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N. 13 - GIUGNO 2010

ORGANO UFFICIALE ASSOCIAZIONE ACAL

Tendenze e attualità della distribuzione edile

speCiaLe maCChine, eLeTTrouTensiLi e noLeggio

FoCus gLi uLTimi daTi deL creSme aTTuaLiTà inTerViSTa a carLo peSenTi

Poste Italiane SpA - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c.1 - DICB Milano Virginia Gambino Editore Srl - Viale Monte Ceneri 60 - 20155 Milano

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Tendenze e attualità della distribuzione edile

ediToriaLe

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ORGANO UFFICIALE ASSOCIAZIONE ACAL Anno 3 - Numero 13 - Giugno 2010 Direzione, Redazione, Abbonamenti, Amministrazione e Pubblicità Head office, Editorial office, Subscription, Administration and Advertising Virginia Gambino Editore S.r.l. Viale Monte Ceneri, 60 - 20155 Milano - Italy Tel. 0239260098 - fax 0239264081 info@vgambinoeditore.it - redazione@vgambinoeditore.it Direttore responsabile / Publisher Virginia Gambino virginia@vgambinoeditore.it Consulente editoriale / Editor Consultant Francesca Negri fnegri@vgambinoeditore.it Ufficio commerciale - Vendita spazi pubblicitari Commercial department - Sale of advertising spaces Viale Monte Ceneri 60 - Milano Tel. 0239260098 - fax 0239264081 - cell. 3401761951 info@vgambinoeditore.it Collaboratori / Contributors Monica Battistoni, Federico Della Serra, Cleo Fuentes, Gian Carlo Lanzetti, Patrizia Licata, Veronica Monaco, Santina Muscarà, Marta Serafini, Giacomo Valtolina, Giulia Visci, Nicola Zeni. Progetto grafico e impaginazione Graphic Design and Page layout Fabio Monauni Curcu & Genovese Associati s.r.l. - Trento

Comitato Tecnico / Technical Committee Giampiero Abrate Umberto Bonazza Matteo Camillini Claudio Cammi Giovanni Carubelli Gilberto Castoldi Stefano Colombino Mario Cuc Fabrizio Di Luzio Daniele Ferrai Giovanni Pietro Grazioli Gianni Guidoccio Maurizio Morini Franco Nessi Andrea Veroni

C.C.E. De Eccher Gruppo BigMat Cammi Edilpadana TopHaus Gruppo Uniedil Edilcuc Vemac Bauexpert Centredil Consorzio C.R.E. Gruppo Made Eternedile - Iperedil Lino Veroni

Come abbonarsi / How to subscribe Italia annuo € 45,00 - Estero annuo € 70,00 - Copia singola € 5,00 Per abbonarsi è sufficiente fare richiesta a info@vgambinoeditore.it Spedizione in contrassegno Stampa / Printing C.P.M. Spa, Via Puccini, 64 - Casarile (MI) Responsabilità / Responsability : la riproduzione delle illustrazioni e articoli pubblicati dalla rivista, nonché la loro riproduzione, è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione della Casa Editrice. I manoscritti e le illustrazioni inviati alla redazione non saranno restituiti, anche se non pubblicati, e la Casa Editrice non si assume responsabilità per il caso che si tratti di esemplari unici. La Casa Editrice non si assume responsabilità per i casi di eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati o di errori in cui fosse incorsa nella loro riproduzione sulla rivista. Tiratura del presente numero: n. 10.000 copie Periodicità / Frequency of publication : mensile Poste Italiane Spa - Sped. In a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c. 1 - DCB Milano Registrazione / Registration: N. 406 del 25-06-2008 del Tribunale Civile e Penale di Milano Ai sensi del D. Lgs. 196/2003, informiamo che i dati personali vengono utilizzati esclusivamente per l’invio delle pubblicazioni edite da Virginia Gambino Editore Srl. Telefonando o scrivendo alla redazione è possibile esercitare tutti i diritti previsti dall’articolo 7 del D. Lgs. 196/2003.

SE I NANI DIVENTANO GIGANTI

I

sette nani, in realtà, erano cinque: Confcommerciolo, Confesercentolo, Confartigianatolo, Casartigianolo e Cna. Ognuno con una propria identità ben marcata, come nella fiaba. E tutti con uno speciale ascendente verso Biancaneve, pardon, il governo. Peccato che, rispetto al Principe Azzurro confindustriale, i piccoli avessero meno fascino. Forse perché un tempo un po’ bisticciavano tra loro, oppure perché ognuno faceva a gara per guadagnare maggiore visibilità rispetto ai fratelli. Fatto sta che la voce dei cinque soggetti che nell’economia italiana producono circa il 60% del valore aggiunto italiano e impiegano il 58,5% degli occupati (14,5 milioni di addetti, di cui 9 lavoratori dipendenti), in 4,2 milioni di piccole e micro imprese, era flebile e, diciamo la verità, con meno appeal di quella suadente del Principe con il castello in viale dell’Astronomia (citofonare Emma). Così i cinque nani, politicamente parlando, hanno deciso di issarsi uno sulle spalle dell’altro, fino ad arrivare al viso di Biancaneve-Tremonti. Non solo. Già che c’erano le cinque organizzazioni che rappresentano commercio e artigianato, hanno deciso di guardare più avanti. Piccoli sì, ma lungimiranti. Dopo attenta valutazione hanno così presentato Rete Impresa. L’idea è quella di formare un tessuto che riesca a tenere insieme e far comunicare tra loro le aziende associate, le attività e il territorio in cui operano. Insomma, non si tratta di un mostro a cinque teste, ma di un network più simile a quello di internet, dove tanti computer sparsi per il mondo si trasmettono informazioni. In questo modo, secondo Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e anche leader di turno dell'associazione, le aziende «si uniscono per competere, fanno squadra e contribuiscono alla modernità del sistema-Paese». Nobili obiettivi che, però, non cancellano quella che è il goal di Rete Impresa: porsi come soggetto «politico». Nel senso di avere più voce in capitolo quando si tratta di stabilire la politica economica del Paese. Non a caso da Confindustria non sono arrivati commenti: chi frequenta le stanze dell’associazione delle maggiori imprese ha notato, invece, qualche inquietudine. Nel migliore dei casi, i vertici di Confindustria hanno compiuto un’attenta disamina su che cosa Rete Impresa saprà rappresentare. Loro, i cinque ex-nani, hanno invece ben chiaro dove vogliono arrivare, al di là dei benefici pratici che derivano dall’«associare le associazioni»: ottenere dal governo la stessa attenzione e i medesimi incentivi di cui hanno potuto beneficiare i fan del club di Emma Marcegaglia. E chissà che Biancaneve non si risvegli dall’incantesimo.


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sommario

14

FOTOVOLTAICO: modifiche aGLI INCENTIVI........................................................................................................ pag.

18

il sole arriva in rivendita........................................................................................................................................ pag.

22

la casa diventa elettrica......................................................................................................................................... pag.

30

federalismo demaniale............................................................................................................................................. pag.

32

cara italia quanto mi costi................................................................................................................................... pag.

34

pronti per basile 3.......................................................................................................................................................... pag.

36

saldiamo i crediti scalandoli dalle imposte....................................................................................... pag.

38

Saint-Gobain punta sul vetro italiano...................................................................................................... pag.

40

carlo pesenti

investiamo nei cementi isolanti............................................................................................................................ pag.

41

basf italia: + 26% nel primo trimestre 2010...................................................................................... pag.

42

tutti su una nuvola. ..................................................................................................................................................... pag.

45

facciamo coworking?................................................................................................................................................. pag.

46

green wellness.................................................................................................................................................................... pag.

47

non chiamateci stressati 10

I MANAGER DEL SETTORE EDILE NON SI SENTONO SOTTO STRESS...................................................... pag.

48

BUENA VISTA SOCIAL HOUSING.................................................................................................................................. pag.

51

youeconomy

ECCO LO STUDIO DELLA FONDAZIONE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE............................................. pag.

youTREND

la crisi cambia l’energia

yougreen

giugno 2010


52

inVeSTiamo neL poLiureTano ................................................................................................................................. pag.

66

L’eXpo 2015 ridisegna miLano ........................................................................................................................ pag.

68

emoZioni mondiaLi ............................................................................................................................................................ pag.

72

youFoCus

Cresme: riquaLificaZione e impianTi per iL fuTuro deLL’ediLiZia ......................................... pag.

youTaLk

LorenZo beLLiCini

76

iL noLeggio ”in quoTa”................................................................................................................................................... pag.

88

nuoVo e uSaTo garanTiTo ......................................................................................................................................... pag.

90

siCur CLimb BreVeTTaTo e premiaTo ............................................................................................................... pag.

91

TuTTi gLi aTTreZZi che Vuoi ....................................................................................................................................... pag.

92

FisCher neLLa paTria deL chianTi ...................................................................................................................... pag.

94

100% noLeggio....................................................................................................................................................................... pag.

96

La Cesarea Si VeSTe d’anTico ................................................................................................................................. pag.

98

Vaga creSce e Si rinnoVa ........................................................................................................................................... pag.

99

youproduCT

SpeciaLe maCChine, aTTreZZaTure e noLeggio ............................................................................... pag.

youspeCiaL

ViZi e VirTù

icThiTech ...................................................................................................................................................................................... pag. 100 hi-Tech ............................................................................................................................................................................................ pag. 101

newS daLLa reTe ................................................................................................................................................................. pag. 103 Zapping.......................................................................................................................................................................................... pag. 104 wroom........................................................................................................................................................................................... pag. 107 on The road.............................................................................................................................................................................. pag. 108 queSTioni di goLa ................................................................................................................................................................. pag. 109 acaL newS ................................................................................................................................................................................. pag. 110

11

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LA CRISI CAMBIA L’ENERGIA ECCO LO STUDIO DELLA FONDAZIONE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE SUGLI SCENARI 2020-2030

di Monica Battistoni

L

a cattiva notizia è il rallentamento dei consumi di energia elettrica a causa della crisi. Quella buona invece è che il calo c'era già stato prima della congiuntura, specialmente nel settore industriale per una maggiore efficienza nell'uso. Una 16 - yougreen

tendenza di buone pratiche e comportamenti virtuosi, di attuazione di politiche di risparmio e di incremento delle rinnovabili, che dovrebbe essere confermata nel periodo di ripresa economica. Dovrebbe. Perché nello studio sugli scenari elettrici al

2020-2030 della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, presieduta da Edo Ronchi e presentato nella sede del Gse, le ipotesi sono due: una migliore in blu, con l'efficienza al massimo e la riduzione dei consumi dove il termoelettrico sarebbe in squilibrio,


e una peggiore in grigio, con meno efficienza energetica, calo della domanda, aumento delle rinnovabili e l'energia prodotta con il termoelettrico, non c'è spazio per il nucleare. Ma in entrambi i casi si prevede che le fonti rinnovabili potrebbero raggiungere nel 2020 la produzione di circa

107 miliardi di Kwh e poi superare 165 Twh (terawattora) nel 2030. Tesi in linea con la ricerca della Commissione europea proprio per il 20202030 che parla di un 49% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Quindi una crescita superiore a quella del decennio 2010-2020. Sulla

base di questi valori, la fondazione suggerisce di sviluppare e applicare alle centrali a carbone la cattura e il sequestro della CO2, e rimandare se non bocciare il nucleare. Attenzione, sottolineano, non si tratta di una posizione ideologica, ma sono i numeri a dirlo: l'efficienza energetica riferita

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al Pil (kilowattora/1000 euro Pil) è il metro di misura per le due ipotesi. Secondo la Fondazione bisogna scegliere su cosa puntare perché non ci sono abbastanza risorse economiche per fare tutto, efficienza, nucleare, rinnovabili investimenti in ricerca. E dato che l’Italia non è all'avanguardia nel nucleare, perché importa la

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tecnologia e non ha una filiera sviluppata, sarebbe opportuno evitare una fonte per ora inutile e, invece, concentrarsi in ricerca e sviluppo per migliorare la tecnologia che tra l'altro può abbassare le emissioni delle centrali a carbone già approvate. Un settore dove si potrebbero raggiungere risultati all'avanguardia ed

esportare anche la conoscenza. I dati di crescita dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, sostengono all’ente, evidenziano che questo mercato reggerà anche senza incentivi potendo contare sui costi di produzione in calo e futuri risultati di ricerca per superare gli attuali limiti di sostenibilità. Economica.


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FOTOVOLTAICO: modifiche aGLI INCENTIVI

IL 2010 SARÀ L’ANNO DEL FOTOVOLTAICO, CON UN AUMENTO DELLE INSTALLAZIONI DEL 50%, SECONDO LE STIME DI GIANNI SILVESTRINI, DIRETTORE SCIENTIFICO DEL KYOTO CLUB. IL CONTO ENERGIA, PERò, RIDUCE I CONTRIBUTI. BASTA CON L’ENERGIA SOLARE? NO, MA CI SONO ALTRI INSIDIOSI PERICOLI DIETRO L’ANGOLO… di Monica Battistoni

I

mprese, installatori e singoli nuclei familiari dovranno rinunciare a produrre elettricità con la luce del sole? Forse no. Se è vero che il Conto energia, il meccanismo che consente di vendere all'Enel a prezzo vantaggioso la corrente auto prodotta, sarà meno conveniente, è altrettanto assodato che i costi di materiale e impianto sono diminuiti, circa del 20%, che equivale al valore medio dei tagli annunciati da Stefano Saglia, sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico con delega all’energia, in occasione di Solarexpo, Gerardo Montanino

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la fiera di settore tenuta a Verona lo scorso maggio. Certo, la revisione dei tassi di acquisto, sempre gli stessi dal 2007 e tra i più generosi al mondo, era prevista e quasi scontata: già Paesi come la Francia e la Germania, che tra l’altro rappresenta il più grande mercato globale del settore, hanno agito nella stessa direzione, perché non potevano continuare a mantenere il peso di ricche a g e vola zioni. Ma Saglia ha ribadito l’impegno del governo nelle fonti rinnovabili con lo stanziamento di 13 miliardi di euro e ha assicurato una Gianni Silvestrini

riduzione delle tariffe meno severa per gli impianti domestici di piccola taglia, alimentati dal sole. La bozza del nuovo Conto energia, in attesa dell'approvazione della nuova Conferenza unificata Stato-Regioni, ha spiegato Gerardo Montanino, direttore operativo del Gse (Gestore servizi energetici), prevede una differenziazione maggiore per fasce di potenza, mentre gli incentivi verranno applicati solo a due tipologie di impianti: a terra e quelli su edifici. «Le riduzioni degli incentivi saranno dell'ordine del 12-13% fino al 25%, ma

Gianni Chianetta


Il solare fotovoltaico: dal GSE i dati statistici del 2009 Il Gse ha pubblicato il documento "Il solare fotovoltaico. Dati statistici al 31 dicembre 2009" che fornisce un quadro di riferimento delle principali caratteristiche degli impianti solari fotovoltaici in esercizio in Italia a fine 2009 e della loro diffusione sul territorio nazionale. La fonte solare oggetto del rapporto riguarda esclusivamente gli impianti fotovoltaici poiché, a oggi, non sono ancora in esercizio impianti solari termodinamici. Nel documento sono state confrontate le variazioni in termini di numero, potenza e produzione degli impianti fotovoltaici nel biennio 2008-2009: i valori evidenziano come il parco impianti fotovoltaici sia più che raddoppiato da un anno all'altro e la loro produzione addirittura triplicata.
In particolare i dati annoverano al 31 dicembre 2009, 71.284 unità (+123 %) per una potenza installata di 1.142,3 MW (+165 %). Rispetto al 2008 il parco impianti si è quindi più che duplicato sia in termini di numerosità che di potenza. Analisi della distribuzione regionale al 2009

queste riduzioni vanno riconsiderate se ci ricordiamo che oltre agli incentivi, i soggetti proprietari hanno tra i ricavi anche il risparmio dell'energia elettrica che, come sappiamo, ha un prezzo minimo di 10 cent per kWh fino ad arrivare a 18-19 cent. C'è inoltre la categoria degli impianti fotovoltaici a concentrazione che oggi non è incentivata; nel momento in cui il decreto entrerà in vigore questi impianti potranno essere incentivati», precisa Montanino. Come si ridurrà l'incentivo negli anni? «La regressione – prosegue Montanino - è del 6% per il 2012 e il 2013 (prima era del 2%), mentre per gli impianti fotovoltaici innovativi e a concentrazione la riduzione sarà del 2% all'anno. A partire dal 2014 ci aspettiamo un nuovo decreto che disciplinerà la materia e che sarà pensato anche in base all'andamento dei costi di mercato». Tutto nella norma, quindi? No. E per due motivi. Il primo è un rischio bolla di cui si intravedono già i segnali: proprio a causa dei tagli, il 2010 sarà sicuramente l’anno del fotovoltaico, con un aumento delle installazioni del 50%, secondo le stime di Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club. L’incremento non solo metterebbe ulteriormente sotto pressione i prezzi dei moduli, ma drogherebbe le quotazioni dei terreni, (in Puglia la situazione è tale da indurre il presidente della Regione a porre un limite all’uso delle aree agricole). La speculazione toccherebbe anche le autorizzazioni: un boom di richieste oltre il picco massimo di consumo nazionale, con intermediari che rivenderebbero a caro prezzo i nulla

osta alla realizzazione degli impianti forniti dal comune e le domande di allacciamento approvate da Terna o dall’azienda di distribuzione elettrica locale. Per evitare di compromettere molti investimenti, bisognerebbe disciplinare la materia. Come? Innalzando i costi di allacciamento, dice Terna, che insieme a Confindustria propone anche un’autorizzazione unica. Il secondo pericolo invece, per alcuni addetti ai lavori, è nella differenziazione dei sussidi, strumento di tutela necessario, ma se troppo sbilanciato a sostegno dei piccoli impianti, in grado di penalizzare tutto il mercato con conseguenze nella lunga e complessa filiera. Per esempio, potrebbe rallentare un comparto come quello dei macchinari per la produzione di pannelli, celle e wafer al silicio, in cui le aziende italiane sono molto affermate. Senza contare le potenziali difficoltà nel raggiungere gli 8mila megawatt in obiettivo per il 2020. Un contenimento del 14% ai tagli del 2011 per gli impianti superiori a 200 chilowatt di potenza attirerebbe i grandi investitori, secondo Gianni Chianetta, presidente di Assolare. Così, mentre il mondo imprenditoriale attende una normativa che dia certezza a tutto il settore, risulta evidente quanto siano indispensabili gli incentivi per il business delle rinnovabili. Ma non basta: è necessario che gli investitori si assumano non solo i rischi finanziari ma anche quelli imprenditoriali. Un concetto che dovrebbe valere anche per le banche, perché oltre al rendimento economico porterebbe quello sociale e ambientale.

Potenza e numerosità degli impianti fotovoltaici in Italia

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il sole arriva in rivendita COME FARE A PORTARE IL FOTOVOLTAICO E LE RINNOVABILI IN RIVENDITA E QUALI SONO LE COSE ASSOLUTAMENTE DA SAPERE, ATTRAVERSO LE BEST PRACTICE DI ALCUNI PROTAGONISTI DEL SETTORE

di Santina Muscarà e Cleo Fuentes

I

l segreto per far entrare il fotovoltaico in rivendita? Essere formati, informati e preparati. Un must da cui non si può prescindere, pena l’essere esclusi da questo trend del momento che non è solo interessante dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista etico: ogni rivenditore di materiali edili dovrebbe impegnarsi a promuovere sistemi co-

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struttivi e prodotti sempre più green, sinergici al risparmio energetico ed attenti all’ambiente. Nel mondo della distribuzione edile, in realtà, la cultura del fotovoltaico e delle rinnovabili non si è ancora sviluppata ed è per questo motivo che questo mercato è in mano ad aziende specializzate nell’installazione di pannelli fotovoltaici o nella

termoidraulica, ma non alla rivendita. La preparazione tecnica richiesta per presentare le pratiche di accesso ai contributi del Gse (Gestore dei servizi elettrici) è alta, serve chi svolge le pratiche burocratiche ed una squadra di installatori: come hanno fatto i distributori edili che già trattano questa materia ad attrezzarsi per offrire tutto questo?


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ACCORDI CON FORNITORI DI RIFERIMENTO Dire che investire nelle energie rinnovabili conviene è quasi scontato. E il 2010 è senza dubbio l’anno del fotovoltaico, che rispetto al 2009 è cresciuto di circa il 50% nelle rivendite di materiali edili. I pannelli si evolvono, integrandosi nel contesto del tetto, diventando anche fonte di ispirazione per i designer più creativi. Cambia la concezione del costruire. L’hanno capito due importanti gruppi italiani come Made e BigMat, che spalancano la porta a questo innovativo business. «Non si tratta solo di installare impianti fotovoltaici, ma di creare una vera e propria cultura sui temi delle energie rinnovabili e del risparmio energetico degli edifici e di diffondere una nuova concezione tra i rivenditori, che possono offrire, non solo un prodotto, ma soprattutto un servizio», afferma Maurilio Puro, responsabile del servizio Made Energia. Il progetto di Made, nato nel

luglio 2009, si è c oncre tiz zato con la presentazione al Saie e permette ai rivenditori edili di mettere a disposizione dei propri clienti un Maurilio Puro servizio a 360° per quanto riguarda il fotovoltaico e, più in generale, le altre forme di energia alternativa come il solare termico e la geotermia. «Il nostro è un progetto ampio – continua Puro - e per quanto riguarda le prime installazioni, abbiamo avuto un buon risultato. L’argomento è molto sentito, anche grazie al contributo del Gse». Per realizzare l’iniziativa Made ha esteso i propri rapporti a un importante fornitore per questo tipo di servizio, che fornisce il sistema completo, dalla progettazione dell’impianto fino all’installazione finale. «Per il momento siamo ancora in una fase

esplorativa – aggiunge Puro – e vogliamo capire quali siano le reali possibilità di questo m e r c a t o. L e rivendite del Gruppo sono Rocco Alfano sempre molto attente alle tendenze del settore, quindi ci sarà sicuramente un’evoluzione, ma non in tempi rapidissimi». Il ruolo del rivenditore sta cambiando in modo radicale e l’obiettivo è quello di dare al cliente finale un interlocutore unico, come spiega Rocco Alfano, titolare dell’omonima azienda di Amantea (CS), che dal 2005 è entrata a far parte di BigMat e per prima ha accettato di aderire all’iniziativa di promozione del fotovoltaico del Gruppo: «Crediamo nelle potenzialità di questa energia, in particolare nel nostro raggio d’azione, ovvero le province di Cosenza e Catanzaro, dove

NON È TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA Sorpresa. Attualmente ci sono 35mila richieste di contributo per impianti fotovoltaici ferme al Gse. Questo accade spesso per l’errata compilazione della documentazione da presentare: «Una modulistica complicata (dalle 9 alle 12 procedure burocratiche) che necessita di una preparazione che molti installatori non hanno. Il problema è che solitamente chi installa l’impianto fornisce il servizio di modulistica ma non garantisce l’accesso alle tariffe incentivanti del Gse». Un aspetto non da poco. Ed è proprio questo uno dei plus di Wisolar, assicurare l’assegnazione delle tariffe incentivanti del Gse che permettono la resa economica e quindi l’autofinanziamento dell’impianto. A parlare è il direttore generale, Michele Betta, che evidenzia un altro nodo cruciale: «L’impianto deve essere garantito in ogni sua parte, non solo i pannelli, ma anche gli altri componenti come l’inverter ed i cavi. In questo momento in Italia un impianto fotovoltaico è garantito in media per cinque anni sui pannelli, per cinque anni sull’inverter e per vent’anni sul rendimento minimo dei pannelli. Troppo poco, in realtà, visto che un impianto che copra il fabbisogno di una famiglia viene ammortizzato in circa dieci anni». Per questo Wisolar ha studiato una polizza ad hoc con la compagnia assicurativa Itas ed oggi è in grado di offrire una garanzia di vent’anni su tutto l’impianto (su pannelli e inverter, contro difetti di produzione, atti vandalici, agenti atmosferici e furto), ma soprattutto che tale garanzia sia attiva a partire dall’installazione dell’impianto: «Logico? Dovrebbe, in realtà le garanzie usualmente partono da

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quando i pannelli vengono collegati alla rete, e questo può accadere anche dopo 15 giorni o un mese dal loro montaggio effettivo: se in quel lasso di tempo grandina o succede qualsiasi altra cosa, i pannelli non sono coperti da garanzie». Altra questione, la resa energetica: per fare in modo che il vostro impianto fotovoltaico funzioni alla perfezione, Wisolar integra un sistema di telecontrollo su ogni suo impianto, in modo da avvisare immediatamente - assistenza tecnica, proprietario ed azienda produttrice - qualora la produzione di energia elettrica dovesse interrompersi per malfunzionamenti. Il costo di tutto questo? «WiSolar vanta prezzi competitivi sia per impianti residenziali che industriali, offrendo alla clientela solo celle fotovoltaiche e inverter made in Italy. Questo garantisce un'alta qualità e tracciabilità del prodotto», spiega il direttore generale. L’azienda di Betta è un esempio virtuoso di servizio a 360 gradi, che, infatti, è stato premiato dal mercato: fondata nel 2009 a Trento, in pochi mesi i dipendenti sono passati da 5 a 22, il mercato si è allargato dal Trentino a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e per il 2010 le previsioni sono di arrivare a montare 150 impianti fotovoltaici, di cui cento per consumo domestico (3-5 kW). Il fatturato dovrebbe attestarsi un po’ sopra i 2 milioni di euro, non male per un’azienda appena nata e che ha l’occhio lungo: «Il progetto – conclude Betta - è quello di fornire, a partire dall’anno prossimo, un pacchetto completo per la riqualificazione energetica, non solo impianti fotovoltaici». (F.N.)


l’irraggiamento solare ha alti margini di sviluppo. Noi rimaniamo una rivendita di materiali edili – precisa Alfano – ma il fotovoltaico va a completare il nostro core business, inserendosi tra i prodotti già presenti in rivendita, quali tetti, coperture in legno e lattoneria, e ci permette di dare all’utente una risposta unica». Ad occuparsi del nuovo servizio è l’ufficio tecnico dell’azienda, composto da due persone: «Un ingegnere – informa Alfano – che ha seguito appositi corsi di specializzazione, e un tecnico per il montaggio. Siamo partiti dalla formazione per arrivare oggi ad avere le competenze per offrire un servizio chiavi in mano. Quest’anno abbiamo già fatto cinque impianti, raggiungendo il fatturato che ci eravamo prefissati. Per adesso operiamo solo sui piccoli impianti». Il nuovo servizio apre la strada a più clienti: «In particolare – sostiene Alfano – il fotovoltaico ci ha fatto acquisire più clienti privati, che rivolgendosi a noi per le coperture, hanno trovato un servizio completo. Inoltre si creano sinergie con categorie di operatori che diventano clienti nuovi, per esempio gli installatori, ai quali forniamo i pannelli o con i quali concordiamo i lavori, per esempio noi mettiamo i materiali e loro provvedono al montaggio degli impianti». UN PASSO OLTRE: LE ENERGIE RINNOVABILI Non solo il fotovoltaico entra sempre più nelle rivendite, ma anche le altre forme di energie alternative crescono, talvolta con la creazione di apposite società. È il caso di Edilfriuli che nel 2006 dà vita a L’Altra Energia, dedicata al settore delle rinnovabili. «Siamo partiti con la geotermia e le biomasse – afferma Luca Gigante, amministratore del servizio L’Altra Energia – e nel 2007 con la nascita del Conto energia abbiamo introdotto il fotovoltaico, che è diventato l’elemento trainante dando una forte spinta al mercato». È stata messa a punto una sezione specifica perché «questo mercato non è ancora maturo, è in fase di esplorazione per il grossista – sostiene Gigante – ma sicuramente avrà un notevole sviluppo, dimostrato dai cambiamenti di quest’anno. Negli anni scorsi infatti eravamo noi a proporre al cliente il nostro servizio, mentre adesso arrivano le pri-

me richieste, non solo per il fotovoltaico, ma anche per la geotermia». Essendo un campo nuovo, la formazione gioca un ruolo Luca Gigante fondamentale per chi si addentra nel settore: «Io sono un ingegnere – dichiara Gigante – quindi avevo già le basi per intraprendere questo percorso, ma la vera formazione è avvenuta passo dopo passo con l’avvio dei primi impianti, dei quali abbiamo monitorato i risultati». L’Altra Energia fornisce pacchetti chiavi in mano principalmente al privato, all’impresa edile e agli installatori specializzati. Sono gli stessi clienti che si accostano ad altre forme di rinnovabili, come il minieolico o il solare termico, sistemi distribuiti da Fratelli Simonetti di Castelfidardo: «Abbiamo una clientela vasta – spiega Daniele Simonetti – riuscendo a intervenire facilmente so prattutto sugli impianti familiari. Trattiamo il solare termico da alcuni anni, mentre abbiamo inserito recentemente il Daniele Simonetti minieolico e il fotovoltaico. Abbiamo aspettative di crescita importanti». Tra i prodotti di Fratelli Simonetti c’è la proposta per il minieolico dell’azienda Pramac, quella, per intenderci, che ha realizzato l’eolico firmato Philippe Starck: «Ci è piaciuta molto – spiega Simonetti – per semplicità e praticità di installazione, oltre che per l’ampia fascia di utenti ai quali è rivolta». Dal punto di vista delle risorse umane sono circa 15 le persone che si occupano di energie alternative e il loro impegno consiste anche nell’informare dei benefici che offrono. Nel caso di Fratelli Simonetti il settore delle rinnovabili può avvalersi anche dell’incremento dato dal turismo che caratterizza la zona in cui la società opera: «In circa tre quarti delle Marche – conclude Simonetti – nelle province di Ascoli Piceno, Macerata, Fermo, Ancona e a nord di Teramo».

moduLo soLare sunmoduLe pLus Con il Sunmodule Plus la SolarWorld AG presenta una concezione di modulo innovativa: massima efficienza e completa automazione del processo di produzione assicurano rendimenti elevati a lungo termine. Il telaio e il vetro del modulo sono fissati saldamente tra loro tramite silicone, ottenendo grande stabilità del modulo, adatto a sostenere carichi elevati di neve e ghiaccio. La scatola di connessione brevettata, piatta e compatta, protegge dalla corrosione e assicura il mantenimento della temperatura a livelli costanti e ottimali. Le connessioni sono saldate elettricamente e garantiscono l’affidabilità dei collegamenti elettrici all'interno della scatola. A completamento vengono utilizzati cavi di collegamento resistenti e di alta qualità, dotati di connettori preconfezionati.

FoToVoLTaiCo inTegraTo duponT geViTy È di DuPont Building Innovations il nuovo sistema fotovoltaico integrato nel tetto DuPont Gevity, che offre facilità e velocità di installazione, elevata efficienza energetica, eccellente tenuta all’acqua, e contribuisce alla qualità estetica dell’edificio. Caratteristica fondamentale del sistema è l’utilizzo di una particolare e brevettata cornice ad alte prestazioni, realizzata con un tecnopolimero della stessa DuPont impiegato con successo in tutto il mondo in numerose applicazioni di elevata difficoltà tecnica nell’industria dell’automobile e in altri mercati che richiedono materiali con alte proprietà fisiche ed estetiche.

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BRIANZA PLASTICA Bruno Curtoni Responsabile settore fotovoltaico Brianza Plastica

1) Da oltre quarant'anni nel mercato dell'edilizia residenziale e industriale, Brianza Plastica progetta e realizza sistemi sottotegola termoisolanti per coperture a falde (Isotec), lastre in vetroresina grecate, ondulate piane e curve e, dal 2005, sistemi fotovoltaici architettonicamente integrati (Elettrotegola). 2) Ci occupiamo di fotovoltaico a totale integrazione architettonica, sia per il settore residenziale che per coperture industriali. 3) Per il momento Elettrotegola viene seguita e commercializzata direttamente dalla sede in quanto prodotto con caratteristiche funzionali particolari, sia a livello di produzione fotovoltaica che come elemento tecnologico di copertura. Forniamo assistenza tecnica nella valutazione preliminare dell’impianto e nelle successive fasi di realizzazione. 4) Al momento solo come canale per la segnalazione tramite la nostra rete vendita, in quanto preferiamo seguire il prodotto e la sua installazione in ogni dettaglio tecnico e commerciale. 5) Il servizio offerto si differenzia poi in base alla tipologia di cliente: nel caso di privati, spesso viene fornita una prima informazione generale sul mondo del fotovoltaico e poi si affronta l’analisi della specifica applicazione. Nel caso di imprese o studi di progettazione, la richiesta principale è quella di fornire gli strumenti necessari per aumentare l’efficienza energetica dell’edificio. Gli installatori invece 28 - yougreen

valutano le caratteristiche del prodotto come elemento di copertura e i dettagli della posa del pannello. 6) La cultura del fotovoltaico, grazie anche all’attuale Conto Energia e ai vantaggi economici correlati, si sta diffondendo sempre più, come emerge anche dall’interesse dimostrato dal pubblico durante gli eventi fieristici e di formazione. 7) Elettrotegola si installa facilmente, riducendo al minimo l’impatto visivo, nel pieno rispetto dei vincoli ambientali e in sostituzione di qualsiasi tipologia di manto di copertura, senza la necessità di modifiche strutturali. 8) Siamo attivi con iniziative di formazione su tutto il territorio nazionale, organizzate in collaborazione con le maggiori università italiane e in co-partnership con altre realtà del mondo dell’edilizia, oppure di nostra iniziativa. I nostri corsi sono rivolti principalmente al mondo della progettazione e al pubblico delle rivendite di materiale edile. 9) Oggi è fondamentale individuare il partner giusto, valutando, congiuntamente alle caratteristiche del prodotto, i servizi a valore aggiunto offerti dal fornitore. 10) I costi di manutenzione sono ridotti al minimo e consistono esclusivamente nella pulizia dei pannelli e nel controllo tecnico annuale dell’impianto. I tempi di ammortamento si allineano a quelli di un qualunque impianto fotovoltaico integrato, stimabili intorno ai 7-8 anni. SOLARWORLD Michael Kristl Head of Exports Sales di SolarWorld AG

1) SolarWorld produce tecnologia

DOMANDE ALLE AZIENDE 1) Breve presentazione della Vostra azienda 2) Vi occupate di solare termico e fotovoltaico o solo di uno dei due? 3) Come è impostata attualmente la distribuzione dei Vostri prodotti/ sistemi? 4) Avete preso in considerazione la rivendita di materiali edili come canale distributivo? 5) Come è organizzato il Vostro servizio in base alla tipologia della clientela? 6) Cultura del settore: a che punto siamo? 7) l plus dei Vostri prodotti /sistemi rispetto alla concorrenza 8) Certificazione/formazione: quali le vostre iniziative in proposito? 9) In un mercato dove l'offerta è sempre più ampia, quali sono gli elementi che deve considerare il cliente nella scelta del fornitore giusto? 10) Ci potete dare orientativamente il costo della manutenzione e tempi di ammortamento di un impianto realizzato con i Vostri prodotti/sistemi? 11) (Solo per Solarworld) Come è impostato il Vostro servizio di smaltimento e riciclaggio dei pannelli fotovoltaici?

cristallina di alto livello nel settore del fotovoltaico. La nostra forza sta nella completezza del ventaglio di prodotto per il solare: dal silicio come materia prima ai wafer, alle celle e ai moduli fino all’impianto solare chiavi in mano - recycling compreso - coniughiamo tutte le fasi della value chain. Il core business è la distribuzione di moduli di alta qualità ai rivenditori specializzati e di wafer cristallini all’industria internazionale di celle solari. SolarWorld è stata fondata nel 1998; a livello mondiale attualmente conta 2.700 dipendenti. 2) SolarWorld AG è un’azienda dedicata esclusivamente al fotovoltaico. 3) La distribuzione è strutturata su tre livelli. I grandi rivenditori forniscono i nostri prodotti ai partner specializzati. In seminari dedicati i


partner specializzati vengono formati e preparati per la vendita e l’installazione dei nostri impianti al fine di garantire al cliente finale una consulenza, una pianificazione e un’installazione professionali e di alto livello qualitativo. 4) nd 5) nd 6) nd 7) Offriamo uno standard qualitativo controllato di altissimo livello. Per i nostri prodotti offriamo una garanzia estesa a 5 anni e una garanzia di performance lineare nuova sul mercato, dove di norma prevalgono invece modelli di garanzia “a scalare”. Conoscendo il valore dei nostri prodotti, per il primo anno noi garantiamo almeno il 97% della performance nominale dei nostri moduli e successivamente una riduzione massima dello 0,7% annuo. I nostri moduli solari hanno nuovamente vinto il test indipendente di durata organizzato dalla rivista specializzata Photon, in quanto danno fino al 12% di rendimento in più rispetto agli altri. 8) nd 9) Il cliente dovrebbe puntare sui prodotti di qualità. I test indipendenti, le certificazioni, la credibilità e l’affidabilità del produttore sono criteri importanti. Soprattutto sono avvantaggiate quelle aziende che producono nel rispetto di standard qualitativi, ambientali e sociali di alto livello. 10) Gli impianti solari sono redditizi a partire dal primo giorno e si ammortizzano dopo 8-10 anni. Questo, a fronte di un ciclo di vita di 35 anni. In linea di massima un impianto solare richiede poca manutenzione, solo gli inverter normalmente devono essere sostituiti dopo una decina d’anni. Nei Paesi dell’Europa meridionale il tempo di ammortamento energetico degli impianti solari è inferiore ai due anni: in questo arco di tempo l’impianto ha prodotto più energia elettrica di quanta ne sia stata consumata per produrlo. 11) Alla base della strategia dell’azienda c’è la sostenibilità e per questa ragione ci siamo impegnati anche nel recycling. La nostra business unit Solarmaterial nell’estate 2007

è diventata la Sunicon AG, una controllata della SolarWorld AG, che è leader di mercato nella conversione, nella valorizzazione e nel recupero di materiali in silicio. VELUX Simone Dan Product manager solare termico

1) Velux nasce nel 1942 e oggi è presente in 11 paesi con stabilimenti produttivi e in 40 paesi, fra cui l’Italia, con società di vendita in cui operano complessivamente circa 10.000 dipendenti. La gamma dei prodotti comprende finestre per tetti, soluzioni per tetti piani, tunnel solari, tende decorative e parasole, persiane, comandi a distanza e sistemi solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e l’integrazione agli impianti di riscaldamento. 2) Velux produce e commercializza sistemi solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e per l’integrazione all’impianto di riscaldamento a bassa temperatura. 3) La distribuzione del sistema solare termico avviene principalmente attraverso il canale delle rivendite di materiale per l’edilizia. 4) È il nostro canale principale di distribuzione, grazie alla lunga collaborazione maturata in oltre 30 anni di attività. 5) Il nostro cliente tipo è la rivendita di materiali per l’edilizia. Offriamo un supporto tecnico attraverso un product manager dedicato e l’ufficio progettazione. Sul territorio è inoltre presente una rete di funzionari di vendita che supporta il rivenditore con viste mirate, sopralluoghi, formulazione

i kiT aLL inCLusiVe Velux offre sistemi solari termici nella formula del kit completo per tetti a falde, comprendente collettori, raccordi, serbatoio, unità di controllo, gruppo di ritorno/ pompa, miscelatore termostatico, vaso d’espansione, separatore per microbolle d’aria e antigelo. Con 7 kit è possibile dimensionare l’impianto secondo le diverse esigenze familiari. Il collettore solare è completamente integrato nel tetto, infatti è inserito al posto di coppi o tegole assicurando un’estetica ottimale, ed è certificato Solar Keymark, un’etichetta di qualità per i prodotti termici basata sulle norme europee e garantita da CEN.

