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Yog #1

il giardino dei Tarocchi the tarots garden SOMMARIO INDEX

ISPIRATI DAI TAROCCHI INSPIRED BY TAROTS

NIKI DE SAINT PHALLE

PUNTI DI CONTATTO INTERSECTING POINTS

ICONOGRAFIA ICONOGRAPHY DIETRO LE QUINTE WHAT’S BEHIND


http://yourownguide.com YOG #1 Il Giardino dei Tarocchi The Tarots Garden Š 2012 Your own guide. All rights reserved Your own guide: Alessia Ballabio, Miriam Sironi e Valeria Corbetta Revisione di Giuseppe Corbetta e Paolo Motta Progetto grafico Alessia Ballabio


SOMMARIO INDEX

SOMMARIO / INDEX

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NIKI DE SAINT PHALLE

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PUNTI DI CONTATTO / INTERSECTING POINTS

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ICONOGRAFIA / ICONOGRAPHY

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DIETRO LE QUINTE / WHAT’S BEHIND

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ISPIRATI DAI TAROCCHI / INSPIRED BY TAROTS

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BIOGRAFIA BIOGRAPHY


niki de saint phalle “Le sue opere più tardive sono il Giardino dei Tarocchi (1979 – 1998) dedicato ai ventidue Arcani maggiori dei Tarocchi di Capalbio in Toscana spettacolare installazione ambientale di gusto neo-manierista” ◦ Niki de Saint Phalle (Neuilly-sur-Seine, 29 Otto-

bre 1930 – 2002) esordì nei primi anni Sessanta nell’ambito del Nouveau Réalisme con gli Spari, happenings in cui l’artista esplodeva dei colpi di fucile contro sacchetti pieni di colore, oppure vasetti colmi di vernice posti su “rilievi bersaglio” di gesso o semplici pannelli, con l’intento di criticare il grande successo che stavano avendo in quegli anni la corrente dell’Informale e dell’Espressionismo Astratto (gli Shooting paintings vennero acquistati in seguito anche dallo stesso Robert Rauchemberg). La collaborazione con lo scultore cinetico Jean
Tinguely (che sposerà nel 1971) segnò l’inizio della sua attività di assemblagiste, che ha trovato espressione in opere come l’Autoritratto del 1958, un mosaico di ciottoli e chicchi di caffè, frammenti di vasellame e impastati di colore dove il riferimento all’architetto spagnolo Antoni Gaudí – che caratterizzerà la sua produzione successiva – diventa evidente; o nell’inquietante bassorilievo su tela dove Marylin Monroe viene ritratta attraverso l’accumulo di frammenti di giocattoli, bamboline, fiori di plastica e lana per i capelli, applicati a una sagoma di giornali ingialliti. Con la serie delle Nanas, figure femminili in gesso o poliuretano, dalle dimensioni spesso imponenti e dalle forme piene, tondeggianti e dai colori accesi, Niki de Saint Phalle dà vita al suo caratteristico linguaggio primordiale e magico. La più grande e anche la più discussa Nana, Hon (Lei), verrà realizzata per il Moderna Museet di Stoccolma nel 1966; sempre affiancata dal compagno, l’artista realizza una vera e propria scultura-edificio raffigurante una donna incinta sdraiata sulla schiena, che “partorisce” i visitatori. Le sue opere più tardive sono il Giardino dei Tarocchi (1979 – 98) dedicato ai ventidue Arcani maggiori dei Tarocchi a Capalbio in Toscana spettacolare installazione ambientale di gusto neo-manierista e la Fontana di Igor Stravinskij nell’omonima piazza a Parigi al lato del Centre Pompidou, conosciuta anche come Fontaine des automates (1981 – 83).

◦ Niki de Saint Phalle (Neuilly-sur-Seine, 29th Octo-

ber 1930 – 2002) debuts as an artist in the early Sixties in the Nouveau Réalisme group, with the Shooting paintings, happenings in which the artist shot against bags full of color or jars full of varnish placed on “target shooting” made of chalk or simple panels, as a criticism to the big success of Nonrepresentational and Abstract Expressionism (the Shooting paintings had been also bought by Robert Rauchemberg himself). The cooperation with the kinetic sculptor Jean Tinguely (who become her husband in 1971) was the beginning of her activity as assemblagiste, that is expressed in artworks as the 1958 Self-portrait: a mosaic with pebbles, coffee beans and crockery chips bound by color in which the hint with the Spanish architect Antoni Gaudí – that will characterize her later production – is obvious; or in the unsettling low relief on canvas where Marilyn Monroe was portrayed accumulating toys pebbles, dollies, fake plastic flowers and wool (for hair) put on a shape made of discolored newspapers. With the Nanas, female figures made by chalk or polyurethane, characterized by huge sizes, round shapes and vivid colors, Niki de Saint Phalle creates her typical primordial and magical artistic language. The biggest and the most discussed Nana, Hon (She), was made for the Moderna Museet of Stockholm in 1966 in collaboration with her husband. Niki created a sculpture-building representing a pregnant woman, lying on her back, who gives birth to the visitors. Her latest masterpieces were the Tarot Garden (197998) in Capalbio (Tuscany), extraordinary landscape installation in neo-mannerist style dedicated to the twenty-two tarot’s major cards, and the Stravinsky’s fountain in the homonymous square in Paris next to the Centre Pompidou, known also as Fontaine des automates (1981-83).


punti di contatto INTERSECTING points


YOG #1 / PUNTI DI CONTATTO - INTERSECTING POINTS

FONTAna di STRAVINSKIJ STRAVINSKY FOuNTAIn TESTO – TEXT

Valeria Corbetta

FOTO – PHOTOS Valeria Corbetta

◦ Niki de Saint Phalle sta lavorando alla sua opera più significativa e monumentale: il Giardino dei Tarocchi presso Capalbio, grazie all’appoggio della famiglia Caracciolo che gli aveva concesso iI terreno di oltre due ettari, quando inizia a collaborare con il marito alla fontana-scultura dedicata al grande compositore e direttore d’orchestra russo Igor Stravinskij. I punti di contatto tra le due opere risultano evidenti, gli elementi iconografici si ripropongono mutati di significato e perfettamente adattati a due contesti in apparenza così diversi.

