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La Frigoconservazione delle Piante Acidofile Prove sperimentali Autore della ricerca e dei testi: Dott. Alessandra Manni Agrotecnico Fotografie: Davide Ardizzoia, Alessandra Manni, Flor Coop Lago Maggiore Progetto grafico: Davide Ardizzoia

E’ vietata la riproduzione dei testi e dei materiali iconografici senza autorizzazione e citazione della fonte.


La Frigoconservazione delle Piante Acidofile Prove Sperimentali

Dott. Alessandra Manni Agrotecnico


Indice INDICE DEI CONTENUTI

INTRODUZIONE Le Piante Acidofile

pag. 1

LA SPERIMENTAZIONE La Frigoconservazione delle Piante Acidofile

pag. 7

Prova Sperimentale di Frigoconservazione Inerente alla Specie Camellia Japonica

pag. 9

Prova Sperimentale di Frigoconservazione Inerente alla Specie Azalea Japonica

pag. 23

Prova Sperimentale di Frigoconservazione Inerente alla Specie Skimmia Japonica e Rododendro

pag. 39

Bibliografia

pag. 44


Introduzione LE PIANTE ACIDOFILE Le acidofile sono piante appartenenti a

quanto in grado di rappresentare al

differenti famiglie, accomunate

meglio le produzioni del Distretto

dall'esigenza di un pH acido del suolo,

Floricolo del Lago Maggiore.

caratteristica da cui deriva appunto la denominazione “acidofile”.

Azalea e Rododendro appartengono alla classe delle Dicotiledoni e precisamente

La loro importanza dal punto di vista

alla Famiglia delle Ericaceae, della quale

ornamentale è notevolissima,

fanno parte quasi 2000 specie distribuite

comprendono infatti alcune Ericacee quali Erica, Calluna, Rhododendron, Pieris, Kalmia e Leucothoë, tra le più decorative. Inoltre comprendono altre specie, molto note e impiegate in

in circa 70 generi, di cui quello numericamente più importante è il Rhododendron a cui appartengono entrambe le specie. Le Ericaceae sono

giardini e appartamenti, che

diffuse nelle regioni temperate e

appartengono ad altre famiglie. Tra

temperato fredde di tutto il mondo, nei

queste specie emergono Gardenia,

terreni acidi; spesso sono ritrovabili a

Camellia, ma anche Skimmia, Pernettya

grandi altitudini sulle montagne e

e Stewartia hanno una certa diffusione.

compaiono anche nelle maggiori

Vaccinum ed Arbutus sono poi due

latitudini subpolari.

Ericacee che hanno caratteristiche decorative e producono frutti eduli,

La classificazione di questo genere

l'Arbutus però cresce anche in terreni

risulta essere ancora oggi molto confusa

subacidi. Anche alcune felci sono poi da

ed esistono diverse classificazioni

ritenersi acidofile (Pironi e Stucchi,

utilizzate. Secondo quella di Cullen-

1991).

Chamberlan (Regione Piemonte, 2001),

Le piante acidofile che sono state

che risulta essere anche la più seguita, vi

utilizzate in queste prove sono: Azalea,

sono 8 sottogeneri all'interno del genere

Camelia, Rododendro e Skimmia, in

Rhododendron.

1


Introduzione LE PIANTE ACIDOFILE Le piante che sono conosciute con il

maggior parte dei casi sono

nome di Azalee appartengono ai

persistenti, negli altri casi decidue, il

subgeneri Tsutsutsi e Penthantera.

colore è prevalentemente verde e

Questi due sottogeneri si distinguono

differisce tra le due pagine (Ghisleni e

dagli altri per la caratteristica di non

Caraffini, 1985; Regione Piemonte,

presentare scaglie su tutte le parti della

2001).

pianta, specialmente sulla pagina inferiore delle foglie, di avere le giovani foglioline delle gemme con i margini revoluti e per il fatto di essere dotate di peli semplici, non ramificati (Regione Piemonte, 2001).

I fiori sono riuniti in infiorescenze di 2 o più fiori, di forma tubolare, imbutiforme o appiattita, portati in posizione terminale o all'ascella delle foglie (Ghisleni e Caraffini, 1985; Regione Piemonte, 2001). I petali

Agli altri sottogeneri, che sono

sono di forma irregolare e il colore

Rhododendron, Hymemanthes,

varia a seconda della specie e va dal

Azaleastrum, Therorodion,

bianco, al rosa, al rosso, all'arancione

Munumeazalea e Candidiastrum,

in molte sfumature; colori come il

appartengono invece i Rododendri.

carminio, il porpora e il viola sono

Al genere Rhododendron appartengono circa 800 specie che hanno un portamento differente, da arboreo ad arbustivo a seconda dell'habitat in cui si sono sviluppate (Regione Piemonte, 2001). Le foglie sono alterne, la forma varia da

più propri delle cultivar. I fiori sono ermafroditi, gli stami sono da 5 a 20 a seconda della specie, l'ovario è supero, setoloso, raramente glabro, costituito da almeno 5 loculi, lo stilo è unico, terminale. La fecondazione è anemofila o entomofila (Ghisleni e Caraffini, 1985).

lanceolata a cuoriforme, possono presentare o meno tomentosità, nella

2

1


Introduzione LE PIANTE ACIDOFILE I frutti sono delle capsule

presentano solo 5 stami. Queste

pentacarpellari, la cui deiscenza è

differenze non sono comunque valide per

determinata dal distacco dei carpelli in

tutti gli esemplari appartenenti ai due

corrispondenza dei setti, in ciascuna

gruppi (Ghisleni e Caraffini, 1985).

capsula si formano in media da 300 a 400 semi molto piccoli e leggeri, spesso alati o peduncolati, la maturazione delle capsule avviene nel tardo autunno o nell'inverno successivo alla fecondazione. L'apparato radicale si presenta fascicolato, fitto ed esteso, costituito da numerose radichette sottili e tendenzialmente superficiali.

Vi è quindi una disparità fra la classificazione scientifico-botanica dei Rhododendron e quella operativofloricola delle entità riferibili a tale genere. La Camelia appartiene anch'essa alla classe delle Dicotiledoni, e precisamente alla Famiglia delle Theaceae, una famiglia di piante proprie delle regioni subtropicali e intertropicali di tutto il

Nel settore della floricoltura, azalee e

mondo, che si addentrano anche nelle

rododendri vengono considerati come

regioni temperate. A questa famiglia

due insiemi di piante diversi l'uno

alcuni ritengono che vi appartengano

dall'altro. I criteri sulla base di cui

circa 200 specie distribuite in 30 generi, i

vengono distinti non sono però univoci e

più ritengono invece che i generi siano

si presentano alquanto vaghi.

30 con mezzo migliaio di specie.