TeCnoLogia ed esTeTiCa enerJeTiCa Enerjetica propone impianti solari termici di ultima generazione, di produzione tedesca, rivolti ai professionisti dei settori termotecnico, idraulico ed edile. I materiali sono resistenti e hanno rese nettamente sopra la media, con particolare attenzione all’estetica del prodotto. Gli impianti hanno ottenuto l’omologazione Europea e quella Svizzera; l’azienda vanta impianti da 100 metri sotto il livello del mare a 2.600 metri di altitudine in perfetto funzionamento e con ottime rese. I sistemi ad energia solare sviluppano energia termica per scopi differenti come la produzione di acqua calda sanitaria in ambito domestico e il preriscaldamento di acqua in piscine, hotel, centri termali, caseifici, processi industriali. Gli impianti solari di Enerjetica permettono una sostanziale riduzione dei consumi relativi al riscaldamento nel totale rispetto dell’ambiente, usufruendo di tutti i contributi e benefici previsti dalle normative.

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di preventivi. Viene infine offerto un servizio post-vendita. 6) La cultura del solare termico sta lentamente entrando “nelle corde” delle imprese di costruzione, soprattutto per l’aumento del numero di permessi a costruire che richiedono obbligatoriamente l’installazione di un sistema solare termico, in grado di soddisfare un certo fabbisogno di acqua calda sanitaria. 7) Il plus del sistema solare termico Velux sta nell’integrazione nel tetto. I pannelli solari si installano con lo stesso sistema usato per le nostre finestre per tetti e risultano quindi perfettamente integrati nel manto di copertura. 8) Tutti i prodotti che costituiscono il sistema solare termico Velux sono certificati secondo le norme europee vigenti, in particolare i collettori sono certificati secondo la normativa più importante, EN 12975 (p.1 e 2), mentre i sistemi completi rispondono alla norma EN 12976. Per quanto riguarda la formazione, organizziamo regolarmente corsi di formazione specialistica dedicati sia alla rivendita sia agli installatori. 9) Il cliente deve prediligere impianti realizzati da aziende leader del settore, in grado di offrire un prodotto testato negli anni. Devono inoltre prestare attenzione al sistema di installazione dell’impianto stesso, in particolare per la parte che coinvolge il tetto, dove anche l’impatto estetico e architettonico deve essere tenuto in grande considerazione. 10) La manutenzione consiste principalmente nella regolare sostituzione (ogni 3-4 anni) della miscela solare (glicole+acqua). In ogni caso il tecnico potrà controllare l’efficienza delle altre parti dell’impianto. Un intervento che consideri queste operazioni può avere un costo variabile fra i 150 e i 250 €. Per ammortizzare un impianto solare che produce acqua calda sanitaria, che sia ben calibrato sul fabbisogno reale dell’utente (copertura annua 70-80% per acqua calda sanitaria) sono richiesti dai 6 agli 8 anni. Questo calcolo non considera eventuali detrazioni fiscali, che ridurrebbero i tempi di ammortamento. 30 - yougreen

ENERJETICA Massimo Santoli Product manager

1) Enerjetica è nata 6 anni fa sviluppando le vendite di impianti termici esclusivamente a operatori del settore in un mercato non ancora maturo. L’esperienza acquisita ci ha permesso di selezionare un partner tedesco produttore di impianti termici e una gamma di collettori altamente innovativi. 2) Il core-business di Enerjetica – Impianti Solari è il solare termico a livello nazionale. 3) Vendiamo tramite una rete di agenzie/distributori e direttamente a installatori e aziende edili. 4) Lo sviluppo del canale distributivo edile è stato studiato e valutato come importante per un segmento di mercato volto alle piccolemedie imprese edili. Attualmente abbiamo degli accordi con un certo numero di distributori edili che però risulta esiguo se comparato alla rete distributiva/idraulica. 5) Il servizio è principalmente customer focused. In un mercato in espansione dove l’esigenza dell’utente finale è al primo posto, Enerjetica fornisce un completo supporto in tutte le fasi di sviluppo della vendita. Il supporto si traduce in tecnico/commerciale in fase di offerta e vendita, tecnico durante l’esecuzione dei lavori e di customer care/problem solving dopo l’avvio degli impianti. 6) L’informazione sui prodotti solari termici è migliorata negli ultimi 2 anni, volgendo a una naturale selezione verso i prodotti qualitativamente migliori. Se prima un fattore determinante era esclusivamente il prezzo, adesso

DOMANDE ALLE AZIENDE 1) Breve presentazione della Vostra azienda 2) Vi occupate di solare termico e fotovoltaico o solo di uno dei due? 3) Come è impostata attualmente la distribuzione dei Vostri prodotti/ sistemi? 4) Avete preso in considerazione la rivendita di materiali edili come canale distributivo? 5) Come è organizzato il Vostro servizio in base alla tipologia della clientela? 6) Cultura del settore: a che punto siamo? 7) l plus dei Vostri prodotti /sistemi rispetto alla concorrenza 8) Certificazione/formazione: quali le vostre iniziative in proposito? 9) In un mercato dove l'offerta è sempre più ampia, quali sono gli elementi che deve considerare il cliente nella scelta del fornitore giusto? 10) Ci potete dare orientativamente il costo della manutenzione e tempi di ammortamento di un impianto realizzato con i Vostri prodotti/sistemi?

con l’insorgere di problematiche su impianti installati, dovute alle scarse qualità dei materiali, è nata la consapevolezza che una spesa volta solo al risparmio senza valutazione di qualità conduce a maggiori spese e perdite di tempo prezioso. 7) Enerjetica vanta un prodotto altamente tecnologico che sostituisce i classici collettori sottovuoto a tubi: il collettore solare sottovuoto piano rigenerabile Manta Pro, che può essere rigenerato negli anni senza spese mediante una pompa del vuoto da condizionatori. Questo permette di avere l’impianto sempre con il vuoto senza dovere mai sostituire elementi ad alti costi. Tutti i collettori della serie Manta Pro e Lite hanno dimensioni contenute e pesi leggeri. I collettori hanno inoltre un brevetto sulla lamina che aumenta l’assorbimento di luce diffusa e rallenta l’ebollizione. 8) I nostri prodotti sono tutti certificati e a norma EN, i collettori


sono garantiti 10 anni. Proponiamo corsi tecnico/commerciali per i suoi clienti, volti alla continua informazione su aspetti tecnici e innovazione. 9) Il cliente deve entrare nell’ottica che questi impianti devono durare anche oltre 20 anni e quindi la qualità è un must. 10) Il prezzo di un impianto Enerjetica si allinea alla media di mercato anche se offre qualità superiore alla media dei prodotti esistenti. Gli impianti solari termici si ammortizzano in 4-5 anni. Questo vale per la maggior parte dei prodotti. Quello che però va sottolineato è che una volta ammortizzato l’impianto genera un risparmio. Se l’impianto dura 10 anni io ho fruito solo di 5 anni di risparmio, mentre se l’impianto dura 25 anni ne ho fruito per 20. Va aggiunto che se io devo sostituire dei pezzi vado a intaccare il mio risparmio generato, quindi la rigenerabilità del collettore Enerjetica diventa molto importante nell’ottica di mantenere i costi di manutenzione molto bassi negli anni.

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TERREAL ITALIA Luca Lafleur Resp. sviluppo sistemi tetto e muro

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1) Terreal Italia fa parte del gruppo multinazionale Terreal con sede a Parigi e stabilimenti di produzione e uffici commerciali in Francia, Italia, Spagna, USA, Malesia, Cina. Operiamo sul mercato italiano con il marchio SanMarco. Il nostro core business si concentra sulla produzione di un’ampia gamma di tegole in cotto e mattoni faccia a vista e soluzioni complete per il tetto e il muro. Inoltre siamo

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produttori di sistemi per facciata ventilata. Il progetto “fotovoltaico” e “solare termico” è incominciato un anno fa circa in Francia, ed è stato implementato in Italia dall’inizio di quest’anno. L’obiettivo è quello di aggiungere un tassello importante alla gamma sistemi e testimoniare la vocazione aziendale verso il rispetto dell’ambiente e le nuove tecnologie che si possono abbinare a prodotti tradizionali come la tegola in cotto e il mattone. In Italia stiamo proponendo solo il sistema fotovoltaico, ma verso la fine dell’anno saremo in grado di offrire anche il sistema solare termico. Proponiamo alla nostra clientela sistemi chiavi in mano. n.d. Il distributore e rivenditore dei prodotti SanMarco è il nostro primo punto di contatto con il cliente finale; le richieste provenienti dal mercato arrivano in azienda tramite questo canale e vengono evase tenendo conto della specificità del sistema. Il sistema necessita di supporto da parte di personale specializzato per tutte le fasi di progettazione, disbrigo delle pratiche burocratiche ed allacciamento alla rete elettrica; per tutte queste operazioni ci avvaliamo di una rete di installatori professionali. Se ne parla tanto e molte volte senza la dovuta preparazione. La nostra scelta è quella di offrire all’utilizzatore dell’impianto un prodotto efficiente e funzionale sotto tutti i punti di vista; purtroppo si vedono molte soluzioni che tengono conto prevalentemente della parte elettrica senza considerare che l’integrazione del sistema al tetto è di primaria importanza per il funzionamento globale dell’installazione. Desideriamo che l’esperienza “solare” per il nostro cliente sia un’esperienza positiva e che serva a dare sostegno e sviluppo all’utilizzo di fonti energetiche alternative. Struttura per l’integrazione al tetto progettata e prodotta da un’azienda che per mestiere conosce perfettamente le esigenze di un tetto in tegole. Componenti elettriche di primaria qualità corredati da

sisTema FoToVoLTaiCo inTegraTo sanmarCo TerreaL SanMarco, azienda di riferimento nelle coperture, propone una nuova soluzione che coniuga sicurezza, integrazione al tetto e performance energetiche. Con impermeabilità assoluta, sistema brevettato, integrazione e colori, questa nuova soluzione fa sì che il sistema fotovoltaico integrato SanMarco-Terreal si riveli una scelta ottimale per tutti i tipi di tetto, in perfetta armonia con il gusto e le esigenze costruttive locali. Esperienza e capacità produttiva per un risultato perfetto anche sotto il profilo estetico.

certificazioni e garanzie. Supporto di tecnici specializzati per la progettazione, installazione ed avviamento dell’impianto. Possibilità di acquistare tutto il pacchetto tetto da un unico fornitore senza dover interloquire con diverse realtà. Eccellente resa estetica dell’installazione anche per immobili di particolare pregio stilistico. Ottimo rapporto qualità/prezzo/servizio. 8) Il progetto prevede la formazione della nostra rete di vendita per quanto riguarda tutti gli aspetti della promozione commerciale del sistema. La stessa formazione verrà dedicata ai distributori che decideranno di diventare nostri partner nell’iniziativa. Per gli aspetti più puramente tecnici oggi ci avvaliamo di consulenti professionali. 9) Oggi la rincorsa al prezzo più basso per l’acquisto dei moduli sembra essere il primo criterio di valutazione. Noi riteniamo che per investimenti di questo tipo sia molto importante verificare l’attendibilità dell’interlocutore e cercare di valutare, per quanto possibile vista la tecnicità del prodotto, le caratteristiche tecniche e funzionali dell’offerta nel suo complesso senza limitarsi solo ad una parte dei componenti. 10) n.d. yougreen - 31


LA CASA DIVENTA “ELETTRICA” LA RESIDENZA COLLINA DEI CILIEGI SARà INAUGURATA IL 10 GIUGNO A CANONICA LAMBRO DI TRIUGGIO (MB). UN NUOVO ESEMPIO DI EDILIZIA GREEN, CHE HA ABOLITO TUTTI I COMBUSTIBILI FOSSILI

di Santina Muscarà

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e la Collina dei Ciliegi fosse stato il titolo di una canzone di Lucio Battisti, avrebbe parlato di una storia d’amore. Anche in questo caso si parla di amore, certo non quello raccontato dai versi del famoso cantautore, ma altrettanto importante: l’amore per l’innovazione, la tecnologia e l’ambiente. La Collina dei Ciliegi, infatti, è una nuova residenza, frutto dello sviluppo di un ambizioso e riuscito progetto urbanistico ed edilizio. Si tratta di 14 appartamenti bilocali e trilocali situati nel bel mezzo del Parco Regionale della Valle del Lambro e di fronte al Sito Ambientale di Importanza Comunitaria della Valle del Pegorino, nei pressi del Parco dei SAVE THE DATE Giovedì 10 giugno sarà inaugurata la Collina dei Ciliegi, a Canonica Lambro di Triuggio (MB) in via dei Ciliegi 14, laterale via delle Grigne. Il programma prevede l’apertura dell’expo alle 9 per terminare con un aperitivo alle 19.30. Durante la giornata interverranno i principali esponenti del progetto, che approfondiranno le tecnologie utilizzate. Tra i protagonisti anche il nostro direttore responsabile, Virginia Gambino.

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i protagonisti del PROGETTO Il progetto ha coinvolto diverse professionalità ed esperienze imprenditoriali. Queste le aziende che hanno partecipato alla realizzazione della casa elettrica: • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

Apar - Nibionno: serramenti termici Armalam - Pergine: solai in legno-acciaio Cottoref - Impruneta: pavimenti e lastre in cotto Doneda F.lli - Brembate: urbanizzazioni Eca Technology - Vicenza: impianti Acqua Inverter Faraone - Tortoreto Lido: arredi in acciaio Favero Iginio - Besana Brianza: edilizia Gibellini Pierluigi - Treviglio: edilizia Geos - Torino: pareti ventilate Hormann Italia – Bolzano: portoni Manzoni Paolo - Brembate: edilizia Masciarelli Paolo - Verdellino: posa pavimenti Metaltek - Macherio: recinzioni NP Lattonieri - Lissone: opere in rame Omg - Domodossola: marmi Pirovano - Triuggio: impermeabilizzazioni Progetto Verde - Palazzago: verde Radice Enrico - Meda: arredamenti Sangalli Donato - Besana Brianza: impianti idraulici Schindler - Milano: ascensori Spadola Giorgio - Limbiate: cartongessi Vibe - Besana Brianza: impianti elettrici


ciliegi, che si estende per 6mila mq. Il risultato è una vera e propria “palazzina elettrica”, basata innanzitutto sulla «coibentazione dell’edificio – spiega Enrico Rigamonti, l’architetto progettista dell’intervento – come se si trattasse di una CasaClima di alta montagna o dei paesi nordici». Un’innovativa tecnologia giapponese permette di evitare l’utilizzo di combustibili fossili e di servirsi invece di energia elettrica a bassissimo consumo: «L’intervento nasce Enrico Rigamonti sulla base di un’esperienza internazionale che prende ispirazione dall’architettura di Renzo Piano – afferma Rigamonti – per arrivare ad analizzare l’aspetto paesaggistico e le innovazioni italiane volte alla riduzione di costi e consumi dell’energia elettrica, per esempio attraverso la tecnologia Led per l’illuminazione di tutta la palazzina. Le cucine sono a induzione a basso consumo – approfondisce il progettista – e per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo abbiamo utilizzato la tecnologia acqua inverter». Il tutto ha previsto l’integrazione di un impianto fotovoltaico «per mantenere autono-

mia sulle parti comuni della palazzina, come gli esterni dei giardini o i vani scala – precisa Rigamonti – in modo che le spese condominiali siano ridotte pressoché a zero. Il fotovoltaico può assolvere il compito di mantenere energia nei diversi appartamenti, ma da solo non è sufficiente a garantire il funzionamento totale della casa». E se l’aspetto tecnologico può essere descritto a parole, per quello estetico

le immagini del complesso parlano da sole, come assicura Rigamonti, che aggiunge: «Ovviamente questo è un sistema campione che dovrà essere rielaborato e riaggiornato, ma mi auguro che il rispetto ambientale alla base dell’intervento possa continuare ad avere in futuro un’utenza che consenta di progettare intorno a questa idea. I progetti sono come la luce, in continuo divenire».

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federaLiSmo demaniaLe

di Patrizia Licata

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l via libera della Commissione bicamerale (con una maggioranza allargata, cui si è unita anche l'Idv) al decreto legislativo sul cosiddetto federalismo demaniale ha fatto discutere non solo gli ambientalisti, ma anche gli addetti ai lavori che si occupano della rete viaria. Molti, infatti, sostengono che il provvedimento sia un «errore giuridico»: le strade, nella stesura della disposizione, non solo risultano escluse dalla devoluzione, ma non appartengono nemmeno ai beni del Demanio, in quanto mai patrimonializzate. In pratica, sono dei fantasmi amministrativi. Il federalismo demaniale, com’è noto, prevede il trasferimento di una serie di beni del Demanio statale (porzioni di costa, laghi, fiumi, canali, terreni agricoli e urbani, immobili) dalla gestione statale, quella del Demanio appunto, agli enti locali: Regioni, Province e Comuni. Attualmente i beni demaniali, secondo i calcoli più accreditati valgono circa 3,2 miliardi di euro, ma fruttano poche decine di milioni all’anno allo Stato. Gli enti locali, invece, potrebbero valorizzarli, oppure cederli a privati, usando il 75% del ricavato per ripianare l’eventuale debito, mentre il resto sarà obbligatoriamente destinato al fondo di ammortamento per i titoli di Stato. Ma le perplessità non mancano. Secondo Gabriella Gherardi, presiden34 - yougreen

STrade-fanTaSma: reTe Viaria e manuTenZione neL Limbo

te dell’Aises (Associazione italiana segnaletica e sicurezza), le strade e la loro manutenzione restano in un farraginoso limbo. Perché? Anche se non tutte le interpretazioni del decreto legislativo sono concordi, sembra che le «reti di interesse statale» siano escluse dalla devoluzione, e quindi anche le strade. «E il motivo è semplice: non son mai state patrimonializzate», nota la Gherardi. «La devoluzione è, infatti, la cessione di un bene dal Demanio verso gli enti locali. Ma le strade attualmente non sono nel Demanio perché non sono state patrimonializzate, a eccezione di quelle date in concessione alle società di gestione delle autostrade. Tutte quelle di pertinenza statale o locale, invece, non sono contabilizzate e quindi il Demanio non può cederle. Tecnicamente si trovano nella condizione alquanto inquietante della res nullius». Eppure, secondo i calcoli dell’Aises, il valore del patrimonio stradale nazionale è enorme: se fossero patrimonializzate tutte le strade, comprese quelle rurali, varrebbero 500 miliardi di euro, più della metà del patrimonio complessivo dello Stato. Il nuovo direttore generale del Demanio Stefano Scalera, riferisce la Gherardi, ha dichiarato qualche mese fa che era intenzione del ministero dell’Economia patrimonializzare le strade, ma non in via prioritaria, e quindi la si-

tuazione resta sospesa. L’incertezza riguarda anche l’attività di manutenzione. «La rete di strade, di proprietà del Demanio ma non contabilizzata, è data in concessione, come noto, all’Anas, spa pubblica ma di diritto privato che dovrebbe garantirne sicurezza e manutenzione», spiega il presidente dell’Aises. «Ci risulta che il Tesoro passa all’Anas 300-400 milioni all’anno per queste operazioni, ma all’Anas dicono di ricevere i fondi a singhiozzo e quelli del 2010 ancora non sono stati erogati». Per sciogliere il nodo, anche in questo caso, occorrerebbe procedere alla patrimonializzazione: «C’è un diretto rapporto tra manutenzione e valore del bene», continua la Gherardi. «Se non si stabilisce il valore di un bene non si può nemmeno quantificare il fabbisogno per la sua manutenzione, che finisce con il variare in base alla sensibilità di chi gestisce le reti, non delle reali necessità». Procedere alla valutazione delle strade è complicato, perché rappresentano, nota la Gherardi, «un soggetto a metà tra il sociale e il commerciale, e occorrono estimi misti». E così la questione della sicurezza rimane irrisolta: le strade comportano un grande rischio per chi le attraversa, eppure sono relegate in una confusione istituzionale che, a quanto pare, il federalismo demaniale non è riuscito a risolvere.


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CARA ITALIA, QUANTO MI COSTI Non solo la pressione fiscale è alle stelle, ma anche i costi per i servizi nel Bel Paese sono tra i più alti d’Europa. Come mai? di Federico Della Serra

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a pressione fiscale in Italia supera il 43%. Nonostante le promesse e le premesse, nessun governo ha dato seguito al taglio delle tasse. Vincoli di bilancio, crisi epocali e catastrofi naturali sono il leitmotiv che accompagna ogni legislatura per giustificare il rinvio di una riduzione delle imposte. Ma il fisco non è l’unico onere che grava su cittadini e imprese: alle imposte si aggiunge il costo occulto sui servizi, fatto di tasse e inefficienza. Una palla al piede che frena lo sviluppo. Dall’elettricità ai carburanti, dalla Rc auto ai 36 - youeconomy

conti correnti: infrastrutture e servizi sono spesso distanti per qualità, e più onerosi, rispetto al resto di Europa. Sistema bancario. Che i conti correnti in Italia siano i meno convenienti lo sostiene la stessa Unione Europea, che ha messo a confronto il costo per aprire, gestire e chiudere il rapporto con un istituto di credito. «Al di sotto della media europea in termini di trasparenza e fra i peggiori in termini di semplicità», li ha descritti la Commissione di Bruxelles. E persino il governatore della Banca d’Italia ha invitato le aziende

di credito italiane a «rivedere il sistema dei costi, spesso non competitivo» con i concorrenti esteri. Queste condizioni svantaggiose rispetto agli altri Paesi coinvolgono sia le famiglie che le imprese, per la gestione della liquidità e per l’accesso credito. In Europa, l'Italia è al primo posto (tra i cattivi) insieme alla Spagna, perché nei suoi conti correnti «tutte le commissioni addebitate sono molto alte», e per il segno meno che spicca nella classifica accanto alle voci «semplicità» e «trasparenza». Secondo Bruxelles, un conto corrente


italiano costa in media in un anno 253 euro contro i 58 in Belgio, i 45 in Portogallo e i 27 delle banche bulgare. I nostri banchieri, ovviamente, non Corrado Faissola ci stanno: «Il prezzo del conto corrente in Italia è di circa 100 euro, ben inferiore rispetto a quello diffuso a Bruxelles: non solo il costo di questo servizio è già inferiore ai 10 euro al mese, ma negli ultimi cinque anni ha visto anche una riduzione media di oltre il 27%», sostiene il presidente dell’Abi (l’associazione delle banche) Corrado Faissola. Chissà se i clienti sono d’accordo con lui. Assicurazioni. La polizza per l’auto costa di più. Per non parlare dei contratti per assicurare i beni o le attività di un’azienda. Tanto che il settore assicurativo è entrato nel mirino del Parlamento in quanto presentava «vincoli alla concorrenza ed elementi distorsivi delle scelte dei consumatori», oltre a un incremento del differenziale tra premi e costi. Anche qui c’è un problema di scarsa concorrenza: le prime cinque imprese rappresentano il 56% del ramo vita e il 70% del ramo danni. Secondo il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, ciò si deve al fatto che «abbiamo la densità di circolazione più alta d'Europa e la nostra rete stradale è ampiamente inadeguata, in parte obsoleta, spesso congestionata. Ne consegue che registriamo la media più elevata di danni alla persona per incidente, ben il 21% contro una media europea del 10%». Senza parlare delle frodi sulle richieste di risarcimento dei danni, che soprattutto in alcune aree del Paese «costituiscono un fattore distorsivo veramente grave». La frequenza dei sinistri in Italia è tra le più elevate del Vecchio Continente: 8,6% rispetto a una media europea del 7%. E il costo degli incidenti è del 25% più alto della media Ue. Con il conseguente caro-tariffe. Carburanti. Ogni volta che le associazioni dei consumatori protestano perché benzina e diesel fanno segnare rincari inspiegabili, i petrolieri puntano il dito sulla rete distributiva, responsabile, secondo loro, del gap con il resto d’Europa. In effetti, il sistema

delle pompe di benzina in Italia è molto arretrato rispetto all’estero e questa è una delle cause che provoca il p r e z zo in d u striale e finale del prodotto più Stefano Saglia alto. L’Italia ha un elevato numero di impianti (22.500 rispetto ai 9mila della Spagna, ai 9.300 del Regno Unito, ai 12.700 della Francia e ai 14.900 della Germania): «I benzinai italiani sono troppo piccoli e i costi della rete salgono», è il commento di Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico. «Una maggiore concorrenza nei mercati»‚ riassume Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione‚ «può essere un fattore fondamentale per lo sviluppo del Paese e aiutare l'Italia a uscire dalla crisi». Non solo: ci sono pochi self service: il 29% rispetto alla quasi totalità in Francia, Germania e Regno Unito). Inoltre, le pompe di benzina rendono meno, perché vendono pochi prodotti non oil, e questo tiene un po’ più alti i prezzi. Infine, i supermercati che vendono anche carburante (a prezzi scontati) sono scarsi (1%), rispetto al 50% della Francia, al 28% del Regno Unito e al 7% della Germania. Risultato: secondo le rilevazioni del ministero dello Sviluppo economico, il prezzo della benzina (tasse escluse) in Italia è più caro di circa 4 centesimi al litro rispetto alla media dei 27 Paesi che fanno parte della Ue. Anche se rispetto ai 16 più vicini all'Italia la differenza si riduce a 2,6 centesimi in più. I prezzi medi italiani del gasolio (tasse escluse), se confrontati con quelli della benzina, sono invece più vicini alla media dell'Europa a 27. E se si prende l'Europa a 16 paesi, la differenza si riduce ancora: 2,7 centesimi. Tasse escluse, naturalmente. Perché sul prezzo del carburante gravano per oltre il 50% le accise, cioè imposte che finiscono allo Stato italiano. Energia elettrica. Che in Italia la corrente sia più cara non è un mistero. Basti pensare che Paolo Berberini

ora un megawattora importato dalla Francia ha un prezzo inferiore fino a 20 euro. Le cause di questo gap sono principalmente due: la dipendenza per Fabio Cerchiai la grande maggioranza della produzione dai combustibili fossili (nelle centrali a petrolio e carbone) e l’insufficiente rete di trasporto dell’energia. Lo sviluppo delle fonti alternative e la scommessa nucleare (che, però, potrebbe dare i suoi frutti solo tra un decennio) è quanto si può fare per ovviare al primo ostacolo. Sulla rete, invece, c’è da lavorare molto. Secondo Gianni Armani (Terna) «uno dei nostri principali obiettivi è la riduzione delle congestioni. Il miglioramento della capacità di trasmissione dall' estero può infatti mitigare il costo della bolletta energetica, che in Italia è circa 20-25% più alta rispetto al resto d'Europa». Telefoni. Le tariffe variano, ma il dato di fondo rimane: l’Italia è al vertice per i costi delle chiamate dai cellulari. Secondo l'Autorità di regolamentazione della telefonia finlandese, in Italia i servizi in abbonamento costano di più che in quasi tutti gli altri Paesi europei. Un costo che pesa soprattutto sulle aziende, in cui il telefonino è utilizzato per lavoro. Se si confrontano le tariffe di telefonia mobile dei tre maggiori operatori di 19 Paesi, si scopre che nel caso di un utente che fa 100 chiamate da 3 minuti e manda 100 sms al mese, il costo mensile (62,83 euro) è il secondo più alto dopo la Svizzera (69,76) e di 20 euro in più rispetto alla media (42,10 euro). Le cose peggiorano per gli utenti professionali: per chi effettua 100 chiamate da 10 minuti l'una, manda 200 sms e scarica 50 mb di dati l'Italia è il Paese più caro. Questo utente, infatti (con i piani tariffari dello scorso inverno) si trova a pagare una bolletta di 201,68 euro, circa il doppio dei 106,71 euro della media e sei volte più che in Lussemburgo. Gianni Armani

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di Federico Della Serra

prima ancora che Siano STaTe ScriTTe in Via ufficiaLe, Le nuoVe regoLe sono sTaTe CriTiCaTe Sia daL direTTore generaLe di confinduSTria, giampaoLo gaLLi, Sia dai VerTici deLL’aBi. Vediamo come funZionerÀ La TerZa VerSione deLLa SuperViSione Bancaria

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ino a qualche anno fa, Basilea era famosa per il suo carnevale, per la manifestazione di arte contemporanea Art Basel e per la più importante fiera di orologi del mondo. Ora, invece, rischia di diventare il simbolo dell’ottusità finanziaria. A fin di bene, certo, ma pur sempre di testardaggine acuta si tratta. È in questa città svizzera, infatti, che ha sede il Comitato di Basilea sulla supervisione bancaria. Un nome innocuo, ma che ha prodotto un mostruoso meccanismo di supervisione del sistema del credito internazionale: le norme di Basilea 1, 2 e ora, come in un film con Sylvester Stallone, è in arrivo la versione 3. Sempre a fin di bene, ovvio, e di buone intenzioni è lastricata la strada per l’inferno. Così Basilea 3, invece di un salvagente, sta diventando uno spauracchio: prima ancora che siano state scritte in via ufficiale, le nuove regole sono state criticate sia dal direttore generale di 38 - youeConomy

Confindustria, Giampaolo Galli che dai vertici dell'Abi (l’associazione delle banche), perché esercitano già un’influenza nefasta. E le banche hanno Giampaolo Galli già stretto i cordoni della borsa: «Basilea 3 sta già impattando, malgrado sia molto lontana dall'essere approvata, sul credito bancario alle imprese», ha commentato Galli. «Già oggi le agenzie di rating e i mercati valutano le banche sulla capacità di aumentare il loro patrimonio rispetto all'attivo rischioso» e le risposte che le banche oggi stanno dando «è di ridurre l'attivo rischioso, quindi ridurre i crediti. Bisogna intervenire prima che si arrivi alle istituzioni europee».

Banche nel mirino. Il Comitato di Basilea (organismo creato dalla Banca per i regolamenti internazionali) al momento ha rilasciato due bozze, battezzate appunto, Basilea 3. Queste norme, in buona sostanza, rivedono il cosiddetto accordo di Basilea 2: l’obiettivo è rendere il sistema finanziario più stabile a partire dal 2012. Ottimo. Peccato che per raggiungere il traguardo, Basilea 3 vada nella direzione di rendere più stringenti i requisiti patrimoniali soprattutto nei confronti delle operazioni di finanza strutturata. E la buona intenzione che, però, la cura rischia di essere peggiore del male. Basilea 2, per esempio, prevede che a fronte del rischio di controparte (nell’utilizzo di prodotti finanziari), una banca debba mettere da parte capitale per un ammontare pari al 2,5-4% del rischio stesso: Basilea 3 alza l'asticella al 2025%. In sostanza, le banche per fare finanza (ormai il sistema più utilizza-


to per produrre utili) dovranno avere più patrimonio e concedere meno prestiti. La trappola. Secondo Confindustria, le nuove proposte, se enGiovanni Carosio treranno in vigore, possono provocare dei contraccolpi. Per esempio, potrebbero causare un aumento degli attivi bancari per i «rischi di mercato» tra il 30% e il 60%. Cosa che equivale a rendere più costosa la concessione dei crediti. Questo potrebbe definitivamente strozzare il credito a imprese e famiglie. Ed è proprio quello che non ci vuole: basti pensare che secondo una ricerca condotta da Commissione europea e Bce, nell'ultimo trimestre dell'anno scorso ben un quinto (18%) delle Pmi che hanno chiesto credito alle banche si sono viste respingere al mittente le proprie domande di prestiti. Altro problema: Basilea 3 rischia di tagliare il mercato dei Confidi di un quinto. E non è poco: questi organismi oggi forniscono garanzie per 9,5 miliardi su oltre 20 miliardi di affidamenti. I favorevoli. Le banche centrali premono per introdurre i controlli di Basilea 3. Lo ha spiegato il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Giovanni Carosio, secondo cui la riforma delle regole prudenziali porterà alle banche meno utili, ma vi sarà anche un «positivo contenimento dei rischi assunti». Conclusione. Basilea 3 rischia di nascere su un equivoco: che il sistema finanziario, spericolato e speculativo, sia da mettere in relazione con il credito che una banca locale concede a un’impresa. Ma si tratta di due cose differenti. La scommessa che un prodotto derivato (swap, cds, cdo, eccetera) si tramuti in guadagno non è paragonabile alla probabilità che il finanziamento di un’attività produttiva sia restituito. Ecco perché le imprese (ma anche governanti e politici) temono che alla fine le regole per evitare che le banche si indebitino troppo per speculare sui mercati si trasformino in un gigantesco credit crunch, cioè la mancanza di liquidità nel sistema produttivo. Senza eliminare il problema: Lehman Brothers rispettava tutti i parametri di Basilea 2, eppure…


SaLdiamo i crediTi sCaLandoLi daLLe imposTe Lo propone anToneLLa gabbrieLLini di ToScana coSTruZioni e memBro deLLa direZione naZionaLe di cna per arginare iL riTardo di pagamenTi deLLe pa. menTre iL cipe SBLocca 17 miLiardi di euro di opere puBBLiche di Monica Battistoni

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ualcuno, i più maliziosi, comincia a chiamarlo MacTremonti. Non perché assomiglia a un panino, ma perché qualcuno sospetta che il suo sangue non sia valtellinese, ma scozzese. Certo, la preoccupazione del ministro dell'Economia è di non far fallire l'Italia. Un nobile intento. Che, però, rischia di far fallire tante piccole Italie, micro frammenti di quello Stato che non le paga. Sì, perché per non mandare a gambe all'aria il bilancio pubblico, le amministrazioni comunali, provinciali, regionali e nazionali (nessuna esclusa), hanno adottato il metodo alzheimer: si dimenticano di pagare chi ha lavorato per loro. Secondo le statistiche il ritardo degli enti pubblici è in media di 128 giorni, superando di 61 giorni la media europea. E non mancano i casi in cui si aspettano anni. Ma sono pochissime le imprese che si arrischiano a intraprendere azioni legali perché non vogliono perdere un cliente. Intanto, lo stock di debito costa ai fornitori 934 milioni di euro di oneri finanziari all’anno, e rischia di peggiorare una situazione già gravemente compromessa dalla crisi, in particolare nell’edilizia, secondo i dati presentati da Ance: 210mila posti di lavoro persi e oltre 2mila imprese fallite nel 2009, mentre un Antonella Gabbriellini

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altro 30% ha chiuso nel primo trimestre di quest’anno. Come uscirne? Tra le varie misure proposte da Ance, alcune riguardano proprio i rapporti con la PA (Pubblica amministrazione), e se il presidente dell’associazione Paolo Buzzetti ha commentato positivamente le decisioni del Cipe di sbloccare 17 miliardi per opere che comprendono anche parte del programma di edilizia scolastica, si parla di 1.700 piccoli interventi urgenti e quindi cantierabili subito (vedi box), c’è chi sottolinea come il sistematico ritardo nei pagamenti dreni liquidità alle imprese impegnate nella realizzazione delle opere pubbliche. Così, modificare i patti di stabilità interni diventa una priorità inderogabile: creati per evitare che gli enti locali sforassero i budget si sono trasformati in strumento che minaccia la sopravvivenza di tutte le imprese, perché costringe ad allungare i tempi di pagamento in modo da dimostrare comportamenti virtuosi. Sempre all’interno dell’associazione dei costruttori c’è anche chi invoca un coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti per saldare i conti della Pubblica amministrazione. «In teoria la legge tutela le imprese perché stabilisce il pagamento delle fatture a 30 giorni lavorativi dalla data di emissione», dice Antonella Gabbriellini co-titolare della Toscana Costruzioni, membro della Direzione nazionale di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) e presidente del Cna Costruzioni della pro-

vincia di Lucca. E sottolinea: «Dato che la norma non viene rispettata, e negli ultimi tre anni la situazione è peggiorata fino a raggiungere i quattro mesi di ritardo, basterebbe poter compensare i propri crediti certi con le imposte e i contributi dovuti. Insomma, l’introduzione del principio di reciprocità tra Stato e cittadino non costringerebbe le aziende a portare le fatture in banca per farsi anticipare l’80% dell’importo. E a non rischiare, in caso di chiusura dell’accesso al credito, anche quella dell’azienda». Non per nulla Confartigianato e Cna sollecitano una sanzione forfettaria del 5% in aggiunta ai normali interessi di mora per limitare il ritardo nelle transazioni.

doVe Vanno i 17 miLiardi deL Cipe Rinnovo di 11 convenzioni autostradali: 9 miliardi Approvazione contratto di programma FS: 4,8 miliardi Lavori di potenziamento della linea ferroviaria Rho-Gallarate: 382 milioni Lavori nelle linee M2 e M3 delle metropolitane milanesi per l’Expo 2015: 1,4 miliardi Collegamento viario tra il porto di Ancona e la grande viabilità: 480 milioni Messa in sicurezza dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria: 110 milioni Programma di interventi urgenti per l'edilizia scolastica: 358 milioni


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Saint-Gobain punta sul vetro italiano Il Gruppo francese stanzia nuovi fondi per rilanciare lo stabilimento di Pisa

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aint-Gobain investe in Italia, annunciando lo stanziamento di 90 milioni di euro per riavviare e potenziare la produzione nello stabilimento pisano di Saint-Gobain Glass Italia, azienda del Gruppo specializzata nella realizzazione di vetri ad elevate prestazioni. In totale, 120mila mq di superfici destinate ad accogliere i nuovi impianti e una capacità produttiva di oltre 20 milioni di mq , cioè 200mila tonnellate l’anno di vetro. «La scelta di mantenere la produzione in Italia attraverso nuovi, importanti investimenti è in contro-tendenza rispetto alle politiche seguite da molti gruppi internazionali, che sempre più spesso e soprattutto in un momento di crisi come questo, decidono di delocalizzare le proprie attività produttive nei Paesi emergenti, dove i costi della manodopera e della produzione sono inferiori», spiega Gianni Scotti, delegato generale Saint-Gobain Italia. «A Pisa, siamo presenti fin dal 1889 e, da allora,

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Saint-Gobain Glass si è sempre impegnata nel garantire una produzione ai massimi livelli di qualità e innovazione – spiega -. Il nostro obiettivo è rendere il polo pisano ancora più competitivo, attraverso l’impiego di nuove tecnologie, una produzione diversificata e integrata e l’adozione di misure per assicurare una maggiore sostenibilità ambientale. L’investimento stanziato oggi è solo il primo segnale della volontà del Gruppo di continuare verso questa direzione, salvaguardando il patrimonio delle competenze maturate dal nostro personale, nel nostro Paese». Il potenziamento della capacità produttiva genererà un impatto anche sotto il profilo occupazionale, che sarà riportato a pieno regime, reintegrando i lavoratori che in precedenza erano stati interessati da cassa integrazione, e si investirà anche nella formazione per la riqualificazione del personale, per un totale di circa 10mila ore, che saranno distribuite tra lezioni d’aula, e-learning ed esperienze on-site in altri stabilimenti Saint-Gobain in Italia e all’estero. Il termine del processo di rinnovo e ristrutturazione dell’impianto è previsto per l’estate del prossimo anno. Il sito ospiterà un sistema produttivo integrato, che include un forno Float, per la fabbricazione del vetro di base a partire dalle materie prime, e la realizzazione ex-novo di una linea Coater per la successiva trasformazione del vetro di base in prodotti performanti, capaci di rispondere alle esigenze della moderna edilizia in termini di risparmio energetico, comfort termo-

di Nicola Zeni

acustico ed eco-sostenibilità, come per esempio vetri per il controllo solare, basso-emissivi, stratificati, autopulenti e specchi. Un occhio di riguardo è dedicato all’impatto ambientale: tra le varie migliorie, da segnalare ulteriori interventi tecnici per migliorare l’efficienza energetica dell’impianto, che permetteranno di diminuire i consumi energetici del 30%.

