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L’Eurospin Torres Seconda divisione: va a caccia della Champions League Alghero, Olbia e Villacidrese Pagina 12

Delirio Rossoblù

SERIE D SECONDA DIVISIONE ECCELLENZA PROMOZIONE AMATORI

SERIE D Tavolara Arzachena Budoni Castelsardo Sanluri Selargius

Cagliari, tra Alti INSERTO e Bassi da pagina 8 a pagina 23

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Editoriale Gabriele Piras direttore di Sardegna Sport

Anno I - Numero 4 - mensile DICEMBRE 2009 Direttore editoriale Gabriele Piras direttore@sardegnasportmag.it Redazione Federico Fonnesu, Sara Gregorio, Giampaolo Puggioni

“E sono quattro”

Collaboratori Cagliari Isabella Chiodino, Marcello Meloni, Alberto Diaz, Sassari Giovanni Dessole Oristano e Nuoro Giacomo Pala Grafica e impaginazione Società Sportiva 2G Fotografie Chiara Pinnaspada, Italo Orrù, Simone Nonnis e Roberto Tronci (foto del Cagliari sono fornite da zimbio e goalcity) Stampa L’Unione Editoriale Editore Società sportiva 2G Sede Legale Via Is Cornalias, 24 09100 CAGLIARI Tel. e Fax: 070 513184 e-mail: info@sardegnasportmag.it Pubblicità Società sportiva 2G (info@sardegnasportmag.it) Chiara Pinna Spada (cpinnspada@tiscali.it)

Il materiale redazionale e fotografico non viene restituito se non espressamente richiesto. Vietata la riprduzione, anche parziale, priva di autorizzazione dell’Editore. Il contenuto dei testi, anche se accuratamente verificato, non comporta specifiche responsabilità nel caso di involontari errori o inesattezze. Gli articoli firmati esprimono esclusivamente il pensiero personale del redatore dell’articolo. I vari argomenti e in generale quanto espresso dai singoli autori di ogni articolo non comporta responsabilità per l’Editore. SARDEGNA SPORT MAGAZINE: registrato presso il Tribunale di Cagliari in data 15-05-09 al n. 9/09

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Ssport / Calcio

SERIE A IL COMMENTO

Anche la Signora Juve si inchina ad un Cagliari super

Dopo la sconfitta con il Milan, i rossoblù piegano la squadra di Ferrara È un momento magico, la zona rischio e lontana, l’Europa a portata di mano A cura di Federico Fonnesu

C

agliari fenomenale. Non ci sono parole per descrivere l’operato di una squadra che stupisce domenica dopo domenica. Gioco, stati d’animo, soluzioni, tutto gira bene in casa rossoblù. Merito di Allegri e di un equilibrio voluto e trovato, figlio di una stagione, quella passata, vissuta in crescendo. Il Cagliari ha fatto proprie certe abitudini, e facendo tesoro di alcuni errori, ha imparato a giocare in modo costruttivo. Per questo chiunque affronti i rossoblù a viso aperto non riesce a dominare. Il Cagliari gioca a calcio e i risultati si vedono: in porta Marchetti non è più una sorpresa, la difesa, nonostante qualche assenze, si è comportata benissimo; centrocampo: Conti respira calcio e Biondini e Dessena o Lazzari giocano su ritmi altissimi. In attacco Jeda non va come nella passata stagione, ma Il Cagliari ha scoperto Nenè e Matri, bomber con sei reti ciascuno, che fanno impazzire qualsiasi difensore. E lì in mezzo c’è un Cossu ispiratissimo che, dovesse continuare su questi livelli, metterebbe in imbarazzo anche il commissario tecnico della Nazionale Lippi. Parlare di salvezza ormai fa quasi sorridere, il Cagliari è a pochissimi punti dalla zona Champions. Ci sono i presupposti per volare un po’ più alti ma nessuno si sbilancia. Meglio così,

Conti e Amauri saltano di testa, Diego, LAzzari e Cossu osservano del resto, quando il Cagliari ha peccato di presunzione, quasi sempre è stato punito. Il ciclo terribile è passato, ora ci sono le gare che precedono la sosta natalizia. Credere e continuare su certe posizioni potrebbe essere controproducente, meglio, come dice lo stesso Allegri, vivere alla giornata, gara dopo gara, e provare a costruire un sogno. Dopo 15 anni un sogno chiamato Europa.

RISULTATI ULTIME TRE PARTITE Cagliari-Samp 2-0 Conti, Matri

Milan-Cagliari 4-3 Matri, Lazzari, Nenè

Cagliari-Juve 2-0 Nenè, Matri

H

a una media impressionante, gioca pochissimo e segna tantissimo. Potere della feijoada e di una voglia di far bene che pochi sudamericani hanno mostrato di avere al primo anno in Italia. Alla Juventus ha fatto la festa con un destro ispiratissimo che ha schiantato il mostro sacro Buffon. Un tiro scagliato a 132 all’ora, roba da alta velocità sull’autostrada. Ma lui, Nenè, il volto nuovo di questo Cagliari dei miracoli, in realtà si schernisce: <Ho guardato Buffon, ho visto com’era messo e ho calciato. È andata bene>. Una giocata da centravanti vero, come sta abituando da qualche tempo a questa parte i tifosi, questo giovane brasiliano di belle speranze, capocannoniere nella scorsa stagione nel campionato portoghese. <Tutti i gol sono importanti, se servono a far 6

La furia.. Nenè La gioia di Nenè dopo il gol alla Juve vincere la tura squadra>, sottolinea, <avevo voglia di segnare. Dedico questa rete così importante a Dio, a mia moglie Marisa e a mio figlio

Gustavo, che mi sono stati sempre vicini in quest’avventura cagliaritana>. Basta un gol a Buffon e l’idolo è servito. Per Nenè parlano i fatti: 6 gol

B

attuto e umiliato dal Cagliari, ma Ferrara non ci sta. Il tecnico bianconero vive il periodo più buio da quando siede sulla panchina della Juventus: prima la sconfitta in Champions con il Bordeaux, poi il crollo verticale con i rossoblù. <Sono arrabbiato e si vede dai miei occhi>. Ciro Ferrara non nasconde il suo malumore a fine gara. Il due a zero è pesante, l'Inter è sempre più lontana: <È un risultato che brucia, perché la partita non doveva finire in questo modo>. Il tecnico della Juve se la prende con l'arbitro: <Su Amauri c'era fallo, era rigore. Non ho avuto neanche bisogno di rivedere l'azione sui monitor, per quanto l'azione è apparsa evidente dal campo>. Ferrara tira dritto con la sua versione: <È un episodio fin troppo chiaro. Ormai non ci danno un rigore da sette mesi>. E già sembra mettere le mani avanti prima della sfida contro l'Inter: <Forse la prossima volta ci daranno un tiro dal dischetto dubbio>. in 508 minuti giocati finora nelle 14 gare di Serie A. La media indica un sigillo ogni 84 minuti. Anche Totti è alle spalle di Nenè. Per il romanista un gol ogni 95 minuti trascorsi in campo. <Sono contento per la mia squadra, sono contento per i tifosi e mi sento orgoglioso di indossare la maglia rossoblù>.

Dopo tante giustificazioni, ecco finalmente qualche bella e motivata parola per il Cagliari: Ferrara ammette che i rossoblù si sono rivelati davvero tosti: <Si è rivelato un avversario di tutto rispetto, confermando di attraversare un ottimo momento. Faccio i complimenti ad Allegri e alla squadra>. Poi però ritorna sulla sua versione: <La sconfitta non è meritata. Nel secondo tempo abbiamo giocato con grande intensità. Ci abbiamo provato in tutti i modi e avremmo meritato il pareggio per le tante azioni giocate nell'area del Caglia-

ri>. E la Juve del primo tempo abulica e spaesata? <Nei primi quarantacinque minuti non abbiamo fatto granché, però la manovra del Cagliari si è concretizzata solo in un tiro capace di regalare un gran gol>. Ferrara è alle corde ma non molla: adesso c'è la supersfida dell'Olimpico di Torino: <Dovremo lavorare duro per correggere i nostri errori. E contro l'Inter dovremo scendere in campo con la mentalità giusta>. La sfida (e la sconfitta) con il Cagliari sono già acqua passata: lo spettacolo, infatti, deve continuare.

Nenè lascia il campo dopo un’ora di partita: <Ero un po’ stanco>, sottolinea, <ma sono uscito solo perché me l’ha chiesto Allegri>. Stadio in piedi quando Nenè, il nuovo beniamino del Sant’Elia, viene sostituito: <Sono contento>, afferma sorridente, <il clima che si respira attorno al

Cagliari è bellissimo>. L’attaccante brasiliano non è sorpreso dal settimo posto in classifica dei rossoblù. <Quando sono arrivato sapevo bene che qui c’erano tanti signori giocatori. Adesso siamo in alto, speriamo di restarci più a lungo possibile>.


Calcio

SERIE A La situazione

Bene contro la Sampdoria, sfortunato e poco

cattivo a San Siro, ma conro i bianconeri è festa grande I

l momento magico continua. Dopo il successo sull’Atalanta il Cagliari batte anche la Sampdoria. Quarta vittoria consecutiva dei rossoblù, che mettono ko al Sant’Elia anche i blucerchiati. Vittoria sudata, guadagnata dal Cagliari su un avversario tosto, rimasto in dieci alla fine del primo tempo. La pressione del Cagliari pare quasi affievolita, quando all’84’ il lampo che rompe lo 0-0. Daniele Conti, approfitta di un tiro sporco di Agostini per superare Castellazzi. Poco dopo, ancora Conti fa da sponda per Matri che infila ancora la porta della Sampdoria. Nel finale c’è spazio anche per Sivakov, all’esordio in rossoblù. Altri 3 punti che portano il Cagliari a quota 19: addirittura a 3 lunghezze dal terzo posto, ma quel che più conta, a +10 sulle terz’ultime. La sfortuna è dietro l’angolo, perché il Milan batte il Cagliari a San Siro. Una partita stupenda, giocata a viso aper-

Matri festeggiato dop il gol alla Juve to da entrambe le squadre. Il rigore concesso giustamente dall’arbitro per un fallo di Astori su Borriello, e quello non accordato per un’entrata

di Dida su Matri fanno la differenza. I rossoblù non si sono mai arresi, nemmeno quando la partita sembrava chiusa, sul 2-4 al quarto d’ora della

Il conte Max si scopre vincente

Allegri mantiene un profilo basso: <Vogliamo la salvezza>.

A

llena in serie A da un anno e cinque mesi ed è già un vincente. Allegri sta riscrivendo la storia del Cagliari e della serie A. <Mi ritengo un tecnico fortunato, ho l’onore di lavorare in una piazza prestigiosa e con un gruppo di ragazzi eccezionali>. Modestia mista ad orgoglio, il conte Max non ama le luci della ribalta, ma questo Cagliari che ha plasmato lui insieme al presidente Cellino, fila via che è una bellezza. Ne sa qualcosa la Juve, battuta due volte nel giro di pochi mesi. <Mi è piaciuto il modo con il quale abbiamo difeso nel finale. Con grande cattiveria agonistica e senza sbavature. Pur avendo di fronte grandi campioni. Poi è stato bravo Matri a chiudere la partita>. Un Cagliari dai due volti, arrembante e costruttivo prima, umile e operaio poi: <Nonostante il loro forcing, inevitabile visto il risultato, ma anche le caratteristiche dei giocatori subentrati, ci siamo difesi con ordine e abbiamo concesso poco o nulla>. Ha sconfitto una Juventus fe-

ripresa. Sul piano del gioco, il Cagliari non ha avuto nulla da invidiare ai fuoriclasse milanisti. Sotto di un gol dopo soli 5’, firmato da Seedorf, il Ca-

gliari ha avuto la forza di rovesciare il risultato, con Matri e Lazzari. Il Milan a sua volta ha segnato due gol nel giro di un minuto, con Borriello e Pato.

Due prodezze che avrebbero steso un toro. Non il Cagliari, che ha continuato a giocare con determinazione. Il rigore trasformato da Ronaldinho è stato rintuzzato da un gol di Nenè, servito da Jeda. Il Cagliari poi ci ha provato sino alla fine, ma un colpo di testa di Larrivey non ha premiato i rossoblù, usciti comunque a testa alta dalla Scala del calcio. Contro la Juve il risultato cambia: il Cagliari vince 2-0 e frantuma il tabù casalingo con i bianconeri. Cagliari perfetto, Juve arrembante nella ripresa, alla fine, però, il Cagliari vince con merito. Sblocca il risultato Nenè alla mezz’ora con un grandissimo gol. Una sventola da lontano, andata ad insaccarsi proprio sotto l’incrocio, fuori dalla portata di Buffon. Sino a quel momento, gioco equilibrato, col Cagliari che fa registrare una leggera supremazia. Nella ripresa Juve a testa bassa, ma Cagliari attento. Matri chiude i conti i contropiede. E i tifosi, ma non solo loro, sognano.

Cossu, chiamata per Lippi

Il trequartista vive un periodo di forma esaltante

D

Allegri in panchina rita ma mai doma, ha battuto campioni affermati come Cannavaro, Buffon e Del Piero: il protagonista di questa gara è soprattutto lui: <Abbiamo sollevato il ritmo e sfruttato al meglio con Nenè una delle occasioni davanti alla porta di Buffon. Ci è andata bene. Anche perché, qualora fossimo andati sotto, recuperare con questa formazione schierata da Ferrara sarebbe stato davvero difficile>. Un Cagliari che sorprende una volta di più, per duttilità e questa grande capacità di

adattarsi all’avversario: <Sapevamo che avremmo potuto trovare più soluzioni sugli esterni giocando con una difesa alta, dando profondità alla manovra e più pressione ai loro centrocampisti>. Poi i cambi azzeccati e la scelta di dare il colpo di grazia alla squadra di Ferrara: <Si stavano aprendo spazi davvero interessanti ma forse ho affrettato il cambio di Lazzari con Dessena. I crampi di Cossu mi hanno spiazzato>, conclude, <ma la scelta di far entrare Parola si è rivelata giusta>.

a tifoso, da appassionato, da cagliaritano doc, Cossu è stato uno dei mattatori tra i rossoblù nella gara vinta contro i bianconeri. Entusiasmante la sua prestazione, salutata al 27’ della ripresa con un applauso lunghissimo dai tifosi del Sant’Elia, al momento del cambio con Parola. Nel finale un po’ di nervosismo, un cartellino giallo e i crampi non hanno certo macchiato la sua prova: <Per la gente di Cagliari è stata una giornata speciale>, dice Andrea, <chi è venuto per tifare Juve se n’è andato riponendo a posto le bandiere>. Cossu sorride, adesso il messaggio da tifoso vero è chiarissimo: <Ho disputato un’ora eccezionale? Tutti abbiamo giocato ad alti livelli>. Il film della gara parla di una fatica immane, resa solo un po’ più semplice dal gol segnato: <Siamo passati in vantaggio e il gol ci ha caricato>, sottolinea con orgoglio, <sicuramente abbiamo battuto una delle squadre più forti. Fa piacere giocare e vincere contro

Cossu contro la Juve la Juventus. Per noi sostenitori del Cagliari questo è sempre un incontro un po’ speciale>. Una gara nella quale Cossu non è certo passato inosservato: <La Nazionale? Io penso al Cagliari, al bene della mia squadra e alla salvezza. Il resto conta relativamente>. Modestia travestita da realismo. Andrea i piedi li tiene talmente attaccati all’asfalto che circonda lo stadio più amato, da farlo apparire come un pilastro: <Sapete quanto sia legato a questi colori>, ammette senza più freni inibitori, in una vera e propria dichiarazione d’amore per il rossoblù, <e sapete anche

che per me battere la Juve ha un sapore del tutto speciale. L’anno scorso abbiamo vinto da loro ed è stato bellissimo, questa volta, a distanza di poco tempo, l’abbiamo fatto in casa, dove non si vinceva contro la Juve da dieci anni. Bellissimo>. C’è spazio per lasciarsi andare, gioire, sognare, ma il “pilastro” resta tale: facile passare dalla gioia alla disperazione, soprattutto in questo mondo del calcio, che tutto ammanta e tutto centrifuga: <Non facciamo sogni>, conclude con parole chiare quanto vere, <arriviamo a quota 40 punti, conquistiamo la salvezza. Poi vediamo>. 7


Ssport / Calcio

SECONDA DIVISIONE COMMENTO

Villacidrese è un periodaccio

Biancocelesti sconfitti per la quarta volta consecutiva; Mereu chiede più fiducia

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on sparate sulla Villacidrese, Mereu e i giocatori ci credono ancora. La situazione però è drammatica. Non tanto per la classifica o per il momento, quanto per la mancanza di punti e vittorie, che ormai latitano da quattro giornate. Domenica scorsa la Villacidrese ha perso male, dimostrando una volta di più di non essere attrezzata per il torneo di Seconda divisione. Nonostante l’ennesimo passo falso, il tecnico dei biancocelesti Bernardo Mereu continua a difendere i suoi ragazzi. <Non abbiamo giocato male, anzi, nei primi quaranta minuti abbiamo tenuto bene. Dopo, l’uno-due dei nostri avversari ci ha tagliato le gambe>. Terzultimo posto, crisi totale di risultati e gioco, Mereu invece vede il bicchiere mezzo pieno: <Con le critiche non si va da nessuna parte>, taglia corto l’allenatore di Triei, <in questo gruppo ci sono solo tre giocatori di categoria, tutti gli altri sono giovani o esordienti che hanno molto da imparare. Abbiamo bisogno di sostegno e comprensione, è vero, siamo qui a parlare dell’ennesima sconfitta, ma le critiche continue non portano da nessuna parte>. Non

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Mancosu della Villacidrese cambia niente, quindi: Mereu ci crede ancora, sempre, sino alla fine. I numeri confermano il momento molto negativo: terzultimo posto, con cinque lunghezze sulla Pro Sesto e tre sul Pro Belvedere, le altre pe-

ricolanti Valenzana e Olbia, distano rispettivamente tre e cinque punti. <Ci vuole tempo per dare giudizi. Ora come ora la Villacidrese farebbe i playout, un’altra chance per raggiungere la salvezza>. La ricetta è sempre la stessa,

Mereu continua a lottare per far acquisire la giusta mentalità ai suoi ragazzi: <Archiviamo la sconfitta contro la Pro Vercelli e contiamo a lavorare>, sottolinea Mereu, <ripartiamo da quanto di buono abbiamo fatto in questa gara. E

per me non tutto è da buttare via. Nel primo tempo la squadra mi è piaciuta, poi abbiamo pagato per una leggerezza difensiva>. Domenica arriva una trasferta delicata sul campo del Carpenedolo. Mereu spera

di recuperare al più presto Steri, autentico faro del centrocampo<Con il recupero di Manzo e Steri il centrocampo riacquista due pedine importanti>, conclude Mereu, <a Carpendolo ci sono i presupposti per fare bene>.


Calcio

SECONDA DIVISIONE Alghero tra alti e bassi ma il sogno promozione continua Catalani ancora primi nonostante le difficoltà di un girone equilibratissimo

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a sconfitta con la Canavese complica il piano promozione. Alghero dai due volti, Alghero che fatica: non solo le squalifiche, le penalizzazioni e i problemi di altro genere allontanano i catalani dalla miglior condizione possibile. Adesso ci si mette anche il campo: la terza sconfitta della stagione crea qualche malcontento nello spogliatoio giallorosso e rimarca ancora una volta che il girone A di Seconda divisione non ha un padrone vero. Non c’è la fuga attesa, Alghero e Pavia guidano in solitaria ma è l’instabilità della squadra di Ninni Corda a preoccupare. Dopo cinque gare utili in trasferta è arrivata la sconfitta, e ora in tre punti sono nove squadre a darsi battaglia. Il gol a freddo subito contro la Canavese non ha agevolato i giallorossi: <Ci ha tagliato le gambe, anche perché la Canavese è una squadra molto forte sulle palle alte e il campo, oltre ad essere piccolo, era pesante>, afferma Corda, <è vero che abbiamo avuto alcu-

Un’azione dell’Alghero ne occasioni per pareggiare, ma si poteva fare di più>. Il tecnico ammette le proprie responsabilità e quelle dei suoi ragazzi: <Il nostro più grande demerito è stato quello di

non essere entrati in campo con la determinazione che si è vista altre volte. E in questi casi, giocando in un campo piccolo e contro una squadra che si difende bene, puoi pagare l’atteggiamento>. Adesso

l’obiettivo è quello di intervenire sul mercato invernale, inoltre tira aria di epurazioni: <Ci saranno quattro o cinque innesti>, sottolinea il tecnico di Nuoro, <ma voglio anche un atteggiamento diverso da

parte di alcuni giocatori, in caso contrario potrebbero esserci ulteriori operazioni di mercato>. Domenica sfida casalinga con lo Spezia, squadra che vive un ottimo momento di forma. Quella del Mariotti

sarà l’ultima gara da squalificato per Corda: <Stare fuori è difficile>, ammette, <vivere la partita dalla tribuna è tutta un’altra cosa. Lo dico sinceramente, non vedo l’ora di tornare in panchina>.

Attenzione, l’Olbia finalmente si è risvegliata Prosesto battuta, i bianchi di Gautieri provano a risalire la china

S

arà anche l’ultima in classifica, il successo sulla Pro Sesto, comunque, fa ben sperare. L’Olbia va e spera, l’Olbia di Gautieri conquista la sua prima vittoria e riprende a sognare. Problemi economici, voci di partenze, altre situazioni contingenti possono essere spazzate via solo con una grande risposta sul campo: sabato scorso, nell’anticipo casalingo del Nespoli, i Bianchi di Carmine Gautieri hanno dato le risposte giuste. Gol, gioco e convinzione, la classifica però resta sempre pericolosa. Anche Gautieri ne è convinto: <Non illudiamoci, dobbiamo evitare i pericoli. La strada del riscatto è lunga ed è meglio ragionare giornata dopo giornata. Consapevoli che c’è parecchio da fare>. I rischi sono dietro l’angolo, nonostante il successo più rotondo da quando la squadra gallurese milita nei campionati professionistici: <È un torneo livellato>, sottolinea l’ex giocatore della Roma, <grazie ai tre punti ci siamo riavvicinati alla quota salvezza, ora spetta solo a noi dare un senso a questo campionato, con la continuità>. La classifica resta allarmante, soprattutto se si pensa che l’Olbia era una delle grandi favorite per la promozione, Gautieri non si butta giù, dopo tante sofferenze almeno è arrivata una boccata d’ossigeno: <Ho trovato uno spogliatoio con

Una partita dell’Olbia qualche problema ma ho scoperto una squadra caparbia, fatta di gente di carattere, che è consapevole di attraversare un momento di difficoltà ma vuole anche uscirne a breve>.

Dare un senso a questa stagione sfortunata, comunque è ancora possibile, Gautieri ci crede e vuole continuare a lottare: <Cominciamo prima di tutto ad uscire da questa

situazione difficile. Poi vedremo. Mi sembra un raggruppamento molto equilibrato, dove tutto può ancora accadere>. Battaglia dopo battaglia l’Olbia può uscire dalla

crisi: <Ne sono convinto>, aggiunge l’allenatore, <ma dovremo affrontare ogni partita come una finale>. Servirà impegno e l’appoggio di tutti. E le voci della rivoluzione

post natalizia? <Da qui non si muove nessuno se non lo dico io>, garantisce Gautieri, <siamo tutti sulla stessa barca e chi vuole cambiare aria, prima deve parlare con me>. 9


Ssport / Calcio

SERIE D Tra le grandi adesso c’è anche il Sanluri

La squadra di Pedrone lotta con le laziali; Arzachena , Selargius e Castelsardo vivacchiano. Male Tavolara e Budoni

I

l Sanluri c’è. Eccola la vera squadra costruita dal presidente Pilloni, ecco una delle favorite della serie D. Con il successo sul Pomezia la formazione allenata da Mario Petrone si proietta nei piani altissimi della classifica del girone G di serie D. Una vittoria importante, che rilancia Del Grande e compagni, avvicinando la squadra del Medio Campidano alla capolista Flaminia. Sono solo sei i punti di distacco dalla prima della classe, le scelte del vulcanico presidente del Sanluri sembrano dare i frutti sperati. <Sono contento>, afferma Paolo Pilloni, <ma il cammino è ancora molto lungo. La differenza in questo torneo equilibratissimo la faranno i fuoriquota. Chi ha buoni giovani fa il salto di qualità>. Dote necessaria per arrivare tra i professionisti, le squadre laziali, però, questa volta appaiono più attrezzate delle sarde. La classifica parla chiaro: le prime tre sono formazioni laziali, e delle isolane solo il Sanluri appare attrezzato per fare bene. Ma si sapeva, ecco perché la stagione del Sanluri, nonostante la falsa partenza, sembra stia prendendo una piega

Una fase di gioco di Sanluri - Tavolara positiva. <Contro il Pomezia abbiamo giocato una buona gara>, conclude il presidente del Sanluri, <resta ancora qualche problema di fondo, cercheremo di risolverlo>. Il Sanluri adesso potrebbe intervenire sul mercato e rinforzarsi ulteriormente, in

quel caso la squadra di Petrone entrerebbe di diritto tra le favorite per la promozione. Le altre sarde vivacchiano: Castelsardo, Arzachena e Selargius hanno gli stessi punti e probabilmente le stesse ambizioni. Le squadre di Sanna, Alvardi

e Perra dimostrano di esserci ma difficilmente potranno ambire a qualcosa di più di una onorevole salvezza. Il Selargius con l’arrivo di Figos dimostra di crederci: l’organico ora è di valore ma da qui a lottare per le prime posizioni ce ne passa.

Sorte diversa attende Tavolara e Budoni, Gli olbiesi hanno perso il bomber Siazzu, che ha preferito accasarsi alla Nuorese, in Promozione, e adesso sono attesi da un campionato particolare. Il presidente Pitta ha assicurato che arriveranno dei rin-

forzi: così come è messa la squadra gallurese rischierebbe tantissimo. Il Budoni è sempre penultimo, fatica a trovare continuità di risultati e nonostante i nuovi arrivi attraversa un periodo decisamente negativo.

CALCIO A 5 ATS Quartu, è un momento esaltante Crisi Caglairi: i rossoblù non vincono dalla prima giornata

S

uperata la beffa con l’Arzignano un’altra sconfitta e un pareggio per il Cagliari calcio a cinque. I rossoblù di Diego Podda non attraversano un bel periodo. Dopo la vittoria nella prima giornata, nell’ultimo turno di serie A è arrivato un pareggio contro il Bisceglie. La settimana precedente i rossoblù avevano tenuto testa all’allora (scavalcata dai campioni d’Italia della Luparense) capolista del torneo, la Marca Trevigiana, cedendo solo nel finale. Una gara da palcoscenico, con la diretta su Rai sul satellite e una buona prima frazione di gioco. Per il Cagliari un 2-5 nella sfida di Montebelluna. Parte bene la Marca ma pronta arriva la reazione del Cagliari che passa in vantaggio, grazie ad un’autorete di Coco. La squadra allenata da Diaz pareggia al 6’ con Bertoni e due minuti più tardi si porta sul 2-1 grazie ad un gol di Duarte, deviato con una suola da Asquer. Nella ripresa partono bene i padroni di 10

Dalle Molle Cagliari

casa che al 3’ si portano sul 3-1 con Jonas. Quattro minuti ed è 3-2: per il Cagliari segna Rufine. I ragazzi guidati da Podda tengono bene il campo ma nel finale la Marca chiude l’incontro. Di Jonas e Duarte le reti che fissano il risultato sul 5-2. Poi il pari casalingo con il Bisceglie con i gol di Bonfin, doppietta, e Dalle Molle, per i rossoblù. Il Cagliari in classifica occupa una posizione medio bassa e ha 7 punti. Sta andando decisamente meglio all’Ats Quartu, che in classifica è a centroclassifica, con 10 punti. Nella penultima partita Per l’Ats Quartu un altro pareggio: al palazzetto dello sport di via Beethoven i ragazzi di Petruso hanno pareggiato 1-1 con il Kaos Futsal. I gol nella ripresa: il vantaggio dei quartesi con Noro, la replica degli emiliani con Volpato, su tiro libero. Nell’ultima sfida è arrivata la vendemmia, con l’8-1 sul campo del Napoli Calcio a 5: di Adelmo, tre, autorete di Rodrigues, Noro, quattro, e Daguer i gol della gara di sabato scorso.


Calcio

ECCELLENZA

Strapotere Turritano

I rossoblù dominano, per ora resiste solo il Muravera

C

hi fermerà la corsa del Porto Torres. Grande squadra, ottimi giocatori, grandi risultati: la formazione turritana appare lanciatissima verso la serie D. In periodi di crisi calcistica, i tifosi sassaresi si consolano con le prestazioni dei questa super corazzata. I rossoblù dominano il campionato di Eccellenza. Nonostante il passo falso contro il Muravera, ecco la pronta replica di Frau e compagni: il Porto Torres nell’ultima domenica di campionato ha passeggiato sul campo del fanalino di coda Terralba, dimostrando una volta di più di essere la squadra da battere. I ragazzi di Affuso dominano ma la parola fine sul torneo non è stata ancora messa: al secondo posto con sei lunghezze di svantaggio c’è un Muravera arrembante. I gialloblù dopo l’impresa con la capolista si sono fatti battere nel derby dal Castiadas ma l’organico è di quelli che valgono e la presenza in squadra di un grande come Oliveira va a cancellare

tutti i dubbi. I ragazzi guidati da Marco Piras hanno quattro punti di vantaggio sul Fertilia, grande sorpresa di questa prima parte di stagione. Dettori e compagni hanno battuto l’Ittiri e hanno gli stessi punti del Castiadas, altra rivelazione di questa prima parte di torneo. In ripresa le quotazioni della Torres: Tribuna e compagni sono sempre lontani dal primo posto ma possono ambire a disputare gli spareggi. Proprio come il San Teodoro di Cacciuto e Marras, che nella sfida della settimana scorsa ha imposto il pari proprio ai sassaresi all’Acquedotto. La grande delusione è sicuramente il Samassi, squadra che nella passata stagione lottava ad armi pari con le altre grandi. La situazione si è comunque capovolta: Muravera e Castiadas, a parte, infatti, a dettare legge sono le squadre del nord Sardegna. Al di sotto delle aspettative anche il Calangianus: Grassi e soci vivacchiano e la zona retrocessione non è poi così lontana.

