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youthless la fotocopia gradevole

#32


wake

BIG CHIEFS: Pentothal Belladonna OCE’ vp2090

Luca Iori, Mariagrazia Gallù, Sara Marcato, Daniela Malagoli, Paolo Camellini, Elisa Savignano, Elisa Murgia, Marco Berrone.

GRAFICA E IMPAGINAZIONE: Third man

DYRLODV¿GDGLDVVRFLDUHLQRPL “veri” agli pseudonimi.

COLUI CHE STAMPA: Davide “Kool Water” Favuzza Helios Hanno collaborato a questo numero:

Questo numero è dedicato a: Photoshop CS2 Sesso pre matrimoniale Xerox

“La carta che stringete tra le mani ha ucciso una quantità inimmaginabile di alberi, quindi pensate alle povere anime di quei vegetali mentre leggete.”

copertina di CRISTIAN GROSSI


e up! #32

wake e upp

MASHA QRELLA intervista alla cantautrice tedesca prodotta da Morr Music.

A CLASSIC C N EDUCATION Jonathan Clancy ci parla del nuovo Ep Ep “Hey there stranger”. er”. er”.

BE MY MP3 di Pentothal

CARRUTHERS Di Marco Berrone

di Pentothal COSA POSSO SCRIVERE IN QUESTO 32ESIMO EDITORIALE DI YOUTHLESS CHE NON ABBIA MAI DETTO PRIMA? BÈ, INNANZITUTTO ABBIAMO FATTO - È IL CASO DI DIRLO- TRENTA E GIÀ CHE C’ERAVAMO ANCHE TRENTUNO E TRENTADUE. BATTUTA SCONTATA. STAGIONE DI SALDI, NO?

paola balestrazzi Emi Publishing Italia. Per capire dove sta andando a finire la musica nell’anno 2010.

nome di donna di Belladonna

DALL’ULTIMO NUMERO HO FATTO PARECCHIE COSE: -ho riso…ogni tanto -ho parlato con alcune teste di cazzo -ho letto “Io, ciccione” di Jerry Stahl e ho iniziato “Il Giovane Holden” scoprendo che è un gran libro, soprattutto dopo 26 anni di riluttanza immotivata -ho visto gran parte della prima stagione di “Flash Forward” realizzando che avere una visione del proprio futuro può essere una gran rottura di scatole, soprattutto se ti dicono che morirai -ho ascoltato musica evitando i soliti suggerimenti propinati da illustri magazine patinati -ho preparato interviste di cui non ho ricevuto risposte e, di conseguenza, ho capito di aver buttato nel cesso ore preziose della mia esistenza -ho speso soldi (no, non vi dirò per cosa…) ho perso soldi (no, non vi dirò per cosa…non insistete) ho fatto benzina alla Youthless-Mobile -ho visto i Blonde Redhead in concerto e ho pensato che avessero delle luci fighissime…magari le avessi io in camera mia -ho pianto -ho conosciuto meglio alcune persone -ho ripensato a sette anni fa -ho evitato per l’ennesima volta di fare qualcosa mentendo a me stesso -ho guardato un ulteriore film horror sugli zombie -ho sperato che cambiassero tante cose mi sono impegnato, lo giuro -ho sparso il mio seme nel mondo -ho accuratamente oziato quando potevo/dovevo farlo …e un mucchio di altre cose apparentemente inutili…

il deteriorame deterioramento nto degli oggetti “SUICIDE” live di Miss Cassady

KREATIVE HOUSE Cristian Grossi... design ed illustrazione.

4x4 GIANCARLO FRIGIERI MICROMOUSE KYUURI SKRATCH YOUR MIND

madame p di Boss Hog

U.s.a. contro john lennon di Belladonna

la moda dei nerd di Raperonzolo

di loco in loco Alvisio presi di Luca Patsimas

di Philosopher

better than love Condensato di videoclip in pillole di Cherry Blossom Girl


MAsha Qrella Parla a bassa voce, ma si fa sentire Intervista di Mariagrazia Gallù PER I LETTORI DI YOUTHLESS MAGAZINE HO AVUTO IL PIACERE DI INCONTRARE, VIRTUALMENTE PARLANDO, MASHA QRELLA, DELICATA ED AMBIZIOSA CANTAUTRICE TEDESCA EX CONTRIVA E MINA, PRODOTTA DALLA GENIALE MORR MUSIC, CON ALL’ATTIVO TRE INTENSI ALBUM DA SOLISTA. A PARTIRE DALLA STRUGGENTE DICHIARAZIONE D’AMORE E RIMPIANTI CONTENUTA IN I WANT YOU TO KNOW IN POI, PASSANDO PER LA INDIETRONICA DEI CUGINI PIÙ NOTI NOTWIST E LALI PUNA, LA QRELLA SUPERA I SEMPLICI MA PIACEVOLI STRUGGIMENTI AMOROSI, E SMENTISCE CHI L’AVEVA TACCIATA DI BASSO INTELLETTUALISMO CON IL SUO ULTIMO LAVORO DA SOLISTA. ABBIAMO PARLATO DI MUSICA IMPEGNATA ANTI- REGIME, CHANSONNIERS, ED INTERESSANTI PROGETTI PER IL FUTURO…

-Ciao Masha, innanzitutto grazie per avere accettato di rispondere a qualche domanda per Youthless (dovete sapere che Masha si è mostrata da subito molto disponibile). -Come ci si sente ad essere proprietari di una villa (è un riferimento a Villa Qrella, di cui parleremo in seguito) e venire incaricata niente di meno che dalla Casa della Cultura di Berlino d’adattare il repertorio di due fra i più famosi tuoi compatrioti di tutti i tempi, cioè Kurt Weill e Frederick Loewe? Devi essere considerata una persona molto importante in Germania… Fui piacevolmente sorpresa quando venni a sapere che Detlef Diedrichson stesse cercando qualcuno di Berlino che non avesse niente a che fare con l’ambiente Jazz ma che fosse un cantautore. -Cominciamo davvero parlando del tuo ultimo album solista (in verità non propriamente, perché per la prima volta Masha è stata supportata da una band per rieditare i brani - Speak Low – Loewe and Weill In Exile – in esilio poiché entrambi dovettero espatriare in America perché contro il regime nazista) del 2009: possiamo definirlo una sorta di lavoro su commissione? Quale è stato l’iter di questo progetto e perché è stato così fortemente voluto? In quel periodo ero sempre in giro a suonare concerti di genere, ma non avevo di certo programmato né espresso la volontà di realizzare un disco di questo tipo. Cercavo semplicemente un nuovo approccio alle partiture che Weill e Loewe scrissero fra New York e Brodway per poi presentarli live in occasione della riapertura della Casa della cultura di Berlino (difatti questo manifestazione aveva come titolo New york–Berlin N.d.R.) Ci pareva fosse abbastanza semplice riproporli dal vivo. Questo è il motivo per cui ho chiesto alla mia band se avessimo potuto arrangiarli assieme.


schizofonici masha qrella

-Dalle recensioni questo tuo lavoro è stato definito una sorta di rivoluzione felice: senza dubbio non sarà stato semplice riuscire ad adattare un repertorio jazzclassico (se possiamo racchiudere in questa un po’ striminzita definizione la loro intera produzione) in uno indie–rock. No, non l’ho trovato troppo complicato. Non avevamo ancora ascoltato tutte le differenti versioni realizzate nel corso degli anni. Avevamo però i libretti e ne scelsi uno su cui non trovassi strano cantarci su da un punto di vista lirico e abbiamo trasformato delle concitate sonorità Jazz in più tranquille sonorità pop. Non abbiamo rivoluzionato tutto: abbiamo usato i nostri soliti strumenti, tentando di semplificare il ritmo. Più suonavamo più apprezzavo i nuovi brani, e li sentivamo sempre più come nostri, comprendendo come stessimo realizzando delle buone cover. Da qui, abbiamo pensato che sarebbe stato un peccato suonarle solo una volta in un unico concerto e che quindi non sarebbe stata una cattiva idea realizzare un disco, dato l’ottimo materiale prodotto. Così decidemmo di registrare le nostre versioni e vedere poi chi avrebbe accettato di distribuirli.

Villa Qrella è il nome del nostro studio, sito nel seminterrato della casa della mia famiglia. Al principio era soltanto un posto adibito in sala prove per me e la mia band. Ma Norman volle trasformarla in un vero e proprio studio dove avremmo poi realizzato le nostre registrazioni, quelle di amici e di tutte le bands che ci sarebbero piaciute.

photo by Kerstin Anders

-All’inizio di quest’intervista facevo dell’ironia in riferimento alla villa. Vorresti spiegarci cos è davvero e come e per quale motivo sia nata? Villa Qrella è il nome del nostro studio, sito nel seminterrato della casa della mia famiglia. Al principio era soltanto un (Norman Nitzsche chitarrista dei Mina, una delle precedenti band di Masha) volle trasformarla in un vero e proprio studio dove avremmo poi realizzato le nostre registrazioni, quelle di amici e di tutte le bands che ci sarebbero piaciute. Il primo album prodotto completamente presso Villa Qrella fu il mio primo da solista. Oltre a questo numerosi musicisti chiedono a Norman di mixare i proprio album per poi registrarli.


schizofonici masha qrella Le bands che hai citato erano da considerarsi entrambe soprattutto strumentali. Dopo un certo periodo con loro, ho avvertito un crescente interesse nel cantare e comporre canzoni. Ma non sentendomi particolarmente appoggiata ho avuto la necessità di provare da sola questo percorso. Durante la lavorazione ai nuovi brani delle bands vi erano lunghi periodi di pausa dovuti principalmente ai numerosi impegni esterni di ogni componente di entrambe, come il doversi allontanare da Berlino per motivi di studio di alcuni, e la volontà da parte di altri di lavorare fuori dalla città, così risultava difficile per noi rimanere uniti da un

-Prima di diventare una solista, hai fatto parte di due band tedesche abbastanza note nell’ambiente ed oltre, i Contriva ed i Mina (anche se successivamente alla realizzazione del tuo primo album, nel 2006 hai partecipato alla realizzazione del nuovo dei Contriva e come già detto con il chitarrista dei Mina, Norman Nitzsche, avete messo su il vostro studio di registrazione). Come è stata la tua esperienza con queste bands e perché hai deciso di’intraprendere una tua propria carriera?

verso Shangai “...partirò con la mia band per tre

date. Sarà la mia prima volta in Cina e sono molto eccitata per questo. Per il resto non ho idea: spero solo che il mio quarto album veda la luce entro la fine dell’anno...

-I tuoi primi due lavori, il singolo su LP “I want to know” del 2002 e il tuo primo vero album “Luck” sempre dello stesso anno, sono stati prodotti entrambi dalla piccola etichetta Monika Enterprise. Successivamente per “Unsolved remained” del 2005 e il tuo secondo singolo ”Do not stop the dance/ Saturday night” del 2006 hai deciso di affidarti nelle mani della Morr music e della A number of Small Things (un progetto parallelo sempre della Morr). Come e perché hai scelto d’intraprendere questo cambiamento? Gudrun Cut (musicista tedesca, nonché fondatrice della Monika Entreprise) è stata da subito una fan accanita del mio primo album, e poiché fu anche la prima ad ascoltarlo, mi piaceva l’idea che fosse lei stessa a produrlo. Riguardo al secondo album, ho creduto che non potesse del tutto apprezzarlo, mentre Thomas (Thomas Morr, cofondatore dell’etichetta omonima) manifestò del vero entusiasmo e perciò decisi di collaborare con lui per tutto ciò che avrebbe riguardato i progetti successivi, anche perché un nostro amico Jens Alder (un compagno degli anni di scuola, molto attento alle tendenze musicali, il quale ha autoprodotto i Contriva e realizzato il vinile di Masha “Luck”) cominciò nello stesso periodo a lavorare per la Morr music.

punto di vista professionale. Ci conosciamo da quando eravamo degli adolescenti, ma ognuno di noi sentiva all’ora di dover trovare la propria strada. Così in occasione del secondo album dei Contriva avevamo programmato un lasso di tempo fra Natale e Capodanno per effettuare la prima sessione di registrazione e due settimane in estate in cui ci saremmo dovuti recare in un posto di campagna per la seconda sessione. Mentre mi trovavo lì, poiché avevo un bel po’ di tempo disponibile, cominciai a scrivere diverse canzoni solo per me. Ma quando stavo lavorando a “Luck” non avevo idea che sarebbe stato il mio primo album solista. -La tua musica è profondamente sensibile, intensa ma asciutta, grazie all’elegante semplicità d’espressione


schizofonici masha qrella e perciò del tutto apprezzata da critica e pubblico. Il tuo repertorio è stato paragonato per quanto riguarda i testi a quello di una chansonnier francese, ma sei tedesca nelle sonorità. Ti ritrovi in questa definizione, o hai qualcosa su cui obbiettare? Mhh…no, mi piace invece. Sono lusingata dalle tue parole. -Quali sono infine i tuoi piani futuri? Da poco ho messo in piedi una nuova band, i Bandaranaik, con la mia amica Julia Kliemann – ex componente dei Komeit-. Siamo due donne ed entrambe cantiamo e scriviamo canzoni. Abbiamo già suonato in due concerti

tempo fa ed abbiamo in programma diverse date per l’autunno. Inoltre ho altri progetti in cantiere, sempre supportata da amici musicisti, dove mi occuperò delle parti musicali. Spero inoltre di riuscire a realizzare qualche performance con i Gob Squad, con cui sto collaborando già da qualche anno. Da subito sarò a Washington DC per mixare qualche brano dell’album nato dalla cooperazione fra i Contriva ed una band statunitense, i Chessie. Dopo di ciò partirò verso Shangai con la mia band per tre date. Sarà la mia prima volta in Cina e sono molto eccitata per questo. Per il resto non ho idea: spero solo che il mio quarto album veda la luce entro la fine dell’anno.