I sedici automates, in alluminio e acciaio dipinti di nero e colori sgargianti, creano degli interessanti giochi d’acqua nell’ampia fontana rettangolare, alcuni sono dotati di motori

elettrici che ne fanno un modello unico di arte cinetica a livello mondiale. La fontana produce un suono meccanico, ritmico, quasi a suggerire una composizione sonora contemporanea e ogni scultura ha un nome che la relaziona alle opere e alla vita di Stravinskij: L’Uccello di fuoco, La Spirale, L’Amore, L’Elefante, Il Serpente, La Rana e La Morte tra gli altri. Il Giardino dei Tarocchi rappresenta una sublime unione tra arte e natura, un lungo e difficile viaggio alla scoperta di sè, che si è potuto compiere – ricorda l’artista – grazie a un grande impegno, collaborazioni con amici e diverse figure professionali, un pizzico di ossessione e molta fede. Come per gli altri esponenti del Nouveau Réalisme – primo fra tutti Yves Klein – la produzione artistica di Niki de Saint Phalle si è sviluppata sulla base di interessi di carattere esoterico, teosofico e mistico-filosofico, grande importanza viene data al colore e alla sua valenza simbolica e mistica. Fonte d’ispirazione è stato – racconta l’artista in un’intervista – il viaggio a Barcellona del 1955 quando vede il Parc Güell di Antoni Gaudí. Le analogie tra i due giardini sono evidenti: sia nell’utilizzo dei materiali, come mosaici e vetri colorati disposti secondo un horror vacui tipico dell’artista spagnolo, sia per la predominanza

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“Come per gli altri esponenti del Nouveau Réalisme la produzione artistica di Niki de Saint Phalle si è sviluppata sulla base di interessi di carattere esoterico, teosofico e mistico-filosofico, grande importanza viene data al colore e alla sua valenza simbolica e mistica.”


YOG #1 / PUNTI DI CONTATTO - INTERSECTING POINTS delle sinuosità delle forme del Modernismo catalano in tutto l’intervento architettonico e di arredo. Forti parallelismi con i viadotti de La Bugadera e del Museum di Parc Güell sono evidenti alla base della figura de L’Imperatore e in generale nella forte carica simbolica che permea tutte le opere. ◦ Niki de Saint Phalle was engaged on his most significant and monumental work, the Tarot Garden in Capalbio – thanks to Caracciolo family, who granted her two hectare of land – when she started to collaborate with her husband on the Stravinsky Sculpture-Fountain, dedicated to Igor Stravinsky, the great Russian composer and orchestra conductor.

“As for the other leading figures of the Nouveau Realism – first of all Yve Klein – the Niki de Saint Phalle artistic career was developed around her esoteric, theosophical, mystical-philosophical interests, giving great relevance to colours and their symbolic and mystical meanings.” The link between the two master crafts clearly appears, as the same iconography was used, although with different meanings, in two totally mismatched contexts. The 16 automates, made of aluminum and steel, painted in black and vivid colors, create interesting water choreographies in the wide rectangle-shaped fountain, some being equipped with electric motors, which made this fountain an unique model for the international kinetic

art. The fountain produces a mechanical and rhythmic sound, recalling contemporary music performances. Each sculpture name is linked to the Stravinsky opus and life: “The firebird”, “The spiral”, “The love”, “The elephant”, “The snake, “The frog” and “The death”. In the Tarot Garden, art and nature matches, a long and difficult journey to the discovery of herself, that had been carried out -said the artist– thanks to the collaboration with different professionals, the help of many friends, a little bit of obsession and a lot of faith. As for the other leading figures of the Nouveau Realism – first of all Yves Klein – the Niki de Saint Phalle artistic career was developed following her esoteric, theosophical, mystical-philosophical interests, giving great relevance to colours and their symbolic and mystical meanings. The source of inspiration – said the artist during an interview – was the journey to Barcelona in 1955, when she visited Park Güell by Antoni Gaudì. In fact, the analogies between the two gardens are evident for the use of materials, like mosaics and pieces of colored glasses settled in a horror vacui way, proper to the Spanish artist; and also for the preponderance of the curvy shapes of the Catalan modernism in building and furniture design. Some evident similarities between the Bugadera flyover, the Museum of the Park Güell and the base of the Emperor structure can be found, but above all for the intense symbolism that permeates all her works.

