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Partner:

In collaborazione con:

Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi


Hanno contribuito alla stesura di questo volume: Valeria Baudo – METID, Politecnico di Milano Augusto Buzzi – METID, Politecnico di Milano Antonio Calabrese – MIP, Politecnico di Milano Marco Guerci – MIP, Politecnico di Milano Mattia Dolci – MIP, Politecnico di Milano Sarah Lupu – METID, Politecnico di Milano Angelo Malandrino – Autorità Responsabile del Fondo Eurpeo per l’Integrazione Stefano Menon – METID, Politecnico di Milano Alice Orlandi – Fondazione Politecnico di Milano Daniela Rizzo – MIP, Politecnico di Milano Susanna Sancassani – METID, Politecnico di Milano Simona Strepparola – MIP, Politecnico di Milano

Art direction, progetto grafico e impaginazione: Luca Di Natale – Fondazione Politecnico di Milano

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Partner:

In collaborazione con:

Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi

3


4


Indice

Presentazione

8

La voce del Ministero dell’Interno

10

Il progetto in sintesi

11

La ricerca

13

Impianto metodologico

13

I principali risultati

18

– Io - studente straniero in Italia

18

– Amici e colleghi

25

– L’università

27

– Servizi pubblici, privati e di welfare

31

– Il mercato del lavoro

34

– L’Italia

35

– L’Europa

36

La prima community inter-universitaria dedicata agli studenti extra-UE 37 Integrare condividendo (idee, risorse, informazioni)

39

Gli approcci bottom-up e peer-to-peer

44

Scelte tecniche: un sistema di portlet per una maggiore dinamicità

45

Scelte comunicative 47 – Il Forum

48

– I Blog

48

– I Webinar (web-seminar)

51

– I Social Network

52

5


– Facebook

52

– Twitter

54

– Delicious

55

– YouTube

56

Il tracciamento della piattaforma

57

Corsi di formazione 61 Corsi online in autoapprendimento – Il processo di progettazione: assunti e modello di base

62 62

– La macro progettazione: moduli e connessione con gli assunti di base 65 – Il formato didattico dei corsi online in autoapprendimento

67

– La micro progettazione: i contenuti dei 9 corsi

68

I corsi in presenza 74 – Il processo di progettazione

74

– I contenuti dei 3 moduli

75

I corsi online di italiano

76

Conclusioni

83

Governance 84 Le università partner 85

6


7


Presentazione

Il progetto Inte.S.E. ha rappresentato una sfida ambiziosa: progettare ed implementare in tempi rapidi una strategia che combinasse nuove tecnologie e approcci tradizionali per favorire ed accelerare il processo di integrazione degli studenti extracomunitari nel contesto linguistico, culturale e professionale italiano. Alla complessità dell’obiettivo si é affiancata, inoltre, la necessità di una forte operatività per raggiungere i risultati attesi già nel breve periodo, ma sempre mantenendo uno sguardo sul futuro in termini di impatto concreto della proposta e di sostenibilità. Un tale obiettivo così complesso poteva essere raggiunto solo con un intenso lavoro di squadra in cui non solo tutti i partner lavorassero

8

nel modo più integrato possibile con il Ministero dell’Interno, il promotore del progetto, ma potessero contare sulla disponibilità al confronto da parte di un contesto molto più ampio: dalle università, alle Prefetture, a tutti i soggetti coinvolti nel tema dell’immigrazione. La collaborazione é stata altissima da parte di tutti grazie alla diffusa percezione della necessità di supportare in modi nuovi i processi di integrazione / inclusione e all’evidente concretezza delle iniziative proposte. A conclusione di questa prima fase possiamo dire, con soddisfazione, che i risultati ottenuti sembrano dare ragione al fatto che si trattava di una sfida ambiziosa, ma possibile.


Il breve periodo a nostra disposizione per realizzare il progetto Inte.S.E. con il supporto dei finanziamenti ottenuti dal Fondo Internazionale FEI dovevano fornirci alcune risposte: • l’integrazione può viaggiare anche attraverso la rete e in particolare attraverso un approccio da community • le università italiane sono soggetti potenzialmente interessati dalla proposta e sono coinvolgibili utilizzando un approccio e-collaborativo • gli studenti stranieri provenienti dai Paesi Terzi sono coinvolgibili in dinamiche informative e formative fondate sul modello partecipativo del social network. A tutte queste questioni la risposta è stata “sì”. Le università contattate hanno risposto positivamente, marcando l’interesse per una problematica molto sentita che non consente soluzioni banali e semplicistiche. Gli studenti hanno aderito all’iniziativa e in pochi mesi più di mille si sono iscritti al portale per fruire delle risorse sperimentando nuove metodologie e canali di comunicazione e scambio con la realtà non solo universitaria, ma anche istituzionale e sociale del nostro Paese.

Possiamo quindi affermare che con il progetto Inte.S.E. una nuova strada efficace e sostenibile è stata aperta. Ora la nuova sfida è fare del nostro meglio per sfruttare tutte le sue potenzialità per rispondere all’ampio ventaglio di esigenze vere e forti che si sono manifestate da parte di tutti: studenti, università, istituzioni e società civile. Susanna Sancassani Managing Director METID-Politecnico di Milano

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La voce del Ministero dell’Interno

Il progetto Inte.S.E., finanziato dal Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale per l’Immigrazione e l’Asilo attraverso il fondo FEI – Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi, programmazione 2007-2013, ha rappresentato un’occasione importante per sperimentare approcci innovativi all’apprendimento della lingua e della cultura italiana, basati sulla valorizzazione delle tecnologie del Web. Il target del progetto é costituito da studenti provenienti dai Paesi Terzi iscritti nelle università italiane: una popolazione di grande interesse, fortemente affacciata al futuro e strategica per la diffusione della crescita delle competenze e il rafforzamento dell’immagine dell’Italia nel mondo. Il progetto Inte.S.E. è stato quindi un’importante occasione di incontro e verifica sui percorsi di integrazione di questo target e ha permesso di testare un approccio

10

innovativo che intende migliorare la capacità di risposta del sistema universitario rispetto allo scenario attuale, che richiede una sempre maggiore internazionalizzazione. Il risultato è stato un mix di attività di community, corsi online ed in presenza e di scambi attivi sul Web tra gli studenti stessi e con i docenti che hanno portato alla creazione di un ambiente di interazione dinamico in cui tutti gli elementi sono finalizzati all’acquisizione di una maggiore dimestichezza linguistica e culturale. In particolare è stato occasione di stimolo e di riflessione l’incontro del progetto con i Consigli Territoriali per l’Immigrazione, che ha permesso un proficuo incrocio di competenze per affrontare e sistematizzare alcuni elementi critici relativamente alle principali richieste organizzative e burocratiche che incontrano i ragazzi che intendono venire a studiare in Italia. Angelo Malandrino Autorità Responsabile del Fondo Europeo per l’Integrazione


Il progetto in sintesi

Il progetto Inte.S.E. (Integrazione Studenti Esteri) nasce con l’obiettivo di offrire gli strumenti per una più efficace integrazione degli studenti stranieri, in particolare quelli extra-UE, nel contesto italiano. Inte.S.E. oggi è un portale inter-universitario, aperto a tutte le università italiane che vogliano aderirvi così come a tutti gli studenti iscritti ad un qualsiasi corso erogato da un università e/o scuola privata presente su suolo italiano. È uno spazio di socializzazione, di informazione e di formazione in cui attivare e sperimentare nuovi canali e modalità di comunicazione e scambio tra tutti i soggetti coinvolti nel percorso di integrazione di uno studente straniero. Ma è prima di tutto uno spazio che mancava e di cui le università che hanno già aderito hanno confermato l’esigenza. È un ambiente informale in cui università e studente possono iniziare a conoscersi, in cui gli studenti che hanno già superato alcune fasi di inserimento nel contesto formativo (e non solo) italiano possono essere di aiuto per chi è all’inizio del percorso, uno spazio in cui si possono condividere risorse, informazioni e consigli utilizzando i canali che fanno parte della vita quotidiana degli studenti come ambienti di scambio e socializzazione. È un ambiente che intende aggregare e non creare nicchie, per questo è “agganciato” ai più importanti social network. Non solo Facebook o Twitter, ma anche quelli meno noti in Italia e che tuttavia hanno un forte seguito in altre zone del pianeta (Orkut, Sonico, ecc.). È però anche uno spazio che non intende duplicare servizi già esistenti, per questo è ”in dialogo con tutti ma non risponde a nome di nessuno”. Inte.S.E. infatti è stato progettato per fungere da

HUB, cioè da punto di incontro, incrocio e smistamento di contatti e informazioni provenienti da diverse fonti, senza mai cercare di sostituirsi ad essi. Le informazioni circolano quindi molto liberamente, basando il servizio sull’utilità percepita e sulla responsabilizzazione di ogni singolo utente. Infine, Inte.S.E. è anche luogo di formazione. La sperimentazione condotta ha permesso di testare diverse tipologie di contenuti e formati didattici. Corsi online in auto-apprendimento e in gruppi classe ristretti all’interno di aule virtuali associati ai classici corsi in presenza. Inte.S.E., anche grazie al fatto che il progetto si basa su un’attenta analisi dei bisogni inserita in un articolato progetto di ricerca (vd. cap seguente) ha creato quindi l’opportunità di integrarsi nel sistema Italia anche attraverso la creazione di contenuti formativi progettati ad hoc, concepiti come strumenti e chiavi di lettura per conoscere e interpretare il sistema culturale, la storia, il sistema universitario e quello produttivo del Paese che gli studenti hanno scelto come meta di studio. Il portale è aperto a tutte le università, quelle già iscritte e quelle che vorranno iscriversi. Soltanto nel primo semestre del 2011 è stato visitato in centoquattordici Paesi nel mondo e vi hanno aderito, oltre al Politecnico di Milano, IUAV di Venezia, Politecnico di Torino, Università Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Università degli Studi di Milano - Calcif, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Pisa, Università degli Studi di Trieste, Welcome Office del FriuliVenezia Giulia.

11


Figura 1. Homepage del portale Intese.eu

12


La ricerca

ad un’esigenza di integrazione da parte degli studenti extracomunitari oggi presenti nelle università italiane e più in generale parte della realtà italiana. Nel tentativo di raggiungere gli obiettivi primari del progetto, si è quindi pensato di condurre un’indagine preliminare capace di fornire quelle informazioni necessarie a facilitare il processo integrativo.

Impianto metodologico In quest’epoca di globalizzazione della cultura e dell’istruzione>> (Indagine preliminare, INTE.S.E. p. 20) aumenta anche la mobilità studentesca e l’Europa diviene meta privilegiata ospitando in media il 59.7% di tutti gli studenti stranieri all’estero. Il progetto Inte.S.E. – Integrazione Studenti Esteri – nasce, in questo contesto, come risposta

Tale indagine è stata perciò ideata con l’intento di rispondere a tre quesiti prioritari: • delineare l’attuale condizione degli studenti Extra-UE in Italia • individuare servizi utili all’integrazione degli studenti e collocabili come informazioni all’interno del portale • identificare bisogni formativi prioritari a supporto del processo di integrazione e derivati dalla manifestazione di interesse espressa dagli studenti stessi

13


All’interno della fase di ideazione, il primo passo è stato quello di definire il campione della ricerca sulla base del target di progetto. L’indagine è stata perciò rivolta a studenti stranieri iscritti ad una qualunque università italiana, che non fossero residenti in Italia da più di cinque anni e provenienti da Paesi non appartenenti alla Comunità Europea. Si è poi cercato di identificare le possibili aree tematiche utili a favorire il processo d’integrazione laddove tale processo è stato definito come <<il “risultato” di una relazione a due vie tra l’individuo immigrato e il contesto>> ospitante (p. 6 ricerca).

