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Poste Italiane SpA - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c.1 - DICB Trento. Virginia Gambino Editore Srl - Viale Monte Ceneri 60 - 20155 Milano

N. 46 | DICEMBRE 2013 - GENNAIO 2014

TENDENZE E ATTUALITÀ DELLA DISTRIBUZIONE EDILE

2014 Dopo la grande crisi torna lo sviluppo: per l’economia italiana sarà l’anno della svolta

ISOLAMENTO La nuova guida NQCI per conoscere da vicino i vantaggi del Neopor di BASF

RUSSIA Parla il costruttore Alexander Lewinskij: a Mosca piacciono i materiali italiani

SOSTENIBILITÀ Dalle aziende una raffica di prodotti hi-tech pronti per Klimahouse

MAPEI

LA TECNOLOGIA ECOSOSTENIBILE CRESCE NEL MAXI GIARDINO DI SINGAPORE

casa L’architetto ristruttura

Parola d’ordine: prestazione


Il risanamento energetico in tutte le sue applicazioni civili ed industriali contribuisce allo sviluppo sostenibile dell’ambiente con soluzioni che migliorano le prestazioni, fanno risparmiare energia e riducono l’inquinamento ambientale garantendo così maggior comfort e benefici reali all’individuo ed all’intera collettività.

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Poste Italiane SpA - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c.1 - DICB Trento. Virginia Gambino Editore Srl - Viale Monte Ceneri 60 - 20155 Milano

N. 46 | DICEMBRE 2013 - GENNAIO 2014

TENDENZE E ATTUALITÀ DELLA DISTRIBUZIONE EDILE

N. 46 | DICEMBRE 2013 - GENNAIO 2014

362 passeggeri. 920 chilometri all’ora. Quota di volo 13.100 metri. 0 problemi. Georg Starker, 53, pilota TENDENZE E ATTUALITÀ DELLA DISTRIBUZIONE EDILE

2014 Dopo la grande crisi torna lo sviluppo: per l’economia italiana sarà l’anno della svolta

ISOLAMENTO La nuova guida NQCI per conoscere da vicino i vantaggi del Neopor di BASF

RUSSIA Parla il costruttore Alexander Lewinskij: a Mosca piacciono i materiali italiani

SOSTENIBILITÀ Dalle aziende una raffica di prodotti hi-tech pronti per Klimahouse

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casa L’architetto ristruttura

Parola d’ordine: prestazione


USCIRE DI CASA per un BUSINESS INternazionale VII Convegno Nazionale youtrade in partnership with

È

arrivata l’ora di aprire la porta, quella che spalanca nuove prospettive per le imprese. E che conduce ad allungare lo sguardo oltre gli stretti confini d’Italia. Riconversione e necessità di allargare l’orizzonte all’Europa (e oltre) sono i due focus su cui si concentrerà il nuovo convegno di YouTrade previsto a settembre 2014. A differenza degli appuntamenti passati, non sarà solo un’occasione per capire che cosa succede nel mondo della distribuzione e delle costruzioni, ma anche un’opportunità per concludere affari. Durante la giornata di lavori è previsto, infatti, anche uno spazio dedicato agli incontri B2B, per passare rapidamente dalla teoria economica alla pratica del business. Al convegno parteciperanno Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme Ricerche, Federico Della Puppa, docente di economia presso l’Università Iuav di Venezia e altri autorevoli esperti. Non mancheranno, inoltre, le testimonianze concrete di operatori di successo. Il convegno sarà anche l’occasione per fare il punto sui lavori del Tavolo Tecnico, l’advisory board di operatori italiani ed esteri che durante l’anno analizza il mercato ed elabora le nuove strategie.

appuntamento a settembre 2014


Nuovi mercati, prossimi modelli della

distribuzione edile. E incontri B2B per fare affari subito

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Tendenze e attualità della distribuzione edile

Anno 6 - Numero 46 - Dicembre 2013 - Gennaio 2014

...protegge la tua casa da cima a fondo!

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Youtrade è media partner esclusivo per il settore rivendita e materiali per l’edilizia di

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editoriale www.youtradeweb.com

Fisco contro Ripresa. Chi vincerà?

«N

on obbligare a più cose nello stesso tempo i tuoi sudditi, che siano impossibili a eseguirsi: perché si faran lecito schernire i tuoi comandamenti o mostreranno l’imprudenza del comandante». Qualcuno ha voglia di leggere ai nostri governanti questa saggia frase scritta dal cardinale Mazzarino, primo ministro in Francia, nel 1684? Perché è questo il problema numero uno: il gomitolo di norme e obblighi che sta soffocando il Paese e instilla una voglia di inquieta ribellione nei cittadini. Per esempio, come spieghiamo su questo

numero di YouTrade, la questione fiscale non è più rinviabile. Le tasse sulla casa sono cambiate 39 volte in pochi anni, un record che non conoscono nemmeno nell’atollo di Bora Bora. L’effetto è stato quello di deprimere ulteriormente il mercato immobiliare e, a cascata, l’edilizia, i settori dell’arredamento e degli elettrodomestici. In Italia le imposte sono complicate da pagare, da calcolare e perfino da immaginare. Il risultato è un circolo vizioso che rischia di tarpare le ali agli accenni di ripresa che, per fortuna, per ora ci sono ancora (come spieghiamo nell’articolo

e sulla Svolta, a pagina 16). La Banca d’Italia ha bene descritto la situazione precaria in cui si trovano a operare le aziende: oltre al fardello del fisco, un ostacolo che spinge chi può a varcare la frontiera per aprire attività in Carinzia o in Svizzera, ci sono la burocrazia e il caotico organigramma delle leggi sul lavoro, che sono tornate al centro (per fortuna) dell’agenda politica. Ma è tutto da vedere se poi seguiranno leggi che semplificano davvero la vita a lavoratori e aziende. Questo abnorme groviglio di tasse, leggi e inettitudine si accompagna, poi, a quello che è un altro problema ineludibile: il credit crunch. Le aziende vedono ridursi i margini, i consumi calano, mentre le banche fanno provvista di titoli del debito pubblico e non concedono prestiti alle imprese. Le quali sono così ancora più in difficoltà e, quindi, con ancora minori chance di convincere il direttore di filiale a erogare credito. Insomma, un circolo vizioso che ha numeri da capogiro: nelle casse delle banche ci sono 403 miliardi tra Bot e Btp (a cui si possono aggiungere altri 240 miliardi nei portafogli delle compagnie di assicurazioni). Tutti titoli acquistati grazie al costo irrisorio della liquidità concessa dal sistema, cioè della Bce. Le banche, insomma, si fanno prestare i soldi pagando l’1% di interesse e acquistano Btp che, a dieci anni, offrono il 4% e oltre. E le imprese? Devono accontentarsi di pagare le tasse. gennaio 2014 - youtrade - 9


l’econauta

di Federico Mombarone Giornalista

Svegliatevi prima che arrivi Amazon

S

u una targa affissa vicino all’ascensore che porta ai piani alti del quartier generale di Amazon c’è scritto: «Molte cose devono essere inventate. Molte cose devono succedere. La gente non ha idea dell’impatto che avrà internet e per tanti versi siamo ancora all’inizio». L’autore della sentenza è il fondatore del colosso dell’e-commerce, Jeff Bezos. Partito 15 anni fa con pochi fondi e molte idee, Bezos ha trasformato in modo radicale il commercio quasi dell’intero pianeta. Su Amazon non si acquistano più solo libri, ma anche musica, film o gioielli. Oltre a materiale elettronico, servizi web e molto altro ancora. Il tutto o quasi a prezzi scontati. Ci vorrà molto prima che l’e-commerce di prodotti di edilizia, che già prende piede assieme ai servizi della grande distribuzione, veda arrivare un Bezos

capace di proporre utensili e cemento al 20-30% in meno rispetto ai tradizionali negozi? Solo l’estrema pigrizia di rivenditori e utilizzatori di mattoni e calce, assieme alla crisi che ha ridotto il mercato in maniera drastica, ha evitato ai negozi di essere sopraffatti da un Amazon dedicato ai cantieri. Il ritardo tecnologico italiano può anche essere una buona notizia: i rivenditori hanno ancora tempo per correre ai ripari utilizzando le stesse armi digitali che potrebbero segnare la loro sconfitta sul campo. Ma, naturalmente, questo presuppone uno sforzo ideologico e qualche investimento. La tecnologia, per esempio, può servire a ridurre il gap dimensionale: una gestione virtuale dei magazzini (tra l’altro, è un servizio che offre la stessa Amazon), può permettere a rivenditori diversi di consorziarsi senza

l’avvocato

rinunciare alla proprietà del loro piccolo traballante regno. Allo stesso modo, possono essere concesse in outsourcing attività non core business (tradotto dal linguaggio finanziario: pensate a concentrarvi su quello che sapete fare e il resto affidatelo all’esterno). Non è più neppure necessario assumere un ingegnere esperto in sistemi e connessioni, che cura il server nella stanza accanto come fosse suo figlio. Ora internet permette anche di affittare servizi e software che si pagano secondo l’uso che se ne fa, proprio come un taxi: si fa la corsa e si scende, non c’è nessuna gestione tecnica da accollarsi. Insomma, non occorre investire chissà quali cifre: la vera spesa è la scelta, il tempo necessario per capire che cosa fare e dove si vuole arrivare. Prima che sia troppo tardi.

di Ludovico Lucchi del Foro di Milano e-mail lucchi@studiolucchi.eu

Sopraelevazioni a tutto volume Non si può aumentare l’altezza di un edificio senza che questo sia considerato completamente ricostruito. E in questo caso…

L’

intervento su un immobile che ne altera la sagoma in altezza non è inquadrabile come «ricostruzione», ma integra una «nuova costruzione». Lo stabilisce con la sentenza n. 21000 del 13 settembre 2013 la Corte di Cassazione, che è tornata a pronunciarsi su un tema caldo, ricco di precisazioni e mutamenti di indirizzo, quale quello della distinzione tra sopraelevazione nel condominio e nuova costruzione. Nella sentenza, la Corte afferma che nell’ambito delle opere edilizie si ha semplice ristrutturazione quando gli interventi, comportando modificazioni esclusivamente interne, abbiano interessato un edificio del quale sussistano (e, all’esito degli stessi, rimangano inalterate) le componenti essenziali, quali i muri perimetrali, le

10 - youtrade - gennaio 2014

strutture orizzontali, la copertura. Quando c’è ricostruzione Dunque, secondo la Corte è ravvisabile, al contrario, una ricostruzione nel caso nell’edificio preesistente siano venute meno, per evento naturale o per volontaria demolizione, queste componenti, e l’intervento si traduca nell’esatto ripristino delle stesse. Un intervento che deve essere operato senza alcuna variazione rispetto alle originarie dimensioni dell’edificio e, in particolare, senza aumenti della volumetria, né delle superfici occupate in relazione alla originaria sagoma di ingombro. Nel caso invece si sia in presenza di aumenti della volumetria, si ha nuova costruzione, da considerare tale, ai fini del computo delle distanze rispetto agli edifici contigui. Distanze che sono previste

dagli strumenti urbanistici locali, nel suo complesso, quando lo strumento urbanistico reca una norma espressa, con la quale le prescrizioni sulle maggiori distanze previste per le nuove costruzioni siano estese anche alle ricostruzioni. Ovvero, ove una siffatta norma non esista, solo nelle parti eccedenti le dimensioni dell’edificio originario. In applicazione del principio affermato dalla Corte di Cassazione, non si può procedere a eventuali compensazioni tra i volumi aggiunti con la sopraelevazione e quelli eliminati, in quanto la semplice constatazione della variazione, in altezza, della originaria sagoma del fabbricato, è sufficiente a rendere l’intervento edilizio di cui trattasi non inquadrabile nella nozione di ricostruzione.


chiacchiere di condominio

di Umberto Anitori Ex segretario nazionale ANACI

Condominio fai-da-te? Ahi ahi ahi

I

l condominio è una realtà con cui tutti prima o poi si imbattono. Scoprono così che si tratta di una realtà non uniforme, gestita in modo diverso da città a città e anche da grande metropoli e piccolo paese. Eppure la legge, anche se molto datata, (il codice civile è del 1942, ma nello specifico era già in vigore dal 1934) è unica per tutto il territorio nazionale. Così come hanno valenza nazionale le numerose leggi speciali che regolano e condizionano la gestione di un condominio. Oggi circa 600mila condomini sono amministrati da 25/30mila professionisti, mentre altri 400mila condomini sono gestiti da proprietari dello stabile o amministratori fai-date. Questo stato di cose determina una grande differenza interpretativa da parte degli amministratori, dei condomini, ma spesso anche da parte delle istituzioni e perfino della magistratura. Diverse leggi e norme interferiscono nella vita di un condominio. Tanto per citarne alcune: ritenute alla fonte e compilazione del modello 770, abbattimento delle

barriere architettoniche, creazione di parcheggi o posti auto, risparmio energetico, raccolta differenziata dei rifiuti, certificazione energetica degli immobili, certificazione degli impianti tecnici, privacy, sicurezza e, in alcuni casi, anche leggi regionali regolano in modo non uniforme il risparmio energetico o il piano casa. I condomini, che vedono le spese come una scelta superflua cercano di risparmiare e spesso preferiscono l’amministratore fai-date al professionista che «fa sostenere spese inutili». Salvo poi rimpiangerlo o cercarlo con urgenza quando per vendere il proprio appartamento il notaio chiede il certificato energetico dell’immobile, oppure quando a seguito di un incidente ci si accorge che non sono state seguite tutte le norme di sicurezza. La cosa assurda purtroppo è che, non esistendo un controllo sulle varie normative, né tantomeno un sistema sanzionatorio valido, spesso anche la magistratura giudica con occhio meno severo le responsabilità di un condominio amministrato da un amministratore

fai-da-te, contribuendo a creare un senso di incertezza ed inutilità intorno alle normative condominiali. Anche la riforma del Codice Civile approvata al Senato e in esame alla Commissione Giustizia della Camera, che da una parte obbliga gli amministratori a iscriversi in un apposito registro presso le Camere di Commercio e prevede la possibilità di richiedere all’amministratore di condominio una polizza fidejussoria, non stabilisce le caratteristiche di accesso alla professione se non quella di essere maggiorenne e di non aver commesso reati contro il patrimonio, lasciando in teoria possibile che un amministratore sia analfabeta. In definitiva, la nuova legge non ci avvicina alle realtà degli altri Stati europei, che vedono la figura dell’amministratore quale garante della vita in condominio a tutela degli interessi dei cittadini, e lascia alla discrezionalità dei condomini il compito di scegliere tra un professionista e un azzeccagarbugli, che pur dotato della discrezionalità del pater familias non ha le competenze necessarie per garantire i condomini da qualsiasi responsabilità.

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I FATTI NOSTRI

di Roberto Anghinoni Giornalista

C’era una volta il magazzino Le impietose analisi del Cresme, ma anche più semplicemente i risultati della quotidianità, confermano il trend negativo del mercato della distribuzione. I problemi sono noti, ma non siamo abbastanza forti e uniti per risolverli

F

ra le commoventi storie di vita vissuta che le moderne generazioni di imprenditori della distribuzione edile racconteranno ai loro nipotini, possiamo iniziare a scrivere, non senza un fremito di nostalgia, quella che racconta di come, in tempi lontani, il commercio dei materiali edili avveniva all’interno di grandi magazzini pieni di merci, dove gli operatori del settore, artigiani e imprese, arrivavano con i loro camioncini a caricare materiali e attrezzature. La vita all’interno di quei luoghi era frenetica e corroborante, ognuno svolgeva il suo compito con rapidità e perizia, i furgoni di tutte le fogge entravano e uscivano senza soluzione di continuità, i muletti sfrecciavano per caricare e rifornire, le bolle di consegna uscivano dalle stampanti a velocità e frequenza elettrizzanti. Poi la crisi, ma peggio ancora le nuove normative, gli architetti sollecitati dai privati e dalle stesse normative che cambiano il modo di progettare, le classi e le conseguenti prestazioni energetiche che spiazzano gran parte degli artigiani e delle imprese che hanno sempre lavorato in un certo modo… Insomma, il rivenditore edile non si ritrova più; è inutile riempire il magazzino se non vendo, metà dei miei clienti sono spariti, non mi serve nemmeno avere tanta gente in magazzino. Le cifre del Cresme, relativamente al mercato della distribuzione edile sono state ancora una volta inclementi: -10,9% nel 2012 rispetto al 2011, e nel 2013 le cose non sono andate meglio. Morale, in pochi anni un mercato della distribuzione quasi dimezzato, una redditività ridotta al lumicino, con il furibondo pressing della grande distribuzione che della redditività si fa un baffo, puntando ai volumi e all’effetto supermarket, e soprattutto con un mercato, quello

12 - youtrade - gennaio 2014

che ci rimane, che chiede una professionalità che in troppi casi non abbiamo. Ciò che invece ci fa onore è provarle tutte per trovare una soluzione, mentre il nostro mondo senza una guida, ma tanto non ascolteremmo perché noi sappiamo tutto, si sta sostanzialmente rattrappendo. Ora che abbiamo scoperto di essere, con la Grecia, il punto debole dell’Europa, ci affacciamo alle esperienze altrui per cercare di capire come cavolo fanno i colleghi esteri ad andare avanti. I modelli non mancano, le soluzioni brillanti neanche, peccato che noi siamo in Italia, dove lo Stato è il nostro più accanito antagonista (se non ho letto male, sei mesi su 12 di lavoro servono solo per pagare le tasse), dove non esistono modelli di crescita e di sviluppo a livello nazionale, dove non esiste alcuna tutela e non solo sul credito, dove la parola d’ordine è si salvi chi può. Possono in pochi, e quei pochi magari crescono anche, come infatti avviene, soprattutto nelle zone dove qualcuno ha gettato la spugna e si sono liberate quote di mercato. Ma, come ho avuto modo di scrivere più di una volta, la colpa è solo nostra. Perché

non siamo imprenditori veri, perché non sappiamo lavorare insieme, perché ci facciamo la guerra con l’unico risultato di impoverirci e quindi di fornire ai nostri antagonisti una vittoria facile, perché non siamo stati fino a ora capaci di dar forza a una voce comune vera e rispettata che si faccia sentire come si conviene in alto loco, perché in fondo, e ci dispiace ammetterlo, alla filiera delle costruzioni la figura del rivenditore edile interessa poco, quando non è guardata addirittura con sospetto. Non siamo ancora riusciti, in sostanza, a diventare importanti, interessanti, essenziali. Nella speranza (che non muore mai) che le cose migliorino, ci rimangono le favole e il ricordo dei bei tempi andati, mentre i clienti cambiano e noi no, mentre i prodotti (e il modo di venderli) evolvono tranne quelli che abbiamo a magazzino, mentre il mercato vira decisamente a un privato a cui il bagno, a differenza di un tempo, interessa un tubo. Chiusi fra le pareti di una logica «da magazzino», che dovremmo invece estirpare e dimenticare, aspettiamo con un filo di paura le prossime percentuali di decrescita sperando di non finirci troppo dentro. Si salvi chi può, appunto.


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PER FORTUNA CHE C’È LA SVOLTA

gennaio 2014 N. 46

Gli esperti sono sicuri: quest’anno la ripresa è garantita. Anche se le incognite non mancano, costruzioni e mercato immobiliare dovrebbero uscire dalla crisi dal buio pesto degli anni scorsi. Ecco perché

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PER FORTUNA CHE C’È LA SVOLTA.................................................................... 16 piccoli lavori crescono.................................................................................. 20 riqualificare? sì, grazie.................................................................................. 24 il libro nero delle tasse............................................................................... 26 metto l’italia nelle case russe................................................................ 30 un po’ d’ira per fare affari con vladimir......................................... 32 il volo disordinato di mosca...................................................................... 34 ci vuole un amico per la (terza) pelle................................................ 36 rassegna speciale efficienza e sostenibilità............................... 40 neopor: 50 sfumature di grafite............................................................. 50 klimahouse 2014: ecosostenibile, ma con intelligenza..... 52 la tecnologia mapei per incollare l’eden...................................... 56 non far finta di essere sani........................................................................ 58 Con la fotocatalisi i colori fanno bene............................................ 60 un vulcano di sostenibilità......................................................................... 62 silenzio, si mangia................................................................................................ 64 risparmiare energia grazie alla qualità.......................................... 66 la giusta temperatura del business.................................................... 68 l’isola che (purtroppo) c’è........................................................................... 70 dall’abruzzo con rigore................................................................................ 72 la lunga strada nella foresta del gruppo made.................... 74 ora lo scaffale si trova sul web............................................................ 76 vera cronaca di una resurrezione....................................................... 78 AAA miliardi di euro cercano progetti............................................... 80 che cosa accadrà nel 2014......................................................................... 84 YOUTRADE CASA........................................................................................................ 87 youbook...................................................................................................................... 100 INTERNATIONAL......................................................................................................... 102 NEWS DALLA RETE.................................................................................................. 103 zapping........................................................................................................................ 104 hi tech.......................................................................................................................... 108 WROOM.......................................................................................................................... 109 ON THE ROAD............................................................................................................. 110 QUESTIONI DI GOLA................................................................................................ 111 14 - youtrade - gennaio 2014

Sondaggio

Piccoli lavori crescono

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Nuovi impianti. Riduzione dei consumi. E aumento del peso della grande distribuzione: il piccolo campione di italiani intervistato da YouTrade indica il trend per i progetti di ristrutturazione

Un po’ d’Ira per fare affari con Vladimir L’Italian Russian Association favorisce il B2B con Mosca. E il suo presidente, Paolo Bellini, spiega che cosa cercano i cittadini di quel Paese sul nostro mercato immobiliare

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SPECIALE efficienza e sostenibilità

Ci vuole un amico per la (terza) pelle

Ora lo scaffale si trova sul web

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Le scelte si fanno con lo smartphone in mano. E spesso durano più a lungo, perché chi compra ha maggiori possibilità di fare confronti. Al Meeting d’Inverno Angaisa, Giuliano Noci, professore di marketing, spiega come fare per convivere con la grande distribuzione

In Italia oltre 11 milioni di case sono di classe G. In pratica, calde d’estate e fredde d’inverno, perché costruite con materiali che non mantengono la temperatura

36 Ecosostenibile, ma con intelligenza

AAA miliardi di euro cercano progetti

La nuova edizione della fiera dedicata all’edilizia verde mette in competizione 400 espositori. E non rinuncia a passare dalla teoria alla pratica con visite guidate agli edifici più efficienti

52

80

Parte la nuova programmazione 2014-2020 di fondi: per i prossimi sette anni l’Ue metterà a disposizione risorse per l’innovazione, la ricerca. E per la riqualificazione urbana

La tecnologia Mapei per incollare l’Eden

casa

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Il nuovo inserto

Youtrade Casa a cura di Laura Verdi

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gennaio 2014 - youtrade - 15


Economia

Per fortuna che c’è la svolta

di stefano lavori

Gli esperti sono sicuri: quest’anno la ripresa è garantita. Anche se le incognite non mancano, costruzioni e mercato immobiliare dovrebbero uscire dalla crisi dal buio pesto degli anni scorsi. Ecco perché

S

arà una ripresa a senso unico o viaggerà a due corsie? È previsto un limite di velocità, oppure si potrà dare gas a piacere? E, ancora, i vigili che stanno al governo sapranno fare il loro mestiere per evitare ingorghi e stop improvvisi? Insomma, questo 2014 sarà davvero l’anno della svolta? A leggere pronostici e studi degli analisti, anche di differente impostazione, sono tutti d’accordo: è la volta buona. Ma i pareri si dividono 16 - youtrade - gennaio 2014

quando si tratta di ipotizzare le modalità della ripresa, di quantificare la crescita (debole? discreta? sufficiente?) di pronosticare la fine della prognosi riservata per l’Italia. Le incognite, naturalmente non mancano: proteste di piazza e paludi della politica, leggi inefficaci e spesa pubblica che continua a correre, prezzi dell’energia e fisco opprimente. Eppure, i pronostici positivi sono un coro senza stonature. Secondo l’Ocse, per esempio, bisogna essere ottimisti:

il superindice che segna le lancette dell’economia continua a «mostrare segnali positivi nel ritmo» della crescita dell’Italia. Il livello del superindice a settembre, infatti, è salito a 100,9 punti, crescendo del 2,27% rispetto allo stesso mese del 2012: il maggior rialzo tendenziale registrato tra le grandi economie dei Paesi più sviluppati. Certo, a imprese e cittadini la percezione diretta di un miglioramento arriva spesso con mesi di ritardo rispetto agli indicatori sotto la lente


degli analisti, ma i numeri sono numeri. Altrettanto positiva (con cautela) sui prossimi 12 mesi è anche la Banca d’Italia, di solito poco incline a vedere rosa. Secondo Via Nazionale, ci sono «segnali qualitativi di miglioramento del quadro macroeconomico» nel nostro Paese. «I sondaggi tra le imprese indicano un arresto del calo dell’attività produttiva». Anche se non mancano le ombre: «La dispersione delle opinioni è ampia e le prospettive restano incerte», si legge nell’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria. Il segnale della ripresa, d’altra parte, era visibile già in autunno (come scritto da YouTrade in ottobre). «Siamo passati dallo -0,1% allo 0%, quindi vuol dire che nel terzo trimestre (del 2013 ndr) abbiamo stabilità, che unito al dato sulla produzione industriale, che a ottobre è cresciuta dello 0,5%, più delle stime di Confindustria, è perfettamente coerente con le valutazioni del governo: nel terzo trimestre si è arrestata la caduta del pil e nel quarto trimestre potrebbe tornare a crescere interrompendo la recessione», ha commentato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, che di statistiche se ne intende, dato che prima di andare al governo era presidente dell’Istat. D’accordo: l’esecutivo ha quasi un obbligo istituzionale a professare ottimismo. Un imperativo che non ha, invece, un centro studi indipendente come Nomisma: «I segnali qualitativi più favorevoli per la nostra economia, che si sono evidenziati da alcuni mesi, si concretizzano finalmente anche negli indicatori quantitativi. L’incremento della produzione industriale di ottobre conferma che la recessione si è esaurita con il terzo trimestre e che per ottobredicembre si rivede, dopo nove trimestri, un segno positivo nella variazione dell’attività economica», è il commento di Sergio De Nardis, capo economista del think-tank bolognese. Tra i meno ottimisti c’è, invece, l’agenzia di rating Standard and Poor’s, secondo cui l’economia italiana nel 2014 crescerà solo dello 0,4%, contro l’1,1% stimato dal Tesoro, lo 0,7% previsto da Ue e Istat e lo 0,6% dell’Ocse. Anche perché, sostengono gli analisti americani, il quadro della ripresa europea «secondo diversi indicatori» prevede un percorso «lungo e difficile». In ogni caso, si tratterebbe pur sempre di un segno positivo.

Ritorno in cantiere. Della mini, media o maxi ripresa beneficerà in modo modesto, ma sensibile, anche la filiera delle costruzioni. Secondo l’ad del Cresme, Lorenzo Bellicini, per esempio, l’impatto occupazionale delle agevolazioni sulle ristrutturazioni è quantificabile in 283mila unità (di cui 189mila diretti) nel 2013 e di altri 291mila posti (di cui 194mila

Nel terzo trimestre si è arrestata la caduta del pil e nel quarto trimestre potrebbe essere tornata a crescere interrompendo la recessione (Enrico Giovannini)

diretti) nel 2014. «I dati confermano il contributo fondamentale che gli sgravi fiscali stanno dando allo sviluppo: una cifra superiore a 1 punto percentuale di Pil, che rappresenta una boccata di ossigeno per un settore importante come l’edilizia, che dall’inizio della crisi ha perso oltre 500mila addetti e ha visto chiudere 12mila imprese», è il commento di Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera. C’è anche un altro motivo per vedere rosa. Sempre

secondo Bellicini, negli anni scorsi abbiamo toccato il fondo. E ora non si può fare altro che risalire. Dalle analisi del Cresme emerge, infatti, che sono emersi segnali di ripresa già nella seconda metà del 2013. E per l’edilizia il saldo del 2014 sarà ancora negativo, ma per poco: -0,6%. Un dato che, però, potrebbe migliorare, ed è comunque positivo se si pensa agli oltre 4 punti percentuali persi nel 2013. Mercato immobiliare. Idem con patate: il punto più basso è stato toccato e superato. Ora ci si attende una lenta, ma sicura ripresa. I segnali sono «ancora deboli ma importanti», aggiunge ancora il Cresme. «Si è toccato il picco minimo della crisi». Secondo un’indagine congiunturale presentata all’Assemblea di Legacoop Abitanti, «a partire da maggio ci sono segnali di ripresa che sino a ieri non si percepivano». La flessione delle compravendite si sta riducendo facendo segnare +5,5% nel terzo trimestre 2013. Le stime indicano addirittura una crescita nell’ultimo trimestre pari a circa il +6%. Insomma, è passata la paura, anche se ovviamente adesso si parte da prezzi più bassi. «Se, per il settore delle costruzioni, i primi tre mesi del 2013 sono stati i peggiori dall’inizio della crisi, a partire da maggio 2013 sono emersi segnali di assestamento, inversione, ripresa che sino a ieri non si percepivano», sostengono gli analisti

INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI, PREZZI COSTANTI 2005 (miliardi di euro)

gennaio 2014 - youtrade - 17


di futura vendita): è un programma di investimento diffuso in città, promosso dal fondo Parma Social House gestito da Polaris Sgr. A fine 2013, a Milano, sono state consegnate le case di via Cenni, i primi condomini verticali in legno. A marzo sarà invece la volta della Maison du Monde, progetto di ristrutturazione di un immobile in via Padova per la realizzazione di 49 alloggi, oltre a spazi sociali di servizio per la comunità di inquilini. A Torino, invece, il social housing ha le sembianze delle residenze temporanee di Porta Palazzo della Fondazione San Paolo. E un network di imprese LegaCoop Abitanti si prepara a realizzare 2.900 alloggi, tra del Cresme. Lo dimostrano i dati sulla flessione delle compravendite, che è passata da un abisso di -30% registrato nel quarto trimestre 2012, a -14,1% nel primo trimestre 2013 a -9,2% nel secondo dell’anno. E mentre nel quarto trimestre 2012 solo un Comune capoluogo registrava una crescita delle compravendite, nel primo 2013 sono diventati 17 e nel secondo 31. Al contrario, i Comuni in forte calo sono passati nello stesso periodo da 97, a 70, a 54. A questo si aggiunge l’indicatore sulla dinamica delle nuove richieste di mutui casa Crif-Assofin, che mostra segnali di rallentamento della contrazione del credito che negli ultimi mesi rilevati si riporta in territorio positivo: luglio +2%, agosto +4,1%; settembre +7,3, +1,2% ottobre. Nuove costruzioni. Tra i fattori capaci di imprimere una svolta c’è, piaccia o no, la mutazione demografica: gli immigrati tendono ad aumentare. Al Centronord, secondo i dati di Eurostat, ormai quasi l’8% della popolazione residente è nata fuori dai confini dell’Italia. La percentuale di immigrati, insomma, sfiora quella della Germania (9%) e supera quella della Gran Bretagna (6,5%). Questo fenomeno si traduce in una richiesta di alloggi a prezzo accessibile. In pratica, c’è bisogno di social housing. Il 2014 sarà l’anno delle prime consegne, dopo l’antipasto dello scorso anno. Ad aprile 2014 a Parma saranno consegnate le prime due palazzine di residenze sociali (una solo affitto, l’altra per metà assegnata tramite patti 18 - youtrade - gennaio 2014

cui l’intervento Ecopolis alla Cascina Merlata di Milano, a fianco ai terreni di Expo 2015, dove sorgerà un grande villaggio da oltre 600 alloggi. «Stiamo raccogliendo i primi frutti di anni di lavoro», ha commentato al Sole 24Ore Giordana Ferri di Fondazione housing sociale, advisor di 15 fondi di investimento impegnati in progetti di social housing per un totale di 1.725 residenze. Inoltre, si aggiunge il Premio volumetrico del 20% (anche sulle operazioni in corso) e deroghe urbanistiche per aumentare il patrimonio di alloggi sociali previsto da un’integrazione alla bozza di decreto approvato il 20 dicembre in Consiglio dei ministri.


Sondaggio

Piccoli lavori crescono Nuovi impianti. Riduzione dei consumi. E aumento del peso della grande distribuzione: il piccolo campione di italiani intervistato da YouTrade indica le tendenze per i progetti di ristrutturazione

di veronica monaco

20 - youtrade - gennaio 2014

S

e in Italia c’è qualcuno che non ha già ristrutturato o non ha in programma di portare migliorie al proprio immobile alzi la mano. A giudicare dal piccolo, ma significativo sondaggio condotto da YouTrade nei giorni scorsi a Milano, la quasi totalità della popolazione è, o è stata, alle prese con interventi di ristrutturazione leggera, ricambio degli infissi, adeguamento alle norme di sicurezza e via elencando.

Un trend che conferma due aspetti: gli immobili e la manutenzione restano l’investimento principe degli italiani e il risparmio energetico, anche grazie ai bonus e agli incentivi, è entrato a far parte dell’universo di interesse dei proprietari di casa. Ma, attenzione: questo piccolo sondaggio sembra indicare anche un ruolo sempre maggiore della grande distribuzione rispetto alle rivendite tradizionali.