MAGGIORI INFORMAZIONI - MORE INFO http://www.parkguell.es/en/index.php

01 – 04. Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely, Fontaine Stravinskij (o Fontaine des Automates) in piazza Stravinskij a Parigi, a lato del Centre Pompidou di Renzo Piano, Ernesto Nathan Rogers e Gae Aulenti. Realizzata dal 1981 al 1983, anno d’inaugurazione. Visione d’insieme e particolari

01 – 04. Niki de Saint Phalle and Jean Tinguely, Fontaine Stravinsky (or Fontaine des Automates) in Stravinsky square, in Paris, close to the Centre Pompidou by Renzo Piano, Ernesto Nathan Rogers and Gae Aulenti. Realized from 1981 to 1983, year of the inauguration. Overview and details

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YOG #1 / PUNTI DI CONTATTO - INTERSECTING POINTS

PARCO DELLA REGINA CALIFIA QUEEN CALIFIA’S PARK TESTO - TEXT

Valeria Corbetta

◦ Il parco in California della regina Califia (una leggendaria regina a capo di un popolo di sole donne guerriere che abitavano un’immaginaria isola dell’oceano indiano) è costituito da nove sculture, sempre di grandi dimensioni, costruite con le medesime tecniche del Giardino dei Tarocchi: mosaici, vetri, specchi e ceramiche colorate di varie forme e dimensioni. È l’ultima opera di Niki de Saint Phalle inaugurata solamente un anno dopo la scomparsa dell’artista nel 2003. Nella piazza attorno alla scultura, raffigurante la regina in groppa a un enorme e colorato uccello alato che rappresenta l’archetipo della forza e del potere femminile, si sviluppa tutto il giardino. L’ingresso è delimitato da due serpenti con la bocca aperte appoggiati a un muretto di mosaici che disegnano l’intero perimetro con il loro lungo corpo ondeggiante.

◦ Queen Califia’s (a legendary queen of a nation of sole women who lived in an imaginary island of the Indian Ocean) Park in California is made up of nine big sculptures, built with the same method of the Tarot’s Garden: mosaics, glasses, mirrors, stained ceramics with different shapes and sizes mixed together. It is Niki de Saint Phalle’s last work, opened only just a year after her death in 2003. Around the sculpture of the queen riding a big colorful bird, which is the concept of women’s strength and power, the entire garden takes place. The entrance is marked off by two snakes whit open mouth, their long undulating bodies, leaning against a little wall with mosaics, delimit the garden perimeter.

MAGGIORI INFORMAZIONI - MORE INFO http://www.queencalifia.org/garden.html

05. Da sinistra a destra le sculture: L’Uccello di fuoco e Il Serpente di Niki de Saint Phalle

05. From left to right: The Phoenix and The Snake, by Niki de Saint Phalle, 1981 – 1983

06. Particolare de La Sirena realizzata da Niki de Saint Phalle, 1981 – 1983

06. Detail of The Mermaid realized by Niki de Saint Phalle, 1981 – 1983

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iconografia iconography


YOG #1 / ICONOGRAFIA - ICONOGRAPHY

alcuni tarocchi a few tarots Testo - Text Valeria Corbetta Foto - Photos Pietro Gerona

La Papessa (II carta) o Sacerdotessa, è forse una delle figure che ha dato luogo a maggiori discussioni. È la figura dell’intuizione femminile come chiave verso la saggezza. Rappresenta l’irrazionale e l’inconscio con tutto il suo potenziale, guida la logica, che sola rimarrebbe sulla superficie delle cose, senza la profondità dell’istinto e dell’immaginazione.

La Ruota della fortuna (X carta). Questa immagine è largamente conosciuta e rappresentata nel Medioevo come una ruota sormontata da una sfinge alata con corona e spada, con due esseri mezzo uomo e mezzo animale arrampicati ai suoi lati. Nel Giardino dei Tarocchi è semplicemente un meccanismo di tre ruote nere di diverse dimensioni che si intersecano creando degli artistici e sofisticati giochi d’acqua. Essa è simbolo della ruota della vita e della vanità, dello scorrere e del mutare del destino del singolo, che una volta giunto in cima dovrà per forza ridiscendere. I sentieri sterrati che si snodano dalla piazza seguono i livelli del terreno e delimitano diversi percorsi che conducono i visitatori a scoprire le altre sculture. Sul costone destro, la piccola scalinata che sale dalla piazza passa sotto la figura de Il Sole (XIX carta), incarnato nel grande uccello di fuoco bianco, rosso e giallo, appollaiato sopra un grande arco blu intenso, nel quale è evidente il richiamo alla iconografia utilizzata per L’Uccello di Fuoco nella Fontana di Stravinskij. La figura della stabilità e della forza per eccellenza viene utilizzata come elemento di passaggio, come limes, arco o porta con una forte valenza purificatrice.

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◦ Una volta varcato il muro di tufo con una sola grande apertura circolare al centro in cui si inserisce la biglietteria – disegnata dall’architetto Mario Botta – si viene accolti nella grande piazza a forma di anfiteatro, dalle due figure chiave del progetto: La Papessa e Il Mago uniti in un’unica gigantesta struttura che richiama chiaramente L’Orco del Parco dei Mostri nel Sacro Bosco di Bomarzo. I giochi d’acqua della scultura meccanica semovente La Ruota della fortuna eseguita da Jean Tinguely riportano invece ai mobiles parigini. Il Mago (I carta) per l’artista rappresenta Dio, il creatore dell’universo. È la carta dell’intelligenza attiva, della luce pura e dell’energia, principi che vengono espressi attraverso la scelta dei materiali (i mosaici specchianti) e della posizione di rilievo.


YOG #1 / ICONOGRAFIA - ICONOGRAPHY Alla sinistra della fontana si staglia, immensa, la figura de L’Imperatrice (III carta) normalmente raffigurata come una donna in trono con la corona in testa. Questa gigantesca Nana a cui l’artista ha dato fattezze da sfinge con il volto nero, è un vero e proprio edificio in cui Niki stessa ha vissuto per anni. Utilizzata come quartier generale per le riunioni con l’equipe durante l’esecuzione del parco, esercitava su tutti i partecipanti agli incontri “un’attrazione fatale”. Simbolo di intelligenza, fecondità universale e del potere temporale.