All’interno di questa relazione lo studente, posto al centro, instaura rapporti a due vie con le varie realtà del contesto ospitante.

Figura 2. Il modello delle relazioni tra studente e contesto di riferimento utilizzato per la ricerca.

14


Lo studente si relaziona quindi con amici e colleghi, con l’università e la città da lui/lei scelta. A questo vanno poi ad aggiungersi tutte quelle interazioni meno ordinarie ma sicuramente di grande importanza con i servizi (pubblici e pri-

vati) e, in alcuni casi, con il mercato del lavoro della città ospitante. Infine, meno dirette ma comunque importanti, sono invece le relazioni che lo studente ha con l’Italia intesa come Paese con una sua identità culturale e con l’Europa. Le aree tematiche dell’indagine preliminare sono state quindi definite sulla base delle relazioni tra lo studente e il contesto ospitante precedentemente identificate e possono essere riassunte come in figura 1 : • Io - studente • Amici e colleghi • L’università • Servizi pubblici, privati e di welfare • Il mercato del lavoro • L’Italia • L’Europa

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L’impianto metodologico definito per investigare le sette aree tematiche ha perciò usufruito di una prima fase quantitativa seguita da una seconda principalmente qualitativa. La ricerca quantitativa è stata a sua volta suddivisa in due momenti distinti: una parte di ricerca indiretta (desk research) basata su fonti secondarie quali articoli, database, siti internet, etc.; e una successiva fase di indagine campionaria diretta (sia cartacea che online) per mezzo di un questionario composto da settantasei domande sia in italiano che in lingua inglese e suddivise nelle sette diverse sezioni.

A tutto questo è stata poi aggiunta una parte di raccolta dati prettamente qualitativa e caratterizzata dell’utilizzo della tecnica dei focus group. Questo strumento ha coinvolto piccoli gruppi in un confronto aperto sulle tematiche prescelte. Nel contesto dell’indagine preliminare, i focus group sono stati utilizzati sia come momento di riflessione con e tra studenti su parte dei dati dell’indagine campionaria sia come momento di approfondimento delle sette aree tematiche selezionate.

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All’interno della fase qualitativa dell’indagine si è aggiunto inoltre l’aspetto del fare gruppo intendendo il portale Inte.S.E. come luogo dove affrontare tematiche di comune interesse con l’intento di rispondere a problemi condivisi. Era perciò di vitale importanza comprendere cosa potesse realmente interessare i futuri beneficiari del progetto. La condivisione su diversi livelli raggiunta grazie all’utilizzo di tecnologie e strumenti diversi è stata quindi interpretata come una delle possibili vie verso una migliore integrazione.

Infine, la partecipazione attiva di alcuni beneficiari durante l’identificazione dei contenuti ma soprattutto nella scelta degli strumenti, è di per se un contributo aggiuntivo al raggiungimento degli obiettivi del progetto. In conclusione, la scelta di condurre un’indagine preliminare è la diretta conseguenza della volontà di implementare un progetto pensato e disegnato su dei reali bisogni verificati assieme ad un campione del target di progetto. L’alto livello di partecipazione in fase decisionale è poi garanzia di un successivo utilizzo del servizio offerto nonché di una significativa presenza nell’ambito delle community. Infine, l’unione di tecniche quantitative e qualitative è indice del tentativo di raccogliere, e quindi focalizzare il progetto, su dati il più possibile completi e affidabili.

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I principali risultati Questa sezione riporta brevemente i risultati della ricerca uniformando le due fasi quantitativa e qualitativa. I dati vengono presentati seguendo le sette aree tematiche.

Io – studente straniero in Italia

In Italia in media il 3,1% degli studenti universitari proviene da Paesi esteri; di questi circa il 60% sono donne. Ciò nonostante, la presenza di studenti stranieri in Italia rimane ancora molto bassa se paragonata ai risultati di eccellenza del Regno Unito (17,9%) e della Germania (l’11,4%). La percentuale di studenti stranieri è però aumentata dell’1,5% dal 1998 al 2008 passando dal’1,4% al 2,9% del numero totale degli studenti universitari e raggiungendo i 51.790 studenti stranieri iscritti a facoltà italiane.

18

Degli studenti stranieri che scelgono l’Italia, il 61,4% proviene dall’area Europea con il 35,4% proveniente da Paesi europei non appartenenti alla UE. Seguono poi l’Asia con il 15,3%, l’Africa con l’11,1%, ed il Sud America con il 7,2% del totale. Per quanto invece riguarda le aree di maggior interesse, il 19,9% degli studenti stranieri sceglie l’Italia per studiare materie appartenenti all’area medica. In ordine decrescente seguono l’area economica con il 15,4%, quella sociale con il 14,1% e quella umanistica con il 12,7%.


Studen'
stranieri
immatricola',
iscri2
e
laurea'
(%)
‐
 A.A.
1998/99
‐
2007/08
 Stranieri
per
100
immatricola:
totali


Stranieri
per
100
iscri<
totali


Stranieri
per
100
laurea:
diploma:
totali


3.7


4.0
 3.3


3.5
 3.0
 2.2


2.5
 1.9
 2.0


1.5


1.6


0.5


2.6


1.4


1.4


1.5


1.5


1.1


1.1


1.0


1.0


2.8
 2.9
 2.6


1.7


1.5
 1.0


2.4


1.8


1.9


1.2


1.2


2.1


2.3
 1.7


1.9


1.9


1.3


0.0
 1998/99
 1999/00
 2000/01
 2001/02
 2002/03
 2003/04
 2004/05
 2005/06
 2006/07
 2007/08


Grafico 1. Variazioni nella presenza di studenti stranieri nelle Università italiane.

19


Ripar&zione
geografica
 2%
0%
 3%
 Nord
America
 Oceania


7%


Non
Indicato


36%


11%


Sud
America
 Africa


15%


Asia
 Paesi
EU


26%


Altri
paesi
Europei


Grafico 2. Provenienza degli studenti universitari stranieri suddivisi per aree geografiche.

Se guardiamo invece in una prospettiva più ristretta e ci concentriamo sul campione dell’indagine preliminare è possibile scorgere un quadro più dettagliato della popolazione straniera che sceglie l’Italia come meta di studio e delle principali difficoltà che questa si ritrova ad affrontare.

20

È possibile notare che il campione dell’indagine è rappresentativo della distribuzione di genere a livello nazionale con il 55,4% di femmine del campione totale coinvolto.


Anche le fasce di età rendono il campione scelto rappresentativo dello scenario italiano: il 21,9% degli intervistati ha tra i 18 e i 22 anni, il 49,8% tra i 23 e i 25 anni ed infine il 28.3% ha tra i 26 e i 32 anni. Di questi, al momento dell’indagine, il 28,8% è iscritto a una laurea triennale, mentre il rimanente 71,1% frequenta un corso specialistico.

Elemento altrettanto importante per il campione è la distribuzione su territorio italiano degli studenti stranieri. Si nota infatti come i quasi 2/3 degli stranieri iscritti ad un’università italiana si concentra in solo 13 città per un totale di 18 università, come indicato nella tabella 1.

21


UniversitĂ  italiane con il piĂš alto numero di studenti extracomunitari

Tabella 1. Percentuale Studenti Extra UE anno accademicio 2008-2009.

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Auto‐valutazione
di
conoscenza
della
lingua
italiana
(%)
 Listening


Reading


Spoken
Interac<on


Spoken
Produc<on


Wri<ng


MEDIA


30.0
 25.0
 20.0
 15.0
 10.0
 5.0
 0.0
 A1


A2


B1


B2


C1


C2


Grafico 3. Autovalutazione di conoscenza della lingua italiana.

Ultimo elemento di questa sezione, ma di notevole importanza, riguarda le competenze linguistiche degli studenti stranieri in Italia.

Appare quindi ovvio constatare che il 51% degli intervistati ha dichiarato di essere molto interessato a frequentare corsi di italiano mentre solo il 4% non ne sente il bisogno. Ciò nonostante, con la ricerca si è cercato di approfondire questo interesse generico proponendo sei possibili aree di studio: • Comprensione del testo scritto • Comprensione orale • Lessico italiano • Grammatica italiana • Contesto studio e lavoro • Contesto viaggi e tempo libero

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A suscitare maggior interesse sono la comprensione orale, il lessico italiano e il contesto studio e lavoro come mostrato nel grafico 3. Questi dati sono però comprensibili se considerati alla luce di quel 47% che ritiene di conoscere la lingua italiana a livello intermedio.

Il modello Europass prevede infatti che coloro che raggiungono il livello intermedio (B1 e B2) abbiano già una consistente padronanza della grammatica ed in generale della lingua prescelta. In quest’ottica, gli elementi selezionati dagli intervistati sembrano rispondere perfettamente alle loro esigenze di studenti.

Livello
di
interesse

 Nulla


Poco


Abbastanza


Molto



70%
 60%
 50%
 40%
 30%
 20%
 10%
 0%
 Comprensione
del
 Comprensione
orale
 Lessico
italiano
 Gramma<ca
italiana
 Contesto
studio
e
 Contesto
viaggi
e
 testo
scri8o
 lavoro
 tempo
libero


Grafico 4. Livello di interesse su tematiche inerenti l’apprendimento della lingua italiana.

24


Difficoltà di inserimento nella vita sociale 4 A lot 1 Not at all

2 A little

3 Somewhat

0.45 0.4 0.35 0.3 0.25 0.2 0.15 0.1 0.05 0 4 A lot 1 Not at all

2 A little

3 Somewhat

Grafico 5. Grado di difficoltà ad inserirsi nella vita sociale percepito dagli studenti.

Amici e colleghi

Questa sezione della ricerca si è occupata di verificare le interazioni che il campione ha con amici e colleghi di studio con lo scopo di cogliere il carattere delle loro frequentazioni e le possibili difficoltà di inserimento. A tale proposito è positivo notare che il 55% degli intervistati ha definito le proprie difficoltà di inserimento minime o nulle mentre solo il 14% ha incontrato grosse difficoltà a socializzare nel nuovo contesto di appartenenza. (vedi grafico 5).

Questo dato è però giustificabile se considerate le successive domande. Appare infatti chiaro che le scarse difficoltà di inserimento e socializzazione sono la diretta conseguenza di una tendenza generale a frequentare connazionali e/o altri stranieri come mostrato nel grafico 6. Il 50% degli intervistati ha dichiarato di frequentare molti connazionali a fronte di un mero 7,5% che si relaziona con molti italiani.

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Amicizie
 Nulla


Poco


Abbastanza


Molto



50.0%


46.3%
 41.1%
 31.8%


29.4%


28.5%
 22.9%
 17.8%


16.4%
 4.2%


7.5%


4.2%


Connazionali


Altri
Stranieri


Italiani


Grafico 6. Tipologia di frequentazioni degli studenti stranieri in Italia.