Vengono da Bologna ma hanno suonato in giro per il mondo molte volte. E’ appena uscito il loro nuovo Ep con un titolo che ci chiama tutti:

“hey there stranger” *** intervista di Belladonna

a classi educatio -Sbaglio o gli A Classic Education sono una sorta di grande famiglia? L: Effettivamente si....ci sentiamo una famiglia. O una ciurma. O una banda. A seconda della situazione. -Quanto sono importanti le relazioni personali in un mercato piccolo come quello indipendente? O forse tutta la scena indipendente italiana potrebbe de¿nirsi una “famiglia” date le piccole dimensioni del nostro Stivale...

L: Le relazioni personali sono sempre importanti, nella vita in genere e quindi anche nella musica. Tanto piu` in un ambiente circoscritto come il nostro, dove in fondo ci si conosce un po` tutti, e dove eccessiva impersonalita` risulterebbe poco credibile. Per quel che riguarda il termine “ famiglia” riferito alla cosiddetta “scena” penso sia proprio azzeccato:....accogliente e collaborativa a YROWH´PD¿RVHOOD´DOWUH -A quando risale il primo concerto della band? Completa la frase “Tutto è cominciato..


L: La prima edizione dell` Handmade festival... 2007 mi pare...sia stato il nostro battesimo...o quasi...in quanto Federico il nostro batterista si infortuno` qualche giorno prima del live e fummo aiutati da .....Federico(!) dei TIOGS.... Primo live insieme quindi....Madame jo jo`s Londra. “tutto è cominciato........â€? sul lago di Garda....... -Perchè nel corso di questi anni avete registrato sempre Ep e mai Album.. credete che, visto le spezzettamento generale del mercato musicale, sia piĂš coerente fare dischi brevi con pochi singoli efÂżcaci? L: In realta` registrare un disco vero e proprio è sempre stato il nostro obbiettivo, il nostro sogno. Tutti noi siamo amanti degli album, di quei GLVFKL FKH OL DVFROWL GDOOCLQL]LR DOOD ÂżQH FKH WL accompagnano, che ti dicono qualcosa. E` un percorso e non sempre cosi` facile.... abbiamo cercato il nostro suono, la nostra dimensione e RJQL YROWD OCDEELDPR  IRWRJUDIDWD VXELWR ÂżQFKq era ancora intensa. Mettici poi che non siamo cosi` veloci a scrivere e che volevamo che tutti i pezzi fossero all`altezza. Volevamo fare le cose per bene insomma. Ora direi che siamo....pronti.... -Il vostro ultimo Ep si intitola “Hey there strangerâ€?... chi è lo “stranieroâ€? a cui vi rivolgete? J: 1RQ VR SHU QRL TXHVWR (3 q FRPH OD IRWRJUDÂżD migliore di chi siamo, meno sbiadita delle altre, e volevamo che l’ep fosse veramente il nostro biglietto

da visita. Poi “strangerâ€? è una parola che ho sempre adorato, ha questa aria di mistero! -e perchè inserire proprio una cover francese? (“Toiâ€? di Gilbert BĂŠcaud) J: Perchè ce ne siamo innamorati vedendo “Io La Conoscevo Beneâ€?, si adattava benissimo al nostro suono e mood, ha una atmosfera in cui ci riconosciamo.

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.... abbiamo cercato il nostro suono, la nostra dimensione e ogni volta l`abbiamo fotografata VXELWRÂżQFKqHUDDQFRUD intensa.

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schizofonici a classic education

-Parliamo della collaborazione con Ester Grossi, talentuosa pittrice bolognese (di adozione), che ha disegnato l’artwork di tutti i vostri Ep ¿n dall’inizio... L: Jonathan e Giulia l`hanno scoperta su internet.... mi sembra....l`hanno corteggiata (ma hai visto che ODYRUL" FL VLDPR FRQRVFLXWL$I¿QLWDC2UD q parte della famiglia. Farei fatica ad immaginare una uscita ACE senza una sua copertina.


Dell`America bisogna sapere: FKHQRQqFRVuGLI¿FLOHDQGDUFL&KHLO soundcheck non esiste e neppure la cena compresa. Che le band con cui suoni suonano quasi sempre da dio anche in condizioni impensabili. Che la gente ha voglia di ascoltare e se gli piaci te lo fa capire. E se non gli piaci pure.

*** J: In realtà era una amica di amici, ci conoscevamo da quasi 10 anni ma non ci sentivamo, giusto qualche saluto casuale, poi Giulia ha riscoperto i lavori online e da lì, beh sarà una storia lunghissima. -Di “Gone to sea” (estratta dall’ultimo Ep) è stato girato anche un video... J: No beh, Jamie Harley, ragazzo inglese che fa dei video collage, ha fatto un bellissimo lavoro di assemblaggio per ricreare l’atmosfera del pezzo, è stato incredibile. -é chiaro che siete una band che guarda all’estero.. sarà che il vostro cantante (Jonathan Clancy) è canadese. Perchè in Italia è quasi impossibile vivere di musica? L: Abbiamo iniziato guardando direttamente USA e UK. Da quei luoghi venivano le band che amavamo. Tutto ci faceva pensare che “la` “ ci saremmo sentiti a nostro agio. In Italia é impossibile vivere di musica semplicemente perchè il mestiere di musicista è ancora considerato un semplice hobby. -La vostra etichetta è americana (Lefse records). Avete ricevuto proposte in Italia o per scelta siete volati direttamente Oltreoceano? J: Sì, abbiamo ricevuto tante proposte, bellissime anche, ma non ci sentivamo pronti, volevamo aspettare un attimo, autoprodurci il primo EP e poi vedere, piccoli passi che ci permettevano di maturare e di confrontarci con altre realtà. Poi è arrivata Lefse che ci ha convinto, ha un catalogo incredibile e i due ragazzi che la gestisco no sono sorprendenti. -A ¿ne mese andrete a New <ork per presentare il vostro nuovo lavoro e suonerete ad un festival prestigioso, cosa vi attende? Cosa è necessario imparare dall’America per quanto riguarda l’organizzazione di eventi e l’essere una band? L: Abbiamo l`opportunita` di fare ascoltare dal vivo le canzoni dell`ep di cui siamo veramente orgogliosi. ci impegneremo per dar loro giustizia. E se il tempo lo permette iniziare a registrare qualcosa per il nostro primo disco. 'HOOC$PHULFD ELVRJQD VDSHUH FKH QRQ q FRVLC GLI¿FLOH andarci. Che il soundcheck non esiste e neppure la cena compresa. Che le band con cui suoni suonano quasi sempre da dio anche in condizioni impensabili. Che la gente ha voglia di ascoltare e se gli piaci te lo fa capire. E se non gli piaci pure.


schizofonici a classic education -Nel 2009 avete pubblicato un vinile (7â&#x20AC;&#x2122;â&#x20AC;&#x2122;). Il vinile morirĂ  come la cassetta o è, e sarĂ , eterno? L: Penso esista un senso di circolaritĂ  che porta a reciclare tutto....la cassetta ormai morta ĂŠ ricomparsa. La gente un bel vinile in casa se lo mette sempre volentieri.... internet è fondamentale e comodissimo ma la musica necessita ancora di essere toccata. J: SĂŹ, rimarrĂ  e si faranno confezioni sempre piĂš belle. -Negli anni siete stati paragonati spesso agli ARCADE FIRE (band con cui avete diviso il palco a Ferrara). Secondo voi quanto câ&#x20AC;&#x2122;è di vero in questa affermazione? J: Non saprei, a volte abbiamo avuto la sensazione che avere un violino ed un organo ti porti per forza ad essere accostato a questa grandissima band. In realtĂ  vorremmo costruire il nostro percorso, siamo tutti e sei abbastanza orgogliosi e con il tempo sentiamo di avere WUDOHPDQLDOWUHLQĂ&#x20AC;XHQ]HHDOWULVXRQLULVSHWWRDORUR$ me personalmente non piace avere a tutti i costi quella impostazione epica/pomposa in cui loro sono maestri. Mi piacerebbe riuscire ad avere una connessione piĂš intima con il pubblico. -perchè gli italiani sono cosĂŹ attratti dallo straniero da non dare mai il giusto peso a quello che hanno in casa? Spesso accade che band e artisti italiani vengano rivalutati solo dopo aver ottenuto riconoscimenti allâ&#x20AC;&#x2122;estero... J:1RQVDSUHLFUHGRFKHFDQWDUHLQLQJOHVHVLDGLIÂżFLOH Band incredibili come Jennifer Gentle non hanno mai avuto da noi il riconoscimento che si meritano. Possono piacere o non piacere ma il loro è un percorso particolarissimo. Peccato! -Jonathan lavora a Radio CittĂ  del Capo, organizza eventi come lâ&#x20AC;&#x2122;Handmade (festival del 1° maggio a Guastalla, RE)... diciamo che lavora sodo per rendere la musica indipendente patrimonio non dico di tutti, ma â&#x20AC;&#x153; di piĂš personeâ&#x20AC;?.... J: SĂŹ, ormai non ci metto troppi pensieri o proclami dietro a quello che faccio e facciamo. Lâ&#x20AC;&#x2122;Handmade è una giornata che mi mancava, allora con un gruppo di amici câ&#x20AC;&#x2122;è stata la possibilitĂ  di organizzarla e lâ&#x20AC;&#x2122;abbiamo fatto. PiĂš persone ci sono e possono godersi lâ&#x20AC;&#x2122;evento piĂš siamo contenti, cercando di mantenere tutto come ci piace, tra amici, semplice. -Avete un sito bellissimo e curatissimo (rigorosamente in inglese), è una cosa degna di nota visto che ormai si pensa che facebook possa colmare ogni vuoto. Chi se ne occupa? L: Paul, il nostro bassista, fortunatamente è decisamente ferrato!! -Qual è il vostro rapporto con i social network? L: Personalmente mi ci sto abituando..... -A quando il primo lungo disco? L: Ci stiamo lavorando. J: Stiamo per andare a registrarlo a NYC.


be my

MP3

A cura di Pentothal

Dallâ&#x20AC;&#x2122; Estero

THE VASELINES

Dati per dispersi anni or sono, ritrovatisi nel 2010 come band di culto, e osannati dagli estimatori GHOODORZÂżGHOLW\ULWRUQDQRFRQXQ nuovo album siglato Sub Pop dal titolo: â&#x20AC;&#x153;Sex with an Xâ&#x20AC;?. â&#x20AC;&#x153;The devilâ&#x20AC;&#x2122;s inside meâ&#x20AC;? Riverberi ed echi dal passato, una ballata squilibrata con tanto di cori. â&#x20AC;&#x153;My Godâ&#x20AC;&#x2122;s bigger than yoursâ&#x20AC;? Country rock da chiesa? Anche questo è possibile. .

NO AGE

Hanno fatto furore nella Los Angeles di James Ellroy con il loro art-punk rigorosamente DIY e ora arrivano con il nuovo disco Everything in Beetwen. â&#x20AC;&#x153;Fever Dreamingâ&#x20AC;? Allucinante sferragliata di suoni. Ideale per svegliarsi da un coma. â&#x20AC;&#x153;Shed and Transcendâ&#x20AC;? Câ&#x20AC;&#x2122;è sempre del rumore sotto ogni pezzo dei No Age e a noi va bene cosĂŹ.

KELLY STOLTZ

Cantautore enigmatico di San Francisco: giocherellone, serio, acustico, elettrico. â&#x20AC;&#x153;Fire Escapeâ&#x20AC;? Sembra la versione folk di un pezzo dei Ramones, il tutto diretto da un Syd Barrett che imbraccia una chitarrina surf anni cinquanta (in LSD). â&#x20AC;&#x153;I Remember, you were wildâ&#x20AC;? Sapore di autunno, e di ricordi ormai persi.


be my MP3

Rubrica per i dipendenti da mp3. Pratici consigli per migliorare la propria esistenza nell’affollato mondo della musica (il)legale.

Dall’ Italia

NEW CANDYS

NACHO FEVER

“Surf Little Surfer” E’ come sentire degli Shadows che suonano un garage’n’roll elettrizzante e con un sacco di tiro in SL9RFHVFD]]DWDH¿OWUDWDGDXQD piacevole distorsione.