GIOVANNI (37 anni) Ho fatto tutto da solo Dopo averla acquistata a buon prezzo, ho ristrutturato casa nel 2006. Ho ritenuto opportuno realizzare alcuni accorgimenti all’interno: mi sono rivolto a qualche azienda, tuttavia i preventivi che mi hanno proposto

In totale abbiamo investito circa 7mila euro.

erano troppo alti per le mie possibilità economiche, e così ho deciso di fare da solo i lavori, dato che ho già lavorato nel settore edilizio. Ho acquistato i materiali sia dai magazzini edili che dalla grande distribuzione, a seconda delle offerte che ho trovato. In totale ho investito 27mila euro: ho rifatto casa da cima a fondo. Per gli impianti elettrici e idraulici mi sono fatto aiutare da professionisti del settore, mentre il resto l’ho fatto da solo: infissi, pavimenti, pareti, impianto per l’aria condizionata e allarme. L’unica cosa a cui non ho provveduto sono stati gli infissi esterni per il prezzo troppo elevato, ma a breve cercherò di portare a termine anche questo intervento. ANGELA (66 anni) I mattoni dal rivenditore, il resto… Ho ristrutturato l’appartamento circa tre anni fa. Io, mio marito e mio figlio, che hanno provveduto ai lavori manuali, ci siamo rivolti per la scelta dei materiali alla grande distribuzione e a un rivenditore edile per quanto invece riguarda i laterizi. Abbiamo abbassato i soffitti, cambiato i pavimenti e rifatto l’impianto idraulico. Ci siamo invece rivolti a un professionista per l’impianto elettrico. Infine, abbiamo cambiato i sanitari.

PASQUALE (65 anni) Obiettivo: maggiore comfort Per il momento ho realizzato solo i lavori necessari, cambiando porte e finestre perché erano vecchie. Ora devo installare una stufa a pellet per avere un miglior riscaldamento dell’ambiente. Mi sono rivolto a un’azienda

sono rivolta a un’impresa nella zona in cui abito, a Imperia. Ho ristrutturato completamente tutto, dal pavimento alle pareti, spostando anche dei muri, ho cambiato i serramenti e ho rifatto l’impianto idraulico ed elettrico. Il budget di partenza era di circa 50mila euro, ma la cifra finale è inevitabilmente aumentata. Mi sono rivolta a magazzini specializzati per la scelta dei diversi tipi di materiali, andando anche fuori dai confini della Liguria, fino in Piemonte. La casa era molto vecchia. Non ho deciso la ristrutturazione in vista di un effettivo risparmio energetico, perché la casa sarebbe stata da rifare completamente, ma al momento dell’acquisto dei materiali sono stata molto attenta nella scelta, cercando le soluzioni più performanti possibili. CINZIA (50 anni) Ho investito 30mila euro Cinque anni fa ho fatto lavori nel mio appartamento. Mi sono rivolta

specializzata che ha provveduto al lavoro in maniera completa. Ho speso in totale una cifra intorno ai 1.700 euro. Ho scelto finestre con doppio vetro, con maggiori prestazioni a livello di isolamento: anche se più care, a lungo andare la spesa viene sicuramente ammortizzata, con benefici anche a livello di comfort. FRANCESCA (53 anni) Difficile trovare i materiali giusti Ho ristrutturato casa sette anni fa. Mi gennaio 2014 - youtrade - 21


a un’impresa privata, che ha fornito anche i materiali. Ho cambiato il pavimento, l’impianto elettrico, idraulico e parte del tetto, per un maggiore isolamento e per rendere la casa più abitabile. C’era, inoltre, qualche perdita e ho dovuto fare per forza anche qualche intervento non preventivato all’origine. In totale ho investito 30mila euro. MASSIMO (48 anni) Meglio il negozio specializzato Ho ristrutturato casa qualche anno fa. Mi sono rivolto a un artigiano che conosco titolare di una piccola impresa. I materiali li ho comprati con lampade a basso consumo, ma prossimamente ho preventivato anche di rifare i serramenti esterni, che non ho sostituito questa volta solo per questioni di budget. LUCA (44 anni) Ho messo il cappotto Mi sono rivolto a un’impresa edile che conosco due anni fa, investendo circa 20mila euro. L’azienda ha provveduto

in un negozio specializzato fuori Milano che conoscevo già per altri lavori fatti in passato, in particolare per le piastrelle e il box doccia. Ho rifatto il bagno, sistemato la cucina e ripiastrellato tutta la casa. Ho inoltre isolato il bagno e fatto rifare l’impianto elettrico, non quello idraulico. Ho investito circa 20mila euro. ROBERTO (56 anni) Punto sul basso consumo Un mese fa ho iniziato i lavori e mi sono rivolto a un’impresa che conosco. I materiali li ho acquistati direttamente dai fornitori, essendo del settore termoidraulico. Devo ancora fare i conti, ma credo di aver speso intorno ai 30mila euro. La casa l’ho rimodernata tutta, dai pavimenti ai serramenti interni, e ho rinnovato l’impianto elettrico e in parte quello idraulico. Ho provveduto a un maggior risparmio energetico 22 - youtrade - gennaio 2014

anche all’acquisto dei materiali. Ho realizzato interventi di ristrutturazione esterna in facciata, con l’applicazione di un sistema di isolamento a cappotto. Ho provveduto anche all’isolamento delle pareti, ma non del tetto. MARIA (74 anni) I nuovi lavori sono del condominio Abbiamo rifatto i pavimenti e le pareti, e abbiamo rinnovato il bagno, ma molto tempo fa, circa cinquant’anni. All’epoca ci siamo rivolti a operai

che hanno provveduto anche alla fornitura dei materiali. I serramenti sono ancora quelli originali, mentre circa cinque anni fa il condominio ha fatto isolare l’edificio esternamente con l’applicazione di un sistema a cappotto. MICHELA (47 anni) Legno per il pavimento Sono abbastanza ferrata nel campo, quindi solitamente chiedo agli artigiani di aiutarmi a realizzare quanto ho in mente. Ho sempre ristrutturato le mie case, l’ultima volta circa quattro anni fa. Per la scelta dei materiali mi rivolgo alla grande distribuzione: li conosco e mi sono sempre trovata bene. Scelgo sempre i materiali dal punto di vista dell’isolamento e della funzionalità. Per esempio, per i pavimenti preferisco il legno: sa più di casa, è meno rumoroso e più caldo rispetto ad altri rivestimenti.


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Riqualificare? Sì, grazie Il 55,4% delle abitazioni ha più di 40 anni. E spreca energia. Eppure un massiccio investimento permetterebbe di risparmiare il 50% in bollette. Così il 13% degli italiani pensa di investire in lavori di ristrutturazione nei prossimi anni di Arianna Pace

È

di 6.355 miliardi di euro. Ecco a quanto ammonta, secondo l’Agenzia del territorio, il patrimonio immobiliare delle famiglie italiane. È un dato che supera di 4,2 volte il Pil italiano e che rappresenta uno dei principali asset nazionali. Il mattone è stato il maggior oggetto di investimento e il parco edifici è di 13,5 milioni, di cui 12,1 a uso residenziale. Ma il 55,4% delle abitazioni (76,2% nelle città metropolitane) ha più di quarant’anni e la percentuale crescerà a 68,6% e 85,2 tra dieci anni. Il 70% è stato realizzato prima del 1976, anno dell’introduzione della prima legge sull’efficienza energetica in edilizia (Legge 373/1976). Interessante notare che il 25% del nostro patrimonio non è mai stato sottoposto a interventi di riqualificazione e il 40% dei consumi energetici italiani è legato agli edifici, di cui il 48% è dovuto al riscaldamento.

Dati raccolti e commentati a Riva del Garda nell’edizione 2013 di REbuild. Uno dei problemi posti sul tappeto è: come riqualificare il patrimonio immobiliare della pubblica amministrazione? Servirebbero 17 miliardi di euro di investimenti, che otterrebbero però un ritorno di 750 milioni di euro l’anno di energy saving (-50%) e un impatto positivo sull’economia italiana pari al 1,4% del Pil. Tutto questo porterebbe anche un ritorno occupazionale di circa

Servirebbero 17 miliardi di euro di investimenti, che otterrebbero però un ritorno di 750 milioni di euro l’anno di energy saving

200-400 posti di lavoro. Dal rapporto Cresme 2011, risulta che il valore della produzione nelle costruzioni è stato pari a 213 miliardi di euro e, di questi, 133 miliardi (il 63%) sono stati destinati a investimenti di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Per fare una stima del ritorno ci si può basare sulle considerazioni di Nils Kok, speaker dell’edizione 2012 di REbuild, secondo il quale riqualificare un edificio ha un costo 24 - youtrade - gennaio 2014

per metro quadro compreso tra i 75 e i 165 euro e il risparmio che ne deriva è compreso tra i 13 e i 26 euro al metro quadro l’anno. L’importo, tradotto in energia, significa ridurre i consumi dai 90 ai 170 Kwh per metro quadro. Ma gli italiani hanno intenzione di riqualificare? Almeno il 13% dei cittadini italiani è propenso a fare, nei prossimi anni, almeno un intervento di efficientamento per un totale di circa 3,3 milioni di famiglie, mentre il 78% degli italiani è frenato a causa del difficile momento economico. Insomma, interventi che porterebbero un contributo significativo al rilancio dell’economia italiana e dell’occupazione.


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Fisco

Il libro nero delle tasse Anche quest’anno imprese (e famiglie) italiane avranno a che fare con la peggiore pressione impositiva d’Europa. E tra Imu e Tasi sugli immobili potrebbe andare ancora peggio che nel 2013 di federico mombarone

I

ndovina indovinello: chi ha pronunciato le seguenti frasi (le soluzioni le trovate in fondo all’articolo)? 1) «Il nostro fisco va rivoluzionato». 2) «Se la pressione fiscale fosse inferiore ci sarebbe meno evasione, quanto meno non ci sarebbe l’evasione da carenza di liquidità». 3) «Nei prossimi tre anni la pressione fiscale scenderà dell’1%». Tasse, tasse e ancora tasse: nessuno le vuole, ma sopravvivono a tutti i governi, con l’escamotage di cambiare nome, dall’Ici all’Imu, alla Tares o a come si chiamerà. La pressione fiscale è un handicap per famiglie e imprese a cui nessun esecutivo è riuscito a rinunciare. D’accordo, il debito pubblico non permette di attingere alle casse dello Stato per diminuire le tasse. Ma perché non allineare la spesa a quella di Paesi più virtuosi? Nell’attesa, le pretese del fisco non mostrano segni di flessione e continueranno a viaggiare sui livelli massimi: la pressione resterà inchiodata intorno al 44% fino al 2016. Per la precisione, dopo aver raggiunto nel 2013 il valore record del 44,5% del Pil (era il 44% del 2012), nel 2014 si attesterà al 44,2% secondo l’analisi del Centro studi di Confindustria. Se, poi, dalla pressione ufficiale si esclude il sommerso (cioè non si include nel calcolo del Pil chi non paga le tasse), la pressione effettiva quest’anno toccherà il 53,2%. 26 - youtrade - gennaio 2014

Insomma, chi è coscienzioso versa allo Stato ben oltre la metà di quanto incassa. Commercio in crisi Un tritacarne, quello delle tasse, che si traduce in un calo dei consumi e, paradossalmente, crea la necessità (se non si taglia la spesa) di aumentare ancora le imposta per compensare il calo degli incassi Iva. C’è chi ha fatto i conti: secondo l’analisi di Confcommercio-Cer, basata sui dati ufficiali del governo, tra il 2012 e il 2017 lo Stato preleverà dalla tasche delle famiglie 81 miliardi: il carico di tasse, contributi e imposte arriverà a pesare complessivamente 770,6 miliardi. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, accusa: «Si continua a far quadrare i conti dello Stato usando la leva fiscale». I numeri sono pesanti: nel 2012 le famiglie hanno pagato 402 miliardi tra imposte dirette, indirette e contributi sociali, pari al 60% del totale. Negli ultimi vent’anni la pressione fiscale e tributaria è aumentata di circa 4 punti percentuali, erodendo il reddito disponibile e i risparmi e causando un crollo dei consumi. Ma tra crisi economica e debito pubblico il gettito tributario continua a crescere. A volte con aumenti che sfiorano il 100 per cento. Un esempio: se nel 2003 i Comuni incassavano 1,8 miliardi

dall’addizionale Irpef, nel 2012 si è arrivati a 3,2%. Aziende in trappola Nella trappola fiscale restano impigliate soprattutto le imprese. In Germania, per esempio, in media un’azienda effettua nove versamenti fiscali l’anno e impiega 218 ore nell’arco dei 12 mesi a compilare, preparare moduli e pagare le tasse, con un prelievo fiscale del 49,4% dei profitti. Non è un paradiso, ma è sempre meglio di quanto accade in Italia. Secondo i dati del Doing business 2014 (vedi box), che esamina 189 economie misurate per facilità di pagamento delle imposte (per le imprese) la Germania è 89esima, superata dalla Danimarca, che si attesta al dodicesimo posto, dal Regno Unito, che è 14esimo davanti a Norvegia (17), Finlandia (21) e dall’Irlanda (sesta), Svezia (41esima) e dalla Francia (52esimo) posto. E l’Italia? Sta in fondo alla classifica: per il 2014 è, infatti, in 138esima posizione. Da noi, infatti, non solo è più alta la pressione fiscale (con un Total tax rate pari al 65,8%), ma è anche uno dei Paesi del mondo in cui è più complicato adempiere alle tante richieste dell’erario. Un’azienda in Italia effettua 15 versamenti l’anno, con un dispendio di 269 ore di tempo, contro le 130 per le imprese danesi o le


Paesi in cui è più semplice pagare le tasse

Paesi in cui è più complesso pagare le tasse

United Arab Emirates Qatar Saudi Arabia Hong Kong SAR, China Singapore Ireland Bahrain Canada Oman Kiribati

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Cameroon Mauritania Senegal Congo, Rep. Gambia, The Bolivia Guinea Venezuela, RB Central African Republic Chad

180 181 182 183 184 185 186 187 188 189

Fonte: Paying Taxes 2014, Banca Mondiale, IFC e PwC

132 dei francesi, che di pagamenti ne fanno solo sette. Attenti alle promesse Vi ricordate lo slogan «Meno tasse per tutti»? Da allora (era il 2001) al 2006, ben prima della crisi finanziaria mondiale, la pressione fiscale è aumentata (dati di Bankitalia) di un punto, dal 44,4% al 45,5%. Lamenta il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: «Mi chiedo fino a quando questo straordinario universo delle Pmi, questa sorta di quarto capitalismo riuscirà a reggere. Si scontrano con una pressione fiscale assai più pesante che in qualsiasi altro Paese d’Europa, con una burocrazia sempre più soffocante, con l’obsolescenza delle infrastrutture, con gli eccessivi ritardi dell’amministrazione pubblica, con il peggioramento dell’accesso al credito, con una montagna di regole spesso assurde e pure differenti da regione a regione, che inceppano le iniziative imprenditoriali e allontanano gli investimenti esteri». Tra l’altro, non è che se le imprese sono tartassate i lavoratori se la passino meglio. Il cuneo fiscale, cioè la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto viene incassato dal dipendente, contando anche i versamenti agli enti di previdenza, resta pesante. Per l’Ocse, l’Italia è sesta nella graduatoria della pressione fiscale sul lavoro (47,6% per un single senza figli), dopo il Belgio e davanti alla Francia (50,2%) e alla Germania (49,7%). Se però si calcola la pressione del fisco in relazione a una coppia monoreddito con due figli, l’Italia sale al quarto posto. Né le recenti manovre di alleggerimento hanno cambiato molto la sostanza: secondo uno studio

della Uil, il 18% dei quasi 16 milioni di lavoratori dipendenti, quasi uno su cinque, nel 2014 avrà 168,3 euro in più per l’intero anno, in pratica solo 14 euro in più al mese in busta paga. L’erario è di casa Capitolo immobili: sulla casa le tasse sono sempre più pesanti. Lo certifica anche l’Ocse: è vero che l’imposta sugli immobili c’è in tutti i Paesi e, quindi, l’Imu non è (era) per nulla un’anomalia. Ma l’Italia ha esagerato. Secondo l’organizzazione internazionale che riunisce i maggiori Paesi industrializzati, infatti, gli immobili in Italia sono tassati tanto, troppo. Il peso delle entrate fiscali dal

settore del real estate è esorbitante: da noi le imposte sulle case sono sono state pari al 2,2% del Pil, «oltre il 20% in più rispetto alla media Ocse pari all’1,8%». E, come se non bastasse, vanità politica e promesse elettorali peggiorano la situazione. Ora, per esempio, il fisco incamera dal 54% al 72,5% del canone di affitto. Due anni fa, quando c’era la tanto criticata Ici, l’erario e il Comune si accontentavano di una percentuale compresa tra il 35% (con la cedolare secca) e il 49% (a tassazione ordinaria). Alcuni si lamentavano, ma se non avessero contribuito ad abolirla ora non avrebbero dovuto pagare il saldo dell’Imu sulle case affittate con le

Anche la Spagna ci batte

Persino in Spagna pagano meno di noi Siamo i peggiori d’Europa. Le imprese italiane corrono con una zavorra, persino la Spagna se la passa meglio di noi: nel Paese iberico sono previsti solo otto pagamenti all’anno, 167 ore di tempo, con un tax rate del 58,6% e una classifica in 67esima posizione. Tra l’altro, in Spagna la tassa «corporate» è solo al 21,2%, mentre il 36,8% è determinato dai contributi previdenziali. In Italia le aziende versano all’Inps un po’ meno, il 34,8%, ma in compenso c’è da accantonare la quota per il Tfr (8,6%). E se la corporate tax (cioè l’Ires) resta al 13,6%, bisogna poi aggiungere gli altri balzelli, come Irap, Imu e bolli. Un’impresa italiana sogna, invece, di svegliarsi un giorno nel Regno Unito, dove la corporate tax è del 21,6%, e i contributi previdenziali non superano il 10,6%. Dato che non bisogna aggiungere molto altro, la Gran Bretagna vanta un Total tax rate del 34%, inferiore alla media Ocse, che è del 41,3%. Il paradiso è però l’Irlanda, che per incentivare le aziende a investire ha puntato molto su un clima fiscale non ostile: la tassa «corporate» è del 12,5%, i contributi previdenziali al 10,75%. In totale, a Dublino la pressione finale complessiva sulle aziende è del 25,7%. Non solo: è anche più semplice pagare: le imprese irlandesi impiegano solo 80 ore annuali a sbrigare le pratiche. Un record, visto che la media Ocse è di 175 ore annue. Un po’ a sorpresa, invece, gli Stati Uniti non sono poi quella oasi di liberismo che si immagina nel Vecchio Continente. Gli Usa si trovano infatti al 64esimo posto per la facilità del sistema fiscale, con 175 le ore annue dedicate ai pagamenti malgrado la grande diffusione della modalità online e una corporate tax del 27,9% (media Ocse del 16,19), ma solo il 9,9% di contributi previdenziali contro il 23,1% dell’Ocse.

gennaio 2014 - youtrade - 27


aliquote decise dai Comuni, spesso allineate al livello massimo dell’1,06%. Insomma, le nuove imposte hanno cancellato più del 50% del canone pattuito con gli inquilini, con punte del 70%. Un esempio? Su un bilocale in zona residenziale di Torino, non centralissima, affittato con un contratto a canone libero di 450 euro al mese (circa 5.400 euro all’anno) il proprietario deve pagare più di 2.900 euro tra Imu e cedolare secca, o addirittura 3.900 euro con la tassazione ordinaria (Irpef ad aliquota marginale, addizionali comunali e regionali, imposta di registro e il bollo). E il bello deve ancora venire, perché la sostituzione dell’Imu con tasse che comprendono le imposte sui servizi locali (Tares o che cosa ne prenderà il posto) promette di essere peggiorativa. Commenta Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia: «Ormai sulle case si vedono cartelli con su scritto Affittasi-vendesi. Un modo per dire che il proprietario vuole solo liberarsi dell’immobile. Ma ci sono anche casi in cui i proprietari rinunciano a rinnovare i contratti scaduti, perché non trovano inquilini che garantiscano un minimo di redditività». Infine, il fisco non risparmia la finanza, che una parte della sinistra vede come fumo negli occhi e, in generale, non gode di buona stampa neppure nella parete avversa. Eppure si tratta dei risparmi degli italiani. Con la legge di Stabilità sono rincarate anche le imposte anticipate da banche, assicurazioni e società finanziarie. Contrariamente a quanto si può pensare, non è una decisione indolore. «Il 70% dei fondi comuni sono di persone che hanno patrimoni di 20mila euro», obietta Alberto Foà, fondatore di Anima, una delle poche Sgr indipendenti, e oggi in AcomeA Sgr. «Di fatto l’imposta di bollo è una patrimoniale. Nemmeno troppo mascherata, ma soprattutto permanente e ingiusta». Conclusione: non fate molto caso alla soluzione dell’indovinello. Le promesse negli anni precedenti non hanno dato risultati apprezzabili. Soluzione: 1) Matteo Renzi, segretario del Pd. 2) Attilio Befera, direttore dell’agenzia delle Entrate e presidente di Equitalia. 3) Enrico Letta, presidente del Consiglio. 28 - youtrade - gennaio 2014

LA RICETTA? PIù CONTROLLI E ALIQUOTE BASSE

Eppure abbassarle le imposte si può Se il debito pubblico è così alto, come si fa ad abbassare le tasse? Tre economisti, Renzo Orsi, Davide Raggi e Francesco Turrino, hanno provato (numeri alla mano) a delineare tre scenari. Secondo il loro studio, a certe condizioni «la diminuzione della pressione fiscale può avere effetti positivi nel fare emergere il sommerso e, come conseguenza, aumentare il gettito». Ma non bisogna abbassare le tasse e basta, come risuona in ogni campagna elettorale. «In corrispondenza dell’aliquota media (intorno al 40%) la perdita di gettito dovuto all’evasione fiscale corrisponde a circa 11 punti percentuali del prodotto interno lordo, cifra approssimativamente pari a 200 miliardi di euro l’anno», sostengono Orsi, Raggi e Turrino. «A causa dell’evasione la tassazione risulta essere molto elevata e inefficiente, poiché produce un gettito inferiore rispetto a quello massimo potenziale. La conseguenza principale è che qualsiasi politica che comporti un inasprimento della pressione fiscale porterebbe inevitabilmente a una riduzione del gettito nel lungo periodo». Che fare, allora? «Una riduzione generalizzata delle aliquote fiscali, aumenta il gettito nel lungo periodo e ha effetti espansivi sull’economia (il livello di consumo cresce permanentemente), ma induce una riduzione delle entrate fiscali per almeno dieci trimestri dalla data di implementazione della politica. Alla luce dei vincoli di pareggio di bilancio pubblico assunti dal Governo, questa politica, sembra inopportuna, a meno di una contestuale riduzione del livello della spesa pubblica». Eppure una strada c’è: «Risultati opposti si ottengono nel caso di una politica di intensificazione dei controlli fiscali con aliquote invariate. In questo caso il gettito aumenta istantaneamente, mentre il consumo aggregato diminuisce. Risultati più interessanti dell’analisi emergono nel caso in cui la riduzione delle aliquote fiscali è accompagnata da una contemporanea intensificazione dei controlli fiscali. In questo terzo scenario, sia il gettito fiscale che i consumi aggregati aumentano in modo permanente».


Personaggi

Metto l’Italia nelle case russe Alexander Lewinskij è un costruttore che importa materiali e made in Italy nelle nuove abitazioni private. Che hanno una crescita impetuosa del 300% di Santina Muscarà

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a comprato una spiaggia in Grecia. E sogna di costruire un intero villaggio. Alexander Lewinskij, costruttore di nazionalità russa, ama l’Italia e il made in Italy, che in Russia è molto apprezzato per stile e qualità dei materiali, tanto che camion pieni di piastrelle, pavimenti, rivestimenti, elementi decorativi o di illuminazione partono dall’Italia per andare a riempire le case del Paese di Lev Tolstoj. Il messaggio è chiaro: rivenditori italiani, la Russia è una grande opportunità di business, «perché la Russia è una grande nazione che cresce ogni giorno e ha bisogno anche della fantasia e della qualità italiana». Alexander Lewinskij

Lewinskij, com’è la situazione del settore costruzioni e quali elementi stanno trainando il mercato russo? Sicuramente il settore trainante è rappresentato dall’edilizia residenziale, che è in crescita. Il mercato del condominio, nonostante sia sempre andato bene, non supera il 10-12% di crescita in più rispetto agli anni scorsi. Diversamente, il fenomeno delle case private che sorgono nelle grandi città o poco fuori è un trend in forte aumento negli ultimi anni, con un incremento incredibile, di circa il 200-300%.

intende solo la struttura… No, noi siamo abituati a vendere sia case vuote (o solo verniciate internamente), sia case complete di tutto, arredamento incluso. Quindi con mobili, lampadari, tappeti, eccetera. Diciamo che la sola struttura di una casa di fascia bassa può costare dai 220 ai 350 dollari al metro quadrato, mentre la struttura di una casa costosa ha un prezzo di circa 1.200 dollari al metro quadrato, ai quali vanno aggiunti dai 3.500 ai 4.500 dollari al metro quadrato per avere anche gli interni.

Quali sono le caratteristiche più richieste da chi decide di far costruire una casa? Di solito il committente vuole una casa bella, che costi poco e pronta in tempi rapidi. Ma di fronte a queste richieste io solitamente rispondo che se ne possono avere solo due su tre, perché in effetti una casa che costa poco può essere costruita in circa sei mesi (tempi rapidi), ma una costosa necessita tempi di realizzazione più lunghi. Non sono pochi i clienti disposti a pagare molto pur di avere una casa bellissima.

Che cosa incide di più? Per ogni casa bisogna considerare il prezzo del terreno (l’ubicazione), il costo della parte interna e il costo della parte esterna. Sommando questi tre valori, per le case di medio/alto livello, che hanno comunque un design ricercato, si arriva a spendere circa 1 milione e mezzo/2 milioni di dollari. Le case che costano ancora di più rappresentano solo l’1 o il 2% del mercato.

In linea di massima, quanto può costare una casa in Russia? I prezzi non sono considerati al metro quadrato come siete abituati in Italia, ma variano in base alla metratura e in base agli interni e alle finiture. In che termini parla di interni? Di solito quando si parla di acquisti di case si 30 - youtrade - gennaio 2014

Ma chi sono gli acquirenti? Le case di questo tipo solitamente sono acquistate da manager di grandi aziende, che rappresentano la nuova classe russa emergente. A seguire, c’è la fascia di popolazione che spende circa 120-150mila dollari per la sola struttura, per appartamenti di circa 50-65 metri quadrati e 200-250mila dollari per abitazioni complete di parte interna. Solitamente questo tipo di


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appartamenti si trovano in palazzine in città, per esempio a Mosca, costituite da circa cinque o sei unità. Quali sono gli elementi che danno più valore alla casa? Per quanto riguarda l’esterno, l’elemento di maggior pregio è la pietra naturale, usata anche per colonne, pilastri e decorazioni particolari intorno alle finestre. Di valore sono anche i materiali naturali usati per il tetto, o il rame per i canali. Nella determinazione del valore è molto importante l’ubicazione della casa e la presenza del giardino. Nelle case chiavi in mano è possibile scegliere addirittura il tipo di erba da piantumare per il prato. E i clienti possono ordinare alberi da 20-30 metri che posizioniamo con l’elicottero. Negli interni, a dar valore alla casa sono sempre i materiali naturali, soprattutto il marmo italiano di Carrara. I pavimenti più apprezzati sono quelli in marmo chiaro o il parquet in legno naturale. Sono molto richieste e costose anche le icone con gli intarsi e la medusa del brand italiano Versace,uno stile che è molto popolare. In bagno, inoltre, non possono mancare i rubinetti con cristalli Swarovski dalle forme più particolari; ogni manopola può costare circa 7.700 dollari. E, ancora, piacciono cornici dorate, capitelli in stile neoclassico. Sempre in bagno, hanno grande valore i mosaici di Bisazza, Murano e Sicis. Anche le porte possono essere molto costose. Insomma, tra gli elementi di arredo ha grande importanza il made in Italy? Assolutamente sì. I russi amano il gusto italiano del design degli interni. Come fa a fornirsi dei materiali italiani? Attraverso i rivenditori o i produttori? Dipende da quello che devo comprare. Per piastrelle, pavimenti, rivestimenti e altri elementi singoli mi rivolgo al rivenditore ufficiale italiano (in Russia ce ne sono tanti). Se, invece, il committente chiede una casa completamente all’italiana mi organizzo attraverso i produttori o i rivenditori direttamente nel vostro Paese e importo in Russia container pieni di materiali. L’Italia è, infatti, uno dei luoghi dove è possibile trovare tutti gli elementi e i materiali necessari, sia per gli interni che per gli esterni.

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Immobili

Un po’ d’Ira per fare affari con Vladimir L’Italian Russian Association favorisce il B2B con Mosca. E il suo presidente, Paolo Bellini, spiega che cosa cercano i cittadini di quel Paese sul nostro mercato immobiliare

di Brunella Orsini

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alla Russia con amore. La passione dei cittadini del grande Paese, i Vladimir e gli Ivan, per l’Italia è nota, tanto che gli ultimi dati pubblicati dal Ministero degli Esteri parlano di oltre 800 mila turisti in visita nel 2012, con una spesa complessiva di circa 1 miliardo di euro (quota cresciuta del 250% negli ultimi cinque anni). L’Italia rimane la meta culturale più amata dai turisti russi. «L’Italia è il quarto partner commerciale della Russia», ha ricordato il presidente russo Vladimir Putin, nel corso dell’ultimo forum Italia-Russia tenuto a novembre, e l’interscambio commerciale tra i due Paesi «forse supererà i 50 miliardi di dollari». Conscio delle reali possibilità di investimento degli operatori russi in Italia, il mondo del real estate non sta a guardare. Lo sa bene Paolo Bellini, presidente dell’Italian Russian Association (Ira), che da anni organizza meeting B2B con i partner russi all’insegna del business e del confronto operativo sugli investimenti immobiliari e imprenditoriali in Italia. Ultimo, il tour Italia come seconda patria, ha visto la partecipazione di una delegazione di 45 buyer tra immobiliaristi, investitori

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Paolo Belllini, presidente di Ira, Italian Russian Association

nel settore del real estate e industriale, progettisti e liberi professionisti, ma anche dirigenti bancari, giornalisti delle più importanti agenzie di stampa russe, agenti immobiliari, amministratori pubblici e politici. «C’è una grande richiesta di immobili nel nostro Paese da parte di cittadini russi», conferma Bellini. Quando è nata la prima edizione degli incontri B2B con gli investitori russi? Al terzo anno di attività dell’Ira, abbiamo deciso di organizzare delle occasioni di incontro dirette con i clienti russi potenzialmente interessati agli immobili italiani e alle altre opportunità di investimento presenti nel nostro Paese.


Che cosa ha fatto scattare questa esigenza? La crisi del mercato immobiliare, che non era dovuta a una mancanza di opportunità, ma dalla mancanza di clienti. In qualità di presidente anche di Anama, Associazione nazionale agenti e mediatori d’affari aderente alla Confesercenti, sono stato sollecitato da un gruppo di importanti operatori a trovare nuove opportunità per uscire da questa impasse. Ci siamo confrontati con un’associazione omologa all’Ira, la Rgr di Mosca, che raccoglie 100mila agenti immobiliari iscritti, e abbiamo capito che la Russia era un bacino potenziale di clienti, da guardare con occhio rinnovato e attento. Il russo non è più un acquirente al quale spuntare un prezzo alto, ma un cliente attento, calcolatore, con elevate qualità imprenditoriali. E che vede l’Italia come una seconda patria, in cui cercare una casa dove stabilirsi a lungo termine.

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E che cosa cerca il cliente russo in Italia? C’è chi ha disponibilità economica e vuole case e ville di pregio, possibilmente sul mare o sui laghi, con quell’appeal particolare proprio dello stile italiano. C’è poi chi cerca attività ricettive e strutture alberghiere da acquistare a ottimi prezzi: hotel e B&B, non da gestire direttamente, ma da comprare in modo da garantirsi una rendita legata a un’attività produttiva nei luoghi più belli d’Italia. Infine, ci sono gli investitori interessati a operazioni di sviluppo imprenditoriale. L’Italia offre molte opportunità, ma mancano i soldi: ecco che i russi possono diventare i partner giusti per trovare nuovi capitali, soprattutto nei settori della logistica, del commercio e nei centri direzionali. Quale consiglio dà a chi desidera vendere ed entrare in contatto con il mercato russo? Direi di rivolgersi all’Italian Russian Association, ovvio. A parte gli scherzi, vorrei che fosse chiaro che Internet è un gran mezzo, ma non è sufficiente per ottenere credibilità e crearsi i giusti contatti. L’operatore russo è un cliente diffidente, che odia l’imprecisione e le cosiddette situazioni «all’italiana», e ha bisogno di relazionarsi con persone affidabili. Vuole sapere quanto costa il bene che sta acquistando, quali tasse dovrà pagare, a quali impegni va incontro, quale redditività deve aspettarsi. L’approccio deve essere quindi trasparente, preciso e molto diretto. Noi dell’Ira diamo la possibilità di costruire questo tipo di contatti.

La nuova USB Protector è caratterizzata da una nuova composizione di materie prime che garantiscono al cliente una membrana ad alta traspirazione di elevatissima qualità e di lunga durata sotto ogni tipo di copertura. I due strati esterni sono composti da tessuti speciali in POLIESTERE (PET) a protezione del film in poliuretano resistant (PUR); per migliorare le prestazioni di: tenuta meccanica, resistenza alle alte temperature, resistenza ai raggi UV e invecchiamento.