Instaurare legami con connazionali è però un fenomeno favorito dalla condivisione di lingua, usi e costumi e da una conseguente maggiore comunicabilità. Viene spontaneo condividere e analizzare possibi-

26

li problematiche con persone che condividono la propria cultura riducendo però contatti e relazioni con persone appartenenti a culture diverse e specialmente con i locali. In alcuni casi gli studenti stranieri hanno però manifestato un vero e proprio disagio nel relazionarsi con gli studenti italiani. Anche se questa è una tendenza assolutamente minoritaria, va considerato che il disagio aumenta laddove le culture sono più distanti. È perciò comprensibile come uno studente proveniente dall’America Latina trovi più facile creare rapporti con studenti italiani rispetto ad uno studente asiatico o africano.


L’università

Per gli studenti stranieri l’università è sicuramente il primo punto di incontro e centro della loro nuova esperienza italiana. È per questo che all’interno della ricerca si è dato molto spazio ai possibili problemi derivati dall’ingesso nel mondo universitario italiano da parte di studenti provenienti da Paesi terzi. Questa sezione si è perciò occupata di investigare la relazione tra gli studenti stranieri e le università italiane da loro scelte verificando anche possibili tematiche di approfondimento al fine di limitare le iniziali difficoltà.

Le aree investigate sono quindi le seguenti: • difficoltà incontrate • efficacia del supporto ricevuto da parte di uffici universitari • conoscenza dei servizi offerti • interesse nei confronti di informazioni aggiuntive riguardanti il sistema universitario • studiare in Italia come prima scelta

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Come mostrato nel grafico 7, la maggior parte degli studenti non ritiene di aver riscontrato particolari difficoltà durante la prima fase di contatto con l’università. Dato particolarmente positivo è, per esempio, il 56,9% di intervistati che ritiene di aver avuto poche o nessuna difficoltà durante il procedimento d’immatricolazione. Un’ulteriore 68,4% di studenti non ha riscontrato particolari difficoltà neanche durante il processo di riconoscimento di esami e/o titoli esteri generalmente più problematico.

Similarmente risulta buono anche il livello di gradimento dei sevizi di supporto offerti dagli uffici universitari durante il processo dell’immatricolazione con un 70,6% di intervistati che ha dichiarato di sentirsi soddisfatto. È invece meno positiva la valutazione del servizio di orientamento avvenuto in Italia con un 45,6% di intervistati abbastanza soddisfatti e un mero 5,9% che dichiara di essere molto soddisfatto. Il diverso grado di soddisfazione potrebbe derivare dalle diverse modalità comunicative.

Cri$cità
e
supporto
ricevuto
 Nulla


Poco


Abbastanza


Molto

 47.9%


36.5%
 29.9%
 20.4%
 13.3%


Cri0cità
durante
 l'immatricolazione


32.5%
35.9%
 20.1%
 11.5%


23.2%


22.7%


6.2%


Cri0cità
durante
il
processo
di
 Supporto
dell'università
 riconoscimento
esami
&
0toli
 durante
l'immatricolazione
 di
studio
esteri


Grafico 7. Criticità riscontrate e supporto ricevuto dagli uffici universitari durante la prima fase d’immatricolazione.

28


I primissimi contatti con le università avvengono infatti tramite web e/o posta. Gli studenti ricevono un pacchetto informativo completo di istruzioni su ciò che dovranno fare una volta arrivati in Italia. Questo tipologia di informazioni risulta generalmente diretta e facilmente comprensibile superando così le diversità legate a contesto e cultura. Le modalità di contatto cambiano una volta giunti in Italia quando gli studenti si trovano a confrontarsi con burocrazie e personale locale. Risulta infatti difficile comprendere come le università siano strutturate, ma soprattutto trovare uffici e persone di riferimento. Questo dato è ulteriormente confermato dal dichiarato interesse ad approfondire le proprie conoscenze riguardanti il funzionamento del sistema universitario. Il 35,1% degli intervistati si ritiene interessato a questa tematica ed un ulteriore 44,2% si definisce addirittura molto interessato. Argomenti che hanno suscitato interesse sono anche l’approfondimento sui servizi offerti dalle università con il 66,3% degli intervistati molto interessato, i requisiti per l’immatricolazione con il 36%, le segreterie e gli uffici universitari con il 33,8% ed infine l’esame di lingua italiana con il 26,8% (vedi grafico 8).

I dati a nostra disposizione mostrano che gli studenti stranieri sentono il bisogno di ricevere informazioni pratiche, rapidamente sfruttabili ed applicabili a quelli che saranno i loro bisogni primari una volta giunti in Italia. Ciò nonostante la percezione che gli uffici universitari addetti non riescano a rispondere pienamente a questo bisogno fa sì che molti studenti ricorrano a canali di informazione non ufficiali. Ritorna quindi la tendenza a comunicare con amici o semplicemente con connazionali per avere consigli e suggerimenti su come affrontare le piccole difficoltà quotidiane.

29


Grafico 8. Tematiche di approfondimento sul sistema universitario italiano proposte al campione dellâ&#x20AC;&#x2122;indagine.

Grafico. 9 Grado di conoscenza di ed interesse ad approfondire tematiche inerenti il sistema sanitario.

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Assicurazione sanitaria

Servizi pubblici, privati e di welfare

Una volta giunti in Italia gli studenti stranieri si ritrovano a dover interagire con servizi pubblici e privati per richiedere documenti fondamentali come il permesso di soggiorno o il codice fiscale e per poter usufruire di servizi essenziali quali l’assistenza sanitaria, l’apertura di un conto corrente, o l’acquisto di una scheda telefonica. L’interesse degli intervistati ad approfondire tali argomenti risulta infatti molto alto come dichiarato nell’81,1% dei questionari. Approfondiamo quindi due argomenti di grande interesse: l’assicurazione sanitaria e l’alloggio.

In accordo alle normative vigenti, un’assicurazione sanitaria è necessaria per poter ottenere sia il visto d’ingresso che il permesso di soggiorno. Ciò nonostante le complesse procedure burocratiche fanno sì che gran parte degli stranieri ricorra inizialmente ad un’assicurazione privata per poi iscriversi al servizio sanitario nazionale. Durante l’indagine preliminare questa tendenza è stato confermata dal 92,5% degli intervistati con il 25,4% che ha dichiarato di aver già usufruito dei servizi sanitari disponibili. Dato invece meno positivo è la percezione degli intervistati che ritengono di non aver ricevuto informazioni sufficienti sul sistema sanitario italiano dagli uffici universitari addetti. Il 37,7% degli intervistati ha infatti dichiarato di non aver ricevuto informazioni sul sistema sanitario mentre un altro 29,9% ritiene di averne ricevute troppo poche. È quindi comprensibile l’elevato interesse ad approfondire tematiche su servizi sanitari, assicurazioni e assistenza medica in generale. Il 49,3% degli studenti ha ritenuto le tematiche proposte molto interessanti mentre solo il 2,7% ha dichiarato una totale assenza di interesse, come mostrato nel grafico 9.

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Alloggio

Trovare un alloggio adeguato alle proprie esigenze, disponibilità economiche, usi e costumi non è sempre facile soprattutto quando non si ha esperienza del contesto e/o della città di riferimento. In molti casi gli studenti stranieri

si rivolgono alle Università stesse nel tentativo di usufruire delle residenze universitarie, ma purtroppo i posti disponibili sono spesso inferiori rispetto alla domanda. Ciò nonostante il 39,4% degli intervistati era alloggiato presso una residenza universitaria al momento del’indagine. Qualora invece non si riesca ad usufruire degli alloggi per studenti, risulta necessario organizzarsi secondo altri canali. Nella maggior parte dei casi le opzioni possibili si riducono all’affitto di una stanza o di un appartamento, l’ospitalità di parenti o amici e la permanenza in un ostello/albergo. Come mostrato nel grafico 10, l’alternativa all’alloggio universitario resta l’affitto di una stanza o appartamento per il 36,5% degli intervistati.

Grafico 10. Tipologia di alloggio scelta dagli studenti intervistati.

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Grafico 11. Supporto fornito agli studenti stranieri durante la ricerca dell’alloggio.

Una tendenza ben delineata riguarda invece la scelta dei possibili coinquilini. Il 70,4% degli intervistati ha infatti dichiarato di vivere con connazionali o altri stranieri mentre solo il 12% vive con italiani. Questo dato può essere facilmente spiegato grazie alla domanda successiva del questionario dove è stato chiesto agli studenti di esplicitare chi li avesse maggiormente aiutati nella ricerca di un alloggio. Nel grafico 11 è evidente il ruolo preponderante di parenti e amici che vengono definiti come principale supporto dal 45,5% degli intervistati.

Questo dato va a confermare la già menzionata tendenza a confrontarsi con connazionali ovvero con individui capaci di comprendere il proprio contesto di provenienza, usi e costumi. È altresì migliorabile il ruolo degli uffici universitari se consideriamo che solo 33,1% degli intervistati li ha considerati come fonte di principale supporto nella ricerca di un alloggio. In generale è però importante sottolineare che la ricerca di un alloggio rimane abbastanza difficoltosa per il 18,1% degli intervistati e molto difficoltosa per il 38,2%.

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Il mercato del lavoro

Nonostante sia molto difficile far convivere studio e lavoro, l’83% circa degli intervistati ha dichiarato di essere molto interessato ad approfondire tematiche inerenti il mercato del lavoro in Italia. Ciò nonostante al momento del questionario solamente il 5% degli intervistati studiava e lavorava contemporaneamente. Bisogna però considerare che la scelta di studiare all’estero, affrontando spesso sforzi finanziari non indifferenti, è legata anche alla volontà di migliorare le proprie possibilità di impiego. A supporto di questa affermazione il 60,8% del campione ha dichiarato di aver scelto l’Italia come prima scelta per i propri studi universitari e il 50,7% non esclude la possibilità di allungare la propria permanenza una volta terminati gli studi nel caso di opportunità lavorative. A fronte di questi dati, la ricerca ha proposto agli studenti nove possibili temi sul mercato del lavoro da approfondire con lezioni online o in presenza.

Come mostrato nel grafico 12, gli argomenti proposti sono: • legislazione e mercato di lavoro in italia • sistema di tassazione italiano • tipologia di contratto e opportunità lavorative per studenti lavoratori • cultura di business italiana • gestione della diversità culturale in azienda • sviluppo di team high performance • gestione dello shock culturale (cultural shock) • apprendimento delle tecniche di scrittura efficace • e-activities – apprendimento di tecniche di comunicazione efficace Di questi, il maggior interesse è stato dimostrato per “Tipologia di contratto e opportunità lavorative per studenti lavoratori” con il 93,7%, per “Legislazione e mercato di lavoro in Italia” con il 91,4% e per “Cultura di business italiana” con l’88%.

Grafico 12. Tematiche di approfondimento sul mercato del lavoro in Italia proposte al campione dell’indagine.

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Si è quindi pensato di verificare il grado di interesse su temi che possano aiutare gli studenti stranieri ad approfondire le proprie conoscenze dell’Italia in generale ma anche della sua cultura.

