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La bellezza delle cose esiste nella mente di chi osserva.

D.Hume

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cartier.com

OTTICA

ENRICO TOMINETTI 4

“a Brescia dal 1920 in corso Zanardelli, 14 - tel. 030 45013”


Anno nuovo, veste nuova! Shopping, seducente e raffinato come sempre cambia look. In tema con l’essenza del suo essere, si rinnova, modifica forma e colori, si spoglia del passato e gira pagina presentandosi al fatidico appuntamento annuale con un’immagine nuova ed estremamente accattivante. Il suo cuore però resta integro e pulsante. Carico di informazioni, di battiti vivi e vitali che gettano sguardi lussuosi sul panorama bresciano. Uno

scenario

stro

territorio

che

sfoglia

le

accendendo

migliori

vetrine

realtà

sulle

aziendali

realtà

del

no-

imprenditoria-

li più esclusive: fiori all’occhiello di un mondo puramente fashion. SHOPPING... diventa SHOPPING FOR YOU. Ancora più mirato, ancora più determinato a bussare alla sensibilità di tutti coloro che credono nel lusso e nel lifestyle non come prerogativa astratta, ma come una realtà che può essere toccata, vissuta, fatta propria, semplicemente uscendo di casa ed immergendosi in un elitario universo circostante che è in grado di sorprendere ancora, nonostante tutto. SHOPPING FOR YOU nasce oggi. Strumento informativo e portavoce esclusivo di un concetto mediatico, che analizza la bellezza ed il lusso come esponenti appartenenti ad una quotidianità in cui ogni animo sensibile può accedere e diventarne parte integrante. Il benessere, visto attraverso le sue possibili sfaccettature, si rivela in SHOPPING FOR YOU con la delicata raffinatezza di chi crede che questo tipo di mondo possa racchiudere in sé emozioni positive e propositive. Ogni

pagina

gina

può

mento

di

è

un

diventare storia

messaggio. la

tua

individuale,

Ogni

pagina.

pagina Ogni

aziendale

o

racconta. pagina

culturale.

è

Ogni

pa-

un

fram-

Ogni

pagi-

na è nata dal nostro impegno esclusivamente per ognuno di Voi.

Alessandra Ferrari Direttore Responsabile

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Maserati Gran Cabrio

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Londra for you Affascinante metropoli

Emozioni en plein air

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Baglietto “Natori”

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41metri di eleganza

Gli Inca in mostra

Di meraviglia in meraviglia

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Richard Mille

Montecarlo Film Festival Glamour a tutto cinema

Ore preziose

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Isis Gee Lady in gold

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Lago d’Iseo e dintorni Un amore di lago


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Emozioni da abitare Ceretti veste la tua casa di Charme

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Medicallife Jeneux HT e Argentovivo

Elisir di bellezza

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Fabrizio Trentin

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Il cuore artistico del codice a barre

Il fascino in camicia

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Dai tempi antichi ad oggi

Domes Group

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costruisce case solo per te

Il cibo degli dei

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Storia del cioccolato

Un cuore tecnologico che batte per l’ambiente

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Assenzio La fataverde Un distillato bohĂŠmien

Gruppo Turra

Roberto Pedrali Design Emozioni in casa

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Foglia Greenstyle Il verde intorno

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Stabil Italia porte e finestre Sicurezza e protezione 7


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C.SO MAGENTA, 8/B BRESCIA Tel. 03040893 P.ZA MALVEZZI,30 DESENZANO D/G Tel. 0309140174 9


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Emozioni en plein air Maserati Gran Cabio: la nuova nata della famosa casa del tridente

Si sa che la primavera è foriera di sorprese e di rinascite. Quella del 2010, tra le gemme, ne avrà una da togliere il fiato. Verrà presentata tra le tante novità attese alla passerella di Francoforte, ma sarà la sola regina: la Maserati GranCabrio, l’ultima nata nel segno del famosissimo Tridente. Un sogno lungo 4,881mm e veloce 283 km/h. Un sogno che rappresenta la sintesi Maserati in tema di vetture scoperte.

Nel 1929 viene realizzata la V4, con motore 16 cilindri, che debutta nel G. P. d’Italia e che stabilisce a Cremona, con Baconin Borzacchini, il record mondiale di velocita sui 10 km per la classe C: 246,069 km/h.

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E’ una Maserati nel senso più puro del termine: dallo stile inconfondibile di Pininfarina alla spaziosità degli interni, dalla artigianalità di ogni particolare al piacere di guida e alle performance. La Maserati GranCabrio arricchisce tutti i cinque sensi in un’esperienza condivisa en plein air, senza rinunciare al comfort e alle prestazioni.

Continua infatti la tradizione Maserati

nelle vetture scoperte, andando ad aggiungersi a mo-

Rossocorsa Brescia

delli che hanno fatto la storia della Casa modenese come la A6G Frua Spyder del 1950, la 3500GT Vignale Spyder del 1960, la Mistral Spyder del 1964, la Ghibli Spyder del 1968 e la Spyder del 2001 disegnata da Giorgetto Giugiaro, vettura con la quale la Maserati è tornata negli Stati Uniti. Nel solco della tradizione, la GranCabrio apre un nuovo capitolo, perché mai dagli stabilimenti di Viale Ciro Menotti 322 sono usciti mo-

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Rossocorsa, Concessionaria Ferrari e Maserati per la Lombardia, rappresenta per eccellenza il simbolo del fascino, del mito, della passione sportiva: valori che si respirano e si vivono ogni giorno in tutti gli spazi Rossocorsa, soprattutto nella nuovissima sede di Brescia a San Zeno Naviglio, dove lo staff commerciale è sempre a disposizione della clientela per far conoscere e far provare l’intera Gamma Maserati, composta da Quattroporte, Granturismo e la neonata Gran Cabrio. Inoltre il personale tecnico altamente specializzato si prende cura quotidianamente delle vetture dei propri clienti. Attivamente coinvolta in eventi mondani e sportivi, organizzando giornate in pista dedicate ai clienti e corsi di guida sportiva, risulta essere una realtà ormai radicata sul territorio bresciano ed un punto di riferimento per coloro che non riescono a vivere senza emozioni. Rossocorsa Via Caselle 35, San Zeno Naviglio (BS) www.rossocorsa.it


delli openair a quattro posti. Quattro posti veri, affinché i passeggeri posteriori non siano comprimari, ma co-protagonisti del viaggio. La GranCabrio è filante e aggressiva, con il grande bocchettone e gli inconfondibili fari “intelligenti”, caratteristici del Tridente. Sotto il cofano ruggirà lo stesso motore della Granturismo S, un V8 da 4.700 di cilindrata che ne fa la cabriolet con il passo più lungo sul mercato (rispetto alla concorrenza diretta). Per rimarcare il legame con la tradizione Maserati, il suo tettuccio è rigorosamente in tela. Le

sonorità

che

la

nuova

Maserati

GranCabrio

sa sprigionare sono state modellate con la stessa

cura

dedicata

ai

suoi

componenti

meccani-

ci: per progettare il sistema audio che equipaggia la nuova magnifica creatura del Tridente, i tecnici Maserati si sono trasformati in musicisti, componendo

una

capolavoro

senza

precedenti.

Chi si mette al volante di questo gioiello con la capotte abbassata può godere al massimo dell’inconfondibile

voce

del

potente

motore

sen-

za però rinunciare a una qualità dell’audio mai raggiunta in precedenza su una cabriolet. Che dire poi degli interni e delle dotazioni? Lusso ed eleganza si sposano con funzionalità e affidabilità. Con la GranCabrio, la terza punta del Tridente, si completa la gamma Maserati, ora forte di tre famiglie di modelli: Quattroporte, GranTurismo, GranCabrio – cioè: berlina, coupé, cabriolet. Una più bella dell’altra. «Un’auto da sogno – dichiara un portavoce della Casa – pensata e costruita per uomini e donne che amano vivere all’insegna dell’understatement». Un’altra Maserati che toglie il fiato.

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ROVATO (BS) VIA RICCHINO 13 - PH 030 72 42 794 14


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Alberto Guardiani Alessandrini Alice San Diego Armani Jeans Blugirl Brema Celine Cesare Paciotti Citizen of Humanity Dekker Dirk Bikkembergs Fendi Accessori Frankie Morello Franklin & Marshall Fred Perry Geospirit Gotha Grifoni Denim Guglielminotti Milano Historic Research Hunter Husky Iceberg Jekerson J Four Jucca Karl Lagerfeld Lacoste Mabitex Marithe + F.G. Messaggerie Montecore Munich Paoloni Paolo Pecora Pedro Garcia Peuterey PT01 Rare Red Valentino Refrigiwear Roy Rogers Seven Siviglia Sportmax Code Stuart Weitzman Sundek S.W.O.R.D. UGG Australia Who’s Who Zinco

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Cazzago San Martino (BS) - Via Alcide De Gasperi, 43 - tel. 030 725288 17


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Abbigliamento & Accessori

0 -16 EDDIE PEN PAPERUGA LA STUPENDERIA MUFFIN & CO VDP CYRUS COMPANY MANUDIECI CHATEAU BEU CEDRE ONE LOVE HISTORIC RESEARCH REGINA SOTTOCOPERTA LOVE AND CASHMERE CAF CLUB DES SPORTS

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Ore preziose

Richard Mille e i suoi “movimenti� futuristici

Ritratto di Richard Mille fondatore di questo marchio di alta orologeria

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Modello RM025 Tourbillon con cronografo. Disponibile in oro rosso e bianco 18 carati e in titanio. Tutti i mo-delli sono dotati di lancette d’oro rosso 18-carati con un cinturino avvitato e in gomma da subacqueo.

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Modello: RM 019 Tourbillon “Celtic Knot”

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Modello: RM 021 “AERODYNE” L’ orologio da polso Richard Mille che si colloca nettamente al centro della creazione di orologi del XXI secolo.