Una fase della gara Samassi-Torres

PROMOZIONE Sant’Elena e Tempio, il ritorno delle nobili decadute Quartesi primi; nel girone b Faresi trascina i galluresi

L

e nobili decadute sembrano crederci. Sant’Elena da una parte, Tempio dall’altra, ma anche Carloforte e Nuorese. Il torneo di Promozione apre ad alcune delle squadre che hanno fatto la storia del calcio regionale. Il Sant’Elena è sempre primo nel girone A: nonostante la disfatta di Siliqua, la squadra allenata da Mario Orrù conserva il primato e ha un punto sul Villacidro, che ha vinto ad Arbus grazie ad una rete di Congia. Il campionato appare comunque equilibratissimo, con sei squadre in appena 5 punti. Non conta avere bomber (Pula) o grandi individualità, il collettivo è l’arma migliore e il Sant’Elena in questo momento sembra avere una marcia in più rispetto alle avversarie. Bene anche il Porto Corallo, mentre il La Palma Cagliari, che molto bene aveva fatto nelle ultime settimane, è crollata sotto i colpi di un sorprendente Pula, trascinato dai gol del giramondo Falco, ex attaccante dell’Olbia. In fondo alla classifica pagano dazio Asseminese e Samatzai. La lotta per la salvezza comunque include anche Gialeto, Villanovatulo, Iglesias e Monreale. Torneo livellato anche nell’altro raggruppa-

Sant’Elena - Monte Poni mento, dove però il Tempio sembra essere superiore alle avversarie dirette. Grazie ai gol di Foresti e alla prova di del gruppo i galluresi hanno battuto il Bosa 4-1 nell’ultima giornata disputata

e sono l’unica squadra imbattuta del raggruppamento. Rallenta il Ghilarza, che con il pareggio casalingo contro il La Palma Alghero vede scappare il Tempio. Ma le squadre di testa sono

tutte lì: c’è anche la Nuorese di Prastaro che nell’ultima settimana si è rinforzata con Siazzu, uno dei bomber del campionato di serie D. Domenica i barbaricini non sono andati oltre lo 0-0 con il

Lanusei. Ma con Siazzu l’attacco della Nuorese guadagnerà tantissimo e il divario dalle prime non è così marcato. La lotta per la promozione racchiude anche il la Palma Alghero, mentre le altre squa-

dre appaiono inferiori alle prime della classe. Male Buddusò, Bosa e Ilvamaddalena, che chiudono la classifica e hanno già un discreto margine rispetto alle formazioni di centroclassifica. 11


Ssport / Calcio

PRIMA CATEGORIA Capoterra e Quartu 2000 a gonfie vele Grande equilibrio negli altri due raggruppamenti

C

apoterra e Quartu 2000 a gonfie vele, negli altri gironi regna l’incertezza. È lotta a tre nel girone A di Prima categoria: il Capoterra batte la Baunese e conserva il primato. Continua la marcia della squadra di Piras, trascinata da Lucchesu e Cardia. Una prova di forza che permette alla capolista del raggruppamento di mantenere un vantaggio minimo su Serramanna e Assemini, che comunque non mollano. Entrambe le rivali dirette della prima della classe hanno vinto in trasferta, restando in scia e rendendo ancora più appassionante il campionato. Alle altre imangono più o meno le briciole, mentre in fondo alla classifica si mette male per Castor e Villasor, reduci comunque da due buoni pareggi. Nel girone B il Quartu 2000 ha una marcia in più: la vittoria sull’Orione porta fieno in cascina e permette alla squadra di Spini di portare a cinque i punti di vantaggio sul Senorbì. Perde terreno anche l’Orione, che paga proprio la sconfitta con il Quartu 2000. Non è distante il Gonnesa, mentre Quartu Sant’Elena, Atletico

Una partita di prima categoria Narcao, Sant’Antioco e Orrolese sono già più distanti. Più equilibrio nella lotta per non retrocedere, con Sestu, Libertas Barumini, Cus Cagliari,

Fermassenti e Portoscuso racchiuse in pochissimi punti. È appassionatissima la lotta nel terzo girone, quello che raggruppa le squadre dell’Ori-

stanese e della provincia di Nuoro. In otto punti, infatti, ci sono tredici squadre. Per ora guida la Bittese, ma Lulese, Dorgalese, Bultei, Corrasi e Fanum

sono tutte lì. Persino le ultime della classe Pozzomaggiore, Brunellese e Montalbo non sono lontane. Situazione pressoché identica nel girone D, dove comanda-

no Laerru e Ozierese. Ardara e Malaspina, e Codronganos, comunque, sono molto vicine.

CALCIO SERIE A FEMMINILE Torres e la Uefa Women’s Champions League La squadra di Marras è stavolta decisa a cambiare il finale della storia di Giovanni Dessole

I

n principio fu il Cagliari, che nel 1970, battuto il Sant’Etienne ai sedicesimi, conquistò gli ottavi di finale dell’allora Coppa dei Campioni, prima di abbandonare la ribalta europea al cospetto dell’Atletico Madrid, e chiudere una parentesi mai più riaperta. Dal volto del pallone al maschile a quello in rosa. Cambiano i fattori, ma non la scena. Era il 2004, la Torres con lo scudetto cucito sulla maglia si confrontava con la Coppa dei Campioni al femminile. Per la prima volta una squadra italiana raggiungeva i quarti dell’importante competizione internazionale. Era una Torres forte che dominava sulla massima serie tricolore. C’era la Pedersen in attacco, ma l’Arsenal nel match oltre manica spegneva il sogno rossoblu pur infiammando gli animi, perché l’Olimpo del Vecchio Continente regala gloria e consapevolezza a chiunque riesca anche solo a sfiorarlo. È il 2009, 12

Cupido e Criscione

Esultanza dopo un gol di Manieri

Sandy Ianella

e l’Europa del calcio torna a far capolino nei destini del blasonato team sassarese. La Torres nel frattempo sposa lo sponsor Eurospin, lavora sodo ma non dimentica l’Europa, attende solo di rincontrarla. E

poggia l’idea Torres, parti di un gruppo granitico, recentemente impreziosito dall’arrivo del bomber azzurro Panìco e del difensore Sorvillo. La A1 è un libro appena agli inizi, la Champions League è l’attimo

così accade. Il presidente Leonardo Marras è ancora saldamente al timone. Mister Tore Arca, vincente per natura, è la guida cui è affidato il progetto. Tona, Pintus e Fuselli sono tre delle tante colonne su cui

che cambia la prospettiva, palcoscenico sul quale solo i più grandi riescono a rimanere in piedi. Il viaggio inizia a luglio, in Slovenia, sede del mini raggruppamento con Kerka, Duslo Sala e Trabzonspor. Tre vittorie, 13 gol realizzati ed il biglietto per i sedicesimi è staccato. L’urna regala a Sassari il gelo dei ghiacci d’Islanda. Il Valur Reykjavyk però si scioglie al sole di Sardegna, scivola per 4-1 al Vanni Sanna, perde per 2-0 una settimana dopo sull’isola d’Islanda. Ottavi, cima già toccata, viatico al ripetersi di

un nuovo storico momento. L’Austria ed il Neulengbach sono teatro ed avversario, ma anche all’ombra del Prater di Vienna la musica non cambia: è un valzer che sa di trionfo, un 4-1 che ipoteca la certezza. E dopo sette giorni tutto si ripete identico, nel punteggio e nell’entusiasmo. Piegata la resistenza transalpina, l’Eurospin vola ai quarti e pareggia i conti con il suo passato. A distanza di un lustro Sassari si prepara nuovamente ai quarti della Uefa Women’s Champions League, decisa stavolta a cambiare il finale della storia. C’è però da aspettare sino a Marzo, quando fra il 10 ed il 17, data del ritorno al Vanni Sanna, l’Eurospin affronterà il fortissimo Lyon. Un avversario durissimo per Raffaella Manieri e compagne, un duro ostacolo da superare nella corsa alla finalissima, fissata per giovedì 20 maggio 2010 a Madrid, due giorni prima dell’atto finale della Champions al maschile, sull’erba del Coliseum Alfonso Perez, stadio del Getafe.


Calcio

AMATORI SITUAZIONE

L

’Arde si ferma, ne approfitta il Caredda. C’è una nuova capolista nel campionato amatori di serie A 1 Msp. Il Caredda Jonny batte 2-1 in trasferta l’Arte del Rilegare e scavalca l’Arde, bloccato sul pari dalla Pulitecnica. Terza piazza per il Club San Paolo, che a sua volta precede proprio la Pulitecnica, e il trenino formato da Tecnoedil Durzu, Resti Umani, Ergo Ecoteam e Pgs Sant’Elia. In A2 Albergo Aurora senza rivali: l’ennesimo successo della prima della classe porta a sette le lunghezze di vantaggio su Medi Lav, Santiago e Cs Moto. Poco più indietro il Nico Trasporti, mentre in coda lottano Bar Mario, Tottenham, Fluorsid, E-Labs. it, e Bonaria. Grande equilibrio nel girone A dell’over 40:

sei squadre sono racchiuse in quattro punti. Per ora comanda il Phymeklor, tallonatato da vicino da Pultecnica, Cammavi, Orione e Salmilano. Ultima piazza per il Gennarelli. Lotta accesissima anche nell’altro raggruppamento, dove il Club San Paolo non ha vita facile contro Pgs Sant’Elia e Maccioni Marmi. Anche l’Eusebiana non è distante. Una coppia al comando anche in A2: Thermoklima e Panificio Genuis hanno un solo punto di vantaggio sul Rosa Hotel. Dominio Zia Martina nel girone A della serie A1 over 45. Il Tra Re e l’Orione, seconde, devono recuperare otto punti. Cruccuris Resort a tutta nel girone B: il Club San Paolo ha sei punti di distacco. Tre squadre in lotta per la A2: Porcu, Masnata e Ac Sant’Elia sono racchiuse in tre punti.

Pazzi di MSP

CAAM

CAAM I

l Kalagonis non smette di vincere. Ancora un successo per i campioni: la squadra di Mara batte di misira il Dolia e continua a dominare il girone A dell’amatori 26. Niente da dire sul Serbariu, secondo, che procede con il suo passo ma non riesce a guadagnare punti sulla prima forza del campionato. Impressionante in ogni caso la vittoria sul Grattacielo Immobiliare: 10-1 per il Serbariu che in una gara ha segnato più gol di quanti non ne avesse realizzati nelle precedenti sette partite. Al terzo posto c’è spazio per Dolia 70, Sashabookmakers e Mac Thermomax, che hanno 11 punti. Alarm System in vetta nell’over 39, girone cagliaritano: la capolista si fa fermare sul pareggio dal Sinnai Conad ma il Delogu Legnami non ne approfitta.

Solo un pari infatti anche per la seconda classificata, fermata sull’1-1 dall’Old Boys. C’è spazio anche per la Sodigas, che non è lontana, mentre lo stesso Sinnai Conad deve recuperare cinque punti dalla vetta. Gesico primo nel raggruppamento della Trexenta: l’inaspettata sconfitta casalinga con il Barumini riporta in alto la Nuragica Barumini, che adesso ha solo un punto di svantaggio. Il passo falso della prima ha rimescolato le carte. Nessun passo avanti invece per Selegas e Nurallao, reduci rispettivamente da una sconfitta e da un pareggio. Vincono le prime tre nel Senior 46 a girone unico. Black Demon, Coar Piaggio e Old Boys procedono insieme e sono racchiuse in soli tre punti.

A tutto CAAM

13


Ssport / Calcio

AMATORI MSP

La Pulitecnica Sarda si mangia La Fattoria Per la vittoria basta un gol di Fanni; i tre punti consentono alla squadra di Curreli di volare in classifica

V

ittoria di misura per la Pulitecnica Sarda/ De Amicis che si impone per 1-0 sul La Fattoria/ Cagliari 2007 nell’ottava giornata del girone d’andata del campionato Amatori serie A1. Tre punti importanti che consentono alla squadra di Curreli di avvicinarsi alle primissime posizioni in classifica. Prosegue cosi l’ottimo avvio di campionato che ha visto il De Amicis totalizzare 14 punti grazie a quattro vittorie e due pareggi. Per La Fattoria/Cagliari 2007 è invece la quarta sconfitta stagionale. Si stabilizza così in una posizione di media classifica con 8 punti conquistati grazie a due vittorie e due pareggi. La prima frazione di gioco è molto equilibrata e solo un gran gol di Fanni consente ai padroni di casa di andare al riposo in vantaggio. Nella ripresa la Pulitecnica Sarda/De Amicis legittima il vantaggio con una prova convincente e solo in un’occasione rischia seriamente di subire il pari. La gara entra subito nel vivo e già al 2’ Orofino ha l’occasione per sbloccare il risultato, ma da buona posizione calcia alto. Due minuti più tardi sono gli

La Fattoria

Pulitecnica Sarda

ospiti a rendersi pericolosi con Contu che conclude da fuori area. Alfieri non è impensierito e blocca con sicurezza. La squadra di Curreli ha un ottimo possesso palla ma al 13’ su una ripartenza rischia ancora di andare in svantaggio; Perseu trova smarcato in area Farris che al volo calcia fuori di un soffio. Nel calcio si sa, gol sbagliato, gol subito. Al 20’ Fanni recupera palla e dai venti metri scaglia un preciso destro che scheggia la traversa e si insacca. Mereu non può nulla alla sua splendida conclusione. Nella ripresa la Pulitecnica Sarda/De Amicis va vicinissima al raddoppio già al 3’ quando Orofino dopo una bellissima azione sulla sinistra dribbla un uomo e passa al centro per Fanni che dall’altezza del dischetto del rigore calcia a botta sicura. Mereu si supera e devia in angolo. All’ 8’ sono gli ospiti a sfiorare la rete del pari con Porcu, ma il suo tiro destinato all’incrocio dei pali è smanacciato in angolo dall’ottimo intervento di Alfieri. Nei minuti finali la partita si innervosisce ed è spesso interrotta da falli. Gli ospiti non creano altre occasioni da rete e l’incontro si conclude con la meritata vittoria dei padroni di casa.

LA PARTITA Serie A1

1-0

RETI: 20’ Fanni

Pulitecnica Sarda/De Amicis: Alfieri, Paulis, Farci (Garrucciu), Virdis, Trincas, Orofino (Santamaria), Murru, Ndiaw (Casti), Carta, Pinna, Fanni (Pisci). Allanotore Curreli.

Arbitro: Diana di Cagliari

La Fattoria/Cagliari 2007: Mereu, Spano (Dessì), Perseu(Casula), Perra, Sitzia, Contu (Deplano), Lai, Farris, Pontis, Porcu, Biondi. Allenatore Porru.

Pareggio scoppiettante tra Mediterranea e Hotel Panorama Vangelotti, Orrù, Galasso e Meloni regalano grandi emozioni Un punto a ciascuno accontenta tutti e fa muovere la classifica

F

inisce con un pareggio sostanzialmente giusto (2-2) lo scontro tra Polisportiva Mediterranea / Rallenty e Hotel Panorama, incontro valevole per l’ottava giornata del campionato serie A1 over 40. Un punto per entrambe le squadre che riescono in questo modo a smuovere la classifica. La squadra allenata da Frau con i suoi quattordici punti, frutto di quattro vittorie e due pareggi, resta nelle zone altissime dalla classifica, proprio a ridosso della capolista Club San Paolo 40. La situazione della Polisportiva Mediterranea / Rallenty non è altrettanto buona e si attesta per il momento nelle posizioni di bassa classifica, con otto punti, guadagnati attraverso due vittorie e due pareggi. La squadra di mister Scalas deve però recuperare due incontri. Il match è stato sostanzialmente equilibrato, sebbene i padroni di casa, specialmente nei primi minuti di gara, abbiano creato tante occasioni da rete. Gli ospiti si sono svegliati con il passare dei minuti e nonostante siano andati per due volte in svantaggio 14

Polisportiva Mediterranea

Hotel Panorama

sono riusciti a recuperare una partita che sembrava ormai persa proprio negli ultimi minuti. Al 4’ prima sortita offensiva per la squadra ospite con Saba che viene anticipato prima di calciate a rete da Piredda in uscita. La rete del vantaggio arriva all’8’; Martinez smarca Vangelotti con un passaggio filtrante e quest’ultimo con un delizioso tocco sotto scavalca Piredda e deposita in rete. Gli ospiti potrebbero raddoppiare in altre due occasioni, ma prima il tiro di Marras è respinto dalla barriera, poi Martinez calcia centrale da buona posizione. Al 24’ arriva il pari dei padroni di casa: Orrù dopo una bella azione sulla destra anticipa il difensore e dal limite dell’area piccola trafigge Murgia sotto le gambe. Al 15’ della ripresa l’Hotel Panorama si riporta in vantaggio con Galasso che di testa devia in rete il preciso cross dell’assist-man Martinez. La partita sembra armai volgere al termine senza altre emozioni, ma ha un ultimo sussulto al 28’, quando Peddis trova smarcato in area Meloni che si inventa il gran gol dell’insperato pari da posizione defilata. traversa.

LA PARTITA Serie A1 Over 40

2-2

RETI: 8’ Vangelotti, 24’ Orrù, 40’ Galasso, 58’ Meloni.

Polisportiva Mediterranea / Rallenty: Piredda, Enna, Desogus (Trapanese), Lisci, Meloni, Esposito (Boy), Angius (Fadda), Orrù, Peddis (Marceddu), Piscedda, Onnis. Allenatore Scalas.

Arbitro: Lussu di Cagliari

Hotel Panorama: Murgia, Saba, Figos, Cesaracciu, Marras, Martinez, Sarritzu (Galasso), Pisu, Pilia, Vangelotti, Piano. Allenatore Frau.


Calcio

AMATORI MSP

Un 2-2 che fa felice soprattutto il pubblico Spettacolo e gol nella sfida tra Arde Antincendi e Okki Ottica Villanova

F

inisce in parità (2-2) lo scontro tra Spazio Aperto Genneruxi e Medi Lav, valevole per la nona giornata del girone d’andata del campionato di serie A2 Amatori. I padroni di casa con questo pareggio raggiungono quota 15 punti (quattro vittorie e 2 pareggi), mentre il Medi Lav si assesta nei piani alti della classifica con 18 punti, frutto di cinque vittorie e tre pareggi. È stata una partita viva ed emozionante fino all’ultimo minuto. Il primo tempo è a senso unico per i padroni di casa che vanno al riposo meritatamente in vantaggio. Gli ospiti si vedono in avanti in una sola occasione con un tiro dalla distanza, parato senza problemi. Nella seconda frazione di gioco le due squadre si affrontano a viso aperto. Gli ospiti riescono a pareggiare le sorti dell’incontro ad inizio ripresa, ma pochi minuti dopo subiscono ancora una rete. Il pareggio definitivo arriva negli ultimi minuti e decreta anche la fine dell’incontro, che specialmente nel secondo tempo è stato molto equilibrato. La cronaca. La prima occasione arriva al 7’ sui piedi di Melis che calcia dal limite dell’area. Pilia si

Arde Antincendi

Okki Ottica Villanova

distende e respinge. Un minuto più tardi sono ancora i padroni di casa a sfiorare la rete, stavolta con una duplice occasione. Prima Piras, poi Bisoni si fanno ipnotizzare da Pilia che è molto attento e salva la porta in entrambe le circostanze. Al 15’ arriva la rete del vantaggio: Cao, con un lungo lancio dalla difesa, trova smarcato Ghiani sul filo del fuorigioco che a tu per tu con il portiere non sbaglia. Al 23’ si vedono in avanti gli ospiti con un tiro dalla lunga distanza di Pizzoni, parato agevolmente da Dessì. Nella ripresa la squadra di Lelli sfiora il raddoppio già al primo minuto ma Ghiani calcia fuori da ottima posizione. All’8’ gli ospiti risistemano le sorti dell’incontro, il tiro dalla distanza di Pau sorprende tutti e si infila all’incrocio dei pali. All’11’ i padroni di casa si riportano in vantaggio. Sugli sviluppi di un corner la palla carambola sui piedi di Bisoni che calcia. Il suo tiro deviato da Castriotta spiazza Pilia e finisce in rete. La partita sembra potersi concludere con questo risultato, ma a tre minuti dalla fine arriva il definitivo pareggio di Tronu che appoggia in rete a porta vuota su assist di Erdas.

LA PARTITA Serie A1

2-2

RETI: 15’ Ghiani, 38’ Boi, 41’ Bisoni, 57’ Tronu

Arde Antincendi: Angelini, Arisci, Camedda, Cocco, De Agostini, Garrucciu, Meloni, Mortalla, Pettinato, Testa, Trudu. A disposizione: Manca, Galdini, Denaci, Usai. Allenatore Gianluca Vincis.

Arbitro: Cancellieri di Capoterra

Okki Ottica Villanova: Tavolacci, M.Migoni, N.Migoni, Vacca, Piras, Macis, Lucio, Mulas, Pitzianti, Canu, Nonnis. A disposizione: Delrio, Dessì, Cadoni, Rais. Allenatore Angelo Sbardella.

Un pari e patta davanti allo stadio Sant’Elia Né vinti né vincitori tra Spazio Aperto Genneruxi e Medi Lav; a segno Ghiani, Boi, Bisoni e Tronu

F

inisce in parità (2-2) lo scontro tra Spazio Aperto Genneruxi e Medi Lav, valevole per la nona giornata del girone d’andata del campionato di serie A2 Amatori. I padroni di casa con questo pareggio raggiungono quota 15 punti (quattro vittorie e 2 pareggi), mentre il Medi Lav si assesta nei piani alti della classifica con 18 punti, frutto di cinque vittorie e tre pareggi. È stata una partita viva ed emozionante fino all’ultimo minuto. Il primo tempo è a senso unico per i padroni di casa che vanno al riposo meritatamente in vantaggio. Gli ospiti si vedono in avanti in una sola occasione con un tiro dalla distanza, parato senza problemi. Nella seconda frazione di gioco le due squadre si affrontano a viso aperto. Gli ospiti riescono a pareggiare le sorti dell’incontro ad inizio ripresa, ma pochi minuti dopo subiscono ancora una rete. Il pareggio definitivo arriva negli ultimi minuti e decreta anche la fine dell’incontro, che specialmente nel secondo tempo è stato molto equilibrato. La cronaca. La prima occasione arriva al 7’ sui piedi di Melis che calcia dal limite dell’area. Pilia si

Medi Lav

Spazio Aperto Genneruxi

distende e respinge. Un minuto più tardi sono ancora i padroni di casa a sfiorare la rete, stavolta con una duplice occasione. Prima Piras, poi Bisoni si fanno ipnotizzare da Pilia che è molto attento e salva la porta in entrambe le circostanze. Al 15’ arriva la rete del vantaggio: Cao, con un lungo lancio dalla difesa, trova smarcato Ghiani sul filo del fuorigioco che a tu per tu con il portiere non sbaglia. Al 23’ si vedono in avanti gli ospiti con un tiro dalla lunga distanza di Pizzoni, parato agevolmente da Dessì. Nella ripresa la squadra di Lelli sfiora il raddoppio già al primo minuto ma Ghiani calcia fuori da ottima posizione. All’8’ gli ospiti risistemano le sorti dell’incontro, il tiro dalla distanza di Pau sorprende tutti e si infila all’incrocio dei pali. All’11’ i padroni di casa si riportano in vantaggio. Sugli sviluppi di un corner la palla carambola sui piedi di Bisoni che calcia. Il suo tiro deviato da Castriotta spiazza Pilia e finisce in rete. La partita sembra potersi concludere con questo risultato, ma a tre minuti dalla fine arriva il definitivo pareggio di Tronu che appoggia in rete a porta vuota su assist di Erdas.

LA PARTITA Serie A2 amatori

2-2

RETI: 15’ Ghiani, 38’ Boi, 41’ Bisoni, 57’ Tronu

Spazio Aperto Genneruxi: Dessì, Meloni, Piras (Boi), Bisoni, Orru, Melis, Lodde (Musiu), Ghiani, Cao (Aresu), Portas, Marini (Atzori). Allenatore Lelli.

Arbitro: Cancellieri di Capoterra

Hotel Panorama: Murgia, Saba, Figos, Cesaracciu, Marras, Martinez, Sarritzu (Galasso), Pisu, Pilia, Vangelotti, Piano. Allenatore Frau.

15


Ssport / Calcio

AMATORI MSP

Assalto ai Vigili del Fuoco Club San Paolo corsaro grazie a super Campagnola

V

ittoria di misura per il Club San Paolo 40 che supera per uno a zero i Vigili del fuoco nella gara valevole per il campionato di serie A1 over 40. Tre punti che permettono alla squadra di Mudu di allungare il passo in vetta alla classifica dopo che la loro serie di vittorie era stata fermata dal pareggio della scorsa settimana contro il PGs Sant’Elia 90 Over. Per i Vigili del fuoco la situazione non è invece delle migliori in quanto rimangono invischiati nelle zone basse della classifica con soli quattro punti, frutto di una vittoria ed un pareggio. La prima frazione è dominata dalla squadra ospite, che cerca la rete fin dai primi minuti e la raggiunge meritatamente solo nel finale. Il secondo tempo è invece più equilibrato e i padroni di casa, specialmente nel finale, sfiorano il pari. La prima emozione arriva al 9’ con Collazzo, ma il suo tiro dal limite termina al lato. Un minuto più tardi Curreli, dopo una splendida discesa sulla fascia, crossa al centro per Loddo che viene anticipato dalla chiusura di Pani che si rifugia in corner. Il Club San Paolo cerca la rete

Vigili del Fuoco

Club San Paolo 40

con insistenza ma non riesce a creare chiarissime occasioni da rete. Al 13’ Curreli ci prova dalla distanza, ma il suo tiro termina al lato. La rete del meritato vantaggio arriva al 22’ con Campagnola che recupera palla al limite dell’area dopo un batti e ribatti e scaglia un potente destro che Scogliamiglio non trattiene. La prima frazione si conclude con neppure un tiro in porta per i padroni di casa. Nei primi minuti della ripresa le squadre non creano occasioni da rete. Al 9’ sono ancora gli ospiti a sfiorare il raddoppio; Anedda lancia Loddo sul filo del fuorigioco, ma quest’ultimo è anticipato dalla tempestiva uscita al limite dell’area di Scogliamiglio. Al 20’ si vedono finalmente in avanti gli ospiti con una punizione di Vadilonga che termina al lato di un soffio. Tre minuti più tardi si ripresenta la stessa situazione ma l’esito della punizione è identico a quello precedente. Al 27’ episodio dubbio nell’area dei vigili del fuoco: Collazzo in area è steso da Scogliamiglio ma l’arbitro lascia giocare. Allo scadere Melis ha l’opportunità di raddrizzare le sorti dell’incontro, ma a tu per tu con il portiere calcia debole e centrale.

LA PARTITA Serie A1

0-1

RETI: 22’ Campagnola

Vigili del Fuoco: Scogliamiglio, Serreli, Pani, Ghiani, Tumatis, Montisci, Vadilonga, Ruzzu, Russo (Sorrentino), Seu. Allenatore Ledda.

Arbitro: De Blasio di Quartu S. Elena

Club San Paolo 40: Mazzuzi (Spissu), Anedda, Campagnola, Cirina (Picciau), Collazzo, Cuccu, Curreli, Lai, Loddo, Nepitella, Ruggeri (Venditti). Allenatore Mudu.

Tra Massidda Ascensori e Commavi la sfida finisce in parità I gol di Siddu e Ballocco fissano il punteggio sull’ 1-1

F

inisce con un giusto pari (1-1) la scontro tra Massidda Ascensori/ PG 23 e Commavi, partita del campionato di serie A1 over 40. Un punto che serve a smuovere la classifica di entrambe le squadre. Per la squadra di Zedda l’inizio del torneo non è dei migliori e continua a stare nei bassifondi della classifica con cinque punti, frutto di una sola vittoria e 2 pareggi. Migliore invece la posizione del Commavi che con i suoi dieci punti è a ridosso delle primissime posizioni. Nella prima frazione sono i padroni di casa a mantenere il pallino del gioco, si rendono pericolosi e vanno al riposo in vantaggio di una rete. Nella ripresa gli ospiti sono più intraprendenti e seppur con l’uomo in meno riescono a raggiungere il pari nel finale. La prima vera emozione della gara arriva al 9’ quando Angius, lanciato da Siddu in profondità, supera il portiere con un pallonetto; La palla sembra dirigersi lentamente in rete, ma si stampa sul palo. Lo stesso Angius non riesce poi a raggiungere ancora la sfera perchè disturbato da Neri, e la difesa risolve la situazione 16

Massidda Ascensori/PG23

Commavi

spazzando. Un minuto più tardi è Siddu a rendersi pericoloso con un tiro dal limite, ma il portiere è attento e trattiene. Al 13’ arriva la rete del vantaggio per il Massidda Ascensori/ PG 23: Siddu al volo dal limite dell’area scaglia un preciso destro a scendere che si insacca sotto la traversa. Nella parte finale del primo tempo gli ospiti cercano di raggiungere il pari, al 26’ viene loro annullata una rete per fuorigioco, mentre un minuto più tardi Ballocco è anticipato dal portiere in uscita prima di calciare. Nella ripresa la squadra di Pilia entra in campo più convinta, anche se non riesce ad impensierire Limbardi fino al 15’ quando il tiro dalla distanza di Ballocco esce di un soffio. Al 17’ Siddu impegna Neri con un tiro da posizione defilata che viene parato in due tempi. Al 22’ la partita si fa in salita per il Commavi che rimane con l’uomo in meno per l’espulsione di Neri per un fallo in uscita fuori dall’area di rigore. Nonostante l’inferiorità numerica e tre minuti dalla fine arriva il pari di Ballocco che di testa anticipa il portiere. Il gol vittoria potrebbe arrivare allo scadere con Lobina, ma Limbardi è attento e respinge.

LA PARTITA Serie A1 Over 40

1-1

RETI: 13’ Siddu, 56’ Ballocco

Massidda Ascencori/PG 23: Limbardi, Onnis, Melis, Durzu, Ricci, Massa, Astero, Trinchillo, Angius, Puddu, Siddu. Allenatore Zedda.

Arbitro: Ibba di Cagliari

Commavi: Neri, M. Pilia, Puddu, Piano, Contieri, Ballocco, Zuncheddu, Suergiu, Marongiu, Cannas, Lobina. Allenatore Pilia.


Calcio

AMATORI MSP Farris premia gli sforzi della Fattoria Sarda Petroli sconfitta di misura

Tre punti preziosi per la formazione guidata da Pinna una mischia in area, Perra sbroglia liberando con una spettacolare rovesciata. Al 13’, calcio d’angolo per la squadra di casa, palla tesa che arriva al limite dell’area, gran tiro al volo di Biondi e pallone che sfiora il palo alla destra del portiere. La gara è molto bella e i capovolgimenti di fronte sono continui. Al 16’ c’è un attacco della Sarda Petroli, punizione dal limite dell’area e conclusione che viene fermata in tuffo dal portiere Pinna. Subito dopo c’è un nuovo capovolgimento di fronte: Spanu impegna severamente il portiere avversario. Ennesima risposta, non c’è un attimo di tregua: Orani sfiora il pari e spreca tutto con una conclusione che termina di poco fuori. Nella ripresa, già al 12’, la squadra di casa potrebbe raddoppiare ma Farris calcia addosso al portiere dopo un’azione personale. I cagliaritani ci provano e vogliono chiudere la partita: la difesa della Sarda Petroli allontana. Farris caparbiamente ci ritente anche subito dopo: Viola è attento. Nel finale, ultimi disperati tentativi della Sarda Petroli per arrivare al pareggio, ma la stanchezza e la poca lucidità aiutano la squadra allenata da Pinna.