L’Italia

Quando si giunge in nuovo Paese, conoscere la cultura locale è sicuramente un elemento che facilita l’integrazione, oltre ad aumentare le possibilità di gioire appieno delle opportunità disponibili. Ciò nonostante molto spesso la conoscenza della cultura locale avviene solamente una volta giunti nel Paese attraverso l’esperienza diretta. Per esempio, di fronte alla richiesta di auto valutare le proprie conoscenze riguardanti l’Italia, l’86,8% degli intervistati ha dichiarato di avere una conoscenza medio-bassa della cultura italiana il 44,2% di essi la reputa scarsa. Solo il 10,7% ha valutato le proprie conoscenze come elevate.

Come mostrato nel grafico 13, quattro temi sono stati identificati e sottoposti agli intervistati: • approfondimento della cultura italiana in generale • Carta Costituzionale – diritti e doveri sanciti dallo stato italiano • organizzazione territoriale dell’Italia • approfondimento della conoscenza dei costumi italiani L’interesse è visibilmente alto con, in media, il 78,8% degli intervistati che assisterebbe a corsi sulle tematiche scelte.

Grafico 13. Tematiche di approfondimento sull’Italia proposte al campione dell’indagine.

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L’Europa

L’ultima sezione della ricerca è stata infine dedicata all’Europa e all’interesse che gli studenti stranieri possono avere per la Comunità Europea. Sono quindi stati identificati quattro possibili temi come mostrato nel grafico 13:

• legislazione europea • borse di studio europee • opportunità di studio in Europa • lavorare in Europa Sottoposti agli studenti, in media l’88% degli intervistati si è dichiarato interessato alle tematiche identificate.

Grado
di
interesse
ad
approfondire
 tema/che
ineren/
l'Europa
 Nulla


Poco


Abbastanza


Molto



38.6%
 70.6%


61.7%


70.1%


29.6%
 6.1%
 2.6%
 Studiare
nell'U.E.


22.8%
 7.1%
 0.0%
 Lavorare
in
Europa


36.5%
 22.3%
 22.3%
 5.1%
 2.5%
 2.0%
 Legislazione
dell'U.E.
 Borse
di
studio
in
U.E.


Grafico 14. Tematiche di approfondimento sull’Europa proposte al campione dell’indagine.

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La prima community inter-universitaria dedicata agli studenti extra-UE

its a great approach. i was thinking after coming here that why we do not have any community. now we have....honored to be a part of it.....:) (commento di uno studente sulla pagina Facebook del progetto) Durante la fase di progettazione sono stati rintracciati diversi progetti, risorse e idee volti a facilitare l’inserimento degli studenti extraUE nel contesto italiano, tuttavia non sono stati trovati altri esempi di comunità virtuali dedicate a questa popolazione così eterogenea e al contempo bisognosa di informazioni chiare e puntuali. Anche le prime università con cui si è creata una fattiva collaborazione, tra le più attive nel lavoro di internazionalizzazione, hanno confermato la corretta direzione della proposta progettuale.

Un portale come luogo di aggregazione permette di superare le barriere logistiche. Le università sono molto attente al tema dell’integrazione: hanno aperto uffici e definito percorsi ad hoc per l’inserimento degli studenti stranieri. Tuttavia, il presidio è spesso limitato al completamento degli iter burocratici che gli studenti devono affrontare. L’ambizione di Inte.S.E. è quella di sintetizzare e rendere facilmente fruibili queste informazioni, non sempre lineari, e creare una comunità di studenti che si confronti sui problemi e sull’esperienza del vivere e studiare in Italia.

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Figura 3. Uno degli obiettivi è facilitare lâ&#x20AC;&#x2122;accesso alle informazioni

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Integrare condividendo (idee, risorse, informazioni) L’analisi del contesto e i risultati emersi dalla ricerca preliminare hanno confermato ed evidenziato la necessità di proporre alla variegata popolazione di studenti internazionali uno spazio che non fosse esclusivamente un (altro) luogo di studio, ma anche di condivisione, aggregazione e informazione puntuale.

Anzi, proponendo occasioni di formazione non obbligatoria e quindi aggiuntiva al già ricco piano di studi dell’università italiana, è risultato fondamentale creare una serie di iniziative volte ad “agganciare” una popolazione di studenti che altrimenti si dimostra generalmente restia all’integrazione. Diverse infatti sono le università che hanno confermato la difficoltà ad attivare occasioni di scambio e di interazione al di fuori delle classiche attività curriculari.

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Questa necessità di strutturare un portale che non solo erogasse contenuti di qualità, ma desse allo stesso tempo la possibilità di interagire e comunicare confrontandosi su cosa voglia dire essere uno studente straniero nel contesto italiano, è stata quindi alla base della progettazione della piattaforma.

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Si è scelto di puntare su un portale diverso dai classici LCMS (Learning and Content Management System), optando invece per piattaforme progettate per il nertworking, su cui sono stati successivamente sviluppati e aggiunti strumenti per la formazione. Inoltre, si è voluto integrare le attività di questo portale con i canali di social networking più in uso presso le diverse ed eterogenee popolazioni di studenti provenienti da tutte le parti del mondo. Quindi Inte.S.E. è presente con una forte attività redazionale su Facebook, Twitter, Sonico, Orkut.


Figura 4. La rubrica enigmitaly dedicata alla scoperta dellâ&#x20AC;&#x2122;Italia.

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Pochi dubbi sono sorti anche di fronte alle scelte metodologiche su come sfruttare questi ambienti, perché è risultata evidente la necessità di integrare spazi di informazione e formazione di qualità con servizi e ambienti che proponessero un approccio ludico e leggero. Esempi di questo approccio sono Enigmitaly e Italian Idioms, create per far conoscere la lingua italiana, offrire opportunità di approfondimento sulla cultura e di informazione su eventi mondani attraverso il gioco.

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Con un diverso approccio, ma pur sempre ludico, si è proposto agli studenti di raccontare le proprie esperienze in Italia attraverso la registrazione di video da caricare su youtube. Da quest’ultimo esempio si può già intuire come si sia lavorato per veicolare uno stile comunicativo all’interno del portale e nei social network ad esso collegati improntato alla libera espressione e spontaneità; tuttavia si è sempre garantito il rispetto delle regole della convivenza in rete e del contesto multietnico cui ci si rivolge (la platea è composta da persone di diverse lingue, religioni e culture).


Sono state quindi fissate poche ma chiare regole avendo l’accortezza di non essere invasivi, sapendo che su questo elemento si gioca il successo delle comunità, dove non sono le regole calate dall’alto, ma i contenuti che si creano dal basso e la strutturazione e la morfologia che la rete autonomamente si dà che permettono alla comunità di crescere.

Ovviamente questo non poteva realizzarsi senza una strutturazione di regole e tutorial, di modo che i contenuti generati avessero una loro standardizzazione e uniformità. Sono stati predisposti quindi diversi video-tutorial che permettono all’utente di orientarsi facilmente e di partecipare attivamente all’interno della piattaforma. È scelta scelta la forma dei videotutorial perché permette una comprensione immediata delle procedure grazie all’ausilio visivo ed è inoltre di supporto per chi non ha piena dimestichezza con la lingua.

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Gli approcci bottom-up e peer-to-peer La filosofia che ha guidato il progetto si è basata sull’integrazione di modelli partecipativi diversi, in cui al classico stile top-down si sono uniti approcci di tipo bottomup, dove sono stati chiesti consigli agli studenti su come sviluppare il portale e di tipo peer-to-peer, dove gli studenti hanno avuto l’opportunità di essere di supporto l’uno all’altro. L’esempio più emblematico è nell’area definita community tags, spazio dedicato alla condivisione di risorse web. Si è optato per un canale e per uno stile molto liberi, con cui si è cercato di valorizzare la responsabilizzazione degli studenti. Quest’area infatti si basa sull’utilizzo di uno strumento esterno alla piattaforma, creato per condividere in rete i “preferiti”, cioè i siti ritenuti più interessanti, attraverso un sistema di tag. I tag, etichette sintetiche che descrivono il contenuto e lo rendono ricercabile in maniera più articolata che non “inscatolandolo” all’interno di singole cartelle sono il motore fondamentale di questa tipologia di strumenti. Il social bookmarker scelto è Delicious, probabilmente il più condiviso e utilizzato nella sfera del web2.0. L’unico vincolo per poter inserire la propria risorsa web preferita nell’elenco di Inte.S.E. è quello di aggiungere il tag “Inte.S.E.project” (oltre a quelli che più puntualmente descrivono il contenuto).

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In casi come questo l’approccio nella gestione e nel monitoraggio di quanto accadeva si è limitato a garantire uniformità, attraverso una serie di tutorial video, così che anche all’utente meno esperto non fosse preclusa la possibilità di inserire con facilità un contenuto.


Scelte tecniche: un sistema di portlet per una maggiore dinamicità Basando l’impianto progettuale sulla creazione di una community per innescare processi di integrazione, si è optato per un sistema flessibile e in cui fosse possibile inserire progressivamente diverse tipologie di servizi e strumenti. In quest’ottica anziché un classico LCMS (Learning and Content Management System) come potrebbe essere Moodle, è stata scelta una piattaforma modulare, sempre open source, che fungesse da portal framework, cioè da luogo di integrazione di informazioni attraverso l’utilizzo di applicazioni specifiche, capaci di interagire tra loro e con il portale stesso: le portlet. Le portlet sono componenti software con un’interfaccia utente che può essere inserita, gestita e visualizzata all’interno di un portale web.

Il portal framework, opportunamente personalizzato partendo dalla versione libera (opensource) di Liferay è basato sul linguaggio di programmazione Java e, in particolare, sullo standard noto come JSR-168 e sulle sue versioni successive che hanno costituito lo standard di riferimento per assicurare l’interazione e l’interoperabilità tra il portale e portlet.

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Uno strumento di questo tipo è quindi caratterizzato da un’alta flessibilità che ne permette l’aggiornamento seguendo l’evoluzione del progetto; risulta, inoltre, facile l’integrazione sia con software scelti per le specifiche attività, sia con strumenti web 2.0 presenti in rete. Il lavoro di personalizzazione più importante svolto per Inte.S.E. è stato proprio legato all’introduzione dello standard SCORM, necessario per il tracciamento delle risorse formative e il rilascio degli attestati di certificazione previa verifica della frequenza e del superamento del test finale.

L’utilizzo di un portal framework permette all’utente di aggiungere con estrema facilità nuove funzionalità al portale installando o personalizzando nuove portlet. Tale approccio crea una significativa premessa alla sostenibilità dell’ambiente in quanto consente di accedere ad un numero potenzialmente infinito di “mini-applicazioni” (le portlet) realizzabili anche all’interno delle Community open source non solo da programmatori esperti in Java, ma anche in linguaggi più semplici e diffusi con PHP avendo la garanzia che, grazie allo standard, tali applicazioni saranno in grado di interagire immediatamente tra loro e con il portale che le contiene.

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Scelte comunicative La scelta della lingua ufficiale, primo passo per garantire la fruibilità della piattaforma, è stata il frutto di un lavoro di ricerca e analisi delle caratteristiche della popolazione degli studenti internazionali. In quella sede è emersa l’importanza dell’utilizzo della lingua veicolare per eccellenza, l’inglese, che è risultata essere la più diffusa. Tuttavia, trattandosi di un progetto che ha l’obiettivo di integrare e far conoscere l’Italia, si è optato per un portale bilingue, dove tutti i contenuti sono quindi riportati sia in inglese che in italiano. Anche le newsletter sono redatte in doppia lingua.