Il Gruppo Saint-Gobain Il Gruppo Saint-Gobain leader mondiale nei mercati dell’habitat, concepisce produce e commercializza nuove generazioni di materiali per l’edilizia moderna. Fondato in Francia nel 1665, il Gruppo Saint-Gobain oggi è presente in 64 Paesi nel mondo, con 191.500 dipendenti ed un fatturato 2009 di circa 38 miliardi di euro, ed è organizzato in 4 Poli: Prodotti Per la Costruzione (prodotti in gesso, isolanti, intonaci e colle, flooring, canalizzazioni in ghisa), Materiali Innovativi (Vetro per l’edilizia, vetri per i mezzi di trasporto, vetri per l’energia solare, abrasivi, textile solutions, refrattari, ceramiche e plastiche), Distribuzione Edilizia (vendita di materiali per l’edilizia) e Packaging (contenitori in vetro per alimenti). In Italia, il Gruppo SaintGobain è presente con tutti i 4 Poli di attività, ha circa 4.100 dipendenti, più di 30 insediamenti produttivi e un fatturato 2009 di circa 1.300 milioni di euro.


CarLo pesenTi, conSigLiere deLegaTo di iTaLcemenTi, parLa deLLe STraTegie deL gruppo e deLL’uLTima manoVra di goVerno di Monica Battistoni

inVeSTiamo nei CemenTi isoLanTi È

stata premiata come la migliore costruzione del 2009, e un po’ di merito va senz’altro al cemento trasparente con cui sono stati realizzati i pannelli che la rivestono. Ma la competizione per il gruppo Italcementi dall’Expo di Shanghai si è spostata in mare aperto: Tx Active, il cemento mangiasmog sarà lo sponsor principale di i.nova 3, l'imbarcazione guidata da Pietro D’Alì. Il velista di punta dello Yacht Club Italiano sarà al timone nella regata Solitaire du Figaro, che navigherà lungo le coste spagnole, francesi e irlandesi. «Il progetto i.nova rappresenta l'anima più innovativa di Italcementi, la sua volontà di essere leader nella ricerca nel campo dei materiali e delle tecnologie per le costruzioni, e la sua capacità di riservare sorprese e prodotti all’avanguardia in un settore tradizionale come il cemento», ha commentato Carlo Pesenti, consigliere delegato del gruppo bergamasco nel corso di una conferenza stampa a Milano. Un incontro avvenuto proprio il giorno in

cui trapelavano le prime indiscrezioni sulla manovra economica varata dal Governo. Così Pesenti, pressato dalle domande dei giornalisti, non ha potuto sottrarsi a un commento sul programma. Non teme che la manovra possa avere delle ripercussioni sul Gruppo? I tagli agli investimenti in infrastrutture sono una delle leve che i governi hanno a disposizione per ridurre la spesa pubblica, però ci deve essere un limite, altrimenti si corre il rischio di fermare il ciclo virtuoso di crescita. Valuteremo l’impatto del programma sul settore delle costruzioni. È normale che durante un periodo di crisi i governi cerchino di contenere i costi. Anche Italcementi va in questa direzione? La crisi è un grande motore, spinge i cervelli a cercare le soluzioni più innovative e non solo di prodotto. Anche noi cerchiamo di ridurre i costi, investendo per migliorare i processi produttivi e la logistica. Ma è chiaro che nei laboratori di ricerca e svilup-

po si continua a lavorare per superare i risultati ottenuti. Per esempio, un settore a cui dedichiamo molte risorse è quello dei nuovi cementi con caratteristiche isolanti, proprio per ridurre i consumi di energia elettrica. Stiamo lavorando molto al nostro interno per favorire nuove idee. Quindi, nessuna strategia di sviluppo per linee esterne? Circolavano voci su possibili acquisizioni… Questo non è il momento più adatto per pensare allo shopping. Per questo tendo a dire sempre di no ai miei collaboratori, se ricevo proposte di questo tipo. Certo, se dovessero presentarsi opportunità interessanti nei mercati emergenti potremmo valutarle. Ma con molta cautela. Avete in preventivo un rafforzamento patrimoniale? Dopo l'emissione obbligazionaria abbiamo una struttura patrimoniale molto solida anche sotto il profilo delle scadenze di rimborso del debito. Non siamo affatto preoccupati da agenzie di rating o banche. youeConomy - 43


basF iTaLia: + 26% neL primo TrimeSTre 2010 iL coLoSSo chimico preSenTa iL biLanCio 2009 e annuncia iL BuSineSS cenTer europe SouTh

Il Centro BASF a Ludwigshafen

di Francesca Negri

S

e il 2009 è stato un anno difficile per Basf, il 2010 sorride di più. Nel primo trimestre di quest’anno, infatti, Basf Italia ha registrato un +26%, motivato, spiega il vicepresidente ed ad di Basf Italia Erwin Rauhe, «dalla ripresa delle esportazioni dei nostri clienti». Ma l’ad lascia intendere che il 2010 potrebbe chiudersi Erwin Rauhe ancora meglio, forse attorno a un +40% di fatturato. Un ottimo segnale, insomma, che fa ben sperare. Altra storia è il bilancio 2009, presentato alla stampa a maggio. Se in Italia la chimica ha fatto registrare una flessione del 14%, Basf ha tenuto con un -10% sul giro d’affari, pari a 1.283 milioni di euro,

mentre incontenibile è stato il fatturato a terzi nel business del petrolio e gas, piombato a -61% (causato dalla contrazione delle estrazioni): così, i ricavi complessivi nel 2009 sono stati di 2,2 miliardi di euro, contro i 3,8 dell’anno precedente. Globalmente, invece, il fatturato del Gruppo Basf nel 2009 è stato di 50,6 miliardi di euro (-19%), con un risultato prima delle operazioni straordinarie di 4,9 miliardi (-29%), un utile netto di 1,4 miliardi, cash flow a 6,3 miliardi e un utile per azione di 1,54 euro. «Le vendita in Italia – spiega Rauhe – sono state condizionate da due fattori: un generale calo dei prezzi dei prodotti di base a monte delle filiere produttive, e una considerevole riduzione dei volumi, soprattutto nella prima parte dell’anno. Hanno tenuto i prodotti per l’isolamento e c’è stata un’ottima performance dei prodotti

Fatturato in milioni €

Dipendenti

BASF Italia

950

562

BASF Poliuretani

220

135

BASF Construction Chemicals Italia

106

223

BASF Coatings

92

192

BASF Specialità Chemical Distribution

66

25

168

443

Ciba

44 - youeConomy

(periodo 1.04 – 31.12-2009)

per l’agricoltura (+12%)». Così, il risultato italiano è stato raggiunto anche grazie ad una serie di interventi organizzativi e strutturali nelle 9 società e nei 14 siti produttivi e grazie a «una disciplina ferrea del contenimento dei costi». La chimica mondiale, comunque, quest’anno dà segni di ripresa: in Asia + 7,8%, in Italia + 3% (per il 2011 si parla di un +2%). Rauhe non ha dubbi: «Il baricentro economico si sta spostando verso l’Asia. Stanno


emergendo anche India e Brasile. Ma la crescita a medio-lungo termine per Basf sarà legata a nuovi prodotti per mercati come l’energia, l’urbanizzazione, l’invecchiamento della popolazione». E per Rauhe, energia vuol dire tecnologia Led e contenimento delle dispersioni, ma soprattutto fotovoltaico a concentramento solare. Perché il vicepresidente di Basf è convinto che il fabbisogno energetico del domani sarà basato su grandi centrali di rinnovabili messe in una grande rete europea a cui tutti gli Stati CE potranno attingere. Fondamentale, per Basf, anche la ricerca: nei loro laboratori sparsi in tutto il mondo (uno, tra i più importanti, è a Treviso) lavorano 9mila ricercatori a cui è destinato il 4,4% del fatturato del Gruppo. E un imperativo: stare attenti all’intero ciclo di vita del prodotto, per essere sempre più green con il riciclo e la salvaguardia ambientale. Un 2010 che per Basf è iniziato con la fusione con Ciba e con l’avvio della nuova struttura Business Center Europe South, la piattaforma sinergica di cui è responsabile sempre Rauhe, creata per «governare le attività in Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Malta e Cipro». La sede è a Cesano Maderno, conta su 3.800 collaboratori e un fatturato a terzi pari al 7% del fatturato globale. «La ripresa è lontana – conclude Rauhe – ma il peggio è passato. L’Italia ha dimostrato di essere una nazione solida».

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Tutti su una nuvola Gli esperti dicono che il cloud computing porterà tutti in una nuova era. Protagonista di questo cambiamento anche Microsoft, che entro fine anno metterà tutti i suoi programmi nella “nuvola”

di Gian Carlo Lanzetti e Cleo Fuentes

L

a crisi economica si è manifestata in una fase in cui le Pmi italiane iniziavano ad acquisire una maggiore consapevolezza dell’importanza strategica dell’Information technology e ad intraprendere percorsi innovativi per essere più competitivi sul mercato. La fase di recessione ovviamente ha generato una maggiore attenzione ai costi e una contrazione degli investimenti, rappresentando un ulteriore limite all’innovazione dell’Italia: in questo contesto, un nuovo elemento si è affacciato sulla scena, la nuvola di internet, comunemente chiamata “cloud computing”, cioè la fruizione di applicazioni e servizi tramite internet, in remoto, che, assicurano

gli esperti, cambierà il modo di gestire l'It. Insomma, una trasformazione epocale che porterà le aziende in una nuova era. Il concetto di cloud computing è più semplice di una sua ipotetica traduzione. Fino ad oggi siamo abituati ad accendere un computer e ad avviare un programma (software) che permette la creazione e modifica di documenti, la riproduzione di musica e video, l'invio di una mail o il ritocco di una fotografia. C'è tuttavia un grande spartiacque che tutti possono capire chiaramente: alcune attività si possono svolgere offline e altre necessitano di una connessione a internet. Posso avvia-

re Word e scrivere una lettera, senza dover accedere a internet, ma se voglio inviare una mail, è necessaria una connessione al web: il cloud computing mette in discussione questo semplice concetto, e sposta online tutte, o quasi, queste attività. Questo significa che se volete scrivere una lettera, probabilmente non avvierete più Word, ma aprirete il browser e digiterete un determinato indirizzo www. Il cloud computing si basa sul concetto di "web application", vale a dire applicazione su web ed il computer del futuro, quindi, dovrà avere solo la potenza necessaria ad eseguire Internet Explorer (o Firefox, Chrome, Safari).

ict nelle pmi italiane Uno studio del Politecnico di Milano ha rilevato che al momento meno del 3% delle Pmi usa una qualche forma di Ict as a Service, ma il 20% programma di farne un uso normale nel giro di breve tempo. Assintel, una delle due più importanti associazioni dei fornitori di software e servizi informatici, pone il cloud come maggiore priorità dei Cio, i responsabili dei sistemi informativi, e ritiene che già quest’anno ci sarà un buon business malgrado alcuni freni: la sicurezza dei servizi remoti e il relativamente basso livello di connettività a fibra ottica esistente nel nostro Paese. 46 - youTrend


ELETTROSEGA PER LATERIZIO

con sistema ASC (anti stretch chain) Pietro Scott Jovane

Per abbassare i costi dell’It ed aiutare le imprese ad essere più dinamiche, Microsoft ha fatto una scelta di campo radicale che non mancherà di influenzare le strategie degli altri vendor e quindi il mercato: entro l’anno tutti i suoi prodotti saranno disponibili anche “in the cloud”. Oggi lo sono già all’85%. «L’impegno di Microsoft per portare innovazione tecnologica nelle piccole e medie imprese italiane è da sempre costante – spiega a YouTrade Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia – e per questa ragione abbiamo creato un’iniziativa come Destinazione Impres@ in grado di indirizzare i clienti verso strumenti di informazione e supporto utili alla crescita del loro business. Il nostro ecosistema di partner è il veicolo principale attraverso il quale portare innovazione ed è proprio la loro esperienza in settori specifici, come ad esempio quello edile, che ha nel corso degli anni ottenuto grande crescita e trasformazione, che consente loro di indirizzare al meglio le esigenze delle imprese stesse». Jovane annuncia i prossimi passi: «Destinazione Impres@ dedicherà nei prossimi mesi molti sforzi al tema del cloud computing, al fine di far maturare sempre più presso gli imprenditori italiani la consapevolezza di come la tecnologia sia una chiave della competitività e della crescita aziendale, soprattutto in un momento come quello attuale dove l’attenzione alla riduzione dei costi è molto forte. La disponibilità di servizi cloud ha infatti accresciuto la possibilità per le imprese di adottare soluzioni tecnologiche flessibili che offrano efficienza e risparmio contemporaneamente».

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facciamo Coworking? dopo iL car Sharing, arriVa La CondiVisione degLi spaZi di LaVoro

di Gian Carlo Lanzetti

È

una attività emergente, partorita dal web. Si tratta del coworking. Non è solo sinonimo di condivisione di uno spazio fisico e di una postazione di lavoro ma anche di idee e professionalità diverse. Sono parecchi i profili professionali che animano i cowo, per l’appunto gli spazi che molte aziende ritagliano al loro interno per quei ragazzi (ma anche adulti e pensionati) che stufi di lavorare da casa, negli internet point o nei caffè sono alla ricerca di un ambiente più accogliente e produttivo allo stesso tempo. Pare che i cowo assolvano bene a questa funzione stando alle esperienze della cinquantina di casi italiani, di cui una quindicina a Milano. Ci sono ancora pochi dati e statistiche intorno a questo fenomeno nato in California nel 2005 e importato in Italia nel 2008 ma di fatto partito nello scorso anno. È una opportunità per chi è alla ricerca di una postazione di lavoro fuori casa, inserita in un contesto vivace, senza imposizioni e gerarchie; ma è anche e soprattutto una occasione di arrotondare il business per tutte quelle organizzazioni, perché no anche le imprese impegnate nella distribuzione edile, che dispongono di alcune decine di metri quadri di spazio da trasformare in un cowo. L’investimento è veramente modesto perché di solito si dispone di tutte le risorse in house: scrivanie, sedie, lampade, qualche cassettiera, un armadio, una fotocopiatrice e soprattutto l’accesso a larga banda. I computer non sono di norma necessari perché i coworker 48 - youTrend

usano i loro, quasi sempre notebook. All’esterno va preso il know how operativo e amministrativo per gestire la nuova attività in regola. Ma ci sono organizzazioni pronte a supportare i gestori di spazi cowo: la più importante si trova a Milano all’indirizzo www. barcamp.org. È diretta da Massimo Carraro, l’affiliazione costa 150 euro l’anno ma fornisce tutti i supporti, compresi quelli legali e fiscali. I ritorni si prospettano interessanti ma non deve essere questa la sola motivazione a valutare un investimento in questa direzione. Ci può essere un ritorno in termini di idee da parte dei frequentatori, tra cui molti architetti, e delle sinergie che si vengono a creare tra professionalità diverse che frequentano i cowo, con benefici

anche per la struttura che li ospita. La letteratura americana riporta anche casi di questo genere. Di sicuro la frequentazione dei nuovi cowo consentiti dal Web apre gli orizzonti culturali e spesso anche professionali dei partecipanti come da numerose testimonianze. Indicativamente i prezzi delle postazioni variano dai 30 euro per un giorno ai 100 per una settimana di cinque giorni ai 250 per un pacchetto di un mese. Tutto è flessibile. Vittorio Gentile, neolaureato con una tesi sul coworking, ha realizzato forse la prima e unica per ora indagine su questo fenomeno, scoprendo appunto che il cowo è una opportunità per chi lo pratica ma soprattutto per chi lo offre.


green green WELLNESS

con iL green energy KiT di Technogym si poTrebbe arriVare a iLLuminare una CiTTà di 50miLa abiTanTi. per ora è SoLo un proToTipo, ma preSTo diVenTerÀ reaLTÀ

di Monica Battistoni

U

na mezz'ora di bici basta per tenere accesa una lampadina da 20 watt per un po’. Un paio d'ore potrebbero permettere di guardare la televisione, senza esagerare. Un'intera mattina, forse, consentirebbe di illuminare anche la stanza del bagno, il soggiorno e perfino il corridoio. In più c'è la sicurezza di un fisico asciutto. L'idea non è nuova: pedalare per produrre elettricità. A prima vista un sistema ecologico, verde e, soprattutto, economico per abbassare il costo della bolletta e alzare il tasso di autosufficienza energetica. Per vedere se è vero, Accor Hospitality, in collaborazione con Technogym e GetFIT, in occasione della giornata mondiale della terra, ha organizzato una dimostrazione pratica: cento volontari hanno partecipato all'iniziativa “Pedaliamo con Energia” all’hotel Ibis Milano Centro, in via Finocchiaro Aprile 2. All’interno dell’hotel sono stati installati dieci prototipi di cicli, progettati da Technogym e dotati di un Green energy kit per ricreare una “palestra a impatto zero”: quattro sessioni di spinning della durata di 15 minuti l’una, animate da un istruttore GetFIT, hanno prodotto l’energia necessaria per l’alimentazione di una sala wellness di medie dimensioni per Nerio Alessandri

un’ora. Il gruppo internazionale Accor Hospitality, leader europeo nel settore alberghiero e leader mondiale nei servizi prepagati, dal 1984 ha adottato un approccio integrato sullo sviluppo sostenibile con l’obiettivo di svolgere le proprie attività nel rispetto del territorio circostante. All’inizio si trattava di dieci azioni quotidiane e concrete, dal riciclo della carta, al controllo dei consumi alla raccolta differenziata, ma da cinque anni il progetto tocca circa 85 temi divisi per tipologia, a cui tutti gli alberghi quotidianamente si sottopongono e per cui ottengono dei punteggi: «È il termometro dell’impegno del gruppo che inoltre, ogni 22 marzo, promuove delle iniziative nazionali coerenti al contesto in cui opera», racconta Renzo Iorio, amministratore delegato di Accor hospitality Italia. E spiega: «Il progetto “Pedaliamo con energia” vuole essere un primo passo verso la realizzazione di un obiettivo ambizioso: “Palestre a impatto zero” negli hotel italiani dotati di centro fitness». Possibile? Si stima che l’energia prodotta da una persona che fa spinning sia di 0.43 kWh e che il consumo di lampadine, monitor, ventilatore da soffitto di una sala sia di circa 0.46 kWh. Quindi, una palestra di medie dimensioni, con quaranta attrezzi tutti funzionanti, nell’ora di punta potrebbe davvero essere autosufficiente per l’illuminazione. Questi numeri sono alla base del Technogym Green Concept, che nella pratica avrebbe l’effetto di trasformare i cen-

tri fitness in piccole centrali elettriche, grazie al movimento dei propri utenti. In teoria: «L’iniziativa milanese è stata l’occasione per testare nella pratica come il prototipo cattura l’energia e la fa girare e i dati ipotizzati sui valori generati da un pedalatore medio corrispondessero alla realtà. I risultati sono stati incoraggianti e, in effetti, la dinamo montata sulla ruota d’inerzia della bici da spinning, durante il movimento, trasmette l’energia sia a un piccolo stabilizzatore di tensione per alimentare le lampadine, il televisore e il ventilatore, sia a un sistema di batterie ad accumulo e a compensazione per mantenere l’illuminazione anche a macchine ferme. Ora stiamo riflettendo come strutturare al meglio l’impiantistica elettrica e le apparecchiature, mentre Technogym metterà a punto il prodotto per allestire la prima palestra a impatto zero entro il 2011. Se funzionerà, estenderemo il modello prima a tutti i 12 NovaHotel e poi agli altri hotel del gruppo in Italia». Intanto, i tecnici dell’azienda fondata da Nerio Alessandri, hanno calcolato che al mondo esistono circa 110mila palestre, dotate, nel complesso, di 1 milione e 500mila attrezzature cardiovascolari. Cosa accadrebbe se il concept venisse applicato a tutte queste macchine? Che il settore Wellness potrebbe produrre sufficiente energia per alimentare 15mila abitazioni, vale a dire una città di 50mila abitanti. E allora, cosa aspettiamo a dare il via alle palestre del futuro? youTrend - 49


NON CHIAMATECI

STRESSATI LA VITA DA MANAGER COMPORTA TENSIONI E DECISIONI IMPOPOLARI? FORSE Sì, MA ALCUNI TRA I Più CONOSCIUTI MANAGER DEL SETTORE EDILE NON SI SENTONO SOTTO STRESS, NEMMENO IN QUESTI ULTIMI DUE ANNI DI FORTE CRISI. PIUTTOSTO, BUTTANO Giù LE LORO STRATEGIE E RACCONTANO COME AFFRONTANO IL MERCATO

di Santina Muscarà

50 - youTrend


T

ra tabelle, riunioni, appuntamenti e impegni vari da gestire, sull’agenda un manager dovrebbe inserire anche lo stress. Sì, perché da sempre lo stress è considerato “roba da manager” e ancora di più con i tempi che corrono, in cui riuscire ad adeguarsi alle nuove condizioni del mercato è diventato ancora più difficile e, appunto, stressante. I modelli e la figura manageriale stanno cambiando e tra le caratteristiche del manager di domani vi è proprio quella di «saper interpretare il mercato anticipandone l’evoluzione e utilizzando al meglio le risorse aziendali di cui si dispone», assicura Ernesto Erali, direttore vendite Italia di Mapei. Gli fa eco Roberto Belloni, direttore commerciale di Cementirossi, per il quale è fondamentale «saper cogliere le opportunità, incarnando una figura nuova, in grado di far fronte a una situazione economica diversa». Riccardo Cavalli, consulente aziendale, spiega che esistono diversi profili manageriali e «un manager crea la strategia adeguata alla direzione e alla valorizzazione dell'azienda». E c’è chi riassume la propria strategia con «lo “schema delle quattro E”: energia personale positiva, energia da infondere agli altri, efficacia decisionale ed esecuzione dei compiti», come svela Gianni Milani, direttore commerciale di Fibrotubi. Tutti e quattro hanno visto crescere il proprio ruolo nelle aziende dove operano: Erali ha iniziato occupandosi di additivi per il calcestruzzo per arrivare oggi a trattare l’intera gamma prodotti della Mapei, che viene proposta quasi esclusivamente attraverso il canale commerciale della rivendita di ceramica e di materiale edile; Milani ha accresciuto le sue capacità di coordinamento e direzione; e Belloni sottolinea quanto «l’operatività che veniva portata avanti fino a un anno fa adesso non sia più sufficiente a garantire il successo dell’azienda, senza l’apertura a nuovi ambiti di esplorazione». I cambiamenti più importanti riguardano questi ultimi due anni nei quali «gli strumenti che dovrebbero aiutare a lavorare meglio, ad esempio la posta elettronica e il cellulare, spesso portano via più tempo del previsto – afferma Erali – e per questo bisogna saper organizzare le varie attività aziendali stabilendo delle priorità. Tra queste vi è senza dubbio il rapporto con il cliente». È d’accordo Cavalli, per il quale gran parte del tempo è impie-

gato per avere il controllo sul mercato. Belloni e Milani invece puntano sulle risorse umane: la motivazione delle risorse fa la differenza (afferma il primo) e il coinvolgimento del personale fa aumentare produttività e qualità, dichiara il secondo. Sarà successo a questi manager di prendere decisioni impopolari in questo biennio? Secondo Cavalli «non esistono decisioni impopolari, ma umane e dettate dal contesto aziendale». Del parere opposto è Milani: «In un mercato in crisi di volumi e denaro oggi più che mai esistono decisioni impopolari», mentre per Belloni le scelte sono sempre dettate da ridimensionamenti strutturali che però nel suo caso non sono stati necessari. Al contrario, Erali riconosce di aver dovuto fare scelte precise e forse impopolari «nei confronti di alcuni clienti talvolta non sufficientemente attenti alle false offerte - sostiene il direttore - ed alle paventate qualità di alcune aziende fornitrici, supportate unicamente da accattivanti depliant promo-pubblicitari». «Quello che stiamo affrontando è un cambiamento epocale dell’economia», ribadisce Belloni. Dovendo scegliere, i manager di oggi puntano sulle visioni a breve termine che sappiano sfruttare immediatamente il mercato, sui valori, sull’innovazione tecnologica e sulle strategie chiare e definite.

Ernesto Erali

Roberto Belloni

VITA DA MANAGER Stress o no, fare il manager non è solo un dovere: «È un piacere», affermano all’unisono Belloni, Erali e Cavalli, mentre Milani va oltre: «Per fare questo lavoro ci vuole passione profonda, autentica e sentita: è lei che spesso ti aiuta anche ad arginare lo stress». Tra le altre soluzioni, gioca un ruolo importante l’attività fisica, che aiuta a scaricare le tensioni e le responsabilità della giornata. Ed ecco che giacca e cravatta vengono abbandonati per sfoggiare scarpe da ginnastica e pantaloncini, ideali per una partita a calcetto o una pedalata in bicicletta. C’è addirittura chi lo sport lo fa in ufficio, come Erali che può sfruttare la palestra al settimo piano della sede commerciale di Mapei. E chi, come Belloni, per mantenere il giusto equilibrio psico-fisico di cui un manager deve essere dotato, si dà al trekking, senza dubbio salutare e antistress. Se il lavoro porta via tanto tempo alla

Gianni Milani

Riccardo Cavalli

youTrend - 51


vita personale, un bravo manager è capace di gestire al meglio il rapporto tra sfera privata e professionale, talvolta anche grazie a un po’ di pratica: «Con gli anni – afferma Cavalli - sono riuscito a conciliare tranquillamente i due ambiti». Di certo i tempi duri della crisi comportano più difficoltà: «Le preoccupazioni aumentano e bisogna stare attenti a non scaricare lo stress a casa», suggerisce Belloni, che aggiunge: «Io ci riesco ancora molto bene, ma è più difficile rispetto a prima». Se diventa più difficoltoso incastrare gli impegni di lavoro con quelli familiari, in questi ultimi anni lo stile di vita dei nostri manager è rimasto sostanzialmente lo stesso, «è cambiata solo la tranquillità con cui si affrontano determinati investimenti», afferma Belloni e «nei contesti attuali – aggiunge Milani – è giusto dare esempio di efficienza e risparmio». A guidare i manager di oggi non è di sicuro lo stress negativo, quello che abbatte e destabilizza, ma è il saper utilizzare lo stress come stimolo per seguire determinati obiettivi, secondo il proprio significato di ambizione: «Ambizione significa crescere professionalmente – afferma Erali - in modo corretto e senza scorciatoie». Belloni aggiunge: «L’ambizione è una molla che aiuta a tendere verso il miglioramento continuo del proprio lavoro», e Cavalli e Milani proseguono: «è il raggiungimento dei risultati che ci si prefigge». Se il primo obiettivo di un manager era quello di arrivare alla propria posizione lavorativa, il solo lavoro per cui varrebbe la pena cambiare mestiere è quello di «diventare il portiere dell’Inter… ma per fare entrare tanti goal in porta», confessa ironizzando Erali, da buon milanista. A QUANDO LA RIPRESA? I manager sono tutti d’accordi, non sarà una ripresa facile, anzi, «non ci sarà una vera e propria ripresa, consistente e trainante come quelle a cui siamo stati abituati in passato – sostiene Belloni – ma usciremo molto lentamente da questa situazione. Questa non è una crisi di ciclo, è una crisi strutturale che porterà al ridimensionamento generale del tenore di vita, quindi ci sarà una prima stabilizzazione, seguita da una lenta risalita». Non molto più ottimisti 52 - youTrend

gli altri pareri: «Se lo Stato non destinerà risorse al settore, la ripresa non avverrà prima del 2013», afferma Milani. Anche per Erali, dopo questo momento, il peggiore secondo lui, «alzeremo un po’ la testa nel 2011 e non avverranno grandi miglioramenti prima del 2012». Inoltre dipende da cosa ci si aspetta dalla tanto sospirata ripresa: «Di sicuro non ci alzeremo

domattina con un improvviso rialzo del 10 o del 20% - dichiara Cavalli – non avremo impennate almeno per qualche anno». Ma i nostri manager non si lasciano di certo scoraggiare e dopo aver aggiunto la voce “stress” in agenda, aggiungono anche la dicitura “crisi”, perché ogni bravo manager ha in tasca le carte giuste per attraversarla.

I MANAGER CHE “DANNO I NUMERI” ManagerItalia (la Federazione nazionale dirigenti, quadri e professional del terziario) valuta che tra gennaio e ottobre 2009 circa 12mila manager sono usciti dall’azienda (le cessazioni di rapporti di lavoro sono aumentate del 142%, e i licenziamenti del 135%), e l’Istat conferma che il tasso disoccupazionale manageriale a febbraio 2010 si attesta intorno al 10%. Certo è che siamo il paese europeo che soffre maggiormente i danni dello stress da lavoro: secondo uno studio dello scorso anno, svolto da SCS Consulting su dati Ispesl e Istat, è emerso che in Italia circa 9 milioni sono soggetti a stress, e di questi il 32% appartiene alla categoria manageriale. E le cose non migliorano se si considera la pesante crisi economica: secondo i dati di Astra Ricerche, su un campione di 1.073 manager intervistati a dicembre 2008 per Manager Italia, il 74,2% accusa un aumento del livello di stress e tensione come conseguenza della crisi economica, e il 63% avverte maggiore incertezza e insicurezza. Tuttavia, sempre secondo Astra Ricerche, la crisi è percepita da molti come un’opportunità per ripartire, non solo attraverso efficaci riorganizzazioni strutturali (31,5%), ma anche attraverso una revisione dello stile di management (25,7%) e l’adozione di nuove governance aziendali (16,4%). I tiepidi segnali di ripresa registrati negli ultimi mesi, hanno portato alla ricerca di figure manageriali in grado di saper innovare e guidare i propri collaboratori, mantenendo alta la focalizzazione sugli obiettivi e la motivazione del team di lavoro, e capaci di individuare nel mercato nuovi modelli di consumo e nuove opportunità di business, soprattutto nei settori delle nuove tecnologie e della green economy. E nel prossimo futuro il ruolo del manager diventerà quindi sempre più decisivo, per garantire finalmente l’approdo delle aziende alla fase post-crisi, con una buona dose di adattabilità, creatività e flessibilità. Per allenare la mente a sopportare tensioni e difficoltà, è attiva già dagli anni ’80 una tecnica “anti-stress” davvero singolare che coniuga gestione aziendale ed arte della giocoleria (juggling) che, insegnando ai manager a giocare con palline e trampoli, cerca di trasmettere il coraggio per le proprie scelte e la consapevolezza dei propri limiti. Poi ci sono i workshop del Cfmt (Centro formazione management del terziario) che utilizzano i contesti sfidanti insiti nello sport agonistico ad alto livello per sviluppare metodologie e tecniche per la gestione dello stress individuale, mentre la London Business School esorta i manager di domani ad affrontare il nervosismo e l’ansia da troppo lavoro con l’ayurveda e le tecniche olistiche orientali. (Veronica Monaco) I lavoratori stressati in Europa

Le figure che subiscono di più lo stress

% di lavoratori

% di lavoratori

Italia

41 %

Professionisti

40 %

Gran Bretagna

27 %

Tecnici

35 %

Germania

25 %

Manager

32 %

Francia

24 %

Media europea

22 %

(Fonte: SCS Counsulting)


BUENA VISTA SOCIAL HOUSING CASSA DEPOSITI E PRESTITI FIRMA IL PRIMO SOCIAL HOUSING. SARÀ A PARMA E VALE 132 MILIONI DI EURO. IL 40% FINANZIATI DALLO STATO di Federico Della Serra

T

ortellini, prosciutto e social housing. Parma non è solo la capitale della gastronomia doc, del buon vivere e della musica verdiana. Ora, grazie a un fantapiano da 132 milioni di euro, è anche il capoluogo di quello che potrebbe costituire un modello per gli altri Comuni italiani per quanto riguarda l’edilizia sociale. La città emiliana ha, infatti, dato il via a un piano per la realizzazione di 1.050 alloggi entro il 2012. Rispetto alle cure omeopatiche, in materia edilizia, di amministrazioni che governano città con multipli degli abitanti di Parma, si tratta di una decisione straordinaria. L’iniziativa della giunta comunale risale al dicembre scorso, ma solo adesso, trovata la quadra dei finanziamenti, si potrà passare alla fase operativa. Poche settimane fa, infatti, la Banca d’Italia ha approvato il regolamento del Fondo investimenti per l’abitare, promosso da Cdp Investimenti Sgr, la società di gestione della Cassa depositi e prestiti, con un piano industriale che prevede l’investimento di 1 miliardo nel social housing. E la prima lettera ufficiale a Cdp Investimenti è stata spedita proprio dai promotori del progetto Parma Social House e del relativo fondo immobiliare (il Fondo Parma Social House, fondo comune di investimento immobiliare chiuso di diritto italiano): secondo i programmi, dallo Stato dovrebbe così arrivare il 40% dei finanziamenti. Ma, oltre a essere il primo social housing firmato dalla Cassa depositi e prestiti, il progetto di Parma vanta anche un lay-out originale. Il piano prevede che le abitazioni siano assegnate in via preferenziale a giovani coppie, famiglie con genitori separa-

ti, lavoratori in mobilità, immigrati, studenti fuori sede e anziani. Negli edifici, 315 alloggi saranno forniti con un affitto a canone sostenibile (per esempio, 300 euro al mese per 75 metri quadri) per un periodo non inferiore a 25 anni. Altri 210 appartamenti saranno invece dati in affitto a canone convenzionato con previsione di riscatto dell’alloggio all’ottavo anno (per esempio, 570 euro al mese per 78 metri quadri). Infine, per altri 525 alloggi è prevista la vendita al costo di 1.750 al metro quadro. Il Comune di Parma, inoltre, si impegna alla cessione in diritto di superficie delle aree di proprietà alle imprese esecutrici e all’esenzione dal pagamento del contributo di costruzione, tenuto conto dell’interesse pubblico perseguito. «Oggi la domanda abitativa a Parma è cambiata profondamente, benché la casa resti un bisogno primario senza il quale le persone non possono progettare la propria vita», è il commento del sindaco di Parma, Pietro Vignali. «È emersa in questi anni una nuova fascia intermedia di persone, non sufficientemente ricche per accedere al libero mercato ma non abbastanza povere per i parametri dell’edilizia popolare. Penso a giovani coppie, famiglie monogenitoriali, famiglie numerose e immigrati. L’edilizia residenziale sociale rappresenta una risposta, concreta, sostenibile, una proposta differenziata che coinvolge una pluralità di soggetti, pubblici e privati». Le case saranno costruite da una serie di imprese già individuate attraverso un bando: Buia Nereo, Cooperativa di produzione e lavoro Bruno Buozzi, Consorzio imprenditori edili, La Nuova Speranza, Parma 80,

Il sindaco di Parma, Pietro Vignali

Cooperativa Edile Artigiana, Cooperativa Case Popolari e Cooperativa Residence. Accanto alla decisione di puntare sull’housing sociale, il comune emiliano ha anche pensato ad un meccanismo di regolazione del mercato della casa. La soluzione è stata la creazione di un Centro servizi per l’abitare. Si tratta di un unico sistema integrato, mediante il quale il Comune di Parma si propone di offrire servizi, opportunità e facilitazioni ai cittadini interessati all’acquisto, all’affitto e al riscatto in proprietà di alloggi a prezzi e canoni sostenibili o calmierati rispetto a quelli di mercato. Verrà attivato a settembre 2010. Uno dei vantaggi sarà disporre di un sistema interattivo e di un database che farà da riferimento per le associazioni dei proprietari, inquilini, sindacati e per tutti i cittadini che intendono vendere, acquistare o affittare un alloggio a prezzi e canoni sostenibili. Il sistema dovrebbe servire a calmierare i prezzi. Segno che la creatività può suonare la stessa musica del mercato. Il titolo c’è già: Buena Vista Social Housing. youTrend - 53


Cresme: riquaLificaZione e impianTi per iL fuTuro deLL’ediLiZia di Santina Muscarà

«S

i può sostenere che i principali motori del mercato del settimo ciclo edilizio del nostro Paese dal secondo dopoguerra, il ciclo che partirà con il 2011, saranno la riqualificazione del patrimonio esistente e l’innovazione tecnologica, che significa, in pratica, la crescita del settore degli impianti all’interno delle costruzioni». A dirlo è Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, nella sua ultima, recentissima ricerca “Il mercato dell’installazione di impianti e le dinamiche del mercato delle costruzioni. Scenari del cambiamento per gli anni 2010-2015”. Del resto, il settore si è già accorto da qualche tempo che l’impiantistica sta assumendo un ruolo sempre più importante nel settore costruzioni perché gli edifici stanno lasciando la loro veste di costruzio54 - youFoCus

iL direTTore deL creSme, LorenZo beLLiCini, eVidenZia queSTo Trend neLLa Sua uLTimiSSima ricerca ni tradizionali per diventare impianti tecnologici integrati a tutti gli effetti. L’energy technology, l’innovation communication technology e il facility management avranno un ruolo determinante nella selezione di coloro che usciranno vincenti dalla crisi degli ultimi anni. Una partita eccezionale che si gioca soprattutto sull’energia, sull’efficienza a minor costi, sul passare da una società basata sul business del consumo a una basata sul business del risparmio. Ne è convinto Bellicini, che, si sa, è sempre schietto e diretto nel presentare i dati economici del settore e lo è stato nemmeno in questo studio, presentato nell’ambito del recente convegno del Cna (Confederazione nazionale artigiani) dal titolo “Installazione e Impianti Uscire dalla crisi: strategie e prospettive per il mercato dell’impiantistica”. Ecco i dati più salienti e le riflessioni di maggior interesse emerse dalla ricerca del Cresme. IL CONTESTO ECONOMICO La congiuntura economica in Italia: -5% nel 2009, ripresa debole nel 2010 La contrazione del Pil del 2008 ha aperto la strada verso la profonda recessione del 2009: dopo un -1% del

2008, a fine 2009 l’economia nazionale ha scontato una flessione assai più importante, -5%. Senza una ripresa significativa nella domanda, la produzione è destinata a ristagnare. Con la disoccupazione in aumento, ed in assenza di stimoli pubblici, la domanda interna difficilmente potrà sostenere la crescita. Le speranze sono dunque concentrate sulla ripresa dell’export. Il mercato mondiale ha effettivamente ripreso a crescere. Ma per ora l’export italiano non sembra avere colto questa crescita. Si stima che a fine 2009 la contrazione sarà di circa il 19%, superiore all’altrettanto sensibile riduzione delle importazioni (-15,8%). Con la ripresa mondiale si attende un recupero delle esportazioni nel 2010 e soprattutto dal 2011, ed in particolare del loro contributo netto alla dinamica del Pil. Appare infatti di importanza cruciale, per l’economia italiana, la capacità delle imprese esportatrici di cogliere la ripresa del commercio internazionale nei prossimi mesi. Una ripresa debole senza occupazione La rilevazione Istat di gennaio evidenzia l’aggravarsi della crisi occupazionale in Italia: il numero di occupati a gennaio 2010 è pari a 22 milioni


Tabella 1 - Conto economico delle risorse e degli impieghi - Anno 2009 - Valori in milioni di € Valori a prezzi correnti

Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato

1.520.870

-3,0

1.207.876

-5,0

370.582

-19,7

306.988

-14,5

Importazioni di beni e servizi fob

Fonte: Istat

Consumi finali nazionali

1.239.327

-0,6

995.158

-1,2

- Spesa delle famiglie residenti

905.388

-1,9

734.754

-1,8

- Spesa delle AP

327.814

3,3

255.216

0,6

- Spesa delle ISP

6.125

2,6

5.027

1,1

Investimenti fissi lordi

287.634

-11,5

231.850

-12,1

Variazione delle scorte

-2.173

-

-

-

2.125

-10,9

1.024

-14,5

364.539

-19,5

288.096

-19,1

Oggetti di valore Esportazioni di beni e servizi fob

904mila unità (dati destagionalizzati), sostanzialmente invariato rispetto a dicembre e inferiore dell’1,3% (-307mila unità) rispetto a gennaio 2009. Il tasso di occupazione è pari al 57,0% (inferiore, rispetto a dicembre, di 0,1 punti percentuali e di un punto rispetto a gennaio 2009). Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 144mila unità, in crescita dello 0,2% (+5mila unità) rispetto al mese precedente e del 18,5% (+334mila unità) rispetto a gennaio 2009. Il tasso di disoccupazione si posiziona all’8,6% (con una variazione congiunturale sostanzialmente nulla ma in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto a gennaio 2009). Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 26,8%, con una crescita di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,6 punti percentuali rispetto a gennaio 2009. Nella valutazione della crisi occupazionale bisogna poi tener conto dei processi di regolarizzazione in atto: infatti secondo la rilevazione Istat sulla forza-lavoro del secondo trimestre 2009, il tasso di disoccupazione era passato dal 6,7%del secondo trimestre 2008 al 7,4%. In un anno - da aprile 2008 ad aprile 2009 - si erano già persi 378mila posti di lavoro (41mila dei quali nel settore delle costruzioni). Come osservato dalla Banca d’Italia nel suo Bollettino Economico, il dato è però sottostimato: l’occupazione straniera è infatti aumentata di 184mila unità, riflettendo presumibilmente non un reale aumento dei posti di lavoro, ma il fenomeno delle regolarizzazioni. Appare quindi più indicativo il dato riguardante gli occupati di nazionalità italiana, che sono

diminuiti di 562mila unità. Inoltre si deve ricordare che nel numero degli occupati rientrano anche i dipendenti in cassa integrazione e che le ore di cassa integrazione sono aumentate del 400% tra gennaio e settembre nel settore industriale. Le prospettive per il futuro indicano che la ripresa, se ci sarà, non avrà immediati riflessi positivi sull’occupazione. La crisi della domanda interna e la debolezza del debito pubblico I consumi privati descrivono la crisi della domanda interna e la difficile situazione dell’economia italiana: dopo la flessione dello 0,9% nel 2008, nel 2009 si sono contratti dell’1,8%, malgrado i segnali di recupero della fiducia dei consumatori registrato a partire da aprile. La ripresa nel 2010 sarà modesta, +0,4%, sostenuta dal miglioramento dei mercati azionari. Per quanto riguarda gli investimenti produttivi, secondo la Banca d’Italia l’accumulazione si è complessivamente contratta del 14,5% tra l’estate 2008 e il secondo trimestre 2009 (-23,4% per i soli acquisti di macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto). Complessivamente nel 2009 la contrazione è stata del 12,1%.