Qual è la sua previsione per il 2014? Sono anni che sentiamo dire che la fine della crisi è vicina. Pare ora che i cultori delle statistiche indichino che in Italia l’anno della svolta sarà il 2015. Ma intanto il resto d’Europa si muove: Monaco è una città in effervescenza, con un mercato immobiliare in grande sviluppo, dove si vendono case su progetto e si fanno grandi interventi edilizi. La Francia riesce a difendersi abbastanza bene, la Spagna sta gestendo una situazione che sembrava impossibile da affrontare. Veniamo ora all’Italia: stiamo vivendo da sei-sette anni un momento di forte crisi, uno dei più lunghi che l’Italia abbia mai conosciuto. L’unica cosa che resta da fare è tenere le posizioni e cercare di non disperdere il nostro patrimonio, in attesa di una ripresa del mercato. Che questa volta sarà sicuramente calmierato a livello di prezzi e adeguato alle nuove normative in termini di efficienza energetica e comfort degli immobili. Il suo obiettivo? Rafforzare il peso dell’Italia all’interno della Federazione Russa. Il mio sogno è veder tornare nel nostro Paese lo sviluppo che attualmente sta alimentando e facendo crescere la Russia.

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Architettura

Il volo disordinato di Mosca Strati e stili che si sovrappongono. Qualità di vita più bassa. Ma per le imprese italiane si aprono molte opportunità di collaborazione di Paolo Zuliani

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enezia è incapace di accogliere nuove proposte progettuali. Mosca, al contrario, negli ultimi anni ne ha accettate quante più possibile. Insomma, a chi troppo e a chi niente. Sia che si tratti di anoressia o di bulimia progettuale, è evidente che l’architettura veneziana e quella moscovita dimostrano preoccupanti disfunzioni. Si è aperto su queste riflessioni avanzate da Aldo Norsa, professore ordinario di tecnologia dell’architettura all’Università Iuav di Venezia, il seminario Mosca e la qualità dell’Architettura tenuto a Palazzo Badoer, Venezia, lo scorso dicembre. Amerigo Restucci, rettore dell’ateneo veneziano, ha tracciato i contorni di un’esterofilia russa che, come nel caso degli italiani Carlo Rossi e Giacomo Quarenghi (in particolare a San Pietroburgo) tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, ha dimostrato di essere una ricerca della qualità. «Ma oggi Mosca, a causa della crescita vertiginosa cui è soggetta, si scontra con forti problemi di qualità della vita», ha spiegato Evgeniya Murinets,

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vicedirettrice del Dipartimento di Architettura (Comitato per l’Architettura e l’Urbanistica della città di Mosca), che ha descritto gli strumenti e le norme che regolano la qualità dell’architettura e dello spazio urbano della capitale russa. Una metropoli che, dal punto di vista architettonico, attraversa una fase delicata. Irina Korobina, direttrice del Museo Statale di Architettura Schusev, partendo dalla descrizione dei primi masterplan che hanno riguardato la città, ha evidenziato il peggioramento seguìto alla ripresa economica: «Le posizioni centrali sono divenute più attraenti e hanno spinto la demolizione di edifici storici e a puntare sulle soprelevazioni». Risultato: a Mosca si sono verificati fenomeni di gentrificazione (i cambiamenti fisici e sociali di un quartiere) e di appropriamento di luoghi che in precedenza erano pubblici. Contrastopoli Il contrasto più evidente prodotto da questo processo è stata la mancanza di

qualità dei dettagli, un’inadeguatezza che, secondo l’architetto russo Sergei Tchoban, «si rivela soprattutto a chi vive la città da pedone». Secondo Tchoban, è necessaria una progettazione multiculturale che possa avanzare soluzioni differenti in modo che anche le grandi iniziative immobiliari godano della ricchezza tipica di una città spontanea. Piace la flessibilità La complessità del contesto è stato il filo rosso che ha legato la discussione. Alessandro De Magistris, docente al Dipartimento Di Architettura E Studi Urbani del Politecnico di Milano, individua due grandi opportunità per i professionisti italiani: «La realizzazione di nuovi modelli di piano e la trasformazione dei grandi ex complessi industriali». E per Paolo Desideri, architetto e docente all’Università di Roma Tre, «l’architettura italiana è stata storicamente apprezzata per la creatività nel problem solving e ha molto da offrire quando si tratta di cogliere le difficoltà e il senso dello


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spazio». Proprio la connessione tra elemento architettonico e contesto è stato il punto focale della riflessione di Emanuele Bortolotti, progettista del paesaggio e fondatore della AG&P. Secondo lui, questo approccio flessibile si sposa bene con la cultura russa, caratterizzata da un profondo rapporto con l’ambiente e dalla necessità di dare identità e colore a un’architettura spesso impersonale.

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Attenti ai restauri Umberto Zanetti, fondatore dello studio Zda, ha aggiunto come grazie a un progetto di dacie prefabbricate in Italia e ricostruite in Russia l’innovazione possa ridurre significativamente i tempi di costruzione e limitare i costi a circa un terzo rispetto alla costruzione in loco, con notevoli benefici sia per i proponenti che per gli acquirenti. Mentre Elisabetta Fabbri, esperta in conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, ha ammonito sulle facili incomprensioni che le attività di restauro, concetto solo recentemente diffuso in Russia, equivoci che possono nascere durante le collaborazioni internazionali. Infine, Renzo Dubbini, direttore del Dipartimento di Architettura costruzione conservazione dello Iuav, ha posto l’accento sull’esuberanza che trionfa nel contesto moscovita, nonché sulla necessità di individuare un linguaggio che sia di fondamento per lo sviluppo di valori comuni cui la città deve essere la rappresentazione.

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Ci vuole un amico per la (terza) pelle In Italia oltre 11 milioni di case sono di classe G. In pratica, calde d’estate e fredde d’inverno, perché costruite con materiali che non mantengono la temperatura. Ma bonus e incentivi spingono gli italiani a cambiare e a «mettersi il cappotto»

di Federico Della Puppa

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uando è freddo, si sa, ci mettiamo il cappotto. Dobbiamo difenderci dalle basse temperature e per farlo utilizziamo un sistema che da secoli ci garantisce di mantenere il calore prodotto dal nostro corpo e di non disperderlo. Alcuni prodotti, naturali o artificiali, aiutano a farlo meglio, dalla lana al pile. Ed è un cosa che riteniamo assolutamente normale. Di fronte al caldo, invece, tendiamo ovviamente a svestirci. Ma chi è stato nel deserto sa che è meglio ripararsi coprendosi con alcuni strati di lana, come ci insegnano i beduini. Sia per difendersi dal caldo, sia per sopportare le escursioni termiche tra il giorno e la notte. Insomma, la miglior difesa dalle temperature esterne per i nostri corpi è comunque mettere una barriera tra noi e l’esterno. La lana, per esempio, è un ottimo isolante termico e permette di mantenere la temperatura corporea. I vestiti sono una seconda pelle, barriere termiche agli eventi atmosferici. E li cambiamo durante le stagioni in ragione delle nostre esigenze.

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Doccia scozzese D’estate i muri delle nostre case si scaldano durante il giorno al punto che di notte, quando scende il fresco, rilasciano il calore ancora per ore, con una inerzia termica che rappresenta uno dei maggiori punti deboli di questi materiali. Ma fino a qualche tempo fa di questi problemi non ce ne occupavano, perché nessuno se ne ne accorgeva e, soprattutto, perché grazie all’energia si poteva compensare le esigenze di riscaldamento e raffrescamento interno. Ma il costo dell’energia, l’esigenza di ridurre la produzione di Co2, la nuova

speciale efficienza e sostenibilità

Solida o funzionale? La nostra terza pelle è la casa, dove abitiamo e dove svolgiamo molte delle nostre attività, alcune fondamentali per la nostra salute, come dormire. Come per la nostra seconda pelle, anch’essa è un elemento che separa dall’esterno, che ripara dal caldo, dal freddo, dalle avversità atmosferiche. Ma rispetto ai vestiti, alla funzionalità della loro struttura, la terza pelle la vogliamo, o siamo abituati a volerla, in primo luogo solida. Muri di pietra, di cemento, di mattoni, di laterizio, di acciaio e vetro. Eppure siamo sicuri che sia la solidità il primo elemento da valutare? Certo, una casa deve essere solida, strutturalmente ben costruita, con materiali robusti e destinati a durare nel tempo. Ma l’idea che i muri delle nostre abitazioni siano costruiti secondo criteri di solidità fa perdere, ci ha fatto perdere nel tempo, il senso della loro seconda (ma forse a tutti gli effetti la prima) funzionalità: l’isolamento dall’esterno. Abbiamo case solide, costruite con materiali solidi, che tuttavia si rivelano come i più forti nemici del nostro isolamento termico, perché sono perfetti, e in alcuni casi incredibili, ponti termici. Invece di difendere dal freddo e dal caldo, espongono alle loro variazioni. Abbiamo pilastri in calcestruzzo armato, tamponature in laterizio, muri di forati o di mattoni pieni, travi e solai in cemento armato. Tutto solidissimo. Ma l’effetto di questa solidità è che questi muri e pareti sono perfette per trasferire d’inverno il freddo dall’esterno all’interno delle nostre case, e d’estate importare il caldo dall’esterno all’interno delle nostre case. E poi sono degli ottimi sistemi di trattenuta del caldo e del freddo.

Un misuratore di dispersione termica

classificazione degli edifici e le norme sulla certificazione di prestazione energetica, obbligatoria oggi per qualsiasi compravendita o contratto di affitto e domani per tutte le abitazioni, ha di fatto iniziato a modificare l’approccio e, di conseguenza, il mercato. Che grazie agli incentivi del governo, prorogati per tutto il 2014 (e per i condomini fino a giugno 2015), oggi inizia a essere più interessato a intervenire sull’involucro, come primo e più importante intervento di riqualificazione energetica delle nostre abitazioni. E quindi se fino a qualche tempo fa il «cappotto», ovvero l’isolamento termico delle abitazioni, era una pratica utilizzata soprattutto nella nuova costruzione e per lo più in pochi casi legati a nuove tipologie edilizie e prestazionali, oggi il recupero e le ristrutturazioni in senso energetico degli edifici rappresentano un grande bacino e un mercato in espansione per i prodotti legati al cappotto e al sistema tecnologico che lo supporta, dai sistemi di fissaggio a quelli di finitura, agli stessi prodotti isolanti con i quali sono realizzate le superfici. Isolati e contenti Secondo recenti dati, il mercato dell’isolamento termico negli ultimi cinque anni è cresciuto di oltre il 35% e oggi il mercato italiano dei cappotti è il terzo europeo, dopo Germania e Polonia. I dati più recenti parlano di circa 17 milioni di mq di pareti isolate sull’intero territorio nazionale,

mentre in Germania, primo mercato europeo, si parla di circa 43 milioni e in Polonia circa 35 milioni di mq. Il quarto mercato europeo è quello austriaco, con circa 10 milioni di mq. Il totale del mercato europeo, valutato da Cortexa, il consorzio italiano per la cultura del Sistema a Cappotto, che unisce sotto lo stesso marchio le più grandi aziende del settore, è di circa 165 milioni di mq, ma uno studio recente di IAL Consultants stima che al 2017 il mercato europeo salirà a 213 milioni di mq, per un valore complessivo di mercato superiore a 10,6 miliardi di euro. Sempre secondo Cortexa, calcolando un costo pari a circa 40 euro per mq installato, il mercato del cappotto oggi in Italia vale circa 700 milioni di euro, ma le prospettive sono di una crescita nei prossimi anni con un trend del 2-3% annuo. Il perché del successo del sistema a cappotto nelle ristrutturazioni è evidente se si considera da un lato che le dispersioni energetiche di una casa dipendono al 40% dal tetto, al 30% dalle pareti, al 20% dagli infissi e al 10% dagli impianti. Un intervento di isolamento termico a cappotto ha un costo che, se integrato da un intervento adeguato al tetto, permette di abbattere immediatamente la bolletta energetica del 70%. Inoltre, il costo complessivo, grazie agli incentivi fiscali, consente di recuperare l’investimento in circa otto anni. Se si aggiungono interventi strutturali anche sugli infissi, il risparmio energetico associato agli gennaio 2014 - youtrade - 37


speciale efficienza e sostenibilità incentivi fiscali consente di recuperare l’investimento in massimo dieci anni. Isolare una casa, come insegnano i mercati più avanzati in questo settore, ovvero quelli del Nord Europa e in particolare quello tedesco, è il primo e più importante intervento non solo per ridurre le spese di gestione, ma anche per contribuire efficacemente alla riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera. Va ricordato, infatti, che il sistema residenziale è la causa del 40% delle emissioni inquinanti nelle nostre città. Se consideriamo che, secondo stime realizzate dal consorzio Cortexa e basate su dati Istat, in Italia oggi sono presenti 11,5 milioni di alloggi in classe G, che consumano 17 miliardi di metri cubi di gas, il solo intervento di isolamento a cappotto su questi edifici permetterebbe un risparmio annuo teorico di 7 miliardi di metri cubi di metano, che l’Italia acquista dall’estero. Si tratterebbe di un investimento che consentirebbe una drastica riduzione della bolletta energetica italiana. Bonus e malus Gli ecobonus vanno dunque nella direzione giusta e la ricerca tecnologica spinge oggi su prodotti altamente performanti e di facile applicazione, secondo schemi e modalità che prevedono sistemi di intervento. E questo forse è il punto più debole della questione. Quante imprese, infatti, oggi sanno scegliere e applicare adeguatamente un sistema di isolamento a cappotto, scegliendo 38 - youtrade - gennaio 2014

fornitori, prodotti, sistemi di fissaggio e finiture, comprese la colle e gli intonaci? È un mercato che non prevede improvvisazione, che punta sulla qualificazione dei produttori, oggi riuniti nel consorzio Cortexa, ma anche degli installatori e delle imprese di posa in opera. Perché nel sistema a cappotto, più che in altri settori, è fondamentale la filiera organizzata, dalle soluzione tecniche e progettuali, alla scelta degli spessori e dei materiali, alla posa in opera, alle finiture, alle garanzie nel tempo di durabilità. La

vera sfida per il sistema dell’edilizia del futuro è nella organizzazione del processo produttivo a supporto della risoluzione dei problemi e alla ricerca delle migliori soluzione tecnologiche e di intervento che possano garantire la massima efficienza e funzionalità delle abitazioni, coniugando il tutto con la massima efficacia degli operatori nell’organizzare tempi, modi e costi di intervento. Una notizia positiva, per il mercato dell’isolamento termico, è che secondo l’Istat le spese di gestione troppo alte sono il principale problema relativo alla casa per il 63% delle famiglie italiane e che, stando ai dati sulle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni, le famiglie italiane sono disposte a investire per migliorare il proprio patrimonio abitativo e il benessere. La terza pelle inizia a essere guardata in modo più attento dalle famiglie, anche se i tempi della crisi economica e la scarsa fiducia hanno rallentato gli investimenti in questi ultimi anni. Ma il recupero e l’efficientamento energetico sono i principali mercati di sviluppo del futuro per l’edilizia e l’isolamento termico è uno dei tasselli fondamentali delle politiche di intervento, non solo energetiche ma anche di incremento del comfort abitativo. L’Italia è un ottimo mercato potenziale. Sta dunque alla filiera organizzarsi per cogliere con successo queste opportunità.


Soluzioni per l’involucro

Hi-Tech Oriented Wienerberger offre una gamma completa di soluzioni per soddisfare qualsiasi esigenza costruttiva. Le soluzioni Wienerberger garantiscono una straordinaria inerzia termica e assicurano performance energetiche adatte anche per la progettazione di Edifici a Energia quasi Zero (NZEB). Creati nel rispetto dei principi della bioedilizia, le soluzioni Wienerberger nascono da materie prime naturali e assicurano prestazioni tecnologiche altamente innovative.

Porotherm PLANA+ involucro esterno

Porotherm BIO PLAN divisori interni

Porotherm BIO PLAN involucro esterno


speciale efficienza e sostenibilità

Rassegna a cura di VERONICA MONACO

1 3 2 Studiato direttamente dai laboratori di ricerca Adesital, Adetherm Extra 35 è indicato per il fissaggio e la finitura dei pannelli isolanti. Grazie alle speciali resine e agli inerti contenuti nella sua formulazione, con la sola aggiunta di acqua, è possibile ottenere un adesivo tissiotropico e un rasante flessibile ed elastico. Il rasante, da applicare sul cappotto prima del rivestimento decorativo finale, contribuisce a sviluppare continuità tra i vari strati del sistema per una migliore resa isolante.

Celenit amplia la propria gamma di prodotti con nuove soluzioni per l’isolamento dell’involucro: in particolare Celenit F2/C e L2/C sono pensati per l’isolamento a cappotto esterno, mentre Celenit F2 e L2 sono adatti all’isolamento di coperture leggere. I pannelli in lana di legno mineralizzata e legata cemento Portland, abbinata a materiali isolanti come fibra di legno o lana di roccia, offrono elevate prestazioni di isolamento termico e acustico.

Presentato al Klimahouse 2014, Adconair è il nuovo sistema per la ventilazione controllata degli edifici messo a punto da Menerga. Realizzato secondo le più recenti normative europee in materia di risparmio energetico, Adconair presenta uno scambiatore in controcorrente “esagonale asimmetrico” in polipropilene, che massimizza il grado di recupero di calore fino al 94% (certificato Passivhaus) e riduce le perdite di carico rientrando nella massima classe di efficienza H1.

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4 AERcoppo di AERtetto favorisce la ventilazione del tetto secondo la norma UNI 9460/2008, con vantaggi in termini di consumo energetico dovuto al raffrescamento e di salubrità. L’intercapedine di 560 cm2/m offerta dal sistema permette l’instaurarsi di moti convettivi che assicurano d’estate un abbassamento delle temperature nei vani sottostanti e d’inverno mantengono asciutto il manto, evitando l’effetto condensa e la creazione di muffe. Installato su impianti fotovoltaici, AERcoppo minimizza le perdite di resa dovute al surriscaldamento.

Le porte ADS 90 SI rappresentano la massima espressione della tecnologia Schüco per serramenti ad alto potere isolante. Con sezioni isolanti più ampie, una guarnizione centrale perimetrale e uno speciale isolamento della sede del vetro, ADS 90 SI raggiunge prestazioni pari a Uf 1,4 W/m²K e Ud < 1,0 W/m²K quando si utilizzano tripli vetri o ante a sormonto. Il design della porta è personalizzabile in numerose varianti dal look moderno, senza rinunciare alle prestazioni e alla sicurezza.

Progettato con una robusta pellicola metallizzata a base polimerica, il filtro solare per esterni XTRM Silver 20X di Foster T&C combina durabilità ed efficienza. Le sua capacità in termini di filtro dei raggi UV (fino al 99%) e di riduzione del calore e dell’abbaglio, consentono di evitare il ricorso all’aria condizionata all’interno degli ambienti.

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11 Design Builder effettua servizi di consulenza avvalendosi di un innovativo sistema di simulazione energetica in regime dinamico e fluidodinamico CFD, in grado di fornire dati 3D accuratissimi su tutti i parametri fisici dell’edificio per l’intero anno, in tempo reale. Modelli meteorologici ricreano contesti realistici e consentono di simulare condizioni critiche e prolungate nel tempo e fasi di start-up.

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Premiato di recente come prodotto innovativo al Klimahouse Trend 2013 (Categoria “integrazione energia-architettura), Ghost di Alpewa ed Energie Integrate è un collettore per impianto solare termico invisibile, in grado di lasciare inalterata l’estetica dell’edificio. Può essere installato su coperture metalliche quali aggraffata, grecata, pannelli sandwich, profili a scatto, e su pareti verticali. Prodotto su misura secondo le esigenze progettuali, sia dritto che curvo.

12 I pannelli in fibra di legno Guttatermic Bio di Gutta sono studiati per l’isolamento termico e acustico di tetti, solai, pareti e pavimenti, sia in nuove costruzioni che in edifici da ristrutturare. Fabbricato con processo a secco, Guttatermic Bio è disponibile anche in alti spessori: questo evita la necessità di accoppiamento di vari pannelli per ottenere alti isolamenti. Inoxwind fa respirare la casa naturalmente. Sviluppato da Industrie Cotto Possagno questo sistema permette di ottenere un tetto aerato, sia con l’utilizzo di coppi che di tegole. La struttura di sostegno, ancoraggio e ventilazione del colmo è composta da barre in acciaio inox AISI 430 lunghe 2 metri resistenti sia alle sollecitazioni meccaniche che alla corrosione, munite di bandelle laterali in alluminio munite di adesivo butilico.

Nato dalla partnership con Connet, Conergy presenta il nuovo sistema di monitoraggio Smart Meter MPTA per impianti fotovoltaici industriali, progettato per misurare, profilare e trasmettere le grandezze elettriche. Non necessita dell’interconnessione tra i vari moduli poiché ogni unità può effettuare singolarmente le funzioni richieste.

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Lecablocco Bioclima Zero 18p è il nuovo elemento Anpel pre-accoppiato della famiglia Bioclima Zero, idoneo alla realizzazione di pareti perimetrali esterne e verso ambienti non riscaldati. È costituito da una parte interna in calcestruzzo di argilla espansa Leca di 24,5 cm, un pannello isolante in polistirene espanso con grafite di 13,5 cm e una parte esterna a protezione del pannello isolante di 6 cm. Trasmittanza termica U di 0,18 W/m2K con intonaci tradizionali su ambo i lati.

Nethix WE500 è un sistema evoluto e completo per il telecontrollo, il monitoraggio e la gestione via GSM di qualsiasi tipo di impianto. Composto da un modem, un datalogger ed un web-server, Nethix WE500 permette di gestire direttamente dal proprio smartphone, tablet o PC non solo l’attivazione a distanza degli impianti sorvegliati, ma anche di tenerne monitorati i parametri di funzionamento, e ottimizzarne l’utilizzo e la manutenzione.

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13 lima, ha ale rtner CasaC Silvelox, pa rlap, una porta sezion a o ve O fin a to ic ta et rm te og pr trasmittanza ico ottenuto rm con valore di ²K (valore te e luce). /m U=1,00 W sa oltr po n co a ultisu porta ciec a il pannello in legno M a em zz st ili si ut e Overlap original presenta un ssita delle guide ecowood e ce che non ne o interno. d’aper tura, za l’ingombr a gamma ez m di e o pi m ’a a soffitt un in sponibile Overlap è di iture. fin di modelli e

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speciale efficienza e sostenibilità

17 16 Heliatek in collaborazione con Reckli ha messo a punto una nuova soluzione in grado di sfruttare i tamponamenti verticali per la produzione di energia. Questa nuova tecnologia, chiamata BIPV (Building Integrated Photovoltaic), prevede l’applicazione, già in fase di getto del calcestruzzo, di una patina fotovoltaica, realizzata utilizzando per il 99% la plastica PET. La patina fotovoltaica, del peso di soli 0,5 kg/mq, è caratterizzata da un’elevata resistenza al calore (fino a +80°C senza necessità di ventilazione), un rendimento superiore del 20% ai pannelli tradizionali, ed è disponibile in diverse varianti di colore. Il prodotto arriverà sul mercato entro il 2015.

Sviluppato in collaborazione con CertiMaC, Perlitech Termico è il sistema in blocchi rettificato a base di cemento-perlite espansa, che permette una perfetta posa a colla, migliorando del 20% le prestazioni della muratura. La sperimentazione ha portato allo sviluppo di soluzioni migliorative, con lo studio di impasti a base cemento-perlite a prestazioni incrementate e blocchi con layout innovativo per un’ottimale sinergia tra resistenza termica e meccanica.

ione nella produz a, ecializzata ic m sp , ra fe ce tu in S e muratura La Barberi si in ar o ul gr m te in cu ac in grado di di stufe ad i ottimizzate energia rinnovabile. on zi lu so nti di realizza tre lari o altre fo da gas e al a pannelli so rende così autonoma un notevole o La casa si consentend ile. Oltre a ib tradizionali, fonti fossili ll’acquisto del combust ono essere su ss io po e rm uf pa st ris le i ambienti, ne di acqua riscaldare gl pianto per la produzio sanitaria. m a l’i ld al ca collegate

18 Rewall è uno speciale pannello accoppiato ad elevato potere termoacustico, composto da cartongesso, gomma ad alta densità e fibra di poliestere. Prodotto da Isolgomma, è ideale per applicazioni su pareti esistenti dove sia richiesto un intervento di restauro o risanamento acustico, senza la necessità di effettuare opere di demolizione o impiego di strutture metalliche. Di facile installazione, Rewall utilizza più del 92% di materiali rigenerati e riciclati.

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19 Per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, Riello presenta In Condens Solar, gruppo termico premiscelato a condensazione da incasso, abbinabile ad impianti solari. Ideale per spazi ridotti, In Condens Solar è in grado di adeguarsi automaticamente alle condizioni climatiche, garantendo la temperatura ambiente ideale ed evitando inutili sprechi. Ibrida invece la soluzione Riello In-Hybrid, che integra più vettori energetici, utilizzabili contemporaneamente o alternativamente: in particolare il sistema si compone di pompa di calore inverter monoblocco ad alto rendimento, bollitore solare inox e caldaia a condensazione.

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20 Costituito da materiali ecologicamente e biologicamente innocui, Multipor di Ytong è un pannello isolante non fibroso realizzato esclusivamente a base minerale, ideale per la realizzazione di sistemi di isolamento a cappotto, isolamento interno, isolamento di solai freddi (garage interrati, cantine e portici), isolamento di tetti e correzione dei ponti termici. Certificato ETA-05/0093 e nature plus. Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD).

22 Il Sistema Tetto in fibre naturali Ecopanel di FBM è costituito da un pannello isolante in lana di roccia non rivestito a doppia densità e ad elevata resistenza a compressione. Questo sistema, particolarmente indicato nel caso di coperture inclinate (a falde) per tetti ventilati, è in grado di apportare un significativo incremento delle prestazioni acustiche e di comfort termico, sia estivo che invernale.


Il sistema termoisolante sottotegola

Il sistema termoisolante per facciate ventilate

ISOTEC: IL SISTEMA PER LA COIBENTAZIONE TOTALE

DELL’EDIFICIO E LA MASSIMA EFFICIENZA ENERGETICA. ISOTEC: finalmente un sistema per lisolamento completo delledificio. Declinato nella versione ISOTEC standard o XL per lisolamento sottotegola e Isotec Parete specifico per facciate ventilate, il Sistema assicura elevati rendimenti di isolamento termico e, grazie alla ventilazione, contribuisce a creare un ambiente pi salubre e confortevole in tutte le stagioni dellanno. In inverno il Sistema Isotec limita drasticamente la dispersione del calore, in estate contiene invece linnalzamento della temperatura, consentendo la ventilazione sotto linvolucro esterno soggetto a surriscaldamento.

www.brianzaplastica.it

I vantaggi di questa soluzione sono molteplici sia in fase di costruzione che di ristrutturazione: leggerezza, maneggevolezza, pedonabilit in quota, semplicit di applicazione e flessibilit di utilizzo: Isotec, sia nella sua versione tetto che parete,  abbinabile a tutte le tipologie di tegole e rivestimenti. Isotec ed Isotec Parete sono classificati secondo i criteri dello standard LEED, in grado quindi di apportare crediti per il raggiungimento della certificazione finale del manufatto edilizio, a riprova del costante impegno di Brianza Plastica nel costruire in qualit.

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speciale efficienza e sostenibilità

23 I portoni Breda Sistemi Industriali sono composti da pannelli Secur-Pan da 42 mm di spessore, distribuiti su tutta la superficie che, oltre ad assicurare una ottimale resistenza strutturale, garantiscono un’efficace coibentazione termica, migliorando l’isolamento termico della casa. Breda ha inoltre lanciato recentemente sul mercato la nuova speciale finitura Simil Legno Perfect Touch, che dona alla superficie un effetto legno naturale, con un leggero rilievo percepibile al tatto.

26 nte con coefficie a di finestre ,58 W/m2 K, in m m ga a un 0 fino a Fakro offre ssivi. Nel 1,3 W/m2K termico da requisiti degli edifici pa doppio con i i FTT, il conformità ermoisolant za estre super-t efficiente di trasmittan fin lle de so è , co ca n ²K co /m a W er ocam pure 0,3 o triplo vetr ,5 W/m²K op ’anta di innovativa 0 = o tr ve n un FTT U un telaio co in legno di collocato in e che presenta profili o i ponti on minim progettazi r ridurre al la aggiorato, pe Attualmente spessore m entare l’isolamento. AT VEH do or m cc termici ed au , dotata di apposito ra del mercato. ti U8 finestra FTT i modelli più performan a Thermo, è tr

Pratica e naturale, l’argilla espansa Leca TermoPiù di Laterlite presenta un basso coefficiente di conducibilità termica λ (certificato 0,09 W/mK) e un’elevata resistenza alla compressione (fino a 650 kN/m²). Leca TermoPiù rappresenta un’efficace barriera alla risalita di umidità per sottofondi e vespai isolati contro terra e assicura trasmittanze termiche U inferiori ai limite di legge. Certificato Anab-Icea per applicazioni in bioedilizia.

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24 EcoDesigner è la soluzione integrata di ArchiCAD 17 che sfrutta il motore di calcolo VIPcore della StruSoft, per valutazioni energetiche automatiche e dinamiche fin dalle prime fasi progettuali. Architetti e progettisti possono ottenere risultati ancora più accurati basati su una tecnologia conforme agli standard e che supporta blocchi termici multipli. I dati delle caratteristiche prestazionali dei materiali, nonché i risultati dei calcoli possono essere facilmente condivisi in diversi formati.

25 Isotec Linea è il sistema di isolamento termico di Brianza Plastica per coperture e facciate non ventilate, rivestite con materiali metallici o altro genere di lastre a secco. Realizzato in poliuretano espanso rigido, il pannello presenta su entrambe le superfici un rivestimento in alluminio goffrato e un profilo metallico in Aluzinc integrato e perforato. In sequenza di posa, i pannelli realizzano un impalcato portante, continuo, termoisolante, impermeabile alle infiltrazioni accidentali. Conduttività termica: 0,023 W/(mK).

27 Le stufe-caminetto ad accumulo termico Tulikivi sono realizzate esclusivamente in pietra ollare. Tra le novità 2013, gli scambiatori di calore Green W10 che, inseriti nella massa di accumulo, permettono di trasferire una parte del calore dalla stufa anche all’impianto del riscaldamento centralizzato o al sistema di produzione di acqua calda. In Italia le stufe Tulikivi sono distribuite in esclusiva da Eurotrias, con sede a Bolzano.

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28 Celewind è il pannello accoppiato di Cabox composto da due strati di materiale isolante in lana di legno di abete rosso, mineralizzata e legata con cemento Portland, e uno strato intermedio in EPS Isoform o EPS con grafite Lambdapor. Celewind è adatto per la coibentazione e la ventilazione delle coperture grazie alle sue elevate prestazioni di isolamento termico, acustico ed inerzia termica. Il panello presenta il marchio ANAB-ICEA per l’ecobiocompatibilità dei materiali e del processo produttivo.


Novità 2014, Optiwin presenta una nuova gamma di serramenti ad altissima efficienza energetica. La serie si compone di quattro serramenti pensati per case passive, tutti certificati in classe A dal Passivhaus Institut di Darmstadt: la finestra senza telaio Purista, la finestra in legno e alluminio Resista, la finestra in legno LiGnuma e l’alzante scorrevole Motura. I serramenti sono dotati di quattro guarnizioni che corrono su tutto il perimetro, e consentono di ottenere un’ottima permeabilità all’aria e conseguenti eccellenti livelli di isolamento acustico, un miglior comfort ed un’elevata efficienza energetica.

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31 Stratigrafia del sistema 1. Muratura 2. Pannello termoisolante POLICAPTHERM incollato con COATBOND 3. Tassello 4. Rasatura - COATBOND e RETINVETRO PER RASANTI 5. Rasatura - COATBOND 6. Finitura - DECORPLAST

Il sistema a cappotto CapTherm di Index permette di coibentare gli edifici, migliorando il comfort abitativo, eliminando i ponti termici, e la salubrità degli ambienti, evitando la formazione di condensa e di muffa. I muri svolgono la funzione di volano termico, accumulando calore e cedendolo lentamente: questo consente di ridurre l’utilizzo dell’impianto di riscaldamento e le emissioni inquinanti. CapTherm migliora inoltre l’inerzia termica dell’edificio anche nella stagione calda.

32 SanMarco – Terreal Italia ha messo a punto Vivo, un’esclusiva linea di mattoni “tipo a mano” per faccia a vista, in grado di esaltare i naturali riflessi dell’argilla. I mattoni Vivo, grazie alla loro inerzia termica, garantiscono in modo naturale il massimo comfort abitativo, sia d’inverno sia d’estate, proteggendo gli ambienti dal calore durante il giorno per distribuirlo durante la notte.

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Wingum Plus H2o Reflex di Winkler Chimica è la nuova membrana liquida elastomerica ad alta riflettività solare, idonea per la protezione e l’impermeabilizzazione di coperture edili, anche piane. Questo prodotto risulta efficace per migliorare i ponti termici e abbassare notevolmente il calore irradiato dal sole, con un conseguente risparmio di energia per il condizionamento dei fabbricati e un incremento energetico dei pannelli solari e fotovoltaici.