Generalmente i Rododendri vengono considerati arbusti alti ed espansi, sempreverdi, i cui fiori sono caratterizzati da 10 o più stami, mentre le Azalee sono considerate di mole relativamente ridotta e perdono le foglie

Le piante appartenenti al genere Camellia sono piante sempreverdi per lo più arbustive, alcune specie arrivano a raggiungere l'habitus arboreo con altezze di alcuni metri.

nei mesi invernali e hanno fiori che

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Introduzione LE PIANTE ACIDOFILE Le caratteristiche della foglia variano da

invece può essere definita carnosa

specie a specie e anche in base alla

(Ghisleni e Quagliotti, 1983). A seconda

cultivar, la forma è ellittica o lanceolata,

del numero e della disposizione dei petali

spesso acuminate, si presentano

i fiori vengono divisi in semplici,

picciolate, con margine in molti casi

semidoppi, doppi imperfetti; doppi

lievemente dentellato, a volte in modo

embricati, anemoniformi, peoniformi

più accentuato, disposte in modo alterno,

(Regione Piemonte, 2003). Per quanto

generalmente glabre e di consistenza

riguarda il colore quelli più frequenti

cuoiosa (Cattolica et. al. 1992; Regione

sono il rosso, il rosa, il bianco mentre il

Piemonte, 2003). Il colore è

giallo è meno diffuso. Esistono poi

generalmente verde scuro, brillante, le

innumerevoli casi di striature, macchie e

due pagine possono presentare lo stesso

altre alterazioni del colore di base; i

colore oppure la pagina superiore può

petali di uno stesso fiore possono essere

risultare più scura di quella inferiore che

diversi nella colorazione (Ghisleni e

si può presentare di un verde molto

Quagliotti, 1983).

chiaro, opaco o addirittura giallastro (Ghisleni e Quagliotti, 1983).

Il fiore è ermafrodita, l'ovario è unico, supero e deriva dalla fusione di più

Il fiore è solitario e portato in posizione

carpelli, presenta più stili con i relativi

ascellare, il calice è costituito da

stimmi, gli stami compaiono in numero

parecchi sepali, corti e verdastri,

diverso, sia da una specie all'altra che da

embricati, ai quali possono sovrapporsi e

un'annata all'altra all'interno di una stessa

con cui possono confondersi un certo

specie e nei fiori di un medesimo

numero di bratteole marginalmente

individuo.

scariose. La struttura della corolla varia notevolmente da un caso all'altro, per i petali variano il numero, la disposizione, il colore e la forma, la consistenza

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Il frutto è una capsula coriacea, legnosa; i semi che contiene variano per numero e dimensione da una specie all'altra (Ghisleni e Quagliotti, 1983).


Introduzione LE PIANTE ACIDOFILE La Camelia presenta un apparato radicale di tipo fascicolato, in cui la radice principale ha una vita breve e viene presto sostituito nelle sue funzioni da poche radici secondarie. La Skimmia appartiene alla famiglia delle Rutaceae. Le piante appartenenti al genere Skimmia sono arbusti o alberi sempreverdi, monoici o dioici, a volte ermafroditi. Le foglie sono alternate, semplici, aromatiche, di forma ellittica con base cuneiforme e apice acuminato o leggermente arrotondato, sono dotate di un picciolo di 2-3 cm. I fiori sono di forma stellata, raggruppati in pannocchie apicali, in alcune specie molto profumati. Nelle piante femminili e nelle specie ermafrodite, i fiori sono seguiti da frutti carnosi, sferici rossi o neri. Possiedono un robusto apparato radicale.

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La sperimentazione LA FRIGOCONSERVAZIONE DELLE PIANTE ACIDOFILE La frigoconservazione è la tecnica di

La Flor Coop Lago Maggiore (Società

conservare a basse temperature le piante,

Cooperativa Agricola), che si occupa da

in modo da alterarne il ritmo biologico e

più di trentanni della

influire quindi anche sull'epoca di

commercializzazione delle acidofile

fioritura.

prodotte dai suoi associati, ha deciso di

Questa tecnica è utilizzata in diversi settori agricoli, per quello floricolo i prodotti che ne sono interessati sono i fiori recisi, le bulbose e anche le azalee.

svolgere alcune prove sperimentali riguardanti la frigoconservazione di alcuni dei prodotti da lei commercializzati di cui è sempre più importante programmare il periodo di

Le piante vengono tenute, per un

fioritura per sopperire alle richieste di un

determinato periodo di tempo, in

mercato sempre più esigente e

apposite celle di refrigerazione dove

concorrenziale.

vengono mantenute specifiche condizioni di temperatura e umidità a seconda del prodotto da conservare e dei fini per cui lo si conserva.

Le due prove sperimentali principali che si sono svolte riguardavano le specie Camellia Japonica e Azalea Japonica, mentre le altre prove riguardavano Skimmia Japonica e Rododendro. La possibilità di disporre di sistemi di conservazione che permettano di programmare la fioritura, di svincolare l'offerta dalle condizioni climatiche e di prolungare l'offerta sul mercato si fa sempre più necessaria nell'attuale mercato, la frigoconservazione rappresenta quindi un'importante opportunità per raggiungere questi obbiettivi.

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La sperimentazione LA FRIGOCONSERVAZIONE DELLE PIANTE ACIDOFILE Queste prove di frigoconservazione

reagiscano le varietà prodotte e

risultano quindi un interessante mezzo

commercializzate nel Distretto.

per valutare la possibilità di poter allungare il periodo di vendita delle piante ampliandone il mercato e di poter far fronte alle richieste dello stesso tamponando le variazioni della domanda.

Visto l'evolversi del mercato, che diventa sempre più competitivo, diviene molto importante anche per altre acidofile, come Camelia, Rododendro e Skimmia, iniziare a saggiarne la risposta alla frigoconservazione dato che esistono,

Per le azalea cosiddette da forzatura

anche in questo caso, ridotte o nulle

sono già disponibili informazioni sia

informazioni sull'argomento.

pratiche che bibliografiche sulla frigoconservazione.

Le prove effettuate presso Flor Coop intendevano quindi valutare gli effetti

Ovviamente non esistono dati

che la frigoconservazione poteva avere

riguardanti tutte le singole varietà

sia sulla fioritura che sul normale

esistenti, ed è per questo che diventa

sviluppo delle piante, poste in cella

importante testare come rispondano a

frigorifera per un determinato periodo di

questa tecnica le varietà prodotte e

tempo. Principalmente si voleva

commercializzate da Flor Coop e dalle

esaminare come le diverse varietà

altre aziende facenti parte del Distretto

impiegate nella prova rispondessero alla

floricolo del Lago Maggiore, per

figoconservazione, l'effetto che essa

verificare la loro idoneità o meno alla

aveva sulla fioritura e sul successivo

conservazione a basse temperature.

sviluppo vegetativo delle piante e come

Inoltre per le varietà di Azalee definite da esterno esistono ridotte o nulle informazioni, risulta quindi interessante valutare anche in questo caso come

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esse reagissero una volta reintrodotte nel normale ambiente di coltivazione.


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE CAMELLIA JAPONICA Tra i mesi di gennaio 2008 e maggio

rispondessero in maniera differente ad

2008 si è svolta una prova sperimentale

essa e come le piante reagissero una volta

riguardante la frigoconservazione di

reintrodotte nel normale ambiente di

piante della specie Camellia Japonica,

coltivazione.

che è proseguita fino alla fine della fioritura delle diverse varietà impiegate.