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Lady in Gold

Intervista a Isis Gee una delle voci più glamour del panorama musicale

Bella, sensuale, accattivante, con una fantastica voce che le rassomiglia: questa è Isis Gee e la sua essenza di cantante statunitense. Lo si percepisce dai colori che la matrice non è mediterranea ma la sua forza comunicativa, il suo appeal è caldo e morbido e la sua voce invade l’aria con le stesse modalità della sua presenza fisica. Un’autentica rivelazione Isis Gee. Noi di “Shopping for You” abbiamo avuto il privilegio di conoscerla e di intervistarla in un bellissimo pomeriggio d’autunno sullo sfondo del lago di Como dove

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vive insieme al marito Adam.

te potendo godere della bella vista del lago di Como

Perché ha scelto di vivere in Italia?

dalle nostre finestre, e degli alberi di palma che cir-

Sono stata contattata per essere il volto di una nuova

condano la nostra casa. Ciò mi dà grande ispirazione

esclusiva linea di cosmetici chiamata NEBU, che sarà

per scrivere nuova musica. Devo dire che la prima vol-

lanciata a Milano la prossima primavera. L’idea di tra-

ta che sono stata contattata dalla compagnia, sono

sferirci in Italia ci è piaciuta, specialmente perché mio

stata molto impressionata dalla filosofia del prodotto,

marito ed io amiamo la cultura e lo stile di vita italia-

che ha un tocco di misticismo antico, e questo è ciò

ni. Sentiamo molta gratitudine nei confronti di questo

che mi ha intrigato sin dall’inizio. Ci sono voluti anni

bel Paese. Ci siamo fidanzati a Firenze e sposati a Por-

per la preparazione del prodotto, che si candida per

to Venere, quindi si può dire che l’Italia abbia un signi-

la migliore qualità tra i prodotti cosmetici e di cura

ficato simbolico molto speciale per

della pelle. È quindi un grande onore per me rappre-

noi. È eccitante vivere in questo

sentare i più alti standard nel mondo della cosmetica

Paese ed essere circondati da

e, allo stesso tempo, godere di un’esperienza di vita

tanta bellezza, specialmen-

in Italia.

Cosa la affascina di più del nostro Paese? Ciò che più mi affascina dell’Italia è l’incredibile cultura. Credo che l’Italia ospiti la vera eleganza e il mistero, la passione e la grazia. L’anima e la cultura dell’Italia si percepiscono nei bei manufatti e negli antichi monumenti storici, negli artisti e negli inventori che hanno guidato il mondo. Sono ispirata anche dai compositori e cantanti d’opera, così come dal mondo della moda e della bellezza. Credo che l’Italia abbia

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una delle culture più artistiche e passionali del pianeta; è un Paese che è stato anche capace di curare il patrimonio degli antenati con saggezza e finezza.

Cosa pensa dei fans italiani? Tengo in gran conto gli ammiratori di tutto il mondo, e sento una vera gratitudine nei loro confronti. Ho trovato che gli italiani sono tra le persone più dolci e genuine, e l’amore e la passione che hanno per la musica sono sempre toccanti e molto entusiasmanti. Sono stata anche onorata di esibirmi per alcuni eventi molto speciali qui in Italia in favore dei bambini malati di AIDS in Africa. Abbiamo incontrato tantissimi meravigliosi ammiratori che hanno immediatamente

2008 , Isis Gee durante il concerto ESC tenutosi a Belgrado

conquistato il mio cuore. Ma naturalmente il mio cuore è anche negli Stati Uniti e in Polonia… dove mio marito ed io abbiamo vissuto per alcuni anni, visto che mio marito è polacco. Anche i polacchi sono semplicemente incredibili, ed io sono sempre sinceramente commossa quando torniamo a visitare la famiglia e andiamo ai concerti.

Ho letto che scrive anche i testi delle sue canzoni, a cosa si ispira? Amo scrivere musica. È stata una vera fonte di luce

Isis Gee nel 2008 riceve in Germania il Disco di Platino

nella mia vita. C’è qualcosa di così umile nello scrivere e nel mettere i sentimenti in musica. Mio marito è stato una grande ispirazione a diversi livelli della mia vita ed è stato colui che mi ha più incoraggiato a

Back Stage del video musicale “Hidden Treasure” girato in Egitto

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scrivere il mio repertorio e ad esplorare la mia creati-

una vera passione e ne ho un’enorme collezione,

vità. Per me questa è la migliore ispirazione: avere un

specialmente di portacipria, rossetti e lucidalabbra!

compagno di vita che ti ama e che crede così tanto

Un’altra grande passione è la danza. Due anni fa ho

in te. Sono enormemente fortunata e verso questa

avuto l’onore di essere una delle celebrità di “Ballan-

gratitudine nelle mie canzoni. Mi sento anche molto

do con le Stelle” in Polonia ed è stata una avventura

ispirata dalla mia famiglia che vive negli Stati Uniti.

molto divertente. Ho veramente amato l’intera espe-

Mi mancano molto e quando chiudo gli occhi… riesco

rienza...fino a quando non mi sono rotta tre costole

a sentirli vicini nella musica.

ai quarti di finale! La mia passione è anche cucina-

Che programmi ha per il suo futuro musicale? C’è

re e soprattutto imparare la cucina italiana, che è la

qualcosa di imminente?

mia preferita in assoluto. Come ho detto anche prima,

Ci sono molte cose entusiasmanti che stanno ac-

sono realmente affascinata dalla mitologia antica…

cadendo in questo momento. Ovviamente essere il

Soprattutto dalla cultura degli antichi Egizi e dai loro

volto di NEBU è stato piuttosto esaltante e non vedo

valori spirituali.

l’ora di cominciare con i vari eventi promozionali e

Ci sono cose che accomunano la musica alle sue

le campagne per il prodotto l’anno prossimo. Attual-

passioni?

mente sto anche lavorando al nuovo album che è registrato e prodotto a New York. L’album è prodotto in un clima molto nuovo, spesso paragonato a “Celine Dion incontra Leona Lewis” e conterrà una manciata di grandi ballate insieme a pezzi veloci di influenza R&B. Abbiamo un incredibile gruppo di musicisti e

Oh, sì, in molti modi. Amo la storia dell’antico Egitto. Il mio primo video musicale è stato ripreso al tempio di Iside, a Philae, nella città di Assuan, e Iside (Isis) è originariamente un nome mitologico di una divinità egizia. Quando ho sentito il nome NEBU la prima volta ho

produttori che lavorano all’album e che hanno suo-

avuto i brividi lungo il mio corpo. Sapevo che Nebu

nato e fatto concerti con molte delle mie più gran-

è il simbolo egiziano dell’oro. Il nome è stato scelto

di influenze musicali come Whitney Houston, Celine

intenzionalmente dal produttore del cosmetico, visto

Dion, Michael Jackson, Tina Turner… Tutti loro porta-

che la confezione è placcata di oro puro. Semplice-

no davvero un’energia incredibile e siamo entusiasti

mente amo il nome NEBU e il fatto che la compa-

di lavorare insieme e di presentare presto al mondo

gnia stia mettendo un tale incredibile impegno nel

questo nuovo materiale.

Ha altre passioni oltre il canto e la musica? Beh, probabilmente non suscito grandi sorprese quando dico che amo la moda e tutti i tipi di prodotti di bellezza, così come la maggior parte delle donne nel mondo, ma sono fortunata a poter rappresentare ciò che amo. I cosmetici sono sempre stati per anni

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perfezionamento del prodotto e la sua presentazione fa di me una vera ambasciatrice di questo marchio. Passione è provare vero amore per ciò che facciamo ed essere disposti a condividere questo sentimento con gli altri.

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BEPPE BONETTI Rovato, 1951

METARAZIONALITA’ Courtesy of Museum of Modern Art Sammlung Jürgen Blum - Hümfeld (D) Maggio 2009-Maggio 2010

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Londra for you Una metropoli dall’intramontabile fascino

Londra è una delle più belle città del mondo. Per questo c’è sempre una buona occasione per visitare Londra, che sia per turismo o per cercare un lavoro nella capitale inglese. Sta di fatto che una “puntatina” nella città dove ha sede la monarchia più famosa del pianeta (per fatti e misfatti) viene facile e quasi doveroso. Spuntati come i funghi sulle ali della globalizzazione, i voli low cost hanno rivoluzionato il modo di viaggiare ed ora si può letteralmente dire: “faccio un salto a Tower Bridge: Terminata nel 1894, quest’opera di ingegneria vittoriana divenne in breve uno dei simboli della capitale britannica. 45


Londra e poi ci vediamo stasera che ti racconto tutto...” E questo al costo di una pizza. L’unica accortezza è di tenere d’occhio l’orologio perché può succedere che presi dalla frenesia turistica anche il minimo ritardo, non contemplato nell’economico pacchetto, potrebbe costare la perdita dell’aereo che in questi casi non è mai in ritardo (chissà poi perché!). Conseguenza una notte in aeroporto e un costo spropositato per il nuovo biglietto di ritorno. Ma che volete che sia! Londra è talmente invitante che ci sta tutto. Se però si decide di visitarla con tranquillità ciò che ha da offrire è veramente tanto anzi, tanto tanto. Persino il grigiore londinese è diventato famoso, così famoso da aver fatto coniare una nuova sfumatura di grigio nella scala cromatica, il mitico “fumo di Londra” che ti accoglie appena posi il piede sul “sacro” suolo. Il colmo è che non appena sbuca un pallido sole dalle nuvole già ti manca perché si snatura l’essenza del paesaggio. Come la pioggerella sottile che ti obbliga ad essere fedele ad un solo compagno: l’ombrello. No, non sarebbe più Londra senza tutto questo. E allora via, scarpe comode e tanto entusiasmo perché il tour de force ha inizio; trasportati dai simpatici bus a due piani o dalla metropolitana stiamo per raggiungere i luoghi più caratteristici. Piccadilly Circus, la National Gallery, il British Museum, St Paul Cathedral, la Thate Moderne, Westminster Abbey, Greenwich, Bukingham Palace, London Eye la ruota panoramica, Oxford Street, il Big Ben, Tawer Bridge, Geen Park, Hide Park, il Planetarium e tanto altro. Poi arriva il momento dedicato allo shopping dove si può scegliere se intrufolarsi nei tanti mercatini dove scovare pezzi vintage

Accanto: La torre del “Big Ben” alta 96.3 metri, costruita in stile neo-gotico, il cui nome ufficiale però è Magnus Beniaminus 46


e anche un po’ kitsch che però ci piacciono tanto, oppure fiondarsi da Harrods. Ma se si vuole di più si può raggiungere Oxford Street, uno dei migliori centri al mondo per lo shopping dove si può trovare di tutto: dalle firme internazionali, alle boutique di stilisti locali e alle grandi catene di magazzini. Lo shopping a Londra è un piacere da non perdere, poiché anche le vetrine sono una meraviglia per gli occhi. Non solo sfavillio però. Londra nella memoria è anche la città del mistero: per le strade oggi percorse da una folla multietnica, un tempo si aggirava Jack lo Squartatore.