Specializzata da circa quindici anni nel settore illuminotecnico, Amlux presenta il suo nuovo prodotto di punta, il tubo led LT8. Caratterizzato da centinaia di Led ad alta qualità e da PFC integrato, LT8 riduce i costi d’impianto. aumentando durabilità ed efficienza.

36 Contenente solo materie prime di origine rigorosamente naturale e minerali riciclati, Biocalce Termointonaco di Kerakoll è ideale nella bioedilizia e nel restauro storico. Studiato per ridurre le dispersioni di calore delle murature, Biocalce Termointonaco risolve le problematiche di degrado legate ai ponti termici e muffe indotte dall’umidità di condensa, garantendo la salubrità dell’ambiente e un ideale comfort abitativo.

o a bassissim te riciclato, te en an am m et or rf pl Com bientale, pe è JUST impatto am bile: questo za iz til riu e odotto t, il primo pr et di e n la an GreenP Pl a linea Green dell’innovativ ant per l’isolamento lm so i-I lle partizioni Tecnasfalt acustico de a divisorie ed o ic rm te si perimetrali verticali, sia ità immobiliari. Il suo un e tra divers rantisce al apedine ga amento rc te in in o utilizz ato isol rete un elev rmoacustico. sistema pa te

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Loex mette a disposizione sul suo sito uno strumento in grado di guidare l’operatore nella scelta dell’isolante più adatto per i diversi tipi di sistemi radianti a pavimento. Un semaforo indicherà l’efficienza raggiunta dall’impianto e eventuali suggerimenti migliorativi.

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Membrana liquida fibrata in emulsione acquosa, di colore bianco, Polysint Sun Reflect di Polyglass crea una barriera ad alta riflettanza ai raggi U.V. (83%), abbassando la temperatura d’esercizio dell’intera stratigrafia, proteggendo il pacchetto isolante e garantendo così un miglior risparmio energetico. Indice di riflettanza solare (SRI) 105, che dà accesso ai crediti LEED per la riduzione dell’effetto isola di calore.

Isolcupolex di Pontarolo Engineering è un vespaio aerato con coibentazione incorporata che, oltre ad evitare la risalita di umidità e del radon, isola le fondazioni, assicurando un miglioramento delle prestazioni termiche. Il sistema si compone di una struttura autoportante (IsolCupole), su cui vengono posati elementi Isolanti in EPS sagomati per coibentare il pavimento superiore, ed elementi che permettono di isolare le pareti laterali dei pilastrini (IsolPiedi) e la base (SottoPiede).

38 Isolcap Light di Edilteco è una malta termoisolante premiscelata super leggera, composta da leganti idraulici selezionati predosati, perle vergini di polistirene espanso ad elevato potere termoisolante additivate con E.I.A.. Indicato per getti di alleggerimento e riempimento, può essere applicato anche su piani orizzontali, inclinati e nelle intercapedini.

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41 Il sistema di rivestimento a cappotto brevettato da SA.M.E. prevede l’uso di isolanti riflettenti che fungono da barriera totale, evitando la formazione della condensa. L’isolante è areato, mantiene inalterato nel tempo il suo potere coibente e può essere rifinito con qualunque tipo di materiale. Il cappotto si installa senza colle e adesivi, attraverso serie parallele di montanti sagomati a pettine in materiale riciclato, al cui interno vengono alloggiati uno o più strati di isolante riflettente.

42 Capo-ton è il cappotto di ton-gruppe realizzato in canapa Canaton, intonacato con calce idraulica naturale, capace di unire ecosostenibilità e alte prestazioni energetiche. Grazie alle proprietà termoisolanti (λ=0,040 W/ mK) e fonoisolanti, il cappotto Capoton rappresenta un’adeguata soluzione per proteggere la propria casa dal freddo invernale. Resistente allo strappo e all’umidità, inoltre, la canapa si caratterizza per la sua naturale traspirabilità e resistenza a parassiti e insetti.


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Con Riwega la membrana respira La nuova generazione di membrane ad alta traspirazione è prodotta in tessuto non tessuto in poliestere. Riwega firma con questa soluzione le linee Usb Protector Gold 330 e Silver 230. Il poliestere (Pet) garantisce un’elevata stabilità ai raggi Uv, se paragonata al tradizionale propilene (Pp) e non necessita di stabilizzatori aggiuntivi. Inoltre, le membrane ad alta traspirazione Usb Protector Gold 330 e Usb Protector Silver 230, sono composte da uno strato superiore e uno inferiore di tessuto non tessuto in poliestere (Pet): resistono al calore fino a 160° e hanno un’eccezionale tenuta meccanica (oltre il 50% del Pp). I due tessuti proteggono il film elastico Uv50 in poliuretano resistent (Pur). Tale film garantisce un’elevata stabilità ai raggi Uv, nonché un’eccezionale resistenza alle alte temperature estive. Con queste novità Riwega vuole inaugurare una nuova era nel campo delle impermeabilizzazioni, offrendo sempre più sicurezza nel salvaguardare il pacchetto coibente anche in condizioni sfavorevoli, quali tegole rotte, pannelli solari o fotovoltaici.

43 Ideale per l’involucro, la famiglia di laterizi rettificati a setti sottili PLAN di Wienerberger assicura un’elevata resistenza meccanica e al fuoco. Da oggi, per prestazioni ancora più performanti, c’è il nuovo Porotherm BIO PLAN 3824/19,9 T-0,09 che, grazie ad una conducibilità termica λ di 0,09 W/ mK, garantisce un comfort abitativo e assicura un efficace isolamento termico che dura nel tempo.

I vantaggi di Usb Protector Gold 330 e USB Protector Silver 230: • • • • • • • • • • •

resistenza ai raggi UV; ottima tenuta meccanica; resistenza all’invecchiamento; resistenza al caldo (oltre 100°); resistenza al freddo (- 40°); resistenza alle alte temperature estive (tra coibentazione e copertura); resistenza sotto pannelli fotovoltaici; non hanno bisogno di stabilizzazione ai raggi UV; resistenza a oli e grassi; ottima resistenza all’abrasione; disponibili nella versione Top Sk.

44 Il pannello Uponor Minitec per la posa delle tubazioni per sistemi radianti PE-Xa di 9,9 x 1,1 mm può essere installato su qualsiasi massetto esistente, legno o pavimento piastrellato. Grazie al basso spessore del foglio Minitec, circa un centimetro, il sistema è particolarmente adatto per l’integrazione in edifici esistenti. Non necessita di una posa di precisione lungo il bordo del pavimento e non richiede giunto di compensazione per le porte.

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fischer presenta il nuovo tassello per pannelli isolanti Termofix 6HNT. Il bordo della rosetta molto sottile garantisce un migliore risultato di installazione e il tappo di chiusura in polistirene consente un isolamento ottimale. Dotata di sistema Vite Power-Fast con doppio filetto che facilita l’inserimento e riduce le fessurazioni. Possibilità di installazione a scomparsa.

SanMarco presenta MAAX, la nuova linea di laterizi a pasta molle che pone l’azienda all’avanguardia nella sperimentazione di un nuovo concetto di involucro edilizio. Nuances e stonalizzazioni particolari declinate in sei colorazioni disponibili, MAAX mantiene elevate prestazioni tecniche di isolamento termico e comfort abitativo. Massimo risalto inoltre alle linee orizzontali, grazie al formato particolare caratterizzato da una lunghezza massima di 49 cm e da un’altezza di soli 4 cm.

Sono tre le nuove guide di Index alle costruzioni ecosostenibili. La “Guida ai sistemi ad ai prodotti per le costruzioni ecosostenibili in calcestruzzo ed in laterocemento” illustra le stratigrafie più performanti per l’impermeabilizzazione e l’isolamento termoacustico dell’involucro edilizio, dai vani interrati alle coperture, dai tetti verdi ai tetti freddi per la riduzione delle isole di calore urbane, suggerendo soluzioni basate su materiali energeticamente efficienti e a lunga durabilità. A questo volume si affianca la “Guida per costruzioni in legno” e la “Guida ai sistemi Energy Saving con membrane superadesive”, in cui sono illustrati i sistemi di impermeabilizzazione ed isolamento termico delle coperture che riducono il consumo energetico, il consumo di risorse non rinnovabili, il rischio di infortuni, di incendio e d’inquinamento nelle operazioni di posa.

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Isolamento

Neopor: 50 sfumature di grafite Il prodotto di Basf riesce a garantire un’efficacia il 15% superiore rispetto a un materiale tradizionale. E può essere utilizzato in svariati campi applicativi. Che ora sono riassunti in una speciale guida

di Gaia De Lorenzi

L’

originale grigio Neopor di Basf continua a colorare il fronte dell’isolamento termico in edilizia. Non ha 50 sfumature, ma ha incapsulate minuscole particelle di grafite, che conferiscono al prodotto la sua particolare nuance argentata e permettono di assorbire e riflettere

gli infrarossi neutralizzando l’effetto dell’irraggiamento di calore. Il polistirene espandibile realizzato dalla multinazionale tedesca riesce a garantire una capacità isolante maggiorata di circa il 15% in più dell’EPS tradizionale. Per tutelare la qualità di questo prodotto di punta,

Neopor di Basf

Basf ha dato vita al Neopor Quality Circle Italy (NQCI), il collettore di aziende ufficialmente abilitate alla trasformazione delle perle Neopor in prodotti per l’isolamento termico certificati, destinati ai più svariati usi: dalla coibentazione in intercapedine al cappotto, dalla coibentazione di coperture a quella interna di pareti (contro-placcaggio). Per presentare tutte le possibili soluzioni di utilizzo del Neopor, Basf Italia ha realizzato una guida rapida alle diverse applicazioni, 50 - youtrade - gennaio 2014


corredata da schede tecniche e dettagli costruttivi, in collaborazione con il Dipartimento ABC del Politecnico di Milano. Pensata come un prontuario per progettisti, costruttori e professionisti dell’edilizia, la guida si divide in due parti. La prima sezione, dedicata alla presentazione del Neopor e delle sue caratteristiche, si completa con un indice delle normative vigenti in materia di efficienza energetica. La seconda, con un focus più

applicativo, comprende invece alcuni dei più comuni sistemi costruttivi e le prestazioni isolanti ottenibili utilizzando il Neopor. La Guida rapida alle applicazioni di Neopor per l’isolamento termico in edilizia - questo il nome completo della pubblicazione - si può ricevere per posta oppure è scaricabile online dal sito www.nqci.it, con schede tecniche e disegni dei dettagli costruttivi in formato pdf e dwg.

Dieci vantaggi in un unico pannello

- Elevate prestazioni di isolamento termico, grazie alle microparticelle di grafite contenute all’interno di ogni singola cella del polimero. Le particelle contribuiscono a riflettere ed assorbire le radiazioni degli infrarossi, riducendo il passaggio di calore. - Versatilità: utilizzabile sia nelle nuove costruzioni che in interventi di ristrutturazione, gli isolanti in Neopor sono disponibili anche in spessori ridotti. - Nessuna dispersione di residui: la lavorazione dei manufatti in Neopor e il loro utilizzo non causa il rilascio di polveri o particelle fibrose dannosi per la salute. - Elevata reazione al fuoco: risponde alla normativa europea UNI EN 13163 e rientra nella classe E di reazione al fuoco secondo la norma DIN EN 13501-1. - Rispetto dell’ambiente: non contiene CFC, HCFC, HFC o altri gas alogenati dannosi per l’ambiente. Produzione a ridotto impatto ambientale ed ecoefficienza. - Riciclabilità: gli isolanti Neopor possono essere completamente recuperati e riciclati fino al 100%. - Durabilità: resistente all’invecchiamento e ai fenomeni di marcescenza. - Permeabilità al vapore ed elevata traspirabilità. - Maneggevolezza: lastre leggere, facili da movimentare e da posare. - Lavorabilità: i manufatti in Neopor sono facili da tagliare e da sagomare e non provocano fastidiosi abbagliamenti se esposti alla luce del sole.

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Klimahouse 2014

Ecosostenibile, ma con intelligenza La nuova edizione della fiera dedicata all’edilizia verde mette in competizione oltre 400 espositori. E non rinuncia a passare dalla teoria alla pratica anche con visite guidate agli edifici più efficienti

di veronica monaco

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ei categorie in gara a contendersi la palma del risparmio energetico. La nona edizione di Klimahouse (23 al 26 gennaio 2014, alla Fiera di Bolzano), vede oltre 400 espositori presenti, con le ultime novità sul fronte dell’efficienza energetica e del risanamento in edilizia. Tra loro saranno scelti i prodotti più

Il programma del Convegno «Costruire con Intelligenza»

Si apre il 24 gennaio (9.30 - 13.00) la prima sessione del Convegno Internazionale di Klimahouse Costruire con Intelligenza, che sarà dedicata agli edifici del futuro, i cosiddetti Net Zero Energy Building (NZEB). Presenti Stefano Fattor, presidente Agenzia CasaClima, l’architetto Werner Sobek di Stoccarda, ideatore del principio Triple Zero (zero consumo energetico, zero emissioni, zero rifiuti), che interverrà sul concetto delle Case Attive, e i più importanti protagonisti mondiali del costruire sostenibile e dell’efficienza energetica. Tra questi, l’architetto Martin Rauch, Gaetano Fasano (Enea), Gionata Sancisi (Energie Naturali), Michele Carlini (Studio Tecnico Michele Carlini), Peter Erlacher (professore di Fisica tecnica & Edilizia sostenibile), Andrea Gasparella (LUB) e Roberto Lollini (Eurac). Il convegno prosegue il 25 gennaio (9.30-13.00) con una seconda sessione dedicata alle sfide che l’edilizia dovrà affrontare nei prossimi anni, dal risanamento degli edifici alla loro riqualificazione energetica. Aprirà i lavori l’architetto Boris Podrecca da Vienna con un intervento sulle nuove frontiere del dialogo tra architettura e natura (archinatura). A seguire Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme Ricerche, che analizzerà i driver del cambiamento del settore delle costruzioni, e l’assessore alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo, che si focalizzerà sul protocollo della qualità urbana di Roma Capitale. Chiude la sessione il vice direttore dell’Agenzia CasaClima, Ulrich Klammsteiner, che illustrerà il protocollo di certificazione CasaClima R, per gli interventi di risanamento energetico degli edifici esistenti.

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una raffica di Forum

Al Klimahouse Forum, gli espositori presenti in fiera potranno mostrare al pubblico i loro prodotti e servizi. Di seguito il programma completo dell’iniziativa: 23 gennaio 2014 10.00 - 13.00 Anit: sistemi incentivanti per l´efficienza energetica in edilizia. Opportunità e risultati a confronto nei vari provvedimenti (sala Latemar) 11.00 - 13.00 Calchera San Giorgio: Il colore della materia - mastro Gilberto Quarneti (sala Vajolet) 14.30 - 15.30 Clivet: Integrazione edificio impianto sostenibile e rinnovabile in pompa di calore. ElfoPack: la soluzione aeraulica per il comfort totale nelle abitazioni a basso consumo e per il plurifamiliare con impianti autonomi (sala Vajolet) 15.00 - 16.00 Agenzia CasaClima (sala Latemar) 15.45 - 16.45 Sto Italia: Soluzioni innovative: facciate ventilate (sala Vajolet)

innovativi ed efficienti, in concorso per il premio Klimahouse Trend 2014. Quest’anno la competizione più verde d’Italia è arricchita di nuovi contenuti e riconoscimenti. Sei le categorie in gara: sistemi per l’architettura (materiali per l’involucro opaco, isolanti), sistemi per la trasparenza e la protezione solare (finestre, involucro, vetri, protezione solare), integrazione energia-architettura (impianti elettrici, meccanici e speciali), ristrutturare per abitare meglio (soluzioni specifiche per il riuso), comfort e architettura

24 gennaio 2014 10.15 - 10.45 Clivet: Integrazione edificio impianto sostenibile e rinnovabile in pompa di calore. ElfoPack: la soluzione aeraulica per il comfort totale nelle abitazioni a basso consumo e per il plurifamiliare con impianti autonomi (sala Vajolet) 11.00 - 12.00 Isolare srl: L´isolante FIBRA di cellulosa “isolare”, caratteristiche, aspetti tecnici e benefici. (sala Latemar) 11.00 - 12.00 Alphouse: individuale, robusto, veloce - la casa prefabbricata in laterizio (sala Vajolet) 12.15 - 13.15 Redi/Nicoll: La corretta gestione delle acque meteoriche: le soluzioni sostenibili Redi e Nicoll (sala Vajolet) 12.30 - 13.30 Wolf Haus: Rivoluzioniamo il DESIGN, forme innovative per abitare il futuro - presentazione nuove linee di design 13.45 - 14.45 Design Haus: Casa Attiva “Ambienti +”: perfetta simbiosi fra armonia e tecnologia. Regnauer anche nel 2014 conquista il Golden Cube quale miglior prefabbricato dell´anno (sala Vajolet) 15.00 - 16.00 Agenzia CasaClima: Ilaria Brauer: risanamento - protocollo CasaClima R, incentivi e buone pratiche (sala Vajolet) 15.00 - 17.00 Anit: la sostenibilità del benessere: dimensione ambientale, sociale ed economica dell´efficienza energetica e acustica per migliorare il comfort abitativo (sala Latemar) 16.15 - 17.15 Casa Benessere: L’amministratore di condominio tra nuova professionalitá, sostenibilitá ambientale, sicurezza (sala Vajolet) 17.30 - 19.00 Hds: sostenibilità nell’edilizia (sala Vajolet) 25 gennaio 2014 10.00 - 12.00 Aiti: diagnosi strumentali al servizio di comfort e qualitá dell´involucro edilizio (sala Latemar) 11.00 - 12.00 Alphouse: individuale, robusto, veloce - la casa prefabbricata in laterizio (sala Vajolet) 12.15 - 13.15 Laterlite: copertura a verde: sistemi tecnici e soluzioni certificate. Consolidare, risanare e riqualificare: sistemi costruttivi per la ristrutturazione 13.45 - 14.45 Design Haus: Casa Attiva “Ambienti +”: perfetta simbiosi fra armonia e tecnologia. Regnauer anche nel 2014 conquista il Golden Cube quale miglior prefabbricato dell´anno (sala Vajolet) 15.00 - 16.00 Agenzia CasaClima: Martina Demattio: i sigilli della sostenibilitá CasaClima (sala Vajolet) 26 gennaio 2014 9.30 - 18.00 Giornata di consulenza gratuita con gli esperti CasaClima - Sale Latemar e Vajolet

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L'edizione 2013 di Klimahouse

degli interni (finiture, pavimenti, pitture, porte), tecnologie costruttive (strutture, soluzioni industrializzate, processi costruttivi, materie prime, filiera di settore). Nel programma non mancano i momenti di approfondimento: a fare il punto sullo stato dell’arte in termini di edilizia sostenibile è prevista la due giorni del Convegno Internazionale Costruire con Intelligenza, organizzato dall’Agenzia CasaClima in collaborazione con Fiera Bolzano. L’evento ospiterà archistar ed esperti, chiamati a discutere su dati e trend dell’edilizia a impatto zero (vedi box per il programma completo).

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C’è anche la possibilità di passare dalla teoria alla pratica con Klimahouse City Parcours, iniziativa che prevede la visita guidata, alla presenza di tecnici specializzati, all’eco-quartiere Casanova di Bolzano, costruito secondo i più recenti standard di efficienza energetica, mobilità sostenibile e gestione idrica. Le visite sono previste il 24, 25 e 26 gennaio, dalle 9.30 alle 13.30, con prenotazione obbligatoria online. Per Klimahouse 2014 si rinnova, inoltre, il programma degli enertour, le visite tecniche guidate agli edifici CaseClima, ai Net Zero Energy Buildings e agli edifici CasaClima R

dell’Alto Adige. Le visite, eseguite dai rispettivi progettisti, architetti o gestori, saranno effettuate dal 22 al 25 gennaio, con partenza dalla Fiera di Bolzano (il programma degli itinerari e il form per l’iscrizione sono disponibili sempre sul sito www.fierabolzano.it/klimahouse). La novità assoluta per il Klimahouse di quest’anno è però tutta improntata sulla mobilità: con l’iniziativa Go to Klimahouse 2014…!, la fiera mette a disposizione dei visitatori, infatti, un servizio all inclusive di trasferimento in pullman da diverse città del Nord Italia (Milano, Bergamo, Brescia, Bologna, Mantova, Verona, Mestre, Padova e Vicenza) con ingresso a Klimahouse e visita guidata al quartiere ecosostenibile Le Albere di Trento, oppure il citato Casanova di Bolzano.


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Aziende

La tecnologia Mapei per incollare l’Eden A Singapore parte il megaprogetto Gardens by the Bay, realizzato con l’apporto dei prodotti del Gruppo italiano. Ceramiche e pietra sono saldamente posate nell’opera che coniuga la natura con l’edilizia di Eugenio graglia

S

e l’Eden è esistito, probabilmente era localizzato nei dintorni di Singapore. Vegetazione lussureggiante, mare e caldo: un clima perfetto per la crescita di fiori, alberi e cespugli. Ma quello 56 - youtrade - gennaio 2014

che è un Eden per le piante, è una sfida per i materiali da costruzione: umidità e salsedine insidiano muri e manufatti. A raccogliere il guanto del match «Natura contro Edilizia» è stata Mapei, che ha contribuito alla realizzazione di quella che è una delle maggiori opere mondiali del genere, una città-giardino che coniuga verde e costruzioni: Gardens by the Bay. A Singapore questo progetto che si estende su 101 ettari comprende due tra le serre più grandi al mondo: Flower Dome e Cloud Forest. All’interno di due padiglioni a bolla sono riprodotte le condizioni climatiche mediterranee, subtropicali e perfino una foresta pluviale a 2mila metri di altitudine. L’illuminazione arriva dalle grandi vetrate curve, realizzate con materiali che garantiscono il passaggio del 65% delle radiazioni ma, allo stesso tempo, filtrano del 35% il calore del sole. Le vetrate comprendono un sistema di ombreggiamento costituito da vele triangolari regolabili. La

complessità dell’opera è, forse, riassunta nei 18 SuperTree: una sorta di super alberi realizzati in cemento e acciaio, in sostanza giardini verticali da 25 a 50 metri, che ospitano 162.900 piante e oltre 200 specie di fiori. In questo

La grande area verde nella città asiatica si estende su 101 ettari e comprende due tra le serre più grandi al mondo: Flower Dome e Cloud Forest

lussureggiante e allo stesso tempo futuribile paradiso (per esempio, illuminare i super alberi è compito di cellule fotovoltaiche inserite in punti strategici), c’è anche la tecnologia italiana. La firma è di Mapei: l’azienda ha fornito materiali speciali, capaci di supportare


Giardini all’interno del Flower Dome

le richieste degli ingegneri e allo stesso tempo di garantire l’estetica progettata dagli architetti. Per esempio, il Flower Dome ha un pavimento decorato con inserti geometrici che richiamano alberi stilizzati. Per posare le lastre in granito bianco e grigio e il grès porcellanato sono stati utilizzati rispettivamente Keraflex maxi S1, adesivo cementizio ad alte prestazioni a scivolamento verticale nullo, e Keraflex , adesivo cementizio indicato per la posa di pavimenti sottoposti a forti sollecitazioni. Per la stuccatura delle fughe è stata scelta la malta cementizia superfine Keracolor SF. Non solo: per posare le lastre in granito rosso che circondano gli alberi di palma è stato impiegato Keraflex maxi S1, mentre per incollare le pia-

strelle in grès porcellanato la scelta è caduta su Keraflex. Anche in questo caso le stuccature sono state eseguite con Keracolor Sf. La tecnologia di Mapei è risultata efficace per diverse soluzioni. Anche per applicare le lastre in granito giallo lungo i percorsi della serra, per esempio, sono stati usati Keraflex maxi S1 e Keracolor Sf, così come per la posa del granito grigio che delimita la zona in cui si trovano alcuni esemplari secolari di alberi di olivo. I materiali di Mapei spuntano, inoltre, anche in diversi altri spazi della grande area. Come nel pavimento del ristorante, rivestito di piastrelle posate con l’adesivo Keraflex e stuccate con Keracolor Sf. Anche al Flower Field, un’area in cui si trovano centinaia di piante da fiore, i passaggi pedonali sono rivestiti con lastre in granito verde posate con Keraflex maxi S1 e Keracolor Sf, due prodotti utilizzati anche per il granito giallo posato sul supporto in calcestruzzo, la pietra con cui sono rivestite

le scale che collegano i diversi spazi del Flower Dome e le piastrelle in grès porcellanato dei bagni. La posa delle lastre in granito su supporti in metallo, come sulle porte di accesso, è stata invece realizzata utilizzando l’adesivo epossidico bicomponente a scivolamento verticale nullo Kerapoxy, lo stesso prodotto utilizzato per il granito grigio che ricopre le scale in metallo, che permettono ai visitatori di accedere ai diversi livelli della Cloud Forest, stuccate poi con Keracolor Sf. Oltre agli impieghi della tecnologia italiana nel grande Eden, a Singapore Mapei ha, poi, contribuito alla realizzazione dello spettacolare Marina Bay Sands Resort, tre torri di 55 piani collegate da uno skygarden di 10mila metri quadri a 200 metri da terra. Qui l’azienda guidata da Giorgio Squinzi ha permesso la posa di rivestimenti in ceramica, mosaico, marmo, bamboo e ardesia, le impermeabilizzazioni, il ripristino strutturale, il recupero del calcestruzzo. Un Eden sì, ma ben saldo.

Bordi delle vasche rivestiti con lastre in granito posate con Keraflex maxi s1 e Keracolor ff

Sulle parti in metallo, come le porte di accesso, le lastre in granito sono state posate con Kerapoxy

Sulle parti in metallo, come le porte di accesso, le lastre in granito sono state posate con Kerapoxy

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edilizia & salute

Non far finta di essere sani Muffe, esalazioni, fumi: abitazioni e uffici possono diventare la causa di malattie. Per questo la garanzia di locali salubri è sempre più richiesta. E rappresenta una nuova sfida per il mercato delle costruzioni di Federico Della Puppa

C

omfort, benessere, salubrità, tre parole che rappresentano tre ambiti di intervento che costituiscono il fulcro attorno al quale costruire specifici modelli di offerta, sia nella nuova costruzione che nel recupero, in linea con le esigenze della domanda e soprattutto con quelle sempre più elevate di mitigazione delle patologie che ambienti non confortevoli, malsani e insalubri possono generare, e generano, in chi abita o frequenta luoghi chiusi. Già dieci anni fa l’Organizzazione mondiale della sanità aveva evidenziato che ambienti insalubri mettono a rischio il futuro delle nuove generazioni: i bambini sono più vulnerabili degli adulti rispetto alle patologie che ambienti di vita insalubri possono causare. Secondo studi dell’Oms, i rischi ambientali possono causare fino al 33% delle malattie presenti in tutto il mondo e il 40% di queste colpisce i bambini al di sotto dei cinque anni di età. E visto che rappresentano il 10% della popolazione mondiale, il dato non è trascurabile. Sempre secondo l’Oms, in Europa i bambini, ma anche gli adulti, sono a rischio di esposizione di ben oltre 15mila composti chimici, dall’inquinamento atmosferico (sia in luoghi chiusi che all’aperto) ai contaminanti presenti nell’acqua, negli

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alimenti, nei giocattoli. Nelle abitazioni l’inquinamento, come l’eventuale presenza di radon e di microparticelle dovute alle attività di combustione delle caldaie installate internamente, si sommano e si amplificano. Associando la presenza di queste sostanze a quella di scarso isolamento termico e ai tanti ponti termici presenti nelle nostre costruzioni, specie di quelle del passato (ma non sono infrequenti anche in realizzazioni recenti), questi ambienti insalubri producono muffe e altri agenti in grado di avere effetti negativi per la salute, dalle allergie all’asma, da disturbi dello sviluppo neurologico a malattie e patologie anche più gravi. Allergie e asma sono particolarmente rilevanti, perché patologie multifattoriali che dipendono da una complessa interazione tra geni e ambiente. Tra il 1980 e il 2000 in Europa la prevalenza dei sintomi

dell’asma nei bambini è aumentata del 200% e in Italia uno studio del Cnr ha evidenziato che la presenza dei sintomi di questa patologia è quasi raddoppiata nell’ultimo decennio, colpendo un bambino su quattro. Altre cause patogene riguardano modifiche climatiche, che hanno portato ad allungare la presenza di pollini nell’aria di oltre dieci giorni nell’arco degli


ultimi 30 anni. Ambienti malsani, esposizione ai pollini, inquinamento, fumo passivo, presenza di microparticolato aerodisperso, muffe… Le conseguenze sulla salute dovute a pessime o mediocri condizioni abitative, che incidono negativamente in termini di necessità di assistenza sanitaria e in una generale diminuzione della produttività e, soprattutto, della qualità della vita, rappresentano un tema non solo di indagini a livello sanitario, ma anche un campo di ricerca, sperimentazione e promozione di soluzioni e proposte di intervento atte a mitigare o risolvere questi problemi. Un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità pubblicato nel 2011, Environmental burden of disease associated with inadeguate housing, analizza le cause e evidenzia alcuni rimedi che andrebbero presi nei confronti di tali situazioni. I ricercatori dell’Oms hanno analizzato edifici insalubri ed insicuri e hanno calcolato una serie di indicatori relativi alle situazioni di rischio. Il quadro che emerge è particolarmente allarmante. Qualche esempio. Nelle abitazioni il rumore causato dal traffico stradale ha ripercussioni negative sui sistemi nervoso gastrointestinale, immunosoppressivo e cardiovascolare. Il sovraffollamento abitativo, dove presente, favorisce la diffusione di malattie, in particolar modo quelle respiratorie dovute ai virus. La presenza di gas radon è un fattore che dovrebbe essere valutato nelle nuove costruzioni, specie in aree sismiche, perché in alcuni contesti è particolarmente elevato e nelle abitazioni raramente vi sono vespai aerati. Le muffe indoor e l’umidità sono le principali cause dell’asma e case che presentano assenza di ventilazione. Sia case tradizionali che quelle passive o a energia quasi zero, dovrebbero essere dotate di sistemi di ventilazione meccanica controllata (Vmc) adeguati al fine di avere ricambio d’aria e umidità costante e controllata all’interno. Il fumo passivo domestico è una delle cause più rilevanti nell’insorgenza di affezioni alle vie respiratorie e senza un adeguato ricambio d’aria può essere molto dannoso per la salute. L’utilizzo di combustibili solidi per la cucina o per il riscaldamento mediante fiamme libere o stufe e forni, non

adeguatamente ventilati, e in abitazioni con scarsa aerazione produce alte concentrazioni di agenti inquinanti aerei come il particolato aerodisperso (PM10 e PM2,5) e il monossido di carbonio. Le conseguenze sono legate a molte patologie broncopolmonari, sia in adulti che bambini. Le basse temperature indoor di alcune case malsane, poco isolate termicamente, con forti dispersioni e assenza o presenza carente di sistemi di riscaldamento, riducono non solo il benessere ambientale, ma inducono l’insorgere di varie malattie dovute agli sbalzi termici. L’inquinamento indoor dovuto a formaldeidi e al piombo presente in vernici e altri prodotti per edilizia causa a lungo andare problemi a livello cognitivo, evolutivo,

Sia case tradizionali che quelle passive o a energia quasi zero, dovrebbero essere dotate di sistemi di ventilazione meccanica controllata

neurologico, comportamentale, cardiovascolare. Non vanno poi dimenticate le patologie legate alla presenza di monossido di carbonio. Infine, i ricercatori dell’Oms hanno evidenziato che abitazioni insalubri possono indurre a situazioni di stress cronico, che si manifesta attraverso ansia e depressione. A tutte queste patologie vanno poi associati tutti gli incidenti domestici dovuti al poco comfort abitativo. L’Oms ha calcolato che i disagi psicofisici dovuti alla permanenza in edifici insalubri ed insicuri ammontano a circa il 40% dei costi sociali complessivi, senza considerare quelli indiretti dovuti all’improduttività per assenza dai luoghi di lavoro. Anche in Italia molti studi hanno analizzato questi fenomeni, tra i quali alcuni dell’Università di Parma e del Politecnico di Milano, i quali hanno evidenziato la presenza di una specifica Sick Building Syndrome (Sindrome dell’edificio malato), che pur non generando danni irreparabili alla salute dell’uomo ne può condizionare anche fortemente la produttività,

e delle Building Related Illnesses. Alcune amministrazioni comunali sono attente alle valutazioni della salubrità delle abitazioni pubbliche, con studi e analisi di dettaglio sul proprio patrimonio. E i dati e le valutazioni concordano con i valori riportati dall’Oms, che sprona in questo senso ad una migliore igiene applicata all’ambiente, sia esterno sia confinato, in cui l’uomo vive le varie fasi della sua esistenza. Scopo dell’Organizzazione è promuovere politiche in grado di realizzare condizioni nelle quali si possa raggiungere e mantenere lo stato di salute ottimale, definito come «completo benessere fisico, mentale e sociale e non solo assenza di malattia». Considerando che passiamo l’80% della nostra vita in luoghi chiusi, siano abitazioni o uffici, la qualità dell’aria, il benessere e il comfort diventano elementi imprescindibili per la nostra vita. Una recente ricerca della sezione Giovani costruttori dell’Ance di Padova ha peraltro dimostrato che le famiglie oggi inseriscono il comfort e il benessere quali fattori strategici nelle scelte abitative, al pari del risparmio energetico e dell’isolamento termico e acustico. Ma se comfort e benessere in qualche modo sono elementi che sono sempre stati al centro dell’attenzione, anche se associati spesso all’utilizzazione di soluzioni o prodotti più costosi di quelli tradizionali, per la salubrità e la risoluzione dei problemi legati alle patologie che sono presenti nelle nostre case ma delle quali spesso non ci accorgiamo, è necessario fare un salto di scala, inserendo anche quest’ultima come uno dei fattori irrinunciabili per lo sviluppo di una edilizia di qualità. La tecnologia e lo sviluppo dei materiali oggi hanno reso le soluzioni in grado di rispondere in modo più competitivo a questa domanda, sia nella nuova costruzione sia nel recupero. Ed è forse in questo ambito che le nostre imprese devono concentrarsi. C’è molto da fare, ma le potenzialità sono molto elevate, soprattutto pensando alle stime sulle patologie dovute all’insalubrità e sui relativi costi sociali dell’Oms e al fatto che almeno il 20% del nostro patrimonio edificato è in mediocre o pessimo stato di conservazione. Numeri che esprimono, più di qualsiasi altra considerazione, l’urgenza di questa nuova sfida. gennaio 2014 - youtrade - 59


Innovazione

Con la fotocatalisi i colori fanno bene Az Tech e Steikos puntano sulle pitture capaci di ridurre la carica batterica e ridurre l’inquinamento dell’aria. Che ora sono proposte anche nelle versioni a base gialla, rossa e nera. A prezzi competitivi Palazzo in Via Ivrea a Torino

di Santina Muscarà

A

vederle sembrano normali pitture. Aspetto e caratteristiche applicative non si discostano dalle solite vernici. Eppure hanno una capacità nascosta: riducono la carica batterica e l’inquinamento presente nell’aria, migliorando l’ambiente. Insomma, non solo colorano l’ambiente, ma lo migliorano. Non si tratta di fantascienza, ma di è realtà. Anzi, dello sfruttamento del principio naturale della fotocatalisi per un risultato anti smog, anti batterico e autopulente delle superfici. Finora questi particolari prodotti per la tinteggiatura sono stati disponibili Daniele Grosso

60 - youtrade - gennaio 2014

esclusivamente nelle colorazioni del bianco e del trasparente. Ma ora stanno per approdare sul mercato le nuove vernici fotocatalitiche colorate su base gialla, rossa e nera, grazie alla divisione a marchio Steikos della Az Tech. «L’azienda nasce nel 1993 e il suo core business è la distribuzione di microfumi di silicio, un additivo pozzolanico utilizzato nelle malte e nei calcestruzzi», spiega Daniele Grosso, amministratore delegato della società. «Inoltre, Az Tech produce premiscelati e leganti impiegati in diversi ambiti nel mondo delle costruzioni. Tra i progetti vi è quello di ricostituire la società insieme a Steikos diventando, così, gli unici attuali produttori di vernici fotocatalitiche colorate. La collaborazione con una multinazionale che alcuni anni fa ha brevettato i pigmenti fotocatalitici, infatti, ci ha permesso di testarli e di valutarne gli ottimi risultati». Dove si impiegano I prodotti fotocatalitici o a base di nanobiossido di titanio hanno più campi di applicazione, dall’edilizia stradale, industriale, fino a quella civile e agraria. «Abbiamo investito soprattutto nelle infrastrutture impiegando le nostre vernici nelle gallerie, nelle barriere fonoassorbenti, nel trattamento degli asfalti e più recentemente sono usate a scopo protettivo e antibatterico all’interno di stabilimenti industriali, ospedali


L’interno del Convention Center di Las Vegas (California)

e cliniche, o per facciate esterne autopulenti», continua il manager. Un esempio è lo stabilimento alimentare Balocco di Fossano (Cuneo), nel quale l’applicazione in intradosso su pittura esistente della verniciatura FosBuild FBLI 310 ha reso le superfici antibatteriche e autopulenti, ottenendo l’approvazione della Asl locale. Anche l’ospedale Santa Chiara di Trento ha puntato su FosBuild FBLI 310 per le superfici interne, mentre le acciaierie di Dalmine e alcune facciate esterne realizzate nel Comune di Torino a distanza di anni risultano ancora bianche e pulite nonostante le zone altamente inquinate. «Abbiamo già buone referenze anche per quanto riguarda le decorazioni all’interno di case private: con il semplice passaggio di un panno umido le superfici restano pulite, mentre all’esterno basta la pioggia, dal momento che la fotocatalisi rende le superfici idrofiliche», assicura Grosso. «La riduzione dello smog è stata testata in laboratorio». Ma per quanto riguarda i prezzi? «Sono perfettamente in linea con la fascia media o medio-alta delle tradizionali pitture disponibili sul mercato», conclude il manager.