V

È una Fattoria senza difetti, la Sarda Petroli si arrende. Basta un gol di Andrea Farris alla squadra di Danilo Pinna per avere ragione dei gialli guidati da Salvatore Salemme. Tre punti importanti per la squadra di casa nella quarta giornata del campionato Msp Amatori di serie A1 disputata sabato scorso, tre punti che regalano posizioni in classifica alla Fattoria e affossano le speranze di rinascita della Sarda Petroli. Sul campo del Cras le due squadre hanno dato vita ad una bella partita, molto combattuta, con una predominanza iniziale di Casula e compagni, ben decisi a incamerare i tre punti. In avvio di gara, la partenza del La Fattoria Cagliari 2007 è bruciante: al 5’, discesa sulla destra e cross in area per il centravanti Farris che con un bel tiro al volo batte il portiere Viola. È un gol importante perché da questo momento gli ospiti proveranno in tutti i modi a pareggiare i conti, senza riuscirci. Al 7’ reagisce con rabbia la Sarda Petroli: azione personale di De Simone, la sua conclusione tesa e forte sorvola non di molto la traversa. Al 10’, insiste la formazione ospite, c’è

La Fattoria

Sarda Petroli

LA PARTITA Serie A1

1-0

RETI: 5’ pt Farris.

La Fattoria Cagliari: Pinna, Spano, Casula, Perra, Sitzia, Contu, Murru, Dessì, Farris, Porcu, Biondi. A disposizione: Pinna, Muscas, Deplano, Manca. Allenatore D.Pinna.

Arbitro: Demeglio di Cagliari.

Sarda Petroli: Viola, Zuddas, De Simone, Podda, Orani, Salvemme, Olla, Sedda, Murgia, Menegon, Fontanarosa. A disposizione: Lilliu, Loi, Lugas, Ibba. Allenatore S.Salvemme.

Il Cfadda si arrende, troppo forti i Resti Umani I

Resti Umani non scherzano. Grande prova dei mitici Resti Umani, che riprendono una gara iniziata male, battono 3-1 il CFadda Copygraphic e volano nei piani alti della classifica. Successo significativo quello della squadra di Ambu: sul sintetico di Terramaini è andata in scena una delle gare più belle nell’ottava giornata del torneo amatori di serie A1. Decisivi i gol di Alessio Secci, Diego Piras e Mirko Picciau (a nulla è valsa la rete di Nicola Serrau per gli avversari) ma soprattutto gli errori degli attaccanti del Copygraphic, che prima sono passati meritatamente in vantaggio, ma poi si sono fatti raggiungere e superare. Partenza lanciata dei ragazzi di Billardello e crisi dei padroni di casa: i Resti Umani subiscono per tutta la prima parte di gara. Nella ripresa Casella inserisce i nuovi Piras e Picciau e la musica cambia. La partita è subito interessante e al 3’ minuto, il bomber Serrau imbecca Giloni che tutto solo fallisce clamorosamente. Al 10’ insistono gli ospiti: il tiro di Serrau è potente e preciso, ma il portiere avversario è attento. Cinque

Resti Umani

Cfadda minuti dopo arriva la risposta dei padroni di casa, ma il risultato non cambia. La gara è

bella, i Resti Umani fanno fatica a prendere le misure agli avversari, che al 20’ sfiorano il

vantaggio. Dopo una mischia nell’area dei Resti Umani, dalla panchina piovono offese verso l’arbitro e il portiere di riserva Pala viene espulso. Al 24’ meritato vantaggio della Copygraphic: azione personale di Serrau, che fa fuori due avversari e appena entrato in area, scagliaun gran tiro di destro: niente da fare per il numero 1 avversario. Nella ripresa cambia radicalmente la musica della gara: Lai già al 4’ sfiora il pari, poco dopo, al 6’ Picciau serve Secci che da due passi fa l’1-1. Al 15’, altro contropiede dei Resti Umani, passaggio al limite dell’area dell’accorrente Piras, che riceve il pallone spalle alla porta, si gira prontamente e mette dentro per il 2-1. Gran bel gol, e non è finita: al 20’ azione della Copygraphic con Serrau, contropiede e gran palla per Falconi che davanti al portiere calcia debolmente. Cinque minuti più tardi Picciau chiude l’incontro, suggellando con una bella rete la sua grande prova. È il gol del 3-1 finale, i Resti Umani volano verso le posizioni di testa, il CFadda si morde le mani dopo la bella ma inutile partenza lanciata.

LA PARTITA Serie A1

3-1

RETI: Secci, Pias, Picciau, Serrau

Resti Umani: Coni, Porru, Sirigu, Ambu, Spanu, Lai, Secci, Meloni, Mei, A.Meloni, Dapas. A disposizione: Piras, Picciau, Farci, G.Lai. Allenatore Casella.

Arbitro: Ibba di Quartu Sant’Elena

CFadda Copygraphic: Saba, Melis, Agnese, A.Pala, M.Pala, Modica, Serrau, Piras, Musino, Giloni, Falconi. A disposizione: G.Pala, Picciau, Dessì, Mulas. Allenatore Billardello.

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Dolia 70 a valanga su Hobby libri

Bella partita e gol di De Ruggero, Atza, Presti, Collu e Secci

I

l Dolia 70 vince a valanga ma il risultato è bugiardo. Quattro a uno all’Hobby Libri, la gara della settimana nel campionato over 26 caam Csen premia la squadra di Dolianova. Tanti gol, diverse emozioni e gioco spumeggiante tra due squadre che si conoscono e si rispettano. La partenza è tutta dell’Hobby Libri: primo tempo da incorniciare e vantaggio già al 4’: i cagliaritani lasciano subito un segno sulla gara. Indecisione tra i difensori del Dolia 70, palla che giunge a De Ruggiero, il giocatore dell’Hobby Libri dal limite lascia partire un bolide che si insacca alle spalle dell’incolpevole Cossu. La risposta dei ragazzi allenati da Franco Iannone arriva immediata ed è il portiere della squadra avversaria Deiana a farsi trovare pronto di fronte alle iniziative della squadra di casa. Deiana, al 12’ dice no a Presti con un grande intervento in angolo. Al 18’ è sempre il numero 1 del Dolia 70 a rendersi protagonista, quando blocca in due tempi un colpo di testa di Lai sbucato tra le maglie dei difensori. È un monologo di Deiana: ancora al 22’ si allunga toccando il tanto giusto per deviare il diagonale in

LA PARTITA Over 26

4-1

RETI: 4’pt De Ruggiero, 18’ st Atza, 20’ Presti, 25’ Collu, 30’ Secci

Dolia 70 Cossu, Deiana (Collu), Atzeni, Sedda (Porceddu), Presti (Pisu), Lai, Atza, Boi (Concu), Asunis, Locci (Atzeni A), Secci.

Dolia 70

Hobby Libri corsa di Secci. Poi si rifà vivo dalle parti di Cossu l’Hobby Libri, con Canu, al 25’, il cui tiro sfiora il palo. Marcis subito dopo si trova a tu per tu con Cossu, la sua conclusione supera il portiere ma termina

sull’esterno della rete. Si va al riposo con il vantaggio meritato per l’Hobby Libri. La ripresa inizia subito con l’occasione per Canu, che salta il suo diretto marcatore, entra in area ma Cossu gli chiude

lo specchio, deviando in tuffo la palla diretta in porta. Dolia prova a colpire ma non riesce a scardinare il muro formatosi davanti a Mocci. Solo al 18’ i padroni di casa raggiungono il pari con uno scambio tra Presti e Atza, quest’ultimo trova il corridoio, si presenta davanti a Mocci e lo trafigge in uscita. Hobby accusa il colpo e dopo due minuti subisce la seconda rete con Presti che corona la sua grande prestazione con un preciso colpo di testa. Al 25’ terza rete ad opera di Collu con un pallonetto dal limite. All’ultimo minuto di gioco, al 30’ Secci realizza la quarta rete con un preciso sinistro che passa sotto il portiere in disperata uscita.

Arbitro: Cuccu di Quartu Sant’Elena

Hobby Libri: R.Deiana (Mocci), Mocci, Ciaramella (Ro.Deiana), Porcu, Manca, Deiana, Marcis, Carta, Canu, Ibba, De Ruggiero .

Old Boys senza freni contro il BMK Pizzeria 554 Tronci, Mongittu e Tanda puniscono la squadra di rimoli

S

ul campo comunale dell’ Antonstefano erano in palio punti importanti nella categoria senior 46 del campionato Caam Csen tra l’Old Boys 46 e il Bmk Pizzeria 554. Ma il Bmk Pizzeria 554 non ha compreso bene l’ importanza dei punti in palio, regalando letteralmente il primo tempo agli avversari senza mai effettuare un tiro in porta ma subendo costantemente il gioco degli uomini di Ambu e concludendo sotto di due reti la prima frazione di gioco. La partita già dall’inizio mostra come l’Old Boys, in particolar modo con Tronci, in grande giornata, voglia subito mettere al sicuro la gara andando al tiro già al primo minuto: la sua conclusione è sbilenca. Al 2’ Mongittu è a tu per tu con Testa ma spara addosso al portiere. Al 3’ ancora Tronci conclude alto da tre metri. Avvio terribile per il Bmk Pizzeria 554 che ancora concede metri e gioco all’Old Boys, come al 12’ quando ancora Tronci controlla di petto e in girata dal limite conclude centrale. Al 15’ lancio lungo da centrocampo di Galistru, anche lui tra i migliori, che 18

OLD BOYS 46

BMK PIZZERIA 554

trova impreparato Mongittu per il tap-in. Al 20’ la gara si sblocca, lancio lungo di Galistru stavolta per Tronci , interviene male Testa e il centravanti insacca per l’1-0 a 0 meritatissimo. Passano 4 minuti e arriva il raddoppio stavolta con Mongittu servito splendidamente da Tronci al centro dell’area. Segnare il raddoppio è un gioco da ragazzi. Al 27’ Carciò si divora il terzo gol a tu per tu con Testa che devia il tiro in angolo. La ripresa inizia con il Bmk Pizzeria 554 in avanti. Astero sulla destra semina il panico con una serie di discese sulla fascia: da una di queste nasce il gol che accorcia le distanze. Al 7’, discesa di Astero e pallone in mezzo, sbagliano l’intervento i difensori e l’altro Astero è lestissimo ad insaccare. A questo punto il Bmk ci crede e attacca sfiorando il pari al 15’ con Marras che vede il portiere fuori dai pali e mette fuori di un niente. Il Bmk Pizzeria 554 nel tentativo di pareggiare si sbilancia e al 20’ su un contropiede nasce una punizione dal vertice sinistro dell’area difesa da Testa, punizione perfetta di Tanda per la testa di Mongittu che insacca per il definitivo 3-1.

LA PARTITA Senior 46

3-1

RETI: 1° pt: 20’ Tronci (O), 24’ Mongittu (O); 2° TP.: 7’ Astero (B), 20’ Tanda (O).

OLD BOYS 46: Podda , Sbressa , Salaris , Cuccuru , Pisano , Mongittu , Tanda , Carcò (Porcu) , Masala (Rocca) , Galistru , Tronci. Allenatore: Ambu

Arbitro: Scano

BMK PIZZERIA 554: Testa D., M.Astero, M.Testa, Antonucci (Sulis), F.Pinna, Liciardi (Ummarino), Nurchis (B.Testa), Demurtas , P.Pinna (Marras) , B.Astero. Allenatore Rimoli


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Sinnai vittoria con il minimo sforzo

Il San Marco deve arrendersi alla rete di Spanu nel secondo tempo

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l Sinnai vince con il minimo sforzo e ringrazia. In occasione della sesta giornata del campionato Caam Csen categoria senior 46, è andata di scena la gara tra il San Marco e il Sinnai. La partita non è stata tra le più entusiasmanti ma ha comunque offerto delle improvvise accelerazioni da parte delle due squadre che hanno ravvivato cosi una gara giocata senza grandi emozioni. Prime schermaglie dopo poco più di dieci minuti: al 13’ Spanu del Ninnai, lanciato a rete splendidamente si vede respingere miracolosamente il suo tiro dal portiere Deplano che devia in angolo. La spinta offensiva del Sinnai sembra avere ragione e stavolta è il capitano Orrù al 17’ ad avere la palla per il vantaggio con un tiro dentro l’area che sfiora il legno alla destra del portiere ormai battuto. Il Sinnai cala e il San Marco prova una timida reazione cercando di spegnere la predominanza territoriale degli avversari. Da segnalare sono alcuni tiri da fuori da parte dei centrocampisti. Il primo tempo si conclude cosi sullo 0 a 0. La partita riprende sotto la falsa riga della prima frazione: squadre attente a non concedere spazi

LA PARTITA Senior 46

1-0

RETI: 2° pt; 7’ Spanu (S)

Sinnai: Moi, Contini (Asuni), Frau (Masili), Casula, Spanu (Floris), Orrù, Lecca (Porceddu), Perra, Lugas (Montis), Meloni, Olla, Demurtas. Allenatore: Monni

Sinnai

Arbitro: Gandini

San Marco e grande tatticismo. Al 7’ però Spano, sempre lui dopo una bella triangolazione con Orrù calcia di prima verso l’ango-

lino e porta in vantaggio il Sinnai 1-0. Dopo il il Sinnai si chiude ma il San Marco non affonda più di tanto i propri

colpi. Il risultato alla fine premia la squadra allenata da Monni.

San Marco: Deplano, Badas (R.Berti), Cinus (Picci), Congiu (Cappicciola) ,Ghiani, Loddo (Madeddu), Marini, Melis, Perra, Saba, G.Berti ( Pau). Allenatore: Berti

Kalagonis senza più freni Anche il Serbariu deve arrendersi alla squadra di Mara

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artita ricca di significato quella che si è giocata al campo del Sa Forada di Quartu tra il Kalagonis e il Serbariu , con il i ragazzi di Mara lanciatissimi dopo una serie di 4 vittorie consecutive, desiderosi di incrementare con un’altra vittoria questo ruolino di marcia. Dall’altra parte il Serbariu una squadra difficile da affrontare. Inizio gara: La partita ha inizio e promette davvero bene per il Kalagonis che cerca subito di mettere la sua impronta anche in questa sfida. Bel cross di Fadda e palla per Diomedi che con un gran tiro da fuori sfiora la rete. Ma il vantaggio non tarda ad arrivare, e questa volta al 7’ la difesa del Serbariu-Carbonia ha molte colpe, il pallone rimbalza più volte in piena area di rigore senza che i difensori di Piras intervengano. Ne approfitta invece come un falco il veloce attaccante del Kalagonis Corona che con un destro imparabile infila il portiere Corsini. Ma il Sebariu non ci sta e sfio-

Kalagonis

ra il pareggio con Usai tre minuti più tardi con un bel tiro dal limite che sibila veramente di pochissimo alla destra di Cabras. Ma il Kalagonis non può farsi sfuggire questa grande occasione e inizia un pressing altissimo a tutto campo costringendo gli avversari a indietreggiare vertiginosamente fino a schiacciarsi nella loro area. Al 28’ il Kalagonis passa ancora nuovamente, con Corona che in velocità entra in area e con un diagonale di destro mette in rete il pallone del 2-0. Nel secondo tempo il Serbariu rientra in campo molto aggressivo e con qualche idea in più. Al 20’ Virdis recupera un altro pallone, il lancio lungo stavolta è per Virdò che con un bel tiro manda la palla nell’angolino e riaccende la speranza. Il pareggio è nell’aria ma al 25’ Usai coglie solo la traversa. Il Kalagonis si spaventa e nei cinque minuti finali trova il tempo di riorganizzarsi. Per il 2-2 non c’è più tempo.

LA PARTITA Over 26

2-1

RETI: 1°pt :7’ e 28’ M.Corona (K), 2° Tp :Virdo’ (S).

KALAGONIS: Cabras, Boi, Diomedi (G.Contini), Serra (V.Fadda), M.Fadda (Cara), M.Corona (P.Corona), Pinna (Todde), S.Contini, F.Corona (Castangia), Ballocco, A.Corona (Mascia). Allenatore: Pinna

Arbitro: Francesca Gandini (Cagliari)

SERBARIU: Corsini, Fele (Porcu), Usai (Chilau), Martini, Virdò, Santoro (Deriu), Virdis, Giannini (Pennisi), Muntoni, Orecchioni, Rossi. Allenatore: Piras

Serbariu

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Sint Computers e Thermomax non si fanno male Finisce 0-0 la sfida tra i ragazzi di Massa e quelli di Rollo

S

int Computers e Thermomax non si fanno male. Il risultato a reti bianche non rende onore alle prestazioni regalate in campo dalle due compagini. Alla fine ne è venuta fuori una gara piacevole e combattuta che ha divertito il pubblico presente. Sint Computers di Pizzoni schierato con un prudente ma ficcante 4-4-1-1: la squadra entra subito in partita e già al 1’ prova a portarsi in avanti con una girata di testa di Petruso su corner di Magnini: la palla esce di poco. La risposta della Thermomax è affidata al destro morbido di Auriemma, e al 4’ grazie a Salva, chiamato alla parata comoda. Al 10’ ghiotta occasione per Sint Computers con Cannas fermato dalla provvidenziale uscita coi piedi dell’ottimo Paba; sulla respinta è bravo Massidda a liberare di testa sulla conclusione a portiere battuto di Magnini. Il gioco del Sint Computers si sviluppa sulle fasce, dove Magnini è inesauribile e produce gioco e cross che le punte Cannas e Garau non riescono a capitalizzare anche per sfortuna. Al 18’ il Sint colpisce la traversa, la palla rimbalza

Sint Computers.

Thermomax

sulla linea di porta, mentre al 23’ c’è un diagonale a portiere battuto che si infrange sul palo e attraversa tutto lo specchio della porta senza che nessun attaccante intervenga. Thermomax sviluppa il suo gioco centralmente, con le accelerazioni di Auriemma e le geometrie di Zodio ma gli sbocchi del mobilissimo Medda vengono chiusi dal gigante Ambu che chiude ogni varco davanti a Salva. Nella ripresa il registro della gara non cambia, Sint Computers tiene alta la linea del suo gioco ma negli ultimi 6 metri manca la lucidità necessaria per battere a rete. La squadra ospite ritorna in attacco con Podda che si vede chiudere lo specchio da Salva al 13’. Al 17’ il Sint sfiora la rete, cross dal fondo di Pireddu che supera Salva, Sanna arriva in scivolata mandando fuori a fil di palo. Nuova occasione per il Sint al 24’, con Rollo, che si presenta tutto solo in area e anziché calciare in porta serve al centro dell’area ma nessuno dei suoi segue l’azione. Ultimo brivido questa volta nell’area difesa da Salva al 29’, Medda salta due avversarsi e dai 16 metri lascia partire un bolide che accarezza il palo. È l’ultima occasione della gara.

LA PARTITA Senior 46

0-0

THERMOMAX : Paba (Auriemma G), Massidda (Atzeni), P.Auriemma, Podda, Sanna, Pireddu, Spiga (Putzu), Mudu, Pisano (Cicchinelli), Zodio (Querci), Medda Allenatore: Massa

Arbitro: Cuccu di Quartu Sant’Elena

SINT COMPUTERS: Salva, Corona (Corda), Ambu, Magnini, Pizzoni (Petruso), Masala, Garau, Cara, Mascia, Cannas (Rollo), Monaco. Allenatore: Rollo.

C’è anche un Thermomax che vince nell’over 26 Albedo schiantato dalla squadra di Coiana sul campo di Quartu

S

enza storia la partita giocata al campo comunale dell’ Antonstefano tra la Termomax e l’Albedo. Tennistico il 6-1 dei padroni di casa al cospetto di un avversario che ha tenuto fino ai primi 20 minuti di gioco. Minuto nel quale la Termomax ha trovato il gol del vantaggioLa prima parte di gara è di studio: da una parte e dall’altra c’è una fitta rete di passaggi orizzontali a centrocampo con l’intento di trovare un buco nella retroguardia difensiva. Al 10’ c’è una punizione per la Termomax, battuta da Cocco e respinta dalla barriera. Tre minuti più tardi ecco la prima avvisaglia di quello che sarà il canovaccio della partita, primo fuorigioco sbagliato dell’Albedo, Contu si fionda in avanti ma al momento del tiro sbaglia il tocco e Caschili interviene in uscita. Al 20’ secondo errore della difesa dell’Albedo: ancora Contu sul filo del fuorigioco mette al centro per Deiana che insacca con un semplice tocco a porta vuota. Uno a zero per la Termomax. Al 25’ opportunità per il pari con Lerz che in area non trova il tempo per la battuta. Al 28’ 20

Thermomax.

Albedo

azione fotocopia del vantaggio e secondo gol per la Termomax, stavolta con Contu, che insacca lui stesso su assist di Sarigu a porta sguarnita. Si va al riposo con il risultato di 2 a 0 per il Termomax. Dalle panchine il tecnico dell’Albedo prova a scuotere i suoi ma passano appena 30 secondi dall’inizio della ripresa e la sua difesa sbaglia nuovamente nell’effettuare la trappola del fuorigioco e ancora una volta Contu si invola tutto solo e con un pallonetto beffa ancora una volta il portiere Caschili per il 3-0. L’ incubo per l’Albedo continua al 4’, quando ancora una volta sale male la difesa e Contu trova un varco per servire ancora una volta l’altro Contu, che a tu per tu con Caschili mette dentro per la sua tripletta personale. Al 17’ arriva il gol dell’ Albedo: Barella realizza con un preciso tiro all’angolino. L’ Albedo prova ora ad accorciare ulteriormente le distanze ma negli ultimi terribili 3 minuti la difesa sbaglia ancora ed è prima Masala ad appoggiare in rete a porta sguarnita su assist di Manca, poi lo stesso Masala serve l’accorrente Contu che sigla il definitivo 6-1. Difficile fare peggio.

LA PARTITA Over 26

6-1

RETI: PT: 20’ Deiana , 28’ A.Contu ST:1’ Contu A. , 4’ A.Contu , 17’ Barella (Albedo) , 28’ Masala , 30’ S.Contu

Thermomax : Sollai , Perna , Carboni (Masala) , C.Sollai (M.Sollai) , A.Contu , Massidda (Arba) , Cocco , S.Contu. , Manca , Deiana , Locci (Sarigu) Allenatore: Coiana

Arbitro: Sig. Matzeu di Carbonia

Albedo: Caschili , Ri.Salis, Ro.Salis, Barella, Lerz ( Demontis), Murtas (Pisano), Fanni, Veglio, Tolu (Giordano) Pistis (Piras), Uras. Allenatore: Salis


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La Folgore si spegne davanti alla Coar Fanari e Puddu premiano la volontà dei ragazzi della Piaggio

V

ittoria nel finale per la Coar Piaggio nella partita giocato contro la Folgore sul campo comunale dell’Antostefano. Gli uomini di Deplano hanno dovuto sudare per avere la meglio contro gli avversari rimasti in dieci per tutto il secondo tempo. La Folgore parte bene e va al tiro in porta già al 5’ con Lecca, ottima la respinta del portiere Scalas. Al 10’ la Coar Piaggio ha l’opportunità per passare in vantaggio grazie ad un calcio di rigore concesso per atterramento in area di rigore di Puddu , ma il tiro di Falconi termina fuori tra lo stupore generale. Vantaggio della Coar al 20’: lancio lungo senza esito per gli attaccanti ma il portiere gioca corto per Belleri che, attaccato da Fanari, non sa che fare della palla e la cede indietro al portiere ma troppo lentamente. Tra i due si infila lo stesso Fanari che insacca incredibilmente per l’1-0. Al 10’ espulsione di Pinna, reo secondo l’ arbitro di aver reagito ad un fallo precedente. La folgore prova a reagire e al 22’ gli sforzi vengono premiati con il gran gol di Deplano che su assist dalla

LA PARTITA

2-1

RETI: 1°pt; 20’ Fanari (C); 2° pt; 22’ Deplano (F) , 29’ Puddu (C).

COAR PIAGGIO Scalas , Corpino, Marroccu (G.Siddi) Fanari, Puddu , Falconi , Muscas , Dore , Siddi (Loi) , Piras (Durzu) , Tommasi (Lai) Allenatore: Allegrini.

Coar Piaggio

Folgore 85

destra di Sorrentino effettua una spettacolare girata al volo che batte il portiere della Coar Scalas. Ora la Folgore crede addirittura di poter vincere la gara e si spinge in avanti ma su una di queste azioni nasce il contropiede micidiale della Coar, con Puddu che lanciato a rete entra in area tutto solo e trafigge il portiere al 29’ per il definitivo 2-1. Non c’è più tempo per la Folgore per provare a riagguantare il risultato. Al triplice fischio finale il risultato premia la squadra che ha creduto di più nella vittoria.

Arbitro: Caria di Monserrato

FOLGORE 85 Nossardi, Piredda, Belleri ( S.Pinna), Pistis, R.Sorrentino., Lecca (G.Pinna), I.Sorrentino, Campagnola, Corpino, Lai (Deplano), Secci (Belleri). Allenatore: Scano

Tra Delogu Legnami e Old Boys 39 finisce 1-1 Marzeu e Perra firmano i gol del pareggio

P

artita di cartello quella giocata sul campo comunale dell’Antonstefano a Quartu per il campionato Caam Csen categoria over 39 tra l’ Old Boys e il Delogu Legnami, due tra le quattro squadre più forti del girone. I primi 15’ del big match sono tutti a favore del Delogu legnami che con una pressione costante a centrocampo cerca di schiacciare gli avversari nella loro area di rigore. Al 4’ minuto prima vera occasione da rete dell’incontro per i padroni di casa: bella punizione battuta da Mulas al centro dell’area ma Sarritzu tutto solo davanti al portiere non arriva in tempo per la conclusione. Al 10’ confusione in area di rigore dell’Old Boys, la palla sfugge dalle mani del portiere Collu e la difesa in mischia spazza via. Al 12’ ancora il Delogu in avanti: bel colpo di testa da parte di Perra centrale parato ancora da Collu. Al 24’ si vede per la prima volta in avanti l’ Old Boys con Marzeddu che dalla destra trova uno spiraglio centrale, si incunea in velocità, pesca

Delogu Legnami

Old Boys 39

l’ accorrente Floris che però spreca tutto. Poi è Farris a rendersi pericoloso con un preciso rasoterra ma la risposta di Mascia è strepitosa. La ripresa cambia le carte in tavola: ora è l’Old Boys a premere. La pressione trova al 10’ i frutti sperati per l’Old Boys che passa in vantaggio, sull’ennesima respinta di Mascia sulla bomba da fuori area di Marciacà, si avventa come un falco Marzeddu che insacca per l’1-0. Il Delogu rimane stordito per più di dieci minuti fino al 22’ quando riprende a macinare gioco. Podda cerca il gol da posizione impossibile, ma la palla esce a fil di palo. Dopo aver ripreso in mano il centrocampo arrivo il tanto sospirato pareggio per il Delogu Legnami: segna Perra che è lesto ad insaccare a porta vuota su una corta respinta del portiere su tiro non irresistibile di Podda. È l’1-1. La partita sembra avviata verso un pari ma al 33’, tre minuti oltre il tempo regolamentare Marzeddu sempre lui, in contropiede semina i difensore e serve al centro per Floris che all’altezza del dischetto del rigore calcia altissimo.

LA PARTITA Over 39

1-1

RETI: 2° pt;10’ Marzeddu ; 27’ Perra

Delodu Legnami Mascia, Cabras (Campus), Lecca (Bogazzi), Leppori (Meloni), Monni, Mulas, A.Monni ( E.Monni) , Olla , Perra, Podda, Sarritzu. Allenatore: Cocco .

Arbitro: Ignazio Scano

Old Boys 39 Collu , M.Farris ( Pinto ) , Cocco , Floris, Dessi (G.Farris) , Marciacà , Piscitelli ( Garau ) Congiu , Marzeddu Galistru (Balata) , R.Farris (Chiocca). Allenatore Corda

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Ssport / Calcio

PERSONAGGI - CAAM CSEN Gianluca Dessì (Old Boys)

Campionato: Caam Over 39. Età: 39 anni. Ruolo: difensore centrale. Gol segnati in carriera: <Pochi>. Attività: imprenditore, ha un colorificio. Famiglia: separato, ha un figlio. Squadra: Old Boys.

Da quanto gioca negli amatori: 10 anni, <Gioca a calcio da tanti anni, ho cominciato nelle Giovanili del Cagliari, poi ho militato nel Sacro Cuore Quartu, nel Pirri e nell’Azzurra>. Dove è nato: Monserrato. Perché questa passione per il calcio amatoriale: <Sono sempre stato un appassionato. Il nostro è un gruppo eccezionale>. Quali sono i tuoi compagni di reparto: Andrea Pinna, Paolo Marciacà, Andrea Balata. Idolo da ragazzo: <Gigi Riva, una bandiera>. Come siete messi in classifica: <Maluccio, siamo quintultimi ma abbiamo problemi di organico e un po’ di sfortuna>.

Gaudenzio “Ezio” Putzu: (I Genitori)

Campionato: Caam Over 46. Età: 51 anni. Ruolo: difensore centrale. Gol segnati in carriera: <Pochi>. Attività: vetraio. Famiglia: sposato, ha tre figlie femmine. Squadra: I Genitori.

Da quanto gioca negli amatori: 2 anni. Dove è nato: Selargius. Perché questa passione per il calcio amatoriale: <Sono sempre stato un appassionato ma adesso è già tre settimane che non gioco perché sono infortunato>. Quali sono i tuoi compagni di reparto: Pio, Maurizio, Mauro e Gigi. Idolo da ragazzo: <Gigi Riva, da quando sono bambino>. Come siete messi in classifica: <Centroclassifica, il nostro è un torneo senza infamia e senza lode>.

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Enrico Pisano: (Old Boys)

Campionato: Senior 46 Caam. Età: 50 anni. Ruolo: difensore centrale. Gol segnati in carriera: <Sette, me li ricordo tutti, sono talmente pochi>. Attività: impiegato. Famiglia: sposato, ha due figli. Squadra: Old Boys.

Da quanto gioca negli amatori: 22 anni, <Gioco a calcio da tanti anni, sono uno dei soci fondatori degli Old Boys, ho disputato 500 gare nei tornei amatoriali, sono uno dei “vecchi”, come Roberto tanda>. Dove è nato: Cagliari. Perché questa passione per il calcio amatoriale: <Il calcio mi ha sempre affascinato. E poi i miei compagni di squadra sono anche i miei amici>. Quali sono i tuoi compagni di reparto: Flavio Masala, Claudio Porcu, Carlo Melis, Sandro Sbressa. Idolo da ragazzo: <Giacinto Facchetti, ero e sono interista>. Come siete messi in classifica: <Bene, siamo secondi>.

Paolo Rollo: (Sint Computers)

Campionato: Caam Senior 46. Età: 62 anni. Ruolo: ala destra. Gol segnati in carriera: <Non tanti>. Attività: imprenditore. Famiglia: sposato, ha una figlia. Squadra: Sint Computers, di cui è anche il presidente.