Da sempre, infatti, la metropoli è il territorio

d’elezione della narrativa noir, crogiolo di inquietu-

In alto: Greater London Authority Building

dini e labirinto di passioni, crimini irrisolti e misfatti dell’anima. Oggi, i lati oscuri della Londra più cool del pianeta sono illuminati da un’inattesa angolatura musicale. Molti degli autori provengono dal mondo underground inglese e trascinano il lettore per le strade di Londra al ritmo infernale del punk. Ovunque risuonano chiari riferimenti ai leggendari Clash e ai corrosivi Sex Pistols, sfondo ideale per queste storie sospese tra incubi ancestrali e modernissime illusioni. Ma alziamo subito questo velo e buttiamoci in qualche locale di musica dal vivo magari a Camden Town, la zona dei negozi strani, del mercato a poco prezzo, ma anche un posto alternativo dove perdersi in un atmosfera tra l’irreale e l’assurdo. E poi che dire? Forse più nulla perché questa città brulicante di etnie, di storia e di respiri sembra infinita e ancora tutta da scoprire. Lascio l’ultima parola al poeta e critico letterario britannico Samuel Johnson: “Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto quanto la vita può offrire”.

In basso: Saint Paul Cathedral

In basso: British Museum

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M A R I A L U X U R Y

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L U I S A

C O R B O L A N I

S H O P P I N G

B A G S


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C.SO MAGENTA, 8/B BRESCIA Tel. 03040893 P.ZA MALVEZZI,30 DESENZANO D/G Tel. 0309140174 51


Piazza del Granaio, 5

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25032 Chiari

Te l . 3 6 6 - 1 6 8 0 8 8 6


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INCA Di meraviglia in meraviglia in un magico viaggio lungo 3000 anni

Apre i battenti il 4 Dicembre 2009 la nuova mostra Ornamento per la fronte in lega oro-argento-rame Cultura Moche, Periodo Intermedio Antico Lima, Museo Larco A destra: Disco in oro con personaggio centrale Cultura Sicán, Periodo Intermedio Recente Lambayeque, Museo Arqueológico Nacional Brüning

allestita nel Museo di Santa Giulia a Brescia e li chiuderà la prossima estate: il 27 Giugno 2010. Sei lunghi mesi per poter gustare e scoprire le antiche meraviglie degli INCA in un viaggio lungo 3000 anni di storia alla scoperta dei misteri delle civiltà dell’oro. Attraverso una panoramica di splendidi reperti, l’esposizione ripercorre le tappe principali delle civiltà che si sono

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susseguite in Perù e documenta le loro straordinarie realizzazioni: grandi opere in ceramica, raffinate lavorazioni in oro, turchese, legno, nonché tessuti con applicazioni di penne in una straordinaria varietà di espressioni artistiche. È un percorso ricco e articolato, un viaggio alla scoperta della visione sacra del mondo che caratterizzò le culture dell’antico Perù. La mostra evoca la magia e il mistero che ancora avvolge queste civiltà, svelando i riti e le celebrazioni che ne hanno ritmato la vita. Si scopre il profondo rapporto che legava i popoli preispanici alla natura che li circondava e che essi osservavano, rispettavano e veneravano. Emerge la spiritualità quale elemento portante di queste civiltà intimamente legate alle forze che controllavano l’ordine dell’universo e che garantivano la stessa sopravvivenza dell’uomo. Sono nove le sezioni attraverso cui si snoda la mostra e mettono in luce gli elementi salienti delle civiltà precolombiane dell’antico Perù. Si parte con uno zoom sulla regione per indagare gli aspetti cruciali di un’area che presenta un complesso di ecosistemi unico al mondo. Importantissima è la Linea del tempo, ovvero la cronologia delle civiltà susseguitesi in Perù dal secondo millennio a. C. fino all’arrivo degli Spagnoli nel 1532, che consente di distinguere i popoli e le culture fiorite nella regione. Saranno così chiari gli elementi di continuità e di rottura che le hanno caratterizzate nel corso dei secoli, sia la loro straordinaria ricchezza culturale. Corona e nariguera (ornamento nasale) in oro Cultura Cupisnique, Orizzonte Antico Lambayeque, Museo Arqueológico Nacional Brüning

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La mostra svela lo splendore dei loro reperti in oro, argento e in leghe diverse e l’abilità delle raffinatissime lavorazioni a cui questi popoli sono giunti. Si indaga, attraverso mirabili esempi, l’ele-


Pettorale in oro Cultura Sicán, Periodo Intermedio Recente Lima, Museo Nacional de Arqueología, Antropología e Historia del Perú

Coppa-sonaglio d’argento Cultura Chimú, Periodo Intermedio Recente Lima, Museo Nacional de Arqueología, Antropología e Historia del Perú

vata qualità tecnica e l’utilizzo di materiali diversi. La forza dei simboli raffigurati sui reperti esposti permette di scorgere il rapporto che queste popolazioni avevano con la natura, gli dei, il sole, la luna e gli enigmi della vita e della morte in una spiritualità profondamente radicata. L’oro è al centro dei rapporti tra l’uomo e le divinità, insieme agli altri materiali prezioBottiglia antropomorfa in ceramica con ansa a staffa Cultura Moche, Periodo Intermedio Antico Lima, Museo Larco

si. L’evocazione dei rituali assume in mostra un ruolo di grande rilievo. La musica, gli indumenti, gli ornamenti e gli oggetti cerimoniali consentono di rivivere, nelle sale espositive, il fascino di quei momenti per noi così lontani nello spazio e nel tempo. Il rapporto

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con la morte e le cerimonie, tuttora avvolte da un’au-

ra un po’ di fiato, oltre la meraviglia, la mostra

ra misteriosa, prendono forma grazie ad un al-

propone anche PLUS ULTRA. Oltre

lestimento evocativo e spettacolare. I metalli

il Barocco. Segni d’identità nell’arte

come oggetti sacrali e il simbolismo ad essi

latinoamericana. L’esposizione pre-

connesso, vengono sviscerati attraverso una

senterà 150 capolavori del Barocco

significativa carrellata di reperti provenien-

coloniale latinoamericano, il movi-

ti da tutti i più importanti musei del Perù.

mento che conserva ancora chia-

Sono opere splendide, anche di grandi

ramente gli influssi dei modelli ar-

dimensioni, ricche di minute lavorazioni.

tistici europei. Nel corso di quattro

Gli arcani simboli e le singola-

secoli l’influsso di questi modelli

ri raffigurazioni solleciteran-

si è andato attenuando, tuttavia

no il nostro sguardo apren-

esso è ancora ben visibile nel ba-

doci nuovi incantati mondi.

rocco coloniale, il fenomeno

I reperti esposti richiamano

artistico e spirituale più rap-

le celebrazioni, i riti, le musiche e

presentativo del non faci-

le danze che accompagnavano

le rapporto fra Nuovo e

i momenti salienti della vita di

Vecchio Mondo. Infatti, in

questi popoli. Tra le sale espo-

seno al Barocco america-

sitive risuona un senso del sacro

no, accanto a inconfondibili

irriducibilmente “altro” ma, al contempo

sorprendentemente

impulsi espressivi indigeni e

vicino

creoli, è chiaramente ricono-

in un dispiegarsi di materiali di rara

scibile l’impronta spagnola.

bellezza. Così le civiltà dell’oro si

La

svelano in tutto il loro splendore: un tripudio di espressioni, for-

mostra

dedica

ampio

spazio all’arte intesa come “fabbrica d’identità”, in quanto proprio questa

me, stilemi, simboli per sempre capaci di affascinare.

funzione “formativa” rappresenta la cifra più caratteristi-

Ma le sorprese non finiscono qui. Se resterà anco-

ca dell’arte latinoamericana.

Bottiglia configurata in ceramica con ansa a staffa Cultura Moche, Periodo Intermedio Antico Lima, Museo Nacional de Arqueología, Antropología e Historia del Perú

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BEPPE BONETTI Rovato, 1951

METARAZIONALITA’ Courtesy of Museum of Modern Art Sammlung Jürgen Blum - Hümfeld (D) Maggio 2009-Maggio 2010

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N I C O L E 60

-

A L T A

M O D A

I N T I M O

E

M O D A

M A R E


M A N E R B I O

( B S )

V I A

X X

S e t t e m b r e .

6 0

t e l .

0 3 0 - 9 9 . 3 7 . 8 4 0 61


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OTTICA

ENRICO TOMINETTI “a Brescia dal 1920

in corso Zanardelli, 14 - tel. 030 45013”

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Ciack! Si festeggia!

Il Monte-Carlo Film Festival “de la Comédie”: glamour a tutto cinema

Se dovessimo fare un sondaggio sul genere cinematografico preferito il risultato, con molta probabilità, vedrebbe la commedia al primo posto. Questo non solo perché la gente ha sempre bisogno di un po’ di sano svago, ma anche per il fatto che spesso sono proprio i film più ‘leggeri’ a riflettere meglio il quotidiano della gente comune, oltre ai pregi e ai difetti. E’ proprio alla luce di una riflessione come questa che è nato, nove anni fa, il Monte-Carlo Film Festival “de Ezio Greggio, fondatore con Mario Monicelli del Montecarlo Festival “ de la Comedie”

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la Comédie”. ‘Padre’ della manifestazione il noto attore e conduttore Ezio Greggio, che con Mario Monicelli decise di iniziare questa avventura nonostante il periodo non facilissimo (l’attentato alle Torri Gemelle aveva infatti portato ad una forte crisi internazionale). “Dopo gli splendori della commedia all’italiana, in quel periodo questo genere si ritrovava dimenticato,

Victoria Silvestedt

Il famoso Regista e Sceneggiatore Francese Claude Pinoteau premiato da Anna Falchi

Marcello Bruschetti con Ursula Andress

Randy Ingermann con Massimo Zuccati

bistrattato e maltrattato nell’ambito dei Festival importanti, quindi ci sembrava giusto far qualcosa in tal proposito. Oggi quindi siamo contenti, perché abbiamo contribuito a sdoganarla.” – afferma Greggio, che continua: “Negli anni il Festival ha promosso le nostre commedie sottoponendole all’interesse del mondo della comunicazione, di compratori e distributori che hanno potuto così conoscere le produzioni cinematografiche meno note al mercato soprattutto quelle realizzate da produttori indipendenti”. Da non dimenticare poi, oltre alle pellicole (molte delle quali hanno avuto proprio a Monte-Carlo il loro grande lancio, come per esempio “Lezioni di cioccolato” di Claudio Cupellini), i numerosi ospiti che si sono visti sfilare nella prestigiosa location del Grimaldi Forum. Qualche nome? Alberto Sordi, Claudia Cardinale, Nino Manfredi, Ettore Scola, Carlo Verdone, Leslie Nilsen, Omar Sharif, Jean Sorel (solo per citarne alcuni).