Edilizia verde

Un vulcano di sostenibilità Ricicla la pioggia. Abbatte i consumi di elettricità. Vanta il marchio Leed. L’Autogrill lungo la A8 Milano-Laghi è il primo edificio per la ristorazione costruito nel completo rispetto dell’ambiente. E in più piace ai clienti

di Santina Muscarà

C

hi si aspetta di trovare un Autogrill come tanti si sbaglia. Forse vedendolo dall’autostrada può sembrare così, a parte per la forma del tetto, che richiama un vulcano, e per il colore rosso accesso con cui si illumina la sera, ma basta entrarci per scoprire che non è una tappa di ristoro come le altre aree di servizio. Il marchio Leed (Leadership in Energy and Environmental Design), infatti, è affisso bene in vista all’entrata e tutti possono vederne il riconoscimento del livello Gold. L’Autogrill Villoresi Est, lungo la A8 Milano-Laghi vicino all’uscita di Lainate, è stato progettato tenendo conto di tutti i criteri di sostenibilità costruttiva. Il ruolo di consulente per la certificazione dell’opera è stato affidato da Autogrill al Leed Team Icmq. «Villoresi Est è un caso unico di scuola urbanistica», commenta Gianluca Metti, engineer manager F&B Europe Autogrill. «Può essere considerato l’Autogrill del

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futuro». Le particolarità sono evidenti a chiunque: all’interno non esiste il tradizionale percorso obbligato, tipico dei locali sulle autostrade, e tutto è disposto ordinatamente con particolare attenzione al cliente. I reparti alimentari sono differenti e presentano scelte anche per persone intolleranti ad alcuni cibi, il piano superiore è dedicato agli incontri di lavoro, grazie a spazi appositi e alla sala conferenze. «Decisioni dettate dalla posizione strategica del Villoresi Est, che sorge in una zona molto frequentata, vicino al polo fieristico di Rho e sulla via verso Malpensa», precisa il manager. «Si tratta di un progetto con soggetto privato, Autogrill, che ha incontrato le esigenze degli enti pubblici e al quale è stata concessa l’assenza di onere di costruzione, prevista solo per le opere di pubblica utilità». Non è stato facile unire le richieste degli enti, del proprietario e del team statunitense di certificazione Leed, ma il risultato

è stato un autorevole esempio di progettazione integrata. E di come sostenibilità economica e ambientale possano parlare la stessa lingua: «Si tratta di 2.500 metri quadri finalizzati al risparmio dei consumi, soprattutto grazie all’installazione del tetto captante per mezzo del quale l’edificio scambia energia con l’esterno e del campo geotermico a circuito chiuso, costituito da 420 sonde geotermiche


nuovamente nel processo produttivo permettendo il 96% di riciclo dei rifiuti da costruzione», Alberto Lodi ed Enrica Roncalli del Team Leed Icmq. «Il 22% dei materiali da costruzioni provenivano già da riciclo. L’82% del legno usato, gran parte a vista sul soffitto, è certificato Fsc e per

In tutto sono 2.500 metri quadri finalizzati al risparmio dei consumi, anche grazie all’installazione del tetto captante con cui l’edificio scambia energia con l’esterno

di circa 25 metri di profondità», aggiunge Metti, «in grado di erogare fino a 380 kilowatt di energia geotermica, permettendo un risparmio di circa il 45% rispetto alle soluzioni impiantistiche tradizionali. Inoltre, con un sistema di raccolta della pioggia

e l’impiego di acqua di falda per la climatizzazione, l’irrigazione del verde (che occupa il 30% della superficie totale dell’area di progetto), le toilette e la riserva antincendio, si risparmia il 30% di utilizzo all’anno». «Le risorse riciclabili sono state immesse

assicurare la qualità dell’ambiente sono stati utilizzati materiali bassoemissivi». Ma, al di là della teoria, il progetto funziona? Pare di sì: a pochi mesi dall’apertura dell’Autogrill si sono registrate performance di efficienza energetica migliori rispetto a quelle previste. La fermata per dare un’occhiata è obbligatoria, almeno per bere un caffè.


Acustica

Silenzio, si mangia Design+Qualità+Semplicità= La nuova «Guida Ristoranti del Sole 24Ore» introduce una categoria di giudizio dedicata ai locali confortevoli anche per l’udito. Merito degli specialisti della Knauf

Ribes

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di Veronica Monaco

P

rotagonista nelle carte dei vini con le produzioni della propria cantina Campo alla Sughera, Knauf debutta nella nuova Guida Ristoranti 2014 del Sole 24Ore a cura del «gastronauta» Davide Paolini. Raccordo tra il mondo dei sistemi a secco da quello gourmet è l’acustica. La multinazionale dell’edilizia è, infatti, promotrice e sponsor di una nuova categoria di giudizio nella guida di Paolini: Silenzioso, cioè un rating del comfort acustico di un locale. «L’idea di partecipare alla Guida Ristoranti è nata da una nostra idea», racconta Andrea De Nigris, product manager della divisione Knauf Acustika. «La qualità del cibo e del servizio in un ristorante è fondamentale, ma è altrettanto importante non disturbare l’udito: bisogna gustare i piatti in un’atmosfera acusticamente corretta e poter parlare con il proprio commensale senza fastidiosi rumori di sottofondo». Attribuito ai locali dall’atmosfera particolarmente accogliente, il bollino blu di silenziosità nasce dalla consapevolezza che per godere dei piaceri della buona tavola è necessario non essere disturbati dalle

Nella foto: Damiano Spagnuolo, Rita Tonini e Andrea De Nigris di Knauf Italia

Ribes

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tecnologicamente unica!

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conversazioni dei vicini, dalle voci dei camerieri e dai rumori provenienti dalla cucina. «Con la nuova categoria Silenzio, si mangia vogliamo catturare l’attenzione di chi oggi considera l’acustica ancora poco importante per la qualità di un locale pubblico», prosegue De Nigris. «Speriamo che in futuro sempre più esercizi seguano la scia dei pionieri inseriti nella guida del Sole 24 Ore, e si attivino per mettere a norma o armonizzare acusticamente i propri locali». Non a caso Knauf è stata inoltre chiamata a premiare il vincitore della categoria Miglior Chef 2014, Shopping tedesco in Usa

Shopping negli Usa per essere più forti in Europa. Knauf ha messo a segno l’acquisizione della attività europee di Usg Corporation, multinazionale con sede a Chicago. L’intesa, già concordata nei mesi precedenti, attendeva il via libera delle rispettive autorità pubbliche. Gli americani volevano concentrare il proprio business negli Usa e nello stesso tempo Knauf intendeva rafforzarsi nel Vecchio continente. L’azienda tedesca ha quindi consolidato un rapporto che durava da anni, con la creazione nel 2002 della joint venture Knauf Usg Systems, che produce in Europa (a Iserlohn, in Germania, e di Volos, in Grecia), le lastre in cemento fibrorinforzato Aquapanel per le costruzioni a secco in esterno e negli ambienti umidi interni. L’acquisiRibes ® è una recinzione realizzata con la teczione di Usg consente quindi a Knauf nologia della elettrofusione e penetrazione todi poter ampliare la propria gamma tale senza materiale d’apporto, fondendo robudi soluzioni costruttive e di offrire 12 sti piatti spessore 4 mm con tondi diametro così ai propri clienti una più vasta mm modellati a forgiatura. opportunità di scelta.da un’elegante fiI tondi sono caratterizzati

Non solo edilizia

Siamo a Bolgheri, stupenda frazione di Castagneto Carducci nella Maremma Livornese. Qui Knauf ha creato nel 1998 la tenuta vitivinicola Campo alla Sughera, dove si producono vini, in maggior parte rossi ma anche bianchi, tutti di alta qualità, che hanno ottenuto riconoscimenti importanti sia a livello nazionale che internazionale. Seguendo il disciplinare del Doc Bolgheri, con vitigni quali Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, Vermentino, Sauvignon Blanc, Chardonnay, la tenuta Campo alla Sughera produce anche un eccellente olio extravergine di oliva toscano Igp.

Nicola Portinari del ristorante La Peca di Lonigo, che ha ricevuto in omaggio una selezione di vini della tenuta di Campo alla Sughera, proprietà di Knauf nel territorio vinicolo di Bolgheri. Il comfort acustico è il core business della Divisione Acustika di Knauf, multinazionale specializzata nella produzione di sistemi costruttivi a secco, che ha messo a punto un servizio dedicato proprio a ristoranti, hotel e locali pubblici. Molte le problematiche che possono affliggere questi esercizi: dalla trasmissione di rumori dall’esterno all’interno e viceversa, all’inquinamento acustico interno, causato da strutture incapaci di assorbire ed eliminare la propagazione non ci credi? dei suoni. Knauf Acustika è in grado di individuare i corretti interventi e le Leggi ilpiù codice QR con soluzioni idonee per migliorare il il tuo smartphone e occupa di tutte benessere nei locali. Si guarda come è facile le fasi di intervento, dal sopralluogo montarla! alla progettazione.

La nuova recinzione modulare di Grigliati Baldassar

nitura sferoconica che rende il pannello di recinzione estremamente raffinato e allo stesso tempo compatto.


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...non solo recinzioni La garanzia di un’esperienza che dura da oltre 30 anni Grigliati Baldassar è un’azienda veneta specializzata nella produzione di grigliati orizzontali, recinzioni, cancelli, gradini, scale, complementi per le costruzioni edili e prodotti di supporto agli impianti fotovoltaici. L’esperienza trentennale, la qualità delle materie prime e la cura nelle lavorazioni permettono di offrire prodotti di qualità, completamente Made in Italy.

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STRATEGIE

Risparmiare energia grazie alla qualità Saint-Gobain punta ad aumentare il fatturato con i prodotti che consentono migliore efficienza. Perché, spiega l’amministratore e presidente in Italia, Gianni Scotti, la tecnologia serve anche ad aumentare il comfort delle abitazioni di Arianna Pace

«N

el 2015 una percentuale importante del fatturato aziendale deriverà da prodotti per il risparmio energetico». Parola di Gianni Scotti, amministratore delegato e presidente di Saint-Gobain Italia. È con questo obiettivo che l’azienda, che nei secoli scorsi (è nata in Francia nel 1665) ha per prima organizzato la produzione del

Habitat Lab: la sala acustica

Habitat Lab: lo showroom Habitat Lab: la colonnina per la ricarica dei veicoli elettrici

Habitat Lab: la sala multicomfort

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vetro secondo una logica industriale, intende proseguire il suo percorso. «Noi facciamo industria, prodotti e servizi per la gente», continua il manager, «investiamo molto per l’innovazione e abbiamo sette centri di ricerca in tutto il mondo». A 350 anni dalla fondazione il Gruppo è presente in 64 Paesi tra cui, ovviamente, l’Italia (dove è arrivata nel 1889, a Pisa). Ma nel nostro Paese, forse, oggi manca qualcosa: «In Italia purtroppo manca una sensibilità diffusa: la casa è considerata un bene per il quale non esiste una domanda di alte prestazioni», sostiene l’ad. Per


Habitat Lab

Habitat Lab è un edificio ricavato all’interno dell’area industriale di Saint-Gobain Abrasivi a Corsico (Milano) e unisce in sé vecchio e nuovo, passato e futuro dell’edilizia. Il progetto ha previsto in particolare la ristrutturazione di un’area preesistente della fabbrica, un’ala di una vecchia palazzina degli anni Cinquanta di circa 700 m2, e la realizzazione di una struttura di nuova costruzione di altri 500 m2 (1.200 m2 totali). Il risultato è oggi un centro polifunzionale «passivo» e autonomo sotto il profilo energetico e al contempo uno spazio dove poter condividere una diversa cultura dell’abitare, ispirata al benessere dell’uomo e alla salvaguardia dell’ambiente, con uno showroom delle soluzioni e dei prodotti Saint-Gobain per l’Habitat sostenibile, sale riunioni e un’area dedicata agli incontri e alle pause di lavoro, infine strutture per le attività didattiche e spazi attrezzati per le dimostrazioni di applicazione dei prodotti, per poter offrire formazione teorica e pratica a progettisti, imprese e applicatori.

Il Centro di formazione e Innovazione Habitat Lab

Habitat Lab: una parte dello showroom

esempio, chi compra un’automobile chiede tutti gli optional. Se invece acquista una casa considera poco i materiali con cui è costruita. Invece bisognerebbe preoccuparsi maggiormente di ciò che un immobile offre, a partire dall’efficienza energetica. «Non deve essere vista solo come un mezzo per il risparmio in bolletta, ma anche per la qualità dell’aria interna», osserva Giuliano

Dall’O, direttore del Dipartimento Best di scienza e tecnologie dell’ambiente costruito del Politecnico di Milano. «Per esempio, se fa troppo caldo manca il comfort. E anche l’obiettivo di avere semplicemente un edificio efficiente da un punto di vista energetico è superato: bisogna tener conto anche della sostenibilità e del comfort abitativo. Le nuove direttive europee forniscono una diagnosi, ma

Il fotovoltaico installato sulla copertura del centro

non una terapia. A quella dobbiamo pensare noi». Per quanto riguarda la sostenibilità, Saint-Gobain ne sa di certo qualcosa, dal momento che l’edificio laboratorio Habitat Lab, inaugurato nel 2013 dal Gruppo, ha ottenuto la certificazione Platinum nel protocollo Leed 2009 Italia Nc, con un punteggio di 90 su 110, il più alto del nostro Paese. Habitat Lab rappresenta un nuovo modo di costruire: è attento sia alla sostenibilità degli edifici sul piano energetico, dei materiali, delle emissioni inquinanti, sia al comfort abitativo. Le soluzioni innovative di Saint-Gobain, impiegate in molteplici ambiti di intervento, dall’involucro opaco e trasparente ai controsoffitti, dai divisori interni alle coperture, fino all’impianto fotovoltaico e ai materiali di finitura, hanno contribuito fino al 40% all’ottenimento del punteggio complessivo della prestigiosa certificazione. Habitat Lab: la parete fonoassorbente

Habitat Lab: un dettaglio del controsoffitto della sala Multi Comfort

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Mostra Convegno Expocomfort

La giusta temperatura del business Mce (18-21 marzo) si rinnova. Quattro colori per altrettante aree tematiche, unite da un unico filo conduttore: consumare meno e meglio. Con novità tutte da scoprire non solo tra gli stand, ma anche grazie a una app di Sofia Marsigli

«C

i saranno visitatori selezionati alla 39esima edizione di Mostra Convegno Expocomfort». Parola di Massimiliano Pierini, business unit director di Reed Exhibitions Italia. Perché contano non solo gli espositori, ma anche chi partecipa alla manifestazione come visitatore, cogliendo le opportunità che offre l’evento. Dal 18 al 21 marzo 2014 il quartiere fieristico di MilanoRho si riempirà di prodotti e servizi per l’impiantistica civile 68 - youtrade - gennaio 2014


Espositori & visitatori

– 2.100: espositori Mce 2012; – 900: espositori esteri Mce 2012; – 155.301: visitatori Mce 2012; – 3 5 . 3 4 2 v i s i t a t o r i e s t e r i provenienti da 136 Paesi; – oltre 1.600: espositori iscritti a Mce 2014, di cui il 37% esteri, provenienti da 51 Paesi (dato aggiornato a dicembre 2013)

e industriale, climatizzazione ed energie rinnovabili. Sarà suddiviso in quattro macro comparti: Caldo, Freddo, Acqua e Energia. «La suddivisione in quattro grandi aree tematiche, che si distingueranno

attraverso i colori dei padiglioni, oltre a facilitare la visita degli operatori è molto apprezzata anche dalle aziende espositrici», spiega Pierini. «C’è un filo conduttore che unisce tutto il mondo dell’impiantistica: l’efficienza energetica, un concetto trasversale che per noi rappresenta veramente il significato cardine della manifestazione. Mce 2014 rispecchia perfettamente il cambiamento in tutti i nostri comparti, dove le nuove normative europee e nazionali impongono standard di efficienza obbligatori che incrociano una nuova domanda di qualità delle abitazioni e del costruire. Sono nate, infatti, nuove figure professionali, che richiedono un alto livello di specializzazione e formazione per riuscire a realizzare edifici ad alte prestazioni energetiche». Global Comfort Technology è il concept di questa edizione, che vuole mettere in evidenza il particolare che va a comporre la totalità, quindi efficienza energetica e integrazione, tra edificio e impianto e tra edificio e città. Per dirlo con una parola, tutto gira attorno alla definizione di smart, che dà un nome anche a un nuovo spazio espositivo. That’s smart è, infatti, in programma al padiglione 4 ed è rivolto alle tecnologie elettriche e alle soluzioni di home & building automation. Non mancheranno il confronto e il dibattito, così come negli altri appuntamenti previsti: il Percorso Efficienza & Innovazione, per esempio, quest’anno introduce l’home building automation e la gestione sostenibile delle acque. Oltre la classe A, invece, è dedicata alle migliori tecnologie impiantistiche e I 100 anni di Anima,

festeggia il centenario della nota Federazione. Infine, CasAngaisa sarà spazio dove la logistica e la gestione del magazzino saranno protagonisti. «Appuntamento un po’ insolito ma senza dubbio interessante è Macchine del vento», anticipa Pierini. «Sarà una mostra che riunirà gli oggetti più importanti che hanno modificato la nostra qualità dell’abitare, a partire dal primo elettrodomestico inventato dall’uomo, il ventilatore elettrico di Thomas Alva Edison». Un tema che allude al continuo cambiamento in cui il settore è inserito. A proposito: in accordo con i tempi, ecco la app compatibile con iOs (iPhone e iPad) e Android per accedere a tutte le informazioni su Mce 2014.

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ambiente

L’isola che (purtroppo) c’è... Bisogna ripensare la sostenibilità e il proprio stile di vita quotidiano. Partendo da un gigantesco ammasso di rifiuti

di Stefano Moriggi – (Università di Milano Bicocca)

T

anto per mare quanto sulla terra ferma, quando si decide di abbandonare la via più battuta per sperimentare percorsi alternativi, può accadere di imbattersi in qualcosa di inaspettato. Come noto, andò così a Cristoforo Colombo che, tentando di approdare nelle Indie veleggiando verso Occidente, si trovò al cospetto di un Nuovo Mondo. E qualcosa del genere, 505 anni più tardi, sarebbe accaduto anche a Charles Moore durante una regata, tra le isole Hawaii e le coste della California. Era il 3 luglio 1997 quando, abbandonando la rotta maestra, il comandante dell’Algalita decise di puntare verso Nord. Sapeva bene che quella deviazione l’avrebbe condotto alla cosiddetta «latitudine dei cavalli», una zona poco battuta dal vento e

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caratterizzata da un’alta pressione atmosferica. Ciò che invece non poteva immaginare era la comparsa all’orizzonte di un’isola che nessuna carta geografia contemplava. Più lo scafo del suo catamarano si avvicinava, più Moore realizzava che, in realtà, si trattava di uno sterminato aggregato di plastica e rifiuti. Quell’isola improbabile è ormai nota come Pacific Trash Vortex e si trova, con buona approssimazione, tra il 125° e il 135° parallelo. La stima delle sue dimensioni è impresa davvero ardua, dal momento che buona parte della plastica fluttua sotto il pelo dell’acqua, sbriciolata dalle correnti. Si è tuttavia calcolato che uno strato di materiale profondo circa 30 metri, e sempre più denso quanto più ci si muove verso il cuore del vortice, si estende per una

superficie di oltre 700mila chilometri quadrati, più o meno quanto il Texas. Anche se oggi, tra i più attenti studiosi del fenomeno, non manca chi ipotizza addirittura una superficie complessiva di 15 milioni di chilometri quadrati, ovvero il doppio degli Stati Uniti. Ma come si è formato questo vortice Impronta ecologica - schema


Schema della corrente

di rifiuti? E da quando? Già nel 1988 la Noaa (National oceanic and Atmospheric Administration) aveva previsto la formazione di enormi isole di spazzatura. Sulla base degli studi condotti nei tre anni precedenti da alcuni ricercatori in Alaska e di altre ricerche effettuate sulle correnti nel Mar del Giappone, si erano comprese le dinamiche e le zone che avrebbero di fatto reso possibile tali imponenti aggregazioni di rifiuti. E così si è riusciti a capire che anche quel «nuovo mondo» di plastica scoperto da Moore si era formato a partire dagli anni Cinquanta, Isole di plastica

soprattutto a causa della North Pacific Subtropical Gyre - una lenta corrente oceanica che si muove in senso orario, a spirale. E che contribuisce in questo modo ad addensare in quella vasta area del Pacifico l’enorme mole di rifiuti scaricati in mare al largo delle coste degli Stati Uniti e del Giappone. Oltre che una reale e crescente preoccupazione per le circa 260 specie marine a rischio, il Pacific Trash Vortex è presto diventato un simbolo dell’insostenibilità per l’intero pianeta delle logiche di spreco, di consumo e di inquinamento che contraddistinguono le leggi di mercato e gli stili di vita

di una parte predominante della popolazione mondiale. In questo gioco al massacro ciascuno svolge il proprio ruolo. Su ognuno, chi più chi meno, pesa, infatti, una fetta di responsabilità; e provare a farsene carico significa anzitutto rendersi consapevoli di come e di quanto le nostre stesse abitudini giornaliere finiscono con l’impattare negativamente sull’ambiente che ci circonda. A questo proposito, nel 1993, Mathis Wackernagel e William Rees dell’Università della Columbia Britannica di Vancouver hanno formulato il concetto di «impronta ecologica» (Ecological Footprint). Si tratta, in sostanza, di un indice statistico attraverso cui misurare la quantità di territorio produttivo (in ettari globali) necessario per sostenere il consumo di risorse e la richiesta di assimilazione di rifiuti da parte di una persona, di una comunità, di una nazione o addirittura dell’intera popolazione mondiale. I dati disponibili non sono confortanti: per esempio, gli italiani hanno un deficit ecologico di circa 2,5 ettari a persona: significa che ci vorrebbero tre Italie per riuscire a sostenere i consumi e ad assimilare quelli prodotti. E tu, caro lettore? Non sei curioso di sapere quanto è grande la tua impronta? A questo indirizzo (www.footprintnetwork.org/it/index. php/gfn/page/calculators/) potrai verificarlo in pochi minuti. Potrebbe essere proprio questo il primo passo verso una auspicabile quanto urgente ecologia della vita quotidiana. gennaio 2014 - youtrade - 71


Rivendite

Dall’Abruzzo con rigore Presenza capillare sul territorio. Selezione dei clienti. Attenzione alle mutazioni del mercato. Così Vemac ha scalato la settima posizione nella classifica dei distributori di materiali di Santina Muscarà

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i è aggiudicata il settimo posto nella classifica dei distributori di materiali per edilizia 2013 e prevede un ulteriore miglioramento per il 2014, soprattutto grazie all’attenzione ai servizi e all’innovazione. Vemac, con i suoi 11 punti vendita, ricopre capillarmente il territorio abruzzese e marchigiano. «Ci avvaliamo anche dell’appoggio di commerciali esterni qualificati e la nostra presenza è uno degli ingredienti che ci hanno permesso di arrivare al vertice della classifica», conferma Carlo Giansante, direttore generale di Vemac. Mantenere i punti vendita si è rivelata una mossa strategica per privilegiare l’artigiano e la piccola impresa in un momento in cui le difficoltà legate al credito sono evidenti e la crisi è ancora in atto: «In un raggio di 15-20 chilometri, che un punto vendita Carlo Giansante può coprire, si riesce

a raccogliere utenza. Ma ci sono anche altri ingredienti che ci hanno fatto crescere», continua il manager. «La formazione innanzitutto. Bisogna, infatti, essere preparati e preparare le proprie risorse in modo da poter far fronte alle esigenze della clientela. Essere presenti sul posto di lavoro è un’altra caratteristica fondamentale. E non solo otto ore al giorno, ma anche di più se necessario». Nella carrellata dei «to do» per affrontare la crisi c’è stata anche la selezione dei clienti. «Da un lato abbiamo sostenuto quelli strategici e dall’altro abbiamo dovuto fare una forte selezione. Adesso siamo inclini a estendere i fidi, che devono essere adeguati alle esigenze del cliente, e per questo abbiamo ampliato l’ufficio crediti dotandoci di strumenti più sofisticati. Poi, abbiamo concentrato l’attenzione sui prodotti legati alla ristrutturazione e alla riqualificazione energetica dei fabbricati», aggiunge Giansante. Che sottolinea anche l’ottimizzazione del magazzino a livello di rotazione,

allargando il mix prodotti e inserendo quelli più in linea con le mutate condizioni del mercato». Risultato: «Adesso abbiamo meno legname, ferro e materiale pesante e più materiale tecnico. La ristrutturazione sarà certamente la strada del futuro, almeno finché il settore del nuovo continuerà ad essere fermo», sostiene. Sono stati incrementati anche i servizi di appoggio alla vendita, è migliorato il processo della consegna delle merci e si è creata maggior efficienza post commercializzazione. A cambiare in questi ultimi anni è stata anche la clientela: «Il privato è aumentato e l’artigiano è il cliente di riferimento», conclude Giansante. gennaio 2014 - youtrade - 73


Distribuzione

La lunga strada nella foresta del gruppo Made Il presente è incerto. Per questo bisogna trovare una via adeguata per raggiungere i clienti, senza perdere di vista il contesto. Per esempio, sacchetti del pane sponsorizzati, valutazione della classe energetica e… di Veronica Monaco

S

acchetti del pane sponsorizzati, screening gratuiti della classe energetica dei fabbricati, maggiore attenzione al privato. Così alcune rivendite del gruppo Made si sono reinventate, per affrontare al meglio il mercato che cambia. Perché non ci si può più permettere

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di guardare l’albero e perdere di vista la foresta, ma bisogna affrontare il presente con spirito di iniziativa e attenzione al nuovo contesto. «Bisogna fare tesoro del passato, non per sedersi sulle proprie certezze, ma per guardare avanti», commenta Roberto Anghinoni, portavoce del

gruppo. «Il grande obiettivo oggi è quello di saper creare valore per la propria impresa e la foresta è solo una metafora delle mille opportunità che, nonostante la crisi, si stanno aprendo anche per la distribuzione edile». Come? Un esempio lo suggerisce la Edilcomes di Pisa, che ha messo


Vantusso: ci vuole un salto di qualità Giuseppe Vantusso «La trasformazione del rivenditore all’interno della filiera delle costruzioni non è più differibile. Dimentichiamo il concetto di rivendita edile degli ultimi dieci anni. Ciò che saremo in futuro lo dobbiamo costruire oggi, con un salto di qualità che ci aiuti a costruire e condividere un’identità di gruppo ancora più forte». Parola del presidente di Made, Giuseppe Vantusso, che ha aperto così la seconda Convention Nazionale del gruppo. Il manager ha fatto il punto su Made 7.0, programma di miglioramento dell’efficacia commerciale messo a disposizione delle rivendite aderenti. «L’Italia rimane uno dei primi dieci Paesi al mondo in cui l’edilizia rappresenta uno dei mercati più importanti», Claudio Troni sottolinea Claudio Troni, direttore marketing del Gruppo Made. «Lo spazio per emergere c’è, bisogna solo trovare le chiavi giuste: la ristrutturazione e il cliente privato». Uno spazio che, però, sembra essere sempre più minacciato dalla concorrenza delle grandi catene della Gdo: «La concorrenza c’è», ammette il direttore generale, Alessandro Pagliarani, «tuttavia non va vista come un male in sé, ma come un’opportunità di crescita. Le nostre aziende devono convertirsi al nuovo ambiente competitivo, creando valore nella filiera. Gruppo Made vuole offrire una visione progettuale costruita intorno a questo obiettivo, attraverso un Alessandro Pagliarani modello organizzativo strutturato, moderno e futuribile». Diversi gli spunti offerti dalle aziende produttrici presenti alla manifestazione: «guardare i modelli distributivi presenti all’estero» (Leonardo Pagliaro di Weber Saint-Gobain), «sviluppare il mercato di fascia alta e il servizio al cliente» (Ernesto Erali di Mapei), «avere il coraggio e la forza di portare avanti le proprie idee» (Cristiano Vassanelli di Index).

a punto una nuova iniziativa in collaborazione con architetti e studi di progettazione. «Non abbiamo atteso che il frutto cadesse dall’albero, ma siamo andati noi a coglierlo», racconta Laura Caloni Dolcetti, titolare della Edilcomes di Pisa, riprendendo la metafora arborea. «Abbiamo contattato progettisti e architetti proponendo loro di realizzare in maniera gratuita il bilancio della classe energetica per i nostri clienti. Un modo nuovo per incuriosire il privato e proporgli interventi per l’ottimizzazione delle prestazioni energetiche, per esempio attraverso la sostituzione degli infissi, o di ristrutturazione, con bozze gratuite del progetto». Edilcomes ha

recentemente iniziato a promuovere questa iniziativa (Costruiamo il futuro insieme), con un volantino distribuito nelle zone residenziali sensibili al tema della ristrutturazione, con riscontri interessanti. La rivendita di Pisa ha aderito anche al progetto Mii, promosso da More in Italy in collaborazione con Banca Mediolanum, che assicura al privato intenzionato a ristrutturare casa un finanziamento a tassi agevolati, un rimborso fino al 65% delle spese effettuate e promozioni e sconti esclusivi sui materiali. «Siamo sempre più convinti», continua Dolcetti, «che il lavoro del rivenditore si sposterà dall’impresa alla clientela privata. Se in passato la proporzione

tra imprese e privati era di 70 a 30, oggi questo rapporto si è capovolto». Dello stesso avviso anche Simone Brambilla, titolare del Centro Edile Antonini di Milano, che per la sua attività ha dovuto affrontare un vero e proprio nodo gordiano: «Storicamente il nostro target di riferimento sono sempre state le imprese», spiega Brambilla. «Tuttavia avevamo da tempo la sensazione che ci fosse una certa resistenza a sviluppare iniziative che richiedevano lo sviluppo di maggiori competenze tecniche e specializzazione su prodotti più innovativi. Per questo abbiamo deciso di stimolare direttamente la domanda del privato, realizzando e distribuendo nella nostra zona 250mila volantini e 35mila sacchetti del pane sponsorizzati. Senza fare vendita diretta, ma veicolando le richieste verso le imprese clienti, abbiamo raggiunto risultati apprezzabili. Non solo in termini di risposta del privato, ma anche come stimolo verso le stesse imprese che sono tornate a prestare attenzione ai cambiamenti in atto nel nostro settore e alle innovazioni presenti sul mercato». Intraprendenza e un pizzico di coraggio hanno caratterizzato anche l’esperienza di Massimo Fontana, che nel 2010, uno dei periodi più neri della crisi, ha deciso di aprire a Cosenza la propria rivendita, riconvertendo la propria attività dalla lavorazione del marmo alla distribuzione edile: «Sfruttando la nostra esperienza con il cliente privato e lavorando sulla formazione dei nostri dipendenti in questi tre anni siamo diventati un punto di riferimento nella nostra zona per quanto riguarda la ristrutturazione», spiega. Se è vero che tre fili fanno uno spago, il tris di esperienze di Edilcomes, Centro Edile Antonini e Massimo Fontana del Gruppo Made dimostrano che per le rivendite edili è possibile costruire un futuro nuovo. Basta fare due passi più in là, scansare l’albero e affrontare la foresta. gennaio 2014 - youtrade - 75


Commercio

Ora lo scaffale si trova sul web Le scelte si fanno con lo smartphone in mano. E spesso durano più a lungo, perché chi compra ha maggiori possibilità di fare confronti. Al Meeting d’Inverno Angaisa, Giuliano Noci, professore di marketing, spiega come fare per convivere con la grande distribuzione di Santina Muscarà

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i scopre l’esistenza di un prodotto, ci si informa, si decide tra le alternative e poi avviene l’acquisto. Forse. Perché il processo d’acquisto non è più lineare, è cambiato con i tempi. Ora è come una torta a più strati, con cicli e ricicli. Per esempio, si riceve un’informazione, magari mentre si è per strada. Poi, si consulta subito il sito web dell’azienda produttrice, si va nel punto vendita di riferimento, ma non si resta convinti. Allora si valutano alternative, e grazie allo smartphone (o magari un tablet) si ottengono subito altre informazioni. Quindi, si torna nel punto vendita e così via, in un ciclo che arriva fino all’acquisto. Sembra più complicato, ma in realtà il processo si svolge in tempi molto veloci. Insomma, siamo di fronte a un cambiamento sociale «e nulla sarà più come prima», spiega Giuliano Noci, professore ordinario di marketing al Politecnico di Milano. Il docente ha descritto il cambiamento in atto in occasione

del Meeting d’Inverno Angaisa (Associazione nazionale commercianti articoli idrosanitaria). «Nel cambiamento possono nascere grandi opportunità che possono essere colte solo se si ha questa consapevolezza», ha precisato. Per capire meglio quali sono i cambiamenti rilevanti, Noci li sintetizza in quattro «M». Multiscreen: «Abbiamo a che fare con tanti schermi, dallo smartphone, al tablet, al pc, fino allo schermo televisivo a fine giornata». Mobility: «Oltre a muoverci fisicamente, possediamo oggetti che ci permettono di essere costantemente all’interno di un mondo globale di informazioni». Multitasking: «Ci siamo abituati a fare molte cose contemporaneamente, per esempio se guardiamo un programma in televisione usiamo contemporaneamente il cellulare». Infine, Multichannel: «Ovvero multicanale, proprio come il processo d’acquisto, che è diventato multicanale, ed è questo l’aspetto su cui è importante riflettere».

