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6.Learning from/2 _Robert Adam a Spalato! Siracusa 25.10.11!


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Allontanarsi/mettersi in pericolo/Imparare di nuovo! Scavare/sezionare! Montare/raccontare! Ricordo in pericolo! Bazar archeologico! Movimenti nel tempo!


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Allontanarsi/mettersi in pericolo/Imparare di nuovo!


2. Scavare/sezionare!


3. Montare/raccontare!


4. Ricordo in pericolo!


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9|N6.a Adam|Spalato

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VI. Articolare storicamente il passato non significa conoscerlo «come propriamente è stato». Significa impadronirsi di un ricordo come esso balena nell’istante di un pericolo. Per il materialismo storico si tratta di fissare l’immagine del passato come essa si presenta improvvisamente al soggetto storico nel momento del pericolo. Il pericolo sovrasta tanto il patrimonio della tradizione quanto coloro che lo ricevono. Esso è lo stesso per entrambi: di ridursi a strumento della classe dominante. In ogni epoca bisogna cercare di strappare la tradizione al conformismo che è in procinto di sopraffarla. Il Messia non viene solo come redentore, ma come vincitore dell’Anticristo. solo quello storico ha il dono di accendere nel passato la favilla della speranza, che è penetrato dall’idea che anche i morti non saranno al sicuro dal nemico, se egli vince. E questo nemico non ha smesso di vincere. […] Walter Benjamin 1892–1940 TESI DI FILOSOFIA DELLA STORIA (1940) [Tesi di filosofia della storia (1940), in Id., Angelus novus. Saggi e frammenti, trad. it. di R. Solmi, Torino, Giulio Einaudi editore, pp. 75–86.]!


SCAVARE E RICORDARE Il linguaggio ci ha fatto capire, senza possibilità di equivoci, che la memoria non è uno strumento, bensì il medium stesso, per la ricognizione del passato. È il medium di ciò che si è esperito, allo stesso modo in cui la terra è il medium in cui sono sepolte le città antiche. Chi cerca di accostarsi al proprio passato sepolto deve comportarsi come un individuo che scava. Soprattutto non deve temere di tornare continuamente ad uno stesso identico stato di cose – di disperderlo come si disperde la terra, di rivoltarlo come si rivolta la terra stessa. Giacché gli “stati di cose” non sono altro che strati che consegnano, solo dopo la ricognizione più accurata, ciò che giustifica tale scavo. Ossia le immagini, che strappate a tutti i precedenti contesti, per il nostro sguardo ulteriore sono dei gioielli in abiti sobri: come i torsi nella galleria del collezionista. Ed è sicuramente utile, nello scavare, procedere secondo un progetto. È comunque altrettanto indispensabile il colpo di vanga che procede con prudenza e a tentoni nell’oscuro regno della terra. E s’inganna sui lati migliori chi fa solo l’inventario degli oggetti ritrovati e non sa indicare nel terreno attuale esattamente il luogo in cui era conservato l’antico. Così i ricordi veri devono non tanto procedere riferendo, quanto piuttosto designare esattamente il luogo nel quale colui che ricerca si è impadronito di loro. In maniera epica e rapsodica nel senso più stretto del termine, il ricordo reale deve dunque offrire anche un’immagine di colui che si sovviene, allo stesso modo in cui un buon resoconto archeologico non deve limitarsi a indicare gli strati da cui provengono i propri reperti, ma anche e soprattutto quelli che è stato necessario attraversare in precedenza. (Walter Benjamin, in Opere complete “Scritti 1932-1933”, p.112)


5. Bazar archeologico!


IL BAZAR “…gli insiemi di oggetti di un bazar si organizzano secondo una tassonomia fluttuante, non consegnata alla logica di una classificazione che funga da autorità impersonale.” (Celati p. 201) “…l’oggetto dimenticato che emerge come scarto o detrito di un contesto inabissatosi, e di cui non si può raccontare la storia;…” (Celati p.201) “È ancora una volta il bazar: questa vocazione tutta moderna alla raccolta di oggetti e di citazioni dimenticati e inservibili, che non ha nulla a che fare con la vocazione dei cabinets de curiosités, perché non tende a organizzare e classificare, bensì tende, come indicava Benjamin, ad una «testarda protesta sovversiva contro il tipico e il classificabile».” (Celati p. 202)


