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N. 10 | Aprile 2013 - Anno I

d'informazione con inchieste, reportage, cronaca, storie, interviste, cultura

La strage

La Consulta boccia il registro dei tumori. Troppe spese per nuovi uffici e personale. Nel frattempo i campani continuano a morire Municipio assediato Proteste e colpi di mano contro Luigi de Magistris Leggi a pagina 5

Il filosofo

Nuovo Teatro

Processo Cosentino

Aldo Masullo 90 anni e non sentirli Leggi a pagina 6

Apre al Rione SanitĂ  il palco del popolo Leggi a pagina 11

Le 46 intercettazioni ammesse come prova Leggi a pagina 16


I Siciliani giovani "A CHE SERVE ESSERE VIVI, SE NON C'E' IL CORAGGIO DI LOTTARE?"

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La Domenica Settimanale

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LA SVISTA

Emergenza Camaldoli Viene giù tutto.... Forum delle culture Forse si parte, forse no... Comicon Un affare per i bagarini abusivi America's Cup Vince la Napoli cartolina Quarto calcio Ancora nel mirino Camorra cose da ridere Gli sfottò dei comici contro i clan Anche Romeo piange Condannato a tre anni L'osservatorio Ossigeno Cronisti sotto tiro Le scale di Napoli Sergio Siano, scatti d'autore

LA FOTO

Eccoci d corsa...

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ccoci di corsa. La Domenica settimanale apre con la notizia della bocciatura del registro regionale delle neoplasie. Uno schiaffo assestato al volto di chi è ammalato di tumore che in Campania equivale a una vera e propria epidemia. Uno scandalo passato sotto silenzio. Insomma la politica come ponzio pilato invece di assumersi le responsabilità si è lavata le mani. E' follia non avere uno strumento per misurare, quantificare, documentare ufficialmente ciò che tutti da tempo sanno: In Campania è uno biocidio. Abbiamo provato a capire perché il sindaco di Napoli Luigi de Magistris è nel mirino di attacchi violenti e di un rancore sociale crescente. Un fuoco di fila che fa risultare il Municipio non proprio la casa dei napoletani ma un vero e proprio fortino assediato. Poi i doverosi auguri a Aldo Masullo, filosofo napoletano, che a 90 anni riesce a distribuire pillole di saggezza e guardare negli occhi i problemi di Napoli. Vi informiamo sugli sviluppi della vicenda del detenuto Nicola Cosentino e sulla nuova condanna incassata da Alfredo Romeo mentre si aggiudica in contemporanea una nuova commessa imprenditoriale. Senza dimenticare le cose che non vanno come il Forum delle Culture di Napoli e la gestione fallimentare del Premio Napoli. Sullo sfondo le vicende del “Quarto calcio”, e le nuove tendenze come le risate di Gomorroide...perchè di camorra a volte la si può combattere anche con una grande risata. Non perdetevi il servizio curato da Filomena Mendaco sullo scrittore Roberto Saviano e i dati di Ossigeno sui tanti cronisti minacciati. Vi auguriamo buona lettura.

Periodico d'informazione con inchieste, reportage, cronaca, storie, interviste, cultura. Giornale in Pdf scaricabile da http://www.ladomenicasettimanale.it N.10 - chiuso il 30 Aprile 2013 - Anno I

Reg. Stampa Tribunale di Napoli n. 30 del 23 maggio 2012 Responsabile del trattamento dati (D.LGS- 30/06/2003 n.196) Arnaldo Capezzuto

“Bisogna cercare la verità nelle zone d'ombra dove la luce non si riesce a vedere”

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La nostra inchiesta I dati choc della Commissione

Registro dei tumori consulta lo boccia La denuncia dello scienziato Antonio Marfella CON MIGLIAIA DI MORTI PER NEOPLASIE ALL'ANNO SI CONTINUA A NEGARE IL PIÙ GRANDE DISASTRO AMBIENTALE DELLA STORIA D'ITALIA

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a consulta ha bocciata l'unica legge sottoscritta all'unanimità dall'intero consiglio regionale della Campania, sulla istituzione del registro tumori regionale. L'impugnazione è stata contemporanea alla comparsa immediata e vigente, benedetta dalla consulta, di un decreto legge scritto dai responsabili del mancato funzionamento ultradecennale del registro tumori e subito efficace in sostituzione. C'è da pensare che forse il provvedimento era già pronto e messo fiori al momento giusto. Forse occorreva assolutamente continuare a non produrre dati, e a non comunicarli in modo trasparente sul sito web regionale! Gli stessi dirigenti che hanno sbagliato a scrivere la legge, sprecando oltre tre anni, hanno immediatamente e contemporaneamente riscritto il decreto che lascia solo a loro, e ben dentro gli uffici regionali il controllo dei dati del più grande disastro ambientale negato della storia d'Italia. Questa notizia impone a tutti noi cittadini della Campania deduzioni e comportamenti conseguenti obbligati per senso di responsabilità. Come hanno votato all'unanimità una leg-

In seicento pagine l'atto d'accusa della Commissione Parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti sul “caso Campania”. Un disastro che gli scienziati dicono nel 2064 raggiungerà il picco massimo in termini di morti, malformazioni e diffusione dell'inquinamento dovuti principalmente all'interramento abusivo dei rifiuti tossici e proibiti. “C’è in atto una catastrofe ambientale di portata storica che sta sconvolgendo la città di Napoli e cospicue parti del territorio campano e che costituisce un fenomeno di portata storica, paragonabile soltanto ai fenomeni di diffusione della peste seicentesca, dove gli untori devono identificarsi in numerosi soggetti che hanno operato nel settore” recita la relazione elaborata dalla Commissione. Vedi anche sul n.8 gennaio-febbraio 2013 della Domenicasettimanale.it pagina 17 a firma di Filomena Indaco. http://www.ladomenicasettimanale.it/images/archivio/ladomenica_8_gennaio_febb raio2013.pdf

ge deliberatamente scritta per essere bocciata, cosi tutti i membri della Regione, dai consiglieri alla giunta, e soprattutto ai tecnici cosiddetti ora, hanno una sola possibilità di mostrare di non essere dei delinquenti : rassegnino immediatamente le dimissioni. Se, come ovvio, non lo faranno, i sei milioni di cittadini campani sappiano e si regolino di conseguenza! Devono essere mandati tutti a casa! e di corsa! mentre si sprecano miliardi e miliardi in ogni settore e soprattutto nella Sanità, c'è chi indica come ha fatto il registro tumori della ex Asl 4, di un eccesso di mortalità per cancro del colon retto in Campania. L' unica legge che impone il registro tumori, strumento utile ai magistrati e alla programmazione sanitaria della regione colpita dal più grande disastro ambientale e umanitario proprio per mancati controlli, viene fatta saltare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti in modo raffinato si continua a mantenere i dati ben chiusi e ben segreti nei cassetti degli uffici regionali! dati assenti e/o non prodotti ma pagati milioni di euro sin dal 1987. Con soli tre stipendi risparmiati all'anno, si potrebbe agilmente finanziare benissimo l'intero registro regionale. Funzionante! Considerato che uno stipendio medio di questi tecnici, declassati incapaci dalla consulta, si aggira sui 130mila euro annui! finché avremo vita noi non molleremo e vi chiederemo conto del vostro comportamento irresponsabile e/o delinquenziale a copertura della azione criminale della camorra e soprattutto i dati che non volete produrre e soprattutto diffondere! se non ci saranno decisioni immediate e soprattutto verrà confermato il già scritto decreto che continua a nascondere i dati negli uffici regionali, a copertura quindi non già delle responsabilità dei camorristi ma a copertura di quelle dei politici dei mancati controlli, sarà sin troppo chiaro il disegno criminale a danno di sei milioni di cittadini campani! Antonio Marfella

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Il fortino assediato Un sindaco in bilico, stretto all'angolo e stritolato da proteste e ritorsioni. Un saldatura tra ambienti apparentemente lontani che puntano su Palazzo San Giacomo di Arnaldo Capezzuto osa sta accadendo a Napoli? Un clima istinti più primordiali e naimaleschi. Un rancore pesante sembra aver avvolto la città. e un odio che cova sotto le ceneri di una città Esplosione di ordigni sotto la sede del Comune abituata ai compromessi, al mercanteggiare, al di Napoli, finti funerali, ripetuti allarmi bomba barare con il gioco delle tre carte. E' difficile contro il municipio e le stazioni della capire una città, dove normalmente non si metropolitana, blitz improvvisi e occupazioni dei capisce nulla. La domanda ritorna : Cosa sta palazzi delle istituzioni. Serrate a tappeto dei accadendo a Napoli? E' in corso una saldatura tra commercianti contro i provvedimenti di Ztl ambienti apparentemente lontani che trovano un (zona a traffico limitato), blocchi stradali, inaspettato coagulo e sintesi nella improvvisi scioperi dei dipendenti dello stesso contrapposizione al primo cittadino. Commenti Comune in coincidenza con manifestazioni per usare un eufemismo al limite della internazionali. E se non bastasse anche la strana diffamazione sono venuti fuori dai social convergenza di una parte dei media con gruppi network dopo la notifica di un avviso di garanzia di pressione “talebana” sorti come funghi sui al sindaco e al suo assessore al traffico per una social network. Non è solo legittimo presunta responsabilità oggettiva per la dissenso ma qualcosa in più.I Ci sono forze presenza delle buche nelle strade successi dell'amministrazione che vorrebbero partenopee. Un venticello che soffia e arancione restano sullo sfondo: imporre scelte e fa il paio con ciò che si muove nella l'organizzazione di grandi eventi, dettare una piazza. Chiariamo non ci troviamo di (Coppa America, Giro d'Italia, propria agenda fronte al legittimo protestare o concerto di Bruce Springsteen), per portare le l'espressione del sacrosanto dissenso: è l'aver cacciato una variegata lancette della un qualcosa che ha il sapore della vegetazione di lobbisti e strani storia indietro ritorsione, della vendetta, delle personaggi borderline, l'aver ridotto e aprire varchi restaurazione più bassa. Una sorta di il debito accumulato dalle gestioni lenta ma implacabile strategia di precedenti e aggravatosi con i tagli spodestamento. C'è la palese volontà dei trasferimenti del Governo e gli effetti della d'imporre e dettare un'agenda al governo della spending review sugli enti locali. Il sindaco città, un tentativo di riportare indietro le lancette Luigi de Magistris è sotto scacco. Un assalto della storia, aprire varchi per riportare dinosauri continuo. Un assedio al fortino che scatena gli e interessi particolari nelle stanze del municipio.