MATERIALI E METODI

La prova sperimentale si è appunto

Nella prova sono state impiegate 19

svolta presso la Flor Coop Lago

varietà di Camellia Japonica, scelte tra

Maggiore, che dispone di una cella

quelle coltivate dai soci della

frigorifera atta alla conservazione di

Cooperativa Flor Coop. Le varietà

piante.

impiegate sono elencate nella sottostante

La Camelia è diventata negli ultimi anni

Tabella 1.0.

la specie acidofila più coltivata dalle Aziende associate alla Cooperativa e risulta godere di un notevole interesse da parte del consumatore. La prova sperimentale che si è svolta, intendeva valutare quali effetti la frigoconservazione poteva avere sia sulla fioritura che sul normale sviluppo di piante di Camellia Japonica, poste in cella frigorifera per un determinato periodo di tempo. La prova si poneva come obbiettivi quello di verificare se la

Bogliasco C.M. Hovey California Charles Cobb Dr. Burnside Gen. Coletti Hagoromo Il Tramonto Kramer's Supreme M. Welles

Nuccio's Gem Nuccio's Pearl Oki-No-Nami R.L. Wheeler Roseball Rosendale's Beauty Sacco Nova Tricolor Triphosa

Tabella 1.0 - Varietà di Camellia Japonica impiegate nella prova sperimentale.

frigoconservazione potesse ritardare la fioritura di tali piante, se le diverse varietà impiegate nella prova

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La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE CAMELLIA JAPONICA Le piante sono state fornite direttamente

I valori minimi registrati dal

dalle aziende produttrici associate alla

termometro posto all'interno si

Flor Coop, i campioni delle diverse

attestavano sugli 1,5-1,6° mentre i

varietà derivavano da aziende diverse,

massimi hanno raggiunto i 3-3,1 °. I

quindi le tecniche di coltivazione a cui

valori dell'umidità sono stati compresi

sono stati sottoposti prima della

tra 88 e 96%.

frigoconservazione possono risultare differenti.

Il giorno precedente alla messa in cella frigorifere le piante sono state irrigate,

Per ogni varietà sono state utilizzate 20

ogni pianta è stata contraddistinta da un

piante campione, che sono state disposte

numero identificativo e sono stati

su carrelli mobili, dotati di 3 pianali

contati tutti i boccioli presenti sulla

ciascuno in modo che su ogni pianale

pianta, indicando quanti di essi

fosse disposta una sola varietà di

mostravano già la colorazione. Durante

Camelia.

il periodo di frigoconservazione sono

Le piante sono state poste in cella frigorifera il 09/01/2008 e vi sono rimaste fino al 27/03/2008, per un totale di 79 giorni.

stati eseguiti altri 3 controlli visivi a distanza di circa 20 giorni l'uno dall'altro per verificare il procedere della fioritura, durante tali controlli le piante che ne necessitavano sono state

La temperatura della cella frigorifera era

irrigate. Nel primo controllo eseguito il

inizialmente impostata sui 2°, dal

29/01/2008, sono stati raccolti dati

14/02/2008 la temperatura è stata

inerenti alle sole varietà che ad un

abbassata ulteriormente di 0,5° perché si

controllo visivo mostravano un evidente

è notata una discordanza tra i valori

procedere della fioritura nonostante il

registrati dal termometro esterno della

regime di frigoconservazione. Per tali

cella frigorifera rispetto a quello posto

varietà è stato contato il numero di

invece al suo interno.

boccioli che mostravano il colore e l'eventuale numero di fiori presente.

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La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE CAMELLIA JAPONICA l'eventuale numero di fiori presente. Il secondo e il terzo controllo sono stati

ben più elevate della serra di coltivazione.

effettuati con le stesse modalità del

Per ogni varietà si è poi valutato dopo

primo ed hanno avuto luogo

quanto tempo avvenisse la piena

rispettivamente il 19/02/2008 e il

fioritura, e se il colore e la dimensione

12/03/2008.

dei fiori fosse stato influenzato dalla

È stato poi eseguito un ultimo controllo visivo alla fine della prova dove, oltre al procedere della fioritura, è stato anche valutato, da parte di coltivatori di

frigoconservazione. Le valutazioni sono state effettuate, anche in questo caso, da coltivatori di Camelia associati alla Cooperativa.

Camelia associati alla Cooperativa, lo stato generale della pianta. Le piante campione sono state poi poste nel normale ambiente di coltivazione allo scopo di verificarne il comportamento dopo il periodo di conservazione in cella frigorifera. Prima di essere poste nella serra di coltivazione, sono state tenute per alcuni giorni in un luogo di ambientazione caratterizzato da una scarsa illuminazione e da temperature non elevate per evitare che subissero uno shock passando dalla temperature del regime di frigoconservazione a quelle

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La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE CAMELLIA JAPONICA RISULTATI E DISCUSSIONE I dati raccolti durante i controlli indicano che le diverse varietà hanno reagito in maniera differente alla frigoconservazione. Nella maggior parte delle varietà come Kramer's Supreme, California, Nuccio's Gem, Nuccio's Pearl, Dr. Burnside, Gen. Coletti, Oki-No-Nami, R.L.Wheeler, Roseball, Rosendale's Beauty, Sacco Nova, Tricolor e Triphosa la fioritura è rimasta inibita dalla frigoconservazione, queste varietà all'uscita dal periodo di conservazione non presentavano boccioli colorati o presentavano una media di boccioli colorati molto bassa, inferiore a 2 per pianta.

Camellia japonica “Dr. Burnside” all’uscita dalla cella frigorifera

Camellia japonica “Oki-no-nami” all’uscita dalla cella frigorifera

Altre varietà come Charles Cobb e Bogliasco hanno subito un'influenza minore ma significativa, presentando una media comunque molto bassa di boccioli colorati.

Camellia japonica “Bogliasco” all’uscita dalla cella frigorifera

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Camellia japonica “Charles Cobb” all’uscita dalla cella frigorifera


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE CAMELLIA JAPONICA Altre come M.Wells, C.M.Hovey e Hagoromo nonostante la conservazione in cella frigorifera presentavano medie di boccioli colorati per pianta elevate ed anche alcuni fiori.

Camellia japonica “M. Wells” all’uscita dalla cella frigorifera

Camellia japonica “Hagoromo” all’uscita dalla cella frigorifera

Nella Tabella 1.1 sono esposti i dati riguardanti il numero medio iniziale di boccioli fiorali di ogni varietà, il numero medio di boccioli colorati e quasi aperti che le stesse varietà presentavano all'ultimo controllo e l'eventuale numero di fiori presente sempre all'ultimo controllo.