Infine i conti pubblici sono in netto peggioramento, nonostante la “politica del rigore”, a causa della forte contrazione della produzione. Secondo la Relazione Previsionale Programmatica (RPP) di settembre, l’indebitamento netto nel 2009 ha raggiunto il 5,3% del Pil (all’incirca il doppio rispetto al 2,7% del 2008), mentre il debito pubblico si è attestato al 115,1% del prodotto, nove punti percentuali di aumento su base annuale. I dati Istat sui conti pubblici sul 2009 confermano questo scenario. La risposta del settore pubblico alla crisi è stata prudente, “di attesa” e in controtendenza rispetto a quella generalmente adottata dagli altri paesi (europei e non). Inoltre la manovra di bilancio italiana per il prossimo triennio sarà di diminuzione della spesa pubblica. La grande maggioranza degli altri paesi ha ampiamente utilizzato le finanze pubbliche per stimolare l’economia. In questa scelta si possono ritrovare due ordini di motivazioni: l’alto livello di indebitamento che contraddistingue il settore pubblico italiano, e lo stato relativamente buono del settore finanziario, meno contagiato rispetto a quello di altri paesi. La strategia sembra essere quella di aspettare il traino della ripresa economica mondiale e della nuova espansione del commercio estero in modo che la domanda esterna sostenga l’economia, in assenza di uno stimolo di quella interna. Le prospettive economiche per l’Italia sembrano quindi dipendere in larga parte dall’andamento dell’economia mondiale, contraddistinto da incertezze. Il rischio è che la ripresa dei paesi avanzati sia più lenta e debole del previsto, così che rapporto debito/Pil italiano aumenti nonostante la “politica del rigore” attuata, a causa delle minori entrate fiscali e della stagnazione della produzione interna.

Tabella 2 - Conto economico Consumi e investimenti - Anno 2009 - Valori in milioni di € Aggregati Consumi finali nazionali

Valori a prezzi correnti

Valori concatenati Variazioni % Variazioni % anno di riferimento 2009/2008 2009/2008 2000

1.239.327

-0,6

995.158

-1,2

- Spesa delle famiglie residenti

905.388

-1,9

734.754

-1,8

- Spesa delle AP

327.814

3,3

255.216

0,6

- Spesa delle ISP

6.125

2,6

5.027

-1,1

287.634

-11,5

231.850

-12,1

Investimenti fissi lordi

youFoCus - 55

Fonte: Istat

Aggregati

Valori concatenati Variazioni % Variazioni % anno di riferimento 2009/2008 2009/2008 2000


Un paese che non sa più crescere In questo contest, così difficile la crisi non fa che rendere più drammatico un problema di fondo del nostro paese: la sua incapacità di crescita. Se si esaminano i tassi di crescita del Pil in Italia dal 1970 ad oggi, si nota con chiarezza la crescita della incapacità di crescere del nostro paese. L’immagine che emerge è quella di un paese sempre più vecchio, quasi “rannicchiato”, chiuso su se stesso e avvolto in meccanismi che ne bloccano le energie minori. Mentre il peso dello Stato nell’economia cresce, insieme ai meccanismi dell’inefficienza e della corruzione (come le cronache dimostrano). LA CRISI DELLE COSTRUZIONI La consapevolezza della crisi è debole e il 2010 sarà l’anno della crisi dell’offerta Nel 2010 secondo le previsioni del CRESME il settore delle costruzioni vivrà un altro anno di flessione. Sarà il quarto anno di caduta dal 2007. La flessione degli investimenti sarà inferiore a quella del 2009, ma gli effetti sul sistema dell’offerta e sul lavoro saranno più pesanti. Se il 2008 e il 2009 sono anni di flessione della domanda, il 2010 sarà l’anno di una ulteriore crisi della domanda e soprattutto della crisi dell’offerta. Una crisi che si ripercorrerà lungo tutto la filiera. Il problema principale sta nei bilanci delle imprese: già nel 2008, secondo le analisi del CRESME si metteva in evidenza come, su un campione delle

Grafico 1 – Tassi di variazione del PIL in Italia (1970 – 2009)

Fonte: elaborazione Cresme/Si su dati Istat–Conti Economici Nazionali ‘70-‘08, Stime preliminari del Pil

principali 200 imprese di costruzioni italiane, il 47% delle imprese del campione avesse perso fatturato, il 6,5% avesse un margine operativo lordo negativo ed una perdita di bilancio e un ulteriore 10,5% avesse problemi finanziari. La stessa indagine su un campione di 400 industrie produttrici di materiali, macchine e componenti per l’edilizia metteva in evidenza che il 57,9% delle imprese aveva perso fatturato, il 16,2% era in crisi e l’11,7% aveva problemi finanziari. Nel 2008 la flessione degli investimenti in costruzioni secondo il Cresme è stata del 4,7%, secondo l’Istat dell’1,8% e secondo l’Ance del 2,3%. Come sappiamo la crisi della domanda nel 2009 è stata ben più pesante: per il Cresme ci troviamo di fronte ad una flessione del mercato del 9,9%,

secondo l’Ance del 9,4%, mentre secondo l’Istat la flessione nei primi tre mesi del 2009 è stata dell’8,4%, con un peggioramento nel terzo trimestre: -9,1%. L’impatto della crisi sull’occupazione è ormai pari al 10% degli occupati dipendenti; è questa infatti la flessione che registra l’Osservatorio sul Lavoro nelle Costruzioni di FenealCresme per il 2009 (i dati Istat registrano una flessione più contenuta del 4,4%). Nel 2010 le cose non andranno meglio: per il Cresme la flessione sarà del –5,8% sui livelli di produzione frutto delle dinamiche 2008 e 2009, mentre per l’Ance si attesteranno su una forchetta che va dal –7,1% dell’ipotesi più pessimistica al –3,9% di quella più ottimistica. E soprattutto nel 2010 con ogni probabilità vi sarà il rischio

Tabella 3 – Investimenti nelle costruzioni Prezzi costanti 1995 – Variazioni 2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

8,4

7,9

1,4

3,6

1,4

0,8

-1,8

-6,2

-15,7

-10,8

4,3

8,7

- Residenziali

8,5

6,3

5,2

7,1

7,8

5,3

-3,1

-8,3

-21,8

-14,1

7,6

18,8

- Non residenziali private

8,0

13,8

-8,5

-5,0

-1,9

-3,8

-1,2

-2,8

-15,9

-14,4

2,0

1,5

- Non residenziali pubbliche

8,5

4,2

4,4

5,4

-3,5

-5,7

-2,0

-4,4

-4,8

-2,0

2,0

1,0

- Genio civile

8,6

4,0

7,5

7,2

-5,2

-1,5

0,5

-6,0

-6,0

-4,0

2,0

1,0

Investimenti in rinnovo

2,1

-1,7

-0,6

1,0

-2,0

1,5

1,0

-2,9

-3,6

-1,2

1,6

1,2

- Residenziali

0,3

-3,0

-0,6

0,0

-0,3

3,0

0,8

-2,0

-0,5

1,0

2,0

1,2

- Non residenziali private

2,0

-2,5

-4,0

-2,0

-1,8

1,2

1,4

-2,0

-8,0

-5,0

1,0

1,0

- Non residenziali pubbliche

4,0

1,0

2,9

4,0

-6,0

-2,4

0,8

-5,0

-5,0

-2,8

1,5

1,0

- Genio civile

7,7

2,5

3,0

6,7

-5,2

-0,9

1,0

-6,3

-6,4

-2,6

1,0

1,5

TOTALE INVESTIMENTI

5,1

3,0

0,4

2,3

-0,2

1,1

-0,5

-4,7

-9,9

-5,8

2,8

4,7

Investimenti in nuove costruzioni di cui:

di cui:

Fonte: Cresme/Si

56 - youfocus


di tenuta di molte imprese di costruzioni e, soprattutto, di molte industrie produttrici di materiali, componenti e macchine. Il crollo della produzione industriale Per interpretare quello che succede dobbiamo tornare a fare i conti con i molti indicatori che lo descrivono, con i molti punti di vista degli attori della filiera del “mercato di mercati”, con quello che è successo sul mercato: • la produzione di acciaio in Italia nel 2008 è scesa del –3,1% e il consumo apparente del tondo per cemento armato è sceso del -5,7%; ma la produzione di acciaio nei primi nove mesi del 2009 è calata secondo Federacciai del 41,7%; • secondo Comamoter, le vendite di macchine per il movimento terra, sono calate del 22,4% nel 2008 e del 46,5% nel 2009; • secondo l’Osservatorio Congiunturale di Federchimica di luglio 2009 la produzione di chimica per l’industria, che ha nelle costruzioni un settore di impiego sempre più importante, è calata nel 2008 del 5,3%; le previsioni per il 2009, ancora da confermare, parlano di una flessione del 19%; • secondo l’Istat la produzione di piastrelle di ceramica nel 2008 è calata del 7,8% e secondo Assopiastrelle il calo della produzione è stato dell’8,3%, mentre i consumi interni in Italia sono scesi dell’11,4%; secondo l’Istat nei primi 9 mesi del 2009 l’indice della produzione è sceso del 33,5%; • secondo l’Istat la produzione di cemento in Italia è scesa del 4,2% nel 2008; secondo Aitec la produzione di cemento nel 2008 è diminuita del 9,5% e i consumi sono scesi del 9,8%. Secondo l’Istat la produzione di cemento nei primi nove mesi del 2009 è scesa del 19,1%. Secondo le stime Cresme per Eurocostruct il consumo di cemento in Italia nel 2009 è sceso del 14,5% il consumo dei prodotti in calcestruzzo, secondo lo studio realizzato da Cresme per la Consulta del Calcestruzzo e promosso da Federbeton, è sceso del 15% nel 2008 e di un altro 15% nelle previsioni del 2009; • secondo l’Istat la produzione di laterizi nel 2008 è diminuita del 12,7%, secondo l’Osservatorio Andil, la

Grafico 2 - Media indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi (2005=100)

Fonte: elaborazioni Cresme su dati Istat

flessione è stata del 12,4%; nei primi nove mesi del 2009 la produzione di laterizi è scesa del 29,3%. E potremmo continuare. Basti però un grafico finale che misura l’indice della produzione industriale dell’Istat di un insieme di materiali delle costruzioni (cemento, prodotti in calcestruzzo, piastrelle in ceramica, laterizi, prodotti di carpenteria in legno e falegnameria per l’edilizia) dal 1990 al 2009. Guardando il grafico possiamo dire, senza ombra di dubbio, che la recessione investe con una violenza sconosciuta le industrie produttrici del settore delle costruzioni nel biennio 2008-2009: in due anni la flessione è di 30 punti percentuali. La grave crisi 1992-1994 vide una riduzione della produzione di 10 punti percentuali. Si notano nella dinamica della curva della produzione anche gli effetti della prima legge Tremonti sulle agevolazioni fiscali per gli investimenti in edilizia non residenziale nel 1995. Si nota con chiarezza la fase espansiva del boom degli anni 2000, fase espansiva che, avviatasi dal 1998, tocca il suo picco nel 2003, si stabilizza sino al 2006 per poi “crollare”, nel 2008 e nel 2009. La curva in neretto che appare nel grafico è la curva degli investimenti nel settore delle costruzioni del Cresme. Certo, tra produzione e mercato c’è il magazzino e un pezzo di filiera. Meglio, potremmo dire ci sono più magazzini. Ed oggi la prima risposta alla crisi è stata: “destoccare”, “smaltire le scorte”, “dare fondo al

magazzino” il più possibile. Forse un ruolo così rilevante del magazzino nel passato non c’è stato. O forse sì. Certo nel grafico della produzione ci sono le piastrelle con un alto indice di esportazioni. Certo mancano alcuni prodotti (ma il grafico di sintesi in appendice per un insieme di prodotti più ampio non cambia). In ogni caso la correlazione è sorprendente, con l’indice della produzione industriale anticipatore. Residenziale: una caduta dei livelli di mercato del 25% Se diamo attenzione al comparto residenziale ci troviamo nella seguente situazione: le compravendite residenziali nel 2008 sono scese del 14,9%, la proiezione del 2009 sulla base dei dati del primo semestre è di un’altra frenata del 15,6%; il flusso dell’erogazione dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni è sceso del -10% nel 2008 e del -12,9% nei primi sei mesi del 2009; le erogazioni per le costruzioni residenziali sono scese dell’8,6% nel 2008 e del 17,8% nel 2009; la produzione edilizia in termini di volumi ultimati, secondo il sistema informativo del Cresme/Si è scesa del 6,3% nel 2008 e dell’11,5% nel 2009; gli investimenti nella nuova costruzione residenziale sono scesi dell’8,3% nel 2008 e del 19,2% nel 2009. Compravendite e investimenti descrivono un –28% delle attività dal 2007 al 2009. Le ultimazioni un –17%, gap che verrà recuperato nel 2010 e nel 2011. youfocus - 57


Tabella 4 – Indicatori dell’edilizia: credito, produzione, investimenti 2008/2007 2009/2008 2009/2007 Residenziale Compravendite residenziali

-14,9

-15,6*

Erogazioni mutui residenziali

-28,2

-10,0

-12,9*

-21,6

Erogazioni credito costruzioni residenziali

-8,6

-17,8*

-24,9

Nuova produzione residenziale(m2 ultimati)**

-6,0

-11,5

-16,8

Investimenti nuova costruzione***

-8,3

21,8

-28,3

-11,7

-16,0*

-25,8

-3,1

-48,7*

-50,3

Non residenziale Compravendite non residenziali Erogazioni mutui non residenziali Erogazioni credito costruzioni non residenziali

-13,9

-16,4*

-28,0

Nuova produzione non residenziale (m2ultimati)**

-0,9

-16,4

-17,2

Investimenti nuova costruzione

-2,8

-15,9

-18,3

-6,0%

-6,0

-11,6

***

Opere pubbliche Fonte: Elaborazioni Cresme su fonti varie *Primi sei mesi 2009 ** Sistema informativo Cresme/Si sulla produzione edilizia; ***Stime Investimenti Cresme

La crisi attuale delle abitazioni (ma anche di tutto il mercato delle costruzioni), oltre a quella finanziaria di cui si parla e si è parlato già tanto (e della quale il settore delle costruzioni mostrerà gli effetti ancora per tutto il prossimo biennio), mostra altre due componenti importanti da valutare: eccesso di produzione e riconfigurazione del mercato. La crisi attuale è in parte figlia dell’eccesso di offerta: si è costruito troppo, i prezzi sono cresciuti troppo, la speculazione è stata troppo alta e il rapporto qualità e prezzo non è stato soddisfacente. La crisi da eccesso ha a che fare con il più importante boom immobiliare della storia (30% di compravendite in 10 anni), la cui caduta era nella natura stessa di ogni ciclo immobiliare. Gli ultimi dati del mercato parlano chiaro: se va bene, le compravendite residenziali in Italia scenderanno del 30% rispetto al picco del 2006 (ovvero da quasi 870mila a meno di 600mila), i prezzi sono scesi del 10% e dovranno scendere di un altro 10%. L’invenduto rende difficile la ripresa del mercato. La domanda si è ridotta del 30%, ma l’offerta sconta dell’inerzia del settore; rallenta, ma non si ferma. I prezzi scenderanno ancora nel 2010 e forse solo nel 2011 arriverà la ripresa, come indicano i dati della nuova produzione: dal picco del 2007 (quasi 300mila nuove abitazioni ultimate), nel 2009 si scende a 244mila (di cui 4.500 destinate a fronteggiare l’emergenza in Abruzzo), per arrivare a meno di 150mila nel 2012. 58 - youfocus

Il Piano casa 2 e il Piano casa 1 In questo scenario si colloca una delle politiche elaborate dal Governo per fronteggiare la crisi: il cosiddetto Piano casa 2 che concede la possibilità di ampliare del 20% il patrimonio immobiliare delle case la cui volumetria complessiva non superi i 1.000 m³, oltre ad avviare una nuova stagione

Tabella 5 - Piano Casa 2 (rilancio economia) – Potenzialità residenziale – Ampliamenti Milioni di € Piemonte Valle d’Aosta Lombardia

2010

2011

2012

2013

2014

2015

48

530

1.688

1.591

964

-

2

10

18

23

28

23

158

1.268

2.218

1.901

792

-

Liguria

13

145

462

436

264

-

Trentino Alto Adige

28

197

197

141

0

-

Veneto

94

873

2.184

1.996

1.092

-

0

8

69

184

337

452

Emilia Romagna

210

1.468

1.468

1.048

0

-

Toscana

187

1.309

1.309

935

0

-

Umbria

51

356

356

254

0

-

Marche

25

234

586

536

293

-

Lazio

46

505

1.607

1.515

918

-

Abruzzo

9

148

666

759

546

93

Molise

1

27

142

189

147

41

Campania

69

642

1.606

1.468

803

-

Puglia

60

603

1.689

1.569

905

-

Basilicata

10

104

292

271

156

-

Friuli Venezia Giulia

Calabria Sicilia Sardegna Italia

8

210

1.133

1.116

769

-

109

1.021

2.553

2.334

1.276

-

39

364

910

832

455

-

1.169

10.025

21.153

19.099

9.746

608

2%

16%

34%

31%

16%

1%

Fonte: Cresme

Investimenti nuove opere

per gli interventi di demolizione e ricostruzione. Il più recente monitoraggio compiuto per verificare l’effettivo avanzamento della manovra ne quantifica gli effetti tra i 31 e i 62 miliardi di euro. L’oscillazione è dovuta non al potenziale della domanda, che si conferma introno al 12% degli aventi diritto, ma ai comportamenti degli enti locali sui diversi territori che sembrano non facilitare le risposte positive alle possibilità normative. Insomma, un atteggiamento più tiepido del previsto. In ogni caso una cosa è certa: gli effetti della legge si manifesteranno sul mercato con grande ritardo rispetto alle intenzioni. Le Dia, dichiarazioni di inizio attività, possono essere presentate tra i 18 e i 24 mesi dalla operatività delle leggi regionali e quindi a seconda delle diverse tempistiche di legge gli effetti saranno diluiti con queste modalità: 2% nel 2010, 16% nel 2011, 34% nel 2012, 31% nel 2013%, 16% nel 2014% e 1% nel 2015. Un po’ fuori tempo massimo rispetto all’urgenza della crisi. Con il 2010 entra in fase operativa l’azione promossa dalla Cassa depositi e Prestiti con il Piano casa 1, ovvero il Piano nazionale per l’edilizia


sociale, che prevede di incrementare il patrimonio residenziale pubblico, nel rispetto di criteri di efficienza energetica e riduzione delle emissioni inquinanti, da realizzare con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati. Il meccanismo, che si appoggia sul mercato dei fondi immobiliari, costituisce un modello innovativo per il sistema italiano. Alla base di questo nuovo mercato stanno interventi immobiliari complessi, sostenuti da fondi immobiliari territoriali di partecipazione varia (e ai quali può partecipare il Fondo nazionale per la residenza sostenibili della Cassa Depositi e Prestiti). Le stime sulla potenzialità del modello parlano di 3 miliardi di euro disponibili sul piano nazionale che verranno arricchiti sul piano territoriale. L’ipotesi è che il fondo nazionale partecipi ad un massimo del 40% all’equity dei fondi immobiliari che nasceranno sul territorio, ma è molto più facile che tale quota si riduca al 20%. In sostanza la potenzialità del nuovo Piano casa potrebbe essere rappresentata da un valore che si colloca tra i 10 e i 15 miliardi di euro. Le prime iniziative sperimentali sono state avviate (Parma, Milano…) mentre altre decolleranno a partire dal 2011. Le due componenti residenziali che abbiamo descritto faranno sì che con il 2011 il mercato residenziale di nuova costruzione tornerà a crescere, ma, come abbiamo visto, il maggior contributo sarà dato dal Piano casa 1, le cui potenzialità in termini di nuove abitazioni si misurano tra i 350.000 e i 170.000 nuovi alloggi. La sorpresa del rinnovo: l’inizio di un nuovo ciclo Lo scenario di mercato del 2009 ha mostrato indicazioni importanti di minore crisi per il comparto della riqualificazione. Chi dovrebbe cambiare casa, chi dovrebbe comprarne una nuova, non fa il passo difficile, e ripiega sulla riqualificazione. Nel 2009 le domande di defiscalizzazione sono cresciute del 16,1%, toccando il picco massimo di domanda dal 1998, anno nel quale sono partite le agevolazioni. Altri provvedimenti potrebbero inoltre sostenere interventi di riqualificazione non solo con riferimento alle abitazioni, ma anche al patrimonio non residenziale. La proroga sino al 2010 della detrazione del 55% per in-

Tabella 6 - Rinnovo edilizio - comunicazioni ristrutturazioni per domanda di agevolazione (grado di incidenza media: 8,6%)

Fonte: elaboraz. Cresme su dati Agenzia delle Entrate

terventi volti al risparmio energetico e l’obbligo di fornire l’attestato di certificazione energetica in tutte le compravendite immobiliari, disegnano, come descriveremo più avanti uno scenario di cambiamento del mercato in cui la riqualificazione giocherà una partita rilevante. Si può ipotizzare che le caratteristiche del ciclo espansivo dei primi dieci anni 2000, trainate dalle nuove costruzioni e dall’espansione urbana, saranno messe in discussione nello scenario di mercato che si sta riconfigurando. In questo contesto uno dei driver del mercato sarà certamente rappresentato dalla trasformazione del patrimonio esistente: il prossimo ciclo edilizio che si apre con il 2011 vedrà certo la riqualificazione giocare un ruolo più importante di quello giocato nei primi anni 2000. Come mostra Il grafico degli investimenti, il modello di mercato potrebbe ricordare più la prima metà degli anni ’90 e gli anni ’80 che il ciclo edilizio che va dal 1998 al 2010. E, si ricorda, che gli anni ’80 e gli anni ’90 sono stati gli anni della forte crescita delle imprese artigiane nel settore delle costruzioni. Una crescita trainata dal boom della riqualificazione. Non residenziale: una crisi sempre più pesante Se disegniamo il quadro del comparto non residenziale, alla fine del 2009 il quadro appare decisamente critico: le compravendite degli immobili non residenziali sono scese dell’11,7% nel 2008 e del 16,0% nella proiezione 2009; nel 2008 le erogazioni per l’acquisto di immobili non residenziali

scendono del 3,1%, mentre nei primi sei mesi del 2009 si registra un crollo del 48,7%; nel 2008 le erogazioni per l’acquisto di immobili non residenziali scendono del 13,9%, mentre nei primi sei mesi del 2009 sono scese del 16,4%. Gli investimenti sono solo in leggera flessione nel 2008 (-2,8%), mentre calano del 15,9% nel 2009. L’attività non residenziale ha, paradossalmente, tenuto meglio nei primi sei mesi dell’anno, per poi fermarsi drammaticamente tra luglio e settembre. Il 2010 sarà un anno difficile per l’offerta. Come abbiamo accennato molte imprese faranno fatica a sopravvivere. La crisi toccherà sia le attività produttive che il commercio. Gli immobili non residenziali risentiranno di questa situazione. Nel 2010 gli investimenti scenderanno del 14,4% a valori costanti. Il bilanci 2009 e 2010 non saranno i migliori degli anni 2000. In ogni caso anche qui siamo, con il 2010 ad una flessione del mercato del 30% rispetto al 2007, tenendo però conto che a differenza del residenziale la produzione non residenziale è da diversi anni in frenata. Del resto, una recente indagine della Banca d’Italia condotta sulle imprese industriali rivela come sia in crescita rispetto al 2008 la quota di quelle imprese che prevedono di ridurre i propri investimenti nel 2010 (dal 24,8% al 27,7%), mentre aumenta considerevolmente il peso di quelle che dichiarano di aver realizzato nel 2009 investimenti più bassi rispetto all’anno precedente (dal 19% al 35%). Il segmento commerciale attraversa una duplice crisi, ovvero saturazione del mercato e congiuntura economica sfavorevole. Quello degli uffici, con una disoccupazione in aumento, difficilmente riprenderà a crescere ed in alcune città, Milano e Roma tra tutte, si diffondono i casi di uffici che rimangono sfitti. Sul fronte pubblico i problemi di deficit di molte amministrazioni locali sono alla base della debole dinamica dei nuovi investimenti, in particolare nel settore scolastico. Dal mercato del credito una conferma delle difficoltà per tutto il non residenziale: i finanziamenti per l’acquisto di immobili non residenziali evidenziano un andamento particolarmente negativo poiché si osserva un decremento tendenziale annuo pari a –8%. La riduzione appare in progressivo peggiorayoufocus - 59


mento con variazioni tendenziali che vanno dal –2,2% di settembre 2008, al –3,3% di dicembre, al –7,9 di marzo 2009, fino al –8,0% di giugno 2009. Le nuove erogazioni per l’acquisto di immobili non residenziali sono crollate del 49% nel primo semestre 2009, assai peggio di quanto sta accadendo al mercato delle abitazioni (-12,9%). La dinamica per il 2009 è pertanto negativa per tutti i segmenti di attività: gli investimenti in nuovi edifici industriali, che con un volume di investimenti pari a 8,6 miliardi di euro rappresentano circa il 32% della nuova produzione non residenziale, segneranno un –21,5% nel 2009 e assai dura sarà nel 2010. E solo nel 2011 inizierà un lento processo di ripresa. Le ultime indicazioni che provengono dal mercato immobiliare confermano questo scenario: nel 2008 le compravendite di industrie e capannoni si sono ridotte dell’8% e se sarà confermata dai dati a consuntivo la dinamica dei primi sei mesi 2009, a fine anno potranno scontare una flessione dell’ordine del –23%. Per quanto riguarda il settore commerciale, che nel 2008 rappresenta il 15% dei nuovi investimenti non abitativi, lo scenario di breve-medio termine è altrettanto negativo, come indica un decremento medio del 12% nel biennio 2009-2010. Anche in questo caso dal mercato immobiliare arrivano indicazioni chiare: -12% nel 2008 e –16% nel 2009. Per entrambi i mercati basta citare l’ultimo dato di bilancio di RDB, il principale produttore di strutture prefabbricate per attività industriali, commerciali, infrastrutturali, sociali e di logistica: i ricavi della produzione nel primo semestre 2009 si sono ridotti del 23% rispetto allo stesso periodo 2008. Lo scenario non cambia con riferimento agli uffici, che registreranno un biennio 2009-2010 in negativo, previsione avvalorata da transazioni immobiliari in calo circa del 15% nel 2008 e del 10% nell’anno in corso. Per quanto riguarda i settori dell’edilizia pubblica, si distingue quella con finalità sanitaria, che mostra una crescita ininterrotta fino al 2012, un settore che sta riscontrando un particolare successo nella sperimentazione di forme di collaborazione pubblicoprivato, nonché di facility management. Mentre per quello dell’edilizia 60 - youfocus

Tabella 7 - Variazione del numero di transazioni immobiliari non residenziali Transazioni (Var. %) 2001

2002

2004

2005

2006

2007

Uffici

21,7

68,2

-36,5

2003

11,2

6,8

-3,3

-2,4

-14,6

2008

-10,0

2009

Negozi, c.c. e laboratori

-2,9

25,3

-14,6

6,4

1,3

-4,4

-4,8

-11,6

-16,0

Industrie e capannoni

9,6

34,9

-25,4

11,7

7,7

0,0

-3,2

-8,4

-23,0

TOTALE

3,8

36,4

-22,5

8,4

3,7

-3,3

-3,9

-11,7

-16,0

Magazzini

2,3

19,8

-1,2

4,8

2,6

-0,6

-5,3

-10,0

-11,2

Fonte: elaborazioni Cresme/Si su dati OMI - Agenzia del Territorio

scolastica la fase di contenimento in atto perdurerà fino al 2010. È quanto indica la dinamica negativa degli importi di gare per edilizia scolastica promosse dai Comuni: -4% nel 2008, e –7% nei primi nove mesi del 2009. RICONFIGURAZIONE DELL’OFFERTA E SCENARIO DI MERCATO Gli esiti di una crisi difficile Per il settore delle costruzioni il 2010 sarà l’anno della resa dei conti: in termini occupazionali ed in termini di capacità competitiva delle imprese. Un calo del 20% del mercato produce una tensione misurabile in 400.000 posti di lavoro totali nel settore delle costruzioni; il calo dei lavoratori dipendenti è di circa di 250.000 unità. I necessari processi di razionalizzazione e di riduzione dei costi, sulla base della recessione e sulla base di una ripresa modesta, porteranno le imprese a rimanere leggere, migliorando l’efficienza. L’analisi sui bilanci di 1.000 imprese della filiera delle costruzioni operata dal Cresme a novembre 2009, ha messo in evidenza come già nel 2008 l’11% delle imprese analizzate era condizionato da margini operativi negativi e perdite di bilancio ed il 12% da margini operativi positivi e perdite di bilancio dovute alle esposizioni finanziarie. L’invenduto, l’insoluto, la liquidità, la capacità di gestire il credito a monte e a valle, la capacità patrimoniale dell’impresa, il livello di efficienza, la capacità strategico-operativa di stare sui mercati emergenti (non solo geografici), rappresentano tutti elementi chiave che, insieme alla domanda, fisseranno i contenuti della competizione e della selezione che avverrà nel 2010. Abbiamo visto che il comparto residenziale dovrebbe tornare a crescere

nel 2012 e nel 2013, principalmente grazie agli effetti, ritardati, del Piano casa 2. Nel sua componente più rilevante, l’ampliamento residenziale delle villette, favorirà i progettisti, le piccole imprese di costruzioni e di installazioni impianti, quindi le imprese artigiane, alcune tipologie di prodotti e la distribuzione. Ma in quel periodo cominceranno ad arrivare anche gli effetti dell’innovativo Piano di housing sociale. Poco succederà nel mercato della nuova costruzione residenziale e nell’immobiliare tradizionale destinati, soprattutto il primo, a stabilizzarsi su livelli di produzione ben inferiori a quelli della fase espansiva del ciclo precedente. Sull’immobiliare i livelli di compravendite si sono ormai posizionati sulle quantità di inizio ciclo e dopo una ulteriore contenuta flessione, dalla fine del 2010, primo semestre 2011, potrebbero manifestarsi i primi segnali di stabilizzazione. Il non residenziale ha le potenzialità per tornare a riprendersi, ma tutto dipenderà da un lato dall’entità della ripresa economica e dalle forme del riassetto produttivo che la crisi introdurrà; dall’altro dalla politica e dai processi di rilancio e riqualificazione delle città italiane nella competizione internazionale. Ricordiamo che il ciclo della seconda metà degli anni ’80 fu un ciclo caratterizzato dal traino del comparto terziario rispetto a quello residenziale. In questa valutazione è da mettere in conto a livello territoriale lo stimolo in termini di demolizione, ricostruzione e di ampliamento che potranno venire da quelle regioni che hanno allargato al non residenziale il provvedimento del Piano casa 2. Pesa però sul settore non residenziale la “resa dei conti” del 2010 nei settori produttivi. Un segnale di pericolo in questo senso arriva dagli Stati Uniti


in cui si teme che la prossima ondata della crisi finanziaria colpirà gli immobili commerciali (uffici, centri commerciali e alberghi) a causa dei fallimenti di attività che porteranno ad elevati vacancy rate. Le opere pubbliche possono giocare una partita importante, ma la scarsità di risorse sembra privilegiare una scelta chiara: grandi opere sopra i 100 milioni di euro in forte crescita (8,2 miliardi di euro nel 2010 + 30%; e 10,9 miliardi nel 2011 + 33%), settori innovativi come il partenariato pubblico e privato (33% degli importi dei bandi di gara nel 2009, +53,6%), il facility management (16 miliardi di euro quelli legati alle costruzioni nel 2009: +36,3%), l’energy technology, mentre il quadro delle piccole opere pubbliche tradizionali, nello scenario ad oggi disponibile, è destinato a svolgere un ruolo minore se non arriveranno nuove risorse agli enti locali. Come abbiamo visto, nel 2009 si è toccato il numero minimo degli ultimi 30 anni di bandi messi gara. Riqualificazione e tecnologia (impianti) i motori del prossimo ciclo edilizio Si può sostenere che i principali motori del mercato del settimo ciclo edilizio del nostro Paese dal secondo dopoguerra, il ciclo che partirà con il 2011, saranno la riqualificazione del patrimonio esistente e l’innovazione tecnologica, che significa, in pratica, la crescita del settore degli impianti all’interno delle costruzioni. La riqualificazione è da tempo ormai il principale mercato delle costruzioni. Ma gli anni 2000 del boom della nuova costruzione hanno visto la riqualificazione mantenere ritmi di crescita molto modesti, quasi non partecipasse al ciclo espansivo, e perdere, di conseguenza, peso percentuale. La riqualificazione è andata in linea con la debole crescita economica e con i consumi. Lo scenario elaborato dal Cresme - che vedrà fra pochi mesi l’ultimazione di una risposta analitica in termini di “Scenario previsionale strutturale di medio-periodo sul settimo ciclo edilizio” - prevede per la riqualificazione un ruolo di traino come avvenuto negli anni ’80 e soprattutto nella prima metà degli anni ’90. Fu allora una riqualificazione articolata tra trasformazione urbana e finiture, trainata dall’eccezionale crescita della

domanda di microrecupero che ancor oggi costituisce, dopo quella fase espansiva, una base solida, quantitativa, del settore delle costruzioni. La riqualificazione edilizia del settimo ciclo sarà però caratterizzata, a differenza degli anni ’90, dal prevalere dell’aspetto tecnologico rispetto a quello estetico. E in questo scenario l’energy technology, l’innovation communication technology e il facility management giocheranno un ruolo sul mercato sempre più rilevante. I driver del cambiamento L’eccezionale caduta del mercato, la fine di un ciclo e l’avvio di un altro che ha come base di partenza un ridimensionamento dei potenziali di mercato e un processo di riconfigurazione della domanda e dell’offerta (“non tutti ce la faranno”), porta il settore delle costruzioni alle prese con processi di ristrutturazione e di ridisegno strategico. Il problema principale che deve affrontare chi opera sul mercato non è solo quello di comprendere, descrivere, capire la crisi, ma è anche come affrontarla. È questo il lavoro al quale dedicarsi nei prossimi mesi. Serve una mappa per orientarsi, serve un mappa per comprendere dove siamo, cosa succede e dove possiamo andare. La definizione del mercato è il passaggio centrale per il posizionamento dell’offerta, per la differenziazione rispetto ai concorrenti, per la necessità di selezionare gli ambiti e cavalcare le nuove onde che la riconfigurazione del mercato sta producendo. Il rapporto tra identità e innovazione è il tema centrale del passaggio che oggi le imprese devono maturare. Piccole e grandi. È il momento per una salto di scala nel know how, nella conoscenza, nell’uso delle tecnologie. Guardare avanti e far crescere le competenze è un lavoro lungo, ma si comincia sempre da un primo passo. Il rapporto con il cliente diventa uno dei temi chiave della partita: è l’arricchimento dell’offerta con il servizio. Il processo di innovazione richiede da un lato conoscenza, dall’altro consulenza, accompagnamento. Il catalizzatore innovativo dello sviluppo sostenibile e del risparmio energetico Si afferma da più parti che il periodo

che va dal 1980 al 2020 sarà il momento chiave di una trasformazione eccezionale del pianeta. Nei paesi dell’Occidente le nuove tecnologie informatiche hanno condotto e condurranno a sempre maggiori aumenti della produttività, tendenza che ormai interessa massicciamente anche i grandi paesi emergenti, determinando un’elevata crescita dell’intero sistema economico che, trainata da successive ondate di innovazioni tecnologiche e dall’urto della globalizzazione dei flussi delle informazioni, porterà ad una profonda innovazione anche dei prodotti edilizi. D’altro lato, su un problema sembra esserci condivisione: la crescita dell’economia mondiale e i caratteri che ancor oggi la definiscono porta alla distruzione delle risorse naturali. L’inquinamento dell’atmosfera e la finitezza delle fonti fossili sulle quali fino ad oggi si è fondato il modello di sviluppo costituiscono un elemento di rischio generalizzato; un rischio economico, ma anche un rischio ambientale. Pertanto, ormai da qualche decennio, ma soprattutto in questi ultimi anni, la ricerca e l’implementazione di modelli di sviluppo sostenibile e di tutela dell’ambiente sono assunti a fattori strategici per il mantenimento della qualità della vita. Tanto che lo sviluppo di fonti alternative di energia e l’uso razionale delle risorse sono ai primi posti delle agende della politica internazionale. Sono noti i dati e le previsioni dei maggiori esperti mondiali sui rischi che il nostro pianeta sta correndo a causa dell’inquinamento prodotto dalle emissioni di CO2 nell’aria dovute alle attività dell’uomo. Si intende, però, sottolineare che oltre all’enorme e grave danno ambientale, il mancato utilizzo delle tecnologie e degli strumenti già conosciuti è fonte di enormi sprechi di denaro. In questo contesto il mercato delle costruzioni nei prossimi anni è destinato a vivere una grande trasformazione per effetto della maggiore consapevolezza ambientale e dei suoi effetti sui comportamenti sociali ed economici. La spinta per un profondo cambiamento dell’industria delle costruzioni arriverà dalla ricerca di soluzioni fattibili per uno sviluppo ecologicamente sostenibile, quali le nuove infrastrutture per la produzione di energia da fonti alternative a quelle youfocus - 61