“La Ruota della fortuna (X carta). [...] Nel Giardino dei Tarocchi è qui semplicemente rappresentata come un meccanismo di tre ruote nere di diverse dimensioni che si intersecano creando degli artistici e sofisticati giochi d’acqua. Essa è simbolo della ruota della vita e della vanità, dello scorrere e del mutare del destino del singolo, che una volta giunto in cima dovrà per forza ridiscendere. ”

chi, e ne esprime l’attributo principale, essere cioè la guida spirituale. La Luna (XVIII carta) è una carta ambivalente e complessa, simbolo al contempo dell’immaginazione creativa, dell’illusione e del sogno. E’ legata al ciclo lunare, al ciclo femminile, a quello delle nascite e a tutti i simboli collegati all’elemento acquatico e al suo scorrere. La Luna è rappresentata da un volto di donna raffigurato di profilo, con il capo delimitato da uno spicchio argentato di luna e rivolto verso l’alto; gli occhi sono blu e bianchi, disegnati frontalmente e le labbra rosso fuoco. Lo stesso rosso dell’astice, legato zodiacalmente al segno del Cancro e domicilio della Luna, che la innalza. Ai piedi di un torrente alla base della scultura vediamo due cani – probablimente in riferimento alle costellazioni del Cane maggiore e minore – che sorreggono le figure e rappresentano i difensori dell’ordine cosmico.

Il Papa o Lo Hierofante (V carta) è raffigurato solitamente seduto in posizione frontale. È sempre accompagnato da due chierici di statura notevolmente inferiore che sono inginocchiati ai suoi piedi, ma in questo caso sono posti in cima alla sua testa e sollevano il pastorale. L’arcano di Capalbio è raffigurato come un volto stilizzato con tre occhi, uno dei quali – posto al centro della fronte – molto luminoso, è ricoperto di spec-

◦ Passed the tuff wall with just one big circular opening in the middle, were the ticket office – designed by the architect Mario Botta – is located, the two most important figures of the whole project stand in front of us: the High Priestess (she-Pope) and the Magician, that together form a giant structure recalling The Orcus of Bomarzo’s garden. The ornamental water features of the mechanic sculpture Wheel of fortune, created by Jean Tinguely, bring to mind the mobiles of Paris. The Magician (1st tarot card) is seen by the artist as the symbol of God, the maker of the Universe. It is the card of active intelligence, the card of

07. Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely, Parco dei Tarocchi, Capalbio (Toscana), 1979 – 1998. Dettaglio de L’Imperatrice

07. Niki de Saint Phalle and Jean Tinguely, The Tarot Garden, Capalbio (Tuscany), 1979 – 1998. Detail of The Empress

08. In primo piano La Ruota della fortuna di Jean Tinguely, dietro le sculture de La Papessa e Il Mago di Niki de Saint Phalle

08. In the foreground The Weel of fortune by Jean Tinguely and on the background the sculptures The High priestess and The Magician by Niki de Saint Phalle

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YOG #1 / ICONOGRAFIA - ICONOGRAPHY the true light and energy, well expressed by its overlying position and the mirror mosaics that cover the sculpture. The High Priestess (2nd card), one of the figures that were generating major discussion at the time, is the symbol of the female insight as a way to wisdom. She represents the irrational and the unconscious with all its potential, leading and compensating the logic, that alone would be superficial, lacking the depth of instinct and imagination. The Wheel of Fortune (10th card), image often represented in the Middle Ages like a wheel with a flying sphinx, holding crown and sword over it, with two creatures half human half animal next to her. In the Tarot Garden it is shown like a device made up with three black wheels of different size, intersecting themselves and creating artistic and sophisticated waterworks. It is the symbol of the wheel of life and of vanity, the flow and the change of one’s destiny, a memento that means who is at the top must get down. The dirt pathways starting from the square follow the natural soil levels and mark different ways which lead the visitors to find out the other sculptures. On the right, little steps climb from the square and undergo the sculpture of The Sun (19th card), represented by the big bird of fire, white, red and yellow, set on a big deep blue arch, in which the iconography of the Phoenix of Stravinsky’s fountain is clearly used. The very symbol of stability and power is used to create a step in the pathway, like a limes or a door with a strong purifying valence. At the left of the Fountain there is the bulk figure of The Empress (3rd card), usually shown like a crowned woman sat on a throne. This huge

Nana, in the shape of a black-faced sphinx, is a real building where Niki lived for years. Used as general headquarter for the team meetings during the realization of the park, it played a “fatal attraction” over all the members of the conference. She is the symbol of intelligence, universal fertility and temporal power.

“The Wheel of Fortune (10th card). [...] In the Tarot Garden it is shown like a device made up with three black wheels of different size, intersecting themselves and creating artistic and sophisticated waterworks. It is the symbol of the wheel of life and of vanity, the flow and the change of one’s destiny, a memento that means who is at the top must get down.” The Pope or Hierofante (5th card) is usually represented as a sitting man seen frontally, with three eyes, one of them placed in the middle of his forehead, always attended by two small clerics on their knees. Here the third eye, covered by glass, is very shining and highlight the main attribute of the Pope, that is to be a spiritual guide. The clerics are placed instead at the top of his head, so they raise his pastoral. The Moon (18th card), is an ambivalent and complex card, symbol of creativity, illusion and dream. It is linked to the lunar movement, to the menstrual cycle, to the birth cycle and to all of the symbols connected to water and its flowing.