Barbara Bouchet premiata da Ezio Greggio e Pino Insegno

Ora il Monte-Carlo Film Festival “de la Comédie” è

come da tradizione, altri grandi personaggi. Quest’an-

giunto alla sua nona edizione e, in attesa di festeg-

no la Giuria Internazionale, che avrà il compito di as-

giare il suo primo decennale, promette di regalarci

segnare i premi, sarà presieduta da uno dei “re” della

altri momenti di buon cinema unito alle immancabili

nuova commedia italiana: Christian De Sica. Con lui,

note glamour. Ci aspettano film provenienti da ogni

tra gli altri, Massimo Ghini. Come presenze femminili

parte del mondo, che apriranno i nostri orizzonti e ci

segnaliamo invece Ornella Muti e l’emergente Elena

faranno scoprire altri modi per ridere. Arriveranno poi,

Bouryka. Che si accendano quindi i riflettori.

S4Y

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Medicallife Elisir di bellezza Jeunex HT e Argento Vivo: natura e scienza nelle migliori farmacie d’Italia per rigenerarsi tutto l’anno. Si sta parlando moltissimo della ricerca sulle cellule staminali in genere e sulle cellule staminali vegetali, in particolare per quanto riguarda la cosmesi. Ma cosa sono queste cellule staminali vegetali? Naturalmente pur essendo diverse da quelle animali, le cellule staminali vegetali hanno numerosi elementi di somiglianza. Caratteristiche e proprietà comuni, che se analizzate e studiate attentamente, rappresentano una rivoluzione in campo medico ed estetico. L’impatto che questa scoperta rappresenta inizia già ad avere i suoi primi effetti nell’estetica, ed in particolare nei trattamenti di ringiovanimento e riparazione della pelle e dei tessuti danneggiati dall’invecchiamento fisiologico e da fattori esterni. Ricavate dalla parte terminale della radice, le cellule staminali vegetali si dice che siano totipotenti, quindi capaci di riparare qualsiasi tipo di tessuto, perché a contatto con la pelle creano processi di rigenerazione cutanea. Le cellule staminali vegetali hanno la particolare caratteristica di riprodursi all’infinito e di essere flessibili e quindi si adattano a svolgere qualsiasi tipo di funzione. Le staminali vegetali possono stimolare le cellule presenti nel nostro corpo, che pur non perdendo la loro potenzialità rigenerante e riparatrice, con il passare del tempo rallentano la loro funzione di rinnovamento. Questa la premessa per introdurre il risultato di avanzate ricerche che hanno portato Medicallife, marchio già noto nel campo della cosmesi, ad una nuova linea dagli effetti sorprendenti: JEUNEX HT a base di cellule staminali vegetali attive che rappresenta la punta di diamante dei laboratori Medicallife. Le cellule provenienti da Lentopodium alpinum sono infatti in grado di accelerare e favorire i processi biochimici di rigenerazione cellulare e riparazione tissutale. Da qui una gamma completa di prodotti che comprende: Siero ridensificante, crema viso rigenerante 24h Jeunex HT che costituiscono un vero e proprio sistema integrato Day&Night a beneficio della bellezza. Utilizzati in sinergia tra loro riattivano i processi biologici rallentati dal passare degli anni contribuendo al rinnovo delle biomolecole di collagene, elastina e acido ialuronico, assicurando alla pelle una seconda giovinezza. La linea mette a disposizione anche filler rigenerante, crema labbra volumizzante e dischetti detergenti. Medicallife dispone anche della linea “Argentovivo” che comprende: crema giorno, crema notte, siero distensivo, trattamento coadiuvante cosmetico cellulite, crema mani. Ma non finisce qui. Con STYLE&Infrared technology Medicallife propone I Lift l’esclusivo sistema che combina l’azione di ioni e raggi infrarossi ad un micromassaggio, per una pelle più luminosa, trasparente e tonica. È indicato per risolvere i problemi delle pelli secche, grasse e con presenza di rughe e i problemi dell’invecchiamento cutaneo dovuti all’età. L’azione I Lift è coadiuvata dal Siero distensivo rughe Medicallife in grado di penetrare maggiormente stabilizzando la struttura biologica cutanea, accrescendo elasticità e tono. Nel coordinamento dello stile Medicallife non poteva mancare una linea di teli in spugna 100% cotonee un accappatoi rigorosamente made in Italy. Medicallife offre prodotti unici ed esclusivi per la bellezza, per un look sempre fresco e dinamico.

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Il cuore artistico del codice a barre Fabrizio Trentin e la sua filosofia espressiva Nato 45 anni fa, Fabrizio Trentin è un pittore bresciano che oggi risiede a Manerba del Garda con la moglie e la figlia di 4 anni. Dipinge da quando aveva 15 anni spinto da un impulso quasi irrefrenabile, più che per assecondare un banale hobby. Si è sempre dedicato con grinta e volontà al lavoro ed è entrato a far parte di una nota azienda bresciana dove si è distinto per le capacità e l’intraprendenza lavorativa, qualità che gli hanno permesso ben presto di assumere un importante incarico come quello di direttore commerciale senza però trascurare la propria filosofia artistica. Questo percorso, estremamente intimo ed introspettivo, ha aperto una nuova fase nella sua attività espressiva ed artistica dalla quale è nata quella che lui stesso ha definito la pittura dei codici a barre: un progetto che presenta, attraverso la tela e la tempera, un messaggio ed un valore unici nel loro genere. Non è facile quindi parlare di un artista così contemporaneo ed “insolito” come Fabrizio Trentin. Per spiegarlo e per raccontare i suoi slanci creativi non basterebbero poche parole. Servirebbero metafore e paragoni poiché la sua opera presenta tali e tanti motivi di interesse che, se analizzati in profondità, potrebbero essere fuorvianti e rischierebbero di distogliere l’attenzione dal vero messaggio che l’artista, con le sue opere, grida a tutti coloro che hanno voglia di accostarsi a lui. Moderno, eclettico e poliedrico, come il suo sguardo sul mondo e come il suo punto di vista, Fabrizio Trentin rappresenta un’arte dirompente che si esprime attraverso linee e numeri. Niente di più essenziale. Niente di più completo: il codice a barre. Un segno distintivo che diventa messaggio e valore preciso. Il codice a barre visto come una realtà solitamente fredda ed inespressiva che regola la vita quotidiana, che cataloga ed uniforma tutto è il punto di partenza e la chiave per eliminare gli stereotipi e per riappropriarsi dell’identità. L’arte di Trentin si esprime in un gioco di colori essenziali, suggestivi e primari, e ci riconsegna un mondo a misura d’uomo e una vitalità inaspettata. La sua filosofia emerge dalle righe dei suoi codici a barre e si esprime con i numeri, che acquistano un nuovo significato e una nuova essenza.

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Lago d’Iseo e dintorni

Un amore di lago per molti, ma non per tutti

Incastonato in una corona di montagne, il lago d’Iseo, detto anche Sebino, sfoggia un’aria pacata, leggermente sonnolenta di chi ha fatto ore piccole e si stiracchia soddisfatto, mentre con gli occhi ancora semichiusi guarda il sole che buca dalla finestra. Piccolo, rispetto al vicino Garda, ma fiero e vanitoso per tutto quanto lo caratterizza e lo rende unico si crogiola nelle sue bellezze. Infatti, sarà proprio per questa sua atmosfera languida, o forse per l’intimità che trasmette che il Sebino è diventato, soprattutto nell’ultimo decennio, meta ambita di un certo target di turi

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sti affascinati dalle sue misure contenute (65,3 km2 di superficie e una profondità massima di 251 metri) e dalla possibilità di potersi gustare anche quanto il suo hinterland può offrire in esclusiva. Oltre le sponde che lo disegnano e che lo collocano in posizione strategica, si aprono itinerari variegati tutti all’insegna di un contatto diretto con la natura, lo sport, il relax e la voglia di vivere al di fuori dei soliti schemi. Ad una manciata di minuti si possono raggiungere le Terme di Boario, le piste da sci di Monte Campione e poco più distanti quelle del Tonale oppure, per gli amanti

Villa Rosa Come molte dimore del Sebino e della Franciacorta, anche Villa Rosa ha origini antiche. Il cortile interno, la cappella, i chiostri, le celle e gli affreschi, visitabili all’interno, testimoniano l’antica origine della struttura databile intorno al 1500. Nel corso dehli anni fu modificata ed ampliata fino a raggiungere le dimensioni attuali. Rifugio per ragazze madri, nei secoli scorsi appartenne alle suore del Sacro Cuore di Gesù che qui risiedevano e lavoravano. Divenuto albergo in tempi recenti, disposto su due piani, offre la possibilità di soggiornare in 40 stanze che furono celle del convento conservandone l’antica atmosfera. Dall’albergo, con brevi escursioni, si possono raggiungere facilmente la prospiciente Monte Isola, la vicina Iseo, tutta la zona della Franciacorta, le piramidi di Zone, nonché la Valle Camonica dove, oltre a poter praticare gli sport invernali si possono visitare le famose incisioni rupestri degli antichi popoli camuni. Pace, tranquillità e benessere, sono le caratteristiche di questo luogo, sapientemente gestito da una famiglia che da generazioni si dedica all’arte dell’accoglienza. ALBERGO-RISTORANTE-PIZZERIA CON TERRAZZA A LAGO VIA CESARE BATTISTI,47 SULZANO (BS) TEL.030-985557 Cell.348-1457273 e-mail: ristorante.villarosa@virgilio.it

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del genere, il Golf Club di Franciacorta. Ed è proprio

qualcosa di privilegiato che riesca a rappresentarci e

la Franciacorta stessa con i suoi paesaggi ricchi di

a farci sentire a casa, protetti, ma anche solleticati da

vigneti che si profilano sui dolci declivi caratteristici

stimoli storici, culturali e naturistici. E su questo l’Iseo

di questa terra, ricca di rinomate cantine e percorsi

non può certamente deludere. Lontano anni luce dal

vita, a rappresentare l’estensione del Sebino. Parlia-

turismo di massa, radicato in altri luoghi già inflazio-

mo quindi non di un lago qualsiasi ma di una perla

nati, questa “chicca” di lago apre le coste alla sen-

rara, molto apprezzata da un’elite esclusiva che nel

sibilità istintiva di chi sa cogliere la differenza tra la

tempo ha saputo riconoscere il valore reale di questo

bellezza interiore ed il semplice apparire. È un luogo

specchio antico incuneato tra le province di Bergamo

per coloro che riescono ad incantarsi quando, costeg-

e Brescia. Ospiti permanenti del Sebino sono la più

giando le sue sponde, si vedono all’orizzonte le vele

grande isola lacustre naturale d’Europa: Monte Isola

spiegate dei regatanti che con le loro imbarcazioni si

cui fanno da satelliti a nord e a sud i due isolotti di

trasformano in gabbiani danzanti. È un lago per chi si

Loreto e di San Paolo. Tutte location uniche, ricche

sente attratto dall’energia della conoscenza ma anche

di quel fascino incontaminato molto richiesto da una

per chi ama la solitudine, il passeggiare perdendosi

nicchia di persone che non si accontentano più del-

nella poesia del paesaggio circostante. È il richiamo

la semplice sfarzosità priva di interesse e di storia.

naturale per i poeti e gli artisti dell’anima. È l’incon-

Oggi, per fortuna, si sente sempre di più il desiderio di

tro perfetto per chi ama navigare controcorrente.