Da quanto gioca negli amatori: <Gioco a calcio da tanti anni, dal 1974. Ho fatto le giovanili nel Nag Sant’Elia>. Dove è nato: a Roma, ma abito a Cagliari da quando ho 5 anni. Perché questa passione per il calcio amatoriale: <Sono un appassionato da quando ero ragazzo. Mi entusiasmava la Juventus>. Quali sono i tuoi compagni di reparto: <Sono un’ala “poetica”, vago per la mia fascia in solitario>. Idolo da ragazzo: <Non avevo idoli, ma mi piaceva molto Omar Sivori>. Come siete messi in classifica: <Maluccio, siamo penultimi>.


Calcio

PERSONAGGI MSP Maurizio Bianchi: (Hotel Panorama)

Campionato: Over 40 Msp. Età: 43 anni. Ruolo: attaccante (<centropanchina>). Gol segnati in carriera: <Un centinaio, sono stato anche capocannoniere. Ultimamente gli acciacchi mi hanno limitato e poi in squadra c’è gente che segna più di me, come Martinez, Galasso e Mura>. Attività: imprenditore. Famiglia: sposato, ha due figli. Squadra: Hotel Panorama. Da quanto gioca negli amatori: <Gioco tra gli amatori dal 1992, adesso sono il presidente del Panorama. Tra i dilettanti ho giocato in Seconda nel Castiadas, nel Sant’Avendrace, nel Dopolavoro Ferroviario e nella Monte Mixi Sigma>. Dove è nato: a Cagliari. Perché questa passione per il calcio amatoriale: <Sono un appassionato da quando ero ragazzo. Il mio idolo era Gigi Riva, ho ancora l’11 di maglia in suo onore>. Quali sono i tuoi compagni di reparto: <Scaldo la panchina con Pietro Caddeo, il “mitico” presidente della Ferrini, Claudio Cardia, l’allenatore Tonino Frau, Paolo Adamo e Franco Giordano. Idolo da ragazzo: <Logico, Riva>. Come siete messi in classifica: <Siamo campioni regionali in carica, stiamo facendo un torneo di alta classifica, a ridosso delle prime>.

Diego Meloni: (Spazio Aperto Genneruxi)

Maurizio Boi: (Medi Lav)

Fabiano Casula: (La Fattoria Cagliari 2007)

Campionato: Over 39 Msp Serie A2. Età: 45 anni. Ruolo: centrocampista. Gol segnati in carriera: <Abbastanza>. Attività: ingegnere. Famiglia: sposato, ha un figlio. Squadra: Medi Lav.

Campionato: Msp A1 Over 30. Età: 34 anni. Ruolo: difensore. Gol segnati in carriera: <Pochi>. Attività: militare. Famiglia: fidanzato, convive. Squadra: La Fattoria Cagliari 2007.

Da quanto gioca negli amatori: <Gioco nel torneo amatori da 12 anni. Prima ho militato in Promozione con le maglie di Monreale Quartu, Assemini 80, e Guasila>. Dove è nato: a Cagliari. Perché questa passione per il calcio amatoriale: <Siamo un gruppo di amici e poi ogni tanto fa piacere continuare a giocare a calcio>. Quali sono i tuoi compagni di reparto: <Gigi Ennas e Nicola Soddu>. Idolo da ragazzo: <Il grande Gigi Riva>. Come siete messi in classifica: <Bene, per ora siamo secondi>.

Da quanto gioca negli amatori: <Gioco a calcio da tanti anni, negli amatori da 8 anni. Ho militato in Prima categoria nel La Palma>. Dove è nato: a Cagliari. Perché questa passione per il calcio amatoriale: <Sono un appassionato da quando ero ragazzo. Sono sempre stato un grande tifoso del Cagliari>. Idolo da ragazzo: <Non ho dubbi, Enzo Francescoli>. Come siete messi in classifica: <Navighiamo a centroclassifica>.

Samuele Orofino: (Pulitecnica)

Pierpaolo Sireus: (Pulitecnica)

Campionato: Msp Over 30 A2. Età: 32 anni. Ruolo: difensore. Gol segnati in carriera: <Pochi>. Attività: disoccupato. Famiglia: fidanzato. Squadra: Spazio Aperto Genneruxi.

Campionato: Over 30 Msp. Età: 30 anni. Ruolo: punta. Gol segnati in carriera: <tanti>. Attività: disoccupato. Famiglia: fidanzato. Squadra: Pulitecnica.

Campionato: Msp Over 40, girone A. Età: 46 anni. Ruolo: ala destra. Gol segnati in carriera: <Moltissimi>. Attività: operatore ecologico. Famiglia: sposato, ha due figlie. Squadra: Pulitecnica.

Da quanto gioca negli amatori: <Sei anni, prima ho giocato nel Gemini Pirri in Promozione>. Dove è nato: a Cagliari. Perché questa passione per il calcio amatoriale: <Sono un appassionato e un grande tifoso del Cagliari>. Quali sono i tuoi compagni di reparto: <Mariano Raffo, Francesco Porru, e Riccardo Lodde>. Idolo da ragazzo: <Il mio idolo è sempre stato Francescoli>. Come siete messi in classifica: <Attualmente siamo sesti, a ridosso delle prime>.

Da quanto gioca negli amatori: <Gioco a calcio da quando ero ragazzino, ho militato nel Su Planu, e nel San Mauro. L’anno scorso mi sono bloccato sul più bello, quando avevo già segnato 12 gol ho subito il distacco della retina>. Dove è nato: a Cagliari. Perché questa passione per il calcio amatoriale: <Semplicemente mi piace il calcio, in tutte le sue forme>. Quali sono i tuoi compagni di reparto: <Alessandro Pinna e Omar Pisci>. Idolo da ragazzo: <Nessuno, mi piaceva Van Basten>. Come siete messi in classifica: <Siamo tra i primi, se non sbaglio terzi>.

Da quanto gioca negli amatori: <Quindici anni tra gli amatori, tra i dilettanti ho militato in Promozione nel San Sperate e nella Monreale Quartu>. Dove è nato: Cagliari. Perché questa passione per il calcio amatoriale: <Sono sempre stato un appassionato, in squadra siamo un gruppo di amici>. Idolo da ragazzo: <Non avevo una fissa ma mi piaceva molto Marco Van Basten>. Come siete messi in classifica: <Bene, siamo a un punto dalla prima il Phymeklor>.

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Ssport / Rugby

RUGBY SERIE A

Alghero, il momento è quello buono La compagine di Bordon in ripresa dopo tante difficoltà

di Fabrizio Serra

I

n ripresa, l’Alghero, in calo il Capoterra. Proseguono i campionati nazionali di rugby per le due massime rappresentanti sarde della palla ovale, che in questo mese di novembre hanno invertito i propri percorsi nei rispettivi tornei. Complici le sfide della Nazionale italiana contro la Nuova Zelanda (i fortissimi All Blacks in un ‘overbooking’ da record allo stadio San Siro di Milano) Sudafrica e Samoa, i campionati di serie A e di B hanno visto la disputa nell’ultimo mese di solo due giornate. La squadra della Novaco Alghero, sempre più alle prese con un difficile campionato di serie A, nel suo girone B è riuscita a risollevarsi da una situazione di classifica che stava iniziando a farsi davvero preoccupante. Salvezza è la parola d’ordine tra i catalani, un obiettivo che ora sembra molto più vicino e raggiungibile dopo le due pre-

stazioni offerte contro Verona e Mirano. Un duplice turno casalingo, quello disputato dai ragazzi del tecnico Stefano Bordon, che ha permesso una sterzata nei risultati e in classifica. Nel settimo turno i giallorossi, pur con una splendida prova tutto cuore, non sono riusciti a battere il Cus Verona, portando a casa alla fine solamente un pareggio, 10-10, ma un punto pesantissimo per la propria classifica. La Novaco Alghero non ferma la propria corsa la settimana successiva, sconfiggendo tra le mura amiche il fanalino di coda di serie A Mirano per 20-17. Un successo preziosissimo, per il XV di Bordon che ha sempre condotto i giochi, anche se i veneziani – in occasione del match – non hanno mai mollato la presa, e sono rimasti sempre sulla scia di Paco e compagni. Ancora Kuntz e Lynch fra i protagonisti, ma il migliore della partita è stato Sauan, anche se il tecnico Stefano Bordon nel dopo-gara ancora non si dichiara soddisfatto

Un’azione di gioco durante la partita contro il Rugby Riviera della prestazione dei suoi: “l’unica cosa positiva è il risultato – ha affermato – abbiamo fatto troppi errori gratuiti, intrapreso iniziative personali

laddove bisognava giocare di squadra, e soprattutto non ho visto il lavoro che è stato fatto in questi ultimi venti giorni”. Classifica di serie A che alla

fine delle otto giornate fin qui disputate recita: Cammi Calvisano, Pro Recco e Fiamme Oro Roma 25 punti; San Gregorio 23; Riviera 21; Amatori

Catania 20; Cus Verona 18; Novaco Alghero e Gladiatori Sanniti 16; Lyons Piacenza 15; Asti 14; Mirano 11.

RUGBY SERIE B GIRONE A

L’Amatori Rugby Capoterra perde la testa La sconfitta costa cara ai giallorossi di Cassina

N

otizie negative, invece, per l’Amatori Rugby Capoterra, nel girone A della serie B. Conquistata la vetta della classifica dall’inizio di stagione, è bastata una prova sotto tono per perdere il primato raggiunto faticosamente. I giallorossi del coach Ramiro Cassina hanno conquistato la sesta vittoria su sei in campionato battendo in casa il Varese con un sonoro 26-7. Contro la compagine lombarda la gara si è chiusa già dopo i primi 40 minuti, con Arbizu e compagni bravi ad andare in meta in più riprese e chiudere sul 19-0 la prima frazione. Nel secondo periodo l’Amatori si è limitato a controllare gli avversari che hanno provato in più di una occasione ad andare in meta, bloccati però dall’azione difensiva del XV di Cassina, bravo a chiudere tutti i varchi in difesa e conquistare il punto bonus. Si rivela, invece, più dolorosa del previsto la debacle capoteresse nella settima giornata. La prima sconfitta per l’Amatori Rugby Capoterra nel campionato nazionale di serie B contro un motivato Grande Milano, che rifila alla compagine sarda un pesantissimo 39 a 3, costa il primato in classifica. Punteggio che non lascia spazio a nessun commento e a nessun alibi. Grande Milano determinato e più forte, 24

Azione di gioco dell’Amatori Rugby Capoterra di contro un Capoterra irriconoscibile e poco concentrato. Un passo falso inatteso (almeno nelle proporzioni) che costa – come detto – alla squadra di Cassina il primato in classifica, ora di proprietà del Cus Genova. Contro i lombardi, i campidanesi privi del capitano capitano Meloni, sono rimasti in partita solo per la prima mezz’ora, nella quale tra l’altro sono riusciti a trovare tre punti con una punizione di Gambula. Poi il giocattolo si è rotto: poca concentrazione, nella fase centrale del match, e troppo nervosismo. Milano

non è rimasta a guardare e, in una giornata piovosa con il campo al limite dell’impraticabilità, ha avuto vita facile nel perforare la retroguardia del Capoterra, realizzando cinque mete e centrando il punto bonus. Gambula, in campo nel ruolo di numero 10 al posto dell’indisponibile Lisandro Arbizu, migliore in campo. Ma la pesante assenza dell’ex pumas, insieme al capitano, non può certamente essere la sola risposta alla non brillante prestazione dei giocatori isolani. Anche le condizioni meteo e del campo non hanno aiutato e

il nervosismo dei giallorossi a chiudere il cerchio, infatti sono due i cartellini gialli che hanno costretto il Capoterra a giocare per 20 minuti senza un uomo. Un primato ora occupato dai liguri, che a questo punto diventano i più acerrimi rivali nella corsa alla serie A. Classifica che al termine delle sette fin qui disputate recita: Cus Genova 32 punti; Amatori Capoterra 30; Grande Milano 29; Sondrio Rugby 28; Varese 17; Biella 16; Lecco 14; Bassa Bresciana 13; Parabiago 8; Lumezzane (-4) e Alessandria 7; Ospitaletto 5.


Ssport / Basket

SPECIAL OLYMPICS

Quando i canestri sono molto “speciali” Continuano con profitto le iniziative del Team Sardegna con lo scopo di rendere sempre più autonomi gli atleti affetti da disabilità mentale

Asad Biella contro Olimpia Onlus Sardegna

Giorgio Mura in terzo tempo di Giampaolo Puggioni

H

anno stretto amicizia con i giganti dei parquet. Succederà nel corso della European Basketball Week, settimana dedicata alla pratica della pallacanestro. E tra i quattromila atleti speciali che condivideranno indimenticabili esperienze di vita con i campioni di serie A e Lega 2, ci saranno quelli provenienti dall’isola. Per i nostri portacolori il clou è fissato per domenica 13 dicembre (h. 20,30) al Pala Serradimigni di Sassari in occasione della gara della Dinamo Sassari contro Reggio Emilia. Gli atleti della Polisportiva Frontera di Villacidro e quella del GE.NA di Sassari socializzeranno con i lunghi di Lega Due che collaborano con Special Olympics attraverso la donazione di oggetti da mettere all’asta sul sito di E-bay. La scorribanda nei palazzetti

italiani ha chiuso un meraviglioso ciclo autunnale cominciato con l’imponente successo dello Special Olympics Italia Team Sardegna nelle selezioni del torneo unificato di basket svoltesi a Legnano. Quattro gare e altrettante vittorie che consentiranno alla nostra rappresentativa di varcare nuovamente il Tirreno nei primi mesi del 2010. E’ già stato deciso che la fase finale del torneo nazionale si giocherà a Pirri (Cagliari) dal 4-al-6 giugno presso la palestra di via degli Stendardi. Un regale riconoscimento non solo alle capacità tecniche ma anche a quelle comportamentali e di serietà che fanno del team Sardegna uno dei meglio organizzati al mondo. Il suo direttore, Carlo Mascia, si rallegra per l’ottimo lavoro espresso dallo staff: “E’ la prima volta che una nostra rappresentativa sia in grado di tenere testa alle grandi squadre della penisola, merito dei nostri partner nell’unificato,

persone che hanno percepito al meglio il vero spirito dello Special Olympics Unifild”. “Questo ha reso gli atleti speciali sardi più sicuri delle loro capacità e ha fatto si che tirassero fuori la vera grinta isolana”. Il ruolo dei partner, persone normodotate al completo servizio dei disabili è tanto fondamentale quanto delicato. Tra i loro doveri, inclusi nel codice comportamentale, vi sono quelli di accettare e condividere i principi, la filo-

sofia e le metodiche Special Olympics; devono preparare a praticare attività sportiva integrata ed essere molto abili a condurre la gara, senza essere elementi dominanti e, cosa di non poco conto, devono allenarsi regolarmente, imparando a rispettare il regolamento dello sport scelto. “Non è facile trovare atleti e partner con le stesse attitudini – spiega Mascia - occorre fare un bilanciamento in modo che ci sia un uguale numero di atleti e partner con alte, medie e

il coach Zucca con gli atleti speciali “L’Olimpia Onlus ha la fortuna di aver iniziato questo cammino tanti anni fa e ora lavora non per aumentare i propri associati ma affinché in tutta la Sardegna nascano nuove società sportive dove tutti gli atleti speciali possano avere la stessa opportunità”. Infine un occhio a qualcuna delle numerose attività sportive regionali, nazionali e internazionali previste per il 2010:

“Posso citare la fase finale dell’European Football WeeK a Monacò e quella di calcio a 7 in Andorra – conclude Mascia - i campionati nazionali invernali di Pinzolo e quelli estivi di fine giugno a Monza con otto discipline diverse”. “Vi rimando al sito www.soisardegna.it dove si possono trovare tutte le date e i luoghi dove saranno impegnati i nostri atleti special isolani”.

Luig Vacca stoppa l’avversario basse abilità”. La scelta degli atleti speciali non si può equiparare alle normali convocazioni federali: “la trasferta è vista come un momento di verifica del lavoro fatto durante tutto l’anno – aggiunge il direttore - dove ciò che è più importante è rendere l’atleta autonomo nella quotidianità di tutti i giorni”. L’Olimpia Onlus Sulcis Iglesiente continua ad essere il club faro della Sardegna, è lei

che da’ gli impulsi affinché sorgano nuove realtà cestistiche in tutto il territorio. Non a caso con lo sviluppo della rete, sono nate l’Ape Laboriosa di Cagliari, il Ge.Na. di Sassari e la Frontiera di Villacidro, per un totale di circa 50 atleti: “Penso che a breve –annuncia Mascia - riusciremo a creare la situazione favorevole per organizzare i primi Giochi Regionali di Disciplina”.

Olimpia in sfilata 25


Ssport / Basket

BASKET Legadue

Dinamo Sassari: cinque vittorie messe in fila Il novembre biancoblu s’è concluso con la ritrovata vetta in coabitazione con la Crabs Rimini, Prima Veroli e Reggio Emilia c’è, è vivo e non molla mai. In piazzale Segni, una settimana dopo, Sassari cala il suo poker di successi, batte per 87-63 la Fastweb Casale di coach Crespi, non certo l’ultima arrivata in Lega Due. Partenza al fulmicotone, gestione in pieno controllo, quindi accelerazione paurosa e finale in crescendo. Casale resta al tappeto tramortita dalla potenza Dinamo, che registra sempre più il meccanismo difensivo, riuscendo così a liberare nello spazio il suo attacco devastante. La Dinamo è seconda, ma ancora non basta. A Venezia Meo Sacchetti e i suoi ragazzi indossano i panni dei Dogi, sbancano la laguna (75-69). La Reyer deve rinuncia a Gar-

di Giovanni Dessole

È

stato un novembre stellare quello della Dinamo Banco di Sardegna. Cinque gare disputate, cinque vittorie messe in fila, tre delle quali in trasferta, con a bilancio i preziosi scalpi della capolista Rimini, della Snaidero Udine di Cavina e della corazzata Venezia, e le due tacche casalinghe a ricordare i successi su Casalpusterlengo e Casale. Ma soprattutto, il novembre biancoblu s’è concluso con la vetta ritrovata, in coabitazione con la Crabs Rimini, la Prima Veroli e Reggio Emilia, ma pur sempre vetta, monito lanciato dal parquet all’intera Lega Due. Il film scorre senza interruzioni fra la quinta e la nona giornata d’andata. Comincia in quel di Rimini, da una vittoria, come detto, ma di quelle capaci di lasciare il segno. Sulla Riviera Romagnola finisce 83-77, con Myers e compagni, sino ad allora imbattuti, a cedere le armi al cospetto della banda Sacchetti. Dopo il ko di Brindisi e le fasi alterne messe in campo dal Banco nei 40’ di gioco del singolo match e nei precedenti quattro incontri disputati (due vittorie e due sconfitte), si aspettava una risposta importante. In pochi ci avrebbero scommesso, ma i granchi finiscono al tappeto, nonostante l’entusiasmo da striscia positiva e i tanti nomi altisonanti, da Bennermann, al fenomeno Ebi, agli esperti Scarone e Myers. La gara è vibrante, Rimini prova a strappare, la Dinamo

CLASSIFICA

resta in scia. Poi, nel finale, Sassari prende giri, attacca il canestro, sfodera il carattere, aggancia, sorpassa e stacca la Crabs. Si torna al PalaSerradimigni, ad affrontare la matricola Casalpusterlengo del folletto Hatten. Finisce 78-67, in un match senza alcuna storia, fra picchi di spettacolo e pause di ritmo e intensità. La Dinamo è superiore, dà la netta sensazione di essere perfettamente in grado di assestare il colpo in qualunque

momento, ma non lo fa, specchiandosi in una bellezza invidiabile, a tratti appannata ma perfettamente riconoscibile. Meo Sacchetti non si nasconde dietro i due punti, bacchetta i suoi parlando di sufficienza, chiede di più e vuole equilibrio, sprona la squadra che intanto diventa sempre più gruppo. La prova del nove, nell’anticipo di Rai Sport, è quella in casa della Snaidero Udine di Demis Cavina, uno che a

con la maglia dell’Angelico Biella

S

toria d’un predestinato. D’un ragazzino terribile nato all’ombra del canestro. Della passione per la palla spicchi e delle speranze di un padre che osservando il basket dei più grandi sperava un giorno di vedere suo figlio lottare fra i giganti della massima serie tricolore. Massimo Chessa ha 21 anni, il basket lo ha nel sangue, è sassarese ma oggi veste la maglia dell’Angelico Biella, uno dei team che gravitano nell’Olimpo della Lega A, squadra impegnata anche in Europa. Massimo Chessa è nato nel 1988, ma è un giovane veterano della disciplina che fu di Dino Meneghin e Michel Jordan. Gli ultimi cinque anni della sua vita-carriera li ha regalati alla platea di Sassari, la sua città,

Reggio-Emilia Rimini Dinamo-BdS-Sassari Veroli Brindisi Imola Casale Pistoia Udine Venezia Vigevano Jesi Latina Pavia Casalpusterlengo Scafati

14 14 14 14 12 10 8 8 8 8 8 6 6 6 4 4

Sassari ha firmato il picco più alto della storia biancoblu. L’impresa però in Friuli la firma Sacchetti. Tattica contro estro, solite fasi alterne, due liberi sbagliati da Bennett che reRISULTATI galano alla Dinamo la chance 75-83 del supplemen- 01/11/2009 RIMINI - DINAMO BdS SASSARI tare, un succes- 08/11/2009 DINAMO BdS SASSARI - CASALPUSTERLENGO 78-67 so, 85-78, che 14/11/2009 UDINE - DINAMO BdS SASSARI 78-85 però lancia ben 22/11/2009 DINAMO BdS SASSARI - CASALE 87-63 chiaro il mes29/11/2009 VENEZIA - DINAMO BdS SASSARI 69-75 saggio: il Banco

Massimiliano Chessa, un sassarese

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ris e Rombaldoni, ma ha Davis in campo, ed un organico che poco ha da invidiare a quelli che giocano nell’Olimpo della Lega A. Nel frattempo Reggio Emilia stoppa la corsa del Rimini, e le porte della vetta si spalancano ai sassaresi del presidente Luciano Mele. Grande apporto della panchina, assolutamente fondamentale in alcune circostanze, crescita costante per Hubalek e Kemp, con Devecchi sempre più giocatore completo dalla doppia dimensione attaccodifesa, Rowe ancora fattore determinante e l’intramontabile capitan Vanuzzo a far da totem in un team che corre veloce, e dà l’impressione di poter arrivare lontano. Molto lontano.

votandosi alla causa della Dinamo Banco di Sardegna, la più importante realtà cestistica dell’Isola, che con sguardo attento e lungimiranza lo prelevò dal Basket 90, sua società d’appartenenza, lanciandolo alla ribalta della Lega Due nel 2004/2005. Cinque stagioni, passate ad imparare e lavorare, a correre, osservando Abram, Shannon, Chalmers, Darby e Rowe, registi da maiuscola, diversi fra loro ma fonti dalle quali attingere, non rivali ma opportunità di crescita sfruttate al meglio. Cinque stagioni che segnano il passaggio dall’età dell’adolescenza a quella adulta, che trasformano la sana e giusta esuberanza di un ragazzino terribile nella lucidità dell’uomo da parquet,

senza però cancellare l’una o esasperare l’altra. Ed è così che allora come oggi Massimo Chessa (188 cm per 80 kg) non ha paura del confronto con l’avversario. La categoria lo costringe probabilmente a razionalizzare l’azione e velocizzare il ragionamento ma lui ama ancora tirare dalla lunga e buttarsi nel mezzo, dove osano i giganti, e dove suo padre Giacomo sperava di vederlo giocare e segnare canestri. La scorsa stagione la Dinamo Banco di Sardegna ha sfiorato un paradiso che pareva miraggio lontano all’orizzonte. La finale promozione ha lasciato l’amarezza della sconfitta ma la consapevolezza (e gli applausi) della grande impresa comunque compiuta. Massimo Chessa c’era, non certo un gregario, ma uno dei protagonisti. Anche la Nazionale s’era già accorta di lui, e in piena meritocrazia, per i progressi fatti, il talento e

le indiscusse qualità da parquet, in estate è giunta anche la chiamata della Lega A. In Piemonte, a Biella, c’è da faticare per forgiare i muscoli e trovare spazio. Lui non si tira indietro, lavora sodo e aspetta un’occasione che, puntualmente, arriva. A Cantù mancano Soragna e Jones, coach Bechi sceglie il playmaker made in Sardegna per lo starting five. Chessa risponde: 17 punti con un eloquente 5/5 dalla linea dei 6.25. Biella sbanca Cantù, e comincia a scoprire con sempre maggiore attenzione l’indiscussa purezza del suo prezioso diamante sassarese. “Massimino” non s’illude e sa che ci sarà ancora da lottare. Pensa a Biella, tifa la sua Dinamo che un giorno, magari non troppo lontano, potrebbe ritrovare in campo, in una Lega A che è sempre più suo habitat naturale.


CARROZZINA SERIE A 1

BA.D.S Quartu: culture diverse per un’unica squadra Dal 1990 Emanuela Comella allena la compagine quartese di basket in carrozzina: un feeling che non si è mai spezzato Pregi e difetti della sua compagine fino a questo momento. Difetti, buttarci giù, pregi… Con altrettanta rapidità risollevarci.

di Giovanni Dessole

F

orse non tutti sanno che il basket in carrozzina può essere praticato anche dai normodotati. E forse qualche sportivo ignora la presenza in Sardegna di ben tre club che militano nella massima serie nazionale. Due compagini giocano nel capo di sopra: la plurititolata ANMIC Sassari, con i suoi sei scudetti consecutivi cuciti addosso dal 2001 al 2006 e la giovane e GSD Porto Torres. Nel sud Sardegna si fa breccia la BA.D.S di Quartu S. Elena che proprio nel suo ultimo (e decimo) anno di attività ha impreziosito la vetrina dei trofei con due titoli importanti: la vittoria del Trofeo C.I.P (Comitato Italiano Paralimpico) e la conquista ad Anversa della coppa europea Challenge Cup organizzata dalla I.W.B.F (International Wheelchair Basketball Federation). In questo avvio di campionato le cose non stanno andando molto bene a nessuna delle tre sarde, ma qualsiasi disci-

plina insegna che i colpi di scena siano sempre dietro l’angolo. Emanuela Comella è da circa venti anni che allena gli atleti in carrozzina. E’ sempre stata in forza alla Ba.D.sS Quartu, grazie al presidente Michelino Secci che le chiese di allenare “un gruppo di giovanotti, volenterosi e patiti di basket” Sudafricani (David Curle, Richard Nortje) spagnoli (Oscar Jimenez), cechi (Adam Erben, Marek Srutka, Frantisek Sin-

delar) e sardi (Carmelo Canu, Gianni Medda, Giorgio Cabiddu, Patrizia Cugia, Sara Pireddu, Ruggero Spanu e Antonio Murgia): come si convive in questo mix di culture che si ritrovano a giocare? Si convive benissimo, anche perché il linguaggio del gioco è unico e universale. Bello è stato unire l’ estrosità, la potenza e l’ imprevedibilità dei sudafricani con la precisione e l’ efficacia dei movimenti dei cechi e dello spagnolo. Una cosa è certa, qualunque

sia la propria cultura sportiva, obiettivo per tutti è creare un gioco efficace e divertente. Come valuta la condotta della squadra in questo inizio di campionato? Per ora non è positiva. Abbiamo iniziato bene, con due ottime prestazioni, una in casa con il S. Stefano e l’altra con S. Lucia, Poi siamo caduti in un torpore. Da allora abbiamo avuto difficoltà a esprimere il nostro gioco.

Un giudizio sulle altre due compagini sarde che militano in A1 Beh, Sassari attualmente ha gli stessi punti nostri e credo che come noi stia attraversando un momento non molto favorevole. Portotorres, è una squadra del tutto nuova, è logico che ci vorrà del tempo per trovare intese e affiatamento tra atleti. Chi vincerà lo scudetto? Vedo favorite le due squadre romane. Dovendo scegliere dico … Elecom Roma. La sua società sta portando avanti il progetto Disabilìa. La disciplina si sta facendo conoscere sempre di più? La disciplina incomincia a farsi conoscere questo grazie alle tante iniziative che stiamo portando avanti, Disabilia è una di queste. Il progetto, attualmente, è rivolto agli

studenti delle scuole e porta il basket in carrozzina nelle palestre scolastiche, stuzzicando l’interesse e la voglia dei ragazzi a provare e a giocare in carrozzina. E’ ancora troppo presto per tirare le somme, perché il progetto è appena partito. Si vedrà a fine d’opera. Ricordo che il nostro sport è aperto non solo ai ragazzi disabili. La Sardegna sta esprimendo dei validi giocatori? Ci vuol fare qualche nome? Purtroppo no, i nomi sono sempre gli stessi che ormai conoscete a memoria. Speriamo tra breve di poterne segnalare qualcuno. Aggiunga pure tutto quello che vuole Vorrei ringraziare Sardegna Sport Magazine e tutti voi giornalisti, che state aprendo le porte a questo splendido e affascinante sport, e permettetemi, inoltre, di ringraziare i due fratelli Alberto ed Emanuele Garau che con la loro costanza non smettono di diffondere notizie su questa realtà.