09. La figura de La Luna di Niki de Saint Phalle, 1979 – 1998. Composta da due cani a indicare le costellazioni del Cane Maggiore e Minore che sorreggono il simbolo del Cancro e il profilo de La Luna

09. The figure of The Moon by Niki de Saint Phalle, 1979 – 1998. Composed by two dogs representing Canis Majoris and Canis Minoris constellations holding the Cancer symbol and the moon’s profile

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Your own guide / #1 Iconografie

The Moon is represented as a woman’s profile, with a silver slice of moon turned up as head; the eyes are blue and white, outlined frontally, the lips are fiery red. The same red of the lobster, linked to the Cancer sign of the Zodiac and home of the moon that sustain her. By a little stream two dogs, possibly referring to the big and little dog’s constellation, support the figures above and symbolize the guardian of cosmic order.

MAGGIORI INFORMAZIONI - MORE INFO www.parcodeimostri.com ARTISTI - ARTISTS www.nikidesaintphalle.com www.tinguely.ch

10. In primo piano la scultura de Il Sole e alle sue spalle Lo Hierofante entrambe realizzate tra il 1979 e il 1998 da Niki de Saint Phalle

10. In the foreground the sculpture of The Sun and on the background The Hierofante both realized between 1979 and 1998 by Niki de Saint Phalle

11. Particolare delle Nanas, tema ricorrente nel percorso artistico di Niki de Saint Phalle

11. Detail of the Nanas, recurring subject in Niki de Saint Phalle artistic career

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DIETRO LE QUINTE WHAT’S BEHIND


YOG #1 / DIETRO LE QUINTE - WHAT’S BEHIND

TECNICHE / PAESAGGIO TEChNIQUES / LANDSCAPE Testo - Text Valeria Corbetta - Roberta Rizzi Foto - Photos Pietro Gellona

◦ Le sculture sono state tutte realizzate con tondini di ferro che creano una fitta rete d’intrecci delineando la forma della scultura. Quest’intreccio di ferro è stato riempito e rivestito di cemento, in seguito ornato con mosaici a specchio, vetri pregiati e tessere di ceramica lavorate e cotte sul posto. La realizzazione delle opere più grandi (come L’Imperatrice, La Papessa, Il Mago, Il Papa e Il Sole) ha previsto un modello in piccole dimensioni disegnato da Niki; l’ingrandimento dei modellini originali è stato poi opera di Jean Tinguely e dell’artista olandese Doc Winsen. L’armatura delle sculture grandi è stata realizzata con tondino d’acciaio saldato e piegato a mano. La ceramista Venera Finocchiaro e il suo gruppo di assistenti hanno lavorato ogni singolo pezzo di ceramica modellandolo, nella maggioranza dei casi, direttamente sulla scultura da ricoprire. Le sculture più piccole del giardino (La Temperanza, Adamo ed Eva, la Scelta, il Mondo, l’Eremita, l’Oracolo, la Morte e l’Impiccato)
furono prodotte a Parigi. Niki e suo assistente Marcello Zitelli facevano i modelli in creta che venivano riprodotti in poliestere da Robert Haligon. Queste sculture venivano poi ricoperte da un mosaico di tessere fatte con vetri provenienti

da Murano, dalla Cecoslovacchia e dalla Francia. Il verde è stato curato da Gian Piero Ottavi che si unì successivamente al gruppo per occuparsi del terreno del giardino. Importante per l’artista era rispettare l’habitat naturale della regione e mantenere un dialogo equilibrato tra la natura

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“Il Giardino sorge sul versante meridionale della collina di Garavicchio, nella Maremma toscana. L’opera si estende su circa due ettari di terreno, costituisce una vera e propria città in cui le sculture-case segnano le tappe del percorso spiccando coloratissime già dalla strada nel selvaggio paesaggio naturale.”

e le sculture. Il Giardino sorge sul versante meridionale della collina di Garavicchio, nella Maremma toscana. L’opera si estende per circa 2 ettari e costituisce una vera e propria città in cui le sculturecase segnano le tappe del percorso spiccando


YOG #1 / DIETRO LE QUINTE - WHAT’S BEHIND

coloratissime già dalla strada nel selvaggio paesaggio naturale.
Le preesistenze vegetali sono tipiche della macchia mediterranea, Olea europea (ulivi), Quercus ilex (lecci), costituiscono lo sfondo delle sculture, delineato dalle loro chiome sempreverdi.
 I percorsi sono accompagnati dagli odori e dai profumi di Myrtus communis, Teucrium fruticans, Juniperus communis, già parte della vegetazione del sito.
Si inseriscono all’interno di questo contesto fioriture spontanee locali come erica arborea, lillatro, ramno, sulla e cisto. ◦ The sculptures were built using iron rod to create a crowded mesh shaped as the sculpture. The mesh was filled and covered with cement to reach the final shape, then finished with mosaics, precious glasses and ceramic tesserae, carved and baked on site. For the bigger sculptures (like the Empress, the High Priestess, the Magician, the Pope and the Sun) a little model was carved by Niki, then the sculptures in real dimension were built by Jean Tinguely and the Dutch artist Doc Winsen. The shell of them was made by iron rod welded and bent by hand, then the shells were covered by an iron mesh and finally with cement. The potter Venera Finocchiaro with her assistants modeled most of ceramic pieces directly on the sculpture to be decorated. The smaller sculptures (the Temperance, Adam and Eve, the Choice, the World, the Hermit, the Oracle, the Death and the Hanged Man) were made by Niki in Paris. Niki and her assistant Marcello Zitelli made clay models and Robert Haligon reproduced them in polyester. After that, the sculptures were covered with mosaic tesserae made by glass from Murano, Czech-Slovakia and France. The garden was set up by Gian Piero