“Time on my Hands” Molto brit, molto rocker e con un ritornello degno di un passaggio radiofonico dal buon vecchio John Peel.

Arrivano da Treviso con questo nome volutamente storpiato e sono una scheggia impazzita di spleen alternativo energico ed esplosivo.

“Involution” Un lento crescendo verso “l’involuzione” appunto, con una batteria martellante e chitarre che sembrano dei rampicanti su un muro. www.myspace.com/newcandys

Nigel Baboon, Troy Cotenna, Violetto Kindergarden sono tornati con il loro surf rock’n’roll brit da aperitivo.

“Can’t leave me out” Garagiosa quanto necessaria per abbaiare nervosi le proprie convinzioni. www.myspace.com/nachofever

LOWBROW!

Piacevolissimo progetto solista di Gianluca Rimei (batterista di Beatrice Antolini, Il Genio, Turbo Puttana tra gli altri). Lowbrow! e il suo Ep “16 Black & White Buttons” sono fatti di electropop da stanza, chitarre distorte e synths/drum machines piene di colori sgargianti. “The Good One” Ogni domenica mi alzo con questo pezzo e penso che andrà tutto bene, e tutto assume un’altra prospettiva. 2WWLPRSHUULÀHWWHUHHFDOPDUHL nervi. “Peanut” Onirica, quasi evocativa, scura e scomposta. Ideale colonna sonora per prendersi una rivincita su qualcuno e sognare di nuovo…I left my mind on the moon… www.myspace.com/verylowbrow


www.myspace.com/marcoberrone

“Sì alle bombe sugli aerei italiani Amx, ma tenendo in massima considerazione la salvaguardia della YLWDXPDQDTXDQGRVLSLDQL¿FDQROHPLVVLRQL(¶SHUTXHVWRFKHLQXQFRQWHVWRDPELHQWDOHFRPHTXHOOR dell’Afghanistan non sarà comunque possibile impiegare i cacciabombardieri su larga scala”. E’ l’opinione del generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’aeronautica.

Belen Rodriguez e Cristiano Chiabotto? L’antitesi fatta showgirl, il diavolo e l’acqua santa: parola della stessa Chiabotto: “Belen? Lei sta facendo le proprie scelte lavorative e sfruttando appieno la sua immagine, di certo io sono l’ultima persona che può giudicarla”.

carruthers


paola balestra talent scout di emi publishing. per entrare nella mente di una major intervista di Pentothal

Che ruolo svolge l’ufficio “Emi Music Publishing” per un gruppo? E da quanti anni lavora alla EMI? Siamo editori e in quanto tali gestiamo la musica dal punto di vista del diritto d’autore. Questo in teoria, o almeno fino agli anni 90. La parte editoriale oggi è solo una delle tante attività del nostro lavoro. Tutto parte da un’attività di ricerca e scouting, tanti concerti, tanti festival, blog, riviste del settore e i vari network, per cercare qualcuno che riesca davvero a catturare la nostra attenzione. Ormai sono 2 anni e mezzo che lavoro in EMI come A&R e dopo lo scouting è necessaria una serrata attività di management e promozione a tutti i livelli, per sviluppare al meglio le potenzialità dell’artista/gruppo. Si è sempre occupata di musica? Oppure ha svolto anche altre mansioni (presso EMI o altre case discografiche)? In EMI Pub sono entrata come responsabile digitale, ma dopo qualche mese sono stata spostata nell’artistico, avendo già cominciato a lavorare con Il Genio e Dente. Di quali gruppi si sta occupando in questo momento? E con quali ha lavorato in passato? Tutti i gruppi/artisti di cui mi sono occupata, continuano ad essere seguiti al pari dei nuovi. Personalmente seguo Il Genio, Dente, La Fame di Camilla, Il Pan del Diavolo, Too Young To Love, Giuliano Dottori, I Serpenti e Nicola Faimali come autore. Poi affianco i miei colleghi per Baustelle, Amor Fou Tre

Allegri Ragazzi Morti, Le Luci della Centrale Elettrica, Ragazzo Semplice, Perturbazione, Marcilo Agro e tanti altri. In che modo ha influito il peer-to-peer e l’accesso gratuito alla musica per una multinazionale? E quali tecniche sono state adottate per arginare “il disastro”? Tecniche non ne esistono, altrimenti non ci sarebbe la crisi. Il problema principale è che l’industria discografica è arrivata in ritardo nel mondo del digitale (avendolo sottovalutato troppo a lungo) e si è trovata del tutto impreparata nella gestione. Negli ultimi tempi si sta procedendo ad un tentativo di regolamentazione dei diritti digitali, anche se i problemi non mancano, iTunes in primis risulta non adeguato alle esigenze dell’industria musicale, in quanto troppo difficile mantenerne una tracciabilità. Come EMI-ITALIA prendete in considerazione gruppi che cantano in inglese oppure c’è una sorta di autarchia musicale per la quale si tende a promuovere solo il cantato in italiano? Per quanto riguarda il mercato musicale major italiano, in generale viene prediletto il materiale in italiano, se non altro per una maggiore “piazzabilità” in radio. Personalmente credo che nella maggior parte dei casi, i gruppi/ gli artisti che cantano in inglese risultino poco credibili per il territorio italiano e ancora troppo deboli per quello straniero, nel quale trovano un mercato già saturo con un livello tecnicomusicale nettamente superiore.


other stuff paola balestrazzi

azzi Abbiamo trovato però l’eccezione che conferma la regola (dita incrociate!!). Si tratta dei Too Young To Love, gruppo che stiamo sviluppando principalmente in UK, negli ultimi mesi hanno suonato con These New Puritans, The Big Pink, Caribou, Alex Capranos e in importanti festival (Exit, Offset, In the City…) e che hanno già avuto ottime recensione su NME, Artrocker, Converse Music e recentemente ha catturato anche l’attenzione di Vogue Quante persone lavorano attualmente in EMI? E quante sedi ci sono in Italia? Siamo più o meno una 20 tra Milano e Roma. L’ufficio di Roma si occupa principalmente di cinema e tv, lavorando dalla capitale molto più a stretto contatto con l’ambiente del piccolo e grande schermo. In che misura (se c’è) esportate i gruppi italiani all’estero? E’ più facile che siano i gruppi stranieri a dover essere promossi in Italia? Qual è la politica che adottate? Essendo una multinazionale questo avviene biunivocamente, anche se capita più di frequente che artisti US o Uk vengano sviluppati negli altri paesi e non il contrario a causa della barriera della lingua. Dal suo punto di vista, come vede la situazione della musica indipendente in Italia? C’è qualcosa che si muove o siamo arrivati al punto di dover attendere la prossima “next-big-thing” che esce da X-Factor o Saranno Famosi? C’è ancora chi va a “caccia di talenti” ascoltando demo o andando per concerti? Il termine indipendente è il termine che sta continuando ad uccidere la musica di qualità. C’è un vizio di forma nel nome stesso, siamo portati ad inserire nell’indipendente la musica di qualità che vende poco e nel baraccone del mainstream, tutto ciò che vende ma da cui tenersi ben lontano. Quasi tutti i progetti partono in punta di piedi, ma nessuno di noi si augura che rimangano nicchia per pochi eletti, i Baustelle insegnano come la musica con la m maiuscola, può riempire ancora i palazzetti!!! Può essere che un gruppo non sia sotto contratto “diretto” ma che ne promuoviate solo l’immagine o il Publishing? Non necessariamente un gruppo è legato sia discograficamente che editorialmente a noi, noi della publishing siamo autonomi dalla EMI dischi. Molto spesso gli artisti con cui lavoriamo sono sotto contratto discografico con etichette indipendenti i altre major.

Quali sono le fasi per la promozione di un disco qui in Italia? E quante copie di media vengono stampate per un esordiente? Non ci sono delle fasi, perché tutto dipende dal genere e dal pubblico a cui ci si va a rivolgere. Rimane comunque di fondamentale importanza l’intervento delle radio, delle tv musicali, della stampa e di tutti i social network e le piattaforme. Anche per quanto riguarda le copie dipende, dall’etichetta discografica, dai canali distributivi e dall’eventuale richiesta di ristampe. In questo momento, quindi, su cosa puntate? E come viene deciso se mettere sotto contratto o meno un gruppo? Puntiamo sulla qualità, sull’originalità che sono gli elementi che secondo me premiano ancora. Poi non ci sono generi o caratteristiche che ci indirizzino sul prossimo artista da firmare, lo testimonia il nostro stesso parco artisti. Io di un artista/gruppo mi devi innamorare e devo essere convinta che possa sortire lo stesso effetto ad un pubblico più ampio. Ecco, la caratteristica principale è senza dubbio la comunicatività di cui un artista è dotato.


A N N O D NOME DI The death of Anna Karina

E V R E S A L I M AI TAVOLI

AMY CAN BE

t u c r i a h julieâ&#x20AC;&#x2122;s

o V n No l C e ch le maschere di Clara

My bloody Valentine

Gen


ISOB

ARTA SUI TUBI

A

MARLENE KUNTZ

Annie Hall

oglio lara

MARY GOES T VIETNAM

Valentina dorme

News ulu

Margareth

LA FAME D CAMILL

ntle

where is my mind?


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dead or (a)live

Il deterioramento degli oggetti di miss Cassady A otto anni, conservava tutto. Il tutto comprendeva anche i fazzoletti da naso usati, le bottiglie dellâ&#x20AC;&#x2122;acqua YXRWH OH SHQQH VHQ]D LQFKLRVWUR H L VDVVL ÂżQLWL VRWWR OH VXROHGHOOHVFDUSH4XDQGRTXHVWRWXWWRWRFFDYDLOVRIÂżWWR GHOOD FDPHUD VXD PDGUH OL LQÂżODYD LQ TXDOFKH VDFFR H OLGHSRQHYDQHOODVRIÂżWWD8QDGRQQDGLSRFRSROVRSHU XQ EUHYH SHULRGR WHQWz GL GLVVXDGHUH LO ÂżJOLR GD TXHVWD collezione, ma invano. Lui aveva bisogno di loro, non tornava mai a cercarli ma doveva sapere che erano li per lui. ,O UDJD]]R FUHVFHQGR q GLYHQWDWR XQ ÂżJXULQR PDJUR pallido ma belloccio. 7RWDOPHQWHLQFDSDFHGLWHVVHUHUHOD]LRQLVLJQLÂżFDWLYHVL difendeva dicendo di non essersi mai trovato con i ragazzi della sua etĂ . Li descriveva come adolescenti stupidi che parlavano a vuoto; preferiva la compagnia degli adulti ma questâ&#x20AC;&#x2122;ultimi lo scansavano essendo interessati ad tuttâ&#x20AC;&#x2122;altro che a un ragazzino. Con il passare del tempo la sua mania di collezione si era ridotta a un desiderio di conservazione dei SURSUL SHQVLHUL &XVWRGLYD RJQL ULĂ&#x20AC;HVVLRQH VHPSOLFH R complessa che sia, la teneva in mente e non permetteva che le parole uscissero dalla sua bocca. Un raccoglitore di pensieri umani. questo lo portò a essere un individuo estremamente silenzioso, con un apparente incapacitĂ  di esprimere una propria opinione; non emanava stupiditĂ , non emanava un bel niente perchĂŠ non permetteva ai concetti di venire fuori. Lâ&#x20AC;&#x2122;unica persona con cui parlava era suo nonno. Il quale sosteneva di essere un nobile decaduto. In cantina possedeva mobili antichi appartenenti ad illustri antenati. Il ragazzo cercava conforto nella cucina del nonno, formica pulita e ordinata e acidi sottaceti in barattoli da conserva. Con il nonno parlava, con gli atri esseri umani non lo faceva. Credeva che nel momento in cui un pensiero uscisse fuori, la realtĂ  infangasse le parole con mille pulviscoli, tanto da togliergli la bellezza originaria acquisita nella mente. Le persone hanno bisogno di sentirsi dire ti voglio bene, hanno bisogno di spiegazioni, di comunicare con il linguaggio ma nel momento in cui lo fanno, sosteneva il ragazzo, niente è piĂš come lo avevano pensato. Le parole quando fuoriescono dalla bocca si trasformano in un tuttâ&#x20AC;&#x2122;altro. Il â&#x20AC;&#x153;ti voglio beneâ&#x20AC;? pensato è piĂš forte e sincero di quello detto. Non è che spiegava tutto questo al nonno, a lui si limitava a dire che stava male con i ragazzi della sua etĂ . Un sabato raggiunta la cucina del nobile decaduto non lo trovò come suo solito intento a fare le parole crociate del venerdĂŹ pomeriggio. Câ&#x20AC;&#x2122;era però la radio accesa, il giornale aperto sul tavolo. Chiamò il vecchio piĂš volte ma lui non rispondeva. SalĂŹ di sopra e lo trovò steso supino sopra le coperte, con la bocca spalancata. Dormiva placidamente ma sembrava atterrato sul letto, non FRPHVHFLIRVVHÂżQLWRFRQXQDYRORQWjSUHFLVDGLIDUOR,O ragazzo si sedette sulla poltrona accanto a lui e si mise a