SERIE B GIRONE C Il coach dei Pirati

In casa Russo il <Vado fiero della mia squadra> piatto piange Alessandro Caddeo, amante del contropiede Una sola vittoria nelle ultime quattro giornate

C

’è una retroguardia da strigliare e da risistemare. La Russo Cagliari non può andare fiera dell’ultimo mese di campionato, durante il quale ha dovuto soccombere tre volte su quattro. Troppi punti subiti, un assetto difensivo visibilmente fragile, al punto che anche la squadra meno brillante del campionato (il Lucca) ha potuto affondare i suoi colpi con una facilità allarmante e vincere addirittura di una lunghezza nel proprio campo. Coach Alessandro Caddeo (vedi intervista) non vede l’ora che si ristabilisca il play - guardia Mauro Graviano per avere una squadra completa in tutti i reparti, ma c’è qualcosa che comunque non quadra. Di sicuro quando i cagliaritani si proiettano in avanti sono dolori per tutti. Se Roberto Pintor è particolarmente ispirato, qualsiasi avversario trova serie difficoltà nel contenerlo. Così

vale anche per Alessandro Ceparano che in occasione dell’ultima vittoria della sua squadra contro il Tiber Roma ha magnificato il pubblico di casa con delle ripetute perle dalla lunga distanza. Il tridente Giuseppe Villa Santa, Maurizio Pedrazzini, Gionata Putignano è comunque una certezza sulle realizzazioni, mentre in fase di coordinamento offensivo Villani e Sanna posseggono la giusta maestria nel distribuire palle appetibili. Non c’è tempo per le recriminazioni, il campionato continua e per i biancoverdi c’è la necessità di assestare un colpo energico ad una classifica corta, per adesso non molto preoccupante. Ciò che può consolare è che i Pirates restano in partita sino all’ultimo, sintomo che condizione fisica e tasso tecnico non sono secondi a nessuno. Sabato prossimo l’impegno in via Rockefeller contro la vice capolista Anagni: gli appassionati si attendono una prova più che maiuscola dei cagliaritani.

incontrato da piccino mentre davi i primi colpi di mano ad un pallone? Ho iniziato a giocare con la Signora Franca Spinetti, Bruno Perra e Beppe Muscas. Un bel e prime confidenze po’ di strada ne abbiamo fatta con tabelloni e reti- da allora. ne risalgono al 1981. E guarda caso i suoi primi Il passaggio da giocatore ad ‘tutori’ erano proprio di casa allenatore è traumatico seRusso, la società che dopo condo te? una continuo peregrinare Diciamo che è tutto un altro tra Olympia (società che l’ha sport. Giocare è meravigliofatto maturare), San Paolo, so, ti permette di scaricare la Elmas e Scuola Basket, l’ha tensione e di tornare a casa riaccolto a braccia aperte. Da quando finisci contento e riquesta stagione Alessandro lassato. Allenare è bello allo Caddeo è al timone del club stesso modo, il trovare le sopiù rappresentativo della pal- luzioni, gli equilibri all’interlacanestro cagliaritana. Sta no di una squadra, costruire incontrando delusioni, ma un gruppo, ma quando arrivi fortunatamente ci sono an- a casa sei a pezzi, ti porta via che le giornate da incornicia- molte energie e non riesci a re, quelle in cui i suoi paladini scaricare la tensione. Diciasciorinano evoluzioni stellari. mo che sono due esperienze E quando schemi e arrabbia- diverse ma bellissime. ture si congedano dalla mente, concentra gli sforzi sulla Quali sono i principi assoluti sua neonata agenzia di viaggi in cui credi dai quali si dipana dal nome che ispira: Fly and la tua strategia di gioco? Dreams Tour. Ma gli amici Punto molto sull’intensità dipiù cari non disdegnano di fensiva e sul contropiede. Mi portarselo a bere birra, maga- piaceva molto giocare così, ri dopo una battuta di pesca ero un giocatore veloce ed subacquea. esplosivo. Da allenatore pen-

L

so che non sempre si possa Le prime persone che hai giocare così, devi avere i gio-

catori adatti e molte soluzioni all’interno della squadra. Per il resto, mi piace molto cambiare tipi di difesa, anche dopo ogni azione però anche per questo devi lavorare tanto . Ti trovi ad allenare una squadra importante che non ha le stesse potenzialità di due anni fa, ma che sta facendo tanto. Guarda, non vorrei paragonare le due squadre, ma vorrei dire che sono molto contento della mia e sono convinto che con il lavoro e un po’ meno sfiga, otterremo ottimi risultati; ora dobbiamo recuperare Graviano che per noi è fondamentale e allora non avremo più scuse. Sei soddisfatto della prestazione dei tuoi giocatori in campo quando… Quando tutti giocano per la squadra e non per il tabellino..

si diceva di tutto... si allena come un professionista, é umile piano, piano sta migliorando e dando un contributo importante. Comunque sono contento di tutta la squadra. In questo torneo ci sono delle avversarie realmente imbattibili? Secondo me la più forte è Rieti che ha giocatori veramente di un altro livello, però nessuno è imbattibile. Contro Empoli che era prima imbattuta siamo stati avanti tutta la partita e gli abbiamo fatto un regalo che neanche loro si sarebbero sognati. Un tuo grande desiderio sportivo da realizzare ? Il mio sogno da giocatore era giocare in serie A, da allenatore magari... Altro da dichiarare? Faccio un appello ai tifosi cagliaritani...Venite a vedere la Russo non ve ne pentirete!

Chi fra i tuoi giocatori si sta rivelando una piacevole sorpresa? Beh sorprese direi Solla... un ragazzo su cui a Cagliari

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Ssport / Basket

SERIE C GIRONE F

Nuova STI, in cerca di stabilità di Giampaolo Puggioni

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uando alcune pedine fondamentali si rendono indisponibili per cause di forza maggiore, le recriminazioni sono più che giustificate. La Nuova Sti, per esempio, gioca le ultime gare di campionato senza il fondamentale apporto del play guardia Antonello Loi e del lungo Riccardo Giorgietti. Nonostante la vistosa falla nel roster, coach Carlo Zedda riesce sempre e comunque ad allestire quintetti competitivi. Dopo la sconfitta nel derby stracittadino i gialloverdi incappano in un altro stop in terra beneventana. Solo nel finale i cagliaritani fanno vedere qualcosa di buono ma il Coimb nel frattempo aveva già preso il largo. Si sorride nuovamente nel successivo match casalingo. La cenerentola L’Aquila impensierisce più del dovuto la compagine del Cep che a scanso di equivoci innesta il turbo solo ad inizio di ripresa, ma con profitto. La striscia positiva continua nell’arena partenopea del

Pontano. Seppur priva di tre atleti e mezzo (ai soliti noti vanno aggiunti Chessa e 76 - 62 Russo infortunatosi a pochi 74 – 65 minuti dal termine) fa sua 76 – 84 la posta in palio dopo un 59 - 71 combattutissimo over time: ci mette lo zampino l’indemoniato Stefano Santona che quando a fine gara da una sbirciatina al referto si rallegra per i 34 punti realizzati. Nella struttura geodetica di Selargius, il più quotato Giugliano passa con disinvoltura: le carenze dell’organico facilitano la vittoria dei campani cui viene dato filo da torcere solo nei primi venti minuti di gioco. Nulla di preoccupante per la matricolina del capoluogo che di sicuro troverà nuove forze per tenersi a debita distanza dalle zone pericolanti.

RISULTATI NUOVA STI SCUOLA BASKET CAGLIARI 07/11/2009 BENEVENTO – NUOVA STI 14/11/2009 NUOVA STI – L’AQUILA CA 21/11/2009 PONTANO NAPOLI – NUOVA STI 28/11/2009 NUOVA STI – MEDIOCASA GIUGLIANO

CLASSIFICA GIRONE F Luiss Roma Coim Benevento Mediocasa-Giugliano Caffè-Partenope-Napoli Nova-Basket-Ciampino Benacquista-Fondi Virtus-Basket-Aprilia Trony Cagliari Pinauto-Airola Lazio-Riano Nuova-S.T.I.-Cagliari Pontano-Basket-Napoli Basket-Serapo-Gaeta Griff-Smit-Roma Minerva-Bk-Roma L’Aquila-Basket

20 16 16 14 12 12 12 10 10 10 8 8 6 4 2 0

RISULTATI OLIMPIA TRONY CAGLIARI 07/11/2009 TRONY CAGLIARI – PARTENOPE NAPOLI 15/11/2009 FONDI – TRONY CAGLIARI 21/11/2009 AIROLA – TRONY CAGLIARI 28/11/2009 TRONY CAGLIARI – L’AQUILA BASKET

72 -66 63 -60 82 -91 81 - 53

È un Olimpia Trony sempre più in salute

Tre successi su quattro nell’ultimo mese per i ragazzi di Corsi

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Le cose stanno andando decisamente meglio rispetto al primo mese di fatiche. L’Olimpia Trony risale gradatamente la classifica ottenendo tre volte su quattro il beneficio dei due punti. L’unica giornata storta è stata quella vissuta nel difficile campo di Fondi, dove ad onor del vero i cagliaritani sono stati ad un passo dall’ espugnazione. Ma nella settimana precedente avevano violato l’imbattibilità del Caffè Partenope Napoli con una prova armoniosa e di carattere. Il pronto riscatto dalla delusione di Fondi è giunto nel secondo impegno consecutivo oltre mare, in casa dell’Airola. I ragazzi del coach Corsi ingranano la quinta nella seconda fase di gara grazie anche ad un Mangiapane affamato dall’arco dei tre punti. Quasi una formalità invece l’impegno della decime giornata, con il fanalino di coda L’Aquila, a secco ancora di punti, arrivato a Cagliari senza nessuna ambizione. Ventotto punti di scarto e una piacevole sgambettata per tutti i biancoverdi a disposizione di Corsi, con Mastio e Mangiapane nella parte più sontuosa del tabellino, seguiti da Peretti e Schiffini (leggi intervista).

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Il play

Emanuele Schiffini vive ancora in funzione del basket facendone una ragione di vita

Viene introdotto casualmente nel fantasmagorico mondo della pallacanestro. Lo pesca a scuola il suo insegnante di ginnastica che, guarda caso, si chiama Enzo Molinas, ex allenatore del Brill Cagliari. Comincia nell’Esperia l’ascesa agonistica di Emanuele Schiffini, classe 1977, che dopo tanti ripensamenti decide di abbandonare il calcio. Con il club di via Monte Mixi esordirà a 16 anni in B1 d’eccellenza, poi a seguire Cagliari Basket (B2), Pallacanestro Cagliari (B1) e spedizioni d’oltremare con approdi

a Giulianova, Fabriano e Arezzo. Ha collezionato tre promozioni e una convocazione all’All star game della B1. Gioco a parte, tratta la vendita di dispositivi medici e apparecchiature per ospedali e cliniche il che gli consente di sviluppare continui rapporti interpersonali. Ama andare al cinema, al teatro con la sorella e fare lunghe passeggiate al mare. Ma le sue principali attenzioni sono tutte per la sua fidanzata: “E’ una giocatrice e per di più anche molto brava, oltre che bellissima. Gioca nel C.U.S. Non voglio scrivere il nome intero, perchè chi lo usa, solitamente, lo fa per

richiamarla all’ordine o per riprenderla perciò ve la presento come Giò Noè”. Una vita da playmaker… Da quando sono all’Olimpia posso dire di aver provato tutti i ruoli. Infatti il nostro allenatore vuole che tutti siano in grado, all’occorrenza di ricoprire ogni ruolo. Caspita… E’ una delle caratteristiche che ci contraddistingue ed è anche, secondo me, la nostra forza. Personalmente è anche uno dei motivi per cui adoro giocare per il mio coach, Claudio Corsi.

Non hai mai pensato di mollare ? L’amore per la pallacanestro, la dipendenza da questo gioco, la necessità di vivere lo spogliatoio con dei compagni che diventano la tua famiglia, l’allenatore che diventa come un secondo padre, sono stati più forti e mi hanno confermato che il basket, se lo ami sul serio, non lo puoi lasciare perchè sarebbe come tradire il tuo migliore amico. Il basket, una scuola di vita Spero un giorno, che vedo ancora lontano, perchè non ho nessuna intenzione di mollare, di poter essere nella vita fuori dal campo, quello che riesco ad essere in allenamento, in partita e nella vita di squadra. Allora sarò un po’ fiero di me, forse. Che valori ti sta trasmettendo la disciplina? Sono convinto che ci si trovi davanti ad una continua evoluzione dell’uomo-giocatore. Il rispetto, la sincerità, il voler bene, la correttezza sono gli elementi che fanno da base della piramide. Bisogna essere dei bravi operai, metterci dedizione, impegno e sopratutto volersi sempre migliorare. Lo si deve volere per se stessi e per gli altri perchè in campo,

come nella vita, non siamo soli. Io continuo a mettercela tutta e voglio riuscirci. Gli allenatori a cui sei maggiormente grato? Ogni allenatore che ho avuto mi ha lasciato in eredità qualche cosa di suo. Non ho un ricordo negativo di nessuno. Ho sempre pensato che ognuno di noi è fatto a modo suo e che si possono trovare dei punti d’incontro. A parte tutto, quelli che ricordo con maggiore affetto e stima, non me ne voglia male chi non verrà nominato (ormai, alla mia età comincio ad avere problemi di memoria!), sono: Franco Carpineti, Franco Cruccas, Piero Rigucci, Bruno Perra, Marco Morganti e Claudio Corsi. Cos’è per te l’Olimpia? L’Olimpia? Troppo facile come domanda! E’ insieme a mio padre, mia madre e mia sorella, la mia famiglia. E’ una società costituita interamente da persone che amano questo sport e che credono in un valido e solido progetto. E’ una società che lavora sui giovani, il nostro futuro, che non fa mai il passo più lungo della gamba e che se ti conquista, lo fa per la vita.


SERIE A2 Girone nord femmimile

Virtus stellare, la vetta non è più una chimera

Primo posto insieme a Udine e Bologna, merito di un team che non si arrende mai sare la guardia, abbiamo Marghera in casa sabato prossimo e poi andiamo a giocare con Milano in trasferta, che non è una squadra da sottovalutare”. “Ogni partita che viene, sia che si vince o sia che si perde, va giocata al massimo senza guardare punti e posizione in classifica”. “Questo l’allenatore lo ripete sempre e ora che siamo prime dobbiamo essere brave a non rilassarci e a giocare sempre al cento per cento”.

A

furia di rincorrere, sono riuscite ad accalappiare l’ex reginetta Udine. Ci sono volute otto vittorie consecutive per acciuffare il primato in classifica, otto prestazioni maiuscole che dicono quanto di buono stia ottenendo Roberto Fioretto da un collettivo che fa a meno di una pivot titolare del calibro di Maria Minervino. Nell’ultimo mese le virtussine incamerano altre quattro importanti vittorie. Mettono all’angolo Borgotaro e Cervia in trasferta, poi doppietta casalinga ottenuta contro Bolzano e San Martino di Lupari. Da questo primo segmento di campionato si capisce che le isolane riescano a dominare le avversarie perché tengono alta la tensione per buona parte dei 40 minuti di gioco. “Stiamo andando molto bene, siamo una squadra in tutto e per tutto – dice Eleonora Fava, play/guardia della Virtus - la nostra forza non è l’individualità, ma tutte riescono a dare qualcosa, fondamentale per vincere la partita, dalla prima all’ultima della panchina”. “In campo c’è una grande intesa, giochiamo semplici e

con tanta grinta, che è un fattore fondamentale”. “Coach Roberto è riuscito a impostare una bel gioco di fondo, e ognuna con i propri mezzi e capacità dà del suo”. Di sicuro un congruo contributo alla causa lo stanno

dando i due angeli neri Madalene Mitongu Ntumba e Marie Warner. Soprattutto la canadese ha sorpreso per la baldanza nell’area colorata, in una mansione che non è proprio la sua. E che le ha già fruttato 151 punti.

Quaranta in meno li ha realizzati la coloured milanese, una autentica furia nei rimbalzi offensivi e difensivi. Ma la squadra gira bene perché il gioco è ben impostato sin dai “piani inferiori”, con l’eclettica Chiara Mini che se

si trova in giornata si può fare sfracelli dalla lunga distanza. Accanto a lei il sostegno incondizionato di Marcello, Carta, Pacilio e Fava garantisce al gioco dinamismo e solidità. Sotto il blu del PalaRestivo sognare è lecito, ma si devono fare i conti con un campionato diviso in due. Udine, Bologna e Virtus, appaiate al vertice se la giocano per il primato assoluto; le altre 11, compresse nell’arco di sei punti, non vorranno di certo recitare la parte delle vittime sacrificali. “Siamo soddisfatte del lavoro che abbiamo fatto finora – aggiunge Eleonora Fava - ma questo non deve farci abbas-

CLASSIFICA VIRTUS CAGLIARI BOLOGNA UDINE MILANO SAN MARTINO BOLZANO CREMA MARGHERA VAL DI TARO MERCEDE ALG . CUS CAGLIARI CERVIA REGGIO EMILIA BIASSONO

16 16 16 10 8 8 8 8 8 6 6 6 6 4

Delusione Cus, decisive le ingenuità nel finale Eleonora Piana, centoUna sassarese settanta centimetri di conquista Sa Duchessa! pura gagliardia

T

re kappaò di fila non sono sufficienti a turbare la quiete a Sa Duchessa. Le cussine possono affrontare a viso aperto chiunque, ma ai fini del risultato finale sono fatali le ultime e convulse strategie di gioco. Al coach Federico Xaxa non resta che studiare attentamente nuove alchimie tattiche per compensare un deficit che alla lunga potrebbe risultare pericoloso. E’ dal sette novembre che alle universitarie non riesce di chiudere una pratica a loro favore. In quella circostanza il Biassono non poté nulla davanti allo strapotere delle avversarie che se ben orchestrate da Natalia Rios riescono a tamponare le falle che si frappongono nel cammino verso il successo. Con la guardia argentina sottotono le chance di trovare la via del canestro sono più fragili. Così è successo al cospetto della leader Udine, dal terzo quarto in su il divario tra friulane e ospiti è cresciuto inesorabilmente. E negli istanti conclusivi della gara contro la futura capolista Bologna, una poco saggia gestione del possesso palla da parte dell’asso sudamericano, ha pregiudicato l’esito di una gara in cui le padrone di casa sono state in vantaggio anche

di dodici punti. Altro aspetto che crea non pochi problemi a Xaxa é costituito dagli infortuni, fatali nel congegnare turnazioni ad hoc. Nell’ultima trasferta a Marghera le cagliaritane hanno dovuto fare a meno della guardia Lidia Oppo. Dopo una condotta di gara impeccabile, con il solito asse Rios – Piana (vedi intervista) davvero godibile sia sul piano realizzativo, sia su quello della copertura, il Cus ha dovuto alzare bandiera bianca proprio nei secondi conclusivi, per evidenti debiti d’ossigeno. La classifica cortissima del campionato aiuta a non disperare, ma incide di più il buon umore che regna tra giocatrici e allenatore che anche dopo l’ultima debacle ha avuto parole di encomio per le sue irriducibili gladiatrici.

C

anestri e palle a spicchi, palle a spicchi e canestri. Hobby e lavoro per Eleonora Piana non fanno alcuna differenza. La guardia sassarese ha subito approfittato della grande occasione offertagli: poter calcare i palcoscenici della serie A2. Il dover finire all’altra estremità della Carlo Felice era un problema marginale. Anche se a malincuore ha dovuto lasciare le sue ex compagne del S. Orsola, società

con cui ha trascorso otto anni della sua vita. Il suo ex presidente Nereo Vasconi la dipinge così: “Ho voluto con forza, anche contro i miei interessi, che Eleonora si misurasse in una categoria superiore come la A/2, anche perchè a differenza di molti scettici, la conosco da dieci anni, in questi anni è stata sicuramente una delle più forti giocatrici della serie B nazionale e meritava sicuramente questa chance; è una vincente nata e aldilà del carattere che qualche volta mi ha fatto impazzire, è una ragazza sincera e solare che ha il pregio di parlare in faccia”. A Sa Duchessa Eleonora impressiona per la vigore e la voracità con cui s’impossessa delle palle avversarie, vaganti e non. Quando può sciorina il numero a sensazione che lascia tutti di stucco. Nella sfida casalinga con Bologna, per esempio, a fil di serena ha centrato il bersaglio da metà campo. “Pura fortuna” esclama lei, ma a volte la dea bendata ha bisogno di essere rincorsa. Passione indistruttibile che dura da… E’ iniziato tutto a scuola. La mia maestra, quando ci portava in palestra, ci faceva giocare sempre a basket. Mi ha

insegnato tutte le regole del gioco ed a 8 anni ho deciso di dedicarmi a questo bellissimo sport. Dove? Ho iniziato nella Virtus Sassari, poi a 16 anni ho esordito con il Sant’Orsola in B1 nazionale Le tue armi migliori? Velocità e grinta. E poi sono una ragazza che non si da mai per vinta nonostante il tabellone non dia speranze. Anche questa è la mia forza, non mi fermo davanti a niente. Difesa o attacco? Alla pari perché senza difesa non ci sarà un bell’attacco. Certo è sempre bello segnare e mettere anche i punti decisivi, ma recuperare un pallone e sprintare verso canestro e in fine realizzare è l’emozione più bella. L’allenatore del cuore? Elisabetta Ganadu. E’ stata la mia allenatrice per diversi anni. Oltre ad insegnarmi a crescere al livello cestistico lo ha fatto anche a livello umano. Questo Cus Cagliari a corrente alternata… Si, siamo altalenanti. Forse

è proprio questo che ci contraddistingue dalle altre. Siamo una buonissima squadra, ultimamente un po’ sfortunata però credo che sia un campionato alla portata di tutte. Siamo un bel gruppo e ci crediamo. La tua squadra é un Po’ Rios dipendente? No, non siamo Rios dipendenti. Lei per noi è un punto di riferimento. Come ti trovi con la fuoriclasse argentina? E’ una ragazza molto umile. Penso che sia una buonissima giocatrice. Alle volte chiedo dei consigli e lei è sempre disponibilissima. Di una fusione tra Cus e Virtus cosa ne pensi? Non saprei. Sicuramente diventerebbe uno squadrone. Un commento sulle altre due formazioni sarde del girone? La Virtus è una squadra che sta dimostrando di avere buone capacità, è una squadra molto decisa . La Mercedes… Certo che tutte queste sconfitte non la aiutano ma penso che non sia affatto una squadra scontata. E’ un po’ come noi sfortunata sul finale, ma si stanno riprendendo.

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Ssport / Volley

VOLLEY SERIE B1 maschile

Meridiana Olbia, terza in classifica e leader tra le isolane

Supera agevolmente, secondo pronostico, la sfida interna contro la VBA Olimpia Sant’Antioco di Fabrizio Serra

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a Gallura regna tra le sarde del campionato di serie B1 maschile di

volley. Nel girone A, infatti, il mese di novembre ha incoronato la Meridiana Olbia leader delle compagini isolane impegnate nella cadetteria, con tre vittorie ed una sconfitta giunta al tie-break I ragazzi di Fabrizio Sarno, all’ottava giornata, hanno superato in casa nettamente una delle squadre più deboli del girone, il Biella. I parziali, 25-20, 25-17 e 2521 rendono l’idea del divario tra i due sestetti e dei differenti obiettivi di stagione. Nono turno di campionato e cocente sconfitta per l’Olbia che perde 3-2 in trasferta a Cuneo, con un tie-break che grida ancora vendetta, dato che il quinto e decisivo set si è chiuso 24-22 per i padroni di casa. Derby senza storia, quello della decima giornata: La Meridiana supera agevolmente, secondo pronostico, la sfida interna contro la VBA Olimpia Sant’Antioco: un 3-0 (25-15, 25-23 e 25-20 i parziali) per i padroni di casa in un match comunque combattuto, come d’altronde sono sempre i derby.

Altra sfida tra sarde per l’Olbia anche nell’undicesima giornata, che vince con lo stesso punteggio sul campo del Deledda Quartu in un match senza storia per una squadra che punta con decisione ai playoff per la serie A2. Spareggi promozione che sulla carta potrebbe raggiungere anche l’Augusta Cagliari, ma nell’ultimo mese ha dilapidato un patrimonio di punti utili per restare agganciato al treno-playoff. L’inizio del mese di novembre è da urlo: supera al Palarockefeller l’allora capolista imbattuta Monza con un perentorio 3-1, dopo essere passata in svantaggio, e tutto l’ambiente rossoblu si è galvanizzato ancora di più la settimana successiva, quando Mascia e compagni sono andati ad espugnare con lo stesso punteggio il campo del Bibione Mare Volley. Nona giornata

che incorona i cagliaritani come squadra compatta e pronta al salto di qualità, dato che la vetta è distante appena due lunghezze. Invece le successive due giornate riportano con i piedi per terra l’ambiente: nella decima giornata perde malamente a Schio, un 3-0 sul quale pesa però la trasferta disagiata, con giocatori arrivati appena un quarto d’ora prima della partita a causa della nebbia presente all’aeroporto di Treviso. Undicesimo turno che invece non ha scusanti: l’Augusta cade rovinosamente tra le mura amiche contro il modesto Agnelli Bergamo per 3-1, che ridimensiona le ambizioni dei ragazzi di Giandomenico Dalù. Sta diventando un calvario il cammino della salvezza per quel che riguarda sia la VBA Olimpia Sant’Antioco, che il Deledda Quartu. La compagine di Lai perde malamente a Bergamo, 3-0 nell’ottava giornata, vince facile contro l’attuale cenerentola del campionato di B1, il San Donà di Piave (mai un set o un punto a favore per i veneti), e – come detto perde il derby contro Olbia, salvo poi lottare per conquistare un punticino al tie-break nel match interno contro Schio. Perde 3-2, ma ora la classifica preoccupa perché i sulcitani

occupano il quartultimo posto solitario in una graduatoria che si sta allungando. Non se la passa meglio il Deledda, che al momento è in penultima posizione. Mese di novembre nero per i ragazzi del Presidente Piergiorgio Sailis che chiudono con 4 partite, 12 set subiti e neanche uno conquistato. Iniziano con una sconfitta per 3-0 a Brugherio, replicata sette giorni dopo in casa dalla scoppola subita dalla capolista Segrate. Ancora sconfitta pesante, 3-0 rifilato ai quartesi dall’Avesani Verona, e chiusura del mese ‘nero’ con l’altra sconfitta sempre per 3-0 nel derby casalingo contro Meridiana Olbia.

CLASSIFICA Segrate Monza Meridiana-Olbia Trebaseleghe Augusta-Cagliari Cantù Schio Bergamo Bibione-Mare Brugherio Verona Viadana Sant’Antioco Deledda-Quartu Biella San-Donà di Piave

29 28 25 25 22 22 22 21 16 14 13 11 10 3 3 0

SERIE B2 Girone F maschile

Sarde affaticate, le laziali dettano legge L

a Sardegna non sopporta la B2 maschile di volley. Anzi, sarebbe meglio dire il contrario, visto che sono Civitavecchia, Ostia, Arvalia Roma e Fiumicino ad occupare i primi quattro gradini del girone F della B2. Un girone ormai diventato solamente laziale, almeno per quel che riguarda la zona altissima della classifica. Tre vittorie ed una sconfitta nel mese di novembre per la Comer di Iglesias che alla quarta giornata tra le mura amiche supera al tie-break nientemeno che il forte Volley Fiumicino, un 3-2, prezioso in prospettiva playoff, cui si aggiunge il 3-1 con cui gli iglesienti espugnano il campo del Casal Bertone Roma. Sconfitta pesante, 3-0, tra le mura amiche contro l’Arvalia Roma (ora terzo in classifica), prontamente riscattata dalla vittoria sul campo del fanalino di coda Roma Volley con il punteggio di 3-1. Chi invece sorride a metà è l’Eurospin Alghero, che in queste quattro giornate di novembre ha proseguito il suo 30

La gioia dei ragazzi del Quartucciu leit-motiv di inizio stagione: una sconfitta, tre vittorie di cui due al tie break. Dopo aver perso in casa contro l’Arvalia Roma, i catalani

hanno espugnato per 3-2 il campo del Guidonia, superato in casa il Casal Bertone per 3-0, e ancora successo per 3-2, questa volta sul campo

del forte Fiumicino. Compagine di Matta quindi in crescita, che con un po’ di concentrazione potrebbe anche aspirare ai playoff pro-

mozione. Se la passa un po’ peggio la Pallavolo Quartucciu, in piena bagarre salvezza, che nel mese di novembre conquista una sola vittoria e colleziona tre sconfitte tutte per 3-0. Perde contro il Club Orte Viterbo e la capolista Civitavecchia in trasferta, inframezzati dalla scoppola casalinga contro la vicecapolista Ostia. Tre punti preziosi sono poi arrivati grazie al successo, sempre per 3-0, tra le mura amiche contro il fanalino di coda Club Italia. Fanalino di coda che resta anche la Silvio Pellico di Sassari, capace di conquistare appena un punto nei quattro match di campionato in programma in questo mese. Perde 3-0 sul campo del Pomezia, e regala ben due punti al Club Italia (finora gli unici) che vince in casa dei sassaresi per 3-2. Altre due sconfitte per 3-0, sul terreno dell’Ostia e in casa contro il Civitavecchia, lasciano la Silvio Pellico mestamente a chiudere la graduatoria di questo girone di serie B2.Fanalino di coda che resta anche la Silvio Pellico di

Sassari, capace di conquistare appena un punto nei quattro match di campionato in programma in questo mese. Perde 3-0 sul campo del Pomezia, e regala ben due punti al Club Italia (finora gli unici) che vince in casa dei sassaresi per 3-2. Altre due sconfitte per 3-0, sul terreno dell’Ostia e in casa contro il Civitavecchia, lasciano la Silvio Pellico mestamente a chiudere la graduatoria di questo girone di serie B2.