Varietà di Camellia Japonica

Bogliasco C.M. Hovey California Charles Cobb Dr. Burnside Gen. Coletti Hagoromo Il Tramonto Kramer's Supreme M. Welles Nuccio's Gem Nuccio's Pearl Oki-No-Nami R.L.Wheeler Roseball Rosendale's Beauty Sacco Nova Tricolor Triphosa

N° medio N° medio di boccioli per boccioli che mostrava il pianta al colore controllo dopo 65-70 iniziale giorni 32,2 19,95 18,3 27,1 21,9 37,95 17,45 79,55 10,1 23,6 10,3 11,1 19,55 35,05 23,65 26,05 24,3 35,05 21

5,4 11,6 2,3 0,9 1,9 7,2 0,75 0 13,05 0,9 0,95 1,1 1,7 0 0 1,6

N° medio di boccioli che iniziavano ad aprirsi dopo 65-70 giorni

N° totale di fiori dopo 6570 giorni

2,08

1,85

1

2,38

3

LEGENDA TABELLA Bocciolo che mostra il colore

0

1 0

Bocciolo che inizia ad aprirsi

0,42

3

Fiore

Tabella 1.1 - Risultati dei controlli effettuati sulle piante campione riguardanti il numero di boccioli e il loro stadio di sviluppo.

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La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE CAMELLIA JAPONICA Per quanto riguarda lo stato generale

meno intensa rispetto a quella di fiori

delle piante dopo il periodo di

della stessa varietà che non avevano

frigoconservazione è da notare che, nel

subito la frigoconservazione.

controllo visivo finale, le seguenti varietà hanno mostrato un leggero ingiallimento delle foglie apicali: Dr.Burnside, Hagoromo, Charles Cobb, R.L.Wheerler, Sacco Nova, C.M.Hovey mentre nelle varietà California e Nuccio's Gem, l'ingiallimento delle foglie apicale era presente ma più lieve. In tutte le varietà l'ingiallimento delle foglie apicali è poi scomparso dopo alcuni giorni e la vegetazione ha ripreso la normale colorazione.

Al controllo visivo finale, all'uscita dalla cella frigorifera, non si è notata presenza di boccioli fiorali sui pianali dei carrelli dove erano state disposte le piante di Camelia, se non in rari casi dove erano presenti alcuni boccioli fiorali (2-3), la cui caduta è stata però causata dagli spostamenti durante i controlli e non dal regime di frigoconservazione. I dati raccolti durante la prova in serra di coltivazione mostrano che la piena fioritura delle diverse varietà è avvenuta

Inoltre le foglie della varietà Gen.Coletti

in media dopo circa un mese dall'uscita

presentavano macchie dovute

dal regime di frigoconservazione. Come

all'esposizione al freddo, che sono però

in natura, alcune varietà si sono mostrate

rientrate dopo alcuni giorni.

più precoci, altre più tardive, la più

Le altre varietà presentavano invece un buono stato generale e una normale colorazione del fogliame . Da notare anche che l'unico fiore della varietà Hagoromo presente al controllo visivo finale mostrava una colorazione

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precoce ha raggiunto la piena fioritura dopo 24 giorni, la più tardiva dopo 40.


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE CAMELLIA JAPONICA Nella Tabella 1.2 sono elencati, per ogni

piovose quindi caratterizzate da scarsa

varietà, i giorni trascorsi dall'uscita delle

illuminazione, fattori che hanno quindi

piante dalla cella frigorifera al

contribuito a ritardare la fioritura delle

raggiungimento della piena fioritura.

piante.

Varietà di Camellia Japonica

Bogliasco C.M. Hovey California Charles Cobb Dr. Burnside Gen. Coletti Hagoromo Il Tramonto Kramer's Supreme M. Welles Nuccio's Gem Nuccio's Pearl Oki-No-Nami R.L.Wheeler Roseball Rosendale's Beauty Sacco Nova Tricolor Triphosa MEDIA

Giorni trascorsi dall'uscita dalla cella frigorifera al raggiungimento della piena fioritura 34,5 31,5 31 28 29 29,5 20,5 29 39,5 24 38 29 32 40

La colorazione dei fiori e la loro dimensione non sono risultati influenzati dalla frigoconservazione. La maggior parte delle specie ha fiorito regolarmente. Solo le seguenti varietà C.M.Hovey, Il Tramonto, Gen.Coletti, Rosendale's Beauty, hanno mostrato una fioritura irregolare, con alcuni boccioli che non si aprivano completamente e altri che cadevano sia ancora chiusi che quasi aperti, alcuni poi diventavano marroni. Inoltre le varietà Triphosa, Sacco Nova e Nuccio's gem vegetavano e fiorivano

25 38,5 31,1

Tabella 1.2 - Giorni trascorsi dall'uscita dalla cella frigorifera al raggiungimento della piena fioritura da parte delle diverse varietà di Camelia impiegate nella prova.

contemporaneamente. La varietà Rosendale's Beauty non ha mai raggiunto una piena fioritura, così come la varietà Sacco Nova nella quale i petali dei fiori cadevano prima che il bocciolo si

Bisogna però tenere conto del fatto che

aprisse completamente.

le temperature del periodo si sono

Tutte le varietà hanno poi vegetato in

rivelate inferiori alla media stagionale e

maniera sufficiente, tenendo conto del fatto

che vi sono state numerose giornate

che hanno subito durante la coltivazione dei trattamenti bracchizzanti.

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La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE CAMELLIA JAPONICA CONCLUSIONE

fioritura.

La frigoconservazione è risultata in

Le varietà che non sembrano essere

questa prova efficace nel ritardare la

ideali per questo regime di

fioritura della Camelia, permettendo

frigoconservazione. sono: C.M. Hovey,

quindi di programmarne la fioritura.

Sacco Nova, Nuccio's Gem, Triphosa,

Può quindi essere un buon metodo per

Rosendale's beauty e Gen.Coletti.

avere piante fiorite in un periodo

Si potrebbe comunque verificare con

dell'anno in cui generalmente non lo

altre prove se la loro risposta negativa

sono permettendo di ampliare il periodo

può dipendere dalla lunghezza del

di vendita di tale specie. È da segnalare

periodo di frigoconservazione a cui sono

che alcune varietà erano ancora fiorite

state sottoposte, o dalle temperature

per la festa della mamma.

impiegate nel periodo di conservazione.

Comunque nella prova svolta solo

Inoltre questa fioritura irregolare

alcune varietà hanno mostrato di

potrebbe dipendere dal fatto che essa è

rispondere in maniera positiva a questo

avvenuta in un periodo che presentava

regime.

temperature più elevate di quelle a cui

Le varietà che hanno risposto meglio

avviene normalmente.

sono le seguenti: Bogliasco, California,

Il colore dei fiori e la loro dimensione

Charles Cobb, Dr. Burnside, Hagoromo,

non sembrano essere influenzati dal

Kramer's Supreme, M. Welles, Nuccio's

regime di frigoconservazione.

Pearl, Oki-No-Nami, R.L.Wheeler, Roseball, Tricolor.