JXDUGDUHIXRULGDOODÂżQHVWUD*OLSLDFHYDJXDUGDUHIXRUL e non si accorse che il tempo stava passando e ben presto ÂżQuLOSRPHULJJLR Il nonno si svegliò di soprassalto. Era la prima volta che quel vecchio uomo riposava a quellâ&#x20AC;&#x2DC;ora, lâ&#x20AC;&#x2122;aveva sempre trovato una perdita di tempo. Ligio al dolere dellâ&#x20AC;&#x2122;esercito neanche ora ammetteva di essere stanco e vecchio. â&#x20AC;&#x153;Ă&#x2C6; ora dellâ&#x20AC;&#x2122;aperitivo ragazzo, preparami un drink, io mi sistemo un poâ&#x20AC;&#x2122; e scendo subitoâ&#x20AC;? disse rivolgendo lo sguardo al nipote. In cucina prese due bicchieri e versò del whisky liscio e nellâ&#x20AC;&#x2122;altro whisky annegato nellâ&#x20AC;&#x2122;acqua. Non gli piaceva EHUH,OQRQQRDUULYzDOSLDQRGLVRWWRVLHUDLQÂżODWRXQD camicia pulita, prese il bicchiere e incominciò a parlare. Dopo la mia morte non ti lascio la casa, quella è di tua madre, ma ti lascio tutti gli oggetti che ci sono dentro, comprese le vecchie riviste, proprio tutto. Puoi decidere tu che farne; se tenerle, se vendere le cose piĂš ingombranti, insomma puoi fare quello che ti pare con gli oggetti di questa casa. Grazie nonno ma credo che terrò tutto, ancora non so cosa mi servirĂ  da grande. Continuarono a bere in silenzio e per una volta il ragazzo non pensò a nulla, non tenne nulla in mente perchĂŠ quello che stava spuntando dentro di lui era un concetto che bruciava. Gli oggetti si deteriorano e noi non ci conserviamo a lungo.

SUICIDE 1 Settembre 2010 LOCOMOTIV CLUB,

Bologna

Una stanza piena di vecchi oggetti, febbricitanti come in attesa di aprire un tesoro. Poi si scoperchia il baule e tutto un poâ&#x20AC;&#x2122; delude. Alan Vega alla voce, Martin Rev alle tastiere, indossano braccialetti luminosi cercando di tornare giovani. Basi e voce perfetta, ma il risultato è stantio. Ritornare per rivivere vecchi momenti di gloria non è sempre consigliabile, soprattutto se si finisce per travestirsi di â&#x20AC;&#x153;abitiâ&#x20AC;? nostalgici pieni di buchi di tarme e avere la certezza che si preferiva ricordarli in un altro modo. Vi è mai capitato di vedere signore anziane, truccate come ragazzine? Quando accade a me provo pena e tristezza. Stavo assistendo a un pezzo di storia ma priva di quellâ&#x20AC;&#x2122;alienazione che ha sempre contraddistinto i Suicide, difficoltĂ  di deambulazioni e tavor scaduti avevano preso il sopravvento e non riusciamo neppure a sognare la trasgressione e il palco â&#x20AC;&#x153;disfattoâ&#x20AC;?, che caratterizzava i loro live. Qualcuno del pubblico insite, per non ammettere a se stesso di trovarsi di fronte a due caricature viventi. Cheers, ghost rider, dream baby dream, le fanno tutte ma vado fuori a prendere una boccata dâ&#x20AC;&#x2122;aria. Nel cortile, a fumare câ&#x20AC;&#x2122;è Joe Spencer, inatteso ospite. Imprevedibile uomo che ha suonato schiacciato al banchetto dei dischi assieme a un geniale contrabbassistaâ&#x20AC;Śpochi pezzi fatti in piedi sul bancone per accorgerti ti accorgi che lui ora ha preso lo scettro e che averlo visto suonare cosĂŹ, in quel modo, ti ha fatto sentire parte di un grande momento. Altro che suicide.


kreative house LABORATOrIO DI IMMAGINI, idee, parole, progetti. grafica, stampa e web per fondere creativitaâ&#x20AC;&#x2122; e comunicazione. basso impatto ambientale e alto impatto emotivo. intervista di Pentothal -Ciao Cristian, chi fa parte della â&#x20AC;&#x153;Casa Kreativaâ&#x20AC;?? Quando e perchĂŠ avete dato il via a tutto questo? Io e Alessandra abbiamo fondato Kreativehouse nel dicembre  /ÂśLGHD HUD GL IDUH TXDOFRVD GL GLYHUVR GDO FODVVLFR XIÂżFLR VSHFLDOL]]DWRLQJUDÂżFDFKHUHDOL]]DPDQLIHVWLHOHWWRUDOLHFDWDORJKL SHUQHJR]LGLVFDUSH3HQVDYDPRSLDGXQRVWXGLRJUDÂżFRLQVHQVR europeo, cioè aperto su tutti i fronti della creativitĂ , un posto che potesse lasciare spazio a qualcosa di nuovo. Attorno a noi girano SDUHFFKLHSHUVRQHIRWRJUDÂżVFULWWRULSLWWRULGHVLJQHUHRJQXQRFL mette il suo contributo di idee e immaginazione. -Dove si trova e come si presenta la vostra sede? Assomiglia a una piccola â&#x20AC;&#x153;factory warholianaâ&#x20AC;? o non ha niente a che spartirci? La nostra sede è allâ&#x20AC;&#x2122;interno della casa editrice Mattioli1885, ma funziona come uno spazio indipendente. PiĂš che una factory mi sembra una fattoria. Eâ&#x20AC;&#x2122; un punto di incontro tra persone, arte e comunicazione. -Ho letto che sostenete â&#x20AC;&#x153;la promozione a basso impatto ambientale e ad alto impatto emotivoâ&#x20AC;?â&#x20AC;Śquindi ecologisti convinti? Spiegatici nel dettaglio la vostra â&#x20AC;&#x153;mission aziendaleâ&#x20AC;?â&#x20AC;Ś Direi che non rispondiamo molto allâ&#x20AC;&#x2122;identikit di un ecologista convinto, non mi ci vedo a fermare la gente per strada con dei volantini sul riscaldamento globale. Diciamo piuttosto che in tutti i nostri progetti personali, e anche in quelli che realizziamo per i nostri clienti, cerchiamo di trovare le soluzioni piĂš giuste possibili. E per noi â&#x20AC;&#x2DC;giustoâ&#x20AC;&#x2122; vuol dire anche non aggressivo verso lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente.


kreative house


other stuff -Che progetto è PANDORA? Pandora è un’autoproduzione low budget di tshirt. /D GLUH]LRQH DUWLVWLFD H OD IRWRJUD¿D VRQR VWDWL DI¿GDWL a Monica Leonardo, artista contemporanea scelta per donare alla collezione una nuova visione poetica e pittorica. Le t-shirt della collezione Pandora sono state realizzate attraverso canali eticamente corretti con un’accurata selezione dei tessuti. Con questa autoproduzione vogliamo dimostrare che si possono realizzare progetti a basso costo rispettando l’ambiente e il lavoro delle persone.” -A cosa ti ispiri quando realizzi le tue illustrazioni? Vi rifate a qualche “corrente” particolare? Ad esempio, la copertina che avete “donato” a <outhless, com’è nata? Nasconde qualche signi¿cato nascosto come i vinili suonati al contrario? 1HL PLHL GLVHJQL FL VRQR PROWH LQÀXHQ]H GD FRUUHQWL artistiche diverse, il fumetto giapponese, l’art decò, la JUD¿FD FRVWUXWWLYLVWD H VRSUDWWXWWR OD QDWXUD H OH VXH

Con questa autoproduzione vogliamo dimostrare che si possono realizzare progetti a basso costo rispettando l’ambiente e il lavoro delle persone. -Lavorate quindi molto con carta riciclata; riciclate in prima persona? Chi si occupa della realizzazione pratica dei vostri quaderni e come avviene? Utilizziamo soprattutto carta di recupero, cioè carta di prima scelta che altrimenti sarebbe destinata al macero, è uno dei vantaggi di “vivere” dentro una casa editrice. I nostri quadernini sono tutti confezionati a mano da noi, la scelta delle illustrazioni e delle carte degli interni è spesso casuale, per cui ogni quaderno è un pezzo unico. -Ci sono progetti di cui siete particolarmente soddisfatti? Visto che siete attivi su più fronti, dal web alla gra¿ca all’oggettistica… Io sono principalmente un illustratore, e personalmente sono molto fiero delle linea grafica Insekta che nasce da un mio studio sull’uso degli insetti come elemento decorativo, ha avuto molto successo e ha interessato anche un’importante casa di moda. Pensa che sorpresa quando ci ha contattati persino un editore giapponese per inserirci in un catalogo di design contemporaneo!


forme. Nelle illustrazioni nascondo sempre delle situazioni segrete che si legano alle dinamiche dei personaggi principali, mi piace l’idea che l’osservatore indaghi per scoprire la storia a poco a poco. -Ci sono nuove iniziative a cui state dedicando le vostre energie? Abbiamo in cantiere due progetti diversi. Il primo è una serie di corsi di illustrazione creativa che hanno lo scopo GLIDUVFRSULUHDWXWWLLOSURSULRSRWHQ]LDOHWDOHQWRJUD¿FR ed espressivo. Il secondo è il pop-up shop, un negozio temporaneo in cui metteremo in vendita tutti i prodotti nati dai nostri diversi progetti creativi (t-shirt, spille, quaderni, cartoline) che sarà aperto gli ultimi 10 giorni di novembre, dalle 10 alle 10.

CONTATTI: lo studio creativo: www.kreativehouse.it l’autore della copertina: www.crixtian.it

kreative house


quattro x quattro -Questo album è stato realizzato sia in formato cd che vinile. Spiegaci questa scelta. Prima o poi nella vita dovevo fare un disco in vinile. Lâ&#x20AC;&#x2122;ho fatto ora, perchĂŠ mi sembrava il momento giusto e il disco giusto, con la copertina giusta fatta da una donna giusta (mia moglie, ndy).

#1 GIANCARLO

-Dove si può reperire questo tuo ultimo lavoro? Diversi negozi di Modena e Reggio: Max Record Shop a Modena, Discoland a Reggio, Peecker Shop di Formigine, Mondo Musica a La Veggia, Planet a Reggio. Oppure attraverso il sito www.miomarito.it e ai concerti. Per un poco di tempo i concerti non ci saranno a dire il vero, visto che mi hanno appena diagnosticato una laringite cronica e dovrò curarmi per almeno sei mesi. Incrociamo le ditaâ&#x20AC;Ś

FRIGIERI

-Partiamo dal titolo. â&#x20AC;&#x153;Chi ha rubato le strade ai bambini?â&#x20AC;? ricorda la letteratura per lâ&#x20AC;&#x2122;infanzia e si avverte molto lâ&#x20AC;&#x2122;impronta del tessuto sociale in cui vivi. Quanto ha contato per te nella stesura delle canzoni tutto questo? Da quando ho cominciato a cantare in italiano scrivo solo di cose che fanno parte dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente in cui vivo, salvo casi sporadici. Eâ&#x20AC;&#x2122; una specie di â&#x20AC;?vocazioneâ&#x20AC;?, se mi passi il termine. Senti la chiamata e vai, una cosa del genere. -Anche questo secondo album è in lingua italiana. Comâ&#x20AC;&#x2122;è stato il passaggio dalla lingua inglese alla tua? In inglese nessuno ascolta le parole, inglesi compresi. Penso che una canzone come â&#x20AC;&#x153;I wanna hold your handâ&#x20AC;? dei Beatles sarebbe degradata a scemenza, se ascoltata da italiani nella propria lingua. A titolo personale, ho cominciato a scrivere in italiano perchĂŠ avevo voglia di parlare di determinate cose e di essere capito. -Ti sei autoprodotto anche questo secondo lavoro da solista. Nel tuo myspace dici che â&#x20AC;&#x153;non è un discorso ideologico, semplicemente conviene economicamente, almeno nellâ&#x20AC;&#x2122;immediatoâ&#x20AC;Śâ&#x20AC;? La grande maggioranza delle etichette indipendenti italiane in realtĂ  non esiste. Si tratta di persone che anticipano i soldi della stampa del disco e poi se li fanno restituire dai gruppi YHQGHQGRORUROHFRSLHGHLORURODYRULDSUH]]RXQSRFRJRQÂżDWR facendo pochissima promozione o addirittura zero. A questo punto tanto vale auto prodursi. Scriverci â&#x20AC;&#x153;autoprodottoâ&#x20AC;? mi sembrava piĂš onesto che inventarmi un marchio che in realtĂ  QRQqPDQFRGHSRVLWDWRHVFULYHUORVXOGLVFRSHUFKpIDSLÂżJR 3HUzVHFLSHQVLVRQRJLRFKHWWLGDEDPELQLHLROÂśDVLOROÂśKRÂżQLWR da un pezzo.