Questa scelta ha facilitato inoltre la comunicazione con i futuri studenti che ancora risiedono all’estero e stanno scegliendo l’Italia come luogo di studio. Hanno così accesso alle informazioni e l’opportunità di parlare con chi, già presente sul territorio, sta vivendo la stessa esperienza che anche loro si apprestano a vivere. Per quanto riguarda gli strumenti di comunicazione interni alla piattaforma sono stati utilizzati: • forum di discussione • blog per la redazione di rubriche con uscita periodica (una settimanale, una quotidiana) • blog personali per gli studenti • newsletter • webinar di presentazione di strut ture e servizi dedicati agli studenti internazionali • video presentazioni degli studenti

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Il forum

Coerentemente con gli obiettivi del progetto il forum di discussione è stato approntato e inserito nell’area Communication del sito e, per rinsaldarne il valore sociale, l’area è stata designata, con un accorgimento grafico, come COMMUNIcaTIon. Il forum è visibile a tutti ma commentabile solo dagli iscritti alla piattaforma. Le comunicazioni sono servite soprattutto a evidenziare punti di forza e debolezza della piattaforma rispetto ai bisogni e ai desiderata degli iscritti, ma anche a presentare le problematiche comuni e le esperienze degli studenti. I would like to have a potential search engine to find friends by university/ field of study or interests Hi everyone! That’s a great idea to tell our personal stories. And storytelling is somehow @ trendy@ nowadays!

Il forum si è dimostrato un’area molto consultata all’interno della piattaforma, con le visualizzazioni dei messaggi che, a seconda dei vari argomenti si attestano tra le 250 e le 700 visite circa.

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Quantitativamente il numero di messaggi potrebbe non sembrare particolarmente alto rispetto alla totalità degli iscritti, tuttavia la qualità e la profondità dell’interazione, come già rilevato, ci fanno ritenere il forum un successo qualitativo di comunicazione. Il forum non è, per precisa scelta, moderato dalle università: i tutor si limitano a intervenire nel caso la discussione trascenda i limiti della netiquette sottoscritta dagli utenti e a stimolare il dibattito quando emergono contenuti di largo interesse. Il ruolo del tutor in questo contesto, almeno in una fase iniziale, è stato quello di stimolare la conversazione creando dei topic di possibile interesse intorno cui generare dibattito. Gli argomenti del forum sono stati parzialmente rimodellati nel corso del progetto di modo da renderli sempre più aderenti alle istanze che man mano emergevano dagli utenti.

I Blog

Sono state sviluppate tre tipologie di blog per rispondere a tre esigenze comunicative differenti. Blog personali per gli iscritti alla piattaforma

Ogni utente ha la possibilità di creare un proprio canale comunicativo sotto forma di blog a partire dalla propria area personale. Questa possibilità però non è stata sfruttata da nessuno degli iscritti, come accade generalmente quando si propone di aprire il proprio blog all’interno di un sito.


Figura 5. Un post del forum.

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L’attività di gestione e creazione di contenuti in un blog è time consuming e nell’utente finale medio manca la motivazione a farlo, preferendo utilizzare, per eventuali esigenze comunicative e di promozione personali sistemi a minore impatto dal punto di vista dell’impegno personale, quali i forum o le pagine social di newtorking. Spazi per la formazione

Anche sistemi funny per l’apprendimento della lingua EnigmItaly e Italian Idioms sono stati gestiti attraverso un sistema di blogging che in questo caso è stato quindi interpretato come CMS (Content Management System). Il primo dei blog attivati, Enigmitaly, consiste in una serie di enigmi -alcuni in lingua italiana, altri in inglese- sulla vita e sulla cultura italiana. Diventano quindi l’occasione per guidare gli studenti alla scoperta di luoghi, usi e costumi locali. Il sistema di blogging viene usato perché nei commenti gli studenti possono postare la loro risposta all’enigma del giorno. Sebbene i commenti non siano numericamente significativi anche Enigmitaly si è rivelata una sezione ad alto traffico all’interno del sito con anche 10mila visite su un singolo enigma.

Da maggio 2011 è attivo anche l’altro blog dedicato al perfezionamento delle abilità linguistiche: Italian Idioms. L’Italia è un Paese ricco di espressioni particolari di uso comune, si è quindi progettato un formato che spiegasse piacevolmente, con esempi simpatici, gli idiomi della nostra lingua. La cadenza è giornaliera. Diario di bordo

blog a uso interno e visibile solo alla sottocomunità degli operatori, ovvero a coloro che lavorano al progetto. Nel diario di bordo vengono raccontate sinteticamente le attività che settimanalmente vengono svolte per il progetto. Questa operazione si è rivelata particolarmente efficace perché permette all’ampio gruppo di lavoro di essere aggiornato sulle principali operazioni che ruotano attorno a Inte.S.E.. I webinar (web-seminar)

I webinar hanno rappresentato un importante strumento di diffusione e comunicazione con gli studenti internazionali. Esperti di ambiti specifici (esempi sono: il funzionamento del sistema bibliotecario, la scuola di dottorato, le attività sportive, i permessi di soggiorno, ecc.) hanno presentato e interagito con gli studenti su un determinato tema.

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Figura 6. Seminari web: occasione di incontro e  di scambio di informazioni utili per gli studenti.

Supportati da webcam e microfono, ma soprattutto da un’ampia area di condivisione attraverso cui mostrare presentazioni o navigare i servizi web, gli esperti coinvolti hanno interagito con gli studenti, i quali hanno avuto a loro disposizione la chat per commentare e porre domande.

Lo strumento, generalmente molto apprezzato, si è dimostrato un importante canale di comunicazione con e tra gli studenti che si sono iscritti all’università ma ancora non sono venuti in Italia.

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Un episodio particolarmente simpatico ha visto la partecipazione di studenti da tutto il mondo, collegatisi con i diversi fusi orari: studenti che ricadevano in aree in cui era notte non hanno voluto perdere la possibilità loro offerta e si affacciavano nella stanza del webinar raccontando di avere puntato la sveglia in piena notte pur di essere lì. Nonostante la lingua usata fosse l’inglese, l’interazione tra gli studenti nella chat a loro disposizione si è svolta in lingue e alfabeti differenti, con un grande e vivace scambio di contatti tra studenti che avrebbero studiato nella stessa sede. Anche una volta concluso il webinar, lo spazio virtuale è rimasto affollato per tutto il giorno da studenti che continuavano a scambiarsi impressioni e timori sulla loro futura avventura italiana.

I social network

È stata condotta una ricerca per scegliere i social network più diffusi a livello planetario. Nell’ampio panorama esistente sono stati scelti: Facebook, attualmente il più diffuso in Italia, twitter, Sonico e Orkut per la loro diffusione fuori dai confini europei. La scelta di questi social network, incrociata con i dati di provenienza degli studenti stranieri, dà una copertura pressoché totale del globo, con l’esclusione parziale di una parte dell’Asia, in particolare per la Cina. In questo Paese, oltre alle note restrizioni sull’accesso alla Rete, abbiamo riscontrato la diffusione di social network veicolati solo in caratteri cinesi che non hanno permesso al team di parteciparvi.

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Data la popolarità di Facebook, si è deciso di incorporarlo (embedding) direttamente all’interno del portale Inte.S.E. Sonico e Orkut sono stati gestiti attraverso automatismi di pubblicazione che permettono di rilanciare i contenuti di Facebook e Twitter. Aver potuto veicolare le informazioni anche tramite i più diffusi social network è stato fondamentale per raggiungere molto velocemente un grande numero di persone. Facebook

È stata creata la pagina pubblica Progetto INTESE legata al profilo Tutor INTESE, come pagina nella categoria Comunità. La scelta di creare una pagina piuttosto che un gruppo è stata motivata dalla volontà di usare Facebook come strumento di visibilità e Diffusine delle attività del progetto.


È stata inoltre l’occasione per creare una più fitta relazione di networking sociale tra le università aderenti, attraverso gli strumenti di segnalazione di gradimento di pagine affini. A inizio giugno, dopo pochi mesi di vita, conta più di 200 fan e circa 26.500 visualizzazioni.

Figura 7. La pagina del progetto INTESE all’interno del social network Facebook.

Gli utenti vi hanno trovato gli annunci relativi alla piattaforma, notizie di particolare interesse per gli studenti intrnazionali, annunci di eventi online e non. È stato inoltre creato un album fotografico usato come rassegna stampa, in cui sono stati inclusi link e screenshot delle segnalazioni (altri siti che parlano di Inte.S.E. e lo linkano) ricevute dal progetto.

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Twitter

Considerato uno dei social network in ascesa è stato usato all’interno del progetto attraverso la funzione di embedding nella home del portale. È stato individuato e creato un hashtag ufficiale (“#Inte.S.E.”) attraverso cui le conversazioni generate vengono tracciate automaticamente.

Twitter si presta alla consultazione e fruizione attraverso dispositivi mobili, ha quindi giocato un ruolo importante per andare incontro alle esigenze di coloro che, collegandosi prevalentemente da cellulare, volevano rimanere costantemente aggiornati sulle novità del progetto. Twitter è stato uno strumento di connessione e conversazione anche tra le università e con le associazioni studentesche interessate al progetto.

Figura 8. L’hashtag di Intese all’interno di Twitter.

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Figura 9. Il tag “Inteseproject” usato per condividere risorse web con Delicius.

Delicious

Il popolare sistema di social bookmarking, ovvero etichettatura e categorizzazione sociale dei contenuti web, è stato inserito all’interno della piattaforma. Un apposito video tutorial è stato creato per renderne agevole l’uso anche a chi avesse poca dimestichezza con questo sistema. Delicious è servito a rendere visibili all’interno del sito stesso di Inte.S.E. (con un sistema tecnicamente chiamato iframe) qualsiasi link ritenuto utile dagli utenti.

Per renderli ricercabili in un unico canale si è scelto di usare come tag unificatore e normalizzatore “INTESEproject”. Questo è l’unico vincolo imposto, non sono state date regole sulla tipologia di link che si potevano inserire né sulla consistenza numerica del contributo del singolo.

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Figura 10. Video racconti degli studenti condivisi con Youtube.

YouTube

Un canale apposito (“INTESEproject”) dedicato al progetto è stato creato e collegato alla sezione “How to”. In questa sezione sono inserite le video testimonianze create dagli studenti che raccontano quale è stato il loro primo impatto con l’Italia e, attraverso il web, si rivolgono ai prospective students per raccontare la loro esperienza. In questa sezione è presente una serie di video realizzati durante un focus group di progetto con studenti stranieri iscritti al Politecnico di Milano.

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L’invio di video da parte degli studenti al canale è stato fortemente incentivato, tuttavia non ha avuto esito, probabilmente perché si tratta di un’attività che richiede una certa disponibilità di tempo e una forte voglia di mettersi in gioco in prima persona. Tuttavia le visualizzazioni dei video caricati da parte dei gestori di progetto sono discrete.


Il tracciamento della piattaforma I dati quantitativi relativi al sito web sono stati conteggiati attraverso Google Analytics. Nel periodo che va da novembre 2010 a fine maggio 2011 sono state visualizzate 104.000 pagine circa, con 63mila visualizzazioni uniche di pagina e circa 18mila visite da 114 Paesi. I visitatori unici sono stati più di 8.000.