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Un'idea di città I “consigli” del filosofo Il filosofo Aldo Masullo ha le idee chiare sul momento che sta attraversando la città. Una crisi che viene da lontano. Istinti e egoismo si fondono e diventano una trincea per respingere qualsiasi tipo di rinnovamento. “Penso che Napoli sia una grande città. Non è una mia riflessione filosofica è un dato oggettivo. La grandezza di una città si misurata oltre dalle sue bellezze anche attraverso la sua storia, tradizione, usi, costumi e orizzonti. Citando il titolo di un mio libro di qualche anno fa dico che 'Napoli è ancora immobile', non è un ragionamento ma una constatazione. Per essere mobili bisogna avere, possedere, elaborare un'idea profonda, una prospettiva, uno sguardo lungo di città. Ecco devo dire che a Napoli negli ultimi 30/40 anni è mancato del tutto un chiaro percorso di dove si vuole andare”. “La gente è sempre più disorientata, vuole sentirsi l'amministrazione vicino, accanto, che si prende cura. Faccio un esempio: percepire dei servizi efficienti è un grande segnale che la macchina comunale funziona e sa farsi carico dei problemi della gente, quelli di tutti i giorni come le aiuole, le strade, le scuole, i parcheggi, l'arredo urbano, la cura del verde pubblico, la presenza di parchi, la semplificazione della burocrazia”.

Avviso di garanzia per le buche “Mi autodenuncerò anche per l'aria che respiro”

Luigi de Magistris non ha una casa politica. Questo è il suo più grande dei problema. Una ingenuità politica che si paga cara. C'è il no netto al suo tentativo di coinvolgere altri partiti come il Pd e il Movimento 5 stelle nella sua rinnovata Giunta. La sua lista civica “Napoli è tua” a sostegno della sua candidatura si è dissolta come neve al sole. Stesso destino per l'Idv e per l'iniziativa di Antonio Ingroia “Rivoluzione civile” naufragata alle elezioni.

Due inviti a presentarsi sono stati notificati dai carabinieri al sindaco di Napoli Luigi de Magistris e all'assessore comunale alla Viabilità Anna Donati nell'ambito dell'inchiesta sui danni causati dalle buche presenti nelle strade della città. Nei provvedimenti emessi dal pm Stefania Buda e dal procuratore aggiunto Francesco Greco si ipotizzano i reati di attentato alla sicurezza stradale e omissione di atti d'ufficio. “Quando ero magistrato più si andava a fondo e più mi arrivavano avvisi di garanzia e io più caricavo, sono come pillole ricostituenti” spiega il sindaco “Ben vengano le indagini - ha affermato - così scopriranno che noi lavoriamo in quel direzione e che anche la magistratura deve tutelare gli amministratori onesti”. E aggiunge: “Credo che bisogna indagare su chi si prende i soldi, su chi li ha sperperati e bisogna stare vicini a chi sta facendo in questo momento un lavoro drammatico ho fiducia nel magistratura e mi difendo come ho sempre fatto. Le cose sono strane perché laddove si entra nei punti nodali devo difenderti sempre di più”. E conclude : “ Ci sono cose che sembrano assurde, ma sono reali e che a me capitano spesso - ha aggiunto - sono assolutamente tranquillo e sereno, anzi anche più determinato perchè stiamo facendo un buon lavoro e i cittadini devono stare tranquilli che appena arriveranno un po' di soldi saranno indirizzati alla manutenzione di strade e scuole, al trasporto pubblico. Se i soldi non arriveranno chiederemo ad altri come fare mi autodenuncerò per l'aria che respiro, per il trasporto pubblico e per le fogne che non vanno bene”.

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Il filosofo napoletano Aldo Masullo ha compiuto 90 anni

“Guardare l'avvenire capovolgendo il mondo” “Non mi sento vecchio perché ho voglia di guardare nuovi orizzonti” a Napoli bisogna prestare attenzione alla Costruire un'idea di un percorso comune vita quotidiana, quella di tutti i giorni. in cui siamo tutti protesi verso un destino Garantire servizi efficienti, aggiustare le collettivo. Dobbiamo svegliarci insieme e strade, l'arredo urbano, curare il verde pensare da protagonisti alla nostra città”. pubblico, migliorare i parchi e i luoghi di “A volte mi fa rabbia dover morire senza di Arnaldo Capezzuto socializzazione, sostenere le attività aver capito davvero ciò che sono. Mi scolastiche. I napoletani vogliono vedere sento giovane – non perché ballo – ma gesti vicini, immediati, sentirsi rincuorati perché dentro ho ancora voglia non di ldo Masullo, è professore emerito di con le attenzioni di chi amministra e dà il cambiare il mondo – attenzione – ma di filosofia morale all’università di buon esempio. Resto ottimista: la testa rovesciarlo e rimetterlo in piedi. Giovane Napoli - lo scorso 12 aprile ha compiuto quando sbatte o si rompe o si è chi ha lo sguardo proteso a 90 anni - racchiude dentro sé molte aggiusta. Dato che siamo arrivati Sono in pace guardare l'avvenire. A 90 anni sfaccettature. Si definisce “giovane” a un punto delicato penso che con la mia vita, preferisco intravedere il futuro in questo perché ha lo sguardo proteso a qualcosa abbiamo piuttosto che guardare inutilmente I napoletani l'amore, guardare l'avvenire. Racconta: il passato. Sono in pace con la vogliono vedere imparato. Napoli non è la passione “Penso che Napoli sia una grande gesti vicini, immobile, mi sembra in mia vita, in questo l'amore, la per la filosofia città. Non è una mia riflessione immediati, generale più una città che passione per la filosofia mi mi ha aiutato filosofica è un dato oggettivo. La sentirsi non sa ancora quale aiutato molto. Ho sempre grandezza di una città si misura rincuorati con dev'essere il suo destino”. davvero molto riconosciuto i miei sbagli ma oltre dalle sue bellezze anche le attenzioni di E riflette: “Napoli è luogo mi ha sostenuto questo non ha mai significato attraverso la sua storia, chi amministra di grande eccellenza e di dolermi anzi non li ho mai tradizione, usi, costumi e e dà il buon esempi positivi che poi sono la condannati”. orizzonti. A Napoli negli ultimi esempio norma. Il problema - a mio avviso © Riproduzione riservata 30/40 anni è mancato del tutto un - è metterci insieme, unirci. chiaro percorso di dove si vuole andare”. “Ho scelto in modo convinto di restare a Napoli, anche se è chiaro che se avessi scelto tipo una città come Milano, vivere mi avrebbe offerto sicuramente maggiori possibilità in senso culturale. Nel corso della mia vita - ho appena 90 anni - alla fine so di aver scelto bene. Napoli è una città che mi è entrata nel cuore. Io sono nato ad Avellino ed ho vissuto e studiato in giro per il mondo. Nonostante il mio carattere sia distante dagli usi e costumi della città, il contrasto che è nato con Napoli mi ha fatto crescere”. E confessa sull'attuale situazione di crisi della città: “Come napoletano ne sono addolorato. Occorre che chi governa la città sviluppi e accentui una rapporto diretto con i suoi cittadini. E' essenziale, fondamentale. Poi

“Nonostante il mio carattere sia distante dagli usi e costumi della città, il contrasto che è nato con Napoli mi ha fatto crescere”

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Il blitz di sequestro scattò a novembre

Casal da Padeira,

i clan non c'entrano Crescenzio Polverino: “Pago per il cognome” di Luigi Foderico