#2 MICROMOUSE -Come recita il titolo di una vostra canzone â&#x20AC;&#x153;Where are you from?â&#x20AC;? Michelle: beh, come dice la canzone â&#x20AC;&#x153;I left my home to be a TXHHQ,OHIWP\FDJHWRWU\WRĂ&#x20AC;\´)LVLFDPHQWHGDOODSURYLQFLD di Reggio Emilia, â&#x20AC;&#x153;spiritualmenteâ&#x20AC;? da molti altri posti. Direi che piĂš che da un luogo veniamo da esperienze diverse e molto particolari. -Presentatevi con un aggettivo e convincete il lettore a cercarvi in quella bolgia musicale che è Internet. Ezze: direi essenziali Michelle: micro? Molto piccolo ma con dentro un mondo! Gloria: diretti! Riccardo: cercate â&#x20AC;&#x153;micromouseâ&#x20AC;?tra i mille risultati di mini robot che corrono nei labirinti ci siamo noi! Michelle: TXHVWR GRYUHEEH HVVHUH VXIÂżFLHQWH SHU FRQYLQFHUH L lettori a cercarci su internet!


quattro x quattro -Avete vinto il premio <OUTHLESS al Roadie Rock 2010 e suonerete al prossimo Meeting People Is Easy #4, con chi vorreste condividere il palco? Riccardo: gli Swangers!!!!! E gli Iron Maiden. Michelle: Per me quelli che c’erano quest’anno andavano più che bene! Samuel Katarro mi piace moltissimo! Ezze: i Mars Volta!per poterli conoscere! -Domanda scema, alla Facchinetti: avete l’X FACTOR? Riccardo: questa la passo….anche perché l’unico X factor che conosco è l’album degli Iron e non mi piace nemmeno… Gloria: partendo dal presupposto che non so nemmeno se Facchinetti o i partecipanti del programma lo abbiano, credo che debba essere il pubblico a scoprire se noi abbiamo l’X Factor che serve a loro, per divertirsi con noi, con la nostra musica. Poiché la musica è ancora qualcosa che si può scegliere di ascoltare o meno, io penso che sia importante avvicinarsi a quella che sentiamo più in sintonia con il nostro essere. L’X Factor è anche questo e non solo il talento. I Micromouse aggiungo poi, hanno anche qualcosa da dire. Che in tempi come questi è già tanto.

#3 KYUURI -Da quanto tempo suonate insieme? È cominciato tutto nel lontano 2001. Siamo amiche da una vita e, condividendo tutte la passione per la musica, ci siamo ritrovate, senza neanche accorgercene, a trascorrere il nostro tempo libero suonando le nostre canzoni preferite e componendo i primi pezzi. Ricordiamo ancora il primo concerto al Marasma 51 dove siamo state catapultate sul palco da un giorno all’altro, cosa che all’epoca (9 anni fa), ci ha creato parecchia ansia, ma ripensandoci adesso è stata questa l’occasione in cui abbiamo seriamente deciso di dare vita alle Kyuuri. -Quanti demo/album avete realizzato ¿no ad ora? Abbiamo registrato due demo: “Sklero” nel 2003 e “La Bambola delle Memorie” nel 2005. Il primo vero album “SkleROCKitch” è uscito l’anno scorso per l’etichetta indipendente Think Positive di Bologna. Attualmente stiamo componendo pezzi nuovi in vista del prossimo album. -Nei primi lavori erano presenti canzoni cantate in inglese e altre in italiano; nell’ultimo cd, però, c’è solo la nostra lingua madre, come mai questa decisione? In realtà, abbiamo deciso quasi subito di scrivere in italiano: la lingua inglese è presente solo in alcuni pezzi di “Sklero” che non proponiamo neanche più.. sono stati un esperimento iniziale. Abbiamo scelto l’italiano perchè crediamo che sia importante farci capire dal nostro pubblico, che in questo momento è principalmente italiano.

-“Sklerockitch” è uscito su Think Positive (in Italia) e su Reinessance Records in America, come siete entrate in contatto con queste due realtà? Davide Budriesi di Think Positive ci ha contattate dopo averci sentite suonare a uno showcase in conclusione del CSA (Centro Sviluppo Artisti) al Music Academy di Bologna e ci ha proposto di produrre il nostro album insieme a Max Gardini del Groove Factory studio: abbiamo accettato la proposta e registrato l’album nel 2008. Dopo l’uscita del disco in Italia (marzo 2009) abbiamo però deciso insieme a loro di sciogliere il contratto. Nel frattempo avevamo già stipulato un accordo con Renaissance Records per la distribuzione di un album in America: infatti abbiamo registrato con Think Positive anche una versione in inglese di “SkleROCKitch”, che però, vista l’interruzione del contratto, è attualmente in stand-by.

#4 SKRATCH YOUR MIND -Siete tornati da pochi mesi da Londra, dove avete registrato il vostro Ep…com’è andata? E com’è venuto l’Ep? L’Ep è formato da 5 canzoni e si chiama “LAST STOP BEFORE MADNESS”. E’ stato registrato a Londra negli studi della “Brostudios”, ed è stato mixato da Matt Hyde che ha poi provveduto a contattare John Webber per il master. Londra è davvero un altro mondo. Abbiamo trovato un differente approccio alla musica, alla cultura e all’arte. E’ proprio una città piena di passioni artistiche ed è ideale per trovare l’ispirazione, e poi il pubblico è sempre pronto a sostenere nuovi gruppi. -Qual è il più grande complimento che avete ricevuto? Beh, il più grande complimento che ci viene in mente ora, è stato proprio di Matt Hyde, che è un grande produttore, che ha mixato l’Ep appunto. Ci ha fatto i complimenti per le idee e per la struttura delle canzoni, ma cosa più importante, ha elogiato il nostro sound e la tipologia della nostra musica. E comunque sentire queste parole da chi produce i Dufresne, Bullet for my Valentine, collaboratore in “All hope is gone” degli Slipknot, fa sempre un certo effetto. -C’è una sorta di concept dietro l’Ep? Diciamo che il titolo vuole evidenziare la nostra volontà di apparire “diversi” e addirittura “pazzi” nei confronti del panorama musicale italiano. “Last stop before madness” è una sorta di biglietto del treno che l’ascoltatore tiene in mano, e con il quale può scegliere se restare nella “normalità” oppure decidere di salire sul treno per scendere al capolinea “Pazzia”.


madame

P

Sorprendente cantante, donna, solista, improvvisatrice con un curriculum che fascerebbe un palazzo. Dalle AllunÂżQRD Madame P. e Camusi, passando per le Gravida...

intervista di BOSS HOG *** Ti ricordi qual è la prima melodia che ha acceso in te la vocazione di musicista? La prima melodia? Senza dubbio non ĂŠ stata proprio una â&#x20AC;&#x153;melodiaâ&#x20AC;?, in quanto i ricordi piĂš forti sono legati a suoni e rumori della cittĂ . La mia vocazione alla musica è iniziata nella mia pre-adolescenza, precisamente alle lezioni di canto tenute da una suora domenicana che mi incoraggiò moltissimo. Questa insegnante di musica in VHJXLWR ODVFLz L YRWL VSRVDQGRVL H IDFHQGR ÂżJOL 0D IX DQFKH PLD PDGUH DG LQĂ&#x20AC;XHQ]DUPL LQIDWWL OHL HUD XQD cantante beat, girava con il furgone e la sua band, esibendosi anche di spalla a gruppi come Equipe 84 e Dik Dik, questo negli anni â&#x20AC;&#x2DC;60. Qual ĂŠ stato il primo gruppo con cui hai suonato? La mia prima esperienza per cosĂŹ dire â&#x20AC;&#x153;seriaâ&#x20AC;? ĂŠ stata con le Allun, un quartetto di sole donne, delle non musiciste che avevano voglia di fare un poâ&#x20AC;&#x2122; di rumore, forse percheâ&#x20AC;&#x2122; venivamo tutte da Vigevano, una cittadina piccolo borghese situata nella depressissima pianura padana, come tante in Italia. Le Allun non suonavano solamente, ĂŠ stato un progetto creativo che ci ha messo in gioco a nostro rischio e pericolo, le QRVWUHSHUIRUPDQFHHUDQRGLIÂżFLOLHLQWHQVH0LFKLHGR se esistano video su vhs di alcune di quelle performance, sarebbe interessante vederle ora. Diciamo che ĂŠ stato sorprendente quando ad un concerto che feci anni fa a Boston venne una ragazza con in mano il disco delle Allun. PerchĂŠ hai lasciato le Allun? Si evolve, si cambia direzione, si cresce. La dimestichezza sorprendente che hai con i tuoi â&#x20AC;&#x153;aggeggiâ&#x20AC;? elettronici e nel gestire la voce attraverso gli effetti: attitudine o perseveranza? Onestamente credo che allâ&#x20AC;&#x2122;inizio ho lavorato davvero moltissimo per imparare ad usare la voce e lâ&#x20AC;&#x2122;elettronica, dâ&#x20AC;&#x2122;altronde ĂŠ imparando e lavorando molto che si perfezionano le idee, ma devo anche dire che mi

ĂŠ naturale avere questa facilitĂ  ad usare e creare i miei suoni, la mia musica. Quello che creo non nasce da idee compositive scritte, ma piuttosto da unâ&#x20AC;&#x2122;idea di composizione istantanea, cioĂŠ dallâ&#x20AC;&#x2122;improvvisazione che mi ĂŠ familiare e che pratico da sempre, sia in campo musicale che nellâ&#x20AC;&#x2122;arte visiva, nelle performance e in parte nella mia vita. Eâ&#x20AC;&#x2122; anche grazie alla mia tenacia che ho fatto moltissimi concerti allâ&#x20AC;&#x2122;estero, suonando con musicisti meravigliosi come ad esempio Nora Keyes, Tommy Greenwood e Gino Robair: con loro mi sono sentita una musicista apprezzata e ho avuto molte soddisfazioni, forse maggiori che non qui in Italia, a volte. Dal momento in cui hai cominciato a suonare e oggi, quali sono le cose che hai imparato e che hai messo da parte nel tuo atteggiamento verso la musica e la vita? Sicuramente ho imparato moltissimo praticando


P

lâ&#x20AC;&#x2122;improvvisazione, câ&#x20AC;&#x2122;ĂŠ stato un periodo nella mia vita in cui ho creduto che fare dei pezzi scritti potesse essere creativo per me, ma in veritĂ  piĂš tentavo di farlo e piĂš mi allontanavo dalla libertĂ  che sento oggi nel fare la musica attraverso lâ&#x20AC;&#x2122;improvvisazione. Quando si improvvisa con un musicista, quello che provi e scopri ha a che fare con le alte sfere, perchĂŠ metti in gioco molte cose di te, e scopri direzioni magari inedite della musica a cui partecipi. Suonando ed esprimendoti liberamente assisti a qualcosa che sa di profondo, di viscerale, di â&#x20AC;&#x153;veritĂ â&#x20AC;?; mi ĂŠ anche capitato GLVXRQDUHFRQPXVLFLVWLFRQFXLKRDYXWRGLIÂżFROWjDG esprimermi. Lâ&#x20AC;&#x2122;improvvisazione radicale ĂŠ qualcosa di magico, speciale, unico, ed è proprio per questo che la gente dovrebbe provare piacere ad assistere ad un concerto irripetibile! Câ&#x20AC;&#x2122;ĂŠ davvero da rimpiangere gli anni â&#x20AC;&#x2DC;90 in Italia? Comâ&#x20AC;&#x2122;erano le scene, le etichette indipendenti e i locali? Certamente negli anni â&#x20AC;&#x2DC;90 câ&#x20AC;&#x2122;erano luoghi in cui si organizzava molta piĂš musica interessante rispetto DG RJJL 4XHOOR FKH YHGR LQ JLUR q XQ Ă&#x20AC;XVVR GL PRGH che cambiano in relazione allâ&#x20AC;&#x2122;articolo pubblicato sulla rivista di musica del momento. Negli anni â&#x20AC;&#x2DC;90 lâ&#x20AC;&#x2122;autoproduzione, le fanzine, ancora il punk, davano colore allâ&#x20AC;&#x2122;Italia, non câ&#x20AC;&#x2122;era internet, si compravano i dischi e soprattutto si andava a vedere un concerto e si prendeva la macchina e si facevano anche 100 km per vedere gli Alboth a Vicenza o i Clock Dva al Bloom. Anche tu hai contribuito per un poâ&#x20AC;&#x2122; con uno spazio ad hoc, dove facevi suonare musicisti