Ottavi who joined the group to look after the soil and the garden. His primary aim was to respect the area wildlife and to keep a balance between landscape and sculptures. The park rises upon the southern side of the Garavicchio hill, in Maremma (Tuscany). Extending across 2 hectares the garden represents a real

“The park rise upon the southern side of the Garavicchio hill, in Maremma (Tuscany). Extending across 2 hectares the garden represents a real city, where the sculptures-houses mark the different stages of the path, stands out colorful over the wild landscape.” city, where the sculptures-houses mark the different stages of the path, standing out colorful over the wild landscape. The autochthon plants are characteristic of the Mediterranean scrub, Olea europea (olive trees), Quercus ilex (live oak), set up a perfect background drawing by the evergreen tree cover. The footpath came with the smells of the Myrtus communis, Teucrium fruticans, Juniperus communis toghether with the local spontaneus blooming of erica arborea, lillatro, ramno, sulla and cisto.

MAGGIORI INFORMAZIONI - MORE INFO http://www.nikidesaintphalle.com/

12. Dettaglio dei mosaici che riporta la firma dell’artista

12. Detail of the mosaic showing the artist’s signature

13. Niki de Saint Phalle, L’albero della vita

13. Niki de Saint Phalle, the Tree of life

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ispirati dai tarocchi inspired by tarots


YOG #1 / ISPIRATI DAI TAROCCHI - INSPIRED BY TAROTS

FRANCESCO CLEMENTE I TAROCCHI - the tarots Testo - Text Valeria Corbetta

◦ Tra gli artisti che sono stati influenzati dal tema dei tarocchi è doveroso citare Francesco Clemente (Napoli, 23 Marzo 1952) – pittore autodidatta – che, insieme a Sandro Chia, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino, fa parte del nucleo storico della Transavanguardia, consacrato dalla sezione Aperto alla Biennale di Venezia del 1980, curata da Anchille Bonito Oliva. Circa un anno fa, il 9 settembre 2011, l’artista ha collaborato con il Gabinetto Disegni e Stampe e con la Galleria degli Uffizi per la mostra I Tarocchi curata da Max Seidel e Carlotta Castellani. L’universo dei tarocchi in queste settantotto

opere viene reinterpretato con ironia, con riferimenti che vanno dalla sfera privata dell’artista all’iconografia classica e sono caratterizzati dal

recupero di una figurazione tradizionale, da una sorta di ritorno alla tradizione verso una pittura dai tratti marcati e dalle cromie violente, partendo da una sperimentazione delle tecniche, dal pastello alla tempera, dall’acquerello all’inchiostro fino al collage. Il cosmo privato di Clemente si rivela soprattutto nel grande numero di persone, a lui care, che compaiono in forma di ritratto su alcune di queste carte: una varietà di personaggi provenienti dal mondo dell’arte, della letteratura, del teatro e del cinema e dal suo vissuto personale. Tra i sogetti ritroviamo lo stesso Max Seidel, sua moglie Alba che è raffigurata come l’arcano de la Stella, i suoi figli Chiara, come la Temperanza, Andrea e Pietro come il Sole e il drammaturgo dell’assurdo Edward Franklin Albee. La carta de il Papa, interamente ad acquarello, raffigura l’artista Americano Jasper Johns mentre sospende con la mano destra – con le due dita tese in segno di benedizione – un prisma appeso a un filo che punta dritto a un grande terzo occhio (simbologia che avevamo già colto ne il Papa di Capalbio); le due figure speculari del tarocco sono circondate da due arcobaleni, due scale che si incrociano e due coppe dal profilo umano una d’argento e una d’oro; una carta ricca di significati in cui si può cogliere la spiritualità e il magico potere che circonda l’artista creatore.

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“Il cosmo privato di Clemente si rivela soprattutto nel grande numero di persone, a lui care, che compaiono in forma di ritratto su alcune di queste carte: una varietà di personaggi provenienti dal mondo dell’arte, della letteratura, del teatro e del cinema e del suo vissuto personale.”


YOG #1 / ISPIRATI DAI TAROCCHI - INSPIRED BY TAROTS

◦ One of the artists who were influenced by tarots is Francesco Clemente (Naples 1952), selftaught painter who formed, whit Sandro Chia, Enzo Cucchi, Nicola De Maria and Mimmo Paladino the Transavanguardia, an historical art school ordained by Achille Bonito Oliva in the section Aperto in 1980 Biennale of Venice. One year ago, on September 9, 2011, the artist in collaboration with the Uffizi Gallery and the Prints and Drawing Laboratory, was involved in the exhibition The Tarots curated by Max Seidel and Carlotta Castellani. In the 78 masterpieces the tarots are conveyed with irony, with links from his private life to classical iconography; they are characterized by a revival of the traditional imagery language, toward bold marks and vivid colors painting, experimenting different techniques, from pastel and tempera to watercolor, ink and collage.

“The private world of Clemente appears mainly in the noteworthy number of relatives, friends and colleagues who are portrayed in some of the cards together with a variety of characters from the arts, literature, theatre and cinema.”

American artist Jasper Johns with his right hand risen with two fingers uptight as a blessing gesture, hanging a prism on a big Third eye (symbolism we previously noticed in the Pope Arcane in the Tarots Garden); the two mirror images of the tarot are surrounded by two rainbows and two crossing ladders, two bowls, one silver and the other gold, recalling human profiles. In this card Clemente represents the archetip of the Artist.