Molte visite vengono dall’Italia come è scontato che sia in un sito di servizio per studenti stranieri presenti sul territorio italiano, tuttavia la visualizzazione nel resto del mondo testimonia anche che il sito di progetto è considerato punto di riferimento attendibile su cui trovare informazioni per pianificare un periodo di permanenza in Italia per motivi di studio. Inte.S.E. non si sostituisce ai canali ufficiali dedicati ai prospective students o agli stranieri che studiano in Italia, ma li integra fornendo informazioni pratiche sulla vita e sulla permanenza in Italia, dando modo di rapportarsi con studenti che stanno vivendo la stessa esperienza e offrendo la possibilità di imparare l’italiano anche in maniera giocosa.

Figura 11. Distribuzione sul territorio italiano delle visite al portale.

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Figura 12. Distribuzione a livello mondiale delle visite al portale.

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Tra i Paesi stranieri che hanno più consultato il sito si situano, subito dopo l’Italia, la Cina, la Turchia e gli Stati Uniti tuttavia la singola città straniera che ha effettuato il maggior numero di collegamenti è Belgrado (Serbia). I visitatori di ritorno (returning visitors) si attestano sul 54% del totale, con una media di permanenza sul sito vicina ai 6 minuti (dato facilmente spiegabile se pensiamo alla durata di un webinar o di un corso online) e una visualizzazione di quasi sei pagine a testa. Circa il 60% del traffico è dato da siti referenti. Il social network che genera più traffico si è dimostrato essere Facebook (quinto assoluto tra i referral sites) Il motore di ricerca che ha indirizzato più visitatori si conferma essere Google con un 9% del totale delle visite che provengono da questa sorgente Tra i termini chiave più usati il nome del progetto in combinazione con una delle Università partner e anche, curiosamente, alcune domande in linguaggio naturale quali “can i go to italy with my postal receipt?”

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L’analisi dei dati di Google mette in evidenza anche un dato importante per strutturare al meglio la compatibilità delle piattaforme: i sistemi operativi e i browser più usati. La maggior parte degli utenti (85%) usa Windows come sistema operativo, il 13% è utente Macintosh, il 3% usa Linux. Il 34% degli utenti si è collegato con Firefox, 28% con Internet Explorer, 25% con Chrome e 11 % con Safari. Infine un dato sul mercato mobile che ha generato poco più dell’1% delle visite al sito con accessi prevalentemente da iPhone e iPad.


Corsi di formazione

Il progetto Inte.S.E. è stato l’occasione per creare percorsi formativi innovativi dedicati specificamente agli studenti stranieri. La progettazione ha riguardato sia la scelta dei contenuti che le modalità di presentazione.

Sono stati sperimentati diversi formati, selezionati in base alle diverse tipologie di contenuti veicolate ma anche con l’obiettivo di promuovere un ampio ventaglio di possibilità nell’utilizzo delle risorse del portale. Sono stati quindi messi a disposizione: • corsi online in autoapprendimento su temi rilevanti emersi dalla precedente ricerca • corsi online di lingua italiana organizzati in gruppi classe all’interno di aule virtuali • corsi in presenza su temi di ambito business • corsi di italiano in presenza

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Corsi online in autoapprendimento Il processo di progettazione: assunti e modello di base

Il processo di progettazione dei contenuti Online è stato realizzato a partire dal dibattito europeo in merito all’integrazione di persone immigrate. Questo, in estrema sintesi, il percorso di tale dibattito: • 1999: Consiglio EU di Tampere, che sancisce per la prima volta che l’integrazione è un obiettivo e che deve favorire il fatto che per gli immigrati valgano gli stessi diritti dei cittadini EU • 2004: Hague Program, che afferma un concetto più ampio di integrazione che si traduce in alcuni principi di base su cui si devono basare le politiche EU in merito • 2009: Stockholm Program, che sancisce che l’integrazione richiede politiche condivise tra gli stati e coordinate con politiche in altri campi (occupazione, educazione e inclusione sociale); è definito un Handbook dell’integrazione che riassume le best practices (l’ultima edizione è la terza, di Aprile 2010). Valorizzare i risultati di questo percorso intellettuale nel progetto ha consentito di non “partire da zero” e valorizzare esperienze già fatte da un lato e meglio sostenere il committente e la comunità con le scelte progettuali. Si sono in particolare valorizzati i principi dell’integrazione elaborati in chiave europea, di seguito riportati:

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1. L’integrazione è un processo dinamico bilaterale di adeguamento reciproco da parte di tutti gli immigrati e di tutti i residenti degli Stati membri. 2. L’integrazione implica il rispetto per i valori fondamentali dell’Unione europea. 3. L’occupazione è un punto chiave del processo di integrazione ed è fondamentale per la piena partecipazione degli immigrati, per il loro contributo alla società ospite e perché tale contributo sia visibile. 4. Avere una conoscenza di base della lingua, della storia e delle istituzioni della società ospite è premessa indispensabile per integrarsi; mettere gli immigrati in condizione di acquisire tale conoscenza è fondamentale per un’effettiva integrazione. 5. Gli sforzi nel settore dell’istruzione sono cruciali per la preparazione degli immigrati, soprattutto quelli di seconda generazione, in vista di una loro partecipazione positiva e più attiva alla società. 6. L’accesso degli immigrati alle istituzioni e a beni e servizi pubblici e privati, su un piede di parità con i cittadini nazionali e in modo non discriminatorio, costituisce la base essenziale di un’integrazione migliore.


Figura 13. Struttura dei corsi online proposti.

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7. L’interazione frequente fra immigrati e cittadini degli Stati membri è un meccanismo fondamentale per l’integrazione. Forum comuni, dialogo interculturale, educazione sulle comunità di immigrati e sulle loro culture, condizioni di vita stimolanti in ambienti urbani sono tutti fattori che potenziano l’interazione tra immigrati e cittadini degli Stati membri. 8. La pratica di culture e religioni diverse è garantita dalla Carta dei diritti fondamentali e deve essere salvaguardata se non è in conflitto con altri diritti europei inviolabili o con le legislazioni nazionali. 9. La partecipazione degli immigrati al processo democratico e alla formulazione delle politiche e misure che li riguardano, in particolare a livello locale, ne promuove l’integrazione. 10. L’inclusione delle politiche e misure di integrazione in tutti i pertinenti portafogli politici e a tutti i livelli di governo e servizio pubblico è una considerazione importante nella formulazione e attuazione della politica pubblica. 11. Occorre sviluppare obiettivi, indicatori e meccanismi di valutazione chiari per adattare la politica, valutare i progressi verso l’integrazione e rendere più efficace lo scambio di informazioni. A partire da tali principi si è definito di adottare l’assunto che l’integrazione: • è un processo e non uno stato (non è raggiungibile una volta per tutte ed è sempre “migliorabile”) • è il “risultato” di una relazione a due vie tra l’individuo immigrato e il contesto

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• è la premessa perché l’immigrato percepisca effettivamente vincoli ed opportunità del contesto e riesca quindi a raggiungere, compatibilmente con la cultura ospitante, i propri obiettivi individuali. Si è inoltre assunto che lo studente straniero integrato è capace di gestire relazioni: • in una cultura diversa dalla propria, facilitando l’integrazione intesa come un “processo di adeguamento bilaterale di adeguamento reciproco” (vd. Linee Guida) - Moduli della categoria 1 • con tutti gli elementi del contesto in cui è chiamato a vivere, facilitando il raggiungimento dei suoi obiettivi nel rispetto delle regole implicite ed esplicite - Moduli della categoria 2 Sulla base di tali assunti si è definito il modello di base di seguito riportato. Il punto di vista è quello dello studente (“Io”). Lo studente instaura relazioni a due vie con il contesto, che in ordine di “vicinanza” allo studente si compone di diversi elementi: i colleghi e gli amici italiani e stranieri; l’università in cui studia; i servizi pubblici e privati; il mercato del lavoro in cui si colloca/ collocherà; il contesto nazionale; il contesto comunitario.


La macro progettazione: moduli e connessione con gli assunti di base

I moduli sono divisi in due categorie. I moduli che si concentrano sull’insieme delle frecce, cioè che pongono le basi per la relazione con il contesto in una cultura nazionale diversa dalla propria. Questi moduli sono i seguenti: 1. Come relazionarmi con culture diverse: ha l’obiettivo di facilitare la gestione dell’impatto (potenzialmente traumatico) con culture diverse e facilitare la comprensione del processo di rispetto e valorizzazione delle diverse culture nazionali. 2. Come relazionarmi con la cultura italiana: ha l’obiettivo di spiegare le caratteristiche della cultura nazionale italiana. I moduli che si concentrano sulla gestione di ogni freccia, cioè delle relazioni individuo – contesto che sono assunte come importanti dal nostro modello di base.

Tali moduli sono i seguenti: 1. Come relazionarmi con i miei amici: ha l’obiettivo di facilitare una comunicazione efficace in senso ampio. 2. Come relazionarmi con i miei colleghi di studio e lavoro: ha l’obiettivo di facilitare la costruzione di high performance team con task professionali / di studio. 3. Come relazionarmi con l’università: ha l’obiettivo di spiegare la struttura e le regole (vincoli, opportunità) del sistema universitario italiano. 4. Come relazionarmi con il sistema dei servizi pubblici e privati: ha l’obiettivo di facilitare l’accesso a servizi quali il permesso di soggiorno, gli affitti, il sistema sanitario, etc. (vincoli, opportunità). 5. Come relazionarmi con il mercato del lavoro: ha l’obiettivo di spiegare come cercare e trovare lavoro in Italia (CV, contratti, stipendi, posizioni, vincoli, opportunità). 6. Come relazionarmi con il Paese che mi ospita: ha l’obiettivo di facilitare una comprensione delle caratteristiche, della storia e delle istituzioni nazionali (vincoli, opportunità). 7. Come relazionarmi con L’Unione Europea: ha l’obiettivo di facilitare una comprensione delle caratteristiche, della storia e delle istituzioni comunitarie (vincoli, opportunità). Nella tabella seguente i nove moduli sopra illustrati sono collegati ai principi dell’integrazione elaborati in chiave europea.

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Tabella 2. Corrispondenze tra i moduli formativi e i principi europei di integrazione.

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diretta o indiretta

Figura 14. Esempio di corso multimediale online in auto-apprendimento.

Il formato didattico dei corsi online in autoapprendimento

La progettazione del formato multimediale dei corsi online è stata molto articolata, perchÊ ha dovuto tenere conto delle forti differenze nelle competenze e nella conoscenza della lingua nella popolazione degli studenti.

La struttura prevede che dopo un test iniziale di posizionamento, lo studente abbia accesso alle due lezioni che compongono ciascun corso. Ogni lezione, a sua volta, è suddivisa in tre moduli auto-consistenti.

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I moduli sono costituiti da contenuti multimediali in cui sono intervallati momenti di fruizione passiva con altri interattivi attraverso l’uso di percorsi guidati e momenti di pre- e post-assessment, volti a incuriosire (nel primo caso) o verificare (nel secondo) la conoscenza dell’argomento mentre si studia. La lingua principale del corso è l’inglese, in quanto la ricerca aveva evidenziato una non sempre perfetta conoscenza della lingua italiana. Tuttavia ogni lezione viene introdotta da un tutor virtuale che in lingua italiana crea la dovuta familiarità con la terminologia dei contenuti presentati. Per chi preferisse seguire la lezione in italiano o semplicemente volesse impratichirsi con la lingua, sono comunque messe a disposizione sia la traduzione scritta dei testi che la loro versione audio.