Tabella 8 - Risparmi potenziali nei vari settori degli usi finali per i Paesi UE Consumo Energetico 2005 (Mtep)

Consumo Energetico 2020 business as usual (Mtep)

Potenziale risparmio 2020 (Mtep)

Potenziale risparmio 2020 (%)

Residenziale

280

338

91

27

Edifici commerciali

157

211

63

30

Trasporti

332

405

105

26

Industria manifatturiera

297

382

95

25

Fonte: Piano d’azione per l’efficienza energetica, COM (2006) 545

fossili, l’adeguamento del patrimonio immobiliare esistente agli standard di efficienza energetica e le valutazioni di eco-compatibilità delle nuove costruzioni, l’utilizzo massiccio dell’information technology per il recupero di produttività ed efficienza nel processo di costruzione e gestione dei patrimoni immobiliari e delle città, la nuova politica urbanistica per la riqualificazione, il rinnovo, il recupero delle città

anche e soprattutto dal punto di vista energetico (nuovi distretti energetici). L’esempio più evidente di uno scenario di consapevolezza crescente, e che non può non essere citata, è certo la Direttiva 2006/32/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 aprile 2006, più volte ribadita da Comunicazioni della Commissione Europa al Consiglio Europeo, che ha stabilito gli obiettivi della politica energetica europea che prevedono la diminuzione entro il 2020 dei consumi e delle emissioni di CO2 nell’atmosfera del 20% rispetto a quelli del 1990 e ad incrementare, sempre del 20%, la produzione di energia da fonti rinnovabili1. Un aumento del 20% dell’efficienza energetica equivale a ridurre i consumi di circa 390 Mtep (Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) e le emissioni di CO2 di circa 780 milioni di tonnellate. È importante sottolineare che in questi ultimi anni, le stime dell’Enea indicano che in Italia i consumi energetici del settore civile (residenziale e terziario) sono cresciuti del 2% l’anno. Anziché diminuire, il totale dei consumi in termini primari è passato da 62,4 Mtep nel 1991 (su una disponibilità totale nazionale di 167 Mtep) a 80 Mtep nel 2006 (su una disponibilità di 197 Mtep). Inoltre, mentre la curva media della disponibilità nazionale sale con una pendenza media dell’1%, quella del totale primario del civile sale con una pendenza media del 2%2.

1

2

62 - youfocus

A European Strategic Energy Technology Plan (setplan) Towards a low carbon future’ COM(2007) 723; European Council conclusions adopted on the basis of the Commission’s Energy Package, e.g. the Communications: “An Energy Policy for Europe” COM(2007)1, “Limiting global climate change to 2 degrees Celsius” COM(2007)2 and “Towards a European Strategic Energy Technology Plan” COM (2006) 847 Fonte: ENEA Dossier “Dall’ecobuilding al distretto energetico: La proposta ENEA per un modello di sviluppo fondato su ecoedifici e generazione distribuita

Tecnologie emergenti, nuovi approcci alla produzione edilizia sostenibile, i modelli dei distretti energetici e degli eco-distretti Il mondo delle tecnologie emergenti tese alla riduzione energetica negli edifici è in grande fermento data la consapevolezza dello sviluppo che, si stima, tali mercati avranno nei prossimi anni. Il campo di applicazione delle tecnologie è molto vasto, comunque i settori più interessanti riguardano: Nuovi edifici ecologici. Sono i cosiddetti “ecobuildings”, ossia gli edifici nei quali la domanda di energia è molto ridotta o pari a zero. In generale, si considerano a basso consumo energetico quei fabbricati che hanno un fabbisogno termico inferiore a 50 kWh/m2a. Al fine di ottenere tali risultati, la progettazione si ritiene debba essere maggiormente curata e mirata rispetto alla progettazione di un fabbricato normale. È necessario, inoltre, che ci sia il coordinamento e l’integrazione, fin dalla fase progettuale, dei diversi specialisti (ingegneri, impiantisti, installatori, ecc.). A supporto della progettazione esistono oggi software che consentono il controllo dei risultati progettuali, in termini di impatto energetico, in ogni momento della progettazione. Oltre agli edifici a basso consumo si è sviluppata una nuova cultura degli edifici passivi. Prima dell’anno 2000, la costruzione di edifici a risparmio energetico passivo, ossia di edifici il cui fabbisogno termico non superi i 15 kWh per metro quadrato e il cui fabbisogno annuale di energia primaria non sia superiore a 120 kWh per metro quadrato, erano principalmente limitati ai paesi di lingua tedesca. Da allora le esperienze sono andate moltiplicandosi. Nel 2006 ad Hannover si è tenuto il 10° Convegno sugli edifici passivi che ha dimostrato che l’interesse su tale tipologia costruttiva sta crescendo anche in altri paesi tra i quali gli Stati Uniti, il Canada e la Corea. In Europa è ormai possibile censire numerosi esempi. Nell’ambito del programma IEE (Intelligent Energy Europe), la Commissione Europea ha promosso il progetto chiamato Promotion of European Passive Houses (PEP) con l’obiettivo di diffondere le esperienze finora acquisite a livello internazionale. Contemporaneamente un altro progetto promosso dalla UE, al quale partecipa il Politecnico


di Milano, denominato Passive-On, si occupa del raffreddamento in climi mediterranei3. Nuovi materiali per l’edilizia. L’applicazione spinta delle tecnologie alle componenti edilizie e ai materiali da costruzione assume un rilievo fondamentale per la costruzione e riconversione di edifici ad alta efficienza energetica in modo efficiente ed economico. Attualmente sono già presenti tecnologie avanzate rispetto al passato per l’isolamento termico delle pareti e dei tetti attraverso materiali e film isolanti, vernici riflettenti e sistemi per la copertura dei ponti termici, serramenti ad elevate prestazioni termiche, vetri ad elevato isolamento. Building automation dei servizi energetici. La nuova frontiera è data dal controllo avanzato dei servizi energetici nell’edificio attraverso sistemi interattivi e della sensoristica innovativa a basso costo (sensori di presenza di CO2 ecc.). Il risparmio atteso da un buon sistema di gestione potrebbe arrivare fino al 30% del consumo complessivo. Sistemi di climatizzazione. Le tecnologie coinvolte nei sistemi di climatizzazione sono numerose e vanno dalle caldaie ad alta efficienza, ai pannelli solari, alle pompe di calore, all’accumulo termico, ai sistemi di condizionamento. Alcune tecnologie (come, ad esempio, le caldaie a condensazione) sono mature, anche se suscettibili di continui miglioramenti. Altre, come le pompe di calore, sono abbastanza utilizzate, ma richiedono ulteriori azioni di sviluppo e supporto alla diffusione per raggiungere una penetrazione molto più ampia nel mercato e sfruttare le loro grandi potenzialità in termini di risparmio energetico e diversificazioni delle fonti (ad es. macchine ad assorbimento a gas invece di macchine a compressione elettriche per condizionamento). Altre ancora, come i sistemi di raffrescamento solare, basati sull’accoppiamento di pannelli solari con macchine ad assorbimento o sistemi di essiccamento dell’aria,

sono ancora nella fase di prima introduzione nel mercato. Software di ausilio alla progettazione. Ormai da anni, sempre più in via di evoluzione, sono presenti software che calcolano il fabbisogno complessivo dell’edificio tenendo in considerazione sia l’efficienza energetica dell’involucro termico sia l’impiantistica utilizzata. Attraverso questi software si possono calcolare l’indice termico e l’efficienza complessiva dell’edificio che tiene conto anche del fabbisogno di energia per la produzione di acqua calda sanitaria e per l’illuminazione dei locali, nonché l’energia necessaria per la climatizzazione dell’edificio. Sono altresì presenti sul mercato numerosi software specifici per il supporto alla progettazione dell’illuminazione, degli scambiatori di calore, della ventilazione e del raffreddamento, della simulazione dell’ombreggiamento, degli impianti solari termici. Ma la riflessione non può rimanere isolata al solo edificio, investe il ciclo produttivo e, soprattutto, l’insediamento. Un approccio sostenibile alla produzione edilizia: il distretto energetico L’Enea, nell’ambito della sua attività rivolta alla efficienza energetica negli edifici, ha elaborato poco tempo fa, un modello di sviluppo molto interessante per affrontare il tema

dell’energy technology. In tale modello sono presenti in modo armonico sia i fattori connessi alla necessità di una immediata riduzione dei consumi energetici, sia quelli del più ambizioso obiettivo di preparazione di un cambiamento tecnologico-industriale delle costruzioni. Tale modello si concretizza nel paradigma dei distretti energetici, ovvero di insediamenti di varia natura (residenziale, non residenziale, industriale) in cui, attraverso un mix di soluzioni tecnologiche, è possibile ottimizzare l’interazione tra consumo e generazione locale dell’energia, riducendo i consumi e ricorrendo quanto più possibile ed economicamente compatibile alle fonti rinnovabili. La generazione di energia a livello locale, sarà uno dei principali elementi del modello di pianificazione urbana energeticamente sostenibile. Tale modello offre la possibilità non solo di integrare un cluster di tecnologie (e di aziende), ma anche di stabilire nuove ed organiche relazioni in tutta la filiera, dall’utente, ai produttori, all’integratore, al gestore, al finanziatore, alla pubblica amministrazione, al mondo della ricerca. La visione integrata del distretto energetico permette di ottimizzare la progettazione dell’intero sistema agendo contestualmente sulla minimizzazione dei consumi delle singole utenze, sulla produzione lo-

Grafico 3 - Schema di un distretto integrato caratterizzato da un ampio insieme di tecnologie integrate tra loro sia nella fase di progettazione che nella fase di gestione

Fonte: Enea

3 Fonte: Uwe Wienke, ‘Istituto di pianificazione territoriale (ORL-Institut), Politecnico di Zurigo, Direttore di MiniWatt.it, servizio online d’informazione dedicato all’energia, al risparmio energetico, all’efficienza energetica degli edifici e alle relative tecnologie

youfocus - 63


cale ed economica dell’energia, sulla integrazione delle fonti rinnovabili, sulla gestione ottimale del sistema. Le tecnologie chiave su cui Enea punta sono quindi metodologie innovative a carattere strategico che identificano proprio nel sistema l’obiettivo dello sviluppo tecnologico. In questa ottica l’Enea sta sviluppando una piattaforma software (Odesse - Optimal DESign for Smart Energy) in grado di simulare dinamicamente un ecobuilding o sistemi di edifici connessi ad impianti di generazione distribuita e fonti rinnovabili con condizioni tariffarie, fiscali e normative reali4. L’idea dei distretti energetici dell’Enea è possibile proiettarla nella più ampia concezione degli eco-distretti, evidenziata fin dal 2001 da un’indagine di Legambiente su alcuni distretti produttivi, ad esempio il distretto della ceramica di Sassuolo o quello tessile di Como, che hanno saputo mettere in atto azioni integrate mirate alla sostenibilità delle attività industriali, in particolare: • l’infrastrutturazione integrata di distretto (trattamento delle acque, acquedotti industriali duali, trattamento dei rifiuti, produzione di energia); • la creazione di servizi ambientali integrati (assistenza tecnica, consulenza e monitoraggio, innovazione ambientale); • la creazione di servizi energetici integrati (razionalizzazione energetica, promozione delle fonti rinnovabili di energia e costituzione di consorzi per l’acquisto di energia elettrica e gas); • l’utilizzazione di tecnologie più pulite (miglioramento delle pratiche secondo quanto definito dall’UNEP); • l’adozione di certificazioni/registrazioni ambientali (ISO 14001 o registrazione EMAS); • l’adozione di marchi di qualità ambientale di prodotto; • l’adempimento alla normativa ambientale; • la promozione di strumenti innovativi di gestione ambientale. La sostenibilità nel settore delle costruzioni, quindi, inizia nella fase di pianificazione territoriale ed urbani-

4

Fonte: Dossier “Dall’ecobuilding al distretto energetico: La proposta ENEA per un modello di sviluppo Fondato su ecoedifici e generazione distribuita

64 - youfocus

stica e termina con il recupero e il riciclaggio del materiale proveniente dalla demolizione dei fabbricati e delle infrastrutture. E se si osserva ancora il grafico 3, è possibile notare come il ruolo del progettista sia un ruolo che deve interfacciarsi con tutte le fasi del ciclo di vita del manufatto, del prodotto edilizio, da quelle iniziali a quelle finali di recupero dei materiali. Quello descritto, è un ruolo nuovo che arricchisce la tradizionale veste professionale, e amplia le competenze e l’impegno ed apre anche a nuove professionalità5. Oggi gli impiantisti e i progettisti, di fronte alla sostenibilità, sono chiamati certamente più di altri attori della filiera a trasformare il proprio approccio, perché è sul loro lavoro, sulla loro lettura strategica, sulla loro capacità di innestare percorsi e processi di eccellenza, che si introducono altre pratiche della sostenibilità, che altrimenti da sole rischiano di essere esclusivamente fattori di efficienza di specifiche fasi, ma poco efficaci nel produrre effetti a lungo termine. E allo stesso modo di come sono stati individuati i responsabili della sicurezza, nel futuro potrebbe esistere una nuova figura (o compito) professionale: il responsabile della sostenibilità. Attraverso una gestione coerente dei diversi aspetti legati alla sostenibilità in realtà si realizza anche una riduzione dei costi: • ottimizzazione dei trasporti significa minori costi; • diminuzione dei consumi energetici significa risparmio netto sui costi; • utilizzo di risorse materiali locali significa valorizzare le produzioni locali e realizzare sinergie verticali di filiera; • ridurre gli output materiali significa risparmiare sui costi di smaltimento. Pertanto, attraverso una corretta politica di dematerializzazione della produzione, attraverso la ricerca di una maggiore efficienza delle risorse materiali impiegate, attraverso una corretta politica di riutilizzazione e riciclaggio dei materiali di recupero, attraverso l’utilizzazione maggiore delle tecniche di produzione e gestione dei manufatti, attraverso la progettazione non solo di manufatti, ma dell’intero 5

Cresme Rapporto Congiunturale 2002

ciclo di vita del prodotto edilizio e dei distretti urbani, in modo efficiente dal punto di vista energetico, è possibile implementare delle politiche di sviluppo sostenibile, ormai irrinunciabili e non più procrastinabili. Esempi indicativi di esperienze già maturate nella sostenibilità dell’ambiente costruito In un recente studio il Cresme, per il Consiglio nazionale degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori, ha ricostruito uno scenario di casi e esperienze che dimostra, dati alla mano, come il mercato di cui stiamo parlando sia ormai entrato in una nuova fase di sviluppo. Le esperienze sono ormai numerose e attraversano tutte le tipologie di interventi. E peraltro non dobbiamo dimenticare che l’Osservatorio Nazionale sui regolamenti Edilizi per il Risparmio Energetico realizzato dal Cresme con Legambiente, ha messo in evidenza come circa 550 comuni italiani, per 17 milioni di abitanti, hanno modificato il regolamento edilizio puntando sul risparmio energetico. Così se secondo il sistema informativo Cresme saranno 190.600 le abitazioni nei nuovi edifici ultimati in Italia nel 2010, l’analisi effettuata da Cresme e Legambiente dei Regolamenti edilizi comunali (progetto ON-RE), rileva che i Comuni che hanno adottato un Regolamento edilizio orientato a prescrivere, incentivare e/o promuovere nuove costruzioni residenziali che rispettino parametri di efficienza energetica integrata (isolamento termico, nuove tecnologie, fonti di energia rinnovabile) rappresentano una quota del 20,3% della nuova produzione edilizia, pari, oggi a 38.700 nuove abitazioni. Il grande potenziale di mercato per installatori e progettisti di impianti: la regia del progetto edilizio La crescita del mercato dell’efficienza energetica delle costruzioni è oggi condizionata non tanto da barriere tecnologiche, quanto da difficoltà autorizzative e normative che frenano alcune tipologie di interventi, dal mancato sviluppo del mercato dei titoli di efficienza energetica e da un grado di informazione e formazione dei settori professionali e dei cittadini non ancora adeguato. Un altro fattore limitante, evidenziato dall’Enea, vie-


ne individuato invece nella debolezza delle tecnologie di sistema, una debolezza che non consente di affrontare il problema nella sua intera complessità. Il sistema industriale delle costruzioni, dalla produzione e riutilizzo dei materiali, alla progettazione, alla costruzione e alla manutenzione di elementi architettonici ed impiantistici è estremamente frammentato e non è ancora in grado di considerare in maniera unitaria il processo che va dalla ideazione e progettazione alla costruzione e gestione di un edificio, di gruppi di edifici, di città. Questa frammentarietà di standard, di linguaggi e specializzazioni, non consente di sfruttare appieno il potenziale di efficienza energetica, di fonti rinnovabili e di sostenibilità ambientale nella produzione in generale, che potrebbe nascere dall’integrazione e dal coordinamento degli attori del settore. La sfida per il settore dell’installazione impianti, in stretta relazione con quello della progettazione tecnicoimpiantistica, è quella di andare a

competere per il ruolo di “primi in autorità nel settore delle costruzioni”, è quella dell’abbattimento delle barriere che impediscono la diffusione degli edifici ad alta efficienza energetica e allargano la visione ai distretti, ai quartieri, ai pezzi di città, promuovendo e introducendo una nuova cultura orientata all’efficienza energetica e alla salvaguardia ambientale, integrando e coordinando l’azione dei diversi attori specialisti o meno presenti nel processo di progettazione, costruzione e gestione di edifici, distretti, quartieri e città. Il nodo è il governo del processo di innovazione tecnologica che sta interessando il mercato delle costruzioni e che porta il settore degli impianti a svolgere sempre più un ruolo centrale nella progettazione edilizia. Quella che nel mondo anglosassone viene chiamata “l’architettura invisibile” esce dai muri e diventa il centro del cambiamento. L’impianto assume nuovo valore rispetto al passato ed ai progettisti tecnici ed agli impian-

LA CRESCITA DEL SETTORE IMPIANTI In attesa dei dati del Censimento dell’Industria del 2011, è possibile stimare la crescita delle imprese di installazioni e impianti negli anni 2000 a partire dal totale delle imprese attive nel settore delle costruzioni iscritte alle Camere di Commercio (dato che si colloca a metà tra quello Inail e quello Istat-Asia, e dato aggiornato al 2009). Le imprese di costruzioni attive iscritte nel 2009 sono 806.120. Le imprese censite dall’Istat nel 1991 erano 332.995 e quelle censite nel 2001 515.777. Per avere un’idea della differenza tra dato Censuario Istat e quello delle Camere di Commercio è opportuno considerare che nel 2000 le

imprese iscritte alle Camere di Commercio erano 590.000 e nel 2001 circa 613.000. Inoltre, nel 2007 il dato IstatAsia stimava in 630.000 le imprese di costruzioni, mentre per i registri delle Camere di Commercio le imprese erano 776.000 e per l’Inail 805.000. Queste differenze non sono secondarie: la dimensione media dell’impresa in Italia secondo Istat-Asia è di 3,2 addetti, per il dato Inail dello stesso anno è di 2,4 addetti. Tenendo conto di queste problematicità e limiti, se si assume come base di partenza il numero di imprese iscritte alle Camere di Commercio come dato in grado di descrivere l’evoluzione degli anni 2000, e se si applica a questo dato da un lato il valore percentuale

tisti si offre la grande opportunità, e la grande responsabilità, della promozione di un salto culturale, della guida del processo di innovazione. Ma per cogliere questa opportunità è necessaria una crescita del livello di conoscenza e un necessario, continuo, aggiornamento culturale.

che il settore dell’installazione impianti aveva nel 2001 secondo i dati censuari e dall’altro l’evoluzione che questi settori hanno avuto negli anni ’90, ipotizzando un proseguimento più contenuto del trend di crescita anche negli anni 2000, ci si trova in ogni caso di fronte ad una crescita del settore. Viene così stimata la presenza sul mercato di 200/230.000 imprese di costruzioni di installazioni impianti, delle quali 92/105.000 operanti nell’installazione di impianti elettrici, 86/89.000 nell’installazione di impianti idraulico-sanitari e 21/37.000 negli altri lavori di installazione. Ne risulta che negli anni 2000 il settore dell’installazione impianti è stato il protagonista della crescita del settore delle costruzioni.

Tabella - Settore delle costruzioni impianti – Imprese 1991-2009 1991

2001

2009(1)

2009(2)

%1991

%2001

74.249

130.147

203.410

228.938

22,3

25,2

25,2

28,4

- Installazione di impianti elettrici

32.192

58.922

92.091

105.602

9,7

11,4

11,4

13,1

- Instal.ne impianti idraulico-sanitari

39.271

57.296

89.549

86.255

11,8

11,1

11,1

10,7

Totale installazioni

- Altri lavori di installazione

%2009(1)

%2009(2)

2.786

13.929

21.770

37.082

0,8

2,7

2,7

4,6

Totale costruzioni

258.746

385.630

602.710

577.182

77,7

74,8

74,8

71,6

TOTALE settore

332.995

515.777

806.120

806.120

100,0

100,0

100,0

100,0

Fonte: elaborazione Cresme su dati Istat Censimento Industria e Servizi 1991 e 2001 e Unioncamere -Movimprese. Per il 2009 le stime del Cresme si basano sui seguenti elementi: stima *, mantenimento dei valori medi del 2001; stima **, considerazione delle dinamiche registrate tra 1991 e 2001 e ipotesi di riduzione media della dimensione di impresa.

youfocus - 65


III CONVEGNO NAZIONALE DELLA DISTRIBUZIONE EDILE

[ RI ] PARTIRE DAL C AM BIAM E NTO 22 SETTEMBRE 2010 INIZIO ORE 15.00 CENTRO CONGRESSI FIERA DI BERGAMO Organizzato da:

in collaborazione con:


Che edilizia ci sarà dopo la crisi? Come dovranno affrontare, le imprese, il nuovo mercato delle costruzioni? Quali sono le mosse giuste per essere competitivi nei prossimi anni? A queste domande risponderà, il 22 settembre, l’annuale appuntamento di YOUTRADE, con il 3° Convegno nazionale della distribuzione edile. Sarà un momento di confronto con i più importanti operatori del settore per discutere sulle nuove regole del mercato. I temi caldi sono tanti: la nuova visione imprenditoriale, l'alleanza tra gli attori della filiera e una maggiore vicinanza del mondo produttivo con il mondo della ricerca, l'unica arma per tornare a crescere. All'appuntamento non mancherà l’analisi economico-congiunturale del settore a cura del direttore del Cresme Lorenzo Bellicini, con le proiezioni per i prossimi anni. E saranno riportate le testimonianze di chi ha già messo in atto, con successo, le strategie per governare il cambiamento. Una tavola rotonda sarà l'occasione per discutere di questo momento di svolta per le società, in cui bisogna fare i conti con le risorse disponibili, che non sono più le stesse, e del filo che lega il consumatore al mondo produttivo. Non solo: saranno oggetto di dibattito con qualificati esperti del settore anche le problematiche legate al credito. Infine, la classifica delle prime 200 aziende del mondo della distribuzione edile. Presto il mercato sarà ancora più globalizzato, con più competitori e non ci saranno spazi per nessuno per rendite di posizione. In tutto questo, la conoscenza gioca e giocherà un ruolo determinante per affrontare le sfide che quotidianamente dobbiamo cogliere e che non possiamo permetterci di perdere.

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di Santina Muscarà

Valentina Robles

C

irca un anno e mezzo fa ha inaugurato un impianto di produzione in Baviera; in questo momento stanno terminando le fasi di allestimento del nuovo stabilimento italiano, che si unisce a quelli già esistenti; ed è presente in modo consolidato nel mercato spagnolo e portoghese. L’azienda in questione è Ediltec, specializzata da più di vent’anni nel settore dell’isolamento termico. Nasce a fine anni ’80 con il lancio del poliuretano espanso, al quale si sono successivamente aggiunti il polistirene estruso e, negli anni, tutta una serie di prodotti speciali che hanno reso la gamma sempre più ampia e completa. «Possiamo considerarci a tutti gli effetti una realtà di respiro europeo – afferma Valentina Robles, amministratore delegato di Ediltec – ma riusciamo a mantenere flessibilità 68 - youFoCus

e velocità nelle risposte, caratteristiche tipiche delle aziende più piccole o a conduzione familiare. Penso che questo sia uno dei nostri punti di forza, oltre al fatto – continua la Robles - che abbiamo sempre creduto nel futuro, investendo nell’ampliamento della nostra capacità produttiva. Ecco cosa ci ha consentito di essere oggi quello che siamo». Le visioni per il futuro comprendono l’incremento delle posizioni dell’azienda in Italia e all’estero, in particolare nel sud Europa con l’introduzione di altre linee di prodotti, ma i prossimi obiettivi sono sicuramente già ben avviati: «Lo stabilimento in Germania è partito da poco tempo – dice soddisfatta la Robles – e da qui a un anno il nostro proposito è quello di entrare a regime con il nuovo impianto di produzione italiano di pannelli

in poliuretano espanso. La sede è in Abruzzo, quindi in una posizione strategica, che ci consente di essere veramente competitivi in tutta Italia, dal nord, al sud, alle isole. Inoltre – continua l’amministratore delegato – la produzione sarà nello stesso sito dove sono collocate le produzioni di tutti gli altri pannelli realizzati o commercializzati da Ediltec. Questo è un vantaggio per la nostra clientela, dal momento che consentirà consegne molto più rapide e la possibilità di acquistare prodotti diversi ricevendoli con un unico ordine. Sarà un grande magazzino centralizzato». Il nuovo impianto di poliuretano espanso ha comportato un investimento considerevole ma «siamo fieri di poter dire che si tratta di un impianto che rappresenta quanto di meglio la tecnologia possa offrire oggi – afferma


Valentina Robles – e questo ci consentirà di avere un’ampiezza di gamma e di qualità nettamente superiore al passato e di poter rispondere ancora più velocemente alle necessità e alle esigenze dei clienti». Investire in un momento di crisi può sembrare rischioso ma all’interno del mercato dell’edilizia il settore dell’isolamento termico mantiene le proprie posizioni, supportato dal sempre più diffuso impegno nella salvaguardia ambientale e sul fronte del risparmio energetico. «La crescita economica e professionale del settore è determinata anche dagli incentivi fiscali e dalle normative in vigore che oggi più che mai rendono competitivo il poliuretano espanso sia da un punto di vista economico che da un punto di vista tecnico. Abbiamo voluto investire su questo prodotto – continua Va-

lentina Robles – perché consapevoli della superiorità delle sue prestazioni in termini di qualità. Le nuove normative, infatti, rendono inevitabile il confronto tra i diversi prodotti per l’isolamento termico, non a parità di spessore ma a parità di prestazioni. Il poliuretano espanso è il miglior isolante termico in commercio, in quanto i suoi valori di conducibilità termica possono portare addirittura a un risparmio energetico del 30%, a parità di spessore con altri prodotti. Non è difficile poter affermare, quindi, che i margini di crescita del poliuretano sono maggiori rispetto a quelli degli altri isolanti». I principali clienti ai quali Ediltec si rivolge sono le rivendite di materiali edili, come specifica Valentina Robles: «Abbiamo con loro un rapporto ventennale e abbiamo seguito, a partire dalla

loro nascita, le evoluzioni delle più importanti aggregazioni. La nostra presenza è concreta e svolgiamo attività di supporto attraverso progetti di comarketing o iniziative per l’utente finale». Anche per quanto riguarda la formazione, Ediltec si dimostra attenta alle esigenze del settore, rendendosi disponibile alla realizzazione di incontri con i venditori e i responsabili di filiale, o rivolti al mondo della progettazione e della clientela locale, non solo presentando i prodotti ma esponendo le varie normative nel campo dell’isolamento termico e del risparmio energetico. «Nell’era delle tecnologie digitali – conclude la Robles – per offrire informazioni ancora più accessibili e dettagliate abbiamo appena allestito un nuovo sito internet ricco di contenuti, consigli tecnici e schede applicative». youFoCus - 69


e r u T T e T i h

C r a e V o nu

parco e d n a r g Tare un o a coLTiVare n e iV d Le errann anZaTe. he Vuo V c o , d o n n o a aV i na miL Si deL m cnoLogie più e g a e di nom p s i i n i d a i T e r T r T g u 5 e T on 01 oL Ve opoLi, c eXpo 2 LaneTario do raVerS r T L’e T T e a m o op e ciB eLLa BoTanic ed a produrr e quarTieri d Tr a La Terr gnano anche aZionaLe n iSe a inTer e Si rid r u T T e chiT deLL’ar di Giulia Visci

City life, ex Fiera di Milano

70 - youTaLk


«N

utrire il pianeta, energia per la vita». È questo il tema dell’Expo 2015 e Milano raccoglie la sfida, rispondendo con un progetto che ha una sola parola d'ordine: sostenibilità. «L'idea che la consulta ha avuto è di immaginare che il sito possa diventare in futuro un orto botanico planetario, che possa portare a Milano tutte le tipologie di coltivazioni più avanzate. In tale contesto, il centro di sviluppo sostenibile ricoprirà una funzione fondamentale perché anche dopo che la manifestazione si sarà conclusa si continuerà a fare ricerca», afferma l'architetto Stefano Boeri, che insieme a Richard Burdett, Jacques Herzog e William Mc Donough ha elaborato il masterplan per l’Expo 2015: quasi un milione di metri quadrati destinati ad accogliere «un grande parco botanico planetario dove tutti i Paesi del mondo verranno a coltivare la terra ed a produrre cibo attraverso le tecnologie più avanzate». Come sottolinea Herzog, «ci siamo basati sui principi insediativi della città romana e sui suoi due assi generatori: il cardo e il decumano, quello straordinario paradigma composto da due tracciati perpendicolari con un Foro al centro». Un primo asse di un chilometro e 400 metri, disposto in linea con il tracciato storico del Sempione, ospiterà un grande boulevard pedonale e ciclabile. Un secondo asse perpendicolare sarà invece il riferimento per la suddivisione dei lotti destinati ai Padiglioni Nazionali. I due assi genereranno una griglia chiara e aperta di spazi; di questi, una parte sarà progettata dagli organizzatori, mentre l’altra sarà direttamente realizzata dai Paesi invitati. Simbolo dell’Expo sarà il grande asse centrale, un boulevard pedonale al centro del quale sorgerà un grande “Tavolo Planetario” sul quale si affacceranno i padiglioni nazionali. Questi ultimi, pensati come spazi di coltivazione, saranno raggruppati in relazione alla loro condizione geoclimatica. Il percorso centrale sarà a tale scopo perimetrato da grandi serre bioclimatiche destinate a riprodurre i principali paesaggi climatici,

dal deserto alla foresta tropicale. Agli estremi del percorso centrale saranno realizzate un'arena teatrale e una vasta collina verde costruita con il terreno ricavato dagli scavi di cantiere. L’intero perimetro dell’area dell’Expo sarà inoltre circondato da una serie di percorsi navigabili che, grazie a un sistema di fitodepurazione, raccoglierà e pulirà le acque dei canali presenti nel sito. Incluso nel masterplan anche un importante progetto di recupero delle cascine pubbliche e comunali che punteggiano tutti i bordi di Milano sorgendo in connessione con la trama dei corsi d’acqua dell’area. Ma non è solo di Expo che parla la Milano del futuro. I tre quartieri Garibaldi Repubblica, Varesine e Isola sono coinvolti nel mega progetto Porta Nuova: una riqualificazione di oltre 290mila metri quadrati di aree dismesse affidata agli studi Pelli Clarke Pelli, Kohn Pedersen Fox e Boeri. All'interno del nuovo quartiere saranno realizzate strutture per complessivi 360mila metri quadrati a destinazione terziaria, commerciale, residenziale, culturale e alberghiera. Oltre ad aree verdi, pedonali e all'attesissima sede della Regione Lombardia. Il masterplan per l'area Garibaldi è stato messo a punto da Cesar Pelli. Concepito come quartiere interamente pedonale, il progetto si sviluppa intorno a un “podio” sottostante una piazza di 100 metri di diametro rialzata di 6 metri rispetto al livello della strada. Intorno al podio sorgeranno 3 torri direzionali di 30, 20 e 10 piani firmate da Cesar Pelli, destinate ad eventi di moda e design. È di Stefano Boeri il masterplan per Isola Lunetta. Sorgeranno qui le due torri di Bosco Verticale, un vero e proprio progetto di riforestazione urbana che si sviluppa in altezza. Due torri residenziali – alte rispettivamente 105 metri per 24 piani e 78 metri per 17 piani – ospiteranno nel complesso circa 900 alberi da 3 e 9 metri di altezza e piante di essenza diversa. Firma l’area delle ex Varesine Lee Polisano dello studio Kohn Pederson Fox. Il progetto prevede uno sviluppo di 85mila metri quadri di strutture a

youTaLk - 71


City life, ex Fiera di Milano

Rendering del nuovo quartiere Garibaldi

destinazione d’uso prevalentemente direzionale. Tra queste una costruzione in vetro alle cui estremità si innalzeranno due torri di 130 e 140 metri di altezza. Svetta verso il cielo anche la futura City Life, trasformazione di gran lusso dell'ex polo urbano della Fiera di Milano. I vecchi capannoni lasceranno il posto a tre grattacieli direzionali firmati da Zaha Hadid (186 metri), Arata Isozaki (221) e Daniel Libeskind (170). I primi due sono destinati ad accogliere principalmente uffici direzionali, mentre il terzo potrebbe ospitare, in alternativa alla destinazione uffici, l’attività alberghiera di una grande catena internazionale. Nuovo look anche per Malpensa. Gli architetti Pierluigi Nicolin, Giuseppe Marinoni, Sonia Calzoni, Giuliana Di Gregorio e l’artista Alberto Garutti, vincitori del concorso internazionale

“La Porta di Milano”, hanno ideato e progettato una Soglia magica. La struttura verrà inserita tra l’aerostazione e la stazione ferroviaria di Malpensa, offrendo ai viaggiatori un itinerario sensoriale misto di arte e architettura. «Una soglia virtuale formata da un taglio di luce – spiegano i progettisti –. I passeggeri in transito varcano il filtro di questa soglia luminosa come se attraversassero un sipario impalpabile, effetto della materializzazione della luce ottenuta da un nebulizzatore ecologico. Le variazioni di geometrie, luci e colori registrano il corso del sole, mentre per le ore serali e notturne il taglio di luce è ottenuto con un sistema di illuminazione artificiale. L’iscrizione “Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora”, su una pietra collocata nel pavimento del nuovo atrio interno, è parte di un’ope-

ra composta da un numero di esemplari recanti questa iscrizione disseminati in un’ampia regione attorno all’aeroporto di Malpensa, a suggerire la molteplicità delle destinazioni. Per identificare la localizzazione di ogni singola pietra è possibile utilizzare il sistema Google Maps. Il nuovo spazio, nel quale è prevista una zona espositiva, ha un pavimento tracciato di punti luminosi blu come le luci di bordo delle vie di rullaggio dell’aeroporto. La copertura del nuovo spazio accoglie un tetto giardino fiancheggiato da due boschetti di betulle visibile dalla quota degli arrivi». Il futuro è dunque già in costruzione. «Una grande opportunità di affermare la propria vocazione di capitale economica del Paese, di capitale dell'innovazione, della ricerca, della cultura e del volontariato», come ha sottolineato il sindaco Letizia Moratti.