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n sequestro per abusivismo edilizio, due aziende praticamente azzerate e 50 dipendenti a casa senza nessun paracadute. Questa è una storia intricata che per raccontarla occorre fare una premessa che coincide con una colpa. Come è accaduto per le più importanti testate cittadine in edicola e on line anche sul nostro giornale (n. 8 pagina 11 gennaio-febbraio 2013 - “Camaldoli il cemento del clan” a firma di Pier Paolo Milanese) abbiamo associato la vicenda del sequestro per abusi edilizi di “Casal da Padeira” a fatti di camorra. Un errore di cui ci scusiamo, un errore che nasconde un trabocchetto. Si, diciamocelo, il titolare del complesso edilizio dei Camaldoli finito con i sigilli è Crescenzio Polverino, tralasciando il nome, c'è un cognome “pesante” che paga un pregiudizio. Eccoci pronti a chiarire e rettificare come ha richiesto giustamente - lo stesso signor Polverino attraverso il suo legale avvocato Giuseppina Di Domenico, precisa che “il sequestro è scaturito per violazioni urbanistiche ed ambientali e il decreto di sequestro emesso dal Gip non fa alcun riferimento a reati di criminalità organizzata”. Questa la premessa. Il sequestro è scattato all’alba del 28 novembre, secondo la procura il complesso è abusivo e viola le norme. Invece secondo i proprietari due fabbricati su tre acquistati nel 2000 da un privato avevano pratica di condono presentata nel 1994. Il terzo immobile invece

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apparteneva al padre di Crescenzio Polverino che addirittura l'avrebbe acquistato negli anni Settanta. Pare che la pratica di condono sia stata portata a buon fine con il pagamento di tutti gli oneri. Le carte sarebbero finite nel gorgo della burocrazia comunale e insabbiatesi in qualche cassetto. Vicenda intricata, dicevamo. Sullo sfondo resta la normativa dei vincoli paesaggistici, i pareri della Soprintendenza e l'indagine della Procura. Un punto dev'essere fermo e chiaro nelle carte non c'è traccia di criminalità organizzata. La speranza è che la vicenda presto venga chiarita perché al di là di tutto ci sono 50 persone che dall'oggi al domani hanno perso il lavoro. E qui la crisi economica non c'entra niente. E' giusto che le indagini facciano il loro corso ma occorrerebbe garantire tempi veloci anche e soprattutto a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. © Riproduzione riservata

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La Precisazione Sul nostro giornale n. 8 pagina 11 gennaio-febbraio 2013 – nel pezzo “Camaldoli il cemento del clan” a firma di Pier Paolo Milanese abbiamo associato la vicenda del sequestro per abusi edilizi di “Casal da Padeira” a fatti di camorra. Un errore di cui ci scusiamo. Il signor Crescenzio Polverino attraverso il suo legale avvocato Giuseppina Di

Domenico, precisa che “il sequestro è scaturito per violazioni urbanistiche ed ambientali e il decreto di sequestro emesso dal Gip non fa alcun riferimento a reati di criminalità organizzata”. Una rettifica doverosa con gli interessati che riguarda anche il contenuto on line dell'archivio del nostro sito.


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Camaldoli, a rischio frane “La collina si sgretola” di Ferdinando Bocchetti

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a collina dei Camaldoli si sgretola, cade a pezzi. Scarichi abusivi, strade che franano, impianti fognari non ancora ultimati o mai entrati in funzione: il rischio idrogeologico continua a correre lungo i versanti dell'area collinare di Napoli. Lavori per due distinti lotti (lotto Napoli e lotto Marano), ma da tempo fermi al palo. Quelli relativi al tratto fognario del versante partenopeo, iniziati nel 2006, sono stati sospesi lo scorso agosto a causa del mancato pagamento degli stati di avanzamento alla ditta esecutrice. Lo stop sta avendo pesanti ripercussioni anche sulla limitrofa città di Marano, in particolare nelle aree immediatamente a ridosso della collina, in quanto l'impianto fognario (già completato) non può entrare in funzione poiché interdipendente con quello napoletano. Nonostante gli appelli e le mobilitazioni degli ultimi anni, le operazioni per la messa in sicurezza della zona, ritenuta dagli esperti ad altissimo rischio idrogeologico, seconda soltanto a Sarno per ordine di importanza, sono ancora ad un punto morto.

furono stornate sulla nascente discarica di Chiaiano determinando un lungo periodo di stop. Poi, col passare degli anni, se ne sono aggiunti altri di carattere tecnico e burocratico. Allo stato restano ancora esclusi dalla fruizione dei servizi fognari i residenti dell'antica frazione di Torre Caracciolo, quelli di contrada Romano e migliaia di cittadini del versante partenopeo. Zone ad alto rischio idrogeologico eppure interessate da un massiccio fenomeno di inurbamento abusivo. La vicenda è seguita con attenzione dagli attivisti del Comitato per la tutela dei diritti, che nei mesi scorsi hanno fatto più volte sentire la propria voce, e da alcuni

L'allarme

Altissimo rischio idrogeologico I rischi per la popolazione, una cui parte è del tutto esclusa dalla fruizione del servizio fognario, sono elevatissimi. Ancora oggi infatti gran parte dei liquami confluiscono negli affluenti dell'alveo dei Camaldoli per poi riversarsi nei tratti fognari - in parte occlusi - dei comuni di Quarto e del quartiere Pianura. Le arterie maggiormente interessate sono quelle di contrada Romano, via Scaja, via Soffritto e quelle adiacenti al parco Oasi. La vicenda parte da lontano, dagli inizi degli anni Duemila, quando l'allora sindaco di Napoli, Riccardo Marone, divenne commissario straordinario per il sottosuolo e dispose un finanziamento di svariati milioni di euro per la messa in sicurezza della collina. Ne seguirono altri, per un ammontare complessivo di circa dieci milioni di euro, destinati invece al completamento del versante maranese. Lavori di cui avrebbe beneficiato anche e soprattutto i territori limitrofi: Quarto e Pianura. Il primo intoppo risale al 2008, quando parte di quelle risorse

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rappresentanti dell'Ottava municipalità di Napoli, promotori di esposti e denunce alla prefettura e alla magistratura. L'ultimo in ordine cronologico è del 4 aprile. “Attualmente - recita l'esposto inviato a numerosi soggetti istituzionali - le opere realizzate non possono essere utilizzate poiché non collegate tra loro. A tutela della pubblica e privata incolumità, chiediamo al prefetto Musolino, al sindaco di Napoli De Magistris e al commissario prefettizio di Marano, Gabriella Tramonti, di intervenire con tutti i poteri di cui dispongono affinché si addivenga alla ripresa dei lavori”. © Riproduzione riservata


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Pianeta Cultura, è l'anno zero Napoli senza più idee e avanguardie Ecco i fallimenti: dalla Fondazione Forum al Premio Napoli di Giulia Rosati

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entre sembra giunto al termine il tormentone del Forum delle culture con la firma congiunta del protocollo d'accordo del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e del presidente della Regione Stefano Caldoro - finalmente - si dà il là

alla manifestazione. C'è da dire però che i fondi stanziati, solo 16 milioni di euro, sono davvero pochi per un evento che si annuncia nelle intenzioni mondiale. L'importante, comunque, al di là di tutto era scongiurare il dramma di cancellare la

La caduta delle avanguardie

manifestazione. Sarebbe stata una brutta figura per non dire una gran figuraccia. L'accordo sottoscritto a Palazzo San Giacomo per il rotto della cuffia almeno allontana i fantasmi. Adesso il direttore generale della Fundaciò Forum di Barcellona Mireia Belil, il commissario della Fondazione Forum di Napoli Alessandro Puca dovranno darsi da fare insieme appunto a Comune e Regione. Firmato il protocollo Occorre organizzare l'appuntamento 2013 siamo ampiamente in ritardo- rispetto a cui la Fondazione Forum di Napoli rappresenta il riferimento centrale, mentre a Palazzo San Giacomo spetterà il compito di occuparsi degli eventi nel territorio cittadino e la Regione, attraverso la Scabec Spa, quello dell'organizzazione degli eventi presso i siti che rientrano nel patrimonio Unesco. Se con l'accordo almeno si è evitato in extremis il clamoroso flop c'è però da scrivere che sul fronte più generale dell'intero comparto cultura si registra con sgomento uno spaventoso appiattimento. Napoli e in generale la Campania stanno vivendo un momento drammatico per non dire tragico. Il punto più basso. Se un tempo avanguardie e elaboratori intercettavano e guidavano tendenze nazionali e mondiali ora non è più così. Manca un disegno unitario I talenti sono umiliati anzi scoraggiati e non trovano il terreno fertile per esplodere insomma sono costretti ad andare altrove. L'elenco dei fallimenti è lungo, purtroppo. Dal Premio Napoli, al Teatro Stabile, dalla Fondazione Teatro San Carlo, agli istituti di cultura: è tutto fermo o quasi. Mancano soldi, progetti e persone competenti. Le istituzioni culturali d'eccellenza della città boccheggiano oltre che per mancanza di idee anche e soprattutto per l'assenza di un disegno, una politica, un'idea di cultura. © Riproduzione riservata

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Sarà inaugurato un nuovo spazio culturale e di speranza

E' rivoluzione di popolo “Nuovo Teatro Sanità” Sorgerà nel rione dove nacque il grande Antonio De Curtis in arte Totò In un clima cupo, fosco e da brividi. In un'atmosfera rarefatta dove la cultura è umiliata da spending review, mediocrità e soliti boss e capintesta locali c'è chi continua a credere alla vera rivoluzione quella fatta da un'identità di popolo. Ecco qui di seguito un articolo di presentazione di Mario Gelardi. Lui spiegherà cosa sarà il “Nuovo teatro Sanità” di Mario Gelardi