Cinque regole per il distributore 2.0

1. Il punto vendita rimane necessario, ma non sufficiente. 2. Occorre completare la presenza multicanale con il sito web, che è come se fosse lo scaffale della vostra rivendita: è necessario curarlo e aggiornarlo. 3. Il sito web deve diventare una vera ossessione, esattamente come lo è stata finora lo scaffale. 4. Non bisogna giocare una partita che non vi appartiene, quella della grande distribuzione, meglio far fruttare le proprie carte. 5. Non dimenticare che il processo d’acquisto è cambiato, ma in questa mutazione ci sono nuove opportunità.

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Giuliano Noci

«Oltre il 50% degli italiani si informa o acquista a partire dall’utilizzo dei motori di ricerca», racconta l’esperto, «ecco perché il sito web di un’azienda è l’elemento fondante per qualsiasi processo d’acquisto». Ma qual è la propensione degli italiani nei confronti dei canali digitali? Noci spiega che è possibile suddividere i navigatori in quattro tipologie: i neofiti, circa 5 milioni di soggetti, sono molto propensi a utilizzare più canali ma hanno un basso livello di coinvolgimento, quindi si limitano a spaziare dai motori di ricerca ai siti. Da qui è evidente che avere un buon posizionamento su Google e simili è fondamentale. Ci sono poi i consumatori multicanale vecchio stile, circa 8 milioni di soggetti: hanno un’ottima propensione a cercare nuove piattaforme di vendita e prima di un acquisto considerano le recensioni, i giudizi e i commenti degli utenti, ma non hanno il tempo di dare un contributo attivo. Ancora, ci


sono soggetti con un discreto livello di propensione ai canali digitali, circa 11 milioni: amano l’interazione nell’ambito di una rete piuttosto limitata di interlocutori. E gli informati tecnologici, circa 8 milioni di soggetti: guardano e contribuiscono attivamente. Non bisogna dimenticare che tra queste tipologie di soggetti ci sono anche i professionisti, quindi architetti, geometri, ingegneri. «Internet è la fonte principale di informazioni», ribadisce Noci, «e il 78% degli italiani confronta i prezzi sul web prima di un acquisto». In questo scenario, qual è il ruolo del punto vendita? «Per rispondere bisogna fare una premessa di fondo, cioè partire dalla consapevolezza che gli uomini non sono digitali, ma vivono di sensi, quindi nella vita dell’uomo c’è una componente digitale ma c’è anche una componente sensoriale. Che cosa significa? Che web e punto vendita possono e devono coesistere in sinergia. Non possiamo pensare di sviluppare un’interazione con il nostro mercato puntando solo sul punto vendita fisico, ma dobbiamo creare uno spazio di interazione multicanale che tenga conto del nuovo processo d’acquisto e nel quale il punto vendita ricopre comunque un ruolo fondamentale perché è l’unico spazio in cui i cinque sensi possono essere giocati contemporaneamente. Ecco che il punto vendita può diventare un medium, un luogo dove reperire le informazioni e toccare con mano e il web può essere il luogo dove invece avviene concretamente la vendita. Che la vendita sia fatta qua o là non è importante, l’importante è che ci sia». In pratica, bisogna creare forme di interazione e non rimanere ancorati a concetti superati. In questo modo, non solo le rivendite vengono rivalutate, ma possono anche affrontare meglio la concorrenza della grande distribuzione «che non può offrire al cliente la stessa qualità della rivendita e la personalizzazione esclusiva di spazi, prodotti e servizi. Non serve a niente seguire modelli impossibili da raggiungere, è molto più produttivo concentrarsi su quel che si può fare con le opportunità che si hanno. I servizi aggiuntivi sono un esempio e i rivenditori possono inserirli non solo nel punto vendita, ma anche attraverso gli altri canali», osserva Noci. Basti pensare alle applicazioni per il cellulare. Architetti che vanno in cantiere senza smartphone ormai non ce ne sono più.

Ci sono altri modi per stare al

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Gras Calce

Ecco i danni subiti da Gras Calce a causa della tromba d’aria il 29 luglio 2013

Vera cronaca di una resurrezione

Nel giro di 10 minuti un tornado ha devastato l’azienda lombarda leader nel grassello di calce. Ma grazie alla forza di volontà di manager e dipendenti nessun cliente ha lamentato ritardi. Ecco come è andata di Santina Muscarà

S

embrava un giorno come gli altri. E invece quel 29 luglio 2013 difficilmente sarà dimenticato alla Gras Calce. Verso le quattro e un quarto del pomeriggio, infatti, una tromba d’aria (un vero tornado) ha travolto l’azienda di Trezzo sull’Adda, scoperchiando Giuseppe Cereda capannoni, distruggendo impianti e creando il panico tra i presenti. «Il tutto è durato pochi minuti, ma ha avuto un effetto devastante e indescrivibile», 78 - youtrade - gennaio 2014

racconta Giuseppe Cereda, amministratore delegato di Gras Calce. «Uno scenario apocalittico», aggiunge il direttore commerciale, Luca Ghezzi. I presenti non hanno potuto fare altro che rifugiarsi nei luoghi considerati sicuri e attendere la fine del tornado. «A colpirmi è stata Luca Ghezzi la paura di uscire dal rifugio una volta che la situazione si è stabilizzata», ricorda Ghezzi. «Non sapevamo che cosa ci sarebbe potuto cadere addosso o che tipo di polvere fosse presente

nell’aria». «Anche perché non avevamo il sospetto che quello che era appena accaduto potesse essere ricondotto al maltempo, sembrava che un treno ad alta velocità ci avesse investito. Eravamo tutti disorientati», conferma Cereda. Passata l’emergenza, la prima mossa è stata valutare eventuali danni alle persone, ma fortunatamente nessuno si è fatto male fisicamente: «In circa dieci minuti abbiamo avuto la certezza di essere tutti sani e salvi», ricostruisce Ghezzi. «I ragazzi ricordavano quali fossero i punti di ritrovo previsti dal piano di sicurezza e non è stato difficile contare i presenti». La tempesta ha ribaltato camion, sono cadute travi di capannoni, pannelli


di copertura, tonnellate di materiale: la preoccupazione non è stata solo rintracciare il personale aziendale, ma anche clienti, autisti, trasportatori che in quel momento si trovavano lì. «Per tutta l’ora successiva sono stato pervaso da una sorta di vuoto mentale», aggiunge Cereda. «Inoltre, fuori stava cominciando a imbrunire e dentro non c’era corrente elettrica. Siamo tornati a casa dandoci appuntamento al mattino seguente». E alle 5:30, dopo una notte insonne, è iniziata la maratona verso la ricostruzione. Solo il giorno dopo, infatti, è stato possibile rendersi conto dei danni subiti e capire come procedere. Sorprendentemente, nonostante l’accaduto nessun cliente ha avuto ritardi nelle consegne o si è reso conto della situazione, appresa solo dai racconti di chi l’aveva vissuta. «Dopo solo un’ora dal ritrovo in azienda siamo stati in grado di caricare un camion, che è partito per una consegna, e lo dico con onore e vanto perché abbiamo superato una prova molto difficile», conferma l’ad. Oggi Gras Calce può affermare di essersi rimessa in piedi con le proprie forze, anche grazie al supporto delle

Il cortile dopo l’evento atmosferico

banche, che hanno contribuito a finanziarla con i cosiddetti prestiti ponte. Si spera di completare la ricostruzione a fine febbraio 2014. Ma non è il solo obiettivo per il futuro: «Continueremo a interpretare il mercato da protagonisti attraverso un processo di ottimizzazione delle risorse. Abbiamo già rafforzato il reparto finanziario e di controllo del credito», continua Cereda. «Quasi niente sarà come prima, perché ormai il mondo va a una velocità diversa. I nostri punti fermi rimangono la qualità dei prodotti, lo sviluppo e la ricerca di

nuovi segmenti di mercato». L’azienda si è praticamente inventata il mercato delle malte predosate in bi-sacco e si è costruita il successo con le proprie idee: «Nessun nostro prodotto è nato per caso e il nostro desiderio è quello di continuare a veder crescere i frutti del nostro lavoro. Sappiamo che la battaglia non è finita, sia per la delicata situazione del mercato, considerando che molte aziende non ci sono più, sia per l’evento che ci ha colpiti», dichiarano i responsabili, consapevoli del fatto che neanche un tornado sia riuscito a fermarli.

Materiali e strutture devastate dopo il tornado

gennaio 2014 - youtrade - 79


Europa

AAA miliardi di euro cercano progetti

80 - youtrade - gennaio 2014


Parte la nuova programmazione 2014-2020 di fondi di Bruxelles: per i prossimi sette anni l’Ue metterà a disposizione delle imprese risorse per l’innovazione e la ricerca. E per la riqualificazione urbana di Federico Della Puppa

C

on l’apertura dei primi bandi di Horizon 2020, il programma di ricerca e innovazione promosso e sostenuto dall’Unione Europea, si apre ufficialmente la nuova stagione di programmazione 2014-2020. Le risorse che la Ue mette a disposizione per i Paesi e per i progetti di innovazione, di ricerca e sviluppo sono notevoli. Si tratta di 80 miliardi, dei quali già 15 verranno stanziati nei primi due anni. L’11 dicembre la titolare per la Ricerca, l’innovazione e la scienza della Commissione, Máire GeogheganQuinn, ha annunciato l’apertura dei primi bandi, che hanno scadenza tra marzo e aprile del 2014. Le iniziative legate a Horizon 2020 per i primi due anni sono incentrate su 12 aree, inclusi i settori dell’assistenza sanitaria personalizzata, della sicurezza digitale e delle città intelligenti (smart city). Geoghegan-Quinn ha invitato il mondo scientifico e quello imprenditoriale, soprattutto legato alle Pmi, a partecipare ai bandi presentando proposte e progetti. È, infatti, convinzione della Commissione, ed è peraltro una delle politiche più costruttive ed efficaci che l’Europa ha messo in campo negli anni per il sostegno alla competitività dei nostri sistemi produttivi e industriali, che tale programmazione e i relativi finanziamenti siano elementi essenziali per il futuro della ricerca e dell’innovazione in Europa e contribuiscano alla crescita, all’occupazione e a una migliore qualità della vita dei cittadini. Nel 2014 è previsto un budget di spesa di quasi 8 miliardi di euro, concentrati nei settori dell’eccellenza scientifica (circa 3 miliardi di euro): comprendono 1,7

miliardi di euro di fondi provenienti dal Consiglio europeo della ricerca per ricercatori avanzati di alto livello e 800 milioni di euro per le borse di ricerca Marie Sklodowska-Curie rivolte a giovani ricercatori, della leadership industriale (1,8 miliardi di euro, in particolare in settori innovativi come le Tlc, le nanotecnologie, la robotica, le biotecnologie e la ricerca spaziale). Infine, quelle definite «le sfide della società» (2,8 miliardi di euro), ovvero proposte che riguardano la ricerca di soluzioni a problematiche fondamentali dell’agricoltura, della sanità, dell’azione per il clima, dell’efficienza energetica, della ricerca marittima, della bioeconomia, dei trasporti, della sicurezza. Progetti piccoli e medi Nelle prime «call» aperte vi sono inoltre inviti a presentare progetti da parte delle Pmi, con uno stanziamento di 500 milioni di euro distribuiti su due anni. Rispetto al passato, il sistema di Horizon 2020 (che sostituisce completamente il vecchio VII programma quadro sulla ricerca e innovazione) beneficia di un sistema di finanziamenti erogati in modo più semplice e di un insieme di regole, compresi i controlli finanziari e contabili, meno onerosi. È un passo importante per la promozione della ricerca e dell’innovazione e per l’avvio di un percorso di competitività del sistema europeo nella competizione mondiale. Un altro elemento nuovo riguarda il sistema di regole per la trasparenza, adottate al fine di garantire che i risultati dei progetti siano pubblicamente consultabili. In questo senso il portale digitale della gennaio 2014 - youtrade - 81


Ue dedicato al finanziamento di Horizon 2020 è stato ottimizzato al fine di snellire e digitalizzare tutte le procedure e la ricerca di informazioni. Dal mese di gennaio, inoltre, prende avvio la nuova programmazione 2014-2020 legata ai fondi strutturali e al fondo sociale europeo, oltre ai programmi specifici di supporto per le reti infrastrutturali, quelle tecnologiche, per le attività di sostegno all’agricoltura e ad altri settori specifici. Smartizziamoci Molto importante, nella nuova programmazione, sarà il ruolo delle città e i progetti di innovazione legati alle politiche di «smartizzazione», ovvero le azioni e i progetti in grado di rendere le città più intelligenti, sostenibili e inclusive. Questi tre obiettivi sono alla base della struttura della programmazione europea per i prossimi sette anni e i governi nazionali e le regioni devono ora agire in modo tale da costruire progetti di intervento che rispondano a questi obiettivi. I fondi a disposizione per l’Italia, nella nuova programmazione europea, sono notevoli. Circa 100 miliardi di euro. E con la pubblicazione dei regolamenti attuativi, avvenuta il 20 dicembre, l’Unione europea ha fatto il passo definitivo nella costruzione delle modalità attuative dei fondi. Per l’Italia si tratta di una partita da circa 100 miliardi di euro, quasi pari a quella della passata programmazione, oramai in scadenza (ricordiamo che i fondi andavano impegnati entro dicembre 2013 e spesi entro dicembre 82 - youtrade - gennaio 2014

2015). Complessivamente il contributo europeo è di circa 30 miliardi di euro, di cui 7 per le regioni più sviluppate (regioni del Centro-Nord, 1 miliardo per le regioni in transizione (Sardegna, Abruzzo e Molise) e 20 per le regioni meno sviluppate (Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia). A tali cifre vanno aggiunti gli importi del cofinanziamento nazionale (obbligatorio per le politiche di coesione europee), pari agli stanziamenti comunitari. Nel quadro degli interventi per lo sviluppo regionale, le politiche comunitarie si sommano a quelle nazionali, incardinate sul Fondo Sviluppo e Coesione che ha una allocazione nella legge di stabilità di circa 54 miliardi, distribuiti negli anni di attività dei fondi. Secondo quanto indicato dal Governo, tali risorse devono svolgere «un ruolo duplice, ma strettamente integrato: da un lato continuare nell’azione di potenziamento e miglioramento dei contesti regionali; dall’altro assicurare un sostegno, strutturale e non congiunturale, ai processi di rafforzamento delle imprese, di incremento dell’occupazione, di miglioramento del tessuto sociale dopo la grande crisi». Attenzione all’ambiente Rispetto al passato la programmazione 2014-2020 specializza il Fondo di Sviluppo e Coesione al finanziamento delle grandi opere infrastrutturali, in particolare nel campo dei trasporti e dell’ambiente. Ciò dovrebbe consentire una tempistica di spesa più adatta a realizzare grandi opere, complesse sotto il profilo amministrativo e tecnico. A livello regionale, invece, i fondi strutturali investiranno sulle imprese e sulle aree territoriali, sulle persone e

sulle infrastrutture leggere, in coerenza con i regolamenti comunitari. Riqualificazione delle città Altro tema riguarda il finanziamento della riqualificazione urbana e delle città, che avrà una nuova modalità attuativa e finanziamenti diretti europei, che le città beneficiarie potranno gestire direttamente (come un tempo accadeva per i programmi Urban) e che impegnerà il 5% delle risorse europee. Sono molti i finanziamenti dunque in arrivo, ma il problema per l’Italia resta sempre lo stesso: spendere. Secondo quanto contenuto nel portale OpenCoesione.gov.it, gestito dal Governo per monitorare la spesa sui fondi europei in Italia, al 31 ottobre 2013 la spesa certificata era pari a 22,7 miliardi di euro, con un incremento di 907 milioni di euro rispetto al 31 maggio. Complessivamente l’avanzamento al 31 ottobre 2013 della spesa certificata all’Ue per i Programmi finanziati con i Fondi Strutturali comunitari è pari al 47,5%: 45 dei 52 programmi hanno raggiunto il target o sono entro la soglia di tolleranza, ma si segnala anche che non hanno raggiunto i risultati previsti il Poin (Programma Operativo Interregionale) Attrattori culturali, naturali e turismo, il Poin Energie rinnovabili e risparmio energetico, i Por (Programma Operativo Regionale) Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) Lazio, Piemonte, Sardegna e Umbria, il Por Fse Valle d’Aosta. L’Italia, purtroppo, ancora una volta dimostra lentezza nella programmazione e nella spesa, il che potrebbe comportare la riduzione dei finanziamenti. Un lusso che non possiamo permetterci, soprattutto in questi tempi di crisi economica e della finanza pubblica.


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Agenda

Che cosa accadrà nei prossimi 12 mesi Elezioni europee e Mondiali di calcio. Fine delle agevolazioni per ristrutturare casa e prima donna italiana nello spazio. Tenete d’occhio queste date: possono servire anche per il business di Federico Mombarone Soči: «Bolshoy» Ice Dome

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i terranno elezioni capaci di far ballare ancora una volta il governo. Le migliori nazionali scenderanno in campo per il Campionato mondiale di calcio organizzato in Brasile. E gli scozzesi si pronunceranno per l’indipendenza dall’Inghilterra. Il 2014 si preannuncia un anno di quelli che trasforma il mondo. Certo, non esiste un’agenda del futuro, ma per programmare il proprio business bisogna tenere conto degli avvenimenti che sono in programma e di quello che è probabile accada. Può essere di aiuto, per esempio, sapere che probabilmente in negozio, nelle mattine tra il 12 giugno e il 13 luglio, ci saranno un po’ meno clienti del solito, dato che le partite del Mondiale si svolgeranno a tarda serata. E nel programmare le mosse della propria azienda (ma anche le scelte di investimento personali) bisogna tenere conto che le consultazioni per le elezioni al Parlamento di Strasburgo, ma contemporaneamente anche di una nutrita schiera di comuni italiani, potranno creare tensioni in Borsa e sul mercato dei tassi. Ci sono, poi, previsioni che non sono legate a una data, ma sono altrettanto importanti. Prendiamo il settore delle costruzioni, per esempio. Il Cresme prevede per il 2014 una ripresa, con un segno positivo di +0,7%. Mentre l’Istat ha calcolato che quest’anno il Prodotto interno lordo dovrebbe salire anche in questo caso dello 0,7% e Moody’s insolitamente generosa, 84 - youtrade - gennaio 2014

si spinge a contemplare una crescita fino a 1 punto percentuale. Meno ottimista la Confindustria, che vede sì una crescita del Pil, ma al di sotto di 1 punto percentuale. Per quanto riguarda l’economia, sono in programma avvenimenti clou. Uno su tutti: dovrebbe essere l’anno in


e una previsione sull’andamento dell’economia italiana. 12 giugno-13 luglio In Brasile si gioca la ventesima edizione del Campionato mondiale di calcio per squadre nazionali 1 luglio L’Italia assume la presidenza del consiglio di turno dell’Unione Europea cui la Fiat riesce a conquistare del tutto Chrysler (una quota è ancora in mano ai sindacati dei lavoratori Usa) e a quotare l’intero gruppo alla Borsa di New York: non si tratta solo di un’operazione di finanza, ma avrà anche riflessi notevoli sul comparto industriale italiano. Nella sfera di cristallo si intravvedono anche penalità per le energie alternative, che si tradurranno probabilmente in una ulteriore limatura degli incentivi. Ma è un capitolo ancora da giocare. Sul piano della geopolitica, accanto agli sviluppi delle crisi in MedioOriente, Siria e Irak innanzitutto, saranno da registrare le manovre per un ulteriore allargamento dell’Unione Europea e dell’area euro. Dal primo gennaio la Lettonia ha adottato la moneta unica. E durante il 2014 proseguiranno i negoziati con l’Albania, che punta a ottenere lo status di paese candidato a far parte dell’Ue, e quelli con l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia.

DA SEGNARE IN AGENDA 7-23 febbraio A Soči, in Russia, si tengono i XXII Giochi olimpici invernali. 29 aprile Eclissi solare anulare, uno dei maggiori eventi astronomici del 2014 22-25 maggio Si tengono le elezioni europee per il rinnovo del Parlamento europeo. In palio 751 seggi, 12 in più del passato, visto che si sono aggiunti i deputati della Croazia. 22-25 maggio Nella stessa data delle elezioni europee si terranno (probabilmente, la decisione finale non è stata ancora presa) anche le consultazioni amministrative: saranno interessati al voto oltre 4mila Comuni. 31 maggio Le «Considerazioni finali» del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, in cui sarà tracciato un bilancio

Ignazio Visco

Settembre (data in corso di definizione) Si tiene il settimo convegno di YouTrade. 18 settembre In Scozia è previsto il referendum sull’indipendenza della regione dall’Inghilterra 4 novembre Elezioni di medio termine negli Usa. In palio ci sono 435 seggi per il Congresso e 33 del Senato 28 novembre Una donna italiana volerà nello spazio: è Samantha Cristoforetti, che partirà dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, a bordo della Soyuz TMA-15M 31 dicembre Dopo 13 anni Stati Uniti e Gran Bretagna ritirano le truppe dall’Afganistan, l’Italia lo ha già fatto nei mesi precedenti 31 dicembre Scade la proroga che ammette in discarica i rifiuti con Pci superiore a 13mila kj/kg, come le guaine bituminose 31 dicembre Fine della proroga con cui si può usufruire dello sconto del 65% per le opere che comportino risparmio energetico e per le opere di ristrutturazione edilizia. La detrazione del 50% resterà in vigore per tutto il 2014 con il tetto di spesa di 96 mila euro, a cui se ne possono aggiungere altri 10 mila per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. gennaio 2014 - youtrade - 85


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casa nuova edificazione

Il genius loci del lago

nuova edificazione

Questa casa fa la modella recupero

SILENZIO con vista Duomo recupero

La Cina è vicina, MA NON SI SENTE

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per riqualificare quattro case con vista gennaio 2014 - youtradecasa - 87


Serramenti & C. Più tecnologia, più comfort I nuovi materiali consentono alle case prestazioni eccellenti, che migliorano la vita di chi ci abita. Ma sul medio periodo si rivelano anche convenienti perché riducono la spesa energetica Sempre più importanti e rivalutati negli anni, in particolare per le nuove prestazioni richieste agli edifici, contribuiscono, e non poco, al miglioramento del comfort interno. I serramenti, oggi, si presentano come un concentrato di tecnologia e qualità per far fronte a esigenze termiche e acustiche. Non soltanto una valutazione estetica, quindi, alla base della scelta. E oggi, si sa, le varianti sono infinite sia per quanto riguarda i colori che per la combinazione dei materiali. Legno, Pvc, alluminio, ma anche legno–alluminio, legno-Pvc, in base alle proprie esigenze, combinando la possibilità di spesa con le qualità richieste. E per quanto riguarda il risparmio? Cambiare

architetto libero

professionista, milanese di nascita e per vocazione, esperta di ristrutturazioni e finiture d’interni.

n. 02 88 - youtradecasa - gennaio 2014

laura verdi conviene. Le vecchie finestre, con vetro singolo o doppio, comportano una perdita di energia da tre a cinque volte superiore rispetto ai nuovi serramenti performanti con vetri «basso emissivi», che consentono un ulteriore incremento del risparmio energetico e aumentano notevolmente il comfort abitativo. Portano, infatti, la temperatura sulla superficie interna del vetro a valori che di poco si discostano da quelli dell’ambiente. Grande input è stato dato anche dai bonus fiscali, del 65% per

i miglioramenti energetici, purtroppo andati in scadenza per i singoli alla fine dello scorso anno e validi per gli interventi condominiali fino a giugno 2014, e del 50% per la ristrutturazione: hanno invogliato alla sostituzione stimolando anche i produttori a una continua ricerca nello sviluppo di soluzioni sempre più performanti. Selezionate per voi, in questo numero, alcune interessanti case history che riassumono le richieste e gli orientamenti di oggi.


nuova edificazione Sul lago d’Orta

Il genius loci del lago Sulle pendici della montagna, sopra Omegna, una residenza privata, essenziale e minimalista, gioca con lo spirito del luogo in simbiosi con la natura nella quale è immersa

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Progetto di Fabrizio Bianchetti

O 2

1. 2.

Prospetto frontale e laterale. Linee leggere per un impatto minimal.

3. 4.

Le ampie vetrate permettono di godere completamente della vista del lago: un’esigenza base fin dagli inizi della progettazione.

5.

Gli arredi e le finiture sono giocate su tonalità chiare che ben si sposano con le linee guida del progetto.

6.

Un piano terra compatto, che fa da zoccolatura, per poi salire di due piani che quasi si smaterializzano addossandosi alla pendenza della montagna.

gni luogo ha uno spirito che suggerisce il progetto: in questo caso era già il contesto stesso in cui si inseriva. Una posizione splendida, dominante, sul lago, il declivio della montagna, l’obiettivo sfidante di realizzare una vista completa sul panorama. L’edificio è stato quindi pensato a sviluppo orizzontale, di minor impatto possibile sul luogo naturale in cui si inserisce. Essenziale, ricorda le prestigiose realizzazioni della scuola modernista del Canton Ticino: linee pulite, minimaliste. «Per scomodare Sant’Agostino», come afferma Bianchetti, «il bello corrisponde al vero». La pendenza del terreno, invece di essere un vincolo progettuale in negativo, diventa l’imprinting che determina la tipologia dell’edificio sviluppato a gradoni sul

La scheda Location: Omegna, lago d’Orta (Verbania) Progetto architettonico e Direzione Lavori: arch. Fabrizio Bianchetti Serramenti: Finstral | www.finstral.com

«Il progetto in sintesi? Due righe orizzontali collegate da una superficie vetrata» pendio della montagna. Realizzato su tre piani, il piano terreno diventa una sorta di basamento che si incunea nella roccia ed è quasi completamente cieco. Il primo piano, invece, è un nastro trasparente che circonda l’edificio e che lascia entrare in casa l’esterno, quasi a non distinguere il dentro e il fuori. Anche l’ultimo piano, arretrato rispetto agli altri due, dove è alloggiato lo studio, ha una superficie prevalentemente vetrata. L’aggetto esterno è un giardino pensile che è collegato visivamente con il terrazzo sottostante da un lucernario trasparente di grande impatto scenografico. Soprattutto, in un caso come questo, in cui le parti vetrate ricoprono più del 50% della superficie perimetrale, le finestre devono più che mai avere prestazioni al top in termini di risparmio energetico, di tenuta all’acqua e all’aria. «Ho scelto dei serramenti in base gennaio 2014 - youtradecasa - 89


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a valutazioni tecniche, di progetto e legate alla trasmittanza», aggiunge Bianchetti, che gioca in casa avendo diretto per vent’anni la rivista Frame. Con le luci di grande dimensioni, i serramenti dovevano essere sufficientemente resistenti e poco soggetti a dilatazioni dovute a sbalzi di temperatura. Si è optato quindi per serramenti in Pvc con anima in acciaio e rivestimento esterno in alluminio, verniciato con polveri epossidiche, per ridurre la manutenzione e garantire una lunga durata. Splendida la scelta di quella particolare tonalità di azzurro per il carter metallico esterno. Gli interni sono bianchi, sempre in Pvc, in armonia con la ricerca stilistica alla base del progetto. Il valore totale di isolamento termico del serramento è di 1,2 W/mqK, con chiusura ermetica in classe 4 , la migliore, e resistenza all’acqua in classe 6A. I serramenti utilizzati sono di Finstral, sistema Top 72 Kab e Hst Kab. 10

7. 10. Bianco assoluto per gli interni dei serramenti in Pvc: il tutto in perfetta armonia con lo stile del realizzato. Per garantire una maggiore resistenza, viste le luci veramente importanti, si è utilizzata un’anima in acciaio, che irrobustisce i profili e contrasta eventuali movimenti dovuti alle elevate temperature. 8. 9. 11. L’edificio si rastrema verso l’alto, arretrando con i volumi e formando ampi terrazzi: un gioco tra gli interni e gli esterni sapientemente dosato da una sottrazione di materia.

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Un lucernario buca il verde pensile dell’ultima terrazza e mette in continuità visiva due piani della villa, a continuare quel gioco tra il dentro e il fuori.

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nuova edificazione In provincia di Pordenone

Questa casa fa la modella Valori di consumi energetici che si avvicinano a quelli di una passivhouse. Certificazione CasaClima A+ per questa residenza in cui è applicata la migliore tecnologia per l’isolamento

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Progetto CasaClima di Andrea Da Canal

Q 1

1. 3.

Scorcio sugli interni: il salone al piano terra a doppia altezza e la camera da letto al piano superiore.

4. 6.

Due piani fuori terra con volumi quasi perpendicolari e una pianta a «L» studiata ad avvolgere il giardino.

2. 5.