Ogni corso viene chiuso da un video-riassunto tenuto direttamente dal docente, questa volta esclusivamente in lingua italiana. Completata la fruizione del corso lo studente può tentare il test finale e, in caso di esito positivo, richiedere l’attestato di partecipazione. La micro progettazione: i contenuti dei 9 corsi Di seguito si riportano i contenuti dei moduli formativi online

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Tra queste istituzioni la Commissione riveste un ruolo particolarmente importante nell’implementazione delle politiche comunitarie, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi che l’Europa si è posta nei vari settori. Questi obiettivi vengono perseguiti tramite una serie di strumenti non solo legislativi, ma anche economico finanziari. Nella seconda lezione del corso si discutono le politiche comunitarie ad un livello molto pratico, per fornire strumenti utili allo sviluppo della carriera degli studenti che hanno trascorso un periodo di studio in Italia. Docente Mariano Gallo

1. L’UNIONE EUROPEA PER CITTADINI EXTRA UE Obiettivo di questo corso è stato fornire ai fruitori alcune nozioni di base su cosa sia L’Unione Europea e su quale sia stato il processo che ha portato all’unificazione di ventisette stati in un’entità politica unica al mondo, ma non per questo meno importante o meno determinante di altre. Vista la storia dell’integrazione il corso esplora il funzionamento dell’UE e in particolare focalizza l’attenzione su alcuni concetti come quello di “Delega di sovranità”. All’interno delle lezioni del corso si possono comprendere quali siano le istituzioni dell’Unione Europea che svolgono una funzione chiave nella regolamentazione di molti aspetti della vita comunitaria e dunque della vita dei cittadini.

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Figura 15. Corso “Unviersità”: esempio di lezione.

2. SERVIZI PUBBLICI E PRIVATI Il corso ha l’obiettivo di guidare i partecipanti nei principali adempimenti da effettuare arrivati in Italia. Il corso è strutturato in due lezioni divise in tre moduli ciascuna.La prima lezione fornisce informazionisu tutti gli aspetti necessarie basilari da svolgere quando si arriva in Italia, ad esempio come ottenere il permesso di soggiorno l’alloggio, o l’assistenza sanitaria. Nella seconda lezione sono state approfondite informazioni su come viaggiare in Italia, su come avere un numero di telefono italiano,come aprire un conto corrente e come trascorrere il tempo libero. Docente Sara Frontini

3. IL MERCATO DEL LAVORO: CHIAVI E STRUMENTI DI LETTURA All’interno di questo corso e nello specifico nel primo modulo della prima lezione è stato illustrato il mercato del lavoro italiano, i settori che assumono maggiormente e che tipo di competenze sono richieste dalle varie tipologie di professione. Nel secondo e terzo modulo sono stati illustrati i tipi di contratto che possono essere utilizzati in Italia, che tipologia di contratto utilizzare per uno studente lavoratore e quali sono i canali per la ricerca del lavoro. Nella seconda lezione invece sono stati forniti gli strumenti per la costruzione del cv secondo il modello europeo e per la gestione di un colloquio di lavoro. In particolare sono stati forniti anche suggerimenti per evitare errori che possono essere fatti in fase di ricerca di un lavoro. Docente Monica Riva

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4. IL SISTEMA UNIVERSITARIO ITALIANO Il corso ha presentato innanzitutto il sistema universitario italiano e il suo funzionamento. In particolare è stato approfondito il tema del sistema educativo italiano in generale e tutti i passi che precedono l’arrivo in università. Sono state passate in rassegna tutte le opportunità offerte dal sistema educativo superiore, sia per quanto riguarda il settore universitario sia riguardo il settore non universitario. Avere una visione completa delle possibilità di studio in Italia è determinante per potersi orientare correttamente nel vasto panorama dell’offerta formativa superiore.

La prima lezione si conclude con un modulo dedicato alla ricerca ed al conseguimento del dottorato di ricerca in Italia. La seconda lezione è stata dedicata a dare informazioni su tutti gli aspetti pratici e di dettaglio che riguardano il mondo universitario e la vita da studente universitario. Nel primo modulo viene spiegato come è strutturato il calendario accademico, le lezioni e gli esami. Il secondo modulo è stato dedicato al mondo del diritto allo studio e quindi alle opportunità dedicate agli studenti per sostenerli durante il periodo di studi sia in termini economici sia di servizi. Infine la docente ha fornito piccoli spunti per vivere meglio e in modo divertente l’università, sono state presentate le attività di incontro tra studenti e le attività che vengono organizzate dalle diverse strutture come il CUS (centro sportivo universitario) e le diverse associazioni studentesche. Docente Laura Gabrieli

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5. COME RELAZIONARSI CON CULTURE STRANIERE Il corso parte dalla descrizione di schock culturale, cioè dalla difficoltà che le persone normalmente incontrano nel momento in cui vanno a vivere in un Paese straniero. In questa prima parte del corso la docente ha descritto quali sono le fasi che caratterizzano normalmente lo schock culturale, ma soprattutto indicato quali sono gli strumenti che le persone possono utilizzare per arrivare più rapidamente possibile alla fase di adattamento. Il resto del corso è dedicato a capire in che modo la cultura nella quale si è cresciuti e dalla quale si proviene orienti la nostra lettura e in un certo qual modo l’interpretazione delle situazioni nuove nelle quali ci veniamo a trovare. Nella seconda parte del percorso la docente ha presentato le dimensioni culturali, cioè gli elementi che sono stati Identificati, descritti e misurati dai principali ricercatori di questo settore. Docente Raffaella Bossi Fornarini

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6. COME AFFRONTARE LA CULTURA ITALIANA Obiettivo del corso è aiutare gli studenti stranieri che vivono in Italia ad accelerare la loro capacità di interpretare nel modo più corretto possibile i comportamenti degli italiani e quindi a diminuire le tensioni, le incomprensioni, i malintesi e trarre il massimo vantaggio da questa esperienza di vita in un Paese straniero. Il corso è stato dedicato a capire quali comportamenti gli studenti molto probabilmente incontreranno in Italia e da quali valori sono originati. Docente Raffaella Bossi Fornarini


7. COME COMUNICARE CON COLLEGHI DI LAVORO E DI STUDIO L’obiettivo di questo corso è quello di supportare gli studenti stranieri venuti in Italia a frequentare l’università ed aiutarli a capire come possono costruire relazioni solide in ambienti professionali. Per farlo la docente ha iniziato dal colloquio di lavoro. In questa parte ha mostrato quali sono gli elementi di comunicazione principali che devono essere gestiti e controllati in queste situazioni e ha anche dato una serie di suggerimenti su come creare la migliore impressione in occasione di interviste di lavoro. Nel caso il colloquio porti a un contratto di collaborazione, è fondamentale consolidare la “buona impressione” fatta con la presentazione delle competenze: per questa ragione sono stati proposti gli argomenti principali da considerare nella vita lavorativa in Italia, con una riflessione su elementi di comunicazione quali la necessità di valutare l’importanza della gerarchia e quindi di saper comunicare nel modo migliore con tutti i livelli dell’organizzazione. Il corso ha anche mostrato come fare in modo di creare solidi rapporti con le persone con le quali si lavora. Visto che in l’Italia è forte l’orientamento alle relazioni, si è dedicato una parte di questo corso a guidare le persone a capire come comunicare nel modo migliore in occasioni di intrattenimento legate comunque agli ambienti professionali.

8. COME COMUNICARE CON GLI AMICI Vivere in una cultura diversa richiede di fare molta attenzione e di riflettere su qual è il nostro modo preferito di comunicare e qual è quello invece preferito nel Paese in cui dobbiamo vivere, studiare e lavorare. Per facilitare questo aspetto dell’integrazione in una cultura diversa, questo corso si è concentrato sulla presentazione di diversi elementi di comunicazione in modo da fornire gli strumenti per riflettere e massimizzare le interazioni con diverse persone. Inoltre riflettere sui diversi elementi della comunicazione porterà a comprendere come alcuni modi di comunicare che sono acquisiti e considerati normali possano essere inappropriati o poco efficaci nel nuovo contesto culturale nel quale ci si trova ad agire. Docente Raffaella Bossi Fornarini

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9. L’ITALIA All’interno di questo corso è stata raccontata l’Italia attraverso numeri, suoni e colori. Un piccolo ma dovuto approfondimento è stato dedicato alla storia, alla geografia, alla demografia, al clima e alla religione. Sono stati messi in luce alcuni degli aspetti culturali ed artistici che caratterizzano il nostro Paese. È infatti universalmente riconosciuto il contributo, immenso e vario, che l’Italia ha portato alla cultura mondiale nel corso della sua lunga storia. Non meno determinante è stato il contributo nei campi delle scienze in cui spiccano il genio di Leonardo da Vinci e quello del padre della moderna scienza Galileo Galilei. Si presentano poi anche i campi del cinema, del design e della moda, in cui l’Italia ricopre oggigiorno certamente un ruolo predominante a livello mondiale. Per la sua grande cultura così come per le bellezze naturali ed artistiche l’Italia è anche chiamata “Il bel Paese”. Per dare un utile strumento di viaggio e orientamento alla scoperta dei più bei luoghi del nostro Paese sono state raccontare una ad una le regioni Italiane.

I corsi in presenza Il processo di progettazione

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Il processo di progettazione della formazione in presenza si è basato sui seguenti assunti: • i docenti da attivare per la progettazione dei corsi in aula avrebbero dovuto essere diversi dai docenti attivati per la progettazione dei contenuti online, al fine di fornire agli studenti più interessati anche punti di vista diversi

• i contenuti dei moduli avrebbero dovuto essere integrativi dei contenuti della formazione a distanza, anche perché vi era l’ipotesi che uno studente potesse prendere parte ai moduli in presenza dopo aver frequentato tutti i moduli a distanza, quindi era necessario evitare sovrapposizioni • le sedi e i tempi di erogazione avrebbero dovuto essere congrui con le esigenze del target di riferimento, anche in relazione al fatto che tali corsi non erano inclusi nei percorsi curriculari degli studenti ma del tutto aggiuntivi alle “normali” attività accademiche. In questa logica si è deciso di attivare tre corsi di due giorni, per i quali sono state previste edizioni sia a Roma che a Milano. Per quanto riguarda le procedure di selezione e organizzazione si sono definiti i seguenti criteri: • selezionare gli studenti che hanno fruito e terminato entro la chiusura delle iscrizioni il maggior numero di corsi online del portale Inte.S.E.. A parità di corsi fruiti si procede per ordine di presentazione della domanda • i candidati prescelti vengono avvisati attraverso una mail all’indirizzo fornito in fase di registrazione • ad ogni partecipante che ha partecipato al 100% del corso (16 h) viene rilasciato un attestato di partecipazione da parte di MIP e METID • i materiali dei corsi vengono consegnati in formato digitale su una chiavetta USB


I contenuti dei 3 corsi Di seguito si riportano i contenuti dei moduli formativi in presenza e una breve descrizione del profilo del docente di riferimento. 1. TEAM WORKING FOR CREATIVITY AND INNOVATION Il corso è stato progettato per coinvolgere i partecipanti in un’esperienza in team che aiuti loro nel guidare o essere parte di un team creativo. La natura esperienziale delle attività che verranno proposte fornisce la base per una esperienza che possa evidenziare diversi aspetti legati al team working e alla creatività e, nello stesso tempo, sviluppi coinvolgimento e motivazione. Il corso descrive e tratteggia alcune riflessioni sulla gestione di un processo creativo e identifica gli aspetti rilevanti legati alla creatività collettiva. Il docente nel corso ha fornito una base teorica con alcune definizioni di base su creatività, lavoro in team e tecniche creative per il lavoro in team. Docente Stefano Cirella 2. MANAGING BUSINESS IN A GLOBAL ECONOMY Ormai da decenni l’economia globale è caratterizzata da un forte processo di deindustrializzazione dei Paesi ad alto reddito pro capite. Di conseguenza le economie di questi Paesi vanno evolvendo da economie fortemente industrializzate ad economie caratterizzate da una forte prevalenza della quota di valore generate nel settore dei servizi.