altri suoni da ogni dove, e che hai creato e gestito da sola: il Lab 12. Oggi ĂŠ ancora possibile creare posti del genere? Credo che in Italia ci siano persone che organizzano concerti nella propria casa, come Sergola di Francesca Martinazzi. Io ci ho provato ed ĂŠ stata unâ&#x20AC;&#x2122;esperienza fondamentale per me; oltre modo fu rischiosa in termini di â&#x20AC;&#x153;ordine pubblicoâ&#x20AC;?, perchĂŠ a suonare non era il chitarrista folk in acustico, ma un Makoto Kawabata con la sua potenza devastante o i Radikal Satan, ma non ho mai avuto problemi. La musica per me non ĂŠ solo passione, ma ĂŠ necessaria. Mi ricordo quando a Vigevano, la cittĂ  dove abitavo, venne blindata una domenica per lâ&#x20AC;&#x2122;arrivo di sua santitĂ  il papa: ero cosĂŹ incazzata che decisi di fare un festival noise, ma purtroppo la cittĂ  era sotto controllo, treni, strade, un delirio, i musicisti non ce lâ&#x20AC;&#x2122;avrebbero fatta ad arrivare coi loro strumenti, ma io comunque VSDODQFDL SRUWH H ÂżQHVWUH GHO /DE XQ ORIW GL ROWUH  mt quadri) e misi musica grind per tutto il pomeriggio a volumi allucinanti, mi sfogai cosĂŹ.. fu davvero un bel pomeriggio. Ecco secondo me quello che manca oggi in Italia è il coraggio, la forza e la libertĂ  di esprimere il proprio pensiero. Con Stefano Giust hai un duo chiamato Camusi. Oltre ad essere â&#x20AC;&#x153;il mio batteristaâ&#x20AC;? Stefano ĂŠ anche il mio compagno di vita; ci siamo conosciuti molti anni fa, leggevamo i nostri nomi nelle locandine dei festival, nelle compilation, ci stimavamo a vicenda, ma non ci eravamo mai incontrati, quando ĂŠ successo abbiamo registrato il disco e da qui ĂŠ iniziata la nostra storia. Camusica! Il disco lo abbiamo registrato al nostro primo incontro, ne ĂŠ venuto fuori un disco (pubblicato su Setola Di Maiale) che considero un piccolo capolavoro, emozionante e coraggioso; infatti ha ricevuto eccellenti recensioni, addirittura per la rivista SentireAscoltare, Camusi ĂŠ stata una delle rivelazioni del 2007. E le Gravida? Gravida ĂŠ un trio al femminile, un trio micidiale insieme DOOÂśDPHULFDQD 0DU\FODUH %U\W]ZD Ă&#x20AC;DXWR HOHWWURQLFD voce, pianoforte) e IOIOI alla chitarra, voce ed elettronica. Allâ&#x20AC;&#x2122;attivo abbiamo concerti e 2 dischi; tra pochissimo uscirĂ  un disco nuovo per unâ&#x20AC;&#x2122;etichetta austriaca. Siamo un poâ&#x20AC;&#x2122; distanti lâ&#x20AC;&#x2122;una dallâ&#x20AC;&#x2122;altra, ma abbiamo progetti per il futuro, anche se ciascuna di noi è impegnata in diverse collaborazioni. Se potessi tornare indietro nella tua vita e nella tua carriera, cambieresti qualcosa dei viaggi, delle avventure, dei posti in cui hai suonato? Non si può tornare indietro, câ&#x20AC;&#x2122;ĂŠ il presente! Questo presente esiste perchĂŠ câ&#x20AC;&#x2122;ĂŠ stato un passato.

PATRIZIA OLIVA /(MADAME P.) Contatti: www.myspace.com/madamepi toneum.blogspot.com/


the u.s. vs JOHN LENNON Artista. Pacifista. Nemico pubblico di David Leaf e John Scheinfeld 2006


bobina the u.s. vs john lennon

di Belladonna Quando leggerete questo articolo JOHN LENNON avrà da poco compiuto 70 anni. Il 9 Ottobre del 1940 nasceva l’uomo che stregò il mondo intero con le sue canzoni e le cui parole risultarono così pericolose da costringere l’FBI a spiarlo. Alla giornalista che lo accusa di essere ridicolo con i suoi giochetti da artistucolo ribelle (bed-in e conferenze tenute nascosto in una borsa) - ed implicita è l’offesa all’onnipresente Yoko Ono - John risponde invece di essere soltanto “cresciuto”. ³86$ FRQWUR -RKQ /HQQRQ´ q LO ¿OPGRFXPHQWDULR SUHVHQWDWR QHO  GDL UHJLVWL 'DYLG Leaf e John Scheinfeld alla Mostra del cinema di Venezia, la stessa città che, lo accettiate o meno, nel 2009 ha conferito all’artista Yoko Ono un Leone d’Oro alla carriera. Il caschetto da baronetto sparisce (così come il suo titolo, restituito alla regina) e i FDSHOOLVLDOOXQJDQR¿QRDGDVVRPLJOLDUHDTXHO*HV³PHQRIDPRVRGHL%HDWOHV´ la barba cresce e le sue parole si fanno sempre più impegnate sul fronte politico. Ma quando il motto di “Give peace a chance” pronunciato in pigiama viene sostituito da un ben più pericoloso “Power to the people” Nixon trema. Il presidente degli Stati Uniti teme di non essere rieletto per colpa di uno “scarafaggio” venuto da Oltreoceano che si schiera con la popolazione contro una guerra che, da troppo tempo, sta mietendo inutili vite in Vietnam. John mescola fama, carisma e provocazione e usa la sua arma più terribile, la musica. Si schiera con attivisti ostili al sistema, guarda troppo a sinistra, diventa un “nemico pubblico” e l’FBI spia le sue mosse, il suo telefono e interferisce di nascosto nella sua vita (per un totale di 84 dossier). Lennon va eliminato ma non è possibile mettere a tacere un Beatles, unica soluzione: l’espulsione. Lennon aveva precedenti per droga nel suo paese e là deve tornare. Ma John ha visto la Statua della Libertà quando è arrivato a New York e non molla, tanto FKHGRSRXQDOXQJDEDWWDJOLDRWWLHQHOD*UHHQ&DUGHUHVWDQHJOL6WDWL8QLWL¿QRDO'LFHPEUH del 1980. Forse sarebbe stata meglio l’espulsione e il ritorno nella sicura patria, direte voi, Oj 0DUN &KDSPDQ QRQ OR DYUHEEH DVSHWWDWR VRWWR FDVD H  -RKQ DYUHEEH VRI¿DWR OH FDQGHOLQH qualche giorno fa. John Lennon vince la guerra (per la pace) vs. gli U.S.A e dimostra che l’artista non è soltanto colui che si riempie di droghe e soffre di un mal de vivre perenne tra un disco e l’altro, ma che l’artista completo e vero sa addirittura passare da una incantevole e innoqua “All you need is love” ad una profonda e pericolosa “Working class hero”. Lennon compie 70 anni da morto ma nessuno da vivo lo supera, ancora oggi. Tanti auguri John.


in the mood for love

la moda dei nerd GLRaperonzolo

“Mi piace essere un pezzo d’arredamento nella tua vita strana.” GDO¿OP-XQR

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calamaio

Alvisio Presi Garzone di Lambrusco.

uno dei bravi dei Promessi Sposi, compiaciuto contò le monetine in tasca ma Ioannis gli disse:â&#x20AC;?Per questa volta gratis ragazzo, ho il doppio dei tuoi anni e so riconoscere chi avrĂ  successo. Devi sentire musica! Devi provare Aghape per essa! Ti ho visto sul balcone suonare la tua chithara! Piace il taglio? Lâ&#x20AC;&#x2122;ho imparato da soldato americano... Torna quando vuoi per un caffè!â&#x20AC;? Ioannis prima di salutarlo gli porse un vasetto che conteneva la crema lisciante per i capelli, petrolato addizionato allâ&#x20AC;&#x2122;aroma di lavanda. Sul coperchio ammiccava la scritta: â&#x20AC;&#x153;Brillantina Linettiâ&#x20AC;?. â&#x20AC;&#x153;Tieni Pallikari, con questa ungevo i meccanismi del mio fucile. Eâ&#x20AC;&#x2122; un regalo!â&#x20AC;?

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GL/XFD3$76,0$6 I capelli di Alvisio Quel giorno dâ&#x20AC;&#x2122;aprile del 1953 passeggiando per le stradine di Toano, il diciottenne Alvisio Presi notò lâ&#x20AC;&#x2122;insegna di una nuova bottega, recava la scritta:â&#x20AC;?Ioannis Patsopoulos, Architetto del capelloâ&#x20AC;?, lo incuriosirono il nome esotico del barbiere e come reclamava la propria attivitĂ . Pensò agli ormai vecchi proclama del Futurismo, cose lette sulle riviste durante la guerra. Entrò. Ioannis era un ribelle della resistenza Greca scampato al massacro nazista grazie allâ&#x20AC;&#x2122;intervento di un soldato Italiano dellâ&#x20AC;&#x2122;esercito fascista cui aveva insegnato la lingua e i motti del luogo, Gabriele Zaccardi, dâ&#x20AC;&#x2122;istanza VXOOÂśLVRODGL6DPRVDÂżQHJXHUUD Sfuggiti entrambi alla fucilazione e forti della propria amicizia andarono a stabilirsi nel paese appenninico. Ioannis, nuovo del luogo, si adattò facilmente. 6SRVzODVRUHOODGL=DFFDUGLODEHOOD$OOLHWD%HOFXRUHÂżJOLD del secondo matrimonio della madre. La giovane seguiva la contabilitĂ  della bottega, il fratello si spostò in quel di Reggio Emilia per intraprendere la carriera dâ&#x20AC;&#x2122;impresario teatrale. Frequenti erano le sue visite poichĂŠ persisteva un forte legame fra i tre. $OYLVLR SRUWDYD OXQJKL FDSHOOL Ă&#x20AC;XHQWL VFXUL OLVFL PD perennemente arruffati. Oltre al mestiere di garzone di consegna del Lambrusco dalle cantine della prima collina reggiana verso le zone appenniniche il suo diletto era esibirsi con la banda di paese presso le feste locali. In quegli anni, iniziava un gran desiderio di novitĂ , una strana euforia popolava le menti dopo i lutti e le brutture GHO JUDQGH FRQĂ&#x20AC;LWWR 7XWWL YROHYDQR GLPHQWLFDUH DOFXQL non riuscivano. â&#x20AC;&#x153;Kirieâ&#x20AC;? Ioannis, come amava farsi chiamare in ricordo delle proprie origini, fece accomodare Alvisio, pronto ad aspergere lozioni segrete sulla chioma corvina. Con lo strano accento balcanico esortò il ragazzo convincendolo che dopo il trattamento sarebbe stato come un Dio dellâ&#x20AC;&#x2122;Olimpo. Alvisio, stanco dalla dura giornata lavorativa si addormentò. Al risveglio portava una lucente chioma acconciata secondo vaghi ricordi di scuola alla maniera del Nibbio,

La chitarra La signora Ines, nonna di Alvisio, salĂŹ sulla corriera diretta a Castelnovo nĂŠ Monti. Nelle tasche della sua vestaglia lisa e decorata con LPSUREDELOLVSLOOHLQEDFKHOLWHHÂżQWRPDGUHSHUODSRUWDYD tutti i suoi risparmi. Vedova da tempi immemori, tanto da non ricordare quasi il nome del marito, nei suoi pensieri câ&#x20AC;&#x2122;era posto solo per il nipote, bello come il sole con i suoi capelli scuri, alto e snello, HLVRWWLOLRFFKLFRORUGHOÂżXPH Arrivata in paese si fermò al primo bar per ristorarsi, chiese indicazioni sul negozio delle nuove chitarre americane. â&#x20AC;&#x153;Una lacrima di sambuca nel caffè per cortesia, sa son vedova da cosĂŹ tanto...â&#x20AC;? Erano le otto del mattino, unâ&#x20AC;&#x2122;assolata ma gelida giornata, i giorni della merla, come si dice da queste parti. â&#x20AC;&#x153;Luce dei miei occhi, mò che Dio tĂŠ stradòraâ&#x20AC;? pensò la singolare vecchietta fra le tante e scintillanti chitarre fresche dâ&#x20AC;&#x2122;oltreoceano, scelse quella nera lucida una Gretsch ultimo modello. 2UD OH WDVFKH HUDQR YXRWH VL DUPz GHOOD ÂżDPPDQWH chitarra appesa al collo. La custodia lâ&#x20AC;&#x2122;avrebbe costruita il falegname Ermanno a cui portava sempre il pranzo domenicale. Incamminandosi a piedi verso il paese, poichĂŠ i soldi HUDQRÂżQLWLVHQWuFKHTXHOGRQRDYUHEEHIRUVHFDPELDWROD giovane vita del nipote e con lui avrebbe cambiato molte cose al mondo. Alla tenera etĂ  di 98 anni percorse la tratta, le prime Fiat Campagnola le passavano accanto sorridenti, Ines salutava lâ&#x20AC;&#x2122;avvento dei nuovi aggeggi a quattro ruote pensando che lâ&#x20AC;&#x2122;epoca sua e dei carretti stava tramontando. Faceva freddo ma il sole in faccia alla signora era tutto ciò che potesse desiderare, (UDQR ORQWDQL L WHPSL LQ FXL VL VFHQGHYD ÂżQR D 5HJJLR camminando però le forti gambe provate da una vita di VDFULÂżFLDQGDYDQRHOHLULPXJLQDYDIUDXQSDVVRHOÂśDOWUR LSULPLDPRULQDVFRVWLQHLÂżHQLOLLOGuGHOPDWULPRQLROD prima grande guerra e lâ&#x20AC;&#x2122;ultima. la vita, nonostante gli sforzi, era stata gentile con lei, le sarebbe piaciuto scriverla ma non aveva mai imparato, era mancina e le suore del paese lo avevano proibito. Alvisio trovò la sua chitarra sullâ&#x20AC;&#x2122;uscio di casa. Della signora Ines non si seppe piĂš nulla.