MAGGIORI INFO - MORE INFO http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/ Cultura/Arte/2011/clemente-mostratarocchi/clemente-mostra-tarocchi_fotogallery.php?id=11 http://www.daringtodo.com/lang/ it/2011/08/24/firenze-i-tarocchi-di-francesco-clemente-nella-magia-degli-uffizi/

The private world of Clemente appears mainly in the noteworthy number of relatives, friends and colleagues who are portrayed in some of the cards together with a variety of characters from the arts, literature, theatre and cinema. His wife Alba is painted as The Star Arcane, his daughter Chiara as the Temperance, his sons Andrea and Pietro portrayed in The Sun card, and Edward Franklin Albee (the theater of the absurd play writer) and even the exhibition curator Max Seidel. The Pope card, in watercolor, represents the

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YOG #1 / ISPIRATI DAI TAROCCHI - INSPIRED BY TAROTS

ITALO CALVINO IL CASTELLO DEI DESTINI INCROCIATI - the castle of crossed destinies Testo - Text Valeria Corbetta Foto - Photos Valeria Corbetta

◦ Un’altra figura che si è avvicinata al mondo dei tarocchi è Italo Calvino con il libro Il Castello dei destini incrociati, che racconta di un gruppo di viaggiatori che si ritrovano a convivio in un luogo ambiguo al contempo nobile e povero, che potrebbe essere un castello o una taverna. I commensali dopo la cena, complici il vino e il

“Quando le carte affiancate a caso mi davano una storia in cui riconoscevo un senso, mi mettevo a scriverla; accumulai così parecchio materiale; posso dire che gran parte della Taverna dei destini incrociati è stata scritta in questa fase”

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lauto banchetto, sentono il desiderio di raccontare le avventure della propria vita, ma per via di un inesplicabile incantesimo, scoprono di essere senza la parola; decidono allora di narrare le prorie storie utilizzando la simbologia dei 78 tarocchi. Distribuendo le carte sul tavolo iniziano ad intrecciarsi una serie di racconti popolati da personaggi ambivalenti e magici come Il Bagatto, La Papessa, L’Imperatore e L’Imperatrice, La Morte, Il Diavolo, Il Sole e La Luna, Il Mondo e Il Matto. L’afasia dei personaggi è risolta dalle carte, che hanno il grande merito di salvare l’arte del racconto, creando un’associazione tra il codice narrativo e quello iconografico. Il libro è suddiviso in due parti: la prima serie di racconti si svolge nel Castello con i tarocchi rinascimentali e la seconda in una taverna con i tarocchi Marsigliesi del 1700, dal disegno più grezzo e popolare.

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“Quando le carte affiancate a caso mi davano una storia in cui riconoscevo un senso, mi mettevo a scriverla; accumulai così parecchio materiale; posso dire che gran parte della Taverna dei destini incrociati è stata scritta in questa fase; ma non riuscivo a disporre le carte in un ordine che contenesse e comandasse la pluralità dei racconti; cambiavo continuamente le regole del gioco, la struttura generale, le soluzioni narrative. Stavo per arrendermi, quando l’editore Franco Maria Ricci m’invitò a scrivere un testo per il volume sui tarocchi viscontei. Dapprincipio pensavo d’utilizzare le pagine che avevo già scritto, ma mi resi conto subito che il mondo delle miniature quattrocentesche era completamente diverso da quello delle stampe popolari marsigliesi. [...] Provai subito a comporre con i tarocchi viscontei sequenze ispirate

all’Orlando Furioso; mi fu facile così costruire l’incrocio centrale dei racconti del mio ‘quadrato magico’. Intorno, bastava lasciare che prendessero forma altre storie che s’incrociavano tra loro, e ottenni così una specie di cruciverba fatto di figure anziché di lettere, in cui per di più ogni sequenza si può leggere nei due sensi.” (Italo Calvino)

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I racconti sono per lo più drammatici, vissuti dai commensali che di volta in volta assumono la fisionomia dei Tarocchi stessi. Nella prima storia dell’Ingrato punito, un giovane di bell’aspetto dalle chiome bionde s’identifica nel Cavaliere di coppe. Il cavaliere approfitta di una fanciulla rappresentata dall’arcano della Temperanza, che l’aiuta nel bosco (carta del Nove di bastoni), dopo che è stato aggredito


da un brigante (la carta del La Forza), che l’ha lasciato a testa in giù come racconta la carta de L’Impiccato. Ma il suo comportamento, ingrato ed egoista nei confronti della giovane donna, lo riporterà nel bosco dove troverà la morte, straziato dalle lame taglienti delle seguaci di Cibele, la carta de L’Otto di spade. Anche gli altri commensali raccontano le proprie vicende, sia mettendo sul tavolo Tarocchi non ancora usati, sia utilizzando quelli già disposti sul tavolo dagli altri: in questo modo le storie s’incrociano, si combinano tra loro in un

gioco che si ricollega agli studi dell’antropologo Vladimir Propp sulla letteratura combinatoria e la struttura morfologica della fiaba. Evidenti sono anche gli echi a romanzi come il Decameron in cui le novelle vengono racchiuse all’interno di una cornice conviviale. Un Tarocco dai significati ambivalenti nel racconto è Il Bagatto o Il Mago, arcano n. 1 che riveste un numero considerevole di ruoli: nella seconda storia del Castello è Il Diavolo o Mefisto che tenta Faust con il segreto dell’oro. Nella sesta storia di Astolfo sulla luna è un

14. Copertina e apertura del racconto Anch’io cerco di dire la mia in Italo Calvino, Il castello dei destini incrociati, Einaudi, Torino, 1973, pp. 98 – 111

14. Cover and beginning of the tale Anch’io cerco di dire la mia in Italo Calvino, Il castello dei destini incrociati (The castle of crossed destinies), Einaudi, Torino, 1973, pp. 98 – 111