Il Masterplan di Herzog

Sede Regione Lombardia

Rendering del nuovo quartiere Garibaldi

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di Giacomo Valtolina

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ochi appuntamenti sono in grado di scatenare l'immaginario collettivo come i Mondiali di calcio. Crocevia di destini, sogni e passioni, nel 2010 l'evento degli eventi approda per la prima volta in Africa – in Sudafrica – dove dall’11 giugno all’11 luglio confluiranno le attenzioni dei calciofili di tutto il globo. Favoriti d'obbligo, come sempre, i pentacampeão brasiliani, seguiti nell'ordine da Spagna, Argentina e Inghilterra. Tra gli outsider, spicca la Costa d’Avorio, alfiere africano nella corsa verso Johannesburg, trascinata dal tifo di un continente intero. Da non sottovalutare le solite Olanda, Germania, Francia, Portogallo. E, naturalmente, l'Italia che però arriva all'appuntamento con una squadra 74 - youTaLk

piuttosto malconcia, accompagnata dallo scetticismo generale. I campioni in carica cercano un leggendario bis, che farebbe correre la mente indietro nel tempo fino alla nazionale di Pozzo, unica squadra capace di vincere due campionati del mondo consecutivi negli anni Trenta, assieme al Brasile di Pelè (1958-1962). Non hanno certo convinto le convocazioni di Marcello Lippi, che si affida in blocco agli eroi di Berlino puntando ancora una volta sullo zoccolo duro di una Juventus reduce da una stagione ricca di delusioni. Fanno discutere gli esclusi illustri, su tutti Cassano e Balotelli, ma anche il capitano del Milan Massimo Ambrosini. Tramonta invece, dopo due anni di promesse, la possibilità di vestire l'azzurro per un

altro straniero, il brasiliano Amauri, mentre la candidatura di Thiago Motta non è mai stata presa in considerazione dal ct viareggino. Tra tante incognite, le garanzie sono sempre le stesse: Buffon in porta, Chiellini dietro, Pirlo e De Rossi in cabina di regia e, davanti, un Totò Di Natale in grande spolvero, fresco capocannoniere del campionato. Ma anche per gli altri è il mondiale degli esclusi: in un clima da insurrezione generale, il Brasile di Dunga lascia a casa Pato, Ronaldinho, Adriano e Ronaldo, mentre Maradona snobba Cambiasso, Javier Zanetti e l'icona Riquelme. Anche la Francia di Raymond Domenech trascura tanti big (Vieira, Mexes, Frey, Nasri e Benzema), mentre l'Olanda “dimentica” Seedorf e


mondiaLi Van Nistelrooy. E se la Spagna decide di fare a meno del gioiellino Bojan Krkic e del veterano Raúl, all'Inghilterra mancherà l'infortunato David Beckham, all'Italia Nesta e Totti, Metzelder alla Germania e João Moutinho al Portogallo. Nonostante i forfait illustri, lo spettacolo sarà comunque garantito. Squadre come l'Argentina e la Spagna saranno quelle più interessanti da seguire. Maradona non rinuncia a nessuno e si porta tutti: Messi, il Kun Agüero, Higuaín, Milito e Tevez, per una batteria di attaccanti impareggiabile. Gli iberici di Del Bosque dal canto loro hanno un'armata: Torres, Xavi, Iniesta, Villa, Silva, Pique e Puyol, Sergio Ramos e Iker Casillas, solo per dirne alcuni. E poi c'è l'Inghilterra di Wayne Rooney e Fabio Capello, uno che quando c'è da puntare forte non passa mai la mano. Una parola va spesa anche per gli ivoriani di Sven Goran Eriksson, con un campione per ruolo, sospinti da tutta l'Africa: Drogba in attacco, Yayà Touré in mezzo e Kolo Touré a comandare la difesa. Non resta quindi che gustarsi lo show, in uno scenario arricchito

dalle infrastrutture totalmente rinnovate (si parla di oltre 50 miliardi di euro d'investimenti) dalle strade agli aeroporti fino agli innovativi stadi. Come hanno ricordato al mondo le Olimpiadi di Pechino 2008, queste manifestazioni sono una vetrina unica per una nazione. E gli stadi sudafricani, nuovi o ristrutturati, fanno bella figura. In primis il City Soccer di Johannesburg, che con la sua capienza di 94mila spettatori ospiterà match inaugurale e finale, oltre a tutte le partite dei padroni di casa, i cosiddetti Bafana Bafana, nell'assordante suono delle migliaia di corni “vuvuzela” locali, già ascoltati nel corso del mundialito dell'estate scorsa. La struttura di 65mila metri cubi spunta nella periferia Sud di Johannesburg, Soweto, in un luogo chiave per la storia della nazione: è qui che il popolo sudafricano si è ritrovato per festeggiare la liberazione di Nelson Mandela e per piangere l'omicidio dell'eroe comunista anti apartheid Chris Hani. Nella sua pittoresca e contrastante veste attuale ricorda la calabash, tipica ciotola da bevande africana. Sono 150 i milioni di euro dell'investimento,

1,5 miliardi di rand, cercando anche di andare incontro ai principi dell'edilizia sostenibile con l'uso di materiali riciclati a bassa manutenzione, impianti a risparmio energetico e sistemi di recupero dell'acqua per l'irrigazione dei campi adiacenti. A Cape Town, poi, sorge il Green Point Stadium, in una cornice incantevole tra l'Oceano Atlantico e l'iconica Table Mountain: 15 piani e 68mila posti, su un'area di 10 ettari per un investimento di 400 milioni di euro. Lo stadio è coperto con una membrana leggera composta da grandi elementi concavi in fibra di vetro a fare da guscio a una struttura, che gioca sulla fluidità delle forme e sui giochi cromatici delle rifrazioni di luce che cambiano in base alle condizioni del meteo. Sospesa, con una struttura radiale e reticolare, è la copertura da 4.500 tonnellate con 9mila pezzi singoli di vetro e rivestita, al suo interno, da una membrana diafana che fa anche da isolante acustico e da protezione contro le intemperie. Il terzo grande progetto architettonico è invece a Durban, dove un imponente arco di 350 metri di lunghezza youTaLk - 75


gLi sTadi

Le parTiTe MATCH INAUGURALE: Sudafrica-Messico (Johannesburg, 11 giugno, ore 16)

SOCCER CITY STADIUM Location: Johannesburg, Gauteng Capienza: 94.700 posti Architect: Boogertman Urban Edge Contractor: Grainaker-LTA / Interbeton joint venture Costruzione iniziata: Febbraio 2007

PARTITE DELL’ITALIA (GIR. F): ITALIA-Paraguay (Città del Capo, 14 giugno, ore 20:30). ITALIA-Nuova Zelanda (Nelspruit, 20 giugno, ore 16). ITALIA-Slovacchia (Johannesburg, 24 giugno, ore 16). Ottavi: dal 26 al 29 giugno Quarti: 2 e 3 luglio Semifinali: 6 e 7 luglio FINALE: 11 luglio (Johannesburg, ore 20:30)

e 2.600 tonnellate sovrasta il Durban Stadium (70mila posti), con una linea che ricorda la banda “biforcuta” al centro della bandiera sudafricana, simbolo delle due anime della nazione, oggi unite. Dal punto più alto dell'arco (106 metri) si gode del panorama su tutta la città. Oltre che attrazione turistica, ovviamente fa soprattutto da supporto al tetto dello stadio (46mila metri quadri) sorretto grazie a 17mila metri di cavi d'acciaio da 9,5 cm di diametro. Lungo il perimetro, 1.750 colonne sostengono la struttu-

ra, che copre un'area di 80mila metri quadri per un costo di oltre 200 milioni di euro. Gioielli, sia dal punto di vista architettonico che talvolta estetico, lo sono anche gli altri sette stadi sudafricani: dal Nelson Mandela Bay di Port Elizabeth (48mila posti) all’Ellis Park di Johannesburg (70mila), dal Lotfus Versfked di Pretoria (52mila) al Bloemfontein Free State (40mila), dal Nelspruit Mbombela (40mila) al Polokwane Peter Mokaba (40mila), fino al Royal Bafokeng di Rustenburg (40mila).

GREEN POINT STADIUM Location: Cape Town, Western Cape Capienza: 68.000 posti (55.000 permanenti) Architect: GMP Architects Contractor: Murray & Roberts / WBHO joint venture Costruzione iniziata: Marzo 2007 DURBAN STADIUM Location: Durban, KwaZulu-Natal Capienza: 70.000 posti (54.000 permanenti) Architect: iBhola Lethu Contractor: Group 5 / WBHO / Pandev joint venture Costruzione iniziata: Ottobre 2008 NELSON MANDELA BAY STADIUM Location: Port Elizabeth (Nelson Mandela Bay municipality), Eastern Cape Capienza: 46.000 posti (42.000 permanent) Architect: Architectural Design Associates / Dominic Bonnesse Architects Contractor: Grinaker-LTA / Interbeton / Ibhayi joint venture Costruzione iniziata: Marzo 2007

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SPECIALE MACCHINE, ATTREZZATURE E NOLEGGIO VANNO LE INTONACATRICI E NUOVI MACCHINARI LEGATI AI PRODOTTI PER IL RISPARMIO ENERGETICO. I TREND, GLI ERRORI DEI RIVENDitORI E I CONSIGLI PER AUMENTARE IL PROPRIO BUSINESS LI SVELA A YOUTRADE UN PROFESSIONISTA DEL SETTORE

di Veronica Monaco e Santina Muscarà

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li errori più frequenti che i rivenditori commettono nella vendita delle macchine e attrezzature per il cantiere. Le contraddizioni e le decisioni azzardate nella scelta di questi prodotti. Abbiamo intervistato un collaudato professionista del settore – la cui identità non può essere svelata - che ha raccontato a YouTrade plus e pecche che si celano dietro al bancone. 78 - youSPECIAL

FACCIAMO IL PUNTO Il mercato: le macchine che vanno di più nella vendita «In questi ultimi due anni il rivenditore ha maggiore disponibilità di gamma: le macchine presenti oggi sul mercato sono veramente una miriade. C’è poi l’avvento dei grossisti, che propongono macchine di importazione che arrivano spesso dalla Cina o dalla Corea e che non possono certo garantire

prestazioni né performance adeguate alle richieste del mercato». I prodotti più gettonati? «Le macchine per la perforazione e i tassellatori, poi i martelli demolitori (quelli andranno sempre), le betoniere, gli elevatori (i grossi numeri si fanno soprattutto nelle città). Stanno andando sempre meno, invece, le macchine taglia-giunti, le macchine finitrici per pavimenti, gli elicotteri per pavimenti industriali».


Macchine finitrici per pavimenti «Le macchine finitrici per pavimenti sono un’eccezione, perché spesso vengono vendute direttamente dal fabbricante alle imprese. È un tipo di vendita che non passa nemmeno attraverso il rivenditore, tranne alcuni casi in cui si sono specializzati». Una dinamica che trova spiegazione nel fatto che «le macchine finitrici costano diverse migliaia di euro: per questo i

rivenditori preferiscono demandarle alla vendita diretta. Se l’acquirente poi non pagasse, infatti, l’esposizione sarebbe alta e scomoda per il distributore». Carotatrici In calo, invece, il mercato delle carotatici. «La carotatrice è ancora indispensabile per certi tipi di perforazione, ma se ne vendono sempre di meno. Fino a quattro anni fa è un prodotto che è youSPECIAL - 79


andato moltissimo, quando la legge prevedeva che le case dovessero avere una presa d’aria, e tutti hanno speso 150 euro per fare un foro nella parete. Bastava dire che si chiamava carotatrice e vendevi anche qualsiasi cosa. Ora si fa un po’ più fatica a venderle». Spruzzatrici per intonaco e intonacatrici Bene, invece, le spruzzatrici per intonaco e le intonacatrici. «Diversi marchi produttori di polveri si stanno facendo la guerra cercando di prendere prodotti bio a base di calce, che non si stendono più con la cazzuola, il frattazzo o la staggia, ma necessitano di una macchina. E ritorniamo al discorso rischio di pagamenti. L’intonacatrice è un altro prodotto a rischio, ecco perché il rivenditore preferisce starne distante, anche se ultimamente si assiste a un’inversione di tendenza. Essendo calato il lavoro, alcune imprese che prima si rivolgevano a ditte specializzate per fare gli intonaci, ora investono 10mila euro per comprare la macchina e farsi il lavoro da soli». Questo tipo di macchinari garantiscono dei margini maggiori rispetto alla vendita di un trapano o di una smerigliatrice: «Mentre su quest’ultimi tipi di elettroutensili c’è un ricarico di non di più del 20-25%, su queste macchine particolari si può arrivare fino al 30%». Attenzione però: la vendita di queste attrezzature si fa solo con un background tecnico. «Il rivenditore che decide di vendere una macchina per l’intonaco deve essere specializzato o, perlomeno, deve esserlo chi la vende. Il rivenditore, l’azienda produttrice o l’azienda fornitrice devono essere organizzati per andare sul cantiere a fare prove, dimostrazioni, impianti macchina, e soprattutto far conoscere all’operatore l’utilizzo della macchina e la sua manutenzione, che per le intonacatrici risulta molto importante». Nuove macchine innovative «Personalmente sto notando che stanno prendendo piede macchine legate alle nuove normative, come ad esempio al risparmio energetico. Per realizzare i cappotti e mettere in classe A anche le abitazioni vecchie, ecco che tutti comprano polistirolo, polistirene, estrusi vari, di varie grandezze e diversi spessori. Oggi si utilizzano materiali da almeno 8 cm che non possono più essere tagliati col cutter, ma servono macchine da 100-120 cm di taglio e 80 - youSPECIAL

che riescono ad arrivare fino ai 18-20 cm di profondità». Attrezzature per lo più prodotte da costruttori tedeschi, ma anche in Italia ci sono aziende che si stanno specializzando con qualità e prezzi concorrenziali. Il noleggio «Il noleggio è cambiato molto; anche il piccolo rivenditore oggi ha delle macchine a noleggio. Nato in Inghilterra e Svezia, sta crescendo anche in Italia: circa il 60% dei rivenditori ce l’ha. Va fatto, però, con specializzazione e competenza, sennò si corre il rischio di veder rientrare macchine sporche e danneggiate. I grossi gruppi hanno impostato un buon servizio di noleggio organizzato, mentre alcuni si improvvisano correndo pesanti rischi». GLI ERRORI PIÙ FREQUENTI Macchine che non servono al cliente finale «I rivenditori spesso sbagliano perché tengono in casa macchine che non servono ai clienti finali, ma comprano dagli agenti perché c’è l’offerta. Devi tenere in casa l’utensile che va! Ecco allora che ci sono rivenditori che hanno in casa macchine da 14 kg per gli addetti alla demolizione, quando la macchina che va di più è quella da 7-10 kg, oppure macchine con dischi per tagliare l’asfalto che arrivano fino a 16 cm, quando l’utensile adeguato sarebbe quello che ne taglia al massimo 12». L’imperativo è conoscere meglio il mercato: «I rivenditori sbagliano: non guardano il mercato, che va verso macchine più leggere e portatili, e si lasciano invece allettare da ciò che gli agenti di vendita propongono loro». Parco macchine obsoleto «I rivenditori si trovano in casa un parco macchine magari da 2-3 anni, senza riuscire a venderlo. Una situazione dovuta al fatto che una volta si acquistava sui grandi numeri: prendevi bancali da dodici pezzi, venti pezzi per ottenere un prezzo particolare». Modelli vecchi, pesanti, obsoleti, non adatti allo scopo, per i quali hanno già dovuto affrontare delle spese e di cui vogliono disfarsi. «Oggi si può approfittare dei servizi offerti dai produttori o dai fornitori, come dai grossisti, che possono fornire la macchina adeguata a seconda dell’utilizzo dell’utente finale, senza sovraccaricare il magazzino». Il cliente non ha sempre ragione Uno dei ruoli fondamentali dei riven-

ditori di materiali edili che si occupano di noleggio è quello di essere dei consulenti preparati e decisi, in grado di orientare le scelte dei propri clienti, solitamente non molto preparati sui macchinari da acquistare. «Un errore che spesso fanno i rivenditori è di dare ragione a piè pari ai loro clienti: non mettono mai in discussione che il loro cliente possa essere magari disattento o improvvisato». COSA FA IL RIVENDITORE MODELLO «Il rivenditore modello dovrebbe valutare meglio cosa acquista, farsi domande del tipo “che esperienza ha questo fornitore? Perché offre determinati prodotti? Quali servizi post-vendita propone?” Bisogna stare molto attenti a quello che si acquista: bisogna scegliere con cura il fornitore in base alla serietà e al servizio che può dare e conoscere un po’ di più i prodotti che acquista. È rischioso fidarsi dei venditori, senza conoscere il prodotto». Assistenza, disponibilità di interventi in cantiere e ricambi sono tre cose importantissime, assieme alla pronta consegna. «Ci sono infatti molte macchine valide che però in Italia non sono ancora conosciute perché non hanno ricambi. Se non riesco a riparare la macchina o fare manutenzione in tempi rapidi, ho la macchina ferma e ritardi consistenti nel lavoro». Gli attori della vendita di questo tipo di materiali, del resto, sono cambiati: «All’inizio l’attrezzatura edile era venduta dal rivenditore di attrezzatura edile: oggi viene venduta dal rivenditore, dalla ferramenta e soprattutto dal magazzino di materiale edile che ha creato degli shop in shop dove propone anche questo genere di prodotti. Ecco che il mercato viene molto diversificato. Per questo l’acquirente ha più scelta, e nel panorama delle offerte che trova sul mercato sicuramente non acquista da chi si ritrova articoli vecchi». L’IMPORTANZA DEL LAYOUT ESPOSITIVO La corretta esposizione dei prodotti, magari in modo accattivante e particolare, è, anche in questo settore, fondamentale. «Il segreto? Rinnovare, creare delle aree di articoli stagionali. Non c’è niente da inventare, basta copiare la grande distribuzione: i supermercati cambiano l’esposizione in base a ciò che vogliono venderti».


1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9.

GRUPPO MADE 1. Tutti. 2. Considerando le merceologie indicate, e in funzione della tipologia di posizionamento della rivendita, la percentuale varia dal 5 al 15%. Per quanto riguarda invece la percentuale di noleggio di piccola attrezzatura sul fatturato totale del

GRUPPO bigmat 1. All’interno delle rivendite BigMat il cliente trova un’offerta commerciale completa di elettroutensili, piccola attrezzatura ed antinfortunistica. Il cliente ha a disposizione personale qualificato in grado di suggerire la miglior soluzione alle attività di cantiere. Negli ultimi anni

Quali di questi prodotti/servizi offre la vostra rivendita? In quale percentuale del fatturato totale? Quali sono i principali marchi che trattate? Quali ritenete siano i supporti indispensabili che le aziende produttrici devono offrirvi per mettervi nella migliore condizione di vendere? Quali sono i supporti indispensabili che la vostra azienda deve fornire ai clienti? Quali sono i prodotti che vendete di più Quali sono i prodotti/servizi che hanno il margine più interessante? Parliamo di noleggio: qual è il trend di crescita degli ultimi due anni e quali sono i prodotti /servizi su cui punterete di più nei prossimi tre anni? Come è impostato il vostro servizio assistenza e ricambi?

nostro servizio “Made4rent” è di circa il 10%. 3. I prodotti a marchio Kapriol (Morganti S.p.A.) e Bosch (Robert Bosch S.p.A.). 4. Assistenza e formazione tecnica in rivendita; completezza di assortimento; una maggiore celerità nel servizio di consegna del prodotto e attività promozionali di supporto programmate. 5. Assistenza tecnica nella scelta dei prodotti, una gamma ben assortita per i diversi campi di impiego, l’immediata disponibilità del prodotto. 6. Sistemi di fissaggio e piccola attrezzatura. 7. Piccola attrezzatura e sistemi di fissaggio. 8. Il trend di crescita del 2008 è stato del 100%, derivato dal raddoppio dei Punti Vendita Noleggio “Made-

4rent”; la crescita relativa media consolidata per ogni PVN “Made4rent” è stata del 20%. Nel 2009, il trend di crescita è stato del 60%, derivato sempre dall’ingresso di nuovi PVN “Made4rent”; la crescita relativa media consolidata per ogni PVN “Made4rent” è stata attorno al 5%. L’obiettivo dei prossimi tre anni per la piccola attrezzatura è allargare la gamma dei prodotti dei fornitori disponibili a sub noleggiare, oltre a sviluppare la qualità del servizio manutenzione e dotazione di scorta ai PVN “Made4rent”. 9. Il servizio assistenza e ricambi è compreso nel contratto di fornitura dei prodotti a sub noleggio e per quelli in proprietà, con le condizioni generali dei fornitori attraverso la loro rete di assistenza.

con il marchio BigRent, in costante sviluppo, è stato inoltre introdotto il servizio noleggio di piccole e medie attrezzature per il cantiere. 2. Il fatturato derivante dalla vendita delle famiglie merceologiche in oggetto pesa circa il 10% sul fatturato totale di gruppo. All’interno del Gruppo BigMat abbiamo singole rivendite che hanno creduto ed investito in questo settore, raggiungendo fatturati pari al 20-25% del totale. 3. Abbiamo accordi commerciali con selezionati fornitori leader per ciascuna di queste famiglie merceologiche. BigMat imposta l’accordo commerciale in una ottica di partnership con obiettivo condiviso di sviluppare le vendite e trasmettere professionalità al mercato. 4. Per vendere questi prodotti e per

fidelizzare il cliente è indispensabile avere all’interno delle nostre rivendite personale qualificato e preparato: per questo organizziamo costantemente con i fornitori corsi di formazione tecnico/specialistica. Ovviamente non è solo la formazione ad essere indispensabile, a tal proposito la testimonianza del socio BigMat GiElle. Alberto Grigolin: «Abbiamo bisogno di informazione, prezzi competitivi, novità e celerità nelle risposte». 5. Oltre alla già citata competenza tecnica, l’adeguata profondità ed ampiezza di gamma, oltre alla disponibilità immediata del prodotto. 6. A livello di gruppo registriamo ottime performance di vendita sull’antinfortunistica e sugli accessori per elettroutensili. 7. Lasciamo la testimonianza diretta youSPECIAL - 81


dal socio Grigolin: «Accessori per elettroutensili come ad esempio i dischi diamantati ed abrasivi, la contigua famiglia dei sistemi di fissaggio come ad esempio tasselli, viteria e schiume». 8. Il fatturato 2009 BigRent è cresciuto del 15% e dopo i primi mesi 2010 riteniamo di poter confermare il dato anche per quest’anno. Il noleggio risponde egregiamente alle esigenze dei nostri clienti in questa particolarissima fase di mercato. PACCHETTO COLLA (IMER GROUP) La divisione Proiezione e Trasporto di Imer Group propone una soluzione per risparmiare tempo, fatica e manodopera per l’applicazione di colla e rasanti nei sistemi a cappotto. Il kit prevede l’abbinamento del mescolatore in continuo Spin 15 e la pompa a vite polivalente Small 50. Spin 15 è ideale per impastare rapidamente intonaci premiscelati, malte da muratura, materiali autolivellanti, massetti tradizionali premiscelati in sacchi. Abbinata ad una intonacatrice o pompa per malta può formare un‘unica unità di mescolamento e pompaggio. Small 50 è adatta a spruzzare intonaci tradizionali e premiscelati, premiscelati tixotropici, prodotti impermeabilizzanti, prodotti rasanti e colorati, rivestimenti con vernici, per il riempimento di fughe, per iniezioni di consolidamento, per getti di betoncino. L’inverter esclusivo Imer permette di selezionare 75 velocità, variando la portata del materiale da 0 a 15 l/min., per avere una quantità di prodotto idonea ad ogni specifica applicazione. È dotata di lancia con rubinetto di sfiato aria per regolare la quantità da miscelare al prodotto, garantendo al meglio la presa del materiale alla parete. La leva di bloccaggio del flusso e spegnimento della macchina, permette di arrestare immediatamente il flusso del materiale. Il pacchetto proposto da Imer Group permette di mescolare e pompare in continuo il rasante e di usare solo il mescolatore dove la pompa non serve. Grazie all’inverter presente sulla Small 50, è possibile lavorare in ristrutturazioni con 220V anche dove la potenza installata è molto bassa.

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Non solo: le nostre rivendite che offrono il servizio noleggio di piccole medie attrezzature registrano risultati più positivi rispetto alla media di mercato per quanto riguarda la vendita delle attrezzature stesse. Per il futuro pianifichiamo progetti che portino sempre più il nostro cliente ad identificare BigRent come punto noleggio in cui trovare i giusti consigli professionali, macchine sempre in perfetto stato e all’avanguardia, nuove

vantaggiose formule di noleggio con un’attenzione costante verso la sicurezza. 9. Le convenzioni con i fornitori partner a supporto del noleggio BigRent prevedono favorevoli condizioni anche per quanto riguarda il servizio assistenza e ricambi. Lo conferma Alberto Grigolin: per l’assistenza delle attrezzature a noleggio ci appoggiamo preferibilmente ai centri dei fornitori convenzionati BigMat in loco.

DISTRIBUTORE AUTOMATICO DPI DI WÜRTH Scegliere articoli per la sicurezza come fossero merendine? Da oggi è possibile con Würth che ha coniugato la semplicità e velocità dei sistemi di distribuzione automatica, solitamente impiegati nel mercato del food, con la vendita dei Dispositivi di Sicurezza Individuale. Con un semplice badge aziendale, gli utenti possono scegliere gratuitamente fino a 432 articoli differenti. Il distributore memorizza ogni transazione, creando un report riepilogativo e un database, grazie a un dispositivo GSM, che permette anche di segnalare eventuali anomalie nel funzionamento della macchina attraverso sms di allarme. Il database è anche disponibile on-line, attraverso il quale l’azienda può scaricare e analizzare i propri dati direttamente dal sito web dedicato. Agevolando l’adempimento degli obblighi previsti dal D.Lgs 81/2008, la disponibilità costante dei prodotti garantisce una più efficiente organizzazione del ciclo produttivo, a vantaggio della riduzione dei costi di approvvigionamento e gestione degli articoli.

AQUAFLEX E LA POLVERE NON HA SCAMPO (MONTOLIT) Da Brevetti Montolit Spa., Aquaflex, il sistema per l’abbattimento delle polveri nelle operazioni di taglio con dischi diamantati. Applicabile a tutte le smerigliatrici angolari con disco diametro mm 115, 180 e 230, questa apparecchiatura consente di effettuare tagli di materiali lapidei, ceramici e laterizi, abbattendo completamente l’emissione di polveri. L’apparecchiatura è costituita da una pompa azionabile direttamente dal tasto di avviamento della smerigliatrice, da un carter applicabile a quello di tutte le smerigliatrici in commercio, dotato di un ugello nebulizzatore e da un dispositivo di sicurezza elettrico che rende sicuro l’uso con acqua di qualsiasi smerigliatrice anche non appositamente concepita. Grazie al particolare ugello nebulizzatore ed al rubinetto regolatore di flusso, l’apporto d’acqua verso l’utensile è estremamente ridotto, evitando l’imbrattamento dell’area di lavoro, ma garantendo il totale abbattimento delle polveri. Inoltre l’effetto di raffreddamento dovuto all’acqua migliora le prestazioni e prolunga notevolmente la durata degli utensili diamantati, permettendo di lavorare sempre nelle condizioni ottimali. Il dispositivo applicabile sugli elettroutensili con disco da mm 180, è in grado di trasformare la comune smerigliatrice in un vero e proprio scanalatore professionale. Infatti l’apposito carter può ospitare due dischi accoppiati, nel kit sono compresi inoltre spessori differenti da montare sull’albero della macchina per poter realizzare scanalature di varie larghezze. Pompa, dispositivo di sicurezza elettrica, interruttore di avviamento e tanica da 5 litri sono contenuti in una struttura d’acciaio di compatte dimensioni e dal peso contenuto, facilmente trasportabile grazie ad una maniglia posta sulla sommità. Tubo e cavo che collegano la pompa al carter sono protetti in una speciale guaina antiusura di 7 metri di lunghezza.


TRABATTELLO IN ALLUMINIO RAPIDO 160 (FARAONE) Il Trabattello Rapido 60 di Faraone risponde alle norme sulla sicurezza ed è uno dei prodotti Faraone più venduti nelle rivendite edili. Costa come un trabattello in ferro, ma è molto più leggero e sicuro essendo composto interamente di alluminio. Ha un ingombro minimo a terra (soli 160x80 cm) e arriva a 10 metri di altezza, ben adattandosi alle esigenze di imbianchini e muratori. Trabattello Rapido 60 è disponibile anche con il sistema richiudibile, quindi pronto all’uso.

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guanTo nyLon/spandeX (ComaTed) Il guanto nylon e Spandex nero fa parte della nella nuova linea di guanti di protezione della linea Vito Manovale. Lo Spandex aumenta l’elasticità del nylon per una maggiore aderenza del guanto alla mano ed un maggiore confort. La spalmatura in PU grigio protegge il guanto dall’abrasione e dagli strappi. Disponibile nelle taglie 8,9 e 10. Le taglie sono di reali dimensioni CE, ed il polsino a maglia elastica garantisce la tenuta del guanto anche nelle situazioni lavorative più estreme. CaLZaTure maX500 (indusTriaL sTarTer) MAX500 è il nome della nuova linea di calzature antinfortunistiche realizzate da Industrial Starter Spa, azienda vicentina che commercializza articoli per la protezione individuale, anche in Europa. Nel panorama delle calzature per il lavoro rispondenti alle norme EN20345 S1P, la novità assoluta e punto di forza della linea MAX500 è la particolare leggerezza. Le calzature sono completamente amagnetiche, con puntale antischiacciamento in composito. Inoltre la soletta antiperforazione tessile garantisce grande capacità di flessione e torsione alle calzature, il plantare in morbido EVA preformato rende particolarmente confortevoli i movimenti. I modelli precursori sono tre: 41300 MIAMI EN20345 S1P: calzatura sneaker bassa, tomaia in Mesh e crosta scamosciata. Suola in PU e soletta interna in morbido Eva preformato. Solo 450 gr. nella taglia 42. Taglie: dal 38 al 47. 41210 KONA EN20345 S1P: calzatura sneaker alta in pellecrosta scamosciata. Suola in PU e soletta interna in morbido Eva preformato. Solo 490 gr. nella taglia 42. Taglie: dal 38 al 47. 41200 NEWPORT EN20345 S1P: calzatura sneaker bassa in pelle-crosta scamosciata. Suola in PU e soletta interna in morbido Eva preformato. Solo 480 gr. nella taglia 42. Taglie: dal 38 al 47.

parapeTTo ZinCaTo CLasse a (roTodis) Il parapetto è un dispositivo di sicurezza anticaduta che permette di creare, con il montaggio di tavole di legno, una ringhiera provvisoria per balconi, scale, vani a vuoto e tetti con una pendenza non superiore a 10°. I nostri parapetti sono prodotti nel rispetto delle norme vigenti a livello europeo e sono forniti accompagnati dal manuale d’uso e dai certificati effettuati secondo la normativa UNI EN 13374. Mediante un sistema a morsetto, il parapetto si può fissare a un cornicione di un’altezza fino a 80 cm. Le misure delle tavole di legno utilizzate devono essere di 25 mm di spessore e 200 mm di altezza e al massimo di 2 metri di lunghezza. Si raccomanda l’utilizzo di tasselli per aumentare la sicurezza del dispositivo. Apertura massima 80 cm; altezza utile 100 cm; tubo quadrato esterno 30 mm x 30 mm x 1.6 mm UNI; tubo quadrato interno 25 mm x 25 mm x 2.5 mm UNI; piastra per l’ancoraggio 130 mm x 100 mm x 4 mm UNI; peso 6 Kg; vite interna M12.

oCChiaLi di proTeZione CineCiTTa’ Vm18 (ComaTed) Occhiale di protezione certificato CE EN166. Le aste sono regolabili in lunghezza e in inclinazione. La linea è ergonomica, avvolgente ed assicura maggiore copertura attorno agli occhi. I naselli sono in gomma per garantire il massimo comfort. La lente è leggermente specchiata, per garantire visibilità all’interno degli edifici e protezione dai raggi solari all’esterno. Peso: solo 40 grammi.


NUOVA GIRAFFA VARIO WST 700 VV (FRATELLI AMOS) La lavorazione di pareti e soffitti non è mai stata così agevole da quando è arrivata Giraffa Vario 700 VV. Nelle versioni standard (con testa di levigatura tonda) e Plus (con testa di levigatura tonda e triangolare intercambiabili), la Giraffa Vario è la risposta più completa e affidabile alle esigenze di ogni applicatore e cartongessista. Con una sola macchina è possibile, scegliendo nella vasta gamma di abrasivi specifici, eseguire un lavoro perfetto fino agli angoli di più difficile accesso e senza perdite di tempo: è infatti sufficiente un semplice “click” per montare la testa di levigatura tonda o quella triangolare. Grazie alla speciale regolazione telescopica, la macchina si adatta ad ogni situazione, indipendentemente dall’altezza o dall’inclinazione da raggiungere. Le caratteristiche di efficienza della Giraffa Flex vengono ulteriormente esaltate, abbinando il nuovo e capiente aspiratore industriale S 47. La macchina e gli accessori in dotazione vengono forniti di serie in una robustissima e pratica valigetta in resina sintetica con alloggiamenti, per il trasporto comodo e sicuro.

NOVITà NELLA FAMIGLIA DEI TRACCIATORI LASER SPEKTRA 5.2 XL è il tracciatore laser autolivellante multifunzione che genera 5 punti (piombo, squadro, livello) e due linee laser (livello e piano verticale) ad alta visibilità. Con questo strumento multifunzionale è possibile compiere con grande facilità qualsiasi operazione di posizionamento all’interno del cantiere, risolvendo con grande facilità, velocità ed ottima precisione ogni esigenza. Autolivellante, per misure veloci e sempre precise, è dotato di allarme fuori bolla, per impedire di sbagliare una quota, e di funzione linea in pendenza, per tracciamento di scale e controsoffittature. Battitura del metro d’altezza, trasferimento di punti al soffitto, tracciamento di guide per divisori in cartongesso, tracciamenti a 90° di pareti mobili o in muratura, livellamenti e allineamenti di infissi, livellamenti di prese elettriche, canaline, tubazioni varie e fan coil. Portata da 30 a 100 metri (con ricevitore opzionale), per arrivare ovunque e coprire tutta l’area di lavoro. Piccolo, robusto e portatile, pratico e disponibile quando serve, 5.2 XL è dotato di una garanzia integrale Spektra di 2 anni, anche contro le cadute accidentali.

NUOVA ELETTROSEGA A CATENA E21-2300 WATT (COMER) Comer è lieta di proporre alla propria clientela la nuova versione della sega a catena al Widia E21. La nuova E21 oltre ad essere migliorata nei materiali ha anche un nuovo motore da 2300 watt che affiancherà la versione standard da 1800 watt. La nuova E21 unisce alte prestazioni ed affidabilità provata nel tempo, da più di 25 anni. Adatta al taglio di tutti i materiali leggeri da costruzioni quali gasbeton, ytong, poroton, tufo e pietra naturale tenera. E21 è la macchina ideale per tutti i cantieri.

VASCA PORTAUTENSILI FATMAX EXTREME (STANLEY WORKS) Vasca portautensili in polietilene con capacità 159 litri. Portautensili verticale removibile. Ruote ad uso intenso per la massima agibilità nel luogo di lavoro, anche se accidentato. Chiusura a chiave e sistema di sicurezza sonoro integrato, attivabile a combinazione numerica personalizzata. Guarnizione in gomma per proteggere il contenuto da pioggia ed umidità. Maniglione in metallo estraibile per il traino. Maniglia posteriore per il sollevamento della vasca (2 persone).

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PANTALONI NIGER KAPRIOL I nuovi pantaloni Niger Kapriol si segnalano per la grande vestibilità e l’ottima resistenza, oltre che per un’estrema cura dei dettagli. Realizzati in filo doppio ritorto resistente ai lavaggi e all’usura, assicurano comfort e massima libertà nei movimenti. La speciale trama con cui sono tessuti aumenta inoltre la resistenza delle cuciture alla tensione. Hanno vita elasticizzata e sono dotati di cintura coordinata. Le ginocchia, preformate e imbottite, così come gli inserti in poliestere e le triple cuciture rinforzate nelle zone sottoposte a maggiore sforzo, sono studiati per garantire robustezza e lunga durata. Sono dotati di tre pratiche tasche, di cui la posteriore chiusa da una zip per poter riporre soldi ed effetti personali, e due speciali tasche portametro e portapenne, che consentono di avere sempre a portata di mano gli attrezzi necessari. In colore beige con inserti marroni, sono disponibili anche in una versione in grigio e nero. Sei le taglie in assortimento, dalla S alla XXXL.

UNITÀ MOBILE DI POMPAGGIO B100 XP (BUNKER) La B100xp è un’unità mobile di pompaggio a totale funzionamento oleodinamico, con regolazione della portata e della pressione. Realizzata da Bunker per produrre direttamente in cantiere il calcestruzzo da pompare o spruzzare, in modo da velocizzare il lavoro in totale autonomia. Con la B100xp è possibile pompare calcestruzzo con inerti fino a 25 mm, malte comuni e speciali, malte fibrorinforzate; inoltre è in grado di pompare anche sottofondi autolivellanti e cemento cellulare con o senza polistirolo, e spruzzare betoncini, iniettare cemento o miscele speciali in pareti, micropali e tiranti. La struttura in acciaio presso piegata è dotata di un robusto assale in tandem sul quale sono posizionati: la betoniera a inversione da 350 lt, la pompa, la centralina idraulica con motore diesel e tutti gli altri accessori che completano un unico impianto, facilmente trainabile. La betoniera è dotata di una benna di carico con bilancia digitale e pala raschiante per un più preciso dosaggio del materiale e un rapido caricamento.