CLASSIFICA Civitavecchia Ostia Arvalia-Roma Fiumicino Comer-Iglesias Orte Eurospin-Alghero Guidonia Pomezia Quartucciu Casal-Bertone Silvio-Pellico SS M.Roma Club-Italia

19 18 16 16 14 12 11 11 9 8 7 2 2 2


VOLLEY PERSONAGGI

Vincenzo Amendola, una vita sottorete di Fabrizio Serra

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incenzo Ammendola, imprenditore, nato il 19 giugno del 1957, è un altro di quei personaggi del mondo sportivo che arrivano in Sardegna convinti di restare per poco tempo, ma che poi giurano amore eterno all’Isola. Calciatori, certamente, di cui Gigi Riva resta il capostipite, ma non solo. Ammendola, presidente regionale della FIPAV, la federazione della Pallavolo, oggi si occupa del ramo assicurativo, alberghiero e del settore edilizio. Nato a Lamezia Terme, lui si definisce “sardo per scelta”, visto che è arrivato nell’Isola per una vacanza di 5 giorni nell’estate di 35 anni fa. Aveva 18 anni e da quel momento non se n’è più andato via. Innamorato della Sardegna e della pallavolo, come detto, il cui feeling scatta quando fin dai tempi della scuola. Il suo maggior risultato agonistico è l’esordio in Calabria nel campionato di serie B1, da centrale. Nell’Isola ha disputato il campionato con il Torre delle Stelle, ma la svolta della sua carriera nella pallavolo arriva quando veste i panni del dirigente. Insieme alla moglie Silvana Murreli costruisce il miracolo sportivo dell’Airone di Tortolì partendo da zero. E’ il 1983, e la squadra ogliastrina arriva – sotto la loro gestione – fino alla A2, e sotto la

sua guida fino alla B2. Ricopre la carica di dirigente sportivo prima al comitato provinciale di Nuoro, con un mandato sotto la presidenza Bernardini, poi diventa vicepresidente regionale sotto la presidenza di Andrea Delpin, e dal 2005 diventa numero uno della Federazione sarda. Uno sport che si respira a pieni polmoni in casa Ammendola: la moglie è attualmente presidente dell’Augusta Cagliari (anche lei è stata allenatrice), con due figli che militano nella stessa società in cui Simone occupa il ruolo di palleggiatore, e Daniele posto 4. Qual è lo stato di salute della pallavolo? “Numericamente non posso che essere soddisfatto, visto che abbiamo 207 società in Sardegna, di cui il 50% nella zona del cagliaritano, 1200 squadre, 16.000 tesserati atleti, 3000 tra dirigenti e allenatori, e 5000 i bambini

che praticano il minivolley. L’obiettivo ora è l’aumento della qualità, il volley è il secondo sport in Sardegna e in Italia, ed è un’attività che nel mondo femminile è dirompente. In quello maschile stiamo un po’ soffrendo, la Federazione sta attivando iniziative per potenziare queste carenze”. Quanto è diffusa la pallavolo in Sardegna? “Guardi, in media è praticata in quasi tutti i comuni della Sardegna. Il problema non è quanto ma come è praticata. Siamo al quinto posto tra le regioni d’Italia nel rapporto abitanti/pallavolisti, con le Marche che fa da padrona. Prima c’era il problema dell’altezza, oggi è un handicap fisico che non esiste più, e comunque credo che oggi sia necessario anche formare allenatori, perché in questo momento i nostri atleti non sono qualitativamente così tanti da poter

costruire squadre autoctone per arrivare ai campionati di vertice. Bisogna acquistare, e logica vuole che ci sia bisogno di sponsor”. Un altro problema atavico… “Esatto: al momento non ci sono possibilità economiche per disputare un’ottima serie A2, le trasferte anche in B2 costano, e le spese anche per gli alti ingaggi per la durata di tutto il campionato portano ad un grave e notevole squilibrio economico. Quando c’è stato il taglio dei contributi decisi dalla giunta-Soru si è data la mazzata decisiva alla nostra serie A. In A2 abbiamo ricevuto un contributo di 170.000 euro, quando le spese per disputare il campionato si è rivelato pari a 700.000 euro. Insomma, un parametro sottostimato rispetto alla visibilità che la squadra dà in giro per l’Italia dell’immagine della Sardegna.”. Parliamo di volley agonistico. Oggi l’espressione massima è la B1: quando si potrà rivedere la pallavolo di serie A? “Non credo sia difficile programmare per salire. Cagliari con un minimo investimento a dicembre potrebbe arrivare al salto di categoria. Ma il problema non è salire, ma programmare per restare in serie A2. Se non si riesce ad avere dalla Regione contributi, oppure sponsor di aziende importanti, magari accompagnati da referenti politici,

non si va da nessuna parte. E qui vorrei citare il caso della Dinamo di Sassari, in cui la Regione ha fatto di tutto per trovare uno sponsor come il Banco di Sardegna. Non ho niente contro la Dinamo, ci mancherebbe, però mi fa rabbia pensare che la pallavolo di serie A a Cagliari sia stata lasciata morire sotto lo sguardo d’indifferenza di tutti. La società oggi sta cercando di ampliare l’assetto economico, con sponsor che permettano di programmare. Le porte sono aperte a tutti quegli imprenditori che vogliono investire in questo sport e portare ai massimi livelli la pallavolo regionale. Per quanto riguarda il resto del movimento, la speranza è che l’Alfieri abbia raggiunto la maturità per pensare di salire in A, mentre l’Olbia maschile e femminile hanno mezzi e capacità per fare il salto di qualità. Una delle poche note stonate è il Deledda Quartu, cui rimprovero la scarsa programmazione. Il torneo di B1 è duro, non si può fare con ragazzi che troppo giovani e inesperti pur di disputare la categoria. Così non si onora il campionato. Sarebbe stato più giusto rinunciare alla B1 e disputare un’onorevole serie B2”. E il resto del movimento? “A livello femminile da elogiare la società Janas, con staff e giocatrici sarde, e poi c’è il torneo di serie C con 5/6

squadre di buon livello come la San Paolo Cagliari, Airone Tortolì, Iglesias, Sassari 2001, San Giuseppe Vesuviano Sassari, e Volleyball Cagliari”. Chiudiamo con gli auspici per il futuro: cosa si augura? “Che il Comune di Cagliari finalmente proceda con l’inizio dei lavori del PalaRockefeller. Il mio sogno nel cassetto è quello di poter ospitare nel 2014 il mondiale femminile. Su questo c’è già un impegno formale del Presidente della Fipav Nazionale di assegnarci un girone, visto che nel 2010 l’abbiamo perso per la lungaggine burocratica. Il palazzetto può e deve essere un luogo, una vetrina, di grossi eventi internazionali da fare ogni anno, che significherebbe risorse economiche. Vorrei avere anche due squadre in serie A, ma sarebbe un sogno che costerebbe 5 milioni di euro”. Un sogno che alimenterebbe la passione dei sardi per la pallavolo: le due nazionali, quella femminile e quella maschile, hanno elogiato il pubblico e l’organizzazione, ed entrambi hanno espresso il desiderio di tornare, dopo l’esperienza di questa estate. Italia-Spagna ha fatto registrare il tutto esaurito 15 giorni prima, e Italia-Serbia, con il tour Cagliari-Tortolì-Sassari ha ottenuto 11.000 spettatori. Come si suole dire, fatti non parole.

SERIE B1 e B2 femminile

La rubrica rosa della pallavolo sarda

Il momento delle squadre cagliaritane e galluresi

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agliari ai confini dei playoff, Quartu sull’orlo della B2. Sembra essere questo il cammino delle due squadre sarde della serie B1 di volley femminile. Nel girone C l’Alfieri sorride a metà: nel mese di novembre ha perso per ben 3 volte, di cui una volta al tie-break, ed una sola la vittoria conquistata, per giunta nel derby contro il Deledda, ancora a zero punti in classifica, e sempre più cenerentola di questo campionato cadetto. Le ragazze del coach Walter Langiu perdono malamente per 3-0 sul campo marchigiano dell’Azzurra Casette, e tentano di rifarsi sette giorni dopo sul proprio campo, contro il forte Bisonte Azzurra di Firenze. Perdono per per 3-2, ma sul 2-1 per le cagliaritane hanno fatto credere in una debacle delle ospiti toscane che mai prima di allora in questa stagione avevano concesso set. Il quinto e decisivo parziale, 13-15 per le fiorentine, lascia l’amaro in bocca allo stesso Langiu , che al termine del match ha affermato di essere “comunque soddisfatto delle buona prova offerta dalle ragazze, soprattutto dopo

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Alfieri la prestazione deludente ad Ascoli Piceno. Come detto supera con netto 3-0 le cugine del Deledda Quartu con parziali che non ammettono scusanti: 25-23, 25-9, e 25-10. In pratica, le ragazze quartesi hanno dato del filo da torcere all’Alfieri solamente nel primo set, per poi sciogliersi come neve al sole. Perde per 3-1 sul campo del Marsciano una partita difficile resa ancora più dura dalla assenze di Poli per problemi al tendine d’Achille, e della Mereu a letto con la febbre. Continua a collezionare sconfitte l’altra sarda impegnata nel torneo di B1, il Sepi Deledda Quartu. Perde 3-0 fuori casa,

sul campo della capolista Bisonte Azzurra Firenze e nel derbissimo contro l’Alfieri, e sul proprio campo riesce a conquistare solo un set che purtroppo non regala manco un punto. Le sfide perse per 3-1 contro l’Azzurra Casette e Narni fa capire che forse il primo campionato di B1 per le quartesi è un palcoscenico un po’ troppo duro. Classifica che ora, dopo sette giornate, si presenta così: Bisonte Azzurra 19 punti, Formello Fidia 18, Cittaducale 17, San Mariano 14, Volley Firenze 13, Marsciano 12, Alfieri 11, Narni e Ancona 10, Casette 9, Trevi 7, Monterotondo 5, Valdarno 2, Deledda 0.

erie B2 femminile, girone F, che vede la Gallura tra le più forti squadre del torneo, e Quartu ospite gradita nel salotto delle compagini pronte a sedersi al tavolo della salvezza. Le ragazze di Hermea Olbia, rispetto alla partenza sprint delle prime sette giornate di campionato che le aveva viste arrampicarsi fino alla vetta, nel mese appena trascorso hanno avuto un leggero calo. La compagine guidata da Andrea Schettino ha accusato una flessione più sul gioco, soprattutto sul muro, ed i risultati hanno avuto qualche battuta a vuoto. Dopo aver riposato nell’ottavo turno, la settimana seguente supera per 3-0 tra le mura amiche Roma Eur, al momento al penultimo posto in classifica, salvo poi perdere con lo stesso punteggio nello scontro diretto contro la vicecapolista Sala Consilina. 25-13, 25-17, e 25-12 i parziali di un match che ha visto le ragazze di Schettino mai davvero in partita. Vittoria, infine, nel derby sardo contro lo Janas di Quartu per 3-0 che ora vuol dire terzo posto in graduato-

Janas Quartu ria, ma ad appena 3 punti dal secondo gradino e 4 dalla vetta. Janas invece sembra proseguire con molta tranquillità sulla strada che porta alla salvezza. Nel mese di novembre le ragazze del tecnico Riccardo Lilliu non hanno mezze misure: perdono con lo stesso disarmante punteggio, 3-0, segno di un probabile equilibrio psicologico molto sottile, che si trasforma in sofferenza o in scoramento quando vanno in difficoltà. Perde 3-0 sul campo della capolista Divino Amore e su quello dell’Hermaea Olbia nel derbissimo di stagione, ma riesce ad an-

dare in crisi anche tra le mura amiche nel duplice scontro salvezza contro Ostia e Comal Civitavecchia. La permanenza in B2 non sembra una chimera per le quartesi, ma nel prosieguo del torneo cadetto serve un drastico cambio di rotta. Dopo 11 giornate la classifica è la seguente: Divino Amore 27 punti, Sala Consilina 26, Hermaea Olbia 23, Pescara 22, Manoppello 21, Nautilus Roma 18, Labico 17, Roma 7 Volley e Comal Civitavecchia 16, Janas Quartu e Ostia 11, Frascati 10, Civitavecchia 8, Roma Eur 4, Euronics Roma 1. 31


HOCKEY SERIE A1 maschile

Amsicora, ultima in classifica e triste

Con la pausa i ragazzi a disposizione di Pucci potranno riflettere sugli errori do questo momento? Male come tutti noi giocatori,adesso cercheremo di sacrificarci tutti assieme e di trovare delle soluzioni ai problemi che ci sono. E l’ allenatore cosa vi ha detto prima del letargo invernale ? Non c'è stato ancora modo di discutere.

Fabio Mureddu L’Amsicora Cagliari prima della gara di Giampaolo Puggiomi

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ederla annaspare in fondo alla classifica suscita la malinconia anche del cittadino più distratto. I venti scudetti vinti dall’Amsicora Cagliari hanno fatto la storia dello sport regionale e dell’hockey nazionale: non si può rimanere impassibili davanti all’ atipica situazione che si è venuta a creare in questo primo scorcio di campionato. Nulla é compromesso: in primavera, con la ripresa del torneo di serie A1, si spera che la rosa guidata da Roberto Pucci possa risalire la graduatoria. La scorsa stagione, solo per un soffio i sardi erano restati fuori dalle migliori quattro, ma si erano riscattati approdando ala finale di Coppa Italia, dove però gli hockeisti del Bra ebbero la meglio. Durante l’estate si sono re-

gistrate diverse defezioni, il collettivo si é indebolito e alla società di Ponte Vittorio non è rimasta altra chance che quella di investire sui giovani. Una mossa azzardata ma lodevole perché i prodotti locali, se ben valorizzati, alla lunga hanno sempre regalato soddisfazioni. Nessuno di certo si aspettava, però, che dopo nove giornate, i cagliaritani guadagnassero appena quattro punti, scaturiti da una vittoria di misura contro una diretta concorrente per la salvezza (Bonomi) e da un pareggio in trasferta strappato alla capolista Bologna all’esordio in campionato. A fine settembre gli amsicorini sono corsi ai ripari reclutando tre giovani giocatori pakistani (Usman Tariq, Naeem Akbar e Wasif Saddique) per equilibrare le forze in tutte le zone del campo. Purtroppo neanche con gli innesti asiatici, l’Amsicora è riuscita a raccogliere i risultati sperati anche se gara dopo

gara ha dimostrato di avere delle qualità che necessitano di ulteriore affinamento. Impressiona l’ultima cocente sconfitta subita in casa ad opera del Cernusco (1- 5), dove i locali sono stati incapaci di sfruttare al meglio i corti a loro favore. Amareggia anche la poca vena realizzativa con appena dieci reti messe a segno (Matteo Agabio 3, Lorenzo Asuni 3, Davide Lugas 2 Fabio Lixi e Luca Mureddu 1). La pausa invernale porterà di certo qualcosa di buono e quell’ultima posizione in compagnia del Villafranca, potrebbe essere solo un terribile ricordo.

Nei momenti di maggior difficoltà è bello ricordare quando tutto andava a gonfie vele. Non è poi mica passata un’eternità da quando Fabio Mureddu, cagliaritano, fu uno degli artefici di due scudetti e una Coppa Italia vinti dall’Amsicora tra il 2002 e il 2004. E come non dimenticare quel periodo di grande forma del 2006, quando acquisì esperienza in nazionale, complice una arricchente trasferta in Egitto. Doveva essere uno dei tanti destinati a dare una pedata alla sfera di cuoio, poi in prima media, durante le lezioni di educazione fisica, due allenatori avviarono dei corsi di hockey e la mazza e la pallina entrarono dritte nel suo cuore. Ora tra una partitella a Texas Holdem e una con la playstation Fabio ha il tempo per capire cosa stia succedendo in casa Amsicora : “Quest'ultimo posto è un insieme di situazioni sfortunate e scelte sbagliate generali”. “Siamo una squadra molto

giovane e inesperta e abbiamo bisogno di un po’ di tempo per dimostrare il nostro valore”. “Ci sono ragazzi che hanno messo piede in prima squadra solo ora, catapultati in questa realtà perchè molti "veterani", chi per un motivo, chi per un altro, hanno dovuto smettere. Quindi la carenza d'organico conta eccome”! Avete cominciato senza stranieri, poi sono arrivati tre pakistani, non c’è stato un salto di qualità immediato. E’ solo questione di tempo? Si, come detto è questione di tempo, soprattutto per conoscerci, perchè alcuni di noi non avevano mai giocato assieme prima di quest'anno. In generale, contano molto le presenze degli stranieri? Contano perchè di sicuro alzano il livello degli allenamenti e quindi della squadra. Io preferisco sempre averne uno forte, forte che tre medi. In società come stanno viven-

Continuerete ad allenarvi ? Si, anche se con minore intensità, almeno come numero di allenamenti che fino a dicembre verranno ridotti, poi da gennaio si tornerà a pieno regime. Che tipo di gioco cercate di esprimere in campo? Il gioco che ha sempre contraddistinto l'Amsicora: l’attacco continuo, il mettere pressione agli avversari, badare più alla fase offensiva che a quella difensiva. Chi sono a tuo avviso i tuoi compagni di squadra che si sono distinti in questo campionato? Marcello Manca, il portiere, altri sono difficili da trovare dato che ci troviamo ultimi in classifica. A tuo parere chi sono le favorite per lo scudetto? Il Bra su tutte perchè ha un gruppo esperto che gioca assieme da diverso tempo e subito dietro la Roma che se recupera alcuni infortunati può giocarsela. E comunque occhio ai vecchietti del Bologna, non si sa mai...

L’ALTRA BIG ISOLANA

Suelli: spaccattutto in casa, meno audace in trasferta

La compagine della Trexenta va in letargo consapevole dei propri mezzi

seguito da Luca Pitzalis con 3, Mauro Zedda e Michele Pirica con 2., Giorgio Caria, Alexander Diachenko e Simone Senis con 1.

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l comunale di Suelli raramente passa lo straniero. L’arena trexentina non si presta a facili conquiste e dopo cinque gare interne gli hockeisti di casa hanno collezionato ben undici punti e nessuna sconfitta. Eppure all’esordio in campionato, il pareggio a reti bianche col Cus Catania aveva cancellato un piccolo record: era dal 2006 che i rossoneri avevano sempre realizzato davanti ai propri tifosi e da quando giocavano su quel campo, mai nessuna partita si era chiusa sullo zero a zero. Ma i suellesi venivano da una preparazione precaria, pagando anche l’inesperienza di diversi giovani chiamati a mettere una pezza agli improvvisi

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CLASSIFICA

deficit d’organico. L’allenatore ucraino Alexej Shvets ha fatto di necessità virtù, impiegando altri due suoi connazionali (il rientrante Oleg Polishchuk e la punta Alexander Diachenko ) nella speranza di approdare nella top four, proprio come accadde lo scorso anno. La classifica attualmente dice che il Suelli è ad appena tre punti dalla zona play – off: se

oltre a fare faville sul proprio campo, comincerà a strappare punti importanti anche in trasferta, allora sia Roma, sia il Cernusco potrebbero essere risucchiate. Nel match in cui ha ospitato la capolista Bra, il gruppo del presidente Luca Pisano ha impattato sul 2 a 2 ma se avesse vinto nessuno avrebbe avuto da ridire. Questo a dimostrazione che

anche con le grandi la compagine sarda può dire la sua. Con il secco risultato di due a zero ha fatto suo anche il derby contro l’Amsicora, il decimo nella sua storia che ha uguagliato il numero di successi ottenuti dai verdi di Ponte Vittorio. Oltre Tirreno sono stati due gli stop, uno di misura contro il Cernusco, l’altro più netto in

casa del Bologna su un terreno al limite della praticabilità. Dopo nove partite la difesa del Suelli è la meno perforata del girone(12) dopo quella dell’Hockey Team Bologna (11) e qui i galloni sul campo li ha guadagnati il portiere Aramu, specialista nello sventare azioni incredibili. In attacco si sono messi in luce Polishchuk con 5 reti,

H. Team Bologna 19 HC Bra 19 Butterfly Roma HCC 18 HC Roma 16 H. Cernusco 16 HC Suelli 13 Cus Catania 13 Più Unica Paolo Bonomi 6 SG Amsicora 4 Hockey Villafranca 4


HOCKEY SERIE A2 maschile

Due cagliaritane belle a metà

Cus e Ferrini tra momenti esaltanti e partite senza gloria

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anno scritto la storia dell’hockey cittadino degli ultimi 50 anni, assieme a Johannes, Amatori e ovviamente alla pluriscudettata Amsicora. Cus Cagliari e Ferrini Cagliari continuano ad essere protagoniste, anche nel campionato cadetto. Entrambe sono state incluse nel girone “A”, dagli esperti ritenuto molto più impegnativo del “B”. La società di Sa Duchessa, dopo una lunga militanza in A1, ha dovuto attendere 19 anni prima di respirare nuovamente l’aria salubre di alta quota. Ma l’idillio con la massima serie è durato appena una stagione (2003). Evidentemente la serie A2 le calza meglio, perché chiude sempre i campionati nelle zone alte ma non riesce a trovare gli ingranaggi giusti per ottenere un’altra promozione. Dopo la prima fase si ritrova al terzo posto assoluto, un po’ distante dalla capolista Tevere, un po’ meno dalla Moncalvese. Gli universitari hanno rinnovato il feeling con il continente nero riconfermando l’allenatore egiziano Lotfy Amin e i due giocatori nigeriani dalle incredibili doti atletiche Nuhu Jatau (ormai

Ferrini sardo d’adozione) e Josiah Tìmoty Tinat. Ma il vero colpo di mercato è stato realizzato con l’ingaggio dell’ex pilastro del Suelli e della nazionale italiana Alessandro Cuccu. L’inizio degli azulgrana è scoppiettante, dalla seconda alla quinta giornata stazionano in cima alla graduatoria. Firmano risultati ad effetto come l’8 a 1 rifilato al Rassemblement. Alcuni imprevisti li fanno desistere, come il pareggio acciuffato in extremis dal Brescia sul sintetico di casa,

Cus Cagliari

che la classifica potrebbe far intendere non c’è.

Nel bel mezzo dell’età adolescenziale, Enrico Strinna viene convinto dal suo cugino Carlo, già da allora un punto fermo della Ferrini, a prendere seriamente l’ipotesi di dedicarsi all’hockey: “Ho iniziato per curiosità e poi mi sono innamorato di questo sport che sicuramente potrebbe appassionare chiunque se solo fosse trasmesso e se ne parlasse di più”. “Cagliari e la Sardegna hanno svolto un ruolo fondamentale nella storia nazionale di questo sport”. E’ un girone difficoltoso il vostro? Anche se i punti che ci distaccano sono tanti posso assicurare che il divario tecnico

Spiegati meglio Se uno guardasse i risultati con la mentalità calcistica, leggendo un parziale di 6 a 3 in una partita non esiterebbe un secondo a parlare di umiliazione. Ma nell’hockey non è così poiché col corner corto (un azione di gioco simile al rigore) è molto semplice fare goal,ed avendo giocatori stranieri che fanno la differenza su questo tipo d’azione, è molto semplice vincere le partite anche demeritando. Quindi? Il nostro girone è molto equilibrato a livello tecnico anche se il Tevere e la Moncalvese sembrano aver preso il largo per la scalata alla A1. La vostra squadra è imbottita di giovani Abbiamo tanti giocatori che

meriterebbero di giocare in una categoria diversa come Alessandro Manca, Andrea Sirigu e Alessandro Zuddas. Con l’innesto di tanti under 18 speriamo di poter arrivare nella massima serie. Il movimento sardo come se la sta passando secondo te? Il movimento hockeystico sardo sta vivendo un momento di stallo, non siamo più protagonisti come un tempo ma credo che nel giro di qualche anno la Sardegna tornerà a trionfare in questo bellissimo sport. Cosa ti aspetti dopo la pausa invernale? Continueremo con gli allenamenti per disputare un girone di ritorno da protagonisti, facendo leva sulle nostra potenzialità e su uno spogliatoio davvero unito formato più da amici che da compagni di squadra!

Naveed Asim (autentico fuoriclasse da curriculum importante) e l’italo argentino Fernando Jorge, ormai di famiglia tra i blucerchiati. I cagliaritani vantano l’attacco più prolifico dei due gironi della A2, con ben 28 segnature. Tra i marcatori in gran spolvero troviamo Fernando Jorge, otto reti, due in meno del capo cannoniere Abdalla Ewis Khamis Ahmed (HC Novara Hold Black). A quota sette staziona Naved Asim, mentre Alessandro e Massimo Manca ne hanno totalizzate quattro a testa. Seppure lontani anni luce dalla vetta i ferriniani non rischiano neppure di essere trattenuti dalle sabbie mobili della retrocessione. Un motivo in più per programmare serenamente un girone di ritorno vigoroso.

CLASSIFICA TEVERE MONCALVESE CUS CAGLIARI FERRINI CAGLIARI LAZIO SUPERBA SAN VITO ROMANO NOVARA OLD BLACK RASSEMBLEMENT CUS CUBE BRESCIA

23 20 16 12 12 12 8 7 7 6

Alessandro Onano un cussino

Enrico Strinna parola al capitano della Ferrini E’ uno sport bellissimo, poco conosciuto, ma se fosse pubblicizzato, aumenterebbero di sicuro i praticanti

complici anche alcune decisioni arbitrali non condivise dai cussini. Nella giornata che precede la pausa è giunta la prima sconfitta stagionale, rimediata sul campo del Lazio. Un sonante 4 a 1 che ha letteralmente tagliato le gambe ai cagliaritani. Tra i migliori marcatori del torneo figura Alessandro Cuccu con sette segnature, seguito da Nuhu, Tinat e Alessandro Tocco (4). Con il suo quarto posto in classifica, la Ferrini Cagliari si può sentire soddisfatta a metà: c’é qualche rimpianto per alcuni punticini persi in diverse gare in cui si credeva che la vittoria fosse cosa fatta. La politica del gruppo di Viale Marconi è incentrata sullo sviluppo del settore giovanile (molti gli under 16 schierati in prima squadra). Però la mancanza d’esperienza si fa sentire a volte in campo, con sortite che gli stessi giocatori definiscono confusionarie. In panchina è stato riconfermato Carlo Strinna, mentre la rosa ha fatto registrare solo qualche lieve modifica: lo spagnolo Fabio Branas è stato sostituito con il fratello Borja, mentre sono restati il pakistano naturalizzato italiano

per ereditarietà e per amore Guarda caso é sposato da poco più di un anno con Enrica, anche lei hockeysta. Alessandro Onano viene da una famiglia di tradizione cussina ma dopo aver fatto la scuola hockey e i primi campionati giovanili (in porta) ha smesso a 13 anni. La scintilla si è riaccesa 7 anni dopo e non si è mai più spenta. Il capitano degli azulgrana si occupa delle attività di marketing di una società di scommesse sportive con sede a Londra:”Questo mi impone parecchi viaggi e purtroppo non mi consente di potermi allenare con continuità come vorrei”. “Tra lavoro e hockey il tempo per gli hobby è veramente poco, sono un grande appassionato di vela e almeno in estate cerco di ritagliarmi qualche ora per windsurf o catamarano”. “Inoltre sono un appassionato degli sport “live” quindi appena posso, anche grazie al mio lavoro che mi da accesso a parecchi eventi, cerco di essere presente allo stadio”. L’hockey a tuo modo di vedere é…

E’ uno sport nobile che si avvicina molto al rugby per lo spirito combattivo che i giocatori hanno in campo ma animati sempre da una grande sportività (non potrebbe essere altrimenti vista “l’arma impropria” che usiamo per giocare). Credo che questi siano gli elementi che contraddistinguono il nostro sport e che lo rendano unico e affascinante. Più le caratteristiche proprie degli sport di squadra (aggregazione, spirito di gruppo ecc.) senza le esasperazioni che altri sport professionistici possono avere. Essere capitano è una grossa responsabilità? Una responsabilità ma non solo. Per chi come me è nato con la camicia azulgrana è chiaro che indossare la fascetta ogni sabato sia un grande onore. In realtà devo dire che siamo un gruppo; anche se sono io a portare la bandiera, tutta la vecchia guardia con i vari Bresciani e Atzeni in testa rappresenta il cuore e l’anima di questa squadra. Occupate un nitidissimo terzo posto: avete qualche rim-

pianto? La formula del campionato, con una sola promossa diretta senza playoff certamente ci penalizza. I punti di distacco dalla capolista Tevere adesso sono 7 e solo un girone di ritorno perfetto può rimetterci in corsa. Che tipo di gioco esprimete state esprimendo ? Tatticamente l’hockey è molto simile al calcio: il nostro mister Lotfy Amin gioca con un modulo decisamente offensivo. Un 4-3-3 dove i terzini sono i primi attaccanti. Si dice che il girone A della A2 sia più complicato rispetto al girone B Trincerandosi dietro la scusa del criterio “economico” 5 delle prime 6 squadre del ranking sono state messe nel nostro girone. Questa decisione è ancora più discutibile dal momento in cui il campionato non prevede i playoff e quindi il confronto con l’altro girone con l’evidente rischio (se non certezza) di vedere promossa in A1 una squadra decisamente inferiore rispetto ad altre che si sono qualificate seconde o terze nel girone A.

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HOCKEY SERIE A1 femminile

Io, l’hockey e la mia vita

Francesca Zucca, giocatrice di razza, ci racconta la sua vita

L’Amsicora Cagliari prima della gara

di Giampaolo Puggioni

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a il merito di militare nell’Italia e quello di aver ottenuto risultati storici sia con la under 21, sia con la senior. Francesca Zucca, amsicorina doc, spende gran parte del suo tempo praticando l’hockey e facendo tanti sacrifici. Far parte di una nazionale significa allenarsi il doppio e rinunciare a tante altre cose quotidiane: “spesso diventa anche difficile conciliare lo studio, gli amici, il fidanza-

to: sono tutte cose che vengono un po’ messe da parte”. Come hai cominciato a giocare a hockey? Quando ero alle scuole medie, il mio professore di educazione fisica ci faceva giocare a hockey durante l’ora di lezione; selezionava i più bravi che avrebbero partecipato ai campionati studenteschi. Era un modo divertente per saltare le altre lezioni. E poi ti sei innamorata di questo sport di cui si parla davvero poco La squadra delle allieve dell’Amsicora si era qualificata per le finali

Un’arte marziale che arriva dalla Cina, con una tradizione di quasi cinquecento anni

nazionali a Roma. Nonostante avessi iniziato da poco, mi hanno dato l’opportunità di partire e vedere un hockey di alto livello, per la mia giovane età. Mi sono divertita un mondo con le mie compagne. Non c’è cosa più bella di giocare tutte insieme per uno stesso obiettivo, esultare per una vittoria o piangere per una sconfitta. E’ la squadra che fa la differenza. Darei tutto per le mie compagne!!! Sono arrivate tante soddisfazioni La più grande l’ho avuta indossando la maglia della nazionale, non si può descrivere l’emozione e allo stesso tempo la paura che avevo quando per la prima volta ho giocato rappresentando il mio Paese. La nazionale è entrata nell’elite europea Sta crescendo parecchio acquistando sempre più importanza a livello internazionale, questo grazie all’impegno e alla serietà dello staff che ci accompagna in ogni avventura e soprattutto grazie alla determinazione e alla voglia di ogni giocatrice .E’ un gruppo unito, giovane e con tanta voglia di arrivare dove l’hockey femminile non è mai arrivato. Non sei l’unica atleta sarda che indossa la maglia col tricolore Merita sicuramente di essere citata Roberta Lilliu che è proprio il portiere della nazionale maggiore ormai da molti anni, la migliore che c’è in Italia, anche lei un amsicorina doc. Poi c’é Marta De Guio, un’atleta gio-

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Master Sergio Vommaro uno dei principali esponenti europei di Ving tsun EVTF parlaci del tuo rapporto con questa splendida disciplina e cosa 34

Com’è la vita nella rappresentativa italica? Bellissima. Si ha la fortuna di partire spesso per fare raduni, giocare tornei, tutti in preparazione all’obiettivo che può essere un Europeo, un Pre-Mondiale, un Pre-Olimpico. Si sta parecchio fuori casa, ho avuto la fortuna di girare il mondo grazie a questo sport, ho potuto condividere emozioni forti, gioie e dolori; vivendo a stretto contatto per periodi così lunghi è normale che si crei un ambiente in cui tutte siamo amiche, nonostante ci si veda solo in queste occasioni. In campionato siete un po’ sfortunate, avete chiuso la prima parte un po’ sotto tono, come te lo spieghi? Penso che ci manchi un po’ di esperienza e anche di grinta, a volte “giochiamo troppo pulite”, invece dovremo essere più cattive, nel modo giusto, in maniera agonistica, perché per il resto possiamo essere competitive con tutte le altre squadre, nonostante il torneo sia caratterizzato dalla presenza di un numero elevato di giocatrici straniere che ci renderà sempre un minimo inferiori.

A Cagliari e Suelli si gioca ad alti livelli l’hockey femminile: andate d’accordo tra giocatrici delle diverse fazioni? Si tratta di una pura competizione agonistica, certo un derby è sempre un derby e si vuole vincere a tutti i costi. Finita la partita e passata la rabbia per la sconfitta non c’è nessuna rivalità che vada oltre l’hockey e la classifica. Le potenzialità dell’Amsicora? Non siamo un squadra con grandi individualità, anzi giochiamo ognuna per l’altra. La nostra filosofia è quella di aiutarsi e di crescere partita dopo partita, siamo abbastanza giovani e l’aiuto di tre giocatrici straniere ci fa alzare il livello, senza però che il loro gioco diventi individuale, devono, al contrario, con la loro esperienza, aiutarci a crescere sempre di più sia tecnicamente che tatticamente. Tu giochi centrale Si, è un ruolo difficile, il più importante, ho ancora tantissimo da imparare e a volte la mia inesperienza paga, ma amo quel ruolo e la responsabilità che comporta.