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unconventional Tappeti moderni e contemporanei di alta qualitĂ  annodati a mano.

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Domes costruisce case solo per te Grazie alla fiducia accordata dalla sua clientela, Domes continua a regalare emozioni. Dire case di prestigio oggi, è dire Domes. Un concetto quello dell’abitare esclusivo che trova una forte dose di complicità in un’azienda che opera sul mercato da oltre vent’anni, con professionalità e competenza tanto da renderla inattaccabile. Domes costruisce case con una filosofia personalizzata atta a creare habitat progettati per ogni singolo nucleo familiare. Oltre all’elevata qualità, che è regola standard di ciascun progetto, Domes seleziona luoghi caratteristici e privilegiati dove mettere la propria firma. Aree di prestigio con panoramiche uniche nelle quali incastonare le abitazioni e trasformarle in pure emozioni. Un esempio concreto che lascia senza fiato è l’Anfiteatro Resort affacciato sul bellissimo lago d’Iseo, un raro esempio di “giardino di delizie”, personalizzato secondo le singole esigenze e dove l’idea di casa si trasforma in qualcosa di voluttuoso, amabile, letteralmente paradisiaco. Gli aspetti tecnologici e l’avanguardia progettuale sono l’elemento caratterizzante, insieme al fattore emotivo che scaturisce dal contesto naturale ed unico in cui tutto è stato riposto. Le location sono varie, dal mare al lago, alla montagna, tutte realtà in cui la natura ha intrecciato le situazioni più emozionati nelle quali Domes, grazie alla sua collaudata equipe di esperti coordinata nella sede di Clusone, riesce a trasporre il desiderio di “abitare in” per una nicchia ricercata di clientela. Soggetti che nel piacere di abitare non vedono solo le quattro mura, ma anche il contesto e tutta una serie di confortevoli situazioni favorite anche da impianti di domotica, per una scelta concreta di piacere, relax, divertimento. I clienti Domes vengono accompagnati, step by step verso la loro meta per questo si sentono lusingati e viziati, e per questo nasce spontaneo instaurare una sorta di piacevole collaborazione tra le due parti. Domes è per il cliente che visita un suo cantiere o entra per la prima volta in questa realtà progettuale una vera e propria rivelazione. Ma altrettanto gratificante è per questa rinomata azienda vivere attraverso il riscontro concreto ed emotivo dei clienti la conferma positiva del proprio operato e della propria filosofia. Una filosofia che non parte dal “mattone” ma che ha come anima i desideri e la soddisfazione esclusiva dei propri clienti. www.medicallife.it www.domesgroup.com info@domesgroup.com

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Un cuore tecnologico che batte per l’ambiente di Stefano Fares A Cazzago San Martino, in Franciacor-

più innovative oggi disponibili per il

ta, c’è un cuore tecnologico che bat-

recupero di calore, sia per il riscalda-

te per l’ambiente: «Turra Engineering»,

mento dell’acqua che per la climatizza-

uno studio che opera in tutta Italia e si

zione dell’aria».

occupa principalmente di Consulenza Energetica Totale. L’idea di una socie-

«Turra Engineering» è il “cuore tecno-

tà di consulenza di questo tipo è nata

logico” del Gruppo Turra : uno staff

dall’esperienza “sul campo” dei fratel-

– composto da un mix di persone di

li Turra, attuale board del bresciano

comprovata esperienza e di giovani

Gruppo Turra. Sostanzialmente, si trat-

di talento – che si occupa di Ricerca

ta di trovare le soluzioni più adeguate

e Sviluppo negli ambiti delle energie

per quegli enti, pubbliche amministra-

rinnovabili, del risparmio energetico,

zioni o aziende private, che desiderano

dei sistemi di building automation e di

valorizzare dal punto di vista energeti-

domotica.

co i propri edifici. Recentemente sono state progettate e «Nel corso degli anni, ci siamo trova-

realizzate centrali fotovoltaiche in Sud

ti sempre più spesso a interagire con

Italia, sistemi fotovoltaici su edificio,

Enti, Aziende e Amministrazioni che

impianti di “solar cooling” (che integra-

avevano bisogno di soluzioni innova-

no il solare termico con l’assorbimen-

tive – spiega Luca Turra, presidente di

to a bromuro di litio: in pratica l’aria

Turra Costruzioni e principale “ispira-

fredda, utilizzata per il condizionamen-

tore” di Turra Engineering –. La nostra

to estivo, viene prodotta dal calore del

attenzione al risparmio energetico, alle

sole) e di climatizzazione a tutt’aria

fonti rinnovabili e alla bioedilizia ha

con raffreddamento adiabatico, men-

trovato terreno fertile in queste stesse

tre si stanno implementando nei nuovi

esigenze e si è rivelato essere un fatto-

progetti anche impianti geotermici su

re determinante».

terreno e su falda.

«Sono ormai più di dieci anni che fac-

Il Gruppo Turra progetta e costruisce

ciamo risparmio energetico – prose-

edifici con certificazione energetica

gue Flavio Turra, amministratore unico

in «Classe A»: negli ultimi 12 mesi, per

di Turra Aqvasport –. Dal 1999 proget-

esempio, ha realizzato la palazzina

tiamo, costruiamo e gestiamo diretta-

uffici della nuova sede del Gruppo a

mente impianti sportivi polifunzionali:

Cazzago San Martino e il «PALA 53» di

i 7 villaggi Turra Aqvasport in Lombar-

Concesio (primo palasport della Lom-

dia sono dei “multisport village” dove

bardia ad averla ottenuta), mentre

sono state implementate le tecnologie

sono in fase di realizzazione una casa

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Info

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di riposo a Varese e un complesso sco-

chiamano

lastico a Cremona.

calda sanitaria e corrente elettrica per

“raffrescamento”),

acqua

700 mq di uffici dove lavorano 35 perUna delle prossime imprese che atten-

sone: 1 euro (avete letto bene: il nume-

dono «Turra Engineering» e il Gruppo

ro è proprio uno) al giorno.

Turra parla ancora di Sport. Infatti, il gruppo franciacortino ha vinto la gara

«Think global, act local» è il motto del

per la costruzione del nuovo palasport

glocal marketing, uno dei temi essen-

di Cantù che sarà teatro delle gesta di

ziali nel marketing moderno, e sembra

una delle più prestigiose squadre di

attagliarsi perfettamente alle linee gui-

Pallacanestro d’Europa. L’intero staff

da che hanno ispirato i 4 fratelli Turra

di ingegneri è alacremente al lavoro

in tutti questi anni.

per progettare gli impianti tecnologici di nuova generazione del complesso

«Questa visione ci ha portati a strin-

che prevede, oltre al grande palasport

gere partnership internazionali impor-

(più di 7000 posti a sedere), una gran-

tanti e soprattutto strategiche – illustra

de piazza commerciale per un totale di

Remo Turra, presidente di Turra Ener-

circa 20mila mq di superfici coperte.

gia – : con lo spagnolo GRUPO OPDE, leader europeo del fotovoltaico, e con

«Probabilmente era destino che Cantù,

CHAORI SOLAR di Shanghai, uno dei

per risolvere il problema del Palazzet-

maggiori produttori di pannelli solari

to dello sport, si dovesse rivolgere a

fotovoltaici dell’Asia, entrato nella com-

Brescia. A metà degli anni ’70, infatti

pagine societaria di Turra Energia».

– ricorda con un aneddoto Luca Turra –, la pallacanestro Cantù dei Recalca-

«Sarà un caso, ma, proprio in questi ul-

ti e Marzorati giocò proprio a Brescia

timi due anni di feroce crisi economi-

un’intera stagione. Dunque, – conclu-

ca, il nostro modello si è dimostrato di

de sorridendo il presidente di Turra

indubbio successo – conclude Miriam

Costruzioni – con la scelta del Gruppo

Turra, amministratore della holding del

Turra, siamo pienamente nel solco del-

Gruppo –. Tanto è vero che nell’ultimo

la tradizione.»

biennio abbiamo dato vita a 5 nuove aziende, proprio nel settore delle ener-

A proposito di curiosità, volete cono-

gie rinnovabili».

scere il costo della bolletta energetica della nuova sede del Gruppo Turra?

Evidentemente, come tutti i bresciani,

Compreso di riscaldamento, aria con-

anche i fratelli Turra prediligono i fatti

dizionata (non fatevi sentire dagli in-

alle parole…

gegneri di «Turra Engineering»: loro lo

info@gruppoturra.it - www.gruppoturra.it - www.turraengineering.it Gruppo Turra Via Bonfadina, 74/d 25046 Cazzago San Martino (BS) tel. 030 57 888 00 fax 030 51 091 07

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25030 Coccaglio BS Via Marconi, 30 Falegnameria: Tel. e Fax 030-7702095 Show Room: Tel. e Fax 030-7700142

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Roberto Pedrali Design Emozioni in casa La propria casa, un piccolo universo che ci rassomiglia. Un rifugio che ci accoglie e ci protegge come fosse un abbraccio. Intorno al mondo della casa, oggi, l’attenzione è alta e l’innovazione, accompagnata da una forte sensibilità, ha portato ad alti livelli questa tematica, rendendo gli habitat sempre più belli e confortevoli. “Roberto Pedrali Design” lavora per questo. Alla stessa stregua di un grande sarto “taglia” su misura ogni tipo di ambiente domestico e lo “cuce” addosso alla personalità di chi lo vive, perchè possa essere non solo bello ma anche confortevole, fruibile e comodo al punto giusto. La decennale esperienza nel settore di questa azienda gli ha permesso di sviluppare un forte intuito che la rende immediatamente recettiva nei riguardi della committenza. La forza di “Roberto Pedrali Design” sta nel suo staff composto da personale specializzato in grado di gestire ogni situazione progettuale e architettonica partendo dalla base: rilievi, progettazione interna, consulenza e tanta, tanta esperienza ed occhio clinico per risolvere e soddisfare anche le esigenze più personali. La sinergia tra il professionista ed il cliente è alla base della filosofia aziendale in modo da rendere la collaborazione proficua e soddisfacente. Il grande show room, inoltre, dà la possibilità di vedere e di toccare con mano non solo il singolo pezzo ma rende già viva l’idea di come può essere un’ambientazione, passibile poi di qualsiasi variante secondo le esigenze. L’alta qualità dei prodotti, le firme note di design e la variegata opportunità di scelta garantiscono un’ampia vetrina per ogni gusto. Ma se questo non bastasse “Roberto Pedrali Design” vanta una propria importante falegnameria condotta da mastri falegnami, veri e propri artisti nella lavorazione del legno. E da qui ogni fantasia prende forma e il “su misura” diventa tutto ciò che il cliente ha sempre desiderato e sognato, con una personalizzazione che rende il pezzo unico ed esclusivo. Non solo proposte preconfezionate quindi, ma anche la possibilità di sviluppare idee e concretizzarle con garanzia di ottimi materiali e finiture particolareggiate. Una visione a 360° per una casa che nasce per essere al servizio di chi la vive.