calamaio Le scarpe Evaristo Cagossi il calzolaio della piazza pose le pelli GL FDSULROR DO VROH DIÂżQFKp VL DVFLXJDVVHUR GRSR LO trattamento della concia. Era un esperimento, pensava fosse un peccato scartare del materiale cosĂŹ prezioso dalla macellazione. Erano giorni in cui non si buttava nulla. Dal terrazzo sopra al suo negozio dei lattonieri allâ&#x20AC;&#x2122;opera fecero accidentalmente precipitare un bidone di vernice blu sulle pelli. Evaristo se ne uscĂŹ imprecando contro tutti i santi del cielo. Calmatosi, dopo le scuse degli operai e considerato che il terrazzo era quello della sua abitazione e che lui stesso aveva scelto il colore, pensò di provare a confezionare almeno un prototipo di scarpe sul disegno di quelle allâ&#x20AC;&#x2122;ultima moda viste su una rivista della moglie. Il risultato fu davvero assurdo, tanto che disgustato Evaristo attraversò la piazza per andare a gettare il paio di scarpe nel cassonetto della spazzatura. In quel momento Alvisio, passando per caso col suo furgone delle consegne, lo incrociò. â&#x20AC;&#x153;Hei, buongiorno! Che faccia scura!â&#x20AC;? Evaristo gli porse le scarpe stupito che a lui piacessero â&#x20AC;&#x153;Se le vuoi son tue, non le venderò mai!â&#x20AC;? La sera stessa Alvisio andò alle prove con la banda LQGRVVDQGRÂżHUROHVXHEL]]DUUHVFDUSHEOXDSSXQWLWHFRPH si trattasse di un dono divino. Qualcosa di diverso lo animò quella notte, una strana sensazione. La voce si fece corposa, la luna piena era alta nel cielo, stranamente in quei giorni la barba cresceva piĂš folta. Per la fretta quella sera Alvisio si era rasato solo il mento lasciando due folte basette ad incorniciare il viso. Iniziò a cantare e un ciuffo di capelli scese sulla sua fronte. Qualcosa in lui stava cambiando. Era lontano quel 16 agosto del 1977 in cui dopo un lungo viaggio sarebbe tornato a casa. Genesi di Alvisio Era una notte buia e nevicava forte. Viaggiando spedito fra i pericolosi tornanti delle strade di montagna il dottor 0DUFKHWWLJLXQVHÂżQDOPHQWHSUHVVROÂśDELWD]LRQHGL3ULPR Presi. La moglie, Ivonne Garelli in Presi ebbe un lungo e faticoso travaglio, parto gemellare, un maschietto ed una femmina. Alvisio nacque mentre in preda al delirio la madre strillava frasi delle canzoni di Nilla Pizzi, la piccola gemella Bianca fu data per morta dal medico. Allâ&#x20AC;&#x2122;improvviso Alvisio steso nel letto allestito per il parto DIÂżDQFDWR DO FRUSLFLQR LQHUPH GHOOD VRUHOOLQD SRVz OD piccola mano sulla sua piccola fronte. Fra lo stupore generale la bambina aprĂŹ gli occhi e al contrario di quanto ci si aspettasse emise una sonora risata: era viva! Alvisio fece uno strano sorriso, il lato destro del labbro superiore leggermente sollevato. Il fuoco nel cammino non era paragonabile al calore della gioia dei presenti. Il dottor Marchetti pensò al giuramento dâ&#x20AC;&#x2122;Ippocrate e pianse commosso. Dopo mezzâ&#x20AC;&#x2122;ora Ivonne dormiva serena con i due pargoli mentre Primo e Marchetti, seduti accanto al focolare, scolarono lâ&#x20AC;&#x2122;intera riserva di laurino di casa.

Quella notte il dottore si addormentò felice sulla vecchia poltrona in vimini che Primo comprò anni addietro dai Castagnetti a Ciano dâ&#x20AC;&#x2122;Enza. Al mattino tutti sorridevano, la vallata coperta di neve splendeva di un promettente sole. Il dottore estrasse dalla sua valigetta un regalo per la famiglia: una preziosa scatola di costosissimo latte OLRÂżOL]]DWR HUD LO  JHQQDLR GHO  OÂśLQYHUQR VDUHEEH durato parecchio, disse:â&#x20AC;?Prendetelo, è dura girare sulle strade, se la mamma non dovesse allattare o in caso dâ&#x20AC;&#x2122;emergenza...â&#x20AC;? Ivonne iniziò a crescere i suoi â&#x20AC;&#x153;piccoli angeliâ&#x20AC;? sotto gli occhi severi di Primo. La statale 63 lo impegnava tutti i giorni ma ogni sera dal casello a tavola non mancava mai un bel piatto di tosone col pane appena sfornato da Ivonne. Felindo Ippocasto $OOD IHUPDWD GHOOH FRUULHUH VFHVH XQ EXIIR SHUVRQDJJLR SRUWDYD FRQ VH XQD YDOLJLD ULFDYDWD GDO FDUWRQH SUHVVDWR YLVLELOPHQWHVIRQGDWD 1HO SULPR GRSRJXHUUD PROWL LPPLJUDQWL GDO VXG ,WDOLD VL VSRVWDYDQR YHUVR OH JUDQGL FLWWj GHO QRUG DQFKH QHOOH ORFDOLWj SL GHVXHWH LQ FHUFD GL ODYRUR FRPH EUDFFLDQWL QHLFDPSLRSSXUHQHOOHSLFFROHRIÂżFLQHPHFFDQLFKHFKHGL FRQWLQXRULSDUDYDQROHYHFFKLHPRWRWUHEELDWULFLVFDVVDWH )HOLQGR VL VHQWLYD VSHUGXWR PD HQWXVLDVWD GHOOD VXD DYYHQWXUD0HQWUHFDPPLQDYDOXQJRLOPDUFLDSLHGHODVXD YDOLJLDFHGHWWHURYHVFLDQGRFDO]LQLHPXWDQGHROWUHDGXQR VWUDQRJLDFFKHWWRLQSHOOHQHUDSLHQRGLERUFKLHPHWDOOLFKH HGHLEOXHMHDQV $OYLVLR SDUFKHJJLDWR FRO IXUJRQH PDQJLDQGR LO VXR HUED]]RQHQRWzLOJLRYDQHHJOLDQGzLQFRQWUR Âł+H\UDJD]]RELVRJQRGÂśDLXWR"´ )HOLQGR VRUULVH DFFHWWDQGR H FKLHVH LO QRPH GHO QXRYR DPLFR SRLFKp TXHOOÂśDPLFL]LD VDUHEEH GXUDWD SHU VHPSUH 5LSHWHQGR LO QRPH GL $OYLVLR OR GHIRUPz FRO VXR IRUWH DFFHQWR SXJOLHVH QH XVFu TXDOFRVD FKH VXRQDYD XQ SRÂś FRVu´(OYL]3UHVOL"´ $OYLVLRULVHIUDVpHVpQRWDQGRFKHSRUWDYDQRORVWHVVRWDJOLR GLFDSHOOLORLQYLWzDSUDQ]DUHDOODORFDQGDGHLFDFFLDWRULH ORLQL]LzDOOÂśDUWHGHOODEHYXWD 8QD SLFFROD VWDQ]D VRYUDVWDQWH XQÂśRVWHULD DSSHQD IXRUL GDO SDHVH LQ XQ DOEHUJR FKH WXWWL FKLDPDYDQR Âł'HL FXRUL LQIUDQWL´SRLFKpLYLVLVYROJHYDQRDWWLYLWjGLPHUHWULFLRIX ODVXDSULPDGLPRUD ,O JLRUQR VXFFHVVLYR XVFu SHU OD SULPD JLRUQDWD GL GXUR ODYRURLQFDPSDJQD La Banda Suonare bene era sempre una scommessa, a volte le casse o i microfoni non funzionavano, a volte, nelle serate estive, un temporale improvviso. Di lĂŹ in poi Felindo aiutò i ragazzi della banda nei loro andirivieni fra i paesini della montagna. Ci si guadagnava piĂš gloria che danaro ma stava bene cosĂŹ: le ragazze carine, anche se a volte un poâ&#x20AC;&#x2122; baffute, non mancavano mai. Oggi si può dire che tanti portino il dna di Felindo. Alvisio svolgeva le consegne grazie al prezioso aiuto della segretaria della cantina sociale del luogo, tale Monica


alvisio presi Vanni. Parlava un perfetto inglese nella cornetta del vecchio telefono, poichĂŠ alcune spedizioni di lambrusco erano destinate ai paesi britannici. Del resto si sa, loro adorano le bevande gassate. Durante una consegna sulla strada che porta a Casina, $OYLVLRVÂżQLWRGDOOÂśHVLEL]LRQHGHOODVHUDWDSUHFHGHQWHVL addormentò e mancò una curva. Fu un tripudio di rossa schiuma di vino e una dolorosissima frattura al bacino. Nei giorni dâ&#x20AC;&#x2122;ospedale Alvisio pensò che forse era giunta lâ&#x20AC;&#x2122;ora di una svolta: la sua vocazione era il canto e...CosĂŹ sia! I giovani componenti della banda che portava lâ&#x20AC;&#x2122;improbabile nome â&#x20AC;&#x153;Le Rotoballeâ&#x20AC;? portarono al ragazzo la prima registrazione incisa sul nastro magnetico di un Geloso con il microfono in bachelite che gracchiava come un corvo. La formazione era cosĂŹ composta: Ennio Ferretti ai tamburi /RULV0DULDQLDOODSLDQROD )DUÂżVD

Dante Spallanzani al contrabbasso *ODXFR%HUWDQLDOODÂżVDUPRQLFD Sandrino Sassi alle trombe Adela Pompili alla voce (insieme ad Alvisio) Finito il ricovero Alvisio mantenne per il resto dei suoi giorni unâ&#x20AC;&#x2122;andatura dinoccolata. Alcuni ne ridevano mentre le ragazze ripetevano scherzose:â&#x20AC;?Alvisio dammi un bacino!â&#x20AC;? Ma in cuor loro quel â&#x20AC;&#x153;bacinoâ&#x20AC;? lo desideravano ardentemente poichĂŠ era il piĂš bello dei monti. ... Illumitatio Dopo aver passato la mattinata con Padre Soprelli a cui regalò di nascosto qualche bottiglia sotto lâ&#x20AC;&#x2122;occhio vigile della perpetua Graziella un poâ&#x20AC;&#x2122; indignata, Alvisio andò a ritirare il suo furgone. Agostino Pistoni, il meccanico muto dalla nascita ma con il fuoco sacro dellâ&#x20AC;&#x2122;arte dei motori e delle carrozzerie, lo aveva miracolosamente restaurato. Lungo il tragitto verso la cantina del signor Yuri Saccani incontrò il caro amico Cavallo Pazzo. La leggenda vuole che fosse un soldato dellâ&#x20AC;&#x2122;armata statunitense ferito alla testa in battaglia che si era stabilito in paese passando le giornate ciondolandosi con la sua vecchia bicicletta rubata e scroccando ai passanti qualche moneta per ubriacarsi. In cambio, con la sua grottesca parlata, sciorinava perle di una remota saggezza e grazia per poi cantare come un merlo malato. Quel giorno col suo strano accento anglofono disse LQ GLDOHWWR´)LGHUqW PD ÂżGHUqW PLD´ $OYLVLR QH IHFH tesoro: chi erano i pazzi quel poverâ&#x20AC;&#x2122;uomo o il resto del mondo? Giunto a Carpineti presso la casa del fattore iniziò a scaricare le pesanti casse del rifocillante vino mentre nella sua testa continuava a girare la frase del vecchio amico ubriacone. Dinnanzi a lui nel sole in controluce si stagliò