La casa è studiata su un’alternanza di pieni e di vuoti in posizione tale da ottimizzare le esposizioni: grandi vetrate e spazi all’aperto a sud e ovest e poche finestre, di dimensione ridotta, a nord.

uasi uno showroom, l’edificio nel comune di Sesto al Reghena, in provincia di Pordenone, proprietà e residenza di Valerio Pontarolo, uno dei fondatori di Pontarolo Engineering, ramo d’azienda che sviluppa sistemi innovativi per il risparmio energetico. In questa casa, composta da due volumi posti quasi perpendicolarmente e di diverse altezze, si è voluto attuare una concentrazione di tecnologie altamente innovative e performanti dal punto di vista energetico. Come Climablock, sistema costruttivo basato su un cassero in Eps (polistirene espanso sinterizzato) «a rimanere», che permette il getto di pareti e solai in calcestruzzo. Questa tecnologia,

La scheda Location: Sesto al Reghena (Pordenone) Progetto architettonico: arch. Federico Solari, ing. Valerio Pontarolo Progetto CasaClima: arch. Andrea Da Canal Direzione Lavori: ing. Valerio Pontarolo Serramenti e portoncini di ingresso: Finstral – www.finstral.com

«Il principio che ha guidato il progetto è la ricerca del comfort ambientale»

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Serramenti in pillole Cambiare conviene Due buoni motivi per cambiare i serramenti: migliorare le prestazioni energetiche della propria abitazione e le detrazioni fiscali al 65%. Attraverso porte e finestre, oltre che all’involucro edilizio, avviene la maggior dispersione termica di un edificio. Sostituendo quindi vecchi serramenti, per esempio con telaio in legno e vetro singolo, con elementi nuovi, si può risparmiare sui costi di riscaldamento oltre che migliorare il comfort interno dell’abitazione. In aiuto anche gli sgravi fiscali al 65%, in caso di miglioramenti volti al risparmio energetico, e al 50% in caso di ristrutturazione. Ma, attenzione: lo sgravio fiscale del 65% si applica solo nel caso di sostituzione di vecchi serramenti mantenendone la stessa dimensione. Se si trasforma una finestra in una portafinestra, non si può usufruire del bonus. La procedura del 65%: cosa fare (Dal 1° gennaio 2014 la detrazione è passata al 36%, tranne che per interventi su parti comuni di edifici o che interessino tutte le unità immobiliari del condominio. In questi casi la detrazione rimane al 65% fino al 30 giugno 2014). Non tutti i rivenditori e applicatori conoscono l’iter procedurale per accedere al bonus 65%, spesso quindi si rischia di vanificare la possibilità di detrazione. Ecco la procedura: 1. Scegliere serramenti solo con Marcatura Ce (obbligatoria) e con valori di trasmittanza termica Uw certificata. Il valore Uw deve essere quello corrispondente alla zona climatica in cui si trova l’edificio oggetto della sostituzione dei serramenti. Per esempio, Milano si trova nella fascia climatica E, e il valore di trasmittanza da rispettare è di 1,8 W/m2K (D.M. 26 gennaio 2010). 2. Effettuare tutti i pagamenti con bonifici bancari specificando la causale del bonifico. Quasi tutte le banche hanno moduli appositi per la detrazione. 3. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, compilare e inviare all’Enea l’allegato F. La documentazione si trova sul sito dell’Enea: www.enea.it 4. Conservare tutti i certificati e copia dei bonifici.

Uw Trasmittanza termica complessiva dell’infisso e del vetro. È il valore che si deve considerare quando si sceglie un serramento. Ug trasmittanza termica del vetro. Uf trasmittanza termica dell’anta e del telaio. G fattore solare, è il rapporto tra l’energia termica trasmessa da un vetro e quella incidente sullo stesso. Valori buoni di G possono andare dal 45 al 60%. Vetro basso emissivo è un vetro camera, quindi un vetro doppio con una camera d’aria interna, che ha su una delle due superficie interne del vetro camera una pellicola che «assorbe» il calore e lo trattiene all’interno della camera senza trasmetterlo all’esterno.

Il blower door test Ermeticità e tenuta all’aria sono state verificate in opera con il blower door test, una misurazione che richiede una strumentazione apposita e un tecnico abilitato.Per ottenere la classe CasaClima A+ il valore non deve essere superiore a 1 volume/ora. Il test permette di individuare eventuali perdite d’aria attraverso l’involucro edilizio. Il blower door test ha confermato ottimi valori, al di sopra di quelli limite previsti, in corrispondenza dei nodi serramento-muri.

Non occorre la firma di un professionista abilitato, ma la pratica può essere compilata dallo stesso proprietario anche se è più sicuro affidarsi a un esperto.

abbinata a serramenti particolarmente prestazionali di Finstral, a triplo vetro basso emissivo con vetro camera riempito di gas Argon e trasmittanza complessiva di 1,1 W/mqK, ha permesso il raggiungimento della Classe A+ della certificazione CasaClima. Ma non solo, anche la tecnologia di riscaldamento prescelta, geotermia e pannelli radianti a parete

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e a pavimento, oltre a una ventilazione forzata, hanno determinato un consumo energetico di 28 kWh/mq annuo, quasi un valore da passivhouse. Sistemi domotici per l’oscuramento e la deumidificazione attraverso sprinkler a soffitto concorrono a garantire un elevato comfort interno. Niente muffe, umidità, sbalzi di temperatura tra le varie zone della casa, ma un microclima controllato e salubre grazie a tecnologie all’avanguardia, studiate però per essere ripetibili in tutti i contesti. L’edificio è giocato su un’alternanza di pieni e vuoti la cui posizione è finalizzata all’ottenimento dei maggiori benefici in termini di illuminazione: poche superfici vetrate a nord e grandi a sud e a ovest oscurate domoticamente con sistemi posizionati in esterno per evitare il surriscaldamento delle superfici. Anche i portoncini d’ingresso sono di Finstral: in Pvc a cinque camere con tubolare interno zincato per una maggiore resistenza meccanica. Ottimo anche in questo caso il valore di trasmittanza termica pari a 1 W/mqK.

7.

Il concentrato di tecnologia utilizzato nella costruzione non si vede, ma si sente: comfort e armonia vengono percepiti anche dal visitatore occasionale, non solo da chi ci abita.


CURIOSITà Che si pulisca da solo Sembra una boutade ma non lo è. Ecco cosa chiede l’utente finale a un serramento: un qualcosa in più, di quasi futuribile. Ma è possibile? Sì, con i vetri autopulenti, che funzionano grazie all’azione combinata di sole e pioggia. La luce solare, con un’azione di fotocatalisi, trasforma gli inquinanti depositati sul vetro in sali solubili, che vengono disciolti e dilavati dalla pioggia. Inoltre, la superficie è resa idrofila e, quindi, impedisce la formazione di gocce. Vetri molto smart con un click E pensare a un vetro intelligente che con un click diventa trasparente e in stato normale si opacizza? C’è. Si tratta di un vetro stratificato che racchiude cristalli liquidi. Al passare dell’energia elettrica, i cristalli perdono di coesione facendo diventare trasparente la superficie vetrata. Particolarmente adatto in quelle situazioni in cui è richiesta privacy e riservatezza, come in uffici, conference room, alberghi. A ognuno il suo Legno, PVC o alluminio? Alcuni criteri di scelta Come scegliere un serramento? Molte sono le considerazioni da fare, ma bisogna sapere che non esiste il materiale migliore in assoluto e la scelta deve essere fatta incrociando vari elementi, secondo le esigenze progettuali, estetiche, tecniche. Per esempio, il serramento in legno è quello che meglio risponde al gusto estetico e meglio si presta in situazioni tradizionali, dà un senso di calore e normalmente è quello che piace di più. All’estetica associa anche ottime prestazioni di isolamento termico. Di contro, esige una manutenzione maggiore e non è particolarmente adatto a grandi luci dal momento che è un materiale «vivo» e tende a deformarsi con gli sbalzi termici. Il serramento in Pvc ha un ottimo rapporto qualitàprestazione-prezzo. Dal punto di vista estetico offre un’ampia cartella colori e in parte si è ovviato al problema del viraggio delle tonalità, soprattutto per i colori più chiari. Nel caso di grandi luci può avere il problema delle dilatazioni termiche e quindi può essere rinforzato con anima in acciaio. Il serramento in alluminio è quello più resistente, non si deforma ed è particolarmente adatto alle grandi luci. A parità di prestazione, risulta però più caro rispetto a un serramento in Pvc. Dopo queste considerazioni, quindi, non si può dire che un materiale sia meglio di un altro, ma solo che, dopo avere ben valutato un progetto, si può individuare il serramento che meglio fa al nostro caso.

La posa perfetta La prima operazione è consistita nella posa di un falso telaio in legno di 3 cm di spessore con la funzione anche di contenimento del getto in calcestruzzo oltre che per il fissaggio del serramento vero e proprio. Dopo avere eseguito il getto in calcestruzzo, è stato posizionato un secondo falso telaio per il fissaggio del sistema di oscuramento esterno. Il serramento è stato fissato sul primo falso telaio, con ancoraggio meccanico a vite, sigillando e garantendo il fissaggio con schiuma poliuretanica. Per garantire la tenuta all’aria e rendere ermetico il nodo serramento-controtelaio, sono stati posizionati dei nastri espandenti e i giunti di discontinuità sigillati con silicone strutturale Il serramento è stato isolato grazie alla posa sulle spallette del primo falso telaio di inserti in Eps che hanno risolto ogni ponte termico. Fondamentale è il taglio termico del davanzale in marmo posto all’esterno. Quindi è stato posizionato uno spessore in Eps a sezionare il davanzale in marmo dal davanzale interno in Pvc. La giunzione tra il davanzale esterno e quello interno è stata risolta con la sovrapposizione del telaio del serramento. Sopra la luce delle finestre è stata realizzata una nicchia per l’alloggiamento del sistema di oscuramento esterno. La nicchia è stata ricavata in esterno sullo spessore dell’Eps di 18 cm, in questo modo si sono evitati ponti termici e acustici. È stata poi chiusa con un pannello Honeycomb–Eps, successivamente rasata planarmente alla superficie.

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recupero A Monza

SILENZIO con vista Duomo Scorci spettacolari sulla piazza e sulla città storica dai terrazzi di un palazzo antico completamente ristrutturato

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Progetto di Elena Valentini

U 2

1. 2.

Finestre da tetto che scivolano in verticale e allargano la vista aumentando l’illuminazione. Durante i lavori e dopo.

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Il rendering del progetto, da piazza Duomo.

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Vista dall’esterno. Il progetto ha previsto anche l’inserimento di pannelli solari che si mimetizzano: quasi un proseguimento delle finestre.

5.

La facciata continua verso l’interno.

6.

Sui tetti di Monza.

7. 8.

Un pacchetto di isolamento completo è stato studiato per il tetto, dal punto di vista termico e anche acustico. In perfetta continuità con i serramenti utilizzati, particolarmente performanti.

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n intervento molto complesso quello che ha interessato il palazzo adiacente al Duomo di Monza. Di origini storiche (l’edificio più antico risale al 1500), era composto da tre corpi di fabbrica, con quote dei solai sfalsate e vani scala separati. Il progetto ha quindi previsto uno sventramento interno di una parte dell’edificio e il rifacimento delle fondazioni e dei solai, realizzati con struttura in acciaio e il consolidamento di quelli non demoliti. Il primo step è consistito nel rifacimento dei piani cantinati

La scheda Location: Monza (Monza e Brianza) Progetto architettonico – strutturale e direzione lavori: Studio Testa, ing. Enrico Testa, architetto Elena Valentini – Monza Coordinamento tecnico: Davide Nale, Studio Simoncini, Cornaredo (MI) – www.sr3.it Serramenti da tetto: Fakro – www.fakro.it Isolamento termoacustico tetto: Brianza Plastica – www.brianzaplastica.it Aetolia Vz – www.aetolia.it

«L’obiettivo era quello di coniugare esigenze estetiche a esigenze prestazionali sia termiche che acustiche»

e del piano terra a uso commerciale, come era in origine, per poi salire nella ristrutturazione a destinazione residenziale con la sistemazione dei tre piani fuori terra e del sottotetto, poi collegato al terzo da una scala interna. È stato quindi realizzato un vano ascensore con un nuovo


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corpo scala e creato un vano tecnico per l’alloggiamento di tutti i nuovi impianti miranti all’adeguamento tecnologico dell’edificio. Il progetto ha valutato attentamente tutti gli aspetti prestazionali dall’acustico al termico: è stato infatti realizzato un cappotto interno in lana di roccia e cartongesso per portare i muri perimetrali a valori di trasmittanza termica a norma di legge. Il tetto, completamente rifatto, è stato realizzato con un pacchetto Isotec di Brianza Plastica abbinato a un materassino fonoisolante di Aetolia. Grande attenzione è stata prestata, infatti, anche all’isolamento acustico, trattandosi di una location in zona centrale, teatro di molte manifestazioni nel corso dell’anno. Ma è inutile mettere a norma l’involucro opaco se poi si sottovalutano le parti trasparenti. Per non inficiare quindi l’attento lavoro progettuale, anche la scelta dei serramenti è stata valutata non solo dal punto di vista estetico, ma anche in funzione anche delle prestazioni termoacustiche. Sono state quindi messe in opera le finestre Ftu/D L3 di Fakro, rifinite internamente in essenza pino e sbiancate con vernice poliuretanica, con profili esterni in alluminio testa di moro che abbinano valenza estetica con

prestazioni sia termiche che acustiche. Ottimi, infatti, i valori: trasmittanza 1,1 W/mqK e 41 dB per quanto riguarda il fonoisolamento. Molto scenografica la soluzione del proseguimento della finestra da tetto sul perimetro verticale, con una soluzione ad angolo che sembra far scivolare la parte vetrata sul bordo esterno. Al primo terrazzo esistente, su

via Rossi, ne è stato aggiunto un secondo con spettacolare vista su piazza Duomo, al quale si accede dalla cappuccina di nuova edificazione. Una porzione di facciata interna, verso il cortile, si chiude con una facciata continua che alleggerisce il prospetto. Un progetto mosso, che ha saputo cucire una preesistenza alquanto disomogenea.

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recupero A Milano

La Cina è vicina, MA NON SI SENTE Da alloggi della servitù a residenze di lusso. Così nel quartiere cinese riprende vita il sottotetto di un palazzo storico. Con finestre da tetto superprestazionali e isolanti acustici ricavati dai pneumatici fuori uso

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«È sempre più sentita l’esigenza dello stare bene nella propria casa e le realizzazioni ne devono tenere conto scegliendo prodotti mirati»

Coordinamento tecnico di Davide Nale

1 1. 2. 3. Circa 700 mq di tetto ristrutturato ponendo attenzione in particolare all’adeguamento normativo. Il pacchetto è formato da perlina, telo in tessuto non tessuto, materassino isolante in materiale riciclato (Pfu) e pannello Isotec con tegole di copertura. Le finestre inserite sono 26 di Fakro: in legno di abete internamente e in alluminio testa di moro come finitura esterna.

La scheda Location: Milano Progetto architettonico: Studio Ansbacher – architetti Massimo Ansbacher, Cristina Manzoni –Milano Coordinamento tecnico: Davide Nale, Studio Simoncini, Cornaredo (Milano) – www.sr3.it Serramenti: Fakro – www.fakro.it Isolamento termoacustico tetto: Brianza Plastica – www.brianzaplastica.it Aetolia Vz – www.aetolia.it 96 - youtradecasa - gennaio 2014

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n’operazione immobiliare in centro a Milano, in un quartiere ampiamente rivalutato negli ultimi anni, ha portato la dismissione da parte di una banca di un intero palazzo storico, di cui l’ultimo piano sottotetto è stato acquistato interamente dall’impresa milanese Fimac. L’azienda ha intrapreso un importante intervento di recupero: dove prima c’erano gli alloggi della servitù, prenderanno vita lussuosi attici sui tetti della città. Circa 700 metri quadri di tetto sono stati oggetto di intervento mirato a un adeguamento normativo sia dal punto di vista termico che acustico. Il palazzo si trova, infatti, in piena China Town, zona particolarmente trafficata e con il passaggio di tram. Da qui la necessità di utilizzare materiali e prodotti adeguati e rispondenti alle richieste progettuali. La scelta, per quanto riguarda i serramenti, è caduta sulle finestre da tetto Fakro, «altamente prestazionali e con un ottimo rapporto qualità- prezzo», spiega Davide Nale, coordinatore per l’impresa, che ha seguito e suggerito gli accorgimenti tecnici volti a ottemperare le normative in vigore e a raggiungere quel comfort interno

imprescindibile a interventi così qualificati come quello in oggetto. Le finestre utilizzate, 26 per la precisione, raggiungono una trasmittanza termica di 1,1 W/mqK e un abbattimento acustico di 41 dB, maggiore dei 40 previsti dalla normativa in vigore, il D.P.C.M. 5. 12. 2007. Le finestre hanno una finitura interna in legno di pino naturale ed esternamente sono in alluminio preverniciato color testa di moro. Il vetro utilizzato è camera 6-12-33.1, cioè con laminato interno di 6 millimetri, una camera d’aria di 12 millimetri e con un altro accoppiato esterno di 3 millimetri, abbinato a una seconda lastra di 3 millimetri, particolarmente resistente agli urti. Gli accorgimenti termici e acustici sono proseguiti nel pacchetto tetto, realizzato con una perlina di 2 cm, un telo in tessuto non tessuto di Brianza Plastica, un materassino in gomma di Aetolia, il pannello Isotec sempre di Brianza Plastica, e tegole marsigliesi. E dai pneumatici fuori uso (PFU) provengono i materassini fonoisolanti di Aetolia utilizzati per l’isolamento acustico, una scelta ecosostenibile dell’azienda veronese, che ha sposato una policy green basata sull’utilizzo di materiale riciclati e riciclabili al 100%. I materassini sono stati utilizzati per l’isolamento del tetto ma anche per l’isolamento a pavimento.


quartiere ямБeristico

13/16 FEBBRAIO 2014

PROGETTARE E RIQUALIFICARE

SMART


1 1. Sembra voler sfidare la gravità, DiagoLinea di Lago. La libreria si trasforma in un elemento dinamico di design, in cui la destrutturazione regna sovrana. Le mensole assumono inclinazioni impreviste, pur sostenendosi a vicenda. Inoltre, grazie all’esclusivo fissaggio a parete, le mensole possono ruotare su se stesse, ampliando esponenzialmente le configurazioni possibili. L’effetto di destrutturazione è accentuato dall’inserimento di reggilibri invisibili.

2 2. Si ispira alle superfici dei mobili vintage la nuova collezione Treverkmood di Marazzi. Caratterizzata da piastrelle effetto legno, Treverkmood è realizzata in gres porcellanato ed è declinata in cinque diversi colori (tiglio, faggio, rovere, noce e mogano) e nel formato 15x90 cm. Ideale per ambienti bagno, cucine e living.

5. Nuova vasca freestanding per Victoria + Albert. York, questo il nome della vasca, è posizionabile in qualsiasi ambiente della casa, diventando un vero e proprio complemento di arredo. Le sue curve delicate e il bordo ricercato ne fanno un elemento elegante, in cui immergersi piacevolmente per un bagno generoso e rilassante, grazie anche all’ampia zona retrostante che supporta in maniera ottimale le spalle e il capo. York è realizzata in Quarrycast, materiale costituito da roccia calcarea vulcanica finemente tritata e miscelata e resine acriliche, in grado di mantenere costante la temperatura dell’acqua e resistere a graffi e shock termici. 3. Moderno ed essenziale, il nuovo letto Plana di Presotto Italia è anche green. Realizzato con materiali riciclabili e di elementi in legno provenienti da una gestione forestale sostenibile certificata, Plana è rifinito con vernici all’acqua. Sostenuto da un’originale e solida base in metacrilato trasparente, che dona alla struttura un’inedita leggerezza, il letto sembra fluttuare nell’aria.

4. Ludwig, questo il nome della seduta di Alba Plus Experience, realizzata nelle nuove versioni in cuoio nero e vinaccia. Classica e raffinata, la sedia Ludwig si caratterizza per la lucentezza del rivestimento e le cuciture particolarmente accurate. La seduta e lo schienale a ventaglio sono morbidi e facilmente lavabili. Telaio in cromo satinato.

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6 8 6. Danno un tocco di colore e di allegria le poltrone Giacomino di Meritalia in versione bicolor. Realizzate in acciaio tubolare, con molleggi in cinghie elastiche incrociate, e fodera di protezione imbottita con ovatte sintetiche, le poltrone Giacomino hanno sedile e schienali stampati in poliuretano espanso di diversa densità, rivestiti con appositi tessuti elasticizzati. Piedini in alluminio con puntalini snodati. Disponibili anche in tinta unita, pelle o tessuto.

8. Si trasforma da culla in lettino a tutti gli effetti, corredato anche da due comodini, il nuovo Maggiolone della Mibb. Il look total white può essere personalizzato scegliendo i profili del letto e dell’armadio tra i colori grigio, mandarino e cioccolato. La cameretta, realizzata con materiali naturali e atossici, è completa anche di un armadio piccolo che può diventare un ampio guardaroba e di un fasciatoio che può essere trasformato in un comodo contenitore a cassetti.

9 7 7. Il ritmo entra in cucina con Swing, l’ultima proposta di Cucine Lube caratterizzata da soluzioni modulari ed elementi a giorno colorati in tinta unita, che vanno ad abbinarsi a vetri, in tonalità lucide e opache. Tra le tante proposte cromatiche, originali i colori salvia, rosso corallo, giallo ambra, acquamarina e rosa quarzo. L’estrema versatilità di utilizzo è sottolineata anche dalle penisole, che cambiano schema e diventano piani sagomati con nuove forme.

10. Una ventata di luminosità e originalità nella proposta antoniolupi per l’arredo della zona bagno. Nella foto sono inseriti in un unico contesto la vasca Dune, la libreria City e l’ultima novità dell’azienda, il radiatore di design Bit, monolite realizzato in alluminio riciclato al 100%.

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9. Anche la cappa diventa un elemento dal forte impatto estetico con Franke, portando il design in cucina. Realizzata in acciaio inox e vetro cristallo nero, la cappa Sinos anticipa la nuova normativa sui consumi energetici, in vigore dal prossimo 2014. Dotata di motore Brushless e di sistema di illuminazione Led, Sinos coniuga efficienza, rumorosità ridotta e consumo energetico contenuto. Da installare con camino, in dotazione di serie.

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youbook L’aquila e la farfalla Perché il XXI secolo sarà ancora americano di Maurizio Molinari Rizzoli – Collana Saggi 2013; pp. 182 18 euro

Altruismo, disponibilità, collaborazione, amore per gli altri e fede: questi, secondo il Censis, i valori degli italiani nel 2013. Sembra un ritorno a una visione meno individualista della realtà e delle relazioni sociali quella dipinta dall’istituto di ricerca in questo volume, che raccoglie, inoltre, dati e riflessioni su diversi fenomeni in atto nel nostro Paese: dai nuovi modelli di welfare al «papafrancescanesimo», dalle varie tipologia di famiglia alternative a quella tradizionale ai talenti ed energie latenti ancora inespresse. Nonostante quel 13% di italiani che dichiara di sentirsi disperato, il Paese è tutt’altro che abulico e spento. È forse in attesa di un segnale? Per chi: un viaggio alla scoperta di un Paese che non è morto nel limbo dell’apatia, ma che continua a sperare e combattere per un presente migliore.

Tecnologie Solari integrate nell’architettura Processi, strumenti, sistemi, componenti

Chi l’ha detto che l’America è destinata al declino? Maurizio Molinari, da oltre un decennio corrispondente da New York del quotidiano La Stampa, spiega perché gli Usa non sono affatto fuori gioco. Anzi. Con lo spirito pioneristico e la resilienza che da sempre caratterizza il mood americano, il Paese a stelle e strisce sta dando prova di sé generando riforme e innovazioni significative: dallo sfruttamento dello shale gas in alternativa al tradizionale petrolio, al nuovo welfare di Obama, dalla democrazia digitale alle riforme nel mondo del lavoro e dell’istruzione. Attraverso la cronaca e l’analisi dei cambiamenti, spesso contraddittori, ancora in atto, Molinari torna all’Europa e all’Italia, per scoprire le implicazioni che la metamorfosi americana può portare fino a noi. Per chi: un libro per imparare come si trasforma la crisi in opportunità.

I valori degli italiani 2013 Il ritorno del pendolo a cura del Censis Marsilio – Collana Tempi 2013; pp. 174 17 euro

100 - youtrade - gennaio 2014

a cura di Gianni Scudo Wolters Kluwer Italia Collana TecnicaMente 2013; pp. 280 40 euro

Più uguali più ricchi di Gutgeld Yoram Rizzoli – Collana Saggi italiani 2013; pp. 214 16 euro A volte uno sguardo distaccato può fare più di mille ragionamenti. Yoram Gutgeld, ex McKinsey e consigliere di Matteo Renzi, propone un assunto semplice: bisogna rompere con gli schemi del passato, partendo dall’eliminazione delle iniquità, alla base non solo dell’ingiustizia sociale, ma anche dell’impasse economica del nostro Paese. Avanzando proposte concrete e spesso a costo zero, derivanti dall’osservazione della realtà nazionale, Gutgeld porta al centro del dibattito la questione dell’equità come mezzo per creare un Paese più giusto, prospero e forte, in cui le imprese riescano a operare al meglio e le persone vengano valutate sulla base del merito. Per chi: per chi vuole approfondire uno dei temi caldi del momento, quello dell’ingiustizia: sociale, giudiziaria, economica, la lotta all’iniquità può essere la chiave di volta per cambiare prospettiva.

“In Italia paghiamo troppe tasse - Falso!” di Innocenzo Cipolletta Editore Laterza 2014; pp. 112 9 euro

Il 20% in più ogni anno nell’ultimo decennio. Il trend di crescita del mercato delle tecnologie da fonte solare, in particolare fotovoltaiche, spiega il boom degli anni scorsi, che molti prevedono potrà continuare con un utilizzo sempre più massivo degli impianti inseriti nelle strutture edilizie. Questo richiederà valutazioni rapide sulla loro integrabilità, soprattutto nei contesti ambientalmente sensibili (quasi la metà della superficie delle regioni italiane). Il volume offre una panoramica del quadro normativo di regolamentazione dell’integrazione delle energie rinnovabili, strumenti di progettazione e verifica, esempi e casi pratici. Per chi: professionisti tecnici, enti locali, produttori, il volume è uno strumento utile per valutare i vincoli non tecnologici alla diffusione dell’integrazione di tecnologie solari nell’ambiente.

Adesso c’è la nuova Iuc –Tasi, l’imposta municipale unica, che va ad aggiungersi a Iva, Irpef, Irpeg... Chi, almeno una volta nella vita, non ha pensato di pagare troppe tasse rispetto ai servizi ricevuti? Non è però così secondo Innocenzo Cipolletta, ex presidente Ferrovie dello Stato, ed economista ex direttore generale di Confindustria, che confuta una delle idee più popolari del Bel Paese. Secondo l’autore, infatti, è vero che in Italia l’incidenza delle tasse sul reddito è più alta della media europea, ma solo se consideriamo tra le tasse i contributi sociali e se trascuriamo l’esistenza di un pil sommerso e di una evasione fiscale alle stelle. Inoltre, le imposte sono indispensabili per poter migliorare il livello dei servizi. Quindi, chi predica a favore di una riduzione delle tasse e della spesa pubblica, di fatto predica a favore di una disuguaglianza dei redditi a vantaggio delle classi più ricche. Per chi: le tasse sono il tallone d’Achille del nostro Paese. Il libro propone un punto di vista controcorrente, su cui riflettere.


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conseguenze della sporcizia che invade le acque salate del mondo.

CUPERTINO HA IL SUO DISCO

SFERICA PULIZIA La popolazione continua ad aumentare e con essa l’inquinamento indiscriminato. La nuova architettura diventa quindi sociale, non più per esigenze di abitazioni o di problematiche abitative e difficoltà economiche, quanto come reale risposta alla bonifica di particolari superfici. Gli oceani, infatti, abbondano di materiale plastico, risultato dello scarico indiscriminato di industrie o dell’inciviltà dei cittadini. Il progetto messo a punto dagli architetti coreani Kim Hongseop, Cho Hhyumbeom, Yoon Sunne e Yoon Hyounsoo, cerca di dare una risposta definitiva a tutti questi problemi. Il mondo potrebbe quindi trovare un nuovo sistema con il quale purificarsi: un’architettura sferica in plastica. Una realizzazione che il concept ipotizza cava per alleggerirne il peso finale e per disegnare linee di forza utili a scaricare tutte le forze, sostenuta da un anello del diametro di oltre 1 chilometro che scorre tutt’attorno all’edificio. La sfera, larga circa 160 metri, deve esser cava per convogliare all’interno un enorme camino l’acqua e sfruttare questo passaggio per recuperare il materiale inquinante. L’acqua, inoltre, attraverso il passaggio e una serie di impianti, viene completamente depurata prima di continuare il suo percorso nell’oceano. La plastica recuperata sarà invece riutilizzata per realizzare enormi reti galleggianti nelle quali allevare popolazioni ittiche in difficoltà numerica a causa della forte mortalità dovuta alle 102 - youtrade - gennaio 2014

Apple si rinnova partendo da concetti della tradizione americana con il nuovo campus che sorgerà a Cupertino, in California. A firmarlo un archistar come Norman Foster. Il campus è un grande edificio ad anello con una grande corte interna, altezze uguali per tutta la superficie, e una sorta di chiusura nei confronti dell’esterno. La nuova struttura nascerà dalle ceneri di un passato edificio di proprietà di una delle realtà legate all’informatica quale l’Hp. L’edificio precedente è stato infatti completamente raso al suolo per lasciare spazio al nuovo che avanza in una sorta di metaforico passaggio del testimone. Le dimensioni si prospettano gigantesche, l’headquarters ad anello avrà una circonferenza di 1.500 metri e occuperà una superficie di 260mila metri quadrati. L’imponenza del nuovo campus Apple non allontanerà o spaventerà l’osservatore: anzi, lo attirerà grazie a un’atmosfera di marcata tecnologia che invade tutte le sue pareti e i materiali. Questi ultimi, infatti, sono di nuova generazione e alta biocompatibilità. Le grandi specchiature che rivestono le pareti creano un gioco tra edificio e natura circostante, e sono in grado di collaborare anche nel lavoro di raffrescamento interno. La pavimentazione è di nuovo un rimando alla tradizione americana, ma usa la pietra grigia cara a Steve Jobs proveniente dalla cave toscane. La ventilazione sarà per l’80% il frutto di un attento sistema di ricircolo naturale, mentre gran parte delle necessità elettriche saranno il risultato dell’accumulo permesso dai pannelli fotovoltaici utilizzati come copertura dei parcheggi. Il gas naturale sarà il principale sistema di approvvigionamento del calore per contrastare i giorni più freddi e l’illuminazione sarà realizzata con led a basso consumo, e solo in quelle aree in cui sarà difficile sfruttare l’illuminazione

naturale. La struttura ospiterà, una volta conclusa la costruzione, circa 6.200 nuovi alberi che sostituiranno gli oltre 3mila tagliati durante le operazioni di scavo. Il costo dell’operazione si aggirerà attorno ai 5 miliardi di dollari.

BOLLINO VERDE PER SAINT GOBAIN L’edificio più sostenibile d’Italia è milanese. È stato concesso, infatti, il bollino Platinum, la massima riconoscenza raggiungibile secondo il protocollo Leed 2009 Italia Nc, alla struttura laboratorio di Saint Gobain a Corsico. Il punteggio è da record: 90 su 100, che ha quasi raggiunto l’unico edificio dalle prestazioni migliori al mondo, ovvero l’edificio svedese di Helsingborg. Il risultato è il frutto di un’attenta gestione nei minimi particolari di nuove tecnologie e di fortunate scelte nei materiali di finiture, nella capacità del pacchetto opaco e trasparente dell’edificio. L’uso di un impianto fotovoltaico, che ha permesso un risparmio del 51% dei consumi di riscaldamento, condizionamento e illuminazione, oltre ad altri accorgimenti, hanno inciso in definitiva per oltre il 40% sul punteggio complessivo e hanno dato così la possibilità all’edificio, certificato con la Classe A+, di fregiarsi anche del bollino Leed. I risparmi energetici registrati in questo primo anno di vita sono stati infatti da record con un taglio di 152/ MW/h, rispetto a una struttura di paritetica volumetria però in classe energetica C. Le emissioni di Co2 sono inoltre state ridotte di 62 tonnellate. L’edificio è il risultato di un attento processo di ristrutturazione di una precedente area della fabbrica preesistente alla quale è stata affiancato un ulteriore corpo che ha portato la struttura a occupare circa 1.200 metri quadri. Ora Saint Gobain può finalmente dirsi attrezzata di un edificio nel quale oltre a fornire formazione e ospitare un completo showroom dedicato all’habitat sostenibile, sia esso stesso dimostrazione dell’attenzione e degli investimenti dell’azienda in un’ottica di sostenibilità e di verde contemporaneità.


news dalla rete MONDO AUTOCAD a 360 www.autocad360.com

miglioramenti riguardano la possibilità di sincronizzazione via cloud AutoDesk 360, package drawing (come su Windows) e un potenziamento delle prestazioni dell’interfaccia utente. La stessa sicurezza del sistema è stata migliorata e ora offre una prevenzione di altissimo livello, in grado di bloccare il caricamento e l’esecuzione di applicazioni AutoLisp non autorizzate o dannose per il sistema.