Anche in questo caso si potrebbe però indagare con altre prove se lo stadio del

Altre varietà invece hanno mostrati di

bocciolo in cui si trova la pianta quando

essere state influenzate in maniera

viene messa in cella frigorifera, può

negativa dalla friogoconservazione,

influire sulla colorazione del fiore, dato

presentando poi dei problemi durante la

che nella prova si è notato che l'unico

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La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE CAMELLIA JAPONICA fiore della varietà Hagoromo apertosi già in cella frigorifera presentava una colorazione meno intensa del normale. È da segnalare che, nonostante il regime di frigoconservazione, le piante hanno necessitato di almeno una bagnatura, con tutte le conseguenze che possono derivare dall'effettuare tale pratica su piante poste in cella frigorifera. Irrigando le piante il giorno della messa in cella frigorifera e tenendole in cella per un periodo di tempo minore di quello della prova si potrebbe ovviare al problema di doverle irrigare una volta che si trovano in cella. Sarebbe necessario stabilire con altre prove qual è il tempo che le piante possono trascorrere in cella, private delle bagnature, senza subire danni sia fisiologici che sulla qualità del prodotto. Per ottenere i risultati sopra esposti la temperatura della cella è stata mantenuta su valori compresi tra 1,5 e 3,1°, mentre l'umidità su valori tra l'88% e il 96%. Ulteriori prove sarebbero comunque auspicabili per poter accertare quali siano i valori di temperatura e umidità più idonei per la frigoconservazione di questa specie.

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La sperimentazione Camellia Japonica “Bogliasco”

Camellia Japonica “C.M. Hovey”

Camellia Japonica “California”

Camellia Japonica “Dr. Burnside” 18


La sperimentazione Camellia Japonica “Gen. Coletti”

Camellia Japonica “Hagoromo”

Camellia Japonica “Il Tramonto”

Camellia Japonica “Kramer's Supreme” 19 21


La sperimentazione Camellia Japonica “M. Welles”

Camellia Japonica “Nuccio's Gem”

Camellia Japonica “Nuccio's Pearl”

Camellia Japonica “Oki-No-Nami”

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La sperimentazione Camellia Japonica “Roseball”

Camellia Japonica “Rosendale's Beauty”

Camellia Japonica “Il Tramonto”

Camellia Japonica “Sacco Nova” 21


La sperimentazione Camellia Japonica “Tricolor”

Camellia Japonica “Triphosa”

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La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE AZALEA JAPONICA La prova che riguardava la

generalmente consigliato per questo tipo

frigoconservazione della specie Azalea

di specie che è di circa 1mese.

Japonica è avvenuta tra i mesi di gennaio 2008 e maggio 2008, ed è

MATERIALI E METODI

proseguita poi fino alla completa fioritura delle piante.

Nella prova sono state impiegate 18 varietà di Azalea Japonica, scelte tra

La prova è stata svolta sempre presso la

quelle coltivate dai soci della

Cooperativa Flor Coop, che dispone di

Cooperativa Flor Coop e divise tra azalee

una cella frigorifera idonea alla

da esterno e interno definite

conservazione di piante.

rispettivamente “Rustiche” e “Extra”

Come già spiegato in precedenza esistono numerose prove sperimentali che attestano l'idoneità di questa specie

dagli addetti alle vendite della Cooperativa. Le varietà impiegate sono elencate nella sottostante Tabella 2.0.

al regime di frigoconservazione e tale regime è ampiamente usato in altri Paesi quali il Belgio. In questa prova si intendeva testare, tra

“RUSTICHE”

“Extra”

Arabesk

Aline

Blaauw's Pink

Athena

Hino Crimson

Janique

Johanna

Kirin

le molte varietà di Azalea

Purple Splendor

M. Kint

commercializzate dalla Cooperativa Flor

Snow

M. Kint wit Nanny

Coop, quali si presentassero più idonee

Nazarena

al regime di frigoconservazione e come

Sachsenstern

le piante reagissero a un così lungo periodo di conservazione in cella frigorifera. Infatti essa sono rimaste in cella per un periodo di tempo esteso di

Scherrer Stella Maris Teshla

Tabella 2.0 - Varietà di Azalea Japonica impiegate nella prova sperimentale.

ben 3 mesi, superiore a quello

23


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE AZALEA JAPONICA Le piante campione sono state fornite da

I valori minimi registrati erano sui 1,5-

diverse aziende associate alla Flor Coop.

1,6°, quelli massimi hanno raggiunto

Pertanto le tecniche utilizzate per la loro

invece i 3-3,1°.

coltivazione possono risultare differenti tra loro. Comunque le piante appartenenti ad ogni specifica varietà provenivano dalla stessa azienda. Sono state utilizzate 20 piante campione per ogni varietà. Le piante campione sono state disposte su carrelli mobili, dotati di diversi pianali ciascuno in

Per quanto riguarda invece l'umidità si è attestata su valori compresi tra 88 e 96%. Il giorno precedente alla messa in cella frigorifere ogni pianta è stata contraddistinta da un numero identificativo e tutte le piante sono state irrigate.

modo che su ogni pianale fosse disposta

Alcune bagnature sono state eseguite

una sola varietà di Azalea.

durante il periodo di frigoconservazione.

Le piante sono state poste in cella

I coltivatori di Azalea associati alla

frigorifera il 29/01/2008 e vi sono

Cooperativa hanno poi eseguito un

rimaste fino al 30/04/2008, per un totale

controllo visivo alla fine del regime di

di 93 giorni.

frigoconservazione per valutare lo stato

La temperatura della cella frigorifera che

generale della pianta.

era inizialmente impostata sui 2°, dal

Le piante campione sono state poi poste

14/02/2008 è stata abbassata

nel normale ambiente di coltivazione allo

ulteriormente di 0,5° a causa delle

scopo di verificarne il comportamento

discrepanze notate tra il termometro

dopo il periodo di conservazione in cella

posto all'interno della cella frigorifera e

frigorifera.

quello esterno ad essa.

24


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE AZALEA JAPONICA Prima di essere poste nella serra di coltivazione, sono state però tenute per alcuni giorni in un luogo di ambientazione caratterizzato da una scarsa illuminazione e da temperature basse per evitare che subissero uno shock passando dalla cella frigorifera alla serra di coltivazione, data la differenza di temperatura tra i due ambienti. Diversi controlli visivi, per valutare dopo quanto tempo avvenisse la piena fioritura, se il colore dei fiori fosse stato influenzato dalla frigoconservazione e se la pianta avesse in generale subito un'influenza negativa sul suo normale sviluppo vegetativo, sono poi stati effettuati. Le valutazioni sono state fatte, anche in questo caso, da coltivatori associati alla Cooperativa, specializzati nella coltivazione di Azalee.

25


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE AZALEA JAPONICA RISULTATI E DISCUSSIONE I dati raccolti mostrano che quasi tutte le varietà hanno reagito in maniera positiva alla frigoconservazione. Durante il controllo eseguito all'uscita dalla cella frigorifera sono state fatte le seguenti osservazioni:

▪ Arabesk: mostravano l'aspetto peggiore, presentavano infatti molte foglie imbrunite e altre che cadevano, ciò però può essere dovuto a colpi di asciutto che la pianta può aver subito anche precedentemente alla messa in cella frigorifera e non solo al regime di frigoconservazione a cui è stata sottoposta.

▪ Hino Crimson: si presentava molto defogliata.

▪ Snow: si presentava abbastanza defogliata e il fogliame si mostrava all'ingiù, effetto che la rende poco appetibile per i compratori.

▪ Blaauw's Pink: presentava una leggera defogliazione.

▪ Purple Splendor: tra le “Rustiche” era quella che mostrava l'aspetto migliore.