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el cuore di Napoli, nel ventre più profondo della città, c’è il Rione Sanità. Negli occhi di molti il Rione Sanità è identificato con quel filmato che ha fatto il giro del mondo in cui un pregiudicato veniva ucciso fuori da un bar. Ma questo luogo è anche altro ed è da questo che vogliamo partire. Vogliamo costruire una nuova immagine di questo rione e farlo partendo da un’idea concreta di cultura. In particolare, il teatro a Napoli deve ritornare ad essere l’identità di un popolo. “Un teatro Non un teatro auto di 100 posti attrezzato referenziato in cui gli a regola d'arte operatori si pronto per essere avvicendano di volta in inaugurato. volta tra palcoscenico e A partire da platea, ma uno spazio settembre la aperto allo scambio tra direzione artisti e pubblico, affidata a puntando sulla Mario Gelardi” sensibilità degli operatori teatrali di farsi portavoce delle istanze che nascono dalla società civile. L’associazione “sott’ o ponte” insieme ad un gruppo di privati, ha creato proprio nella Sanità un teatro. Un teatro di 100 posti attrezzato a regola d’arte, pronto per essere inaugurato. A partire da settembre e con la mia direzione artistica e di un collettivo fatto da giovani

operatori teatrali, partirà la prima stagione quelle realtà teatrali e quegli artisti che teatrale del “Nuovo Teatro Sanità”. hanno costruito il teatro napoletano L’intento della direzione artistica è quello contemporaneo e che si trovano spesso di fornire alla città un palcoscenico aperto orfani di spazi dove potersi esprimere. e ricettivo alle istanze teatrali e culturali Vogliamo partire dai drammaturghi che che negli ultimi anni sono diventate vera e sono sempre stati l’ossatura del teatro propria emergenza. Una casa – comune, napoletano conosciuto e rappresentato in tecnicamente e strutturalmente adeguata in tutto il mondo. Vogliamo avere una modo da offrire agli artisti uno spazio particolare attenzione verso una dignitoso e professionale. Una sfida, generazione di giovani attrici ed attori di quella di aprire un nuovo teatro e di farlo grande talento che questa città esprime. nella Sanità, che in questo Esserci in questa prima stagione momento più che mai, sembra “Una sfida è un atto di fiducia, un vero atto quella di aprire assolutamente da accettare. Una un nuovo teatro di speranza per un quartiere per sfida che vuole vedere uniti artisti e di farlo nel una città che ha bisogno della e professionisti della cultura che rione Sanità, cultura e del teatro più di quanto potranno trovare nel NUOVO che in questo le istituzioni vogliano ammettere TEATRO SANITA’ un luogo momento e soprattutto più di quanto siano lontano da logiche di più che mai in grado di capire. Iniziamo con schieramento. Abbiamo bisogno sembra un budget pari a zero, iniziamo dell’aiuto di tutti, abbiamo assolutamente come volontari, abbiamo solo il accettare” bisogno di completare al meglio la nostro entusiasmo e la nostra struttura a livello tecnico, abbiamo professionalità, chi vuole darci bisogno della sensibilità dei grandi artisti una mano? teatrali napoletani e dell’entusiasmo delle info@nuovoteatrosanita.it giovani compagnie. Vogliamo recuperare www.nuovoteatrosanita.it.

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Comicon, kermesse da record ai botteghini ressa e spintoni Davanti alla biglietteria affari d'oro per i bagarini abusivi di Monica Capezzuto

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a festa della Liberazione è coincisa, a Napoli, con l'appuntamento-evento “Comicon”, l'attesissimo salone internazionale dedicato al fumetto, l’animazione e ai cosplay. La manifestazione richiama centinaia di appassionati da tutta Italia ed è ospitata nella Mostra d’Oltremare, padiglioni con decine di stand ricchi di gadget di ogni tipo, numeri introvabili di fumetti manga e tutto ciò che ruota attorno a questo mondo. Un paradiso per appassionati e ragazzi di tutte le età. L’intoppo è nato nell’arrivarci e nell'entrare. Fin dal primo

mattino, infatti, comitive, cosplayer, curiosi e collezionisti si sono ritrovati nello spiazzo antistante la biglietteria, a piazzale Tecchio, con l’intento di comperare l’agognato biglietto (valido per tutti e quattro giorni della manifestazione) ed entrare rapidamente nel magico regno della fantasia. Ma la realtà è ben altra cosa. Il tempo di attesa alla biglietteria inizia ad aumentare esponenzialmente e i primi che riescono a strappare il tanto atteso lasciapassare, sorridono soddisfatti per avercela fatta. “Sono qui dalle sette e

LA SEQUENZA FOTOGRAFICA

mezzo” racconta un ragazzo vestito da joker. Col passare delle ore, la situazione diventa incandescente: la coda aumenta di pari passo con la temperatura e, intorno alle ore 12, non se ne viene più a capo. Un unico serpente chilometrico e rovente di centinaia di corpi-stimati in circa diecimila visitatori , surriscaldati dal calore del sole e dall’attesa snervante. Non c’era, nel piazzale, uno spazio vuoto: un’infinita marea umana. Sudata. Accatastata. Traballante. Poche le difese: ombrelli aperti e giornali a cercare l’illusione della frescura. Ogni tanto lo scoppio di applausi sottolineava il lento scorrere della fila. Si raccolgono commenti basiti tra i cosplayer colorati che continuano ad invadere Fuorigrotta . “Ma è la coda? ” chiedono, strabuzzando gli occhi. Intere famigliole desistono e vanno via: “Impossibile. Torniamo a casa” sentenzia un papà, sotto gli occhi un po’ delusi del figlioletto. Ma la soluzione è a portata di mano, un po’ più in là , lontana da occhi indiscreti. Infatti appaiono “rivenditori estemporanei” che mostrano tra le mani mazzette di preziosi ticket d’ingresso richiamando, con frasi ad effetto, gli avventori.

La contrattazione “Non fate la coda!” e “Risparmiatevi la coda !” il canto. La tentazione è forte per molti e frotte di ragazzi si guardano consultandosi rapidamente, lo sguardo che spazia lontano, su quei corpi in coda nel piazzale. La contrattazione è rapida:il prezzo oscilla tra i 15 e 20 euro, una piccola sovrattassa- il costo a prezzo pieno è di 12 euro- che si paga volentieri pur di varcare la soglia incantata. Peccato che la chiave d’accesso, per molti, non sia stata altrettanto magica ma inospitale e poco organizzata. L’acquisto dei biglietti era consentito anche on line ma per coloro che non hanno usufruito di tale possibilità, la stragrande maggioranza, comperare il ticket è stata un’odissea che ha smorzato entusiasmo, e ,in alcuni casi, causato malori tra ragazzi, stremati dal caldo e dalla stanchezza. W il comicon!!! © Riproduzione riservata

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I Napoletani scoprono i catamarani

Trionfo World Series Tutti pazzi per la vela Non sono mancati i disagi per automobilisti, residenti e commercianti ma ne è valsa la pena Alberghi affollati, ristoranti pieni e boom di visitatori. Grande successo delle World Series di America’s Cup nel Golfo partenopeo. La bellezza della città ammirata e mostrata in diretta in tutto il mondo seduce e conquista di Claudio Riccardi

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a tappa finale delle World Series di America’s Cup, nello specchio d’acqua a pochi metri dal Lungomare di via Caracciolo, è stata l'opportunità per Napoli di mostrare al mondo intero la sua risorsa più grande e inutilizzata: il mare.

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Nonostante Napoli abbia il lungomare più bello d’Italia è come se non ce l'avesse. A parte la mancanza di spazi attrezzati per stendersi al sole, vi è anche il gravissimo problema inquinamento. Allo scopo di far conoscere al grande pubblico i problemi gravanti sul mare di Napoli, nell'ultima giornata del prestigioso evento, a due passi dalle regate dell'America's Cup è stato inscenato un flash mob per la tutela e il disinquinamento del Golfo di Napoli, da parte di un'associazione ambientalista che opera da trent’anni per la salvaguardia del mare napoletano, Marevivo. All'iniziativa

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IL DUBBIO

Al timone ora c'è Hubler Acn curerà tutti i grandi eventi Appena terminate le regate Mario Hubler, capo della società di scopo Acn si è dimesso. Hubler, è stato ex direttore di Bagnolifutura ed è attualmente indagato per la bonifica dei suoli. C'è da dire che i soci dell'Acn (Comune, Regione e Camera di Commercio) hanno stabilito che la società Acn si occuperà non solo dell' America’s Cup ma di tutti i grandi eventi.

si sono poi unite anche altre associazioni, per dare voce a questo mare che muore. I partenopei amano il loro mare e non vogliono vederlo morire. Le regate insomma sono state in grado di mobilitare la città in ogni senso. Grande successo, alberghi affollati, ristoranti pieni e boom di visitatori, con una massiccia presenza di turisti stranieri accorsi a Napoli per assistere alle regate ufficiali delle World Series di America’s Cup. La bellezza della città ammirata e mostrata in diretta in tutto il mondo, seduce e conquista. © Riproduzione riservata


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Fermate la “Nuova Quarto calcio” furti, atti vandalici, danneggiamenti I clan contro la squadra che toglie i giovani dalle grinfie della camorra di Pier Paolo Milanese

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a “Nuova Quarto calcio” non trova proprio pace. Le intimidazioni non si contano neppure più. Furti, atti vandalici, danneggiamenti. C'è poco da fare. Quella squadra che gioca, diverte, risale la china e veicola i valori di legalità, onestà, trasparenza è troppo

ingombrante. Perfino i guaglioni ne parlano bene. Perfino le vedetta della droga segretamente ne ammirano le gesta. E' un corto circuito. Una crepa che si allarga nei muri della camorra. Allora occorre distruggere quel simbolo che destabilizza. Meglio aggredirlo prima di

La legalità quando diventa pratica

essere aggrediti culturalmente e disarmati. Allora accade che il “Nuova Quarto calcio” è entrato nel mirino. Qualche ora dopo l'incontro di calcio vittorioso contro il Mondragone scatta l'ennesimo raid: ignoti nel cuore della notte entrano nel campo e bruciano la rete di una delle due porte. La società era nelle mani dei Polverino Una informativa, l'ennesima è stata inviata al comando provinciale dei carabinieri e in procura. La squadra della Nuova Quarto per la Legalità sta combattendo la sua duplice gara: sul campo di calcio per centrare la promozione in Eccellenza; al di fuori del terreno di gioco per testimoniare l'impegno anticamorra in un territorio il cui Consiglio comunale è stato sciolto per presunte infiltrazioni camorristiche appena prima di Pasqua. La squadra del “Nuova Quarto calcio” milita nel campionato Promozione ed è un bene che è stato confiscato al clan camorristico dei Polverino operante dai Camaldoli alla zona di Marano.