FUGATRICE FG2 220 Volt Per fughe e iniezioni

40

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Per premiscelati asciutti - Versione aperta

TORNADO E MINI TORANDO 220 Volt Mescolatore a ciclo continuo

INTONACATRICE ST4 SACCO-SILOS 380 Volt

Per premiscelati asciutti - Versione chiusa

★★★

★ ★ ★

★ ★ ★ ★★ ★

INTONACATRICE PER CAPPOTTI KOMPAKTA 220 Volt

INTONACATRICE FG3 220 Volt

Miscelatore da badile

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Per premiscelati asciutti in sacco

FRATAZZATRICE REV-4 SUPER 48 VOLT Per qualsiasi tipo di intonaco

REVELIN EVARISTO & FIGLI

+

INTONACATRICE DRY 220 Volt

Per premiscelati, tradizionali, fughe, iniezioni

MESCOLATORE PLATONE

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Per fughe e iniezioni

40

MINI FUGATRICE FG1 220 Volt

40

INTONACATRICE ST4 SACCO-SILOS 380 Volt

FRATAZZATRICE REV-4 ECO 48 VOLT

Per qualsiasi tipo di intonaco

snc

Via Europa nr. 45 - 36033 Isola Vicentina (VI) - ITALY Tel. ++39 0444 977061 - Fax ++39 0444 598252 E-mail: revfrat@infol.com - www.fratazzatricirev.com

TECHNOLOGY FOR PLASTER FINISH GLI INVENTORI E PRIMI PRODUTTORI DA SEMPRE DI FRATAZZATRICI

STATORI E ROTORI NOSTRA PRODUZIONE


LEGAFERRI MANUALE PER ARMATURE DF 16 (WACKER NEUSON) Finora la legatura metallica richiedeva sempre un grande dispendio tempo e fatica. Con la nuova legaferri manuale per armature automatica Wacker Neuson, si possono eseguire fino a 1.000 nodi all’ora. In confronto al metodo di legatura tradizionale con tenaglia, la legaferri per armature non solo velocizza il lavoro, ma incrementa anche la produttività grazie alla sua eccellente ergonomia. L’operatore può mantenere una postura eretta e corretta sul lavoro, riducendo notevolmente l’affaticamento in particolare dell’articolazione del polso e delle dita. Ideale per la legatura di tondini per calcestruzzo, il fissaggio di tubature (regolazione temperatura anima calcestruzzo) così come per il fissaggio di tubi vuoti per l’alimentazione elettrica, l’apparecchio è completamente meccanico e non necessita di alcuna alimentazione di corrente (batterie scariche e tempi di ricarica lunghi non influiscono sulla funzionalità dell’apparecchio, e il cambio rapido del caricatore di legature garantisce elevata funzionalità) L’apparecchio può essere manovrato in qualsiasi posizione con una sola mano, mentre l’altra rimane libera per le impugnature parallele, per esempio quando si sostiene l’armatura metallica. Adatto per l’impiego sia per applicazioni su piani orizzontali (soffitti, piattaforme) che verticali (pareti).

ELETTROSEGA PER LATERIZIO CON SISTEMA ASC L’unica elettrosega con sistema ASC (anti stretch chain), la nuova tecnologia che ritarda notevolmente l’allungamento della catena. Per il taglio di tutti i laterizi: Poroton, Alveolater, Tufi, Gasbeton, Ytong, Siporex e materiali similari. Dati tecnici: P 18: motore 220 V - 1800 W; potenza 1,8 Kw - 2,4 Hp; profondità max di taglio 43 cm; peso 8,2 Kg. P 22: motore 220 V - 2200 W; potenza 2,2 Kw - 3 Hp; profondità max di taglio 53 cm; peso 9 kg. P 30: motore 220 V - 3000 W; potenza 3 Kw - 4,1 Hp; profondità max di taglio 63 cm; peso 11 kg.

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NUOVA GAMMA MINIESCAVATORI DI VOLVO La nuova gamma Volvo di miniescavatori EC15C, EC17C, EC18C ed EC20C è stata concepita e costruita per affrontare tutti i lavori - dallo scavo di trincee ai lavori di drenaggio, carico e preparazione del cantiere, pensando anche al comfort con cui si deve affrontare l’ampia gamma delle applicazioni lavorative. Le caratteristiche della nuova gamma di miniescavatori Volvo includono la combinazione di comandi di rotazione e brandeggio (la rotazione è controllata dal joystick sinistro e il movimento di brandeggio da un interruttore sul joystick destro: in questo modo non è necessario alcun pedale per il brandeggio, concedendo più spazio per i piedi e un maggiore comfort per l’operatore). La cabina è tra le più spaziose e comode della classe ed è dotata di strutture di sicurezza TOPS, ROPS e OPG1 di serie per la massima protezione dell’operatore. Con l’eccellente visibilità in tutte le direzioni, il sedile dell’operatore multi-regolabile e il quadro strumenti di grande leggibilità, questa cabina offre il massimo in termini di comfort e sicurezza in cantiere. Tutti i punti di manutenzione sono facilmente accessibili sotto il cofano motore e, grazie alla funzione di traslazione, la macchina è dotata di leve e pedali di marcia gestiti da servocomandi idraulici che consentono movimenti di macchina precisi e progressivi. Data la breve corsa del pedale, l’operatore può guidare facilmente la macchina con i piedi mentre utilizza l’attrezzatura di scavo. Tutto ciò, unito alla funzione automatica di marcia a due velocità fa di queste macchine dei leader nella loro categoria in termini di produttività e prestazioni. I miniescavatori Volvo sono inoltre dotati di protezione posteriore: il contrappeso fuso in pezzo unico offre grande resistenza all’usura e, grazie alla sua altezza e alla progettazione arrotondata integrata col cofano motore, gli sportelli e i pannelli sono ben protetti da possibili danni  durante il funzionamento in aree delimitate.

ICS LANCIA LA CATENA DIAMANTATA EUROMAX In concomitanza con il ventesimo anniversario, ICS e Comer Spa introducono l’ultima innovazione in esclusiva per il mercato europeo: la catena diamantata Euromax. Tutte le catene di questa serie sono state progettate per le seghe a benzina ICS e sono adatte per muratura, pietra e cemento comunemente trovati in Europa. Usando un unico segmento diamantato prodotto con le migliori qualità del diamante insieme agli O-rings brevettati da ICS, Euromax è più veloce nel taglio e presenta le stesse ottime performance e durabilità che gli utilizzatori finali di ICS si aspettano di avere. Euromax è disponibile, fornita unitamente alla macchina o come catene di ricambio per le seghe.

MICROESCAVATORI JCB: CoMPATTI, POTENTI E VERSATILI Abbastanza piccoli da passare all’interno dei vani delle porte, sufficientemente robusti da svolgere il lavoro di dieci uomini e molto stabili grazie al carro allargabile. I microescavatori JCB sono fuori dal comune, tanto per la loro compattezza quando per la loro potenza. Il JCB Micro 8008 e il JCB Micro 8010, entrambi con peso operativo vicino ad 1 tonnellata, sono in grado di passare in un normale vano porta da 70 cm, consentendo di raggiungere agevolmente aree di difficile accesso. Il JCB Micro Plus 8012 ha invece un peso operativo di 12 quintali e una maggior profondità massima di scavo. Potrete accedere all’interno di edifici per lavorare al loro interno oppure a giardini difficilmente accessibili. E grazie al loro telaio di sicurezza pieghevole anche i limiti di altezza non rappresentano un problema. La gamma di microescavatori JCB è progettata anche con l’ottica del comfort e della facilità di funzionamento, consentendo a chiunque di diventare un operatore esperto e affidabile, in modo rapido e semplice. Inoltre una vasta gamma di attrezzi consente il loro impiego per quasi tutte le applicazioni.


TRAPANO AVVITATORE BHS 12/10 LITIO LINEA DUNKER (FERRITALIA) - mandrino 10 mm - n° velocità Gang 1 - giriminuto 0~500 - regolazione di coppia 23+1 - coppia massima 15 N.m. - Ampere 1300 mAH - batterie 2 - caricarapida - indicatore di carica - peso 1,45 Kg

DEWALT NUOVI TASSELLATORI COMPATTI SDS PLUS 2 KG DeWALT ha realizzato una nuova gamma di martelli tassellatori da 2Kg che garantiscono, in termini di potenza e durata, prestazioni mai raggiunte sul mercato. Inoltre l’ottimale combinazione raggiunta tra il bilanciamento, il peso e l’eccellente ergonomia garantisce il massimo comfort in ogni applicazione. Questa gamma, ideale per effettuare tassellaggio nel cemento da 4 a 22mmÆ, presenta caratteristiche che determinano nuovi standard nel mercato. Un sistema innovativo a due guarnizioni protegge il cuore del meccanismo elettropneumatico al fine di prevenire l’ingresso della polvere, oggi prima causa di rottura in questa categoria, e permette anche di attenuare il colpo di ritorno riducendo lo stress sulle componenti critiche come il pistone. L’innovativo design della massa battente, permette di ridurre le dispersioni di energia, garantendo il massimo trasferimento della potenza alla punta in ogni materiale. Con 650W di potenza il nuovi tassellatori sprigionano ben 2.4 joule, il miglior rapporto tra i prodotti presenti sul mercato. Lo studio approfondito del meccanismo di percussione, unito in secondo luogo all’impugnatura rivestita in gomma, ha permesso di ottenere un livello di vibrazioni triassiali mai raggiunto fino ad oggi su prodotti di questo tipo: soli 11 m/s². Secondo gli standard richiesti per legge dalla Normativa Antivibrazioni, un operatore è in grado di poter utilizzare in tutta sicurezza queste macchine in maniera continua per 1 ora e 39 minuti.

PUNTELLAZIONE STAXO 40 (DOKA) Con Staxo 40 Doka presenta la puntellazione a telaio leggera per l’edilizia civile. Ha il 50% di componenti sciolti in meno e telai a forma di H, che ne consentono il montaggio in metà tempo rispetto ad un sistema a stelo. La geometria unica dei telai garantisce percorsi e piani di lavoro privi di barriere. In questo modo il lavoro effettuato sotto la struttura superiore diventa nettamente più semplice, rapido e sicuro. Con strutture superiori a sbalzo, i piani di lavoro possono essere estesi anche oltre la piattaforma. Staxo 40 è un sistema particolarmente leggero e flessibile, pur mantenendone elevata stabilità e portata. Si adegua ad altezze diverse, grazie ai telai di tre grandezze, e dispone di teste e piedi registrabili, per una regolazione millimetrica supplementare. L’innovativa geometria della filettatura e il dado a tre alette consentono di effettuare facilmente la regolazione anche a pieno carico. La massima flessibilità orizzontale è garantita dalle grandi distanze tra i telai (fino a 3,00 m) mediante l’impiego di diagonali a croce di diversa lunghezza. Per l’adeguamento ottimale a tutte le piante, il telaio può essere combinato anche con puntelli singoli.

POMPA PER CALCESTRUZZO FINE P 718 (PUTZMEISTER-AGRES) La P 718 di Putzmeister è la nuova pompa per calcestruzzo che riunisce prestazioni e peso contenuto in un’unica struttura intuitiva e curata nei dettagli. Design moderno e materiali di alta qualità, la P 718 possiede un motore diesel a 3 cilindri raffreddato ad olio capace di erogare 34,5 kW, offrendo così potenza adeguata anche per i compiti più impegnativi. Nonostante la potenza elevata, il motore funziona ad un regime molto contenuto, che garantisce minore usura, maggiore silenziosità di funzionamento e consumi ridotti. Inoltre contribuisce a tutelare l‘ambiente essendo conforme alla più recente normativa sui gas di scarico COM II. Una robusta calotta in materiale plastico protegge gli elementi di comando e gli indicatori di controllo contro sporco ed eventuali danneggiamenti. La P718 non soltanto convoglia calcestruzzo fine con granulometria sino a 32mm, ma la pompa a pistoni può essere utilizzata anche per pavimenti continui. Grazie alla sua versatilità, può essere impiegata laddove gli spazi del cantiere risultino estremamente ridotti. Inoltre con il telaio di trasporto, omologabile per la circolazione stradale, i trasferimenti verso il cantiere e le manovre in loco risultano semplici, e in caso di cantieri particolarmente impervi, si può movimentare la P 718 anche con una gru utilizzando lo stabile golfare, compreso nella dotazione di serie. I piedi d‘appoggio assicurano un‘ottima stabilità durante il lavoro e per trasportare la macchina, basta semplicemente farli rientrare. La P 718 è comandabile completamente da un lato, in modo da avere sempre sott’occhio il flusso del materiale dalla autobetoniera. Sulla griglia di sicurezza ribaltabile della tramoggia è installato un vibratore, per assicurare il flusso continuo di materiale. L‘ampia tramoggia da 360 l è costruita in modo da poter essere svuotata totalmente; per scaricare i residui restanti si potrà utilizzare semplicemente lo sportello di svuotamento del fondo. Flangiato su entrambi i lati, l‘agitatore in posizione ribassata mantiene omogenea la miscela, portando il calcestruzzo fine direttamente davanti alle aperture dei cilindri, senza aspirazioni d‘aria: tale soluzione consente un alto grado di riempimento, il flusso continuo di materiale e una portata elevata.

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IL NOLEGGIO “IN QUOTA” IMA FARAONE LANCIA IL NOLEGGIO PER LE SUE ATTREZZATURE PER IL LAVORO IN QUOTA. UN NUOVO SERVIZIO CHE SI AFFIANCA A UN BRAND FORTE, CERTIFICATO E CHE PUNTA TUTTO SULLA FORMAZIONE

di Santina Muscarà

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uante volte si sceglie un libro dalla copertina, un vestito dalla vetrina, un film dalla locandina… Anche l’occhio vuole la sua parte e a dirlo non è più solo un proverbio, ma le regole di marketing e la testimonianza di chi le applica con successo. La visibilità gioca un ruolo importante, anche e sempre di più, nelle rivendite di materiali edili dove il numero dei prodotti trattati cresce, comprendendo articoli che prima trovavano spazio solo nelle rivendite specializzate. Attrezzi come scale, trabattelli e piattaforme aeree ne sono un esempio e a confermare questa tesi è l’azienda Ima Faraone i cui prodotti riescono a coprire anche il 5-6% di fatturato all’interno delle rivendite ben organizzate dal punto di vista espositivo. Ovviamente, dietro a una buona copertina devono esserci le qualità che faranno di un libro un bestseller. Alla visibilità, necessaria all’inizio, seguono subito qualità e sicurezza e Piero Faraone, titolare dell’azienda, è d’accordo: «La nostra missione è quella di fornire attrezzature per lavorare in quota nella massima sicurezza e comodità. I nostri prodotti sono studiati in ogni aspetto progettuale, di montaggio e di utilizzo, e riescono a coniugare le esigenze del lavoratore con le norme che lo tutelano. Quindi 90 - youSPECIAL

– continua Faraone - non solo l’operatore è protetto dai rischi che derivano dall’essere in quota, ma viene messo nella condizione di lavorare con estrema agilità». Le nuove leggi hanno elevato gli standard di sicurezza per operare in cantiere e il consumatore ha capito che, anche da un punto di vista economico, lavorare in sicurezza conviene. Questo è l’elemento guida delle future trasformazioni dei prodotti: «Infatti le scale superiori ai tre metri di altezza – puntualizza Faraone - si vendono sempre meno, a favore di trabattelli e piattaforme, che non dovrebbero mai mancare nel

magazzino di un rivenditore nostro partner, soprattutto nelle loro varianti in alluminio, oggi in grande sviluppo. Non dovrebbero mancare neanche le scale a gradini ampi per i lavori all’interno delle abitazioni, che solitamente vengono acquistate dall’utilizzatore nel momento del bisogno». E tra gli assenti non possono esserci nemmeno professionalità e conoscenza: «La formazione è l’elemento clou della strategia commerciale – aggiunge Faraone – e per il 2010 abbiamo previsto almeno 15 giornate formative nella nostra sede a Tortoreto, dedicate al commesso della rivendita, e 6 o 7 iniziative sul territorio per l’utente finale. Il supporto che offriamo spazia dagli incontri, alla manualistica, alle informazioni sul nostro sito internet». Oggi le attrezzature sono protagoniste di un’altra interessante novità: il noleggio. Anche la Ima Faraone effettua questo servizio, sempre più diffuso: «Noi forniamo le attrezzature a gruppi di noleggiatori o rivenditori – afferma Faraone - che le scelgono dal nostro catalogo. Funziona molto bene il noleggio di scale, trabattelli, piattaforme aeree e solleva materiali. Perché spendere 200 euro per una scala quando serve solo una volta? Noleggiarla costa circa 30 euro e il risparmio è notevole».


NUOVO E USATO GARANTITO BREAKER OFFRE QUALITà E SERVIZIO ED AFFIANCA ALLE NUOVE ATTREZZATURE L’USATO GARANTITO CHE FA RISPARMIARE FINO AL 30%

di Veronica Monaco

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iù di 150 prodotti suddivisi in otto categorie di gamma: dagli utensili elettrici, oleodinamici e pneumatici, alle attrezzature per taglio, perforazione, compattazione, restauro e trattamento delle superfici. Se parliamo di attrezzature per l’edilizia, Breaker dà prova di possedere un assortimento di articoli estremamen-

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te variegato e una maturità, frutto di una presenza quasi trentennale sul mercato. «Riteniamo di avere un rapporto qualità-prezzo molto competitivo. Abbiamo migliorato i nostri cicli produttivi per abbassare i costi e in questo modo riusciamo a garantire una marginalità ai nostri rivenditori molto alta», afferma Mauro Grisendi, direttore commerciale di Breaker. A fronte di un mercato in cambiamento, il rapporto tra azienda e rivenditore negli ultimi due anni ha subito significative trasformazioni. «Il cliente richiede all’azienda una sempre maggiore professionalità perché necessita di consulenze per poter dare risposte sempre più precise e chiare ai propri clienti, in modo da aumentare la propria professionalità e avvantaggiarsi nei confronti della concorrenza», sostiene Grisendi. Proprio per questo, qualità e servizio devono rappresentare il valore aggiunto: «Il cliente finale non si può permettere di avere delle varianti di costo causate dall’attrezzatura scadente o dalla sua rottura.

Le marginalità che hanno le imprese sono sempre più basse e la non efficienza delle attrezzature può ridurre o eliminare completamente i guadagni». Per dare un servizio più ampio, Breaker ha completato la gamma di attrezzature, aggiungendo ai prodotti di sua produzione, come tagliapavimenti, compattatori, lisciatrici-vibrofinitrici, idropulitrici e utensili elettrici, due gamme complete di attrezzature idrauliche e per la perforazione. L’azienda modenese si caratterizza anche per la vendita di prodotti usati garantiti: «L’usato garantito può essere la soluzione e la risposta alla ricerca di attrezzature e soluzioni a un costo più basso, senza però variarne la qualità. Infatti riusciamo a garantire alle nostre attrezzature usate la stessa garanzia di quelle nuove, perché sono da noi verificate e collaudate. I costi di acquisto possono arrivare fino al 30% in meno». Breaker ha messo inoltre a disposizione dei rivenditori un listino noleggio per tutte le attrezzature e i principali accessori, suddiviso a seconda della durata del servizio richiesto (giornaliero, settimanale, mensile), e una rete di punti assistenza collocati in modo capillare sul territorio italiano. “Per evitare concorrenza e conflitti di interessi con i rivenditori, i nostri punti assistenza non vendono direttamente le nostre attrezzature ma forniscono esclusivamente un servizio di ricambi e assistenza”.


SICUR CLIMB BREVETTATO E PREMIATO è IL NUOVO DISPOSITIVO DI SICUREZZA DI SICUR LIVE, L’AZIENDA SPECIALIZZATA IN DISPOSITIVI ANTICADUTA CHE NEL 2010 HA Già MESSO A SEGNO UN +40% DI FATTURATO

di Santina Muscarà

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gni anno lancia almeno uno o due prodotti nuovi e ad Edil 2010 riceve il Premio Innovazione Tecnologica grazie a Sicur Climb, un brevetto che blocca la scala mentre l’operatore sale sul tetto, perché «secondo le statistiche Istat l’80% delle cadute dall’alto avviene nel momento in cui si accede dalla scala al tetto», afferma Giovanni Buffoli, amministratore di Sicur Live, l’azienda che dal 2000 si inserisce nel settore della sicurezza contro le cadute dall’alto, immettendo nel mercato le linee vita. Ultimamente, nel segmento delle linee vita sono entrati nuovi competitor ma la strategia di Sicur Live resta sempre la stessa: «Continuare a migliorarci – dichiara Buffoli – proponendo prodotti nuovi, facili da montare, di qualità, e a prezzi competitivi. Questo ci permette di essere un passo avanti rispetto agli altri». Il successo di Sicur Climb, per

esempio, nasce da questo spirito innovativo e dall’attenzione alle e sigenze del settore, dal momento che «per progettarlo abbiamo valutato le richieste Giovanni Buffoli dell’Asl – spiega l’amministratore – che segnalava il problema del frequente ribaltamento della scala e quindi la poca sicurezza dell’operatore che, per assurdo, una volta arrivato sul tetto è più tutelato. È un brevetto che abbiamo solo noi ed è stato studiato per almeno 8-9 mesi; è talmente nuovo che ancora non esiste una normativa che lo regolamenti». E a proposito di normative, Buffoli ricorda che con il decreto legislativo 81/08 i lavoratori sono vincolati a usare le protezioni negli ambienti lavorativi, linee vita incluse. «È importante però che i prodotti sul mercato siano sicuri e rispettino i canoni previsti dalla legge – sostiene l’amministratore – e per far sì che questo avvenga è stata istituita l’Associazione nazionale linea

vita, di cui noi facciamo parte. L’associazione è nata nel 2004, principalmente per i progettisti e per spiegare le normative, ma oggi è impegnata nella regolarizzazione di progettazioni, prove, installazioni e in generale ciò che riguarda le linee vita. Io tengo particolarmente all’associazione – continua Buffoli – perchè oltre ad una corretta presenza sul mercato, permette ai produttori di migliorare il proprio lavoro». La politica di Sicur Live è certamente ben ripagata: «Quest’anno abbiamo avuto una grossa espansione – afferma Buffoli - e nei primi mesi abbiamo registrato quasi il 40% in più di fatturato rispetto all’anno scorso. Per quanto riguarda la distribuzione, nonostante le difficoltà del settore edile dell’ultimo periodo, il rapporto con i rivenditori risulta ancora più consolidato, in quanto il magazzino edile svolge un’azione di “filtro” sul mercato, conoscendo bene il territorio nel quale opera con tutti i principali interlocutori». Tra i plus di Sicur Live spiccano, inoltre, risposte veloci, flessibilità e garanzie. Le prossime novità da lanciare sono già pronte, ma per ora restano un mistero, che sarà svelato entro fine anno. youSPECIAL - 93


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

TuTTi gLi aTTreZZi che Vuoi iL nuoVo caTaLogo di fedimecc preSenTa una gamma ancora più ampia per riSpondere a quaLSiaSi neceSSiTÀ dei Suoi parTner

S

i è tenuta recentemente a Bergamo la convention nazionale Fedimecc, nell’ambito della celebrazione del 50° anniversario della fondazione dell’azienda. Un grande riscontro di pubblico, intervenuto da ogni parte d’Italia, che ha dato lustro a una giornata di festa, a cui hanno partecipato anche gli Skiantos, gruppo storico del rock italiano, il cabarettista emergente Max Paiella, reduce da programmi televisivi e radiofonici nazionali, e infine l’attore Giancarlo Ratti, conosciuto grazie

alla soap opera I Cesaroni. Durante le celebrazioni sono state presentate le novità promozionali e il nuovo catalogo listino 2010, rinnovato sia

nella veste grafica che nei contenuti. Un vasto assortimento di prodotti e un’attenzione costante alle esigenze del rivenditore costituiscono l’anima dell’azienda. Infine particolare attenzione viene dedicata dall’azienda alla sicurezza in cantiere: oltre al vasto assortimento di articoli, l’azienda propone all’interno del suo catalogo suggerimenti e indicazioni per un corretto utilizzo dei DPI contro la caduta dall’alto.

iL Cuore Verde di FedimeCC 160 moduli da 1645 x 995mm da 225 Wp ciascuno, formati da 60 celle da 156 x 156mm in silicio policristallino. Questa l’anima del nuovo impianto fotovoltaico installato sulle coperture degli stabili aziendali di Fedimecc che, con un investimento di circa 200.000 euro, mostra il suo interesse nei confronti della questione ambientale. Entrato da poco in funzione, l’impianto parzialmente integrato occupa una superficie netta di 262mq per 36 KWp di potenza, e coprirà il 20% del fabbisogno di energia elettrica (produzione annua stimata intorno ai 45.000 KWh con una mancata emissione di 23.000 kg di CO2).

94 - youspeCiaL


®

DAL 1960 RETI E UTENSILI DI QUALITA’ PER L’EDILIZIA

CONVENTION 2010 BERGAMO

Giancarlo Ratti

Max Paiella

Skiantos

GRAZIE A TUTTI I CLIENTI INTERVENUTI!

FEDIMECC ROMILDO LOCATELLI SPA 24030 PONTIDA (BG) VIA BEMA SOTTO, 62 TEL.035 79.52.37 FAX 035 79.50.46 www.fedimecc.it info@fedimecc.it


FisCher neLLa paTria deL chianTi inSTaLLaZione di una nuoVa Linea ViTa neL conVenTo San franceSco a greVe in ChianTi, in proVincia di firenZe, uno dei Luoghi STorici deLLa produZione deL chianTi cLaSSico

di Veronica Monaco

C

ostruire e consolidare in assoluta sicurezza è il motto che contraddistingue la linea di soluzioni per il legno Fischer, azienda specializzata nel fissaggio, che ha messo a punto una gamma completa di prodotti dedicati a uno dei più antichi materiali da costruzione. Il sistema Fischer comprende una gamma completa di prodotti adatti sia all’edificazione di nuove strutture, che al restauro e alla conservazione di costruzioni esistenti. Proprio in quest’ultimo ambito si inserisce l’intervento di Fischer realizzato lo scorso anno all’interno del progetto di manutenzione straordinaria del tetto del Convento San Francesco a Greve in Chianti, in provincia di Firenze. Eretto nella prima metà del Cinquecento come ricovero per i frati del territorio grevigiano, il convento fu adibito nel 1866 a carcere e poi destinato a uso civile. L’usura dei secoli aveva comportato notevoli danni alla struttura di sostegno dell’antica copertura, particolarmente articolata e di significativo pregio architettonico: costituito da manto in coppo, guaina impermeabilizzante, caldana, doppia orditura di travetti e travi principali in legno di castagno, il tetto necessitava di un intervento di restauro particolarmente mirato. La necessità di installare un sistema anticaduta (rispondente alle prescrizioni del DPRG 62/R della Regione Tosca96 - youspeCiaL

na per l'accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza) ha individuato in Fischer il partner adeguato. Dopo aver eseguito in cantiere alcune prove di resistenza del fissaggio, il sistema anticaduta, il più possibile non invasivo e poco visibile, è stato installato sulle travi in legno di castagno in quanto risultavano essere gli unici elementi in grado di sopportare le sollecitazioni trasmesse da paletti e punti di rinvio. Con l’impiego di barre filettate da metro in inox A4 M16x1000 e resina epossidica FIS EM è stato poi possibile bypassare l’intero pacchetto di copertura ed ancorarsi nelle travi portanti lignee. L’impiego di queste barre filettate e di rondelle e bulloni in inox A4, con l’ausilio della resina epossidica FIS EM, ha permesso

di ottenere un fissaggio praticamente invisibile con elevate caratteristiche meccaniche, in grado di attraversare un pacchetto non portante di elevato spessore. Inoltre l’impiego della resina epossidica bicomponente ad iniezione Fischer FIS EM ha costituito una componente fondamentale per il successo del lavoro di manutenzione. Ideale per connessioni su legno lamellare e massiccio, la resina FIS EM garantisce infatti ottime performance con fori di diametro maggiorato rispetto a quelli ordinari, consente carichi elevati con profondità di posa ridotta e non si ritira in fase di polimerizzazione. Una volta installato, tutto il sistema anticaduta è stato verificato e collaudato con successo dagli organi di controllo preposti.


è QUESTO IL NOME DEL NUOVO PROGETTO DI SK PROFESSIONAL, DEDICATO ALLE ATTREZZATURE PER LA PREPARAZIONE DELLE SUPERFICI

di Veronica Monaco

S

upportata dalle esperienze a livello mondiale e da una lunga tradizione nel noleggio dei diversi produttori di macchine per la preparazione delle superfici, Sk Professional ha maturato la convinzione che esistano per il mercato italiano grandi potenzialità, ancora non sfruttate o solo parzialmente sfruttate, nel settore delle pavimentazioni civili e industriali. «Da queste considerazioni – spiega Paola Orsi, responsabile marketing di Sk - nasce il progetto “100% Noleggio”, una selezione di attrezzature al cento per cento dedicate alla preparazione delle superfici. Rendendo il noleggio “la soluzione”, il noleggiatore è in grado di rivolgersi alla domanda del mercato con le tecnologie più idonee per le diverse applicazioni». Scarificatici, attrezzature manuali, levigatrici, pallinatrici, aspiratori, attrezzi per la posa sono alcuni dei macchinari proposti sul mercato da Sk, che in esclusiva per il nostro Paese 98 - youSPECIAL

distribuisce rinomati marchi internazionali del settore, fra i quali Blastrac (primo produttore mondiale di pallinatrici a ciclo chiuso), Von Arx (sinonimo di scarificatrici e attrezzature pneumatiche d’eccellenza), Isi (che propone un sistema rivoluzionario di pad flessibili diamantati ed utensili combinati per la levigatura e la lucidatura di innumerevoli tipologie di pavimentazioni), Pullman-Ermator (pioniere e primatista nella produzione di sistemi per l’aspirazione delle polveri fini di cemento). Senza dimenticare Kam Enterprises, specializzata nella produzione di attrezzi per la posa quali racle, spatole, rulli frangibolle, e Borema, azienda tedesca dalla centenaria tradizione nella costruzione di attrezzature monodisco e carteggiatrici per il settore dell’edilizia e della pulizia industriale. «Negli anni l’azienda ha voluto costruire una gamma completa di attrezzature di qualità, per poter offrire ai professionisti delle pavimentazioni una risposta completa a tutte le necessità

legate alla preparazione delle superfici, che rappresenta una nicchia all’interno del più vasto settore dell’edilizia. Ci sono settori nell’ambito dell’edilizia che più di altri sono orientati al noleggio delle attrezzature e uno di questi è sicuramente la preparazione delle superfici», afferma la Orsi. E prosegue: «L’utente finale, sempre più qualificato, spinto dalla diffusione di nuovi materiali impiegati nelle pavimentazioni civili ed industriali, è alla ricerca di nuove soluzioni, tecnologicamente più avanzate che ottimizzino i tempi di intervento attraverso attrezzature efficienti e specifiche». Una domanda, quella del nolo di attrezzature, che supera di gran lunga l’offerta disponibile sul territorio. Per soddisfare in modo adeguato le crescenti richieste di mercato, Sk ha avviato una collaborazione con i centri di noleggio che scelgono di riservare al loro interno un “corner” dedicato ai macchinari per i vari interventi di scarifica, fresatura, levigatura, rimozione. «L’attività di questi centri noleggio viene supportata da Sk attraverso la formazione del personale, una puntuale assistenza per la soluzione delle specifiche problematiche e per l’identificazione delle attrezzature/utensili – sostiene Orsi - oltre che mediante attività promozionali e di marketing, che vanno dalla segnalazione sul sito istituzionale dell’azienda dei vari Sk Rent Point, a brochure informative, insegne e banner».


ARMANDO TESTA FacoltĂ  di Architettura di Genova, Corso di Laurea Magistrale in Design del Prodotto e degli Eventi Alessandra Parodi per Cersaie 2010

28 SETTEMBRE - 2 OTTOBRE 2010 w w w. c e r s a i e . i t

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segreteria operativa: PROMOS srl - P.O. Box 37 - 40050 CENTERGROSS BOLOGNA - Tel. 051.6646000 - Fax 051.862514 ufficio stampa: EDI.CER. spa - Viale Monte Santo 40 - 41049 SASSUOLO (Modena) - Tel. 0536.804585 - Fax 0536.806510


LA CESAREA SI VESTE D’ANTICO IL PRODOTTO IN VETRORESINA DI COIM SCELTo PER IL RIFACIMENTO DELLA COPERTURA DELLA BASILICA DI SANT’EUSTORGIO A MILANO

di Nicola Zeni

L

astra “Cesarea” di Coim è protagonista di un’importante ristrutturazione: è stata infatti utilizzata quale strato di supporto e di protezione nella manutenzione straordinaria (rifacimento) di parte della copertura della Basilica di Sant’Eustorgio, nel rispetto del valore storico ed artistico del complesso. La Basilica di Sant’Eustorgio è considerata uno dei complessi monumentali più importanti della città di Milano. L’intervento di manutenzione per il rifacimento di circa 4mila mq di copertura (circa 60% del totale) si è reso indispensabile dopo un nubifragio che ha rimosso vari elementi della copertura permettendo all’acqua meteorica di penetrare attraverso i giunti delle lastre fibrobituminose, posate in un precedente intervento risalente a circa trent’anni. Tali lastre, a causa del peso stesso dei coppi (circa 60 kg/mq), del calore e del tempo hanno ceduto appiattendosi fra i listoni di supporto fino a strappare i giunti. In altri interventi successivi, sono state usate per le riparazioni, lastre sottocoppo in fibrocemento che però si sono fessurate in prossimità dei gruppi di fissaggio evidenziando la loro pesantezza, la difficoltà di movimentazione e la criticità di posa. A questo punto, visto i limiti dei precedenti interventi, si è ritenuto opportuno per maggior garanzia di sicurezza, 100 - youPRODUCT

l’utilizzo quale sottocoppo di un prodotto avente caratteristiche fisiche e meccaniche idonee per portata ed indeformabilità e capace di sopportare il peso dei coppi più il carico di neve previsto per la zona dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con piccole variazioni rispetto al D.M. 16/01/96 e circolare 04/07/98. Dopo attento esame delle caratteristiche dei vari materiali atti all’utilizzo come strato di supporto e di protezione, è stata scelta la lastra “Cesarea”, prodotta dalla società Coim Spa, leader nella fabbricazione di manufatti in vetroresina per l’edilizia (per info: piergiovanni.fugazza@it.coimgroup.com). Tale lastra, completamente opaca, disponibile in una vasta gamma di colori è costituita da una matrice in resina poliestere insatura opportunamente additivata e da un supporto in fibra di vetro del tipo “mat unifilo”. Leggera e robusta al tempo stesso (portata kg. 1000/Mq con correntini ad 1 mt di distanza) la lastra “Cesarea” è affidabile e di facile manovrabilità, atossica, resistente agli agenti atmosferici, di veloce posa e può coprire falde molto lunghe senza sormonti di testa. È completamente impermeabile, in grado di abbattere notevolmente l’intensità dei rumori aerei e di quelli prodotti dalla pioggia e dalla grandine, è riciclabile e presenta un notevole effetto estetico.

Rimozione delle lastre fibrobituminose sottocoppo e posa lastra Cesarea

Particolari di posa coppi con gruppi di fissaggio

Basilica di Sant’Eustorgio


VAGA cresce e si rinnova l’azienda è stata acquisita da mapei nel 2004 ed entro il 2010 amplierà ancora la gamma di prodotti offerti. obiettivo? crescita del 20%

di Santina Muscarà

E

ra uno dei maggiori fornitori del più importante stabilimento del Gruppo Mapei e adesso è entrato a farne parte. L’amministratore delegato Emanuele Della Pasqua presenta l’evoluzione dell’azienda Vaga, che da più di vent'anni produce aggregati silicei, avvalendosi di processi produttivi efficienti e impianti di produzione all’avanguardia. «Vaga è stata un acquisto strategico per Mapei, volto ad integrarsi sulle materie prime – afferma Della Pasqua – e l’acquisizione si è rivelata vantaggiosa anche per noi, aprendoci la porta a nuove risorse, quali l’enorme know how e l’elevata tecnologia di Mapei nel settore edile». Si tratta di una delle trasformazioni a cui l’azienda, negli anni, è andata incontro con grande spirito di innovazione, «infatti – conferma Della Pasqua - dopo l’impegno nella produzione di aggregati silicei essiccati destiLo stabilimento Vaga di Costa de’ Nobili (PV)

nati a soddisfare le esigenze delle principali aziende chimiche per l’edilizia italiane, lo scorso anno abbiamo iniziato a produrre e commercializzaEmanuele Della Pasqua re malte per edilizia». Attualmente i prodotti di punta di Vaga sono tre e rientrano nelle classiche malte predosate, che Della Pasqua descrive con precisione: «La Malta Bastarda, preconfezionata in doppio sacco, è adatta per l’allettamento di murature e la realizzazione di intonaci; la Sabbia Cemento può essere usata anche per prestazioni particolari come la realizzazione di sottofondi incorporanti serpentine di riscaldamento; il Calcestruzzo è arricchito da additivi acrilici di ultima generazione che consentono di ottenere prestazioni eccellenti. Questi prodotti sono certificati secondo le normative vigenti e – aggiunge con orgoglio l’amministratore delegato – la Sabbia Cemento ha ricevuto la certificazione di Fono assorbenza al calpestio in abbinato con il Mapesilent Roll di Mapei». Ma non è finita qui: «Amplieremo la gamma entro la fine del 2010 – dichiara Della Pasqua – anno molto intenso in cui ci siamo prefissati traguardi ambiziosi e siamo

puntuali sulla tabella di marcia». Qualche anticipazione sulle novità? I laboratori Vaga hanno già formulato due tipi di malta: «la Malta HR15 – spiega Della Pasqua – ha una resistenza meccanica superiore, quindi è adatta principalmente alla realizzazione di murature portanti, e la Malta Vista è indicata per manufatti con elementi in laterizio faccia a vista». Tra le novità ci saranno anche un Betoncino Rapido e un Calcestruzzo Autocompattante «che si contraddistingueranno per caratteristiche tecniche di alto livello», assicura l’amministratore delegato. Inoltre per i prossimi due anni prevede grandi risultati: «L’obiettivo è di crescere del 20% e nonostante l’andamento del mercato siamo motivati a raggiungerlo. Noi crediamo molto in questo progetto come strumento per rilanciare l’azienda e creare nuove opportunità occupazionali; abbiamo investito per lo sviluppo dei nuovi prodotti e siamo convinti che Vaga possa offrire al mercato la migliore tra le scelte possibili». l’azienda Fatturato 2008/2009: 10.122/9.800 mil Fatturato 2010:12.000 mil Numero dipendenti: 48 Presenza territoriale: Centro-Nord Italia

youPRODUCT - 101


icthitech LA POSTA ELETTrONICA CERTIFICATA Il boom di richieste della raccomandata elettronica gratuita ha reso evidente l’interesse per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione: meno code agli sportelli e maggiore efficienza. Il fatto che sia offerta in forma gratuita è un’iniziativa encomiabile, peccato che il servizio di posta elettronica per inviare e ricevere e-mail certificate, in sostituzione delle raccomandate cartacee, non sia una Pec, ma una Cec-Pac, ossia una comunicazione elettronica certificata tra pubblica amministrazione e cittadino. Quindi, l’architetto o l’impresa che già dispone di una normale Pec, se vuole dialogare con la Pubblica amministrazione, deve richiedere la Cec-Pac, tra l’altro valida

solo in Italia. Un dettaglio rispetto al fatto che la validità legale della ricevuta si ottiene solo con la firma digitale che è a pagamento così come la notifica di nuovi messaggi e delle scadenze! Secondo quanto pubblicato da Guido Scorza, giurista della rete «La legge prevede che il cittadino possa liberamente scegliersi il gestore di posta elettronica certificata attraverso il quale comunicare con la pubblica amministrazione mentre il progetto del ministro ha privato il cittadino di tale libertà e consegnato a Poste Italiane e Telecom - per gli anni che verranno e, comunque, almeno sino al 2014 - il monopolio della gestione delle comunicazioni elettroniche tra PA e cittadini».