▪ Johanna: presentava un buon aspetto

26

generale.

▪ Aline: presentava il fogliame all'ingiù, comunque l'aspetto era buono

▪ Athena: presentava il fogliame all'ingiù, cosa però caratteristica della varietà, l'aspetto era comunque buono

▪ Janique: mostrava un aspetto soddisfacente, alcune foglioline imbrunite

▪ Kirin: la peggiore tra le “Extra”, mostrava un'abbondante defogliazione e l'aspetto era pessimo

▪ M. Kint: aveva un buon aspetto ▪ M. Kint wit: si presentava bene ▪ Nanny: tra le migliori, aspetto molto buono

▪ Nazarena: tra le migliori, aspetto molto buono

▪ Sachsenstern: presentava un buon aspetto.

▪ Scherrer: si presentava bene ▪ Stella Maris: si presentava bene, fogliame un po' all'ingiù ma caratteristica normale per la varietà

▪ Teshla: aveva un buon aspetto.


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE AZALEA JAPONICA È da notare che dopo alcuni giorni,

▪ Purple Splendor: ancora chiusa

dall'uscita dalla cella frigorifera, l'aspetto

▪ Johanna: ancora chiusa

della varietà Arabesk era comunque migliorato e le varietà Snow e Aline non presentavano più il fogliame all'ingiù, che

▪ Aline: bocciolo nello stadio a candela e presenza di qualche fiore

aveva ripreso il normale aspetto. La varietà

▪ Athena: bocciolo nello stadio a candela

Kirin invece ha continuato a defogliarsi e

▪ Janique: piena fioritura

l'aspetto non è migliorato.

▪ Kirin: piena fioritura, fiore di colore

Ad un controllo eseguito dopo circa 2

sbiadito rispetto al normale, aspetto

settimane dalla fine del regime di

generale pessimo

firgoconservazione sui campioni, alcune

▪ M. Kint: ancora chiusa

delle varietà “Extra”, e precisamente Nanny,

▪ M. Kint wit: ancora chiusa

Nazarena e Janique, presentavano già il bocciolo nello stadio a candela. Mentre le varietà Aline, Athena, Teslha e Scherrer iniziavano a mostrare il colore. Tra le varietà “Rustiche” cominciava a mostrare il colore solo la varietà Hino Crimson. Ad un successivo controllo eseguito il

▪ Nanny: bocciolo nello stadio a candela avanzato ▪ Nazarena: bocciolo nello stadio a candela avanzato, presenza di alcuni fiori ▪ Sachsenstern: bocciolo nello stadio a candela

26/05/2008 sono state rilevate le seguenti

▪ Scherrer: bocciolo stadio a candela

osservazioni:

▪ Stella Maris: bocciolo nello stadio a

▪ Arabesk: bocciolo nello stadio a candela

candela ▪ Teshla: bocciolo nello stadio a candela e

▪ Hino Crimson: piena fioritura

presenza di qualche fiore.

▪ Snow: bocciolo nello stadio a candela ▪ Blaauw's Pink: ancora chiusa

27


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE AZALEA JAPONICA A distanza di soli 4 giorni, esattamente il 30/05/2008, è stato effettuato un altro controllo da cui sono stati ricavati i seguenti risultati:

▪ Arabesk: bocciolo nello stadio a candela già avanzato

▪ Hino Crimson: piena fioritura ▪ Snow: quasi raggiunta la piena

▪ Nanny: piena fioritura ▪ Nazarena: piena fioritura ▪ Sachsenstern: quasi raggiunta la piena fioritura

▪ Scherrer: bocciolo nello stadio a candela già avanzato

▪ Stella Maris: bocciolo nello stadio a candela già avanzato

fioritura

▪ Blaauw's Pink: bocciolo nello stadio

▪ Teshla: quasi raggiunta la piena fioritura.

a candela

▪ Purple Splendor: bocciolo nello stadio a candela

▪ Johanna: bocciolo nello stadio a candela

▪ Aline: presenza di molti fiori ma non ancora in piena fioritura

▪ Athena: presenza di molti fiori ma non ancora in piena fioritura

▪ Janique: piena fioritura ▪ Kirin: piena fioritura, aspetto generale pessimo

▪ M. Kint: bocciolo nello stadio a candela

▪ M. Kint wit: bocciolo nello stadio a candela

28

Azalea japonica “Stella Maris” in fioritura dopo il periodo di frigoconservazione


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE AZALEA JAPONICA È da notare quindi come nel giro di

▪ Aline: sta sfiorendo

pochi giorni alcune varietà come Nanny

▪ Athena: sta sfiorendo

e Nazarena abbiamo raggiunto la piena fioritura, e come altre, quali Blaauw's Pink, Johanna e Purple Splendor, che pochi giorni prima erano chiuse,

▪ Janique: sfiorita ▪ Kirin: aspetto generale pessimo, pianta sofferente

mostravano ora il colore.

▪ M. Kint: piena fioritura

Nell'analizzare questi dati bisogna tenere

▪ M. Kint wit: piena fioritura

conto del fatto che le temperature del

▪ Nanny: sfiorita

periodo si sono rivelate inferiori alla norma e la piovosità è stata elevata, le

▪ Nazarena: sfiorita

giornate di sole sono state scarse e

▪ Sachsenstern: sta sfiorendo

queste condizioni hanno sicuramente

▪ Scherrer: piena fioritura

influito sul ritardo della fioritura.

▪ Stella Maris: piena fioritura

A distanza di altri 6 giorni, esattamente

▪ Teshla: sta sfiorendo.

il 06/06/2008, è stato effettuato un ulteriore controllo da cui sono stati ricavati i seguenti risultati:

▪ Arabesk: piena fioritura ▪ Hino Crimson: sta sfiorendo ▪ Snow: piena fioritura, mostra lo sviluppo di alcuni germogli ascellari

▪ Blaauw's Pink: piena fioritura ▪ Purple Splendor: piena fioritura ▪ Johanna: piena fioritura, mostra lo

Azalea japonica “Kirin” in fioritura dopo il periodo di frigoconservazione

sviluppo di alcuni germogli ascellari

29


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE AZALEA JAPONICA Dopo altri 6 giorni tutte le varietà erano sfiorite e a secondo della varietà

Varietà di Azalea Japonica

iniziavano a vegetare o erano già sufficientemente vegetate. Tutte le varietà hanno poi vegetato in maniera sufficiente tranne la varietà Kirin che si presentava molto sofferente, assolutamente non vendibile. Il colore dei fiori non è stato influenzato dalla frigoconservazione. Nella Tabella 2.1 sono riportati i dati riguardanti i giorni trascorsi dall'uscita dalla cella frigorifera al raggiungimento della piena fioritura delle diverse varietà impiegate.