Minacce inutili, andiamo avanti “Ci risiamo - sbotta Luigi Cuomo, presidente della Nuova Quarto Calcio per la Legalità e referente di Sos Impresa Siamo vittima ancora una volta di un altro atto intimidatorio, con i nodi delle porte bruciati da un mozzicone di sigaretta. In questi ripetuti raid c'è una cadenza preoccupante, con la quale forse questi signori ci vogliono ricordare che loro ci sono sempre e che vogliono continuare a dettare legge. Ma noi non ci faremo intimidire, anzi andremo avanti. Non siamo soli, la gente è con noi”. © Riproduzione riservata

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E' la nuova tendenza: sbeffeggiare boss e clan

Camorristi, ARRENDETEVI Una grande risata vi seppellirà “Gag, dialoghi surreali, ritratti sarcastici stanno diventando un grimaldello eccezionale per smontare nell’immaginario collettivo la sacralità, la mitizzazione della camorra, ricordiamolo: una grande montagna di merda” di Arnaldo Capezzuto

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amorristi, una risata vi seppellirà. E’ una nuova tendenza, uno sfottò continuo, una irriverenza che mette coraggio e si diffonde come un virus benevolo in tutti i quartieri partenopei anche quelli dove i clan dominano da sempre. “Ricordatevi che noi siamo uomini di Gomorra… i Gomorroidi”. “Scusami tu perché non stai battendo le mani. Hai qualche problema? Hai le mani di piombo. Hai qualche problema alle mani?” E poi improvvisamente irrompe una voce del compare che esorta: “Lelluccio, Lelluccio sparalo, sparalo, sparalo, sparalo”. E’ una vera crisi isterica logorroica che si ferma solo quando il boss contrariato gli grida “E dammi il tempo” e lui di risposta: “One, two, three… sparalo, sparalo, sparalo”. E’ il pretesto. Scoppia una lite furibonda tra affiliati e il minacciato si salva. La parodia è forte. Dai teleschermi della trasmissione cult “Made in Sud” in onda su Raidue ha preso vigore e potenza. In strada non è difficile sentire giovani che si esprimono con lo stesso linguaggio inventato dal gruppo cabarettistico dei “Ditelo voi” che nei dialoghi surreali, bene rappresentano le paranoie, i luoghi comuni, le codardie, le pochezze dei camorristi. Come sempre accade a Napoli, improvviso si è alzato questo vento, ora dei clan si comincia a ridere. Le rappresentazioni ironiche sono spiazzanti, le caricature si fanno irriverenti e descrivono con efficacia lo spaccato reale delle dinamiche interne dei clan che non

molto si discostano dalla pochezza rappresentata nei dialoghi dei comici. E’ una reazione che mi piace. Del resto a Napoli, lo insegnava il romanzo l’“Oro di Napoli” scritto da Giuseppe Marotta e trasformato in film da Vittorio De Sica in cui Eduardo De Filippo nelle vesti del saggio don Ersilio, sosteneva che “con un pernacchio si può fare la rivoluzione”. “Si, perchè il vero pernacchio è un’arte può essere di due specie di testa e di petto, vanno fusi cioè cervello e passione. Il pernacchio che facciamo deve significare che tu sei la schifezza, della schifezza, della schifezza, della schifezza degli uomini”. Efficace anche “Sodoma, l’altra faccia di Gomorra”, film satirico, da poco uscito, sulla efferata organizzazione criminale, opera prima del napoletano Vincenzo Pirozzi. Narra la vicenda di tre disoccupati Ciro, Marco ed Ettore, alla disperata ricerca di un posto di lavoro che non riescono a trovare. L’unica soluzione è chiedere alla camorra. Un lungometraggio in cui si ride, anzi, si “riflette ridendo”. “Ci siamo resi conto – spiega il regista Pirozzi – che si può far pensare anche con leggerezza. Vedere questo film è come incassare un pugno allo stomaco, ma sentirlo molto dopo”. Dissacrare e smitizzare i clan con opere letterarie, cinematografiche e teatrali dirompenti mi sembra un passepartout nuovo che mette in crisi i tanti professionisti dell’anticamorra. I messaggi devono arrivare e non sempre i tanti

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convegni, manifestazioni e forum arrivano a tutti, anzi. C’è un vento anche di scrittori che sui disvalori della cultura camorrista stanno costruendo una rilettura caricaturale del fenomeno malavitoso. Cito rigorosamente degli amici come Stefano Piedimonte con il suo “Nel nome dello zio” dove l’autore racconta una vicenda surreale: il desiderio di un boss della camorra di mandare un suo uomo, un pusher di nome Anthony, ventenne e ovviamente incensurato, all’interno della casa del Grande Fratello. Tema tra l’altro che il regista Matteo Garrone che contrariamente al suo film “Gomorra” tratto dal best seller di Roberto Saviano ha affrontato nella pellicola “Reality” vincitrice del’ultimo Gran Prix al Festival di Cannes. Poi c’è la saga dello scrittore Pino Imperatore con i libri “Ben tornati in casa Esposito”, e “Benvenuti in casa Esposito” dove si narrano le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista. Uno spaccato divertente e allo stesso tempo crudele della Napoli contemporanea, città dalle mille contraddizioni e dalle tante difficoltà, capace però di non perdere mai la speranza in un futuro migliore. Gag, dialoghi surreali, ritratti sarcastici stanno diventando un grimaldello eccezionale per smontare nell’immaginario collettivo la sacralità, la mitizzazione della camorra, ricordiamolo: una grande montagna di merda. © Riproduzione riservata


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I giudici del Riesame dicono “no” a Nicola Cosentino

Resta in carcere La consulta ha annullato il vota dell'aula che impediva l'uso processuale di 46 intercettazioni telefoniche dove veniva fatto il nome dell'ex sottosegretario all'Economia e già deputato nelle fila del Pdl, detenuto da oltre un mese nella casa circondariale di Secondigliano di Genny Attira

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icola Dopo il “no” secco pronunciato dal Tribunale del Riesame di Napoli che nei fatti ha respinto la richiesta di revoca degli arresti presentata da Agostino De Caro e Stefano Montone, legali di Nicola Cosentino, deputato uscente e detenuto dal

15 marzo nel carcere di Secondigliano altre nuvole grigie si addensato sulla testa di Nick 'o mericano. Il 22 settembre 2010 la Camera

dei Deputati aveva negato l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni che coinvolgevano Cosentino, facendo leva sull'immunità parlamentare. Il 6 giugno 2011 il Tribunale campano presentò ricorso alla Corte Costituzionale sollevando un conflitto di poteri. La sentenza della Consulta ha stabilito che è il giudice per le indagini preliminari a chiedere l'autorizzazione all'utilizzazione di intercettazioni o tabulati nei confronti di un parlamentare quando lo “ritenga necessario” e che tale valutazione spetta all'autorità giudiziaria richiedente. Le intercettazioni oggetto del conflitto, secondo il Gip, nel loro insieme “attestano contatti e frequentazioni” tra l'allora deputato Nicola Cosentino e “soggetti dei quali è stato accertato il contributo rilevante e consapevole prestato al clan dei casalesi e a sodalizi a questo collegati”. Praticamente si autorizza l'uso delle 46 intercettazioni telefoniche e nei fatti si annulla la decisione dell'Aula. Sul capo del politico in disgrazia c'è anche la querela presentata da un collaboratore di giustizia del clan Belforte, Michele Froncillo, di averlo diffamato nel corso di una conferenza stampa. Sul fronte processuale Gaetano Vassallo in aula nel corso del processo ha confermato che “Cosentino era il politico di riferimento del clan nel settore dei rifiuti”. Stesse conferme dal boss Luigi Guida detto ndrik. © Riproduzione riservata

La domenica settimanale ha dedicato molte copertine alla malapolitica. Siamo partiti dalla convinzione che i politici sono al servizio della cosa pubblica e non il contrario. Con l'intoccabile” abbiamo inagurato il numero 0 del 13 maggio 2012. A settembre “Gli sfrantumati”. A dicembre gli “Impresentabili”

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16 Il libro inchiesta La forza della narrazione Il libro inchiesta “Il Casalese - ascesa e tramonto di un leader di terra di lavoro”, della casa editrice CentoAutori e scritto da nove giornalisti, è diventato un documentario e una pièce teatrale scritta e diretta dal regista Riccardo De Luca e interpretata dagli attori di Experimenta Teatro. Il documentario parte dalle immagini dell’aula di Montecitorio, dove viene negata la richiesta di arresto di Cosentino. Il video consegna le immagini inedite della storia politica di Nicola Cosentino, uno spaccato nitido e avvilente degli intrecci e interessi economicocriminali che hanno fatto la fortuna dell’ex uomo forte del Pdl in Campania. Un lavoro scomodo che ha visto la famiglia Cosentino scatenarsi sul piano giudiziario. Tre autori del libro e l’editore sono stati citati in giudizio per una presunta diffamazione a mezzo stampa. All'uscita ne è stato chiesto il sequestro, la distruzione e un risarcimento per un milione e duecentomila euro. “Il Casalese” della edizioni CentoAutori fa parte della collana “Fatti e Misfatti” diretta e curata dal giornalista Nico Pirozzi. I nove autori del testo e la casa editrice CentoAutori, hanno ricevuto diversi riconoscimenti, il premio Giuntella per la libertà di informazione e il “Marcello Torre”.


