera Milano ed Expoenergie, la società organizzatrice della manifestazione, si inserisce nell’obiettivo di una maggiore internazionalizzazione, per assicurare a un comparto chiave della green economy come il solare, l’ingresso in una seconda stagione di crescita. Oggi Solarexpo è una realtà che richiama più di 1.000 aziende espositrici, il 40 per cento delle quali provenienti da 30 nazioni europee ed extraeuropee, e oltre 70.000 visitatori professionali qualificati. «Il nuovo posizionamento di Solarexpo a Milano rappresenta un passaggio della naturale evoluzione della manifestazione che nei suoi 13 anni ha saputo costantemente innovarsi per rispondere alle dinamiche del mercato – commenta Luca Zingale, direttore scientifico di Solarexpo e amministratore di Expoenergie –. In questo contesto Fiera Milano rappresenta una piattaforma logistica e comunicativa fortemente orientata all’internazionalizzazione, che è la vera sfida competitiva per operare in mercati, come quelli del solare e delle rinnovabili, ormai completamente globalizzati”. 92

Camino o scultura? Olympia è il camino-scultura al bioetanolo di Bronpi, distribuito da Noesi, caratterizzato da un design molto semplice ed estremamente versatile, adatto a soddisfare allo stesso tempo le esigenze di calore e di arredo di ambienti moderni. Il camino si poggia semplicemente sul pavimento, a centro stanza o in un angolo della casa e non necessita di nessuna canna fumaria né opera muraria. Olympia riscalda fino a 64 mq ed è garantito 5 anni. 1200 mm di altezza, base 400 mm, 3,5 kw potenza, 27 kg di peso.

Tra storicità, prestigio e contemporaneità Serie Italica di Stella, la più antica rubinetteria d’Europa nata nel 1922, è stata scelta per arredare i bagni de “Il Salviatino”, un antico palazzo del XV secolo sulle pendici delle colline fiorentine, recentemente trasformato in un magnifico e lussuoso hotel. I bagni dell’albergo dispongono del gruppo ponte per lavabo in finitura cromo, mentre per la vasca è stato scelto il gruppo a telefono con incasso a parete, dallo stile inimitabile e sempre attuale. La finissima ceramica bianca, utilizzata per impreziosire l’impugnatura della doccetta a mano e del deviatore manuale, accentua lo stile lussuoso e senza tempo. Le placchette caldo/freddo delle maniglie, realizzate in ceramica bianca smaltata, completano la visione d’insieme. A garanzia di un comfort totale, sono stati installati i miscelatori termostatici Isomix declinati nello stile di Serie Italica, in modo da permettere agli ospiti di impostare la temperatura dell’acqua a ogni erogazione.


Grande formato? Il taglio del grés non è più un problema

Tu disegna, noi tagliamo… al laser LaserMio è il nuovo ed innovativo servizio di Bm Beta Meccanica, azienda appartenente al gruppo vicentino Boschetti Armando, per tutti coloro che hanno necessità di realizzare dei progetti in lamiera tagliati al laser. Attraverso il sito internet www.lasermio.com, chiunque potrà vedere realizzati i propri progetti (anche un solo pezzo), avendo a disposizione la tecnologia degli impianti di taglio laser dedicati al servizio. La piattaforma web di LaserMio raccoglie il file .dxf del committente e, dopo aver scelto tra i materiali disponibili (acciaio al carbonio, acciaio corten, alluminio e acciaio inox) e lo spessore, il sistema genera in automatico il preventivo, comprensivo già delle spese di trasporto. Entro 3/4 giorni dalla ricezione del pagamento la lastra verrà tagliata ed inviata direttamente all’indirizzo indicato. Il servizio LaserMio permette di creare e personalizzare decori, fregi, elementi ornamentali per facciate, cancelli, pannelli di recinzione, complementi di arredo e progetti artistici, mettendo a disposizione di tutti, in modo facile ed immediato, potenzialità, versatilità e precisione del taglio laser, sia per disegni semplici che di grande complessità.