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Nasce un modo nuovo d’interpretare i sogni. Nasce il design. Linee che corrono su un foglio bianco e inseguono la fantasia. L’afferrano e la modellano. La piegano alla volontà del razionale. A volte sfugge qualcosa, va oltre il confine stabilito. La matita non torna ad afferrare il ribelle, lo lascia libero di esprimersi. Gli regala un’anima. Nasce un nuovo oggetto. La firma è quella della creatività individuale. Alessandra Ferrari

Joe Sofa by De Pass, Lomazzi e D’Urbino

Infinite Chair by Hoet Design

Scoop

Kiss

by Esedra

by Studio 65

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Il fascino in camicia Con immutata passione dai tempi antichi fino ad oggi

Capo di abbigliamento simbolo spesso di eleganza, raffinatezza ma anche espressione di libertĂ , la camicia, da secoli accompagna e caratterizza la vita dell’uomo. Indossata da imperatori, condottieri o semplicemente gente comune senza distinzione, assume con il trascorrere del tempo ruoli e significati diversi. Fin dai tempi della Repubblica, come si deduce dalle antiche fonti latine, nota sotto il nome di “subuculaâ€?, aveva la funzione della moderna biancheria intima. Cronache delle sue gesta riportano che anche Car

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lo Magno “...portava direttamente sulla sua persona camicia e calzoni di tela di lino”. Dal 1300 anche arte e letteratura danno risalto a questo capo di abbigliamento. Lo si ritrova, infatti, in molte tele di pittori tra le quali quelle del Caravaggio, o in opere letterarie come il Decamerone di Boccaccio, dove spesso uomini e donne erano in camicia. Assistiamo quindi ad una sua ampia diffusione soprattutto per motivi “igienici”. Nel 1500 il vero protagonista è il collo: dai piccoli colletti piatti chiamati dai francesi a l’”italienne” a quelli che prendono forma e nome di “lattuga”, fino alla “gorgiera” che richiedeva un enorme dispendio di stoffa anche fino a 11 metri. La camicia, cavalcando ormai l’onda del suo successo, varia la sua foggia a seconda delle occasioni: bianca senza collo e con maniche larghe per i pittori, bianca e a volte senza manica destra per il duello di spada. Nel XX secolo è soprattutto il cinema americano a portare i vari tipi di camicia alla ribalta. Candide camicie a maniche fluenti indossate da Rodolfo Valentino, quelle “Oxford” di Humprey Bogart, il tipo adatto alla dura vita del far west portato sullo schermo da John Wayne, o per finire, le mitiche camicie hawaiane sfoggiate da Tom Sellek nella serie cult “Magnum P.I.” degli anni ‘80. Fra le tante tipologie di camicie, come non ricordare la “button down, alla quale è stata assegnata più di una paternità. La più suggestiva è quella che indica nel fondatore della più famosa industria americana di camicie, l’antesignano di questo capo di camiceria, che fu ispirato assistendo in Inghilterra ad una partita di polo dove i giocatori avevano i colletti delle magliette fissati per impedire che il vento li facesse svolazzare. La più accreditata è però quella secondo cui il suo anonimo inventore, si trovasse, durante una giornata

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particolarmente ventosa su un traghetto nel porto di New York e infastidito dal suo colletto ormai in balia del vento, lo fissò alle estremità con dei bottoni di madreperla. Quale che sia la sua genesi comunque, la “button down” esibita sia nel modo più informale, aperta sul collo, nei momenti di relax, che impreziosita da una cravatta o papillon per le occasioni importanti, dimostra come questa sia in assoluto il capo più versatile tra i tanti modelli di camicia. Ma da che mani escono oggi le camicie? Tralasciando la produzione industriale di vari livelli, possiamo dire che ancora oggi c’è chi le camicie le confeziona ad una ad una, in una bottega grande una manciata di metri quadri. Un piccolo laboratorio artigianale condotto esclusivamente dalla signora Lorella Pedruzzi che da trent’anni disegna, taglia e realizza camicie di tutte le fogge, classiche o più particolari, secondo le esigenze del cliente. Si tratta di un lavoro minuzioso, fatto di tanti punti messi in fila uno dietro l’altro con la precisione che solo una grande passione può mettere a frutto. Tessuti rigorosamente italiani, grammature, accostamenti e filati esclusivi sono il punto di partenza di un lavoro artigianale che permette al cliente di avere camicie personalizzate e tagliate su misura. Una prestazione completa che contempla anche il servizio a domicilio per le prove e la consegna, adatto a chi ha poco tempo a disposizione ma non vuole rinunciare alla qualità ”su misura”. Lorella Pedruzzi crea camicie fatte interamente a mano per chi è alla ricerca di qualcosa in più di un semplice capo da indossare. Un lavoro esclusivo che porta con sé il sapore di tempi lontani quando la manodopera era la sola preziosa

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Il cibo degli dei Storia passata e presente del cioccolato

Il cioccolato (in greco “ theobroma “ cibo degli dei) nasce dal frutto del cacao, denominato cabosside che contiene circa cento fave. La storia del cioccolato ha inizio 4000 anni prima di Cristo in America centromeridionale, dove l’albero del cacao cresceva spontaneamente lungo i bacini dell’Orinoco e del Rio delle Amazzoni. I primi ad intuire le virtù nutrizionali di tale pianta furono i Maya che, intorno al ‘600 d.C., la introdussero nella penisola dello Yucatan. Oltre ad essere un alimento, il cacao era per i Maya anche una moneta e con gli Aztechi, il cui sistema monetario era proprio basato sulle fave di questa pianta, entrò definitivamente nella storia. L’unità standard di misura del cacao risalente ai Maya era la carga, che equi

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valeva a 24.000 mandorle e al carico che si poteva

nato, mescolato con un liquido e sbattuto fino a di-

portare alle spalle. Molti indigeni erano spensierati

ventare spumoso, il cacao veniva servito come xoco-

e preferivano bere il cacao piuttosto che arricchirsi.

latl. Questa bevanda dall’aspetto schiumoso, amara

Hernandez (1572) riporta che gli indigeni avevano

e scarsamente gustosa somigliava molto poco al

una vita allegra, non si preoccupavano dell’avvenire e

cacao dolce e gradevole che apprezziamo tutti noi;

godevano dei beni temporali della natura utilizzando

tuttavia gli Aztechi consumavano il xocolatl per eli-

i semi del cacao al posto della moneta. Un esplora-

minare la fatica, stimolare le forze fisiche e mentali e

tore del centro America ricordò, al ritorno da un suo

consentire, così, la trascendenza. Nel corso dei secoli

viaggio, che con 4 semi di cacao si poteva comprare

questo “cibo degli dei” ha subito varie trasformazioni

una zucca, con 10 un coniglio, con 12 una notte con

di gusto e di consistenza, tanto da divenire “cibo” per

una concubina e con 100 uno schiavo. Quest’antica

un’infinità di estimatori: palati raffinati che non sanno

popolazione attribuiva ai semi soprattutto un valore

più rinunciare a tanta prelibatezza. Per colore, forma,

mistico e religioso. Dopo essere stato tostato, maci-

consistenza, profumo, il cioccolato oggi è diventato un alleato della vita tanto da invaderla trionfalmente anche nelle maniere più insolite. Spunta la lingerie al cioccolato, gli oggetti più svariati vengono riproposti al gusto fondente o al latte. E non manca la Cioccoterapia, che sfrutta le proprietà riducenti dei polifenoli del cacao attraverso golosi massaggi anticellulite con olio caldo al gianduia, seguiti da bendaggi di ambrosia e impacchi alla mousse fondente. Il cioccolato è indubbiamente uno degli alimenti più amati in ogni parte del mondo. La domanda nasce spontanea: cos’è che lo rende così speciale? I più golosi risponderebbero che si tratta di una questione di gusto, di varietà o addirittura di forme particolari, ma in realtà non tutti sanno che l’alto gradimento registrato nel consumo di cioccolato si fonda su vere e proprie basi scientifiche. E per concludere in dolcezza: “Chiunque abbia troppo accostato alle labbra il calice della voluttà; chiunque abbia occupato nel lavoro gran parte del tempo destinato al sonno; chiunque, essendo uomo intelligente,

si

sente

momentaneamente

svanito;

chiunque non possa sopportare l’aria umida, il tempo

Pianta del cacao con frutti

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lungo, l’atmosfera pesante; chiunque sia tormentato da un’idea fissa che gli toglie la libertà di pensare: tutti costoro si prendano un buon mezzo litro di cioccolata ambrata...” ... è il consiglio di quel bontempone e buongustaio di Anthelme BrillatSavarin (1755-1826), giurista e magistrato, la cui fama è legata a un divertente libretto intitolato: “Fisiologia del gusto ovvero Meditazioni di gastronomia trascendente”.