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poeta ben lontano dall’armonia rinascimentale che esprime al protagonista tutto il suo crudo realismo. Nella Taverna lo ritroviamo sia nei panni del Mago Merlino, sia come narratore, scrittore, giocoliere e illusionista. Nel racconto Anch’io cerco di dire la mia, la voce narrante è lo stesso scrittore, che come un mago manipola i segni della scrittura. Questo tarocco ha sempre suscitato molto interesse da parte degli artisti più vicini alla mistificazione che si identificano spesso nell’arcano, come Salvator Dalì che durante gli ultimi anni della sua vita ha dipinto la carta de Il Mago. Il pittore si raffigura in un suggestivo autoritratto all’interno di un’abside gotica - attraverso la

quale si scorge il fondo blu del cielo e alcune alte fiamme rosse - con le braccia conserte che appoggiano su un altare ricolmo di oggetti mistici tra cui un orologio molle, tipico topos del pittore spagnolo.

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◦ A writer influenced by tarots was Italo Calvino. In his book The Castle of crossed Destinies, Italo Calvino tells us about a group of travelers having dinner in an equivocal, poor – but at the same time noble – place, it might be a castle or a inn. After the dinner, thanks to the wine and great food, they feel the need to tell their life’s stories, but because of an unexplainable enchantment, they find out them to be speechless; so they


decide to tell their stories using the 78 tarots. Dealing out the cards on the table, they start to narrate their tales, filled with strange and magic characters like the Bagatto, the Papessa, the Emperor and the Empress, the Death, the Devil, the Sun, the Moon, the World and the Loony. Traveler’s aphasia is solved by the cards, which allowed the whole story development, creating a link between the narrative code and the iconographic one. The book has two parts: the first series of tales take place in the castle using renaissance tarots,

the second one in a tavern with marseillaise tarots from the 18th century, characterized by a raw drawing of lower quality.

15. Il Papa, La Luna, La Ruota della fortuna e L’Imperatrice, in Italo Calvino, Il castello dei destini incrociati, Einaudi, Torino, 1973, pp. 62, 102, 103, 114

15. The Pope, The Moon, The Wheel of fortune and The Empress, in Italo Calvino, Il castello dei destini incrociati (The castle of crossed destiny), Einaudi, Torino, 1973, pp. 62, 102, 103, 114

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“When the cards placed side by side at random, gave me a plausible story, I wrote it down; in that way I gathered a lot of material; I can tell that the biggest part of the Tavern of crossed destiny was written in that phase; but I couldn’t order the cards as to contain and develop at the same time all of the tales. I always changed game’s rules,


YOG #1 / ISPIRATI DAI TAROCCHI - INSPIRED BY TAROTS the general structure, the narrative solutions. I was going to surrender, when the editor Franco Maria Ricci invited me to write a text about Visconti’s tarots. At the beginning I thought to use the pages that I had already written, but I immediately realized that the miniatures of the 15th century were completely different from the popular marsillaise cards. I tried to write stories using Visconti’s tarots taking inspiration by L’Orlando furioso. In that way it was easy to set up the central cross in my magic square. All around the other tales took form, crossing with each other, and in that way I achieved what was like a crossword puzzle made by images instead of letters, in which every sequence could be read in both directions.” (Italo Calvino)

“When the cards placed side by side at random, gave me a plausible story, I wrote it down; in that way I gathered a lot of material; I can tell that the biggest part of the Tavern of crossed destiny was written in that phase.”

crosses in a play that is linked to the anthropological studies of Vladimir Propp on combinatory literature and the morphological structure of tales. There are clear reminds to other novels such as Decameron, where the stories were told in a convivial contest. An ambivalent tarot is the Bagatto or the Magician (1st card), that in the stories has different roles: in the second tale of the Castle is the devil Mefisto that tempts Faust with the secret of the gold. In the tale of Astolfo on the Moon is a poet far from the reinassaice harmony, who destroy the romantic ideals of the novel. In the story Anch’io cerco di dire la mia, the Bagatto is at the same time Merlin the Magician, the juggler and the illusionist who represents the telling voice, the writer himself. This tarot always fascinated the artists who likes mystification and the Arcan, as Salvador Dalì who, in the last year of his life, draws the card of the Magician. He draws a self-portrait inside a gothic apse – through which it is possible to see the blue sky and some red flames – with his harm folded, leaning on an altar full of mystic objects such as a molded clock, recurrent topos of the Spanish painter.

Most of the tales are dramatic, experienced by the guests themselves, who from time to time take the tarots’ features. In the first story about The Punished Ungrateful, a smart young man whit blond hair represents the Knight of Bowls. The knight abused of a girl appearing as the Temperance tarot, who helped him in the wood (the Nine Sticks card), after he had been attacked by a bandit (the Strength’s card), who left him hanging upside down, as the Hangman’s card tells us. But his ungrateful and selfish behavior toward the young girl took him in the wood again, where he died, mangled by the sharp blades of Cibele’s followers (the Eight Swords card). The other guests tell their stories too, placing on the table both the unused cards and those already used by the others: in that way stories YOG #1

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battute types

SOMMARIO NIKI

/ DE

INDEX

SAINT

PHALLE

373 –

3992

PUNTI DI CONTATTO / INTERSECTING POINTS – 6309 ICONOGRAFIA DIETRO

LE

/ QUINTE

ICONOGRAPHY /

WHAT’S

BEHIND

8114 –

4501

ISPIRATI DAI TAROCCHI / INSPIRED BY TAROTS – 13447

Yog #1 | The tarots garden  

The first artistic and cultural guide made by Yog.

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