Sergio Vomaro, uno dei pricipali esponenti europei di Ving Tsun l’ altro possa utilizzare in pieno la forza pura cercando di fermarla sul nascere.Mi permetto di dire che il nostro sistema è unico grazie all’ uso del ChiSao (le mani incollate) per sviluppare al massimo la sensibilità. Il chi-sao è un “sistema nel sistema” che porta gli studenti ad allenarsi in maniera isometrica e costantemente in contatto ravvicinato con il compagno per l’ appunto con “le mani incollate” .

di Alberto Diaz hiamatela difesa personale, arte marziale, sistema di combattimento… anzi, chiamatelo Ving Tsun! Arriva dalla Cina ed è stato inventato quasi cinquecento anni fa, ma l’età non sembra affatto pesare. Si tratta di un’arte marziale a tutti gli effetti, sulle cui origini aleggia un certo mistero, dovuto alla mancanza di documentazione scritta. Quel che è certo è che l’efficacia nel combattimento e nella difesa sono i cardini della disciplina.

vane come me, forse quella che nella nostra squadra, atleticamente parlando, si dimostra una delle migliori, anche in nazionale si distingue per la sua preparazione atletica ottimale.

rappresenta per te. All’età di 6 anni ho iniziato la mia carriera marziale e ad oggi è ancora in evoluzione. A metà degli anni ottanta ho cominciato ad esplorare il mondo del Ving Tsun EVTF e posso affermare di essere stato uno dei pionieri della sua diffusione in Italia. Alla ricerca della essenza piu’ pura del sistema ho incontrato diversi maestri finchè non ho trovato, sotto la guida del mio attuale sifu Klaus Dingeldein, l’interpretazione migliore dei principi che stanno alla base di questa splendida arte marziale che assorbe gran parte del mio tempo e delle mie energie. Dopo anni di duro lavoro sono riuscito a coronare il sogno di

vivere della mia arte lavorando duramente sia per migliorarmi che per diffondere il piu’ possibile questa arte marziale insegnarla con amore a tutti i miei studenti. Perché a differenza degli stili pugilistici il Ving tsun EVTF si affida sopratutto alla sensibilità ? E in virtù di questo quali esercizi praticate per svilupparlaPartendo dal fatto che per strada non ci sono categorie di peso, il VT che è uno degli ultimi stili “interni”, si basa sullo studio della sensibilità proprio per dare possibilità a persone piu’ deboli di compensare la maggior fisicità dell’ avversario insegnando ad agire prima che

Come vedi l’evoluzione del Ving Tsung EVTF in Italia e nelle vostre sedi in Sardegna? Purtroppo alla domanda “conosci il VT ?” ancora oggi tanta gente non sa rispondere, questo mi sprona ad impegnarmi al massimo ogni giorno per la diffusione del metodo EVTF. Per quello che invece riguarda la vostra splendida isola il fortunato incontro nel 2004 con il vostro conterraneo Sifu Stefano Galletti e con l’ altro nostro referente Ist. Fabio Fierro ha permesso di sviluppare una proficua collaborazione grazie alla passione ed alla serietà di Stefano e Fabio che genera un grande riscontro sia numerico in termini di partecipazione di

ospiti ai nostri stages che dal punto di vista dell’ aumento delle scuole affiliate ad EVTF e degli allievi stessi. L’atmosfera amichevole e cordiale è una caratteristica delle scuole Sarde, sono convinto che con questa base di partenza Stefano e Fabio potranno formare un grande gruppo ed avranno grande successo e soddisfazione. A quali persone consiglieresti la pratica di questo sistema? A tutte le persone di buona volontà, bastano un paio di scarpette, una maglietta e la voglia di sudare!


fitness

Istruttrice nei fitness center pratica discipline come total body, soft postural gym, step, aerobica ginnastica dolce, pilates

di Giambattista Salis

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uando una passione diventa un lavoro, una professione, quasi un prodotto artigianale da offrire a palati fini. Ecco quindi Gabriella Manconi, classe 1974, cagliaritana che abbiamo avuto il piacere di incontrare presso la palestra “Jekki’s fun”. Dopo la maturità liceale e la laurea all’Isef, tutto raggiunto al massimo dei voti, il suo percorso didattico continua con la preparazione della tesi per la laurea in psicologia del marketing, relativamente al turismo e alle aree marine protette. Competenza, studio continuo, applicazione e pas-

Gabriella Manconi, quando la passione diventa un lavoro

sione. Ecco le linee direttrici che hanno fatto scaturire numerose collaborazioni come istruttrice nei fitness center impartendo discipline come il total body, soft postural gym, step, aerobica ginnastica dolce, pilates, per citarne solo alcune. Le esperienze acquisite diventa professione con l’innovativo progetto didattico sulla promozione dell’attività motoria come strumento di comunicazione. La sperimentazione che vuole affrontare Gabriella non nasce certo per caso: la consapevolezza di una maturità formatasi grazie ai numerosi corsi di formazione che proseguono ancora, con i preziosi insegna-

menti avuti da esperti internazioni di step e aerobica come Julio Dieguez Papi, Guillermo Gonzales Vega e Annamaria Vitali. Numerose le convention al suo attivo, da Valencia a Saragozza, sotto la direzione di personalità importanti come Carmen Diaz e Daniel Gonzales. E da ultimo quella di Buenos Aires sempre diretta dal maestro Vega. Abbiamo chiesto a Gabriella Manconi di spiegarci il suo progetto educativo sulla promozione dell’attività motoria come nuovo modo di comunicare. “Collaboro per conto della scuola privata “Infanzia lieta” in qualità di esperta esterna.

Mi sono occupata di preparare un esercito di bambine delle elementari nel contesto di una manifestazione cui hanno perso gran parte delle scuole primarie e secondarie di Cagliari. Lo scopo è sensibilizzare i bambini a comprendere che il movimento è una vera e propria forma di linguaggio perchè modula le complesse interazioni di ogni individuo col suo attorno circostante. L’ apprendimento motorio rappresenta un vero e proprio processo educativo: affinchè il linguaggio possa essere definito completo è necessario saper comprendere ed usare un altissimo numero di segnali. I bambini interagendo tra di loro hanno scoperto che per lavorare insieme dovevano comportarsi come gli strumenti di un orchestra ciascuno con le proprie caratteristiche, ma tutti armonicamente orientati ad uno scopo comune”. Il Pilates. Un tempo si poteva dire “questo sconosciuto”, oggi invece attrae e piace sempre di più. Vuole farcelo conoscere meglio e dare qualche utile suggerimento. “Il pilates è una delle discipline che rientra nella grande famiglia delle ginnastiche pos-

turali. Nasce dall’opera pionieristica di Joseph Pilates che all inizio del novecento, elaborò un protocollo di esercizi attraverso cui fosse possibile collegare e sviluppare mente, corpo e spirito. Il metodo prevede che ogni esercizio venga effettuato curando in modo particolare la respirazione nel pieno rispetto di schemi motori altamente efficienti. La gran parte degli esseri umani possiede alla nascita dei riflessi che rappresentano dei precursori rudimentali di questi schemi; dal momento che l essere umano è l unico animale ad esporre gli organi vitali, quando si sente attaccato , torna ad atteggiamenti posturali più antichi per difendersi. Con il pilates si tenta di riequilibrare questi tentativi disfunzionali di adattamento ad un ambiente sempre più competitivo. Il suo fascino sta nel fatto che le sue molteplici applicazioni sono adattabili ad una popolazione molto vasta di individui”.

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Ssport / Sa Murra

Se in Sardegna esiste un campionato sardo, lo si deve all’intraprendenza dell’Associazione Roberto Mulas di Urzulei che tutela la disciplina, figlia dell’aritmetica

I segreti ancestrali de Sa Murra, lo sport sardo che dà i numeri

di Giampaolo Puggioni

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ecca movenza del braccio, ritmata danza delle falangi, verace cantilena gutturale. Dietro i gesti meccanici della morra si celano delle intricate strategie psicologiche quasi inespugnabili. A Urzulei, piccolo ma genuino centro ad alta propulsione naturale e culturale dell’alta Ogliastra, è da dodici anni che i massimi esponenti della disciplina sfidano la calura estiva pur di mettersi in discussione e confrontarsi con degni antagonisti per l’ambìto titolo di campione regionale. Partecipano tutte le fasce d’età e tutti i ceti sociali: è un gioco che piace, adatto a qualsiasi tasca, perché non occorrono equipaggiamenti, basta la voce che scandisce la somma delle dita stese dai due contendenti. In un’edizione si sono presentate 78 coppie, un record di presenze non più eguagliato. In principio fu il duo autoctono composto da Tommaso Arba e Roberto Mulas (dopo la prematura scomparsa, l’Associazione per il gioco della Morra ha preso il suo nome). Da tre anni a questa parte è invece il tandem sedilese Manca/ Putzulu a dettare legge. Il segreto del loro reiterato trionfo prova a spiegarlo Fabrizio Vella ideatore e presidente dell’associazione organizzatrice: “Sono molto bravi, c’è l’allenamento ma anche la dote naturale”. “Il giocatore di morra deve essere abile, avere prontezza di riflessi, capacità di scoprire quali sono le intenzioni del suo avversario”. “Tendenzialmente un giocatore ha un suo modo di giocare, di esporre determinati numeri, poi conta anche il carattere, perché esiste una serie di trucchi per fare innervosire o mettere in difficoltà l’avversario. C’è chi lo fa con un tono di voce alto, c’è chi invece si fa valere con la calma”. Figura di contorno ma essenziale è “su contadore” che mantiene il calcolo dei punti. A lui si è affiancato un arbitro che veglia sul pieno rispetto delle regole fondamentali: esporre in maniera visibile le dita della mano, pronunciare in maniera chiara il numero, non mostrare le mani di taglio, evitare ‘sa murra itta’ (vista), cioè l’arte di calare la mano in ritardo, rispetto incondizionato dell’avversario. Vella è un attento studioso delle dinamiche culturali che ruotano attorno al fenomeno, attecchito nel mondo pastorale della Sardegna centrale e praticato nelle manifestazioni conviviali come le feste patronali, i riti della tosatura, gli spuntini. Attualmente perfino i cagliaritani hanno rotto gli indugi e si sono fatti rapire da una pratica squisita da tutti i punti di vista. La tutela del gioco a 360 gradi è l’obiettivo essenziale: “Nella nostra manifestazione non vogliamo creare un contesto folklorizzante, ad uso e consumo dei turisti – puntualizza Vella - infatti il turista intelligente e più sensibile che arriva nella piazza Anfiteatro di Urzulei è soddisfatto di questo, si accorge che non si tratta di una messa in scena per lui, ma assiste ad uno spettacolo genuino, cioè ci sono delle persone che si incontrano in un luogo per giocare alla morra con lo spirito giusto”. “Tutta la manifestazione si svolge in lingua sarda, lo speaker parla in sardo, le 36

indicazioni sono scritte con il nostro idioma, ci teniamo a queste cose, le facciamo con naturalezza”. Nelle piazzette del paese, anche in pieno inverno, si scorgono gruppi di ragazzini che giocano a ‘sa murra’, segno che la comunità aspetta con fibrillazione un appuntamento considerato immancabile. La coppia urzulese che ha vinto di più è composta da Stefano Arba e Nicola Pisu, ma ce ne sono altre emergenti che promettono bene. Non è stato facile ottenere il placet per l’allestimento dell’unico campionato ufficiale di morra sarda, il primo che si sia mai tenuto in Italia. Ma Fabrizio Vella covava un grande desiderio: “Il gioco è bellissimo e spettacolare, ha molta teatralità; é particolare, musicale, ritmato”. “Partendo da questo fatto ci siamo chiesti: ‘Perché non dargli un contesto più dignitoso, metterlo bene in evidenza e levarlo da questa situazione di clandestinità, di ghettizzazione, praticato sempre a ora tarda e in situazioni marginali? ” Gli studi in giurisprudenza agevolano il lavoro di Vella che dopo aver spulciato diversi testi unici scopre che la morra è inserita in una tabella dei giochi proibiti risalente all’epoca fascista. Appura che in un contesto organizzato e seguendo determinate regole, è possibile effettuare il

torneo: “Lo considerano un gioco d’azzardo, ma non ne ha le caratteristiche – spiega il presidente - perché deve avere due requisiti fondamentali: il fine di lucro e l’aleatorietà; il fine di lucro lo abbiamo eliminato non mettendo soldi in palio ma altri premi, poi è dimostrato nei fatti che è un gioco in cui prevale la capacità e l’abilità dei giocatori e non il caso”. L’Associazione Roberto Mulas si occupa anche di altri ambiti legati alla cultura pastorale: organizza la sagra del caglio di capretto e della carne di caprone fatta in prospettiva della tutela e valorizzazione del prodotto; ha sviluppato un’intensa ricerca sul muralismo nel paese, attraverso la riproduzione di fotografie di alto interesse etnografico; ha ricostruito la maschera carnevalesca “Su Maimone”, studia da tempo le origini del canto a tenore a Urzulei. Fiore all’occhiello di Vella e amici è senza dubbio la manifestazione che si svolge in contemporanea al campionato sardo di morra, l’“Atòbiu internatzionale de sos murradores de su Mediterràneu”. “L ’obiettivo fondamentale – rimarca Vella - é di farlo crescere sempre di più, si incontrano popoli diversi che interpretano un gioco antico praticato già nell’epoca egiziana, in Grecia e nell’antica Roma”. “Ogni popolo del Mediterraneo ha la sua morra, il

suo modo di giocare che rispecchia l’indole, il carattere, e il modo di essere”. In Ogliastra sono arrivati dalla Corsica, dall’Aragona, dal Friuli, dalla Catalogna, dal Piemonte, dalla Lucania, dall’Emilia, dalle Marche e dal Trentino. A parte quella sarda, Vella è però rimasto affascinato dalla morra corsa: “E’ teatrale, molto sanguigna, rispecchia l’animo del corso; i gio-

catori si spostano, girano in cerchio, guardano il cielo come se cercassero l’aiuto del destino”. Dalla prossima edizione l’importante kermesse sportiva - culturale sarà anticipata a luglio. Per ulteriori approfondimenti si possono consultare i seguenti siti web: “www.samurra.eu; www.sociurobertomulas.org


Ssport / Ping pong

In sole quattro stagioni l’aggancio al tennistavolo che conta, ma a quanto pare c’è voglia di sorprendere con altri effetti speciali

L’inarrestabile ascesa del Tennistavolo Norbello Breve storia di un miracolo

C

di Giampaolo Puggioni

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uel rovente giorno d’agosto (2009) fu un fiorire di accessi su Google Hearth accompagnato da un vorace scartabellio di atlanti e garzatine. Il calendario del campionato nazionale di serie A2 femminile di tennistavolo era stato appena diramato. Gli addetti ai lavori rimasero un po’ spiazzati davanti a quel nome che solo a pronunciarlo metteva comunque il buonumore. Norbello faceva così il suo ingresso ufficiale nell’alta società. Un minuscolo borgo, popolato da poco più di un migliaio di anime poteva vantarsi di avere una realtà che si sarebbe confrontata con quelle della penisola. E che a loro volta si sarebbero dovute addentrare nel cuore del ‘selvaggio’ Guilcer: un evento quasi incredibile, mai accaduto da quelle parti, alla faccia del calcio e di tutte le altre attività sportive con maggior blasone e per questo molto più vezzeggiate dai poteri forti dello sport. Ma di fronte a questa prorompente escalation la municipalità norbellese ha cominciato a guardare con un occhio di riguardo il sodalizio fondato e navigato dallo skipper Simone Carrucciu. Non a caso nelle divise ufficiali del Tennistavolo Norbello figura pomposamente il marchio del Comune. E se la squadra continua a mietere successi su successi, altro che salvezza, qui c’è il rischio di finire dritti, dritti nel gotha del ping – pong stellare, quello che fino a cinque anni fa restava il sogno proibito di Carrucciu e dei suoi più validi collaboratori (Salvatore Coghe, Alberto Cualbu, Oriana Pistidda, Giuseppe Corriga, Giuseppe Mele e Irene Caldino). L’immagine del territorio accumulerebbe tanti punti a suo favore. Ad onor del vero la compagine in rosa è una corazzata, ben costruita a tavolino durante la campagna acquisti d’agosto. A cominciare dalla cinesina Wu Shuang, appena ventenne ma dotata di buone potenzialità. A lei si sono affiancate altre due atlete di categoria, molto esperte: l’avellinese Marialucia Di Meo e la triestina Ana Brzan. Come riserve si alternano diverse pongiste sarde in forza già da qualche anno al Norbello e artefici della storica promozione in A2 (Sara Congiu, Claudia Caredda ed Eleonora Trudu). “Stiamo cercando di inserirle pian pianino – ammette il presidente Carrucciu - affinché

possano acquisire esperienza, purtroppo nell’isola giocano solo un numero limitato di atlete, quindi per assecondare le nostre ambizioni le abbiamo dovute affiancare da atlete forestiere”. Ad un team di giocatrici così agguerrito bisognava selezionare un tecnico dal curriculum invidiabile. Viene così assoldato il nigeriano Michael Oyebode, con precedenti a Siracusa, Siena, Marcozzi e Cus Cagliari. Viene da una realtà dove quello delle racchette, più che uno sport è una ragione di vita: “Dopo il calcio, il tennistavolo è la disciplina principale in Nigeria, praticamente tutti sanno giocare, noi ci divertiamo anche sulla strada, mettiamo i tavoli all’aria aperta, è una autentica passione, chi frequenta l’ambiente sa che la mia nazione sforna tanti campioni”. Per ora la compagine gialloblù ha offerto solo prove convincenti e di carattere, se continua così potrebbe cullare la speranza di dare vita al primo derby sardo in serie A1 contro la forte Zeus di Quartu S. Elena. Ma non sono solo le femminucce a tener alto il nome del Tennistavolo Norbello. Il neopromosso team della B2 maschile nazionale comanda la classifica del suo girone. Artefici di quest’altra bella storia sono per l’80% sardi: il neoacquisto Vilbene

In alto la squadra della Serie A2 femminile e della Serie B2 maschile. A sinistra il presidente regionale Carrucciu.

Mocci proveniente dalla Marcozzi, coadiuvato da Massimo Ferrero, atleta di belle speranze che già da tre stagioni staziona nel Guilcer perché crede nel progetto. Completano i quadri Walter Barroi, anche lui alla terza stagione, il veterano Cesare Mozzi alla seconda e l’allenatore giocatore Michael Oyebode. Il sodalizio che si specchia sul Lago Omodeo ha però problemi di carenza d’impianti. In attesa che l’apertura della nuova palestra a Norbello diventi realtà nel gennaio del 2010, le squadre nomadizzano nei dintorni tipo Sorradile e Ghilarza (comune praticamente attaccato a Norbello). “Ringraziamo tanto chi ci ha ospitato in questi anni ma la speranza è di trovare subito l’accordo con il Comune di Norbel-

lo, dimostratosi molto disponibile, e prenderne possesso il prima possibile; con una struttura tutta norbellese anche il discorso del pubblico spero cambierà” Conclude Carrucciu: “Con il tempo l’affluenza di tifosi diventerà più significativa, i tavoli saranno quasi sempre montati, si vivrà la palestra quotidianamente, si potrà gestire al meglio la scuola di tennistavolo e costituire un gruppo di amatori”. “Uno dei “pallini” è sempre stato quello di far crescere l’attività amatoriale in cui uno va a giocare solo per divertirsi e passare il tempo”. Intanto funziona a pieno ritmo la scuola di tennistavolo (coordinata da tecnici federali) aperta a tutti i giovani atleti che siano incuriositi dal ping – pong.

arrucciu e amici cominciarono a praticare la disciplina tra un circolo privato e uno partitico, ma ben presto la voglia di emanciparsi da certe situazioni prese il sopravvento. Nel luglio del 1998 si costituisce ufficialmente il Tennistavolo Norbello con annessa affiliazione alla Federazione Italiana Tennistavolo. Nel primo anno di attività della maschile (1998/99) è subito promozione dalla D2 alla D1. Nella stagione successiva conoscono l’onta della retrocessione. Intanto formano una seconda squadra per far fronte al nutrito numero di adesioni. Tra il 2001, anno della nuova promozione in D1 regionale, e il 2008, si assiste al grande balzo in avanti che porterà i maschietti fino alla B2 nazionale. Nel 2004 alle squadre di D1 e D2 si aggiunge la formazione femminile in serie C regionale. Era composta da Irene Caldino e Donisetta Carrucciu . La decisione di fare un'importante salto di qualità viene presa nel 2006: “La voglia di crescere è sempre stata tanta, era arrivato il momento di cercare nuovi stimoli e grazie anche all'arrivo di nuove forze dirigenziali ed economiche – racconta Carrucciu - reclutammo l’atleta cagliaritano Gian Marco Orrù, con trascorsi in serie A”. “Il suo arrivo ha dato una scossa importante, siamo cresciuti, approdando subito in serie C2”. Orrù trova nuovi sbocchi professionali nell’isola di Minorca e nel 2007 (grazie anche alla preziosa collaborazione di un sponsor nel settore dei supermercati, del Comune di Norbello e dell'Assessorato allo Sport della Provincia di Oristano) la dirigenza allestisce una formazione competitiva che ottiene l’immediata promozione in C1. Nella scorsa stagione ingaggia il tecnico/atleta cinese Zhang Jiannnan che porta la squadra dritta in B2, senza dimenticare la promozione della B Nazionale femminile in A2: “Tutti gli anni abbiamo inserito degli atleti di categoria con investimenti mirati, tenendo bene a mente l’obiettivo di portare a Norbello il tennistavolo che conta - continua Carrucciu - preservando però l’attività dilettantistica nostrana che continuiamo a fare con le squadre regionali e molti atleti di casa nostra”. Da sempre la società nutre un debole per la comunicazione. Ha organizzato diversi tornei propaganda coinvolgendo nuove persone; nel 2001 cura il primo convegno regionale del tennistavolo. Per diverse edizioni ha gestito la Coppa Sardegna, torneo regionale a squadre di C2, D2 e D1 di formula mista, più tanti tornei regionali federali, di tutte le categorie. “Sicuramente l’appartenenza al comitato regionale della nostra federazione (F.I.Te.T.) dal 2000 – puntualizza Carrucciu - mi ha permesso di sviluppare tanti rapporti sociali, compresi quelli con la storica Marcozzi Cagliari, con la quale esiste uno stretto rapporto di collaborazione e in più ho potuto conoscere meglio questa disciplina,”.

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Ssport / Ciclismo

La classifica finale ha visto campione regionale la Taxus Baccata Mountain Bike Club, società di Gonnosfanadiga, con 9.600 punti.

Mountain Bike, tutti i risultati del campionato regionale

di Giacomo Pala foto di Stefano Ortombina Team Ossidianabike

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a stagione della mountain bike è ormai giunta al termine, e con le ultime prove sono arrivate anche le proclamazioni dei campioni regionali delle varie categorie. Una stagione lunga, terminata ufficialmente a metà ottobre, con l’ultima prova il programma. Per quanto riguarda il campionato regionale di Società Cross Country 2009 la classifica finale del Campionato ha visto, al termine della 13a ed ultima prova, disputata a Guspini domenica 18 ottobre, campione regionale la Taxus Baccata Mountain Bike Club, società di Gonnosfanadiga, con 9.600 punti. Distanziata di più di 3000 punti ecco l’Arkitano Mountain Bike Club (con 6.503 punti accumulati). In terza posizione la società del Sennori con 4.745 punti, mentre al quarto posto l’Ossidiana Bike di Marrubiu con 4.211 punti. In quinta posizione il Sinnai con 3.035 punti. Queste le prime cinque formazioni classificate, su un totale di cinquanta società che, con i loro atleti, si sono dati battaglia da marzo fino a metà ottobre. Oltre alle classifiche per società, sono stati proclamati anche i campioni

regionali individuali di specialità. Ecco i campioni per quanto riguarda la specialità del cross country. Tra gli Esordienti 1° anno il campione regionale è Filippo Coni dell’Ossidiana Bike di Marrubiu. Valerio Atzori, dell’Arkitano Mountain Bike Club è, invece, il vincitori della graduatoria

Spettacolare gara di discesa in bici , nel centro storico di Cagliari, da piazza Palazzo a piazza Yenne

finale per quanto riguarda gli Esordienti 2° anno. Tra gli Allievi 1° anno si impone Mario Mocci, atleta del Taxus Baccata Mountain Bike Club di Gonnosfanadiga. Roberto Sessa, della Società Ciclistica Cagiari, è, invece, il campione regionale della categoria Allievi

2° anno. Nella categoria Juniores si è imposto Michele Steri dell’Ossidiana Bike. Tra gli Open successo finale per Alberto Olla del Gruppo Sportiva Sardegna Sottozero Ozierese Carrera. Nella categoria Master Sport si impone Matteo Simone Concas del Taxus Baccata Mountain Bike Club. Tra i Master 1 successo finale per Giacomo Cabras della società Techno Bike di Assemini. Nella categoria Master 2 è Gian Luigi Alba del Ciclo Team Cireddu a imporsi. Tra i Master 3 vittoria finale per Massimiliano Cadelano, che difende i colori del Ciclo Team Cireddu. Nella categoria Master 4 successo finale per Giovanni Pala del Gruppo Sportivo Royal Bike di Sassari. Tra i Master 5 è Salvatore D’Urso della Società Ciclistica Cagliari il campione regionale di specialità. Enea Casti dell’Extreme Bike si impone invece tra i Master 6. Nel femminile successo finale per Giada Scanu del Piccalinna Mountain Bike Club tra le Donne Giovani e di Monica Billai della Sinnai Mountain Bike tra le Master Woman. Anche per quanto riguarda la specialità del Downhill si hanno i campioni regionali delle varie categorie. Tra gli under 23 successo finale per Gabriele Bagatti del Gruppo Sportivo Zema Ironhorse Olbia. Nella categoria Elite è Andrea Delugas della Sulcis Bike il campione regio-

Urban Down Hill, corsa da pazzi tra case e palazzi

di Gian Giacomo Nieddu

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artedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata, Cagliari ospita per la prima volta una spettacolare disciplina ciclistica. Una gara di Urban Down Hill, cioè una corsa di mountain bike in discesa. Una corsa mozzafiato che da alcuni anni è diventata una delle attrazioni di centri storici come Lisbona, Rio de Janeiro e Bergamo, città arroccate su una montagna, da dove si scende di corsa tra viuzze, portici e scalinate È una disciplina ciclistica molto spettacolare che si va diffondendo sempre più nelle città dove è possibile disegnare suggestivi percorsi andando alla scoperta dei centri storici che sono il campo di gara di gara di una specialità sportiva ormai diffusa in tutto il mondo. Da tempo gli esperti di questo tipo di corsa hanno indicato Cagliari come città ideale per questo tipo di manifestazioni anche di livello internazionale, sia per il tipo di percorsi che possono essere ricavati nel centro storco di Castello sia per le caratteri38

stiche di città a forte vocazione turistica, in grado di ospitare importanti avvenimenti a carattere nazionale ed internazionale, anche per i collegamenti aerei a basso costo con il resto d’Europa. Da queste indicazioni che provengono anche dal comitato regionale della Federazione Ciclistica Italiana, sono partiti i dirigenti del M.C. Sardegna per organizzare questa prima gara in programma martedì 8 dicembre festa dell’Immacolata. “Sarà il numero zero ed una scommessa

nale. Nella categoria Master Sport si impone Fabio Baraglia del Gruppo Sportivo Zema Ironhorse Olbia. Tra i Master ½ successo finale di Antonio Manzu che difende i colori della stessa società olbiese. Nella categoria Master 3/4/5 il campione regionale è Maurizio La Capria del Team Spakkaruote Sud West Sardinia. Infine, anche nella specialità Off Road c’è l’ufficialità sui nomi dei campioni regionali delle varie categorie. Per quanto riguarda la categoria Open, successo finale per Alberto Olla del Gruppo Sportivo Sardegna Sottozero Ozierese Carrera. Tra gli Juniores vittoria finale per Nicola Tiddia del Taxus Baccata. Nella categoria Master Sport si impone Mauro Vacca del Gruppo Sportivo Runner. Tra i Master 1 vittoria per Giacomo Cabras della Techno Bike Assemini. Nella categoria Master 2 successo finale per Gian Luigi Alba del Ciclo Team Cireddu. Massimiliano Cadelano del Ciclo Team Cireddu si impone, invece, nella categoria Master 3. Tra i Master 4 successo finale per Antonio Tommasi del Taxus Baccata Gonnosfanadiga. Tra i Master 5 è Salvatore D’Urso della Società Ciclistica Cagliari il campione regionale. Enea Casti dell’Extreme Bike si impone invece nella categoria Master 6+. Nel femminile, nella categoria Master Woman successo finale per Alessandra Piga dell’Extreme Bike.

trattandosi di una specialità nuova per Cagliari, che ha però la possibilità di una location assolutamente eccezionale - dice il presidente del comitato regionale della Federazione Ciclistica Salvatore Meloni – e credo che sarà una nuova attrazione per il pubblico cagliaritano”. Una scommessa anche per il Comune e la Provincia di Cagliari sponsor della manifestazione che riporterà per un giorno i cagliaritani nell’antico quartiere alla scoperta di piazzette, vicoli e portici dove non si passa magari da

molti anni. Trattandosi di un gara di mountain bike affiancheranno il M.C. Sardegna nell’organizzazione la società MTB Sinnai e la società Spaccaruote di Carbonia. Titolo della gara King of the Castle. Il re di Castello, titolo che andrà al vincitore che impiegherà il miglior tempo scendendo in sella ad una bicicletta speciale da piazza Palazzo a piazza Yenne lungo stradine, scalinate e portici di un percorso tortuoso e spettacolare. Si parte da piazzetta Mundula il belvedere di piazza Palazzo quindi si scende in piazzetta Carlo Alberto attraverso le scalette fronte Cattedrale da dove attraversando via La

Marmora si imboccano le scalette del portico Vivaldi Pasqua per arruivare a via dei Genovesi e quindi vico 2° dei Genovesi, via Stretta, bastione Santa Croce, via Santa Croce e quindi attraverso la porta dalla torre d’Elefante, imboccare la discesa di via del Camino Nuovo ed infine le scalette di Santa Chiara per arrivare al traguardo di piazza Yenne. Le scalette di Santa Chiara saranno sicuramente la parte più spettacolare e difficile dell’intero percorso di soli 560 metri, lungo il quale – in appositi spazi – il pubblico potrà assistere alla gara che assegnerà il titolo di “Re di Castello”. Un re senza corona ma con una scorta di coraggiosi atleti su due ruote, decisi anche a mettere in discussione il suo titolo reale. Un re né sabaudo né spagnolo come quelli che per secoli hanno abitato la rocca più alta della città. Ma un re dello sport che sfiderà le insidie di vicoli, stradine, portici e scalinate scoscese in sella ad una bicicletta, per dare spettacolo in un quartiere che i cagliaritani possono e devono riscoprire anche con lo sport. Un re che questa svolta potrebbe essere anche sardo e non più straniero.