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Anche i Romeo piangono Nel frattempo vince appalti di Pier Paolo Milanese

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IL FIUTO

L'avvocato Alfredo Romeo è a condanna a tre anni di reclusione uomo di fiuto e non ha perso di Alfredo Romeo imbarazza anche tempo nello scovare giovani in ragione del fatto che l'imprenditore è politici che un giorno saranno vincitore di un appalto per la riscossione futuri leader. Romeo fresco fresco di condanna in appello a tre anni dei tributi delle amministrazioni di reclusione per la vicenda della comunali, in alternativa a Equitalia. La Global service figura tra i gara è stata bandita dall’Anci per finanziatori della Fondazione Big Bang, individuare il partner tecnico-operativo di che fa capo a Matteo Renzi, Anci Riscossione, la nuova società il sindaco di Firenze. Romeo costituita nel luglio scorso per offrire un attraverso la sua società Isvafim supporto ai Comuni in materia di Spa ha elargito al “rottamatore” la somma di 60 mila euro. Un libero riscossioni. La commessa se l'è contributo per la corsa alle accaparrata l'imprenditore Alfredo primarie poi vinte dall'ex segretario del Pd Bersani Romeo, uno bravo con esperienza e le giuste entrature ma con pesanti guai giudiziari. Negli albori delle tangentopoli assassas sotto il Vesuvio finì latitante e poi dietro di corruzione relativo a un’assunzione.assasa Al le sbarre. Definì i politici “cavallette termine del processo di appello è stato fameliche”. Venne condannato. Un tipo condannato, oltre che per il capo però che non si perde d'animo, anzi: M(corruzione in concorso con l’ex combatte. Adesso con la condanna in provveditore alle opere pubbliche Mario secondo grado e l'inasprimento della pena Mautone) anche per i capi F e la sua holding rischia di avere G(turbativa d’asta e rivelazione “Se per gli possibili contraccolpi. Il assessori assolti di segreto). Per Mautone la pena manager della Romeo Gestioni nulla è stato passa da due anni a due anni, un che per oltre 20 anni ha gestito rilevato di penale mese e 10 giorni. Condannato il patrimonio immobiliare del nelle carte, nelle anche, in relazione a queste Comune di Napoli, al cui posto stesse carte vicende, l’allora vicepresidente da poco è subentrata la società spiccano nelle della Provincia Antonio Pugliese, Napoli servizi, è stato intercettazioni al quale è stato concesso il condannato a tre anni di dialoghi poco beneficio della pena sospesa. edificanti” carcere. L'inchiesta è quella Assolti tutti gli altri imputati, tra della Global Service, dal nome cui alcuni ex assessori della della delibera varata dalla Giunta, giunta Iervolino. I giudici della III corte all'epoca dei fatti, guidata dal sindaco di d’appello non hanno riconosciuto il reato Napoli Rosa Russo Iervolino, per la di associazione a delinquere per Romeo, manutenzione delle strade comunali che la sua consulente Paola Grittani e il loro stava per essere assegnata proprio al collaboratore Guido Russo. Ora molti ex gruppo Romeo e che invece rimase lettera assessori, a giusta loro ragione, morta per mancanza di fondi. La Procura pretendono le scuse da parte della partenopea ipotizzò che il manager fosse Procura e dei magistrati in ragione del in grado di manovrare attraverso fatto che hanno incassato l'assoluzione. prebende e piaceri di vario tipo alcuni Se penalmente nulla è stato rilevato o assessori in cambio di appalti su misura. I quanto meno non è reato, nelle stesse pm chiesero dieci anni di condanna, ma il carte, però, emergono intercettazioni e Tribunale, in primo grado, lo ha assolto dialoghi non molto edificanti sotto il dalle accuse più gravi, infliggendogli profilo dell'etica e della morale pubblica. soltanto due anni per un singolo episodio © Riproduzione riservata

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L'asterisco L'imprenditore

dagli affari tripartisan La Romeo macina fatturato gestendo gli appartamenti di Roma capitale e dell’Inps, dopo aver curato negli scorsi anni le centinaia di chilometri di strade del comune di Roma e la Firenze-PisaLivorno. L’anno scorso ha pure vinto un importante e ben remunerato appalto con la Consip, la società interamente presieduta dal Ministero del Tesoro che ha il compito di organizzare gli acquisti dello Stato e amministrare tutti gli immobili e gli uffici pubblici. La gara era a rischio perché le buste non erano state aperte in pubblico. Ma è stata ‘salvata’ da un emendamento Pdl-Udc al decreto sulla spending-review. Sempre Romeo ha vinto si è aggiudicata la gara per il facility management degli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa e nei prossimi cinque anni gestirà i servizi interni dei due scali. L'Amministrazione arancione ha tagliato Romeo e ben 30.500 immobili, per un valore che supera i due miliardi di euro, che sono stati trasferiti alla municipalizzata Napoli Servizi, chiamata con i suoi scarsi mezzi a proseguire un piano di dismissioni da 600 milioni di euro in tre anni. Resta la proposta ormai solo sullo sfondo da parte di Romeo della gestione urbana del Borgo Antica Dogana.


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Saviano e le polemiche Torna a Napoli da scrittore di Filomena Indaco

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Il personaggio Roberto Saviano è uno scrittore e saggista italiano. Nei suoi scritti, articoli e nel suo libro, Gomorra, romanzo d'esordio, usa la letteratura e il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d'impresa della camorra e della criminalità organizzata in genere. Dalle prime minacce di morte del 2006 da parte dei cartelli camorristici, denunciati nel suo “expose” e nella piazza di Casal di Principe durante una manifestazione per la legalità, Roberto Saviano è sottoposto a un serrato protocollo di protezione. Dal 13 ottobre 2006 vive sotto scorta. Numerose le sue collaborazioni con importanti testate giornalistiche italiane ed internazionali.

tornato a Napoli, dopo 7 anni, per la presentazione del suo secondo lavoro d’inchiesta, edito da Feltrinelli, “Zero, zero, zero”. Roberto Saviano, l'autore di “Gomorra”, ritorna super scortato da dove era forzatamente partito per il timore di attentati da parte del clan dei Casalesi. Il suo ritorno a Napoli riaccende anche le polemiche. Una storia, la sua, in bilico tra il ‘santo ed il diavolo’ secondo molti. E’ stato accusato di essere un morbo molto più insidioso della camorra, di aver buttato fango su una città già tanto martoriata, qualcuno lo ha etichettato come “uno speculatore e furbetto che si è arricchito raccontando i mali di Napoli”, assassas assasa sfruttando le sofferenze di questa città. vicinanza reale a questa città, perché loro Certo è che quando gli fanno indossare difficilmente riescono a capire come mai, quei vestiti da santone, quasi un uomo che ha sempre esibito Zero Zero Zero stucchevole, Saviano somiglia “Roberto Saviano come un vessillo il suo amore torna in città molto a quel “mito” che molti dopo ben 7 anni Storia del “narcocapitalismo” per Napoli, poi abbia eretto un partenopei mal sopportano. di assenza Zero Zero Zero è il nuovo libro di Roberto muro attorno a sé, quasi come Saviano. Al centro, le vie del traffico di Raccontare i mali che sembrano per incontrare un predicatore che parla dal cocaina: dal Messico alle spiagge di inabissare questa città, in un i lettori pulpito, dispensa Miami, dalla Colombia alla Russia, e presentare baratro dal quale pare molto la sua nuova ammonimenti, prediche un po’ dall’Africa alle strade di Milano, New York, difficile risalire, è un dovere per opera letteraria troppo scontate, e poi non Parigi, Saviano racconta le radici profonde chi sceglie di voler denunciare. I delle vie scende mai tra la folla. Il best della crisi economica attuale, il dilagare del capitalismo criminale, l’assalto mafioso ai rischi ci sono, soprattutto se si del narcotraffico” seller “Gomorra” ha contribuito santuari della finanza da Wall Street alla raccontano così dettagliatamente a far conoscere alla gente la City. Di estremo interesse un capitolo, le trame dei rapporti criminali, si fanno pericolosità dei Casalesi svelando il loro intitolato “Big Bang”, dove lo scrittore nomi, cognomi, si pubblicano reportage immenso potere. Un lavoro di conoscenza racconta la genesi della nascita - tra così doviziosamente ricchi di particolari. che ha accesso l'attenzione guerra, business, ferocia - di quel “narcocapitalismo”, imperniato sul traffico Il rischio che vive, chiunque “In molti delle istituzioni e dell'opinione della cocaina, che muove masse decida di scrivere la verità, chi lo accusano pubblica infliggendo una ferita difficilmente immaginabili di denaro e che sceglie di schierarsi dalla parte di aver speculato mortale alla cosca casertana, domina, questa è la tesi di Saviano, gran del ‘giusto’, riportando senza sui problemi anche i più schierati contro lo parte dell'economia del globo terrestre. di Napoli ombre quello che si è deciso di e di aver scrittore non possono non raccontare, è un pericolo con cui raggiunto riconoscergli questo grande fare i conti ogni giorno. Ma successo e denaro merito. Roberto Saviano oltre Saviano, spesso, sembra guardare senza però ad essere scrittore è ancora di da troppo lontano, sembra essersi voler aiutare più personaggio che suscita la sua gente” arroccato in una torre d’avorio, sentimenti di amore, odio, con un faro puntato dritto su indifferenza. Il suo “sbarco” Napoli, per svelarne le trame criminali più nella sua Napoli non è passato nascoste e recondite. Scendere da quella inosservato: più di mille persone hanno torre significherebbe rischiare di più, affollato l'area antistante la libreria questo è ovvio, ma forse darebbe ai Feltrinelli di Ponte di Tappia per il suo partenopei e non solo una prova della sua ritorno, il ritorno del figliol prodigo.