La vastità e la profondità di tali cambiamenti hanno avuto e continueranno ad avere importanti effetti sul modo in cui le imprese debbono operare se vogliono essere profittevoli e competitive. Nei due giorni di corso si sono discussi alcuni dei problemi che le imprese debbono affrontare in questo nuovo scenario. In particolare i temi centrali del corso rispondono alle seguenti domande: Quali sono le nuove caratteristiche del processo produttivo, che gli economisti identificano ormai con l’espressione ‘globalmente integrato’? Quali sono stati i cambiamenti indotti nello scenario competitivo dalla grande recessione 2007-2010? Quali saranno gli effetti dello spostamento dei ‘motori di crescita’ dai Paesi ad alto reddito pro capite a Paesi a basso reddito pro capite? Quale il ruolo delle politiche economiche nel dare forma all’ambiente competitivo? Entro quale quadro giuridico operano le imprese italiane e quali sono i vincoli giuridici entro cui deve operare l’impresa globalmente integrata? Quali sono i problemi che si incontrano nel gestire la muticulturalità in ambiente aziendale? Quali sono i fondamenti del diritto societario italiano? Le prospettive di crescita sono le stesse per tutti i BRICs? Docente Fabio Sdogati

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3. MULTICULTURAL MANAGEMENT Il corso ha l’obiettivo di rivedere e aggiornare gli approcci classici alla globalizzazione e alla diversità culturale, presentare nuovi paradigmi, strategie e tattiche per soddisfare i bisogni generati da nuovi scenari e valutare la natura dei conflitti interculturali e individuare strategie efficaci per la loro gestione. Durante il corso sono stati spiegati alcuni esempi di conflitti influenzati dalla cultura nazionale e alcune dinamiche di negoziazione e mediazione in culture differenti. Docenti Luciano Traquandi e Raffaella Bossi Fornarini

I corsi online di italiano Coerentemente con il macro-obiettivo del Progetto Inte.S.E., ai fini dell’insegnamento della lingua italiana agli studenti iscritti è stato adottato un modello fondato su due capisaldi: • insegnamento integrato della lingua e della cultura italiana; • approccio didattico orientato a promuovere fattivamente l’itegra zione degli studenti stranieri, a li vello tanto metodologico (stile co municativo, interattivo, incentrato sullo studente) quanto tematicocontenutistico (uso della lingua in contesti pragmatico-situazionali, espressioni idiomatiche). Docente Silvia Memelli

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Il corso, erogato a partire dalla metà di febbraio e con termine previsto per la fine di giugno 2011, ha visto l’attivazione di cinque classi virtuali, definite in conformità ai livelli individuati dal Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue e battezzate con i nomi di noti artisti italiani (“Caravaggio” e “Leonardo” – A1; “Michelangelo” – A2; “Botticelli” – B1; “Raffaello” – B2/C1). Le lezioni si sono svolte in modalità completamente sincrona. Al fine di preservare l’approccio comunicativo prescelto, fin dall’inizio è parso opportuno contenere il numero di partecipanti per ogni classe.


L’avvio dei corsi è stato preceduto da una sessione di needs analisys. In vista dell’iniziale ripartizione in classi, poi rivista sulla base delle effettive competenze degli studenti, in fase di iscrizione è stato chiesto ai candidati di dichiarare il proprio livello di conoscenza della lingua italiana suggerendo peraltro, a chi non ne avesse precisa nozione, di scoprirlo attraverso uno strumento informatico adeguato (Dialang).

Il corso è stato suddiviso in quattro moduli tematici, sviluppati uno al mese: modularità che ha favorito non solo l’inserimento dei new comers a corso già iniziato, ma anche la reintegrazione degli studenti assenti per più lezioni consecutive. In ogni modulo è stato affrontato un aspetto della cultura italiana, concordato a monte dalla docente con le classi per assecondare gli effettivi interessi dei discenti.

Figura 16. Pagina di accesso ai corsi online di italiano.

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Figura 17. Aula virtuale dedicata agli studenti del corso online di italiano.

“La spesa”, “Alla stazione”, “Abbigliamento” e “La città” sono ad esempio le tematiche situazionali proposte alle classi A1 (funzioni comunicative base contestualizzate entro i frame situazionali più comuni della “everyday life”); “Festività & tradizioni”, “Le parole della musica” e “Località turistiche & cucina” quelle affrontate con le altre. Ai moduli è stata data la seguente articolazione:

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1ª settimana: SL (sessione live) con docente; 2ª settimana: SL con docente; 3ª settimana: lavoro di gruppo (per stimolare il lavoro di gruppo e quindi la mutua conoscenza tra i partecipanti); 4ª settimana: SL con docente (presentazione e correzione dei lavori di gruppo).


Figura 18. Uno dei post della rubrica Italian Idioms.

La scelta di creare un corso completamente online all’interno di un’aula virtuale è stata determinata dalla volontà di dare spazio a tutte e quattro le competenze chiave (ascolto, parlato, lettura, scrittura), permettendo la frequenza a persone iscritte da qualsiasi città italiana. Durante le lezioni sono state proposte varie attività didattiche, fra cui:

• discussioni tematiche a partire da un input del docente (immagine, breve testo, video ecc.) • produzione scritta di brevi frasi in chat e correzione del docente • lettura/ascolto di brevi testi • visione di filmati online • pillole grammaticali.

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Per ogni classe è stato allestito un ambiente virtuale privato (sottocomunità) dotato di registro, accesso all’aula virtuale, area documenti, calendario e forum. Le registrazioni delle lezioni online, i materiali impiegati in aula e i link suggeriti sono stati puntualmente caricati in un apposito archivio di classe, onde consentire lo studio e il recupero individuale in asincrono. Fra una lezione e l’altra non è mancata la consegna di alcuni compiti agli studenti. A metà del percorso è stata somministrata una prova intermedia al fine di valutare i progressi degli studenti. Il test, scritto e svolto in autonomia, ha ricompreso esercizi compilativi (completa la casella, associazioni, ecc.) e un’attività di composizione a tema. Il test di fine corso, diversamente, consisterà in un’attività orale, individuale o a coppie, assegnata dalla docente e diversificata in base al livello delle classi (conversazione/intervista fra studenti per gli A1; presentazione di una ricerca o di altro lavoro per gli altri, eventualmente corredata da materiali prodotti dagli studenti). Il test finale sarà preceduto da una simulazione. Il corso si concluderà con il rilascio di un attestato di frequenza.

Quale stimolo ludico e incentivo a migliorare le proprie conoscenze linguistiche, a corollario del corso vero e proprio sono stati proposti contenuti integrativi: • piccoli enigmi sulla cultura italiana, in inglese e in italiano • espressioni idiomatiche e gergali ad alto uso, in italiano. Per tali contenuti si è adottato il formato blog, con cadenza di un post a settimana per il primo (EnigmItaly) e di uno al giorno per il secondo (Una mela al giorno: Learn the Idioms, Speak the Idiom), già descritti precedentemente.

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Figura 19. La struttura del corso di formazione online di italiano.

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Conclusioni

Per il progetto Inte.S.E. non si vuole parlare propriamente di conclusioni. Vogliamo anzi considerare l’esperienza di questi mesi di lavoro come il punto di partenza per proseguire il percorso di sperimentazione, di allargamento della partnership e dei servizi, di confronto e verifica e quindi di miglioramento. Sarà necessario continuare a sostenere la comunicazione del progetto per favorire l’accesso di un numero sempre maggiore di università in modo che il portale possa diventare un reale punto di riferimento per tutti gli studenti stranieri che accedono ai corsi di laurea italiani.

Un tema di lavoro importante sarà costituito dal rapporto con le istituzioni, con l’obiettivo dirigere gli sforzi verso mete condivise, a cominciare dal Ministero dell’Interno, dal MIUR, dal Ministero degli Esteri in primis e dalla CRUI, che può recitare un ruolo importante in termini di diffusione nazionale. Le Università coinvolte potranno avere l’opportunità di sfruttare risorse del portale e di valorizzare tutte le sue potenzialità a supporto delle loro esigenze specifiche. L’offerta formativa online potrà essere integrata da nuovi corsi, puntando per esempio sui temi del lavoro e dell’interculturalità e potrà portare anche al coinvolgimento anche di studenti italiani, perché questi possono essere un motore eccezionale nel velocizzare i processi di integrazione. In questa prospettiva sarà indispensabile continuare a confrontarci con altre esperienze già esistenti, nell’ottica di individuare sinergie e occasioni di fertilizzazione, importando modelli già sperimentati con successo in altri contesti ed instaurare un dialogo anche fuori dai confini italiani per attivare un confronto con le esperienze sviluppate in altri Paesi europei. Tutto ciò sarà però possibile solo se ci sarà l’opportunità di continuare e rafforzare il confronto non solo con il mondo accademico, ma anche con i Ministeri coinvolti e con tutte quelle strutture che supportano l’ingresso degli studenti stranieri nelle Università italiane:dalle Prefetture ai soggetti che partecipano ai Consigli Territoriali per l’Integrazione, alle associazioni alla società civile nel suo complesso.

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Governance

Direttori Scientifici

Responsabile Amministrativo

Prof. Alberto Colorni Prof. Gianluca Spina

Paolo Scacchi Fondazione Politecnico di Milano

Comitato di Pilotaggio

Le Università Partner

Graziano Dragoni Direttore Generale Politecnico di Milano

Le università che hanno aderito al progetto sino al Giugno 2011, oltre al Politecnico di Milano sono:

Susanna Sancassani Managing director, METID Politecnico di Milano

Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Antonio Calabrese Responsabile area Corporate, MIP Politecnico di Milano

Politecnico di Torino

Comitato di Gestione

Università Ca’ Foscari Venezia

Stefano Menon, METID Politecnico di Milano

Calcif - Università degli Studi di Milano

Marco Caniato, METID Politecnico di Milano Sarah Lupu, METID Politecnico di Milano Alessio Campi, Fondazione Politecnico di Milano Daniele Bignami, Fondazione Politecnico di Milano Cristian Prandin, Fondazione Politecnico di Milano Mattia Dolci, MIP Politecnico di Milano Marco Guerci, MIP Politecnico di Milano, Gabriele Faggioli, MIP Politecnico di Milano

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Università degli Studi di Milano Bicocca

Università IUAV di Venezia Università degli Studi di Padova Università degli Studi di Pisa Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Università degli Studi di Trieste Welcome Office Friuli Venezia Giulia


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Le universitĂ  partner


www.intese.eu

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