Azalea japonica “Madame Kint” in fioritura dopo il periodo di frigoconservazione

30

Arabesk Blaauw's Pink Hino Crimson Johanna Purple Splendor Snow Aline Athena Janique Kirin M. Kint M. Kint wit Nanny Nazarena Sachsenstern Scherrer Stella Maris Teshla MEDIA

Giorni trascorsi dall'uscita dalla cella frigorifera al raggiungimento della piena fioritura (medie tra i campioni) 35 34 26 33 34 32 33 33 26 25 37 38 26 27 36 39 36 35 32,5

Tabella 2.1 - Giorni trascorsi dall'uscita dalla cella frigorifera al raggiungimento della piena fioritura da parte delle diverse varietà di Azalea impiegate nella prova.

Azalea japonica “Sachsenstern” in fioritura dopo il periodo di frigoconservazione


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE AZALEA JAPONICA Dai dati raccolti dai controlli si può notare

Mediamente dopo il raggiungimento della

che la piena fioritura è stata raggiunta in

piena fioritura, essa ha avuto una durata di

media dopo circa un mese dall'uscita dalla

circa una settimana.

cella friogorifera.

Un problema riscontrato frequentemente

La varietà più precoce è stata Kirin che ha

nella conservazione in verde di Azalee

raggiunto la piena fioritura, nonostante

“Rustiche” è la germogliazione anticipata

l'aspetto generale pessimo, dopo circa 25

delle gemme ascellari di corona del

giorni; la più tardiva Scherrer che l'ha

bocciolo, ciò porta all'aborto fiorale o

raggiunta dopo 39 giorni.

comunque ad una riduzione notevole della qualità commerciale. In questa prova solo due delle varietà “Rustiche” impiegate, precisamente Snow e Johanna, hanno mostrato durante la fioritura anche lo sviluppo di alcuni germogli ascellari.

Azalea japonica “Johanna” in fioritura dopo il periodo di frigoconservazione

Azalea japonica “Purple Splendor” in fioritura dopo il periodo di frigoconservazione

Azalea japonica “Snow” in fioritura dopo il periodo di frigoconservazione

31


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE AZALEA JAPONICA Un'altra importante cosa da segnalare è

probabilmente a causa del lungo

che le piante disposte sui pianali più alti

periodo di frigoconservazione che ha

dei carrelli mobili posti in cella

portato poi alla morte delle piante

frigorifera tendevano ad asciugare più

impiegate. Anche nel caso delle varietà

facilmente durante il periodo di

di Azalee “Rustiche” la risposta è stata

frigoconservazione e ciò può risultare

in generale positiva, è da segnalare una

problematico. Il problema può essere

certa defogliazione di quasi tutte le

dovuto ad un non ottimale ricircolo

varietà impiegate (tranne Purple

dell'aria della cella frigorifera.

Splendor), che poteva influenzare la

CONCLUSIONE Come già riscontrato in altre prove la frigoconservazione delle Azalee è una pratica efficace nel ritardare la fioritura delle stesse.

qualità commerciale del prodotto, mentre la fioritura si è rivelata comunque soddisfacente. La germogliazione di gemme ascellari di corona del bocciolo si è avuta solo in due varietà, Snow e Johanna, ma non

La maggior parte delle varietà di Azalee

era comunque così elevata da ridurne in

“Extra” impiegate ha mostrato una

maniera significativa la qualità

risposta positiva per quanto riguarda sia

commerciale. Tra le “Rustiche” la

l'aspetto generale della pianta dopo il

varietà che ha reagito in maniera

periodo di conservazione a bassa

peggiore come aspetto generale

temperatura, sia sulla qualità della

all'uscita dalla cella frigorifera è stata

fioritura, nonostante il lungo periodo di

Arabesk, in seguito però l'aspetto è

frigoconservazione. Il colore dei fiori

migliorato e la pianta risultava

non è stato influenzato dal regime di

comunque vendibile. Essa ha poi fiorito

firgoconservazione.

in maniera sufficiente. Probabilmente

Solo la varietà Kirin ha risposto in maniera decisamente negativa,

32

l'aspetto generale non buono è stato causato dalla concomitanza tra precedenti colpi di asciutto subiti dalle


La sperimentazione PROVA SPERIMENTALE DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTE ALLA SPECIE AZALEA JAPONICA piante utilizzate come campioni e dal successivo periodo di conservazione a bassa temperatura. Per ottenere i risultati sopra esposti la temperatura è stata mantenuta tra i 1,5-3,1°. Per quanto riguarda l'umidità i valori si attestavano tra 88 e 96%. È stato quindi visto che le Azalee possono sopportare periodi di conservazione a bassa temperatura anche più lunghi di quelli generalmente consigliati. In tal caso però necessitano di essere irrigate anche in cella frigorifera con tutte le conseguenze che ne possono derivare, perché non è pensabile che possano resistere 3 mesi senza almeno una bagnatura nonostante siano conservate in cella frigorifera. Ulteriori prove sarebbero comunque utili per verificare i valori di temperatura e umidità ideali da mantenere durante il periodo di friogoconservazione specialmente se molto lungo.

33


La sperimentazione Azalea Japonica “Arabesk”

Azalea Japonica “Blaauw's Pink”

Azalea Japonica “Hino Crimson”

Azalea Japonica “Johanna” 34


La sperimentazione Azalea Japonica “Purple Splendor”

Azalea Japonica “Snow”

Azalea Japonica “Alina”

Azalea Japonica “Kint Wit” 35 21


La sperimentazione Azalea Japonica “Kirin”

Azalea Japonica “Madame Kint”

Azalea Japonica “Nanny”

Azalea Japonica “Sachsenstern” 36


La sperimentazione Azalea Japonica “Scherrer”

Azalea Japonica “Stella Maris”

Azalea Japonica “Teshla”

37 21


38


La sperimentazione PROVE SPERIMENTALI DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTI ALLE SPECIE SKIMMIA JAPONICA E RODODENDRO Contemporaneamente allo svolgimento

un carrello mobile, su due pianali

delle prove illustrate in precedenza sono

separati.

state svolte due prove su Skimmia e Rododendro, con lo scopo di iniziare a valutare anche il comportamento di queste due specie. Le prove si sono svolte anche in questo caso presso la Cooperativa Flor Coop, che dispone di una cella frigorifera per la conservazione di piante.

MATERIALI E METODI

Le piante di Skimmia sono state poste in cella frigorifera il 09/01/2008 e vi sono rimaste fino al 30/03/2008, per un totale di 82 giorni, mentre quelle di Rododendro, sono rimaste in cella dal 29/01/2008 al 30/04/2008 per un totale di 93 giorni. La temperatura della cella frigorifera era inizialmente impostata sui 2°, a causa di

Nella prova è stata impiegata una sola

discrepanze notate tra il termometro

varietà di Skimmia Japonica: la

esterno della cella frigorifera e quello

“rubella” e due di Rododendro, Percy

posto invece al suo interno, dal

Wiseman (Rododendro yakushimanum )

14/02/2008 la temperatura è stata

e Seta (Rododendro nano).

abbassata ulteriormente di 0,5°.

Per la Skimmia sono state impiegate 50 piante campione coltivate in vasi dal diametro 20, e 50 coltivate in vasi dal

I valori minimi che si sono registrati erano di 1,5-1,6° mentre i massimi hanno raggiunto i 3-3,1°.

diametro 16, che sono state disposte su

Sia per Skimmia che per Rododendro, il

un carrello mobile, dotato di diversi

giorno precedente alla messa in cella

pianali.

frigorifera tutte le piante sono state

Per il Rododendro sono state impiegate 40 piante campione, 20 per ognuna delle due varietà, coltivate in vasi diametro

irrigate, ogni pianta è stata contraddistinta da un numero identificativo.