L'asterisco

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“Saviano, spesso, sembra guardare da troppo lontano, sembra essersi arroccato in una torre d’avorio, con un faro puntato dritto su Napoli, per svelarne le trame criminali più nascoste e recondite” Quando è comparso sul palco, per la presentazione del suo nuovo e atteso libro, è stato accolto dai cori della folla “Bentornato Roberto” e cartelli su cui c'era scritto “Napoli abbraccia Saviano” che hanno così salutato l'autore di Gomorra. Emozionato e teso come una molla è riuscito a biascicare qualche parola giusto per rompere il ghiaccio: “Mi manca il fiato”. E prima di lui addirittura Carlo

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N. 10 | Aprile 2013 - Anno I Feltrinelli l'ha introdotto dicendo ai suoi fans: “Ho mantenuto la promessa di riportarlo nella sua città”. E Roberto qualche sassolino dalle scarpe l'ha voluto togliere: “Sopporto il dolore personale di essere considerato uno che racconta fango, quante cose avrei voluto dire in questi anni”. E poi il passaggio su Napoli: “Non mi andava di arrivare qui per un'altra ragione che non fossero le parole, il mio lavoro. Ho immaginato molte volte questo momento. Non credevo che fosse possibile essere qui a questa Feltrinelli che è stata sempre per me un punto d'incontri”. “A Napoli ho ancora molti amici che sentono il peso di dovermi difendere da una città che non mi ama. “Speculatore”. 'Ti sei arricchito sulle disgrazie della tua città'. 'Furbo, furbetto, furbone'. 'Hai detto il

noto, hai venduto l’invenzione dell’acqua calda'. 'Ti sei appropriato del lavoro di tutti noi'. 'Scampiamoci da te'. Queste le accuse che mi sono state rivolte. Che ho percepito negli sguardi, tra le mezze parole sussurrate e quelle urlate. Parole che vengono rivolte spesso, anzi sempre, a chiunque venga letto, ascoltato, seguito oltre una misura che la città non tollera. Perché parlare di Napoli si può, ma devi farlo a Napoli, con i napoletani. Eppure tutto questo per me è sempre stato inaccettabile”. © Riproduzione riservata

Il best seller “Gomorra” ha contribuito a far conoscere alla gente la pericolosità dei Casalesi svelando il loro immenso potere.

L'abbraccio dei fans dello scrittore in Largo San Tommaso d'Acquino

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Donazioni a “Ossigeno” Assegnare il 5 per mille all'osservatorio è difendere la libertà La fragile barchetta ha bisogno di prendere il largo di Alberto Spampinato

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ssigeno per l’informazione ha pubblica sul diffondersi della censura osservatorio in grado di osservare tutto bisogno di risorse e si rivolge a violenta nella libera Italia. Ha proposto ciò che deve essere osservato, per tutte le persone che ne seguono e nuove regole e leggi adeguate per rendere retribuire alcune prestazioni ricorrenti, condividono l’attività per comunicare che sicuro il lavoro dei giornalisti. Lo ha fatto per acquistare alcuni servizi, per quest’anno Ossigeno può ricevere con il volontariato e impiegando rimborsare le spese ai volontari, donazioni fiscalmente deducibili e inoltre piccolissime risorse. Adesso per Finanziare per fare conoscere il lavoro l’Osservatorio partecipa al riparto del 5 andare avanti e ottenere risultati, il un osservatorio svolto dall’Osservatorio, per mille dell’imposta sul reddito IRPEF. lavoro di Ossigeno deve come Ossigeno occorrono risorse. E noi Vi invitiamo a farlo segnando sulla vostra proseguire e svilupparsi. E non è importante speriamo di trovarle con l’aiuto dichiarazione dei redditi il seguente basta volerlo. Bisogna avere perché consente di chi crede che questa attività codice fiscale 97682750589. Vi risorse. In questi cinque di sostenere spese sia necessaria. Assegnare il 5 invitiamo anche a chiedere a Ossigeno anni la quantità e il ritmo di un'attività che per mille è il modo meno colleghi, amici e conoscenti di si occupa del lavoro richiesto dal si basa solo sul oneroso di finanziare Ossigeno. lavoro volontario fare lo stesso. E’ utile sapere che dei giornalisti funzionamento Il finanziamento assegnato in di giornalisti e anche chi non presenta la minacciati e dell’Osservatorio (il non giornalisti queste settimane ci arriverà fra dichiarazione dei redditi, ma intimiditi monitoraggio, la diffusione un anno, nel migliore dei casi, percepisce redditi certificati, ma anche delle notizie sui minacciati, mentre le esigenze sono più delle notizie può destinare il 5 x 1000 l’organizzazione di incontri, ravvicinate. Perciò Ossigeno lancia messe sotto compilando l’apposito modulo censura l’analisi dei dati, l’elaborazione anche una sottoscrizione e chiede a disponibile presso le banche e con vari delle proposte) sono cresciuti, di ognuno di fare una piccola donazione, gli uffici postali e metodi mese in mese, e ciò che facciamo secondo le proprie possibilità, godendo consegnandolo allo sportello ha ormai superato tutto ciò che del nostro regime fiscale di ONLUS dello stesso ufficio. Il 5 per pochi volontari possono fare con che permette ai singoli e alle imprese di mille è un aiuto che non costa nulla a chi continuità disponendo solo della loro detrarre dalle loro imposte 190 euro lo dà, ma è decisivo per Ossigeno, per buona volontà. La fragile barchetta che ogni mille euro, se donano questa consentirgli di sostenere le spese di abbiamo messo in mare ha esplorato la somma ad associazioni no profit come un’attività svolta con il lavoro volontario costa, ha studiato tantissimi pesci. la nostra. Scriveteci per saperne di più. di giornalisti e non-giornalisti. In questi Sappiamo ormai che i pesci che più ci Fateci sapere che ci avete assegnato il cinque anni Ossigeno ha rotto il silenzio interessano nuotano al largo. Dovremmo, vostro 5 per mille. Grazie e buona sui giornalisti minacciati in Italia, ha dato vorremmo andare al largo, ma non dichiarazione dei redditi a tutti. visibilità e forza a centinaia di vittime di possiamo farlo con una barca così piccola gravi abusi. Ha svegliato l’attenzione e male attrezzata. Per avere in campo un

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La Sicilia diventa il centro dell'informazione nazionale e internazionale

Giornalismo d'inchiesta A Marsala la tre giorni Dibattiti, libri e documentari L'agenzia Mismaonda, la Communico e il Comune organizzano un festival dove i giornalismi si confrontano su temi d'attualità come l'avanzata inarrestabile delle mafie, la crisi economica, la difficile situazione che stanno vivendo i paesi del sud Europa, la guerra in Siria, il femminicidio di Claudio Riccardi