Brevetti Montolit, in collaborazione con le più note aziende ceramiche, sta sviluppando speciali apparecchiature per la lavorazione delle innovative lastre in grès porcellanato con lunghezze sino a 3 metri e spessori ridottissimi (3mm). Piastrelle di formati “enormi”, fino a qualche tempo fa impensabili, che compaiono sempre più spesso nei cataloghi delle aziende e che necessitano di attrezzature adeguate per la posa. A questo proposito, Brevetti Montolit ha presentato già tre anni fa Monster, la prima tagliapiastrelle manuale per grandi formati, che ha dato origine alla successiva Masterpiuma da 155cm e al sistema di utilizzo verticale Vertigo. In occasione del recente Cersaie, Brevetti Montolit ha poi presentato le taglierine elettriche Big Brooklyn 986EV e 988EV con lunghezze massime di taglio rispettivamente di cm 125 e cm 155. Queste macchine sono dotate di telai in robusti tubolari in acciaio, carrello portamotore fisso, piano di lavoro in acciaio inox, squadra regolabile e un sistema brevettato a perno centrale, che garantisce la costanza di misurazione per qualsiasi rotazione ed inclinazione della lama. Il particolare dispositivo “Squeeze System” fissa la piastrella durante l’operazione di taglio ed evita anche il più piccolo scostamento.

Nuova balaustra Maior di Faraone Maior è la nuova balaustra Faraone, specializzata nella produzione di facciate e sistemi in vetro ed alluminio. Disegnata da Nino Faraone e Roberto Volpe, dal design minimale, Maior è realizzata in alluminio e vetro, ed è disponibile in due differenti versioni: in modalità standard, con resistenza alla spinta fino a 200 kg/metro lineare, e Maior+ con resistenza fino a 300 kg/metro lineare. La balaustra è declinata in finiture similinox satinato o lucido, argento satinato, elettrocolor satinato e champagne, oppure in finiture personalizzabili su richiesta. Maior è progettata sulla base della nuova normativa del D.M. del 14/01/2008, nel rispetto di una sicurezza certificata.

Brooklyn 988EV

Laterlite prolunga la durata dei suoi prodotti premiscelati I prodotti premiscelati Laterlite, realizzati a partire dal 1 febbraio 2012, avranno una durata doppia rispetto al passato. L’azienda ha infatti provveduto a un importante aggiornamento dei propri impianti produttivi, favorendo il dosaggio del “Cem Protector”, un particolare additivo in grado di allungare la vita del cemento. In questo modo la scadenza del prodotto è stata portata da 6 a 12 mesi. L’iniziativa permetterà di raddoppiare i tempi di stoccaggio delle merci nei magazzini edili e nei depositi delle imprese e degli artigiani, e contribuirà così a raddoppiare i tempi di vendita e di utilizzo dei prodotti. 93


m o o r w UNO SGUARDO AL PASSATO A volte ritornano. Lo stile Fiat guarda a modelli del passato per la nuova edizione della FIAT 500, dove l’evoluzione cerca lo spazio e la comodità di una vettura crossover che, con queste nuove caratteristiche, sfida le antagoniste nel mercato, stando attenta anche alle dinamiche del mondo in 2.0. La nuova Fiat 500 L sarà infatti multimediale, consentirà non solo il semplice ascolto della musica ma anche la continua comunicazione con tutti gli accessori digitali e il mondo esterno grazie alle tecnologie wireless. La vettura, che uscirà nell’ottobre 2012, si caratterizza per la presenza di cinque posti (che nella successiva evoluzione cresceranno fino a sette), e un abitacolo che si cercherà di rendere il più luminoso possibile con ampie vetrature. La FIAT 500 L sarà lunga 4,14 metri, larga 1,78 e alta 1,66 nella versione cinque posti, mentre la successiva versione a

UN SUV DAL CUORE SPORTIVO Lamborghini ci riprova nella fondata speranza di evitare il flop del primo tentativo di Suv, la famosa Rambo Lambo o meglio LM002, prodotta dal 1986 al 1993 in soli 501 esemplari. Sembra infatti in dirittura d’arrivo la nuova proposta di un colossale Suv, in grado di conquistare il mercato asiatico, soprattutto cinese. Il design dovrebbe rifarsi allo stile agile, aggressivo da alta sportiva, tipico della Porsche Cayenne, facilmente ottenibile