Fatta questa distinzione, oltre alla CecPac, che tipi di indirizzi Pec standard si possono acquistare? • Il sottodominio pec, da aggiungere a qualsiasi casella se l’azienda ha già registrato un dominio: mionome@pec.azienda.it commerciale@ pec.azienda.it contratti@ pec.azienda.it • L’indirizzo Pec su proprio dominio: in questo casi si registra un nuovo dominio da utilizzare solo per la posta elettronica certificata: mionome@pecazienda.it commerciale@ pecazienda.it contratti@ pecazienda.it • L’indirizzo Pec su un dominio generico di proprietà del Gestore Pec: mionome@legalmail.it. Ma attenzione: • Esiste uno standard del servizio di certificazione imposto dal Cnipa (Centro nazionale per informatica nella Pubblica amministrazione) a cui tutti i gestori di posta elettronica certificata devono attenersi. • La Pec è obbligatoria a norma di legge, ma prevede scadenze e modalità differenti a seconda dei soggetti. Quindi prima di scegliere c’è tempo per valutare i prezzi, che vanno dai 5 ai 50 euro di abbonamento annuo a seconda dei servizi aggiuntivi. E dato che si tratta di un indirizzo a valore legale è utile valutare il fatto che legarlo a un dominio generico significa, nel caso decideste di cambiare gestore per un aumento dei prezzi, o di servizio insoddisfacente, non poter mantenere quell’indirizzo.

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hi

INTERIOR DESIGNER IN ERBA L’architettura e il design spiegate ai bimbi. Nasce da Chronicle Books in collaborazione con il New York Museum of Modern Art (il MoMa) una linea di prodotti per bambini chiamata MoMA Modern Kids. Trattasi di giocattoli. Uno dei primi prodotti che verranno commercializzati è il“Modern Play House”, set con cui è possibile creare degli spazi abitativi utilizzando le sei scatole modulari incluse nel kit e ideare più di 50 arredamenti diversi con mobili pop-up, pellicole adesive in vinile e altri accessori. Una volta ‘montata’ la casa, si inseriscono i personaggi che raffigurano la ‘modern family’, perfetti da utilizzare insieme e da far muovere all’interno delle stanze. Il costo di entrambi si aggira attorno ai 20 dollari. Sono acquistabili sul sito dello shop del Moma (www.momastore.org).

CASETTE PER GLI UCCELLI HI TECH

E I CAMPI DIVENTANO TAPPETI Spesso i campi, a guardarli dall'aereo, sembrano delle enormi distese di rettangoli. Una visione che ha affascinato anche il designer Florian Pucher che l’ha trasformata in tappeti che riproducono nel quotidiano la suggestione del volo. Realizzati in Cina, dove il designer ha da tempo spostato il suo studio e la sua produzione, i tappeti sono stati declinati in quattro modelli, il paesaggio europeo, quello africano, quello statunitense e quello olandese e messi in vendita in una quantità limitata di 80 esemplari per ognuno. Intrecciati a mano e interamente in lana neozelandese, i tappeti variano in altezza, per dare profondità e realismo al paesaggio rappresentato. Alla fine dello scorso anno, i Land Carpet hanno vinto l’Elle Decoration International Design Award nella categoria Best Floor Covering. Su www.florianpucher.com.

Anche gli uccellini badano all’arredamento. Così i designer californiani Luke Bartels e Jeff Canham hanno creato una serie davvero divertente di casette per volatili. Arrivando a disegnare una città con palazzi e case in miniatura complete di insegne, cartelli luminosi e scritte dal sottile umorismo: giochi di parole infatti decorano le facciate del “Condor Club” (il club del condor) localino di strip, poi c’è il Night Owls (la civetta) o del Seedy’s Liquor (liquore pieno di semi) che vende Wild Turkey (tacchino selvaggio) o Old Crow (vecchio corvo). La serie in edizione limitata è in vendita su The Curiosity Shoppe (www.curiosityshoppeonline.com/)

Arredare casa ai tempi del Web 2.0 Se con la crisi diminuiscono le possibilità di assumere un arredatore, chi si trasferisce in una nuova casa o abbia deciso di ristrutturare la propria può affidarsi a Roomle. com. Grazie ad un software apposito questo sito austriaco in lingua inglese permette di inserire le misure della stanza da rinnovare, indicare dove si vogliono posizionare i mobili e calcolare l’ingombro e l’effetto finale. E se Roomle non è il primo servizio

che offre un software online per disegnare e arredare planimetrie (ci sono già Ikea Home Planner o Design a Room), ha sicuramente il vantaggio di essere molto intuitivo, veloce e pieno di alternative tra cui scegliere per realizzare un utilissimo prospetto per quella che diverrà la ‘casa dei sogni’. Non è necessaria la registrazione che serve solo per salvare i risultati e condividere l’opera di arredamento per farsi consigliare da parenti e amici.


edizione, premia annualmente il prodotto che, nell’ambito del proprio settore di appartenenza (rivestimenti a muro, a pavimento, mosaici, pietre naturali) si distingue maggiormente per qualità, versatilità, design e sostenibilità. Mauk rielabora il concetto di decoro a pavimento e rivestimento a muro recuperando storici disegni di pavimenti lignei e lapidei.

CTE VA IN SVIZZERA Continua l’espansione di Cte nei mercati europei grazie all’accordo di distribuzione per il mercato svizzero con Rosenbauer Svizzera che sancisce il  rapporto di partnership, che dura da oltre 5 anni, tra le due importanti aziende nella vendita dei marchi ZED, B-LIFT e Traccess. L’azienda austriaca fondata nel 1866 da Johan Rosenbauer è uno dei più importanti distributori di piattaforme in Europa Cte, leader in  Italia nella produzione di piattaforme aeree autocarrate, ha trovato con Rosenbauer Ag di Oberglatt il partner ideale per far conoscere le proprie macchine nel suolo svizzero, che seppure di dimensioni ridotte rappresenta per Cte un mercato importante. 


LEA CERAMICHE COVERING SELECT Lea North America con la collezione Mauk, disegnata da Diego Grandi, vince l’importante premio Coverings Select 2010. Il concorso, istituito nell’ambito della più accreditata fiera di prodotti ceramici e pietre naturali degli Stati Uniti, una tra le più riconosciute a livello mondiale e giunta quest’anno alle XXI 104

CALANO MARMO E GRANITI Sceso del 9,8% l’export a livello mondiale nel 2009. Lo anticipa l’Internazionale Marmi e Macchine Carrara. La crisi delle maggiori economie mondiali colpisce duramente il lapideo tanto che, negli ultimi due anni, le esportazioni internazionali dichiarate di materiali lapidei, grezzi e lavorati riportati a grezzo (le voci comprendono marmi e graniti di tutto il mondo) sono passate, nel biennio 20072009 da 48 milioni e 600mila tonnellate del 2007 a 43 milioni e 126mila tonnellate nel 2009 con un calo percentuale del 11,3%% del 2009 sul 2007. Le tavole statistiche complete sono riportate nel volume “Stone Sector” che l’Internazionale Marmi e Macchine Carrara pubblica fin dal 1980 e che, nell’edizione relativa al 2009 presentata a CarraraMarmotec. Se si considerano i volumi dei lavorati riportati a grezzo, anticipa l’IMM, si riscontra una variazione nel biennio pari a meno -10,9% perché da un export complessivo mondiale di 34 milioni e 600 mila tonnellate del 2007 si scende a 30 milioni e 800 mila del 2009 con un calo evidente. I grezzi (marmi e graniti complessivamente), invece, sono passati, nel biennio, da 14 milioni di tonnellate nel 2007 a 12 milioni e 300mila tonnellate del 2009 con un calo del 12,2%. La crisi internazionale ha toccato anche la Cina, in particolare nelle esportazioni del suo materiale più importante, il granito (soprattutto lavorato) tanto che, nel 2009, le esportazioni cinesi di lavorati in granito verso il resto del mondo sono calate in

quantità del -5,7%, facendo segnare, per la prima volta un saldo negativo delle esportazioni. Corea del Sud e Giappone, che sono gli acquirenti principali per il colosso del far east, hanno diminuito le loro importazioni dalla Cina rispettivamente del -6,4% e del -10,3%, mentre gli Usa, il suo mercato più remunerativo, sono scesi di un ulteriore -20,1%. Riguardo alle importazioni, la Cina acquista in volumi crescenti di anno in anno, particolarmente marmi grezzi, e li acquista specialmente dalla Turchia (+9,1%), dall’Egitto (+3,7%), dall’Italia (+9,9%). Nel 2009 è calato soprattutto l’import cinese dall’Iran (-12,2%) e dalla Spagna (-21,6%).

CONDONO EDILIZIO DA 6 MILIARDI Il governo pensa a un nuovo condono edilizio che potrebbe portare un gettito di 6 miliardi di euro. La misura, allo studio dell’esecutivo, andrebbe a sommarsi al concordato per adesione per la regolarizzazione delle casa-fantasma. Il condono andrebbe a coprire una parte della necessità di 26-28 miliardi della manovra economica in via di definizione. Tutta da definire la tempistica della nuova sanatoria che potrebbe anche arrivare nel corso dell’esame parlamentare del provvedimento. Se l’ipotesi si concretizzasse sarebbe il quarto mega-condono edilizio, il terzo firmato da un governo Berlusconi.


PER ECO-LOGICI www.terranauta.it

news dalla rete BLOG DI DIRITTO AMBIENTALE ED EDILIZIA SARDA http://gruppodinterventogiuridico. blog.tiscali.it/

TECNOLOGIA PER PMI www.pmi.it

Riduzione degli sprechi e dei rifiuti, consumo critico e consapevole, nuovi e vecchi stili di vita, riciclo, filiera corta, decrescita felice, salute e alimentazione, autoproduzione, energie alternative, risparmio energetico, città e cultura ecologiche, bioedilizia, città in transizione, permacultura, ecosistemi e ambiente sono solo alcuni dei temi che tratta il bel sito Terranauta. CONFEDILIZIA ONLINE www.confedilizia.it

È un’associazione ecologista dal nome Gruppo d’intervento giuridico e si prefigge di svolgere un’approfondita attività di studio delle tematiche ambientali: negli anni sono state elaborate numerose analisi e proposte (spesso con articolati normativi) in materia di pianificazione territoriale paesistica, abusivismo edilizio, tutela delle coste (di particolare rilievo le proposte in merito all’Agenzia per la salvaguardia delle coste) lotta alla desertificazione, corretta gestione dell’acqua, tutela delle foreste e dei “grandi alberi”, lotta all’inquinamento elettromagnetico, istituzione e funzionamento dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente tutela degli “altri” animali. Collabora con gli Amici della Terra e sostiene, inoltre, le campagne anti-bracconaggio promosse dalla Lega per l’abolizione della caccia. Il loro blog è da non perdere.

Pmi.it nasce con la volontà di essere risorsa informativa e punto di riferimento per le imprese che vogliono gestire al meglio la propria infrastruttura tecnologica. L’approccio editoriale tiene conto delle peculiarità della realtà economica italiana. I contenuti e i servizi sono legati alla vita dell’azienda e alla sua operatività e forniscono risposte alle concrete esigenze che le PMI affrontano quotidianamente.
Filo conduttore è la tecnologia, da considerarsi oggi come vera leva strategica per il raggiungimento degli obiettivi aziendali e per la crescita della competitività.

Tutto su normative, proposte di legge, convegni, locazioni, aspetti fiscali, certificazione energetica, obblighi di bonifica e molte news, anche sul Piano Casa. È ricco di informazioni il sito web di Confedilizia, la Confederazione italiana proprietà edilizia, associazione di secondo grado ricostituita nel 1945 da tutte le associazioni territoriali dei proprietari di casa, diretta erede – caduto l'ordinamento corporativo – della Federazione associazioni dei proprietari di casa, costituita fra organizzazioni con primi nuclei associativi sorti nel 1883. 105


ZAPPING On-line il nuovo sito di Pircher Spa Completamente rinnovato, il nuovo sito Internet di Pircher www. pircher-edilizia.com offre contenuti dinamici, aggiornamenti sulle novità di prodotto, fiere ed eventi, cartelle stampa, la possibilità di iscriversi alle newsletter e di scaricare interamente il catalogo generale prodotti e il catalogo vasche e impianti. I prodotti offerti sono facilmente ricercabili all’interno del nuovo portale grazie alle icone che li rappresentano, visualizzate in qualunque fase della ricerca. Ogni singolo prodotto è online con la propria scheda tecnica e relativa voce di capitolato, scaricabili liberamente senza il rilascio di password. Dalla home page è inoltre possibile fare il download del catalogo Arredo Urbano relativo a Canali e Griglie Design, Union Bench, Online, Pircher Luce: i prodotti dedicati al nuovo segmento di mercato a cui Pircher si sta affacciando.

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Herbosilit Innensilikat, la nuova idropittura murale anallergica di Herbol Herbol, marchio di AkzoNobel Coatings Spa, amplia la gamma di pitture per interni con un nuovo prodotto, Herbosilit Innensilikat: l’idropittura murale traspirante opaca, a basso contenuto di solventi e con certificazione anallergica. Il prodotto a base di silicato di potassio, e conforme alla norma DIN 18363, risulta permeabile al vapore acqueo e può essere impiegato su tutti i supporti minerali vecchi e nuovi e su superfici murali trattate con pitture traspiranti. Herbosilit Innensilikat è prodotto con proprietà anallergiche ed è un composto inodore e completamente privo di solventi. Inoltre, la nuova idropittura per interni è certificata TUV, poiché risulta priva di sostanze nocive quali metalli pesanti, composti organici e plastificanti durante e dopo l’applicazione.

LEGGERA.bit: l’innovativa gamma di guaine a marchio Bituver LEGGERA.bit, la nuova generazione di guaine bituminose a marchio Bituver prodotta da Isover Saint-Gobain, è realizzata con un’innovativa mescola elastoplastomerica (APP) che rende più semplice e rapida l’installazione. La gamma LEGGERA.bit è ideale per impermeabilizzare coperture, muri controterra e fondazioni ed è costituita da tre tipologie di membrane che si differenziano tra loro per la flessibilità a freddo: SPRINT: -5°C; SPEED: -10°C; SPECIAL: -15°C. Ogni tipologia è armata con poliestere ed è disponibile nella doppia versione talco (4 mm P) e ardesia (MINERAL P). Una caratteristica peculiare della versione MINERAL è il bordo assottigliato che permette di fare giunzioni a regola d’arte in tempi brevi.

L’infisso di nuova generazione di Hoco La veneziana integrata è la soluzione ideale per chi non desidera o non può installare degli avvolgibili esterni. HOCOshadow H590 è disponibile con vetraggio a 3 o 4 lastre altamente isolante e sistema oscurante integrato nella vetrocamera, che la protegge da sporco, polvere e agenti atmosferici. A seconda del vetraggio scelto il serramento raggiunge eccellenti valori Uw da 1,07 W/ m²K a 0,78 W/m²K. HOCOshadow garantisce massima tenuta grazie alle tre guarnizioni perimetrali: in battuta, anti-intemperie ed anti-invecchiamento. Il profilo esterno retroventilato in alluminio con verniciatura a polvere epossidica di alta qualità è disponibile in tutte le tonalità RAL, e le giunzioni angolari sono rese solidali tramite due squadrette interne incollate e cianfrinate.


Seitron lancia il nuovo analizzatore di combustione Chemist Seitron amplia la gamma di analizzatori di combustione portatili Chemist con Chemist 400 a 4 celle. Completo di certificato di taratura all’acquisto e del secondo certificato dopo un anno dall’acquisto, anche la nuova versione svolgerà le funzioni di messa a punto e manutenzione delle caldaie: calcolo del rendimento delle caldaie a condensazione, prova di tenuta della tubazione gas su impianti nuovi ed esistenti, misura del monossido di carbonio, ed infine, calcolo del tiraggio per caldaie a camera aperta. In aggiunta a tali funzionalità, Chemist 400 è anche predisposto per misurare e rivelare l’eventuale presenza di altre due tipologie di gas derivanti dai processi di combustione: Biossido di Zolfo e di Biossido di Azoto.

Nuova guida tecnica Made per murature faccia a vista Gruppo Made dedica il settimo volume delle sue Guide Tecniche alle murature faccia a vista, offrendo una breve introduzione alle tipologie produttive (sostanzialmente due, a mano o a macchina, oltre agli elementi speciali), e i suggerimenti per i controlli in opera, le regole per la corretta costruzione, i segreti per la preparazione e l’applicazione della malta di allettamento, oltre alla presentazione dei vari schemi di posa e i consigli per la pulizia finale dei muri. Realizzata come sempre da qualificati professionisti del settore, la nuova Guida Made sarà distribuita gratuitamente presso le rivendite aderenti a Gruppo Made.

Benne frantoio MB per la metropolitana giapponese Le benne MB saranno utilizzate per la costruzione della nuova metropolitana della città di Tokyo, in Giappone. Ingresso trionfale nel mercato giapponese grazie al primato delle benne MB, considerate le uniche idonee nella costruzione della metropolitana nipponica perché adatte a muoversi in spazi ristretti, oltre a contribuire alla riduzione dello spreco di energia e al rispetto dell’ambiente. Al contrario dei modelli classici, le benne BF60.1 e BF70.2 hanno consentito una perfetta combinazione di versatilità e maneggevolezza, evitando il trasferimento del materiale e creando lo stabilizzato da fondo direttamente in loco, risparmiando in termini di tempo e costo.

errata corrige Nel numero di maggio di Youtrade a pag. 68, Giulio Menegatti, direttore marketing Monier, è stato erroneamente indicato come direttore commerciale, quando invece ricopre questo ruolo Marco Righi (nella foto). Ci scusiamo con gli interessati e con i lettori.

Accessibilità ottimale negli spazi più difficili con Haulotte La nuova piattaforma semovente articolata elettrica HA12 CJ/HA12 CJ+ di Haulotte risponde a tutte le esigenze di lavoro fino a 12 metri in aree caratterizzate da spazi ristretti. Con un’altezza a riposo di soli 2 m, è in grado di passare attraverso porte di dimensioni standard. Caratterizzata da una larghezza di soli 1,2 m e un ristretto raggio di sterzata, la macchina è in grado di gestire fino a tre movimenti simultanei: traslazione, sterzata e rotazione della torretta, azionamento del jib o rotazione della piattaforma (o rotazione del jib nel modello HA12 CJ+). Grazie alla fluidità e simultaneità dei movimenti, trasmette all’operatore una sensazione di sicurezza e comfort anche a fronte di una velocità di salita del braccio articolato particolarmente rapida. La rotazione verticale del jib di 70°/-70° permette agli operatori di raggiungere le zone più inaccessibili, mentre la rotazione orizzontale +90°/-90° garantisce una versatilità d’impiego ancora maggiore. Inoltre si caratterizza per una elevata autonomia, che permette cicli operativi prolungati. Conforme alle marcature CE, EN 280, ANSI, CSA.

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ZAPPING Linea completa di adesivi professionali T-FIX di Tassullo Tassullo presenta T-Fix, la nuova linea di adesivi cementizi professionali per la posa in opera di piastrelle ceramiche (cotto, monocottura, bicottura, clinker, gres porcellanato) e materiale lapideo, che comprende quattro prodotti specifici. T-Fix: adesivo a presa normale, resistente allo scivolamento; T-Fix Ie: adesivo a presa normale per interni ed esterni e lavorabile a tempo aperto prolungato; T-Fix Hp: adesivo con elevato potere di aggrappo extra resistente, per l’incollaggio su qualsiasi materiale; T-Fix Flex: indicato per la posa di grandi formati e per gli ambienti esterni con escursioni termiche elevate. Per garantire la pulizia e la salubrità degli ambienti in cui vengono riposti, tutti gli adesivi sono confezionati in un sacco (da 25 kg) dotato di chiusura ermetica che impedisce la fuoriuscita del prodotto durante lo spostamento.

VINCI FACILE: SCEGLI VARDANEGA! Guidata dall’amministratore delegato Luca Giusti, Vardanega ha come obiettivo primario l’eccellenza nella ricerca e nello sviluppo di nuove soluzioni, posizionandosi tra le aziende certificate come una delle maggiori realtà sui materiali da copertura. Apripista di questa mentalità innovativa è Bicoppo, esclusivo doppio coppo utilizzato di canale. La continua evoluzione e perfezionamento del prodotto hanno permesso, oltre ai già noti plus caratterizzati dalla facilità e velocità di posa, stabilità degli elementi del manto (migliorata con l’aggiunta del terzo dente intermedio che dà stabilità anche in caso del taglio in diagonale), ottima capacità di smaltimento delle acque piovane, prolungamento della garanzia fino a 30 anni. Inoltre, le diverse colorazioni e dimensioni lo rendono idoneo a qualsiasi tipo di coppo “vecchio” o “nuovo”, valorizzando così il risultato estetico finale della copertura. L’eccellenza deve essere a portata di mano e con Vardanega è possibile.

LA TECNOLOGIA DANESI PER IL RECUPERO EFFICIENTE È ormai in avanzata fase di esecuzione il cantiere che darà vita a un nuovo e prestigioso centro multifuzionale – residenziale, commerciale e terziario – nel cuore del comune di Lograto, in provincia di Brescia. Infatti il comparto oggetto del Piano Particolareggiato, costituito dall’ex Consorzio agrario sito nel centro del paese e oggi dismesso, sorge lungo la Strada Provinciale 235, un’arteria di grande rilievo che attraversa l’intero paese e che è quotidianamente caratterizzata da un intenso scorrimento viabilistico. Si tratta quindi di un intervento di conversione e riqualificazione di un’area dismessa che si è posto importanti e necessari obiettivi, quali: il recupero dei volumi esistenti, l’opportuno smantellamento di vecchi capannoni ancora ricoperti da lastre di amianto e, primo fra tutti, quello di trasformare un’area abbandonata in un nuovo luogo destinato anche alla comunità, che rivestirà importanza strategica per lo sviluppo del paese e del territorio. Il nuovo intervento sarà dotato di migliori e più moderne tecnologie edilizie con strutture antisismiche, impianto elettrico domotico, pannelli solari integrativi e materiali ecocompatibili per un corretto risparmio energetico. E proprio parlando di risparmio energetico,

fondamentale è stata anche la scelta dei laterizi per i quali i progettisti hanno deciso di utilizzare gli innovativi blocchi Poroton Plan TS di Danesi e, in particolare, il blocco dello spessore di 40 cm per le pareti esterne. Una scelta efficace, che ha permesso di realizzare una muratura monostrato che, intonacata tradizionalmente, permette di ottenere una trasmittanza di 0,293 W/mqK, un valore che si pone ben al di sotto dei limiti previsti dai Decreti Legislativi nazionali 192/05 e 311/06 e della normativa che la Regione Lombardia ha emanato in materia di efficienza e risparmio energetico degli edifici. L’utilizzo dei blocchi Poroton Plan TS ha determinato elevata velocità e facilità di esecuzione offrendo, al contempo, massimo ordine e pulizia della struttura realizzata e del cantiere stesso.


m o o r w Nome, messaggi, immagini, loghi e colori. Ecco le ruote personalizzate Anche la gomma diventa personalizzabile. Soltanto sulle gomme delle moto, per ora. L’idea è della Pirelli, che ad Assen, nei Paesi Bassi, ha presentato il Diablo Rosso Corsa, pneumatico sviluppato per la guida sportiva che, al pari di una camicia, può essere caratterizzato con le iniziali del motociclista, un nome completo, singole parole o interi messaggi, immagini, loghi e colori. Il tutto,

trasferito su speciali etichette adesive, viene applicato sul fianco della gomma. Ideata dal motociclista, la matrice dell’etichetta viene spedita via internet al sito della Pirelli, che invierà a casa il kit di personalizzazione, consistente in sei etichette e l’occorrente per applicarle alle gomme.

DA PROTOTIPO A REALTÀ Provocante, per le due curve evidenti sul tetto. Originale, per i due archi in alluminio che limitano l’abitacolo come il cockpit di un aereo da combattimento. La Peugeot Rcz è una muscle car di dimensioni discrete, dedicata a chi ama apparire per la sostanza e il piacere della guida. «È una fuori serie, un concentrato di emozioni e di unicità— spiega Alain Martinez, ad di Peugeot Italia. A cominciare dal nome: è la prima volta che non c’è uno zero o un doppio zero». Una fuori serie nata dai desideri della gente, da una concept car presentata al Salone di Francoforte 2007 tanto apprezzata e piaciuta all’opinione pubblica da essere trasformata in meno di due anni in una speciality da vendere. «Fu un vero plebiscito, al punto che gli appassionati di questo genere di

vetture hanno bruciato in 24 ore i 200 esemplari della Limited Edition, che saranno consegnati prima dell’estate», fa notare Martinez. Rcz è una sport car con due posti comodi, avanti, e due dietro così e così, fatta apposta per chi ha un rapporto forte con la sua macchina. «Sono soprattutto i quarantenni che l’acquisteranno, 4 su 5 senza figli, e la useranno al 90% per il gusto di viaggiare e al 10% per andarci al lavoro— dice Martinez. Clienti con un buon reddito anche se la Rcz non è esosa: il listino parte da circa 27mila euro e con 32mila si può raggiungere un bel mix tra prestazioni, finiture ed esclusività».

NUOVO TAXI VW ISPIRATO A MILANO La Volkswagen ha presentato alla Fiera di Hannover, alla presenza del Cancelliere tedesco Angela Merkel e dell’ex ministro dello Sviluppo economico italiano Claudio Scajola, lo studio di un taxi a trazione elettrica chiamato Milano. Il veicolo di De Silva si identifica subito come taxi grazie alla livrea bicolore verde-nera tipica delle auto pubbliche di Milano (ma non solo) degli anni Cinquanta. Destinata a vivere nel traffico, l’auto è lunga solo 373 centimetri ed è basata sul pianale della Vw Up!, in arrivo a fine 2011 e declinata in diverse tipologie, dalla citycar alla monovolume. La soglia è bassa, per agevolare l’ingresso dalla grande porta destra, scorrevole elettricamente in avanti. L’abitabilità è favorita dalle pareti verticali. Di fianco al guidatore, i bagagli. Un monitor da 8 pollici visualizza il prezzo della corsa. E siccome il sistema comprende il Gps, il display riporta il percorso seguito e le informazioni sui punti d’interesse. Con la carta di credito i passeggeri possono telefonare e collegarsi a internet, prenotare alberghi, ristoranti, teatri. Il motore elettrico ha 68 cv, che possono crescere a 115. La velocità massima dichiarata è di 120 orari, mentre l’autonomia delle batterie a ioni di litio (45 kWh) è di 300 km. La Casa tedesca attende ora la reazione dei potenziali committenti prima di decidere sulla produzione in serie del taxi Milano. Una data, comunque, c’è già: il 2013.

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ON THE

ROAD

ATMOSFERE INTROVABILI Megève è un’affascinante cittadina delle Alpi ed è qui che trovate uno dei più begli hotel dell’arco alpino, l’Au Coin du Feu. Con solo 23 camere, atmosfera accogliente, rustica e romantica al contempo, una delle particolarità di questo chalet è il grande camino, dove si radunano ogni sera tutti gli ospiti della struttura. Legno, pelle, palchi, e il tipo di tappezzeria sgargiante a scacchi che siamo pronti a criticare altrove, qui al Au Coin du Feu creano un miscuglio alchemico di rara armonia. Prezzi a partire da 190 euro a camera al giorno. Au Coin du Feu 252 rte du Telepherique de Rochebrune, 74120 Megève, Francia

REAL MEXICO L’interno della Penisola dello Yucatan è una parte del Messico non molto frequentata dai turisti, che preferiscono soggiornare in località vicino alle spiagge e alle città, ma è un’alternativa interessante per scoprire il fascino della terra dei Maya. La migliore soluzione è soggiornare in un “hacienda hotel”, antiche piantagioni convertite in deliziosi hotel, intimi, lussuosi e contemporanei. Se desiderate visitare Chichén Itzà, la città che ospita le rovine dei Maya, il posto migliore è l’Hacienda San Jose, che si trova a pochi chilometri di distanza dall’antica città. L’hotel dispone di appena quindici camere per gli ospiti, spaziose, con soffitti alti in legno, letti ampi e, nonostante siano state completamente rinnovate, mantengono lo stile autentico del passato. L’hotel è circondato da acri di terreno e di giardini, e include un’antica chiesetta e un ristorante che occupa una delle costruzioni originali. Prezzi da 245 euro a camera al giorno. hacienda San Jose KM 30 Carretera Tixkokob-Tekanto Tixkokob, Yucatan, Messico 110

hOTEL “ESTESO” L’Hotel Sextantio si trova nell’antico borgo abruzzese di Santo Stefano di Sessanio, ai confini del Parco Nazionale del Gran Sasso, alle pendici dell’Appennino. L’hotel occupa diversi edifici del centro storico di questo borgo antico, in un luogo di straordinaria bellezza con paesaggi mozzafiato. Gli interni completamente rinnovati, hanno conservato il patrimonio architettonico della struttura originale riportandola al suo antico splendore. Le aree comuni sono arredate nello stile rustico tradizionale dell’arte povera della montagna abruzzese, con mobili autentici e tessuti pregiati. Le 29 camere, anch’esse decorate con stucchi e mobili d’epoca, offrono un’affascinante atmosfera classica e moderni comfort si combinano perfettamente, senza interferire con la decorazione d’epoca. Tutte le camere sono dotate di camino a legna

e riscaldamento diffuso a pavimento e moderni bagni in marmo con vasca e doccia. A disposizione degli ospiti una piccola cantina dove viene servita la colazione e un ristorante con autentica cucina abruzzese a base di prodotti locali freschi. Prezzi a partire da 150 euro a camera al giorno. Sextantio Via Principe Umberto Santo Stefano di Sessanio


queSTioni di

goLa Champagne preT-à-porTer Ecco un’idea da regalare e da regalarsi. È la lampada Ecostyle a forma di secchiello porta vino, di colore giallo satinato e con lampadina schermata, da abbinare a un ottimo champagne Blanc de Blancs Ruinart. Per wine lover amanti del design. La trovi su www.parlacomemangi.com andando per sapori

rariTà daL piemonTe “Plaisentif”, l’ormai raro formaggio delle Valli di Susa e Chisone in provincia di Torino, viene prodotto in alpeggio da pochi pastori nel periodo della fioritura delle viole (giugno-luglio). La stagionatura del Plaisentif dura ottanta giorni e può essere commercializzato solo alla terza domenica di settembre, subito dopo la festa di “Poggio Oddone” a Perosa Argentina. Le vacche pascolando in quegli alpeggi così ricchi di fiori ne riportano aromi e fragranze nel loro latte che viene lavorato ancora a crudo. In rafia.

CorTona syrah 2007 amerighi Almeno per ora, questa è l’unica etichetta di un apprendista vigneron: il Syrah di Stefano Amerighi è una piccola perla dell’enologia toscana. Studi in scienze politiche applicati all’enologia per seguire una vocazione: fare vino, farlo buono e pure biodinamico. Pochi e apparentemente semplici gli ingredienti della ricetta: potatura e lavorazioni del terreno scandite da fasi lunari e planetarie, sovesci invernali, esclusivamente rame e zolfo per i trattamenti in vigna, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, senza aggiunta di solforosa e controllo della temperatura. L’annata 2007 è la seconda prodotta ed è un vino di personalità e maturità espressiva. Un vino raro da non perdere. Le bottiglie sono poche, non arriveranno a 10mila. Il prezzo sullo scaffale è ambizioso, sui

20 euro, in attesa di un Syrah base più abbordabile.  Progetti futuri? Oltre il vino, la produzione, sempre seguendo dettami  ”naturali”, di cereali, ortaggi e frutta. Con la benedizione di don Vannuccio, il prete-cacciatore che non si perde una vendemmia. Az. Agr. Stefano Amerighi Poggiobello di Farneta 52044 Cortona (Ar) info@stefanoamerighi.it

andando per risToranTi Per raggiungere il locale, lasciate l’automobile in via Trento e fatevi una brevissima passeggiata nella storica via Medaglie d’oro e quando incontrerete una farmacia, sulla sinistra, prendete per piazza Rossi e raggiungerete l’Osteria dei Leoni, proprio lì, nell’ameno Vico Avarenna. All’ingresso, dispense e pezzi d’antiquariato vi daranno il benvenuto. Sarete accomodati in confortevoli tavoli di legno apparecchiati con gusto. Dalla carta, non avrete che l’imbarazzo della scelta, come ad esempio antipasto di crudità di mare (con un’interessantissima e intrigante tartare di tonno con guacamole e pesca), fritto misto di calamari, sogliole e scamponi, spiedone grigliato (spada, calamaro e gambero, serviti infilzati in

uno spiedo che, coreograficamente, pendeva perpendicolare sul piatto, e guarniti di verdure grigliate e pesto alla genovese) e un fantastico carpaccio di spigola scottato a metà, servito su una sfoglia di patate e ricoperto da un altro carpaccio, ma di carciofi. Buoni anche i dolci, così come la carta dei vini. Le porzioni sono abbondantissime, il servizio pronto e cortese (bonus per il saluto della cucina, delle frittelline di verdura molto golose), la presentazione delle portate a 5 stelle e il conto davvero friendly: 50 euro a testa, vini esclusi. Osteria dei Leoni – Albenga (SV) – Vico Avarenna, 1 – Tel. 0182/251937 – Chiuso il martedì, tranne nel periodo estivo 111


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news

Aggiornamento normativo sulle scale: La UNI EN 131/2

L’

associazione Acal partecipa ai gruppi di lavoro sulle norme europee su scale e trabattelli. Questa partecipazione consente agli associati, attraverso il proprio rappresentante, di intervenire nella redazione ed aggiornamento delle norme del settore tutelando ogni aspetto d’interesse dei produttori. Il rappresentante eletto all’interno dell’associazione Acal è Paolo Casarini, il quale ha partecipato al recente incontro europeo, tenutosi giovedì 15 aprile scorso a Dublino, in presenza del comitato tecnico del gruppo denominato TC93. Questo, all'interno del Comitato Europeo di Normazione (CEN), ha il compito di redigere le norme tecniche riguardanti le scale, cioè l’aggiornamento della norma UNI EN 131 (parte II). La delegazione italiana, composta da Luigi Cortis (Ispesl - capo delegazione) e da Paolo Casarini (Acal), ha partecipato a questo incontro su mandato dell'UNI. Nell’incontro si è fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori dei vari sottogruppi nei quali è articolata l'attività del TC93. Alle attività 112

delegate ai sottogruppi partecipano attivamente i rappresentanti della delegazione italiana. Uno degli obbiettivi dell'incontro di Dublino era quello di approvare in via definitiva la revisione della EN131/2 e, purtroppo, la segreteria operativa del CEN ha fissato la scadenza formale dell'inchiesta pubblica al 19/04/2010. Non è quindi stato possibile approvare in

quella sede la nuova parte II ma, in base ai commenti raccolti nel corso della riunione del 15/04 - quasi tutti di natura editoriale, la nuova norma dovrebbe essere approvata e diventare operativa già dal prossimo gennaio. Le novità introdotte riguardano essenzialmente: - l'inasprimento di alcune prove di laboratorio cui sottoporre le scale,


ASSOCIAZIONE COSTRUTTORI ATTREZZATURE DA LAVORO TRABATTELLI - PONTI MOBILI - SCALE

con particolare riferimento a quelle sulla resistenza delle estremità dei montanti; - l’introduzione di prove di resistenza sulla estrazione dei puntali; - l’introduzione di un test di torsione. Non è sicuramente la EN131/2 che avremmo voluto, ma è sicuramente un passo avanti verso la produzione di scale più durevoli e sicure. Per quanto riguarda invece le attività dei sottogruppi, i coordinatori hanno presentato il lavoro svolto in questi ultimi sei mesi. Il lavoro più oneroso è quello svolto dal sottogruppo WG10 che ha riguardato: - l’elaborazione del nuovo sistema di test di stabilità della scala; - il test di durabilità ed eventualmente anche alla classificazione. Senza ombra di dubbio, il contributo della delegazione italiana su questo aspetto è stato notevole. Cortis, unitamente al suo team, ha realizzato presso il laboratorio Ispesl più di un centinaio di prove sullo scivolamento delle scale in appoggio. Sulla base di tale sperimentazione ha proposto una nuova procedura di test, semplice, economica e ripetibile. Tale procedura è stata proposta alle altre delegazioni in un incontro tenutosi presso il laboratorio ISPES nel quale si è avuto modo di riscontrare l'efficacia del test.

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Per quanto riguarda il test di durabilità, Paolo Casarini, all'interno del proprio laboratorio aziendale e su mandato Acal, ha realizzato una serie di prove cicliche a fatica su scale doppie. Dopo circa 300 ore di test, provando diverse configurazioni di prova, il Dott. Casarini ha proposto al gruppo una procedura semplificata che mette in luce la durabilità della scala, sollecitando in particolare la bontà del collegamento gradino montante. Entrambi i test proposti dalla delegazione italiana dovrebbero essere verificati anche dagli altri laboratori europei per poi confrontare i risultati e definire, sulla base delle risultanze, delle procedure condivise. Sia il responsabile del TC93, sia il responsabile del sottogruppo WG10 hanno espresso sentito apprezzamento e ringraziamenti alla delegazione italiana per il prezioso contributo. Nei prossimi numeri forniremo ulteriori aggiornamenti. 113


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