UN’ALTRA STORIA (STORIA CRITICA) “A voler ribaltare l’immagine è il tempo non omogeneo, discontinuo e tutto pieno, pieno di rovine e di oggetti di scarto e di emergenze dimenticate, l’ipotesi di una storia alternativa.” (Celati p.203) “Ed è il senso di una storia critica: quello di risalire al di là delle selezioni di rilevanza compiute dalla tradizione, rimettere in gioco l’oggetto enfoui, l’oggetto parziale e frammentario, e studiarlo al pari del monumento insigne. Al frammentario e al discontinuo, all’escluso e al dimenticato è affidato il compito di contestare l’illusione d’uno sviluppo lineare continuo della storia umana, e quindi le esclusioni compiute in nome di questa idea di sviluppo: riportare lo sguardo su accadimenti e culture e gruppi e pratiche di cui non calceremmo l’esistenza, limitandoci alla selezione che la storia ha compiuto per noi.” (Celati p.204)


CARATTERI DEL BAZAR….. Tassonomia fluttuante Giustapposizione/accostamento Casualità Caos Movimento come costruzione di una visione complessiva Asistemicità Livellamento differenze


6. Movimenti nel tempo!


(7)! C007_AMBULACRUM! Concorso internazionale ad inviti “Teatro è città” ! Spoleto! 2005!


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Allontanarsi/mettersi in pericolo/Imparare di nuovo! Scavare/sezionare! Montare/raccontare! Ricordo in pericolo! Bazar archeologico! Movimenti nel tempo!


Azioni: 
 6|M3.a Il tessuto urbano 02 La strada

1 Disegna il periplo dellʼisola e individua con un punto le città in cui sei stato durante il 2011.
 2 Unisci con una retta le città di partenza e di arrivo degli spostamenti da te effettuati durante il 2011 
 Strumenti e materiali: 1 foglio lucido A4, 1 squadra e 1 penna
 Tempo: 15 minuti
 Obiettivi: Disegnare una mappa mentale dei tuoi spostamenti. Comprendere la città a partire dai suoi elementi costitutivi!


Azioni: 
 6|M3.b Il tessuto urbano 02 La strada

1 Disegna in scala 1::200 lo stralcio in pianta – largh x 10 m – e la sezione-tipo di una strada che hai percorso, individuando gli elementi principali – anche le cortine edilizie –. 
 2 Quota i principali elementi presenti nei due disegni. 
 Strumenti e materiali: 1 foglio lucido A4, 1 squadra, 1 riga e 1 pennino
 Tempo: 20 minuti
 Obiettivi: Osservazione, Memoria, Dimensionamento. Passare dallʼosservazione delle cose, alla loro comprensione e al loro dimensionamento.!


Azioni: 
 6|M3.c Il tessuto urbano 02 La strada

1 Disegna in scala 1::100 lo stralcio in pianta – largh x 20 m – e la sezione-tipo di almeno due strade che ricadono allʼinterno del brano di città da voi scelto per la precente esercitazione, individuando tutti gli elementi principali – comprese le cortine edilizie e lʼarredo urbano–. 
 2 Quota i principali elementi presenti nei due disegni. 
 Strumenti e materiali: Computer, macchina fotografica, metro, 
 Tempo: 60 minuti
 Obiettivi: Osservazione e Comprensione. Passare dallʼosservazione e misurazione delle cose, alla loro comprensione.!


Azioni: 
 6|M3.d Il tessuto urbano 02 La strada

1 Disegna in scala 1::100 lo stralcio in pianta – largh x 20 m – e la sezione-tipo di almeno due strade che ricadono allʼinterno del brano di città da voi riconfigurato nella precente esercitazione, individuando tutti gli elementi principali – comprese le cortine edilizie –. 
 2 Quota i principali elementi presenti nei due disegni. 
 Strumenti e materiali: Computer, macchina fotografica, metro, 
 Tempo: 60 minuti
 Obiettivi: Comprensione e Progetto. Passare dallʼosservazione e misurazione delle cose, alla loro progettazione.!


6.Learning from/2 _Adam Spalato! Siracusa 25.10.11!

Adam_Spalato  

Palazzo di Diocleziano

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