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passo lungo misurerà 4,25 metri. La gamma di motori comprenderà il benzina da 900cc, twinair da 85 CV, e il 1400 cc da 77 e 105 CV oltre al pregevole Multijet turbodiesel 1300 cc con una potenza di 75 e 95 cv. Il lancio ufficiale avverrà nella storica e ormai tradizionale data del 4 luglio, utilizzata nei lanci della 500 berlina, della versione Abarth e cabrio. La commercializzazione inizierà a settembre e i prezzi partiranno da circa 16.000 euro.

grazie alle qualità costruttive di Audi nel realizzare scocche in alluminio che celano le tipiche, e di successo, trazioni integrali della casa tedesca. Il motore dovrebbe essere un 5,2 litri V10 benzina di Gallardo, le cui dimensioni e pesi ridotti ne fanno la soluzione ideale, oltre alla presenza di V12 della Aventador. I quattro passeggeri verranno ospitati da un abitacolo della lunghezza di cinque metri e spinti da un potente propulsore a cui sarà affiancato un’unità elettrica capace di portare l’erogazione massima fino a una potenza di quasi 700 cavalli. Il nuovo Suv verrà presentato ufficialmente al prossimo importante appuntamento di aprile con il salone dell’automobile di Pechino ed entrerà in produzione già nel 2015. Per risollevarsi dalle difficoltà finanziarie, la casa storica bolognese, assorbita dall’Audi, confida molto nelle risposte del mercato nei confronti della sua nuova linea costruttiva, anche se la vettura è lontana dallo stile aggressivo e sportivo di linee di successo come la Lamborghini Aventador.

LA AUDI A3 SI RIFÀ LA LINEA Dopo nove anni la fortunata vettura A3 si rifà il look, non un semplice restyling come avvenne nel 2008. Una nuova generazione che adegua elettronica, meccanica e design al contemporaneo stile della casa tedesca. Nel settembre di quest’anno sarà possibile acquistare sia le classiche versioni 3 e 5 porte sia la nuova gamma berlina a quattro porte, una soluzione che guarda con fiducia al gusto del mercato asiatico. Il design di questa nuova generazione trae ispirazione dalle fortunate scelte stilistiche già presentate con i modelli A1 e A4: una grande mascherina esagonale con angoli smussati e sottili fari dominano infatti il frontale della vettura. Del nuovo corso stilistico fa parte anche la scelta del baule leggermente bombato una nota stilistica che ha avuto fortuna con la piccola A1. Gli interni giocano sull’unione delle forme essenziali della plancia con gli elementi circolari delle bocchette dell’aria. La vera novità è lo scheletro della vettura: viene infatti utilizzata una piattaforma modulabile MQB adatta sia per trazioni a due o quattro ruote motrici con motori anteriori trasversali o longitudinali, un’ossatura in grado di tagliare di quasi cento chili il peso dell’automobile. Un’importante evoluzione coinvolge anche il cuore della nuova A3, dovrebbe infatti debuttare il nuovo motore 1.4 TSI, che per la prima volta verrà montato su vetture di queste dimensioni. Questa nuova tecnologia consentirà di ridurre i consumi in determinate condizioni attraverso lo spegnimento di due cilindri per riuscire così a tagliare la richiesta di carburante di 0,4 litri per 100 Km, aumentabili a 0,6 se abbinato alla tecnologia start&stop. Questo sistema di spegnimento si attiva quando il motore lavora tra 1.400 e 4.000 giri senza la richiesta di elevate prestazioni, un sensore posto sul pedale consentirà invece di annullare di riattivare i due cilindri qualora registri una scelta di guida sportiva da parte del guidatore.


on the

road

IL LUSSO È A BORDO Salire a bordo per iniziare un viaggio all’interno del lusso. Questo è l’Airplane Suite situato nell’aeroporto di Teiuge nei Paesi Bassi, un luogo dove assaporare nel silenzio della struttura aerodinamica il via vai di turisti e viaggiatori e sognare osservando il cielo colorato dalle varie cromie degli aerei in arrivo o pronti a partire. L’aereo è un Llyushin 18 costruito nel 1960, servito come mezzo di trasposto governativo dei capi della DDR, tra cui Henrich Honeker. Un aereo in grado di ospitare 120 passeggeri oltre ai quattro membri dell’equipaggio che, a seguito dell’acquisto nel 2007 da parte della hotelsuite.nl, è stato trasformato in un’unica grande elegante suite per due persone giocata sui riverberi accoglienti di un arredamento dalle linee contemporanee.