Chococlub

Associazione italiana amatori del cioccolato È un’associazione dedicata agli appassionati del “cibo degli Dei. Nata nel 1998, oggi è una delle maggiori realtà associative italiane con oltre 12.000 iscritti ed una filiale a Santo Domingo. Collabora con le più importanti aziende del settore dolciario e con i migliori maestri pasticceri italiani ed esteri, oltre a numerosi Enti Pubblici, Università e Fiere di settore. In pochi anni si è imposta come un soggetto originale nel panorama dolciario italiano, sviluppando una serie di iniziative e progetti volti a diffondere la cultura del cioccolato in Italia. Associazione Italiana Amatori Cioccolato Corso F.lli Bandiera 11 12051 Alba (CN) Dott.ssa Daniela Braga Giudice Sensoriale del Cioccolato d.braga@chococlub.com tel. cell. 3491558931 Uffici Tel. 0173365027 cellulare 349/1558931 fax 0173366604 email: Segreteria info@chococlub.com

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FOGLIA

- Dettagli

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verdi

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- Barbata (BG) ex s.p. 104 n.32 Tel. 0363-90.53.32

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Il verde intorno Foglia: un modo nuovo di seminare emozioni Colori, forme, allegria, atmosfera, profumi, eleganza, vita, sono tutti aggettivi che possono vestire il concetto di verde inteso in tutte le sue possibili sfumature, dal piccolo giardino ad uno spazio molto più ampio e concepito attraverso una serie di canoni moderni. Claudio Foglia ha veramente tanto da raccontare in merito. Grazie alla sua trentennale esperienza nel settore ha maturato un istinto naturale che lo vede coinvolto in progetti sempre più importanti ed innovativi. Perché parlare di verde non significa soltanto parlare di giardini, di piante, di essenze floreali, ma si parla soprattutto di una filosofia che coinvolge molteplici aspetti di questa tematica. Claudio Foglia con il suo “Foglia Green Style” ha creato un circuito attivo e recettivo per ogni problematica inerente gli spazi verdi ma non solo quelli. Anche sulle superfici dove il cemento mortifica il paesaggio e il grigiore intristisce l’animo, ecco che con il “seme” della tecnologia si possono far nascere nuove realtà completamente naturali. Claudio Foglia con il suo team composto oltre che da architetti paesaggisti, anche da esperti botanici in grado di fare un’ analisi dettagliata delle specie vegetali appropriate e consigliare le piante giuste secondo la zona climatica, tratta con estrema sicurezza e sensibilità anche queste tematiche. In merito offre un accurato servizio di progettazione e realizzazione di giardini pensili utilizzando svariati materiali tecnologici in grado di garantire sicurezza e bellezza in ogni angolo. Gli affascinanti “tetti verdi” non sono più miraggi impossibili da ottenere, ma facili realtà da afferrare per migliorare la qualità della vita. Una ricerca continua quella di quest’azienda che ha come scopo l’ottimizzazione di qualsiasi intervento, dal più semplice al più complesso. Per questo termini quali verde pensile, verde verticale, bioarchitettura e ingegneria naturalistica, fanno parte di un lessico giornaliero, consolidato e altamente specializzato. “Foglia Green Style” è anche uno show room che fornisce arredi e complementi per il giardino in una vasta gamma di materiali e tessuti tutti di altissima qualità e noti design. Dal preventivo al progetto, dall’approvazione all’esecuzione, sino al risultato finale persone qualificate seguiranno il cliente in tutte le fasi e in completa sinergia, per assicurare l’ottimizzazione di ogni desiderio della committenza. Per ogni esigenza c’è la sicurezza della competenza e la determinazione di chi sa che progettare il verde è un compito delicato ed entusiasmante, poiché anche il giardino diventa parte integrante della vita familiare e rappresenta uno scorcio di relax e di serenità. Claudio Foglia è in grado di consigliare molteplici scenari, secondo gli spazi e le esigenze, arricchendoli con specchi d’acqua, gazebi, piscine, pergolati. Un mix di soluzioni innovative per dar vita a rappresentazioni incantevoli e spettacolari di altissima qualità.

Info

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Sicurezza e protezione STABIL ITALIA: porte e finestre sempre all’avanguardia.

La STABIL ITALIA srl è , Partner della STABIL A.G. Austriaca, leader in Europa da oltre 30anni nella produzione di serramenti.

Parliamo di STABIL, parliamo di isolamento termico e

Negli stabilimenti di Gabersdorf in AUSTRIA approntiamo giornalmente circa 2.000 elementi di FINESTRE, PERSIANE e PORTONCINI D’INGRESSO di nostra esclusiva, in diversi materiali quali PVC, PVC+ALLUMINIO, LEGNO, LEGNO+ALLUMINIO ad alto contenuto tecnologico. Dodici estrusori di PVC funzionanti 24 ore al giorno, un reparto specializzato nella costruzione di legno lamellare ed una attrezzata vetreria interna rendono le finestre STABIL uniche. I valori fondamentali della STABIL:

di design un connubio vincente e sicuramente avan-

• guardistico. Qualità ,Modernità ,Diversità ,Individualità , Innovazioni tecniche . Un’azienda nota per il suo operato attivo, STABIL attraverso la sua tecnologia di gran pregio garantisce un elevatissimo standard. Non per nulla l’impresa è stata premiata con il sigillo di qualità “AUSTRIA-Gütesiegel”. I consulenti specialistici STABIL volentieri vi aiutano a realizzare i vostri desideri e le vostre richieste. Una fitta rete di partner commerciali assiste i clienti STABIL in tutta l’Italia . Vetro piano di gran pregio viene tagliato con precisione ed elaborato in vetro isolante nelle nostre linee di produzione. La filosofia dei ns. prodotti è orientata ad ottenere le più alte prestazioni sia per quanto riguarda isolamento termico che acustico. Ad esempio : Valori di trasmittanza termica = variabili da 1,3 a 0,8 W/MqK Valori di abbattimento acustico (Rw)= compresi tra 36 e 44 Db.

in grado di offrire al mercato una gamma di soluzioni per finestre, portefinestre, scorrevoli alzanti e complanari in pvc, legno e misti(sia legno più alluminio che pvc più alluminio). Sempre attenti alle innovazioni tecniche, alla qualità, alla modernità e all’esclusività STABIL ITALIA vanta anche una partner austriaca la STABIL A.G., leader in Europa da oltre trent’anni nella

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produzione dei serramenti. Negli stabilimenti di Gabersdorf in Austria si approntano giornalmente circa 2.000 elementi per finestre, persiane e portoncini d’ingresso, di esclusiva STABIL, in diversi materiali quali PVC, pvc più alluminio, legno, legno più alluminio ad alto contenuto tecnologico. Dodici estrusori di PVC funzionano 24 ore al giorno, mentre un reparto specializzato nella costruzione di legno lamellare ed un’ attrezzata vetreria interna, che utilizza vetro piano di gran pregio tagliato con precisione ed elaborato in vetro isolante nelle varie linee, rendono le finestre STABIL uniche nel loro genere. Una produzione computerizzata garantisce massima qualità e precisione, mentre un’ottimale logistica assicura una produzione flessibile e quindi dei brevi tempi di consegna. Controllo di qualità, ricerca e sviluppo costanti nel tempo, consentono di garantire le finestre STABIL secondo le normative DIN 53387 e DIN 54002, nonché secondo le normative ONORM EN ISO 12567 e ONORM B 2230. Una filosofia quella di questi prodotti orientata ad ottenere le più alte prestazioni, sia per quanto riguarda isolamento termico che isolamento acustico. Questa rinomata azienda offre, inoltre, una garanzia totale di assistenza ai suoi clienti con una fitta rete di partner commerciali in tutta Italia e l’impegno personale di esperti collaboratori per completare un programma di altissima qualità firmato STABIL ITALIA. Stabil Italia Srl, Via G.Marconi, 25 25047 Boario Terme Brescia, Tel. 0364-535623 www.stabil.it

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La fata verde

Assenzio: gioie e dolori di un distillato bohémien

Quanta mitologia, quanto fascino circondano la bevanda comunemente nota come Assenzio? Un distillato che ha ispirato artisti di ogni tipo, dai poeti maledetti e bohémien, ai registi di oggi che lo inseriscono nei loro film. In tutto il mondo non esiste probabilmente una bevanda che possa vantare un tale fascino, che si perpetua attraverso le generazioni, come il nettare in cui dorme la Fata Verde, imprigionata nella bottiglia, pronta a scatenarsi non appena viene liberata. Dell’Assenzio hanno scritto moltissimi artisti, da ToulouseLautrec a Oscar Wilde, da Baudelaire a Hemingway. Lo hanno dipinto Manet, Van Gogh, Picasso, Degas... Si dice che la Fata, raffigurata il più delle volte come una giovane donna sensuale e tentatrice

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e solo più raramente come un’entità maligna, infida e dall’aspetto poco rassicurante si svegli quando il distillato in cui abita viene bevuto. Ma quanto c’è di vero in tutto questo? L’assenzio è davvero una bevanda “stregata” o comunque “maledetta”? Di certo la storia non ha aiutato la diffusione della verità: i produttori di vino e di altri distillati, che si erano visti sottrarre una significativa fetta di mercato quando l’assenzio raggiunse la popolarità, gli dichiararono una vera e

propria

guerra,

enfatizzando

omicidi e altre malefatte perpetrate proprio sotto l’effetto dell’assenzio (come se l’alcolismo in sé non faccia normalmente delle vittime!). Tuttavia ciò non ha fatto che accrescere il fascino intorno al verde nettare e il periodo di proibizionismo che ne conseguì (in Italia l’assenzio fu dichiarato fuorilegge nel 1939) ha avuto il solo risultato di renderlo ancor di più una sostanza misteriosa e affascinante. Chiamato appunto anche Fata Verde (Féè Verte) per via del suo colore, non è come molti erroneamente credono un liquore (non contiene infatti zucchero) ma un distillato alcolico di erbe. L’assenzio appare incolore o di tutte le sfumature della cloro-

Nelle pagine precedenti: Dipinto di Edgar Degas “L’Absinthe” 1875-76 116

Accanto: Litografia di T. PrivatLivemont “Absinthe Robette” 1896


filla, dal giallo tenue al verde smeraldo ed ha un sapore complesso dovuto ad un perfetto bilanciamento degli aromi delle varie erbe. In aggiunta alle foglie di assenzio (Artemisia Absinthium), contiene semi di anice verde, semi di finocchio, issopo, melissa e diversi altri ingredienti che cambiavano da distilleria a distilleria quali angelica, menta, genepì, camomilla, coriandolo. Attorno all’Assenzio sono circolate dicerie e storie quasi incredibili, simili a

“leggende me-

tropolitane” tanto da essere principalmente noto per il velo leggendario di mistero che gli aleggia intorno che non per altro. Fu molto di moda in Francia nel periodo del Romanticismo tra gli artisti e gli scrittori fino alla sua proibizione nel 1915. Si mormorava infatti che gli artisti dell’epoca fossero come “drogati” dall’assenzio, soggiogati dai suoi poteri e stimolati nella creatività così dar vita ad opere che se fossero stati lucidi non avrebbero mai potuto creare. In quegli anni in Francia cominciarono a circolare inquietanti

Dipinto di Van Gogh “Ritratto del Dr. Gachet” nel quale è raffigurata una pianta di Assenzio.