Football - Pallamano

Giorni concitati a Cagliari per il team di football americano guidato dall’head coach Riccardo Frau. Per ora è tra i migliori sei d’Italia, ma il campionato High School continua

I “baby” Crusaders alla conquista di Milano

di Giampaolo Puggioni

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uando fa il suo solenne ingresso nel campo Rai di viale Bonaria, solitamente è scuro in volto, con la mente assorbita dalle mille paturnie che la vigilia di un match di campionato può scatenare. Ma nel momento in cui Riccardo Frau, head coach dei Crusaders, incrocia lo sguardo delle sue simpatiche canaglie, capisce al volo di avere a che fare con un manipolo di adolescenti tutt’altro che impanicati: “Li vedo che chiacchierano, ridono e scherzano senza ritegno, incuranti dell’importanza della gara, forse riescono ad entrare bene nel clima agonistico proprio perché sanno che noi del coaching staff ci preoccupiamo per loro”. Non è semplice mettere a bada un plotoncino di oltre trenta persone, eppure Riccardo Frau, appena 24 anni, studente universitario (ma anche lavoratore), ex running back, è riuscito a portare fino ai play off gli under 18 dei Crusaders con un ruolino di marcia niente male, offuscato solo dall’esordio catastrofico di Bergamo, contro i Lions. Riassorbito grazie alle straordinarie vittorie casalinghe ottenute ai danni dei Doves Bologna e dei Redskins Verona, cui si aggiunge l’indimenticabile successo esterno di Udine dove hanno avuto la meglio nello spareggio per

Andrea Frigo primo a sinistra

l’accesso alla seconda fase. Il buon momento che i crociati stanno vivendo nel campionato High School coinvolge non solo allenatori e giocatori. A dare man forte ai rosso argento ci sono pure i loro genitori, che si sono ritrovati nella sala arrivi dell’aeroporto di Elmas giubilanti e felici nel tributare il giusto riconoscimento agli eroi di rientro dal Friuli. In mezzo alla folla festante c’era anche il presidente Emanuele Garzia: “Sono voluto andare a riceverli perché mi sembrava doveroso farlo, mi sarebbe piaciuto essere presente a Udine, purtroppo ero a lavoro”. Non può che tessere le lodi di un gruppo che funziona davvero: “In un certo senso ce l’aspettavamo, perché il coaching staff sta lavorando in ma-

Il volto maschile dell’handball isolano e i gladiatori sassaresi della serie A2 in questa stagione 2009-2010

niera egregia, ma la conferma ce l’ha data il campo, si sono preparati bene e si spera che vadano avanti”. L’ottima gestione della squadra la si deve alla forte intesa che Riccardo Frau ha instaurato con i suoi più stretti collaboratori: i gemelli di Villamar Jascha (defensive coordinator) e Yuri Minniti (offensive coordinator), a cui si aggiunge la figura di Giuseppe Marongiu (aiuta Jascha in difesa), noto ‘papà’, che nel suo palmares di allenatore annovera l’unico scudetto fin’ora vinto dai Crusaders nel 2004. I quattro in realtà non operano a compartimenti stagni ma si consultano spesso e volentieri, soprattutto nel momento in cui devono predisporre nuovi schemi. Questo nucleo esplosivo si formò lo scorso anno:

“Quando cominciammo questa avventura – racconta Frau - io Yascha e Yuri ci siamo seduti a tavolino e abbiamo scritto un libretto (dove abbiamo elencato tutte le regole, tutti i ruoli dei giocatori, con il supporto di disegni)che i nostri giocatori devono studiare a menadito”. “Se non assimilano bene i concetti, si rischia di far male ad un compagno, quindi se uno risulta negligente non gioca”. Specie ad inizio stagione i tre si divertono ad interrogare i giovinetti e se le cose non vanno per il verso giusto sono dolori. “Il gruppo storico è partito completamente da zero, lo abbiamo formato con un certo tipo di mentalità e con un certo tipo di conoscenza e modo di giocare a football”. “Quando arriva un ragazzo

nuovo voglioso di giocare a football – sottolinea l’head coach - é costretto a studiare perché i ragazzi più esperti lo potrebbero apostrofare facendogli notare che in quello specifico esercizio ha sbagliato”. “Tutto ciò in realtà non è molto corretto, però mi rende orgoglioso perché così facendo il giocatore ‘studiato’ ha capito qual’è la sua precisa mansione ed é in grado di correggere uno che sta eseguendo male”. “Ci sarà sempre da imparare, infatti il libretto viene costantemente aggiornato, pure io ogni anno mando a memoria cose nuove”. Domenica sei dicembre si gioca la prima partita dei Play - off. I crociati saranno di scena al velodromo Vigorelli al cospetto dei Seamen, squadra ostica, esperta che già lo scorso anno impedì ai baby cagliaritani di accedere alla finalissima del campionato Under 17. Sarà dura ma anche i sardi godono di ottime referenze: “Ci dicono che siamo una squadra che gioca pulito, correttamente e senza falli, e poi ci hanno pure detto che siamo forti”. Meriterebbero tutti quanti di andare in trasferta per il match clou, però i costi esorbitanti del viaggio non lo consentono: “Dipendesse da me – conclude Frau - ce li porterei tutti, chi non parte, viene comunque al campo e si impegna, più siamo, più si fa appassionante la lotta per la conquista di un posto da titolare”. Dirigenti, tifosi e genitori attendono impazientemente buone nuove.

Jchnusa, matricola terribile della serie A2 di pallamano

Coach Carlo Baroffio di Gian Giacomo Nieddu

J

chnusa, forte Sardegna. Il volto maschile dell’handball isolano, che ha nel PalaSantoru di Sassari la sua tana in coabitazione con le ragazze d’A1 della Verde Vita, non smette di stupire. Lo scorso anno, con 18 vittorie in altrettanti incontri disputati nella serie B nazionale, gli uomini di coach Carlo Baroffio avevano asfaltato il campionato proponendosi prepotentemente alla ribalta della terza serie tricolore, affacciandosi ad un mondo noto alla città ma sconosciuto ai gladiatori del presidente Giulio Mura, forti della verve e della leggera spensieratezza di un’idea che proprio nell’approccio e nella passione per la disciplina trova la linfa per andare avanti, ed alla grande. Il progetto, oltre ai risultati attesi (ed arrivati) dal campo, già guardava oltre, puntando sulla valorizzazione delle risorse locali, sul coinvolgimento dei giovani attraverso iniziative da portare avanti con e nelle scuole,

Formazione al completo. A destra il presidente Giulio Mura sulla promozione della pallamano che a Sassari, da anni, ha un punto d’eccellenza assoluto. I quattro mori sono la componente dominante nel roster Jchnusa, che ha aperto le sue porte al solo Benielli, corsicano ed ormai a tutti gli effetti sassarese d’adozione. Restituita alla piazza una squadra competitiva, riportati sul parquet prospetti di ottimo livello come Masia, Cuccu, D’Apice e Casada, inseriti nel meccanismo giovani di grande avvenire fra cui lo stesso

gioiellino Benielli, l’avventura è ripartita. La serie A2 è la scena sulla quale la squadra muove i suoi passi in questo 2009-2010, aiutata anche dall’esperienza dell’intramontabile Pino Palmieri. La partenza è ad handicap, perché su Sassari a bocce ferme piovono ben cinque punti di penalizzazione, gap importante ma non impossibile da colmare, che fa arrabbiare ma non abbatte: ci si rimbocca le maniche e si riparte. Cambia la categoria ma non muta la filosofia che guida l’agire sassarese,

determinato e presente in campo ed in allenamento. Non cambia nemmeno la linea a forti tinte sarde, la fiducia ai giovani. Resta ancora Benielli, tornano le vittorie, al cospetto di avversari di tutto rispetto, infarciti di campioni dal passato altisonante e dal presente importante. La matricola terribile Jchnusa però ne mette quattro in fila, si porta a ridosso delle corazzate Casalgrande e Città Sant’Angelo. Dice la sua e la dice a gran voce. Poi, dopo una striscia da record fatta di 22 successi consecu-

tivi messi assieme fra la scorsa e l’attuale stagione, Sassari si è arresa alla sconfitta, in trasferta proprio con il Casalgrande. Nessun dramma, cose che capitano e si assimilano in fretta anche a chi ha già dimostrato di essere grande. Le lepri in fuga sono a portata d’aggancio, il campionato è ancora lungo. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, ma quest’Jchnusa che sul campo rende tutto semplice, senza proclami e poggiata soltanto sul lavoro, dà la netta sensazione di poter andare lontano. 39


Ssport / Pugilato

Il francese Rodrigues si arrende a Maracalagonis; bene anche Luciano Abis

di Federico Fonnesu

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desso una nuova possibilità mondiale. Dopo la vittoria nell’Europeo Andrea Sarritzu si riposa: la corona dei pesi mosca riconquistata sul ring di Maracalogonis è di nuovo in Sardegna, il “Tamburino di Quartu Sant’Elena” guarda oltre, ringrazia tutti per la nuova possibilità e si prepara ad una nuova vita agonistica. Sarritzu non è un pugile finito, questo è chiaro: il successo ma soprattutto la preparazione per il match contro il boxeur francese Christophe Rodrigues hanno dimostrato che anche l’esperienza e le sconfitte possono servire per la rinascita di un campione triste. Sarriztu ha superato la prova: davanti a sé il pugile allenato da Franco Cherchi ha una difesa europea e una nuova possibilità iridata: <Prima però voglio difendere il titolo Europeo>, afferma il pugile di Quartu Sant’Elena, <per la sfida iridata c’è sempre tempo. Grazie al mio procuratore, Salvatore Cherchi, ho mantenuto una buona classifica nelle varie sigle mondiali, credo di meritare una nuova possibilità>. Un successo arrivato grazie ad un infortunio del suo avversario, che si è arreso all’inizio della settima ripresa a causa di un problema alla spalla de-

stra. Match scorbutico, come la boxe del transalpino, aggressivo e deciso sin dalle prime battute. Poi la svolta prima ripresa incandescente, poi alcune belle serie del pugile quartese, e la pronta replica di Rodrigues. Più tattiche la seconda e la terza, attribuibili comunque a Sarriztu, autore di alcune belle serie. Nella quarta, da segnalare, un dritto e un gancio mancino di Andrea, che l’avversario ha accusato. Nella quinta il problema di Rodrigues, che in un allungo ha sentito una fitta alla spalla, talmente dolorosa da fargli optare per l’interruzione del match dopo pochi secondi del settimo round, durante i quali il francese, con un gesto eloquente, ha detto basta. Nel sottoclou della riunione organizzata dalla Opi 2000 e da Mimmo Manca, in un Palazzetto dello sport gremito nessun incontro è finito ai punti. Gran prova di Luciano Abis, che ha sconfitto per ko tecnico il pugile estone Albert Starikov, per i pesi welter. Dopo una prima fase tattica, “Bazooka” ha trovato il colpo d’incontro dopo circa due minuti del quarto round. Molto tirato e motivatissimo, Luciano ha prima atteso e poi stanato l’avversario, piegandogli le gambe già alla terza ripresa con una gran dritto d’incontro. L’atleta allenato da Fabrizio Cappai ha chiuso i conti nel

L’europeo sorride ad Andrea Sarritzu

round successivo con una combinazione sinistro-destro micidiale che ha allertato immediatamente l’angolo del pugile estone. Per Abis un successo significativo, soprattutto in chiave continentale. Negli altri match Ottavio Di Leo ha sconfitto l’ungherese Ferenc Olah (pesi Welter) per ko tecnico alla terza ripresa. Massimo Morra ha battuto Lazlo Provits (Ungheria) per i pesi Piuma, sempre per ko tecnico alla terza ripresa, mentre Emanuele Leo (pesi mediomassimi leggeri) ha avuto ragione di Andrea Moretti per ko tecnico alla prima ripresa.

Un verdetto ai punti discutibile in cui ha sicuramente inciso il fattore campo: estremamente surriscaldato il clima all’Harvey Hadden Leisure Center di Nottingham. L’olbiese sconfitto da Munroe

La notte amara di Simone Maludrottu

di Fabrizio Serra

A

mara Nottingham per Simone Maludrottu sconfitto da Rendall Munroe nell’europeo supergallo. Il ventiseienne pugile olbiese esce battuto ma non ridimensionato dalla sfida continentale nella tana del campione in carica, nonché sfidante al titolo mondiale, il ventinovenne britannico di origine giamaicana soprannominato binman, il netturbino, in virtù del suo lavoro quotidiano. Un verdetto ai punti discutibile in cui ha sicuramente inciso il fattore campo: estremamente surriscaldato il clima all’Harvey Hadden Leisure Center di Nottingham, il palasport dove si è svolto l’incontro. In pratica, a ring invertiti, non è escluso che il pugile sardo l’avrebbe spuntata. Si è trattato di un incontro di campionato europeo di ottimo livello, un match senza dubbio degno anche di un mondiale, combattuto dai due contendenti senza respiro dal primo all’ultimo secondo. Anche se già la scelta per la sede dell’incontro lasciava presagire qualche manovra oscura: il ring di Nottingham era infatti lo stesso sul quale Munroe aveva già strappato la corona a Kiko Martinez il 7 marzo 2008. Una sede scomoda per l’olbiese, anche perché alla Harvey Madden Leisure Centre, della città di origine sassone, nel cuore dell’Inghilterra, c’era il tutto esaurito per incoraggiare il pugile di casa, che fa l’operatore ecologico, presentatosi sul ring con la divisa fluorescente dei netturbini, come centinaia di tifosi che l’hanno imitato. Tifo rumoroso ma non più di tanto, contrastato dal gruppetto di sardi che hanno sostenuto Maludrottu con tanta passione e fiducia, una cinquantina di sup40

In alto a sinistra Simone Maludrottu. In alto a destra Rendall Munroe. A destra una fase dell’inconro.

porter isolani che hanno sventolato per tutto l’incontro la bandiera con i quattro mori. Il pugile olbiese è dunque ritornato a casa sconfitto ma con la consapevolezza di non essere affatto inferiore al campione, che ha goduto del solito trattamento di favore, riservato a chi combatte in casa. Una brutta abitudine nella boxe a questi livelli, ormai diventata regola. Frank Maloney, organizzatore di antico pelo, non si è fatto mancare nulla a livello di giudici e arbitro. I primi, due su tre (il france-

A sinistra Andrea Sarritzu. In alto a destra Luciano Abis. In basso a destra Cherchi e Benvenuti.

se Monnet, il danese Christensen e il montenegrino Aleksic), hanno assegnato punti in eccesso a Munroe fin dall’inizio per evitare sorprese nel prosieguo. L’arbitro spagnolo ha perfezionato l’opera non rilevando mai che la pressione di Munroe era in realtà una spinta continua, quindi una scorrettezza. Maludrottu nonostante questa situazione, ha replicato con colpi di qualità, mentre Munroe esibiva boxe frenetica ma senza sostanza. Ha vinto il fumo dell’inglese contro l’arrosto dell’italiano, contro

la logica del professionismo. Senza nulla togliere al valore del campione, che ha mantenuto un ritmo altissimo per 12 round, un merito notevole che non poteva cancellare la prova di Maludrottu, alla sua altezza nelle repliche e superiore nella precisione dei colpi. Tatticamente, l’incontro è vissuto su un paradosso. Più alto del suo avversario, Munroe infatti ha basato il match su una pressione ossessiva, cercando sempre la boxe a corta distanza e badando soprattutto al numero dei colpi portati rispetto alla qualità ed alla pesantezza. Una scelta rivelatasi redditizia rispetto a quella dell’italiano, che invece ha boxato meno colpi – prevalentemente di rimessa – ma più precisi e sicuramente più efficaci. Dovendo trovare il punto chiave del match, giusto focalizzarlo dopo il giro di boa. Fino a quel punto sostanziale equilibrio, con Malodrottu che anche grazie a frequenti cambi di guardia, aveva trovato un quinto ed un sesto round di ottima caratura, perfetta reazione ad un quarto nel quale l’inglese aveva avuto il sopravvento. Dal settimo al nono il break di Munroe, che ha preso quel leggero vantaggio poi mantenuto nonostante il bel finale del sardo. Da segnalare che al quinto round, un preciso destro di Maludrottu al mento dell’inglese, metteva in allarme la platea, con il pensiero – che iniziava a farsi largo – che alla fine un pari avrebbe accontentato tutti e si poteva capire. Proprio il pari non sarebbe stato uno scandalo, anche se va detto per amore di verità che per poter strappare il titolo fuori casa, Maludrottu avrebbe dovuto fare di più. Di certo sono sembrati esagerati i cartellini del francese Monnet e del montenegrino Aleksic (4 punti per l’inglese), ben più equi i 2 pun-

ti assegnati al campione del danese Christensen. La vittoria netta di Munroe è quindi la solita confezione regalo per i padroni di casa. Il bravo netturbino oltre ad aver mantenuto la scettro continentale dei supergallo, è diventato ora lo sfidante ufficiale al campione del mondo WBC, il giapponese Toshiaki Nishioka (344-3) che viene descritto come un tipo non molto malleabile. Dovesse andare in Oriente, sarà davvero dura per l’inglesino, di origini giamaicane. Oltretutto dovrebbe cambiare tattica e, non avendo gran pugno, il disco rosso sembra essere più di una supposizione. Tonino Puddu, il manager dell’italiano era convinto del successo del suo pupillo: “Giudici corretti avrebbero premiato giustamente la migliore boxe di Simone, purtroppo noi abbiamo perduto la grande occasione quanto ci è sfuggita l’asta. In Italia, Munroe avrebbe fatto il gregario”. Rientrato nella sua Olbia, Simone Maludrottu è tornato a casa ancora carico di rabbia e delusione, dopo la sua terza sconfitta in carriera su 33 match. Il boxeur sardo ha il morale sotto i tacchi, perché il verdetto brucia ancora: “Munroe non mi ha fatto combattere, ha fatto ostruzione in tutti i modi, con la testa – si è lamentato, ma alla fine era rassegnato – Sapevo che non me l’avrebbero dato e poi quando ho visto che l’arbitro lo lasciava fare ho capito che non avrei vinto”. Il ragazzo di Olbia nonostante la sconfitta, non dovrebbe comunque attendere troppo per una nuova opportunità europea, considerando che l’inglese in vista del mondiale, lascerà vacante la cintura. A quel punto l’EBU dovrà tenere conto che il verdetto di Nottingham è stato punitivo per il pugile isolano, concedendogli il ruolo di cosfidante.


Pugilato

Si è svolta a Decimomannu una riunione di pugili dilettanti che hanno appassionato le centinaia di persone accorse al Palazzetto dello Sport del Comune.

I memorial Piero Bollo, nascono i futuri campioni isolani

di Fabrizio Serra

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iccoli campioni crescono, e il domani della boxe isolana è già iniziato. Il pugilato sardo non è fatto solo di campioni affermati quali, ad esempio, Sarritzu Abis e Maludrottu. Si è infatti svolta a Decimomannu una riunione di pugili dilettanti che hanno appassionato le centinaia di persone accorse al Palazzetto dello Sport del Comune. Nell’impianto di via Eleonora D’Arborea si sono dati appuntamento diversi atleti isolani, quasi a voler ‘tastare il polso’ ad un movimento che – dopo anni bui – sembra aver ritrovato la forza e la volontà di riproporsi ad altissimi livelli, sfornando oggi campioni, ma anche dimostrando che nei vivai esistono atleti che col lavoro e il sacrificio possono dare soddisfazioni di pari livello. Nove gli incontri previsti nel cartellone organizzato dall’Accademia Pugilistica Sardegna, in collaborazione con l’amministrazione comunale. La riunione è stata intitolata “primo Memorial Piero Rollo”, in onore del campione, scomparso nel 2001, che ha dedicato la sua vita sportiva alla nobile arte, e sempre fedele all’Accademia Pugilistica, a sua volta la palestra più vecchia della Sardegna, dato che l’anno della sua fondazione risale addirittura al 1950.

Manifestazione che è iniziata con un momento di commozione quando alle due figlie di Piero Rollo è stata consegnata dall’Amministrazione comunale (dalle mani del Vice Sindaco Cocco) una targa-ricordo del loro padre, il tutto sotto gli applausi degli spettatori assiepati sulle gradinate. Ha aperto la serata dei nove incontri previsti in cartellone quello dei pesi leggeri che ha visto prevalere ai punti Matteo Angioni (palestra Franco Loi) su Alessio Mura (Boxe Elmas), mentre Aalem Noufal della Boxe Oristano ha vinto per squalifica alla quarta ripresa contro l’atleta della palestra Franco Loi, Marco Carta. Come da programma si è proseguiti con la categoria super leggeri, con Tomas Damiano (palestra Franco Loi) che ha pareggiato con Aldo Spa-

«Me l’hanno impedito in tutti i modi. Mi hanno tradito: non ero in grado di combattere. Ma non sono andato al tappeto, non ho perso per ko»

nu (Boxe Oristano). Nella categoria Super Welter affermazione di Massimiliano Isola (Ap Sardegna) che ai punti si è imposto su Francesco Ardu (Boxe University), così come l’altro atleta dell’Ap Sardegna, Nicola Salisci, che ai punti ha superato Antonio Marras della Boxe Oristano. Stesso risultato per Cristian Casamassima della Boxe Torres, che ha prevalso ai punti su Massimo Longobardi della Boxe Cagliari, esattamente come Diego Andreotti della Boxe Oristano su Marco Palmisano della Boxe Cagliari. Un altro pari, quello nella categoria dei mediomassimi, tra Alessio Gabelli e Antonello Lattuca, mentre nel match clou della serata il peso medio Alessandro Murgia ha superato ai punti Cristian Camino dell’Orbassano Boxe. Un incontro

Tonino Puddu e la beffa di Los Angeles:

persi il titolo per un’aranciata “drogata”

di Gianni Piras

A

ndrea Sarritzu è tornato sul tetto d’Europa e ora si accinge ad andare nuovamente alla conquista del trono iridato. Un titolo mondiale che ormai manca da troppo tempo in Sardegna: la storia del pugilato racconta memorabili imprese dei boxeurs sardi, di numerosi assalti a una corona prestigiosa e di successi clamorosi che richiamano alla mente soprattutto fuoriclasse come Tore Burruni, Piero Rollo e Franco Udella. Una storia lunga (gli ultimi capitoli, in ordine di tempo, parlano soprattutto di Fabrizio Cappai e Andrea Sarritzu), a volte ingrandita da episodi amari. Come quello, indimenticabile, che ha avuto come protagonista un altro grande del pugilato, Tonino Puddu: in altre parole, la “beffa di Los Angeles” e il titolo “sfuggito” di mano (mani possenti, da picchiatore puro) per un misterioso “malessere”. Riproponiamo nelle pagine di Sardegna Sport l’intervista esclusiva che il pugile cagliaritano ci concesse qualche anno fa, proprio alla vigilia di una sfida mondiale, quella tra Andrea Sarritzu e Omar Andres Narvaez, un “mancino” argentino. Tonino Puddu, dunque: una vita, la sua, dedicata alla boxe, prima come pugile, poi come organizzatore. Tonino Puddu, oggi 65enne, gloria del pugilato sardo, campione europeo dal luglio 1971 a maggio 1974, l’unico italiano fino al 1992 (con l’avvento di Giovanni Parisi) ad aver disputato una sfida iridata nei pesi leggeri. Il suo sogno nel cassetto: regalare alla Sardegna, da organizzatore, quel titolo mondiale che lui non è riuscito a conquistare sul ring di Los Angeles

Da sinistra Toninu Puddu e Simone Maludrottu nel lontano ottobre 1973 al cospetto di Rodolfo Gonzales. «Me lo hanno impedito in tutti i modi», ha raccontato Tonino Puddu, «mi hanno tradito: non ero in grado di combattere. Ma non sono andato al tappeto, non ho perso per ko, il medico ha sospeso il match, avevo l’occhio sinistro completamente chiuso. Otto sconfitte, ma non ho mai perso per ko nella mia carriera, ci tengo a precisarlo». Quella sconfitta – pensiamo - oggi gli brucia ancora dentro, sempre dolorosa a distanza di trentasei anni, come se il tempo si fosse inesorabilmente fermato per ingigantire i rimpianti. La storia del mondiale di Tonino Puddu è una delle più avvincenti e incredibili nel grande romanzo popolare della boxe, può far impallidire persino il celebre Rocky in celluloide di Sylvester Stallone: c’è di tutto, presunti complotti, polemiche velenose, addirittura una misteriosa aranciata che avrebbe annientato le forze del pugile cagliaritano poche ore prima del match, simile alla po-

che vedeva la presenza di un atleta piemontese, come si può notare, perché per il boxeur campidanese si trattava dell’incontro di passaggio al professionismo. 22 anni, con più di 50 match disputati, Murgia si è dimostrato pugilisticamente molto più maturo della sua giovane età. Fisico asciutto, il ragazzo si dice possa essere un nuovo astro nascente della boxe made in Sardinia, e già c’è chi pregusta – grazie al suo gancio sinistro che è il suo colpo più efficace – che possa presto combattere per un titolo italiano. Piena soddisfazione per la riuscita dell’evento sportivo è stata espressa da Gianfranco Pala, dirigente e responsabile dell’Accademia Pugilistica della Sardegna, che insieme al Presidente Raffaele Marongiu, al suo vice Franco Udella

e all’allenatore Paolo Carta ha creduto fortemente nella realizzazione di un cartellone così ricco, al quale l’Amministrazione comunale ha dato il suo contributo. “Siamo davvero soddisfatti – ha commentato Pala – di aver trovato ampia disponibilità del Sindaco di Decimomannu e della sua Giunta, al quale vanno i nostri più sinceri ringraziamenti per il lavoro che è stato svolto per averci dato la disponibilità di un impianto così ben accogliente come il Palazzetto dello Sport”. Un successo anche di pubblico, come detto, ma anche un bel biglietto da visita per l’Accademia Pugilistica della Sardegna che da anni prosegue nella sua opera sportiva che affonda le radici nel sociale. “La boxe è uno sport difficilissimo – ha evidenziato Pala – perché comporta da parte degli atleti sacrificio e impegno, ma anche tante soddisfazioni. Per noi la vittoria più bella è quando vediamo che riusciamo a togliere dalla strada ragazzi che altrimenti prenderebbero strade sbagliate”.

zione di una maga, a un filtro stregato. Storia nota, quella di Tonino Puddu, ma appassionante come un capolavoro della letteratura degno di essere riletto più volte. Il flash-back che Tonino Puddu fa in prima persona della sua carriera è fulminante come il diretto destro, il pugno-dinamite col quale sovente mandava nel mondo dei sogni i suoi avversari: 41 vittorie prima del limite su 65 successi, così recita il suo palmares. «Ho iniziato a praticare la boxe a 15 anni, sono diventato campione del mondo dei dilettanti quando ero ancora militare, in Marina, alla vigilia del congedo. Nel 1966, a Modena, il mio debutto nei professionisti: battei per ko alla terza ripresa Ben Laiesi». Nel 1960 è già nell’èlite, nei primi 10 al mondo: traguardo di assoluto valore, ambitissimo in quei tempi nobilitati da tantissimi fuoriclasse. Campione italiano nel 1970 (vittoria su Barlatti). Campione europeo nel 1971, titolo strappato per kot al quarto round (Cagliari, 31 luglio) a

Miguel Velasquez col quale a gennaio aveva pareggiato a Barcellona. Non conosce ostacoli il bombardiere cagliaritano, il “rombo di tuono” del ring: titolo europeo difeso con Claude Thomias, Jean Pierre Le Jaouen, Enzo Petriglia, Dominique Azzaro e poi perso (Cagliari, primo maggio 1974) con lo scozzese Ken Buchanan che era già stato campione del mondo qualche anno prima. «Ma non ero più io, salii sul ring debilitato dall’influenza, alla seconda ripresa ho avuto la possibilità di liquidare Buchanan, ma non avevo più il colpo secco, la fucilata che mandava giù tutti. In verità la mia carriera era finita a Los Angeles». Già, Los Angeles e il mondiale maledetto. Ma la porta dell’iride si era già spalancata nel 1969, comunque una specie di “stargate”, un salto nel buio dell’intrigo. Tonino Puddu la racconta così: «Ricevo una lettera dal mio procuratore, Branchini, ce l’ho ancora bene conservata: il filippino René Barrientos è disposto a venire in Italia e a lasciarmi il titolo iridato dei superpiuma, in cambio gli avrei dovuto versare il 15 per cento di tutte le mie borse future fino a quando sarei rimasto campione del mondo. In più, per regolamento, avrei dovuto dare il 25 per cento al mio procuratore e pagare il 13 per cento di tasse allo Stato». E Tonino Puddu cosa rispose? «Che non volevo essere comprato, che volevo essere un campione del mondo vero, con la forza dei miei pugni, con la più assoluta onestà». Nonostante questo rimase con Branchini? «Non potevo lasciarlo, ero legato da una clausola del contratto. E poi avevo fiducia in lui, sapevo che era una dei migliori procuratori del mondo. I rapporti rimasero buoni, andai avanti così sul ring».

Così, nel 1973, il mondiale con Gonzales. «Sì, la grande beffa. Sono arrivato a Los Angeles venti giorni prima del match: un grave errore. Bisognava andarci almeno due mesi prima, anche per adattarsi al fuso orario, al clima. Ma non mi scoraggiai, ero campione europeo, avevo già disputato una cinquantina di match, avevo una buona esperienza. Sveglia alle 5 del mattino, allenamenti di sera, conferenze-stampa in posti lontani: un tour de force. Mangiavo malissimo: vietati i ristoranti italiani, mi dicevano che non c’erano soldi a sufficienza per pagare i pasti; solo qualche trattoria, qualche bistecca. Mi avevano messo alle costole un manager messicano, un certo Serano: me ne ha combinato di tutti i colori, sembrava che volesse danneggiarmi». Fino a farle bere quella bevanda… «Sì, il giorno del match, di mattina, durante le operazioni del peso: avevo sete, mi diede un thermos con un’aranciata dal gusto strano. Un solo sorso e mi sentii strano io, quasi vuoto di energie. Sul ring mi mancavano i riflessi, non ero più io, ma persi per ferita». E poi? «Dopo il match Branchini non ha volto portarmi in ospedale per fare il doping, io sospettavo che in quella aranciata ci fosse qualche sostanza proibita, droga insomma. Tornato in Italia raccontai tutto, ma fui squalificato: perché sostenni che Branchini mi aveva venduto». Tanti rimpianti, quindi. «Già, in pratica la mia carriera psicologicamente era finita a Los Angeles: dopo quel match mi allenavo pochissimo. Andavo avanti sul ring quasi per gioco. Prendevo pugni e non mi interessava. Poi finalmente ebbi il coraggio di smettere».

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Sardegna Sport dicembre 2009