La cabina passeggeri è stata trasformata in un lungo corridoio dagli interni di lusso il cui sviluppo viene intervallato da una vasca idromassaggio, dalla doccia separata, oltre che dalla presenza di sauna a infrarossi. Uno stravagante ed ospitale ambiente dotato anche di tre enormi schermi LCD e di connessione internet wireless gratuita. Nato per rispondere alle esigenze di intimità e relax delle coppie che cercano un luogo sui generis o il lusso di una pausa tra un volo e l’altro, l’aereo si presta anche per ospitare riunioni tecniche e meeting di lavoro. A partire da 350 euro. Airplane Suite - De Zanden 61b 7395PA TEUGE - Paesi Bassi

INCONTRO CON L’ARTE Chi entra in Casa Brenna Tosatto scopre una residenza storica, uno scrigno nel quale si affollano preziosità e riaffiorano i sapori di un luogo narrato e descritto da poeti e sugellato per sempre nello stile liberty di inizio Novecento, descritto dalle sue architetture. Situata a Campo di Lenno, un ramo costiero nella parte occidentale del Lago di Como, si presenta come il punto ideale dal quale lanciare lo sguardo alla scoperta di un ricco paesaggio naturale, dove il verde di parchi e riserve naturali si tuffa nel limpido azzurro del Lario, nome originale del lago, regalando all’ospite la serenità di una vacanza in pieno relax. Alla Residenza Casa Brenna Tosatto troverete quattro appartamenti da 2 a 5 persone, una serie di dimore con ampie stanze, caminetti e terrazzi a dominare la luce riflessa dal lago. Interni che riescono ad avvolgere l’ospite nel calore del lusso descritto dal connubio tra mobilio classico e contemporaneo, senza dimenticare le comodità delle tecnologie come i sistemi wireless o la musica in diffusione raccolta nei vostri lettori mp3. Una residenza dal cuore artistico, la cui biblioteca consentirà all’ospite di vagare tra itinerari storici, artistici, enogastronomici. Un edificio che funge anche da sede della L.a.c. (Libera

associazione culturale Casa Brenna Tosatto), archivio storico delle opere di Mario e Antonio Tosatto, il primo eclettico pittore, scultore e architetto morto improvvisamente all’età di 27 anni, il secondo figlio e naturale prosecutore del cammino artistico del padre. Un percorso artistico che si può rivivere con la permanente inaugurata nello scorso dicembre o nei continui incontri letterari e culturali. A partire da 275 euro. CASA BRENNA TOSATTO Via Mattia del Riccio 3 - 22016 Lenno Frazione Campo Tel +39 0344 55463 info@casabrennatosatto.com

DORMIRE NELLA PAMPA Dormire nel cuore di un parco nazionale, accolti da un’architettura che sa di tradizione e storia. Questo è l’Ecocamp situato nel parco nazionale delle torri del Paine in Cile. Un luogo che permette di viaggiare con lo sguardo tra i scenari vasti e diversificati della Patagonia, tinteggiata dai colori delle sue formazioni montuose mescolati ai vulcani fumosi e alla pampa arida o affollata dai ghiacci. Un ambiente ideale per trekking, o meglio ancora hiking, immersi in una natura incontaminata. Proprio per preservare questa peculiarità, le strutture a cupola dell’Eurocamp si inseriscono con delicatezza nell’ambiente, perché costruite solo con il materiale prelevato dalle foreste native locali, e si presentano con dimensioni ridotte al minimo necessario per intaccare il meno possibile la natura circostante. Ogni costruzione è dotata di bagno privato, di confortevoli letti matrimoniali o singoli ed è riscaldata da moderne stufe a legna mentre l’acqua viene riscaldata grazie all’uso di propano, vi è inoltre un efficace dispositivo di compostaggio e di trattamento dei rifiuti. L’elettricità è invece garantita da pannelli solari e da una turbina micro eolica. Ogni