UN WEBMAGAZINE HOT www.mcz.it AutoCad lancia tutte le sue novità e strappa un primato. Il 2014 è già iniziato per il software di creazione progettuale più diffuso al mondo. Il simbolo è la tecnologia display Retina. AutoCad 360 (www.autocad360.com), infatti, è la prima applicazione professionale ottimizzata per iPad Air e iPad mini che usano questo tipo di schermo ad alta risoluzione. Progettisti e architetti trovano così un supporto tecnologicamente avanzato per le varie operazioni outdoor. A permettere tutto questo è il nuovo chip A7 utilizzato da Apple per i nuovi tablet. L’app sarà disponibile su l’App Store e giocherà un ruolo fondamentali per permettere ad AutoCad di aumentare i download del suo software. Ma anche il mondo Mac è ormai un terreno di conquista di AutoCad, ottimizzato anche per i computer della Mela. Il supporto display retina su MacBook Pro da 13 e 15 pollici è stato migliorato in modo da permettere la sincronizzazione con AutoDesk 360, cioè la versione cloud del software di progettazione. Le linee sono ancora più nitide e chiare, con un miglioramento del dettaglio in grado di gestire qualsiasi livello di zoom. Altri

YourFire è il nuovo web magazine pensato da Mcz Group (www.mcz.it). Un modo di comunicare diverso, attento a suggerire in che modo migliorare il benessere delle abitazioni. Legna, pellet, caldaie a biomassa, importanza di solare e fotovoltaico: yourFire scandaglia questo terreno solitamente raccontato con approcci ingegneristici e lo porta alla ribalta. Questo nuovo modo di narrare il calore viaggia sullo stile del racconto, si presentano storie ed esperienze con gli occhi dei non addetti ai lavori. Gli ambienti narrati sono i più disparati, dall’interior design alle ricette di cucina, dagli incentivi fiscali ai consigli sui pellet da acquistare. E la grafica aiuta il percorso editoriale. Tagli

freschi, immagini di grandi dimensioni, font futuristiche e tradizionali per dettare visivamente i contenuti dei servizi. Si apre così una nuova stagione per un gruppo che da sempre è simbolo e metafora di calore in tutte le sue forme: dalle stufe ai camini di design, fino alle ceramiche artistiche, ai barbecue e ai forni. Una gamma di prodotti che crea calore in varie forme, come l’integrazione biomassa-solare del marchio Red. Il tutto cercando il riscontro dei clienti, un riscontro che diviene racconto e trova una finestra per narrarsi grazie ai viaggi di yourFire.

UNA RISORSA IN PIÙ PER I PROFESSIONISTI www.sikaproject.it

La filiera edile da oggi potrà contare su un utile strumento per redigere computi economici: Sika Project. Un software ideato da Layoutweb per fornire a progettisti, architetti e ingegneri un compagno di lavoro comodo, indispensabile e utilizzabile anche in situazione offline. Una volta lanciato il tema, si ripresentano una serie di menù a tendina che guidano l’utente attraverso preparazioni, trattamenti dei supporti, posa in opera e redazione completa di capitolati, con schede tecniche. Il programma esiste anche in versione demo, per consentire l’uso e le prove anche agli acquirenti incuriositi della soluzione Sika. Per provare la demo basta accedere all’indirizzo www.sikaproject.it e iniziare a utilizzare tutte le funzioni del configuratore. Si presenterà un modulo che, a partire dalla regione, condurrà l’utente fino alla selezione del materiale fino nei più piccoli particolari. L’utente potrà selezionare le offerte e verificare i cambiamenti di prezzo dovuti al noleggio di ulteriori risorse come attrezzature, o l’impiego di operai con qualifiche. Un servizio reso possibile dal vasto database che contiene i prezzari regionali costantemente aggiornati. La registrazione al sito permette anche di usufruire di Sika Project, la webapp sviluppata per Android, Windows, iPad e iPhone, da installare su smartphone e tablet. gennaio 2014 - youtrade - 103


ZAPPING

Fakro illumina il nuovo Polo della Meccatronica di Rovereto

I lucernari tubolari SRT di Fakro illuminano il nuovo Polo della Meccatronica di Rovereto. Convogliando la luce esterna all’interno dell’edificio, i lucernari tubolari garantiscono luminosità anche nei locali in cui è difficile installare una normale finestra, grazie al tubo flessibile in alluminio che presenta uno strato di argento con potere riflettente del 98%. La cupola è realizzata in policarbonato, resistente a danni meccanici e agli agenti atmosferici. Durante le giornate di pioggia ha un’efficace capacità autopulente e la sua forma riduce al minimo il tempo di accumulo di neve.

Faraone per Just Cavalli

Dewalt: tutto in uno per le operazioni di taglio e levigatura

Ora sarà possibile tagliare, levigare, raschiare, tutto con un unico utensile. Dewalt presenta DWE315KT-QS, utensile multifunzione utile in interventi di levigatura di telai, taglio del cartongesso, rimozione di fughe, moquette e ruggine, sostituzione di piastrelle, ristrutturazione di porte e finestre. Il cambio degli accessori, senza utilizzo di chiavi, è molto più rapido (37 quelli in dotazione, tra cui lame per il taglio di legno e chiodi e lamiere, lama per la rimozione di fughe, carta abrasiva, raspa); la presenza di un adattatore universale garantisce la compatibilità anche con gli accessori della concorrenza. Dewalt ha curato non solo l’ergonomia delle doppie impugnature, ma ha anche dotato il DWE315KT-QS di una serie di plus quali angolo di oscillazione pari a 1,6°, controllo della velocità e profondità di taglio, Led ad elevata luminosità, adattatore d’aspirazione, controllo della velocità, blocco pulsante.

104 - youtrade - gennaio 2014

Isolmant Polimuro, i nuovi sistemi termoriflettenti di Isolmant

Isolmant Polimuro ALU e Polimuro REFLEX sono i nuovi sistemi termoriflettenti “Radiant Heat Gain” di Isolmant per l’isolamento termo-acustico in intercapedini di basso spessore. Le superfici basso emissive e alto riflettenti delle lamine di puro alluminio di cui sono composti, fanno di questi sistemi una soluzione efficace per ridurre del 95% la quantità di calore trasmessa per irraggiamento da una superficie all’altra dell’intercapedine. L’utilizzo di Isolmant Polimuro Alu o Polimuro Reflex permette inoltre di incrementare del 75% la resistenza termica di una intercapedine verticale.

Anche il Flagship Store Just Cavalli a New York si è affidato a Faraone, azienda specializzata nella realizzazione di architetture trasparenti, vetro e acciaio. All’interno del punto vendita (525 metri quadri, distribuiti su due piani) è stata infatti inserita l’elegante scala Mathis, composta interamente da vetro temperato, stratificato triplo 10, con accessori e corrimano in acciaio inossidabile marchiati Just Cavalli. Un modello di personalizzazione unico, evidenziato anche dal tessuto di pitone Roberto Cavalli, applicato tra le lastre di vetro dei gradini. A delimitare la scala, ai lati del piano superiore, la balaustra Ninfa, caratterizzata da vetro stratificato 10+10+1,52 SGP.


Una nuova segatrice per Imer Hörmann Italia punta sui rivenditori

Presente in Italia da 23 anni, Hörmann Italia ha deciso di investire ancora di più sui rivenditori, con un Programma Partner rinnovato e ampliato che mette a disposizione degli oltre 500 concessionari distribuiti su tutto il territorio nazionale, corsi di formazione, attività promozionali, strumenti e supporti per il punto vendita. «Da tempo i nostri rivenditori possono attingere al Programma Partner Hörmann, vale a dire un insieme di esclusivi articoli per allestire e pubblicizzare il proprio showroom o le attività proposte», spiega il direttore commerciale Edoardo Rispoli. «Grazie a questo programma, i nostri showroom, non solo in Italia ma in tutta Europa (il format è infatti proposto dalla casa madre in Germania), presentano espositori per portoni, vetrine per accessori, poster, campionature elementi, pannelli pubblicitari e strumenti promozionali per punto vendita, dagli shopper, alle penne, ai cioccolatini, tutti coerenti e dall’aspetto coordinato. La nostra azienda ha scelto di credere a tal punto nella figura del concessionario, da concepire quest’ultimo quale un vero partner. Siamo convinti che, quale strategico anello di congiunzione fra il nostro marchio e quel segmento di mercato, principalmente l’utente privato e la microimpresa, che oggi rappresenta senz’altro una realtà di primaria importanza visto il settore della riqualificazione-ristrutturazione, il rivenditore debba essere ampiamente valorizzato e sostenuto con attività e strumenti mirati», conclude Rispoli.

C350iPower è la nuova segatrice di Imer Group a elevata potenza, per il taglio di materiali lapidei, laterizi e pietra. Equipaggiata di disco di 350 mm di diametro, è adatta sia per il cantiere edile che per il posatore. Al posatore consente di tagliare piastrelle fino a 1200 mm di lunghezza con ingresso del disco dall’alto, mentre nel cantiere edile la macchina può essere utilizzata per tagliare in due passate blocchi sino a 250 mm di altezza. C350iPower consente di effettuare il taglio a 45° in 5” senza l’ausilio di utensili o accessori opzionali, ma semplicemente inclinando la testa di taglio a battuta.

Minimalismo in bagno con Solar di Graff

Sono 11 al minuto i litri di acqua risparmiata con i nuovi monocomandi Solar di Graff, dotati di aeratori ecologici che permettono di ridurre la portata idrica degli erogatori. I rubinetti diventano inoltre elementi di arredo grazie alle loro forme nette e pulite e alle linee essenziali. Solar è disponibile nelle versioni monocomando, batteria tre fori, monocomando lavabo da incasso, lavabo centrostanza, batteria piano vasca e getto vasca centrostanza con miscelatore e doccetta integrati.

Un ragno per riqualificare

Le Piattaforme semoventi di tipo Ragno di Palazzani possono operare anche in quelle situazioni in cui le piattaforme tradizionali non arrivano. Le dimensioni compatte, il peso leggero, il funzionamento silenzioso e senza gas inquinanti rendono i «Ragni» adatti in interventi di riqualificazione edilizia delicati, soprattutto in complessi monumentali e nei centri storici. Semplici da usare e sicure, queste piattaforme funzionano con motore termico e elettricamente, spostandosi agevolmente anche in spazi ridotti, fuori strada e su forti pendenze. gennaio 2014 - youtrade - 105


Il palo tre in uno di CSC

CSC presenta 403M, ancoraggio tre in uno. Costituito da un palo indeformabile in cl.A2 e C secondo EN 795, ha un pratico porta antenna (abbinabile al kit di montaggio). Utilizzato singolarmente, il palo permette l’ancoraggio fino a tre operatori contemporaneamente, ed è collegabile da fune per realizzare un sistema linea vita in cl.C.

Nuovo protettivo Fila per il gres

Fila continua ad ampliare la propria gamma di prodotti Eco con nuovi protettivi a base acqua. Sul mercato italiano l’azienda lancia Filamp90 Eco Plus, nuovo protettivo antimacchia solvent free per gres porcellanato levigato e pietre naturali con finitura lucida, patinata, spazzolata e levigata fine. Certificato Gev- EMicode EC1Plus, contribuisce ad ottenere crediti Leed.

Elpo al fianco di Birra Forst

Con oltre sessant’anni di esperienza nel settore dell’impiantistica, Elpo è stata scelta per realizzare l’impianto elettrico e di illuminazione della quinta Sala di cottura di Birra Forst. L’intervento aveva come obiettivo la modernizzazione della tecnica impiantistica, la riduzione del consumo di energia primaria, la garanzia di produzione e qualità del prodotto, nonché una maggiore facilità manutentiva. Elpo ha, inoltre, firmato l’adeguamento dell’impianto elettrico del tradizionale “Bräustüberl”, il ristorante-birreria di Birra Forst, sottoposto a recente ristrutturazione. L’azienda ha inoltre realizzato i sistemi di building automation e gli impianti antintrusione e di diffusione sonora.

Pure Energy: la forza dell’efficienza

La salute passa anche dalla pittura

La linea Ardsalus di Ard-F.lli Raccanello è formulata con materie prime esenti da solventi, plastificanti, metalli pesanti e sostanze nocive in genere. Altamente resistente allo sfregamento e al lavaggio con acqua, questa idropittura è caratterizzata da un aspetto opaco e vellutato. Particolarmente indicata per la pitturazione di locali destinati ad una lunga permanenza abitativa come gli ambienti domestici, soprattutto se frequentati da soggetti allergici. Il prodotto presenta un elevato potere coprente e bianchezza, nonché «pennellabilità» e dilatazione ottimali. 106 - youtrade - gennaio 2014

All’avanguardia per prestazioni ed efficienza energetica, il nuovo carrello elettrico a contrappeso Jungheinrich EFG 535-550 della Serie 5 consuma il 20% in meno rispetto ad altri modelli simili presenti sul mercato. Il carrello EFG 535-550 è dotato della nuova tecnologia trifase Pure Energy, che offre inoltre un gruppo idraulico aggregato, comando compatto dei motori e degli impianti idraulici adattabili alle esigenze.

Samoter 2014: le associazioni di settore si incontrano a Veronafiere

Aisem, Anfia, Ascomac, Cantiermacchine, Comamoter, Ucomesa, Unacea e Assodimi: le principali associazioni dei produttori di macchinari da costruzione si sono date appuntamento a inizio gennaio alla Fiera di Verona per tracciare una road map condivisa con Veronafiere in vista della 29ma edizione di Samoter, in programma dall’8 all’11 maggio 2014. Al centro delle strategie del comitato di indirizzo i mercati esteri – via privilegiata per lo sviluppo del comparto, in attesa della ripresa del mercato interno – e la sostenibilità economica e ambientale della filiera. Il 2014 segna inoltre per la fiera un doppio anniversario: il 50mo anniversario della manifestazione e il debutto di Asphaltica, il salone delle soluzioni e tecnologie per pavimentazioni, sicurezza e infrastrutture viarie.


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39^ Mostra Convegno Expocomfort 18 -21 Marzo/March 2014 MCE è il luogo di incontro ideale dell’intera filiera produttiva e distributiva delle soluzioni per il comfort abitativo. A disposizione di un pubblico diversificato e altamente specializzato proveniente da tutto il mondo, la vetrina di eccellenza di tutte le tecnologie più innovative nei settori dell’idrotermosanitario, dei sistemi di climatizzazione e delle energie rinnovabili. L’evento mondiale in cui convergono business e aggiornamento professionale, innovazione e sviluppo, nuove relazioni e opportunità di crescita.

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TUTTO IN UNO Arriva Coin un dispositivo in grado di memorizzare pin e password di bancomat, carta di credito e tessere fedeltà. Il dispositivo nasce dall’intuizione di una start up americana guidata da Kanishk Parashar. Si tratta di una scheda in grado di memorizzare fino a otto carte: non tante, ma quelle in possesso di solito dall’utente medio. Coin presenta una banda magnetica, un chip e un solo bottone con il quale è possibile passare da una scheda memorizzata e all’altra. La carica della batteria è garantita per due anni. La carta è, inoltre, costantemente collegata allo smartphone, che emette un suono nel caso la distanza dalla scheda diventi eccessiva, in modo da avvertire il proprietario in caso di furto o smarrimento. I dati, infine, saranno sempre controllabili e protetti grazie alla capacità di scheda e smarthphone di comunicare fra loro tramite tecnologia Bluetooth. Le consegne inizieranno l’estate prossima.

DALla CARTA AL DIGITALE IN UN SEGNO Arriva una cover smart per iPad dalle funzionalità impensabili fino a poco tempo fa e adatte a chi non riesce a passare definitivamente al digitale. Gli affezionati di carta e penna da oggi possono, grazie a iSketchnote, vedere trasformati in digitale gli schizzi, gli appunti e qualsiasi disegno tracciati prima su un foglio di carta. L’iSketchNote è, infatti, la cover che fedele compagna di tutti quei professionisti, architetti, ingegneri, designer e web designer, che necessitano subito di una copia digitale per migliorare gli schizzi appena creati. Il sistema sfrutta una matrice di sensori posta sotto il rivestimento, che permette al prodotto di raccogliere tutti i tracciati nell’istante stesso nel quale vengono realizzati. Uno dei principali vantaggi è dato dall’opportunità di poter utilizzare per il disegno qualsiasi tipologia di carta e di penna o matita. Inoltre, il programma è in grado di riconoscere il tipo di colore utilizzato. E non è finita, la cover riesce a lavorare anche disgiunta dall’iPad grazie alla presenza di una Sd card da 4 giga. Al momento è utilizzabile anche correttamente con Windows, Linux, Mac e iPad. A breve sarà lanciata la versione per Android.

108 - youtrade - gennaio 2014

L’AUDIO TI ACCOMPAGNA SOTT’ACQUA

SCANNER CONTACTLESS Finalmente anche la scansione di qualità diviene contactless. Da oggi, infatti, è possibile realizzare l’acquisizione di documenti o immagini senza l’utilizzo di dispositivi come le multifunzione, ma semplicemente appoggiandoli al di sotto di particolari scanner. La novità è ScanSnap SV600 di Fujitsu. Un oggetto molto simile a una lampada da comodino, che sfrutta una serie di led per scorrere e leggere la documentazione oggetto di scansione, memorizzabile poi su qualsiasi memoria. Il documento risulta immediatamente condivisibile anche tramite mail o su cloud. ScanSnap permette, tra l’altro, di catturare dimensioni fino all’A3 e persino oggetti tridimensionali. Lo strumento è stato pensato soprattutto per la scansione di riviste e libri: un lettore ottico è in grado di riconoscere i giri di pagina e, quindi, di attivarsi autonomamente per la successione delle scansioni. E l’effetto di curvatura delle pagine è ridotto al minimo. Una flessibilità permessa dai software dedicati ScanSnap Organizer e ScanSnap Manager, che in combinazione con Rack2-Filer Smart, Adobe Acrobat per i pdf, CardMinder e il rilevatore di caratteri Abbyy, allargano ulteriormente le frontiere di utilizzo.

La musica si può ascoltare in ufficio, in macchina, in palestra e ora anche in acqua. Acqua ed elettronica da oggi possono convivere e grazie al walkman Nwz-W273 di Sony. Un lettore in grado di resistere a schizzi e a una profondità fino a 2 metri. Il design è minimalista, ma ergonomicamente strutturato sia per la comodità del suo utilizzatore sia per ospitare con incastri precisi, saldati e impermeabili tutta la strumentazione necessaria al suo corretto funzionamento. Il design ha previsto un collegamento rigido tra i due padiglioni al fine di evitare l’ingarbugliamento dei fili, i tasti sono minimali per evitare ingombri e possibili azionamenti non voluti. Ogni singolo prodotto è venduto con tre tipologie di dimensioni per adattarsi a ogni proprietario ed evitare il calo del volume, l’ingresso di acqua nelle fasi di viraggio o in altre azioni sott’acqua. L’audio, naturalmente, non permette prestazioni memorabili, ma il dispositivo permette di ascoltare musica in ambienti e situazioni altrimenti escluse, come la vasca da bagno o una piscina gonfiabile. Però non è da sottovalutare la possibilità di poter lavare il gadget e di resistere a qualsiasi tipologia di maltrattamento o urto.


m o o r w NUOVO RUGGITO DAL SOL LEVANTE Il salone di Tokyo dello scorso novembre è cominciato con l’annuncio dell’avvio della produzione del nuovo Urban Suv di Honda. Vezel, questo il nome per il mercato giapponese, non farà mancare la versione super sportiva: il modello Concept S660. L’Europa dovrà attendere il 2015 con una vettura conforme ai regolamenti comunitari. Il design esterno

del nuovo modello è simile a quello di un Suv, con uno stile tipico dei coupé nella parte superiore del corpo vettura. Le linee affusolate creano un design esterno stimolante ed emozionale. L’interno è stato progettato per creare uno spazio di elevata qualità per il guidatore ed il passeggero anteriore. In Giappone, Honda lancerà sia un modello ibrido sia benzina di Vezel. Il modello ibrido sarà equipaggiato con il motore Sport Hybrid i-Dcd (Intelligent Dual Clutch Drive), che combina un motore a iniezione diretta da 1.5 litri con un propulsore ad alta potenza. La versione a benzina sarà dotata di un motore a iniezione diretta da 1.5 litri. Il Concept S660 mira a offrire una guida agile e dinamica, un’eccellente stabilità, possibili grazie al progetto che prevede un motore centrale. Ideato principalmente per il mercato giapponese, il modello è stato sviluppato per una produzione di massa prevista nel 2015.

è di nuovo Primavera Torna il mito Vespa Primavera, lo scooter Piaggio che ha ispirato un’intera generazione nella sua prima versione del 1968. Insomma, 45 anni fa il Primavera arrivava sul mercato per rinfrescare la linea di prodotti della casa con un design leggero, prestazioni brillanti, semplicità e gioia nella guida. Piccola, maneggevole e scattante il Primavera è stato uno dei modelli più longevi e più amati nella

storia di Vespa, un vero status symbol, apprezzato sia dal pubblico maschile che da quello femminile. La nuova Vespa Primavera ritorna oggi, rimandando a quei valori che ne fondarono la leggenda. Giovane, innovativa, tecnologicamente all’avanguardia, agile e dinamica, attenta alla salvaguardia dell’ambiente la creatura Piaggio vuole ricalcare le orme di quella che l’ha preceduta, con la freschezza e la gioia di vivere che si accompagnano alla storia di un modello rimasto mitico nell’albero genealogico della casa di Pontedera. Design radicalmente nuovo, nuova scocca in acciaio, nuove dimensioni, sempre agile ma ancora più stabile e confortevole, Vespa Primavera rinasce spinta dalle moderne ed ecologiche motorizzazioni 50 2T, 50 4T, 125 3V e 150 3V, facendo sue alcune delle soluzioni stilistiche e tecniche di Vespa 946, il modello più prezioso e tecnologicamente avanzato mai concepito.

FORD RISCRIVE IL VAN Un’importante fetta del mercato dell’auto si è ormai appassionata ai veicoli di concezione commerciale prestati alla quotidianità, per esempio Fiat Doblò, Peugeot e Citroen Berlingo, Renault Kangoo. Ora arriva una nuova vettura tutta in salsa industriale, ovvero Ford Tourneo Connect, un van che rilancia le continue aspettative di uno dei marchi più radicati nell’immaginario europeo e nazionale. L’auto nasce come mezzo commerciale in grado di trasportare carichi fino a 3 metri, fornito di doppie porte laterali con vani di accesso da 84 cm e in grado di offrire fino a 2.640 litri di carico. Un modello che darà del filo da torcere alla concorrenza a partire dal prossimo gennaio. Ma Tourneo non è solo spazioso: è un veicolo pensato per tutti, dalla facile maneggevolezza ideato per l’uso quotidiano anche cittadino, grazie alla chiara visibilità permessa dalle sue specchiature e dai sistemi di visione posteriore e laterale. Il design è come nello stile Ford molto popular, ammiccante per l’utente medio con una forte riconoscibilità soprattutto nel trapezio frontale centralmente rimarcato dal simbolo dell’ovale blu. Fari aerodinamici profilati verso le nervature delle fiancate e aggressivi cerchi in lega ne aumentano l’immagine di elegante sportività. Due le versioni di carrozzeria, la Connect 5 porte e la Connect 7 porte che si caratterizzano per un’importante differenza di passo. Start&stop, airbag, Esp, Abs, Tcs, Eba, sensori luci, pioggia, nebbia, sbrinatore rapido e telecamera posteriore rendono la vettura completa e pronta per entrare con carattere nel mercato.

gennaio 2014 - youtrade - 109


on the

road

IN CARROZZA Il viaggio è da sempre visto come il raggiungimento di una meta, sperando di compierlo nel minor tempo possibile. Gli aerei jet privati sono nati e si sono sviluppati soprattutto per questo motivo, sbaragliando e cancellando il rito del viaggio in treno. Eppure il treno permette di assaporare lo scorrere del paesaggio, di riempire i finestrino e la mente con le immagini come se si stesse vivendo in un film, cercando di regalare momenti di intimità con un ritmo più lento. Ora questa passione sembra ritornare in auge e il Giappone ha dettato nuovi parametri di

trasporto con la creazione di Nanatsuboshi, della Kyushu Railway. Si tratta di un treno che ospita spazio ristorante, un lounge bar con tanto di pianoforte, sale conversazioni e riunioni e 14 suite suddivise sui vari vagoni. Le suite deluxe si compongono di due camere per ogni vagone, invece di tre per vagone. I rivestimenti sono di altissimo pregio, pannelli in legno ricoprono le pareti, i letti e perfino i pavimenti sono soffici, c’è una scrivania e un bagno privato con doccia e servizi igienici. Il treno attraversa tutto il Paese del Sol levante: e quattro giorni costano quasi 11mila euro a coppia. E per trovare un posto libero ci vogliono settimane. cruisetrain@jrkyushu.co.jp www.cruisetrain-sevenstars.jp Ferrovie Giappone www.jrkyushu.co.jp 110 - youtrade - gennaio 2014

CAMPING ALLA NEWYORKESE La notte di Manhattan ha un fascino particolare, le luci della città si fondono con il brillare delle stelle. Un romantico tetto da ammirare senza stancarsi mai di cercare il barlume più luminoso con il sottofondo rumoroso ma non invadente di una città che non dorme mai. Nasce da questa considerazione un nuovo modo di trascorrere la notte in un hotel di lusso della Grande Mela: campeggiare nelle terrazze di molti grattacieli. Tra questi, spicca l’Hotel Aka Central Park, che da poco ha aperto le due suite con terrazzo al 17 piano. Il terrazzo diviene un luogo diverso nel quale soggiornare, sdraiati su un morbidissimo e caldo letto, sorseggiare buon vino e ammirare le mille luci di New York. I terrazzi presentano, inoltre, una tenda con sacchi a pelo per non far perdere nemmeno un minuto di un’esperienza all’aria aperta della città. Naturalmente, le suite adiacenti offrono comunque un’ospitalità a cinque stelle a partire dalle dimensioni: 900 metri quadri, arredamenti completamenti restauratati cercando di non mascherare il passato di inizio Novecento, ma aggiungendovi elementi e tecnologici come la canonica

maxi televisione. L’esperienza in esterno, però, rimane l’attrattiva più forte pensata per coppie, momenti d’intimità magari scrutando il cielo con il telescopio installato e sfruttando il tutto per dichiarazioni importanti. Le sorprese non finiscono e a mezzanotte arriva la proiezione del film da gustare sorseggiando dell’ottimo champagne. AK A Centr al ParK 2 w 58th St, New York, NY 10019, Stati Uniti T. +1 212-753-3500 www.stayaka.com

Elegante come un prezioso Svizzero Le strutture top della Svizzera hanno un nuovo concorrente sul loro territorio. Il 7 dicembre ha infatti aperto i battenti il Privà Alpine Lodge, una sorta di hotel-residence che sorge nei pressi di Lenzerheide. Numeri da capogiro hanno accompagnato il nuovo inizio: 90 chalet-appartamenti, tre chalet, ristoranti, bar, piscina, palestra, reception, sport shop, miniclub e scuola di sci. Ma i particolari sono molti di più: la sauna privata, la tranquillità di una struttura immersa nel silenzio del bosco, gli arredi rifiniti in ogni singolo particolare che rendono questo nuovo regalo al turismo un bijoux del Cantone dei Grigioni. La cucina attrezzata permette il massimo della flessibilità (vicino alla reception un minimarket offre agli ospiti la possibilità di fare la spesa senza uscire dal resort); la sauna privata è presente negli chalet-appartement deluxe, penthouse e negli chalet. Per chi desidera il Privà Alpine Lodge offre anche i classici servizi come il buffet di colazione, la cena in differenti tipi di ristorante, la reception, piscina e palestra. Gli chaletappartement dispongono di due-tre oppure quattro camere da letto. Ogni locale ha un proprio bagno; tutti dispongono di una

cucina attrezzata e del soggiorno. Gli ospiti possono scegliere lo chalet desiderato: extra chic per quelli che hanno bisogno di grandi spazi. Per esempio, gli chalet-appartement Penthouse, dai quali si gode di una vista strepitosa sullo Stätzerhorn e sul Piz Danis. Gli appartamenti sono situati sull’attico, con legno a vista, vetrate panoramiche, una sauna a infrarossi, balcone o terrazza e parquet in legno di quercia. I sei appartamenti lussuosi ed esclusivi dispongono di tre (113 metri quadri) o quattro camere (143 metri quadri) che si trovano all’ultimo piano. Un vero e proprio rifugio alpino immerso nella natura e nell’eleganza. PRIVÀ Alpine Lodge Dieschen sot 18, 7078 Lenzerheide, Svizzera T. +41 81 382 06 06 www.privalodge.ch


Questioni di

gola

COLLETtORE GASTRONOMICO Dalla Puglia, con il pane di Altamura e la tipica burrata, alla Toscana, con il migliore olio extravergine con spremitura a freddo e basso tasso di acidità. E poi la Campania, con la mozzarella di bufala e i pomodori di Carpaccio, la Sicilia con il pesto senza aglio e i salumi e formaggi artigianali, rigorosamente senza conservanti, provenienti dalle diverse regioni tipiche italiane di produzione. Questo è il viaggio permesso da Victum, lo store nel centro di Milano dove la qualità e la genuinità dei migliori prodotti selezionati per ogni regione d’Italia, si incontrano a tavola. Il tutto in un’atmosfera familiare, seduti su tavolini dal legno chiaro intenti all’assaggio e catturati da una delicata musica di sottofondo. Abbiamo parlato di salato, ma Victum conduce l’ospite in viaggio verso dolci incontri: marmellate e miele di produzione artigianale e altre zuccherose salse. TRA PASSIONI E NUOVE SCOPERTE

AZZARDO PASSIONALE Abbandonare il posto fisso per buttarsi anima e corpo in una passione, sembra il fil rouge dell’era moderna. Se questa scelta conduce nel mondo enogastronomico, la sfida si sa sarà dura, ma l’attenzione e la passione permettono di vincere ogni scontro o dubbio. Questo è successo al maestro birraio Fabio Massellucci, che ha dato il là al Birrificio 26 Nero, oggi con sede a Badesse, nel territorio senese. Tre le tipologie di birre in grado di catturare l’occhio dell’appassionato e di legarlo a sé grazie a un timbro aromatico variopinto. Tre le tipologie: Fedora, La Guadagnata, La Listra Bianca, a queste bisogna poi aggiungere le limited edition.

L’amore dà buoni frutti Chissà come avrà festeggiato il regalo inaspettato della compagna Angelina Jolie? Sicuramente la cantina di famiglia Pitt-Jolie aveva da offrire qualche bottiglia in grado di bagnare degnamente l’acquisto di un’isola a forma di cuore. Certo, perché la premiata ditta Jolie e Pitt non relega i successi solamente al mondo della cellulosa, ma riesce a investire con successo anche in nuovi territori. Dalla loro tenuta francese, infatti, è uscita una perla enologica: il Miraval Rose

2012, definito il miglior vino rosé dalla top 100 stilata da Wine Spectator. Migliore non solo per la qualità, ma premiato anche per la forza sul mercato: in sole cinque ore sono state vendute tutte le 6mila le bottiglie prodotte. In classifica generale il Rosé Jolie Pitt si è però classificato in 84esima posizione, ma questo non deve indurre a dubbi di assaggio. Chi lo ha assaggiato parla di sentori di mirtillo rosso essiccato e mandarino, con un finale di selce e note speziate, che secondo le motivazioni di Wine Spectator ne hanno decretato il primato nella categoria. E il prezzo è solo di 24 euro a bottiglia.

PROVE DI DESIGN ENOLOGICO PER ZAHA HADID Tutto il mondo parla di buona tavola e di architetti, quindi vale la pena unirli. C’è chi si fa disegnare la cantina e chi

fa realizzare una semplice scultura. Poi, arrivano i veri conoscitori della comunicazione, che scelgono di far disegnare direttamente la bottiglia. Così Zaha Hadid, lasciati i voli pindarici dell’architettura, ha puntato a scale più ridotte e trasferito il suo concetto di spezzato in una bottiglia per vino da serie limitata. L’idea è venuta a Leo Hillinger, produttore vinicolo austriaco. La bottiglia, prodotta in soli 999 esemplari, ospiterà un vino vintage prodotto attingendo solamente da un unico vitigno: si chiamerà Icon Hill. La bottiglia abbandona il tutto tondo e presenta un incavo lungo quasi tutta la sua verticale, mantenendo intatta la tipica rientranza alla base.

andando per ristoranti FUSION DI ARTE E CIBO La fusione tra arte ed eccellenze gastronomiche usa lo stesso spartito e richiama flotte di appassionati. Milano non si nasconde, anzi, apre i suoi scrigni preziosi ed esalta la concatenazione dei due linguaggi culturali. La città offre luoghi dove unire le gioie di palato e vista. Tra questi c’è il Bys Milano. Da pochi mesi il locale è guidato da due chef dalla mano fortunata, baciata e guidata nella formazione d’autore anche da alcuni maestri del cucinare italiano, tra i quali Gualtiero Marchesi, ma come ogni giovane Susanna Marchesi e Massimo Bonci hanno avviato un loro distinto percorso, che ringrazia i padri, ma che intende lasciare una traccia personale. Il locale è quindi una somma di bistrot, ristorante, caffè e pasticceria. E ospita ogni mese una performance o una mostra. Non finisce qui, c’è anche la Bys Boutique. La creatività ha quindi trovato residenza e da questo approdo riesce a scandagliare i differenti territori e gli ingredienti variegati: torte, brioche, hamburger d’autore, paste fatte in casa, paesaggi urbani rivisti dagli artisti, oggetti di design lanciati nel nuovo secolo, viaggi sensoriali tra cucina, buoni bicchieri e happening artistici. BYS MILANO – Via Alberico Albricci Tel. 02.87074880 – www.bysmilano.com

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