Dipinto di Van Gogh “Assenzio” 1887.

voci sulla pericolosità dell’Assenzio: si diceva che alcuni crimini furono commessi a causa dei suoi effetti allucinogeni, e si diffuse quindi la credenza, risultata poi infondata, che il suo utilizzo portasse alla follia,

Illustrazione d’epoca dell’Artemisia Absinthium.

rendendo criminali tutti coloro che lo bevevano. Altra tesi priva di fondamento sarebbe quella secondo cui l’assenzio ottocentesco venisse in alcuni casi adulterato con l’oppio: non esiste infatti alcun documento storico che lo confermi e nessuna ricetta storica che ne parli.

Le recenti ricerche sul componente “incri-

minato”, il tujone, hanno dimostrato che non si tratta di uno stupefacente, ma di un normale eccitante, al pari del ginseng o della caffeina. Eppure il suo fascino persiste... Quanto c’è di vero e quanto invece è solo leggenda?

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senzio (Artemisia Absinthium), contiene semi di anice verde, semi di finocchio, issopo, melissa e diversi altri ingredienti che cambiavano da distilleria a distilleria quali angelica, menta, genepì, camomilla, coriandolo. Attorno all’Assenzio sono circolate dicerie e storie quasi incredibili, simili a

“leg-gende metropolitane”

tanto da essere principalmente noto per il velo leggendario di mistero che gli aleggia intorno che non per altro. Fu molto di moda in Francia nel periodo del Romanticismo tra gli arti-sti e gli scrittori fino alla sua proibizione nel 1915. Si mormorava infatti che gli artisti dell’epoca fossero come “drogati” dall’assenzio, soggiogati dai suoi poteri e stimolati nella creati-vità così dar vita ad

opere che se fossero stati luci-

di non avreb-bero mai potuto creare. In quegli anni in Francia cominciarono a circolare inquietanti voci sulla pericolosità dell’Assenzio: si di-ceva che alcuni crimini furono commessi a causa dei suoi effetti allucinogeni, e si diffuse quindi la credenza, risultata poi infonda-ta, che il suo utilizzo portasse alla follia, rendendo criminali tutti coloro che lo bevevano. Altra tesi priva di fondamento sarebbe quella secondo cui l’assenzio ottocentesco venisse in alcuni casi adulterato con l’oppio: non esiste infatti alcun documento storico che lo confermi e nessuna ricetta storica che ne parli. Oggi viene consumato sempre di più in tutto il mondo; le recenti ri-cerche sul componente “incriminato”, il tujone, hanno dimostrato che non si tratta di uno stupefacente, ma di un normale eccitante, al pari del ginseng o della caffeina. Eppure il suo fascino persiste... Quanto c’è di vero e quanto invece è solo leggenda?

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Una locandina di fine ‘800.


Ristorante il Lorenzaccio dal ‘73 con culinaria passione di Micol Puccini

A brescia 2 la pausa pranzo è tutta da gustare Dopo più di 2 anni trascorsi a scrivere di altri ristoranti mi trovo di fronte allo scoglio più difficile: parlare di quello dei miei genitori. Il Lorenzaccio. Difficile in quanto l’ho vissuto e lo vivo tuttora, e maggiormente gravoso in quanto si potrebbe pensare che “l’oste non può parlare male del suo vino!” Ma come posso non dire che fin da quando nel lontano 1973 l’hanno aperto (e io ancora non c’ero) si sono sempre sacrificati per “lui” cercando di offrire un ottimo servizio ad una Brescia 2 ancora nuda e bucolica che non avrebbe mai dato a pensare che sarebbe diventata la città degli affari quale è ora? Fin da allora i miei genitori, per la cronaca Mauro e Alba, si sono davvero fatti in quattro. Sia per quanto riguarda l’arredamento, che giustamente è stato modificato e migliorato seguendo il gusto del momento, sia per quanto riguarda lo stesso menù dei cibi. All’inizio i piatti proposti erano più rustici o forse più “poveri” rispetto ad ora ma per il periodo andavano bene così. Oggi devo dire che i tempi sono cambiati: la gente ha sempre fretta e pretende ottima qualità in tempi un po’ più ridotti. Papà Mauro, che opera in cucina ,armato di passione e di conoscenza della tradizione della Sua Toscana, ma anche della nostra lombarda, ha trovato il modo di soddisfare tutti puntando su una cucina sempre espressa ma in costante rinnovamento, pur mantenendo dei piatti-bandiera di tradizione, facilmente riscontrabili (nei giusti periodi) in piatti storici quali la ribollita o la pappa al pomodoro, i crostini con i fegatini, le fiorentine e le costatone.. proposte sempre gradite dagli amanti della “toscanità in tavola”, ma non solo. Mantenere un locale in voga per così tanto tempo devo dire che non è cosa facile, di base c’è una grande determinazione e un amore smisurato per il proprio lavoro che si può notare fin da subito: una calda accoglienza, magari un aiuto nella scelta dei piatti, un sorriso sincero o quelle due chiacchiere informali che sono sempre gradite. Del resto la pausa pranzo deve essere un piacere non solo un dovere dettato da “brontolii” magari ignorati in virtù di un lavoro che non può proprio essere rimandato o interrotto per un paio d’ore. Tutti i piatti proposti, oltre che essere eseguiti con doverosa maestria, sono ricchi di esperienza e di quel qualcosa in più che li rende speciali anche nella loro semplicità. Parlare di un singolo piatto a questo punto mi sembra obsoleto. Il Lorenzaccio non è solo un elenco di portate: è una famiglia che si mette in gioco giornalmente per cercare di rendere la permanenza della clientela il più piacevole possibile “dall’ingresso fino al caffè“ proponendo piatti in linea con le esigenze del periodo: quali cotture leggere, abbinamenti mai azzardati, equilibrio fra i sapori e identità dei singoli ingredienti e, lasciatemelo dire, ci riusciamo bene. Ora starà a voi accertarvene. Posso solo dire che potrebbe essere un’esperienza gastronomica più che positiva… da vivere in famiglia!

Info

RISTORANTE IL LORENZACCIO 25124 Brescia - Via Cipro,78 tel. 030 22 04 57

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Sicos: ecologia, qualità e sicurezza È nato un modo nuovo di fare scale Trent’anni di esperienza, innovazione e sviluppo, hanno fatto di SICOS un rinomato marchio di scale in continua evoluzione. Un Made in Italy garantito dalla continua ricerca, atta a rendere il prodotto un esempio di altissima qualità e accertata sicurezza. L’ultima nata di casa SICOS è la linea ECOLUX: un concentrato di idee innovative concretizzate in 5 modelli di scale che rappresentano dei veri e propri sistemi al servizio dell’utilizzatore. Casa- Multi- Profi- Tecna- Brico, questi i nomi di battesimo che racchiudono piccoli universi diversificati secondo le esigenze. Dall’uso domestico all’industria, rappresentano dei singolari esempi di scrupolosa attenzione al particolare e una profonda ricerca ergonomica, potenziata dall’introduzione di rapidi e sicuri sistemi di chiusura salva spazio, capienti vaschette portautensili, comodi corrimano, e confortevoli piani di salita. ECOLUX assicura scale in cui la stabilità ed il design sono l’equivalente di un prodotto completo e garantito nel quale la ricerca aziendale ha potuto accentare la sua sensibilità nei riguardi dell’ambiente utilizzando energia “pulita”, fornita dall’impianto fotovoltaico da 200kw installato sul tetto dei reparti di produzione nei quali si fa uso di materiali riciclabili e derivati da prodotti di riciclaggio. Ma l’elenco delle novità firmate Sicos non finisce qui. In occasione del Salone internazionale dell’Edilizia presso il quartiere fieristico di Bologna, ha presentato in anteprima “ESS”-Electronic-Stability-Sicos, il nuovo ed esclusivo sistema elettro-

ESS

nico applicato alla scala. Un ingegnoso e utilissimo apparato tecnologico nato da laboriosi studi, attuati dall’efficiente equipe che opera all’interno dell’azienda e brevettato da SICOS per rendere ancora più stabili e sicuri i propri prodotti. Tale ritrovato elettronico, autoalimentato da un piccolo pannello fotovoltaico inserito nel sistema stesso, verrà applicato su ogni modello. Un segnale visivo composto da led luminosi e uno sonoro avvertiranno l’utente dello scorretto posizionamento della scala allertandolo a mettersi in sicurezza. Un elemento, l’ESS, di assoluto rilievo, se si pensa a quanto facili siano le “distrazioni” per chi ha poca dimestichezza con le scale, o per coloro che utilizzandole come strumento di lavoro, per troppa familiarità, possono incorrere in situazioni di alto pericolo. In questo SICOS, sempre attiva nella ricerca di soluzioni innovative in grado di soddisfare le esigenze di mercato, ha fornito un’ulteriore prova dell’impegno e della serietà che caratterizza l’azienda dei sig.ri Ottorino e Domenico Franzoni, padre e figlio, sempre uniti per uno scopo comune, quello di guardare al futuro e garantire un’avanguardia aziendale che sia garanzia di sicurezza per i fruitori di tutti i loro prodotti. Per questo ecologia, qualità e sicurezza rappresentano la sintesi della filosofia aziendale firmata Sicos.

Info

SICOS S.R.L. Via EUROPA, 29-33 25030 CASTELCOVATI(BS) TEL. 030-7080457 www.sicos.it

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www.youmagazine.it

EDITORE: Alberto Pedrali Srl

REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: Alberto Pedrali Srl 25038 Rovato Brescia Via Bardone,16 Tel. 030-7703829

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SI RINGRAZIANO PER LA COLLABORAZIONE: Alessandra Marchesi Aste, Marcello Bruschetti - Antica Fratta, Cristina Fagioli - Gruppo Baglietto, Matteo Camesasca - Maserati Westeurope, Florence Tauriac - Richard Mille, Silvia Mangiarotti - Greggiocomunicazione, Adam Gołebiowskim - Isis Gee, Federica Fasan - Artematica, Silvia Erba - Medicallife, Stefano Fares - Gruppo Turra, Lorella Pedruzzi, Daniela Braga - Cioccoclub, Claudio Foglia - Foglia Greenstyle, Giuseppe Ruffo - Program Group, Roberto Pedrali Design, Sicos, Ceretti Pavimenti & Rivestimenti, Micol Puccini - Ristorante Il Lorenzaccio, Domes Group, Stabil Italia

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