cupola dormitorio è collegata da una serie di pittoresche passerelle in legno alle strutture comunitarie nelle quali possono esser consumati i pasti o per soffermarsi nel bar ad assaporare una bevanda calda o per acquistare un piccolo ricordo nel negozio annesso. L’ambiente più coinvolgente rimane comunque la cupola centrale nella quale l’ospite potrà perdersi nella lettura dei testi presenti sugli scaffali o rilassarsi e programmare con gli altri visitatori possibili uscite alla scoperta dell’ambiente circostante o delle splendide torri del Paine. A partire da 375 euro. EcoCamp Torre del Paine National Park Chile

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Questioni di

un legame forte con l’esterno

gola

TUTTA LA GENUINITà DI UN TEMPO

Quando la passione si trasforma in prodotto o lavoro in generale, la differenza si sente. Sempre. Di qualsiasi cosa si tratti. È il caso della famiglia Demagistris, di Bene Vagienna (CN). Nel 2010 è nata ufficialmente la loro azienda, la Optima Carne, che macella appena 4 capi di razza piemontese al mese, li nutre con cibi caldi, senza forzature alimentari o farmacologiche. Solo fieno, mais non transgenico, crusca, fave, orzo, germe di grano, pisello proteico, polpe di bietole. Al bando insilati, scarti di lavorazione industriale e pure la soia. I clienti di Optima Carne sono gli utenti finali, in tutta Italia. Spediscono qualsiasi tipo di quantità (ma è ovvio che bisogna fare i conti con le spese di spedizione), ovunque e in 24 ore il prodotto, una volta messo sottovuoto, viene Finiture e rivestimenti consegnato. Si ordina su www.optimacarne.com. acrilici e acrilsilossanici DA PROVARE A VINITALY (VERONA FIERE, 25-28 MARZO 2012)

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Unforgettable Fire

Sistema composito di isolamento Lui è l’enfant prodige dell’Oltrepò, termico delle facciate Andrea Picchioni da Canneto Pavese, mentre Luogo della Cerasa è il nome del suo splendido esemplare di Buttafuoco, a base di Barbera, Croatina e Vespolina. Il Luogo della Cerasa è un vigneto in forte pendenza, meravigliosamente esposto a sud, che regala un vino profumato di rosa appassita, con accenni di more, mentre al sorso è setoso, piacevole, inestinguibile. Costa circa 9 euro a bottiglia. Altro Buttafuoco indimenticabile è il Bricco Riva Bianca 2006, un vero grand vin del territorio dell’Oltrepò. Pieno, maturo, ricco di sfumature e nobili tannini. Finiture e rivestimenti a base di silicati Unforgettable.

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FINALMENTE UN VINO PER I CIBI PICCANTI Peperosso, un vino frutto della collaborazione tra Cantine Spadafora con la Fisar e con l’Accademia Nazionale del Peperoncino di Diamante, è un vino rosso da abbinare alle pietanze piccanti, tipiche della nostra cultura gastronomica. Si tratta di un’equilibrata combinazione di Magliocco e Merlot accuratamente selezionate e raccolte a mano: il risultato è un vino decisamente fruttato, con bouquet ampio e complesso e con sentori di ciliegia, ribes e lamponi. Costa circa 7 euro a bottiglia.

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LOW COST Finiture elastomeriche all’acqua Prendi il Sangiovese, aggiungi Syrah, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, fallo cullare dalla vigneron Elisabetta Geppetti e il risultato è un vino morbido e piacevole come il Pelofino di Fattorie Le Pupille. La cantina è quella del costoso fuoriclasse Saffredi e anche in Pelofino si ritrova un po’ del carattere particolare, colorato e profumato, deciso e ammiccante del suo famoso fratello maggiore. Velature classiche ed antichizzate Lo comprate in enoteca a circa 7 euro.

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