17, che sono state anch'esse disposte su

39


La sperimentazione PROVE SPERIMENTALI DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTI ALLE SPECIE SKIMMIA JAPONICA E RODODENDRO Le Skimmie sono state poste in cella frigorifera con le infiorescenze in bocciolo, pertanto sono state contate tutte le infiorescenze presenti su ogni pianta. Allo scopo di verificarne il comportamento dopo il periodo di conservazione in cella frigorifera, le piante sono poi state poste nel loro normale ambiente di coltivazione. Le piante campione, prima di essere poste nella serra di coltivazione, sono state tenute per alcuni giorni in un luogo di ambientazione. Per evitare che le piante subissero uno shock passando dalle temperature del regime di frigoconservazione a quelle ben più elevate della serra di coltivazione, questo luogo era caratterizzato da una scarsa illuminazione e da temperature poco elevate. Per ogni varietà si è poi valutato dopo quanto tempo avvenisse la piena fioritura e se la pianta avesse in generale subito un'influenza negativa sul suo normale sviluppo vegetativo. Le valutazioni sono state effettuate anche in questo caso da coltivatori associati alla Cooperativa.

40

RISULTATI I dati raccolti mostrano che le due specie hanno reagito in maniera sufficientemente positiva alla frigoconservazione. Durante il controllo eseguito all'uscita dalla cella frigorifera le Skimmie mostravano un aspetto generale positivo, le infiorescenze non erano fiorite se non in una pianta campione, la colorazione del fogliame mostrava però un ingiallimento in parecchi campioni. Quest'ingiallimento è poi scomparso dopo alcuni giorni che le piante si trovavano nella serra di coltivazione. Le piante di Skimmia sono fiorite intorno al 25 aprile, quindi dopo circa 25 giorni dall'uscita dalla cella frigorifera. La fioritura è proseguita regolarmente e le piante hanno poi vegetato in maniera sufficiente, anche se l'apparato radicale non era ottimale.


La sperimentazione PROVE SPERIMENTALI DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTI ALLE SPECIE SKIMMIA JAPONICA E RODODENDRO Per quanto riguarda invece il Rododendro, al controllo visivo eseguito all'uscita dalla cella frigorifera, le piante mostravano un aspetto normale, la varietà Seta mostrava i boccioli ormai a candela e anche alcuni fiori. Dopo pochi giorni dall'uscita dalla cella la varietà Seta era infatti già pienamente fiorita, la fioritura è proseguita per circa 20 giorni. In seguito le piante hanno vegetato in maniera sufficiente.

Rododendro nano “Seta” all’uscita dalla cella frigorifera

Rododendro nano “Seta” in fase vegetativa dopo il periodo di frigoconservazione

Per quanto riguarda la varietà Percy Wiseman anch'essa presentava un buon aspetto all'uscita dalla cella frigorifera e dopo circa 26 giorni i boccioli iniziavano a mostrare il colore, la piena fioritura è avvenuta dopo 36 giorni ed è poi proseguita per circa una settimana. Anche in questo caso le piante hanno poi vegetano in maniera sufficiente. In entrambe le varietà si è avuta una colorazione del fiore leggermente più pallida del normale.

Rododendro yakushimanum “Percy Wiseman” in fioritura dopo il periodo di frigoconservazione

Rododendro yakushimanum “Percy Wiseman” in fase vegetativa dopo il periodo di frigoconservazione

41


La sperimentazione PROVE SPERIMENTALI DI FRIGOCONSERVAZIONE INERENTI ALLE SPECIE SKIMMIA JAPONICA E RODODENDRO CONCLUSIONE Le prove effettuate mostrano una risposta sufficientemente positiva per quanto concerne la specie Skimmia Japonica, che ha mostrato di essere influenzata positivamente nel ritardo della fioritura dalla frigoconservazione e non ha evidenziato conseguenze negative particolari sul procedere dello sviluppo vegetativo della pianta. Per quel che riguarda il Rododendro sono necessarie ulteriori prove con diverse varietà per poter esprimere una

Per quel che concerne invece il procede dello sviluppo vegetativo della pianta dopo il periodo di frigoconservazione entrambe le varietà non hanno mostrato particolari conseguenze negative. Ulteriori prove sarebbero comunque necessarie per questa specie, per valutare la risposta di altre varietà alla frigoconservazione. Per entrambe le specie la temperatura nella cella frigorifera ha mantenuto valori compresi tra i 1,5 e i 3,1°. L'umidità si è mantenuta tra 88 e 96%.

seria valutazione sugli effetti della

Per queste due specie ulteriori prove

frigoconservazione.

sarebbero necessarie per verificare quali

Dalla prova svolta si può comunque dire che la risposta alla frigoconservazione dipende anche dalla varietà infatti se nel Percy Wiseman è avvenuto un ritardo della fioritura, nel Seta non si è ottenuto lo stesso risultato. Inoltre la frigoconservazione sembra influire sulla colorazione del fiore, visto che in entrambe le varietà il colore del fiore è risultato leggermente più pallido del normale.

42

siano i valori ottimali di temperatura e umidità da mantenere durante il periodo di conservazione a bassa temperatura.


La sperimentazione Rododendro yakushimanum “Percy Wiseman”

Rododendro yakushimanum “Percy Wiseman”

Rododendro nano “Seta”

Rododendro nano ”Seta” 43


BIBLIOGRAFIA

A.A.V.V. 1996. Enciclopedia di Scienze Naturali. Il pianeta verde, volume І e ІІ. Federico Motta Editore S.p.A., Milano. American Camellia Society 1978. The Camellia. Its history, culture, genetics and a look into its future development. The R. L. Bryan Company, Columbia, South Carolina. Galle F.C. 1987. Azaleas. Revised and Englarged Edition. Timber press, Portland, Oregon. Ghisleni P.L. 1982. Le Camelie. Edagricole, Bologna. Cattolica G., Lippi A. e Tomei P.E. 1992. Camelie dell'Ottocento in Italia. Pacini Editore, Lucca. Ghisleni P.L. e Caraffini B. 1985. Rododendri e azalee. Edagricole, Bologna.

44

Ghisleni P.L. e Quagliotti L. 1983. Floricoltura. UTET, Torino. Pironi V. e Stucchi L. 1991. La produzione di acidofile nelle zone prealpine. Colture protette 8/9: 81-87. Rampinini G. 2003b. Camelia japonica e ibridi (prima parte). Clamer informa 4:33-38; 59-64. Regione Piemonte 2000. Camelie dell'Ottocento nel Verbano. L'Artistica Savigliano. Regione Piemonte 2001. Il Rododendro. Ages Arti Grafiche, Torino. Susini E. 1971. Azalee e rododendri. Edizioni Agricole, Bologna. Volgel H. 1965. Azaleen, Eriken, Kamelien. Verlag Paul Parey, Berlino.


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