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re giorni di incontri, proiezioni e eventi su temi di grande attualità. Dall’ambiente alla crisi economica, passando per la testimonianza dei quattro reporter recentemente rapiti in Siria - tra i quali la giornalista del Fatto Quotidiano Susan Dabbous – per la prima volta insieme per raccontare la loro difficile esperienza e dibattere sulle conseguenze della primavera araba e della situazione dei paesi del Mediterraneo. Verrà inaugurato venerdì 3 Maggio a Marsala la terza edizione del “Festival del Giornalismo d’Inchiesta”, organizzato dall’agenzia Mismaonda, dalla Communico e dal Comune di Marsala, che ospiterà alcune fra le migliori firme nazionali e internazionali del giornalismo. Una riflessione a più voci Tra i giornalisti del Fatto Quotidiano ci saranno Emiliano Liuzzi - nel dibattito sui “Segreti dell’inchiesta” con Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera e Gabriele Del Grande del blog “Fortress Europe” mentre Rino Giacalone, Giuseppe Lo Bianco e Giuseppe Pipitone affronteranno il tema “Coste Nostre” ragionando sugli interessi della criminalità organizzata nel traffico d’armi tra le diverse sponde del Mediterraneo (tra cui il delitto Rostagno e l'omicidio Ilaria Alpi), insieme al giornalista Giovanni Tizian del Gruppo Espresso. Fra i temi del Festival anche la crisi

economica, per ragionare sulla difficile situazione che stanno vivendo i paesi del sud Europa, grazie al prezioso contributo della giornalista Annalisa Piras autrice del documentario “Girlfiend in a coma”, ispirato al libro “Good Italy, bad Italy” di Bill Emmott sul lato oscuro del declino politico, economico e sociale del paese, che verrà proiettato durante la serata inaugurale. Chiude il concerto di Capossela Presenti anche Giulia Innocenzi, Gianni Riotta e tanti altri. Ma al Festival non mancherà il teatro d’autore, con lo spettacolo di Serena Dandini “Ferite a Morte” un mix di rabbia ed emozioni grazie alle voci di attrici e giornaliste che racconteranno il femminicidio e la

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violenza sulle donne. A chiudere la manifestazione il concerto di Vinicio Capossela, “Mar sala: canzoni alla deriva. Inchiesta sulle musiche del mar salato”, un suggestivo omaggio al Mare Nostrum, alla sua storia e alle sue identità per un Festival che proprio da Marsala, cuore del Mediterraneo, intende rilanciare l’urgenza di un dialogo tra le diverse comunità. La terza edizione del Festival del Giornalismo d’Inchiesta rientra nell’ambito delle iniziative del programma di “Marsala Città Europea del Vino 2013”, supportate dalla Regione Siciliana. © Riproduzione riservata


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La Mostra

Le scale di Napoli <<<<aaaasss

Le scale di Napoli. Salirle e scenderle per percorrere e arrampicarsi nell'anima vera della città. Sono foto di viscere di una metropoli che ha due accessi: orizzontale e verticale. Sembra una metafora ma non lo è. Napoli dev'essere attraversata per capirla e coglierne i segreti. Quando tutto si pensa di aver compreso, ecco ci si è ripersi lungo le scale di Napoli di Monica Capezzuto www.ladomenicasettimanale.it


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In pietra lavica, calcarea, piperno e marmi vari. Nere, grigie, qualche volta bianche. Alte, basse, lunghe, corte. Napoli è una città di scale, scalette, scaloni, scalini e scalinatelle. A fermarle in scorci di grande vitalità è il fotografo Sergio Siano in un ciclo compiuto che si sfoglia in un prezioso libricino «Napoli in salita e in discesa» a cura di Gabriella Guida, appena pubblicato da Intra Moenia.

Il reticolo di strade pedonali è una delle caratteriste del «ventre» di Napoli e letto nella sua complessità costituisce un vero capolavoro urbanistico confermato dai numeri: 200 percorsi, 135 scale, 69 gradinate. Gli scatti di Siano s'arrampicano sulle rampe, sprofondano nelle discese impervie e nascoste e fermano attimi di vita spiati e rubati al disordine ma anche all'armonia del quotidiano.

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Come nuvole nere storie di vittime di camorra

ntonio, Giovanni, Pasquale, Raffaele, Mena, Luigi. Sono alcuni dei nomi delle 22 nuvole nere. Vittime innocenti della camorra. Le loro storie sono state raccolte nel volume “Come nuvole nere” scritto dal giornalista Raffaele Sardo in libreria dal 12 aprile. Edito da Melampo, il libro racconta una Campania inquieta e violenta attraverso gli occhi e la memoria di chi ne è stato travolto: giornalisti, magistrati, poliziotti, guardie carcerarie e semplici cittadini, prima vittime di fatti tragici, poi infangati o dimenticati. Storie di uomini coraggiosi. Di familiari lasciati soli che ne hanno raccolto il testimone trasformando il dolore in impegno civile. I racconti compongono un mosaico di resistenza civile, diverso dalla cronaca e dalla storiografia ufficiale. “Questo libro fa parte di un preciso progetto culturale - racconta Nando dalla Chiesa nella sua presentazione far riemergere le microstorie delle vittime della violenza in Campania. Tutte le vittime, almeno dell’ultimo mezzo secolo, quello che ha visto la camorra ubriacarsi di denaro e di potere e devastare corpo e anima di uno dei luoghi più belli al mondo. E che per un periodo apparso infinito ha visto

sovrapporsi alla violenza sanguinaria dei clan anche quella del terrorismo. Sono storie di cittadini per bene che chiedono solo di potere svolgere il proprio lavoro. O di servitori dello Stato, che, magari in solitudine, si fanno carico dei mali sociali pagando a volte il prezzo di complicità indecenti. E alla fine la quantità di queste storie compone un mosaico sconvolgente; che assume il respiro della storia grande”. Il libro, infatti, fa parte di un progetto più ampio che sta portando avanti la Fondazione Polis di Napoli, presieduta da Paolo Siani, fratello di Giancarlo Siani giornalista de Il Mattino ucciso in un agguato della camorra nel 1985. Storie di vittime innocenti della camorra, del terrorismo, del dovere. Storie di uomini coraggiosi. Di familiari lasciati soli che ne hanno raccolto il testimone trasformando il dolore in impegno civile. I racconti compongono così un mosaico di resistenza civile, diverso dalla cronaca e dalla storiografia ufficiale. Restituiscono uno spaccato di un’Italia ferita ma che reagisce, consapevole, coraggiosa e responsabile. Un’Italia rimasta per anni ai margini ma con la piccola presunzione di far diventare le sue testimonianze storia nazionale.

La buona novella storie di preti di frontiera

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redici storie di sacerdoti che dedicano la propria esperienza agli "ultimi", combattendo contro la malavita, la droga, per il recupero dei detenuti. In libreria dal 19 marzo "La buona novella - Storie di preti di frontiera" di Ilaria Urbani (editore Guida, 2013), prefazione di Roberto Saviano. Il libro, dedicato a don Peppino Diana, il parroco di Casal di Principe (Caserta) assassinato in canonica, esce nel giorno dell'anniversario della sua tragica morte. Il titolo è lo stesso di uno storico album di Fabrizio De André, pubblicato nel 1970 e ispirato ai vangeli ipocrifi. Il racconto della "frontiera" di Napoli, tra il centro, le periferie e il litorale domizio, è affidato al dialogo che l'autrice intesse con i messaggeri della "buona novella": il cappellano del carcere di Poggioreale don Franco Esposito; don Aniello Manganiello, ex parroco di Scampia; padre Antonio Bonato, missionario comboniano a Castel Volturno; padre Carlo De Angelis, una vita al fianco dei tossicodipendenti; padre Fabrizio Valletti, gesuita a Scampia; don Gaetano Romano, che opera nella periferia orientale sin dal caos post terremoto; don Antonio Loffredo, che ha scommesso sull'impresa solidale per salvare il rione Sanità da abbandono e camorra; don Félix Ngolo, che fa del calcio un momento di integrazione nell'hinterland flegreo; don Vittorio Siciliani, memoria storica di Scampia fin dagli anni in cui furono costruite le Vele; don Tonino Palmese, con la sua opera di diffusione della legalità e il sostegno ai parenti delle vittime di camorra; don Mario Ziello, voce battagliera dai Quartieri Spagnoli; padre Domenico Pizzuti ed il suo impegno per la convivenza con i rom; padre Alex Zanotelli, dall'Africa a Napoli per la rivoluzione "dal basso".

Mala Politica, vent'anni di inciuci

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ala Politica scritto da Tonino Scala, politico, giornalista pubblicista e scrittore. Consigliere regionale della Campania e presidente dell'Osservatorio Anticamorra. Vent’anni di inciuci, collusioni e misteri. Venticinque storie di normale quotidianità per raccontare due decenni di storia del Sud. Storie di uomini e di donne, di politica e di malapolitica, di uno Stato che non c’è e di una camorra che si è infiltrata ovunque: nelle consorterie del malaffare, nei gangli dell’economia e anche nelle stesse istituzioni. Storie vere, intrise di disperazione ma anche di speranza, il cui comune denominatore è rappresentato dalla regione in cui sono state partorite: la Campania. Un pezzo d’Italia che una “certa” classe politica e “certi” politici hanno dapprima depredato e poi quasi ucciso, approfittando di un processo di sviluppo distorto, che ha creato solo sacche di disagio e malessere.

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Una narrazione dei nostri tempi, che bussa alla porta in una società che ha bisogno di un nuovo alfabeto, meno indecente e meno osceno di quello che abbiamo conosciuto nel corso di questi ultimi vent’anni. Ma, al tempo stesso, anche uno straordinario atto d’amore scritto da un comunista impenitente, nato nello stesso anno in cui la Corte costituzionale dichiarava illegittime le norme del codice penale che impedivano lo sciopero politico. Postfazione di Nichi Vendola: “Nell’ultimo decennio, anche approfittando di un processo di sviluppo distorto che ha investito soprattutto le regioni del Mezzogiorno, la camorra e le altre mafie si sono fatte soggetti economici e soggetti politici. Perché la forza economica consegna loro pure una soggettività politica. Le loro ricchezze sono pervasive del tessuto economico e sociale, producono consenso e voti, colmano ogni vuoto sociale.”


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