DOOÂśLPSURYYLVRXQDVRWWLOHÂżJXUDGDQ]DQWH(UDVWDQFR e sudato, pensò alle traveggole o a visioni celesti. Lei esordĂŹ con:â&#x20AC;?Ello beibiâ&#x20AC;?. Alvisio svenne. 3HJJ\6XH HUD ÂżJOLD GL ULFFKL SRVVLGHQWL DPHULFDQL decisi ad investire sui terreni locali. Era istruita, si era diplomata come perito agrario e i genitori OÂśDYHYDQR LQYLDWD SHU YHULÂżFDUH H DQDOL]]DUH L QRVWUL territori poichĂŠ giĂ  allâ&#x20AC;&#x2122;epoca si parlava negli Stati Uniti dei prodotti nostrani. Lâ&#x20AC;&#x2122;industria del fast-food, ormai radicata da tempo nella cultura dâ&#x20AC;&#x2122;oltreoceano, necessitava novitĂ . Quando aprĂŹ gli occhi fu lĂŹ per lĂŹ per mancare ancora. /HLHUDFRPHOHDWWULFLGHLÂżOPGHOFLQHPDWRJUDIRVROR piĂš svestita, indossava un succinto bikini di quelli che da noi ancora non si vedevano. Scalza in mezzo al prato reggeva uno dei primi mangiadischi da cui una voce altisonante proferiva: â&#x20AC;&#x153;SĂŹ iu leter ĂŠllighetor!â&#x20AC;?. Lei con voce suadente accarezzandogli la fronte spiegò: â&#x20AC;&#x153;Ti piace musica? questo è Rocnroll!â&#x20AC;? E mentre ballava lo scrisse col piedino nella polvere del cortile, per far capire al ragazzo di cosa si stava parlando: â&#x20AC;&#x153;Rockâ&#x20AC;&#x2122;nâ&#x20AC;&#x2122;Rollâ&#x20AC;?. Quella notte Alvisio non fece ritorno a casa. Il matrimonio di Bianca Presi FinĂŹ lâ&#x20AC;&#x2122;estate. Si avvicinava il periodo della festa dellâ&#x20AC;&#x2122;uva e con essa lâ&#x20AC;&#x2122;imminente matrimonio di Bianca Presi, la Miracolata, come la chiamavano in paese. Lâ&#x20AC;&#x2122;amore era sbocciato fra lei e il giovane sindaco Ettore Salami, tutto era pronto. Come ogni anno Alvisio con gli amici avrebbe suonato, in questa occasione speciale. Visto che i festeggiamenti sâ&#x20AC;&#x2122;incrociavano, Alvisio provò con la banda le nuove musiche scatenate dâ&#x20AC;&#x2122;oltreoceano, la sua chitarra era perfetta per quelle esecuzioni. Peggy-Sue era partita con la promessa che un giorno, magari alle Hawaii, si sarebbero incontrati di nuovo, ancora non sapeva di portare in grembo il frutto delle loro gioie... Cavallo Pazzo, quella sera stranamente sobrio, presentò con orgoglio accorato lâ&#x20AC;&#x2122;esibizione delle â&#x20AC;&#x153;Rotoballeâ&#x20AC;?, dicendo che per una volta lâ&#x20AC;&#x2122;uva poteva attendere. Bianca stava nella stanza ove 18 anni prima la sua vita riemerse dal buio e come al fratello gemello donò bellezza e forza. La giovine, vestita per le nozze, sâ&#x20AC;&#x2122;inginocchiò vicino al letto e pregò Nostro Signore di proteggere lei, la famiglia e in particolare lâ&#x20AC;&#x2122;amato fratello Alvisio, poi, rivolta al Cristo sulla parete antistante, pensò: â&#x20AC;&#x153;Alvisio sarĂ  piĂš famoso di te!â&#x20AC;?. Rise per la piccola blasfemia, chiese scusa al buon GesĂš mentre la madre amorevolmente le carezzava la testa ammirando lo VSOHQGRUHGHOODÂżJOLDLQTXHOJLRUQREHQHGHWWR Il concertino della banda fu un totale disastro, nessuno, musicisti compresi era pronto per la nuova musica di Alvisio il quale dondolandsi e rotolandosi sul piccolo palco allestito per lâ&#x20AC;&#x2122;occasione, inciampò facendo cadere una cassa sulla batteria che sfasciandosi


calamaio

con le sue parti metalliche innescò una scintilla che IHFH EUXFLDUH OÂśDPSOLÂżFDWRUH GHOOD FKLWDUUD *UDQGH spettacolo pirotecnicoâ&#x20AC;Ś Alvisio trasse in salvo dallâ&#x20AC;&#x2122;incendio la sua preziosa chitarra in extremis. Da quel giorno la chiamò Ines, in ricordo della nonna. La festa continuò nellâ&#x20AC;&#x2122;ilaritĂ  generale. Alvisio se ne stette un poâ&#x20AC;&#x2122; da parte e terminata la cerimonia, Bianca lo raggiunse in un angolo buio e lo abbracciò: â&#x20AC;&#x153;Il piĂš grande amore della mia vita sarai sempre tu, perchè tu Alvisio mi hai donato la vita!â&#x20AC;? I due si strinsero poi raggiunsero gli ospiti: praticamente tutto il paese. Quella notte cercando di non far troppo chiasso Alvisio raccolse il meglio dei suoi vestiti e li chiuse nella pesante e capiente custodia in legno assieme alla chitarra. Pensò: â&#x20AC;&#x153;Il Rockâ&#x20AC;&#x2122;nâ&#x20AC;&#x2122;Roll è per tutti!â&#x20AC;? E lo pensò cosĂŹ come la sua bella Peggy-Sue gli aveva insegnato. UscĂŹ in silenzio, sulla credenza lasciò un biglietto che ironicamente recitava: â&#x20AC;&#x153;Torno presto!â&#x20AC;? Tutti dormivano profondamente, lieti della movimentata festa. Arrivato con la corriera dellâ&#x20AC;&#x2122;alba alla stazione di Reggio Emilia, Alvisio srotolò un pezzo di carta con sopra scritto il recapito di Peggy-Sue, si avvicinò alla biglietteria e chiese: â&#x20AC;&#x153;Vorrei un biglietto per Memphis-Tennesse!â&#x20AC;? â&#x20AC;&#x153;Andata e ritorno?â&#x20AC;? domandò lâ&#x20AC;&#x2122;addetto. â&#x20AC;&#x153;No, sola andata!â&#x20AC;? â&#x20AC;&#x153;Bene, fanno diecimila lire!â&#x20AC;? Era tutto ciò che aveva in tasca.

GLVVH´(OODÂżOOHPRXWLKDQLV"´ 6WXSLWRLOEDUELHUHULVSRVH´0DOXULGRÂżJOLRGLFDUULROD tu parli Greco!â&#x20AC;? Alvisio controbattĂŠ porgendo a Ioannis una foto autografata con dedica:â&#x20AC;?Certo, me lâ&#x20AC;&#x2122;ha insegnato la Callas!â&#x20AC;? La foto ritraeva la Divina nel massimo splendore, abbracciata ad Alvisio dopo aver cantato â&#x20AC;&#x153;La Turandotâ&#x20AC;?. Come solo i Greci sanno fare, Ioannis si volse al sole di quella afosa giornata dâ&#x20AC;&#x2122;agosto e ridendo come il ruggito di un anziano leone fece scendere una lacrima. Erano di nuovo insieme e il futuro non aveva importanza. Quasi allâ&#x20AC;&#x2122;unisono gli amici chiesero ad Alvisio:â&#x20AC;?Quando pensi di ripartire?â&#x20AC;? E questa fu la risposta: MAI!

EPILOGO 16 agosto 1977. Alla fermata delle corriere di Toano tre uomini sedevano su una panchina allâ&#x20AC;&#x2122;ombra del grande salice piangente. Sbuffando come un toro inferocito lâ&#x20AC;&#x2122;autobus blu si fermò. Alvisio non vedeva quelle terre da piĂš di ventâ&#x20AC;&#x2122;anni. Scendendo respirò lâ&#x20AC;&#x2122;aria fresca, lâ&#x20AC;&#x2122;alito dei monti, come VROHYDGHÂżQLUOR Felindo, Gabriele e Ioannis lo attendevano in gran segreto. 1HVVXQR SDUOz ÂżQFKq $OYLVLR HVWUDVVH GDOOD JLDFFD XQ pacchetto di sigarette americane, quelle buone, la confezione bianca con un grande bollo rosso al centro. Gabriele fu il primo a proferir parola. Con tono sarcastico disse:â&#x20AC;?Hey, cosâ&#x20AC;&#x2122;hai combinato di recente?â&#x20AC;? Alvisio appoggiando un piede sulla panca mostrò le vecchie scarpe scamosciate blu ricevute dallâ&#x20AC;&#x2122;oramai â&#x20AC;&#x153;Fu Evaristo Cagossiâ&#x20AC;? e in un perfetto inglese intonò:â&#x20AC;?Well itâ&#x20AC;&#x2122;s one for the money, two for the show...â&#x20AC;? e via dicendo, ma lo fece sottovoce per non esser riconosciuto. Il secondo a parlare fu Felindo che riferendosi alle sigarette esclamò:â&#x20AC;?Chiste son chille bbuone!â&#x20AC;? Ioannis battendosi la mano sul petto lo abbracciò, era ormai vecchio, Alvisio lo guardò dritto negli occhi e

Monia Zanni nel ruolo di Monica Vanni

Ringraziamenti Luca Patsimas nel ruolo di Ioannis Patsopoulos Lele Silingardi nel ruolo di Gabriele Zaccardi Letizia Corbelli nel ruolo di Allieta Belcuore Fabio Dippolito nel ruolo di Felindo Ippocasto

Lorenzo Soprani nel ruolo di Padre Soprelli Grazia Bianchi nel ruolo di Grazia la perpetua Vincenzo Cavallini â&#x20AC;&#x153;Cavallo Pazzoâ&#x20AC;? per le sue perle di saggezza Elvis Presley nel ruolo di Alvisio e un amorevole abbraccio a tutti i personaggi immaginari. Lâ&#x20AC;&#x2122;Appennino Reggiano per averci accolti Thatâ&#x20AC;&#x2122;s all folks!


pillole rosse

better than love $GDP H 7KHR VL LQFRQWUDQR IXRUL GD XQ ORFDOH GL 0DQFKHVWHU TXDWWURDQQLID0HQWUHJOLDPLFLVRQRLPSHJQDWLDIDUULVVDSHU ORUR LO WHPSR VL IHUPD H LQL]LDQR D SDUODUH GL PXVLFD 3ULQFH 'DYLG%RZLH7HDUVIRUIHDUV0LFKDHO-DFNVRQ1RQLPPDJLQDQR QHPPHQRORQWDQDPHQWHFKHGLYHQWHUDQQRJOL+XUWV Every second is a lifetime HXQ·RFFKLRILVVDWRVXOO·DVWDGLXQPHWURQRPRLQOHJQRLQL]LDD VFDQGLUHLOWHPSRGHOYLGHRFOLSGL´%HWWHUWKDQORYHµ 'RQQH GDOOH VHPELDQ]H PDVFKLOL  PD GDOOD VSLFFDWD VHQVXDOLWj FDPLFLHGDLPSLHJDWRUHJJLFDO]HWDFFRSLSD RJJHWWL GDO VDSRUH YLQWDJH FKH DOOXGRQR D XQ·HSRFD ORQWDQD D XQ·DWPRVIHUDFRQFUHWDHDOFRQWHPSRLUUHDOH FRQWUDVWL DFFHQWXDWL FDSHOOL FDSSHOOL VJXDUGL VFXUL FRPH LO FDUERQHFDPLFLHQDVWULHLQFDUQDWLFKLDULFRPHODSRUFHOODQD TXHVWL VRQR JOL HOHPHQWL FKH D XQ SULPR VJXDUGR FROSLVFRQR O·RFFKLRGHOORVSHWWDWRUH $QG\RXVHHQRWKLQJEXWWKHUHGOLJKWV O·XQLFR WRFFR GL YHUR FRORUH q GDWR GDOOH WRQDOLWj URVVH FKH RJQLWDQWRVLGLIIRQGRQRUXEDQGRODVFHQDRLQGHWWDJOLRVXOOH EUHWHOOHGHOOHFRPSDUVH $GDPDOSLDQRIRUWH7KHRDOORVSHFFKLRLOSXEEOLFRSRVL]LRQDWR SURQWRDOJLXGL]LRHGHQWUDODSULPDEDOOHULQD VFKHOHWULFDSDOOLGDVHQ]DDOFXQDIHPPLQLOLWjHFRQXQDVSLJRORVD JUD]LDQHLPRYLPHQWL FRVDUDSSUHVHQWD"ODIRU]DGLYRORQWjHODSDVVLRQHFKHVXSHUDQR O·DXWRGLVWUX]LRQHILVLFD" Turn away, turn away, close your eyes you can runaway. Itâ&#x20AC;&#x2122;s not enough. XQDVWHULOHHVRIIHUHQ]DSRUWDWDDYDQWLFRQSHUSHWXDFRQYLQ]LRQH HOHJJHUH]]D'URJD'HSUHVVLRQH$QRUHVVLD You let your body burn HVFHLOQXPHURHQWUDLO /DVHFRQGDEDOOHULQDqYHVWLWDGLXQHOHJDQWHWXWQHURDYYROWD LQXQWXOOHVFXURFRPHODPDVFKHUDFKHOHFRSUHLOYROWRFKLq" A decade in the dark taking part in a dream. ODVHQVXDOLWjGHOPDOHFKHGDQ]DYROXWWXRVDSRUJHQGRLOEUDFFLR

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